Epistolario-Giovanni-Bosco-III


Epistolario-Giovanni-Bosco-III

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ISTITUTO STORICO SALESIANO - ROM A
F O N T I - S erie prim a, 10

1.4 Page 4

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ISTITUTO STORICO SALESIANO - ROM A
F O N T I - S erie prim a, 10
GIOVANNI BOSCO
SCRITTI EDITI E INEDITI
VOL. X
LAS - ROMA

1.5 Page 5

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Giovanni Bosco
SCRITTI EDITI E INEDITI
Voi. X
EPISTOLARIO
Introduzione, testi critici e note
a cura di
FRANCESCO MOTTO
Volum e terzo
(1869-1872)
1264-1714
LAS - ROMA

1.6 Page 6

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© by LAS - Libreria Ateneo Salesiano
Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 - 00139 Roma
ISBN 88-213-0424-8
Tipografia: Istituto Salesiano Pio XI - Via Umbertide, 11 - 00181 Roma - Tel. 06.78.27.819
Finito d i stampare: Maggio 1999

1.7 Page 7

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A SUA SANTITÀ
GIOVANNI PAOLO II
NEL FAUSTO GIORNO DEL SUO 79° COMPLEANNO
ALLA VIGILIA DELL’ANNO GIUBILARE
18 MAGGIO 1999
«U niti indissolubilm ente a questa Cattedra di verità e al cuor Vostro [...]
non possiam o fa re a m eno di innalzare a Dio in questo giorno un cantico
di ringraziam ento p e r averVi conservato tanti anni a l l ’am ore degli a ffezio ­
nati Vostri fig li [...] ed a gloria della Chiesa»
Torino, 21 giugno 1871
Sac. Giovanni Bosco

1.8 Page 8

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1.9 Page 9

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Sac. Giovanni Bosco
(1815-1888)

1.10 Page 10

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2 Pages 11-20

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2.1 Page 11

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PREMESSA AL VOLUME III
(1869-1872)
Con la pubblicazione delle 454 lettere di questo terzo volume de\\VEpistolario
di don Bosco, che copre gli anni 1869-1872, gli studiosi e i lettori interessati pos­
sono ormai disporre di quasi metà delle lettere del santo che sono state sino ad ora
recuperate. In termini di tempo l’insieme dei tre volum i1spazia per un arco di 38
anni, vale a dire il periodo che va dall’inizio degli studi seminaristici di don Bosco
(1835) all’emergere sulla scena nazionale della sua eminente personalità nei pri­
missimi anni settanta.
È fuor di dubbio che il quadriennio qui considerato è di notevole interesse sia
per la composizione dell’immagine storica dell’educatore piemontese, sia per la
storia del primo sviluppo della società salesiana.
La figura sacerdotale, educativa, carismatica, taumaturgica di don Bosco si va
imponendo e consolidando, nonostante il periodo di inazione dovuto alla gravissi­
ma malattia dell’inverno 1871-1872.
A Firenze e Roma il suo coinvolgimento nelle pratiche relative alle nomine ve­
scovili nelle sedi italiane vacanti e alla soluzione del problema degli exequatur ne fa
salire alla ribalta, anche su giornali e periodici non piemontesi, sia pure in modo spo­
radico, il nome non solo come di un sacerdote zelante e caritatevole, ma anche come
di un personaggio con notevoli entrature negli ambienti governativi e presso la San­
ta Sede. Il Concilio Vaticano I gli offre l’occasione per far conoscere un p o’ ovunque
la sua opera e per intrecciare rapporti con vescovi, che lo invitano a fondare nelle lo­
ro diocesi opere simili a quella di Torino-Valdocco che si onorano di visitare.
In Italia la situazione economica di molti comuni del giovane Regno è tale che
non possono sostenere le scuole che la legge impone loro, per cui è piuttosto facile
il ricorso ad ecclesiastici come don Bosco, che garantisce il servizio scolastico a
prezzi sostenibili, magari in ambienti resi disponibili dalla soppressione di istituti e
conventi da parte dello Stato. Don Bosco rifiuta alcune scuole, ne accetta altre e vi
manda giovanissimi direttori con una manciata di ancor più giovani chierici. Allar­
ga così il suo raggio di azione non solo in Piemonte con l’ampliamento del collegio-
convitto di Lanzo, il trasferimento del piccolo seminario di Mirabello alla più gran­
de casa di Borgo S. Martino (1871) e l’accettazione del collegio di Torino-Valsali-
ce (1872), ma oltre i confini regionali, con l’apertura di ben tre case sulla riviera
1
I primi due: G iovanni B osco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto.
Volume primo (1835-1863), lett. 1-726. Roma, Las 1991, 718 p.; Id ., Epistolario... Volume secondo
(1864-1868), lett. 727- 1263. Roma, Las 1996, 731 p.

2.2 Page 12

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6 Premessa al volume 111
ligure: il collegio-convitto di Alassio (1870), il collegio-convitto di Varazze (che nel
1871 sostituisce quello di Cherasco rimasto aperto tre anni) e l’ospizio di Sampier-
darena che nel 1872 sostituisce quello di Marassi rimasto aperto solo pochi mesi.
La beneficenza pubblica, ma soprattutto quella privata, sia pure a fase alterne,
non viene meno; l’immagine della società salesiana è positiva in molti ambienti,
ecclesiastici e laici; l’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Mornese è ormai
una realtà; il santuario di Maria Ausiliatrice si avvia ad essere un centro di culto di
notevole risonanza, collegante le istituzioni educative di don Bosco con i circuiti
del culto popolare, tenuto vivo anche attraverso le Letture Cattoliche e gli altri testi
editi dalla tipografia salesiana di Valdocco.
È proprio in questi primi anni settanta che don Bosco pare prendere coscien­
za di una propria vocazione che supera i confini piemontesi-liguri per operare in
spazi più ampi della chiesa e della società civile:
«Fra le molte dimande di aprire case altrove avvene una per l’Algeria, l’altra pel Gran
Cairo, la terza per la California. L’ultima sarà forse preferita a tutte le altre» (lett. 1448).
Non è un caso che presto avranno luogo le spedizioni missionarie oltre
Oceano e le fondazioni salesiane in Francia e Spagna.
Allo spirare del 1872 i 32 salesiani con voti perpetui, fra cui tre chierici e quat­
tro «coadiutori», hanno la responsabilità di sei case di educazione, con una popo­
lazione giovanile che, a detta di don Bosco, supera i sei mila. Ma con essi lavora­
no con pari impegno di assistenti e insegnanti 70 professi temporanei e un numero
superiore di ascritti cui l’approvazione della società salesiana da parte della Santa
Sede (1° marzo 1869) ha dato un forte slancio e vigore:
«Quest’anno apriamo tre nuove case, quindi nuovi lavori, nuovi fastidi, nuove spese.
In generale abbiamo tutte le case piene di allievi, che tra tutti sommano a seimila e sei­
cento. [...] Abbiamo quest’anno 110 candidati che entrano nello stato ecclesiastico; di cui
undici da riscattarsi dalla leva militare, e qui nuovi fastidi e nuove spese. Ciò nulla
di meno abbiamo motivo di ringraziare il Signore, poiché per la parte morale abbiamo
niente a desiderare» (lett. 1686).
Dunque il futuro sembra roseo per la nuova società religiosa, anche se le costi­
tuzioni devono essere ancor approvate, la formazione dei soci è carente per la scar­
sità di personale preparato a tale compito, le prime divergenze con l’arcivescovo di
Torino si affacciano all’orizzonte, i conti economici sono continuamente in passi­
vo, il clima politico in Italia, sempre infuocato, non è certamente favorevole a chi
per principio e pubblicamente si schiera dalla parte del papa.
Le lettere del terzo volume
Per il quadriennio qui considerato, 1869-1872, sono stati rintracciati i testi
di 454 lettere, edite e inedite. Esse sono così suddivise:

2.3 Page 13

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Premessa al volume III 7
Anno 1869........... .......... 122 lettere
Anno 1870........... .......... 115 lettere
Anno 1871........... .......... 104 lettere
Anno 1872........... ..........113 lettere
+ 19 lettere attestate ma non reperite
+ 19 lettere attestate ma non reperite
+ 19 lettere attestate ma non reperite
+ 25 lettere attestate ma non reperite
Come nei precedenti volumi, si è optato per porre alcune Appendici. In questo
caso l’Appendice I contiene 82 lettere «attestate ma non reperite», VAppendice II
invece 3 lettere di don Bosco recuperate mentre il presente volume era già in fase con­
clusiva di stampa e che saranno ripubblicate con tutti gli apparati nell’ultimo volume
dell’epistolario; infine nell’Appendice III si sono collocate altre 8 lettere, certamen­
te opera di don Bosco - se ne conservano le minute - ma poi sottoscritte da altri. So­
lo le 3 lettere dell’Appendice II sono considerate nelle tabelle riassuntive del volume.
Il destinatario più frequente risulta essere, come è ovvio, il collaboratore prin­
cipale di don Bosco, don Michele Rua; al secondo posto si colloca, significativa­
mente, una grande benefattrice, la contessa Carlotta Callori; al terzo posto il papa
Pio IX, particolare protettore di don Bosco. Ma ecco la tabella complessiva.
Destinatari
Lettere
Don Michele Rua, salesiano
33
Contessa Carlotta Callori - Torino, Vignale
25
Papa Pio IX
22
Don Giovanni Bonetti, direttore salesiano
16
Don Giovanni Battista Lemoyne, direttore salesiano
13
Contessa Virginia Cambray Digny - Firenze
13
Sindaco Felice Rignon - Torino
13
Marchesa Gerolama Uguccioni - Firenze
9
Mons. Lorenzo Gastaldi, vescovo di Saluzzo, poi arcivescovo di Torino
8
Contessa Carmes Maria Gondi - Firenze
7
Tipografo Pietro Marietti - Roma
7
Cardinal Giacomo Antonelli, Segretario di Stato - Roma
7
Madre Maria Maddalena Galeffi - Roma
6
Madre Eudosia Babin - Torino
6
Segret. Magistero Ord. S.S. Maurizio e Lazzaro (L. Cibrario, M. Castelli)
6

2.4 Page 14

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8 Premessa al volume III
Destinatari
Prefetto Costantino Radicati Talice di Passerano - Torino
Direzione Ferrovie Alta Italia - Torino
Senatore Giuseppe Cataldi - Genova
Don Francesco Tribone - Genova
Sindaco Felice Galli della Mantica - Cherasco
Contessa Carolina Gambaro Cataldi - Genova
Duca Tommaso Gallarati Scotti - Milano
Conte Francesco Viancino di Viancino - Torino
Presidente del Consiglio dei Ministri (G. Lanza, L. F. Menabrea)
Signora Geronima De Camilli
Duca Rodolfo Boncompagni Ludovisi
Mons. Tommaso Ghilardi - Mondovì
Sindaco Giuseppe Droetti - Lanzo
Commendatore Giovanni Battista Dupraz - Torino
Canonico Francesco Della Valle - Alassio
Contessa Brancadoro Emma - Genova
Mons. Giovanni Battista Cerniti - Savona
Don Giovanni Battista Francesia, direttore salesiano
Don Francesco Cerruti, direttore salesiano
Avvocato Carlo Canton - Firenze - Roma
Mons. Alessandro Riccardi di Netro - Torino
Contessa Alessandra Tettù di Camburzano - Fossano
altri...
altri...
Lettere
6
6
6
5
5
4
4
4
4
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
2
1
I destinatari delle 454 lettere, di cui 310 edite in vari volumi delle Memorie
Biografiche o nel secondo volume dell ’Epistolario curato da don Eugenio Ceria,
e 144 non presenti in queste due raccolte, possono sinteticamente essere raggrup­
pate secondo la seguenti categorie.

2.5 Page 15

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Premessa al volume III 9
Destinatari
Sacerdoti, di cui la maggior parte (78) salesiani
Autorità religiose (papa, cardinali, vescovi, vicari generali e capitolari)
Donne, quasi tutte della nobiltà
Uomini, per lo più nobili o comunque ricchi
Ministri, uffici ministeriali, autorità locali
Suore
Circolari varie
Chierici
Giovani
Lettere
110
99
94
75
55
16
15
9
7
Sotto il profilo ecdotico la classificazione delle lettere è la seguente.
Classificazione ecdotica
Orig. aut.
Orig. aut. in fotocopia
Orig. allog. con firma aut.
Orig. allog. senza firma o con firma allog.
Min. aut.
Min. allog. con correz. aut.
Min. allog con data aut.
Copie ricalcate dall’orig. aut.
Copie allog. con data e firma aut.
Copie allog. con firma allog. ma autenticate
Copie a stampa
Copie dattiloscritte
Copie fotografiche
Copie semplici (prive di qualsiasi autenticazione)
Lettere
291
8
20
9
34
12
1
1
1
13
27
2
3
32

2.6 Page 16

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10 Premessa al volume III
Quanto all’attuale ubicazione archivistica delle lettere si veda la tabella che segue.
A rch ivio
Archivio Salesiano Centrale - Roma
Eredi Callori - Milano
Archivio Segreto Vaticano - Roma
Biblioteca M arucelliana - Firenze
Archivio Storico Comune di Torino
Archivio Fedeli Compagne di Gesù - Torino
Archivio Suore Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Biblioteca Apostolica Vaticana - Roma
Eredi Gallarati Scotti - Milano
Archivio Storico Vicariato - Roma
Archivio Vescovile - Mondovì
Archivio Arcivescovile - Torino
Archivio Suore di S. Anna - Torino
Archivio Collegiata S. Ambrogio - Varazze
Archivio Provinciale dei Cappuccini - Genova
Eredi Ricci des Ferres - Cuneo
a ltr i...
Lettere
186 orig., 46 min.
26
21
12
8
6
6
5
3
2
2
2
2
2
2
2
1
Va qui rilevata ancora una volta la difficoltà di trovare lettere di don Bosco in
archivi statali per l’abitudine dei ministri di trasferire sistematicamente e illegal­
mente i documenti ufficiali nei loro archivi privati allorché lasciavano l’incarico,
col risultato che nell’Archivio pubblico, più facilmente a disposizione dello stu­
dioso, non rimangono le lettere di don Bosco che invece avrebbero dovuto esserci.
A parte il fatto che troppo spesso il recupero di alcuni documenti ministeriali diven­
ta un rituale esoterico. Vi si aggiungano i rischi del facile smarrimento di materia­
li come semplici lettere, legati al trasferimento della capitale da Torino a Firenze,
da Firenze a Roma. Ancor più rischiose le peripezie degli archivi di casa Savoia,
trasportati prima in Egitto dal padre di re Umberto dopo la sua abdicazione nel
1946, poi trasferiti in Portogallo, successivamente in Svizzera, dove sono rimasti
fino alla morte dell’ultimo re d’Italia (1983). Da pochi anni sono stati trasferiti a
Torino, ma rimangono forti dubbi che nel frattempo vario materiale sia scomparso.
Fortunatamente però l’Archivio Salesiano Centrale conserva varie di queste minu­
te alla famiglia reale e alle autorità dello Stato.

2.7 Page 17

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Premessa al volume III 11
La città in cui don Bosco inviò più lettere nel quadriennio 1869-1872, Torino
esclusa, è Roma, seguita da Firenze, Genova e Milano. Ecco il quadro completo,
paesi compresi, salvo Vignale-Casale, in quanto è molto difficile distinguere le let­
tere ai conti Callori inviate a questa villa estiva, dove don Bosco fu più volte ospi­
te, da quelle loro mandate direttamente al palazzo a Torino.
Residenza dei corrispondenti
Roma
Firenze
Genova (e dintorni)
Lanzo (e S. Ignazio)
Milano
Borgo S. Martino
Cherasco
Alassio
Mirabello Monferrato
Mondovì
Savona
Fermo
Parigi
Varazze
Acqui Terme
altre località
Lettere
62
37
26
21
13
11
8
6
6
4
4
3
2
2
2
1
A proposito delle località in cui sono state scritte le lettere (considerando però
la località reale in cui vennero redatte e non quella sovente «fittizia» di Torino)
si ha la seguente tabella.
Località di stesura della lettera
Roma
Lanzo
Castelnuovo d’Asti
Firenze
Varazze
Lettere
48
24
8
8
8

2.8 Page 18

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12 Premessa al volume III
Località di stesura della lettera
Lettere
Nizza Monferrato
7
Troffarello
7
Alassio
3
Cuneo
2
Mondovì
2
Peveragno
2
Bricherasio, Casale Monferrato, Costigliole, Galliano, Genova,
Mirabello, Montemagno, Morlupo, Mornese, Passerano, Sestri Ponente
1
Interesse e novità del volume
Per quanti sono portati dalla loro sensibilità culturale a preferire nelle loro
ricerche storiche le cosiddette «fonti letterarie» - di cui fanno parte, spesso pre­
ponderante, appunto gli epistolari, proprio per il loro carattere di spontaneità e di
immediatezza - presumiamo che anche il presente volume tornerà di notevole uti­
lità, così come, per il volume precedente, ha acutamente osservato uno dei massi­
mi conoscitori della figura di don Bosco, Pietro Braido.2
Fermo restando che la filologia fa progressi, anche quando, come in questo
caso, non va alla ricerca di scoop, già la pubblicazione di 141 lettere praticamente
inedite (un terzo del totale) costituisce un fatto di grande rilevanza, considerato che
fra di esse si trovano numerose lettere alle massime autorità del Regno d ’Italia e ai
più alti prelati della curia vaticana, scritte proprio nel mezzo del «vasto dramma
spirituale del Risorgimento» per dirla con Stefano Jacini.3Il felice ritrovamento di
sicura documentazione circa la nomina di numerosi vescovi suggeriti da don Bosco
e accolti dal Governo italiano e dalla Santa Sede e circa l’intervento di don Bosco
fra le due parti in causa in merito alla vexata quaestio della consegna del patrimo­
nio ai vescovi italiani di nuova nomina elimina in un colpo solo tutte quelle incer­
tezze proprie del patrimonio documentario salesiano, spesso raccolto con criteri
cosiddetti «prescientifici». Ora i testi sono ordinati in modo più rigoroso, si è com­
piuto un riscontro sui manoscritti e si è ristabilita una fedele aderenza all’origina­
le, modificando talvolta la versione accettata dalle due raccolte precedenti.
Come sottovalutare poi il valore documentario del carteggio fra don Bosco
e le più alte autorità ecclesiastiche di Torino (mons. Riccardi di Netro prima,
2 cf P. Braido Le opere ed i giorni di don Bosco nell’Epistolario 1864-1868. Introduzione alla lettura,
in «Ricerche Storiche Salesiane» 31 (1997) pp. 239-263; 32 (1998) pp. 7-32.
3 S. J acini, La crisi religiosa del Risorgimento. La politica italiana da Villafranca a Porta Pia.
Bari, 1938, p. 19.

2.9 Page 19

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Premessa al volume III 13
e soprattutto mons. Gastaldi poi), che proprio in questi anni inizia a formarsi, e che
nel decennio successivo sarà destinato ad arricchirsi mediante il coinvolgimento di
tante altre personalità, a Torino e a Roma? Carteggio che, come è noto, per buona
parte verte su rilevanti questioni di giurisdizione ecclesiastica, sulla difficoltà di
comporre in armonia istanze istituzionali e gerarchiche proprie di un Pastore della
Chiesa con quelle di libertà e autonomia rivendicate da un fondatore «religioso».
Di notevole interesse può risultare pure la fitta corrispondenza intrattenuta da
don Bosco con le autorità civili di città e provincie (Prefetti, Questori, Provveditori
agli studi, Sindaci, Consigli Provinciali, Commissioni edilizie, ...) soprattutto per
fondare nuove case, sostenere nuove scuole, costruire nuove chiese. Alle fondazio­
ni in Piemonte e in Liguria si deve aggiungere Roma, città nella quale don Bosco
riuscì a erigere la prima casa salesiana solo dopo un quindicennio di tentativi anda­
ti a vuoto, nonostante la piena disponibilità di Pio IX e vari contatti con i maggio­
ri esponenti politici del Regno.
Si vedrà poi come i contrasti di vario genere che don Bosco dovette affronta­
re, gli insuccessi cui andò incontro non erano sempre e solo frutto di sistematica
ostilità di alcuni, malafede o preconcetti di altri, ma anche di incertezze, contrad­
dizioni, limiti, idiosincrasie dello stesso don Bosco. Si pensi alle sue ossessionanti
insistenze presso i responsabili delle Ferrovie, a tutti i livelli, per avere riduzioni di
tariffe, nonostante i ripetuti abusi; si pensi alla sua pertinacia nel chiedere l’appro­
vazione di un testo costituzionale che non obbediva a richieste, più che legittime,
quanto ai centri di formazione religiosa e sacerdotale. Il discorso vale ancora, ad
esempio, per la «furtiva» ordinazione sacerdotale di Giuseppe Cagliero, che, sep­
pure promossa in buona fede, non sembra conciliarsi con una corretta osservanza
della legge della Chiesa da parte di don Bosco, che pur della Chiesa e del papa si
professa costantemente fedelissimo; e così su un altro versante, la non meno disin­
volta lotteria della primavera del 1872.
A ll’interno del presente volume neppure è da trascurare l’attività di don Bosco
volta alla formazione spirituale-religioso-pedagogica dei membri della società sale­
siana che si avviava ad operare anche a notevole distanza dalla casa madre di
Torino-Valdocco. Lettere circolari ai salesiani e lettere a singoli soci stanno a deno­
tare lo sforzo di don Bosco per modellare il volto caratteristico della sua congre­
gazione in rapida espansione. Fra tutti per numero di lettere indirizzate e per valo­
re del contenuto emerge la figura di don Rua, il massimo confidente di don Bosco,
vero suo braccio destro. Già in questi anni egli affida al suo futuro successore non
solo la gestione ordinaria dell’Oratorio di Valdocco, ma anche il compito di distri­
buire le «ubbidienze» annuali ai salesiani, in sostanza di assumere il ruolo più deli­
cato di un superiore religioso.
Vi si aggiunga che le lettere qui raccolte - mediamente due per settimana -
permettono di seguire le vicissitudini, gli impegni, gli inviti, i viaggi, le malattie,
i problemi quotidiani di don Bosco. Esse perciò offrono un contributo prezioso e,

2.10 Page 20

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14 Premessa al volume III
oserei dire, quasi indispensabile alla ricostruzione il più «obiettiva» possibile della
sua vita,4 tenuto conto che esistono dei codici comunicativi che sgorgano in qual­
che maniera dal contenuto della comunicazione: nessuno può parlare meglio del
«quotidiano» di don Bosco che lui stesso nelle sue «quotidiane» lettere private.
L’epistolario viene così a costituire una preziosa «biografia parallela», tutta
concretezza e realismo, che potrebbe equilibrare quel tono «intimistico», «casalin­
go» e «dilatato» proprio di certe cronache e testimonianze particolarmente devote,
affascinanti e impressionabili, prodotte nel «piccolo mondo antico» di Torino-
Valdocco, e a cui tuttora si dà forse eccessivo credito. Il procedere ad un’eventua­
le revisione delle idées données e delle statu quo interpretativo di un personaggio
non dovrebbe fare meraviglia alla luce dei traguardi raggiunti dalla metodologia
storica di questo fine secolo, anzi fine millennio. La storia infatti, come indagine
razionale e sistematica condotta su fatti, istituzioni e strutture del passato, non può
essere altro che rilettura, riconsiderazione, reinterpretazione e quindi revisione con­
tinua di affermazioni e giudizi precedenti, che si ritenevano definitivi. Detto altri­
menti: disponibilità di nuove fonti, o possibilità di letture nuove di fonti diversa-
mente presentate, permettono un modo nuovo, probabilmente migliore, ma comun­
que più aggiornato e moderno, di «fare storia».5
Un modo di «fare gli Italiani»
Una decina di anni fa Francesco Malgeri, nel corso del Convegno promosso
dall’Università Salesiana in occasione del centenario della morte di don Bosco, sot­
tolineava la «ricca e stimolante presenza di don Bosco e delle sue iniziative, che
segnano profondamente non solo la storia religiosa, ma anche la storia della nostra
società civile, la storia del nostro paese».6
Sulla scorta delle lettere qui pubblicate l’affermazione si può tranquillamente
condividere, aggiungendo però che è vero pure il contrario: vale a dire che anche
la vita e l’opera di don Bosco sono segnate profondamente dal delicato momento
di trapasso culturale, sociale e politico proprio del Risorgimento italiano. I tempi,
4 P. B raido, Le opere e i giorni..., in RSS 31 (1997) p. 239.
5 Agli «addetti ai lavori» sorge spontaneo il riferimento alla perdurante difficoltà nella cerchia sale­
siana (e non solo) di una «lettura critica» delle Memorie dell’Oratorio di don Bosco, tuttora candidamen­
te accolte in chiave di realismo storico, nonostante gli apporti di studi di specialisti dai diversi interessi e
sensibilità, che dovrebbero far aprire gli occhi e la mente sullo schema narrativo che le sorregge.
Analogamente si potrebbe dire per le Memorie Biografiche, la cui autorevolezza quasi «sacra» e l’alone
di riverenza che le circonda costituisce per molti un ostacolo quasi insormontabile ad accogliere i risul­
tati di mezzo secolo di revisione critica da parte di singoli studiosi o di istituti scientifici, con le cortse-
guenze paradossali di ricorrere ad esse anche quando sono disponibili, in edizione critica, le «fonti» delle
stesse Memorie Biografiche, anche quando è documentato come alcuni «testi», pagine ed espressioni don-
boschiane siano frutto di interventi redazionali, correttivi, dei tre compilatori.
6 F. M algeri, Don Bosco e la stampa, in Don Bosco nella storia, a cura di M ario M idali. R om a,
Las 1989, p. 447.

3 Pages 21-30

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3.1 Page 21

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Premessa al volume III 15
i luoghi, le persone, le idee, le sensibilità, le situazioni economiche di un’epoca ini­
ziatasi nei decenni della restaurazione e conclusasi con gli anni del socialismo e
dell’esplosione della questione sociale, sono il «mondo» reale, fisico, sociale e cul­
turale, con il quale don Bosco entra necessariamente in contatto e dal quale in non
piccola misura viene «plasmato».
La corrispondenza di don Bosco di questa fine anni sessanta e inizio anni settanta
non si limita infatti ad interagire col mondo circoscritto e provinciale di Torino, e
neppure con quello degli ambienti ecclesiastici del Piemonte.7Sono frequenti ed in­
sistenti i riferimenti alla società italiana del suo tempo, ai suoi protagonisti e alle sue
istituzioni. In primo piano, come è ovvio, è Torino e la Chiesa; non mancano però, sia
pure smorzata, l’eco e le conseguenze personali dei grandi avvenimenti della vita na­
zionale: il dissidio aperto da un ventennio fra lo Stato e la Chiesa in Italia, l’occupa­
zione politico-militare di Roma, la legge sul servizio militare dei seminaristi, le mi­
sure economico-fiscali adottate per il pareggio dello Stato, i problemi della scuola,
dell’editoria religiosa, dei trasporti, dell’assistenza pubblica e privata, dell’azione
educativa, dell’impegno sociale in rapporto alle enormi trasformazioni dell’epoca.
Sempre dal carteggio emerge come la temperie politico-religiosa conclusasi
con la fine del potere temporale, se in un primo tempo ha condizionato gli incerti
passi iniziali della società salesiana, negli anni settanta invece ne ha favorito, in
qualche modo, la fioritura e la caratterizzazione come un modello di vita, di spiri­
tualità e di apostolato rispondenti alle esigenze e ai bisogni della società civile. È
una società civile da difendere nella sua identità e pratica cristiana, una società
nella quale don Bosco opera con gli strumenti «poveri» di cui dispone: la parola a
stampa della sua tipografia, quella scritta del suo carteggio, quella orale dei suoi
contatti personali. Tutto si svolge in giornate sovraccariche di impegni per la fon­
dazione e la direzione materiale e spirituale di opere che raccolgono masse di
ragazzi «poveri e abbandonati», cui dare una cultura di base o una preparazione al
lavoro, accompagnata da una formazione globale, morale e religiosa.
«Abbiamo in questo stabilimento circa cinquecento giovani ricoverati, appartenenti ap­
punto alla classe più povera del popolo, che attendono agli studii classici; inoltre circa
cinquecento altri tra interni ed esterni che frequentano le scuole elementari che si fanno a
favore della povera gioventù tanto ne’ dì feriali quanto ne’ festivi, non solo di giorno, ma
eziandio di sera» (lett. 1493).
«Supplico pertanto affinché la E. V. si degni concedere quella maggior quantità di vestia­
rio, di calzamenti, coperte di qualsiasi qualità e comunque logore per questi poverelli.
Ogni cencio serve a sollevare la loro miseria, a ripararli dalle intemperie e dai rigori della
stagione» (lett. 1699).
E vero che don Bosco talvolta dilata le cifre, drammatizza le situazioni, è mae­
stro nell’arte della captatio benevolentiae al fine di coinvolgere nella sua azione
7
II fatto non è sfuggito ai curatori della bibliografia sul Piemonte anche per il primo volume
dell'Epistolario di don Bosco: cf P. N otario - N. N ada, Il Piemonte sabaudo. Dal periodo napoleonico
al Risorgimento. Torino, Utet 1993, p. 450.

3.2 Page 22

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16 Premessa al volume III
sostenitori e collaboratori, amministrazioni benefiche private, laici ed ecclesiastici,
politici e non, ma non è men vero che a Valdocco si ha un’altissima concentrazio­
ne giovanile, che le migliaia di ragazzi delle classi popolari che vivono all’interno
o frequentano le case di don Bosco sarebbero rimasti ai margini della società.
Educare, istruire, evangelizzare masse di giovani «pericolosi e pericolanti»: questo
il tipico modo di don Bosco di «fare gli italiani», mentre gli altri, i politici, i mili­
tari e gli intellettuali «facevano l’Italia». E se per fare l’Italia e per sanarne il bilan­
cio si decretano drastiche misure fiscali sul macinato, a don Bosco - che pure in
altri casi si dichiara disponibile «alla tassa, alle formalità e condizione dalle vigen­
ti leggi prescritte» (lett. 1322) - non resta che tentare di ottenere il condono della
tassa per i suoi «distruggitori di pagnottelle»:
«Il loro numero che tra tutti gli stabilimenti monta il 1200, la diminuzione di beneficen­
za, l’aumento delle imposte, la moltitudine di fanciulli abbandonati che da tutta Italia
dimandano ricovero, fanno sperare se non un condono totale almeno parziale della tassa
sul macinato che eccede dodici mila franchi» (lett. 1451).
Come non bastasse il ministero delle Finanze, ad appesantire la situazione
finanziaria della nascente società salesiana interviene il ministero della Guerra con
l’esigere una forte somma per concedere l’esenzione dal servizio militare per i
chierici. «È questa per noi una vera sciagura» (lett. 1486) scrive don Bosco. E se
ne può ben capire il disappunto, con decine di salesiani in età di leva, vere colon­
ne portanti delle prime case salesiane!
Privo di redditi fissi e sicuri, in una fase di forte espansione della sua congre­
gazione, don Bosco è costretto a fare costante appello ai benefattori e a chiedere
aiuto per le sue molteplici necessità (sussidi finanziari, protezioni sociali, sconti e
riduzioni di tasse, indulti ecclesiastici, comprensioni ed eccezioni in ambito scola­
stico). Il lettore non fa fatica ad accorgersi che nella quasi totalità dei casi ottiene
lo scopo: segno inequivocabile che è stato compreso, che non solo è riuscito a farsi
capire e a spiegare la situazione in cui versano le sue iniziative benefiche, ma anche
a toccare le corde del cuore.
«Ma intendiamoci. Io sono povero mendicante e voglio che mi tratti in questo senso per
la camera, per la mensa e per tutto, e quel pane e minestra che mi darà, sia tutto per amore
del Signore» (lett. 1565).
Eppure per i suoi benefattori, e soprattutto per le sue benefattrici, ha a dispo­
sizione «solo» due cose: promesse di preghiere e parole di carità per lenire le
immancabili sofferenze della vita.
«Finché la nostra congregazione esisterà, Ella sarà sempre annoverato fra quegli insigni
benefattori che avranno parte alle deboli preghiere che in pubblico ed in privato avranno
luogo fra i congregati e fra i giovanetti raccolti» (lett. 1282).
«Continui a pregare e si rassegni ai divini voleri. La tabulazione volge al suo fine. Vi sono
cose che adesso sembrano spine, che Dio cangerà in fiori. Un guardo al crocifisso ed un
fia t voluntas tua, è quello che Dio vuole da Lei» (lett. 1356).

3.3 Page 23

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Premessa al volume III 17
«Alziamo gli occhi al cielo e diciamo: Dominus dedit, Dominus abstulit, sic Domino pla-
cuit, sic fa ctu m est; sit nomen Domini benedictum» (lett. 1408).
Sono parole di fede e di consolazione di un prete sincero, dette senza timore:
«Intanto questa è una terribile lezione del nulla di ogni cosa terrena; età, robustezza, posi­
zione gloriosa, carriera splendida facevano strada al figlio amato. La morte troncò tutto»
(lett. 1306).
Grazia del Signore, benedizione del cielo, fiducia nella Madonna, anime da
salvare, carità verso i giovani poveri, amore di Dio operante nella storia di tutti i
giorni, a tutti i livelli e in tutte le condizioni: non sono capitoli di elucubrazioni fatte
a tavolino con una biblioteca a sua disposizione; neppure sono semplici obiter dieta
delle sue lettere; sono sincere espressioni del cuore, prima che della penna e don
Bosco ne fa continuo uso, senza distinzione fra un Presidente del Consiglio e un
giovane deH’oratorio, una ricca contessa e una superiora religiosa, un sindaco di
città e un parroco di paese, il direttore generale delle Ferrovie e un seminarista, il
papa «prigioniero» in Vaticano e il re «occupante» la città di Roma.
Il necessario rapporto fra fede e storia, fra impegno personale di vita cristiana
e condizioni storiche della società, fra chi è dotato di mezzi di fortuna e di un qual­
che potere (politico, sociale, culturale, ecclesiale) e chi ne è privo costituisce una
sorta di programma di carità e di evangelizzazione di grande respiro per laici ed
ecclesiastici, al di là della classe di appartenenza e dei ruoli ricoperti. E in tal modo,
come è stato detto, don Bosco si pone fra quei fondatori che «promuovendo un’a­
pertura verso i problemi della società e affermando in tal modo un rapporto non
concorrenziale o conflittuale col mondo, hanno abbassato lo storico steccato tra
Chiesa e mondo, tra il mondo cattolico e il mondo laico».8
Soprattutto negli anni del compimento deH’Unità d ’Italia don Bosco ebbe rap­
porti significativi, come s’è detto, con esponenti della vita politica, a volte di diver­
se e lontane matrici ideologiche e culturali. Egli apprezzava i loro sforzi, e se non
ebbe per loro simpatie di carattere politico e tanto meno ideologiche - troppo lon­
tano dalle proprie convinzioni cattoliche e troppo mortificante e provocante una
lacerazione interiore il modello di unificazione del paese che si andava configu­
rando - di alcuni coltivò l’amicizia e con altri seppe dialogare, sapendo quanto la
politica poteva esser di aiuto alla Chiesa, al servizio della quale don Bosco aveva
posto la sua intelligenza e orientato i suoi sforzi.
Lapidaria ed esplicita al riguardo è la dichiarazione fatta al Presidente del
Consiglio dei ministri, Giovanni Lanza, sotto il cui governo la Roma di Pio IX,
un anno e mezzo prima, era stata occupata:
«Io scrivo con confidenza, e l’assicuro che, mentre mi professo sacerdote cattolico ed
affezionato al capo della cattolica religione, mi sono pur sempre mostrato affezionatissi­
8
M. M a rc o c c h i, Indirizzi di spiritualità ed esigenze educative in Chiesa e prospettive educative
in Italia tra Restaurazione ed unificazione, a cura di L. Pazzaglia. Brescia, La Scuola 1994, p. 106.

3.4 Page 24

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18 Premessa al volume III
mo al Governo per i sudditi del quale ho costantemente dedicate le deboli mie sostanze
e le forze e la vita» (lett. 1610).
Qualche mese prima da Roma aveva scritto al suo primo collaboratore
don Rua:
«Ora trattasi di un affare che interessa tutto il mondo» (lett. 1552).
Con la stessa libertà di parola fa brillare agli occhi dei ministri l’utilità di una
rappresentanza governativa al Concilio Vaticano I, scrivendo alla moglie del mini­
stro delle Finanze, Virginia Cambray Digny:
«Ella non potrebbe in qualche modo parlare in proposito del concilio e fare in modo che il no­
stro governo se non direttamente almeno indirettamente fosse rappresentato? Se il governo
volesse assolutamente tenersi estraneo si metterebbe per una via pericolosissima. I motivi
li conobbero i sovrani passati, ed anche i presenti che, anche eterodossi, cercano di essere
favoriti dalle gravi disposizioni che soglionsi prendere nei concili ecumenici.» (lett. 1346).
La «politica» che sorregge l’azione quotidiana di don Bosco è chiara:
«Divinorum Divinissimum est ad salutem animarum Deo cooperari» (lett. 1310).
«Non ho altro scopo che il pubblico bene della gioventù a cui nella mia pochezza mi sono
totalmente consacrato» (lett. 1296).
«Ho pertanto bisogno che mi porga la sua mano caritatevole e che in questo anno mi ajuti
con quella carità che può. Qui si lavora per le anime» (lett. 1619).
Egli considera prezioso il tempo a sua disposizione e intende spenderlo solo
per la salvezza delle anime o per porre le condizioni di concrete realizzazioni edu­
cative. Con profonda sincerità scrive alla contessa Corsi nella cui villa intende tra­
scorrere alcuni giorni:
«Quelli che vengono per portare danari o trattare di cose che riguardino al bene delle
anime, venga[no] qualunque ora e qualunque giorno, ché saranno sempre con gran piace­
re accolti. Chi viene per complimenti si ringrazi e si dispensi» (lett. 1570).
Progetto di vita non solo per sé, ma per tutti i membri della società che sta
fondando:
«Noi abbiamo una grande impresa tra mano. Molte anime attendono la salvezza da noi;
tra queste anime la prima deve essere la nostra; di poi quella dei nostri soci e quella di
qualunque fedele cristiano» (lett. 1348).
Lo pone come obiettivo davanti agli occhi dei missionari:
«I soci [...] andranno coll’unico scopo di dare opera per guadagnare anime al Signore»
(lett. 1452).
Esso vale anche per i giovani e don Bosco lo offre loro come strenna del
nuovo anno:
«Voi siete la mia consolazione, nissuno mi trafigga il cuore colle spine della cattiva

3.5 Page 25

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Premessa al volume III 19
condotta. In tutto l’anno vi prometto ogni mattino un memento speciale nella santa messa.
Voi raccomandate anche a Dio la povera anima mia, e supplicate la misericordia del
Signore affinché non mi accada la irreparabile disgrazia di perderla» (lett. 1713).
Lo indica alle sue numerose «mamme»:
«Abbiamo al presente cinquanta dimande per aprire novelle case in varie parti del mondo,
compr[es]a l’Australia. Sono tutte imprese gigantesche, per cui è nulla ogni forza umana;
preghi per noi affinché [,] mentre facciamo questi sforzi per salvare anime, non mi accada
di perdere la mia.» (lett. 1601).
Nei momenti di difficoltà e di ardue decisioni la lettura dei «segni dei tempi»
in don Bosco si rivela perspicace, così come il suo metodo:
«Siamo in tempi difficili; cerchiamo di ajutarci a fare del bene, ma non mai ad incagliarci»
(lett. 1584);
«Optime è quanto cerchiamo, ma pur troppo dobbiamo contentarci del mediocre in mezzo a
molto male. I tempi sono tali. Ciò nulladimeno i risultati finora ottenuti devono soddisfarci.»
(lett. 1430).
Per la sua capacità di coinvolgere ingenti masse di persone nella realizzazio­
ne dei suoi progetti, don Bosco può essere annoverato a ragion veduta non tanto
nella «repubblica delle lettere» quanto in quella dei «comunicatori».
Personalità prodiga di idee e progetti, mai pago del risultato raggiunto, impa­
reggiabile compagno di strada, aperto alla facezia, al dialogo e alla comprensione
dell’altro senza riserve, ma anche chiaro e deciso nell’esprimere le sue convinzio­
ni, don Bosco non mancherà di sorprendere chi noterà con quale parresia egli scri­
va al neo arcivescovo di Torino mons. Gastaldi:
«io sono persuaso che la gloria di lei vada in molte cose collegata con la nostra Congre­
gazione [...] che, mi permetta l’ardita espressione, continuando così con altri Ella giungerà
al punto di essere temuto da molti, amato da pochi» (lett. 1701).
Non meno esplicito e sicuro di sé si rivela nei confronti dell’arcivescovo pre­
cedente, mons. Riccardi di Netro:
«Ella sa che da trent’anni nella mia pochezza fo quel che posso per questa diocesi. Molti
cherici, molti vicecurati e paraci della diocesi furono nostri allievi. Non ho mai dimanda­
to né stipendi né impieghi. L’unica mercede che ho sempre dimandato e che con tutta
l’umiltà del cuore dimando si è compatimento e consiglio nelle cose che V. E. giudicasse
tornare alla maggior gloria di Dio» (lett. 1381).
Non è solo libertà di parola, di spirito, ma anche di azione, se in questi stessi
anni chiude l’esperienza della casa di Cherasco e di Mirabello, a costo di affronta­
re un lungo processo civile e di sostenere imprevedibili spese:
«I M irabellesi... fecero in modo da obbligarci ad una soprattassa di ricchezza mobile
e farci (sabato ultimo) pignorare tutto il mobiglio di Borgo S. Martino [minacciando]
di venderlo all’asta se fra 10 giorni non si pagano duemila venticinque lire» (lett. 1501).

3.6 Page 26

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20 Premessa al volume III
E mentre da una parte, per l’impossibilità di avere luoghi e spazi che ritiene
essenziali al suo metodo educativo, sospende l’impresa della costruzione della
chiesa di S. Secondo, dall’altra rivela grande equilibrio nel riconoscere il valore
primario dell’educazione familiare:
«Dimanderò a Dio che [... ] il figlio cresca in virtù e scienza da essere la vera consolazio­
ne dei genitori fino alla più avanzata età. Io credo che abbia fatto bene a richiamare il fi­
glio per farlo educare in famiglia: più vale un occhio del padre, che cento occhi di assistenti.
Ciò devesi dire pei genitori che hanno mezzi per farli instruire in famiglia» (lett. 1312).
Ancora una volta si è di fronte ad un educatore dimentico della sua persona e
tutto consacrato ai giovani, «il suo tesoro in Gesù» (lett. 1309), per i quali vive e
lavora dovunque si trovi:
«Io vivo qui col corpo, ma il mio cuore, i miei pensieri e fin le mie parole sono sempre
all’Oratorio, in mezzo [a voi]. È questa una debolezza, ma non la posso vincere.»
(lett. 1607).
Tanto proteso verso il cielo quanto ancorato alla terra, attento sì alla trascen­
denza, ma sempre disponibile ad una funzione sociale, è un don Bosco a tutto
campo quello che si rivela nell’epistolario, un don Bosco pienamente inserito nella
società civile e in quella religiosa, scrittore fecondo e instancabile uomo di azione,
educatore comprensivo e strenuo difensore dei propri diritti, veri e presunti, fonda­
mentalmente tradizionalista e nello stesso tempo noncurante della convenzione
fino alla spregiudicatezza, affascinante modello di fondatore cui si ispirarono altri,
uomini e donne.
L’epistolario appare, così, un ricco patrimonio documentario per studi agio­
grafici e pedagogici, spirituali e psicologici, teologici e giuridici, religiosi e storici.
La fatica di una storia non domestica
Quasi tre anni sono trascorsi dalla pubblicazione del secondo volume del-
l’Epistolario, tre anni dedicati alla ricerca di lettere conservate, al loro ordinamen­
to cronologico, alla trascrizione dei testi, all’identificazione dei personaggi citati,
alle note illustrative dei contenuti. Potrebbero sembrare tanti, visto che in fondo si
tratta di edizione di testi, di cui già ne esiste un’altra degli anni cinquanta. Ma le
cose non sono così semplici, soprattutto se si vuole offrire «tutto il necessario» per
raccontare non solo i «fatti della storia» ma anche «la saggezza» che si nasconde
nelle pieghe della storia.
Innanzitutto si trattava di recuperare i testi dispersi un po’ ovunque, in Italia e
all’estero, Archivio Salesiano Centrale compreso. In questo fornitissimo archivio le
lettere di don Bosco - lo abbiamo già scritto nell’introduzione ai precedenti volu­
mi - sono numerose, troppo numerose si sarebbe tentati di dire, nel senso che si è
costretti a districarsi in un coacervo di lettere originali autografe e allografe, di

3.7 Page 27

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Premessa al volume III 21
minute autografe e allografe, di copie di vario genere (ricalcate dall’originale auto­
grafo o allografo, a stampa, con o senza data, con firma autografa o allografa, dat­
tiloscritte, fotografiche, semplici, senza contare le diverse copie redatte in tempi
diversi dello stesso amanuense). Dunque si imponeva un’attenta recensione ecdo­
tica per individuare quale fosse, all’interno del suddetto ricco materiale documen­
tario, il testo più attendibile da editare e le copie da utilizzare, nell’apparato delle
varianti, per la ricostruzione della genesi del medesimo. Il tutto, ovviamente, non
era esente da rischi.9
In secondo luogo un impegno non indifferente si è rivelato quello di indicare
non solo genericamente il destinatario ma di identificarlo con esattezza, cioè con
nome e cognome, e con la funzione o il ruolo esercitato al momento della lettera.
Solo i dati biografici permettevano di capire se il «Car.mo» era rivolto ad un fan­
ciullo, ad un giovane o a un chierico, se la «Preg.ma Sig.» era una signora o una
signorina, oppure se il «Rev.mo» si riferiva ad un sacerdote o ad un seminarista, a
un vecchio parroco o a un giovane prete scrittore, con l’ovvia conseguenza della
diversa comprensione e valutazione della comunicazione stessa.
Il medesimo discorso vale per l’identificazione delle varie centinaia di perso­
ne citate all’interno delle singole lettere. In esse sovente si indica semplicemente il
grado di parentela col destinatario; ancor più sovente il titolo nobiliare o ecclesia­
stico; altre volte si legge un titolo e il nome di battesimo quasi fossero due perso­
ne, mentre si tratta della medesima. Né è stato semplice districarsi fra nominativi
di collegiali (fratelli, cugini, talora omonimi compagni di paese), per non parlare di
nomi diversi per lo stesso ragazzo; difficoltà si sono pure incontrate nell’indivi-
duare i singoli membri citati nelle lettere alle famiglie nobili dei Cataldi, De
Camilli o Gambaro di Genova, dei Marietti o Melzi d ’Eril di Milano, dei Gondi di
Firenze, dei Nobili Vitelleschi di Roma, dei Radicati Talice di Passerano e di molte
altre. Era dunque necessario una verifica capillare dei personaggi, che spesso riap­
pariranno nei successivi volumi.
Del resto non ha più senso continuare a scrivere che il dottor Gribaudi era il
medico deH’Oratorio. Ma quale se erano due? Vincenzo o Giovanni? E chi di loro
era stato compagno di scuola di don Bosco a Chieri? Oppure si trattava non del dot­
9
Ad esempio quello di inserire lettere di don Bosco, di cui si conserva solo il testo riprodotto in altre
pubblicazioni e sulla cui autenticità possono sorgere dubbi per la non sempre attendibilità del testimone o per
un linguaggio filologicamente lontano o alieno dall’ums scribendi di don Bosco. Si veda ad es. la lettera 143
del primo volume e la lettera 1095 del secondo volume. Ma non è possibile fare altrimenti, pena il dover cas­
sare testi - e sarebbero moltissimi - che, certamente redatti in toto da altri, sono poi stati effettivamente sot­
toscritti da don Bosco. Il caso, come ognuno può intuire, si riproporrà sovente nei prossimi volumi, dal mo­
mento che don Bosco si servirà sempre di più di collaboratori nella stesura delle «sue» lettere. Così per le
due famose «lettere da Roma», di cui si conserva (se non è imitata) solo la firma su quella breve e per la cir­
colare «dei castighi da infliggersi nelle case salesiane» - documento meno noto, ma in cui si trova la com-
mentatissima espressione «l’educazione è cosa di cuore» - che don Bosco non sembra aver mai personal­
mente firmato e, forse, neppur conosciuto. Va però notato che è proprio per questo che il testo delle lettere è
preceduto e seguito da tutta una serie di note che a lettori frettolosi potrebbero sembrare un’inutile perdita di
tempo, ma che sono invece indispensabili per una più sicura interpretazione dei testi stessi.

3.8 Page 28

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22 Premessa al volume III
tor Gribaudi, bensì del dottor Gribaudo? Don Almerico Guerra, fecondo scrittore
delle «Lettere Cattoliche», era un giovane e zelante sacerdote appassionato di pro­
blematiche vocazionali o un vecchio rettore di seminario, aduso alla formazione di
chierici? I vari dirigenti delle Ferrovie dell’Alta Italia cui don Bosco avanzava con­
tinue richieste non erano certamente quelli che si sono firmati in calce alle risposte
e che sono passati indenni nella catalogazione archivistica. I provveditori agli studi
poi, gli ispettori scolastici, i presidenti dei consigli provinciali di Torino, Ales­
sandria, Genova ecc. non sono sempre gli stessi nel corso degli anni. Tutte diffi­
coltà cui le migliaia di pagine delle Memorie Biografiche non rispondono né saran­
no in grado di farlo neppure con il loro inserimento in Cd-rom. Solo il ricorso a
biblioteche o ad archivi (statali, comunali, diocesani, parrocchiali, di istituti reli­
giosi, di famiglie nobili), a polverosi armadi di famiglie private, a qualche bottega
di antiquariato o direttamente agli eredi e magari alle lapidi funerarie, poteva fare
al caso. E quello che si è cercato di fare, una volta per sempre, e ognuno può ben
comprendere i tempi necessari per ricerche così minute.
In linea di massima si può essere soddisfatti. Sono molto pochi i personaggi,
«grandi» o «piccoli» rimasti privi di un nome e un cognome o almeno di qualche
dato biografico. Errori, lapsus, qui prò quo, banali refusi tipografici certamente non
mancheranno e siamo grati a quanti ci hanno già fatto pervenire nel passato e ci
faranno giungere in futuro correzioni, soprattutto riguardo ai giovani e ai salesiani,
per i quali la ricerca dei dati nei diversi fondi dell’ASC (elenchi, inventari, libri di
contabilità, progetti edilizi, registri scolastici, registri delle professioni religiose e
delle ordinazioni sacerdotali) non sempre ha approdato a risultati sicuri per l’inaf­
fidabilità e talvolta contraddittorietà dei medesimi.
Risultato più sicuro invece è l’aver eliminato la pubblicazione due volte della
stessa lettera indirizzata alla medesima persona o a due persone in date diverse e
anche l’aver proceduto ad integrare i testi, laddove le raccolte finora conosciute
riportavano puntini di sospensione.
Non sono mancate, come per i volumi precedenti, le difficoltà per individua­
re la data cronologica e quella topica delle lettere. Talora gli originali, spesso le
copie e quasi sempre le minute, ne sono privi ovvero ne portano di diverse; non
poche volte la data topica stampata o manoscritta sulla lettera non corrisponde alla
località in cui don Bosco la redasse effettivamente. A parte la normalizzazione gra­
fica della data cronologica, utile vista l’estrema varietà delle scritture originali -
non si dimentichi in quali condizioni fisiche, psichiche, logistiche l’autore scrive
centinaia di lettere - si è invece conservata la data topica così come si legge sul­
l’originale. E questo non per una sorta di feticismo documentario, privo di ragione
nel caso in oggetto, né tanto per il necessario rigore filologico di un’edizione criti­
ca, quanto per la difficoltà di individuare la località esatta in cui don Bosco, molto
spesso lontano da Torino, scrisse. Toccherà a chi vorrà utilizzare l’epistolario non
fidarsi ciecamente di quanto si legge ad apertura di lettera e consultare sempre l’ap­
parato delle note illustrative, dove si è cercato di indicare la discordanza fra la data

3.9 Page 29

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Premessa al volume III 23
«ufficiale» e la località in cui don Bosco sicuramente o con molta probabilità si
trovava all’atto di stendere la sua missiva.
Presumiamo altrettanto utili a lettori internazionali le informazioni geografi­
che offerte nel corso delle note a proposito di luoghi poco noti: per lo meno per­
metteranno di rendersi meglio conto dei viaggi di don Bosco, delle distanze per­
corse, del numero dei fedeli del paese in cui don Bosco predica o al cui parroco
scrive, o in cui si trova il suo destinatario. Un apposito indice faciliterà ulteriori
ricerche.
In sintesi: con la presente edizione effettuata attraverso l’esplorazione minuta
degli archivi e l’analisi storico-filologica delle fonti in esse conservate, si è inteso
mettere a disposizione degli storici un materiale di prima mano, al di là del diafram­
ma dei testi già editi. Si è cercato di garantire la fedeltà e l’integrità dei testi, ovvia­
mente con quelle minime libertà di intervento, per altro sempre dichiarate, che ven­
gono solitamente concesse ad un editore di testi critici, in considerazione dell’estre­
ma varietà di documenti con cui si può confrontare. In caso contrario, tanto valeva
ricorrere ad un’edizione diplomatica. Si è optato per non trascurare negli apparati
nessun intervento linguistico-letterario di don Bosco e, nei limiti del possibile, nes­
suna indicazione archivistico-biografica, direttamente o indirettamente suggerita dai
testi, onde offrire dati i più sicuri possibile all’interno di un panorama di una lettera­
tura piuttosto carente (o forse non interessata) sotto questo profilo, solitamente più
attenta alla piacevole e tradizionale aneddotica che non alla minuziosa verifica dei
dati e delle immagini tramandate. Un’opera complessa, come si presenta l’epistola­
rio di don Bosco, ha invece bisogno di umili demiurghi: familiari, ammiratori, pa­
zienti e tenaci studiosi, capaci di invertire il processo di entropia delle carte disper­
se, di erigere su di esse l’architettura di una vita e di una personalità.10
Criteri di edizione
Come logica vuole, per questo terzo volume sono stati adottati gli stessi crite­
ri di edizione indicati nelle premesse ai due volumi precedenti (salvo quelle mini­
me novità sopra precisate), che spingono la filologia fuori dello specialismo e che,
a nostro avviso, riscattano, insieme a poche altre iniziative, il decennio successivo
al centenario della morte di don Bosco dal diluvio di luoghi comuni e di ripetizio­
ni che continuamente ci sommerge.
Per quanto concerne il corredo degli Indici, tenuti sempre presenti i potenzia­
li lettori - non tutti studiosi e non tutti italiani - si è mantenuta non solo la mede­
sima suddivisione ma anche la stessa modalità, soprattutto per la composizione
10
Per l’aspetto pedagogico si veda il largo uso delle lettere di don Bosco nella recentissima opera
di P. B raido, Prevenire, non reprimere. Il sistema educativo di don Bosco. Roma, Las 1999.

3.10 Page 30

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24 Premessa al volume III
dell’Ìndice delle materie, che crediamo utile, funzionale e coerente alla tipologia
del testo edito in quanto - caso né unico né raro - indica proprio la materialità dei
termini e dei soggetti citati nell’epistolario (ad es. Dio, Cristo, Madonna, Anima,
Confessione, Comunione, giovani poveri) e non invece contenuti e temi dottrinali
(teologia trinitaria o cristologica, mariologia, salvezza, teologia sacramentaria,
povertà). Un indice tematico di tal genere per un epistolario tutto concretezza, «fat­
tualità», «terrestrità», traboccante di problemi del duro quotidiano e per lo più alie­
no da sublimi riflessioni, sarebbe pericoloso e fuorviante." Don Bosco non è un
pensatore, non è un Rosmini; non è un teologo, come un S. Alfonso de’ Liguori o
un S. Francesco di Sales, benché alcuni loro testi gli siano familiari e da essi trag­
ga ispirazioni. E se il presente epistolario si presenta piuttosto articolato nei sog­
getti citati, converge però, come è ovvio, nella persona di don Bosco e nelle città
in cui maggiormente ha operato, Torino e Roma.
***
Il mio ringraziamento si estende, ancora una volta, a quanti - e sono numero­
sissimi - non solo hanno seguito il lavoro man mano che si svolgeva, ma soprat­
tutto hanno collaborato da varie parti d’Italia (e dall’estero) offrendo aiuto di vario
genere, particolarmente nella composizione delle note biografiche dei personaggi.
Primi fra tutti si collocano vari parroci e numerosi addetti agli archivi diocesani
e religiosi.
Fra i salesiani il grazie più sincero va a tutti i colleghi residenti dell’istituto
Storico e al professor Pietro Braido dell’Università salesiana.
Particolare gratitudine esprimo alla sig.na Cinzia Angelucci, che ha collabora­
to nella trascrizione dei testi, nella redazione degli innumerevoli riferimenti inseri­
ti nelle note storico-illustrative, nella compilazione degli indici e nella correzione
delle bozze.
Un grazie vuol essere rivolto pure al direttore, don Mieczyslaw Kaczmarzyk,
e al personale dell’Archivio Salesiano Centrale per aver messo a mia disposizione
la documentazione necessaria, la competenza e la conoscenza dei fondi in esso con­
servati ma non ancora ordinati e catalogati.
Sono riconoscente ovviamente all’economo generale della società salesiana,
don Giovanni Mazzali, che ha assicurato, in unione con il Consiglio Generale della
società salesiana, il finanziamento nel corso del lavoro e nelle spese tipografiche.
" È significativo che il classico indice tematico non lo abbia contemplato nessuna delle due edizioni
di un’opera dedicata espressamente alla «mentalità e spiritualità» di don Bosco, come quella di P. Stella,
Don Bosco nella storia della religiosità cattolica. Voi. II, Roma, Las 19812. Se legittima è la ricerca di
mezzi conoscitivi e di fonti per individuare «la spiritualità» o «temi spirituali» propri di don Bosco, non
altrettanto legittimo è forzare, «trasfigurare» la realtà dei documenti, dell’epistolario nella fattispecie, per
raggiungere altre finalità.

4 Pages 31-40

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4.1 Page 31

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Premessa al volume III 25
SIGLE DELLE FONTI E DEGLI SCRITTI PIÙ CITATI
Testi a stampa
ANI
BS
Cost. SDB
CSMTE
DBI
DBS
DIP
Documenti
E
E(m) I
E(m) II
FDB
HC
LDNI
MB
MO (1991)
OE
RSS
SS
Annuario della Nobiltà Italiana
Bollettino Salesiano (dal gennaio 1878 ss); Bibliofilo cattolico o Bollettino sale­
siano mensuale (da agosto a dicembre 1877)
Costituzioni della Società di S. Francesco di Sales (1858-1875), a cura di F.
Motto. Roma, LAS 1982
Calendarium sanctae metropolitanae taurinensis ecclesiae... Taurini
Dizionario biografico degli Italiani, a cura dell’Enciclopedia Italiana. Roma,
1960...
Dizionario biografico dei Salesiani, a cura di E. Valentini ed A. Rodino. Torino,
1969
Dizionario degli Istituti di perfezione. Roma 1973 e ss., a cura di G. Pelliccia e
G. Rocca
Documenti p er scrivere la storia di D. Giovanni Bosco, d ell’Oratorio di S.
Francesco di Sales e della Congregazione salesiana (ASC bozze di stampa a cura
di G. B. Lemoyne)
Epistolario di San Giovanni Bosco, a cura di E. Ceria. 4 voi. Torino, SEI 1955,
1956, 1958, 1959
G. B osco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto, (voi. I
(1835-1863) 1-726). Roma, LAS 1991
G. B osco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto, (voi. II
(1864-1868) 727-1263). Roma, LAS 1996
ASC Fondo Don Bosco. Microschedatura e descrizione, a cura di A. Torras.
Roma 1980
Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi. Voli. VII e VIII. Patavii 1968-
1978
Libro d ’oro della Nobiltà Italiana...
Memorie Biografiche di Don (del Beato ... di San) Giovanni Bosco. 19 voi. (da 1
al 9: G. B. Lemoyne; 10: A. Amadei; da 11 a 19: E. Ceria) + 1 voi. di Indici
(E. Foglio). S. Benigno Canavese-Torino 1898-1939. Indici, 1948
G. B osco, Memorie d e ll’Oratorio di San Francesco di Sales. Dal 1815 al 1855.
Introduzione, note e testo critico a cura di A. Ferreira da Silva. Roma, LAS 1991
G. B osco, Opere edite. Prima serie. Libri e opuscoli. 37 voi. (ristampa ana­
statica). Roma, LAS 1977-1978; voi. 38: Roma, LAS 1987
Ricerche Storiche Salesiane. Rivista semestrale di storia religiosa e civile. Istituto
Storico Salesiano. Roma, LAS. 1982 ss.
P. Stella, Gli scritti a stampa di S. Giovanni Bosco. Roma, LAS 1977
AAEE
AAF
AAT
Archivi citati mediante sigla
Archivio degli affari straordinari - Roma (Città del Vaticano)
Archivio arcivescovile di Firenze
Archivio arcivescovile di Torino

4.2 Page 32

▲torna in alto
26 Premessa al volume III
ACCS
Archivio della Sacra Congregazione per le cause dei santi - Roma (Città del
Vaticano)
ACS
Archivio centrale dello Stato - Roma
AISBA
Archivio ispettoriale salesiano - Buenos Aires
AISBB
Archivio ispettoriale salesiano - Bahia Bianca
AISM
Archivio ispettoriale salesiano - Montevideo
AOMV
Archivio Oblati di Maria Vergine - Roma
ASC
Archivio salesiano centrale - Roma
D823
Registro Voti perpetui e triennali 1°: dal 15 maggio 1862 al 29 gennaio 1890:
cit. Professioni
D 828 Registro Generalità 1°: cit. Generalità
D 829 Registro Dati anagrafici e delle Ordinazioni dal 1850 al 1877: cit. completo
E 551 Registro Anagrafe e voti d ’esame 1850-1893: cit. completo
E 720 Registro Censimento dal 1847 al 1869: cit. Censimento
E 721 Registro Censimento 1869-1902: cit. Censimento
ASCT
Archivio storico del Comune di Torino
ASCVVRR Archivio della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari - Roma (Città del
Vaticano)
ASIC
Archivio storico dell’istituto della Carità - Stresa
ASMAE Archivio storico del ministero degli Affari Esteri - Roma
ASP
Archivio della sacra penitenzieria - Roma (Città del Vaticano)
AST
Archivio di stato di Torino
ASV
Archivio segreto vaticano - Roma (Città del Vaticano)
ASVR
Archivio storico Vicariato - Roma
a an
add
allog
ante
anter
aut
b
c
cart
col
corr
del
ed
emend
fff
fasc
ABBREVIAZIONI
Abbreviazioni ricorrenti
(specialmente nella descrizione dei documenti e nell’apparato delle varianti)
anno
addit
allografo
davanti a
anteriormente a
autografo
busta
capitolo
cartella
colonna
correxit
delevit
edito
emendavit
folium folia
fascicolo
ib
inf
it
lett
lin
me
mrg
ms mss
n nn
oc
om
orig
PPP
post
poster
prat
ibidem
inferior
iteravit
lettera, lettere
linea
microscheda
margo
manoscritto, manoscritti
numero, numeri
opera citata
omittit
originale
pagina, pagine
posteriore
posteriormente a
pratica

4.3 Page 33

▲torna in alto
prot
protocollo
r
retto (del foglio)
rep
repertorio
res
rescripsit
rub
rubrica
sup
superior
Premessa al volume III 27
trsp
trasposuit
v
verso (del foglio) o versetto (della
Bibbia)
v.
vedi
voi
volume
Abbreviazioni ricorrenti nel testo delle lettere
Ab.
Abate
Aff.mo Affez.mo Affezionatissimo
Amat.mo
Amatissimo
Ang.
Angelo
Anto.
Antonio
Are.
Arcivescovile, Arciprete
Art.
Articolo
Attaccat.mo
Attaccatissimo
Avv.
Avvocato
B. B.mo
Beatissimo
B.to Ben.to
Benemerito
Can.co Ca.co
Canonico
Cap.
Cappellano, Capitolare
Card.
Cardinale
Car.mo
Carissimo
Catech.
Catechista, incaricato della
parte spirituale
Cav.
Cavaliere
Ch.
Chierico
Chiar.mo Ch.mo Chiarissimo
Coad.
Coadiutore, salesiano laico
Com.
Comunale
Comm.
Commendatore
Comp.
Compagnia
Cong.ne
Congregazione
Cons.
Consigliere, incaricato della
parte scolastica e disciplinare
C.ssa
Contessa
C.te
Conte
D.
Don
Dam. Damig.
Damigella
D. B.
Don Bosco
Dev.mo Devot.mo Devotissimo
Diret.
Direttore
Div.
Divisione
Dom.
Domenica
Dott.
Dottore
D.ssa
Duchessa
Ecc. V.a Ecc.za V.a. Eccellenza Vostra
EE. VV.
Eccellenze Vostre
Etc.
Eccetera
E. R.
Eccellenza Reverendissima
E. V.
Eccellenza Vostra
Fr.
Franchi, lire
G. C.
Gesù Cristo
Gen.
Gio.
Gius.
Kg.
I. d. C.
111.mo 111.mi
Indulg. Plen.
J. Jo.
L.
Lett.
Lett. Catt.
March. M.se/a
Med.
Min.
Mons.r Monsig.
M. SS.
M.to
N. n.
Not.
N. S. G. C.
Obbl.mo
On.le
Onorat.mo
Omat.mo
p. (seguito da
un numero)
P.
p.p.
Pref.
Preg.mo
Prof.
Prov.
P. S.
R.
R.d.mo Rev.mo
Reverend.mo
Ret. Rett.
Rev.do R.do
Ricon.mo
Riverit.ma
S.
Sac.
Sac.to
S. A. R.
S. C.
Generale
Giovanni
Giuseppe
Chilogrammo
Istituto della Carità
Illustrissimo, Illustrissimi
Indulgenza Plenaria
Joannes
Lire
Lettera
Letture Cattoliche
Marchese/a
Medico
Ministro
Monsignore
Maria Santissima
Molto
Numero
Notaio
Nostro Signore Gesù Cristo
Obbligatissimo
Onorevole
Onoratissimo
Ornatissimo
Piano (di una casa)
Padre
prossimo passato
Prefato, Prefetto (Economo)
Pregiatissimo
Professore
Provvisorio, Provicario
Poscritto
Regie, Risposta
Reverendissimo
Rettore
Reverendo
Riconoscentissimo
Riveritissima
Santo, Santa
Sacerdote, Sacerdotale
Sacramento
Sua Altezza Reale
Sacra Congregazione

4.4 Page 34

▲torna in alto
28 Premessa al volume III
Seg.
Segretario
Sem.
Seminario
Sez.
Sezione
Sig. Sig.r Sig.re Signore
Sig. Sig.a Sig.ra Signora
Sinc.mo
Sincerissimo
S. E. R.
Sua Eccellenza (Eminenza)
Reverendissima
S. M.
Sua Maestà, Sue mani
Spir.le
Spirituale
S. R. M.
Sue Reverende Mani, Sacra
Reai Maestà
S.S.
Santissimi, Santi, Sua Santità
SS. LL.
Signorie Loro
SS.ri
Signori
S .S .R . M.
Sua Sacra Reai Maestà
SS. VV.
Signorie Vostre
Stimat.mo Stim.mo Stimatissimo
Sud.to
Suddetto
S.V.
S.V. M.to R.da
T. Teol.
Tav.
Umil.mo
V. A. R.
V. B.
V. E.
Vic.
V. S.
VV. RR.
1
*
Signoria Vostra, Santità Vostra,
Santa Vergine
Signoria Vostra Molto Reve­
renda
Teologo
Tavola
Umilissimo
Vostra Altezza Reale
Vostra Beatitudine
Vostra Eccellenza, Vostra Emi­
nenza
Vicario, Vicesindaco
Vostra Santità, Vostra Signoria
Vescovi e Regolari
per distinguere il cambio di
pagina
per segnalare che nell’originale
la data topica e quella cronica
si trovano in calce al medesimo
BIBLIOGRAFIA MAGGIORMENTE CITATA
NELL’APPARATO STORICO-ILLUSTRATIVO
Calendario generale del Regno per l ’anno 1864 e ss. Torino, poi Firenze.
Calendario reale per l ’anno 1864 e 1865. Torino.
Calendarium sanctae metropolitanae taurinensis ecclesiae... Taurini.
Censimento del clero 1873 in Archivio Arcivescovile di Torino.
C l io , Catalogo dei libri italiani d ell’ottocento 1801-1900. Milano, Editrice bibliografica 1991.
Dizionario biografico degli Italiani, a cura dell’istituto dell’Enciclopedia italiana. Roma 1960
e ss.
Dizionario biografico dei Salesiani, a cura di E. Valentini e A. Rodino. Torino 1969.
Dizionario degli Istituti di perfezione, a cura di G. Pelliccia e G. Rocca. Roma 1973 e ss.
Dizionario del risorgimento nazionale, a cura di M. Rosi. 4 voli. Milano, F. Vallardi 1930-
1937.
Dizionario storico del movimento cattolico in Italia. 1860-1890. 5 voli. Torino, Marietti. 1981-
1984.
Enciclopedia cattolica. Roma 1948 ss.
Enciclopedia Italiana. Roma 1948 ss.
Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d'Italia, a cura di M.
Missori. Roma 1989.
Hierarchia Catholica Medii et Recensioris Aevi. Voli. VII-VIII a cura di R. Ritzler e R Sefrin.
Patavii 1968-1978.
M a r zo r a ti G., Guida di Torino, an. 1864 e ss. Torino.
Il nuovo Palmaverde. Almanacco storico-amministrativo del regno d ’Italia an. 1864 e ss.
Torino.

4.5 Page 35

▲torna in alto
Premessa al volume III 29
Pagliani A . P., Catalogo Generale della Libreria Italiana d a ll’anno 1847 a tutto il 1899.
Milano 1910... Supplemento 1933...
Il parlamento subalpino e nazionale. Profili e cenni storici di tutti i deputati e senatori eletti
e creati dal 1848 al 1890, a cura di T. Sarti. Roma, tip. Pintucci 1896.
Salesiani del decennio iniziale (1859-1869). Abbozzo d'indagine, a cura di A. Papes,
[dattiloscritto] 1998.
Per la ricerca dei nominativi della nobiltà oltre ai volumi de\\VAnnuario della Nobiltà
Italiana e del Libro d ’oro della Nobiltà Italiana (dal 1910), editi dal collegio araldico di Roma,
si è fatto soprattutto ricorso alle seguenti pubblicazioni:
A m ayden T., La storia delle fam iglie Romane, con note ed aggiunte di Carlo Augusto Bertini.
Roma. s. d.
Dizionario biografico dei Liguri dalle origini al 1900, a cura di William Piastra. Genova, Ed.
Consulta ligure 1994ss.
Dizionario dei banchieri italiani, a cura di C. Belloni. Firenze 1951.
Dizionario storico-blasonico delle Famiglie Nobili e Notabili italiane estinte e fiorenti, a cura
di G. B. di Crollalanza. (Ristampa anast. Pisa 1886-1890). Bologna, A. Forni 1986.
Elenco Storico della Nobiltà italiana, edito dal Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano di
Malta. Città del Vaticano 1960.
Enciclopedia araldica cavalleresca. Prontuario nobiliare, a cura di G. di Crollalanza.
(Ristampa anast. Rocca S. Casciano 1878). Bologna, A. Forni 1964.
Enciclopedia storico-nobiliare italiana promossa e diretta da V. Spreti. Milano 1928-1936.
G uelfi C am aiani R, Dizionario araldico. Milano 1940.
G uasco di B isio F., Dizionario feudale degli antichi Stati Sardi e della Lombardia. P inerolo
1911.
M anno A ., Il patriziato subalpino (dattiloscritto): 27 voli, di schede, presso Biblioteca Reale
(Torino) e presso Enciclopedia Italiana (Roma).
— Il patriziato subalpino. Dizionario genealogico. A-B Bologna, Forni editore 1895-1906.
Ristampa anastatica.
M annucci S., Nobiliario e blasonario del regno d ’Italia. 5 voli. Roma, 1929-1934.
U berti P. F. degli - C anova M., Libro d ’Oro delle famiglie, stemmi e onorificenze del M on­
ferrato. Casale Monferrato 1982.
Z u cchi M., Famiglie nobili e notabili del Piemonte illustrate nella loro genealogia. Torino
1955.

4.6 Page 36

▲torna in alto
30 Premessa al volume III
CALENDARIO PERMANENTE PER IL SECOLO XIX
Il controllo dei giorni della settimana può essere fatto senza difficoltà attraverso
il seguente calendario:
Ricercare il numero di riferimento corrispondente all’anno. Ad. es. per l’anno 1850 è il numero 3.
ANNI
Gli anni bisestili sono in neretto
1800
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
1900
4
5
6
0
1
2
3
Cifre di riferimento dal 1800 al 1900

4.7 Page 37

▲torna in alto
Premessa al volume III 31
Ricercare l’intersezione della linea orizzontale del numero di riferimento e della colonna del mese.
Ad es. marzo 1850 (linea 3, colonna marzo) è 6. Quando l’anno è bisestile, occorre prendere per gen­
naio la sesta colonna (gennaio B) e per febbraio la seconda (febbraio B).
Numero di
riferimento
dell’anno
maggio
agosto
febb. B
febbraio
marzo
novembre
MESI
giugno
settembre
dicembre
aprile
luglio
genn. B
gennaio
ottobre
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
Ricercare l’intersezione della linea del num ero di riferimento del mese con la colonna del giorno. Ad
es. il 20 marzo 1850 (linea 6, colonna 20) è mercoledì.
GIORNI
Numero di
riferimento
1
del mese
8
2
3
4
5
6
7
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
D
L
M
m
G
V
S
2
L
M
m
G
V
S
D
3
M
m
G
V
S
D
L
4
m
G
V
S
D
L
M
5
G
V
S
D
L
M
m
6
V
S
D
L
M
m
G
0
S
D
L
M
m
G
V

4.8 Page 38

▲torna in alto
32 Premessa al volume III
COMPENDIO CRONOLOGICO DELLA VITA DI DON BOSCO DAL 1869 AL 1872
E DEI PRINCIPALI AVVENIMENTI COEVI
1869
1 gen.: pubblicazione del 1° voi. della Bi­
blioteca della Gioventù Italiana
7 gen.: partenza per Roma
8 gen.: sosta a Firenze
15 gen.: arrivo a Roma
19 feb.: approvazione pontificia della so­
cietà salesiana
1 mar.: decreto di approvazione della so­
cietà salesiana
2 mar.: partenza da Roma per Torino
3 mar.: sosta a Firenze
18 apr.: approvazione arcivescovile della
Associazione dei Divoti di M. A.
8 giù.: il Procuratore generale esige YExe­
quatur del decreto di approvazio­
ne della società salesiana
26 set.: annuncio dell’apertura del colle­
gio di Cherasco
10 die.: elezioni dei membri del Capitolo
Superiore
1 gen.: entrata in vigore della tassa sul
macinato
5 feb.: morte di Carlo Cattaneo
11 apr.: 50° ordinazione sacerdotale di Pio
IX
13 mag.: ministero Menabrea
27 mag.: legge sull’abolizione dell’esenzio­
ne dei chierici dal servizio militare
11 nov.: nascita del principe Vittorio Ema­
nuele (futuro re d ’Italia)
12 nov.: morte del conte Clemente Solare
della Margherita
17 nov.: apertura del canale di Suez
8 die.: apertura del Concilio Vaticano I
14 die.: ministero Lanza
1870
20 gen.: partenza per Roma
23 gen.: sosta a Firenze
25 gen.: arrivo a Roma
22 feb.: partenza da Roma
23 feb.: sosta a Firenze
1 giù.: ad Alassio stipula convenzione
con la Giunta comunale per l’a­
pertura del collegio-convitto
30 lug.: contratto per l’acquisto della casa
di Borgo S. Martino
30 ago.: inaugurazione dell’organo della
chiesa di M aria Ausiliatrice
28 gen.: morte a Roma di Leopoldo II, ex
Granduca di Toscana
18 lug.:
19 lug.:
2 set.:
15 set.:
20 set.:
2 ott.:
20ott.:
dogma dell’Infallibilità pontificia
dichiarazione di guerra Francia-
Prussia
sconfitta di Napoleone II a Sedan
cade fortezza di Civitavecchia
Occupazione militare di Roma
plebiscito nel Lazio
breve papale per la sospensione
sine die del Concilio Vaticano I

4.9 Page 39

▲torna in alto
Premessa al volume III 33
16 ott.:
31 die.:
morte di mons. Alessandro Riccar­
di di Netro
prima visita di re Vittorio Ema­
nuele II a Roma
1871
22 feb.: viaggio a Varazze per la trattavia
dell’apertura di un collegio
7 mar.: assiste ad un consiglio comunale a
Cherasco
inizio giù.: decisione dei salesiani di occu­
parsi anche delle fanciulle
22 giù: partenza per Roma
23 giù.: arrivo a Roma
2 lug.: sosta a Firenze di ritorno da Roma
22 lug.: convenzione col municipio per l’a­
pertura del collegio di Varazze
29 lug.: comunica che i salesiani si ritirano
dal collegio di Cherasco
21 ago.: viaggio a N izza M onferrato - si
ferma vari giorni
11 set.: viaggio a Roma
15 set.: di ritorno a Firenze
metà ott.: apertura della casa di Varazze
26 ott.: apertura della casa di Marassi (Ge­
nova)
7 die.: cade malato a Varazze
16 die.: amministrazione degli ultimi sacra­
menti
18 die.: la salute incomincia a migliorare
18 gen.: proclam azione di G uglielm o I di
Prussia imperatore di Germania
23 gen.: principe Umberto e famiglia occu­
pano appartamenti al Quirinale
18 mar.: insurrezione di Parigi
26 apr.: proclam azione della Comune di
Parigi
10 mag.: trattato di Francoforte fra Prussia e
Francia
13 mag.: Legge delle guarentigie
21 mag.: uccisione dell’arcivescovo di Pari­
gi Georges Darboy
16 giù.: 25° di Pontificato di Pio IX
2 lug.: re Vittorio Em. II e il governo ita­
liano si trasferiscono a Roma
27 ott.: nomina di 41 vescovi italiani, fra
cui mons. Gastaldi
19 nov.: ingresso dell’arcivescovo Lorenzo
Gastaldi a Torino
27 nov.: nomine vescovili
28 nov.: prima seduta della Camera a Roma
22 die.: nomine vescovili
2

4.10 Page 40

▲torna in alto
34 Premessa al volume III
1872
14 gen.: si alza dal letto dopo oltre un mese
29 gen.: elezione della Superiora e dei mem­
bri del Consiglio delle FMA
15 feb.: ritorno a Torino dopo la malattia
23 mar.: offerta del collegio di Valsalice
5 ago.: assiste a M ornese alle prime prò-
fessioni religiose delle FMA
11 nov.: trasferim ento dell’ospizio da Ma-
rassi a Sampierdarena (Genova)
23 feb.: nomine vescovili
10 mar. morte a Pisa di Giuseppe Mazzini
4 mag.: nomine vescovili
10 mag. la Camera dei Deputati approva la
legge per la chiusura delle facoltà
teologiche nelle università del Re­
gno d ’Italia
29 lug.: nomine vescovili
20 nov.: presentazione alla Camera del dise­
gno di legge sulla soppressione del­
le corporazioni religiose e la liqui­
dazione d ell’asse ecclesiastico in
Roma
23 die.: nomine di vescovi

5 Pages 41-50

▲torna in alto

5.1 Page 41

▲torna in alto
ESPANSIONE OLTRE IL PIEMONTE: LIGURIA
(PROVINCIA DI SAVONA)
Varazze (1871)

5.2 Page 42

▲torna in alto
ESPANSIONE OLTRE IL PIEMONTE: LIGURIA
(PROVINCIA DI GENOVA)
Sam pierdarena (1872)

5.3 Page 43

▲torna in alto
1869
1264
Al cavaliere Pietro Marietti
ASC B31010 Leti, orig., Marietti (A 1721226) me. 35 C 12
Orig. aut. 2 ff. 21 0 x 1 3 5 min. carta uso stampa
EH 1
Domanda di essere ospitato per un paio di settimane a Roma privatamente, in modo da soggiornarvi
in incognito
*Torino, 1° gennaio [18]69
Car.mo Sig. Cavaliere,
Debbo andare a Roma per un pajo di settimane circa ma in istretto incognito
e solo. Ella mi potrebbe alloggiare e darmi un piatto di minestra? Ecco la mia
dimanda. Premetto che ogni disturbo di qualunque genere intendo che sia ricom- 5
pensato. Non si parlerà di miseria. La mia gita sarebbe di giungere a Roma dal 12
al 15 del corrente: lo preverrei del giorno.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda colla più profonda gratitudine
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
10
Sac. G. Bosco
1 gennaio] del [18]69 corr ex 68
1 La data della lettera è quella del primo giorno utile per l’uso del «Permesso di circolazione tempora­
neo» sulle Strade Ferrate Romane, permesso valido fino al 31 dicembre 1869 per don Bosco e per un suo
accompagnatore: ASC A 0201402, me. 72 E 6.
2 Pietro Marietti: v. E(m) I, lett. 98.
3 pajo di settimane: in realtà non furono solo due le settimane di permanenza di don Bosco a Roma, poi­
ché vi rimase dal 15 gennaio al 2 marzo; a Torino fu di ritorno il 5 marzo dopo una breve sosta a Firenze.
Il giorno in cui si mise in viaggio per Roma, il 7 gennaio 1869, aveva in mano il permesso di uscire dalla
diocesi (ASC A 0201108, me. 74 C 3) ed aveva fatto testamento: ASC A 2230603, me. 73 B 11, ed.
in MB X 1334.
— incognito: don Bosco andava a Roma per vari motivi; tra i più importanti: far approvare dalla santa
sede la società salesiana e ottenere dalla medesima speciali indulgenze per un ’Associazione di divoti di
Maria SS. L’alloggio in casa dell’amico cavalier Marietti poteva favorire i suoi movimenti senza essere
disturbato da tante persone, come era avvenuto in occasione del precedente viaggio a Roma nei mesi di
gennaio e febbraio 1867.
6 gita: andata; in senso proprio era il viaggio dei pubblici ufficiali nella loro giurisdizione per qualche
attività inerente al proprio uffizio.

5.4 Page 44

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36 gennaio 1869
1265
Al chierico Bartolomeo Giuganino
ASC B31010 Leti, orig., Giuganino (A 1710818) me. 25 E 2
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta uso stampa macchie di umidità la busta con indirizzo
aut. e timbro: Torino 4 Gen. 69 si trova in ASC B31220 Copie di orig. (A 1890334) 151 x 85 mm.
E II 1 MB IX 475
Ringrazia dell’offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice — invia saluti per tutti i conoscenti
*Torino, 2 gennaio [18] 69
Car.mo Giuganino,
Ringrazio te e la persona pia che manda fr. 30 per sua quarta offerta che fa a
Maria Ausiliatrice. Dille così: Maria è potente e ricca; e non si lascerà certamente
5 vincere in generosità dalla sua divota.
Fa’ i miei saluti al tuo sig. zio [,] a sua sorella e a tuoi parenti; prega per me
che ti sono di cuore
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
10 Al R.do Signore
Il Sig. Ch. Giuganino Bartolomeo
Villastellone
1 gennaio] del 6 prega] pregat
2 Bartolomeo (Tommaso) Giuganino: v. E(m) I, lett. 421 e 614.
6 Lo zio era il teologo Giovanni Battista Appendini: v. E (m) I, lett. 71.
— sorella: potrebbe trattarsi di Clara Appendini, con la quale don Bosco rimase a lungo in contatto;
in ASC A 1890333 si conserva una lettera del maggio 1885 in cui don Bosco la ringrazia per un’offerta.
1266
Al cavaliere Giovanni Grassi
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890339)
Copia autentic. dalla curia arciv. di Torino in data 27 aprile 1910
E II 2
Ringraziamento per la pezza di seta inviata a nome della Società d ’incoraggiamento per la chiesa di
Maria Ausiliatrice
*Torino, 4 gennaio [18]69
Ill.mo Signore,
Colla più sentita gratitudine ho ricevuto il prezioso pezzo di seta (m. 2,50) che
V. S. 111.ma mi manda a nome della Società d ’incoraggiamento. Sarà uno dei più
5 belli ornamenti della nostra nuova Chiesa, e servirà a fare una continenza per le
funzioni più solenni dell’anno.

5.5 Page 45

▲torna in alto
gennaio 1869 37
Tutte le volte che la useremo ricorderemo sempre la benemerita Società:
che se i tempi eccezionali non le permettono lunga esistenza, potè nulladimeno
dar chiari segni di sua onestà, disinteresse e di sua religione.
Voglia dunque Ella far gradire questi miei sentimenti al benemerito Cav. 10
Gius. Duprè ed a chi di ragione, aggiungendo le espressioni di viva riconoscenza
con cui ho l’onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
15
2 Carlo Grassi: probabile segretario della Società d’incoraggiamento, di cui qui sotto.
4 Società d’incoraggiamento: un non meglio identificato organo della pubblica beneficenza torinese, se­
condo N. Cerrato, Il linguaggio della prima storia salesiana. Parole e luoghi delle «Memorie Biografi­
che di Don Bosco». (= ISS, Studi 7). Roma, LAS 1991, p. 273. Analoghe società sono segnalate nello stes­
so anno dal Calendario generale del regno d ’Italia a Firenze (p. 420), a Parma (p. 424) e a Napoli (p. 459).
5 nuova Chiesa: quella di Maria Ausiliatrice inaugurata nel giugno dell’anno precedente.
— continenza: velo omerale che il sacerdote indossava appunto sulle spalle al momento in cui alzava
l’ostensorio per la benedizione del SS. Sacramento.
8 le ... esistenza: non si è riusciti ad individuare la data di soppressione della suddetta Società.
11 Giuseppe Luigi Duprè, banchiere, benefattore di don Bosco, evidentemente uno dei membri della
Società d’incoraggiamento: v. E(m) I, lett. 93.
1267
Alla Banca Nazionale
ASC B 31010 Lett. orig., Banca (A 1690606) me. 6 A 2
Min. aut. 1 f. 228 x 165 mm. carta leggera con macchie di umidità segni di pastello rosso nel
testo la parola «ringraziamenti» sottolineata con pastello azzurro sul mrg. inf. si legge: «Se ne fac­
cia copia da mandarsi al giorn[ale] la Provincia se il sig. direttore stima di farne cenno»
E II 720 MB V 338
Ringraziamento a nome di tutti i giovani per la somma accordata
[Roma, anter. 7 gennaio 1869]
Beneficenza della Banca Nazionale
I giovani della casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales unitamente al loro
direttore, Sac. Bosco, offrono i più sentiti ringraziamenti alla Benemerita ammini­
strazione della Banca Nazionale che eziandio in quest’anno largì a loro favore la 5
somma di fr. 250.
Questo atto di beneficenza merita speciali ringraziamenti e per l’aumento de’
giovanetti ivi ricoverati e per alcune circostanze particolari che concorrono a ren­
dere più sensibile il bisogno e la necessità del soccorso.
Pertanto tutti unanimi con grato animo pregano dal cielo copiose benedizioni io
sopra i benemeriti amministratori della Banca Nazionale, e sopra tutti quelli che in
qualunque modo concorrono al loro bene morale e sociale.
[Sac. G. Bosco]

5.6 Page 46

▲torna in alto
38 gennaio 1869
5 post largì de! la somma di 11 benemeriti amministratori corr si ex la benemerita amministrazione
quelli emend si ex gli altri loro benefattori
1 La lettera è collocata in questa posizione nella supposizione che il sussidio sia stato dato ad inizio anno,
prima che don Bosco partisse per Roma.
2 Destinataria della lettera è anzitutto la Banca Nazionale; ma vi è anche l’intenzione di fame una lette­
ra aperta per la stampa.
5 eziandio in quest’anno: un’altra volta era stata, ad es., nel gennaio 1865: v. E(m) II, p. 626, lett. 1865/3.
1268
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cambray Digny (A 1980101)
Ined.
Trasmette lettera del cavaliere Carlo Canton — allega immaginetta per la figlia — chiede di poterla rive­
dere prima di partire
*Firenze, 12 [gennaio 18]69
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Giudico bene di indirizzarle la lettera del cav. Carlo Canton per sua norma e
per evitare a lei disturbi inutili.
5
Ieri credo che ci fosse anche sua figlia alla Messa in casa Uguccioni ed io
non ho dato alla medesima una immaginetta di Maria Aus. che avevo preparato
con qualche parola scritta. Abbia la bontà di darla, raccomandandole la carità di
un’Ave Maria.
Spero di poterla ancora riverire prima di partire per Roma,
io
Dio benedica lei e la sua famiglia. Preghi per me che le sono nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 Firenze: nel viaggio verso Roma, don Bosco venerdì 8 gennaio 1869 si era fermato a Firenze ospite di
casa Uguccioni. Si trattenne in città una settimana per fare visita a famiglie nobili, per associare alla sua
causa nuovi benefattori e per ottenere favori dai vari ministeri, grazie anche all’amicizia del cavalier
Canton, capo sezione al ministero degli Affari Esteri. Non mancò di incontrare l’arcivescovo Gioacchino
Limberti, il padre domenicano Domenico Verda e il padre Oratoriano Giulio Metti. Ebbe modo di avvici­
nare pure il ministro Federico Menabrea, di cui alla lett. 1238 in E(m) II. Fra le nobildonne visitate in casa
propria ci fu la marchesa Enrichetta Nerli, che poco prima aveva perso la mamma: cf lett. Nerli-Oreglia
del 29 gennaio 1869 in ASC A 1240511, me. 705 C 9 - D 1.
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
3 lettera: non è stata reperita e pertanto non è determinabile il contenuto.
— Carlo Canton: v. E(m) II, lett. 1209.
4 disturbi inutili: si potrebbero qui ricordare i giorni difficili vissuti dal marito, ministro delle Finanze,
in occasione dell’entrata in vigore, in quell’inizio d’anno, della tassa sul macinato, che provocò rivolte
popolari in tutto il paese e accesi dibattiti in parlamento; si veda al riguardo G. A l b e r t i, Mulini, mugnai

5.7 Page 47

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gennaio 1869 39
e problemi annonari dal 1860 al 1880. Milano - Firenze 1970. Lo stesso 12 gennaio 1869 la seduta della
Camera, appena riaperta, venne tolta per mancanza del numero legale dei membri.
5 sua figlia, Marianna: v. E(m) II, lett. 844.
— casa Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885. Don Bosco vi aveva celebrato la santa Messa il giorno prima, 1’11
gennaio: cf lett. Verda-Oreglia del 10 gennaio (ASC A 1290403, me. 740 C 12 - D 3; ed. in MB IX 482-483).
9 Roma: v. lett. 1264.
1269
A don Michele Rua
ASC B31010 Leu. orig., Rua (A 1740123) me. 47 C 4/6
Orig. aut. 2ff. 2 2 3xl76m m . carta leggera restaurata stemma episcopale a secco sul mrg. sup. del f. 1
E II 3-4 MB IX 489-490
Buone notizie — debito da saldare — speranza di ottenere qualche riduzione della tassa sul macinato —
preghiere per la famiglia Uguccioni — problemi di pubblicazione di libri di autori proibiti — ordina let­
tura del libro Avvisi agli ecclesiastici — richieste varie
Firenze, ore 6 del 14 [gennaio 18]69
Car.mo D. Rua,
Finora le cose nostre vanno bene; grazie a Dio la sanità mi accompagna [;] alle
9 di questa sera partirò per Roma. R ad d o p p iate le vostre preghiere. Intanto [:]
1° D i’ al cavaliere che spero di poter mettere i cinque mila franchi a disposi- 5
zione pel debito residuo Filippi: per ora riceverai circa mille franchi per mano della
contessa Uguccioni. Qui avrei molte cose in corso, ma bisogna lasciare che Dio
guidi il cuore delle persone caritatevoli.
2° Lo stesso scriva al T. Rovetti, che si farà conto delle sue osservazioni; il
Cotrona essendo libro già usato nelle scuole non si volle ritoccar di più per non far io
gridare; ma le pubblicazioni seguenti saranno secondo il suo desiderio.
3° D. Savio non dimentichi di mandarmi il parere sulla nota questione. Di più
mi sappia dire quale aumento di spesa ci darà il Macinato tra tutte le nostre case e
me ne dia cenno con sollecitudine: forse otterremo qualche riduzione.
4° Ancora al cavaliere. Faccia leggere e correggere da D. Picco, se si può, 15
il
fascicolo] di cui parla e poi si stampi. I
flv
5° Riguardo poi alla facoltà di stampar cose scelte da autori proibiti è bene che
egli si presenti dall’Arcivescovo con cui, prima di ogni altro, fu progettata la
Biblioteca e lo scopo della medesima, e se ne sarà caso farà egli stesso scrivere a
chi di ragione. Se poi egli giudicasse bene che quegli autori fossero affatto trala- 20
sciati, si faccia pure.
6° Alla contessa Uguccioni si mandino con comodità una ventina di Chiave
[delparadiso] e di Giovane prov[veduto/; sei Storia d ’Italia; idem [Storia] Sacra,
ma non se [ne] tenga memoria nell’uffizio. Con un catalogo di libri.
7° Domenica recitate il SS. Rosario, colla santa comunione secondo l’inten- 25

5.8 Page 48

▲torna in alto
40 gennaio 1869
zione del sig. cav. Tomaso e contessa Girolama Uguccioni che per noi sono due
tesori di beneficenza e di benedizione.
8° Cerca sul mio tavolino, e vi deve essere, forse la commend[atizia] di
Monsig. Galletti.
30
9° Non ho ricevuto alcun programma della Biblioteca e ne sono privo. |
10° Idem prendi il libretto del P. Teppa Avvisi agli Ecclesiastici etc. [:] man- f.2r
dane uno a Lanzo, l’altro a Mirabello, dove raccolti cherici e preti se ne legga ogni
domenica un capo durante [la] mia assenza. Si faccia lo stesso a Torino.
Dio ci benedica tutti e ci conservi per la via del cielo. Amen. Un caro saluto a
35 tu tti.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
5 franchi corr ex fr. 6 residuo emend ex d 26 contessa emend ex Gi
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
4 Roma: avuto gratuitamente il passaporto dal ministero degli Affari Esteri in qualità di «professore di
belle lettere, fondatore della pia casa di lavoro in Torino» (ASC A 0201407, me. 2568 B 7), partì assieme
al padre domenicano Verda, che viaggiò gratis in quanto suo accompagnatore: cf lett. Verda-Oreglia del
13 gennaio 1869, in ASC A 1290335, me. 740 D 4, ed. in MB IX 489. La contessa Maria Vitelleschi lo
aveva atteso invano per la sera del 13 gennaio. Cf lett. Vitelleschi-Oreglia del 13 gennaio 1869 in ASC A
1290524, me. 743 A 3/6.
5 cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460. L’8 gennaio 1869, tramite la contessa
Uguccioni, don Bosco gli aveva mandato alcune bozze di stampa da lui rivedute: ASC A 1290103, me.
737 B 4-5. Avuto il riscontro di un’immediata lettera da parte del cavaliere, sempre tramite la Uguccioni,
gli aveva fatto sapere che gli avrebbe risposto «distesamente», se possibile, da Firenze, altrimenti da
Roma: cf lett. Uguccioni-Oreglia del 12 gennaio 1869 in ASC A 1290106, me. 737 B 7, ed. in MB IX 488.
Abbia o no don Bosco mantenuto l’impegno, non è dato sapere.
6 debito Filippi: v. E(m) H, lett. 823 e 1201.
7 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
9 Bartolomeo Rovetti: v. E(m) II, lett. 1047.
10 Cotrona: padre Ignazio Cotrona, autore di un fortunato compendio del volume, altrettanto fortunato,
di Giuseppe Maffei, di cui alla lin. 17.
12 don Angelo Savio, economo della società salesiana: v. E(m) I, lett. 621.
— nota questione: dovrebbe trattarsi di un problema di carattere economico, visto l’ufficio ricoperto dal
destinatario del messaggio e il seguito dell’appunto. Utili i riferimenti alla tassa sulla ricchezza mobile in
E(m) II, lett. 991, 1049, 1075 e 1108 e in Appendice lett. 1866/42 (p. 639).
13 Macinato: circa la tassa sul macinato v. nota alla lett. 1268.
15 don Matteo Picco: v. E(m) I, lett. 224. Difficile identificare il fascicolo (delle «Letture Cattoliche»?)
di cui si tratta.
19 Biblioteca della Gioventù Italiana: collana di classici italiani, il cui primo volume [Giuseppe M affei,
La storia della letteratura italiana dall’origine della lingua sino ai nostri giorni... compendiata ad uso
della gioventù. Ed. nuovissima riveduta ed accresciuta] era uscito dalla tipografia di Valdocco il 1° gen­
naio 1869; v. E(m) II, lett. 1229, elogiata da L ’Unità Cattolica il 9 gennaio 1869. L’opera era già stata
edita precedentemente, con aggiornamenti, correzioni ed aggiunte, moltissime volte e in varie città italiane.
22-23 La Chiave del Paradiso..., Nuova edizione accresciuta e riveduta dall’autore. Torino, tip. dell’O-
rat. di S. Frane, di Sales. 1866.
23 II Giovane provveduto..., Nuova edizione accresciuta. Torino, tip. dell’Orat. di S. Frane, di Sales.
1863. Ristampa 1868. Tramite la Uguccioni don Bosco aveva chiesto una ventina di copie dello stesso
libro al cav. Oreglia: cf lett. Uguccioni-Oreglia in ASC A 1290106, me. 737 B 7, ed. in MB IX 488.
— La storia d ’Italia..., Edizione quinta accresciuta. Torino, tip. dell’Orat. di S. Frane, di Sales. 1866.

5.9 Page 49

▲torna in alto
gennaio 1869 41
— Storia sacra..., Edizione quarta accresciuta. Torino, tip. dell’Orat. di S. Frane, di Sales. 1866.
26 Tommaso Uguccioni: v. E(m) II, lett. 877.
29 Mons. Eugenio Galletti: v. E(m) I, lett. 588. La commendatizia del vescovo di Alba, datata 21 ottobre
1868 (ed. in MB IX 418-419), era l’ultima che gli era pervenuta; don Bosco intendeva portarla a Roma
per aggiungerla alle altre.
30 Biblioteca: v. sopra lin. 17; il programma è edito in MB IX 428-430.
31 Alessandro Maria Teppa, Preposito generale dei barnabiti, già rettore del collegio di Moncalieri:
v. E(m) I, lett. 392.
— Avvisi: invero, con più precisione, Avvertimenti per gli educatori ecclesiastici della Gioventù. Roma-
Torino. Tip. e lib. De Propaganda Fide. Marietti 1868. Si ricorrerà ad esso anche in seguito, specialmente
in momenti di “crisi pedagogica”: cf José Manuel Prellezo, Valdocco nell’ottocento tra reale e ideale.
Documenti e testimonianze. (= ISS Fonti, Serie seconda, 3). Roma, LAS 1992, p. 257.
37 In calce alla lettera la contessa Uguccioni scrisse: «L. italiane mille novantotto delle quali si prega di
accusare ricevimento a Firenze Uguccioni - Gherardi, N. 4 via Avelli».
1270
AI conte Luigi Cibrario
Edita in E II 4-5
Udienza e benedizione papale •—• chiede di versare l’offerta disponibile al segretario dell’arcivescovo
di Firenze perché la faccia pervenire urgentemente a Torino
*Roma, 20 gennaio 1869
Eccellenza,
Ieri ho avuto una udienza la più benevola dal Santo Padre e secondo la pro­
messa non ho mancato di parlare di Lei e dimandare sopra la sua famiglia la sua
santa benedizione. Accondiscese con grande espansione di cuore e nel passare per 5
Firenze spero di poterle poi dire le parole testuali.
Il sig. conte Joannini mi disse che V. E. mi tiene pronta una buona somma di
danaro per pagare il pane pei nostri poveri giovanetti. Io la ringrazio di tutto cuore
e prego Dio che la ricompensi della sua carità. Credeva di potere io stesso ricever
quell’offerta in persona, ma da una lettera che ricevo da Torino, scorgo che sono in io
grave impaccio i miei rappresentanti dello Stabilimento di Valdocco per alcuni
pagamenti d’urgenza. Se però Ella si degnasse di versare questo danaro nelle mani
del Segretario dell’arcivescovo di codesta capitale, aggiungerebbe così favori a
favori. Questo sacerdote, D. Giustino Campoimi avrebbe mezzo di trasmettere
prontamente ogni cosa a Torino.
15
Dio la benedica, sig. Conte, e la conservi a lunghi anni di vita felice coro­
nata dalla gloria del cielo, mentre con la più profonda gratitudine ho l’onore di
professarmi
Della E. V.
Umil.mo servitore
20
Sac. Gio. Bosco
P. S. Partirò da Roma forse al giorno 8 del p. febbraio.

5.10 Page 50

▲torna in alto
42 gennaio 1869
2 Luigi Cibrario: v. E(m) I, lett. 129.
3 Ieri: il 19 gennaio 1869. Don Bosco era arrivato a Roma il 15 gennaio.
7 conte Joannini (Ioannini): non meglio identificato; probabilmente Cesare Joannini, Sostituto
Procuratore generale della Corte di Cassazione, morto a Torino il 28 dicembre 1874 a 64 anni.
14 Giustino Campoimi: v. E(m) II, lett. 884. Il conte accolse la modalità di consegna suggeritagli da don
Bosco: v. lett. 1273.
22 giorno 8 del p. febbraio: anche al card. Vicario di Roma, Costantino Patrizi, aveva detto in quei giorni che
si sarebbe fermato in città per tre settimane; il card, gli aveva concesso il celebret per due mesi: cf lett. Sci­
pione Conestabile della Staffa-Oreglia del 19 gennaio 1869, in ASC A 1280232, me. 727 C 2/4. In realtà don
Bosco partì quasi un mese dopo il previsto, vale a dire la notte del 2 marzo. Il 21 gennaio andò ai castelli ro­
mani a visitare i giovani del collegio dei gesuiti a Mondragone e la comunità dei frati di Camaldoli, come già
aveva fatto nel precedente viaggio a Roma nel 1867. In città fece visita a famiglie della nobiltà (Von Milligen,
Calderari, Villarios, Vitelleschi... ) e conventi (Tor de’ Specchi...), celebrandovi talvolta la S. Messa.
1271
Al barone Filippo Cappelletti
Edita in E II 5
Impossibilitato ad accogliere l’invito a pranzo, si dichiara disponibile per un’altra volta a cena
*Roma, 23 [gennaio 18]69
Ill.mo Sig. Barone,
Stasera debbo trovarmi dal card. Antonelli alle sei ore; perciò debbo rinuncia­
re al piacere di intervenire a pranzo a casa di V. S. 111.ma secondo il grazioso invi-
5 to che si compiacque di farmi.
Quod differtur, non aufertur, perciò spero di scegliere una sera della settima­
na prossima per godere della sua cortesia.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia; preghi per me che con gratitudine mi
professo
io
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Filippo Cappelletti: v. E(m) II, lett. 977.
3 Giacomo Antonelli, segretario di Stato: v. E(m) I, lett. 55. Nel corso del suo soggiorno a Roma don
Bosco ebbe contatti con vari prelati (Giuseppe Berardi, Ludovico Jacobini, Stanislao Svegliati...) soprat­
tutto in ordine all’approvazione della società salesiana. Ne accennò lui stesso ai salesiani di ritorno a
Torino il 7 marzo 1869: testo ed. in Cost-SDB (a cura di F. Motto), pp. 240-241.
6 Quod differtur non aufertur: ciò che si differisce, non si sopprime.
1272
Al papa Pio IX
ASC B31010 Lett. orig., Pio I X (A 1730512) me. 41 B 7
Orig. aut. 2 ff. 27 0 x 2 1 0 m m . carta resistente sul mrg. inf. aut. di Pio IX: «die 23 Januarii 1869

6 Pages 51-60

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6.1 Page 51

▲torna in alto
gennaio 1869 43
/ Dominus vos benedicat et dirigat vos in semitis suis. Pius PP. IX» timbro a secco BATH sul mrg. sup.
E II 5-6 MB IX 518
Scrive a nome dei suoi alunni che inviano un obolo come «denaro di S. Pietro»
[Roma, 23 gennaio 1869]
Beatissimo Padre,
I
giovanetti ricoverati nella casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales in
Torino, del collegio convitto di Lanzo, del piccolo seminario di Mirabello, rappre­
sentati dal loro superiore, si prostrano umilmente ai piedi di V. S. supplicandola a
volere con un suo tratto di speciale bontà gradire un tenuissimo segno della loro
grande venerazione al Vicario di Gesù accettando l’obolo che essi osano offerire
come danaro di S. Pietro. Lo accetti come pegno del loro invariabile attaccamento
al Supremo Gerarca della Chiesa, aggiun[gen]do il massimo dei favori che essi
implorano: La santa sua benedizione.
[Sac. Gio. Bosco]
6 gradire corr ex di gradire 9 Supremo corr ex super
1 Don Bosco, avendo portato la lettera con sé all’udienza del pontefice, la fece sottoscrivere dal mede­
simo. La data è appunto quella della firma papale.
7 obolo: era ormai tradizionale a Torino-Valdocco questo omaggio al Pontefice; risaliva all’epoca del­
l’esilio papale a Gaeta nel 1849: v. E(m) I, lett. 56.
1273
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740124) me. 47 C 7/9
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta leggera segni di pastello azzurro sul f. 2v
E II 6-7 MB IX 518-519
Serie di commissioni da svolgere a Torino — difficoltà e successi della sua visita a Roma — annuncia
indulgenza papale e sussidio del conte Cibrario
*Roma, 24 [gennaio 18]69
Car.mo D. Rua,
1° Prego e fo pregare per la sig[ra] Bertinetti; il Santo Padre le manda
l’Apostolica benedizione coll’indulg. plenaria. Procurate di assisterla e che nulla le
manchi di quanto le occorre.
2° Per Bodratto è tutto inteso col Vescovo di Casale e col suo Vicario
Generale. Venga a Torino e D. Durando lo presenti al comm. Dupraz, che gli farà
il suo regolare patrimonio siccome siamo stati intesi.
3° Fa’ sapere a D. Cerutti che sospenda il suo lavoro sulla Storia Eccle.ca fin­
ché ci possiamo parlare e intanto si usi ogni riguardo per la sua sanità.
4° Manda una ventina di franchi al padre di Chiapale.

6.2 Page 52

▲torna in alto
44 gennaio 1869
5° Combinate e stampate l’articolo di cui parla il cav. Gautier.
6° In quanto al Riberi, accettato, ma procura prima di parlare col sig. Tortone
per sapere quel che intende di fare. I
15
7° Credo che a quest’ora avrai ricevuti mille franchi da D. Campoimi di f l v
Firenze che è largizione del conte Cibrario, cui ho già scritto.
8° Perché non mi mandi il nome di battesimo dei can.ci Casalegno e Millione
e quello dell’ab. Soleri? Tricerri potrà dirlo; del resto il Calendario Ecclesiastico li
nomina.
20
9° Se vedi il dott. Musso ed il sig. Anglesio digli che porterò anche a Torino
un’immaginetta per loro.
10° Parla col conte Viancino, priore della festa di S. Francesco di Sales che
dovremo differirla un poco per farla più solenne.
11° Le cose vanno assai bene, ma vi sono gravi difficoltà da superare; ma rin-
25 graziamo il Signore; abbiamo gravi motivi di essere contenti. Per ora continuate a
pregare; fra breve potrò fissare il giorno della mia partenza da Roma.
12° Il Santo Padre manda benedizioni con indulgenza] Plenaria a tutti i nostri
giovani, a Casa Fassati e Casa Dupraz. I
State allegri; cercate danari; il Cavaliere faccia affari, Buzzetti l’ajuti. Io di qui f.2r
30 fo quel che posso.
Dio ci benedica tutti e ci conservi nella sua santa grazia. Amen.
Abbimi sempre nel Signore
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
4 le] gli 12 Gautier] Gautieur 24 11 coir ex 10 24-25 ringraziamo rei 27 benedizioni emend ex I
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 Ottavia Maria De Bernardi Bertinetti: morta il 23 gennaio 1869 a Chieri (Torino) all’età di 72 anni,
poco dopo il decesso del marito settantacinquenne, il quale il 15 ottobre 1868 aveva fatto testamento in
favore di don Bosco: cf MB IX 670. Don Bosco evidentemente era al corrente della grave malattia della
signora, ma non della sua morte.
6 Francesco Bodrato: v. E(m) I, lett. 798.
— vescovo di Casale era Pietro Maria Ferrè: v. E(m) II, lett. 1096; il suo vicario invece era il can. Giuseppe
Zmiglio: teologo ed avvocato, prevosto della cattedrale e protonotario apostolico, nato nel 1812 e deceduto il
16 gennaio 1883. Fu vicario generale sia con mons. Luigi Nazari di Calabiana sia con mons. Pietro Maria Ferrè.
7 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330.
— Giovanni Battista Dupraz: nato a Challonges (Savoia) nel 1813, sposò Angela Giusiana, nativa di
Trinità di Mondovì (Cuneo), morta nel 1890. Dottore in legge all’università di Torino, Intendente in varie
città (Torino, Alessandria, Pallanza, Saluzzo), fu primo uditore della Corte dei Conti. Dopo la guerra del
1859 si ritirò a vita privata e si consacrò ad opere di carità e di beneficenza. Fondò scuole di carità a
Challonges e a Trinità di Mondovì, affidando queste ultime ai salesiani. Nel settembre del 1857 era stato
nominato ufficiale dell’ordine militare S.S. Maurizio e Lazzaro; successivamente fu insignito del titolo di
commendatore di S. Gregorio Magno. Morì il 12 dicembre 1880: cf BS a. 5 (febbraio 1881) pp. 15-16.
8 patrimonio: quello richiesto dalle disposizioni canoniche per poter ricevere l’ordinazione. Don Bodrato
venne ordinato suddiacono a Torino il 16 maggio 1869.
9 Francesco Cerruti: v. E(m) I, lett. 518.
— Storia ecclesiastica: dovrebbe trattarsi di una Storia universale della Chiesa, che don Bosco, con l’aiuto di don
Cerruti e don Bonetti, stava portando avanti da tempo, ma che non venne mai pubblicata. Vedi anche lett. 1594.

6.3 Page 53

▲torna in alto
gennaio 1869 45
11 padre di Chiapale: con lo stesso nome del figlio, Luigi, residente a Costigliole Saluzzo (Cuneo). Marito
di Maria Gautero, contadino, aveva sempre avuto problemi a pagare la pensione al figlio a Valdocco:
v. E(m) II, lett. 1093. Don Chiapale verrà dimesso dall’Oratorio nel giugno successivo: v. lett. 1325.
12 cav. Stefano Gautier: v. E(m) I, lett. 679; è difficile individuare la pubblicazione cui si allude.
13 Alessandro Riberi: il nome del ragazzo non appare però in nessun registro delle tre case salesiane
dell’epoca.
— sig. Tortone: personaggio non individuato.
15 Giustino Campoimi: v. E(m) II, lett. 884.
16 Luigi Cibrario: v. E(m) I, lett. 129; v. al riguardo lett. 1270.
17 Lorenzo Casalegno: nato a Torino il 9 febbraio 1802, morì a Trino Vercellese il 6 agosto 1877. Canonico
della locale collegiata, fu esecutore testamentario di mons. Giovanni Battista De Paoli, pievano di Fabriano, fra­
zione di Solonghello (Alessandria), morto il 23 luglio 1871. Come tale nell’aprile 1872 verserà a don Bosco 6.000
lire per un posto gratuito in una casa salesiana; non fece in tempo a vedere inaugurato in paese l’orfanotrofio S.
Giuseppe, inaugurato l’anno dopo la sua morte, e di cui aveva trattato con don Bosco: v. Appendice II, 3.
— Giuseppe Millione (Miglione): nato a Trino Vercellese il 18 maggio 1818, divenne canonico della stes­
sa collegiata. Morì in paese il 25 febbraio 1884.
18 Giovanni Battista Soleri: v. E(m) II, lett. 1147. Don Bosco intendeva chiedere per loro qualche ono­
rificenza pontificia: v. lett. 1281.
— Antonio Tricerri: chierico dell’Oratorio. Figlio di Giuseppe e Teresa Ausana, nato a Tricerro Vercellese
il 13 aprile 1852, il 19 agosto 1864 entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco. Ricevette la veste talare nel­
l’autunno 1869 e fece la professione religiosa a Borgo S. Martino il 2 marzo 1871. Nell’anno 1872-1873
lavorò nella casa di Alassio; in seguito il suo nome non compare più nel Catal.; cf ASC registri Dati anagr.
e delle Ordin. Divenuto sacerdote, lavorò nella diocesi di Vercelli, prima di entrare nel gennaio 1920 nella
congregazione orionina, nella quale visse fino alla morte, avvenuta il 28 dicembre 1930 a Mursecco
(Cuneo): cf A. Papes, 1 Salesiani ..., (dattil.) p. 486.
20 Alessandro Musso: cavaliere, per molti anni fu medico all’Oratorio di Valdocco; morì nel 1894: cf BS
a. XVIII, N. 5°, maggio 1894, p. 115; v. anche lett. 1495.
— sig. Anglesio: probabilmente il farmacista Paolo Anglesio, fratello di Luigi, rettore del Cottolengo.
Con l’immaginetta allude a qualche diploma di onorificenza.
22 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
24 gravi difficoltà: pare alludere a quelle per l’approvazione della società salesiana, delle sue costituzio­
ni, e in particolare al problema delle dimissorie.
26 fra breve... partenza: invero, come s’è detto sopra (lett. 1264), la partenza venne procrastinata di
molto tempo, fino ad avvenuta approvazione della società salesiana (1° marzo 1869).
28 casa Fassati, casa Dupraz: famiglie in stretti rapporti con don Bosco.
29 cavaliere, Federico Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460.
— Giuseppe Buzzetti: v. E(m) I, lett. 63.
1274
Al duca di Sora Rodolfo Boncompagni Ludovisi
Archivio vescovile di Foligno - Perugia
Copia autentic. dalla curia vesc. di Foligno in data 12 agosto 1912
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870520)
E II 7 MB IX 551-552
Avvisa che si recherà a fargli visita e celebrerà la S. Messa per tutta la famiglia
*Roma, 28 [gennaio 18]69
Benemerito e Car.mo Sig. Duca,
Sono spiacente di non essermi trovato a casa quando Ella si compiacque di
venire e d’inviare persona presso di me.

6.4 Page 54

▲torna in alto
46 gennaio 1869
Domani alle 8 circa mi reco a sua casa e se nulla osta celebrerò la Santa Messa
e intanto avrò l’onore di ossequiare Lei colla rispettabile di Lei famiglia.
Dio benedica Lei, la sig[ra] Duchessa con tutti i suoi figliuolini, e a tutti
conceda sanità e benedizione, mentre con profonda gratitudine ho l’onore di po­
termi professare
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Rodolfo Boncompagni Ludovisi: v. E(m) II, lett. 1016.
7 Agnese Boncompagni Ludovisi: ib.
— tutti i suoi figliolini: Ugo (1856), Luigi (1857), Guendalina (1859), Maria Maddalena (1861),
Giuseppe (1865). Il 10 marzo 1869 sarebbe stata la volta dell’ultima figlia, Maria: cf ANI 1904.
1275
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740125) me. 47 C 10
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x 1 3 5 min. carta azzurrina con macchie di inchiostro
aggiunge due postille e cancella l’ultimo capoverso
E II 8 MB IX 526
sul v Michele Rua
Ordina la sospensione della stampa del vocabolario di latino — richiama l’importanza della ubbidienza —
consigli per la salute
[Roma, 31 gennaio 1869]
Car.mo D. Rua,
Per motivi particolari da’ ordine che si sospenda la stampa del vocabolario
Latino fino al mio ritorno. Dirai poi a Buzzetti e ad altri che abbiano ingerenze
nella tipografia che per l’avvenire non voglio più che stampisi cosa alcuna senza
mio consenso, oppure che tu ne abbi[a] ricevuto facoltà ad hoc.
Credo però bene che potendolo tu faccia una conferenza insistendo sulla
necessità dell’ubbidienza di fatti e non di parole, e notando che non sarà mai buono
a comandare chi non è capace di ubbidire.
Abbi cura della sanità; riposa liberamente, sta’ attento ai cibi che ti possono
essere nocivi; fino alla metà di febbrajo sospendi il Mattutino e limitati alle ore,
vespro e compieta ma ripartiti.
[Sac. Gio. Bosco]
3 particolari rei 8 mai] men 11 nocivi corr ex no... febbrajo emend ex g
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 vocabolario: quale? Difficile pensare a quello di don Celestino Durando, all’epoca ancora un’idea,
più che un testo pronto per la stampa. Non risultano comunque chiari né il motivo della sospensione né i
problemi cui don Bosco allude.
4 Giuseppe Buzzetti: v. E(m) I, lett. 63.

6.5 Page 55

▲torna in alto
febbraio 1869 47
11 Mattutino: una parte non breve della liturgia delle ore, che quotidianamente dovevano recitare i sacerdoti.
1276
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740126) me. 47 C 11/12
Min. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta uso stampa molti segni di pastello azzurro e viola
11 P. S. si trova sul v in calce alla serie di quattro indirizzi cui inviare alcuni testi
E II 8-9 MB IX 526
Si usino riguardi ad una benefattrice — le feste di carnevale a Roma hanno interrotto gli impegni
[Roma, febbraio 1869]
Car.mo D. Rua,
Non so se la Bertinetti defunta sia la sorella o la moglie del fu Carlo; in
qualunque caso dite alla damigella Braja che abbia pazienza, si metta alla testa
degli affari e faccia in modo che nulla manchi alla vivente. In quanto alle persone
di servizio provveda quanto è necessario.
Le vacanze hanno interrotto gli affari ed io debbo differirmi la dimora in 5
Roma. Presto vi manderò qualche soldo. Continuate a pregare.
Aff.mo nel Signore
Sac. G. Bosco
[P. S.] D. Rua vada nella mia camera, apra il cancello del mio tavolino ordinario e
troverà un piego col mio indirizzo in cui vi sono dei vaglia [,] delle cedole pontifi­
cie portate dal P. Gregorio di S. Teresa.
Preghi la march. Fassati di affidare tal piego alla Duchessa di Montmorency
che me lo porti. Se in ciò vi sono difficoltà, lo mandi per la posta a Roma.
7 ante debbo add deb
12
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730. Ricevuta da Roma la lettera di don Bosco del 24 gennaio, don Rua
gli aveva comunicato la morte della vedova Bertinetti avvenuta il 23 gennaio.
3 Bertinetti: la defunta era dunque la moglie di Carlo, Ottavia Maria, e non la sorella nubile, Giacinta,
che invece morì il 1° febbraio 1870. L’ASC in A 1010501 Bertinetti conserva un voluminoso dossier, che
comprende i testamenti - a favore di don Bosco - dei suddetti tre personaggi, le carte relative all’apertu­
ra dei testamenti stessi, le tasse di successione, l’adempimento dei legati ecc.; v. lett. 1330. Gli adempi­
menti testamentari si conclusero nel 1910, col matrimonio della figlioccia dei Bertinetti, Carolina Vigna,
nata nel 1866: me. 545 C 1- 549 C 1.
4 Carlotta Braja: donna nubile che lavorava a servizio della famiglia Bertinetti a Chieri.
7 vacanze: il periodo di carnevale, che si concludeva il 9 febbraio; v. anche lett. 1277.
8 Roma: il progetto di viaggio prevedeva un paio di settimane di sosta; v. lett. 1264. In realtà don Bosco
rimase a Roma un mese e mezzo.
10 Aut. di don Bosco: «Lett. catt. 69: Sigfra] Rosa Mercurelli / Coronare / via S. Chiara n. 44 copie 2.
Mons. Manacorda via Pedacchia 97 copia 1; Cav. Giacinto Marietti Propaganda Fide copia 1: si unisca­
no Maraviglie —Rimembranze».
12 piego: plico, pacchetto.
13 P. Gregorio Nazianzeno di S. Teresa: padre carmelitano scalzo non meglio identificato.

6.6 Page 56

▲torna in alto
48 febbraio 1869
14 Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
— Costanza Lavai di Montmoreney: v. E(m) I, lett. 161. Evidentemente era in partenza per Roma.
1277
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740127) me. 47 D 1/2
Orig. aut. 2 ff. 1 5 7 x l 3 2 m m . catta consunta uso stampa segni di ceralacca sul f. 2r timbri:
Roma 5 feb 69 Torino 7 feb 69 6 M sul mrg. sup. del f. 1 don Rua ha scritto: «largiz. della B. M.»
E II 10 MB IX 527
Le difficoltà per l’approvazione della società salesiana sono appianate — lo rassicura circa la guarigione
di un chierico gravemente malato
*Morlupo, 3 febbraio 18]69
Car.mo D. Rua,
Facciamoci coraggio, Dio ci ajuterà. Avrai già ricevuto lettera per andare
ad esigere 2000 franchi e vedrò quello che potrò fare e spero di non andare a casa
5 colle mani vuote.
Da Lanzo Sala mi aveva fatto sperare tremila franchi per la metà di questo
mese, duemila devono eziandio venire da Milano, di che parlane con D. Savio.
Le ferie di carnevale hanno interrotto le mie imprese; venerdì (12) ogni cosa
sarà in movimento. Sorsero gravi difficoltà in tutto, ma si possono dire tutte ap­
io pianate con esito molto superiore alla nostra aspettazione. Ma silenzio e preghiera;
fino all’epoca accennata non posso fissare il giorno di mia venuta a casa.
So che avete molto da fare; ma bada prima di ogni cosa alla tua sanità e a
quella degli altri.
D i’ a Magna, a Nona, a mad. Gianelli che il Santo Padre manda loro una
15 speciale benedizione con indulgenza plenaria.
D i’ al conte Viancino che desidero, come lo prego, di differire la festa di f-lv
S. Francesco di Sales fino al mio ritorno, e che fra breve gli scriverò. L’ultimo
giorno di carnevale dirò messa pel eh. Barberis, gli darò la benedizione, ed [in]
una numerosa casa di educazione I faranno la Santa Comunione per lui; abbia fede
20 e poi velit nolit dovrà guarire.
In quanto alle cose di Chieri si faccia quanto si può per lasciare le cose
tranquille colla damig. Braja segretaria. Giunto in Torino tratteremo di ogni cosa.
Di’ a Berto che avrei molto da scrivere e che se non fosse tanto occupato
gli darei da fare.
25
Saluta tutti; io prego per loro e lavoro per loro tutti. Dio ci benedica e ci ajuti
a fare in tutto e per tutto la santa volontà del Signore. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
P. S. Fra breve scriverò a D. Francesia.

6.7 Page 57

▲torna in alto
febbraio 1869 49
f.2v Al M.to R.do Signor
30
Il sig. D. Rua prefetto dell’Oratorio
S. Fran.co di Sales
Torino
1 Nella mattinata aveva celebrato nella chiesa di Santa Rufina in Trastevere per le Figlie di Maria, pres­
so le Dame del Sacro Cuore: cf lett. Millingen-Oreglia in ASC A 1240208, me. 702 E 4/5. Non si sa per­
ché e con chi si sia successivamente recato a Morlupo, località a una trentina di km. a nord di Roma.
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 lettera: v. lett. 1276.
6 Antonio Sala, economo del collegio di Lanzo: v. E(m) I, lett. 706.
7 Angelo Savio: v. E(m) I, lett. 621. Don Bosco gli aveva avanzato una richiesta il 14 gennaio: v. lett.
1269. Di un contratto di vendita di uno stabile da concludere da parte di don Savio e di cui successiva­
mente don Bosco avrebbe firmato l’atto notarile accenna anche mons. Manacorda a don Rua il 19 febbraio
1869: cf ASC A 4420124, me. 3763 A 4/5.
8 carnevale: finiva col martedì grasso, 9 febbraio.
— venerdì: il primo venerdì di quaresima, il 12 febbraio.
14 Magna, Nona: zia, nonna; termini piemontesi per designare anche le persone anziane.
— mad. Gianelli: anziana signora che lavorava nel guardaroba di Valdocco.
16 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900. La festa venne effettivamente celebrata il 7
marzo, due giorni dopo il ritorno a Torino. La lettera cui allude non è stata reperita.
18 Giulio [?] Barberis: v. E(m) II, lett. 875.
19 numerosa casa di educazione: di difficile identificazione, viste le varie comunità che don Bosco visitò
nel corso del suo soggiorno romano.
22 damig. Carlotta Braja: v. lett. 1276.
23 Gioachino Berto: nato a Villar Almese (Torino) il 19 gennaio 1847 da Giovanni Battista e Orsola
Trosello, era entrato a Torino-Valdocco nel 1861. Professo triennale il 19 settembre 1864, l’anno dopo
faceva la vestizione (1° novembre 1865) e emetteva i voti perpetui (6 dicembre 1865). Suddiacono il 17
dicembre 1869, venne ordinato sacerdote a Torino il 25 marzo 1871 da mons. Giovanni Antonio Balma.
Morì nella stessa città il 21 febbraio 1914: cf ASC registri vari [con nostre correzioni] e DBS p. 38-39. Fu
per molto tempo (1866-1886) l’amanuense di don Bosco, per il quale stese molti memoriali per l’appro­
vazione della società salesiana, delle costituzioni e per la concessione delle dimissorie. Depose al pro­
cesso diocesano e al processo apostolico di don Bosco.
29 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518. La lettera cui allude non è stata reperita.
1278
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lat. Pos. et Min. 111 - Roma
Orig. aut. 2 ff. 285 x 192 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1980102)
Ined.
Accetta la proposta papale di aprire un’opera in Roma presso la chiesa di S. Caio, a condizione di poter
avere un mutuo dalla Cassa di Carità delle suore Pallottine
*Roma, 12 febb[raio 18]69
Beatissimo Padre,
Col beneplacito di V. B. sono andato a visitare la chiesa di S. Cajo col loca­
le annesso e non esistendo più trattative da parte di altri, ne esaminai la conve­
nienza e lo trovai adattato al nostro scopo, sicché prima di ogni altra cosa sono in 5
dovere di fare i più umili e sentiti ringraziamenti del consiglio opportunissimo che

6.8 Page 58

▲torna in alto
50 febbraio 1869
V. S. si degnò di darmi.
Credo che questo sia un mezzo efficace per provvedere all’istruzione religio­
sa e forse anche scolastica ai poveri fanciulli che vagano per le vie tra la Via di
io Porta Pia alla Trinità dei Monti, dove non mi consta che vi siano scuole o catechi­
smi per questa classe di giovanetti.
Noi poi avremmo un locale per uno studentato a favore de’ nostri cherici
che colà avrebbero messe da coltivare per compiere lo scopo della nostra congre­
gazione.
15
La dimanda precisa fatta da Monsig. Franchi è di scudi dieci mila, con cui, egli
dice, si potrà provvedere al bisogno delle monache Barberine. Qui è la grande dif­
ficoltà. Io non ho altro che la buona volontà. Dimandare questa somma a V. B. non
ho ardire sapendo quante gravi spese già debba a ltrim e n ti sostenere. Mi fu sug­
gerito un Imezzo che sembrami assai opportuno purché alla Santità Vostra sia bene-
20 viso. Mi fu detto da persona ben informata che La Pia Casa di Carità delle
Pallottine ha danaro disponibile. Se Vostra Santità volesse degnarsi di autorizzarla
a farmi un mutuo estinguibile cinquecento scudi all’anno, io potrei così aggiustare
ogni cosa.
Beninteso che la somma fosse senza frutto e che cominciasse l’ammortizza-
25 zione di qui a tre anni; dovendo io al presente sottostare a molte spese.
Ho esposto le cose come fa un figlio al più caro e al più venerato padre. Ogni
consiglio che V. S. giudicasse di darmi sarebbe per me un caro comando.
Faccia Dio che l’anno del concilio ecumenico fra le molte cose sia per noi
notabile colla istituzione di una nostra casa nella città eterna.
30
Umilmente prostrato invoco la sua santa benedizione reputando alla più lieta
ventura di potermi segnare
Di V. S.
Umil.mo Obbl.mo figliuolo
Sac. Gioanni Bosco
1 [18]69 corr ex [18]68 18 ante quante del a 25 anni add si
3 beneplacito: probabilmente nella lunga udienza concessagli dal papa il 7 febbraio, domenica di quin­
quagesima, di cui alla lett. Galeffi-Oreglia in ASC A 1200846, me. 613 A 9.
— S. Cajo: chiesa presso il monastero delle Carmelitane deH’Incarnazione del Divin Verbo, detto delle
Barberine (a motivo del giuspadronato dei principi Barberini), ubicato fra le Quattro Fontane e Porta Pia.
Notizie storiche sulla chiesa e sul monastero, successivamente demoliti per far posto al ministero della
Guerra, si trovano in Gaetano M o ro n i, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica... voi. 10, p. 46 e
voi. 11, pp. 301-302, voi. 12, pp. 271-272.
15 mons. Alessandro Franchi: nato a Roma nel 1819, vescovo di Tessalonica in Macedonia nel 1856,
internunzio apostolico a Firenze nello stesso anno e nunzio apostolico presso il re di Spagna nel 1868;
il 22 dicembre 1873 venne creato cardinale e successivamente nominato segretario di Stato e Prefetto
dei Sacri Palazzi apostolici. Morì a Roma il 31 luglio 1878: cf HC V ili passim.
16 monache Barberine: v. lin. 3.
20-21 Pia Casa... Pallottine: «Pia casa di Carità» di Borgo S. Agata - già collegio Fuccioli - fondata a
servizio di ragazze povere ed abbandonate nel 1838 da Vincenzo Pallotti. All’epoca era affidata a suore
educatrici, dette appunto Pallottine.
28 concilio ecumenico: si sarebbe aperto l’8 dicembre 1869.

6.9 Page 59

▲torna in alto
febbraio 1869 51
1279
AI duca di Sora Rodolfo Boncompagni Ludovisi
Archivio vescovile di Foligno - Perugia
Copia autentic. dalla curia vesc. di Foligno in data 12 agosto 1912
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870521)
E li 11 MB IX 552
Accusa ricevuta dell’offerta per estinguere i debiti contratti per la costruzione della chiesa di Maria Ausi-
liatrice — espone il bisogno di una somma di denaro per l’acquisto di locali presso la chiesa di S. Caio
*Roma, 15 febbraio [18]69
Eccellenza e Car.mo Sig. Duca,
Ricevo la graziosa somma di fr. 100 che V. E. nella sua carità offre per estin­
guere i debiti incorsi nella costruzione della chiesa di Maria A., e ci ho subito messa
una intenzione particolare affinché il Pater noster che i nostri giovanetti dicono 5
tutte le sere alla benedizione del SS. Sacramento sia secondo l’intenzione che mi
accenna [,] vale a dire affinché Dio sollievi la signora Duchessa nello stato inte­
ressante in cui si trova. Fede e tranquillità e non si tema niente.
Ora avrei bisogno che tra lei e la signora Duchessa facessero un miracolo, ma
un miracolo grande. Di consenso col Santo Padre si trovò conveniente l’acquisto io
della chiesa S. Cajo detta delle Barberine col locale annesso. Qui noi potremmo
fare, ossia iniziare una casa, fare catechismi ed anche scuola ai poveri ragazzi tra il
Quirinale e la Trinità dei Monti.
Ma per fare l’istrumento ci vuole la piccola somma di fr. 50.000. Non dico che
la prepari tutta Ella e la sig[ra] di Lei moglie, perché qualche cosa ho già. Si ado- 15
peri per cercarmene almeno una particella e così l’anno del Concilio Ecumenico
sarebbe segnalato, fra le altre cose, dall’impianto di una nostra casa in Roma. Farà
questo miracolo non è vero?
Dio Benedica Lei, la sig[ra] Duchessa e tutta la rispettabile sua famiglia, e rac­
comandandomi alla carità delle sante sue preghiere mi professo
20
Di V. S.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Rodolfo Boncompagni Ludovisi: v. E(m) II, lett. 1016.
7 Agnese Boncompagni Ludovisi: ib.
7-8 stato interessante: il 10 marzo successivo avrebbe dato alla luce l’ultima figlia, Maria.
11 S. Cajo... Barberine: v. lett. 1278.
14 fr. 50.000: corrispondente a scudi romani 9.400 stando alla lett. 1280.

6.10 Page 60

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52 febbraio 1869
1280
Alla presidente delle Oblate madre Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 270 x 210 mm. carta azzurrina
ASC B 31210 Mss. aut. infotoc., Galeffi (A 1800108)
E l i 12 MB IX 541-542
me. 2648 E 9/10
Chiede un contributo per l’acquisto di locali presso la chiesa di S. Caio a Roma
*Roma, 17 febbraio 18]69
Benemerita Madre Presidente,
Nel tempo passato Ella venne più volte colla sua carità in ajuto della chiesa e
dei poveri giovanetti che vivono in Torino. Ora non più i Torinesi ma le raccoman-
5 do quelli di Roma.
Col beneplacito del Santo Padre si tratterebbe di iniziare una piccola casa
simile all’Oratorio di San Francesco di Sales in Roma. S. Cajo detto delle
Barberine col locale annesso sarebbe assai opportuno, perché è località salubre e
somministrerebbe comodità ai giovanetti che vivono tra questo sito e la Trinità dei
10 Monti di frequentare il catechismo e di avere anche una scuola.
La difficoltà sola sta nella spesa di primo acquisto che monterebbe a nove mila
e quattrocento scudi.
Avvi già qualche offerta, bisogna che Ella pure per amore del Signore e della
Santa Vergine Maria faccia quello che può nel suo particolare, fra le sue caritate-
15 voli religiose e fra le persone con cui Ella ha qualche relazione.
Altra difficoltà è la premura di chiudere il contratto, perché avvi chi sta all’er­
ta per iniziare trattative appena fossero interrotte le nostre.
La sig[ra] Merolli si mostrò molto propensa ad ajutarci, e vuole anche inte­
ressare altre pie persone ad associarsi; ella I parlerà con Lei, e Lei la incoraggisca f l v
20 e le prometta la benedizione di Dio e quella dei poveri ragazzi che salvandosi
mercé la loro carità invocheranno mai sempre le grazie del cielo sopra i loro be­
nefattori.
Dio benedica Lei e tutti quelli che in modo particolare danno opera pel bene
dei ragazzi abbandonati, e raccomandandomi alla carità delle sante sue preghiere
25 ho l’onore di professarmi colla più sentita gratitudine
D. V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Maria Maddalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.
8 Barberine: v. lett. 1278.
17 iniziare trattative... nostre: in effetti, nonostante le premesse positive e i passi compiuti, don Bosco
non riuscì nell’impresa.
18 sig[ra] Merolli: Maria Vagnuzzi, vedova Merolli, abitante in via della Scrofa 57. Si era abbonata alla
Biblioteca della gioventù italiana, rinunciando però all’abbonamento alle «Letture Cattoliche»: cf lett.

7 Pages 61-70

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7.1 Page 61

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febbraio 1869 53
Vitelleschi-Oreglia del 1° gennaio 1869 in ASC A 1290523. 1 Merolli erano una ricca famiglia di impren­
ditori di Roma.
1281
Al segretario dei «Brevi ai Principi» mons. Bartolomeo Pacca
ASV Ep. ad Princ. Pos. et Min. 68 - Roma
Orig. aut. 1 f. 270 x 215 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pacca (A 1980103)
Ined.
Avanza candidature per onorificenze pontificie
[Roma, 18 febbraio 1869]
[Eccellenza Reverend.ma],
Sacerdoti zelanti che impiegano il loro sacro ministero e le notabili loro
sostanze a benefizio di parecchie opere pie ed appartenendo ad agiate famiglie lo­
ro tornerebbe della più grande consolazione se il S. Padre concedesse il titolo di 5
cappell[an]i d ’onore o qualche altro titolo alla bontà di S. S. fosse beneviso. I loro
nomi sono:
Casalegno Lorenzo canonico della collegiata] di Trino diocesi di Casale.
Millione Giuseppe canonico Id.
Soleri abate Gaudenzio Gio. Battista cavaliere di Torino.
10
[Sac. Gio. Bosco]
5 Padre corr ex S.
1 La data supposta è quella dell’udienza pontificia data al segretario dei «Brevi ai Principi», Bartolomeo
Pacca, in cui venne concesso da Pio IX il titolo di «Cappellano segreto d’onore» ai tre sacerdoti: cf ivi lett.
del Pacca in data 19 febbraio 1869. Delle lunghe udienze di don Bosco col papa accenna il 18 febbraio
la contessa Maria Vitelleschi in una lettera al cav. Oreglia: ASC A 1290525, me. 743 A 7/10. Pochi giorni
dopo, il 1° marzo 1869, don Bosco fece la stessa richiesta di un titolo a favore del barone Fedele Claretta:
ASV Ep. ad Princ. Posit. et Min. 68.
2 Bartolomeo Pacca: v. E(m) II, lett. 827.
8 Lorenzo Casalegno: v.lett. 1273. Don Bosco rimase in contatto con lui. Due anni dopo, 1’11 settembre 1871,
lo stesso Casalegno scrisse a don Bosco di aver ricevuto in eredità da don Giovanni Battista De Paoli, pieva­
no di Fabiano (diocesi di Casale Monferrato) L. 10.000 da mettere a sua disposizione, a condizione che ac­
cettasse all’Oratorio in perpetuum due giovani di Fabiano: ASC A 1311205, me. 1396 E 7/9, cf MB X 1195.
9 Giuseppe Millione: v. lett. 1273.
10 Gaudenzio Giovanni Battista Soleri: v. E(m) II, lett. 1147.
1282
Al prelato pontificio mons. Domenico Guadalupi
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Guadalupi (A 1780125)
Orig. aut. 2 ff. 270 x 210 mm. carta azzurrina busta 140 x 57 mm.
sunta segni di ceralacca azzurra
carta verde molto con­

7.2 Page 62

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54 febbraio 1869
Ined.
Ringraziamenti per l’offerta che ne suscitò delle altre — assicura preghiere
Roma, 19 febbraio 18]69
Eccellenza Reverend.ma,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi: Amen.
Appena V. E. ebbe occasione di conoscermi tosto cominciò a beneficarmi
5 nella persona dei poverelli e ne sia da me con tutto il cuore ringraziata. Da Dio
abbia nella vita presente e nella futura largo guiderdone.
La sua offerta ebbe buon presagio; altre persone caritatevoli ci diedero mano,
il contratto fu conchiuso e così ella avrà la consolazione di aver dato il primo moto
ad un’opera, che spero guadagnerà anime al Signore fra la classe più bisognosa e
io nel tempo stesso più pericolosa della società.
Finché la nostra congregazione esisterà, Ella sarà sempre annoverato fra que­
gli insigni benefattori che avranno parte alle deboli preghiere che in pubblico ed in
privato avranno luogo fra i congregati e fra i giovanetti raccolti.
Qualunque momento nella carità stimasse di rimettere la sua offerta al comu-
15 ne amico Monsig. Manacorda, sarà ben rimessa come a me stesso. Ma con tutta sua
comodità.
Dio la benedica e le conceda sanità con lunghi anni di vita felice nel tempo, e
quando a Lui piacerà, il vero compenso nella beata eternità. Amen. Con gratitudi­
ne profonda mi professo
20 Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
A Sua Eccellenza Reverend.ma
Monsig. Guadalupi Delegato etc.
25 Roma
2 Domenico Guadalupi: nato a Brindisi nel 1811, delegato apostolico di Orvieto, Spoleto e Civitavecchia,
refendano di entrambe le Segnature, all’epoca era protonotario apostolico e prelato domestico. Successiva­
mente fu per cinque anni (1872-1877) vescovo di Salerno. Morì 1’11 maggio 1878: cf HC V ili 492.
6 guiderdone: compenso, premio.
8 contratto conchiuso: allude a quello per S. Caio, di cui alla lett. 1278.
15 Emiliano Manacorda: v. E(m) II, lett. 763.
1283
Al duca di Sora Rodolfo Boncompagni Ludovisi
Archivio curia vescovile di Foligno - Perugia
CAoSpCiaBa3u1t2en2t0icC. odpalileadciuorriaigv. e(sAc.
di Foligno
1870522)
in
data
12
agosto
1912
E li 13 MB IX 552-553

7.3 Page 63

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febbraio 1869 55
Accusa ricevuta di offerta secondo particolare intenzione — partecipe delle preoccupazioni, infonde
speranza al corrispondente
Roma, 20 febbraio [18]69
Car.mo Sig. Duca,
La E. V. mandò qui per avere da me qualche risposta che io pensavo già di
aver fatta la ricevuta dei franchi 100 che Ella offriva affinché si pregasse in modo
particolare la S. Vergine [per] la sig[ra] Duchessa di Lei moglie. La sua volontà fu 5
fedelmente eseguita e nella mia pochezza continuo a fare ogni giorno un memento
speciale nella Santa Messa.
Io provo gran pena per gli affanni che prova questa signora, ma sono pieno
di fiducia che sarà solamente esercizio di pazienza e che non vi saranno cattive
conseguenze.
10
Dio benedica Lei, tutta la sua famiglia e mi creda con gratitudine
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
R S. Il miracolo per la casa di S. Cajo si fà?
15
2 Rodolfo Boncompagni Ludovisi: v. E(m) II; lett. 1016.
4 ricevuta franchi 100: v. lett. 1279.
5 Duchessa, ossia Agnese Boncompagni Ludovisi: v. E(m) II, lett. 1016.
8 affanni: forse le preoccupazioni di una difficile gravidanza ormai quasi al termine.
15 miracolo: raccolta di denaro, v. lett. 1279; v. anche lett. 1285; pochi giorni dopo infatti (25 febbraio
1869) il conte Angelo Vitelleschi scriveva al cav. Federico Oreglia lamentando che famiglie molto ricche
di Roma non davano denaro mentre nuotavano nell’oro: ASC A 1290517, me. 742 D 3/6, ed. parzialmen­
te in MB IX 543-544.
1284
Alla società delle Dame Romane
Archivio Casa generalizia «Don Orione» - Roma
Orig. aut. 210 x 135 mm. sul mrg. sup. sin. stemma della Società delle Dame Romane
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Società Dame Romane (A 1980104)
Ined.
Ricevuta di 800 lire
*Roma, 20 febbraio] 1869
Con sentimento della più viva gratitudine dalla sig[ra] Duchessa Salviati
ricevo la somma di fr. 800, che mi sono offerti dalla società delle Dame Romane
detta società di S. Francesco di Sales. Tale somma sarà impiegata a sostenere le
molte spese che occorrono nella Scuola detta di S. Luigi in Torino, che sta di 5
fronte ad altra scuola protestante, che con mille promesse e lusinghe studia di in­
durre i fanciulli all’Apostasia.

7.4 Page 64

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56 febbraio 1869
Per questi motivi si augurano copiose benedizioni celesti a tutti gli insigni
e benemeriti oblatori,
io
Sac. Gio. Bosco
2 Duchessa Salviati era Arabella Fitz-James, coniugata con Scipione Salviati dal 10 maggio 1847:
v. E(m) II, lett. 1111.
3 Dame Romane: forse quelle di cui scrive don Giovanni Battista Francesia da Roma nel 1867: cf MB
V ili 624. Oltre alla duchessa Salviati ne facevano parte quasi certamente le nobildonne, in relazione con
don Bosco, della famiglia Marini, Millingen, Vitelleschi, Calderari, Orsini, Conestabile della Staffa,
Villarios, Boncompagni Ludovisi, Cavalletti ecc.
10 Altre ricevute di denaro, anche se conservate, non saranno inserite nel seguito del volume; analoga­
mente si farà per ricevute di rendite, obbligazioni ecc., ad es. per quella a don Secondo Marello, edita inve­
ce in E II 212 e MB X 322.'
1285
Alla presidente delle Oblate madre Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig.
ASC
aut.
B31
2 1 01Mf .ss.
a2u1t0.
ixnf1o3t5ocm.,mG. alefcfair(tAa
azzurrina
1800109)
me. 2648 E 11
E II 12-13 MB IX 542
Assicura ad un benefattore di ricordarlo nella S. Messa — chiede aiuto materiale e spirituale per realizza­
re il suo progetto di un’opera salesiana a Roma
Roma, 20 febb[raio 18]69
Benemerita Sig[ra] Madre,
Dica alla persona che offerì fr. 30 che dimani, lunedì farò ben volentieri un
memento speciale nella santa Messa che a Dio piacendo spero di poter celebrare
5 nella cappella del B. Labre.
L’affare va assai bene, ma siamo ancora lontani dalla somma che ci vorrebbe,
perciò coraggio a cercare e molte preghiere; io confido molto nella sua carità: spero
che Ella ajuterà efficacemente a compiere questo miracolo.
Dio benedica Lei e tutte le sue figlie religiose, conceda a tutte il centuplo della
10 carità che mi fanno.
A Lei poi in particolare conceda in fine una bellissima ghirlanda di fiori in
cielo. Amen. Con gratitudine mi professo
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
9 tutte corr ex tutta 11 A emend ex p
2 Maria Maddalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.
5 cappella del beato Labre: si trovava nella chiesa di S. Martino ai Monti, che conservava la salma di
Benedetto Giuseppe Labre (Artois 1744 - Roma 1783), beatificato nel 1860 da Pio IX; fu canonizzato nel
1881 da Leone XIII.
6 affare: circa l’opera di S. Caio, di cui alla lett. 1278; v. anche lett. 1286.

7.5 Page 65

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febbraio 1869 57
1286
A mons. Salvatore Nobili Vitelleschi
Archivio Storico Vicariato Riservato A - Roma
Orig. aut. 1 f. 270 x 210 mm. carta azzurrina
allegata la lett. prec.
Congregazione dei Vescovi e Regolari in data 2 marzo 1869, prot. 971/10
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Vescovo (A 1810201) me. 2653 E 7
Ined.
timbro della S.
Comunica le buone prospettive di aprire una casa in Roma
*Roma, 24 febb[raio 18]69
Eccellenza Reverenti.ma,
Il contratto per l’acquisto di S. Cajo e locale annesso sarebbe definitiva­
mente conchiuso; pel mutuo che mi occorrerebbe ho parlato col card. Vicario e coi
deputati della pia casa delle Pallottine, che avrebbero danaro disponibile e sareb- 5
bero disposti di farmene prestanza a quelle condizioni che il Santo Padre volesse
stabilire.
Il card. Berardi, che ha letto la memoria che le unisco, mi disse di comuni­
carle che ne ha già fatto parola allo stesso Santo Padre preventivamente, che si
mostrò assai benevolo perché così verrebbe provveduto uno studentato alla nostra io
congregazione ed un mezzo per fare catechismi e scuola ai poveri giovanetti del
vicinato della detta località. Ogni cosa è raccomandata alla tante volte esperimen-
tata di Lei bontà.
Non occorre che io le dica quanto le professi di gratitudine; noi procure­
remo di darle qualche compenso colle deboli nostre preghiere pregando la bontà 15
del Signore a volerla conservare a lunghi anni di vita felice colla gloria dei giusti
in cielo.
Raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue pre­
ghiere e mi professo
Di V. E. R.d.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 24 corr ex 21 8 memoria] memoriale
2 Salvatore Nobili Vitelleschi: v. E(m) II, lett. 1167.
3 S. Cajo: v. lett. 1278.
4 card. Vicario era Costantino Patrizi: v. E(m) I e II, rispettivamente lett. 346 e 1018.
8 card. Giuseppe Berardi: v. E(m) II, lett. 827.
— memoria che unisco: v. lett. 1287.
1287
Al papa Pio IX
Archivio Storico Vicariato Riservato A - Roma

7.6 Page 66

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58 febbraio 1869
Orig. allog.
pdieii lVoceiscovi
senza firma
e Regolari in
regesto della
sul
data
2m6rfge.bsburpa.iode1l8f6.92vcheselgoniinevitaimalbcrai rddiinparloetoVcioclaloriodealuladiStiascaradmCionnisgtrreagtoarziibounes
lett. sul mrg. sup. del f. lv una nota manoscritta conservata nella stessa cartel­
AlaSeCvidBe3n1z2ia10leMdsisff.icaoultt.àinecfoontoocm.,icPhioe eIXm(oAra1li8d1a02p0a1r)te di don Bosco (nota spedita in data 14 marzo 1869)
Ined.
Memoria circa il progetto di acquisto di una casa a Roma (v. lett. 1278) — chiede appoggio per ottenere
un prestito da un’altra istituzione ecclesiastica romana
[Roma, 24 febbraio 1869]
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Giovanni Bosco prostrato ai piedi della Santità Vostra con
umile ossequio si fa ad esporle, che già da gran tempo egli era nel desiderio di
5 aprire in Roma sotto il glorioso Pontificato della Santità Vostra un domicilio alla
sua novella Congregazione di Ecclesiastici e Laici applicati alla educazione della
gioventù povera, e a catechizzare il popolo nella dottrina della S. Chiesa Cattolica
Apost. Romana.
Che fallirono fin qui le occasioni all’esternato desiderio, perché non fu
io possibile l’avere a disposizione una Chiesa con annesso locale conveniente al bi­
sogno.
Che finalmente piacque alla Divina Provvidenza d’indicargli una Chiesa
posta sul Colle Quirinale non lungi dalle Terme di I Diocleziano, il quale non solo f l v
per la sua vantaggiosa situazione e salubrità dell’aria, ma molto più per la popola-
15 zione, che lo circonda da tutti i lati in quella vasta Regione della Capitale, deno­
minata dei Monti, sarebbe allo scopo dell’Oratore opportunissima. È la Chiesa,
già da gran tempo chiusa e quasi deserta, dedicata alla memoria di uno dei
gloriosi Predecessori della Santità Vostra, S. Cajo Papa e Martire, alla quale
Chiesa sono attigui due tronchi di fab[b]ricato, che con opportune riparazioni
20 potrà facilmente rendersi abitabile.
Che le condizioni proposte per l’acquisto di detta Chiesa e locali annessi
dall’Ul.mo Rev.mo Monsig. Franchi sono accettabili, considerato specialmente il
costo attuale delle case in Roma, e quanto sia difficile l’acquisto di una Chiesa per
essere tutte quasi le Chiese in Roma officiate dai rispettivi loro possessori.
25 Che non pertanto sia per l’acquisto di detta Chiesa di S. Cajo e degli annessi
fab[b]ricati e giardino, sia per riparazioni da farvisi per aprire la Chiesa al pubbli­
co culto e ridurre abitabili gli attigui locali necessita una spesa prevista almeno di
scudi diecimila, che l’Oratore non ha sul momento disponibili, sebbene confidi con
sicurezza nella Provvidenza I Divina, che molto maggiori somme accumulò più f.2r
30 volte nelle sue mani per le fondazioni già fatte dello stesso Istituto Ecclesiastico in
Torino ed in altre città del Piemonte.
Così stando le cose, troppo increscendogli che sfugga inutile una occasione si
propizia di acquistare sì facilmente in Roma la detta Chiesa e annessi locali per poi
valersene al servizio di Roma stessa, e alla cristiana e civile educazione dei figli più

7.7 Page 67

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febbraio 1869 59
poveri del minuto popolo, che, non ostante gli abbondevoli mezzi che offre questa 35
Metropoli del Mondo, sanno per prova non essere ancora troppi né superflui altri
asili ed alberghi aperti alla loro educazione, l’Oratore si rivolge con fiduciosa e con
umile preghiera alla Santità Vostra per ottenere in prestanza da un altro luogo pio
destinato allo stesso scopo dell’educazione delle fanciulle abbandonate e che si
denomina la Pia Casa di Carità detta delle Pallottine in Borgo S. Agata alla Suburra 40
l’accennata somma e quantità di scudi 10.000.
In garanzia l’Oratore darebbe tutto quanto il fondo da acquistarsi cogli occor­
renti ristauri e miglioramenti che seguirebbero immediatamente la vendita. Pel
tempo, frutti ed altro che riguardi tale prestanza, si rimette interamente a quelle più
benevoli condizioni I che alla Santità Vostra e agli Amministratori della Pia Opera 45
accennata giudicassero di stabilire.
La santità ed utilità dello scopo che si ha di mira in questo affare, e la neces­
sità ed urgenza di tale soccorso, che dall’Oratore s’implora, fanno ad esso sperare
fondatamente che la Sovrana magnanimità e sapienza della Santità Vostra, e la glo­
ria che con ciò si aggiugnerà all’ammirabile e provvidenziale Suo Pontificato di 50
avere rivendicata la memoria del Suo glorioso Predecessore S. Cajo Papa, e accre­
sciuto in quella regione della Capitale, che sopra le altre ne abbisogna, un nuovo
asilo alla innocenza e alla educazione Cristiana e civile della gioventù, vorrà colla
implorata concessione consolare i desiderii dell’Oratore già espressi preventiva­
mente alla esimia pietà e penetrazione dell’Em.mo e Rev.mo Sig. Cardinale Vicario 55
Protettore della lodata Pia Casa di Carità.
Che della Grazia.
[Sac. Gio. Bosco]
4 da gran tempo: non è dato conoscere il tempo esatto, che comunque era di vari anni.
9 fallirono: ad es.
precedenti; v. E(m)
lIeI,trInatdtiacteivdeeplleer mlaactehriiees.a
del
S.
Sudario
e
la
colonia
agricola
di
Vigna
Pia
degli
anni
18 S. Cajo: v. lett. 1278.
22 Alessandro Franchi: v. lett. 1278.
28
4bi0o
Sdsc.ivuAedgniandteaieScduiembi uiGlraro:ati.v.olientt.Su1b2u78rr.a:
Suburra
erano
i
luoghi
presso
la
città;
per
corruzione
del
latino
Subur­
55-56 card. Vicario Protettore, Costantino Patrizi: v. lett. 1286.
1288
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740128) me. 47 D 3/6
EOrIiIg.1a3u-1t.4 2MffB. IX156435x ll7 m m . carta uso stampa molto consunta e macchiata
Buone notizie da Roma circa la congregazione e la nuova casa — commissioni varie
*Roma, 26 febbfraio] 1869

7.8 Page 68

▲torna in alto
60 febbraio 1869
Mio caro D. Rua,
Non posso ancora fissare il giorno della mia partenza; forse lunedì o mar­
tedì prossimi. Ma venerdì, a Dio piacendo, sarò aH’Oratorio; ne avrai avviso da Fi-
5 renze.
Intanto prepara tutto per fare una bella festa di S. Francesco di Sales la
domenica sette marzo. Danne anche avviso al conte Viancino che ne è Priore, e
digli che abbia pazienza di passare tutto quel giorno con noi.
D i’ all’Ab. Soleri che ho una immaginetta a dargli di suo gusto,
io Le cose nostre stanno così: La congregazione definitivamente approvata;
facoltà di ordinare titulo mensae communis [;] facoltà delle dimissorie I annesse f i
non all’individuo, ma alla congregazione.
Poi è conchiuso il contratto per l’acquisto della Chiesa e locale annesso (S.
Cajo) in una delle più belle e forse la più bella località di Roma. Sul Quirinale dalle
15 quattro fontane verso la Porta Pia vi è il Monastero delle Barberine, cui è annesso
il nostro futuro studentato - e quello che a Dio piacerà.
Il primo acquisto di fr. 50.000 [,] vedrò quello che potrò pagare tosto, ma
spero di aggiustare bene le cose e di non andare a casa colle saccocce totalmente
vuote.
20 Molte cose, di molta importanza [,] le saprai I a voce.
f.2
Queste cose puoi comunicarle a quelli della congregazione, ma con rac­
comandazione che non vadano fuori di casa. In ogni cosa prudenza e preghiera.
Comunica queste cose a Lanzo e a Mirabello.
Dirai poi a D. Bonetti che nella seconda settimana dopo il mio arrivo an-
25 drò a fargli una visita.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi; sia lodato e ringraziato ogni
momento il SS. e divinissimo Sacr.to. Così sia.
Abbiatemi in tutto
Aff.mo in G. C.
30
Sac. Gio. Bosco
P. S. D i’ al T. Borei che in un’udienza il Santo P[adre] gli manda la sua benedizio­
ne con una medaglia che gli darò. Benedisse anche tutte le sue famiglie. I
Io
sono piuttosto stanco di mente e di corpo, perciò avrei vero bisogno che al
mio arrivo non si facesse alcuna dimostrazione. Niente più che se venissi dalla città
35 di Torino; ciò mi sarebbe di non piccolo sollievo.
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3-4 lunedì o martedì prossimi: il 1° o il 2 marzo.
4 venerdì: aveva in programma dunque di fermarsi qualche giorno a Firenze; e difatti nella città medicea
rimase ospite di mons. Umberti dal 3 marzo al 5 marzo.
7 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II; lett. 900; lo spostamento della festa era già stato richiesto
fin dal 3 febbraio: v. lett. 1277. Il conte fu poi effettivamente presente alla festa, assieme al barone Carlo
Gdoitaic: inCtroonBaiachnecottadidiBdaornbaBnioan,eattimionnAs.SGCioAva0n0n4i06A0n7t,onmioe.
Balma, a don Marco
924 E 2 - 925 E 2.
Pechenino
e
ad
altri
sacer­

7.9 Page 69

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febbraio 1869 61
9 Gaudenzio Giovanni Battista Soleri: v. E(m) II, lett. 1147.
— immaginetta: allude all’onorificenza pontificia, di cui alla lett. 1281.
10 congregazione approvata: lo era stata il 19 febbraio 1869; il decreto con le citate facoltà avrebbe poi
portato la firma del 1° marzo 1869: cf COST-SDB (ed. Motto) pp. 239-240.
11 titulo mensae communis: senza la necessità di avere un proprio patrimonio personale.
— Le dimissorie furono però concesse ad decennium e solo per i ragazzi entrati nelle case di don Bosco
prima dei 14 anni di età.
13
23
locale
Lanzo
annesso a S.
e Mirabello:
Cajo: v. lett.
don Berto in
1278.
effetti
copiò
poi
la
lettera
(con
qualche
omissis)
che
don
Rua
inviò
ai due direttori, rispettivamente don Lemoyne e don Bonetti, con una sua postilla di saluto, nella quale
comunicava altresì che don Bosco sarebbe arrivato venerdì sera.
24 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
31 Giovanni Borei: v. E(m) I, lett. 16. Personalità di notevole rilievo nella Torino ecclesiastica del tempo,
cui don Bo
porto: v. al
sco deve
riguardo
lNa.sCoperrarvavtoiv,enIlztaeodleolgsouoGpiorvimanonOi Braattotrisiota,
eBcoornei
iilnqeudaitloe
rimase
in RSS
sempre
32 (199
in
8)
costante rap­
pp. 151-177.
32 le sue famiglie: le varie comunità dell’Opera della marchesa Barolo, di cui don Borei era direttore
spirituale.
34 alcuna dimostrazione: non sembra sia stato accolto l’invito, stando a quanto scritto dal cav. Oreglia al­
la madre Galeffi di Roma: «Nell’Oratorio paion tutti matti. Chi canta, chi suona, chi grida, tutti allegri che
più nessuno sta nella pelle. Neanche le campane stanno quiete un momento; per cui obblighiamo anche i
lontani a rallegrarsi con noi. Don Bosco è arrivato e quindi non è più possibile tener quieti non solo i ragazzi,
ma anche i grandi»: orig. in archivio storico di Roma - Tor de’ Specchi, ed. parzialmente in MB IX 567.
1289
Al vicario generale capitolare di Acqui Francesco Cavalieri
Archivio Vescovile - Acqui Terme
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . sul v il Cavalieri ha scritto: «Si legga la presente lettera di D. Bosco,
e poi si abbraccino li scritti a questa uniti. Erano una preparazione per caso si fosse insistito sulla mia
nomina,
ASC B3
che per la
1210 Ms.s.
mauita.
ainvafontzoacta.,
eCtàavnaolniearivr(eAi
potuto accettare»
1980105)
Ined.
Difficoltà di procedere a nuove nomine episcopali, compresa quella del destinatario - benedizione papale
per l’intera diocesi di Acqui
Re.d.mo Monsig. Vicario,
Roma, 28 febb[raio 18]69
Prima di partire da Roma credo mio dovere dare un cenno sullo stato del
noto affare. Dalla Santa Sede ampio beneplacito che V. S. copra il posto di cui fu
parola. Il G[ovemo] si mostrò disposto per ripigliare le nomine, ma poi lasciò 5
tutto senza conclusione, ed ora da oltre ad un mese dice più né si né no.
Appena giunto a Torino spero di poter fare una gita in Acqui e dirle i par­
ticolari.
Il Santo Padre colle più affettuose espressioni manda la sua ap. benedi­
zione a Lei e a tutta la diocesi dalla divina provvidenza alle sante cure di Lei affi-
data.
10
La prego di riverire l’arciprete Olivieri e il sig. can.co Pesce Luigi, per sua
norma dai 7 ai 15 marzo sarò a Torino.

7.10 Page 70

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62 marzo 1869
Mi raccomando alla carità delle sue preghiere e mi professo
15
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
12 sua] lui
2 Francesco Cavalieri: v. E(m) II, lett. 1153; il 28 febbraio 1868 come «Vicario Generale Capitolare» -
all’epoca i due titoli non si escludevano fra loro - aveva concesso la commendatizia a favore della società
salesiana. Qui don Bosco sembra alludere ad una sua eventuale nomina a vescovo della stessa sede vacan­
te di Acqui, nomina che per altro non venne mai neppure per le altre due sedi vacanti del Piemonte,
Fossano e Susa. Il nome del Cavalieri non risulta nei vari elenchi di candidati consegnati da don Bosco al
card. Antonelli.
6 tutto senza conclusione: effettivamente nel gennaio 1869 (e fino al 27 ottobre 1871) non venne nomi­
nato nessun vescovo alle sedi vacanti d’Italia.
12 Raimondo Olivieri era l’arciprete canonico della cattedrale di Acqui; Luigi Pesce un altro canonico
penitenziere della stessa cattedrale.
1290
Al papa Pio IX
ASV Seg. Brevi, Indulgenze temporali n. 273
Orig.
ASC
allog.
B3121
0
M2s8s2.
axut1.8i7nfmomto.c.,
4Pifof.
TiXnd(iAca1ti9d8a01«0c6a)micia
bianca»
Ined.
Richiesta di indulgenze per la nascente Associazione dei divoti di Maria Ausiliatrice
[Roma, anter. 2 marzo 1869]
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Gioanni Bosco nel vivo desiderio di promuovere la divozione ver­
so la Madre di Dio, e la venerazione verso all’augusto Sacramento dell’Eucarestia
5 avrebbe divisato di appagare le ripetute istanze di molti fedeli cristiani ed iniziare
una pia Unione col titolo:
Associazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice
nella Chiesa a Lei dedicata in Torino.
Lo scopo dei Soci sarebbe di adoperarsi quanto loro è possibile per accresce-
10 re il decoro, la divozione e l’osservanza delle feste, solennità, tridui, novene, pro­
cessioni e di tutte le pratiche di pietà indirizzate ad onore e gloria della grande Re­
gina del Cielo e di Gesù nel Ss. Sacramento.
Ma siccome il tesoro delle Sante Indulgenze darebbe particolare eccitamento
e fervore agli associati, così l’oratore umilmente ricorre alla esperimentata I carità f.lv
15 della Santità Vostra affinché si degni di accordare a ciascun Associato i seguenti fa­
vori spirituali:
1° Indulgenza plenaria in tutte le feste e solennità, che nel corso dell’anno si

8 Pages 71-80

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8.1 Page 71

▲torna in alto
marzo 1869 63
celebrano in onore della B. V. Maria e del Ss. Sacramento purché si accostino alli
Ss. Sacramenti della Confessione e Comunione.
2° Indulgenza plenaria una volta per settimana in quel giorno che accostando- 20
si ai medesimi Sacramenti della Confessione e Comunione pregheranno per i biso­
gni di Santa Madre Chiesa.
3° Indulgenza di cinquecento giorni ogni volta che ascolteranno divotamente
la S. Messa.
4° Indulgenza di trecento giorni ogni volta che si recita divotamente la giacu- 25
latoria: Maria Auxilium Christianorum ora prò nobis, anche tradotta in altre lingue.
Tale indulgenza si possa lucrare anche da quelli che non fossero aggregati a questa
pia Unione.
5° Nella mentovata Chiesa di Maria Ausiliatrice ogni mattino avendo luogo
un esercizio divoto in cui si recita la corona del Rosario con altre preghiere, si ce- 30
lebra la Santa Messa all’Altare Maggiore, dove conservasi il Ss. Sacramento e si fa
Comunione generale con molta frequenza di fedeli specialmente di giovanetti, si fa­
rebbe pure umile preghiera per la medesima Indulgenza plenaria a tutti quelli che
prendendo parte a questo esercizio divoto si accostassero alla Santa Comunione.
f.2r 6° Che queste Indulgenze per modo di suffragio si I possano anche applicare 35
alle anime sante del Purgatorio.
Che della grazia
Sacerdote Gioanni Bosco
16 spirituali:] spirituali, 32 giovanetti,] giovanetti;
1 Don Bosco aveva consegnato la domanda durante l’ultima udienza che ebbe col papa o comunque pri­
ma
dei
BdirelavsicailalreegaRtao)mcaheilv2enmnaerrzood. eIlfi5nimteacrozno
il papa
decreto
concesse le richieste indulgenze (v. min. del Segretario
datato 16 marzo 1869, a firma del card. Paracciani G a ­
relli: documentazione in ASC A 997 fase. 1, bb. 1-3; copia in ASC A 2280104, me. 275 E 11 - 2 7 6 A 3, ed.
in MB IX 585-587. Il testo del decreto però giunse a Torino dopo il 31 marzo, data in cui don Bosco chie­
dseulagemnoznesv.eFnrnaenrcoessucoccResiscicviaPmaernatcecicaonni cdeisssoelliencpitearrpeetluausmudndeelttma acroznoce1s8s7i0o:nev.
papale: v. lett.
lett. 1390.
1295.
Le
in­
1291
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 1 f. 220 x 150 mm. bordi frastagliati
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cambray Digny (A 1980107)
Ined.
Accetta l’appuntamento per il giorno dopo
Benemerita Sig[ra] Contessa,
*Firenze, 3 marzo [18]69
Grazie della comunicazione; dimani dalle dodici al tocco sarò in casa sua.

8.2 Page 72

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64 marzo 1869
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda colla più sentita gratitudine
5 DiV. S. B.
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
1 marzo] 3
1 3 marzo: don Bosco era arrivato a Firenze da Roma lo stesso 3 marzo, alle ore 9. Ripartì per Torino il
giorno dopo verso le ore 23.
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
3 Grazie della comunicazione: un invito a pranzo, probabilmente recapitatogli tramite altra persona.
— dalle dodici al tocco: da mezzogiorno all’una.
1292
Al vescovo di Mondovì Giovanni Tommaso Ghilardi
Archivio diocesano carte Ghilardi c. 9 - Mondovì
Orig. aut. 2 ff. 200 x 130 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Ghilardi (A 1800151) me. 2650 A 9
E H 15 MB X 410
Posticipa l’eventuale suo viaggio a Mondovì a causa degli scioperi — promette collaborazione per la
Biblioteca ecclesiastica
[Torino, 9-13 marzo 1869]
Reverend.mo e car.mo Monsignore,
Ieri aveva veramente divisato di fare una gita a Mondovì; ma lo schiamazzare
continuo degli operai in sciopero intorno a questa casa mi hanno fatto persuaso di
5 non allontanarmi; atteso il panico che regna nei giovanetti e negli stessi nostri supe­
riori. Oggi continuano. Poveri operai! A che li spinge la fame!
Nella prossima settimana non potrò più allontanarmi; dopo Pasqua se Ella ve­
de necessaria una gita a Mondovì, io ci vado senza esitazione. Se però possiamo fa­
re cogli scritti, oppure differire fino ai 20 del corrente, quando ella venga a Torino,
io sarebbe vantaggioso pei miei poveri denti che da qualche tempo non vogliono più
prestare servizio.
Ho letto il programma e il progetto della Biblioteca ecclesiastica. L’impresa è
ardua e gigantesca; se però si possono avere collaboratori e farsi conoscere come si
merita... Dal canto mio ci sarò totis viribus.
15 Doni a me e a i miei fanciulli la sua santa benedizione e mi creda con profon­
da gratitudine
Di V. S. Rev.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20 P. S. D. Durando avrà scritto sul giornale raccomandato.

8.3 Page 73

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marzo 1869 65
14 merita...] merita.
1
di
fLar’arnisnoorgèedreesluanptoubdballilcaacziirocnoel,aersetianitpaadraroaclicdun’Iitaalnianid, edla2l 7titdoilcoemBbibrleio1te8c6a8,Eccocnlecsuiaismticoan.s.QGuhaniltaordail
tentò
gior­
no è presumibile sulla base della festa di S. Francesco di Sales a Valdocco il 7 marzo 1869 e dei dati con­
tenuti nella lettera. V. anche lett. 1289.
2 Giovanni Tommaso Ghilardi: v. E(m) II, lett. 901.
20 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 3 3 0 .1 rapporti fra mons. Ghilardi e don Durando erano dovuti non
solo al fatto che questi era della diocesi di Mondovì ed era stato ordinato cinque anni prima dallo stesso ve­
scovo, ma anche perché la tipografia di Torino-Valdocco stampava sovente i libri del vescovo.
1293
Al cavaliere Pietro Marietti
ASC B31010 Lett. orig., Marietti (A 1721227) me. 35 D 1/3
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta uso stampa
EH 16
Breve resoconto del viaggio di ritorno da Roma — notizie dei due figli dimoranti a Torino — ringrazia­
mento per la cortesia e la bontà usatagli da tutta la famiglia durante il suo soggiorno a Roma — saluti
ai tanti amici di Roma
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Torino, 16 marzo [18J69
Non mi è possibile di tenere la penna in mano pei tafferugli che si sono am­
mucchiati durante la mia assenza in Roma. Le dico solo che il nostro viaggio fu
buono, in Torino abbiamo trovato un eccellente inverno invece della primavera di 5
Roma: il freddo continua. Per questo motivo Alfonso per consiglio dei medici ha
differito la sua gita a Lanzo. Casa Pavesio però gli usa veri riguardi: alle sei di se­
ra noi lasciano più uscire, lungo il giorno per quanto è possibile lo accompagnano;
io pure lo vedo sovente. Mitigandosi alquanto il tempo andrà tosto a destinazione.
Melandri mi portò fr. 125 ed io ne aveva solamente s[p]eso 105 in tutto. Que- io
sti fr. 20 li ripartirò con parsimonia ad Alfonso durante la sua dimora in Torino. I
f.lv Ella vuole privarmi affatto del merito verso di tutta la sua famiglia, giacché mi
ricompensa ogni più piccola cosa. Almeno voglia colla sua famiglia tutta gradire una
santa messa colla comunione dei nostri giovanetti per la vigilia di S. Giuseppe: non
voglio alcun compenso nemmeno di preghiere, giacché intendo che quanto da loro si 15
dirà o farà sia tutto per la perfetta guarigione di Alfonso, per la santità di Consolino
e per la salvezza di tutta [la] sua famiglia compreso papà e il povero D. Bosco.
La prego di gradire mille miei ringraziamenti pei molti tratti di bontà prodiga­
timi da Lei, dalla sig[ra] Moglie e da tutti quei Idi sua casa. Mi compatiscano di tut­
to il disturbo cagionato, ed anche della mancanza di riguardo usato nella dimora e 20
nel partire. Dio paghi tutto e ricompensi tutti. Amen.
Il Signore conceda [a] tutti il dono della perseveranza nel bene: Amen. Con
gratitudine mi professo
3

8.4 Page 74

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66 marzo 1869
Di V. S. car.ma
Obbl. Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
P. S. Portatrice di questa lettera è la contessa Farcito che desidera ossequiarli. Faccia
i miei ossequi al comune amico P. Vasco; P. Biosi; P. De Lorenzi; P. Angelini;
P. Ambrogio abate e card. Consolini.
7 riguardi] riguardo 11 li] le 13 ricompensa res
2 Pietro Marietti: v. E(m) I, lett. 98.
3 tafferugli: termine riferito evidentemente alle pratiche accumulatesi sul suo tavolo durante i due mesi di
assenza da Torino.
5 eccellente inverno: nel senso di «rigido».
6 Alfonso: figlio del cavaliere Pietro, era venuto a Torino con don Bosco; v. anche lett. 1311.
7 gita: v. lett. 1264.
— Casa Pavesio: famiglia in ottimi rapporti con don Bosco; un membro della famiglia, Vittorio, era pro­
fessore esterno del ginnasio superiore a Torino-Valdocco. Sembra che don Bosco abbia chiesto loro di ac­
cogliere Alfonso Marietti per qualche giorno.
10 signor Anseimo Melandri: il padre del giovane di Roma, Edoardo Melandri, presente all’Oratorio ne­
gli anni ottanta? v. anche lett. 1311.
16 Consolino (Consolato): altro figlio di Pietro Marietti; v. E(m) II, lett. 359.
19 Moglie: ib.
27 contessa Marianna Farcito: v. E(m) II, lett. 1142.
28 Enrico Vasco: v. E(m) II, lett. 1163.
— Giovanni Biosi: nato a Modena nel 1804, fattosi gesuita nel 1823, visse lungo tempo a Roma, dove
morì il 18 dicembre 1875.
— Francesco De Lorenzi: v. E(m) II, lett. 1118.
— Antonio Angelini: v. E(m) II, lett. 1142.
29 Ambrogio Ntain degli Antoniani: v. E(m) II, lett. 1041. A Roma fra gli Antoniani c ’era anche un
calftrLoapG. AermarbcrhoigaioC, autntocleicratoeAlma fbarmogigioliaDaproanutnifii,caiabapteermla’arnonnoita1p87ro2c.uRraotmorae
della
1872,
Congregazione
p. 278.
Aleppina:
— Domenico Consolini: v. E(m) II, lett. 1163.
1294
Alla presidente delie Oblate madre Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 min. carta uso stampa sul f. 2 si trova una lettera del cav. Federico Ore-
gAlSiaCdiBS3.12S1te0faMnoss.inaudta.tain2f6otmoca.r,zoG:a«leRffiice(Avo
la sua...»
1800110)
me. 2648 E 12 - 2649 A 1
E II 17 MB IX 568
Ringraziamento per la carità usatagli durante il soggiorno a Roma — assicura preghiere per padre
Ambrogio — saluti per le nobildonne colà incontrate
*Torino, 25 marzo [18]69
Benemerita Sig[ra] Presidente,
Sebbene il cav. Oreglia ed altri le scrivano di quando in quando anche da par-

8.5 Page 75

▲torna in alto
marzo 1869 67
te mia, giudico però mio dovere di esprimerle in questo giorno almeno alcuni pen­
sieri di gratitudine.
5
Pertanto ringrazio Lei e nella sua persona ringrazio tutte le sue figlie religiose
della bontà e della carità usatami durante il mio soggiorno in Roma ed in tante al­
tre occasioni.
Io intendo di raccomandare ogni giorno nella santa [messa] Lei e tutte le sue
figlie affinché Dio loro conceda il centuplo di quanto fanno per questi poveri gio- 10
vanetti; la santa Vergine poi pagherà a tutti la parte sua.
Non mi fu più possibile di parlare al P. Ambrogio prima di partire da Roma, ma
non ho mai mancato di raccomandarlo al Signore e fare particolari preci per lui. I
f l v II cav. Oreglia nella prossima settimana parte per Roma onde prendere parte
alla Messa cinquantenaria del Santo Padre. Egli le parlerà di molte cose. Esso e D. 15
Francesia si uniscono meco ad ossequiarla.
Se vede mad. Merolli la riverisca da parte mia e le dica che io intendo di rac­
comandare Lei e le persone che ho veduto in sua casa alle preghiere che si fanno al­
l’altare di M. A. ogni giorno.
Se poi vedesse la principessa Orsini abbia la bontà di dirle che a nome di Ma- 20
ria A. si adoperi per la mia commissione.
Alle march. Villarios, Vitelleschi, Calderari etc. buone feste.
Dio conceda a tutti il dono della perseveranza. Così sia.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
25
4 post giorno add tra
2 Maria Maddalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.
3 Federico Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460. Prima di recarsi a Roma, andò a Milano e successi­
vamente passò a Firenze per sbrigare delle commissioni affidategli, comunicandone poi l’esito a don Bo­
sco con lett. del 30 marzo 1869: ASC A 1340211, me. 1422 E 5/6.
12 padre Ambrogio: v. E(m) II, lett. 1041; v. anche lett. 1293.
15 Messa cinquantenaria: ebbe luogo l’il aprile 1869. Per l’occasione don Bosco tramite il cav. Oreglia
fece giungere al papa un elegante album di felicitazioni con le firme dei salesiani e dei ragazzi dei suoi tre
collegi.
riginale
Mentre non si
della risposta
conserva
papale in
dlaatlaet2te3ragiduignacoco1m86p9a:gvn.aamncehnetoAdpipdeonndiBceosIc, ole,tst.i
conserva
1869/15.
la
minuta
e
l
’o
­
16 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
17 mad. Maria Merolli: v. lett. 1280.
20 principessa Orsini: dovrebbe trattarsi di Maria Luisa, figlia del fu Giovanni Torlonia, duca di Brac­
cl’iaapnroi;lendateal i1l 8474g:encnfaAioNdIe1l 818820. 4 e sposatasi con il principe Domenico Orsini nel 1823, rimase vedova nel­
22 Fanny Amat Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
— Maria Nobili Vitelleschi: v. E(m) II, lett. 878.
— Isabella Calderari: v. E(m) II, lett. 920.
— buone feste: evidentemente di Pasqua, che quell’anno cadeva il 28 marzo.

8.6 Page 76

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68 marzo 1869
1295
A mons. Francesco Ricci Paracciani
ASC B31010 Lett. orig., Ricci (A 1731008) me. 45 B 6/7
Orig. aut. 2 ff. 250 x 195 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
macchie di umidità
EH 17-18 MB IX 584-585
vCohrieeddeelnlaotAizsiseoicniamzieorniteodaeliladdivoomtiadnidMa parreiaseAntuastialiaaltrPicaepa per la spedizione del breve dell’indulgenze a fa­
Eccellenza R.d.ma,
*Torino, 31 marzo 1869
Il
sig. Conte e la sig[ra] Contessa Viancino nostri insigni benefattori fanno una
gita a Roma per la festa del giorno 11 aprile. Sarà difficile che Essi possano avere
5 l’onore di prendere la benedizione del Santo Padre; se non possono ottener tanto,
veda se può almeno procacciar loro qualche biglietto fra i posti riservati. Sono per­
sone agiate e molto caritatevoli.
Ho dovuto partire senza più aver avuto l’onore di poterla ossequiare; rinnovo
qui i ringraziamenti per tanti segni di bontà che mi ha usato nel mio soggiorno in
10 Roma.
Ora la pregherei ancora di un favore. L’ultima volta che fui all’udienza del
Santo Padre aveva portato meco una dimanda per indulgenze per un’associazione in
onore di Maria A. formulata siccome il med[esimo] Santo Padre mi aveva indicato, f i v
Se la ritenne sul tavolo e non ne ho più potuto sapere niente. Potrebbe Ella usarmi
15 questa cortesia e vedere se si può trovare o almeno se si debba rinnovare quella di­
manda? L’avrei come [grazia] segnalata se potessi averla Ipresto perché ho un fa­
scicolo in corso di stampa che è relativa e farebbe parte di quella materia. Se poi
non si può abbia solamente la bontà di farmi scrivere una sola parola dal suo sig. se-
gretaro cui auguro ogni bene.
20 Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi abbia colla più profonda gratitu­
dine
Di V. E. R.d.ma
[Sac. Gio. Bosco]
P. S. D. Francesia cogli altri nostri preti la riveriscono, ed il cav. Oreglia le porterà
25 in persona i comuni saluti pel giorno 11 aprile p.
3 nostri res v 5 prendere corr ex... 6 veda] vede 18 la bontà emend ex di far
2 Francesco Ricci Paracciani: v. E(m) II, lett. 1168.
3 Francesco e Luigia Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
4 11 aprile: ricorreva il cinquantesimo dell’ordinazione sacerdotale del papa; v. lett. 1294.
12 dimanda: si tratta della lett. 1290. Evidentemente il relativo decreto concessogli, pur datato 16 marzo,
non gli
16-17
era ancora pervenuto.
fascicolo in corso di stampa:
Associazione
de
’Divoti
di
Maria
Ausiliatrice
canonicamente
eretta
in

8.7 Page 77

▲torna in alto
aprile 1869 69
Torino / con ragguaglio storico su questo titolo... Indulg. di 300 giorni, Pio IX, 14 febb. 1869. Torino
tipografia dell’Orat. di S. Francesco di Sales, in «Letture Cattoliche» a. XVII, fase. 5 (maggio 1869). Alle
pp. 40-47 è riportato il decreto in lingua latina e italiana.
24 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
— Federico Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460.
1296
Al sindaco di Lanzo Giuseppe Droetti
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Lanzo (A 1690505) me. 4 E 9/12
Min. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta sgualcita segni di pastello rosso
E II 18-19 MB IX 591-592
Dopo aver visitato il collegio di Lanzo propone di ampliarne i locali per una migliore accoglienza dei
giovani in continuo aumento — espone un progetto di convenzione col Comune che presume non debba
trovare difficoltà ad essere accettato dalle competenti autorità
*Collegio-convitto di Lanzo, 2 aprile 1869
Ill.mo Sig. Sindaco,
Nella occasione della visita fatta testé alle scuole del municipio di Lanzo affi­
date alle nostre cure sono stato assai soddisfatto per ciò che riguarda alla disciplina
ed al profitto scientifico e morale che si scorgono fra i giov[an]etti tanto interni 5
quanto esterni.
Ma ho dovuto osservare con vero rincrescimento l’agglomerazione degli allie­
vi che in numero sono certamente maggiori di quanto comporta la capacità del lo­
cale. Mi tornò eziandio di non leggiero rincrescimento il vedere i dormitori, lo stu­
dio, il refettorio così stivati di giovani da non potersene più aggiugnere alcuno men- io
tre sono continue le dimande di accettazione che da vari paesi si fanno.
Per provvedere all’uno e all’altro di questi preveduti bisogni aveva già altre
volte trattato col Municipio, che prese ogni cosa nella dovuta considerazione e si
addusse la sola mancanza di mezzi materiali se non vennero dati per allora gli op­
portuni provvedimenti.
15
Sebbene sia assai limitato lo stato delle mie finanze, tuttavia pel desiderio di I
f.lv provvedere al bene della studiosa gioventù, e rendere stabile e florido il crescente
collegio di Lanzo, mi sarei determinato di assumermi alcuni lavori a mio conto se­
condo i principi già manifestati, cioè:
1° Il sacerdote Bosco si assumerebbe a proprie spese l’ampliazione dell’at- 20
tuale località [del] Collegio ad uso delle scuole secondo il disegno e il limite da sot­
toporsi al beneplacito del Municipio.
2° Il Municipio non fa alcuna prestazione pecuniaria, ma intende di compen­
sare le spese fatte dal sac. Bosco nel caso presente lasciando il novello locale ad uso
libero del medesimo per lo spazio di quarant’anni, purché continui a servire per la 25
pubblica istruzione scientifica della gioventù.

8.8 Page 78

▲torna in alto
70 aprile 1869
3° Passati quarant’anni la nuova località rimarrà di totale e assoluta proprietà
del municipio.
Credo bene di notare che in questo contratto il municipio non cagiona alcun
30 gravame a chi succederà nella pubblica amministra[zio]ne del paese, poiché con po­
che tavole Idi terreno verrebbe a lucrare un edilìzio senza costo di spesa, che servi- f.2r
rebbe per le pubbliche scuole di cui difetta l’attuale edifizio del collegio, e mentre se
ne lascia ad altri l’uso deve continuare ad essere impiegato a benefizio del paese.
Neppure credo si abbiano ad incontrare difficoltà presso al consiglio provin-
35 ciale perché non sarebbe un contratto per niente oneroso dalla parte del Municipio
giacché vestirebbe la natura della convenzione di chi permette la fabbricazione sul
proprio suolo a condizione che dopo trascorso quel numero di anni l’edifizio cada
in proprietà del padrone del terreno.
Nemmeno può ingenerare difficoltà il caso in cui fossero cangiati i program-
40 mi dalla parte del Governo: perché qualunque essi siano, saranno sempre quelli che
si dovranno usare nelle pubbliche scuole siccome fu convenuto all’apertura del col­
legio l’anno 1864.
Sono persuaso, Ill.mo sig. Sindaco, che Ella comprenderà di leggeri che in
questa proposta per cui dovrò sottostare a non leggeri sacrifizi, io non ho altro sco-
45 po che il pubblico I bene della gioventù a cui nella mia pochezza mi sono total- f-2v
mente consacrato, e pregandola a manifestare questi miei sentimenti agli altri si­
gnori del Municipio ho l’onore di potermi con pienezza di stima professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
50
Sac. Gio. Bosco
seeacc4c2mad1ieammo5ic4deatlcerdatineeppmerxasnntnrdesszreeiidrdineoinelxdoellòcetsuceneuuxicostarenioaeinnsl.maxl.aroti.arinadloncsnaddoeuousoexspcen3smustsierti9rmsaear7aeeuonitbndNnozoddbdddoireooome1eenmsmv3l.iiloau.3lmre.tletgrtgnNox3seoalcoi6neteiasnstuvdolaadoccgfloeictaododifleol.aimlrdemzoocBsrcipcciaoeoaoslchodno]rnisaré5drcdctesteeaoaxeisodgseolmipsiiexiclnofsaeeoeievencrxznrrda3oeidrdvdtoinp0rirlaeelnaeerpaslplrxtezitl-etsaotiiieooiocascxoeenetdommmcxgepdr3aierepodàs1lshnnnaiooee-icosde3drgxhcilt3lnlcsesiéioaaiior3cscdnee7rdsehu2bedxrexoepi3lbr1ove.govn.7flelxu.alaooaseiptnsstdlstaacloesoitaeae.elmsevhnlrti9meanieeoninvileeatc3idadnzed8da1ninedednassld4tlpingeos5remociiidenenaomsxrdaiseottoltgtxieenlualeterlatienseinegmnsmulrciiaiccrnpoeoieseienaeprccnnmlnradiiodlao1daedss4nsdaoi32didi]de31aeeeeilexcldllexxlccexdo2rmnoihdèilpc4undoseaiausct[edlsiravilinneaentepuàllgem3ealausmiocm-eraaan4]osemeceg1ern.1aeengcrededfdidBonfdoemiiirstoxffrsidroiieiiiszaazlnceeeoiitddcooodxexx­­ii
2 Giuseppe Droetti (Druetti): v. E(m) II, lett. 937. Nato nel 1820 e diventato capitano di Artiglieria, fu sin­
daco di Lanzo dal maggio 1866 al luglio 1880.
3 visita: don Bosco vi era andato il 31 marzo precedente; vi rimase fino al 3 aprile, e potè parlare sia ai
ragazzi e ai salesiani dei risultati del suo viaggio a Roma. Analogamente aveva fatto a Torino-Valdocco ap­
pena tornato da Roma e a Mirabello verso la metà del mese.
31 tavole: antica misura piemontese di superficie, variabile di luogo in luogo, di circa 38 mq.
42 l’anno 1864: v. E(m) II, lett. 753.
50 La risposta del sindaco non soddisfece don Bosco, che successivamente, il 12 maggio 1869, avanzò
un’ulteriore proposta: v. lett. 1316.

8.9 Page 79

▲torna in alto
aprile 1869 71
1297
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
Orig. aut. 1 f. 2 9 0 x 2 1 0 m m .
ASC B31210M m. aut. infotoc., Eudosia (A 1820232)
E II 20 MB IX 614
Chiede di spedire ad una persona che ne ha fatto richiesta il progetto dell’educandato
*Torino, 13 ap[rile 18]69
Rev.da Madre Superiora,
Mi è indirizzata questa lettera, e prego la sua bontà a voler spedire un prospetto
del suo educandato a chi la scrive con quelle osservazioni che giudicherà.
In questa occasione auguro ogni celeste benedizione a Lei e a tutta la sua fa- 5
miglia mentre con gratitudine mi professo
Di V. S. R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Eudosia Babin: v. E(m) II, lett. 874.
3 questa lettera: non è stata reperita.
4 a chi la scrive: il mittente non è stato identificato.
1298
Alla signora Rosa Gnecco
Edita in E II 20 MB IX 602
Pensieri di fiducia in Dio — bontà di Dio con chi è generoso con la chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 14 aprile 1869
Preg.ma Signora,
Dio sia sempre benedetto e quando ci dà consolazioni e quando ci dà afflizio­
ni. Preghiamo con fede e speriamo. Se non è contrario al bene dell’anima, Dio ci
concederà quanto dimandiamo.
5
Dica tutti i giorni: tre Pater, Ave e Gloria al SS.mo Sacramento con una Salve
Regina. Io pregherò eziandio nella Santa Messa; Dio è un buon padre.
Dio ha già concesso molte grazie a quelli che promettono di fare qualche obla­
zione per la continuazione dei lavori della chiesa qui dedicata a Maria Ausiliatrice.
Ogni bene venga sopra di Lei e sopra le persone che mi raccomanda; preghi
anche per me che mi professo
10
Di V. S. preg.ma

8.10 Page 80

▲torna in alto
72 aprile 1869
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Rosa Gnecco: abitante in via Giulia 21 a Genova, apparteneva ad una nobile famiglia di Nervi. Ri­
marrà in contatto con don Bosco anche negli anni seguenti. Morì nel 1896: cf BS a. 20 (aprile 1896) p. 110.
1299
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . strappo intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega del­
la ca
ASC
rità...»
B3121
0
Msussl.marugt..
sininf.ostoi cle.,ggCea:m«bgriàaystDamigpnayta(Ane1l9l’8O0p1.0a8s)soc.
dei
divoti
di
M.
A
us.
pag.
27
-28»
Ined.
Raccomandazione a favore del professore Giuseppe Bonzanino
[Torino], 16 ap[rile 18]69
Benemerita Sig[ra] Contessa,
In mezzo a molte cose che dovrò raccomandare da parte mia e pei bisogni di
questa casa, debbo far precedere l’unita supplica. Essa è di un professore che si oc-
5 cupo molto tempo a fare scuola ai nostri poveri giovani gratuitamente: ecco la sor­
gente delle mie obbligazioni.
Ella però faccia quello che la sua prudenza le suggerisce: in qualunque modo la
cosa riesca, avrà la più viva gratitudine da parte del supplicante e dalla parte mia.
Prego ogni bene a Lei ed alla sua famiglia, mentre con perfetta venerazione mi
10 professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844. Don Bosco l’aveva incontrata a Firenze il 4 marzo
precedente (v. lett. 1291).
4 un professore, Giuseppe Bonzanino: v. E(m) I, lett. 176.
13 La contessa accolse l’invito di don Bosco, fece dei passi presso il conte Filippo Antonio Gualterio,
ministro della Reai Casa, ma senza esito: v. lett. 1314.
1300
Al vescovo di Mondovì Giovanni Tommaso Ghilardi
Archivio curia vescovile Mondovì, sez. Carrù - Mondovì
Orig.
ASC
aut.
B3122
01Cf.op2ie1
0dixor1i3g5.
mm.
(A 1870130)
Copia autentic. dalla Casa del Clero di Mondovì, 8 agosto 1957
Ined.

9 Pages 81-90

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9.1 Page 81

▲torna in alto
aprile 1869 73
Spiega l’accaduto a riguardo del maestro proposto alla signora Margherita Quaglia per l’insegnamento
nell’ex convento dei cappuccini
Torino, 17 ap[rile 18]69
Reverenti.mo Monsignore,
L’affare della maestra Quaglia riguardante un maestro per quel progettato con­
vitto fu trattalo] nel tempo che io era a Roma e si riduce unicamente a questo. La
maestra dimandò al prefetto di questa casa un insegnante approvato; noi non l’ave- 5
vamo e gli fu suggerito un tale Raimondo fuori di impiego che si era raccomandato a
noi per avere occupazione, ma che non fu mai in questa casa né io ho mai né veduto
né conosciuto.
Le commendatizie essendo favorevoli venne dalla richiedente accettato. Da
ciò V. E. può giudicare quale parte noi ci abbiamo avuto in quello che noi ignora- io
vamo se fosse scuola per femmine o per fanciulli.
Spero di poterla fra breve ossequiare a Torino ed esporle alcune notizie del
Santo Padre.
Le auguro ogni bene, e mentre raccomando me ed i miei poveri giovanetti alla
carità delle sante sue preghiere ho l’onore di professarmi
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. Vada adagio nell’affare del prefato convitto, perché avvi chi cerca di osteg­
giarlo.
2 Giovanni Tommaso Ghilardi: v. E(m) II, lett. 901.
3 Margherita [Marta?] Quaglia: persona non meglio identificata.
3-4 convitto: la maestra Quaglia aveva affittato dal municipio di Carrù (Cuneo) il caseggiato dei cappuc­
cini, una volta soppressi, con la facoltà di gestirvi un convitto con scuola e di aprire al culto la chiesa me­
diante uno o due sacerdoti che avrebbe dovuto cercare personalmente.
5 prefetto: don Michele Rua.
6 Raimondo: personaggio non identificato.
12 ossequiare a Torino: evidentemente il progettato viaggio a Mondovì, di cui alla lett. 1292, non era an­
cora stato realizzato.
18 vada adagio: il 9 aprile precedente mons. Ghilardi, forse non ben informato dei fatti, aveva minaccia­
to la scomunica maggiore alla maestra suddetta e a chiunque altro affittasse i locali del convento cappuc­
cino soppresso.
18-19 chi cerca di osteggiarlo: non è dato sapere di chi si trattasse.
1301
All’arcivescovo di Torino Alessandro Riccardi di Netro
AAT 1869 v. 2 p. 18 Provvisioni Semplici - Torino
Orig. allog. con firma aut. 1 f. 253 x 190 mm. buono stato di conservazione intest, a stampa:
A«OSrCatBor3i1o0...10WL. eGtt..
Mor.igG.,..R. iScicaprrdegi a(Ade1ll7a31ca0r0i2tà)...»
[cancellato con
me. 45 A 6/7
tratto
di
inchiostro]

9.2 Page 82

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74 aprile 1869
Min. aut. 1 f. 210 x 137 mm. carta uso stampa con molte macchie di umidità allegata fotog.
dell’orig. con firma aut.
E II 20-21 MB IX 604
Comunica l’erezione canonica delVAssociazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice — chiede eventuali
modifiche e correzioni
[Torino, anter. 18 aprile 1869]
Eccellenza Reverendissima,
Il
sottoscritto espone umilmente a V. E. R.d.ma che pel solo desiderio di pro­
muovere la gloria di Dio e il bene delle anime avrebbe in animo che nella Chiesa di
5 Maria Ausiliatrice, or fa un anno da V. E. consacrata al divin culto, si iniziasse una
pia unione di fedeli sotto il nome di Associazione dei divoti di Maria Ausiliatrice.
Scopo principale sarebbe di promuovere la venerazione al SS.mo Sacramento e la
divozione a Maria Auxilium Christianorum: titolo che sembra tornare di vivo gra­
dimento all’Augusta Regina del cielo,
io A tale effetto si compilarono alcune regole che furono modellate e quasi copiate
sopra gli statuti della celebre confraternita di Maria eretta in Monaco di Baviera.
Affinché questi esercizi di pietà abbiano una forma stabile e tutta secondo lo
spirito di Santa Chiesa, l’umile esponente supplica V. E. a voler prendere in benigna I
considerazione questo pio progetto con umile preghiera di esaminare questi Statu- f lv
15 ti, aggiungere, togliere, cangiare quanto giudica opportuno, e poi, come umilmente
La supplica, approvarla con tutte quelle clausole che V. E. giudicasse più opportu­
ne a promuover le glorie dell’Augusta Regina del Cielo e il bene delle anime.
L’altare dell’Associazione sarebbe l’altare maggiore di detta Chiesa come
quello che è privilegiato, e presso cui già si fanno la maggior parte degli esercizi di
20 pietà che formano lo scopo di questa Associazione.
Pieno di speranza di conseguire il favore, colla più profonda gratitudine implora
la sua santa benedizione e si professa
Umile supplicante
Sac. Gio. Bosco
3 che emend ex come 4 avrebbe in animo emencl si ex giudicherebbe non leggero vantaggio spirituale
6 fedeli emend si ex divoti sotto emend si ex Questa porterebbe 7 ante Scopo del ; loro 8 Auxi­
elixumglicsotrartuetxi
Ausilium
11 gli
statu8tiveimvoenadddsi
si
ex
10
quelli
si
codmelplailacroornr oexemdiendpeoxstfuMroanrioa
addalAcunearnetgeoelreeettma
end
del
si
di
es1ux2p-f1pà3lircAiaspfnfeditnotcolahsaé..p.rCe1gh7hieidesreaalla’aAdVdu.gmuErs.gtoasniRdneegvino1ag2lidaaenl tCe ide1il4opaicenottàrerdqseuileesaxtbobddieaelnllaqB.1V3c.osMnup.upmlicilae18Vpp.reoEgs.htaiseavrraoelebemrbeeemnddeelnsqiduesxei
21 ante implora del che 24 Sac. Gio. Bosco del
1 La data è in riferimento a quella del decreto di erezione dell’Associazione in oggetto da parte dell’arci­
vescovo di Torino; ed. in MB IX 607-608.
2 Alessandro Riccardi di Netro: v. E(m) II, lett. 826.
10 alcune regole: il regolamento è ed. in MB IX 604-607.
18-19 altare privilegiato: alla messa ivi celebrata è annessa l’indulgenza plenaria in favore del defunto per
cui è celebrata.

9.3 Page 83

▲torna in alto
1302
A don Michele Rua
aprile 1869 75
ASC B31010 Leu. orig., Rua (A 1740129) me. 47 D 7/8
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggera rigata
E II 21-22 MB IX 621-622
Differisce ad altro momento l’invito a pranzo — incarichi particolari
*Momese, 21 ap[rile 18]69
Car.mo D. Rua,
Mentre vo assestando alcune cose ti scrivo per quelle che tu potrai compiere in
vece mia.
1° Aveva detto di andare domenica prossima a pranzo dal cav. Archini, ma es- 5
sendo in più modi impegnato in quel giorno, è bene che lo prevenga a voler diffe­
rire a qualsiasi altro giorno la sua cortesia. Così potrò anche trattenermi più tran­
quillamente colla famiglia.
2° A D. Savio che non dimentichi di passare dal cav. Turvano nel corso della
settimana, oppure che passi a vedere l’altro locale che fa fronte alla allea e che con- io
fina col nuovo acquisto del conte Tornielli.
3° Di’ a D. Chiapale che domenica passata l’ho fatto cercare e non mi fu pos­
sibile di poterlo ritrovare: gli dirai se le regole permettono di andare dove si vuole
senza licenza, e che parmi tempo di finirla.
4° Si solleciti la cornice del quadro di S. Pietro.
15
5° Guarda un poco o fa guardare se è possibile trovare la mia Storia ecclesia-
f i v stica con foglio I e con correzioni e preparazione alla stampa.
6° Porta o fa portare questa lettera acchiusa all’ab. Boglino per lo scopo entro
indicato.
Saluta Goffi e D. Cagliero e tutta la nobile brigata. Dio ci benedica tutti. Amen. 20
Credimi sempre
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
P. S. Sarò a casa giovedì a sera. Per qualche sera batti un po’ il chiodo sopra i cattivi
discorsi fra gli artigiani.
25
6 prevenga res
1 Mornese: don Bosco vi era giunto la sera del 19 aprile.
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
5 Felice Archini: colonnello in pensione, marito di Serafina Cauvin di Nizza Marittima. Il 17 aprile 1869
don Bosco aveva firmato con detta signora una convenzione per la futura celebrazione di S. M esse di suf­
fragio, sulla base di una rendita annua di lire 10: ASC A 2200104, me. 109 D 1/2; altra copia con firme aut.
di don Bosco e don Rua in A 4450332; ed. in MB IX pp. 623-624. Un certo Napoleone Cauvin, figlio di
Francesco, nativo di Marsiglia, entrò studente di dieci anni nel collegio di Lanzo, affidato ad esso dalla

9.4 Page 84

▲torna in alto
76 aprile 1869
stessa Serafina Cauvin.
9 Angelo Savio: v. E(m) I, lett. 621.
—
10
naoltlaeaio: fGraiunsceepspisemToudrvaaanlolé:ev.(lEea(mp)ieIm, loenttt.es1e9)2i.ndicante
strada
diritta,
lunga
e
piana,
fiancheggiata
da
al­
beri. Qui il riferimento è al viale dei Platani o corso Vittorio Emanuele II; il locale sarebbe servito per il
nuovo Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova, di cui alla lett. 1308.
11 conte Tornielli: probabilmente si tratta di Celestino Tornielli di Crestvolant e Molare (Alessandria),
nel 1835 residente a Torino, ma con possedimenti nel circondario di Acqui. Nella gita autunnale del 1864
aveva offerto un rinfresco a don Bosco e ai suoi giovani: cf MB VII 770. Nel 1876 rimase vedovo della
contessa Walpurga del marchese Alberto del Carretto di Moncrivello, che gli aveva dato cinque figli:
cf LDNI 1912-1913.1 Tornielli erano amici di don Bosco e rimasero in corrispondenza con don Rua.
12 Luigi Chiapale: v. E(m) I, lett. 612. Pochi mesi dopo per facilità all’abuso del vino venne allontanato
da Valdocco: v. lett. 1325.
15 Quadro per l’altare di S. Pietro nella crociera a destra della chiesa di Maria Ausiliatrice. Era opera del­
l’artista milanese Filippo Carcano (1840-1914), autore di opere pregevoli: cf DBI 119 (976) pp. 736-737.
Il quadro in questione raffigurava G. Cristo nell’atto di consegnare le chiavi del regno dei cieli a S. Pietro:
v1.6a-1n7cheSlteotrti.a1e3c2c8l.esiastica: don Bosco stava preparando una «nuova edizione migliorata ed accresciuta»
(la terza, dopo la prima del 1845 e la seconda del 1848) del suo libro, che sarebbe poi stato pubblicato ne­
gli ultimi due fascicoli (11-12, nov.- die.) delle «Letture Cattoliche» del 1870. Probabilmente aveva di­
menticato il testo sul treno, tant’è che don Rua ne scrisse alla direzione Traffico delle Ferrovie. In risposta
Alfredo Bachelet in data 11 maggio, chiese di sapere, per poter fare le ricerche, la data del viaggio, la di­
rezione del medesimo e possibilmente il numero del convoglio. Dall’appunto di don Bosco si sa che viag­
giò da Firenze a Torino il 5 marzo col convoglio che giungeva a Torino alle ore 19: ASC A 1640220, me.
2627 B 9; v. anche lett. 1273.
18 abate Boglino: dovrebbe trattarsi di Giovanni Boglino nato a Drusacco (Ivrea) nel 1799. Sacerdote
e primo assistente Bibliotecario alla Universitaria. Cavaliere dei S.S. Maurizio e Lazzaro e della Corona
d’Italia era anche cappellano dell’ospedale Mauriziano.
20 Domenico Goffi: v. E(m) II, lett. 871.
— Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
1303
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 1 f. 226 x l7 7 m m . strappo timbri: Savigliano 23 ap. 69 Torino Saluzzo 23 ap 69
9 M altri timbri illeggibili francobollo di 20 c sul v un anonimo scrive: «Al Molto Reverendo
SAiSgCnoBre3/12Il1S0igM. sDs.oanuGt. iionvfaontnoci .B, oCsacmo b/ rRaeyttDorigendyeU(A’O1r9a8to0r1i0o9d)i S. Francesco di Sales / Vanchiglia»
Ined.
Raccomandazione in favore di mons. Gastaldi, vescovo di Saluzzo
*Torino, 28 ap[rile 18]69
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Poche settimane or sono mi faceva ardito di indirizzare una supplica al sig.
Conte di Lei marito, e ciò faceva in vista delle gravi circostanze finanziarie in cui
5 si trova il Vescovo di Saluzzo. Ora quel degno prelato rinnova la sua preghiera che
10 appoggi alla provata di Lei bontà. Faccia quello che può per amore del Signore.
Spesso le cagiono disturbi, ma se non altro ciò servirà a farsi meriti davanti a
Dio mentre gli uomini pregheranno per Lei.

9.5 Page 85

▲torna in alto
maggio 1869 77
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda
Della S. V. B.
10
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
2
4
Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
di Lei marito, Luigi Guglielmo, all’epoca ministro
delle
Finanze:
ib.;
v.
poi
Appendice
I,
lett.
1869/4.
5 Vescovo di Saluzzo era mons. Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
6 quello che può: la contessa si interessò immediatamente (v. lett. 1306) e il risultato finale del suo inter­
vento fu oltremodo soddisfacente: v. lett. 1327.
1304
Al duca Tommaso Gallarati Scotti
Archivio Gallarati Scotti, cari. 167 - Milano
Orig.
ASC
Bau3t1. 2 1 01Mf.ss.
a2u1t0.
ixn
f1o3t5ocm.,mG. allacraarttiaSaczoztutrir(aA
intest, a
1980110)
stampa:
«Oratorio...
Torino-Valdocco»
Ined.
Domanda di aiuto economico per l’acquisto del terreno per il nuovo Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova
[Torino], 1° maggio [18]69
Eccellenza,
La frequente carità usata verso i nostri poveri giovanetti e per la chiesa di
Maria Ausiliatrice mi fa esitare assai a fare a V. E. novella dimanda. Tuttavia
attesa la specialità del caso mi animo di inviarle il foglietto, che qui acchiudo e 5
che indica lo scopo di cui si tratta.
Faccia quello che può per ajutarmi a strappare quelle povere anime dalle fauci
dei protestanti, e in qualunque misura Ella concorra io intendo di riceverla come
dalle mani della Santa Vergine Ausiliatrice.
Dio la benedica sig. Duca, e con Lei benedica tutta la sua famiglia. Ogni giorno 10
di questo mese farò una speciale preghiera all’altare della Santa Vergine per[ché]
conceda a Lei ed alla sua figliuolanza lunghi anni di vita felice ed il prezioso dono
della perseveranza mentre ho l’alto onore di professarmi
Della E. V.
Obbl.mo servitore 15
Sac. Gio. Bosco
1 maggio res
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. E(m) II, lett. 737.
5 foglietto: si tratta di copia manoscritta della circolare a stampa, datata 5 maggio 1869 (v. lett. 1308), in
favore dell’acquisto in Torino di un terreno su cui riedificare un nuovo Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova.
16 II duca pochi giorni dopo inviò 200 lire: v. lett. 1315.

9.6 Page 86

▲torna in alto
78 maggio 1869
1305
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS a. 1869 rub. 284 pr. 55036
Orig. aut. 1 f. 255 x 1 9 5 min. timbro ASV intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega
della carità...»
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Antonelli (A 1830117) me. 2656 A 12/B 1
Ined.
Richiesta di poter mettere il nome del papa e del cardinale fra gli aggregati all’Associazione dei Divoti di
Maria Ausiliatrice — continuano le difficoltà per una fondazione salesiana a Roma
[Torino], 2 maggio [18]69
Eminenza Reverendissima,
Portatore di questa lettera è il sac. Martini ecclesiastico esemplare di questa
nostra Torino e direttore di una casa di educazione di questa città. Esso va a Roma
unicamente per soddisfare alla sua divozione.
Lo scopo mio poi sarebbe di fare a V. E. una grande preghiera presso al Santo
Padre. In seguito alla canonica erezione di pia Associazione dei divoti di Maria
Ausiliatrice il Santo Padre degnavasi di accordare particolari indulgenze. Per gli as­
sociati si fanno mattino e sera particolari preghiere all’altare di Maria A. Non vi sono
obbligazioni speciali. Mio vivissimo desiderio sarebbe che V. E. nella sua esperi-
mentata bontà pregasse il Santo Padre a permettere che mettiamo il glorioso di Lui
nome fra gli aggregati e dopo di Lui scrivere quello della E. V.
10 esprimo questo mio vivo desiderio, e se mai la mia preghiera fosse inop­
portuna Ella saprà darmi benigno compatimento.
11 desiderato acquisto di S. Cajo continua a presentare [difficoltà] da parte del
principe Barberini patrono. Mi fu suggerito altro locale in Borgo S. Agata proprietà
Antonelli, forse di proprietà di qualcheduno Idella famiglia di V. E. Monsig. Vitel- f l v
leschi è incaricato di verificare e trattare. O qui o altrove speriamo che qualche sito
la divina provvidenza ci additerà.
Intanto col cuore pieno di gratitudine non mancherò di offerire nel corso di
questo mese speciali preghiere alla Santa Vergine perché le ottenga la conservazio­
ne di sua sanità con lunghi anni di vita felice, mentre ho l’alto onore di potermi pro­
fessare
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. Sto tuttora in aspettazione di alcuni titoli di commendatore che nella sua bontà
mi ha fatto sperare.
1 maggio ] 5 19 ci] si additerà corr ex additi
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.

9.7 Page 87

▲torna in alto
maggio 1869 79
3 Martini: personaggio non identificato. Don Bosco era comunque in relazione con vari sacerdoti con tale
cognome; potrebbe trattarsi di Casimiro Martini di Garessio nato nel 1809 che fu Vice-Rettore
deirArciconfraternita della Misericordia dal 1858 e direttore dal 1875.
16
—
principe
Borgo S.
Enrico
Agata:
iBba. rberini
-
Colonna
(1823-1889):
cit.
alla
lett.
1278.
17-18 Salvatore Nobili Vitelleschi: v. E(m) II, lett. 1167.
26 Nella lettera di risposta del cardinale, in data 24 maggio 1869, si legge che il papa «per ragioni di deli­
catezza non si trovò in grado di accondiscendere» alla richiesta di don Bosco. Nessuna difficoltà invece
c ’era per iscrivere il nome del cardinale tra gli Aggregati alla Pia Associazione (ASV SdS 165 n° 55036).
28 mi ha fatto sperare: evidentemente in occasione del suo viaggio a Roma di inizio anno.
1306
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurra intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega
della
ASC
cBa3r1it2à1..0.»M[cma.ncaeultl.ationfcootnocd.,opCpaimo btrraatytoDdiiginnych(Aios1tr9o8]0111)
Ined.
Sentite condoglianze per la morte del figlio — preghiere per la famiglia — ringraziamenti da parte di
mons. Gastaldi — riflessione spirituale sulla caducità della vita
Torino, 2 maggio [18]69
Benemerita Sig[ra] Contessa,
I pubblici giornali pubblicano l’inaspettata perdita del figlio di Lei. Dio voglia
che la notizia sia erronea. Ma io la temo reale; e perciò m’immagino quanto grande
sia la costernazione di Lei e di tutta la famiglia sua. Questa mattina abbiamo pregato 5
e fatto celebrare un servizio religioso da tutti i nostri ragazzi all’altare di Maria Au-
siliatrice pel riposo dell’anima del defunto che spero sia spirato nella grazia e nella
misericordia del Signore.
Quello poi che nella mia pochezza non mancherò di fare si è fare un memento
particolare nella santa messa per Lei e per tutta la sua famiglia affinché Dio mitighi io
ed alleggerisca la sua mano, e cangi le spine della vita presente con rose nella beata
eternità.
flv Monsig. Gastaldi mentre le fa cordiali rinIgraziamenti mi assicura che farà
ed ordinerà particolari preghiere per Lei e famiglia.
Intanto questa è una terribile lezione del nulla di ogni cosa terrena; età, robu- 15
stezza, posizione gloriosa, carriera splendida facevano strada al figlio amato. La
morte troncò tutto e prostrò tutti i parenti nella più amara costernazione.
Dio ci ajuti a passare nella santa grazia tutti li giorni della nostra vita, e trovarci
in pace con lui negli ultimi momenti della vita.
II Signore benedica Lei e tutta la sua famiglia e doni a tutti la grazia della santa 20
rassegnazione a’ suoi divini voleri e mi creda con gratitudine
Di V. S. B.

9.8 Page 88

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80 maggio 1869
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5 13 post ringraziamenti add e 16 figlio corr ex a
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
3 figlio Luigi: militare, morì ventiseienne a Pisa per una malattia infettiva contratta durante la campagna
contro il brigantaggio; cf E(m) II, lett. 844.
13 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
— ringraziamenti: evidentemente la contessa aveva già ottenuto dal marito qualche risultato a favore del
vescovo di Saluzzo, a seguito della raccomandazione di don Bosco del 28 aprile precedente; v. lett. 1303.
1307
Al cavaliere Giuseppe Brambilla
Già presso ing. Gaetano Brambilla - Milano
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... Torino-Valdocco» busta 114 x 75 mm.
timbri: Torino 3 mag 10 M francobollo 20 c
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Brambilla (A 1980112)
Ined.
Richiesta di un sussidio straordinario per l’acquisto del terreno su cui ricostruire l’Oratorio di S. Luigi
a Porta Nuova
Illustrissimo Sig. Cavaliere,
[Torino], 3 maggio [18]69
La sua carità mi saprà dare benigno compatimento se in un caso eccezionale ri­
corro alla sua beneficenza. Dal foglietto che le unisco ne comprenderà l’importanza:
si tratta di togliere le anime dei poveri giovanetti dalle fauci dell’eresia.
Mi raccomando a nome di Maria Ausiliatrice, che certamente non mancherà di
essere generosa verso a qualsiasi suo divoto, ma specialmente poi verso di quelli
che cooperano alla salvezza delle anime redente dal suo divin figlio nostro Salva­
tore.
Dio la benedica, sig. Cavaliere, e con Lei benedica la sig[ra] Concessa] di Lei
moglie e figlio, e a tutti conceda sanità stabile e il prezioso dono della perseveranza
nel bene.
Con verace gratitudine mi professo
Della S. V. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
Al chiarissimo Signore
Il cav. Giuseppe Brambilla
Milano
Via Passione N° 4
1 maggio] 5 19-20 Milano Via Passione emend ex Milano per Inzago
2 Giuseppe Brambilla: esponente di primo piano del cattolicesimo intransigente milanese (1822-1891): cf. A.

