Epistolario-Giovanni-Bosco-II


Epistolario-Giovanni-Bosco-II

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ISTITUTO STORICO SALESIANO - ROMA
FONTI - Serie prima, 8

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ISTITUTO STORICO SALESIANO - ROMA
FONTI - Serie prima, 8
GIOVANNI BOSCO
SCRITTI EDITI E INEDITI
Vol. V ili
LAS - ROMA

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Giovanni Bosco
SCRITTI EDITI E INEDITI
Voi. Vili
EPISTOLARIO
Introduzione, testi critici e note
a cura di
FRANCESCO MOTTO
Volume secondo
(1864-1868)
727 - 1263
LAS - ROMA

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In ricordo del Rettor Maggiore, don Egidio Viganò,
che con vivo desiderio attendeva il volume
ma che la morte ha colto prima di vederne la pubblicazione.
© by LAS - Libreria Ateneo Salesiano
Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 - 00139 Roma
ISBN 88-213-0342-X
Tipografia: Istituto Salesiano Pio XI - Via Umbertide, 11 - 00181 Roma - Tel. 78.27.819
Finito d i stam pare: O ttobre 1996

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Sac. Giovanni Bosco
(1815-1888)

1.8 Page 8

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PREMESSA AL VOLUME II
(1864 - 1868)
A quasi cinque anni di distanza dalla pubblicazione del primo volume dell’E-
pistolario di don Bosco1 [= E(m) I], ecco ora l’atteso secondo volume che ab­
braccia il periodo dal 1864 al 1868. Sono gli anni della costruzione della chiesa di
Maria Ausiliatrice, del decretum laudis della società salesiana, dell’apertura di
collegi fuori Torino, di interessanti soggiorni a Firenze e Roma, di intense relazio­
ni epistolari con corrispondenti di tante città d’Italia; ma sono anche gli anni del
traumatico trasferimento della capitale da Torino a Firenze, di una forte crisi eco­
nomica italiana, della scomparsa dei primi collaboratori «salesiani», delle avvisa­
glie di gravi incomprensioni con le autorità ecclesiastiche.
Balzerà immediatamente agli occhi del lettore una prima grande differenza
fra i due volumi dell’Epistolario: per un numero di pagine di poco inferiore, e per
un numero di lettere quasi identiche (ivi comprese quelle dell’Appendice), il pre­
sente volume copre un arco di tempo sei volte inferiore a quello precedente. Non
è necessario cercare tanto lontano il motivo di questa sproporzione: l’estensione
degli interessi materiali e spirituali di don Bosco oltre la città di Torino, i suoi nu­
merosi viaggi al di fuori del Piemonte (specialmente a Milano, Firenze e Roma,
che gli hanno permesso di avvicinare personalmente centinaia di persone), la ce­
lebrità e la fama di taumaturgo che ormai l’accompagnavano, per cui i destinata-
ri delle sue lettere le hanno gelosamente conservate.
È facile anche comprendere l’importanza di poter disporre di un simile accu­
mulo di corrispondenza: vi si trova la registrazione dettagliata - in media una let­
tera ogni tre giorni2 - degli «avvenimenti» piccoli e grandi della sua vita, per lo
meno di quelli per i quali lui stesso ha voluto interessare altre persone, ovvero di
quelli in cui i suoi corrispondenti lo hanno coinvolto. Dunque un don Bosco visto
veramente da vicino, fonte privilegiata per la conoscenza della sua vita, dei suoi
ideali, della sua azione, e soprattutto senza altra «mediazione», né altrui né sua,
se non quella del motivo per cui scriveva.
1 G iovanni B o sco , E pistolario. Introduzione, testi critici e note, a cura di F. M otto. Volume pri­
mo (1835-1863) lett. 1-726. Roma, LAS, dicembre 1991, 718 p.
2 Sulla base di questi dati, pur supponendo la perdita di molte lettere di don Bosco, sembra lon­
tano dal vero per eccesso quanto si afferma nel volume V ili delle M emorie Biografiche relativo al pe­
riodo in oggetto: «Posso assicurare che erano centinaia e talvolta migliaia quelle che egli riceveva ogni
settimana, con cui si imploravano le sue orazioni, com e quelle di un santo che tutto può presso Dio e
la Beatissima Vergine» (MB V ili 107-108, testim onianza d i don Michele Rua). Lettere smarrite sono
certamente quelle già possedute a Torino da Michele Graglia e datate: 20 febbraio 1866, 22 settembre
1866, 16 novembre 1866, 8 febbraio 1867, 3 aprile 1867, 21 aprile 1867 e 21 dicembre 1867. Nel presente
volume il numero maggiore di lettere conservate è stato scritto nel m ese di gennaio 1868 (22 lettere).

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6 Premessa al volum e II
Le 537 lettere qui pubblicate, relative dunque al quinquennio 1864-1868, ri­
sultano così suddivise:
1864 66 lett. oltre a 24 lett. attestate ma non repe
1865 87 » » » 25 »
» »» »
1866 115 » » » 42 »
»
»»
»
1867 131 » » » 33 »
»
»»
5>
1868 138 » » » 34 »
» »» »
In questo secondo volume, diversamente dal primo, è parso opportuno collo­
care in Appendice le molte lettere (esattamente 158) «attestate ma non reperite» -
escludendole così dalla numerazione continuata - in quanto, come si è notato, è
già rilevantissimo il numero delle lettere conservate in proporzione al periodo
considerato. Per lo stesso motivo si è optato di citare solo in nota le lettere «de­
sunte» dalla documentazione ma «non reperite» anche perché sarebbe stato im­
possibile distinguere fra quelle autografe, quelle autenticate dalla sua firma e
quelle semplicemente scritte da altri a suo nome, magari sulla base di un sempli­
ce appunto di risposta. Non si può infatti dimenticare che dal 1865 don Bosco a
Valdocco ha accanto a sé sia don Michele Rua come fidatissimo braccio destro,
cui concede larghi spazi di responsabilità, sia un certo numero di salesiani stretti
collaboratori, incaricati di specifici settori della casa. Tra loro spicca il cav. Fede­
rico Oreglia di S. Stefano, salesiano laico, responsabile della tipografia di Valdoc­
co.3
L'Oreglia risulta il destinatario del maggior numero delle lettere qui pubbli­
cate: 31; seguono nell'ordine: Pio IX con 19 lettere, don Michele Rua e la contes­
sa Carlotta Callori con 18, il rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti e
la contessa Virginia Cambray Digny con 16, l’arcivescovo di Firenze Gioacchino
Limberti con 12, la contessa Girolama Uguccioni, don Giovanni Bonetti e don Do­
menico Pestarino con 9, mons. Pietro Ferrè vescovo di Casale Monferrato e la
contessina Azelia Fassati con 8; 22 le circolari, comprese le due ai vescovi.
In altra forma, più sintetica, le 537 lettere potrebbero essere così suddivise:
104 a sacerdoti, una metà dei quali salesiani
100 ad autorità religiose (cardinali, vescovi, vicari generali e capitolari,
rettori di seminari...) di cui oltre un terzo residenti a Roma
91 a donne, quasi tutte della nobiltà
76 a uomini, oltre un terzo dei quali nobili
3
Benché non propriamente lettere, si sono però inserite alcune richieste di indulti presso la S.
Sede, due appelli da pubblicare su periodici (742 e 815), una raccomandazione (783), una dedica «poe­
tica» di un libro (837), una circolare di don Bosco ma firmata dai rispettivi direttori di case (1169), una
sottoscrizione di prestito (1206), due modelli di ricevuta (1097, 1148), una referenza di un chierico
(1243) e una dichiarazione di professionalità di don Rua (851). Quanto agli inviti a teatro, si è pubbli­
cato solo un esem pio (936), salvo citare gli altri nell’apparato storico-illustrativo.

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Premessa al volum e II 7
52
31
16
15
11
9
9
altre:
a ministri e uffici ministeriali, autorità locali (una ventina queste ul­
time)
al salesiano laico Federico Oreglia di S. Stefano
a suore
a giovani, di cui 5 collettive
a chierici
a ragazze (8 alla sola Azelia Fassati)
al re e familiari
a vari destinatari
Di queste le inedite (nelle Memorie Biografiche e nell’Epistolario curato da
don E. Ceria) sono 143. Le lettere in latino sono 11.
Quanto alla tipologia le lettere si possono classificare come segue:
Orig. aut............................................................................................... 333
Orig. aut. in fotocopia ......................................................................
2
Orig. allog. con firma aut.................................................................. 16
Orig. allog. con corr. aut...................................................................
1
Orig. allog. senza firma ma autenticato ........................................
2
Orig. allog. senza firma o con firma allog....................................... 10
Min. aut................................................................................................ 50
Min. allog. con firma aut...................................................................
3
Min. allog. con corr. aut...................................................................
9
Copie ricalcate dall’orig. aut.............................................................
2
Copie allog. con data aut...................................................................
1
Copie allog. con firma allog. ma autenticate ................................ 42
Copie a sta m p a .................................................................................. 32
Copie dattiloscritte ............................................................................
7
Copie fotografiche .............................................................................
1
Copie semplici (prive di qualsiasi autenticazione) ........................ 26
L’autenticazione delle copie prive di correzioni o di firma autografa di don
Bosco è di solito dovuta al timbro della curia arcivescovile di Torino apposto sui
numerosi fascicoli, di formato protocollo, che contengono trascrizioni di lettere
fatte da don Gioachino Berto, accluse al processo di beatificazione e canonizza­
zione di don Bosco e poi ritornate in possesso dell’Archivio Salesiano Centrale.
Altre volte l’autenticazione è data dalla firma di Pio IX o da particolare nota d'uf­
ficio di Torino e di Roma. La copia semplice conservata in Archivio Salesiano
Centrale, spesso effettuata da anonimo copista, è indicata e utilizzata nel caso in
cui della lettera in questione esista solo quel manoscritto, che pertanto viene pre­
ferito al testo edito nelle Memorie Biografiche o neWEpistolario di don Ceria. Le

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8 Premessa al volum e II
volte poi nelle quali non si è potuto personalmente consultare l’originale mano­
scritto in quanto non era stata individuata la sua attuale ubicazione, si è indicato
di aver fatto ricorso alla fotocopia o a copie di diverso genere: fotografica o a
stampa, ricalcata su originale o allografa, autenticata o semplice.
Quanto al luogo di redazione, dopo Torino con 475 lettere, si ha Castelnuovo
d ’Asti (attuale Castelnuovo don Bosco) con 14 lettere, Roma con 13, Cremona,
Firenze, Mirabello, Strevi e Troffarello con 7, Bologna, Chieri, Lanzo-S. Ignazio,
Lonigo con 2, e infine Alba, Bricherasio, Gorrino, Gozzano, Mornese, Novara, Pi­
sa, Venezia, Villafalletto con 1 lettera. A tal proposito va però precisato che questi
numeri si riferiscono alla data topica da noi pubblicata accanto alla data cronica -
e non a quella che effettivamente si legge sui singoli manoscritti - poiché nella
corrispondenza con persone residenti lontane da Torino don Bosco spesso segna­
lava questa sua città di abituale residenza, e non invece il luogo esatto dove si tro­
vava al momento in cui redigeva materialmente la lettera. Si comprende perciò
come tale indicazione convenzionale renda ardua la ricostruzione cronologica dei
viaggi di don Bosco unicamente sulla semplice base delle lettere da lui scritte. Le
poche volte in cui era sicura la data topica - ad es. grazie al timbro dell’affranca­
tura - la si è sostituita a «Torino», fatto salvo il rimando della correzione in appa­
rato critico; nella incertezza invece si è preferito mantenere «Torino» nella inte­
stazione e far poi un cenno dei viaggi e dei soggiorni di don Bosco fuori Torino al­
l’interno dell’apparato storico-illustrativo.
Circa l’attuale ubicazione, al primo posto si trova ovviamente l’Archivio Sa­
lesiano Centrale di Roma con 307 lettere, seguito dagli archivi di Firenze con 42
lettere, di Torino e Milano con 28, di Roma con 24, di Città del Vaticano 18, di
Genova con 7, di Casale Monferrato, Cremona e Cuneo con 6, di Modena con 4,
di Bologna, Parma e Vigevano con 3, di Loreto e Mondovì con 2. Una lettera cia­
scuna è invece conservata in altre 17 località: Buenos Aires, Carmagnola, Casor-
zo, Chieri, Como, Fermo, Genova, Ginevra, Ivrea, Macerata, Moncalieri, Pinero-
lo, Piobesi Torinese, Tortona, Varese, Vercelli, Verona e Vienna.
L'immagine di don Bosco quale appare nelle lettere del quinquennio 1864-1868
Anche le lettere di questo secondo volume per il loro carattere di spontaneità
e immediatezza, per il fatto di nascere come strumento di comunicazione perso­
nale e privata, possono diventare, come s’è accennato, prezioso strumento per la
biografia di don Bosco, per cogliere i tratti della sua personalità, i moti interiori
del suo animo, il suo ideale, da cui scaturirono poi i comportamenti, le sue moda­
lità di ascolto e di reazione ai «segni del tempo».4 La vita materiale e spirituale di
4
Si veda al riguardo F. M o n o , L ’E pistolario com e fonte di conoscenza e di stu d i su don Bo­
sco, in Don Bosco nella storia, a cura di M. Midali. Roma, LAS 1990, pp. 67-89. Il m edesim o concetto

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Premessa al volum e II 9
una persona (e di uno scrittore) è senz’altro più vasta di quella che si riesce a do­
cumentare con i suoi scritti; la spiritualità poi di una persona come don Bosco
pare molto contrassegnata dal suo vissuto: ora di tale vissuto indice e testimo­
nianza privilegiata e autorevole è proprio la sua corrispondenza privata.
Il presente volume non offre però, verosimilmente, nessuna novità sensazio­
nale su don Bosco; tuttavia aiuta a comprendere in maniera diversa, più precisa e
puntuale, quanto forse si conosceva già a livello generale.5
Fedeli alla nostra intenzione di rimandare ad altre sedi le possibili e diverse
utilizzazioni dell'Epistolario,6 ci sia però consentito una semplice riflessione sul­
l'immagine di don Bosco che emerge dalle centinaia di lettere qui pubblicate.
Tale don Bosco non è certamente quello di una certa oleografia tutta idealiz­
zata, miracolistica, provvidenzialistica, ossia un don Bosco semplicemente e solo
carismatico, santo, al di sopra di ogni sospetto; bensì è quello di un uomo in car­
ne ed ossa, concreto, assillato da problemi, caparbio fino all’ostinazione e alla ap­
parente contradditorietà nel realizzare i suoi progetti. Per convincersene, basterà
leggere le ossessive domande della facoltà di rilasciare le dimissorie prima che la
congregazione salesiana fosse approvata - impermeabile dunque anche alle legit­
time esigenze canoniche, che cerca di superare tramite amicizie altolocate ed
espedienti vari - e la persistente, irremovibile autodifesa della sua metodologia di
lavoro nel compilare il fascicolo su II Centenario di S. Pietro.
Sacerdote dall’attività intensa, don Bosco è una persona che ha respirato una
cultura ecclesiale eminentemente praticistica e piuttosto provinciale e che ha vis­
suto un quotidiano difficile e duro, sotto il segno della precarietà, in risposta a
forti spinte interiori sentite come reali, anche se mai o quasi mai espresse. Il don
Bosco dell'Epistolario non è il «Don Bosco che ride»; è invece il don Bosco che
soffre, che lavora, che deve parlare sempre, scrivere incessantemente, stare di
continuo in mezzo ai giovani, in mezzo alla gente di ogni ceto sociale. Non ha
tempi lunghi disponibili per sé, per la propria preghiera canonica e rituale, per il
silenzio; non ha grossi libri di meditazione e di formazione religiosa nella borsa di
viaggio, solo il rosario, forse qualche libricino e il breviario e anche questo chiede
di poterlo sostituire con preghiere ancor più brevi.
L'analisi linguistica e contenutistica delle lettere di questi anni evidenzia un
don Bosco prete semplice, non particolarmente aureolato di carismi consolatori,
di pensieri teologici, devozionali e pedagogici fuori dell’ordinario, o eccezional-
è stato sottolineato dalla quasi totalità degli interventi alle varie presentazioni del primo volum e e an­
che da più di un recensore. Valga per tutti: R. Aubert in «Revue d'histoire ecclésiastique», vol.
LXXXVIII n. 34, juill-déc. 1993, pp. 900-901.
5 Cf A. M o n tic o n e, A pproccio storico alle lettere d i Don Bosco in «Rivista di Scienze dell’educa­
zione», a. XXX 1/1/gennaio-aprile 1993, p. 22.
6 Per il primo volum e dell'Epistolario un’ampia utilizzazione è ad es. rintracciabile in P. B ra id o ,
Il sistem a preventivo di don Bosco alle origini (1841-1862). Il C am m ino del «preventivo» nella realtà
e nei docu m en ti in RSS 27 (1995) pp. 255-320; ovviamente ancora maggiore l’utilizzazione delle lette­
re da parte di F. M otto, O rientam enti po litici d i don Bosco nella corrispondenza con Pio IX del
triennio 1858-1861 in RSS 22 (1993) pp. 9-37.

