Decreto di Martirio di Jan Swierc e 8 Compagni

DICASTERIum de causis sanctorum



CRACOVIENSIS


Beatificationis seu Declarationis Martyrii


Servorum Dei


IOANNIS ŚWIERC


et VIII Sociorum


Societatis Sancti Francisci Salesii


in odium fidei, uti fertur, interfectorum



(†1941-1942)


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DECRETUM SUPER MARTYRIO



«Il Signore ha saggiato gli eletti come oro nel crogiuolo e li ha graditi come offerta di olocausto; risplenderanno per sempre perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti» (cf. Sap. 3, 6-7.9).

«Nel nostro secolo sono ritornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi militi ignoti della grande causa di Dio». Con queste parole, nella lettera apostolica Tertio Millennio Adveniente promulgata il 10 novembre 1994, l’allora Pontefice Giovanni Paolo II, oggi santo, ricordava il sacrificio di numerosi cristiani del XX secolo vittime dell’ideologia nazista e comunista.

È in questa pagina drammatica della storia che si inserisce l’esempio di vita e la testimonianza martiriale dei Servi di Dio don Jan Świerc e 8 compagni i quali, nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, lacerato dall’odio e dalle ingiustizie, diedero prova di dedizione totale a Dio e di fedeltà alla vocazione salesiana, conservandosi fedeli al proprio impegno sacerdotale fino all’ultimo istante di vita.

Il 27 giugno 1941 nel campo di concentramento di Auschwitz morirono per mano delle SS don Jan Świerc, don Ignacy Dobiasz, don Franciszek Harazim e don Kazimierz Wojciechowski. Questi ultimi due Servi di Dio, nello specifico, furono uccisi, l’uno al fianco dell’altro, nello stesso momento. Il Servo di Dio don Ignacy Antonowicz morì tre settimane dopo, ovvero il 21 luglio 1941, in conseguenza dei maltrattamenti subiti proprio in quel 27 giugno 1941. Il 5 gennaio 1942 morì nel campo di concentramento di Auschwitz anche il Servo di Dio don Ludwik Mroczek a causa delle torture subite e delle numerose operazioni chirurgiche che ne conseguirono. Pochi mesi più tardi, il 14 maggio 1942, nello stesso campo venne fucilato don Karol Golda, accusato di aver amministrato il sacramento della confessione a due soldati tedeschi al solo fine di estorcere con l’inganno importanti segreti del regime nazista. Il 7 settembre 1942 nel campo di Auschwitz morì anche il Servo di Dio Włodzimierz Szembek: anche nel suo caso furono i maltrattamenti a causarne la morte. Tutti i Servi di Dio citati appartenevano all’Ispettoria salesiana di San Giacinto di Cracovia.

Il Servo di Dio don Franciszek Miśka, appartenente invece all’Ispettoria salesiana di S. Adalberto di Piła, morì nel campo di concentramento di Dachau (Germania) il 30 maggio 1942 a seguito di maltrattamenti e torture.

Don Jan Świerc e i suoi 8 compagni, accogliendo nella propria storia personale il valore redentivo della sofferenza fisica e spirituale, parlano agli uomini di ieri e di oggi con il linguaggio della Croce di Cristo, testimoniando che, proprio quando la morte sembra aver conseguito la propria vittoria, veri vincitori sono coloro che, soffrendo a causa della fede, hanno potuto partecipare in maniera straordinaria alla Croce di Cristo ed aderire al suo disegno salvifico.


Il Servo di Dio Jan Świerc nacque a Królewska Huta (oggi Chorzów, in Alta Slesia) il 29 aprile 1877. Completò gli studi ginnasiali a Torino Valsalice. Tra il 1897 e il 1898 svolse il noviziato ad Ivrea. Qui emise i voti perpetui il 3 ottobre 1899. Il 6 giugno 1903 fu ordinato sacerdote a Torino. Nel 1911 venne nominato direttore della casa di Cracovia dall’allora Rettor Maggiore don Paolo Albera. Dal settembre 1911 all’aprile 1918 ricoprì l’incarico di direttore dell’istituto Lubomirski a Cracovia. Nel 1924, per un periodo di sette mesi, fu impegnato come missionario in America. Dal novembre 1925 all’ottobre 1934 fu direttore e parroco a Przemyśl. Il 15 agosto 1934 venne nominato direttore della casa di Leopoli. Nel luglio 1938 assunse l’incarico di direttore e parroco della casa di Cracovia.