9.9 Page 89

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maggio 1869 81
M ajo
como
,SDcaalnszeic, oMnidlaonOotitnoctreanntsoigaelnctaer.dM. Ail.aFnoer,rNareid.
Storia
1986.
della Chiesa ambrosiana.
Sposò nel 1850 la cugina,
IV, Milano 1986, p. 55; Gia­
nobile, Teresa Lurani, da cui
ebbe due figli, Adolfo, morto probabilmente in giovane età, e Gaetano che nel 1881 sposò Luigia Porro, figlia
di Alessandro; cf ANI 1883. Luigia rimarrà in costante contatto con i salesiani di via Copernico n. 9 a Milano.
4 foglietto che le unisco; la circolare del 5 maggio 1869: v. lett. 1308. La risposta fu positiva in quanto
l’ingegnere fece una sostanziosa offerta: v. lett. 1312.
1308
Circolare
ASC B31010 Lett. orig., Cerini (A 1710810) me. 25 C 10/12
Orig. di Gioachino Berto con data e firma aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggera foro sul f. 2
E II 23-24 MB IX 634-635
Appello ai benefattori per l’acquisto di un terreno da destinare alla riedificazione delPOratorio di S. Luigi
a Porta Nuova, essendo divenuto inservibile quello precedente
*Torino, 5 maggio 1869
Nella città di Torino fin dall’anno 1848 vicino al Viale dei Platani mercé com­
petente pigione aprivasi un Oratorio Festivo con annesso giardino di ricreazione e
scuole pei giovanetti appartenenti alla classe povera o meno agiata del popolo; i
quali per lo più nei giorni festivi vagano per le vie e per le piazze con gran rischio 5
della loro rovina spirituale.
Crebbe l’importanza di questa Istituzione nel 1850 quando in vicinanza fu fab­
bricato il tempio con Ospizio e scuole pei Protestanti. Tuttavia benedicendo il Si­
gnore l’opera sua vi fu costantemente grande affluenza di ragazzi ed anche di adulti a
segno da far desiderare più spaziosa località. Catechismo, Prediche, Messa, Confes- 10
sioni, scuole, trastulli di vario genere si praticavano con vera soddisfazione, quando
un incidente inaspettato mise a repentaglio le comuni sollecitudini e le comuni spe-
f.lv ranze. Perciocché nel Iprolungamento di una via detta di S. Pio V venne diviso quel
sito in due parti lasciando da un lato la scuola, dall’altro la Chiesa.
In simile guisa l’edifizio e il giardino di ricreazione divenuti inservibili al no- 15
stro scopo, apparve l’assoluta necessità di provvedere in quei popolatissimi caseg­
giati, nel cui centro avvi il tempio dei Protestanti, altro locale pei poveri giovanetti
che si trovano così ad ogni momento esposti al pericolo deH’immoralità e dell’eresia.
Questo locale si trovò appunto come si desiderava, vicino a quello di cui ci era­
vamo finora serviti, proprietà del sig. Falcherò, e facente fronte da levante al Viale 20
sopra mentovato poco distante dal tempio e dalle scuole dei Protestanti, ed a Po­
nente colla via di S. Pio V.
L’area è di circa 25 are con qualche poco di fabbricazione. La superficie sarebbe
sufficiente per l’edifizio di una Chiesa, delle scuole e di un giardino per la ricrea­
zione. La spesa di primo acquisto ammonterebbe in totale a fr. 16.000.
25
Ora l’urgenza sarebbe per l’acquisto del terreno: il rimanente poi delle spese che
f.2r occorrono I per la relativa costruzione si abbandonerebbe nelle mani della Divina

9.10 Page 90

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82 maggio 1869
Provvidenza che certamente non verrà meno siccome ne abbiamo capparra in simili
casi pel passato.
30 Egli è per mettere insieme questa somma che si fa ricorso alla carità delle per­
sone che la Divina Provvidenza pose in grado nei tempi eccezionali di venire in
aiuto a quelle opere che riguardano al bene del prossimo e a gloria di nostra Santa
Cattolica Religione.
Sac. Gio. Bosco
20 Signor Falcherò: personaggio non identificato.
34 La circolare venne inviata a vari benefattori, alcuni da noi già nominati ed altri menzionati qui di seguito.
1309
Al conte Eugenio De Maistre
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890118)
Copia semplice di Gioachino Berto
E II 22-23 MB IX 635
Richiesta di un sussidio straordinario per l’acquisto del terreno su cui ricostruire l’Oratorio di S. Luigi
a Porta Nuova
Torino, 5 maggio [18]69
Car.mo Sig. C.te Eugenio,
La bontà con cui più volte colla sua carità mi venne in aiuto dovrebbe farmi di­
re basta senza rinnovare dimande; ma lo stato misero di questa città e il caso ecce-
5 zionale di cui si tratta, mi spingono a fare anche in questo caso ricorso.
Vedrà dal foglio unito di che si tratta e quale sia la necessità a cui si vorrebbe
provvedere, che è quanto dire: togliere la povera gioventù dalle fauci dell’eresia.
Io le sono già obbligato per molti titoli e perciò qualunque cosa Ella si dispon­
ga di fare io non diminuirò la mia sollecitudine di pregare e far pregare ogni giorno
10 il Signore Iddio per Lei e per tutta la sua famiglia.
Non so se il sig. Francesco di Lei fratello possa anche fare qualche cosa; se
giudicasse di farne parola, io rimetto tutto alla sua prudenza.
La prego di fare i miei umili ossequii a tutti di sua famiglia ed augurando ad
ognuno copiose celesti benedizioni ho l’onore di potermi colla più sincera e profon-
15 da gratitudine professare
Della S. V. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Eugenio De Maistre: v. E(m) II, lett. 826.
6 foglio unito: circolare del 5 maggio; v. lett. 1308.
11 Francesco De Maistre: uno dei figli di Rodolfo e di Carlotta du Pian de Sieyès, capitano dell’esercito
pontificio, da don Bosco conosciuto in occasione del suo viaggio a Roma nel 1858. Nato a N izza nel 1841,

10 Pages 91-100

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10.1 Page 91

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maggio 1869 83
era cavaliere della legion d’onore. Vedovo nel dicembre 1869 di Enrichetta Elena Juchault de Lamoricière
dopo solo 5 mesi di matrimonio, nel 1874 si risposò e dal matrimonio con Maria Roselina Leontina di
Villeneuve Bargemont nacquero sette figli: Antonio M anno, Il patriziato subalpino... [dattil.]. Dieci gior­
no dopo la presa di Roma, don Bosco ricevette una sua lettera da Chambery, con cui lo informava della
presenza in città di Garibaldi, il quale aveva fatto evacuare il collegio dei Gesuiti a Dole, per stabilirvisi
con i suoi soldati. Si raccomandava inoltre alle sue preghiere per la guerra in corso contro la religione e i
prussiani: ASC A 1402604, me. 1498 A 1/2.
1310
Al marchese Antonio Gerini
ASC B31010 Lett. orig., Gerini (A 1710810) me. 25 C 9
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina con intest, a stampa: «Oratorio... Torino-Valdocco»
bordi frastagliati
Ined.
Richiesta di un sussidio straordinario per l’acquisto del terreno su cui ricostruire l’Oratorio di S. Luigi a
Porta Nuova
Eccellenza,
[Torino], 5 maggio [18]69
Egli è un caso eccezionale che mi move a fare ricorso alla esperimentata carità
di V. E. Dal foglietto acchiuso conoscerà di che si tratta che è quanto dire: togliere
le anime de’ poveri giovanetti dalle fauci dell’eresia. La cosa è urgente e la città di 5
Torino versa in miserabile condizione: eccettuate poche famiglie, non avvi a chi
poter ricorrere in bisogni eccezionali.
Se pertanto la E. V. in questa santa impresa, in onore della Santa Vergine Au-
siliatrice, può venirmi in ajuto, Ella può applicare a sé le parole dell’areopagita:
Divinorum Divinissimum est ad salutem animarum Deo cooperari.
10
Dal canto mio non mancherò di fare o meglio di continuare speciali preghiere
per lei e per tutta la sua famiglia.
Dio conceda a tutti sanità e perseveranza nel bene.
Colla più profonda gratitudine ho l’onore di potermi professare
Di V. E.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5 8 Vergine corr ex vergine
2 Antonio Gerini: v. E(m) II, lett. 910.
4 foglietto acchiuso: v. lett. 1308.
9 areopagita: membro dell’Areopago di Atene, convertitosi dopo la predicazione di S. Paolo; morto
vescovo di Atene. Gli scritti a lui attribuiti sono di un monaco orientale vissuto tra il 400 e il 500. La ci­
tazione non vi è presente. Don Bosco la usa altre volte nell’epistolario e anche in un panegirico su
S. Filippo Neri del 1868. Potrebbe anche aver letto l’attribuzione all’aereopagita in opere di S. Alfonso
che ben conosceva.

10.2 Page 92

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84 maggio 1869
1311
Al cavaliere Pietro Marietti
ASC B31010 Lett. orig., Marietti (A 1721228) me. 35 D 4/5
Orig. aut. 2 ff. 255 x 195 mm. carta uso stampa ritagliato il francobollo segno di ceralacca
verde sul f. 2v timbri: Torino 5 mag 69 7 M Roma 6 mag 69 intest, a stampa: «Oratorio... W. G.
M. G... Si prega della carità...»
E II 24-25
Chiede un intervento per conoscere il risultato di una supplica presentata al Cardinal Berardi, onde otte­
nere dal Papa la facoltà di dare le dimissorie ai propri chierici
[Torino], 5 maggio [18]69
Car.mo Sig. Cavaliere,
La malattia di Mons. Manacorda è cagione per cui debbo raccomandarmi a V.
S. car.ma per un affare: eccolo.
5 A fine di ottenere una facoltà pei nostri cherici scriveva o meglio appoggiava
una supplica al Card. Berardi. Ora sarebbe tempo di saperne il risultato ed io non so
se la dimanda sia andata alla congregazione dei Vescovi e Regolari o a quella del
Concilio. Ella adunque nella sua carità veda di fare un passo dal prelodato comune
protettore Cardin. Berardi e lo pre[ghi] da parte mia a dirle: a quale congregazione
10 fu indirizzata e se avvi qualche risultato o vi sia qualche incumbenza a fare.
In questo caso la pregherei di fare e di spendere quanto occorre: a conto mio,
ben inteso. La sera è l’ora più opportuna.
Ho ricevuto il volume De Missae Sacrificio per la Messa del Papa; e fu un ot­
timo pensiero: so che il S[anto] P[adre] ne parlò più volte con soddisfazione, e nel
15 regalarne loda sempre l’impresa e chi la promosse. Io poi la ringrazio ben di cuore
del volume che ebbe la bontà di inviarmi. Lo conserveremo nella nostra biblioteca
come monumento di quella gloriosa giornata.
Non posso darle notizie recenti di Alfonso. Posso soltanto dirle che la neve, il
freddo, la pioggia di marzo e di quasi Itutto aprile gli tolsero il benefizio che dalla flv
20 purezza dell’aria Lancese si sperava. So che per la sua condotta religiosa avvi niente
a dire. Quando venne a Torino fece la sua Pasqua e non trascurava le sue pratiche
religiose. Anche nelle spese si mostrò molto riservato perciocché non mi ha più di­
mandato danaro dopo il viaggio, sebbene gliene abbia offerto e sappia che io ho an­
cora fr. 20 di cui in caso di bisogno potrei disporre a suo favore. Questi franchi è
25 quanto mi portò qui il sig. Melandri in un piego oltre a quanto aveva speso ad hoc.
Fra pochi giorni andrò a Lanzo e le scriverò notizie positive.
Nel corso di questo mese ho disposto che ogni giorno si facciano speciali pre­
ghiere per Lei e per tutta la sua famiglia. Dio li benedica tutti. Raccomando la pove­
ra anima mia alla carità delle loro preghiere e mi professo con gratitudine
30 Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco

10.3 Page 93

▲torna in alto
maggio 1869 85
P. S. L’acquisto di S. Cajo è alquanto incagliato per parte delle Monache e del prin­
cipe Barberini: forse dovremo pensare ad altro locale; il card. Berardi le dirà qualche
cosa.
35
Al chiarissimo Signore
Il Sig. Cav. Marietti Tip. Pontificio
Roma
3 Manacorda res 11 : a conto mio,] a conto mio: 21 si] di 26 Melandri] Menandri 36 dovre­
mo corr ex dovreb
2 Pietro Marietti: v. E(m) I, lett. 98.
3 Emiliano Manacorda: v. E(m) II, lett. 763.
5
6
facoltà: quella delle dimissorie per gli undici
Giuseppe Berardi: v. E(m) II, lett. 827; v. poi
cAhpiepreincidiicnediIc, alteittn. e1ll8a6l9e/t5t..
1347.
18
25
Alfonso,
Anseimo
fMigelilaonddiriP:ieibtr.o:
v.
lett.
1293.
26 andrò a Lanzo: vi andò il 29 maggio, per celebrare coi giovani la solennità del patrono del collegio,
S. Filippo Neri.
33 S. Cajo incagliato: v. lett. 1339.
34 Enrico Barberini: v. lett. 1305.
1312
Al cavaliere Giuseppe Brambilla
Già presso ing. Brambilla Gaetano - Milano
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . busta 110 x 75 mm.
timbri: Torino 10 mag 69 6 'h S
Milano
15 mag 69 6 M altri timbri illeggibili francobollo 20 c note di un omonimo abitante in via Brera
cAhSeCinBve3c1e21in0dMicsas.l’aeusat.ttionfinodtoirci.z,zBordaeml bdiellsatin(Aata1r9io8,0i1n13v)ia Passione n° 4
Ined.
Ringrazia per l’offerta — auguri per tutta la famiglia — l’educazione familiare, quando è possibile,
è sempre migliore di quella collegiale
Benemerito Sig. Cavaliere,
[Torino], 8 maggio [18]69
Ho stamane ricevuto la somma di fr. 500 che nella sua carità manda pei vari no­
stri bisogni e specialmente per l’acquisto di locale per la chiesa e scuola di poveri ed
abbandonati fanciulli.
5
Mentre la ringrazio di tutto cuore, non mancherò di fare particolari preghiere
all’altare di Maria Ausiliatrice per Lei [,] per la sig[ra] c[ont]essa di Lei moglie e pel
caro figlietto. Dimanderò a Dio che loro conceda sanità e perseveranza nel bene, e che
il figlio cresca in virtù e scienza da essere la vera consolazione dei genitori fino alla
più avanzata età.
io
Io credo che abbia fatto bene a richiamare il figlio per farlo educare in famiglia:
più vale un occhio del padre, che cento occhi di assistenti. Ciò devesi dire pei i ge­
nitori che hanno mezzi per farli instruire in famiglia come V. S. B.

10.4 Page 94

▲torna in alto
86 maggio 1869
Del resto non mancherò di pregare il Signore Iddio che le dia stabile e perfetta
15 sanità, e che colmi di sue celesti benedizioni tutta la sua famiglia mentre colla più
profonda gratitudine ho l’onore di potermi professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20 Al chiarissimo Signore
Il Sig. Cav. Gius. Brambilla
V. Via Brera
suo palazzo Milano
I maggio] 5 4 scuola corr ex eh 6 Mentre corr ex meltre
2-7 Giuseppe Brambilla: v. lett. 1307.
8 figlio: Gaetano, all’epoca dodicenne.
II richiamare: Gaetano era stato allievo al collegio di Torino-Valsalice, prima di passare a Bergamo e poi
a Como, dove ottenne la licenza ginnasiale; nel 1873 entrò al collegio S. Carlo di Milano dove conseguì
il diploma liceale.
1313
Al capo sezione del ministero degli Affari Esteri avv. Carlo Cantón
ASC B31010 Lett. orig., Cantón (A 1700324) me. 11 E 7/8
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... Torino-Valdocco»
E II 26-27 MB IX 640-641
Chiede informazioni e consigli per formulare la domanda da inoltrare al governo italiano per ottenere
l’ufficiatura della chiesa del S. Sudario di Roma
*[Torino], 8 maggio [18]69
Car.mo e Benemerito Sig. Cavaliere,
Ho ricevuto la sua lettera col pro-memoria. Mi terrò a’ suoi suggerimenti che
si compiace di darmi.
5 Premessi i miei più vivi ringraziamenti alla S. V. car.ma, avrei ancora bisogno
di qualche schiarimento al proposito prima di formolare una dimanda a Firenze, e
sapere [:]
I o Se dal 1851, anno a cui si estende il pro-memoria, non si cangiarono le per­
sone e lo stato dell’amministrazione.
10 2° La confraternita della S. Sindone esiste ancora ed esercita qualche autorità
sulla proprietà o sui frutti o sull’amministrazione delle case o della chiesa?
Se può Ella darmi schiarimenti ad hoc, va bene, altrimenti mi terrò alla diman­
da in genere. Non so però se tale dimanda sia da inoltrarsi al sig. conte Gualterio o al
sig. c.te Menabrea.
15 Quando potessi ottenere la nomina dal nostro Governo, per ciò che riguarda a
Roma non avrei alcuna difficoltà. Vi sarebbe Ila spesa della ristorazione della chie- f.lv

10.5 Page 95

▲torna in alto
maggio 1869 87
sa, che è cosa ingente, ma a questo si potrà anche provvedere appena l’ammini­
strazione sia definitivamente affidata a qualche persona determinata.
Ella però mi continui i suoi preziosi consigli ed io li seguirò colla dovuta pru­
denza e con quella gratitudine che il favore si merita.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda con pienezza di stima
Di V. S. car.ma
Aff.mo ed obbl.mo servo
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5 11 post chiesa? add E esistente, il Ministero Esteri qual ne
2
3
CleattrelroaCcaonntopnrò:-vm. eEm(mòr)iaI:I,
lett.
non
1209.
sono stati
reperiti.
Nella
sosta
a
Firenze
durante
il
viaggio
a
Rom
a
di
ini­
zio anno don Bosco aveva avuto occasione di conferire col Canton a proposito della possibilità di avere
l’uso e l’ufficiatura della chiesa del S. Sudario e della casa annessa.
11 La chiesa, con la soppressione nel primo ottocento della confraternita del regno di Sardegna, che l’a­
veva ufficiata per oltre due secoli, era stata prima affidata alla legazione sarda presso la santa sede (1831)
e poi chiusa nel 1868. Il 9 luglio 1869 il Consiglio di Stato ritenne infondate le pretese del governo fran­
cese di rivendicarne la proprietà e il 10 novembre successivo un decreto ministeriale nominò rettore della
medesima Giuseppe Croset-Mouchet,
gia, cavaliere della corona d’Italia: cf
DcaenllooniSctoatdoepllraesceanttteeddraelleladRi .PCinheireoslao,dperl oSfSe.ssSourdeaermioerinitoRodmi tae,odloel­
canonico Giuseppe Croset-Mouchet.... Roma, regia tipografia 1872.
13 Filippo Antonio Gualterio: nato ad Orvieto nel 1819, dopo una carriera politico-militare e riconosci­
menti di scrittore di opere storiche, da senatore fu ministro dellTnterno col primo governo Menabrea
c(2o7nsoetrtvoòbrfein1o8a6l7l’-a5vgveennntoaidoel1g8o6v8e);rnsoucLcaenssziava(1m4ednitceemil brreelo18n6o9m).inMòormì inniesltr1o87d4e:llMa R. ReaoisiC, aDsaiz,iocnarairciao cdheel
Risorgimento italiano..., Ili, pp. 268-270.
14 Luigi Federico Menabrea: v. E(m) II, lett. 1238.
24 In data 17 maggio 1869 il Canton rispose a don Bosco dando precise informazioni sullo stato della
chiesa del S. Sudario (ASC A 1381903, me. 1471 B 3/6, ed. in MB IX 641) e chiedendo di inoltrargli la
succitata memoria per il conte Menabrea. Il 18 maggio don Bosco la redasse secondo i suggerimenti [pre­
liminari di convenzione: ASC A 2200146, me. 108 B 4, ed. in MB IX 486], il 19 la inoltrò a Firenze e il
20 maggio il Canton gli rispose che l’aveva già consegnata nelle mani del conte, senza però tacergli che
c’erano già altri aspiranti alla ufficiatura di quella chiesa, un savoiardo in particolare [il cit. Croset-
Mouchet]: ASC A 1381904 me. 1471 B 7/8, ed. in MB IX 643; v. lett. 1320.
1314
Al professore Giuseppe Bonzanino
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880324)
Copia semplice di Gioachino Berto
E II 27 MB IX 638
Fallite le speranze di ottenere un’onorificenza
Torino, 9 maggio [18]69
Car.mo Sig. Professore,
Le nostre speranze rimasero totalmente deluse, come vedrà dalla lettera del c.te

10.6 Page 96

▲torna in alto
88 maggio 1869
Gualterio alla contessa Digny. Pazienza. Se le sembra potersi tentare qualche altra
strada io farò quanto mi dice.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda con gratitudine
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
2 Giuseppe Bonzanino: v. lett. 1299.
3 vedrà dalla lettera: evidentemente inviata dal conte alla Digny e da questa a don Bosco.
4 Gualterio Filippo Antonio: v. lett. 1313.
— Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
1315
Al duca Tommaso Gallarati Scotti
Archivio Gallarati Scotti, cari. 167 - Milano
Orig.
ASC
Bau3t1. 2 1 01Mf.ss.
a2u1t.0ixnlf3o5tomc.m, G. allacraarttiaSaczoztutrir(aAin1t9e8st0,1a14st)ampa:
«Oratorio...
Torino-Valdocco»
Ined.
Ringraziamento dell’offerta — auspicio di abbondanti prodotti della terra, onde possa essere ricca la
decima da offrire aH’Oratorio di Valdocco
[Torino], 10 maggio [18]69
Eccellenza,
Ho ricevuto la venerata lettera di V. E. con acchiusi fr. 200 che nella sua carità
inviava per l’affare dell’oratorio presso alla chiesa dei protestanti. La ringrazio di
5 tutto cuore e prego Dio benedetto a volerla di ogni cosa largamente ricompensare.
Ella ebbe la bontà di dirmi che riuscendo bene i filugelli avrebbe anche data la
decima per questa opera di carità e che sarebbe V. E. assai contenta che ogni oncia
desse venti kilogrammi. Io sono pieno di fiducia che Dio userà misura ancor più ab­
bondante e a tale effetto ho ordinato speciali preghiere da farsi ogni giorno all’altare
10 di Maria Ausiliatrice fino alla metà di giugno: nella quale epoca spero che tale rac­
colta sarà effettuata.
Se però nella sua immensa bontà Dio giudicasse di cangiare la terra in diamanti
ed invece di cose temporali concedere benedizioni spirituali, anche in questo caso
bene Idirei la santa mano del Signore; ed Ella, ne sono persuaso, sarà contenta che io f l v
15 pure abbia la mia decima. Compatisca forse la troppa confidenza con cui le scrivo;
ed assicurandola che non mancheremo di fare per Lei e per la sua famiglia particola­
ri preghiere nel corso di questo mese ho l’onore di potermi colla più profonda grati­
tudine professare
Della E. V.
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

10.7 Page 97

▲torna in alto
1 maggio] 5 7 contenta corr ex con ...
maggio 1869 89
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. E(m) II, lett. 737.
3 lettera: non reperita, ma che comunque era la risposta a quella di don Bosco del 1° maggio 1869
(lett. 1304).
6 filugelli: ossia i bachi da seta.
10 metà giugno: il 24 giugno effettivamente il duca potè inviare a don Bosco altre 800 lire (v. lett. 1326).
1316
Al sindaco di Lanzo Giuseppe Droetti
ASC B31010 Leu. orig., Autorità, Sindaci, Lanzo (A 1690506) me. 5 A 1/2
Min. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina intest, a stampa: «Oratorio... Torino-Valdocco»
sul mrg. sup. don Bosco scrive: «Se ne faccia copia»
E II 28 MB IX 592-593
Replica alle condizioni poste per l’ampliamento del collegio di Lanzo — avanza altra proposta in merito
Ill.mo Sig. Sindaco,
*Torino, 12 maggio 1869
Ho ricevuto il verbale che V. S. 111.ma si compiacque di comunicarmi relativa­
mente alla proposta diretta [ad] avere mezzi opportuni per l’ampliazione del collegio
di Lanzo.
5
Ho letto attentamente, ma con mio vero rincrescimento ho veduto che le appo­
ste condizioni rendono impossibile l’esecuzione del progetto. Fra le altre non so
darmi ragione della Ia, 2a, 5a, condizioni che tornerebbero di grave dispendio dal
canto mio senza che vi sia compenso di sorta dall’altra parte.
Non potendosi per tanto effettuare il mio progetto la prego di volersi adoperare io
a che sia provveduto opportuno locale per le due Retoriche e per la Iaelementare se
pure giudica che si faccia divisa in due come si è finora praticato sebbene non esista
obbligo nella convenzione.
f lv Io spero che tal cosa al municipio non tornerà Idifficile qualora volesse a que­
sto uopo impiegare il sussidio che percepisce dal Consiglio Provinciale per la ma- 15
nutenzione del collegio di Lanzo.
Mi creda colla dovuta stima quale ho l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20
taee3axxdcedftomaamstlieetponidaceIqxpluaopesectrchsoeeermbrsbeieanexndpcereooxdmveavplefiddianauqletuloadeieme1p3n3-odp4sostrismetelxaoetbzaizvbcialhimdgeeoelvndmiteesalitaadelrilpaieaerliml1aae4nctodaslptsrceiuroeszx1ai’oienanmderedidnssepdiloles’xtaa1al41ld2’-1up5nr9aqatudmiceaaislattlo’oaleetmmr4aeedpnniadrdretsste­ii

10.8 Page 98

▲torna in alto
90 maggio 1869
2 Giuseppe Droetti: v. lett. 1296.
3 verbale: successivo alla domanda di don Bosco del 2 aprile 1869 (lett. 1296); non è pervenuto.
11 opportuno locale: in effetti, come s’è detto (lett. 1296) fu lo stesso don Bosco ad ampliare qualche
aula e a costruire a suo spese un nuovo dormitorio.
1317
Al papa Pio IX
Edita in MB IX 684-685
Richiesta delle dimissorie pontificie per il chierico Francesco Bodrato, in assenza, per decesso, del legit­
timo Ordinario
[Torino, anter. 16 maggio 1869]
Beatissimo Padre,
Il
sacerdote Giovanni Bosco umilmente prostrato ai piedi di V. B. col massimo
rispetto espone che con delegazione del Vescovo di Acqui di santa memoria vestiva
5 dell’abito Ecclesiastico il chierico Bodrato Francesco, suo Diocesano. Ma per la sua
età già alquanto inoltrata non potendo fare lo studio in Seminario pose per condizio­
ne che, come eziandio il candidato desiderava, appartenesse alla Congregazione di
S. Francesco di Sales, da lui molto amata e beneficata. A tale effetto si disponeva a
dare le opportune Remissorie al Vescovo di Casale dove questa Società è approvata
10 come Congregazione Diocesana.
Il
Vescovo di Casale accettava il candidato, ma mentre si andavano compiendo
le pratiche, la Divina Provvidenza chiamava agli eterni riposi quel venerando Pre­
lato. Ora per la sede vacante di quella Diocesi non potendosi rilasciare le opportu­
ne Remissorie, con consiglio del Vescovo di Casale e col beneplacito dello stesso
15 Vicario Generale Capitolare di Acqui, con tutta umiltà e rispetto supplica V. B. a vo­
lersi degnare di rilasciare le implorate Remissorie a favore del chierico mentovato, e
così egli possa essere ordinato dal Vescovo della Diocesi Casalese, dopo che abbia
dato saggio de studio, de vita et moribus. Presentemente egli va compiendo il quin­
quennio di Teologia.
20 Colla più profonda gratitudine e colla più alta venerazione si prostra ai piedi
Di Vostra Beatitudine,
Umilissimo Ricorrente
[Sac. Gio. Bosco]
I La data è presunta sulla base dell’ordinazione suddiaconale di don Bodrato, che ebbe luogo il 16 mag­
gio 1869 per mano di mons. Riccardi di Netro, arcivescovo di Torino, e non del vescovo di Casale, come
a4veVvaescchoiveostodidoAncBquoiscaolla’leppoacpaa. della vestizione del Bodrato (20 ottobre 1864) era mons. Modesto
Contratto, morto poi il 6 dicembre 1867.
5 Francesco Bodrato (Bodratto): v. E(m) II, lett. 798.
II Vescovo di Casale era mons. Pietro Maria Ferrò: v. E(m) II, lett. 1096.
13 La sede rimase vacante fino al 27 ottobre 1871, quando venne preconizzato vescovo Giuseppe Maria

10.9 Page 99

▲torna in alto
maggio 1869 91
Sciandra.
15 Vicario capitolare era Francesco Cavalieri: v. E(m) II, lett. 1153.
17 ordinato: don Bodrato ricevette tutti gli ordini in pochi mesi. Ebbe gli ordini minori il 13 marzo 1869
da mons. Ferrò a Casale, fu ordinato suddiacono a Pentecoste (16 maggio) da mons. Alessandro Riccardi
di Netro e diacono nelle tempora di settembre (15 settembre) da mons. Giovanni Antonio Balma. Ricevette
infine il presbiterato extra tempora, il 28 novembre 1869, dallo stesso mons. Riccardi di Netro.
1318
Al presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri,
Luigi Federico Menabrea
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Governo, Menabrea (A 1711021) me. 27 D 11/12
Min. aut. 2 ff. 270 x 220 mm. carta leggera con numerose macchie da carta gommata
E II 29-30 MB IX 642-643
Supplica di poter disporre della chiesa del S. Sudario in Roma, con l’impegno di prestarvi i servizi religiosi
[Torino, 18 maggio 1869]
Eccellenza,
Il sottoscritto ricorre rispettosamente a V. E. per un favore che mentre torne­
rebbe di grande vantaggio ad un’opera di pubblica beneficenza, sarebbe eziandio glo­
rioso al governo e sommamente apprezzata dalla pubblica opinione dei buoni.
5
Si rende noto a V. E. [che allo] stabilimento detto Oratorio di S. Francesco di
Sales, in cui sono ricoverati oltre ad ottocento poveri fanciulli, di cui alcuni, che ne
abbiano chiari segni di vocazione, abbracciano lo stato ecclesiastico, tornerebbe di
non leggera utilità una chiesa dove potessero occuparsi uno o più preti con alcuni
cherici i quali, mentre si adoperano a promuovere il decoro delle sacre funzioni, io
avrebbero in pari tempo un mezzo materiale a fine di proseguire i loro studi.
D’altro canto avvi la chiesa del SS. Sudario posta nel sito più centrale di Roma
la quale chiusa da parecchi anni non è più funzionata e va perdendo dell’antico e
monumentale suo splendore a segno da minacciare rovina se non sarà quanto prima
ristorata e restituita ad uno stato da poter servire al divin culto.
15
Ciò premesso lo scrivente si fa ardito di supplicare la E. V. onde voglia degnar­
si di concedere a lui o per lui ad un prete del mentovato stabilimento la chiesa del
SS. Sudario in Roma. A tale uopo si obbligherebbe della regolare ufficiatura, del­
l’adempimento di tutti gli oneri, della nettezza e di quanto concerne al decoro delle
sacre funzioni.
20
f l v Per quanto I spetta al governo pontificio, l’esponente si assume di compiere le
incumbenze che potessero riferirsi a tale pratica, persuaso di non incontrare diffi­
coltà trattandosi di cose di utilità pubblica civile, morale e religiosa.
Riguardo poi alle spese che occorrerebbero per la ristorazione il governo, se
giudicasse opportuno, potrebbe o fare eseguire i lavori a suo conto, oppure cedere il 25
patronato cogli altri diritti a chi volesse addossarsi la spesa relativa a questi restauri.

10.10 Page 100

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92 maggio 1869
Ma ciò essendo cosa accessoria si rimette totalmente al buon volere della E. V.
È questa l’opera che si propone alla E. V. In questa guisa sarebbe tolto il moti­
vo di grave rincrescimento quale provano tutti gl’italiani nel vedere una maestosa
30 Basilica sita nella più favorevole località di quella città, chiusa e minacciante rovina.
Spera che il sovra esposto verrà preso in benigna considerazione e perciò augu­
rando alla E. V. copiose celesti benedizioni si professa con profonda gratitudine
Della E. V.
Umile Supplicante
35
Sac. Gio. Bosco
uscsd2dt22a23ui1orto1o5n29naa2naaIn-rt’mtItmpqe2oarootsfaaoas3puipnniedonetvneaetxteitmedotrealp8trtearRooScaeeg1Deescstirenod7iiocmisemumcai’dcrrumaarderindopeaalsteenitielenrtusicdurodrrndocdbaoeeiec.doesebaxb.ssoeac.lsrxidlibmsmoersidddcereeicesdesera]exdaxhcn.igmllerleoeeicdeTangleurmtnhsxsgoilosnilcooieidtneroicgai’assenntoheiiatleonpeedcxàemrsxemoaseeam8r3reibdrlacr2ngiabdeoasnredbxoennaiasx1btsmcnitscut3penieoiCctarneersingenpatraoncxot3coeorreocnsq2do-atidsai4crt1upo1natheseèè1aoimagbistonaploinnbiseaeadtrnirooeeonùniintnmtptedsdoepdeefoamereau2reetrgeoliolnn4leimbnm’slztnoebteaioaipedsoervAadmppopdenaliiioibolcsaaùptenviobostnqaoumatoeerutdmeenrceeeaamedexatnmivfn3zsselzaaedvmt3iitseiqraanodioidnseepnebuddneidpdxnodieelelserestlsiissiillextmiotmteeeioregmiarpEeaeenxaounndmetx.etcpaialdtRnaVrcecordnedo.noose1ddrdmifdds4siaroeìAsei1eatssllisl6oa2riei4peTexvellsd2breoooxgs2iisnbrresris1ipl1deiparaccan5a9rvonponoecrootcirrsdosioafctvreaetideocornceevtornsSiednoeeudccamcmursotrainomedeidareoerrrimaeernnseesnnreeixmdee6liimsmteiofnegiefleaseStelaeimnidxoeegoinnredmeernledmrdvaxolaneeoescnesenidncrbicnnix7dcdiadoeseedoieettlrsRixxixorlnsusrsenriroiopaoaizmpoacmAplnluzeeuterlloooo3oaòoxxreai
1
R.
CLhaiedsaatadeèl
Sriupdoratraitoa...d, apl.lo12s:trva.lcleitot.
di lettera
1313.
di
don
Bosco
pubblicata
in
Dello
stato
presente
della
2 Luigi Federico Menabrea: v. E(m) II, lett. 1238.
12 sito più centrale: accanto al Largo di Torre Argentina.
30 Basilica: invero era una chiesa incorporata nelle case attigue.
35 Le trattative, come s’è già anticipato (lett. 1313) e si vedrà successivamente in questo volume, non
approdarono ad alcun risultato per don Bosco, neppure dopo i reiterati tentativi del 1874.
1319
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 2 7 0 x 2 1 0 mm. carta consunta
neamente
ASC B31
2p1o0stMa sdso.paoutl.a
ipnafrootloac.«,faVvoogrlei»ott(ili(nA.
12)
1980115)
E II 28-29 MB IX 629
sui bordi segno di richiamo per aggiunta erro­
Notizie dei chierici entrati a Torino-Valdocco prima dei 14 anni e desiderosi di farsi salesiani — volontà
di compiacere sempre il superiore ecclesiastico nell’esame vocazionale dei chierici
*Torino, 20 maggio [18]69
Reverend.mo Sig. Rettore,

11 Pages 101-110

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11.1 Page 101

▲torna in alto
giugno 1869 93
Ecco la nota dei cherici della diocesi di Torino che intendono di far parte della
congregazione di S. Francesco di Sales e prima dei quattordici anni ricevuti in que­
sta casa.
Due passavano quell’età. Di essi è Mussetti che forse ora è qui senza ferma ri­
5
soluzione di permanere assolutamente. Adesso egli non ha né di che vestirsi, né al­
loggio, né vitto [:] perciò credo non sia caso di interpellarlo pel timore che la neces­
sità lo spinga a dir in un modo colle parole e poi nel suo cuore abbia altro divisa­
mente. La sua condotta per altro è buona.
10
Nelle prossime vacanze autunnali ho in animo che ognuno faccia una muta di
regolari esercizi, e in questa occasione pesare bene la vocazione di ciascuno, perché
si metta coi dovuti rapporti col superior ecclesiastico qualora non apparissero ab­
bastanza chiari i segni di vocazione religiosa.
Le dimando come vero favore di volermi sempre dare quegli avvisi e quei con- 15
sigli che Ella giudicherà tornare alla maggior gloria di Dio. Mi farà pure un vero pia­
cere se si servirà di noi e di questa casa in tutto quello che sarà capace.
E professando a Lei la più sentita gratitudine le auguro ogni benedizione cele­
ste e mi professo
Di V. S. R.d.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
8 interpellarlo corr ex interperlarlo 16-17 Mi farà... capace add mrg inf
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 nota dei chierici: non è pervenuta; in buona parte dovrebbe corrispondere a quella inviata al papa onde
avere le dimissorie pontificie: v. lett. 1347.
T6moarSdineebop-aoVsstaeialdpnooocicMlo’auibsliste4ottnis:eetlntle’aamtpobrrialeeC11a88r66m72::agcAnf oSAlCaATrileg11i2s4.t1ro2ot.t3oC;beRrneesgi1mis8te4rnu7tmod;acillMer3iacrooctrotuomebrCe1a81t9e88r6-i3n1a9f4eG7c.heirlaardvie, setniztiroònea
1320
Al conte Edoardo Crotti di Costigliole
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Crotti (A 1790336) me. 2646 A 11/12
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con doppio tratto di inchiostro] busta con timbro: Torino 2 Giù 69
EH 30-31
CinhRieodme aunaiinsatelersvieanntio presso il ministro Menabrea a proposito dell’affidamento della chiesa del S. Sudario
Car.mo Sig. Conte,
[Torino], 2 giugno [18]69
Nello scorso inverno quando era a Roma ho con grande rincrescimento veduta

11.2 Page 102

▲torna in alto
94 giugno 1869
la chiesa detta del SS. Sudario sita in una delle più belle località, chiusa, senza ser-
5 vizio e minacciante rovina. Questa chiesa è di patronato del governo, ed io avendo
bisogno di dare sfogo agli allievi ognor crescenti delle nostre case, ho fatto dimanda
al conte Menabrea di voler affidare a noi la ufficiatura e direzione di quella chiesa.
Così avrebbesi provveduto ad un vero bisogno di quella chiesa mentre alcuni
cherici prestando colà il religioso servizio avrebbero potuto così fare i loro studi,
10 mentre anche altri laici sarebbersi occupati in materiali servigi.
Non so quale esito sia per avere questa mia supplica; e perché sorta a qualche I
buon effetto la raccomando alla sua bontà. Una sua parola al conte Menabrea può f-lv
decidere dell’esito favorevole.
Mi fu testé detto da taluno che avvi anche un francese che inoltrò relativa di-
15 manda; ma io credo che un francese non sia per essere anteposto ad un italiano per
una chiesa di patronato del nostro Re.
Se mai fosse addotta la difficoltà del consenso della Santa Sede, dica pure che
a ciò ci penserei io stesso per ogni uopo.
Dio benedica Lei, caro sig. Conte, e tutte le sue fatiche e mi creda con profonda
20 gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
A Sua Eccellenza
25 II Sig. Conte Crotti
Deputato al Parlamento di
Firenze
3 Nello corr ex esse 17 Sede,] Sede;
2 Edoardo Crotti di Costigliole: v. E(m) I, lett. 397. L’invito a far intervenire in suo favore qualcuno pres­
so il conte Menabrea, presidente del consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri, gli era stato fatto
dal Canton il 20 maggio precedente: cf lett. 1313.
12 Luigi Federico Menabrea: v. E(m) II, lett. 1238.
15 un francese: è probabilmente il savoiardo Giuseppe Croset-Mouchet, di cui alla lett. 1313.
1321
A don Almerico Guerra
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870146)
Copia autentic. dall’arcivescovado di Arezzo in data 28 giugno 1909
E II 31 MB IX 654
Ringrazia del libro inviatogli — ne chiede dieci copie — si dichiara disponibile a fare qualche correzione
per future edizioni
Torino, 6 giugno [18]69
Car.mo nel Signore,

11.3 Page 103

▲torna in alto
giugno 1869 95
Ho ricevuto il suo libro Le vocazioni allo stato ecclesiastico e lo ringrazio ben
di cuore. Esso è veramente fatto tutto secondo il mio spirito e desidero vivamente
che esso corra tra le mani degli educatori della gioventù. La cosa che mi rincresce
si è la galante comparsa che fa fare alla povera mia persona, che non ne ha merito.
Tuttavia la ringrazio cordialmente della sua bontà.
Intanto se l’edizione è in suo potere la prego di mandarmene per ora dieci co­
pie: più tardi ne dimanderò maggior numero. L’importo prego di mandarlo al comu­
ne amico P. Bertini con cui ho conti aperti.
Se mai si trattasse della ristampa, volentieri ci farei alcune notarelle. Sarebbero
lezioni a Minerva: ma se non altro saranno sempre segni di buon volere verso ad un
amico.
Dio benedica Lei e le sue fatiche, preghi per la povera anima mia e mi creda
con gratitudine ed affetto
Di V. S. R.d.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Almerico Guerra: fratello della beata Elena Guerra, fondatrice dell’istituto delle Oblate dello Spirito
Santo, nacque a Lucca il 6 febbraio 1833. Fu docente al seminario arcivescovile di Lucca e canonico ono­
rario della cattedrale di S. Martino. Autore di opere apologetiche, storiche e agiografiche, compositore di
canti paraliturgici, scrisse pure molti opuscoli per la formazione dei seminaristi; alcuni furono pubblicati
e ripubblicati dalle tipografie salesiane di Torino-Valdocco, Sampierdarena (Genova) e S. Benigno
Canavese (Torino). Dal 1880 fu socio dell’Accademia di S. Tommaso d’Aquino e dal 1889 di quella
dell’Arcadia col nome di Abante Erimanteo. Morì a Lucca il 9 novembre 1900: notizie fornite dal dott.
G3 iuLlieovDoacanzteioGniuearlrloa. stato ecclesiastico: quanto alla necessità e al modo di aiutarle. Roma, Tip. Civiltà
Cattolica 1869, 334 p. L’autore aveva mandato il volumetto a don Bosco il 19 ottobre 1868 accompa­
gnandolo con una lettera: copia in ASC A 1870146.
10 Salvatore Bertini: v. E(m) II, lett. 948.
12 lezioni a Minerva: insegnare a chi ne sa più di noi.
1322
Al procuratore generale di Torino Lorenzo Eula
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Procuratore Generale (A 1690327) me. 4 B 10/11
Min. aut. 2 ff. 3 1 0 x 2 2 0 mm. carta consunta
E II 32-33 MB IX 658-659
Invia il decreto di approvazione pontificia della società salesiana — espone le ragioni per cui ha creduto
di non sottoporlo al Regio Exequatur — supplica di volerlo esaminare se invece debba fare diversamente
*Torino, 10 giugno 1869
Illustrissimo Sig. Procuratore Generale,
Mentre ringrazio di tutto [cuore] la V. S. 111.ma per la bontà che si degna usar­
mi, mi affretto di mandarle non il breve ma il decreto con cui la sacra congrega-
zio[ne] dei vescovi e regolari commenda la Pia Società di S. Francesco di Sales.

11.4 Page 104

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96 giugno Ì869
Debbo per altro notare che appena avuto tale decreto ho giudicato opportuno
di consultare un accreditato avvocato perché mi dicesse se doveva presentarlo pel Re­
gio exequatur. Mi rispose che a lui sembrava di no. Perché tutte le congregazioni
ecclesiastiche i cui individui conservano i diritti civili, esercitano maggiore giurisdi-
10 zione senza che abbiano alcuna approvazione governativa in proposito. Tanto meno,
soggiunse [,] nel mio caso, non esercitandosi alcuna giurisdizione. Fecemi le se­
guenti osservazioni che varranno anche a far noto che le fonti a cui vennero attinte
le notizie a V. S. 111.ma deferite, non erano esatte.
Questo decreto riguarda per nulla allo stabilimento detto di S. Francesco di
15 Sales, ma bensì ad una pia società di individui che hanno il pio scopo di conservare
lo spirito e le norme che lo studio e la esperienza fanno conoscere vantaggiose per la
cultura dei ragazzi poveri ed abbandonati al cui vantaggio sono totalmente consacrati
quelli che alla medesima intendono di ascriversi. I suoi membri, se vogliono, posso­
no vivere alle case loro e prestar l’opera loro per togliere dalle strade e dalle piazze
20 i poveri ragazzi, a fine [di] avviarli alla moralità, a qualche arte o mestiere.
Codesta pia società non [è] esente dalla giurisdizione deH’Ordinario diocesano
ma [ne] dipende totalmente: salva Ordinariorum jurisdictione, si dice nel decreto.
Le regole poi sono appena lodate, ma non approvate siccome parimenti appa­
risce dalle stesse parole del decreto: Dilata ad opportunius tempus approbatione
25 constitutionum quae emendandae erunt etc.
Vi è la facoltà di dare le dimissorie a quelli che, accolti nella nostra casa prima
dei quattordici [anni], volessero più tardi fare parte Idella società. Ma queste dimis- f lv
sorie non racchiudono alcuna giurisdizione. Qualora ne fosse il caso, che finora non
si è ancora dato in codesta archidiocesi, il superiore della società dichiara semplice-
30 mente che il candidato N. N. a lui sembra instruito, di buoni costumi, esente dai
difetti di irregolarità, e perciò poter essere ammesso alle sacre ordinazioni.
Con questa dichiarazione egli si presenta dal suo Ordinario il quale, dopo es­
sersi assicurato della scienza, moralità e di quanto ricercasi in chi vuole essere am­
messo a tali gradi, ammette o non ammette secondo che egli giudichi opportuno. Mi
35 sembra che il superiore di codesta società in simili casi non eserciti alcuna giurisdi­
zione e che la giurisdizione sia tutta in mano dell’Ordinario.
Tuttavia nel vivo desiderio di tenermi a qualunque legale prescrizione, se V. S.
Ill.ma giudicasse che questo decreto dovesse sottoporsi al Regio exequatur io la
supplico di voler fare quanto occorre in proposito, che dal canto mio non mi rifiuto
40
alla tassa, alle formalità e condizioni dalle vigenti leggi prescritte.
Pieno di gratitudine pei benevoli riguardi che V. S. Ill.ma si degna di usarmi,
confidando tuttora nella continuazione della sua bontà ho l’alto onore di potermi pro­
fessare
Obbl.mo servitore
45
[Sac. Gio. Bosco]
3-4 si degna usarmi emend si ex mi usa 4 con emend ex della 6-12 appena... fonti add mrg sup et sin

11.5 Page 105

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giugno 1869 97
cn9v2tgscdls21aettaol3oo9e6paiintlragenloauiefroraldnaonmsitenasdointtcoiilaeengclnseoneeniioiicdorsxounde,coiaemmcmslpncssseioticoopisema3erosien1er0sdagsadie7xdlesosl2riiiritillmnceev7csicdehexcrooai-aetxmeh2einnsanedvl8eidotfletiiaaaioavndpagcdedpdeolgeragdlil2seiseaeivoi0ltxus1aascaie4rediloaaonmtci3micrsartalmf3ideeuarneilenniigi3qnisttzsdeeàg6qiudisopi-euasooeQ3snxoinerm1si7elusestie0veoe.itxeeeicxeTFncvsedcpmctoaodambeoeohrnncnneelmeseedetndnotsi.nnoem.iseeed.zedocolemipsxinoeossaenaxcereinploronrneeip1eninmrtxemo8rdioerùxaè2eseeeadetllnp8nomltrxuelrcpdtooalneieQhgpsm2pnaacismecou1urroodorraaircengrtsvCpsliidureooosvis4poendrsiece2vrdnsdiaeishxoizieceenmveevieiosxpoeexamtvaonlrcalQoei1eeaoa3e;n6um3d[c4me-c1adod11emgolneo7d5e1sil1cneturlx9ii1hipfenadidneleieIdmiautpIercatpreaexiIhidslorrxozaduis1edqi]aiuopsc2ecultosnoo2imuetaernrirrier4lrsrdotoeirt.eeuodi.antag.nemorrendoxpaaeldetell4riegaeandmifai0xrioaeazdueeieita[zpnmdmqàènsleepoil],iuedceamsr2eeaenhdntome9erxleedepdboxm-onrele3rMasàsndnraeit0ioicndoesoitesxlidòenasetx3seiiremnse5e2xeecicemdr2poxhedlicelvlexl1eiiaelti[tni8cinc1asavansder-oei3nia1oqamd]rcsdprt9ecudrioadereorceneesaneessoleexxi-­­­li­­
2 Lorenzo Eula: nato a Villanova di Mondovì (Cuneo) nel 1824, percorse la carriera della magistratura.
Consigliere comunale di Torino, ed ivi Sostituto Procuratore generale presso la corte d’appello nel 1862,
dal 1° maggio 1868 al 6 gennaio 1874 fu Procuratore generale nella stessa sede, nella quale ritornò come
primo presidente il 12 novembre 1875. Magistrato in varie corti d’appello d’Italia (Aquila, Casale, Geno­
va, Palermo), in alcuna delle quali fu anche presidente, tenne per qualche tempo la carica di Segretario ge­
nerale del ministero di Grazia e Giustizia e dei culti. Il 25 gennaio 1891 fu nominato primo presidente del­
la corte di cassazione di Roma, carica che lasciò il 24 maggio 1893 allorché divenne ministro di Grazia e
gGiouvsetirzniai, ealdteeiccaurlitci.heMdoerlìloa TStoartroe, daelltiGmraecgois(trNaatipeolpi)repfoectthiidmeleRsiedgonpood, i’Ilta5lilau.glRioom18a931:98c9f,MpaasrsiiomM. isso ri,
E3il-x4Beqreusviaedtueorgt:ntAeanSuuCtsoaArmda1i:l3la6in2s2da0an1tta,a
8 giugno 1869 il Procuratore generale aveva invitato
sede, che gli risultava non essere stato presentato
me. 1445 C 4/5, ed. MB IX 658.
don Bosco ad
onde ottenere
iinl vRiaerggiloi
4 decreto: di approvazione pontificia della società di S. Francesco di Sales datato 1° marzo 1869 (v. lett. 1288).
7 accreditato avvocato: non è stato identificato.
19 alle case loro: corrisponde al vero che all’epoca le costituzioni salesiane contemplavano la presenza
di membri esterni, ma è facile vedere, alla luce anche delle linee successive, come don Bosco tenti di
mostrare come la sua società religiosa sia ben diversa da quelle sciolte con le leggi sull’asse ecclesiastico
degli anni precedenti.
22 dipende totalmente: invero non bastava citare l’espressione salva Ordinarium jurisdictione per soste­
npreoreprcihoeqluaessotocifeutàildpipuenncdtuemva
dtootlaenlms epnetre
dalla giurisdizione dell’Ordinario, soprattutto se si considera che
l’approvazione delle costituzioni salesiane e il motivo principale
del futuro attrito con mons. Gastaldi. Prova ulteriore ne è il fatto che nella relazione ministeriale del 3 otto­
bre 1869 a don Bosco viene attribuito, sulla base del decreto pontificio del 1° marzo 1869 «una giurisdi­
zione quasi vescovile sui componenti la sua Società»: v. anche nota alla lett. 1324.
23 appena lodate, ma non approvate: il decreto di lode delle costituzioni era del 1864; la loro definitiva
approvazione fu concessa 10 anni dopo.
27-28 queste dimissorie... giurisdizione: pure tale affermazione sembra azzardata, alla luce delle suc­
cessive vicende.
39 non mi rifiuto: la disponibilità di don Bosco ad uniformarsi alle leggi vigenti è dunque totale, tanto
dche\\eVEaxpepqeunaaturric(lheitets. tdoeld1a3llagiuPgrnoocuirna
di Torino di inoltrare la formale domanda di concessione
ASC A 1362202, me. 1445 C 6, ed. in MB IX 660-661), lo fece
immediatamente (v. lett. 1324) «sebbene non di buona voglia», come recita la relazione ministeriale del
3 ottobre 1869 (ASC D 4750312, ed. in MB IX 661-662).
1323
Alla contessa Luigia Viancino di Viancino
ASC B31010 Lett. orig., Viancino (A 1741036) me. 55 B 5
4

11.6 Page 106

▲torna in alto
98 giugno 1869
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 miti. carta azzurrina con intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G...
Si prega della carità...» macchie di umidità
E II 33 MB IX 665
Annuncia sua visita per trattare di persona «affari importanti» — con sé porterà i libri richiesti
[Torino], 14 giugno [18]69
Chiar.ma Sig[ra] Contessa,
Per non affidare gli affari importanti alla carta ho pensato d’inviare un plenipo­
tenziario nella persona di D. Bosco affinché tratti le cose di presenza.
Pertanto pel convoglio che giunge a Pinerolo alle 6 mercoledì a sera l’incaricato
si recherà al suo posto. Si raccomanda soltanto alla sig[ra] Madre che faccia un po’
più economia dando al balordo figlio le porzioni un po’più piccole.
Porterò meco i libri che accenna il sig. Conte; chi sa che non sia anche meco
il sig. cav. Villanova.
Ogni celeste benedizione scenda copiosa sopra di Lei, sopra l’amato di Lei Ma­
rito e ad ambidue porti ogni bene spirituale e temporale.
Preghi per la povera anima mia e mi creda con gratitudine
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
3 carta corr ex casa 3-4 plenipotenziario] pleniponziario corr ex plenipontiario
2 Luigia Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
4 nella persona di don Bosco: dello scrivente. Dunque una battuta di spirito per indicare la sua visita per
qualche giorno di riposo nella villa dei Viancino a Bricherasio, a 7 km. da Pinerolo e 40 da Torino.
5 convoglio: treno.
— Pinerolo: i conti Viancino avevano la villa estiva a Bricherasio.
— mercoledì: il giorno 16.
8 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
9 Clemente Scarampi di Villanova: v. E(m) II, lett. 931.
1324
AI procuratore generale di Torino Lorenzo Eula
ASC A 12200 Approvazione (D 4750314) me. 1891 E 4/5
Orig. di Gioachino Berto con firma aut. 1 f. 290 x 210 mm. marca da bollo sul mrg. sup. sin.
aAuStCentBic3.1d0a10unLaetpt.puonritgo.,dAeluPtorroictàu,raPtororecuGraentoerrealGe eEnuelraailne
data 23 novembre 1869
(A 1690328) me. 4 B
12
-
C
1
Min. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta azzurra sbiadita con intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G...
Si prega della carità...»
E II 34 MB IX 660
Formale domanda di concessione del Regio Exequatur al decreto di approvazione della società salesiana,
se richiesto dalle leggi vigenti

11.7 Page 107

▲torna in alto
giugno 1869 99
*Torino, 16 giugno 1869
Onorevolissimo Sig. Procuratore Generale,
Il sottoscritto espone rispettosamente a V. S. Onorevolissima come nel solo
desiderio di promuovere il bene della gioventù povera e pericolante col permesso
delle autorità civili ed ecclesiastiche apriva parecchi Oratorii con giardini e scuole
annesse.
A fine poi di provvedere assistenti e maestri che acquistassero e conservassero
lo spirito e le norme che lo studio e la esperienza fanno ravvisare più opportune
formava una Associazione di caritatevoli e zelanti individui col nome di Pia Società
di S. Francesco di Sales.
Ora in data 1° marzo dell’anno corrente dalla Congregazione dei Vescovi e Re­
golari essendosi ottenuto un decreto a favore di tale Associazione supplica V. S. a
volerlo esaminare ed ove lo giudichi sottoporlo al Regio exequatur in conformità
alle vigenti leggi.
Con gratitudine ha l’onore di professarsi
Della S. V. Onorevolissima
Umile Ricorrente
Sac. Gioanni Bosco
4e1x2paoelsslsatepnedrooipcsioplooartnttetuennudeteocloaaiprfarevixvoaroeppor7t1ua3nnastoettcoo9pnfosorerlrmovaaaslvsaceorcororrdsreielexnxe.m.. un8irclloooldscetoulrdrioexe15saodattndotesailConf1ad1neanlnoSt]iefpdaraoelflmaesedsnaedl
2 Lorenzo Eula: v. lett. 1322.
13 ove lo giudichi: don Bosco lascia sospeso il giudizio, diversamente dal Procuratore generale che tre
giorni prima gli aveva espresso parere contrario; v. lett. 1322.
18 II 2 luglio successivo la Procura di Torino, non ritenendo sufficiente la consegna deH’originale del
decreto di approvazione (1° marzo 1869) e della formale domanda di concessione dell’Originale, chiese
anche di prendere visione del «Decreto del 19 febbraio», per altro inesistente: ASC A 1362203, me. 1445
C 7, ed. in MB IX 660. La relazione ministeriale al presidente del C
1869, improntata soprattutto sui problemi concernenti la giurisdizione
oqnusaigsilivoesdcioSvtialetod, iindodnatBao3scootteobsruel
sleogspgeetdtoelc7helulaglinouo1v8a66c»o,ncgornegclauzsieoncehefofsossese«ldaavneergaarrispirioldRuezgioioneEdxieqquuaetluler,
Congregazioni
così come del
abolite con la
resto era stata
l’opinione espressa dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Torino: ASC D 4750312, ed. in
MB IX, 661-662. A sua volta l’8 ottobre 1869 la sezione di Grazia
Stato, benché respingesse il suddetto sospetto, fu dell’avviso che
e
il
GRieugsitoizEiaxeeqdueai tCurulntiondedl oCvoensssieglvieondiri
concesso: ASC D 4750311, ed. in MB IX 662-663. Il 23 novembre infine il Procuratore generale, Lorenzo
Eula, senza restituire l
don Bosco con la nota
’originale del decreto
in calce «Non si fa lu
odgi oapapl rcohvieasztioonEexdeeqlulaatsuorc»i:etcàf
salesiana, rinviava
MB IX 657.
l’istanza
di
1325
Al vescovo di Saluzzo Lorenzo Gastaldi
ASC B31220 Copie di orig. (A 1930102)

11.8 Page 108

▲torna in alto
100 giugno 1869
Copia semplice di estratto di lettera
Ined.
Lo informa che don Luigi Chiapale si è allontanato definitivamente dalla casa di Torino-Valdocco —
di ingegno e di buoni costumi, talvolta non si controllava nel bere
Reverend.mo Monsignore,
Torino, 16 giugno 1869
D. Chiapale si è da lunedì emancipato dallo stabilimento. Egli se non si è anco­
ra presentato, certamente si presenterà quanto prima da V. S. Rev.d.ma.
Lo avvisi che si guardi dal vino, motivo principale per cui devesi da noi allon­
tanare. Io non ho mai conosciuto quest’abitudine ed egli non la lasciò mai travedere.
Egli ha subito l’esame finale di confessione; non manca di ingegno. In altre co­
se la sua condotta fu sempre buona...
Sac. Gio. Bosco
1 Torino: lo stesso giorno partiva per Bricherasio.
2 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
3 Luigi Chiapale: v. E(m) I, lett. 612. Gravi problemi di disciplina religiosa erano emersi già in aprile:
v. lett. 1302.
— si è... emancipato: ha lasciato l’Oratorio. Circa però un suo abbandono della società salesiana, sussi­
stono notevoli perplessità, in quanto all’epoca non è dimostrata la sua appartenenza giuridica alla mede­
sima, visti anche i documenti che saranno successivamente prodotti da don Bosco e da mons. Gastaldi nel
corso degli anni seguenti; v. anche il precedente di E(m) II, lett. 1093.
5 vino: mons. Gastaldi prenderà spunto da tale debolezza del Chiapale per porre sotto accusa l’educa­
zione impartita ai chierici a Valdocco.
7 esame finale di confessione: sostenuto ovviamente dopo l’ordinazione. Il Chiapale era stato ordinato
suddiacono il 26 gennaio 1868 da mons. Gastaldi, il quale concesse successivamente le dimissorie per l’or­
dinazione sacerdotale, che ebbe luogo a Torino il 19 luglio successivo per mano di mons. Giovanni
Antonio Balma.
1326
AI duca Tommaso Gallarati Scotti
Già presso Enzo Pifferi - Como
Orig.
ASC
aut.
B31
2 1 02 Mffs. s.
a2u1t.0inxfo13to5cm., mG.allairnatteisSt,caotsttia(mApa1:98«0O1r1a6t)orio...
W.
G.
M.
G...
Si
prega
della
carità...»
Ined.
Ringrazia per l’offerta inviata per l’acquisto del terreno per il nuovo Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova
in Torino — assicura preghiere — augura fecondi frutti della terra a servizio dei poveri
[Torino], 24 giugno [18]69
Eccellenza,
Dopo alcuni giorni di leggera malattia oggi posso di nuovo prendere la penna in
mano, e la prima cosa che scrivo si è di partecipare a V. E. che ho ricevuto la ri-
spettabile sua lettera con entro fr. 800 che nella sua carità invia[va]mi per l’acquisto

11.9 Page 109

▲torna in alto
giugno 1869 101
di un terreno in cui costruire una chiesa di rimpetto ai protestanti: se ne verrà presto
aH’istrumento.
Non occorre il dirle o meglio rinnovare quanto io sia obbligato per questi atti di
carità; piuttosto l’assicuro che non mancherò di corrispondere nella mia pochezza a
quanto mi chiede [,] vale a dire fare speciali preghiere per alcune grazie spirituali di io
cui sentesi V. E. in bisogno. A tale effetto ho disposto che dal 20 corrente a tutto lu-
f lv glio si reciti da tutti i giovani un pater ave gloria ogni sera all’altare di I Maria A.
nella benedizione col SS. Sacr.to.
Nel mio particolare non mancherò di pregare il misericordioso Iddio affinché
benedica la sua famiglia e tutti crescano nel santo timor di Dio; e V. E. abbia ad es- 15
sere consolato di vedersi coronato dai figli de’figli suoi fino alla più tarda vecchiaja
con giorni felici.
Spero nella stessa bontà del Signore che i frutti delle sue campagne saranno per
l’avvenire risparmiati dai divini flagelli e che la grandine non guasti più i frutti che
si possono piuttosto chiamare rendita dei poveri che della E. V.
20
Ho avuto di nuovo pochi giorni sono altra lettera del sig. Carlino che mi ha
fatto molto piacere e mi dà ottime notizie de’ suoi studi e della sua sanità. I
f.2r Dio benedica Lei e la sua famiglia. Preghi per la povera anima mia e mi creda
coi più profondi atti di gratitudine
Di V. E.
25
Aff.mo obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 giugno] 6 25 E. corr ex S.
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. E(m) II, lett. 737.
3 malattia: una decina di giorni di indisposizione; v. lett. 1331.
5 lettera: non è stata reperita. Il duca aveva già mandato 200 lire pochi mesi prima, il 10 maggio 1869:
v. lett. 1315.
5-6 acquisto di un terreno per la ricostruzione deH’Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova: v. lett. circolare 1308.
18 frutti delle sue campagne: v. al riguardo lett. 1315.
21 Carlino, figlio del duca: v. E(m) II, lett. 737.
1327
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurra intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega
della
ASC
cBa3r1it2à1..0.»Mss.
aut.
infotoc.,
Cambray
Digny
(A
1980117)
Ined.
Accusa ricevuta di offerta per VAssociazione dei Divoti di Maria — ringraziamenti a nome del vescovo
Gastaldi per il contributo economico fattogli pervenire — attesa del promesso sostanzioso sussidio da
parte del marito specialmente a fronte delle imposte sul macinato e sui fabbricati

11.10 Page 110

▲torna in alto
102 giugno 1869
[Torino], 25 giugno [18]69
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Dopo dieci giorni di leggera malattia oggi posso ripigliare alcuni miei affari e
per primo scrivere a V. S. B.
5 Pertanto ho ricevuto l’oblazione di fr. 20 per VAssociazione di Maria a cui ho
molto di buon grado ascritto V. S. e la sig[na] di Lei figlia. Così comunque lontani
saremo sempre di presenza in preghiera dinanzi agli occhi del Signore.
Monsig. Gastaldi ha ricevuto una anticipata di fr. 4000, che giudica opportunis­
simi. Egli aveva già deliberato la chiusura del Seminario ed ora può continuare. La
io ringrazia ben di cuore e l’assicura del concorso delle sue preghiere a di Lei favore.
Da quanto mi aveva fatto sperare il sig. di Lei marito mi tenevo per Isicuro un f l v
sussidio che corrispondesse presso a poco all’imposta che io debbo sostenere pel
Macinato. Sono circa dieci mila fr. d’aumento tra mille dugento cinquanta giovanetti
cui debbo provvedere. Tra noi non ci sono più risorse, la beneficienza diminuisce,
15 non abbiamo reddito di sorta. Veda un po’ se almeno potesse passarmi un sussidio
alquanto vistoso. È una carità che solamente Ella può fare in questi momenti.
Noti che oltre all’aumento sopra citato avvi ancora l’imposta di oltre a due mi­
la franchi che pago pei fabbricati in cui sono ricoverati i nostri poveri giovanetti.
Abbia pazienza, faccia tutto per amor del Signore, io pregherò e farò pregare
20 molto per Lei e per la sua famiglia. I
Dio benedica Lei e le sue fatiche; preghi eziandio per me che con profonda f.2r
gratitudine ho l’onore di professarmi
Di V. S. B.
Obbl.mo Servitore
25
Sac. Gio. Bosco
1 giugno] 6
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
5 associazione di Maria, meglio, Associazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice: v. lett. 1295.
6 figlia Marianna: v. E(m) II, lett. 844.
8 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
— ha ricevuto: attraverso l’intervento della contessa, di cui alle lett. 1303 e 1306.
11 mi aveva... marito: si potrebbe pensare ad un abboccamento avuto da don Bosco col conte Luigi
Guglielmo Cambray Digny a Firenze, in occasione delle due soste di don Bosco nel viaggio a Roma nei
primi mesi dell’anno. Nel ritorno si fermò pure a pranzo in casa sua: v. lett. 1291.
1328
AI duca Tommaso Gallarati Scotti
Archivio Gallarati Scotti, cari. 167 - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta azzurra intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega
della carità...»

12 Pages 111-120

▲torna in alto

12.1 Page 111

▲torna in alto
giugno 1869 103
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Gallarati Scotti (A 1980118)
Ined.
Collocazione nella chiesa di Maria Ausiliatrice del quadro di S. Pietro, cui occorrerebbe apportare qual­
che modifica — saluti e preghiere
[Torino], 27 giugno [18]69
Eccellenza,
Il quadro di S. Pietro è a suo posto, la cornice lo aggiustò benissimo. Avrei pia­
cere che potesse vederlo. Una cosa credo necessaria ed è che per rendere visibile ed
intelligibile l’atto delle chiavi sarà indispensabile farle colorite in oro o in argento [,] 5
altrimenti basando sopra fondo oscuro non restano visibili a poca distanza. Se ha oc­
casione ne parli col pittore e sentirà il suo parere.
Intanto dopo dimani festa di S. Pietro spero di poter celebrare a questo altare la
santa messa secondo la pia di Lei intenzione] e per tutta la sua famiglia.
f l v Compatisca la rinnovazione di questi Idisturbi. Dio conceda ogni bene a Lei, io
alla sua famiglia, e colla più profonda gratitudine mi creda
Della E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 giugno] 6 3 aggiustò corr ex aggiustavo
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. E(m) II, lett. 737.
3 quadro di S. Pietro: v. E(m) II, lett. 1211 e anche lett. 1302.
1329
A don Pietro Vallauri
ASC B 31010 Lett. orig., Vallauri (A 1741001 ) me. 54 B 9
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina macchie di umidità intest, a stampa: «Oratorio...
W. G. M. G... Si prega della carità...»
Ined.
Invito a celebrare aH’Oratorio di Valdocco la messa di S. Pietro o a impartire la benedizione col SS.
Sacramento — saluti ai familiari
[Torino], 27 giugno [18]69
Car.mo Sig. D. Pietro,
Se la sua sanità lo comporta verrebbe dopo dimani a cantarci la messa in onore
di S. Pietro? Ore 10 circa. Se mai la sua sanità non permettesse almeno alla sera
venga a darci la benedizione col SS. Sac.to.
5
Il pater, ave, che ivi si raccomanderebbe sarebbe secondo la pia di Lei inten­
zione.

12.2 Page 112

▲torna in alto
104 giugno 1869
Favorisca di fare i miei ossequi alla sig[ra] sorella e a p. Torta [?], e augurando
a tutti ogni celeste benedizione mi raccomando alle preghiere di tutti e mi professo
io con gratitudine
Di V. S. car.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
P. S. Sarebbe inteso che ubi missa ibi mensa.
1 giugno] l
2 Pietro Vallauri (1829-1900): v. E(m) II, lett. 1009.
3-4 onore di S. Pietro: vale a dire nella festa onomastica del destinatario della lettera, che cadeva due
giorni dopo.
8 sorella: Teresa Vallauri, nata a Torino e ivi morta il 10 marzo 1879 a 48 anni. Cooperatrice salesiana,
il BS ne tessè l’elogio: BS a. Ili (agosto 1879), pp. 8-9.
—
14
Tuobrit.a.:.
smaecenrsdao:tseintneotnicaideesnptrifeiscsaitoon. e
per
indicare
che
dove
si
celebra,
si
fa
anche
pranzo.
1330
Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Radicati (A 1690319) me. 33 E 12
Min. aut. 1 f. 310 x 210 mm. don Bosco scrive sul foglio lasciato bianco della lettera giuntagli
dalla Prefettura in data 28 giugno 1869
E II 34-35 MB IX 670
Risponde a lettera precedente riguardante l’eredità Bertinetti — dà schiarimenti
*Torino, 30 giugno 1869
Illustrissimo sig. Prefetto,
In riscontro alla lettera 28 corrente relativa alla eredità Bertinetti lo scrivente si
fa premura di dare i seguenti schiarimenti:
5 1° L’instituzione che in Torino è nota sotto al titolo di Pia Opera di S. France­
sco di Sales non ha alcuna relazione con quella di cui il sac. Bosco è direttore sotto
al nome di Oratorio di S. Francesco di Sales.
2° Dal momento che il Testatore non ha in alcun modo nominati i pretendenti
alla sua eredità, è chiaro segno che egli intendeva disporre altrimenti delle sue so­
lo stanze.
3° Questa eredità è per intiero in mano della sorella sig[ra] Giacinta Bertinetti
che ne gode l’intiero usufrutto sua vita naturai durante.
4° Il Testatore non ha costituito erede alcun corpo morale che abbisogni di es­
sere autorizzato a ricevere l’eredità; ma ha testato a favore e in capo all’esponente
15 con quelle disposizioni e clausole che sono espresse nel testamento.

12.3 Page 113

▲torna in alto
luglio 1869 105
do haPlr’oonntoorea ddiarperovfoelsesnatriseiri qualunque altro schiarimento possa occorrere al riguar­
Umile esponente
Sac. Gio. Bosco
3erax-i4edsleoslosdcuriv6ean1nt4etepsoisosfatttfocaovdroerrl eseidneeoxltamdeil
fo
8
in165emvLoe’lnienndstteiiextruiiz\\iaodnde1.s1..i
sdoireemllaenadd dsisei x
La
12
int6ierilosaadc.dBsiosc
oanemteennadtus­i
2 Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109. Era stato Prefetto della provincia di Torino
dal 13 febbraio 1868 al 28 giugno 1871, dopo essere stato reggente dello stesso ufficio dall’8 dicembre 1867.
3 lettera: è conservata in ASC A 1362112, me. 1445 A 1/2; v. anche lett. 1276.
— Giacinta Bertinetti: v. lett. 1276.
5-6 Pia Opera di S. Francesco di Sales: all’epoca un’Opera Pia con tale nome a Torino non risulta. Due
le possibili ipotesi: o il Prefetto intendeva «la Società di S. Francesco di Sales nell’Oratorio di Valdocco»,
oppure, più probabilmente ma sempre in modo improprio -1’ «Associazione di S. Francesco di Sales» esi­
stente in Torino nella Chiesa della Visitazione fin dal 1723. Vi era per altro a Torino almeno dal 1865 anche
una società ecclesiastica detta «Congregazione dei Sacerdoti di S. Francesco di Sales» eretta nella Chiesa
dei MM. Reverendi Preti della Missione della Visitazione di Maria Vergine.
11 Giacinta Bertinetti morì pochi mesi dopo, il 1° febbraio 1870.
1331
Ad una signora di Firenze non identificata
Archivio Istituto Salesiano - Firenze
Orig.
ASC
aut. 1 f.
B31210A/m.
ainutt.esitn, faotsotacm., pAan: o«nOimraato(rAio.1..8W20.4G17.)M.
G...
Si
prega
della
carità...»
Ined.
Ringrazia per il sussidio ricevuto — invita ad aver fiducia in Maria Ausiliatrice contro le conseguenze di
una pericolosissima morsicatura alla figlia
*Torino, 3 luglio [18]69
Benemerita Signora,
Un po’di malattia mi obbligò ad ommettere per qualche tempo le ordinarie oc­
cupazioni. Qui le confermo che, come D. Rua scrisse alla march. Nerli, ho ricevu­
to la sua lettera e la limosina acchiusa.
5
Si fecero e si continuano le preghiere all’altare di Maria Ausiliatrice. Metta in
dosso alla sua Bambina una medaglia di Maria A. Prometta di fare un’offerta per mo-
bigliare la nuova chiesa purché, dopo ottanta giorni dopo la morsicatura, la Bambina
non ne abbia risentito alcun danno come fermamente io spero.
Dio benedica Lei, la sua bambina e tutta la sua famiglia; preghi per me che 10
con gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco

12.4 Page 114

▲torna in alto
106 luglio 1869
4 come res
3 malattia: v. lett. 1326.
4 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
— scrisse: la lettera non è stata reperita.
— Enrichetta Nerli Michelagnolo: v. E(m) II, lett. 1062.
9 io spero: non è dato sapere se la speranza si sia realizzata o meno.
1332
Alla contessa Carolina Gambaro Cataldi
ASC B31010 Leti, orig., Cataldi (A 1700425) me. 12 C 10/11
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta azzurrina intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si
prega della carità...»
E II 35-36 MB IX 670-671
Promette preghiere per la grazia che desidera ottenere — ringrazia per la beneficenza che intende fare alla
chiesa di Maria Ausiliatrice
[Torino], 3 luglio [18]69
Pregiatissima Signora,
Ben di buon grado mi associo alle preghiere della sig[ra] di Lei genitrice per
implorare quella grazia speciale che le sta tanto a cuore. Facciamo adunque così: dal
5 giorno 4 del corrente (domenica) si dicano per nove giorni tre pater, ave, gloria al
SS. Sacramento con tre Salve Regina alla B. V. A. Noi qui daremo ogni sera la be­
nedizione col Venerabile Sacramento con particolari preghiere all’altare della Santa
V., con tutti i nostri giovanetti radunati. Io poi nella mia pochezza farò ogni giorno
un memento speciale nella santa Messa. Speriamo,
io La ringrazio poi della carità che promette per la chiesa di Maria A. che vera­
mente è tuttora priva di mobiglio interno e pei nostri poveri giovani che certamente
non mancheranno Id’invocare le benedizioni del cielo sopra di Lei e sopra tutti quei flv
benefattori che loro somministrano il pane della vita.
Ho un’impresa molto urgente come vedrà dal foglietto che le unisco. Chi sa che
15 Ella non possa raccomandarla a qualche pia persona e così cooperare a togliere le
anime dei poveri fanciulli dalle fauci dell’eresia. In ogni modo mi compatisca la li­
bertà.
Dio benedica Lei, la sig[ra] sua genitrice e fratello con tutta la famiglia Cataldi.
La Santa Vergine ottenga dal suo divin Figlio che tutti abbiano lunghi anni di vita
20 felice, e il dono prezioso della perseveranza nel bene. Amen.
Mi raccomando alle sue preghiere e mi professo con gratitudine
Di V. S. preg.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

12.5 Page 115

▲torna in alto
1 luglio] 7 2 Signora] Signorina 10 la2add si
luglio 1869 107
2 Signora: dovrebbe trattarsi di Carolina Gambaro Cataldi (n. nel 1851) figlia di Giuliano Cataldi (1802-
1874) e Luigia nata Parodi (1814-1896): v. E(m) II, lett. 903. Sposò il conte Francesco Gambaro (1844-
E18n9c9ic),lopcoenditainsutaotroirceo
chieri italiani, a cura
ndoelblieliaorpeeritea ldiai ncaa.r..i,tàIlie,
di
p.
di C. Belloni. Firenze 1951;
pietà
377; cf
inoltre
dDLeDilzNipoIanda1rr9ei2o3Pb-ii1eot9rg2or5a,fNivci.ocaodnlaecihGleigaDumirzbi.iaoVrnooa:ir.iVoIl.id(eS1ip9rb9ea6tn)i,­.
pp. 132-133.
3 genitrice: Luigia Parodi, di cui sopra; v. BS a. 20 (aprile 1896) pp. 79-80.
4 grazia speciale: dal seguito della lettera e da quella successiva (n. 1336) pare si tratti della grave malat­
tia di cui era affetta la nipotina Laura, probabilmente una delle figlie del cugino Bartolomeo (1840-1880)
che nel 1863 si era sposato con Maria Spinola, da cui ebbe vari figli, fra cui Laura che portava così il nome
della nonna materna. Anche Bartolomeo Cataldi fu membro e presidente per una decina di anni di una
Conferenza di S. Vincenzo a Genova e di altre associazioni cattoliche della città.
14 foglietto, la circolare più volte citata: v. lett. 1308. La grafia pare di don Berto. In calce don Bosco
aggiunge di suo pugno: «Raccomando rispettosamente alla sig[ra] Cataldi l’oggetto sopra indicato con
preghiera di voler eziandio intercedere presso a quelle caritatevoli persone nel modo che nella sua pru­
denza giudicasse opportuno»: ASC A 1760217, me. 1372 A 3/5.
1333
A don Antonio Sala
ASC B31010 Lett. orig., Sala (A 1740617) me. 52 C 3
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina intest. a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega
della carità...» busta 111 x 72 mm. timbro: Torino 3 lug 69 3 S
E II 36 MB IX 672
Chiede di anticipare la sua venuta a Torino-Valdocco in quanto ha assoluto bisogno di un economo
*Torino, 3 luglio [18]69
Car.mo D. Sala,
Ci troviamo in assoluto bisogno di un Economo, giacché D. Savio non può più
occuparsi della casa di Torino. Ora dimmi se tu potresti anticipare la tua venuta sen­
za sconcerti nel tuo offizio. Bodratto ajutato da D. Costamagna potrebbero bastare? 5
Tu potresti venire non come cosa definitiva ma per ajutarmi, e all’epoca degli
esami potresti ritornare in Lanzo per giorni ed anche settimane. Per tua norma ti dico
che niuno sa che ti scrivo questa lettera; perciò dimmi liberamente il tuo parere.
Dio benedica te e le tue fatiche; prega per me che ti sono con vero affetto
Aff.mo in G. C. io
Sac. Gio. Bosco
Al M.to R.do Signore
Il Sig. D. Sala Antonio Pref.to
nel collegio convitto
Lanzo
15
1 luglio] 7
2 Antonio Sala: v. E(m) I, lett. 706. Economo del collegio di Lanzo, era stato ordinato sacerdote il 22

12.6 Page 116

▲torna in alto
108 luglio 1869
maggio 1869; dal 1878 lavorò nell’economato generale della congregazione, assumendone poi la respon­
sabilità in prima persona per un quindicennio.
3 Angelo Savio: v. E(m) I, lett. 621. L’aumento del lavoro in qualità di economo generale dunque non gli
permetteva di continuare a svolgere il compito di economo della casa di Torino-Valdocco.
5 Francesco Bodrato: v. E(m) II, lett. 798.
— Giacomo Costamagna: v. E(m) II, lett. 1167.
8 il tuo parere: non si conosce la risposta di don Sala, ma rimane un fatto che il catalogo dei salesiani
del 1870 lo annovera come membro della comunità di Torino-Valdocco, e non più di Lanzo.
1334
A don Francesco Proverà
ASC B31010 Lett. orig., Proverà (A 1730712) me. 43 E 4
Orig. aut. 1 f. 212 x 139 mm. carta uso stampa ampia macchia di umidità sull’angolo inf. des.
E II 37 MB IX 672-673
Gli propone uno scambio di obbedienze con don Bodratto, da Cherasco a Lanzo
[Torino, 4 luglio 1869]
Car.mo D. Proverà,
La mia testa corre sempre di progetto in progetto; e fra gli altri è questo. Se si
mandasse Bodratto a Cherasco e tu andassi a Lanzo, che ne diresti nel tuo cuore?
5 Io voglio fare ciò, ma se [:]
1° è di tutto tuo gradimento;
2° non hai [,] anche in modo il più confidenziale [,] da fare alcuna osservazione
in contrario.
Farei questa mutazione perché Bodratto è pratico di coltivazione di terra e delle
io scuole elementari; a Cherasco le elementari almeno per quest’anno sono affidate a
maestri esterni, e noi non abbiamo alcuno che possa controllare.
Intendo che ciò sia noto solo a noi due per ora; scrivimi a Troffarello a volta di
corriere.
Dio ci benedica. Amen.
15
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
7 post 2° add se 9 terra] terra;
2 Francesco Proverà, economo a Mirabello: v. E(m) I, lett. 518.
4 Francesco Bodrato (o Bodratto): v. lett. 1333. Si era fatto salesiano a quarant’anni, dopo aver fatto varie
esperienze lavorative al proprio paese e altrove: v. F. B odrato, Epistolario. Introduzione, testo critico e
note a cura di Brenno Casali. Roma, Las 1995 p. 15.
12 scrivimi: non si è reperita la lettera; comunque a Cherasco (Cuneo), dove don Bosco stava per aprire
un nuovo collegio-convitto di comune accordo col municipio della città nell’ex convento della Madonna
del Popolo, l’anno seguente si trasferì don Proverà, e non don Bodrato (che invece rimase a Lanzo).
Il direttore di Mirabello, don Bonetti, il 23 agosto 1869 si lamentò con don Bosco del progetto di trasfe­
rimento del Proverà: v. nota in Appendice I, 1869/15.

12.7 Page 117

▲torna in alto
1335
Alla signora Maria Cataldi Spinola
luglio 1869 109
Edita in E II 37
Gioia per lo scampato pericolo della figlia — ringraziamento per l’oblazione
*Torino, 5 luglio [18]69
Benemerita Signora,
Ho ricevuto la Sua lettera e mi rallegro nel Signore che la sua bambina sia fuori
del pericolo che le minacciava la vita. Dio sia benedetto. Noi continueremo a prega­
re all’altare di Maria pel compiuto ristabilimento della medesima nella primiera sa- 5
nità.
Ho pure ricevuto il vaglia di fr. 100 che nella Sua carità inviò pei nostri molti
bisogni. Alla fede congiungendo le opere siamo certi di essere esauditi. Dal mio
canto La ringrazio e la Santa Vergine La rimeriterà degnamente.
Dio benedica Lei, la sua bambina e tutta la sua famiglia mentre ho l’onore di io
professarmi con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Signora: Maria Cataldi nata Spinola, di cui alla lett. 1332.
3 Sua lettera: non è stata reperita.
14 La corrispondente aveva scritto da Genova lo stesso 3 luglio, ringraziando Maria Ausiliatrice per la
guarigione della figlia Laura e inviando un’offerta: ASC A 1451304, me. 1580 C 1/4.
1336
Alla contessa Carolina Gambaro Cataldi
Già presso eredi Cataldi - Genova
EH 38
Assicura preghiere per ottenere la grazia richiesta — fiducia nel Signore — saluti alla famiglia
[Torino, 5 luglio 1869]
Preg.ma Signora,
Non poteva certamente Ella fare cosa migliore che porre l’amata bambina sotto
alla protezione di Maria. Ieri ho celebrato la S. Messa, i nostri giovanetti fecero la S.
Comunione per questo bisogno. Per nove giorni consecutivi daremo la benedizione 5
col SS. Sacramento con particolari preghiere all’altare di Maria ed abbiamo fede.

12.8 Page 118

▲torna in alto
110 luglio 1869
Ad eccezione che la grazia sia affatto contraria ai voleri del Cielo, altrimenti è
certa; anzi mentre scrivo, mi sento animato a sperare che stia già alquanto meglio.
Può darsi che ciò sia la sola speranza, ma chi spera in Dio non va mai deluso.
10 Intanto per questa novena si dicano tre Pater, Ave, Gloria con tre Salve Regi­
na.
La prego di fare i miei umili ossequi al sig. di Lei suocero, marito e a tutta la
famiglia. Dio benedica Lei e la sua bambina e conservi a molti anni di vita felice.
Preghi per me che con gratitudine ho l’onore di professarmi
15 Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. Saluti ed auguri al sig. senatore Cataldi con preghiera di rimettere la presen­
te alla sua sig[ra] nuora Maria.
2
3
Cbaamrobliinnaa:Ciba.taldi: v. lett. 1332.
12-13 Suocero, marito, bambina,
senatore:
ib.
19 Maria: ib.
1337
Al papa Pio IX
ASV Ep. ad Princ. Pos. et Min. 68
Orig. allog. 1 f. 270 x 200 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pio IX (A 1980119)
Ined.
Chiede la decorazione di commendatore per il barone Fedele Claretta
[Torino, poster. 8 luglio 1869]
Beatissimo Padre,
Il
sac. Gioanni Bosco umilissimamente prostrato ai piedi di V. B. espone con
vivo desiderio che un pubblico ed insigne benefattore abbia un segno di speciale be-
5 nevolenza.
È questo il Barone Fedele Claretta di Giaveno e dimorante in Torino. Egli oc­
cupò luminose cariche civili fino all’attuale sua avanzata età, ma sempre giusto, ca­
ritatevole ed esemplare nella pratica dei doveri del buon cristiano.
Molte famiglie private e molti pubblici stabilimenti, come l’Oratorio di S. Fran-
10 cesco di Sales [,] hanno provato gli effetti della sua beneficenza. Ultimamente paga­
va un debito di tre mila franchi dovuti al pristinajo per pane consumato dai poveri
giovani di questo nostro Ricovero.
Colla Commendatizia del proprio Vescovo e se occorre di molte autorità civili

12.9 Page 119

▲torna in alto
luglio 1869 111
ed ecclesiastiche supplica perché al medesimo sia concesso il titolo di Commenda­
tore dell’Ordine Pio. Questa decorazione tornerebbe certamente di grande consolazio- 15
ne e di molto incoraggiamento al prelodato Signore e a tutta la nobile sua famiglia.
Umilmente prostrato spera la grazia.
[Sac. Gioanni Bosco]
6 Luigi Fedele Claretta: morto il 26 giugno 1872 a 68 anni. Laureato in legge, assessore presso
il Vicariato del comune di Torino, Prefetto della stessa città, era Cavaliere dei S.S. Maurizio e Lazzaro.
Nel 1861 era stato fatto conte per meriti di beneficenza al regio Ricovero di mendicità di Torino. Nel 1837
aveva sposato Marianna Alessandri nata Sala (1821-1896), da cui ebbe 5 figli.
13 Commendatizia: è allegata all’originale della lettera inviata a Roma.
1338
Al papa Pio IX
ASCVVRR T. 9.1 - Roma
Orig. di Giulio Barberis senza firma 2 ff. 238 x 176 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pio IX (A 1980120)
Ined.
Richiesta di dimissorie per il chierico Pietro Guidazio
[Torino, anter. 16 luglio 1869]
Beatissimo Padre,
Il cherico Pietro Guidazio di Paolo nato in Verolengo diocesi d’Ivrea il 27 Mar­
zo 1842 è membro professo della pia società di S. Francesco di Sales. Essendo privo
affatto di mezzi di fortuna fu accolto gratuitamente, e mercé la sua buona condotta 5
fece gli studii ginnasiali e liceali, prese il pubblico diploma di professore di belle
lettere ed or compie il 4° anno di Teologia sempre a spese della congregazione.
Siccome quando fu ricevuto in questo stabilimento egli oltrepassava i 14 anni, e
in forza del decreto di approvazione della Congregazione dei Vescovi e Regolari (1°
Marzo 1869) il superiore di questa Congregazione non potendo più dare le dimisso- 10
f l v rie oltre a quella età, il Sac. Giovanni Bosco Superiore Generale I di questa pia so­
cietà, supplica umilmente V. S. affinché agli altri favori già concessi voglia ancora
benignamente aggiungere quello che esso possa a questo cherico dare le dimissorie
sebbene entrato in Congregazione dopo l’età sopra nominata.
In questo modo esso potrebbe essere ammesso alle sacre ordinazioni e quindi
adoperarsi pel bene delle anime per cui fa sperare assai bene.
15
Egli non potrebbe rivolgersi al proprio Vescovo perciocché essendosi allonta­
nato dalla sua diocesi in giovanile età non sarebbe per niun rapporto conosciuto né
come cherico, né come studente.

12.10 Page 120

▲torna in alto
112 luglio 1869
20 Umilmente prostrato spera la grazia.
[Sac. Gio. Bosco]
3 Pietro Guidazio: v. E(m) II, lett. 1221.
17 Vescovo: mons. Moreno, il quale, dopo la vertenza sulle «Letture Cattoliche» aveva interrotto le rela­
zioni con don Bosco; v. E(m) II, lett. 1245.
21 La richiesta venne accolta dal papa nell’udienza concessa a mons. Stanislao Svegliati il 13 agosto
1869; un appunto di questi è controfirmato dal card. Giuseppe Berardi in data 16 luglio 1869.
1339
Al cardinale Pietro de Silvestri
ASC B31010 Lett. orig., de Silvestri (A 1710206) me. 19 D 11 - 19 E 1
Min. aut. 2 ff. 305 x 210 mm. carta uso stampa forti segni di piegature
E II 38-40 MB IX 678-679
Espone nei dettagli la situazione circa il progettato acquisto in Roma del locale di S. Caio presso il mona­
stero delle Barberine e chiede il suo consiglio
*Torino, 21 luglio 1869
Eminenza Reverend.ma,
Prego V. E. R.d.ma a volermi dare benigno compatimento se in mezzo alle gra­
vi di Lei occupazioni io le aggiungo altro disturbo. Mi ascolti con bontà e poi si de-
5 gni di darmi quel consiglio che a V. E. parrà migliore per la gloria di Dio intorno al
progettato acquisto del locale di S. Cajo presso al venerando Monastero detto delle
Barberine.
Nel passato mese di gennajo io esternava il desiderio col Santo Padre di aprire
in Roma uno studentato pei cherici della nostra congregazione; il Santo Padre ne
10 mostrò gradimento e mi suggeriva il locale suddetto e nominava Monsig. Franchi
come deputato incaricato di trattare quella vendita.
Prima di ogni altra cosa mi recai dalle Monache dimandandone il parere. Rispo­
sero che loro rincresceva quella vendita, ma che le strettezze finanziarie le avevano a
ciò determinate, e che in vista dell’uso totalmente religioso cui sarebbe destinata la
15 chiesa e la casa annessa, preferivano me a qualunque altro accorrente.
Allora andai dal prelodato Monsig. Franchi e lo richiesi se realmente quel lo­
cale fosse in vendita, se non vi fossero ancora trattative vertenti. Rispose essere de­
liberazione presa per la effettuazione di quella vendita né esservi impegno con altro
offerente. Interrogato se bastava trattare con lui, soggiunse che egli ne era incaricato
20 e che a suo tempo ne avrebbe poi egli stesso parlato col Cardinale Protettore.
Con biglietto di questo prelato visitai il locale, si trattò del prezzo, l’ultima di­
manda fu di franchi cinquanta mila, che io accettai: e in segno della conclusione del
contratto mi furono dati i tipi e disegni di quella località; si stabilirono le rate e le
epoche del pagamento e il contratto si ebbe per definitivamente conchiuso. I

13 Pages 121-130

▲torna in alto

13.1 Page 121

▲torna in alto
luglio 1869 113
f.iv Dal medesimo Monsig. Franchi seppi allora che V. E. era il Cardinale Protetto- 25
re e d’accordo con esso ho cercato di parlare con V. E. R.d.ma e a tal fine mi recai
più volte alla rispettabile di Lei casa. Ma le molte occupazioni di V. E. e la mia
ignoranza delle ore a ciò più opportune impedirono il desiderato colloquio.
Intanto alcuni affari di premura richiamandomi a Torino ho firmato una procura
a Mons. Manacorda per quanto era da farsi nella stipulazione relativa a S. Cajo. 30
Di più tra le offerte di alcuni caritatevoli signori e un po’di danaro in altra guisa
preparato si poteva a qualunque momento divenire al prefato ¿strumento.
In questo modo il contratto sembrava definitivamente conchiuso, ed io mi re­
putai finora legalmente vincolato.
Alcune voci vaghe mi fecero supporre che le monache temessero gli schiamazzi 35
dei fanciulli, mentre dai cherici studenti non vi sarebbe a temere tal cosa.
Fu addotto il protettorato del principe Barberini; qui parimenti nel trapasso
della proprietà si sarebbero potuti conservare illesi tutti i diritti di quell’eccellente
e caritatevole signore.
Fu chi disse V. E. essere stata spiacente di questo contratto perché non fu la co- 40
sa per tempo a Lei comunicata come di dovere: e ciò mi rincresce perché ciò sa­
rebbe avvenuto senza volerlo anzi contro alla mia buona volontà che desiderava ar­
dentemente di compiacere V. E. che da molto tempo conosco di nome e che ho sem­
pre avuto in grande venerazione.
Non parlo del consenso del Santo Padre, il quale, per la parte che lo riguarda, 45
è totalmente favorevole. Ciò posto io mi fo ardito di pregare la E. V. a volersi fare
consigliere non solo delle Monache ma della povera mia persona e per amore di No-
f.2r stro Signore farmi dire nel Imodo che a Lei torna di minor disturbo:
Io Se questo contratto persiste tuttora come era stato conchiuso e quali incum-
benze rimangano a compiersi per divenire alla stipulazione dellTstrumento.
50
2° Oppure se tale contratto si debba giudicare definitivamente rotto, e in questo
caso, sebbene con vero e grave mio danno e con rincrescimento per le voci che
l’hanno proclamato conchiuso, io mi rassegnerei ad inviarle i disegni e i tipi di quel­
la località e così sarei fatto libero di rivolgere altrove le relative mie indagini.
Prego la sua grande bontà a voler compatire la lunghezza di questa lettera, così 55
voluta dall’argomento che la riflette, e pregando di cuore Iddio che si degni conce­
derle lunghi anni di vita felice reputo ad alto onore di potermi professare
Della E. V. R.d.ma
[Umil.mo servitore
[Sac. Gioanni Bosco] 60
cee4[1eaxm6mdsleaaiaennLnedddeadeiieexcelxelhmbmadaeeecernlnlhe]ddieqesss9muiai-e1eeelnxx0pdmdnr1soieii4gsmreuesetxaaotcorsaateilrbcòbu5egn1raeac2anoaddtrdierimdm1seee4sax.nindetsdoaecarlheneimeob6dbeocvennoerdernor2eeil2erxxacadnocni1drmht5roeeosaafseinrtdsaertsdexnaevcmsdhaiiiemdddi1aee4gnll-rdd1facera5do.tntni5odrtc0eorud,a0iiet.l0t.l.all1eora0rnccopoonopnresrost[ssseagti1mr3meeaemxqdinleuiaddmneeealdellxldnaesdtdieorieemedtxtlreiedagdnlteietdoplalselrssaer]ii

13.2 Page 122

▲torna in alto
114 luglio 1869
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2 Pietro de Silvestri: nato a Rovigo il 13 febbraio 1803, decano della Sacra Rota, card, il 21 marzo 1870;
morì a Roma il 19 novembre 1875: cf HC V ili 15. La lettera fu mandata tramite il cavalier Marietti che
andava a Roma a fine agosto v. lett. 1353.
6
8
progettato acquisto:
desiderio col Santo
v. lett.
Padre:
ib1.278.
10 Alessandro Franchi: v. lett. 1278.
22 cinquanta mila: v. lett. 1279.
30 Emiliano Manacorda, grande amico di don Bosco: v. E(m) II, lett. 763.
37 principe Barberini: v. lett. 1305.
45-46 papa totalmente favorevole: don Bosco era stato ricevuto più volte dal pontefice durante la sua per­
manenza a Roma nel gennaio-febbraio 1869.
49-50 incumbenze: obblighi.
51 definitivamente rotto: in effetti non se ne fece più nulla, anche se non è pervenuta la risposta, verosi­
milmente negativa, del cardinale. Fu comunque una fortuna per don Bosco, in quanto l’intero fabbricato,
1cm1hitinreiassastfe,ercrioaimnli:veenCntoatordloeelllMoac.caaFlipiaoitnraenlenesteisniloaco,smoCpphprireeessisa,siveoennSentaedtroeollaeprRCimoomarpaeosrpnarezogipolirniaai ntrineeliigpdioeolislead.eDmReoosmltirtaia,pISestrtoitcruoictsoatrpu1ei8rr7el0ap-a1slt8ao7zr6zia.i
del Risorgimento italiano 1966, pp. 130, 309.
1340
Al cavaliere Pietro Marietti
ASC B31010 Lett. orig., Marietti (A 1721229) me. 35 D 6/7
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta azzurrina intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si
prega della carità...»
E II 40-41
Disponibile a seguire i consigli del card. Giuseppe Berardi — comunica di avere incontrato a Lanzo il
figlio Alfonso pieno di buona volontà ma sempre cagionevole di salute — promette preghiere
[Torino], 24 luglio [18]69
Car.mo Sig. Cavaliere,
Ho ricevuto la sua lettera e mi studierò di fare quanto l’Em. Berardi consiglia
e in questo senso ho già scritto al medesimo.

13.3 Page 123

▲torna in alto
luglio 1869 115
Sono andato a Lanzo, ho veduto ed ho parlato piuttosto a lungo con Alfonso. 5
Egli dice sempre di stare meglio ma questo meglio io non lo vedo se non nel senso
che non peggiora.
L’ho veduto di buona volontà: mi assicurai che frequenta i santi sacramenti;
avrei però desiderato di potermi assicurare qua come mi assicurava a Roma.
Voleva occuparmi della seconda parte della lettera; cioè cercare un modo ed un io
luogo conveniente per lui; ma la mia sanità fu alquanto alterata sicché ho dovuto de­
sistere dalle mie occupazioni e andarmene fuori casa, donde venni solamente ieri se-
f.lv ra, sicché non posso darle noti Izie ultime se non queste: ogni giorno nella santa
Messa nella mia pochezza fo memento speciale per Alfonso, per V. S. e per tutta la
rispettabile di Lei famiglia.
15
Ho ricevuto i volumi di Mons. Audisio e gli scriverò in proposito.
Ella verrà, oppure i suoi verranno a Torino. Chi sa che non sia troppo ardita di­
manda il pregarla a voler considerare questa casa come sua e servirsene senza limiti?
Vedremo se lo fa.
Il cav. Oreglia, D. Francesia, D. Rua si uniscono meco per augurare ogni bene a 20
Lei [,] alla famiglia, e raccomandandomi alla carità delle sue sante preghiere ho il
piacere di professarmi con vera gratitudine
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco 25
1 luglio] 7 13 ogni corr ex oggi
2
—43
Pietro Marietti: v. E(m) I, lett. 98.
hsGuoaiuglsieàettpsepcrerai:tBtnoeo:rnalarèdlies:tttavet.arEar(enmpo)enrIièIt,as.lteattta.
8re2p7e.rita;
v.
Appendice
I,
lett.
1869/11.
—5 LAalnfzoon:soviMeraariaenttdi:atvo. lceottm. e12a9l3s.olito, per gli esercizi spirituali.
16 Guglielmo Audisio: nato a Bra (Cuneo) nel 1801 e laureato a Torino in filosofia e teologia, fu nomi­
nato da re Carlo Alberto professore e preside dell’Accademia Ecclesiastica di Superga. Uno dei fondatori
del giornale intransigente Armonia, di cui fu direttore dal 1848 al 1850, fu esautorato dalla presidenza
della suddetta Accademia e costretto a lasciare Torino. Nel 1850 si rifugiò a Roma, dove fu nominato pro­
fessore di diritto alla Sapienza, ma dove fu anche sospettato di liberalismo; vide pure una sua opera messa
taelml’ibnrdeice18n8e2l: 18c7f7D. ìDctoionnBnaoisrceo edb’hbiestcooirrediaelti rdaeppgoértoigcroanphluiei fiencoclaélsliaasmtioqrutee,s,av5v,enPuatraisa, R1o9m31a, ilp2. 73s1e4t;­
—cI1,f7TDosESrcirlMnilvoaCe,..rI.Sò,.aAIinTI.IIop/.Erlr,io.nppo1po:9.sv6i.t13o,l7:e-pt3atp.8n.;c12h3v0e5.13s-a.e2n0ce2hf.feetPti.vBamraeindtoe
, Audisio in
la scrisse, la
«Dizionario enciclopedico
lettera non è stata reperita.
di
pedagogia».
20 Federico Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460. Sei giorni prima il cavaliere aveva scritto alla
Galeffi a Roma dicendo che rispondeva anche a nome di don Bosco «tuttora molto debole per la troppo
fatica e il molto caldo», il quale però «forse pel 22» in occasione dell’onomastico [Maddalena] le avreb­
be scritto. Nella lettera aveva accennato anche a propri problemi spirituali che lo stavano affliggendo, per
——cui GcMhiiiocevhdaeenlvenaiRpBureaag:tthivsi.etaEre(F:mrla)entIctI.e,asliueatt:.t.dv7.e3lE0(1.m8 )luIg, llieott.1586198.in ASC in via di collocazione: v. anche lett. 1346.

13.4 Page 124

▲torna in alto
116 luglio 1869
1341
Al commendatore Giovanni Battista Dupraz
ASC
Ocarritga.
Baazu3zt1.u0rr1i0n2aLfeft.t.
o2ri1g.0,
xDlu3p5rmazm(A.
1710228)
intest, a
me. 20 C 7
stampa: «Oratorio...
W.
G.
M.
G...
Si
prega
della
carità...»
E II 41 MB IX 680-681
In segno di gratitudine per le offerte ricevute assicura preghiere da parte sua e dei giovani delPOratorio
[Torino], 26 luglio [18]69
Car.mo Sig. Commendatore,
Nella sua grande carità prima di partire ha voluto fare una limosina di fr. 50 a
questa chiesa. Questa somma in questi momenti ha un gran valore sia per la quoti-
5 diana diminuzione di benefattori che Dio chiama al Paradiso, sia per la moltitudine
delle spese cui dobbiamo far fronte.
Io le professo la mia gratitudine facendo ogni sera recitar un pater ave e gloria
al SS. Sacramento dai giovanetti alla benedizione dell’altare di M. A. e lo diremo
ogni sera finché Ella e la sig[ra] di Lei moglie siano sani e salvi ritornati fra noi.
10 Dio li benedica tutti due, preghino per me che con vera gratitudine mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 luglio] 7
2 Giovanni Battista Dupraz: v. lett. 1273.
3 prima di partire: probabilmente per la villeggiatura.
1342
Ad un teologo non identificato di Cherasco
AOprrSeiCgga. Badu3et1l.l0a1c0a2rLitfeàft.t....»or2ig1.,0Txelo3l5ogmo m(A. 170c0a6r0ta2)azzumrrei.na13 Din5t/e6st, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si
E II 41-42 MB IX 673
Cmleoapmrinoupnorigicegaeoctsthoseecrnv’oeanrzaihoaancirciosrpdoostcooal lmlaulneitcteipraiope—rchinévgiaiupnrtaogglriaminmriatadrdelo c—ollpegreiocispaerccohméuilnqcauve. cLhiesssounlepfraocbcleia­
[Torino], 26 luglio [18]69
Car.mo Sig. Teologo,
La sua lettera mi giunse tardi e non potei più risponderle a tempo; ma [per] le
cose di cui si trattò vi fu pieno accordo nel senso del municipio.

13.5 Page 125

▲torna in alto
luglio 1869 117
Ora le mando il programma del collegio: io avrei bisogno che fosse attenta- 5
mente letto dal cav. Lissone e da chi si giudica opportuno; che mi fossero fatti i più
piccoli riflessi e quindi inviarmelo per prepararne la stampa. Il medesimo cavaliere
saprà anche dire se per la parte del convitto [,] essendo una speci[e] di continuazione
f l v del già preesistente [,] bisogna dimandare facoltà al Provveditore, Ie se egli si assu­
merebbe questa trattativa o se giudica che io mi metta all’opera. Meglio però se io io
sto in dietro.
La prego di riverire il prelodato signore con suo fratello Ab[ate] e nel racco­
mandarmi alle sue preghiere mi professo con affetto
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico 15
Sac. Gio. Bosco
7 prepararne] prepararle
43 msuuanliectitpeiroa:: vn.olnetèt. s1ta3t3a4r.eperita.
5C69p1r2aivmppcoarrfauvoerae.rgd,tsrGeeiaelslildmltuaoe.smnsieAntuapeab:pMdaesdetBoeelLpl:cliVpesotrseliepolloesiunlsgboei1iobg:o1nlo:v5iec.7nSh-loae1eent1sbtse.5dacg8sou1ut.v3oiiar4lteeno3bo.tdbeeneLlulieestsessloeedngraeegi,ipstvsaauidtcolrali’rmaSiosoosmleftooaerscadccnihvleeieosrdisaeeolstcpdicoaaonrqrvodueceenogltllooiddapenelrlenlalpiaacpMrhraeiatecodseaopdnee«nnraatiibl.dbceaolzlPilaeolgepi»ooloddi,i
Cherasco; morì nel 1891: cf BS a. 15 (maggio 1891) p. 94.
1343
Al cavaliere Giuseppe Lissone
OGAE.rSI.i.ICgS.4Bi2au-p34tr1.3e0g1a02dMLefeflBl.tat.IcXoa2rri61igt72.à,3.x.-L.l6»i37ss54omnem(A. 17c2a0rt9a04az)zurrminea. s3g3uCalc6i/t7a intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M.
Suggerimenti onde ottenere il pareggiamento del collegio di Cherasco
[Torino, 26 luglio 1869]
Chiarissimo Sig.,
Credo bene di scrivere a V. S. alcune linee per vedere se si possa dare principio
alla pratica del pareggiamento al più presto possibile. Credo che il Provveditore non
esigerà copia del capitolato col Municipio, perché le convenzioni finanziarie sono 5
affatto estranee all’insegnamento. Per Lanzo non si è presentato. Ad ogni modo si
può cominciar a presentar la memoria col programma, disegno topografico e dichia­
razione igienica e se occorre poi altro sarà dimandato.
Credo meglio che sia fatta la dimanda dal Municipio come proprietario, giacché

13.6 Page 126

▲torna in alto
118 agosto 1869
io io non ne sono che amministratore e direttore dipendente dal Municipio. Si potrebbe
p. e. dire che Iil Municipio aveva l’insegnamento pareggiato ab antico; e che quasi f l v
ad esperimento chiese che tale pareggiamento fosse trasferito al corso tecnico; ma
che il troppo piccolo numero degli allievi persuase di ritornare al corso ginnasiale,
per cui si chiede la conferma del pareggiamento nella persona dei professori titola-
15 ri etc. Forse do lezioni a Minerva, ma se non altro ha il mio pensiero.
Del resto abbia soltanto la bontà di scrivere due linee ed io farò anticipatamente
una gita a Cherasco quando che sia. Il Collegio essendo già stato pareggiato forse
potrebbe farsi a meno del disegno e della dichiarazione igienica; ma in ciò è bene
abbondare.
20 Dio le dia ogni bene e mi creda colla più sentita gratitudine
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
2 post Sig. d e l...
45l2d1ia8dmcPGaeaepiripnorudiitvsltoaeveolcpleeua1pdmt8eidot7ie:oL0nrl;Cietasivhsdc.odeioainrnaCnefvs:coucehnneonedae,zvaoli.zeaoetidlntolr.e’eanei1epfGS3uo.d8iScose5a.tvl,iMapcdsnuoioannllvualideetraaBgiczdiaioioolotn-t1cides8oBetLnaloalvagasBzicotizotcsgoaitltrolitooena,o1dcdc.8iheno6ilaan9lam.sidIsgainulic«AcecdirSeroecsCtasptoirFvro9eav.6»0iv8.0ne00critsaeailnbecz.o:eandcfsrefealreGvlgaeaanzptoozaercsttotcia,oplniaePosineteimcoporroiingmvtiaeansndae­i­
s11t57raslgceiiztcaiho:inaginidauadMtiazi;inaver.rivlceaut:ti.ess1ip2ar6ce4cs.seinonneeràconrerlencotersnoeldleelll’eEttpeirsetodliardioon. Bosco; v. lett. 1321.
1344
AI cavaliere Edoardo Ferrerò Lamarmora
IAOAnrSreicdCgh..iBvaiu3ot1.d2i1S02tMaftfoì.ì,.aar2uc1ht.3.fianxmfo1i3tgo8lciam., mLLa.ammaarirnmmteoosrrtaa,
aLXstaXmXpa1:2«2O1-r3a5to5ri-oB...ieWlla.
(A 1980121)
G.
M.
G...
Si
prega
della
carità...»
DS.oLmuaignidaa dPioprtoateNruaocvqaui—staraessuicnutrraatrtiocodniogsicaerdniznaoepperrelgahcieorsetruzione della chiesa per il nuovo Oratorio di
*Torino, 4 ag[osto 18]69
Illustrissimo e Car.mo Sig. Cavaliere,
L’oggetto di questa mia lettera è un po’singolare; ma siccome da più giorni spe­
cialmente nella santa messa non posso levarmelo di capo, così mi sono deliberato di
5 esporLlo’OarlalatonroiotadsiuSa. bLounigtài, ecopmaziinecnizaato. Eneclco1l8o4.8 sotto agli auspizi e protezione di V.
S. tra il viale del Re e quello del Valentino si sostenne con vera soddisfazione per

13.7 Page 127

▲torna in alto
agosto 1869 119
oltre a 20 anni. Ora per l’apertura della via di San Pio V il locale venne diviso in due
parti per modo che la chiesa resta totalmente separata dalla scuola e dal sito di ri­
creazione.
io
Non potendo pertanto quella località corrispondere al bisogno mi sono messo in
f.iv cerca di altra località che di preferenza facesse fronte al viale del Re. IPreferiva que­
sto locale perché dalla stazione della ferrovia fino al ponte di ferro non vi è chiesa di
sorta. Avvi il tempio dei protestanti. Trovai parecchi siti, ma malgrado l’accondi-
scendenza alle domande del prezzo non si potè conchiudere nulla, anzi sembrano 15
d’accordo di rifiutarsi appena si giunge a sapere che si tratta di costruire una chiesa.
Ciò premesso fo l’ardita mia dimanda.
Ella che ajutò ad impiantare il primo Oratorio non potrebbe dare un tratto del
suo giardino che abbia anche solo di fronte quanto si vuole la larghezza di una chie­
sa? Mio desiderio sarebbe di unire alla chiesa località per le scuole e per alloggio 20
almeno per due sacerdoti che ufficiassero pubblicamente la chiesa. Ella avrebbe un
coretto dove e come vuole per sé e famiglia.
Dirò tutto, mi compatisca. Non intendo di indossare a V. S. alcuna spesa di co-
f.2r struzione, anzi mi assumerei la spesa del Isito a meno che Ella volesse darlo in parte
per carità.
Questa è la dimanda che io le fo per amore del Signore e a nome di Maria Au-
25
siliatrice. Certamente di questo affare sarebbe stata cosa più opportuna parlarne di
presenza; ma V. S. essendo assente ho stimato bene di scrivere, pronto a recarmi da
Lei qualora vi sia qualche probabilità che la pia impresa si possa iniziare.
Il Signore Iddio la benedica, le conceda lunghi anni di vita felice, e facendolo 30
padre misericordioso dei poveri fanciulli in terra, la rimeriti poi debitamente un
giorno in cielo.
Mi raccomando alla carità delle sante sue preghiere e mi creda in G. C.
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo servitore 35
Sac. Gio. Bosco
1 4 corr ex ...
2 Edoardo Ferrerò Lamarmora: nato a Torino il 9 agosto 1800. Nel 1821 era luogotenente nei dragoni
dptieelulnlosaamrtoeogcidonilalcacahcmreoefcreaecemdreaoluprriaezritCaenadarel.olGl’Aiaurlnmbteoarttaaol.rgeMraaloderodì idaiNcToaovpraiitrnaaon, oei,lpla1es4rcliaaòpslru’ielaesefe1rdc8ie7tlo5t:àpacelrflaoMccc.auuRpsaoarserie,lgaDiacizaviroeicnnaanerdiiocgoedmne­­l
Risorgimento Nazionale..., Ili p. 79.
—rd61ei8ael1esp8as,oi4jtpu8rnote:òotbèinbnacecireomedrmatapalrtpimeàaa:,nerdten1aat8relie4lm:7fna.noovommonreeiènrdetdeolalactFohfeoesrnarsedpiraehòzraeiLonpnaormeteicaezirisaimladmosioreasan,tlettsregiincapoocomqetruceeio,bsntbmioeadmfinoitcereoslrleradesenpuHiop’espOiczoriaraorsteneoerc«ihcopheadelqmiouSoce.cspLtuieupraiagpbviaba.limaa ocpo»anleaczefzrsao­
so gratuitamente quanto chiesto da don Bosco.

13.8 Page 128

▲torna in alto
120 agosto 1869
1345
Alla marchesa Maria Melzi d’Eril
ACoSpCiaBd3a1t2ti2lo0scCroitptaie di orig. (A 1880115)
Ined.
Rincrescimento per la morte della duchessa Elisa Melzi d’Eril — assicura preghiere per la contessa
Revedin Altieri — ringrazia per l’offerta fattagli dalla marchesa
Torino, 4 agosto 1869
Benemerita Signora Marchesa,
Il
vivo rincrescimento provato dalla S. V. B. per la morte della compianta Du­
chessa Melzi fu certamente diviso con me e con tutta questa mia casa. Bontà arden-
5 te, pietà sublime e delicatissima, esemplarità in ogni virtù, sono i tre pregi di quella
eroina cristiana che praticò fino all’ultimo sospiro.
Noi abbiamo pregato e preghiamo tutt’ora per l’anima di Lei, ma io sono inti­
mamente persuaso che si debba piuttosto invocare come celeste protettrice e non
come bisognosa di nostri suffragi,
io Abbiamo, signora marchesa, un bel modello da seguire, e beati noi se la segui­
remo; giacché saremo certamente di quella grande gloria che Ella gode e godrà in
eterno in Cielo!
Noi abbiamo avuto in essa anche un danno materiale quale si è la perdita di una
insigne benefattrice.
15 Assicuro la Contessa Revedin Altieri che ben di cuore faremo speciali preghie­
re secondo la sua intenzione, e a tal scopo per tutto il mese di agosto reciteremo un
Pater ed Ave ogni sera alla benedizione del SS. Sacramento all’Altare di Maria A.
La Contessa poi dirà altrettanto... Dio ci esaudirà.
Ho ricevuto la graziosa offerta di L... che nella sua carità offre pei nostri poveri
20 giovinetti che in questo momento versano veramente in bisogno.
La ringrazio di cuore e prego Dio che la voglia degnamente colla sig[ra] Vittoria
ricompensare. Benedico Lei e la sua famiglia per cui ogni giorno preghiamo. Dio
conceda a tutti lunghi anni di vita felice, ed il prezioso dono della perseveranza fina­
le conservi.
25 Preghi per me e mi creda con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servo
Sac. Giovanni Bosco
23-4MdauricahMeseslaziMde’Elzrii,l:EidliesnatiMficealztai idn’EbarisleSaaErd(im, )mIIo,rtlaetta. 1O1r7e4noe a(nMcihleanao)letitl. 11035l1u,g1li4o241.869 a 63 anni:
vM1.5iEla(nmcoo)n, ItaIev,seslevatatV.si1ptt1oo2sr6ai.atoRilev2e5dainprAilelti1e8ri6,6nialtacoinlte20Gmioavraznoni1R84e4v,edfiignlidai dFieErrmarial:iocfeAdNi IB1e8a8tr2ic. e Archinto di

13.9 Page 129

▲torna in alto
agosto 1869 121
1346
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
IOdAnerSelidlCga..
Bcaau3rt1i.t2à1..0.2»Mff.ss.
210xl35m m . carta
aut. infotoc., Cambray
azzurra
Digny (A
intest, a stampa:
1980122)
«Oratorio...
W.
G.
M.
G...
Si
prega
Rtnooin—pgrreapszreeinagzapieparlelrC’oiolfnffiecgrilltiaioo——VactdhicoiaemndoaenIpdaaresreedsaetainloalstruaarepoosmizeionnoeisntoannzpaodssiacfoanrdeoqnuoaldcehlel’icmospaosptearcsuhlé fialbgborvicear­­
[Torino], 6 agosto [18]69
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La ringrazio delle reiterate sue sollecitudini per nostro favore. Ella mi dice che
il sussidio è tenue, ma in vista della gravità dei bisogni di cui siamo circondati ogni
piccola cosa vale per molti. Ringrazi anche da parte mia il sig. Conte.
5
Nei passati [anni] qualche volta mi era stata condonata l’imposta sul fabbricato
dello stabilimento in cui sono ricoverati i poveri nostri giovanetti; se ben lo giudica,
dimandi a qualcheduno se sia conveniente inoltrare una dimanda.
Il
vescovo di casa, santa e zelante persona stretto anch’egli dal bisogno [,] mi ha
indirizzato la lettera che le unisco. Egli non sa che io mi indirizzo a Lei, perciò se 10
f l v per prudenziale Imotivo giudicasse di non occuparsene la cosa sarebbe soltanto tra
noi. Le noto che questo vescovo fa molto bene in sua diocesi e che il suo bisogno è
reale.
Ho ricevuto le fotog. di Maria Add. commemorative della morte del compianto
di Lei figlio. Le ho affidate a persone pie le quali mi assicurarono speciali preghiere 15
per l’anima del defunto.
Signora contessa, Ella si occupa di noi con tanta carità; e noi la ringraziamo di
tutto cuore, e si assicuri che specialmente nel sacrificio della Santa Messa non man­
cherò di fare ogni mattino un particolare memento nella Santa Messa.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e specialmente il sig. di Lei marito af- 20
f.2r
finché in mezzo alle spinose sue occupazioni possa camminare per Ila via della sal­
vezza.
In questo momento mi viene una cosa in mente. Ella non potrebbe in qualche
modo parlare in proposito del concilio e fare in modo che il nostro governo se non
direttamente almeno indirettamente fosse rappresentato? Se il governo volesse as- 25
solutamente tenersi estraneo si metterebbe per una via pericolosissima. I motivi li
conobbero i sovrani passati, ed anche i presenti che, anche eterodossi, cercano di es­
sere favoriti dalle gravi disposizioni che soglionsi prendere nei concili ecumenici.
Gradisca gli ossequi del cav. Oreglia, compatisca la confidenza con cui le scrivo
e mi creda colla più profonda gratitudine
Di V. S. B.
30

13.10 Page 130

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122 agosto 1869
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8 4 tenue corr ex ... 21 possa res 26 li] lo
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
5 conte Luigi Gugliemo Cambray Digny: ib. Evidentemente aveva inviato del denaro a don Bosco.
6 passati anni: v. ad es. E(m) II, lett. 1075.
T98orqvineuosac.lcoMhveoadquduni aocl:acschahe:iapdreoarvpèrleelsb’asblieltuàstrriiaomtntaaernsaeil amdliarrmigitouona,srad.lolA’,eldpeasostciaani dmrariopnpiRsotrirctoicapdriedulitlteodFsitioNnaedntirzfofei,.cislei tpraeri «dcuaes.a» si intende
15 figlio Luigi: v. lett. 1306.
24-25 governo... rappresentato: con grande senso del concreto don Bosco suggerisce una via di riavvi­
csiimnaamaepnetrotufrraa dSetal tCooenCcihliieosVa,aatipcparnoofiIt.taNnodno mdealnlacas,olceonnnfitiàneecicnlteusitioas,tdiciasodtetlomlinoemareentiop,oqsusaibleililavoarnmtaagigpirpoesr­
i governi presenti alla grande assise religiosa.
2VlPa9raimlmdoFoarectddceioe(lra2picsegcoreiaeOnrnnertaerliag’orOleia1rna9det1oil2lrSa)i:o.C,RSost.cmeMrfiapsenasnoge:dnuiivnza.aadEbci(aoGmmle),smCIù,oaalvteaeRtltno.otg4meu6las0e,.tddtePeorfovaucendocfiuttcoeoamrcmupcmmeot.it.daa.o;ttoopBoaiSl,d1aiol5.n13oB96ttoos(esfbectrtboeeb,m1rva8biis6rote9i,1ael9n’rO1cim2hr)eeagpsilpeni.aof6ivln2aeos-6acani3lò­­.
ni di completa dedizione alla causa deH’Oratorio: ASC A 1433702, me. 1554 C 7/10, ed. in M B IX 715-717.
1347
Al papa Pio IX
zMMdAieoSiilnnnCf..e. aaBllulav3ltto.1egs0ri.a1llc0ee2ogLdnfgfiee.ctdtoa.orunrote2r.zB1idg.0oi.a,sxducPoto.1in,o3i5BnIXoemmss(aemcAt.ot.:a41,1«7cs3Boic0nam55rit1/ena61tct)sahgniuoo2asmlptfcrefeoi.rt.ano4e1[r=rd3oBiA1n[e]03=/xa6Bl2f]a1b0emticmo.. I locroarntaomcoinssounnota...» sullamnrugm. seurpa­.
E II 25-26 MB IX 685-686
Richiesta di dimissorie per undici chierici entrati a Torino-Valdocco poco dopo il compimento dei quat­
tordici anni
[Torino, anter. 13 agosto 1869]
Beatissimo Padre,
Il
Sac. Giovanni Bosco prostrato ai piedi di V. B. espone umilmente che in data
del 1° marzo anno corrente la Santità Vostra degnavasi di benignamente approvare
5 definitivamente la Pia Società di S. Francesco di Sales come Congregazione religio­
sa dei voti semplici concedendo al Superiore della medesima la facoltà di dare le
Lettere Dimissoriali a quelli che accolti ne’ suoi Ospizi per fare gli studi prima dei
quattordici anni di età avevano a suo tempo abbracciata questa Congregazione.
Ora è nata una difficoltà per alcuni che si ascrissero alla medesima Congrega­
lo zione, i quali fecero i loro studi, compierono il tempo di noviziato, emisero i voti
prescritti dalle costituzioni della società, ma entrarono in convitto pochi mesi dopo
l’età sopra mentovata.
Costoro non sarebbero riconosciuti come Cherici dai loro Vescovi perché loro

14 Pages 131-140

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14.1 Page 131

▲torna in alto
agosto 1869 123
non consta né della carriera chericale da essi percorsa, né degli studi fatti, e quando
anche constasse, forse non sarebbero riconosciuti, e perciò dovrebbero ricominciarli. 15
A fine di togliere questa difficoltà [e] mettere in posizione normale lo stato e la
coscienza di questi Cherici, col massimo rispetto supplicano unitamente all’Oratore
perché V. S. si degni per questo solo caso concedere la facoltà di dare le dimissorie
anche a questi sebbene siano stati accolti a fare in questa casa i loro studi pochi mesi
dopo l’età di anni quattordici. I
20
f l v I loro nomi sono:
1. Belmonte Domenico da Genola diocesi di Fossano.
2. Bertello Giuseppe da Castagnole di Pinerolo diocesi di Torino.
3. Berto Gioachino da Villar-Almese diocesi di Susa.
4. Bodratto Francesco da Mornese diocesi d’Acqui.
25
5. Bodratto Gioanni da Mornese diocesi d’Acqui.
6. Daghero Giuseppe da Cumiana diocesi di Torino.
7. Guidazio Pietro da Verolengo diocesi d’Ivrea.
8. Nasi Angelo da S. Benigno diocesi d’Ivrea.
9. Paglia Francesco da Rivarolo diocesi d’Ivrea.
30
10. Ric[c]iardi Chiaffredo da Villafalletto diocesi di Fossano.
11. Turco Nepomuceno da Cremolino diocesi d’Acqui.
Questi sono i cherici che fra cento circa, di cui è composta la Congregazione
di S. Francesco di Sales, vennero accolti nelle nostre scuole dopo l’anno quattordi­
cesimo di età; ma di quanto loro occorse per lo studio, vestito e vitto, furono e so- 35
no tuttora provveduti dall’Oratore umile esponente.
Che della grazia.
[Sac. Gio. Bosco]
43
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cemcomorrrgesrinsAdidn3esiBiBlAbxo2reinsttru11ad00rio-p1nAo1osltiifnfqueurccoaoenlnrioo.v..iadtmdteolainpqotourmicahpBAirbemlnfedeseci1re1eermoeinleiotnrlraodorrososintusBotdubiidncicotorrran13vAni2oattinovtieenpnoCqncueohersiostomteqreoucsiaid]aseedvl ealianndtnpdreaoerpsotrizedainedodlneiAenr2etdraioipmAlroerBnodxseltaoruderdodii
ABdtamcdi1iordebl62eaaogmd-sctr1ltscoiis7oinopis1scalltBoGt9otuiluisaldeaidtsraoiltiFqsiaaffAautoaacno1ctersoBnt4ressiereitaxnro.iinlO.]nésmaB.oaarqocArddBAamueoic2dbneseBqcdAssbaxstuizeaeieBiiranotAo1cxdazn6darldadiaesiqcdaaAldsduoiidRqeeBnBBosmuisobctxbmeiaseisadB]cnAtrieiobdudleegBti2sB]imn8ix/enbiA-eNaaé3Anp2nd7aAedltdsrpecsiicqPosolciAueiAicòlaeehBnerm2tdsirmgrbtoioaaemeves.lren.osrea.m1ei1sdm9bai7geAbdoosnra2etdam2dnarrz5itoltsiisAoeaipBrarcA1ieocBocoo5tc2AodtmxloosmraaalaBtoArdditiexmnt.mdd.obc.debeiAssFeateittclrrlureBeoaoBdranse2.lib2.dìa]c].9dpeelreosoinsNcdcrsltdoo2oirsAaaama2.mse2.tni.eimiBeonsiAAtnseectainceinlcamqrosdg1oreuum8leosnioiAli]ngVoAaBt7trr..eedei.1BcSmm..gd.ox.s.aIepnBaovztFaorotibrmeedooesebrsdncasAebseessaercaleAin2erordaobBo6e7rdd.brb.aaBsd.eBAmtdnrroasob2idé­­­i­

14.2 Page 132

▲torna in alto
124 agosto 1869
t3u1atRoi,cfcuiarordnio...aFccooslstainBobaldqduBesbti so3n3o-.3..4aQccuoelsttii.e..maecncdolstii]Bqbu2esti c3h3erdiicicu[eimiteentddseil eBxbgiov3a4n-e3t5ti]d,oupnoole’cancento­
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4 approvare: v. lett. 1322.
2232 DGoiumseepnpiceoBBeertlemlloon:tne:atvo. aE(Cma)stIa,glneottl.e7P0i0e.monte (Torino) il 20 aprile 1848, figlio di Giacomo e Teresa
Rasino. Entrato all’Oratorio di Torino-Valdocco il 9 [8 ?] agosto 1862, fece la vestizione clericale il 28
ottobre nel 1865 ed emise la professione perpetua il 25 settembre 1868. Suddiacono il 3 giugno 1871, fu
ordinato sacerdote a Torino il 23 settembre 1871 da mons. Giovanni Antonio Balma. Morì a Torino il 20
novembre 1910, dopo essere stato direttore per 15 anni, ispettore per 4, consigliere professionale genera­
le per 10 ed economo generale per 2: ASC registri Censimento, Professi, DBS p. 529.
24 Gioachino Berto: v. lett. 1277.
25 Francesco Bodrato: v. E(m) II, lett. 798.
2B6rigGidiaoaPnensitarBinood,raetnot:rònaacllq’OueraatorMioodmi eTsoeri(nAo-leVsasladnodcrciao)iln2e0ll’laupgrliiloe 11886438;,cfhiigelriiocod,iemFriasnecievscooti terieMnnarailai
il 25 dicembre 1868; secondo il Catal. 1870 era a Lanzo, l’anno seguente ad Alassio e nel 1872 a Varazze
(Savona). Lasciata poi la società per andare a a Camogli (Genova) come insegnante, nel 1877-1878 ritornò
a Torino-Valdocco come chierico ascritto, ma non compare più nell’elenco del 1879: ASC registri
eL2s2mCtn74aoeatnnrgaòz1sgGnio8imnaio6uiiHe7l,sn1,’2emÓ8tvpos6oerp,e9arnetìPttnoserDaecrmoiraLoofibegsrosrsdhdemeseiiinr;ub1Toa8rnct:oi6oaiara6nsilsnnaceeaotoctcot-dheeV(urearTadeaoCFloadsr.tueioednBtmctooioiclnmi)oda2niarB1linaaloe1mts(34oTcd0a,oodorEzprdipcoioipneeciorme1fs)emet8bocs7ibrellp4earrler1iaadim9oevC1.elme.8ar.s6,e1sat2ar9ipszz.l1.eeio2oDn5:dn5t1iiaAe.vm8em4cSenl7Cnoeu,trntiiforscied.gagc’llPiaihesoim.ieterPtdoirriroircCoeLof,Mee,unrsiaiesscgrimoomiianipeesoFenesLretcporiuree,iònvtgP.uozioarDatiodeiRfrteareagslitiesrtm1aion.0trnoieItanalulgdpid2ooei3ar­,­
ne e per chiedere preghiere: ASC A 1401802, me. 1493 A 4/6, ed. in MB IX 639-640.
28 Pietro Guidazio: v. E(m) II, lett. 1221.
2mri9nanrroAav,naegnnedtloroòliNailalls’1Oi:0rnaaatgotoorsiaotoSd.1i B8T6oe7nr;iinguons-coVìCaslapdnooancvtcaeonseeila(2mTloeurngitnleioop) oi1lc8h165i3;mmceahsgiiegdriioocpo1o8e:4mA3i,SsfeCigirlveioogtidisittrrAiienCnteonnnasliioimiele1dn2itoAl,ungPtlorioonfiea1s8Gs6i.a4-,
30 Francesco Paglia: nato a Rivarolo Canavese (Torino) il 26 giugno 1846, figlio di Ludovico e Caterina
BnFEvAoeomolnvasnisnseasasmeeuinodboilnoar(ve,iSplieaar12novt86otfo6renòm4asal,sa)aiesogleelng’miOeinovirepnoal1eattoi8rr1pi7ro8ie2to9tr,du3ieidvaniaeManlnTlanoaLolegiraslinitonialuzornddo6-oeVinnidlaSatilat2cadot5eboomiscnsadcbeacoitrete(TeriRldmo1iore1b8itt3n6erie)o5,sd-,eV1adrt8toiame7nlvms5noea.onblvriDsrcia.emeonG.tad1tosNa8oesr6leeit1alf;iililndn1foi9e2t0c0eaa6eolTmlloro1aiagr8egiinv8nag9teori.s(oòt1iPil8za1a8i28so01Vs7n)ò2ae,dl;dilpccosooleuecimsdrctaioedbcls.iaraslelMioceco1eoani8olnro7ìn12doaa°.i
T31orinCohiilaf3f0regdiougAnnoto1n9io12R: iAccSiCardrei:ginsatrtioCaeVnsiilmlaefanltloe,ttPor(oCfeusnsei;o)cfilan1c3hme aDgBgSiop1. 824120,. figlio di Antonio e di
Giuseppa Bertoglio, entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 27 agosto 1860, e da chierico emise i voti
t3r2ienNnaelpi oamll’uOcerantoorTiouriclo6: dv.icEe(mmb)reII,1l8e6tt5.; 1u1s0c8ì;ilu5ltegreionrniacioorr1e8z7i0o:nAi eSCprerecgisiastzriionCienaisidmaetinaton,aPgrraoffiecsisis.i pos­
sono reperire in A. Papes, ISalesiani..., [dattil.] pp. 401-402.
1348
Circolare
ASC B31030 Circolari ai salesiani (A 1750104) me. 1364 D 1/4

14.3 Page 133

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agosto 1869 125
Mtoianu.td. iaBggairubnetrois Giu2l0io3 cxon13c3ormremz.. aut.c[a=rtAa sl,eAggbe]ra 2 ff. 275 xl90m m . carta uso stampa fogliet­
O[=riBg.r,dBi bG]iocaarcthainuosoBsetratmo pcaon firremstaauera«tPa. sSu.l..m. rsgo.ciseutpà.» aut. me. 1364 D 5/7 2 ff. 310 x 210 mm.
Orig. di Gioachino Berto con firma e «P. S... opportune» aut. me. 1364 D 8/10 che pubblichiamo
2LE’fAIfI.S4C3-c42o49n7sexrMv2a1B0alItmXrem6d.8u8e ccoaprtiae cdoi nBseurntotaeevinarpiearctoeprieestdaiuarlattraa [m=aCnro, sCebn]za il P. S.
Cfzriiaorncsoeulpsaearrelieodsriiiafneoacrompneafrzraliaotenslealilav—iezsaczloaensdfieealnrlei’nainzneivmeiaartaepnradoiipcdroiiranetteitosarplitirrduiteiullaelis—ingfoidleucciaasene—l Siimgnpoorretacnhzeacdheiallma acoanllfaidveonczaa­
[Montemagno 15 agosto], Solenne giorno dell’Assunzione di M. SS. 1869
Figliuoli amatissimi,
La Divina Provvidenza dispose che la nostra Pia Società fosse dalla S. Sede de­
finitivamente approvata, e noi, mentre nell’umiltà del nostro cuore ringraziamo la
bontà del Signore, dobbiamo adoperarci con tutta sollecitudine per corrispondere allo 5
scopo che ci siamo prefissi entrando in Congregazione e mantenere l’esatta osser­
vanza delle regole in tutti quelli che le hanno professate.
Tra gli articoli di esse avvi quello che riguarda alle relazioni e alla confidenza
che devono passare tra Superiori e inferiori. Ciascuno, si dice al cap. 5° art. 6°, abbia
grande confidenza col Superiore né gli nasconda alcun segreto del suo cuore. io
Questo articolo è della massima importanza, e si è osservato che i trattenimenti
del Superiore co’ suoi subalterni tornano di grande vantaggio, perciocché in questo
modo gli uni possono con tutta libertà esporre i loro bisogni e dimandarne gli op­
portuni consigli, mentre il Superiore stesso sarà in grado di conoscere lo stato dei
suoi confratelli, provvedere ai loro bisogni e prendere quelle deliberazioni che con- 15
corrono a facilitare l’osservanza delle regole e il vantaggio dell’intera Società.
Sembra che ciò appunto voglia significare lo Spirito Santo quando dice: Vae
soli, quia quum ceciderit non habet sublevantem se (Eccl. IV. 10). Guai a chi è
solo perché egli non ha chi lo aiuti ad alzarsi nella caduta. Di poi soggiunge: Per chi
vive in Società, se uno cade o si trova in pericolo di cadere viene da un altro soste- 20
nuto e in certo modo resta puntellata la sua caduta. Si unus ceciderit, ab altero ful-
f l v cietur. (Idem). In questa guisa, dice S. Tommaso, il religioso conseguisce I il suo
scopo, egli è avvisato ne’ pericoli; è aiutato a risorgere in caso di caduta. Iuvatur a
sociis ad resurgendum.
Affinché si possa riportare questo vantaggio dalla nostra Società si è pensato 25
bene di stabilire alcune cose che si possono dire conseguenze pratiche dell’articolo
sopra nominato:
Io Ogni mese saranno tenute due Conferenze di cui una intorno alla lettura e
spiegazione semplice delle regole della Congregazione. L’altra Conferenza intorno
a materia morale, ma in modo pratico e adattato alle persone a cui si parla.
30
2° Ogni Socio una volta al mese si presenterà dal Direttore di quella casa cui

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126 agosto 1869
appartiene e gli esporrà quanto egli giudicherà vantaggioso al bene dell’anima sua, e
se ha qualche dubbio intorno all’osservanza delle regole lo esporrà chiedendo quei
consigli che gli sembrano più opportuni pel suo profitto spirituale e temporale. Dal
35 canto suo il Direttore colla dovuta carità ascolterà a tempo determinato ogni cosa;
anzi procurerà interrogare separatamente ciascun socio intorno alla sanità corporale,
agli uffizi che copre, all’osservanza religiosa, agli studi o lavori cui deve attendere. In
fine procurerà d’incoraggiarlo, aiutarlo coll’opera e col consiglio per mettersi in uno
stato da poter godere la pace del cuore e la tranquillità di coscienza che dev’essere lo
40 scopo principale di tutti quelli che fanno parte di questa Pia Società.
3° Di regola ordinaria il Direttore d’ogni casa particolare una volta al mese darà
al Rettor Maggiore conto esatto sullo stato morale e sanitario dei confratelli; più un
cenno sull’andamento materiale della casa a lui affidata. Si nota una piccola eccezio­
ne per la casa madre.
45 Quelli che qui compongono il Capitolo e quei sacerdoti che lo domandano pos­
sono presentarsi al Rettor Maggiore Iper esporgli quanto del caso.
Il rendere conto di sé al proprio Superiore è pratica generale di tutte le case re­
ligiose e se ne trova un gran vantaggio, così che io ne spero gran bene eziandio fra
noi soprattutto per conseguire la tanto necessaria pace del cuore e la tranquillità di
50 coscienza.
Molte cose dovranno dirsi a questo riguardo. Ciò si farà con altre lettere, con
apposite Conferenze e specialmente nei prossimi Spirituali esercizi di Truffarello, se
Iddio nella sua grande misericordia ci conserverà, come spero, e ci aiuterà a poterci
nel prossimo mese di settembre tutti colà raccogliere.
55 Animo, miei cari figliuoli! Noi abbiamo una grande impresa tra mano. Molte
anime attendono la salvezza da noi; tra queste anime la prima deve essere la nostra;
di poi quella dei nostri soci e quella di qualunque fedele cristiano cui ci accada poter
recare qualche vantaggio. Dio con noi, adoperiamoci per corrispondere ai celesti
favori che ci ha concessi e che speriamo ci voglia in maggior copia per l’avvenire con-
60 cedere.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi e ci conceda lo spirito del fervore e
il prezioso dono della perseveranza nella Società. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
65 P. S. Questa lettera sarà letta ai soci congregati colle osservazioni che il direttore
giudica opportune.
Asaia11lill3rllSseoamuodqspelieucemmenoneratelipnrlonnoeearddedAigaliirssèrosniteureeznepsixcoseooorn6aeireomlrsllraa’ceeeerhxnàspgeaddruitasintòsmianigrddaeeareanmxvarddveAeVaoinbrsaiedgavdivAismliiibscaieiogAxnleibooid9ns1riec4rtdeeu-ee1rztveti56poooeinmanlVrneoeblAt.ana.ei.sbdtsroaaoiedgnt.ct.onfai.eepo7tSriteiàoidoranaceelrlriiitaecputiscetsàutoldo]ior.vce.mir.ilaecnpesntotniàreaontlegerffextgereaasiimiostsleiaspslsutuldoepiope,iiarsevpitdmreteriudosoeaasrvAmloveevbebpAetrrdeueibmeòcrc8opedoroalaarrrlipeaslselueimqerpArueedeeebdlremgai1egozleslieriiinoemacadnvolAiitvesrbeexiìi­

14.5 Page 135

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agosto 1869 127
pl’roesnsdeervreanszeamdperellequreeglloeledeeliibl evraanztiaogngiicohdeeslloanointaedraattsaotecieetàchaeddneslutfe.mApbo2setecsososìciol nscuoprerroinoroeastpersosmo usaorvàerine
Agctec3axhor4bgaendgdfpciioreooaqltdndueics3leuloc0lioro;g]r.mnor..cao2naons8totecneApemafrrirboafaepsatoteeclorlmiCallii1sleoteAta7nnarVtdafeoed.asr.pdd.eeiie]nsùeAViozxbeceseumiqhedouteeiàanllccdcmo42ohsn16ereifrn-re2Dssasx8eitiileniceslctoxlAieoi.nA.,nbr.zpArbtaer3beonAxpvu2bvotd9eesi4dtes3Aepamrdibpeeeaiongntatsadiatzmtmliiaooofrarnfdgodi4eoddi2b.an.si.etesfaatmopelddxgapReernsllllieiiacaatesetiletopammRcrbroeeeeiMrlntdnitreddsoacseergeiexrgmMxeAisoiqdapbrAguiieegebcglia3oloaeds2zrede6ido1eApdmn6lrebiiarbalgtsleni’ecrtesmaeh4imzne7pvieolaAAindnncibdbii­2
emend ex a Ab 48 così che emend si ex ed Ab eziandio trsp ante gran As 51-54 Molte cose... rac­
ApdcaeaxooebTtgriue.erlt.ui.tveifevirfmi5eaaA3srneaebontcldcaldoigodngds6Assiie2ouelrelfaavax.neAdn6rtad1eobàl smSenstrmurooagoice]5Pini1edvnidtaioàfMvieASidxnAoobelsclataeijbAejuuetetbàatnemolcreaàcenAdAnaAoddbdbibaBecxrboerIso6rIm55AAs-a9bu6bn-Cd662tre0APPe.b5p.SS8od6..se..r1..tla.eo-cndc6opaoit2ppernApoeeccorbeetocrumdtniun.e.ened.rneee5Aodl5mamaoeddmexAdAdnafbCnaABarobdrerdcPi5vo.s2eurSrdp.f5eoeQ8rxAsc-ut6ibmee0stsauteaantirti6cilcA1eiezftbrtlieeeadsrcateniil.ose.5n.sam7ercà-emoI5ndnl8oeddcltitdetsooa­ii
p41eraMlpapofrneotsvetmaatada:genlilno’A:dsdastoaunn1tB°a.omscaorziol
15 agosto,
1869.
come
altri
anni,
si
trovava
presso
i
conti
Fassati
in
tale
località
2231-2è2 aisuitautnouas.r.i.sfourlgceieretu: rl:a sseteusnsao cciatadzei,oènesossitternouvtaondeallll’I’anlttrrood. uzione alle Costituzioni che, del resto, con­
ee5t1id28eil8na5e2nT)0c.erhudIsefnefattaitrnnerozemdRillubSoazr:mSieopv2nil.l5eisaEee(1(cimt9oec9ns)ot4dni)oItc,e.prnlipetu.ittct3i.i,6d81ai3-c4q5u4u. r8eaGsetdlaii2cP6ei.sr(Bce1orr9claa9iizrd5ieo):.epcbPpfb.iceD9cr1ooo-nl1ac5BoB4lo.iàbscliionoitzFeicooandidlaetl1ol3’rIeS:sSeAtntie°mS1ob5cr.ieRSioalmlepasri,iamLnoai s(c11o89r79s55o-;,
1349
A don Francesco Tribone
ASC B 31010 Lett. orig., Tribone (A 1740804) me. 53 D 12 - 53 E 1
OInreidg.. aut. 2 ff. 2 10 xl35 m m . carta azzurrina intest, a stampa: «Oratorio... Torino-Valdocco»
Ringrazia per l’offerta che gli ha inviato — consigli spirituali
Car.mo nel Signore,
[Montemagno], 15 agosto [18]69
Ho ricevuto con piacere la sua lettera e la somma di fr. 60.50 che alcune carita­
tevoli persone offro[no] per provvedere agli attrezzi che occorrono per la chiesa di
Maria A. Prego V. S. a voler esprimere i pensieri della mia viva gratitudine a quelle
persone assicurandole che non un giorno ma mi farò premura fare ogni giorno un
memento speciale nella santa messa all’altare di Maria A.
Meditazione, ritiratezza, frequente comunione formano la chiave del paradiso
in mano all’ecclesiastico.
Se ritornerà a Torino la vedrò con vero piacere.
Dio benedica Lei, i suoi genitori e la sig[ra] nonna e sorella; a tutti coni ceda

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128 agosto 1869
lunghi anni di vita felice col dono della perseveranza in fine. Amen.
Raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue preghiere
e mi creda con gratitudine
15 Di V. S. car.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8 3 sua it
2rt433ie-l4aaFaslzlutriatocaarannleilrzceneiezt.tcsatio:ec1tenro1dav;d:aTovornl.iniinobaptnoBneenocnèrehssd:csoeeotanral.leeetlMa’:tetq.nproueoor1ipìcn6ecan6rsoe0ivolmt.lianoc.eoesstsseetugaspsrteepoteaialdrnlieenontotetiildfifei.ucltDauftrroeaon;tescleBloogsorìPsecciteaoorrmiFoaervdaedneveclalle’saricrencosvi:tviocaeftisocBpoaSavroeatan.dlt2ii0pGdr(eoeflepnbcoobovsrriaatr,oiiosdpua1on8tnae9dm6ce)pinrpoctpeoe.lcra5air-t6eain:.­
v. E(m) II, lett. 1212.
1350
All’arcivescovo di Torino Alessandro Riccardi di Netro
CIGOAnorSieàipdCgi.p.arBaesu3sets1m.o2p2bl0aicr1Ceofno.epiAe nd2tio1o0nriioxg.M1(3aA5nmn1o8m7-.0T4o0r2i)no
Sripetiàegdai la’lacuutnoeritpàercshoenel’Ordinario può esercitare sui salesiani — si dichiara pronto a combattere la contra­
*Torino, 27 ag[osto 18]69
Eccellenza Reverend.ma,
Sabato mattina l’E. V. Rev.d.ma compiacevasi di notarmi che il punto fonda-
mentale era quello di stabilire il limite o meglio spiegar bene la dipendenza dell’au-
5 toritàQcuheestila vpeasrcteovfuo goiràdimnaorlitoo pstuuòdieastearcciotnarMe noenlsliag.SoFcraientsào. ni, col Vicario Fissore e
Turina di felice memoria. Anzi il vescovo di Cuneo defunto, quello di Susa, di Acqui
e di Casale se ne sono di proposito anch’essi occupati. E la cosa sembra stabilita so­
pra basi che lasciano piena, assoluta facoltà aU’Ordinario. Per questo lato a Roma
10 non si è osservato niente.
Se ha un momento di tempo legga il capitolo 8° delle regole Religiosum So-
cietatis Regimen. Più i due primi articoli del capo 12 De Domibus peculiaribus.
Dopo se credesse di modificare qualche cosa io mi rimetto interamente.
Ella ebbe la bontà di dirmi che ho alcuni che mi sono contrari e lo so. Ma Ella
15 comprende che in questa terra si vive di contrarietà, ed io mi sono sempre adoperato
per non dare ad alcuno dei motivi di essermi contrario, usando a tutti il massimo ri-

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agosto 1869 129
spetto, ma di non mai arrestarmi alle parole o asserzioni vaghe e non fondate.
Mi è molto rincresciuto che nelle varie volte che ho già avuto l’onore di parlar­
le sopraggiunsero sempre a V. E. altri affari per cui non ho mai potuto parlare di cose
che riguardano a questo punto. Spero che ciò mi sarà qualche altra volta concesso. 20
Ad ogni modo in questa Società Ella camminerebbe con tutta prudenza giacché
seguirebbe le cose cominciate dal suo antecessore con tutte quelle modificazioni che
le sembrassero tornare a maggior gloria di Dio.
Noi preghiamo ogni giorno affinché Dio ce la conservi ad multos annos sano e
con vita felice, e chiedendole la santa benedizione ho l’alto onore di potermi profes-
sare
25
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
26 LAuleigssiaFnrdarnosoRniic:cva.rdEi(mDi) NI,eltertot.: 9v.. E(m) II, lett. 826.
————7 SCvvvieeesessstloccceooosGtvvviaooonsodddpiiiFarAiCSesucsuTosqnaruueerioe:irneevaar.ra,aGEnMiC(aomotlvied)vamenoIs,entdnlioeitAteCSt.n.Mot1Cnoa0tnan8rira.zoltoitnoOiC:ddavoen.nfaEeuv:(nemtvso.e),EnIIme(,mlol)e1rtt8Ito6.I,5i1l:l1e2v4tt5...Em8(1ma5g.)gIi,ole1t8t.6364a8.82 anni.
8m14onvsea.slccLuouvniogi.i.d.MicoConratesrnaaolrei:deairdaIveLrseueaim.gipNioaizvareiscdoivCi aclhaebinaonna cvo. nEc(emss)eIr,olelatt.co8m1.mendatizia loro richiesta, fra i quali
1351
Alla marchesa Maria Melzi d’Eril
ACInoSepdCi.aBd3a1t2ti2lo0scCroitptaie di orìg. (A 1880116)
Chiede testimonianze e fonti per eventuale biografia della duchessa Elisa Melzi d’Eril
Benemerita Signora Marchesa,
Torino, 28 agosto 1869
Sebbene tenuto da varie occupazioni, tuttora di buon grado mi occuperei volen­
tieri ad una biografia della compianta Duchessa Melzi, come Ella dimostra deside­
rio. Ella adunque:
5
1° facoltà di sapermi dare le epoche della nascita, luoghi e tempi diversi di sua
dimora con fatti e detti che vi si possono collegare;
2° esempi nei fatti, detti, atti di pietà della sua vita privata. Giovanni Melzi
C.te, Barberina duchessa Scotti gioveranno molto;
3° raccolta minuta delle circostanze che accompagnarono gli ultimi giorni di sua
vita e di sua morte.
10
5

14.8 Page 138

▲torna in alto
130 agosto 1869
Avuto questi io continuerò ogni cosa con quelle notizie e con quei fatti di cui
fui testimonio in molte occasioni. Mancami tempo.
Dio benedica Lei e la sua famiglia. Amen.
Sac. Gioanni Bosco
23
498
MEBmGlaiiaiorsrobvaicaaacMrnMuanepiGelezlFrazierliildaa:dn’rEi’calEertdiirsliec:Sls:ocvivd.oM.teEtrlie(ei:lmotzti.ib)n.d1oII’3n,E4ldr5eii.ltv:t.ein7b.n37e.mai realtà.
1352
Ad un conte non identificato
GOriàigp. raeusts.o Lu1cfi.ano2C1o0rrxà 1-3B5rmegman. ze (inVtiecset,nzaas)tampa: «Oratorio... Torino-Valdocco»
zAiSonCe
Ined.
B2391a2g1o0stMo s1s.86a9ut.
infotoc.,
Conte
(A
1820117)
Invia carte da mandare al Provveditore agli studi di Cuneo per le scuole di Cherasco
segni di registra­
[Torino, 29 agosto 1869]
Chiar.mo Sig. Conte,
Lunedì D. Savio andrà a Cherasco e le porterà le carte che dal Provveditore so­
no indicate. Non ho tosto [potuto] inviarle a motivo dell’assenza del sacerdote Fran-
cesia.
Compatisca la brevità dello scritto e si degni annoverarmi fra quelli che con
pienezza di stima e di gratitudine si professano
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
—3BosAPcnorogpvervleoesdSuimatoveriove:advci.hCEeh(imelrP)asrIoc, ovlevt(etC.dui6tn2oe1roe. )neorna aGviroevbabnencihBieastttoistaalcBunigilipnaor:ticcoitl.argiiàdoaclluamleetnt.ti.1S34e3g.uiIrnà euslstearidoorne
4le-t5teraGaiolvParnonvivBedaitttoisrtea iFl r1a4ncseesttieam: vb.reE(1m8)69I,: lve.ttl.et5t.181.3E57ra. il direttore designato della casa di Cherasco.
1353
Al cavaliere Pietro Marietti
AOSriCg. Bau3t1.0102Lfeft.t. or2ig1.,0Mxla3r5iemttim(A. 17c2a1r2ta30a)zzurmrien.a35 Dint8e/s1t,0a stampa: «Oratorio... Torino-Valdocco»
sul f. 2r Michele Rua scrive: «Torino 29/8 69»

14.9 Page 139

▲torna in alto
agosto 1869 131
EH 45
Invia saluti ed una serie di commissioni
[Torino, 29 agosto 1869]
Cav. Car.mo,
10 Auguri di buon viaggio pregando Dio a voler colmare di sue benedizioni Lei
e tutta la sua famiglia assicurandola di tutta la mia gratitudine per quanto ha fatto e fa
per questa mia famiglia.
2° Lettera al Card. Berardi con minute notizie di nostra casa [,] tra le altre che
noi preghiamo ogni giorno per lui. Paghi per me se occorre.
3° A Monsig. Svegliati lettera e saluti se può vederlo, e gli faccia pervenire i
volumetti della Biblioteca italiana.
4° Lett. al Card, de Silvestri con quelle parole migliori che potrà.
5° Se può ritirar la lettera dal ICard. Di Pietro e depellerla.
6° Saluti a tutta la sua famiglia [,] a mamma la prima, al comm. Angelini, al suo
segretaro e a quelli cui verrà opportuno [,] specialmente al Card. Consolini.
7° Dia benigno compatimento a tante seccature.
[Sac. Gio. Bosco]
10 de] di
423d689o
BGPfbSlaauitiimeaboultnelnsiritigoeots.lvpltiMaeipa1aoc:e3gaa4iSrgBbi0iive.teo.aetr:tglaii:irlalidnavMi.ta:i:E:aib(rvv.mi..eEtl)tei(It,mt,.rl)ie1ttoI2tI.r6,n99la.e8tt.ot.
a Torino per qualche
1055. La lettera non
tempo, ripartiva
è pervenuta.
per
Roma.
Si
veda
al
riguar­
1110 Ccaarmd.ilPloieDtroi PdieeStriol:vensattroi: av.Rleotmt. a1n33el9.1Q80u6a,nntoipaolltae ldeittuenrac,aprodtirneablbe,eatrractitvaerssci odvi oqutietlollaadreeld2i1Bleurgitloioe1n8u6n9­.
pzbdc1ihrer2oeeliatpsar1Aaror8ecin6mrsti7oeola)nlsCaaeieoonNldlesAliatoetnpPgedgoioroeaelril.tlocietMnueieipr:omosSrviiìi..naiaERnec(RucmP«efodoin)nmerntaIpaoaIe,(geli1lallree2la6trltolm.dam.i»1aCa:d1rrzr4opzeo2nroa.ot1Bbo18ao87cbs87aci4)lrom.:diLcaenlf’naacHtlneeanC,rndodeViinslsIuatIr1lcue84cg5e3og3s;e,svErioivlcanpoe.ctvòideciprlvoseeaprn.elndPaeieasrvetceadasnectttoodovilèioAcaaldnbicIaVOhneos1tai(6ar28d0e4u.osdeNeitcntoeatnmenroè­­
13 Domenico Consolini: v. E(m) II, lett. 1163.
1354
Al sindaco di Torino Cesare Valperga di Masino
AOAInSrSeidCCg..TBa,u3At1.f2fa1r01iMIf.s.Str5u.z3aiou1nt0.exine2f1Bo2etonmcem.f,ic.Venazlpae,rg1a86(9Aca1r9t8. 011823fa)se. 5 rep. 105

14.10 Page 140

▲torna in alto
132 settembre 1869
èLoesitnevnistiabialde uainptararttetecnipimanetni taol mcounsgicraelsesoalple’Odaragtoogriiocoin occasione della distribuzione dei premi — l’invito
*Torino 5 settembre] 1869
Chiarissimo Sig. Conte,
Nella fausta occorrenza del congresso peda[go]gico in questa nostra Torino
per mezzo di V. S. chiar.ma mi fo ardito di fare rispettoso invito ai soci del medesimo
5 ad una umile solennità che ha luogo tra noi mercoledì prossimo otto corrente set­
tembre.
In questo giorno dalle ore 6 alle 7 di sera daranno i nostri giovanetti un tratte­
nimento musicale in fra cui avrà luogo la distribuzione dei premi.
Se mai V. S. chiar.ma si degnasse di onorarci della sua presenza sarebbe certa-
10 mente una festa doppiamente solenne.
Se poi nella sua saggezza stimasse bene di comunicare questo invito ai soci del
congresso, io disporrei che ciascuno ci possa entrare ed abbia un posto conveniente.
Voglia gradire i sentimenti della profonda mia gratitudine, mentre le auguro
ogni celeste Ibenedizione'con lunghi anni di vita felice reputando al massimo onore f.lv
15 di potermi professare
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
5 mercoledì corr ex martedì 11 poi emend ex n
2 Cesare Valperga: conte di Masino, nato il 7 settembre del 1833, sindaco di Torino dal 1° aprile 1869
al 28 novembre 1870 e deputato al Parlamento in varie legislature, era figlio di Luigi (morto nel 1872)
e di Sofia Company di Brikanteau. Dal matrimonio con Cristina de’ Marchesi di S. Martino d’Agliè di
E3edSsnSisia.angplnCnicGcotiiofeascefenirilrzmicBogmgiaproumntaeenicansdviecnnsoieioaoid,lsniispi:e«datecCoaccddotrfqotaeliuiAnlcglcoelgootaacrtr-gioaenndidnsceousdeoolbiclul:iehlelPVaieesaeIrsfavrdaislCaegaealilogoliiddnto,rsaii’ggezLAlPriiszcaueautaiosnils»zgastaioeizro.iidz.nanPe.o,.eeeMMVbCIddb.aIaepae,rigrLaipiogcrlaa.utganneeon8iancncgt0niaoigpo1o.pa.I,(aonMteiaptnTdilooai.oar)aluìranligErnoauicno,ornTcaTndeitoocglaalrlrrlaioiiennl2pssoo3secaoduslnsioeeeaf1tltluta2terPeo1emmse9nedlbb0ot’atra4regeep:m1oea14cgrbl38ftilru.6caeAar9Tpa..N1rrTda8eBIi6osrle9rse1einc,8snuzrcc8oiaoios2,alon;d,eBleuVLaoplzn.traptionaoSrSfeniepns1cirssuc8seapi6oiptoi9lIùeiaI;­,
1969, col. 3094.
8 distribuzione dei premi: v. lett. 1355.
1355
Circolare
AOsEurSpIiICg. .4sBi6anl3.lo1g0M.4i0cnBotCenIsiXtrf,icr6aom9lsa4atraiamlalponago:.n«Osar1laetfso.irainoi.2..(1A3To1xr7in61o038-2V1m8al)mdo. ccmoec».ar1ta37l2egAge6ra timbro a secco CRAN sul mrg.

15 Pages 141-150

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15.1 Page 141

▲torna in alto
Invito per la festa della distribuzione dei premi scolastici
settembre 1869 133
*Torino, 6 settembre 1869
Mercoledì, 8 settembre alle ore 6 pom. avrà luogo la solenne distribuzione dei
premi agli alunni delle scuole ginnasiali.
Prego pertanto V. S. 111.ma a volerci in tale occasione onorare di sua presenza
per rendere così più maestosa la nostra festa e dare incoraggiamento ai nostri allievi. 5
Sac. Bosco Gioanni
2 mercoledì: era il giorno della natività della Vergine.
1356
Ad una signora non identificata
OEArSIiICg.4B6au-34t.170102MUffBt.t . IXor2i71g30.,6xA-7n13o37n5immim(.A
1690145) me.
carta azzurra
1 D 1/3
intest,
a
stampa:
«Oratorio...
Torino-Valdocco»
Ringrazia deH’offerta ricevuta — continua a pregare secondo la sua intenzione — dà consigli spirituali
per momenti di difficoltà familiare
[Torino], 11 settembre [18]69
Benemerita Signora,
Per mano della zelante suor Filomena ho ricevuto la vistosa somma di fr. 1000
che nella sua carità offre ad onore di Maria A. e da impiegarsi pei vari e gravi bisogni
di questo novello edifizio.
5
Io non ho potuto trattenermi a parlare con quella religiosa se non di volo e
perciò non potei incaricarla dei miei sentiti ringraziamenti di cui voleva pregarla.
Ora mentre compio questo mio dovere di gratitudine l’assicuro che continuerò a
fare in comune ogni giorno speciali preghiere all’altare di Maria A. e spero che la
grazia che dimanda le verrà senza fallo concessa.
10
Ella dice che finora non si è ancora ottenuta; mi dice che è una tribulazione di
f l v famiglia, che non so quale sia, ma ecco quanto le posso Idire di positivo: Continui a
pregare e si rassegni ai divini voleri. La tribulazione volge al suo fine. Vi sono cose
che adesso sembrano spine, che Dio cangerà in fiori. Un guardo al crocifisso ed un
fiat voluntas tua, è quello che Dio vuole da Lei.
15
Intanto prenda questo consiglio: le piaghe in famiglia si devono medicare e non
amputare. Dissimulare ciò che dispiace, parlare con tutti e consigliare con tutta carità
e fermezza è il rimedio con cui Ella guarirà ogni cosa.
Mi perdoni questa libertà: io do lezioni a Minerva, me ne dia compatimento.
Domani (12) io celebrerò la santa messa ed i miei ragazzi faranno la loro comu- 20
nione secondo la pia di Lei intenzione.

15.2 Page 142

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134 settembre 1869
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e a tutti conceda lunghi anni di vita feli­
ce col prezioso Idono della perseveranza finale.
f.2r
Gradisca i profondi atti della mia sincera gratitudine con cui ho l’onore di po-
25 termi professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 settembre] 9
3 suor Filomena: potrebbe trattarsi di suor Maria Filomena Cravosio; v. E(m) II, lett. 1025.
19 do lezioni a Minerva: v. lett. 1321.
1357
Al provveditore agli studi di Cuneo Giovanni Battista Biglino
MOsgcAtorarSainimnCfgs.i.uapaBnadduti3ita.1GBc0dbioe1aoonrt0atraodctmLahiseairint1cot3lo.cvehogisBniregeaietegttrd:ei.t,iom«AuCbcmuforooetnilordlrte1fiiigt8itàrpài6moi,9eaPdgciaroeotCnugvhrvmieoeerordanlisttoecomordcae»eoclraclraghelizdie.asdttaui dum[i1me4(.iA]d2ia6t1uà46t1.90A4su012l2/2)mff.rg.2msefu3f.p.1.206d4xe31s12. 0A1d2ex3lm/2f4.1m12.vmsmemc.aprrteacacurostona
Ined.
Presenta i documenti richiesti per l’apertura di un collegio a Cherasco
*Torino, 14 settembre 1869
Ill.mo Sig. R. Provveditore,
Nel desiderio di promuovere l’istruzione elementare e Ginnasiale il sottoscritto
iniziava pratiche col Municipio di Cherasco per l’apertura di un convitto da aprirsi
5 nel prossimo anno scolastico a vantaggio di quei giovanetti cittadini o forestieri che
ne volessero approfittare.
Il
progetto fu sottoposto alla deputazione Provinciale che lo approvava il 2
Agosto testé decorso; quindi la convenzione venne definitivamente stipulata tra le
io parti Piler18codmelploiesrteesosroa mtaelesec,onvenzione l’esponente presenta a V. S. 111.ma gli op­
portuni documenti come segue:
1 ° Certificati di idoneità e moralità del Dottore Francesia Gioanni che ne sareb­
be il Direttore locale.
2° Copia della deliberazione della deputazione Provinciale e successiva stipu-
15 lazione col Municipio di Cherasco.
3° Dichiarazione della salubrità del sito fatta dal Dottor Silvano.
4° Disegno e Piano topografico dell’edifizio.

15.3 Page 143

▲torna in alto
settembre 1869 135
5° Copia del Programma appositamente stampato.
6° Regolamento interno in cui sono esposti i principali articoli che devono ser­
vire di base alla amministrazione del Convitto.
20
Per ora si trasmette il nome del solo Direttore del Convitto, ma appena vi sa­
ranno convittori si darà al Sig. R. Provveditore nota degli altri impiegati subalterni
nel modo voluto dalle vigenti leggi. I
f l v Mancando qualche altro documento o formalità si fa preghiera alla cortesia del
Sig. R. Provveditore a volerlo far indicare al sottoscritto che si darà premura di prov- 25
vedere quanto sarà del caso.
Nella piena fiducia che la dimanda conseguirà il desiderato effetto ha l’onore di
professarsi
Della S. V. Ill.ma
Umile Esponente 30
Sac. Gio. Bosco
3 desiderio] vivo desiderio emend ex solo des ante il add si a post Ginnasiale del a vantaggio della stu­
es2teednoixxm2eiaolnaa.eRs.loln.all.1oadvgaa4apissdonCiepdvtaeocaexsghpgniaeigdftatuùiiiloodsaceiddaaoliplpdlr9tarrrpeoiamraefonidxete2vtdsnee7fasrdtsvaiapildasolediaesleemts2l1xft76eiiunadnd2paudq3inocoustsisaeieata1nieSd0dtgxeiiemoilolvivrn7avadaonnediltfdunoareuttastsdoùapesdeemdlaereenelFln84taecdltlphepes2rese2ia7tréts0e-ia2xcpe3r8hmoà1velilee’faSeennamasd2imdvpc4iem.aoemnaxnGadnienuinntosdleiatit.saeilpetmlB.r.axra.aoeodczptgsrdoicrhaoorotsirnfteiaed;restsaeqriisvlfudaeeepixre/nrsoledierrsdiegiesmcdanaponatpeearinpterctadrmoasosesicveaidoenaiexrtdsoxrceee2iidxxp5salpulp[laeoiarvlnrieecc]svnaoeoonrnrrte5err­i
c1areLaunmpinriumtao dceolrlsaoledtiteersaerfcuizsitesspairditauadloinaiBsoaslecsoiainl i1. 3IlsseettceomndborecaorTsroofinfaizreiòlloil, 2d0ovseucscietsrsoivvaov. a per predi­
2111260-G11GDioiovotoavtopnarpnnoMinriBtouBanntafitotitdsrittsoaetcaBuSFmiiglrvealiannnntcoioe:::sqivnau.a:eltelvolt.itn.Ege1(ilàm341i)n38Id.0,7icleaetttim. n5oe1rl8tloa.
lett. 1352.
a Cherasco
nel
1888.
1358
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
OArSiCg. Bau3t1.2102Mffs.s. au2t1.0inxfo1t3o5c.m, mE.udosia (A 1820233)
E II 47-48 MB IX 719-720
Ringrazia delle offerte — elogia l’istituto
Reverenda Sig[ra] Madre,
*Torino, 21 settembre 18]69
È un ritardo indiscreto, ma è un dovere e si deve compiere. Le dico adunque
che a suo tempo ho ricevuto fr. 130 di cui fr. 100 provenienti dalla casa di Torino af-

15.4 Page 144

▲torna in alto
136 settembre 1869
5 fidata alle sollecitudini di V. S. R. ed offerti ad onore di M. A., e fr. 30 offerti per
due grazie ricevute da persone il cui bene sta molto a cuore alla pia e zelante Madre
Superiora Generale.
Ringrazio Lei di tutto il bene che ci fa lungo l’anno specialmente col rappezzare
le biancherie de’ nostri poveri giovanetti. Creda, sig[ra] Madre, che queste opere di
10 carità sono gelosamente da Dio Iregistrate nel libro della vita eterna, ma queste ope- f.lv
re, avendo la promessa di un centuplo anche in questa vita, non potranno a meno di
meritare speciali favori dal cielo sopra di Lei e sopra tutta la fortunata famiglia dal­
la divina Provvidenza a Lei affidata.
Non meno la ringrazio del danaro che mi ha mandato, e che servirà a provvede-
15 re alcune delle molte cose che tuttora mancano alla chiesa di M. A.
Se poi ha occasione di scrivere alla M. Generale dica, che io non ho mai om-
messo di raccomandare ogni giorno nella santa messa Lei e tutte le sue case; e che
le grazie dimandate I saranno per intiero concesse colla sola distinzione che talvol- f.2r
ta Iddio invece di una cosa egli la cangia e ne concede un’altra che egli vede di sua
20 maggior gloria.
Una grazia poi tutta speciale fu concessa alle sue famiglie che si mantennero
nell’osservanza religiosa guadagnando molto in fervore e zelo per le anime.
La casa poi di Torino ha questo di straordinario [:] che mentre gli educandati o
sono sciolti dalla forza delle leggi o per mancanza di allieve si vedono altrove ab-
25 bandonati, questa casa per moralità, sanità, scienza e tranquillità potrebbe servire di
modello a qualunque casa di educazione la più soddisfacente. I
Intanto prego Iddio che benedica Lei e tutto l’istituto affinché ogni cosa riesca a f.2v
maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime. Amen. Mi creda con gratitudine
Di V. S. R.
30
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava a Troffarello, v. lett. 1357.
26-7EuMdoasdiraeBSaubpienr,iosurapeGrieonraerdaleelladeclalTsastditiuTtoordineoll:ev.FEed(meli) ICI,omletpta. g8n7e4.di Gesù era Marie Josephine Petit:
v. E(m) II, lett. 1259.
1359
Alla superiora delle Suore di Sant’Anna, madre Enrichetta Dominici
AOArrSciCgh.ivBaiu3ot1.S2u1o01rMef.dssi.Sa2au2nt2.t’Aixnnf1no4at4o-cm.R,moD.moaminici (A 1790456) me. 2647 C 12 D 1
Ined.

15.5 Page 145

▲torna in alto
settembre 1869 137
Ringrazia per l’offerta
*Torino, 21 settembre [18]69
Reverend.ma Sig[ra] Madre,
Sono in ritardo ma essendo un dovere da compiersi bisogna farlo per riparare in
qualche modo alla mia negligenza.
Le dirò adunque che ho ricevuto il danaro che Ella mi ha inviato come limosina 5
ai nostri poveri giovani. Non mancherò di unirmi ad essi per invocare le benedizioni
del cielo sopra di Lei e sopra tutte le sue figlie ed educande affinché dopo un santo
giubileo nella vita presente abbiano lunghi anni di vita felice col prezioso dono della
perseveranza finale. Amen. 1
f lv Dio benedica Lei e le sue fatiche, ed assicurandola della mia sincera gratitudi- io
ne, mi raccomando alle caritatevoli preghiere di tutte le sue fortunate sorelle e di
tutte le allieve, e di Lei in particolare mentre ho l’onore di professarmi
Di V. S. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 15
1 settembre] 9 11 caritatevoli preghiere corr et add mrg infex caritate
c1iziTsopriinriotu: ailnivpeeror idsoanleBsioasnci.o, come si è detto sopra, ritrovava a Troffarello per il secondo corso di eser­
2aIDASv1nvi9uoutv9oernsEe2orinlnefB;dioruauGodirttczmisra.ihicoSDcaeon.nettei:tAeelvaelRvingc,.Doneh1lnmnaoe8ieemet9a(ltdr.f4,iaoe.n1E1lrn8ieà5ncNd6.3iru1a:e2iAtncl.anfuahuadte1ctoatao9etbial7liaelco8aDtogCtbanorvoaamierSrufamniìguznanipai.ieocegmnirDn.iapeooirDralrncoaarahecilel(olglTasnaemiosunspFrleatilieanartrasalioluatle)uerlbtaatntediuleadeedtlte.tlaioll1:TlR.Be8sPoa2cCtamri9ftood,ualsoEtao,tovni)2tC.a;ru1,idoRzceonihaidompgne.norntaiiteliasagdMeevaeDnezlietlnriors’oiòssmnstavatenigiolnteegluidtlecotlceoairal,ovlrcdeaidGoecriSlniallSiguecf.oroiFseAnrmcigeogrnapiltdtzaiiotteiiilino.ldaSienoi.deVmMuAo1doci9.aenra8rltnt4lieIieaa:­.,
1360
A don Domenico Belmonte
AOcEoSrIbiICgo.4llB8aou-34t1.90t1i0m2MLbfrefBi.t:t.AIXolre1i7sg8s2.4a,0nx-B7dle2r3li1m5a mo2n2mtes.e(tA691b6u99sSt0a70g2iaT)lrlaof1fma5re6e.lx6lo8D2638m/s1me1t.6c9on foGroiacrdaues2at3osdeatl6lo9 strappo del fran­
pqSuouasgilgteoegrdilsiicaaenffitilidcmaiprogadliaollc’duuinfrfiiicsspiuoogndgdieerpirmreeefaenitttpioa-reecnotinocmheoloneilncvoitlalengoioa dtoirMnairreabienllfoa,mpiegrliial —migmliaonrisfevsotlagiiml seunotopdroel­
*Troffarello, 22 sett[embre 18]69
Car.mo D. Belmonte,
Un certo disse al Salvatore: Domine, sequar te qu.ocu.mque ieris, sed permitte

15.6 Page 146

▲torna in alto
138 settembre 1869
me primum ire et sepelire patrem meum. Jesus ait: Sequere me et dimitte mortuos
5 sepelire mortuos. (Matt., cap. 8, 19). Tu vade, annuntia regnum Dei (Luca 9, 60).
Alius ait: Domine, sequar te quocumque ieris, sed permitte mihi renuntiare his,
quae domi sunt. Ait ad illum Jesus: Nemo mittens manum etc. (luogo citato). Per­
ciò scrivi lettera e prega, io farò altrettanto. Ora passiamo ad altro.
Tu mi aggiugni alcune parole che mi dimostrano o meglio confermano quella
io filiale affezione che tu hai Isempre nutrito per me, che io in modo assai più intenso f l v
ho sempre avuto per te. Ho sempre cercato e studiato di metterti fra le mani quelle
cose che mi sembrano consentanee al tuo carattere e secondo la maggior gloria di
Dio.
Con questo pensiero avrei divisato di affidarti l’uffizio di prefetto a Mirabello.
15 Come vedi il passo è gigantesco; oggi semplice suddito, dimani superiore ed arbitro
di un istituto ove racchiudonsi quasi 200 individui! Tuttavia tu ci riuscirai:
1° Col cercare la gloria di Dio in quello che fai. Fare del bene a chi puoi, del
male a nessuno. Vigilanza in tutto. I
2° Dipendenza filiale dal direttore, studiando di secondare le sue mire e f.2r
20 coadjuvandolo nelle sue fatiche. Molte cose superano le tue forze, perciò alcune at­
tribuzioni saranno riserbate al direttore.
3° Il danaro sia presso al direttore, i pagamenti si facciano da lui o con suo con­
senso.
4° Studia di conciliare l’economia della casa col contento dei subalterni. Quanto
25 è necessario a tutti: ma intrepido nell’opporti agli abusi e scialacqui.
Altra cosa ti consiglierei per tua tranquillità ed è che mandassi tuo fratello a To­
rino. Ciò ti toglierebbe da brighe e forse da dispiaceri. Del resto abbandoniamoci
nelle sante mani del Signore; esso è Icon noi e diremo con S. Paolo: Omnia possum f.2v
in eo qui me confortai.
30 Dio benedica te e le tue fatiche, saluta D. Proverà e tutti gli altri nostri fratelli
e tu credimi sempre
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
35 IAMIlSirMiagb..teoDll.oRB.MdeolomnSfoi.gnnteorDe omenico capo nel piccolo semin.
422mIIeccoorrrrexexAml ihi27 tog8lileertetebrbae]emtoegdlieerxibubnea dis1p0iaficleiariler]espaterna 16 individui! corr ex invidui.
22crfa1oevf6rermcTDevotgraaouaoimodssfinftcirefaurtorneritateonitdtclorezleoeolilalo:oBscnd:adoeeoloGllenlmdnesiiBuigoBassinonoeeotsopgsecdcpu:oeioeivrBdm.eBvaoEiillersl’(gslaesmmtoisacoe)ovaSnmnamI.a,tprMpepliieroaoceatghtdri.dnteniii7acnd,0aAvoan0di.rlt.dogaGo1ved8ienuui6tsnsiM5nie/atsp1ire,pc8ochec6voeh6annleveodaanoluMpn1ècea8omdrg6ramos9eonsc/o1eeodt8inieev7fie0oDmsdnfeoiedermzsceczaeriezoelnugicitplsceiorp,onisimptrSuSieatdartu,evicafiigolanoiimn,nadonpuiaaon(ts1saiiacic8lah7ae4lérsi6gaia-aagl1inoMq9ics.u0htiore5eas)bat1f’veu8ule6lltvtou9ia:­­,

15.7 Page 147

▲torna in alto
settembre 1869 139
mo aveva raccomandato un suo amico di Fossano, che poi era guarito da una grave malattia agli occhi:
A23u0n8S-Ca2nF9AnraonO:1c3vme.0sn3lcei0oat0t..P.3.,r1oc3mov3nee4.rf.ào1:r3tvâ8.t8:EDF(mil.1)1IIV/,1,l2e.1tt3..518. All’epoca era economo, ma poco dopo passerà a Cherasco per
1361
Al vicario generale di Torino Giuseppe Zappata
ASC B31010 Lett. orig., Zappata (A 1741108) me. 56 C 7/8
OcEorIniIgc.4e9aduet.neMll2oBfsfItX.ess7o2271g-1i7ox2rnl28o5lm’immp.loractaarftaacuoslotàstampa forti segni di piegatura
Richiesta di autorizzare don Giovanni Bonetti a ricevere le confessioni
in calce mons. Zappata
*Troffarello, 22 settembre 1869
Reverend.mo Monsig. Vicario G.,
Nella novena in preparazione alla festa della B. V. sotto al titolo del Rosario
solita a farsi in Castelnuovo d’Asti avrei bisogno di mandare predicatore il sac. Gio.
Bonetti Rettore del piccolo seminario di Mirabello.
5
Ma esso non avendo più fatta confermare la patente per le confessioni in questa
diocesi né ora avendola seco qui a Troffarello, dimanda per mezzo mio alla S. V.
R.d.ma per questa occasione di essere autorizzato ad ascoltare le confessioni dei fe­
deli che ne lo richiedessero. I
f lv Persuaso del favore reputo ad onore il potermi professare con profonda grati- 10
tudine
Della S. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
3 al corr ex il 6-7 in questa diocesi add mrg sin
421-45GLiGuasidoeopvpamneannZidaBapopvnaeetnattn:i:ev.va.EcEc(mo(ml)ta)I.,I,leltett.t.62322.8. Mirabello era in diocesi di Casale Monferrato.
1362
Al canonico Domenico Curti
EOmArSaIiIcCgc.5hB0aiue3t1.d0iM1u0Bm2LiIdeXftiftt..à7o2r2i-g178.,253Cxur1t3i5(Amm17.0090c9ar)ta umsoe.st1a7mDpa1r/e2staurata vari segni archivistici sul f. 2v

15.8 Page 148

▲torna in alto
140 settembre 1869
Assicura preghiere per lui e per la signora raccomandatagli
Troffarello, 23 settembre 18]69
Reverenti.mo Sig. Can.co,
La sua lettera vennemi a raggiungere in Troffarello dove sono co’ miei preti e
maestri a fare gli esercizi spirituali e la ringrazio ben di cuore della parte che prende
a mio riguardo.
Assicuri la sig[ra] Benedetti Celeste, che io l’ho sempre raccomandata al Signo­
re nella santa Messa e spero che Iddio nella sua grande misericordia o le concederà
la perfetta guarigione o almeno le donerà la necessaria pazienza per sopportare tut­
to con vantaggio dell’anima sua.
Ella per altro non dimentichi che quando era Igravemente ammalata abbiamo f lv
limitata la nostra supplica a Dio di ottenere di potersi occupare circa le cose più ne­
cessarie della famiglia. Ad ogni modo io continuerò a raccomandarla ogni giorno al­
l’altare di Maria Ausiliatrice, e la ringrazio della somma di fr. 50 che mi manda e che
andrò ad esigere dal cav. San Marzano appena giunto in Torino.
Dio benedica Lei e le sue fatiche, preghi anche per me che con profonda grati­
tudine ho l’onore di professarmi
Di V. S. R.d.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Domenico Curti: sacerdote non identificato.
6 Celeste Benedetti: signora non identificata.
—14 ceasvi.gdeireS:arnisMcuaortzearneo,:rditoirvarreeb.be trattarsi di Ermolao Asinari (1837-1895), figlio del conte Ermolao (1800-
9188.6I4l)ceondteellE’urmngohlearoeeselaBsaorrbealrlaa EdenrSicighreattya((m18o0rt4a-1n8e6l 21)8e8r2a)n:oAs.taMtiadnuneod,eIil nPoabtirliizicautiodsounbBalopsicnoo.n..elI,fepbpb.r9a7io-
1857 aveva chiesto di patrocinare la lotteria, senza però ricevere risposta positiva: v. E(m) I, lett. 306.
1363
Al papa Pio IX
ASC B31010 Lett. orig., Pio IX (A 1730514 ) me. 41 B 9/10
CAMcioSainpCcioaaBupat3il.al1»o0g1e.20cfoLfne.2tttf.rfa.o2trt8oi2g.p2,x1ePls08aion3xtmIeX1d3m(i5A.pme1nm7n.c3ao0:n6«3Pc7o.)rmreezmm. oer.ias2u»6l4m2 rDsgu.l1s2fu.p-2.Evdod1nonBRosucaossccrrivivee: a«Dmiamtiatan:da«Sdei nfaecfoalctà­
aMllBa SIX. S7e3d2e pel collegio e parochia di Cherasco»
Memoriale per ottenere le facoltà opportune onde accettare il collegio di Cherasco già appartenuto ai
Somaschi
[Torino], 30 settembre 1869

15.9 Page 149

▲torna in alto
settembre 1869 141
Beatissime Pater,
Ioannes Bosco Sacerdos, Superior generalis Piae Societatis a Sancto Francisco
Salesio dictae, Beatitudinis Tuae ad pedes provolutus, humillime exponit, divina
Providentia factum esse, ut in urbe vulgo Cherasco nuncupata, Dioeceseos Albensis 5
Pedemontis, collegium convictusque adolescentulorum studio deditorum, nec non
ecclesiae parochialis administratio eidem Societati demandata essent. Omnia quae
hucusque facta sunt, semper de Episcopi consensu et consilio peracta sunt. At de­
creto laudationis et commendationis ejusdem Societatis, inter alias haec adnimad-
versio adnectebatur «pro fundatione novarum domorum, et pro suscipienda in poste- io
rum ab Ordinariis directione Seminariorum, recurrendum erit in singulis casibus ad
Sanctam Sedem» I .
Licet vero stricte loquendo haec potius temporaria administratio, quam novae
domus fundatio sit appellanda, tamen ad dubia eliminanda et ad debitum Sanctae
Sedi obsequium praestandum, facultates quae ad majorem Dei gloriam promoven- 15
dam necessariae censentur, humili precatione expostulantur.
Insuper hoc collegium (quod in potestatem Municipii Clarascensis nunc cecidit)
et parochialis Ecclesiae cura ad fratres Congregationis Somascae spectabant ante
promulgationem novissimarum Italici Gubernii legum dispersionis Religiosorum.
Hoc etiam in casu, et hac potissimum causa opportunas facultates humillime petun- 20
tur.
Hisce praemissis, orator, latis verbis, declarat in omnibus et per omnia paratum
esse stare omnibus Sanctae Sedis mandatis, et si tempus erit quo supra memoratum
Institutum Somascae Congregationis, obmissam administrationem denuo suscipere
valeat, libentissimo animo restituere, jura, loca, administrationes, quae quocumque
titulo ei competere poterunt.
25
[Sac. Gio. Bosco]
cc38nooitPhnr,]uirvaceieecuxxtcspuDqoomurniroeitcefexascpitiaa75suuaAndr4tblm,bdeceiiovncntiursasriltesgrs,]oa]itAideeoxlmibcchtaeannoueeredrnsssipeiesxeBxctaecamainvttmi6ittuaicndtoeiialsnltneirsgtaeiteuiCmEomhnpee]einsrmdcacosoeclpxloei]SgaaiCdunldmcadtrc,iaetosma[csaiennpdcsnorauount]avnvocieclusu9tpustauelsatnqsau,tu]daecpad]otrdiocrorovsninoievslxuiectDudttuseicosmoecmaconeemrxdsrepaeoeronexs­­
ed1x1atiStoeenmmispioneramarlieiosnrudms,i]adeSxmemianpiinspatrrroaibotiarout]imonadismmi1n3isatrnateSsotrciice1tte4atdissei]tl hCaopocpneignlrlaecngadastaui,oncioshrarecsiaedxd10saipdpoemlltoaelrmiumppoo,]rsasdritio,amcvooerrruurmnsii
cs1ee5ncitpdurirat)e]stcaencdi1ud7mitc,];olplreagei1su8tmanedt(]upmcaorollcehgi1iau6lmisa,netme eninnecdeemesxseanrnideacesideelxocCpepoconidrgtirutengaateCitolenamrisaesSnceodnmesxaissr]ceagielul]iuSsclhococelinarscueomnrtruPre,ix]arcluoemcni­
2pelsRopto4ecescvaScso,eetorar]amrebdnHaeamdnxsoicitsc]enasieiessmttCpriiaa2eomtc2niEto-gap2nirbn3ieesasgctcp,ao]aatpsriloiuaotncuAoiamspl]abpdSaeomnsc1rseto8iuennl-nas2icresi0osutrrmaradtneiePoctx2ienla2a.per.rua.parmtraioaotepu2nmps5e2oi-e5sr2ests6tutvisnaqc,alouesoamo]r2tac3mtcuqooomuerrme,nqradlnudeaaiextmtbiistouvoinstadvuleuecelormoabinrnairtstdec,s]dllilairpsregeiirxiusatse.ip.tm.uo2eetix6esrassemeitc,s,itacicuono[opsdrrraqorartutteoeieexsrsx,t]rlaeeaebmsitmsitsiataenuvdndeendanretbtixeusixasr;
27 La supplica, accompagnata da una lettera favorevole del vescovo di Alba, mons. Eugenio Galletti

15.10 Page 150

▲torna in alto
142 ottobre 1869
d(ve.lllaetSt.. C13o6n5g)r,egvaezninoeneacdceoilVtaesdcaolvSi .ePRaedgroelanrei,lli’lud19iennozvaecmobnrcees1s8a6a9.mLoanrsis. pSotsatnai,salafoirmSvaedgelilaptir,efseetgtoredtaerliloa
sBte1ss0a, eCdo.nignrMegBazIioXne7,3c3a.rd. Quaglia, venne comunicata a mons. Galletti: copia in ASC A 1730514, me. 41
1364
A don Annibaie Serra
ASC
Orig.
Bau3t.10102Lfeft.t.
o2ri1g0.,
xSle3r5ram(mA
1740610)
. carta
me. 52
azzurrina
D 11
consunta
intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M.
GE.I..I S51i pregMaBdeXllVa c8a3r5ità...»
Raccomanda l’amico cavaliere Ghirelli, di cui allega un biglietto
[Torino], 1° ott[obre 18]69
D. Serra carissimo,
Latore di questo biglietto è il cav. Ghirelli che va a Costantinopoli per alcuni
suoi interessi particolari. Esso è mio amico, ed ogni atto di benevolenza usato a lui,
5 lo reputo fatto a me stesso.
Dio ci benedica tutti, e ci renda felici nel tempo e nell’eternità.
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
Al chiarissimo signore
10 IsIegsi.gd.eDl .PSaterriraarcAandniibCaoiestantinopoli
f.2v
4 lui corr ex Lei
2CosAtannntiibnaoipeoSlie,rmrao: ncsa.vRaluigergee,rosaEcemrdidoitoe dneaitimvoardciheZsuimAangtilciai M(Baitetlelia.), era segretario del Patriarca latino di
3 Ghirelli: personaggio non identificato.
1365
Al vescovo di Alba Eugenio Galletti
ASC B31220 Copie di orig. (A 1920202)
CEoIpI i5a1semplice
sInuvcicaeslsaivmamemenotreiaalplaerSo. tCteonnegreregleazfiaocnoeltàdeoi pVpeosrctouvnieeoRndegeoalacrcie—ttaraeltirlecionlfloergmioazdiionCiherasco, da inoltrare
Torino, 2 ottfobre 18]69
Reverend.mo Monsig.,

16 Pages 151-160

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16.1 Page 151

▲torna in alto
ottobre 1869 143
Mando a V. S. Rev.ma la memoria per essere inviata alla Congr. dei Vescovi e
Regolari o alla Congreg. del Concilio. Io ho fatto il meno, Ella faccia il più special-
mente notando che ogni cosa fu fatta col consenso di Lei, e che in quest’opera Ella 5
ravvisa la maggior gloria di Dio, come nella mia pochezza confido che sia così.
D. Francesia subirà l’esame di confessione al giorno 8 corrente e le manderemo
il risultato del medesimo per quella deliberazione che meglio crederà.
Il Tosellini è tuttora pieno di fuoco, speriamo la continuazione.
Colla più profonda gratitudine ho l’onore di professarmi
io
Di V. S. R.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
4233-4iEmluepCgmioùeonn: rgivioraae:lGgevaa.azlllieedottinttri.ee: 1vdc3.he6iEe3V(.smeens)czIoa,vllie’etets.pR5lei8cg8io.tolaarip.p..oCggoinocidlieoll:aladommeamnodraiadafinpìarnteelldeemll’aOnriddinelalraiop,rilma aS.anta Sede
n79onTGaoivoservelalbinnbniei:
cBcohanitetciresisctasooFdlreealnlf’caOecsorialatt:oàrvri.iocEhn(iomens)temI.,eClgeoltitso.a5ic1dh8ee.ntiinfivceacteo
avvenne: v. lett. 1374.
appartenente alla diocesi
di
Alba.
1366
Al prelato pontificio mons. Domenico Guadalupi
Fotoc. dall’Osservatore Romano 1° febbraio 1970 p. 3
IOtArnarSeitdCgto..
Bdaui3ti1.n2c1h0io1Msftì.rso.]
intest, a stampa: «Oratorio.... W. G. M.
aut. in fotoc., Guadalupi (A 1980124)
G...
Si
prega
della
carità...»
[cancellato
con
Ringraziamento per quanto ha fatto a favore di due chierici
Torino, 3 ottjobre 18]69
Eccellenza R.d.ma,
Monsig. Manacorda nostro comune amico ritorna a Roma in buono essere di
salute, ed io ne approfitto per rinnovare a V. E. i miei più sentiti ringraziamenti pella
bontà che mi ha usato in più occasioni ed ultimamente pei favori ottenuti per due 5
cherici che meco la ringraziano.
Monsig. Manacorda è incaricato di soddisfare agli altri miei doveri materiali che
possono occorrere a questo riguardo. R.d.mo e car.mo Monsignore, noi l’abbiamo
notata tra quelli per cui ogni giorno intendiamo di ricordare nelle comuni e partico­
lari preghiere che facciamo all’altare di Maria Ausiliatrice. Ella aggiunga la carità di 10
volerci anche raccomandare al Signore.
Dio [la] benedica [,] la conservi
fonda gratitudine mi professo
ad
multos
annos
di
vita
felice.
Amen.
Con
pro­

16.2 Page 152

▲torna in alto
144 ottobre 1869
Di V. E. R.d.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
l21a
sLDooloitmsateefnsesiscotaogdGioeurlnaSoda,anliutlop3iR:ootvts.oalbreritoet.,.
don Bosco
1282.
si
recò
con
un
gruppo
di
giovani
ai
Becchi
di
Castelnuovo
per
35ad3ne--46itiEcqmiubdpauuialteoritaoencnrolhdoeiieecMosrisridacecnirhi:neaieacndrzooiiicrnosdina,ailid:du.eitvAen.c:tuEmidfi(ieimcafnaal)lottaitI,icIl,eheptreeltae.rtsstii1.t3aqt7r4tua6o7at3.tla.iimddmeolnlaelaBdtooims;cvios.slaoevrtitee.v1ad3ep1lr1co.hbiaebriiclmo eGnuteidcahziieost(oletatl.la13s3an8)taosdedi edudei
1367
Al chierico Giovanni Garino
Edita in E II 52
Contento per la scelta sacerdotale, gli dà consigli spirituali
*Calliano, 10 ottfobre 18]69
Carissimo Garino,
Ho ricevuto con piacere la tua lettera, e godo della tua ferma volontà di farti
buono per divenire un ottimo ecclesiastico. Dal canto mio farò tutto quello che pos-
5 so; ma ho bisogno anche di qualche cosa da parte tua. Di che cosa? Di una confiden­
za illimitata in tutto ciò che riguarda al bene dell’anima tua.
Avrei bisogno di farti cacciatore di anime, ma pel timore che tu rimanga da altri
cacciato, ti propongo soltanto di farti modello ai tuoi compagni nel bene operare. Pe­
raltro sarà sempre per te una fortuna grande quando potrai promuovere qualche bene,
10 od impedire qualche male tra i tuoi compagni.
Amami come io ti amo nel Signore, prega eziandio per me che ti sono di cuore
Aff.mo
Sac. Bosco Gio.
2n1ellCGaaigollivitaaannaonu:itulGonacnraailnlietoà:ddvei.l Ep1o(8mc6h2)e,I,ocsleepntittt.ien3ad4ie2al.dpiararbo.c,oad1o4nkGmiu. sdeappAestSi.erDenoon (B1o8s3c0o-1v9i0e5r)a. già stato coi ragazzi
3 lettera: non è stata reperita.
1368
Al direttore generale delle Ferrovie dell’Alta Italia Paolo Amilhau
MASinC. aBu3t.10101Lf.ett. o2r4ì5g.,xA1u8t2ormitmà,. Fercraorvtiaeu(sAo 1st6a9m02p1a0) semgnei. d2i Dpas1t2el-lo2bElu1 le date delle comunica-

16.3 Page 153

▲torna in alto
ottobre 1869 145
zEioInIi5d2e-5ll3e FerMroBviIeXso7n4o5-d7i4a6ltra mano
Rpeirpelrocomrreenolalostsocroiantdoegcolincabesussoi cairtcuattelelecocnasceesdsiioendiufcearzrioovniea,riqeuaailorraaganzozni fdoissTeorpiinùo-pVoaslsdiboiclceoaecccohrdieadree
la riduzione del 75%
[Calliano, 10 ottobre 1869]
Ill.mo sig. Direttore Generale,
Per diminuire quanto è possibile il disturbo a V. S. 111.ma mi fo ardito di mette­
re qui per iscritto quanto vorrei esporle di presenza e la prego a volerlo leggere colla
solita sua bontà.
Finché le Ferrovie erano amministrate dal Governo i giovani di codesto stabi­
5
limento furono sempre considerati come poveri e come tali avevano i trasporti gra­
tuiti ed i superiori delle varie case godevano caduno un biglietto di favore con un
compagno.
Questi favori furono parimenti concessi dall’Amministrazione delle Ferrovie io
Meridionali Romane. Passate poi le Ferrovie dello Stato alla Società dell’Alta Italia
fu accordato quasi il medesimo benefizio vale a dire la riduzione degli indigenti del
75 per 100.
Era impegno degli amministratori di vegliare che non succedesse abuso nel
concesso favore e si ottenne per ogni caso di partenza dalle stazioni di Torino. Ma 15
avvenne che alcuni riuscendo a sedurre un giovane che da Saluzzo doveva venire
allo stabilimento si servì del biglietto altrui.
In seguito a tal fatto con lettera in data [20 giugno 1867 il favore] era ridotto a
metà prezzo.
Altri male intenzionati ingannarono altro giovanetto nella stazione di [Biella] 20
coll’alterazione del numero scritto nel biglietto di concessione e in seguito a tal fatto,
flv I che è del tutto indipendente dai direttori di questo stabilimento [,] veniva intera­
mente sospeso il favore con lettera [15 febbraio 1869]. Dopo quel fatto furono perfi­
no negate le riduzioni che soglionsi concedere a tutte le case di educazione, quando
gli allievi raggiungono un numero determinato.
25
Le cose stando in questi termini io porgo rispettosa ma calda preghiera a V. S.
111.ma affinché si degni di considerare:
1° Che i Direttori di questo stabilimento non sono in alcuna cosa colpevoli dei
fatti per cui fu tolto il favore, anzi hanno sempre vegliato e raccomandato di vegliare
e di punire i colpevoli ogni volta fossero scoperti. Non è mai succeduto disordine 30
nelle stazioni di partenza.
2° Che questa casa vive di provvidenza quotidiana e che si è sempre prestata, in
ogni tempo a ricoverare que’poveri ragazzi che avessero appartenuto agli applicati
alle Ferrovie o fossero in qualche modo dai Direttori delle medesime raccomandati,
eridchioenfauliseemRpormeatenneudtaa fcruailèe tiuntdtiogreanbtiensiecfcicoamtae. è considerata dalla Società delle Me- 35

16.4 Page 154

▲torna in alto
146 ottobre 1869
3° Che l’amministrazione delle Ferrovie dell’Alta Italia non ottiene alcun van­
taggio dalla cessazione del favore poiché quando concedeva il 75 per 100 la spesa
annua montava a circa fr. 4000; allora che fu ridotta alla metà si spesero fr. 2000. In
40 quest’anno poi che fu totalmente sospeso il favore si sono spesi appena fr. 150. La
ragione si è che per mancanza di mezzi i viaggi si fanno per lo più a piedi o sopra
carrettoni e simili.
4° Si supplica perciò qualora non si voglia più concedere il favore del 75 per
100 come si accorda ad altre case di beneficenza, almeno si accordi ai superiori di
45 questi stabilimenti, e permettere che i giovanetti possano godere il favore generale
che è concesso a tutte le case di educazione quando raggiungono il numero dodici.
[Di V. S. 111.ma]
[Obbl.mo servitore]
[Sac. Gio. Bosco]
s3iabgse11niixbee60Pdb-eaims1erxelaili1rltnudarfcdeensouoAhmcoodemceniehcnainmiledtdi1oi2n8ce1aih2xds1re6citis3dar2eoadpopcd4lfzaotloiouit’nardoosrcgeenretnomoeestedde.1mte..cioe0..ns.oes0podntrReargrddmeeoqlesagixemeuoilmhxnaenealindmosexdnitirnieoismasenaetxaeiaadidsndmbdutdeudrismeelasi2isnltizmeeom2idnrnoeroiadeonlngnxsetfmtotsa2eriiervlo5ncrgcoaodhgrsnnaeelioinat.Sicd.1nn.qoe1aetuxuldreluòpraeppzmo7teeraziei-xenirdo8ragdmftdooaaoia[icdldnrntdcido2astzeoe3ti2]slgoizl7ielagaifcentraapoiarftv1;deretef2ourori,anDrivlqlectecaiexupoohvaarpmséaieasuoledisesamcnedideofundemearmtoneleregtd6eeunennretxdqaoietxmouddedareaixomabellvle,lgbioiamlelniq8iavmciuemsaahcnetnlerao’dloaid2fe[tsuua0esvinnndiieA]eacoexrmilrlauvti1aagreenle7ilmndgcvnicddiaroteuopeinlnnenbierstùadxreri­­
2fteeurxm9attneahocnarhadnineox40es3m4e7t1oetn1pa’del4emrme3xme-e4nnaa4tbndebcielsiaxaofnmaszdvpao’oesdreoi.o.me.vtmtebeizeegeznnnliiedeaeftesiomcmi eeeeennxanzdddatosdseilitsmeoiexexnnhdo3anm24-0pr3go4at3psesi8npin.de.p.noeoxarsiaiclfchpr’c.aéaong1mcta5iocra0reonredtfmaeaalxtveisnopoarodmdeisdmi meax3r4g9n4sesiisminlusmpgpeleeirsnie3oor2roiap4neeo3mmnsupteeiennèr2ddcd0iessò0iil
ex direttori, maestri ed amministratori delle 45 post godere del almeno
1 Calliano: si opta per la medesima data della lett. 1367.
211 PaPoalsosaAtempilohiaule: gFieàrrcoitv.ieindEe(lmlo) SIIt,atpop:. i6l 4184-6m49a;ggv.iopo1i8l6e5tt.l1a46«4S.ocietà delle strade ferrate lombarde e
ddeelllle’ItsatlriaadeCfeenrtrraatlee»dealvl’eAvaltaacItqauliiast»a;tol’alennfoersroegvuieendteellaoveSvtaatopoPiiaesmsoornbteitsoe lee fseireroraviteravsefonremtea. ta in «Società
2dv13o8aridi2u105pffrifgeceicibuidbsgaernarlolnieoe1,«81iS68nt76rA:a9dp:vep.ve.EFnA(edmprirpc)aeetIenII»,d, iliscelotectp.oIr,na1ltt0ete6utnt4t.ut.ot1o8d,6eg9lrl/a’3Az.ilPetauarlItltreaolrpiiaps,ponoolsantemsdoaengiogvisoetrraitpefaucrntoeznidoseenrlalvreai ltceeot.tneSsrieearmdviaotdepoennreòBllio’nAscgSorCaa­.
49 La risposta fu negativa: v. nota alla lett. 1370.
1369
Al cavaliere Tommaso Uguccioni Gherardi
AOSriCg. Bau3t1.0102Lfef.tt. or2i0g6. dxi 1r4e3cemntme .recucpaerrtoa, aUzzguurcrcinioaniin(gAial1li7t8a0216)
Ined.

16.5 Page 155

▲torna in alto
ottobre 1869 147
Provvidenziale offerta — attesa di una sua visita — sosta a Firenze nel progettato viaggio a Roma
*Torino, 12 ott[obre 18]69
Car.mo Sig. Tommaso,
La Divina Provvidenza ha i suoi tempi ed i suoi modi per venirci in ajuto. Noi
avevamo le nostre finanze letteralmente esauste quando ricevo la sua lettera con en­
tro un vaglia postale di fr. 500.
Sia adunque sempre benedetta la bontà del Signore e sia di tutto cuore V. S.
car.ma ringraziata della carità che ci ha fatto. Non mancheremo di fare comuni e par­
ticolari preghiere affinché Dio benedica gli interessi suoi spirituali ed i temporali af­
finché abbia ognora copiosi mezzi per appagare la carità del suo cuore a bene altrui.
Di quando in quando ricevo notizie di Lei o per mezzo della sig[ra] Girolama o
per via di persone che di Firenze si recano ne’nostri paesi, e questa è sempre per me
una grande consolazione.
Noi viviamo tuttora nel caro desiderio di una Isua visita. Sarà differita, ma spe­
ro che l’avremo. Intanto nel corso della celebrazione del Concilio ecumenico spero
di recarmi a Roma e così poterla ossequiare passando per Firenze.
La mia sanità in questo anno fu alquanto alterata, ma grazie a Dio ora mi trovo
assai meglio. Dio la benedica, caro Sig. Tommaso, e con Lei benedica tutta la sua
famiglia e a tutti conceda lunghi anni di vita felice; e raccomandandomi alla carità
delle sante sue preghiere ho l’onore e il piacere di professarmi
Di V. S. car.ma
Obbl.mo aff.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
210 TGomirmolaasmoaUUgguuccccioionniiG: vh.eEra(rmdi): IvI., Ele(tmt. )8I8I5,.lett. 877.
1164-1s5ansiptàe.r.o. dalitreercaatar:mvi.aaRdoems.al:eltat.sc1e3r2à6T.orino alla volta di Roma, previa sosta a Firenze, il 20 gennaio 1870.
1370
Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Prefetti, Radicati (A 1690320) me. 4 A 1/3
Min. aut. con alcune parole di Michele Rua [= R] 2 ff. 227 x 172 mm. carta azzurra sbiadita
sul f. 2v si leggono note a cura di Gioachino Berto e Michele Rua
E II 54-55 MB IX 746-747
Ripercorre la storia degli abusi circa le concessioni ferroviarie ai ragazzi di Torino-Valdocco — chiede
un intervento a suo favore presso la direzione delle ferrovie dell’Alta Italia
Illustrissimo Sig. Prefetto,
[Torino, 18 ottobre 1869]

16.6 Page 156

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148 ottobre 1869
Nei tempi passati V. S. 111.ma fu sempre un insigne benefattore verso ai poveri
giovani ricoverati nello stabilimento detto Oratorio di S. Francesco di Sales e ciò mi
5 dà speranza che al presente si degni di farci una raccomandazione per lo scopo che
brevemente qui le espongo.
Fino a tanto che le Ferrovie furono amministrate dal Governo i nostri ragazzi ed
i loro superiori hanno sempre goduto del trasporto gratuito come tuttora lo godono
nelle Ferrovie Romane e Meridionali. Quando quelle caddero nella nuova ammini-
10 strazione detta dell'Alta Italia, ci venne accordato l’insigne favore della riduzione del
75 per 100 siccome si suole concedere agli indigenti.
Ma dopo meno di due anni a motivo che uno dei nostri ragazzi nel ritorno a To­
rino si lasciò sedurre a cedere ad altri il proprio biglietto, con lettera del mese di
aprile del 1867 il favore era ridotto a metà prezzo. Finché un altro ragazzo nella sta-
15 zione di Porta Susa avendo variato il numero ad uno dei biglietti fu tolto l’intiero fa­
vore a tutto lo stabilimento sebbene esso non avesse colpa alcuna, giacché erasi
sempre usata la vigilanza possibile per impedire qualsiasi disordine fra i nostri allie­
vi nell’uso dei relativi biglietti.
Dopo ciò non solo fu tolto il favore individuale, ma fino quello che si suole
20 concedere Iindistintamente e per regola generale a tutte le case di educazione quan- f l v
do gli allievi viaggiatori raggiungono il numero dodici.
Aggiunse poi novello rincrescimento quando questa medesima agevolezza fu
eziandio tolta ad altre case adducendosi per solo motivo che dipendevano dallo scri­
vente. Per esempio nel passato settembre il piccolo seminario di Mirabello che nel-
25 l’amministrazione ha nulla a fare coll’esponente, dimandava il solito sconto per dodi­
ci allievi. Fu risposto di far vidimare la supplica dal sindaco del paese. Il che fatto
con perdita di tempo e di danaro, fu risposto non potersi concedere tale agevolezza
perché quello era stabilimento dipendente come sopra.
Ciò premesso io prego V. S. 111.ma a volermi con bontà raccomandare alla Di-
30 rezione delle Ferrovie dell’Alta Italia affinché mi conceda non i favori primieri, ma
soltanto quelle agevolezze che si concedono a tutti gli istituti educativi. I
Ella potrebbe notare che questo nostro stabilimento ha sempre accolto i giova- f.2r
netti che fatti orfani o altrimenti resi infelici per disastri avvenuti nelle Ferrovie dai
Direttori di quelle vennero al sottoscritto indirizzati; attualmente questi giovani sono
35 in numero di circa 20.
Essi continueranno ad essere tenuti né occorrendo mai si rifiuterà a qualsiasi
caso di novella raccomandazione, ma dimanda almeno di non essere escluso dalle
agevolezze comuni.
Se Ella, sig. Prefetto, mi farà questa raccomandazione sarà un novello motivo
40 alla nostra gratitudine, ed offerendole questa casa in quello che la potesse servire ho
l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
[Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco]

16.7 Page 157

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ottobre 1869 149
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novello it si post motivo del di più 40 nostra add si post gratitudine del verso di Lei
2 Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109; inoltre lett. 1330.
72nvsua3oenn-F2idci4dniorioneMdtdatiiepivtraeidadnnibeptdeoreele:nlv,ovdav.enlaelnoelzetrdeti.ad,aul1adlzo3litir6roese8nc.lrivoiovcsloettnrneetcetset:aosrsèàleeilgnauaitiemgsreiteoessvsdsaaeonnl ticaeodsnlioloeTtttgoaoirrloeiinndcoeih-aVMereacilrtidaaòolbeccehcldloeio:piecnvno. qdnlueeqtentus.zteaa1l,l5lop0ee5tdtr.ierpTaootdreiornnoa-vBVeoraselcdpooecsrceoimgabilorlae­
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guinoavsaentitidmeal nmaeddoepsiomaoseuachveoldtoanlaBPorsecfoetntuerear,acostnatloetatevrvaisfairtom:aAtaSdCaAAl1e6s4sa0n2d2r1o, mMea.s2c6a2re7ttBi, c1o0m. Eusnaitctòamaednotne
Bdionscoon daivaevr eorttperneugtaotonulallad:ircefziAoSneCdAell1e3F6e2r1r0o2v,iempee.r1ch4é44coDnc1e0d,eesds.eian dMonBBIXosc7o47le-7r4id8u. zioni richieste, ma
1371
Alla superiora del monastero della Visitazione, madre Ignazia Amelia Demonte
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Demonte (A 1980125)
CEoIpIi5a5auteMnBticIaXta7371 f. 190 x 125 mm.
Parole di speranza per una nuova fondazione ricca di incognite
*Torino, 27 ott[obre 18]69
Reverend.ma Sig[ra] Madre,
Non badi a nissuno e sia sicura della volontà del Signore intorno a quanto fu
operato per la casa di Villalvernia. Ciò che dicono gli altri, sia accettato con rispetto
e servirà di norma per l’avvenire. Dopo il temporale sarà più consolante la comparsa
del sole. I cavoli trapiantati crescono di più e si moltiplicano. Coraggio adunque e
fede nella divina provvidenza.
Dio benedica Lei, le sue fatiche e tutte le sue figlie; preghi per me e per li miei
poveri giovanetti e mi creda

16.8 Page 158

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150 novembre 1869
Di V. S. R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
4 Villalvernia] Villarvernia
24pVvoiioisMVidltuaiealozlldlaigoroloevn.:seetrIendgsiisnaoaP:zimlnioaeocrnAaolalmisotàteedlraiaoal2. 6Dmeakmgmgo.inodtae1,A8n6le9astasaallanadTfrioinare,inadoe9lilk13m807. 2ds,eamttTeoomrrttbaornel’a8.1g8L1iau0gf,onsnoudp1ae8zri8ioo0nr:aendionetelotgmrgaoettntetaosdtnaelorlon’adercbehlbliea­
1372
A don Giovanni Battista Lemoyne
OEArSIiICg.5B6au3t1.0M10B2LfIefX.ti,7o4r20ig1.0, xLle3m5omynme .(A 1c7a2r0ta60le8g)geramceo. n30mAac1c/h2ie di umidità
Consigli su come redigere la biografia del chierico Giuseppe Mazzarello
*Torino, 3 nov[embre 18]69
Car.mo D. Lemoyne,
Il tuo lavoro va benissimo ma bisogna notare la convenienza e lo scopo. A que­
sto riguardo bisogna [:]
Io Togliere o almeno temperar gli slanci poetici, perciò quanto è soltanto de­
scrittivo alienarlo.
2° Pensare che si scrive in prosa storica e perciò la moralità sia come impastata
nel racconto e non come materia separata.
3° Molte cose non sono espedienti come vedrai nel contatto delle cose politiche [,]
p. e.: cacciata de’ Gesuiti da Genova.
4° Ciò posto il capo Mornese si riduca e in forma di prefazione si espongano le
cose [,] località, storia, e indole secondo il Casalis; di poi si accenni alle fonti donde
furono attinte le notizie di cui ti servi, quindi farai passaggio al cominciamento del
racconto.
5° Ho notato alcune cose facendo soltanto passare sopra la matita affinché tu os­
servi Iil senso e la connessione delle cose.
Qui hai due quaderni, gli altri due te li manderò appena li avrò potuti leggere,
che spero fra poco. Essendo questo il primo lavoro ci vuole un po’di pazienza, non
sarà più così dopo alcuni quaderni modificati e attentamente osservati.
Coraggio e speranza nel Signore. Dio benedica te e le tue fatiche e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco

16.9 Page 159

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novembre 1869 151
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
3 II tuo lavoro: si tratta della biografia del chierico salesiano, Giuseppe Mazzarello, morto il 21 gennaio 1869;
uscì come fase. 7, a. XVIII delle «Letture cattoliche» nel luglio 1870: v. E(m) II, lett. 812.
12 Goffredo Casalis: v. E(m) II, lett. 1070.
1373
A don Giovanni Battista Lemoyne
AOSriCg. Bau3t1.0101Lfe.tt. o1ri3g7.,xLl0em4moymne. (A c1a7r2t0a6l0e9g)geraminec.o3l0laAta 3su un foglio più grande mrg. frastagliati
E II 56-57 MB IX 748-749
IaidlnivgpdiiroaoonvpmeoBdosoìditdeoprlolaodmtoedelilr’iregisgsapimoo,setpardecishuvemoicleatnzediooolnogegioàdFeaivedvceehrniieucrtoiocAialldbli’eerLptoaacnvazreolb’ab—reripvionotfuodteromgmlai ascnthudedaersenitaisl—al’raerbvcboiveceasrzecicooanvteoo ddaei lTLfoairgnilnziooo
Car.mo D. Lemoyne,
[Torino], 4 novembre 1869
Ecco la risposta che il sig. Vicario può fare: egli poi modifichi come meglio
giudicherà.
Giovedì prossimo noi abbiamo l’esercizio della buona morte; dopo mezzogior- 5
no conto di andare a Lanzo, se ti sembra che gli allievi si possano già calcolare tutti
arrivati.
Dirai a Bodratto padre che mi adopererò per aggiustare il suo merlotto se non
mi volerà via dalle mani.
Dio benedica te e tutta la tua famiglia Lancese. Amen.
10
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco
P. S. Che fa Guidazio?
6 gli emend ex i
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
3 Ecco la risposta: edita in Appendice II, 4.
— Vicario di Lanzo era Federico Albert: v. E(m) II, lett. 759.
8 Francesco Bodrato: v. E(m) II, lett. 798.
— suo merlotto: il figlio Giovanni di cui alla lett. 1347. A Lanzo però c’era anche dal 1867 l’altro figlio
di don Bodrato, Luigi, (nato nel 1852) cui sembra si riferisca il compagno Luigi Gagliardi in una lettera
al direttore di Lanzo, don Lemoyne, in data 31 dicembre 1869: ASC B 5440202. Un registro della scuola
di Valdocco lo riporta come allievo di quinta ginnasio nel 1869-1870: ASC E 606.
13 Pietro Guidazio: v. E(m) II, lett. 1221.