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10 Prem essa al volu m e II
mente lirici o sempre nuovi. Il suo vocabolario è scarno, povero, ripetitivo anche
per una certa abitudine mentale, dovendo scrivere e chiedere le stesse cose per lo
stesso scopo, in mezzo a mille faccende da sbrigare in tempi ridotti. Nella sua
mente e nel suo lessico i giovanetti sono sempre e solamente «poveri», i bisogni
sono sempre «eccezionali», le strettezze economiche sono sempre «gravi», le ope­
re che intraprende sempre «gigantesche» e «necessarie», le benedizioni del cielo
invocate sui benefattori sempre «copiose».
Eppure quest’uomo è di casa in molti palazzi della nobiltà piemontese, ligu­
re, lombarda, veneta, emiliana, romagnola, romana...; è accolto con immensa
gioia dalle dame dell'aristocrazia - e non solo da quella papalina - , è amato dai
giovani, è stimato dal papa e da alti prelati vaticani; è fatto oggetto di grande am­
mirazione non solo dai suoi «figli devoti» di Torino, di Mirabello e di Lanzo, ma
da persone che lo abbiano incontrato occasionalmente, ne abbiano sentito parla­
re o abbiano letto le sue modeste pubblicazioni.
Come spiegarlo? Certo non sono mancate persone e ambienti ostili, quali i
molti lettori della «Gazzetta del popolo», anticlericale, o della « Buona Novella»
valdese. Ma questi sono al di là degli orizzonti dell'Epistolario.
Forse non si è lontani dal vero se si vede don Bosco come una personalità ca­
pace di affascinare, coltivare le folle dei suoi corrispondenti, facendo leva sulla
propria immagine di salvatore della gioventù e della società, di educatore straor­
dinario che la fama dice aiutato dal cielo in modo palese, di fondatore di opere
benedette da Dio e dalla Madonna, di profeta che ascolta i propri sogni, di sacer­
dote zelante che garantisce la salute terrena (a dispetto del dilagante colera) e
quella eterna a chi gli dà una mano per mantenere centinaia di ragazzi allo studio
e ai laboratori artigianali, per fondare collegi, per costruire una chiesa grandiosa
come quella di Maria Ausiliatrice - in tempi di forte depressione economica! - po­
tendo contare solo sulla «divina provvidenza» che assume il nome dei privati o
pubblici estimatori del suo operato.
Nell’Epistolario di questi anni campeggia soprattutto un don Bosco della
«materialità» della vita quotidiana, collocato sul versante del vivere giornaliero,
sempre alla ricerca di finanziamenti per le sue inesauribili attività a favore dei gio­
vani: tutti i giorni a stendere la mano, tutta la vita a chiedere. Don Bosco sa che
la generosità va stimolata e propiziata e, siccome non tutti lo conoscono perché
vivono lontano da lui - ormai i rapporti familiari-torinesi si sono rarefatti e così è
necessario allargare la cerchia dei benefattori in tutte le direzioni del nuovo regno
- si tratta di informarli, di sensibilizzarli, di insistere non vergognandosi di «co­
stringere» con argomentazioni spesso ripetitive (ma sempre convincenti), amabil­
mente toccando le corde sensibili del cuore. Un’arte della «captatio benevolen-
tiae» la sua, una mistura di semplicità, concretezza, enfasi, iperbole, drammatiz­
zazione, fra cui è difficile tracciare i confini, seguita però da grandi capacità orga­
nizzative: lotterie, stampa, circolari, viaggi con cui tessere una fitta trama di rela­
zioni, da cui ottenere quello di cui aveva bisogno e a cui dare ciò che cercavano:
parole di fede, di consolazione e di speranza, con promessa di comunioni e di
preghiere da parte di centinaia di giovani.
Una ricompensa facile, si direbbe, ma don Bosco ci crede e con lui i suoi cor­

2.5 Page 15

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Prem essa al volu m e II 11
rispondenti, spesso nobili e ricchi, contenti di essere presenti nel suo pensiero,
convinti del ruolo sociale della sua azione, disponibili a far del bene, fiduciosi nel­
l’efficacia della preghiera; una nobiltà, anche non italiana, quella in rapporto con
don Bosco, per lo più educata a sentimenti cristiani e cattolici, che va a gara a
scrivergli, a chiedergli consigli, a inviargli denaro; una nobiltà che lui accosta nei
suoi viaggi, preparati da fitta corrispondenza precedente; una nobiltà, quella di
Torino, che chiama quella di Milano, Bologna, Firenze, Roma, città, specialmen­
te queste ultime due, dove suscita interesse ed entusiasmo.
Ad una prima lettura potrebbe però sembrare che il mondo di don Bosco sia
circoscritto all’ambito ecclesiale, tanto frequenti e insistenti sono i riferimenti alle
istituzioni ecclesiastiche, o all’ambito privato, di cui s’è appena detto. Invece que­
sti stessi personaggi sono gli attori principali della «grande storia». Come giusta­
mente è stato osservato, da loro don Bosco è in dissenso, protagonisti come sono
di una politica antiecclesiastica sulla quale egli è intransigente, conservatore, so­
stenitore della più stretta lealtà alla Santa Sede: eppure gli chiedono e concedono
favori a viso aperto, sensibili alle sue iniziative di utilità sociale e nazionale; gli
raccomandano ragazzi, lo invitano a colloquio, gli inviano indumenti di quell’e­
sercito che occupa lo Stato Pontificio e che si prepara a occupare con la forza la
stessa città di Roma.
Dunque un don Bosco non estraneo al tessuto religioso e sociale del paese,
tanto più che nell’Epistolario non mancano accenni alla storia italiana del mo­
mento e ai suoi principali avvenimenti: il trasferimento della capitale a Firenze, la
terza guerra dell'indipendenza, i tentativi garibaldini di conquistare Roma, l’op­
posizione radicale e repubblicana al governo, le leggi sugli enti e i beni ecclesiasti­
ci, il corso forzoso, l'approvazione dell’esercizio provvisorio, «la tassa della dispe­
razione»... Vero però si è che tutto questo è avvertito da don Bosco indirettamen­
te, come ombre che si profilano silenziose sullo sfondo, più per le conseguenze
sulla sua attività di sacerdote, educatore, costruttore e fondatore che non per l’in­
cidenza sull’intera popolazione; nel suo Epistolario - e alle sue orecchie - l’eco
dei grandi avvenimenti della vita nazionale giunge quasi smorzato, occupato
come è nei suoi molteplici impegni, salvo ovviamente alcuni interventi che lascia­
no il segno, come il suo particolare interessamento di quegli anni per la nomina
di vescovi alle sedi vacanti.
Criteri di edizione
Come è ovvio, si sono seguiti i criteri indicati nell’introduzione al primo volu­
me (pp. 13-21). Così per l’uso delle maiuscole nell’apertura, nella chiusura e nel­
l’indirizzo della lettera, per l’uniformità nell’indicazione dei titoli del destinatario,
per le parentesi quadre che racchiudono il nome del ministro quando la lettera è
indirizzata ad un non identificato funzionario del ministero, per l’uso dell’asteri­
sco indicante la diversa ubicazione della data nell'originale, per il rispetto della
punteggiatura e della parola (italiana o latina) non correttamente scritta ma co­
munque comprensibile, ecc. E proprio a riguardo della punteggiatura e della pa­

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12 Prem essa al volu m e II
rola sbagliata, o più sovente dimenticata, va anche tenuto presente che sono deci­
ne le lettere che si pubblicano solo sulla base di una minuta vergata di getto, a
volte quasi senza correzioni, a volte invece decisamente rielaborata.7
Ogni sforzo è stato fatto per rispondere all’intento di offrire al lettore un te­
sto il più fedele possibile all’originale, ferma restando la convinzione che l’errore
di lettura del manoscritto - non sempre nitido, anzi talvolta molto arduo da deci­
frare -, quello di trascrizione e di ricomposizione tipografica sono sempre in ag­
guato, soprattutto per l’inevitabile influsso del linguaggio corrente rispetto a quel­
lo ottocentesco e per l’estrema variabilità ortografica di don Bosco.8
Trattandosi dell’edizione dell’«epistolario» di don Bosco, e non dell’intero
«carteggio» fra don Bosco e i suoi corrispondenti, le lettere di questi ultimi sono
solamente riportate in brevissima sintesi nell’apparato delle note storico­
illustrative; non si è però mai omesso di indicare la loro precisa collocazione ar­
chivistica - microschede del Fondo Don Bosco comprese9 - e l’eventuale loro
pubblicazione in uno dei XIX volumi delle Memorie Biografiche, in quanto facil­
mente rintracciabili (diversamente dalle bozze di stampa dei Documenti per scri­
vere la storia di D. Giovanni Bosco, dell'Oratorio di S. Francesco di Sales e della
Congregazione Salesiana conservate in unico esemplare nell’Archivio Salesiano
Centrale).
7 Gli interventi del curatore, limitati quanto più possibile, sono com unque sempre indicati con
le parentesi quadre; in alcune occasioni è stato giocoforza inserire dei segni di punteggiatura o altro
(verbo, congiunzione, pronome, sillaba finale di parola...) per facilitare la lettura del testo anche a chi
non padroneggiasse l'italiano, ovvero per superare discutibili forme di fedeltà materiale all’originale
(com e ad es. per l ’uso in don Bosco del semplice sig. riferito a una donna, o del sig.ra per una ragaz­
za). Solo in questi casi - e in non molti altri - si è preferito aggiungere una parentesi di precisazione o
completamento. Il che, ovviamente, ha comportato l’oggettiva difficoltà di mantenere quella assoluta
uniformità di trascrizione (auspicata da alcuni studiosi, m a praticamente impossibile in u n ’opera di
tale portata) e comunque quasi priva di significato tenuto conto che si tratta sem pre di corrisponden­
za privata, lontana da qualunque esigenza letteraria o estetica, e pertanto non soggetta a particolare
attenzione da parte di don Bosco. Si è invece presa maggiore libertà di intervento per quelle lettere di
cui esisteva solo sem plice copia, per lo più di don Gioachino Berto. In tal caso considerando I ’ m s m s
scribendi del copista, che abbonda nelle maiuscole e nello svolgere le abbreviazioni, si è optato per
quelle forme stilistiche più comunem ente usate da don Bosco. Delle semplici copie è sembrato inutile
indicare il retto e il verso dei singoli fogli. Nella pubblicazione delle circolari a stampa poi non si sono
adottati i diversi caratteri usati qua e là nell’originale: al maiuscolo neretto si è normalmente sostituito
il minuscolo corsivo.
8 Ad es. p a roco/parroco/parocco, cherico/chierico, colera/cholera, segretario/segretaro;
varia anche la grafia dei nomi di persone e di luogo: ad es. Bonetti/Bonetto, Cerruti/Cerrutti/Cerutti,
Trofarello/Troffarello/Trufarello/Truffarello. Analogamente per la varietà delle abbreviazioni (R.d.m a/
Rev.m a/Reverend.m a ecc.) e per l’uso delle maiuscole, dove troviamo appunto Marchesa, Marito,
Lettera, Gennajo, Divina Provvidenza, accanto alle stesse parole vergate con iniziale minuscola. Il
problema si complica avendo noi sottomano un'estrema varietà di testi (minute, originali autografi o
m eno, copie allografe...), dove fra l ’altro per certe lettere dell'alfabeto (C P M S) è spesso arduo distin­
guere la maiuscola dalla minuscola. Ancor più arduo poi, per non dire impossibile, è vedere se è stata
scritta o no la vocale finale dei verbi all’infinito.
9 È forse qui utile rammentare che al momento presente non sono comprese nel FDB - e neppu­
re classificate - né le lettere dei corrispondenti di don Bosco scritte però ad altri salesiani, né le lettere
di questi confratelli ai loro corrispondenti. Pertanto in tali casi si è potuto indicare solo la collocazione
(ad es. ASC B 2560301).

2.7 Page 17

▲torna in alto
È però necessario rilevare quanto segue:
Prem essa al volu m e II 13
a. Per le indicazioni archivistiche alfanumeriche dell'Archivio Salesiano
Centrale, essendosi ormai completata la collocazione delle singole lettere median­
te codice alfanumerico computerizzato, si è indicato non solo il semplice numero
del contenitore (come nel primo volume), ma anche il numero della «camicia»
(ossia del cartoncino piegato in due che contiene il documento), e quello del sin­
golo documento, che pertanto risulta individuato con la massima precisione pos­
sibile (ad es. A 1730403). Si è poi segnalata anche la relativa classificazione (ad es.
B31010).
b. Invece le indicazioni archivistiche descrittive (ad es. Lett. orig., Lett. di
recente recupero, ecc.) seguite dal nome del destinatario, specialmente se relative
ad un ufficio pubblico, sono state riportate con i nomi - anche errati e comunque
di valore indicativo - che si leggono sulla scatola conteniti’ice, o sulla «camicia»
del documento o nel volume delle microschede del FDB, onde facilitare l’even­
tuale reperimento della lettera. Nelle note storico-illustrative però si è precisato il
nome esatto. Vale qui anche la pena di ricordare che la scritta Lett. orig. significa
che le lettere hanno tale indicazione nell’Archivio Salesiano Centrale m a non ne­
cessariamente si tratta di lettere originali, perché sotto questa indicazione sono
incluse anche molte minute di lettere.
c. All’inizio della descrizione delle lettere si è sempre indicato il luogo (o la
persona) che conserva il testo che si pubblica; si è sempre aggiunta anche la posi­
zione in cui si trova la fotocopia del medesimo documento all'interno dell’Archi-
vio Salesiano Centrale. L’espressione «già presso» significa che attualmente l’ori­
ginale autografo non è più conservato dalla persona citata, per cui nell’impossibi­
lità di controllarlo direttamente si pubblica o la fotocopia (Mss. aut. in fotoc.) o
una copia (Copie di orig.), o una copia a stampa edita nelle Memorie Biografiche
o nell’Epistolario di don Ceria.
d. L’apparato storico-illustrativo che accompagna il testo deriva il suo carat­
tere e il suo limite dal fine che ci ha mossi nel compilarlo, vale a dire offrire sem­
plicemente al lettore dei punti di riferimento essenziali per una migliore com­
prensione delle lettere stesse, rimandando invece alla bibliografìa indicata o, me­
glio ancora, ai repertori bibliografici10chi volesse approfondire il soggetto indica­
to. Non va a tal proposito dimenticato che la bibliografia su don Bosco, anche se
spesso di livello divulgativo, è amplissima ed in essa si possono trovare facilmente
tutte quelle informazioni che sovente i curatori di altri epistolari sono costretti a
inserire nelle loro note. Pur nella fedeltà al nostro rigoroso criterio, non si sono
però volute tralasciare le informazioni di difficile reperimento altrove e l’indica­
10
Per la lingua italiana si veda la recentissima Bibliografia generale di don Bosco. Voi. 1° B i­
bliografia italiana 1844-1992, a cura di S. Gianotti. Roma, LAS 1995.

2.8 Page 18

▲torna in alto
14 Prem essa al volu m e II
zione precisa della fonte da cui sono state ricavate le notizie biografiche dei per­
sonaggi citati nelle lettere, con tutte le difficoltà del caso (nomi sbagliati, identifi­
cazioni insicure, date incerte ecc...). Le notizie sui singoli parroci, religiosi e reli­
giose, o su esponenti di amministrazioni comunali, se non segnalate altrimenti
(ad es. dalla persona ivi indicata) provengono direttamente dall'archivio parroc­
chiale, da quello dell’istituto religioso o del Comune. Non è forse inutile ribadire
che pure documenti d ’archivio non sono scevri di errori e imprecisioni, come ad
es. il registro Censimento (altrimenti detto Anagrafe) dell’Archivio Salesiano Cen­
trale che contiene numerose lacune e diverse sviste circa i dati dei ragazzi e delle
altre persone ospitate all’Oratorio. Lo stesso si dica di testi a stampa, quali ad es.
gli Annuari della Nobiltà Italiana, il Dizionario biografico dei Salesiani, non
escluso il Dizionario biografico degli Italiani.
e. I dati biografici dei destinatari delle lettere e dei personaggi in esse citati
sono stati indicati, con poche eccezioni, la prima volta che apparivano nel corso
dell’Epistolario; le volte successive si è solo fatto riferimento con un v. lett. [ =
vedi lettera] seguito dal numero della lettera se pubblicata nel presente volume;
se invece era stata pubblicata nel volume precedente, lo si è indicato con v. E(m)
I, lett., seguito sempre dal numero della lettera. Tali rimandi interni sono di nor­
ma limitati a notizie e questioni trattate nella lettera che si intende illustrare.
Per gli alti esponenti del clero e della politica, il profilo biografico è brevissi­
mo, talora telegrafico, in quanto ulteriori informazioni sono facilmente rintrac­
ciabili in comuni dizionari o in volumi ad essi dedicati. Altrettanto si è fatto per i
personaggi delle lettere attestate ma non reperite poste in Appendice.
Integrando la logica delle note, ma senza tradire la loro natura illustrativa,
quando si presentava l'opportunità si è accennato al contenuto di lettere a don
Bosco della cui risposta non si è trovata traccia alcuna; questo anche per non pas­
sare sotto silenzio personaggi, con i quali don Bosco era in relazione: dai loro fon­
di archivistici potrebbero emergere un domani le lettere di don Bosco. Allo stesso
modo ci siamo permessi di fare a riguardo di qualche personaggio mai citato nel­
le lettere di don Bosco, ma il cui nome appare in lettere a don Bosco o in altra
fonte di particolare interesse.11
/. Durante l’ultima revisione del dattiloscritto e delle bozze di stampa non ci
sono arrivate lettere che cronologicamente avrebbero dovuto essere poste all'in­
terno del presente volume; ne sono state invece reperite alcune che avrebbero do­
vuto essere inserite nel primo volume;12 verranno pubblicate tutte in Appendice
11 Così ad es. per la abbondantissima corrispondenza intercorsa fra don Giovanni Battista Fran-
cesia e i salesiani di Torino (don Michele Rua, cav. Federico Oreglia di S. Stefano, don Celestino Du­
rando...) in occasione del soggiorno a Roma di don Bosco nel gennaio-febbraio 1867. A tal proposito
va rilevato com e il testo pubblicato sulle M em orie Biografiche differisce notevolmente da quello delle
lettere del Francesia, tutte conservate in ASC.
12 Cf A. G iraudo, «Sacra R eai M aestà». Considerazioni intorno ad alcuni in editi d i don Bosco,
in RSS 25 (1994) pp. 293-298.

2.9 Page 19

▲torna in alto
Prem essa al vo lu m e II 15
all'ultimo volume dell’Epistolario. Ovviamente sono pervenute lettere che faran­
no parte dei successivi volumi; con loro anche la notizia che non potranno più es­
sere recuperate delle lettere, andate distrutte per vari incidenti, fra i quali l’ecces­
so di devozione dei custodi o dei possessori.13
•k ie "k
In chiusura esprimo il mio grazie sincero e cordiale a coloro che, in diverse
forme, mi sono stati di aiuto. Il loro numero è così nutrito che a farne l’elenco si
rischierebbe di incorrere in spiacevolissime omissioni. Mi sia consentito di ricor­
dare in particolare il personale addetto all’Archivio Salesiano Centrale e i colleghi
stabili o associati dell’istituto Storico Salesiano, prodighi di aiuti e di consigli in
tutte le fasi del lavoro.
Esprimo la mia doverosa riconoscenza alla sig.na Cinzia Angelucci, per la
sua preziosa collaborazione nell’ardua fatica dell’ordinamento dei documenti, nel
controllo dei testi e degli indici, nella verifica degli innumerevoli riferimenti delle
note.
Assieme al Consiglio Generale dei salesiani un grazie particolare va anche al
nuovo economo, don Giovanni Mazzali, per aver sostenuto il pesante carico delle
spese tipografiche.
13
È il caso di una lettera di fine anni cinquanta, scritta da don Bosco a Saliceto (Cuneo) e suddi­
visa fra i membri della famiglia Pregliasco in parti di dimensioni non superiori ad un normale franco­
bollo (testimonianza della stessa famiglia).