Il 23 maggio 1941 venne arrestato dalla Gestapo insieme ad altri confratelli e condotto in carcere a Montelupich. Il 26 giugno 1941 fu trasferito nel campo di concentramento di Auschwitz e, dopo appena un giorno, venne ucciso: aveva 64 anni di età, 42 di professione religiosa e 38 di sacerdozio.


Il Servo di Dio Ignacy Antonowicz nacque nel 1890 a Więsławice, contea di Włocławek, nella Polonia centro-settentrionale. Nel 1901 entrò nel ginnasio salesiano di Oświęcim, dove rimase fino al 1905. Emise la professione perpetua nell’agosto 1909 in Italia, a Lanzo Torinese. Fu ordinato sacerdote il 22 aprile 1916 a Roma.

Don Ignacy insegnò dogmatica presso lo Studentato teologico di Foglizzo (Torino) tra il 1916 e il 1917. Nel 1919, durante la guerra russo-polacca, fu cappellano militare nell’armata polacca. Tra il 1919 e il 1920 fu a Cracovia come professore dello Studentato teologico. Il 1° luglio 1934 venne nominato consigliere dell’Ispettoria Polacca San Giacinto di Cracovia fino a tutto il 1936. Nel 1936 assunse l’incarico di direttore dello Studentato Teologico Salesiano Immacolata Concezione di Cracovia che mantenne fino all’arresto, avvenuto il 23 maggio 1941.

Fu detenuto per un mese nella prigione di Montelupich a Cracovia, poi venne condotto nel campo di concentramento di Auschwitz. Venne ucciso il 21 luglio 1941. Aveva 51 anni di età, 34 di professione religiosa e 25 di sacerdozio.


Il Servo di Dio Ignacy Dobiasz nacque a Ciechowice (in Alta Slesia) il 14 gennaio 1880. Il 16 agosto 1898 entrò nel noviziato salesiano di Ivrea. Emise i voti perpetui a San Benigno Canavese il 21 settembre 1903. Compì gli studi filosofici e teologici a San Benigno Canavese e a Foglizzo fra il 1904 e il 1908. Il 28 giugno 1908 venne ordinato sacerdote a Foglizzo. Tornato in Polonia, svolse la propria attività pedagogica e pastorale a Oświęcim, a Daszawa, a Przemyśl, a Varsavia e a Cracovia, dove rimase come confessore e collaboratore parrocchiale. Qui venne arrestato insieme ad altri confratelli salesiani il 23 maggio 1941.

Dopo una breve detenzione nella prigione di Montelupich, fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Il 27 giugno 1941 morì a causa dei maltrattamenti e del lavoro disumano. Aveva 61 anni d’età, 40 di professione e 32 di sacerdozio.


Il Servo di Dio Karol Golda nacque il 23 dicembre 1914 a Tychy, in Alta Slesia. Nel 1931 nella Casa salesiana di Czerwińsk visse l’anno di noviziato. Il 15 gennaio 1937 emise la professione religiosa perpetua a Roma. Il 18 dicembre 1938 venne ordinato sacerdote a Roma, dove si trattenne per altri sei mesi per conseguire la licenza in teologia. Nel luglio 1939 tornò in Polonia.

Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, don Karol nell’ottobre 1939 si recò in Slesia e poi ad Oświęcim dove rimase, perché privo del necessario permesso di viaggiare verso l’Italia da parte delle autorità d’occupazione. A don Karol Golda fu affidato l’insegnamento della teologia nell’Istituto salesiano di Oświęcim e fu nominato consigliere scolastico.

Fu arrestato dai funzionari della Gestapo il 31 dicembre 1941 ed ucciso il 14 maggio 1942 ad Auschwitz, dopo appena tre anni e mezzo di sacerdozio.