16.10 Page 160

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152 novembre 1869
1374
A don Giovanni Battista Francesia
AOSriCg. Bau3t1.0102Lffe.tt. o2r1ig0.,xF1r3a5ncmesmia. (Ain1t7e1st0,5a07st)ampma:e.«O22raDtor3io... W. G. M. G... Si prega della carità...»
cEarIIta5a9zzurMrinBa IX m76a1cchie di inchiostro
Isni vfeiarmlaerràispalocsutnaidgaiomrnain—dareraaclcoPmroavnvdeadidtoi raevderegcluirsatuddeilldaisCuaunsaenoi—tà, dinifqouremllaacdhiedsoinrePcrhoevreàràa eCdheegraliscaoltrdiove
[Torino], 9 novembre [18]69
Car.mo D. Francesia,
Ti mando la risposta che credo possa farsi in soddisfazione ai requisiti del
provveditore. La porterai al sig. sindaco cui farai tanti saluti da parte mia.
Se non c’è affare di assoluta premura io andrei a Cherasco da Lunedì prossimo
in otto giorni, che è il 22 corrente e mi fermerò alcuni giorni. Potrei andar prima, ma
soltanto di volo e non vorrei.
Ti raccomando di avere molta cura della tua sanità, di quella di D. Proverà e di
tutti gli altri.
Se Ottonello è contento del piano, io pretendo che lo suoni in modo da poterlo
poi suonare in Paradiso.
D. Francesia, coraggio nel Signore. Dio benedica te e tutta la cara famiglia. Sa­
lutali tutti da parte mia. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco
1 novembre] 9bre 5 affare emend ex asso
2 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518. Era il direttore della nuova casa di Cherasco, aperta
•d43—a
uIrIIinlsPpsmorinosevdtsaave:c.eosdiietvoreardeialecaraonncGhteieoFvlaealnliecnteit.BG1aa3tl5tlii7sd.taeIllBlapigrMolibnalone:tmiccaait,.erngaaitàsooppaiùrCatvutounltettoeo;ndvei.lilne1td8to.1l51e3ee4cm3ooenrot1mo35iac2aC.:hve.ralestcto.
1376.
nel 1880.
5V810alFLdrMuoancnacectodteeìsnocpeorlOoP1stst8roio6mnv5ee.olr:Plàor:1:o5vfn.enasEotso(vomeamt)riCbIe,rnaelnme.tatpl.eo5a1L8Ti.grouDfrafeatr(eeGmlleopnooilve2ar3a) ssnoeetfltflee’moretbtnorteeb:re1v8.61E98(5me1,)nueIIon,vtrlaeòmtt.aeHn8’2tOe2.raatLoarniozodiil T2o0risneot­-
tstLeeiaomonnlbouegrsepeiaie.1r(8pCF7euat2ug,daldii.arierCvite)toonndrnsaeeel gps1uea9rìc1eml2ardoalollattui1er9aean1a3nCiin:easaalaelCGteteaeirgnlelzi1eaa3rniiomndadtaegilogR1lio9oog1md3iaeaalald1aR18l9o711m568,a.9a.M8dInaouslrneì1gaa9nln0òsn3uo,moadupisPaidaecirsasme,talaienltzd2taea0lrdan1atou9lvlr0aae4,msfuabilalroe1ps9ro1o0f9f7i2ae,6sea:­
ASC registri Censimento, Dati anagr e delle Ordin., Professi; cf DBS p. 207.

17 Pages 161-170

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17.1 Page 161

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novembre 1869 153
1375
Al segretario del Concilio Vaticano I mons. Joseph Fessler
ASV Acta S. S. Conditi Vaticani Segreteria del Concilio dal n.l al n. 200 f. 117
IAO1n1rSei'dCgk..MBau3t1. 2101Mf.m.
270
aut.
x 200 mm.
infotoc., F
busta
essler (A.
158 x 110
1980126)
mm.
con
francobollo
e
timbro:
Torino
22
nov.
69
Richiesta di conferma della possibilità o meno di partecipare al Concilio Vaticano I in qualità di superio­
re della congregazione salesiana
Torino, 22 novembre 1869
Eccellenza Reverendissima,
Nel bisogno di avere uno schiarimento concernente all’intervento al prossimo
concilio ecumenico mi fo’ ardito di indirizzare in proposito umile preghiera a V. E.
R.d.ma. Eccone in poche parole l’oggetto.
5
Da alcune lettere e da alcune private notizie di amici mi viene affermato che i
Superiori Generali degli ordini religiosi definitivamente approvati e con giurisdizio­
ne siano ammessi al p[rossimo] concilio; ma non potei essere informato se le con­
gregazioni ecclesiastiche siano comprese in questo numero.
Io mi trovo Superiore Generale della congregazione della Società di San Fran- 10
cesco di Sales definitivamente approvata con giurisdizione, con voti semplici ma
perpetui e riservati alla Santa Sede.
Se V. E. per tratto di sua grande bontà volesse farmi scrivere una parola che mi
accennasse se questa società debba annoverarsi nel numero degli ammessi o degli
eccettuati, mi fa un vero favore. Non vorrei mancare ad alcuna cosa che tornasse in 15
ossequio alla S. Sede, come neppure vorrei inoltrare parola in cosa in cui non doves­
si mischiarmi.
Persuaso che voglia dare benigno compatimento al disturbo che le cagiono, le
auguro dal cielo sanità e vita felice mentre mi professo con profonda gratitudine
Di V. E. Rever.d.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
MA oSnusa. EFcecssellelernvzeascR.edvieSr..dI.mppaolito
dBseeoglrrgCeotoanNricouiloiovoERcuommeanico Vaticano
25
1 novembre] 9bre
2Vpfuoiiet.IrnoaNnssaeefelpnrh1eit8loF61e2a8sv4sSl1eae,nnrnf:kuetnpnParoòtoomlfteeinnnsesaliotnorTeAivrdeuaissloctsrotioavnr:eoilacafeu1Hcs8ci1Clli3ea,sVriesaialsdictiie4cBr2adr1oee-st4eds2ai 2dnd.aoilrniet1toe83tci7at,onlolaanrueircedoai taNoBisirnseastsienaonlCooagnpieappaadriloml’cuaiane.ivNaeerVsl iit1eà8n6nd5ai

17.2 Page 162

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154 novembre 1869
c2vi.2,aapnLpcauhnretiosspedoisptreairs,ppieomtsumtiaeeadlrilaiestgeaar,vtfoautainllaealgllaaettiStveaarnait.na qSueadnet,onionsuapveerivoarniogednireirtatoli adeplalerteCcoipnagrreegaalzCioonnicailivootVi asteimcapnloi:­
1376
Al padre barnabita Salesio Canobbio
AOAE rSrliciCgh.6iBv0aiu3ot1. I2s1ti0t2uMtfofs.sS..
aF2urt3a.0nicnxefso1ct3oo5c-.m,MmCo.anncoablibeiroi
(Torino)
(A 1790308)
me. 2645 E 2
Richiesta di informazioni circa la documentazione necessaria per il pareggiamento di scuole
Torino, 24 novembre [18]69
Car.mo Sig. P. Canobbio,
Il municipio di Cherasco affidò alla nostra casa il suo Ginnasio, ed ora desidera
di promuoverne il pareggiamento.
5 Nasce una difficoltà per parte del Provveditore che nella dimanda vorrebbe fis­
sato lo stipendio fissato per ciascun insegnante. Cagionando tal cosa qualche diffi­
coltà la pregherei a volermi dire se il suo collegio è pareggiato e se nella nota dei
professori sia pure espresso il relativo stipendio. Ciò è solo per mia norma da tenersi
nel corso della pratica,
io Del resto con piacere ho più volte saputo delle sue notizie, e godo molto di po­
termi professare con la più profonda gratitudine ed affezione
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
1 novembre] 11 7 pareggiato corr ex par...
23 SmaulensicioipCioandoi bCbhioer:avs.coE:(msu) tIu, tlteattl.a3v7i4c.enda v. le precedenti lett. 1342, 1343, 1363.
14 La risposta del padre barnabita non è stata reperita.
1377
Circolare
AOmrSaicCgc.hBdie3i 1dG0i1iou0amcLiheditintt.oàoBrigetr.itmodibcrroeonceadndateitnarceheciuofipsrtemrrooa,daGeulalt.alvcaagsna2odf(ifA.sa1n7G820i4o10v02anx) ni13E5vamnmge.lista cartnaotma oalrtcohicvoinstsiucnataa
matita sul mrg. sin. del f. Ir
Ined.
Spetorrli’aacdqeHui’sOtoradtoelritoerdrienSo. Lpueirgui ne nduifofvicoolOtàradtiocrioontinuare l’attività nel medesimo luogo — richiesta di aiuti

17.3 Page 163

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novembre 1869 155
Torino, 24 novembre 1869
In questa città nel giorno sacro allTmmacolato Concepimento di Maria fin dal­
l’anno 1848, tra il Viale dei Platani e quello del Valentino mercé competente pigio­
ne, sotto al titolo di S. Luigi aprivasi un Oratorio Festivo con annesso giardino di ri­
creazione e scuole pei poveri giovanetti, che nei giorni festivi per lo più vagano per 5
le vie e per le piazze con gran rischio della loro rovina spirituale ed anche temporale.
Crebbe l’importanza di questa Istituzione nel 1850, quando in vicinanza fu fab­
bricato il tempio con Ospizio e scuole pei protestanti. Tuttavia benedicendo il Signo­
re l’opera sua vi fu costantemente grande affluenza di ragazzi e di adulti a segno da
far desiderare più spaziosa località. Catechismo, Prediche, Messe, Confessioni, io
scuole, trastulli di vario genere si praticarono con vera soddisfazione, finché un inci­
dente inaspettato mise a repentaglio le comuni sollecitudini e le comuni speranze. I
f l v Perciocché nel prolungamento della via detta di S. Pio V venne diviso quel sito in
due parti, lasciando da un lato la scuola, dall’altro la chiesa.
In simile guisa l’edificio e il giardino di ricreazione divennero inservibili al no- 15
stro scopo, quindi spinti da necessità si dovette provvedere in quei popolatissimi ca­
seggiati altro locale per que’ poveri fanciulli, ad ogni momento esposti al pericolo
dell’immoralità e dell’eresia. E pur troppo malgrado non piccoli sacrifizi per impe­
dirli, si videro e si vedono con dolore non pochi ragazzi cattolici, mossi dalla man­
canza di comodità per istruirsi, o da materiali motivi costretti a frequentare inconsi- 20
deratamente le scuole e i catechismi Protestanti che con larghi mezzi e con somma
attività sono colà vicino praticati.
Dopo cinque anni di sollecitudini inutili, finalmente si potè conchiudere il con­
tratto per un locale che sembra adattato al bisogno. In parte è quello già ora occupato
f.2r con fronte in Via S. Pio V Ied altro pezzo unito a quello con fronte in Via Madama 25
Cristina. E di are 25 incirca, con entro l’antica chiesa ed una piccola casa, a poca di­
stanza dal tempio e dalle scuole Protestanti.
La spesa di primo acquisto monterebbe in totale a fr. 25.000; secondo la con­
venzione devesi venire al pubblico istrumento nei primi giorni della prossima nove­
na dell’Immacolata Concezione della B. V. M. Ora l’urgenza sarebbe pel primo ac- 30
quisto. Le altre spese poi che occorreranno in appresso si abbandonerebbero alla Di­
vina Provvidenza, che certamente non verrà meno siccome ne abbiamo non dubbia
caparra pel passato in simili casi.
Egli è per mettere insieme questa somma che si fa ricorso alla carità delle per­
sone cui la Divina Provvidenza in questi miseri tempi diede mezzi e volontà di veni- 35
re in aiuto a quelle opere che riguardano al bene del prossimo e a gloria di nostra
Santa Cattolica Religione.
Sac. Gio. Bosco
22 praticati] praticate 25-26 Madama Cristina emend si ex Principe Tommaso emend ex S.
2-38 Per le note illustrative v. analoga circolare: lett. 1308.

17.4 Page 164

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156 novembre 1869
pA38llebsesUriavn:aaAmrSeisnCptoeAsba2ep2no0s40i51ti05v07a,almilrlee’i,.ncv1o0itm9oeBverin1s2nu,elteaadd.deians.uMdnaaBi crIioXcnetv7iu6Vt2ai.afnicrminaotac,hea inl o2m9 enodviedmobnreB1o8s6c9o,odffaerdsoenroPcaoomlo­
1378
All’avvocato Nicola Galvagno
OSEA.rSIiGICg.i5oB9av-u3a6t1n.00n1i 0E2MLvaefBntft.g.IeXolriis7g1t6a.918dedixrae1uc3tee4nnttmeicmraez.ciuopneecroda,retlaGcaaalznvzcauegrlnrliioenra(eAar1c7itv8ime0s4bc0ro2ov)ialed dini cThoiroisntoroindedlaltaac1a°sagesnanleasioian1a94d4i
Richiesta di sussidio per l’acquisto di un terreno per il nuovo Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova
Torino, 24 novembre [18]69
Chiarissimo signore,
Già altre volte V. S. chiar.ma mossa dal solo spirito di carità venne in ajuto
delle nostre caritatevoli imprese che trovavansi in bisogni assai maggiori di quello
5 che Ella forse si immaginava.
Ora si presenta un’opera eccezionale a compiersi, come può vedere dall’unito
foglietto; e per questo mi fo’ ardito di fare ricorso alla sua carità per quell’ajuto che
le inspirerà la carità del suo cuore.
Non voglio scrivere molte cose: le dico soltanto che essendo urgente il bisogno
10 si accetta colla massima gratitudine qualunque cosa nella sua bontà sia per offerire.
Dal canto mio non mancherò di pregare il Signore Iddio che le conceda stabi­
le sanità con lunghi anni di vita felice mentre con profonda gratitudine mi professo
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 novembre] 9bre 9 voglio corr ex ...
2 Nicola Galvagno: nativo di Guarene (Cuneo), benefattore di don Bosco, morto il 13 novembre nel 1889.
36-7alturneivtoolftoeg..l.iecttaor:itàv:. lve.ttE. (1m3)77II., lett. 1010.
1379
Al vicario capitolare di Cremona Luigi Tosi
OAArrSciCgh..BaCu3ut1.r2ia10V1Mefs.scso.vai2lu7et0.seixnrif1eo:8t2ospcm.e,dmVi.ziicoanrsiiuo-ldcmaisrCsg.r.e2sm0in8o.n-daoCn(rAeBm1oo9sn8cao01s2c7r)ive: «Ri... 20 1869»
Ined.
Si dichiara favorevole alla riabilitazione pubblica di un sacerdote dopo sette mesi di buona condotta

17.5 Page 165

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novembre 1869 157
Torino, 26 novjembre] 1869
Reverendissimo Monsig. Vicario Gen.,
La divina provvidenza, che talvolta permette che gli stessi luminari del santua­
rio facciano gravi ed umilianti cadute, condusse il sac. Carlo Morandi in questa casa
di pubblica beneficienza.
5
Conoscendo appieno l’abisso in cui era caduto si diede ad una vita ritirata appli­
candosi alla pietà ed al compimento de’ suoi sacerdotali doveri, con regolare fre­
quenza alla confessione e comunione.
Per ciò che riguarda al foro interno le cose sono aggiustate. Ora si tratterebbe di
riabilitarlo con un celebret regolarmente emesso dal suo Ordinario, e questo è quello 10
che io dimando a nome di lui.
Egli è pronto di fare una pubblica ritrattazione con quelle espressioni ed in quel
modo che Ella giudicasse opportuno.
A me sembra che dopo sette mesi di buona condotta egli possa essere riabilita­
to, purché V. S. nella sua saggezza giudichi tal cosa poter tornare della maggior glo- 15
ria di Dio.
Abbia la bontà di compatirmi del disturbo che le cagiono, ed augurandole ogni
celeste benedizione ho l’onore di potermi professare
Di V. S. Rever.d.ma
Obbl.mo servitore 20
Sac. Gio. Bosco
P. S. Il cherico Barnesi venne accolto fra noi, e a suo tempo le darò notizia de’ suoi
diporti.
12 ritrattazione add si 14 sette emend ex dieci
C2caanpLoiutnoiigclaoireTdoedsliel:allnacaatdtotieondcerealslie1.7d9Ai7l,Clacreammvoaolrinteear,edicmamarioucnraisz.ciaAhnenot,roifncuiooppraNìrorfovicnaooscaoanlSli’oes(n1pt2irraodtai(cCeinrmembdrioeonc1ae)8si6d7ad)li f1um8o6enl0este.todGaVelrice1am8r6iio6a
Bonomelli (6 dicembre 1871). Quello di mons. Tosi fu un quadriennio in cui le condizioni del clero e del
p2e4pp6zvMsT1eci2eoee2ooBmcrlnisnlC,aeinao,ibeBsrIpnanerisXairdauaosssileriivrisbcoennfi7ocuabpofdeeo6mMerlaiesia3ntpnrdcivte-lof:eiiadea7envcrgperMs6atuardgàeisrn4imiaooit.cdd.orllebreVioaiireUrba:nt1maai«tebtnr8caafersuoicila6zalcgaannrm7irlsaliopdiioeaioneonuaps;neddnaetuCtiRoaddtup:nealCp:iiiaootvpfuorArncmuaoiiebdoonttogslomotbiniauolllcldatioali(shiègillcpTrnta’iiaieoCs8oedaenassr,raaeoscititdaturCecan,eolaissosolcranpvLesid)sesaaeaad.ao’msdtdgUepdaotliigilbesneant,lipatararoioteeeloteuaàdSdsr(iedi1aioTB’osCzidA8raocediea6alotdreriustt9tignsodatiindoniaimaoiospmlan,dp,itneecieoSo(2lnoasCnCB)a0tsncetbroroiopoiDleebf,sdrrrmimicsie.c1icomboo2ioooncerdanrnedhre.deseaaiteelieMac)1.clq,Tic8deftunooaS6ammeeirs:m9lnoìllabm»dsa«iar.1plisRaecc8iicc1rhii3shtool3ir0aume,elas,acgstBecctfteasasioaeonaaisdss»czntesssiee.zaeeirdoSvi,rldoeeloo.aool:And,1taeCcOi8gt1mth7oode9Ee2snisa5s:ttlc3Xsisainec.otl1Xioifr8noiVMs5eeiunV6lIoalI,aCpanIdg,tosrriia.scei8àtinamL3rznnac-iuooot8uatin4npamgIa;i­­i,

17.6 Page 166

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158 novembre 1869
1380
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
AOrSiCg. Bau3t1.2102Mffs.s. au2t1.0inxfo1t3o5c.m, mC.allori (A 1980128)
E II 60-61 MB IX 760-761
Richiesta, in tono scherzoso, di pagare un terzo del costo di un’ordinazione di un libro sul Giubileo
*Torino, 27 novembre [18]69
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Monsig. Manacorda in una [lettera] a D. Cagliero chiuse il bigliettino ivi unito.
Lo aprì inavvertentemente, ma non lesse nulla, quindi segreti inviolati.
5 Ella mi disse ripetutamente che è signora e questo mi dà coraggio a chiedere.
Il sig. Prev[osto] di Vignale desidererebbe pel giubileo dare circa 2500 libretti
sul giubileo del P. Franco, ma parlando del prezzo si raccomandò di ajutarlo e poi si
mise a piangere. Io promisi che confidenzialmente avrei invitato V. S. ad ajutarlo.
Facciamo dunque così.
10 II fascicolo nell’assocfiazione] è di cent. 15. Siano essi ripartiti [:] cent. 5 a D.
Bosco; cent. 5 al Prevosto; cent. 5 a Lei. Ella pertanto contrarrebbe l’enorme debito
di fr. 125 da pagarsi senza interesse prima del termine dell’anno 1870 all’uffizio delle
Leti. catt. IVeda un poco come io fo bene i calcoli col danaro altrui. Ella però mi f l v
risponda come vuole.
15 Abbiamo fatto una festa a Mirabello che fu una vera maraviglia. Il Vescovo fu
più volte commosso fino alle lacrime. Ho detto a D. Bonetti che ne desse un cenno a
Lei; unicamente affinché si consoli nel Signore del frutto della sua carità.
Se mi potrà far sapere il giorno di sua partenza per Roma, faremo un[a] preghie­
ra speciale affinché tutti possano fare buon viaggio. Dal canto mio farò un particolare
20 memento ogni mattino nella santa messa fino al suo felice ritorno, o almeno fino alla
visita che spero di farle in Roma.
Non dimentichi l’affare del caro Bimbo. La Presidente Galeffi Sup. delle Oblate
di Torre de’ Specchi è prevenuta della Isua visita e vedrà molta virtù nascosta sotto f.2r
alle apparenze di una fantesca sebbene appartenga ad una delle principali famiglie.
25 Dio conceda ogni bene a Lei e a tutta la sua famiglia; preghi per me che colla
più profonda gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 novembre] 11 7 sul emend ex del 8 invitato] invittato 24 appartenga corr ex appargenga
23 CEmarilloitatnaoCMalalonraic: ovr.dEa:(mv.) EI,(mle)tt.II5,4l6et.t. 763.

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novembre 1869 159
—6 PGreiovvoasntonidCi Vagiglinearole:: vd.oEn(mG)iuIs,elpeptte. 1G9o9r.ia, nato a Pontestura (Alessandria) nel 1791, nominato parroco
di Vignale nel 1822, e ivi morto il 16 maggio 1864. Grande amico di don Bosco, con cui si era incontra­
to più volte nel corso delle passeggiate autunnali. A Vignale c’era il palazzo Callori.
— giubileo: indetto da Pio IX in occasione del Concilio Vaticano I. Quanto al libretto citato si trattava di
S1e8c6o9n, d[4o8F]
rpa.;nvc.ol,e/t/t.
Giubileo
1470.
pel
Concilio
Vaticano.
Istruzione
in
«Letture
Cattoliche»
a.
XVII,
fase.
XII,
15 Mirabello si trovava in diocesi di Casale Monferrato, dove era vescovo Pietro Maria Ferré: v. E(m) II,
lett. 1096.
16 Giovanni Bonetti, direttore del piccolo seminario di Mirabello: v. E(m) I, lett. 328.
16-17 cenno a Lei: la contessa era stata e continuava ad essere una benefattrice del collegio.
18 partenza per Roma: il viaggio era dovuto al desiderio di essere presente in Roma alla solenne apertu­
ra del Concilio Vaticano I.
21 visita... in Roma: anche don Bosco aveva in animo un viaggio nella stessa occasione; v. lett. 1369.
22 affare del caro Bimbo: parrebbe alludere alla visione di un bambino nell’Ostia consacrata mentre veni­
va data la benedizione in collegio: v. E(m) II, lett. 943. Don Bosco, raccolte le testimonianze, prima dell’e­
ventuale pubblicazione dell’episodio, intendeva forse sondare l’opinione di qualche autorità pontificia. Non
è però da escludere un semplice riferimento al bimbo della Callori, Ranieri Massimiliano: v. lett. 939 e 1101.
— Maria Maddalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.
23 prevenuta: non risultano in questi mesi lettere di don Bosco alla medesima; don Bosco aveva però
molte conoscenze a Roma, di cui può essersi servito per avvisare la Galeffi dell’arrivo della contessa
Callori.
1381
All’arcivescovo di Torino Alessandro Riccardi di Netro
MCEAoSiInpIC.i6aaB2us-3et6.1m30p1l02icMLeffeB.attl.lIoXog2r.7i7g15.,3x2R-71if5cf8.4c5amrdm2i5(.9Ax1c71a39r17ta0m0p4me)s.antemeu.so45stAam1p1a- 45seBgn2o di pastello azzurro sul f. 2v
LanuznigchaéspaieTgoarzinioone a proposito della sua decisione di far ordinare il chierico Giuseppe Cagliero a Casale
Eccellenza Reverendissima,
*Torino, 28 nov[embre] 1869
Non può immaginarsi V. E. R.d.ma quanto rincrescimento e quanto dolorosa
afflizione mi abbia cagionato la sua lettera riguardante all’ordinazione del cherico
Cagliero Giuseppe. In ogni tempo ma specialmente dopo l’approvazione della nostra 5
povera congregazione ho raccomandato e ripetutamente predicato ai membri di essa,
che ci mettessimo tutti di pieno accordo per evitare qualunque più piccola cosa che
avesse potuto cagionare dispiacere od esser in opposizione alla volontà o disposizio­
ni dei Vescovi e specialmente di V. E. Così appunto comandano le nostre regole.
Spero per altro che la sincera narrazione del fatto possa se non del tutto giustifi- io
care l’avvenuto almeno renderlo degno di qualche compatimento.
Forse la E. V. ricorderà come poco tempo fa Ella abbia giudicato bene di inti­
mare la sospensione ai preti diocesani che non aggregati avessero voluto continuare
in occuparsi nelle case della nostra congregazione; a tale comunicazione i poveri or­
dinandi tremavano in tutti i modi.
15

17.8 Page 168

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160 novembre 1869
Questa è la cagione per cui il nominato cherico Cagliero, quando si presentò al-
l’E. V. [,] non sapeva quasi nemmeno né parlare né scrivere. Trattandosi poi della
ordinazione del medesimo al presbiterato mi sono dato sollecitudine di recarmi più
volte e di mattino e di sera da V. E. a fine di parlarle in proposito ed anche di altre
20 cose che credo non convenire che siano scritte. I
Ma ora perché Ella era assente ora perché non era giorno di udienza non mi fu f.lv
possibile di potermele avvicinare. Allora mi sono determinato di mandare il cherico
a Mirabello perché potesse essere ordinato dal Vescovo di quella casa, che aveva
ottenuto una extra tempus, tanto più che per allora V. E. non teneva ordinazione, la
25 quale difatti tenne alcune settimane più tardi.
Ho giudicato di poter ciò fare con animo affatto allieno di ledere minimamente i
diritti dell’Arcivescovo Ordinario, ma unicamente in conformità del decreto della
congregazione del Concilio Tridentino riportato da Benedetto decimoquarto [:] De
Ordinatione Regularium 27 febb. 1747. Ivi si legge: Congregatio Concilii cen­
iti suit, Superiores Regulares posse suo subdito itidem Regulari, qui praeditus qua-
litatibus requisitis Ordines suscipere voluerit, literas dimissorias concedere, ad
Episcopum tamen Dioecesanum, nempe illius Monasterii, in cuius familia ab iis,
ad quos pertinet, Regularis positus sii.
Ho anche fatto dimanda, e voleva anche farla a V. E., se questo decreto era pra-
35 ticato nel mio senso e ne ebbi risposta affermativa. Appoggiato sopra le ragioni sopra
mentovate ho giudicato, di consenso col Vescovo di Casale, che il candidato potesse
recarsi a prendere l’ordinazione daH’Ordinario di quella casa dove di fatto egli dimo­
rava. I
Altro motivo che mi determinò a questo erano gli esercizi spirituali. Ella non ha f.2r
40 stimato bene di reputare sufficienti gli esercizi che noi facciamo qui a Torino, e a
Trofarello, come fu già di alcuni nello scorso settembre, e ciò era cagione nelle gravi
nostre strettezze di dover sottostare alle spese di viaggio e di altro che sarebbe stato
necessario per recarsi al luogo degli esercitandi diocesani.
Malgrado questa mia buona volontà e per precauzioni, se mai non avessi rac-
45 colto il vero senso di quanto ho sopra esposto io mi raccomando a volermi dare be­
nigno compatimento assicurandola che questa sua volontà per l’avvenire sarà fedel­
mente eseguita.
Anzi colle parole del prelodato Pontefice io la supplico per la misericordia del
Signore e per quella carità dello Spirito Santo che ognuno stringe nell’unità di fede
50 a coltivare la vigna del Signore a voler passare sopra a quanto possa averle recato di­
spiacere in questo affare.
Ella sa che da trent’anni nella mia pochezza fo quel che posso per questa dioce­
si. Molti cherici, molti vicecurati e paroci della diocesi furono nostri allievi. Non ho
mai dimandato né stipendi né impieghi. L’unica mercede che ho sempre dimandato e
55 che con tutta l’umiltà del cuore dimando si è compatimento e consiglio nelle cose
che VP.eEr.leIgriaugdioicnaisssoeptroarneaspreosatlelaempearggl’iaosrsoglluotraiaigdnioDraion.za e totale esenzione di col­ f2 v

17.9 Page 169

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novembre 1869 161
pa nel sac. D. Cagliero, non ho ardito di comunicargli la parte della lettera che lo ri­
guarda a meno che mi facesse dire essere tale il suo volere.
Sempre animato per fare quel che posso nel sacro ministero, mi permetta che 60
colla massima venerazione abbia l’onore di potermi professare
Della E. V. R.d.ma
[Dev.mo servitore
Sac. Gio. Bosco]
[6n7eemomamendeenetntedltdedrssiiiepsxeiemxtduoastiaqcccmuhcoaoeerlmrncVthee.eexEldea.medimlnedettetisdempiesrossee]idmsis1cei2am-tn11ooo43staFreotarprplseieeoùg.sc.o.trolemeirsnipcutieonmtmiu8cataaraonezmpdieopeamnonnestoeeinazaddioddmnd1ser0isgcipsoeoitrntasrltdeespe]xiloqdesauxsaaacoldehpeeplaoVirse.imntE1ide5o.emagrnebiurtedi9idtcrC1iòe1oemdpssiìaso.av.is.n,attrnaiaemodlgmdaodrelesee­il
ssnes3gcnd555iiime37o4ee9unegn-ipperet4xslaanmoiot0cindsscpaieco2thtoednsoen4painrid1mndg-arda7est2nrmesoimtxsa5oiinsimcrnramodegepaiépxaxneesd.est.crzitm.oeviotonaleeaaovir3exrloderleme5roeiim-.gennrile.3alx4.ncen2ei6.9nrd2o.ds.edsltpssieipstfnpcori3eeuoin4eerx4stertatvnoo4toe-xigp3dacrmpncpmioa5eipoao,aarvntroeneelpneieznqrlcviteomnateéàuauasdsaueenadtooqnnmzviepptidvgleororaiain5scnpcudti9hdiiimo5dienceip5ispsxaadtecitootrnoassodfeessittvoaixtotomdnseecvvntmrectocraaoaéiliopnanetsl'nceertrdmntgdaroeroodteeeecomielmp4asadxcdeiu2iseodùeezcaelnidrndlirovxcrcdooioehsonsaerndiesltaixvdilroaieVc1ovse3r8oa.tmexe5rvlrErlipm5aroeiqun.a7eolguidenveu-nsxiee6smitttoereso1oTpnnceteneAoe6zonPoa1rarrdpaveriepnurarsmmeootbilob45grebe2edrgb20ginxi3e4aretisda-àlrna6mi2eegtnote-eem4opi4alrxonleua7neacdnuxtidnheaiotam.aaoderl.s3rl.eh.ièslsl.4f6aio.ociii1secqnotuevpdueuolexfioilmrefacadcihsccphniit2ooaòio4uedq1e2dr3zsonueri6dzolrtelaaaieaarscsmdlax.teeic.aa.dòl.rmm.audd.gcgmeoaedepoasigildnlrsorenlsiogdaaad­­­if
2 Alessandro Riccardi di Netro: v. E(m) II, lett. 826.
4oI5XttosG7bu5irau2es-l7ee1t5p8t3pe5r.e9a.:CFraeigndliiateitrtaog:liilns2at6tuodniaogvCienamnstabesrlienaul1io8vv6oe9s,dtìè’Alc’soatnbi istieolrv3ca0lteamriicanarlzAeoSedCeclAon1t18i44n47u,3ò2e0an3tsr,tòumdaeiH.a’rO1e5r6fai8tlooDrsioo2fi/da3i
ed. in MB
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5F8er-r5è9erpanaortein..c.ocrhsei ilno priegnuearcdaan:onlaicshoes.pensione. Ma a giudizio dell’arcivescovo anche don Bosco e mons.
ddg61lo4o5inn6c8ahLBviD’oaeasdr«4ccei/oivl6va,teeuseamtcdlttoo.or»venin,sosìr.MridiGbsiBapaidnsoIittsXvaeelarded7pisa5.es5arR/òr7os5ilme6pa.seurlL’efa8arrvdasiigiccieaeonsmnsdiob,alrrveeiesbsprbueoecndcqdaeuleslasveliacvchoeuenncsarouinsproeeunrinanuannczluauainaagenqraaculheeienltltceenorearalsponcp:oeolArrlsatSoaqtCdeueAadlllaea1,d4vmo4en3ert2nBe0tnro4ezs,acpmoefrerae­.
6

17.10 Page 170

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162 dicembre 1869
1382
Al canonico Celestino Fissore
ASC B31010 Leti, orig., Fissore (A 1710427) me. 22 B 3/5
OAr2ig2.4a0u4t0.2 2mfef.. 135618E5 2x 135 mm. carta uso stampa busta con indirizzo e varie note allog. in
E II 64-65 MB IX 756-757
CdihdieodneGuinu’soeppipneioCneagcliirecrao la vertenza coll’arcivescovo di Torino a proposito dell’ordinazione sacerdotale
*Torino, 18 dic[embre 18]69
Ill.mo Sig. Can.co,
Quante miserie vi sono in questo mondo, e a quante tribulazioni va soggetto il
povero D. Bosco!
5 In mia assenza un cherico della nostra cong. andò a ricevere gli ordini a Casale
dove abbiamo una casa approvata come cong. diocesana. Il nostro Arcivescovo, forse
taluno che lo suggerì, prese la cosa in senso ostile alla sua autorità, ed è ben diversa
la mia intenzione.
Ha scritto una lettera, cui risposi, ed egli tosto replicò,
io Ora pregherei di leggere e poi osservare se vi è qualche recente disposizione ad
hoc. Il decreto della sacra cong. del Concilio è comunemente inteso così dalli Ordini
religiosi che ho interpellati, che perciò dovrebbero incorrere tutti nelle pene annun­
ciate. I
Benedetto XIV nota e biasima il caso che un superiore falsis de causis facesse f.lv
15 cangiar domicilio al suo suddito per l’ordinazione e che tosto lo richiamasse alla pri­
miera casa; ma non stabilisce alcuna pena.
Qui le ragioni sono gravi assai come spero poterle dire di presenza. Noti poi che
l’ordinazione in questa diocesi fu tenuta non otto ma quindici giorni dopo.
Si
potrebbe anche dimandare: se un superiore può disporre de’ suoi sudditi non
20 potrà far loro cangiare domicilio anche per l’ordinazione quando vi è grave causa?
Ella dunque mi faccia questa opera di carità: consideri la cosa; poi mi dica l’ora
che di meno la disturba ed io andrò a sua casa, a meno che le tornasse più caro venire
qui aH’Oratorio.
Credo che Ella avrà la Bulla de Regula[riunì] I Ordinatione che ho citata; se f.2r
25 occorRreaclcaotmraasnmdeottoognpirocnotsaamaellnetes.ue preghiere, e ringraziandola fin d’ora di ogni cosa
ho l’onore di professarmi con gratitudine
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
30
Sac. Gio. Bosco
R S. Una cosa anche da notarsi si è che il Vescovo di Casale è persona ben instrutta.

18 Pages 171-180

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18.1 Page 171

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dicembre 1869 163
AIllScigh.iaCriasnsi.mcoo CSieglensotrieno Fissore
Torino
26 ringraziandola corr ex ringraziando...
25 ICnelmesitainoasFseisnszoar:e:mva. En(emll)a I,leltet.tt.al1l0’8a.rcivescovo (v. lett. 1381) aveva scritto: «mi sono determinato
—di muanndchareer»ic.o: Giuseppe Cagliero; si veda l’intera questione alla lett. 1381.
—9—11 Hrcdeuaepicslricrciersòiptt:otoo.is.b.iu.:Cniabo.nlectitleiora::vi.bl.ett. 1322.
2146 aBluclulanadpeeRnae:gusilapreiunmsi aOllradisnoastpìoennesi:ovn.eledtet.l n1e3o81sa. cerdote.
3lct3eeh10seiinasIVtniIeaesrgvasdicreoeeonrlbvnib1rooe°eddmipionoaCptdruoazitfsooieal slt1Feae8inse6desr9eroa,lerpPesmeuigeraoltriprtooreopidtsMeeìprrmoaadtrsaoaieatr:teciFcnhiefailre,Msrd2èue1B:onvdgdI.iXoicEuged(l7mmii5zbd)8ioir.IeIi:sn,uAvlleilSatatrC.gq1lAui0ei9s1l6t4di.o1eOn2ce0rve1vit2noi,aodmmci ceeaa.npst1pei5orao0nn8vecaDdhzeei6ol m,nrieecodhdn. iseie.nlslFatMoesrBcoroècIliXldeotoàq7vu5sei7ato.­­
1383
Alla contessa Girolama Uguccioni
AOInrSeidCg..
Bau3t1. 0102Lfeft.t.
orig. di recente
192xl23m m
recupero,
. carta
Uguccioni
leggera uso
(sAtam17p8a0228)
ApeurgRuroimdai buon Natale — promessa di preghiere — proposito di fermarsi a Firenze nel previsto viaggio
Benemerita Sig[ra] Contessa,
*Torino, 20 dic[embre 18]69
Quasi Tunica lettera che mi è possibile di scrivere per augurare buone feste è
questa che indirizzo a Lei che da tanto tempo fa da Madre a questo povero e discolo
figlio.
5
Dal canto mio conoscendo e dichiarandomi obbligatissimo verso di Lei l’assicu­
ro che sceglierò martedì di questa settimana per fare un servizio religioso secondo la
pia di Lei intenzione.
Esso consiste in una messa, rosario, comunione dei nostri giovani [,] benedizio­
ni del SS.mo con altre preghiere particolari.
10
Con questo noi intendiamo di ringraziarla della carità usata, augurare a Lei, al
Sig. Tomaso, alle figlie, generi, nipoti sanità stabile con lunghi anni di vita felice col
f.lv prezioso dono della perseveranza nel bene. La prego di volerli tutti da parte Imia os­
sequiare e di raccomandarmi alla carità delle loro preghiere.
Ho in animo di fare una gita a Roma nel prossimo gennaio e spero di potermi 15
fermare almeno un giorno a Firenze.

18.2 Page 172

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164 dicembre 1869
Dio la benedica, e mi creda con profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo Servitore
20
Sac. Gio. Bosco
7 religioso corr ex se
—v2311.52lGemftTigtiig.roièoltm1ialep3ama8ome5saRags,sioeoUnbnmoiUgeltaeruag:ic:su1cecci.ibbrcoib.ivnoeein:reievf:fG.efEhott(erimsvraea)rmpdIIiee:,rnvltle.e’teEtc.lu(c8moe8gs)5so.IoIi,ldli2etl0ta.vg8oe7rno7n.aciuoi;earaFsiroetntozpeopsteoròindqouneiBgoisocroniripmreansaetapliiùzi.giorni;
1384
Al barone Carlo Giacinto Bianco di Barbania
ASC B32000 Autografi (non lettere), (A 2210304)
Orig. aut. 1 f. 205 x 132 mm.
E II 65-66 MB IX 768-769
Poesia in versi come augurio natalizio
Al Barone Bianco
me. 7 D 12 E 1
[Torino, 24 dicembre 1869]
Ogni dì voleva andare
Dal Baron mio buon compare
5 Ma finora fu un progetto
Che rimase senza effetto.
Ma da che ragion di stato
Tante cose ebbe cangiato
20
Noi dobbiamo uniformarci
Negli auguri da mandarci.
Sia pigrizia sia per male
Ma che vale questa critica?
Io son quasi sempre uguale
Chi può cangiar politica?
Mangio, dormo e un poco a spasso
Vada l’acqua giù del Po
25
10 Fo la vita del Michelasso.
Io intanto augurerò. I
Ma finché nissuno dica,
Che al Baron non parlo mica
Voglio mettermi a far testa
E augurargli buona festa.
Abbia dunque il mio compare
flv
Piedi e gambe da volare
Di Matusalemm l’etade,
Sia David in santitade.
30
15 Una volta manco male
Ciò dicevasi in plurale:
Buone feste, miei amici
State allegri e ognor felici.
Sia Sansone per fortezza
Salomone per saviezza
Cogli amici in ver contento
Viva lieto ogni momento.

18.3 Page 173

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35 Ma al suo cuoco che dirò
Quando tardi giungerò?
Quando già finito il pranzo
Che per lui più nulla avanzo?
Io cercai la Provvidenza,
40 Egli cerchi la credenza
dicembre 1869 165
Si prepari altra porzione
Che a lui basti e al buon Barone.
Finalmente, o mio Barone,
Terminiamo la canzone.
Compatiscami l’audacia
Ma una visita mi faccia.
45
[Sac. Gio. Bosco]
7unpifeorracdiadrcsii
830IoSsioanemqueansdi csoi rerxedxi io sinonadqduas..i.
14
31
Saiuaguemraergnldi
corr
si ex
edxi
augurare
emend ex
Di2e1muennidfoerxmQarucai]l
spierexemlaend3e3x aanbtbeiaCeomgleinddesliNeexlllaa pac3e2 anitne vSearloemmoenned dsielexdie ogSnaolor mo3n5e calorardedxsiSalmone per emend
2 Carlo Giacinto Bianco di Barbania: v. E(m) I, lett. 457.
9si-e1r0atameapnrgivioa.d..i Mquicahluenlaqsuseo:ptrreaodcuczuipoanzeioitnael.iana di proverbio piemontese in rima, indicante una vita spen­

18.4 Page 174

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1870
1385
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740130) me. 47 D 9
OErIiIg.69aut. Ma BmaItXita79c1on grafia molto mossa 2 ff. 195xl25m m . carta uso stampa bordi frastagliati
Veloci commissioni da bordo del treno per Roma
*Dal vapore [Torino], 20 [gennaio 18]70
Car.mo D. Rua,
Mandami a Firenze un pacco di carta del Dottor Lissone di Cherasco. Col­
l’occasione anche i quaderni di Storia eccl. che Berto ha terminati.
5
Berto conservi la brutta copia di quanto copia.
Pregate. Dio vi benedica tutti.
Aff.
Sac. Bosco
Al sig. D. Rua pref.
Orat. S. Frane.co Sales
rdnl1eaiattitleovae,mrsaacpaeiolfarlarairedes:viuoloiapnllpdtatarolieiordncr(ieoAeR.sSciOohCpmetetAelraan,t0rulv2eeti0otamt1eaF4erdas0iri3iesn(,inAaimzzSepieoCr.(oda7Apno2rnvi0Eooe20s8ril1it/ma9r1ti)aan1es1nve,oreimvdrcgoaeealv.dtu27ae1t4lailnaCaillsci121ot064un)acggzdeeeiosnonsnnnniaoeBainioonoeso)dc.dnaoiLlilvedaarieacgaagurlpagerafi,iairamgtairtmaraocgtoiudavliratetioisTscsiouourrlrvlielntiergloeeosniltlloaraar2fesd0ateedcgsoefesellonltraà.­­
243 MqDuoiactdthoeerrlneLiiRsdsuioasn:teov:.rivEa.:(lmedt)ot.nII1,B3l4oe3tst.c.o73s0ta.va lavorando per la pubblicazione di una nuova edizione della sua
—S5sotocbriGeiratuiàotEtasaccachlceloiesnpsioaiiaanB:satepidcrrteaooi;ppravinr.oicmleogtirrtaa.tezc1mihe2pi7eai3rl.lièacoacb,obenorsanedrilvanfaeztidisoesnlieme sade.igqreuteasrtieo «dibrduottneBcoospcieo»: vo.glgeitt.la1d2o77cu. mentazione della
1386
All’Economo generale dei benefici ecclesiastici vacanti, Pietro Fenolio
AMSinC. aBu3t.10101Lf.ett. 2o1ri0g.x, lE3c5omnomm.o gecnaerrtaalreig(Aata169i0n2c0h4i)ostromceo. l2orCse1p1p/1ia2 segni di pastello blu e rosso
mMaBccIhXie7d7i4inchiostro

18.5 Page 175

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gennaio 1870 167
Chiede la concessione di un sussidio per i chierici che prestano servizio nella Società Salesiana
*Torino, 23 [gennaio 1870]
Illustrissimo sig. Economo Generale,
I cherici, di cui è nota a parte, sogliono prestare caritatevole servizio nelle
scuole, nella sorveglianza dei poveri fanciulli che frequentano gli oratorii o giar­
dini di ricreazione di questa città.
5
Essi nel tempo addietro ricevevano individualmente o collettivamente un ca­
ritatevole sussidio dal Regio economato Generale e con questo mezzo potevano
provvedere almeno in parte al loro vestiario ed altre spese più urgenti.
Questa beneficenza essendo da qualche tempo loro cessata, l’esponente
umilmente ma caldamente si fa ardito di rinnovare la preghiera presso la S. V. 10
f lv Ill.ma affinché questi cherici benemeriti siano presi in benevola considelrazione e
loro si conceda quel caritatevole ajuto che alla bontà della S. V. sarà beneviso.
Qui unisco nota dei supplicanti cui si può concedere un sussidio speciale in
capo a caduno o un sussidio complessivo in capo allo scrivente.
Con gratitudine profonda si professa
15
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
26ev1m3e0Egecsslnoiisaidrf.nar.e.z.e.xar.xinrce2ioenm2vneeovnv3adaannrdsoetiiecccecouoxurir.irr.i.ndsspieifrleaeexpvxsetorraririnrcecehneéovcvooarnraosnsoitreev1xpe07ug-c1mòlh1ieaednpzeszzrloeoagpslseeioemm.v.1ee.a4nnnIdladoln.sme[ti?exa]esxrapcidrcraeirdjvseutesataonizrteieolnd’eo1e93pl eocnreoast4asl-oa5ertoamceehmne.d3e..-ns4iddeissexiarlvde’xidezlimemon.ar.c.ngocssaoditrena­i
d2(312o7vTPneloioueptrgtairrlnooiaoob:Fpa1abes8rnuit6loelm9l:lai)eonnpm:otenevirn.eèluEebts(abstmaepdte)acosoInerIne,dtpBaleeetogrttsitilt.ciaao8O.n6crs6ahc.teroiLvrc’ioeEflceTmosotniirnvoiniims;ota,evt.rmooAagpdeipinneGenrrrdeaaiazlcelietaàa,Iv,Giel1iv2u8a3s6tc9igoz/1eina2nc.neesadsiooei 4dC0ou0nltliBi.roespcoocehriamaesFiirpernimzea,
6 nel tempo addietro: v. E(m) II, lett. 739; 866 ed E(m) I, lett. 42 e 521.
c1o8nceLsased4om00anlidrea:, AcoSmCeAqu1a3s6i19se0m8,pmree,.v1e4n4n4e Bac3c.olta e il 4 febbraio l’Economo notificò che erano state
1387
A don Michele Rua
OAE rSIiICg.6B9au3t1. 0M10B1LfI.eXtt.7o913r3i5g.,x
Rita
105
(mAm1.740c1a3r1ta)
usomset.a4m7paD
10
Rapide richieste e comunicazioni

18.6 Page 176

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168 gennaio 1870
[Firenze], 24 [gennaio 18]70
Car.mo D. Rua,
Altro pacco. Berto veda dove può collocare il foglietto. Ho ricevuto le carte
inviate. Sono al momento della partenza. Ti scriverò da Roma.
5 Preghiamo e speriamo. Dio ci benedica tutti e credetemi
Aff.mo
Sac. Bosco
2 Michele Rua: v. lett. 1385.
3 Gioachino Berto: ib.
—43-4aflocmgalroitemetteionn:vtdoiaitddee:ilflvfai.cplielaetrt.tied1ne3zn8at5:if.picaarztìiosnuel.far della sera.
1388
A don Michele Rua
OArSiCg. Bau3t1.010 2Lefft.t. ori2g1.,0Rxua13(A5 m17m4.0132c)artamleeg. g4e7raDre1s1t/a1u2rata sul f. 2v si trovano i saluti autografi
dEi ImI o7n0s. EMmBiliaIXno7M97anacorda
Chiede di mandare alcuni libri a Roma a mons. Gastaldi — altre commissioni
*Roma, 27 [gennaio 18]70
Car.mo D. Rua,
Ho ricevuto in Roma la lettera scrittami in Firenze. Fa’ coraggio a Sala [,] io
10 raccomando al Signore.
5 Manda a Monsig. Gastaldi copie 100 del suo libretto II Curato d ’Ars, 100
dell’altro intitolato D ell’autorità del Romano Pontefice, e mandali a lui stesso
al[la] Canonica del Vaticano.
Parla con D. Savio e poi scrivimi se è meglio che io porti quel po’ di danaro
che ho qui pei bisogni della casa; oppure fare un consolidato pontificio che possa
10 servire pel sostentamento dell’Ospizio che Isperiamo di aprire nel futuro ottobre, f.lv
Per oggi non posso scrivere di più, ma scriverò più a lungo quanto prima.
Dio ci benedica. Pregate. Finora le cose per la casa vanno bene.
Sospiro i libri pel Papa, e la musica pel cardinale Antonelli e il card. Berardi.
Vale in Domino e vale die.
15
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
11 scrivere] scrivendo
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.

18.7 Page 177

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febbraio 1870 169
3 in Roma: don Bosco abitava in via Pedacchia, presso la signora Rosa Mercurelli, che gestiva un nego­
zio di oggetti sacri e ospitava anche mons. Manacorda.
—————n—5C6C8ll«111eei023Baottcttnlio..SLAllAbGCmGo,ec6lufo1nlLinuetaneiii2urb1ltguaoonistlete1s1rcu’ceoCastrnnarii.1aeol:eecrnaaizu,oconpap:midionstao:l1pzeoSentoooo2olepdnlrGaoSnt7rriAtoevVnPGaBtiooai8lnàicclanslboga,eaèaoaiptttrr:em,sda1ioesaasttgcOleei2nuatt:r:edlaioacld8neolglnitiodsl1i7o:lRlvalaod:il0nii,rie.oeovs.rv:otTvnd1elo.mr.dmliivet3ipagatdEùEceo.aa1tenoeelltn((pE8r.laoinmmdmiato.rd(vttaCiemaie)dbm)aSllfP.oilreiS)IaIlsalecodlI’,l.nalIa,O,neaf,ac1Tltiltoiear»eee8lnrpanet;rtfn6ittttrncdid.«vo9u.tcih.aiom.Lroet81eeziàt5a.ve2oe2ari,5ndotia7:4It.iGccons.u.nfvshtaneari.trIesoea«snuEaaBvtcLlzCo(aeiqoiRsemcoanteusattootntn.cl)latulemeeooini1Itrsl,ttMae3iivdcooca,l9aoeCehna4detpltleareai.tcela.ei»ctovacdta7hnaou«ra0iolVieR.soLi6mcitsXom.eacihocmnotoIpaeta,nnug»ragefacr,dgeaye.ireinas,liaie.lmeCPar,rXesraaaameaIrtrlactIreolaoe,àecgrdplrfoai.tadaec-asplgohdlaleeaitae,ue’;AR»sa.gvrLoone.s1ecmocn,8aior.de6nar-eretfa3canàeiehc,zbcaseop1r.aoir9lllsl1iGeue2tmi8tisneatpi6.ddgias.4eoatn1va,v;la3ola1;s8dvla8u9.ivpc4m.ErTe.Eepi(eCs.1m(osdm3alo)eo9n)lg7IollIIo.aa­,,
1389
A don Michele Rua
pAOtEearSrIsizICgtae.7lB«0laoH-u37t1ro.2o0rs1isc0oeM2LvsuoeBftttftot..oI»Xolirdni8aeg20a.1u,60n«-R8Glxu0uia7on1vg(3Aao5nti1mra7mmt4ti0o.e1id3ci3ap)creia»nrtncamaolene.gc4gu7eirEsisis1iin/m4izaiacolansseecgonniddaipcaarrtetadgeollma mleattteara seupnaaraltianedaaldlai
pOinesrpsueilrnvstoauzodioirnimtioorsrnutoell—a’aTnddoiarsimpnooesn•i—ztoiorndicieelplve’uOrtilraaitfoleirsbitorai —driicShr.iaeFcscrtaionm—ceasnccdhoaiadmcihaSetaolneoasdn assisfiastcecriea ilalGcuranna Dfeusctaa pdai rTtiocsoclaanrea
[Roma, inizio febbraio 1870]
Car.mo D. Rua,
Sebbene qui in Roma io [non] mi occupi unicamente della casa e de’ nostri
giovani tuttavia il mio pensiero vola sempre dove ho il mio tesoro in Gesù Cristo:
i miei cari figli dell’Oratorio. Più [volte] al giorno vo loro a far visita.
5
Ora vedo D. Cagliero intorniato da una schiera di giovanetti che si confessa­
no; altri che si accostano alla santa comunione; altri che pregano con fervore; altri
che pensano a D. Bosco, ai trastulli ai compagni. Ne vedo poi un bel numero che
lungo il giorno va a fare la visita al SS. Sacramento e questa [è] per me la massi­
ma delle consolazioni.
io
Ma con grande amarezza dell’animo mio ho veduto cose che farebbero orro­
re a tutti se mai si potessero affidare alla carta. Dirò soltanto che fra i molti che
vidi buoni, eranvi alcuni che avevano forma di majale sulla cui fronte stava
scritto: Quorum Deus venter est. In altri era scritto: Jumentis insipientibus com-
paratus est. E [ciascuno] operava secondo queste iscrizioni.
15

18.8 Page 178

▲torna in alto
170 febbraio 1870
Ma quello che mi ha in modo particolare occupato furono tanti sulla cui lin­
gua stava Icome innestata una fragrante rosa, oppure un candido giglio, e di costoro f lv
il numero era grande. Ma ohimè! In mezzo a quelle consolanti vedute un
giorno osservai non uno, ma molti tra studenti ed artigiani che tenevano in bocca
20 un mostruoso serpente il quale tramandava bava immonda e veleno mortale.
Mi son messo a gridare contro costoro, ma essi fuggirono e non mi ascoltaro­
no. Dovrò nominarli? Mi limito di darne alcuni in nota a D. Rua per vedere se
può bastare ancora qualche avviso.
Costoro avevano in fronte [:] corrumpunt bonos mores colloquia prava.
25 Ma lasciamo cose tristi, passiamo ad altro. Venerdì passato sono stato chia­
mato ad assistere il Gran Duca di Toscana Leopoldo. Era agli estremi della vita:
mi conobbe ancora: disse più cose [,] fra le altre: perdono di buon cuore a’ miei
nemici ed invoco sopra di loro la misericordia del Signore.
L’assistei dalle 10 alle 12 1/2 quando in presenza di sua moglie, del Duca di
30 Parma, del Re di Napoli e molti altri personaggi che pregavano e piangevano,
mandò l’ultimo respiro in età di anni 73. I Gli onori, le persone, le grandezze non f.2r
valsero ad allongargli un solo momento la vita. Con sé portò soltanto quel po’di be­
ne o di male che ha operato in vita sua, come dice San Paolo.
Giovani miei cari; ricordiamoci che in punto di morte raccoglieremo quanto
35 avremo seminato nella vita. Ad altro.
Quando D. Bosco sarà tra voi? Se a Dio piacerà io partirò di qui alla sera del
21 corrente e alla sera del 25 sarò in mezzo di voi per essere tutto di voi. Mi rac­
comando però che non cerchiate di farmi alcuna festa. La festa più grande per me
si è vedervi tutti in buona sanità e con buona condotta. Io procurerò di farvi stare
40 allegri.
La domenica seguente al mio arrivo spero che faremo un gran festino in ono­
re di S. Francesco di Sales. Fatemi adunque una festa la più cara che io possa I
desiderare [,] cioè che tutti facciate in quel giorno la vostra santa comunione. f.2v
Quando voi fate feste di questo genere il resto è più niente.
45 Dio vi benedica tutti, e vi conceda di vivere lunghi anni di vita felice col
prezioso dono della perseveranza nel bene.
Ho ricevuto in buono stato i libri pel Santo Padre. Spero di poterli presentare
al più presto. Parla con D. Durando e fa’ come giudichi meglio. Consegna a lui la
lettera ivi acchiusa. Va’ da parte mia a pregare il sig. Marchese di Margone perché
50 accetti di essere priore della nostra festa e me ne darai tosto avviso.
Muggiati, Martino, Berlutti, Poligari, Marcucci ed alcuni altri sono nel nu­
mero di quelli che hanno venenum aspidis super linguas eorum.
Ho ricevuto anche il quaderno di Berto col catalogo dei soci. Tutto bene.
Molte cose per noi in corso assai bene avviate. Continuate preghiere. Vale et valedic.
55
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco

18.9 Page 179

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febbraio 1870 171
[P. S.] Chi sa che una parte della lett. non possa servire pei Lancesi?
17
46
stava
della]
it
delle
innestata]
inestato
fragrante] flagrante
oppure res et del
45 vivere corr ex vivare
23 MuniicchaemleenRtuea:: dvo.nletBt.o1sc3o88s.i era anche interessato per la proclamazione dell’infallibilità pontificia;
5s222611i56444r-ivG1moVLQC5ioaeoeulvnoonroJadrrperuonuaroumdnmlmaqìdieupfopnCDaiuatraIniaesIsgsvu:tF.aliis.innstr.eoaiavsrtp:nitoaeporc:n:2aii8etovasven.vargDFtvE:ieeibei(rnsa1umsetnm:rCnsa)azFoeicIeomniro,l.t.amile1l1e3u8pt5i3,tt7na.,,013ros.91Da3te.9tt.onou9nsb.sorBeefsoit1g:s7ucS9roaa7lte,morif..isg4ol8nio, t1ed3me.lpgsr..a.n, dpupc. a77F8e-r8d0in8a. ndo III e della principessa
Luisa Amalia delle Due Sicilie. Nel 1801 fu investito del titolo granducale in seguito alla rinuncia da par­
te del padre dei diritti in Toscana. Nel 1832 rimase vedovo della granduchessa Marianna Carolina, princi­
pessa di Sassonia, che non gli diede figli e nel 1833 si risposò con la principessa Maria Antonia delle Due
Sicilie dalla quale ebbe un figlio, Ferdinando. Nel 1855 decise di abdicare e di partire per l’Austria. Tra­
s2p3Fczg31fiiio309e8ena.-r5rlqlM3dmi4’utRS0ia)onoeeanesearnnniaìnDtddenenPddiisuneouasaMNciloir.aoIGaal1aNIonnp8rad:eeteoi6eiealclt9ddiPafuL:1ie,aan2lu8FMrp5RirCmrvose9aaoaioiganarmrdidnngc.aeoeioega5rplCs,Bia,dooc1vroio1Ri8ialrs0Pa6bdomtB;1aiobmnAGoronemaarrorearbìclrt.dRao.otoiA-ielon6PS(Iml2e,diT,la8aae8aIrvncl.Ie,gmeoanpderntiotaoeanozord.nvat)dnrAeaeeeaeiildlllorvslei2eraem1dle8ln8Dìegpatd4lnaaisuti8leod1rce,ért8efdreSf7mioaini0iggnncobS.lloniirial.aieoisrelNdus,1dpe1ce8inogc8l9aes7nC41òts0ao.as8Mreov6alis0ossapNosraiIteitabItaeoIpbinSodadlalenoueilfdrsciieipoaallganiodg1dpò6iieaanl.BPgazRIeaanasonvrufmdmniiaeneaaarelcia.loia(,statipmà1ssi8sùetaa3ads6sbgrsi,ieiilorn,fìeviamgacatlòonaPioeaidnnroddeiili­­­i
36-37 sera del 21: invero ripartì da Roma il 22.
37 sera del 25 sarò in mezzo di voi: il programma venne effettivamente mantenuto.
4v1ec-4e2la fdeosmtaedniicSa. Fseragnuceenstceo...diSS. aFlreasnvceesncnoe:csealreebbrbaetasltaatdaolma ednoimcaensuiccacedsisiqvuai,n6qumaagrezsoim, par,im28a fdeobmbreanioic;aind­i
4q7uarelisbirmi ap.el Santo Padre: v. lett. 1388.
4n8on Cè eslteastatinreopeDruitraa.ndo: v. E(m) I, lett. 330. È difficile intendere l’allusione; anche la lettera «acchiusa»
49 marchese di Margone: forse, più esattamente, avrebbe dovuto scrivere conte di Margone, vale a dire
conte Cibrario, di cui alla lett. 129 in E(m) I. Margone era una piccolissima località presso Usseglio, nelle valli
di Lanzo (Torino). Non risultando nell’elenco delle persone a cui don Bosco fece inviare l’orario della festa, è
—lpp5d’1oriO,ecserhGuanGitmitomiruuòirsbeiseosiaeplipledpldp’iecoOehTpMreMooar.italiuorDncgtroiioogno-nnioVatd:eBtaiinl:CoTdasniootcbaocrorticaoniosrloiiio2-lielV5ra1a1ab4a8libgdnooiooctattscotodtocnobeobtrcrre1ailelit8no1d51a8e69ct5oloaa2n1lg’Fa8loiund6isriv8teAoinntcerozo1el.e8mnlM,6uaef7goiPlgsticoitloovuio(moddTeeddeonliilrts’iesNatna:unoildccnu)eofo,tenlAf?aptiegSrPee:lCioccoDetfrrdodeeAebmignSbiAteseCetnm:reiorccesesafdCgeeMAireosentBi,rmseoviImAaiXsCretneoen6gtntt7ceios,4hli.am-ee6nGme7tn6raoòts.orti.aavlla-­
—AgimstraGoliaaCetLeanonsmoimbBereonrntloiu,.tetin:trnòataoll’ilO2rataogroiostodi 1T8o5r1inoa-VCaalsdteolclceottoil s1o6pgraenTniaciionode(lN1o8v6a6rac)o,mfiegslitouddeenltef:ucLf AinSoCered­i
— Poligari: v. E(m) II, lett. 1118. Un Giovanni Poligari di Roma è citato nella lett. 1470.
—5en2trAòveuanglleu’nOsutromatM.o..raieorcoudruicmcTi:o: rSninaaoit.o-V1il3a,l2d38o;cm1c3oa9gi,lg4i9o; fRe1ob8mb5r2.ai3ao,d1d3Ae.lnc1o8n6a6, cfoigmlieo adretilgifaunGo:iocvfaAnSnCi ereTgeirsetrsoa CPiecncsiiamfueonctoo.,
c5Co3hnerqvaoustcaiodp.eerrnpoe.t.u. is,o3c3i: cporinmvooctiattaelmogpooruafnfeici ieal4e1dealslcaristotic.ieQtàuastatlreosilaencaa, sceheapceormtep: rTenordienvoa, M10i2rasboeclil,od,iLcauniz2o8,

18.10 Page 180

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172 febbraio 1870
1390
Al papa Pio IX
ASV SdS Brev. 248 Indulgenze Plenarie
OAInrSeidCg..
Bau3t1. 210 2Mfsf.s.
268 x 194 mm.
aut. infotoc., Pio
IXin(Amr1g9. 8li0n2.0110)
si
legge:
«il
libretto
citato
non
si
è
trovato
unito»
Richiesta di indulgenza plenaria e di altri favori per VAssociazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice
[Roma, anter. 4 febbraio 1870]
Beatissimo Padre,
Il
sac. Gioanni Bosco della diocesi Torinese prostrato ai piedi di V. S. espo­
ne umilmente come coll’approvazione dell’autorità ecclesiastica siasi canonica-
5 mente eretta una pia associazione di fedeli nella chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice
in questa città.
Lo scopo ne è di promuovere la divozione verso l’augusta madre del Salvato­
re e venerazione a Gesù in sacramento.
Con Breve ad decen.: 16 marzo 1869 la S. V. con atto di particolare clemenza
io concedeva parecchie indulgenze ad Decennium, ma determinava la chiesa sopra
mentovata per l’acquisto delle medesime, come dal libretto unito.
Il numero degli aggregati crebbe oltre ogni credere; ma molti dimorando in
lontani paesi non possono recarsi alla chiesa stabili Ita, quindi nell’impotenza di flv
lucrare i celesti favori.
15 Affinché pertanto questi spirituali benefizi tornino a vantaggio di maggior
numero di fedeli e nel tempo stesso sia anche resa più stabile e duratura la fonte
da cui scaturiscono supplica:
Io A voler estendere in perpetuo le indulgenze già concesse alla pia associa­
zione dei divoti di Maria Ausiliatrice.
20 2° Che le medesime possano lucrarsi dagli aggregati anche in altre chiese
purché adempiano quanto è prescritto dalle regole dell’associazione.
3° Si degni aggiugnere il favore dell’indulgenza plenaria nel giorno che
cadun socio si fa inscrivere nella congregazione, più la stessa indulgenza due volte
al mese in que’ giorni che saranno scelti per fare la santa confessione e comunio-
25 ne.
[Sac. Gio. Bosco]
9 Breve ad decen.: emend si ex decreto 10 Decennium corr ex septemnium 17 supplica:] : Supplica
1 4 febbraio: è la data dell’udienza pontificia in cui venne accolta la domanda di don Bosco.
92aPu6atr.BaLcdrceeeivlareinpcaiohdnCietdlesaeftrcieecelnevlineiniinunnmAeAr'S.oSVvCa.cSDlceeotgt5l..t0e14Bq2rf8uea8avs.siei.2t5o4;t8ae;ldmp.eecrnogtnaem:trceafndmauzionioruingtaeindianelleMladBleeltItXseorsa8t3iitn6u-td8oa3t7Fa.. 1P1romfialrizao n1o8m70ecdoenl fciramrda.

19 Pages 181-190

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19.1 Page 181

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1391
A don Giovanni Bonetti
febbraio 1870 173
ASC
Orig.
Bau3t1.0102Lefftt..
ori2g1.,0Bxon1e3t5ti
(A 1690816)
mm. carta
me.
rigata
8 A 11 - 8 B
da quaderno
1
restaurata
macchia di inchiostro blu
s u lf.lv busta 111 x 72 mm. segno di francobollo asportato timbri: Roma 9 feb 70 Ancona
9E fIeIb7470 9MS B IAXle8s1s3a-n8d1r4ia 10 feb 70 10 M Mirabello 10 feb 70
Azinonniunpceirai ignidouvlagneindzealpcloelnleagriiao dal papa — dolore per la morte del padre di don Proverà — raccomanda­
Car.mo D. Bonetti,
*Roma, 8 febb[raio 18]70
Vengo in questo momento dal S. Padre che mi accolse con tale benevolenza
che descrivere non potrei. Parlò molto delle cose nostre e di Mirabello. Intanto
siate voi, o miei cari Mirabellesi [, i primi] a ricevere la speciale benedizione apo- 5
stolica. Sebbene abbia molte cose a dirvi [,] cose di molta importanza [,] comin­
ciate da questa.
Il Santo Padre in data di oggi concede indulgenza plenaria a tutti i giovani,
superiori e benefattori del collegio di S. Carlo, compresa tutta la famiglia Proverà,
indulgenza plenaria tutte le volte che si accosteranno alla santa comunione per tutta 10
la vita. Si noti soltanto che è una rinnovazione di quanto concedette nel 1867 agli
attuali giovani e benefattori. Il resto lo dirò quando mi recherò costà per fare una
gran festa. E ciò sarà, spero [,] nel principio della quaresima.
Ho ricevuto con vero rincrescimento la notizia della morte del nostro ama-
f l tisi simo padre Proverà. Dio ce lo volle togliere in tempo che non avrem[m]o pen- 15
sato. Sia fatta la santa sua volontà: procura di consolare la famiglia, fa’ visita alla
madre dicendole che io prego per Lei e pel defunto.
Ti raccomando di fare stare allegri i tuoi giovanetti e affinché facciano un
evviva a D. Bosco procura di dar loro occasione con un festino a pranzo. Ma fa’
loro notare che io li voglio tutti sani [,] robusti, allegri e che si chiuda l’infermeria 20
e si spalanchino le porte del Refettorio.
Per San Francesco di Sales desidererei che venissi tu con D. Cerniti affinché
possiamo discorrere delle cose nostre.
La c.ssa Callori è malata da jeri, credo non sia gran cosa. Pregate anche per
lei.
25
f.2r Dio vi benedica tutti, prelgate anche per me che con paterna affezione mi
offro
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
P. S. Se non succede grave ostacolo partirò da Roma la sera del 21 corrente. Fa’
speciali saluti al mio amico Giulio.
30

19.2 Page 182

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174 febbraio 1870
AIl lSMig..toD.RB.dooneStitgi nDoirrettore
35 dMelirpabiceclololoMseomnf.edrriaSto. Carlo
1 8] 9 25 lei emend ex me
v1.-3lett8. .1..39in2-q1u3e9s7to. momento: l’udienza pontificia aveva avuto luogo, a quanto pare, l’8 febbraio e non il 9;
291113
fGacpimoroinvingcacleniipdanieioPttBrdeooevnlnleeaerltàqti1:u,8avd6r.ei7Ers:ei(tmvmt.oa)Er:eI(v,mdileae)ltnItdp.I,ri6càl2ece4toft..lfoe1tts0iev1m0a.mineanrtieo1d’1i1Mmiraarzboe,llgoi:ovv.edEì(mde)llIa,
lett. 328.
prima settimana
di
quaresima.
——l22p33s1ao1204a5rcdlaFèaeSGCssprlremalanaaaiarnuednraadqllrcFliioadeuaoerltMeats:taPapallcneruiaod2rcoCmpad1eavCabaosie:jl;celneerlpeoloàrrvlaBri:r.opdu:rio:telG:itìdesirSvvticsaitoe..anoo.rtvlEEvneeae1ae(asm(b3nmi:mclb9dnpel)6)eciaio.laIIsfBma,t,aeeeasoslrlcRetevtedtahttriioottzsia.i.msntid6ato5daioa,24ean“4ml6o(dov..T2odi.rs2oerilctrreodfoietenerttib.trolloeb-s19rrVaree3anfa8iedtslo5obdpe.),lboi,lrcrceidhatccoueiooona.vslee1eBn8”don7dese0cel.leololEfafarsesvattoetesicsvvtsiaaaeotmtoaàcveousunalnttlloeoeegscdliieaaeolni:peapbov;rr.siaasnEltiacb(rimiiipgllia)u6tlàaIimr,dbdlaieoerntvzvteo.i.sf,5liaeet1tatt8tnro..elra1li3ced9oed8rl­i.­
1392
Alla marchesa Carmes Maria Gondi
Edita in E II 73 MB XVII 873
Benedizione e indulgenze plenarie concesse a lei e ai parenti dal papa
*Roma, 8 febbraio 1870
[Benemerita Sig.ra Marchesa],
Sua Santità Papa Pio IX volendo concedere benefici spirituali alle famiglie
5 che in qualunque modo abbiano beneficato l’istituzione dei poveri fanciulli dello
stabilimento detto Oratorio di S. Francesco di Sales, concedeva nominalmente
alla famiglia Gondi marchesa Maria e per mezzo suo a tutti i suoi parenti affini e
consanguinei, fino al quarto grado:
1° Benedizione Apostolica.
10 2° Indulgenza Plenaria tutte le volte che fanno la loro S. Comunione.
3° Indulgenza Plenaria in articolo di morte.
4° Indulgenza applicabile alle anime del Purgatorio.
Sac. Gio. Bosco
212CPaermr gelsi Msteasrsiai bGeonnedfiic:ivs.pEir(imtu)alIiI,vl.eltet.tt.1013319.3 e circolare a stampa 1395.

19.3 Page 183

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1393
Al padre Oratoriano Giulio Metti
febbraio 1870 175
Archivio Congregazione delFOratorio - cassetta autografi - Firenze
OArSiCg.
Ined.
Bau3t1. 2101Mf.ss.
a2u1t0.
xin1fo3t5ocm.,mM. etti
(A
1980202)
Comunica che Pio IX gli ha concesso alcuni favori spirituali
*Roma, 8 febb[raio] 1870
Per mezzo del sottoscritto nel giorno 8 febbraio 1870 Sua Santità Pio IX ac­
cordava al p. Metti Giulio i seguenti favori spirituali:
1° Benedizione apostolica
2° Indulgenza pi. in articulo mortis
5
3° La stessa ogni volta che celebra la santa messa
4° Applicabile] alle anime del purgatorio
Sac. Gio. Bosco
2zi-o3neG; viu. laioncMheetlteit:t.v.1E39(5m.) II, lett. 858. Sono numerose le persone che ricevettero un’analoga comunica­
1394
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740134) me. 47 E 5/6
OfE. rIIiIgr .72a-up7to.3still2Me flBfa.teIXral28i 11d2i0-dx8o1ln335Rmuam . segcnairtdailpeagsgteerlilsosiamzzauqrruoadrettata iniziata sul f. 2v e conclusa sul
Notizie varie da Roma — indulgenze plenarie — speciali facoltà concessegli dal papa
Car.mo D. Rua,
*Roma, 8 febb[raio 18]70
Finora non ho ricevuto la musica; se non fate presto io non potrò più pre­
sentarla.
Mandami entro il più breve spazio di tempo il nome di Battesimo del comm.
Dupraz.
5
Oggi sono stato dal Santo Padre. Migliore accoglienza non poteva farmi.
Non posso scrivere tutto; ma partecipa ai membri della nostra cong. che abbiamo
gravi motivi di rallegrarci nel Signore. Ma continuate a pregare; al mio ritorno
racconterò tutto.
Intanto comincia a partecipare a tutti i giovani della casa che per l’avvenire
10
ogni volta che si accostano alla santa comunione possono lucrare indulgenza ple­
naria.

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176 febbraio 1870
Per te facoltà di leggere e di ritenere qualsiasi libro proibito; benedire corone
15 e crocifissi; benedizione papale agli ammalati.
Del danaro che ho qui faccio un consolidato di fr. 100 al mese per la futura
casa di Roma. Il rimanente lo porto a casa meco. I
Mio caro D. Rua, fatti coraggio, abbiti cura della sanità; al tempo prescritto f l v
sarò teco a dividere le fatiche.
20 Monsig. Manacorda manda a te e a tutti i nostri giovani affettuosi saluti.
Dio vi benedica tutti e a tutti conceda il dono della perseveranza nel bene.
Pregate per me che sono sempre
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
25 P S . Fa’i miei saluti al mio amico Goffi cui raccomando il buon ordine della casa.
Va’a dire a madama Giusiana, e sua sorella; mad. Gilardi e famiglia, dam. Bonnier;
a casa Fassati che ho dimandato per loro una speciale benedizione dal S. Padre.
23 mMuicshiceal:e vR. uleat:t.v.1E38(m8.) II, lett. 730.
6 Giovanni Battista Dupraz: v. lett. 1341. Don Bosco intendeva evidentemente chiedere per lui qualche
titolo onorifico: v. lett. 1399.
714-O15ggif:amcoalrttàeddìi,l8egfgeberber.a.i.oa. mmalati: chiesti ed ottenuti evidentemente nel corso dell’udienza pontificia.
2106-1E7mfiluitaunroa McaasnaadcioRrdoam: av:. Ev.(mlet)t.II1, 3le8t8t.. 763.
22d56a RDmomoamdaaeminniaccGouiiGudsooifanfni,aBc:oapsprcooobcamablazilnomdlaaeinostaedleuMHtia’OeriraianntvnoiaraioGb:ieuvn.seiEad(nimzai,o)bnIeIi,npelaeftpatat.tlr8ii7ca1el.ldaeslilg’OnoraratoGrioiu. sSiaonnao. vUanriae Gleiulestitaenrea
(la sorella?) era Paolina, nubile, nata nel 1802; una certa Angela Giusiana era moglie del suddetto comm.
D26uprmaza,dmamoartaT,evreesdaoGvai,lanredli,1(8n9a0ta: GBSrivaa.,1to4r(ilnuegslei)o e1s8o9r0e)llpe.d1a0m8.igelle Bonnier (abitanti in via Cappello 6):
altre benefattrici dell’Oratorio.
27 Fassati casa: v. E(m) I, lett. 251.
1395
Circolare
ACorcphiaiviaosdtaiomcepsaano -2Afcf.qui T2e1rm0 ex 140 mm. intestazione a stampa: «Oratorio... Torino-Valdocco»
data senza mese e giorno spazio bianco dopo «concedette» onde poter aggiungere il nome del sacerdote
dAeSsCtinBat3a1ri0o40deClliarccoirlcaorilaarenon salesiani (A 1760220) me. 1372 A 10 2643 A 12
E II 87-88 MB IX 849
Comunica la concessione papale di alcuni favori spirituali
Torino, [poster. 8 febbraio] 1870
Con grande mia consolazione ho l’onore di partecipare a V. S. Benemerita
come Sua Santità Pio Papa IX nell’udienza concessami il giorno 8 febbraio di

19.5 Page 185

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febbraio 1870 177
quest’anno, per dare un segno di paterna benevolenza ai benefattori dei nostri po­
veri giovani e della chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, concedette ... i seguenti
favori spirituali.
1° Benedizione apostolica con plenaria Indulgenza in articolo di morte.
2° Indulgenza plenaria per ogni volta che ella celebrerà la santa Messa, pre­
gando secondo l’intenzione del sommo Pontefice.
3° Tutte queste Indulgenze per modo di suffragio sono applicabili alle anime
del purgatorio.
Mentre godo di poterle comunicare questi favori, le auguro ogni celeste be­
nedizione e mi professo con gratitudine
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Giovanni Bosco
1 Torino: il mese e il giorno sono in relazione all’udienza pontificia; la città è quella della tipografia.
2 Se ne conservano varie copie di marzo, aprile e mesi seguenti al canonico della cattedrale di Acqui, don
Giuseppe Pagella, a don Pietro Vallauri, al teologo Giovanni Battista Appendini ecc..
1396
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Callori ( A 1980203)
Ined.
Assicura preghiere per la contessa malata e per tutta la famiglia — comunica favori spirituali concessi dal
papa alla famiglia della contessa
*Roma, [9 febbraio 1870]
Nel giorno 8 febbrajo 1870 alle ore 9 3/4 mattino dopo aver detto molte af­
fettuose parole verso la famiglia Callori [il Papa] intese con vero rincrescimento
che la contessa era malata. Richiesto di darle la santa sua benedizione - Ben di
cuore, disse, Dio la benedica, le conceda sanità stabile onde possa vedere il frutto
della sua carità. Benedica tutta la famiglia e a tutti conceda la concordia e la vera
ricchezza del santo timor di Dio.
Di poi passò a concedere a tutti quelli che appartengono alla famiglia Callori [:]
1° Benedizione Apostolica, e l’indulgenza plenaria tutte le volte che si acco­
steranno a fare la santa comunione.
2° Indulgenza plenaria in articolo di morte.
3° Applicabili alle anime del Purgatorio.

19.6 Page 186

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178 febbraio 1870
Incaricò il sottoscritto di comunicare i sopra mentovati favori che adempiva
l’incarico il giorno 9 febb. 1870
15
Sac. Gio. Bosco
5stodliiscsae] dissi 8 concedere a tutti quelli corr ex concederci tutti a quelli 9 Apostolica corr ex Appo-
1 data: v. conclusione della lettera.
3 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
4 malata: v. lett. 1391.
13 che adempiva: la fretta si rivela nemica della sintassi.
1397
A don Giovanni Battista Francesia
ASC B 31010 Lett. orig., Francesia (A 1710508) me. 22 D 4/6
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta in cattivo stato di conservazione per piegature ed umidità
E II 75-76 MB IX 814-815
Resoconto dell’udienza col papa che concede indulgenze per tutte le case salesiane
*Roma, 9 febbraio [18]70
Car.mo D. Francesia,
Ieri sono stato dal Santo Padre e tu ne hai avuto buona parte. Accoglienza la
più cordiale. Gradì con viva soddisfazione un’offerta della collezione delle Lett.
5 catt. e della Biblioteca.
Lesse qualche tratto di Dante e richiamò alla memoria il buon D. Francesia,
parole testuali, che ne fece le note e di cui ne aveva già udito a parlare favore­
volmente.
Parlò assai della casa di Mirabello, dei giovani e della parochia di Cherasco,
io degli interni ed esterni. Mi diede carico di parteciparvi che egli vi ama assai, vi
benedice, e concede la plenaria indulgenza a tutti que’ giovani interni o esterni
che attualmente fanno parte del collegio, parochia, o scuole di Cherasco, per ogni
volta che si accostano alla santa comunione per tutto il corso della loro vita.
Mi diede poi una stupenda medaglia d’oro che spero far vedere a te e ai tuoi
15 giovani nella seconda settimana di quaresima quando, Deo dante, spero I di an- f l v
darvi a fare una visita. Per te poi [:]
1° Facoltà di leggere e ritenere qualsiasi libro proibito.
2° Benedire medaglie e crocifissi.
3° Benedizione papale con indulgenza plenaria agli infermi.
20 Sono poi molte e gravi cose che riguardano al bene della nostra congrega­
zione che non istimo di confidare alla carta.

19.7 Page 187

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febbraio 1870 179
Alla festa di S. Francesco di Sales ci verrai tu con que’ preti che potranno
esimersi dal collegio e allora ci potremo parlare.
Dirai a D. Proverà che io ho molto pregato e fatto pregare pel caro padre de­
funto; e mentre ho provato vivo rincrescimento per la perdita mi sono molto con- 25
solato al pensiero che egli sia già al possesso della gloria celeste donde ci proteg­
ge e ci attende. È come un fumo il tempo che deve passare prima che lo andiamo
f.2r
Ia raggiungere, spero, nella patria dei beati.
Desidero che i tuoi giovani stiano allegri il giorno seguente a queste notizie,
e affinché possano di cuore gridare Evviva D. Bosco procura di dar loro qualche 30
cosa a mensa che metta la loquela in movimento.
Monsig. Manacorda, Cont. Calderari, casa Vitelleschi, Mad. Galleffi, Villa-
rios, Rosa Mercurelli e molti altri ti salutano.
Partirò il 21 corrente.
Dio vi benedica tutti e vi conceda sanità stabile, lunghi anni di vita felice col 35
prezioso dono della perseveranza nel bene. Saluta in modo particolare quelli della
società; ma di’ che continuino a far speciali preghiere perché possano condursi a
buon termine le cose che ho tra mano.
Pregate poi in modo particolare per me che vi sarò sempre
Aff.mo amico in G. C. 40
Sac. Gio. Bosco
P. S. Saluta Camparmi e Cerrato Luigi.
1 9] 10
2 Giovanni Battista Francesia, direttore del collegio di Cherasco: v. E(m) I, lett. 518.
3d4-e5llIaer«lie:Ltteientrtvuae.rreoCeartatosltiacthoe»dael
papa l’8, non il 9 febbraio [v. lett.
«Biblioteca della gioventù», inviate
1396], per cui si è qui modificata
da don Rua: v. lett. 1388.
la
data
d6uebaunonni Dpr.imFraa:nvc.eEsi(am: )PiIoI, IlXett.pa9r9e6.ricordare di aver concesso un’udienza a don Bosco e a don Francesia
2145 FnerallnacseesccoonPdraovseetrtài:maalnma odmi qeunatoreesirma ap:revfieattnodnòeellfafectatisvaadmieCntheerilas2c0o;mva.rEzo(msu) cIc, elesstti.vo6.24 e lett. 1391.
—32 IEsambiellilaanCo aMldaenraacrio:rvd.aE: (vm. E) (ImI,)leItIt,. l9e2tt0. .763.
——32-3cM3aasarFiaNanMonbayildiAdVamlietaentlalVeGsilclahalrie:ifofvsi.:: Evv.(.mEE)((mmII)), IIlI,e,tltel.ettt8.t7.5890.650..
33 Rosa Mercurelli (che ospitava don Bosco): v. E(m) II, lett. 1111.
34 partirò il 21 : come già più volte detto, partirà invece il 22 febbraio.
4s1t28o691A,8r5mt4aa,bapfinogoiliuo[s?c]dietCloafmsuppAoannrtiganneil:eoaumemeMinletaeri:gnchseferrAvitSiaeCnVteraeldgeniiszCtarho, eeCrnaetsrncasotio.mNaenlaltt’ooO. raatGouriaostdaillTao(rRineog-gVioalEdomcicloia)ili4l 1o6ttoagbore­
— Luigi Cerrato: altro inserviente di Valdocco. Nato nel 1821 a Vezza d’Alba (Cuneo) figlio del fu
Bartolomeo e Maria Cerrato, entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 4 novembre 1863 come cuoco e ne
uCsecnìsinmeelnmtoa. rzo dell’anno successivo; ritornò poi successivamente e morì nel 1896: cf ASC registro

19.8 Page 188

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180 febbraio 1870
1398
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740135) me. 47 E 7/9
Orig. aut. 2ff. 215x137 min. carta quadrettata timbro a secco BATH sui mrg. sup. di entrambi
ai ffoagvloire dsiuPl af.lm2viaèCceasnacree.llPatiaù lfar.s5e0gudeanltleo nzoiotaRdeindzoi»n Boaslctoracnhoetascmrivaen:os«cSriitdtaiadnioMo iscihneoletinRouafr. 5 ricevuti
E II 76-77 MB IX 818-819
dBiuuonnae bneonteizfaiettrdicaeRoma — amorose accoglienze del papa — preghiere per il riposo eterno dell’anima
Car.mo D. Rua,
*Roma, 12 febbraio [18]70
A quest’ora avrai ricevuto una mia lettera. Ora aggiungo che fui all’udienza
del Santo Padre che mi accolse con amorevolezza inesprimibile. Gradì, parlò, rise
5 e lodò assai la pubblicazione e la collezione delle Lett. catt. e della Biblioteca, e
ci animò a continuare.
Sono più cose che [non] ci conviene affidare alla carta. Dirò soltanto che ab­
biamo molti motivi di essere contenti.
Intanto avvisa i nostri amati giovani che tutti quelli che appartengono alla
10 casa dell’Oratorio possono per l’avvenire acquistare indulgenza plenaria tutte le
volte che si accostano alla santa comunione.
Per te avvi facoltà di leggere e ritenere qualsiasi libro proibito; dare la bene­
dizione papale in articulo mortis, benedire medaglie e crocifissi.
Pel danaro non sono più a tempo. Ho già I disposto pel consolidato. Perciò f lv
15 di’ a D. Savio che pensi a prepararne [;] io porterò a casa un pajo di mille franchi.
Temeva assai della buona Giacinta Bertinetti; ho pregato e pregherò pel ripo­
so dell’anima di Lei. In quanto alla casa o meglio alla famiglia di Chieri si può
lasciare come è, giunto a Torino vedremo il da farsi.
Aveva detto di preparare la festa di San Francesco [di] S[ales] la domenica
20 di quinquagesima, ora però sarà meglio differirla sino alla domenica prima di
quaresima perché i dirett. delle nostre case non si possono se non con difficoltà
allontanare dai loro giovani in quell’epoca.
E sempre inteso, si Dominus dederit, che partirò al 21 corrente da Roma,
un pajo di giorni a Firenze poi a Torino.
25
Le cose di nostra cong. vanno assai bene. IContinuate a pregare.
f.2r
Di’ a Barale che uomo allegro il ciel l’aj[u]ta. Dio ci benedica tutti e ci con­
servi per la via del cielo. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
30 P. S. Di’ pure a D. Bonetti che cominci pure a lavorare o meglio a preparare mate­
riali per la costruzione. Intanto Dio ci ajuterà.

19.9 Page 189

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febbraio 1870 181
1 febbraio] 2 4 inesprimibile coir ex inesprimile 13 articulo] articolo 20 ante ora del o per
—23 Mmfuiiiachaleelltl’teuedrRaieu: nap:zraov:.beEabb(bmilem) leIuIno,tgeleotqtl.u’e78l3lfa0e.bdberlal’i8o.febbraio.
57 «coLseett.u..realClaacttaorltiac:hqe»ueelle«Breiblaltiiovteecaal»la: cv.onlegttr.eg1a3z8i8o.ne, cui aveva già fatto allusione nella lett. 1394.
10-13 acquistare indulgenza... crocifissi: le medesime cose aveva già scritto a don Rua il giorno 8 feb­
braio, dopo l’udienza papale.
14 consolidato per la nuova casa di Roma: v. lett. 1394.
15 Angelo Savio, economo della società salesiana: v. E(m) I, lett. 621.
r1e6l’uGniiaccainutsauBfreurtttiunaertitai:dmelolr’tear,edniutbàiBlee, ritlin1e°ttfie,bpberraicoui1d8o7n0;Bv.oslectot. p1o2t7è6p.rCocoendlearesuraapmidoarmteevnetennaellaa vmeanndciata­
d21i29a-2lci0nunqqiuuiemilnlm’qeuopabogicleai.s:imduae...giqournariepsirmimaa: vd.ellelatt.ch1i3u9s1u.ra del carnevale; v. lett. 1403. Le cosiddette conferenze
di S. Francesco di Sales, consistenti in varie sedute di lavoro dei direttori con don Bosco a Torino, dura­
vano alcuni giorni.
23 21: partì invece il 22.
26 Pietro Barale: nato a Morano Po (Alessandria) il 7 novembre 1846, figlio di Bartolomeo e Biagia Boz-
zano, entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 13 marzo del 1868; «capo ufficio» della libreria a Valdocco, di­
venne coadiutore con voti triennali a Troffarello il 23 settembre 1869; emise la professione perpetua il 20 set­
tembre 1872 a Lanzo. Lavorò sempre in ambito tipografico-editoriale a S. Benigno Canavese,
s3ai0mMeanGtthioio,,vaParnConafiteaBsnsoiia;n-DeStB.tiFS, idlpii.prep2t7oto.. rQMeuodireìdloapnlilc’BOcoorasloctoosreiloomdiinnicaToroiroraigndgoii-aMVpaierldarbovecilcalood:iilvm2. 7aElg(inmiuc)ognIn,ioele1ct9th.3e34s2:p8ce.fsAsoSlCo
raeLgiastSripCezeina,­
assalivano.
31 costruzione: vi era dunque un progetto di ingrandimento del collegio.
1399
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS rub. 220 fase. 2
Orig. aut. 1 f. 270 x 210 m m . in alto prima del testo varie annotazioni: «Commenda S. Gregorio»
zAI«niroSeimndCe.eBsms3ir1ga2. 1Ms0inoM.n:ss«.sC.Moaamunt.macienonfrdodataoScil..,dGAìrne1gt6oomnrieaolrl»izo(A1817908=0»20«4N) 58079» «richiesto il 23 febr» sul f.lv annota­
Chiede di intervenire perché il papa conceda il titolo di commendatore dell’Ordine di Pio IX a tre insigni
benefattori
Eminenza Reverend.ma,
Roma, 13 febb[raio] 1870
Mi fo animo di presentare a V. S. Reveren.d.ma tre nomi de’ nostri più insi­
gni benefattori cui tornerebbe della massima consolazione se V. E. ottenesse loro
dal Santo Padre il prezioso grado di commendatore dell’Ordine di Pio IX.
5
za giuMdiiclaimmiteoglaido.esporre umilmente. Ella però faccia come nella sua alta saggez­
In ogni caso mi permetta che possa professarmi colla più profonda gratitudine

19.10 Page 190

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182 febbraio 1870
Della E. V. R.d.ma
10
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
Insigni benefattori
dell ’ospizio detto Oratorio di S. Francesco di Sales
- Viancino di Viancino conte Francesco
15 - Claretta Barone Fedele dottore in Legge
- Dupraz commendatore Gioanni Battista
Sono tutti tre buoni cattolici che impiegano sostanze e sollecitudine pel bene
della religione.
8 possa] posso
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
14 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
15 Fedele Claretta: v. lett. 1337.
16 Giovanni Battista Dupraz: citato nella lett. 1394.
1400
Al giovane Bernardo Musso
EAOSrIiICg.7B8au3t1. 2M1B10Mf.IXjs.8a21u46t3. ixnf1o0t9ocm.,mM. usso (A 1980205)
Preghiere, saluti e raccomandazioni
*Roma, 14 febb[raio] 1870
Musso mio car.mo,
Ho ricevuto la tua lettera e comprendo quanto mi vuoi dire. Sta’ tranquillo:
io penserò a te; ma tu pensa ad essere esemplare nell’adempimento de’ tuoi doveri
5 specialmente nello impedire i cattivi discorsi fra i tuoi compagni. Dio farà il resto.
Saluta il tuo capo, e i tuoi compagni; presto sarò con voi; pregate per me che
di cuore sono
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
10 Al giovane Musso
calzolajo
2 Bernardo Musso: nato a Castelnuovo d’Asti nel 1851, figlio del fu Giuseppe e fu Rosa Peire, entrò al-
rla’OleradteoirisoaldeisiTanoiricnoom-Veacldooacdcioutiolre13asacprriitlteo.1N86e3l 1c8o7m7eriasrutilgtaiannuoo. vDaimeceinatennciomdoepoasacpripttaor;enneellsl’eetlteenmcboregedneel­­
ltoui,stiemssmo eadninaotamfeecnetlea pprriomfeassdiionpearrtierleigpioesral’tAriergnennatlienae,peocphriecmiseasmi deonpteo,ainBnuoenvoems Abrier,ese,mdiosveei vfuotmi paeersptreo­

20 Pages 191-200

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20.1 Page 191

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febbraio 1870 183
di calzoleria fino alla morte, avvenuta nel 1925: cf ASC registro Censimento. Il suo nome è citato
in F. B o d ra to , Epistolario... passim.
1401
Al giovane Bernardo Musso
Edita in E II 79
Chiede preghiere
[Roma, 16 febbraio 1870]
Mio caro Bernardo Musso,
Io ora ho molto bisogno di essere aiutato dalle tue preghiere e dei tuoi com­
pagni. Cercami dunque tra i tuoi amici quelli che desiderano di aiutarmi e condu­
cili ogni giorno all’altare di Gesù Sacramentato per raccomandargli i miei bisogni. 5
Quando io tornerò a Torino, mi presenterai quelli che ti hanno accompagnato in
quelle visite ed io darò a tutti un bel ricordo.
Tuo aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
1 La data è presumibile sulla base della lett. 1402.
2 Bernardo Musso: v. lett. 1400.
1402
A don Michele Rua
AOSriCg.
Bau3t1. 0101Lf.ett.
orig.,
210 x
Rua
135
(mAm1.740c1a3r6ta)
da
mcoem. 4p7utEist1e0r/i1a1
E II 77-78 MB IX 824-825
Annuncia che proroga il ritorno per il quale però chiede la presenza dei direttori delle case per importanti
comunicazioni — altre commissioni
[Roma], 16febb[raio 18]70
Car.mo D. Rua
Fa’ parte a chi riguardano le lettere ivi unite. La nostra pia associazione di
Maria A. è eretta in Arciconfraternita.
L’apertura di una casa con una piccola ma bella chiesa si può giudicare cosa 5
ultimata pel p. autunno.
Nella prossima settimana spero di essere a Torino; ma piuttosto di lasciare le
cose a metà è meglio ritardare qualche giorno. Ad ogni modo disponiamo che la
festa di S. Frane, si faccia la prima domenica di quaresima. Ti farò sapere il gior­
no preciso del mio arrivo. Ma insisti che non si facciano dimostrazioni di alcun 10
genere.

20.2 Page 192

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184 febbraio 1870
Siccome ho molto bisogno e piacere di parlare coi superiori delle altre case,
così da Lanzo, da Cherasco vengano quelli che possono allontanarsi. Da Mira­
bello D. Bonetti e D. Cerutti. Credo che D. Pestarino si troverà pure.
15 D. Cagliero, se non mandò ancora, mandi alcune copie di tutta I la sua musi- f lv
ca alla M. Galeffi; ma dell’inno del Concilio N. 20. Se si possono avere si mandi­
no pure N. 30 copie Giovane Provv. in pelle. Se non si hanno in pronto, pazienza.
D. Savio venda quanto sembra opportuno della eredità Bertinetti.
Aspettavo una lettera di D. Durando. Mille benedizioni a tutti. Ieri fui al-
20 l’udienza del S[anto] P[adre], ci fissò una casa; ma egli la trova piccola e vorrebbe
darcene una più grande.
Scriverò a D. Cagliero. Le cose vanno bene; continuate a pregare ed abbimi
sempre
Aff.mo in G. C.
25
Sac. Bosco
P. S. I saluti a D. Racca.
1 16] 17 18 quanto corr ex quante
1 La data sull’originale, 17 febbraio, vergata da don Bosco sul margine sinistro in alto al foglio, pare sia
errata: la si è cambiata in 16 in quanto si accenna ad un’udienza papale del giorno prima, che dovrebbe
aver avuto luogo il 15 febbraio.
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 lettere ivi unite: fra le altre, quella precedente al Musso e quelle qui di seguito.
4 eretta in Arciconfraternita: v. lett. 1390.
5 casa... con chiesa: papa Pio IX, falliti i tentativi di don Bosco di acquistare una casa a Roma, gli ave­
va promesso la casa e la chiesa presso S. Giovanni della Pigna, accanto a S. Maria sopra Minerva. Anche
questo sogno rimase tale fino al 1905.
9 prima domenica di quaresima: v. lett. 1398.
—14
FGraionvcaenscnoi BCoenrneitttii::
vv..
EE((mm))
II,,
lleetttt..
328.
518.
— Domenico Pestarino: v. E(m) II, lett. 797.
15 Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
16 Maria Maddalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.
18 Angelo Savio: v. E(m) I, lett. 621.
—19 eCreedleitsàtiBnoerDtinuerattni:dov.: lve.ttE. (1m2)76I,. lett. 330. La lettera cui allude avrebbe potuto forse aver qualche riferi­
mento con la «Biblioteca della Gioventù», di cui alla lett. 1388.
22 Scriverò a don Cagliero: la lettera non è stata reperita, ma potrebbe anche non essere stata scritta.
26 Don Pietro Racca: v. E(m) II, lett. 1091.
1403
A don Giovanni Bonetti
AOaESrrIiiCIgg.u7Ba9aru3dt1.o0M1d0eBl1lLaIefXt.pte.8no2sr5ii2og6n.7,eBxdoe1nl9eg8titoimv(Aman.e16A9g0ca8ap1ri7ttao) lSeggmagmeer.ma8aB 2sul v si legge una nota di Emiliano Manacorda

20.3 Page 193

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febbraio 1870 185
Notifica di aver ricevuto le lettere e fatte le commissioni — invia saluti alla famiglia Proverà e ai giovani
-— annuncia sua partenza per Torino con sosta a Firenze
*Roma, 17 febbraio [18]70
Car.mo D. Bonetti,
Ho ricevuto la tua lettera e fatte le commissioni.
Pertanto nota fr. 375 trasmessi per mano di Monsig. Manacorda pel giovane
Sgamma, più fr. 20 pel medesimo e per mano della marchesa Villarios. Totale 5
395. Per Ferrè mi furono dati fr...
In quanto a Turco il Vescovo non è contrario ma desidera di vederlo prima e
sembra che desideri che vada un anno in seminario a Casale prima di conferì[r]gli
le ordinazioni. Il can.co Masnini scriverà in proposito. Lo stesso è di Gosio.
Fa’ tanti saluti alla famiglia Proverà, e a tutti i nostri cari ed amati giovani. 10
Spero di fare loro una visita nelle prime settimane di quaresima.
La mia partenza da Roma sarà il 22 a sera, due giorni a Firenze, venerdì
mattina a Torino. Credo sia bene trasferire la festa di S. Francesco la prima Do­
menica di quaresima: così potremo assistere meglio i nostri giovanetti negli ulti­
mi giorni di carnevale.
15
Per l’avvenire quando verrai a Roma troverai a tua disposizione una casa con
una stupenda chiesetta. Il resto a voce. Silenzio e allegro.
Dio benedica te e le tue fatiche e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco 20
1 febbraio] 2 5 pel corr ex per 11 nelle corr ex nella 16 verrai res verrei 17 II corr ex il
23 Gtuiaovleatntenria:Bnoonnetèti:stva.taE(rmep)eIr,itlae.tt. 328.
4 fr. 375... Manacorda: come risulta dalla nota autografa dello stesso Manacorda sul verso del foglio.
— Emiliano Manacorda: v. E(m) II, lett. 763.
5MirAabgealploit.o Sgamma: dall’anno scolastico 1868-1869 alunno delle scuole elementari nel collegio di
—76 NGFeiaapnconomymuAocmeFnaeortrVèT:iularlacltrori:oosvg:.ivloe.vtEta.n(m1e3)a4cI7,c.olelttot. a50M5.irabello, di cui alla lett. 1404, 1410.
9 Santo Giuseppe Masnini: cancelliere vescovile di Casale.
— Damiano Gosio: appare chierico ascritto ad Alassio nell’elenco generale dei salesiani del 1871; sud-
deidaeclolneoOarsdcitrii,ttsoi nleegllgaessteoslstaanctoas«aUnseclit1o87s2p,onsatacneerdaomteenatsecrciitrtcoan1e8l 7108»7.3. Nel registro dell’ASC Dati anagr.
1110 pfarmimieglsiaetPtirmovanereà:div.quEa(mres)imI, ale:tti.b.624. Il padre era appena deceduto: v. lett. 1391.
17 stupenda chiesetta: quella di S. Giovanni della Pigna, di cui alla lett. 1402.

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186 febbraio 1870
1404
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Leti, orig., Lemoyne (A 1720611) me. 30 A 7/8
Orig. aut. 2 ff. 262 x 198 mm. f. 2 con due grossi strappi segno di ceralacca rossa timbri:
Roma 17 feb 70 altri timbri illeggibili
E II 80 MB IX 826
Cdaormà uanviocacela concessione di varie indulgenze plenarie ai giovani di Lanzo — altre notizie riservate le
*Roma, 17 febbraio [18]70
Car.mo D. Lemoyne,
Quante cose vorrei dirti! Comincerò a dirti che il Santo Padre manda una
benedizione speciale a tutti i nostri allievi di Lanzo; concede loro indulgenza ple-
5 naria tutte le volte che fanno la santa comunione e ciò per tutta la loro vita. Se ne
tenga memoria: la concessione [è] dell’8 corrente.
Per te poi e per tutti i preti la stessa indulgenza ogni volta [che] celebrate la
Santa Messa.
Comincio [a] comunicarti la facoltà di benedire croci e crocifissi; impartire
io la benedizione papale in articolo di morte; leggere e ritenere qualsiasi libro proibi­
to. Poi una casetta per quando verrai a Roma, poi una stupenda chiesetta per
celebrare la santa messa, poi molte altre cose che saprai a bocca la prima domeni­
ca di Quaresima quando faremo la festa di S. Francesco.
Intanto di’ a tuoi figli che ho letto le care lettere che mi scrissero per buon
15 capo d’anno; li ringrazio dei loro preziosi auguri ma fa’ notare che le loro pre­
ghiere furono esaudite abbondantemente; perciò immaginati che allegria e che
bella festa faremo per ringraziare il Signore nella 2a sett. di quaresima quando
andrò loro a fare una visita!
Ferrè poi ed altri mi scrissero cose confidenziali, cui risponderò di presenza. I
20 Molte cose pei preti e per tutti coloro che appartengono alla congregazione; ma di f l v
ciò a voce. Per ora allegria e silenzio.
Prima che termini la prossima settimana spero di essere a Torino.
Dio benedica te, tutti li figli tuoi, specialmente i preti, maestri ed altri che
esercitino qualche autorità. Pregate anche per me e credimi
25
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
P. S. Quando andrò a Lanzo mi raccomando di non fare alcun apparato festivo.
Festa in chiesa e non altro. Saluta Givone da parte mia.
Al M.to R.do Signore
30 ILIasnigz.oDC.aLnaevmeosyene direttore del coll.-convitto di

20.5 Page 195

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febbraio 1870 187
1 febbraio] 2 4 speciale corr ex .... 18 visita!] visita?!
2 Giovanni Battista Lemoyne, direttore di Lanzo: v. E(m) II, lett. 853.
11 casetta... chiesetta: v. lett. 1402.
12-13 domenica... S. Francesco: v. lett. 1391.
1179 2Faersreèt:tivm. alentat.: 1v.40le3t.t.L1a3l9e7tt.era del medesimo e degli altri giovani cui si accenna non sono state reperite.
20 Molte cose... Congregazione: si tratta dei risultati dei suoi colloqui con le autorità romane. Ne farà oggetto
di conversazione coi direttori appena tornato a Torino, in occasione delle conferenze di S. Francesco di Sales.
28 Gaspare Givone, incaricato della sacrestia del collegio di Lanzo. Nato a Centallo (Cuneo) divenne
coadiutore con professione triennale il 25 dicembre 1868 e perpetua il 26 settembre 1873. Morì a Lanzo il
631aprCilaendaevles1e8:9m1:ecgfliAo,STCorriengeissetr.i Censimento, Professi.
1405
Al vicario capitolare di Susa, Giuseppe Maria Sciandra
CAoSpCiaBs3e1m2p2l0icCe odpaitetildoisocrriigtt.a(A i1n8te7s0t5, 2d8a)ttiloscritta: «Oratorio... Si prega della carità...»
Ined.
Richiesta delle dimissorie per il chierico Gioachino Berto
*Torino, 19 febbraio 1870
Car.mo e Rev.mo Mons. Vicario,
Il eh. Berto della diocesi di Susa dopo aver tra noi compiuto gli studi lettera­
ri e teologici, ora sarebbe al momento di dover prendere le ordinazioni.
Ma finora nella nostra congregazione il Superiore di essa può soltanto dare 5
le dimissorie a quelli che vennero nelle nostre case prima dei quattordici anni
compiuti, e il eh. Berto passava di qualche mese questa età.
Ora pregherei rispettosamente V. S. Rev.ma a voler dare queste dimissorie
pel bene della nostra cong. e pel bene della religione.
Non so per altro se la diocesi di Susa sia esente da quel legame di altre dio- 10
cesi delle quali, anche dopo anno di sede vacante, il Vicario cap. non possa dare
le dimissorie senza scrivere ogni volta a Roma. In questo caso per diminuire a Lei
i disturbi, scriverei io stesso e vedrei qualche modo di far pervenire la sup[p]lica
al Santo Padre.
Abbiamo parecchi suoi diocesani in questa casa, ci venga un po’ a fare 20
una visita e se può a dirmi una Santa Messa nella nuova chiesa. Ci procurerebbe un
gran piacere.
Raccomando me e questi giovanetti alla carità delle sante sue preghiere e mi
creda con profonda gratitudine
Di S. V. Rev.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

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188 marzo 1870
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava ancora a Roma; v. lett. 1389.
2 Giuseppe Maria Sciandra: v. E(m) II, lett. 1246.
3 Gioachino Berto: v. lett. 1277.
5-6 dare le dimissorie: le diede effettivamente, se a distanza di poco più di un mese, il 25 marzo, don Ber­
to venne ordinato sacerdote a Torino da mons. Balma. La sede episcopale di Susa era vacante dal 1866.
1406
Al papa Pio IX
ASC B31010 Lett, orig., Pio IX (A 1730513) me. 41 B 8
MMcoiinnch.ineaclueht.iRosutar1osf.vcrioivla2ec:7e1«oS:xu«1pS8pu5lpicmpalmicp.heer»icnacratraduinsoazsitoanmepdai Rammauccs»hie dipuiùmiidnitbàassosuGl mioragc.hsiunpo. Bdeesr.todeslcfr.iv2ev,
MB IX 686
Istanza per poter accogliere nella congregazione salesiana un frate dei Minori Riformati
[Torino, marzo 1870]
Beatissime Pater,
Joannes Bosco Sacerdos ad pedes Beatitudinis tuae provolutus humillime
exponit quae sequuntur:
5 Clericus Rochus Ramus, loci Idoli (vulgo Edolo) dioecesis Brixiensis, quin-
decim annos natus religionem fratrum minorum Reformatorum strictioris obser-
vantiae ingressus est die 28 augusti 1862. Die vero 30 augusti 1863 eamdem reli­
gionem professus est emittens vota simplicia ad triennium; quae complementum
habuerunt anno 1866. Tandem die 17 junii 1868, ob civilem abrogationem sui or­
lo dinis in nostris regionibus, sancti Francisci religionem derelinquere debuit.
Nunc vero, post annum approbationis, piam societatem seu congregationem
salesianam profiteri desiderans, a Sanctitate Tua humili precatione postulat ut huic
congregationi adscribi, eamdemque profiteri, et in eadem sacros ordines suo
tempore suscipere possit ac valeat.
15 Haec facultas ideo necessaria est quia ex hujus societatis approbationis de­
creto, superior generalis litteras dimissoriales eis tantum relaxare potest, qui ante
annum decimum quartum in aliquo hospitio vel convictu ad salesianam congrega­
tionem spectantibus recepii fuerint. Ita in decreto die 1 martii 1869.
[Sac. Gio. Bosco]
5 loci emend si ex loc emend ex natus Idoli corr ex Edoli Edolo corr ex Idolo 7 ante eamdem del in
9 anno emend ex die die emend ex anno ob civilem abrogationem emend si ex per sopresionem
11 ante piam del con 12 profiteri corr si ex profiti ante ut del s 12-13 huic congregationi corr ex
anch congregationem 13 ante congregationi del pro sacros emend ex ad sa ante suo del promo-
vend 14 suscipere corr ex suscipiendos 15 ideo add si quia ex emend si ex eo quod in ante so­
cietatis del con approbationis corr ex approbatione 16 tantum rei 17 in it et del
5 Rocco Ramo: figlio di Giacomo e di Maria Caterina Bedolini, nato a Edolo (Brescia) il 17 agosto 1847,
era entrato presso i frati Minori Riformati il 9 agosto 1862, con lettere di presentazione del parroco e del

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marzo 1870 189
vescovo di Brescia. Aveva assunto il nome di fra Gonzalo al momento della sua professione il 30 agosto
1863. Soppresso l’ordine nel giugno 1868, era entrato all’Oratorio di Torino-Valdocco il 26 settembre
1868 come chierico-studente del terzo anno (cf ASC registro Censimento) col pieno accordo del Padre pro­
vinciale della provincia di Lombardia, onde terminare gli studi. Il 17 novembre 1869 il Ramo chiese al
superiore di concedergli la dispensa dal digiuno e di sottostare al vitto comune dell’Oratorio per non crea­
re disagi al medesimo. Il Ramo intendeva rimanere a Valdocco solo fino al termine degli studi: documen­
tazione in Archivum generale O. F. M. - Roma. Non rimase infatti a Torino nonostante don Bosco gliene
ne avesse prospettato l’opportunità, ottenendogli anche la possibilità legale di insegnare nel ginnasio di
Torino-Valdocco; si fece invece sacerdote diocesano e lavorò sia nella diocesi di Brescia che altrove:
cf documenti citati in A. Papes, 1 Salesiani..., [dattil.] pp. 470-471.
1407
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
IAnSedC. B 3 1 2 1 0 M s ì. aut. infotoc., Callori (A 1980206)
Contentezza per il miglioramento della salute della contessa — notizie del figlio Cesare ammalato ma
ben assistito anche spiritualmente — sua confessione
Benemerita Sig[ra] Contessa,
*Torino, 1° marzo [18]70
Oggi ho avuto notizie dal sig. conte di Lei marito e ne fui veramente consola­
to all’udire che ella va migliorando e che aveva già fatto qualche trottata, sia bene­
detto Dio.
5
Le nostre case fanno tutti particolari preghiere per Lei e Dio ci deve esaudire
per le molte imprese che dovremo condurre a termine.
Credo che avrà ricevuto jeri, 28 febb., una mia [lettera] in cui le dava notizie
del sig. Cesare. Farò qui seguito col dirle della visita di domenica, dopo avergli da­
to notizie di V. S. si portò il discorso sulla confessione ed egli si confessò tosto seb- io
bene non ci fosse male che stringesse. Ieri la febbre aggravò verso sera sicché do­
vevasi viaticare sta mattina; ma il notabile miglioramento persuase tutti questa mat­
tina potersi sospendere sebbene egli fosse pronto a ciò fare. Oggi (9 di sera) conti­
nua miglioramento. I
f l v Intanto credo bene di scriverle un episodio che non le sarà discaro.
15
Appena mi vide uscire mi salutò dicendo: Ella che fece guarire Maman faccia
guarire anche me, mi dia tosto la medaglia di Maria Ausiliatrice. Quando sarò gua­
rito andrò a fare le mie divozioni nella sua chiesa e so io quello che altro farò.
Gli dimandai o megli[o] soggiunsi che la Santa Vergine aveva favorito Ma­
man, e che avrebbe egli pure ajutato purché avesse avuto fede in Lei. Molta fede, ri- 20
spose, mi sento pieno di fiducia.
E preparato? Dissi. L’altro capì quello che non voleva dire e prese che io par­
lassi di confessione e disse: «sì sì io sono preparato, ma ho bisogno che mi inter-

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190 marzo 1870
roghi perciocché ho la mente stanca e non posso farmi l’esame». L’interrogherò,
25 e l’ajuterò. Stia tranquillo e senz’altro si cominciò la confessione. I
Ella intanto non si dia pena di sorta. Cesare è ben assistito per medici, assi- f.2r
stenza materiale ed anche spirituale e finché non siano scomparsi tutti i sintomi di
grave malattia ci vado più volte al giorno a fargli visita. Mi vede sempre volentie­
ri.
30 Dio la benedica, sig[ra] contessa, e le conceda sanità stabile con lunghi anni di
vita felice e il Paradiso di certo in fine. Amen.
Con gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
35
Sac. G. Bosco
9 della] nella
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
39 CFeedsaerreicCo aCllaolrloi:rii:b.i,b.morto il 5 marzo; v. lett. 1408.
12 viaticare: v. lin. 22.
1408
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Callori (A 1980207)
Ined.
Racconta gli ultimi momenti di vita del figlio Cesare
Torino, 6 marzo [18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Sebbene la notizia e le circostanze della dolorosa perdita del nostro amato
Cesare le siano da varie fonti note, tuttavia non le sia discaro che scriva anch’io
5 qualche cosa; tanto più che mi accenna la sig[ra] Maria non esserle pervenuta la
mia prima lettera.
Quando io partiva da Roma V. S. con discorsi e parole non mai altre volte
usate mi disse: Giunto in Torino faccia in modo di vedere il mio Cesare e si ado­
peri perché faccia la sua confessione [,] questa la cosa che più di ogni altra mi sta
io a cuore. Io l’assicurai.
Giunto di fatto in Torino, sebbene avessi notizie di notabile miglioramento
ho voluto recarmi in persona (28 febb.) a fargli visita. I medici e gli altri parenti
ed amici non davano segni di conoscere la gravità del male; ma io mi accorsi su­
bito che le cose erano al punto gravissime.

20.9 Page 199

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marzo 1870 191
Cesare mi conobbe, mi dimandò di Lei, si raccomandò alle preghiere dei no- 15
stri giovani riponendo la speranza di sua guarigione nella protezione di Maria SS.
Secondo il consiglio di V. S. io condussi il discorso sulla confessione; Cesa­
re si offerì pronto esprimendo il rincrescimento di non poter fare il voluto esame.
Non pensi a ciò, gli dissi, io l’ajuterò a fare tutto.
Allora mi prese per mano, la baciò; poi commosso, la ringrazio, soggiunse, 20
io sono tutto nelle sue mani, mi salvi l’anima. Si cominciò quindi e si finì la con­
fessione. Sia benedetto Iddio.
Quelle furono le ultime ore di perfetta cognizione. La febbre più intensa, le
miliari, la debolezza, l’accesso al cervello lo resero sfinito di mente e di corpo a
segno che bisognava accompagnare e continuare quanto si diceva affinché potes- 25
se tener il filo del discorso.
Ciò non ostante al 2 di marzo ricevette, e lo chiese egli stesso, il Viatico con
piena cognizione. Sono persuaso, diceva, che farà piacere a mia madre quando
sappia che ho fatto la mia comunione.
La notte poi del 3 corrente la copiosissima eruzione di miliari sembrava su- 30
perare le forze dell’ammalato e perciò faceva temere della sua esistenza [;] perciò
gli fu amministrato l’olio santo. L’infermo stesso rispose in modo chiaro a tutte le
f l v dimande fatte, I accompagnava le sante unzioni con giaculatorie e rispondeva al
sacerdote nelle varie occorrenze.
Ieri alle 3xh andai a fargli visita e lo vidi sfinito. Gli diedi notizie di Lei che 35
accolse con gran piacere. Gli dimandai se mi conosceva, e lo affermò aprendo gli
occhi; cercai di fargli dire qualche parola e le sue ultime furono queste: povera
mamma... che dolore per la mia morte... ma ella pregherà per me... Gli feci ancora
altre dimande in cose di coscienza; non potè più parlare ma si spiegò con segni.
Godeva che si dicessero giaculatorie, e si pregasse ad alta voce presso al suo letto. 40
Ha voluto fare tre volte il ringraziamento della comunione.
Alle quattro e tre quarti pom. mi accorsi che mancavano i polsi: allora si
raccolsero intorno al letto parenti ed amici e segretamente il conte di Sambuy che
in bontà, riguardi e assistenza andò all’eroismo. Tutti si ginocchiarono e pregarono
meco.
45
Sebbene avesse già ricevuto la benedizione papale, tuttavia gli diedi ancora
l’assoluzione sotto condizione con una particolare indulgenza plenaria, che io
poteva applicare. I
f.2r Circa alle cinque e un quarto, terminate le preghiere del proficiscere, sugge­
rendo ognora giaculatorie che il moribondo dimostrava capire e ripetere col cuo-
re, senza fare atto violento, come chi si addormenta lasciò a noi il suo corpo,
50
mentre l’anima volava in seno al creatore.
D. Proverà ha prestato una assistenza che non si può desiderare né più cor­
diale né più opportuna.
Spero di poterle scrivere quanto prima altre particolarità.
55
Intanto nella dolorosa perdita abbiamo da consolarci nell’assistenza medica,

20.10 Page 200

▲torna in alto
192 marzo 1870
che fece quanto fu possibile; nell’assistenza materiale e morale, che niun principe
avrebbe avuto migliori; nell’assistenza e nei provvedimenti religiosi che la-
scia[ro]no nulla a desiderare. Avrei volentieri cangiato il mio stato in quello di
60 Cesare.
Alziamo gli occhi al cielo e diciamo: Dominus dedit, Dominus abstulit, sic
Domino placuit, sic factum est; sit nomen Domini benedictum.
Sta mattina, festa di S. Francesco di Sales, preghiere, messe, comunioni,
tutte pel caro Cesare.
65 Dio la benedica, e l’ajuti o meglio ci ajuti ora e sempre a fare la sua santa
volontà. Amen.
Sac. Bosco G.
1 marzo] 3 18 esprimendo] esprimento 19 ciò,] ciò; 30 eruzione] eruzioni 33 ante sante del
dimanda 49 proficiscere corr ex proficissere 65-67 Dio... Bosco G. add mrg sin
2 Carlotta Callori: v. lett. 1407.
5244 sCiaegcsncaoerrseasCoM:altalerorirmai::ifniibeg.lmiaeddeiclloaiCndailcloarnit;evd. iEst(umrb) oI,plaettto.lo5g4i6c.o che insorge all’improvviso e con intermittenza.
4T3orincoo)ntdeeidicoSnatmi Bbualyb:oloBezritoondeeldiraSgaamzzbou,y,Efranmesitgolia(naaptopunnetlo 1d8a3c7u,ifpurtuorvoendievpaultaatcoo,nsteenssaatoCrea,llsoirni.daco di
53 Francesco Proverà: v. E(m) I, lett. 518.
1409
Al cardinale Luigi Bilio
ASV Spoglio cardinali, Bilio b. 2 fase. D
OInreidg.. aut. 1 f.
Richiesta di sussidio per l’Oratorio di Torino-Valdocco
Torino, 8 marzo 1870
[-]
1 La breve lettera non è stata più reperita nella cartella dell’ASV in cui il curatore di questo epistolario
la potè visionare, senza poterne trarre copia alcuna, nel corso delle sue ricerche dei primi anni ottanta. Per
qvuoleusmtoef,astitoè econlelollcaatsapienraqnuzeastdai speodtee,rleanroitnronvealrle’apneplosciotarsAopdpeelnladipcreepdaerlaleziloentteeree dneolnlaresptaemritpea. Adetltuparlemseennttee
la relativa cartella archivistica, rinnovata, conserva solo un ingiallito foglio di custodia con un appunto
manoscritto, non indicante purtroppo l’attuale collocazione del documento.
2braIiIo c1a8rd7.0,Beilriao,ncahtoe addonAlBeosssacnoddrioaveiltt2e5inmcoarnztorar1e82n6e.l Fcoatrtsoosideclhiseuroicosorgeggioolranroe rdoemllaanCoodniggreegnanzaiioon-feebdi­
ScSe.. sPsCiavooanlmogre(ebngataerzniaaobbniaettae)d, epdieirvrìpneendtniuceoec. adrPidriiSnn.acliMepaaillrei2a4redgdiiautFgtoanrroefa1e8e6r6ep.sepNnoiontemsnaizbniiaeletroe dvmeelsacgSogivlilooarbedo,i,SfufaubfinautantoonedPl er1ie8fep7tr3te,oseiddseeunlcltai­
del Concilio Vaticano I. Morì a Roma il 30 gennaio 1884: cf DBI X, 461-463. Il necrologio è sul BS a.
8 (aprile 1884) p. 51.

21 Pages 201-210

▲torna in alto

21.1 Page 201

▲torna in alto
1410
Al canonico Santo Giuseppe Masnini
marzo 1870 193
GOriàigp. raeusts.o Sig. Musini - Fidenza (Parma)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870240)
Copia a stampa in «Il Risveglio» - Fidenza 16 ottobre 1954
E II 81 MB XVI 626 e XIX 435
Ringrazia per il contributo che offre ai salesiani — chiede la diffusione delle «Letture Cattoliche» e della
«Biblioteca della gioventù italiana» — informazioni sul giovane di Casale Giacomo Ferrè
[Mirabello, 11 marzo 1870]
Car.mo Sig. Can.co,
Qui da Mirabello mi rimane un po’ di tempo per iscrivere a V. S. sig. Can.co
secondo il mio dovere. Riguardo alle lettere giacenti alla posta abbia la bontà di
leggerle e, se ritrova cosa essenziale, me la comunichi, altrimenti le seppellisca. 5
La ringrazio delle sollecitudini che si dà per me e di tutto il disturbo che si
offre di sostenere per le nostre cose.
Se può, promuova le Letture Cattoliche e la Biblioteca Italiana. Io vivo e la­
voro per questi libri: il Santo Padre li benedice e ne raccomanda la diffusione. Le
persone con cui conferire di ciò sono: casa Vitelleschi, marchesa Villarios, con- io
tessa Calderari e la presidente di Torre de’ Specchi.
Ho trovato Giacomino Ferrè in buona salute: egli è soprapensiero per la voca­
zione. L’ho esortato a pregare sino a maggio. Allora potrà risolvere qualche cosa.
Tutto il piccolo seminario si unisce a me nell’augurare ogni celeste benedizio­
ne a Lei ed a Monsignor nostro, mentre con devota affezione mi professo
15
Della S. V. car.ma
Obbl.mo servo amico
[Sac. Gio Bosco]
12 Giacomino Ferrè] Giannino Ferra 15 Monsignor nostro] ai sign. nostri 16 car.ma] can.
r1ifeMririeradbeellll’oe:sivtoerdsoel lsauomvetiàagdgiiomaarRzoomdaonaiBgoiosvcoanvi iesitsòoptruatttteutlteo caaisseal(eMsiiarnaib.ello, Lanzo e Cherasco) per
2v. leStat.nt1o40G3i.useppe Masnini, segretario del vescovo di Casale, all’epoca a Roma per il Concilio Vaticano:
810 BcibasliaotNecoabidlieVllaitegliloevsecnhit:ùvI.taEl(iman)aI:I,illeptrti.m8o78v.olume era uscito il 1° gennaio 1869; v. lett. 1269.
—11 mIsaarbcehlelasaCFaaldnenryarAi:mva. tEV(mill)aIrIio, sle: tvt.. 9E2(0m.) I, lett. 505.
—12 MGaiaricaomMiandodFaleernrèa:Gv.alleeftft.i: 1v4.0E4.(m) II, lett. 960.
1411
Ad una signora [parmense] non identificata
7

21.2 Page 202

▲torna in alto
194 aprile 1870
Biblioteca Palatina E. N. 812 - Parma
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . in c a lc e a lf.lv timbro della Biblioteca
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Signora (A 1790126) me. 2644 C 2/3
EH 81-82
Ringrazia per l’offerta inviata per la celebrazione di una S. Messa — chiede preghiere per sé ed i suoi
giovanetti
*Torino, 31 marzo [18]70
Preg.ma Signora,
Ho ricevuto la limosina di fr. 20 che ebbe la bontà d’inviarmi per una Messa,
che sarà sabato celebrata colla comunione dei nostri giovani.
5 Ella si unisca con l’intenzione e spero che tra tutti obbligheremo Maria a
concedere quanto dimandiamo.
Ella mi accenna ad alcuni bisogni spirituali. Ne farò caso e non mancherò
nella santa Messa di fare un memento appositamente per quello che mi racco­
manda.
io Quando a Dio piacesse di poterci parlare forse potrei suggerirle qualche cosa
in proposito, che non vorrei confidare alla carta.
Dio benedica Lei e il sig. di Lei marito, preghi per me e per li miei I poveri f l v
giovanetti, i quali da qualche tempo [si] moltiplica[no] immensamente nel nume­
ro e nella miseria spirituale e temporale.
15 Umili ossequi a Lei e al sig. Carlo e mi creda con gratitudine
Di V. S. preg.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
12-15 Marito... Carlo: non è stato possibile procedere all’identificazione del personaggio, così come
della destinataria della lettera.
1412
Al vicario di Lanzo Federico Albert
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860103)
Copia semplice di Gioachino Berto
E II 82 MB IX 843
Progetto per ampliare il vecchio collegio di Lanzo con una nuova costruzione
Torino, 1° aprile [18]70
Car.mo Sig. Vicario,
Andiamo avanti; procuri soltanto prima di cominciare la costruzione [:]
1° Un trapasso regolare del suolo a me affinché io possa tosto assicurarne
5 l’esistenza colle cose della nostra Congregazione.

21.3 Page 203

▲torna in alto
aprile 1870 195
2° Teniamo l’idea che il fabbricato si elevi al 2° piano. Le altre cose saranno
modificate di mano in mano si metteranno in esecuzione se ne sarà caso.
3° Per la Lotteria faccia modo di stabilire una numerosa commissione con
buona scelta di promotori e promotrici.
4° La lettera va bene. Il pensiero voglia concorrere si sviluppi un po’ più. 10
Non è forse meglio lasciare D. Bosco a parte? Ci pensi.
5° Programma e condizioni della Lotteria.
Raccolga materiali e cominci. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco
15
2 Federico Albert: v. E(m) II, lett. 759.
68 2L°otpteiarniao:: nionnveocsetansiteeliesvuògugnerfimabebnrtiicadtioddointrBeopsicaon,i,noolntreebabequlueollgoot.erreno, con la spesa di 200.000 lire.
10 lettera: non è stata reperita.
1413
All’abate Ranieri Sanesi
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Sanesi (A 1810222) me. 2654 C 4
Ofraringc.oabuotl.lo 201cf. 140 x 60 mm. busta con timbri: Torino 6 Apr 70 3 S
Ined.
altro timbro illeggibile
Lo invita a fare una visita all’Oratorio onde trattare con i giovani della tipografia
Torino, 6 ap[rile 18]70
Chiarissimo Signore,
Il solo desiderio di rispondere alla venerata sua lettera fu cagione del ritardo;
giacché non avendo io potuto, dovetti servirmi di altri.
Le dirò adunque che i giovani con cui ebbe V. S. chiar.ma relazione sono di 5
fatto quelli che sotto agli occhi miei dirigono la tipografia di S. Francesco di Sales,
con cui ella può con tutta sicurezza trattare.
Giacché scorgo che il suo spirito propende benevolmente verso di noi, ven­
gasi a fare una visita. Una cameretta, un posticino a mensa l’attendono in casa no­
stra per quel tempo che ci vorrà favorire.
io
Dio benedica lei e le sue fatiche.
Preghi per me e per questi miei giovanetti e mi creda con gratitudine
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
15
Al chiarissimo Signore
P11oSgiggi.bpornosfi. TDo.sRcaannaieri Sanesi

21.4 Page 204

▲torna in alto
196 aprile 1870
2 Ranieri Sanesi: sacerdote e letterato, nativo di Castelfiorentino (Firenze), nel 1854 era stato nominato
dal Capitolo della Collegiata di S. Giminiano (Lucca) priore della stessa parrocchia, il cui territorio si
estendeva fino ai confini della parrocchia di Poggibonsi (Siena), dove vi era il più vicino ufficio postale.
Morì nella stessa carica il 26 marzo 1878.
1414
Alla contessa Alessandra Tettù di Camburzano
ASC B 31010 Leti, orig., Camburzano (A 1700309) me. 11 C2-11 D 1
Orig. aut. 2 ff. 220 x 135 mm. carta leggera
E II 82-83 MB IX 685-686
Condivide l’opportunità di sospendere il viaggio a Roma per il cattivo stato di salute — continua nelle
sue preghiere — invito alla fiducia in Maria Ausiliatrice
*Torino, 6 ap[rile 18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Ottimo pensiero di sospendere la gita a Roma. Con sanità cagionevole non
conviene moversi da casa dove uno può usarsi riguardi che sarebbero incompatibi-
5 li altrove.
Mi rincresce che la signorina Rossi Baldi sia ammalata; spero non sarà cosa
grave; ad ogni modo non mancheremo di raccomandarla alle comuni preghiere
che facciamo all’altare di Maria A. e spero che saremo esauditi.
Sembra che la Santa Vergine non stia molto attenta alle preghiere che da
io tanto tempo facciamo per la guarigione di V. S. e non saprei come passarla buona
se non riflettendo che questa celeste Madre molto soddisfatta della pazienza di
Lei I cangia la terra in oro concedendo grazie spirituali in luogo di grazie tempo- f l v
rali da noi dimandate. Ma a forza di bussare uopo è che ci esaudisca.
Non mancherò di raccomandare al Signore le altre cose che mi accenna. Ri-
15 mettiamoci interamente nelle sue sante mani.
Il testamento è già fatto?
Dio ci benedica tutti e ci conservi per la via del paradiso e mi creda con gra­
titudine
Di V. S. B.
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. Ho assai bisogno delle sue preghiere in alcuni affari complicati assai.
4 conviene corr ex conver 6 spero corr ex speri 16 testamento con ex tem 17 conservi co n ex conser.
2 Alessandra Tettù di Camburzano: v. E(m) I, lett. 476.
616 sitgensotarmineanRtoo:sseivBidaelndtie: piletrosonnoasgcghioerznoosnoiddeindtoifnicaBtoos. co; la contessa morì molto tempo dopo, nel 1893,
e nel suo testamento ricordò il collegio salesiano di Fossano (Cuneo).

21.5 Page 205

▲torna in alto
1415
Al canonico Francesco Della Valle
aprile 1870 197
AOSriCg.
Bau3t1. 0102Lfeft.t.
orig.
220
di recente
xl35m m .
recupero, Della Valle
carta uso stampa
(Ada1t7a8r0ip1e2t0u)ta
da
anonimo
sul
mrg.
sup.
Ined.
Pratica per l’apertura della casa di Alassio
*Torino, 7 ap[rile 18]70
Car.mo Sig. Canonico,
Avuta la sua lettera che mi comunicava il risultato della pratica presso l’auto­
rità scolastica credo di poter immediatamente fare prova dell’acquisto del cosid­
detto locale del seminario.
Ella lo legga e rettifichi quanto è da rettificarsi, di poi lo presenti al sig. sin­
5
daco per la commendatizia che mi aveva fatto sperare. Mando qui un modolo che
potrebbe seguirsi, ma si vari e si esprima come si giudicherà meglio.
Avuta la commendatizia Ella abbia la bontà di ritornarmela ed io con quella
della Curia di Albenga la metterò tosto in corso a Genova presso al sig. direttore io
del Demanio.
Andrò a sollecitare in persona; ho anche qualcheduno che dirà una parola;
che se la cosa andasse troppo a lungo o la conclusione fosse incerta allora mi re-
fl v cherei tosto costà per intraprendere i lavori che Isaranno necessari pel futuro anno
scolastico o nel sito attuale delle scuole, oppure nel locale della locanda.
15
Intanto io comincio a preparare il personale che a suo tempo possa essere in
grado di appagare la pubblica aspettazione. A questo riguardo avrei bisogno che
Ella sapesse dirmi se in Allassio vi sia qualche ecclesiastico o secolare patentato
per le scuole ginnasiali, per farne calcolo se non per insegnare almeno per rappre­
sentare qualche classe.
20
Dio ci benedica tutti e mi creda con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. In questo momento ricevo lett. dal sig. sindaco di Alassio col decreto del- 25
l’app[rovazione]. Va bene. Tutto si aggiusterà. Si riverisca da parte mia.
2 Francesco Della Valle: v. E(m) I, lett. 675.
3il csaunaolneitcteorai:nddiacaqvuaanatoddoonnBBoossccoo dsucerivsea,ceèrddioftfiic«ilme upneintsiadrei raellgaolleatrteerpaadteenllt’e11pemralrezosc1u8o7l0e, gnienlnlaasqiuaalil»e
e informava altresì di passaggi di proprietà nella zona per l’erigenda nuova ferrovia. Sulla fondazione
dAilenclthlo’eonpcioei reMasidimsi cAeiolda,asDlsli’aoabAeblsoaunssidisaoureoDinopenrlliemBonisotcrteoe
aenni iSdailevsiitaan(i1i8n70It-a1l8ia72e) nèedlemdoicnadtao.uTno’arminpoi,aSpEaIrte19d9e6l,vpoplu. m5-e71d;i
illustrative delle lettere di don Bosco riguardanti tale casa.
3-4 risultato... autorità scolastica: il 30 marzo 1870 il Consiglio scolastico della provincia di Genova
aveva emesso il Decreto di approvazione della convenzione tra don Bosco e il comune di Alassio (coi re-

21.6 Page 206

▲torna in alto
198 aprile 1870
ciproci impegni) e del progetto delle scuole elementari, ginnasiali e tecniche e convitto.
5 seminario: cosiddetto, il convento di S. Maria degli Angeli, già appartenente ai Minori Riformati, per il
cui acquisto dal demanio don Bosco aveva interessato sia il comune di Alassio sia il can. Della Valle.
6-7 sindaco: o assessori facenti funzione di sindaco, come risulta dalla documentazione conservata, che
riporta le firme di Giovanni Battista Morteo, Giovanni Battista Brea, Paolo Torre, Lazzaro Brea, F. Bian-
cardi Pietro Plaisant...
10 Curia di Albenga: don Bosco vi era stato il 28 novembre 1869, ricevuto da mons. Raffaele Biale, che
l’anno precedente gli aveva concesso una commendatizia a favore della società salesiana.
16-19 personale... per le scuole ginnasiali: nella suddetta lettera dell’11 marzo il Della Valle aveva fatto
i nomi del can. curato Domenico Gagliolo e del can. Antonio Airaldi, e aveva chiesto a don Bosco di man­
dare
25
solo un
sindaco
maestro patentato per
di Alassio: la lettera è
la
in
quarta
data 5
e la quinta ginnasiale: c
aprile e reca la firma di
f A. M iscio
G. B. Brea:
,
Da Alassio...,
ib. 29.
p.
28.
1416
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
Orig. aut. 1 f. 210 x 157 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Eudosia (A 1820234)
E II 83 MB IX 850
Comunica favori spirituali concessi dal papa all’istituto
*Torino, 12 ap[rile 18]70
Benemerita Sig[ra] Madre,
Voleva andare in persona a portare a Lei e alle sue figlie il certificato auten­
tico dei favori concessi dal S. Padre al suo Istituto. Ma per non far ritardare di più
5 i favori che si possono guadagnare stimo bene di trasmetterlo a Lei con preghiera
di voler scrivere il nome e cognome sopra questo foglio stampato affinché cia­
scuno lo conservi presso di sé per serbarne la memoria.
La prego di segnarne uno da mandarsi da parte mia alla Madre Generale e a
tutte quelle religiose che in qualche modo anche in piccola proporzione hanno
io preso parte ai bisogni della Chiesa in codesta nostra casa. I
Ogni celeste benedizione discenda sopra di Lei e sopra tutto il suo istituto; f.lv
preghi anche per me e per li miei poveri giovanetti e mi creda con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
2 Eudosia Babin: v. E(m) II, lett. 874.
68 fMogaldiroesGtaemnperaatole: evr.aleMtt.ar1i3e9J5o.sephine Petit: v. E(m) II, lett. 1259.

21.7 Page 207

▲torna in alto
aprile 1870 199
1417
Alla contessa Girolama Uguccioni
AOrSiCg.
Bau3t1. 0102Lfef.tt.
orig.
210
di recente recupero, Uguccioni
xl35m m . carta rovinata sui
(mAar1g7i8n0i 229)
E II 84 MB XV 846
—Notiinffiocarmuan csierrcvaizliaopraerltiegniozsaodpi emr oilbtiisgoigonviandielplaerfailmsiegrlviiaz—io mcoilmitaurneica i favori spirituali concessi dal papa
*Torino, 15 ap[rile 18]70
Benemerita sig[ra] Moma,
Sarà una lettera breve, ma non voglio che si dica che alla Pasqua di Risurre­
zione sia dimenticata una Mamma tanto buona ed un Padre tanto affettuoso.
Mettano adunque una particolare intenzione.
5
Domenica noi faremo servizio religioso con messa e speciali preghiere al­
l’altare di Maria A. secondo la loro intenzione invocando la grazia della sanità e
della perseveranza nel bene loro ambidue, a tutti [:] figlie, generi e nipoti, cui tutti
provengano copiose celesti benedizioni.
Se mi darà il nome di tutti io manderò una pagella per caduno affinché serva io
di memoria in avvenire a servirsi dei favori concessi dal Santo Padre. I
f.lv La sua famiglia gode buona salute? La sig[ra] Gondi sta bene? Me la riveri­
sca tanto se ha occasione di vederla.
Verrà quest’anno a farci una visita? Almeno a vedere una volta la nuova
chiesa!
15
Raccomando la povera anima mia alla carità delle sante sue preghiere e mi
professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco 20
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885. In data 28 maggio 1870 la contessa ringrazierà per la grazia
r38i-c4efviguPltiaaes,dqgueelalnadeigriuReaersniugiprioroentzie:iodibne.el:laqfuigellli’aaMnnaoricaandneav,aasdsuiellagtiaordnailldeofpeob,birli:1A7 SaCpriAle.1452702, me. 1585 E 6.
10 pagella: ilfoglio stampato di cui alla lett. 1416.
1124-1C5 ananlmesenMoaariaveGdoernedil:a vn.uEo(vma)cIhIi,elseat:t.a1n0a3lo1g;heirainvveitdioevraandoa sptoatcihfiamttiensie:gvli. laenttn.i 1p4r2e9ce. denti.
1418
Al seminarista Guglielmo Garelli
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890321)
CE oIpI i8a4semplice di Gioachino Berto
Raccomanda la meditazione e la frequenza alla santa comunione — altri inviti spirituali

21.8 Page 208

▲torna in alto
200 aprile 1870
*Torino, 16 aprile [18]70
Car.mo Garelli,
Non voglio lasciar la tua lettera senza risposta.
Pregherò per te; fa’ bene la tua meditazione, frequenta la santa comunione e
5 ti libererai da ogni pericolo. Nelle prossime vacanze vieni qualche giorno al-
l’Oratorio e ci parleremo di tutto.
Fa’ degli associati ovunque tu possa ed avrai la benedizione del Sommo
Pontefice, e con esso avrai pure la benedizione del Signore.
Dio benedica te e le tue fatiche; prega per me che ti sono
10
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
Al sig. Garelli T. Guglielmo
Mondovì
2 Guglielmo Garelli: nato nel dicembre del 1847 a Beinette (Cuneo), figlio di Guglielmo e Maddalena
Bertona, entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 21 ottobre del 1861 come studente: cf ASC registro Cen­
simento. Cooptato nella società salesiana l’8 gennaiol864, la lascerà probabilmente all’inizio degli studi di
filosofia. Entrò successivamente fra i padri Filippini. Fu poi professore di teologia dogmatica nel semina­
rio di Mondovì. Morì al paese nativo il 18 febbraio 1922.
1419
All’intendente di Finanza di Genova
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Finanza, (A 1690239) me. 3 B 3/4
Orig. di Gioachino Berto con data e firma aut. 2 ff. 270 x 220 mm. carta leggera frastagliato il
margine timbro a secco «Oratorio... Torino-Valdocco» sul mrg. sup. sin. autentic. da timbro a inchiostro
della Intendenza di Finanza di Genova in data 19 aprile 1870
E II 85-86 MB IX 845-846
Richiesta di acquisto del convento di S. Maria degli Angeli di Alassio per adibirlo a collegio salesiano
*Torino, 17 aprile 1870
Illustrissimo Signore,
Pel vivo desiderio di dare ricetto ai giovani più poveri ed abbandonati
l’esponente spesso deve provare amaro rincrescimento nelle frequenti negative
5 alle dimande di accettazioni di ragazzi che versano nel massimo pericolo di rovi­
na morale e civile. E ciò unicamente per la mancanza di capacità di opportuni lo­
cali.
Ora considerando che molti de’ ricoverati nello stabilimento di Torino e
molte dimande provengono dalla riviera Ligure, l’esponente vorrebbe studiar
io modo di aprire una casa là dove maggiore è il bisogno. Di aprirla cioè nella città
di Allassio che si può considerare come il punto medio tra Genova e la riviera di
Nizza.
Locale opportuno sarebbe l’edifizio, sito e chiesa noti sotto al nome di casa

21.9 Page 209

▲torna in alto
aprile 1870 201
del Seminario già convento di N. S. degli Angeli appartenente ai Minori Rifor­
mati.Le autorità civili ed ecclesiastiche del luogo sarebbero favorevoli, anzi il 15
Municipio abbisognando di un locale per le pubbliche scuole, potrebbe con mo­
dica spesa averlo colà qualora fossero terminati alcuni lavori di costruzione già
alquanto inoltrata.
Si potrebbe così provvedere al ricovero di alcune centinaja di poveri ragazzi, 20
e alla scolaresca del paese.
Il
locale mentovato attualmente è destinato ad alloggio di alcune Suore di
Carità le quali pagano annue lire 300 di pigione, e tengono ivi scuole femminili
f lv comunali, ed Educandato che per altro sarebbero facilmente dal Municipio I allo­
gate in altro edifizio.
25
Una parte del sito annesso fu testé venduto alla Società della Ferrovia in co­
struzione pel che una parte notabile del muro di cinta dovrà essere demolito.
Lo scrivente pertanto fa rispettosa dimanda che l’edifizio e sito annesso gli
vengano ceduti presso a poco sulle basi seguenti:
1 ° Vendita di quella casa, orto annesso alle più benevoli condizioni atteso lo 30
scopo del compratore.
2° Ogni cosa potesse farsi a trattative private per agevolare il compimento
della pratica.
3° Il sac. Gioanni Bosco oltre di assumersi l’obbligo di pagare il prezzo da
convenirsi, le dovute imposte, e di riceverlo come ora si trova, si obbliga eziandio 35
di tenere aperta la chiesa e funzionarla.
In questo senso l’umile esponente si raccomanda ai buoni Uffizi di V. S.
111.ma affinché voglia con bontà adoperarsi tanto per dare i suggerimenti atti ad
agevolare la pratica, quanto per appianare le difficoltà qualora insorgessero nel
corso delle trattative.
40
Con perfetta stima si professa
Di V. S. 111.ma
Umile esponente
Sac. Gio. Bosco
29 vengano ceduti] venga ceduto
44 La risposta fu che il convento in questione doveva essere messo all’asta pubblica e non alienato con
trattativa privata. Alla intendenza di Finanza era già stata mandata una analoga richiesta, in data 9 aprile
1870, a firma della giunta comunale di Alassio: cit. in A. Misero, Da Alassio..., p. 30, ed. in MB IX 845.
1420
AI presidente del Consiglio dei ministri e ministro deH’Interno Giovanni Lanza
ASC B31010 Leti, orig., Autorità, Governo, Lanza (A 1711011) me. 27 B 6/7

21.10 Page 210

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202 aprile 1870
Mcoinns.udnitaMeicsheeglneaRtaudaa[p=aAstre]llcoonazczourrrreoz. auint.d[ir=izAzbo]e tim1bf.ri de2l120/3x g1i3u5gnmom1.870carta di lettera riutilizzata
E II 88-89 MB IX 852-853
Supplica per ottenere i fogli di via ferroviari per i giovani dell’Oratorio di Torino-Valdocco
[Torino, anter. 22 aprile 1870]
Eccellenza,
Permetta che rispettosamente mi presenti alla E. V. per supplicarla di un fa­
vore riguardante ai poveri giovani ricoverati nello stabilimento detto Oratorio di
5 S. Francesco di Sales.
Quando le ferrovie dell’Alta Italia appartenevano al governo questa casa go­
deva di varii notevoli favori tanto pei maestri, assistenti e direttori, quanto pei
giovani qui ricoverati. Ed anche dopo che le Ferrovie passarono in proprietà di
privati si continuò a godere di varii favori per mezzo della R. Questura che ci ri­
io lasciava de’ fogli di via allorché rendevasi necessario il rimpatrio di alcuni di que­
sti poveri giovanetti.
Tali favori venivano largiti sia perché i ragazzi ivi raccolti in numero di cir­
ca 800 sono della classe povera, la maggior parte orfani di padre e madre; sia
eziandio perché molti assolutamente poveri ed abbandonati vennero qui ricoverati
15 dietro raccomandazione di alcuno dei Ministeri, o delle Prefetture I o di altre au- f.lv
torità dello Stato.
Se non che ultimamente la Questura da noi pregata per fogli di via di urgente
necessità rispose che per decreto emanato in questi ultimi mesi non poteva più
rilasciarceli.
20 Ora mi fo animo a supplicare rispettosamente la E. V. a voler prendere in
considerazione quest’Ospizio di poverelli e dare benevola disposizione affinché
non abbia a rimanere privo di quegli ajuti che prima godeva e che gli sono di
stretta necessità; altrimenti sarei costretto a non più dare ricetto a non pochi gio­
vanetti dalle provincie più distanti dove per lo più si manifesta maggior bisogno.
25 Fiducioso di essere esaudito rendo le più vive grazie anche per parte di que­
sti poveri ragazzi da Lei già altre volte beneficati, mentre pregandole dal Cielo
ogni bene godo professarmi colla più distinta stima e riconoscenza
Di V. E.
Obbl.mo servitore
30
[Sac. Gio. Bosco]
3tgctdndtooihueoorailéaienllqrlgmaemadunrrm.aeiagu.o.nnterimlutatdtdnieiic.eidt..s]cicr..i.oosoAacAiSlrdidbterrbaiicxellspaec.imr]si.de.re1ievacsxs0msaeadu-o.nld1.baec.i1amurvsbiidnaindeodnoeAinnceotdaodtrlàmllmliisc’arapiquirpgmngeAunerieibsnmvt.sAui.sat.ipoiinrnngtgAiapias1ovigbuto3pvrirgsvaraesitezanoaogniienon6adedtonrtteivditlel]iadeiesAsmelcdtplelaobi’eelrAarvarndrllideeccztmimao8iusomrrinIeigrtAnancoaehsdrllpdtixi2eiaenrsoAliqvgalApeeuebidrboxnelidpv2esirevaattmaoàrnlagslrniaeoasgoAmt1znEa2szeblbe.iiananiqVrdlndguiA.emtiiseltpbliiea1eaTcne4srAcixatpaosolb7inoulpatedpsmeeplteprlpAaelcla1ioehbEcrm3rsébattd-Aaaarr1iilinnb4a,arqidalaudsAlogsaiianaasrlAiazs1cseotz2bhtizice-2eid11inaiev30getntiiliàpdovercio4eveaohds-sncae5tsipcinrevvAeoeernairltitba­­­­­­­

22 Pages 211-220

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22.1 Page 211

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aprile 1870 203
dega1xea5dldAilaoemrnsPtroergnerfosaeiccnAthtcubAeorbmepraciEnmod.r2arae7zgmebixooeedndnneeedevlldeacaxeoelPrSarrl.eedeAfdxcebatsbtriueiAtrnaaert2eAd1vibzob2AeA3nrb-oe2v4doialealMtmreiiemnmnieesdntnesdtriii.se.i.cxeobexrisrdqoeeuglxanlelomcahailendtriAdestbmAerbrigdie2nl22lfo0Aabmbstbaiitafoo2eA6ambneginmiàdoasleiotmre1exaevndvoddelntsse­ii
1 22 aprile: è la data con cui il reggente della Questura di Torino, Vincenzo Bignami, chiese a don Bosco
un «programma col relativo statuto per l’ammissione dei giovani» e «le causali» che consigliavano il rila­
scio dei medesimi di tanto in tanto: ASC F 588, me. 241 C 1, ed. in MB IX 853. Non avendo ricevuto im­
mediata risposta, a motivo dell’assenza di don Bosco, il giorno dopo la stessa Questura, a firma di Ernesto
Gringia, sollecitava la risposta: ASC A 1362306, me. 1445 E 1/2, ed. in MB IX 853. Don Bosco rispose ap­
p2enGairoivtoarnnnaitoLainnzsae:dev,. Eai(mpr)imI,iledtit.m4a4g0g.io: v. lett. 1421.
30 Interessante è qui notare che in data 11 maggio 1870 la direzione dell’esercizio traffico Ferrovie Alta
Italia, a firma del capo servizio traffico Alfredo Bachelet, rispondeva a don Bonetti che la sua richiesta di
riduzione ferroviaria era stata respinta il 7 maggio precedente non per motivi relativi alla casa di Mirabel­
lo (di cui era direttore), bensì perché tutti i collegi erano dipendenti da don Bosco, quindi anche quello di
Mirabello: ASC A 1640302, me. 2627 C 1; v. al riguardo anche la lett. 1370.
1421
Al reggente la questura di Torino Vincenzo Bignami
ASC B31010 Lett. orig. Autorità, Questore, Bignami (A 1690413) me. 4 D 12
ME iInI.8d9i MMicBhelIeXR8u5a4[= R] con correz. aut. [= B] 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta quadrettata con piegatura
Invia parte del regolamento della scuola — si scusa del ritardo nella risposta e porge ossequi
Ill.mo Signore,
[Torino, poster. 22 aprile 1870]
In riscontro alla preg.ma nota della S. V. portante il numero 3746 comunica­
tami testé mi fo’ premura di rispondere con inviarle in foglio a parte trascritto lo
scopo di questa casa e le condizioni di accettazione quale si ricavano dal piano di 5
regolamento in vigore nella medesima.
Qualora occorra il completo regolamento lo farò a semplice di Lei cenno tra­
scrivere e rimettere a di Lei mani. Mi rincresce molto del ritardato riscontro; ne
fu cagione la mia assenza da Torino.
Mi è però assai propizia quest’occasione per ringraziar di cuore V. S. 111.ma io
della bontà che usa a questo stabilimento e pregandola di gradire i rispettosi miei
ossequi le auguro dal Cielo ogni bene mentre ho l’onore di professarmi colla più
distinta stima
Di V. S.
Umil.mo servitore 15
[Sac. Gio. Bosco]
3
Q
upaolrotarantaededmeetnddelelxe
comunicata R
invio pure un
4 post
foglio in
inviarle del
cui abbiamo
usntamesptraattotoRRpost
asntatme pinatdoeal dlod
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22.2 Page 212

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204 aprile 1870
rltb[eoeeegmnaioederlidnasnmdpo2en°eetxntaotfbosabimvimoaemrn9ieetoriaRenos]thsteassomeeclqmap’uogapinitroicoenorgpeenlriddocReinuletiolmaauae7gnd-ud9a1rrsao0liin-c1edca2xolorlpMgerroaii.dm....o.oTa1uos0urgipouneroiron]evem1imt°oee.pnneddrms7irgei1lx1icngoafrmnaedtxpeilsoepcctraoceog[rreaermngadoneolonaldmasecaexhndiLtadore3iemi°nme/en?nt]1id2,inssatoiannentoex­
2 Vincenzo Bignami: da ispettore di Questura fino al 1869, per due anni (1870-1871) ne fu il reggente;
nel 1872 invece fu nominato Questore a tutti gli effetti.
3-6 nota...
8 ritardato
rmisecdoenstrimo:ai:b.ib.;
il
foglio
a
parte
citato
è
ed.
in
MB
IX
854-855.
1422
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig.
ASC
Bau3t1. 2101Mf.ss.
a2u1t0.
xin f1o3t5ocm.,mC. allori
(A
1980208)
E II 87 MB IX 847
Annuncia sua prossima visita — parole di consolazione
*Torino, 28 aprile [18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La sua lettera passò per istrada vicino a quella che aveva io inviato alla
sig[na] M. Luigia di Lei figlia.
5 È adunque inteso si Dominus dederit che martedì partirò alle dodici e mezzo
da Porta Susa e sarò a Casale poco dopo le cinque pomeridiane. Il giorno seguen­
te vado di volo a Mirabello, poi a Torino.
Il
vedere V. S. a chiedere scusa perché differisce la sua carità mi confonde e
da una parte mi fa quasi ridere nel senso che Ella voglia aggiugnere l’interesse del
10 suo capitale. Ad ogni modo offriamo tutto alla maggior gloria di Dio.
Siccome avrei millanta cose da parlarle, così se per que’ giorni avesse fore­
stieri in casa, abbia la bontà I di farmelo dire con una parola e differire di qualche f.lv
giorno.
Faccia coraggio, sig[ra] contessa, e faccia molto coraggio nel Signore. Na-
15 scimur in lacrymis, lacrymosos ducimus annos; terminai in lacrjmis ultima nostra
dies. Ma dopo questo semper cum Domino erimus. Almeno è tale la nostra spe­
ranza. In tutti i casi dopo il temporale succede sempre la serenità.
Dio conceda a Lei, sig[ra] Contessa, al sig. conte di Lei marito e a tutta la
sua famiglia la santa rassegnazione con lunghi anni di vita felice. Preghi per me
20 che con gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

22.3 Page 213

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maggio 1870 205
1 aprile] 4
2
4
CMaarrlioattLauCigailaloCria: lvlo. rEi:(mib). I, lett. 546.
5 martedì: il 3 maggio.
8 chiedere scusa: lo avrà probabilmente fatto con lettera tuttora non reperita.
14 Faccia coraggio: si faccia coraggio. Allude alla morte del figlio Cesare, avvenuta a 23 anni, il 5 mar­
zo 1870: v. lett. 1408. Poco più avanti parlerà di rassegnazione.
111864-1sF6eemdNepraeisrcc.o.i.mCeuarirlml.o..urisd::iiebIsT.:eesssp.reIVss,io1n6.e tratta quasi letteralmente da Tristia del poeta latino Ovidio Nasone.
1423
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730415) me. 40 D 12 - 40 E 1
EOrIiIg.89au-9t.0 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggera
Accetta l’invito di fare una visita — altre comunicazioni
*Torino, 2 maggio [18]70
Car.mo Sig. D. Pestarino,
Per dare un segno di benevolenza a Lei e a tutti i buoni Mornesini ho divi­
sato di secondare il suo grazioso invito. Ma non potrei andare domenica; partirei
lunedì pel convoglio delle 7,40; giungerei a Serravalle a dieci e qualche minuto. 5
Giunto a Gavi farò la via dell’anno scorso. Ella però non si dia pensiero di me che
io mi provvederò pedibus meis vel alienis.
Se però D. 01iv[i]eri venisse anche in quel giorno e che ella giudicasse me­
glio fermarmi ad altra stazione, faremo come Ella dirà.
D. Bodrato è libero di andare quando vuole, se la intenda soltanto con lui. io
Io porterò meco le pagelle delle indulgenze affinché ciascun Mornesino pos-
flv sa conservare memoria del favore pontificio e della Iepoca del medesimo.
Parlerei anche col Rett. di Casalegio, cui aveva scritto un biglietto confiden­
ziale; vedrei anche il paroco di Tagliolo, se pure ci si trova; e vedremo anche il da
farsi intorno alla casa e scuola di Mornese.
15
Dio la benedica, caro D. Pestarino, preghi per me, saluti gli amici e segnata-
mente la Maestra, sig. Prevosto, sig. Sindaco e mi creda nel Signore
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
2 Domenico Pestarino: v. E(m) II, lett. 797.
3 segno di benevolenza: don Bosco non voleva mancare alle feste per la celebrazione a Mornese, della
prima S. Messa da parte del nipote di don Pestarino, don Giuseppe Pestarino, l’8 maggio 1870, terza
d5omluenneidcìa: d9i mPaasgqguioa.. Era stato ordinato il 16 aprile, sabato santo.

22.4 Page 214

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206 maggio 1870
— Serravalle Scrivia: località a 7 km. da Novi Ligure e poco meno da Gavi (citato subito dopo), che a sua
volta dista oltre 10 km. da Mornese.
6 l’anno scorso: v. lett. 1302.
8 Raimondo Olivieri, arciprete di Acqui e amico di don Bosco: v. E(m) II, lett. 1113.
10 Francesco Bodrato: v. E(m) II, lett. 798. Era economo del collegio di Lanzo: v. anche lett. 1425.
Don Bosco a Mornese fu accompagnato da Giacomo Costamagna.
11 pagelle delle indulgenze: v. lett. 1395.
13 Casaleggio: era rettore della locale chiesa di S. Martino di Casaleggio (3 km. da Mornese con circa
500 abitanti), don Giovanni Maria Pastore. Nato a Mornese il 29 aprile 1790, fu rettore (parroco) dal 1832
alla morte, avvenuta il 17 novembre 1873: notizie ricavate dall’archivio parrocchiale.
13-14 biglietto confidenziale: non è stato reperito; v. Appendice I, lett. 1870/8.
14 Tagliolo: paese di circa 2000 ab., di cui era prevosto parroco Giovanni Battista Pizzorno, nativo di
Rossiglione (Genova). Tenne l’incarico dal 1867 al 1911. Sacerdote molto attivo, fu latinista e composito­
re di inni sacri: cf Gino B orsari, Tagliolo da San Vito a San Carlo. Genova 1879, p. 81.
1424
Alla marchesa Maria Melzi d’Eril
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900252)
Copia dattiloscritta
Ined.
Accusa ricevuta di lettera con elemosina — assicura preghiere
Torino, 3 maggio 1870
Benemerita Signora Marchesa,
Ho ricevuto a suo tempo la lettera e la limosina che nella sua carità si com­
piacque inviare in sussidio di quanto occorre nella chiesa di Maria A.
5 Io la ringrazio di tutto cuore, specialmente in quest’anno in cui Iddio avendo
chiamato in Paradiso parecchi benefattori, la miseria si fa maggiormente sentire.
Dio sia lodato.
Noi abbiamo sempre pregato e continueremo tuttora; né passa giorno senza
che si reciti un Pater ed Ave all’altare di Maria A. alla benedizione del SS. Sacra­
lo mento secondo la pia di Lei intenzione.
In questo mese poi studieremo di raddoppiare il fervore e la preghiera. Fa
circa un anno in questi giorni che la Duchessa Melzi era qui in Torino. Ora se n’è
volata in cielo. Certamente sarà per noi una vera protettrice, tuttavia non cessiamo
di fare suffragio pel riposo eterno dell’anima di Lei.
15 Ella poi, signora Marchesa, preghi anche per me, per questa numerosa fami­
glia, affinché la possa tenere lontana dal lusso insidiatore.
Dio benedica Lei, la Sig.na Adelina e tutta la famiglia, mentre con gratitudine
mi professo
Di S. V. B.
20
Obbl.mo servitore
Sac. Giov. Bosco

22.5 Page 215

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maggio 1870 207
217 MAadriealiMnae:lzpiodtr’eEbrbile: tvr.altetattr.si13d4i 5A.delaide, nata il 14 gennaio 1853 dalla seconda moglie del conte, mor­
ta il 23 settembre 1873, due anni dopo essersi sposata con Tommaso Castelbarco Visconte Simonetta
(1847-1925): Dante E . Z a n e tti, La demografìa del patriziato milanese..., p. A 133.
1425
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720612) me. 30 A 9/10
Orig. aut. 2 ff. 21 0 x l3 5 m m . carta leggera
E II 90-91 MB IX 867
Chiede preghiere per la felice conclusione della concessione della chiesa di S. Giovanni della Pigna a Roma
— altri progetti e commissioni
[Torino, 9 maggio 1870]
Car.mo D. Lemoyne,
Venerdì prossimo si tratta a Roma l’affare della nostra Chiesa di San Gio­
vanni della Pigna. In quel giorno raccomanda il digiuno della Società per tutti
quelli che possono farlo senza incomodo. I preti mettano un’intenzione particolare 5
nella Santa Messa, gli altri facciano la comunione. Dimandiamo che Dio disponga
siccome egli prevede che sarà della sua maggior gloria.
Credo che D. Pestarino aspetti D. Bodratto per domenica. Passando per To­
rino si ricordi che ho qualche cosa da dargli. Io ci andrò lunedì.
flv
MariaVoA.stCuidpiaanrdleoreiml mo oedvoeddriemunoa
gita di
quanto
ètuftattotibI iille.collegio
di
Lanzo
alla
festa
di
io
Porta le tue sollecitudini sopra gli aspiranti alla Società e sopra quelli che
sembrano in grado di subire esami elementari o ginnasiali.
Se Scaravelli è in libertà mandalo un pajo di giorni a Torino per fare gli indi­
rizzi agli aggregati dei divoti di Maria A.
15
Dio benedica te e tutti i tuoi. Un caro saluto ed un evviva a tutti. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
P S . La vita di Mazzarello è alla tipografia.
16 tutti] i tutti
p21erLGMaioodvmaatneasneèi.BsuaptptiostsataLseumlloaybnaes:evd. eEl(lams)teIIs,slaetlte.tt8e3r7a.e della lett. 1426. Lo stesso giorno don Bosco partiva
3 Venerdì prossimo: 13 maggio 1870.
3-4 San Giovanni della Pigna: v. lett. 1402.
48 dDiogmiuennoi:ceoraPeasntcahrienop:revv.iEst(omd)aIlIl,elCetot.st7i9tu7z.ioni
ogni
venerdì
(Cap.
Pratiche
di
pietà,
art
5).
—v. leFttr.an1c42es3c. o Bodrato: v. E(m) II, lett. 798. Don Bosco ne aveva già scritto a don Pestarino il 2 maggio:

22.6 Page 216

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208 maggio 1870
r1a4torAiolfdoinTsoorSincoa-rVavaelldloi:cenoatiol a21Toortitnoobriel 21686g2i;ugunscoì l1’8a4n7n,ofisgulciocedsisiAvgoo. sStiuncoceesAsivnagmeleanTterivfeecroe,laenptrròofaelsls’iOo-­
ne da chierico per tre anni il 23 settembre 1869. Suddiacono e diacono rispettivamente il 21 settembre e il
2M11159oorìdLttiaaovbMovrtieiotand1idd8ioM7vM0aì rapiilzeazr3Aamgr.e:iaulmlngooneegodrliai1om8o,8pAo0ens:rssaA.odcSBeiCaalllzomrioeasgnt,ieesfstudsrioeoiCdrDdeoininnvsaoLimtteoiemdnpiotroeMy,tneaePr:drioaavfl.Aelolseustssit,i.tleiDs1as3ator7tii2cv.aeen;sacvgo.rvl.eoett.iOl 1r23d99in0s..eNtteemcrborl.e 1871.
1426
Alla contessa Carlotta Callori
EOrreigd.i
ASC
BaCu3at1.ll2o1r0i2-MfMfs.si.laan2uo1t.0ixnfo13to5cm., mC.allori
(A
1980209)
E II 91-92 MB IX 868-869
Ringraziamenti per le offerte che la contessa continua a fare — raccomanda un parente — annuncia suo
probabile viaggio
*Torino, 15 maggio [18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La sua lettera mi venne a raggiungere in Mornese che è il paradiso terrestre
della provincia Acquese. Ella abbonda in bontà e carità ed io la ringrazio.
5 II mio viaggio fu ottimo. Cessazione dalle ordinarie occupazioni, un po’ più
di riposo, buoni pranzi mi hanno fatto benissimo, al corpo s’intende.
La ringrazio di tutta la carità che mi ha fatto e che mi fa: mi adopererò che
l’opera sua frutti il centuplo coram Deo et coram hominibus.
Ai primi di giugno comincerò la Storia Ecclesiastica, o meglio se ne comin-
10 cerà la stampa, essendo compiuto il lavoro.
Le mando unito un biglietto pel benevolo cav. Giacosa. E la prima volta che
raccomando un parente; glielo aveva promesso come premio, e lo fo perché lo ha
guadagnato. Semplice raccomandazione e non altro. Abbia la bontà di salutare e
ringraziare Iquesto pio e caritatevole signore da parte mia.
flv
15 Di questa settimana passerò dalla nota persona e chi sa che in onore di Maria
A. non si risolva a qualche generosa azione. In queste cose la contessa Callori è
unica. Se potrò andare a Mirabello la preverrò e farò certamente una stazione a
sua casa.
L’altro ieri si tenne seduta a Roma riguardo alla chiesa di S. Gio[vanni] della
20 Pigna. Il risultato fu per noi: forse dovrò fare una corsa a Roma; oggi ho scritto per
vedere se posso farne a meno o almeno differire.
Martedì non sono a Torino; vi sono per gli altri giorni fino al 24 giorno sacro
a Maria Ausiliatrice. Non verrà a farci una visita? Faremo festa di Iaclasse. I Og- f.2r
gi è cominciata la novena.
25 Ogni giorno si dirà secondo sua intenzione una Messa all’altare di M. A. Ma

22.7 Page 217

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maggio 1870 209
per oggetto principale intendo la perfetta e stabile guarigione della virtuosa da-
mig. Vittorina.
Dio benedica Lei, il sig. conte e tutta la sua famiglia; preghi per me che con
gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore 30
Sac. G. Bosco
1 maggio] 5 3 è add si 13 salutare it et del 16 azione corr ex ...
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
35
—911
Svlceibtataoitvgger.igrlaiaGie:oEti:tanoccod:coinlnseaèaosn:insdaptasèaotttiatsacrtaeearb:teropbivteer.orerltipenrtaeatot.rt.tiaat1orM2s.i7o3dr.inLesuei,gidiGciuaci oaslala,
lett. 1423.
di cui alla
lett.
1534;
un
comm.
Luigi
Giacosa
(mor­
t1o2il p7anreonvteem: dbired1if8f8ic8i)leè icdietanttoifincealznioencero; lfoogrisoe duenl BraSgaa.zz1o3 p(faerbebnrtaeiodi1d8o8n9)Bp.os2c0o., e in tal caso potrebbe
e(fsrsaetreelloil dpirodnoinpoBteosGciou)s.epDpael L2unigoiveBmosbcroe, 1n8a7to0 ielra26neglencnoallieogi1o86d3i dLaanFzroa.ncSeuscccoe,ssfiivgalimo edniteGpiuassespòpea
T15orinnoo-tVa apledroscocnoa.: non identificata; la stessa destinataria della lettera, la contessa Callori?
2109 Lfu’aplterronioeir:i:pvroenvevridsoì,ri1a3mmenatgeg, iion; qvu. alenttto. 1p4o2i 5l.a cosa non ebbe seguito, se non, ancora in modo non de­
finitivo, nel 1874.
27 Callori Vittoria: v. E(m) I, lett. 546.
1427
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760221) me. 1372 A 8/9
Min. aut. con punteggiatura imprecisa 1f. 215xl38m m . carta leggera semitrasparente
Csino.pisai laegstgaemspcaritto 2a mff.atita2:2«04x001c4o2pmiem» . secgonnoddaitapaasltleolgl.o 1a8z-z5u-r7r0o
E II 94-95 MB IX 870
sul mrg.
Annuncia la funzione religiosa per le signorine che si erano impegnate nella piccola lotteria della festa di
Maria Ausiliatrice
Benemerita Damigella,
Torino, [18] maggio 1870
Per dare un segno di gratitudine verso alle benemerite Signorine, che pro­
mossero la piccola lotteria a favore della chiesa di Maria Ausiliatrice, ho divisato
di celebrare la santa Messa secondo la pia loro intenzione, il giorno 23 del cor- 5
rente mese alle ore 9 del mattino. Se ella può intervenire, ne la invito rispettosa­
mente.
Dopo la messa, se non la disturba a passare in sacrestia, le sarà offerta una
piccola immagine di Maria Ausiliatrice.

22.8 Page 218

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210 maggio 1870
10 Dio la benedica e le conceda lunghi anni di vita felice, mentre con verace ri-
conoscenza ho l’onore di professarmi
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
5 ante 23 del il giorno 6 post mattino del avrebbe luogo tale celebrazione 8 ante Dopo del se mai
3 Signorine: per lo più appartenenti a famiglie nobili in relazione con don Bosco.
4la lpotitcecroiala, illocttueiripar:eminioocecraascioonsetitdueitloladfaesutna qdiuaMdraoridaiAcuirscialia1trmicqe. draopnpBreossecnotaanvteevla’EoprigsacnoipzaztaotoItaulniaanpoicdceol­­
l’epoca. Si vendettero un migliaio di biglietti, al prezzo di 50 centesimi l’uno.
1428
Al sindaco di Cherasco Felice Galli della Mantica
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaco, Galli della Mantica (A 1690502) me. 4 E 3
O39r5ig.15digGiuigonaoch1in8o70Bseurltomcrog.nsfuirpm. saina.uft.. Ir 1 f. 265 x 210 mm. carta uso stampa n° di protocollo
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaco, Galli della Mantica (A 1690529) me. 2641 A 5/7
Min. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggera con molte macchie di umidità sul mrg. sup. des. del
f. 2v Michele Rua scrive: «Pratica del Pareggiamento del Collegio di Cherasco»
E II 92-93 MB IX 848-849
Trattative per gli stipendi del personale e per l’ampliamento dei locali della scuola di Cherasco
Ill.mo Signor Sindaco,
*Torino, 27 maggio [1870]
Mi affretto di spedire il documento richiesto dal R. Provveditore.
Non so darmi ragione perché non si vogliano ammettere le formole da tutti e
5 sempre usate: stipendi fissati dalla legge pei Ginnasi di 3“ categoria. Ad ogni
modo si aggiunsero le cifre rapportate dalla legge Casati.
Ho ricevuto la ossequiata sua lettera precedente e sono intimamente persua­
so che il Municipio non sia causa del ritardo del pareggiamento, come certamente
ognuno sarà persuaso, la cagione non derivare da parte mia.
10 Ella ben sa, sig. sindaco, come io mi sono prontamente arreso a parecchie
modificazioni del progetto del Collegio sopra di me gravitanti e ciò per togliere I
di mezzo gli ostacoli del ritardo. Io mi sono portato e non mancherò di portarmi flv
di gran lunga al di là di quanto fu stabilito nel Capitolato Municipale.
In quanto al locale che Ella mi accenna pel caso di aumento di allievi se da
15
un lato sarebbe conveniente per la sua ampiezza, dall’altro tornerebbe di vero in­
comodo per la separazione dall’altro: cosa che importerebbe raddoppiamento di
personale con altro apparecchio di commestibili.
Credo meglio l’esecuzione del lavoro promesso ripetutamente da V. S. in

22.9 Page 219

▲torna in alto
maggio 1870 211
pieno Municipio; cioè che in caso d’aumento di allievi sarebbesi riattato il lungo
camerone al sud ovest del Collegio ed altro che fosse necessario.
Avrei bisogno di sapere possibilmente I presto la deliberazione del Munici­
pio, perciocché le molte dimande già fatte per Cherasco, i giovani che qui ritengo
per inviare costà a tempo opportuno mi obbligano a cercare locale opportuno.
Qualora non si potesse avere annesso all’attuale fabbricato dovrò adoperarmi per
averlo altrove.
Abbiamo già appianato tante altre difficoltà e spero che coll’appoggio del
Municipio appianeremo ancora quelle del locale e del pareggiamento.
Mi creda con perfetta stima
Di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 ante Ill.mo del festa di Maria ajuto dei cristiani 5 usate:] usate 7 precedente add si 9 la corr ex
lsoe sapdadzisotato16 ra2d2dCophperiaamsceon,]toCdhiecraosicros;i ex2d6i rtaadndteopepmieanredisli ex20tustuted loevestacnotrer dsei lexdesludsueoste copnoqstufeollso­
27 appianeremo corr ex appianerebb ancora emend si ex anche
23fi-r5msiansdapuaectdooig:rreva...f.ale:ctat«.tIel1gs3oo7rt4ita.o:scilri1tt3omdiacghgiiaoradcohneBpoasscsoa aaivSeviganmorainPdraotfoeslasosreigdueelnGteindnicahsiioardaezlioCnoellaelgloiogrCafoancvoitn­
Atonodni iCmhoer(aAsc1o70lo06s0ti3p)enmdei.o 1f3isDsat7o],dalla legge Casati pei ginnasi di 3° grado» [ASC B31010 Lett. orig.,
57 3suaacaletettgeorari:a:nolan lèegsgtaetaCraespaetiridtae.l 1859 così definiva i ginnasi nei comuni inferiori a 15.000 abitanti.
14 locale: un altro ambiente in caso di aumento di allievi.
31 II giorno successivo, 28 maggio, don Bosco redasse la sua dichiarazione nei seguenti termini: «Il sot­
toscritto dichiara di corrispondere al Personale stabilito pel Collegio-Convitto di Cherasco gli stipendi Le­
gali pei Ginnasi di 3" Categoria come segue: direttore annue L. 1600, professore titolare per le due classi
ctsrooulat,pasAeslreini.oo.in.rnifi2.em.2.rio41o06r(;iA0i0cn;1oc7npa8rroi01cf24ae10tso10s);op].rdeeur erle’igpngrsoeefngetnsesaopmreiernrleteogdgsuepenetcciilapalseesr.i..lse8u4cp0lea»rs.iso[irAii.n.S.fCe1r2Bio83r01i;0cu1on0npLfreroatftn.ecsohsroiigrae.ndtniituorileaccraeednupteneorrelec1u1dp2u0ee­,
1429
Alla marchesa Carmes Maria Gondi
Già presso Maddalena Patrizi - S. Luigi dei Francesi - Roma
Orig.
ASC
aut.
B31220
Copie
di
orig.
(A
1870134)
ECoIIpi9a3s-e9m4 plicMe BdeXllaVmII a8r7c3h-e8s7a5Maddalena Patrizi del 1936
Parole piene di speranza nella triste circostanza della vedovanza — assicura preghiere
*Torino, 28 maggio 1870
Chiarissima Signora,
Ho ricevuto la onorata Sua lettera e mi ha fatto veramente piacere. Da essa

22.10 Page 220

▲torna in alto
212 maggio 1870
scorgo che il suo cuore è tutto esacerbato per la perdita del compianto marito ma
5 si è alquanto calmato per dar luogo alla rassegnazione ai divini voleri cui, volere
o non volere è d’uopo sottomettersi.
Non tema che diminuisca l’affetto del marito per Lei nell’altra vita, anzi, sarà
di gran lunga più perfetto. Abbia fede; ella lo vedrà in una posizione molto miglio­
re di quando era tra noi. La cosa più gradita che Ella possa fare per lui si è di
10 offrire a Dio ogni affanno per riposo dell’anima di lui.
Ora mi dia un po’ di libertà di parlare. È di fede che in cielo si gode una vita
infinitamente migliore della terrestre. Dunque perché dolersi se suo marito ne an­
dò al possesso? E di fede che la morte presso noi cristiani non sia separazione ma
dilazione di vedersi. Dunque pazienza quando qualcuno ci precede; egli non fa
15 altro che andare a preparare il luogo.
E pure di fede che Ella ad ogni momento colle opere di pietà e di carità può
fare del bene all’anima del defunto: dunque non deve godere in cuor suo se Dio le
ha conceduto di sopravvivere? Poi, l’assistenza dei bambini, il conforto al bonpere,
la pratica della religione, diffondere buoni libri, dare buoni consigli a chi ne
20 ha bisogno non sono tutte cose che ci devono [,] ad ogni momento, far benedire il
Signore per gli anni che ci concede?
Vi sono poi ancora altri motivi che per ora non giudico ancora di manife­
stare.
Insomma, adoriamo Iddio in ogni cosa; nelle consolazioni e nelle afflizioni e
25 stiamo sicuri che è un buon padre e che non permette afflizioni oltre le nostre for­
ze ed è onnipotente e perciò può sollevarci quando vuole.
Intanto ho sempre raccomandato Lei e la sua famiglia al Signore nella S.
Messa e continuerò a far lo stesso sia in particolare sia nelle comuni preghiere
che si fanno all’altare di Maria.
30 Dio benedica Lei e le sue fatiche; preghi per me che con gratitudine mi pro­
fesso
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Carmes Maria Gondi (Avignone 1846-Firenze 1885): v. E(m) II, lett. 1031.
43 cSouma pleitatnetroa:mnaornitèo sFtraatancreespceor:itae.ra morto nell’ottobre precedente.
—18 bboanmpbeirnei:: iulnsauobcaemrob,inGaiduisetprepeanGnoi,nMdi.addalena, e un bambino di diciotto mesi, Carlo.
1430
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690818) me. 8 B 3/4

23 Pages 221-230

▲torna in alto

23.1 Page 221

▲torna in alto
giugno 1870 213
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggera molto ingiallita segni di pastello azzurro sul f. 2v
E II 96 MB IX 878-879
Fiducia e speranza in Dio nonostante le difficoltà — altre commissioni
*Torino, 6 giugno [18]70
Car.mo D. Bonetti,
Sono pienamente d’accordo con te. Optime è quanto cerchiamo, ma pur trop­
po dobbiamo contentarci del mediocre in mezzo a molto male.
I tempi sono tali. Ciò nulladimeno i risultati finora ottenuti devono soddi- 5
sfarci. Umiliamoci davanti a Dio, riconosciamo tutto da lui, preghiamo e spe­
cialmente nella santa messa, all’elevazione dell’ostia raccomanda te, le tue fati­
che, i tuoi figli.
Non mancheremo poi a suo tempo di prendere quelle norme che potranno
contribuire ad aumentare il numero delle vocazioni; ma intanto lavoro, fede e 10
preghiera.
Madama Rua ti parlerà di qualche cosa riguardo alle direttrici della bianche­
ria. Presto ci rivedremo.
Mandami due quaderni sulla Stor. Eccl.ca. 1
f l v D. Cerutti mi mandi, quando possa, il suo diploma, e digli da parte mia che 15
stia allegro molto, ma che si faccia buono.
Saluta Giulio con tutti gli altri amici. Dio vi benedica tutti, prega per me che
ti sono
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco 20
P. S. Al giorno d’oggi abbiamo quaranta richieste per coprire case di Coll., Semin.
etc. con buone proposte. Che messe copiosa!
1116permegehnidereaxc5orr
geixupgrneog]h6iere
3
O1p2timdeel]laOctotirmr eex
4 contentarci
delle
corr
ex
contentarli
9 quelle emend ex g
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
12 Madama Rua, la mamma di don Rua che lavorava in guardaroba all’Oratorio di Valdocco: v. E(m) I,
lett.
14
S7t1o1r.ia
Ecclesiastica:
v.
lett.
1273.
Vi
stava
lavorando
don
Bonetti.
15 Francesco Cerniti: v. E(m) I, lett. 518.
— diploma di laurea: era necessario per la sua nomina a direttore del collegio di Alassio ormai in via di
apertura. Don Cerruti si era laureato all’università di Torino il 14 giugno 1866 a pieni voti.
17 Giulio: v. lett. 1391.
1431
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690819) me. 8 B 5/7

23.2 Page 222

▲torna in alto
214 giugno 1870
Osergign.i daiutp.astel2lofaf.zzurr2o1s0ulxf.123v5 rum. carta consunta leggera con molte macchie di carta gommata
E II 96-97 MB IX 880
Informa sul trasferimento del piccolo seminario da Mirabello a Borgo S. Martino
Car.mo D. Bonetti,
*Torino, 16 giugno [18]70
Il
contratto è definitivamente conchiuso a 114.000 [lire]. Giardino, bosco,
l’orto a fianco dell’edifizio e la mobiglia non di lusso sono per noi. L’istrumento
5 deve farsi al più tardi ai primi del p. agosto. In rogito non meno di 25 mila fr.
Ora bisogna che ci adoperiamo per [avere] danaro. Parla un po’ con Vincen­
zo Proverà per sentire da lui se mai avessero qualche somma disponibile. Se tu
potessi mettere insieme diecimila fr. pel resto ci penserei io stesso.
Mi sono dimenticato di parlarti della Storia ecclesiastica. Vanno bene le co­
lo se notate nel quaderno inviatomi ma riguardo alla cronologia bisogna sapere se è
tenuta da qualche autore I di gran credito; altrimenti è meglio tenerci a quella del f i
Baronio che è comunemente seguita dagli italiani. Parlane con D. Ceruti e mi di­
rai poi qualche cosa.
Abbia[mo] D. Rua un po’ incomodato. Forse lunedì telo mando perché me lo
15 faccia star bene.
Di’ così a tuoi figli: D. Bosco vi ama di tutto cuore nel Signore. Nel giorno di
S. Gioanni vi raccomanda in modo particolare nella Santa [Messa], Non potendo
quel giorno venire tra voi vi prometto un festino la prima volta che andrò a farvi
una visita. Da loro dimando un’opera di carità: che facciano la loro comunione
20 secondo la mia intenzione affinché mi possa salvare l’anima.
L’altra grazia che dimando per amor del Signore si è un impegno speciale
nel fuggire [,] evitare, impedire I i cattivi discorsi.
f.2
Dio vi benedica tutti e vi conservi per la strada del cielo. Amen.
Aff.mo in G. C.
25
Sac. G. Bosco
3 114.000 corr ex 104.000 4 edifizio res di emend ex in 5 primi corr ex primo 6 po’] po
2 Giovanni Bonetti: v. lett. 1430.
3lanocovnatr[aAtStoCpBer3l1’0a1cq0uLisettot. doerlilga.,vSilclaardaimBpoir(gAo 1S7. 4M06ar0t7in),omvee.n2d6u4ta3gAli d4a/5l]c:o«nMteeFmeornriaanddiocSocmaprarmompiesdsioVfirla­
inBosoovrtgatoovsedcniridStet.i aMMl aSarratccihn..oGFipeorr.ensBasnoodscCooadsiial Vlseui.lolEapsnacollvauzaszieogdlciiolslSpl’aeoccr.ctohG,iigoiniaafnrisndsiiinBoleo, sbccooons:csooIolceIosImlSepigtrae. psMipenazreczllhea.ricFeienirntnaatmenldaaogegdigiolrVieailnlltearil­
mmIl oopbrceiolzinzdcoieèdeelfeisagslaacntoozmai.npNrlaiortenorcceehnleitbogeqlriuoaatpgtaorusrsdmaicgi igeimogillsiaualplltaargisaftrbioaidlriialcicrhheee2dd5’aamlcgciloiaarrnddeoilnsroiopgmoiettotrtaedneanlloll’a¡asssttrpauozmritoeannreeto.fe2er°droIillvrimaerseitdao.eds3ii°­­
gviiosori isnocminmqeueanrtaitceipaanten.uCaloi lnl’oinntmeriensoseriddeil fsre.idpiceiroctteontmoialas.eDmeedsutrziiomnaetufraatttia. a4l°l’Leapoccaautdeelal sdaelldvoednedlilteorme asgta­
fermo nella legale ipoteca sullo stabile venduto. Le altre garanzie saranno concertate di comune accordo.
5° L’istrumento sarà stipulato non più tardi dei primi giorni di agosto prossimo. 6° Venendo il palazzo ri-

23.3 Page 223

▲torna in alto
giugno 1870 215
dotto a stabilimento di istruzione potranno i giovani di Borgo S. Martino frequentare le scuole ginnasiali
senza retribuzione. 7° Il compratore non potrà deviare o impedire il corso delle acque attualmente esisten­
ti fuori del muro di cinta. 8° Il compratore si obbliga appena effettuata la vendita di due cassine di sua pro­
prietà in Chieri di erogare la somma di fr. cinquantamila ad estinzione del debito come all’articolo 3°.
461[1f--i57rlomreoVis]tiprnSuacadmecrn.eezG,notGiooPi..ro.o.Bvvaaoegnsrocnàosi:t,ofBFr:aaevttrte.nilsllaetonatt,dd. oig1ed4dno4ien5Vr.oFislrloaannbcoeevnsaec»fo.a,ttmoroertodindeolln’eBstoasteco1,8e9r0a: mBSorato. 1n4el(ofettbobbrraeio18p9r0e)cepd.e1n8te4:.
v9. lSettto. r1ia39e1c.clesiastica: dieci giorni prima don Bosco gli aveva chiesto due quaderni; evidentemente don
B10onectrtoi ngollioengeiaa: vuenvammanaonsdcartiottou,ncoonsovloa.rie mani, don Bosco compreso, è conservata in ASC A 236.
12 Cesare Baronio (1538-1607): cardinale, autore dei 12 volumi degli Annali Ecclesiastici, pubblicati
dal 1588 al 1607.
— Francesco Cerniti: v. E(m) I, lett. 518.
14 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
17 S. Giovanni: 24 giugno.
1432
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760222) me. 1372 A 11/12
Min. di Gioachino Berto [= Ar] con correz. aut. [= Ab] 2 ff. 270 x 220 mm.
CEstoaIupIri9aa9taa-1s0ta0smepganMi dBi1IpXfa.s8te8l1l2o2a0zxzul3rr5om m . me. 1372 B 1
Invito a un trattenimento di beneficenza — richiesta di vendita di biglietti
carta uso stampa re­
[Torino, anter. 17 giugno 1870]
Ill.mo Signore,
I Filarmonici deH’Oratorio di san Francesco di Sales con una scelta di mae­
stri e di dilettanti di questa città, nel desiderio di concorrere alle spese dell’Organo
in via di collocamento nella chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, hanno divisato 5
di dare un trattenimento di beneficenza il 17 corrente mese dalle 7 alle 9 di sera,
in cui saranno eseguiti:
1° Omaggio agli spettatori con alcuni concerti a cori e parti obbligate.
2° La notte e il giorno: del M. Giovanni De Vecchi, scena fantastica, in cui
con nuovo genere di strumenti è rappresentato il sonno, cui fa contrappunto il gu- io
fo, l’usignuolo. Seguono parecchi intrecci, tra i quali la partenza e l’arrivo del va­
pore, che nelle prove fatte riportò ben meritati applausi.
3° La Battaglia di Lepanto; (ipotiposi musicale) sopra l’inno di Maria
Ausiliatrice, posto in musica a grande orchestra dal Sac. Cagliero. Fu già eseguita
nel 24 maggio testé decorso con generale soddisfazione e con vive richieste perché 15
venga ripetuta.
Sono persuaso che V. S. vorrà gradire la rispettosa proposta e porgermi be-

23.4 Page 224

▲torna in alto
216 giugno 1870
ntreofpicpao mdiaLneoi aincspoamcocdiaor.e quel numero di biglietti che le tornerà possibile senza
Un Comitato di nobili e benemeriti signorini si assume lo spaccio dei bi­
glietti e la direzione della serata.
Dio le conceda ogni bene; e mi creda con gratitudine
Di V. S. Illustrissima
Obbl.mo servitore
Sac. Gioanni Bosco
1-2 Torino... Signore add Ab 3 una scelta di emend si ex altri celebri 8 1° Omaggio... concerti] 2° D i­
versi ameni trattenimenti a canto, a suono, Ar 1° Omaggio agli spettatori; il M arinaro romanza; concerti
emend si Ab 9 2° La notte... del] 1° La Notte e il Giorno: lavoro del Ar 2° La Notte e il Giorno: pel corr
Ab 9-12 scena... vapore om Ar È un lavoro di fantasia in cui con generi di strumenti è rappresentata la
notte add si A b l una scena fantastica... vapore corr mrg sin Ab2 13 B attaglia corr ex battaglia
17-19 Sono persuaso... incomodo emend mrg infex II trattenimento è nella casa dell’Ospizio annesso alla
Chiesa. Entrata per la portina. Prezzo di cadun biglietto fr. 2. Vale per una sola persona. 17 porgermi
emend ex darmi 20-21 Un Comitato... serata] Una scelta di benemeriti Giovani [add si] signorini si as­
sumono lo spaccio dei biglietti Ar I nomi sotto notati sono di nobili e benemeriti signorini che si assumo­
no lo spaccio de’ biglietti e la direzione della serata emend mrg infAb Dio... Bosco add mrg infAb
2 Fra gli altri destinatari la contessa Bandi di Vesme, nata de Magistris (ASC A 1880237).
9 Giovanni De Vecchi: maestro di pianoforte in città e della banda musicale di Torino-Valdocco, abitan­
te in via Tarino 4 bis. Continuò ad insegnare all’Oratorio ancora vari anni dopo la morte di don Bosco.
14 Giuseppe Cagliero: v. lett. 1381.
14-15 Fu eseguita... con soddisfazione: cf L'Unità Cattolica del 22 maggio e del 31 maggio 1870.
20 Un Comitato di nobili: fra i presenti ci fu il sindaco di Torino, conte Cesare Valperga.
1433
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760223) me. 1372 B 2
Min. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggera restaurata con carta gommata
azzurro sul mrg. sup. don Bosco scrive: «D. Durando legga»
E H 100 MB IX 882
segno di pastello
Domanda di consegna del denaro raccolto per la vendita dei biglietti del trattenimento qualora non fosse
già stata fatta
[Torino, poster. 17 giugno 1870]
Benemerito Signore,
Nella serata musicale del 17 passato giugno si affidò lo spaccio dei biglietti a
parecchie persone senza tenere nota esatta del danaro incassato e dei biglietti ri­
tornati.
Ora premendo di raccogliere il frutto di quel trattenimento prego V. S. B.
che nel modo più agevole voglia farlo pervenire allo scrivente purché non l’abbia
ancora per altra via trasmesso.

23.5 Page 225

▲torna in alto
giugno 1870 217
In ogni caso la prego di gradire gli atti della profonda mia gratitudine con
cui le auguro ogni celeste benedizione e mi professo
io
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. Biglietti spediti n. ... a fr. 2 caduno.
3 ante affidò del si spacciarono dei biglietti add si 6 post raccogliere d e l, frutto emend si ex pro­
vento 7 che emend si ex a voler in quel voglia farlo corr ex di volerlo fare allo corr ex allora
8 via emend ex mezz 9 profonda emend si ex sentita 10 ante celeste del bene
2 Signore: si tratta dei «signorini» di cui alla lett. 1432.
3 serata musicale: v. lett. 1432.
1434
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Omraicgc.haiuat.di in2chfifo. stro210 x 135 mm. nella data il giorno è di difficile identificazione a causa di ampia
EASIIC9B7-3918210AM/.KB.
aut. infotoc.,
IX 879-880
Callori
(A
1980210)
Ringrazia del denaro ricevuto — annuncia che vuole spostare il piccolo seminario di Mirabello a Borgo
S. Martino nel palazzo del marchese Scarampi
*Torino, 18 giugno [18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Io mi trovo debitore di più lettere. Ho ricevuto il danaro di fr. mille che nella
sua carità inviava per la Storia ecclesiastica, che non attende altro che il canone
dell’infallibilità per metterla in corso di stampa.
5
Ho pure ricevuto il danaro inviatomi pei biglietti della piccola lotteria, coi
biglietti che le furono spediti oltre ai richiesti.
Dio pagherà tutto e di tutto. Amen.
Una notizia strana è quella che sono per darle: si tratta di trasferire il semina­
rio da Mirabello al Borgo S. Martirio nel palazzo del march. Scarampi.
10
Le cagioni sarebbero [:] locale adatto per ricreazione, giardino di cucina, vi­
cinanza alla ferrovia, locale grande e spazioso da comprarsi. In Mirabello freddez­
za glaciale nel paese; edifizio quasi senza sito di ricreazione. Perciò non molto
f lv Isalubre: lontano dalla ferrovia.
Per completare il locale attuale da poter continuare compresa una cappella
dovevamo eccedere la spesa di cento venti mila franchi. Nel nuovo acquisto vi
15
sarebbe la spesa di 114.000 fr. ma con quindici giornate di terreno dove si può fa-

23.6 Page 226

▲torna in alto
218 giugno 1870
re taglio di piante per franchi non meno di fr. 20.000.
Siccome Mirabello cominciò sotto a’ suoi a[u]spizi, così non voglio con-
20 chiudere nulla senza il suo parere.
Noti bene che con questa lettera non intendo di invitarla a darmi danaro. La
ringrazio di quello che ha fatto e per ora vedrò di non disturbarla attesi i molti
modi e le molte volte che ho in passato e testé goduto della sua carità.
Che il Signore la benedica, signora contessa, e con Lei benedica tutta la sua
25 famiglia e a tutti conceda I sanità veramente stabile [,] a tutti lunghi anni di vita
felice e il prezioso dono della perseveranza nel bene.
Raccomando anche l’anima mia alla carità delle sue preghi[ere] e mi profes­
so,
Di V. S. B.
30
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
6 inviatomi emend ex m emend ex d 11 ante ricreazione del v 18 meno corr ex mendo
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
443-5Spitùocralineatotenecreec:dleensloilan’isntsifocanallo:ibvsi.tlalietteàtt:.rse1ap2ree7rb3itb.ee. stato emanato dal Concilio Vaticano il 18 luglio 1870. A Roma era
in corso la discussione al riguardo: v. lett. 1442.
6 piccola lotteria: v. lett. 1427 e anche lett. 1433.
9-10 trasferire il seminario da Mirabello: v. anche lett. 1431.
11 giardino di cucina: orto.
17 114.000 mila: v. lett. 1431.
19 suoi auspici: v. ad es. E(m) I, lett. 661.
20 suo parere: in effetti la contessa espose le sue perplessità; v. lett. 1442.
1435
AI signor Francesco Nicoletti
OArSiCg. Bau3t1.0101Lfe.tt. o2r1ig0. xdli3r5ecmenmte. recucpaertrao,leNgigceorlaetrteis(tAaur1a7t8a0203b)ordi frastagliati manca l’angolo sup.
sin. del f.
Ined.
Non in condizione di vendere i dipinti del corrispondente, è però disponibile a ricevere gratuitamente
in collegio uno dei suoi figli maschi
Torino, 20 giugno [18]70
Car.mo Sig. Nicoletti,
Sia sempre benedetta la santa volontà del Signore. Esso ci permette delle
spine nel tempo per darci fiori nella beata eternità. Ma è con noi e a suo tempo fa
5 sentire gli effetti della paterna bontà.

23.7 Page 227

▲torna in alto
giugno 1870 219
Non vedo probabilità di spacciare i dipinti di cui mi parla. Coloro che po­
trebbero farne acquisto sono assenti e vivono tutti nella loro villeggiatura fin do­
po i Santi. Vedrò di venirle in ajuto io stesso nella piccola porzione che posso.
Se fra i suoi figli maschi ne ha uno che sia già all’età di entrare in collegi io
lo ricevo gratuitamente e gli faccio percorrere le classi elementari e ginnasiali fino 10
alla filosofia.
Questo non reca il soccorso nella sua urgenza attuale, ma le vie della
d[ivina] provvidenza sono molte e da una conducono] ad un’altra.
Dio benedica lei, la sua famiglia e a tutti conceda lunghi anni di vita felice.
Mi creda colla più sincera affezione e mi professo
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 giugno] 6
2 Francesco Nicoletti, romano: v. E(m) II, lett. 1041.
6 dipinti di cui mi parla: di difficile identificazione, dato il non reperimento della lettera del Nicoletti.
69-7 etCà odlioernot.r..arveililnegcgoilaletugriao:: ngelisseusnpofingelnioti ddeelllNaincoobleitlttià le’adveelvlaa;rivc.claetbt.or1g5h5e0s.ia.
1436
Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B 31010 Lett. orig., Autorità, Prefetti, Radicati (A 1690321) m c.4A 4/5
Min. di Gioachino Berto con correz. aut. senza firma 2 ff. 270x212m m . carta leggera restaurata
E II 98-99 MB IX 856-857
SdeuHp’pOlircaatournioa mediazione presso il ministero dellTntemo onde conceda l’usuale foglio di via per i giovani
Ill.mo Sig.r Prefetto,
[Torino, poster. 20 giugno 1870]
Ho ricevuto la lettera colla quale V. S. 111.ma mi comunicava che il Ministe­
ro dellTntemo non giudicava di continuare il favore del rimpatrio ai poveri gio­
vani che escono da questo stabilimento.
5
Siccome Ella, sig. Prefetto, conosce la misera condizione di questa istituzio­
ne, così la pregherei di volere fare noto a S. E. il Ministro dellTntemo lo stato dei
giovanetti raccomandati. Nel numero di circa 800 ricoverati avvene oltre un centi-
najo mandato dal Governo e sono gratuitamente qui tenuti.
Se dovessi ancora essere privato del favore del Rimpatrio, mi troverei in una io
difficile posizione, poiché dalle Ferrovie non si può più godere alcun favore; co-
cdheistaonnMi iènicsetesrsoatoin. altri tempi ci largiva ogni anno un sussidio, che pure da parec­
Così dopo aver tenuto gratuitamente in casa un fanciullo debbo in fine anco-

23.8 Page 228

▲torna in alto
220 giugno 1870
15 ra farlo rimpatriare a mie spese. Per esempio pochi giorni sono ho dovuto inviare
due giovani, uno di Ancona, l’altro di Tortorici in Sicilia con una somma per noi
veramente grave attese le strettezze in cui versa questo Stabilimento.
Si noti ancora la tassa di fr. 10.000 che dobbiam pagare sul macinato.
Da ciò Ella vede, sig. Prefetto, che malgrado ogni buon volere mi troverò
20 nella dura necessità di diminuire il numero dei ricoverati, mentre le continue ed
incessanti richieste di ricovero ci costringerebbero all’aumento. I
Rimetto ogni cosa ai suoi buoni uffizi e questi poveri giovanetti non man- flv
cheranno d’invocare le benedizioni del cielo sopra di Lei come ogni giorno le in­
vocano sopra di tutti i loro benefattori.
25 Mi creda con gratitudine,
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
10-11 mi... posizione, emend mrg sin ex unico benefizio; 16 Tortorici corr ex Tortorigi ante una del dare
2 Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109; inoltre lett. 1330.
3 lettera: conservata in ASC A 1362113, me. 1445 A 3/4, ed. in MB IX 855-856. Era in data 20 giugno
1870 e riferiva che il 14 giugno il ministero deH’Interno aveva risposto negativamente alla richiesta di tra­
sporto gratuito per il rimpatrio dei ragazzi dell’Oratorio in quanto non si verificava «ragione di pubblica si­
curezza».
11 dalle Ferrovie: v. lett. 1420.
16 Ancona: uno dei ragazzi accolti da don Bosco allorché nel 1865 era scoppiato il colera in quella città.
—18 Ttaosrstoariscuil imn aSciicnialitao:: pva.elseett.di12ci6r8c.a 6000 ab. in provincia di Messina.
28 II Radicati il 6 maggio 1870 aveva raccomandato a don Bosco l’accettazione del giovane Giuseppe
Concourde [Cucarda?], figlio di una vedova maestra di asilo di Buriasco (Torino) che ne aveva chiesto
sisliarrpiecobotbevevearsoteavstioedneazncatceielmttmaetneotnesairpliepfieudntiaalriedreiusnp1o5f.naviUbonirleea:puvpn.uAnpptoopsetdoni,ddoicosensi/aR, luienattg.siu1ul8gla7n0om/,9e;gdrvea.stiaimsn.cahAleel tlPteetrrtea.fe1dt4itco4e1d.cehlelailcirtatgàanzozno
1437
Al canonico Francesco Della Valle
AOSriCg.
Bal3lo1g0.1c0oLneftti.rmoraige.ddaitareacuetn. te
recupero,
2 ff. 21
0Dxelll3a5Vmalmle.(A
c1a7r8ta01u2s1o) stam p a
data ripetuta sul mrg. sup.
Ined.
Notizie relative alla pratica per l’apertura della casa di Alassio
*Torino, 21 giugno [18]70
Carissimo Signor canonico,
D. Savio ha scritto a Lei in Alassio [una lettera] in cui si chiedevano più co­
5 se, veCdorlà sliagnleotrtePraroavlvseudoitorirteorènotu. tto di pieno accordo. Lasci presso di lui il piano

23.9 Page 229

▲torna in alto
giugno 1870 221
del locale e la dichiarazione igienica. Fra pochi giorni manderò le altre carte
analoghe. Si assicuri che ci diamo tutta la sollecitudine.
Avendone occasione la prego de’ miei più cordiali saluti al signor Provvedi­
tore e mi creda nel Signore
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
121 res giugno] 6 emend ex 7
23 FArnagnecleoscSoavDioe:llav.VEa(lmle): Iv,. lEet(tm. 6) 2I1, .lett. 675.
5 Provveditore di Alassio, ossia di Genova, era Giovanni Daneo; v. lett. 1447.
1438
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
OArSiCg. Bau3t1.2101Mf.ss. a1u9t7. xinf1o3t5ocm.,mR. icci (A 1980211)
E H 101 MB IX 883
Ringraziamento per l’offerta inviata per la costruzione della nuova chiesa aH’Oratorio di S. Luigi a
Porta Nuova di Torino
*Torino, 23 giugno 1870
Car.mo Sig. Barone,
Ho ricevuto fr. 300 che nella sua carità invia [per] la erezione della chiesa
vicino al tempio dei protestanti].
La ringrazio di tutto cuore, e spero che Dio le concederà il centuplo promes­
so nel Santo Vangelo; centuplo con benedizioni spirituali e temporali; con sanità
stabile per Lei e per tutta la sua famiglia.
Dio benedica Lei e le sue opere e mi creda con profonda gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Feliciano Ricci des Ferres: v. E(m) II, lett. 740.
3 fr. 300: offerta in risposta alla circolare di don Bosco del 5 maggio 1869; v. lett. 1308.
1439
Al sindaco di Torino Cesare Valperga di Masino
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Valperga (A 1690516) me. 5 C 2/5

23.10 Page 230

▲torna in alto
222 luglio 1870
Copia allog. senza data e firma 2 ff. 310x210m m . carta formato protocollo
Ined.
Ringrazia la commissione d’Ornato per l’approvazione della proposta di variazione al piano d’ingran­
dimento della città a favore della nuova piazza davanti alla chiesa di Maria Ausiliatrice — osservazioni sul­
le deliberazioni ad un progetto edilizio presentato
[Torino, luglio 1870]
Ill.mo Sig.re Sindaco,
Si ringrazia dal sottoscritto la S. V. 111.ma della data comunicazione della
deliberazione 13 scorso aprile della Commissione d’Ornato, e si ringrazia pure
5 questa del suo voto favorevole intorno alla proposta variazione al piano d’ingran­
dimento della Città per fare luogo alla nuova piazza avanti alla chiesa di Maria
Ausiliatrice.
Quanto poi alle deliberazioni della Commissione riflettenti la pura edilità
credesi opportuno di fare riflettere:
10 1° Che per larghezza delli cavalcavia proposti sulla via Cot[t]olengo
l’intenzione del ricorrente si era di ritenere quella dell’attuale cavalcavia della fer­
rovia già esistente in detta via, dispostissimo d’altronde ad addottare quella qua­
lunque che il Municipio desiderasse prescrivere, per cui non può esservi in ciò
difficoltà.
15 2° Che l’altezza complessiva assegnata al piano terreno coi sovra ammezzati
non è già di soli sei metri come parve alla Commissione di ravvisare, ma bensì di
metri 6,72; cioè metri sei dal pavimento del piano terreno al pavimento della gal­
leria superiore, e cent.ri 72 da questo pavimento a quello delle camere laterali sotto
le quali esistono gli ammezzati.
20 Un tale equivoco veramente era facile prenderlo, poiché non essendovi spac­
cato, non potevasi l’altezza dedurre che dall’osservazione che dal piano del Viale
S. Massimo per entrare nella galleria vi è indicato un solo gradino di salita, men­
tre per salire al piano delle camere d’abitazione vi sono I cinque gradini, e così f lv
quattro gradini di differenza in più che a cent.ri 18 cadauno fanno appunto li sud-
25 detti cent.ri 72.
Questa differenza di livello del pavimento della galleria da quello delle late­
rali camere d’abitazione fu proposta allo scopo di porre le scosse delle finestre ad
un’altezza inferiore alla vista dei passanti nella stessa galleria di uso in certo modo
pubblico.
30 3° Quanto all’altezza della galleria del primo piano che la Commissione
ravviserebbe non sufficiente in metri 4,80; sebbene con questa altezza siano am­
piamente soddisfatte le prescrizioni del regolamento edilizio; ritenendosi che Essa
abbia rimarcata la piccola larghezza di detta galleria, e la sua natura architravata,
equivalente in effetti d’aria e di luce ad una arcuata molto più alta; si admette che
35 un’altezza maggiore sarebbe dal lato di luce e di aspetto migliore, ma maggiore

24 Pages 231-240

▲torna in alto

24.1 Page 231

▲torna in alto
luglio 1870 223
sarebbe l’inconveniente dello stravento, e la spesa occorrente, la quale vuole pure
essere limitata ai mezzi; e di questa sostanziale ragione si desidererebbe che si
avesse a tenere calculo anche per quegli altri suggeriti miglioramenti di pura este­
tica richiedenti molta maggiore spesa; sembrando al Ricorrente il presentato pro­
getto un’impresa già abbastanza ardita per un privato anche nei soli limiti della 40
semplicità d’eleganza proposta.
4° Quanto alle osservazioni della Commissione relative alla costruzione del­
l’ultimo piano furono dedotte da un equivoco. Essa suppose la costruzione dell’ul­
timo piano conforme alla pianta del piano terreno disegnata nel presentato
f.2r proIgetto. La cosa non è così. L’ultimo piano si desidera costruire in modo da po- 45
tersi a volontà chiudere in tutto od in parte la galleria esterna, come indicato in
disegno, ed in questo caso praticare un corridoio centrale alle camere le quali
avrebbero luce diretta dall’esterno, ovvero sop[p]rimere detto corridojo ed aprire
la galleria, ripetendo in questo solo caso la divisione indicata nella pianta del pia­
no terreno; e ciò sempre senza guastare l’euritmia esterna delle facciate.
50
Premesse le sovra spiegazioni richieste dalle osservazioni della Commissione
d’Ornato, rimane di fare presente, quanto alla chiesta presentazione di altri disegni
coi dettagli della decorazione esterna in scala di 1/10, che scopo principale della
presentata domanda del Ricorrente si è la autorizzazione della proposta Piazza
colla conseguente soppressione, o trasporto di via; che conseguentemente i pre- 55
sentati disegni sono più di massima che d’esecuzione, e fatti per dimostrare al
Municipio l’importanza del concetto, quale vorrebbesi obbligatorio nella sola
forma ed estetica esterna senza alcun preventivo vincolo nella costruzione interna.
Poiché non essendo intenzione del Ricorrente di porre in simultanea costru­
zione l’intero progetto; ma bensì di eseguirlo un poco per volta a misura dei biso- 60
gni e delle circostanze sarebbe inopportuno detto preventivo vincolo.
Ciò tutto ben ponderato sembrerebbe intempestiva la chiesta presentazione di
f.2v nuovi e maggiori disegni di dettaglio I d’esecuzione prima che il Municipio abbia
definitivamente pronunziato sull’approvazione del progetto di massima, poiché
ove [,] contro l’aspettazione, questa non avesse luogo, sarebbero lavori e tempo
sprecati.
65
Nel ritornare pertanto alla S. V. 111.ma i già presentati disegni colle presenti
osservazioni ad evasione di quelle fatte dalla Commissione d’Ornato, per essere
sottoposti al Consiglio Comunale, la si prega a volere adoperarsi onde questo vo­
glia emettere avanti tutto la sua definitiva deliberazione in proposito.
70
[Sac. Gio. Bosco]
54 post presentata del richiesta
1 luglio 1870: la datazione è presunta sulla base di tempi tecnici necessari per rispondere alle osservazioni
a2vaCnzeasateredValalelpaeurgtoarditiàMmausninicoi:pavl.ileettc.o1m3u5n4i.cate a don Bosco verso la metà di aprile.

24.2 Page 232

▲torna in alto
224 luglio 1870
64 La domanda rimase senza risposta, per cui don Bosco il 26 giugno 1872 la ripresentò: v. lett. 1657.
7p1erò,Ècoovmveiosecmheprlea, lveittpeoran,evdai lcaonfitremnau.to prettamente tecnico, sia stata redatta da un esperto; don Bosco
1440
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730416) me. 40 E 2
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. foglio totalmente restaurato su cui un anonimo archivista ha com­
pElHetat1o01le brMevBi pIaXrt8i 9m2ancanti
Invito per le quarantore assieme al rettore di Casaleggio
Torino, 10 luglio [18]70
Car.mo Sig. D. Pestarino,
Al giorno 20-1-2 di questo mese vi sono le quarantore nella Chiesa di Maria
A. e se Ella può venire in quella occasiofne] mi farà assai piacere ed avremo tem-
5 po di poterci parlare dei nostri affari.
Anzi se può la prego di fare un passo dal sig. Rettore di Casaleg[g]io ed in­
vitarlo a tenerle compagnia. Egli farà nella chiesa quelle funzioni che sono compa­
tibili colla sua età, e se non fosse altro direbbe la santa messa all’altare di Maria
A. [;] i nostri giovani farebbero la loro comunione secondo la pia di lui intenzione,
io Potrebbero venire al 18 e passare con noi la settimana e trovarsi sabato in
parochia se lo desidera. Così avrei un po’ di tempo a comunicargli alcune cose
che non conviene affidare alla carta.
Dunque li attendo ambidue. Buon viaggio e Dio ci benedica.
Aff.mo
15
Sac. G. Bosco
1 luglio] 7
2 Domenico Pestarino: v. E(m) II, lett. 797.
5 affari: in particolare circa la costruzione del collegio a Momese.
6 rettore di Casaleggio, don Giovanni Maria Pastore: v. lett. 1423.
8 colla sua età: don Pastore aveva all’epoca 79 anni.
10 al 18: lunedì.
1441
Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Prefetti, Radicati (A 1690322) me. 4 A 6
Min. aut. 1 f. 269 x 220 mm. carta leggera restaurata segni di pastello rosso
E H 102

24.3 Page 233

▲torna in alto
luglio 1870 225
Non avendo a Torino-Valdoeeo il corso tecnico, può accettare il giovane raccomandato solo se intenzionato
a frequentare il ginnasio — chiede un minimo contributo economico
*Torino, 12 luglio [18]70
Illustrissimo Sig. Prefetto,
In risposta alla istanza del giovane Gallizia Bernardino di Novara debbo os­
servarle che qui non abbiamo il corso tecnico quale ha già cominciato il Gallizia e
che sembra voler continuare. Sarebbe accettato pel corso ginnasiale qualora voles- 5
se appigliarsi al medesimo che comincerebbe in ottobre prossimo.
Siccome però in questo nostro stabilimento sono soltanto ricevuti gratuita­
mente gli orfani di ambi i genitori che sono affatto poveri ed abbandonati, come
Ella sa, così inviterei il padre del fanciullo a stabilire quella tangente pecuniaria
che corrisponda almeno al pane che consumerebbe in famiglia.
10
Si ritornano i due documenti annessi alla domanda.
Con pienezza di stima ho l’onore di professarmi
Della S. V. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
15
710incoqnuseusmtoerneobsbteroemsteanbdilismi eexntmo aandgdermebrbgesin 11 an8nedsisiacmobrir ei xcoalrlr si ex dei 9 del fanciullo add si
2 Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109; inoltre lett. 1330.
3 Bernardino Gallizia; dovrebbe invero trattarsi di Pietro Gallizia, figlio di Bernardino e Elisa Tonetti, na­
tsotuadeVnatrea:lAloS(CVerrecgeilsltir)oilC7efnesbimbreanitoo.1857 ed entrato all’Oratorio di Torino-Valdocco il 6 agosto 1870 come
4ci icstoitrusoititepcenricleog:gae.Valdocco c’erano scuole ginnasiali e vari laboratori per artigiani, ma non i corsi tecni­
1442
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig.
ASC
Bau3t1. 2102Mf fs. s.
a2ut1.
0inx
flo3t5omc.,mC.allori
(A
1980212)
E II 103-104 MB IX 893-894
Serie di informazioni e
Borgo S. Martino — la
SctoomriuanEiccaczlieosniai s—ticamqaulaatstiiap rdoi ndtaonp eCr alralostSamalpeario
—
contratto
della
nuova
casa
di
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Torino, 13 luglio [18]70
Risponderò una cosa per volta per non fare confusione.
Io Mi rincresce molto che sia cotanto cagionevole la sanità del sig. D. Carlo
8

24.4 Page 234

▲torna in alto
226 luglio 1870
5 Salerio di cui Ella mi parlò tante volte lodevolmente. Intanto pieni di fede met­
tiamoci sotto alla protezione di Maria A.
Cominciando dal prossimo venerdì noi faremo la novena che Ella mi diman­
da. Per nove giorni daremo la benedizione ogni sera con apposite preghiere; ogni
mattino messa, rosario, comunioni e preghiere,
io Di costà dicano tre pater ave e gloria con tre salve Regina, e poi fede ma
quella fede che porta li monti nelle pianure e le pianure sopra le montagne.
Se Dio nella sua infinita misericordia concede la grazia si farà fare una can­
na del nuovo organo a sue spese. I
2° Godo che la buona damigella Vittoria sia meglio nella sua sanità. Io fo f lv
15 ogni giorno un memento per Lei nella santa messa e spero che Dio non vorrà
chiuderci le orecchie questa volta. Sono tante le voci che per lei e per la sig[na]
Vittoria clamano a Dio:
Deh! Dal cielo i tuoifigli rimira
col prezioso tuo sangue redenti
20
il sospiro de ’figli gementi quando
mai a te invano salì [?]
3° Ho mandata la memoria a Mirabello pel giovanetto Franchi. Vedremo le
intelligenze prese; ma credo siano queste: a Mirabello si aggiusti, quando venga a
Torino pagherà fr. 200 per una sola volta. Le farò altra volta parola.
25 4° A proposito di Mirabello tenendo conto de’ suoi riflessi non fu ancora
fatto il contratto di Borgo S. Martino. Tuttavia merita considerazione. Siamo
nelle angustie di locale. Se intraprendiamo la seconda parte passiamo di molto i
centomila franchi e poi lontani dalla ferrovia senza un palmo di terreno pei pro­
fessori. I
30 II locale in questione basterebbe senz’altra costruzione. Fr. 114 mila è la spe- f.2r
sa ma vi è un valore di fr. 25 mila tra piante e bosco ceduo; si può vendere un ter­
reno del valore di diecimila fr. e rimane ancora uno spazio di otto giornate di terre­
no. Ad ogni modo ora facciamo una novena a Maria A. Di poi D. Bonetti verrà
a Torino e vedremo ciò che sia da risolversi per la maggior gloria di Dio. Dica
35
un’Ave Maria ad hoc.
5° Qui le ripeto che non intendo di invitarla a concorrere. Qui studieremo di
fare da noi mercé alcuna vendita. Il suo potente ajuto è riserbato per la chiesa
presso al tempio dei Protestanti. I lavori sono già cominciati. Di questo anno si
farà poco. Per il 71-72 Ella mi ajuterà in quella misura che potrà e come Dio la
40
inspirerà.
6° La Storia Ecclesiastica è a Roma nelle mani di Mons. Gastaldi che aggiu­
sta quanto riguarda l’infallibilità Idel Romano P[pontefice], ma non vuole mandar- f.2v
mela se non fatta la prossima futura sessione conciliare.
Abbiamo avuto un gran caldo; ma grazie a Dio niun ammalato. Ora ha pio-
45 vuto abbondantemente, e mi fu assicurato lo stesso a Vignale e a Montemagno.

