2336 / Ricaldone Pietro / 1939-9-8 /
8 settembre 1939
M. R. Sig. Don Ricaldone,
A riposo finale degli esercizi dei confratelli, F. M. A. opere e miei, un po’ di rendiconto.
Mi pare che tutti abbiano usufruito bene della grazia di Dio: due mute per i confratelli; due mute per le Figlie di Maria A.; una per Hikari no sono; una Ospizio di Miyazaki, una seminaristi. E Deo gratias!
Per me: sanità, nulla di speciale, ma di tanto in tanto non sono più quello di prima ed è naturale. La grave batosta avuta in Italia non si è ancora sopita; ma fiat voluntas Dei.
Studio e lavoro: non manca e potrei decuplicarlo, se fosse consono alle mie attività; mah, fiat voluntas Dei et Superiorum! La colpa non è certo mia.
Pratiche di pietà: è da anni che insisto per migliorarle; lento progresso, ma ci devo pur riuscire. Regolari.
Sante Regole e voti: nulla di speciale, mi pare.
Carità fraterna: optime.
Prossimamente invierò ai Superiori proposte personali e altri problemi in corso presso i Superiori.
Il confratello Don Dupont ha ricevuto l’ordine di presentarsi alle armi. Pare s’imbarchi il 13 c. m. Già due confratelli giapponesi sono soldati: il ch. Nishimura, già ferito, spero ritorni presto inter nos, ed il coad. Tateishi entrato in caserma il 20 agosto. Domando per loro una preghiera e benedizione speciale. Ne ho poi altri cinque della diocesi (seminaristi) sotto le armi. Per essi pure imploro preghiere.
Per i confratelli al momento nulla di speciale. Il sudd. De Kruyf fu trovato debole di polmoni – riposo per un anno e poi vedremo.
Per me le solite difficoltà; Lei le conosce. A quando il Signore mi esaudirà?
Per me lo ritengo necessario per il bene delle anime e della Chiesa.
E per oggi stop.
Suo nel Signore
Don V. Cimatti, sales.