Il Servo di Dio Franciszek Ludwik Harazim nacque il 22 agosto 1885 ad Osiny, distretto Rybnik in Slesia. Nel 1901 fece il suo ingresso nell’istituto salesiano di Oświęcim per frequentarvi il ginnasio. Completò il noviziato a Daszawa nel 1905/1906. Il 24 marzo 1910 emise i voti perpetui. Fu ordinato sacerdote a Ivrea il 29 maggio 1915.

Tra il 1915 e il 1916 insegnò nel ginnasio di Oświęcim, di cui fu nominato preside tra il 1916 e il 1918. Negli anni 1918-1920 insegnò filosofia nel seminario maggiore salesiano a Cracovia (Łosiówka). Negli anni 1922-1927 il Servo di Dio rivestì l’incarico di direttore del ginnasio salesiano ad Aleksandrów Kujawski. Nel 1927 tornò nuovamente al seminario maggiore di Cracovia come consigliere, insegnante e educatore dei chierici. Nel 1938 fu nominato professore presso la casa di Cracovia-Łosiówka.

Venne arrestato dalla Gestapo a Cracovia il 23 maggio 1941. Fu trasportato dapprima in via Konfederacka e poi, insieme agli altri confratelli, nella prigione di Montelupich. Un mese dopo, il 26 giugno 1941, venne condotto nel campo di concentramento di Auschwitz. Venne ucciso il 27 giugno 1941 sul famoso Ghiaione. Non aveva ancora compiuto 56 anni: di questi 34 furono di professione religiosa e 26 di sacerdozio.


Il Servo di Dio Ludwik Mroczek nacque a Kęty (Cracovia) l’11 agosto 1905. Nel 1917, dopo aver frequentato la scuola a Kęty, venne ammesso nell’istituto salesiano di Oświęcim dove portò a termine gli studi ginnasiali. Svolse il noviziato a Klecza Dolna. Lo completò il 7 agosto del 1922. Emise i voti perpetui il 14 luglio 1928 a Oświęcim. A Przemyśl ricevette l’ordinazione sacerdotale il 25 giugno 1933.

Ordinato sacerdote, lavorò a Oświęcim, a Leopoli, a Przemyśl, a Skawa e a Częstochowa.

Il 22 maggio 1941, appena terminata la celebrazione della messa, venne arrestato e trasferito insieme ad altri confratelli nel campo di concentramento di Auschwitz. Qui morì il 5 gennaio 1942: aveva 36 anni di età, 18 di professione religiosa e 8 di sacerdozio.


Il Servo di Dio Włodzimierz Szembek, figlio dei conti Zygmunt e Klementyna della famiglia Dzieduszycki, nacque il 22 aprile 1883 a Poręba Żegoty, vicino Cracovia. Nel 1907 conseguì la laurea in ingegneria agraria presso l’università Jagellonica di Cracovia. Per circa vent’anni si occupò dell’amministrazione dei poderi della madre e fu impegnato nell’apostolato laico. Il 4 febbraio 1928 entrò nell’aspirantato salesiano di Oświęcim. Sul finire del 1928 iniziò il noviziato a Czerwińsk. Emise la professione religiosa il 10 agosto 1929. Il 3 giugno 1934 ricevette l’ordinazione sacerdotale a Cracovia. Divenne segretario ispettoriale e nel 1941 viceparroco a Skawa.

Arrestato dalla Gestapo il 9 luglio 1942 e imprigionato a Nowy Targ, il 19 agosto successivo fu condotto nel campo di concentramento di Auschwitz, dove stremato dalle sofferenze e dal lavoro disumano morì il 7 settembre 1942, avendo 59 anni, 13 anni di professione religiosa e 8 di sacerdozio.


Il Servo di Dio Kazimierz Wojciechowsky nacque a Jasło (Galizia) il 16 agosto 1904. Rimasto orfano di padre a soli cinque anni, venne accolto nell’istituto del principe Lubomirski a Cracovia. Nel 1920 iniziò il noviziato a Klecza Dolna. Emise i voti perpetui il 2 maggio 1928 a Oświęcim. Fra il 1924 e il 1925 insegnò musica e matematica a Ląd. Il 19 maggio 1935 venne ordinato sacerdote a Cracovia. Nel 1935-1936 fu a Daszawa e a Cracovia, dove insegnò religione e venne nominato direttore dell’oratorio e dell’Associazione Cattolica giovanile.