24.5 Page 235

▲torna in alto
luglio 1870 227
Per ora basti. Verbalmente poi molte cose.
Dio benedica Lei ma con una benedizione che le dia sanità stabile, con lun­
ghi anni di vita felice, il paradiso in fine. Lo stesso alla sigfna] Vittoria, a tutta la
famiglia, al sig. D. Salerio. Amen.
Preghi per me che sono in G. C.
50
Obbl.mo servitore
figlio poco ubbidiente
Sac. Gio. Bosco
c1h1iumdoenrctii ecmorernedxenxovnalclii vomrràoncthaigundeereemen2d5e4x°v]a3ll°i 12 una add si 12-13 canna res 15-16 non vorrà
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
4 cagionevole: dal 6 luglio don Carlo Salerio si trovava in totale riposo alle terme di Cossila (Biella), do­
ve aveva incontrato la contessa Callori. I due si incontrarono di nuovo a Biella a fine luglio, in occasione
del ritorno del Salerio a Milano, dove sarebbe morto due mesi dopo, il 29 settembre.
4-5 don Carlo Salerio (1827-1870): milanese, già sacerdote missionario del Pontificio Istituto Missioni
AENpsatozesartreoeiltnoh)Ad, eudlsaltartafeelmidape, oceoindnfeorlelnaldaazritipooanrereanczeioolnn1el8a.59Mcodinleatlenls’ois,satIiCstutaittloulotdorei:dllecelflSaGuRoiorivepaadnreanlzilaiBoRnaeitpt-iPasrtIaaMzTiEorna1eg9d4ei7l;Ml aD,ilIaCPnaVorli(olIis,Stia3tul8et2or.iodI.li
Salerio aveva conosciuto personalmente e apprezzato come «infaticabile e prodigioso» don Bosco in oc­
casione di vari viaggi a Torino. Alla contessa Callori il Salerio aveva anche chiesto di fargli avere da Val-
docco spartiti di musica di don Giovanni Cagliero.
7 prossimo venerdì: 15 luglio.
1134 VnuitotvooriaorCgaalnloor:i:vevn. nleetti.n1a4u2g6u.rato a fine agosto; v. lett. 1456.
22 Demetrio Franchi: giovane non meglio identificato.
25 suoi riflessi: v. lett. 1434.
26
30
contratto:
114 mila:
ipbe. r
altro
era
già
previsto
per
i
primi
di
agosto;
v.
lett.
1431.
33 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
43v18a
cotSestmotrrupiiairoeEdiclecinleuPsorioavtsoetisOctaarn'a,ttivo:.rviloe. tltde.itt1S.2.17L33u0ei8g.lie.Ettr.a
ubicato
1434.
nella
zona
di
Porta
Nuova,
dove
don
Bosco
intende­
—4v3otaLftauotreuernaazpopserGsosvaiaosttnaaeldn: iel:allsaciostsreotsivstuiaozvniaoenaceoRPnocamisltaioairrneAqielutea1r8nntlouusgplcaiodonre1te8cn7oe0nn.cteiliialrdeo. gma dell’infallibilità pontificia venne
1443
Al commendatore Luigi Corsanego Merli
CEGAoSilàipCip1arB0es43ses1mo2p2Ll0iuciCegoi pMieadnigiomriig-.
Genova
(A 1930202)
Parole di rassegnazione e di speranza — importanza della buona stampa
Torino, 13 luglio [18]70

24.6 Page 236

▲torna in alto
228 luglio 1870
Car.mo nel Signore,
Dio sia in ogni cosa benedetto. Non diasi pena perché non può fare molte
cose. Davanti a Dio fa molto chi nel poco fa la sua santa volontà. Prenda adunque
5 dalla santa mano del Signore gli incomodi cui va soggetto, faccia quel poco che
può e stia per ogni lato tranquillo.
In questi tempi si fa gravemente sentire il bisogno di propagare la buona
stampa. E un campo vasto, ciascuno facendo quello che può si potrà ottenere
molto.
io Non mancherò di pregare per Lei e per tutti i suoi compagni. Me li riverisca
tanto nel Signore.
Preghi anch’ella per me che con verace affezione mi professo
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
8 facendo] faciendo
2 Luigi Corsanego Merli (1842-1924), uno degli esponenti più noti del movimento cattolico ligure,
animatore di numerosissime opere di apostolato laico e di propaganda religiosa nonché Presidente del
Consiglio Superiore delle Conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli a Genova: cf DMCI, III/l Le figure rap­
presentative..., pp. 259-260.
3-4 non può fare molte cose: il corrispondente gli aveva scritto della sua difficoltà a impegnarsi personalmente
nell’assistenza ai poveri dato lo stato molto cagionevole della sua salute. La lettera non è stata reperita.
10 suoi compagni: i membri delle Conferenze di S. Vincenzo. Non si dimentichi che don Bosco era stato
ufJe.nrMoen.dzePeir:esocllcfeizFoo.n(Moerdoa.tr)itLdo’e,imlLlapeepcgroinmnofaedrceeolnnl’zefeedrue“canaznranee.dsiSsSteu."dVidiinincSoe.nnVozorineacdeTinoPzroiientdoreoe’dBPreaaroaidlisoen.meRgpolrimeOian,rarLataopsrpio1d9rti9o1Dc, oopnnp.vB4ao6rsi7ec-o4c,o92nin.­
1444
Alla marchesa Carmes Maria Gondi
Già presso Maddalena Patrizi - S. Luigi dei Francesi - Roma
OACorSipCgi.aBasu3et1.m2p2l0icCe odpeileladmi oarricgh.e(sAa M18a7d0d1a3l5en) a Patrizi del 1936
E II 104-105 MB XVII 875-876
Ulteriori parole di rassegnazione per la perdita del marito
Torino, 17 luglio [18]70
Benemerita Signora,
Ho ritardato alquanto a rispondere alla rispettabile di Lei lettera per avere un
5 po’ dGi toradnoqausisllaiitàcchheelamciamlmanaceò laaffraatstosengeniagziioornnei ctroamscionrcsiin.o a farsi strada nel suo
cuore. Da noi soli possiamo niente, coll’aiuto di Dio possiamo tutto. Continui ad

24.7 Page 237

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luglio 1870 229
occuparsi di ogni carità e si trattenga pure con persone pie ed affezionate: non può
a meno che averne giovamento morale.
Son contento che il R. P. Metti le abbia concessa la comunione più volte la
settimana. Una sia per il defunto marito; l’altra pe’ suoi bambini, la terza a Maria io
Addolorata per avere la rassegnazione ai divini voleri.
Ella mi fa istanza affinché Le manifesti alcune ragioni provvidenziali a suo
riguardo. Ne avrei molte ma comincio da quelle che, secondo me, non superano
le sue forze attuali. Eccomi, dunque, a parlarle colla voce del Signore.
1° Tuo marito fu chiamato a me perché gli era preparato un posto assai mi- 15
gliore che non avesse sopra la terra. Giacché molti pericoli spirituali e temporali lo
attendevano sopra la terra.
2° Tu stessa ne avevi bisogno: se mai tu avessi dovuto morir prima di Lui
il distacco e la separazione sarebbero stati troppo amari e crudeli; al contrario
quando verrà l’ultimo giorno avrai un gran conforto nel pensiero che l’oggetto più 20
caro già ti attende in seno al Creatore.
3° Il pane che da circa un anno mescoli con le lagrime e col dolore, sebbene
11 difetto di rassegnazione ne diminuisca alquanto il merito [,] tuttavia fu un gran
tesoro per sollevare tuo marito, far conoscere a te il nulla delle cose della terra e
anche darti occasione di fare un po’ di penitenza per la vita passata; e assai più per 25
evitare una lunga serie di pericoli spirituali cui saresti andata soggetta.
4° Per dare esempio nel mondo di una madre che sul fiore degli anni rinun­
cia ad ogni idea terrena per occuparsi della propria figliuolanza. Contro a quello
che fanno tante madri snaturate che passando ad altre nozze abbandonano le loro
creature in mano di persone prezzolate che con servile educazione danno a bere il 30
vizio prima che lo possano conoscere ecc.
Non so se non la disturberanno queste cose che prima d’ora avrei voluto ma­
nifestare. Molt’altre cose Le scriverò di mano in mano [che] il suo cuore ne l’avrà
preparata. Noti bene che io parlo con Lei con la più schietta confidenza. Queste
cose dimostrano la bontà del Signore a di Lei riguardo.
35
Preghi anche per me che di tutto cuore La benedico
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
231 Cd1i7aLrlmuegiellsieoMt:teiarnari:EanGIoInopnèpd.is:t1av0t.a4E-r1e(0mp5e)rèiItIad,.aletattt.a 110331lu.glio; in MB XVII pp. 875-876 invece 17 luglio.
59 cGailumliao eMraetstsie: gvn. aEz(imon)eI:I,inlettat.l 8se5n8s.o era stato l’invito di don Bosco nella precedente lett. (n. 1429).
10 marito: v. lin. 2.
12 ragioni provvidenziali: ne aveva accennato don Bosco nella lett. 1429.
15 Tuo marito: si noti l’uso del tu, ma don Bosco le parla «colla voce del Signore».
3232 cLiercsacruinvearnòn: ov:. illetmt.a1ri4to78, Ge iu14se8p7p. e, era morto nell’ottobre del 1869.

24.8 Page 238

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230 luglio 1870
1445
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Leti, orig., Bonetti (A 1690820)
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta restaurata
E li 105-106 MB IX 894
Chiede di preparagli diecimila franchi per l’atto notarile dell’acquisto della casa di Borgo S. Martino
Torino, 24 luglio [18]70
Car.mo D. Bonetti,
La giornata per ristrumento della casa di Borgo S. Martino sarebbe sabato
30 corrente.
5 Tu adunque preparami un diecimila franchi ed anche di più se puoi e porta­
meli su giovedì o venerdì.
Se puoi ti fermerai fin dopo l’atto notarile; se poi essendo sabato non puoi
fermarti ti lascerò partire. È però bene a non dare pubblicità finché l’atto non sia
compiuto.
io Coraggio, allegro, saluta D. Ceruti cogli altri nostri figli, sopra cui piovano
copiose le celesti benedizioni. Amen.
Aff.mo Sac. Bosco
1 luglio] 7 10 altri/?
42 3G0iocvoarnrenni tBe:onneetltlia: lve.ttE. (1m4)31I, alevtet.v3a2p8a.rlato dei primi di agosto. L’atto notarile ebbe poi effettivamente
luogo il 30 luglio: v. lett. 1448.
610 giForvaendcìesocvoeCneerrdruì:tii:lv2.8Eo(m2)9Il,ulgeltito. .518.
1446
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Nazionale, Carteggi Cambray Digny - Firenze
Copia a stampa 1 f. 2 1 0 x 1 3 5 min.
Ined.
Racconta la grazia mariana della guarigione agli occhi della nipote di mons. Gastaldi — invito a
visitare la chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 24 luglio [18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Benedico il dubbio riguardante la Signorina Mazè, perché così Ella ebbe
motivo di scrivermi sue notizie siccome desideravo. Le dirò adunque che la per-
5 sona di cui parliamo era da molti anni travagliata da male d’occhi a segno che i

24.9 Page 239

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luglio 1870 231
medici la giudicarono irreparabilmente cieca. Si raccomandò a Maria A. e fu in
modo miracoloso guarita.
Ora desidera unicamente impiegare vista ed opera per colei che l’ha guarita,
e frattanto colla piccola lotteria.
Ella è benestante, nipote di Mons. Gastaldi, e di mattino almeno si occupa io
della chiesa di M. A. Noti che ha appena diciotto anni, ma di un’attività sorpren­
dente, di pietà eccezionale.
Godo che dopo le tante tribulazioni la sua famiglia, segnatamente il sig.
Conte, godano sanità e tranquillità. Dio li benedica tutti, e a tutti conceda giorni
felici e la perseveranza nel bene.
Ma quando verrà a vedere la chiesa di Maria A.? Ritenga che quando le figlie
15
vanno a far visita alla loro madre, ripartono sempre con qualche regalo.
Noi qui, grazie al cielo, godiamo intanto di ragazzi moltitudine immensa.
Nella chiesa funzioni solennissime; molta affluenza di gente e molta fre­
quenza ai Santi Sacramenti. Le grazie non diconsi quotidiane, ma ad ogni mo- 20
mento.
Raccomando me e questi miei ragazzi alla carità delle sante sue preghiere, e
pregandola de’ miei umili ossequi a tutta la famiglia, e particolarmente al Sig. di
Lei marito, ho l’onore di potermi professare con profonda gratitudine
Di V. S.
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
3 Mazè] Mazzè
1 La data, a stampa, suscita molte perplessità, in quanto l’accenno alla piccola lotteria (v. lett. 1427) e al­
2le fVesitregimniaariCaname lbarsacyiaDnoignpyre:svu.pEp(omrr)eIcIh, elestti. t8ra4t4ti. piuttosto di maggio, e non di luglio.
3venMt’aanznèi L(1o8r3e6n)zianvae:vanisppootseatdoi iml coonest.anGeaosbtaalrdoin, einGiquusaenptpoe fGigalbiraiedleelMlaaszoèrdeellala, RMoacrhiea.nNnaatTaeareTsoar,incoheneal
1110891469L., oPLrooesnrsezenodzeGinvaaastrlaeimltdteai:rseev.enEbu(ibmgill)iee.It,tDileedtpit.ods1oe2n4aB.l opsrcoocedsisroettdei abeleaitiefiaclalzaimonaedree,cacnhoenpiezrzòaznioonnesodniodsotnatBe orespceorinteel.
11 diciotto anni: invero ne aveva ventuno, essendo nata nel 1849.
14 conte Luigi Guglielmo Cambray Digny: v. lin. 2. Il senatore aveva lasciato il ministero delle Finanze con
la caduta del terzo gabinetto Menabrea il 14 dicembre 1869. Lo aveva sostituito il deputato Quintino Sella.
1447
Al provveditore agli studi di Genova Giovanni Daneo
MEA SiInIC. 1aB0u63t-.11001702
Lett. orig., Autorità,
ff.MB2I1X08x9l63-78m97m .
Provsveegdniitodriic(aArta16g9o0m4m05a)ta
me. 4 C 5/8
Domanda di apertura del collegio di Alassio — allega nominativi dei professori

24.10 Page 240

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232 luglio 1870
*Torino, 26 luglio 1870
Ill.mo Sig. Provveditore,
Nel desiderio di promuovere la scienza dei corsi elementari e ginnasiali a fa­
vore della studiosa gioventù il sottoscritto conveniva col Municipio di Allassio
5 di aprire un collegio convitto in quella medesima città.
La deputazione provinciale e il consiglio scolastico davano la loro approva­
zione al progetto ed ora si fa ricorso a V. S. 111.ma per ottenere il permesso di ef­
fettuare l’apertura del convitto e dare l’approvazione al personale insegnante. I
L’insegnamento, la disciplina sono in conformità di quanto è prescritto da f l v
io programmi e dalle leggi governative con quelle modificazioni che l’autorità sco­
lastica fosse per comunicarci. Il convitto sarà governato sulle norme stabilite nel
programma di cui si unisce copia.
Per questo anno vi sarà soltanto la laginnasiale e la dimanda si fa in questo
senso. Qualora ci fossero allievi per altre classi se ne darà tosto comunicazione a
15 V. S. Ill.ma colla nota degli insegnanti da proporsi rispettivamente. I
Per ora il personale sarebbe come segue:
f.2r
Per le Classi Elementari
Alle classi elementari sono i soliti maestri, di cui occorrendo mutazione se
ne darà tosto comunicazione all’autorità competente.
20
Ginnasio
1" Ginnasiale [:] can.co Airaldi che era già professore di gram[m]atica latina
finché vi fu il ginnasio in Allassio; di poi continuò nella stessa città in qualità
di professore del corso tecnico.
Direttore [:] Il sac. Francesco Cerniti Dottore in Lettere.
25 Economo [:] sac. Bodratto Francesco maestro normale superiore.
Occorrendo documenti o schiarimenti saranno prontamente inviati a sempli­
ce richiesta di V. S. Ill.ma. I
Umile esponente f.2v
Sac. Gio. Bosco
s3aasgiinndleteadaexmxssssiceaieindceftonaeopnvzlodadoOseorterelmaalpeudéetenor7ldrll-ia1a8te3àmsxddstiuaoleotdelletfigsarfotinoeuastvtaotdeugereanlmir3loae’-ev4enemadn1s1etfsoùanicnvdeoooxmsrii7penuernpdocxioeobcdlnasalebtfarlocilpslr’imtrmucoeodigtnri8eàotrtedstdeoaailxarqgdceuioeoealmmvanienutneontnnetdideùca1mas"taraieddeneeddxdleslpa1si“inesrteeox5plcaosionaasnlrtqevco1ubiotr4ebtarolecrladidleaeaexmlldsdegtadeedonsslevnisseaoirmccf9haooearsscrsunieetltntlreàeot1eLe0ea’mml1idlni8eaeesln7nvel0ded­i
pexerpcroorprosrireex fo1s8sAe ollceccalsaisosnieedle’mapernirteari s1o5nodeigeliminensedgsniaenxtiaclolerrcslaisesxi deelelmpeernstoanrial[ecoinrsreegxnCanlatessi eplreompeonrstai rcio. rI]r
occorrendo emend si ex avvenendo 22 in Allassio add si in emend si ex nella 24 sac. add si
26-7GiaopvparnonviaDziaonneeoa:lcpitr.oaglelattole:ttv.. 1le4t3t.7.1415.

25 Pages 241-250

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25.1 Page 241

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luglio 1870 233
21 Antonio Airaldi: nato ad Alassio nel 1803 e morto il 3 novembre 1872 a 69 anni. Era professore nel
seminario di Albenga e canonico della collegiata di Alassio; cit. nella lett. 1415.
24 Francesco Cerniti: v. lett. 1430.
25 Francesco Bodrato: v. E(m) II, lett. 798.
1448
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
OArSiCg. Bau3t.12102Mffs.s. au2t1. 0inxfo1t3o5c.m, Cma. llori (A 1980213)
E II 107 MB IX 895
Ringraziamento per le preghiere — prudenza nell’affare in corso — augurio di lunga vita per il bene
della famiglia e dell’Oratorio — assicura preghiere — informa sul prossimo contratto di acquisto della ca­
sa di Borgo S. Martino
*Torino, 27 luglio [18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Grazie, sig[ra] contessa, che si ricordò di me e delle nostre cose a’ pie’ di M.
SS. d’Oropa. Spero che le sue preghiere saranno state accolte dalla grande Regina
del cielo. Fiat.
5
Per riguardo all’affare di cui accenna io camminerò adagio e colla dovuta
[prudenza]; anzi se scorgerò la convenienza non ne farò parola nemmeno colla
persona interessata.
Sig[ra] contessa, nella sua breve dimora in Torino ho osservato in Lei un mis­
to di rassegnazione, di sanità cagionevole, di pensieri e desideri del paradiso. Io io
desidero che Ella abbia sanità, e che rimanga nel mondo e pel bene della sua fami-
f l v glia e, veda l’egoismo, I mi ajuti a compiere una serie di opere che serviranno a
guadagnare molte anime al Signore.
Fra le molte dimande di aprire case altrove avvene una per l’Algeria, l’altra
pel Gran Cairo, la terza per la California. L’ultima sarà forse preferita a tutte le 15
altre.
Intanto Ella si unisca con noi con un pater ave gloria al SS. Sac.to con una
salve Regina fino alla natività di Maria.
Io farò in modo che ogni giorno si facciano sei comunioni e si celebri la
santa messa fino a quell’epoca collo scopo di ottenere dal Signore la perfetta di 20
Lei sanità. I
f.2r
Sabato si deciderà del contratto di B. S. Martino. In casa si prega; disponga
Dio che si conchiuda ciò che egli vede meglio per la sua gloria.
La prego di fare i miei umili ossequi al sig. conte di Lei marito e a tutta la
sua famiglia. Dio li benedica tutti e preghino per la povera anima mia mentre sono
con vera gratitudine
25

25.2 Page 242

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234 agosto 1870
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
22 prega corr ex pregh
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
4 Oropa: santuario mariano a 12 km. da Biella. Colà la contessa aveva forse incontrato don Carlo Sale­
rio, ormai sulla strada di ritorno a Milano: v. lett. 1442.
6donafBfaorsecod.i cui accenna: non meglio precisato, non essendo stata reperita la lettera della contessa a
14 Algeria: la proposta doveva essergli venuta da mons. Lavigerie, arcivescovo di Algeri, con cui
don Bosco era in relazione da tempo e che nel 1869 gli aveva già mandato dei ragazzi algerini a Valdocco.
15 Gran Cairo: il 3 luglio ad es. don Daniele Comboni lo aveva invitato a mandargli del personale al Cairo in vi­
sta di una fondazione salesiana nell’Africa Centrale: cf ASC A 1312211, me. 1399 D 11, ed. in MB IX 888-889.
— California: il 20 luglio mons. Joseph Sadoc Alemany, arcivescovo di S. Francisco (California-USA)
aveva scritto da Roma a don Bosco invitandolo a mandare alcuni salesiani a dirigere un orfanotrofio
nella sua città: ASC A
of Salesian Studies» 2
1300306, me. 1383
(1990), pp. 54-55.
D
5/8,
ed.
M
ichael
R
i
b
o
t
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a
,
“
The
R
oad
Not
Taken”
in
«Journal
18 natività di Maria: l’8 settembre.
22 Sabato, 30 luglio: v. lett. 1445.
24 conte di Lei marito, Federico Callori: v. E(m) I, lett. 546.
1449
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
OArSiCg. Bau3t1. 2102Mfsf.s. au2t1. 0inxflo3to5cm., mCa. llori (A 1980214)
E li 108 MB IX 895-896
Assicura lunga vita e conseguente aiuto per la costruzione della nuova chiesa dell’Oratorio di S. Luigi
a Porta Nuova dedicata a S. Giovanni Evangelista — notifica l’avvenuto contratto di Borgo S. Martino
dove si trasferirà il collegio di Mirabello a causa della difficile situazione sanitaria
*Torino, 3 ag[osto 18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Stia tranquilla. D. Cagliero non ha alcun lavoro funebre per lo scopo indica­
to da Lei. Tanti [anni] addietro Ella mi scriveva, di poi mi diceva quasi le stesse
cose.
Io [a] rispondere che la Madonna voleva essere ajutata da Lei per condurre a
termine una chiesa in onore di M. A. La chiesa c’è, Ella ci prese parte alle funzio­
ni fatte in essa. Ora le dico: Dio vuole che Ella ajuti a fare la chiesa, le scuole e
l’ospizio di Porta Nuova o meglio del Viale del Re.
La chiesa si farà, Ella vedrà edificarla, consacrarla e vi passeggerà attorno
quando sia finita. Capisce? Dunque non pensi ad altro che a vivere allegramente
nel Signore.
Avrei ancora molte cose da discorrere; le serberemo a Vignale. I

25.3 Page 243

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agosto 1870 235
f.lv Sabato fu conchiuso il contratto di Borgo S. Martino dopo molte modifica­
zioni in nostro favore.
Ciò che prevalse ad ogni riflesso contrario fu la venuta e la presenza di D.
15
Bonetti che diceva i suoi allievi da 180 ridotti a 115 per malattia; e questi spa-
ven[ta]ti per timore di cader malati. Si è fatto tutto per promuovere la maggior
gloria di Dio. Nel prossimo ottobre ci andremo dentro, si Dominus dederit.
Il Signore Iddio, ricco in bontà e misericordia conceda a Lei, alla sua fami- 20
glia tutta sanità stabile e il dono della perseveranza nel bene. Amen.
Preghi per la povera anima mia e mi creda nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
3-4 lavoro funebre... indicato: composizione musicale di messa funebre per la contessa, che aveva ma­
nifestato tristi presagi di morte.
10-11 chiesa... Capisce?: La contessa morì 29 anni dopo la consacrazione della Chiesa e ben 44 dopo
q1u3esVtaig“nparloef:eznieal”s.olito abboccamento estivo nella villa di Vignale; v. E(m) II, lett. 787.
14 contratto: v. lett. 1448.
17 Giovanni Bonetti, direttore di Mirabello: v. E(m) I, lett. 328.
1450
Al papa Pio IX
ASC B31010 Lett. orig., Pio IX (A 1730515) mc.41 B II
Min. aut. 1 f. 138 x 132 mm. carta quadrettata da computisteria semi trasparente con fori segni
di pastello rosso e blu sui v Gioachino Berto scrive: «Fu concesso»
Ined.
Espone la volontà della contessa Carlotta Callori di fare una largizione per la costruzione della chiesa di
S. Giovanni Evangelista, ma chiede al papa di scrivere di proprio pugno la somma
Beatissimo Padre,
[Torino, poster. 3 agosto 1870]
La contessa Carlotta Callori ricca signora e fervorosa cattolica ha la buona
volontà di fare una generosa largizione per continuare la costruzione della chiesa
di S. Gio. Evangelista già cominciata in Torino presso al tempio e scuole dei 5
protestanti.
Ma questa pia signora, unicamente per consolazione spirituale di sé e della
propria famiglia [,] amerebbe che la cifra di tale somma venisse scritta dalla vene-
ratissifma] mano di Vostra Santità.
f.lv lato fIaIvsoarce. Gio. Bosco prostrato ai piedi di V. S. umilmente implora questo segna- 10
[Sac. Gio. Bosco]

25.4 Page 244

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236 agosto 1870
Tcmtu3ahmorLeegriimallnmsaoecinenondretr7x3ese-icl4xaoexnhcilsaofosinlsalatascianzb. tiuuGaoaoniznoeia.oe1nBvm0eooelasonncndot5tesàugiIemIiemàxsilacemsconu.mdeaansidtniedcdeipixqarsutèoéaesdseitintrmsoapTteèooonsrdi[tlipansfroiaovesex4otmrrasleeautonracgdhciezsoiir8uoremnlxsaeiiilcnrmeeixfTseronaprtrdecioniosiottnmratalipe]nluo6eaarmiparpoeeinseltaddapincsroitdoeseittxepVrsurt.toazaSlsineot.trniaeetsdsopeccolodrnirietner­l
v1. leLtta. d1a4t4a9.è puramente indicativa; la si colloca dopo quella indirizzata alla contessa Callori il 3 agosto:
3 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
1451
Al ministro delle Finanze Quintino Sella
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Governo, Sella (A 1720109) me. 28 B 9/10
Min. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta uso stampa segni di carta gommata segni di pastello rosso
sul mrg. sup. des. del f. 2v Michele Rua scrive: «Supplica per riduz. sul macinato»
E II 109 MB IX 899
Supplica per la riduzione della tassa sul macinato
*Torino, 15 agosto 1870
Eccellenza,
Le strettezze in cui versano i poveri giovanetti ricoverati nella casa detta
Oratorio di S. Fran.co di Sales spingono il sottoscritto a ricorrere alla carità di
V. E.
Il loro numero che tra tutti gli stabilimenti monta il 1200, la diminuzione di
beneficenza, l’aumento delle imposte, la moltitudine di fanciulli abbandonati che
da tutta Italia dimandano ricovero, fanno sperare se non un condono totale alme­
no parziale della tassa sul macinato che eccede dodici mila franchi.
Questa è la supplica che il ricorrente fa a nome di questi poverelli e che spera
sarà presa in benevola con Isiderazione in questo caso eccezionale.
Con gratitudine si professa
Di V. E.
Umile Ricorrente
[Sac. Gio. Bosco]
pd3tsoioiosiesncttnrceidetuceltloiclaevpadpeedeerld]rsdsassoenuilnolai midp6aiocVmvi.neoEarnit.otcaOoeircrlarccemsodirieretxrisoiddveoioxdqitucoeir4snmtiadiviplaaSo.vfarelFarrniacnmh.7icieopi odsi8tSfipaamolnepsnstooasgtedieomdvdesaneindle,tetsixoadlnftaeatelnrttisorpoiqvnuag9reoolnalnaonot[deabeneeltncemecvqei doueleoldliaselulassotdsrtdia­­
2 Quintino Sella: biellese, nato nel 1827, ingegnere. Fu ministro delle Finanze nei gabinetti Rattazzi

25.5 Page 245

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agosto 1870 237
c(d111fo588pM76o0L2.:)aaRA,vorSLeissrCaip,mioAnDsatrti0raozm2i,do0oonn0rteaa3tgor0a(i7o1tlia,8vdm6atea5,els).asrai9ems1osLoruCatglinivmm1zo/ae2adn,c(eti1eonld8lae.6itto9ia«n-ln1eiMao8nqn7Bou3p.e)I.rl..XolaISsV9pis0,eua0rplde.lpao.cpro2ein5cr4dòch-iz2pei5ezo5rzn.aiildmpeoalPbreielgrega.rioiMo»do,erìlfuibliiln1a4ndcmaitoaarcz1ho7e
dceolns1e8g8u4ì:
settembre
1452
All’arcivescovo di S. Francisco Joseph Sadoc Alemany
MIAnSeindC.. aBu3t.20002 Affu.tog2ra2f2i x(no13n3lemttmer.e) (Afra2m20m0e1n4t8o)di lemttee.ra1885 D 7/10
Condizioni richieste per l’invio dei salesiani a S. Francisco in California
[Torino, anter. 17 agosto 1870]
[•••]
8° Speriamo col divino ajuto che i soci salesiani persevereranno molto tem­
po nell’amministrazione dell’opera di S. Vincenzo; ma qualora si avverasse il ca­
so che eglino dovessero cessare dalla medesima avrebbero a loro favore i miglio- 5
ramenti ottenuti dal giorno della loro entrata nell’amministrazione dello stabili­
mento.
9° Tali miglioramenti sa[re]bbero quelli che eccedono la somma di .... che
formano presso a poco il valore attuale dei mobili e stabili dello stabilimento.
10° Siccome la congregazione salesiana vive totalmente di provvidenza per io
ciò non ha alcun mezzo pecuniario disponibile; così pei tre primi anni si supplica
l’industriosa carità dell’arcivescovo a fare le spese di viaggio pei soci che doves­
sero recarsi da Torino a S. Francisco; nei casi di ritorno le spese sono metà della
società salesiana e metà dell’arcivescovo parimenti.
11° Le spese che occorrono per provvedere gli utensili pei laboratori; per 15
l’agricoltura, o per la fabbricazione saranno a carico dell’arcivescovo anzi esso
amjuedteersàimi isoilcpi afninecdheéllai lvaivtao.ri agricoli o professionali possano altrimenti dare ai
12° Passati tre anni i viaggi saranno a totale carico della congregazione sale­
siana; e si spera che l’arcivescovo sarà eziandio totalm ente liberato dalle spese 20
accennate al n° 11.
13° I soci salesiani si recheranno a S. Vincenzo ne’ primi sei mesi del pros­
simo 1871. Al più in novembre dell’anno medesimo, e andranno coll’unico scopo
di dare opera per guadagnare anime al Signore in que’ limiti, norme, e misura che
l’Ordinario diocesano giudicherà della maggior gloria di Dio.
25
[Sac. Gio. Bosco]
a3vcvoelnceonrdroeixl ccaoslol’, ch6ea[nateddnseil]l’saimspmeirnaisntoranzsioianpeedrealvavlepraorsssie,s[scohedespe8riaamntoecToanlild’aejluctoolddivivininooaadjdu]toch[eadl’damsl]-

25.6 Page 246

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238 agosto 1870
clmgmmeoasoiilzg,nalitlimrooissontiartreaeaazmdmvi1eovpe0lneon-vne1tinie2veenoel1dltlat0aoe°dn[iieSlu1rmtc2eiicazeacssinoaoofdrnamecreebheexbde.e.eep.emlrrsaoeSesrsin.casdidVovfoasieavnvislecoce.se.oxr.snevef]zoardocoreeoàl[m[nleeeagmemmrmneeeedngennddaeddzxeseeisi9oxxiem°ndxpePaead]e[gseeidohlmtleceroseireeiànsstptdàtraeisbrm1iei3leiiesmxnaacen[neerinneeseilts]lombala]’rbaeesecrnorocddcoinaivseteeqiitmnàsuecu]exeoesndvrstidàaeoSea[p.xameFdrdmr1dqoa0inuevnptcarioeelsdcbtsserhtcblaeocezdoriudoonrinpgacSeorrae,easl]­­­ti
cs11ua79spiiie]drlaigeovlliroqeruidaae2lglc0lrhaipecdodoiusloitnccsoeposierrrasegodxineulol’dapeivcumhvreeeianrmàdeeeemnxzteiosanandrdedebeiioxblaeesvramooreàrinpcde1asr5miine1pdx1e°sptcuroiprreorset1xng7ie1-u1’0d8i°ticdehtaeprdreoeàsladtinesempl’etesosdereensdaierm2l 5ideodmpiooecnterdseaspniroeimxcoiarvarnerenexi
1 Della lettera di don Bosco e della convenzione con l’arcivescovo rimangono solo le poche righe finali
qui riprodotte.
2cerdJoosteepnhelS1a8d3o7c,Anelelm1a8n4y0:funamtoanindaStopangengalinSetlat1i8U14n,itfia, tdtoosviednoomveenaincnainodonpeol d1i8v3e1nneespurcocveisnsciviaalme.eCntoenssaa­­
crato a Roma nel 1850 come vescovo di Monterey in California, nel 1853 passò alla sede di S. Francisco,
e come tale partecipò al Concilio Vaticano I. Nel 1884 si ritirò in Spagna, dove morì il 14 aprile 1888: cf
HC 267, 392.
2d6i teRmipsopopnedrernidfloetdtearlecosunlvleenctoonddiizSi.oDniompoesnteicdoaadToonriBnoosicl o1:7laegtto. sctoonls’earrcviavteasicnovAoScChAied1e3v6a0q4u0a8l,chmeeg. i1o4rn3o8
E 1. Da quel momento le trattative si interruppero: cf articolo di M. R ibotta cit. in nota alla lett. 1448.
1453
Al giovane Cesare Tomasset
ACE oSIpICi9aB0s3e1m2Mp2l0BicCeVodipiliiGe 1id0oi7ao5crhiign.o(ABe1rt9o10319)
Avvisi spirituali
[Torino, poster. 19 agosto 1870]
Car.mo,
Si può fare una prova. Divota preparazione e ringr. della S. Messa. Ogni
mattino seria meditazione. Lungo il giorno, visita al SS.mo Sacramento. Lettura
Spirituale.
Prego per te Maria A. e il buon Gesù. Fratres, sobrii estote.
Prega pel tuo
Aff.mo
Sac. Gio. Bosco
dllr2ml61ooeaonpecrtaCeiFapcs,lugoiterirvuvotrasaàitdesatlgotreedrogeieneelpistlpuT1e.e2l.ina8r.o8sas7utmdeeo0anTsial:ogtlaosoascolrrsaateeiseeslnstvtt:docioe:aaos-d1nttVsia1iaPaag,9sAattao2g.lmsodl6iuIeoasVoe:pstdtca,ipiadanc,Ao8anoin.satloiite.li2astllpat,0la1’rèmuo9s1lveq’ota1teiuntgm1neetoaimla(eslg1atndbn2oterda?iele1)lndel81lela7u’8qlle0g8lun1:’l4aait8c;olrr8iafcf,9t1uhAVa,8iSvcvid5laiiC9elocveladnarprgeleaiiaigoueorD,ivrrvseoev’taAr,cidnoccreemaihlmCrlaibiaaeoarTlnCos-eoeesi.osircmdreiDonoaneeoonlno-nad1Vtmoad8Ta.o9’SolI,F2dtomarcoapalucalihtcrsaei1asoeln9tel.ooe2tT,l1reda.i1rimrcM9cdi2ainupe4soeder,deama,tsgleeetolrminriianìtprsaaòvarlecVacverioaiirlne­­­­

25.7 Page 247

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1454
Al papa Pio IX
agosto 1870 239
AOMrSBiCg.IXFdi38G8918ioAaclahsinsioo Bertmoe. 218f9f.E 7270 x 220 mm. strappo sul mrg. segni di piegatura
Memoriale per ottenere le facoltà opportune onde accettare il collegio di Alassio
*Datum Taurini, die 20 Augusti 1870
Beatissime Pater,
Joannes Bosco Sacerdos Superior Generalis Piae Societatis a S. Francisco
Salesio dictae, Beatitudinis tuae ad pedes provolutus humillime exponit Divina
Providentia factum esse, ut in urbe, vulgo Alassio nuncupata, Dioeceseos Albin- 5
ganensis in Littore Ligure, collegium convictusque adolescentulorum studio de-
ditorum, ejusdemque administratio eidem societati demandata esset.
Omnia quae hucusque facta sunt, semper de Ordinarli consensu et consilio
peracta sunt.
At decreto laudationis et approbationis salesianae societatis, inter alias haec io
animadversio adnectabatur: «Pro fundatione novarum domorum, et pro susci-
pienda in posterum ab Ordinariis directione Seminariorum recurrendum erit in sin-
gulis casibus ad Sanctam Sedem».
Licet vero stricte loquendo haec potius temporaria administratio, quam no-
vae domus fundatio sit appellanda, tamen ad dubia eliminanda et ad debitum 15
Sanctae Sedis obsequium praestandum, facultates quae ad majorem Dei Gloriam
promovendam necessariae censentur, a Beatitudine Tua humili precatione expo-
stulantur
[Sac. J. Bosco]
tgctmi11leeha9mmopetatLsapbiePvraaorlaoeaVqlarmeed1uiptt8eeetpecei6lnlrhlrlo9dtaeaeo:vissdècalvoiaehv.tprlaialdl:rlee2aiilttanv2ottt..nieicasrol1daegata3omt,odtn6v.ssiez3butpn1io.taaeti4temdt15aei58mletvla.7naao0Ltpoddsaeaeierdclrmlihidpasifoeotpaoannsronutasssad.znutiaiSzaoqpitdnaRaueerenreoelilldmslp’oailiaaangpaomvugnaieSeiaoàfnrlvurodoenagipgeladsollaioesapmlilctetldioaier,avnstFvaleiv’.ereaaadnnplninezcceilroioutanutngrfrlaaeiailsnoldmdea,ienerRlFosoluasminrasceassanainiasazoRae()go1.d(im9Lumi naaCleutnlahpgeteeltrairtreoeadm)rsneaceeasopltnaieodnmlreacfdelzaiedòit3lote,o0nsmaieclsmal,heerotea­­­
1455
A mons. Stanislao Svegliati
ASC B31010 Lett, orig., Svegliati (A 1740616) me. 53 A 1
Osurligf.. 2avut. 1 f. 210 x 135 mm. carta molto consunta segni di carta gommata e di pastello rosso
E li 109-110 MB IX 897-898

25.8 Page 248

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240 agosto 1870
—Invaitlotrearivcihsiietsatreedli’Oaprearttourriaod—i scaulolleega domanda al papa di poter aprire una nuova casa ad Alassio
Torino, 22 agosto 1870
Eccellenza Reverend.ma,
Non posso scrivere notizie di attualità perché alla posta per lo più sono inter­
cettate e per via privata possono compromettere chi le porta.
5 II March. Vitelleschi che si compiace di portare questo piego è informato di
ogni cosa e potrà dirle quello che la potesse interessare.
Rinnovo che Torino è la città pacifica per eccellenza. Ella facendo un giro
venga a far capo da noi; la salubrità di queste colline le farà sollievo. La nostra
musica, la nostra ricreazione, i nostri giovani le saranno divertimento non discaro.
10 Chi sa che non ci procuri questo favore?
Le mando qui una dimanda per l’apertura di una nuova casa colla
comlmendatizia dell’Ordinario del luogo ove trovasi la città di Alassio e la racco- f i v
mando alla nota sua bontà.
Al giorno d’oggi abbiamo quaranta dimande di Municipi che vorrebbero
15 apertura di scuole sotto alla direzione libera della nostra Congregazione. Veda che
ritorno alle idee antiche!
Che il Signore Iddio ricco in benedizioni conceda a Lei sanità stabile con
lunghi anni di vita felice, e mi creda colla più profonda gratitudine
Di V. E. R.d.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
8 farà] faranno 10 sa add si 14 vorrebbero corr ex dovrebbero
—24351111-244ScAqouTtqnuaimnanugenaltasepieestrldrroalococianomempoNtmtiataeeoSanmtgtdbvtdeoeiiee:almr:gni:edlldaVaiavcnaal.hiltltdtalieiieee:ztlmlttilvetedae..erispdaEt1càMo.eh4(rlmd5itu:avi4n):.evai.sIgclIacEio,pos(tlivetme:oontt)ist.ldriIouni1I,np0uApe5lmele5bfte.trei.ratnoa8grl7iepaa8gan.nnreeooenedrsaè’anIgstoatealoritaaramtoerea,spiateasnrttcaiothzapie.oonsneattinefioacnlioccoe’nèrafdinouerbmdbeaiolilogcrhSaetvaittsaosliipmodano.tmifaicnidoe.
f2do1icsseevMraoolnnasun.muSoevrveoagsleci;aastvia. radinsipcAohlseaeslseli’tot8.. s1Ae4tg4teg8mi.ubnrgeev1a87a0ltrceosmì cuhneicgalnideoraaidmopnoBssoibsciloe cahcceeitltapraepla’ianpvpitroovdaivpaasesbareenele­
evda.cainnzMe Ba TIXori8n9o8«-8p9e9r .ragioni speciali», ben note, del momento politico: ASC A 1350344, me. 1433 B 2/3,
1456
Circolare
CAoSpCiaBa31st0a4m0pCa irco2lafrf.i a n2o1n2sxalle4s0iamnim(A. 17c6a0rt2a24az)zurmraes.b1ia3d7i2taBe3ingiallita intest, a stampa: «Orato-

25.9 Page 249

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agosto 1870 241
rio... Torino-Valdocco» sul mrg. sup. si legge con correz. aut.: 2500 copie 24-8-70 sul mrg. inf. si
trova l’orario a stampa
Ined.
Invito a presenziare alla inaugurazione del nuovo organo nella chiesa di Maria Ausiliatrice
Torino-Valdocco, 27 agosto 1870
Ill.mo Signore,
Ho l’onore di partecipare a V. S. 111.ma che coll’aiuto della divina Provvidenza
fu ultimato l’Organo destinato ad ornamento della chiesa dedicata a Maria Ausilia­
trice in questa città.
È opera dei fratelli Lingiardi di Pavia eseguito su nuovo loro sistema detto
Organo-Orchestra. I periti dell’arte lo giudicano uno dei più bei lavori d’Italia.
La collaudazione sarà fatta dal celebre maestro cavaliere Petrali il 30 e 31
del corrente mese.
Nel dare tale notizia a V. S. la prego rispettosamente a volerci onorare in
que’ giorni di sua presenza, mentre con gratitudine mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl. Servitore
Sac. Gioanni Bosco
42zsmcioaonrSozneriogonlnnao1moa8srev6etene9:stvdosaaoe:dlsdl2emaa7sl.ceaismGrgscooioousmdlstaoeierpaneeprtvroeiilecdGnrceenhusleileor’rnecionzoeaadntuiotirogradnumiaarlaraM1ezt5eilioal2snae5cneth0toedi0emesscclablora,ripsepcis:euhe.erideuLcs.n'eaUairncdnlaeiMinttMàtdBeoraCaIrdaXiaaittcoAd9ol0ouin4ncsta-eiB9lnid0oaei5tserrcedieoceaeilcnlao(mgOnnaiEuoslagstiXinzmqoiXuaoaX1dll8eeVe6llsIl8oI’p)iIeni,dnsa9eofu0o.ng-rI9umlB1r2oaa.4­­­
IvsdXoiamdc5uhm8ee3a.aGdnLiigu’le8silreiaeppd7pro0eirl0aeG,tidr:aeanAlszsS1iic,C8h6uéA9n8el10ar3v0a1noc0oroa4min0Bt1ee,raodmcgeceige.ifnr1sna3ttae9etsl4osliiAnBceh3lreo.pgSrpegurviel,ecmanisctraigcvve.oati:tnnaAofv.aSldeCielslAlplaaevs1leoe4tr2tpoe2er4drai0ls3’dia,oclmreqaguetgu.iser1t,ao5ad2ud5etil.Aluedni3sad,taloeatdnum.eBpinpoaesdMrcaoBlea:
6«Erfaractoelnlvi eLniuntgoia2r8d0i 0disPeapvoitae:vfaa,maoltsriimcoesnttriuattof.ri30di00ortgraantiu.tti due».
q78alue1VOs8tir8’ngu2caletnfinumoz-vooOicAorecrnmghtaoeansnetiisrsotatra:oPudedntareolalll1dia:8ec4lnla9oapcdpsqeteuellesldasauoSoCt.miprMeoomaderairiaaCnsMertleaamt1go8og3cnio0oa;lr,lefosecoacaseBttoiieturasgiutTaoomoinrosient.luoNd1in8ee5clll3oalanpsctrPeoh.spiMserasiaoacnidddtetaaàilnsidPcaaeinlttreia1AlM8i7..a3DArtianinrlgsi.ee1lg8en8riò0,
naleLll’iicsetoituMtousmicuasliecadlie,Pedsiacruoi, fmuasuacccaeusssaivdaimuennatemaanlcahtteiaddiroevtteottree.riIennsterganreò apuBreergaaBmroe,scdioavee nmeol r1ì8n8e2l p1a8s8s9ò.
1457
Al presidente del Regio Ospizio di Carità Michelangelo Castelli
ASC B31010 Lett. orig., Castelli (A 1700416) me. 12 C 6/8
fdEMiinlimein.al1ean1tu1dteta.rrali»Mn2eBlfcsfI.Xuolll8fe.5g228i1ov-08dd5ixo9Ln1a3Rn5zuoamosmcC.rihveer:asu«sclPorf:a. tBiIcrearmtpirneger.totsitu,tpeG.niedororednal,’BaMousmacneotnestloclirnidvoie,f:Nr«6epgperreor,msReeimigghoieroilalvia,dnRaitoasceci.nhaiizefitoitni»ee
Calhl’iOedraetol’raioumdieTntoorindoe-lVlaarldetotcacpoenrosneiergaiopvoasnsiibaileludiarinedliorriozzuanti’,isdtrouvzeinodnoelai diengvuiaartea ainllaalltorrioceotlàlegi perché

25.10 Page 250

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242 agosto 1870
Torino, 31 agosto 1870
Eccellenza,
Ho l’onore di partecipare all’E. V. che di buon grado ricevo in questa casa di
beneficenza il giovanetto Bielli che per mezzo del comm. Pavarino e del cav. Ca-
5
pello nella sua carità compiacevasi di raccomandare. Questa
que’ poveri giovanetti che Ella giudicasse di indirizzarci.
casa
è
sempre
aperta
a
Ma mi trovo ora in qualche difficoltà riguardo ad alcuni di quelli già accetta­
ti e che per assoluto difetto di istruzione dif[f]icilmente si potrebbe provvedere
alla loro educazione. Qui non vi sarebbe istruzione adattata dovendo i nostri al­
io lievi più giovani aver compiuto gli anni dodici. I
Io sarei venuto nella determinazione di mandarli in uno dei nostri collegi di f.lv
Lanzo o di Cherasco; ma là vi sarebbe l’aumento di fr. 6 mensili per ciascun al­
lievo.
Egli è nel desiderio di provvedere ai poverelli nel foglio a parte nominati,
15 che io ricorro all’E. V. pregandola a volere per lo spazio di anni tre, portare la
mesata a fr. 30 soltanto per questi sei. Dopo tale spazio di tempo eglino farebbero
di nuovo ritorno in questo stabilimento dove sarebbero applicati ad un’arte o me­
stiere rispettivamente adattato.
20
Spero che la E. V. prenderà in Ibenevola considerazione l’umile proposta, ed
augurando ogni celeste benedizione sopra di V. E. e sopra tutta codesta benemerita
f-2r
ammi[ni]strazione reputo a felicissima ventura di potermi professare
Della E. V.
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
se31ig5pleiopnxsroteergcsisoacenrenrdvdoosoildaeexaledvgiol1il4ern8eefdaclirofeeerbmrtbteosenircdoeoxcreroxorencrxdoeednxivfsfoaeltetaosis1ec7oirnirsit1etr6xuzpaiooqnsutee3es0mtiednedl msnieeelnxsfioclagi tleiogoarsiappaarztieo9nedomomevnienndadteoixaeemdpdeoncsdai
2 Michelangelo Castelli: nato nel 1808 a Racconigi (Cuneo), si laureò in legge a Torino. Accostatosi alla
—p4idCm11lio88ai2Tl77stAi0as70ctoiinloraocbefiimganuaneosiormm,iants-loctfVo.oor1emdGBaa5rdeldiiicdlerenaouuaollnatligtcetiaa1ol:cqni8nodouft7peieoeig5lrl1lnli:ll9mC1ii1aooc28°aof2d8vdPs:eM2oesial,SetuvlF.tagfcreaeuR,rhmrdleifieopnotcobdaseotenriaarre:,dizeoavDòui1Dnoand8icarnzoo7eiogeilr0onrado.dnGnectldeaneuiorleairiamflliianedloBreamiccMirdaosSoeaesrrtneattoltoaiggognRnarirriiilsaeeiat;tsdrtneaoeinderorriailoVi:lgltacaoAgiidatmgitcseaSooeoeelCrrTnlnnni’ieootOvnarorreelarEiSengnndlemizioIiacs.inIzoatiieRrlilnniooaiueM1nsCe9o(adal1reelidu8gen.cir9.isci.umNi6z.em,ii-eema1qIlennI9bunt,o1o1irtpo8e..1sp6.)FoM1.0.Dte8t5oMcoei59rven.8ìo5et,prr-naòìae5trnRa9atntt6eeoreS.òcld.scisaaGoevllefnra(eOsaGrgiitareoeoannrctoeioooovnnrmiadeeo)l­li
47G--e58necqraauvlee.llGidiagbiCàraiaerclietcàeCtdtaaiptiTe:loliolri:3nv0o.aEupn(rmaile)cIo1,n8lv7ee0ttn.dz9oio3n;nRee,ruaac,fouannnzlaoiomqneuaradiloie,dgoaonvceBerrontsaectiocvo,ona.vdeizviaonfiir,maactcoetctoalvraeg1i6o rOagspaizzziio:
A19SCbFen5e8v1o,lamceo.n2s4id0eAraz3i/o5n, ee:d.lainprMopBosIXta v85en7n-8e5a8c.colta.

26 Pages 251-260

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26.1 Page 251

▲torna in alto
1458
Al canonico Francesco Della Valle
settembre 1870 243
OArSiCg. Bau3t1.0102Lfeft.t. or2ig1.0dxilr3e5cemntme .recupcearrota, uDseollsataVmapllae c(Aon1m78a0c1c2h2ie) di umidità
f. 2v un anonimo ha scritto: «D. Bosco ag.to 70»
Ined.
Annuncia la visita di don Angelo Savio — richiesta di sussidi
sul mrg. sup. des. del
Torino, 6 settembre 18]70
Car.mo Sig. Prevosto,
Pel giorno 10 D. Savio sarà ad Alassio, anzi giungerà il giorno prima co’
pieni poteri ma con pochi quattrini.
Se Ella tenesse una somma anche piccola da poterci lasciare ad uso anche 5
per un solo mese ci sarebbe di ajuto a fare le molte provviste che si fanno pel
collegio.
Ci troviamo alle vendemmie e dobbiamo provvederci uva pel vino, mentre
una somma che teneva ad hoc resta inesigibile fino alla metà di ottobre. Ella farà
come potrà.
io
Se vi sono alla posta lettere indirizzate al direttore del collegio], le apra e ci
dia corso.
Dio ci benedica tutti e ci salvi.
Di V. S. car.ma
Aff.mo in G. C. 15
Sac. G. Bosco
P. S. I miei saluti e ringraziamenti al sig. Raimondi che mi ha scritto.
1 settem bre] emend ex agosto 17 P. S. add mrg sin
2 Francesco Della Valle: v. E(m) I, lett. 675.
—cd31oe7llApcsRaonaralrgàlrieeomlagcodoioonSAeddaliivca:ioAsopsnl,eiaoriesl:scsosoiinlionna2odegmasgiceniooottAedpdmSeielCrbAlarllFe’asaos3s1sct88iaio17edt0AnàeolilslanaCsclsioaedinsnoeiov,annentminiafcte:iooc.vaad.1tovi8E.9eS(vm.DaM)i3Ina/,v4rlii,eattaetddt.oe.6gia2lndi1.AMAnBlagseIslXii:o9dd1oo4cn.. BcoonssceorvoantdoeinacAcrocrhdiavrisoi
1459
Al sindaco di Cherasco Felice Galli della Mantica
Edita in E II 112
Chiede di sospendere i lavori per una serie di problemi inerenti al collegio
Torino, 7 settembre 1870

26.2 Page 252

▲torna in alto
244 settembre 1870
Ill.mo Sig. Sindaco,
Il prefetto del Collegio di Cherasco mi ha comunicato che per motivi affatto
indipendenti dal Municipio i nuovi lavori progettati non si poterono ancora co-
5 minciare.
Ora per la stagione alquanto inoltrata non potendosi ciò effettuare prima del­
l’apertura delle scuole, crederei bene di trasferire ogni cosa ad altro anno.
Ragione di questo mio suggerimento si è perché non si intraprendano spese
infruttuose, come forse sarebbero qualora lo stato di igiene non migliorasse l’anno
io venturo. Ella sa che le febbri in questo anno indussero, avuto consiglio dal medi­
co, all’anticipazione di un mese e mezzo la chiusura delle scuole.
Sebbene i superiori abbiano cercato ogni modo per diminuirne l’importanza,
tuttavia parecchi allievi dimandano di essere altrove traslocati, e non poche delle
nuove dimande escludono Cherasco adducendo le febbri per unica ragione. Per la
15 stessa ragione sarei di parere di soprassedere dalla pratica del pareggiamento.
Dal mio canto però non ho difficoltà di presentare il personale stabilito dalla
legge. Ciò sarebbesi già effettuato l’anno scorso scolastico, se non ci fossero state
eccezioni che le Autorità scolastiche ammettono in generale negli stessi collegi
governativi; ma si toglierebbero anche le cause di tali eccezioni.
20 Del resto, sig. Sindaco, la prego a persuadersi che io sono animato di tutto
buon volere pel buon andamento del collegio di Cherasco, e con questa assicura­
zione ho l’onore di professarmi con pienezza di stima,
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
25
Sac. Gio. Bosco
dd231ae5rdcepoorplennaaftreeBpetgtroFoagseticdilacioemcaleaedClGnleootlaolllsp:letiaegvrd.sieoselgeoletgltasri.aaiMn1mdd3aoe4annnc3totiFoecdard1a:i4enCl2lce8hetct.seo.cLrla1ol’es3AgBc7Sio4ooC,.d:irnAcaotSconuC:sievAsr.ivlaes1tp6itl.i9ed01go53ac33uc04mh.,eemnpete.or2rne6ed4c1aetstAositd8àa. sdIalonpnirtFaorrbialanemcdeoasviesaittmeriapsroionspvpoieasnteo­
successivamente: v. lett. 1515.
1460
Al cavaliere Edoardo Ferrerò Lamarmora
Archivio di Stato, arch.famiglia Lamarmora LXXX 1221-355 - Biella
OArSiCg. Bau3t1.2101Mf.ss. 2a1u0t.xin1f3o5tomc.m, .Lamarmora (A 1980215)
Ined.
Trasmette una lettera del conte Melzi d’Eril — ringrazia della benevolenza
*Torino, 7 settembre 18]70
Car.mo Sig. Cavaliere,

26.3 Page 253

▲torna in alto
settembre 1870 245
Colla solita confidenza le trasmetto la lettera che il conte Melzi mi scrive ri­
guardo al noto affare.
Mentre la ringrazio della bontà e benevolenza usatami in questa ed in altre 5
circostanze, mi raccomando di tutto cuore alla carità delle sante sue preghiere e
mi professo con pienezza di stima
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco io
P. S. Prenda D. Bosco per suo nipote e la sua eredità sarà assicurata. Sit venia
dictis.
2 Edoardo Ferrerò Lamarmora: v. lett. 1344.
4311-nG1o2iotovsaainftfnavireeM:nienalozniddimc’Eteigrsil:li:osvip.rsEecc(umissa)intIooI.,
lett. 1126.
le parole;
evidente
il
riferimento
alla
facezia
immediatamente
precedente.
1461
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
OArSiCg.
Bau3t1. 2102
ff.
Mss.
210
aut.
xl35mm .
infotoc., Callori
(A
1980216)
E li 113 MB IX 908
Chiede un intervento economico per evitare che due giovani chierici debbano partire per il servizio militare
*Torino, 12 settembre 18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Tre anni or sono Ella si offeriva di rimpiazzare un cherico al servizio milita­
re e quello preferiva la milizia. Ora vi sarebbe il cherico postulante, ma chi sa se
Ella trovisi presentemente nella volontà e possibilità di allora?
5
La precipitosa chiamata dei giovani della 2" categoria del 1848 colpisce due
nostri cherici che essendo patentati facevano due classi di scuola a numerosa
scolaresca.
Non ce lo pensavamo, e in tempi normali vi sarebbero motivi di dispensa,
ma in questi momenti eccezionali non trovo altro mezzo che rimpiazzare o la- 10
sciarli andare militari. Devono trovarsi al Reggimento] pel 20 corrente.
Noti bene che io so quello che ha volontà di fare, ma che talvolta non può;
dunque in questo caso io dimando per un supplente, per la metà o per quell’altra
piccola parte che giudicherà poter fare senza troppo grave disturbo. I
f l v Io sarei andato immediatamente a parlarle in persona, ma ho due mute di 15
esercizi spirituali [:] un[a] in questa e la seconda nell’altra settimana.

26.4 Page 254

▲torna in alto
246 settembre 1870
Compatisca questo povero questuante, la necessità è fuori dalle leggi.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda con profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. La prego di ringraziare la sig[ra] Maria Luigia della lettera scrittami; spero
potermi recare a Vignale pel giorno 27 corrente.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
4 cherico postulante: si trattava di Luigi Bussi, come risulta dalla lett. 1467 alla Fassati cinque giorni dopo.
6 precipitosa chiamata: il 14 agosto 1870 con legge n. 5796 si era autorizzata la leva dei giovani nati nel
1848; il 4 settembre successivo con legge n. 5849 si erano chiamati alle armi i giovani arruolati per il con­
tingente di seconda categoria della classe del 1848, che dovevano presentarsi il 20 successivo, a meno che
si fossero affrancati col pagamento di lire 3200, a norma del regio decreto del 7 settembre.
— chiamata: con un unico articolo la legge del 27 maggio 1869 aveva abolito il privilegio della dispensa
dei chierici dalla leva militare, previsto dagli articoli 98 e 99 della legge del 20 marzo 1854, n. 1676. Un
regio decreto del 21 giugno 1869 poi fissava la tassa di affrancazione dal servizio militare in lire 3200.
CSlecaoattnoBtlaoictleaogldeni apurneotC«eOsotmpeeidrtaaetliplaedricohlacieersseaadnesin:ezgciufoinLteeaddCaeliilv’CiilmhtàimeCreiacdtiitaoptloaicvfaeo,rni 1dd8aa6zli9loa,nlseeevrdiaeamVpiaIlrIitt,eavrdeo»ei.l,lVcaoISIn,oucpnipe.Ctà2o2dm9e-il2tlaa3t2oG. iCAoevnneatnlrotaù­­
gamente a Torino si creò un’associazione intitolata a S. Maurizio, presieduta dall’arcivescovo che racco­
gClhieievsaadiennParioempoenrtseodstailtu1ir7e97voalionnotasrtiriagpioargnaim...e,nItVo,api.c3h3i0er.ici poveri chiamati alle armi: cf T. C hiuso, La
21 La Callori non fu in grado di accogliere la richiesta di don Bosco, che perciò si affrettò a rivolgersi al­
la marchesa Fassati: v. lett. 1467.
22 Maria Luigia Callori: era la figlia dei Callori, nata nel 1853 e sposatasi nel 1873 con Stanislao Medo-
lago Albani; v. E(m) I, lett. 546.
— lettera scrittami: non è stata reperita.
23 Vignale pel 27: il proposito fu mantenuto; v. lett. 1469.
1462
Al cavaliere Pietro Marietti
EOArSliiCg.1Ba1u43t1.0101Lfe.tt. o2r1ig0.,xMl3a5rmietmti.(A 1c7a2rt1a2a3z1z)urrimnae.le3g5gDera11 mrg. irregolare
Chiede di recapitare un plico al card. Giuseppe Berardi — ossequi alla famiglia
*Torino, 12 sett[embre] 1870
Car.mo Sig. Cavaliere,
Ho bisogno di fare pervenire al cardinale Berardi il piego ivi unito e temendo
qualche incaglio nella posta, giudico più sicuro ricapitarlo per mezzo di V. S.
car.ma, che spero mi sarà cortese di volerlo ricapitare.
L’abbiamo aspettato tutta l’estate, tutti dicevano: c’è; deve venire; verrà
quanto prima, e in fine né l’una né l’altra cosa.
Spero che la sua famiglia sarà bene in salute; e la prego di fare a tutti i miei

26.5 Page 255

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settembre 1870 247
rispettosi ossequi. Se poi vedesse il card. Consolini mille ossequi e vivi segni di
gratitudine.
10
A Dio piacendo nel prossimo dicembre ci vedremo.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda con gratitudine ed affetto
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco 15
6 tutta] tutto estate emend ex autunno
—423 iPGpniiiceeuatgsrgoeolp:iMopve.anrlBeeieltelttra.tai:1rpd4voi6.:s3tEva.(.:mEv)(.mIl,)elteIt.Itt,.1l9e4t85t..58. 2P7i.ù sicuro dunque servirsi di un corrrispondente laico, come il
M911aIrIipecrtoatirs.ds.imDoomdiecneimcobrCe:oinnsorleianlitàeraandinràbauoRnoemrealaszoiloonnieclogniudgonnoB1o8s7c1o.: v. E(m) II, lett. 1163.
1463
Al papa Pio IX
Edita in MB IX 910
Richiesta del privilegio di poter dare le dimissorie a giovani entrati aH’Oratorio di Torino-Valdocco
dopo i 14 anni
*Datum Taurini, die 12 septembris 1870
Beatissime Pater,
Jam annus cum dimidio elapsus est, ex quo, Beatissime Pater, magnum bo-
nitatis tuae testimonium in Salesianam Societatem praebere desiderans, eamdem
Societatem, tanquam Congregationem votorum simplicium, approbare dignatus
es die 1 martii 1868.
5
Quod autem ad dimissoriales litteras relaxandas pertinet ea restrictione res
composita fuit, ut Superior Generalis illas tantum concedere posset iis, qui nostris
collegiis vel convictibus recepti fuissent ante annum aetatis suae decimum quar-
tum expletum; quum vero non raro contingat ut adolescentes Salesianam Socie- io
tatem post hujusmudi aetatem ingredi exoptent, saepius ad proprios uniuscuiu-
sque Ordinarios vel ad Sanctam Sedem est recurrendum. In primo casu difficilli-
me saepe hoc fieri potest, praesertim si agatur de sodalibus qui de oris Africanis
vel Americanis ad nos provenerint. Frequens vero ad Sanctam Sedem recursus,
hisce potissimum temporibus, non levibus item difficultatibus praepeditur.
15
Quae igitur quum ita sint, humillime a Beatitudine Tua expostulo, ut facultas
litteras dimissoriales relaxandi extendatur etiam ad eos qui nostram hanc Congre-

26.6 Page 256

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248 settembre 1870
gationem amplexi fuerint post aetatem quatuordecim annorum expletam. Haec
autem ad nostrae Piae Societatis bonum, ad lucrum animarum, adque ad majorem
20 dei gloriarti summopere conferre censentur. Omnia tamen Sanctitatis Tuae pedibus
provolutus, judicio bonitatis, eharitatis et sapientiae Tuae humillime subiicio.
Sac. Bosco Joannes
9t2o2-1d0iNaopdnpecrsoiimvhaiamzidioonqceuuadmretuellmnat:aszocicooinnetelàacsniarucleoasvilaaanrraiicsdhpeioelsst1taa°,
mdcohanerzdBooov1se8ct6ot9et.ecnodmevuanqauseuepsesrearree
quanto stabilito nel decre­
negativa. L’anno successi­
dveoldcoanrdBinoaslceoinfedcaetaan9algoiguganroich1i8e7s1ta: AatStrCavAers1o37il10m0e5d,emsiem. o14c5a1rdBina1l2e,,eodt.teinneMndBo Xqu6a6lc9h-e67r0is.ultato: v. lett.
1464
Al commendatore Bartolomeo Bona
CAoSpCiaBa1ll2o0g0.3coAnutfoirrmitàa (aAllo0g2.003201ff). m2e7. 09x12B106/m7 m .
E H 115-116 MB 1X912-913
Supplica per la revoca della sospensione della riduzione ferroviaria
Torino, 13 settembre 1870
Chiarissimo Sig. Commendatore,
Supplico la S. V. chiar.ma ad essermi cortese e leggere con bontà quanto qui
espongo riguardante alle Ferrovie dell’Alta Italia ed ai poveri giovani ricoverati
5 neH’Oratorio di S. Francesco di Sales.
Allora che questa benemerita Società entrava al possesso delle Ferrovie del-
l’Alta Italia continuò più anni a beneficare i poverelli dei nostri stabilimenti ridu­
cendone il prezzo del trasporto ad un quarto della tariffa che era quello degli in­
digenti, siccome si accennava nella lettera di concessione.
10 Malgrado la buona volontà di impedire qualsiasi inconveniente nell’uso dei
biglietti di favore, tuttavia non si potè impedire che un allievo alla stazione di
Saluzzo cedesse ad un altro il biglietto spiccato pel suo ritorno all’Orfanotrofio. In
seguito a ciò con lettera del 20 giugno 1867 il favore veniva ridotto alla metà
prezzo.
15
Altro fallo avvenne alla stazione di Biella quando un biglietto notato per tre
allievi senza fare ricorso a chi di dovere lo fecero servire per quattro alterando
così la cifra dall’Uffizio fatta sul biglietto. In seguito a questo fatto con lettera del
15 di febbraio 1869 si partecipava la sospensione totale del benefizio.
Noi abbiamo biasimata la condotta di quegli allievi e non abbiamo potuto far
20 altro che cacciarli dallo stabilimento e intanto sottomettersi alle conseguenze per
cui tanti poveri giovanetti non potendosi pagare i viaggi spesso devono cammina­
re sopra carrettone o marciare più giorni a piedi con non piccole disgrazie.

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settembre 1870 249
f l v Ora io prego caldamente V. S. chiar.ma a voler dire una I parola al commen­
datore Amilhau in favore di questi poverelli considerando [:]
Che i falli avvenuti sono senza colpa di questa amministrazione, la quale 25
biasima e punisce severamente i colpevoli.
Che questi stabilimenti pel movimento che ne’ trasporti cagionano sulle fer­
rovie dalla parte dei loro aderenti e delle merci producono anche qualche agio
alle medesime.
Che nella sola Festa e Novena di Maria Ausiliatrice oltre a trentamila fore- 30
stieri intervennero per le Ferrovie a Torino.
Che questi stabilimenti hanno sempre accolto e ve n’è tuttora un numero no­
tabile di giovani fatti orfani per la morte dei genitori applicati alle Ferrovie o al­
trimenti dai vari rami di codesta Ferroviaria Amministrazione raccomandati.
Premesse queste brevi osservazioni io prego V. S. e nella sua persona prego
11Direttore Amilhau e tutti gli altri signori dell’Amministrazione a voler giudicare
35
sufficiente il castigo sostenuto e con tratto di bontà rivocare la sospensione e ri­
ammettere i nostri poveri giovani a godere quella caritatevole riduzione di prezzo
che sarà benevisa.
Dal canto nostro si assicurano tutte le sollecitudini e tutti i mezzi atti ad im- 40
pedire qualsiasi disordine che si possa temere al medesimo riguardo.
Pieno di fiducia nella nota sua bontà prego Dio che benedica Lei, sig. Com­
mendatore, e conceda ogni bene ai Signori di codesta Amministrazione, mentre
ho l’onore di professarmi
Di V. S. chiar.ma
45
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P S . Se mai non cagionasse troppo disturbo desidererei molto di poter dare in
persona al comm. Amilhau o al Consiglio di Amministrazione gli schiarimenti
che a tale uopo fossero desiderati.
50
v1. aTnochrienole:tti.n1r4e6a5l.tà don Bosco si trovava a Lanzo per predicare gli esercizi spirituali dei salesiani;
2 Bartolomeo Bona, da tempo grande amico di don Bosco, già direttore delle Ferrovie dell’Alta Italia, di­
rrietPtourbebldieclil:evF. eEr(rmov)iIe, mleettr.id4i2o7n.aRliiseieudneovdaeai Fmiraesnsizme.i dirigenti delle Ferrovie presso il ministero dei Lavo­
4n26811117u4-35277o-q1vPuBLSl8aeAaaamaiteroltltuellleldoeloroznaitazrr:dttAaeoeedev.rz:mel..ia.lilliaolibdIefl2n.thateta0atevla.lruiogid1a1f:ri5f:e3ueapl6gcf:lde8eefnrve.bol.lfmebl:elogreovragtr.sliteotoc.Eivo:d1(aniemv3net.l6no)Ar81iiId.p4sIDe,ppmlieolre5neast0tegdtt.%giocii1rleoe0s61u1d1,84ie8.lbl6eolit5etgtt.lofcie1iebtr8t.rrte6ioi:n9vs/ci3luefe.ctAdtc.eeSl1sCls3’Ai6Av8lot.1ac6Io4tam0l3iua0.n3i,cmaned. o26c2h7eCav2r.ebbe concesso

26.8 Page 258

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250 settembre 1870
1465
Al chierico Pietro Guidazio
ACEoHSpCi1aB1s43e-1m121p25l0icCe oMdpiBiGe IidoXiaoc9rh1iig0n.-o9(1AB1e1rt8o9X03V4I3I)885
Raccomanda la pratica dell’ubbidienza ai superiori — altri consigli spirituali
*Torino, 13 settembre [18]70
Car.mo Guidazio,
Tu sarai sempre inquieto e dirò infelice fino a tanto che tu non metterai in
pratica l’ubbidienza promessa e non ti abbandonerai interamente alla direzione de’
5
tuoi superiori. Finora il demonio ti ha crudelmente travagliato spingendoti a fare
il contrario.
Dalla tua lettera e dai discorsi tenuti tra noi non appare alcun motivo di di­
spensare da voti. Qualora questi esistessero dovrei scrivere alla Santa Sede cui
sono riservati. Ma coram Domino io ti consiglierei alla considerazione AeWabne-
10 get semetipsum, e accertarti che vir ob[o]ediens loquetur victorias.
Credi alla mia esperienza; il demonio vorrebbe ingannare me e te; riuscì in
parte contro di te; contro di me a tuo riguardo ha fallito completamente.
Abbi piena fiducia in me come io l’ho sempre avuta in te; non di parole ma
di fatti, di volontà efficace, di ubbidienza umile, pronta, illimitata.
15 Queste sono le cose che faranno la tua felicità spirituale e temporale, e porte­
ranno a me verace consolazione.
Dio ti benedica e ti conceda il prezioso dono della perseveranza nel bene;
prega per me che ti sono con affetto di padre
Aff.mo in G. C.
20
Sac. Gio. Bosco
1 Torino: v. lett. 1464.
—27 tPduiiaestclreootrtGseiruati:ednnauoztiniot:èravs.tnaEota(i:mrpe)prIeeIs,ruiltmeat.it.bi1lm22e1n.te il giorno stesso o il giorno prima, in occasione della presenza
d7i-8dondiBspoesncsoarpeerdagiliveostei:rciilzGi uspidiraiztuioaliavdeevi asaflaetstoianlai snueal cporollfeegsisoiodnieLpaenrzpoe,tudaovuen raisnineodepvraimilaG, iuli2d6azsioet.tem­
b91r-0e101v8ir6a9bo.nbeogeedtiesnesmleotqipuseutmur: vMicttoXriVasI:, P2r4o;vL. eXIXXI,, 2238..
1466
A don Angelo Savio
ASC B31010 Lett. orig., Savio (A 1740602) me. 52 D 4

26.9 Page 259

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settembre 1870 251
ONreirgi.inauLt.anzo1»f. 2 56xl96m m . carta azzurrina intest, a stampa: «Collegio-Convitto di S. Filippo
EH 117 MB IX 915
McananodnaicolaFprraonccuersacoriAchmiepsutagncaonni ld’iaAutloarsiszizoazione a fare ciò che riterrà opportuno — gratitudine verso il
[Lanzo], 13 settembre 18]70
Car.mo D. Savio,
Ti mando la procura che dimandi. Fa’ pure quanto occorrerà.
Dirai al sig. can.co Ampugnani che io comprendo la bellezza dell’azione che
fa; e mentre Dio lo compenserà a suo tempo noi lo ricorderemo con gratitudine; e 5
finché sussisterà la nostra congregazione egli avrà sempre sulla terra degli amici
che offriranno a Dio preghiere per Lui.
Nota però che io desidero che tale opera sia conosciuta affinché il suo esem­
pio serva a far glorificare Iddio in faccia agli uomini. Concerteremo poi insieme il
modo da tenersi a fine di fare quanto sarà più vantaggioso alle anime.
io
Siamo a Lanzo per gli esercizi in numero di 80. L’altra muta sarà di poco
meno; quindi impossibile a Troffarello.
Abbiamo pregato per il sig. can.co prevosto e speriamo che presto Dio lo ritor­
nerà in salute. Avrà i programmi. Vi sono già delle dimande?
Ringrazia da parte mia il sig. agente del demanio, e digli che lo attendo a 15
farmi una visita a Torino. Vale in Domino et valedic.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
5 noi res lo] la
23 lAanpgreolcourSaavchioe: dvi.mEa(nmd)i:I,laleltett.te6r2a1d. i don Savio non è stata reperita. Il giorno prima, 12 settembre, il can.
FdorannBceossccoo,Aemrapustgantoanli’aslitreoracoagngcoiurrdeincateto. Ill’acsatna. dseilecraonpvreensetontdaetoi Maliln’ionrciaOntsosedrevlaCntoi.nDveonntoSaovnidoe, aacnqoumisetadri­
lsteoemn«dbaorqseiucpahleiurenòsqesupaeadrcosoenstvSooac[v.ii.o.n]edngiaeitnliltv’eienrvtseeunnltiosreud,oiccoaopsnaptlcoich,aeqrulqoau»seisctaoivmfeesecseedolsonostBttreoasststcooogilvioocrlonenvova,e:ancvtq.ounaiostdtaaonnadllBoaoillsecfttao.b, b1i4lri5c18a9.tosEesat­­l
pArSeCzzo38diAlliaress2io0,.0e0d0. :incfMdBocIuXme9n1t6o. di prestito della somma a firma di Angelo Savio in data 20 settembre:
t1o1ri feusreorncoizidosnpirBitousacloi: eprdiomnoRtuuran.o, dal 12 al 17 settembre; secondo turno dal 19 al 24 settembre; predica­
1467
Alla marchesa Maria Fassati
ACEoSlipCi1aB1d83i1G22iMo0aBcChoIiXpnioe9B0d9ei rotroiga.u(teAnt1ic8.9d0a2l3l8a)curia arciv. di Torino

26.10 Page 260

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252 settembre 1870
Richiesta di sussidio per il riscatto di un chierico dalla leva militare
*Torino, 17 settembre 18]70
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
Le calamità pubbliche cadono sui privati; l’inaspettata chiamata di quelli
della 2acategoria del 1848 coglie anche un nostro cherico che è vicino alle ordi-
5 nazioni.
Un altro essendo rivedibile resta incerto fino al compimento della nuova leva
del 49; ma pel primo, Bussi Luigi di Giarde, ha già il biglietto del Reggimento]
e ai venti deve trovarsi arruolato. Vi è ancora l’ultima visita che si farà al corpo:
può darsi che gli giovi la complessione gracile; ma intanto egli è vicino a restar
io militare.
In questo caso eccezionale io la prego di osservare se nella somma che Ella
ed il sig. Marchese offrirono alla Madonna sul loro credito di Cuneo, si potesse
anticipare la somma di fr. 3200 pel riscatto di questo virtuoso cherico, il quale
piange e trema al pensiero di doversi trovare nei quartieri militari.
15 Anni addietro la contessa Cailori mi offeriva l’occorrente pel riscatto di un
cherico. Ora ho tosto scritto a Lei, che con molto suo rincrescimento mi risponde
trovarsi ora nell’impossibilità.
Mi rincresceva scrivere a V. S. perché so che fanno per noi quanto possono
senza essere richiesti, ma la necessità ci mette fuori di legge.
20 Se può scrivermi una sola linea per mia norma sarà un vero favore.
Noi facciamo mattino e sera particolari preghiere all’altare di Maria A. pei
sig[g], fratelli di Roma e pei parenti di Francia.
Dio ci scampi dai flagelli presenti, e conceda ogni bene a Lei ed alla sua fa­
miglia, mentre mi professo
25 Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
231-2MI4I a1Lr7ieadoFcanalsaBsmaotsii:tcàov....tEopr(nrmoò)feaIs,Tslooe:rttic.noo2n5dt1ea.nLutaonzdoe,llaaplpeettnearafiannitaoloigl opraimquoetlulorndoedlliaelseettr.ci1z4i6s1p,irciutuiaslii.rimanda.
67 LnuuoigviaBleuvsas:i:vv..leEt(t.m1)4I6I1, .lett. 1231. Non risulta sia poi stato riscattato, come scrivono invece le MB IX
92f1r025a9n:cCfveraa.strelele-olstlttai.tvad1oiC4ia8Rar3ldol.oamr;iaam.l.c.iuponafirfeemnreitvimadb.i.r.iFiramabnpitcoaisvas:ainblaoiliftaaàm:Rvoig.mllieaat.t.dNi1eo4l6ri11g8.i5n8e ddoenllaBcoosncotesesraa Fstaastsoatlio,roi DoespMiteaiastRreo,meara:
v. E(m) I, lett. 345.

27 Pages 261-270

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27.1 Page 261

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settembre 1870 253
1468
Al commendatore Giovanni Battista Dupraz
AOrSiCg. Bau3t1.0102Lfef.ti, o2ri1g.0, xDl3up5rmazm(A. 17c1a0r2ta29le)ggemrae. 20 C 8
E li 118-119 MB IX 920
Chiede di inoltrare una lettera ad una benefattrice — speranza di serenità dopo il grave dissidio politico­
militare fra il regno d’Italia e lo Stato Pontificio
Torino, 20 settembre 18]70
Car.mo Sig. Commendatore,
Le mando qui acchiusa la lettera alla sig[ra] Gru [?].
Ella abbia la bontà di compiere l’indirizzo che non posso ben rilevare dalla
lettera di Lei.
5
Sig. Commendatore, coraggio e speranza. Ritenga queste parole: un tempo­
rale, una burrasca, un turbine, un uragano coprono il nostro orizzonte; ma saranno
di breve durata. Dopo comparirà un sole che pari non risplendette da S. Pietro sino
a Pio IX.
Rispettosi ossequi a Lei ed alla sig[ra] consorte; Dio li benedica ambidue, 10
preghino per me che sono con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
Torino
2351 IlGsenigtitorneevoraaarlnatdàniGiiLlrBue1a:i9:tptisneseorttsantoeDènmausbgptragretaiaozd:ronenvop.neBlreiiottdtsa.ec.no1t2ief7ri3ca.artioto. rnato a Lanzo per il secondo turno di esercizi spirituali.
6-9 un temporale... Pio IX: espressioni di difficile inteipretazione, che si trovano pure in lettere al papa
elv1’e0eansiiecmcraocerindntsoitoniirapttaleoil:lidiavtini.ccoliueatdrttie.talr,1aml2v’7eao3rnms.noeonlatsoef;gaulmoenoststeea:sbsvor.eagcdicoierans.doiledPteto.llra1ta5l2eP9tita,e.r1a5l3a0c; icttoàmduinRqoume aè vevenidivenatperle’saallduasiiosnoeldaagtilidaevl­­
1469
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
AEHSC1B1931210MMBsIsX. a9u2t3. infotoc., Callori (A 1980217)
Annuncia prossima sua visita

27.2 Page 262

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254 settembre 1870
*Torino, 25 settembre 18]70
Chiar.ma e Benemerita Sig[ra],
Martedì prossimo da Casale coll’omnibus della sera spero a Dio piacendo di
essere a Vignale e fare una fermata fino a mercoledì a sera. Verbalmente ogni cosa.
5 Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
23 MCaarrltoetdtaì pCraolslosirmi:ov:. 2E7(mse)ttIe,mlebttr.e5; 4la6.visita era già stata annunciata il 12 settembre: v. lett. 1461.
1470
A don Michele Rua
EAOHrSiCg.1Ba1u93t-1.1021002Lffe.tMt. Bor1Iig9X.6,9xR2lu42a6(mAm1.7401c3a7rt)a usmoes.ta4m7 pEa 12 -m4a8cAchi1e di umidità
Annuncia suo arrivo — comunicazioni per i salesiani deH’Oratorio
*Casale, 27 settembre [18]70
Car.mo D. Rua,
Sarò a Torino giovedì per quello che giunge alle 6'h di sera.
Se puoi trovati alla stazione e ci parleremo per via. Intanto [:]
5 1° Di’ a D. Dalmazzo che prevenga Padre Franco che se gli occorre qualche
cosa per Roma può servirsi del nostro inviato.
2° Rossi Giuseppe vada all’ufficio delle Ferrovie [,] prenda un biglietto di
andata e ritorno, ma che invece della circolazione possa proseguire direttamente
la via per Roma. Poi si dimandi se invece di uno Andata e Ritorno volessero can-
10 giarlo con due biglietti di andata. Questi servirebbero pei due Palmieri e I Poli-
gari. Queste cose furono già fatte con altri; se noi fanno pel secondo caso, pel
primo è cosa comune a tutti i viaggiatori che lo dimandano.
3° La partenza sarebbe fissata per venerdì a sera.
15 4° Se puoi va’ tu stesso in Curia a comunicare la cosa al Vicario Generale e
all’Arcivescovo secondo il promemoria ivi unito.
5° Manda a Pesce il baule per Casale, si supplica e promettono.
Dio ci benedica tutti e credimi
20
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco

27.3 Page 263

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13 i] gli 17 Casale emend ex T
settembre 1870 255
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
——35nelFgpqPiruaoiaedevnmlrecledoeoì:sFn:ctri2olea9,ntDrccesooane:lmotmt.neeamazstobzcorraie:t.tTvo.oreEri,(nmcoo)nilIfIe2,r2elengtzte.ine8nr8ea3ieo. p1r8e1d7ic,aftaottroesdiigeesseurictiazineslpi1ri8t3u2a,lid. iMveonrnì eilfa1m0 noosov,emsobprreat1tu8t9to3
raeT, oadrineoccdeozvioenaevdeivaunfotnrideantnoioladneulonvoavrizeisaidtoendziaCdheiiergie(s1u8it8i2n-e1l881586).9DeodnovBeosricmo aesbebseemmopdreo cdoimfreeqsuupenertaior­­
lnoe. sInesvsiitoantoi ddeald1o°nCBaopsictool,oaGsseisnteertatelecdoemllea essopceierttoà csaolnesiilacnoannfrealte1l8lo77G. iLoavatinpnoigBraaftitaisdtaelRl’oOstraagtonroio, ande aplucub­­
abliifceòdepluir(e18al7c1u)n.iSsucrdiittliu, ifrsai vcuedi aIIlaGrieulbaitlievoapveolcCe oinncDiliicotioVnantiaciarneod(e1s8p6i9ri)t,uLal’iintèf,atl.liVbi,li1t9à6p4o, nctoilfli.ci1a0p1r4o-1p0o1st6a;
t6uinp.pnDrooseftirRloooissnspvii,iraipttpuo.a: l2iel8ss7ia-lt3er2os2iva.annoellaleicLoeGtteiurseeepdpieficRaonstsiid. ella Provincia Piemontese della C. d. G. Torino 1883,
7 Giuseppe Antonio Rossi: nato a Gambarana (Pavia) il 2 (4?) aprile 1835 da Matteo e da Angela Lamo­
ra, era entrato all’Oratorio di Torino-Valdocco il 20 ottobre 1859; professò perpetuo il 25 settembre 1868,
fu per molti anni provveditore e amministratore di magazzino. Morì a Torino il 28 ottobre 1908. Depose
al processo ordinario per la beatificazione di don Bosco: ASC registri Censimento, Prof; cf DBS p. 245
e10A. CPaespaerse, IPSaalmleiseirai:nnia..t.o, i[ld2a8ttidl.i]cepmp.b2r4e7d-e2l5108. 55 a Tolentino (Macerata), figlio di Luigi e fu Luigia Caras-
is1na0i-E,1e(1mnt)rGaItIio,ovalelatlnt’.On1ira1Pt1oo8rl;iiogva.draii:nTcdohoreivnrloee-btVtb.ae1ld3tro8ac9tct.aorsili d12i ulungclieort1o8G67iocvoamnneisPtuodleignateri: dcif ARSomC areeginsotrnodCieqnuseimlloenctoit.ato
14 venerdì a sera: 30 settembre.
16 promemoria ivi unito: di difficile individuazione. Potrebbe essersi trattato di comunicazioni riservate,
relative alla difficile situazione del papa nella Roma occupata dall’esercito italiano. In questo senso
potrebbe essere interpretato l’enigmatico viaggio di un salesiano laico a Roma per importanti comunica­
zseioinni taalllee oaucctoarsiitoànpeosnetmifibcriae dchaepadrotne dBiodsocno Babobsicao.coNmonunsiichaatonnaol ppaepròa adlitrneocnonlafsecrimareeinRommeari:to«.LCaosmenutninqeule­
la, l’Angelo di Israele, si fermi al suo posto e stia a guardia della rocca di Dio e dell’arca santa» (ed.
ienaMncBheIlXett.92135)3,0.l’anno successivo è certo che don Bosco non escludeva tale possibilità: v. lett. 1529
t1o6aHL’OuirgaitoPreisoced:i nTaotroinao-FVoanltdaoncilceo(Tilo1ri0nod)icielm17brfeeb1b8r6a7io, e1m84is9edlaa GprioofveasnsnioineeMtraiedndnaalleenacoPmeretussaalteis;ieanntoraa­
Cherasco nel febbraio 1870 e quella perpetua a Lanzo il 18 settembre 1874. Fu ordinato diacono il 18 di­
cembre 1873 a Casale Monferrato, dove venne pure consacrato sacerdote il 1° aprile 1876. Morì a Fonta­
nciisleaziilo2n1i
cafprAile.
1910:
Papes
,AISSaClerseigaisntir.i..C, e[dnastitmile.]ntpop,.
D44a6ti-4a4n8ag. r.
e
delle
Ordin.,
Prof,
Necrol.
Per
alcune
pre­
1471
Al conte Luigi Cibrario
ASC B31010 Lett. orig., Cibrario (A 1700413) me. 12 B 10/12
Mpuibnb.ldicihGiaimoaochino Berto con correz. aut. 2 ff. 270 x 220 mm. carta leggera [= Br, Bb] testo che
ME[=liAni .x1a,3nA1t-eb1r]3io2re
allog.
MB
con correz.
IX 948-949
aut.
2 ff.
269 x218 mm.
carta da computisteria leggera restaurata
Richiesta di decorazione mauriziana per Giuseppe Besio — motivazione della richiesta

27.4 Page 264

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256 settembre 1870
[Torino, anter. 1° ottobre 1870]
Eccellenza,
Il sig. Besio Giuseppe fu Luigi di anni 65 dimorante a Mondovì Breo sembra
abbia diritto alla pubblica benemerenza per esercire due fabbriche da stoviglie,
5 dando così il pane a ben oltre 200 famiglie, e per aver esso recato alla
fabbricazione di stoviglie tali miglioramenti da ottenere cinque medaglie a cinque
differenti esposizioni.
Egli veniva premiato con medaglia l’anno 1858 all’esposizione dei prodotti
industriali tenutasi in Torino nel Castello del Valentino; lo era pure nel 1868
10 all’Esposizione dei Saggi dell’Industria Nazionale che ebbe luogo in Torino; così
a quella dei prodotti industriali ed agricoli in Asti nel 1869; come in ultimo lo fu
a quella di Alessandria, e di Cuneo nel corrente anno 1870.
Ebbe ancora a prestarsi più volte ai desideri del governo; infatti nel 56
coll’opera sua, e colla sua influenza sulle masse operaje poteva impedire che
15 succedessero guai in una specie di sommossa fatta pel caro dei viveri; e così
poteva impedirne un’altra quando si cominciò a mettere in esecuzione la tassa del
Macinato.
Infatti in allora tutti i mugnaj non solo del Comune, ma pur anco del
Circondario avevano fissato di tenere chiusi i loro edifizi, quando il sig.
20 sottoprefetto di Mondovì (l’attuale sig. Buscaglione) pregava il sig. Besio a nome
del Governo perché volesse aprire al servizio pubblico il molino che aveva egli da
poco acquistato dal Demanio.
Il
Besio quantunque già avesse cominciato a demolire detto molino, perché
voleva, I come infatti fece, ricostruirlo a imitazione degli Anglo-Americani, f.lv
25 tuttavia accondiscendeva al desiderio del Governo, e apriva al servizio pubblico il
proprio edificio non ritirando che metà della tassa, e ciò onde non colpire troppo
la borsa e la suscettibilità degli accorrenti. E con tale fatto e con l’influenza che
seppe guadagnarsi sugli Operaj impediva che avesse luogo la sommossa da tutti
ormai ritenuta come certa. E se tal suo fatto incontrò l’approvazione del Governo,
30 e dei buoni, procacciò però al sig. Besio pericoli per la sua proprietà, talché lo
stesso sig. Sottoprefetto forniva per oltre 30 giorni una guardia di Bersaglieri agli
edifizi di sua proprietà.
Non parlo della carità che tanto lo distingue, non vi è chi possa dire di avere
a lui ricorso invano; la miseria trovò sempre in lui un soccorso, le malattie [e] le
35 calamCitoànuconrrsiemecdoiio.mezzi proprii alla costruzione della strada lungo il fiume
Ellero dal piano della Valle al Borgasto. La qual cosa tolse grave incomodo e
diede facile cammino ai viaggiatori, ai carri e alle carrozze di uso pubblico e
40 privaFtoi.nalmente avendo saputo che i giovanetti ricoverati nello stabilimento detto
di S. Francesco di Sales si trovavano in gravi strettezze per saldare alcune note

27.5 Page 265

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settembre 1870 257
f.2r scadute e per provvedere I ai medesimi pane di cui totalmente difettavano, mosso
da vero spirito di carità fece la vistosa largizione di fr. cinque mila.
Per tutti questi titoli e pel buon uso che certamente continuerà a fare delle
sue sostanze si fa umile ma calda preghiera a V. E. onde voglia interporre la 45
efficace sua protezione presso l’augusto nostro sovrano affinché si degni
accordare al medesimo sig. Besio Giuseppe la decorazione dei Santi Maurizio e
Lazzaro.
[Di V. E.]
[Umile ricorrente] 50
[Sac. Gio. Bosco]
2tdmbiarbealilrlaeeitmnMàEzeAaecnèncadesdsladlieVAen3exzb6sar-cBi4otor8evmnEiClgceAooc,xneAocltlboimetronselzegia.l.di.eo1em1LlAaeq[bzanuzndeatlBreloa2bd]6oeqmlound3eAdelIlxelIe]aasAcildglrade. doeAemmbB1eA5nxdpae3edl6x2dcc7damoireiorA1g]mbco]s;eiArznsrziABige.xpbrBAoebpssuriisoidciaeG2adtti2ndiubnsasiienlii6ptAt5epàbeadcaodallrdlr3Das7siepiAmtueobbxalsbnseliuiosccseaocdmereb-r­lene­
,
4ecvsohx7agéntpnooaoirlessèAmet cGbeielnirAudtasbsmeaipenepnxteet3eidn7oeo-nal3pdv8ceevoreeaanndcddiedireesegdsilAnaeCabeBodmbmi epmnu4d.3bCbspilaoiecssxtatedlmblaieinnlAadeomBdeArelrbdTeenalzleBab3sAo8bma4lml5ea-44a5i7nddfqvausoaiegdAsltidbia.sm.i. oAa4mlb2mendetidipcedousisiitmptpuoobrtealaiglcdmhidieeenmrptarergiddveiianlfteifptBbetarib--­'
1 La data della lettera, così come quella delle due lettere seguenti, è in riferimento alla morte del Cibra-
rio avvenuta il 1° ottobre 1870. Nella lett. 1473 il nome del successore del Cibrario, Michelangelo Castel­
lcie,mèbcraen:cve.lllaettot. (1v4. 8l9in.. 16). Per due dei citati benefattori don Bosco si rivolgerà al Castelli nel mese di di­
2 Luigi Cibrario: v. E(m) I, lett. 129.
3 Giuseppe Besio: nato a Mondovì Breo (presso Mondovì - Cuneo) nel 1805.
2n0e
M37.
sMuEBcllSeclSerenOrsoasR:riIvd,aaofGmfBlouevuenesntrcetnaePig,drlAieioflsnetieetnt:oicsaatirvrnaivcvodhaceeralitedToeac,lnilntoataàrtSoodt,a’acItthoGae.l.ri.abapga(algCisnasuai(nmVMe.oeor,cnFedololrivl)ìì,n. Gelir1g8e2n7ti.,SMotatnotporveafe, tPtoordtoi
MMoanudroizviìod..i.v):encf­
1472
Al conte Luigi Cibrario
rAMEaSziInIiCo.1ndB3ii/33Gp-11r0ia3o1t4ai0ccahLiepnMteto.rBBoorVetitrgeit.nlo,iecCr1oe0inbc3rr4caoo-r1crie0roe3dz(5Ae. lalu’1Ot7.0rd0.42M14fa)fu. r. m2e7.01x22C201/m2 m. sul f. 2v Michele Rua scrive: Deco­
Richiesta di decorazione mauriziana per Domenico Cornaglia — motivazione della richiesta
Eccellenza,
[Torino, anter. 1° ottobre 1870]
cittadCinreoddoi qdiuefsatraenoonsotrrae caitltàm. erito segnando a V. E. il nome di un benemerito
9

27.6 Page 266

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258 settembre 1870
5 È questi il sig. Cornaglia Domenico di anni 60. Colla industria di onesto
negoziante egli riusciva ad aggiugnere all’asse paterno tali sostanze da poter ora
vivere signorilmente senza più esercitare commercio di sorta.
Quale zelante cittadino servì nella Guardia Nazionale per oltre 11 anni.
Terminava l’onorato ed ornato servizio col grado di Capitano, e desisteva soltanto
io a motivo di mutazione di domicilio [,] come consta dall’unito attestato.
In tutta la sua vita pubblica e privata egli non dimenticò mai l’alto dovere
dell’uomo agiato: la beneficenza.
Fra quelli che ne esperimentarono gli effetti avvi il ricovero dei poveri
giovani detto Oratorio di S. Francesco di Sales.
15 Imperciocché venuto a sua notizia che questo stabilimento versava in gravi
strettezze e che nell’attuale fredda stagione una parte notabile di detti giovani era
tutta vestita di abiti estivi, col cuore commosso largì la vistosa somma di fr. 4000
affinché si provvedesse a simile urgenza. I
In vista pertanto del suo pubblico ed onorato tenore di vita, del servizio f l v
20 prestato alla patria, ed alle molte sue beneficenze, qual Direttore del beneficato
stabilimento fo umile preghiera alla E. V. affinché si degni di dare al medesimo
una testimonianza di pubblico gradimento impetrandogli dalla sovrana
munificenza la decorazione dell’Ordine Mauriziano, di cui sono fregiati quasi tutti
i suoi colleghi che conseguirono identico grado nella milizia cittadina.
25 Questa sovrana disposizione sarà certamente accolta da tutti i buoni, e il
benemerito cittadino sarà incoraggiato nel bene operare; mentre si aggiugnerà un
novello motivo a codesti poveri giovanetti di invocare le benedizioni dal Cielo
sopra la E. V. sopra l’Augusta persona del Re e sopra tutta la Reale Famiglia.
Pieno di fiducia di conseguire la grazia colla più profonda gratitudine ho
30 l’alto onore di professarmi
Di V. E.
Dev.mo ed Obbl.mo
ricorrente
[Sac. Bosco Gio.]
3slatabpneaznteerimpaaectreoirtmoneeemseem7ndpplosiicsetexsmiiglilnluiotsertirldemelelnat5e6d0oellatrdceodellma e6fnaamdgisggiilueiagxnleores8pasalelz’riavosìsdneieplalate1cr0onrocrocsmoireer.x.s.isiaetpxteraesgtsatgòtioupgaendledbremanlrelgedsseoiln­­
ssaiitnteexsetxoatpcoeorneemcebedenendnedfeioxcghdleiocum2223 pdue1bl5lb’lnOiocrotdiizaniadedeMmsiaeunrdiz2si2ai-n2eox3 ccimoogrprneistziriaeonxndedoeglllia1d7Ca4lrlo.a0c0seo0Mvaraadundraizmia2un0naibfiecneen2fz4icaieensmuzeoeinedcmomellnregd­
ghi emend si ex quelli
25 LDuoimgieCniicboraCrioor:nva.glleiatt:. n1o4n71m. eglio identificato; forse un fabbro ferraio, abitante in via Buniva 9; ovve­
r1o0muanteirtoasastatieostaabtoit:annoten ièn svtiaatoVrienpzeargiltioo. 20.

27.7 Page 267

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1473
Al conte Luigi Cibrario
settembre 1870 259
MASinC. Bau3t1. 0102Lfefu. . or2ig1.0, xCa1s5te2llmi (mA. 170c0a4rt1a5)uso smtaem. p1a2 rCov3i/n5ata sui margini con nota ms. non attinente
EsuHl f.123v2-s1e3g3ni diMpBastIeXllo94a9zzurro e rosso
Richiesta di decorazione mauriziana per Giuseppe Zucchi — motivazione della richiesta
[Torino, anter. 1° ottobre 1870]
Eccellenza,
Fra le persone degne di essere segnalate alla pubblica benemerenza sembra
potersi annoverare la famiglia del sig. Zucchi Giuseppe [,] banchiere in questa
città di Torino.
5
La sig[ra] Luigia Zucchi moglie di questo signore [,] celebre pittrice [,] si
occupa continuamente in lavori artistici per farne dono a pubblici istituti e ciò
gratuitamente come si può conoscere dagli attestati annessi.
Il marito emulandone lo spirito benefico fece varie offerte di questo genere
ed ultimamente donò parecchi preziosi dipinti che tornano a ricco ornamento io
della chiesa testé ultimata a comodità degli abitanti di Valdocco sotto al titolo di
Maria Ausiliatrice.
f.lv Esso è solito a fare molta beneficenza I altrove ed in questa città come il
sottoscritto ebbe non rare volte ad esperimentare. Ma ultimamente avendo saputo
che poveri giovanetti, circa 800, ricoverati nella casa detta Oratorio di S.
Francesco di Sales difettavano gravemente di biancheria e di vestiario nell’attuale
15
fredda stagione venne generosamente in ajuto con la vistosa largizione di fr.
4000.
Questa somma sarebbe in ogni tempo assai notabile, ma lo è assai più avuto
riguardo alla scarsezza di beneficenza e alle eccezionali strettezze in cui versa 20
questo stabilimento.
Per tali esposte ragioni e per incoraggiare questo pubblico benefattore a
f.2r cvoonletrinlouafraevonreilrebudoi nunuasodedceollreazsiuoenenoMnatuerniuziiasnoas.tanze fo umile prel ghiera a V. E. a
Con profonda gratitudine si professa
Della E. V.
25
Umile Ricorrente
[Sac. Gio. Bosco]
3caendlneeebgsrsneiepaeidtmtdreiscnied aedxd1c1shiaensteem7cbhinrieasneamo deenldn4suipoeovxtaedrisi edmpeoegsnltiddasobiniteoaxndtdeiolcvooerrrarsisiseeigxsntidateurletiqcuoarr6rtieearxnetiesetmsitiuegnt[orda]exded8leclmobomogrelg.i.oe.
è1136adidndi qsSiuaelestspaiaùcdiatdtdàdsitsrisp a12n70telaeercgcaiezlztiriooonvneealeimeemcnoednmdseisetirxespxsogpmroasmvtiaaltro2v21e9Pearssta1a5ili npeoostpvaoebsriitleeeememmeenendnddssisiieexexxipreeimmr eqanurdcehseteexvorgalle-i

27.8 Page 268

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260 ottobre 1870
sgRiiiocenoxirraceonSrt.reVecx.oiQrlruceeoxsmtreimcroaergnrideoannttoiere Caansteteplleir inco2r4agdgiiaerme ednedl psiiùeaxnccoonra 2263 pfoosctoVrr. edxelsiIfa a27V.UEm. eilmeerneds
2 Luigi Cibrario: v. lett. 1471.
4-6 Giuseppe Zucchi e Luigia Zucchi: personaggi non identificati.
1474
Al cavaliere Pietro Marietti
OEArSliiCg.1B2a1u3t1.0102Lffe.tt. o2ri1g0.,xMl3a5rimettmi (.A 1c7a2r1t2a3a2z)zurrminea. 35tiDmb1r2o-a3s5eEcco1 BATH sul mrg. sup. sin.
IanltvriitoamaicsitacraerdtriannaqliuidliloRsoima ain Roma che in un eventuale viaggio a Torino — chiede notizie del papa e di
Torino, 11 ott[obre 18]70
Car.mo Sig. Cavaliere,
La sua lettera mi ha fatto molto piacere e godo nel Signore che la sua
famiglia non abbia finora sofferto. Io continuo a pregare Maria A. affinché li
5 tenga tutti [sotto] la sua santa ed efficace protezione.
In questo momento non credo opportuna separazione di famiglia poiché vi
sarebbe continua inquietudine da ambe le parti. Stia Lì a fare la guardia.
Se per altro facesse una gita in patria può essere tranquillo che nulla le
accadrà. Le cose si fanno ognor più gravi, ma sotto alla protezione di M. A. né V.
io S. né la sua famiglia Ihanno motivo di temere alcun male.
flv
Non solamente ho celebrato la santa messa, ma dal 15 dello scorso sett. ho
disposto che ogni giorno si facesse una speciale preghiera all’altare di M. A. per
la sua famiglia, e intendo sia continuata ogni giorno finché Dio nella sua infinita
misericordia ci abbia donato tempi migliori.
15 Se mai potesse darmi delle notizie del S. Padre, del card. Antonelli, Berardi
e Consolini, mi farebbe un vero favore.
Ella sa che io l’amo nel Signore e se in qualche cosa posso servirla siamo
tutti suoi.
Dio ci benedica tutti, preghi per me che le sono di tutto cuore
20
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
5 post tutti add sua 10 la it 17 siamo res
243i8talPlisieanoitneftpofeterar.ortart:oiMa:n:aosarnoieTpètrotaisr:ttitanuvto.att,Eorce(impptteeà)rriIdtl,aael.edctoot.vn9es8ee.gruaevnezneudtoeie2d0ovgeiorrinsiieddievoacncoupiaszuiooinepadrienRtio. ma da parte dell’esercito

27.9 Page 269

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ottobre 1870 261
15 notizie: don Bosco ovviamente era interessato alla situazione romana, in particolare a quella dei
——prelGGatiiiuascsuoeopmipoaemABincetiro.anrdeil:li:v.vE. (Em(m) )III,,lelettt.t.85257..
16 Domenico Consolini: v. E(m) II, lett. 1163.
1475
Circolare
CEAoSIpICi1aB2a13-s11t2a21m30pMa sMs.B2aufIfXt..
infotoc., Antonelli
92360-952x8 207 mm.
(A
1830118)
me. 2656 B 3/4
Circolare per la costruzione della chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova
*Torino, 12 ottobre 1870
Chiesa di S. Giovanni Evangelista con ospizio e scuole per poveri fanciulli nel
Viale del Re in Torino
Nella città di Torino dalla piazza d’Armi fino al Po avvi uno spazio popolatis­
simo di circa tre chilometri senza che tra que’ numerosi abitanti vi siano né scuole 5
per fanciulli, né chiese per culto religioso.
Egli è nel mezzo di quella popolazione, come ognuno sa, che i Protestanti
innalzarono il così detto loro tempio con ospizio, scuole ed asilo infantile.
Quindi per quella deficienza deplorabile di vicine chiese e scuole cattoliche,
e per la vicinanza altronde dello stabilimento eterodosso ne nasce pe’ padri di 10
famiglia un gravissimo ed efficacissimo cimento di mandare i loro figli e figlie
misti a quelli dei protestanti alle loro scuole ed asili sotto allo specioso pretesto
che la necessità non ha leggi.
Esisteva bensì da molti anni l 'Oratorio di s. Luigi con scuole e giardino di
ricreazione, ma nel prolungamento della via S. Pio V questa località fu divisa in 15
due parti e così resa inservibile al suo scopo.
A fine di provvedere in qualche modo alla gravità del bisogno, coll’aiuto di
caritatevoli persone fu comperato un terreno compreso tra la detta via S. Pio V e
Via Madama Cristina con fronte sul viale del Re.
L’intendimento è di edificare una chiesa, che possa servire anche per gli 20
adulti, con fabbricato sufficiente per scuola, ospizio, giardino dove trattenere i
ragazzi in ricreazione nel giorno festivo, preservarli dai pericoli dell’immoralità
ed avviarli a qualche arte o mestiere.
Coll’appoggio della divina Provvidenza i lavori sono iniziati; il muro di cinta
è già terminato, e mentre un benemerito ingegnere sta ultimando il disegno della 25
cchosietrsuazieondee.llI’edifizio annesso, si preparano eziandio i materiali necessarii alla
Ma i tempi difficili che corriamo, le miserie che si fanno ovunque sentire

27.10 Page 270

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262 ottobre 1870
sono un grande ostacolo per condurre a termine un’opera di tal genere, per cui non
30 si ha un soldo di bilancio preventivo. Se non che la carità dei Cattolici che non
venne mai meno in altre simili occasioni, non sarà ora certamente per mancare;
il caso è troppo grave per dubitarne.
Qui si tratta, come ognuno può facilmente persuadersene, di preservare un
gran numero di fanciulli, e forse anche di adulti e di intere famiglie, dal grave
35 e funesto pericolo di essere indotti in errori contro la santa fede, e quasi
insensibilmente alienati dalla santa cattolica Chiesa e dal supremo di lei Capo e
Pastore, di venire, anzi di trovarsi, quasi senz’avvedersene, impegnati nell’eresia.
A questi inconvenienti sono seriamente invitati e caldamente pregati a
riflettere quelli che amano la gloria di Dio, il bene della santa cattolica Chiesa e
40 la salvezza de’ loro prossimi.
Si spera che questi lavori saranno compiuti in due anni, e in questo spazio di
tempo si fa umile ma caldo appello a tutti i buoni, supplicandoli a voler concorrere
con quelle offerte che Dio loro inspirerà pei bisogni eccezionali.
Tali offerte si possono fare in danaro o in altra qualsiasi materia atta a servire
45 di costruzione o di ornamento alla chiesa o all’edifizio annesso.
Si tratta di salvare anime, e colui che porge la mano benefica avrà fondata
speranza di udirsi un giorno dal Salvatore le consolanti parole: “Hai salvato
un’anima, hai predestinato la tua”.
Il sommo pontefice Pio IX loda l’impresa e benedice tutti quelli che ci
50 prenderanno parte. Sua Eccellenza Rev. il nostro amatissimo arcivescovo non
solo incoraggisce, ma vi prende parte con quei mezzi materiali che la sua
posizione gli permette. Si fa appello ai Cristiani in genere, ma specialmente a
quelli che dimorano in quel vicinato od hanno ivi qualche possedimento.
La chiesa è dedicata a s. Giovanni Evangelista, e l’ancona rappresenterebbe
55 il Salvatore che dalla croce affida la sua Madre ss. al prediletto apostolo s.
Giovanni, siccome sta esposto nel santo Vangelo.
Le oblazioni si ricevono dal sottoscritto o dal sig. D. Traversa Curato di s.
Massimo, alla cui parecchia appartiene il sito scelto per la novella costruzione.
Dio ricolmi di grazie e di celesti favori tutti i benemeriti oblatori, e loro
60 conceda giorni felici con largo guiderdone quivi in terra e assai maggiore nella
beata eternità. Così sia.
Sac. Gio. Bosco
2e515r0a-L5a1Ianfdgiraeamtgracnaiesvirdeeres,ilcfmoevrvaiiocsacanneriocoanhlelgsaoeacnlrocoehpriainitalceeotitnrdoavigeiaTgstioacsrcraiienlt:tooc,laraerGd,RiieaunrcsaaceleoiplmpGceaoiannZctdaeoapmzEpiodoaontAaae:nrditAnoonSdAeCalrtlabiA.o1r31io8o3Mtt0o1eb1lrl8ea,,(am1l8lee0.g82a-t61a58a86l4lB)a.
circolare,
5, ed. in
M57B dIXon9G28iu. lLio’aTrcriavveesrcsoav: oc,uAralteossdaindSr.oMOatstsaivmiaon.oNRaitcocaarBdiradi(CNuentreoo,)m, moroìrtìrea gTioorrinniodiolp1o4, ioltt1o6boretto1b8r9e8. a
76122.0a0nU0nnlii.ored, eciopmriemriisaulrtiaspdoanlldaerriecepvoustiativfiarmmeantatedaalld’oanppBeloloscofuinil dcaotnate29FrdaincceemsbcoreV1i8a7n0c:inAoScConBl3’1o2ff2e0rtaCod-i

28 Pages 271-280

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28.1 Page 271

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ottobre 1870 263
pie di orig. (A 1921003), ed. in MB IX 952. Interessante notare che alla stessa data Tanno precedente i
coniugi Viancino avevano fatto una notevole offerta: v. lett. 1377, lin. 38.
1476
Alla contessa Alessandra Tettù di Camburzano
AOSriCg. Bau3t1.010 L2etftf.. orig2.,1C0axmb1u35rzamnmo .(A 17c0ar0t3a1a0z)zurmrine.a 11 Dt2im/4bro a secco BATH sul mrg. sup. sin.
cEaHrta1s2e3g-n1a2t4a da molte piegature
Uniltsiumailgcuionringi idoivvanitia del conte Edoardo Crotti — annuncia la morte dell’arcivescovo — altre informazio­
*Torino, 16ott[obre 18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Già prima d’ora, signora contessa, voleva scriverle e non sapeva come
cominciare.
Tiriamo un velo sulla parte dolorosa e dico solo: il conte Edoardo Crotti a 5
me assai confidente e famigliare, la domenica prima del suo rapimento al cielo
veniva qui; fece divotamente la santa comunione nella chiesa di Maria
Au[siliatrice], Lungo la giornata si trattenne meco a lungo, infine mi lasciava
un[a] graziosa limosina per una grazia, egli diceva, ottenuta da M. A. e per
un’altra che sperava di ottenere. Lunedì ritornò pure a fare la sua comunione. Egli io
si può [dire] che giorno per giorno tenevasi preparato a morire. Il resto
verbalmente.
Il
conte Villafalletti venne qui difatti a dire al mio prefetto che i suoi due
figli non andrebbero più a Lanzo volendoli applicare alle scuole tecniche. Se
f i v avesse parlato con I me gli avrei fatto molti riflessi; ma non lo vidi.
15
Il Signore ci ha prevenuti dicendo: amerai il tuo prossimo come te stesso,
non nominando altri da preferirsi. Quindi S. Girolamo osserva che dobbiamo
amare nissuno o amare tutti egualmente. Con ciò voglio dire che dobbiamo fare
indistintamente il bene a chi si può senza badare a parenti né alla gratitudine che
si ha diritto di sperare. Dio solo è buon pagatore.
20
Il nostro Arcivescovo cessava di vivere oggi alle quattro pomeridiane. Ecco
una nuova calamità per la Chiesa! Preghiamo pel riposo dell’anima sua.
Il
Muratori è buono, ma ha poca testa; si mostra molto contento. Io non
f.2r ricordo niuna delle condizioni. Se fu intesa qualche cosa I mi farebbe un favore il
dirla per nostra norma.
25
Dio ci conceda la santa rassegnazione a’ suoi divini voleri e di poterlo
costantemente amare nel tempo e nella eternità.
Con gratitudine mi professo

28.2 Page 272

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264 ottobre 1870
Di V. S. B.
30
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
9colrimr eoxsipnraevceonrurteox limosina, 12 verbalmente emend ex a ... 14 applicare corr ex m 16 prevenuti
256 EdAodlmeosaesrnadniocdarCaproTritemtittaùdiddeCiloCssuatiomglrbiauoprliezm:anevon. :tEov(:.miEl)(1Im,8)lseeIt,tt.tlee3mt9t.7b.4re7,6v. isto che morì il 25 successivo.
dv1.i3ALraccnohzniovteioilVdi1il5lLafoaantltlzoeobt,trier:ePg1ii8es6ttrr8oo) aFelaldilelievtiLt.ou,dpoavdicreo d(inaMtoelncehHio’rarperi(lneatdoelne1l8g6i0u,gendo e1n8t5r9atoedilen1t5raotottonberleco1l8le6g9i)o:
—aL2211e37aqtiumnAMSaoil.roriuctuGeripmvarrite.eroisogfrcelniaot:otmvorpo:aoropmaobruoosatnbsbaesaie.rlbmvqiRlauemi:acnlecltienetaetrttreds.iiddAditolrdiinagNtNetMae»et.iprdcoEohi:pteGivl.ae.eLnlrRueIoItumltaa.5m.,p14roCe7,Ss5fEb.iygLtleiLorIuVdmi :4A2«n3Ot.omCninoorepseupsMuSeacldrldaipsatloeerntuavm,irngEaictnocelseasCiBahasrdtiiacsltouircuacmuot
t(iIgmiapneori:aA) SnCel rseegttiesmtrobrCeedneslim18en59to.e Seintvreadtoa aaUnc’Oheralteotrt.io1d4i79T.orino-Valdocco il 14 settembre 1870 come ar­
1477
A don Francesco Cerruti
OArSiCg. Bau3t1.0102Lfeft.t. or2ig1.0, xCe1r3r5utmi (mA. 170c0a5r0ta9)leggmerei.ss1im3 Aa c1o0n/1su2nta e restaurata sul f. 2r Michele Rua
scrive: «P. S. Trovando qualche opposizione tra la mia lettera e quella di D. Bosco ritieni quello che ti
dEiHce e1s2s4o-1l2a5sciando il detto da me»
Comunicazioni varie riguardo alle scuole e ai problemi del collegio di Alassio
*Torino, 17 ott[obre 18]70
Car.mo D. Cerutti,
D. Rua dirà ciò che manda.
Riguardo a me ti manderò fra giorni un regolamento speciale per te. Ora
5 tieni per base che in quest’anno noi intendiamo solo di aprire le quattro elementari
e la prima ginnasiale, come tu avrai veduto dalle carte del Provveditore. Le
quattro altre ginnasiali si apriranno poi se vi sarà numero notabile di allievi; ma
tali classi in quest’anno sono soltanto supplementarie.
In questo caso tu rappresenterai le due Retoriche e niuno ha da sapere chi
io tu metti in classe. L’anno venturo ci estenderemo alla 2a Ret.a etc. Così abbiamo
fatto a Lanzo.
Andranno giù Arduini e Airaldi [,] uno che assisterà, l’altro farà una classe
qualunque. Maglio non va. Se avete bisogno di uno patentato della 4a I
manderemo Gosio che assai lo desidera. Nota bene che noi dobbiamo per ogni f l v

28.3 Page 273

▲torna in alto
ottobre 1870 265
evenienza avere un personale legale, ed un altro effettivo che lavori a nome 15
dell’altro.
In caso di assoluto bisogno di danaro va dal sig. Biancardi che non ti lascerà
negli imbrogli. Il prevosto ha promesso molto.
Io andrò appena mi dirai che il collegio convitto è avviato. Fate quello che
potete; dimandate quanto occorre e procureremo che nulla vi manchi.
20
Un caro saluto a tutti. Dio vi benedica e vi ajuti a guadagnare molte anime
pel paradiso e la prima sia la nostra. Amen.
Pregate per me ed abbimi in G. C.
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco 25
P. S. Tua madre è teco?
5 che it et del
2 Francesco Cerruti, direttore della nuova casa di Alassio: v. E(m) I, lett. 518.
—4D39m111324aandMrAceoLuADigliòseucaarocdihmsRcrlguesaihietiilimetatoenMaoni.emRr,.orna.iiA,acugtvGonhaplieird:eopodas:a.sv:ulp:id.e4otgearitE4:c:iuao-(idntvg4amvt.aooi5laoel).dnelvlaI’toepaIto.nq,encnruil1caBeao4ntttieort0rov.t:rs3anoec7.unog3idPndt,0iienae.ppMrnnpotratieoiiorsfràgriisancdrtelaaaeafemmtsrfieee(.pm.dtitaeniatvtiatzaaeimaoaleTenancolcthlreo’ieanncco‘docu-imeVmztiteaoaalnnzdmiiiooticàldnic’tie)oaaredencel.ecaglelqti1tuaa8izl7nui0tona,nnegeidi.en.Sniinianascipuoaaglnreust.reearrivnealAar.esdMcauziosileoarn.oe,
t1o7nesligsunoorvFiargagnicoesicnoriBviiaenracanredli:gmiuegmnobrporedceeldlaengtieu.nta comunale di Alassio, don Bosco lo aveva conosciu­
19 andrò: verrò.
d2m6eellaaTMcuoaiprmpaibaaed.lrlIeon:tleAarnemstosaandniraeteFdqaiusdsioinono, RtvaueredaocavhvaeevdcaionLseudgioguniitoCBeiolrsrfcuiogtilaidoTa.lor1i8n4o6n; eill f1ig84li6o,eFraravnecneustcao,suearamla’udlrteim, coogseìncitoo­
1478
Alla marchesa Carmes Maria Gondi
Edita in E II 125-126 MB XVII 876-877
Nquuaolcvheepcahrioelreicdoi dceolln’sOorlaatzoiroinoe per la morte del marito — richiesta di riscatto dalla leva militare per
Benemerita Sig[ra] Contessa,
*Torino, 19 ottobre [18]70
Sebbene non mi possa trovare con quelli che venerdì pregano sulla tomba
del compianto consorte, tuttavia non mancherò di qui fare quanto so starle a
cuore. Quel mattino pertanto nella chiesa di S. Maria Ausiliatrice io celebrerò la 5

28.4 Page 274

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266 ottobre 1870
santa messa, i miei ragazzi, oltre a ottocento, reciteranno il Rosario e faranno la
loro comunione [,] tutto in suffragio dell’anima che, a dirla schietta, io credo in
Paradiso da oltre tempo.
Intanto consoliamoci, come dice S. Paolo, nella speranza che presto vedremo
io i nostri cari, perché la morte non è pei cristiani una separazione ma una semplice
dilazione di vedersi, ed Ella ne abbia fede, vedrà, anzi vedremo in condizioni
migliori tutti quelli che furono ¿strumenti di sollecitudine verso di noi, e che noi
possiamo aumentare la loro felicità nella vita presente.
Adesso passo anche ai miei fastidi. La leva militare che si sta effettuando
15 colpisce parecchi de’ miei migliori cherici, i quali a meno di straordinario aiuto
della Divina Provvidenza devono cangiare il breviario nel fucile.
Ho pensato più volte fra me: Chi sa che la sigfra] contessa Gondi non possa
darmi mano in questa mia impresa? Espongo soltanto la cosa. Ogni chierico può
supplirsi con i 3200 franchi.
20 Se Ella in suffragio dell’anima di suo marito e degli altri suoi parenti potesse
fare questa carità, oltre al merito che ne avrebbe presso Dio, questo sacerdote si
obbligherebbe di fare ogni giorno un memento speciale nella santa messa per Lei
e per tutta la sua famiglia.
La libertà con cui scrivo, darà a Lei maggior libertà di rispondere.
25 Comunque faccia, io non mancherò d’invocare costantemente la benedizione del
cielo sopra di Lei, sopra i suoi bambini, sopra il sig. suo suocero, affinché Dio li
colmi tutti de’ suoi beni e li renda felici nel tempo e nell’eternità.
Raccomando me e li miei giovanetti alle sante sue preghiere e mi creda con
gratitudine
30 Di V. S. B.
Dev.mo servitore
Sac. G. Bosco
23 Cveanrmerdesì: M21aroiattoGborned1i:87v.0,Ep(mrim) IoI,alnetnt.iv1e0rs3a1r.io della morte del marito della contessa. Don Bosco vi era
stato invitato, ma la lettera non è stata reperita.
2164 lseuvoacemroil:itGarieu,sev.ppleettG. 1o4n6d7i..
1479
Alla contessa Alessandra Tettù di Camburzano
ASC B31010 Lett. orig., Camburzano (A 1700311) me. 11 D 5/6
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta molto rovinata
E li 126
Informazioni su un collegio e su un giovane raccomandatogli
*Torino, 28 ott[obre 18]70

28.5 Page 275

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ottobre 1870 267
Benemerita Sigfra] C.ssa,
Il collegio che mi accenna secondo il parere o meglio il voto del Rettore del
medesimo è come segue:
Democrazia [:] optime.
5
Moralità [:] male.
Insegnamento [:] mediocre.
Vanità [:] moltissima.
Il
giovane Muratore sta bene di sanità. Fa il legatore. Molto bonomo.
Domenica si lasciò adescare da chi non posso ancora sapere: uscì, andò alla io
Veneria, mangiò e bevette tutto altro che temperantemente a casa di uno che mi
qualifica parente od amico e ritornò alla sera. Egli non sa ancora che io sia
informato di ciò. Vedrò di prepararlo a confessarsi in questi giorni.
f l v Dio ci ajuterà. I Egli avrebbe bisogno di fare ancora almeno un anno di
scuola; ma qui non abbiamo la classe adattata. Ad ogni modo faremo quello che 15
si potrà. Ella stia tranquilla.
Mi trovo in affari gravi e spinosi. Raccomando ogni cosa alla carità delle
divote di Lei preghiere e mi creda nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 20
23591115 DMAcoVcelulleemalrsensasgosataieocronirraa:dai::dzrnaailvoaot.Ttn:caleaeatèatltntit:ùs.ttàitdca1dialt4ifeof79rCi6icicdak.ialmemelnib.dstiumdafriazocidaaTesntoopnor.iti:ninftviooc...aEr(em, v)iIs,toleattn.c4h7e6c. he il ragazzo non era studente, bensì un artigiano.
1480
[AI cardinale Giuseppe Berardi]
GOriàigp. raeusts.o AS1Vf. SdS25[0prxov1e7n3iemntme.dalle carte di Pio IX]
CAoSpCiaBin31c2a1r0taMfostso.garuatf.icianfotoc., Bilio (A 1790218) me. 2645 B 8
EH 127 MB IX 828-829
Trasmette un messaggio profetico con qualche omissis prudenziale — altre informazioni a voce
Eminenza Rev.d.ma,
*[Torino], 29 ott[obre 18]70
Il foglio qui scritto viene da persona che dimostrò già altre volte avere dei
lumi soprannaturali; io l’aveva meco questo inverno a Roma.
Alcune cose dissi già di passaggio al S. Padre; non ho però osato lasciare lo 5

28.6 Page 276

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268 novembre 1870
scritto. Ora che nella [sua] bontà mi fa dire di parlare chiaro positivo e definitivo
mi fo animo di trasmetterlo.
[Vi] sono altre cose che non si possono confidare alla carta, e che si
potranno dire verbalmente nella segretezza che la materia richiede. Se qualche
io cosa sembrerà oscura vedrò se sene potrà avere la dovuta spiegazione. Ella se ne
serva comunque; ma la prego soltanto di non accennare il mio nome in niuna
maniera per motivi che Ella potrà facilmente supporre.
Certamente se potessi avere persona sicura, segreta pel re di Prussia, avrei
più cose a farle pervenire che potrebbero tornarle gradite.
15 Ci doni la sua santa benedizione.
[Sac. Gio. Bosco]
5 lasciare corr ex lasciate
2 Giuseppe Berardi: v. E(m) II, lett. 827. L’identificazione del personaggio è solo presupposta, sulla
base della lett. 1529 indirizzata allo stesso cardinale e della grande amicizia che don Bosco aveva con il
porporato della segreteria di Stato. Più difficile pensare, come don Lemoyne e don Ceria, al card. Bilio,
col quale don Bosco aveva avuto minori relazioni.
3 foglio qui scritto: non è stato reperito, ma dovrebbe trattarsi della nota visione apocalittica di don Bosco
del
Do
5
n
g
B
ennaio
osco lo
1870, ed. in
aveva fatto
edizione
pervenir
critica da C. Romero, 1sogni di don
e probabilmente anche ad un redatto
rBeodsecoll.aTCoirviinlotà,
LCDatCtol1i9ca7,8,cphpe.
20-24.
ne farà
un cenno due anni dopo: anno XXIII, Vili serie, voi. VI, fase. 525, 23 aprile 1872. Su tale visione e sulla co­
m unicazione a voce o per iscritto a Rom a si veda F. Desramaut, Don Bosco en son temps . . . , pp. 787-795.
3-4 persona... soprannaturali: v. al riguardo E(m ) I, lett. 495.
4 aveva meco... a Roma: nei mesi di gennaio-febbraio 1870.
5 al S. Padre: nel corso delle udienze di febbraio, di cui alla lett. 1389. Sull’intera vicenda, sul contenuto
pdoelnltaif«icparloefedzuia1»3efésvurlilears1u8a7c0odmaunnsi«caLzeioMneemaovraierieBpioegrsraofniechve. danecdoorna BF.oDsceos»r,aimn aRuStS, L1e0 r(1éc9i8t7d)eplp’a. u8d2i-e1n0c4e.
13 Guglielmo I: detto il Vittorioso, re di Prussia dal 1861 e imperatore di Germania dal 1871, figlio del
re Federico Guglielmo III, re di Prussia (1797-1888). In una visione contenuta nella «profezia» appariva
un guerriero del Nord che andava incontro ad un vegliardo del Lazio, il Pastore dei Pastori, e gli comuni­
cava un messaggio divino.
1481
Al papa Pio IX
OArSiVg. Sd.i CG.iuCloioncBilairob,ePriossi[t=ionBeas] c1o8n70ublt.im26o7c5apoverso, data e firma aut. [= Bb] 1 f. 263 xl92m m .
MAmSaincC.chBaiue3t1.d0i[1=u0mALie]dtitt.àor1igf.., Pio2I0X6(Ax 1174830m51m6). mcea.rt4a1 lBeg1g2era uso stampa con forti segni di piegatura
Ined.
Chiede la dispensa di età a favore del chierico Giulio Barberis
*Torino, 8 novembre 1870
Beatissimo Padre,
Il cherico Barberis Giulio membro professo della Società di S. Francesco di

28.7 Page 277

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novembre 1870 269
Sales, per la misericordia del Signore avendo già avuto il grande favore di essere
insignito del Diaconato venne ammesso a ricevere il Sacerdozio per le prossime 5
tempora del S.S. Natale.
Ma, essendo egli nato il 7 di Giugno 1847 e le Sacre Ordinazioni tenendosi
al giorno 17 del futuro Dicembre gli mancherebbero mesi 6 giorni 11 per
raggiungere l’età prescritta dai Sacri canoni.
Umilmente prostrato supplica Vostra Santità a volerla dispensare sopra il io
difetto dell’età per bene dell’anima e per utilità di nostra Santa Cattolica
Religione.
Pel bene di nostra Santa Cattolica Religione, per utilità della congregazione
Salesiana cui il supplicante appartiene come professo, umilmente si raccomanda e
si prega perché al medesimo sia concesso il favore implorato.
15
Sac. Gio. Bosco
Sup. G.
v3neolGeemiruloelinoAdosmi1AA13-17 3p-e47r mbileeenmme.be..rnoSd.u.e.pxS. anGlee.lsoAamdAd mB8armgaesdsudiptBrAsbp po3stS6.|ASan 1A1 om5Avennpee]r saadAd lsifAu emen1d0Avo2levrelan]­
2 Giulio Barberis: v. E(m) II, lett. 875.
1176 diLcaemdbisrpee1n8s7a0v. enne accordata e il Barberis potè essere ordinato sacerdote il sabato delle tempora
1482
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
OAInrSeidCg.. Bau3t.12101Mf.ss. 2a1ut0.xinl3fo5tmocm., .Eudionsteiast,(Aa s1ta7m90p5a0:5«)Oramtoer.io2..6.4W7 .DG.11M. G... Si prega della carità...»
Presenta la sig.na Carolina Proverà la quale desidera entrare nell’istituto
R.da Mad. Eudozia,
[Torino], 9 novembre [18]70
Latrice di questo biglietto è la sig[ra] Carolina Proverà maestra di scuola che
desidera andarsi a far santa nelle Fedeli Compagne di Gesù.
Se riesce, come spero, nel modo che riuscì suo fratello prete qui tra noi, sarà 5
certamente di consolazione a Lei e di gloria a Dio. La sua condotta in patria fu per
ogni riguardo sempre esemplarissima.
Con gratitudine e stima mi professo
Di V. S. R.da
Obbl.mo servitore io
Sac. Gio. Bosco

28.8 Page 278

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270 novembre 1870
1 novembre] 9bre
2 Eudosia Babin: v. E(m) II, lett. 874.
v3i rCimaraoselinfianoPraolvlaermà:oreten,traòvveeffneutttiavnaeml e1n9t1e5fraa71leaSnunoi:redaFtiedrieclaivCatoi mdaplal’gAnrechdiivGioedsùelln’iesltliotustotesdsioTo1r8in7o0. e
1483
AI prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
dEOAeHrSlilCga.1cBa2au73rti1.t0à.1..0»1Lf.ett. 2or1ig0.x, lR3a6dmicmati. (A c1a7r3ta09le1g1g) erame.in4t4esAt, 9a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega
Domanda di interessamento a favore di un chierico chiamato alle armi
[Torino], 9 novembre [18]70
Onorevolissimo sig. Conte,
Si
presenta dalla sua bontà il nostro maestro di Musica D. Lazzero per
intendere se mai torna possibile che l’iscritto Bussi Luigi nostro maestro possa
5 fare i suoi quaranta giorni in Torino.
Ogni cosa raccomandata alla nota sua carità; da noi avrà i sentimenti di
profonda gratitudine con cui ho l’onore di potermi professare
Di V. S. onor.ma
Obbl.mo servitore
io
Sac. Gio. Bosco
1 novembre] 11 4 Bussi] Busso 6 sua emend ex car
2 Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109; inoltre lett. 1330.
43 LGuiuigsiepBpuessLi:azvz.eEro(m: v). IEI,(mle)ttI., 1le2t3t.1.61N4o.n era stato dunque possibile trovare le 3200 per riscattare dalla
l5evaqumarilaintataregiilocrnhii:eriilcpor;imv.oleptte.ri1o4d6o1 dei 1fe4r6m7.a militare.
1484
Al papa Pio IX
AOrSiCg. Fal5lo8g6. Tseonrzinaof-iOrmraatorio2 ff. me2.62731x B1920 mm. autenticato da appunto del card. Monaco e da timbri
MpoBntiIfXici945-946
Richiesta di poter celebrare le tre messe della notte di Natale anche nella casa di Alassio
[Torino, anter. 28 novembre 1870]

28.9 Page 279

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dicembre 1870 271
Beatissimo Padre,
Il Sacerdote Gioanni Bosco, Superiore Generale della Pia Società di S.
Francesco di Sales, prostrato ai piedi di V. B. umilmente espone, come nella sua
grande carità V. B. [volesse] concedere che la notte del SS. Natale si potessero 5
celebrare le due Messe consecutive a quella di mezzanotte, con facoltà ai fedeli di
fare la S. Comunione negli Oratori maschili di questa città.
Questi favori spirituali erano già estesi alle case di Lanzo, di Borgo S.
Martino, di Cherasco, dipendenti dalla stessa Congregazione.
Ora il tempo limitato per questi favori, stando per iscadere, supplica V. S. 10
con umilissime preghiere, di volerli rinnovare, e di estenderli anche alla Casa
testé aperta nella città di Alassio.
[Sac. Gio. Bosco]
13 La supplica fu accolta ad decennium. Venne successivamente presentata ed approvata da
cmaolcnes.alGmasetdaeldsiimilo 1d8ocduimceemntbor:ev.1a8n7c2h, ecolemtt.e 1r7is0u3l.ta da appunto autografo di don Giovanni Cagliero in
1485
Alla contessa Virginia Cambray Digny
OABI[ncirSeabidnCgl.ic.oeBatlue3lact1.tao21Mc0o2anMrfufdsc.soe.pllap2iuai1ont0.ati,xrnaffto1toon3t5dodocmi.,mimnCsc.sha.imoCsbiatnrrmtaoey]bstrD,aiaygtisnDmtyaibgm(rnAopy:a1:6T98«o8Or-0in2rFao1itr8oe2)rnidzoie.e... W70. G.fMra.ncGo.b..olSloi p2r0egc.a della carità...»
Parole di gratitudine — promette preghiere
Benemerita Sig[ra] Contessa,
[Torino, anter. 2 dicembre 1870]
Non voglio disturbare V. S. B. cogli scritti, ma almeno qualche volta darle
segno di gratitudine. Non potendo ciò fare altrimenti, lo farò con un servizio reli­
gioso fatto secondo la pia di Lei intenzione.
5
Lunedì pertanto, settimo giorno della novena di Maria Immacolata [,] i nostri
giovanetti raccolti intorno all’altare di Maria A. faranno preghiere col rosario,
comunione, più la Santa Messa pei suoi defunti e per la sanità e perseveranza nel
bene di quelli che appartengono alla sua famiglia.
Le cose nostre vanno bene da una parte [;] dall’altra abbiamo non leggere io
tribulazioni.
f lv Ella pertanto abbia la bontà di ricordarci nelle sante sue preghiere I affinché
possiamo passare in mezzo a travagli della vita, superarli a maggior gloria di Dio
e delle anime nostre.
Il Signore benedica Lei e tutta la sua famiglia e loro conceda sanità stabile e 15

28.10 Page 280

▲torna in alto
272 dicembre 1870
il dono della perseveranza nel bene. Amen
Con profonda gratitudine mi professo
Di V. S. B.
LAFialrleaSniczghe[iraar]iscsoinm.sasSaiVgnirogriania Cambray Digny
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
f-2
22 Cambray Digny ] Cambrai Digni
26t1a1reLV, tuidrrniigbeciudnulìiai:aza5Cinodacnmihic:eebpmraaalblyrarreeDlb.eibtgte.nya1:l4l8uv7.d.Eer(ema)l
II, lett. 844.
problema economico
del
riscatto
dei
chierici
chiamati
alla
leva
mili­
1486
Alla marchesa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780230)
gOaridge. lalautc.arit2à..f.f». [ca2n1c0elxlalt3o5cmonmd.oppicoarttraatlteogdgierianchioinstterost], a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si pre­
E II 128 MB XV 846-847
Ssei escturissatipdeerlnPoOnraatvoerriosc—rittpoenpsriiemria s—pirnitoutailfiica un servizio religioso per l’intera famiglia — notizie gioio­
[Torino], 2 dicembre [18]70
Benemerita Sig[ra] Girolama,
Non so se lungo l’anno abbia ricevuto qualche mia lettera, ma so di aver più
volte scritto, e che Ella si lagnò di non aver ricevuto nulla. Ad ogni modo io mi
5 dichiaro colpevole e dimando scusa qual figlio ravveduto alla sua ottima madre.
Ad altro. Lo scopo principale si è che domenica ho desiderio di fare un ser­
vizio religioso per Lei, pel sig. Tomaso, per tutta la famiglia [,] specialmente pei
defunti suoi.
Pertanto alle sette [del] mattino i nostri giovani reciteranno preghiere parti­
lo colari, cui terrà dietro la recita del Rosario, la Santa Messa, comunione dei
med[esimi] giovani colle preghiere comuni.
Ciò è tutto indirizzato a Dio in suffragio dei loro parenti defunti, e affinché
Dio doni a quelli la gloria del paradiso, e a quelli che vivono conceda I lunghi
lunghi anni di vita felice col prezioso dono della perseveranza nel bene.
fi
15 Io poi fo una speciale preghiera per Lei e pel sig. Tomaso, perché Dio li con­
servi a vedere il frutto della loro carità, a prepararmi, o che gola! buoni pranzi
quando vado a Firenze, ad avere pazienza quando all’una o all’altro manco del
dovuto rispetto.

29 Pages 281-290

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29.1 Page 281

▲torna in alto
dicembre 1870 273
In quanto a noi abbiamo cose buone assai con molte tribolazioni. Fra le altre
abbiamo parecchi dei nostri maestri prossimi all’ordinazione sacra, i quali dovet- 20
tero andare sotto le armi, altri dovranno andare nella prossima chiamata. È questa
per noi una vera sciagura.
Preghi Dio che ci conceda la rassegnazione a’ suoi divini voleri e sopportare
cri Istianamente questa ed altre non minori croci che gli piaccia inviarci.
Siamo però consolati da cinque mila circa giovanetti che vengono regolar- 25
mente alle pratiche religiose, ai sacramenti e fanno sperare molto bene di se.
Dio benedica Lei, il sig. Tomaso, colle figlie, generi e nipotini e mi creda
con vera gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore 30
Sac. Gio. Bosco
1 dicembre] 12 15 Dio emend ex li 19 abbiamo corr ex abbiam ole assai add mrg sin
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
76 dToommemnaicsao: U4gduiccceimonbireG. herardi, il marito: v. E(m) II, lett. 877.
2i 5salecsiniaqnuieamtteilnad:eivlannuomneerloleplaorreopqiuutattotrsotoceassaeg, eorraattoo,riaanncihceosmepsriedsio.vessero comprendere tutti i ragazzi cui
1487
Alla marchesa Carmes Maria Gondi
Edita in E II 129 MB XVII 877
Ringraziamento per l’aiuto a riscattare qualche chierico dal servizio militare — assicura preghiere
*Torino, 3 dicembre [18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La ringrazio del suo buon volere e della speranza che mi dà a venirmi in
aiuto a riscattar qualche buon sacerdote da regalare alla Chiesa cotanto oggi tra­
vagliata.
5
Ora io pregherò affinché Dio benedica e prosperi i suoi affari temporali in
modo che i mezzi tornino abbondanti per soddisfare alla carità del suo cuore ed
anche ai bisogni da cui purtroppo siamo continuamente assediati.
Per assecondare poi la sua dimanda e sapendo la sua divozione verso alla
gran Madre di Dio noi faremo martedì prossimo, ottavo giorno della novena, un io
servizio religioso. Raccolti intorno all’altare di Maria Ausiliatrice i nostri giova­
netti faranno speciali preghiere, la santa comunione, la recita del Rosario; io cele­
brerò la santa messa alle ore sette del mattino. Ciò tutto secondo la pia di Lei in­
tenzione [,] cioè affinché Dio conceda, se mai non ci fosse ancora, il Paradiso al

29.2 Page 282

▲torna in alto
274 dicembre 1870
15 compianto di Lei marito; sanità, robustezza, timor di Dio alla sua figliuolanza, e a
tutti il prezioso dono della perseveranza nel bene.
Dio la benedica, sig[ra] contessa, e la faccia vera madre di misericordia dei
poveri sopra questa terra, col premio dei giusti in Paradiso. Amen.
Preghi per la povera anima mia e mi creda in G. C.
20 Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Cannes Maria Gondi: v. E(m) II, lett. 1031.
d311e50lb1mmu9oaaonrrtitttevoodo:bìrlvpee.rrl(oeilns.e.s.t.ti.m2s.1po4e:7r7a8n)dzincaoenmchèbersetm.atia dreàp: elraitare. lativa lettera, con cui rispondeva a quella di don Bosco
1488
Alla contessa Carlotta Callori
EAEOrSrIeiICgd.i1Ba2Cu39at1-.l1l2o31r00i2-MfMfMì.ìi.lBaan2uIoX1t.0i9nx4f61o3to5cm., mC.allotriim(bAro19B8A0T2H19s)ul mrg. sup.
Itinifnorsmtaamdpeal —servnioztiiofircealiigliroiscoevciemleebnrtaotodasepcaorntedodelle psaupeaindteelnlz’oioffneirt—a inrevniadteagnloita la situazione dei volumet­
Torino, 6 dic[embre 18]70
Benemerita Sig[ra] Concessa],
Il soccorso temporale più volte largito nei vari nostri bisogni, le dà certa­
mente diritto alle cose spirituali che hanno luogo nella chiesa di Maria A.
5 Giovedì pertanto, giorno sacro a Maria Imm. noi faremo un servizio religio­
so per Lei e per tutta la sua famiglia all’altare di M[aria Ausiliatrice] dalle 7 alle
9. Messa, Rosario con altre preghiere, comunione di ragazzi: ecco quanto faremo
secondo la pia di Lei intenzione per darle un segno della molta nostra gratitudine.
Ho ricevuto la parte del Cattolico [Provveduto] riveduto e corretto dalla
10 Maestra. Va benissimo, continui pel rimanente. I
La famosa Storia Ecclesiastica viene a fare un fascicolone. Siamo alla fine.
Prima del SS. Natale l’avrà.
Credo che Monsig. Manacorda le avrà scritto, che avendo egli deliberato di
recarsi a Roma, la bella offerta la portò egli stesso tra le mani del Santo Padre.
15 Sicché non fu più caso di parlarne ne\\V Unità Cattolica.
Se le spine diventano rose, spero di potermi fare una bellissima corona. Ho
veramente bisogno che preghi per me.
Dio benedica Lei e la sua famiglia, preghi anche per noi che ci professiamo

29.3 Page 283

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Di V. S. B.
dicembre 1870 275
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
Errata corrige. Dove è V. S. si dica Vostra Eccellenza.
29 CIIaCrlaottttoaliCcoallPorroi:vvve. dEu(tmo:) lIa, lceottn.t5es4s6a., che don Bosco chiama Maestra, ne aveva rivisto le bozze.
—e1113XIfISEatsmdoceriilcilaioa1lnE8oo7cn0ceMl;(eaastnanialnaesoctoqiXcruadVa:arI:t«IavIf)a.emdEdei(ozmlslieao)»n«IeILf,omelretstiteugt.rlpei7oe6Crr3acat.htatéo(el1irc8ah7de1»a).tseamràpodiinbeenla4b6o4razpiaognien;eve. lceotts.ti1tu2i7r3à. i fascicoli XI
2m124o sbVoeoflfsleatrraeonfEfteecrcdteael,lleldanizccaou:nioteevrsvasiaas.tmateanatevaenspzaretassliaonriechsicehsetrazdoisap,recocinsacruei ldaocnifBraosaclopacperac:avv.aledtit.ra1s4s5e0r.enare l’ani­
1489
AI commendatore Michelangelo Castelli
MASinC. aBu3t.10102Lfeft.t. or2ig7.0, Cx a2s2t0ellmi m(A. 170m0a4c1c2h)ia dmi cea.rt1a2gBom6/m7 ata
E li 130-131 MB IX 947-948
Richiesta di onorificenza mauriziana per due benefattori, Giuseppe Zucchi e Giuseppe Besio
Torino, 6 dicembre 1870
Eccellenza,
Nei tempi addietro ne’ casi di strettezze eccezionali io ricorreva alla benefi­
cenza dell’Ordine Mauriziano, che fu costantemente un saldo appoggio pei poveri
ed abbandonati fanciulli, che in numero di circa ottocento sono raccolti nella casa
detta Oratorio di S. Fran.co di Sales.
La divina Provvidenza avendomi rapito la persona che fin dai primordi co­
nosceva questa istituzione, disponeva che la E. V. le succedesse nella carica, ed io
nutro piena fiducia che i nostri poveri giovanetti ritroveranno parimenti in Lei un
novello e potente benefattore.
Egli è con questa persuasione che fo umile I preghiera all’E. V. di voler
prendere in considerazione la beneficenza fatta dai benemeriti sig[g]. Zucchi Giu­
seppe e Besio Giuseppe e concedere loro una decorazione Mauriziana.
Ciò sarebbe un mezzo dei più efficaci per sollevarci dai gravi bisogni in cui
presentemente versiamo, e sarebbe nel tempo stesso titolo incancellabile di gra­
titudine da parte mia e da parte dei poveri giovanetti ricoverati che non lasceran­
no mai passare alcun giorno senza invocare con preghiere particolari sopra di Lei
le benedizioni del cielo.
Tutto confidando nella nota di Lei bontà reputo ad alto onore di potermi con
profonda stima professare

29.4 Page 284

▲torna in alto
276 dicembre 1870
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
3 ricorreva corr ex era solito di ricorrere 8 disponeva corr ex ma dispose le corr ex gli carica corr
el1’x9OTcraautrtoittroàioco[ncfoi1rd4ra-ne1xd5oosrcoaoltlorerrvieoaxr]cpsi.oi.e.pnrvoaedmriseifanimdtouovcaicatoorrrseip1ue5txostseaosdlsloeemveaemrneednlmed resgtxrsemitnteezxze1h6oi-n11’7culaisvceerrasannpor]eslaesnctieemraennntoe
2l3’orMidoiinrciehcoeMlraraenuvgraei:zloiva.nCEoa.(smte)llIi,:
v. lett. 1457. Era il neo primo
lett. 144, 196, 668 ed E(m) II,
segretario di S. Maestà
lett. 807, 809, 924.
nel
Gran
Magistero
del­
7111302-l1anG3poievuGresseliolpuonps.a.ee.:pbBpileeencsZoeiofnua:tctevcto.hLrilue:e:itvgt.i.ill1Cde4teit7bs.1tri1.an4rai7ot3a,.rmioodrteollail lIeotteortato,bsruecc1e8s7s0o;rev.dEel(mco)nIt,eleCtti.br1a2r9io. .
1490
Alla contessa Maria Luisa Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Radicati (A 1730902) me. 43 E 10
EOrliig.1a3u4t. 1 f. 270 x 220 mm. carta uso stampa
Annuncio di preghiere per la sua famiglia — personali auguri a ciascun esponente di essa
Torino, 7 dic[embre 18]70
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Per farle vedere che mi ricordo di Lei e dei benefizi in tante occasioni rice­
vuti, voglio porgerle un regalo che sarà certamente di suo gradimento.
Dimani alle ore sette del mattino sarà celebrata una messa all’altare di Maria
Azi.onceo.l Rosario e colla comunione dei nostri giovani secondo la pia di Lei inten­
Noi dimanderemo grazie particolari alla sua famiglia. A Lei la pazienza di
Giobbe.
Al sig. Conte Costantino: l’età di Matusalemme.
Al sig. Luigino: dieci volumi in foglio di rime c[l]assiche.
Al sig. Vincenzo e fratello: un generalato con mille scudi caduno al mese.
Alla sig[na] Carolina: la santità e il fervore di S. Rosa da Lima.
A tutti: la perseveranza nel bene, e il paradiso in fine.
Maria li benedica tutti, e a tutti conceda buona festa, preghino per me che
con gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

29.5 Page 285

▲torna in alto
dicembre 1870 277
210 MCaorisataLntuiinsoa RRaaddiiccaattii TTaalliiccee ddii PPaasssseerraannoo:: vv.. EE((mm)) II,I,lelettt.t.170496;.inoltre lett. 1330.
— Matusalemme: v. E(m) II, lett. 1008. Al momento Costantino era cinquantottenne.
—d111e2cofLVoraguitnlioigcoiec:nnoomznoRevgaGaldriaoiiebc,armiitneielfTedo,aallifgioiclg,ieledidoipienmProaaltseegsvgceoiarolamirnedpoida:mgivenC.neEosdsi(omteanln)li’.tIiiInn,doli,eptnet.ant9do6e9nn,ezlado1itv8ae4li1ae,nrapa.edrectotorseil
contino.
la carriera
militare;
venne
—g11l39ie1f4pCr-ae1atr9reoll1lel5oin.c: aad:mouvpnraeigcbnabeefritigrslaoitartg,airqmsuieadnrittaaEgline.rniictoa,,
nato nel 1846, militare di carriera,
del conte Costantino. Non risulta
pure fregiato con varie
essersi poi sposata: cf
meda­
LDNI
1491
Al marchesino Giacomo Durazzo
Edita in E II 135 MB XIV 834
Assicura preghiere per la salute della mamma — infonde coraggio con parole di fiducia per tutta la fami­
glia — annuncia una prossima sua visita
*Torino, 9 dicembre [18]70
Chiar.mo Signore,
Ho ricevuto il dispaccio che partecipava la grave malattia di Mamà ed ho
subito messo una intenzione particolare negli esercizi di pietà fatti ieri; per giorni
nove sarà ogni dì celebrata una messa all’altare di Maria A. con apposite preghie- 5
re.
Ella si unisca nello spirito e speriamo nella bontà di Maria A. Se Mamà è
abbastanza tranquilla, le ricordi la rinnovazione della promessa fatta a Retorbido
quando era ammalata, promessa fatta e da compiersi se si fosse di nuovo levata
di letto.
10
Se però il male fosse tuttora grave non faccia parola di questo.
Faccia coraggio al signore march. Ignazio e gli dica che noi preghiamo pel
suo perfetto ritorno in salute, e che la Santa Vergine l’attende a compiere altre ed
altre opere che sono della maggior gloria di Dio.
Domenica a sera o lunedì mattina sono per la via di Genova-Alassio; se pos- 15
so nell’andata, o al più tardi nel ritorno, calcolo di fare una breve fermata a Pegli.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 20
d2381e2lGMRPIeiogaat.nmocaoràbzm,iiodNo,oiD:inllauonr(coaTanzelznirotoeà:smadv)i.acEDtei(urrmcnraao)z:1Iz,v2o.l0eEP0tta(.amlbl6a).1v1iIin,.cilApnertilto:l.’vve5i.pn5Eoc0c(i.amaMda)ivoIre,Pìvlaeaavtit2G.a2,5ean5al0onla.vniad. eilst6rasedtetlelma bSrteaff1o8r7a1,,adffolpuoenctheeddi adeasntnrai

29.6 Page 286

▲torna in alto
278 dicembre 1870
Ts1i.5eSraaDrrotimtii,reIalntpoicaadr.al.a.gmloi eliunmntpoeedsgìu:nbi1a1plpuoibnb1o2liecdiinceaezmsiiobenrreaa.lde.i.s.t,inpt.o71in6.beneficenza grazie al suo ricchissimo patrimonio:
16 Pegli: località di circa 4.000 ab., a pochi km. da Genova.
1492
Al cavaliere Tommaso Vallauri
EOAHrSiCg.1Ba3u35t-1.1031601Lf.ett.
orig.,
270 x
V22al0lamurmi .(A
1741006) me. 54 C 8/9
carta leggera restaurata
mrg.
sin. irregolare
REvicahnigeesltiastdai auPnofratvaoNreuvoovlae annuncio su L’Unità Cattolica della costruzione della chiesa di S. Giovanni
Chiarissimo Sig. Cavaliere,
*Torino, 10 dic[embre] 1870
Ogni volta [che] ho qualche grossa impresa da cominciare sono solito a rac­
comandarmi alla provata di Lei carità. Mi trovo ora in uno di questi casi. Come
5 vedrà dal foglio unito l’opera è gigantesca, ma è di assoluta necessità, perciò son
deciso di darci mano.
Ma ho bisogno che Ella mi ajuti con un annunzio ne.\\VUnità Cattolica, ma un
annunzio di quelli che escono dalla sua penna e che vanno a battere in fondo al
cuore di quanti lo leggono.
10 Questa impresa la deve in modo speciale interessare perché si tratta di un
suo collega, voglio dire di uno scrittore coraggioso che non tacque la verità mal­
grado l’esiglio e l’olio bollente in cui fu gettato. Siccome poi quello scrittore tro­
vasi ora in condizione molto agiata, così Ella può essere certo che non lavorerà
senza mercede.
15 Si aggiugne ancora che questa è l’ultima delle opere commendate dalla buona
memoria di Mons. Rie[c]ardi. I
Mettendo ogni cosa sotto la sua alta ed efficace protezione, godo molto di f.lv
poter augurare copiose celesti benedizioni a Lei ed alla rispettabile di Lei con­
sorte mentre ho l’onore di professarmi con profonda gratitudine
20 Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
9 quanti res
47c23onuaTOnlnoganomnucidminrivzcaoqiosoluolt:aaer:Vsuetsvaicd.lclìiaaaedudsfirof:eine:slt.avtBi.EvcoE(oasm(mscmto)reu)IndIzIt,eieIlo,lensl1tueet2.tltdo.g1et88itlool76arb65nr.c/ae2hl:5eie,vs.ipla.le1d6t4ti3.1Sd1..i4cG7em5io.bvraenn1i8E70v;anedg.eliinstaM. B IX 951. Molte le analogie

29.7 Page 287

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dicembre 1870 279
n11ell’siscoriltatodrei Pcoatrmagogsi,omsoa..r.tiarigzizaatato: eivniduennatebolattfeacdeizoial.ioIlbroiflelerinmteenetopeèrtaanSt.oGainodvaatnoniinEvPaanragdeliissot.a,Ceoslilleiagtao
d1e6l VMalolanus.riAinlesqsuaanndtroosRcriicttcoarred.i di Netro era morto nell’ottobre precedente: v. E(m) II, lett. 826.
1493
Al ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti
OArSiCg. Bal3l1og0.10coLnetct.ororreizg..,eAduattoaridtài,MGiocvheerlneoR, uCaorren2tiff(.A 172150691x3)191 mmem. .26 Dca7r/t9a intestata: «Oratorio...
EW«S.IuIGp1p.3lMi6c-a.13Gp7e.r..suSMsisBpidrieIoXgad9ed5lel0ellasccuaorlietàd.i.r.»etta aslegMniindisitrpoasPtuelblbol.roIsstsrouze.»blu sul f. 2v Michele Rua scrive:
Richiesta di sussidio per le scuole
*Torino, 11 dicembre [18]70
Eccellenza,
Le sollecitudini che prendesi l’E. V. per promuovere l’istruzione nella classe
più bassa del popolo che tanto ne è bisognosa mi porge speranza che sarà per
prendere in considerazione quanto sono per esporle.
5
Abbiamo in questo stabilimento circa cinquecento giovani ricoverati, ap­
partenenti appunto alla classe più povera del popolo, che attendono agli studii
classici; inoltre circa cinquecento altri tra interni ed esterni che frequentano le
scuole elementari che si fanno a favore della povera gioventù tanto ne’ dì feriali
quanto ne’ festivi, non solo di giorno, ma eziandio di sera.
10
Ben comprende l’E. V. a quante spese deve sottostare questo stabilimento,
f.Iv sia pel mantenimento dei Professori e dei Maestri, sia per la manutenzione I delle
scuole, sia per la provvista dei libri, quaderni ed altri oggetti scolastici, di cui
molti di coloro che frequentano le nostre scuole non potrebbero per la loro po­
vertà provvedersi se non fossero loro somministrati gratuitamente.
15
Le sarà noto per altra parte come non havvi qua rendita alcuna, e che la ca­
rità pubblica è la sua unica risorsa.
Sebbene pel passato siasi potuto far fronte a tali ingenti spese, ci troviamo
tuttavia presentemente in eccezionali strettezze e saremo forse obbligati a limitare
le opere di beneficenza se qualche mano benefica non ci porgesse aiuto.
20
A tal uopo io mi rivolgo fiducioso alla bontà dell’E. V. supplicandola a vo­
lerci soccorrere nel modo che le sarà più beneviso, e assicurandola della più viva
f.2r riconoscenza non solo da parte mia, ma sì ancora da parte di tutta I l’amministra­
zione di questa casa e del numeroso stuolo dei giovani dalla sua carità beneficati,
che non mancheranno certamente d’implorare sopra l’E. V. ogni benedizione. 25
Gradisca i sensi della più alta stima con cui mi reputo ad onore di profes­
sarmi

29.8 Page 288

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280 dicembre 1870
Dell’E. V.
30
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
t8rotrnadeinhtearnlai esudaepstreinrnciiptarslep rpiososrtsfarenqeulleantcaanroitàcopmubebilnictae)rni ed esterni 11 post stabilimento del (che d’al­
2delCGeosavreernCooPrrreonvtiv:ispoartiroioltoamsbcrairtdtooreneel s1ta8t4is8t,a,mninaicsqtruoe dilel3lagPenunbabiloicdaeIlst1r8u1z5ionaeMnielal n1o8.6F7uesdegalre1ta8r6io9
I3aIl0,
1p8pN7. o27n;5d0sii-v7èe5nt2ru.otvoastaentaratoccreiandeil
1886, morì nel 1888: cf
una qualche risposta del
M. Rosi, Dizionario
ministero.
del
Risorgimento
italiano...,
1494
Al padre scolopio Giuseppe Mallarini
AOAInrSreicdCgh..iBvaiu3ot1.p2r1o0v1Mifn.scsia. 2lae6u7dt.exiin2pf0aod0troimcs.m,co.Mloaplila-riSnaiv(oAna1980220)
Invia il catalogo dei libri con le associazioni della «Biblioteca italiana della gioventù» e «Letture Cattoliche»
Reverend.mo R Rettore,
*Torino, 23 dic[embre 18]70
Le mando il catalogo dei nostri libri con le associazioni della Biblioteca ita­
liana dei due anni scaduti, delle Lett. catt. e continuazione.
5 Ella vedrà quali possono servirle. Pei prezzi faccia capo a me, che voglio sia
pienamente contento. Nel pacco le unisco altri libri che sono più usati fra noi.
Sebbene assai copiosa la ediz. della Storia eccl.ca si deve tosto ripigliare
nuova edizione attese le dimande fatte; perciò se ha qualche cosa a dirmi riguardo
al suo Istituto mi farà piacere darmene cenno,
io Dio benedica Lei e le sue fatiche [,] quelle de’ suoi compagni, preghi per me
che con profonda gratitudine ho l’onore di professarmi
Di V. S. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
15 AIdSlealSgvRliogien.SvaPce.oreMlonpdail.lmaroinSiiRgneottroere del Coll. Conv.
72IrIInissBceGcuigoooinpugteaisronneasdptfaeíopa:eifsvna.MdmvleeaaatrlEtild.asicrc1oiion4nll8sliae:i8gpg.nniioaedstoe.edlSalu’aOcClaaratmdoreiraneane.rc,eMan(oeS1rla9ìv18no83e5n,ll0aEa)dfsu.nteeCdslseaas1lat8cis0niat2atnà,tcoaniaea2sl,2S1pa8a.v8no39nn5:i1aDe,.midcoitsivoeeniarevrsioosteiEsinlocclieocnllolnepigecidooimcfoienEoSscaclooll1oa8pp8iioo9..,

29.9 Page 289

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dicembre 1870 281
1495
Al sindaco di Torino Felice Rignon
MASinC.
sul f.
Bd2iv3G1G0iio1oa0accLhheiintnio,o oBBreiegrrt.to,oAcsuocntroivrcieot:àrr,«eVSzi.anjaduuaotcl.oi,/VRe2igrtnfefon. nza(Ar2ig71u06a9xrd02o521a03i)mmmedm.icei.»5caBrta7/c9onsunta
in
parte
restaurata
E II 137-139 MB IX 954-956
Parole in difesa dell’operato di due medici dell’Oratorio in occasione di alcuni casi di vaiolo
*Torino, 23 dicembre 1870
Ill.mo Sig. Sindaco,
In risposta e in ringraziamento della lettera che V. S. 111.ma si compiaceva di
indirizzarmi relativamente ai sig[g]. Dottori Gribaudi e Cav. Musso, La prego di
permettermi alcuni schiarimenti che forse mitigheranno assai l’impressione prò- 5
dotta dal contegno tenuto da questi benemeriti Dottori intorno alla manifestazione
del vajuolo in questo ricovero.
Il fatto sta come segue:
1° Il Medico Cav. Musso non ci ebbe parte alcuna. Esso da molti anni in via
ordinaria presta caritatevolmente l’opera dell’arte sua a questi poveri giovani ma io
in questo caso non fu richiesto, anzi credo che egli sia tuttora ignaro che qui siasi
manifestato il vajuolo. Perciò le citate disposizioni legali e sanitarie sembrano per
nulla riguardarlo.
2° In sua assenza e nella fretta fu pregato e venne di fatto il Dottor Gribaudi
che nella seconda visita assicuratosi della realtà del vajuolo, diede tosto carico al 15
sac. Lazzero dirett. dell’infermeria di farne relazione al Cav. Martorelli.
Per le molte occupazioni di questo benevolo signore, e per la nescienza del
luogo e delle ore di udienza, si dovettero fare più visite per due giorni prima che
si potesse tenere colloquio con lui. In questo fatto sembra che il Dott. Gribaudi
non abbia colpa alcuna sebbene dopo abbia eziandio continuata la sua assistenza 20
agli ammalati.
f l v 3° A schiarimento poi del fatto, e a tranquillità di V. S. Ill.ma I credo bene di
notare che il vajuolo non presentò qui la fierezza che taluno potrebbe supporre;
perciocché nelle varie visite regolarmente fatte, gli stessi Dottori non trovarono
che un solo caso di vero vajuolo, gli altri non furono giudicati che vaioloide o va- 25
ricelle più o meno significanti, parecchi dei quali non impedirono nemmeno gli
effetti dalle loro ordinarie occupazioni.
Ciò posto, io La prego, sig. Sindaco, a voler fare in modo che la carità che
questi due sig[g]. Dottori Gribaudi e Musso da più anni ci prestano, non torni a
scapito della loro carriera e a danno di ottocento poveri fanciulli che tutti vivono
di provvidenza; che non è facile trovare altri medici che con eguale assiduità, di­
30
sinteresse e costanza si vogliano prestare in favore di un così numeroso stabili-

29.10 Page 290

▲torna in alto
282 dicembre 1870
mento che non può loro bilanciare un soldo di stipendio.
In questa medesima occasione io raccomando me e questi poverelli alla sua
35 bontà, facendole rispettosa ma calda preghiera di fare in modo che le visite sani­
tarie non tornino dannose allo stabilimento medesimo.
Alcuni anni or sono nel timore d’invasione del colera fu fatta una visita igie­
nica, e nel giorno stesso che mi era scritto in proposito, se ne dava presso a poco
colle stesse parole pubblicità nei giornali in termini esagerati che si dovettero poi
40 rettificare in senso opposto.
Ora appena fatte le visite del vac[c]inato avvenne quasi lo stesso. Non inten­
do di cagionare alcuno di tali pubblicità, ma mi raccomando rispettosamente alla
sua bontà perché non avvengano, e sia così impedita la grave agitazione che ne
deriva tra quelli che hanno relazione coi ricoverati.
45 Mentre poi metto sotto alla sua paterna protezione questo I stabilimento, che f.2r
come in passato sarà sempre aperto a qualunque poverello giudicasse di racco­
mandarmi, l’assicuro che farò sempre tesoro di ogni consiglio o suggerimento sia
per darmi a pubblica e privata utilità dei ragazzi di questa città o di altri paesi che
la povertà o la sventura conducesse tra noi.
50 Dio La benedica e le conceda lunghi anni di vita felice e mi creda con pro­
fonda gratitudine
Di V. S. 111.ma
Umil.mo ed Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
n233130e4insièel2caaccnpdoheidirtlarolsma.ei..xaftdrioea5c;tnatnefasooiredscmeioere1rn1mdsecin2ased3sixo-se2dixa4aednxvandancojcesuhridoteealolmlc.a.ea.1nlrpo2ittreeaosrtceeeimvo9acob-cls1rmhac0néaepionanittdaeovddidadmiorsurgidn2iosn0uas-p2tra1i1ab3ialsr2ideim5gdbuebssnaoeirtlnodoea.ar.1.ld0odam3cms1oiamrterramolevaexatgniridleuoasdadiirdcdiegadxutmimqaraurrgdgdaandsnidinsonoif
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Dizionario del risorgi­
don Bosco a Chieri, era
——dt7d1oia6mltvaeABaGemvejlduieinpiusosceoisslotdeoaamepn:VdtpdetdieoedrnaloilcLMceteeMoanmaazzauurzptolsteoloos’rrGoOroesi::rtlerlàiavrivb:tp..saoealfEureugnid(tongitmit..ziaa[)iNr1lovio2Ieena,7lsadl3itern1ee.it8osltTl.6saoo5d6rce1iGeiln4trtio.amào.vesintaaiinntsontneiu?oron]voemdmdeoelbrliìaremnSeaealvmne1ibvt8àra8i,8cda:oedlcldplfaeitBtoctoSoamanal.cmhV1ie2sascV(icfoaeinnlbdeobodrcpaeceiloorl.alD1al8oc’8toit8tebt)ràbipladi..gi2UoT4nqo. urciiennro­­

30 Pages 291-300

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30.1 Page 291

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dicembre 1870 283
cf43io17cliatliAvitaoldccloaculinndriiaaatg«oniC:ononainnioescrrehesrevoAanantoloFg:rOeevl».roa:EtDA(omnreinl)olu’IAsaIi,rceilqoerutatasn.t.oa8Mt4fis6aitlt.iatcenoota,dlei1lv8R6ace9cg, inanoaszpdie'oIstneai.ldiaelpl’earutlo’arennpo. 411876.9 compilato sui dati uf­
5co4mpIIlestianmdaecnoteraisllpaosfaeciclen3dgae-nnianioqu1a8n7to1,pceormrapgiiaocneinddiossialduiteapaspsreenntdeeirne qcuheei igl idoorntti. dMalulesscoonesraueetestrvainsietoe
amlelo. 1s4ta4b6iBlim1e2n-Cto3-, emd.aincMonBfeIrXma9n5d6o-95le7.lSami deonvteetltee nneuiovriagmueanrdtei sdcerilvedroettp.eGr prirbecaiusdair:e AalScuCneAci1rc3o6s2t5an1z3e,
eedc.oisnì MscBagIiXon9a5re7.pure il dottor Gribaudi: ASC A 061 Documenti Lemoyne, F XII, p. 76, me. 1016 D 7,
1496
Alla contessa Carlotta Callori
EIOAnrrSeeidCgd..i BaCu3at1.ll2o1ri01-MfM.ììi.laa2nu1ot0. xinf1o3t5ocm.,mC. allori (A 1980221)
Auguri di buone feste e invito a pranzo all’Oratorio
[Torino, 24 dicembre 1870]
Alla sua caritatevole e buona mamma con augurio di buone feste [,] a lei e a
tutta la rispettabile famiglia.
Le primizie di Alassio offre invitandoli oggi a pranzo il povero questuante
Sac. G. Bosco 5
42 pCraimrloizttiae CdialAlolaris:sivo.:Ed(omn)i Ie,vliedtte.n5te4m6.ente mandati a don Bosco dai salesiani di Alassio.
1497
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AOrAigF. caaurt.te Li1mfb.erti2b1.03xl35 m m . carta leggera trasparente
IAnSedC. B31210 Msí. aut. infotoc., Limberti (A 1980222)
Assicura una S. Messa con comunione dei ragazzi secondo la sua intenzione
*Torino, 25 dic[embre 18]70
Eccellenza R.d.ma,
Desiderava di scrivere a V. E. R.d.ma per ricordarle che sono sempre memo­
re della bontà e cortesia usatemi in tante guise.
Di più che qui noi parliamo spesso di Lei e nelle comuni e private preghiere 5
raccomandiamo la sua persona e le sue fatiche al Signore.

30.2 Page 292

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284 dicembre 1870
La lettera che ha la bontà di scrivermi mene dà eccitamento.
Vogliamo per altro darle un segno di nostra gratitudine ed è un servizio reli­
gioso per l’ultimo giorno dell’anno. Esso consisterà in una messa, comunione dei
io nostri ragazzi all’altare di Maria Ausiliatrice secondo la pia di Lei intenzione. Ed
Ella ci compenserà largamente se pregherà I per noi e ci manderà la sua santa be- f.lv
nedizione.
La corda è così tesa, che sta per rompersi: crisi terribile. Solo Dio può scamparci.
Le acchiudo la nota dei libri perché la dimanda, ché non avrei osato inviare
15 per la sua entità.
Coi sentimenti della più profonda gratitudine ho l’onore di potermi professare
Dell’E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
27l1e3ttGleerctiatooearcrdcoaca:nh.sn.ei.onrtnvoeasèLtaa:si.mteavbtaiedrreteinp: teevr.iltE’aa.(lmlu)siIo,nleetat.lla42s8it.uQazuioesntea
di don Bosco all’arcivescovo
romana del momento.
di
Firenze
è
l’ultima
1498
Alla contessa Virginia Cambray Digny
ABOIniSrebidCgl.i.oBatue3ct1.a21M02aMrfufs.cse.lla2iua1tn0.ai,xnff1oo3nt5doocm.,mmCs.sa.mCbarmaybrDaiygDnyig(nAy
68 - Firenze
1980223)
Alpaecrrcilupesettateizrraiiocneevimalle’nutfoficdieollpaolsetattleerade—ll’ecvoemntuunailceavcahgelianoanndpaotosssiemdaerriitloib—ri rriicpheiteusttii f—urtisudiggdeerniascroe idnivfiaatroe
Benemerita Sig[ra] Contessa,
*Torino, 28 dic[embre] 1870
Ho ricevuto con piacere la sua lettera del 24 corrente con cui si compiace
d’augurarmi buone feste e darmi notizie di sua famiglia e ne la ringrazio ben di
5 cuore.
Nella medesima sua lettera mi accenna un’altra in cui mi acchiudeva l’im­
porto di Lett. C. e di altri libri.
Mi rincresce, ma noi non l’abbiamo. Se ciò era con vaglia postale si può ri­
petere al medesimo ufficio postale; e se ne avrà la ripetizione. Ma se con danaro
10 chiuso in lettera, sarà difficile il poterne sapere la fine che abbia fatto.
Bisogna aver pazienza e servirci di vaglia postali; se qualcheduno si accorge
esistere danaro in lettera, ogni cosa perduta. Così ci avvenne più volte di altre
lettere. I

30.3 Page 293

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dicembre 1870 285
f l v Non voglio per altro che Ella abbia da pagare un’altra volta; perciò, salva
la ripetizione del vaglia, Ella non abbia più da pensare ad altro.
15
Iddio ricco di grazie e di benedizioni conceda a Lei e a tutta la sua famiglia
lunghi anni di vita felice, specialmente il dono di una sanità stabile e della perse­
veranza nel bene.
Mi raccomando alla carità delle sante sue preghiere e mi professo con grati­
tudine
20
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
f.2v
Alla chiar.ma Signora
LFiareSnizge[ra] Virginia Cambray Digny
3214
Vlepitrtaeggriaanr:ieanuConna’maèlbtsrrtaaatyvaoDrletiapg:enrèyit:qavu. .aEnt(omf)eIcIe,
lett. 844.
proprio la
contessa;
v.
lett.
1506.

30.4 Page 294

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1871
1499
A don Giovanni Bonetti
AOSriCg.
Bau3t1. 0102Lfef.tt.
orig.,
198
xBo1n22ettmi m(A.
169c0ar8t2a1u)so
smtaem. p8aBin9g/1ia1llita
E II 141 MB X 104
Gchlei mstaanodragacnoimzzeanindsoeglanalnotreo dveelncuotalleagTioordini oAlpaesrsiloa iflescthaiedriicMoaGriiaovAaunsniliiaPterlilceegrini — comunica ai giovani
[Torino, inizio gennaio 1871]
Car.mo D. Bonetti,
Mandiamo giù Pellegrini che credo farà bene. Qui ha insegnato la 3a
Ginnasiale e le cose andarono bene. Apparteneva alla tribù di Manasse, ma ora
5 sembra che siasi fatto corretto.
La strenna non ti farà paura, ma non facciamoci illusioni; Dio ci vuole in un
mondo migliore di questo; sta ai figli a mostrarsi degni anzi migliori seguaci del
padre.
Disponi di venire a S. Francesco e ci parleremo di più cose. La conferenza è
10 al lunedì 30 corrente.
Per la Storia [Ecclesiastica] a parte. I
Puoi rinnovare ai cari nostri giovani [la speranza] che finora tutto va bene f.lv
per la loro venuta a Torino nella festa di Maria Ausiliatrice. Essi figureranno nel
programma come segue: 23 maggio - sera - Musica degli allievi del p[iccolo]
15 S[eminario] di Borgo S. M.
Pel vitto e viaggio credo non sianvi difficoltà. Vi è da pensare pel dormire;
ed a questo si provvederà. E poi se i Prussiani dormono intorno a Parigi per terra
con dodici gradi di freddo non saremo noi capaci di preparare o tende o
padiglioni o tettoja ad hoc? Ad ogni modo voglio, dante Deo, che facciamo una
20 bella festa e che stiamo molto allegri.
Pel vapore abbiamo già metà prezzo; spero che otterremo di più.
Dio ci benedica tutti e conservici per la via del cielo. Amen.
Aff.mo
Sac. Bosco
25
[P. S.] Il Mansi Acta Conciliorum, Tomo 1° [:] ci sono varie utili notizie sui Papi
dei tre primi secoli.

30.5 Page 295

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gennaio 1871 287
18 saremo c o n ex saremmo corr ex sarebb o tende corr ex , tende
1 gennaio: si suppone tale mese, sulla base dei riferimenti alla strenna e alle conferenze di S. Francesco
di Sales accennati nella lettera stessa.
32studGGeiinootvveaaannnnVii aBBldoaonttceicstottia:nPve.eilEple(rmgimr)iniIi,a:nlenntaitt.os3e2dss8aa.nFtraa,ncchesiecroiceo MneairsiaecPoanrdoidiananNi sizezssaaMntaa,rirtitsimulatanaeslclr’oittttoobareTo1r8in4o4-,
Valdocco nel 1870 e ad Alassio nel 1871. Non compare più nel Catal. a partire dal 1872: cf ASC registro
4CentrsiibmùednitoM; parneacsissea:zinoonmi einbAib.lPicaop,ems,aI uSsaalteosicaonmi.e..,es[pdarettsisl.i]onpep.fa3m06i-li3a0r7e.all’Oratorio per indicare quanti
coi ragazzi di Valdocco si permettevano di usare le mani; manacce: in piemontese manasse.
6 strenna: solita a darsi da parte di don Bosco a fine o ad inizio anno ai ragazzi e salesiani delle sue case.
Quella qui citata non è stata però rinvenuta.
9 venire a S. Francesco: per la festa del patrono della società salesiana, durante la quale avevano luogo
le tradizionali conferenze di Valdocco.
211117 SPvtarouprsoisarie:a:nvti.r:elaentlotl..’e1p5o0c0a. stavano assediando da tempo Parigi, che si arrese il 28 gennaio 1871.
—25 mGeitaàndporemzzeon:icvo. lMetta.n1si46(41.692-1769), arcivescovo di Lucca, erudito, curatore della SS. Conciliorum
nova et amplissima collectio, opera in 31 voi. (Firenze-Venezia 1759-1798).
1500
A don Giovanni Bonetti
AOgoSrmiCg.mBaau3tta1.0s1e0nszeLagentftii.rdmoirapigan.s,éteBdloalotnaeatztizu(2Arrof1f.s6u9l0f82.21220v) x 1m3e5. m8mB. 12/Ccar3ta uso stampa mrg. restaurati con carta
E li 142-143 cf MB IX 4
Dopo aver letto il manoscritto sulla Storia Ecclesiastica, suggerisce una serie di correzioni e modifiche
[Torino, 1° gennaio 1871]
Car.mo D. Bonetti,
Ho terminato il tuo lavoro e lo ho trovato secondo il nostro scopo e secondo
il nostro spirito. I particolari ce li diremo verbalmente.
Intanto ti dico che questo lavoro, ben ponderato otterrà l’intiero suo scopo se 5
alla Storia della Religione si unirà anche l’amenità dei fatti. A ciò ottenere ci
vuole maggior estensione. Qualcosa si può ottenere senza rifare il già fatto nel
modo che segue:
1° Dividere l’epoca prima in tre libri. Il primo col titolo di Tempi Apostolici
e va fino alla morte di S. Giovanni Evangelista. Il secondo: I Discepoli degli 10
Apostoli fino alla morte di S. Ireneo nel 203. Il terzo: Il trionfo del Cristianesimo
nelle Persecuzioni. Ciò sia concatenato con questi pensieri: gli Apostoli
predicano la Dottrina] di G. C. e i loro Discepoli continuano, i martiri, che
l’hanno ricevuta, spargono il loro sangue per essa. Ogni libro farà un volumetto a
parte. I capi con numero progressivo. I
15

30.6 Page 296

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288 gennaio 1871
2° Le digressioni un po’ lunghe come quelle sulla venuta di S. Pietro a f.lv
Roma, autenticità dei quattro Evangeli etc. si metteranno in fine di ciascun libro.
Così resta meglio continuata la serie dei fatti. Abbi presente che queste
digressioni in fine dell’opera dovranno ristamparsi e fare un volume a parte ed
20 essere come un trattato di Storia Ecclesiastica.
3° Molte note si possono mettere nel testo ed altre note potrebbero
aggiugnersi a pie’ di pagina.
Sandini, Historia Sacrae Familiae; Idem: Historia Apostolorum può
somministrare utili notizie e schiarimenti pel libro primo. Sarà pur bene leggere
25 Tullio Dandolo, Roma e i Papi. Questi autori li abbiamo tra noi. I
4° Tu potrai portare con facilità il tuo lavoro alla mole indicata se f.2r
svilupperai ed esporrai gli atti dei Santi di cui si parla nel canone della Messa,
nelle Litanie dei Santi o del Breviario Romano. Né si ometta l’esposizione del
Martirio di que’ Papi i cui atti sono autentici.
30 5° Espongasi di S. Pietro diffusamente il fatto del Centurione; la liberazione
di prigione, dimora di Gerusalemme, di Antiochia. Si parli delle lettere di ciascun
apostolo e del motivo per cui furono scritte.
Fra i discepoli di S. Pietro si faccia un capo non breve di S. Nereo ed
Achileo (die 12 Maji), di S. Apollinare (23 luglio) e di altri di cui è certo il
35 racconto delle loro azioni.
6° Fatti questi supplementi ed altri I che il sagace tuo ingegno troverà f.2v
opportuni me li manderai notando il sito dove devono essere collocati, ed io
affiderò ogni cosa al mio factotum Berto che metterà tutto in ordine ed in pulito
affinché ti sia rimandato perché lo legga etc.
40 So che tu non trovi mai difficoltà in cosa alcuna, ma incontrandone
qualcheduna la spianeremo a parole di presenza.
[Sac. Gio. Bosco]
N. B. Un bel capo sopra i principali tratti della vita di S. Paolo, sul martirio di S.
Andrea, gli episodi di S. Giovanni Evang., S. Cecilia e S. Urbano, S. Sebastiano e
45 S. Cajo etc.
2183 opmreedttiacaln’eospcoosrizriosnieecxorprresdi iecxa ometta1n8omgleigaltitoi ad3d6 ssiagace r1e8s-20 3A9blbeig..g.aErcesclesia4st4icgaliaedmdenmdrgexidnif
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 tuo lavoro: la Storia Ecclesiastica cui da anni don Bonetti stava lavorando, ma che rimase sempre allo
stadio di manoscritto inedito di una prima epoca. Non si tratta dunque della Storia Ecclesiastica di don
Bosco, uscita a fine anno 1870, di cui alla lett. 1488.
23 Antonio Sandini: Historia Sacrae Familiae exantiquis monumentis..., Patavii, Typis Seminarii, 1734;
altre edd. 1745, 1755, 1764 ecc.
—25 HTisutloliroiaDAapnodsotololic(a18e0x1a-n1t8iq7u0i)s: mauotnourme ednetlisv.o..l,uPmaetaRvioi,mTaypeisiSPeampiina(Mriii,la1n7o311;8a5l7tr)e. edd. 1754,1765,1768.
38 Gioachino Berto: v. lett. 1277.

30.7 Page 297

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1501
Alla contessa Carlotta Callori
gennaio 1871 289
Eredi Callori - Milano
EAOSrIiICg.1Ba4u43t1.21M02BMffsX.s.2a2u02t.1i0nxfol3to5cm., mCa.llori (A 1980301)
PE
rodvisvpeidauctiou
to
—
disaalvuteir
imn afnadmaitgolilaa
nota
di
libri
richiesti
—
invia
le
prime
copie
stampate
del
Cattolico
*Torino, 2 [gennaio 18]71
Benemerita Signora ed anche Eccellenza,
Mi rincresce che abbiamo mandato a Lei la piccola nota di libri chiesti a
questa libreria. E proprio un cercare un granello di arena a chi ci dà la casa. Ma
mi risposero che tale è suo desiderio ed io accettando nell’utile me ne tacqui. 5
Sono per altro contento perché con essa diedesi a Lei occasione di scrivermi una
lettera piena d’auguri veramente cristiani. Ne ho veramente bisogno in questo
momento di croci.
Fra le altre avvi tuttora quella dei Mirabellesi. Essi fecero in modo da
obbligarci ad una sopratassa di ricchezza mobile e farci (sabato ultimo) pignorare io
tutto il mobiglio di Borgo S. Martino, [minacciando] di venderlo all’asta se fra
10 giorni non si pagano duemila venticinque lire.
f l v Questo è il buon capo d’anno che mi I offrono quelli cui si fece e si voleva
fare quanto bene era possibile. Dio pagherà meglio, non è vero?
Le mando i primi lavori fatti sul Cattolico provveduto: Ella faccia il resto. 15
Avendone occasione spedisca l’unita Storia ecclesiastica col libretto da
tradursi alla damigella] Gloria. Questa storia finora incontra bene. Appena
cominciato lo spaccio è quasi finita l’edizione di 15 mila copie. Se ne è tosto
cominciata un’altra.
Lungo la settimana spero di poterla riverire qualche sera alle 5'h.
20
Per augurare buona continuazione dell’anno novello io farò ogni giorno un
memento speciale per Lei e per la sua famiglia affinché Dio conceda a tutti I
f.2r sanità stabile, santo timor di Dio e la perseveranza nel bene; e che Dio ci serbi,
dopo un terribile contrasto tra Cristo e Satana, di vedere la Chiesa e il Santo
Padre in pace.
25
Mi raccomando con tutto il cuore alle sue sante preghiere e mi professo
Di V. S. B.
ma no: di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 30
4 proprio corr ex propro 11 Borgo emend ex M di emend ex se
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
10

30.8 Page 298

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290 gennaio 1871
6dI1s-i0tr7reutztsosiocorpernirevad:etearAlsmsSnaiCuudoniFvaro4ilc0ec8itshteteBirtzaouz:rtaognomodnSoi.bèaiMldsetea:amrtmatpinarieeonrp,oeemnriletes.ao.pl1o0r.e9sI0lcrC1iz7i1of1en.biDbdroainiolBeigolgnseeinttdpiaescriopl’draeipmBeruotrruògroadiSd.cioMInsastuirttluitnatoorespicrmriivmvaetevodaidaai­l
—t1a5mespanrbtieamtdoiolunalvtRiomuraoi.:.s.u31lCdadatitcofealmircsobi:rePibr.1o,8vm7v0ee..du1t9o0:
D
le
1.
prime
copie
rilegate
del
volume
in
questione;
v.
E(m)
II,
lett. 787, 1175.
—16 fSatcocriiaailErcecslteos:iapsetnicsai :avs.mleetrtc. ia1r4l8e8..
—17 ldibarmetitgoe: lnlaonGliodreinat:ifvi.caEt(om. ) II, lett. 1086.
da11e89dlliereued«nliL’azaeilsottortnuase:rtietlduaCiz«ai1oqt5tnuoealmircdtiahleaelel»dec,iopzdpiaiiorenco:ueleidmoaLvlielgrtaetl.ibo1Cb4rae8at8taet..»sscdeoernle
quella «migliorata e accresciuta» inserita nella collana
S1t8o7r1ia. IEncvcelr.oalefounndiochpeagvianriaannteillseonsiongdoi lteippoarteticndieclol,ibvraol.e
1502
Al chierico Erminio Borio
CAEoSIpICia1B4s53e1m2p2Ml0icBCe odXpiiGe10ido2ia6ocrhiign.o(ABe1rt8o80321)
Lo invita a venire all’Oratorio dove avrà maggiore tranquillità e comodità per studiare
Torino-Valdocco, 16 [gennaio 18]71
Car.mo Borio,
Per bisogno di darti qui qualche occupazione ed anche perché tu abbi[a]
maggior tranquillità e comodità di studiare, credo bene che tu venga qui nella tua
5 antica gabbia e col tuo inalterabile amico D. Bosco.
Vieni quando che sia; il tuo letto è preparato.
Dio ti benedica ed abbimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
10 P. S. Saluta il sig. Direttore e comunicagli la mia dimanda. A rivederci.
2aH’EOrrmationriioo BdiorTioo:rinnoa-tVo ailld2ocmcoarizlo6 1ag85o3stoa 1C8a6n6e;lliil (1A3sotit)t,obfirgeli1o87d0i Aprnetsoenilo’abeitMo arergliagriiotasoC: ocrfdAarSaC, ernetgriò­
tr4sm11eet-09rm5ai3pb4aCeD:rrvTeeicenroufne1srntgiiS8tmnao7cboe4rhiq-een,eVuntdldoia’nai.a,li.dn.oBaAonngoncdoaaarcegbggoslrborlu,.Ti.caddSsc:eoe.pelvnMesvleoastotinatoevSirrrottedairi,ganoisroivleetLaaste3inetagrordmaouioagtredtselo.goiibenPa(brn1nereBe9onnrfo0ie1aen28lpsnee-7sr1.eteo5tl9ci,l:0aetde4dvinm.)evu.neEpotnMo(ivmn.raoae)rncìsIeaa,osacaleeiSdtrltdai.2omB23te2pos.8ireeg.FtrotudeamSdr.eibrMnreeatator(1trG8ien7eo1inn,oedvvoaapn)reireBiplocea1stuc6soeonelioolvi2srep5imcehstbtieorate­­­

30.9 Page 299

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1503
Al conte Francesco Viancino di Viancino
gennaio 1871 291
ASC B31010 Leti, orig., Viancino (A 1741025) me. 55 A 1/2
OE[craIiIngc.1ea4lu5lat.to cMo2Bnfid.Xop2p02i5o10trxaltt3o5dmi minc.hiostirnote]st, acasrtatamipnag:ia«lOlitraatorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
Ringrazia per le osservazioni inviategli sul dizionarietto dei vocaboli geografici pubblicato nel volume del­
la Storia Ecclesiastica — ne terrà conto per una nuova edizione - attende le osservazioni su tutto il volume
Caro Sig. Conte,
*[Torino], 16 [gennaio 18]71
Desiderava di portarle in persona la nota della tipografia e libreria, che non
ha nissun senso e che prego V. S. a volerla usare ad accendere un sigaro e nulla
più. Segue l’altra della somma ricevuta per la nuova chiesa.
Ho ricevuto i suoi riflessi sul dizionarietto e ne terrò conto per la nuova
edizione che faremo forse prima del[la] fine dell’anno. Se potesse fare altrettanto
pel resto della Storia [ecclesiastica], mi farebbe un vero favore. Di ogni cosa
gratitudine incancellabile.
Il medico Gribaudo sarebbe disposto I di assumersi il lavoro de\\Videato
leggendario. Se pertanto Ella non può continuarlo, come desidererei vivamente,
la prego di mettere insieme il lavoro già fatto coi libri analog[h]i, ed io passerò
a prenderli qualche sera lungo la settimana alle 5'k di sera.
Dio benedica Lei, la sig[ra] moglie, e raccomandandomi alle preghiere di
ambidue ho l’onore di potermi con pienezza di stima professare
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
6 dizionarietto] dizionarietti 8 favore res
23o6ppsa.dFn3ciorzh8atia0inoe-cndd4eaee5srlr6cleiaoedattVtelioplmiloadanogeIcmirVaivnefoioenacdtadoiezibialoVoilblcniiruaegenn.recioasingu: orsaas:nifdvai.cilooiE,ge(admmaaa)lqItirInu,iteacllenhltateto. do9nec0olcl0noa.rmlreotantn.oc1an5ed0li1la.faASrtloccrooinanotEsec,cecsrlueeosliegarssatpincedasee:
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6SS1111-.t40o7FrrilLdaaenounguEtiegtogo,cevircnadaldiGeVaeSsiridioaaiaiovlnzse:atcisioniucnnn1naoei8:va7Gdo1deirl.fiVuufbLemsaietaoutenidpvdccipaei:on.mlnvloea.e:rlnalegventgi.teootgl.vieln4eun1.6nn4d4t2g9eù;.5op.uuoinltpialcoecolaoarrspdio.iaoNdgèeonlcnilo’gapnrnasanredeorovcauhdtseaicpìiilnelrpaAsro«oSnqgCueet.aA.tr.o,t2asT3ieao6dr0pii1nzo0ioio7,an.tneipd.matdiogelilinlo’Orpaortaratt»oo.rdioeldlai

30.10 Page 300

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292 gennaio 1871
1504
Al sindaco di Torino Felice Rignon
AMSinC. aBl3lo1g0.1c0onLedtta.taoraiugt.., Au2tofrfi.tà, 2S1in0dxalc3i,5Rmigmno.n (Acar1t6a9a0z5z1u4r)rina mes.u5l mBrg10. /s1u1p. des. del f. 2v Michele
Rua scrive: «Supplica pel recinto dietro la casa»
EH 146 MB X 105
Domanda l’autorizzazione per costruire un muro di cinta dietro l’Oratorio
*Torino, 18 gennajo 1871
Ill.mo Sig.re Sindaco,
Il
sottoscritto ravvisando opportuno avere inerente al Collegio un’ortaglia
abbastanza ampia per potere esercitarvi in questo ramo d’industria, poco ancora
5 coltivato, una parte dei molti giovinotti ricoverati nel Collegio, invece di farne
tanti artisti in rami già di troppa concorrenza, comperato a quest’oggetto
l’occorrente terreno, ricorreva mesi sono alla S. S. 111.ma per essere autorizzato
a munire detto terreno di muro di cinta onde renderlo atto allo scopo.
Questa domanda venne respinta per la considerazione che colla proposta
io cinta vengono incluse aree destinate a vie pubbliche sul Piano d’ingrandimento
della Città, già approvato.
L’attivazione di queste vie del Piano d’ingrandimento della Città nella
località di cui trattasi, prevedendosi ben lontana, e quando sia per effettuarsi
essendo un nulla la rimozione di piccole tratte di muri di cinta non esistenti che
15 in virtù di Precario che si offre stipulare nella conformità voluta dal Municipio;
mentre la privazione del Collegio del mezzo di potere fare I anche dei detti allievi f l v
è presente e continuativa a danno anche sociale; confida il sottoscritto che per
queste considerazioni sarà la S. V. 111.ma per rinvenire sulla presa deliberazione,
ed accordargli il permesso della proposta cinta in conformità ai relativi disegni
20 che si ripresentano in doppio originale.
[Sac. Gio. Bosco]
1 18 gennajo 1871 emend si ex lì Xbre 1870
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
e3ffeotrttiavgalmiae:nitletearcrqeuniostaabtobacsotnanaztatoanmoptaiori,lecodmelpo2smtoadgigidoue18lo7t0tipreisrpceotmtivpalmesesinvtee dliirem5q..6048.5,4556.e 197, venne
6g9raftdrio,ompripaleangdcaaot:onrcpio;orterrfeefnbeztbtaei:vaeamslsl’eeOnretreastnotaertilaocopcra’serorteadndeoil aq1l8ul’7ee2lpl,aoccinaofuinsleraettpvoeerrriittedane,zi aicnatvilepzroooglarpia,ifùis:aavrtm.i,lpefitaat.l,e1dg6ne9la4lm’.8i,mfaabrzbori,1t8ip70o:­
—cm1f9eA.vpa2epcn5ecn8noe6drdirceaDesrgpI4li,in)lteialet:tp.vce.1or8mlsi7ìne0.sd/s48oo..n: fBuoesfcfoettpivoatmè efnatrelocornecceinsstaoreil d18alPapimrilpere1s8a7r1io(ACSaCrloF B59u2zzTeottriinaol-Vcaoldstooccdoi,
lire 5653,70.

31 Pages 301-310

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31.1 Page 301

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gennaio 1871 293
1505
Al Capo controllo generale e della contabilità centrale delle Ferrovie
dell’Alta Italia, A. Devaux
ASC B31010 Leti, orig., Devaux (A 1690224) me. 2640 B 12/C 2
MdIneeilndf... a2uvt.si le2ggffe. ms.27di0Mx .2R22uamcmon. incchairotastrcoonvsiuonlatcaecoo:n«Bmioglltieetmti adcicfhaiveodrie»umidità sul mrg. sup. des.
Ianl rmigeuraitrodoal—la rcidhuiezdioencehedella5r0id%uzdioenl eprseizazpopdliecihibiaglllieetatlitr—e caassseicura che si cercherà di evitare ogni abuso
Benemerito Sig. Cavaliere,
[Torino, 20 gennaio 1871]
Ho ricevuto la lettera con cui V. S. B. mi comunicava la circolare e il modo
per praticare i biglietti di metà prezzo a favore dei giovani di questo stabilimento.
Si assicuri, sig. [Cavaliere], che nulla risparmieremo per impedire ogni più 5
piccolo abuso a questo riguardo; e siamo di pieno accordo cogli applicati delle
varie stazioni di procedere severamente contro chiunque tentasse servirsi con
frode di questi biglietti.
Credo che tale favore si estenda come precedentemente alle case soccorsali
che sono in Lanzo, in Borgo S. Martino, in Cherasco, in Alassio, le quali formano 10
una cosa sola con quella di Torino giacché sono soltanto separate I di domicilio,
[ma] hanno il medesimo superiore e la stessa amministrazione.
Credo pure si estenda ai maestri ed agli assistenti dei medesimi giovani
perciocché essi impiegano gratuitamente l’opera loro senza stipendio di sorta e
quel tanto che dovessero pagare ne’ viaggi sarebbe a totale carico dei poveri 15
giovanetti.
La lettera che comunica la concessione del favore non facendo restrizioni
sembra doversi intendere come nella concessione già fatta precedentemente;
tuttavia giudico bene di fare queste due annotazioni affinché Ella sia di ogni cosa
informata ed occorrendo ci aggiunga quei benevoli consigli che giudicasse 20
opportuni e che a noi serviranno sempre di norma stabile.
Infine io fo a Lei Benemerito Signore, e a tutti i membri di codesta
amministrazione e direzione i più vivi ringraziamenti ed augurando a tutti copiose
celesti benedizioni ho l’onore di potermi professare con profonda gratitudine
Di V. S. B.
25
Obbl.mo Servitore
[Sac. Gio. Bosco]
c4dehtimedqeuellete]àscdteaoimsSee.neFdsqiilueiepxespsfttoaeevnNodreaer1ic0omc7heaeannestmtoeeneisonnedreBvmsoiirersegnixoddaedsvlierlceàoxdlniaaSfsqr.toueCdesasesrtaaloedsi8teaTannonstreitioeninnofer,Cocvdhhaeeelerdaaeasvlcedqoviuradeeeslltaadacelallsel9aactMa[aslseoaetdeteoommnienelnnanddodsmesilieeePxaxoldpc’duoioslsooèi
ante in Alassio del del convitto di post Alassio del potranno servirsi di questi biglietti alle condizioni

31.2 Page 302

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294 gennaio 1871
accennate nella circolare le quali emend si ex Queste case particolari formano emend mrg sin ex sono
elamdeinstdansizeaxlefasnenpoara e 1c1i odibTbloigrino deimaednddssii expoasdtedcocmezicioilnioe ddeell dsoonmoicuinliao,sespoaltraantatodall’paoltsrtasepa1ra2tee ldaelstpeesr­
psaerasmmi1n4isitmrapziieognaenaod..d. ssei nza1e3mCenreddsoi peuxrseemcobrrranmorgdesginniexdicvoemroe rpiugruearcdroednoon raici emvaeensdtori empoesntddeixsoarltlae
scdd22ih0ee2nel-np2teeee1odxmscdtiemhiLnecpde1oigi8senidi-guc1eaede9lxnsiicsoS;iapoectsiunùasteretia.t.va.B1tisea51etv]8napobe.salimemTglemaeuerretbneitmtratoeanveeinlseae’imdgvlnemoianorrgodrgeg1f,9eisaxiactntiduogctderihtorxaesvvsicaiihaeevxgat[niugpnuttoiatadàigigiacacfgaroodistorditcradqoseaeuirxidraedlttmscudihsteetieedalx]ecsosMipemsrmmaaeicephfemraodenb1ecgt7rneiiiutruceerldhmelmiimecee.a.non.ttdoeif1nae4cvxm-oo1sra5riresgdsesnueiimoemqeruoiexietndlppdeirtrteaemgndcriteeoog­l
F3erlreotvteiera,:AèltacoIntasleirav,aEtaseirnciAziSo,CCAon1tr6o4l0lo30g6e,nemrea.le26e2C7oCnta5b/i7l;itàCiCrceonltarraele.a Tsittaomlop:aTnr°as2p2o-r1to87d0eiingtieosvtaantai
aCcrmaA2ciool7ccoSlenlaoo.nlCemvtaLs2greAulo6iaitrnar2laoslcr17toaliii6esaslpeCt4anrtgsoe0leeeies3r7aldsntal0.naai'eOa7i,lIdr,n,lare1iomnmall25e1tag[edcod.ioarednooti2rioanrorc6nende2Bond!em7pt1ioleplebnSCafrrmree.iembta8eCtFbsi.sa1]srore,i8aan,esi7anttdoe0vavconbeea1vptvslii8relocaia7vioetnà1aglnm,daisàoipcoaderredSlieonesaarcgttetlrrpioeozsiaesilaloa.rdoevrneria2edieAgiscmpnidi.hopfeeeefv.la:dDdaltleeint“aesiiv.Fsic.tmatc.reoaauhrinmssrx.eicpo.pIesvorlasaiirSerscepteiipaeeo”sisgvl.nlcoauoaSeregnieecveaogriernrapuacvsooacogavinrliqiaàaoavurlmeie7isddtrooaaeaacdntp.rooteppniOlRecrrleorroilusaesliaois.nodnlrctFoaeoohgnlilrereamim,snzCniezaioteniiasnrdrdlmutrteeiieidflsenidstpCcudeeocaatnethttstpvsioeteooaa::,i
derogare da norme date nella circolare n° 22-1870: ASC A 1640310, me. 2627 D 1/2.
1506
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
OSiripgr.egauat.della2cfafr.ità.2..1»0[cxan1c3e5llmatmo .con d(oapllpeigo. tqruaitetotadnizain)chioisnttreos]t, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G...
AInSedC. B31210 Mss. aut. infotoc., Cambray Digny (A 1980302)
E dispiaciuto per la scomparsa di una lettera con denaro inviato dalla contessa
[Torino], 22 [gennaio 18]71
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Mi è molto rincresciuto che Ella abbia dovuto ripagare quanto aveva già invia­
to. Certamente io non pretendeva tanto; sarà una limosina che Ella fa e Dio ne ser­
berà merito. Ciò che accadde a Lei è accaduto a molti altri e bisognerà servirci dei
vaglia [postali] per non essere derubati.
Dal canto mio le professo di ogni cosa viva e sincera gratitudine e [non] ces­
serò di pregare per Lei e per tutta la rispettabile sua famiglia mentre raccomando la
povera anima mia alle sante sue preghiere e mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco

31.3 Page 303

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gennaio 1871 295
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
-3cuiprseiiprlacegogapgr.ee::n«.v.S3ileArtitsc.seo1vc4oi9na8zo;iodsinalecloaanlSlseiegrLnveoatrtaluarCqeaumCieabttartanoyzliaDchnieg. n2Ly3.1V6L,ir6g1,i76n5idaealblaittainptoegirnafCiaordseoHd’OeirTationrtiooridni.V91aldFoircecnozein:
--- pTpeeorrtapcloeropLv. .vni.1s5t1a,5Ad5si»s.loibcriai,zeiocnc.e La.ll2a,8B0iblioteca della gioventù italiana anno 1871 L. 6
1507
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
OEAHrSiCg.1Ba4u63t1.21M01BMf.sXs.21a11u20t.xiln3f5otmocm., .Callionrteis(tA. a1s9t8am03p0a3:)«Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
Ispnceovrvilaoal—feettsetearsaadcuiirrSict.aoFllar’areendcipzeeisorcnloaedndiueSollavalaeSsctohrieiasaEdcicSle.sGiaisotvicaan,nsieEnveanpgreepliasrtaa scuobnitloa uranc’caoltmraa—ndaiznivointoe adlel’lOl’ararctoivreio-
[Torino], 23 [gennaio 18]71
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Oggi festa dello sposalizio della B. V. spedisco la prima lettera per la nuova
chiesa che ha seco l’ultima raccomandazione del fu nostro Arcivescovo, e la
indirizzo a Lei che fu la prima e la più potente oblatrice per la compra dei siti 5
opportuni.
Con aprile prossimo saranno cominciati regolarmente i lavori. Io so che Ella
farà quello che potrà; tuttavia se nella sua carità volesse dirmi se in questi tre anni
io possa calcolare sopra qualche somma determinata sarebbemi di norma e di
appoggio in queste miserabili annate.
io
Come vede io scrivo colla libertà di figlio. Ella dica e faccia ogni cosa colla
f.lv franchezza di madre, t La nuova edizione della piccola Storia eccl.ca di quindici
mila [copie] in meno di un mese fu esausta. Deo gratias: prepariamo altra
edizione. Ella ne goda nel Signore.
Domenica 6'h di sera gran teatro, entrata gratuita a Lei e a tutti i suoi 15
inviati. Si degni pregare per me, che di tutto cuore le auguro ogni bene e mi
professo con profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 20
P. S. Mando anche una circolare al sig. c.te di Lei marito. Se le verrà in mente
qualche nome cui mi possa indirizzare l’avrò come opera di carità se me lo dice.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.

31.4 Page 304

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296 gennaio 1871
43 pl’ruimltiamlaetrtaecrac:omsiatnradtataziodenlel:a mleottr.ì 1in4f7a5t.ti il 16 ottobre 1870, quattro giorni dopo aver approvato l’appel­
lo di don Bosco, che pertanto rimandò la stampa della relativa circolare.
7T10orpinrmoosisaseimFraiorbeianlipzreainlden:eatateepr:mpesionnpaòrfauitnntuiattotgorla’pivneevrecTrrniosorii.neocoenoilmPicieam, doantceu.iIllatrcaitstfàersiumbeanlptoindaeslilariecbapbietalleentdaeml ernegtenosodloa
dopo il 1871. A livello nazionale va aggiunto che il compimento dell’unità coincise con un momento deci­
sivo nell’opera di risanamento del bilancio. La spesa per il raggiungimento del pareggio pesò soprattutto
dsuelllle’Itmalaiassme opdoepronlaa.riV, ogii.àVg. rMavilaatneod, aFiefltorritnielalui mEednittoired,el1le97i9m'',ppo.st3e83s.ui consumi: G. C andeloro, Storia
12 nuova edizione... Storia Ecclesiastica: la terza; v. lett. 1273.
13-14 prepariamo altra edizione: la quarta; v. lett. 1488.
15 Domenica: 29 gennaio, quarta domenica dopo l’Epifania.
—21 gFreadnetreiactoroC: ailnloorci:cavs.iloinn.e2d.ella festa di S. Francesco di Sales.
1508
Ad un conte non identificato
IAGO[ncSrieaàidCng.pc. erBaelul3sats1.too21ac0roc1nMhfits.vrsai.ot2taoD1u0tdi.oixciinen1fsco3ah5tniooomcs.-t,mrSoC.]aovnointnetae(sAt,
a stampa:
1980304)
«Oratorio...
W.
G.
M.
G...
Si
prega
della
carità...»
Chiede aiuto per costruire la nuova chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova
[Torino], 23 [gennaio 18]71
Car.mo Sig. Conte,
So che Ella, sig. conte, ama molto la costruzione di belle case in terra, e ciò
mi fa sperare che vorrà dar mano a costruirne una alla maggior gloria di Dio che
5 è ne’ cieli. La chiesa da costruirsi accanto a quella dei protestanti, che dovrà
cominciare col prossimo aprile, è quella che raccomando alla sua carità.
Mi dia quello che può in questi tre anni, e Dio, ricco di grazie, non mancherà
di dare a Lei e alla sua famiglia ampia mercede nel tempo e nell’eternità.
Dio la benedica, caro sig. conte, e le conceda lunghi anni di vita felice col
10 prezioso I dono della perseveranza nel bene.
flv
La prego di compatire la libertà con cui scrivo, e di volermi annoverare tra i
raccomandati alle sante sue orazioni mentre ho l’onore di professarmi con
gratitudine profonda
Di V. S. car.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
5 chiesa da costruirsi: v. lett. 1507.

31.5 Page 305

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1509
A don Giovanni Battista Lemoyne
gennaio 1871 297
AOrMerSsBitCga.XuBaral31ltoi01g401.2c0oRnipcaorrtdei ccoonncfliudseinvzaiaalui ta. i(mdier.et1to3r6i2(BA 809f5. 170r)07) 8 fmf.e. 1231601 xE165-313m6m2.A 7 fogli parzialmente
Ricordi confidenziali al direttore della casa particolare di Lanzo
*Torino, 31 gennajo 1871
Con te stesso
Io Niente ti turbi.
2° Evita le austerità nel cibo. Le tue mortificazioni siano nella diligenza a
tuoi doveri e nel sopportare le molestie altrui. In ciascuna notte farai sette ore 5
di riposo. E stabilita un’ora di latitudine in più o in meno per te e per gli altri
quando v’interverrà qualche ragionevole causa. Questo è utile per la sanità tua e
per quella de’ tuoi dipendenti.
3° Celebra ogni mattina la S. Messa e recita il Breviario pie devote attente.
Ciò sia per te e per i tuoi dipendenti.
10
4° Non mai omettere ogni mattina la meditazione, lungo il giorno una visita
al SS. Sacramento. Il rimanente come è disposto dalle regole della società. I
f.lv 5° Studia di farti amare prima di farti temere. La carità e la pazienza ti
accompagnino costantemente nel comandare, nel correggere, e fa in modo che
ognuno da’ tuoi fatti e dalle tue parole conosca che tu cerchi il bene delle anime. 15
Tollera qualunque cosa quando trattasi d’impedire il peccato. Le tue sollecitudini
siano dirette al bene spirituale, sanitario, scientifico dei gi[o]vanetti dalla Divina
Provvidenza a te affidati.
6° Nelle cose di maggior importanza fa sempre breve elevazione di cuore
a Dio prima di deliberare. Quando ti è fatta qualche relazione, ascolta tutto, ma 20
procura di rischiarare bene i fatti prima di giudicare. Non di rado certe cose a
primo annunzio sembrano bravi e non sono che paglie.
Coi Maestri
Io Procura che ai Maestri nulla manchi di quanto loro è necessario pel vitto,
e pel vestito. Tien conto delle loro fatiche, ed essendo ammalati o semplicemente 25
incomodati, manda tosto un supplente nella loro classe. I
f.2r 2° Parla spesso con loro o separatamente o simultaneamente; osserva se non
hanno troppe occupazioni; se loro mancano abiti, libri; se hanno qualche pena
fisica o morale, oppure se in loro classe abbiano allievi bisognosi di correzione
o di special riguardo nella disciplina, nel modo o nel grado dell’insegnamento. 30
Conosciuto qualche bisogno fa quanto puoi per provvedervi.
3° In conferenza apposita raccomanda che interroghino indistintamente tutti

31.6 Page 306

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298 gennaio 1871
gli allievi della Classe; leggano per torno qualche lavoro di ognuno. Fuggano
l’amicizie particolare e le parzialità; né mai introducano alcuno in camera loro.
35 4° Dovendo dare incumbenze o avvisi agli allievi, si servano di una sala o
camera stabilita a questo scopo.
5° Quando occorrono solennità, novena o festa in onore di Maria SS., di
qualche santo nel paese, nel collegio, o qualche mistero di Nostra S. Religione,
ne diano annunzio con poche parole, ma non si omettano mai.
40 6° Si vegli affinché i Maestri non espellano mai allievi dalla classe, né mai
percuotano i negligenti I o delinquenti. Succedendo cose gravi se ne dia tosto f.2v
avviso al Direttore degli studi o al Superiore della Casa.
7° I maestri fuori della scuola non esercitino alcuna autorità, e si limitino
ai consigli, avvisi o al più alle correzioni che permette e suggerisce la carità bene
45 intesa.
Cogli Assistenti e Capi di Dormitorio
1° Quanto si è detto dei Maestri si può in gran parte applicare agli Assistenti
ed ai capi di Dormitorio.
2° Procura che abbiano tempo e comodità di studiare per quanto è
50 compatibile coi loro doveri.
3° Trattienti volentieri con essi per udire il loro parere intorno alla condotta
dei giovani ai medesimi affidati. La parte più importante dei loro doveri sta nel
trovarsi puntuali al luogo ove si raccolgono: giovani pel riposo, scuola, lavoro,
ricreazione ecc.
55 4° Accorgendoti che taluno di essi contragga amicizia particolare con
qualche allievo, oppure che l’uffizio applicatogli o la moralità di lui sia in
pericolo, I con tutta prudenza lo cangerai di impiego, che se continua il pericolo, f.3r
ne darà tosto avviso al suo Superiore.
5° Raduna qualche volta i Maestri, gli Assistenti, i Capi di dormitorio e a
60 tutti dirai che si sforzino per impedire i cattivi discorsi, allontanare ogni libro,
scritto, immagini [,] pitture, hic scientia est, e qualsiasi cosa che metta in pericolo
la regina delle virtù, la purità. Diano buoni consigli, usino carità con tutti.
6° Si faccia oggetto di comune sollecitudine per iscuoprire allievi pericolosi,
e scoperti inculca che ti siano svelati.
65
Coi coadiutori e colle persone di servizio
1° Non abbiano famigliarità coi giovani, e fa in modo che ogni mattina
possano ascoltare la S. Messa ed accostarsi ai SS. Sacramenti secondo le regole
della Congregazione. Le persone di servizio si esortino alla Confessione ogni
quindici giorni od una volta al mese.
70 2° Usa grande carità nel comandare, facendo conoscere colle parole e coi
fatti che tu desideri il bene delle anime loro; veglia specialmente che non
contraggano famigliarità coi giovani o con persone esterne. I

31.7 Page 307

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gennaio 1871 299
f.3v 3° Non mai permettere che entrino donne nei dormitorii od in cucina, né
trattino con alcuno della casa se non per cose di carità o di assoluta necessità.
Questo articolo è della massima importanza.
75
4° Nascendo dissenzioni o risse fra le persone di servizio, tra gli assistenti,
tra i giovani allievi od altri, ascolta ognuno con bontà ma per via ordinaria dirai
separatamente il parer tuo in modo che uno non oda quanto si dice all’altro.
5° Alle persone di servizio sia stabilito per capo un coadiutore di probità
conosciuta, che vegli sui loro lavori e sulla loro moralità, affinché non succedano 80
furti né facciansi cattivi discorsi, ma si adoperi costantemente per impedire che
alcuno si assicuri com[m]issioni, affari riguardanti ai parenti, o ad altri esteri
chiunque siano.
Coi giovani allievi
1
° Non accetterai mai allievi che siano stati espulsi da altri collegi, oppure ti 85
consti altrimenti esser di mali costumi. Se malgrado la debita cautela accadrà di
accettarne alcuno di questo genere, fissagli subito un compagno sicuro che lo
f.4r assista e I non lo perda mai di vista. Qualora egli manchi in cose lubriche si avvisi
appena una volta e se ricade sia immediatamente inviato a casa sua.
2° Passa coi giovani tutto il tempo possibile e procura di dire all’orecchio 90
qualche affettuosa parola, che tu ben sai di mano in mano che ne scorgerai il
bisogno. Questo è il gran segreto che ti renderà padrone del loro cuore.
3° Dimanderai: Quali sono queste parole? Quelle stesse che un tempo per lo
più furon dette a te. P. E. Come stai? bene. E di anima? Così, così. Tu dovresti
aiutarmi in una grande impresa; mi aiuterai? Si, ma in che cosa? A farti buono - 95
oppure a salvarti l’anima, oppure a farti il più buono dei nostri giovani. Coi più
dissipati: Quando vuoi cominciare? Che cosa? Ad essere la mia consolazione, a tener
la condotta di S. Luigi. A quelli che sono un po’ restii ai Santi Sacramenti:
Quando vuoi che rompiamo le corna al Demonio? In che modo? Con una buona
confessione. Quando vuole. Al più presto possibile. Altre volte: Quando faremo 100
un buon bucato? Oppure: Ti senti di aiutarmi a rompere le corna al Demonio?
f.4v Vuoi che I siamo due amici per gli affari dell’anima? Haec aut similia.
4° Nelle nostre case il Direttore è il confessore ordinario, perciò fa vedere
che ascolti volentieri ognuno in confessione, ma da’ loro libertà di confessarsi da
altre se lo desiderano. Fa ben conoscere che nelle votazioni sulla condotta morale 105
tu non ci prendi parte e studia di allontanare sin l’ombra di sospetto che tu abbia a
servirti oppure anche a ricordarti di quanto fu detto in confessione. Neppure
apparisca il minimo segno di parzialità verso chi si confessasse da uno a
preferenza degli altri.
5° Il piccolo clero, la Compagnia di S. Luigi, del SS. Sacramento, 110
delFImmacolata Concezione siano raccomandate e promosse. Ma tu ne sarai
soltanto promotore, non direttore; considera tali cose come opere dei giovani la
cui direzione è affidata al catechista ossia al Direttore Spirituale.