2.10 Page 20

▲torna in alto
16 Prem essa a l volu m e II
SIGLE DELLE FONTI E DEGLI SCRITTI PIÙ CITATI
Testi a stampa
ANI
BS
Cost. SDB
CSMTE
DBI
DBS
DIP
Documenti
E
E(m)
FDB
HC
LDNI
MB
MO (1991)
OE
RSS
SS
Annuario della Nobiltà Italiana
Bollettino Salesiano (dal gennaio 1878 ss); Bibliofilo cattolico o Bollettino
salesiano mensuale (da agosto a dicembre 1877)
Costituzioni della Società di S. Francesco di Sales (1858-1875), a cura di F.
Motto. Roma, LAS 1982
Calendarium sanctae metropolitanae taurinensis ecclesiae... Taurini
Dizionario biografico degli Italiani, a cura dell'Enciclopedia Italiana. Roma,
1960...
Dizionario biografico dei Salesiani, a cura di E. Valentini ed A. Rodino. To­
rino, 1969
Dizionario degli Istituti di perfezione. Roma 1973 e ss., a cura di G. Pelliccia
e G. Rocca
Documenti per scrivere la storia di D. Giovanni Bosco, dell’Oratorio di S.
Francesco di Sales e della Congregazione salesiana (ASC bozze di stampa a
cura di G. B. Lemoyne)
Epistolario di San Giovanni Bosco, a cura di E. Ceria. 4 voi. Torino, SEI
1955, 1956, 1958, 1959
G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di F. Motto,
(voi. I. (1835-1863) 1-726). Roma, LAS 1991
ASC Fondo Don Bosco. Microschedatura e descrizione, a cura di A. Torras.
Roma 1980
Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi. Voli. VII e VIII. Patavii
1968-1978
Libro d ’oro della Nobiltà Italiana...
Memorie Biografiche di Don (del Beato ... di San) Giovanni Bosco. 19 voi.
(da 1 al 9: G. B. Lemoyne; 10: A. Amadei; da 11 a 19: E. Ceria) + 1 voi. di In­
dici (E. Foglio). S. Benigno Canavese-Torino 1898-1939. Indici, 1948
G. Bosco, Memorie dell’Oratorio di San Francesco di Sales. Dal 1815 al
1855. Introduzione, note e testo critico a cura di A. Ferreira da Silva. Roma,
LAS 1991
G. Bosco, Opere edite. Prima serie. Libri e opuscoli. 37 voi. (ristampa ana­
statica). Roma, LAS 1977-1978; voi. 38: Roma, LAS 1987
Ricerche Storiche Salesiane. Rivista semestrale di storia religiosa e civile.
Istituto Storico Salesiano. Roma, LAS. 1982 ss.
P. S t e l l a , Gli scrìtti a stampa di S. Giovanni Bosco. Roma, LAS 1977
AAEE
AAF
AAT
Archivi citati mediante sigla
Archivio degli affari straordinari - Roma (Città del Vaticano)
Archivio arcivescovile di Firenze
Archivio arcivescovile di Torino

3 Pages 21-30

▲torna in alto

3.1 Page 21

▲torna in alto
Prem essa al vo lu m e II 17
ACCS
ACS
AISBA
AISBB
AISM
AOMV
ASC
ASCT
ASCWRR
ASIC
ASMAE
ASP
AST
ASV
ASVR
Archivio della Sacra Congregazione per le cause dei santi - Roma (Città del
Vaticano)
Archivio centrale dello Stato - Roma
Archivio ispettoriale salesiano - Buenos Aires
Archivio ispettoriale salesiano - Bahia Bianca
Archivio ispettoriale salesiano - Montevideo
Archivio Oblati di Maria Vergine - Roma
Archivio salesiano centrale - Roma
Archivio storico del Comune di Torino
Archivio della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari - Roma (Città del
Vaticano)
Archivio storico dell’istituto della Carità - Stresa
Archivio storico del ministero degli Affari Esteri - Roma
Archivio della sacra penitenzieria - Roma (Città del Vaticano)
Archivio di stato di Torino
Archivio segreto vaticano - Roma (Città del Vaticano)
Archivio storico Vicariato - Roma
ABBREVIAZIONI
a an
add
allog
ante
anter
aut
b
c
cart
col
corr
del
ed
emend
f ff
fase
ib
inf
it
lett
lin
me
Abbreviazioni ricorrenti
(specialmente nella descrizione dei documenti e nell'apparato delle varianti)
anno
addit
allografo
davanti a
anteriormente a
autografo
busta
capitolo
cartella
colonna
correxit
delevit
edito
emendavit
folium folia
fascicolo
ibidem
inferior
iteravit
lettera, lettere
linea
microscheda
mrg
ms mss
n nn
oc
om
orig
P PP
post
poster
prat
prot
r
rep
res
rub
sup
trsp
V
V.
voi
margo
manoscritto, manoscritti
numero, numeri
opera citata
omittit
originale
pagina, pagine
posteriore
posteriormente a
pratica
protocollo
retto (del foglio)
repertorio
rescripsit
rubrica
superior
trasposuit
verso (del foglio) o versetto (della
Bibbia)
vedi
v olu m e

3.2 Page 22

▲torna in alto
18 Prem essa al volu m e II
Abbreviazioni ricorrenti nel testo delle lettere
Ab.
Aff.mo Affez.mo
Amat.mo
Ang.
Anto.
Are.
Art.
Attaccai.mo
Aw.
B. B.mo
B.to Ben.to
Can.co Ca.co
Cap.
Card.
Car.mo
Cav.
Ch.
Chiar.mo Ch.mo
Com.
Comm.
Comp.
Cong.ne
Cons.
C.ssa
C.te
D.
Dam. Damig.
D. B.
Dev.mo Devot.mo
Diret.
Div.
Dom.
Dott.
D.ssa
Ecc. V.a Ecc.za V.a.
EE. W .
Etc.
E. R.
E. V.
Fr.
G. C.
Gen.
Gio.
Gius.
Kg.
I. d. C.
Ill.mo 111.mi
Indulg. Plen.
J. lo .
L.
Lett.
Lett. Catt.
Abate
Affezionatissimo
Amatissimo
Angelo
Antonio
Arcivescovile, Arciprete
Articolo
Attaccatissimo
Avvocato
Beatissimo
Benemerito
Canonico
Cappellano, Capitolare
Cardinale
Carissimo
Cavaliere
Chierico
Chiarissimo
Comunale
Commendatore
Compagnia
Congregazione
Consigliere
Contessa
Conte
Don
Damigella
Don Bosco
Devotissimo
Direttore
Divisione
Domenica
Dottore
Duchessa
Eccellenza Vostra
Eccellenze Vostre
Eccetera
Eccellenza Reverendissima
Eccellenza Vostra
Franchi, lire
Gesù Cristo
Generale
Giovanni
Giuseppe
Chilogrammo
Istituto della Carità
Illustrissimo, Illustrissimi
Indulgenza Plenaria
Joannes
Lire
Lettera
Letture Cattoliche
March. M .se/a
Med.
Min.
Mons.r Monsig.
M. SS.
M.to
N. n.
Not.
N. S. G. C.
Obbl.mo
On.le
Onorat.mo
Ornat.mo
p. (seguito da
un numero)
P.
p.p.
Pref.
Preg.mo
Prof.
Prov.
P. S.
R.
R.d.mo Rev.mo
Reverend.mo
Ret. Rett.
Rev.do R.do
Ricon.mo
Riverii.ma
S.
Sac.
Sac.to
S. A. R.
S. C.
Seg.
Sem.
Sez.
Sig. Sig.r Sig.re
Sig. Sig.a Sig.ra
Sinc.mo
S. E. R.
S. M.
Spir.le
S. R. M.
SS.
SS. LL.
SS. ri
S. S. R. M.
SS. W .
Slimat.mo Stim.mo
M archese/a
M edico
Ministro
Monsignore
Maria Santissima
Molto
Numero
Notaio
Nostro Signore Gesù Cristo
Obbligatissimo
Onorevole
Onoratissimo
Ornatissimo
Piano (di una casa)
Padre
prossimo passato
Prefato
Pregiatissimo
Professore
Provvisorio, Provicario
Poscritto
Regie, Risposta
Reverendissimo
Rettore
Reverendo
Riconoscentissimo
Riveritissima
Santo, Santa
Sacerdote, Sacerdotale
Sacramento
Sua Altezza Reale
Sacra Congregazione
Segretario
Seminario
Sezione
Signore
Signora
Sincerissimo
Sua Eccellenza (Eminenza)
Reverendissima
Sua Maestà, Sue mani
Spirituale
Sue Reverende Mani, Sacra
Reai Maestà
Santissimi, Santi, Sua Santità
Signorie Loro
Signori
Sua Sacra Reai Maestà
Signorie Vostre
Stimatissimo

3.3 Page 23

▲torna in alto
Sud.to
S. V.
S.V. M .to R.da
T. Teol.
Tav.
Umil.mo
V. A. R.
V. B.
V. E.
Suddetto
Signoria Vostra, Santità Vo­
stra, Santa Vergine
Signoria Vostra Molto Reve­
renda
Teologo
Tavola
Umilissimo
Vostra Altezza Reale
Vostra Beatitudine
Vostra Eccellenza, Vostra
Vie.
V. S.
W . RR.
I
Prem essa al volu m e II 19
Eminenza
Vicario, Vicesindaco
Vostra Santità, Vostra Si­
gnoria
Vescovi e Regolari
per distinguere il cambio di
pagina
per segnalare che nell'origi­
nale la data topica e quella
cronica si trovano in calce al
medesimo
BIBLIOGRAFIA MAGGIORMENTE CITATA
NELL’APPARATO STORICO-ILLUSTRATIVO
Calendario generale del Regno per l ’anno 1864 e ss. Torino, poi Firenze.
Calendario reale per l ’anno 1864 e 1865. Torino.
Calendarium sanctae metropolitanae taurìnensis ecclesiae... Taurini.
Censimento del clero 1873 in Archivio Arcivescovile di Torino.
C lio , Catalogo dei libri italiani dell'ottocento 1801-1900. Milano, Editrice bibliografica
1991.
Dizionario biografico degli Italiani, a cura dell’istituto dell’Enciclopedia italiana. Roma
1960 e ss.
Dizionario biografico dei Salesiani, a cura di E. Valentini e A. Rodino. Torino 1969.
Dizionario degli Istituti di perfezione, a cura di G. Pelliccia e G. Rocca. Roma 1973 e ss.
Dizionario del risorgimento nazionale, a cura di M. Rosi. 4 voli. Milano, F. Vallardi 1930-
1937.
Dizionario storico del movimento cattolico in Italia. 1860-1890. 5 voli. Torino, Marietti.
1981-1984.
Enciclopedia cattolica. Roma 1948 ss.
Enciclopedia Italiana. Roma 1948 ss.
Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d'Italia, a cura di M.
Missori. Roma 1989.
Hierarchia Catholica Medii et Recensioris Aevi. Voli. VII-Vili a cura di R. Ritzler e P. Se-
frin. Patavii 1968-1978.
M a r z o r a t i G., Guida di Torino, an. 1 8 6 4 e s s . Torino.
Il nuovo Palmaverde. Almanacco storico-amministrativo del regno d'Italia an. 1864 e ss.
Torino.
P a g lia in i A. P ., Catalogo Generale della Libreria Italiana dall’anno 1847 a tutto il 1899.
Milano 1910... Supplemento 1933...
Il parlamento subalpino e nazionale. Profili e cenni storici di tutti i deputati e senatori
eletti e creati dal 1848 al 1890, a cura di T. Sarti. Roma, tip. Pintucci 1896.

3.4 Page 24

▲torna in alto
20 P rem essa al volu m e II
Per la ricerca dei nominativi della nobiltà oltre ai volumi dell 'Annuario della Nobiltà
Italiana e del Libro d ’oro della Nobiltà Italiana (dal 1910), editi dal collegio araldico di
Roma, si è fatto soprattutto ricorso alle seguenti pubblicazioni:
A m a y d e n T., La storia delle famiglie Romane, con note ed aggiunte di Carlo Augusto Ber-
tini. Roma. s. d.
Dizionario storico-blasonico delle Famiglie Nobili e Notabili italiane estinte e fiorenti, a
cura di G. B. di Crollalanza. (Ristampa anast. Pisa 1886-1890). Bologna, A. Forni 1986.
Elenco Storico della Nobiltà italiana, edito dal Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano di
Malta. Città del Vaticano 1960.
Enciclopedia araldica cavalleresca. Prontuario nobiliare, a cura di G. di Crollalanza. (Ri­
stampa anast. Rocca S. Casciano 1878). Bologna, A. Forni 1964.
Enciclopedia storico-nobiliare italiana promossa e diretta da V. Spreti. Milano 1928-1936.
G u e l f i C a m a ia n i P., Dizionario araldico. Milano 1940.
G u a s c o Di B is io F., Dizionario feudale degli antichi Stati Sardi e della Lombardia. Pine-
rolo 1911.
M a n n o A., Il patriziato subalpino (dattiloscritto): 27 voli, di schede, presso Biblioteca Rea­
le (Torino) e presso Enciclopedia Italiana (Roma).
— Il patriziato subalpino. Dizionario genealogico. A-B Bologna, Forni editore 1895-
1906. Ristampa anastatica.
M a n n u c c i S., Nobiliario e blasonario del regno d'Italia. 5 voli. Roma, 1929-1934.
U b e r t i P. F. degli - C a n o v a M., Libro d ’Oro delle famiglie, stem mi e onorificenze del Mon­
ferrato. Casale Monferrato 1982.
Z u c c h i M., Famiglie nobili e notabili del Piemonte illustrate nella loro genealogia. Torino
1955.

3.5 Page 25

▲torna in alto
P rem essa al volu m e II 21
CALENDARIO PERMANENTE PER IL SECOLO XIX
Il controllo dei giorni della settimana può essere fatto senza difficoltà attraverso il
seguente calendario:
Ricercare il numero di riferimento corrispondente all'anno. Ad es. per l ’anno 1850 è il numero 3.
ANNI
Gli anni bisestili sono in neretto
1800
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
1900
4
5
6
0
1
2
3
Cifre di riferimento dal 1800 al 1900

3.6 Page 26

▲torna in alto
22 Prem essa al volu m e II
Ricercare l’intersezione della linea orizzontale del numero di riferimento e della colonna del m ese. Ad
es. marzo 1850 (linea 3, colonna marzo) è 6. Quando l ’anno è bisestile, occorre prendere per gennaio
la sesta colonna (gennaio B) e per febbraio la seconda (febbraio B).
Numero di
riferimento
dell’anno
maggio
agosto
febb. B
febbraio
marzo
novembre
MESI
giugno
settembre
dicembre
aprile
luglio
genn. B
gennaio
ottobre
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
Ricercare l ’intersezione della linea del numero di riferimento del m ese con la colonna del giorno. Ad
es. il 20 marzo 1850 (linea 6, colonna 20) è mercoledì.
GIORNI
Numero di
riferimento
1
del mese
8
2
3
4
5
6
7
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
D
L
M
m
G
V
S
2
L
M
m
G
V
s
D
3
M
m
G
V
S
D
L
4
m
G
V
S
D
L
M
5
G
V
S
D
L
M
m
6
V
S
D
L
M
m
G
0
S
D
L
M
m
G
V

3.7 Page 27

▲torna in alto
Prem essa al volu m e II 23
COMPENDIO CRONOLOGICO DELLA VITA DI DON BOSCO DAL 1864 AL 1868
E DEI PRINCIPALI AVVENIMENTI COEVI
1864
9 lugl.: approvazione della legge per l'e­
stensione del servizio militare ai chierici
15 sett.: convenzione di settembre fra Ita­
lia e Francia
21-22 sett.: tumulti a Torino e sanguinosa
repressione
27 sett.: ministero Lamarmora
4 nov.: presentazione della legge di sop­
pressione degli Ordini Religiosi
29 nov.: approvazione del trasferimento
della capitale da Torino a Firenze
8 die.: promulgazione dell’enciclica Quan­
ta cura con annesso il Sillabo
12 febb.: richiesta al papa di approvazione
delle costituzioni salesiane
6 apr. : padre A. Savini consegna le sue os­
servazioni sulle costituzioni salesiane
1° lugl.: decretum laudis
lugl.-ago. «Letture Cattoliche»: Il pasto­
rello delle Alpi, ovvero vita del giovane
Besucco Francesco
14 sett.: autorizzazione governativa all’a­
pertura dei corsi scolastici nel collegio di
Lanzo
1865
10 mar.: lettera di Pio IX al re Vitt. Em. II
sul problema delle sedi vescovili vacanti
29 mar. : approvata dal Senato la legge sul
matrimonio civile
apr.: trattative Stato-Chiesa per le sedi ve­
scovili vacanti
19-28 apr.: discussione e ritiro della legge
sulla soppressione degli Ordini Religiosi
14 magg.: inaugurazione di Firenze Capi­
tale d’Italia
giug.: trasferimento della Capitale a Fi­
renze
lugl.: stragi di colera ad Ancona
sett.: partenza da Roma di un primo con­
tingente di militari francesi
17 mar.: invito del ministro Giovanni Lan-
za
30 mar.: richiesta al papa di approvazione
delle costituzioni
27 apr. : posa della prima pietra della chie­
sa di Maria Ausiliatrice
15 magg.: decreto di autorizzazione di lot­
teria
16 lugl.: morte di don Domenico Ruffino,
direttore di Mirabello
19 ag.: ispezione sanitaria a Torino-
Valdocco

3.8 Page 28

▲torna in alto
24 Prem essa al volum e II
31 die.: ministero Lamarmora
7 ott.: morte di don Vittorio Alasonatti
10 ott.: voti perpetui di don Giovanni Bat­
tista Lemoyne
metà ott.: viaggi a Milano, Brescia, Loni-
go, Padova, Venezia.
29 ott.: elezioni del Capitolo Superiore
della società salesiana; don Michele Rua
prefetto, don Celestino Durando consi­
gliere
10 die.: tesi dottorale di don Giovanni Bat­
tista Francesia
12-13 die: soggiorno a Pisa
14-21 die: soggiorno a Firenze
29 die.: voti perpetui di don Francesco
Bodrato e don Antonio Sala
1866
1° genn: entrata in vigore dei nuovi codici
civili
8 apr.: alleanza italo-prussiana
1° magg.: introduzione del corso forzoso
20 giug.: dichiarazione di guerra all’Au­
stria; ministero Ricasoli
24 giug.: sconfitta militare a Custoza
7 lugl.: approvazione della legge di sop­
pressione degli Ordini religiosi
20 lugl.: sconfitta navale a Lissa
— ago.-sett.: epidemia di colera con mi­
gliaia di morti
22 sett. legione francese a Roma
3 ott. : pace di Vienna tra Italia e Austria
1° nov.: plebiscito di annessione del Vene­
to al Regno d ’Italia
5 febb.: morte del benefattore conte Ro­
dolfo De Maistre
7-8 febb.: viaggi a Milano e Cremona
metà mar.: viaggio a Genova
14 magg.: ospita a Valdocco l’esule «poli­
tico» mons. Pietro Rota di Guastalla.
23 sett: collocazione dell'ultimo mattone
della chiesa di M. Ausiliatrice
ott.: due viaggi a Milano
7 nov.: saluto a mons. Rota che ritorna in
diocesi
21 nov.: nuova sepoltura di Domenico Sa­
vio
10-20 die.: viaggio a Firenze - ritorno con
sosta a Bologna e Guastalla

3.9 Page 29

▲torna in alto
1867
Prem essa al volu m e II 25
22 febb., 27 mar.: concistori con elezione
di nuovi vescovi e trasferimenti di altri alle
sedi vacanti
1° apr.: esposizione universale di Parigi
10 apr.: ministero Rattazzi
26 magg.: entrata a Torino del nuovo ar­
civescovo mons. Alessandro Riccardi di
Netro
30 magg.: matrimonio reale fra Amedeo
duca d ’Aosta e principessa Maria della Ci­
sterna
18 giug.: tentativo dei garibaldini di inva­
dere lo stato pontificio
29 giug.: solenne celebrazione del 18° cen­
tenario del martirio di S. Pietro
15 ago.: legge di liquidazione dell’asse ec­
clesiastico
21 sett.: nuova spedizione garibaldina
22 ott.: tentativo di sollevazione in Roma
- scoppio della caserma Serristori
27 ott.: primo ministero Menabrea
28 ott.: sbarco di truppe francesi a Civita­
vecchia
3 nov: sconfitta di Garibaldi a Mentana e
suo ritorno a Caprera
7 genn.: partenza per Roma con don
Francesia
10, 12, 16, 31 genn: udienze con Pio IX
5, 21 febb: altre udienze pontificie
2 mar.: ritorno a Torino, passando per
Fermo e Bologna
1° apr.: estrazione dei numeri della lotte­
ria
21 magg.: visita a Valdocco della moglie
del ministro Urbano Rattazzi
8 giug.: visita a Valdocco del vescovo Lo­
renzo Gastaldi
13 lugl.: udienza papale per don Giovanni
Cagliero e don Angelo Savio
11 sett.: mons. Riccardi esclude l’ordina­
zione sacerdotale di chierici della diocesi
di Torino impegnati a Valdocco coi giova­
ni e non residenti in seminario
ott., nov.: viaggi a Milano
21 nov.: benedizione della statua della cu­
pola della Chiesa di Maria Ausiliatrice
13 die.: benedizione della cappella di Mor-
nese
1868
5 genn. 1868: secondo ministero Mena­
brea
22 apr. : matrimonio fra principe Umberto
di Savoia e principessa Margherita
13 genn: approvazione diocesana della so­
cietà salesiana
5 magg.: acquisti di terreni attorno alla
Chiesa di Maria Ausiliatrice
21 magg.: benedizione delle campane del­
la chiesa di Maria Ausiliatrice
9 giug.: consacrazione della chiesa di Ma­
ria Ausiliatrice
10 giug.: domanda al papa di approvazio­
ne della società salesiana

3.10 Page 30

▲torna in alto
26 Prem essa al volu m e II
29 giug.: convocazione del Concilio Ecu­
menico Vaticano I per l’8 dicembre 1869
7 lug.: tassa sul macinato
29 giug.: acquisto di altri terreni
fine lugl.: grave attacco di peritonite a
don Michele Rua
19 sett.: ordinazione sacerdotale di don
Giacomo Costamagna e di don Giuseppe
Fagnano
22 sett.: voto contrario del consultore A.
Savini per l’approvazione delle costituzio­
ni salesiane
— nov.: richiesta di colloquio da parte del
presidente del Consiglio dei ministri, Luigi
Menabrea