Il Servo di Dio venne arrestato a Cracovia il 23 maggio 1941 con altri confratelli salesiani. Il 26 giugno 1941 fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz dove, dopo appena un giorno, venne ucciso. Aveva 37 anni di età, 19 di professione e 6 di sacerdozio.


Il Servo di Dio Franciszek Miśka nacque a Swierczyniec (Alta Slesia) il 5 dicembre 1898. Entrò nel noviziato di Pleszów nel 1916. Emise la professione perpetua ad Oświęcim il 25 luglio 1923. Compì gli studi teologici a Torino-Crocetta. Fu ordinato sacerdote il 10 luglio 1927 a Torino. Rientrato in Polonia, nel 1929 fu nominato consigliere e catechista nell’orfanotrofio di Przemyśl. Nel 1931 venne nominato direttore della casa di Jaciążek come direttore e, dal 1936, visse a Ląd, come parroco e poi direttore della casa dei Figli di Maria.

Il 6 gennaio 1941 l’istituto salesiano di Ląd fu trasformato dalla Gestapo in prigione per i sacerdoti della diocesi di Włocławek e di Gniezno-Poznań. A don Franciszek venne affidato dalle autorità tedesche il compito di mantenere l’ordine e provvedere al sostentamento dei detenuti. Per non precisate ragioni fu trasferito più volte a Inowrocław e qui brutalmente torturato. Il 30 ottobre del 1941 il Servo di Dio venne trasportato nel campo di concentramento di Dachau (Germania). Qui, sottoposto ai lavori forzati e a condizioni di vita disumane, il 30 maggio 1942, giorno della Santissima Trinità, spirò nella baracca ospedale del campo. Aveva 43 anni di età, quasi 25 di professione religiosa e quasi 15 di sacerdozio.


Il 17 settembre 2003 a Varsavia iniziò l’Inchiesta diocesana sulla vita, martirio e fama di martirio dei Servi di Dio Henryk Szuman e 121 compagni, morti durante la Seconda guerra mondiale, vittime del nazismo, di cui i Servi di Dio don Jan Świerc e 8 compagni facevano parte. La Causa fu condotta dalla diocesi di Pelplin. Le Inchieste rogatoriali per ogni candidato furono iniziate nelle rispettive diocesi di appartenenza. L’Inchiesta rogatoriale dei Servi di Dio Jan Świerc e sette compagni, si svolse presso l’Arcidiocesi di Cracovia, dal 17 settembre 2003 al 16 maggio 2011. L’Inchiesta rogatoriale del Servo di Dio don Franciszek Miśka si svolse invece presso Ląd dal 28 febbraio 2004 al 12 maggio 2011 ad Aleksandrów Kujawski. Il 24 maggio 2011 si concluse l’Inchiesta diocesana del Servo di Dio don Henryk Szuman e dei suoi 121 compagni, la cui validità giuridica fu riconosciuta da questo Dicastero con decreto del 28 giugno 2013. Il 24 maggio 2019 la Santa Sede permise l’estrapolazione dei 9 martiri dal gruppo di appartenenza e diede l’autorizzazione a procedere. Venne conseguentemente istituita una nuova Causa per il Servo di Dio don Jan Świerc e 8 compagni.

Preparata la Positio, essa fu sottoposta all’esame della Seduta dei Consultori Storici il 28 marzo 2023, e del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 3 dicembre 2024, i quali espressero parere favorevole.

Il 7 ottobre 2025, i Padri Cardinali e Vescovi, riuniti nella Sessione Ordinaria, hanno riconosciuto che i Servi di Dio morirono per la loro fede in Cristo e la loro carità verso i loro fratelli nella prova.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Leone XIV. Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: È provato il martirio e la sua causa dei Servi di Dio Jan Świerc e VIII compagni, nel caso e per il fine di cui si tratta.


Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.




Dato a Roma, il 24 ottobre 2025




Marcello Card. Semeraro

Prefetto




Fabio Fabene

Arciv. tit. di Montefiascone

Segretario