31.8 Page 308

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300 gennaio 1871
Cogli Esterni
115 1° Prestiamo volentieri l’opera pel servizio religioso, per la predicazione,
celebrare Messe, ascoltare le confessioni, I tutte le volte che la carità e i doveri f.5r
del proprio stato lo permettono specialmente a favore della Parocchia nei cui
limiti trovasi la nostra casa. Ma non assumetevi mai impieghi od altro ufficio
che importi assenza dallo stabilimento o possano impedire gli uffizi a ciascuno
120 affidati.
2° Per cortesia siano invitati Sacerdoti esterni per le predicazioni, od altro
in occasione di solennità o di trattenimenti musicali o di altro genere. Lo stesso
invito si faccia alle autorità civili e a qualsiasi altra persona benevola o benemerita
per favori usati o che sia in grado di usarne.
125 3° La carità e la cortesia siano le note caratteristiche di un Direttore tanto
verso gli interni quanto verso gli esterni.
4° In caso di questioni di cose materiali accondiscendi in tutto quello che
puoi; anche con qualche danno, purché si tenga lontano ogni appiglio di liti o di
altra questione che possa far perdere la carità.
130 5° Se trattasi di cose spirituali, le questioni risolvonsi sempre come possano
tornare a maggior gloria di Dio. Impegni, puntigli, spirito di vendetta, I amor f.5v
proprio, ragioni, pretenzioni, ed anche l’onore tutto deve sacrificarsi per evitare il
peccato.
6° Se per altro la cosa fosse di grave importanza è bene di chiamare tempo
135 per pregare e dimandare consiglio a qualche pia e prudente persona.
Con quelli della Società
1° L’esatta osservanza delle regole e specialmente dell’ubbidienza sono la
base di tutto. Ma se vuoi che gli altri obbediscano a te sii tu ubbidiente a chi di
ragione. Niuno è idoneo a comandare se non è capace di ubbidire.
140 2° Procura di ripartire le cose in modo che niuno sia troppo carico di
incumbenze, ma fa che ciascuno adempia fedelmente quelle che gli sono affidate.
3° Niuno della Congregazione faccia contratti, riceva danaro, faccia mutui,
o impresti ai parenti, agli amici o ad altri. Né alcuno conserva danaro od
amministrazione di cose temporali senza esserne direttamente autorizzato dal
145 Superiore. L’osservanza di questo articolo terrà lontano la peste più I fatale alle f.6r
Congregazioni religiose.
4° Abborrisci come veleno le modificazioni delle regole. L’esatta osservanza
di esse è migliore di qualunque variazione. Il meglio è nemico del bene.
5° Lo studio, il tempo, l’esperienza mi hanno fatto con mano toccare, che la
150 gola, l’interesse, la vanagloria sono la rovina di floridissime Congregazioni e di
rispettabili ordini religiosi. Gli anni ti faranno conoscere delle verità che forse ora ti
sembreranno incredibili.

31.9 Page 309

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gennaio 1871 301
Nel comandare
1° Procura di non mai comandare cose superiori alle forze dei subalterni. Né
mai si diano comandi ripugnanti; anzi abbi massima cura di secondare le 155
inclinazioni di ciascuno affidando di preferenza le cose che si conoscono di
maggior gradimento.
2° Non mai comandare cose dannose alla sanità o che impediscano il
necessario riposo o vengano in urto con altre incombenze o con ordini di altro
superiore. 1
160
f.6v 3° Nel comandare si usino sempre modi e parole di carità e di mansuetudine.
Le minacce, le ire, tanto meno le violenze siano sempre lungi dalle tue parole e
dalle tue azioni.
4° In caso di dover comandare cose difficili o ripugnanti al subalterno si dica
p. es.: Potresti fare questa o quell’altra cosa? Oppure: Ho cosa importante che non 165
vorrei addossarti perché difficile, ma non ho chi al pari di te possa compierla.
Avresti tempo, sanità, non ti impedisce altra occupazione? L’esperienza ha fatto
conoscere che simili modi usati a tempo hanno molta efficacia.
5° Si faccia economia in tutto: ma si faccia in modo che agli ammalati nulla
manchi.
170
Si faccia per altro a tutti notare che abbiamo fatto voto di povertà, perciò
non dobbiamo cercare nemmeno desiderare agiatezze in cosa alcuna. Dobbiamo
amare la povertà ed i compagni della povertà. Quindi evitare ogni spesa non
assolutamente necessaria negli abiti, nei libri, nel mobiglio, nei viaggi ecc. I
f.7r Questo è come testamento che indirizzo ai Direttori delle case particolari. Se 175
questi avvisi saranno messi in pratica io muoio tranquillo, perché sono sicuro che
la nostra Società sarà certamente benedetta dal Signore e ognor più fiorente
conseguirà il suo scopo che è la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime.
Car.mo D. Lemoyne,
procura di mettere in pratica gli avvisi sopra descritti e Dio sarà con te, ti 180
benedirà e farà fruttare le tue fatiche e le tue parole. Così pregherò ogni giorno
nella Santa Messa finché Dio ci accolga tutti nel regno della vera felicità. Amen.
[Sac. Gio. Bosco]
1-180 Per la prima redazione di tali Ricordi Confidenziali ai direttori ( 1863) v. E(m) I, lett. 712; per tutte
plep.va1r2i5an-1ti66s;uctecsetsosievdei,tov.aFn.chMeointtDo,onI
“Ricordi Confidenziali ai
Bosco educatore. Scritti e
direttori” di don
testimonianze, a
Bosco
cura di
in
P.
RSS 4
Braido.
(19
Ili
84)
ed.
Roma, Las 1997, pp. 173-186.
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.

31.10 Page 310

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302 febbraio 1871
1510
A don Giovanni Bonetti
ASC B 31010 Leu. orig.. Bonetti (A 1690823) me. 8 C 4
Orig. aut. senza firma 1 f. di quaderno 2 1 0 x l35m m . carta leggermente rigata
segni di pastello azzurro sul v
E II 143 cfr. MB IX 4
Osservazioni successive alla prima revisione della Storia Ecclesiastica
mrg. rinforzati
[Torino, febbraio 1871]
D. Bonetti car.mo,
Il lavoro va bene. Soltanto nel metterlo a posto osserva se conviene:
1° Mettere alcune note o parte di esse nel testo.
5
2° Alcune altre cose del testo in forma di nota perché troppo staccate dai
fatti esposti.
3° Non si dimentichi di raccogliere, quando si può, dagli autori di cui si
parla, quanto si conosce di più favorevole alla dottrina] della Chiesa.
4° Le osservazioni e le note più lunghe non istarebbero meglio in forma di
io appendice a ciascun volume? In questo caso nel testo a pie’ di pag. si mett. [:] V.
App. Schiarimenti A. B. etc. e si dovrebbero scrivere in un quaderno a parte.
Ogni cosa al tuo buon senno. Vale.
[Sac. Gio. Bosco]
9 osservazioni] osservazioni più
1 La data è puramente indicativa e comunque posteriore a quella della lett. 1500.
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 II lavoro: la Storia Ecclesiastica rivista secondo le osservazioni di don Bosco; v. lett. 1488.
1511
A don Giovanni Bonetti
AOdMirSrBieCgt.XtoBaru31it01i.4n01v2i0a8tRafifac.olrudii2c1o0fnoxfgidli1e3nc5oznimalmmi aa. iccdhirieeitndtoicruaiml(cAeid0(itm9à5ee1. 0r1e03s96t)a2urDatm7i ecf.o.n173rc)6a2crtoCapai7ad/Dedsei7ivaRicordi confidenziali ai
Ricordi confidenziali al direttore della casa salesiana di Borgo S. Martino
*Torino, 1° febbfraio] 1871
Car.mo D. Bonetti,
Ecco gli avvisi del padre tuo. Procura di leggerli spesso e di praticarli. Ti
raccomando ancora di aggiugnere [:]

32 Pages 311-320

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32.1 Page 311

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febbraio 1871 303
1° di promuovere la virtù dell’obbedienza e dell’osservanza delle nostre re­
gole coi fatti e colle parole;
2° i più inetti agli uffizi, ed i meno amanti de’ loro doveri siano oggetto spe­
ciale delle tue sollecitudini.
Dio ci benedica e ci ajuti a lavorare nel tempo per averne poi la dovuta ri­
compensa nella beata eternità. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 avvisi, i Ricordi Confidenziali ai direttori: v. lett. 1509. Il testo è identico a quello ivi pubblicato.
1512
Al professore don Raffaele Piperni
ASC B31010 Lett. orig. dì recente recupero, Piperni (A 1780301)
Orig. aut. 2 ff. 21 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio.... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro] busta 107 x 68 min. in pessimo stato di conservazione fortemente
ingiallita con molte macchie di umidità mrg. frastagliati foro al posto del francobollo timbri: Torino
Succursale 4 Feb 71 4 S Campobasso 6 Feb 71
Ined.
Accetta di partecipare alla diffusione di un’opera a stampa mediante quattro sottoscrizioni — invita
a collaborare nella diffusione della buona stampa
[Torino], 4 febbraio [18]71
Car.mo nel Signore,
Volentieri prendo parte alla stampa dell’Opera che mi accenna; mi conti per
quattro associati che manderà a questo Stabilimento.
La ringrazio delle affettuose e caritatevoli espressioni usate a mio riguardo;
aggiunga ancora la grande carità di pregare per me e per questi fanciulli dalla di­
vina provvidenza a me affidati.
Noi qui faremo quanto si può per la buona stampa; Ella faccia quanto può
per ajutarci a diffonderla.
Dio la benedica, e con Lei benedica i suoi allievi e le sue fatiche e mi creda
in ogni cosa
Di V. S. car.mo
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
Al chiarissimo Signore
Il Sig. Prof. D. Raf. Piperni
Ripalimosani
Molise

32.2 Page 312

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304 febbraio 1871
1 febbraio] 2 3 Volentieri res 5 mio res 8 faccia res
2 Raffaele Piperai: nato a Cascalenda (Campobasso) il 25 luglio 1842, nipote di don Michele Piperai, di­
venne sacerdote a Larino il 6 aprile 1867. Dopo aver insegnato in vari ginnasi della diocesi, compreso il suo
paese, dove fondò una scuola serale per lavoratori, passò alcuni anni nell’istituto missionario di Brignole-
Sale a Genova, finché venne inviato a lavorare da Propaganda Fide in Palestina, accanto a don Antonio Bel-
loni, con cui si fece salesiano professando a Torino l’8 ottobre 1892. Avendo lunga esperienza di viaggi mis­
sionari in America del Nord e Centrale, fu mandato per quattro anni in Messico e poi negli Stati Uniti, do­
ve dal 1897 al 1921 fu direttore dell’opera salesiana di S. Francisco. Colà ricevette varie onorificenze e morì
il 15 novembre 1930: cf DBS 222-223. Un profilo più ampio e preciso è quello offerto da Michael R ibot­
ta, Discovering America: Father Raphael Piperni and thè First Salesian Missionaries in North America in
«Journal of Salesian Studies», voi V, n. 1, 1994, pp. 12-17; v. anche F. Castellanos Hurtado, P. Rafael Pi-
perni. Un misioniero de tres continentes. Guadalajara 1998, 37 p. (dattil. con bibliografia).
3 Opera che mi accenna: non è stata identificata.
5 caritatevoli espressioni: la lettera non è stata reperita.
1513
Al teologo Felice Golzio
ASC B31010 Lett. orig., Golzio (A 1710821) me. 25 E 5
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta intest.: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
E II 147 MB X 200
Invia delle carte riguardanti una vertenza con il vescovo di Mondovì — prega di leggerle prima di conse­
gnarle al teol. Bertagna — chiede di fissargli un’udienza per discuterne
[Torino], 6 febbraio [18]71
Car.mo sig. Teologo,
Ho bisogno che con sua comodità legga le unite carte riguardanti ad una pic­
cola vertenza, tutta amichevole, col Vescovo di Mondovì. Dopo abbia la bontà di
5
darle al T. Bertagna che spero vorrà anche dare alle medesime un’occhiata; quindi
se potranno fissarmi un’ora lungo la giornata mi troverò anch’io per intendere il
parere e vedere la risposta a farsi.
Per loro norma la relazione mia, di D. Durando, e di D. Cagliero, non furono
vedute dal can.co Eula.
io Dio ci benedica tutti e ci ajuti a perseverare nel bene. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 febbraio] 2
2 Felice Golzio: v. E(m) II, lett. 846.
3 unite carte: ed. in MB X 191-203; fra le altre una lettera di mons. Ghilardi del 28 gennaio 1871 cui era
allegata la dichiarazione favorevole alla sua posizione da parte del suo consulente, teologo Stanislao Eula;
v. poi lett. 1519.
4 Vescovo di Mondovì Giovanni Tommaso Ghilardi: v. E(m) II, lett. 901.
5 Giovanni Battista Bertagna: v. E(m) II, lett. 757. Era il consulente scelto da don Bosco.

32.3 Page 313

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febbraio 1871 305
6 fissarmi un’ora: il colloquio ebbe effettivamente luogo, stando alla lettera 1519.
8 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330.
— Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
9 Stanislao Eula: v. lin. 3.
1514
Al commendatore Giovanni Battista Dupraz
ASC B31010 U n . orig., Dupraz (A 1710230) me. 20 C 9/10
Orig. aut. 2 ff. 21 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro] sul mrg. sup. des. del f. 2v si legge allog.: «D. Bosco 7 Febb 1871
Chiesa S. Giov. Evang.»
E II 148 MB X I 13
Invia la circolare relativa alla costruzione della chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova
Torino, 7 febbraio [18]71
Car.mo Sig. Commendatore,
Le mando una circolare, che racchiude l’ultima commendatizia del com­
pianto nostro Arcivescovo, cui stava tanto a cuore l’impresa di cui parliamo.
È opera ardita in questi tempi, ma è di assoluta necessità e perciò spero che 5
la carità de’ buoni cattolici, e la speciale assistenza di Dio non verranno meno.
Godo molto che abbia accolto con bontà la mia proposta, questo mi dà molto
coraggio, e spero che apporterà anche speciali benedizioni sopra di Lei e sopra la
pia di Lei consorte. I
f l v Dio li benedica ambidue, e loro conceda sanità stabile con lunghi anni di vita 10
felice col prezioso dono della perseveranza nel bene.
Con verace gratitudine ho l’onore di potermi professare
Di V. S. car.ma
Aff.mo ed Obbl.mo servo
Sac. Gio. Bosco
15
1 febbraio] 2 7 molto'] molto,
2 Giovanni Battista Dupraz: v. lett. 1273.
3 circolare: v. lett. 1475.
7 mia proposta: non meglio precisata e di difficile interpretazione in quanto non è stata reperita la lette­
ra del commendatore. Qualche analogia con le lett. 1520 e 1536.
9 di Lei consorte, Angela Dupraz: v. lett. 1273.
1515
Al sindaco di Cherasco Felice Galli della Mantica
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Della Mantica (A 1690503) me. 4 E 4/6
Orig. di Gioachino Berto con firma aut. 2 ff. 250 x 198 mm. n° di protocollo 107 11 febbr. 1871

32.4 Page 314

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306 febbraio 1871
intest, a stampa: «Oratorio... Chi desidera...» sul mrg. sin. si trova una marca da bollo da una lira annul­
lata da un timbro: ufficio del bollo ... accanto alla scritta: registrato a Torino lì 30 aprile 1872 n° 5508/esat-
to lire u n a.....il ricevitore Stambio altro timbro in inchiostro di colore verde della Segreteria Civile
della Corte d’Appello di Torino sul mrg. sup. des. del f. 2v sottolineato si legge: «Giordano pre»
E II 153-154 MB X 132
Risponde a due lettere del corrispondente trasmessegli dal direttore del collegio di Cherasco — osserva
che esse portano il contratto fuori del senso della Convenzione
[Torino], 9 febbraio 1871
Ill.mo sig. Sindaco,
Il Sig. Direttore del Collegio-Convitto di Cherasco mi dà comunicazione di
due lettere cui mi trovo in dovere di dare pronta risposta.
5
Osservo anzi tutto sembrarmi che queste lettere portino il nostro contratto
fuori del senso della Convenzione.
Ivi si dice: Il contratto col sac. Bosco esige che gli insegnanti siano patentati
e tali da potersi ottenere il pareggiamento.
Per le Elementari sta così, ma pel Ginnasio io non trovo queste formole.
10 Soltanto nell’articolo 2° sta scritto: Il sac. Bosco provvederà pure insegnanti ido­
nei ed in numero sufficiente per le cinque Classi Ginnasiali. Qui non si parla né di
patenti né di pareggiamento.
L’articolo 3° parla dell’istruzione e questa doversi dare secondo le leggi e la
disciplina stabilite dal Ministero. Questa parte credo siasi adempiuta.
15
Si aggiungono le parole: In modo che si abbia il diritto di ottenere per le
Classi Ginnasiali il pareggiamento. Queste parole I sembrandomi dubbiose, ho
flv
voluto chiederne l’interpretazione di persona di molta autorità. Quella mi disse
che vogliono essere intese in senso possibile, e che perciò si può pretendere che
l’istruzione sia tale che gli allievi siano instruiti in modo da essere in grado di su-
20 bire l’esame ne’ collegi pareggiati.
Poiché, soggiunge, il solo personale del Ginnasio di 3acategoria costa oltre a
dieci mila franchi; come adunque si possono oltre a questo esigere ancora cinque
insegnanti per le Elementari muniti di legale patente con tutte le altre spese an­
nesse e ciò soltanto per la somma descritta neH’articolo 6° di soli dieci mila fran-
25 chi [?]
Qualora poi si volesse dare più largo senso alle mentovate parole e intendere
che al sac. Bosco e al Municipio compete il diritto di pareggiare il Collegio ai go­
vernativi, allora bisognerebbe stabilire altre basi possibili coll’uso di questo dirit­
to, vale a dire coll’aumento del numero dei maestri che dovrebbero essere tutti
30 muniti di legali patenti. Per questo motivo si era talvolta invitato il Municipio a
differire la pratica sul pareggiamento.
Ma dal canto mio non ricuso di prestarmi a tale uopo quanto sarà necessario
previe le opportune intelligenze. E se mi si potrà fissare un giorno farò in modo di
recarmi a Cherasco e forse di presenza saranno più facilmente appianate le diffi-
35 coltà.

32.5 Page 315

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febbraio 1871 307
Noto per altro che fin da principio mi sono volontariamente addossati vari
f.2r pesi per agevolare la pratica I presso alla deputazione provinciale; che ho sempre
fatto quanto si potè perché la città fosse soddisfatta, e che sono di minima entità
le modificazioni a farsi nell’attuale personale per renderlo pari a quello dei Colle­
gi Governativi.
Ciò sarebbesi certamente aggiustato se mi fosse stata fatta regolare risposta
40
quando io proponeva la sospensione dei lavori di costruzione, e della pratica pel
pareggiamento per timore, che lo stato di igiene avesse impedito la nostra conti­
nuazione nel Collegio-Convitto di Cherasco.
La prego di voler dare benevola interpretazione a quanto sopra, e di credermi 45
coi sentimenti di perfetta stima con cui ho l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 conte Felice Galli della Mantica: v. lett. 1374.
3 Direttore del collegio-convitto era don Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
4 due lettere: una del 3 febbraio 1871, cui rispose in modo interlocutorio don Francesia e una del 6 feb­
braio, cui don Bosco risponde con questa del 9 febbraio. Documentazione in ASC F 680 Cherasco, me.
2657C3oBnv4e/n5z,ioconpe:iac2it5.7i3n Clett1./21.377; anche in me. 2574 C 1/5. Nella lettera di risposta a don Francesia, a
firma dell’assessore anziano del Comune, si chiedeva che don Bosco provvedesse il personale insegnante
faoprnroitcoradsititniatorlei,l’oensdeceupzrioonceedneérelealadpdaorettgegciaomndeniztioondieslal’nisittiatruiteonvéoillubtuoodnael sMitoundiecgipliioesa«nmoindpi olitceenndzoa vsaolsetree­
9nutPi edragleliEallelmieevnitlaoris:cnoerlsloa alentnteor»a. di risposta del 26 febbraio 1871 il sindaco sostenne che il pareggiamento
non poteva applicarsi alle scuole elementari per la semplice mancanza di tali scuole governative in Italia
e che il contratto andava mantenuto, pena il ricorrere ai tribunali, cosa da non escludersi, dopo la lettura
f3a3ttafiisnsacroensuignligoiocronmou: nial lesinddeallc’uoltaimccaollseettelraa pdriodpoonstaB,ocschoie.dendo a don Bosco di fissare la data. Don
Francesco Cuffia, prefetto del collegio, comunicò allora al sindaco che don Bosco sarebbe stato presente
a Cherasco l’8 e il 9 marzo.
42 sospensione: v. lett. 1459.
1516
Ai giovani del collegio di Lanzo
ASC B31010 Lett. orig., Alunni di Lanzo (A 1720506) me. 29 B 6/9
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta intest.: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
carta leggerissima ingiallita segni di carta gommata nel testo del dialogo alcune virgole vengono qui
sostituite col trattino
E II 148-150 MB X 42-43
Esprime il desiderio di andare a fare il carnevale con loro e racconta una visione avuta durante una «visi­
ta» a Lanzo di alcuni giorni prima
[Torino], 11 febbraio [18]71
Car.mi ed amat.mi figliuoli,

32.6 Page 316

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308 febbraio 1871
Desidero, o cari figli in G. C., desidero di andare a far carnevale con voi.
Cosa insolita perché in questi giorni non sono solito di allontanarmi di casa
5 Torinese. Ma la affezione che tante volte mi avete manifestata, le lettere scrittemi
concorsero a tale risoluzione. Ma un motivo di gran lunga più [importante] mi
spinge [:] sì [,] fu una visita fattavi pochi giorni sono.
Ascoltate che terribile e doloroso racconto. All’insaputa vostra e de’ vostri
superiori vi feci una visita. Giunto sulla piazzetta davanti la Chiesa vi[di] un mo­
lo stro veramente orribile.
Gli occhi grossi e scintillanti, il naso grosso e curto, la bocca larga, mento
acuto, orecchi come un cane con due corna che a guisa di caprone gli sormonta­
vano il capo. Esso rideva e scherzava con alcuni suoi comlpagni saltellando qua e f l v
là.
15 — Che fai tu qui, ghigno infernale? - gli dissi spaventato.
— Mi trastullo! - rispose - non so che fare.
— Come? non sai che fare, hai forse stabilito di lasciare in pace questi miei
cari giovanetti?
— Non occorre che io me ne occupi, perciocché ho dentro degli amici che
20 fanno per eccellenza le mie veci. Una scelta di allievi, che si arrolarono e si
mantengono fedeli al mio servizio.
— Tu mentisci o padre della menzogna; tante pratiche di pietà, letture, medi­
tazioni, confessioni...
Mi guardò con riso beffardo, e accennandomi di seguirlo mi condusse in sa-
25 crestia e mi fece vedere il direttore che confessava.
— Vedi, - soggiunse - alcuni son miei nemici, ma molti mi servono anche qui
e sono coloro che promettono e non attendono; confessano sempre le stesse cose,
ed io godo assai delle loro confessioni.
Poi mi condusse in un dormitorio e mi fece osservare alcuni I che, durante la f.2r
30
messa, pensano male e non pensavano di andare in chiesa. Di poi mi notò uno di­
cendo: - Costui fu già al punto di morte e allora fece mille promesse al Creatore;
ma guarito divenne peggiore di prima.
Mi condusse poi in altri siti della casa e mi fece vedere cose che mi parevano
incredibili, e che non voglio scrivere ma raccontarvi a bocca.
35 Allora mi ricondusse dentro al cortile, di poi co’ suoi compagni davanti alla
Chiesa e gli domandai: - Qual è la cosa che ti rende miglior servizio fra questi
giovanetti?
— I discorsi, i discorsi, i discorsi, tutto vien di lì. Ogni parola è un seme che
produce maravigliosi frutti.
40 — Chi sono i tuoi più grandi nemici?
— Quelli che frequentano la comunione.
— Che cosa ti fa maggior paura?
— Due cose: la divozione a Maria...
— Qual è la seconda [?]

32.7 Page 317

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febbraio 1871 309
Allora si conturbò, prese l’aspetto di un cane, di un gatto, di un orso, di un 45
lupo. Aveva ora tre corna, ora cinque, ora dieci, tre teste, cinque, sette. E questo
f.2v
quasi nel temipo stesso.
Io tremava, l’altro voleva fuggire, io voleva farlo parlare, finché gli dissi: - Io
voglio che tu assolutamente mi dica quale cosa temi più di tutte quelle che ivi si
fanno. E questo te lo comando a nome di Dio Creatore tuo e mio padrone a cui 50
tutti dobbiamo ubbidire.
In quel momento egli con tutti i suoi si contorsero, presero forme che non
vorrei mai più vedere in vita mia [;] di poi fecero un rumore con urli orribili che
terminarono con queste parole: - Ciò che ci cagiona maggior male, ciò che più di
tutto temiamo si è l’osservanza dei proponimenti che si fanno in confessione. 55
Queste parole furono pronunciate con urli così spaventevoli e gagliardi, che
tutti quei mostri scomparvero come fulmini, ed io mi trovai seduto in mia camera
al tavolino. Il resto ve lo dirò a voce e vi spiegherò tutto.
Dio ci benedica e credetemi vostro
Aff.mo in G. C. 60
Sac. G. Bosco
1 febbraio] 2 5 che trsp post volte 33 ante casa del sta 39 maravigliosi corr si ex maragliosi
42 paura res 48 tremava corr ex treb
3 carnevale: precedeva la quaresima, che aveva inizio il mercoledì delle Ceneri, 22 febbraio.
5 le lettere scrittemi: non sono state conservate.
7 visita: da intendersi in senso figurato; v. anche E(m) II, lett. 754.
1517
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720613) me. 30 A 11
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina segno di carta gommata
sul v
MB X 120
Comunica la data del suo arrivo a Lanzo
timbro a secco BATH
[Torino], 11 febbraio [18]71
Car.mo D. Lemoyne,
Lunedì, a Dio piacendo, nel mattino sarò a Lanzo. Leggi questa lettera ai
giovani, io spiegherò poi tutto.
A buon rivederci.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 febbraio] 2 3 lettera corr ex leggera

32.8 Page 318

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310 febbraio 1871
2 Giovanni Battista Lemoyne, direttore del collegio di Lanzo: v. E(m) II, lett. 853.
3 Lunedì: 13 febbraio.
— questa lettera: v. lett. 1516.
1518
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig.
ASC
Bau3t1. 2 1 01Mf.ss.
aut2.1i0nfxot1o3c5.,mCma.mbray
Digny
(A
1980305)
Ined.
Accetta il ragazzo raccomandatogli
*Torino, 12 febbraio [18]71
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Si immagini con qual piacere accetto il giovane che nella sua bontà com-
piacquesi raccomandare. Affinché sia meglio coltivato, potendo pagarsi la retta
5
ordinaria, gli fisserò la casa di Borgo S. Martino, di cui le unisco programma. Là
non vi è il numero stragrande come a Torino. Egli può recarsi quando che sia,
giacché il Direttore locale n’è avvisato. Io passerò colà la prima settimana di qua­
resima. Sarà al medesimo fissato il numero 186.
Lungo quest’anno avremo il piacere di vederla alla festa di Maria A.? Lo
io speriamo.
Ogni bene a Lei e alla sua famiglia, preghi per me, che con profonda gratitu­
dine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
1 febbraio] 2 7 n’è] né
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
3 giovane: non è stato identificato.
1519
Al vescovo di Mondovì Giovanni Tommaso Ghilardi
Archivio diocesano carte Ghilardi c. 9 - Mondovì
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Chi desidera...» strappo sul f. 2v
segno di ceralacca timbri: Torino succursale 12 feb 71 3 S Mondovì 13 feb 71 altri timbri illeggi­
bili
ASC B 31210 Mss. aut. infotoc., Ghilardi (A 1800153) me. 2650 A 9
EH 150 MB X 201

32.9 Page 319

▲torna in alto
febbraio 1871 311
Avvisa di aver consegnato le carte relative alla vertenza sulla tipografia al teol. Bertagna, il quale comu­
nicherà il suo parere direttamente al teol. Eula
[Torino], 12 febbraio [18]71
Re.d.mo e Car.mo Monsignore,
Ieri ho portato le carte relative all’affare della Tipografia al T. Golzio e Ber­
tagna. Fecero qualche difficoltà, giudicando presunzione di entrare giudici in cose
che riguardano a V. S. Re.d.ma. Ma io feci loro osservare che si trattava soltanto 5
di esporre il loro parere e poi comunicarlo semplicemente in modo tutto privato
ad una delle parti. Allora il T. Bertagna mi disse che avrebbe letto le carte, e stu­
diata la questione e poi avrebbe partecipato il suo modo di vedere al can.co Eula,
suo buon amico.
Io non desidero nemmeno di vederlo; quando lo abbia ricevuto, ed Ella in- io
tenda di darvi corso, io ci metto fin d’ora il mio nome in bianco.
Mi doni la sua santa benedizione e mi creda colla più profonda gratitudine
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 15
f.lv A sua Eccellenza Re.d.ma
Monsig. Ghilardi Vescovo
Mondovì
1 febbraio] 2 7 ante avrebbe del V
2 Giovanni Tommaso Ghilardi: v. E(m) II, lett. 901.
3 Ieri ho portato: la lettera al Golzio era però del 6 febbraio 1871.
— carte relative: per gli immediati precedenti della vertenza v. lett. 1513.
— Felice Golzio: v. E(m) II, lett. 846.
3-4 Giovanni Battista Bertagna: v. E(m) II, lett. 757; e lett. 1513.
8 Stanislao Eula: v. lett. 1322.
15 La vertenza, che riguardava anche alcuni debiti di mons. Ghilardi verso la tipografia di Valdocco,
all’epoca diretta dal cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano, si concluse solo vari mesi dopo, con una
transazione amichevole, firmata da don Bosco e dal vescovo il 27 novembre 1871, favorita dall’esborso
di 3000 lire da parte del suddetto cavaliere: cf MB X 201-203.
1520
Al signor Biagio Foeri
ASC B 31010 Lett. orig., Foeri (A 1710502) me. 22 C 5/6
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità»
[cancellato con tratto di inchiostro]
EH 151 MB X 121
Dovendo far fronte ad un’eccezionale spesa per l’ampliamento dell’edificio in Lanzo supplica la conces­
sione di un lascito
[Torino], 15 febbraio ]1871

32.10 Page 320

▲torna in alto
312 marzo 1871
Preg.mo e Car.mo Sig. Biagio,
La spesa eccezionale cui vado incontro nella costruzione dell’edifizio annes­
so al Collegio di Lanzo mi sprona a ricorrere a fonti eccezionali per condurre a
5 termine la cominciata impresa.
Oggi desiderava di parlarle di un pensiero e di un progetto che credo tutto
consentaneo alla sua volontà di fare del bene e che non le tornerà di suo grave in­
comodo.
Il sig. D. Foeri potrà meglio spiegare a voce ogni cosa. Esso consiste nella
10 speranza di un lascito da parte sua quando Dio lo chiami al paradiso. Sopra questa
speranza io troverei chi I mi somministra danaro in caso di necessità e troverei
anche benefattori che mi pagherebbero l’interesse per un tempo indeterminato.
Come Ella vede io parlo con illimitata confidenza, il che si fa soltanto con
persone che si conoscono amanti di nostra santa cattolica religione e della pubbli-
15 ca moralità come appunto ho sempre reputato la V. S. car.ma.
Dio la benedica, sig. Biagio, e le conceda copiose celesti benedizioni con
lunghi anni di vita felice, mentre con gratitudine mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Gio. Bosco
Sig. Foeri Biagio
Lanzo
2 Biagio Foeri: nato il 15 maggio 1797 a Lanzo, esercitava la professione di ceraio e come tale forniva
le chiese di Lanzo e dei luoghi vicini. Fu sindaco del paese dal 1851 al 1854 e dal 1860 al 1861. Morì il
28 novembre 1874: cf «La voce deU’Immacolata» 15 (1969), n. 3 p. 28; v. anche lett. 1619.
3 costruzione: v. lett. 1412. I lavori erano iniziati nell’autunno del 1870, ma si dovettero interrompere
per il crudo inverno che danneggiò gravemente la costruzione, ripresa poi nella primavera del 1871.
L’edificio fu portato a termine nel 1873, al costo complessivo di lire 200.000.
6 oggi: don Bosco il 13 febbraio era andato a Lanzo (v. lett. 1517) pertanto durante il suo soggiorno
aveva potuto incontrare il fratello del destinatario della lettera.
9 don Luigi Foeri, cappellano di Lanzo e fratello di Biagio (lin. 2): morì in Lanzo il 24 giugno 1889,
all’età di 88 anni: cf «La voce dell’immacolata» 14 (1959), n. 1, p. 6.
10 lascito: don Bosco rinnoverà la proposta l’anno successivo; v. lett. 1619.
1521
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720614) me. 30 A 12/B 1
Orig. aut. 2 ff. 21 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
carta molto ingiallita
EH 151-152 MB X 1219
Lo incarica di scrivere la vita di Cristoforo Colombo per le «Letture Cattoliche»
[Torino], 4 marzo [18]71
Car.mo D. Lemoyne,

33 Pages 321-330

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33.1 Page 321

▲torna in alto
marzo 1871 313
Un lavoro marinaresco spettante ad un Genovese è giusto che venga affidato
ad un Genovese. La vita di Cristoforo Colombo farà un fascicolo delle L[etture]
C[attoliche] di pag. 100 a 200 ed anche di più se ne vedrai il bisogno.
5
Nell’indice dei due volumi uniti vedrai marginature con linee continuate —
significanti essere cose da prendersi quasi testualmente. Le parti segnate con una
serie di puntini .... significano doversi riepilogare per collegare i fatti e dare for­
ma storica a quanto si espone.
Ben inteso che ti do ampia libertà di penna e di parola. Quindi se nella tradi- 10
f l v zione o in altri libri trolverai episodi o sentenze ad hoc servitene pure. Nell’opera
11 MonachiSmo di Tullio Dandolo trovasi un bel capo sulla vita monacale di Co­
lombo.
Farai il lavoro con tua comodità, ma con quella bellezza di lingua, disinvol­
tura di pensieri, e di periodi brevi che in altre opere ti hanno già distinto.
Dio benedica te e i tuoi allievi con tutto il corpo insegnante, dirigente, assi­
15
stente, lavorante etc. etc.
Pregate tutti per me che vi sono in G. C.
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco 20
1 marzo] 3
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
4CriCstroifsotoroforCoolComolboomebola:
sbceonpenrotatadfeigllu’Aramedriicsac,opvernitnoereeddietHa ’dAamllaertiicpao.grLa’foipaesraaledsiealnLa edmueoyannen,i
dal titolo
dopo, nel
1873, come fascicoli di gennaio, febbraio, marzo delle «Letture Cattoliche». Successivamente se ne fece­
ro varie edizioni.
512 2M00oendacahniSchmeodei pleigùg: ednifdaet,tiSfaugrgoinostobreinci4..0.,8Mpailgainnoe.(Guglielmi) 1856.
—15 TaultlrleiooDpearned:oalod:evs.. lBetiot.gr1a5f0ic0i. del giovane Mazzarello Giuseppe (1870), ma soprattutto operette dram­
matiche, poesie d’occasione ecc.
1522
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690824) me. 8 C 5
Orig. aut. 2 ff. 21 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
EH 152 MB X 125
Consegnato alla tipografia la Storia Ecclesiastica, potrà presto dargli la revisione e il completamento de
Il Giovane Provveduto — soddisfazione per l’andamento del collegio di Borgo S. Martino
[Torino], 5 marzo [18]71
Car.mo D. Bonetti,
Ho dato alla tipografia] la Stot: Eccl.ca, perciò posso lasciarti II Giovane
Provv. questa settimana.

33.2 Page 322

▲torna in alto
314 marzo 1871
Procura di aggiugnere un breve capo sulla frequente comunione, e sulla di-
voz. a S. Giuseppe. Pel primo se non hai altro, si può dire come fatto quello del
Mese di Maria.
Ringraziamo Dio: ho trovato ed ho lasciato le cose con grande mia soddisfa­
zione.
Saluta tutti nel Signore.
Dirai a D. Lupano che coltivi la messe che ha nel piccolo clero e ne racco­
glierà molto frutto.
Dio ci benedica tutti. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 marzo] 3
2
3
SGtioorviaanEnci cBleosnieatstti:icva.:
E(m) I,
v. lett.
lett. 328.
1500. Rivista
da
don
Bonetti,
uscì
nel
corso
dell’anno.
3-4 Giovane Provveduto: pubblicato in una nuova edizione accresciuta nel corso dell’anno.
5-6 divozione a S. Giuseppe: il papa lo aveva proclamato patrono della Chiesa universale pochi mesi
prima, l’8 dicembre 1870.
6 Pel primo: per la comunione frequente.
s7acMeredsoetediBMosacroiaG:iIolvmanesnei.dTi omriangog,iotipc.oGns.aBcr.aPtoaraavMiaaeriaCoSmS.pIamgnmiaa,co1l9a2tapa.,deuds.ondeelllepLoeptotulorepeCracttuorliachdee.l
aco. nVIp,ofcahsee.m1o(dmifairczhoe,1n8e5l8l’)e. dLizaiopnaretedereIlIatGivioavaalnlae cPormovuvneidounteofdreeql u1e8n7t1e. venne poi effettivamente inserita,
11 Don Costantino Lupano: nato a Borgo S. Martino (Alessandria) il 16 marzo 1845, ordinato sacerdote
il 14 novembre 1869 a Casale Monferrato da mons. Pietro Maria Ferrò, durante gli anni 1870 e 1871 visse
nel collegio salesiano di Borgo, chiamato colà da don Bosco per insegnare religione ai ragazzi del ginna­
sio, filosofia e teologia ai chierici. Predicatore ricercato, scrittore di testi di argomento religioso, politico
e sociale, dalla Pasqua 1872 fu viceparroco in S. Domenico a Casale e dal 12 maggio 1881 prevosto di S.
Francesco di Moncalvo (Asti) e vicario foraneo. Rimasto sempre in ottimi rapporti con i salesiani, dal
1905 in poi invitò per la predicazione quaresimale a favore delle opere salesiane un membro del Consiglio
superiore, rettor maggiore don Michele Rua compreso. Ritiratosi dalla parrocchia per raggiunti limiti di
età, morì al paese nativo il 26 dicembre 1925: note inviate dal prof. Alberto Lupano.
1523
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASCT Corrispondenza LL. PP. 1871 rep. 621 cart. 44 fase. 15
Orig. di Gioachino Berto con firma aut. lf. 266x210m m . la parola parochiale di lin. 14 è aggiun­
ta super
AInSeCd. B 3
l1i2n1e0amMsdsa.
uanuot.
dineifofitromc.a,taRriig(ndoonn(NAic1c9o8)0306ti)mbri
di
protocollo
comunali
Richiesta di poter recintare con muro un’area presso l’erigenda chiesa di S. Secondo onde costruirvi
un piccolo fabbricato provvisorio da adibire ad oratorio per giovani poveri ed abbandonati
*Torino, 7 marzo 1871
Ill.mo Sig. Sindaco,
I sottoscritti espongono rispettosamente alla S. V. Ill.ma uno dei sentiti biso-

33.3 Page 323

▲torna in alto
marzo 1871 315
gni di questa città. Il borgo comunemente appellato dei sagrini è affatto sprovve­
duto di mezzi per soddisfare ai religiosi doveri; i ragazzi poi abbandonati tanto 5
nei giorni festivi quanto nei giorni feriali restano affatto privi di morale educazio­
ne con pericolo di un tristo avvenire per loro e per la civile società.
Nel vivo desiderio di provvedere a questo bisogno i sottoscritti avrebbero
divisato di aprire in quel centro un Oratorio festivo pei più poveri ed abbandonati
fanciulli e di aprirlo nel sito dal Municipio fissato per la Chiesa Parochiale di S. 10
Secondo. A questo scopo essi domandano il permesso di poter fare un muro che
cinga l ’area destinata per la piazza e superficie della Chiesa con un piccolo fab ­
bricato che per ora serva di Chiesa ma che possa servire di sacrestia alla futura
chiesa parochiale quando si venisse allo stabilimento di una Parocchia. Essi pre­
senterebbero un regolare disegno appena che Vostra Signoria avrà la bontà di ac- 15
cennare che torna a Lei di gradimento il progetto che di pieno accordo
coU’Autorità Ecclesiastica si ha l’onore di esporre.
Don Antonio Nicco, Amm.re Par. di S. Carlo
Francesco Sora etc. della Parrocchia della Crocetta
Sac. Gio. Bosco
20
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
4 sagrini: dal piemontese sagriti indicante dispiaceri, fastidi, afflizioni.
10 fissato: ad oltre tre anni dell’approvazione comunale del progetto della chiesa di S. Secondo, i lavori
non erano ancora iniziati.
16-17 pieno accordo con l’autorità ecclesiastica: si allegava breve lettera a firma del vicario generale
capitolare, Giuseppe Zappata, in data 8 marzo 1871.
20 La risposta delle
punto che il 30 aprile
ailustoinrditaàccoosmi udnicahlii,arinòizdiiasplmonenibteilen,esgiaatpivuar,esaoldoetdeorpmoinualtteercioornidtirzaiottnait:ivcefsTi omriondoifeicDòoanl
Bosco a cura di G. Bracco..., pp. 199-201.
1524
Al sindaco di Cherasco Felice Galli della Mantica
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, della Mantica (A 1780212)
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
carta ingiallita con trasparenza dell’inchiostro sul mrg. sup. del f. Ir si trova un timbro in inchiostro
verde: «Segreteria civile Corte d’Appello Torino» marca da bollo da una lira annullata da un timbro:
Ufficio del Bollo ... Torino 30 Apr 72 analoga registrazione a mano a metà f. il 30 aprile strappato
l’angolo inf. des. del f. 2 stessa data sopra intest, di cui la seconda di Michele Rua che aggiunge anche
«Ill.mo Signore» sul mrg. sup. des. del f. 2v G. Berto scrive: «Giordano pre»
EH 154-155
Dichiara di volersi ritirare dall’amministrazione del collegio-convitto di Cherasco
[Torino, 11 marzo 1871]
Ill.mo Signore,
Il sottoscritto per unico motivo di igiene, che l’anno scorso fu gravemente
turbata e che presentemente è purtroppo minacciata sarebbe venuto nella spia-

33.4 Page 324

▲torna in alto
316 marzo 1871
5 centissima deliberazione di ritirarsi dall’amministrazione del collegio convitto che
codesto rispettabile Municipio gli ha voluto benevolmente affidare.
Ciò sarebbe secondo l’art. 8 della convenzione relativa. Attese le osservazio­
ni fatte nella seduta municipale fissatagli nel giorno 9 del corrente marzo di buon
grado accondiscende di sospendere la definitiva risoluzione finché si abbia fatto
io esperimento se nell’anno corrente lo stato sanitario venisse a I migliorare, purché f i
tale dilazione non rechi danno al tempo utile pel diffidamento.
Tenute poi nel dovuto conto le lettere al medesimo dal Municipio indirizzate
notifica che qualora si volesse continuare la pratica del pareggiamento avrebbe il
personale legale preparato; ma ciò solamente per quest’anno, perciocché negli an-
15
ni successivi non potrebbe continuarlo per la ragione ch’ebbe l’onore di esporre
nella onorevole seduta mentovata.
In questa dolorosa occasione non può che porgere a nome suo e a nome di
tutte le persone addette al collegio i più ossequiosi ringraziamenti per tutti i tratti
di speciale benevolenza che i signori del Mulnicipio e in generale tutti i cittadini f-2
20 di Cherasco in più circostanze hanno voluto verso di loro prodigare nell’atto che
si professa
Obbligatissimo servitore
Sac. Gioanni Bosco
1 La lettera fu scritta due giorni dopo che don Bosco aveva partecipato alla seduta del consiglio comunale
di Cherasco, nel corso della quale si erano discusse le questioni del pareggiamento e dell’igiene del collegio.
2 Felice Galli della Mantica: v. lett. 1374.
3 anno scorso: v. lett. 1459 e 1515.
7 L’art. 8 recitava: «Per lo scioglimento della convenzione si richiede 5 anni di preavviso per ambe le
parti. Succedendo lo scioglimento nel primo quinquennio il Municipio può prelevare sulla suppellettile
che guarnisce il convitto, perché serva a coprire 2400 L. annuali da pagare da Don Bosco al Municipio fin
a compiere il quinquennio».
12 lettere: cit. in lett. 1515 e conservate in ASC F 680.
1525
A don Francesco Cerruti
ASC B 31010 Lett. orig., Cerruti (A 1700510) me. 13 B 1/2
Orig. aut. 2 ff. 210 xl35m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
EmaIInc1a5n5o la parte inf. del f. 1 e quella sup. del f. 2 che è stato incollato su un altro foglio
Annuncia l’arrivo di due predicatori per gli esercizi spirituali dei giovani — istruzioni riguardo la tassa
della ricchezza mobile — chiede che parli con don Francesco Bodrato di suo figlio Luigi
[Torino], 14 marzo [18]71
Car.mo D. Cerruti,
Ti mando due missionari apostolici, che vanno portando seco due sacchi: far
buoni e farsi buoni. Lo vedrai.

33.5 Page 325

▲torna in alto
marzo 1871 317
Riguardo alla ricchezza mobile noi non ci entriamo perché non è uno stipen­
dio ma somma convenuta pel collegio e noi non potremmo fare quitanza di avere
ricevuto 9000 fr. qualora ci dessero un quattrocento di meno. I
Ciò fu fatto d’accordo col Municipio che così rimase libero dalla imposta di
ricchezza mobile.
Lo stesso si sta facendo per Cherasco e quando la pratica sia compiuta te ne
parlerò.
Parla con D. Bodratto di suo figlio Luigi e lo guidino [:] cominci a mandar­
mi esso, dopo vedremo per l’altro.
da farIeo non posso per ora andarti a vedere, lo spero nel corso della settimana. Ho
[...]
[Sac. Gio. Bosco]
1 marzo] 3
2 Francesco Cerruti, direttore della nuova casa di Alassio: v. E(m) I, lett. 518.
3 due missionari apostolici: non sono stati identificati.
— due sacchi: da intendersi in senso metaforico e scherzoso.
12 Francesco Bodrato: v. E(m) II, lett. 798.
12-13 Luigi e Giovanni Bodrato: ib.
1526
Alla signora Geronima De Camilli
ASC B31010 U n . orig., De Camilli (A 1710114) me. 19 B 7
Orig. aut. 2 ff. 250 x 190 mm. carta leggera spiegazzata intest, a stampa: «Oratorio... Chi desi­
dera...» inchiostro sbiadito macchie di umidità
Ined.
Ringrazia delle lettere e delle offerte — farà recitare speciali preghiere all’altare di Maria Ausiliatrice
e la raccomanderà nella S. Messa
[Torino], 23 marzo [18]71
Preg.ma Signora,
Ho ricevuto le sue due lettere. Nella prima eranvi fr. 30; nella seconda un
vaglia di fr. 100 che mi manda a nome della sig[ra] sua zia colta da mali d’occhi.
La ringrazio di tutto. Ho subito stabilito che si facciano speciali preghiere
all’altare di Maria A. Io la raccomando anche nella mia pochezza al mattino nella
santa messa. Spero per altro di poterle dare di presenza la benedizione nella pros­
sima settimana e parlare parimenti della cosa che Ella mi accenna.
Dio benedica Lei e la sig[ra] inferma e conceda ad ambedue sanità stabile
con lunghi anni di vita felice e il prezioso dono della perseveranza nel bene.
Preghi per me che con gratitudine mi professo

33.6 Page 326

▲torna in alto
318 marzo 1871
Di V. S. Preg.ma
8 parimenti corr ex poi
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Geronima De Camilli, coniugata Figari, benefattrice genovese, morta nel 1890: cf BS a. 14 (ottobre
1890) p. 184. Rimase in corrispondenza con don Bosco, soprattutto dopo il 17 febbraio 1872 allorché
rimase vedova: v. lett. 1616 e 1671.
3 due lettere: non sono state reperite.
4 zia: non è stata identificata.
8 cosa che Ella mi accenna: di impossibile individuazione per mancanza di altre informazioni.
1527
Al vescovo di Savona Giovanni Battista Cerruti
Archivio Collegiata S. Ambrogio - Varazze
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Chi desidera...» [cancellato con tratto
di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cerruti (A 1820124)
Ined.
A proposito delle nuove scuole che intende aprire nel convitto-collegio di Varazze — ne chiede l’assenso
a norma delle costituzioni salesiane
Eccellenza Reverendissima,
[Torino], 26 marzo [18]71
Pochi giorni dopo che io aveva l’onore di parlare con V. E. R.d.ma il Vicario
di Varazze mi scriveva una lettera nel senso che noi avevamo accennato in Savo-
5 na. Forse ciò avveniva dietro a suo suggerimento, e a nome del municipio mi
proponeva le scuole di quella città. Scambiate alcune lettere, il prevosto mi dice­
va essere conveniente di partecipare la cosa alla E. V. come di dovere. Gli risposi
in modo confidenziale che il vescovo era per nulla dissenziente e che a suo tempo
sarebbegli ogni cosa significata,
io Infine si giudicò bene una conferenza col municipio ed io ci andai, e in gene­
re si poterono stabilire delle basi da sottoporsi al municipio. Dopo un mese ricevo
in questo momento comunicazione dal medesimo prevosto che il municipio nella
sua seduta generale avrebbe in massima accettato le basi.
Dovendo ora direttamente, per conchiudere non solo il materiale, ma assai
15 più la parte spirituale, trattare con V. E. credo bene di esprimerle il mio pensiero
come aveva in sua casa Iespresso:
flv
1
° Io intendo che ogni cosa riguardante alla istruzione religiosa e scientifica
sia data interamente come ella sarà per consigliare e che il convitto di Varazze
20 nseondasima echdeipuenndpeicnctio.lo seminario in faccia all’autorità ecclesiastica per tutte le co-

33.7 Page 327

▲torna in alto
marzo 1871 319
2° Se mai ella avesse qualche cosa a suggerirmi, o avesse motivo a dirmi di
sospendere la pratica, io potrei farlo senza per nulla accennare a V. E. perché fi­
nora non vi è che progetto da discutersi.
3° Posto il suo gradimento io le manderò a suo tempo una memoria perché
vi noti il nulla osta che la congregazione Salesiana assuma l’amministra[zio]ne di 25
pubbliche scuole in sua diocesi. Tale memoria o supplica sarà inviata al S. Padre.
Le nostre regole sono approvate in questo senso cioè: col beneplacito del vescovo
della diocesi ricorrere alla Santa Sede ogni volta che si dovrà aprire una nuova
casa.
Compatisca il tenore di questa lettera, mi doni la sua santa benedizione e mi 30
creda con profonda gratitudine
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
1 marzo) 3 19 ecclesiastica emend ex scolastica
2 Giovanni Battista Cerniti: nato a Varazze (Savona) il 7 novembre 1813, divenne sacerdote nel 1837.
Dottore in sacra teologia nel 1839, aveva assunto vari incarichi in diverse diocesi, finché il 22 febbraio
1867 era stato nominato vescovo di Savona in sostituzione di mons. Riccardi di Netro traslato a Torino.
Morì il 21 marzo 1879: cf HC V ili 500.
3 onore di parlare: don Bosco si era incontrato col vescovo di Savona il 22 febbraio precedente, nel corso
del suo viaggio in Liguria.
— Vicario: don Paolo Bonora, prevosto di S. Ambrogio e vicario foraneo di Varazze.
6 Scambiate alcune lettere: ad es. quella del 18 febbraio 1871: ASC F 619 Varazze, ed. in MB X 144.
7 Gli risposi: lettera non reperita.
10 io ci andai: il viaggio ebbe luogo dal 22 febbraio 1871 in poi - con sosta pure a Genova - assieme
all’economo don Angelo Savio.
12 comunicazione: da parte del
fratello
del
sindaco,
can.
Domenico
Mombello:
ASC
38
Varazze,
ed.
in
MB X 145-146.
34 II vescovo rispose affermativamente il 30 marzo successivo, raccomandando l’insegnamento della lin­
gua latina: ASC A 1820125.
1528
AI capo sezione del ministero degli Affari Esteri avv. Carlo Canton
ASC B31010 Lett. orig., Canton (A 1700325) me. 11 E 9
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta rinforzata sulle piegature
E II 156 MB X 209
Gli assicura che quando si trasferirà a Roma lo metterà in contatto con persone di sua fiducia —
lo incarica di alcune commissioni — forse farà un viaggio a Firenze
*Torino, 30 marzo [18]71
Car.mo Sig. Cavaliere,
Si assicuri, sig. Cavaliere [,] che andando a Roma non mancherò di metterla
in relazione con persone quali noi desideriamo.

33.8 Page 328

▲torna in alto
320 aprile 1871
5 A tale uopo comincio ad incaricarlo di una commissione riguardante ap­
punto a quella città come vedrà dal memoriale annesso. Il punto essenziale sta nel
sapere a chi indirizzarci e poi raccomandarci. Ella vedrà e poi farà quel [che] po­
trà o almeno mi dirà quel che debbo fare.
La dimanda per vestiario al Ministero della Guerra tornò favorevole, ma al
10 magazzeno delle merci qui in Torino poterono darmi soltanto la metà di quanto
era concesso.
Ho in animo di fare una gita a Firenze, qualora io non possa andare le scrive­
rò fra breve.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda con profonda gratitudine
15 Di V. S. car.ma
Obbl.mo amico
Sac. Gio. Bosco
1 marzo] 3
2 Carlo Canton: v. E(m) II, lett. 1209.
3 andando a Roma: in qualità di funzionario del ministero delle Finanze avrebbe dovuto risiedere a
Roma, in occasione del trasferimento della capitale. Il che sarebbe avvenuto il 1° luglio 1871 : v. lett. 1589.
5-6 commissione... memoriale: non è stato possibile identificarlo, anche se si può presumere riguardasse
il tanto atteso progetto di trovare una sede per i salesiani a Roma.
9 dimanda per vestiario: v. lett. non reperita in Appendice /, lett. 1870/19.
— tornò favorevole: come quasi sempre. Non si conserva però la risposta.
1529
Al cardinale Giuseppe Berardi
ASC B31010 Lett. orig., Berardi (A 1690709) me. 2641 B 10/12
Orig. aut. 2 ff. 270x210m m . carta leggera con strappo bordi frastagliati
Ined.
Notizie su Roma, dolorose sì ma con prove di speranze — causa spirituale della difficile situazione politica
del momento — promesse di preghiere per lui e per la sua famiglia — profezia di elevazione al pontificato?
Eminenza Rev.ma,
Torino, 11 ap[rile] 1871
Monsig. Manacorda ci portò notizie di V. E. e ne abbiamo avuto gran piace­
re perciocché eravamo in vera ansietà. Ringraziamo pertanto il Signore che in
5 mezzo ai generali disturbi l’abbia conservata in sanità e in grado da poter lavorare
pel bene della chiesa.
Vorrei poi avere consolanti notizie da scrivere, ma pur troppo non ne ho se
non delle affliggenti. Tuttavia chi ebbe già altre volte dei lumi straordinari va as­
sicurando che lo stato attuale di Roma non dovrà oltrepassare l’anno corrente.
10 In maggio apparirà la stella mattutina che indicherà donde si possa sperare

33.9 Page 329

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aprile 1871 321
salute; all’assunzione di Maria tutti i buoni si rallegreranno per un segnalato bene­
ficio dal cielo ricevuto; alla festa dell’Immacolata Concezione si faranno in pace
grandi solennità. Ma in questo tempo dovranno succedere cose gravi in Roma,
siccome le ho già mandato scritto, se pure l’ha ricevuto.
Queste cose o gravi avvenimenti in Roma saranno spogliazioni nelle cose 15
sacre e profane, oppressioni sopra le persone con vittime.
In quei momenti Dio inspirerà quello che dovrà fare il Santo Padre, ma per
tutela sua e de’ suoi forse si allontanerà dal Vaticano per ritornare fra non molto
come angelo consolatore degli afflitti e desolati. I
f l v La cagione di questi mali, o meglio il motivo per cui Dio permette queste 20
gravi calamità [,] l’ho già esposto l’anno scorso al S. Padre e all’E. V. e sono spe­
cialmente la gravissima trascurazione de’ sacri Ministri a dispensare il pane della
divina parola ai fanciulli ed agli stessi adulti. Vi sono in Italia circa quattro quinti
di paesi dove ne’ giorni festivi non si fa catechismo ai fanciulli [,] neppure agli
adulti.
. 25
Che cosa serve dunque il catechismus ad parochosl Eppure in taluni di que­
sti paesi vi sono turbe di ecclesiastici che non sanno come massacrare le ore della
giornata.
Si aggiunga l’altra piaga del mangiare, bere, ammassare ricchezze colla sua
conseguenza de sexto.
30
Avvi una moltitudine di preti che lavora molto, avvi un gran numero di fe­
deli fervorosi. Ma l’opera di costoro resta quasi paralizzata dall’iniquità altrui; per
esempio sono predicate quelle grandi verità del Vangelo: Quod superest date
pauperibus [?]
Quanti sono quelli che ciò facciano da vero? Io debbo tirare un velo sopra
ciò che non oso consegnare alle carte, i progressi della Massoneria in Roma.
35
Riguardo poi alla Santa sua persona ho niente a dirle se non che abbiasi cura
della sanità e si ponga ai cenni e in ajuto del Santo Padre come finora ha fatto. La
f.2r persona che presagì la sua elevazione Icrede di aver ravvisato un porporato, che sia
quello stesso, in questo atteggiamento: il Santo Padre era sopra un poggio, il 40
porporato sopra di un altro. Esso era diviso da quello da una folta nebbia che si
andava ognor più addensando. Intanto un vento soffiando agitava e sperdeva
l’arena sopra cui sedeva.
Ora son pieno di confusione di aver così fatto il ciarlatano. La supplico di
due grazie: di compatire questa mia libertà, e di fare in pezzi questo foglio quan- 45
do l’avrà letto [e non] tenerlo in alcun conto.
Del resto le rinnovo qui l’assicurazione che non manchiamo di pregare ogni
giorno per Lei [,] per la famiglia di suo fratello e specialmente pel sig. Gaetanino
cui auguro ogni bene.
Le cose nostre vanno bene nel numero e nella moralità, ma siamo oppressi
dalle imposte [e] da altri simili disturbi. Si degni di pregare per noi e di conti­
50
nuarci la sua efficace protezione.
11

33.10 Page 330

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322 aprile 1871
Colla più profonda venerazione e colla più sentita gratitudine ho l’onore di
professarmi
55 Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
11-12 benefecio corr ex bened 17 inspirerà corr ex inspira 22 de’ corr ex ed 23 Italia res
24 catechismo] catechismi 29 sua emend ex con 32 paralizzata] paralisata 39 la emend ex V.
a5n2tesucarecdoerrdeexl
V.
buo
42 addensando res
46 e non del tenerlo corr ex tenerne 47 che emend ex d
2 Giuseppe Berardi: v. E(m) II, lett. 827.
3 Emiliano Manacorda: v. E(m) II, lett. 763; essendo piemontese, forse era tornato in famiglia in occa­
sione della Pasqua, che in quell’anno cadeva il 9 aprile.
8 altre volte dei lumi straordinari: v. ad es. E(m) I, lett. 495; v. anche lett. 1480.
14 siccome le ho già mandato scritto: v. lett. 1480, alle cui note rimandiamo per le indicazioni biblio­
grafiche relative al senso del messaggio.
21 anno scorso: in occasione del viaggio a Roma del gennaio-febbraio 1870.
22 gravissima trascurazione de’ sacri Ministri: è «la lettura di fede» della situazione politica italiana che
già don Bosco aveva fatto altre volte: v. ad es. E(m) I, lett. 410, 429, 495, 632; E(m) II, lett. 763, 818;
c1f86a1ncihneRESSM
o
2
tto, Orientamenti
(1993) pp. 9-37.
politici
di
don
Bosco
nella
corrispondenza
con
Pio
IX
del
triennio
1858-
44 ciarlatano: di difficile interpretazione quanto detto poco prima. Profezia di elezione a pontefice?
45 fare in pezzi questo foglio: invece fortunatamente, a differenza di altri corrispondenti che accolsero
l’invito di don Bosco, il cardinale lo conservò.
48 Gaetanino: non meglio identificato, probabilmente un parente giovane del cardinale.
1530
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lat. Pos. et Min. 117
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Chi desidera...» [cancellato con tratto
di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pio IX (A 1980307)
Ined.
Promette preghiere — incoraggia — annuncia una prossima situazione difficile seguita però da un
grande trionfo
*Torino, 14 aprile 1871
Beatissimo Padre,
La lieta occasione che Monsig. Manacorda fa ritorno a Roma mi dà animo di
prostrarmi ai piedi di V. B . per esprimere il figliale mio attaccamento alla persona
5 di V. B. [,] attaccamento pure di tutta la congregazione salesiana e di tutti i gio­
vanetti che da quella dipendono.
Assicuriamo unanimi che più volte del giorno e direi ad ogni momento il no­
stro pensiero vola al Vaticano. Piangiamo la dolorosa posizione cui fu ridotto il
nostro padre benefico; ma non possiamo recarle altro conforto se non quello delle
10 private e comuni nostre preghiere.

34 Pages 331-340

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34.1 Page 331

▲torna in alto
aprile 1871 323
Noi pertanto sacerdoti, cherici, e allievi studenti ed artigiani con parecchi
altri ecclesiastici e laici facciamo mattino e sera particolari preghiere per la pace
della chiesa e per la libertà e indipendenza del suo capo. I
f.lv Mentre poi sospiriamo che siano abbreviati i giorni della prova e sia accele­
rato l’effetto della misericordia del Signore facciamo tutti i nostri sforzi per com- 15
battere l’empietà colla predicazione, colla stampa e colla diffusione di buoni libri
che finora furono tollerati anzi favorevolmente accolti.
Le Letture cattoliche hanno lo spaccio di quindicimila fascicoli al mese; la
Biblioteca dei classici italiani cinquemila.
Abbiamo circa cinque mila ragazzi che frequentano le nostre scuole e si mo- 20
strano buoni cristiani e buoni cattolici.
0[h] se mai sapessimo che cosa fare per dare qualche conforto a V. B.! Spe­
riamo che Dio appagherà i nostri voti, esaudirà le nostre preghiere, e che prima
[che] termini questo anno avremo la grande consolazione di vedere la chiesa in pace
f.2r ed ossequiare il Supremo di Lei gerarca nel Vaticano I padrone di sé e della sua 25
chiesa.
Ma vi è un tempo di mezzo, che si teme assai grave per Roma e pei suoi fi­
gli; ma Dio suggerirà al suo Vicario quello che dovrà fare, e in tutti i casi si tiene
per certo che V. B. deve fra non molto sostenere una burrasca terribile, di cui ve­
drà la fine con un trionfo che forse non ha riscontro nei tempi andati.
30
Noi continueremo a pregare. Ci doni la sua santa benedizione, affinché pos­
siamo sostenere le gravi tribulazioni da cui siamo ogni giorno travagliati.
Dia benigno compatimento a questi figliali affetti con cui unanimi ci offria­
mo pronti a dare sostanze e vita per quella santa cattolica religione di cui V. S. è
Vicario sopra la terra e capo supremo stabilito da G. C. Così sia.
35
Aff.mo Obligatissimo attaccat.mo figliuolo
Sac. Gio. Bosco
Sup. della cong. di S. Francesco di Sales
4 esprimere
figlio 31
corr ex
pregare
ecsoprrrimexerpreg9h conf3o5rtloa sreesco rr
ex
conforme
di
12 laici corr ex lac
27-28 figli]
3 Emiliano Manacorda: v. lett. 1529.
8 ridotto: era ormai in fase di approvazione parlamentare la legge delle guarentigie (13 maggio 1871)
con la quale, mentre si garantiva alla Chiesa il libero esercizio dei suoi poteri spirituali, si lasciava ad essa
la piena sovranità solo sui palazzi del Vaticano, del Laterano e sulla Villa di Castelgandolfo. A tanto
veniva dunque «ridotto» lo Stato Pontificio, per altro «ricompensato» con una dotazione annua.
23-32 prima termini... travagliati: v. note alla lett. 1529.
1531
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690825) me. 8 C 6/7

34.2 Page 332

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324 aprile 1871
Orig. aut. 2 ff. 210 x135 min. intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...»
E li 156-157 MB X 126
Il giovane Emanuele Fassati, guarito, fa ritorno in collegio — bisogno di denaro per riscattare due chieri­
ci dalla leva militare
Car.mo D. Bonetti,
[Torino], 19 aprile [18]71
Il
nostro Emanuele fa ritorno al suo nido. Esso non è ancora totalmente ri­
stabilito, tuttavia il medico gli dice che può applicarsi agli studi. Vedrai di usargli
5 que’ riguardi che si possono usare.
Suo padre desidererebbe che egli facesse in modo di prendere almeno l’esa­
me della parte razionale, cui, esso dice, è fra breve preparato. Tu vedrai quello
che si può.
Dobbiamo riscattare due cherici dalla leva militare; la chiamata è pel primo
io di maggio prossimo. Se puoi avere danaro disponibile mandalo tutto quanto; del
resto facciamo bancarotta. Meglio se tu lo porterai lunedì, ché così I potremo par- f l v
larci di altre cose: p. e. di Scappini, di Mazzarello etc.
A questo proposito non omettere il rendiconto mensile, ed entrare in tutti i
particolari che possono tornare utili all’individuo ed alla Società.
15
Se mi scrivi dimmi se le fragole sono già fiorite, le grive fanno già la nidiata
e cose simili.
Dio ci benedica tutti e ci doni la sua grazia a fine di perseverare nel bene.
Credimi in G. C.
Aff.mo
20
Sac. G. Bosco
1 aprile] 4 17 perseverare res
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 Emanuele Fassati, diciannovenne: v. E(m) I, lett. 251.
— fa ritorno al suo nido: per motivi di salute era stato un po’ di tempo in famiglia; ora ritornava nel colle­
gio di Borgo S. Martino, dove era stato accolto dopo l’esperienza del collegio di Mongré: v. E(m) II, lett. 774.
6 Suo padre: Domenico Fassati, di cui in E(m) I, lett. 251.
9 riscattare: il 26 marzo 1871 la legge aveva autorizzato la leva militare dei giovani nati nel 1850 e 1851;
la tassa di affrancamento fu nuovamente fissata in lire 3200 con decreto del 12 aprile 1871.
11 lunedì: 24 aprile.
12 Giuseppe Scappini: nacque il 17 novembre del 1845 a Mezzanabigli (Pavia), figlio del fu Pietro e
Lucia Montini. Entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 5 novembre del 1862. Prese l’abito clericale il 6
ottobre 1864 al proprio paese. Chierico ascritto a Borgo S. Martino nel 1870, ricevette gli ordini minori a
Torino il 23 agosto 1871 da mons. Balma, un mese prima di fare la professione triennale a Lanzo e di rice­
vere il suddiaconato a Casale. Diacono a Natale nella stessa città, fu ordinato sacerdote il 16 marzo 1872
a Torino da mons. Gastaldi. Salesiano perpetuo dal 18 settembre 1874, fu per moltissimi anni direttore di
varie case d’Italia e anche ispettore a Napoli (1903-1909). Morì a Portici il 3 marzo 1918: cf ASC regi­
stro Anagr. e voti di esame e Scheda anagr. della Segreteria generale.
—• Agostino Mazzarello: nato a Mornese (Alessandria) il 1° novembre 1850 da Lorenzo e Maddalena Co­
sta, era entrato all’Oratorio di Torino-Valdocco il 5 agosto del 1865. Emessi i voti triennali a Lanzo il 20
settembre 1872, li rinnovò colà in perpetuo il 19 settembre 1875, una settimana dopo aver ricevuto gli or­
dDianiBmoirngooriSa. CMaasratlien.oD(i1a8c7o2n-o18ad73A)lbpeanssgòa ail T7onroinvoem-Vbarledo1c8c7o5,nievli 1fu87o3rdeinaaGtoesnaocveardSoatemipl i1e8dadriecnema bnreel 11887755..

34.3 Page 333

▲torna in alto
aprile 1871 325
LB’uaennnoos sAuicrceessisli2v7o gpiaurgtìnpoer18l9a7s:eccfoDndBaSsp18e4d.izione missionaria e lavorò in Uruguay e Argentina. Morì a
15 fragole: di cui si faceva abbondante raccolto nel giardino della nuova casa di Borgo S. Martino.
— le grive: sono i tordi.
1532
Alla superiora delle Suore di Sant’Anna madre Enrichetta Dominici
Archivio Suore di Sant’Anna - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio.... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Dominici (A 1790457) me. 2647 D 2/3
Ined.
Trasmette le costituzioni della società salesiana perché le adatti al nascente Istituto delle Figlie di Maria
Ausiliatrice
[Torino], 24 aprile [18]71
Rev.ma Sig[ra] Madre,
consegno a sue mani il regolamento della nostra congreg[azione] affinché
Ella abbia la bontà di leggerlo e vedere se si può accomodare ad un istituto di re­
ligiose nel senso che ebbi l’onore di esporle di presenza.
Dovrà cominciarsi dal N° 3 — Scopo dì questa istituzione Figlie
dell’im ­
5
macolata — di poi togliere ed aggiugnere come giudicherà nella sua saviezza per
fondare un istituto le cui figlie in faccia alla Chiesa siano vere religiose; ma in
faccia alla civile società siano altrettante libere cittadine. Que’ capi o articoli
delle Regole di Sant’ Anna che potessero essere adattati, mi farà molto piacere di io
farlo.
Quando giudicherà bene che ci parliamo, ella può farmelo dire da qualche­
duno de’ nostri cherici o fattorini che sovente capitano costà.
Incomodo novello certamente è questo; ma credo tornerà alla maggior gloria
di Dio. Che se riusciremo a guadagnare qualche anima ella ne avrà la maggior 15
parte.
Dio benedica Lei e tutta la sua religiosa famiglia, e raccomandando me e
questi miei allievi alla carità delle sante sue preghiere mi professo con gratitudine
Di V. S. R.da
Obbl.mo servitore 20
Sac. Gio. Bosco
1 aprile] 4 14 Incomodo emend ex un
2 Enrichetta Dominici: v. lett. 1359.
3 regolamento della nostra congregazione: le costituzioni della società salesiana che sarebbero state
approvate definitivamente tre anni dopo.
6 Scopo: ricco di sette articoli relativi alla finalità della vita religiosa e allo spirito di carità che deve esse­
re proprio degli educatori salesiani. In Cost-SDB (ed. F. Motto) si tratta del testo ms. Gb.

34.4 Page 334

▲torna in alto
326 aprile 1871
6-7 Figlie dellTmmacolata: molte delle prime Figlie di Maria Ausiliatrice appartenevano alla Pia Unione
delle Figlie di Maria SS. Immacolata di Mornese, che pertanto si colloca all’origine delle FMA stesse. Fu
don Pestarino ad aggiungere ‘dell’Immacolata’ alla prima redazione delle Costituzioni Regole dell'istituto
delle figlie di Maria Ausiliatrice.
8-9 vere religiose... libere cittadine: la ben nota modalità di don Bosco di concepire la vita religiosa nel
Ss21u.10oAntNRenmoeangpdoosel,iellccahdoeiPnsrqSeouarvinvvtavi’duAleaonnlnezraaisa:.pnTolcasohtraesi;enpcoveo,.rncpldoeeamrFgueilgdniliqiEzeuiroedendiGeiM.BdaBoertolitlasaec,AoCTu,oispCis.ltioiaAtsutrtrziciticuioevzn.eiioscneoi vRpieelergo1ll’8eis4t6dit.eultlo’isdtietluletoFdigellilee
Suore di
di Maria
Ausiliatrice (1872-1885). Testi critici a cura di sr. Cecilia Romero. Roma, Las 1983.
1533
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B 31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720615) me. 30 B 2
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggermente rigata macchie di umidità
E I Ì 157 MB X 121
Consiglia di pregare e pazientare in merito alla condotta di qualche giovane
*[Torino], 27 aprile [18]71
Car.mo D. Lemoyne,
Nei passati giorni non fu possibile di scrivere. Ora ti dirò che è meglio tem­
poreggiare in queste cose. Se si vuole poi dire qualche cosa bisogna andare alla
5 radice.
Se i figliuoli si risolvono di darsi con senno alla religione, le cose comincia­
no tosto a migliorare. Rincresce che così buoni genitori siano corrisposti così
scarsamente da alcuno della figliuolanza; ma che [vuoi] mai? Un solo basta a tirar
il malanno su tutti. Però anche per essi non è lontana la stella di buon augurio.
10 Preghiera, e coraggio: Dio farà il resto. È questo il tenore o meglio la traccia da
seguirsi.
Dio ci benedica tutti e credimi in G. C.
Aff.mo
Sac. G. Bosco
1 aprile] 4
42 GiniqovuaenstneicBosaet:tipstaareLdeimcaopyinree:chv.eEsi(mtra)tItIa,valedtti.u8n53ra. gazzo da allontanare dal collegio per motivi di moralità.
4-5 alla radice: alla religione, come dirà immediatamente.
1534
Al cavaliere Luigi Giacosa
ASC B31010 Lett. orig., Giacosa (A 1710814) me. 25 D 6

34.5 Page 335

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aprile 1871 327
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro] in buono stato di conservazione
E II 158 MB X 210
Lettera di presentazione dell’avv. Carlo Comaschi di Milano
[Torino], 28 aprile [18]71
Car.mo Sig. Cavaliere,
Chi le presenta questo biglietto è il sig. Avv. Comaschi di Milano, che desi­
dera conferire un momento con Lei.
Desso è persona benefica e per molti titoli benemerito della nostra casa, per­ 5
ciò mi fo ardito di raccomandarlo alla sua cortesia. È persona religiosa e prudente [,]
perciò si può anche parlare con libertà ove occorra.
Dio le conceda ogni bene, compatisca il disturbo e preghi per me che sono
con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
10
Sac. Gio. Bosco
1 aprile] 4 3 Chi corr ex che
2 Luigi Giacosa: potrebbe trattarsi del personaggio citato nella lett. 1426.
3 Carlo Comaschi: avvocato milanese, conosciuto da don Bosco a Torino sul finire degli anni cinquanta;
don Bosco fu sovente ospite a casa sua a Milano, in via Cappuccio 18. La moglie Teresa era un’abbonata
alle «Letture Cattoliche» e alla «Biblioteca della Gioventù Italiana».
3-4 desidera conferire: non è dato sapere il tema del colloquio.
1535
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Leti. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780231)
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
E II 158-159 MB X 160-161
Promette di continuare a pregare — la invita a non preoccuparsi di eventuali divisioni fra i fratelli Mon-
tauto — auspica una sua visita a Torino-Valdocco in occasione della festa di Maria Ausiliatrice — saluti
per tutte le persone amiche di Firenze — qualche difficoltà per il riscatto dei chierici dalla leva militare
Mamma Car.ma,
[Torino], 30 aprile [18]71
Ogni mattino nel celebrare la santa messa fo sempre un memento speciale
per la mia buona mamma [,] pel caro papà e famiglia; ma un rimorso mi turbava
sempre perché di più frequente non le mando lettere. Ora me ne perdoni: le prò- 5
metto la continuazione delle preghiere e l’emendazione della negligenza. No: non

34.6 Page 336

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328 aprile 1871
voglio più rubare francobolli, e me ne voglio servire secondo lo scopo.
Ella si affligge nel timore che i due fratelli Montauto non possano continuare
in una famiglia sola. Non sia così. Si affligga nel solo caso dell’offesa del Signore
io e non altrimenti. Ella sia meldiatrice di pace mentre fanno una famiglia sola, nella f.lv
divisione, e nelle due famiglie, qualora queste due ultime cose si avverassero.
Abramo e Lot erano due santi e si divisero per aver cura ciascuno della propria
famiglia [,] dei loro pascoli e bestiami.
Godo molto che il nostro caro sig. Tomaso sia in buona salute.
15 Non potrebbero in quest’anno venirci a fare una visita alla solennità di Maria
Ausiliatrice? Se ciò avvenisse, vorrei che il nostro campanaro facesse uno scam­
panìo dell’altro mondo. Veda un poco se può procurare tale consolazione a questo
suo figlio. Esso è tuttora discolo, ma, se fa questa visita le promette di farsi molto
buono.
20 Se mai vedesse la sigfra] Enrichetta Nerli, la concessa] Digny, la sigfra] Ma­
ria Gondi mi faccia grazia di salutarle da parte mia. I Chi sa che non possa[no] f.2r
risolversi anch’esse a farci una visita? Io scriverò più tardi una lettera per invi­
tarle ambedue.
Ella poi preghi per le cose nostre. Tutto va bene per la moralità [,] sanità etc.
25 ma in brevissimo tempo abbiamo dovuto riscattare dieci cherici dalla leva milita­
re colla enorme somma di franchi 32 mila. Vede che flagello. Ora però questo è
fatto e ci prepariamo per altri disastri se a Dio piacerà di mandarcene.
Dio benedica Lei, il sig. Tomaso, tutta la sua famiglia, preghi per la povera
anima mia, e mi creda
30 Di V. S. B.
Obbl.mo figlio discolo
Sac. Gio. Bosco
1 aprile] 4 6 negligenza] negligenze 27 altri disastri corr ex altro disastro
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
8 fratelli Montauto: dovrebbe trattarsi di Giovanni (1836-1906) e di Ferdinando (1839-1907) Barbolani
di Montauto che avevano sposato rispettivamente Emilia e Luisa, figlie della Uguccioni; la primogenita,
Marianna si era invece sposata con Giuseppe Rosselli del Turco: v. E(m) II, lett. 885.
G10i-u1l1io (f1a8m1i3g-l1ia87s1o)l.a... due famiglie: allude alla divisione dell’asse paterno a seguito della morte del padre
12 Abramo e Lot: note figure di patriarchi biblici; circa la loro separazione cf Gen. 13,1-12.
14 Tommaso Uguccioni Gherardi: v. E(m) II, lett. 877.
20 Enrichetta Nerli Michelagnolo: v. E(m) II, lett. 1062.
— Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
20-21 Carmes Maria Gondi: v. E(m) II, lett. 1031.
23 ambedue: in realtà erano tre; v. anche Appendice 1, lett. 1871/9.
25 dieci chierici: nella lett. 1556 si accennerà a 14 chierici.

34.7 Page 337

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1536
Al senatore Giuseppe Cataldi
maggio 1871 329
Già presso Alessandra Arrighini - Genova
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Chi desidera...» [cancellato con tratto
di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cataldi (A 1820120)
EH 159-160
Richiesta di prestito di una notevole somma di denaro
[Torino], 1° maggio [18]71
Benemerito Sig. Barone,
La bontà che mi ha parecchie volte dimostrato mi dà fiducia che voglia
ascoltare con pazienza quanto espongo.
Nell’anno scorso abbiamo aperto un collegio ad Alassio dove tra l’inatteso 5
acquisto del locale, la riattazione e l’impianto dovemmo sostenere spese assai
gravi. Il Municipio doveva, secondo la convenzione, venirci in ajuto con un sus­
sidio di franchi 10.000; ma non avendo potuto effettuare una esazione, ci lasciò
soli nelle spese malgrado la sua buona volontà.
Ora io avrei bisogno di trovare una benevola persona che voglia imprestarmi io
la somma corrispondente e ritirarla da me duemila all’anno e quindi l’intera som­
ma in anni cinque: tale è pure l’obbligazione del Municipio di Alassio. Il collegio
di questa città, quello di Lanzo, di Cherasco, di Borgo S. Martino si rendono tutti
garanti con quello di Torino.
Se Ella può ajutarci in questa circostanza e somministrarmi tale somma
contribuisce efficacemente a beneficare tanti giovanetti, che dovranno a Lei chi
15
f.lv la coscienza civile, chi la vocazione religiolsa, e chi forse la salvezza dell’anima
propria.
Qualcheduno doveva già parlarle di tale affare, non so che cosa siasi fatto; lo
stato delle cose è come l’ho esposto. Come Ella vede io scrivo con tutta confiden- 20
za, ma ella faccia altrettanto come può e come il Signore la inspi [re]rà.
Comunque faccia io non mancherò ora e sempre di pregare per Lei e per
tutta la sua famiglia e specialmente per quella famiglia che deve abbracciare uno
stato novello. A tutti invocherò dal cielo sanità stabile, lunghi anni di vita felice
col prezioso dono della perseveranza nel bene. Amen.
25
Raccomando anche me, e le opere nostre provvidenziali alla carità delle
sante sue preghiere e mi professo con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 30
1 maggio] 5 19 affare coi r ex . 28 S. res

34.8 Page 338

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330 maggio 1871
2 Giuseppe Cataldi: v. E(m) II, lett. 903.
19 Qualcheduno: difficile identificare la persona cui don Bosco allude.
23-24 quella famiglia... stato novello: forse la vita matrimoniale. Non si indica però di chi si tratta.
30 Alla lettera il barone rispose il 14 maggio. Giustificando la dilazione della risposta, continuava:
«Attesa la persona del richiedente, e l’oggetto per cui è fatta la richiesta del prestito di cui nella succitata
Sua, io non saprei rifiutarmi ad appagare il desiderio di V. S. Mi permetto perciò di dirle con tutta schiet­
tezza che sono ormai aggravato da tanti impegni consimili, che sarebbe per me un vero favore se Ella
potesse avere d’altronde in tutto o in parte il danaro che Le bisogna. Colla stessa schiettezza per altro Le
aggiugno che ove non sapesse a chi rivolgersi, potrà contare su di me, e in questo caso non avrà che a scri­
vermi una riga per combinare ogni cosa»: ed. in E II, pp. 160-161.
1537
Alla madre domenicana Maria Giovanna Nobili Vitelleschi
Suore domenicane di S. Sisto e Domenico - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
A[cSaCnceBll3a1t2o1c0onMtsrsa.ttaoutd.iiinnfcohtioocs.t,roN]obili Vitelleschi (A 1980308)
Ined.
Assicura preghiere
[Torino], 6 [maggio 18]71
Veneranda Sig[ra] Madre,
Per mano del sig. can.co Croset le mando questo biglietto per assicurarla che
noi continuiamo sempre a fare ogni giorno delle particolari preghiere per Lei e
5 per tutta la sua religiosa famiglia.
Preghi e faccia pregare. Nel prossimo autunno ed inverno, spero di poter dire
una santa messa a San Domenico e Sisto in ringraziamento di una grande grazia
ricevuta. Lo dica anche alla madre superiora.
Se vede la marchesa Villarios o qualcuno di casa Vitelleschi li saluti tutti da
10 parte mia.
Raccomando me e questi numerosissimi giovanetti alla carità delle sante I
sue preghiere mentre con tutta gratitufdine] auguro ogni celeste benedizione a lei f.iv
[,] alle sue compagne e mi professo
Di V. S. R.d.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5 4 continuiamo] continuaviamo 6 pregare corr ex pregh 12 ante auguro del le
2 Maria Giovanna Nobili Vitelleschi: v. E(m) II, lett. 983.
3 Giuseppe Croset-Mouchet: v. lett. 1313.
7 S. Domenico e Sisto era il convento della madre Vitelleschi: v. lin. 2.
9 Fanny Amat Villarios: v. E(m) I, lett. 505.

34.9 Page 339

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1538
Al conte Francesco Viancino di Viancino
maggio 1871 331
ASC B31010 Lett. orìg., Viancino (A 1741026) me. 55 A 3
Orig. aut. 2 ff. 21 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro] carta ingiallita con macchie di umidità e foro sul f. 2
EH 160
Chiede di correggere due quaderni di una traduzione dal francese fatta in modo letterale dal cav. Abele
Collegno
[Torino], 8 maggio [18]71
Car.mo Sig. Conte,
La prego, sig. conte, di voler con sua comodità, anche in campagna, leggere,
correggere e togliere ciò che le sembra superfluo in questi due quaderni. La tra-
duz. è del cav. Abele Collegno, ma egli la fece letterale e non più. Originale fran­ 5
cese.
Caro sig. conte, io sono il suo persecutore, ma non si sgomenti; affinché si
possa dire: Beato un tribulato, bisogna che vi sia un tribulatore quale io sono.
Dio conceda ogni bene a Lei ed alla Signora di Lei moglie; preghino per me
che con gratitudine sono
Obbl.mo servitore
10
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5 5 la emend ex t
2 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
4 due quaderni: potrebbe trattarsi della biografia di S. Maria Maddalena; v. E(m) II, lett. 1239.
5 Abele Provana di Collegno: v. E(m) II, lett. 1239.
9 Luigia Viancino di Viancino: v. lin. 2.
1539
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Callori (A 1980309)
Serie di richieste e notizie
Benemerita Sig[ra] Contessa,
O in un modo o in un altro bisogna lavorare [:]
Torino, 18 maggio [18]71

34.10 Page 340

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332 maggio 1871
Io Veda di far eopi[a]re queste due schede cominciando dalle sue due signo-
5 re, e poi facendo trottare queste in onore della Madonna, faccia il resto. Giudico
bene di mandarne una a Casale.
2° Facciamo una gran fiera, se ha qualche giargiatola ce la mandi, e poi
mandi qualcheduno a comperare se non può venire. Non posso però togliermi la
speranza di vederla quel giorno tra noi.
10 3° Noi continueremo a pregare per Lei.
4° Permetterebbe che la sua figlia Maria L. faccia parte della deputazione]
delle zitelle che andranno a presentare l’album al S. Padre al 21 p. giugno?
Nella speranza di poterla quanto prima riverire prego Dio a volerla benedire
e credermi con gratitudine
15 DiV. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 18 corr ex 17 maggio] 5 4 schede it 13 riverire rei
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
4 schede: di difficile identificazione, forse relativa aIVAssociazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice, il
cui contributo economico per l’anno in corso sarebbe stato devoluto per le spese di costruzione del coro e
della sacrestia.
4-5 due signore: non facilmente identificabili. Una dovrebbe certamente essere Gloria: v. E(m) II, lett.
1086.
7 fiera: in occasione della festa di Maria Ausiliatrice, nei due giorni precedenti e nello stesso giorno della
gfmeasautgadg,iuieombdbioennlcuBaoeoglsoocoaulnopaffrrpeìesiusdcnea’nidmteimdbaeelgniCenfoeicmtteanitzacaoto,ncplhearedipleedbriacmnaicsMoe dadiriibareicsnaietvfatiicrbeein,Azaaul,xnmielitautromcdhieenslleveiCtsapa/relssoeo,Cla4at.ri0rm0a0sii
ilnirem. oIrlt2e4/
del Villar
(ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Carrasi (A 1790131) me. 2644 E 6 ).
— giargiatola: dialett. piemontese, plur. giargiatole; indica cianfrusaglia, bagatella, bazzecola.
11 Maria Luisa Callori: v. E(m) I, lett. 546.
12 album al S. Padre: v. lett. 1546.
1540
Al senatore Giuseppe Cataldi
Edita in E II 160-161
Ringraziamento per la sua disponibilità ad aiutarlo con un prestito — lo chiede in due rate
Torino - Valdocco, 23 maggio 1871
Benemerito Sig. Senatore,
Premetto i miei più vivi ringraziamenti pel concorso che mi assicura in que­
ste nostre caritatevoli imprese; e La ringrazio tanto più perché malgrado già altri
5 gravi impegni affrontati, tuttavia Ella fa in modo di prestarli.

35 Pages 341-350

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35.1 Page 341

▲torna in alto
giugno 1871 333
Volendo io pertanto alleggerire il disturbo quanto mi è possibile, per ora
posso fare in modo di andare avanti con soli franchi cinquemila. Le altre cinque­
mila mi saranno forse necessarie ai primi di agosto p.; ma il Municipio di Alassio
mi ha prevenuto che prima di questa epoca mi versa somma analoga. Anzi tratta
ora la vendita di uno stabile il cui provento varrà a soddisfare alle nostre occor- io
renze.
Adesso Ella abbia la bontà di farmi dire il modulo o almeno il senso dello
scritto di assegnazione ed io mi uniformerò interamente.
Intanto non mancherò d’invocare le benedizioni del cielo sopra di Lei e sopra
tutta la sua religiosa famiglia e raccomandandomi alle preghiere di tutti ho l’onore
di professarmi
15
Di V. S.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5 6 io] non
2 Giuseppe Cataldi: v. E(m) II, lett. 903.
3 ringraziamenti: il 14 maggio 1870 aveva dato la sua disponibilità al prestito richiesto; v. lett. 1536.
1541
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Eudosia (A 1820235)
EH 161-162 MB X 211
Comunica di avere pregato per i pericoli che minacciavano l’istituto delle Fedeli Compagne di Gesù —
invita alla fiducia in Dio
Re.d.a Sig[ra] Madre,
[Torino], 2 giugno [18]71
Non può immaginarsi, sig[ra] Madre, con quanta apprensione io abbia tenuto
dietro ai pericoli che sovrastavano alle religiose di Lei sorelle in Parigi. Fin dal
primo apparire dei pericoli ho disposto che ogni sera si recitasse un pater da tutti
i nostri giovani alla Benedizione del SS. Sacramento. Io ho sempre fatto un
5
memento speciale nella santa messa ogni mattino.
Quale ne sia stato il frutto, ella potrà quanto prima saperlo: in ogni caso
adoriamo la misericordia del Signore, che manda i suoi flagelli perché il mondo
sappia che egli è nostro supremo padrone.
io
f lv Dio benedica Lei, sig[ra] Madre Eudozia, I con Lei benedica la Madre Sup.

35.2 Page 342

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334 giugno 1871
Generale, le sue religiose, le educande e a tutte conceda la grazia di sopportare le
spine del tempo per essere poi tutti, speriamolo con fede, coronati di gloria nella
beata eternità.
Preghi per me e pe’ miei poverelli e mi creda con gratitudine
Di V. S. R.d.ma
Obbl.mo suo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 giugno] 6 5 recitasse corr ex si reciti
2 Eudosia Babin: v. E(m) II, lett. 874.
4 pericoli... Parigi: siglato l’armistizio fra Prussia e Francia dopo il lungo assedio della capitale france­
se - e prima della pace di Francoforte del 10 maggio 1871 - a Parigi a metà di marzo scoppiò la rivolu­
zione popolare che diede vita alla Comune. Le truppe francesi con il consenso dei Prussiani assediarono
la città, che resistette per due mesi; e si arrese solo dopo la «settimana di sangue» di fine maggio che vide
un impressionante crescendo di violenza all’interno della città stessa. Non meno grave fu la feroce repres­
sione che seguì, con migliaia di esecuzioni sommarie e di deportazioni. Le Fedeli Compagne di Gesù non
ebbero però a soffrire gravi conseguenze: v. lett. 1545.
11-12 Superiora generale era Marie Josephine Petit: v. E(m) II, lett. 1259.
1542
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASCT Corrispondenza LL. PP. 1871 rep. 621 cart. 44 fase. 15.
Orig. di Gioachino Berto con firma aut. 2 ff. 260 x 210 mm.
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Torino, Rignon (A 1690531) me. 2641 A 12/B 2
Min. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina con qualche macchia di umidità sul f. 2v si ripe­
te due volte: Chiesa di S. Secondo
E II 162
Comunica le condizioni per la costruzione della chiesa nel Borgo di S. Secondo
*Torino, 3 giugno 1871
Ill.mo Sig. Sindaco,
Il sac. Gio. Bosco nel solo desiderio di provvedere ai bisogni morali che si
fanno ognor più sentire nella parte di questa città detta Borgo dei Sagrini,
d’accordo col Vicario Generale Mons. Zappata, e con i paroci della Crocetta e di
S. Carlo; col consenso ed a nome del Comitato istituito per promuovere la
costruzione della chiesa parocchiale di S. Secondo, a fine di abbreviare il corso
delle pratiche, e togliere di mezzo le difficoltà che potrebbero insorgere propone
alla S. V. 111.ma:
1° Soprassedere per ora dalla demarcazione dei terreni e delle case che
dovrebbero stabilirsi per formare la mentovata parochia di S. Secondo e dare
immediatamente principio alla costruzione della chiesa e casa annessa.

35.3 Page 343

▲torna in alto
giugno 1871 335
2° Il Municipio concede l’area di terreno fissata per l’oggetto sopra indicato.
3° Il Municipio concorrerà colla somma a questo uopo bilanciata con rate da
pagarsi ad epoche ripartite nel modo che lo stesso Municipio giudicherà più 15
opportuno.
4° Sarà presentato di nuovo il disegno e si pregano gl’ingegneri municipali a
voler fare le modificazioni e dare tutti quei suggerimenti che si ravviseranno
opportuni sia pel pubblico bisogno sia pel migliore ornamento della nostra città. I
f.lv Ciò posto lo scrivente darebbe tosto principio ai lavori senza obbligo che 20
altri debba concorrere; e appena l’edifizio il permetta si cominceranno subito a
raccogliere i vaganti fanciulli, fare catechismi, quindi predicazione anche per gli
adulti con quanto concerne al culto religioso.
Mentre sarà per intanto soddisfatto al bisogno religioso e morale si
appianeranno le difficoltà, e le autorità competenti potranno stabilire i limiti della 25
futura parochia. Prima però di ogni altra cosa si fa preghiera a V. S. a volergli con
bontà significare se l’umile progetto è accettato, e in questo caso occorre almeno
una lettera di autorizzazione, dove si dia all’esponente la maggior libertà di
operare che si ravviserà necessaria in queste imprese eccezionali
Ha l’onore di professarsi
30
Della S. V. 111.ma
Umile esponente
Sac. Gio. Bosco
4 detta emend ex della ante Borgo del volgarmente 5 d’accordo emend ex col col corr ex con Vie
Monsig 5-6 e con... S. Carlo add mrg inf 5 e con i emend si ex dei 7 a fine di emend si ex per
10 Soprassedere emend ex lo scriv 11 stabilirsi per add si 12 annessa emend ex parochiale
13 l’area emend ex il sito fissato 14 II emend ex lo stesso post Municipio add si et del di Torino
concorrerà emend ex prò 15 ripartite corr ex , le quali il Municipio riparti lo stesso emend ex il
17 ante 4° del In questa 18 tutti add mrg sin 19 sia pel migliore emend si ex e... di nostra add si
20 darebbe emend si ex si metterebbe principio ai emend si ex alla testa dei 20-21 obbligo che altri
debba corr si ex obbligare altri a 21 permetta corr ex comprat cominceranno corr si ex comincerà
a emend si ex per 22 quindi add si 23 concerne emend ex occorrerà al emend si ex pel culto]
colto 24 per intanto emend si ex così ante bisogno del pubblico 25 appianeranno emend si ex supe­
reranno tutte ante della del per la definitiva costruzione della [corr ex di una] chiesa parochiale
26 post futura del chiesa e casa parochia corr ex parochiale post cosa del la si fa preghiera a V.
S. emend si ex la prega 27 caso add si 28 lettera add si la emend ex quella post libertà del che
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
4 Sagrini: dal piemontese sagrili, indicante dispiaceri, fastidi, afflizioni.
5 Giuseppe Zappata: v. E(m) II, lett. 729.
6 Comitato: cf Torino e Don Bosco a cura di G. Bracco..., pp. 196-197.
33 A seguito del parere favorevole del consiglio degli edili, della giunta e del consiglio comunale, il
27 luglio il sindaco venne incontro alle proposte di don Bosco, subordinando però ogni operazione sia alla
cessione del terreno fra Comune e Ente morale della parrocchia sia all’approvazione del progetto tecnico
da parte delle competenti autorità municipali. lb., pp. 202-203. Don Bosco gli rispose il 10 settembre:
v. lett. 1580.

35.4 Page 344

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336 giugno 1871
1543
Alla contessa Carmes Maria Gondi
GOriàigp. raeusts.o Maddalena Patrizi - S. Luigi dei Francesi - Roma
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870136)
Copia della marchesa Maddalena Patrizi del 1936
EH 163 MB XVII 877
Annuncia suo prossimo viaggio a Firenze — ringrazia dell’offerta ricevuta per i molti bisogni della società
salesiana
Torino, 8 giugno [18]71
Benemerita Signora,
Provo a scrivere questa, che è la terza scritta di qui. Non so proprio darmi
ragione. Io scrivo più lettere e un gran numero non perviene a destinazione. Le
5 sue poi mi vengono regolarmente.
Se questa Le perviene Le porterà la notizia che il 18 circa di questo mese
passerò da Firenze e mi fermerò quasi una giornata e questo tempo sarebbe per
Lei, giacché non potendosi parlare per iscritto ci parleremo di presenza.
Rinnovo qui che ho ricevuto i duecento franchi da Lei inviati pei nostri
10 bisogni e noi abbiamo celebrato una Messa col rosario e comunione dei nostri
giovani secondo la pia intenzione di Lei.
Dio benedica Lei, la sua famiglia, il sig. suocero e mi creda con gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Carmes Maria Gondi: v. E(m) II, lett. 1031.
3 terza scritta di qui: dunque due sono andate disperse; v. lett. 1535. Visto anche quanto detto successi­
vamente, è difficile attribuire il fatto a semplici disguidi postali; non è da escludere dunque una qualche
censura da parte di autorità governative ostili agli interventi di don Bosco in merito alle nomine vescovi­
li presso la santa sede e il governo italiano: v. al riguardo lett. 1529.
611pr1e8v.i.s.tom.ese: dunque il viaggio era previsto da tempo, anche se poi la partenza avvenne vari giorni dopo
12 sig. suocero: citato anche nelle lett. 1429 e 1681.
1544
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690826) me. 8 C 8
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta leggera leggermente rigata
E II 164 MB X 417
Preparazione della festa del venticinquesimo di pontificato di Pio IX
Torino, 13 giugno [18]71

35.5 Page 345

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giugno 1871 337
Car.mo D. Bonetti,
Venerdì giorno solenne, gran festa. Al mattino comunione generale pel Papa.
A pranzo pietanza di più. Tutto il giorno vacanza. La sera predica dell’opportunità,
benediz. e se si può un poco d’illuminazione.
5
Un cordialissimo saluto a te, agli altri superiori ed a tutti i cari abitanti del
collegio. Io vi raccomanderò tutti nella santa messa, voi pregate per la povera
anima di colui che prova sempre la massima consolazione quando si può
professare di voi tutti
Aff.mo in G. C. io
Sac. Bosco G.
P. S. Se giudichi a proposito in quel giorno richiama a te o manda a Torino il
supplicante Cattaneo.
1 giugno] 6 4 vacanza] vavanza
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 Venerdì: 16 giugno, giorno in cui Pio IX festeggiava il 25° del suo pontificato.
13 Cattaneo Paolo: nell’anno scolastico 1868-1869 era studente nel collegio di Mirabello e successiva­
mente si era trasferito con don Bonetti a Borgo S. Martino.
1545
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Eudosia (A 1820236)
E II 165 MB X 211
Ringrazia dell’offerta e chiede una relazione sulla grazia ricevuta dal Signore per la preservazione delle
loro case di Parigi
*Torino, 16 giugno [18]71
Re.d.ma Sig[ra] Madre,
Ho ricevuto la sua lettera anteced. ed ora ricevo questa cui sono uniti fr. 600
coll’agio che ne ricaveremo dall’oro. Deo gratias. Giunsero in tempo di massimo
bisogno.
Ora la pregherei di un favore che mi sta sommamente a cuore. Dai tratti che
5
Ella mi ha scritto comprendo essere in modo sensibile intervenuta la mano del
Signore alla preservazione delle loro case di Parigi. Ora io vorrei che queste
memorie si conservassero e che fossero come caparra di altre grazie che la S.
f.lv Vergine certamente concederà a questo benemerito istituito. Ella adunque a io
maggior [gloria] di Dio e dell’Augusta sua Madre mi faccia una relazione la più

35.6 Page 346

▲torna in alto
338 giugno 1871
lunga e minuta che le sia possibile. Ed io la conserverò come monumento delle
glorie di Maria, ed occorrendo che se ne volesse dare stampa, non farò niente
senza prima parlarne con Lei.
15 Credo che sia bene il notare che appena cominciarono i disastri di Francia e
che i mali minacciavano Parigi, si cominciarono preghiere particolari dai nostri
giovanetti all’altare di Maria A. e si continuarono fino alla cessazione del pericolo
quando si cantò un solenne Te Deum in ringraziamento. I
Di ogni cosa adunque sia ringraziato Iddio e la sua Madre Santissima e le
20 celesti benedizioni discendano copiose sopra di Lei, sopra la Mad. Generale e
sopra tutto l’istituto e mi creda con gratitudine
Di V. S. M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
25 P. S. Se occorre qualcosa per Roma, me lo comandi.
1 giugno] 6
2 Eudosia Babin: v. E(m) II, lett. 874.
3 lettera antecedente: non è stata reperita.
8 preservazione delle loro case: v. lett. 1541.
11 relazione: madre Eudosia rispose a don Bosco il 25 agosto successivo comunicando che la madre
superiora era in Bretagna e che, non appena fosse tornata, gli avrebbe inviato la relazione richiesta:
ASC A 1410810, me. 1502 D 9/10, ed. in parte in MB X 212.
20 Madre generale era Marie Josephine Petit: v. E(m) II, lett. 1259; v. anche lett. 1541.
1546
Alla contessa Maria Balbo
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880207)
Copia di Gioachino Berto
E II 164 MB X 422
Avviso di una riunione delle signorine firmatarie dell’album da omaggiare al papa — cercherà di
essere presente
Benemerita Signora,
Torino, 16 giugno [18]71
Resta inteso che le Signorine dell’album si raccoglieranno stasera in casa
sua alle quattro. Io procurerò anche di venire; ma per necessità di godere tempo
5
la pregherei, o che padronanza! di mandarmi un legno che mi tolga di casa alle
quattro e un quarto e porti diritto a casa sua.
Non posso poi fermarmi pel pranzo perché dopo ho alcuni ammalati da
assistere cui stasera debbonsi amministrare gli ultimi sacramenti.

35.7 Page 347

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giugno 1871 339
Compatisca la libertà con cui scrivo. Dio ci benedica tutti e mi creda
Obbl.mo servitore 10
Sac. Gio. Bosco
2 M aria Teresa Balbo: nata Billiani di Cantoira il 2 novembre 1852; nel 1872 sposò Cesare Luigi Balbo
dal quale ebbe otto figli: cf A. M anno II Patriziato subalpino..., II, p. 152.
3 album: v. lett. 1539. Ricco di cento firme, sarebbe stato consegnato al pontefice dalla signorina Mazè
de la Roche assieme alla somma di lire 10.000; le signorine erano partite da Torino il 23 giugno, sotto la
guida della contessa Gabriella Corsi e della marchesa De Ovado: cf MB X 422.
5 legno: carrozza.
7 ammalati: effettivamente il torinese Michele Franzero di 11 anni e il trevigliese (Bergamo) Giuseppe
Penati di 17 anni morirono due giorni dopo, il 18 giugno: necrologio ed. in MB X 217. Circa la morte del
Franzero esiste anche una relazione manoscritta di don Rua: ASC A 4630113, me. 2880 D 8-11.
1547
Al papa Pio IX
Biblioteca Vaticana: Indirizzi ai papi da Pio IX n. 17805
Orig. di Gioachino Berto con firma e data aut. 2 ff. 260 x 200 mm. elegante custodia di cartone
rosso con stemma papale foglio di riguardo con corona floreale al cui interno con eleganti caratteri si
legge: «Nella Fausta Occorrenza / Unica nella Storia/ In cui il Supremo Gerarca / Raggiunge gli anni del
Pontificato di S. Pietro / a / PIO IX / Infallibile Pontefice dell’Immacolata I t i Loro insigne Benefattore /
I cinque mila giovani / Delli Oratorii di Torino / Del piccolo Seminario di S. Carlo in B.° S. M.° / Del
Collegio S. Filippo Neri in Lanzo / Del Collegio della Madonna del Pop.'° in Cherasco / Del Collegio della
Madonna degli Angeli in Alassio / Preceduti dai Membri della Società di S. Frane." di Sales / Mandano le
loro affettuose congratulazioni / Ed al Signore i più fervidi voti per la lunga e preziosa / Di Lui conserva­
zione / Offerendo / Tutte le loro forze, la vita stessa / Al servizio dell’Amat.moPadre / Di tutti i cattolici.»
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pio IX (A 1810119) me. 2653 D 4/6
Ined.
Indirizzo di saluto da parte dei giovani degli oratori e delle case salesiane in occasione del venticinquesi­
mo di pontificato di Pio IX
*Torino, 16 giugno 1871
Beatissimo Padre,
Un avvenimento faustissimo unico nella storia della Chiesa colma della più
grande consolazione il cuore dei Cattolici di tutto il mondo e fa obliare per un
istante il dolore che li opprime per le afflizioni in cui versa il comune loro Padre. 5
In mezzo all’entusiasmo universale ed alle figliali dimostrazioni di gioia, di
attaccamento e di devozione che da ogni parte si innalzano al Vostro trono, o
Padre Santo, in questo dì per avervi il Signore fatto raggiungere gli anni di Pietro,
anche noi figli di S. Francesco di Sales e figli Vostri in un co’ giovani alle nostre
cure affidati, riconoscenti ai molteplici benefizi della Santità Vostra prodigatici, e io
giubilanti della più grande letizia, per secondare l’impulso del cuor nostro ci
sentiamo in dovere di umiliare ai Vostri S. Piedi un tributo di ossequio, di
venerazione e di affetto imperituro. Uniti indissolubilmente a questa Cattedra di
verità ed al cuor Vostro come piangemmo ai Vostri dolori così non possiamo fare

35.8 Page 348

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340 giugno 1871
15 a meno di innalzare a Dio in questo giorno un cantico di ringraziamento per
avervi conservato tanti anni I all’amore degli affezionati Vostri figli, a confusione
de’ Vostri nemici ed a gloria della chiesa.
Noi intanto profondamente afflitti pei mali che affliggono Santa Chiesa,
mentre viviamo nella piena fiducia di un vicino trionfo non rimarremo inoperosi.
20 Anzi seconderemo con maggiori sforzi lo scopo della Congregazione Salesiana
colla predicazione, con catechismi e colla diffusione di buone stampe tra i
Cristiani e specialmente fra la pericolante gioventù.
Pregando Iddio a voler ancora per lunga serie d’anni conservare V. S. ci
prostriamo ai V. Piedi implorando la Santa ed Apostolica benedizione.
25 Per tutti i figli della Congregazione Salesiana e per tutti i fanciulli loro
affidati umilissimamente si sottoscrive
Sacerdote Gioanni Bosco
23 ancora add si
2 Beatissimo Padre: l’indirizzo di saluto forse fu dovuto alla richiesta di mons. Manacorda del 1° giugno:
«Sarebbe pure opportuno che l’Oratorio di S. Francesco di Sales facesse qualche cosa per la mentovata
ricorrenza. Un breve indirizzo per es. al S. Padre...»: ASC A 1330415, me. 1417 C 8/10, ed. in MB X 168.
Il Manacorda anche chiesto che un salesiano scrivesse un sonetto sulla città di Torino per offrirlo al papa.
Cogliamo qui l’occasione per aggiungere alcune informazioni relative a Roma e a mons. Manacorda.
Questi il 30 aprile aveva comunicato a don Bosco, tramite don Rua, che non c ’erano al momento difficoltà
per cui i salesiani non potessero andare a Palombara Sabina (Roma) in tempo per l’inizio delle scuole, pre­
visto per ottobre: ASC A 4420125, me. 3763 a 6-8, ed. in MB X 166-167. Pochi giorni dopo, il 10 mag­
gio 1871, ancora il Manacorda aveva scritto a don Bosco per raccomandargli una giovane che voleva par­
lare con lui e per comunicargli che il progetto già concordato per Palombara Sabina doveva essere tem­
poraneamente sospeso, in quanto l’ispettore governativo di tali scuole aveva proposto dei maestri esclu­
dendo del tutto i sacerdoti: ASC A 1431108, me. 1543 B 1 2 -C l:c fM B X 166-167.11 1° giugno infine
il prelato era tornato a scrivere a don Bosco che, mentre rimanevano reali le speranze per Palombara
Sabina, per la chiesa del Sudario era giocoforza attendere, vista la situazione politica in Roma, città in cui
certamente non sarebbe stata ben vista una congregazione di origine torinese assumere l’ufficiatura di tale
chiesa: ASC A 1330415, me. 1417 C 6/10.
27 La lettera, con l’album dei membri della società salesiana e dei giovani delle loro case, fu poi conse­
gnato al papa nell’udienza che concesse a don Bosco il 28 giugno 1871.
1548
Al vescovo di Novara Giacomo Filippo Gentile
Già presso anonimo di Bologna
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Gentile (A 1790217) me. 2647 C 6/7
Ined.
A proposito di un’eventuale opera salesiana a Trecate (Novara)
[Torino], 21 giugno [18]71
Eccellenza R.d.ma,

35.9 Page 349

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giugno 1871 341
Sulle mosse di partire per Roma ricevo la lettera di V. E. R.d.ma relativa alla
casa di Trecate.
Dopo il mio ritorno mi occuperò tosto di questo affare; ma vedo che la cosa
prende una forma diversa da quella che avevamo espresso verbalmente.
5
Qui è tutto appoggiato sopra la legalità; qui in caso di definitivo
incameramento de’ beni vescovili noi siamo in pericolo di cadere nelle mani del
demanio. Poi l’obbligazione di aprire un istituto di poveri giovani. Ma dove
prendere i mezzi per sostenere questa obbligazione? Qui la parte fiduciaria, che io
per noi è tutto, sarebbe totalmente tolta.
Ad ogni modo esaminerò bene la cosa, di poi mi farò dovere di
f l v partecipargliela I al più presto possibile. Forse si dovrà mettere per base:
proprietà, ed amministrazione al vescovo di Novara; la congregazione salesiana
somministrerà il personale necessario.
15
Se posso servirla in qualche cosa a Roma io dimoro via Pedacchia numero
97, p. 1 con Monsig. Manacorda [una] decina di giorni.
Dimando in carità la sua santa benedizione e mi professo
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore 20
Sac. Gio. Bosco
1 giugno] 6 3E . emend exS. 17 una del
2 Giacomo Filippo Gentile: v. E(m) I, lett. 43.
3 mosse di partire: sarebbe partito il 22 successivo, e non come previsto il 18; v. lett. 1543.
— lettera: non è stata reperita e non si hanno ulteriori notizie su tale progetto di fondazione salesiana.
4 Trecate: località di circa 6.000 ab., a 9 km. da Novara.
6 espresso verbalmente: difficile sapere quando e dove avvenne tale incontro.
17 Emiliano Manacorda: v. E(m) II, lett. 763.
1549
Al cavaliere Tommaso Uguccioni Gherardi
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780217)
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro] forte macchia di umidità sul mrg. inf. des. del f. 1
E li 165-166 MB X 169
Avvisa che nel viaggio a Roma si fermerà a Firenze brevemente nell’andata, più a lungo nel ritorno
Car.mo Sig. Tommaso,
[Torino], 21 giugno [18]71
Dimani mattina partirò alla volta di Roma.
A Firenze mi fermerò soltanto le due ore di aspetto dalle 7,35 alle 10 di sera.
Al mio ritorno mi fermerò, a Dio piacendo, un pajo di giorni in codesta sua città, 5

35.10 Page 350

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342 giugno 1871
per così poterla ossequiare colla rispettabile sua famiglia. Non ometterò per altro
di chiedere al S. Padre una speciale benedizione per tutte le persone [che] la
riguardano.
Dio ci benedica tutti e mi creda colla più profonda gratitudine
io Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore amico
Sac. G. Bosco
1 giugno] 6
2 Tommaso Uguccioni Gherardi: v. E(m) II, lett. 877.
3 Dimani: cioè il 22 giugno, come detto nella lett. 1548.
4 due ore di aspetto: per il solito cambio di treno.
5 pajo di giorni: sarebbero stati il 2 e il 3 luglio.
1550
Al signor Francesco Nicoletti
ASC B31010 Lett. orìg. di recente recupero, Nicoletti (A 1780204)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro] carta ingiallita con macchie di umidità
Ined.
Riserva un posto in collegio per il figlio — espone le basi di un contratto per la stampa di una sua opera
Roma, 25 giugno [18]71
Car.mo Sig. Nicoletti,
Sono per pochi giorni a Roma dove mi rimane momento libero da rispondere
alla cara sua lettera. Mi pensava che il suo figlietto avesse già l’età necessaria per
5 entrare in collegio], ma vedo che non l’ha ancora. Quando le sembrerà del caso,
me lo dica e io gli terrò preparato un posto.
Riguardo alla stampa dell’opera di cui parla le dico che di buon grado noi ci
occuperemo per la diffusione della medesima quando quella fosse stampata. Ma
stamparla a nostre spese non possiamo per mancanza di mezzi pecuniari.
10 Se pertanto trovasse un tipografo che potesse stamparla a comune vantaggio
dell’autore e dello stampatore, io mi adopel [re]rei per lo spaccio nella nostra f l v
libreria, colla pubblicazione del nostro catalogo e nelle Lett. Catt. Ella poi si
tenga su queste basi:
1° Cede l’originale al tipografo N. N. affinché ne stampi quel numero di
15 copie che egli giudicherà opportuno.
2° Il tipografo farà egli tutta la spesa della stampa.
3° Il profitto sarà metà per l’autore, metà pel tipografo.
4° Per profitto si intende un tanto per ciascuna copia venduta. Così fannosi
contratti tra di noi. Ella vedrà come trovarsi meglio.

36 Pages 351-360

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36.1 Page 351

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giugno 1871 343
Dio benedica Lei, la sua famiglia e mi creda nel Signore
20
Tutto e sempre
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
1 giugno] 6 5 l’ha corr ex la
2 Francesco Nicoletti: v. E(m) II, lett. 1041.
3 pochi giorni: sarebbe rimasto fino al 1° luglio. Vi era arrivato il 23 giugno.
4 sua lettera: non è stata reperita.
— figlioletto: Augusto Nicoletti; v. E(m) II, lett. 1041. Al momento aveva meno di 8 anni.
— età necessaria: sugli 8/9 anni per Lanzo e Borgo S. Martino; dodici anni per Torino-Valdocco;
v. lett. 1587; v. anche lett. 1435, nella quale don Bosco si dichiarava disposto ad accogliere un figlio del
Nicoletti già l’anno precedente.
7 opera: non è stata identificata. Circa la disponibilità a diffondere opere stampate da altre tipografie,
si veda anche la lett. 1512 al prof. Raffaele Piperai.
1551
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, Fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cambray Digny (A 1980310)
Ined.
Comunica che ha chiesto una speciale benedizione al papa per lei e per tutta la sua famiglia
[Roma, 29 giugno 1871]
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Ho fatto una volata a Roma e ieri essendo stato ricevuto dal S. Padre non
mancai di dimandare una speciale benedizione per Lei e per tutta la sua famiglia,
che ben di cuore fu impartita.
5
Domenica mattina (2) a Dio piacendo, sarò a Firenze, dove mi fermerò due
giorni. Alloggio coll’arcivescovo; spero che la potrò riverire, purché non sia
assente dalla città.
Ad ogni modo io mi raccomando di cuore alle sue preghiere e mi professo
colla più profonda gratitudine
10
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Virginia Cambray Digny: v. E(m) II, lett. 844.
3 volata a Roma: vi rimase una settimana.
— ricevuto dal S. Padre: a Roma ebbe due udienze (di cui la prima il 28 giugno), come si legge nella lett. 1552.
6 Domenica mattina: 2 luglio.
7 arcivescovo Gioacchino Limberti: v. E(m) I, lett. 428.

36.2 Page 352

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344 luglio 1871
1552
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orìg., Rua (A 1740201) me. 48 A 2/4
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro] segni di carta gommata macchie di umidità
E II 166 MB X 170
Ha avuto due udienze dal papa — chiede di dire a don Angelo Savio di promuovere la costruzione
della chiesa di S. Giovanni Evangelista — dà disposizioni per la festa di S. Luigi
[Roma], 1° luglio [18]71
Car.mo D. Rua,
Ho avute due udienze dal Santo Padre ed ho trattato nel modo più
soddisfacente ogni cosa.
5 Sta sera parto alla volta di Firenze dove mi fermerò due giorni per
raccogliere qualche quattrino, se fia possibile.
Di’ a D. Savio che promuova la costruzione della chiesa di S. Gio. Evang.
Credo che potremo fissare la festa di S. Luigi pel giorno 16 del corrente.
Saluta tutti i nostri cari giovani, di’ loro che sono impaziente di vederli,
io Martedì spero di essere con loro, e loro parlerò di più I cose; li ringrazio delle f l v
preghiere che hanno fatto per me; io li ho sempre raccomandati al Signore nella
santa [Messa],
Ora trattasi di un affare che interessa tutto il mondo, il cui buon esito
dipende dalle preghiere e dalla guerra al peccato. Coraggio adunque.
15 Da Firenze ti scriverò l’ora del mio arrivo; ma raccomanda a tutti che non
mi facciano feste al mio ritorno: Non est conveniens luctibus ille color.
Saluta Goffi e D. Berto. Dio ci benedica tutti ed abbimi tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
20 P. S. Si facciano le incombenze pel riscatto di Ambrogio Sala del 1° Regg., 3a
Comp. Va’ a vedere alla Sacra Famiglia di S. Donato se fu ricevuta una ragazza
detta Avalle per cui mi sono obbligato di pagare fr. 400, se fosse accolta. Avrei
bisogno che me ne scrivessi a Firenze per mia norma. Ella è protetta dal comm.
Bona.
1 luglio] 7 10 con it 21 vedere] vedere se
2
4
Michele Rua:
ogni cosa: il
pvr.oEm(mem) oIrI,ialetpte.r73l’0u.dienza
pontificia
è
conservato
in:
ASC
A
2210603,
me.
778
B
3;
ed. in MB X 1355.
7 Angelo Savio, economo della società salesiana: v. E(m) I, lett. 621.
8 festa di S. Luigi pel giorno 16: non si era potuto celebrarla a fine giugno per i preparativi della parten­
z1a0 diMdaornteBdìo:s4coluegplieor. la sua successiva assenza dal 23 giugno in poi.

36.3 Page 353

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luglio 1871 345
13 affare che interessa tutto il mondo: la spinosa questione dei rapporti del regno d’Italia colla santa sede.
16 luctibus: il papa, dopo l’occupazione di Roma del 20 settembre 1870, si era dichiarato prigioniero
in Vaticano.
17 Domenico Goffi: v. E(m) II, lett. 871.
— Gioachino Berto: v. lett. 1277.
20 Ambrogio Sala: figlio del fu Pietro e Maria Ponzoni (dunque fratello di Antonio Sala: v. E(m) I,
lett. 706, nato a Olgiate Molgora (Lecco) il 15 agosto 1842, entrò aH’Oratorio di Torino-Valdocco il 26
agosto 1870 e ne uscì per il servizio militare; rientrò poi il 29 dicembre 1872: cf ASC registro Censimento.
Nel 1873 fu novizio a Valdocco,
ad Alassio per tornare di nuovo a
nel 1874
Valdocco
dnievlen1n87e7p; rdoafles1s8o78penrponetuaop;padrueepaiùnnniedl oCpaotasli.
trasferì
un
anno
21 Sacra Famiglia di S. Donato: istituto fondato dal teologo Gaspare Saccarelli, comprendente un Ritiro per
fanciulle povere, un asilo d’infanzia e una società festiva
datore, succedette alla direzione il teologo Paolo Berger: cf
TpeorrignioodveasnciroitptaerdaaiePaietTroorBinaor.iAcclola...m, o1r8t6e9d, epl.
fon­
811.
22 Avalle: non è stato possibile identificare la persona.
24 Bartolomeo Bona: v. lett. 1464.
1553
Al senatore Giuseppe Cataldi
ASC B31210M «. aut. infotoc., Cataldi (A 1820121)
Orig. aut. 1 f. 270 x 185 mm.
E li 167
Rinnova la richiesta del prestito promesso: v. lett. 1536 e 1540
Benemerito Sig. Barone,
Torino, 7 luglio [18]71
Sul finire del maggio u. s. scriveva una lettera a V. S. B. che forse non le
è pervenuta. In quella io La ringraziava della sua buona disposizione di mutuarmi
la somma richiesta, ma che in vista del disturbo che ciò Le cagionava, sperava di 5
poter fare colla metà, cioè con fr. 5000 per allora, delle altre cinque mila le avrei
poi forse fatto dimanda in agosto qualora non avessi potuto effettuare una vendita
che adesso sarebbe ultimata. Pregavala pertanto a volermi significare il modo di
ricevere quella somma e le condizioni da annettervi.
Non avendo avuto alcun riscontro e d’altronde non potendo altrimenti 10
provvedere alle attuali nostre necessità rinnovo qui la medesima preghiera.
Qualora peraltro ciò Le tornasse di troppo grave disturbo, abbia soltanto la bontà
di farmi scrivere una parola per mia norma.
In ogni caso io non mancherò di pregare il Signore Iddio per Lei e per tutta
la sua famiglia mentre con gratitudine mi professo
Di V. S. B.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Giuseppe Cataldi: v. E(m) I, lett. 903.
3 lettera: v. lett. 1540.
7 vendita: ib.

36.4 Page 354

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346 luglio 1871
1554
Al diacono Pio Casetta
ASC B31010 Lett. orig., Casetta (A 1700406) me. 12 A 11
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurra sbiadita molto consunta
E li 167
A proposito della guarigione della cognata — assicura preghiere
segni di carta gommata
*Torino, 8 luglio [18]71
Car.mo D. Casetta,
Dirai alla tua cognata che noi facciamo particolari preghiere all’altare di
Maria Aus. per la implorata sua guarigione. Ad eccezione che la dimanda sia
5 contraria al bene dell’anima sua, la grazia si otterrà certamente.
Dio benedica te e la tua cognata e ad ambidue conceda sanità stabile con
lunghi anni di vita felice. Prega eziandio pel tuo sempre in G. C.
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
10 P. S. Ti raccomando la diffusione delle Lett. Catt.
1 luglio] 7
2 Pio Casetta: nato a S. Damiano d’Asti il 23 marzo 1848, venne ordinato sacerdote il 23 settembre 1871.
Dal 1877 al 1917 fu parroco a Tigliole d’Asti, dove morì il 18 luglio 1918 e dove è sepolto.
3 cognata: Veronica Casetta di S. Damiano d’Asti, che rimarrà vedova nel 1875 e che con don Bosco
si manterrà a lungo in contatto.
1555
Al barone Roberto Ricci des Ferres
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900647)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E li 168 MB X 209
Celebrazione della S. Messa secondo la sua intenzione — acclude un biglietto per il padre
*Torino, 10 luglio [18]71
Car.mo nel Signore,
La Madonna A. che l’ha già tante volte favorita in passato, spero che la
favorirà anche nei presenti esami. Preghiamo, ed io celebrerò la Messa secondo
5 l’intenzione per cui mi manda la limosina in fr. 12.
Dio benedica Lei e le sue fatiche, e mi creda con profonda gratitudine
Di V. S. car.ma

36.5 Page 355

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luglio 1871 347
Aff.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. La prego di rimettere l'unito bigi, a papà con rispettosi saluti alla mamma e 10
al sig. Carlo.
f.lv All’Ill.mo Signore
Il Sig. Barone Roberto Ricci
v. Bogino, n. 12. Casa Fassati
Torino
15
2 Roberto Ricci des Ferres: v. E(m) II, lett. 740. All’epoca aveva 22 anni.
10 biglietto: non è stato reperito.
— mamma: baronessa Gabriella, nata Beraudo di Pralormo; v. E(m) II, lett. 740.
11 Carlo,
monio con
fArazetelillaoFmasasgagtii:oribe.di
Roberto;
all’epoca
ventiquattrenne,
lo
stesso
anno
(1871)
si
unì
in
matri­
1556
Alla signora Lucini
Già presso Ettore Fracchetti - Avio (Trento)
OErliig.1a6u8t-.1691 f.
Chiede un sussidio per poter riscattare alcuni chierici dalla leva militare
Torino, 12 luglio [18]71
Benemerita Signora,
La bontà e la carità che potei ravvisare nella breve sua dimora in Piemonte
ed in questa nostra casa mi dà animo di raccomandarmi per aiuto in un bisogno
eccezionale.
5
Abbiamo 14 chierici che sono colpiti dalla leva testé effettuata e si possono
riscattare soltanto fino al 31 del corrente luglio. Dopo tutti sono militari, abolito
ogni supplente.
Ora nel vivo desiderio di conservare alla Chiesa questi ministri di Gesù
Cristo mi raccomando alla sua carità. La posta di ciascuno è di franchi 3200; ma io
10 ricevo con la massima gratitudine qualunque offerta gradisca di fare. Ella avrà
la consolazione di aver cooperato ad un’opera delle più sante, mentre questi
chierici, divenuti sacerdoti, guadagneranno anime a Dio e la S. V. oltre all’averne
11 merito avrà ancora chi ogni giorno non mancherà di fare speciale preghiera in
tutta la vita.
15
La prego di salutare il sig. D. Cristoforo Fumagalli, D. Paolo Colombo, D.
Gioanni Legnani, e le sig.ne sue figlie Emilia, Carolina, Vittoria.
Dio li benedica e li conservi a lunghi anni di vita felice col prezioso dono
della perseveranza nel bene.
Preghi per me che con gratitudine mi professo
20

36.6 Page 356

▲torna in alto
348 luglio 1871
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Lucini: benefattrice bergamasca non meglio identificata. Nobili famiglie Lucini sono riportate nel
LDNI anche in Milano e Como.
6 14 chierici: v. lett. 1535, dove si accenna a dieci chierici.
16-17 don Cristoforo Fumagalli, don Paolo Colombo, don Giovanni Legnani: escluso che fossero sacer­
doti appartenenti alla diocesi di Bergamo (nessuno dei tre è segnalato dai vari registri dell’archivio dioce­
sano) resta la possibilità che appartenessero ad altre diocesi o a Ordini o Congregazioni religiose.
Indubbiamente i cognomi sono di origine lombarda.
17 figlie Emilia, Carolina, Vittoria: non meglio identificate, così come la madre.
1557
A don Raffaele Cianetti
ASC B31010 Lett. orig., Cianetti (A 1700701) me. 14 A 6
Orig. allog. con firma allog. 1 f. 188xl35m m . carta uso stampa incollata su un foglio più gran­
de il mrg. sup. è stato ritagliato ad arco
E II 169 MB X 90
Assicura preghiere per il sacerdote raccomandatogli, ma chiede che lui stesso non cessi di pregare
per vari mesi
Don Cianetti car.mo,
[Torino], 18 luglio [18]71
Ben di cuore farò io insieme coi giovani speciali preghiere all’altare di Maria
Ausiliatrice pel Sacerdote suo raccomandato.
5
Egli stesso faccia qualche preghiera alla SS. Vergine ed in onore del SS.
Sacramento ogni giorno fino ai Santi.
La fede è quella che fa tutto. Se non è contrario alla maggior gloria di Dio
otterremo sicuramente la grazia.
Mi trovo in un mar di cose. Preghi per me; Dio ci benedica tutti e mi creda
io
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 luglio] 7
2 Raffaele Cianetti: v. E(m) II, lett. 948.
4 Sacerdote suo raccomandato: non è stato possibile identificarlo.
1558
A don Francesco Tribone
ASC B 31010 Lett. orig., Tribone (A 1740805) me. 53 E 2

36.7 Page 357

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luglio 1871 349
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina rigata macchie di umidità
Ined.
Ringrazia per l’offerta che gli ha inviato — assicura preghiere per la completa guarigione degli occhi —
lo informa che sono già stati riscattati alcuni chierici
Lanzo-Torino, 24 luglio [18]71
Car.mo nel Signore,
Per sua norma le significo con piacere che ho ricevuto il vaglia di fr. 520 che
si compiacque inviarmi. Ringrazii, da parte mia, ne la prego, le persone che a ciò
hanno concorso specialmente la sig[ra] Figari. Noi continueremo a pregare per 5
Lei e spero che la bontà del Signore vorrà continuare a benedirla e concederle
l’intiera e compiuta guarigione de’ suoi occhi.
Intanto ho il piacere di significarle che di quattordici cherici che avevamo da
riscattare sette sono già riscattati, per gli [altri] speriamo nella misericordia
divina.
io
Dio le conceda ogni bene e mi creda con vera gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
[P. S.] Non ho più saputo notizie di quella signora che aveva affidato a Maria A. 15
la salvezza di un suo figlio in Parigi.
1 luglio] 7 5 Figari] Figuri
2 don Francesco Tribone: v. lett. 1349.
5 Sig. Geronima Figari, nata De Camilli: v. lett. 1526.
8 quattordici chierici: v. lett. 1556.
15-16 signora... figlio: non identificati. Quanto ai tragici avvenimenti di Parigi v. lett. 1541.
1559
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690827) me. 8 C 9
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta uso stampa leggermente rigata
E II 169 MB X 129
Avvisa del suo arrivo a Borgo S. Martino
*Torino, 27 luglio [18]71
Car.mo D. Bonetti,
A Dio piacendo martedì prossimo alle 11 mattino sarò a Borgo S. Martino.
Prepara pertanto un piatto di lamenti e un taschino di danaro: io prenderò l’uno e
l’altro.
5

36.8 Page 358

▲torna in alto
350 luglio 1871
Da’ questo biglietto acchiuso a Carones. Saluta Caprioglio. Fatti animo.
Ricordati che in questo mondo non abbiamo tempo di pace, ma di continua
guerra. Avremo un dì la vera pace se combatteremo da forti sopra la terra.
Sumamus ergo scutum fidei ut adversus insidias diaboli certare possimus.
10 Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 luglio] 7
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 martedì prossimo: il primo agosto.
4 lamenti: nella nuova casa di Borgo S. Martino non mancavano certo i problemi.
—• taschino: diminutivo di tasca, sacchetto.
6 Cristoforo Carones: nato 1’11 maggio 1853 a Frassineto Po (Alessandria) da Domenico e Lucia Monti,
era entrato aU’Oratorio di Torino-Valdocco il 28 novembre 1863 ed aveva emesso la professione trienna­
le il 16 settembre 1869. Morì a Borgo S. Martino il 29 settembre 1872: ASC registri Professi; Catal. 1873,
p. 12.
— Felice Caprioglio: nato a Rosignano (Alessandria) il 23 settembre 1851 da Vittorio e Teresa, entrò
airOratorio di Torino-Valdocco il 16 agosto 1866 e divenne coadiutore triennale il 16 settembre 1870.
Rinnovò i voti il 26 settembre 1873 e il 27 settembre 1876 emise la professione perpetua da chierico.
Partito per l’Argentina nel novembre 1876, dieci anni dopo fece la vestizione clericale e fu ordinato sacer­
dote a Buenos Aires da mons. Cagliero il 25 marzo 1886. Fu direttore per moltissimi anni; scrittore e tra­
duttore di libri di ascetica, storia, agiografia; morì a Cordoba (Argentina) il 19 maggio 1940: ASC registri
Anagr., Professi, Necrol.;
9 Sumamus... possimus:
cf
cf
DBS, p. 70 e anche
Ef. VI, 16 e 11.
A.
Papes
,
¡Salesiani...,
[dattil.]
pp.
460-461.
1560
AI sindaco di Cherasco Felice Galli della Mantica
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, della Mantica (A 1780213)
Orig. di Giulio Barberis con firma aut. 2 ff. 210 xl35m m . carta azzurrina quadrettata macchie
di umidità sul mrg. sup. sin. del f. Ir si trova una marca da bollo da una lira annullata da un timbro:
Ufficio del bollo ... 26 Set 71 Torino timbro in inchiostro verde: Segreteria civile Corte d’Appello
Torino altra registrazione del tribunale mss. sul mrg. sup. des. del f. 2v G. Berto scrive: «Giordano
pre Cherasco»
E li 170
Conferma la disdetta dall’amministrazione del collegio-convitto di Cherasco
Torino, 29 luglio 1871
Ill.mo Signor Sindaco,
Ho ricevuta la sua lettera con cui mi comunica l’ordine del giorno di cotesto
Municipio intorno al collegio di Cherasco.
5 Avrei avuto bisogno del verbale per poterlo capire, ed anche sapere se la mia
lettera siasi letta o se ne sia comunicato soltanto il tenore. Perciocché dal vedere e
ripetere quanto riguarda ai maestri pare che non siasi tenuto conto di quanto a tal
uopo ho detto nel consiglio, e di quanto aveva scritto.

36.9 Page 359

▲torna in alto
luglio 1871 351
Ad ogni modo io vorrei ben poter eliminare il motivo dell’igiene dalla mia
disdetta, ma pur troppo i fatti mi si oppongono.
io
Senza altro accennare noto solamente che il giorno precedente alla data di
f.lv sua lettera fu I ordinato l’antifeb[b]rile specifico a tre convittori colpiti dalle
febbri; il giorno dopo il prefetto venne a Torino con un al[l]ievo da presentarsi
all’esame di licenza. Giunti, furono ambidue colpiti da febbre, che li portò fuori di
senno per più ore.
15
Pertanto non posso recedere dalla disdetta, che ho già dato, e che mio
malgrado debbo confermare, pregandola di voler provvedere alla continuazione
delle scuole e convitto di Cherasco, nel modo migliore che la nota di lei prudenza
troverà più opportuna.
Con vero rincrescimento del fatto, professo a lei e a tutto codesto Municipio 20
la più sentita riconoscenza per la benevolenza usatami in varie circostanze ed ho
l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco 25
7 quanto add si 9 dalla co n ex della 16 recedere corr ex ri 20 professo corr ex co
2 conte Felice Galli della Mantica: v. lett. 1374.
3 sua lettera: conservata in ASC F 680, me. 2573 D I I . Era in data 24 luglio ed in essa si leggeva: «Il
Consiglio prega il sig. Sindaco a voler interpellare il Sacerdote D. Bosco, eliminando dalla sua disdetta
l’igiene pubblica, per venire quindi a trattative amichevoli circa il modo e tempo di presentare gli inse­
gnanti e risolvere ogni altro incidente che potesse occorrere, sempre in coerenza del contratto».
5-6 mia lettera: v. lett. 1524.
c8edhenotde:etitbo. nel Consiglio: don Bosco aveva partecipato al consiglio comunale di Cherasco il 9 marzo pre­
13 prefetto, don Francesco Cuffia: v. E(m) I, lett. 586.
25 II 7 agosto, su istanza del comune di Cherasco, la Pretura di Torino - Sez. Borgo Dora diffidava don
Bosco dal recedere dal contratto. Il 2 settembre il consiglio comunale deliberava di citare don Bosco in
tribunale. La sentenza del 17 ottobre accoglieva pienamente le tesi del Comune, per cui don Bosco in
dicembre ricorse in appello. Dopo due anni, il 13 febbraio 1874 la Corte d’Appello respinse la sentenza
precedente e chiese un supplemento di indagine. Solo molto più tardi si venne ad una transazione ami­
chevole: don Bosco pagò lire 6500, rinunciando agli stipendi pregressi e non pagati: cf documento uffi­
ciale, datato 14 agosto 1878, firmato da don Rua in qualità di procuratore di don Bosco: ASC F 680, me.
2575 C 1 2 -D 5.
1561
Al provveditore agli studi di Genova Giovanni Daneo
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Provveditore agli studi (A 1690406) me. 4 C 9/11
Min. aut. con data scritta da Michele Rua e alcuni nomi di insegnanti vergati da Gioachino Berto [B]
2 ff. 210 x 135 mm. carta con forti macchie di umidità sul mrg. sup. des. del f. 2v Michele Rua
scrive: «Varazze / Personale presentato al provveditore di Genova»
EH 170 MB X 175

36.10 Page 360

▲torna in alto
352 agosto 1871
Domanda la facoltà di aprire il collegio-convitto di Varazze in base al programma e all’elenco del perso­
nale insegnante che allega
Torino, 8 agosto [18]71
Ill.mo Sig. Provveditore,
Secondo la convenzione stipulata tra il Municipio di Varazze e l’esponente,
già approvata dal consiglio scolastico, il sottoscritto fa rispettosa domanda a V. S.
5 111.ma per l’opportuna facoltà di aprire il collegio convitto in conformità del
programma di cui si unisce copia.
In questo anno probabilmente non avendosi allievi se non pel Io corso
ginnasiale, si presenta soltanto il personale per le quattro elementari e pel primo
anno di ginnasio.
io Qualora occorra aumentare il numero delle classi, o modificare il personale
se ne darà preventivamente avviso come si praticò per Alassio.
Questo personale è quello stesso che funziona da due anni nel collegio
convitto di Cherasco i cui I insegnanti ora sarebbero trasferiti a Varazze.
Occorrendo schiarimenti o altra formalità a compiersi si prega la cortesia del
15 sig. Provveditore a volerne dare avviso affinché ne sia prontamente appagato.
Pianta del personale dirigente ed insegnante
Direttore: Dott. in lett. Gio. Francesia sacerdote
Economo: Cuffia Francesco sacerdote
Professore di Religione: Gius. Cagliero
20 Iaginnasiale: Tamietti Gio. prof, di ginnasio inf. stud. del 3° anno di Lettere
Disegno e aritmetica: Giovanni Turco, geometra patentato
Elementari
4a Martin Giuseppe
3a Sinistrerò Giuseppe
25 2a Cavagnero Gio. Batta.
Ia Borgatello Francesco
Questi insegnanti sono tutti muniti della relativa patente ed hanno già con
buon successo pubblicamente somministrata l’istruzione elementare nelle stesse
classi cui sono proposti.
30
[Sac. Gio. Bosco]
1 agosto] 8 3 post tra del lo seri 4 già add si ante dal del dalla deputazione provinciale e il sot­
toscritto emend si ex si 5 ante il del d collegio add si post convitto del e le scuole 7 In corr ex
Si nota soltanto che in non add si post avendosi del soltanto allievi corr ex alleevi 8 ante
ginnasiale del te
ginnasiale, ] ginnasiale;
si emend ex io intendo di mandare
10-11 Qualora... Alassio add mrg inf 12 da emend ex nel 13 i cui... trasferiti corr si ex che ora sareb­
bbcooenlltteràagsioferc1io5tonvvoitletor1n4deeoldlaaalrtceriatatvàfovdriimsoVacaliortàarzrazseicoemx 1vp7oielDresriirloeetmstoigernne.id.f.iscsiaarecexerodoq1tue6acdlocirhriregesdinitefefxicedodilrtieànttsoergen.caSonrattcee.seGimaieoen.mdFesrniadnexcseipseieaxl
Dottore in Lettere 18 ante Cuffia del Sac. 19 ante Gius, del Sac. 20 ante Tamietti del prof. Daghero

37 Pages 361-370

▲torna in alto

37.1 Page 361

▲torna in alto
agosto 1871 353
2a1dde
BaritmGeituicsaepapdedasdl d
BTu1rco
corr ex Turghi
25 Gio. Batta
eBm en2d2 BEl2ement2a6ri
Bitosrigat2el3loGFiurasnepcpesecaodaddBd
B
24 Giuseppe
27 Questi
cbourornesxuTccuettsisoqupeusbtiblicsaomneoncteorermeexnd...si ex dloedlleavorelmlateinvtaepate2n8teanctoerpr uebxbdleiclarmegeonltaeredelol reo penrelle2e7m-2e8ndcoenx
in pubbliche emend ex nel 29 cui emend ex per cui
1 Se don Bosco dal 6 agosto si trovava a Lanzo per gli esercizi spirituali annuali di laici, dovette stende­
re la minuta prima di partire da Torino.
2
3
Provveditore
convenzione:
agli studi all’epoca era Giovanni
stipulata in data 22 luglio 1871;
Daneo.
se ne conserva
copia
in
ASC
F
619
Varazze,
ed.
in
MB
X 154-157.
6 copia: ASC F 629 Varazze, ed. in MB X 223-225.
17 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
18 Francesco Cuffia: nato a Cuceglio (Torino) il 2 giugno 1846, figlio di Giacomo e Luigia Civario, entrò
all’Oratorio di Torino-Valdocco il 30 ottobre del 1861. Divenne chierico triennale il 12 luglio 1864 e rin­
novò
Uscì
i voti triennali a Troffarello il
spontaneamente nel 1873: ASC
1r0egaisgtorsitCo edneslim18en67to,e
Duantai
atenrazgar.voeltdaelaleLOarndzion.i,l
P1r6ofseeststie,mCbarteal1. 870.
19 Giuseppe Cagliero: v. lett. 1381.
20
21
Giovanni
Giovanni
Tamietti:
Turco: v.
v. E(m) II, lett. 1121.
E(m) II, lett. 1084; ancora
nel
Catal.
1872
il
suo
cognome
risulta
Turchi.
Afidò
effettivamente a Varazze ai primi di dicembre del 1871 e colà fece la vestizione. Fatta la professione tem­
poranea il 9 aprile 1873, nei mesi successivi ricevette tutti gli ordini, ad eccezione del presbiterato che rag­
giunse il 28 marzo del 1874. Il 17 settembre 1876 a Lanzo fece la professione perpetua. Morì a Torino il
30 ottobre 1898, al termine del suo triennio di direttorato ad Avigliana (Torino).
23 Giuseppe Martin: nato il 6 dicembre del 1845 a Mentoulles (Torino), figlio di Stefano e della fu
Eufrosina Gerard, prese l’abito clericale a Cherasco (Cuneo) il 24 novembre 1871 e ricevette gli ordini
minori a Savona il 4 maggio 1873. Suddiacono il 20 dicembre dello stesso anno, il 20 marzo dell’anno
successivo a Genova divenne diacono e il 30 maggio fu ordinato sacerdote. Uscì dalla Congregazione per
2m4otiGviiudsiespaplueteS:incifstAreSrCò:
rneeglisCtraotaAl.na1g8r7.1e
voti di
appare
esame.
come chierico
ascritto
nella
casa
di
Cherasco;
scompare
dal Catal. dell’anno seguente.
25 Giovanni Battista Cavagnero: nel
in quello del 1872 appare sempre come
Catal. 1871 risulta come
chierico ascritto nella casa
cdhi iVeraircaozzaes;crscitotompnaerllea dcaal sCa adtai l.La1n87zo3;.
26 Francesco Borgatello: nato il 15 aprile del 1849 a Varengo Monferrato, figlio del fu Natale e della fu
Luigia Gaja, entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 10 agosto del 1863 e prese l’abito da chierico l’8
novembre 1866. Ricevette gli ordini minori a Savona nel dicembre del 1871. Il 16 marzo 1872 divenne
suddiacono a Torino, il 30 marzo diacono a Casale e il 31 maggio sacerdote a Savona: cf ASC registro
Dati anagr. e delle Ordin. Lasciò pochi anni dopo la congregazione; dopo il sacerdozio era stato consi­
gliere della casa di Varazze per due anni.
1562
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720616) me. 30 B 3
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggera uso stampa
E li 171 MB X 179
Annuncia l’arrivo del teol. Golzio al collegio di Lanzo — si raccomanda per una buona ospitalità
Sant’Ignazio [Lanzo], 11 agosto [18]71
Car.mo D. Lemoyne,
Forse la sera dell’Assunta giungerà in Lanzo il T. Golzio sul tardi, e
12

37.2 Page 362

▲torna in alto
354 agosto 1871
andrebbe a dormire in collegio. Trattatelo bene come uno che si merita molto da
noi.
Avendone occasione manda questo quaderno alla tipografia.
Dio vi benedica tutti e pregate per me che ti sono in G. C.
Aff.mo
Sac. G. Bosco
1 agosto] 8
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
3 sera dell’Assunta: 15 agosto.
— Felice Golzio, rettore del Convitto Ecclesiastico e anche confessore di don Bosco: v. E(m) II, lett. 846.
6 questo quaderno: non meglio precisato.
1563
Al padre dottrinario Andrea Barrera
Già presso Centro documentazione storica e popolare mariana - Torino-Valdocco
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Barrera (A 1980311)
Ined.
Chiede se può collaborare alla stesura di un breve profilo biografico della marchesa Carlotta Antonelli,
come richiesto dalla marchesa Luisa Cappelletti Cavalletti, di cui allega la lettera
*Torino, 12 agosto [18]71
Car.mo Sig. P. Bar[r]era,
Prego V. S. car.ma di leggere la lettera che da Roma scrive la March.
Cavalletti e nel tempo stesso dirmi se ella può occuparsi dell’oggetto ivi indicato.
In questo caso io raccoglierei anche alcune notizie analoghe a quanto si dimanda.
Raccomando me ed i miei giovanetti alla carità delle sante sue preghiere e
mi professo con sommo rispetto e gratitudine di
V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
112 corr ex 22 agosto] 8
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava a Lanzo.
2 Andrea Barrera: nato a Carrù (Torino) il 26 marzo 1802, vestì l’abito dei Dottrinari il 7 dicembre 1819
e fece la professione a Roma il 22 luglio 1821. Dopo esperienze di professore e di vice parroco, dal 1842
al 1848 fu Procuratore Generale e successivamente per tre anni Consigliere Provinciale. Il 9 aprile 1855
si incardinò nella Provincia Piemontese. Da quell’anno fu professore nei collegi di Ivrea e oratore sacro
molto ricercato. Morì ad Ivrea il 2 aprile 1879. Il 21 luglio 1850 aveva fatto il solenne discorso in occa­
sione della consegna delle corone del rosario omaggiate da Pio IX ai giovani di Valdocco (cf MB IV 84,
90); il 20 luglio 1851 aveva fatto altrettanto per la posa della prima pietra della Chiesa di S. Francesco di
Sales: cf MB IV 277-279.

37.3 Page 363

▲torna in alto
agosto 1871 355
3 lettera: conservata al centro salesiano di documentazione storica e popolare mariana di Torino. Era in
data 4 agosto 1871. In essa si chiedeva a don Bosco di cercare in Torino il padre Barrera, già confessore
della defunta Carlotta Antonelli, e di sollecitarlo a scrivere una breve vita della defunta. Don Bosco lo
avrebbe poi potuto aiutare avendo conosciuto la marchesa prima di morire. Su di lei v. E(m) II, lett. 977.
1564
Ad un conte non identificato
ASC B31010 Lett. orig., Anonimo (A 1690123) me. 1 D 4
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggera ingiallita con duplice piegatura inchiostro color
seppia
Ined.
Ringrazia delle lettere e offerte ricevute — promette di pregare secondo le sue intenzioni
Torino, 12 agosto [18]71
Chiar.mo sig. Conte,
Ho ricevuto a suo tempo sue lettere e la ringrazio di cuore dei cristiani pen­
sieri coi quali le ha scritte e della limosina di fr. 5 entro chiusi. Non mancherò pre- •
gare per Lei e per l’oggetto che mi accenna. Anzi presentandosi l’occasione farò 5
conto di quanto mi ha detto. I tempi però sono anormali, forse con un po’di pazien­
za si potrà fare miglior contratto.
Dio la benedica, caritatevole sig. Conte, e le conceda ogni bene; preghi per me
che con gratitudine mi professo
Di V. S. chiar.ma
10
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava a Lanzo.
3 sue lettere: di difficile identificazione.
5 oggetto: non è stato individuato.
1565
Alla contessa Gabriella Corsi
Biblioteca Apostolica Vaticanafondo Patetta - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Corsi (A 1980312)
E II 172-173 MB X 437
In ringraziamento per l’aiuto nel riscattare un certo numero di chierici dalla leva militare, celebrerà una
S. Messa all’altare di Maria Ausiliatrice — si faranno pure preghiere secondo la sua intenzione
*Sant’Ignazio [Lanzo], 12 agosto [18]71

37.4 Page 364

▲torna in alto
356 agosto 1871
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La gratitudine, sig[ra] contessa, è quella che mi fa ricordare di Lei in questo
santuario; molti e troppo grandi sono i benefizi fatti perché io li possa
5
dimenticare. Coll’averci ajutati a riscattare un buon numero di cherici Ella ha
fatto un bene assai più grande, che forse Ella non si pensava.
La nascente nostra congregazione per aprire case, fare scuole, catechismi,
predicazioni ha bisogno di soggetti idonei, e una parte di questi soggetti sono
quelli riscattati dalla leva militare,
io Onde Ella ci ajutò potentemente a fondare la nostra congregazione, e
siccome in essa si fanno ogni giorno particolari preghiere pei benefattori in
generale, così Ella ne avrà una parte principale finché questa salesiana
congregazione esisterà.
Ciò mi trovo in dovere di dirle, perché oltre a quello che ha fatto, si è offerta
15 Idi continuarci la sua carità per l’avvenire.
flv
Per darle adunque un segno esterno in modo a Lei gradevole ho disposto che
martedì prossimo, giorno della Assunzione di Maria al cielo [,] sarà celebrata una
messa all’altare di Maria A. mentre i nostri giovanetti faranno la loro comunione
con altre particolari preghiere secondo la pia di Lei intenzione.
20 E per la damigella Maria, che è sua festa? Due cose, una spirituale, l’altra
temporale. Spirituale: celebrerò per Lei la messa in questo santuario e dimanderò
al Signore tre grossi S, cioè che sia sempre sana, sapiente e santa. Temporale: la
mamma procurerà di farla stare allegra a tavola, col passeggio, nel giardino etc.
E a Nizza quando si andrà? Se niente soprag[g]iungerà a guastare i nostri
25 progetti, il giorno 20 per quello che parte da Torino alle 7,40 per Alessandria io, I
a Dio piacendo, partirò per andare a fare carnevale a Nizza.
f.2r
Ma intendiamoci. Io sono povero mendicante e voglio che mi tratti in questo
senso per la camera, per la mensa e per tutto, e quel pane e minestra che mi darà,
sia tutto per amore del Signore. Io posso fermarmi fino a venerdì a sera. Questa
30 sarebbe la campagna più lunga che io faccia da tempo immemorabile.
Il can.co Nasi è qui, sta bene di sanità, ma io temo che gli angioli se lo
portino al cielo. Tanto è il fervore che manifesta. Al contrario di me, che
cammino come le talpe. Sempre per terra. Voglia un po’ raccomandarmi al
Signore.
35 Dio benedica Lei, sua Maria, sua Suocera e tutta la sua famiglia e li conservi
tutti per la via del Paradiso. Amen.
Con perfetta stima mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
40
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8
2 Gabriella Corsi: nata Pelletta di Cossombrato, figlia del conte Roberto. Sposò il 19 agosto 1846

37.5 Page 365

▲torna in alto
agosto 1871 357
Giuseppe Giovanni Lodovico Billiani di Cantoira. Rimasta vedova il 17 aprile 1856, si risposò con il conte
Gliaiancoi.n..t,oIIC, opr.si30d0i.BMosonraì sacoTodriinNoizlz’8a
Monferrato,
aprile 1887.
deputato
Il BS ne
al parlamento: cf A
pubblicò due volte
. M anno II Patriziato ita­
l’annuncio di morte: a. 11
(maggio 1887) pp. 58-59; a. 12 (febbraio 1888) p. 23.
4 santuario: di S. Ignazio, sopra Lanzo.
5 riscattare: vedi lett. 1558.
20 Maria Teresa: figlia di primo letto di Gabriella, v. lett. 1546.
25 giorno 20: domenica.
26 carnevale: festa, riposo.
29 venerdì sera: 25 agosto.
31 Luigi Nasi: v. E(m) II, lett. 826.
35 sua Suocera: Gabriella Perrone di S. Martino dei baroni di Quart (nata nel 1807), moglie del senato­
re Carlo Francesco Corsi (nato nel 1799): cf LDNI 1923-1925.
1566
Alla marchesa Maria Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890239)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E II 174 MB X 178
Auguri di buon onomastico e sinceri ringraziamenti per i sussidi concessi per il riscatto dei chierici dal
servizio militare
Sant’Ignazio [Lanzo], 12 agosto [18]71
Benenerita Sig[ra] Marchesa,
Martedì prossimo, giorno dedicato all’Assunzione di Maria al cielo credo che
si celebri anche il suo giorno onomastico.
Io non posso farle visita; nemmeno inviarle un bocchetto con cui dimostrarle 5
la gratitudine mia e di tutta la Congregazione di S. Francesco di Sales pei
benefizii che in questo anno ci ha fatto. Procurerò almeno di celebrare in quel
giorno la santa messa all’altare di S. Ignazio secondo la pia di Lei intenzione.
Ella sa, sig[ra] Marchesa, che la Congregazione nostra è nascente ed ha
bisogno di operai; ora Ella avendoci aiutato a riscattare cherici dalla leva militare, 10
ci aiutò in certo modo a fondare vie meglio e sopra basi più stabili questo istituto,
e nel tempo stesso pose operai a lavorare nella vigna del Signore.
Spero che il Signore compenserà questa sua carità anche temporalmente
colla sanità in famiglia, colla prosperità negli interessi, e quello che è più,
concedendo a tutti il dono della perseveranza nel bene.
15
Dio la benedica, sig[ra] Marchesa, e la Santa Vergine conceda ogni bene a
Lei, al sig. Marchese e a tutta la sua famiglia, e mentre mi raccomando alla carità
delle sante sue preghiere, mi professo con profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore 20
Sac. Gio. Bosco

37.6 Page 366

▲torna in alto
358 agosto 1871
1 agosto] 8
2
5
Maria Fassati:
bocchetto: dal
pv.ieEm(mon)teI,seletbto. c2h5è1t,.
francese
bouquet,
mazzo
di
fiori.
7-10 benefizii... riscattare chierici: v. lett. 1558.
17 marchese Domenico Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
1567
A don Michele Rua
ASC B31010 Leti, orìg., Rua (A 1740202) me. 48 A 5
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggermente rigata sul v l’indirizzo «Sig. D. Rua»
EH 173 MB X 179
Chiede di stabilire insieme a don Proverà e don Cagliero il periodo in cui fare gli esercizi spirituali —
gli propone di tenere lui le meditazioni
[Sant’Ignazio, Lanzo], 12 agosto [18]71
Car.mo D. Rua,
Pensa con D. Proverà, con D. Cagliero etc. sul tempo da fissarsi pei nostri
esercizi. Farai tu le meditazioni? Se mai ti aggravasse troppo gettane il peso sopra
D. Bonetti, o sopra D. Cagliero.
Va tutto bene, Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 agosto] 8 5 Bonetti] Bonetto
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 Francesco Proverà: v. E(m) I, lett. 518.
— Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
4 esercizi: si sarebbero tenuti come al solito, in due turni: dal 18 al 25 settembre e dal 25 al 30 settembre 1871.
5 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
1568
Alla signora Luigia Vittadini Radice Fossati
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Radice (A 1810126)
Copia semplice 2 ff. 255 xl98m m .
E II 173 MB X 178
Ringrazia dell’offerta destinata alla chiesa di M. A. ed assicura preghiere secondo la sua intenzione
*Torino, 12 agosto [18]71
Preg.ma Signora,

37.7 Page 367

▲torna in alto
agosto 1871 359
A suo tempo ho ricevuto la benemerita Lei lettera con fr. 50 entro chiusi. Io
la ringrazio in modo particolare perché, avendo alcuni lavori in corso per ultimare
il coro e la sacristía della novella Chiesa di Maria A., manchiamo affatto di mezzi
per terminarli.
Prego la Santa Vergine che la graziata bambina conservi sotto alla efficace
di Lei protezione e la conservi lunghi anni a consolazione dei genitori.
Non mancherò di fare eziandio particolari preghiere secondo la pia di Lei
intenzione.
Dio benedica Lei, il sig. suo Marito, e tutta la sua famiglia e li conservi tutti
a lunghi anni di vita felice col prezioso dono della perseveranza nel bene.
Raccom ando me e li poveri miei fanciulli I alla carità delle sante sue
preghiere e mi professo con profonda gratitudine
Di V. S. preg.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava a Lanzo.
2 Luigia Vittadini Radice: difficile identificare con precisione la destinataria (e di conseguenza i suoi
parenti accennati nel corso della lettera), per una serie di motivi: non si conserva il nominativo esatto della
corrispondente, i cognomi di tali famiglie nobili (Radice, Marietti, Fossati, V ittadini...) si sovrappongono
continuamente, i nomi di battesimo si ripetono spesso e per di più don Bosco era in relazione con molti di
tali famiglie. Anche gli indirizzi eventualmente conservati non sempre aiutano, in quanto indicanti la
medesima via, il medesimo palazzo o il numero civico semplicemente attiguo. In questo caso si opta per
Luigia Vittadini Radice, abitante a Milano in piazza S. Giuseppe n. 12 (numero civico in cui abitava anche
il padre Antonio Radice Fossati e il fratello don Giovanni). Probabilmente si tratta della stessa destinata­
ria della lett. 1652, anche se non si può escludere che, in un caso o anche in entrambi, si possa trattare della
cognata Eugenia Radice M arietti, moglie di Gerolamo Radice abitanti a M ilano in via S. Giuseppe 9.
Don Bosco si mantenne in contatto con loro più anni, e fu anche loro ospite a Milano.
3 lettera: non è stata reperita.
5 coro e sacrestia: don Bosco aveva chiesto aiuto in tal senso; v. lett. 1539, nota alla lin. 4.
7 graziata bambina: probabilmente la figlia della corrispondente, la quale qualche tempo dopo confermò la
malattia. Le rispose allora il I o ottobre 1871 don Albera, a nome di don Bosco: esprimeva la sua partecipa­
zione alla sofferenza della madre e assicurava la preghiera sua e dei ragazzi di Valdocco: ASC A 1810127;
probabilmente la figlia non sopravvisse, così come il marito, che morì l’anno successivo. Problemi di salu­
te di figli e figlie riguarderanno negli anni seguenti anche la cognata, Eugenia Radice Marietti.
11 Marito: v. sopra.
1569
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720617) me. 30 B 4
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta uso stampa ingiallito il mrg. inf.
E l i 174 MB X 179
Domanda l’invio di una copia della Storia Ecclesiastica
*Sant’Ignazio [Lanzo], 13 agosto [18]71

37.8 Page 368

▲torna in alto
360 agosto 1871
Car.mo D. Lemoyne,
Avviluppa una copia della mia piccola Storia ecclesiastica in un foglio
di carta e mandamela pel solito portatore o per quello stesso che a te si presenta.
5
Dio ci benedica tutti e credimi tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
3 Storia Ecclesiastica: v. Iett. 1273.
4 solito portatore: S. Ignazio distava pochi km. da Lanzo, anche se il sentiero era tutto in salita.
1570
Alla contessa Gabriella Corsi
Biblioteca Apostolica Vaticana fondo Patetta - Roma
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m .
ASC B 31210M ìì. aut. infotoc., Corsi (A 1980313)
E H 175 MB X 438
Avvisa del cambiamento della data del suo arrivo e della sua disponibilità ad accogliere i benefattori
S. Ignazio [Lanzo], 18 agosto [18]71
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Dalla sua lettera conosco che ho preso un equivoco. In luogo di giungere al
20, domenica, giungerò a Dio piacendo lunedì 21 del corrente all’ora già intesa.
5 Ho stimato bene di notarle questo perché alle volte si desse qualche fastidio o
calcolasse per qualche cosa sulla mia povera persona in quella giornata.
Credo che avremo tempo a soddisfare tutti. Ella si tenga su queste basi:
Quelli che vengono per portare danari o trattare di cose che riguardino al bene
delle anime, vengafno] qualunque ora e qualunque giorno, ché saranno sempre
10 con gran piacere accolti. Chi viene per complimenti si ringrazi e si dispensi.
La ringrazio della bella e cristiana lettera che mi ha scritto, e pregando Dio a
benedirci tutti mi professo in fretta
Obbl.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8
2 Gabriella Corsi: v. lett. 1565.
3 sua lettera: non è stata reperita.
7 soddisfare tutti: evidentemente la notizia delParrivo di don Bosco a Nizza Monferrato non sarebbe
potuta restare nascosta ai tanti ammiratori della zona.

37.9 Page 369

▲torna in alto
1571
A don Michele Rua
agosto 1871 361
ASC B 3 1010 Lett. orig., Rua (A 1740203) me. 48 A 6
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta uso stampa
E l i 175 MB X 181
Avvisa che riceverà titoli e obbligazioni da don Branda — dà disposizioni dei pagamenti da effettuarsi
[Nizza Monferrato, poster. 21 agosto 1871]
Car.mo D. Rua,
Riceverai da Branda 18 cartelle [:] parte del debito della città di Torino [,]
parte obbligazioni della Ferrovia di Cuneo. Puoi andare dal sig. Musso oppure dal
cav. Duprè oppure farle vedere da Rossi.
5
Dal provento pagherai quanto è da spendersi pel riscatto di Sala [,] il
rimanente spenderai per la Casa o per Lanzo.
Li miei piedi oggi hanno trasgredito i loro doveri [,] perciò dimani li metterò
in punizione.
Se hai qualche cosa da mandarmi consegnalo a Branda.
10
Dio ci benedica tutti. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
2 Michele Rua: v. E(m) I, lett. 730.
3 Giovanni Battista Branda: nato a Nizza Monferrato (Alessandria) il 15 maggio del 1842, figlio di
Tommaso e Giulia Caruzzo, entrò aH’Oratorio di Torino-Valdocco il 24 aprile 1868; fece la professione
triennale il 17 settembre 1869 e tre anni dopo rinnovò i voti. Sacerdote a G enova il 12 aprile 1873, emise
la professione perpetua a Lanzo il 19 settembre 1875. Lavorò in Spagna, Francia, Svizzera e Italia. Morì
aH’Oratorio il 23 novembre 1927: ASC registri Censimento, Professi; Necrol.; cf DBS p. 57.
— 18 cartelle: evidentemente raccolte a Nizza soprattutto dalla contessa che l’ospitava. Il Branda ritor­
nava a Torino da Nizza, dove aveva trascorso un periodo di riposo presso la villa della contessa Corsi.
4 sig. Bernardo Musso: v. lett. 1400.
5 Giuseppe Luigi Duprè: v. E(m) I, lett. 93.
— Giuseppe Rossi: v. lett. 1470.
6 Ambrogio Sala: v. lett. 1552.
7 Lanzo: era in corso una notevole costruzione; v. lett. 1296.
8 piedi: don Bosco era sofferente da tempo; v. anche lett. 1572 e 1574.
1572
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720618) me. 30 B 5
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa
Ined.
Avvisa che a Torino hanno scarsità di intenzioni di S. Messe

37.10 Page 370

▲torna in alto
362 agosto 1871
[Nizza Monferrato, 24 agosto 1871]
Car.mo D. Lemoyne,
A Torino sono in penuria di Messe e se puoi mandarne alcuna, accomoderai
le uova nel paniere, io debbo trattenermi ancora qui per ordine del medico cioè
5 pe’ miei piedi che son divenuti disubbidienti.
Dio benedica te e tutta la cara famiglia di Lanzo; prega per me che ti sono di
cuore
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
3-4 accomoderai... nel paniere: risolvere un problema.
1573
A don Michele Rua
ASC B 31010 Lett. orig., Rua (A 1740204) me. 48 A 7/8
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta uso stampa macchiata di inchiostro sul mrg. sup.
E II 176 MB X 181
Chiede che, nel caso sia stato trovato il sacco smarrito, gli si mandi la minuta di una lettera d ’accom pa­
gnamento dei programmi dei vari collegi, in esso contenuta
*Nizza [Monferrato], 24 agosto [18]71
Car.mo D. Rua,
Se è stato trovato il sacco smarrito guardaci dentro e troverai una lettera da
stamparsi e da unirsi coi programmi. Procura di accomodarla con quella che
5 aggiustò D. Bonetti. Se non è ancora stampata mandami la prova, avrei piacere di
vederla.
Nello stesso sacco vi sono alcuni scritti, mandameli da D. Francesia che
lunedì verrà qui o con qualche altro mezzo.
I
miei piedi si mostrano disubbidienti al loro servizio e il dottor Fissore mi
10 consigliò a fermarmi ancora qui alcuni giorni.
A Dio piacendo sarò a Torino mercoledì o al più giovedì, ti farò sapere l’ora.
Porterò, anche un po’ di danaro per i nostri più urgenti affari. Questo è il
principale motivo del mio ritardo. I
Ho scritto a Lanzo che vi mandino una messa per domenica.
15
D. Francesia potrà ajutarti a confessare. Insomma aggiustati come puoi, io
penserò ai quattrini.
Ho scritto a Genova per invitare il sig. Varetto a venire qui e non a Torino.
Se hai lettere di rilievo mandamele.

38 Pages 371-380

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38.1 Page 371

▲torna in alto
Dio ci benedica tutti e credimi
1 agosto] 8 3 stato emend ex f 9 Fissore emend ex Fil
agosto 1871 363
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 M ichele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 sacco smarrito: da don Bosco nel viaggio a Nizza.
3-4 lettera da stamparsi... programmi: la solita circolare di inizio anno per i vari collegi salesiani; v. lett. 1575.
4 accomodarla: don Bosco scriveva la minuta, e poi i direttori delle singole case la adattavano e la firmavano.
— quella: della casa di Borgo S. M artino, dove era direttore don Bonetti.
5 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
7 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
8 lunedì: 28 agosto.
9 Giuseppe Fissore: nato a Bra (Cuneo) nel 1815, era fratello d ell’arcivescovo di Vercelli, Celestino
Fissore. Dottore aggregato e professore straordinario di medicina all’università di Torino, curò per molti
anni don Bosco e lo assistette pure nell’ultim a malattia. Morì a Torino il 2 giugno 1897: c f profilo in BS
a. 21 (luglio 1897) p. 183.
14 Ho scritto a Lanzo: v. lett. 1572.
17 Ho scritto a Genova: si tratta della lettera al sig. Domenico Varetti che non è stata reperita. Il Varetti
era un negoziante genovese, incaricato di trovare la casa per una fondazione a Genova: v. lett. 1575.
— qui: a Nizza, che è ben più vicino a Genova che non Torino.
1574
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740205) me. 48 A 9
Orig. aut. 1 f . 135 x 110 mm. carta leggera incollata su un foglio più grande
E II 177 MB X 182
Comunica la prossim a venuta all’Oratorio di un ispettore scolastico — arrivo di don Cagliero che imme­
diatamente predica
[Nizza Monferrato], 25 agosto [ 18]71
Car.mo D. Rua,
Domenica matt. si presenterà aU’Oratorio l’ispettore Vigna. Avvisa in modo
alla porta che sia introdotto da te e dagli la lettera chiusa e sigillata, di cui qui,
coll’indirizzo del cav. Bianchetti e trattalo bene quanto puoi.
D. Cagliero è giunto e montò quasi tosto in pulpito.
I miei piedi sembrano far senno. Vado rispondendo alle lettere inviatemi.
Dio ci benedica tutti
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 agosto] 8 3 all’ corr ex dall’ Vigna] Nigra 4 chiusa e sigillata addm rginf. ante chiusa add P. S.
2 M ichele Rua: v. lett. 1573.
3 Domenica: il 28 agosto.

38.2 Page 372

▲torna in alto
364 agosto 1871
— Giuseppe Camillo Vigna: ispettore scolastico di Torino.
4 lettera chiusa: non è stata reperita.
5 cav. Bianchetti: personaggio non identificato.
6 Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
7 piedi: vedi lett. 1571.
— lettere inviatemi: molte certamente dei ragazzi di Torino-Valdocco. Non sono state reperite.
1575
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740206) me. 48 A 10
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggera rigata
E II 177 MB X 182
inchiostro sbiadito
Invia per la stampa la circolare d ’accompagnamento ai programmi
*Nizza [Monferrato], 27 agosto [ 18]71
Car.mo D. Rua,
Invece della lettera di D. Bonetti credo più opportuno quella che unisco.
Tanto più che colà vi è devot.mo servitore.
Correggila se lo giudichi e dalla tosto alla tipog. e se ne stampino per ora
tremila copie, e si conservi la composizione.
Ho ricevuto le altre carte cui do corso di mano in mano che si può.
Abbi pazienza: io me la godo un poco; ma voglio poi mandare te e D. Berto
a riposare un poco, non però ancora in paradiso.
Fu conchiusa la casa per Genova, perciò D. Albera facciasi il fagotto. Di
ogni cosa parleremo.
Dio ci benedica tutti, ed abbimi in G. C.,
Aff.mo
Sac. G. Bosco
1 27 res agosto] 8
2 Michele Rua: v. lett. 1573 e 1574.
3 lettera di don Bonetti: v. lett. 1573.
— Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
— quella che unisco: potrebbe forse trattarsi della lettera circolare ai parroci della Liguria; v. lett. 1577.
7 altre carte: non identificate; v. anche lett. precedente.
8 Gioachino Berto: v. lett. 1277.
10 casa per Genova: v. lett. 1573. Pare dunque che il colloquio col sig. Varetti fosse già avvenuto.
— Paolo A lbera... fagotto: era destinato a dirigere la nuova casa di Marassi (Genova); v. E(m) II, lett. 1160.
1576
Al parroco della Certosa di Rivarolo Ligure, Giuseppe Oggero
ASC B31010 Lett. orig., Oggero (A 1730203) me. 38 D 4

38.3 Page 373

▲torna in alto
settembre 1871 365
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina macchie di umidità
di una lettera indirizzata al sig. Albera
E II 936 MB X 184 MB XVII 884-885 (La data qui è 1870)
Pensieri spirituali — fiducia in Dio — annuncia sua visita autunnale
sul v si trova il testo allog.
Torino, 30 agosto 1871
Car.mo nel Signore,
Dio sia in ogni cosa benedetto. Egli solo può sollevarci dalle terribili
angustie che presentemente opprimono lo stato morale della povera umanità.
Preghiamo ed io farò anche fare qualche preghiera in onore ed all’altare di 5
Maria Ausiliatrice per lo scopo che mi accenna.
Intanto nel corso dell’autunno dovendo fare una gita a Genova non mancherò
di secondare il grazioso di Lei invito e fermarmi alquanto alla Certosa di Rivarolo
ove Ella ne è degnamente paroco.
Dio benedica Lei e l’ajuti a compiere i suoi buoni divisamenti; preghi per me io
e per li miei poveri giovanetti e mi creda in G. C.
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8
2 Giuseppe Oggero: nato a Genova nel 1807, arciprete della Certosa dal 1837 al 1889, si può considera­
re il secondo fondatore della Certosa, dopo la soppressione e i guasti fatti al vecchio Cenobio in epoca
napoleonica. Mise le basi dell’organizzazione parrocchiale moderna nel sobborgo industriale di Genova,
che stava sostituendo l’antico borgo agricolo sorto attorno al Cenobio, ed inoltre sottopose a radicale
restauro tutto il complesso monumentale. Morì nel 1889 alla Certosa: informazioni ricavate dall’archivio
parrocchiale di San Bartolomeo - Genova.
1577
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760225) me. 1372 B 5
Copia a stampa 1 f. 139 x 82 mm. carta incollata su un foglio più grande
Min. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . me. 1372 B 4 carta uso stampa ingiallita e incollata su un foglio
più grande segni di pastello rosso e azzurro restauro da carta gomm ata sul mrg. sup. sin. si legge:
«Copie 3000 D. Rua aggiusti e corregga»
E II 179 MB X 186
Invia programmi delle case salesiane ai parroci della Liguria — dichiara la sua disponibilità ad accoglie­
re aspiranti allo stato ecclesiastico
*Torino, lì... settembre 1871
M. R. Signore,
Prego V. S. molto Rev.da a voler gradire i programmi che le invio, e volerli

38.4 Page 374

▲torna in alto
366 settembre 1871
far conoscere fra le famiglie presso cui giudicasse opportuno.
5
Qualora poi conoscesse giovanetti, la cui indole e attitudine allo studio
presentasse qualche probabilità di vocazione allo stato ecclesiastico, e ce li
volesse indirizzare, l’assicuro che sarà usata viva sollecitudine perché siano
coltivati nello studio e nella pietà e così le comuni speranze siano appagate.
In ogni caso io le professo la più viva gratitudine pel favore che spero, ed
10 augurandole ogni bene ho l’onore di professarmi
Di V. S. molto Rev.da
Obbl.mo servitore
Sacerdote Gio. Bosco
2 M. R.] M.to R.do 3 molto Rev.da] M.to R.do ante a del e programmi] programmi, ante volerli add
di 4 fra le famiglie emend ex presso all... le persone 5 poi add si giovanetti corr ex qualche giovanet­
to 6 ante presentasse del des presentasse corr ex presentassero di vocazione add si allo corr ex
per lo li corr ex io 7 perché emend si ex egli no 8 e così emend si ex affinché 13 Sacerdote] Sac.
1 settembre: dovrebbe essere stata stampata verso metà settembre; venne comunque spedita lungo tutto
il mese. Se ne fa cenno nella lett. 1579.
3 programmi: ovviamente delle varie case della Liguria; v. lett. 1575 e 1579.
1578
A ll’arciprete Pietro Giuseppe De Gaudenzi
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., De Gaudenzi (A 1790426)
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
E H 178
me. 2646 D 11/12
Prega di chiedere al vicario generale l’invio di una petizione al papa per la nomina di un vescovo nella
diocesi di Vercelli
*Torino, 4 settembre [ 18]71
Car.mo Sig. Arciprete,
In questo momento sarebbe cosa utilissima che Ella pregasse il Vicario
Generale e qualora non giudicasse di mettersi alla testa anche solo unirsi agli altri
5 colla firma e fare una petizione al Santo Padre perché voglia mandare un Vescovo
nella Cattedrale di Vercelli.
Passo semplice senza toccare la politica, si noti solamente il bisogno e il
bene delle anime etc. Poi si spedisca immediatamente al Card. Antonelli con
preghiera di appoggiarlo presso al S. Padre.
10
Se ci sono altri paroci o Rettori che vogliano unire il loro nome a quello dei
canonici meglio ancora. Non posso andare in persona, nemmeno posso dire di più
colla carta. E peraltro della I massima importanza e della massima premura.
f.lv
Dio ci benedica tutti e preghi per me, che godo professarmi
Di V. S. car.ma

38.5 Page 375

▲torna in alto
1 settembre] 9 10 unire corr ex unirsi 13 godo emend ex ....
settembre 1871 367
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
2 Pietro Giuseppe De Gaudenzi: v. E(m) I, lett. 95.
3 In questo momento: don Bosco, ritornato da Nizza Monferrato a Torino a fine agosto, si era probabil­
mente incontrato coll’abate Gaetano Tortone, il quale inutilmente aveva cercato di far tornare don Bosco
in città una settimana prima, vale a dire appena il card. Antonelli gli aveva fatto pervenire la lettera di Pio
IX al re Vittorio Emanuele II relativa alla volontà del pontefice e della curia vaticana di procedere alla no­
mina di nuovi vescovi per le sedi vacanti d ’Italia: cf F. M otto, L ’azione mediatrice di don B osco..., p. 62.
3-4 Vicario generale capitolare a Vercelli era il canonico arciprete della cattedrale, mons. Lorenzo
Ferreri.
8 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
11 andare: venire.
1579
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740207) me. 48 A 11
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta uso stampa
E II 179 MB X 185
Chiede di mandare 300 copie dei programmi del collegio di Varazze al sindaco o al parroco e di inviarne
pure una copia con lettera di accompagnamento ai parroci delle diocesi di Savona, di Genova e di Sarzana
*Sestri Ponente, Villa Cataldi, 6 settembre [ 18]71
Car.mo D. Rua,
A Dio piacendo sarò a Torino dimani per le 11,20 mattino.
Credo bene che andiamo da Magna Felicita a pranzo per anticipare un po’ di
festa in onore della Madonna e intanto potremo discorrere un poco.
Se sono terminati i programmi [di] Varazze, mandane subito un 300 copie al
Sindaco oppure al Prevosto. Di poi prepara di mandarne uno con lettera a tutta la
Diocesi di Savona, di Genova e di Sarzana.
Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 settembre] 9 6 300 corr ex 200
1 Sestri Ponente: don Bosco era ospite dei baroni Cataldi, dai quali aveva affittato la villa di Marassi
(Genova); v. lett. 1575. Era anche passato da Genova e Varazze.
2 M ichele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 dimani: 7 settembre, giovedì.
4 magna Felicita Orselli: v. E(m) II, lett. 896.
5 festa... Madonna: la natività di Maria, che cadeva il giorno seguente, l’8 settembre.
— discorrere un poco: ospite della nubile Felicita (e delle due sorelle Teresa e Cicchina Fusero, che con

38.6 Page 376

▲torna in alto
368 settembre 1871
la prima avevano comuni interessi), don Bosco non sarebbe stato disturbato nel suo colloquio con don
Rua. Don Bosco era solito comportarsi così di ritorno da qualche viaggio, quando doveva comunicarne
l’esito privatam ente a don Rua.
6 programmi: ormai l ’apertura dell’anno scolastico al collegio di Varazze era vicino. La circolare è quel­
la della lett. 1575. Sindaco era Antonio Mombello; prevosto e il vicario foraneo era don Paolo Bonora:
v. lett. 1527.
7 con lettera: v. lett. 1577.
1580
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASCT Corrispondenza LL. PP. 1871 rep. 621 cart. 44 fase. 15
Orig. di Gioachino Berto con data e firma aut. 1 f. 270 x 210m m .
ASC B31210 Aìm. aut. infotoc., Rignon (A 1980314)
Ined.
Ringrazia per averlo autorizzato a costruire la chiesa di S. Secondo — avanza alcune richieste preventive
Torino, 10 settem bre] 1871
Ill.mo Sig. Sindaco,
Mi fo dovere di ringraziare V. S. Ill.ma e per mezzo di Lei ringrazio tutti i
signori del Municipio pel segno di benevolenza e di stima che mi hanno dato
5 coll’avermi affidata l’edificazione della chiesa di S. Secondo.
Io
son disposto di secondare il comun desiderio e dare quanto prim a
cominciamento ai lavori. Tra pochi giorni sarà presentato un disegno modificato
per la voluta approvazione dagli edili.
Non potendosi per ora effettuare la cessione del terreno colla parocchia che
10 non si potrebbe subito costituire, credo si possa prendere questo temperamento:
Il Municipio cede al sacerdote Bosco il terreno a condizione che serva per la
costruzione di una chiesa, da erigersi in parocchia appena che le autorità
competenti giudicheranno potersi tal cosa effettuare. Tale cessione si potrebbe
anche fare al Superiore Ecclesiastico.
15
Nella piena fiducia pertanto che vorrà prendere nella debita considerazione
queste umili osservazioni mi dichiaro
Di V. S. Ill.ma
Umil.mo ed Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava a Lanzo, vi era salito dopo la distribuzione dei premi l ’8 set­
tembre. L’11 settembre incominciavano gli esercizi spirituali per i salesiani.
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
5 affidata l’edificazione: con lettera del 27 luglio 1871. Per l’intera vicenda v. F. M otto, Don Bosco e
la costruzione della Chiesa di S. Secondo in Torino e don Bosco (a cura di G. Bracco) ..., pp. 202-203;
v. poi lett. 1628.

38.7 Page 377

▲torna in alto
settembre 1871 369
11 cede al sacerdote Bosco: la questione andò ancora per le lunghe, in quanto la concessione m unicipa­
le venne data solo vari mesi dopo: v. lett. 1628.
1581
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740208) me. 48 A 12
O rig........ telegram ma 1 f. 2 4 2 x l8 0 m m . carta per telegram ma
Ined.
Messaggio telegrafico
Firenze, 11 settembre 1871
Continuo viaggio. Ritorno prolungato. Scriverò nuovamente. Tutto bene.
[Giovanni] Bosco
1 Firenze: don Bosco da Lanzo vi era stato chiamato dal presidente del Consiglio e ministro dellTnterno
Giovanni Lanza con telegram ma al prefetto della Provincia di Torino, Vittorio Zoppi. Oggetto dell’invito:
le nomine dei vescovi: v. lett. 1582.
2 Continuo: dopo il colloquio con Lanza, don Bosco dovette proseguire per Roma onde riferire al papa i
risultati piuttosto positivi del medesimo.
1582
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS a. 1878 rub. 1 fase. 2 ff. 166, 167, 174, 175
Orig. aut. 4 ff. 3 1 0 x 2 1 0 m m . sul mrg. sup. degli ultimi due fogli si legge: «Proposte D. Bosco»
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Antonelli (A 1850102) me. 2661 D 9/12
Ined.
Propone alcuni ecclesiastici per un'eventuale nomina episcopale
[Roma, 12 settembre 1871]
[Eminenza Rev.ma],
Ponderate bene le cose davanti al Signore, dopo aver fatto particolari
preghiere mi sembra che si possono proporre come modelli di vita pastorale [:]
1° Bottino Gio. Batta Teologo can.co curato della M etropolitana celebre
predicatore.
2° Fissore Celestino can.co idem. Già molti anni Vie. Generale della diocesi
Torinese dottore aggregato celebre canonista.
3° Oreglia Giorgio can.co prevosto Vicario Generale capitolare della diocesi
di Fossano.
Sono tutti tre agiati
Il
can.co Nasi Luigi I di molto e molto merito, ma di sanità cagionevole
assai.

38.8 Page 378

▲torna in alto
370 settembre 1871
Il
Can.co Gazzella, Can. Morozzo sarebbero da ammettersi perché di
15 gradimento al sovrano ma nel caso presente sarebbero meno opportuni che i
can.co Fissore Celestino, Bottino Gio Batta, Oreglia Giorgio.
Meno opportuno sarebbe il prevosto Gasti prev. Vie. Foraneo di Castel
Ceriolo. Ma è molto desiderato dal Re cui è molto affezionato sebbene di sana
dottrina. I
20
Monsig. Scotton Andrea can.co di Bassano Veneto predicò in questo anno f.2r
con gran successo nella Metropolitana di Torino. Si mostrò pio e assai dotto. Da
molte opere e relazioni pare degno di considerazione. È persona agiata, di molta
sanità e coraggio. I
Da molti è raccomandato il Canonico Siboni Vicario Generale capitolare di f.2v
25 Albenga.
Monsig. Gastaldi Vescovo di Saluzzo dai buoni è desiderato a Torino per la
sua scienza e pietà. Essendo dottore aggregato in Teologia può contribuire assai
a temperare gli studi della università di Torino di cui egli farebbe parte.
[Sac. Gio. Bosco]
1 12 settembre: la data è posta in relazione al fatto che l’ i l settembre don Bosco era ancora a Firenze
e il 13 era già in partenza da Roma. Si noti che il documento originale, del settembre 1871, attualmente
è collocato in un fascicolo del 1878. Un appunto però della Segreteria di Stato del 1872 (rub. 3 fase. 1,
p. 47) indica come don Bosco e altri vescovi abbiano proposto dei candidati che però dovevano essere sot­
toposti ad un ulteriore parere da parte di vescovi residenziali.
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
5 Giovanni Battista Bottino: v. E(m) II, lett. 1021.
7 Celestino Fissore: v. E(m) I, lett. 108.
9 Giorgio Oreglia di S. Stefano: v. E(m) II, lett. 1052.
12 Luigi Nasi: v. E(m) II, lett. 826.
14 Stanislao Gazzelli di Rossana: nato a Torino nel 1817, laureato in teologia e in utroque iure, sacerdo­
te dal 1840, fu elemosiniere effettivo di corte, condirettore dell’Ospizio Generale di Carità e della Regia
Opera della M endicità Istruita. Lavorò assiduamente al Cottolengo per catechesi e servizi vari. Rifiutò più
volte l ’episcopato offertogli. Come canonico della Metropolitana, venne eletto tre volte vicario generale
capitolare. Fu giudice delegato al processo ordinario di don Bosco a Torino. Morì nel 1899: c f Luigi Di
R o b il a n t , Un prete di ieri. Il Canonico Stanislao Gazzelli di Rossana e s. Sebastiano con documenti ine­
diti. Torino 1901.
— Carlo Morozzo della Rocca: dottore in teologia, canonico tesoriere della M etropolitana, nato a Savona
nel 1824, fu elemosiniere di corte. Cappellano militare, come tale partecipò alla campagna del 1859; morì
a Torino nel 1899. Al pari del Gazzelli, fu giudice delegato al processo di don Bosco: cf profilo in BS a.
24 (gennaio 1900) p. 24.
17 Giovanni Battista Gasti: cavaliere della corona d ’Italia, cameriere d ’onore di papa Leone XIII, parroco
di Castel Ceriolo (ad 8 km. da Alessandria) dal 1839 alla morte, avvenuta il 2 marzo 1886. Era molto in con­
fidenza col re Vittorio Emanuele II, che gli concedette moltissime udienze, di cui rimane traccia nel diario
che il Gasti lasciò scritto. Sembra che anche il re lo abbia proposto a candidato vescovo (di Pavia o di Vige­
vano), senza però ottenere l’approvazione pontificia, forse proprio per la sua nota amicizia col re stesso.
20 Andrea Scotton (1838-1915), all’epoca canonico di Bassano del Grappa e futuro arciprete di Breganze,
fratello di Jacopo (1834-1909) e di Gottardo (1845-1916). Tutti e tre sacerdoti, che per un trentennio con­
dussero forti polemiche in difesa dei diritti della Santa Sede e contro quelli che ritenevano gli errori del
tempo, soprattutto col settimanale dal significativo titolo La Riscossa p er la Chiesa e p er la patria (1890-
1916). Andrea era stato ordinato sacerdote nel 1860 e tre anni dopo divenne insegnante di religione nel
ginnasio di Vicenza. Si dedicò anche alla predicazione, così come i fratelli. Jacopo nel febbraio 1872 pre­
dicò alla M etropolitana di Torino e in maggio a Valdocco. Andrea è autore di una quarantina di pubblica­
zioni, fra cui quattro libri di ascetica: D SM C III; I protagonisti, pp. 591-593. Il 29 settembre 1872 chiese

38.9 Page 379

▲torna in alto
settembre 1871 371
per lettera a don Bosco se dovesse concorrere o meno alla parrocchia di Bassano per evitare la nomina di
qualche «parroco di dubbia fede» e in vista magari di una futura nomina a vescovo, dal momento che i
due predecessori erano stati promossi tali. Si dichiarava disposto a seguire «fedelmente e ciecamente» il
giudizio di don Bosco: ASV Ep. Lat. Pos. et Min. 121.
24 Pietro Anacleto Siboni: nato a Costa Bacelega (Imperia) nel 1812, dottore in teologia e in utroque iure,
fu professore del seminario di Albenga e canonico della stessa cattedrale. Vicario generale nel 1839 e vica­
rio capitolare il 14 aprile 1870, venne nominato vescovo di Albenga il 27 ottobre 1871. Morì il 23 giugno
1877: cf HC 86.
26 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
1583
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740209) me. 48 B 1/2
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta ingiallita timbro a secco sul mrg. sup. sin.: «Sia lodato Gesù
Cristo»
E II 180 MB X 445
Avvisa del suo ritorno a Torino — chiede di calcolare il costo della tassa sul macinato in tutte le case e il
numero dei giovani inviati da autorità di governo ovvero figli di impiegati statali
*Roma, 13 settembre [ 18]71
Car.mo D. Rua,
Sabato alle 11 matt. a Dio piacendo sarò a Torino.
D i’ a Magna Felicita che ci prepari un po’ di minestra per mezzodì, quindi
farò un po’ di riposo o là o a casa.
Da’ movimento:
1° Per calcolare a quanto [a]scenderà il macinato per tutte le nostre case
presuntivamente;
2° Quanti giovani abbiamo parimenti in tutte le case, che siano stati inviati
da autorità governative, figli di impiegati esistenti od abbiano esistito nelle nostre
case.
Ogni cosa finora non poteva desiderarsi meglio. I Continuiamo a pregare.
Preparate tutto per lunedì. Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 settembre] 9 10 esistito] esistiti
2 Michele Rua: v. lett. 1579.
3 Sabato: 16 settembre.
4 Felicita Orselli: v. lett. 1579.
7 macinato: la tassa sul macinato; v. lett. 1268.
9-10 inviati da autorità: intendeva come al solito servirsene come benemerenze acquisite ai fini di una
riduzione della tassa sul macinato nei colloqui che avrebbe avuto con le autorità di governo a Firenze, sulla
strada di ritorno da Roma.

38.10 Page 380

▲torna in alto
372 settembre 1871
12 non poteva desiderarsi di meglio: evidentemente nei suoi colloqui fiorentini prima e romani dopo
aveva percepito la possibilità che la Santa Sede procedesse alle nomine dei nuovi vescovi, senza che ci
fosse opposizione da parte delle autorità civili; v. poi lett. 1610.
1584
Al padre cappuccino Felice M. Pastore da Triora
Archivio provinciale dei cappuccini - Genova
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B 31210 Mss. aut. infotoc., Pastore (A 1980315)
E H 180-181
Si difende dall’accusa di voler disporre in maniera non conveniente della chiesa dei cappuccini di Varazze
^Firenze, 15 settembre [ 18]71
M.to R.do Padre,
Stia sicuro che D. Bosco non cagionerà mai disturbi ai Cappuccini. Ho
sempre fatto e fo tutt’ora quel che posso pei medesimi sia coll’inviare postulanti,
5 sia coll’accoglierli in casa.
Dall’epoca dei disturbi fino ad ora ne ho sempre avuti parecchi in casa e me
li tengo cari e preziosi. Non ho mai dato carico ad alcuno di trattare cose spettanti
la chiesa dei Cappuccini di Varazze; o che chi riferì intese male, o che qualcuno
si è fatto mio delegato in cose che certamente non mi passarono nemmeno per
io sogno.
Quando si trattò di rispondere al Municipio che proponeva la mentovata
chiesa per la congregazione festiva degli allievi studienti] sono andato io stesso a
Genova per parlare al P. Provinciale per udirne il parere; esso non era in codesta
città, ed io mi recai a I Varazze, parlai a lungo col P. Cristoforo Definitore e col f l v
15 Padre Guardiano del convento, e conosciuto che erano di parere contrario, sono
andato io stesso a dire al Sindaco, a nome mio, che io non intendeva di servirmi
della chiesa in discorso; che pei convittori avrebbesi fatto uso di una camera, e
che intanto il Municipio pensasse ad un locale per gli esterni.
Ma tutto ciò ho fatto tutto io stesso senza avere né consiglio né proposta da
20 altri e senza dare ad alcuno delegazioni.
Siamo in tempi difficili; cerchiamo di ajutarci a fare del bene, ma non mai
ad incagliarci.
Ella ha fatto bene a scrivermi, così potè sapere le cose come sono per sua
norma e a norma di altri; ma mi raccomando di andare molto adagio ad
25 am[m]ettere cose che si fanno correre a mio conto e quando ciò fosse, farmi la
carità di significarmelo, ché certamente mi servirà di norma per evitare certe
asserzioni e certe deliberazioni che mentre I da una parte raffreddano la carità, f-2r
dall’altra mettono spesso impaccio nelle stesse cose spettanti alla gloria di Dio
che da ambe le parti si ricerca.

39 Pages 381-390

▲torna in alto

39.1 Page 381

▲torna in alto
settembre 1871 373
Dio ci benedica tutti e preghi per me che le sono con perfetta stima
Umile servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. Sono momentaneamente a Firenze, ma dimani sarò di ritorno a Torino.
1 settembre] 9 13 era add si 25 che si res
1 Firenze: vi si trovava sulla strada di ritorno da Roma; v. lin. 33.
2 padre Felice M. Pastore da Triora, all’epoca Guardiano a Varazze. Era entrato tra i cappuccini il 22
novembre 1818; morì a Varazze il 13 aprile 1881.
3 disturbi: delle varie leggi di soppressione degli ordini religiosi degli anni precedenti. Quello di Varazze
era stato soppresso nel 1866. Fu restituito nel 1894: cf Lexicon Capuccinum. Romae 1951, p. 1782.
14 padre Cristoforo Rebagliati da Gameragna: entrato nell’Ordine l’8 settembre 1818, fu per lunghi anni
maestro dei novizi. Morì a Varazze il 13 marzo 1883.
— Definitore: Consigliere, in questo caso, della provincia genovese.
15 Padre Guardiano: Gaetano Pizzardo da Savona; entrato fra i cappuccini il 20 settembre 1829,
fu Provinciale di Genova dal 1869 al 1872. Morì a Campi (Savona) il 31 gennaio 1883.
33 momentaneamente a Firenze: la breve sosta, di due giorni, si era resa necessaria per riferire al mini­
stro Lanza l ’esito positivo dei suoi colloqui col Papa e col card. Antonelli; v. anche lett. 1610.
— dimani: sabato 16, come aveva preannunciato a don Rua da Roma il 13 settembre.
1585
Al chierico Giuseppe Giulitto
ASC B31010 Lett. orig., Giulitto (A 1710820) me. 25 E 4
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggermente rigata
umidità forti segni di piegatura segno di ceralacca rossa
E II 181-182 MB X 1015
inchiostro molto sbiadito
l’indirizzo è sul f. 2v
Gli dà il permesso di andare in vacanza per una settimana
macchie di
*Lanzo, 26 settembre [ 18]71
Car.mo Giulitto,
Ti permetto di andare in vacanza circa una settimana purché tu parta, stia,
ritorni buono, e che ti occupi a cercar qualche buon allievo e a santificare i tuoi
parenti ed amici.
Saluta i tuoi parenti e specialmente quel canonico che ti ha raccomandato
alla casa di Valdocco.
Dio ti benedica, prega per me che ti sono
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
Al Sig. cherico Giulitto
Torino
1 settembre] 9 2 Giulitto] Giolitto 11 Giulitto] Giolitto

39.2 Page 382

▲torna in alto
374 ottobre 1871
1 Lanzo: don Bosco si trovava colà per il secondo turno degli esercizi spirituali dei salesiani, iniziato il
25 settembre.
2 Giuseppe Giulitto: nato il 18 settembre 1853 a Solero (Alessandria) da Perpetuo e Clara Orgero, entrò
alPO ratorio di Torino-Valdocco il 27 agosto del 1866; fece la vestizione clericale il 13 ottobre 1870 e il
18 settembre 1874, dopo un triennio di voti temporanei, la professione perpetua. Presi gli ordini minori il
12 settembre 1875, nello stesso anno divenne suddiacono (18 dicembre) e l’anno successivo diacono (11
marzo) e sacerdote (10 luglio), sempre per mano del vescovo di Casale, mons. Ferrò; morì a Borgo S.
M artino il 15 luglio 1876: c f ASC D 829 registro Dati anagr. e delle Orditi:, inoltre Catal. 1876, p. 59;
G. B o n e t t i, Un fiore salesiano o breve biografia di Don Giuseppe Giulitto, edito in «Letture Cattoliche»
a. 26, fase. Ili (marzo) 1878.
6 canonico: potrebbe trattarsi del prevosto del paese nativo, il vicario foraneo Giovanni Battista Barella.
1586
Al vescovo di Savona Giovanni Battista Cerniti
Archivio Collegiata S. Ambrogio - Varazze
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cerruti (A 1820126)
Ined.
Chiede alcune facoltà per i salesiani che si recano ad aprire il convitto e le nuove scuole a Varazze
[Castelnuovo d’Asti, inizio di ottobre 1871]
Eccellenza Re.v.d.ma,
Da quanto mi fu comunicato dal sig. Sindaco di Varazze, e da quello che la
E. V. compiacquesi dirmi verbalmente pare che io possa essere tranquillo del suo
5 gradimento intorno alla apertura di un collegio convitto in quella città. Tuttavia
prima di esercitare alcuna parte di sacro m inistero giudico mio dovere di
comunicarle che circa ai venti di questo mese comincerà regolare gestione del
convitto e delle scuole e quindi ordinaria dimora in sua Diocesi.
In questa occasione ho bisogno che nella sua bontà voglia a me o al paroco
io della città significare se permette:
1° Che i preti celebranti della nostra congregazione possano celebrare
liberamente anche nella Diocesi di Savona.
2° Che i confessori già approvati in altre Diocesi possano eziandio ascoltare
le confessioni colla patente che hanno seco, oppure la debbano rinnovare
15 entrando nella diocesi dalla Divina Provvidenza a V. E. affidata. I
Insomma io intendo che non si muova un dito e non proferiscasi una parola f .lv
senza il suo permesso e pieno consenso. Anzi rinnovo qui, quanto ho già avuto
l’onore di scriverle altra volta, che io intendo questa nostra casa essere cosa sua,
cui Ella può com andare e consigliare in ogni tempo come giudicherà più
20 opportuno per la maggior gloria di Dio.
Dimando la sua santa benedizione e mi professo con profonda gratitudine

39.3 Page 383

▲torna in alto
ottobre 1871 375
Di V. E. Re.d.ma
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
10 significare corr ex signo 16 proferiscasi corr ex profer
1 Castelnuovo d ’Asti: don Bosco, ai primi di ottobre, era solito andare al paese nativo con un gruppo di
ragazzi per la festa del Rosario; v. lett. 1587.
2 Giovanni Battista Cerniti: v. lett. 1527.
3 Sindaco di Varazze era Antonio M ombello; circa la sua comunicazione a don Bosco: v. lett. 1527.
4 verbalmente: con ogni probabilità in occasione del suo viaggio in Liguria ai primi di settembre; v. lett. 1579.
18 scriverle altra volta: v. lett. 1527.
1587
Al cavaliere Tommaso Uguccioni Gherardi
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780218)
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta uso stampa molto ingiallita
E II 182 MB X 188
Non può ricevere a Torino il giovane raccomandato, in quanto non raggiunge l’età stabilita — caso mai in
altri collegi salesiani — tutti i giorni lo ricorda nella S. M essa assieme alla sua fam iglia
Castelnuovo d ’Asti, 2 ottfobre 18]71
Car.mo Sig. Tommaso,
Al capo dei monelli condoni, sig. Tommaso, il ritardato riscontro alla car.ma
sua lettera ricevuta sull’istante che partiva da Roma, cui non fu possibile prima
d’ora rispondere.
5
Il ragazzino di otto anni è troppo giovane per Torino dove ricevonsi per poco
ed anche per niente. Ivi è l’età stabilita di dodici anni compiuti. Vi sarebbero i
collegi dove potrebbesi collocare fino a quella età; ma colà avvi la pensione di
fr. 24 mensili.
Bisogna adunque aver pazienza e provvedere in Firenze o in questi nostri 10
collegi al bisogno di questo ragazzo, fino all’età accennata [;] lo riceverei ben di
cuore a Torino a qualsiasi condizione.
In Firenze mi sono fermato soltanto nelle ore della giornata e passai a sua
casa per osservare se a caso ci fosse stato qualcheduno, ma come temeva, erano
f l v tutti I in villeggiatura.
15
La mia gita a Roma riuscì bene oltre mio credere, quando potremo parlarci
avremo materia da discorrere.
Io era molto prostrato di forze e sopraccarico di cose. Per dare alle
medesime un po’ di ordine, e riposare un tantino mi sono ritirato nella casa
paterna in Castelnuovo d ’Asti per alcuni giorni. Domenica sarò di nuovo, a Dio 20
piacendo, a Torino.
Spero che la sua famiglia, e soprattutto la sig[ra] Moma, mia Mamma,

39.4 Page 384

▲torna in alto
376 ottobre 1871
saranno in buona sanità. Questa è la dimanda che nella mia pochezza fo ogni
mattina nella santa messa per Lei, caro sig. Tommaso, e per tutti quelli di sua
25 famiglia.
Raccomando me e questi nostri affari innumerabili alla carità delle sante sue
preghiere mentre con gratitudine e figliale affetto mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo aff.mo amico
30
Sac. Gio. Bosco
10 nostri add mrg sin 11 fino add mrg sin 26 post innumerabili d e l, sante corr ex sue
2 Tommaso Uguccioni: v. E(m) II, lett. 877.
3 Al capo dei monelli: espressione spiritosa che userà anche nella lett. 1588; v. anche E(m) I, lett. 16.
4 sua... Roma: la lettera non è stata reperita; don Bosco era passato da Firenze nel suo viaggio a Roma
l’ i l settembre; ripartito da Roma due giorni dopo, aveva sostato a Firenze solo due altri giorni: v. lett. 1581.
6 otto anni: v. lett. 1550.
12 qualsiasi condizione: anche gratuitamente.
16 gita a Roma riuscì bene: allude al riuscito viaggio nella capitale nel ruolo di «mediatore» fra santa
sede e governo italiano per la nomina dei vescovi: v. lett. 1581.
18 prostrato... sovraccarico: il mese di settembre era stato impegnato con due turni di esercizi spirituali
a Lanzo, con due viaggi di lavoro in Liguria e a Roma, oltre a tutta la normale attività di preparazione del
personale e dei programmi per nuovo anno scolastico nelle sei case dell’epoca, ivi comprese le nuove fon­
dazioni di Varazze e Marassi (Genova).
20 Domenica: l ’8 ottobre.
22 Moma, la moglie Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
1588
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Callori (A 1980316)
E II 183 MB X 189-190
Annuncia sua prossima visita — comunica che si trova a Castelnuovo per riposarsi
[Castelnuovo d ’Asti], 3 ottobre [18]71
Eccellenza? Chiarissima? Benemerita? Mamma Carissima?
Mi dirà quale gradisce. Sapeva che Ella fu malata, ma ignorava che le cose
fossero state gravi al punto che andarono. Sia benedetto Dio che sembra averla
5 ridonata se non alla primiera almeno a miglior salute.
Desidero, sebbene un po’ tardi, di andarle a fare una visita nella prossima
settimana. A tale uopo la prego di farmi scrivere una parola se casa Fassati è a
Montemagno o no. Nel primo caso passerei per Asti, nel secondo per Casale o per
Felizzano.

39.5 Page 385

▲torna in alto
ottobre 1871 377
Sono stato assalito da tale pigrizia, che rimasi inetto ad ogni lavoro. Ora mi io
sono ritirato a Castelnuovo d ’Asti, in casa patema, in mezzo ai boschi con alcune
decine di monelli.
flv
Qui si riposò alquanto I la mia povera testa, la quale se non tornò poetica
potè almeno accozzare alcuni pensieri in prosa che espongo in questa lettera.
Dio la benedica, sig[ra] contessa, e le conceda quella sanità che possa 15
renderla felice nel tempo e nell’eternità.
Umili ossequi al signor conte marito, e a tutta la famiglia, e mi creda colla
più profonda gratitudine
Di V. S. chiar.ma eccell.ma car.ma benem.ta, etc.
Obbl.mo ed aff.mo servo figlio (scialacquatore)
20
Sac. Gio. Bosco
1 ottobre] 10 3 gradisce] gradisci 10 pigrizia corr ex pigrizz
1 Castelnuovo d’Asti: v. lett. 1586.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
6-7 visita nella prossima settimana: nel viaggio di ritorno dal paese a Torino, come dirà subito dopo.
7 casa Fassati: nobile fam iglia benefattrice di don Bosco. Vedi analoga lettera in E(m) II, lett. 847.
12 decine di monelli: v. lett. 1587.
17 marito Federico: v. E(m) I, lett. 546.
1589
Al capo sezione del ministero degli Affari Esteri, avv. Carlo Canton
ASC B31010 Lett. orìg., Canton (A 1700326) me. 11 E 10
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
inchiostro sbiadito
E II 184-185 MB X 210
Gli trasmette nominativi ed indirizzi di due persone che lo possono ospitare in occasione del viaggio a Roma
[Castelnuovo d ’Asti], 3 ottobre [ 18]71
Car.mo Sig. Cavaliere,
Andando a Roma si presenti a mio nome dal sig. Canori Focardi che ha due
botteghe [:] via Condotti 94, piazza Torre Sanguigna 4, casa propria.
Credo che esso l’aggiusterà con sé o presso di altra onesta famiglia.
5
Nascendo difficoltà si presenti anche a nome mio da una certa Signora
Giacinta via della Sapienza 37 p. 1. Qui troverà quello che occorre. È fervorosa
cristiana e benefattrice di nostra casa. Occorrendo altro mi scriva e aggiusteremo
tutto.
Dio benedica Lei e la sua famiglia, preghi per me che sono con gratitudine io
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

39.6 Page 386

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378 ottobre 1871
1 ottobre] 10
2 Carlo Cantón: v. E(m) II, lett. 1209.
3 A ndando... si presenti: la sua disponibilità a tale tratto di gentilezza l’aveva già data precedentem en­
te; v. lett. 1528.
— Filippo Canori Focardi: v. E(m) II, lett. 791.
6-7 Signora Giacinta: personaggio non identificato.
1590
Al giovane Vittorio Cesconi
ASC B31010 Lett. orig., Cesconi (A 1700522) me. 13 C 8/9
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . carta uso stampa molto ingiallita
E l i 183-184 MB XVI 628
rinforzato il mrg. inf. sin.
Ringrazia per la lettera — lo invita a fermarsi come suo ospite qualche giorno in caso di passaggio da
Torino — gli comunica che gli ha inviato alcune pubblicazioni della tipografia di Valdocco
*Torino, 3 ott[obre 18]71
Mio piccolo amico,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
Mi ricordo assai bene del grazioso incontro del caro Vittore Cesconi, i cui
5 modi e senno guadagnarono tutte le mie simpatie. Ogni cosa è confermata dalla
cortese e cristiana lettera che, mio caro Vittore, con bontà mi hai voluto scrivere.
Te ne ringrazio assai di cuore.
Non abbiamo però potuto parlare come io voleva, e spero che a Dio
piacendo, potremo altre volte ancora vederci. Se mai ti accadesse di passare a
io Torino, e che i tuoi parenti lo permettessero, ti invito a passare alcuni giorni in
questa casa. Così avrei tempo di dirti cose che ti riguardano, le quali tu non sai ed
io so.
Ho dato ordine che i Classici italiani e le Letture Cattoliche ti siano spedite
a Preglia. Vi è anche un altro libro, Il Giovane Provveduto, e questo è un regalo
15 che ti fo come I guarantigia che tu pregherai per me.
Ti prego di salutare da parte mia i tuoi parenti e il tuo curato e i tuoi
superiori del collegio, quando sarai tra loro. D i’ loro che nella mia pochezza li
raccomando tutti al Signore e che mi raccomando alle loro preghiere.
Dio ti benedica, o caro Vittore, e ti conceda la grazia di conservare i santi
20 pensieri che mi hai manifestati; Farti un buon prete, un santo prete. Tu poi prega
per me affinché, mentre penso agli altri, possa eziandio salvare l’anima mia.
Amen.
Sono tutto tuo in G. C.
Aff.mo amico
25
Sac. Gio. Bosco

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ottobre 1871 379
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava a Castelnuovo d ’Asti; v. lett. 1586.
2 Vittorio Cesconi: nato a Parigi nel 1860 da una famiglia originaria di Preglia (Domodossola - Novara)
per via del padre Davide, emigrato in Francia, che aveva sposato la parigina Zeglia De Coincy. Il bambi­
no, di salute molto gracile, compì gli studi in famiglia con un precettore, don Mantovani. Si laureò suc­
cessivamente in legge a Torino. Morì nel 1927. Si conserva molta corrispondenza fra don Bosco e la sua
famiglia, ivi compreso lo zio don Giovanni.
4 grazioso incontro: il fortuito incontro era avvenuto qualche tempo prima a Domodossola, nei pochi gior­
ni che il ragazzo era stato studente al collegio dei Rosminiani, dal quale fu ritirato per motivi di salute.
6 lettera: non è stata reperita.
14 Preglia: località a circa 3 km. da Domodossola, con poche centinaia di abitanti, da dove molti figli
della fam iglia Cesconi erano emigrati, chi in Francia, chi in Spagna, chi in Inghilterra: informazioni rac­
colte dai discendenti, conservate in ASC A 1040112.
15 guarantigia (o anche garentigia): garanzia.
1591
Al padre cappuccino Felice M. Pastore da Triora
Archivio provinciale dei cappuccini - Genova
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. molte macchie di umidità
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pastore (A 1980317)
Ined.
A proposito della casa aperta a Varazze e di quella eventuale di Sestri Levante
Torino, 5 ottobre [18]71
M.to R.do Padre,
In quanto alla casa de’ R. R. cappuccini di Varazze, appena parlato col P.
Guardiano locale, ho tosto diffidato il sindaco, che pei convittori mi sarei servito
di qualche camera, e che per gli esterni si cercherà altra chiesa, ma non quella de’ 5
cappuccini.
Per Sestri Levante seguirò quanto mi dice, qualora si debba trattare in modo
positivo l’affare del collegio in quella città.
Se avessi potuto parlare con V. P. Re.d.ma forse ci saremmo intesi meglio in
più cose, ma Ella era assente. Spero per altro che il Signore disporrà che ci io
possiamo parlare di presenza.
Raccomando me e li miei fanciulli alla carità delle sue preghiere e mi
professo con gratitudine
Di V. P. R.d.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
1 ottobre] 10 3 ante alla del ad alla emend ex casa de’] de 4 tosto emend ex s 8 in del
1 Torino: don Bosco, in realtà si trovava a Castelnuovo d ’Asti; v. lett. 1586.
2 Padre Felice M. Pastore: v. lett. 1584.