4 Pages 31-40

▲torna in alto

4.1 Page 31

▲torna in alto
[Quella di Maria Ausiliatrice] non è la chiesa più ricca di questa città,
ma dicono tutti che è la più maestosa e forse anche la più consentanea
ad alimentare la pietà nei fedeli (lett. 886)

4.2 Page 32

▲torna in alto

4.3 Page 33

▲torna in alto
1864
727
Ai principi [Tommaso e Eugenio] di casa Reale
ASC B31010 Leti, orig., Vittorio E m anuele // ( A 1741060) me. 56 B 5
Min. aut. 1 f. 275 x 221 mm. carta azzurrina sulla metà inf. del f. c ’è la min. della lett. aut. al
re [v. lett. seg.] sul v è stampata in data 1° novembre 1863 la com unicazione da parte di Francesco
Rovè della propria nom ina ad agente di cambio, il che fa supporre, diversamente da E 251-252, che la
data del 1° gennaio 1863, posta da don Bosco in testa alla minuta, sia in realtà quella del 1° gennaio
1864.
E I 251-252 MB VII 354-355
Richiesta di sussidio per l'acquisto di indumenti
Torino, 1° gennaio [1864]
Altezza Serenissima,
Espongo rispettosamente a V. A. Serenissima il grave bisogno in cui si trova
un numeroso stuolo di poveri giovanetti già più volte dalla grande Sua carità be­
neficati.
5
Oltre all'urgenza di dover loro provvedere gli ordinarii alimenti sono essi gra­
vemente mancanti di abiti con cui vestirsi, e degli opportuni indumenti da letto a
fine di ripar[ar]si dal freddo della cruda attuale stagione.
Non sapendo a chi ricorrere per ottener loro qualche sussidio in queste stret­
tezze ricorro umilmente alla provata bontà di V. A. pieno di speranza che si degni 10
di continuare i suoi favori con quel caritatevole sussidio che alla paterna di Lei
bontà sarà beneviso. Intanto mi unisco ai giovani beneficati per invocare sopra di
Lei copiose le benedizioni del cielo onde viva lunghi giorni e felici colla gloriosa
ricompenza che dopo lunga vita il Signore suol dare a chi impiega le sue ricchez­
ze in favore dei poverelli di Gesù Cristo.
15
A nome mio e a nome de' giovani beneficati ho l’alto onore di potermi pro­
fessare
Di V. A. S.
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gio.
20
1 1864] 1863 3-4 trova... giovanetti emenci si ex trovano i giovani di questa casa 4 p o st carità
del più volte 6 all’urgenza corr si ex al bisogno di provvedere loro ordinarii ad d si ante
sono del non 6-7 gravemente ad d si 7 e degli... da em end si ex e indumenti con cui coprirsi
nel 8 dal em en d ex nell 9 N on... queste em end si ex Egli è per ottenere sussidio queste
9-10 p o st strettezze del che
10 umilmente add si
pieno di speranza corr ex speranzoso
10-11 che... i corr si ex della continuazione de’ 11-12 con quel... unisco add m rg sin 13 gior­
ni add si 14 p o st che del II Signore suol dare 14-15 ricchezze em en d si ex sostanze poverelli
corr ex poveri

4.4 Page 34

▲torna in alto
28 gennaio 1864
1 Circa la datazione v. descrizione del documento. Ovviamente l ’unica minuta servì per due distinte
lettere.
2 Altezza: si presume si tratti di Tommaso ed Eugenio, sia perché successivam ente (lin. 10) si accen­
na alla loro «paterna» bontà, sia per analogia con la lett. 766, nella cui minuta sono indicati i due de­
stinatari. Brevi indicazioni biog. in E(m) I, rispettivamente lett. 580 e lett. 581.
3 V. A.: Vostra Altezza.
10-11 si degni di continuare: non è documentato l’esito della richiesta, che si presume positiva, viste
anche le espressioni di gratitudine contenute nella lett. 766.
728
Al re Vittorio Emanuele II
ASC B31010 Lett. orig., Vittorio Em anuele II (A 1741060) me. 56 B 5
Min. aut. 1 f. 275 x 221 mm. sulla metà pag. sup. si trova la minuta della lett. prec.; analoga­
mente per il v
E I 252 MB VII 355
Richiesta di sussidio per l'acquisto di indumenti
[Torino, 1° gennaio 1864]
Sacra Reai Maestà,
L'augusto Genitore di V. M. Carlo Alberto di gloriosa memoria e la stessa
Maestà Vostra vennero più volte in ajuto de’ poveri giovanetti accolti in questa
5 casa quando si trovarono in bisogni eccezionali siccome sono presentemente.
Oltre al bisogno del pane della vita trovansi costoro sprovvisti di esimie[i] e,
calzoni, lenzuola, coperte e di altri simili indumenti indispensabili nell'attuale
cruda stagione d ’inverno.
Non sapendo a chi rivolgersi il ricorrente per provvedere alle stre[tte]zze di
10 questi poverelli supplica umilmente V. S. R. M. onde si degni prenderli in benigna
considerazione e concedere loro un soccorso straordinario con cui possano essere
sollevati dalle attuali loro strettezze.
Non mancheranno di professare la più alta gratitudine e riconoscenza verso
di V. S. R. M. per il favore che sperano, e si uniranno tutti insieme per invocare
15 ogni giorno copiose benedizioni dal cielo sopra l’augusta di Lei persona e sopra
tutta la Reai famiglia.
Pieno di fiducia di ottenere la grazia si professa
Umile supplicante
Sac. Bosco Gio.
4 accolti in em end si ex di 5 post siccome del lo 6 al corr ex aver costoro em end si ex
nella em end ex al
8 inverno it et del
9 post rivolgersi del per soste [nere]
ricorrente
em end ex sottoscritto 12 attuali loro strettezze corr si ex strettezze in cui si trovano 14 per il
favore che sperano add mrg sin tutti em end ex con me
1 Per la datazione v. lett. 727.
2 Vittorio Emanuele II: v. E(m) I, lett. 42.
3 Carlo Alberto: nelle sue memorie don Bosco stesso accenna a questa generosità del re Carlo Alber­
to: cf MO (1991) p. 163. A lui don Bosco si era rivolto già negli anni 1838-1840 per ottenere sussidi con

4.5 Page 35

▲torna in alto
gennaio 1864 29
cui pagare la pensione del seminario, procurarsi effetti personali e saldare le spese notarili di costitu­
zione del patrimonio ecclesiastico: c f A. G iraudo, «Sacra R eai Maestà». C onsiderazioni intorno a d a l­
cuni inediti di don Bosco in RSS 25 (1994) pp. 293-294.
17 Pieno di fiducia: non si ha notizia dell'esito della domanda, che dovrebbe essere quella protocol-
lata nn. 2758 e 3496, cit. in AST Gran Cancelleria rub. 169.
729
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere d i san ti
Orig. aut. 2 ff. 214 x 139 mm. sul mrg. sup. sin. timbro a secco GRAN
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960321)
E I 301 MB VII 589-590
segni di ceralacca rossa
Richiesta di mediazione onde avere dal vicario capitolare la commendatizia per l ’approvazione del
«regolamento» della società salesiana
*Torino, 6 gennaio 1864
Ill.mo e M.to R.do Signore,
Stante la promessa fatta a me da V. S. Ill.ma e M.to R.da di farmi la nota
commendatizia a favore della Società di S. Francesco di Sales, mi raccomando
alla sua bontà onde voglia coadiuvare il sig. Vicario Generale a voler appagare 5
questo mio desiderio prima che la morte venga a rompere i miei disegni.
Il regnante Pio IX avendomi egli stesso data la traccia ed il suggerimento del­
la Società credo che il regolamento troverà benevola accoglienza presso al mede­
simo. Qualora per altro travedesse qualche difficoltà presso al prelodato sig. Vica­
rio Generale, la prego rispettosamente a volermene dar cenno per norma; giac- io
ché mi sta assai a cuore che questo regolamento o in un modo o in un altro cioè o
dall'Ordinario o dal Pontefice ottenga qualche approvazione.
Mi voglia credere con quella pienezza di stima con cui ho l’onore di profes­
sarmi
Di V. S. Ill.ma e M.to R.da
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AlTIll.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. Can.co Vogliotti Rett. del Sem . Prov. G.
Torino
1 gennaio] del 3 da] ad 11 sta add si 12 dall em end ex presso
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44; inoltre: Il Canonico Vogliotti, in «Corriere Nazionale» del
21 novembre 1887; S . S o lero , I R ettori del Sem inario M etropolitano d i Torino (1567-1887), in Dove
la M adonna Pellegrina attende, 7 (1957) pp. 27-28.
3-4 nota commendatizia: il 24 marzo 1863 don Bosco aveva avanzato la richiesta al vicario generale
capitolare, can. Giuseppe Zappata: cf E(m) I, lett. 643; non avendo ottenuto alcun risultato chiese
dunque la m ediazione del can. Vogliotti, rettore del seminario (riaperto da pochi mesi) m a anche pro­
vicario generale della diocesi.
5 Vicario generale, meglio vicario generale capitolare, era il can. Giuseppe Zappata. Nato a Torino
neH'aprile del 1795, laureatosi in teologia, fu ascritto da giovane sacerdote al collegio teologico dell’u-

4.6 Page 36

▲torna in alto
30 gennaio 1864
niversità. Dal 1862 al 1867 fu vicario capitolare e durante l'episcopato di Alessandro Riccardi di Netro
(1867-1870) vicario generale. Nuovamente vicario capitolare alla morte di questi, nel 1871 m ons. Lo­
renzo Gastaldi lo conferm ò vicario generale, carica che ricoprì fino al 1882, allorché rassegnò le dim is­
sioni per ragioni di salute e di età. Morì la domenica 17 giugno 1883. Moderato, saggio uom o di gover­
no, dimostrò in varie occasioni libertà di giudizio. Su di lui si veda T . C h iu s o , La Chiesa in P iem on ­
te... IV, pp. 303-304 e più recentem ente G. T u n in etti, Lorenzo G astaldi (1815-1883) voi. II. Arcivesco­
vo di Torino (1871-1873). Casale Monferrato, Piemme 1988, p. 63.
7-8 Pio IX: l’accenno all’origine papale del progetto di società religiosa ha evidentem ente lo scopo di
favorire il superamento delle difficoltà di concedere, da parte della curia torinese, la lettera com m en­
datizia: questa venne effettivamente concessa solo l’i l febbraio, dopo ulteriori solleciti di don Bosco
al Vogliotti: v. lett. 731, 734, 735.
8 regolamento: don Bosco utilizza in questi tempi il termine generico «regolamento» oppure «statu­
ti» là dove in seguito userà i più precisi termini «costituzioni» o «regole» della società salesiana.
730
Al vescovo di Casale Monferrato, Luigi Nazari di Calabiana
Archivio diocesano, carte Calabiana - Casale Monferrato
Orig. aut. 2 ff. 212 x 154 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., N azari di Calabiana (A 1810101)
Ined.
Preoccupazioni per il collegio di Mirabello e proposta di intervento - difficoltà per l ’ordinazione del
chierico Francesco Proverà - richiesta di commendatizia
*Torino, 25 gennajo 1864
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
D. Rua mi scrive da Mirabello agitato dal timore di qualche misura ostile da
parte del provveditore; laonde io prego V. S. 111.ma e Reverend.ma a volersi ado-
5 perare in modo che non avvenga.
Io sono di parere o che Ella accompagnasse D. Rua con una lettera presso al
sig. Conte Radicati, siccome Ella già significava, per venire ad un colloquio col
provveditore. Oppure operare in altro senso cioè[:]
che ella scrivesse una lettera al provveditore, come Ella[,] intimamente per-
10 suaso che i vescovi, come fu fatto finora, potessero aprire piccoli seminari, aveva
aperto quello di Mirabello, che rigorosamente parlando non è apertura di un no­
vello Seminario, ma piuttosto il traslocamento del piccolo Seminario già esistente
in Casale ed ora occupato per uso militare.
Finora aveva lasciato la cosa in mano del direttore da Lei eletto, ora se il
15 provveditore stimasse di non poter ammettere quanto sopra favorisca di dire se
egli crede che realmente le leggi esistenti sopra la pubblica istruzione proibiscano
l'apertura o meglio la continuazione di questi piccoli seminari
che se egli fosse così persuaso, allora si prega di voler permettere di ricorrere
all’autorità superiore da cui si spera la legge essere interpretata favorevolmente;
20 raccomandando intanto ogni cosa alla sua benevolenza.
Come Ella ben vede, io dico per dire qualche cosa, Ella poi risolva come nel­
la sua alta saviezza giudica a proposito purché si prenda qualche temperamento.
Se Ella intendesse di far considerare il eh. Proverà diocesano di Torino la

4.7 Page 37

▲torna in alto
gennaio 1864 31
cosa andrebbe molto a lungo. Per ogni ordinazione bisogna scrivere a Roma con
notabile spesa e con lungo tempo. Sembrami secondo il Ferraris pel quasi domi­
cilio debba o almeno possa considerarsi di sua giurisdizione; ho fatto il caso prati-
f.iv co a Monsig. di Cuneo, e dopo | di averlo col suo Vicario Generale esaminato, ri­
spose che egli non avrebbe alcuna difficoltà di considerare come diocesano un
cherico il quale si trovasse in simile circostanza, aggiugnendo ancora il caso ecce­
zionale della sede vacante di Torino, ma anche questo a suo giudizio.
Avrei bisogno di mandare il regolamento della nostra società a Roma. Ho già
la commendatizia del vescovo di Susa, di Acqui e di Cuneo. Avrei molto caro d ’a­
ver eziandio quello di V. S. Ill.ma e Reverend.ma. Se stimasse farmela l’avrei
come segnalato favore. Le mando copia di quella del vescovo di Cuneo, perché
ne sia informato del tenore.
Finalmente dia benigno compatimento a questo letterone e lo tolleri facendo­
ne un fioretto alla Madonna; io le sarò grato in ogni senso e la pagherò facendo
recitare una Salve secondo la santa di Lei intenzione da tutti i nostri giovani.
Tutti ci raccomandiamo alle sue preghiere e invochiamo la santa sua benedi­
zione mentre mi professo con pienezza di stima
Di V. S. Ill.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
14 p o st ora del forse 17 post apertura del di 39 santa corr ex sa...
2 Luigi Nazari di Calabiana: v. E(m) I, lett. 81; inoltre HC V ili 187 335 376.
3 Don Michele Rua: nato a Torino il 9 giugno 1837, era entrato aU’Oratorio nel 1852; nel 1854 parte­
cipò alla prima riunione che avrebbe successivamente dato origine alla società salesiana. L’anno se­
guente emise i voti privati annuali e il 29 luglio 1860 fu ordinato sacerdote. Direttore spirituale genera­
le dall’inizio della società salesiana (18 dicembre 1859), fece la professione triennale il 14 m aggio 1862
e quella perpetua il 15 novembre 1865. Nel settembre 1863 ottenne dall’università di Torino il diploma
per l ’insegnamento nel ginnasio inferiore; nel 1872 quello per il ginnasio superiore dalla medesima
università. Per due anni (1863-1865) fu direttore della casa salesiana di Mirabello e per 20 anni man­
tenne la seconda carica nella società, quella di prefetto generale; dal 1884 fu anche vicario di don Bo­
sco, alla cui morte venne eletto suo primo successore. Rimase in carica fino alla morte avvenuta il 6
aprile 1910. Nel 1972 fu dichiarato beato; cf la biografia in tre volum i di A. Am a d ei, Il servo d i D io M i­
chele Rua, Successore del beato Don Bosco. Torino 1934; un breve profilo è riportato in DBS 246-247.
3 timore: il 22 novembre 1863 il Provveditore agli studi di Alessandria, Ambrogio Damasio, aveva
chiesto a don Rua spiegazione della mancata domanda di autorizzazione per l ’apertura del nuovo isti­
tuto scolastico (ASC 38 M irabello). Don Rua il 3 dicembre aveva dato determinate spiegazioni che pe­
rò il Provveditore due giorni dopo respinse decisamente minacciando la chiusura in caso di mancata
«prescritta autorizzazione» (archivio diocesano - Casale Monferrato). Don Rua allora si rivolse a don
Bosco, che, ammalato, tramite don Domenico Ruffino, gli rispose il 16 gennaio 1864 che era meglio
fosse il vescovo di Casale a fare passi presso il Provveditore o ¡’«Autorità Superiore». Anzi, gli avrebbe
scritto lui stesso appena possibile (cf MB VII 604-605). Intanto aveva già chiesto la mediazione dell’i­
spettore scolastico di Alessandria, teologo Filippo Gaffodio (v. Appendice, lett. 1864/1). Su tutta la
vertenza, che vide coinvolto direttamente anche il ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti, oltre a
quello della Pubblica Istruzione, si veda L. D eam brogio, Le passeggiate a u tu n n ali di Don Bosco p er i
colli monferrini. Colle D. Bosco, 1975, pp. 405-415; v. anche lett. 734.
7 Costantino Radicati, già primo consigliere di prefettura a Torino e successivam ente reggente di
prefettura (dicembre 1867) e prefetto (1868-1871): v. E(m) I, lett. 109.
23 Francesco Proverà: v. E(m) I, lett. 518. Sebbene nativo della diocesi di Casale, si trovava nel colle­
gio di Mirabello solo da un paio di mesi per cui canonicamente non poteva considerarsi sottoposto
alla giurisdizione del vescovo per quanto concerneva l’ammissione agli ordini. Mons. Calabiana lo or-

4.8 Page 38

▲torna in alto
32 gennaio 1864
dinerà suddiacono solo il 21 maggio 1864, cioè dopo un semestre di residenza a Mirabello, quando or­
mai poteva essere considerato com e avente «quasi domicilio» in diocesi.
24 molto a lungo: dato il regime di sede vacante nella diocesi di Torino, per le ordinazioni si doveva
ricorrere alla Santa Sede, il che richiedeva appunto tempo (e denaro): v. ad es. lett. 743.
25 Lucio Ferraris (1687-1763) OFM, Prom pta bibliotheca canonica, juridica, m oralis, theologica....
Fra le varie edizioni possibili, si trovano quella di Parigi apud J. Migne 1852-1861 in 8 voli, e quella di
Venezia apud Gasparem Storti del 1782 in 10 voli. Alla voce Ordo art. 3 si affrontavano le questioni
circa le lettere dimissorie (pp. 486-504 nella ed. veneziana).
27 V escovo di Cuneo era mons. Clemente Manzini (morto il 21 marzo 1865); suo vicario generale in­
vece il can. Francesco Simone Molineri: v. E(m) I, lett. 648 (dove la data 1863 andrebbe corretta in
1865).
30 sede vacante: mons. Luigi Fransoni era morto il 26 marzo 1862 in esilio, a Lione.
32 Le com m endatizie del vescovo di Acqui, Modesto Contratto, e di quello di Susa, Giovanni Anto­
nio Odone, rispettivamente in data 18 dicembre 1863 e 18 gennaio 1864, sono pubblicate in MB VII
887-888; quella del vescovo di Cuneo, Clemente Manzini, in data 27 novembre 1863, in MB VII 565.
Mons. Nazari di Calabiana redasse la propria l ’i l febbraio 1864: MB VII 890. Il giorno precedente lo
aveva fatto il vescovo di Mondovì, fra Giovanni Tommaso Ghilardi: MB VII 889-890.
731
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere d i santi
Orig. aut. 2 ff. 212 x 154 mm. segno di ceralacca con strappo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960322)
E I 302 MB VII 610
Richiesta di poter acquistare una striscia di terreno del seminario - ulteriore domanda di mediazione
per ottenere la commendatizia per la società salesiana da parte del vicario capitolare
*Torino, 26 genn[aio 18]64
Ul.mo e M.to R.do Signore,
Fra tanti che continuamente la disturbano annoveri anche me ed abbia pa­
zienza. Se può condurre le trattative del terreno che occorre ancora per l’area
5 della desiderata chiesa a qualche buon termine[,] mi fa molto piacere e mi racco­
mando.
Mi raccomando pure per la nota commendatizia per la povera nostra Socie­
tà, perché io temo molto che qualche nicchia del campo santo venga ad incaglia­
re i miei progetti.
io Compatisca il disturbo e gradisca che le auguri ogni bene dal Signore e mi
professi con pienezza di stima
Di V. S. Ill.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AllTll.mo e M.to R.do Signore
f.2v
Il Sig. Can.co Vogliotti
Rett. Prov. G.
Torino
4 per add si