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380 ottobre 1871
3 In quanto alla casa: don Bosco risponde ad una lettera del destinatario non reperita.
3-4 P. Guardiano, Gaetano Pizzardo: v. lett. 1584.
7 Sestri Levante: i padri cappuccini avevano colà un convento, così come del resto a Sestri Ponente.
10 era assente: probabilmente in occasione del viaggio di don Bosco in Liguria ai primi di settembre;
v. lett. 1579.
1592
AI signor Giuseppe Canale
ASC B31010 Lett. orig., Canale (A 1700321) me. 11 E 4
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta da quaderno rigata
con forti macchie di umidità indirizzo aut.
E l i 186 MB X 1377
busta 72 x 110 mm.
carta consunta
Raccomanda don Francesco Cerniti ed un suo professore, che si fermeranno a Genova per qualche ora —
chiede accordi per un incontro
*Torino, 16 ottobre [18]71
Car.mo Sig. Canale,
Due nostri figliuoli, D. Cerutti direttore del coll, di Alassio con un suo
professore, devono fermarsi qualche ora in Genova. Io ve li raccomando per
quello che occorre.
Avrei bisogno di parlarle; se non venite presto a Torino fatemelo sapere, e ci
andrò a farvi una visita.
Pregate per me, caro Giuseppe, e salutate vostro fratello e vostre sorelle e
credetemi in G. C.
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
Ottimo Sig. Gius. Canale
Caffè del Comm.
Genova
1 ottobre] 10
2 Giuseppe Canale: v. E(m) II, lett. 853.
3 Francesco Cerniti: v. E(m) I, lett. 518.
8 fratello e vostre sorelle: non sono state identificate; v. comunque E(m) II, lett. 853.
11 Alla lettera erano acclusi due foglietti. Sul f. 2r don Lemoyne scrive: «Dei primi sette giovani vi fu...»;
sul f. 3r don Angelo Amadei scrive: «Lettera a Gius. Canale che fu uno dei primi giovani catechizzati da don
Bosco a San Francesco d ’Assisi come si legge nell’unito appunto di don Lemoyne (avuto da D. Racca)».
1593
A don Giovanni Battista Francesia
ASC B31010 Lett. orig., Francesia (A 1710509) me. 22 D 7

39.9 Page 389

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ottobre 1871 381
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta azzurrina macchie di umidità
E l i 187
Gli manda come confessore don Giuseppe Cagliero, cui ha raccomandato di promuovere la compagnia del
SS. Sacramento e la frequente comunione -— desidera inoltre che anche don Cuffia diventi confessore
[Torino, metà ottobre 1871]
Car.mo D. Francesia,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi. Ti mando D. Cagliero Giuseppe
confessore affinché tu ne faccia un martire. È pieno di buona volontà.
Gli ho caldamente raccomandato di promuovere la compagnia del SS. 5
Sac.to, la frequente comunione e la colt[ivaz]ione del piccolo clero. Procura di
coaddiuvarlo in queste sue imprese.
Ora che esso è confessore vorrei che fosse lo stesso di D. Cuffia. Credo che
possiamo fare così: procuri D. Cuffia di mettere D. Cagliero ben aggiorno di
quanto deve fare il prefetto. Appena egli potrà farne le veci avviseremo sul modo io
con cui D. Cuffia potrà fare il corso di morale: cioè se a Torino od a Varazze.
Spero di vederti quanto prima; saluta sem el cum junioribus, ut omnes
laudent nomen Domini.
Dio ci benedica tutti e credimi in G. C.
Aff.mo amico
15
Sac. G. Bosco
9 post aggiorno add di quanno
1 La data è presumibile sulla base dell’apertura del collegio di Varazze, avvenuta appunto verso metà
ottobre.
2 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
3 Giuseppe Cagliero: v. lett. 1381. Sull 'Elenco generale del 1872 figura come «catechista», mentre don
Francesco Cuffia è «prefetto»; il «consigliere» invece è il chierico Carlo Cipriano.
8 confessore: munito del documento comprovante l’autorizzazione a confessare.
— Francesco Cuffia: v. E(m) I, lett. 586.
1594
Al teologo Antonio Bosio
Biblioteca civica Fondo Bosio mss. 51 n. 25 - Torino
Orig. aut. 2 ff. 290 x 172 mm. timbro a secco BATH sul mrg. sup. carta mal ridotta indirizzo
allog. segni di ceralacca rossa sul f. 2 dove don Bosco scrive: «Recapito alla sacr. di S. Giovanni»
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Bosio (A 1980318)
E l i 186 MB X 206
Piano e divisione di un volume in votis di Storia Ecclesiastica
Amat.mo Sig. Teologo,
Dall’Oratorio [Torino], 20 ott[obre] 1871

39.10 Page 390

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382 ottobre 1871
Ecco il piano e divisione di quella Storia Ecclesiastica che ho in votis di
compiere mercé l’ajuto delle persone culte.
5
Prima parte: Storia antica, che abbraccia li sei primi secoli fino all’Egira
musulmana 622. Suddivisa in due periodi: 1° dalla discesa dello Spirito S. fino al
312. 2° da tal punto fino al 622.
Seconda parte Storia Media dal 622 fino al 1517 divisa pure in due periodi
distinti e separati pel Concilio Laterane[n]se 4 [°] celebrato nel 1215.
10
Terza [parte] Storia moderna dal 1517 fino ai nostri tempi segnata altresì
con due periodi: il primo dal 1517 fino alla morte di Pio VI: il secondo dalla
morte di Pio VI fino ai nostri tempi.
Tale è la prima idea mia, che può anche cangiarsi per giusti riflessi che mi
venissero fatti.
15
In fine di ciascun periodo desidererei che V. S. preparasse un capo da
intitolarsi: Avvenimenti religiosi nel Piemonte.
Viriliter age in Domino
Devot.mo servitor amico
Sac. Bosco Gio.
20 A ll’Ill.m o Signore
Il Sig. T. Bosio
Torino
5 Prima parte add mrg sin 6 musulmana] musulmano 8 Seconda parte] 2“ 9 e separati add si
10 Terza] 3" moderna corr ex moderra 1517 corr ex ... 11 1517 emend ex 1851 15 periodo
corr si ex perido
2 Antonio Bosio: canonico e storico, uno dei promotori dell’Accademia di Storia Ecclesiastica, di cui
alla lett. 1709; v. Cenno biografico. Il teologo Antonio Bosio nella «Buona Settimana» del 16 gennaio
1881; v. anche E(m) II, lett. 1048.
3 piano... in votis: v. lett. 1273. Non si conosce la risposta, ma il progetto rimase semplicemente sulla carta.
1595
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS a. 1872 rub. 3 fase. 1 p. 227
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Antonelli (A 1980319)
Ined.
Chiede di non lasciare priva del vescovo la diocesi di Fossano
Torino, 31 ott[obre] 1871
Eminenza Rever.d.ma,
Il capitolo della Cattedrale di Fossano mi prega di far pervenire a mani di V.
E. Re.d.ma una novella supplica al Santo Padre per una dimanda diretta a
5 pregarlo che non si lasci più a lungo nel lutto la diocesi Fossanese.

40 Pages 391-400

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40.1 Page 391

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novembre 1871 383
Ciò io fo molto volentieri, perché mi dà propizia occasione per assicurarla
del pubblico applauso con cui furono accolte le proclamazioni dei vescovi novelli.
Noi continuiamo a pregare per la preziosa conservazione della sanità della E.
V. e di S. Santità, e supplicandola a dare benigno compatimento al novello
disturbo ho l’alto onore di potermi professare colla più profonda gratitudine
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servito [re]
Sac. Gio. Bosco
8 continuiamo] continuviamo conservazione res
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
3 capitolo della Cattedrale: in calce al documento in questione vi erano 13 firm e autografe dei canonici,
primo dei quali il vicario capitolare Giorgio Oreglia.
4 novella supplica: datata 30 ottobre 1871, allegata alla lettera di don Bosco e conservata nel medesimo luogo.
13 II 4 novembre il papa accolse la supplica, cosicché il card. Antonelli il 6 novembre potè comunicare
a don Bosco la nomina episcopale di mons. Manacorda «ecclesiastico a lei [don Bosco] ben noto»:
ASV SdS a. 1872, rub. 3, fase. 1, p. 229.
1596
A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
ASC B31010 Lett. orig., Gastaldi (A 1710703) me. 23 E 9
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta azzurrina timbro a secco sul mrg. sup. sin. raffigurante
Papa Pio IX
E H 185 MB X 229
Trovandosi in casa Radicati, comunica che la notizia del suo trasferimento alla diocesi di Torino fu ben
accolta negli uffici della Prefettura •— gli propone la nomina del teol. Bertagna come provicario
[Passerano (Asti), inizio novembre 1871]
Rev.mo e Car.mo Monsignore,
Ho passato due giorni qui in Passerano in casa Radicati dove ho parlato a
lungo col Viceprefetto di Torino che trovasi pure qui, Sig. Cav. Avv. Bonino. Mi
parlò assai bene della lettera scritta da Lei e della risposta fatta dal Prefetto; di poi
esternò un vivo desiderio che Ella entrando nella novella diocesi facesse entrata
solenne.
Restano a vedersi le disposizioni delle autorità civili, io risposi.
Non ne dubiti, soggiunse, non lasceranno niente a desiderare. Potendoci poi
parlare le dirò le cose più particolarizzate.
Se non avesse ancora fermato il pensiero sopra un provicario credo poterle
nominare il T. Bertagna. Pio, dotto, pratico, agiato. Forse accetterebbe. Questo è
un solo mio pensiero, di cui Ella faccia o non faccia conto alcuno.
Dimando la sua santa benedizione e mi creda con profonda gratitudine

40.2 Page 392

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384 novembre 1871
Di V. E. Rev.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
R S. Per carità, curi la sua sanità. Messis multa, ma avrà operai.
5 di] dd 9 lasceranno] lascieranno 18 P. S... operai add mrg sin
1 Passerano, inizio novembre: non è nota la data di questo soggiorno nella villa estiva dell’ex prefetto
della provincia di Torino, Costantino Radicati - collocato a riposo per salute dal 28 giugno 1871 - che
comunque dovrebbe aver avuto luogo dopo il 27 ottobre, giorno in cui mons. Gastaldi venne trasferito
dalla sede di Saluzzo a quella di Torino. E vero però che la notizia di tale nomina aveva incominciato a
diffondersi fin d all’inizio di ottobre; ed è certo che già il 7 ottobre da Roma un certo Paolo Mencani, che
aveva accesso facile al pontefice, poteva congratularsi col Gastaldi per il suo trasferimento: ASC A
1090109, me. 600 E 11 - 601 A 1. La famiglia dei Radicati era da tempo in cordiale confidenza con don
Bosco: v. ad es. E(m) II, lett. 1242.
2 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
4 Aldo Bonino: era, più esattamente, consigliere di Prefettura.
5 lettera: era stata scritta, come altre, in data 31 ottobre 1871; cit. in T. C h iu s o La Chiesa in Piemonte
dal 1797 ai nostri giorni..., V, p. 44.
— risposta fatta dal Prefetto: diversamente dalle autorità cittadine, il neo Prefetto della provincia di
Torino, Vittorio Zoppi, aveva espresso la sua soddisfazione per la nomina di mons. Gastaldi e il suo auspi­
cio di feconda collaborazione fra autorità civile e autorità religiosa: ib. pp. 44-46.
6 entrando nella diocesi: il giorno fissato era la domenica 26 novembre 1871.
9 non lasceranno niente a desiderare: in realtà non fu così. L’entrata avvenne in forma quasi privata, onde
evitare paventati disordini e soprattutto, nonostante la promessa del ministro di Grazia, Giustizia e dei
culti, Giovanni De Falco (ASC A 1090122, me. 601 C 7), al nuovo arcivescovo non vennero consegnate
le temporalità, per cui fu costretto a prendere domicilio in seminario, anziché nel palazzo arcivescovile.
12 Giovanni Battista Bertagna: v. E(m) II, lett. 757. Era conterraneo di don Bosco.
13 non faccia conto alcuno: effettivamente mons. Bertagna non solo non venne fatto provicario, ma nel
1876 mons. Gastaldi lo esonerò dall’insegnamento di teologia morale, che teneva da molti anni al Convitto
ecclesiastico di Torino.
1597
Al sindaco di Lanzo Giuseppe Droetti
Biblioteca Civica cart. 346 - Lanzo
Orig. aut. 1 f. 3 1 0 x 2 1 0 mm.
ASC B31210M m . aut. infotoc., Droetti (A 1980320)
Ined.
Comunica che è favorevole alla sottoscrizione promossa a favore della costruzione della ferrovia da Cirié
a Lanzo
Torino, 4 novembre 1871
Illustrissimo Sig. Sindaco,
Mi fu partecipato che fu promossa una sottoscrizione a fine di esprimere un
voto pubblico intorno alla necessità e pubblica utilità della ferrovia progettata da
Cirié a Lanzo.

40.3 Page 393

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novembre 1871 385
Sebbene di poca entità sia il mio povero nome, tuttavia fo alla S. V. Ill.ma
rispettosa preghiera di voler considerare la mia firma apposta con le altre.
Sono intimamente persuaso che tutti saranno uniti per ammettere e
promuovere anche con gravi sacrifici un [‘] opera da tanto tempo sospirata e di
vitale importanza. Ad ogni modo il mio debole parere è favorevole, anzi giudico 10
tal cosa di grande vantaggio agli abitanti di Lanzo ed agli altri abitanti delle valli
e paesi confinanti.
La ringrazio del favore che spero mi vorrà usare, ed assicurandole la mia
sentita gratitudine ho l’onore di professarmi
Della S. V. Ill.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
8 persuaso emend ex ... 9-10 u n ’opera... importanza add mrg sin
2 Giuseppe Droetti: v. lett. 1296.
3 partecipato: comunicato.
4 ferrovia progettata: nel 1869 era stato concluso il terzo tratto di ferrovia che venne a congiungere
Torino con Ciriè (20 km.). Rim aneva solo il tratto di 11 km. da Ciriè a Lanzo, che fu portato a termine
solo nel 1876.
6 di poca entità... nome: a tale sincera espressione di umiltà corrisponderà la «gloriosa» giornata del 6
agosto 1876, quando per l’inaugurazione della ferrovia il collegio di Lanzo ospitò il presidente del consi­
glio dei ministri e ministro delle Finanze, Agostino Depretis, il ministro dellTnterno Giovanni Nicotera, il
ministro dei Lavori Pubblici Giuseppe Zanardelli, deputati e senatori: cf MB XII 417-430.
1598
Alla contessa Emma Brancadoro
Già presso Carlo Ramardini - Finale Emilia
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Brancadoro (A 1980321)
Ined.
Chiede se può pagare la somma per il riscatto di un chierico dalla leva militare in ringraziamento di gra­
zia ricevuta — assicura preghiere per lei e per tutta la famiglia
[Torino], 14 novembre [18]71
Illustrissima Sig[ra] Contessa,
Il nostro Signore Iddio che in modo eccezionale concedette una creatura per
consolazione di Lei e per avere [?] a suo tempo un’anima di più a lodarlo in cielo,
Egli si degnerà certamente di conservarla.
5
Tuttavia le debbo richiamare a memoria una promessa fatta a Maria A. con
una sua lettera in cui diceva di voler fare quanto poteva per questa chiesa e per
questi poveri giovanetti qualora avesse ottenuto la grazia che di fatto ottenne.
13

40.4 Page 394

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386 novembre 1871
Non so se le sue sostanze permettano di fare molto o poco, ma io credo otti-
10 mo mezzo per invocare le benedizioni del cielo, se Ella, in questi tempi di supre­
mo bisogno, I se Ella potesse riscattare un cherico dalla leva militare per f.lv
così regalarlo a Maria e che sia obbligato a fare ogni giorno nel tempio qui a Lei
dedicato particolari preghiere per questo bisogno.
Ho detto con confidenza quanto il cuore mi ha dettato, ma si assicuri che non
15 mancherò di innalzare a Dio speciali preghiere nella santa messa all’altare di
M aria A. per tutta la sua famiglia e particolarmente per la tenera bambina
affinché Dio la conservi a molti anni per consolare i pii e caritatevoli genitori fino
alla più tarda loro vecchiaia.
Dio ci benedica tutti, e preghi per me che con gratitudine mi professo
20
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 novembre] 11
2 Emma Braneadoro: nata contessa Gabrielli di Fano il 17 dicembre 1840, sposò il 3 marzo 1862 il conte
Giuseppe Stanislao Braneadoro, nato il 25 aprile 1830 a Fermo. Ebbe tre figli: Antonietta (21 febbraio
1871), Ignazio (30 luglio 1872) e Giuseppina (4 marzo 1876): cf ANI 1882 pp. 226-227.
3 creatura: Antonietta, nata dopo 9 anni di matrimonio.
7 lettera: non è stata reperita.
8 grazia: quella di poter diventare madre.
11 riscattare un cherico: v. lett. 1556.
21 La contessa rispose da Fermo il 20 novembre successivo comunicando che entro il 1872 avrebbe ver­
sato l’intera somma per il riscatto del chierico come offerta per grazia ricevuta: ASC A 1310103, me. 1393
A 4/6; v. poi lett. 1600.
1599
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1980322)
E II 187-188 MB X 569
La ringrazia per la bontà usatagli - ha dato corso alla proposta di una nomina vescovile suggeritagli —
le comunica che il ragazzo da lei raccomandato è stato accettato e promette bene
*Torino, 14 nov[embre 18]71
Mia buona Mamma,
Prima di tutto debbo consegnarmi colpevole perché non ho scritto prima per
ringraziarla, come intendo ora di fare, di tutti i tratti di bontà [,] cortesia e carità,
5 che furono prodigati da Lei, mia buona e car.ma Mamma, e da tutta la famiglia. A
Dio la gloria, a Lei la più viva gratitudine.
Ho ricevuto a suo tempo il biglietto che riguardava ad un candidato per una

40.5 Page 395

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novembre 1871 387
sede vescovile e ne feci il conto dovuto: per questo lato ognuno può stare
tranquillo.
Il
ragazzo Coppo dalla sua carità raccom andato fu accettato e sem b1r0a
promettere molto bene.
Sarà già nota la novella che Monsig. Manacorda fu eletto definitivamente a
f l v Fossano. La città ne è tutta in festa per l’annunzio di I un Vescovo cotanto
sospirato. Credo che farà bene. Ma finora non si diede a nissuno la chiave del
Palazzo Vescovile; tanto meno danari.
15
Poveri Vescovi! Dove alloggeranno? Dove e che mangeranno? Il mobiglio
gli abiti etc. etc. Pure il S. Padre intende che ognuno vada alla sua sede al più
presto possibile. E tempo di pregare.
I fa tti ameni della vita di Pio IX vanno avanti: il volume passa di già le
trecento cinquanta pagine; spero che sarà di pubblico gradimento, e che i fatti 20
faranno amare e rispettare chi li ha compiuti.
Noi qui godiamo salute; Ella quando verrà a Torino?
Noi le auguriamo ogni bene, preghi per noi e specialmente pel povero
discolo ma sempre
Obbl.mo figlio
25
Sac. G. Bosco
1 novembre] 11 14 nissuno corr ex nessun 15 danari corr ex danaro
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
5 tutta la famiglia: don Bosco era dunque stato da loro di ritorno da Castelnuovo d ’Asti; v. lett. 1588.
7 biglietto: non è stato reperito.
8 feci il dovuto conto: difficile saperne di più, non conoscendo il nominativo del candidato proposto dalla
contessa.
10 Pietro Coppo: era allievo della scuola elementare nel collegio di Borgo S. Martino.
12 Emiliano Manacorda: v. E(m) II, lett. 763. Il concistoro ebbe luogo solo il 27 novembre 1871, m a la
voce si era sparsa molto prima, e don Bosco ne aveva avuto notizia ufficiale dal card. Antonelli con lette­
ra del 6 novembre: v. lett. 1595.
14-15 chiave del Palazzo: è il noto problema degli exequatur, per la cui soluzione don Bosco fece dei
passi presso le due parti in causa: cf F. M otto, La mediazione di don Bosco fra santa sede e governo per
la concessione degli Exequatur ai vescovi d ’Italia. (= Piccola Biblioteca dell’ISS n. 7). Roma, LAS 1987;
ed. pure in RSS 10 (1987) pp. 3-79.
19 Fatti ameni della vita di Pio IX raccolti da pubblici documenti....Torino, tip. dell’Orat. di S. Frane,
di Sales 1871.
20 trecento cinquanta pagine: effettivamente uscì composto di 352 pagine nei fase. 11 e 12 (novembre-
dicembre) dell’anno XIX delle «Letture Cattoliche».
1600
Alla contessa Emma Brancadoro
Già presso Carlo Ramardini - Finale Emilia
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m . timbri: Ancona 3 die 71 3 S
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Brancadoro (A 1980323)
frane, di 20 c.

40.6 Page 396

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388 dicembre 1871
Ined.
La ringrazia per aver riscattato un chierico dalla leva militare — assicura preghiere
*Torino, 2 dicembre [18]71
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
Benedico Iddio che colle ricchezze le concede una grazia assai grande: il
distacco dalle medesime.
5
Questi atti generosi, atti che tendono ad un fine cotanto sublime quali sono
liberare un cherico dalla leva per regalarlo alla chiesa [,] non possono certamente
essere da Dio dimenticati, e ottenere anche nella vita presente quel centuplo
promesso dal Salvatore nel Santo Vangelo. Il suo sacrifizio è generoso e sono
appunto queste privazioni che ci meritano grazie speciali presso Dio.
io
La somma prevista pel riscatto di un cherico non è più 3200 come in passato,
ma fu ridotta a franchi 2500. Siccome mi trovo in vero bisogno di riscattar cherici
per la leva vertente; così cerchi persona che mi somministri tal somma, che io
procurerò di restituire all’epoca da Lei indicatami.
Il
mezzo più segreto e confidenziale per farmi I avere quanto è del caso può
15 indirizzare il tutto a me per mezzo di vaglia postale o di cambiale. Se però ha
relazioni con D. Tofoni Pellegrino seg. del Card. De Angelis, può servirsi di Lui
che spesso siamo in relazione nel modo più benevolo, anzi se le pare bene di
mano in mano ha quantità di danari preparati potrebbe anche inviarli alla
spicciolata. Ma ciò tutto nel modo e nel tempo che le possa tornare di minor
20 disturbo.
Intanto al giorno dellTmm. Concezione sarà celebrata una santa messa colla
comunione dei nostri giovani all’altare di Maria A. secondo la pia di Lei
intenzione e affinché la Santa Vergine conservi in sanità e in grazia sua la sua
bambina affinché sia ognora la consolazione dei suoi genitori fino alla più tarda I
25 vecchiaja.
f2 r
Raccomando me e la moltitudine] de’ miei ragazzi alla carità delle sante
sue preghiere e mi creda con profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
30
111.ma Signora
La Sig. March. Emma Brancadoro
Fermo.
Sac. Gio. Bosco
f.2v
1 dicembre] 12 12 somministri] somministra
1 Torino, 2 dicembre: a quanto pare don Bosco si trova ancora a Torino, anche se in partenza per Genova,
come risulta dalla lettera seguente.
2 Emm a Brancadoro: v. lett. 1598.
5 atti generosi: all’appello di don Bosco del 14 novembre 1871 (v. lett. 1598), la contessa aveva dunque
risposto positivamente.

40.7 Page 397

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dicembre 1871 389
11 ridotta a franchi 2500: per la leva del 1851 con decreto dell’8 settembre 1871 la tassa di affrancazio­
ne dal servizio militare, anche per la seconda classe, era stata diminuita a 2500.
16 Pellegrino Tofoni: v. E(m) II, lett. 1055.
— Filippo D e Angelis: v. E(m) I, lett. 643.
24 bambina: v. lett. 1598.
1601
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780232)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa molto ingiallita macchie di inchiostro sul f. 2
busta di 110 x 73 mm. timbri: Genova 3 Die 71 3 S Firenze 4 Die 71 9 M altro timbro illeggibi­
le
staccato il francobollo
E II 188-189 MB X 215
Comunica che alla vigilia dellTm m acolata si faranno preghiere secondo la sua intenzione •— apertura delle
case di Varazze (Savona) e di Marassi (Genova) e progetto di apertura di altre in tutto il mondo
Genova, 2 dicembre [ 18]71
Mia buona e car.ma Mamma,
Bisogna proprio fare una sgridata per movere questo dissipatello a compiere
il suo dovere verso alla migliore delle madri! Farò modo di emendarmi e di non
lasciar più passare tanto tempo senza scriverle.
5
Se però il pensare e pregare per Lei [e] per tutta la sua fam iglia
equivalessero] ad una visita, questa sarebbe forse in ogni ora ripetuta. Si
persuada adunque che ogni mattino nella santa Messa non manco mai di fare un
memento speciale per tutte le persone che mi accenna.
A tale uopo alla vigilia della festa dell’immacolata Concez. ho disposto che 10
all’altare di Maria sia celebrata la santa Messa colla comunione e preghiere dei
giovani secondo la pia di Lei intenzione.
È contenta? Aggiugneremo anche il Rosario. I
Le cose nostre, mia buona mamma, vanno abbastanza bene. Questo anno
abbiamo aperto due nuove case. Una nella città di Varazze presso a Savona; 15
l’altra in Genova donde scrivo questa lettera. Che messe copio[sa] ci si presenta
mai!
Abbiamo al presente cinquanta dimande per aprire novelle case in varie parti
del mondo compr[es]a l’Australia. Sono tutte imprese gigantesche, per cui è nulla
ogni forza umana; preghi per noi affinché [,] mentre facciamo questi sforzi per 20
salvare anime, non mi accada di perdere la mia.
Dio conceda ogni bene a Lei; al Sig. Tommaso, mio buono e caro papà, a
tutte le famiglie della famiglia principale.
Maria Immacolata ci assista tutti dal cielo e mi creda in G. C.
Obbl.mo figlio disc.
25
Sac. Gio. Bosco

40.8 Page 398

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390 dicembre 1871
Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] March. Girolama
Uguccioni
30 Via Avelli casa propria N. 4
Firenze
1 dicembre] 12 15 presso emend ex in 16 presenta corr ex presente
corr ex nel 19 compr[es]a corr ex compre
f.2v
18-19 in varie parti del
1 Genova: don Bosco era partito da Torino il giorno stesso; v. lett. 1600.
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
18 cinquanta dimande: diffìcile ancora una volta verificare la cifra; un anno e mezzo prima le domande
erano quaranta solo da parte di Municipi che chiedevano l’apertura di scuole: v. 1455.
22 Tommaso Uguccioni Gherardi: v. E(m) II, lett. 877.
1602
A un signore non identificato
ASC B31010 Lett. orig., Anonimo (A 1690139)
Min. di M. Rua con correz. e firma dello stesso
Ined.
me. 2 A 12
1 f. 135 x 105 mm.
carta uso stampa
Fram mento di lettera — augura buone feste natalizie a lui ed alla sua famiglia
[Varazze, dicembre 1871]
... Colla favorevole occasione il sottoscritto augura buone feste natalizie,
buon fine e buon capo d ’anno alla S. V. e a tutta la sua famiglia e col più caldo
affetto prega il Bambino Gesù a voler in gran copia spargere su di Lei le celesti
5 sue benedizioni ed accordarle lunghi anni di vita felice.
Mi creda quale ho l’onore di professarmi con gratitudine
Di V. S. Benemerita
Obbl. Servitore
Sac. Bosco Gioanni
1 V arazze... dicembre: di impossibile datazione. Si pone semplicemente il biglietto augurale in questa
posizione, vista la minima entità dell’intervento di don Bosco, il quale per sei settimane (6 dicembre
1871 - 14 gennaio 1872) fu costretto a Ietto nel collegio di Varazze. Alla pressoché totale mancanza
di sue lettere in tale periodo di tempo, supplisce però un’abbondantissima corrispondenza fra i salesiani
di Varazze che l’assistevano (soprattutto il direttore don G. B. Francesia, il prefetto don F. Cuffia,
l’infermiere Pietro Enria) e i salesiani delle altre case nonché i benefattori e gli amici informati del
fatto. Fra gli altri la contessa Callori, cui don Francesia comunica di continuo quasi un «bollettino
medico»: sta male da quattro giorni, è apparsa la febbre e il vomito, sono apparse le eruzioni miliari
per la quarta volta, sta meglio, sta benone, migliora, non ha più il mal di capo ecc. Un intero capitolo
delle MB (voi. X, pp. 227-312) è dedicato a tale malattia di don Bosco, da molti per altro ritenuta letale.
Per una breve sintesi rimandiamo a F. D e sr a m a u t , Don Bosco en son tem ps..., pp. 821-824.

40.9 Page 399

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175
Mons. Lorenzo Gastaldi è proposto da don Bosco come arcivescovo di Torino
[12 settembre 1871]

40.10 Page 400

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41 Pages 401-410

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41.1 Page 401

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1872
1603
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
testo in calce a lettera di don Giovanni Battista Francesia
grafia molto contorta
A SC B 31210 Mss. aut. in fotoc., C allori (A 1980401)
Ined.
La ringrazia della bontà e della sollecitudine nei suoi confronti — le augura ogni bene
[Varazze, 7 gennaio 1872]
Mia buona mamma,
Due parole, e sono le prime, Deo Gratias. Dio la rimuneri della sua bontà, e
della sua sollecitudine per me; e della carità che specialmente in questi ultimi
giorni usò alla casa di Valdocco.
5
Dio benedica Lei, mia buona mamma, e conceda ogni bene a Lei al sig.
conte e a tutta la sua fam iglia. Continui a pregare per questo discolo affinché si
faccia buono e sia sempre [riconoscente] verso di Lei.
Dal letto
aff.mo ed obbl.mo fig.
10
Sac. G. Bosco
1 Varazze: v. lett. 1602. La data è quella apposta in calce al testo di don Francesia.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 le prime: effettivamente è la prima lettera autografa del 1872 e anche la prima da quando era caduto
ammalato il 6 dicembre 1871.
4-5 carità... in questi ultimi giorni: la contessa aveva mandato 1.000 lire, come scrive don Francesia
su questa medesim a lettera alla Callori, la quale, alla prima notizia della malattia di don Bosco a metà
dicembre 1871, gli aveva mandato a Varazze una generosa offerta per le cure mediche: c f lett. Francesia-
Callori del 17 dicem bre 1871, ed. in MB X 246-247.
7 conte Federico Callori: v. E(m) I, lett. 546.
1604
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . pessimo stato di conservazione
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1980402)
E II 191
mal ridotta e lacerata

41.2 Page 402

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392 gennaio 1872
Componimento poetico per ringraziarla del giubbetto rosso che gli ha regalato e del brodo di carne
fattogli pervenire
[Varazze, metà gennaio 1872]
Alla mia buona M arna che mi mandò un giubbetto rosso ed un prezioso
consummé.
Tanto è benefica
Madonna Santa,
5
la mamma mia
per me pagate
25
che a far buone opere
di grazie un cumulo
tutto darìa.
dal ciel versate.
Accenti deboli
sol dire io posso
10
perché mi sento
tutto commosso.
Datele un secolo
di sanità,
abbia degli Angeli
30
la Santità.
Ora Ella mandami
un bel giubbetto
che servir possami
15
seduto in letto.
Quando poi termini
codesto esiglio,
con voi chiamateci
e madre e figlio.
35
Di color rosso
me l ’ha mandato:
che sia martire
il segno ha dato.
La sua famiglia
sia con lei;
tutti sian meco
li figli miei.
20
Vi aggiunse un Recipe
Là canteremo
40
di consummé,
dolce armonia!
buono e valevole
per tutti i secoli
per cento e tre.
viva Maria.
Sac. G. Bosco
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546. Don Bosco il 14 gennaio sera aveva ricevuto il giubbetto e la
mattina del 15 lo aveva indossato. Gli sembrò di essere «gambero cotto», dato il colore dell’indumento.
Il 14 gennaio fu il primo giorno che don Bosco potè levarsi dal letto per qualche ora.
3 consummé: consommé, brodo ristretto di carne.
20 Recipe: dal latino recipere, prendere; qui usato in forza di sostantivo, per ricetta.

41.3 Page 403

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1605
Alla signora Zeglia Cesconi
gennaio 1872 393
ASC B31010 Leti, orig., Cesconi (A 1700526) me. 2664 bis A 1/2
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa
Ined.
Ringrazia per le notizie che gli ha inviato sullo stato di salute del figlio Victor — ritiene che l’orario di
studio debba essere ridotto finché il ragazzo non si sia ristabilito — sarà seguito negli studi da don
Mantovani
*Torino, 29 gennaio [18]72
Preg.ma Signora Cesconi,
Era molto ansioso delle notizie del nostro Victor, e mentre la ringrazio che
siasi dato questo disturbo mi [spiace] per altro assai che la sanità del mio piccolo
amico non gli perm etta ancora di scrivere egli stesso.
5
Ho osservato l’orario di studio, ma lo trovo troppo lungo. Se si vuole
guadagnare nella sanità bisogna assolutamente rallentare le occupazioni mentali
ed io sono persuaso che due ore al giorno siano abbastanza fino ad ottobre, dopo
si vedrà.
Victor ha bisogno di sollievo mentale, leggero m oto corporale, variazioni di io
oggetti e di aria. Quindi ottimo il giro che intende fargli fare; ma non dimentichi
di condurm elo anche per poco a Torino per fare insieme una I preghiera all’altare
di Maria Ausiliatrice.
Riguardo all’andata in collegio per ora non ci si pensi. Don M antovani è un
eccellente m aestro, e può bastare presentem ente pel caro Victor. Quando esso sia 15
in perfetta salute si vedrà e Dio ci farà conoscere quanto sia m eglio di fare.
Ella dirà che io parlo da padrone, perciò mi com patisca la libertà; è soltanto
per dire il mio pensiero.
Intanto riverisca il sig. D. M antovani ed il nostro Victor, che attendo a
Torino, gli faccia coraggio e lo esorti a sperare in M aria SS. che lo vuole tutto per 20
Lei.
Dio ci benedica tutti e preghi per me che con profonda gratitudine mi
professo
Di V. S. preg.m a
Umile servo
25
Sac. G. Bosco
1 gennaio] 1 1 emend ex 7
2 Zeglia Cesconi: v. lett. 1590.
3 Vittorio Cesconi: v. lett. 1590.
4 questo disturbo: la lettera non è stata reperita.
14 don M antovani era il precettore di casa Cesconi: ib.

41.4 Page 404

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394 febbraio 1872
1606
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m .
ASC B 31210A /ìì. aut. infotoc., Callori (A 1980403)
E H 192-193 MB X 304
Riferisce circa il proprio stato di salute — buone prospettive di tornare presto a Torino — spera che anche
la contessa guarisca al più presto
*Alassio, 9 febbraio [18]72
Mia buona Mamma,
Sebbene un po’ discolo stimo e tengo come tesoro i consigli della mia buona
mamma. Appunto per secondarli, invece di recarmi a Torino, come molti
5 insistevano, sono venuto in Alassio dove ho passato dodici giorni con molto
vantaggio. Dimani vado a Varazze e sul finire della settimana spero di recarmi
a Torino.
La mia sanità trovasi in buono stato, e con qualche riguardo spero poter
ripigliare le più premurose occupazioni,
io
Avrei ancor passato qualche settimana in questi ameni paesi, ma ci debbo
rinunciare, perciocché essendo tra noi il solo questuante D. Bosco, mancando
esso da molto tempo, le finanze sono ridotte al dissesto.
Noti però che ho consultati due medici con cui conviene anche il m edico
Fissore; i quali mi dissero che usandomi qualche riguardo posso fare ritorno
15 aH’Oratorio. I
Ella ebbe la bontà di chiedere tante volte di mie notizie, e di usarmi bontà in
tanti modi, ma non mi disse mai parola di sua sanità! Ciò mi fa supporre che le
cose non vadano ancor tanto bene. Facciasi coraggio. Se le preghiere di questo
povero figlio sono ascoltate da Dio, saranno ogni giorno innalzate per lei al
20 Signore.
Quante cose saranno da dirsi! Legga come può questa lettera.
Dio benedica Lei, il sig. conte e tutta la sua fam iglia e a tutti conceda sanità
e perseveranza. Preghi per me e mi creda colla più profonda gratitudine di Lei,
mia buona mamma
25
Obbl.mo figlio
Sac. G. Bosco
1 febbraio] 2 12 ridotte] ridotto
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 consigli: la contessa aveva raccomandato al direttore di Varazze, don Francesia, di persuadere don
Bosco a restare ancora a riposo, lontano da Torino.
5 Alassio: il direttore della casa era don Francesco Cerruti.
— dodici giorni: si era trasferito ad Alassio il 30 gennaio.

41.5 Page 405

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febbraio 1872 395
6 sul finire della settimana; o, meglio, giovedì 15 febbraio: v. lett. 1613.
12 finanze... dissesto: due settimane dopo, il 25 febbraio, don Bosco a Torino sottoscrisse un accordo con la
stessa contessa, nel quale si impegnava a suffragare in perpetuo il figlio Giulio Cesare nel giorno del suo decesso
(5 marzo) dietro versamento in una sola volta di lire 2000: ASC A 2200111, me. 109 D 3-5, ed. in MB X 407.
14 Giuseppe Fissore: v. lett. 1573. Durante i due mesi di malattia più volte era venuto da Torino per
visitare don Bosco.
16 tante volte: soprattutto attraverso la corrispondenza in particolare con don Francesia, in buona parte
conservata.
1607
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740210) me. 48 B 3/5
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta a quadrettoni segni di carta gomm ata
E H 193-194 MB X 305
Annunzia il suo ritorno e le modalità concrete con le quali vuole essere accolto aH’Oratorio
*Alassio, 9 febbraio [18]72
D. Rua mio car.mo,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi. È tem po, car.m o D. Rua, che ti
scriva qualche cosa di positivo da partecipare ai nostri amati figli della
Congregazione e d ell’Oratorio.
5
Grazie alle molte preghiere la mia sanità si trova in uno stato da poter
cominciare a far qualche cosa con un po’ di riguardo; perciò giovedì prossimo a
Dio piacendo sarò a Torino.
Mi sento un bisogno grave di andarvi. Io vivo qui col corpo, ma il mio cuore,
i miei pensieri e fin le mie parole sono sempre all’Oratorio, in m ezzo [a voi]. È io
questa una debolezza, ma non la posso vincere.
Io giungerei alle 12,20 m eridiane, ma desidero che non si facciano
accoglienze né con acclamazioni, né con musica, né con baci di mano. Ciò mi
f l v potrebbe cagionare del male nello stato in cui mi trovo. Entrerei pella porta I della
chiesa per andar tosto a ringraziare Colei, cui debbo la m ia guarigione; di poi se 15
posso dirò una parola ai giovani, altrimenti ne differisco e andrei in refettorio.
M entre darai queste notizie ai nostri cari figli, dirai loro che li ringrazio tutti,
ma di cuore, delle preghiere fatte per me, ringrazio tutti quelli che mi hanno
scritto, e particolarmente coloro che fecero a Dio offerta della loro vita in vece
mia. Ne so i nomi e non li dimenticherò. Quando sarò tra loro spero di poter 20
esporre una lunga serie di cose, che qui non posso esporre.
Dio vi benedica tutti, e vi conceda sanità stabile col prezioso dono della
perseveranza nel bene. Ricevete i saluti di questi fratelli di Alassio. Continuate
f.2r a pregare per me che con I pienezza di affetto mi professo in G. C.
Aff.mo amico
25
Sac. G. Bosco

41.6 Page 406

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396 febbraio 1872
P. S. Dim mi se fa m olto freddo; e se si fa dom enica 18 la festa di S. Frances. di S.
1 febbraio] 2 16 refettorio emend ex ....
2 M ichele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
7 giovedì prossimo: 15 febbraio, dopo il mercoledì delle ceneri; v. lett. 1609.
18-19 quelli che mi hanno scritto: tali lettere non sono state conservate.
19 offerta della loro vita: furono parecchi ragazzi, ma anche alcuni salesiani, Figlie di M aria Im macolata
di Mornese, un vescovo: cf MB X 243, 250, 251.
1608
Alla contessa Luigia Viancino di Viancino
ASC B31010 Lett. orig., Viancino (A 1741037) ine. 55 B 6
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta a quadretti da quaderno
sul f. 2
E II 192 MB X 304-305
ampia macchia di inchiostro
Ringrazia per le preghiere fatte durante la sua malattia — spera di far ritorno a Torino per la settimana
successiva — invoca su tutta la famiglia la benedizione di Dio e chiede preghiere
*Alassio, 9 febbraio [18]72
Mia Buona Mamma,
La prima lettera che scrivo fuori del letto è quella che ora scrivo alla mia
buona m am ma, che so aver chiesto di me e di aver pregato per questo discolo.
Grazie a Dio sono a buon punto, e nella prossima settimana spero di potermi
restituire a Torino, all’Oratorio.
Spero che questa lettera troverà Lei ed il sig. conte mio buon papà in buona
salute, cosa che ogni giorno dimando a Dio nelle deboli mie preghiere.
Finora non so che cosa sia l ’inverno; andrò a gustarlo in Torino, se farà ancor
freddo.
Dio benedica Lei e il sig. conte di Lei marito, e conceda ad am bidue lunghi
anni di vita felice; preghino anche per me, che con gratitudine mi professo
in G. C.
Di V. S.
Obbl.mo figlio
Sac. G. Bosco
1 febbraio] 2 8 ogni emend ex in 9 gustarlo res
2 Luigia Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
7 papà: il marito della contessa, Francesco Viancino di Viancino; ib.
9 Finora: don Bosco era in riviera dall’inizio di dicembre 1871.

41.7 Page 407

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1609
A don Giovanni Bonetti
febbraio 1872 397
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690828) me. 8 C 10
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa macchie di umidità
sul f. 2v
E l i 194 MB X 306
Comunica la data della sua partenza per Torino
segno di pastello blu
*Varazze, 11 febbraio [18]72
Car.mo D. Bonetti,
A Dio piacendo giovedì 15 faremo vela per Torino. Tu adunque puoi partire
pel primo del m attino o m eglio per quello che ti mette in A lessandria alle 9,30
circa, dove pel diretto ci troveremo anche noi.
5
Prende[re] un intiero compartimento sarebbe costato troppo, perciò prendi a
S. M artino un biglietto di 2a fino a Torino, così facciam o anche noi.
Se poi ti rincrescesse tardare il tuo ritorno fino a lunedì, farem o la nostra
conferenza della Società il venerdì a sera.
Procura soltanto di prendere teco tutto il danaro che puoi; poi da tutte parti io
ne dimandano, ed io vado a Torino con le tasche vuote.
Ad ogni modo spero che faremo una bella festa.
Dio benedica te, i tuoi e conservi tutti per la via del cielo. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
15
I febbraio] 2
1 Varazze: il 10 febbraio 1872 don Bosco aveva però lasciato Alassio per Albenga, dove aveva incontra­
to il vescovo, mons. Anacleto Siboni; poi era ritornato a Varazze.
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 puoi partire: i direttori, fra cui don Cerniti, si dovevano trovare a Torino per le cosiddette conferenze
di S. Francesco di Sales.
9 venerdì a sera: 16 febbraio, primo venerdì di quaresima.
1610
Al presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell’interno Giovanni Lanza
Arch. reg. Dep. Sub. St. Pat. Torino
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
E II 194-195 MB X 455
A proposito delle temporalità dei vescovi chiede se gli accordi presi precedentemente siano stati cambiati
— domanda ulteriori precisazioni in merito — soddisfazione dell’opinione pubblica per le nuove nomine
episcopali ma preoccupazione per la mancanza della concessione delle suddette temporalità

41.8 Page 408

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398 febbraio 1872
Varazze, 11 febbraio 1872
Eccellenza,
Prima di ora avrei dovuto dare schiarimenti intorno alla tem poralità dei
vescovi ultimamente preconizzati; ma una malattia me lo ha finora impedito. Ora
5 la prego a volermi tollerare un momento in questo scritto.
Quando io aveva l ’onore di parlar alla E. V. il nove passato settembre, parm i
che siavi stato pieno accordo che il Governo lasciava libera scelta dei vescovi al
Papa, né il G overno avrebbe opposta difficoltà pel conseguim ento della
temporalità.
10
Ciò comunicai al S. Padre e quando da parte del m edesim o due giorni dopo
esprim eva i ringraziam enti con altri pensieri della stessa S. S. la Eccellenza
Vostra compiacevasi di confermare le medesime cose.
Ora mi si dimanda ed io dovrei rispondere se le cose furono veram ente
espresse in questo senso, e se qualche ragione abbia dato motivo a modificazione.
15
Se la E. V. n ella sua nota bontà giudicasse farm i dire una p aro la da
comunicare, toglierebbe da me un grave imbarazzo, e le intenzioni del Governo
sarebbero nel suo vero senso conosciute.
Credo bene qui di significarle come le nomine dei vescovi testé proclamate
tornarono ai buoni di gradimento universale, ed alle popolazioni di soddisfazione
20 che andò all’entusiasmo.
Da tutte le parti si facevano al Governo encomi i più lusinghieri per la libertà
lasciata al Pontefice ed ai Vescovi nello esercizio del loro ministero. M a quando
si rividero i vescovi obbligati ad andare gli uni nei seminari diocesani, gli altri a
casa propria, o in pensione, o a pigione, non è a dire quanto siasi cam biato il
25 giudizio dell’opinione pubblica.
Io sono persuaso che se l’E. V. avesse occasione di ascoltare le cose dette
che ogni giorno si vanno vieppiù dicendo a questo riguardo, io sono persuaso che
Ella prenderebbe misura efficace, affinché ogni difficoltà venga appianata; e
sembra potersi appianare senza scapito delle parti interessate.
30
Io scrivo con confidenza, e l ’assicuro che, m entre mi professo sacerdote
cattolico ed affezionato al capo della cattolica religione, mi sono pur sempre
m ostrato affezionatissimo al Governo per i sudditi del quale ho costantem ente
dedicate le deboli mie sostanze e le forze e la vita.
Se Ella crede che lo possa servire in qualche cosa vantaggiosa al Governo ed
35 alla religione non ha che accennarm ene il modo.
Conceda Iddio ogni bene all’E. V. e mi voglia colla più profonda gratitudine
Della E. V.
Obbl.mo servitore
G. Bosco
40 P. S. Dopo il giorno 13 del corrente sarò a Torino.

41.9 Page 409

▲torna in alto
febbraio 1872 399
2 Giovanni Lanza: v. E(m) I, lett. 440.
3-4 temporalità dei Vescovi: onde ottenere le mense episcopali e le provvisioni della santa sede - le cosid­
dette temporalità - i nuovi vescovi dovevano presentare al guardasigilli del governo italiano l’originale della
Bolla di nomina e chiedere la concessione dell 'exequatur. Il che ipso facto sarebbe stato un riconoscimento
del regno d’Italia, cosa che Pio IX non intendeva assolutamente fare dopo la conquista manu militari di
Roma. Sull’ampio intervento di don Bosco si veda F. M o t t o , La mediazione di don Bosco fra santa sede e
governo p er la concessione degli exequatur ai vescovi d ’Italia (1872-1874) in RSS 10 (1987)
pp. 3-79; edito pure separatamente in «Piccola Biblioteca dell’istituto Storico Salesiano» 7. Roma LAS 1987.
4 ultimamente: il riferimento è alle nomine episcopali dell’anno precedente, l’ultima delle quali aveva avu­
to luogo il 22 dicembre 1871. Altre sarebbero state fatte nel corso di un nuovo concistoro il 23 febbraio 1872.
6 passato settembre: v. lett. 1583. L’invito era stato del 9 settembre 1871; l’abboccam ento aveva avuto
luogo due giorni dopo, l ’ i l settembre, a Firenze; v. lett. 1581.
10 due giorni dopo: dopo la veloce andata a Roma per incontrare le autorità pontificie; v. lett. 1583.
13 mi si domanda: con molta probabilità da parte dei nuovi vescovi, primo fra tutti mons. Gastaldi.
15-16 una parola da comunicare: il ministro invece non rispose e don Bosco gli dovette scrivere nuova­
mente il 21 maggio successivo; v. lett. 1650.
35 accennarmene il modo: come si è appena detto, non ci fu risposta alcuna da parte del ministro.
1611
Alla contessa Carolina Gambaro Cataldi
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Gambaro (A 1800126)
Orig. aut. 2 ff.
E II 196 MB XVII 886
me. 2649 B 7/9
Guarito dopo la lunga malattia, promette di celebrare le S. Messe richieste all’altare di M aria Ausiliatrice
— assicura preghiere per la salute della mamma — prega per tutta la famiglia
*Varazze, 13 febbraio [18]72
Ottima Sigfra] Carolina,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi.
Grazie alla bontà del Signore sono in uno stato di sanità da poter ritornare a
Torino e ripigliare almeno le più stringenti mie occupazioni.
5
Ringrazio Lei, M am à e tutta la famiglia per la parte che prendono alla mia
guarigione, vogliano pregare che possa impiegare tutta la mia sanità alla maggior
gloria di Dio. Intanto l ’assicuro che giunto a Torino non m ancherò di celebrare le
M esse che Ella mi accenna all’altare di Maria. A.
Assicuri poi M am à che a Torino si fanno m attina e sera preghiere particolari io
per Lei; domenica poi io celebrerò la Messa; i nostri giovani faranno la santa loro
f l v comunione per questo I scopo, cioè di costringere Iddio a concedere la santa
rassegnazione a M amà con qualche sensibile miglioramento alla Sua vista. Ella
poi si unisca colla pia sua intenzione. Non è possibile che tante suppliche non
siano per essere esaudite.
15
Dio benedica la buona M amà, il santo di Lei Papà e tutta la fam iglia, e
conceda a tutti sanità stabile e il santo dono della perseveranza nel bene.
La mia sanità non mi permette di passare per Genova o meglio fermarmi
come desidererei. Spero di farlo fra non molto. Dica a M amà che la ringrazio

41.10 Page 410

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400 febbraio 1872
20 delle sante sue disposizioni per S. Pier d’Arena. Questo assalto di altro giorno
alla serenità del Signore [?].
Preghi per la povera anim a mia, io pregherò per Lei e mi creda 1 coi
sentimenti della profonda mia gratitudine
Di V. S.
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
[P. S.] D. Cuffia le porge i suoi rispettosi ossequi e non m ancherà di dim andare a
riguardo notizie recandosi a Genova.
1 febbraio] 2
2 Carolina Gambaro, nata Cataldi, era la moglie del conte Francesco: v. lett. 1332.
9 Ella mi accenna: la lettera non è stata reperita.
16 Mamà... Papà: v. lin. 2.
18 passare per Genova: don Bosco lasciò Varazze direttamente alla volta di Torino.
20 Sampierdarena: pare alludere all’idea di trasportare la scuola di arte e mestieri dalla villa Cataldi
di Marassi (Genova) a Sampierdarena (Genova).
20-21 Questo... Signore: espressione incomprensibile, non riportata dalle MB e neppure dall’Epistolario
di don Ceria.
27 Francesco Cuffia: v. E(m) I, lett. 586. Era prefetto a Varazze.
1612
Ad una signora ligure non identificata
ASC B31010Leif. orig., Anonimo (A 1710115) me. 19 B 8
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta leggera quadrettata
Ined.
Ringrazia dell’offerta inviata, tramite don Francesco Tribone, dalla sig.ra Geronim a De Camilli —■
continuerà a pregare all’altare di Maria Ausiliatrice secondo le sue intenzioni
*Varazze, 14 febbraio [18] 72
Benemerita Signora,
Con sentimento di vera gratitudine ricevo dal R.do Francesco Tribone fr.
500 che la benemerita sig[ra] Girolama de’ Camilli ved. Figari offre pei vari
5 urgenti bisogni che occorrono pei poveri fanciulli deiroratorio di S. Francesco di
Sales e delle case annesse. Non mancherò, giunto a Torino [,] di stabilire speciali
preghiere che saranno continuate all’altare di M aria A. per tutto l’anno.
Dio la benedica, e le conceda sanità stabile col prezioso dono della
perseveranza nel bene.
10
Mi raccomando alla carità delle sante sue preghiere e mi professo con
gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

42 Pages 411-420

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42.1 Page 411

▲torna in alto
1 febbraio] 2 4 Camilli] Cammilli
3 Francesco Tribone: v. lett. 1349.
4 Geronim a De Camilli vedova Figari: v. lett. 1526 e 1616.
febbraio 1872 401
1613
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780233)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggermente rigata
E II 197 MB X 308
Migliorata la propria salute — presto inizierà ad occuparsi di nuovo dei propri «affari» —• auguri di ogni
bene — saluti alle nobili signore conosciute di Firenze
Mia Buona Mamma,
Varazze, 14 febbraio [18]72
Prim a di avviarm i alla volta di Torino voglio scrivere alla m ia buona
M amma sia per ringraziarla delle preghiere fatte per la mia guarigione, sia per
indicarle il luogo della m ia esistenza. Dimani a Dio piacendo sarò a Torino.
5
Sebbene non sia ancora in perfetta salute, tuttavia con qualche riguardo
potrò cominciare a dar sesto agli affari di speciale urgenza. Sono oltre a due mesi
e mezzo che le cose vanno senza di me.
Spero che questa m ia lettera troverà Lei, m ia buona M am m a, il sig.
Tommaso, mio buon papà e tutta la famiglia in buona [salute],
10
Dio voglia conservarli tutti a lunghi anni di vita felice col dono della
perseveranza nel bene.
Se ha occasione la prego di riverire la sig[ra] march. Nerli, cont. Digny.
Preghi per me che le sono con gratitudine
Obbl.mo aff.mo in G. C.
15
Sac. Gio. Bosco
1 febbraio] 2 10 buon emend ex p
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
7 dar sesto: provvedere.
10 Tommaso Uguccioni Gherardi: v. E(m) II, lett. 877.
13 Enrichetta Nerli M ichelagnolo: v. E(m) II, lett. 1062.
— Virginia Cambray Digny: v. E(m) I, lett. 844.
Edita in E II 197-198
1614
Al senatore Giuseppe Cataldi

42.2 Page 412

▲torna in alto
402 febbraio 1872
Chiede dove consegnare o versare il denaro che ha disponibile per diminuire il debito contratto preceden­
temente — comunica di essere guarito dalla malattia — ringrazia della carità e augura ogni bene a tutta
la famiglia
*Torino, 24 feb b raio 18]72
Benemerito Sig. Giuseppe,
La Divina Provvidenza mi aiutò a mettere un po’ di danaro insieme ed ora
ho 2500 franchi, li quali posso usare ad estinguere una parte del mio debito verso
5 di V. S. B.
La prego pertanto a farmi dire se li posso pagare in qualche sito a suo nome
oppure mandarli per cambiale della Banca Nazionale col suo indirizzo a Genova.
Farò come sarà per dirmi.
Dio si compiacque di visitarmi con una malattia; ora ho potuto restituirm i in
10 Torino, e con qualche riguardo posso dar corso ai più premurosi affari che mi
riguardano; e di ciò ringrazio Iddio.
Il
Signore La benedica, sig. Giuseppe, e doni anche ad altri della sua
famiglia sanità stabile e quando a Lui piaccia dia largo guiderdone della sua
grande carità in cielo.
15
Mi raccom ando alla carità delle sante sue preghiere e mi professo con
profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Giuseppe Cataldi: v. E(m) II, lett. 903.
4 una parte del mio debito: a seguito della lettera del 7 luglio 1871, c’era stato evidentemente un accor­
do per il prestito, che ora don Bosco si accingeva a restituire parzialmente.
9 malattia: v. lett. 1602.
13 guiderdone: ricompensa, rimunerazione.
1615
Al signor Tranquillo Rossi
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Rossi (A 1810217)
Copia fotografica 1 f.
Ined.
me. 2654 C 1
Ringrazia per l’offerta ricevuta — auguri di ogni bene a tutta la famiglia
Torino, 28 febbraio [18]72
Preg.mo Signore,
Ho ricevuto la sua lettera contenente fr. 50 offerti a questa chiesa e a favore
di questi poveri orfanelli. La ringrazio di cuore, pregherem o tutti insieme

42.3 Page 413

▲torna in alto
marzo 1872 403
all’altare di M aria SS. A usiliatriee ed Ella ci ajuti colla fede, colla sua preghiera 5
e poi sia certo che Dio ci esaudirà.
La ringrazio pure della maggiore somma che promette a grazia ottenuta.
Venendo in Torino ci favorisca una visita e ci farà gran piacere.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e le conceda ogni bene; preghi anche
per me che con gratitudine mi professo
10
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 febbraio] 2
2 Tranquillo Rossi: il nominativo è indicato da don Luigi Buzzi, parroco di Visone (Alessandria), con let­
tera in data 22 settembre 1960.
1616
Alla signora Geronima De Camilli
ASC B31010 Lett. orig., De Camilli (A 1710116) me. 19 B 9/10
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa in buono stato di conservazione
Ined.
Ha ricevuto a Varazze la sua offerta, parte della quale ha consegnato a don Albera per l’Ospizio di Marassi
— assicura preghiere secondo le sue intenzioni
*Torino, 1° m arzo 1872
Benemerita Signora,
Ho ricevuto a Varazze la somm a di fr. 500 che nella sua carità mi m andò, e
che io impiegai fr. 100 per dare a D. Albera Direttore d ell’O spizio di M arazzi che
era nelle strettezze; fr. 400 servirono a pagare lettiere in ferro al m edesim o sito 5
inviate.
Al 17 di ciascun m ese faremo particolari preghiere e com unioni per l’animo
del compianto di Lei marito. Nei giorni 9-10-11-12 del corrente marzo vi sarà
m essa con preghiere e comunioni dei nostri ragazzi secondo la pia di Lei
intenzione.
10
La nota carta va bene, e c ’è nulla da aggiugnere se non fare i più vivi
ringraziamenti.
A sua spirituale consolazione voglio dirle che ogni giorno fo’ un memento
particolare per Lei nella santa messa ed intendo che siano in misura abbondante
f l v estese a Lei le I preghiere che m attina e sera si fanno in tutte le nostre [case] e ciò 15
finché Ella vivrà affinché Dio la conservi ancora molti anni; e vi e più si pregherà
pel riposo eterno d ell’anim a sua, quando a Dio piacesse di chiam arla a sé.
Le dò nuove anche della mia sanità che va migliorando, m a adagio assai. Sia
in ogni cosa benedetto Iddio.

42.4 Page 414

▲torna in alto
404 marzo 1872
20
II Signore ricco di grazia la benedica e le conceda sanità stabile con lunghi
anni di vita felice col prezioso dono della perseveranza nel bene.
Raccom ando anche l ’anim a mia e quella d e’ miei poveri ragazzi alla carità
delle sue sante preghiere e mi professo
Di V. S. B.
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P. S. Se ha occasione la prego di ossequiare da parte m ia il pio prevo[sto] di M urta.
8 marzo] maggio
2 Geronima De Camilli: v. lett. 1526.
3 mi mandò: v. lett. 1612.
4 Paolo Albera: v. E(m) II, lett. 1160.
8 compianto di Lei marito: deceduto il 17 febbraio 1872.
— corrente marzo: marzo, e non maggio, come confermato anche dalla lett. 1617.
11 nota carta: pare alluda a qualche accordo economico fissato per iscritto, così come don Bosco aveva
fatto con la Callori; v. lett. 1603.
27 prevosto di Murta: di difficile identificazione per la successione di sacerdoti non bene definibili nel
loro ruolo parrocchiale. Potrebbe essersi trattato di Domenico Marchese, nativo di Portofino (Genova),
futuro canonico della chiesa Metropolitana.
1617
A don Francesco Tribone
ASC B31010 Lett. orig., Tribone (A 1740806) me. 53 E 3
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta azzurrina rigata forti segni di piegatura
Ined.
macchie di umidità
Non potendolo avere ospite per la festa di S. Francesco, spera di incontrarlo in altre occasioni — si rac­
comanda alla carità delle sue preghiere
*Torino, 1° m arzo [18]72
Car.mo nel Signore,
Non abbiam o il piacere di vederla per S. Francesco, m a spero di vederla per
altre occasioni.
5
Intanto la prego di recapitare la lettera ivi unita, e di ossequiarm i
cordialm ente l’ottimo sig. prevosto di Murta.
Abbia eziandio la bontà di estendere questi pensieri alla buona nonna ed agli
altri suoi parenti. Intanto io raccomando la povera anima mia alla carità delle
divote sue preghiere, e nella speranza di rivederla fra noi ho il piacere di
10 professarmi
Di V. S. car.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco

42.5 Page 415

▲torna in alto
1 marzo] 3
marzo 1872 405
2 Francesco Tribone: v. lett. 1349.
3 S. Francesco: la festa, in ritardo, aveva avuto luogo a metà febbraio, al ritorno di don Bosco da Varazze;
v. lett. 1609.
5 lettera ivi unita: è la lett. 1616.
6 prevosto di Murta: ib.
7 nonna: sig.ra Quartara, appartenente a nobile famiglia genovese; v. anche lett. 1677.
8 altri suoi: v. lett. 1349.
1618
Al chierico Giuseppe Ronchail
ASC B31010 Lett. orig., Ronchail (A 1731012) me. 45 C 2
Orig. aut. 2 ff. 135 x 105 mm. carta da quaderno a quadretti
E l i 198 MB X 1015
macchie di umidità sul f. 2v
Lo consiglia di andare avanti tranquillo nel ricevere le ordinazioni - lo raccomanda al Signore
*Torino, 5 marzo [18]72
Carissimo Ronchail,
Non darti fastidio per la cosa di cui scrivi. Il dem onio avendo perduta la
partita vorrebbe rifarsi altrimenti, ma tu non ci badare e va’ avanti tranquillo nelle
ordinazioni come ti ho già detto verbalmente.
Ti raccom anderò al Signore, saluta il direttore, prega per me che con affetto
ti sono
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 marzo] 3 4 ci] ci,
2 Giuseppe Ronchail: nato a Laux (Torino) il 21 maggio 1850, figlio di Giuseppe e M arianna Chailler,
prese l’abito ecclesiastico a Usseaux (Torino) il 14 settembre del 1868. Entrato aH’Oratorio di Torino-
Valdocco il 10 ottobre 1868, emise i voti triennali il 16 settembre 1869. Suddiacono a Torino il 16 marzo
1872, rinnovò i voti il 16 (?) settembre 1872, fu ordinato suddiacono a Torino il 16 marzo 1872 e diven­
ne sacerdote ad Albenga il 21 dicembre 1872. Emise la professione perpetua il 25 dicembre 1874. Fu diret­
tore per 22 anni e ispettore per 2. Morì a Parigi il 3 aprile 1898: ASC registri Censimento, Dati anagr. e
delle Ordin., Prof.; c f DBS, p. 244 e P. A l b e r a , L'abbé Joseph Ronchail. Paris 1918, 24 p.
6 direttore: ad Alassio direttore era don Francesco Cerruti.
1619
Al signor Biagio Foeri
ASC B 3 1010 Lett. orig., Foeri (A 1710503) me. 22 C 7
Orig. aut. 1 f. 251 x 194 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Chi d esidera...» [cancellato con trat­
to di inchiostro]

42.6 Page 416

▲torna in alto
406 marzo 1872
E II 199 MB X 319
Supplica un aiuto per l’eccezionale spesa di ampliamento del collegio di Lanzo - non esclude un lascito
testamentario
[Torino], 13 m arzo 1872
Car.mo Sig. Biagio Foeri,
Nei casi eccezionali bisogna anche ricorrere a fonti eccezionali.
Ella sa, Sig. Biagio, che il collegio di Lanzo non poteva più soddisfare ai
5 com uni bisogni dei postulanti, e a tale uopo fu iniziato l’edificio che si sta
costruendo. Da principio sembrava poco, ma adesso andò al molto e i mezzi mi
diminuiscono.
Ho pertanto bisogno che mi porga la sua mano caritatevole e che in questo
anno mi ajuti con quella carità che può. Qui si lavora per le anim e, ed Ella ben sa
10 che colui il quale salva u n ’anim a mette in sicuro la propria, com e dice S.
Agostino.
Vi è pure un altro mezzo, e questo sarebbe con qualche nota testam entaria,
ma di questo, se me lo permetterà, ne parlerò di presenza dopo Pasqua quando a
Dio piacendo andrò a Lanzo.
15
Ella dunque prenda in considerazione la gioventù Lancese, il povero D.
Bosco, e tutto il collegio e noi tutti pregheremo sempre per Lei.
La prego de’ miei ossequi al Sig. D. Foeri e di crederm i con gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
17 prego corr ex pregh
2 Biagio Foeri: v. lett. 1520.
5 iniziato l’edificio: v. lett. 1412.
12 nota testamentaria: analoga proposta don Bosco l’aveva avanzata, evidentemente senza successo,
il 15 febbraio 1871; v. lett. 1520.
14 andrò: verrò.
— andrò a Lanzo: quell’anno la Pasqua cadeva il 31 marzo.
17 don Luigi Foeri: v. lett. 1520.
1620
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760226) me. 1372 B 6
Min. allog. con correz. ed aggiunta aut. 1 f. 210 x 155 mm. carta ingiallita macchie di umidità
segni di pastello azzurro sul mrg. sup. don Bosco scrive: «D. Savio vegga se convenga stamparsi e spe­
dirsi» sull’angolo des. una nota estranea
E II 199-200 MB X 320
Richiesta di offerte per installare l’orologio sul campanile della chiesa di M aria Ausiliatrice

42.7 Page 417

▲torna in alto
marzo 1872 407
[Torino, poster. 15 marzo 1872]
Orologio sul campanile della Chiesa di Maria Ausiliatrice
Un bisogno universalmente sentito in Valdocco è quello di un orologio che
possa servire a pubblica utilità.
Questo comune desiderio sarà quanto prima appagato mercé un orologio sul 5
campanile della Chiesa di M aria Ausiliatrice. Esso noterà con precisione le ore, le
mezze ore ed i quarti come quello del palazzo municipale.
Nel corso del mese di Settem bre sarà collocato a suo posto. Costerà fr. 2000
oltre alle spese necessarie. Non essendovi reddito alcuno a tale uopo, debbo
ricorrere alla beneficenza degli abitanti di questo vicinato.
io
Le mando una scheda su cui è pregata di segnare la somma con cui ella
intende di concorrere. Passerà poi persona incaricata a ritirare tale scheda; e a suo
tem po si raccoglierà il denaro indicato. È questa la prim a volta che ricorro per
caso somigliante, e spero trovare benevola accoglienza trattandosi di cosa che
tornerà di pubblica e di privata soddisfazione.
15
Dio le conceda ogni bene e mi creda
Della S. V. Preg.m a
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
1 La data è determinata sulla base del contratto di acquisto dell’orologio da parte della ditta dei fratelli Gra-
maglia, contratto firm ato dall’econom o don Carlo Ghivarello il 15 marzo 1872: ASC F 588, me. 240
A 11-240 B 1.
8 mese di Settembre: in realtà nel contratto si parlava di messa in opera prima della festa di M aria
A usiliatrice (24 maggio), così da poter iniziare a funzionare in quell’occasione. Evidentemente ci furono
ritardi imprevisti.
1621
AI canonico Claudio André di Tortona
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860113)
Copia di Gioachino Berto autentic. dallo stesso in data 18 gennaio 1911
E li 200 MB X 392
Ringrazia delle preghiere fatte per la sua guarigione — rinuncia all’«affare di Villalvernia» per mancanza
di denaro e di energie
*Torino, 18 m arzo [18]72
Car.mo Sig. Can.co,
La ringrazio di tutto cuore delle preghiere fatte a mio prò e dei cristiani
sentimenti che esprime per la guarigione della miserabile mia persona. Dio sia
benedetto: Egli mi ridonò la sanità; Lo preghi che mi aiuti a servirmene in bene. 5
In quanto all’affare di Villa[l]vernia non ci posso aspirare: manca danaro,

42.8 Page 418

▲torna in alto
408 marzo 1872
personale ad hoc, e per sopra più la mia povera testa [,] divenuta stanca [,] m anca
affatto di energia intraprendente.
Non mancherò di pregare affinché Dio inspiri di far quello che è la sua
10 m aggior gloria.
Dio le conceda ogni bene, e se la posso in qualche cosa servire sarà sempre
gran piacere quando mi posso professare
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
15 A ll’Ottimo Sig. Can.co André
Tortona
2 Claudio André: nato a Lungavilla (Pavia) il 12 aprile 1814, fu ordinato sacerdote il 16 ottobre 1836.
Dottore in teologia, cameriere segreto di S. S., divenne arcidiacono della cattedrale di Tortona e vicario
generale del vescovo della stessa diocesi, Igino Bandi. Morì a Tortona il 13 aprile 1895: notizie prove­
nienti dalla curia vescovile di Tortona.
6 Villalvernia: v. lett. 1371. Quanto all’«affare» si tratta con tutta probabilità della proposta di una fon­
dazione.
1622
Al chierico Angelo Rigoli
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Rigoli (A 1780403)
Orig. aut. 2 ff. 135 x 105 mm. carta molto consunta e ingiallita con vari strappi
E H 198
Ringraziamento per le preghiere e richiesta di notizie di Giuseppe Belfanti
*Torino, 18 marzo [18]72
Car.mo Rigoli,
Grazie delle fatte preghiere. Ora prega che mi salvi l’anima.
Ti m ando la m edaglia che dimandi con u n ’im m aginetta di S. Giuseppe.
5
Belfanti è con te? che fa?
Saluta i tuoi Superiori da parte mia, fa molti associati alle Lett. catt. e
credimi in G. C.
Aff.mo
Sac. Gio. Bosco
1 marzo] 3 2 Rigoli corr ex Rigili
2 Angelo Rigoli: nato il 19 gennaio 1852 a Golasessa (Milano), figlio di Antonio e M aria Giani, entrò
aH’Oratorio di Torino-Valdocco il 21 ottobre del 1865 come studente: cf ASC registro Censimento.
A ll’epoca si trovava nel seminario di Milano, dove divenne sacerdote nel 1875. Dopo alcune esperienze
sacerdotali, di cui una a Casale Litta (Varese) fu mandato parroco a Somma Lombardo (Varese) dove rim a­
se fino alla morte, avvenuta l’8 gennaio 1932: dati provenienti dall’archivio dell’archidiocesi di Milano.
Cooperatore salesiano, don Rigoli fu uno dei promotori del viaggio di don Bosco a Milano nel 1886 e della
fondazione della casa salesiana della stessa città.

42.9 Page 419

▲torna in alto
5 Belfanti: altro ex allievo milanese non meglio identificato.
marzo 1872 409
1623
Alla marchesa Nina (Teresa) Durazzo Pallavicini
Edita in E II 201
Richiesta di sussidio di 1.000 lire promesso dal padre a favore della nuova casa di Marassi (Genova)
— assicura preghiere
*Torino, 21 m arzo [18]72
Benemerita Signora Marchesa,
Q u e st’anno p assato credevam i p oter rip assare da V. S. b e n e m e rita per
parlarle del modo con cui la buona memoria del sig. suo genitore aveva divisato
di concorrere per istabilire un ricovero di poveri fanciulli nella città di Genova. 5
Dio non volle e mi trattenne con una malattia a Varazze, da cui nella sua
grande misericordia mi ha liberato.
Ora non potendo di presenza esporle la volontà del compianto signore le
mando la lettera colla quale esprimeva come egli avrebbe concorso colla somma
di lire 1000 annue appena im piantata la casa. La casa fu aperta col m ese di io
ottobre scorso.
Io spero e mi raccom ando di cuore eh’Ella sia per secondare i caritatevoli
pensieri espressi in questa lettera.
Chi porta questo piego è il sacerdote Albera Paolo direttore d ell’O spizio di
Marassi. Esso trovasi in bisogno e se può soccorrerlo fa una carità a lui ed a molti 15
ragazzi colà ricoverati.
Siccom e la lettera m entovata è l ’ultim a che io ho avuto il piacere di ricevere
da quel venerato personaggio, così farebbe piacere se volesse a tutta sua comodità
ritornarmela.
Spero che la sua fam iglia godrà buona salute che di tutto cuore ad ognuno 20
desidero e pregando Iddio che la faccia madre misericordiosa dei poveri in terra,
10 prego assai più che la renda un giorno perfettam ente beata in cielo.
Mi raccom ando alla carità delle sante sue preghiere e mi professo con
profonda gratitudine
Di V. S. benem erita
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Nina (Teresa) Durazzo Pallavicini: v. E(m) I, lett. 550.
4 suo genitore era Ignazio Pallavicini: ih.
11 ottobre scorso: la partenza da Torino del direttore don Albera e di due chierici era avvenuta il 26 otto­
bre 1871: cf MB X 190-191.
14 piego: lettera.

42.10 Page 420

▲torna in alto
410 marzo 1872
— Paolo Albera: v. E(m) II, lett. 1160.
17 lettera: non è stata reperita; era datata 9 settembre 1871.
27 Non si conosce la risposta della marchesa; comunque don Bosco le scrisse successivamente ed ebbe
risposta interlocutoria dal marito: v. Appendice I, lett. 1872/8, nota.
1624
A don Giovanni Garino
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870128)
Copia garantita dal destinatario in data 2 febbraio 1914
E II 200 MB X 1016
Avvisa che può fare i voti perpetui — manda i saluti al direttore ed a tutti i salesiani
*Torino, 21 m arzo [18]72
Car.mo D. Garino,
Siccome non hai difficoltà né pensieri contrari alla tua vocazione, tu puoi
con tutta tranquillità fare i voti perpetui.
5
C ontinua a pregare per me [,] per la mia corporale, ma assai per la salute
d e ll ’an im a.
Saluta il Direttore cogli altri nostri fratelli e credimi tutto
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
2 Giovanni Garino: v. E(m) I, lett. 342. A ll’epoca era catechista nel collegio di Alassio.
4 voti perpetui: li emise in effetti un mese dopo, il 23 aprile 1872.
7 Direttore: ad Alassio il direttore era don Francesco Cerniti.
1625
A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
ASC B31010 Lett. orig., Gastaldi (A 1710704) me. 23 E 10/11
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa macchie di umidità sul mrg. sup. des. del
f. 2v Michele Rua scrive: «1872 D. Bosco riguarda Valsalici 22 marzo» sotto si trova un timbro con
stemma violaceo del card. Richelmy di Torino
E II 214 MB X 344-345
Esaminato il progetto di contratto per il collegio di Torino-Valsalice, incontra alcune difficoltà per la parte eco­
nomica — si dichiara tuttavia disposto a trattare — avanza proprie richieste ed esprime alcune perplessità
*Da casa [Torino], 22 marzo [18]72
Eccellenza Reverend.ma,
Ho esam inato attentamente i punti di accordo pel collegio Valsalice, ma
veggo difficoltà dalla parte dell’interesse.
5
Se avessi danaro aggiusterei tutto, ma non mi è ciò possibile.

43 Pages 421-430

▲torna in alto

43.1 Page 421

▲torna in alto
marzo 1872 411
Io pertanto non potrei variare le basi già accennate a V. E. ed agli stessi
signori deH’am m inist[razione] con cui ho avuto il piacere di parlare e sono:
10 Assum erm i le spese di fitto del locale, rilevare il m obilio per quello che
vale cominciando dal giorno che ci andrò al possesso.
2° Non posso assum erm i alcuna passività né certa, né secondo il successo io
finanziario in avvenire del collegio.
Ciò che scoraggia i miei compagni sono due cose:
I o Lo scopo nostro che è di tenerci alla classe media e non la nobiltà;
2° Se personaggi così rispettabili, i quali sono gli attuali amminist[ratori],
f l v non possono I andare avanti, ci caveremo noi, poveri pigmei?
15
Ciò non ostante sulle basi sopra accennate sarei disposto di trattare.
M a in questa cosa come in altre mi voglia credere colla più profonda
gratitudine e venerazione
Della E. V. R.d.m a
Obbl.mo servitore
20
Sac. Gio. Bosco
1 marzo ] 3 12 scoraggia corr ex scoraggisce 17 voglia add mrg sin
2 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
3 punti di accordo... Valsalice: eretto sulle prime propaggini della collina torinese nei primi anni sessanta,
all’epoca aveva gravi difficoltà, non solo economiche, a sopravvivere e prosperare, per cui il nuovo arcive­
scovo voleva affidarlo a don Bosco. Per tutta la vicenda cf Rosanna R o c c ia , Il Collegio-convitto Valsalice
sul colle di Torino, in Torino e don Bosco (a cura di Giuseppe B racco...), pp. 239-275. Don Bosco, come è
ovvio, si era precedentemente incontrato con gli amministratori del collegio e anche con l’arcivescovo.
12 scoraggia i miei compagni: i salesiani, e particolarmente i membri del Consiglio Generale, con cui
dovette discutere il problema dell’eventuale accettazione della proposta dell’arcivescovo; cf al riguardo
MB X 342-343.
14 personaggi così rispettabili: l’aristocratico collegio-convitto di Valsalice, di proprietà dei Fratelli delle
Scuole Cristiane, era diretto e amministrato da una associazione di sacerdoti torinesi. Se non ebbe mai vita
prospera, nel gennaio 1873, quando subentrò loro don Bosco, aveva appena 22 allievi: cf MB X 1065.
15 pigmei: di fatto il collegio-convitto creò negli anni seguenti non piccole difficoltà finanziarie ai salesiani.
21 La risposta del Gastaldi in data 23 aprile 1872 modificò nuovamente i termini dell’accordo propo­
nendo particolari condizioni, sulle quali chiedeva l’opinione scritta o orale di don Bosco, che previ ulte­
riori schiarimenti, di cui rimane solo breve traccia, alla fine accolse la proposta: ASC F 602, Torino-
Valsalice, me. 253 C 9. Le trattative si conclusero in giugno e la notizia della nuova direzione e amm ini­
strazione del collegio venne pubblicata da L ’Unità Cattolica il 3 luglio 1872: cf MB X 345-346.
1626
Alla signorina Maria Marietti
ASC B31010 Lett. orig., Marietti (A 1721224) me. 2642 C 8/9
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta consunta segni di carta gommata
Ined.
Dà alcuni consigli in ordine alla vocazione
sul v si trova l’indirizzo

43.2 Page 422

▲torna in alto
412 marzo 1872
*Torino, 24 marzo [18] 72
Preg.ma Signor[in]a,
Ella si dà molto pensiero per la scelta dello stato e fa bene; perciocché da
questa decisione può dipendere la felicità di questa vita e quella del paradiso. Io
5 adunque pregherò Dio che la illumini e disponga quanto è bene per la sua
maggior gloria.
Se poi vuole accertarsi di riuscire bene ecco quello che ci insegna S. Paolo:
1° Procurate che con buone opere rendiate certa la vostra vocazione e la
scelta del vostro stato,
io
2° La preghiera, la frequente comunione, la ritiratezza ne sono le basi. Legga
la storia di Rebecca e di Isacco.
3° Se però Dio la inspira a dare un calcio al mondo, non ne sia contraria; e in
ciò segua letteralm ente il parere del suo direttore spirituale.
Mi raccomando alla carità delle sue sante preghiere e mi professo in G. C.
15
Preg.ma Sigfna Maria] Marietti
Milano
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 marzo] 3 [18]72 corr ex 71
5 Dio corr ex dio 7 poi rei
2 M aria Marietti: dovrebbe trattarsi della futura contessa Radice Marietti Maria, abitante a Milano, P.za
S. Sepolcro 2, benefattrice della casa salesiana di via Copernico nella stessa città.
11 Rebecca: figlia di Batuel e moglie di Isacco, madre d ’Esaù e di Giacobbe, indusse quest’ultim o a car­
pire al padre la benedizione che spettava al fratello.
— Isacco: noto patriarca ebreo, figlio di Abramo e Sara. Morì nella valle di M ambre in età di 180 anni.
Ancora giovane stava per essere vittima del sacrificio chiesto da Dio al padre suo per mettere alla prova
fede e ubbidienza, ma un angelo fermò il braccio armato di coltello.
12 dare un calcio al mondo: optare per la vita consacrata.
1627
Al conte Giovanni Benadducci
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Benadducci (A 1790205)
Copia ricalcata da orig. aut. 2 ff.
E II 202 MB X 362
Comunica che ha ricevuto la sua lettera, la relazione ed i giornali su una famosa disputa — il tutto è stato
letto in privato ed in pubblico — esprime la sua indignazione
Torino, 25 marzo [18]72
Chiarissimo Sig. Conte,
Premesse le mie scuse pel ritardo a riscontrare, le dico che a suo tempo ho

43.3 Page 423

▲torna in alto
marzo 1872 413
ricevuto la cortesissima sua lettera coi giornali e colla relazione autentica della
famosa disputa.
5
Noi l’abbiam o letta in pubblico ed in privato, e m entre lodiam o la verità
trionfante ci sentiam o vivam ente indignati per l’audacia con cui i nem ici della
religione e della società osarono proporla e sostenerla con tante menzogne.
Di ogni cosa la ringrazio ben di cuore.
Ella aggiugne la bontà squisita, offerendosi per quello che può occorrerci in io
Roma. Farò come dice, e fra breve sarò in caso di dover approfittare della
preziosa offerta.
Dio la benedica sig. Conte; e con Lei benedica le sue fatiche e tutta la sua
famiglia. Preghi per me che con profonda gratitudine mi professo
Di V. S. 111.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 marzo] 3
2 Giovanni Benadducci, abitante a Tolentino (Macerata), appassionato cultore di storia. Per motivi di stu­
dio risiedeva a Roma, dove don Bosco aveva avuto occasione di incontrarlo. Morì nel 1907.
3 ritardo a riscontrare: la lettera dovette essere della metà di febbraio, ma non è stata reperita.
5 famosa disputa: si era tenuta a Roma il 9/10 febbraio tra sacerdoti cattolici che sostenevano la venuta
di S. Pietro a Roma e pastori protestanti, che la negavano. I giornali ne avevano dato resoconti parziali e
tendenziosi, finché la «Società Primaria Romana per gli interessi cattolici» ne pubblicò ai primi di marzo
11 Resoconto autentico, cui si accenna nella lettera qui pubblicata. Il tema certamente attirava l’attenzione
di don Bosco, che negli anni precedenti aveva rischiato la messa all’ìndice di un suo volumetto, proprio
per la sua presa di posizione in materia: c f F. M o t t o , «Il centenario di S. Pietro» denunciato alla S.
Congregazione d e ll’indice. La memoria difensiva di don Bosco: RSS 28 (1996) pp. 55-99. Il tema inte­
ressava anche i salesiani di Valdocco, se don Giulio Barberis lo scelse come argomento della sua tesi di
laurea, difesa l’anno dopo, il 12 dicembre 1873. Della disputa comunque don Bosco era forse già stato
informato sia da alcuni accenni de «L’Unità Cattolica» del 13 febbraio, sia da «La Buona Settimana»
(11 sett. n. 11, 1872, p. 88) che aveva riferito di polemiche giornalistiche al riguardo.
12 offerta: pare alludere alla proposta di averlo suo ospite in caso di viaggio a Roma.
1628
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Rignon (A 1690533)
Min. allog. con firm a allog. 2 ff. 2 7 0 x 2 1 0 m m . carta leggera sul mrg. sup. sin. si legge: «Torino
= Chiesa S. Secondo» sul f. 2v M ichele Rua scrive a matita: «Risp. alla pres. 26/4/72 con cui fu invit.
a present. dichiaraz. di accettaz. delle condiz. della giunta»
E II 202-203 MB X 353
Prega di voler mettere a sua disposizione il terreno per la costruzione della chiesa di S. Secondo e di poter­
lo recintare
*Torino, 27 marzo 1872
Ill.mo Signor Sindaco,
Il Consiglio Municipale in sua seduta del 7 luglio 1871 si compiacque di

43.4 Page 424

▲torna in alto
414 marzo 1872
concedere al sac. Bosco Gioanni un sussidio di lire trentam ila per l ’erezione della
5 chiesa parrocchiale di S. Secondo, ed il terreno a tal fine destinato nel piano
d ’ingrandimento del Borgo S. Secondo a Porta Nuova.
La Sig.ria Vostra 111.ma con lettera del giorno 27 dello stesso m ese nel
com unicare la graziosa concessione soggiungeva che il M unicipio col
suaccennato concorso credeva di giustamente interpretare il voto dei cittadini che
10 è di veder presto eretta quella chiesa parrocchiale, sollecitava perciò il sac. Bosco
perché m ettesse tutto l ’impegno possibile per recare a com pim ento la progettata
costruzione.
Egli è per aderire al giusto desiderio del Municipio e per accorrere ai sempre
crescenti bisogni della popolazione che il sottoscritto [,] ora che la stagione è ritor-
15 nata propizia [,] ha deliberato di tosto incom inciare i lavori e m andar ad
esecuzione il progetto già stato approvato, prega perciò V. S. 111.ma a voler
m ettere a sua disposizione il terreno suddetto e concedere la form azione dello
steccato alla distanza I necessaria dalla linea della progettata ed approvata f l v
costruzione che si calcola essere di metri cinque.
20
II sottoscritto nell’anticipare i ringraziamenti del favore che spera vorrà tosto
concedere le prom ette di mettere tutto l’impegno possibile perché l ’edificio sia
con sollecitudine portato a compimento e riesca presto profittevole alla numerosa
e crescente popolazione di questo rione e nello stesso tempo sia di ornamento a
quella parte della città.
25
Sac. Bosco Gio.
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
3 seduta del 7 luglio: v. lett. 1580.
25 II sindaco rispose il 26 aprile 1872 sollecitando don Bosco a presentare formale dichiarazione con cui
si obbligava a eseguire il progetto, approvato già 4 anni prima, e alle condizioni all’epoca indicate:
ASC A 0980708, me. 428 E 4; v. lett. 1646.
1629
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780234)
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta leggera uso stampa
E II 203-204 MB X 323-324
Promette di continuare a pregare per lei e per tutta la sua famiglia — augura buona Pasqua — la invita
a fargli visita in occasione della festa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 28 marzo [18]72
Mia buona Mamma,
In questi giorni abbiamo pregato per Lei, mia buona Mamma, e per tutta la
sua famiglia; ma non voglio passare questi giorni senza augurarle felici questi

43.5 Page 425

▲torna in alto
marzo 1872 415
giorni assicurandola che nel giorno di Pasqua, fra le altre cose, celebrerem o 5
secondo la pia di Lei intenzione una santa M essa a ll’altare di M aria Ausiliatrice.
Poi avvicinandoci alla festa di Maria Ausiliatrice comincio per invitarla a
volerci un po’ in quest’anno col sig. Tommaso fare una visita e così essere
spettatori almeno di una delle nostre feste.
Da fare immenso: sei m ila ragazzi sono ai nostri cenni: parec[c]hi hanno già 10
fatto Pasqua, il resto si va preparando. Preghi per questi distruggitori di
f.lv pagnotelle, affinché li possiam o fare tutti buoni cristiani I ed onesti cittadini.
Preghi anche per la mia sanità, che migliora ogni giorno, ma molto lentamente.
In questi giorni Ella mi farebbe un vero favore se volesse farsi mia interprete
presso alle persone di nostra conoscenza, con cui Ella avesse occasione di parlare, 15
di volerle riverire da parte mia, augurare buone feste e di assicurarle che
specialmente in questi giorni li raccomando tutti al Signore.
Dio benedica Lei, il sig. Tommaso, tutte le sue famiglie, e raccomandando a
tutti la povera anima mia mi professo con profonda gratitudine in G. C.
Di V. S. B.
20
Obbl.mo figlio
Sac. Gio. Bosco
1 marzo] 3 5 assicurandola] assicurarla 9 spettatori] aspettatori
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
5 giorno di Pasqua: quell’anno cadeva il 31 marzo.
8 Tommaso Uguccioni Gherardi: v. E(m) II, lett. 877.
10 sei mila: pare eccessivo il numero, anche se si considerano gli oratoriani domenicali di Torino-
Valdocco; nell’indirizzo al papa del giugno precedente si parlava di cinquem ila giovani: v. lett. 1547.
16 buone feste: ovviam ente Pasquali.
1630
Alla marchesa Giulia Centurione
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Centurione (A 1790328)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
Ined.
me. 2646 A 2/3
Chiede un aiuto economico per gli orfani della casa di Marassi (Genova)
[Torino, fine marzo 1872]
Illustrissima Sig[ra]Marchesa,
Ella, sig[ra] marchesa, si mostrò assai propensa a beneficare la nostra opera
e specialm ente la mia povera persona e le fo la più sentita riconoscenza.
Ora avvi il latore della presente D. Paolo Albera Direttore d ell’O spizio di 5
M arazzi, che si trova alle strette per dar pane a’ suoi orfanelli.

43.6 Page 426

▲torna in alto
416 marzo 1872
Se mai Ella può ajutarli è veramente un dar da mangiare ai poveri affamati.
La mia sanità, per cui ebbe la carità volersi interessare, va migliorando. E
siccome per oltre a quattro mesi ho potuto occuparmi pochissimo delle cose
io nostre, perciò ci troviamo colle finanze piuttosto malmesse. C oll’ajuto di Dio l e f l v
colla carità dei buoni speriamo di aggiustar le nostre partite.
Ella ebbe la carità di offerirmi ospitalità andando a Genova, ed io non
mancherò di approfittarne specialmente dopo la morte del prevosto di San Siro
presso cui era solito prendere alloggio.
15
Dio la benedica, sig[ra] marchesa, e con Lei benedica suo marito e tutta la
sua famiglia e a tutti conceda sanità stabile ed il prezioso dono della perseveranza
nel bene.
Raccom ando me e li miei poverelli alla carità delle sante sue preghiere e mi
professo colla più profonda gratitudine
20
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
Alla Chiar.ma Signora
f.2v
La Sig[ra] March. Centurione e Riario
25 Via Lomellini 16
Genova
1 La data è presumibile sulla base dei dati interni della lettera: quattro mesi di impossibilità di occupar­
si delle sue opere (erano due mesi e mezzo a metà febbraio: v. lett. 1613) e la morte deH’amico prevosto
di Genova.
2 Giulia Centurione: Maria Giulia, nata Riario Sforza, coniugata nel 1830 con Lorenzo Centurione Scotti
(morto nel 1887). Non si può però escludere che si tratti della marchesa Emilia Centurione, vedova di
Brancaleone Negrone, dama benefica, che morì il 29 gennaio 1900 all’età di 78 anni.
5 Paolo Albera: v. E(m) II, lett. 1160.
12 offerirmi ospitalità: don Giacomo Grillo il 28 dicembre 1870 da Varazze aveva chiesto, a nome della
marchesa, di continuare l ’abbonamento alle «Letture Cattoliche» e di inviarle La Storia Ecclesiastica.
Aveva aggiunto che sarebbe stato volentieri accolto in casa sua a Genova o anche al castello di Invrea
(presso Varazze) nei mesi di maggio e di giugno: ASC A 1330202, me. 1412 A 11 - B 1, ed. in MB IX
958. Il 6 dicembre 1871 infatti don Bosco aveva celebrato la S. M essa nel suddetto castello, dove si era
recato con don Francesia: cf MB X 231.
13 prevosto di S. Siro: don Angelo Luigi Caprile, protonotario apostolico, prevosto della parrocchia di
S. Luca, morto a Genova il 18 dicembre 1871 a 58 anni: dati provenienti dall’archivio dell’archidiocesi
di Genova.
1631
Al papa Pio IX
Edita in E II 204
Chiede di poter anticipare la festa di Maria Ausiliatrice per concomitanza con un giorno di digiuno
Beatissimo Padre,
[Torino, fine marzo 1872]

43.7 Page 427

▲torna in alto
aprile 1872 417
Il
Sac. Gio. Bosco col consenso del Superiore Ecclesiastico si prostra ai
piedi di Vostra Santità ed espone umilmente come la Festa di M aria Aiuto dei
Cristiani fissata pel giorno 24 m aggio quest’anno cada in fine di settim ana, cioè 5
nella feria sesta dopo Pentecoste, giorno di digiuno e infra l ’ottava privilegiata.
Questa festa celebrandosi in Torino nella chiesa detta appunto di M aria
Ausiliatrice con m olto concorso di sacerdoti e di fedeli specialm ente forestieri si
supplica la Santità Vostra a concedere che tale festa si possa anticipare di un
giorno e celebrarsi nella feria quinta della stessa settim ana e con facoltà ai io
sacerdoti di poter soltanto in quel giorno in tale chiesa celebrare la Santa M essa
di M aria SS. sotto il titolo di Auxilium Christianorum.
Questo favore tornando di molto vantaggio al Clero ed ai numerosi fedeli
che ivi intervengono, si spera che la Santità Vostra nella sua grande e tante volte
sperimentata clemenza sia anche per accordare la grazia implorata, etc.
15
[Sac. Gio. Bosco]
6 feria sesta: venerdì. L a domenica di Pentecoste cadeva il 19 maggio.
16 II favore venne concesso con rescritto dell’8 aprile 1872, come risulta dal programma della festa: ASC
A 2320614, me. 1975 E 12- 1976 A 2, ed. in MB X 408- 409.
1632
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS a. 1872 rubr. 284 fase. 1 pp. 49-50
Orig. aut. 1 f. 270 x l l 0 m m . intest, a stampa: «Oratorio... Torino» racchiusa da cornice floreale
ASC B31210 A fe. aut. infotoc., Antonelli (A 1980404)
Ined.
Supplica il cardinale di chiedere al papa una benedizione per i novelli sposi e loro famiglie — allega elen­
co di candidati vescovi — assicura preghiere
*Torino, 4 aprile 1872
Eminenza Reverend.ma,
La sig[ra] Contessa Corsi Gabriella, colei che l’anno scorso guidò e accom ­
pagnò dal S. Padre la deputazione delle zitelle cattoliche [,] nel prossim o lunedì
celebra lo sposalizio d ell’unica sua figlia M aria col figlio del celebre conte Balbo. 5
A m bedue le fam iglie per mezzo mio pregano la E. V. R .d.m a a voler fare
una parola supplichevole al Santo Padre affinché in quel giorno volesse mandare
la sua Santa benedizione sopra gli sposi e sopra le rispettive famiglie. Essi hanno
già fatto u n ’oblazione, ed u n ’altra faranno lunedì /8/ siccome si vedrà nel giornale
l ’Unità cattolica all’articolo danaro di S. Pietro.
10
f.lv
Sono uniti alla prelata lettera due foglietti I che umilmente raccomando al­
l’alta sua saviezza per quel riguardo che giudicherà.
In questa m edesim a occasione mi è caro assicurare la E. V. che noi facciam o
14

43.8 Page 428

▲torna in alto
418 aprile 1872
ogni giorno speciali preghiere nella chiesa di Maria Ausiliatrice per la preziosa
15 conservazione di Lei e del S. Padre in sanità ed in lunga serie di anni.
Compatisca la grande confidenza con cui scrivo e mi permetta l’onore di
potermi professare
Della E. V. Reverendissima
Umil.mo obbl.mo servitore
20
Sac. Gio. Bosco
5 conte it
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
3 Gabriella C orsi... anno scorso: v. lett. 1565.
5 Maria Teresa dei conti Billiani di Cantoira: v. lett. 1546. Il Balbo, cultore di studi filosofici, consigliere
comunale e provinciale di Torino, commendatore di S. Gregorio Magno, fu un tipico esponente aristocratico
del Movimento cattolico torinese: cf DSMC III/l Le figure rappresentative..., p. 44.
— celebre conte Prospero Balbo: figlio dell’ancor più celebre Cesare, era nato a Parigi il 5 marzo 1824;
morì a Torino il 2 marzo 1894. Percorse la carriera militare, fino al 1860, allorquando si ritirò rifiutando­
si di far parte dell’esercito che avrebbe dovuto invadere lo stato Pontificio. Si dedicò allora all’educazio­
ne dei cinque figli (fra cui Prospero e Cesare) e ad opere di carità. Nel 1887 a Torino pubblicò l’opusco­
lo Sulla Conciliazione fra il Regno d ’Italia ed il Papa in favore del potere politico del pontefice: M. Rosi,
Dizionario del Risorgimento Italiano..., II, p. 154; Enciclopedia C attolica..., II, p. 730.
9 lunedì /8/: invero la notizia uscì sul citato giornale il martedì 9 aprile. Il conte Prospero Balbo e la
contessa Gabriella Corsi avevano offerto ciascuno 100 lire come Obolo di S. Pietro in occasione del
suddetto matrimonio.
11 due foglietti: sono le lett. 1633 e 1634. Nella minuta di risposta il 7 aprile 1872 il cardinale, mentre
comunicava che il papa impartiva la benedizione ai novelli sposi e alle loro famiglie, annotava che si riser­
vava di dare una risposta in breve ai foglietti allegati.
1633
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS a. 1872 rub. 3 fase. 5 p. 42
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Antonelli (A 1980405)
Ined.
Comunica tre nomi di ecclesiastici per l’eventuale nomina episcopale nelle diocesi vacanti
[Torino, 4 aprile 1872]
[Eminenza Rev.ma],
Tra gli ecclesiastici che hanno fama di zelanti, pii, dotti [,] prudenti, affezio­
nati alla Santa Sede e che lavorano molto nel sacro ministero, che potrebbero an-
5 noverarsi fra i candidati di diocesi vacanti p. e. di Aosta e di Bobbio sembrano
potersi annoverare [:]
- Il canonico Due attuale Vicario Generale capitolare della cattedrale di
Aosta.
- Il prevosto Tea Silvestro Rettore della parochia principale della città

43.9 Page 429

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aprile 1872 419
d’Ivrea sotto al titolo di San Salvatore: di molta dottrina.
io
- Il can. Salvaj da lunghi anni Vie. Gen. di Alba
[Sac. Gio. Bosco]
1 La data è quella della lettera cui era allegata: v. lett. 1632.
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
7 Augusto Giuseppe Due: cf HC 131.
9 Silvestro Tea: v. E(m) II, lett. 962.
11 Pietro Giocondo Salvaj: v. E(m) II, lett. 1012.
12 Nella risposta del 12 aprile 1872 il cardinale scrisse che aveva fatto opportuno uso del foglietto coi no­
mi indicati da don Bosco. E difatti l ’8 aprile precedente aveva chiesto l’opinione dell’arcivescovo di Vercel­
li, Celestino Fissore, e del vescovo di Mondovì, Tommaso Ghilardi, sui tre candidati suggeriti da don Bosco.
Pochi mesi dopo (29 luglio) mons. Due venne preconizzato vescovo di Aosta; mons. Salvay invece fu invia­
to alla sede di Alessandria nel dicembre successivo. Quanto alla sede di Bobbio, don Bosco aveva a voce pro­
posto il padre cappuccino Laurent, al quale però venne preferito il padre provinciale di Torino, fra Enrico Gaio:
cf F. M o tto , L ’azione mediatrice di don B osco..., pp. 69-71. Solo il prevosto Tea rimase escluso da una no­
mina, e don Bosco non mancherà di riproporlo per altre sedi - sempre inutilmente - nel febbraio del 1873.
1634
AI cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS a. 1872 rub. 220 fase. 1 pp. 135-136
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Antonelli (A 1980406)
Ined.
Chiede un titolo onorifico per il barone Gaudenzio Claretta
[Torino, 4 aprile 1872]
[Eminenza Rev.ma],
Il Barone Gaudenzio Claretta pubblicamente conosciuto per molti suoi scritti
tutti in senso cattolico, di cui umiliò copia al S. Padre e credo anche a V. E.; insi­
gne benefattore delle nostre case e in generale di tutte le opere di beneficenza; 5
settimanale oblatore del danaro di S. Pietro per sé o per taluno di sua famiglia; fi­
glio del vecchio Magistrato Claretta difensore integerrimo della giustizia e della
religione cattolica:
È rispettosamente raccomandato per mezzo di V. E. alla clemenza del Santo
f .lv Padre per una I decorazione di commendatore o di cavaliere dell’Ordine Piano o io
di qualche ordine che si giudicasse più opportuno.
Questo è vivo desiderio della famiglia, specialmente del cadente genitore
che chiuderebbe volentieri gli occhi in pace quando vedesse il suo unico figlio
segnalato da questo tratto di benevolenza da parte della Santa Sede.
La famiglia, che sommamente desidera far questo regalo al figlio, è pronta 15
a qualunque spesa possa occorrere in simili circostanze.
Il Barone Gaudenzio Claretta è in età di 40 anni. I

43.10 Page 430

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420 aprile 1872
13 unico figlio add si 14 Sede] Santa
Umile esponente, ma
f.2r
obbliga.mo Sac. Gio. Bosco
1 La data è quella della lettera cui era allegata: v. lett. 1632.
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
3 Gaudenzio Claretta: nato nel 1835 e morto nel 1900, fu scrittore fecondissimo di memorie piemontesi.
Oltre cento i suoi scritti: cf V. S p r e t i, Enciclopedia storico nobiliare italiana..., I, p. 479. Il BS ne annun­
ciò la morte: cf BS a. 24 (maggio 1900) p. 148.
7 Fedele Claretta (1793-1873), figura di magistrato molto noto in Torino anche per la sua attività di bene­
ficenza.
10 Ordine Piano: ordine equestre pontificio, onorario e di merito, creato da Pio IX nel 1847: cf Diziona­
rio E cclesiastico..., Ili, pp. 187-188.
12 cadente genitore: come s’è visto era quasi ottantenne.
19 L’intervento di don Bosco andò a buon fine. Al barone il papa concesse la comm enda di S. Gregorio
Magno: cf ivi minuta di risposta del 12 aprile 1872.
1635
A ll’ex prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Radicati (A 1730912) me. 44 A 10/11
Orig. aut. 2 ff. 270 x 210m m . intest, a stampa: «Oratorio... Torino» racchiusa da cornice florea­
le macchie di umidità
E II 205-206
Chiede la cortesia di recarsi aU’Oratorio per potergli parlare a proposito della lotteria, sulla quale sarebbe
stato interrogato dall’avv. Fiorito
*Torino, 5 aprile [18]72
Car.mo Sig. Conte,
Probabilmente V. S. 111.ma car.ma sarà interrogato dall’Avv. Fiorito intorno
alla lotteria di cui avvi regolare autorizzazione e sopra la liquidazione fatta in
5 forma di Lotteria piccola per dare spaccio agli oggetti rimasti.
Io sono già stato chiamato e desidererei di parlarle prima che Ella venisse
interrogato.
Sarei andato qualche sera a pranzo, ma non posso ancora disporre della mia
sanità; al mattino non posso uscire. Dunque se Ella fa qualche passeggiata fin qui
10 prima del mezzogiorno ed anche sino alle 2 pom. a qualunque ora, entri nel-
l’Oratorio ed avrò il piacere di vederla; se però si ferma a casa in qualche ora del
pomeriggio, mi relcherò ben volentieri da V. S.
fiv
Dia benigno compatimento a tanti disturbi che le ho già cagionato, io pre­
gherò Iddio che degnamente la rimeriti, ed Ella abbia la bontà di considerarmi
15 sempre
Di V. S. 111.ma car.ma

44 Pages 431-440

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44.1 Page 431

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1 aprile] 4 12 ante recherò add re
aprile 1872 421
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109; era stato Prefetto della provincia di Torino
dal 13 febbraio 1868 al 28 giugno 1871, dopo essere stato reggente dello stesso ufficio dall’8 dicembre 1867.
3 Fiorito avv.: non identificato; comunque funzionario del ministero delle Finanze.
4-5 lotteria... rimasti: di regolare autorizzazione per la lotteria organizzata da don Bosco si può parlare
solo per quella del maggio 1870 (v. lett. 1427); invece per quella che definisce «la liquidazione» degli
oggetti rimasti della piccola Lotteria - in realtà una lotteria non autorizzata con un unico premio: una copia
di un quadro di Raffaello raffigurante la Madonna di Foligno - la questione era molto più complessa e don
Bosco, chiamato in tribunale, subì nell’ottobre del 1873 una prima condanna: una pena pecuniaria e il
sequestro del quadro. Ricorse in appello e nel febbraio 1875 ottenne una riduzione della pena pecuniaria,
che per altro venne poi cassata totalmente da un decreto reale di grazia alcuni mesi dopo. Il quadro però
non gli fu più restituito.
1636
Al vescovo di Acqui Giuseppe Maria Sciandra
ASV Fondo don Bosco
Orig. aut. 3 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m .
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Sciandra (A 1850308)
E II 204-205 MB X 323 XIX 437
me. 2663 E 8/10
Richiesta di un certificato in favore dell’esenzione dal servizio militare del giovane Giuseppe Boido —
invito a celebrare una messa nella chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 5 aprile [18]72
Eccellenza Re.d.ma,
Fra i cherici che fanno qui i loro studi con animo di far parte della nostra
congregazione avvi il giovane Boido Giuseppe che per mezzo mio ricorre a V. E.
R.d.ma per un certificato da presentare al comando militare onde avere l’esenzio- 5
ne dal servizio. Quelli della diocesi di Torino l’ebbero dal nostro Arcivescovo o
dalla diocesi cui appartengono; questi lo dimanda dalla sua bontà.
Non so se abbia già potuto vedere questa nuova legge; per ciò che riguarda
al caso presente è necessario che Ella dichiari N. N. essere della diocesi di Acqui,
f.lv cattolico, far i suoi studi del 1° corso di I Filosofia nell’Oratorio di S. Fran.co di io
Sales in Torino, avviato alla carriera ecclesiastica.
Noi poi faremo confermare tale dichiarazione dal Sindaco di Torino e la
porteremo al comando militare.
Quante volte sono andato col pensiero a farle visita, ma non ho mai potuto
andare di fatto. Ella poi non verrà ad onorarci qualche volta di sua presenza e ce- 15
lebrare una sua santa Messa nella chiesa di Maria A.? Noi l’aspettiamo e la desi­
deriamo ardentemente.

44.2 Page 432

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422 aprile 1872
Mentre noi preghiamo Dio che l’ajuti nell’ardua impresa del sacro pastorale
ministero, ci raccomandiamo tutti alla carità delle sante sue preghiere, I implo- f.2r
20 rando la sua benedizione specialmente sopra [chi] nella sua pochezza ha l’onore
di professarsi
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo umil.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 aprile] 4 8 so se corr ex se 9 essere emend ex trov
19 ministero corr ex mini... 22 E. emend ex S.
11 avviato alla carriera ecclesiastica add
2 Giuseppe Maria Sciandra: v. E(m) II, lett. 1246.
4 Giuseppe Boido: nato il 12 febbraio 1848 ad Alice Bel Colle (Alessandria), figlio di Lorenzo e della fu
Caterina Tarditi, entrò aH’Oratorio di Torino-Valdocco il 1° agosto del 1870 e fece la vestizione clericale
il 20 aprile del 1872; lo stesso anno fece la professione triennale (20 settembre) e tre anni dopo (25 set­
tembre 1875) quella perpetua. Presi gli ordini minori a Fossano (Cuneo) il 14 dicembre 1873, divenne ivi
suddiacono il 20 dicembre 1873; a Casale Monferrato fu ordinato diacono 1’ 11 marzo 1876 e presbitero il
3 settembre 1876; missionario in Argentina, già direttore a Ushuaia (Terra del Fuoco) dal 1921 al 1924,
morì a Buenos Aires il 24 dicembre 1934: cf ASC registro Dati anagr. e delle Ordin.; Scheda anagr. della
Segreteria generale.
8 nuova legge: v. lett. 1600.
1637
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lat. Pos. et Min. 79
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Torino» racchiusa da cornice floreale
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pio IX (A 1980407)
Ined.
Comunica che i nuovi vescovi furono ben accolti da tutta la popolazione — suoi interventi circa lo spino­
so problema delle temporalità — ringrazia delle preghiere per la sua guarigione
[Torino], 8 aprile 1872
Beatissimo Padre,
Per mano di Monsig. Fissore arcivescovo di Vercelli posso rimettere nelle
mani di vostra Santità uno scritto con sicurezza.
5
Con grande consolazione posso dirle, Beatissimo R, che i novelli vescovi
furono accolti col massimo trasporto di venerazione da ogni classe di cittadini;
ma quello che torna certamente di conforto a V. S. si è lo zelo grande che si pale­
sa ne’ pastori e l’ansietà e la sommessione che loro è costantemente prestata.
Calcolando la sola città di Torino possiamo dire che i principii di ordine e di
10 religione hanno fatto uno straordinario progresso.
L’affare della temporalità è quello che cagiona tuttora non leggero incaglio. I
Appena il Governo oppose difficoltà, ho tosto scritto al ministro Lanza richia- f l v
mando la formale promessa fatta da Lui, dagli altri suoi colleghi e dallo stesso

44.3 Page 433

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aprile 1872 423
sovrano di non metter anzi di rimuovere qualunque ostacolo potesse insorgere per
la temporalità.
15
Richiamai come egli, Lanza, mi aveva ripetutamente detto di comunicare
tutto al Santo Padre; che perciò non si venisse ad una così formale mancanza di
parola. Fu prontamente risposto, che io stessi tranquillo, che erano difficoltà mo­
mentanee, ma che le intenzioni del Governo erano per niente cangiate per tali af­
fari.
20
Osservando poi che le cose erano sempre nel medesimo stato, scrissi altre
f.2 r lettere I cui non si fece più alcuna risposta. So positivamente che il governo desi­
dera di togliersi da questo imbarazzo, ma risponde sempre che non sa come fare.
Intanto, Beatissimo Padre, io le sono debitore della mia sanità. I medici non
mi davano più alcuna speranza di guarigione. Ricevuta la santa sua benedizione 25
cominciai [a] migliorare in modo che pochi giorni dopo io era guarito e in grado
di occuparmi delle ordinarie mie faccende.
Monsig. Fissore le parlerà della nostra congregazione, che Dio benedice e
prospera in modo maraviglioso.
Coi miei preti, cherici, giovanetti, circa 6000, ci prostriamo tutti ai piedi di 30
Vostra Santità e come figli genuflessi davanti al loro padre imploriamo la sua
santa benedizione.
Per tutti noi sottoscrivo
Obbl.mo attaccatissimo figliuolo
Sac. Gio. Bosco
35
3 Celestino Fissore: v. E(m) I, lett. 108.
4 con sicurezza: da tempo don Bosco comunicava con le autorità pontificie preferibilmente con posta
recapitata a mano.
11 affare della temporalità', v. lett. 1610.
12 ho tosto scritto al ministro Lanza: ib.
21-22 altre lettere: non sono state reperite.
22 So positivamente: evidentemente attraverso qualche amico vicino alle autorità di governo.
25 Ricevuta la santa sua benedizione: don Bosco ne ebbe notizia dal card. Antonelli il 5 gennaio. Il 14
successivo don Bosco potè alzarsi dal letto, dopo oltre un mese di malattia.
26 guarito: il 1° maggio 1872 il papa scrisse a don Bosco esprimendo sentimenti di gioia per la sua
guarigione e impartendo l’apostolica benedizione a lui, ai cooperatori e a tutti i giovani: ASC A 1440806,
me. 1561 B 2, ed. in MB X 458 e 570.
28 Celestino Fissore: v. E(m) I, lett. 108.
30 6000: v. lett. 1629.
1638
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900452)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E II 206 MB X 328
Invito alla riunione per l’organizzazione della fiera in occasione della festa di M aria Ausiliatrice

44.4 Page 434

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424 aprile 1872
Di casa [Torino], 15 aprile [18J72
Car.mo Sig. Cavaliere,
Stasera alle ore 7 'A si farà una radunanza del Comitato dell’anno scorso per
organizzare la fiera per la festa di Maria A. e desidererei che ci fossero anche
5 Luigi ed Emanuele. Se essi non han niente in contrario e che tale sia pure il vole­
re di Lei, la prego a volerli invitare da parte mia e dar loro l’opportuno permesso.
Non ho potuto andare in persona all’ora che desiderava, perciò auguro a tutti
di cuore ogni celeste benedizione mentre mi professo
Di V. S. Ill.ma e car.ma
10
Umile servitore
Sac. G. Bosco
P. S. Questa lettera non avendola trovata a Torino spero che la raggiungerà a
Cumiana e che servirà d ’invito alle future conferenze ad hoc. In questo momento
ricevo notizie del S. Padre che gode salute, e ciò è tutta la speranza di Roma.
4 desidererei] desidero
2 Zaverio Provana di Collegno: v. E(m) I, lett. 103. Il cavaliere rimase in contatto con don Bosco. Il 21
novembre 1872 gli scrisse per comunicargli che, vista la sua intenzione di fondare un giornale cattolico,
era bene che si mettesse in contatto col padre gesuita Enrico Vasco che stava coltivando lo stesso proget­
to: ASC A 1270156, me. 716 B 2/3 ed. in MB X 397. Circa il padre Vasco v. E(m) II, lett. 1163 e soprat­
tutto DSMCI, III/2 Le figure rappresentative..., (con bibliografia), pp. 880-881.
5 Luigi ed Emanuele Provana di Collegno: v. E(m) II, lett. 832.
7 andare: venire.
13 Cumiana era la località di villeggiatura dei Provana di Collegno: v. E(m) II, lett. 832.
14 notizie del S. Padre: v. lett. 1637.
1639
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASCT Corrispondenza LL. PP. 1872 rep. 691 cart. 50 fase. 14
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 322 x 222 mm. vari segni di protocollo sul mrg. sup. del f. Ir
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Rignon (A 1980408)
[ned.
Chiede di appoggiare con l’autorità sua personale e con quella del consiglio comunale la domanda di poter
ottenere dal re la dichiarazione di pubblica utilità di una striscia di terreno necessario per la costruzione
della chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova
Torino, 16 aprile 1872
Ill.mo Sig. Sindaco della Città di Torino,
Dando corso alle varie pratiche necessarie per la costruzione dell’Ospizio e
della Chiesa di San Giovanni Evangelista, che, come è noto alla Sig. V. Ill.ma, mi
5 obbligo di costrurre sul Viale del Re, e per la quale già ebbe Ella ad appoggiarmi

44.5 Page 435

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aprile 1872 425
[,] con valida raccomandazione, la domanda pel trasporto gratuito dei materiali
sulle ferrovie dell’Alta Italia.
Occorrendomi di dover ora supplicare S. S. R. Maestà accioc[c]hé voglia in
applicazione della legge 25 Giugno 1865 N. 2359 dichiarare quel mio Ospizio
opera di pubblica utilità, per poter ottenere, con relativi compensi, una piccola 10
striscia di terreno che mi manca a compimento dell’area necessaria, la quale già
mi costa oltre a franchi settanta mila. I
flv
Riservandomi di presentare all’approvazione della Onorevole Giunta M uni­
cipale i dettagliati disegni che il benemerito e distintissimo Sig. Architetto Conte
Edoardo Arborio Mella sta preparando, prego la Sig. V. 111.ma a volersi degnare 15
di prendere conoscenza di questa mia domanda, comunicandola alla Giunta Co­
munale, onde voglia appoggiarla con un augurio di felice riuscita raccomandan­
dola quale opera utile, accioc[c]hé io possa trovarmi nella possibilità di eseguire
con grandiose proporzioni un edifizio che riuscirebbe non solo di grande benefi­
zio al pubblico ma di ornamento ad uno dei più frequentati quartieri della città. 20
Speranzoso che la Sig. V. 111.ma che già parecchie volte si degnava incorag­
giarmi al compimento di questa pia opera vorrà favorirla col valido appoggio
della rispettabilissima Comunale Rappresentanza, nell’anticiparle i miei distinti e
ben sinceri ringraziamenti ho l’onore di dichiararmi con la massima stima e con­
siderazione
25
Della Sig. V. 111.ma
Dev.mo Obbl.mo ser.re
Sac. Gio. Bosco
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
6 la domanda: la lettera, datata 2 aprile 1872, non è stata reperita; se ne accenna anche nella lett. 1646.
La Giunta rispose con una delibera favorevole del 10 aprile 1872, nella quale però non si esprimeva un
voto esplicito in favore della dichiarazione di pubblica utilità: cf MB X 348-349; v. anche lett. 1658.
8 Occorrendomi di dover ora supplicare: v. lett. 1640.
13 Riservandomi di presentare: i disegni gli vennero poi chiesti con la lettera di risposta il 21 aprile 1872,
m a don Bosco li presentò solo il 1° luglio: v. lett. 1658.
15 Edoardo Arborio Mella: v. E(m) I, lett. 95.
1640
Al re Vittorio Emanuele II
ASC F 600 S. Giovanni Evangelista
Copia allog. con firma aut.
E II 207-208 MB X 348-349
Chiede di dichiarare di pubblica utilità la costruzione della chiesa S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova,
onde poter procedere aH’esproprio di una striscia di terreno che non riesce ad acquistare dal proprietario
Sacra Reale Maestà,
*Torino, 16 aprile 1872

44.6 Page 436

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426 aprile 1872
Nella città di Torino dalla piazza d’Armi fino al Po havvi uno spazio popo­
latissimo della lunghezza di circa tre chilometri senzaché tra que’ numerosi abi-
5 tanti vi siano né scuole per fanciulli né chiese destinate al culto religioso. Negli
anni addietro il supplicante apriva in quella località l’Oratorio di S. Luigi con
scuola e cortile di ricreazione pei fanciulli, ma quando venne eseguito il prolun­
gamento della via dedicata a San Pio Quinto, quell’edifizio venne diviso in due
parti e non è più servibile al primitivo suo scopo,
io
II sottoscritto sacerdote Gioanni Bosco si è preoccupato della deplorevole
condizione in cui si trovano i cittadini cattolici che abitano quella parte della cit­
tà, e nello scopo di provvedere alla gravità del bisogno, coll’ajuto di caritatevoli e
pie persone ha fatto acquisto di un terreno compreso tra la detta via di S. Pio
Quinto e la via Madama Cristina con fronte sul viale del Re, coll’intendimento di
15 edificare una chiesa dedicata a S. Giovanni Evangelista che possa servire anche
per gli adulti, avente annesso un grandioso fabbricato che sia destinato per scuole,
ospizio, e cortile dove si possano trattenere i ragazzi in ricreazione, particolar­
mente nei giorni festivi, preservarli per tale modo dai pericoli dell’immoralità, ed
avviarli a qualche arte e mestiere.
20
Coll’appoggio della Divina Provvidenza i lavori sono iniziati, il muro di
cinta è già terminato, e mentre il benemerito sig. Conte Edoardo Arborio Mella
Ingegnere sta ultimando il disegno della chiesa e dell’annesso edifizio, si stanno
anche raccogliendo i materiali ed i fondi necessari alla progettata costruzione.
Il
progetto di massima che si unisce alla presente dimanda addimostra come
25 l’Opera che forma il soggetto ridondi incontestabilmente a benefizio della popola­
zione cristiana che abita nella indicata località; ma per metterlo ad esecuzione oc­
correrebbe di procedere alla espropriazione della piccola striscia di terreno se­
gnata nel detto progetto di massima colla linea gialla di spettanza del signor L.
Enrico Morglia il quale si rifiuta di consentire alla relativa cessione.
30
Essendo riusciti infruttuosi tutti i tentativi fatti per indurre il signor Morglia
alla cessione di detta striscia di terreno, il sottoscritto trovasi nella necessità di ri­
correre alla S. R. V. M. affinché in applicazione della legge 25 giugno 1865 n.
2359 voglia degnarsi di dichiarare opera di utilità pubblica le progettate costru­
zioni, ed il sottoscritto possa promuovere gli opportuni atti di esproprio della in-
35 dicata particella di terreno.
Per ottenere cotesto suo scopo ricorre alla Vostra Sacra Reale Maestà, e sup­
plica la medesima a volersi degnare di dichiarare in base alla citata legge del 25
giugno 1865 che le costruzioni segnate nel progetto di massima sottoscritto dal
Signor Ingegnere Cav. Trocelli e Sig. Conte della Veneria e nel piano annesso,
40 sono di utilità pubblica, con emanare tutte quelle altre disposizioni legislative che
riguardano la espropriazione del tratto di terreno ubicato nel detto progetto, onde
possa il sottoscritto portare a termine l’opera da lui progettata a benefizio degli
abitanti di Torino.

44.7 Page 437

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Che della grazia
aprile 1872 A ll
Sac. Gio. Bosco
45
2 Vittorio Emanuele II: v. E(m) I, lett. 42.
21 Edoardo Arborio Mella: v. E(m) I, lett. 95.
27 piccola striscia di terreno: 328 mq., occupati da un deposito di pietre.
28-29 Luigi Enrico Morglia: personaggio non identificato, ma comunque residente a Torino.
39 piano annesso: vari disegni, che successivamente furono consegnati in scala maggiore e con tutti
i relativi dettagli: ASC F 600 Torino, S. Giovanni Evangelista: cf MB X 352; v. anche lett. 1658.
45 La lettera era accompagnata da una relazione firmata dal citato conte Carlo Reviglio della Veneria,
controfirmata dall’architetto Carlo Trocelli e da don Bosco stesso: ib.
1641
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690829) me. 8 C 11
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggera segni di pastello azzurro sul f. 2v
E II 208 MB X 337
Consiglia di mostrare al Provveditore agli studi di Alessandria i documenti comprovanti le particolari
concessioni fatte al collegio di Borgo S. Martino come piccolo seminario — chiede di correggere una parte
delle note per la ristampa della Storia Sacra
*Torino, 23 aprile [18]72
Car.mo D. Bonetti,
Credo bene che tu, soltanto da parte tua, interessi il Sig. comm. Rho presso
al Provveditore mostrandogli le lettere. Io farò di qui la parte mia.
Ti mando tre segnature della Storia Sacra, che tosto mi manderai di nuovo 5
appena avrai letto coll’occhio tuo di lince ed avrai ogni cosa accomodata con ma­
no maestra.
Comunica la mia grande soddisfazione a tutti i preti [,] chierici e giovanetti
pel modo con cui ognuno compie le parti sue, e della bontà che mi hanno usato.
Dio ci benedica tutti e credimi in G. C.
io
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
1 aprile] 4
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 Giovacchino Rho: futuro provveditore di Torino, all’epoca era funzionario del Provveditorato di
Alessandria.
4 Provveditore di Alessandria era Ambrogio Damasio. La vertenza era sempre quella relativa alla lega­
lità dei titoli di insegnamento da parte dei docenti.
5 Storia Sacra: stava rivedendo le bozze di una nuova edizione o ristampa. D ell’opera fra il 1866 e il
1874 vennero pubblicate ben cinque edizioni.
9 bontà: pare alludere soprattutto alle preghiere per la sua guarigione nel dicem bre 1871 - gennaio 1872;
v. lett. 1607.

44.8 Page 438

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428 aprile 1872
1642
Al chierico Giovanni Tamietti
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910303)
Copia semplice di Gioachino Berto
E II 209 MB X 1028
Esterna la sua gioia per la decisione di seguire la vocazione salesiana — attende una risposta riguardo ai
progetti della sorella
Torino, 25 aprile 1872
Car.mo Tamietti,
La tua lettera mi toglie una spina dal cuore che mi impedì di farti quel bene
che finora non ti ho potuto fare. Va bene.
5
Tu sei nelle braccia di D. Bosco, ed esso saprà come servirsi di te per la
maggior gloria di Dio e bene dell’anima tua. Giunto che sarai qui tratteremo il da
farsi. Ma in tutti i casi:
1° Desidero che tu compia il corso di lettere.
2° Tu rimanga a casa quanto vuole la tua sanità. Più presto verrai, più presto
io sarai con chi ti ama molto.
3° Si provvederà per tua sorella: ma sappimi poi dire se entrerebbe in un
monastero, oppure se debbo cercarle qualche buona famiglia etc.
Dio ti benedica, mio caro, saluta i tuoi parenti e il tuo parroco, prega per me,
che ti sono in G. C.
15
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
2 Giovanni Tamietti: v. E(m) II, lett. 1121.
3 tua lettera: non è stata reperita.
9 rimanga a casa: dal proseguo della lettera si capisce che si trovava in fam iglia per motivi di salute.
11 tua sorella: non è stata identificata.
13 tuo parroco: prevosto di Ferrere d ’Asti era don Carlo Pastrone.
1643
Al barone Carlo Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m .
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Ricci des Ferres (A 1980421)
E II 210 MB X 404
Chiede un sussidio per il riscatto di un chierico dalla leva militare
*Torino, 28 aprile [18]72

44.9 Page 439

▲torna in alto
aprile 1872 429
Carissimo Sig. Barone,
L’anno scorso V. S. car.ma in certa occasione mi prometteva di riscattarmi
un cherico dalla leva militare in onore di Maria Ausiliatrice, se avesse avuto buon
risultato un affare che allora era vertente. Ora si è compiuto nel senso desiderato. 5
10 voleva già farle preghiera lo scorso autunno, quando dovemmo fare alcuni
di tali riscatti, ma essendo ammalato lontano da Torino, i miei rappresentanti fe­
cero un mutuo ad hoc, che io dovrei ora estinguere.
Ed ecco lo scopo di questa lettera: supplicarla se può in tutto od in parte
darmi questo danaro, che è di fr. 2500. La libertà con cui dimando, dà a Lei io
uguale libertà a rispondermi. Giacché trattandosi di opere di carità, uno può farle
quando e nella misura che ciascuno giudica compatibili a sé e di maggior gloria
di Dio.
11 Sig[nore] benedica Lei e la sua sig[ra] Sposa e di ambidue faccia due esse­
ri felici nella vita presente e li coroni poi di gloria eterna a suo tempo in paradiso. 15
Amen.
Raccomando la povera anima mia alla carità delle sante sue preghiere e mi
professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Gio. Bosco
1 aprile] 4 4 in onore di M aria Ausiliatrice add mrg sin
2 Carlo Ricci des Ferres e signora: v. E(m) II, lett. 740.
5 affare... senso desiderato: è difficile precisare a quale affare alluda.
6-7 scorso autunno... lontano da Torino: dai primi di dicembre 1871 don Bosco era stato costretto a letto
a Varazze.
10 fr. 2500: v. lett. 1600.
21 Non si conosce l ’esito della domanda, che probabilmente fu positiva.
1644
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASCT Ufficio Economato
Orig. allog. con firm a data aut. 1 f . 281 x 190 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Rignon (A 1980409)
E II 209-210 MB X 354
In risposta all’invito spedisce dichiarazione di impegno a eseguire la costruzione della chiesa di S. Secondo
in base ai progetti approvati
*Torino, 28 aprile 1872
Ill.mo Signor Sindaco,
Il sottoscritto in apposito ricorso pregava V. S. Ill.ma a voler mettere a sua

44.10 Page 440

▲torna in alto
430 maggio 1872
disposizione il terreno destinato all’erezione della Chiesa Parrocchiale di S. Se-
5 condo ed a voler accordare la costruzione dello steccato necessario perché si po­
tesse tosto dar principio ai lavori secondo i disegni già stati approvati.
Ora nel rinnovare le stesse domande il sottoscritto dichiara che il progetto il
quale intende eseguire è quello del sig. Ing. Formento Luigi stato approvato dalla
Giunta Municipale il giorno 2 gennaio 1868.
10
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Felice Rignon: v. lett. 1495. Il 26 aprile 1872 aveva invitato don Bosco a consegnare tale dichiarazio­
ne: ASC A 0980708, me. 428 E 4.
3 in apposito ricorso: v. lett. 1628.
8 Luigi Formento: architetto, membro della commissione d ’Ornato del Comune di Torino.
12 II sindaco, soddisfatto della domanda, il 3 maggio 1872 firmò il decreto di autorizzazione dei lavori.
Don Bosco ne ebbe im mediata comunicazione: ASC A 0980709, me. 428 E 5.
1645
Al direttore generale delle Ferrovie dell’Alta Italia Paolo Amilhau
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Ferrovie (A 1690211) me. 2 E 2/3
Min. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta rigata azzurrina segni di pastello blu
MB XVII 804
In occasione della festa di Maria Ausiliatrice di Torino supplica che si faccia un particolare ribasso sulle
tariffe ferroviarie agli allievi di Alassio, Varazze e Borgo S. Martino
[Torino, inizio maggio 1872]
[Ill.mo Sig.]
Il
sottoscritto nello scorso aprile esponeva che pei giorni 20-21-22-23 del
corrente maggio nell’occasione della fiera e solennità di Maria Ausiliatrice [fosse
5 fatto] un particolare ribasso sulla tariffa pel trasporto di quegli allievi [dalle sta­
zioni di Alassio, di Varazze di Borgo S. Martino],
Il
18 dello stesso mese veniva risposto che i vigenti regolamenti ostavano
alla concessione di agevolezza di viaggio fuori di quelle contemplate negli statuti
della Società.
10
Ora prega il sig. Direttore Generale a considerare il numero di giovanetti,
che tra andata e ritorno farebbero circa ottocento posti e che tali viaggi darebbero
anche 1 notabili movimenti di altri viaggiatori parenti od amici degli allievi.
f.lv
Perciò [si supplica] di voler concedere per questo caso eccezionale la ridu­
zione ad un quarto di tariffa, come già una volta questa benemerita amministra-
15 zione accordava indistintamente a tutti gli allievi delle case mentovate.
Questo è il favore che si implora, avuto anche riguardo alla qualità degli al-

45 Pages 441-450

▲torna in alto

45.1 Page 441

▲torna in alto
maggio 1872 431
lievi, che in parte notabile appartengono a genitori applicati alle ferrovie dell’Alta
Italia.
Attese poi le strettezze del tempo, si aggiugne rispettosa preghiera di una ri­
sposta nei limiti della brevità compatibili.
20
Con profonda gratitudine.
[Sac. Gio. Bosco]
3 nello emend si ex il 16 emend ex nel esponeva emend ex supplicava emend si ex supplicava 3-4 del
corrente emend ex di questo mese 4 ante fiera del solennità e ante e del di 4-5 fosse fatto del
5 di quegli emend si ex di 5-6 dalle.... S. Martino] da quelle stazioni 7 i vigenti.... ostavano emend ex
non ostavano emend ex la Direzione della società 8 agevolezza emend ex favori 12 altri add si ante
parenti del da parte di emend si ex per riguardo ai 13 Perciò add si si supplica del caso it si
15 gli emend sì ex i nostri 16 ante Questo del sicco 16-17 alla qualità... notabile emend mrg infex
che una parte dei notabili di questi giovanetti 17 a corr ex al
genitori emend si ex più genitori
19 Attese... si emend si ex siccome il tempo stringe così si fa di una corr si ex se è di qualche
2 Paolo Amilhau: v. lett. 1368.
3 scorso aprile: la lettera non è stata reperita.
7 veniva risposto: la lettera è conservata in ASC A 1640316, me. 2627 D I I .
22 Non è conservata la risposta.
1646
Al direttore generale delle Ferrovie dell’Alta Italia Paolo Amilhau
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Ferrovie (A 1690212) me. 2 E 4/5
Min. aut. 1 f . 210 x 135 mm. carta trasparente da computisteria
E II 211 MB X 354-355
segni di pastello azzurro
Lo ringrazia per la disponibilità a concedere le riduzioni richieste per il trasporto dei materiali edilizi per
le due chiese in costruzione in città: S. Secondo e S. Giovanni Evangelista
[Torino, maggio 1872]
Ill.mo Sig. Direttore Generale,
Il giorno 2 dello scorso aprile lo scrivente ricorreva a V. S. 111.ma per ottene­
re trasporto gratuito di materiale destinato a due edifizi di chiese e scuole vicini
allo scalo della Ferrovia di Porta Nuova.
5
La S. V. 111.ma il 19 dello stesso mese compiacevasi di rispondere che in vi­
sta dei vantaggi che l’istituzione specialmente delle scuole avrebbe procurato alle
famiglie di agenti ed operai della Società delle ferrovie avrebbe concesso qualche
ribasso sui prezzi ordinari di tariffa, e che tale agevolezza sarebbesi poi specifi­
cata all’epoca in cui i trasporti dovessero cominciare.
10
Ora il sottoscritto si fa dovere di esternare alla S. V. 111.ma i più sentiti atti di
gratitudine, pel favore che gli fa sperare e nel tempo I stesso ha l’onore di parteci­
parle che i lavori sono difatto cominciati da due settimane; e che sarebbe uopo
cominciare i trasporti di materiale sulle ferrovie.

45.2 Page 442

▲torna in alto
432 maggio 1872
Perciò le rinnovo la preghiera di voler concedere che questi trasporti si pos­
sano fare con quella maggior riduzione di prezzo che nella sua grande carità giu­
dicherà beneviso.
Dio conceda ogni bene alla S. V. e a tutti i signori della direzione ed ammi­
nistrazione della Società delle ferrovie dell’Alta Italia.
Umile esponente
[Sac. Gio. Bosco]
3 ante giorno del 2 emend ex due lo scrivente add si 3-4 post ottenere del quella maggior agevo­
lezza possibile per [corr ex pel] 4 gratuito add si edifizi emend ex chiese 6 S. corr ex Sig.
7 avrebbe emend si ex potrà procurato corr ex procurare 8 delle... concesso emend si ex faceva spe­
rare 9 ante e del non che si fosse 11 sottoscritto emend si ex lo scrivente ha l’onore di 12 pel favo­
re emend si ex e nel tempo it 13 difatto add si 15 concedere emend si ex ridurre il prezzo emend ex
estendere 15-16 questi... fare emend si ex si facciano questi trasporti 18 signori emend ex membri
2 Paolo Amilhau: v. lett. 1368.
3 2 aprile: la lettera non è stata reperita; cit. in lett. 1639.
6 rispondere: la lettera è conservata in ASC A 1640317, me. 2627 E 1.
21 La risposta, positiva, non è però stata reperita. Si vedano poi le lett. 1659 e 1662.
1647
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690830) me. 8 C 12
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta uso stampa segni di carta gommata
E II 211 MB X 337-338
Invia un’altra parte delle note da rivedere per la ristampa della Storia Sacra — assicura che per il momen­
to ogni contrarietà per il collegio di Borgo S. Martino è sparita
*Torino, 8 maggio [18]72
Car.mo D. Bonetti,
Il temporale primo è scongiurato.
D i’ ai tuoi giovani che la grazia dimandata dalle Comunioni richieste, è otte­
nuta. Mille demonii combattevano contro il collegio S. Carlo. La Madonna li di­
sperse tutti: Deo gratias.
Ti mando tre quaderni Storia Sacr[a] co’ tuoi foglietti.
Dio ci benedica tutti. Credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 8 emend ex 9 maggio] 5 7 tre emend ex d Storia] Str
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 temporale: le difficoltà gravi da parte del Provveditore di Alessandria per la casa di Borgo S. Martino,
di cui don Bonetti era direttore; v. lett. 1641.

45.3 Page 443

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7 tre quaderni: nella lett. 1641 parlava di «tre segnature».
maggio 1872 433
1648
Al signor Tranquillo Rossi
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Rossi (A 1810216)
Copia fotografica 1 f.
Ined.
me. 2654 B 12
Ringrazia per l’offerta a favore dei suoi giovani •— promette preghiere
*Torino, 14 maggio [18]72
Car.mo nel Signore,
Dio sia sempre benedetto. Ho ricevuto fr. 100 in elemosina e continueremo a
pregare.
Le mando un programma delle nostre feste. Se viene a vederle si faccia co- 5
noscere nello stabilimento e si serva di questa casa come di roba sua.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e a tutti conceda ogni bene, mentre
ho l’onore di professarmi
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
io
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5
2 Tranquillo Rossi: v. lett. 1615.
1649
Al conte Francesco Viancino di Viancino
ASC B 3 1010 Lett. orig., Viancino (A 1741027) me. 55 A 4
Orig. aut. 2 ff. 2 1 1 x l 3 6 m m . carta leggermente rigata e ingiallita
E II 212-213 MB X 330
macchie di umidità
Chiedendogli di avere pazienza se non l’hanno accompagnato nel suo studio in occasione della sua visita
aH’Oratorio, gli conferma che ogni incontro per lui è una festa — passerà comunque a ricambiare la visita
Torino, 17 maggio [18]72
Car.mo Sig. Conte,
Ella ha pazienza con molti, l’abbia anche con D. Bosco; specialmente quan­
do ha la bontà di venire qui, ed io ho bisogno di parlarle e noi conducono da me.
Ma se dice chi è , e che io sia in casa stia sicuro che non solo è ricevuto, ma per 5
me è una vera festa il solo vederla.

45.4 Page 444

▲torna in alto
434 inaggio 1872
Lunedì poi andrò a far carnevale con Lei e così staremo veramente allegri.
Dio conceda ogni bene a Lei ed alla Sig[ra] contessa di Lei mogl[i]e, e ad
ambidue conceda sanità stabile e giorni felici. Amen.
10
Con gratitudine mi raccomando alle loro preghiere e mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 maggio] 5
2 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
7 Lunedì: 20 maggio.
— andrò: verrò.
— far carnevale: da intendersi nel senso di far festa.
8 Luigia Viancino di Viancino: ib.
1650
Al presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell’interno Giovanni Lanza
Edita in T av a llin i Enrico, La vita e i tempi di Giovanni Lanza. II. Roma 1887 pp. 434-435.
E II 213 MB X 457-458
Chiede che il problema delle temporalità per i nuovi vescovi venga risolto — si offre come privato m edia­
tore fra le parti
[Torino], 21 maggio 1872
Eccellenza,
L’affare della tem poralità dei Vescovi ultimamente preconizzati deve in
qualche modo aggiustarsi. Troppe sono le dicerie che si vanno spargendo a sfavo-
5 re della Chiesa, del Governo e a vantaggio di nessuno.
Qualche tempo fa io scriveva all’E. V. come sembravami non tanto difficile
divenire ad un avvicinamento e lasciar intatti i principii che il Governo da una
parte e la Santa Sede dall’altra intendono di conservare.
Sebbene io sia estraneo affatto alla politica ed alle cose pubbliche, né abbia
io incarico di sorta a questo scopo, tuttavia credo che il Governo possa essere soddi­
sfatto con una nota autentica della Santa Sede, con cui si dichiari allo stesso Go­
verno che nel Concistoro tenuto in data n.n. vennero preconizzati vescovi alle se­
di vacanti ...
Qualora poi l’E. V. scorgesse possibile questo progetto o qualche altro che a
15 lei sembrasse più facile, e volesse servirsi di me per comunicarlo a chi di ragione,
io mi stimerei fortunato di avere prestato qualche servizio al mio Governo e por­
tato qualche vantaggio alla Chiesa. Quale persona privata, ignota al mondo politi-

45.5 Page 445

▲torna in alto
maggio 1872 435
co, non darei alcun motivo ai giornali di parlare né prò né contro, siccome si potè
osservare in casi somiglianti.
In ogni caso io la supplico a voler dare benigno compatimento alla rinnova- 20
zione di questo disturbo e di volermi credere con profonda stima e con profonda
gratitudine
Dell’E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Giovanni Bosco
25
2 Giovanni Lanza: v. E(m) I, lett. 440.
3 affare della tem poralità: v. lett. 1610.
3-4 in qualche modo aggiustarsi: evidentemente il ministro non aveva risposto alla lettera di don Bosco
dell’ 11 febbraio; v. lett. 1610.
6 io scriveva: ib.
1651
A due nobili signore milanesi non identificate
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Signore (A 1780210)
Orig. aut. 1 f. 191 x 123 mm. carta in cattivo stato di conservazione ingiallita con macchie di um i­
dità vari restauri da carta gommata mrg. frastagliati sul mrg. sin. la scrittura è sul v di un foglio
intestato a stampa: «Oratorio... Chi desidera....»
Ined.
Ringrazia per l’offerta ricevuta
*Torino, 24 maggio [18]72
Preg.me Signore,
Abbiamo fatto la festa di Maria A. Ma Elle non vennero, pazienza, verranno
un’altra volta? Lo speriamo.
Tuttavia pregammo per loro, continueremo a pregare. Elle mi raccomando 5
che si abbiano cura della sanità.
Ho ricevuto fr. 100 dalla sig[ra] Guenzati da parte loro. Le ringrazio e prego
Dio a dar loro il centuplo specialmente con la pace del cuore, con l’abbondanza di
grazie e colla perseveranza nel bene, e colla gloria del cielo.
Dio le benedica tutte; preghino per me, e mi credano in G. C.
10
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 maggio] 5 3 Elle corr ex Ella verranno corr ex verrà 9 colla perseveranza corr ex coll’ab
2 signore: si presume siano nobili di Milano o provincia, frequentanti la casa dei Guenzati di Milano,
invitate da don Bosco per la festa di M aria Ausiliatrice; v. anche lett. 1652.
7 Rosa Guenzati: v. E(m) II, lett. 782.

45.6 Page 446

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436 maggio 1872
1652
Alla signora Luigia Vittadini Radice Fossati
ASC B 312 10M jj. aut. infotoc., Radice (A 1810128)
Copia semplice 2 ff. 256 x l 9 8 m m .
E II 215 MB X 329
Ringrazia dell’offerta ed assicura di continuare a pregare per la sua salute, per quella del marito e per la
sua bambina
Torino, 24 maggio [18]72
Ottima Signora,
Ho ricevuto la limosina che mi ha mandato di fr. 100. Io la ringrazio di cuo­
re; Dio le dia il centuplo.
5
Ho già pregato e continueremo a pregare per la sua sanità perfetta, per la sua
bambina e per la conservazione del sig. Marito. Spero di poterli riverire di pre­
senza fra non molto.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda
Obbl.mo servitore
10
Sac. G. Bosco
P. S. Stia certa che la Madonna l’ascolterà e l’esaudirà.
2 Luigia Vittadini Radice Fossati: v. lett. 1568.
5-6 sua bambina, marito: ib.
1653
Alla presidente delle Oblate madre Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 208 x 133 mm. carta trasparente
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Galeffi (A 1800112)
Ined.
me. 2649 A 3/4
Racconta l’apparizione della Madonna a protezione del monastero di Tor d e’ Specchi a Roma
*Torino, 30 maggio [18]72
Benemerita Sig[ra] Presidente,
Era di mezzo giorno quando si oscurò il cielo e si formò un oscurissimo
temporale sopra il ritiro e monastero di Torre di Specchi. In mezzo alle folte nubi
5 apparivano mostri, serpenti, dragoni di vario aspetto che vomitavano fuoco, get­
tavano saette e spade sopra quel santo edifizio. Torre de’ Specchi minacciava di
essere ridotta in cenere quando una donna vestita da regina accompagnata da
molti armati si avanzò verso ai mostri feroci portando avanti uno stendardo su cui

45.7 Page 447

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giugno 1872 437
era scritto: Io sono l ’ajuto dei cristiani. Al suo avvicinarsi quei mostri fecero orri­
bili contorsioni, e avventandosi l’uno contro l’altro si dispersero lasciando il cielo io
sereno. Quella regina allora disperse un canestro di bellissimi fiori che tutti cad­
dero sopra la casa di Torre de’ Specchi. I
Le religiose e le figlie educande che tutte spaventate eransi nascoste, usciro­
no e giubilanti raccolsero que’ fiori che riem pivano tutte [le] cam ere di fragrantis­
simo odore.
15
Credo che capirà tutto. Poi [ .........] eseguisca ogni cosa; ringrazi per me i no­
stri benefattori, e dica a tutti che abbiamo da fare coi protestanti, e dobbiamo loro
opporre chiese, scuole, ed ospizi; in queste cose va la carità dei medesimi.
Dio benedica Lei, tutte le sue figlie [,] preghi [per] noi e mi creda in G. C.
Obbl.mo Servitore
20
Sac. G. Bosco
P. S. E la Sig[ra] Tempestina [?]
1 maggio] 5 22 Ispettrice res
2 Maria M addalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.
21 La lettera consolatoria arrivò molto in ritardo alla destinataria: v. lett. 1663.
22 Tempestina: figura non identificata; non pare però né la madre Maria Luigia né la sig.ra M erolli, di
cui alla lett. 1663.
1654
Al prefetto della Provincia di Torino e presidente del Consiglio scolastico
Vittorio Zoppi
ASC B31010 Lett. orig.. Autorità, Prefetti, Zoppi (A 1690323) me. 4 A 7/10
Min. aut. 2 ff. 210 x 154 mm. carta uso stampa timbro a secco: Oratorio di S. Francesco di Sales
sul mrg. sup. des. del f. I r segni di pastello rosso e blu sul mrg. sup. des. del f. 2v si legge ms. di
Michele Rua: «Lettera per far cessare vessazioni al Collegio di Lanzo pei maestri elementari»
E li 215-216 MB X 338
Di fronte al rischio di dover sostituire gli insegnanti e di chiudere le scuole di Lanzo espone la situazione
dei docenti della scuola e supplica il suo appoggio onde poter continuare l’insegnamento
*Torino, 5 giugno 1872
Ill.mo Sig. Prefetto,
La Casa di pubblica beneficenza nota sotto al nome di Oratorio S. Francesco
di Sales ha sempre trovato nell’autorità di V. S. Ill.ma un ajuto ne’ gravi bisogni e
un appoggio nelle difficoltà insorte nell’andamento della medesima. Dal suo 5
canto e nella sua pochezza questo stabilimento non mai si rifiutò di prestarsi ogni
volta le autorità governative giudicarono di indirizzarsi al medesimo pel ricovero
di poveri ed abbandonati fanciulli.

45.8 Page 448

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438 giugno 1872
Con questi pensieri ricorro alla nota e provata bontà di V. S. perché colla sua
io autorità voglia appianare una difficoltà insorta nel collegio convitto di Lanzo, la
cui direzione e amministrazione fu da quel Municipio I affidata ai maestri e di- f lv
rettori appartenenti a questo Oratorio che è come la casa centrale.
Eccole il caso.
Fra gli insegnanti delle classi elementari ve ne sono due che hanno subito il
15 loro regolare esame nelle vacanze dell’anno 1871 e sebbene avessero già prima
fatto più anni di tirocinio, noi fecero più dopo i loro esami. Perciò questi due
maestri hanno subito i loro esami, hanno fatto il tirocinio prescritto dalle leggi
sulla pubblica istruzione; ma, che invece di farlo dopo, lo fecero prima degli
esami.
20
Pel passato non si fece mai difficoltà a questo proposito né in questa né in
altra provincia dello Stato dove I sono case o collegi dello stesso genere. Ma il f.2r
sig. Ispettore della provincia di Torino scorgendo in ciò una infrazione delle pub­
bliche leggi vuole che tali maestri cessino dal loro ufficio, e siano rimpiazzati da
altri che abbiano compiuto il loro tirocinio in tempo legale.
25
II Direttore locale unitamente allo scrivente, il sindaco e tutto il municipio
approvano lo zelo dei maestri, il profitto degli allievi, e la disciplina che costan­
temente si conserva, e tutti unanimi notano che il cangiamento di maestri in que­
sti ultimi mesi dell’anno scolastico tornerebbe dannoso agli allievi.
Ciò posto prego la S. V. 111.ma come Presidente del Consiglio scolastico di
30 voler permettere che questi maestri possano continuare il loro uffizio nelle rispet­
tive I classi per questi due ultimi mesi dell’anno scolastico.
f.2v
Il
direttore locale, il municipio di Lanzo, lo scrivente assicurano V. S. della
idoneità dei maestri e del buon esito del loro insegnamento; ma affinché ne abbia
prova di fatto la prego rispettosamente di voler invitare il Regio Provveditore agli
35 studi a fare una visita ufficiale al medesimo collegio.
Qualora considerati i motivi sopra esposti, ciò nulla di meno egli trovasse
[opportuno] tale cangiamento di maestri, od altre modificazioni nel personale in­
segnante, io mi uniformerò prontamente e senza osservazione di sorta.
Pieno di fiducia nella nota di Lei bontà reputo ad alto onore di potermi pro-
40 fessare con gratitudine profonda
Della S. V. Ill.ma
Obbl.mo servitore
[Sac. Bosco Gioanni]
I maggio emend ex m 3 pubblica corr ex be 4 gravi emend si ex casi di eccezionali 5 ante diffi­
coltà del varie insorte emend si ex che poterono insorgere ante Dal del lo stesso appo 6 ante que­
sto del non mai add mrg sin di prestarsi corr si ex a prestare 7 volta corr ex qualvolta al mede­
simo] alla medesima 9 Con corr ex Egli è con post pensieri del che 9-10 colla sua autorità add si
II e 1emend ex e a 14 ante Fra del qu ante subito del soltanto 15 avessero già prima corr si ex
abbiano già 16 post esami del secondo le disposizioni delle leggi sulla pubblica istruzione due add
si 17 ante hanno del su emend ex i loro ante tirocinio del loro 17-19 prescritto... esami emend si
et mrg sin ex legale ma non nel tempo stabilito dalle leggi che sembrano prescriverlo dopo gli esami

45.9 Page 449

▲torna in alto
giugno 1872 439
20 ante Pel del il sig, Ispettore 22 sig. Ispettore emend si ex provveditore infrazione emend si ex ine­
sattezza nell’adempimento 23 vuole emend ex volle 28 dannoso agli] a danno sicuro [corr si ex] degli
corr ex a certo danno degli corr ex a danno degli 29-30 come... voler add mrg inf 30 perm ettere emend
ex considerare 31 ante per del f 33 e del... ma emend ex e del2corr ex dell’ 34 rispettosam ente
add si post Provveditore del della 36-37 considerati... od emend mrg inf ex esso trovi opportuno il
cangiamento sopra accennato od
2 Vittorio Zoppi (1819-1907): avvocato, già prefetto di Salerno, Brescia, Messina, Novara e incaricato di
reggere quella di Torino, dalla fine di giugno del 1871 aveva sostituito il Radicati come Prefetto di Torino:
cf M. M isso ri, Governo, alte cariche dello Stato..., passim.
22 sig. ispettore della provincia di Torino: era un certo Rota, che aveva visitato il collegio-convitto di
Lanzo e aveva fatto una relazione decisamente negativa.
34-35 regio Provveditore agli studi: Vincenzo Garelli, che era anche vicepresidente del Consiglio scola­
stico della provincia di Torino. Fece effettivamente una visita ufficiale alle scuole di Lanzo e nonostante
l’opposizione del Rota, ricompose la vertenza con soddisfazione di don Bosco.
1655
Al senatore Giuseppe Cataldi
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cataldi (A 1790319)
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
E II 217 MB XVII 887
me. 2646 A 1
Chiede aiuto economico per realizzare il progetto della casa di Sampierdarena (Genova)
*Torino, 11 giugno [18]72
Ill.mo Sig. Barone,
Il progetto di una casa in Sampierdarena sembra vicino ad effettuarsi.
L’Arcivescovo mi scrive essere fissato il 20 di questo mese per fare l’istru- 5
mento della chiesa e casa annessa a S. Gaetano.
Ora si tratta di raccogliere danaro (circa f. 37 mila). Se in questo caso ecce­
zionale può ajutarmi, si compierebbe un progetto ideato l’anno scorso nella sua
villa di Sestri.
Dimani vado a Varazze. Venerdì a sera spero di essere a Genova ed uno dei 10
primi passi lo farò a casa sua ed Ella mi ajuti col consiglio e coll’opera.
Dio conceda ogni bene a Lei e a tutta la sua famiglia e pregandole sanità
stabile mi raccomando alle sue preghiere e mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
P. S. Prego di rimettere l’unito bigi, alla sig[ra] Carolina.
1 giugno] 6 11 bene add sì
2 Giuseppe Cataldi: v. E(m) II, lett. 903.
4 mi scrive: la lettera non è stata reperita.
— 20 di questo mese: invece l’atto notarile venne firmato il 16 luglio.

45.10 Page 450

▲torna in alto
440 giugno 1872
4-5 ¡strumento della chiesa: l’acquisto dell’ex convento dei Teatini e l’annessa chiesa di S. Gaetano di
Sampierdarena (Genova), onde trasportarvi l’ospizio di Marassi (Genova), aperto da poco.
7 anno scorso: la visita a Sestri Ponente ebbe luogo il 6 settembre 1871; v. lett. 1579.
9 Venerdì: 14 giugno.
16 unito biglietto: v. lett. 1656.
— Carolina Gambaro Cataldi: v. lett. 1332.
1656
Alla contessa Carolina Gambaro Cataldi
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Gambaro (A 1800127) me. 2649 B 10
Orig. aut. 1 f.
E II 217 MB XVII 887
Chiede aiuto economico per realizzare il progetto della casa di Sampierdarena (Genova)
*Torino, 11 giugno [18]72
Preg.ma Sig[ra] Carolina,
Dimani vado a Varazze e venerdì a sera sarò in Genova a Dio piacendo, e ci
vedremo in casa sua.
5
Dica alla sig[ra] Mamma che il locale per Sampierdarena è comprato, non ci
mancano più che le monete per fare 1’¡strumento, ma di questo spero di poterne
parlare con Lei medesima.
La prego dei miei ossequi alla sig[ra] Mamma e a tutta la famiglia e mi cre­
da con profonda gratitudine
10
Di V. S. preg.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco
1 giugno] 6
2 Carolina Gambaro Cataldi: v. lett. 1332.
5 Mamma: ib.
6 ¡strumento: v. lett. 1655.
1657
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASCT Corrispondenza LL. PP. 1872 rep. 665 cart. 48 fase. 8
Orig. di Gioachino Berto con firma aut. 1 f. 270 x 205 mm. n° di protocollo sull’angolo sup. sin.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Rignon (A 1980410)
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Rignon (A 1690517) me. 5 B 12 C 1
Min. allog. [= A] con data e correz. aut. post-datata 265 x 210 mm. carta consunta con varie mac­
chie di umidità segni di piegatura foro al centro del f. 2 sul f. 2v si trova un abbozzo a matita del
progetto della piazza sul mrg. inf. des. si legge: «A don Berto con preghiera di copiarla»
Ined.
Ringrazia la commissione d ’Ornato per l’approvazione della variante al piano d’ingrandimento della città

46 Pages 451-460

▲torna in alto

46.1 Page 451

▲torna in alto
giugno 1872 441
per la nuova piazza davanti la chiesa di M aria Ausiliatrice — osservazioni sulle deliberazioni — chiede la
definitiva approvazione del progetto edilizio presentato
*Torino, 26 giugno 1872
Ill.mo Signor Sindaco,
Nel giorno 8 Marzo 1870 ho presentato alla civica amministrazione un pro­
getto di piazza con circostanti fabbricati da erigersi dirimpetto alla nuova Chiesa
di Maria Ausiliatrice in Valdocco.
5
Questo progetto ottenne dalla Commissione d’Ornato il parere favorevole in
via edilizia nella seduta del 13 Aprile dello stesso anno. Però mentre si emetteva
questo parere favorevole si proponevano alcune piccole modificazioni e miglio­
ramenti nell’aspetto esterno dei fabbricati.
Pareva che non occorresse più nulla per ottenere il permesso di fabbricazio- 10
ne se non una dichiarazione di voler seguire i consigli e proposte fattemi atte a
migliorare i progettati edificii.
Tale dichiarazione fu tosto fatta ed unita ai disegni facendosi notare che il
progetto presentato era piuttosto di massima che di esecuzione.
Alla suddetta dichiarazione se ne aggiungeva un’altra del sig. Gio. Coriasco 15
il quale aveva pienamente aderito alle variazioni del piano d ’ingrandimento per
quanto lo riguardava.
Ciò non ostante e malgrado le replicate preghiere sono oltre due anni che si
ritarda la desiderata definitiva approvazione del progetto. Questo ritardo è causa di
molti danni allo stabilimento detto Oratorio di S. Francesco di Sales perché 20
non può ampliarsi convenientemente e secondare i sempre crescenti bisogni; ed è
pure causa che questa parte della città debba rimanere priva di ornamenti impor­
tanti, e nel tempo stesso [non] goda de’ vantaggi che senza dubbio procurerebbe
l’esecuzione del progetto.
Ora si aggiugne un particolare bisogno di veder approvato il progetto I che è 25
quello di poter tosto usufruire della forza d ’acqua concessa e per cui resta indi­
spensabile la fabbricazione.
Prego pertanto la S. V. 111.ma a voler interporre i suoi fraterni uffici, rimove­
re gli ostacoli ed appianare le difficoltà che si potrebbero opporre all’approvazio­
ne del progetto presentato.
30
Mi professo con perfetta stima e con profonda gratitudine
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 26] 30 3 presentato] fatto presentare A 13 Tale emend si ex , la quale facendosi notare emend si
ex dichiarando inoltre 14 presentato add si post esecuzione del perché si potesse conoscere l’im por­
tanza del concetto 20 allo stabilimento detto emend si ex all’uso del 21 non può emend si ex così gli
viene impedito di secondare res 22-23 debba... stesso emend si ex non 23 de’ corr ex di quei
25 aggiugne] aggiunge A 28-30 Prego... all’approvazione corr si ex Voglia la S. V. 111.ma interessarsi di

46.2 Page 452

▲torna in alto
442 luglio 1872
questa nuova pratica e ottenere dalla civica amministrazione l’approvazione 29 opporre emend ex incon­
trare 31 Mi professo corr ex mi prò... perfetta emend si ex vera e con profonda gratitudine add
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
3 8 marzo 1870: ih.
8 parere favorevole: v. lett. 1439.
15 Giovanni Battista Coriasco: nato a Vanda di San Maurizio (Torino), eseguì dei lavori nella casa e cap­
pella Pinardi. Don Bosco gli cedette una parte del terreno acquistato dal seminario; il Coriasco ci costruì
una casa che nel 1873 don Bosco riacquistò: G. Bosco, Memorie d e ll’O ratorio..., I , a cura di A. Ferreira
da Silva, p. 166; cf anche E(m) I, lett. 154.
1658
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASCT Corrispondenza LL. PP. rep. 691 cart. 50 fase. 14
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 322 x 222 mm. vari segni di protocollo sul mrg. sup. del f. Ir
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Rignon (A 1980411)
Parziale copia allog. con firme allog. di don Bosco, del conte Carlo Reviglio della Veneria e dell’ing.
Trocelli «per quanto possa essere richiesta la firma», è conservata in ASC A 0980710 me. 428 E 6
Ined.
Aggiunge un secondo foglio di disegni dimostrativi della facciata della chiesa di S. Giovanni Evangelista
a Porta Nuova
Torino, 1° luglio 1872
Ill.mo Sig. Sindaco della Città di Torino,
In obbedienza al cortese invito fattomi dalla Sig. V. 111.ma con riverita sua
delli 21 Aprile ultimo, presento in aggiunta alla nota pratica per la costruzione
5 che desidero eseguire sul Viale del Re, un secondo foglio di disegni dimostrativi
della facciata della Chiesa e dell’Oratorio, sperando che vorrà Ella far appoggiare
dalla Onorevole Giunta Municipale la pratica che debbo fare, per procurarmi la
piccola striscia di terreno mancante a compimento dell’area necessaria per il
grande edifizio, che riuscirà non solo di Ornamento, ma anche di tanto utile mo­
lo rale e civile a quella parte della nostra Città ancor priva di ricovero per la gio­
ventù abbandonata.
Appena avrò ottenuto il compimento I dell’area necessaria, presenterò al f.lv
Municipio tutti i disegni e dettagli in iscala maggiore accioc[c]hé siano approvati
dalla Giunta Municipale.
15
Le anticipo i miei ben sinceri ringraziamenti, ed ho l’onore di dichiararmi
con distintissima stima e considerazione
Della Sig. V. 111.ma
Obbl.mo dev.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
3 riverita sua: la lettera del sindaco in data 21 aprile 1872 è conservata in ASCT Corrispondenza LL. PP.
1872 rep. 691 cart. 50 fase. 14 doc. 2.

46.3 Page 453

▲torna in alto
luglio 1872 443
6 appoggiare: una prima richiesta era stata fatta il 16 aprile precedente; v. lett. 1639.
19 II sindaco rispose il 20 luglio ribadendo ancora una volta a don Bosco che la G iunta M unicipale non
credeva di esternare un voto esplicito in favore della dichiarazione di utilità pubblica del progetto: ASCT
Corrispondenza LL. PP. 1872 rep. 691 cart. 50 fase. 14. Invece il prefetto Vittorio Zoppi il 9 agosto inter­
venne presso lo stesso sindaco affinché si deliberasse sull’utilità dell’opera e se ne dichiarasse, la pubbli­
ca utilità: ASCT Corrispondenza LL. PP. 1872 rep. 691 cart. 50 fase. 14.
1659
Al direttore generale delle Ferrovie dell’Alta Italia Paolo Amilhau
ASC B31010 Lett. orig., Autorità. Ferrovie (A 1690225) me. 2640 C 3/5
Min. di don Rua [R] con correz. aut. [B] 2 ff. 135 x 105 mm. inchiostro color seppia
Ined.
Chiede di concedere le prom esse agevolazioni per il trasporto dei materiali necessari alla costruzione delle
due chiese di S. Secondo e S. Giovanni Evangelista
[Torino], 6 luglio [18]72
Ill.[mo] Signore Direttore Generale,
Nel[la] circostanza in cui mi trovo di dover fabbricare due edifizi con chiesa
e scuole annesse in questa città, io faceva ricorso alla carità di codesta benemerita
direzione per ottenere se non gratuito alm eno con qualche facilitazione il tra- 5
sporto dei materiali di costruzione.
La S. V. 111.ma nella sua esperimentata bontà mi rispondeva con la gradita
sua delli 19 aprile dandomi a sperare di essere esaudito nell’epoca in cui i tra-
f l v sporti avessero ad incominciare. Essendo arrivata I tale epoca, giacché furono già
fatti gli scavi per la prima costruzione che trovasi tra la stazione di Porta Nuova 10
ed il Campo di Marte, ricorsi altra volta per notificare che era imminente il biso­
gno di far provviste.
Ma non avendone finora ricevuto risposta nuovamente ricorro pregandola
rispettosamente a prendere in considerazione l’urgenza e a dare quelle disposizio-
f.2r ni che alla I sua bontà saranno benevise.
15
Nella fiducia di essere esaudito anticipatamente ringrazio la S. V. e tutta
l’amministrazione ed imploro dal cielo ogni bene, mentre con profonda gratitudi­
ne mi professo
Della S. V. Ill.ma
Obbl.mo Servitore
20
[Sac. Gio. Bosco]
1 luglio] 7 2 Direttore add si R 3 ante fabbricare add a R due edifizi con chiesa] una chiesa RI
due chiese corr si R2 due edifizi con chiesa corr B 4 annesse emend si ex presso B 5 ottenere emend
si ex aver una R se non... con add si B il corr ex pel B 7 La S. V. Ill.m a corr ex V. S. B esperi­
mentata add si B 10 la prima corr ex ... R tra la corr ex accanto alla R 11 per notificare che emend
si ex senza aver finora bisogno in cui R 12-13 provviste. Ma corr ex provviste; m a B 13 avendone
finora ricevuto corr si ex ne ebbi finora B ante nuovamente del perciò B 15 ante bontà del già spe-

46.4 Page 454

▲torna in alto
444 luglio 1872
rimeritata B 16 ante ringrazio del la R 17 ante ed imploro add et del si e loro 17-19 bene, 111.ma
corr ex bene. Gradisca gli ossequiosi omaggi con cui riconoscente mi professo di V. S. B
2 Paolo Amilhau: v. lett. 1368.
4-7 faceva ricorso... rispondeva: v. lett. 1646.
11 ricorsi altra volta: la lettera non è stata reperita.
21 II 9 luglio il direttore Amilhau rispose che prima di accordare la riduzione era necessaria la precisa­
zione della natura e della provenienza dei materiali da trasportare nonché il loro peso approssim ativa­
mente: ASC A 1640319, me. 2627 E 6.
1660
A don Francesco Tribone
ASC B31010 Lett. orig., Tribone (A 1740807) me. 53 E 4/5
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta leggermente rigata
Ined.
macchie di umidità
Non essendosi incontrati a Genova lo invita a Torino per poi recarsi a Lanzo per un breve soggiorno —
ha ricevuto l’offerta inviata dalla zia — assicura preghiere a Maria Ausiliatrice
*Torino, 7 luglio [18]72
Car.mo nel Signore,
Desiderava anch’io di vederla quando fui a Genova, ma a casa sua non potei
trovarla, a Marassi ci siamo incrocicchiati per istrada. Pazienza. Ella veda di fare
5 una gita a Torino nella seconda metà di settembre, e andremo nella nostra casa a
Freschi di Lanzo, dove passeremo una o due settimane.
Là faremo un po’ di esercizi spirituali, ci parleremo a lungo; di poi risolverà
quello che conosceremo di maggior gloria di Dio. Se poi andasse meglio venire
prima di quell’epoca, mi prevenga e le fisserò i giorni in cui sarò maggiormente
io libero.
Ho ricevuto il vaglia di fr. 20 che mi invia la sig[ra] sua zia e non manchere­
mo di fare delle particolari preghiere per Lei all’altare di Maria A. I
Se mi scrive diami notizie della sig[ra] Figari, che non [ho] potuto riverire in f l v
Genova, perché mi fu detto essere assente; come pure del sig. arcipr. di Murta.
15
Chi sa se in questo anno faracci qualche gita a Torino? La Madonna gli pa­
gherebbe il viaggio.
Dio la benedica, preghi per me e mi creda
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 luglio] 7 4 trovarla] trovarlo 13 Figari] Figuri
2 Francesco Tribone: v. lett. 1349.
3 fui a Genova: 14 giugno, v. lett. 1655.

46.5 Page 455

▲torna in alto
luglio 1872 445
6 Freschi di Lanzo: il Tribone non accolse l’invito. Lanzo si trova in collina (515 m slm) e pertanto d ’e­
state si stava meglio che in città, al piano; v. anche lett. 1677.
7 risolverà: pare alludere alla scelta di farsi salesiano da parte del destinatario.
11 sua zia: v. lett. 1349.
14 arciprete di Murta: v. lett. 1616.
1661
Alla contessa Emma Brancadoro
Già presso Carlo Ramardini - Finale Emilia
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m .
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Brancadoro (A 1980412)
Ined.
Partecipa il suo grazie al Signore per la guarigione della figlia ammalata e per la figlia che deve nascere
— chiede eventuale sussidio per coprire l’aumento delle spese dei commestibili
*Torino, 10 luglio [18]72
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Dio sia in ogni cosa benedetto. Amen.
Ringrazio seco Lei la bontà divina, che ne’ suoi infiniti tesori di misericordia
si compiacque conservare la bambina e prepararle altra creatura. Ho sempre con- 5
tinuato a pregare per la conservazione della prima, ed ora celebrerò la santa mes­
sa e poi continueremo con preghiere comuni all’altare di Maria A. affinché Dio
liberi Lei da ogni disgrazia e conservi la creatura a maggior gloria di Dio ed a
consolazione dei parenti. Ella poi abbia fede nella protezione di Maria A. e nulla
tema.
10
L’aumento dei commestibili o meglio il caro dupplicato dei medesimi ci po­
ne nelle strettezze. Io non intendo di chiederle cosa alcuna; dico soltanto, che,
qualora facesse limosina ai poverelli, si degni di estendere la sua carità anche ai
f l v semila orfanelli I che la Divina Provvidenza mi ha affidati.
Dio la benedica, signora Contessa, e con Lei benedica tutta la sua famiglia e 15
mi creda colla più profonda gratitudine
Di V. S. B.
Umile servitore
Sac. G. Bosco
1 luglio] 7
2 Emm a Brancadoro: v. lett. 1598.
5 bambina: ib.
— altra creatura: ib.
11 caro dupplicato: gli anni 1871-1872, fino alla metà del 1873, furono anni di attività econom ica molto
intensa. Tranne che in Francia colpita dalla guerra, in tutti i paesi più evoluti i prezzi crebbero rapidamente,
anche senza raggiungere la quota qui indicata da don Bosco. Così ad es., per limitarci ai prezzi all’ingrosso
sul mercato di Torino, il frumento per ettolitro passò da lire 20,19 nel 1869 a lire 27,19 nel 1872; il gra-

46.6 Page 456

▲torna in alto
446 luglio 1872
noturco da lire 11,04 nel 1869 a lire 18,30 nello stesso periodo; il pane casalingo da lire 0,34 al kg. a lire
0,45 al kg. sempre nel triennio considerato; in compenso il vino da seconda qualità scese da lire 37,16 a
lire 31,37 e quello di prima qualità da lire 49,23 a lire 40,52: cf 1prezzi sul mercato di Torino dal 1815 al
1890, a cura di G. F e l l o n i in «Archivio Economico dell’unificazione italiana», vol. V, fase. V, Roma
1957; v. anche lett. 1684 lin. 17 e lett. 1699 lin. 6.
1662
Al direttore generale delle Ferrovie dell’Alta Italia Paolo Amilhau
ASC B26600 Pratiche diverse, Amilhau (A 1640320) me. 2627 E 7
Copia allog. dell’orig.
ASC B24000 Luoghi attinenti, Torino, Chiesa S. Secondo (A 0980716) me. 429 A 5 - B 11
Copie allog.
ASC B31010 Lett. orig., Direttore delle Ferrovie (A 1690213) me. 2 E 6/7
Min. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta rigata angolo sup. sin. restaurato con carta gommata
ta nota dei materiali 285 x 207 mm.
Orig. allog. con aggiunta aut. carta rigata consunta con varie macchie di umidità
E li 218 MB X 357
allega­
Come accordato, invia nota dei materiali per il cui trasporto si chiedono agevolazioni (nota allegata)
*[Torino], 12 luglio [18]72
Illustrissimo Sig.r Direttore Generale,
A norma della lettera di V. S. 111.ma del 9 corrente mese, ho l’onore di tra­
smetterle qui notati approssimativamente i materiali che occorrono per le due
5 chiese e scuole di S. Secondo e S. Giovanni Evangelista, e per cui si fa domanda
di agevolezza nei trasporti. Tra tutto verrà a costituire un materiale di circa tren­
totto (38) tonnellate.
Con profonda gratitudine le auguro dal cielo sanità e giorni felici mentre ri­
spettosamente mi professo
10
Di V. S. 111.ma
Umile Servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Paolo Amilhau: v. lett. 1368.
3 lettera: è conservata; citata in nota alla lett. 1659.
4 i materiali che occorrono: all’elenco allografo delle stazioni di provenienza dei materiali per la costru­
zione della Chiesa di S. Secondo (Pinerolo, Avigliana, Meana, Arona, Ozzano, Casale, Varese e Chivasso,
Settimo, Trofarello) seguiva il loro tonnellaggio specificato in cinque voci per un totale di 19 tonnellate.
In calce don Bosco aggiungeva: «Circa uguale quantità di materiali sarà impiegato nella costruzione della
Chiesa e scuole di S. Giovanni Evangelista e che fra breve sarà eziandio posta in costruzione».
12 La risposta, in data 18 luglio 1872, fu negativa in quanto la quantità dei materiali da trasportarsi fu
ritenuta eccessivamente scarsa per concedere le richieste facilitazioni: ASC A 1640321, me. 2627 E 8. Si
noti che pochi giorni dopo, il 23 luglio, la direzione del servizio del materiale e trazione delle stesse fer­
rovie, a firma di E. Peltier, chiese a don Bosco di accogliere a Torino-Valdocco il figlio del ferroviere
Viale, deceduto due anni prima, cui la madre vedova non poteva provvedere con i soli 5 centesimi gior­
nalieri per lui e 85 lire annue di pensione per lei.

46.7 Page 457

▲torna in alto
luglio 1872 447
1663
Alla presidente delle Oblate madre Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta uso stampa
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Galeffi (A 1800113)
Ined.
me. 2649 A 5/7
Chiede il suo aiuto per il pagamento di una somma — ossequi ai benefattori
Torino, 15 luglio [18]72
M.to R.da Sig[ra] Presidente,
Dalla sua lettera scorgo che la mia fu molto in ritardo.
Quanto le scrissi riguarda al passato ed è quella buona notizia che le avevo
più volte annunziata. Ed è proprio in grazia di una speciale protezione dalla B.V. 5
se la sua casa fu lasciata in pace. Mentre altri monasteri e conventi meno centrali
e meno spaziosi vennero già etc. etc.
Assicuri anche le sue figlie che la Madonna ha preso Torre de’ Specchi sotto
alla speciale sua protezione e lo difenderà.
Ora passo a me. Ai primi giorni di agosto ho una somma piuttosto forte da io
pagare, perciò Ella metta insieme tutti i danari del suo negozio ed anche quelli
che potesse rubare altrove (caritatevolmente) e me lo mandi. Un po’ di qua e un I
f .lv po’ di là vedremo di raccogliere tanto da impedire che D. Bosco faccia bancarotta.
Mi rincresce molto che la Mad. Maria Luigia non sia ancora bene di sanità.
Dal principio di maggio abbiamo cominciato speciali preghiere per Lei all’altare 15
di Maria A. e non cesseremo finché V. S. e Maria Luigia non abbiano ottenuto
due grossi SS. Ma tutti maiuscoli cioè Sanità Santità.
0[h] signora presidente, abbiamo una triste annata. Non solamente questo.
L’anno passato a questi giorni il grano pagavasi fr. quattro l’emina; ora dobbiamo
pagarlo otto. Così degli altri commestibili.
20
Preghi pertanto per me e per questa mia famiglia.
Dio benedica Lei e tutte le sue religiose e le conservi tutte in sanità e santità
e mi creda con gratitudine
Umile servitore
Sac. G. Bosco
25
P. S. Mi favorisca di ossequiare da parte mia il sig. c.te Galeffi suo fratello, il suo
Confessore, la sig[ra] Merolli e in generale riverisca e ringrazi tutti quelli che ci
fanno carità e tutti li assicuri che studieremo di mostrare la nostra gratitudine
colle nostre private e pubbliche preghiere.
1 luglio] 7 13 faccia] non faccia
2 M aria M addalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.

46.8 Page 458

▲torna in alto
448 luglio 1872
3 sua lettera: non è stata reperita.
— la mia: v. lett. 1653.
6 lasciata in pace: durante l’estate 1872 ebbero luogo le fasi conclusive dei decreti di espropriazione delle
case religiose in base alla legge del 3 febbraio 1871.
14 M adre Maria Luigia Canonici, di origine emiliana, si era fatta oblata a 18 anni, nel 1844. Morì nel
1896 e dal 1876 alla morte fu presidente dell’istituto.
19 emina: antica misura di capacità corrispondente in Piemonte a circa 23 litri; quanto al raddoppio dei
prezzi, v. lett. 1661.
26 conte Galeffi: v. lin. 2.
27 Confessore: non è stato identificato.
— sig. ra Merolli: v. lett. 1280.
1664
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760229) me. 1372 C 2/3
Copia a stampa con data (18) e firma aut. 2 ff. 2 4 4 x l 9 1 m m . mrg. frastagliati macchie di umidità
in calce al f. I v i seguenti dati tipografici: Torino 1872 - Tipografia dell’Oratorio di S. Frane, di Sales
ASC B24000 Luoghi attinenti, Torino, Chiesa S. Secondo (A 0980721) me. 429 B 6/8
Altra copia identica, ma con data 16 luglio.
E II 218-219 MB X 355-357
Richiesta di offerte per la costruenda Chiesa di S. Secondo
*Torino, 16 luglio 1872
Ai signori proprietari ed abitanti della nuova Parochia di S. Secondo in Torino
La costruzione di una Chiesa nella parte nuova di Torino che è tra lo scalo
della ferrovia a Porta Nuova e Piazza d’Armi è un bisogno di tale evidenza da es-
5 sere sentito da quanti abitano in quelle vicinanze, o conoscono quella località.
Infatti dalla chiesa parochiale di s. Carlo a quella di s. Maria delle Grazie,
ossia della Crocetta nel distretto delle quali è ora la suddetta parte della città, è
uno spazio di circa due chilometri, dove gli edifizi sono pressoché continui e po­
polatissimi senza che in quel lungo e largo tratto esista luogo alcuno per l’eserci­
to zio della nostra s. Religione.
Qualora poi si aspettasse ad incominciare colà un sacro edifizio solo quando
si avessero tutti i mezzi necessarii, si metterebbe lo eseguimento di un’opera così
necessaria ad un tempo troppo lontano.
D all’altra parte l’esperienza di questi ultimi anni dimostra che in Torino
15 quante Chiese furono incominciate, senza mezzi preventivi, altrettante furono
compiute; la Divina Provvidenza avendo aiutato in modo singolare chi aveva in­
trapreso di edificarle.
Appoggiato ora al buon volere e alla carità dei proprietari e degli abitanti
della nuova parochia, e confidando nell’assistenza di Dio, io mi sono accinto al-
20 l’impresa.
Il distretto di questa parochia dalle autorità competenti sarebbe fissato tra i

46.9 Page 459

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luglio 1872 449
seguenti limiti: cioè a Levante la piazzetta s. Quintino e le vie Provvidenza, Sac-
chi e la strada di Stupinigi; a mezzodì la via Legnano, a ponente la Piazza d’Armi,
a mezzanotte la via s. Quintino. Il numero degli abitanti presentemente è presso a
diecimila, ma prima che l’edifizio sia terminato, saranno certamente oltre a dodi- 25
cimila.
f.lv
Pertanto si giudicò oplportuno di tenere piuttosto spaziosa la Chiesa, e re­
golare l’edifizio in modo che accanto alla Chiesa si formi un piccolo giardino per
la ricreazione dei fanciulli, e sotto alla Chiesa si abbiano locali per le scuole serali
e diurne sia nei giorni feriali sia nelle feste di precetto.
30
In vista del grave ed urgente bisogno il Municipio ci incoraggisce conceden­
doci il necessario terreno ed un sussidio di 30.000 franchi da pagarsi parte quando
i lavori siano fatti per metà, parte quando siano finiti. Un benemerito proprietario
fa la generosa offerta di franchi 10.000; ma la spesa totale è di circa franchi
300.000, e per raggiugnere questa somma io mi raccomando caldamente a voi, 35
Signori Proprietari ed Abitanti di questa nuova Parochia.
Sarà essa intitolata al Martire s. Secondo il quale dopo s. Giovanni Battista è
il Patrono principale di Torino.
I lavori sono già cominciati e col vostro aiuto ho piena fiducia di poterli
continuare e condurre a termine. Il disegno è sostanzialmente quello stesso del 40
sig. ingegnere Formento già altra volta approvato. Si spera che l’edifizio sarà ter­
minato in tre anni; onde ciascuno è caldamente supplicato a voler estendere la sua
beneficenza a questo santo scopo in quella mag[g]ior misura che in tale spazio di
tempo gli sarà possibile.
Unisco quivi una scheda, sulla quale ognuno può notare la somma con cui 45
intende di concorrere in denaro o in materiali, per una volta sola o con offerte ri­
partite in questi tre anni.
Tutto ciò viene esposto col pieno consenso delle autorità competenti.
II misericordioso Iddio conceda copiose benedizioni spirituali e temporali a
ciascuno dei contribuenti.
50
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 Solo il mese e l’anno sono a stampa; il giorno è vario; si conservano due copie, con le date del 16
e 18 luglio.
41 Luigi Formento: v. lett. 1644.
42 tre anni: 1872, 1873, 1874. La scheda è ed. in MB X 356.
52 Iniziati i lavori, il 19 luglio l’ufficio di Polizia (ASC A 0980711, me. 428 E 7) e il sindaco Rignon
(ASC A 0980712, me. 429 E 8) invitarono don Bosco a sospenderli e a presentare i disegni delle varia­
zioni introdotte nel progetto precedentemente approvato. Don Bosco nel breve volgere di due giorni li fece
redigere immediatamente dal Form ento e presentare alla commissione d ’Ornato che il 26 luglio li respin­
se. Don Bosco insistette presso il sindaco il 30 luglio ma la Giunta Comunale il 3 agosto 1872 fu irremo­
vibile: ASC A 0980713, me. 428 E 9/12, ed. in MB X 358-359.
15

46.10 Page 460

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450 luglio 1872
1665
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760227) me. 1372 B 11/12
Min. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta azzurra segni di carta gommata per restauro di due strappi
E II 220 MB X 368 (in parte)
Richiesta di offerte per la fondazione della casa di Sampierdarena (Genova)
[Torino, fine luglio 1872]
Fra le città che meritano di essere ajutate dai cattolici in fatto di moralità e di
religione è certamente S. Pierdarena.
La popolazione è pressoché di venti mila anime con una sola parochia e con
5 pochissimo clero [:] sono un nulla in paragone del bisogno. Questo bisogno è
sentito in tutti que’ cittadini ma specialmente nei poveri giovanetti, che in gran
numero vagano per le vie e per le piazze abbandonati ai pericoli di perversione
cui l’inesperta loro età li espone.
Per provvedere a questa grave necessità S. E. Rev.ma Monsig. Magnasco deli-
10 berò di acquistare la chiesa ed il convento di S. Gaetano. La chiesa per conservar­
la al culto a benefizio di tutti; il convento per istituire le scuole serali e domenica­
li ed anche un ospizio pei fanciulli più poveri ed abbandonati.
L’acquisto fu fatto in capo al sac. Gio. Bosco che si obbliga di mandare sa­
cerdoti e assistenti di sua congregazione in numero sufficiente al bisogno. I
15
Le spese del primo acquisto sommano circa a trenta sette mila franchi, ma f.lv
per adattare e ristorare il presente locale, provvedere il suppellettile necessario
per la chiesa, per l’ospizio, e per comperare ancora un po’ di sito per un giardino
di ricreazione ove trattenere i ragazzi specialmente ne’ giorni festivi ci vuole an­
cora una somma certamente non minore della prima.
20
Non essendoci mezzi di sorta per questo bisogno si fa ricorso a tutti quelli
che amano il bene di N. S. Cattolica Religione e desiderano di impedire la rovina
dei poveri fanciulli per avviarli alla moralità e ad un mestiere con cui potersi a
suo tempo guadagnare onestamente il pane della vita.
Avvi qui un modulo di sottoscrizione in cui ognuno può fissare quanto la ca-
25 rità del cuore gli inspira di offerire o subito o a quell’epoca che gli tornerà di mi­
nor disturbo.
[Sac. Gio. Bosco]
4 popolazione corr si ex popolazio venti emend ex Di anime con emend si ex abitanti; avvi e con
emend si ex scarsissima 5 sono un nulla in add si 6 que’ cittadini add si nei corr ex ... 7 e per
le piazze add si ante pericoli del molti 9 Per corr ex Egli è per ante S. E. del che 9-10 deliberò
emend si ex divenne 11 ante culto del pubblico a benefizio di tutti add si 11-12 per istituire... anche
corr mrg sin ex per farne 12 post anche d e l ... pei fanciulli add si post abbandonati del fanciulli
13-14 ante sacerdoti del un sufficiente numero di sua congregazione 14 ante assistenti del di di sua...
sufficiente emend mrg inf ex bastanti 15 ante Le del Ma per questo più Le spese del emend si ex II
sommano emend si ex costa fr.
post sommano del a
a emend si ex franchi franchi add si
16 per... provvedere add mrg inf presente add si 17 ante per1del e ante un2del fa l i ove emend

47 Pages 461-470

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47.1 Page 461

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agosto 1872 451
si ex per ci vuole emend ex ci vogliono 18-19 ancora una somma add si 20-21 si fa... Religione]
si fa ricorso a tutti quelli che amano il bene di nostra S. Cattolica Religione e che vogliono dar mano
emend mrg sin ex si propone una sottoscrizione 21 di impedire emend ex dim inuire il numero 22 cui
add si 23 onestamente add si 24 ognuno corr ex ogni quanto emend si ex che 25 ante cuore del
suo offerire emend si ex pagare a corr ex in
1 La datazione è ipotizzata sulla base del contratto di acquisto, firmato il 16 luglio 1872, grazie al presti­
to in quello stesso giorno di lire 4.000 da parte dell’arcivescovo di Genova; si conserva la dichiarazione di
ricevuta da parte di don Bosco in data 12 agosto 1872: ASC A 2200130, me. 109 C 3/5 ed. in MB X 369.
9 Salvatore Magnasco: nato a Portofino (Genova) nel 1806; vicario capitolare con mons. Charvaz, nomi­
nato nel 1868 vescovo titolare di Bolina in Grecia, il 27 ottobre dello stesso anno fu trasferito alla sede
arcivescovile di Genova, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 12 gennaio 1892: c f HC 152, 316.
24 modulo: analogo a quello della lett. 1664.
1666
Alla presidente delle Oblate madre Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta leggera intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega
della carità...» [cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Galeffi (A 1800114) me. 2649 A 8/9
Ined.
Comunica di mandare il denaro raccolto a mezzo posta e chiede il soccorso delle sue preghiere
[Torino], 1° agosto [18]72
R.da Signora Presidente,
Stia tranquilla e speri in Maria Aus. Essa ha preso il suo convento sotto alla
sua protezione e lo difenderà. Perciò non si dia pensiero né a partire né a prepa­
rarsi per la partenza. Studi soltanto di promuovere la divozione a Maria e a Gesù
Sacramentato. Tuttavia occorrendo qualche minaccia me ne dia tosto avviso.
Riguardo al danaro che ha potuto raccogliere o rubare [,] s’intende con cari­
tà, lo mandi per vaglia postale con lettera semplicemente francata, senza che sia
né raccomandata, né assicurata. Credo che questo sia il mezzo più facile ed anche
il più sicuro. Si conservi soltanto lo scontrino. I
Noi preghiamo mattino e sera all’altare di Maria A. per Lei e per la sua reli­
giosa famiglia. Ma io ho vivo bisogno che mi ajuti colle sue preghiere, giacché ho
una moltitudine di affari tra mano, e sono di sanità poco soddisfacente.
Dio ci benedica tutti e mi creda con gratitudine
Di V. S. R.d.ma
Umile servitore
Sac. G. Bosco
2 Maria M addalena Galeffi: v. E(m) II, lett. 960.
3 Stia tranquilla: v. lett. 1653 e 1663.
6 me ne dia tosto avviso: forse don Bosco pensava di poter intervenire in favore del convento grazie

47.2 Page 462

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452 agosto 1872
a qualche amicizia fra i politici dell’epoca.
7 raccogliere o rubare: v. lett. 1663.
13 sanità poco soddisfacente: pare soffrisse per un attacco di pleurite.
1667
Al vicepresidente delle Ferrovie dell’Alta Italia,
marchese Emanuele Luserna di Rorà
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Ferrovie (A 1690226) me. 2640 C 6/8
M in di M. Rua [R] con correz. ed aggiunte aut. [B] 2 ff. f. 1 210 x 135 mm.
carta uso stampa bordo macchie di umidità
Ined.
f. 2 135 x 105 mm.
Domanda di adoperarsi a suo favore nei confronti del direttore delle ferrovie dell’Alta Italia onde ottene­
re una riduzione del prezzo di trasporto di materiali per le due chiese in costruzione
[S. Ignazio - Lanzo, 6 agosto 1872]
Ill.mo Sig. Marchese,
Ella ebbe già la bontà di occuparsi favorevolmente per l’erezione della chie­
sa e scuole di S. Secondo e di S. Gio. Evang. ed ora le rinnovo la preghiera a vo-
5 lerci continuare la sua protezione.
Quest’inverno con una lettera munita della raccomandazione di S. E. l’Arci­
vescovo, nonché del Sig. Sindaco di questa città [,] io mi rivolgeva alla Direzione
delle ferrovie dell’Alta Italia pregandola a voler accordare qualche facilitazione
sul trasporto dei materiali.
10
II Direttore con sua risposta delli 19 aprile si degnava notificarmi che non
era alieno dal promuovere una deliberazione per un qualche ribasso sui prezzi or­
dinari di tariffa; e ciò anche in veste delle comodità che ne risulterebbero agli
stessi agenti delle Ferrovie ma che sarebbe stato d’uopo rinnovarne dimanda al­
l’epoca in cui si avrebbe dovuto cominciare i lavori.
15
Giunta tale epoca secondo l’avuto suggerimento rinnovai l’istanza. La mede­
sima Direzione alli 9 luglio confermandomi nella data speranza mi richiese quale
sarebbe stato approssimativamente il quantitativo dei materiali da trasportarsi.
Fatti i calcoli col capo mastro I rilevai che sarebbe stato di circa 38 f l v
ton[n]ellate, e tanto notificai al Sig. Direttore. Al 18 luglio ebbi in risposta che è
20 questa una quantità troppo piccola per doversi fare eccezione alle tariffe ordina­
rie.
Ora mi rivolgo alla S. V. affinché voglia nella sua bontà più volte sperimen­
tata adoperarsi in mio favore, facendo notare non essere una quantità sì piccola
quella di tre milioni ed ottocento mila miriagrammi, tanto più avuto riguardo allo
25 scopo di pubblica utilità e beneficenza, e avuto riguardo pure ai mezzi, che sono
offerte raggranellate qua e là dalla pubblica carità, pel che tornerebbe di grande
sollievo quella qualunque riduzione venisse accordata sui trasporti suddetti.

47.3 Page 463

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agosto 1872 453
Confido assai che vorrà V. S. patrocinare la causa del bene pubblico, e che
dietro le sue raccomandazioni si spianeranno tutte le difficoltà; e però pieno di
f.2r riconoscenza Le rendo fin d’ora miei ringraziamenti per I quanto sarà per fare e 30
dire in mio favore.
Pregandole dal Signore florida sanità ed ogni bene passo all’onore di profes­
sarmi colla più profonda gratitudine
Di V. S.
Obbl.mo Servitore
35
[Sac. Gio. Bosco]
2 IU.mo Sig. M archese emend ex nobil. Signore B 3 per l’erezione della emed si ex intorno alla R
4 e scuole add si R e di S. Gio. Evang. R 4-5 ed ora... protezione emend si ex ed anche per la prati­
ca intorno rispettosa le indirizzo la presente B 8 voler corr ex volerci R
10 II Direttore emend si
ex essai? aprile corr ex ap R 12-13 e ciò... Ferrovie add mrg sin B 15 secondo... rinnovai emend
si ex nuovamente feci R 16 alli 9 luglio add si R mi add si R 17 approssim ativamente add si R
dei materiali da trasportarsi emend si ex necessario all’uopo B 18 38] 38.000 19 po st ton[n]ellate
del ossia 3800 tre milioni ottocentomila miria B
e tanto emend si ex che corris R Al 18 luglio]
Allora fu che RI alli 18 luglio emerid si R2 al 18 luglio emend B
23 notare emend si ex risultare che B
25 ante di del che sono [add si R] un’opera B ante pubblica del liberal R 29 dietro corr ex ... R
raccomandazioni corr ex effica R 32 ante Pregandole add a linea B Pregandole corr ex e pregando­
le B 33 profonda gratitudine emend ex distinta stima B
2 Emanuele Lusem a di Rorà, già sindaco di Torino: v. E(m) I, lett. 738.
6-7 Q uest’inverno... io mi rivolgeva: v. lett. del 2 aprile in Appendice /, lett. 1872/4; cit. in lett. 1646.
15 rinnovai l’istanza: v. lett. 1659.
18 rilevai che sarebbe stato: v. lett. 1662.
19 ebbi in risposta: ib.
36 La risposta, in data 9 agosto 1872, fu negativa in quanto il marchese non poteva venir meno alle norme
che lo stesso Consiglio di amministrazione aveva stabilito in merito, pena la contraddizione con se stesso:
ASC A 1640323, me. 2627 E 12. Alcuni mesi dopo però (10 novembre 1872) la direzione generale delle
ferrovie comunicò a don Bosco che in seguito alle molte domande di accoglienza dei figli di dipendenti
delle ferrovie rivolte al suo Oratorio, aveva deciso di concedere la riduzione del 50% sul costo del
trasporto dei materiali per le costruzioni: ASC A 1640331, me. 2628 B 5/7.
1668
A don Gioachino Berto
ASC B31010 Lett. orig., Berto (A 1690720) me. 7 A 7
Orig. aut. 1 f. 135 x 105 mm. carta da computisteria incollata su un foglio più grande
E II 221 MB X 369
Invia spiegazioni relative al lavoro da svolgere — chiede di procurarsi una copia della Storia Sacra
*S. Ignazio [Lanzo], 8 agosto [18]72
D. Berto carissimo,
Eccoti la seconda parte per fare un po’ di ricreazione. Il lavoro fatto va bene.
La spiegazione dei nomi di città non occorre metterla. Se ti vien bene mettere il
nome moderno corrispondente ad esse, mettilo pure.
5

47.4 Page 464

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454 agosto 1872
E una cosa già fatta: procura di avere una copia della Storia Sacra e meglio
il quinternetto di essa sul mio tavolino; ed i vocaboli già esistenti si omettano.
Dio ci benedica tutti. Di sanità sto meglio.
Aff.mo
Sac. G. Bosco
1agosto] 8
1 Lanzo: don Bosco era giunto la sera del 5 agosto, dopo essere intervenuto e aver preso la parola alle
prime professioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Mornese: cf verbale di fondazione dellTstituto delle
FMA in Orme di vita. Tracce di futuro. Fonti e testimonianze sulla prima comunità delle Figlie di Maria
Ausiliatrice (1870 -1881), a cura di Piera Cavaglià e Anna Costa. Roma, Las 1996, p. 40.
2 Gioachino Berto: v. lett. 1277.
3 seconda parte: del Dizionarietto geografico che sarebbe stato messo in appendice alla Storia Sacra.
— ricreazione: detto con ironia, per significare lavoro.
1669
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Torino (A 1690532) me. 2641 B 3/5
Min. aut. 2 ff. 227 x 180 mm. il f. 1 196 x 117 mm. il f. 2 carta leggera
i fogli un’altra mano scrive: «Torino= Chiesa S. Secondo»
ASC B24000 Luoghi visitati da don Bosco (A 0980715) me. 429 A 3-4
C opia allog. senza firma 2 ff.
Ined.
sul v di entrambi
Rescinde ogni impegno per la costruzione della chiesa di S. Secondo, vista l’im possibilità di avere spazio
e locali per un oratorio
[S. Ignazio-Lanzo, poster. 8 agosto 1872]
Ill.mo sig. Sindaco,
Ho ricevuto la lettera ed il verbale della Giunta Municipale riguardante alla
chiesa di S. Secondo, e la ringrazio della cortesia che si compiacque usarmi. Da
questo verbale mi accorgo che io non ho compreso bene il sunto della proposta di
unire il progetto di un oratorio pei fanciulli con quello di una chiesa parochiale
per gli adulti. Mi credeva che la cessione del terreno, limitate alle sole osservanze
comuni delle regole edilizie, non racchiudessero altra obbligazione se non la sicu­
rezza e la regolarità esterna dell’edifizio.
Mi confermava in questa persuasione quando, presentate in massima le mo­
dificazioni del primitivo disegno, il municipio mandava a tracciare il luogo dello
steccato, diramava l’acqua potabile ed il gaz, a comodità dei lavoranti e dei pas­
seggeri e lasciò che gli scavi fossero pressoché condotti a termine.
Ora cangiandosi le cose sostanzialmente, e la deliberazione presa dalla
Giunta rendendo impossibile un locale pei poveri fanciulli resta eziandio frustrato
lo scopo mio, che fu sempre di erigere un oratorio ed un giardino di ricreazione
pei ragazzi in modo di avere anche una chiesa parrochiale per gli adulti.

47.5 Page 465

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agosto 1872 455
Ella mi dice che il Regolamento d’Ornato stabilisce che dalle deliberazioni
f l v della Giunta si può fare I appello al consiglio municipale; se la Giunta avesse
giudicato di rinviare Ella stessa la nostra istanza io ne sarei stato di pieno accor- 20
do; né comparirei oppugnatore della mentovata deliberazione. Ma il fare io stesso
questo appello fa manifesto che io sia in urto e che la voglia vincere sopra questa
autorità.
Questa autorità che non solo ho sempre rispettato, ma a cui mi sono sempre
raccomandato per lumi e consiglio, e colla quale a costo di qualunque sacrifizio 25
intendo di conservarmi nella più sottomessa e rispettosa sottomissione.
In questo stato di cose, non potendo conseguire il mio scopo principale non
mi resta altro che rinunciare alla impresa da tanto tempo vagheggiata, e di cui pur
troppo ne è gravemente sentito il bisogno.
La prego soltanto di voler fare avvisare il capo dell’uffizio di pulizia a non 30
voler procedere presso la pretura urbana per lo spianamento degli scavi e per lo
sgombro dei materiali colà raccolti. Appena la stagione lo comporti mi darò la
massima premura affinché la superficie di quell’isolato sia ridotta al suo stato
primiero.
Mi rincresce della circolare inviata agli abitanti della futura parochia, che si 35
dava sicura; rincresce dover rinunciare alle agevolezze concesse dalla società
f.2r delle Ferrovie pel trasporto dei materiali I come assai più rincrescono le gravi
spese che in questi critici momenti ho dovuto sostenere. Non movo alcuna prete­
sa; mi raccomando soltanto alla sua protezione perché come sindaco veda se può
almeno alleggerirmi il danno, che il desiderio del pubblico bene mi ha cagionato. 40
Professo a Lei la più viva gratitudine mentre ho l’onore di p ortem i pro­
fessare
Della S. V. Ill.ma
Umile servitore
[Sac. Gio. Bosco]
45
5 io add si 5-7 della proposta... adulti emend mrg sin ex delle cose 5 ante proposta del quanto mi
fu fatta 7 Mi corr ex Io mi 8 racchiudessero corr ex racchiudesse 9 e la regolarità esterna add si
post edifizio del e la regolarità [tà add ¿7] nel suo esterno 10 Mi corr ex Io mi ante presentate del
ques 11-12 il luogo dello steccato, emend si ex gli scavi, e 13 lasciò... termine corr si ex e per que­
ste ragioni furono cominciati e pressoché terminati gli scavi 14-15 dalla Giunta add si 15 im possi­
bile emend ex frustran pei poveri corr ex per trattenere i più abbandonati
post fanciulli del ne’
giorni festivi resta it et del 16 di erigere emend si ex di fare 19-21 se... né emend si ex m a se tale
istanza fosse stata inviata dalla stessa Giunta io non emend ex ma tale cosa avrebb 19 la G iunta corr si
ex tutta la mia
20 nostra emend ex mia
21 oppugnatore] oppugnatori
post fare del ciò
22 fa emend si ex lascia certamente che * add si sopra emend si ex con a 24 non solo trsp post ho
sempre 25 ante a costo del desidero 27 In emend ex Le cose essendo post scopo del che
30-31 a non voler corr ex di non 33 la superficie di add si 37 ante assai del pure 38 movo add si
39 come... può emend si ex mi sia 40 alleggerirmi corr si ex alleggerito il... bene corr si ex per desi­
derio di pubblico 41 Professo emend ex prego Lei corr ex V. S. la
1 La data è relativa alla lettera del sindaco, datata 8 agosto 1872: ASC A 0980714, me. 429 A 1/2.
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
3 verbale della Giunta: cit. nella lett. 1658.

47.6 Page 466

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456 agosto 1872
30 capo dell’ufficio di polizia: aveva inviato una contravvenzione e minacciato il ricorso alla Pretura
urbana; v. lett. 1664.
35 circolare: ib.
1670
Al padre dell’istituto Cavanis Giuseppe Da Col
Archivio Istituto Cavanis Venezia (AICV) Fondo Casaro b. 7, cart. Da Col a. 1872
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G. . . Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Da Col (A 1950175)
Ined.
Lo ringrazia della cortesia usatagli nella lettera che gli ha scritto — cerca di individuare una soluzione per
l’eventuale accettazione di un collegio con annesse scuole — lo informa che gli invierà i programmi dei
suoi collegi
[S. Ignazio - Lanzo], 11 agosto 1872
Car.mo nel Signore,
La grazia di nostro S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
Ringrazio V. S. car.ma dei segni di benevolenza che mi esprime nella sua
5 lettera.
Riguardo poi all’oggetto della medesima forse potremo aggiustare le cose.
Noi abbiamo una congregazione approvata dalla chiesa, molto simile a quella dei
Cavanis.
Se si può aggiustare che il collegio, scuole possano affidarsi ad una famiglia
10 religiosa, il rimanente vedremo di regolarlo. Dicami adunque:
1° Se vi sono anche comprese le pubbliche scuole.
2° Quanti convittori potrebbero contenersi nell’attuale località.
3° Se vi sono mezzi ad hoc e quanti in totale.
Certamente con un colloquio si scioglierebbero molte difficoltà; ma per ora
15 non potrei allontanarmi di qua. Veda di scrivermi quanto a Lei sembra del caso.
Per sua I norma le noto che la nostra congregazione non va soggetta alle vi­
cende dei corpi morali, perciocché i suoi membri sono veri religiosi in faccia alla
chiesa, ma in davanti alle leggi civili sono altrettanti liberi cittadini.
Riceverà dalla posta il programma di Valsalice con altri delle nostre case.
20
Le raccomando specialmente il programma del primo, che ha molto bisogno
di protettori nel suo principio.
Raccomando me e li miei fanciulli alla carità delle sante sue preghiere men­
tre con gratitudine mi professo
Di V. S. car.ma
25
Umile servitore
Sac. Gio. Bosco

47.7 Page 467

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agosto 1872 457
P. S. Possagno è vicino a qualche stazione ferroviaria?
2 Giuseppe Da Col: nato a Venezia nel 1819, entrò presto nella congregazione delle scuole di Carità, fon­
data dai fratelli Anton Angelo e Marco Antonio Cavanis di Venezia. Divenuto sacerdote nel 1843, fu per
parecchi anni nella casa di Lendinara (Rovigo), da cui fu trasferito a Possagno (Treviso) come direttore
della nuova casa e parroco del paese. In tale ruolo, che ricoprì per 23 anni, fu molto apprezzato dall’allo­
ra mons. Giuseppe Sarto (futuro papa Pio X). Dal 1887 al 1900 fu preposito della congregazione. Morì nel
1902: notizie offerte dalla segreteria generale dellTstituto Cavanis. Nello stesso 1872 pubblicò Memorie
storiche del padre Vittorio Frigiolini, sacerdote, della Congregazione delle scuole di Carità..., nella col­
lana delle «Letture Cattoliche» a. XX, febb., fase. II.
65 lettera: datata 6 agosto 1872, è conservata in ASC A 1312702, me. 1401 D 11/12.
oggetto della medesima: aveva chiesto un sacerdote per l’insegnamento nel collegio vescovile di Possagno.
27 stazione ferroviaria: la più vicina era a Pederobba, a 9 km. di distanza da Possagno.
1671
Alla signora Geronima De Camilli
ASC B31010 Lett. orig., De Camilli (A 1710117) me. 19 B 11
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G. . . Si prega della carità...»
[cancellata con tratto di inchiostro]
Ined.
Accusa ricevuta della sua lettera e gode del miglioramento della sua salute — promette di celebrare la
S. M essa secondo la sua intenzione
[S. Ignazio-Lanzo], 11 agosto [18]72
Benemerita Signora,
Ho ricevuto con vera consolazione la lettera che si compiacque scrivermi, e
godo assai che la sua sanità si vada rinforzando.
In questa novena di Maria Assunta in cielo la raccomanderò in modo spe- 5
ciale al Signore, e nel giorno 14 di questo mese celebrerò messa secondo la pia di
Lei intenzione.
È veramente come Ella dice: Dio ci dà messe copiosa. Abbiamo molti ope­
rai ma non bastano. Abbiamo dimanda di aprire oltre a 50 case! Raccomando le
nostre imprese alla carità delle sante sue preghiere.
io
Favorisca di ossequiare da parte mia lo zelante prevosto di Murta se ha occa­
sione di vederlo.
Dio la benedica, e le conceda sanità stabile e il dono della perseveranza nel
bene. Amen.
Preghi pel povero suo
15
Umile servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Geronima De Camilli: v. lett. 1526.
3 lettera: non è stata reperita.
9 50 case: il numero corrisponde a quello indicato nella lettera del 2 dicembre 1871; v. lett. 1601.
11 prevosto di Murta: v. lett. 1616.

47.8 Page 468

▲torna in alto
458 agosto 1872
1672
Al conte Cesare Luigi Balbo
Biblioteca Apostolica Vaticana/ondo Patetta - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G. . . Si prega della carità...»
[cancellato con tratto di inchiostro]
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Balbo (A 1980413)
E II 222 MB X 370-371
Ringrazia della lettera - lo rimprovera amichevolmente per essere partito senza fargli visita - assicura di
continuare a pregare per la sua salute e per quella della moglie
[S. Ignazio - Lanzo], 12 agosto [18] 72
Car.mo Sig. Conte Cesare,
A suo tempo ho ricevuto la venerata sua lettera e la ringrazio di tutto cuore.
Veramente, come scriveva, il partire da Torino senza venire a fare una visita e
5 prendere congedo da questa celeste Madre, Maria Ausiliatrice, è una grave
mancanza di riguardo; ma questa Madre è buona e sa dare il peso alle ragioni per
cui talvolta i suoi figli non vanno a riverirla specialmente riguardo a quelli cui
Ella porta molto affetto.
Io però ho procurato di supplire raccomandando Lei, sig. conte, la sig[ra]
io contessa Maria, perché ad ambidue ottenesse dal figlio suo Gesù la grazia di un
buon viaggio, buona campagna I e a suo tempo buon ritorno, ma ho poi diman- f-iv
dato in modo particolare per Lei il prezioso dono della sanità e l’altra grazia anco­
ra più preziosa di poter impiegare questa sanità tutta e sempre in cose che tornino
a maggior gloria di Dio; e spero che la Madonna Santissima ci avrà ascoltati.
15 Tanto più che avremo da sostenere non leggera fatica pel giornale di cui abbiamo
parlato, e di cui verremo a conclusione, quando, a Dio piacendo, verrò al Casino.
Spero che la contessa Maria godrà buona sanità e prego Dio che gliela con­
servi ottima a lunga serie di anni. Favorisca di farle i miei rispettosi ossequii; pre­
gandola a non dimenticare I il mio lavoro per le Letture cattoliche.
f.2r
20
Mi trovo con mille gravi cose tra mano, ed ho bisogno di speciali lumi per
poterle guidare nel modo che torneranno alla maggior gloria di Dio. Ella mi ajuti
colle sante sue preghiere; e mi raccomandi anche a quelle della buona contessa
Maria.
Dio li benedica ambidue, e li conservi a lunghi anni di vita felice colla grazia
25 della perseveranza nel bene. Amen.
Con pienezza di stima e di affetto ho l’onore di potermi professare
Di V. S. car.ma
Umile servitore
Sac. Gio. Bosco
30 Ottimo Sig. Conte C. Balbo
f.2v
S. M.

47.9 Page 469

▲torna in alto
1agosto] 8
agosto 1872 459
2 Cesare Balbo: v. lett. 1632. Il 4 giugno 1872, dopo alcuni mesi dopo il matrimonio, don Bosco gli aveva
mandato copia de II Cattolico Provveduto con la seguente dedica: A l Conte Cesare B albo/ Con augurio
cordiale / di ferm ezza nel Cattolicismo, / di sanità stabile a Lui / ed alla novella sua Consorte, / di p er­
severanza nel bene / a d ambidue. / Umilmente offre / l ’autore: ASC A 1880219.
3 venerata sua lettera: non è stata reperita.
15-16 giornale di cui abbiamo parlato: con ogni probabilità un giornale popolare cattolico, cui accenna
anche il conte Francesco Zaverio di Collegno scrivendo a don Bosco il 21 novembre successivo: v. lett.
1638.
16 Casino: la villa Corsi a Nizza Monferrato; don Bosco vi andò in agosto: v. lett. 1676.
17 M aria Balbo, nata Billiani di Cantoira: v. lett. 1546.
19 «Letture Cattoliche»: la contessa era una delle traduttrici di testi francesi da pubblicare nelle «Letture
Cattoliche».
1673
A don Michele Rua
ASC B 3 1010 Lett. orig., Rua (A 1740211) me. 48 B 6
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta leggermente rigata mrg. inf. tratto di inchiostro sul primo capo­
verso sul f. lv altra mano scrive e cancella: «Salute e Benedizione al Grande e Caro D. Bosco»
E II 221 MB X 370
Manda alcune note da pagare e lo tranquillizza circa la propria salute
*S. Ignazio [Lanzo], 12 agosto [18]72
Car.mo D. Rua,
Ti mando alcuni conti da darvi corso. Quello di Monsig. Siboni colla mia
Lettera si mandi in una busta al comm. Bachelet Dirett. G. del traffico.
Se ci sono conti da Roma od altro, mandameli a Lanzo.
Venerdì mi fermerò in collegio, sabato mattina a Mathi; dopo mezzogiorno,
Deo dante a Torino.
La mia sanità sembra che abbia migliorato, e di qui mi sono già sbrigato di
parecchie cose di antichissima data.
Vi saluto tutti nel Signore, pregate per me che sono
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 agosto] 8 4 comm. emend ex ....
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 darvi corso: pagare.
— Pietro Anacleto Siboni, vescovo di Albenga: v. lett. 1582.
3-4 mia Lettera: non è stata reperita.
64 Alfredo Bachelet: capo servizio del traffico delle ferrovie dell’Alta Italia.
Venerdì: 16 agosto.
8— Mathi: località a 5 km. da Lanzo e 27 da Torino.
sanità: a fine luglio aveva sofferto per un attacco di pleurite; v. lett. 1666.

47.10 Page 470

▲torna in alto
460 agosto 1872
1674
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740212) me. 48 B 7
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta azzurrina leggermente rigata
E II 223 MB X 371
mrg. inf. ingiallito
Chiede di inviare la lettera che allega all’avv. Maccia •— lo invita ad andare a parlare al medesimo,
ma senza prendere alcuna decisione
*Sant’Ignazio [Lanzo], 14 agosto [18]72
Car.mo D. Rua,
Ti mando questa lettera dell’Avv. Maccia. O tu o D. Savio passate a parlar­
gli; ma limitatevi ad ascoltare e mostrare il nostro buon volere per qualsiasi trat-
5 tativa pacifica, ma non venite ad alcuna conclusione prima che ci siamo parlati,
sappiamo di che si tratta.
Metti la lettera al prelodato indirizzata e falle l’indirizzo sopra una busta:
Avv. Raimondo Maccia - via d’Angennes, 2 6 - 3 scala a destra nel cortile.
Se hai qualche cosa da mandare a D. Cerutti chiudilo nella stessa lettera con
10 questo bigliettino.
Maria SS. ci conservi tutti suoi e sempre suoi. Amen.
A rivederci sabato.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
15 [R S.] Hai fatto la commissione a D. Savio?
1 agosto] 8 5 parlati] parlato 7 lettera res 12 A rivederci res
2 Michele Rua: v. lett. 1673.
3 questa lettera: non è stata reperita. Difficile anche sapere l’oggetto della medesima.
— Raimondo Maccia: avvocato abitante a Torino, in via Giulio 10: secondo la guida G. M a r z o r a t i 1876.
— Angelo Savio: v. E(m) I, lett. 621.
9 Francesco Cerniti: v. E(m) I, lett. 518.
12 sabato: 17 agosto.
1675
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720619) me. 30 B 6
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta ingiallita ampia macchia di umidità sul mrg. inf. des.
si trova l ’indirizzo e timbro di ceralacca
E II 223 MB X 372
Avvisa che il giorno dopo avrebbe pranzato in collegio con vari amici
sul v.
*Sant’Ignazio [Lanzo], 15 agosto [18]72

48 Pages 471-480

▲torna in alto

48.1 Page 471

▲torna in alto
agosto 1872 461
Car.mo D. Lemoyne,
Dimani sono teco a pranzo, e meco sono tre o quattro amici tra cui D. Be-
gliati.
Procura di farci stare allegri.
5
Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
Al R.do D. Lemoyne
Dirett. del collegio
10
Lanzo
1agosto] 8
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
3-4 Giuseppe Begliati: nato a Viola (Mondovì), fu economo al Convitto Ecclesiastico di Torino.
Morì il 22 aprile del 1873 a 67 anni: C SM T E ..., Taurini 1834-1900.
1676
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740213) me. 48 B 8
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta uso stampa segni di pastello azzurro
aggiunge all’elenco dei nomi quello del T. Roda
E II 223-224 MB X 372
sul f. 2v M ichele Rua
Lo invita ad andare avanti celermente con i lavori a Lanzo e a far pervenire ai coniugi Viancino l ’appello
per la distribuzione dei premi col programma di Valsalice — chiede notizie sul lavoro cominciato da
don Berto — salute precaria della contessa Corsi
Nizza Monf[errato, 20 agosto 1872]
Car.mo D. Rua,
Le cose vengono in mente dopo la partenza [,] perciò si deve scrivere.
A Lanzo si spingano i lavori quanto è possibile e si provveda quanto occorre
affinché possano discretamente alloggiarsi Dott. Lanfranchi, D. Picco, il sig. Ca- 5
naie Gius. [,] D. Pechenino, D. Ratti piev. di Staghiglione se viene.
E bene di scrivere un bigliettino al medesimo per sapere se viene, come de­
sidero.
L’invito per la distribuzione dei premi col prog. [di] Valsalice si mandi an­
che al sig. c.te e c.ssa Viancino a Bricherasio. Conto di invitare il sindaco che 10
probabilmente verrà o manderà.
Se si potesse suonare la Notte e il Giorno sarebbe ad hoc.
Quando D. Berto abbia terminato il suo lavoro, se puoi mandamelo, se non
avvi occasione lo vedrò a Torino.
La mamma vi saluta, sta poco bene [,] pregate per lei.
15

48.2 Page 472

▲torna in alto
462 agosto 1872
Dio ci benedica tutti e credimi
P. S. Fondi pubblici e privati in gran ribasso.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
9 col prog. di Valsalice add si 15 la mamma... lei add mrg sin
1 Nizza Monferrato, dove era ospite della contessa Corsi: v. lett. 1672.
2 M ichele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 dopo la partenza: don Bosco era partito da Torino per Nizza il giorno precedente.
5 Vincenzo Lanfranchi: v. E(m) II, lett. 837.
— M atteo Picco: v. E(m) I, lett. 224.
65-6 Canale Giuseppe: v. E(m) II, lett. 853.
M arco Pechenino: nato a S. Giorgio Canavese (Torino) il 27 marzo 1820 da M ichele e Teresa Borghese,
divenne dottore in teologia, professore e canonico. Morì il 27 dicembre del 1899 a 79 anni: cf C S M T E ....,
Taurini (1834-1900).
— don Giuseppe Ratti: fu pievano di Staghiglione (diocesi di Tortona) fino al 1873, sostituito successi­
vamente da don Giuseppe Retanni.
9 distribuzione dei premi: ebbe luogo l’8 settembre.
10 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
— Luigia Viancino di Viancino: ib.
12 Notte e Giorno, una fantasia musicale del maestro De Vecchi: v. lett. 1432.
13 Gioachino Berto: v. lett. 1277.
— suo lavoro: relativo alla Storia Sacra, di cui alla lett. 1668.
15 mamma: la contessa Corsi.
19 F ondi... ribasso: la carità dei privati e quella delle pubbliche autorità.
1677
A don Francesco Tribone
ASC B 3 1010 Lett. orig., Tribone (A 1740808) me. 53 E 6/7
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggermente rigata ingiallita
Ined.
macchie di umidità
Ringrazia per l’offerta inviata dalla nonna, a cui chiede di ricorrere nuovamente per un aiuto economico
al riscatto di 11 chierici dalla leva militare — assicura preghiere a Maria Ausiliatrice
*Torino, 22 agosto [18]72
Car.mo nel Signore,
E intanto non viene a fare un po’ di compagnia ai freschi di Lanzo che le
avrebbero fatto molto bene. Pazienza, ci vedremo altra volta.
5
Ho ricevuto fr. 35 che la sig[ra] Quartara di Lei nonna offre a Maria A. Da
che Ella me lo disse noi l’abbiamo sempre raccomandata alle comuni e private
nostre preghiere e così continueremo a fare per l’avvenire affinché Dio la inspiri a
fare santo uso delle sue ricchezze e per mezzo di esse guadagnarsi il Paradiso.
La ringrazi tanto da parte mia. Ora prego di una novella commissione presso
io della medesima.