4.9 Page 39

▲torna in alto
gennaio 1864 33
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
4 terreno: si trattava di una striscia di ettari 0,09.71 necessaria per completare l’area della chiesa. Il
23 agosto venne firmato l'atto notarile. Don Bosco pagò lire 1221,17: cf Torino e Don B osco (a cura di
G. Bracco)... p. 147; inoltre v. Archivio del seminario di Torino (ASMT) 54.1, O rdinati dell'A m m ini-
strazione superiore d el Sem inario da l 1842 al 1865. La lettera del Vogliotti al vicario generale capito­
lare can. G. Zappata, la richiesta di questi alla S. Congregazione dei Vescovi e Regolari, la risposta del
card. Angelo Quaglia e l’autorizzazione definitiva dello Zappata sono conservate in AAT Provvisioni
sem plici, voi. II, ff. 437-441. Il regio exequ atu r fu concesso 0 25 luglio 1864.
7 commendatizia: v. lett. 729.
8 venga ad incagliare: evidentemente don Bosco tem eva qualche opposizione negli ambienti vicini
alla curia arcivescovile.
732
Alla Direzione generale delle ferrovie dell’Alta Italia [Bartolomeo Bona]
ASC B31010 Lett. orig., Bona (A 1690808) me. 8 A 1
Min. allog. con correz. aut. senza firma 1 f. 210 x 155 mm. sul v si legge: «Eccellenza... il caso...»
E I 302-303 MB VII 613
Richiesta di trasporto gratuito per via ferroviaria del materiale di costruzione della chiesa di Maria
Ausiliatrice
[Torino, fine gennaio 1864]
[Ill.mo Signore,]
Ricorro a V. S. Chiarissima per un’opera di pubblica beneficenza. Nel popo­
latissimo quartiere di Valdocco avvi una grande estensione di caseggiati abitati da
circa trenta mila abitanti fra cui non vi è chiesa né grande né piccola pel divin 5
culto.
Spinto dal bisogno e dal desiderio di provvedere a questa grave deficenza ho
divisato di tentare la costruzione di una Chiesa che possa servire e pei giovani che
soglionsi qua radunare nei giorni festivi e pel pubblico che desidera approfittarne.
A tale effetto si è già fatto acquisto del terreno e fu già trasmesso agli Edili l’ana- io
logo disegno.
Ogni cosa si comincia e si affida alla carità cittadina, e molti ci hanno già pre­
so parte. Ora trattandosi di dar principio alla costruzione si fece acquisto di du[e-
]cento mila miria di pietre in Borgone. Egli è pel trasporto di queste pietre che
eziandio a nome dei cittadini di Valdocco mi raccomando alla nota bontà di Lei 15
implorando il trasporto gratuito di questi materiali da Borgone a Torino.
È questa un ’opera che riguarda al pubblico vantaggio per cui tanto volentieri
Ella ci prende parte. Pertanto pieno di fiducia di essere favorito l’assicuro della
gratitudine di tutti i beneficati e specialmente da parte [mia] che reputo sempre
al massimo degli onori ogni volta [che] mi è dato di poterle augurare ogni bene 20
dal cielo e professarmi
[Di V. S. 111.ma]
[Obbl.mo servitore
Sac. Giovanni Bosco]

4.10 Page 40

▲torna in alto
34 febbraio 1864
3 post opera del che è tutta 5 trenta mila em end si ex 30.000 né grande né piccola em end si
ex di sorta 7 bisogno e dal add si deficenza em end si ex bisogno 9 qua add si post ra­
dunare del qui 12-13 Ogni cosa... Ora add si 13 p o st trattandosi del ora 13-14 duecento
mila em end si ex 200.000 15 eziandio em end si ex mi raccomando anche mi raccomando
em end si ex ricorro
mi it et del
17 vantaggio per cui corr si ex al cui bene
19-
21 specialm ente... professarmi em end si ex e mi professo 20 p o st volta del che posso
1 La data è incerta.
2 IH.mo Signore: si è preferito tale termine alT«Eccellenza», accennata nella descrizione, per analo­
gia al successivo «V. S Chiarissima». La lettera era comunque indirizzata alla direzione generale delle
«strade ferrate», retta all’epoca dal sen. Bartolomeo Bona: v. E(m) I, lett. 427. Il suo nom e ricorre più
volte nel presente volum e dell’epistolario, anche per le continue raccomandazioni di ragazzi da acco­
gliere a Valdocco. Vedi ad es. per il 1864 Appendice, lett. 1864/8, 10, 12, 16, 19, 20.
14 Borgone di Susa: località di circa 900 ab., a 38 km. ad ovest di Torino, nella bassa Val di Susa.
18 fiducia: la risposta, in data 11 marzo 1864, fu positiva. Gli venne però m esso a disposizione solo
un vagone al giorno «attesa la scarsità di materiale mobile in proporzione delle richieste giornaliere»:
ASC B26600 Ferrovie (A 1640201). Da Borgone la ditta Rossi Peverelli & Cirla il 6 febbraio aveva rispo­
sto a don Bosco che avrebbe provveduto a spedire per ferrovia il pietrame «non più tardi di febbraio
in corso» e «sempre subordinatamente al numero di vagoni che si potevano disporre giornalmente»:
v. Appendice, lett. 1864/4. Don Bosco chiese un analogo favore nel luglio dell’anno seguente e la do­
manda venne, ancora una volta, accolta: v. Appendice, lett. 1865/16.
733
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., R ua (A 1740104) me. 47 A 8
Orig. aut. 2 ff. 212 x 138 mm. carta leggera con vari strappi sul f. 2 restaurato
timbri: Torino 6 feb 64 S Giarole 7 feb. 64
E I 303
sul f. 2v vari
Suggerimenti intorno alla visita al Provveditore agli studi in merito al collegio di Mirabello - com uni­
cazioni varie
*Torino, 5 febb[raio 18]64
Car.mo D. Rua,
Va bene che tu vada col Conte Radicati dal Provveditore. Il tenore del tuo di­
scorso sarà che ti rincresce del disturbo datogli[;] lo ringrazi della cortesia usa-
5 ta[;] che Monsignore conta il piccolo seminario di Mirabello come una continua­
zione di quello stato chiuso o meglio occupato per uso militare in Casale. Che
questo seminario di Mirabello incontrava molte difficoltà; la beneficenza venne in
ajuto; Monsig. chiese a D. Bosco in Torino il personale che gli fu somministrato e
provveduto gratuitamente e gratuitamente si occupa tuttora.
10
II resto te lo dirà il Signore. Ho parlato ad Alessio e credo farà meglio il suo
dovere. Hai fatto bene come ti sei regolato col medesimo.
A D. Crova ho già scritto io stesso in proposito.
Nella prima metà della quaresima spero di poter fare una gita costà; ma di’
a[i] tuoi giovani che io voglio che stiano molto allegri in quel giorno. Dio benedi-
15 ca te, il prefetto, i maestri, gli assistenti e tutti i giovani. Amen.
Tuo aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.

5 Pages 41-50

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5.1 Page 41

▲torna in alto
13 di add si
febbraio 1864 35
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Va bene che tu vada: v. anche cronaca di don Domenico Ruffino, cit. in MB VII 615.
— Costantino Radicati: v. E(m) I, lett. 109; v. pure lett. 730.
— Provveditore: v. lett. 730.
5-9 Don Bosco ribadisce a don Rua le ragioni già espresse nella lettera del 25 gennaio a m ons. Luigi
Nazari di Calabiana, il quale il 20 marzo successivo userà pressoché le m edesim e espressioni di don
Bosco nella sua lettera al ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti: cf L. D eam brogio, Le passeggiate
autun n ali..., p. 508. Al suddetto ministero, retto all'epoca da Giuseppe Pisanelli, don Bosco si rivolse
direttamente il 2 marzo per chiedere una sovvenzione per i suoi studenti seminaristi: v. Appendice
lett. 1864/7.
10 Ch. Felice Alessio: nato a Lucerna (Svizzera) nel 1847 da famiglia ricca, era entrato a Valdocco il
3 dicembre 1860. Ne uscì, stando al registro Censim ento, il 20 ottobre 1863, per andare a Mirabello
con tre giovani aspiranti, con don Rua e altri chierici insegnanti. Fece la professione triennale il 23 set­
tembre 1869: ASC registro Anag. Prof. Nel 1871 il suo nom e non compare più nel catalogo. In seguito
risulta incardinato nella diocesi di Pinerolo.
12 D o n Giuseppe Maria Gregorio Crova: nato a Cavagnolo (Torino) nel 1810, sacerdote nel 1834,
morto nel 1879: c f L. D eam brogio , Le passeggiate a u tu n n ali..., pp. 215-216; v. anche A ppendice,
lett. 1864/3.
13 quaresima: quell’anno iniziava pochi giorni dopo, mercoledì 9 febbraio.
734
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 214 x 139 mm. segno di ceralacca rossa con strappo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960323)
E I 304 MB VII 619
Ancora un sollecito per la commendatizia a favore della società salesiana
*Torino, 10 febb[raio] 1864
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Venerdì prossimo mattino avrei u n’occasione sicura per fare pervenire il mio
piego alle mani del Santo Padre; non mi manca più altro che la implorata com­
mendatizia che V. S. Ul.ma e M.to R.da mi aveva fatto sperare. Se pertanto Ella 5
me la può terminare mi farebbe dupplice favore e per la cosa in sé e per l’occasio­
ne favorevole che mi si presenta. Voglia perdonarmi il replicato disturbo e mi cre­
da quale con sincera gratitudine ho l’onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
io
Sac. Bosco Gio.
f.2v AU'Ill.mo e M .to R.do Signore
Il Sig. Cav. Can.co Vogliotti
Rett. Prov. Generale
Torino
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 Venerdì prossimo: 11 febbraio, primo venerdì di quaresima. L’occasione era probabilmente l’an­

5.2 Page 42

▲torna in alto
36 febbraio 1864
data a Roma della duchessa Costanza Lavai di Montmorency: v. Appendice, lett. 1864/5.
4-5 commendatizia: don Bosco assieme alle lettere personali al card. Giacomo Antonelli ed al ponte­
fice (v. lett. 735-736) intendeva inviare a Roma anche tutto il carteggio relativo all’approvazione delle
costituzioni salesiane, le quali erano state m esse in bella copia proprio il giorno prima: ASC A 0080605
Cronachette, Ruffino quad. 2 p. 28, cit. in MB VII 618.
5 sperare: v. lett. 729 e 731. Data la sede vacante è comprensibile il comportamento dilatatorio dei
responsabili prò tem pore della diocesi.
11 La commendatizia, attenta a non prendere posizione sul problema cui don Bosco era particolar­
mente interessato, vale a dire sul «regolamento» della società, venne concessa il giorno appresso in
termini piuttosto generici: «[...] Credo degno di essere raccomandato alla S. Sede questo Pio Sacerdo­
te, acciò ottenga quelle grazie e favori che possono procurare incremento all’Oratorio e Religiosa fa­
miglia [...]»: c f MB VII 619-620. La mancanza di una esplicita presa di posizione favorevole da parte
della curia arcivescovile di Torino ebbe un indubbio peso sulle autorità romane.
735
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1864 rub. 284 prot. 30.730
Orig. ms. di Gioachino Berto con firma aut. 2 ff. 330 x 220 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Antonelli (A 1830110)
Ined.
Lettera di accompagnamento del «regolamento» della società salesiana inviato al papa
*Torino, 12 febbraio 1864
Eminenza Reverendissima,
Sono ora sei anni da che io aveva l’alto onore di presentarmi a V. E. per par­
larle di un progetto di congregazione religiosa che potesse essere ecclesiastica in
5 faccia alla Chiesa, ma che i suoi membri comparissero come altrettanti Uberi cit­
tadini dinanzi alle leggi civili. Dopo di avermi detto parole d ’incoraggiamento de-
gnavasi di ottenermi il segnalato favore di una udienza particolare di Sua Santità.
Il
Santo Padre con bontà parimenti paterna compiacevasi di lodare il proget­
to e mi tracciava le basi da seguirsi. Io mi sono studiato di mettere in opera quan-
10 to ho potuto i consigli di S.S., sebbene io tema di essermene in più cose assai al­
lontanato. Il regolamento fu compilato e da circa sei anni è posto in pratica dai
membri che desiderano di formare questa società. Ora fo umile e rispettosa pre­
ghiera a V. E. supplicandola a voler consegnare il regolamento colle carte relati­
ve, che qui le unisco piegate, alle venerande mani di sua Santità, aggiugnendo, se
15 non le sembra troppo, quelle parole di raccomandazione che a lei sembreranno
benevise per un’opera che non ha altro scopo che la gloria di Dio e il bene delle
anime.
Oltre alla più sentita gratitudine che le professerò in tutta la mia vita pei fa­
vori dalla sua bontà ricevuti | qual tenue compenso, che so tornerà a Lei gradito, f.iv
20 mi unirò ai membri di questa società e con tutti i giovanetti di questa casa per in­
vocare ogni giorno copiose benedizioni dal cielo sopra di Lei, affinché viva molti
anni nella benedizione del Signore e possa vedere tempi felici e alla Santa Chiesa
Cattolica gloriosi.
Colla massima stima e co’ più sinceri sentimenti di riconoscenza ho l’alto

5.3 Page 43

▲torna in alto
febbraio 1864 37
onore di baciarle la sacra porpora e professarmi
Di V. E. Reverend.ma
Obbligatissimo servitore
Sac. Bosco Gioanni
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55. È uno dei cardinali con cui don Bosco ebbe più frequenti re­
lazioni epistolari e personali.
3 presentarmi: don Bosco era stato nel febbraio-aprile 1858 a Roma, dove aveva avuto udienze sia
col pontefice che col card. Antonelli, segretario di Stato: cf F. M o tto, Don Bosco m ediatore tra Ca­
vour e Antonelli nel 1858 in RSS 8 (1986), particolarmente le pp. 6-7, nota 8.
13 regolamento colle carte: ossia il testo delle costituzioni, la missiva al pontefice, di cui alla lett.
736, nonché un allegato con «Cose da notarsi intorno alle Costituzioni della società di S. Francesco di
Sales»: ed. in G. Bosco, C ostituzioni della società d i S. Francesco d i Sales [1858J-1875. Testi critici a
cura di F. Motto. Roma, LAS 1982, pp. 228-229 [ = Cost.SDB] e in MB VII 622-623.
28 II 19 febbraio il card, rispose che aveva immediatamente trasmesso l ’intero plico al S. Padre e che
avrebbe fatto quanto era in suo potere per sostenere la causa: ASC (A 0201501) Antonelli, ed. in MB
VII 623.
736
Al papa Pio IX
ASCW RR b. Salesiani T. 9.1
Orig. aut. 3 1 8 x 2 2 8 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960266)
ASC B31010 Lett. orig., Pio IX (A 1730510) me. 41 A 5/7
Copia ms. di Gioachino Berto con correz. e data aut. indicate nell’apparato delle varianti 2 ff.
308 x212 mm. carta restaurata
E I 304-305 MB VII 621
Lettera d ’accompagnam ento degli «statuti» della società salesiana, di cui chiede l ’approvazione
*Torino, 12 febbrajo 1864
Santissimo Padre,
Coll’unico scopo e soltanto col desiderio di promuovere la gloria di Dio e il
bene delle anime umile mi prostro ai piedi di Vostra Santità per dimandare l’ap­
provazione degli statuti della Società di S. Francesco di Sales. È questo un prò- 5
getto da me molto meditato e lungo tempo desiderato. L’anno 1858 quando io
aveva la felice ventura di potermi presentare a V. S., all'intendere gli sforzi che
l’eresia e l’incredulità faceva[no] per insinuarsi ne’ popoli e soprattutto fra la po­
vera ed inesperta gioventù, accoglieva con segno di gradimento l’idea di una so­
cietà che di questa più pericolante porzione del gregge di Gesù Cristo si prendesse 10
cura particolare. La medesima Santità Vostra degnavasi di tracciarmene le basi,
che io ho fatto quanto ho potuto per seguire in questo piano di regolamento.
Ma sebbene io abbia avuto ferma volontà e siami secondo le mie deboli forze
adoperato per mettere in opera i consigli di V. S. , tuttavia nella esecuzione temo
di essermi di troppo in cose anche essenziali allontanato dallo scopo proposto. 15
Per questo motivo io dimando piuttosto la correzione anziché l’approvazione di
queste progettate costituzioni.

5.4 Page 44

▲torna in alto
38 febbraio 1864
Pertanto V. S., o chi Ella si degnerà di deputare, corregga, aggiunga, tolga
quanto giudicherà | tornare a maggior gloria di Dio. Io non farò osservazione di
20 sorta, anzi mentre mi of[f]ro di dare qualunque spiegazione che si ravvisi neces­
saria od opportuna, mi professo fin d ’ora obbligatissimo verso di chiunque mi
ajuterà a perfezionare gli statuti di questa Società e ridurli, quanto più sarà possi­
bile, stabili e conformi ai principi di nostra santa cattolica religione.
Gli statuti sono composti di 16 capitoli divisi in brevi articoli di cui unisco co-
25 pia. In foglio a parte si darà ragione di alcune cose più importanti.
I Vescovi di Cuneo, di Acqui, di Susa, di Mondovì, di Casale, e il Vicario Ge­
nerale Capitolare di questa nostra Archidiocesi ebbero la bontà di unire le loro
commendatizie in favore della medesima Società. Essa attualmente conta oltre a
settantacinque Soci [,] tutti deliberati d ’impiegare vita e sostanze per la salute
30 delle anime.
Mentre noi tutti nella preghiera stiamo aspettando le decisioni del Supremo
Gerarca della Chiesa, di Vostra Santità, ci prostriamo supplicandola di volerci
anticipare il segnalato favore coll'impartire ad ognuno la santa apostolica bene­
dizione.
35
Intanto a nome di tutti ho il massimo degli onori di potermi prostrare ai piedi
di Vostra Santità e professarmi
Umil.mo Obbligai.mo Affezionatissimo
figlio della Santa Chiesa e di V. Santità
Sac. Bosco Gioanni
1 12 corr ex 11
5 degli statuti om
10 questa] quella
pericolante add si
porzione
em end ex parte del gregge di Gesù Cristo em end si ex dell’umana società si add particolare
add si
12 seguire] svolgere
13 Ma add si
io abbia avuto corr si ex per altro io avevo
deboli add si 14 mettere in opera em end si ex seguire p o st consigli del e le norme esecu­
zione] esecuzione del lavoro in cose trsp p o st anche dallo scopo] da quanto erami 15 Per
questo motivo corr ex È per questo che
16 anziché l'approvazione trsp p o st costituzioni
17 progettate a d d si 20 mentre add si offro corr ex ofro p o st offro d el pronto 21 ante
m i1 del e 26 di Acqui a dd si di Susa trsp ante Mondovì 26-27 Generale om II Vicario
Capitolare em en d si ex ¡’Ordinario 27 nostra add si unire le loro] fare 28 della medesima
em end si ex di questa
conta] è composta di
oltre a settantacinque em end si ex settanta
29 tutti deliberati corr ex che deliberano tutti sostanze em end ex fortuna post sostanze add
per la gloria di Dio
per la salute corr si ex pel bene
30 stiamo aspettando] aspettiamo
34-35 .Intanto] .intanto 35 p o st intanto add si che 35-36 prostrare... professarmi] dichiara­
re... V.S.
2 Pio IX: figura notissima di pontefice: v. E(m) I, lett. 35. Su di lui c f l ’opera fondamentale (in tre vo­
lumi) di G. M artina, Pio IX. Roma, PUG 1967, 1986, 1990; pertanto nelle pagine seguenti non si ag­
giungeranno note particolari.
6 L’anno 1858: v. lett. 735.
17 costituzioni: le varie redazioni sono edite in Cost.SDB; la redazione più simile a quella inviata a
Roma in questa circostanza è quella contrassegnata dalla sigla G.
25 foglio a parte: sono le «Cose da notarsi...» di cui in nota alla lett. 735.
28 commendatizie: v. note alla lett. 730.
31 decisioni: il papa trasmise il testo costituzionale al card. A. Quaglia, prefetto della S. Congrega­
zione dei Vescovi e Regolari, che a sua volta lo passò al prosegretario, Stanislao Svegliati, perché no­
minasse un consultore: cf lettera di Luca Pacifici allo stesso Svegliati 0 18 febbraio, ed. in MB VII 624.
Il consultore fu il carmelitano Angelo Savini, che il 6 aprile successivo era già in grado di dare il suo
«voto»: cf Cost.SDB, p. 230.

5.5 Page 45

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737
Al duca Tommaso Gallarati Scotti
febbraio 1864 39
Archivio Gallarati Scotti, cari. 167 - Milano
Orig. aut. 2 ff. 278 x 212 mm. segno di ceralacca con strappo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., G allarati Scotti (A 1950105)
Ined.
Ringraziamento per l'offerta inviata - consolanti informazioni sul figlioccio Tommaso Jarach - auguri
a tutta la famiglia
*Torino, 26 febb[raio] 1864
Benemerito Signor Duca,
Colla più sentita gratitudine ho ricevuto la somma di fr. 320 che Vostra Ec­
cellenza nella sua carità degnavasi inviare pei poveri giovani di questa casa; e la
debbo tanto più ringraziare perché tale somma giunse in tempo in cui questa casa 5
versa in vere strettezze. Imperciocché è stragrande il numero de' giovani che
sono in urgenza di essere ricoverati, e le persone benefiche dovendo dividere le li-
mosine in soccorso di molti ne deriva il maggior bisogno specialmente delle case
di pubblica beneficenza.
Spero che in questa occasione vorrà gradire notizie del suo figlioccio Tom- io
maso Jarach. Questo giovanetto fa maravigliosi progressi nello studio e nella pie­
tà. Ha compiuto lodevolmente il corso di filosofia e questo anno percorre il 1° di
teologia. Ma siccome ha molto ingegno, così trova tempo [di] studiare anche da
professore di filosofia. Speriamo che il Signore continuerà a conservarlo buono, e
che ora coll’esempio e più tardi anche coll’esercizio del sacro ministero riuscirà a 15
guadagnare molte anime al Signore.
Gradisca, sig. Duca, che compreso dalla mia più viva riconoscenza auguri
ogni bene dal cielo sopra di Lei, sopra la pia di Lei moglie e su tutta la famiglia e
segnatamente sopra il caro ed amato Carlino affinché cresca nella sanità e nel
santo timor di Dio e nella delizia de’ suoi genitori.
20
f.lv
Mentre in fine raccomando me e questi poveri nostri giovanetti alla carità
delle divote di Lei preghiere ho l’alto onore di potermi professare
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
25
f.2v A Sua Eccellenza
Il Sig. Duca Gallarati Scotti
Milano
10 occasione] occasion corr ex occasio
2 Figlio di Carlo (1776-1840), Tommaso Anseimo Gallarati Scotti era nato nel 1819 a Milano, città
dove morì nel 1905. Già devoto all'Austria ed avversario della politica liberale piem ontese fino al 1859,
fu sostenitore del temporalismo e del clericalismo intransigente dopo l’unità d'Italia: cf DSMCI II, /
protagonisti, p. 215. Don Bosco trattenne notevole corrispondenza con lui e con la sua famiglia.
10-11 Tommaso Jarach: v. E(m) I, lett. 477. Dal testo si arguisce che il giovane stava studiando an­
che discipline universitarie per ottenere la laurea in filosofia; in seguito lascerà don Bosco: v. lett. 958.

5.6 Page 46

▲torna in alto
40 m arzo 1864
18 moglie: Barbara Melzi d ’Eril, nata nel 1828 dai duchi di Lodi, Giovanni Francesco (1788-1832) e
Elisa Sardi (1796-1869), dama di palazzo dal 1854, si sposò a Genova 1*8 febbraio 1847; ebbe dieci figli;
morì a Milano il 4 marzo 1911. Don Bosco, stando alla lettera del 28 agosto 1869, ebbe m olte occasioni
di avvicinare e apprezzare le virtù della madre, duchessa Elisa, tanto da dichiararsi disponibile a scri­
verne la vita a poco più di un m ese dalla morte, avvenuta il 10 luglio.
19 Carlino: ossia Gio. Carlo, nato a Pisa nel 1854 e morto a Milano nel 1927 : cit. nella lett. 1001. Altri
figli viventi all'epoca erano Elisabetta (1851-1920), Carmelita (1855-1929) Anna (1858-1942) Camilla
(nata 1860), Giovanna (1861-1924) e Giuseppe (1863-1884); nel 1869 nascerà Pietro Maria, m orto poi
quindicenne ad Oreno (Milano): cf D. E. Zanetti, La dem ografia del p a trizia to m ilanese nei secoli
XVII, XVIII, XIX. Università di Pavia 1972, pp. A 108-109.
738
Al sindaco di Torino, Emanuele Luserna di Rorà
ASCT Corrispondenza LL. PP. 1864 rep. 178 cart. 14 fase. 13
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 317 x213 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., sindaco, Luserna di Rorà (A 1960123)
Ined.
Domanda la licenza edilizia per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice - allega i disegni -
chiede di poter utilizzare la terra dello scavo per il rialzo necessario alla prevista rettilineazione di via
Cottolengo
[Torino, anter. 1° marzo 1864]
Ill.mo Sig. Sindaco,
Da molto tempo si vede il bisogno di una Chiesa nel Borgo di Valdocco dove
è grande il crescere della popolazione e dove non vi è una Chiesa aperta al pubbli-
5 co giacché quella annessa all’Oratorio di S. Francesco di Sales non è nemmeno
più sufficiente pei giovani ricoverati in detto Oratorio. Il sottoscritto perciò pensa
di far cosa utile alla società ed alla religione erigendo una chiesa proporzionata al
bisogno della popolazione e de’ molti giovani che qui intervengono agli Oratorii
festivi sperando nella pietà de’ fedeli e nella protezione di V. S. 111.ma.
10 Le unisce qui gli opportuni disegni pregandola di volerli approvare. Nel tem­
po stesso propone a V. S. Ill.ma un'opera, che mentre torna utile al proponente è
pure di utilità alla popolazione ed alla medesima Città. L'opera di cui sopra è la
seguente: La Città per rettilineare la via Cottolengo già decretata da molto tempo
come si asserisce ha bisogno di un considerevole rialzo di terra, ora questo rialzo
15 il sottoscritto lo eseguirebbe a sue spese mentre fa gli scavi per la chiesa progetta­
ta, se V. S. Ill.ma volesse in tal tempo venire alla detta rettilineazione da tutti de­
siderata.
Nella speranza che V. S. Ill.ma voglia benignamente accogliere questo ricor­
so si dichiara riconoscente e le prega dal Signore copiosa benedizione.
20
L'umile ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
1 La data è scritta a m ano accanto al timbro del protocollo generale.
2 Emanuele Luserna di Rorà: sindaco di Torino dal dicembre 1861 al dicembre 1865, fu membro del
parlamento subalpino nella VI e VII legislatura, e del parlamento italiano nella V ili, IX, X e XI. Con-

5.7 Page 47

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m arzo 1864 41
giunto ed amico di Camillo Cavour, di cui sostenne il progetto politico, fu comm issario straordinario
di Ravenna al m om ento dell’annessione. Negli ultimi anni della vita occupò la carica di presidente del
consiglio delle ferrovie dell’Alta Italia. Morì a 58 anni il 15 maggio 1873: cf T. Sarti, Il parla m en to su ­
balpino e nazion ale..., p. 826. Il 10 gennaio 1865, in una prima istanza, su richiesta di don Bosco ef­
fettuata tramite il capo di Gabinetto, il sindaco aveva rifiutato la proposta di assumere la presidenza
della lotteria, motivandola col rischio di comm istione fra la sua qualità di pubblico amministratore e
di privato cittadino. Accettò invece la vicepresidenza, dopo che il duca d’Aosta ne aveva accolto la
presidenza: ASC B26200 Autorità, Sindaci, Torino, Luserna di Rorà ed. in MB VII 22.
10 Tali disegni non sono stati rintracciati; v. però nota alla lin. 21.
13 Per la rettilineazione v. lett. 767.
21 accogliere: invece la Commissione d ’Ornato, esaminato il progetto edilizio in data 18 marzo 1864,
in successiva seduta, il 3 maggio, respinse la domanda di licenza «perché i disegni non presentavano
regolarità di costruzione» e incaricò l'architetto Barnaba Panizza di invitare il costruttore a «modifi­
carli e regolarizzarli». Ripresentati il 14 maggio, la comm issione in data 23 maggio li riesaminò tro­
vandovi ancora «parecchi difetti». Pertanto richiese altri disegni, lasciando però a don Bosco la possi­
bilità di presentare un progetto alternativo. Don Bosco fece preparare dall'ingegnere architetto Anto­
nio Spezia cinque tavole che inviò alle autorità comunali. Il progetto fu approvato il 27 maggio 1 864.1
disegni sono reperibili in fa c s im ile in Torino e Don B osco... (a cura di G. Bracco) portafoglio nn. VII-
XI; l ’intera docum entazione è in ASCT Corrispondenza 1862-1864 ...; la risposta del Municipio, datata
2 giugno, è conservata in ASC B32000 Santuario d i M aria A usiliatrice (A 2200901), me. 1973 C 12.
739
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760135) me. 1371 B 9/12
Min. di Giovanni Battista Francesia con correz. aut., le uniche che riportiamo in apparato 2 ff.
221 x 155 (mancano le linee dalla 44 in poi)
Min. allog. con note aut. a matita per la tipografia e due minime correz. a penna 2 ff. 311 x209
mm. segni di pastello blu me. 1371 C 1/3
Orig. a stampa con allegato foglietto dell’Oblazione di 208 x 151 mm. Tipografia delTOratorio di S.
Francesco di Sales 2 ff. 257 x 172 mm. (282 x 189) me. 1371 C 4/5
E I 306-308 MB VII 655-656
Proposta di particolare aiuto econom ico per l’erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice
[Torino, metà marzo 1864]
Maria auxilium Christianorum,
ora prò nobis.
(Lit. Laur.)
Maria ajuto dei cristiani,
pregate per noi.
Tu nos ab hoste protege
Et mortis hora suscipe. (La Chiesa).
Nell'ultim'ora - di nostra vita
Madre, porgeteci - dal cielo aita.
Benemerito Signore,
Mentre la Città di Torino va crescendo ogni dì più di fabbriche, e la sua po­
polazione aumenta continuamente, cresce eziandio il bisogno di nuovi edifizi
consacrati all’esercizio della nostra religione. Tra le altre parti della città questo
bisogno si fa vivamente sentire nel quartiere denominato Valdocco1, ove in mezzo 10
a circa 20,000 e più abitanti non è altra Chiesa di una certa capacità fuorché la
Chiesa parochiale del Borgo di Dora2, la quale tuttavia non può contenere più di
un 1,500 persone.
Esistono bensì nel distretto di questa parochia le Chiesette della Piccola Casa
della Divina Provvidenza e dell’Oratorio di S. Francesco di Sales, ove nei giorni 15

5.8 Page 48

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42 m arzo 1864
festivi si dà accesso al pubblico, ma sì l’una che l’altra non bastano pure al servi­
zio delle oltremodo numerose Comunità per cui esse furono innalzate, ed appena
è che vi rimanga luogo per pochi estranei.
Desiderando adunque di provvedere all’urgente bisogno degli abitanti di Val-
20 docco e di molti giovani, i quali ne' dì festivi vengono all’Oratorio dalle varie parti
della Città, e che non possono più contenersi nella Chiesetta attuale, ho delibera­
to di mettermi all’opera per costrurre una Chiesa abbastanza capace da corri­
spondere a questo doppio scopo, e la quale possa anche col tempo erigersi in pa-
rochia, quando l’Autorità ecclesiastica lo giudichi opportuno. Un benemerito in-
25 gegnere ne compì disegno in forma latina, che fu già approvato dall’autorità
competente; lo spazio interno sarà di circa 1,000 metri quadrati, la spesa ascende­
rà a circa L. 200,000.
La Chiesa sorgerà in via Cottolengo sopra u n ’area che fu acquistata per la li- f-lv
beralità di alcune pie persone, e che è attigua all’attuale edifizio dell’Oratorio di
30 S. Francesco di Sales. Gli scavi sono già ultimati, e si è già dato mano a costrurre
le m ura delle fondamenta.
Per condurre a compimento questa pia Opera non avendo i mezzi necessarii,
non posso far altro che mettere ogni mia fiducia in mano della Divina Provviden­
za e raccomandarmi alla carità dei divoti di Maria, fra quali penso di potere con
35 ragione annoverare la S. V.
Dico dei divoti di Maria, perché appunto ad onore dell’immacolata Madre di
Gesù Cristo, sotto il titolo di Auxilium Christianorum, ossia aiuto dei Cristiani
sorgerà questo sacro edifizio. Mentre si spera che esso sarà per molte persone
istromento di eterna salvezza, sarà pure un tributo della nostra gratitudine a Ma-
40 ria SS. pei benefici ricevuti ed un invito a questa nostra Madre pietosa di proteg­
gerci sempre per l’avvenire, ed aiutarci a mantenere nella nostra città la Fede e la
pratica di tutte le virtù cristiane.
A Lei pertanto io faccio umile ricorso. Qualunque somma di danaro, qualun­
que oggetto, fossero anche materiali di costruzione, sarà ricevuto con viva rico-
45 noscenza. Ci vorranno tre anni a compiere quest'opera, perciò V. S. se noi può
presentemente, potrebbe forse concorrere più tardi.
Le unisco alcune schede per Lei e per quelle caritatevoli persone cui Ella giu­
dicasse proporre simili opere di pubblica beneficenza.
Ove qualche scheda fosse segnata secondo il modulo annesso, le fo umile
50 preghiera di volerla spedire al mio indirizzo per norma dei lavori a farsi.
Qualora non avesse altro mezzo per far pervenire a destinazione quello che
la sua carità le inspira potrebbe farlo per la sicura via di Vaglia postale.
Io ho viva fiducia che quanto Ella sarà per fare in questo caso eccezionale le
m eriterà certamente copiose benedizioni dalla Beata Vergine Maria nelle cose
55 spirituali ed anche temporali.
Infine la prego di dare benigno compatimento al disturbo, che le cagiono, e
gradire che le auguri ogni bene dal Cielo mentre colla più sentita gratitudine re­
puto a grande onore di potermi professare
Di V. S. Benemerita
60
Obbl. o servitore
Sac. Bosco Giovanni

5.9 Page 49

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Qui élucidant me, vitam aeternam
habebunt.
(Eccl. 24, 31).
Dice Maria: Quelli che mi sono
divoli avranno la vita eterna.
m arzo 1864 43
Domus Dei aedificetur in loco suo.
(Esd. 5).
La Casa del Signore sia edificata
in luogo opportuno.
' Questo quartiere si chiam a Valdocco dalle iniziali Val Oc., Vallis óccisorum , ossia Valle degli
uccisi, con cui anticamente denominavasi questa valle per essere stati quivi martirizzati i santi Avven­
tore ed Ottavio. Ecco il perché questa parte della Città sembra cotanto benedetta da Dio mostrandosi
coperta di pii e caritatevoli instituti. Essa fu inaffiata dal sangue dei martiri.
2 Dalla Chiesa parochiale del Borgo Dora tirando una linea fino alla Chiesa della Consolata ed a
quella di S. Donato, di poi volgendo alla Regia Fucina delle Canne sino al fiume Dora avvi uno spazio
coperto di case, ove hanno stanza oltre a 35,000 abitanti tra cui non esiste alcuna pubblica Chiesa.
1 La datazione, ipotetica, è relativa soprattutto alla minuta. La circolare a stampa è sem plicem ente
datata 1864.
6-61 II contenuto della lett. non si discosta molto da quello espresso nella circolare del 1° febbraio
dell'anno precedente (v. E(m) I, lett. 630) e da quanto successivam ente pubblicato, ad es., in G. Bo­
sco, M araviglie della m adre di D io..., Torino 1868, pp. 106-109 (OE XX, pp. [298] - [301]). Le moti­
vazioni addotte per la costruzione della chiesa sono esclusivamente di indole pastorale.
7-8 la sua popolazione aumenta: da 121.000 abitanti nel 1845, Torino aveva raggiunto il num ero di
179.000 nel 1858 e di 204.000 nel 1861, raddoppiandosi rispetto al 1825 (109.000). Al riguardo si veda
G. M uttini C o n ti, La popolazion e del Piem onte nel secolo XIX, Torino 1962.
14-15 Piccola Casa della Divina Provvidenza è il nom e dell’opera del Cottolengo, situata a poche cen­
tinaia di metri dall’Oratorio di Valdocco.
21 Chiesetta attuale: è quella di S. Francesco di Sales, inaugurata nel 1852.
24-25 ingegnere: v. lett. 738.
26 lo spazio: la lunghezza della chiesa era di m. 48; quella del capocroce di m. 35 e quella della nava­
ta di m. 11,50; la superficie pertanto si aggirava sui 1200 mq.
27 L. 200.000: in realtà la spesa fu ben superiore, circa L. 765.000.000 del 1985: cf S. Sarti, Un con ­
tributo alla rilettura di valori m onetari contenuti nelle «Memorie Biografiche» in Don Bosco nella
chiesa a servizio dell'um an ità. S tu di e testim onianze, a cura di P. Braido. Roma, LAS 1987, p. 366 v.
anche lett. 1027.
28 area acquistata: l’11 febbraio 1863 don Bosco aveva riacquistato dai Rosminiani la stessa area che
9 anni prima, il 10 aprile 1854, aveva venduto all’abate Rosmini.
30 scavi: i lavori, iniziati nell’estate dell’anno precedente e proseguiti nell’autunno, vennero ripresi
in quello stesso mese di marzo.
45 tre anni: previsione esatta. Il 27 aprile 1865 venne posta la prima pietra e il 9 giugno di tre anni
dopo fu consacrata la chiesa.
47 schede: v. il modello in MB VII 657; un primo elenco dei maggiori benefattori, con le rispettive ci­
fre offerte, si trova in MB VII 658; 500 lire vennero inviate dal papa Pio IX e di lui parlò «L’Unità Cat­
tolica» del 1° maggio 1864; 550 lire vennero concesse il 21 giugno 1864 dal regio Econom o generale dei
benefici ecclesiastici, a w . Pietro Fenolio, che nel febbraio era succeduto al can. Michelangelo Vachet-
ta (dimessosi nel febbraio e morto il 21 agosto 1865): ASC B26200 A utorità, ed. in MB VII 659.
66 Valdocco: più probabilmente il termine Val d'Occo o Vallis de Och deriverebbe da una delle vai­
lette che scendevano verso la confluenza del Po e della Dora: cf N. C errato, Il linguaggio della p rim a
storia salesiana. Parole e luoghi delle «Memorie Biografiche di Don B osco». Roma, LAS 1991, p. 277.
Don Bosco fa sua un pia tradizione relativa ai martiri della legione Tebea, Avventore e Ottavio (e Solu­
tore), protettori di Torino, città che conserva tuttora una chiesa a loro dedicata: cf Biblioteca Sancto-
rum. Roma 1962, II. col. 663-668.