48.3 Page 473

▲torna in alto
agosto 1872 463
Noi abbiamo in questo anno undici cherici da riscattare dalla leva militare; e
non so dove cercare i mezzi opportuni. In questo bisogno la medesima Santa I
Vergine Ausiliatrice si raccomanda alla sig[ra] Quartara affinché colla industriosa
sua carità si adoperi per riscattare un cherico e regalarlo alla chiesa di Maria A.
che ne ha tanto bisogno.
Questo cherico pregherebbe per la sua benefattrice in tutto il corso della vita,
e Maria a suo tempo pagherebbe in abbondanza quanto si è fatto per Lei.
Se può mi cerchi degli allievi per Valsalice.
Dio benedica Lei, la sig[ra] Figari, la buona nonna; preghi per me che con
gratitudine mi professo
Della S. V. Car.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
P. S. Forse ai primi giorni di sett. le farò una visita.
1agosto] 8
1 Torino: in realtà don Bosco si trovava ancora a Nizza Monferrato, ospite della contessa Corsi.
2 Francesco Tribone: v. lett. 1349.
3 non viene... Lanzo: l ’invito era stato fatto il 7 luglio precedente; v. lett. 1660.
5 sig.ra Quartara, nonna di don Tribone: v. lett. 1617.
19 Figari, ossia Geronim a De Camilli: v. lett. 1526.
— nonna: v. lin. 5.
1678
Al sindaco di Torino Felice Rignon
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Rignon (A 1690515) me. 5 C 6/7
M in aut. 1 f. 208 x 133 mm. carta uso stampa mrg. sin. restaurato mrg. sup. con foro segni di
carta gommata segni di pastello rosso e azzurro sul f. lv M ichele Rua scrive: «supplica al sindaco
[per] ottenere sussidio per la scuola degli [] per mezzo di Riccardi»
E II 224-225 MB X 394-395
Domanda un sussidio per le scuole elementari per esterni presso la chiesa di Maria Ausiliatrice
Torino, 26 agosto 1872
Ill.mo Sig. Sindaco,
Fra le parti assai popolate della città di Torino e rigurgitanti di ragazzi è
certamente Valdocco. Non pochi vanno alle scuole di S. Barbara che per altro so­
no a non piccola distanza.
Ma un numero stragrande sia per incuria dei parenti, sia perché male
ab[b]i[g]liati o per propria dissipazione rimanevano vaganti l’intiera giornata con
danno di loro stessi e con disturbo delle autorità di pubblica sicurezza.

48.4 Page 474

▲torna in alto
464 agosto 1872
Per tentare di provvedere a questi poveri fanciulli oltre alle scuole serali ho
10 aperto anche alcune scuole diurne. In questo anno potendosi avere un po’ più di
locale il numero degli allievi crebbe notabilmente ed al presente il loro numero
effettivo oltrepassa i trecento.
A questi allievi bisogna gratuitamente som m inistrare I l’istruzione, a non po- f l v
chi gli stessi oggetti di scuola, libri carta, e penne eccettera, a taluni anche vestia-
15 rio e pane.
Questi sono sforzi di un privato che non possono durare senza speciale sus­
sidio.
A tale oggetto fo ricorso a V. S. Ill.ma pregandola a voler prendere questo
bisogno nella più viva considerazione, e concedere all’uopo quel sussidio che si
20 giudicherà opportuno.
Se mai Ella giudicasse di mandare qualcheduno a visitare queste scuole, sono
tuttora aperte nel locale dietro alla chiesa di Maria Ausiliatrice e sarà accolto
con tutto il riguardo dovuto alla persona inviata e a colui che la manda. Vi sono le
quattro elementari: alcune classi pel loro numero sono divise in due sezioni.
25
Mi voglia credere colla solita gratitudine
Della S. V. Ill.ma
[Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco]
3 post parti del della città di Torino 4 per altro add si 7 rimanevano corr ex rimangono 9 tentare
em endex pro oltre alle emend si ex aperto 10 anche add si 12 effettivo add si 13 bisogna it gra­
tuitamente add si 16 Questi corr ex Ma questi 18 A tale... a emend si ex per questo pregh pregan­
dola add si 21 ante sono del e
2 Felice Rignon: v. lett. 1495.
28 II sindaco rispose il 18 settembre 1872 comunicando che per poter essere presa in considerazione la
domanda di don Bosco doveva essere prima approvata dalla Commissione Perm anente dell’istruzione
Pubblica. Si sarebbe comunque interessato in tal senso: ASC A 1362515, me. 1446 C 5.
1679
Alla contessa Maria Teresa Balbo
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880204)
Copia di Gioachino Berto
Ined.
Promette di raccomandarla all’altare di Maria Ausiliatrice affinché la tenga lontana dai pericoli che pos­
sono presentarsi durante il periodo di gravidanza
[Torino, fine agosto 1872]
Ill.ma Sig[ra] Con.ssa Maria,
Quando partii da Nizza non ebbi agio di parlarle in particolare. Era per ani­
marla a mettere grande confidenza in Maria Aus. Io ho stabilito un Pater, Ave e

48.5 Page 475

▲torna in alto
settembre 1872 465
Salve Regina all’altare di Maria e si diranno per Lei finché la Divina Provvidenza 5
l’abbia liberata dai pericoli che ad ogni momento le possono occorrere nello stato
interessante in cui si trova.
Dio la benedica, preghi per me che con gratitudine mi professo
Di V. S. 111.ma
Umile Servitore
io
Sac. G. Bosco
2 Maria Teresa Balbo: v. lett. 1546 e 1672.
3 partii da Nizza: giuntovi il 19 agosto, vi era rimasto probabilmente tutta la settimana fino al 24.
6-7 stato interessante: sposatasi alcuni mesi prima (8 aprile 1872: v. lett. 1632) era dunque in attesa del
primo figlio, Prospero, che sarebbe nato a Torino 1’ 11 aprile 1873.
1680
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l 3 5 m m .
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Callori (A 1980414)
E II 225 MB X 375-376
Assicura preghiere — annuncia una sua possibile visita — saluti alla famiglia
[Torino, inizio settembre 1872]
Mia buona Mamma,
Ogni mattina nella santa Messa fo una visita alla mia buona Mamma con un
memento speciale per Lei; e sono persuaso che nella sua carità Ella farà
altrettanto per questo suo povero figlio.
5
Ma oltre a visite spirituali desidero sapere eziandio delle notizie sanitarie,
vocabolo tecnico, di Lei e di tutta la sua famiglia.
Bisogna che lo confessi: è da molto tempo che non ricevo più né parrucche,
né avvisi, né consigli; perciò divengo molto dissipato. Se pertanto la settimana
dopo la natività di Maria Ella trovasi a Vignale, io andrei a farle una visita che io
credo tornami utile all’anima e al corpo.
La mia sanità progredisce, ma gli antichi ospiti di Varazze non vogliono
f .lv abbandonare un possesso che in modo poco garbato I hanno acquistato ne’ miei
stati.
La prego di voler far gradire gli umili miei ossequi al sig. conte Federico e al 15
resto della sua famiglia e augurando a tutti l’abbondanza delle celesti benedizioni,
mi raccomando alle sante di Lei preghiere e mi professo con verace gratitudine
Della S. V.
Umile dissipatello
Sac. Gio. Bosco
20

48.6 Page 476

▲torna in alto
466 settembre 1872
1 inizio settembre: lettera databile sulla base della promessa di andare a far visita alla destinataria dopo
la festa della natività di Maria dell’8 settembre.
82 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
parrucche: sgridate, forti rimproveri.
12 ospiti di Varazze: probabilmente qualche nuovo attacco degli sfoghi miliarici che l ’avevano assalito
durante la malattia di Varazze; v. lett. 1606.
15 Federico Callori: v. E(m) I, lett. 546.
1681
Alla contessa Carmes Maria Gondi
Edita in E II 226 MB XVII 879
Gode della salute di tutti, soprattutto della figlia — assicura preghiere — auspica di incontrarla in occa­
sione del suo passaggio da Torino
*Torino, 8 settembre [18]72
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Godo che V. S. e la sua famiglia godano buona salute e prego Dio che voglia
conservare a lunghi anni di vita felice Lei e la sua bambina.
5
Non mancherò di fare particolari preghiere pel viaggio che sta per
intraprendere. Non ne dubiti che sarà felice.
Di autunno io sono ognora o qui o sempre in vicinanza di Torino; perciò se
Ella prima del suo ritorno potrà a sua comodità prevenirmi del giorno in cui
passerà in questa nostra città, io mi posso comodamente trovare in casa e mi
10 rincrescerebbe troppo che Ella capitasse tra noi in mia assenza.
Dio benedica Lei, la sua bambina, suo suocero e preghino per me che le sono
Umile servitore
Sac. G. Bosco
P. S. Giungendo a Torino dica a qualunque fiaccheraio: conducetem i da D.
15 Bosco. Ciò basta.
2 Carmes Maria Gondi: v. E(m) II, lett. 1031.
3 Godo: la lettera della contessa non è stata reperita.
4 bambina: v. lett. 1429.
5 viaggio: probabilmente in Francia, vista la sua origine francese e considerando che sarebbe passata da
Torino. La visita della contessa a Valdocco ebbe effettivamente luogo: v. lett. 1686.
11 suocero: ricordato anche in altre lettere, ad es. lett. 1429 e 1543.
14 fiaccheraio: conduttore di vettura a nolo per il movimento in città.
1682
Alla contessa Luigia Yiancino di Viancino
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Viancino (A 1780260)

48.7 Page 477

▲torna in alto
ottobre 1872 467
Orig. aut. 2 fi. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta leggermente rigata in pessime condizioni fortemente ingiallita
completamente restaurata con carta gommata e rinforzata al centro di entrambi i fogli quattro fori sul f. 2
Ined.
Avvisa del suo arrivo a Bricherasio dove si fermerà alcuni giorni
Torino, 30 settembre [18]72
Mia buona Mamma,
Indirizzo la lettera a V. S. pel timore che il Sig. conte possa essere assente.
Dimani a sera, pel convoglio delle ore cinque pom. spero di partire alla
volta di Bricherasio. Se per questo convoglio vi è Vomnibus non voglio che si dia 5
nessun disturbo; se poi non vi fosse, mi raccomando per qualche mezzo di
trasporto.
Veda questo figlio con quanta libertà egli parla!
Dio conceda ogni bene a Lei ed [al] sig. di Lei marito e mi creda colla più
profonda gratitudine
10
Di Lei, mia buona mamma,
umile discolo
Sac. G. Bosco
1 settembre] 9
1 Torino: era appena tornato da Lanzo, dove aveva predicato due corsi di esercizi spirituali ai salesiani.
2 Luigia Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
4 Dimani a sera: martedì 1° ottobre.
5 omnibus: grande carrozza pubblica a cavalli, per il trasporto dei passeggeri nelle grandi città e località
limitrofe.
9 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
1683
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740214) me. 48 B 9
Orig. aut. 1 f. 213 x 134 mm. carta leggermente rigata
cancellato con tratto di inchiostro
E II 120, 226 MB X 378-379
appunto archivistico sul mrg. sup. sin.
Chiede di mandare un programma del collegio di Lanzo al sig. Cesano di Bricherasio e di tenere un prete
libero per celebrare la S. M essa nella villa del conte Viancino
*Bricherasio, 2 ottobre [18]72
Car.mo D. Rua,
Venerdì per quello che giunge alle 3,45 mandami qualcheduno e gli darò il
sacco per essere libero a fare qualche commissione per Torino.
M anda un program ma di Lanzo al sig. Cesano notaio e segretario di 5

48.8 Page 478

▲torna in alto
468 ottobre 1872
Bricherasio il cui figlio è accettato per la pensione maggiore. Se avvi nulla in
contrario gli avrei fissato il n. 161.
Procura, si fieri potest, di tener un prete libero perché venga a dir messa dal
conte di Viancino domenica p. Tratteremo la cosa di presenza, e qualora se ne
10 potesse fare a meno dirà la Messa nella chiesa di M. A.
Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
1 ottobre] 10 8 ante venga add domenica
Sac. G. Bosco
2 M ichele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 Venerdì: 4 ottobre.
— quello: treno.
4 sacco: la posta e la valigia da viaggio.
5 Cesano sig. e figlio: Camillo Cesano, nato il 31 luglio 1860 da Carlo Felice (1824-1884) e Emilia
8Filippi, ed entrato nel collegio di Lanzo il 20 ottobre 1872: Lanzo, registro allievi.
un prete libero: ci andò don Durando; v. lett. 1685.
9 Francesco Viancino di Viancino: v. lett. 1682.
— domenica p.: 6 ottobre.
1684
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B 31210M js. aut. infotoc., Callori (A 1980415)
E II 227 MB X 379
Elenco di comunicazioni: ringrazia per l’accoglienza che ha ricevuto — prega per la sua salute e dà noti­
zie della propria — informa don Giacinto che il suo libro verrà stampato — chiede di riferire al marito che
il vino è aumentato di prezzo — auguri di ogni bene ecc.
*Torino, 4 ottobre [18]72
Mia Buona Mamma,
Ho ricevuto a suo tempo la lettera della contessa Balbo che mi scrive a nome
di Lei, mia Buona Mamma, e le ringrazio ambedue della bontà che mi usano e
5 benedico Iddio che l’abbia condotta e ricondotta nel suo viaggio a Brixen tanto
[faticoso] colla sua sanità cagionevole che possedeva.
Spero che Dio esaudirà le comuni nostre preghiere e che Ella potrà
riacquistare perfetta sanità di anima e di corpo.
La mia sanità continua a migliorare e le pillole di Vignale mi fanno assai
10 bene, lo dica al caritatevole e cortese Dottore.
Il biglietto giallognolo che mi ha dato non ha potuto ottenere lo scopo, cioè
non potè essere impiegato in manicaretti, ma nel cuoprire alcuni p o u f che non

48.9 Page 479

▲torna in alto
ottobre 1872 469
pativano dilazione; ma, mi creda, tenne un posto che migliore non si poteva
desiderare.
Dica a D. Giacinto che il suo lavoro va benissimo: appena stampato ne avrà 15
tosto copia; per ora la ringrazio di cuore. I
flv
Abbia la bontà di dire al sig. Conte di Lei marito, che il vino è aumentato
assai di prezzo e se non c ’è compratore, mel dica e gli manderò tosto persona
pratica ed onesta.
Rinnovi i miei più sentiti ringraziamenti per tutta la bontà e carità che usò e 20
quando fui a Vignale e quando io sono partito e sempre.
Dio la ricompensi di tutto il bene che Ella fa a me ed a questi miei poveri
giovanetti, e la Santa Vergine del Rosario faccia che ogni Ave Maria, detta per
Lei, sia un bel fiore che si aggiunga alla corona che gli angeli le preparano in
cielo. Così sia.
25
In quanto alla Superiora, di cui si è parlato e scritto, procurerò di aggiustarmi
altrimenti.
Preghi per me e per la mia famiglia e mi creda in G. C.
umile figlio discolo
Sac. Gio. Bosco
1 ottobre] 10 4 usano] usino
1 Torino: era appena di ritorno a Torino da Bricherasio e in procinto di partire l’indomani per
Castelnuovo d ’Asti; v. lett. 1685.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 lettera: non è stata reperita.
— M aria Teresa Balbo: v. lett. 1546.
5 Brixen: Bressanone, località a circa 40 Km. da Bolzano.
9 pillole di Vignale: don Bosco era stato ospite nella villa della contessa un mese prima; v. lett. 1680.
1211 biglietto giallognolo: moneta carta di lire 50.
pouf, debiti.
15 don Giacinto: sacerdote non identificato, e comunque non appartenente alla diocesi di Casale
Monferrato. Anche il suo libro da pubblicare non è stato individuato.
17 Federico Callori: v. E(m) I, lett. 546.
17-18 vino aumentato assai di prezzo: il dato non sembra corretto, stando ai prezzi all’ingrosso del vino
per il 1872; vero però è che l ’anno seguente (1873) il prezzo del vino per ettolitro salì vertiginosamente,
passando da lire 31,37 a lire 56,69: cf G. F e l l o n i, / prezzi sul mercato di Torino..., v. lett. 1661.
26 Superiora: non è stata identificata.
1685
Al conte Francesco Viancino di Viancino
ASC B31010 Lett. orig., Viancino (A 1741028) me. 55 A 5/6
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggermente rigata ingiallita
E II 228 MB X 380
restaurata con carta gommata
Ringrazia per l ’elem osina inviata — in segno di gratitudine celebrerà una S. M essa per lui e la moglie
— tempo permettendo partirà per Castelnuovo d ’Asti

48.10 Page 480

▲torna in alto
470 ottobre 1872
*Castelnuovo d ’Asti, 5 ottobre [18]72
Car.mo Sig. Conte,
Il
professore D. Durando va a prendere il mio posto ed io approfitto della sua
gita per rinnovarle i miei più vivi ringraziamenti e della bontà usata alla povera
5 mia persona e della generosa limosina che mi ha dato per questa casa, che trovai,
come prevedeva, affatto sprovvista di danaro.
Per dare a Lei ed alla sig[ra] contessa di Lei moglie un segno di gratitudine
dimani indirizzo a Dio secondo la loro intenzione una messa con tutte le
comunioni che dimani i nostri giovanetti faranno all’altare di Maria Ausiliatrice.
io
Mi sono trattenuto finora a Torino, se il tempo il permette partirò alle due
pom. per Castelnuovo d’Asti; altrimenti farò come potrò. I
Il
Signore Iddio ricco in misericordia conceda copiose benedizioni a Lei ed f l v
alla sig[ra] moglie, ed ambidue possano avere sanità stabile, vita felice col
prezioso dono della perseveranza nel bene.
15
Mi creda con gratitudine
Della S. V. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1ottobre] 10
1 Castelnuovo d ’Asti: in realtà scrive da Torino: v. lin. 10-11.
2 Francesco Viancino di Viancino: v. E(m) II, lett. 900.
3 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330.
— va: viene. Don Bosco lo aveva chiesto a don Rua tre giorni prima: v. lett. 1683.
— mio posto: don Bosco era stato ospite dei Viancino i giorni precedenti; v. lett. 1682, 1683.
7 Luigia Viancino di Viancino: v. lin. 2.
1686
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780235)
Orig. aut. 2 ff. 187 x 138 mm. carta alquanto trasparente
E II 228-229 MB X 380-381
Costante ricordo di lei e della sua famiglia nella S. Messa — notizie sulla propria salute — apertura di
tre nuove case — entrata di nuovi candidati nello stato ecclesiastico — informazioni su due giovani fio­
rentini — saluti alle nobili benefattrici di Firenze
Torino, 9 ottobre [18]72
Mia Buona Mamma,
Se il corpo volasse col pensiero Ella avrebbe da questo suo discoletto
almeno una visita al giorno; giacché ogni mattino nella santa messa non ometto
5 mai di fare una speciale commemorazione per Lei, nominatamente, e per tutta la
sua famiglia e famiglie.

49 Pages 481-490

▲torna in alto

49.1 Page 481

▲torna in alto
ottobre 1872 471
E spero che Dio nella sua grande misericordia mi ascolterà e che concederà a
Lei sanità stabile e la farà una gran santa.
Ella insiste di sapere delle notizie mie e delle cose nostre ed io voglio
appagarla. La mia sanità è abbastanza buona. La malattia si può dire scomparsa, io
ma lasciò una rimembranza nella stanchezza che mi fa limitare assai le ordinarie
occupazioni. Tuttavia ringrazio Dio di quanto mi concede. I
Quest’anno apriamo tre nuove case, quindi nuovi lavori, nuovi fastidi, nuove
spese. In generale abbiamo tutte le case piene di allievi, che tra tutti sommano a
sei mila e seicento. Ella è la nonna di tutti, non è vero? Che messe copiosa!
15
Abbiamo quest’anno 110 candidati che entrano nello stato ecclesiastico; di
cui undici da riscattarsi dalla leva militare e qui nuovi fastidi e nuove spese. Ciò
nulla di meno abbiamo motivo di ringraziare il Signore, poiché per la parte
morale abbiamo niente a desiderare.
I signorini Pistoi cominciano ad abituarsi. Da prima era loro insopportabile 20
la lontananza da Firenze; ma poco a poco si sono quetati ed ora parlano già dei
loro studi, di abilitarsi al piano [,] prendere parte al teatrino e simili. Tutto ciò fa
sperare bene di loro. Per quanto spetta alla parte morale e religiosa c ’è niente a
ridire, e prendono parte assai volentieri alle pratiche di pietà. Amano molto il loro
direttore D. Dalmazzo, che si occupa di loro con molto zelo e pazienza. Partecipi 25
queste notizie al mio buon Babbo sig. Tommaso.
Dio la benedica, mia buona mamma, e con Lei benedica tutta la sua
famiglia, e le conceda di vedere i figli de’ figli suoi, fino alla quarta generazione,
tutti virtuosi in terra, tutti raccolti con Lei in paradiso. Amen.
Se ha occasione di vedere la sig[ra] Nerli o la sig[ra] Gondi me le riverisca. 30
Esse mi hanno fatto una visita, ma la mia mamma...
Mi cerchi allievi buoni per Valsalice; preghi per me che le sono
Obbl.mo aff.mo discolo
S. G. Bosco
1 ottobre] 10 14 piene corr ex pieni 16 110 corr ex 100 27 una it
1 In realtà don Bosco si trovava al suo paese nativo, e non a Torino: v. lett. 1685.
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
9 insiste: la lettera non è stata reperita.
11 stanchezza: v. lett. 1684.
13 tre nuove case: Varazze, Sampierdarena, Torino-Valsalice.
15 sei mila e seicento: erano sei mila in marzo, stando alla lettera alla m edesim a contessa; v. lett. 1629.
17 undici da riscattarsi: v. lett. 1677.
20 Pistoi: allievi del collegio di Torino-Valsalice, di origine fiorentina. Di uno si conosce il nome:
Giovanni; cf R . R o c c ia , Il Collegio-convitto di Valsalice sul colle di Torino... in Torino e Don Bosco
(a cura di G. B racco)..., p. 271.
25 Francesco Dalmazzo: v. E(m) II, lett. 883. Era il direttore del collegio di Valsalice.
26 Tommaso Uguccioni Gherardi: v. E(m) II, lett. 877. Si noti l’espressione babbo usuale nel linguaggio
fiorentino, più che in quello piemontese.
30 Enrichetta Nerli Michelagnolo: v. E(m) II, lett. 1062.
— C annes M aria Gondi: v. E(m) II, lett. 1031; don Bosco l’aveva invitata a visitare Valdocco un mese
prima: v. lett. 1681.

49.2 Page 482

▲torna in alto
472 ottobre 1872
32 allievi buoni per Valsalice: il collegio era in grave difficoltà per mancanza di allievi; v. lett. 1625.
1687
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orìg., Rua (A 1740215) me. 48 B 10
Orig. aut. 1 f. 2 1 2 x l 3 4 m m . carta leggermente rigata bordi ingialliti
scrive: «Comm. alla Trinità, Mad. Giusiana a S. Vito presso Fossano»
E II 229-230 MB X 381-382
sul mrg. sup. Michele Rua
Consiglia di lasciare l’Oratorio per prendere un po’ di sollievo recandosi a passare qualche giorno a Nizza
Monferrato presso la contessa Corsi
*Costigliole, 11 ottobre [18]72
Car.mo D. Rua,
Se occorre inviarmi lettere o stampe si indirizzi tutto a Peveragno presso il
sig. D. Pietro Vallauri [,] sua villa dei Paschi, fino a martedì. La sera di quel
5 giorno, a Dio piacendo, andrò a Mondovì presso al cav. Vallauri dove mi fermerò
alla sera del venerdì.
Se puoi scrivimi due linee dicendomi se il cav. Dupraz è alla Trinità e se
mad. Giusiana è a Torino o in sua campagna.
Tu faresti bene domenica a sera per quello delle 7 di sera fare vela alla volta
10 di Nizza, e ti fermerai quello che potrai. Ciò nella persuasione che D. Proverà sia
bene di sanità e di finanze.
Questa mattina sono partito dall’Oratorio niente bene in salute; ma nel dopo
mezzodì mi trovai molto meglio; ed ora continuo. Deo gratias.
Dio ci benedica tutti, e credimi
15
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
[P. S.] Ho dimenticato la cambiale. Se occorre si metta la marca da bollo e la
data. Nel mio tavolino vicino alla finestra vi è lo scritto [:] Obblig. Besio.
Fammelo copiare e mandamene la copia.
1 Costigliole emend ex Torino
mio... copia add mrg sin
ottobre] 10
17-18 Ho dimenticato... data add mrg inf 18-19 Nel
1 Costigliole Saluzzo: località di circa 3000 ab. (a 22 km. da Cuneo), dove don Bosco era ospite del
conte Giriodi.
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 Peveragno: località di circa 7000 abitanti, a 10 km. da Cuneo, paese di don Pietro Vallauri, amico
e benefattore di don Bosco, probabilmente omonimo di quello citato alla lett. 1329; v. anche lett. 1689.
4 martedì: 15 ottobre.
65 Mondovì: luogo di residenza del prof. Tommaso Vallauri; v. lett. 1689.
venerdì: 18 ottobre.

49.3 Page 483

▲torna in alto
ottobre 1872 473
7 Giovanni Battista Dupraz: v. iett. 1273.
8— Trinità: località di circa 3500 abitanti, a 24 km. da Cuneo.
Giusiana, moglie del citato Dupraz: v. Iett. 1273.
10 Nizza Monferrato: dove c ’era la villa della contessa Corsi, presso la quale don Bosco era già stato
ospite due mesi prima; v. Iett. 1676.
— Francesco Proverà: v. E(m) I, Iett. 518. A ll’epoca era consigliere del Capitolo dell’Oratorio e svolge­
va anche le mansioni di viceprefetto. Era sofferente da molto tempo: v. E(m) II, Iett. 822; v. anche
Iett. 1691.
18 Giuseppe Besio: v. Iett. 1471.
1688
Al vescovo di Savona Giovanni Battista Cerruti
Curia Vescovile - Savona
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cerruti (A 1980416)
Ined.
Comunica di aver accettato i due ragazzi raccomandatigli
*Cuneo, 12 ott[obre 18]72
Eccellenza Re.d.ma,
Spero che colla sua bontà vorrà dare compatimento al ritardato riscontro
della sua remotissima del 26 p. settembre. Non mi sono più fermato a Torino.
In m assima adunque ricevo ambidue i suoi raccomandati per la casa di 5
Torino.
Il
Casareto farebbe la sua retorica in borghese. Esso si provvederà di
vestiario e libri pel primo anno con quel danaro che V. E. vedrà poter pagare e
verrà quando che sia.
Il
Bartolom eo Zuvo venga disposto di entrare nella classe per cui sarà io
idoneo. Le spese di vestiario e di libraria a suo conto; se può pagare qualche cosa
V. E. faccia, io le dò i pieni poteri.
Mi rincresce che qui non ho nota del corredo ordinario; ma l’essenziale è una
muta di abiti per uso giornaliero; altra pei casi d ’uscita. Tutto quello che è
necessario pel letto ad eccezione della lettiera, del pagliariccio e delle relative 15
foglie o paglia. Queste ultime cose sono provvedute dallo stabilimento. Le altre
piccole cose si potranno provvedere a tutta comodità.
flv
Varazze ha furia di domande e non ha I più posto per gli allievi. Studi nella
sua saggezza qualche utile progetto.
Prego Dio che le conceda sanità stabile ed Ella doni a tutti noi la sua santa 20
benedizione mentre con profonda gratitudine ho l’alto onore di potermi professare
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

49.4 Page 484

▲torna in alto
474 ottobre 1872
4 post Torino del a Torino
2 Cerniti Giovanni Battista: v. lett. 1527.
4 rem otissima del 26: l’originale non è stato reperito; si conserva però la minuta nell’archivio della curia
vescovile di Savona.
7 Alessandro Casareto: diciassettenne, era nato a Savona da Luigi e Rosa. Il vescovo aveva scritto che il
giovane era disposto a farsi salesiano; il nome non si trova sul registro Censimento deli’ASC.
10 Bartolomeo Zuvo: figlio di Andrea, nato a Casanova Lerrone (Varazze-Savona) il 22 giugno 1856,
entrò all’Oratorio di Valdocco il 14 novembre 1872 come studente: ASC registro Censimento 1869-1902.
1689
A don Michele Rua e don Francesco Proverà
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Rua (A 1810220)
Orig. aut. 1 f.
Ined.
me. 2664 bis C 10
Necessità di un prete per celebrare la S. M essa alla Madonna dell’Olmo (Cuneo) nella festa dei Santi
[Madonna dell’Olmo - Cuneo], 13 ottobre [18]72
Car.mo D. Rua o D. Proverà,
Sono alla M adonna dell’Olmo col Barone Ricci assediato da dirotta pioggia.
Questi signori avrebbero bisogno di un prete fin dopo i Santi. Io l ’ho già prom esso
5 per dom enica, e dovrebbe partire al sabato o pel vapore del 1° pom eridiano, o pel
2° del mattino.
Per le altre feste vedremo. Martedì passerà il figlio Barone Carlo per trattare;
osserva quanto si può fare.
Dimani spero di andare da D. Vallauri e di trovare qualche lettera. Di lì
io m ’imbarcherò per Mondovì, quindi a Torino.
La mia sanità continua a migliorare.
Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 ottobre] 10 4 avrebbero corr si ex abbero 5 ante dovrebbe del si
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 M adonna deH’Olmo: vi era la villa di campagna dei baroni Ricci des Ferres.
— Feliciano Ricci des Ferres: v. E(m) II, lett. 740.
5 domenica: 20 ottobre.
7 Carlo Ricci des Ferres: ib.
9 don Pietro Vallauri: v. lett. 1687.
10 imbarcherò: partirò alla volta di Mondovì. Evidente l’allusione alla pioggia intensa di quei giorni
(lin. 3); v. anche lett. 1692.

49.5 Page 485

▲torna in alto
1690
Alla contessa Carlotta Callori
ottobre 1872 475
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Callori (A 1980417)
E II 230 MB X 383
Ha pregato secondo le sue intenzioni — notizie del proprio stato di salute
*Torino - Peveragno, 15 ottobre [18] 72
Mia Buona Mamma,
Ho indirizzate le preghiere della casa che si fanno ogni mattino e sera
all’altare di Maria A. per ottenere da Dio quella grazia che le sta tanto a cuore.
Ella mi dice che [è] essenzialissima, senza dirmi quale, ma sono persuaso che 5
sarà cosa spettante al bene dell’anima ed alla maggior gloria di Dio. Nella mia
pochezza unirò un memento speciale nella santa messa.
Pel tempo che Monsig. di Fossano passerà a Torino credo di essere in casa;
ed essendo padrone di noi e delle cose nostre, può venire direttamente dove si
trova D. Bosco senza fare alcuna anticamera.
io
Le pillole durano ancora; perché dovetti ometterle qualche giorno perché mi
cagionavano grave bruciore alla gola. Il loro numero fu assai ridotto.
Dio conceda ogni bene a Lei e a tutta la nobile carovana e mi creda in G. C.
1 ottobre] 10
Obbl.mo discolo
Sac. Gio. Bosco
15
1 Peveragno: v. lett. 1687.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
85 mi dice: la lettera non è stata reperita.
Vescovo di Fossano era Emiliano Manacorda: v. E(m) II, lett. 763.
11 pillole: som ministrategli tempo prima dal medico della Callori; v. lett. 1684.
1691
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740216) me. 48 B 11/12
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta uso stampa ingiallita
E II 231 MB X 383-384
mrg. sin. irregolare
Comunica di procedere all’eventuale trasferimento del personale delle varie case per il nuovo anno scola­
stico — raccomanda di usare ogni riguardo a don Proverà sofferente — per motivi di impegni deve ritar­
dare il suo ritorno a Torino — invia saluti di vari amici
*Peveragno, 16 ottobre [18]72

49.6 Page 486

▲torna in alto
476 ottobre 1872
Car.mo D. Rua,
Procedi pure alla m odificazione del personale, ma fa [‘] tutto quello che puoi
affinché le cose si facciano sponte non coacte. Se nascono difficoltà lasciale per
5 me.
Domenica ci deve andare il Barone Carlo Ricci a fare il déjeuner all’Oratorio
a mezzogiorno, e lo farà cogli altri in refettorio. Ma la difficoltà si è che io non
mi posso trovare. Ho parecchie cose tra mano che sembrano utili e per la gloria di
Dio e pel materiale di nostre case e non posso sbrigarle in fretta.
10
Martedì prossimo spero di essere a Torino. Se domenica ti mancano messe,
puoi far venire qualcheduno da Lanzo, e pregare anche il T. Pechenino.
La mia sanità ha fatto un passo indietro, ma adesso va di nuovo assai bene.
Casa Vallauri, Violino, Campana, etc. ti salutano.
Dirai al caro Lago che se continuo così, condurrò a Torino un mezzo
15 esercito per la nostra I armata.
flv
Dio ci benedica tutti e credimi
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
P. S. Usa a D. Proverà tutti i riguardi possibili, e se giudica bene vada a Chieri o
20 dove meglio giudicherà.
1 ottobre] 10 7 refettorio res 11 Pechenino] Peccheninino
2 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 modificazione del personale: era la prassi comune ad inizio anno scolastico. Si ricostruivano le comu­
nità, spostando da una casa all’altra alcuni salesiani. Interessante qui notare come don Bosco lasci questo
importantissimo incarico a don Rua, fermo restando la disponibilità ad un suo intervento personale in caso
di difficoltà.
64 sponte non coacte'. con piena disponibilità, e non in forza del voto di obbedienza.
Domenica: 20 ottobre.
— Carlo Ricci des Ferres: v. E(m) II, lett. 740; v. anche lett. 1692.
10— déjeuner. termine francese, indicante il pasto principale della giornata.
ti mancano messe: sacerdoti per la loro celebrazione.
11 teologo M arco Pechenino: v. lett. 1676.
13 casa Vallauri: v. lett. 1689.
— Violino, Campana: famiglie in relazione con don Bosco.
14 Angelo Lago: nato a Peveragno (Cuneo) il 19 ottobre 1834, aveva aperto una farmacia al suo stesso
paese. Entrato adulto a Torino-Valdocco, emise i voti a Lanzo il 19 settembre 1873 e fu ordinato sacerdo­
te a Casale il 22 settembre 1877. Morì a Torino il 14 marzo 1914: cf DBS p. 163. Circa il problema del
futuro della farmacia, una volta fattosi salesiano, v. lett. 1698.
— condurrò a Torino: aveva trovato numerosi ragazzi disponibili a seguire la vocazione sacerdotale.
19 Francesco Proverà: v. E(m) I, lett. 518. Don Rua aveva risposto alla sua lettera dell’ 11 ottobre
(lett. 1687) dicendo che don Proverà non stava bene in salute.
— a Chieri: alla casa dei coniugi Bertinetti da lui ereditata; v. lett. 1330.

49.7 Page 487

▲torna in alto
1692
Al barone Carlo Ricci des Ferres
ottobre 1872 A ll
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900620)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E II 1011 MB X 385-386
Bloccato a M ondovì per il mal tempo comunica che don Rua lo attende comunque a Torino domenica —
spera di incontrarlo lunedì — chiede preghiere per la contessa di Camburzano
*Mondovì, 19 ottobre [18]72
Car.mo Sig. Carlo,
La pioggia continua guastò le strade da Mondovì a Fossano in modo che mi
sono indotto sospendere la mia ritornata a Torino. Ho però scritto a D. Rua per
quanto occorre per la messa, ed attende la S. V. a mezzodì domenica.
5
Raccomando alle sue preghiere la con.ssa di Camburzano gravemente
ammalata. Lunedì mattina, se le vie sono praticabili, sono a farle visita. Dio
conservi questa fervorosa cattolica.
Dio conceda ogni bene a Lei ed alla sig[ra] consorte, e mi creda con
gratitudine
io
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1ottobre] 10
2 Carlo Ricci des Ferres: v. E(m) II, lett. 740.
3 Fossano: distante poco più di una ventina di km. da Mondovì.
64-5 Ho scritto... attende: v. lett. 1691.
Alessandra Tettù di Camburzano: v. E(m) I, lett. 476. La malattia della m archesa abitante a Fossano è
menzionata pure nella lettera a don Rua: v. lett. 1693.
7 Lunedì: 21 ottobre.
9 consorte, Azelia Ricci des Ferres: v. E(m) I, lett. 251.
1693
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740217) me. 48 C 1
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta leggermente rigata segni di pastello azzurro sul f. 2v
E II 231-232 MB X 384
Promette preghiere per la salute della contessa di Camburzano — ripete di fare i trasferimenti di persona­
le che ritiene necessari
Car.mo D. Rua,
*Mondovì, 19 ottobre [18]72

49.8 Page 488

▲torna in alto
478 ottobre 1872
Mi rincresce assai che la contessa di Camburzano sia ammalata; prego e fo
pregare per Lei.
Lunedì mattina spero farle una visita. Voglia Dio conservarla ad multos
annos.
Aggiusta pure le cose spettanti al personale, come ti dissi, ma fa quanto puoi
per contentare dirigenti ed insegnanti.
Da Fossano ti scriverò se sarò a Torino martedì o mercoledì.
Quei rettorici che tennero esemplare condotta l’anno scorso si accettino
anche per quest’anno. Non però quelli che furono eccettuati, come Farina
Giacomo etc.
Sarebbe inteso che Turco Dom., Corno e Febraro verrebbero] per far prova,
come essi dicono, della Società.
Dio ci benedica tutti. La mia sanità continua. Vado preparando affari. Amen.
1ottobre] 10
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 M ichele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
3 Mi rincresce: anche se non sono state reperite, è evidente che don Rua rispondeva immediatamente con
proprie lettere a quelle di don Bosco.
— Della malattia della contessa Alessandra Tettù di Camburzano aveva fatto cenno al barone Ricci des
Ferres; v. lett. 1692.
5 Lunedì: 21 ottobre.
7 come ti dissi: v. lett. 1691.
109 martedì o mercoledì: v. lett. 1692.
rettorici: studenti di retorica che sarebbero poi passati alla quinta ginnasio.
11-12 Giacomo Farina: figlio di Giuseppe e di Giuseppa Farina, nato a Ceretto (Pavia) l ’8 settembre
1859, era entrato a Torino-Valdocco il 5 novembre 1870. Prese l’abito il 3 ottobre 1873 [?], ma poi lasciò
la società salesiana cf ASC registro Dati anagr. e delle Orditi.
13 Domenico Turco: figlio di Giovanni e Clotilde Savio, nato a Castelnuovo D ’Asti il 12 settembre 1856,
era entrato aH’Oratorio di Torino-Valdocco il 19 ottobre 1867 come studente: ASC registro Censimento.
Appare poi dispensato sul registro Contabilità degli anni 1872-1873.
— Giuseppe Corno: figlio di Antonio e di Teresa Pavesio, nato a M oriondo di Chieri (Torino) il 2 agosto
1856, era entrato all’Oratorio di Torino-Valdocco il 30 novembre 1868; prese l ’abito clericale 1’ 11 novem­
bre 1872; sempre a Casale ricevette gli ordini minori il 24 febbraio 1877, il suddiaconato il 20 maggio, il
diaconato il 16 settembre e il presbiterato sei giorni dopo: cf ASC registro Dati anagr. e delle Ordin.
— Stefano Febraro: figlio di Giacinto e fu Teresa Corbella, nato a Castelnuovo d ’Asti il 21 settembre 1856,
entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 19 ottobre 1867; preso l’abito clericale P I I novembre 1872; sem­
pre a Torino ricevette gli ordini minori F 11 giugno 1878, il suddiaconato il 19 giugno, il diaconato il 21 di­
cembre dello stesso anno; fu ordinato sacerdote il 7 giugno 1879: cf ASC registro Dati anagr. e delle Ordin.
Professo temporaneo nel 1873 e perpetuo nel 1876, fu direttore dell’istituto di Firenze dal 1885 al 1900.
Nel 1901 lasciò la congregazione.
1694
Al presidente del Comitato per l’inchiesta industriale di Torino
ASC B31010 Lett. orig., Comitato per l ’inchiesta industriale (A 1700901) me. 17 B 9/11
Min. allog. con correz. aut. 2 ff. 3 1 0 x 2 1 0 m m . carta ingiallita mrg. restaurati con carta gomma-

49.9 Page 489

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ottobre 1872 479
ta rinforzato il mrg. sin. del f. 2v segni di pastello azzurro sul mrg. sup. sin. del f. Ir M ichele Rua
scrive: «Chiedere a Sandrone dell’anno» sul mrg. sup. des. del f. 2v don Bosco scrive: «D. Proverà legga
corregga e faccia copiare da Garino»
E II 233-235 MB X 387-389
Precise osservazioni su quanto affermato dal tipografo Favaie e dal libraio Vigliardi a proposito di tipo­
grafie di Torino appartenenti a due Istituti, fra cui l’Oratorio di Valdocco
[Torino, poster. 21 ottobre 1872]
[Ill.mo Sig. Presidente del Comitato],
Il
Sig. Favaie tipografo e dopo lui il Sig. Vigliardi librario parlando delle
riforme da introdursi a miglioramento dell’arte tipografica proporrebbe la
soppressione delle tipografie appartenenti ad istituti pubblici e privati, e fra esse 5
accenna a due di pii istituti di questa città, delle quali una senza dubbio è quella
dell’Oratorio di S. Francesco di Sales.
A corredare il suo argomento si adducono cose prive affatto di fondamento.
Si dice:
1° Che ivi si possono fare agevolezze eccezionali perché non si hanno spese 10
pegli operai. Essi forse ignorano che i capi d ’arte tanto per la macchina quanto
per la composizione vengono dall’esterno, e per averli capaci di ammaestrare
allievi bisogna che siano di moralità, attitudine e scienza non ordinaria e perciò
ben pagati. Di più le spese di compra della materia prima come sono inchiostro,
carta, torchi, macchine saranno cose che si diano gratuitamente?
15
2° Non vi è spesa per gli operai interni. Se i sig[g]. Opponenti potessero coi
loro occhi mirare quale consumo o meglio quale distruzione di pagnottelle e per
conseguenza quale spesa per alimentare, istruire, vestire poveri fanciulli per
condurli a fare il com positore e sostenerli per tutto il tempo del loro
apprendimento, certamente direbbero l’opposto.
20
3° Si fanno lavori a vili prezzi■Crediamo che ogni tipografia sia libera di
convenire i prezzi che meglio a lei convengono né sappiamo legge che obblighi i
tipografi ad una mercede fissa cogli operai o cogli avventori. Noi intendiamo di
f l v lasciare I a tutti piena libertà. Ma possiamo però assicurare che noi ci teniamo alle
tariffe comunemente ammesse, a segno che ci consta che i lavori tra noi in 25
trattative furono da altri tipografi eseguiti con notabile riduzione di prezzo.
Quindi l’accusa dei lavori fatti a prezzo vile cade sopra di altri ma non sopra
questo istituto.
4° Si dice che è troppo difficile la gestione di una tipografia ad un pio
Istituto. Avranno benemeriti cooperatori, avranno operai esterni stipendiati; non 30
vogliamo entrare nella gestione ed amministrazione delle cose altrui; noi diciamo
soltanto: ci pensi il direttore dello stabilimento. Se ha da faticare molto, avrà
maggior diritto alla benemerenza in faccia a Dio ed in faccia agli uomini.
5° Si aggiugne che i ragazzi colà ricoverati apprendono malamente i loro
mestieri. Se ciò fosse vero certamente essi non farebbero concorrenza ad alcuno. 35

49.10 Page 490

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480 ottobre 1872
Perché dunque tanto timore? Se sono costretti a fare altro mestiere, vi saranno
altri tipografi che aumenteranno il loro lavoro.
Ma si risponde direttamente che questa è un’asserzione gratuita; poiché i
nostri allievi non sono messi a fare il tipografo, se oltre alle classi elementari non
40 hanno fatto il corso ginnasiale, e parecchi anche le classi liceali, quindi la
letteratura italiana, latina, greca, cui si aggiugne la lingua francese. In conferma
di ciò invochiamo quegli allievi che attualmente sono alla stamperia reale ed in
altre più accreditate I tipografie di questa città.
f2r
6° Questa tipografia, si dice, è contraria a ll’utilità pubblica. Strana
45 asserzione! Sarà contro alla pubblica utilità accogliere poveri fanciulli, istruirli,
impedire la loro rovina civile e morale e quindi guidarli ad un’arte che li metta in
grado di guadagnarsi a suo tempo onestamente il pane della vita? Sarà forse di
maggior utilità pubblica che questi fanciulli rimangano in mezzo di una strada
facendo il vagabondo, il tiraborse e col tempo andar a popolare le prigioni? Non
50 occorre aggiungere altro a questo argomento.
7° E bene eziandio di notare che questa casa non è pio istitu[t]o, ma casa
privata come qualunque altra tipografia con questa sola diversità [:] che nella
tipografia i guadagni sono ordinariamente a vantaggio del padrone; e qui
tornerebbero a bene dei poveri artigiani medesimi.
55
8° Devesi eziandio ritenere che nella tipografia di San Francesco di Sales è
pochissimo quello che si stampa a conto altrui; giacché ivi si stampano quasi
esclusivamente opere speciali quali sarebbero Letture Cattoliche, Biblioteca dei
Classici Italiani. Quindi non viene a togliersi gran fatto il lavoro ad altre
tipografie.
60
9° Risposto così alle asserzioni di cui è parola, è bene di rilevare le
pericolose conseguenze che ne avverrebbero dal principio propugnato dagli
opponenti. Essi come tipografi reclamano la chiusura delle tipografie degli istituti
pii e governativi; dimani altro comitato di legatori da libri, o di falegnami, sarti o
calzolai dimanderanno la soppressione delle officine relative in tali siti esercitate,
65 e quindi si verrebbe ad una totale soppressione delle medesime. In questi casi le
migliaia di fanciulli ricoverati dovrebbero marcire nell’ozio o mettersi in mezzo
delle vie abbandonati ai pericoli del vagabondaggio e della immoralità.
10° Non abbiasi poi alcun timore che l’arte tipografica venga a patirne per le
concorrenze degli istituti privati e governativi. Anzi noi non crediamo
70 allontanarci dal vero asserendo, appoggiati alla storia, che tali istituti produssero
ottimi proti e compositori, cui mercé si pubblicarono opere che la storia
imparziale ha sempre commendato; opere che contribuirono efficacemente ad
elevare l’arte del Guttemberg da tenui principii a quella perfezione cui oggi con
maraviglia la vediamo.
75
11° Sono pertanto caldamente pregati i signori del Comitato summentovato
a prendere in benevola considerazione tanti poveri ed abbandonati giovanetti,
appoggiare e raccomandare quelle arti o mestieri che possono giovare a renderli

50 Pages 491-500

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50.1 Page 491

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ottobre 1872 481
onesti ed onorati cittadini. Sarebbe poi opera crudele se colui che non sentesi
propenso a beneficarli si adoperasse per far loro del male.
Il sottoscritto ha piena fiducia nella illuminata saviezza del Sig. Presidente
del Comitato che si degnerà di farsi benevolo protettore di questi poveri figli del
popolo, mentre ha l’onore di potersi professare
Della S. V. Ill.ma
[Sac. Gio. Bosco]
3 ante II1add indirizzate al Sig. Presidente del Comitato 6 accenna it si delle quali una emend si ex che so­
no è add si 7 post Sales del e quella [add ì/] degli Artigianelli 8 cose prive corr si ex pretesti privi
fondamento emend si ex verità 11 forse emend si ex certamente 13 siano add si 14 ben pagati corr si
ex ben pagato per poterli avere più corr ex poi di compra corr si ex delle compre 16 Se i sig[g]. Oppo­
nenti corr ex Si vorrebbe che i sig. opponenti 17 post loro del proprii 20 certamente direbbero l’opposto
add si 21 lavori a vili prezzi emend si ex prezzi troppo ridotti 22 ante legge del esistere 23 Noi res
25 consta corr ex costa 26 da altri tipografi eseguiti corr si ex dallo stesso Oratore ricevuti 28 questo isti­
tuto emend si ex gli istituti di cui è discorso 29 4°] 3° 32 ci.... stabilimento corr ex ci pensino i direttori
di quegli stabilimenti ha corr ex hanno avrà corr ex avranno 34 5° corr ex 4° Si aggiugne che add
si 36 vi saranno add si 37 che add si 38-39 i nostri emend si ex gli 39 post tipografo del almeno nel-
l’Oratorio di S. Francesco di Sales 40 e... liceali add mrg sup liceali it mrg sin 41-42 conferma di ciò
emend si ex in prova 42 sono trsp ante attualmente reale it et del 43 post città add et del compre­
se quelle degli stessi eponenti 44 Questa... contraria corr ex queste tipografie, si dice sono contrarie
44-45 Strana asserzione corr ex Asserzione ridicola 49-50 Non occorre corr ex crediamo di non 51 7°]
6° 51-54 E bene... medesimi add mrg sin 52 ante nella del in generale 53 ordinariamente add si
54 tornerebbero corr ex tornerebbe a bene dei poveri emend si ex a vantaggio degli 55 8°] 7°
55-59 Devesi... tipografie add mrg sin 55 è emend e x , 58 Italiani emend ex ila ad emend ex di 60 9°]
7° emend ex 6° ante asserzioni del infondate di cui è parola, emend si ex sopra esposte 68 10°] 8° emend
ex 7°
Non abbiasi poi corr ex La onde non abbiasi 69 degli emend si ex che possono fare gli
69-70 crediamo allontanarci corr si ex andremo allontanandoci 72 contribuirono corr ex contribuire
efficacemente emend si ex assicuranti 75 11°] 9° corr ex 8° pregati emend si ex invitati 77 giovare
emend si ex contribuire 78 post cittadini del e col tempo guadagnarsi col sudore della fronte il pane della
vita 79 beneficarli corr ex beneficare questi infelici 80 II sottoscritto ha corr ex I sottoscritti direttori han­
no 81 degnerà di farsi emend si ex farà certamente degnerà corr ex deg 82 ha corr ex hanno
3 Giuseppe Favaie: era il tipografo di gruppi liberali in linea con la politica ecclesiastica governativa: cf
P. S t e l l a , Don Bosco nella storia economica e sociale (1815-1870)..., p. 330.
—■Innocenzo Vigliardi: editore libraio (1822-1896): ib.
9 Si dice...: le asserzioni citate erano state fatte nel corso della seduta del 21 ottobre 1872 del comitato
per l’inchiesta industriale. Circa l’editoria del tempo e i suoi problemi c f Storia dell'editoria nell’Italia
contemporanea, a cura di Gabriele Turi. Firenze, Giunti 1997.
49 tiraborse: termine piem. indicante tagliaborse, borsaioli, ladri; in termini attuali: scippatore.
51 pio istituto: opera pia riconosciuta ufficialmente e sotto tutela pubblica, sovvenzionata solitamente da
enti pubblici. Don Bosco sempre difese il fatto che la sua era opera privata.
73 Guttemberg: nato tra il 1395 e il 1399, prototipografo di Magonza, inventore o perfezionatore nel
1439 della stampa a caratteri mobili.
84 L’assemblea dei tipografi accolse le deduzioni di don Bosco, che potè continuare e sviluppare i suoi
laboratori tipografici.
1695
A don Gioachino Berto
ASC B31010 Lett. orig., Berto (A 1690721) me. 7 A 8
16

50.2 Page 492

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482 ottobre 1872
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta uso stampa qualche macchia di umidità
E II 232-233 MB X 387
Progetto di stampa della biografia del giovane Abrami e di altri giovani in un fascicolo delle «Letture
Cattoliche» — il lavoro non manca — saluti a tutta la famiglia Ricci des Ferres
Torino, 29 ottobre [18]72
D. Berto mio car.mo,
La biografia del caro nostro Abrami si stamperà in un fascicolo delle Letture
Cattoliche con un cenno sopra altri giovanetti. Così potremo ampliarla un poco
invece di abbreviarla. Di ciò ci parleremo.
Sono più cose che ti attendono; quando avrai finita la tua cuccagna, vieni e
troverai da divertirti. Non ci fu mai concorso tale nelle nostre case.
Ti prego di salutare i sig[g]. Barone e Baronessa assicurandoli che in questi
giorni non mancheremo di far preghiere per loro.
Ma chi mi corre sempre per la mente è il sig. Roberto. Se fossi imperatore
delle Russie vorrei farlo generale in capo di tutte le truppe; e farebbe bene. Egli
partì colla pioggia da casa; mi accompagnò o meglio mi portò a Peveragno, e
sempre colla pioggia ritornò di notte oscura a casa. Salutalo tanto da parte mia.
Dio ci benedica tutti. Amen.
Aff.mo sac. Bosco
1 ottobre] 10 10 corr ex 11 6 cuccagna corr ex ca 11 generale emend ex mi
14 benedica corr ex benedice
12 portò corr ex pr
2 Gioachino Berto: v. lett. 1277.
3 Giuseppe Abrami: nato il 19 agosto 1855 a Brescia, morì il 19 novembre 1871 a Torino: cf Catalogo
della pia società salesiana, Biografie dei salesiani defunti dal 1872-92, p. 1; i profili edificanti di una deci­
na di giovani apparvero nella stessa sezione del volume e non nelle «Letture Cattoliche», come invece si
legge nella lettera; v. anche MB X 216-219.
6 cuccagna: da intendersi come periodo di riposo presso la villa di campagna della M adonna dell’Olmo
di Cuneo del barone Ricci des Ferres, dove celebrava per loro la santa messa.
7 divertirti: in senso ironico, lavorare.
— concorso: affluenza di ragazzi nelle case salesiane.
8 barone e baronessa Ricci des Ferres: v. E(m) II, lett. 740.
10 Roberto Ricci des Ferres: ib.
1696
Circolare
Archivio Storico Ispettoria Salesiana - Sampierdarena (Genova)
Orig. aut. 2 ff. 231 x 210 mm. il P. S. è aut. di don Berto di mano anonima i tre ultimi offerenti e
rispettive cifre
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Cattolici (A 1980420)
E H 241-242
Dopo una precedente circolare estiva (lett. 1665) ne diffonde una seconda per ottenere sovvenzioni a favo­
re della nuova casa di Sampierdarena (Genova)

50.3 Page 493

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novembre 1872 483
*Torino, novembre 1872
Ai buoni cattolici della città di Genova e di Sampierdarena
Fra le città che in fatto di moralità e di religione meritano di essere in parti-
colar modo aiutate dai buoni cattolici è certamente Sampierdarena. Con una po­
polazione di ventimila abitanti circa ella non ha che una sola parrocchia ed un 5
clero in numero così ristretto che può dirsi un nulla in confronto del bisogno.
Questo bisogno è sentito da tutti i cittadini, ma specialmente dai fanciulli
che in moltitudine vagano per le vie e per le piazze abbandonati a tutti quei peri­
coli di perversione, cui l ’incauta loro età li espone.
Sua Eccellenza Reverend.m a Mons. M agnasco arcivescovo di questa città, io
mosso da tale necessità deliberò di acquistare la chiesa ed il convento di S. G ae­
tano; la chiesa per conservarla al culto ed a benefizio di tutti i cittadini; il con­
vento per istituire scuole serali e domenicali ed anche un ospizio pei più poveri ed
abbandonati.
L’acquisto fu fatto in capo allo scrivente sac. Gio. Bosco, che si obbligò di 15
mandare, come di fatto ha già mandato, sacerdoti, assistenti e capi d’arte di sua
Congregazione in num ero sufficiente alla direzione ed am m inistrazione della
chiesa e dell’ospizio.
La somma impiegata per tale acquisto è di circa trentasettemila franchi; e
f.lv per adattare e ristorare gli edifizi; provvedere il suppellettile I per la chiesa, per 20
l ’ospizio, e am pliare qualche parte più essenziali del locale è necessaria una
somma non minore della prima.
Per soddisfare a quella grande necessità vennero temporaneamente raccolti
alcuni dei ragazzi più pericolanti e per cura di alquanti caritatevoli signori geno­
vesi collocati in M arazzi nella villa di un generoso patrizio di questa città. Ora 25
quegli orfanelli sono già stati tutti trasferiti nella mentovata località: i sacerdoti, e
capi d ’arte fanno il loro uffizio per quanto concerne all’ospizio e già si celebrano
messe, si ascoltano le confessioni, si fanno prediche e catechism i a favore di tutta
quella popolazione.
M a per sostenere l ’opera incom inciata e per pagare le passività contratte non 30
vi sono m ezzi di sorta, e per questo motivo il sottoscritto ricorre alla carità di tutti
quelli che amano il bene della religione e della società e più ancora desiderano di
impedire la rovina di poveri fanciulli.
A tutti fa umile ma caldo appello supplicandoli a voler venire in appoggio
con quella sovvenzione che il tempo e la condizion loro perm ettono.
35
Quei poveri giovanetti liberati dai pericoli delle strade e delle piazze oltre
f.2r all’incancellabile gratitudine verso chi cooperò a m etterli in I grado di guadagnar­
si onesto sostentam ento, invocheranno colla preghiera ogni giorno le benedizioni
del cielo sopra di loro per tutta la vita colla dolce speranza di fare a tutti i dovuti
ringraziam enti quando loro sarà dato di poterli raggiungere nella gloria dei beati 40
in cielo.

50.4 Page 494

▲torna in alto
484 novembre 1872
Sac. Gio. Bosco
P. S. I sottoscritti e sottonominati per l’istituto di S. Pier d ’Arena offrono le
somme notate in margine al rispettivo nome.
S. E. Reverend.ma Monsig. Magnasco arcivescovo di Genova franchi 4000
La sig.ra baronessa Luigia Cataldi nata Parodi
20000
Sig.ra Fanny Ghiglini-Poleri
2000
Prete Angelo Righini Direttore della chiesa di S. Pierdarena
1000
Sig. Giovanni Rivara negoziante
1000
Sig. Varetti Domenico negoziante
1000
Sig. Profumo
500
Sig.ra Maria Pavese nata Parodi
1000
Negrone Durazzo darà L. cinquecento
500
Maria Brignole Sale Duchessa di Galliera darà lire cinquecento
500
Maria Sauli L. I.ne trecento
300
N. N. lire cento in c.ti
100
5 ventim ila abitanti: erano 14.000 nel 1862; diventeranno 22.000 nel 1881 e 34.000 ad inizio del secolo:
C. M erlo, Enciclopedia italiana, voi. XXX, p. 613.
10 Salvatore Magnasco: v. lett. 1665; dal 1868 al 1871 era stato vicario Capitolare di Genova e aveva
partecipato al Concilio Vaticano I.
15 acquisto: il contratto porta la data del 16 luglio; v. lett. 1665.
25 generoso patrizio, Giuseppe Cataldi: v. E(m) I I , lett. 903.
46 Luigia Cataldi, nata Parodi: v. E(m) II, lett. 903.
47 Fanny Tini Ghiglini-Poleri: grande benefattrice di Sampierdarena, priora delle dame della
Misericordia, morta il 13 febbraio 1887 a 75 anni: cf BS a. 11 (aprile 1887) p. 46. Aveva sposato il mar­
chese Lorenzo Ghiglini, rinomato medico, più volte deputato alla Camera subalpina e nel 1860 nominato
senatore.
48 don Angelo Righini (Ricchini): confessore a Rivarolo di Genova, presso Sampierdarena e custode di
N. S. delle Grazie sempre a Genova. Morì nel 1878: cf BS a. 3 (marzo 1879) p. 12.
49 Giovanni Rivara, figlio di Luigi, negoziante abitante in piazza S. Lorenzo: presterà a don Bosco lire
8530 per l ’acquisto della casa di Sampierdarena (Genova) (ASC A 1443403) e successivamente don Bosco
gli chiederà di condonargliele (ASC A 1900649).
50 Domenico Giuseppe Varetti: socio della Conferenza di S. Vincenzo d e’ Paoli della parrocchia di Borgo
Incrociati a Genova.
51 Giuseppe Profumo: genovese, altro socio delle Conferenze di S. Vincenzo d e’ Paoli. Fu eletto presi­
dente della Conferenza dei Diecimila Crocifissi. Nel 1871 conobbe don Bosco e unitamente ad altri soci
delle Conferenze fu all’origine della fondazione della casa salesiana di Marassi (Genova). Morì il 9 dicem ­
bre del 1897: cf BS a. 22 (febbraio 1898) p. 55.
52 Mari[n]a Pavese, nata Parodi: due nobili e ricche famiglie genovesi, la Parodi e la Pavese (così come
le altre citate o meno: la Cataldi, la Negrone-Durazzo, la Sauli, la Dufour), tutte in relazione con don
Bosco.
53 Negrone Durazzo: la persona non è precisata; cf ANI 1884 e 1903; un Pio Istituto Negrone Durazzo
Brignole Sale fu fondato dalla duchessa di Galliera, di cui qui sotto.
54 M aria Brignole Sale: duchessa di Galliera, nata a Genova il 5 aprile 1811, sposò il cugino marchese
Raffaele De Ferrari, da cui ebbe tre figli, di cui solo uno, Filippo, sopravvissuto. Rimasta vedova nel 1876,
dedicò gli ultimi dodici anni di vita ad opere di bene. Morì a Torino il 10 dicembre 1888: c f Dizionario
biografico dei Liguri dalle origini al 1900, a cura di William P ia s t r a . Voi. II, Genova 1994, pp. 243-244;
cf pure DBI voi. 14, pp. 297-298.
55 Maria Eugenia Sauli: moglie di Ambrogio (1801-1851), amministratore di opere pie: cf ANI 1880,
V. S p r e t i, Enciclopedia Storico-Nobiliare italiana..., II, 156-159.

50.5 Page 495

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1697
Al canonico Giuseppe Gamba
novembre 1872 485
Già presso Giuseppe Squarotti, Via S. Giorgio, 5 - Fossano (Cuneo)
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210M.M. aut. infotoc., Gamba (A 1820301)
Ined.
Ringrazia della lettera e delle notizie circa la salute della contessa di Camburzano — promette di pregare
per la sua guarigione
*Torino, 4 novembre [18]72
Car.mo Sig. Can.co,
La ringrazio, Sig. Canonico, della graziosa sua lettera e delle notizie che mi
da della c.ssa Camburzano.
Ho fatto come mi dice e la prego di far tenere la medaglina di Maria A. alla 5
pia inferma e di assicurarla delle nostre deboli preghiere all’altare di Maria A.
Dio la conservi a bene della religione; preghi per me e per li miei giovanetti
e mi creda con gratitudine
Della S. V. car.ma
aff.mo in G. C.
10
Sac. Gio. Bosco
P. S. Una medaglina anche per Lei perché deve farla da fattorino postale.
1 novembre] 11 3 che emend ex d 12 farla corr ex falla
2 Giuseppe Gamba: nato a Fossano (Cuneo) il 21 novembre 1847, venne ordinato sacerdote nel marzo
1872 e nominato segretario personale di mons. Emiliano Manacorda il 1° aprile dello stesso anno. Dal
1874 al 1885 fu cancelliere della curia vescovile; nel 1875 fu nominato canonico effettivo della cattedra­
le e nel 1892 divenne provicario generale della diocesi. Morì il 3 aprile 1926: informazioni ricevute dalla
curia vescovile di Fossano.
4 Alessandra Tettù di Camburzano: v. E(m) I, lett. 476; circa la sua malattia v. lett. 1693.
11 La lettera è stata pubblicata su «La fedeltà» il 23 gennaio 1985.
1698
Al sig. Angelo Lago
ASC B31010 Lett. orig., Lago (A 1720501) me. 29 A 7/8
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa molto ingiallita e mal ridotta
E II 236 MB X 1013-1014
Consiglia prudenza e discrezione nella vendita della farmacia prima di farsi salesiano
Car.mo Angelo Lago,
*Torino, 5 novembre [18]72

50.6 Page 496

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486 novembre 1872
Lodo il modo della divisione e della vendita della farmacia. In queste cose
bisogna fare grandi sacrifizi per conservare la carità cristiana e farci vedere di-
5 sinteressati.
Mena pur teco il giovanetto Macagno: abbiamo la casa e la sacristia piena;
ma studieremo di aggiustare anche questo. Coi peveragnesi fo tutte le eccezioni
possibili. Abbia soltanto seco l’ordinario corredo. Pel resto Dio provvederà.
Credo ben fatto una procura per vendere ed amministrare le cose tue per non
10 doverti ad ogni momento disturbare; ma cerca una colomba che non diventi spar­
viere. Sia persona da [te] ben conosciuta.
Quante cose si presentano da farsi in questa casa! Vieni e ci sarà la parte tua.
Il danaro che percepisci, spenldilo se ne hai bisogno, altrimenti portalo teco. f.lv
Forse con questo danaro non dovremo più fare un imprestito specialmente pel ri-
15 scatto di alcuni cherici della congregazione inscritti nella leva militare di que­
st’anno.
Fa’ tanti [saluti] al Sig. prevosto D. Scher, al caro D. Luigi, al Sig. Campana
e di’ a tutti che un’altra volta che ritorni costà mi guarderò dal Girò che con faci­
lità fa girare la testa ad un galantuomo.
20
Dio ci benedica tutti; prega per me che ti sono con fraterna affezione
in G. C.
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
1 novembre] 11 2 Lago] Laghi 3 farmacia res
2 Angelo Lago: don Bosco in questa occasione scrive il cognome Laghi anziché Lago, come invece
aveva scritto nella lett. 1691.
3 vendita della farmacia: se ne riparlerà ancora successivamente.
6 Luigi Maccagno (o Macagno): figlio del fu Andrea e Maria Dutto, nato a Peveragno (Cuneo) il 14 agosto
1858, entrò all’Oratorio di Torino-Valdocco il 9 novembre 1872 come studente: cf ASC registro Censimento.
7 peveragnesi: cf lett. 1691.
14-15 riscatto di chierici: è il solito grattacapo di questi anni.
17 don Tommaso Scher: nato a Bene Vagienna (Cuneo) nel 1830, fu parroco di Peveragno dal 18 mag­
gio 1862 alla morte, avvenuta il 15 dicembre 1904: notizie tratte dall’archivio parrocchiale. Da vari anni
era in relazione con don Bosco; nel 1864 aveva sottoscritto un impegno di oblazione triennale per la
costruzione della Chiesa di Maria Ausiliatrice: ASC A 2320547, me. 1974 E 6.
— don Luigi: sacerdote non identificato, che don Bosco aveva avuto di certo occasione di incontrare
a metà ottobre; v. lett. 1691.
— Campana: famiglia già cit. nella lett. 1691.
18 Girò: vino rosso, coltivato normalmente nel Cagliaritano, a forte gradazione alcoolica (16-17%),
che evidentemente don Bosco aveva bevuto nella sua sosta a Peveragno a metà ottobre.
1699
Al ministro della Guerra Cesare Ricotti Magnani
ASC B31010 Lett. orìg., Ricotti Magnani (A 1720108) me. 28 B 7/8

50.7 Page 497

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novembre 1872 487
Min. aut. 1 f. 183 x 133 mm. carta uso stampa molto leggera
E II 236-237 MB X 395-396
Chiede indumenti invernali per i suoi ragazzi poveri
segni di pastello rosso
*Torino, 6 novembre 1872
Eccellenza,
Coi sentimenti della più viva gratitudine pei favori concessi ai poveri giova­
netti ricoverati in questo stabilimento detto Oratorio di S. Francesco di Sales, mi
fo animo di rinnovare la medesima preghiera.
5
Il caro dei commestibili, la sensibilissima diminuzione di limosine, la mol­
titudine di abbandonati fanciulli, mi mettono in quest’anno nelle massime stret­
tezze.
Supplico pertanto affinché la E. V. si degni concedere quella maggior quan­
tità di vestiario, di calzamenti, coperte di qualsiasi qualità e comunque logore per io
questi poverelli. Ogni cencio serve a sollevare la loro miseria, a ripararli dalle
intemperie e dai rigori della stagione.
flv
I ricoverati in questo I ospizio sono circa 830; un numero assai maggiore
trovasi nelle case esistenti in Genova, in Casale, in Albenga, in Savona ed in Lan-
zo. Questi giovanetti in parte assai considerevole sono stati inviati dalle Autorità 15
governative delle varie provincie dello Stato.
La E. V. venendo in ajuto di questi poverelli, oltre la loro incancellabile ri-
conoscenza verso chi [h]a contribuito a porli in grado di guadagnarsi onestamente
il pane della vita, si uniranno meco ad invocare le benedizioni del cielo sopra tutti
i loro benefattori ed in modo particolare sopra l’E. V. di cui ho l’alto onore di po- 20
termi professare
[Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco]
5 animo emend si ex ardito post preghiera del per l’anno corrente 10 qualsiasi corr ex qualunque
13 I ricoverati corr ex il numero dei ricoverati sono circa emend si ex di oltre un corr ex in 14 tro­
vasi emend ex è nelle emend ex in 17 post venendo del loro di questi poverelli add si loro add si
19 ante tutti del di Lei e sopra 20 l’E. emend ex della corr ex di
2 Cesare Ricotti Magnani: nato il 30 gennaio 1822 a Borgo Lavezzaro (Novara). Inscritto allievo nella
regia militare accademia F8 luglio 1830, divenne cadetto il 23 agosto 1837; sottotenente nel 1840, fu pro­
mosso tenente d ’artiglieria l’anno seguente. Ebbe una vita militare attiva, con molte promozioni. Il 7 set­
tembre 1870 assunse il ministero della Guerra, carica che ricoprì, in due governi, fino al 25 marzo 1876.
Morì il 4 aprile 1917 a Novara: cf M. Rosi, Dizionario del Risorgimento Nazionale..., Ili, p. 74.
6 caro commestibili: ad es. sul mercato di Torino il costo del pane casalingo era cresciuto da lire 0,34 al
kg. nel 1869 a 0,45 nel 1872 e sarebbe aumentato a lire 0,48 nel 1873; altrettanto il prezzo medio della
carne di vitello, passato da lire 1,36 al kg. nel 1869 a lire 1,62 nel 1872; le patate da lire 10,70 al quinta­
le a 12,70 nel 1872. Invero altri prodotti erano diminuiti di costo: ad es. uva, pere: cf le tabelle riportate
da G. F e l l o n i (ed.), 1prezzi sul mercato di Torino...: v. lett. 1661.
23 II ministero della guerra rispose il 28 dicembre 1872 con lettera a firma di Lerici. Si com unicava che
la domanda era stata accolta, ma si pregava don Bosco che, dal momento che si era cambiato il sistema
amministrativo dello Stato, non rinnovasse in futuro la domanda, onde evitare una risposta negativa: ASC

50.8 Page 498

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488 novembre 1872
A 1420909, me. 1520 E 2/3: cf MB X 396. Il 28 dicembre don Francesco Proverà ritirò per l’Oratorio
192 coperte di lana da campo e 37 berretti di cotone a maglia: ASC F 583 Tonno-Oratorio, me. 230 C 6.
1700
Al papa Pio IX
ASV S. C. Concilio, Positiones 1872 b. 2724
Orig. aut. 1 f. 270 x 210 mm. La lettera è stata scritta sullo stesso foglio della domanda inviata
al Papa
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Pio IX (A 1980418)
Ined.
Dichiara conforme a verità quanto scrive il diacono Giuseppe Gennaro che desidera diventare sacerdote
*Torino, 8 novembre 1872
[•••]
Il sottoscritto dichiara la verità di quanto è sopra esposto e raccomanda
umilmente alla clemenza di S. S. Pio Papa IX affinché pel bene della chiesa e
5 della congregazione salesiana sia favorito nella sua dimanda
Sac. Gio. Bosco
3 dichiara la verità: nella sua supplica al papa il diacono Giuseppe Gennaro chiedeva la dispensa di età
di nove mesi per poter essere ordinato alle tempora di Natale.
6 La risposta fu positiva, per cui il diacono potè essere ordinato a Torino il 21 dicembre 1872. Su di lui
v. E(m) II, lett. 1197.
1701
A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
Edita in Novissima Positio super virtutibus, Appendix documentorum, 1926, pp. 19-21
Ed. parziale in MB XVI 83-84
Precisa e minuziosa risposta alla lettera dell’arcivescovo circa la formazione religiosa e le ordinazioni
dei salesiani — stupore per il deterioramento, negli ultimi mesi, dei cordiali rapporti coll’arcivescovo
— preoccupazioni per il futuro della società salesiana
*Torino, 9 nov[embre 18]72
Eccellenza Reverendissima,
In questa [notte] non ebbi un momento di sonno o di riposo; ho il cuore ama­
reggiato e la mente agitata, né so provare alcun sollievo se non versando le mie
5 afflizioni in seno alla E. V. Rev.ma. Abbia pertanto la bontà di leggere e com ­
patire.
Appena la E. V. fu eletta Arcivescovo di Torino trovandoci in sua casa Ella
con bontà mi domandava come la nostra Congregazione si trovasse con le perso­
ne in autorità e specialmente col clero.

50.9 Page 499

▲torna in alto
novembre 1872 489
Risposi non esistere urto con alcuno; soltanto due ecclesiastici, di cui dissi il io
nome, forse con buon fine ci avevan cagionato molti disturbi e dispiaceri.
Ella tosto soggiungeva: - Stia tranquillo, il potere di costoro è secondario e
la loro autorità sarà temperata da quella dell’Arcivescovo; ed una delle cose che
faremo sarà di condurre a termine l’approvazione della Congregazione Salesiana.
Le cose camminarono in questo modo fino ad aprile circa, quando ho co- 15
minciato a travedere qualche ruggine, di poi la combinazione dell’ordinazione e
di poi il rifiuto, di poi l’esame degli ordinandi, di poi la lettera in cui erano pre­
scritte diverse norme da praticarsi.
A ciò tutto si accondiscese senza riflesso, sebbene in niun altra diocesi tal
cosa venisse richiesta.
20
Ieri finalmente non so per qual ragione fu rifiutata la nota delle ordinazioni
con minaccia di scrivere a Roma contro allo spirito tra noi dominante.
Può darsi che chi fece la commissione non abbia usato il dovuto riguardo nel
parlare, ma questi è un individuo che doveva avvisarsi ed anche correggersi se­
condo il merito o demerito, ma sembrami che ciò non possa rappresentare lo spi- 25
rito della Congregazione.
Esposte queste cose, io la prego quanto so e posso di scrivere o dire o far di­
re quello che osserva di biasimevole tra noi, affinché noi sappiamo come regolar­
ci e in quale limiti tenerci.
Più volte ho condotto il discorso su questo punto, ma Ella non venne mai a 30
cose determinate. Ora la prego di voler osservare:
1° che lo scrivere a Roma sarebbe dare materia ai nemici del bene di decan­
tare le dissensioni tra il povero D. Bosco e il suo Arcivescovo, sarebbe cosa rovi­
nosa alla nascente nostra Congregazione che cammina in mezzo ad ostacoli uno
più grave dell’altro; io sarei richiesto a dare conto e schiarimenti, quindi dispiace- 35
ri, disturbi e forse anche scandali; nemmeno sarebbe vantaggiosa per V. E. perché
io sono persuaso che la gloria di lei vada in molte cose collegata con la nostra
Congregazione;
2° che noi abbiamo sempre lavorato nella Diocesi e per la Diocesi di Torino
senza mai dimandare né impieghi né stipendio; che noi abbiamo avuto e tuttora 40
abbiamo in lei una persona della più grande venerazione;
3° che, mi permetta l’ardita espressione, continuando così con altri Ella
giungerà al punto di essere temuto da molti, amato da pochi.
Ho scritto quasi senza sapere quello che ho scritto. Se vuole concedermi una
grazia legga questo foglio, di poi lo getti sul fuoco e mi faccia pur rimproveri che 45
meglio giudicherà. In ogni cosa io mi professo sempre colla più profonda gratitu­
dine
Della Eccellenza V. Rev.ma
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio Bosco]
50

50.10 Page 500

▲torna in alto
490 novembre 1872
1 La data è indicata dalla lettera di risposta del corrispondente nello stesso giorno: ASC A 1140115, me.
652 B 9/12, ed. in. MB X 684-685. Con lettera del 24 ottobre 1872 l’arcivescovo aveva chiesto a don
Bosco che i chierici di Valdocco si presentassero a lui 40 giorni prima delle ordinazioni, con un attestato
su tutto il loro curriculum di vita, di formazione e di studio e che sostenessero in curia l’esam e di due inte­
ri trattati di teologia: ASC A 1140114, me. 652 B 6/8, ed. in MB X 683-684.
2 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
7 eletta Arcivescovo: il concistoro era stato tenuto il 27 ottobre 1871 e l’arcivescovo aveva fatto l’entra­
ta ufficiale in Torino un mese dopo; v. lett. 1596.
10 due ecclesiastici: non facilmente identificabili, uno dei quali forse il direttore spirituale del seminario
teologico (e futuro rettore) mons. Giuseppe Soldati.
16 qualche ruggine: non meglio precisata; in aprile si erano avuti i contatti fra i due per l’affidamento del
collegio di Torino-Valsalice a don Bosco.
21 Ieri finalmente: P8 novembre l’arcivescovo aveva respinto la lista degli ordinandi che don Giovanni
Cagliero gli aveva sottoposto.
32 scrivere a Rom a... nemici del bene: è esattamente quello che avvenne, con una complessa vertenza
che, divenuta pubblica e durata ben dieci anni, diede occasioni alla stampa ostile per una campagna deni­
gratoria nei confronti di entrambi. Per una sintesi dell’intera vicenda Gastaldi-Don Bosco, si veda G.
T u n in e t t i, Lorenzo Gastaldi 1815-1883. II. Arcivescovo di Torino 1871-1883. Casale M onferrato, Ed.
Piemme 1988, pp. 259-290.
43 temuto da molti, amato da pochi: l ’arcivescovo sia pure in tono molto gentile, lo stesso giorno rincarò
la dose delle sue osservazioni, lamentandosi della mancanza di un regolare noviziato e dichiarandosi con­
trario ad eccessive esenzioni dei religiosi dalla autorità vescovile.
45 lo getti sul fuoco: attualmente non si trova traccia del manoscritto né in ASC né in AAT, e neppure
negli archivi vaticani, al punto da non essere mai citata nelle biografie di don Bosco, nonostante la sua
indiscutibile importanza. La lettera venne abbondantemente citata dal card. Cagliero in occasione della
deposizione per il Processiculus del 1916, p. 25: me. 2521 A 8-9.
1702
Al cardinale Luigi Bilio
ASV Spoglio cardinali, Bilio
Orig. aut. 1 f. 270 x 210 mm.
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Bilio (A 1980419)
Ined.
Propone il prevosto Gioanni Gasti come successore del defunto vescovo di Alessandria
*Torino, 12 nov[embre 18]72
Eminenza Reverend.ma,
Dopo la disgrazia avvenuta della perdita del vescovo di Alessandria diverse
persone mi spingono di scrivere a V. E. perché esamini la convenienza di propor-
5 re il prevosto Gioanni Gasti Vie. F. di Castel Ceriolo.
Io lo conosco per un onesto e dotto ecclesiastico, ma so che V. E. lo conosce
forse meglio di me, perciò io non intendo di fare raccomandazione, ma solo di
appagare il desiderio di alcune autorevoli persone cui non posso dare un rifiuto.
Quello che fo e che facciamo in tutte le nostre cose si è di pregare per V. E.
10 affinché Dio la conservi ad multos annos pel bene della chiesa attualmente e assai
più per quello che potrà fare in futuro.
Dia benigno compatimento al disturbo, ci conceda la sua santa benedizione

51 Pages 501-510

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51.1 Page 501

▲torna in alto
novembre 1872 491
mentre colla più profonda gratitudine ho l’onore di professarmi
Della E. V. R.d.ma
Umile servitore
15
Sac. Gio. Bosco
2 Luigi Bilio: v. lett. 1409.
3 vescovo di A lessandria era Giacomo Antonio Colli, morto il 1° novembre 1872.
5 Giovanni Battista Gasti: v. lett. 1582.
7 forse meglio: il Bilio, in quanto nativo di Alessandria, poteva avere facili informazioni sul Gasti, resi­
dente a Castelceriolo, a pochi km. di distanza dalla città.
1703
AI papa Pio IX
ASC F 586 Torino-Oratorio me. 231 B 4
Orig. allog. senza firma 2 ff. 270 x 210 mm.
card. Monaco e da timbri pontifici
Ined.
carta uso stampa
autentic. da appunto aut. del
Richiesta di un rescritto per la celebrazione delle S. M esse natalizie in tutte le case salesiane
[Torino, anter. 15 novembre 1872]
Beatissimo Padre,
Il sacerdote Giovanni Bosco Superiore della Congregazione di S. Francesco
di Sales in Torino, prostrato ai piedi della S. V. umilmente implora la rinnovazio­
ne del Rescritto più volte già accordato di poter celebrare le tre messe e dispensa- 5
re la S. Comunione la notte del S. Natale nella Chiesa di Maria Ausiliatrice in To­
rino, non che in tutte le altre Chiese che sono nelle case da essa Congregazione
dipendenti.
Che...
[Sac. Gio. Bosco]
io
5 più volte già accordato: v. ad es. E(m) I, lett. 538; E(m) II, lett. 892, 997.
10 La facoltà venne concessa ad triennium il 15 novembre 1872, con docum ento a firm a del card.
Raffaele M onaco La Valletta, previo indispensabile accordo con l ’Ordinario. In calce al documento don
Giovanni Cagliero scrive che la domanda venne presentata e accolta da mons. Gastaldi nell’udienza del
18 dicembre 1872. Invero - non trattandosi di una chiesa parrocchiale - forse lo stesso giorno o il giorno
seguente tale consenso veniva limitato alla celebrazione januis clausis al pubblico di una sola S. M essa
con la distribuzione della Comunione, per non «andare a ritroso di ciò che la Chiesa ab immemorabili
ha ordinato». Le altre due S. M esse avrebbero dovuto essere celebrate una all’aurora e l’altra più tardi.
11 21 dicembre l’arcivescovo ritornava sulle sue decisioni e concedeva di celebrare le tre S. M esse ma
sempre a porte chiuse: ASC F 586 Torino-Oratorio, dattiloscritto, ed. in MB X 690-691.

51.2 Page 502

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492 novembre 1872
1704
Al senatore Giuseppe Cataldi
ASC B 31210M ii. aut. infotoc., Cataldi (A 1820122)
Orig. aut. 1 f. 3 1 0 x 2 1 0 m m .
E II 237-238
Lo ringrazia per i benefici e i favori concessigli e per aver accolto i ragazzi artigiani nella sua villa di
Marassi (Genova) — promette preghiere — chiede se è disposto a mettere a disposizione la medesima
villa per raccogliere ragazzi aspiranti al sacerdozio e a sostenerli economicamente
Benemerito e Car.mo Sig. Senatore,
*Torino, 18 nov[embre] 1872
Il piccolo Ospizio di S. Vincenzo fu trasferito da Marazzi, Sua Villa, a S.
Pierd’Arena, ed io prima d’ora avrei dovuto scriverle lettera di ringraziamento per
5 tutta la carità che ci usò durante la dimora fatta costà e più ancora per i guasti che,
certamente contro la volontà dei Superiori, saranno avvenuti.
Questo mio dovere intendo di compierlo con questa lettera e di assicurarla
che oltre alla viva gratitudine pei benefici grandi concessi, non si ometterà di fare
in comune speciali preghiere per Lei e per tutta la sua venerata famiglia,
io
Ho più volte pensato alla sua villa, che quanto più era incomoda per artigia­
nelli, tanto più sarebbe opportuna per una raccolta di giovanetti studenti poveri da
coltivarsi per lo stato ecclesiastico.
Ma le strettezze in cui versiamo qui in Torino e più ancora nel nascente
Ospizio di S. Gaetano mi fanno sospendere ogni progetto a questo riguardo.
15
Tuttavia secondando quello che mi viene in mente mentre scrivo voglio
nulla omettere di quanto parmi tornare alla maggior gloria di Dio. Dico adunque:
se la S. V. nella molteplice sua carità potesse dare quel locale a questo uopo e
darmi ajuto a sostenerlo, ben inteso senza obbligazione di sorta da parte sua, io
mi assumerei l’amministrazione, la direzione e la responsabilità della parte mate-
20 riale, morale e scientifica. I
Rinnovo qui, come già dissi, che questo è un mio pensiero sortomi alla f.lv
mente alla metà della lettera. Ogni cosa sottometto al savio di Lei parere, alla sua
libera volontà ed ai limiti della sua carità.
Con pieno l’animo di gratitudine prego Dio che benedica Lei, car.mo signor
25 Giuseppe, e con Lei benedica tutta la sua famiglia ed ad ognuno conceda lunghi
anni di vita felice col prezioso dono della perseveranza nel bene. Così sia.
Raccomando in fine la povera anima mia alla carità delle sante sue preghiere
e mi professo rispettosamente
Di V. S. B.ta e car.ma
30
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
11 opportuna] opportuno 15 secondando corr si ex secondo 21 sortomi] sorsomi

51.3 Page 503

▲torna in alto
novembre 1872 493
2 Giuseppe Cataldi: v. E(m) II, lett. 903.
3 fu trasferito: il trasloco avvenne l’i l novembre 1872.
5 dimora fatta costà: vi era rimasto per l’anno scolastico 1871-1872, costituito da piccolo laboratorio
di calzoleria, sartoria, falegnameria per una quarantina di ragazzi.
31 Non è conservata la risposta del senatore; comunque il progetto di don Bosco non si realizzò.
1705
Al chierico Giovanni Tamietti
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910304)
Copia semplice di Gioachino Berto
E II 238 MB X 1028
Avvisa di averlo trasferito ad Alassio onde provare la sua ubbidienza
Car.mo Tamietti,
Torino, 18 novembre 1872
Non voglio che tu stia a Valsalice per forza, d’altronde ho bisogno di provare
la tua obbedienza specialmente prima delle sacre Ordinazioni.
Pertanto io ti destino per Alassio e di là richiamerò qualcuno che venga costì 5
a fare la parte tua. Prendi le opportune intelligenze con D. Dalmazzo; procura di
terminare con buona grazia.
Dio ti conceda l’umiltà e la santa virtù dell’ubbidienza e credimi tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
io
2 Giovanni Tamietti: v. E(m) II, lett. 1121.
4 sacre Ordinazioni: divenne effettivamente diacono il 21 dicembre 1872 e sacerdote il 20 marzo 1873.
5 Alassio: dove era direttore don Francesco Cerniti.
6 Francesco Dalmazzo, direttore della casa di Torino-Valsalice: v. E(m) II, lett. 883. Nel Catal. 1873
il Tamietti non risulta però fra il personale di tale casa.
1706
A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
ASC B23200 Persone - Gastaldi (A 1160313) me. 642 B 11 - C 1
Copia di Gioachino Berto 2 ff. 3 1 0 x 2 1 0 m m . segni di piegatura
f. 2v altra mano scrive: «23 Nov. 1872»
E II 239-240 MB X 686
segni di pastello rosso e blu sul
Risponde con accuratezza di particolari alle reticenze in merito all’approvazione delle costituzioni sale­
siane — risponde altresì all’osservazione di mancanza di un regolare noviziato e dello spirito religioso nei
salesiani
Eccellenza Reverendissima,
Torino, 23 novembre 1872

51.4 Page 504

▲torna in alto
494 novembre 1872
Ringrazio di tutto cuore V. E. Red.ma per la lettera che con grande sua bontà
si degnò di scrivermi, e sebbene essa non mitighi le mie pene, tuttavia mi palesa
5 alcuna ragione del contegno che da qualche tempo Ella tiene verso la povera mia
persona e verso tutti i soci della Società di S. Francesco di Sales.
Ella riduce le cose a due punti: alla mancanza di un buon noviziato e dello
spirito religioso ovvero ecclesiastico ne’ suoi membri. Queste due cose dimandano
schiarimento e per me e per Vostra Eccellenza. Abbia dunque la bontà di leg-
10 gere.
Prima di venire la Santa Sede all’approvazione di questa Congregazione ho
avuto lungo colloquio prima con Monsig. Svegliati e col Cardinal Quaglia, e di
poi col medesimo Santo Padre. Questi una sera mi fece a lungo esporre le ragioni
che, secondo me, giudicava essere volontà di Dio questa novella istituzione, cui
15 diedi tutte le risposte volute. Di poi mi dimandò se una Congregazione fosse pos­
sibile in tempi, in luoghi, in mezzo a persone che ne vogliono la soppressione.
- Come avere una casa di studio e di noviziato? - soggiungeva. Risposi a lui
quello che alcuni mesi prima aveva risposto all’E. V. [,] vale a dire che io non in­
tendo di fondare un Ordine religioso dove si possano accogliere penitenti o con-
20 vertiti che abbiano bisogno di essere formati al buon costume ed alla pietà; ma la
mia intenzione si è di raccogliere giovanetti ed anche adulti di moralità assicura­
ta, moralità provata per più anni prima di essere accolti nella nostra Congregazio­
ne. I
- Come ciò ottenere? — interruppe il Santo Padre.
flv
25
- Ciò finora ho ottenuto — soggiunsi — e spero di continuare così, per la classe
dei soci che si ricevono a far parte della Società. Noi ci limitiamo a giovani edu­
cati [,] istruiti nelle nostre case; giovani già scelti ordinariamente dai paroci che
vedendoli risplendere nella virtù fra la mazza e la zappa, li raccomandano alle no­
stre case. Due terzi di questi inviati sono restituiti alle loro case.
30
I ritenuti sono per quattro [,] cinque od anche sette anni esercitati nello stu­
dio e nella pietà, e di questi pochi soltanto sono ammessi alla prova, anche dopo
questo lungo tirocinio. Per esempio in quest’anno centoventi compierono Retorica
nelle nostre case; di questi centodieci entrarono nel chiericato; ma venti soltanto
rimasero nella Congregazione, gli altri indirizzati ai rispettivi Ordinari Diocesani.
35
Ammessi così alla prova devono fare due anni qui in Torino dove hanno
ogni giorno lettura spirituale, meditazione, visita al Sacramento, esame di co­
scienza, ed ogni sera un breve sermoncino fatto da me, raramente da altri, e ciò a
tutti in comune pegli aspiranti.
Due volte per settimana si fa una conferenza espressamente per gli aspiranti,
40 una volta per tutti quelli della Società.
Quando il Santo Padre ebbe udite queste cose, si mostrò molto soddisfatto e
ripigliò: - Dio vi benedica, figliuol mio, mettete in pratica le cose nel modo che
mi accennate e la vostra Congregazione otterrà il suo scopo, e trovando difficoltà
fatemele sapere e studieremo il modo di superarle. I

51.5 Page 505

▲torna in alto
novembre 1872 495
Dopo di ciò si venne al Decreto di approvazione che Ella ha veduto. E noi 45
abbiamo fatto quanto si è detto.
Da quanto esposi Ella potrà facilmente capire che, parmi, il noviziato se non
vi è di nome vi è di fatti.
Ella aggiunge ehe fatte rarissime eccezioni niun membro della Congregazio­
ne Salesiana presenta le necessarie virtù e si notano privi specialmente dell’umil- 50
tà. Io farei umile e rispettosa preghiera alla E. V. di volermi indicare non in gene­
re ma nominatamente tali individui e poi, l’assicuro, sarebbero severamente cor­
retti ed una volta sola.
Perciocché tal cosa sarebbe un nascondiglio da svelarsi; nascondiglio ignoto
a me fino al giorno d ’oggi; nascondiglio ignoto alla E. V. fino al mese di aprile 55
dell’anno corrente. Fino a quell’epoca Ella vide, udì, lesse, e possiamo dire ammi­
nistrò quanto di più importante di questa casa. Fino a quel tempo sia cogli scritti,
sia colla voce pubblica e privata ha sempre proclamata questa casa come arca di
salvezza per la gioventù, dove si apprende la vera pietà e simili.
Qui avrei più cose da dire che non voglio affidare alla carta, e che spero, 60
quando Ella possa ascoltarmi, esporle a viva voce.
La ringrazio delle benevoli espressioni usate nella sua lettera e questo è
l’unico conforto che io posso avere mentre colla più profonda gratitudine ho
l’onore di professarmi
Della E. V. R.ma
65
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
24 ? trsp post Padre 31 pochi add 40 quelli adii 49 aggiunge corr ex aggiugne
casa add mrg in f 57 casa add si
56-57 Fino...
2 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
3 lettera: datata 9 novembre 1872, cit. in lett. 1701.
4 non mitighi le mie pene: l’arcivescovo era intenzionato a intervenire presso la curia rom ana affinché
non concedesse l’approvazione definitiva delle costituzioni salesiane, prima della erezione di un regolare
noviziato.
5 contegno: v. lett. 1701.
12 lungo colloquio: don Bosco era all’epoca già stato a Roma più volte.
— Stanislao Svegliati, Segretario della S. Congregazione dei Vescovi e Regolari: v. E(m) II, lett. 1055.
— Angelo Quaglia, Prefetto della medesima S. Congregazione: v. E(m) II, lett. 764.
32-33 centoventi... R etorica... centodieci... venti: v. lett. 1686 e 1693.
45 Decreto di approvazione: la società salesiana venne approvata con un decreto del 1° marzo 1869; invece
il decretum laudis era del 23 luglio 1864: entrambi portavano la firma dei suddetti prelati, Svegliati e Quaglia.
55 mese di aprile: la data ricorre pure nella lettera del 9 novembre 1872; v. lett. 1701.
1707
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720620) me. 30 B 7

51.6 Page 506

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496 dicembre 1872
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
E II 241 MB X 400-401
Preannuncia una visita a Lanzo
carta pesante uso stampa
*Torino, 24 novembre [18]72
Car.mo D. Lemoyne,
Mercoledì p. mattino spero di essere teco a Lanzo. Se mi mandassi nota dei
merli che hanno specialmente bisogno di essere spennati, mi servirebbe di norma
5 di mano in mano che avrò occasione d ’incontrarli in collegio.
Un cordialissimo saluto a te e a tutti i nostri figli di S. Filippo Neri e credimi
tutto tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 novembre] 11 3 essere res
2 Giovanni Battista Lemoyne: v. E(m) II, lett. 853.
3 Mercoledì: ossia il 27 novembre.
4 merli... spennati: ragazzi cui dare particolari avvisi o richiami.
6 S. Filippo Neri: era il titolare del collegio di Lanzo.
1708
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780236)
Orig. aut. 2 fi. 2 1 0 x l3 5 m m . carta azzurrina leggermente rigata
E II 243 MB X 393
angoli pieghettati
Promette preghiere per il riposo eterno dell’anima del fratello e per la salute di tutta la sua famiglia
*Torino, 6 dicembre [18]72
Mia Buona Mamma,
Ho ritardato a scrivere, ma non a pregare per Lei e per il compianto di Lei
fratello. Piangiamone la perdita temporale, ma ringraziamo Dio che abbia conces-
5 so una grazia così segnalata di fare una morte cotanto preziosa agli occhi della
fede. Ella sa quanti sospiri siansi fatti, quante preghiere siansi innalzate a Dio
perché la religione, che a lui fu sempre in cuore, divenisse una realtà pratica. E
per questo lato non si poteva desiderare di più.
Ringraziamo pertanto la misericordia del Signore, e preghiamo ogni giorno
10 pel riposo eterno dell’anima sua se mai non fosse ancora stata accolta nei celesti
tabernacoli.
Non mancherò poi di fare particolari preghiere a Maria A. per la I sig[ra] sua f.lv
figlia che spero vada ogni giorno migliorando. Ma quante preghiere non dovrò

51.7 Page 507

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dicembre 1872 497
fare per Lei mia buona mamma, la cui sanità, santità mi stanno cotanto a cuore!
Quanto dico a Lei intendo dirlo al caro nostro sig. Tommaso, che in questi mo- 15
menti avrà pure patito assai.
Dio li benedica ambidue, e con loro benedica tutta la piccola e la grande fa­
miglia; preghino anche per me, che nuoto in un mare di difficoltà.
Mi creda con profonda gratitudine tutto suo in G. C.
Obbl.mo servitore
20
Sac. G. Bosco
1 6 emend ex 5 dicembre] 12
2 Girolama Uguccioni: v. E(m) II, lett. 885.
4 fratello: membro della famiglia Baldelli Boni non identificato.
13 figlia: quale delle tre?; v. lett. 1535.
15 Tommaso Uguccioni Gherardi: v. E(m) II, lett. 877.
1709
A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
ASC B31010 Lett. orig., Castaldi (A 1710706) me. 23 E 12
Orig. aut. ! f. 250 x 191 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Chi desidera...» [can­
cellato con tratto di inchiostro] segno di carta gommata al centro del foglio mrg. rinforzati macchie
di umidità sul mrg. sup. des. del v M ichele Rua scrive: «1872 Storia ecclesiastica D. Bosco» in calce
si trova un timbro violaceo del card. Richelmy di Torino
E II 243-244 MB X 688-689
Accetta umilmente di prendere parte ad un’Accademia per promuovere lo studio intorno alla Storia
Ecclesiastica
[Torino], 8 dic[embre 18]72
Eccellenza Reverend.ma,
Si
immagini V. E. R.d.ma con quanto piacere io prenda parte ad una acca­
demia per promuovere lo studio intorno alla Storia Ecclesiastica!
È vero che ho poco tempo, ho fatto studi non profondi su questa scienza; ma 5
essendo cosa costantem ente desiderata in tutta la mia vita, dedicherò assai di
buon grado que’ momenti che mi saranno disponibili a questo scopo.
La ringrazio della sua bontà, e mi creda colla più profonda venerazione
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
io
Sac. Gio. Bosco
R S. Credo di prima importanza che i soci di questa progettata accademia siano
in modo eccezionale conosciuti per la loro illimitata venerazione ed attaccamento
alla S. Sede.

51.8 Page 508

▲torna in alto
498 dicembre 1872
2 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124.
5 studi non profondi: don Bosco è cosciente della limitatezza del suo corso di storia della Chiesa al sem i­
nario di Chieri e anche del suo essere autodidatta nella successiva compilazione di libri di storia.
12 L ’Accademia di Storia Ecclesiastica Subalpina fu effettivamente fondata il 28 gennaio 1874.
Don Bosco ne fu iscritto come socio fondatore con documento datato 29 gennaio 1874 (ASC A 0201310,
me. 88 E 11) e come semplice socio con altro diploma dello stesso giorno (ASC A 0201311, me. 88 E 12);
ed. in MB X 1001. Uno dei promotori era il can. Antonio Bosio, precedentemente interpellato da
don Bosco a proposito di un progetto di una Storia Ecclesiastica colta: v. lett. 1594.
— siano: da leggersi meglio come «debbano essere».
1710
A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
ASC B31010 Lett. orig., Gastaldi (A 1710705) me. 24 A 1
Orig. aut. 1 f. 236 x 144 mm. carta leggera intest, a stampa: «Oratorio... Torino» racchiusa da
cornice floreale ampia macchia di umidità sull’angolo sup. des. sul v M ichele Rua scrive: «1872 D.
Bosco»
E II 244 MB X 690
Domanda la sua opinione in merito all’ordinazione del chierico Domenico Bruna
[Torino], 20 dicembre 1872
Eccellenza R.d.ma,
Se nella sua bontà potesse dare una sola parola di risposta in proposito del
cherico Bruna mi farebbe veramente piacere, perciocché io non gli ho ancora
detto niente, e dovrei, non so come, cercare altrove un vescovo ordinante.
In caso negativo abbia altro tratto di bontà col fare il non dissentio pel mede­
simo.
Mi voglia credere con profonda gratitudine
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
6-7 pel medesimo emend ex b
2 Lorenzo Gastaldi: v. lett. 1709.
4 Domenico Bruna: figlio di Giovanni e Catterina Merlo, nato a Monastero di Lanzo (Torino) il 23 otto­
bre 1850 ed entrato all’Oratorio di Torino-Valdocco il 30 dicembre 1861. Il 1° ottobre 1865 aveva fatto la
vestizione clericale e il 15 dicembre 1872 aveva ricevuto gli ordini minori a Torino. A Casale nel marzo
1873 divenne suddiacono, a Genova il mese seguente fu ordinato diacono e a Casale il 31 maggio diven­
ne sacerdote: cf ASC registri Censimento, Dati anagr. e delle Ordin., Anagr. e voti d ’esame. Salesiano con
voti temporanei dal 22 settembre 1871, e perpetui dal 18 settembre 1874, fu direttore a Brente (Catania)
dal 1911 al 1914; morì a Randazzo (Catania) il 10 marzo 1911: cf Scheda anagr. della Segreteria genera­
le, che riporta dati leggermente diversi dai suddetti registri.
6 non dissentio: acconsentire ad altro vescovo di procedere all’ordinazione. Così dovette essere, dal
momento che tre mesi dopo il Bruna ricevette il suddiaconato dal vescovo di Casale. Nel documento di
limitazione della facoltà per le messe della notte di Natale (v. nota alla lett. 1703) l’arcivescovo aveva
chiesto a don Bosco di avvisare il chierico Bruna di presentarsi da lui l’indomani mattina dalle 9 alle 10.

51.9 Page 509

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dicembre 1872 499
1711
A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
ASC B31010 Lett. orig., Gastaldi (A 1710707) me. 24 A 2
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta leggera uso stampa mrg. rinforzati
dità sull’angolo sup. des. sul v M ichele Rua scrive: «1872 D. Bosco»
E II 244-245 MB X 691
ampia macchia di umi­
Invia le bozze di una Brevis Notitia sulla società salesiana — allega copia delle costituzioni (di cui unisce
nuove bozze) da presentarsi al papa per la definitiva approvazione
Torino, 23 dic[embre 18]72
Eccellenza Reverend.ma,
Secondo il suggerimento che ebbe la bontà di darmi le mando le bozze
del [la] Brevis notitia che intendo inviare stampato in più copie a tutti i membri
della cong. de’ vescovi e regolari per comodità di chi legge.
5
Sarà unita una copia delle Costituzioni, di cui pure manderò a V. E. le bozze
sebbene le abbia già vedute.
Se desidera che alla Brevis notitia si stampi anche la sua commendatizia, sa­
rà una grande facilitazione perché possa leggersi con maggior facilità; ma biso­
gnerebbe che la mandasse. Troverà qualche errore di ortografia nelle bozze unite; 10
ma queste saranno ancora ben rivedute.
Tutti i soci della cong. di S. Francesco di Sales, unitamente ai giovanetti loro
affidati augurano unanimi buone feste natalizie supplicando la Divina Maestà a
concederle sanità stabile mentre con profonda gratitudine a nome di tutti mi pro­
fesso
15
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
4 notitia] notizia 9-10 ma... mandasse add si 14 mi rei
2 Lorenzo Gastaldi: v. lett. 1710.
4 Brevis notitia: ristampa della Notitia brevis del 1868 [v. E(m) II, lett. 1192] con alcuni ritocchi e soprat­
tutto con l’aggiunta che mons. Gastaldi aveva commendato con amplissime dichiarazioni la società sale­
siana, aveva arricchito la casa-madre e la chiesa di Maria Ausiliatrice dei diritti parrocchiali e confermato
ed anche ampliato i privilegi precedenti: decreto del 25 dicembre 1872, conservato in ASC A 1413201,
me. 1513 D 10/12.
1712
A don Francesco Cerruti
ASC B 3 1010 Lett. orig., Cerruti (A 1700511) me. 13 B 3
Orig. aut. 1 f. 135 x 105 mm. carta leggera mrg. sup. rinforzato

51.10 Page 510

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500 dicembre 1872
E II 246 MB X 1377
Ringrazia per i doni che gli ha inviato — esprime il desiderio di recarsi ad Alassio — chiede se il mutuo
con il municipio si farà — domanda notizie del salesiano coadiutore M arcello Rossi
[Torino], S. Stefano Mfartire] 1872
Car.mo D. Cerutti,
Ti ringrazio dei doni inviati. Ci hanno servito benissimo a fare regali a di­
versi benefattori. Dei D. Cerutti ne abbiamo uno solo.
5
Desidero fare una gita ad Alassio; dimmi se il progettato mutuo col munici­
pio si farà, o se dobbiamo pensare di porlo a parte.
Dammi notizie di Rossi.
Fa’ mille saluti a’ tuoi e miei cari figli. Dio vi faccia tutti ricchi di santo ti­
mor di Dio.
io
Nel dizionario] italiano si può omettere la gram[m]atica che precede.
Aff.mo amico in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Francesco Cerniti, direttore ad Alassio: v. E(m) I, lett. 518.
3 doni inviati: frutti di stagione nella riviera, vale a dire arance, mandarini e datteri; v. anche lett. 1714.
7 Rossi: dovrebbe trattarsi del salesiano coadiutore Marcello Rossi, che apparteneva alla comunità sale­
siana di Alassio. Nato a Rosignano Monferrato (Alessandria) il 27 maggio 1847, era entrato all’Oratorio
di Torino-Valdocco nel 1860. Fece la professione triennale il 30 gennaio 1871. Per quasi 50 anni ebbe l’in­
carico di portinaio dell’Oratorio; cf G. B. F r a n c e s ia , Rossi Marcello, Il coadiutore salesiano. Torino, SEI
1925; un profilo si trova pure in in DBS 245-246.
10 grammatica: don Cerniti aveva progettato una piccola grammatica da premettere al Nuovo dizionario
della lingua italiana in servigio della gioventù che don Bosco gli aveva affidato di compilare e che verrà
pubblicato dalla tipografia salesiana di Torino nel 1891.
1713
Ai giovani del collegio di Lanzo
ASC B31010 Lett. orig., Lanzo (A 1720507) me. 29 B 10/11
Orig. aut. 2 ff. 250 x 194 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G ... Chi desidera...»
[cancellato con un tratto di inchiostro] macchie di umidità
E II 245-246 MB X 1038
Strenna per il nuovo anno per i sacerdoti, i maestri, gli assistenti e gli allievi — a tutti raccom anda
«illimitata confidenza col direttore»
*[Torino], S. Stefano, dicembre 1872
Ai miei cari figliuoli del collegio convitto di Lanzo,
Ho ricevuto i vostri auguri colla più grande mia consolazione. Ve ne ringra­
zio di tutto cuore e ne serberò grata memoria. Dio ricompensi la benevolenza che
5 mi avete mostrato. Una parola a tutti:
Il sig. Direttore non differisca mai i buoni consigli ed i salutari avvisi quan-
ì

52 Pages 511-520

▲torna in alto

52.1 Page 511

▲torna in alto
dicembre 1872 501
do vi è occasione di darli.
I preti siano solidali gli uni degli altri in tutto ciò che spetta all’eterna salvez­
za loro proprio e de’ giovani del collegio.
I maestri interroghino tutti nella classe e portino il pensiero sopra i più de- io
boli.
Gli assistenti facciano ogni sforzo per impedire i cattivi discorsi.
I preti e i cherici si ricordino che sono sai terrae et lux mundi.
Gli allievi amino la virtù della modestia e della sobrietà.
A tutti raccomando illimitata confidenza col Direttore. I
15
Dio vi benedica tutti e tutti vi faccia ricchi della vera ricchezza che è il santo
timor di Dio.
Voi siete la mia consolazione, nissuno mi trafigga il cuore colle spine della
cattiva condotta. In tutto l'anno vi prometto ogni mattino un memento speciale
nella santa messa. Voi raccomandate anche a Dio la povera anima mia, e supplì- 20
cate la misericordia del Signore affinché non mi accada la irreparabile disgrazia
di perderla.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
25
6 Direttore: dal 1865 era don Giovanni Battista Lemoyne.
8 I preti: il Catal. 1873 riporta solo i nomi del «prefetto» don Giacomo Costamagna, del «catechista» don
Alfonso Scaravelli e di Secondo Merlone. Il «consigliere» era il suddiacono Luigi Lasagna.
13 chierici: il suddetto catalogo ne riporta oltre 30 come ascritti alla società salesiana; pochi di meno gli
ascritti coadiutori e studenti.
1714
Al conte Eugenio De Maistre
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890125)
Copia di Gioachino Berto
E II 246-247 MB X 394
Ringrazia per l’offerta ricevuta per la celebrazione di S. Messe — invia, per mezzo di don Rua, una
cassetta di datteri per la sua famiglia
Torino, 28 dicembre [18]72
Car.mo Sig. Conte Eugenio,
Ho ricevuto la sua letterina colla limosina di quindici messe. Parte di esse
furono già celebrate, le altre si celebreranno quanto prima.
Per mezzo di D. Rua le mando una cassettina di datteri che prego a voler di- 5
stribuire alla sua piccola famiglia. Ci furono spediti da Alassio, ma senza anape-

52.2 Page 512

▲torna in alto
502 dicembre 1872
Car.mo sig. Eugenio, facciamoci coraggio, abbiamo un periodo di tempo as­
sai tristo. Speriamo che la misericordia del Signore ce lo abbrevierà. Intanto io la
io ringrazio di tutto cuore della carità che ci ha fatto più volte.
E una Congregazione nascente che ha bisogno di tutti e di tutto. Colla sua
carità aiutandoci ad impiantarla, avrà certamente diritto a tutto quel bene che i
suoi membri faranno finché durerà la medesima Congregazione.
Dio benedica Lei, caro Conte, e con Lei benedica la sigfra] zia Duchessa,
15 moglie e famiglia e a tutti conceda sanità e grazia di una vita felice, e nel racco­
mandarmi alla carità delle sante sue preghiere mi professo
Della S. V. car.ma
Obbl.mo ed aff.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Eugenio De Maistre: v. E(m) II, lett. 826.
3 letterina: non è stata reperita.
5 Michele Rua: v. E(m) II, lett. 730.
— datteri: quelli inviatigli da don Cerrruti, di cui alla lett. 1712.
6-7 anapesti: letteralmente indica un piede di un verso latino (due sillabe brevi seguita da una lunga),
composto esattamente al contrario del dattilo (una sillaba lunga seguita da due brevi); don Bosco forse
gioca sull’omonimia datteri/dattili; se l’omonimia fosse invece fra anapesti/pesti, potrebbe indicare l’au-
spicio che i datteri arrivino al destinatario non pesti, così come giunti a lui da Alassio.
8-9 tempo assai tristo: pare alluda al difficile momento politico della Chiesa in Italia.
14 zia era Costanza Lavai di Montmorency: v. E(m) I, lett. 161.
15 la moglie era Bernarda M aria Valeria di Menthon: v. lin. 2.

52.3 Page 513

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APPENDICE I
LETTERE ATTESTATE MA NON REPERITE
1869
1869/1 Alla contessa Maria Vitelleschi
[Torino, anter. 2 gennaio 1869]
Parole di consolazione nella situazione di sofferenza fisica e morale in cui si trova
(cf lett. della corrispondente, da Roma, al cav. Federico Oreglia di S. Stefano, 2 gennaio 1869: ASC A
1290523, me. 742 E 11 - 743 A 2).
1869/2 Al regio Economo generale dei benefici ecclesiastici vacanti, Pietro
Fenolio
[Torino, anter. 14 gennaio 1869]
Richiesta di sussidio
(cf lett. di risposta del segretario generale Giuseppe Realis, da Torino, 14 gennaio 1869: ASC A 1361906,
me. 1444 B 1). Vennero concesse 400 lire.
1869/3 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
[Torino, anter. 15 febbraio 1869]
Chiede che siano ritirate le disposizioni di sospensione delle facilitazioni per i viaggi dovute all’alterazio­
ne di un buono di favore rilasciate per il trasporto di tre giovani dell’Oratorio
(cf lett. del corrispondente, 15 febbraio 1869: ASC A 1640219, me. 2627 B 8). La risposta fu negativa, in
quanto la misura restrittiva era stata presa a seguito di ripetizione di abuso. Il 23 gennaio precedente il capo
servizio traffico delle stesse Ferrovie, Alfredo Bachelet, aveva fatto pervenire a don Bosco i buoni di ridu­
zione rilasciati nel settembre precedente e già utilizzati, privi però del timbro indicanti la data e il num e­
ro del treno di partenza. M entre chiedeva di completarli con i dati mancanti, avvertiva che in futuro, per
simile mancanza, anche se dovuta agli addetti delle ferrovie, si sarebbe dovuto pagare l’intero biglietto
di prima classe: ASC A 1640218, me. 2627 B 6-7.
1869/4 Al ministro delle Finanze Guglielmo Cambray Digny
Richiesta di aiuto finanziario per mons. Lorenzo Gastaldi
[Torino, inizio aprile 1869]
(cf lett. alla contessa Virginia Cambray Digny, 28 aprile 1869: ASC A 1980109).

52.4 Page 514

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504 Lettere attestate ma non reperite: 1869
1869/5 Al papa Pio IX
[Torino, anter. 11 aprile 1869]
Felicitazioni e preghiere per il 50° anniversario della prima S. Messa.
(cf lett. del corrispondente, 23 giugno 1869: ASC A 1440805, me. 1561 A 12 - B 1, MB IX 667-668). La
lettera era a nome personale di don Bosco, dei salesiani e dei giovani delle loro case.
1869/6 Al card. Giuseppe Berardi
[Torino, anter. 5 maggio 1869]
Supplica onde ottenere dal Papa la facoltà di poter rilasciare le dimissorie
(cf lett. al cav. Pietro Marietti, 5 maggio 1869: ASC A 1721228, me. 35 D 4/5).
1869/7 Al giovane Bartolomeo Vaschetti
[Torino, poster. 6 maggio 1869]
Risponde alla richiesta d ’aiuto per essere liberato dalla prigione di Civita Castellana
(cf lett. del corrispondente da Civita Castellana (Viterbo), 6 maggio 1869: ASC A 1453007, me. 1587 A
3/5, ed. in MB IX 638) Il Vaschetti, ex allievo di Torino-Valdocco, si era sottratto alla leva militare rifu­
giandosi nello stato pontificio nell’illusione di essere colà al sicuro. Fu invece rinchiuso, come altri diser­
tori, nella fortezza di Civita Castellana. Dopo cinque mesi di prigionia, scrisse a don Bosco pregandolo di
volerlo aiutare a trovare una persona in grado di garantire per lui, presso il Governo, per la scarcerazione.
L’intervento di don Bosco pare abbia avuto successo.
1869/8 Alla signora Giulietta Tirone
[Torino, poster 12 m aggio 1869]
Ringrazia per l’offerta - assicura la celebrazione della messa in onore di M aria Ausiliatrice a Torino
(cf lett. della corrispondente, da Casale Monferrato (Alessandria), 12 maggio 1869: ASC A 1452212, me.
1584 B 12 C 1). La signora aveva chiesto preghiere per la salute delPallieva tredicenne Corinna Tabacchi
che soffriva di acuti dolori.
1869/9 Al sig. Luigi Mussa
[Torino, poster. 21 giugno 1869]
Ringrazia per avergli dedicato la traduzione del Betlemme del padre Guglielmo Faber
(cf lett. del corrispondente, da Mondonio (Asti), 21 giugno 1869: ASC A 1432603, me. 1550 C 11/12 D
1/2, ed. in MB IX 666-667). Luigi Mussa era un antico collaboratore dell’oratorio di Torino-Valdocco,
dove ogni domenica si recava a fare il catechismo ai giovani.
1869/10 Al sig. Raffaello Casciani
[Torino, poster. 22 luglio 1869]
Comunica che la sacrestia di Maria Ausiliatrice ha bisogno di tavolini, guardaroba e credenze - chiede
anche di inviare una somma di danaro per quanto gli è possibile
(cf la risposta aut. di don Bosco sul mrg. destro della richiesta del corrispondente, scritta da Lucca il 22
luglio 1869: ASC A 1311302, me. 1397 A 8). Il Casciani aveva chiesto e ottenuto da don Bosco preghie­
re per una signora. Si era dichiarato disponibile a offrire qualche mobile per la chiesa di Maria Ausiliatrice.

52.5 Page 515

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1869/11 AI card. Giuseppe Berardi
Lettere attestate ma non reperite: 1869 505
[Torino, anter. 24 luglio 1869]
Comunica che seguirà i consigli che gli ha dato
(cf lett. al cav. Pietro Marietti, 24 luglio 1869: ASC A 1721229, me. 35 D 6/7).
1869/12 AI regio Economo generale dei benefici ecclesiastici vacanti, Pietro
Fenolio
[Torino, anter. 27 luglio 1869]
Richiesta di sussidio
(cf lett. di risposta del segretario generale Giuseppe Realis, da Torino, 27 luglio 1869: ASC F 583 Torino-
Oratorio me. 228 D 10 MB IX 681). Vennero concesse 400 lire.
1869/13 Al procuratore generale di Torino Lorenzo Eula
[Torino, poster. 2 agosto 1869]
Comunica che non esiste alcun decreto pontificio del 19 febbraio 1869: si tratta solo del giorno di appro­
vazione della società salesiana da parte del papa, approvazione data nel corso dell’udienza concessa al
segretario della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari (MB IX 657).
(cf lett. del corrispondente, da Torino, 2 agosto 1869: ASC A 1362203, me. 1445 C 7/8 MB IX 660).
1869/14 A don Giovanni Bonetti
Torino, 21 agosto 1869
Cerca di rasserenarne lo spirito
(cf lett. del corrispondente, da Mirabello (Alessandria), 23 agosto 1869: ASC A 1371612, me. 1455 C 7/10).
1869/15 Al consiglio comunale di Alassio
Torino 26 agosto 1869
Accetta di aprire un collegio-convitto per scuole elementari e ginnasiali ad Alassio sulla base di accordi
analoghi a quelli presi per il collegio di Cherasco
(cf verbale della seduta del consiglio comunale del 22 settembre 1869: Archivio del municipio di Alassio,
cit. in A. M iscio, Da Alassio, Don Bosco e i Salesiani in Italia e nel mondo..., p. 25). La risposta delle
autorità comunali fu negativa per la parte finanziaria, ma la trattativa continuò.
1869/16 Al card. Giuseppe Berardi
[Torino, anter. 29 agosto 1869]
Invia minute notizie sull’andamento della casa
(cf lett. al cav. Pietro M arietti, 29 agosto 1869: ASC A 1721230 me. 35 D 8/10). La stessa lettera accenna
a corrispondenza di don Bosco col card. Pietro de Silvestri, col card. Camillo di Pietro e con mons.
Stanislao Svegliati.

52.6 Page 516

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506 Lettere attestate ma non reperite: 1869-1870
1869/17 Al sindaco di Torino Cesare Valperga
Torino, 30 settem bre 1869
Chiede di poter costruire una tettoia ed una recinzione muraria secondo il progetto presentato dall’inge-
gner Antonio Spezia
(cf risposta del Municipio di Torino, Ufficio di Polizia, 9 dicembre 1869: ASC F 592 Torino-Oratorio,
me. 2586 C 12).
1869/18 Al ministero della Guerra [Ettore Bertolè Viale]
Torino 10 novem bre 1869
Richiesta di indumenti e coperte per l’inverno
(cf lett. del corrispondente, da Firenze, a firma Lerici, 16 novembre 1869: ASC F 581 Torino-Oratorio
me. 226 D 12, ed. in MB IX 739). Vennero concesse 200 coperte di lana da campo, 100 fodere da capez­
zali, 113 fodere di tela canapa, 15 fodere da pagliericci, 28 lenzuola da letti.
1870
1870/1 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
[Torino, anter. 5 gennaio 1870]
Richiesta di rinnovo di biglietto circolare gratuito di seconda classe per il nuovo anno
(cf lett. del corrispondente, da Torino, 5 gennaio 1870: ASC A 1640301, me. 2627 B 11/12).
1870/2 Alla contessa Carlotta Callori
[Torino, anter. 28 febbraio 1870]
Ragguagli sulla salute del figlio Cesare
(cf lett. della corrispondente, da Torino, 1° marzo 1870: ASC A 1980206).
1870/3 Al consiglio comunale di Alassio
Torino, 1° m arzo 1870
Comunica che continuerà nelle scuole di Alassio il corso tecnico accanto al corso classico come richiesto
(cf lett. da Alassio, a firma di Paolo Torre, 9 marzo 1870: ASC F 381 Alassio). Il 16 febbraio 1871 la sot­
toprefettura di Albenga aveva chiesto al consiglio comunale di Alassio di verificare se don Bosco intende­
va mantenere attivo il corso tecnico; in caso contrario sarebbe cessato il sussidio provinciale di lire 1000
assegnato a tale corso. Il giorno seguente l’assessore anziano G. B. Brea trasmetteva la domanda a don Bo­
sco che il 1° marzo rispondeva affermativamente. Il consiglio comunale il 5 marzo ne prendeva atto e inol­
trava la richiesta di approvazione delle scuole al Presidente del Consiglio Provinciale. Ne diede notizia al­
lo stesso don Bosco in data 9 marzo 1870 con lettera a firma dell’assessore anziano Paolo Torre. Tutta la
documentazione è conservata nell’Archivio del municipio di Alassio e, in copia dattiloscritta, in ASC F 381.

52.7 Page 517

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Lettere attestate ma non reperite: 1870 507
1870/4 Al sindaco di Torino Cesare Valperga
Torino, 8 marzo 1870
Richiesta di poter procedere a varie ristrutturazioni edilizie all’Oratorio e nella piazza antistante la chiesa
di M aria Ausiliatrice
(cf risposta del corrispondente, 30 aprile 1870: ASC F 595 Torino-Oratorio, Permessi di costruzione 1861-
1884). La richiesta fu momentaneam ente respinta in attesa di necessarie modifiche.
1870/5 Al sindaco di Torino Cesare Valperga
Torino, 21 m arzo 1870
Chiede il permesso di costruire la sacrestia e parte annessa alla chiesa di M aria A usiliatrice secondo il pro­
getto presentato dall’ingegnere Antonio Spezia
(cf risposta del municipio. 7 aprile 1870: ASC F 592 Torino-Oratorio, me. 2586 D 3). Il permesso fu
accordato.
1870/6 Alla contessina Maria Luigia Callori [Torino, anter. 28 aprile 1870]
Annuncia una sua visita alla famiglia
(cf lett. alla contessa Carlotta Callori, 28 aprile 1870: ASC A 1980208, ed. in MB IX 847).
1870/7 Al reggente la questura di Torino Vincenzo Bignami
Torino, 3 aprile 1870
Accettazione del giovane raccomandatogli, Leopoldo Germagnano di Acqui
(cf lett. della questura, a firm a di P. Bocco, 11 aprile 1870: ASC F 588 Torino-Oratorio, me. 241 B 5, ed.
in MB IX 582). Leopoldo Germagnano: nato nel 1858 figlio della fu Maddalena Fantini, entrò effettiva­
mente all’Oratorio di Torino-Valdocco 1’ 11 aprile 1870: ASC registro Censimento.
1870/8 A don Giovanni Maria Pastore
[Torino, anter. 2 maggio 1870]
Biglietto confidenziale
(cf lett. a don Domenico Pestarino, 2 maggio 1870: ASC A 1730415, me. 40 D 12 - E 1).
1870/9 Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
[Torino, poster. 6 maggio 1870]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Giuseppe Concourde (Cucarda?)
(cf lett. del corrispondente, 6 maggio 1870: ASC F 588 Torino-Oratorio, me. 241 C 7/8). Giuseppe
Concourde nato nel 1858, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-Valdocco come artigiano il 2 giugno
1870: ASC registro Censimento: v. lett. 1436.

52.8 Page 518

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508 Lettere attestate ma non reperite: 1870
1870/10 Al segretario della prefettura di Torino Alessandro Mascaretti
[Torino, poster. 9 luglio 1870]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Pietro Gallizia
(cf lett. del corrispondente, 9 luglio 1870: ASC A 1362114, me. 1445 A 5). Pietro Gallizia: nato a Varallo
(Vercelli) il 7 febbraio 1857, entrò effettivamente aU’Oratorio di Torino-Valdocco il 6 agosto 1870:
ASC registro Censimento.
1870/11 A don Francesco Giovanni Ampugnani
Torino, 30 agosto 1870
Lo prega di presentarsi alla vendita all’asta del convento dei Minori Osservanti di Alassio
(cf lett. del corrispondente, da Alassio, 2 settembre 1870: ASC F 381 Alassio, me. 189 D 3/4 ed. in
MB IX 914). Giovanni Ampugnani: nato ad Alassio nel 1818, era canonico della cattedrale; morì a 77 anni
il 3 marzo 1895.
1870/12 Al card. Giuseppe Berardi
[Torino, anter. 12 settem bre 1870]
Chiede di far giungere al papa l’allegata richiesta del privilegio delle dimissorie (v. lett. 1463)
(cf lett. a Pietro Marietti, 12 settembre 1870: ASC A 1721231, me. 35 D 11).
1870/13 Al vicario generale di Pinerolo Jacopo Bernardi
[Torino, anter. 13 settem bre 1870]
Richiesta di accordare la facoltà di celebrare la S. M essa a don Bartolomeo Robella
(cf lett. del corrispondente, da Pinerolo, 13 settembre 1870: ASC A 1371113, me. 1452 A 8, ed. in MB IX
911-912). La risposta fu positiva. Jacopo Bernardi: nato a Follina (Treviso) il 18 dicembre 1813, divenne
professore di storia e filologia a Venezia. A fianco di Daniele Manin e di Niccolò Tommaseo nella insur­
rezione veneziana dal 1848-1849, dovette abbandonare Venezia e rifugiarsi prima in Toscana e poi, nel
1852, a Pinerolo, dove fu professore al liceo pareggiato, collaboratore di giornali di orientamento libera­
le, vicario generale di mons. Lorenzo Renaldi e nel 1873 vicario capitolare in attesa del nuovo vescovo.
Contribuì alla fondazione di istituti di beneficenza sia a Torino che a Pinerolo; quivi il Ricovero di men­
dicità, o Casa di Riposo, porta il suo nome. Lasciò Pinerolo nel 1877 per ritirarsi al paese nativo, dove
morì il 9 ottobre 1897.
1870/14 Al provveditore agli studi di Torino Vincenzo Garelli
[Torino, anter. 30 settembre 1870]
Richiesta di sussidio
(cf lett. del corrispondente, 30 settembre 1870: ASC A 1301501, me. 1385 C 8/9). La richiesta non venne
accolta.

52.9 Page 519

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Lettere attestate ma non reperite: 1870 509
1870/15 Al Capo servizio traffico delle Ferrovie dell’Alta Italia Alfredo
Bachelet
[Torino, anter. 4 novembre 1870]
Chiede che il trasporto di pietre sulla ferrovia sia gratuito
(cf lett. a firma di Giulio Chardon al capostazione di Torino-Porta Susa, 4 novembre 1870: ASC A
1640304, me. 2627 C 3). La domanda non venne accolta poiché le autorizzazioni presentate da don Bosco
erano già scadute.
1870/16 Al cav. Federico Oreglia di S. Stefano Torino, 11 novem bre 1870
Chiede chiarimenti in merito ad un contratto concluso anni prima per l’acquisto di una tipografia da parte
di mons. Giovanni Tommaso Ghilardi - allega esposizione ricevuta dal medesimo
(cf lett. del corrispondente, da Brixen, 30 novembre 1870: ASC A 1433703, me. 1554 C 11 - D 2).
D all’agosto 1870 era in corso una vertenza fra i salesiani di Valdocco e il vescovo di M ondovì per la ven­
dita nel 1868 di una tipografia a prezzo maggiorato, che il cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano aveva
fatto a mons. Ghilardi. C ’era stato uno scambio epistolare fra don Rua e lo stesso vescovo, che in ottobre
aveva pure inviato a Torino una completa esposizione dell’intera vicenda. Don Bosco allora prese tempo:
stese una lettera per don Rua onde giustificare il ritardo nella risposta (v. Appendice III, 5) e inoltrò a Roma
l’esposizione pervenutagli all’ex salesiano Federico Oreglia di S. Stefano, che dopo un anno a Rom a pres­
so i Gesuiti era stato trasferito a Brixen: documentazione conservata in ASC, ed. in MB X 191-199.
1870/17 Al Consiglio scolastico della provincia di Torino
[Torino, anter. 30 novembre 1870]
Richiesta di sussidio
(cf lett. del Provveditore agli studi di Torino, Vincenzo Garelli, 30 novembre 1870: ASC A 1301501, me.
1385 C 8/9). La domanda fu respinta e si consigliò di rivolgersi direttamente al ministro della Pubblica
Istruzione, Cesare Correnti.
1870/18 Al regio Economo generale dei benefici ecclesiastici vacanti, Pietro
Fenolio
[Torino, anter. 6 dicem bre 1870]
Richiesta di sussidio
(cf lett. del corrispondente, a firma di Giuseppe Realis, 6 dicembre 1870: ASC A 1361909, me. 1444 B 4).
Vennero concesse 400 lire.
1870/19 Al ministero della Guerra [Cesare Ricotti Magnani]
Richiesta di coperte di lana e di indumenti per l’inverno
[Torino, anter. 15 dicem bre 1870]

52.10 Page 520

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510 Lettere attestate ma non reperite: 1871
(cf lett. del prefetto Costantino Radicati Talice di Passerano, 15 dicembre 1870: ASC A 1362115, me. 1445
A 6 MB IX 951). Vennero concesse 200 coperte, ma se ne poterono ritirare solo la metà: cf lett. a Carlo
Canton, 30 settembre 1871.
1871
1871/1 Al sindaco di Torino Felice Rignon [Torino, poster. 3 gennaio 1871]
Tentativo di scagionare da responsabilità il dottor Giovanni Gribaudi per il suo comportam ento in occa­
sione dei casi di vaiolo all’Oratorio di Torino-Valdocco
(cf appunti di don Bosco: ASC Lemoyne F XII, ed. in MB IX 957).
1871/2 Al Capo Controllo generale e della contabilità centrale delle Ferrovie
dell’Alta Italia A. Devaux
Torino, 6 gennaio 1871
Chiede quando verranno attivate le agevolazioni per il trasporto dei giovani
(cf lett. del corrispondente, 10 gennaio 1871 : ASC A 1640309, me. 2627 C 11). Rispose che erano in vigo­
re da metà dicembre 1870.
1871/3 Al sindaco di Torino Felice Rignon [Torino, poster. 25 gennaio 1871]
Accettazione dei fratelli raccomandatigli, Andrea, Giacomo e Antonio Fornara
(cf lett. del corrispondente, 25 gennaio 1871: ASC A 1302301 me. 1386 A 4 cf MB X 212). Andrea nato
a Borgomanero (Novara) il 30 ottobre 1857, Giacomo nato a Borgomanero il 3 settembre 1859, entrambi
entrarono effettivamente aH’Oratorio di Torino-Valdocco il 30 gennaio 1871 come artigiani: ASC registro
Censimento. Antonio invece, nato a Borgomanero nel 1860 [?], entrò nello stesso giorno in collegio a
Lanzo: Lanzo, registro Censimento.
1871/4 Al vicario di Varazze don Paolo Bonora [Torino, anter. 26 m arzo 1871 ]
Comunica che informerà il vescovo di Savona circa il progetto di aprire nuove scuole in Varazze
(cf lett. al vescovo di Savona, da Torino, 26 marzo 1871: cf lett. 1527)
1871/5 Al Capo Controllo generale e della contabilità centrale delle Ferrovie
dell’Alta Italia A. Devaux
Torino, 21 aprile 1871
Nuova richiesta di estendere i biglietti di favore anche agli assistenti e insegnanti di Torino-Valdocco

53 Pages 521-530

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53.1 Page 521

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Lettere attestate ma non reperite: 1871 511
(cf lett. del corrispondente, 26 aprile 1871: ASC A 1640311, me. 2677 D 4). La risposta fu negativa, a
norma di quanto già comunicato I’l l febbraio precedente: v. lett. 1507.
1871/6 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 21 aprile 1871
Chiede una riduzione del biglietto ferroviario per il trasporto dei giovani
(cf lett. del corrispondente, a firma del capo servizio traffico Alfredo Bachelet, 2 maggio 1871: ASC A
1640312, me. 2627 D 6). La risposta fu negativa poiché l’Oratorio godeva già di uno sconto del 50%.
1871/7 Al direttore della commissione dei vaccini della Prefettura di Torino
Beniamino Carenzi
[Torino, anter. 1° m aggio 1871]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Giovanni Novarino
(cf lett. del corrispondente, 1° maggio 1871: ASC A 1362116, me. 1445 A 7). Giovanni Novarino: nato a
Ceresole Monferrato (Alessandria) F l l novembre 1853, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-
Valdocco il 1° maggio 1871: ASC registro Censimento e appunto di don Rua sul f. 2v della lettera.
1871/8 Al reggente la questura di Torino Vincenzo Bignami
[Torino, anter. 27 m aggio 1871]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Guerriero Maffeis
(cf lett. del corrispondente, a firm a di Fortunato Bozzo, 27 maggio 1871: ASC A 1362307, me. 1445 E
3/4). Guerriero Maffeis: nato a Verona il 9 novembre del 1858, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-
Valdocco il 27 maggio 1871 come artigiano: ASC registro Censimento. Il 5 giugno successivo il questore
scrisse nuovamente a don Bosco inviando una somma di danaro a favore del giovane accettato: ASC A
1362308, me. 1445 E 5/6.
1871/9 Alla contessa Carmes Maria Gondi [Torino, anter. 8 giugno 1871]
Parole di consolazione e di speranza
(cf lett. della corrispondente, da Firenze, 8 giugno 1871 : ASC A 1870136, MB XVII 877). Le lettere scrit­
te e non reperite alla marchesa erano due, come risulta anche dalla lett. 1535, nella quale si accenna a let­
tere (non reperite) alle nobildonne di Firenze Enrichetta Nerli e Virginia Cambray Digny.
1871/10 A mons. Emiliano Manacorda
[Torino, anter. 9 giugno 1871]
Richiesta di un intervento per ottenere le dimissorie per giovani aspiranti salesiani entrati nelle case sale­
siane dopo i 14 anni

53.2 Page 522

▲torna in alto
512 Lettere attestate ma non reperite: 1871
(cf lett. del card. Giuseppe Berardi a don Bosco, da Roma, 9 giugno 1871: ASC A 1371005 me. 1451 B
12 MB X 669-670). Il Berardi scrisse successivamente il 25 luglio 1871 comunicando che aveva ottenu­
to con difficoltà il rescritto con cui si accordava in anticipo la facoltà di dare le dimissorie ad altri 10 gio­
vani: ASC A 1371006, me. 1451 C 1, ed. in MB X 670.
1871/11 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 8 luglio 1871
Accettazione dei giovani Egisto e Giuseppe Franceschini
(cf lett. del corrispondente, 14 luglio 1871: A 1362012, me. 1444 C 5). I fratelli Franceschini, figli di
Egisto, erano stati raccomandati dalla stessa direzione delle Ferrovie con lett. del 26 giugno 1871:
cf A 1640313, me. 2627 D 8. I nomi dei giovani non appaiono sul registro Censimento dell’ASC.
Evidentemente furono accolti in un altro collegio salesiano.
1871/12 Al prefetto di Torino Vittorio Zoppi e al capo della deputazione
provinciale Carlo Baccalario
[Torino, anter. 9 agosto 1871]
Domanda di erezione della Chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova
(cflett. del prefetto Zoppi, 9 agosto 1871: ASC F 600 Torino-S. Giovanni Evangelista, me. 1979E 11/12).
1871/13 A ll’ispettore scolastico Camillo Vigna
Problemi di indole scolastica
(cflett. a Michele Rua, 25 agosto 1871: lett. 1574)
[Torino, anter. 25 settembre 1871]
1871/14 Al capo della deputazione provinciale Carlo Baccalario
[Torino, poster. 2 settembre 1871]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Rodolfo Marina
(cflett. del corrispondente, 2 settembre 1871: ASC A 1361801, me. 1443 E 12 / 1444 A 1). Rodolfo M ari­
na: nato a Dogliani (Cuneo) nel 1862, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-Valdocco il 18 dicembre
del 1871 come studente: ASC registro Censimento.
1871/15 Al sindaco di Torino Felice Rignon
Torino, 25 settem bre 1871
Offre ricovero ai giovani di S. Salvario rimasti privi di tutto a causa dell’incendio delle loro abitazioni
(cf lett. del corrispondente, 26 settembre 1871 : ASC A 1362514, me. 1446 C 4, ed. in MB X 214).

53.3 Page 523

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Lettere attestate ma non reperite: 1871-1872 513
1871/16 Al presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell’interno
Giovanni Lanza
Torino, 6 ottobre 1871
Richiesta di condono del pagamento delle imposte
(cflett. del corrispondente, da Firenze, 9 ottobre 1871: ASC A 1421006, me. 1520 E 11/12). La richiesta
fu respinta, ma venne elargito aH’Oratorio un sussidio di 2.000 lire.
1871/17 Alla direzione generale delle Ferrovie delI’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 10 ottobre 1871
Domanda se i biglietti di favore sono utilizzabili dai giovani della casa di Cherasco che viene trasferita
a Varazze
(cf lett. del corrispondente, 12 ottobre 1871 : A 1640314, me. 2627 D 9). La risposta fu positiva, ma a con­
dizione che si osservassero sempre le norme stabilite.
1871/18 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
[Torino, anter. 14 novem bre 1871]
Accettazione di due fratelli raccomandatigli, Francesco e Giuseppe Ellena
(cf. lett. del corrispondente, a firma di Teofilo Ubags, 19 ottobre 1871: ASC A 1362013, me. 1444 C 6/7).
Francesco e Giuseppe Ellena: figli di Antonio e Teresa Gaviglio, nati rispettivamente a Moncalieri (Tori­
no) e M irafiori (Torino), entrarono aH’Oratorio di Torino-Valdocco il 14 novembre 1871 come artigiani:
cf registro Censimento.
1871/19 A don Giuseppe Leonardo Gazzani [Torino, anter. 24 novembre 1871]
Chiede un sussidio di 7000 lire per poter accettare ogni anno un giovane di M oltedo Superiore nel colle­
gio di Alassio
(cf lett. del corrispondente, da Moltedo Superiore (Imperia), 24 novembre 1871: ASC A 1320744,
me. 1409 C 7/9). Il Gazzani aveva scritto il 5 novembre proponendo un posto gratuito continuo per un gio­
vane di Moltedo; don Bosco rispose con la richiesta di un sussidio una tantum che il Gazzani però non era
in grado di versare in una sola volta: avrebbe versato subito 2 mila lire; il resto in successivi intervalli. La
corrispondenza continuò negli anni seguenti.
1872
1872/1 Al capo della deputazione provinciale Carlo Baccalario
[Torino, anter. 6 gennaio 1872]
17

53.4 Page 524

▲torna in alto
514 Lettere attestate ma non reperite: 1872
Richiesta di sussidio - informazioni circa il progetto dell’espropriazione del terreno al sig. Enrico Morglia
(cf lett. del corrispondente, 6 gennaio 1872: ASC F 600 Torino-S. Giovanni Evangelista, me. 1979
E 9/10).
1872/2 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
[Torino, poster. 8 marzo 1872]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Giovanni Chiusano
(cf lett. del corrispondente, 8 marzo 1872: ASC A 1301104, me. 1385 B 7/8). Giovanni Chiusano: nato a
Pinerolo (Torino) il 4 febbraio 1862, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-Valdocco l’8 aprile 1872
come artigiano: ASC registro Censimento.
1872/3 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 27 marzo 1872
Chiede di poter ottenere lo sconto sui biglietti ferroviari anche a favore dei maestri e degli assistenti di
Torino-Valdocco, così come concesso a quelli della colonia agricola degli Artigianelli di Bosco Marengo
(cf lett. del corrispondente, 8 aprile 1872: ASC A 1640315. me. 2627 D 10). Si rispose che era in fase di
studio un progetto di riordinamento di trasporti di persone che vivevano in comunità. Si sarebbe tenuto
presente anche il caso di Torino-Valdocco.
1872/4 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 2 aprile 1872
Chiede un sussidio per la costruzione delle chiese di S. Giovanni Evangelista e di S. Secondo e il traspor­
to gratuito dei materiali occorrenti
(cflett. del corrispondente, 19 aprile 1872: ASC A 1640317, me. 2627 E 1). La risposta fu che non si pote­
va contribuire con sussidi in danaro; per quanto riguardava il trasporto si sarebbe potuto concedere una
riduzione di prezzo del 50%.
1872/5 Al presidente del Consiglio dei ministri e ministro delPInterno,
Giovanni Lanza
[Torino, anter. 8 aprile 1872]
Chiede spiegazioni circa la difficoltà di concedere le previste temporalità ai nuovi vescovi
(cf lett. a Pio IX, 8 aprile 1872). Il ministro rispose che si trattava solo di difficoltà momentanee. Seguirono
altre lettere di don Bosco, che rimasero senza risposta.

53.5 Page 525

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Lettere attestate ma non reperite: 1872 515
1872/6 Al vescovo di Ventimiglia Lorenzo Biale [Torino, poster. 10 aprile 1872]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Emilio Chiapasso
(cf lett. del corrispondente da Ventimiglia, 10 aprile 1872: ASC A 1371301, me. 1452 E 8/9). Emilio
Chiapasso: nato a Ventimiglia (Imperia) il 27 maggio 1858, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-
Valdocco il 16 aprile 1872 come artigiano: ASC registro Censimento.
1872/7 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 16 aprile 1872
Domanda un ulteriore sconto sui biglietti ferroviari per i giovani allievi che dovranno venire in occasione
della festa di Maria Ausiliatrice a Torino-Valdocco
(cf lett. del corrispondente, del 18 aprile 1872: ASC A 1640316, me. 2627 D 11). Si rispose che si dove­
vano seguire le norme già stabilite.
1872/8 Alla marchesa Nina (Teresa) Durazzo Pallavicini
[Torino, anter. 14 m aggio 1872]
Chiede un’offerta annua per la casa salesiana di Genova, come gli era stata prom essa dal padre della m ede­
sima, Ignazio Pallavicini
(cf lett. del marito M arcello Durazzo, da Genova, 14 maggio 1872: ASC A 1410612, me. 1501 D 9/12
MB X 365).
1872/9 Al vescovo di Vercelli Celestino Fissore
[Torino, anter. 24 maggio 1872]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Giovanni Giovanna
(cf lett. del corrispondente, da Vercelli, 10 luglio 1872: ASC A 1320548, me. 1406 D 9/10). Fu accolto,
ma non a Torino-Valdocco.
1872/10 Al Capo Controllo generale e della contabilità generale delle Ferro­
vie dell’Alta Italia A. Devaux
Torino, 4 giugno 1872
Chiede chiarimenti circa i pagamenti dei biglietti effettuati alle Ferrovie dell’A lta Italia nei diversi viaggi
dei giovani di ritorno da Torino per la festa di Maria Ausiliatrice
(cf lett. del corrispondente, 18 giugno 1872: ASC A 1640319, me. 2627 E 2/4). La direzione delle Ferrovie
concesse un rimborso di £ 451.50, pari a un quarto della tariffa.

53.6 Page 526

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516 Lettere attestate ma non reperite: 1872
1872/11 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
[Torino, anter. 6 luglio 1872]
Rinnova la domanda di poter trasportare a prezzo ridotto il materiale da costruzione per le due chiese
di S. Secondo e S. Giovanni Evangelista
(cf lett. al corrispondente, 6 luglio 1872: ASC A 1690225, me. 2640 C 3/5).
1872/12 Alla contessa Carlotta Callori
[Torino, anter. 12 luglio 1872]
Descrizione di una festa organizzata all’Oratorio con esercizi ginnici
(cflett. della corrispondente, 12 luglio 1872: ASC A 1381609, me. 1469 D 10 E 1).
1872/13 A mons. Pietro Anacleto Siboni
Manda un conto da saldare
(cf lett. a M ichele Rua, 12 luglio 1872: cf lett. 1662).
[Torino, anter. 12 luglio 1872]
1872/14 Alla giunta municipale di Torino
[Torino, anter. 2 agosto 1872]
Richiesta di variare il progetto di costruzione della chiesa di S. Secondo già approvato
(cflett. della corrispondente, 2 agosto 1872: ASC A 0980713, me. 428 E 9/12, ed. in MB X 358). La richie­
sta venne respinta.
1872/15 Al card. Giuseppe Berardi
[Torino, anter. 27 agosto 1872]
Chiede di parlare con il papa per sapere se crede opportuno che si comincino le pratiche per l’approva­
zione delle costituzioni
(cflett. del corrispondente, da Roma, 27 agosto 1872: ASC A 1371004, me. 1451 B 11, ed. in MB X 673).
La risposta fu positiva.
1872/16 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 27 agosto 1872
Accettazione del giovane Ettore Salvagno raccomandatogli - chiede di trovargli un benefattore
(cflett. del corrispondente, 5 settembre 1872, che ringrazia per l’accettazione e comunica che presto ver­
serà nella cassa dell’istituto 150 lire: ASC A 1640326, me. 2628 A 4). Il giovane era stato raccomandato
dallo stesso Amilhau con lett. del 10 agosto 1872: ASC A 1640324, me. 2628 A 1. Don Bosco il 3 novem­
bre 1871 aveva già accolto come studente aH’Oratorio di Torino-Valdocco il fratello maggiore, Emilio, tre­
dicenne; pochi giorni dopo, il 17 novembre 1871, il Capo servizio traffico delle Ferrovie A. Bachelet gli

53.7 Page 527

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Lettere attestate ma non reperite: 1872 517
scrisse chiedendo di riservare al ragazzo un posto gratuito viste le strettezze economiche della famiglia:
ASC A 1301103, me. 1385 B 4/5. Ettore Salvagno figlio di Giacinto e Eugenia Picchiotti, nato ad
Alessandria il 22 marzo del 1861, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-Valdocco il 14 settembre
1872 come studente: cf ASC registro Censimento.
1872/17 A ll’ispettore di Pubblica Sicurezza di Torino Carlo Adamoli
[Torino, anter. 19 settem bre 1872]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Giuseppe Mosconi
(cf lett. del corrispondente, 19 settembre 1872: ASC A 1362310, me. 1445 E 11). Il giovane era stato pre­
cedentemente raccom andato dal Questore di Torino, Vincenzo Bignami il 5 settem bre precedente: ASC A
1362309, me. 1445 E 7/10. Giuseppe Mosconi: nato a Torino il 22 agosto 1861, entrò effettivamente
all’Oratorio di Torino-Valdocco il 19 settembre 1872 come artigiano: ASC registro Censimento.
1872/18 All’ingegnere in capo del materiale e trazione delle Ferrovie E. Peltier
[Torino, anter. 23 settembre 1872]
Accettazione procrastinata del giovane raccomandatogli, figlio della vedova del fuochista delle ferrovie, Diale
(cf lett. del corrispondente, a firma di A. Cappelletto, 4 ottobre 1872: ASC A 1640327, me. 2628 A 6/7).
Don Bosco aveva lasciato la speranza di accoglierlo l’anno seguente.
1872/19 Al sig. Bartolomeo Parodi
[Torino, anter. 25 settembre 1872]
Chiede informazioni sullo stato di salute della moglie affetta da convulsioni - assicura preghiere
(cf lett. del corrispondente, da Genova, 25 settembre 1872: ASC A 1440405, me. 1556 D 4/6).
1872/20 Al consiglio scolastico della provincia di Torino
[Torino, anter. 3 ottobre 1872]
Domanda di autorizzazione all’apertura del collegio di Torino-Valsalice
(cf lett. di risposta, 3 ottobre 1872: ASC F 600 Torino-S. Giovanni Evangelista, me. 253 D 8). La domanda fu ac­
colta, ma si richiese di inviare la nota del personale dirigente, i titoli di idoneità e di moralità di ciascuno di essi.
1872/21 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 5 ottobre 1872
Accettazione del giovane raccomandatogli, Tommaso Balocco - richiesta di accordare anche agli assi­
stenti e maestri la riduzione di prezzo sui biglietti ferroviari

53.8 Page 528

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518 Lettere attestate ma non reperite: 1872
(cf lett. del corrispondente, 16 ottobre 1872, in cui si ringrazia per l’accettazione del giovane e si com u­
nica ancora una volta che il prezzo di favore dei biglietti ferroviari non può essere esteso agli assistenti e
maestri: ASC A 1640329, me. 2628 A 10/11). Il giovane era stato precedentemente raccomandato dal diret­
tore delle Ferrovie, Amilhau, con lett. del 31 agosto: ASC A 1640325, me. 2628 A 2. Tommaso Balocco:
figlio del fu Pietro e Teresa Bertola, nato a Savigliano (Cuneo) il 2 settembre 1860, entrò all’Oratorio di
Valdocco il 1° ottobre 1873 come artigiano: ASC registro Censimento.
1872/22 A ll’ingegnere in capo del materiale e trazione delle Ferrovie E.
Peltier
Torino, 9 ottobre 1872
Richiesto di accogliere il figlio della vedova del macchinista Gentile, ne chiede l’età e gli studi fatti
(cf lett. del corrispondente, 12 ottobre 1872: ASC A 1640328 me. 2628 A 8). La richiesta era stata inol­
trata a don Bosco il 4 ottobre 1872: ASC A 1640327, me. 2628 A 6/7.
1872/23 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 31 ottobre 1872
Chiede che venga esteso a tutti gli addetti delle case salesiane lo sconto sui biglietti di trasporto
(cflett. del corrispondente, 18 novembre 1872: ASC A 1640332, me. 2628 B 8).
1872/24 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
[Torino anter. 8 novembre 1872]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Bartolomeo Naser
(cf appunto di M ichele Rua sulla lett. del corrispondente, 8 novembre 1872: ASC A 1640330, me. 2628 B
1/4). Bartolomeo Naser: nato a Torino il 17 ottobre 1859, entrò effettivamente all’Oratorio di Torino-
Valdocco l’ i l febbraio 1873 come artigiano: ASC registro Censimento. Sul registro l’entrata del giovane
è erroneamente segnalata nel 1872.
1872/25 Alla direzione generale delle Ferrovie dell’Alta Italia [P. Amilhau]
Torino, 29 dicembre 1872
Chiede una sovvenzione straordinaria per l’anno che si conclude
(cf lett. del corrispondente, 27 gennaio 1873: ASC A 1640335, me. 2628 C 4). Per le benemerenze acqui­
site verso i figli del personale delle ferrovie furono concesse 150 lire.

53.9 Page 529

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APPENDICE II
LETTERE REPERITE IN FASE FINALE DELLA STAMPA DEL VOLUME
1
Ad un signore non identificato
Biblioteca Apostolica Vaticana, autografi Paolo VI cart. 225, f. 8r
Orig. aut lf. 2 1 0 x l3 5 m m . intest, a stampa Oratorio... Torino-Valdocco
ASC B31210 Mss. aut. infotoc., Anonimo (A 1980129)
Ined.
segni di archivio vaticano
Ringrazia dell’offerta e dei pensieri spirituali — invia immaginetta per un ragazzo
[Torino], 16 aprile [18]69
Chiar.mo Signore,
Ringrazio V. S. chiar.ma della offerta che m anda e de’ pensieri di carità che
inspira ai suoi allievi. Ringrazi il giovanetto Ceriano e gli faccia gradire l’unita
immaginetta.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e raccomandandomi alla bontà delle sue
preghiere mi professo con gratitudine,
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2
Al canonico Lorenzo Casalegno
Archivio Istituto Casalegno - Trino Vercellese
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. allegato foglietto di ricevuta: «Ricevo la somma di f. 450 da mon-
sig. Canc.co Lorenzo Casalegno in compimento di fr. 6.000 per un posto gratuito secondo il legato del
defunto prevosto De Paoli. Torino 22 aprile 1872. Sac. Gio. Bosco»
ASC B31210 Mss. aut infotoc., Casalegno (A 1980422)
Ined.
Posto gratuito in perpetuo per un ragazzo in collegio — problemi per fondare un orfanotrofio
Car.mo Monsignore,
*Torino, 29 aprile [18]72
A suo tem po ho ricevuto f. 450 a com pim ento del legato De Paoli di cui
unisco ricevuta. Riguardo al giovane Testori ho dato ordine che per lui si calcoli

53.10 Page 530

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520 Lettere reperite bifase di stampa:
soltanto la pensione fino al giorno della mentovata costituzione. D. Belmonte mandò
quella nota senza sapere di quanto aveva ricevuto D. Bonetti Direttore; per l’avvenire
ogni cosa procederà secondo le intelligenze avute; ma fino a tanto che rimarrà
l’allievo a Borgo S. M artino dovranno pagarsi le minute spese. Appena poi egli possa
venire in questa casa di Torino spero poterlo favorire non p e r massima ma come caso
particolare.
Finché le cose stanno fra noi, ella è padrone di nostra casa, m a trattandosi di
cose da trasmettersi ai posteri bisogna che camminiamo lentamente e chiaramente e
non lasciare obbligazioni che non corrispondano al capitale.
Ho sempre presente quanto mi disse del progetto di costruire un orfanotrofio.
L’opera in sé è ottim a ma se il governo incam erasse la proprietà delle opere pie?
Dopo di Lei il direttore che dovrà essere o mandato o almeno approvato dal governo,
che educazione darà?
D ’altronde non è m eglio fare noi stessi le opere con sicurezza che lasciare ad
altri l’incerta direzione? E vero quello che dice S. Am brogio con altri: Bona
clericorum sunt patrimonia pauperum, e in ciò per Lei va bene.
M a S. Girolam o parla più esplicito e dice: se non hai eredi, fa erede la madre,
la m adre tua o sacerdote, è la chiesa. De instrfructìone] cleri[ corum]. Io preferirei
ancora quel consiglio del Salvatore che dice: Fa presto quello che vuoi fare. Poi la
consolazione che si prova nel fare opere buone; la grazia divina annessa alle
m edesime, il centuplo promesso anche nella vita presente, sono tutte cose che
spingono a fare il bene mentre ne siamo noi in grado.
M a che fare? La chiesa è in penuria di ministri; molti fanciulli non percorrono
la carriera ecclesiastica per mancanza di mezzi; molti non possono andare in
seminario per lo stesso motivo.
Molti vescovi, lo stesso Pontefice vive della carità dei fedeli etc. Che campo
vasto di carità e per riporre la nostra carità!
Ho chiacchierato; Ella mi compatisca: ne faccia quel conto che giudica
purché si degni di pregare per me che con gratitudine mi professo
Di V. S. R.d.m a
Obb.mo Servitore
Sac. G. Bosco
3
Al padre domenicano Domenico Verda
Biblioteca Apostolica Vaticana - Vat. Lat.
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 5 m m .
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910411)
Ined.
13957
ff. 93r-94v
Comunica che forse lo raggiungerà a Roma — saluti per gli amici in città

54 Pages 531-540

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54.1 Page 531

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Lettere reperite in fase di stampa: 1870 521
Torino, 28 aprile [18]70
Car.mo Padre Verda,
La volontà e la valigia sono proprio all’ordine del giorno, m a le cose mi trat­
tengono qui almeno per ora. Chi sa che non la raggiunga a Roma, ad ogni modo mi
riverisca tanto la march[esa] Villarios e concessa] Calderari che non mi rispondono
più. La sig[ra] Rosa M ercurelli, p. vicario della M inerva, p. Generale, suo fratello
curato co ’ suo’ coadiutori etc. etc. p. Sal[l]ua.
Se di là occorresse qualche cosa in cui potessi servire, Ella sa che sono tutto suo.
Del Galeotto non [ho] più potuto sapere niente. Dio le doni buon viaggio, caro
p. Verda, e la conservi sano e salvo ad ogni passo. Preghi per me che sono di cuore
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco

54.2 Page 532

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APPENDICE III
LETTERE REDATTE DA DON BOSCO MA FIRMATE DA ALTRI
Due Circolari ai parenti di convittori
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760216) me. 1372 A 1/2
Min. aut. con aggiunta finale di don Rua: «[gradisca] i sensi di stima e rispetto con cui godo professarmi /
Dev.mo Servo / Il Prefetto dell’Oratorio» 2 ff. 205 x 135 mm. carta leggerissima allegata
copia a stampa della tipografia dell’Oratorio di S. Frane, di Sales
MB IX 625
Precisazione circa il pagamento della pensione degli allievi di Torino-Valdocco
[Torino, 1°] m arzo 1869
Signore,
Mi fo prem ura di significare a V. S. che secondo il regolam ento di questa Casa
ogni pensione o quota stabilita nell’accettazione degli allievi deve pagarsi a trim e­
stri anticipati, e che l’inadem pim ento di questo articolo indica il richiam o del gio­
vanetto presso ai parenti medesimi.
Se pertanto V. S. non adempie a questo articolo del regolam ento fra giorni 15
dovrem o nostro malgrado inviare a V. S. l’allievo per sollecitare quanto è di dovere.
Gradisca i sensi di stima, e rispetto con cui godo professarmi
Di V. S.
***
Edita in E II 50
Notifica la fine delle vacanze — chiede il saldo dei conti aperti
[Torino, 24] settembre 1869
Riverito Signore,
Mi fo dovere di notificare a V. S. che le nostre scuole in questo anno ripren­
deranno il loro corso regolare il 18 del prossimo ottobre e che da tal giorno si
comincia a computare la pensione per tutti gli alunni che faranno ritorno.
Chi avesse qualche debito verso lo stabilimento deve nel ritorno portare il
saldo unitamente di un trimestre della pensione fissatagli.
Mentre le comunico queste cose La prego a gradire i sensi di profonda stima
con cui godo professarmi

54.3 Page 533

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Appendice III 523
Di V. S.
Obbl.mo servo
Il Direttore
P. S. Il tem po stabilito per parlare agli allievi è da un’ora alle due pom eridiane tutti
i giorni feriali.
Due lettere ad un ministro protestante non identificato
ASC B31010 Lett. orig., Ministro protestante (A 1721302) me. 36 B 3/6
Copia di Giovanni Bonetti con eorrez. aut. di don Bosco 2 ff. 209 x 137 mm. carta uso stampa
segno di pastello azzurro sul f. 2v Soprattutto per il suo contenuto pare di capire che il testo è stato
scritto da don Bosco e che don Bonetti prima lo mise in bella copia, indi lo sottom ise alla revisione di don
Bosco; infine lo ricopiò nuovamente in bella copia sottoscrivendolo. Prova ne è anche il fatto che la suc­
cessiva minuta di risposta (v. qui sotto) è di mano di don Bosco.
MB 1X631-632
Risponde a scritti contenenti accuse nei riguardi della Chiesa cattolica
[Torino, maggio 1869]
Signor Ministro,
Dal signor Arciprete di Pietra M arazzi mi fu trasm esso il nuovo scritto di V.
S. in data 6 aprile p. p. Lo lessi, ed osservando le quistioni da Lei proposte, sarà
difficile esaurirle se non con molti e grossi volumi.
A fine per tanto di evitare la confusione e tenere la discussione in limiti ragio­
nevoli, da cui ricavarne logiche ed utili conseguenze, conviene che ci atteniam o ai
principii e da questi proceda la discussione.
A parer mio nella sostanza tutte le colpe, che Ella ascrive alla Chiesa Romana
si possono ridurre a questa. Che essa alla parola di Dio, che secondo Lei tutta si
contiene nella Bibbia, ha aggiunto tradizioni umane, umane invenzioni, ha ripudia­
to insom m a questa m assima, che la Santa Scrittura è la sola regola di fede e della
morale. Per concretare i termini di una tale discussione dobbiam o anzi tutto esa­
minare: I
1° Di qual Bibbia si serve Ella? Del testo originale, in cui furono scritti i libri
santi, ovvero di una versione dei medesimi? E se si serve di una versione, questa
qual è e sopra quale testo fu eseguita?
2° Com e mi prova l’autenticità della Bibbia, e che per esem pio M atteo,
Marco, Luca, Giovanni e non altri sono gli autori dei quattro Vangeli?
Risposto che mi avrà, se così le piace parleremo della divina inspirazione e
della interpretazione della sacra scrittura.
Quello che altresì mi ha indotto a proporle un tal metodo di discussione si è

54.4 Page 534

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524 Appendice 111
l ’avermi Ella ricordato l’infelice De-Sanctis del quale si dice intim o amico. Sappia,
che questo De-Sanctis dopo la sua apostasia tenne più conferenze religiose con un
sacerdote Cattolico tuttora vivente notissimo all’Italia per la sua dottrina e per la
sua carità, il quale ricevette prove di particolare stima anche da Protestanti.
Nelle accennate conferenze si cominciò dalla Bibbia [,] si è com e Le propon­
go io, ed il De-Sanctis aveva finito col mostrarsi convinto I e dichiararsi pronto a f.2
far ritorno alla Chiesa Cattolica, e fu unicamente pel miserabile motivo di suoi
familia[ri] che non mantenne la parola.
Chi sa, che una discussione logica, imparziale dello stesso principio, non
ostante tutta la fermezza, che Ella mi manifesta nel voler perseverare nella setta
evangelica, non finisca col ricondurla alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, da
cui Ella si è allontanata?
Scrivendole nel mese di maggio, in cui noi Cattolici onoriamo specialmente
l’augusta M adre del Salvatore, Le aggiungo un consiglio, una preghiera.
Quante volte anch’Ella sulle ginocchia della M am m a avrà invocato M aria?
Ebbene, voglia ripetere ancora qualche volta le parole d ell’angelo indirizzate a
Maria: Dio ti salvi, piena di grazia, il Signore è teco, tu sei benedetta fra le donne.
Sono parole di uno Spirito celeste e registrate I nel Vangelo, per cui professa tanta f.2
venerazione!
Io
intanto abborrendo gli errori di Lei, ma amando la sua persona, non cesserò
di pregare Iddio, affinché si degni di illuminarla, e conchiudo facendo voti, che
possa venire un giorno in cui Ella, invece di ripetere l’apostrofe del povero De-
Sanctis a Roma, colla quale term ina il suo scritto, goda di esclam are col gran
Bossuet: «O Chiesa Romana, o santa Chiesa Romana, madre delle Chiese e madre
di tutti i fedeli, noi ci terremo sempre attaccati alla tua unità col più intimo del
nostro cuore. Se io ti dimentico, possa dimenticare me stesso! Inaridisca la m ia lin­
gua e resti immobile nella mia bocca, se tu non sei sempre la prima nella mia
m em oria, se io sempre non ti metto al principio di tutti i miei cantici di gioja!».
Suo dev.mo Servo
***
ASC B 3 1010 Lett. orig., Ministro protestante (A 1721301) me. 36 A 11/12 - 36 B 2
Min. aut. senza firma 2 ff. 209 x 133 mm. carta uso stampa con segni di pastello azzurro sul f. 2v
E II 66-67 MB IX 632-633
Risponde al lungo scritto con cui il Ministro aveva risposto alla sua lettera precedente — precisa gli
argomenti di fede da dibattere in un eventuale incontro personale
[Torino, 1° dicem bre 1869?]
Preg.mo Signore,
Le molte occupazioni, cui dovetti sottostare nei giorni passati, furono cagione
del ritardo al dovuto riscontro; tanto più che ho dovuto leggere attentam ente il

54.5 Page 535

▲torna in alto
Appendice III 525
vostro non piccolo quaderno. Io mi pensava di trovare in esso una chiara risposta
alle mie dimande, ma voi vi siete portato sopra questioni che non avevano niente a
fare colle nostre.
10 pertanto non voglio ferm armi alla questione letteraria notando gli errori di
gram[m]atica che nel vostro scritto si contengono; nemmeno cercare parole platea­
li per rispondere alle calunniose espressioni ivi usate, lasciam o a parte le bassezze
e gli insulti e datemi chiara risposta sui punti già proposti.
1° Di quale B ibbia voi intendete servirvi? Del Diodati, voi mi dite, che fece
la sua traduzione sul testo originale Greco ed Ebraico. Ma chi vi assicura che
Giovanni Diodati sia stato fedele nella sua versione? E quando poteste esserne assi­
curato, chi vi sta garante che il Vangelo di S. Luca, di S. M atteo ed altri non siano
f l v opera di Tito Livio, di Sal[l]ustio, di Seneca [,] I di Giuseppe Flavio, di Filone
Ebreo, o di altro antico scrittore? Voi mi m andate a leggere qualche autore cattoli­
co, ma se voi am[m]ettete la credenza di questi autori ogni questione è finita, per­
ciocché voi, Dio lo voglia, fate ritorno al Cattolicismo. Se pertanto voi volete esse­
re consentaneo a voi medesimo dovete seguire i principii protestanti e tenervi alla
sola Bibbia.
2° Esaurito questo prim o punto si può passare ad un altro così espresso: cre­
dete voi che un buon cattolico si possa salvare nella propria religione? Gli antichi
ministri Valdesi M asson e Malan, il moderno Amedeo Bert, gli Anglicani Miller,
W atson, Gowan dicono di sì.
Se voi convenite con essi, io non aggiungo altro se non le parole di Lodovico
IV di Francia. Quel m onarca invitato da un congresso di M inistri protestanti a segui­
re la loro setta, fece loro questa dimanda: - Credete voi che i cattolici si possano sal­
vare nella loro religione? - Si, - risposero. Ripigliò con senno il Re: - Se il cattoli­
c i - co può I salvarsi nella sua religione, perché voi l’avete abbandonata? Voi dite che il
cattolico può salvarsi nella sua religione; i cattolici all’opposto asseriscono che i
protestanti sono fuori della vera credenza; dunque è ragionevole che io segua quel­
la religione in cui per consenso dei cattolici e dei protestanti io posso salvarmi.
Sciolti questi due quesiti passeremo ad altri di non minor importanza. M a
bisogna che siamo chiari, positivi, e non passare a nuova questione fino a tanto che
sia esaurita la prim a e che intorno a quella convengano le parti.
Credami, sig. Ministro, trattandosi di cose, da cui dipende la futura felicità
d ell’uomo, bisogna stabilire dei principi chiari, positivi da cui si possano poi dedur­
re le conseguenze pratiche; che se noi vaghiamo da uno in altro argomento, per­
diamo tempo e fabbrichiamo una torre di Babele.
11 desiderio della verità, la carità di Nostro Signore Gesù Cristo accom pagni
ogni nostra parola, ogni nostro concetto. Io farò [in] m odo che niente sfugga con-
f.2v tro al rispetto a Lei dovuto; che se involontaria Im ente mi sfuggisse qualche cosa
inopportuna vi prego di richiamarmela e la rivocherò assai di buon grado.

54.6 Page 536

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526 Appendice III
Prego Dio che vi renda felice, mentre colla dovuta stim a ho l ’onore di profes­
sarmi
Di V. S. Preg.m a
Umile servitore
Sac. G. Bosco
Due bozze di lettere in favore delle autorità municipali di Cherasco e di Alassio
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Provveditore agli studi (A 1690401) me. 2640 E 11/12
Min. aut. 2 ff. 3 1 0 x 2 1 0 mm. carta pesante uso stampa varie macchie di umidità sul mrg.
sup. des. del f. 2v don Gioachino Berto scrive: «Collegio di Cherasco. Pratica pel pareggiamento»
Ined. (cf MB X 130/138)
Ricorso che le autorità municipali di Cherasco avrebbero potuto inviare al Provveditore agli studi di Cuneo
per ottenere il pareggiamento del collegio
[Torino-Troffarello, poster. 14 settem bre 1869]
Il
municipio di Cherasco desidera vivamente di uniformarsi pienamente alle
disposizioni governative intorno al pareggiamento del ginnasio di questa città. Non
può però ammettere che non possa avere efficacia di sorta la convenzione fatta col
sac. Bosco; perciocché il municipio in esso non altro intendeva che servirsi del
diritto che le leggi accordano negli articoli 205 - 206 - 213.
In conformità a questi articoli la convenzione veniva sottoposta alla deputa­
zione provinciale ed al consiglio scolastico, in seguito a cui, ammesse le fatte modi­
ficazioni, veniva tradotta in atto pubblico, cui presentem ente il m unicipio non
potrebbe derogare.
Tuttavia in detta convenzione essendo espresso, si accennino gli articoli, e sta­
bilito che gli insegnanti devono essere idonei ed approvati; che l’insegnam ento ed i
programmi devono essere secondo le leggi sopra la pubblica istruzione con dipen­
denza espressa dal delegato scolastico m andamentali, il m unicipio m ercé la fedele
osservanza dei singoli articoli della nom inata convenzione si rende m allevadore:
1° d ell’andam ento dell’istituto;
2° d ell’osservanza delle leggi scolastiche
3° degli insegnanti i quali devono essere approvati dall’autorità scolastica né
si faranno cambiamenti senza approvazione della medesima.
Riguardo poi allo stipendio degli insegnanti, il m unicipio avrebbe difficoltà di
poterlo deterIminare perché non avendo mezzi su fficien ti pel personale e per f.lv
quanto occorre per cinque classi elementari e cinque ginnasiali convenne col Sac.
Bosco, il quale a condizioni al medesimo benavise m anda allievi del suo stabili­

54.7 Page 537

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Appendice III 527
mento i quali muniti del voluto diploma e della superiore approvazione compiono
il dovere di insegnanti in ciascuna classe.
Il
sindaco poi prega V. S. 111.ma e in Lei i signori del Consiglio Scolastico a
voler continuare i benevoli loro buoni uffizi per appianare le difficoltà che non
siano in opposizione colle vigenti leggi.
***
ASC B31010 Leti. orig. di recente recupero, Della Valle (A 1780! 19)
Appunto di min. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m .
Ined.
Ricorso che le autorità municipali di Alassio avrebbero potuto inviare al Direttore del demanio di Genova
onde procedere alla fondazione di un collegio-convitto da parte di don Bosco
[Torino], dicembre 1869
Il
M unicipio di A llassio venuto a notizia che il Sac. Bosco ha intenzione di
fare acquisto del sito e locale detto del seminario per impiantar una casa di poveri
giovani come quella che ha in Torino si dà prem ura di raccom andare caldam ente
questa pratica presso alle autorità competenti onde venga favorita di tutti quei
riguardi che si possono usare per istabilire u n ’opera che giudichiam o altam ente
utile, non solo a questa città m a a tutti i paesi vicini dove si difetta di simili istitu­
ti pei fanciulli poveri ed abbandonati.
Altro vantaggio per questo paese sarebbe quello di avere un locale centrale per
la scolaresca di questa città; locale che può con poca spesa prepararsi e rendersi
adattato. Tanto più che queste nostre pubbliche scuole in seguito [ad] apposita con­
venzione furono affidati al m entovato sacerdote Bosco. Giusto il decreto etc.
N.B. Il Sig. Sindaco e i Sig. Consiglieri sapranno esporre meglio altri pensieri.
Bozza di lettera in favore del teol. Federico Albert
ASC B31010 Lett, orig., Lemoyne (A 1720610) me. 30 A 4/6
Min. aut 2 ff 217 x 1 3 4 mm. inchiostro sbiadito segni di carta gommata
E II 57 MB IX 748-749
carta consunta
Risposta che il teologo Albert, vicario di Lanzo, avrebbe potuto dare all’arcivescovo di Torino in merito
alla sua richiesta di fare un esame di vocazione ad ogni chierico del locale collegio salesiano
[Torino, 4 novembre 1869]
Il Vicario T. A lbert potrebbe rispondere:
I
sac. A lbera Paolo, Dalm azzo Francesco, Racca Pietro dim orano all’O ratorio
in Torino [,] perciò non si poterono interrogare.

54.8 Page 538

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528 Appendice III
Il sac. Costam agna Giacomo, i cherici Daghero Giuseppe [,] Davico M odesto,
da parte di V. E. R.d.m a interrogati se sono ascritti e se intendono di far parte della
congregazione di S. Francesco di Sales risposero afferm ativam ente [,] anzi di avere
già tutti emessi i voti. Abbracciarono questa congregazione perché loro era l ’unico
mezzo per fare i loro studi essendo sprovveduti di beni di fortuna; giudicarono que­
sta una strada aperta loro dalla Divina Provvidenza per procacciarsi la salvezza del-
l’anim a propria e fare del bene agli altri.
Interrogati se intendevano di togliersi dalla sottom issione di V. E. mi rispose­
ro unanimi non essere mai stato loro pensiero di togliersi da questa sottoIm issione f i
e se finora si occuparono a far scuola, catechismi, prestar assistenza, ciò fecero
nella intim a persuasione di incontrare il pieno di lei gradimento.
Inoltre assicurano che essi hanno sempre intese in questo senso le loro regole
che nella copia fattam i vedere al n. 8 art. 3°, si dice: tamquam superiori subiicien-
tur epìscopo illius dioecesis, ubi domus est ad quam pertinent. N ell’articolo 2°
dello stesso capitolo si dice: post Summum Pontificati etc... (si può m ettere tutto il
numero).
Essi adunque hanno una firmissima volontà di appartenere alla congregazione
salesiana, ma non mai fare cosa che disdica alla più scrupolosa sottom issione a V.
E. e protestano che essi hanno sempre così inteso il num ero sopra esposto, come
pure fu loro costantemente spiegato, che essi intendono occuparsi in ogni cosa loro
possibile a fare catechism i, scuole, servizio di chiesa senza altro scopo che avere il
suo gradim ento e fare I quel bene che possono sotto gli ordini e con la più rispetto- fi2
sa ubbidienza a V. E. siccom e comandano le regole salesiane.
Questi sono i comuni loro pensieri. Dal canto mio poi debbo fare onore alla
verità dicendo che la mia parochia, specialmente i giovanetti, da che i sacerdoti e
cherici salesiani vennero a Lanzo etc. Il sig. Vicario aggiu[n]ga quanto in Domino
judicaverit.
Due bozze di lettera in favore del chierico Giuseppe Cagliero
e di don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Riccardi (A 1731003) me. 45 A 8/10
Min. aut. di don Bosco con firma del eh. Giuseppe Cagliero 2 ff. 222 x 135 mm.
segni di pastello blu sul f. 2v
E II 58-59 MB IX 751
carta leggera con
Lettera che il chierico Giuseppe Cagliero avrebbe potuto scrivere all’arcivescovo di Torino per esprimere
la sua volontà di servire la diocesi di Torino e ubbidire al suo Ordinario rimanendo salesiano
*Torino, 6 novembre 1869
Eccellenza Reverend.ma,
Il tim ore ed il rispetto dovuto a V. E. mi hanno ieri impedito di poter esprim ere

54.9 Page 539

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Appendice III 529
quello che mi dettava il cuore, tanto più che si trattava di una deliberazione intor­
no a cui ero sempre stato consigliato di andare molto a rilento a pormi definitivi
legami.
Giunto a casa, dopo aver pregato, mi metto al tavolino e scrivo quello che ho
nel fondo del mio cuore e quello che direi se mi trovassi al punto di morte.
Dico adunque essere mia intenzione e deliberazione di appartenere alla con­
gregazione di S. Francesco di Sales. Venni qui da giovanetto e se non avessi avuto
qui ajuti morali e materiali certamente io non avrei potuto percorrere la carriera
degli studi. Quindi affezione grande a quel luogo e a quelle persone da cui ricevet­
ti il pane della scienza e della moralità. D. Bosco mi lasciò sem pre libero ed io seb-
f l v bene appartenessi di corpo e di spirito alla I mentovata congregazione, tuttavia non
mi ero mai definitivamente pronunciato come intendo di fare col presente mio
povero scritto.
La prego soltanto di perm etterm i alcune parole. Ella mi ripetè più volte se io
voleva appartenere a V. E. o a ll’Oratorio. A questo proposito io le debbo dire che
D. Bosco nello spiegare le regole di questa congregazione ha sempre detto che in
ogni cosa fu sempre consigliato e guidato dall’Arcivescovo.
Nelle Costituzioni si dice che il legittimo superiore è il Vescovo della diocesi
in cui ciascuna casa esiste e che ogni membro è un individuo che lavora per il bene
della diocesi.
Io stesso nella mia pochezza ho sempre fatti catechismi, scuole, e servizio
nelle chiese: ma in ogni cosa ho sempre avuto in animo che queste cose fossero da
V. E. benedette e approvate.
f.2r
Di fatti nell’ultim a ordinazione ho avuto la con Isolazione di vedere che tra
venticinque ordinandi oltre a venti erano stati meco allievi di questa casa.
Perciò prego V. E. a credere che fu sempre ed è tuttora mio ferm o volere di
ubbidire e sottomettermi ad ogni di Lei volere, e adoperarmi per quanto mi è pos­
sibile pel bene della diocesi secondo le regole della congregazione salesiana che
appunto ciò com andano strettam ente al n. 8 articoli 2°-3°.
A bbia ora la bontà di com patire questa mia m isera lettera: ho parlato col lin­
guaggio del cuore; del resto non mancherò di pregare come ho fatto in passato per
la preziosa di Lei conservazione m entre ho l ’alto onore di poterm i professare
Di V. E. R.d.m a
Obbl.mo servitore
eh. Cagliero Giuseppe
***
ASC B 3 1010 Leti, orig., Ghilardi (A 1710811 ) me. 25 D 1/2
Min. aut. lf. carta leggermente rigata inchiostro sbiadito
Ined. v. però MB X 199-200
segni di pastello azzurro
Lettera che don Michele Rua avrebbe potuto scrivere al vescovo di Mondovì, Giovanni Tommaso
Ghilardi, per sollecitare il pagamento della nota spesa della Tipografia

54.10 Page 540

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530 Appendice III
[Torino, autunno 1870]
Eccellenza R.d.ma,
In assenza di D. Bosco e nella grave urgenza di danaro in cui [mi] trovo mi
perm etterà che ricorra a V. E. R.d.ma per pregarla a volerci fare pervenire alm eno
in parte la nota di questa tipografia che m onta a circa fr. N.
E vero, come dissemi D. Bosco, che Ella rimise la vertenza della compra della
tipografia, m a queste sono cose che si appianeranno poi tra Lei e d. Bosco tanto più
che fino ai Santi il t[eologo] Bertagna non dimorando più in Torino non si potrà fino
allora trattare quella vertenza, mentre è urgente il pagam ento di carta provveduta a
codesta nostra tipografia.
D ’altronde la difficoltà che il cav. Oreglia sem brava aver fatto il I noto acqui- f l v
sto a nome di Lei sembra tolta affatto perciocché Ella accennava tale commissione
dopo il 10 giugno 1868 mentre la tipografia deH’avv. Fissore era com perata il mese
prim a e in parte già pagata il 3 dello stesso luglio come apparisce dalla scrittura
analoga di cui si unisce copia.
Ella ben conosce che è il bisogno che mi fa scrivere ed Ella mi dia com pati­
mento e se può’ mi ajuti nella urgenza in cui mi trovo.
Sem pre con pienezza di stima e con profonda gratitudine ho l’alto onore etc.

55 Pages 541-550

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55.1 Page 541

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INDICI

55.2 Page 542

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55.3 Page 543

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INDICE ALFABETICO DEI NOMI DI PERSONA
(Il numero in neretto indica la pagina dell’introduzione e delle Appendici II e III;
il numero in tondo indica la lettera)
AB ANTE Erim anteo (v. GUERRA Almerico)
ABRAMI Giuseppe 1695
ADAMOLI Carlo 1872/17
A M A R E T T I Domenica (v. MARTINO)
AIRALDI (giovane) 1477
AIRALDI Antonio 1415, 1447
ALBERA Paolo 1377, 1568, 1575, 1576, 1616,
1618, 1623, 1630, 527
ALBERT Federico 1373, 1412, 527
ALEMANY Joseph Sadoc 1448, 1452
ALIBERTI Giovanni 1268
ALTIERI Beatrice nata Archinto 1345
ALTIERI Emilio 1345
ALTIERI Vittoria (v. REVEDIN)
AMADEI Angelo 25, 1592
AMAYDEN Teodoro 29
AMILHAU Paolo 1368, 1370, 1464, 1645, 1646,
1659, 1662, 1869/3, 1870/1, 1871/6, 1871/17,
1871/18, 1872/2, 1872/3, 1872/4, 1872/7,
1872/11, 1872/16, 1872/21, 1872/23, 1872/24,
1872/25
AMPUGNANI Francesco Giovanni 1466, 1870/11
ANDRÉ Claudio 1621
ANGELERI Antonio 1456
ANGELINI Antonio 1293, 1353
ANGELUCCI Cinzia 24
ANGLESIO Luigi 1273
ANGLESIO Paolo 1273
ANTONELLI Carlotta 1563
A NTON ELLI G iacom o 7, 1271, 1289, 1305,
1388, 1399, 1474, 1475, 1578, 1582, 1584,
1595, 1599, 1632-1634, 1637
APPENDINI Clara 1265
APPENDINI Giovanni Battista 1265, 1395
ARBORIO MELLA Edoardo 1639, 1640
ARCHINI Felice 1302
ARCHINI Serafina nata Cauvin 1302
ARDUINI (giovane) 1477
ARRIGHINI Alessandra 1536
ASINARI DI SAN MARZANO Barbara nata De
Sigray 1362
ASINARI DI SAN M ARZANO Enrichetta 1362
ASINARI DI SAN M ARZANO Ermolao 1362
AUDISIO Guglielmo 1340
AUSANA Teresa (v. TRICERRI)
AVALLE (ragazza) 1552
BABIN Eudosia 7, 1297, 1358, 1416, 1482, 1541,
1545
BACCALARIO Carlo 1871/12, 1871/14, 1872/1
BACHELET Alfredo 1302, 1420, 1673, 1869/3,
1870/15, 1871/6, 1872/16
BALBO BERTONE DI SAM BUY Ernesto 1408
BALBO DI VINADIO Cesare (padre) 1632
BALBO DI VINADIO Cesare Luigi 1546, 1632,
1672
BALBO DI VINADIO Maria Teresa nata Billiani
di Cantoira 1546, 1565, 1632, 1672, 1679, 1684
BALBO DI VINADIO Prospero 1679
BALDELLI BONI (fam.) 1708
BALMA Giovanni Antonio 1277, 1288, 1317,
1325, 1347, 1405, 1425, 1531
BALOCCO Pietro 1872/21
BALOCCO Teresa nata Bertola 1872/21
BALOCCO Tommaso 1872/21
BANDI DI VESME (c.ssa) nata De Magistris 1432
BANDI Igino 1621
BARALE Bartolomeo 1398
BARALE Biagia nata Bozzano 1398
BARALE Pietro 1398
BARBERINI (principi) 1278
BARBERINI COLONNA Enrico 1305, 1311, 1339
BARBERIS Giulio 1277, 1338, 1348, 1481, 1560,
1627
BARBOLANI DI MONTAUTO Emilia nata
Uguccioni 1535
BARBOLANI DI MONTAUTO Ferdinando 1535
BARBOLANI DI MONTAUTO Giovanni 1535
BARBOLANI DI MONTAUTO Giulio 1535
BARBOLANI DI MONTAUTO Luisa nata Uguc­
cioni 1535
BARELLA Giovanni Battista 1585
BARGEM ONT M aria Roselina Leontina (v. DE
MAISTRE)
BARICCO Pietro 1552
BARNESI (eh.) 1379
BAROLO FALLETTI Giulia, nata Colbert 1288
BARONIO Cesare 1431

55.4 Page 544

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534 Indice alfabetico dei nomi di persona
BARRERA Andrea 1563
BEDOLINI Maria Caterina (v. RAMO)
BEGLIATI Giuseppe 1675
BELFANTI Giuseppe 1622
BELLONI Antonio 1512
BELLONI C. 29, 1332
BELM ONTE Domenico 1347, 1360, 520
BELM ONTE Giuseppe 1360
BELMONTE Stefano 1360
BENADDUCCI Giovanni 1627
BENEDETTI Celeste 1362
BENEDETTO XIV 1381, 1382
BERARDI G iuseppe 1271, 1286, 1311, 1338,
1340, 1353, 1388, 1462, 1474, 1480, 1529,
1869/6, 1869/11, 1869/16, 1870/12, 1871/10,
1872/15
BERAUDO DI PRALORM O Gabriella (v. RICCI
DES FERRES)
BERGER Paolo 1552
BERLUTTI Amalia nata Lombroni 1389
BERLUTTI Gaetano 1389
BERLUTTI Lino 1389
BERNARDI Jacopo 1870/13
BERT Amedeo 525
BERTAGNA Giovanni Battista 1513, 1519, 1596,
530
BERTELLO Giacomo 1347
BERTELLO Giuseppe 1347
BERTELLO Teresa nata Rasino 1347
BERTINETTI (fam.) 1276, 1402, 1457, 1691
BERTINETTI Carlo 1276
BERTINETTI Giacinta 1276, 1330, 1398
BERTINETTI Ottavia M aria nata De Bernardi
1273, 1276
BERTINI Carlo Augusto 29
BERTINI Salvatore 1321
BERTO Gioachino 1277, 1288, 1308, 1309, 1314,
1324, 1332, 1347, 1348, 1357, 1370, 1377,
1385, 1387, 1389, 1405, 1406, 1412, 1418,
1419, 1428, 1432, 1436, 1450, 1453, 1454,
1465, 1467, 1471, 1472, 1495, 1500, 1502,
1515, 1523, 1524, 1542, 1546, 1547, 1552,
1555, 1560, 1561, 1566, 1575, 1580, 1621,
1638, 1642, 1657, 1668, 1676, 1692, 1695,
1696, 1705, 1706, 1714,526
BERTO Giovanni Battista 1277
BERTO Orsola nata Trosello 1277
BERTOGLIO Giuseppa (v. RICCIARDI)
BERTOLA Teresa (v. BALOCCO)
BERTOLÈ VIALE Ettore 1869/18
BERTONA M addalena (v. GARELLI)
BESIO Giuseppe 1471, 1489, 1687
BESIO Luigi 1471
BIALE Lorenzo 1872/6
BIALE Raffaele 1415
BIANCARDI Francesco 1415, 1477
BIANCO DI BARBANIA Carlo Giacinto 1288,
1384
BIELLI Alberto 1457
BIELLI Dorotea nata Bissoni 1457
BIELLI Felice 1457
BIGLINO Giovanni Battista 1343,1352,1357, 1374
BIGNAMI Vincenzo 1420, 1421, 1870/7, 1871/8,
1872/17
BILIO Luigi 1409, 1480, 1702
BILLIANI DI CANTOIRA Giuseppe Giovanni
Lodovico 1565
BILLIANI DI CANTOIRA M aria Teresa (v. BAL­
BO DI VINADIO)
BISSONI Dorotea (v. BIELLI)
BLANCHETTI (cav.) 1574
BLOSI Giovanni 1293
BOCCO P. (funz. quest.) 1870/7
BODRATTO Francesco 1273, 1317, 1333, 1334,
1347, 1373, 1400, 1423, 1425, 1447, 1459, 1525
BODRATTO Giovanni 1347, 1373, 1525
BODRATTO Luigi 1373, 1525
BODRATTO Maria Brigida nata Pestarino 1347
BOGLINO Giovanni 1302
BOIDO Caterina nata Tarditi 1636
BOIDO Giuseppe 1636
BOIDO Lorenzo 1636
BONA Bartolomeo 1464, 1552
BONAUDO Caterina (v. PAGLIA)
BONCOMPAGNI LUDOVISI (fam.) 1284
BONCOMPAGNI LUDOVISI Agnese 1274,
1279, 1283
BONCOMPAGNI LUDOVISI Giuseppe 1274
BONCOMPAGNI LUDOVISI Guendalina 1274
BONCOMPAGNI LUDOVISI Luigi 1274
BONCOMPAGNI LUDOVISI M aria 1274, 1279
BONCOMPAGNI LUDOVISI Maria Maddalena
1274
BONCOMPAGNI LUDOVISI Rodolfo 8, 1274,
1279, 1283
BONCOMPAGNI LUDOVISI Ugo 1274
BONETTI Giovanni 7, 1273, 1288, 1334, 1361,
1380,1391,1398,1402, 1403, 1420,1430,1431,
1442, 1445, 1449,1499-1502,1505,1510,1511,
1522,1544, 1559,1567, 1573,1575, 1585,1609,
1641, 1647, 1869/14,520,523
BONETTI Giuseppe 1531
BONINO Aldo 1596
BONNIER (sorelle) 1394
BONOMELLI Geremia 1379
BONORA Paolo 1527, 1579, 1871/4
BONZANINO Giuseppe 1299, 1314
BOREL Giovanni 1288
BORGATELLO Francesco 1561
BORGATELLO Luigia nata Gaja 1561

55.5 Page 545

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BORGATELLO Natale 1561
BORGHESE Teresa (v. PECHENINO)
BORIO Antonio 1502
BORIO Erminio 1502
BORIO Margarita nata Cordara 1502
BORSARI Gino 1423
BOSCO Francesco 1426
BOSCO Giuseppe 1426
BOSCO Giuseppe Luigi 1426
BOSIO Antonio 1594, 1709
BOSSUET Giacomo Benigno 524
BOTTA (eredi) 1532
BOTTINO Giovanni Battista 1582
BOZZANO Biagia (v. BARALE)
BOZZO Fortunato 1871/8
BRACCO Giuseppe 1523, 1542, 1580, 1625, 1686
BRAIDO Pietro 12, 14, 23, 24, 1340, 1348, 1443,
1509
BRAJA Carlotta 1276, 1277
BRAMBILLA Adolfo 1307
BRAMBILLA Gaetano 1307, 1312
BRAMBILLA Giuseppe 1307, 1312
BRAM BILLA Luigia nata Porro 1307
BRAMBILLA Teresa nata Lurani 1307
BRANCADORO Antonietta 1598
BRANCADORO Emma nata Gabrielli 8, 1598,
1600, 1661
BRANCADORO Giuseppe Stanislao 1598
BRANCADORO Giuseppina 1598
BRANCADORO Ignazio 1598
BRANCALEONE NEGRONE Emilia nata Centu­
rione 1630
BRANDA Giovanni Battista 1571
BRANDA Giulia nata Caruzzo 1571
BRANDA Tommaso 1571
BREA Giovanni Battista 1415, 1870/3
BREA Lazzaro 1415
BRIGNOLE SALE Maria (v. DE FERRARI)
BROGGI (f.lli) 1456
BRUNA Catterina nata M erlo 1710
BRUNA Domenico 1710
BRUNA Giovanni 1710
BUCCI Sante 1354
BUSCAGLIONE Bernardo 1471
BUSSI Luigi 1461, 1467, 1483
BUZZETTI Carlo 1504
BUZZETTI Giuseppe 1273, 1275
BUZZI Luigi 1615
CAGLIERO Giovanni 1302, 1380, 1389, 1402,
1442, 1449, 1484, 1513, 1559, 1567, 1574,
1701, 1703
C A G LIERO G iuseppe 13, 1381, 1382, 1432,
1561, 1593,528,529
CALDERARI (fam.) 1270, 1284
Indice alfabetico dei nomi di persona 535
CALDERARI Isabella 1294, 1397, 1410, 521
CALLORI Carlotta 7, 1380, 1391, 1396, 1407,
1408, 1422, 1426, 1434, 1442, 1448-1450,
1461, 1467, 1469, 1488, 1496, 1501, 1507,
1539, 1588, 1599, 1602-1604, 1606, 1616,
1680, 1684, 1690, 1870/2, 1870/6, 1872/12
CALLORI Cesare 1407, 1408, 1422, 1870/2
CALLORI fam. 10, 11, 1380, 1396, 1407, 1408,
1422, 1426, 1434, 1442, 1448, 1449, 1461,
1469, 1488, 1496, 1501, 1507, 1539, 1588,
1599, 1604, 1606, 1680, 1684, 1690
CALLORI Federico 1407, 1422, 1448, 1507,
1588, 1603, 1680, 1684
CALLORI Giulio Cesare 1606
CALLORI M aria Luigia 1408, 1422, 1461, 1539,
1870/6
CALLORI Ranieri M assimiliano 1380
CALLORI Vittoria 1426, 1442
CAMBRAY DIGNY Luigi (figlio) 1306, 1346
CAM BRAYDIGNY Luigi Guglielmo 1303, 1327,
1346, 1446, 1869/4
CAMBRAY DIGNY M arianna 1268, 1327
CAMBRAY DIGNY Virginia 7, 18, 1268, 1291,
1299, 1303, 1306, 1314, 1327, 1346, 1446,
1485, 1498, 1506, 1518, 1535, 1551, 1613,
1869/4, 1871/9
CAMPANA (fam.) 1691, 1698
CAMPARINI Angelo 1397
CAMPARINI Artabano 1397
CAMPARINI M argherita nata Valenza 1397
CAMPOLMI Giustino 1270, 1273
CANALE Giuseppe 1592, 1676
CANDELORO Giorgio 1507
CANOBBIO Salesio 1376
CANONICI Maria Luigia 1653, 1663
CANORI FOCARDI Filippo 1589
CANOVA M. 29
CANTON Carlo 8, 1268, 1313, 1320, 1528, 1589,
1870/19
CAPELLO Gabriele 1457
CAPPELLETTI Filippo 1271
CAPPELLETTI Luisa nata Cavalletti 1563
CAPPELLETTO A. (Ferrovie A. I.) 1872/18
CAPRILE Angelo Luigi 1630
CAPRIOGLIO Felice 1559
CAPRIOGLIO Teresa 1559
CAPRIOGLIO Vittorio 1559
CARASSAI Luigia (v. PALMIERI)
CARCANO Filippo 1302
CARENZI Beniamino 1871/7
CARLO (sig.) 1411
CARLO ALBERTO 1340, 1344
CARLO III 1389
CARONES Cristoforo 1559
CARONES Domenico 1559

55.6 Page 546

▲torna in alto
536 Indice alfabetico dei nomi di persona
CARONES Lucia nata Monti 1559
CARRASI DEL VILLAR Carlo 1539
CARUZZO Giulia (v. BRANDA)
CASALEGNO Lorenzo 1273, 1281, 519
CASALI Brenno 1334
CASALIS Goffredo 1372
CAS ARETO A lessandro 1688
CASARETO Luigi 1688
CAS ARETO Rosa 1688
CASATI Gabrio 1428
CASCIANI Raffaello 1869/10
CASETTA Pio 1554
CASETTA Veronica 1554
CASTELBARCO VISCONTE SIMONETTA
Tommaso 1424
CASTELLANOS HURTADO Francisco 1512
CASTELLI Michelangelo 7, 1457, 1471, 1489
CATALDI (fam.) 21, 1332, 1336, 1579, 1696
CATALDI Bartolomeo 1332
CATALDI Carolina (v. GAMBARO)
CATALDI Giuliano 1332
CATALDI Giuseppe 8, 1336, 1536, 1540, 1553,
1614, 1655, 1696, 1704
CATALDI Laura 1332, 1335
CATALDI Luigia nata Parodi 1332, 1696
CATALDI Maria nata Spinola 1332, 1335, 1336
CATTANEO Carlo 32
CATTANEO Paolo 1544
CAUVIN Francesco 1302
CAUVIN Napoleone 1302
CAUVIN Serafina (v. ARCHINI)
CAVAGLIÀ Piera 1668
CAVAGNERO Giovanni Battista 1561
CAVALLERI Francesco 1289, 1317
CAVALLETTI (fam.) 1284
CAVALLETTI Luisa (v. CAPPELLETTI)
CAVANIS Anton Angelo 1670
CAVANIS M arco Antonio 1670
CAVOUR BENSO Camillo 1457
CENTURIONE Emilia (v. BRANCALEONE NE-
GRONE)
CENTURIONE Maria Giulia nata Riario Sforza
1630
CENTURIONE SCOTTI Lorenzo 1630
CERIA Eugenio 8. 25, 1480
CERIANO (giovane) 519
CERRATO Bartolomeo 1397
CERRATO Luigi 1397
CERRATO Maria nata Cernito 1397
CERRATO Natale 1266, 1288
CERRUTI Antonia (v. FASSIO)
CERRUTI Francesco 8, 1273, 1391, 1402, 1430,
1431, 1445, 1447, 1477, 1525, 1592, 1606,
1609, 1618, 1624, 1674, 1705, 1712, 1714
CERRUTI Giovanni Battista 8, 1527, 1586, 1688
CERRUTI Luigi 1477
CESANO Camillo 1683
CESANO Carlo Felice 1683
CESANO Emilia nata Filippi 1683
CESCONI Davide 1590
CESCONI Giovanni 1590
CESCONI Vittorio 1590, 1605
CESCONI Zeglia nata De Coincy 1590, 1605
CHAILLER M arianna (v. RONCHAIL)
CHARDON Giulio 1870/15
CHARVAZ Andrea 1665
CHIAPALE Luigi 1273, 1302, 1325
CHIAPALE Maria nata Gautero 1273
CHIAPASSO Emilio 1872/6
CHIUSANO Giovanni 1872/2
CHIUSO Tommaso 1461, 1596
CIANETTI Raffaele 1557
CIBRARIO Luigi 7, 1270, 1273, 1389, 1471-
1473, 1489
CIPRIANO Carlo 1593
O V A RIO Luigia (v. CUFFIA)
CLARETTA Fedele 1281, 1399, 1634
CLARETTA Gaudenzio 1634
CLARETTA M arianna Alessandri nata Sala 1337
COLLI Giacomo Antonio 1702
COLOMBO Cristoforo 1521
COLOMBO Paolo 1556
COMASCHI Carlo 1534
COMASCHI Teresa 1534
COMBONI Daniele 1448
CONCOURDE (CUCARDA) Giuseppe 1436,
1870/9
CONESTABILE DELLA STAFFA (fam.) 1284
CONESTABILE DELLA STAFFA Scipione 1270
CONSOLINI Domenico 1293, 1353, 1462, 1474
CONTRATTO M odesto 1317
COPPO Pietro 1599
CORBELLA Teresa (v. FEBRARO)
CORDARA Margarita (v. BORIO)
CORIASCO Giovanni Battista 1657
CORNAGLIA Domenico 1472
CORNO Antonio 1693
CORNO Giuseppe 1693
CORNO Teresa nata Pavesio 1693
CORRÀ Luciano 1352
CORRENTI Cesare 1493, 1870/17
CORS ANEGO MERLI Luigi 1443
CORSI DI BOSNASCO (fam.) 1672
CORSI DI BOSNASCO Carlo Francesco 1565
CORSI DI BOSNASCO Gabriella nata Pelletta di
Cossombrato 18, 1546, 1565, 1570, 1571, 1632,
1676, 1677, 1687
CORSI DI BOSNASCO Giacinto 1565
COSTA Anna 1668
COSTA M addalena (v. MAZZARELLO)

55.7 Page 547

▲torna in alto
COSTAMAGNA Giacomo 1333, 1423, 1713,528
COTRONA Ignazio 1269
CRAVOSIO Maria Filomena 1356
CROSET M OUCHET Giuseppe 1313, 1320, 1537
CROTTI DI COSTIGLIOLE Edoardo 1320, 1476
CUFFIA Francesco 1515, 1560, 1561, 1593, 1602,
1611
CUFFIA Giacomo 1561
CUFFIA Luigia nata Civario 1561
CURTI Domenico 1362
DA COL Giuseppe 1670
DAGHERO Giuseppe 1347, 528
DAGHERO Luigi 1347
DAGHERO Luigia nata Raimondo 1347
DALMAZZO Francesco 1470, 1686, 1705, 527
DAMASIO Ambrogio 1641
DANDOLO Tullio 1500, 1521
DANEO Giovanni 1437, 1447, 1561
DANTE Alighieri 1397
DARAUNI Ambrogio 1293
DARBOY Georges 33
DAVICO Modesto 528
DE ANGELIS Filippo 1600
DE BERNARDI Ottavia M aria (v. BERTINETTI)
DE CAM ILLI Geronima (v. FIGARI)
DE COINCY Zeglia (v. CESCONI)
DE FALCO Giovanni 1596
DE FERRARI Filippo 1696
DE FERRARI Maria nata Brignole Sale 1696
DE FERRARI Raffaele 1696
DE GAUDENZI Pietro Giuseppe 1578
DE LORENZI Francesco 1293
DE M AGISTRIS (v. BANDI DI VESME)
DE MAISTRE (fam.) 1467
DE MAISTRE Carlotta nata Du Pian de Sieyès 1309
DE MAISTRE Enrichetta Elena nata Juchault de
Lamoricière 1309
DE M AISTRE Eugenio 1309, 1714
DE MAISTRE Francesco 1309
DE MAISTRE Maria Roselina Leontina Barge-
mont 1309
DE M AISTRE Rodolfo 1309
DE OVADO (marchesa) 1546
DE PAOLI Giovanni Battista 1273, 1281, 519
DE ROMA Giuseppino 1359
DE ROSSI (tipogr.) 1470
DE SANCTIS Luigi 524
DE SIGRAY B arbara (v. A SIN A R I DI SAN
MARZANO)
DE SILVESTRI Pietro 1339, 1353, 1869/16
DE VECCHI Giovanni 1432, 1676
DEL CARRETTO DI MONCRTVELLO Alberto 1302
DELLA VALLE Francesco 8, 1415, 1437, 1458,
527
Indice alfabetico dei nomi di persona 537
D EL L ACQUA Angelo 1495
DEM ONTE Ignazia Amelia 1371
DEPRETIS Agostino 1597
DESRAM AUT Francis 1389, 1480, 1602
DEVAUX A. (Ferrovie A. I.) 1505, 1871/2,
1871/5, 1872/10
DI CROLLALANZA Giovanni Battista 29
DI MENTHON Bernarda Maria Valeria 1714
DI PIETRO Camillo 1353, 1869/16
DI ROBILANT Luigi 1582
DIALE (Ferrovie A. I.) 1872/18
DIODATI Giovanni 525
DOMINICI Enrichetta 1359, 1532
DROETTI Giuseppe 8, 1296, 1316, 1597
DU PLAN DE SIEYÈS Carlotta (v. DE MAISTRE)
DUC Augusto Giuseppe 1633
DUFOUR (fam.) 1696
DUPRAZ (fam.) 1273
DUPRAZ Angela Giusiana 1273, 1514, 1687
DUPRAZ Giovanni Battista 8, 1273, 1341, 1394,
1399, 1468, 1514, 1687
DUPRÈ Giuseppe Luigi 1266, 1571
DURANDO Celestino 1273, 1275, 1292, 1389,
1402, 1433, 1513, 1683, 1685
DURAZZO Giacomo 1491
DURAZZO Ignazio 1491
DURAZZO M arcello 1872/8
DURAZZO Nina (Teresa) nata Pallavicini 1491,
1623, 1872/8
DUTTO Maria (v. M ACCAGNO)
ELLENA Antonio 1871/18
ELLENA Francesco 1871/18
ELLENA Giuseppe 1871/18
ELLENA Teresa nata Gaviglio 1871/18
ENRIA Pietro 1602
EULA Lorenzo 1322, 1324, 1519, 1869/13
EULA Stanislao 1513
FABER Guglielmo 1869/9
FALCHERÒ (sig.) 1308
FALLETTI DI BAROLO (fam.) 1359
FALLETTO Ludovico 1476
FALLETTO Melchiorre 1476
FALLETTO Pietro 1476
FANTINI M addalena (v. GERM AGNANO)
FARCITO M arianna 1293
FARINA Giacomo 1693
FARINA Giuseppa nata Farina 1693
FARINA Giuseppe 1693
FASSATI (fam.) 1273, 1348, 1394, 1467, 1555,
1588
FASSATI Azelia (v. RICCI DES FERRES)
FASSATI Domenico 1531, 1566
FASSATI Emanuele 1531

55.8 Page 548

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538 Indice alfabetico dei nomi di persona
FASSATI M aria 1276, 1461, 1467, 1566
FASSIO Antonia nata Cerniti 1477
FAVALE Giuseppe 1694
FEBRARO Giacinto 1693
FEBRARO Stefano 1693
FEBRARO Teresa nata Corbella 1693
FEDELE Claretta 1337
FEDERICO GUGLIELMO III 1480
FELICE M. PASTORE D A TR IO R A 1584, 1591
FELLONI Giuseppe 1661, 1684, 1699
FELTRINELLI (edit.) 1507
FENOLIO (FENOGLIO) Pietro 1386, 1869/2,
1869/12, 1870/18
FERDINANDO II 1389
FERDINANDO III 1389
FERRARI Andrea 1307
FERRÈ Giacomo 1403, 1404, 1410
FERRÈ Pietro Maria 1273, 1317, 1347, 1380-
1382, 1522, 1585
FERREIRA DA SILVA Antonio 25, 1657
FERRERI Lorenzo 1578
FERRERÒ D ELLA M A RM ORA (v. LAM AR-
MORA)
FESSLER Joseph 1375
FIGARI Geronim a nata De Camilli 8, 21, 1526,
1558, 1612, 1616, 1660, 1671, 1677
FILIPPI (f.lli) 1269
FILIPPI Emilia (v. CESANO)
FILONE (filosofo) 525
FIORENTINO Carlo M. 1339
FIORITO (avvocato) 1635
FISSORE (avvocato) 530
FISSORE Celestino 1350, 1382, 1573, 1582,
1606, 1633, 1637, 1872/9
FITZ-JAMES Arabella (v. SALVIATI)
FOERI Biagio 1520, 1619
FOERI Luigi 1520, 1619
FORM ENTO Luigi 1644, 1664
FORNARA Andrea 1871/3
FORNARA Antonio 1871/3
FORNARA Giacomo 1871/3
FORNI Arnaldo 29
FOSSATI (fam.) 1568
FRACCHETTI Ettore 1556
FRANCESCHINI Egisto 1871/11
FRANCESCHINI Egisto (padre) 1871/11
FRANCESCHINI Giuseppe 1871/11
FRANCESCO BORBONE II 1389
FRANCESIA Giovanni Battista 8, 1277, 1284,
1294, 1295, 1340, 1352, 1357, 1365, 1374,
1397, 1459, 1515, 1561, 1573, 1593, 1602,
1603, 1606, 1630, 1712
FRANCHI Alessandro 1278, 1287, 1339
FRANCHI Demetrio 1442
FRANCO Secondo 1380, 1470
FRANSONI Luigi 1350
FRANZERO Michele 1546
FRIGIOLINI Vittorio 1670
FUCCIOLI (collegio) 1278
FUM AGALLI Cristoforo 1556
FUSERO Cicchina 1579
FUSERO Teresa 1579
GABRIELLI Emm a (v. BRANCADORO)
GAETANINO (giov.) 1529
GAGLIARDI Luigi 1373
GAGLIOLO Domenico 1415
GALEFFI (conte) 1663
GALEFFI Maria M addalena 7, 1278, 1280, 1285,
1288, 1294, 1340, 1380, 1397, 1402, 1410,
1653, 1663, 1666
GALLARATI SCOTTI (fam.) 10
GALLARATI SCOTTI Barbara 1351
GALLARATI SCOTTI Carlo 1326
GALLARATI SCOTTI Tommaso 8, 1304, 1315,
1326, 1328
GALLETTI Eugenio 1269, 1363, 1365
GALLI DELLA M ANTICA Felice 8, 1374, 1428,
1459, 1515, 1524, 1560
GALLIZIA Bernardino 1441
GALLIZIA Elisa nata Tonetti 1441
GALLIZIA Pietro 1441, 1870/10
GALVAGNO Nicola 1378
GAMARRA Antonia (v. NASI)
GAMBA Giuseppe 1697
GAMBARO (fam.) 21
GAMBARO Carolina nata Cataldi 8, 1332, 1336,
1611, 1655, 1656
GAMBARO Francesco 1332, 1611
GAMBARO Pietro Nicola 1332
GARELLI Guglielmo 1418
GARELLI Maddalena nata Bertona 1418
GARELLI Vincenzo 1654, 1870/14, 1870/17
GARIBALDI Giuseppe 1309
GARINO Giovanni 1367, 1624, 1694
GASTALDI Angela (v. MUGGIATI)
GASTALDI Lorenzo 7, 13, 19, 33, 1303, 1306,
1322, 1325, 1327, 1347, 1381, 1388, 1442,
1446, 1484, 1531, 1582, 1596, 1610, 1625,
1701, 1703, 1706, 1709-1711, 1869/4
GASTALDI M arianna Teresa 1446
GASTI Giovanni Battista 1582, 1702
GAUTERO M aria (v. CHIAPALE)
GAUTIER Stefano 1273
GAVIGLIO Teresa (v. ELLENA)
GAZZANI Giuseppe Leonardo 1871/19
G A7.ZF.I.LT DI ROSSANA Stanislao 1582
GENNARO Giuseppe 1700
GENTILE (Ferrovie A. I.) 1872/22
GENTILE Giacomo Filippo 1548

55.9 Page 549

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GERARD Eufrosina (v. MARTIN)
GERINI Antonio 1310
GERM AGNANO Leopoldo 1870/7
GERM AGNANO Maddalena nata Fantini 1870/7
G ESÙ ’ CRISTO v. indice delle materie
GHIGLINI Lorenzo 1696
GHIGLINI-POLERI Fanny nata Tini 1696
GHILARDI Giovanni Tommaso 8, 1292, 1300,
1513, 1519, 1633, 1870/16,529
GHIRARDI Caterina (v. M USSETTI)
GHIRELLI (cav.) 1364
GHIVARELLO Carlo 1620
GIACINTA (sig.ra) 1589
GIACINTO (sac.) 1684
GIACOSA Luigi 1426, 1534
GlANELLI (mad.) 1277
GIANI M aria (v. RIGOLI)
GILARDI Teresa nata Griva 1394
GIOBBE 1490
GIORDA (giovane) 1457
GIORDANO 1515, 1524, 1560
GIOVANNA Giovanni 1872/9
GIRIODI Carlo 1687
GIUGANINO Bartolomeo (Tommaso) 1265
GIULIO (aiutante di Valdocco) 1391, 1430
GIULITTO Clara nata Orgero 1585
GIULITTO Giuseppe 1585
GIUSEPPE Flavio 525
GIUSIANA Angela 1394
GIUSIANA Marianna 1394
GIUSIANA Paolina 1394
GIVONE Gaspare 1404
GLORIA (dam.) 1501, 1539
GNECCO Rosa 1298
GOFFI Domenico 1302, 1394, 1552
GOLZIO Felice 1513, 1519, 1562
GONDI (fam.) 21, 1392
GONDI Carlo 1429
GONDI Carmes M aria 7, 1392, 1417, 1429, 1444,
1478, 1487, 1535, 1543, 1681, 1686, 1871/9
GONDI Francesco 1429
GONDI Giuseppe 1444, 1478
GONDI M addalena 1429
GORIA Giuseppe 1380
GOSIO Damiano 1403, 1477
GOWAN (min. prot.) 525
GRAMAGLIA (f.lli) 1620
GRASSI Giovanni 1266
GRASSI Giuseppe 1456
GREGORIO NAZIANZENO DI S. TERESA 1276
GRIBAUDI Giovanni 21, 1495, 1503, 1871/1
GRIBAUDI Vincenzo 21, 1495,
GRILLO Giacomo 1630
GRINGIA Ernesto 1420
GRIVA Teresa (v. GILARDI)
Indice alfabetico dei nomi di persona 539
GRU (sig.ra) 1468
GUADALUPI Domenico 1282, 1366
GUALTERIO Filippo Antonio 1299, 1313, 1314
GUASCO DI BISIO Francesco 29
GUELFI CAM AIANI Piero 29
GUENZATI (fam.) 1651
GUENZATI Giuseppe 1456
GUENZATI Rosa 1651
22 GUERRA A lm erico (A B A N TE ERIM A N TEO )
, 1321
GUERRA Elena 1321
GUERRA Giulio Dante 1321
GUGLIELMI (edit.) 1521
GUGLIELMO I 33, 1480
GUIDAZIO Paolo 1338
GUIDAZIO Pietro 1338, 1347, 1366, 1373, 1465
GUTTEM BERG Giovanni 1694
JACINI Stefano 12
JACOBINI Ludovico 1271
JOANNINI (IOANNINI) Cesare 1270
JUCHAULT DE LAMORICIÈRE Enrichetta Ele­
na (v. DE MAISTRE)
KACZMARZYK M ieczyslaw 24
LABRE Benedetto Giuseppe 1285
LAENG Mauro 1354
LAGO Angelo 1691, 1698
LAMARMORA (FERRERÒ DELLA M ARMO­
RA) Edoardo 1344, 1451, 1460
LAMORA Angela (v. ROSSI)
LANFRANCHI Vincenzo 1676
LANZA G iovanni 8, 17, 32, 1313, 1420, 1451,
1581, 1584, 1610, 1637, 1650, 1871/16, 1872/5
LASAGNA Luigi 1713
LAURENT Gaio Enrico 1633
LAVAL DI MONTM ORENCY Costanza 1276,
1714
LAVIGERIE Charles Martial 1448
LAZZERO Giuseppe 1483, 1495
LEGNANI Giovanni 1556
LEMOYNE Giovanni Battista 7, 25, 1288, 1372,
1373, 1404, 1425, 1480, 1495, 1509, 1517,
1521, 1533, 1562, 1569, 1572, 1592, 1675,
1707, 1713, 1871/1,527
LEONE XIII 1285, 1582,
LEOPOLDO II 32, 1389
LERICI (funz. min.) 1699, 1869/18
U M BERTI Gioacchino 1268, 1497, 1551
LINGIARDI (f.lli) 1456
LISSONE Giuseppe 1342, 1343, 1385
LISSONE Sebastiano 1342
LODOVICO IV DI FRANCIA 525
LOMBRONI Amalia (v. BERLUTTI)