5.10 Page 50

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44 m arzo 1864
740
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna delTOlmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 272 x210 mm. carta azzurra timbro 15 mar 64
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., R icci des Ferres (A 1960280)
ASC B31220 Copie d i orig. (A 1900643)
E I 305-306 MB VII 633-634
Proposta di un particolare aiuto econom ico all'Oratorio
segno di ceralacca rossa
Torino, 15 marzo 1864
Car.mo Sig. Barone,
Nel desiderio di fare una gita a Cuneo ho differito di riscontrare intorno al ri­
sultato dell'affare col sig. Toselli.
Siccome però scrisse egli stesso alla S. V. car.ma e a questo fine avranno già
potuto abboccarsi, così prescindo di trattarne più a lungo. Piuttosto le parlo della
continuazio[ne] della beneficenza. Questo caritatevole cristiano sarebbe disposto
di legare o dare fin d ’ora giornate venti di terreno limitrofo a quello, che intende
dare per Cuneo, e lo darebbe a favore di quest’Oratorio riserbandosi il solo frutto
sua vita durante con qualche onere da compiersi al momento che non gli si tribui­
rá più l'usufrutto. Al terreno unirebbe anche una parte di fabbrica bastante per
fare un corpo di cassina.
Io avrei bisogno che Ella, sig. Barone, mi ajutasse ad utilizzare questa dona­
zione. Vi sarebbe persona che comprerebbe pel suo prezzo queste venti giornate
di terreno? Non si potrebbero unire le dieci che darebbe per l’asilo e farne un cor­
po solo di cassina? Non sarebbe tal cosa di qualche convenienza anche al sig. Ba­
rone?
Queste sono le cose che voleva andarle a dire in persona e che da un piccolo
incomodo di salute ne fui impedito. Qui trattasi di uno che voglia comperare, as­
sicurare il suo danaro sopra il terreno, mentre l’opera servirebbe a sostenere le
spese che in questa casa occorrono ed anche ad impiantare l’asilo progettato.
Compatisca questo disturbo, gradisca che auguri a Lei, alla signora Barones­
sa e a tutta la famiglia ogni bene dal cielo, e mentre raccomando me e li miei gio­
vanetti alla carità delle sante sue preghiere ho il caro piacere di professarmi con
gratitudine
Di V. S. car.ma nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Al Chiar.mo Signore
/.
Il Sig. Barone Feliciano Ricci
Cuneo
5 fine add si 14 ante queste del di 21 asilo em end ex asifo
2 Feliciano Ricci des Ferres, amico e benefattore di don Bosco, che abitava presso la parrocchia del
Carmine, non lontano dall'Oratorio di Valdocco. Nato a Cuneo il 13 agosto 1816, aveva sposato il 18

6 Pages 51-60

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6.1 Page 51

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m arzo 1864 45
maggio 1846 Gabriella Beraudo di Pralormo, quarta e ultima figlia di Carlo (1784-1855), diplomatico
sabaudo che aveva assistito al congresso di Vienna. Dal matrimonio nacquero tre figli: Carlo (1847-
1925), Enrico (1849-1873) e Roberto (1850-1920). Carlo (che sposò nel 1871 Azelia Fassati, figlia di Do­
m enico e di Maria Roero S. Severino nata De Maistre), già sostituto procuratore del re, consigliere co­
munale e provinciale di Torino, fu esponente di spicco del movim ento cattolico torinese: c f DSMCI
III/l Figure rappresentative. Feliciano Ricci morì l’i l novembre 1893: cf II Barone Feliciano Ricci, in
«Corriere Nazionale» del 15 novembre 1893.
3 Cuneo: i Ricci avevano la casa patrizia alla Madonna dell’Olmo, a pochi km. dalla città di Cuneo.
4 Toselli: personaggio non identificato.
8 giornate venti: corrispondevano a mq. 76.000.
16 qualche convenienza: la risposta del barone fa positiva; offrì un mutuo di 5.000 lire: v. lett. 744.
741
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890209)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 306 MB VII 640
Le invia u n ’immaginetta e porge auguri
*Torino, 25 m arzo [18]64
111.ma Sig.na Azelia,
Per non rinnovare la mia dimenticanza dell’immaginetta promessa la mando
acchiusa in questa lettera; e spero che con essa Ella avrà la benedizione del Santo
Padre e quella dell’Altissimo Iddio.
5
La Santa Vergine le ottenga da suo Divin Figliuolo sanità e grazia.
Buone feste a Lei, a Papà e a Maman; e raccomandandomi alle preghiere di
tutti mi professo nel Signore
Di V. S. HI.ma
Devot.mo servitore
io
Sac. Bosco Gio.
2 Sig.na] Sig.ra
2 Azelia Fassati (1846-1921): signorina da tempo guidata spiritualmente da don Bosco. Primogenita
di Domenico e Maria Fassati, nata a Torino nel 1846, venticinquenne sposò Carlo Ricci des Ferres: v.
lett. 740. Rimase a lungo in relazione con don Bosco, del cui processo di beatificazione e canonizza­
zione fu teste sia nella fase informativa diocesana nel 1896 (Copia pubb. ff. 3150v-3153v) che in quella
apostolica nel 1917 (Sess. CCCVIII 13 marzo, ff. 3599r-3603r); morì a Torino il 7 settembre 1921 : cf an­
che BS a. 45 (ottobre 1921) p. 279.
7 feste pasquali: quell’anno la Pasqua cadeva il 27 marzo.
— Maman: voce francese com une nelle famiglie aristocratiche del Piemonte.

6.2 Page 52

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46 aprile 1864
742
Alla «Gazzetta Ufficiale del Regno d ’Italia»
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760134) me. 1371 B 8
Min. aut. [ = A] 1 f. 2 7 5 x 2 1 0 mm.
Orig. a stampa sulla «Gazzetta...» succitata, che riproduciamo
MB VII 651-652
Annuncio della costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice da pubblicare sul giornale
[Torino, 12 aprile 1864]
Costruzione di novella Chiesa in Valdocco.
Uno dei quartieri di questa città capitale, che da alcuni anni divenne popola­
tissimo, è certamente quello di Valdocco. Dalla chiesa parrocchiale di Borgo
5 Dora e dalla Consolata fino al Borgo S. Donato il suolo è tutto coperto di edifizi,
ove dimorano oltre a trenta mila abitanti; ma in tutto questo largo spazio non
avvi chiesa né poco né molto spaziosa, entro cui si eserciti pubblicamente il divin
culto.
A fronte di questo bisogno il sacerdote Bosco avrebbe divisato la costruzione
10 di un nuovo sacro edilizio in sito appositamente comperato nel piano tra via Cot-
tolengo e l’oratorio di S. Francesco di Sales.
Questo oratorio serve da quattordici anni ad accogliere fanciulli, ed anche
adulti. Ma atteso il grande aumento della popolazione, tale chiesa può nemmeno
più accogliere la terza parte de’ giovanetti, che ivi specialmente nei giorni festivi
15 intervengono. La novella chiesa pertanto deve aver capacità ed essere abbastanza
spaziosa da poter soddisfare al bisogno dei giovanetti ed anche degli adulti che ne
volessero approfittare. Alla chiesa vi sarebbe eziandio annesso un locale per le
scuole serali e domenicali, ed un recinto pei trastulli e per la ricreazione nei gior­
ni festivi. Alcuni benemeriti cittadini avendo già porta la mano benefica, si potè
20 preparare il sito, il disegno ed una vistosa quantità di materiali. Speriamo che
questi primi oblatori avranno generosi seguaci, e che l’edilizio potrà condursi a
termine con quell’alacrità con cui furono ultimati tanti altri edifizi di pubblica be­
neficenza che cotanto onorano questa nostra capitale.
[Sac. Bosco Gio.]
2 p o st Valdocco add Siamo pregati d'inserire le seguenti linee 3 dei] de' 4 parrocchiale] pa-
rochiale 5 e dalla... Borgo corr si ex fino a quello di il suolo em en d ex avvi coperto a d d et
del 6 ove em end ex ol 7 chiesa emend ex niuna né poco né molto] né piccola nè grande
A l né poco né molto corr si A2 né molto né poco em end si A3 spaziosa,] spaziosa A entro cui
si eserciti] dove scavi A l in cui scavi corr m rg sin A2 entro cui si eserciti em en d s A2 pubblicamen­
te corr si ex pubblico esercizio del 9 A fronte... il corr m rg sin ex II ante la d el di tentare A
costruzione corr si ex costruzio 10 un nuovo] tale A l un novello em en d si A2 ante sito del un
A appositamente comperato corr si ex di sua proprietà posto 11 e l’oratorio] e la A l e la pic­
cola chiesa già esistente sotto al titolo corr si 12-13 Questo...tale corr m rg sin ex Questa fan­
ciulli, ed anche adulti corr si ex giovanetti, che quivi soglionsi radunare, ed anche gli adulti [gli adulti
em end si ex pel publico] 13 atteso il em end si ex pel della] di A ante può del divenne così
ristretta che nemmeno] nemanco 14 giovanetti corr si ex giovani , che] che nei] n e’
15 pertanto... ed essere] avrebbe per iscopo A l dovrebbe servire ad accogliere questi giovanetti e
soddisfare anche al pubblico corr si A2 pertanto deve avere capacità da poter soddisfare al bisogno de'

6.3 Page 53

▲torna in alto
aprile 1864 47
giovanetti e deve essere nel tempo stesso corr si A3 pertanto deve avere capacità da poter essere corr
si A4 16 poter... anche degli] servire pubblicamente per gli A l soddisfare al bisogno de’ giova­
netti anche degli corr si A2 adulti] adulti, 17 Alla corr ex Unitamente alla A eziandio add
si 18 serali e add si domenicali,] domenicali nei em end ex d e ’ 19 avendo già porta]
hanno portato già benefica la A l hanno già portato la benefica corr si A2 avendo già porta la corr si A3
19-20 si potè...m ateriali om A l add m rg sin A2 si potè preparare corr si ex È già preparato
20 Speriamo] speriamo 21 ante avranno del al seguaci,] seguaci 22 alacrità] alacrità,
corr ex allacrità, A edilìzi em end ex instituti
2 L'annuncio qui pubblicato, di cui si conserva anche la minuta originale, può essere considerato
com e una lettera aperta — una circolare — ai lettori della «Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia» e
pertanto non pare fuor di luogo inserirlo nell'epistolario; si veda al riguardo l'introduzione p. 6.
23 La «Gazzetta Ufficiale» pubblicò il testo il 12 aprile 1864, a pag. 3. Un annuncio dell’iniziativa ap­
parve pure su «L’Unità Cattolica» del 13 aprile 1864: OE XXXVIII 67.
743
Al papa Pio IX
ASV S.C .W .R R . Sez■ Vescovi, aprile 1864 b. 1848
Orig. allog. senza firma 1 f. 265 x 200 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960175)
Ined.
Richiesta di ordinazioni diaconali extra tem pus e di dispensa di età per il presbiterato di alcuni chieri­
ci dell’Oratorio
[Torino, anter. 22 aprile 1864]
Beatissimo Padre,
Il sacerdote Bosco Giovanni direttore della casa dei poveri giovani sotto al ti­
tolo di S. F.co di Sales (diocesi di Torino) si prostra ai piedi di Vostra Santità im­
plorando i seguenti favori:
5
1. Che i chierici suddiaconi Anfossi Giovanni[,] Boggero Giovanni[,] Bonet­
to Giovanni [,] Ghivarello Giovanni possano presentarsi alla sacra ordinazione del
sacerdozio per le prossime tempora di Pentecoste;
2. Ma dovendo ancora ricevere il diaconato di cui non poterono essere insi­
gniti a suo tempo pel casuale ritardo delle dimissorie, dimandano di poter riceve- 10
re il Diaconato extra tempus;
3. Il suddiacono Anfossi Giovanni mancandogli un mese e sette giorni, e
f.lv Boggero Giovanni quattro mesi e tre |dici giorni dimandano il favore di essere di­
spensati sopra l'età stabilita dal Concilio Tridentino per quelli che devono essere
promossi al sacerdozio.
15
La povertà della casa a cui appartengono, il bisogno di sacerdoti, la difficoltà
di ricorrere alla santa sede fanno sperare che tali dimande siano benevolmente e
caritatevolmente accolte, e a questo effetto si unisce la commendatizia dell'Ordi­
nario di questa Arcidiocesi.
Tutti prostrati implorano la santa Benedizione sperando il favore.
20
[Sac. Bosco Giovanni]

6.4 Page 54

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48 maggio 1864
1 La data è in relazione all’udienza pontificia nella quale il papa «benigne annuit» alla richiesta di
don Bosco — accompagnata da documento autentico del can. G. Zappata del 6 aprile 1864 — e pre­
sentata da mons. Stanislao Svegliati. Il rescritto è pure citato in S.C.VV.RR 300, R egestum E piscopo-
rum 1864, 1720/7.
6 Giovanni Battista Felice Anfossi: nato a Vigone (Torino) il 27 giugno 1840 da Luigi e Angela Bosco,
accolto da don Bosco il 23 novembre 1853, fu uno dei primi membri della nascente società salesiana
nel dicembre 1859. Professo il 14 maggio 1862, sacerdote il 21 maggio 1864, lasciò l’oratorio sponta­
neamente nel luglio successivo: ASC registri Censim ento e Anag. Prof. Entrò poi nel clero diocesano
secolare, operando all’inizio nel regio istituto dei sordomuti di via Assarotti. Laureato in lettere e filo­
sofia, insegnò in vari istituti. Morì a Torino il 15 febbraio 1913. Il suo nom e è associato a quello di don
Giovanni Turchi, pure ex allievo di Valdocco, quali autori dei libelli anonimi in difesa di don Bosco
contro mons. Gastaldi: cf G. T u n in etti, Lorenzo G astaldi (1815-1883), II,..., pp. 275, 177, 290: v. an­
che E(m) I, lett. 176.
— Giovanni Boggero: nato a Cambiano (Torino) nel 1840, era entrato all’Oratorio il 26 ottobre 1855;
professo temporaneo dal 15 maggio 1862, lasciò la società salesiana nell’agosto dell’anno seguente;
morì il 14 dicembre 1866: cf ASC registro Censimento; v. anche Indice MB.
6-7 Giovanni Bonetti (o Bonetto): v. E(m) I, lett. 328.
7 Giovanni Ghivarello: probabile lapsus, perché si tratta di Carlo Ghivarello, di cui in E(m) I, lett.
455, dove si legga «Carlo» e non «Francesco».
8 tempora: la Pentecoste in quell’anno cadeva il 15 maggio; l’ordinazione avvenne dunque il 21 mag­
gio, vigilia della domenica della SS. Trinità.
21 La richiesta era stata appoggiata dal vicario capitolare della diocesi can. G. Zappata: cf AAT Di-
m issorie p er età 10.14.17. Altrettanto aveva fatto anteriormente lo Zappata per l’ordinazione sacerdo­
tale di don Michele Rua l'8 giugno 1860, per le ordinazioni diaconali di don Giovanni Cagliero, don
Giovanni Battista Francesia, don Bartolomeo Fusero e per quella suddiaconale di don Giuseppe Bon-
giovanni il 22 aprile 1862; ed anche per l ’ordinazione diaconale e sacerdotale dello stesso don Bongio-
vanni rispettivamente il 29 luglio ed il 7 novembre 1862.
744
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 1 f. 216 x 158 mm. bordo frastagliato
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Ricci des Ferres (A 1960281)
ASC B31220 Copie d i orig. (A 1900635)
E I 309-310 MB VII 634-635
A proposito del mutuo chiesto e ottenuto dal barone (v. lett. 740) - vendita al governo di due piccole
abitazioni
Car.mo Sig. Barone,
[Torino, maggio 1864]
Ho ricevuto la sua lettera per mano del sig. Giraudi che mi lasciò alcuni bi­
glietti da distribuire. Io mi unirò al cav. Oreglia per distribuire i suoi ed i miei.
5 Non so però se potremo distribuirli tutti attese le esclamazioni che tutti fanno pel-
la miseria.
Riguardo al mutuo che Ella è disposta di fare a favore di questi poveri giova­
ni sarebbe non più di cinque mila, ma solamente di due mila franchi. Impercioc­
ché in questo tempo abbia [mo] avuto qualche beneficenza ed abbiamo anche
10 esatto qualche somma che era assai incerta. Ora nel desiderio che lo scritto di ob­
bligazione sia fatto colle formole da Lei richieste, io la pregherei di volermelo fare
ed io lo segnerò volentieri.
\\

6.5 Page 55

▲torna in alto
maggio 1864 49
In quanto al tempo metta un anno, se vuole; ma è probabile che passino ap­
pena alcuni mesi o forse settimane dopo cui siamo in grado di poterne fare la re­
stituzione; giacché la vendita delle due piccole case al Governo è fatta e dovremo 15
venire quanto prima all'atto dell'instrumento.
Grazie di tutta la carità; non mancherò di pregare per Lei, la sig[ra] Baro­
nessa e famiglia mentre con gratitudine ho l’onore di potermi professare
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
2 Feliciano Ricci des Ferres: v. lett. 740.
3 lettera: non reperita, m a com unque in relazione a quella di don Bosco del 15 marzo 1864: v. lett.
740.
— Giraudi: personaggio non identificato.
3 4 biglietti: di lotterie; quella del barone in favore di un asilo e quella di don Bosco per la costruzio­
ne della chiesa di Maria Ausiliatrice.
4 Federico Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460; v. anche BS a. 36 (febbraio 1912) pp. 62-63; in
qualità di segretario della com m issione per la lotteria del 1862 aveva già collaborato strettamente con
don Bosco per lo sm ercio dei relativi biglietti; lo farà anche per la lotteria del 1865, di cui coprirà lo
stesso ruolo di segretario: cf MB V ili 94. In quegli anni fungeva pure da amministratore e econom o
della tipografia di Valdocco.
13 un anno: circa l’estinzione del mutuo v. lett. 816.
15 vendita di due case: pare si tratti di due casette, lungo la Dora, da don Bosco avute in eredità e da
lui vendute alle autorità di governo; non sono stati però rintracciati documenti al riguardo; un anno
dopo don Bosco non aveva ancora ottenuto il pagamento: v. lett. 816.
745
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 210 x 137 mm. carta azzurra sul mrg. sup. sin. timbro a secco GRAN
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., L im berti (A 1950106)
Ined.
Esprime sentimenti di gratitudine e invia in dono delle immaginette
*Torino, 9 magg[io 18]64
Eccellenza Reverend.ma,
Approfitto dell’opportunità della sig[ra] Marc[hesa] Villarios per offerire i
più sentiti miei affetti di gratitudine a V. E. Rev.ma con preghiera di voler com­
patire e gradire l’immaginetta ivi acchiusa. È questo un segno di venerazione da 5
parte mia e da parte de’ miei giovanetti che tutti uniti dimandiamo la santa di Lei
benedizione. Amen.
Ho l’alto onore di professarmi
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
10
Sac. Bosco Gio.
9 E. em en d ex S.