55.10 Page 550

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540 Indice alfabetico dei nomi di persona
LUCINI Carolina 1556
LUCINI Emilia 1556
LUCINI Vittoria 1556
LUIGI (sac.) 1698
LUISA AM ALIA DELLE DUE SICILIE 1389
LUPANO Alberto 1522
LUPANO Costantino 1522
LURANI Teresa (v. BRAMBILLA)
LUSERNA DI RORÀ Emanuele 1667
M ACCAGNO (M ACAGNO) Luigi 1698
MACCAGNO Andrea 1698
MACCAGNO Maria nata DUTTO 1698
MACCIA Raimondo 1674
MAFFEI Giuseppe 1269
MAFFEIS Guerriero 1871/8
MAGLIO Luigi 1477
MAGNASCO Salvatore 1665, 1696
MAGONE Michele 1360
MAJO Angelo 1307
MALAN (min. prot.) 525
MALGERI Francesco 14
MALLARINI Giuseppe 1494
MANACORDA Em iliano 1276, 1277, 1282,
1311, 1339, 1366, 1380, 1388, 1394, 1397,
1399, 1403, 1488, 1529, 1530, 1547, 1548,
1595, 1599, 1690, 1697, 1871/10
M AND ANICI P. (musico) 1456
MANGIMI Luigi 1443
MANIN Daniele 1870/13
MANNO Antonio 29, 1309, 1350, 1362, 1546
M ANNUCCI Stefano 29
MANSI Giandomenico 1499
MANTELLINO (giovane) 1457
MANTOVANI (sac.) 1590, 1605
MANZINI Clemente 1350
MARCHESE Domenico 1616
MARCOCCHI Massimo 17
MARCUCCI Augusto 1389
MARCUCCI Giovanni 1389
MARCUCCI Teresa nata Picciafuoco 1389
MARELLO Secondo 1284
MARIA ANTONIA DELLE DUE SICILIE 1389
MARIA LUISA DI BORBONE 1389
MARIA SOFIA DI BAVIERA 1389
MARIANNA CAROLINA DI SASSONIA 1389
MARIETTI (fam.) 21, 1568
MARIETTI Alfonso 1293, 1311, 1340
MARIETTI Consolino 1293
MARIETTI Eugenia (v. RADICE)
MARIETTI Giacinto 1276
MARIETTI Pietro 7, 28, 1264, 1269, 1293, 1311,
1339, 1340, 1353, 1462, 1474, 1869/6, 1869/11,
1869/16, 1870/12
MARINA Rodolfo 1871/14
MARINI (fam.) 1284
MARTIN Eufrosina nata Gerard 1561
MARTIN Giuseppe 1561
MARTIN Stefano 1561
MARTINI Casimiro 1305
MARTINO Domenica nata Aimaretti 1389
MARTINO Giuseppe 1389
MARTINO Nicola 1389
MARTORELLI Benedetto 1495
MARZORATI Giuseppe 28, 1674
MASCARETTI Alessandro 1370, 1870/10
MASNINI Santo Giuseppe 1403, 1410
MASSON David 525
MATUSALEMME 1384, 1490
MAZÈ DE LA ROCHE Giuseppe Gabriele 1446
MAZÈ DE LA ROCHE Lorenzina 1446, 1546
MAZZALI Giovanni 24
MAZZARELLO Agostino 1531
MAZZARELLO Giuseppe 1372, 1425, 1521
MAZZARELLO Lorenzo 1531
MAZZARELLO M addalena nata Costa 1531
MAZZINI Giuseppe 33
MEDOLAGO ALBANI Stanislao 1461
MELANDRI Anseimo 1293, 1311
MELANDRI Edoardo 1293
M ELLAARBORIO Edoardo 1475
MELZI D ’ERIL (fam.) 21
MELZI D ’ERIL Adelaide 1424
MELZI D ’ERIL Elisa nata Sardi 1345, 1351, 1424
MELZI D ’ERIL Giovanni 1460
MELZI D ’ERIL Giovanni Francesco 1351
MELZI D ’ERIL Maria 1345, 1351, 1424
MENABREA Luigi Federico 8, 32, 1268, 1313,
1318, 1320, 1446
MENCANI Paolo 1596
MENDIZABAL Ruffo 1346
MERCURELLI Rosa 1276, 1388, 1397, 521
MERLO Catterina (v. BRUNA)
MERLO Clemente 1696
M ERLONE Secondo 1713
MEROLLI (fam.) 1280
MEROLLI Maria nata Vagnuzzi 1280, 1294,
1653, 1663
METTI Giulio 1268, 1393, 1444
MIDALI Mario 14
MILLER (min. prot.) 525
MILLINGEN (fam.) 1277, 1284
MILLIONE (M IGLIONE) Giuseppe 1273, 1281
MISCIO Antonio 1415, 1419, 1477, 1869/15
MISSOR1 Mario 28, 1322, 1471, 1654
MODESTO Contratto 1350
MOMBELLO Antonio 1579, 1586
MOMBELLO Domenico 1527
MONACO LA VALLETTA Raffaele 1484, 1703
MONFORTE Silvano 1357

56 Pages 551-560

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56.1 Page 551

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MONTI Lucia (v. CARONES)
MONTINO Lucia (v. SCAPPINI)
MORANDI Agostino 1379
MORANDI Carlo 1379
MORENO Luigi 1338, 1350
MORGLIA Enrico 1640, 1872/1
MORONI Gaetano 1278
MOROZZO DELLA ROCCA Carlo 1582
MORTEO Giovanni Battista 1415
MOSCONI Giuseppe 1872/17
M OTTO Francesco 5, 25 ,127 1,1 288, 1443, 1509,
1529,1532,1578,1580, 1599,1610,1627, 1633
MUGGIATI Amedeo 1389
MUGGIATI Angela nata Gastaldi 1389
MUGGIATI Giuseppe 1389
MURATORI Antonio 1476
MURATORI Gerolamo 1476, 1479
MURATORI Maddalena 1476
MUSINI (sig.) 1410
MUSSA Luigi 1869/9
MUSSETTI Caterina nata Ghirardi 1319
M USSETTI M arco 1319
M USSETTI Sebastiano 1319
MUSSO Alessandro 1273, 1495
M USSO Bernardo 1400, 1401, 1571
M USSO Giuseppe 1400
M USSO Rosa nata Peire 1400
NADA Narciso 15
NAPOLEONE II 32
NASER Bartolomeo 1872/24
NASI Angelo 1347
NASI Antonia nata G amarra 1347
NASI Antonio 1347
NASI Luigi 1565, 1582
NASONE Ovidio 1422
NAZARI DI CALABIANA Luigi 1273, 1350
NEGRO (giovane) 1457
NEGRONE-DURAZZO (fam.) 1696
NERLI MICHELAGNOLO Enrichetta 1268,
1331, 1535, 1613, 1686, 1871/9
NICCO Antonio 1523
NICOLETTI Augusto 1550
NICOLETTI Francesco 1435, 1550
NICOTERA Giovanni 1597
NOBILI VITELLESCHI (fam.) 21, 1270, 1284,
1397, 1410, 1537
NOBILI VITELLESCHI Angelo 1283, 1454,
1455
NOBILI VITELLESCHI M aria 1269, 1280, 1281,
1294, 1869/1
NOBILI VITELLESCHI M aria Giovanna 1537
NOBILI VITELLESCHI Salvatore 1286, 1305
NOTARIO Paola 15
NOVARINO Giovanni 1871/7
Indice alfabetico dei nomi di persona 541
NOVASCONI Antonio 1379
NTAIN DEGLI ANTONIANI Ambrogio 1293,
1294
ODONE Giovanni Antonio 1350
OGGERO Giuseppe 1576
OLIVIERI Raimondo 1289, 1423
OREGLIA DI S. STEFANO Federico 1268-1270,
1273,1277,1278,1280,1281, 1283,1288,1294,
1295, 1340, 1346, 1519, 1869/1, 1870/16, 530
OREGLIA DI S. STEFANO Giorgio 1582, 1595
ORGERO Clara (v. GIULITTO)
ORSELLI Felicita 1579, 1583
ORSINI (fam.) 1284
ORSINI Domenico 1294
ORSINI Maria Luisa nata Torlonia 1294
OTTONELLO Matteo 1374
PACCA Bartolomeo 1281
PAGELLA Giuseppe 1395
PAGLIA Caterina nata Bonaudo 1347
PAGLIA Francesco 1347
PAGLIA Ludovico 1347
PAGLIAINI Attilio 29
PALLAVICINI Ignazio 1623, 1872/8
PALLAVICINI Nina (Teresa) (v. DURAZZO)
PALLOTTI Vincenzo 1278
PALMIA Cesare 1398
PALMIERI Cesare 1470
PALMIERI Luigi 1470
PALMIERI Luigia nata Carassai 1470
PAOLO VI 519^
PAPES Antonio 29, 1273, 1347, 1406, 1470, 1499,
1559
PARAVIA Giovanni Battista 1522
PARODI (fam.) 1696
PARODI Bartolomeo 1872/19
PARODI Luigia (v. CATALDI)
PARODI M aria (v. PELLEGRINI)
PARODI Marina (v. PAVESE)
PASTORE Giovanni M aria 1423, 1440, 1870/8
PASTRONE Carlo 1642
PATRIZI Costantino 1270, 1286, 1287
PATRIZI M addalena 1429, 1444, 1543
PAVARINO Gianantonio 1457
PAVESE (fam.) 1696
PAVESE Marina nata Parodi 1696
PAVESIO (fam.) 1293
PAVESIO Teresa (v. CORNO)
PAVESIO Vittorio 1293
PAZZAGLIA Luciano 17
PECHENINO Marco 1288, 1676, 1691
PECHENINO M ichele 1676
PECHENINO Teresa nata Borghese 1676
PEIRE Rosa (v. MUSSO)

56.2 Page 552

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542 Indice alfabetico dei nomi di persona
PELLEGRINI Francesco 1499
PELLEGRINI Giovanni 1499
PELLEGRINI M aria nata Parodi 1499
PELLETTA D I COSSOM BRATO (G abriella v.
CORSI)
PELLETTA DI COSSOMBRATO Roberto 1565
PELLICCIA Guerrino 25, 28
PELTIER E. (Ferrovie A. I.) 1662, 1872/18,
1872/22
PENATI Giuseppe 1546
PERPETUO Giulitto 1585
PERRONE DI S. MARTINO DI QUART Gabriel­
la 1565
PERTUSATI M addalena (v. PESCE)
PESCE Giovanni 1470
PESCE Luigi 1289, 1470
PESCE M addalena nata Pertusati 1470
PESTARINO Domenico 1402, 1423, 1425, 1440,
1532, 1870/8
PESTARINO Giuseppe 1423
PESTARINO Maria Brigida (v. BODRATTO)
PETIT Marie Josephine 1358, 1416, 1541, 1545
PETRALI Vincenzo Antonio 1456
PIASTRA William 29, 1696
PICCHIOTTI Eugenia (v. SALVAGNO)
PICCIAFUOCO Teresa (v. MARCUCCI)
PICCO Matteo 1269, 1676
PIFFERI Enzo 1326
PINARDI (casa e cappella) 1657
PINTUCCI (tipografia) 29
PIO VI 1594
PIO IX 7 ,1 3 ,1 7 , 32, 33, 1272, 1278, 1281, 1285,
1287, 1290, 1295, 1317, 1337, 1338, 1347,
1363, 1380, 1390, 1392, 1393, 1395, 1397,
1399, 1402, 1406, 1450, 1454, 1463, 1468,
1475, 1480, 1481, 1484, 1529, 1530, 1544,
1547, 1563, 1578, 1599, 1610, 1631, 1634,
1637, 1700, 1703, 1869/5, 1872/5 (v. anche In­
dice delle Materie)
P IO X 1670
PIPERNI Michele 1512
PIPERNI Raffaele 1512, 1550
PISTOI Giovanni 1686
PIZZARDO Gaetano 1584, 1591
PIZZORNO Giovanni Battista 1423
PLAISANT Pietro 1415
POLIGARI Giovanni 1389, 1470
PONZONI M aria (v. SALA)
PORRO Alessandro 1307
PORRO Luigia (v. BRAMBILLA)
PRELLEZO José Manuel 1269, 1443
PROFILI Francesco 1390
PROFUMO Giuseppe 1696
PROVANA DI COLLEGNO (fam.) 1638
PRO VANA DI COLLEGNO Abele 1538
PROVANA DI COLLEGNO Emanuele 1638
PROVANA DI COLLEGNO Francesco Zaverio
1672, 1638
PROVANA DI COLLEGNO Luigi 1638
PROVERÀ (fam.) 1391, 1403
PROVERÀ Carolina 1482
PROVERÀ Francesco 1334, 1374, 1391, 1397,
1408,1 4 3 1 ,1 5 6 7 ,1 6 8 7 ,1 6 8 9 ,1 6 9 1 ,1 6 9 4 , 1699
PROVERÀ Giovanni Battista 1360, 1391, 1431
PROVERÀ Vincenzo 1431
QUAGLIA Angelo 1363, 1706
QUAGLIA M argherita (M arta) 1300
QUARTARA( sig.ra) 1617, 1677
RACCA (sac.) 1592
RACCA Pietro 1402, 527
RADICATI TALICE DI PASSERANO (fam.) 21,
1596
RADICATI TALICE DI PASSERANO Carolina
1490
RADICATI TALICE DI PASSERANO Costantino
8, 1330, 1370, 1436, 1441, 1483, 1490, 1596,
1635, 1654, 1870/9, 1870/19
RADICATI TALICE DI PASSERANO Enrico
1490
RADICATI TALICE DI PASSERANO Luigi 1490
RADICATI TALICE DI PASSERANO Maria Lui­
sa 1490
RADICATI TALICE DI PASSERANO Vincenzo
Gabriele 1490
RADICE Eugenia nata Marietti 1568
RADICE FOSSATI Antonio 1568
RADICE FOSSATI Giovanni 1568
RADICE FOSSATI Luigia (v. VITTADINI)
RADICE Gerolamo 1568
RADICE Maria nata Marietti 1626
RAIMONDI (sig.) 1458
RAIMONDO (maestro) 1300
RAIMONDO Luigia (v. DAGHERO)
RAMARDINI Carlo 1598, 1600, 1661
RAMO Giacomo 1406
RAMO Maria Caterina nata Bedolini 1406
RAMO Rocco (Fra’ Gonzalo) 1406
RASINO Teresa (v. BERTELLO)
RATTAZZI Urbano 1451
RATTI Giuseppe 1676
REALIS Giuseppe 1869/2, 1869/12, 1870/18
REB AGLIATI Cristoforo 1584
RENALDI Lorenzo 1870/13
RENZI (sig.) 1398
RETANNI Giuseppe 1676
REVEDIN Giovanni 1345
REVEDIN Vittoria nata Altieri 1345
REVIGLIO DELLA VENERIA Carlo 1640, 1658

56.3 Page 553

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Indice alfabetico dei nomi di persona 543
RHO Giovacchino 1641
RIARIO SFORZA Maria Giulia (v. CENTURIONE)
RIBERI Alessandro 1273
RIBOTTA Michael 1448, 1452, 1512
RICCARDI DI NETRO Alessandro 8, 12, 19, 32,
1301, 1317, 1346, 1350, 1381, 1475, 1476,
1492, 1527, 1678, 528
RICCI DES FERRES (fam.) 10, 1438, 1643,
1689, 1695
RICCI DES FERRES A zelia nata Fassati 1555,
1692
RICCI DES FERRES Carlo 1555, 1643, 1689,
1691-1693
RICCI DES FERRES Feliciano 1438, 1689, 1695
RICCI DES FERRES G abriella nata Beraudo di
Pralormo 1555
RICCI DES FERRES Roberto 1555, 1695
RICCI PARACCIANI CLARELLI Francesco
1290, 1295, 1390
RICCIARDI Chiaffredo Antonio 1347
RICCIARDI Giuseppa nata Bertoglio 1347
RICHELMY Agostino 1625, 1709
RICOTTI MAGNANI Cesare 1699, 1870/19
RIGHELLI (giovane) 1457
RIGHINI (RICCHINI) Angelo 1696
RIGNON Felice 7, 1495, 1504, 1523, 1542, 1580,
1628, 1639, 1644, 1657, 1658, 1664, 1669,
1678, 1871/1, 1871/3, 1871/15
RIGOLI Angelo 1622
RIGOLI Antonio 1622
RIGOLI Maria nata Giani 1622
RITZLER Remigio 28
RIVARA Giovanni 1696
RIVARA Luigi 1696
ROBELLA Bartolomeo 1870/13
ROBERTO I 1389
ROCCA Giancarlo 25, 28
ROCCHIETTI (giovane) 1457
ROCCIA Rosanna 1625, 1686
RODAT. 1676
RODINO Angelo 25, 28
ROMERO Cecilia 1480, 1532
RONCHAIL Giuseppe 1618
RONCHAIL M arianna nata Chailler 1618
ROSI Michele 28, 1313, 1344, 1451, 1457, 1493,
1495, 1632, 1699
ROSSELLI DEL TURCO Giuseppe 1535
ROSSELLI DEL TURCO Marianna nata Uguc-
cioni 1417, 1535
ROSSI Angela nata Lamora 1470
ROSSI BALDI (sig.na) 1414
ROSSI Giuseppe 1470, 1571
ROSSI Giuseppe Antonio 1470
ROSSI Marcello 1712
ROSSI Matteo 1470
ROSSI Tranquillo 1615, 1648
ROSTAGNO Giovanni Battista 1470
ROTA (ispett. scolasi.) 1654
RO V E TO Bartolomeo 1269
RUA (sig.ra) 1430
RUA M ichele 7, 13, 18, 1269, 1273, 1275-1277,
1288,1300, 1302, 1331, 1340, 1353, 1363, 1370,
1385,1387-1389,1394,1397, 1398, 1402, 1406,
1420, 1428,1430,1431,1436,1451,1457,1466,
1470, 1472, 1476, 1477, 1493, 1501, 1504, 1505,
1522, 1524, 1546, 1547, 1552, 1560, 1561, 1567,
1571, 1573-1575, 1577, 1579, 1581, 1583, 1584,
1602, 1607, 1625, 1628, 1654, 1659, 1673, 1674,
1676, 1678, 1683, 1685, 1687, 1689, 1691-1694,
1709-1711, 1714, 1870/16, 1871/7, 1871/13,
1872/13, 1872/24, 522, 528, 529
RUGGERO Emidio ANTICI MATTEI 1364
SACCARELLI Gaspare 1552
SALA Ambrogio 1552, 1571
SALAAntonio 1277, 1333, 1388, 1552
SALA Maria nata Ponzoni 1552
SALA Marianna Alessandri (v. CLARETTA)
SALA Pietro 1552
SALERIO Carlo 1442, 1448
SALLUA Vincenzo Leone 521
SALLUSTIO Gaio Crispo 525
SALOMONE 1384
SALVAGNO Emilio 1872/16
SALVAGNO Ettore 1872/16
SALVAGNO Eugenia nata Picchiotti 1872/16
SALVAGNO Giacinto 1872/16
SALVAI Pietro Giocondo 1633
SALVIATI Arabella nata Fitz-James 1284
SALVIATI Scipione 1284
SANDINI Antonio 1500
SANESI Ranieri 1413
SANSONE 1384
SANZIO Raffaello 1635
SARTI Telesforo 29, 1491
SARTO Giuseppe 1670
SAULÌ Ambrogio 1696
SAULI Maria Eugenia 1696
SAVIO Angelo 1269, 1277, 1302, 1333, 1352,
1388, 1398, 1402, 1437, 1458, 1466, 1527,
1552, 1620, 1674
SAVIO Clotilde (v. TURCO)
SAVIO Domenico 1360
SAVOIA (casa) 10
SCANZI Giacomo 1307
SCAPPINI Giuseppe 1531
SCAPPINI Lucia nata M ontino 1531
SCAPPINI Pietro 1531
SCARA M PI DI V ILLA N O VA C lem ente 1323,
1434

56.4 Page 554

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544 Indice alfabetico dei nomi di persona
SCARAMPI DI VILLANOVA Fernando 1431
SCARAVELLI Agostino 1425
SCARAVELLI Alfonso 1425, 1713
SCARAVELLI Angela nata Tri vero 1425
SCHER Tommaso 1698
SCIANDRA Giuseppe Maria 1317, 1405, 1636
SCOTTON Andrea 1582
SCOTTON Gottardo 1582
SCOTTON Jacopo 1582
SEFRIN Pirminio 28
SELLA Quintino 1446, 1451
SENECA Lucio Anneo 525
SERENO Giuseppe 1367
SERRA Annibaie 1364
SGAMM A Agapito 1403
SIBONI Pietro Anacleto 1582,1609,1673,1872/13
SINISTRERÒ Giuseppe 1561
SOLARO DELLA MARGHERITA Clemente 32
SOLDATI Giuseppe 1701
SOLERI GAUDENZIO Giovanni Battista 1273,
1281, 1288
SORA Francesco 1523
SPEZIA Antonio 1869/17, 1870/5
SPINOLA Maria (v. CATALDI)
SPRETI Vittorio 29, 1332, 1354, 1634, 1696
SQUAROTTI Giuseppe 1697
STAMBIO (funz. post.) 1515
STELLA Pietro 24, 25, 1694
SVEGLIATI Stanislao 1271, 1338, 1353, 1363,
1454, 1455, 1706, 1869/16
TABACCHI Corinna 1869/8
TAMIETTI Giovanni 1561, 1642, 1705
TARDITI Caterina (v. BOIDO)
TAVALLINI Enrico 1650
TEA Silvestro 1633
TEM PESTINA (sig.ra) 1653
TEPPA Alessandro Maria 1269
TERCINOD Sophie (v. TOMASSET)
TESTORI (giovane) 519
TETTÙ DI CAM BURZANO Alessandra 8, 1414,
1476, 1479, 1692, 1693, 1697
TINI Fanny (v. GHIGLINI- POLERI)
TIRONE Giulietta 1869/8
TITO Livio 525
TOFONI Pellegrino 1600
TOM ASSET Cesare 1453
TOM ASSET D’Ambroise 1453
TOM ASSET Sophie nata Tercinod 1453
TOM MASEO Niccolò 1870/13
TONETTI Elisa (v. GALLIZIA)
TORLONIA Giovanni 1294
TORLONIA Luisa (v. ORSINI)
TORNIELLI Celestino 1302
TORRAS Alfonso 25
TORRE Paolo 1415, 1870/3
TORTA (sac.) 1329
TORTONE Gaetano 1273, 1578
TOSELLINI (eh.) 1365
TOSI Luigi 1379
TRAGELLA Giovanni Battista 1442
TRAVERSA Giulio 1475
TRIBONE Francesco 8, 1349, 1558, 1612, 1617,
1660, 1677
TRIBONE Pier Francesco 1349
TRICERRI Antonio 1273
TRICERRI Giuseppe 1273
TRICERRI Teresa nata Ausana 1273
TRIVERO Angela (v. SCARAVELLI)
TROCELLI Carlo 1640, 1658
TROSELLO Orsola (v. BERTO)
TUNINETTI Giuseppe 1701
TURCO Clotilde nata Savio 1693
TURCO Domenico 1693
TURCO Giovanni 1561, 1693
TURCO Nepomuceno 1347, 1403
TURI Gabriele 1694
TURINA Sisto Gaspare 1350
TURVANO Giuseppe 1302
UBAGS Teofilo 1871/18
UBERTI Pier Felice DEGLI 29
UGUCCIONI (fam.) 1268, 1269
UGUCCIONI Emilia (v. BARBOLANI DI MON-
TAUTO)
UGUCCIONI GHERARDI Tommaso 1269, 1369,
1383, 1486, 1535, 1549, 1587, 1601, 1613,
1629, 1686, 1708
UGUCCIONI Girolama 7, 1269, 1369, 1383,
1417, I486, 1535, 1587, 1601, 1613, 1629,
1686, 1708
UGUCCIONI Luisa (v. BARBOLANI DI MON-
TAUTO)
UGUCCIONI Marianna (v. ROSSELLI DEL TUR­
CO)
UMBERTO DI SAVOIA 10 33
VAGNUZZI M aria (v. MEROLLI)
VALENTINI Eugenio 25, 28
VALENZA M argherita (v. CAMPARINI)
VALLARDI Francesco 28
VALLAURI (fam.) 1691
VALLAURI Pietro 1329, 1395, 1687, 1689
VALLAURI Teresa 1329
VALLAURI Tommaso 1492, 1687
VALPERGA Cesare 1354, 1432, 1439, 1869/17,
1870/4, 1870/5
VALPERGA C ristina nata D e’ M archesi di S.
Martino d ’Agliè 1354
VALPERGA Luigi 1354

56.5 Page 555

▲torna in alto
VALPERGA Marianna 1354
VALPERGA Sofia nata Company 1354
VARETTI Domenico 1573, 1575
VARETTI Domenico Giuseppe 1696
VASCHETTI Bartolomeo 1869/7
VASCO Enrico 1293, 1638
VERDA Domenico 1268, 1269, 520, 521
VIALE (Ferrovie A. I.) 1662
VIANCINO DI VIANCINO (fam.) 1377,1475,1685
VIANCINO DI VIANCINO Francesco 8, 1273,
1277, 1288, 1295, 1323, 1399, 1475, 1503,
1538, 1608, 1649, 1676, 1682, 1683, 1685
VIANCINO DI VIANCINO Luigia 1295, 1323,
1503, 1538, 1608, 1649, 1676, 1682, 1685
VIANNEY Giovanni Maria 1388
VIGLIARDI Innocenzo 1694
VIGNA Camillo 1871/13
VIGNA Carolina 1276
VIGNA Giuseppe Camillo 1574
VILLARIOS (fam.) 1270, 1284
VILLARIOS Fanny AMAT 1294, 1397, 1403,
1410, 1537, 521
Indice alfabetico dei nomi di persona 545
VIOLINO (fam.) 1691
VITTADINI (fam.) 1568
VITTADINI Luigia nata Radice Fossati 1568,
1652
VITTORIO EM ANUELE II 32, 33, 1457, 1578,
1582, 1640
VOGLIOTTI Alessandro 1319
VON MILLIGEN (fam.) 1270
WALPURGA (c.ssa) 1302
WATSON (min. prot.) 525
ZANARDELLI Giuseppe 1597
ZANETTI E. Dante 1424
ZAPPATA Giuseppe 1361, 1475, 1523, 1542
ZMIGLIO Giuseppe 1273
ZOPPI Vittorio 1581, 1596, 1654, 1658, 1871/12
ZUCCHI Giuseppe 1473, 1489
ZUCCHI Luigia 1473
ZUCCHI Maria 29
ZUVO Andrea 1688
18

56.6 Page 556

▲torna in alto
INDICE ALFABETICO DEI NOMI DI LUOGO
{Il numero in neretto indica la pagina d e ll’introduzione e delle Appendici II e III;
il numero in tondo indica la lettera)
A CQ UI TER M E 11, 1289, 1302, 1317, 1347,
1350, 1395, 1423, 1636, 1870/7
AFRICA CENTRALE 1448
ALASSIO 6, 8, 11, 12, 32, 1273, 1347, 1403,
1415, 1419, 1430, 1437, 1447, 1454, 1455,
1458, 1466, 1477, 1484, 1491, 1496, 1499,
1505, 1525, 1536, 1540, 1547, 1552, 1561,
1592, 1606-1609, 1618, 1624, 1645, 1705,
1712, 1714, 1869/15, 1870/3, 1870/11, 1871/19,
526, 527
ALBA 1269, 1363, 1365, 1633
ALBANO 1353
ALBENGA 1415, 1447, 1455, 1531, 1582, 1609,
1618, 1673, 1699, 1870/3
ALESSANDRIA 22, 1273, 1302, 1347, 1360,
1371, 1380, 1391, 1398, 1409, 1471, 1522,
1531, 1559, 1565, 1571, 1582, 1585, 1609,
1615, 1633, 1636, 1641, 1647, 1702, 1712,
1869/8, 1869/14, 1871/7, 1872/16
ALGERI 1448
ALGERIA 6, 1448
ALICE BEL COLLE 1636
AMERICA 1448, 1512, 1521
ANCONA 1389, 1391, 1436, 1600
ANTIOCHIA 1500
AOSTA 1453, 1633
ARCO 1389
ARENA PO 1389
AREZZO 1321
ARGENTINA 1360, 1400, 1531, 1559, 1636
ARONA 1662
ARS 1388
ARTOIS 1285
ASSISI 1592
ASTI 1367, 1471, 1502, 1522, 1588, 1596, 1869/9
ATENE 1310
AUSTRALIA 19, 1442, 1601
AUSTRIA 1354, 1375, 1389
AVIGLIANA 1561, 1662
AVIGNONE 1429
AVIO 1556
BADALUCCO 1476
BAHIA BLANCA 26
BARI 12
BASSANO DEL GRAPPA 1582
BAVIERA 1389
BECCHI 1366
BEINETTE 1418
BENE VAGIENNA 1698
BERGAMO 1312, 1379, 1456, 1546, 1556
BERITO 1353
BETLEMME 1869/9
BIELLA 1344, 1364, 1368, 1442, 1448, 1460, 1464
BOBBIO 1633
BOLINA 1665
BOLOGNA 29, 1461, 1548
BOLZANO 1684
BORGO LAVEZZARO 1699
BORGO NUOVO 1375
BORGO S. MARTINO 5, 11, 19, 32, 1273, 1360,
1431, 1434, 1442, 1445, 1448, 1449, 1484,
1499, 1501, 1502, 1505, 1511, 1518, 1522,
1531, 1536, 1544, 1547, 1550, 1559, 1573,
1585, 1599, 1641, 1645, 1647, 520
BORGOMANERO 1871/3
BOSCO MARENGO 1872/3
BOZZOLO 1379
BRA 1340, 1475, 1573
BRACCIANO 1294
BREGANZE 1352, 1582
BRESCIA 17, 1354, 1406, 1456, 1.654, 1695
BRESSANONE (v. BRIXEN)
BRETAGNA 1545
BR1CHERASIO 12, 1323, 1325, 1676, 1682-1684
BRIKANTEAU 1354
BRINDISI 1282
BRIXEN 1375, 1684, 1870/16
BRONTE 1710
BUENOS AIRES 26, 1400, 1531, 1559, 1636
BURIASCO 1436
CAGLIARI 1374
CAIRO (v. GRAN CAIRO)
CALIFORNIA (USA) 6, 1448, 1452
CALLIANO 1367, 1368
CAMALDOLI 1270
CAMOGLI 1347

56.7 Page 557

▲torna in alto
Indice alfabetico dei nomi di luogo 547
CAMPI 1584
CAMPO LIGURE 1374
CAM POBASSO 1512
CANELLI 1502
CAPPADOCIA 1375
CARAVAGGIO 1379
CARC ARE 1494
CARIGNANO 1354
CARMAGNOLA 1319, 1359
CARRÙ 1300, 1563
CASALE LITTA 1622
CASALE MONFERRATO 11,12, 29, 1273, 1281,
1317, 1322, 1350, 1361, 1374, 1380-1382,
1403, 1410, 1422, 1431, 1469, 1470, 1522,
1531, 1539, 1561, 1585, 1588, 1636, 1662,
1684, 1691, 1693, 1699, 1701, 1710, 1869/8
CAS ALEGGIO 1423, 1440
CASANOVA LERRONE 1688
CASCALENDA 1512
CASSANO D'ADDA 1379
CASTAGNOLE DI PINEROLO 1347
CASTELCERIOLO 1582, 1702
CASTELFIORENTINO 1413
CASTELGANDOLFO 1530
CASTELLETTO 1389
CASTELNUOVO D'ASTI 11, 1361, 1366, 1381,
1400, 1586-1590, 1599, 1684, 1685, 1693
CATANIA 1398, 1457, 1710
CAVOUR 1342
CENTALLO 1404
CERESOLE MONFERRATO 1871/7
CERETTO 1693
CERTOSA DI RIVAROLO LIGURE 1576
CHALLONGES 1273
CHAMBERY 1309
CH ERA SCO 6, 8, 11, 19, 32, 33, 1334, 1342,
1343, 1352, 1357, 1360, 1363, 1365, 1374,
1376, 1381, 1385, 1389, 1397, 1402, 1410,
1428, 1454, 1457, 1459, 1470, 1484, 1505,
1515, 1524, 1525, 1536, 1547, 1560, 1561,
1869/15, 1871/17,526
CHIERI 21, 1273, 1276, 1277, 1398, 1431, 1470,
1495, 1691, 1693, 1709
CHIVASSO 1662
CIRIÉ 1597
CIVITA CASTELLANA 1869/7
CIVITAVECCHIA 32, 1282
COMO 1312, 1326, 1556
CORDOBA (Argentina) 1559
COSSILA 1442
COSTA BACELEGA 1582
COSTANTINOPOLI 1364
COSTIGLIOLE SALUZZO 12, 1273, 1687
CREMA 1456
CREMOLINO 1347
CREMONA 1379, 1456
CRESTVOLANT 1302
CUCEGLIO 1561
CUM IANA 1347, 1638
CUNEO 10, 12, 1273, 1300, 1322, 1334, 1340,
1343, 1347, 1350, 1352, 1357, 1374, 1378,
1397, 1404, 1414, 1418, 1438, 1457, 1467,
1471, 1475, 1561, 1571, 1573, 1636, 1643,
1687-1689, 1691, 1695, 1697, 1698, 1871/14,
1872/21,526
DOGLIANI 1871/14
DÒLE 1309
DOM ODOSSOLA 1590
DRUSACCO 1302
EDOLO 1406
EGITTO 10
FABIANO 1273, 1281
FANO 1598
FARFA 1409
FELIZZANO 1588
FERMO 11, 1598, 1600
FERRARA 1345
FERRERE D ’ASTI 1642
FIDENZA 1410
FINALE EMILIA 1598, 1600, 1661
FIRENZE 5, 7, 8, 10, 11, 21, 25, 28, 29, 32, 33,
1264, 1266, 1268-1270, 1273, 1278, 1288, 1291,
1294, 1299, 1302,1303,1306,1313,1320,1327,
1331, 1332, 1346, 1369, 1383, 1385-1389, 1393,
1398, 1403, 1413, 1429,1446, 1454, 1464, 1485,
1486, 1497-1499, 1506,1507, 1518,1528,1535,
1543, 1549, 1551, 1552, 1581-1584, 1587, 1601,
1610,1613, 1686,1693,1694, 1869/18,1871/9,
1871/16
FOLIGNO 1274, 1279, 1283, 1635
FOLLINA 1870/13
FONTANILE 1470
FORLÌ 1471
FOSSANO 8, 1289, 1347,1360, 1414, 1582, 1595,
1599, 1636, 1687, 1690, 1692, 1693, 1697
FRANCIA 6, 32, 33, 1454, 1467, 1541, 1545,
1571, 1590, 1661, 1681,524
FRANCOFORTE 33, 1541
FRASSINETO PO 1559
GAETA 1272, 1389
GALLIANO 12
GAMBARANA 1470
GAMERAGNA 1584
GARESSIO 1305
GAVI 1423
GENOLA 1347

56.8 Page 558

▲torna in alto
548 Indice alfabetico dei nomi di luogo
GENOVA 8, 10-12, 21, 22, 29, 33, 1298, 1321,
1322, 1332, 1335, 1336, 1347, 1349, 1372,
1374, 1415, 1419, 1423, 1437, 1443, 1447,
1457, 1491, 1502, 1512, 1527, 1531, 1536,
1561, 1571, 1573, 1575, 1576, 1579, 1584,
1587, 1591, 1592, 1600, 1601, 1611, 1614,
1616, 1623, 1630, 1655, 1656, 1660, 1665,
1696, 1699, 1704, 1710, 1872/8, 1872/19; 527
(v. anche MARASSI, SAMPIERDARENA)
GENZANO 1374
GERMANIA 33, 1480
GERUSALEM M E 1500
GIAROLE 1360, 1467
GIAVENO 1337
GIRGENTI 1471
GOLASESSA 1622
GRAGLIA 1471
GRAN CAIRO 6, 1448
GRECIA 1665
GUADALAJARA (MESSICO) 1512
GUARENE 1378
GUASTALLA 1397
IMPERIA 1476, 1582, 1871/19, 1872/6
INGHILTERRA 1590
INVREA 1630
ISRAELE (PALESTINA) 1470, 1512
IVREA 1302, 1338, 1347, 1350, 1563, 1633
LA SPEZIA 1398
LANUSEI 1374
LANZO TORINESE 5, 8, 11, 1269, 1272, 1277,
1288, 1293, 1296, 1302, 1311, 1316, 1333,
1334, 1340, 1343, 1347, 1373, 1374, 1389,
1398, 1402, 1404, 1410, 1412, 1423, 1425,
1426, 1457, 1464-1468, 1470, 1476, 1477, 1484,
1505, 1509, 1516, 1517, 1520, 1531, 1536,
1547, 1550, 1558, 1561-1573, 1580, 1581, 1585,
1587, 1597, 1619, 1654, 1660, 1667-1677, 1682,
1683, 1691, 1699, 1707, 1713, 1871/3, 527,528
L’AQUILA 1322
LARINO 1512
LAUX 1618
LAZIO 32, 1480
LECCO 1552
LENDINARA 1670
LEPANTO 1432
LIGURIA 13, 1527, 1575, 1577, 1586, 1587, 1591
LIMA 1490
LOM BARDIA 29, 1406
LOM BRIASCO 1347
LUCCA 1321, 1413, 1499, 1869/10
LUNGAVILLA 1621
MACEDONIA 1278
MACERATA 1470, 1627
MADONNA DELL’OLMO 1438,1643, 1689,1695
MAGLIANO SABINA 1347
MAGONZA 1694
MALTA 29
MAMBRE 1626
MANTOVA 1471
MARASSI (GENOVA) 6, 33, 1575, 1579, 1587,
1601, 1611, 1616, 1623, 1630, 1655, 1660,
1696, 1704
MARGONE 1389
MARSIGLIA 1302
MASINO 1354, 1439
MATHI 1398, 1673
MEANA 1662
MENTOULLES 1561
MESSICO 1512
MESSINA 1436, 1654
MEZZANABIGLI 1531
MILANO 8 ,1 0 ,1 1 , 21, 28, 29, 1268, 1277, 1294,
1304, 1307, 1312, 1315, 1328, 1345, 1380,
1396, 1407, 1408, 1422, 1426, 1434, 1442,
1448, 1449, 1456, 1461, 1469, 1488, 1493,
1495, 1496, 1500, 1501, 1507, 1521, 1534,
1539, 1556, 1568, 1588, 1599, 1603, 1604,
1606, 1622, 1626, 1651, 1680, 1684, 1690
M IRABELLO M ONFERRATO 5, 11, 12, 19,
1269, 1272, 1288, 1296, 1334, 1360, 1361,
1370, 1380, 1381, 1389, 1391, 1397, 1398,
1402, 1403, 1410, 1420, 1422, 1426, 1431,
1434, 1442, 1449, 1477, 1544, 1869/14
MIRAFIORI 1871/18
MODENA 1293
MOLARE 1302
MOLISE 1512
MOLTEDO SUPERIORE 1871/19
MONACO DI BAVIERA 1301
MONASTERO DI LANZO 1710
MONCALIERI 1269, 1376, 1871/18
MONCALVO 1522
MONDONIO 1869/9
M O ND OV Ì 8, 10-12, 1292, 1300, 1418, 1425,
1471, 1513, 1519, 1633, 1675, 1687, 1689,
1692, 1693, 1870/16, 529
MONDOVÌ BREO 1471
MONDRAGONE 1270
MONGRÉ 1531
MONTEMAGNO 12, 1348, 1349, 1442, 1588
MONTEREY 1452
MONTEVIDEO 26
MORANO PO 1398
MORIONDO 1693
MORLUPO 12, 1277
MORNESE 6 , 12 ,3 3 ,1302, 1347,1372, 1381,1423,
1425, 1426, 1440, 1477, 1531, 1532, 1607, 1668

56.9 Page 559

▲torna in alto
Indice alfabetico dei nomi di luogo 549
MURSECCO 1273
MURTA 1616, 1617, 1660, 1671
NAPOLI 1266, 1322, 1353, 1389, 1531
NAZARETH 1442
NERVI 1298
NISSA 1375
NIZZA M ARITTIM A 1302
N IZZA M ONFERRATO 12, 33, 1309, 1419,
1499, 1565, 1570-1575, 1578, 1672, 1676,
1677, 1679, 1687
NOVARA 1344, 1389, 1441, 1548, 1590, 1654,
1699, 1871/3
NOVI LIGURE 1423
OLGIATE M OLGORA 1552
ORENO 1345
OROPA 1448
ORVIETO 1282, 1313
OSTIA 1353
OZZANO 1662
PADOVA 1359
PALERMO 1322
PALESTINA (v. ISRAELE)
PALLANZA 1273
PALOMBARA SABINA 1547
PARIGI 11, 33, 1389, 1499, 1541, 1545, 1558,
1590, 1618, 1632
PARMA 1266, 1374, 1389, 1410, 1411
PASSERANO 12, 1596
PATMOS 1492
PAVIA 1456, 1470, 1491, 1531, 1582, 1621, 1693
PEDEROBBA 1670
PEGLI 1491
PERUGIA 1274, 1279, 1283
PESARO 1456
PEVERAGNO 12, 1687, 1690, 1691, 1695, 1698
PIACENZA 1389
PIEM O N TE 5, 13, 15, 29, 1287, 1289, 1347,
1461, 1470, 1507, 1556, 1594, 1596, 1663
PIETRA MARAZZI 523
PINEROLO 29, 1313, 1323, 1371, 1662, 1870/13,
1872/2
PISA 29, 33, 1306
POGGIBONSI 1413
PONTESTURA 1380
PORTA NUOVA (Torino) 1304, 1307-1310, 1326,
1344, 1378, 1438, 1442, 1449, 1475, 1492,
1508, 1514, 1628, 1639, 1640, 1646, 1658,
1659, 1664, 1871/12
PORTICI 1531
PORTO M AURIZIO 1471
PORTOFINO 1616, 1665
PORTOGALLO 10, 1353
POSSAGNO 1670
PREGLIA 1590
PRUSSIA 32, 33, 1480, 1541
RACCONIGI 1457
RANDAZZO 1710
RECCO 1457
REGGIO EMILIA 1397
RETORBIDO 1491
RIETI 1347
RIPALIMOSANI 1512
RIVAROLO CANAVESE 1347
RIVAROLO DI GENOVA 1696
RIVOLI 1379
ROMA 5, 7, 8,10,11,13-15,17,18, 21,24-26,28,
29, 32, 33, 1264, 1266-1291, 1293-1296, 1300,
1305, 1309, 1311, 1313, 1318, 1320-1322, 1327,
1334, 1337, 1339, 1340, 1346, 1348, 1350,
1353, 1359, 1366, 1369, 1374, 1375, 1380,
1381, 1383, 1385, 1387-1394, 1396-1406, 1408-
1410, 1414, 1425, 1426, 1429, 1434, 1442-1444,
1448, 1452, 1454, 1462, 1467, 1468, 1470,
1474, 1480, 1488, 1500, 1509,1528-1530,1532,
. 1537, 1543, 1547-1552, 1563, 1565, 1570, 1581-
1584, 1587, 1589, 1596, 1599, 1610, 1627,
1638, 1650, 1653, 1661, 1663, 1666, 1668,
1672, 1673, 1701, 1706, 1869/1, 1870/16,
1871/10, 1872/15,520, 521,524
ROSIGNANO MONFERRATO 1559, 1712
ROSSIGLIONE 1423
ROVIGO 1339, 1670
RUSSIA 1454, 1695
S. BENIGNO CANAVESE 25, 1321, 1347, 1398
S. CARLO CANAVESE 1350
S. DAMIANO D ’ASTI 1554
S. FRANCISCO (U.S.A.) 1448, 1452, 1512
S. GERMANO 1354
S. GIMIGNANO 1413
S. GIORGIO CANAVESE 1676
S. GREGORIO 1457
S. IGNAZIO (Lanzo-Torino) 1562, 1563, 1565,
1566, 1567, 1569, 1570, 1667, 1668, 1670-1675
S. MARTINO 1321, 1609
S. M ARZANO 1362
S. VITO 1687
SABBIONETA 1379
SABINA 1409
SALERNO 1282, 1654
SALUZZO 7, 1273, 1303, 1306, 1325, 1368.
1464, 1582, 1596
SAM PIERDARENA (Genova) 6, 33, 1321, 1502.
1531, 1611, 1655, 1656, 1665, 1686, 1696, 1704
SANKT PÖLTEN 1375
SARDEGNA 1313, 1389

56.10 Page 560

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550 Indice alfabetico dei nomi di luogo
SARZANA 1579
SASSONIA 1389
SAVIGLIANO 1303, 1872/21
SAVONA 8, 11, 1347, 1494, 1508, 1527, 1561,
1579,1582,1584, 1586, 1601, 1688, 1699, 1871/4
SEDAN 32
SERRAVALLE SCRIVIA 1423
SESTRI LEVANTE 1591
SESTRI PONENTE 12, 1579, 1591, 1655
SETTIMO 1662
SICILIA 1436, 1457
SIENA 1413
SOLERO 1585
SOLONGHELLO 1273
SOMMA LOM BARDO 1622
SORA 1274, 1279, 1283
SORESINA 1379
SOSPIRO 1379
SPAGNA 6, 1278, 1452, 1571, 1590
SPOLETO 1282
STAGHIGLIONE 1676
STATI UNITI 1452, 1512
STRESA 26
SUSA 1289, 1347, 1350, 1405
SVIZZERA 10, 1571
TAGLIOLO 1423
TERRA DEL FUOCO 1636
TESSALONICA 1278
TICINO 1389
TIGLIOLE D ’ASTI 1554
TIROLO 1375
TOLENTINO 1470, 1627
TORRE DEL GRECO 1322
TORTONA 1371, 1621, 1676
TORTORICI 1436
TOSCANA 32, 1389, 1413, 1870/13
TRECATE 1548
TRENTO 1389, 1556
TREVISO 1670, 1870/13
TRICERRO VERCELLESE 1273
TRINITÀ DI MONDOVÌ 1273, 1687
TRINO VERCELLESE 1273, 1281, 519
TRO FFA RELLO 12, 1334, 1348, 1357, 1358-
1362, 1374, 1381, 1398, 1466, 1561, 1662, 526
URUGUAY 1531
USHUAIA 1636
USSEAX 1618
USSEGLIO 1389
VANDA DI SAN M AURIZIO 1657
VARALLO 1441, 1870/10
VARAZZE 6 , 10,11, 33, 1347, 1381, 1527, 1561,
1579, 1584, 1586, 1587, 1591, 1593, 1601-
1604, 1606, 1609-1613, 1616, 1617, 1623,
1630, 1643, 1645, 1655, 1656, 1680, 1686,
1688, 1871/14, 1871/17
VARENGO MONFERRATO 1561
VARESE 1622, 1662
VENARIA 1479
VENEZIA 1499, 1670, 1870/13
VENTIMIGLIA 1872/6
VERCELLI 1273, 1441, 1471, 1573, 1578, 1633,
1637, 1870/10, 1872/9
VEROLENGO 1338, 1347
VERONA 1871/8
VEZZA D ’ALBA 1397
VICENZA 1352, 1582
VIENNA 1375
VIGEVANO 1582
VIGNALE 7, 11, 1380, 1442, 1449, 1461, 1469,
1680, 1684
VILLAFALLETTO 1347
VILLAFRANCA 12
VILLALVERNIA 1371, 1621
VILLANOVA DI MONDOVÌ 1322
VILLAR-ALMESE 1277, 1347
VILLASTELLONE 1265
VILLENUEVE 1309, 1453
VIOLA 1675
VISONE 1615
VITERBO 1869/7
ZUMAGLIA 1364

57 Pages 561-570

▲torna in alto

57.1 Page 561

▲torna in alto
INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE
(Il numero in tondo indica la lettera; il numero in neretto indica la pagina delle Appendice II e III;
i contenuti delle lettere possono essere facilm ente individuati anche attraverso i singoli regesti
n e ll’indice cronologico delle lettere)
Accademia Ecclesiastica di Superga 1340
Accademia di Storia Ecclesiastica Subalpina 1709
ACCETTAZIONE di giovani (e di altri, anche re­
ligiosi) 1273, 1281, 1293, 1403, 1406, 1435,
1436, 1440-1442, 1457, 1476, 1518, 1550,
1584, 1587, 1596, 1686, 1688, 1698
AFFARI ECONOMICI (acquisti, cambiali, condo­
no e pagamenti di rette, contratti, debiti, titoli ed
obbligazioni, eredità, mutui, vendite, ricevute, ri­
chieste di esenzioni doganali) 1267,1269, 1273,
1276-1280,1282-1288, 1296,1302,1304,1306-
1310, 1377, 1378, 1388, 1394, 1420, 1431, 1436,
1442, 1445, 1461, 1466, 1467, 1478, 1483,
1485-1487, 1492, 1493, 1519, 1531, 1535, 1553,
1556,1558, 1565, 1566, 1571,1598, 1600, 1614,
1615, 1625, 1636, 1640, 1643,1654,1663, 1673,
1676, 1677, 1684, 1686, 1696, 1698, 1699,
1870/11, 1872/13, 521 (v. anche Roma-S. Cajo-
S. Sudario, Tasse, Testamenti)
ALLEGRIA 1273, 1288, 1389, 1391, 1398, 1404,
1430, 1445, 1499, 1544, 1565, 1675
ANIM A (propria e altrui da salvare) 1307, 1368,
1431, 1452, 1475, 1477, 1509, 1572, 1590,
1619, 1623, 1624, 1690, 1713 (v. anche Benedi­
zioni, Dio, Educazione)
Annali Ecclesiastici 1431
ANTONIANI 1293, 1294
APERTURA DI CASE 1278, 1286, 1320, 1339,
1388, 1402, 1415, 1430, 1437,1447, 1448, 1452,
1455, 1547, 1548, 1573, 1587, 1591, 1601, 1671,
1686 (v. anche Collegi, Roma-S. Cajo)
APPUNTAMENTI (inviti, visite, ospitalità) 1271,
1274, 1291, 1302, 1327, 1369, 1391, 1394,
1397, 1398, 1402, 1413, 1417, 1422, 1423,
1426, 1446, 1456, 1462, 1469, 1486, 1491,
1497, 1502, 1528, 1535, 1537, 1546, 1551,
1565, 1570, 1590, 1599, 1617, 1627, 1629,
1635, 1636, 1648, 1649, 1651, 1660, 1672,
1681, 1683, 1690, 1691, 1870/6, 1871/15
Armonia [L’] 1340
Annali Ecclesiastici 1431
Associazione dei D ivoti di Maria Ausiliatrice
1264, 1290, 1295, 1301, 1305, 1327, 1390,
1402, 1425, 1539
Avvertimenti per gli educatori ecclesiastici della
gioventù 1269
AUGURI di buon Natale 1383, 1384, 1496-1498,
1501, 1602; - di buon onomastico 1566
BANCA NAZIONALE 1267, 1614
BANDA (trattenimento musicale, distribuzione di
premi) 1354, 1355, 1388, 1394, 1402, 1432,
1433, 1499, 1507, 1607, 1676 (v. anche Torino,
Maria Ausiliatrice-organo, Commedie)
BARNABITI 1269, 1376
BENEDIZIONI - apostolica 1270-1288, 1295,
1304, 1392-1398, 1404, 1408, 1530, 1547,
1551, 1632, 1637; - cardinalizia, vescovile
1292, 1301, 1305, 1350, 1480, 1519, 1548,
1596, 1636; di Dio, del cielo, ogni bene sulla fa­
miglia, sulle persone raccomandate, Dio (la Ver­
gine) ci conservi suoi, ci conceda sanità, bene­
dizioni, lunghi anni di vita felice, perseveranza
nel bene, gloria in cielo 1264, 1267-1271, 1273,
1274, 1280, 1282, 1293-1295, 1297, 1299, 1300,
1304-1306, 1307, 1309, 1311-1314, 1319, 1322,
1327, 1334, 1339, 1344, 1352, 1358, 1360,
1362, 1369, 1373, 1376, 1378, 1389, 1394,
1397, 1407, 1414, 1416, 1417, 1431, 1436,
1438, 1444, 1445, 1455, 1488, 1491, 1494,
1496, 1498, 1501, 1508, 1514, 1520, 1526,
1556, 1557, 1565, 1566, 1601, 1607, 1608,
1611-1613, 1614,1624, 1629,1643,1651,1667,
1672, 1674, 1681, 1685, 1689, 1714
BENEFICENZA v. Sussidi
Biblioteca della Gioventù Italiana 1269, 1280,
1353, 1388, 1397, 1398, 1402, 1403, 1410,
1494, 1507, 1530, 1534, 1590, 1621, 1694
Biblioteca Ecclesiastica (di Mondovì) 1292
Biografia del giovane Mazzarello Giuseppe 1522
BISOGNI (strettezze economiche) 1267, 1270,
1451, 1471-1472, 1493 (v. anche Sussidi)
BREVIARIO 1275, 1505
Brevis Notitia 1711
BUONA MORTE (Esercizio della) 1373
Buona (La) settimana 1594, 1627
Calendario ecclesiastico 1273

57.2 Page 562

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552 Indice alfabetico delle materie
Calendario generale del Regno d ’Italia 1266
CAM ALDOLESI 1270
CAPPUCCINI 1300, 1584, 1591, 1633
CARMELITANI 1276
CARNEVALE 1276, 1277, 1398, 1516
CATECHESI (catechism o, prediche, S. Messe,
confessioni) 1280, 1286-1287, 1308, 1377,
1529, 1530, 1565,
Cattolico (II) provveduto 1488, 1501, 1672
CELEBRET 1270, 1379
Cenni storici sulla vita del sacerdote Giovanni
M aria Vianney, Paroco d ’A rs... 1388
Chiave (La) del Paradiso 1269
Chiesa (La) in Piemonte dal 1797 1596
CHIERICI (studi, patrimonio ordinazioni, esami,
sussidi, vestizione, dispense, vertenze con gli
ordinari) 1273, 1319, 1325, 1366, 1373, 1381,
1382, 1386, 1403, 1481, 1499, 1502, 1622,
1624, 1642, 1700, 1710, 527-529 (v. anche Col­
legio, Dimissorie, Esenzione militare)
CHIESA in Italia (rapporti con lo Stato, bene del­
la religione cattolica...) v. Politica italiana, Ve­
scovi
CITAZIONI LATINE BIBLICHE 1348, 1356,
1360, 1389, 1422, 1454, 1529, 1594
CITAZIONI LATINE 1271, 1272, 1310, 1329,
1348, 1360, 1381, 1389, 1408, 1423, 1476,
1495, 1524, 1560
Civiltà (La) Cattolica v. Gesuiti
Classici italiani 1590
COADIUTORI 1509
COLERA 1436, 1495
COLLEGIO (ospizio, provveditore agli studi,
ispettore scolastico) anonimo 1479, 1670; Alas-
sio 1415, 1418, 1437, 1447, 1454, 1458, 1477,
1484, 1496, 1499, 1505, 1536, 1540; 1547,
1592, 1699, 1869/15, 1870/3,526, 5 2 7 ;-B o rg o
S. Martino 1431, 1434,1442, 1445, 1449, 1455,
1458, 1484, 1505, 1518, 1531, 1536, 1544,
1547, 1550, 1559, 1641, 1647, 1699;-C a v o u r
1342; - Cherasco 1334, 1342, 1343, 1352,
1357, 1363, 1365, 1374, 1376, 1397, 1428,
1454, 1457, 1459, 1484, 1505, 1515, 1524,
1536, 1547, 1560, 1561, 526; - Lanzo 1296,
1302, 1316, 1343, 1412, 1425, 1457, 1464,
1476, 1477, 1484, 1505, 1516, 1520, 1536,
1547, 1550, 1562, 1571-1573, 1597, 1619,
1654, 1660, 1676, 1683, 1699, 1707, 1713; -
Marassi (Genova) 1573, 1575, 1579, 1587,
1601, 1611, 1616, 1623, 1630, 1655, 1696,
1699-1704, 1872/8; - M irabello 1391, 1397,
1398, 1420, 1434, 1442; - Mondovì 1300; -
Mongré 1531; - M ornese 1440 - Possagno
1670; - Sampierdarena (Genova) 1611, 1655,
1656, 1665, 1686, 1696, 1704; - Torino-Valsali-
ce 5, 33, 1312, 1347, 1625, 1670, 1676, 1677,
1686, 1701, 1705, 1872/20; - Sestri Levante
1591; - Varazze 1527, 1561, 1579, 1584, 1586,
1587, 1591, 1601, 1686, 1688, 1871/4
COMMEDIE 1354, 1355, 1432, 1433, 1507, 1676
(v. anche Banda)
COMMENDATIZIE v. Società salesiana
COMPAGNIA DEL PICCOLO CLERO 1592
COMPAGNIA DEL SS. SACRAMENTO 1592
COMUNIONE (visita a Gesù Sacramentato)
1389, 1401, 1408, 1418, 1425, 1431, 1444,
1448, 1478, 1466, 1485-1487, 1505, 1509,
1516, 1543, 1593 (v. anche Catechesi, Servizio
religioso)
CONCILIO ECUMENICO VATICANO I 1278,
1279, 1346, 1369, 1375, 1380, 1402, 1410,
1442
CONDIZIONI METEREOLOGICHE 1293,1311,
1608, 1689, 1692, 1695
CONDOGLIANZE v. Suffragi
Conferenze di S. Vincenzo d e ’Paoli 1333, 1443,
1452, 1696
CONFESSIONE (confessore, patente di, direzio­
ne spirituale) 1325, 1361, 1389, 1407, 1408,
1479, 1509, 1516, 1586, 1593, 1626 (v. anche
Catechesi)
CONFIDENZA col superiore 1280, 1303, 1348,
1360, 1367, 1626, 1713
CONGREGAZIONE DELLE SCUOLE DI CA­
RITÀ 1670
CONGREGAZIONE SALESIANA v. Società sa­
lesiana
CONGRESSO PEDAGOGICO 1354
CONSIGLI SPIRITUALI (a salesiani sacerdoti o
seminaristi, a giovani) 1305, 1360, 1367, 1400,
1418, 1453, 1465, 1480, 1509, 1511, 1516,
1533, 1557, 1576, 1559, 1600, 1618, 1626,
1642, 1713, 1869/1, 1869/14, 1870/8
CORAGGIO 1422, 1491, 1533, 1606, 1714,
1871/9 (v. anche Rassegnazione)
COSTITUZIONI SALESIANE v. Società salesiana
Cristoforo Colombo e la scoperta dell ’America 1521
DAME DEL SACRO CUORE (Trinità dei Monti-
Roma) 1277-1280
DEBITI v. Affari economici
DECORAZIONI v. Raccomandazioni
D e Missae sacrificio 1311
DEMONIO 1465, 1501, 1516, 1548, 1618
DIGIUNO (austerità nel cibo) 1406,1425, 1509,1631
DIMISSORIE per i chierici 1311, 1317, 1318,
1338, 1347, 1366, 1405, 1463, 1481, 1563,
1869/6, 1870/12, 1871/10
DIO (Signore) - bontà di Dio 1298, 1444, 1449,
1541 ; - grazia di Dio 1288; - lode a Dio 1 5 9 3 ,-

57.3 Page 563

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Indice alfabetico delle materie 553
m aggior gloria di Dio (bene delle anime) 1319,
1358, 1360, 1379, 1381, 1422, 1425, 1442, 1448,
1449, 1452-1454, 1458, 1485,1491, 1508, 1509,
1545, 1557,1584, 1586, 1611,1621, 1642,1660,
1661, 1672, 1690, 1691, 1704; - Provvidenza
Divina 1289, 1308, 1348, 1358, 1369, 1377,
1435, 1478, 1490, 1661, 1664; - timor di Dio
1326, 1487, 1501, 1712, 1713; - volontà di Dio
1277, 1356, 1371, 1391, 1408,1435, 1443, 1576
(v. anche Benedizioni)
DISCORSI CATTIVI 1302, 1400, 1431, 1509,
1516, 1713
Dizionario biografico dei liguri 1696
Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica
1278
DON BOSCO - povera mia persona 1321, 1339,
1526, 1570, 1619, 1630, 1671, 1685, 1706; -
povera anima mia 1311, 1321, 1323, 1417,
1448, 1449, 1488, 1506, 1535, 1544, 1611,
1616, 1624, 1629, 1643 (v. anche Facezie, Salu­
te-malattie di don Bosco)
Don Bosco educatore 1509
DOTTRINARI 1563
ECONOMATO GENERALE DEI BENEFICI
VACANTI (cassa ecclesiastica, fondi per il cul­
to) 1386, 1869/2, 1869/12
ECONOMIA ITALIANA (aumento dei prezzi)
1325, 1458, 1507,1661, 1663, 1684, 1698, 1699
EDILIZIA (progetti, varianti, costruzioni, delibe­
razioni) 1286, 1296, 1304, 1316, 1339, 1398,
1412, 1420, 1428, 1439, 1442,1504,1519, 1523,
1542, 1580, 1619, 1628, 1639, 1640,1644, 1657,
1658, 1664, 1669, 1869/17, 1870/4, 1870/5
EDUCAZIONE (metodi, finalità, strutture, amore­
volezza assistenza, fuga dal collegio, esami)
1287,1312, 1321, 1356,1444,1499,1533,1509,
1523, 1533, 1555, 1577, 1629, 1665, 1686, 1713
(v. anche Collegio, Ricordi confidenziali)
EDUCANDATO femminile 1297
EREDITÀ v. Testamento, Affari Economici
ESENZIONE MILITARE 1306, 1461, 1467,
1478, 1483, 1485-1487, 1531, 1535, 1556,
1558, 1565, 1566, 1598, 1600, 1636, 1643,
1677, 1686, 1698; 1869/7
ESERCIZI SPIRITUALI 1348, 1357, 1362, 1381,
1466, 1525, 1567, 1568, 1587, 1660, 1682
ESILIO PAPALE 1272
FACEZIE (battute di spirito) 1289, 1302, 1323,
1380, 1383, 1460, 1531, 1535, 1565, 1587,
1588, 1601, 1603, 1608, 1680, 1686
Fatti ameni della vita di Pio D i... 1599
FEDE (in Dio) 1279, 1298, 1306, 1316, 1336,
1356, 1358, 1362, 1371, 1429, 1430, 1442-
1444, 1448, 1486, 1491, 1541, 1557, 1560, 1611
(v. anche voci di contenuto analogo)
FEDELI COMPAGNE DI GESÙ 1297, 1358,
1395, 1416, 1482, 1541, 1545
FERROVIE 1264, 1302, 1368, 1370, 1385, 1420,
1436, 1464, 1470, 1499, 1505, 1549, 1597, 1609,
1645,1646,1659,1662,1667,1673,1682, 1683,
1689/2, 1689/3, 1870/15, 1871/2, 1871/5,
1871/6, 1871/11, 1871/17, 1871/18, 1872/2,
1872/3, 1872/4, 1872/7, 1872/10, 1872/11,
1872/16, 1872/18, 1872/21, 1872/22, 1872/23,
1872/24, 1872/25
FESTE (Liturgie) del Signore - Ceneri 1516; -
Quinquagesima 1389, 1398; - Quaresima 1391,
1398, 1403, 1404, 1516-1518, 1609;-P a s q u a
1294, 1417, 1619, 1629; - Pentecoste 1631; -
Quarantore 1440; - dei Santi 1577 1689; Fi­
lippo Neri 1311; - S. Francesco di Sales (anche
Conferenze) 1277, 1288, 1292, 1389, 1391,
1397, 1398,1402,1403, 1408, 1499, 1609, 1617;
- S. Giovanni Battista 1431; - S. Giuseppe 1293
(medaglia e im maginetta 1622); - S. Luigi 1552;
S. Pietro 1328, 1329 (v. anche Madonna)
FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE 1359, 1532,
1668
FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA 1532, 1607
FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE 1625
FRATI M INORI RIFORMATI 1406, 1419
GESÙ CR ISTO -grazia del S .N .G .C . 1282,1288,
1348, 1590, 1608, 1611, 1660, 1713, 525; - mi
creda (professo) inG . C. 1344, 1487, 1531, 1534,
1576, 1601,1608, 1622, 1626, 1642, 1651, 1653,
1690; - per amore di G. C. 1339; - sempre tuo
(grato) in G. C. 1554, 1562, 1590, 1592, 1629,
1641, 1698; - G. Bam bino 1602; - (tesoro in
G. C. i giovani) 1389; - Capo supremo stabilito
da G. C. (Papa) 1530 (v. anche Comunione)
GESUITI (La Civiltà Cattolica) 1270, 1309, 1346,
1372, 1470
Giovane (II) Provveduto 1269, 1402, 1522, 1590
GIORNALE 1273, 1306, 1638, 1672
GIOVANI (giovanetti, fanciulli, ragazzi) - poveri
1279, 1280, 1282, 1286-1287, 1304, 1318, 1371,
1377, 1411, 1416, 1420, 1436, 1471-1473, 1488,
1495, 1598,1612,1616,1665,1684,1696, 1699;
-abbandonati 1280;-orfa n elli 1630, 1661;- o r ­
fani poveri e abbandonati 1441; - poveri e ab­
bandonati 1312, 1441, 1489; - poveri e perico­
lanti 1324; - più poveri ed abbandonati 1419; -
più pericolanti 1696; - della classe più bisogno­
sa e nel tempo stesso più pericolante della so­
cietà 1282; - della classe povera o meno agiata
1308; - della classe più bassa (povera) del po­
polo 1493; - figli più poveri del minuto popolo

57.4 Page 564

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554 Indice alfabetico delle materie
1286; - studiosa gioventù 1296
GIUBILEO 1380, 1470
GRAZIE spirituali e temporali 1414, 1446
GOVERNO v. Politica Italiana
GUERRA Prussia-Francia 1310, 1454,
1541, 1545, 1558
1499,
Historia Apostolica 1500
Historia Sacrae Familiae 1500
IGIENE (stato sanitario) 1296, 1343, 1357, 1437,
1449, 1459, 1495, 1524, 1560, 1575
Impegno ( L ) n e ll’educare 1443
INDULGENZE 1273, 1274, 1277, 1290, 1301,
1390-1398, 1404, 1408, 1423 (v. anche Associa­
zione dei Divoti di M. A.)
INDUMENTI 1699, 1869/18,1870/19
INFALLIBILITÀ PONTIFICIA 1442
ISPEZIONE SCOLASTICA A VALDOCCO 1574
Journal ofSalesian Studies 1448, 1452, 1512
LAUREA 1430, 1642
LAVORO da sbrigare 1293, 1299, 1479, 1597,
1613, 1666, 1691, 1701, 1706, 1708
Letture Cattoliche 1295, 1338, 1372, 1380, 1388,
1397, 1398, 1410, 1488, 1494, 1498, 1501,
1506, 1521, 1522, 1530, 1534, 1550, 1590,
1599, 1622, 1630, 1670, 1672, 1694, 1695
LIBRI - proibiti 1269, 1394, 1397, 1398, 1404,
1512; - da diffondere e omaggiare 1269, 1321,
1340, 1388, 1389, 1501, 1503, 1512, 1550,
1684; - da com porre 1351, 1372, 1550, 1563
1695; - tradotti 1538, 1869/9; - S. Scrittura
523-525
LOTTERIA (pesca di beneficenza) 1362, 1412,
1427, 1433, 1434, 1446, 1540, 1635
MADONNA (Vergine) - bontà e potenza, devo­
zione 1265, 1294, 1307, 1312, 1491, 1516,
1567, 1605, 1606, 1663, 1666, 524;- d i Oropa
1448; - del Rosario 1361, 1631,1684; - Addo­
lorata 1444;-A ssu n ta 1562, 1565, 1566, 1671,
1672; - Immacolata 1377, 1485, 1488, 1600,
1601; natività 1355, 1589, 1680; - protettrice
sul m onastero di Roma-Tor d e’ Specchi 1653
(v. anche Maria Ausiliatrice)
MALATTIA v. salute
Maraviglie della Madre di Dio - Rimembranze 1276
MARIA AUSILIATRICE - festa 1426, 1499,
1539, 1620, 1629, 1631, 1638, 1645, 1648,
1651; - dono di seta 1266; - generosità 1265,
1298, 1331, 1414, 1545; guarigioni 1446-1554,
1558, 1567, 1568, 1660; - medaglia e immagi-
netta 1268, 1407, 1427;-m e s e 1315;-n o v en a
1268, 1336, 1426, 1427, 1442, 1464; 1697; -
quarantore 1440; - organo 1442, 1456; - orolo­
gio 1620; - piazza 1657; - quadro di S. Pietro in
chiesa 1302, 1328, 1627; - ringraziamento e of­
ferte 1265,1266,1279,1331,1332, 1349,1356,
1358, 1424, 1567, 1869/8/10 (v. anche Sussidi);
- scuole elementari per esterni 1678
MASSONERIA 1529
MATRIMONIO (fidanzamento, gravidanza, mater­
nità) 1279, 1283, 1556, 1598, 1632, 1661, 1679
Mese di M aria ... 1522
MESSA v. servizio religioso; - natalizia 1484,1703
MINISTERI - Presidente del Consiglio dei mini­
stri e Ministro degli Affari esteri 1268, 1313,
1314, 1318, 1320; - Presidente del Consiglio
dei Ministri e M inistro Affari Interni 1420,
1436, 1581, 1610, 1650; - Presidente del Consi­
glio dei Ministri e ministro delle Finanze 1597;
- d e g li Affari esteri 1268, 1313, 1321, 1528;
-d e lle Finanze 1303, 1446, 1451, 1528, 1869/4
(v. anche Tasse); - di Grazia, giustizia e dei cul­
ti 1322, 1596; - degli Interni 1597; - dei Lavori
pubblici 1597; - della Guerra 1528, 1699,
1869/18, 1870/19; - della Pubblica Istruzione
1493; - della Reai Casa 1299, 1312 (v. anche
Politica italiana, Economia italiana)
MonachiSmo (II) e leggende 1521
MORTE 1268, 1273, 1276, 1306, 1341, 1345,
1389, 1397, 1398, 1408, 1422, 1424, 1429,
1444, 1448, 1449, 1476, 1478, 1563, 1623,
1629, 1708 (v. anche Suffragio)
MUSICA v. Banda, Commedie
Nuovo dizionario della lingua italiana 1712
OBLATE DI TOR D E’ SPECCHI 1280, 1285,
1294, 1653, 1663, 1666
OPERA CAVANIS 1670
OSPITALITÀ 1264, 1271, 1274, 1293, 1294,
1340, 1589, 1630, 1649 (vedi Appuntamenti)
OBOLO DI S. PIETRO 1272, 1632
ONORIFICIENZA v. Raccomandazioni
PAZIENZA 1648 (v. anche Rassegnazione)
PECCATO 1389, 1509, 1552
PENITENZA PER IL PASSATO 1444
PENE CANONICHE 1379, 1381, 1382
POESIA 1384, 1604
PIA OPERA DI S. FRANCESCO DI SALES 1330
PIO IX - udienze concesse a don Bosco 1270,
1281, 1288, 1290, 1295, 1394-1398, 1547,
1552; - 50° di ordinazione 1294, 1295, 1869/5;
-2 5 ° di pontificato 1545-1547
POLITICA ITALIANA (governo in genere, rap­
porti con la Chiesa, procuratore, prefetto della
provincia, questore, ufficio di Polizia, pretura.

57.5 Page 565

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Indice alfabetico delle materie 555
intendente di Finanza, ispettore di Pubblica Si­
curezza...) 1322, 1324, 1330, 1346, 1370,
1419-1421, 1434, 1436, 1441, 1454, 1455,
1468, 1470, 1471, 1474, 1480, 1483, 1497,
1501, 1529, 1530, 1552, 1596, 1610, 1636,
1650, 1654, 1663, 1714, 1870/7, 1870/9,
1871/7, 1871/8, 1871/14 (v. anche Vescovi)
POSTA 1454, 1455, 1458, 1462, 1480, 1498,
1506, 1526, 1535, 1543, 1600, 1663, 1666
PREGHIERA v. Servizio religioso; - Tre (Un) Pa­
ter Ave Gloria e tre (una) Salve Regina 1268,
1279, 1298, 1326, 1329, 1332, 1336, 1341,
1345, 1424, 1442, 1448 , 1541, 1679
PRETI DELLA M ISSIONE 1330
PROCESSO (ricorsi, avvocati) 1560, 1636, 1673
PROCURATORE v. Politica Italiana
PROTESTANTI (Valdesi) 1284, 1304, 1307, 1308,
1310, 1315, 1377, 1442, 1475, 1627, 1653, 523-
526 (v. Torino-Oratorio S. Luigi)
PROVVEDITORE AGLI STUDI v. Collegio
QUESTORE v. Politica Italiana
RACCOMANDAZIONI (presentazioni, onorifi­
cenze) 1273, 1281, 1288, 1299, 1300, 1303,
1305, 1306, 1310, 1314, 1337, 1346, 1364,
1399, 1426, 1457, 1471-1473, 1489, 1534,
1557, 1589, 1634, 1870/7
RASSEGNAZIONE 1306, 1362, 1372, 1422,
1429, 1443, 1444, 1448,1476, 1478, 1486,1509
Ricordi confidenziali 1509, 1511
RICOVERO DI M EN DICITÀ ISTRUITA 1337,
1457, 1582
Riscossa (La) p er la chiesa e p e r la Patria 1582
Risorgimento (II) 1457
ROMA - chiesa (Borgo) di S. Agata 1278, 1279,
1286, 1287, 1305; - di S. C aio 1278-1280,
1286-1288, 1305, 1311, 1318, 1320, 1339;- d i
Santa Rufina 1277; - di S. Giovanni della Pigna
(S. M aria sopra M inerva) 1402, 1403, 1425,
1426; - di S. M artino ai Monti 1285; - del S.
Sudario 1287, 1313, 1318, 1320, 1547;- c o l o ­
nia di Vigna Pia 1287; Porta Pia 12; - Quirinale
1279, 1286-1287;-T e rm e di Diocleziano 1287
Roma e i Papi 1500
ROSARIO 1290, 1478, 1485-1487, 1488, 1490,
1543, 1601
ROSM1NIANI 1590
SACERDOTI in difficoltà 1379, 1870/13
SACRA CONGREGAZIONE - del Concilio
1311, 1365; - dei Vescovi e Regolari 1311,
1322, 1324, 1338, 1363, 1365, 1706, 1711
SALUTE (m alattie di don Bosco) 1269, 1288,
1331, 1340, 1369, 1426, 1572, 1573, 1587,
1588, 1602-1614, 1621, 1623, 1629, 1635,
1637, 1641, 1666, 1673, 1680, 1684, 1686,
1687, 1690, 1691, 1693; - altrui 1273, 1275-
1277, 1293, 1296, 1306, 1310, 1311, 1329,
1331, 1332, 1335, 1336, 1340, 1341, 1360,
1362, 1366, 1374, 1391, 1394, 1396, 1407,
1408, 1410, 1414, 1417, 1426, 1431, 1442,
1443, 1448, 1491, 1509, 1529, 1531, 1546,
1558, 1565, 1568, 1588, 1595, 1596, 1600,
1605, 1606, 1608, 1611, 1623, 1638, 1642,
1652, 1663, 1671, 1676, 1680, 1681, 1684,
1686, 1687, 1691, 1692, 1693, 1697, 1708,
1869/2, 1872/19
SALUTI (auguri) v. Benedizioni
SANITA E SANTITÀ 1663, 1709
SCIOPERO (disordini sociali ) 1292, 1471
SCOLOP1 1494
SEMINARIO v. Chierici
SERVIZIO RELIGIOSO (Comunione, S. Messa,
Memento del benefattore alla Vergine) 1277,
1283, 1285, 1293, 1294, 1306, 1346, 1350,
1356-1358, 1380, 1383, 1411, 1414, 1417,
1426, 1427, 1429, 1440, 1442, 1474, 1478,
1485-1488, 1490, 1491, 1497, 1501, 1526,
1535, 1541, 1543, 1545, 1554, 1555, 1557,
1564, 1565, 1572, 1573, 1575, 1587, 1598,
1600, 1601, 1611, 1612, 1616, 1629, 1632,
1660, 1680, 1684, 1685, 1686, 1690, 1693,
1695, 1714, 1869/8
SOCIETÀ DELLE DAME ROM ANE 1284
SOCIETÀ SALESIANA (approvazione, costitu­
zioni, commendatizie, animadversiones, forma­
zione dei membri, voti, exequátur) 1269, 1271,
1273, 1277, 1288, 1289, 1317, 1322, 1324,
1347, 1348, 1350, 1360, 1363, 1375, 1381,
1382, 1391, 1394, 1397, 1398, 1402, 1404,
1416, 1425, 1454, 1463, 1505, 1509, 1565,
1624, 1637, 1670, 1671, 1701, 1707, 1711,
1869/11, 1869/13, 1872/15 (v. anche Sacra Con­
gregazione dei Vescovi e Regolari)
Società d ’incoraggiam ento 1266
SOFFERENZE (con premio futuro) 1306, 1356,
1435, 1542
SOGNO (profezie) 1389, 1480, 1516, 1529, 1530,
1653
SOMASCHI 1342, 1363
SPERANZA (fiducia in Dio, incoraggiamento)
1283, 1371, 1429, 1430, 1443 (v. anche Fede)
STAMPA (buona stampa, bozze) 1269, 1443, 1512
(v. anche Libri)
Storia Ecclesiastica 1273, 1302, 1385, 1426,
1430, 1431, 1434, 1442, 1488, 1494, 1499,
1500, 1503, 1507, 1510, 1522, 1569, 1594
Storia (La) Sacra 1269, 1641, 1647, 1668, 1676
Storia (La) d ’Italia 1269

57.6 Page 566

▲torna in alto
556 Indice alfabetico delle materie
Storia della letteratura italiana a ll’origine 1269
SUFFRAGIO (condoglianze) 1302, 1306, 1345,
1346, 1391, 1397, 1398, 1424, 1476, 1478,
1485, 1486, 1616, 1708 (v. anche Morte)
Storia dell 'Italia moderna 1508
Sull ’autorità del Romano P ontefice... 1388
STRENNA 1499, 1713
SUORE BARBERINE 1278-1280, 1288, 1339
SUORE CARMELITANE 1278
SUORE DOM ENICANE 1537
SUORE DELLA VISITAZIONE DI P1NEROLO
1371
SUORE DI S. ANNA 1358, 1532
SUORE PALLOTTINE 1278, 1286;
SUSSIDI RICHIESTI O RICEVUTI (beneficenza)
1265, 1267, 1270, 1273, 1283, 1285, 1304,
1307-1310, 1312,1315, 1326, 1327, 1331, 1334,
1337,1339, 1341, 1344-1346, 1349, 1356, 1358,
1362, 1461, 1466,1370, 1377,1378, 1380,1386,
1408-1411,1422, 1424, 1426, 1434, 1438, 1445,
1448, 1450, 1458, 1468, 1471-1473,1475, 1488,
1493, 1507, 1508, 1514, 1519-1520, 1526,1536,
1539,1540,1543,1545,1553,1558,1561,1564,
1568,1598,1603,1612-1616,1619,1620,1623,
1630,1643,1648,1651,1652,1655,1656,1660,
1662,1664-1666,1677,1678,1684,1685,1696,
1714, 1870/14, 1870/17, 1871/19, 1872/25 (v.
anche Affari economici, Edilizia)
TASSE (sui fabbricati, sul macinato, sulla ricchez­
za mobile) 1268, 1269, 1327, 1346, 1436, 1451,
1471, 1501, 1583, 1871/16 (v. anche Esenzione
militare)
TEATRO v. Commedie
TEATINI 1655
TESTAMENTO (eredità) 1264, 1273, 1276, 1281,
1330, 1402, 1414, 1460, 1520, 1535, 1619,
1624, 1692
TIPOGRAFIA 1275, 1292, 1413, 1503, 1575,
1590, 1694; vertenza con mons. Ghilardi 1513,
1519, 1870/16, 529-530
TORINO - Istituto Sacra Famiglia di S. Donato
1552; - Mirafiori 1871/18; —Oratorio di S. Lui­
gi e chiesa di S. Giovanni presso Porta Nuova
1284,1302,1304,1307-1310,1312, 1315,1326,
1332, 1344, 1377-1378, 1438,1442, 1449, 1450,
1475, 1492, 1507, 1508, 1514,1552, 1639,1658,
1659, 1662, 1664, 1667, 1871/12; - Oratorio e
chiesa di S. Secondo 1523, 1542, 1580, 1628,
1639,1640,1644,1646, 1658,1659, 1662, 1664,
1667-1669, 1871/12, 1872/1, 1872/14; - Ospe­
dale Mauriziano 1302; - Porta Susa 1370, 1422,
1870/15; - Superga 1340; - Vanchiglia 1303;
- v i a Cottolengo 1582
UBBIDIENZA RELIGIOSA 1275, 1302, 1333,
1334, 1360,1465,1503, 1512,1691,1693,1706;
v. Consigli spirituali, Ricordi confidenziali
UMILTÀ 1565
Unità (L ) Cattolica 1379, 1488, 1492, 1625,
1627, 1632
VACANZE 1565, 1585
VAIOLO 1495, 1871/1
Valdocco n e ll’ottocento fr a reale e ideale. D ocu­
menti e testimonianze... 1269.
VESCOVI - nomine (suggerimenti) 1289, 1543,
1578, 1582, 1583, 1587, 1595, 1596, 1599,
1610, 1632, 1633, 1637, 1650, 1702; - tempora­
lità 1596, 1599, 1610, 1637, 1650, 1872/5; v.
anche Politica Italiana
VIAGGI DI DON BOSCO - Acqui 1302; - Ales­
sio 1458, 1491, 1606, 1609, 1712; - Albenga
1609; - Alessandria 1609; - Borgo S. Martino
1559; - Bricherasio 1323, 1682-1684; - Callia-
no 1367; - Casale 1422, 1426, 1469, 1589;
- Castelnuovo d ’A sti 1586-1591, 1684-1686;
- Castelli Romani 1270; - Costigliole 1687;
-C herasco 1343, 1374, 1 4 1 0 ;-C uneo (Madon­
na d e ll’O lm o) 1688-1689; - Firenze 1264,
1268, 1269, 1288, 1291, 1302, 1313, 1369,
1383, 1385, 1387, 1398, 1403, 1528, 1543,
1549, 1551, 1581, 1582, 1584, 1587; - Gavi
1423;-G e n o v a 1491, 1528, 1575, 1584, 1601,
1611, 1630, 1655, 1656, 1660, 1677; - Invrea
1 630;-L a n z o 1296, 1311, 1339, 1373, 1404,
1410, 1425, 1516, 1517, 1561-1570, 1660,
1669, 1673, 1675, 1682, 1707; - Marassi 1660;
- Mathi 1673; - M irabello 1296, 1410, 1422;
- Mondovì 1292, 1300, 1689, 1692, 1695; -
Montemagno 1348, 1588; - Mornese 1302,
1423, 1426, 1440; - Morlupo 1277; - Nizza
Monf. 1565, 1570-1575, 1672, 1676-1679,
1686; - Passerano 1596, - Peveragno 1686,
1690, 1691, 1 6 9 5 ;-R o m a 1264, 1268-1293,
1296, 1305, 1313, 1339, 1369, 1383, 1385,
1387-1405, 1410, 1414, 1462, 1528, 1529,
1537, 1547, 1548 -1551, 1587; - Serravalle
1423;-S e s tri Ponente 1655;-T roffarello 1357-
1362; - Varazze 1528, 1663, 1606, 1609, 1655,
1656;-V ig n a le 1449, 1469,1680, 1684
VISITAZIONE (convento della) 1371
Vocabolario della lingua latina 1275
VOCAZIONE (sacerdotale, religiosa, scelta dello
stato) 1302, 1319, 1325, 1340, 1346, 1360,
1367, 1373, 1400, 1401, 1410, 1425, 1430,
1465, 1482, 1487, 1577, 1590, 1605, 1618,
1624, 1626, 1642, 1691, 1693, 1704
Vocazioni (Le) allo stato ecclesiastico 1321

57.7 Page 567

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ÍNDICE ALFABETICO RIASSUNTIVO DEI NOMI DEI DESTINATARI
(Il numero in tondo indica la lettera;
sono esclusi d e ll’elenco i destinatari delle lettere riportate in Appendice I e III)
ALBERT Federico 1412
ALEMANY Joseph Sadoc 1452
AMILHAU Paolo 1368, 1645, 1646, 1659, 1662
ANDRÉ Claudio 1621
ANONIMA sig.ra 1331, 1356, 1411, 1612
ANONIM E sig.re milanesi 1651
ANONIMO conte 1352, 1508, 1564
ANONIM O sig. 1602, 519
ANONIM O teol. 1342
ANTONELLI Giacomo 1305, 1399, 1582, 1595,
1632-1634
BABIN Eudosia 1297, 1358, 1416,1482, 1541,1545
BALBO Cesare 1672
BALBO Maria 1546, 1679
BANCA NAZIONALE 1267
BARRERA Andrea 1563
BELMONTE Domenico 1360
BENADDUCCI Giovanni 1627
BERARDI Giuseppe 1480, 1529
BERTO Gioachino 1668, 1695
BIANCO DI BARBANIA Carlo Giacinto 1384
BIGLINO Giovanni Battista 1357
BIGNAMI Vincenzo 1421
BILIO Luigi 1409, 1702
BONA Bartolomeo 1464
BONCOMPAGNI LUDOVISI Rodolfo 1274.
1279, 1283
BONETTI Giovanni 1391, 1403, 1430, 1431,
1445, 1499, 1500, 1510, 1511, 1522, 1531,
1544, 1559, 1609, 1641, 1647
BONZANINO Giuseppe 1314
BORIO Erminio 1502
BOSIO Antonio 1594
BRAMBILLA Giuseppe 1307, 1312
BRANCADORO Emma 1598, 1600, 1661
CALLORI Carlotta 1380, 1396. 1407, 1408, 1422,
1426, 1434, 1442, 1448, 1449, 1461, 1469,
1488, 1496, 1501, 1507, 1539, 1588, 1599,
1603, 1604, 1606, 1680, 1684, 1690
CAMBRAY DIGNY Virginia 1268, 1291, 1299.
1303, 1306, 1327, 1346, 1446, 1485, 1498,
1506, 1518, 1551
CANALE Giuseppe 1592
CANOBBIO Salesio 1376
CANTON Carlo 1313, 1528, 1589
CAPPELLETTI Filippo 1271
CASALEGNO Lorenzo 519
CASETTA Pio 1554
CASTELLI M ichelangelo 1457, 1489
CATALDI Giuseppe 1536, 1540, 1553, 1614,
1655, 1704
CATALDI SPINOLA M aria 1335
CAVALLERI Francesco 1289
CENTURIONE Giulia 1630
CERRUTI Francesco 1477, 1525, 1712
CERRUTI Giovanni Battista 1527, 1586, 1688
CESCONI Vittorio 1590
CESCONI Zeglia 1605
CIANETTI Raffaele 1557
CIBRARIO Luigi 1270, 1471-1473
CIRCOLARI 1308, 1348, 1355, 1377, 1395, 1427,
1432, 1433, 1456, 1475, 1557, 1620, 1664,
1665, 1696
COMITATO per l’inchiesta indust. di Torino 1694
CORRENTI Cesare 1493
CORSANEGO MERLI Luigi 1443
CORSI Gabriella 1565, 1570
CROTTI DI COSTIGLIOLE Edoardo 1320
CURTI Domenico 1362
DA COL Giuseppe 1670
DANEO Giovanni 1447, 1561
DE CAM1LLI Geronima 1526, 1616, 1671
DE GAUDENZI Pietro Giuseppe 1578
DE MAISTRE Eugenio 1309, 1714
DE SILVESTRI Pietro 1339
DELLA VALLE Francesco 1415, 1437, 1458
DEM ONTE Ignazia Amelia 1371
DEVAUX A. (ferroviere) 1505
DOMINICI Enrichetta 1359, 1532
DROETTI Giuseppe 1296, 1316, 1597
DUPRAZ Giovanni Battista 1341, 1468, 1514
DURAZZO Giacomo 1491
DURAZZO-PALLAVICINI Nina (Teresa) 1623

57.8 Page 568

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558 Indice alfabetico riassuntivo dei nomi dei destinatari
EULA Lorenzo 1322, 1324
FASSATI M aria 1467, 1566
FELICE M. PASTORE D A TR IO R A 1584, 1591
FENOLIO Pietro 1386
FESSLER Joseph 1375
FISSORE Celestino 1382
FOERI Biagio 1520, 1619
FRANCESIA Giovanni Battista 1374, 1397, 1593
GALEFFI M aria M addalena 1280, 1285, 1294,
1653, 1663, 1666
GALLARATI SCOTTI Tommaso 1304, 1315,
1326, 1328
GALLETTI Eugenio 1365
GALLI DELLA MANTICA Felice 1428, 1459,
1515, 1524, 1560
GALVAGNO Nicola 1378
GAMBA Giuseppe 1697
GAMBARO CATALDI Carolina 1332, 1336,
1611, 1656
GARELLI Guglielmo 1418
GARINO Giovanni 1367, 1624
GASTALDI Lorenzo 1325, 1596, 1625, 1701,
1706, 1709, 1710, 1711
GENTILE Giacomo Filippo 1548
GERINI Antonio 1310
GHILARDI Giovanni Tommaso 1292, 1300, 1519
GIACOSA Luigi 1534
GIOVANI del collegio di Lanzo 1516, 1713
GIUGANINO Bartolomeo 1265
GIULITTO Giuseppe 1585
GNECCO Rosa 1298
GOLZIO Felice 1513
GONDI Carmes M aria 1392, 1429, 1444, 1478,
1487, 1543, 1681
GRASSI Giovanni 1266
GUADALUPI Domenico 1282, 1366
GUERRA Almerico 1321
GUIDAZIO Pietro 1465
INTENDENTE DI FINANZA 1419
LAGO Angelo 1698
LAM ARM ORA Edoardo 1344, 1460
LANZA Giovanni 1420, 1610, 1650
LEM OYNE Giovanni Battista 1372, 1373, 1404,
1425, 1509, 1517, 1521, 1533, 1562, 1569,
1572, 1675, 1707
LIMBERTI Gioachino 1497
LISSONE Giuseppe 1343
LUCINI sig.ra 1556
LUSERNA DI RORÀ Emanuele 1667
MALLARINI Giuseppe 1494
MARIETTI Maria 1626
MARIETTI Pietro 1264, 1293, 1311, 1340, 1353,
1462, 1474
MASNINI SANTO Giuseppe 1410
MELZI D ’ERIL M aria 1345, 1351, 1424
MENABREA Luigi Federico 1318
METTI Giulio 1393
MUSSO Bernardo 1400, 1401
NICOLETTI Francesco 1435, 1550
NOBILI VITELLESCHI M aria Giovanna 1537
NOBILI VITELLESCHI Salvatore 1286
OGGERO Giuseppe 1576
PACCA Bartolomeo 1281
PESTARINO Domenico 1423, 1440
PIO IX 1272, 1278, 1287, 1290, 1317, 1337, 1338,
1347,1363,1390,1406,1450,1454, 1463,1481,
1484, 1530, 1547, 1631, 1637, 1700, 1703
PIPERNI Raffaele 1512
PRO VANA DI COLLEGNO Saverio 1638
PROVERÀ Francesco 1334, 1689
RADICATI TALICE DI PASSERANO Costantino
1330, 1370, 1436, 1441, 1483, 1635
RADICATI TALICE DI PASSERANO Maria Lui­
sa 1490
RICCARDI DI NETRO Alessandro 1301, 1350,
1381
RICCI DES FERRES Carlo 1643, 1692
RICCI DES FERRES Feliciano 1438
RICCI DES FERRES Roberto 1555
RICCI PARACCIANI Francesco 1295
RICOTTI MAGNANI Cesare 1699
RIGNON Felice 1439, 1495, 1504, 1523, 1542,
1580, 1628,1639, 1644, 1657,1658,1669,1678
RIGOLI Angelo 1622
RONCHAIL Giuseppe 1618
ROSSI Tranquillo 1615, 1648
RUA Michele 1269, 1273, 1275-1277, 1288,
1302, 1385, 1387-1389, 1394, 1398, 1402,
1470, 1552, 1567, 1571, 1573-1575, 1579,
1581, 1583, 1607, 1673, 1674, 1676, 1683,
1687, 1689, 1691, 1693
SALA Antonio 1333
SANESI Ranieri 1413
SAVIO Angelo 1466
SCIANDRA Giuseppe Maria 1405, 1636
SELLA Quintino 1451
SERRA Annibaie 1364
SOCIETÀ di dame romane 1284
SVEGLIATI Stanislao 1455

57.9 Page 569

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Indice alfabetico riassuntivo dei nomi dei destinatari 559
TAMIETTI Giovanni 1642, 1705
TETTÙ DI CAM BURZANO Alessandra 1414,
1476, 1479
TOM ASSET Cesare 1453
TOSI Luigi 1379
TRIBONE Francesco 1349,1558,1617, 1660,1677
UGUCCIONI GHERARDI Tommaso 1369, 1549,
1587
UGUCCIONI Girolama 1383, 1417, 1486, 1535,
1601, 1613, 1629, 1686, 1708
VALLAURI Pietro 1329
VALLAURI Tommaso 1492
VALPERGA Cesare 1354
y ,,
VERDA Domenico 520
VIANCINO DI VIANCINO Francesco 1503,
1538, 1649, 1685
VIANCINO DI VIANCINO Luigia 1323, 1608,
1682
VITTADINI RADICE FOSSATI Luigia 1568,
1652
VITTORIO EM ANUELE II 1640
VOGLIOTTI Alessandro 1319
ZAPPATA Giuseppe 1361
ZOPPI Vittorio 1654

57.10 Page 570

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INDICE CRONOLOGICO DELLE LETTERE
1869
1264. Al cavaliere Pietro Marietti
*Torino, 1° gennaio [18]69
Domanda di essere ospitato per un paio di settimane a Roma privatamente, in modo da sog­
giornarvi in incognito .................................................................................................................... 35
1265. Al chierico Bartolomeo Giuganino
*Torino, 2 gennaio [18]69
Ringrazia dell’offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice - invia saluti per tutti i conoscenti 36
1266. Al cavaliere Giovanni Grassi
*Torino, 4 gennaio [18]69
Ringraziamento per la pezza di seta inviata a nome della Società d ’incoraggiam ento per
la chiesa di Maria Ausiliatrice ...................................................................................................... 36
1267. Alla Banca Nazionale
[Roma, anter. 7 gennaio 1869]
Ringraziamento a nome di tutti i giovani per la somma accordata........................................... 37
1268. Alla contessa Virginia Cambray Digny
*Firenze, 12 [gennaio 18]69
Trasmette lettera del cavaliere Carlo Canton - allega immaginetta per la figlia - chiede di
poterla rivedere prima di p artire................................................................................................... 38
1269. A don M ichele Rua
Firenze, ore 6 del 14 [gennaio 18]69
Buone notizie - debito da saldare - speranza di ottenere qualche riduzione della tassa sul
macinato - preghiere per la famiglia Uguccioni - problemi di pubblicazione di libri di autori
proibiti - ordina lettura del libro Avvisi agli ecclesiastici - richieste v a rie ................................ 39
1270. Al conte Luigi Cibrario
*Roma, 20 gennaio 1869
Udienza e benedizione papale - chiede di versare l’offerta disponibile al segretario dell’ar­
civescovo di Firenze perché la faccia pervenire urgentemente a Torino ................................. 41
1271. Al barone Filippo Cappelletti
*Roma, 23 [gennaio 18]69
Impossibilitato ad accogliere l’invito a pranzo, si dichiara disponibile per un’altra volta
a cena ............................................................................................................................................... 42
1272. Al papa Pio IX
[Roma, 23 gennaio 1869]
Scrive a nome dei suoi alunni che inviano un obolo come «denaro di S. Pietro» ................. 42
1273. A don Michele Rua
*Roma, 24 [gennaio 18]69
Serie di commissioni da svolgere a Torino - difficoltà e successi della sua visita a Roma -
annuncia indulgenza papale e sussidio del conte C ibrario......................................................... 43
1274. Al duca di Sora Rodolfo Boncompagni Ludovisi
*Roma, 28 [gennaio 18]69
Avvisa che si recherà a fargli visita e celebrerà la S. Messa per tutta la fam iglia.................. 45

58 Pages 571-580

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58.1 Page 571

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Indice cronologico delle lettere 561
1275. A don M ichele Rua
[Rom a, 31 gennaio 1869]
Ordina la sospensione della stampa del vocabolario di latino - richiama l’importanza della
ubbidienza - consigli per la salute ................................................................................................ 46
1276. A don M ichele Rua
[Roma, febbraio 1869]
Si usino riguardi ad una benefattrice - le feste di carnevale a Roma hanno interrotto gli
impegni ............................................................................................................................................. 47
1277. A don M ichele Rua
*Morlupo, 3 feb b raio 18]69
Le difficoltà per l’approvazione della società salesiana sono appianate - lo rassicura circa
la guarigione di un chierico gravemente malato ......................................................................... 48
1278. Al papa Pio IX
*Rom a, 12 f e b b r a io 18]69
Accetta la proposta papale di aprire un’opera in Roma presso la chiesa di S. Caio, a condi­
zione di poter avere un mutuo dalla Cassa di Carità delle suore Pallottine............................. 49
1279. Al duca di Sora Rodolfo Boncompagni Ludovisi
*Rom a, 15 febbraio [18]69
Accusa ricevuta dell’offerta per estinguere i debiti contratti per la costruzione della chiesa
di Maria Ausiliatrice - espone il bisogno di una somma di denaro per l’acquisto di locali
presso la chiesa di S. C a io .............................................................................................................. 51
1280. Alla presidente delle Oblate madre M aria M addalena Galeffi
*Rom a, 17 febb[raio 18]69
Chiede un contributo per l’acquisto di locali presso la chiesa di S. Caio a Roma ................. 52
1281. Al segretario dei «Brevi ai Principi» mons. Bartolomeo Pacca
[Roma, 18 febbraio 1869]
Avanza candidature per onorificenze pontificie .......................................................................... 53
1282. Al prelato pontificio mons. Domenico Guadalupi
R om a, 19 febbfraio 18]69
Ringraziamenti per l’offerta che ne suscitò delle altre - assicura preghiere ........................... 53
1283. Al duca di Sora Rodolfo Boncompagni Ludovisi
Roma, 20 febbraio [18]69
Accusa ricevuta di offerta secondo particolare intenzione - partecipe delle preoccupazioni,
infonde speranza al corrispondente .............................................................................................. 54
1284. Alla società delle Dame Rom ane
*Roma, 20 febbraio] 1869
Ricevuta di 800 lire ........................................................................................................................ 55
1285. Alla presidente delle Oblate madre M aria M addalena Galeffi
Roma, 20 febb[raio 18]69
Assicura ad un benefattore di ricordarlo nella S. Messa - chiede aiuto materiale e spirituale
per realizzare il suo progetto di un’opera salesiana a R o m a...................................................... 56
1286. A mons. Salvatore Nobili Vitelleschi
*Roma, 24 feb b raio 18]69
Comunica le buone prospettive di aprire una casa in R o m a...................................................... 57
1287. Al papa Pio IX
[Roma, 24 febbraio 1869]
Memoria circa il progetto di acquisto di una casa a Roma (v. lett. 1278) - chiede appoggio
per ottenere un prestito da un’altra istituzione ecclesiastica rom ana........................................ 57
1288. A don M ichele Rua
*Roma, 26 febb[raio] 1869
Buone notizie da Roma circa la congregazione e la nuova casa - commissioni v a rie ........... 59

58.2 Page 572

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562 Indice cronologico delle lettere
1289. Al vicario generale capitolare di Acqui Francesco Cavalieri
Roma, 28 febb[raio 18]69
Difficoltà di procedere a nuove nomine episcopali, compresa quella del destinatario -
benedizione papale per l’intera diocesi di Acqui ........................................................................ 61
1290. Al papa Pio IX
[Roma, anter. 2 marzo 1869]
Richiesta di indulgenze per la nascente Associazione dei divoti di M aria Ausiliatrice ......... 62
1291. Alla contessa Virginia Cambray Digny
*Firenze, 3 marzo [18]69
Accetta l’appuntamento per il giorno d o p o ................................................................................. 63
1292. Al vescovo di M ondovi Giovanni Tommaso Ghilardi [Torino, 9-13 marzo 1869]
Posticipa l’eventuale suo viaggio a Mondovì a causa degli scioperi - promette collabora­
zione per la Biblioteca ecclesiastica............................................................................................. 64
1293. Al cavaliere Pietro M arietti
*Torino, 16 m arzo [18]69
Breve resoconto del viaggio di ritorno da Roma - notizie dei due figli dimoranti a Torino -
ringraziamento per la cortesia e la bontà usatagli da tutta la famiglia durante il suo soggior­
no a Roma - saluti ai tanti amici di R o m a.................................................................................. 65
1294. Alla presidente delle Oblate madre M aria M addalena Galeffi
*Torino, 25 marzo [18]69
Ringraziamento per la carità usatagli durante il soggiorno a Roma - assicura preghiere per
padre Ambrogio - saluti per le nobildonne colà incontrate ....................................................... 66
1295. A m ons. Francesco Ricci Paracciani
*Torino, 31 m arzo 1869
Chiede notizie in merito alla domanda presentata al Papa per la spedizione del breve del-
l’indulgenze a favore della Associazione dei divoti di M aria Ausiliatrice .............................. 68
1296. Al sindaco di Lanzo Giuseppe Droetti *Collegio-convitto di Lanzo, 2 aprile 1869
Dopo aver visitato il collegio di Lanzo propone di ampliarne i locali per una migliore acco­
glienza dei giovani in continuo aumento - espone un progetto di convenzione col Comune
che presume non debba trovare difficoltà ad essere accettato dalle competenti autorità ...... 69
1297. A lla superiora delle Fedeli Com pagne di Gesù, m adre E udosia Babin
*Torino, 13 ap[rile 18]69
Chiede di spedire ad una persona che ne ha fatto richiesta il progetto dell’educandato ........ 71
1298. Alla signora Rosa Gnecco
*Torino, 14 aprile 1869
Pensieri di fiducia in Dio - bontà di Dio con chi è generoso con la chiesa di Maria Ausiliatrice 71
1299. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Torino], 16 ap[rile 18]69
Raccomandazione a favore del professore Giuseppe Bonzanino.............................................. 72
1300. Al vescovo di Mondovì Giovanni Tommaso Ghilardi
Torino, 17 ap[rile 18]69
Spiega l’accaduto a riguardo del maestro proposto alla signora Margherita Quaglia per
l’insegnamento nell’ex convento dei cappuccini ........................................................................ 72
1301. A ll’arcivescovo di Torino Alessandro Riccardi di Netro
[Torino, anter. 18 aprile 1869]
Comunica l’erezione canonica dt\\YAssociazione dei divoti di Maria Ausiliatrice - chiede
eventuali modifiche e correzioni .................................................................................................. 73

58.3 Page 573

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Indice cronologico delle lettere 563
1302. A don M ichele Rua
*M ornese, 21 ap[rile 18]69
Differisce ad altro momento l’invito a pranzo - incarichi particolari ...................................... 75
1303. Alla contessa Virginia Cambray Digny
*Torino, 28 ap[rile 18]69
Raccomandazione in favore di mons. Gastaldi, vescovo di Saluzzo ........................................ 76
1304. Al duca Tommaso Gallarati Scotti
[Torino], 1° m aggio [18]69
Domanda di aiuto economico per l’acquisto del terreno per il nuovo Oratorio di S. Luigi
a Porta Nuova .................................................................................................................................. 77
1305. Al cardinale Giacomo Antonelli
[Torino], 2 m aggio [18]69
Richiesta di poter mettere il nome del papa e del cardinale fra gli aggregati all ’Associazione
dei Divoti di Maria Ausiliatrice - continuano le difficoltà per una fondazione salesiana
a R o m a .............................................................................................................................................. 78
1306. Alla contessa Virginia Cambray Digny
Torino, 2 maggio [18]69
Sentite condoglianze per la morte del figlio - preghiere per la famiglia - ringraziamenti da
parte di mons. Gastaldi - riflessione spirituale sulla caducità della vita ................................. 79
1307. Al cavaliere Giuseppe Bram billa
[Torino], 3 m aggio [ 18]69
Richiesta di un sussidio straordinario per l’acquisto del terreno su cui ricostruire l’Oratorio
di S. Luigi a Porta Nuova ............................................................................................................... 80
1308. Circolare
*Torino, 5 maggio 1869
Appello ai benefattori per l’acquisto di un terreno da destinare alla riedificazione dell’Ora-
torio di S. Luigi a Porta Nuova, essendo divenuto inservibile quello precedente.................... 81
1309. Al conte Eugenio De M aistre
Torino, 5 maggio [18]69
Richiesta di un sussidio straordinario per l’acquisto del terreno su cui ricostruire l’Oratorio
di S. Luigi a Porta N u o v a ............................................................................................................... 82
1310. Al marchese Antonio Gerini
[Torino], 5 maggio [18]69
Richiesta di un sussidio straordinario per l’acquisto del terreno su cui ricostruire l’Oratorio
di S. Luigi a Porta N u o v a ............................................................................................................... 83
1311. Al cavaliere Pietro M arietti
[Torino], 5 maggio [18]69
Chiede un intervento per conoscere il risultato di una supplica presentata al Cardinal Berardi,
onde ottenere dal Papa la facoltà di dare le dimissorie ai propri chierici ................................ 84
1312. Al cavaliere Giuseppe Bram billa
[Torino], 8 m aggio [18]69
Ringrazia per l’offerta - auguri per tutta la famiglia - l’educazione familiare, quando è pos­
sibile, è sempre migliore di quella collegiale.............................................................................. 85
1313. Al capo sezione del ministero degli Affari Esteri avv. Carlo Canton
[Torino], 8 maggio [18]69
Chiede informazioni e consigli per formulare la domanda da inoltrare al governo italiano per
ottenere l’ufficiatura della chiesa del S. Sudario di R o m a......................................................... 86
1314. Al professore Giuseppe Bonzanino
Torino, 9 maggio [18]69
Fallite le speranze di ottenere un’onorificenza ........................................................................... 87
1315. Al duca Tommaso Gallarati Scotti
[Torino], 10 m aggio [ 18]69
Ringraziamento dell’offerta - auspicio di abbondanti prodotti della terra, onde possa essere
ricca la decima da offrire all’Oratorio di Valdocco..................................................................... 88

58.4 Page 574

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564 Indice cronologico delle lettere
1316. Al sindaco di Lanzo Giuseppe Droetti
*Torino, 12 m aggio 1869
Replica alle condizioni poste per l’ampliamento del collegio di Lanzo - avanza altra propo­
sta in merito .................................................................................................................................... 89
1317. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 16 m aggio 1869]
Richiesta delle dimissorie pontificie per il chierico Francesco Bodrato, in assenza, per decesso,
del legittimo Ordinario................................................................................................................... 90
1318. Al presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri, Luigi Federico
M enabrea
[Torino 18 m aggio 1869]
Supplica di poter disporre della chiesa del S. Sudario in Roma, con l’impegno di prestarvi
i servizi religiosi ............................................................................................................................. 91
1319. Al rettore del sem inario di Torino A lessandro Vogliotti *Torino, 20 m aggio [ 18]69
Notizie dei chierici entrati a Torino-Valdocco prima dei 14 anni e desiderosi di farsi salesiani -
volontà di compiacere sempre il superiore ecclesiastico nell’esame vocazionale dei chierici 92
1320. Al conte Edoardo Crotti di Costigliole
[Torino], 2 giugno [18]69
Chiede un intervento presso il ministro Menabrea a proposito dell’affidamento della chiesa
del S. Sudario in Roma ai salesiani .............................................................................................. 93
1321. A don Almerico Guerra
Torino, 6 giugno [18]69
Ringrazia del libro inviatogli - ne chiede dieci copie - si dichiara disponibile a fare qualche
correzione per future edizioni....................................................................................................... 94
1322. Al procuratore generale di Torino Lorenzo Eula
*Torino, 10 giugno 1869
Invia il decreto di approvazione pontificia della società salesiana - espone le ragioni per cui
ha creduto di non sottoporlo al Regio Exequatur - supplica di volerlo esaminare se invece
debba fare diversamente ................................................................................................................ 95
1323. Alla contessa Luigia Viancino di Viancino
[Torino], 14 giugno [18]69
Annuncia sua visita per trattare di persona «affari importanti» - con sé porterà i libri richiesti 97
1324. Al Procuratore generale di Torino Lorenzo Eula
*Torino, 16 giugno 1869
Formale domanda di concessione del Regio Exequatur al decreto di approvazione della
società salesiana, se richiesto dalle leggi vigenti ....................................................................... 98
1325. Al vescovo di Saluzzo Lorenzo Gastaldi
Torino, 16 giugno 1869
Lo informa che don Luigi Chiapale si è allontanato definitivamente dalla casa di Torino-
Valdocco - di ingegno e di buoni costumi, talvolta non si controllava nel bere .................... 99
1326. Al duca Tommaso Gallarati Scotti
[Torino], 24 giugno [ 18J69
Ringrazia per l’offerta inviata per l’acquisto del terreno per il nuovo Oratorio di S. Luigi
a Porta Nuova in Torino - assicura preghiere - augura fecondi frutti della terra a servizio
dei poveri ......................................................................................................................................... 100
1327. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Torino], 25 giugno [18]69
Accusa ricevuta di offerta per VAssociazione dei divoti di Maria - ringraziamenti a nome
del vescovo Gastaldi per il contributo economico fattogli pervenire - attesa del promesso
sostanzioso sussidio da parte del marito specialmente a fronte delle imposte sul macinato
e sui fabbricati ................................................................................................................................ 101
1328. Al duca Tommaso Gallarati Scotti
[Torino], 27 giugno [18]69

58.5 Page 575

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Indice cronologico delle lettere 565
Collocazione nella chiesa di Maria Ausiliatrice del quadro di S. Pietro, cui occorrerebbe
apportare qualche modifica - saluti e preghiere ......................................................................... 102
1329. A don Pietro Vallauri
[Torino], 27 giugno [18]69
Invito a celebrare all’Oratorio di Valdocco la messa di S. Pietro o a impartire la benedizione
col SS. Sacramento - saluti ai fam iliari........................................................................................ 103
1330. Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
*Torino, 30 giugno 1869
Risponde a lettera precedente riguardante l’eredità Bertinetti - dà schiarimenti ................... 104
1331. Ad una signora di Firenze non identificata
*Torino, 3 luglio [18]69
Ringrazia per il sussidio ricevuto - invita ad aver fiducia in Maria Ausiliatrice contro le
conseguenze di una pericolosissima morsicatura alla figlia ...................................................... 105
1332. Alla contessa Carolina Gambaro Cataldi
[Torino], 3 luglio [18]69
Promette preghiere per la grazia che desidera ottenere - ringrazia per la beneficenza che
intende fare alla chiesa di Maria Ausiliatrice .............................................................................. 106
1333. A don Antonio Sala
*Torino, 3 luglio [18]69
Chiede di anticipare la sua venuta a Torino-Valdocco in quanto ha assoluto bisogno di un
econom o............................................................................................................................................ 107
1334. A don Francesco Proverà
[Torino, 4 luglio 1869]
Gli propone uno scambio di obbedienze con don Bodratto, da Cherasco a Lanzo ................ 108
1335. Alla signora M aria Cataldi Spinola
*Troffarello, 5 luglio [18]69
Gioia per lo scampato pericolo della figlia - ringraziamento per l’oblazione......................... 109
1336. Alla signora Carolina Gambaro Cataldi
[Troffarello, 5 luglio 1869]
Assicura preghiere per ottenere la grazia richiesta - fiducia nel Signore - saluti alla famiglia 109
1337. Al papa Pio IX
[Torino, poster. 8 luglio 1869]
Chiede la decorazione di commendatore per il barone Fedele C laretta.................................... 110
1338. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 16 luglio 1869]
Richiesta di dimissorie per il chierico Pietro Guidazio .............................................................. 111
1339. Al cardinale Pietro de Silvestri
*Torino, 21 luglio 1869
Espone nei dettagli la situazione circa il progettato acquisto in Roma del locale di S. Caio
presso il monastero delle Barberine e chiede il suo consiglio ................................................... 112
1340. Al cavaliere Pietro M arietti
[Torino], 24 luglio [18]69
Disponibile a seguire i consigli del card. Giuseppe Berardi - comunica di avere incontrato
a Lanzo il figlio Alfonso pieno di buona volontà ma sempre cagionevole di salute - pro­
mette preghiere ................................................................................................................................ 114
1341. Al com m endatore Giovanni Battista Dupraz
[Torino], 26 luglio [18]69
In segno di gratitudine per le offerte ricevute assicura preghiere da parte sua e dei giovani
dell’O ratorio..................................................................................................................................... 116
1342. Ad un teologo non identificato di Cherasco
[Torino], 26 luglio [ 18]69
Comunica che non ha risposto alla lettera perché giuntagli in ritardo - precisa comunque che

58.6 Page 576

▲torna in alto
566 Indice cronologico delle lettere
sul problema in oggetto c’era accordo col municipio - invia programma del collegio perché
il cav. Lissone faccia le proprie osservazioni .............................................................................. 116
1343. Al cavaliere Giuseppe Lissone
[Torino, 26 luglio 1869]
Suggerimenti onde ottenere il pareggiamento del collegio di C herasco.................................. 117
1344. Al cavaliere Edoardo Ferrerò Lamarmora
*Torino, 4 ag[osto 18]69
Domanda di poter acquistare un tratto di giardino per la costruzione della chiesa per il nuovo
Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova - assicura riconoscenza e preghiere ................................ 118
1345. A lla m archesa M aria M elzi d ’Eril
Torino, 4 agosto 1869
Rincrescimento per la morte della duchessa Elisa Melzi d’Eril - assicura preghiere per la
contessa Revedin Altieri - ringrazia per l’offerta fattagli dalla m archesa............................... 120
1346. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Torino], 6 agosto [18]69
Ringrazia per l’offerta - chiede parere se inoltrare o meno istanza di condono dell’imposta
sul fabbricato - prega per il figlio - domanda se data la sua posizione non possa fare qual­
che cosa perché il governo presenzi al Concilio Vaticano I ....................................................... 121
1347. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 13 agosto 1869]
Richiesta di dimissorie per undici chierici entrati a Torino-Valdocco poco dopo il compi­
mento dei quattordici anni ............................................................................................................. 122
1348. Circolare [M ontem agno 15 agosto], Solenne giorno dell’A ssunzione di M. SS. 1869
Circolare di formazione ai salesiani inviata ai direttori delle singole case - importanza della
confidenza fra superiori e confratelli - conferenze e rendiconti spirituali - fiducia nel
Signore che chiama alla vocazione salesiana per la salvezza dell’anima propria e a ltru i..... 124
1349. A don Francesco Tribone
[M ontem agno], 15 agosto [18]69
Ringrazia per l’offerta che gli ha inviato - consigli spirituali ................................................... 127
1350. A ll’arcivescovo di Torino Alessandro Riccardi di N etro *Torino, 27 ag[osto 18]69
Spiega l’autorità che l’Ordinario può esercitare sui salesiani - si dichiara pronto a combat­
tere la contrarietà di alcune persone............................................................................................. 128
1351. A lla m archesa M aria M elzi d ’Eril
Torino, 28 agosto 1869
Chiede testimonianze e fonti per eventuale biografia della duchessa Elisa Melzi d’E r il...... 129
1352. Ad un conte non identificato
[Torino, 29 agosto 1869]
Invia carte da mandare al Provveditore agli studi di Cuneo per le scuole di Cherasco ......... 130
1353. Al cavaliere Pietro Marietti
[Torino, 29 agosto 1869]
Invia saluti ed una serie di commissioni ...................................................................................... 130
1354. Al sindaco di Torino Cesare Valperga di Masino
*Torino 5 sett[embre] 1869
Lo invita ad un trattenimento musicale aH’Oratorio in occasione della distribuzione dei
premi - l’invito è estensibile ai partecipanti al congresso pedagogico..................................... 131
1355. Circolare
*Torino, 6 settembre 1869
Invito per la festa della distribuzione dei premi scolastici......................................................... 132
1356. Ad una signora non identificata
[Torino], 11 settem bre [18]69
Ringrazia dell’offerta ricevuta - continua a pregare secondo la sua intenzione - dà consigli
spirituali per momenti di difficoltà familiare .............................................................................. 133

58.7 Page 577

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Indice cronologico delle lettere 567
1357. Al provveditore agli studi di Cuneo Giovanni Battista Biglino
*Troffarello, 14 settem bre 1869
Presenta i documenti richiesti per l’apertura di un collegio a Cherasco................................... 134
1358. Alla superiora delle Fedeli Com pagne di Gesù, madre Eudosia Babin
*Troffarello, 21 sett[em bre 18]69
Ringrazia delle offerte - elogia l’istituto ..................................................................................... 135
1359. Alla superiora delle Suore di Sant’Anna, madre Enrichetta Dominici
*Troffarello, 21 settem bre [18]69
Ringrazia per l’offerta .................................................................................................................... 136
1360. A don Dom enico Belmonte
*Troffarello, 22 sett[em bre 18]69
Suggerisce il modo di rispondere ai parenti che lo invitano a tornare in famiglia - manifesta
il suo proposito di affidargli l’ufficio di prefetto-economo nel collegio di Mirabello, per il
miglior svolgimento del quale gli anticipa alcuni suggerimenti ................................................ 137
1361. Al vicario generale di Torino Giuseppe Zappata *Troffarello, 22 settembre 1869
Richiesta di autorizzare don Giovanni Bonetti a ricevere le confessioni ................................ 139
1362. Al canonico Domenico Curti
Troffarello, 23 sett[em bre 18]69
Assicura preghiere per lui e per la signora raccomandatagli ..................................................... 139
1363. Al papa Pio IX
[Torino], 30 settem bre 1869
Memoriale per ottenere le facoltà opportune onde accettare il collegio di Cherasco già appar­
tenuto ai Som aschi.......................................................................................................................... 140
1364. A don Annibaie Serra
[Torino], 1° ott[obre 18]69
Raccomanda l’amico cavaliere Ghirelli, di cui allega un biglietto ........................................... 142
1365. Al vescovo di Alba Eugenio Galletti
Torino, 2 ott[obre 18]69
Invia la memoria per ottenere le facoltà opportune onde accettare il collegio di Cherasco, da
inoltrare successivamente alla S. Congregazione dei Vescovi e Regolari - altre informazioni 142
1366. Al prelato pontificio mons. Domenico Guadalupi
Torino, 3 ott[obre 18]69
Ringraziamento per quanto ha fatto a favore di due chierici ..................................................... 143
1367. Al chierico Giovanni Garino
*Calliano, 10 ott[obre 18]69
Contento per la scelta sacerdotale, gli dà consigli spirituali ...................................................... 144
1368. Al direttore generale delle Ferrovie dell’A lta Italia Paolo A m ilhau
[Calliano, 10 ottobre 1869]
Ripercorre la storia degli abusi circa le concessioni ferroviarie ai ragazzi di Torino-Valdocco
e chiede per lo meno lo sconto concesso a tutte le case di educazione, qualora non fosse più
possibile accordare la riduzione del 75% ..................................................................................... 144
1369. Al cavaliere Tommaso Uguccioni Gherardi
*Torino, 12 ott[obre 18]69
Provvidenziale offerta - attesa di una sua visita - sosta a Firenze nel progettato viaggio a
R o m a................................................................................................................................................. 146
1370. Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
[Torino, 18 ottobre 1869]
Ripercorre la storia degli abusi circa le concessioni ferroviarie ai ragazzi di Torino-Valdocco
- chiede un intervento a suo favore presso la direzione delle Ferrovie dell’Alta Italia ......... 147

58.8 Page 578

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568 Indice cronologico delle lettere
1371. Alla superiora del monastero della Visitazione, madre Ignazia A m elia Demonte
*Torino, 27 ott[obre 18]69
Parole di speranza per una nuova fondazione ricca di incognite .............................................. 149
1372. A don Giovanni Battista Lemoyne
*Torino, 3 novjem bre 18]69
Consigli su come redigere la biografia del chierico Giuseppe Mazzarello ............................. 150
1373. A don Giovanni Battista Lemoyne
[Torino], 4 novem bre 1869
Invia modello di risposta che il teologo Federico Albert avrebbe potuto mandare all’arcive­
scovo di Torino a proposito dell’esame di vocazione dei chierici di Lanzo - informa che si
sarebbe recato a Lanzo il giovedì pomeriggio, presumendo già avvenuto all’epoca l’arrivo
degli studenti - vocazione del figlio di don Bodrato ................................................................. 151
1374. A don Giovanni Battista Francesia
[Torino], 9 novem bre [18]69
Invia la risposta da mandare al Provveditore degli studi di Cuneo - informa che si recherà a
Cherasco dove si fermerà alcuni giorni - raccomanda di aver cura della sua sanità, di quella
di don Proverà e degli altri ............................................................................................................ 152
1375. Al segretario del Concilio Vaticano I mons. Joseph Fessler
Torino, 22 novembre 1869
Richiesta di conferma della possibilità o meno di partecipare al Concilio Vaticano I in
qualità di superiore della congregazione salesiana ..................................................................... 153
1376. Al padre barnabita Salesio Canobbio
Torino, 24 novembre [18]69
Richiesta di informazioni circa la documentazione necessaria per il pareggiamento di scuole 154
1377. Circolare
Torino, 24 novem bre 1869
Storia deH’Oratorio di S. Luigi e difficoltà di continuare l’attività nel medesimo luogo -
richiesta di aiuti per l’acquisto del terreno per un nuovo O ratorio........................................... 154
1378. A ll’avvocato Nicola Galvagno
Torino, 24 novembre [18]69
Richiesta di sussidio per l’acquisto di un terreno per il nuovo Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova 156
1379. Al vicario capitolare di Cremona Luigi Tosi
Torino, 26 nov[embre] 1869
Si dichiara favorevole alla riabilitazione pubblica di un sacerdote dopo sette mesi di buona
condotta............................................................................................................................................ 156
1380. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 27 novembre [18]69
Richiesta, in tono scherzoso, di pagare un terzo del costo di un’ordinazione di un libro sul
Giubileo ........................................................................................................................................... 158
1381. A ll’arcivescovo di Torino A lessandro Riccardi di Netro
*Torino, 28 nov[embre] 1869
Lunga spiegazione a proposito della sua decisione di far ordinare il chierico Giuseppe
Cagliero a Casale anziché a Torino .............................................................................................. 159
1382. Al canonico Celestino Fissore
*Torino, 18 dic[em bre 18]69
Chiede un’opinione circa la vertenza coll’arcivescovo di Torino a proposito dell’ordinazione
sacerdotale di don Giuseppe Cagliero .......................................................................................... 162
1383. Alla contessa Girolama Uguccioni
*Torino, 20 dic[embre 18]69
Auguri di buon Natale - promessa di preghiere - proposito di fermarsi a Firenze nel previ­
sto viaggio per R o m a..................................................................................................................... 163

58.9 Page 579

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Indice cronologico delle lettere 569
1384. Al barone Carlo Giacinto Bianco di Barbania
[Torino, 24 dicem bre 1869]
Poesia in versi come augurio natalizio......................................................................................... 164
1870
1385. A don M ichele Rua
*Dal vapore [Torino], 20 [gennaio 18]70
Veloci commissioni da bordo del treno per Roma ...................................................................... 166
1386. A ll’E conom o generale dei benefici ecclesiastici vacanti Pietro F enolio
*Firenze, 23 [gennaio 1870]
Chiede la concessione di un sussidio per i chierici che prestano servizio nella Società
Salesiana ........................................................................................................................................... 166
1387. A don M ichele Rua
[Firenze], 24 [gennaio 18]70
Rapide richieste e comunicazioni .................................................................................................. 167
1388. A don M ichele Rua
*Roma, 27 [gennaio 18]70
Chiede di mandare alcuni libri a Roma a mons. Gastaldi - altre commissioni ....................... 168
1389. A don M ichele Rua
[Roma, inizio febbraio 1870]
Osservazioni sull’andamento dell’Oratorio - raccomanda che non si faccia alcuna festa par­
ticolare per il suo ritorno a Torino - ricevuti i libri richiesti - chiamato ad assistere il Gran
Duca di Toscana in punto di morte - disposizioni per la festa di S. Francesco di S a le s........ 169
1390. Al papa Pio IX
[Roma, anter. 4 febbraio 1870]
Richiesta di indulgenza plenaria e di altri favori per VAssociazione dei D ivoti di Maria
A u silia trice....................................................................................................................................... 172
1391. A don Giovanni Bonetti
*Roma, 8 feb b raio 18]70
Annuncia indulgenza plenaria dal papa - dolore per la morte del padre di don Proverà -
raccomandazioni per i giovani del collegio.................................................................................. 173
1392. Alla marchesa Carmes M aria Gondi
*Roma, 8 febbraio 1870
Benedizione e indulgenze plenarie concesse a lei e ai parenti dal p a p a ................................... 174
1393. Al padre Oratoriano Giulio Metti
*Roma, 8 febb[raio] 1870
Comunica che Pio IX gli ha concesso alcuni favori spirituali ................................................... 175
1394. A don M ichele Rua
*Roma, 8 fe b b raio 18]70
Notizie varie da Roma - indulgenze plenarie - speciali facoltà concessegli dal papa .......... 175
1395. Circolare
Torino, [poster. 8 febbraio] 1870
Comunica la concessione papale di alcuni favori spirituali ...................................................... 176
1396. Alla contessa Carlotta Callori
*Roma, [9 febbraio 1870]
Assicura preghiere per la contessa malata e per tutta la famiglia - comunica favori spirituali
concessi dal papa alla famiglia della contessa ............................................................................ 177
1397. A don Giovanni Battista Francesia
*Roma, 9 febbraio [18]70
Resoconto dell’udienza col papa che concede indulgenze per tutte le case salesiane............ 178

58.10 Page 580

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570 Indice cronologico delle lettere
1398. A don M ichele Rua
*Rom a, 12 febbraio [18]70
Buone notizie da Roma - amorose accoglienze del papa - preghiere per il riposo eterno
dell’anima di una benefattrice ...................................................................................................... 180
1399. Al cardinale Giacomo Antonelli
Rom a, 13 fe b b ra io ] 1870
Chiede di intervenire perché il papa conceda il titolo di commendatore dell’Ordine di Pio IX
a tre insigni benefattori .................................................................................................................. 181
1400. Al giovane Bernardo M usso
*Rom a, 14 fe b b ra io ] 1870
Preghiere, saluti e raccomandazioni ............................................................................................. 182
1401. Al giovane Bernardo Musso
[Roma, 16 febbraio 1870]
Chiede preghiere............................................................................................................................. 183
1402. A don Michele Rua
[Roma], 16 fe b b r a io 18]70
Annuncia che proroga il ritorno per il quale però chiede la presenza dei direttori delle case
per importanti comunicazioni - altre commissioni ..................................................................... 183
1403. A don Giovanni Bonetti
*Rom a, 17 febbraio [18]70
Notifica di aver ricevuto le lettere e fatte le commissioni - invia saluti alla famiglia Proverà
e ai giovani - annuncia sua partenza per Torino con sosta a Firenze ....................................... 184
1404. A don Giovanni Battista Lemoyne
*Rom a, 17 febbraio [18]70
Comunica la concessione di varie indulgenze plenarie ai giovani di Lanzo - altre notizie
riservate le darà a voce .................................................................................................................. 186
1405. Al vicario capitolare di Susa, G iuseppe M aria Sciandra *Rom a, 19 febbraio 1870
Richiesta delle dimissorie per il chierico Gioachino B e rto ........................................................ 187
1406. Al papa Pio IX
[Torino, marzo 1870]
Istanza per poter accogliere nella congregazione salesiana un frate dei Minori Riformati ... 188
1407. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 1° m arzo [18]70
Contentezza per il miglioramento della salute della contessa - notizie del figlio Cesare
ammalato ma ben assistito anche spiritualmente - sua confessione......................................... 189
1408. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 6 marzo [18]70
Racconta gli ultimi momenti di vita del figlio Cesare ............................................................... 190
1409. Al cardinale Luigi Bilio
Torino, 8 marzo 1870
Richiesta di sussidio per l’Oratorio di Torino-Valdocco ............................................................ 192
1410. Al canonico Santo Giuseppe Masnini
[M irabello, 11 m arzo 1870]
Ringrazia per il contributo che offre ai salesiani - chiede la diffusione delle «Letture
Cattoliche» e della «Biblioteca Italiana» - informazioni sul giovane di Casale Giacomo Ferrè 193
1411. Ad una signora [parmense] non identificata
*Torino, 31 m arzo [18]70
Ringrazia per l’offerta inviata per la celebrazione di una S. Messa - chiede preghiere per sé
ed i suoi giovanetti......................................................................................................................... 193
1412. Al vicario di Lanzo Federico Albert
Torino, 1° aprile [18]70
Progetto per ampliare il vecchio collegio di Lanzo con una nuova costruzione .................... 194

59 Pages 581-590

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59.1 Page 581

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Indice cronologico delle lettere 571
1413. A ll’abate R anieri Sanesi
Torino, 6 ap[rile 18]70
Lo invita a fare una visita all’Oratorio onde trattare con i giovani della tipografia............... 195
1414. Alla contessa Alessandra Tettù di Camburzano
*Torino, 6 ap[rile 18]70
Condivide l’opportunità di sospendere il viaggio a Roma per il cattivo stato di salute - con­
tinua nelle sue preghiere - invito alla fiducia in Maria A usiliatrice......................................... 196
1415. Al canonico Francesco Della Valle
*Torino, 7 ap[rile 18]70
Pratica per l’apertura della casa di Alassio .................................................................................. 197
1416. Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
*Torino, 12ap[rile 18]70
Comunica favori spirituali concessi dal papa allTstituto ........................................................... 198
1417. Alla contessa Girolama Uguccioni
*Torino, 15 apjrile 18]70
Notifica un servizio religioso per i bisogni della famiglia - comunica i favori spirituali
concessi dal papa - informa circa la partenza di molti giovani per il servizio militare
199
1418. Al sem inarista Guglielmo Garelli
*Torino, 16 aprile [18]70
Raccomanda la meditazione e la frequenza alla santa comunione - altri inviti spirituali..... 199
1419. A ll’intendente di F inanza di G enova
*Torino, 17 aprile 1870
Richiesta di acquisto del convento di S. Maria degli Angeli di Alassio per adibirlo a colle­
gio salesiano..................................................................................................................................... 200
1420. Al presidente del C onsiglio dei m inistri e m inistro d ell’Interno G iovanni L anza
[Torino, anter. 22 aprile 1870]
Supplica per ottenere i fogli di via ferroviari per i giovani dell’Oratorio di Torino-Valdocco 201
1421. Al reggente la questura di Torino Vincenzo Bignami [Torino, poster. 23 aprile 1870]
Invia parte del regolamento della scuola - si scusa del ritardo nella risposta e porge ossequi 203
1422. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 28 aprile [18]70
Annuncia sua prossima visita - parole di consolazione............................................................. 204
1423. A don Domenico Pestarino
*Torino, 2 m aggio [18]70
Accetta l’invito di fare una visita - altre comunicazioni ........................................................... 205
1424. A lla m archesa M aria M elzi d ’Eril
Torino, 3 maggio 1870
Accusa ricevuta di lettera con elemosina - assicura preghiere.................................................. 206
1425. A don Giovanni Battista Lemoyne
[Torino, 9 m aggio 1870]
Chiede preghiere per la felice conclusione della concessione della chiesa di S. Giovanni
della Pigna a Roma - altri progetti e commissioni ..................................................................... 207
1426. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 15 m aggio [18]70
Ringraziamenti per le offerte che la contessa continua a fare - raccomanda un parente -
annuncia suo probabile viaggio ..................................................................................................... 208
1427. Circolare
Torino, [18] maggio 1870
Annuncia la funzione religiosa per le signorine che si erano impegnate nella piccola lotteria
della festa di Maria A usiliatrice..................................................................................................... 209

59.2 Page 582

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572 Indice cronologico delle lettere
1428. Al sindaco di Cherasco Felice Galli della M antica
*Torino, 27 maggio [1870]
Trattative per gli stipendi del personale e per l’ampliamento dei locali della scuola di
Cherasco ................................................................................................................................................. 210
1429. Alla marchesa Carmes M aria Gondi
*Torino, 28 maggio 1870
Parole piene di speranza nella triste circostanza della vedovanza - assicura preghiere......... 211
1430. A don Giovanni Bonetti
*Torino, 6 giugno [18]70
Fiducia e speranza in Dio nonostante le difficoltà - altre commissioni .................................. 212
1431. A don Giovanni Bonetti
*Torino, 16 giugno [18]70
Informa sul trasferimento del piccolo seminario da Mirabello a Borgo S. M a rtin o ............... 213
1432. Circolare
[Torino, anter. 17 giugno 1870]
Invito a un trattenimento di beneficenza - richiesta di vendita di biglietti ............................. 215
1433. Circolare
[Torino, poster. 17 giugno 1870]
Domanda di consegna del denaro raccolto per la vendita dei biglietti del trattenimento qua­
lora non fosse già stata fatta .......................................................................................................... 216
1434. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 18 giugno [18]70
Ringrazia del denaro ricevuto - annuncia che vuole spostare il piccolo seminario di
Mirabello a Borgo S. Martino nel palazzo del marchese Scaram pi.......................................... 217
1435. Al signor Francesco Nicoletti
Torino, 20 giugno [18]70
Non in condizione di vendere i dipinti del corrispondente, è però disponibile a ricevere
gratuitamente in collegio uno dei suoi figli maschi .................................................................... 218
1436. Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
[Torino, poster. 20 giugno 1870]
Supplica una mediazione presso il ministero dellTntemo onde conceda l’usuale foglio di via
per i giovani dell’Oratorio ............................................................................................................. 219
1437. Al canonico Francesco Della Valle
*Torino, 21 giugno [18]70
Notizie relative alla pratica per l’apertura della casa di A lassio ............................................... 220
1438. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
*Torino, 23 giugno 1870
Ringraziamento per l’offerta inviata per la costruzione della nuova chiesa all’Oratorio di
S. Luigi a Porta Nuova di Torino ................................................................................................. 221
1439. Al sindaco di Torino Cesare Valperga di Masino
[Torino, luglio 1870]
Ringrazia la commissione d’Ornato per l’approvazione della proposta di variazione al piano
d’ingrandimento della città a favore della nuova piazza davanti alla chiesa di Maria Ausilia­
trice - osservazioni sulle deliberazioni ad un progetto edilizio presentato .............................. 221
1440. A don Domenico Pestarino
Torino, 10 luglio [18]70
Invito per le quarantore assieme al rettore di Casaleggio .......................................................... 224
1441. Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
*Torìno, 12 luglio [18]70
Non avendo a Torino-Valdocco il corso tecnico, può accettare il giovane raccomandato solo
se intenzionato a frequentare il ginnasio - chiede un minimo contributo econom ico............ 224

59.3 Page 583

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Indice cronologico delle lettere 573
1442. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 13 luglio [18]70
Serie di informazioni e comunicazioni - malattia di don Carlo Salerio - contratto della
nuova casa di Borgo S. Martino - la Storia Ecclesiastica quasi pronta per la stampa .......... 225
1443. Al com m endatore Luigi Corsanego Merli
Torino, 13 luglio [18]70
Parole di rassegnazione e di speranza - importanza della buona sta m p a................................ 227
1444. Alla m archesa Carmes M aria Gondi
Torino, 17 luglio [18]70
Ulteriori parole di rassegnazione per la perdita del m arito ........................................................ 228
1445. A don Giovanni Bonetti
Torino, 24 luglio [18]70
Chiede di preparagli diecimila franchi per l’atto notarile dell’acquisto della casa di Borgo
S. Martino ........................................................................................................................................ 230
1446. Alla contessa Virginia Cambray Digny
*Torino, 24 luglio [18]70
Racconta la grazia mariana della guarigione agli occhi della nipote di mons. Gastaldi -
invito a visitare la chiesa di Maria A usiliatrice........................................................................... 230
1447. Al provveditore agli studi di Genova Giovanni Daneo *Torino, 26 luglio 1870
Domanda di apertura del collegio di Alassio - allega nominativi dei professori ................... 231
1448. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 27 luglio [18]70
Ringraziamento per le preghiere - prudenza nell’affare in corso - augurio di lunga vita per
il bene della famiglia e dell’Oratorio - assicura preghiere - informa sul prossimo contratto
di acquisto della casa di Borgo S. Martino .................................................................................. 233
1449. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 3 ag[osto 18]70
Assicura lunga vita e conseguente aiuto per la costruzione della nuova chiesa dell’Oratorio
di S. Luigi a Porta Nuova dedicata a S. Giovanni Evangelista - notifica l’avvenuto contrat­
to di Borgo S. Martino dove si trasferirà il collegio di Mirabello a causa della difficile situa­
zione sanitaria.................................................................................................................................. 234
1450. Al papa Pio IX
[Torino, poster. 3 agosto 1870]
Espone la volontà della contessa Carlotta Callori di fare una largizione per la costruzione del­
la chiesa di S. Giovanni Evangelista, ma chiede al papa di scrivere di proprio pugno la somma 235
1451. Al ministro delle Finanze Quintino Sella
*Torino, 15 agosto 1870
Supplica per la riduzione della tassa sul m acinato...................................................................... 236
1452. A ll’arcivescovo di S. F rancisco Joseph Sadoc A lem any
[Torino, anter. 17 agosto 1870]
Condizioni richieste per l’invio dei salesiani a S. Francisco in C alifornia.............................. 237
1453. Al giovane Cesare Tomasset
[Torino, poster. 19 agosto 1870]
Avvisi spirituali................................................................................................................................ 238
1454. Al papa Pio IX
*Datum Taurinii die 20 Augusti 1870
Memoriale per ottenere le facoltà opportune onde accettare il collegio di Alassio ............... 239
1455. A mons. Stanislao Svegliati
Torino, 22 agosto 1870
Invito a visitare l’Oratorio - allega domanda al papa di poter aprire una nuova casa ad Alassio
- altre richieste di apertura di scuole............................................................................................ 239

59.4 Page 584

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574 Indice cronologico delle lettere
1456. Circolare
Torino-Valdocco, 27 agosto 1870
Invito a presenziare alla inaugurazione del nuovo organo nella chiesa di Maria Ausiliatrice 240
1457. Al presidente del Regio Ospizio di Torino Michelangelo Castelli
Torino, 31 agosto 1870
Chiede l’aumento della retta per sei giovani a lui indirizzati, dovendoli inviare in altri col­
legi perché all’Oratorio di Torino-Valdocco non era possibile dare loro un’istruzione ade­
guata alla loro e t à .................................................................................................................................. 241
1458. A l canonico Francesco D ella Valle
Torino, 6 se tte m b re 18]70
Annuncia la visita di don Angelo Savio - richiesta di sussidi ..................................................... 243
1459. A l sindaco di C herasco Felice G alli della M antica
Torino, 7 settem bre 1870
Chiede di sospendere i lavori per una serie di problemi inerenti al c o lle g io ............................ 243
1460. A l cavaliere E doardo Ferrerò L am arm ora
*Torino, 7 se tte m b re 18]70
Trasmette una lettera del conte Melzi d’Eril - ringrazia della benev o len za............................. 244
1461. A lla contessa C arlotta C allori
*T orino, 12 se tt[e m b re 18]70
Chiede un intervento economico per evitare che due giovani chierici debbano partire per il
servizio militare .................................................................................................................................... 245
1462. Al cavaliere Pietro M arietti
*T orino, 12 se tt[em b re] 1870
Chiede di recapitare un plico al card. Giuseppe Berardi - ossequi alla fam iglia .................... 246
1463. Al papa Pio IX
* D atum T aurini, die 12 se p te m b ris 1870
Richiesta del privilegio di poter dare le dimissorie a giovani entrati all’Oratorio di Torino-
Valdocco dopo i 14 anni ...................................................................................................................... 247
1464. A l com m endatore B artolom eo B ona
L an zo , 13 se tte m b re 1870
Supplica per la revoca della sospensione della riduzione ferroviaria ......................................... 248
1465. Al chierico Pietro G uidazio
*L an zo , 13 se tte m b re [18]70
Raccomanda la pratica dell’ubbidienza ai superiori - altri consigli sp iritu a li.......................... 250
1466. A don A ngelo Savio
[L anzo], 13 s e tte m b r e 18]70
M anda la procura richiesta con l ’autorizzazione a fare ciò che riterrà opportuno - gratitudine
verso il canonico Francesco Ampugnani di A la ss io ....................................................................... 250
1467. A lla m archesa M aria Fassati
*T orino, 17 s e t te m b r e 18]70
Richiesta di sussidio per il riscatto di un chierico dalla leva militare ........................................ 251
1468. A l com m endatore G iovanni B attista D upraz
L anzo, 20 se tte m b re 18]70
Chiede di inoltrare una lettera ad una benefattrice - speranza di serenità dopo il grave dissi­
dio politico-militare fra il regno d ’Italia e lo Stato Pontificio ..................................................... 253
1469. A lla contessa C arlotta C allori
*Torino, 25 se tte m b re 18]70
Annuncia prossima sua visita ............................................................................................................. 253
1470. A don M ichele R ua
*Casale, 27 settem bre [18]70
Annuncia suo arrivo - comunicazioni per i salesiani dell’O rato rio ............................................ 254
1471. A l conte L uigi C ibrario
[T orino, anter. 1° o tto b re 1870]
Richiesta di decorazione mauriziana per Giuseppe Besio - motivazione della ric h ie s ta ....... 255

59.5 Page 585

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Indice cronologico delle lettere 575
1472. Al conte Luigi Cibrario
[Torino, anter. 1° ottobre 1870]
Richiesta di decorazione mauriziana per Domenico Cornaglia - motivazione della richiesta 257
1473. Al conte Luigi Cibrario
[Torino, anter. 1° ottobre 1870]
Richiesta di decorazione mauriziana per Giuseppe Zucchi - motivazione della richiesta .... 259
1474. Al cavaliere Pietro M arietti
Torino, 11 ott[obre 18]70
Invito a stare tranquillo sia in Roma che in un eventuale viaggio a Torino - chiede notizie
del papa e di altri amici cardinali di Roma .................................................................................. 260
1475. Circolare
*Torino, 12 ottobre 1870
Circolare per la costruzione della chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova ............ 261
1476. Alla contessa A lessandra Tettù di Camburzano
*Torino, 16 ottfobre 18]70
Ultimi giorni di vita del conte Edoardo Crotti - annuncia la morte dell’arcivescovo -
altre informazioni su alcuni giovani ............................................................................................. 263
1477. A don Francesco Cerniti
*Torino, 17 ott[obre 18]70
Comunicazioni varie riguardo alle scuole e ai problemi del collegio di A lassio..................... 264
1478. Alla m archesa Carm es M aria Gondi
*Torino, 19 ottobre [18]70
Nuove parole di consolazione per la morte del marito - richiesta di riscatto dalla leva mili­
tare per qualche chierico dell’O ratorio......................................................................................... 265
1479. Alla contessa Alessandra Tettù di Camburzano
*Torino, 28 ott[obre 18]70
Informazioni su un collegio e su un giovane raccomandatogli.................................................. 266
1480. [Al cardinale Giuseppe Berardi]
*[Torino], 29 ott[obre 18]70
Trasmette un messaggio profetico con qualche omissis prudenziale - altre informazioni
a v o c e ................................................................................................................................................ 267
1481. Al papa Pio IX
*Torino, 8 novem bre 1870
Chiede la dispensa di età a favore del chierico Giulio Barberis ............................................... 268
1482. Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
[Torino] 9 novem bre [18]70
Presenta la sig.na Carolina Proverà la quale desidera entrare nellT stituto.............................. 269
1483. Al prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
[Torino], 9 novem bre [18]70
Domanda di interessamento a favore di un chierico chiamato alle armi .................................. 270
1484. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 28 novem bre 1870]
Richiesta di poter celebrare le tre messe della notte di Natale anche nella casa di Alassio ... 270
1485. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Torino, anter. 2 dicem bre 1870]
Parole di gratitudine - promette preghiere................................................................................... 271
1486. Alla marchesa Girolam a Uguccioni
[Torino], 2 dicem bre [18]70
Si scusa per non aver scritto prima - notifica un servizio religioso per l’intera famiglia -
notizie gioiose e tristi dell’Oratorio - pensieri spirituali ........................................................... 272
1487. Alla marchesa Carmes M aria Gondi
*Torino, 3 dicembre [18]70
Ringraziamento per l’aiuto a riscattare qualche chierico dal servizio militare - assicura
preghiere ........................................................................................................................................... 273

59.6 Page 586

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576 Indice cronologico delle lettere
1488. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 6 dic[embre 18]70
Informa del servizio religioso celebrato secondo le sue intenzioni - rende nota la situazione
dei volumetti in stampa - notifica il ricevimento da parte del papa dell’offerta inviatagli .... 274
1489. Al com mendatore Michelangelo Castelli
Torino, 6 dicembre 1870
Richiesta di onorificenza mauriziana per due benefattori, Giuseppe Zucchi e Giuseppe Besio 275
1490. Alla contessa M aria Luisa Radicati Talice di Passerano Torino, 7 dic[em bre 18]70
Annuncio di preghiere per la sua famiglia - personali auguri a ciascun esponente di es sa ...... 276
1491. Al marchesino Giacomo Durazzo
*Torino, 9 dicem bre [18]70
Assicura preghiere per la salute della mamma - infonde coraggio con parole di fiducia per
tutta la famiglia - annuncia una prossima sua v is ita ................................................................... 277
1492. Al cavaliere Tommaso Vallauri
*Torino, 10 dic[embre] 1870
Richiesta di un favorevole annuncio su L ’Unità Cattolica della costruzione della chiesa di
S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova ....................................................................................... 278
1493. Al ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti
*Torino, 11 dicem bre [18]70
Richiesta di sussidio per le scuo le................................................................................................ 279
1494. Al padre scolopio Giuseppe M allarini
*Torino, 23 dicfembre 18]70
Invia il catalogo dei libri con le associazioni della Biblioteca italiana e «Letture Cattoliche» 280
1495. Al sindaco di Torino Felice Rignon
*Torino, 23 dicembre 1870
Parole in difesa dell’operato di due medici dell’Oratorio in occasione di alcuni casi di vaiolo 281
1496. A lla contessa Carlotta Callori
[Torino, 24 dicembre 1870]
Auguri di buone feste e invito a pranzo all’Oratorio ................................................................. 283
1497. A ll’arcivescovo di Firenze G ioacchino Lim berti
*Torino, 25 dicfembre 18]70
Assicura una S. Messa con comunione dei ragazzi secondo la sua intenzione ....................... 283
1498. Alla contessa Virginia Cambray Digny
*Torino, 28 dic[embre] 1870
Accusa ricevimento della lettera - comunica che non possiede i libri richiesti - suggerisce
di fare la ripetizione all’ufficio postale dell’eventuale vaglia andato smarrito - ripetuti furti
di denaro inviato per lettera........................................................................................................... 284
1871
1499. A don Giovanni Bonetti
[Torino, inizio gennaio 1871]
Gli manda come insegnante del collegio di Alassio il chierico Giovanni Pellegrini - comu­
nica ai giovani che sta organizzando la loro venuta a Torino per la festa di M aria Ausiliatrice 286
1500. A don Giovanni Bonetti
[Torino, 1° gennaio 1871]
Dopo aver letto il manoscritto sulla Storia Ecclesiastica, suggerisce una serie di correzioni
e modifiche ..................................................................................................................................... 287
1501. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 2 [gennaio 18 ]7 1
È dispiaciuto di aver mandato la nota di libri richiesti - invia le prime copie stampate del
Cattolico Provveduto - saluti in fam ig lia...................................................... .'............................. 289

59.7 Page 587

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Indice cronologico delle lettere 577
1502. Al chierico Erm inio Borio
Torino-V aldocco 16 [gennaio 18 ]7 1
Lo invita a venire all’Oratorio dove avrà maggiore tranquillità e comodità per studiare ..... 290
1503. Al conte Francesco Viancino di Viancino
*[Torino], 16 [gennaio 18 ]7 1
Ringrazia per le osservazioni inviategli sul dizionarietto dei vocaboli geografici pubblicato
nel volume della Storia Ecclesiastica - ne terrà conto per una nuova edizione - attende le
osservazioni su tutto il vo lu m e...................................................................................................... 291
1504. Al sindaco di Torino Felice Rignon
*Torino, 18 gennajo 1871
Domanda l’autorizzazione per costruire un muro di cinta dietro l’Oratorio ........................... 292
1505. Al capo controllo generale e della contabilità centrale delle F errovie d ell’A lta Italia
A. Devaux
[Torino, 20 gennaio 1871]
In merito alla riduzione del 50% del prezzo dei biglietti - assicura che si cercherà di evitare
ogni abuso al riguardo - chiede che la riduzione si applichi alle altre case ............................ 293
1506. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Torino], 22 [gennaio 18 ]7 1
È dispiaciuto per la scomparsa di una lettera con denaro inviato dalla contessa .................... 294
1507. Alla contessa Carlotta Callori
[Torino], 23 [gennaio 18 ]7 1
Invia lettera circolare per la nuova chiesa di S. Giovanni Evangelista con la raccomanda­
zione dell’arcivescovo - esaurita l’edizione della Storia Ecclesiastica, se ne prepara subito
un’altra - invito all’Oratorio per la festa di S. Francesco di Sales ........................................... 295
1508. Ad un conte non identificato
[Torino], 23 [gennaio 18 ]7 1
Chiede aiuto per costruire la nuova chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova ......... 296
1509. A don Giovanni Battista Lem oyne
*Torino, 31 gennajo 1871
Ricordi confidenziali al direttore della casa particolare di L an z o ............................................. 297
1510. A don Giovanni Bonetti
[Torino, febbraio 1871]
Osservazioni successive alla prima revisione della Storia Ecclesiastica ................................ 302
1511. A don Giovanni Bonetti
*Torino, 1° febb[raio] 1871
Ricordi confidenziali al direttore della casa salesiana di Borgo S. Martino ............................ 302
1512. Al professore Raffaele Piperni
[Torino], 4 febbraio [ 18 ]7 1
Accetta di partecipare alla diffusione di un’opera a stampa mediante quattro sottoscrizioni -
invita a collaborare nella diffusione della buona stampa ........................................................... 303
1513. Al teologo Felice Golzio
[Torino], 6 febbraio [ 18 ]7 1
Invia delle carte riguardanti una vertenza con il vescovo di Mondovì - prega di leggerle
prima di consegnarle al teol. Bertagna - chiede di fissargli un’udienza per discuterne........ 304
1514. Al commendatore Giovanni Battista Dupraz
Torino, 7 febbraio [ 18 ]7 1
Invia la circolare relativa alla costruzione della chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova 305
1515. Al sindaco di Cherasco Felice Galli della M antica
[Torino], 9 febbraio 1871
Risponde a due lettere del corrispondente trasmessegli dal direttore del collegio di Cherasco
- osserva che esse portano il contratto fuori del senso della Convenzione ............................. 305
1516. Ai giovani del collegio di Lanzo
[Torino], 11 febbraio [ 18 ]7 1
Esprime il desiderio di andare a fare il carnevale con loro e racconta una visione avuta
durante una «visita» a Lanzo di alcuni giorni p rim a................................................................... 307
19

59.8 Page 588

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578 Indice cronologico delle lettere
1517. A don Giovanni Battista Lemoyne
[Torino], 11 febbraio [18]71
Comunica la data del suo arrivo a Lanzo .................................................................................... 309
1518. Alla contessa Virginia Cambray Digny
*Torino, 12 febbraio [18 ]7 1
Accetta il ragazzo raccomandatogli............................................................................................ 310
1519. Al vescovo di M ondovì Giovanni Tommaso Ghilardi [Torino], 12 febbraio [18]71
Avvisa di aver consegnato le carte relative alla vertenza sulla tipografia al teol. Bertagna,
il quale comunicherà il suo parere direttamente al teol. Eula .................................................... 310
1520. Al signor Biagio Foeri
[Torino], 15 fe b b ra io ] 1871
Dovendo far fronte ad un’eccezionale spesa per l’ampliamento dell’edificio in Lanzo
supplica la concessione di un lascito ............................................................................................ 311
1521. A don Giovanni Battista Lemoyne
[Torino], 4 m arzo [ 18 ]7 1
Lo incarica di scrivere la vita di Cristoforo Colombo per le «Letture Cattoliche» ................ 312
1522. A don Giovanni Bonetti
[Torino], 5 m arzo [ 18 ]7 1
Consegnato alla tipografia la Storia Ecclesiastica, potrà presto dargli la revisione e il com­
pletamento de II Giovane Provveduto - soddisfazione per l’andamento del collegio di Borgo
S. Martino ....................................................................................................................................... 313
1523. Al sindaco di Torino Felice Rignon
*Torino, 7 m arzo 1871
Richiesta di poter recintare con muro un’area presso l’erigenda chiesa di S. Secondo onde
costruirvi un piccolo fabbricato provvisorio da adibire ad oratorio per giovani poveri ed
abbandonati ..................................................................................................................................... 314
1524. Al sindaco di Cherasco Felice Galli della M antica
[Torino, 11 m arzo 1871]
Dichiara di volersi ritirare dall’amministrazione del collegio-convitto di C herasco.............. 315
1525. A don Francesco Cerniti
[Torino], 14 m arzo [ 18 ]7 1
Annuncia l’arrivo di due predicatori per gli esercizi spirituali dei giovani - istruzioni ri­
guardo la tassa della ricchezza mobile - chiede che parli con don Francesco Bodrato di suo
figlio Luigi ...................................................................................................................................... 316
1526. Alla signora G eronim a De Camilli
[Torino], 23 m arzo [ 18 ]7 1
Ringrazia delle lettere e delle offerte - farà recitare speciali preghiere all’altare di Maria
Ausiliatrice e la raccomanderà nella S. M essa............................................................................ 317
1527. Al vescovo di Savona Giovanni Battista Cerruti
[Torino], 26 m arzo [ 18 ]7 1
A proposito delle nuove scuole che intende aprire nel convitto-collegio di Varazze - ne chiede
l’assenso a norma delle costituzioni salesiane ............................................................................ 318
1528. Al capo sezione del m inistero degli Affati Esteri avv. Carlo Canton
*Torino, 30 m arzo [ 18 ]7 1
Gli assicura che quando si trasferirà a Roma lo metterà in contatto con persone di sua fiducia
- lo incarica di alcune commissioni - forse farà un viaggio a Firenze ................................... 319
1529. Al cardinale Giuseppe Berardi
Torino, 11 ap[rile] 1871
Notizie su Roma, dolorose sì ma con prove di speranze - causa spirituale della difficile
situazione politica del momento - promesse di preghiere per lui e per la sua famiglia -
profezia di elevazione al pontificato? ......................................................................................... 320

59.9 Page 589

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Indice cronologico delle lettere 579
1530. Al papa Pio IX
*Torino, 14 aprile 1871
Promette preghiere - incoraggia - annuncia una prossima situazione difficile seguita però
da un grande trionfo........................................................................................................................ 322
1531. A don Giovanni Bonetti
[Torino], 19 aprile [ 18 ]7 1
Il giovane Emanuele Fassati, guarito, fa ritorno in collegio - bisogno di denaro per riscat­
tare due chierici dalla leva militare .............................................................................................. 323
1532. A lla superiora delle Suore di S ant’A nna m adre E nrichetta D om inici
[Torino], 24 aprile [18]71
Trasmette le costituzioni della società salesiana perché le adatti al nascente Istituto delle
Figlie di Maria A usiliatrice............................................................................................................ 325
1533. A don Giovanni Battista Lem oyne
*[Torino], 27 aprile [ 18 ]7 1
Consiglia di pregare e pazientare in merito alla condotta di qualche giovane ........................ 326
1534. Al cavaliere Luigi Giacosa
[Torino], 28 aprile [ 18 ]7 1
Lettera di presentazione dell’avv. Carlo Comaschi di M ilan o ................................................... 326
1535. Alla contessa G irolam a Uguccioni
[Torino], 30 aprile [ 18 ]7 1
Promette di continuare a pregare - la invita a non preoccuparsi di eventuali divisioni fra i fra­
telli Montauto - auspica una sua visita a Torino-Valdocco in occasione della festa di Maria
Ausiliatrice - saluti per tutte le persone amiche di Firenze - qualche difficoltà per il riscatto
dei chierici dalla leva militare ....................................................................................................... 327
1536. Al senatore Giuseppe Cataldi
[Torino], 1° m aggio [ 18 ]7 1
Richiesta di prestito di una notevole somma di denaro ............................................................. 329
1537. Alla madre dom enicana M aria Giovanna Nobili Vitelleschi
[Torino], 6 [m aggio 18 ]7 1
Assicura preghiere .......................................................................................................................... 330
1538. Al conte Francesco Viancino di Viancino
[Torino], 8 m aggio [ 18 ]7 1
Chiede di correggere due quaderni di una traduzione dal francese fatta in modo letterale
dal cav. Abele Collegno .................................................................................................................. 331
1539. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 18 m aggio [ 18 ]7 1
Serie di richieste e notizie ............................................................................................................. 331
1540. Al senatore Giuseppe Cataldi
Torino - Valdocco, 23 m aggio 1871
Ringraziamento per la sua disponibilità ad aiutarlo con un prestito - lo chiede in due rate ... 332
1541. Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
[Torino], 2 giugno [ 18 ]7 1
Comunica di avere pregato per i pericoli che minacciavano l’istituto delle Fedeli Compagne
di Gesù - invita alla fiducia in Dio ............................................................................................... 333
1542. Al sindaco di Torino Felice Rignon
*Torino, 3 giugno 1871
Comunica le condizioni per la costruzione della chiesa nel Borgo di S. Secondo ................. 334
1543. Alla contessa Carm es M aria Gondi
Torino, 8 giugno [ 18 ]7 1
Annuncia suo prossimo viaggio a Firenze - ringrazia dell’offerta ricevuta per i molti bisogni
della società salesiana ..................................................................................................................... 336

59.10 Page 590

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580 Indice cronologico delle lettere
1544. A don Giovanni Bonetti
Torino, 13 giugno [ 18 ]7 1
Preparazione della festa del venticinquesimo di pontificato di Pio I X ..................................... 336
1545. Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia Babin
*Torino, 16 giugno [ 18 ]7 1
Ringrazia dell’offerta e chiede una relazione sulla grazia ricevuta dal Signore per la preser­
vazione delle loro case di P arigi................................................................................................... 337
1546. Alla contessa M aria Balbo
Torino, 16 giugno [18]71
Avviso di una riunione delle signorine firmatarie dell’album da omaggiare al papa -
cercherà di essere presente ............................................................................................................ 338
1547. Al papa Pio IX
*Torino, 16 giugno 1871
Indirizzo di saluto da parte dei giovani degli oratori e delle case salesiane in occasione
del venticinquesimo di pontificato di Pio IX .............................................................................. 339
1548. Al vescovo di Novara Giacomo Filippo Gentile
[Torino], 21 giugno [1 8 ]7 1
A proposito di un’eventuale opera salesiana a Trecate (N ovara).............................................. 340
1549. Al cavaliere Tommaso Uguccioni Gherardi
[Torino], 21 giugno [ 18 ]7 1
Avvisa che nel viaggio a Roma si fermerà a Firenze brevemente nell’andata, più a lungo
nel ritorno........................................................................................................................................ 341
1550. Al signor Francesco Nicoletti
Roma, 25 giugno [18]71
Riserva un posto in collegio per il figlio - espone le basi di un contratto per la stampa di una
sua o p e ra .......................................................................................................................................... 342
1551. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Roma, 29 giugno 1871]
Comunica che ha chiesto una speciale benedizione al papa per lei e per tutta la sua famiglia 343
1552. A don Michele Rua
[Roma], 1° luglio [18]71
Ha avuto due udienze dal papa - chiede di dire a don Angelo Savio di promuovere la costru­
zione della chiesa di S. Giovanni Evangelista - dà disposizioni per la festa di S. Luigi ...... 344
1553. Al senatore Giuseppe Cataldi
Torino, 7 luglio [ 18 ]7 1
Rinnova la richiesta del prestito promesso: v. lett. 1536 e 1540 .............................................. 345
1554. Al diacono Pio Casetta
*Torino, 8 luglio [ 18 ]7 1
A proposito della guarigione della cognata - assicura preghiere.............................................. 346
1555. Al barone Roberto Ricci des Ferres
*Torino, 10 luglio [ 18 ]7 1
Celebrazione della S. Messa secondo la sua intenzione - acclude un biglietto per il p ad re...... 346
1556. Alla signora Lucini
Torino, 12 luglio [ 18 ]7 1
Chiede un sussidio per poter riscattare alcuni chierici dalla leva m ilitare............................... 347
1557. A don Raffaele Cianetti
[Torino], 18 luglio [ 18 ]7 1
Assicura preghiere per il sacerdote raccomandatogli, ma chiede che lui stesso non cessi
di pregare per vari mesi ................................................................................................................. 348
1558. A don Francesco Tribone
Lanzo-Torino, 24 luglio [ 18 ]7 1
Ringrazia per l’offerta che gli ha inviato - assicura preghiere per la completa guarigione
degli occhi - lo informa che sono già stati riscattati alcuni chierici......................................... 348

60 Pages 591-600

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60.1 Page 591

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Indice cronologico delle lettere 581
1559. A don Giovanni Bonetti
*Torino, 27 luglio [18]71
Avvisa del suo arrivo a Borgo S. Martino .................................................................................... 349
1560. Al sindaco di Cherasco Felice Galli della M antica
Torino, 29 luglio 1871
Conferma la disdetta dall’amministrazione del collegio-convitto di Cherasco ....................... 350
1561. Al provveditore agli studi di Genova Giovanni Daneo
L anzo, 8 agosto [ 18 ]7 1
Domanda la facoltà di aprire il collegio-convitto di Varazze in base al programma e al­
l’elenco del personale insegnante che allega................................................................................ 351
1562. A don G iovanni Battista Lemoyne
S ant’Ignazio [Lanzo], 11 agosto [18 ]7 1
Annuncia l’arrivo del teol. Golzio al collegio di Lanzo - si raccomanda per una buona
ospitalità........................................................................................................................................... 353
1563. Al padre dottrinario Andrea Barrera
*S. Ignazio (Lanzo), 12 agosto [18]71
Chiede se può collaborare alla stesura di uri breve profilo biografico della marchesa Carlotta
Antonelli, come richiesto dalla marchesa Luisa Cavalletti Cappelletti, di cui allega la lettera 354
1564. Ad un conte non identificato
S. Ignazio (Lanzo), 12 agosto [ 18 ]7 1
Ringrazia delle lettere e offerte ricevute - promette di pregare secondo le sue intenzioni .... 355
1565. Alla contessa G abriella Corsi
*S ant’Ignazio [Lanzo], 12 agosto [ 18 ]7 1
In ringraziamento per l’aiuto nel riscattare un certo numero di chierici dalla leva militare,
celebrerà una S. Messa all’altare di Maria Ausiliatrice - si faranno pure preghiere secondo
la sua intenzione .............................................................................................................................. 355
1566. Alla marchesa M aria Fassati
S ant’Ignazio [Lanzo], 12 agosto [18]71
Auguri di buon onomastico e sinceri ringraziamenti per i sussidi concessi per il riscatto
dei chierici dal servizio militare .................................................................................................... 357
1567. A don M ichele Rua
[Sant’Ignazio, L anzo], 12 agosto [18 ]7 1
Chiede di stabilire insieme a don Proverà e don Cagliero il periodo in cui fare gli esercizi
spirituali - gli propone di tenere lui le meditazioni .................................................................... 358
1568. Alla signora Luigia Vittadini Radice Fossati
*S ant’Ignazio (Lanzo), 12 agosto [ 18 ]7 1
Ringrazia dell’offerta destinata alla chiesa di M. A. ed assicura preghiere secondo la sua
intenzione......................................................................................................................................... 358
1569. A don Giovanni Battista Lem oyne
*Sant’Ignazio [Lanzo], 13 agosto [1 8 ]7 1
Domanda l’invio di una copia della Storia Ecclesiastica .......................................................... 359
1570. Alla contessa Gabriella Corsi
S. Ignazio [Lanzo], 18 agosto [ 18 ]7 1
Avvisa del cambiamento della data del suo arrivo e della sua disponibilità ad accogliere
i benefattori...................................................................................................................................... 360
1571. A don M ichele Rua
[Nizza M onferrato, poster. 21 agosto 1871]
Avvisa che riceverà titoli e obbligazioni da don Branda - dà disposizioni dei pagamenti
da effettuarsi .................................................................................................................................... 361
1572. A don Giovanni Battista Lemoyne
[Nizza M onferrato, 24 agosto 1871]
Avvisa che a Torino hanno scarsità di intenzioni di S. Messe ................................................... 361

60.2 Page 592

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582 Indice cronologico delle lettere
1573. A don M ichele Rua
*N izza [M onferrato], 24 agosto [ 18 ]7 1
Chiede che, nel caso sia stato trovato il sacco smarrito, gli si mandi la minuta di una lettera
d’accompagnamento dei programmi dei vari collegi, in esso contenuta ................................. 362
1574. A don Michele Rua
[N izza M onferrato], 25 agosto [ 18 ]7 1
Comunica la prossima venuta all’Oratorio di un ispettore scolastico - arrivo di don Cagliero
che immediatamente predica ......................................................................................................... 363
1575. A don M ichele Rua
*N izza [M onferrato], 27 agosto [ 18 ]7 1
Invia per la stampa la circolare d’accompagnamento ai programmi ........................................ 364
1576. Al parroco della Certosa di Rivarolo Ligure, Giuseppe Oggero
Torino, 30 agosto 1871
Pensieri spirituali - fiducia in Dio - annuncia sua visita autunnale ......................................... 364
1577. Circolare
*Torino, lì... settem bre 1871
Invia programmi delle case salesiane ai parroci della Liguria - dichiara la sua disponibilità
ad accogliere aspiranti allo stato ecclesiastico ............................................................................ 365
1578. A ll’arciprete Pietro G iuseppe D e G audenzi
*Torino, 4 settem bre [ 18 ]7 1
Prega di chiedere al vicario generale l’invio di una petizione al papa per la nomina di un
vescovo nella diocesi di Vercelli .................................................................................................. 366
1579. A don M ichele Rua
*Sestri Ponente, Villa C ataldi, 6 settem bre [ 18 ]7 1
Chiede di mandare 300 copie dei programmi del collegio di Varazze al sindaco o al parroco
e di inviarne pure una copia con lettera di accompagnamento ai parroci delle diocesi di
Savona, di Genova e di S arzana................................................................................................... 367
1580. Al sindaco di Torino Felice Rignon
Lanzo, 10 sett[em bre] 1871
Ringrazia per averlo autorizzato a costruire la chiesa di S. Secondo - avanza alcune richie­
ste preventive.................................................................................................................................. 368
1581. A don M ichele Rua
Firenze, 11 settem bre 1871
Messaggio telegrafico.................................................................................................................... 369
1582. Al cardinale Giacomo Antonelli
[Roma, 12 settem bre 1871]
Propone alcuni ecclesiastici per un’eventuale nomina episcopale............................................ 369
1583. A don M ichele Rua
*Rom a, 13 settem bre [ 18 ]7 1
Avvisa del suo ritorno a Torino - chiede di calcolare il costo della tassa sul macinato in tutte
le case e il numero dei giovani inviati da autorità di governo ovvero figli di impiegati statali 371
1584. Al padre cappuccino Felice M. Pastore da Triora *Firenze, 15 settem bre [18]71
Si difende dall’accusa di voler disporre in maniera non conveniente della chiesa dei cap­
puccini di Varazze........................................................................................................................... 372
1585. Al chierico Giuseppe Giulitto
*Lanzo, 26 settem bre [ 18 ]7 1
Gli dà il permesso di andare in vacanza per una settimana ....................................................... 373
1586. Al vescovo di Savona Giovanni Battista Cerruti
[Castelnuovo d ’Asti, inizio di ottobre 1871]
Chiede alcune facoltà per i salesiani che si recano ad aprire il convitto e le nuove scuole
a Varazze...................................................................................... ................................................... 374

60.3 Page 593

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Indice cronologico delle lettere 583
1587. Al cavaliere Tom m aso U guccioni G herardi C astelnuovo d ’A sti, 2 o ttjo b re 18 ]7 1
Non può ricevere a Torino il giovane raccomandato, in quanto non raggiunge l’età stabilita
- caso mai in altri collegi salesiani - tutti i giorni lo ricorda nella S. Messa assieme alla
sua fam iglia...................................................................................................................................... 375
1588. Alla contessa Carlotta Callori
[Castelnuovo d ’A sti], 3 ottobre [ 18 ]7 1
Annuncia sua prossima visita - comunica che si trova a Castelnuovo per riposarsi.............. 376
1589. Al capo sezione del m inistero degli Affari Esteri, avv. Carlo Canton
[C astelnuovo d ’A sti], 3 ottobre [ 18 ]7 1
Gli trasmette nominativi ed indirizzi di due persone che lo possono ospitare in occasione
del viaggio a R o m a ......................................................................................................................... 377
1590. Al giovane Vittorio Cesconi
*C astelnuovo D ’A sti, 3 ott[obre 18]71
Ringrazia per la lettera - lo invita a fermarsi come suo ospite qualche giorno in caso di pas­
saggio da Torino - gli comunica che gli ha inviato alcune pubblicazioni della tipografia
di Valdocco ...................................................................................................................................... 378
1591. Al padre cappuccino Felice M. Pastore da Triora
C astelnuovo d ’A sti, 5 ottobre [ 18 ]7 1
A proposito della casa aperta a Varazze e di quella eventuale di Sestri Levante ................... 379
1592. Al signor Giuseppe Canale
*Torino, 16 ottobre [ 18 ]7 1
Raccomanda don Francesco Cerruti ed un suo professore, che si fermeranno a Genova per
qualche ora - chiede accordi per un incontro ............................................................................. 380
1593. A don Giovanni Battista Francesia
[Torino, m età ottobre 1871]
Gli manda come confessore don Giuseppe Cagliero, cui ha raccomandato di promuovere
la compagnia del SS. Sacramento e la frequente comunione - desidera inoltre che anche
don Cuffia diventi confessore........................................................................................................ 380
1594. Al teologo Antonio Bosio
D all’O ratorio [Torino], 20 ott[obre] 1871
Piano e divisione di un volume in votis di Storia Ecclesiastica .............................................. 381
1595. Al cardinale Giacomo Antonelli
Torino, 31 ott[obre] 1871
Chiede di non lasciare priva del vescovo la diocesi di Fossano ................................................ 382
1596. A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
[Passerano (Asti), inizio novem bre 1871]
Trovandosi in casa Radicati, comunica che la notizia del suo trasferimento alla diocesi di
Torino fu ben accolta negli uffici della Prefettura - gli propone la nomina del teol. Bertagna
come provicario ............................................................................................................................... 383
1597. Al sindaco di Lanzo Giuseppe Droetti
Torino, 4 novem bre 1871
Comunica che è favorevole alla sottoscrizione promossa a favore della costruzione della
ferrovia da Cirié a L an z o ................................................................................................................ 384
1598. Alla contessa Em m a Brancadoro
[Torino], 14 novem bre [ 18 ]7 1
Chiede se può pagare la somma per il riscatto di un chierico dalla leva militare in ringrazia­
mento di grazia ricevuta - assicura preghiere per lei e per tutta la famiglia ........................... 385
1599. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 14 novfem bre 18 ]7 1
La ringrazia per la bontà usatagli - ha dato corso alla proposta di una nomina vescovile sug­
geritagli - le comunica che il ragazzo da lei raccomandato è stato accettato e promette bene 386

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584 Indice cronologico delle lettere
1600. Alla contessa Emma Brancadoro
*Torino, 2 dicem bre [18]71
La ringrazia per aver riscattato un chierico dalla leva militare - assicura preghiere ............. 387
1601. Alla contessa Girolam a Uguccioni
G enova, 2 dicem bre [ 18 ]7 1
Comunica che alla vigilia dellTmmacolata si faranno preghiere secondo la sua intenzione -
apertura delle case di Varazze (Savona) e di Marassi (Genova) e progetto di apertura di altre
in tutto il mondo ............................................................................................................................. 389
1602. A un signore non identificato
[Varazze, dicembre 1871]
Frammento di lettera - augura buone feste natalizie a lui ed alla sua fam iglia...................... 390
1872
1603. Alla contessa Carlotta Callori
[Varazze, 7 gennaio 1872]
La ringrazia della bontà e della sollecitudine nei suoi confronti - le augura ogni bene ........ 391
1604. Alla contessa Carlotta Callori
[Varazze, m età gennaio 1872]
Componimento poetico per ringraziarla del giubbetto rosso che gli ha regalato e del brodo
di carne fattogli pervenire.............................................................................................................. 391
1605. Alla signora Zeglia Cesconi
*Torino, 29 gennaio [18]72
Ringrazia per le notizie che gli ha inviato sullo stato di salute del figlio Victor - ritiene che
l’orario di studio debba essere ridotto finché il ragazzo non si sia ristabilito - sarà seguito
negli studi da don Mantovani ....................................................................................................... 393
1606. Alla contessa Carlotta Callori
*Alassio, 9 febbraio [18]72
Riferisce circa il proprio stato di salute - buone prospettive di tornare presto a Torino - spera
che anche la contessa guarisca al più presto ............................................................................... 394
1607. A don M ichele Rua
*Alassio, 9 febbraio [18]72
Annunzia il suo ritorno e le modalità concrete con le quali vuole essere accolto all’Oratorio 395
1608. Alla contessa Luigia Viancino di Viancino
*Alassio, 9 febbraio [18]72
Ringrazia per le preghiere fatte durante la sua malattia - spera di far ritorno a Torino per la
settimana successiva - invoca su tutta la famiglia la benedizione di Dio e chiede preghiere 396
1609. A don Giovanni Bonetti
*Varazze, 11 febbraio [18]72
Comunica la data della sua partenza per Torino ......................................................................... 397
1610. Al presidente del C onsiglio dei ministri e m inistro deH’Interno G iovanni Lanza
Varazze, 11 febbraio 1872
A proposito delle temporalità dei vescovi chiede se gli accordi presi precedentemente siano
stati cambiati - domanda ulteriori precisazioni in merito - soddisfazione dell’opinione pub­
blica per le nuove nomine episcopali ma preoccupazione per la mancanza della concessione
delle suddette temporalità ............................................................................................................. 397
1611. A lla contessa Carolina Gambaro Cataldi
*Varazze, 13 febbraio [18]72
Guarito dopo la lunga malattia, promette di celebrare le S. Messe richieste all’altare di Maria
Ausiliatrice - assicura preghiere per la salute della mamma - prega per tutta la fam iglia.... 399
1612. Ad una signora ligure non identificata
*Varazze, 14 febbraio [18]72
Ringrazia dell’offerta inviata, tramite don Francesco Tribone, dalla sig.ra Geronima De
Camilli - continuerà a pregare all’altare di Maria Ausiliatrice secondo le sue intenzioni .... 400

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Indice cronologico delle lettere 585
1613. Alla contessa G irolam a Uguccioni
Varazze, 14 febbraio [18]72
Migliorata la propria salute - presto inizierà ad occuparsi di nuovo dei propri «affari» -
auguri di ogni bene - saluti alle nobili signore conosciute di F irenze...................................... 401
1614. Al senatore Giuseppe Cataldi
*Torino, 24 febb[raio 18]72
Chiede dove consegnare o versare il denaro che ha disponibile per diminuire il debito con­
tratto precedentemente - comunica di essere guarito dalla malattia - ringrazia della carità e
augura ogni bene a tutta la famiglia ............................................................................................. 401
1615. Al signor Tranquillo Rossi
Torino, 28 febbraio [18]72
Ringrazia per l’offerta ricevuta - auguri di ogni bene a tutta la fam iglia................................ 402
1616. Alla contessa Geronim a De Camilli
*Torino, I o marzo 1872
Ha ricevuto a Varazze la sua offerta, parte della quale ha consegnato a don Albera per
l’Ospizio di Marassi - assicura preghiere secondo le sue intenzioni........................................ 403
1617. A don Francesco Tribone
*Torino, 1° m arzo [18]72
Non potendolo avere ospite per la festa di S. Francesco, spera di incontrarlo in altre occa­
sioni - si raccomanda alla carità delle sue preghiere .................................................................. 404
1618. Al chierico Giuseppe Ronchail
*Torino, 5 marzo [18]72
Lo consiglia di andare avanti tranquillo nel ricevere le ordinazioni - lo raccomanda al
S ignore.............................................................................................................................................. 405
1619. Al signor Biagio Foeri
[Torino], 13 m arzo 1872
Supplica un aiuto per l’eccezionale spesa di ampliamento del collegio di Lanzo - non esclu­
de un lascito testamentario ............................................................................................................ 405
1620. Circolare
[Torino, poster. 15 m arzo 1872]
Richiesta di offerte per installare l’orologio sul campanile della chiesa di Maria Ausiliatrice 406
1621. Al canonico Claudio André di Tortona
*Torino, 18 m arzo [18]72
Ringrazia delle preghiere fatte per la sua guarigione - rinuncia all’«affare di Villalvernia»
per mancanza di denaro e di energie ............................................................................................ 407
1622. Al chierico Angelo Rigoli
*Torino, 18 m arzo [18]72
Ringraziamento per le preghiere e richiesta di notizie di Giuseppe Belfanti .......................... 408
1623. Alla m archesa N ina Durazzo Pallavicini
*Torino, 21 m arzo [18]72
Richiesta di sussidio di 1.400 lire promesso dal padre a favore della nuova casa di Marassi
(Genova) - assicura preghiere....................................................................................................... 409
1624. A don Giovanni Garino
*Torino, 21 m arzo [18]72
Avvisa che può fare i voti perpetui - manda i saluti al direttore ed a tutti i salesiani............ 410
1625. A ll’arcivescovo di Torino L orenzo G astaldi *D a casa [Torino], 22 m arzo [18]72
Esaminato il progetto di contratto per il collegio di Torino-Valsalice, incontra alcune diffi­
coltà per la parte economica - si dichiara tuttavia disposto a trattare - avanza proprie richie­
ste ed esprime alcune perplessità................................................................................................... 410
1626. Alla signorina M aria M arietti
*Torino, 24 marzo [18]72
Dà alcuni consigli in ordine alla vocazione.................................................................................. 411
20

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586 Indice cronologico delle lettere
1627. AI conte Giovanni Benadducci
Torino, 25 marzo [18]72
Comunica che ha ricevuto la sua lettera, la relazione ed i giornali su una famosa disputa -
il tutto è stato letto in privato ed in pubblico - esprime la sua indignazione .......................... 412
1628. Al sindaco di Torino Felice Rignon
*Torino, 27 marzo 1872
Prega di voler mettere a sua disposizione il terreno per la costruzione della chiesa di S.
Secondo e di poterlo recintare ...................................................................................................... 413
1629. Alla contessa Girolama Uguccioni
*Torino, 28 marzo [18]72
Promette di continuare a pregare per lei e per tutta la sua famiglia - augura buona Pasqua -
la invita a fargli visita in occasione della festa di Maria A usiliatrice....................................... 414
1630. Alla marchesa Giulia Centurione
[Torino, fine marzo 1872]
Chiede un aiuto economico per gli orfani della casa di Marassi (Genova) ............................. 415
1631. Al papa Pio IX
[Torino, fine marzo 1872]
Chiede di poter anticipare la festa di Maria Ausiliatrice per concomitanza con un giorno
di digiuno ........................................................................................................................................ 416
1632. Al cardinale Giacomo Antonelli
*Torino, 4 aprile 1872
Supplica il cardinale di chiedere al papa una benedizione per novelli sposi e loro famiglie -
allega elenco di candidati vescovi - assicura preghiere............................................................. 417
1633. Al cardinale Giacomo Antonelli
[Torino, 4 aprile 1872]
Comunica tre nomi di ecclesiastici per l’eventuale nomina episcopale nelle diocesi vacanti 418
1634. Al cardinale Giacomo Antonelli
[Torino, 4 aprile 1872]
Chiede un titolo onorifico per il barone Gaudenzio C laretta..................................................... 419
1635. A ll’ex prefetto di Torino Costantino Radicati Talice di Passerano
*Torino, 5 aprile [18]72
Chiede la cortesia di recarsi all’Oratorio per potergli parlare a proposito della lotteria, sulla
quale sarebbe stato interrogato dall’avv. Fiorito ......................................................................... 420
1636. Al vescovo di Acqui Giuseppe Maria Sciandra
*Torino, 5 aprile [18]72
Richiesta di un certificato in favore dell’esenzione dai servizio militare del giovane Giusep­
pe Boido - invito a celebrare una messa nella chiesa di Maria Ausiliatrice............................. 421
1637. Al papa Pio IX
[Torino], 8 aprile 1872
Comunica che i nuovi vescovi furono ben accolti da tutta la popolazione - suoi interventi cir­
ca lo spinoso problema delle temporalità - ringrazia delle preghiere per la sua guarigione ... 422
1638. Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
Di casa [Torino], 15 aprile [18]72
Invito alla riunione per l’organizzazione della fiera in occasione della festa di Maria Ausi­
liatrice .............................................................................................................................................. 423
1639. Al sindaco di Torino Felice Rignon
Torino, 16 aprile 1872
Chiede di appoggiare con l’autorità sua personale e con quella del consiglio comunale la
domanda di poter ottenere dal re la dichiarazione di pubblica utilità di una striscia di terre­
no necessario per la costruzione della chiesa di S. Giovanni Evangelista a Porta Nuova .... 424
1640. Al re Vittorio Emanuele II
*Torino, 16 aprile 1872
Chiede di dichiarare di pubblica utilità la costruzione della chiesa S. Giovanni Evangelista

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Indice cronologico delle lettere 587
a Porta Nuova, onde poter procedere all’esproprio di una striscia di terreno che non riesce
ad acquistare dal proprietario ........................................................................................................ 425
1641. A don Giovanni Bonetti
*Torino, 23 aprile [18]72
Consiglia di mostrare al Provveditore agli studi di Alessandria i documenti comprovanti le
particolari concessioni fatte al collegio di Borgo S. Martino come piccolo seminario -
chiede di correggere una parte delle note per la ristampa della Storia Sacra ........................ 427
1642. Al chierico Giovanni Tamietti
Torino, 25 aprile 1872
Esterna la sua gioia per la decisione di seguire la vocazione salesiana - attende una risposta
riguardo ai progetti della sorella.................................................................................................... 428
1643. Al barone Carlo Ricci des Ferres
*Torino, 28 aprile [18]72
Chiede un sussidio per il riscatto di un chierico dalla leva militare ......................................... 428
1644. Al sindaco di Torino Felice Rignon
*Torino, 28 aprile 1872
In risposta all’invito spedisce dichiarazione di impegno a eseguire la costruzione della chiesa
di S. Secondo in base ai progetti approvati ................................................................................. 429
1645. Al direttore generale delle Ferrovie dell’A lta Italia Paolo A m ilhau
[Torino, inizio maggio 1872]
In occasione della festa di Maria Ausiliatrice di Torino supplica che si faccia un particolare
ribasso sulle tariffe ferroviarie agli allievi di Alassio, Varazze e Borgo S. Martino .............. 430
1646. Al direttore generale delle Ferrovie dell’A lta Italia Paolo A m ilhau
[Torino, m aggio 1872]
Lo ringrazia per la disponibilità a concedere le riduzioni richieste per il trasporto dei mate­
riali edilizi per le due chiese in costruzione in città: S. Secondo e S. Giovanni Evangelista 431
1647. A don Giovanni Bonetti
*Torino, 8 m aggio [18]72
Invia un’altra parte delle note da rivedere per la ristampa della Storia Sacra - assicura che
per il momento ogni contrarietà per il collegio di Borgo S. Martino è sp arita........................ 432
1648. Al signor Tranquillo Rossi
*Torino, 14 m aggio [18]72
Ringrazia per l’offerta a favore dei suoi giovani - promette preghiere.................................... 433
1649. Al conte Francesco Viancino di Viancino
Torino, 17 m aggio [18]72
Chiedendogli di avere pazienza se non l’hanno accompagnato nel suo studio in occasione
della sua visita all’Oratorio, gli conferma che ogni incontro per lui è una festa - passerà
comunque a ricambiare la v isita .................................................................................................... 433
1650. Al presidente del Consiglio dei ministri e ministro dellTnterno Giovanni Lanza
[Torino], 21 m aggio 1872
Chiede che il problema delle temporalità per i nuovi vescovi venga risolto - si offre come
privato mediatore fra le parti ......................................................................................................... 434
1651. A due nobili signore milanesi non identificate
*Torino, 24 maggio [18]72
Ringrazia per l’offerta ricevuta...................................................................................................... 435
1652. Alla signora Luigia Vittadini Radice Fossati
Torino, 24 maggio [18]72
Ringrazia dell’offerta ed assicura di continuare a pregare per la sua salute, per quella del
marito e per la sua bam bina........................................................................................................... 436

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588 Indice cronologico delle lettere
1653. Alla presidente delle Oblate madre M aria M addalena Galeffi
*Torino, 30 maggio [18]72
Racconta l’apparizione della Madonna a protezione del monastero di Tor de’ Specchi a Roma 436
1654. Al prefetto della Provincia di Torino e presidente del Consiglio scolastico Vittorio
Zoppi
*Torino, 5 giugno 1872
Di fronte al rischio di dover sostituire gli insegnanti e di chiudere le scuole di Lanzo espo­
ne la situazione dei docenti della scuola e supplica il suo appoggio onde poter continuare
l’insegnamento................................................................................................................................ 437
1655. Al senatore Giuseppe Cataldi
*Torino, 11 giugno [18]72
Chiede aiuto economico per realizzare il progetto della casa di Sampierdarena (Genova) .... 439
1656. Alla contessa Carolina Gambaro Cataldi
*Torino, 11 giugno [18]72
Chiede aiuto economico per realizzare il progetto della casa di Sampierdarena (Genova) .... 440
1657. Al sindaco di Torino Felice Rignon
*Torino, 26 giugno 1872
Ringrazia la commissione d’Ornato per l’approvazione della variante al piano d’ingrandi­
mento della città per la nuova piazza davanti la chiesa di Maria Ausiliatrice - osservazioni
sulle deliberazioni - chiede la definitiva approvazione del progetto edilizio presentato ...... 440
1658. Al sindaco di Torino Felice Rignon
Torino, 1° luglio 1872
Aggiunge un secondo foglio di disegni dimostrativi della facciata della chiesa di S. Giovanni
Evangelista a Porta N uova............................................................................................................. 442
1659. Al direttore generale delle Ferrovie dell’A lta Italia Paolo A m ilhau
[Torino], 6 luglio [18]72
Chiede di concedere le promesse agevolazioni per il trasporto dei materiali necessari alla
costruzione delle due chiese di S. Secondo e S. Giovanni Evangelista................................... 443
1660. A don Francesco Tribone
*Torino, 7 luglio [18]72
Non essendosi incontrati a Genova lo invita a Torino per poi recarsi a Lanzo per un breve
soggiorno - ha ricevuto l’offerta inviata dalla zia - assicura preghiere a Maria Ausiliatrice 444
1661. Alla contessa Emma Brancadoro
*Torino, 10 luglio [18]72
Partecipa il suo grazie al Signore per la guarigione della figlia ammalata e per la figlia che
deve nascere - chiede eventuale sussidio per coprire l’aumento delle spese dei commestibili 445
1662. Al direttore generale delle Ferrovie dell’A lta Italia Paolo A m ilhau
* [Torino], 12 luglio [18]72
Come accordato, invia nota dei materiali per il cui trasporto si chiedono agevolazioni
(nota allegata) ................................................................................................................................. 446
1663. Alla presidente delle Oblate madre M aria M addalena Galeffi
Torino, 15 luglio [18]72
Chiede il suo aiuto per il pagamento di una somma - ossequi ai benefattori ......................... 447
1664. Circolare
*Torino, 16 luglio 1872
Richiesta di offerte per la costruenda Chiesa di S. Secondo..................................................... 448
1665. Circolare
[Torino, fine luglio 1872]
Richiesta di offerte per la fondazione della casa di Sampierdarena (Genova) ........................ 450

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Indice cronologico delle lettere 589
1666. A lla presidente delle O blate madre M aria M addalena Galeffi
[Torino], 1° agosto [18]72
Comunica di mandare il denaro raccolto a mezzo posta e chiede il soccorso delle sue
preghiere .......................................................................................................................................... 451
1667. Al vicepresidente delle Ferrovie dell’A lta Italia, m archese E m anuele L usem a
di Rorà
[S. Ignazio - Lanzo, 6 agosto 1872]
Domanda di adoperarsi a suo favore nei confronti del direttore delle Ferrovie dell’Alta Italia
onde ottenere una riduzione del prezzo di trasporto di materiali per le due chiese in costruzione 452
1668. A don Gioachino Berto
*S. Ignazio [Lanzo], 8 agosto [18]72
Invia spiegazioni relative al lavoro da svolgere - chiede di procurarsi una copia della
Storia Sacra ..................................................................................................................................... 453
1669. Al sindaco di Torino Felice Rignon
[Lanzo, poster. 8 agosto 1872]
Rescinde ogni impegno per la costruzione della chiesa di S. Secondo, vista l’impossibilità
di avere spazio e locali per un oratorio ........................................................................................ 454
1670. Al padre dell’istituto C avanis G iuseppe D a Col
[S. Ignazio - L anzo], 11 agosto 1872
Lo ringrazia della cortesia usatagli nella lettera che gli ha scritto - cerca di individuare una
soluzione per l’eventuale accettazione di un collegio con annesse scuole - lo informa che gli
invierà i programmi dei suoi collegi ............................................................................................ 456
1671. Alla contessa Geronima De Camilli
[S. Ignazio, L anzo], 11 agosto [18]72
Accusa ricevuta della sua lettera e gode del miglioramento della sua salute - promette di
celebrare la S. Messa secondo la sua intenzione......................................................................... 457
1672. Al conte Cesare Luigi Balbo
[S. Ignazio - L anzo], 12 agosto [18]72
Ringrazia della lettera - lo rimprovera amichevolmente per essere partito senza fargli visita
- assicura di continuare a pregare per la sua salute e per quella della moglie ........................ 458
1673. A don M ichele Rua
*S. Ignazio [Lanzo], 12 agosto [18]72
Manda alcune note da pagare e lo tranquillizza circa la propria salute .................................... 459
1674. A don M ichele Rua
*S ant’Ignazio [Lanzo], 14 agosto [18]72
Chiede di inviare la lettera che allega all’avv. Maccia - lo invita ad andare a parlare al mede­
simo, ma senza prendere alcuna decisione................................................................................... 460
1675. A don Giovanni Battista Lemoyne
*Sant’Ignazio [Lanzo], 15 agosto [18]72
Avvisa che il giorno dopo avrebbe pranzato in collegio con vari a m ic i.................................. 460
1676. A don M ichele Rua
Nizza M onf[errato, 20 agosto 1872]
Lo invita ad andare avanti celermente con i lavori a Lanzo e a far pervenire ai coniugi
Viancino l’appello per la distribuzione dei premi col programma di Valsalice - chiede noti­
zie sul lavoro cominciato da don Berto - salute precaria della contessa Corsi ....................... 461
1677. A don Francesco Tribone
*Nizza M onferrato, 22 agosto [18]72
Ringrazia per l’offerta inviata dalla nonna, a cui chiede di ricorrere nuovamente per un aiu­
to economico al riscatto di 11 chierici dalla leva militare - assicura preghiere a Maria
A usiliatrice....................................................................................................................................... 462
1678. AI sindaco di Torino Felice Rignon
Torino, 26 agosto 1872
Domanda un sussidio per le scuole elementari per esterni presso la chiesa di Maria Ausiliatrice 463

60.10 Page 600

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590 Indice cronologico delle lettere
1679. Alla contessa M aria Teresa Balbo
[Torino, fine agosto 1872]
Promette di raccomandarla all’altare di Maria Ausiliatrice affinché la tenga lontana dai peri­
coli che possono presentarsi durante il periodo di gravidanza.................................................. 464
1680. Alla contessa Carlotta Callori
[Torino, inizio settem bre 1872]
Assicura preghiere - annuncia una sua possibile visita - saluti alla fam iglia......................... 465
1681. Alla contessa Carmes M aria Gondi
*Torino, 8 settembre [18]72
Gode della salute di tutti, soprattutto della figlia - assicura preghiere - auspica di incontrar­
la in occasione del suo passaggio da Torino ............................................................................... 466
1682. Alla contessa Luigia Viancino di Viancino
Torino, 30 settembre [18]72
Avvisa del suo arrivo a Bricherasio dove si fermerà alcuni giorni ........................................... 466
1683. A don M ichele Rua
*Bricherasio, 2 ottobre [18]72
Chiede di mandare un programma del collegio di Lanzo al sig. Cesano di Bricherasio e di
tenere un prete libero per celebrare la S. Messa nella villa del conte Viancino ..................... 467
1684. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 4 ottobre [18]72
Elenco di comunicazioni: ringrazia per l’accoglienza che ha ricevuto - prega per la sua salu­
te e dà notizie della propria - informa don Giacinto che il suo libro verrà stampato - chiede
di riferire al marito che il vino è aumentato di prezzo - auguri di ogni bene ecc.................... 468
1685. Al conte Francesco V iancino di Viancino *C astelnuovo d ’A sti, 5 ottobre [18]72
Ringrazia per l’elemosina inviata - in segno di gratitudine celebrerà una S. Messa per lui e
la moglie - tempo permettendo partirà per Castelnuovo d’Asti ............................................... 469
1686. Alla contessa Girolam a Uguccioni
C astelnuovo d ’A sti, 9 ottobre [18]72
Costante ricordo di lei e della sua famiglia nella S. Messa - notizie sulla propria salute -
apertura di tre nuove case - entrata di nuovi candidati nello stato ecclesiastico - informa­
zioni su due giovani fiorentini - saluti alle nobili benefattrici di Firenze ............................... 470
1687. A don Michele Rua
*C ostigliole, 11 ottobre [18]72
Consiglia di lasciare l’Oratorio per prendere un po’ di sollievo recandosi a passare qualche
giorno a Nizza Monferrato presso la contessa C o rsi.................................................................. 472
1688. Al vescovo di Savona Giovanni Battista Cerniti
*Cuneo, 12 ott[obre 18]72
Comunica di aver accettato i due ragazzi raccomandatigli........................................................ 473
1689. A don M ichele Rua e don Francesco Proverà
[M adonna delFO lm o-C uneo], 13 ottobre [18]72
Necessità di un prete per celebrare la S. Messa alla Madonna delPOlmo (Cuneo) nella festa
dei Santi ........................................................................................................................................... 474
1690. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino - Peveragno, 15 ottobre [18]72
Ha pregato secondo le sue intenzioni - notizie del proprio stato di salu te............................. 475
1691. A don M ichele Rua
*Peveragno, 16 ottobre [18]72
Comunica di procedere all’eventuale trasferimento del personale delle varie case per il
nuovo anno scolastico - raccomanda di usare ogni riguardo a don Proverà sofferente - per
motivi di impegni deve ritardare il suo ritorno a Torino - invia saluti di vari amici ............. 475
1692. Al barone Carlo Ricci des F enes
*M ondovì, 19 ottobre [18]72

61 Pages 601-610

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61.1 Page 601

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Indice cronologico delle lettere 5 9 1
Bloccato a Mondovì per il mal tempo comunica che don Rua lo attende comunque a Torino
domenica - spera di incontrarlo lunedì - chiede preghiere per la contessa di Cam burzano.... 477
1693. A don M ichele Rua
*M ondovì, 19 ottobre [18]72
Promette preghiere per la salute della contessa di Camburzano - ripete di fare i trasferimenti
di personale che ritiene necessari .................................................................................................. 477
1694. Al presidente del C om itato per l ’inchiesta industriale di Torino
[Torino, poster. 21 ottobre 1872]
Precise osservazioni su quanto affermato dal tipografo Favaie e dal libraio Vigliardi a pro­
posito di tipografie di Torino appartenenti a due Istituti, fra cui l’Oratorio di Valdocco ...... 478
1695. A don Gioachino Berto
Torino, 29 ottobre [18]72
Progetto di stampa della biografia del giovane Abrami e di altri giovani in un fascicolo delle
«Letture Cattoliche» - il lavoro non manca - saluti a tutta la famiglia Ricci des Ferres ..... 481
1696. Circolare
*Torino, novem bre 1872
Dopo una precedente circolare estiva (lett. 1665) ne diffonde una seconda per ottenere sov­
venzioni a favore della nuova casa di Sampierdarena (Genova) .............................................. 482
1697. Al canonico Giuseppe G am ba
*Torino, 4 novem bre [18]72
Ringrazia della lettera e delle notizie circa la salute della contessa di Camburzano - promette
di pregare per la sua guarigione .................................................................................................... 485
1698. Al sig. Angelo Lago
*Torino, 5 novembre [18]72
Consiglia prudenza e discrezione nella vendita della farmacia prima di farsi salesiano........ 485
1699. Al ministro della Guerra Cesare Ricotti Magnani
*Torino, 6 novem bre 1872
Chiede indumenti invernali per i suoi ragazzi poveri ................................................................. 486
1700. Al papa Pio IX
*Torino, 8 novem bre 1872
Dichiara conforme a verità quanto scrive il diacono Giuseppe Gennaro che desidera di di­
ventare sacerdote.............................................................................................................................. 488
1701. A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo G astaldi
*Torino, 9 nov[em bre 18]72
Precisa e minuziosa risposta alla lettera dell’arcivescovo circa la formazione religiosa e le
ordinazioni dei salesiani - stupore per il deterioramento, negli ultimi mesi, dei cordiali rap­
porti coll’arcivescovo - preoccupazioni per il futuro della società salesiana......................... 488
1702. Al cardinale Luigi Bilio
*Torino, 12 nov[em bre 18]72
Propone il prevosto Gioanni Gasti come successore del defunto vescovo di A lessandria.... 490
1703. Al papa Pio IX
[Torino anter. 15 novem bre 1872]
Richiesta di un rescritto per la celebrazione delle S. Messe natalizie in tutte le case salesiane 491
1704. Al senatore Giuseppe Cataldi
*Torino, 18nov[em bre] 1872
Lo ringrazia per i benefici e i favori concessigli e per aver accolto i ragazzi artigiani nella
sua villa di Marassi (Genova) - promette preghiere - chiede se è disposto a mettere a dispo­
sizione la medesima villa per raccogliere ragazzi aspiranti al sacerdozio e a sostenerli
economicamente .............................................................................................................................. 492
1705. Al chierico Giovanni Tamietti
Torino, 18 novem bre 1872
Avvisa di averlo trasferito ad Alassio onde provare la sua ubbidienza .................................... 493

61.2 Page 602

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592 Indice cronologico delle lettere
1706. A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo G astaldi
Torino, 23 novembre 1872
Risponde con accuratezza di particolari alle reticenze in merito all’approvazione delle costi­
tuzioni salesiane - risponde altresì all’osservazione di mancanza di un regolare noviziato e
dello spirito religioso nei salesiani ............................................................................................... 493
1707. A don Giovanni Battista Lemoyne
*Torino, 24 novem bre [18]72
Preannuncia una visita a Lanzo .................................................................................................... 495
1708. Alla contessa Girolama Uguccioni
*Torino, 6 dicembre [18]72
Promette preghiere per il riposo eterno dell’anima del fratello e per la salute di tutta la sua
famiglia ............................................................................................................................................ 496
1709. A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo G astaldi
[Torino], 8 dic[em bre 18]72
Accetta umilmente di prendere parte ad un’Accademia per prom uovere lo studio intorno alla
Storia Ecclesiastica ......................................................................................................................... 497
1710. A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
[Torino], 20 dicem bre 1872
Domanda la sua opinione in merito all’ordinazione del chierico Domenico B ru n a ............... 498
1711. A ll’arcivescovo di Torino Lorenzo Gastaldi
Torino, 23 dic[em bre 18]72
Invia le bozze di una Brevis Notitia sulla società salesiana - allega copia delle costituzioni
(di cui unisce nuove bozze) da presentarsi al papa per la definitiva approvazione................ 499
1712. A don Francesco Cerniti
[Torino], S. Stefano M [artire] 1872
Ringrazia per i doni che gli ha inviato - esprime il desiderio di recarsi ad Alassio - chiede
se il mutuo con il municipio si farà - domanda notizie del salesiano coadiutore Marcello
Rossi ................................................................................................................................................ 499
1713. Ai giovani del collegio di Lanzo
*[Torino] S. Stefano, dicem bre 1872
Strenna per il nuovo anno per i sacerdoti, i maestri, gli assistenti e gli allievi - a tutti racco­
manda «illimitata confidenza col direttore»................................................................................ 500
1714. Al conte Eugenio De M aistre
Torino, 28 dicembre [18]72
Ringrazia per l’offerta ricevuta per la celebrazione di S. Messe - invia, per mezzo di don Rua,
una cassetta di datteri per la sua famiglia ................................................................................... 501

61.3 Page 603

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INDICE GENERALE
PREMESSA AL VOLUME I I I .................................................................................... 5
L e lettere del terzo v o lu m e .................................................................................................................
6
In teresse e n o v ità del v o lu m e ............................................................................................................ 12
U n m o d o di “ fare gli Ita lia n i” ............................................................................................................ 14
L a fatica di u n a sto ria n o n d o m e s tic a ...........................................................................................
20
C riteri di e d iz io n e ..................................................................................................................................
23
S igle d elle fonti e d eg li scritti p iù citati ......................................................................................
25
A b b re v ia z io n i........................................................................................................................................... 26
B ib lio g rafia m a g g io rm e n te citata n e ll’apparato sto ric o -illu strativ o ................................. 28
C alen d ario p erm a n en te p e r il secolo X IX ................................................................................... 30
Com pendio cronologico della vita di don Bosco dal 1869 al 1872 e dei principali
av v en im en ti c o e v i........................................................................................................................ 32
LETTERE
A n n o 1869.................................................................................................................................................
35
A n n o 1 8 7 0 ................................................................................................................................................. 166
A n n o 1871................................................................................................................................................. 286
A n n o 1872................................................................................................................................................. 391
A PP E N D IC E I: L ettere attestate e non reperite
A nn o 1 8 6 9................................................................................................................................................. 503
A nn o 1870................................................................................................................................................. 506
A nn o 1871................................................................................................................................................. 510
A nno 1872................................................................................................................................................. 514
A P P E N D IC E II: L ettere rep erite in fase finale d ella stam p a del v o lu m e ....................... 519
A P P E N D IC E III: L ettere red atte da don B o sco m a firm ate da a l tr i................................. 521
INDICI
In d ice alfab etico dei n o m i di p e rs o n e ............................................................................................. 531
Indice alfab etico dei n o m i di lu o g o ................................................................................................ 546
In d ice alfab etico d elle m a te rie .......................................................................................................... 551
In dice alfab etico riassu n tiv o dei nom i dei d e s tin a ta ri.............................................................. 557
In dice cro n o lo g ico d elle l e tte r e ........................................................................................................ 560
In dice g e n e ra le ......................................................................................................................................... 593

61.4 Page 604

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*ví
.
.
■

61.5 Page 605

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ISTITUTO STORICO SALESIANO
FONTI
Serie prima: Giovanni Bosco. Scritti editi e inediti
1. G iovanni B o sco , Costituzioni della Società di S. Franceco di Sales [1858] - 1875. Testi cri­
tici a cura di Francesco M otto (= ISS, Fonti, Serie prim a, 1). L A S-R om a, 1981, 272 p.
(in folio) + 8 tav.
L. 30.000
2. G iovanni B o sco , Costituzioni per l ’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1878-1885).
Testi critici a cura di Cecilia Rom ero (= ISS, Fonti, Serie prima, 2). LAS-Rom a, 1981,
358 p. + 16 tav. f.t.
L. 20.000
3. G iovanni B osco, Scritti pedagogici e spirituali. A cura di J. Borrego, R Braido, A. Ferreira
D a Silva, F. M otto, J. M. Prellezo SDB (= ISS, Fonti, Serie prim a, 3). L A S-R om a, 1987,
386 p. [esaurito]
L. 20.000
4. G iovanni B o sco , M emorie d e ll’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855.
Introduzione, note e testo critico a cura di Antonio Ferreira Da Silva (= ISS, Fonti, Serie
prim a, 4). LA S-R om a, 1991, 256 p.
L. 20.000
5. G iovanni B o sco , Memorie d ell’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815-1855. Intro­
duzione e note a cura di Antonio Ferreira Da Silva (= ISS, Fonti, Serie prima, 5). LAS-Roma,
1991, 236 p. [edizione divulgativa]
L. 20.000
6. G iovanni B o sco , Epistolario. Voi. 1 (1835-1863) lett. 1-726. Introduzione, note critiche e
storiche a cura di Francesco M otto (~ ISS, Fonti, Serie prima, 6). LA S-Rom a, 1991, 718 p.
For.to superiore al normale
L. 50.000
7. Pietro B raido (ed.), Don Bosco educatore. Scrìtti e testimonianze. A cura di J. Borrego,
P. B raido, A. F erreira D a Silva, F. M otto, J. M. Prellezo (= ISS, Fonti, Serie prim a, 7).
LAS-Roma, 1992, 474 p. [esaurito]
L. 30.000
8. G iovanni B o sco , Epistolario. Voi. II (1864-1868) lett. 727-1263. Introduzione, note critiche
e storiche a cura di Francesco Motto. (= ISS, Fonti, Serie prima, 8). LAS-Roma, 1992, 730 p.
For.to superiore al norm ale
L. 70.000
9. Pietro B raido (ed.), Don Bosco educatore. Scrìtti e testimonianze. (= ISS, Fonti, Serie
prima, 9). LAS-Roma, 1997; 3 ed. rinnovata, 474 p.
L. 30.000
Serie seconda: Scritti editi e inediti di Salesiani
1. Francesco B odratto, Epistolario ([1857J-1889). Edición critica, introducción y notas por
Jesús B orrego (= ISS, Fonti, Serie seconda, 1). L A S-R om a, 1998, 510 p. [esaurito],
L. 30.000

61.6 Page 606

▲torna in alto
2. D om enico T omatis, Epistolario (1874-1903). Edición critica, introducción y notas por Jesús
Borrego (= ISS, Fonti, Serie seconda, 2). LAS-Roma, 1992, 420 p.
L. 20.000
3. José M anuel P r ellezo, Valdocco nell’Ottocento. Trà realtà e ideale (1866-1889). D ocu­
menti e testim onianze (= ISS, Fonti, Serie seconda, 3). LAS-Roma, 1992, 336 p. L. 30.000
4. Francesco B odrato, Epistolario. Introduzione, testo critico e note a cura di Brenno Casali
(= ISS, Fonti, Serie seconda, 4). LAS-Roma, 1995, 574 p.
L. 65.000
5. Luigi (m ons.) L asag na, Epistolario. Voi. I (1873-1882). Introduzione, note e testo critico
a cura di A ntonio Ferreira D a Silva (= ISS, Fonti, Serie seconda, 5). LA S-Rom a, 1995, 4 8 0 p.
L. 60.000
6. Luigi (M ons.) L asagna, Epistolario. Voi. 11 (1872-1895). Introduzione, note e testo critico a
cura di A ntonio Ferreira D a Silva (= ISS, Fonti, Serie seconda, 6). LA S-R om a, 1997, 6 4 4 p.
L. 60.000
7. Luigi (m ons.) L asag na , Epistolario. Voi. Ili (1 8 7 2 -1 8 9 5 ). Introduzione, note e testo critico
a cura di Antonio Ferreira D a Silva (= ISS, Fonti, Serie seconda, 7). LA S-Rom a, 1999, 4 8 0 p.
[in preparazione]
8. G iulio B arberis, Lettere a don Paolo Albera e a don Calogero Gusmano durante la loro
visita alle case d ’America (1900-1903). Introduzione, testo critico e note a cura di Brenno
Casali (= ISS, Fonti, Serie seconda 8). LAS-Roma, 1998, 283 p.
L. 25.000
Serie Terza: Scritti editi e inediti d ’interesse salesiano
1. Luigi F ransoni, Arcivescovo di Torino, Epistolario. Introduzione, testo critico e note a
cura di M aria F ranca M ellano (= ISS, Fonti, Serie terza, 1). LA S-R om a, 1994, 3 5 2 p.
L. 40.000
STUDI
1. Léon VERBEEK, Les Salésiens de l ’Afrique Centrale. Bibliographie. 1911-1980 (= ISS, Studi, 1).
LAS-Roma, 1982, 142 p. [esaurito]
L. 10.000
2. M anuel J. M olina, Arqueología ecuatoriana. Los Cañaris. Provincias de Cañar y Azuay
(= ISS, Studi, 2). LA S-Rom a, 1987, 118 p. con num erose illustrazioni in b. n. L. 15.000
3. Francis D esram au t, L ’orphelinat Jésus-Adolescent de Nazareth en Galilée: au temps des
Turcs, puis des Anglais (1896-1948) (= ISS, Studi, 3). LA S-Rom a, 1986, 318 p. + 16 tav. f. t.
L. 30.000
4. Léon VERBEEK, Ombres et clairières. Histoire de l ’implantation de VEglise catholique dans
le diocèse de Sakania, Zaïre (1910-1970) ( - ISS, Studi, 4). LA S-R om a, 1987, 422 p.
L. 40.000

61.7 Page 607

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5. Pietro B raido (ed.), Don Bosco nella Chiesa a servizio d ell’umanità. Studi e testimonianze
(= ISS, Studi, 5). LAS-Roma, 1987, 430 p.
L. 30.000
6. Y ves L e C arrérès, Les salésiens de don Bosco à Dinan 1891-1903. Une œuvre naissante bri­
sée p a r le Sénat. P refazione di G. C holvy (= ISS, Studi, 6). L A S -R om a, 1990, 220 p.
L. 20.000
7. Natale C errato, Il linguaggio della prima storia salesiana. Parole e luoghi delle «Memorie
Biografiche» di Don Bosco (= ISS, Studi, 7). LAS-Roma, 1991, 448 p.
L. 30.000
8. W illiam John D ickson, The dynamics o f growth. The foundation and development o f
thè Salesians in England (= ISS, Studi, 8). LA S-Rom a, 1991, 282 p. + 14 tav. f. t. in b. n.
L. 25.000
9. Francesco M otto (ed.), Insediamenti e iniziative salesiane dopo Don Bosco. Atti del 2°
C onvegno-S em inario di storia d ell’O pera salesiana. (Rom a, 1-5 nov. 1995) (= ISS, Studi, 9).
LAS-Roma, 1999, 595 p.
L. 60.000
10. Stanislaw Z im n ia k , Salesiani nella Mitteleuropa. Preistoria e storia della provincia austro-
ungarica della Società di S. Francesco di Sales (1868 ca-1919). (= ISS, Studi, 10). LA S-
Rom a, 1997, 595 p.
L. 60.000
11. Pietro B r a id o , Prevenire, non reprimere. Il sistema educativo di don Bosco. (= ISS, Studi,
11). LA S-R om a, 1999, 439 p.
L. 30.000
BIBLIOGRAFIE
1. Saverio G ian otti, Bibliografia generale di Don Bosco. Voi. 1°: B ibliografia italiana (1844-
1992) (= ISS, Bibliografie. I). LA S-Rom a, 1995, 410 p.
L. 50.000
2. H erbert D iekm ann, Bibliografia generale di Don Bosco. Voi. 2°: D eutschsprachige
Don-Bosco literatur 1883-1994 (1844-1992) (= ISS, Bibliografie. II). LA S-Rom a, 1997, 110 p.
L. 15.000
3. L éon V erbeek, Les Salésiens de l ’Afrique Centrale. Bibliographie 1911-1996. LA S-R om a,
1998,239 p.
L. 22.000
RICERCHE STORICHE SALESIANE
R ivista sem estrale di storia religiosa e civile 1982-1999 nr. 1-34.

61.8 Page 608

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PICCOLA BIBLIOTECA
1. - F rancesco M otto
I «Ricordi confidenziali ai direttori» di Don Bosco L. 3.000
2. - Jesús Borrego
Recuerdos de San Juan Bosco a los primeros misioneros L. 3.000
3. - Pietro Br a i d o
La lettera di Don Bosco da Roma del 10 maggio 1884 L. 5.000
4. - Francesco M otto
Memorie dal 1841 al 1884-5-6 pel Sac. Gio. Bosco
[Testamento spirituale] L. 5.000
5. - Giovanni (s.) B osco
II sistema preventivo nella educazione della gioventù
Introduzione e testi critici a cura di Pietro Braido L. 10.000
6. - Giovanni (s.) B osco
Valentino o la vocazione impedita
Introduzione e testo critico a cura di Mathew Pulingathil L. 10.000
7. - Francesco M otto
La mediazione di Don Bosco fra Santa Sede e Governo per la concessione degli exequá­
tur ai Vescovi d ’Italia (1872-1874) L. 6.000
8. - Francesco M otto
L ’azione mediatrice di Don Bosco nella questione delle sedi vescovili in Italia
L. 6.000
9. - Pietro B raido
Don Bosco per i giovani: V«oratorio» - una «Congregazione degli oratori»
L. 10.000
10. - A n to n io F erreira da S ilva
Cronistoria o diario di Monsignor Luigi Lasagna 3-1893/11-1895 L. 10.000
11. - G iovanni (s.) B o sco
La Patagonia e le terre australi del continente americano. A cura di J. Borrego.
L. 10.000
12. - A ntonio F erreira da S ilva
Unità nella diversità. La visita di mons. Cagliero in Brasile 1890/1896.
L. 10.000
13. - P ietro B r a i d o
Breve storia del sistema preventivo L. 10.000
14. - A ntonio F erreira da S ilva
La missione fra gli indigeni del Mato Grosso
Lettere di don M ichele Rua (1892-1909) L. 15.000
15. - Pietro B r a i d o (a cura di)
Don Bosco Fondatore - «Ai Soci Salesiani» (1875-1885)
Introduzione e testi critici. L. 18.000
16. - A n to n io F er reira da S ilva
Patagonia. Realtà e mito n ell’azione missionaria salesiana L. 14.000
17. - G iorgio R ossi
L ’istruzione professionale in Roma capitale. Le scuole professionali dei Salesiani al
Castro Pretorio (1883-1930) L. 10.000