6.6 Page 56

▲torna in alto
50 m aggio 1864
2 Gioacchino Umberti: v. E(m) I, lett. 428.
3 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
746
Alla contessa Maria Luisa Radicati
ASC B31010 Lett. orig., R adicati (A 1730901) me. 43 E 9
Orig. aut. 2 ff. 210 x 139 mm. carta azzurrina con rigatura strettissima
E I 308
Giustificazione di non poter mantenere un appuntamento
'Torino, 16 maggio 1864
Illustrissima Sig[ra] Contessa,
In questo momento (2 pomeridiane) mi sopraggiugne un affare che mi toglie
il piacere di poter questa sera godere della amena compagnia della rispettabile di
5 Lei famiglia. Pazienza. Mentre ringrazio tutti del cortese invito cui spero di poter
accondiscendere altro giorno, l'assicuro che non mancherò d'invocare in modo
particolare le benedizioni del cielo sopra l’amato di Lei figliuolo militare, affinché
Dio lo conservi sano e in grazia sua in mezzo ai pericoli che egli possa incontrare
o nel viaggio o nel luogo di sua permanenza,
io
Buon appetito e buona notte a tutti, mentre ho l’alto onore di potermi pro­
fessare di Lei e del chiar.mo di Lei marito
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Maria Luisa Radicati: nata Faà di Bruno, Maria Luisa era moglie di Costantino Radicati Talice, con­
te di Passerano (1812-1895): v. E(m) I, lett. 109. Donna di fede, di notevole talento musicale, m olto af­
fezionata a don Bosco, visse gli ultimi trent’anni priva della vista; morì il 25 maggio 1879: cf I. T ubal-
d o , Giuseppe Allam ano. Il su o tem po. La sua vita. La sua opera. Voi. I 1851-1891. Torino, ed. Con­
solata 1982, p. 222.
7 figliuolo: Enrico Radicati, nato il 1° febbraio 1846, futuro ufficiale di stato maggiore, medaglia d ’ar­
gento al valore militare per la campagna del 1866: cf ANI 1904, LDNI, 1906-1912.
747
Invito a una rappresentazione teatrale
Collegio S. Francesco - Moncalieri (Torino)
Copia a stampa indirizzata a padre Salesio Canobbio (v. E(m) I, lett. 374) 1 f. 115 x 80 mm.
Ined.
Invito ad assistere alla comm edia latina Phasm atonices rappresentata dai giovani all’Oratorio
Domi, ex aedibus quae vulgo feruntur:
Oratorio di S. Francesco di Sales in Valdocco
Sexto cal. Junias MDCCCLXIV.
[27 maggio 1864]

6.7 Page 57

▲torna in alto
Sacerdos Bosco tibi in Domino Saluterei.
Comoedia, quae placuit, refertur denuo
Multorum oratu. Dabitur die Junii
Secunda, apud Sancti Francisci, a prandio,
Secunda hora, quam ne sinas labi velim.
Alias daturis, forsan pluvia nimia
Nobis invisit caput tuum lepidum.
Quod ne rursus accidat, omen avertat Deus.
Bone, si primum interfuisti, pervelim
Te iterum adesse; hinc tibi placuisse fabulam
Intellegam. Sin abfuisti, te rogo,
Ut nunc saltem adsies. Lubens te expecto.
Usque numen Dei praesens Tibi siet.
m aggio 1864 51
5
io
5 La com m edia si intitolava P hasm atonices (Larvarum victor): cf MB VII 666. Per gli inviti alle rap­
presentazioni negli anni seguenti, di cui all’introduzione p. 6, ne faremo solo eventuale m enzione in
qualche nota, senza collocarli all’interno della sequenza cronologica e numerata delle lettere.
9 pluvia: durante la prima rappresentazione del 12 maggio la pioggia era venuta a disturbare pubbli­
co e attori; ciononostante lo spettacolo riscosse grande successo: cf MB VII 666, che cita «L’Unità Cat­
tolica» del 14 m aggio 1864. Fra gli illustri personaggi che avevano presenziato vi era anche m ons. Gio­
vanni Antonio Balma, che il 21 maggio successivo avrebbe ordinato sacerdoti quattro salesiani (di cui
alla lett. 743).
748
Al canonico Bernardino Peyron
Già presso le suore dell’istituto di S. Pietro (Torino)
Orig. aut. 2 ff. 188 x 141 mm. timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
Copia autentic. in AAT 19.1.35 cart. 20
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Peyron (A 1810116)
E I 309
Ringrazia della beneficenza accordata
*Torino, 28 maggio [18]64
Benemerito Sig. Canonico,
Ella aggiugne carità a carità e noi preghiamo Iddio che aggiunga benedizioni
a benedizioni sopra di Lei, caro ed insigne nostro benefattore.
Le significo pertanto che oltre ai ducento franchi già prima inviati pei poveri 5
giovani di questa casa ho eziandio ricevuto franchi cento che testé compiacquesi
offerire.
Sia benedetto Iddio che inspira a Lei pensieri di carità, ma sia in modo spe­
ciale da Dio benedetta quella mano benefica che mi ajuta a togliere poveri giova­
netti dai pericoli per condurli e mantenerli nella via della salvezza.
10

6.8 Page 58

▲torna in alto
52 maggio 1864
Raccomando me e questi giovanetti alla carità delle sante sue preghiere e
gradisca che mi professi con pienezza di gratitudine
Di V. S. Benemerita
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Ill.mo Red.mo sig. Can. Peyron
2 Bernardino Peyron: v. E(m) I, lett. 398.
749
Al «presule» d ’Ungheria, Jànos Nador
ASC B31010 Lett. orig., N ador (A 1730101) me. 37 C 6 /7
Min. di Giovanni Battista Francesia con correz. aut. (le uniche che indichiamo in apparato) 2 ff.
275 x 210 mm. carta leggera con caratteri in trasparenza e vari segni in pastello rosso blu sul f. 1
si trova lett. seg.
Ined.
Chiede di inoltrare una lettera ai genitori di un giovane ebreo convertito che, ospite da alcuni m esi a
Valdocco, intende proseguire gli studi nello stesso luogo
*Taurini, pridie Kalendas Junii [31 maggio] anno 1864
Humilis servus Sacerdos Bosco Joannes Rev.mo Praesuli Nador Joanni in
Domino salutem plurimam.
Ignotus tibi sed tu valde notus mihi ad te recurro bonitatis tuae experimen-
5 tum facturus. Paucis dicam ut tempus tuum inaniter non teras.
Joannes Fritz dioecesanus tuus aliquibus abhinc mensibus domi apud me re-
ceptus fuit. Ipse voluntatem bonam quotidie ostendit. Summopere autem optaret
curriculum litterarum percurrere. Praeterea ipse asserit parentes suos, in Hae-
braismo etiamnunc manentes, magnopere divitiis abundare necnon magno filiali
10 amore in ipsum prosequi. Itaque bonitatem tuam deprecor ut epistolam hic clau-
sam eius patri perlegas et explices; deinde addendo bonitatem responsum mihi
remittas.
Nullam compensationem tibi dare possum prò beneficio retributo, sed habeo
mecum circiter octingentos adolescentulos, qui una mecum praeces Domino prò
15 te persolvent ut diebus bonis, plenis et multis vivas ad lucrum animarum et ad
majorem Dei gloriam.
Utinam personaliter te inspicere possim! Sed si hoc non continget in hac la-
crymarum valle, spero fore ut certe eve|niat in Aeternis Tabernaculis. Impertire,
quaeso, benedictionem tuam super me et super filios meos in Christo dilectissi-
20 mos. Amen. Vale.
[Sac. Bosco Gio.]
Responsum sic dirigi potest:
Al sac. Bosco Gioanni
Direttore delTOratorio di S. Fran. di Sales
Piemonte
Torino

6.9 Page 59

▲torna in alto
m aggio 1864 53
1 Kalendas] Calendas Junii corr ex Junias 3 Domino corr ex D. 4 ad te recurro ad d si
corr ex recurrens
9 ante magnopere del valde dicentes esse
filiali a d d m rg sin
10 in
ipsum prosequi em en d si ex adversus eum longe 17 personaliter te em en d si ex fiat ut ego te in
presentiarum si it si
2 Jànos (Giovanni) Nador: personaggio non identificato; il nom e che maggiormente si avvicina è
quello di Francesco da Paola Nàdasdy, vescovo di Vàcz, poi arcivescovo di Kolosca-Bàcs, che però era
morto il 22 luglio 1851: HC V ili 215 578.
6 Giovanni: dovrebbe trattarsi del nom e di battesimo del m edesim o Abramo Fritz, di cui alla
lett. 750.
750
Al signor Franz Fritz
ASC B31010 Lett, orig., N ador (A 1730101) me. 37 C 8/9
Min. di Giovanni Battista Francesia con correz. aut. (le uniche che indichiamo in apparato): v. lett. 749.
Ined.
Richiesta di pensione per il figlio Abramo-Giovanni convertito che intende proseguire gli studi a
Valdocco
*Taurini, pridie Kalendas Junii [31 maggio] anno 1864
Humilis servus Sacerdos Bosco Joannes Franz Fritz in Domino salutem.
Divina Providentia factum est, ut inter juvenes, domi apud me hospitio re-
ceptos, etiam filium tuum Fritz Abraamum adnumerarem. Ipse post multas et
graves vicissitudines Christianam religionem, uti scis, amplexus est et laudabiliter 5
profitetur. Nihilominus ipse magis magisque diligit parentes suos atque quotidie
pro ipsis Deum coeli et terrae deprecatur.
Usque m odo m oralitatis et religionis studio operam navavit, nunc agendum
est de electione vitae futurae, hoc est an in aliqua arte, utrum in studio sese im­
pen dere debeat; ast filius tu u s sum m opere optaret litteraru m curriculu m prose- 10
qui, quod et ego haud aliter atque ipse libenti anim o desidero. Sed quum non lae-
via impendia hac in re sint agenda, aliunde quum dom us haec publica beneficien-
tia et charitate regatur, ideo consilium et adjum entum tuum peto. Poterisne tu
aliquid in singulos m enses vel in annos ad hoc suppeditare? Si hoc facis, ego ope­
ram dabo u t filius tu u s h u m an io ru m litterarum Studium atque philosophiae cur- 15
sum com pleat, deinde quid ipsi faciendum sit tu dices et D om inus m onstrabit.
Ego pro filio tuo ad omnia paratus sum; veni et tu in adiutorium meum | et pro
certo habeto tuum filium, Domino adjuvante, futurum esse consolationem tuam
in scientia, in moralitate, et in omni agendi ratione. Consensum et voluntatem
tuam mihi expande et ego curabo ut tu voti compos fias, et nihil daesit filio tuo. 20
Benedictio Dei Omnipotentis descendat copiosa super te, et super familiam
tuam et omnia bona veniant pariter cum illa.
Habe me excusatum et me et filium tuum in Domino semper dilige. Vale.
[Bosco Jo.]

6.10 Page 60

▲torna in alto
54 giugno 1864
1 pridie Kalendas Junii anno 1864 corr si ex [pridie Kalendas Junias] anno millesimo octingentesim o
sexagesim o quarto em end ex die trigesima maji 4 Abraamum res 6 magis magisque a dd si
8 m odo em end s/ ex nune 11 ego... ipse em end si ex ipse libenti animo cum eo desiderat 12 in
trsp ante hac 14 ad hoc add si 15 studium add si 16 tu dices et add si 17 pro filio...
sum corr si ex ad omnia paratus \\trsp ante ad] sum pro filio tuo veni it s i 18 habeto corr si ex
habeas Domino adjuvante add si
2 Franz Fritz: padre di Abramo-Giovanni Fritz, di cui alla lett. 749. Nel registro C ensim ento dell’ASC
risulta effettivamente il nome di uno studente ungherese, Giovanni Frische - errata trascrizione? - fi­
glio di Francesco e della fu Giulia Etty, nato nel 1835, entrato a Valdocco il 22 marzo 1864 e uscito poi
nell’aprile del 1865.
751
Al papa Pio IX
ASC B31010 Lett. orig., Pio IX (A 1730506) me. 41 A 8
Min. aut. 1 f. 315 x 220 mm. carta spiegazzata con macchie di inchiostro
Ined.
Supplica indulgenze in favore della contessa Sofia de la Pierre e dei suoi famigliari
[Torino, giugno 1864]
Beatissimo Padre,
Il Sac. Bosco Gioanni si prostra ai piedi di Vostra Santità coi seguenti insigni
benefattori de’ poveri giovani ricoverati nell'Oratorio di S. Francesco di Sales[:]
De la Pierre contessa Sofía
De la Pierre cont[essa] Adele
Grimaldi conte Emilio
Polissena sua consorte nata De la Pierre
coi loro figli Stanislao, Luigia
Scati marchesa Costanza colla dam. Ernesta Scati
Turbiglio aw . Bernardino cavaliere
umilmente prostrati ai vostri santi piedi dimandano per sé e pei loro parenti con­
sanguinei ed affini fino al 3° grado inclusivamente indulgenza plenaria una volta
al mese in quel giorno in cui s’accosteranno ai Santi Sacramenti, e la medesima
indulgenza plenaria in articolo di morte.
Invocando dal cielo lunghi anni di vita a Vostra Santità implorano umilissi­
mamente l’apostolica sua benedizione e si prostrano reputando a loro più grande
ventura di potersi professare
affimi figliuoli di Vostra Santità
[Sac. Bosco Gio.]
3 si prostra... coi em end si ex desideroso di dare un segno di gratitudine e secondare la pietà dei
ai it seguenti corr ex signori 4 de' em end ex dal 5 De la em en d ex dell 9 p o st Luigia
del e Costanza 12 umilmente... piedi em end m rg sin ex si prostra c o ’ m edesimi ai piedi di Vostra
Santità dimandano corr ex dimandando sé e em end si ex loro m edesimi [medesimi add s/]

7 Pages 61-70

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7.1 Page 61

▲torna in alto
giugno 1864 55
13 ante indulgenza del 1’ p o st plenaria del in arti 14 m ese corr ex m e... in cui em end
si ex che 16-17 p o st umilissimamente del la 18 p o st professare d el di V. S. Umili
5-10 Sofia Vibert de la Pierre, figlia di Giuseppe (1771-1858): una delle benefattrici dell’Oratorio, che
abitava in piazza Vittorio a Torino.
— Adele e Polissena erano due delle quattro sorelle di Sofia; Polissena sposò nel 1820 Emilio Grimaldi
(1791-1872), da cui ebbe quattro figli: Luisa (1821-1889), Costanza (1823-1879), dama di palazzo della
regina M. Adelaide, che sposò nel 1844 il marchese Gustavo Scati di Casaleggio, Stanislao (1825-1903)
e Maria (1830-1853), moglie dal 1851 di Giuseppe Provana di Collegno: A. M a n n o , Il p a trizia to su b a l­
p in o ..., dattil.
11 Bernardino Turbiglio: sacerdote e avvocato, nato a Chiusa di Pesio (Cuneo) nel 1803, era segreta­
rio generale presso l’econom ato generale d e’ benefici vacanti: AAT 12.6.16, C ensim ento del clero
1873. Morì a Torino il 9 luglio 1882: CSMTE.
752
Al Provveditore agli studi di Torino, Francesco Selm i
Già presso Franco Borsari - Bologna
Orig. aut. 1 f. 210 x 139 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Selm i (A 1810227)
Ined.
Informa che accoglierà al più presto il giovane Andrea Garello - invito a visitare l ’Oratorio
[Torino, giugno 1864]
Ill.mo Sig. Provveditore,
Questa casa è sempre aperta ai giovani che nella sua carità V. S . HI.ma com-
piacquesi raccomandarmi. Siccome però fu iniziata la pratica presso al Ministero
Interni, credo bene che prima se ne dimandi il risultato, dopo cui io farò [in] 5
modo di ricevere al più presto il Garello Andrea di Racconigi.
I nostri poveri giovani attendono di essere quandoché sia onorati di una sua
visita. Se però ritardasse ancora una dozzina di giorni sarebbero già tutti nelle
scuole nuove i cui lavori volgono alla fine.
Mi rincresce di non essermi trovato in casa quando veniva fra noi. Lo spero 10
per altra volta.
II Signore Iddio doni a Lei e a tutta la sua rispettabile famiglia sanità e grazia
e mi creda quale con pienezza di stima ho l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
1 L’ipotesi di datazione è suggerita dalla richiesta della madre del ragazzo, che il 27 aprile 1864 ave­
va fatto istanza al ministero dell’interno di un sussidio per poter far ricoverare il figlio presso don Bo­
sco «disposto ad accettarlo qualora piaccia al ministero accordarglielo». II 23 maggio successivo il se­
gretario generale del ministero aveva ordinato che si seguisse la norma di non accogliere tali richieste
in quanto il governo non aveva alcuna ingerenza nell’«istituto privato di Valdocco», se non in «alcune
eccezionalissim e circostanze», le quali non si verificavano in tale caso: ACS Roma Opere Pie b. 479
fase. 283-286.
2 Francesco Selmi: v. E(m) I, lett. 621. I rapporti fra don Bosco e il Selmi furono piuttosto frequenti
in questi anni, date le ricorrenti difficoltà dell’approvazione degli insegnanti per le scuole dell'Orato-

7.2 Page 62

▲torna in alto
56 giugno 1864
rio: v. ad es. lett. 759 e 883. Il Selmi era costantemente invitato alle rappresentazioni teatrali dell’Ora-
torio e alle feste di premiazione scolastica degli allievi a fine anno. Così ad es. nel luglio del 1864: v.
Appendice, lett. 1864/9.
4-5 Ministero Interni: attraverso invero la Prefettura (v. lett. 753, lin. 3).
6 Andrea Garello, nato a Racconigi (Cuneo) nel 1849, entrò effettivamente a Valdocco com e artigia­
no il 12 settembre 1864: ASC registro Censimento.
753
AI sindaco di Lanzo Paolo Tessiore
ASC Lanzo (F 465) me. 199 E 4/5
Copia allog. senza firma città e data aut. 2 ff. 3 1 2 x 2 1 0 m m . molte macchie di umidità f. 2
bianco
Ined.
Pieno accordo circa il progetto del collegio di Lanzo
Torino, 4 giugno 1864
Illustrissimo Signore,
Ho ricevuto copia del progetto relativo alla riapertura del collegio di Lanzo,
siccome V. S. 111.ma compiacevasi inviarmi. L’ho letto attentamente e trovai che
5 in massima era quello stesso di cui ebbi già il piacere tener discorso colla Giunta
Municipale quando fui a Lanzo.
Le mie osservazioni si limitano ad alcune modificazioni accidentali, che non
riflettono all'interesse ma solamente a rischiarimento dei singoli articoli non pel
presente ma per difficoltà che potessero insorgere in avvenire. Dal mio canto
io sono disposto di fare qualunque sacrifizio che sia in mio potere, e spero che i
Lanzesi ed anche i paesi limitrofi avranno motivo di rendere azioni di grazie [a]
codesto Municipio, che si assunse la sollecitudine e l’impegno di riaprire una via
facile alla gioventù agiata e meno agiata di poter percorrere | la carriera degli stu­
di superiori.
15
Non posso a meno che pregarla di voler esprimere da parte mia i sentimenti
della mia gratitudine ai signori del Municipio per la cortesia che mi vollero usare
quando ebbi la bella sorte di essere tra di loro. Facciamoci tutti coraggio e il Cielo
non mancherà di benedire le nostre intenzioni.
In attesa di definitivo riscontro ho l’onore di potermi professare con pienezza
20 di stima
Di V. S. 111.ma
Obbligatissimo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
9 in em end ex per 11 avranno motivo di corr si ex dovranno 19 l ’onore corr si ex il piacere
2 Paolo Tessiore: nato a Torino nel 1808, fu sindaco di Lanzo dall’aprile 1854 fino agli inizi del 1860;
di nuovo sindaco da metà anno del 1862 fino al giugno del 1865. Morì nella città nativa nel 1899: Ana­
grafe comunale - Lanzo.
3 progetto: datato 23 maggio 1864, con l'intera pratica per l’apertura della casa di Lanzo, è conser-

7.3 Page 63

▲torna in alto
57 giugno 1864
vato in ASC 38 Lanzo (F 465). La convenzione fra don Bosco e il municipio venne firmata il 30 giugno
( i b me. 199 E 7 - 200 A 9: cf MB V II 694); l’approvazione della convenzione da parte della deputazio­
ne provinciale fu concessa il 15 luglio, con documento a firma del Prefetto Presidente Pasolini (c f V II
703); l ’autorizzazione del Provveditore invece fu data il 14 settembre: v. lett. 759 (MB V II 733-734).
6 fui a Lanzo: l’incontro potrebbe essere avvenuto in occasione dell’andata di don Bosco a S. Igna­
zio sopra Lanzo per gli esercizi spirituali sul finire di luglio 1863.
17 essere tra di loro: v. nota prec.
754
A don Michele Rua, ai salesiani
e ai giovani del piccolo seminario di Mirabello
ASC B31010 Lett. orìg., M irabello (A 1721304) me. 36 B 10
Orig. aut. 2 ff. 275 x212 mm. sul f. 2v si legge il nome del destinatario scritto da altra mano
foglio strapazzato vari timbri: Torino 19 Giù 64 10 S Torino a Milano 20 Giù 64 9 M Giarde
20 Giù 64 Mirabello... Giù 64
E I 310
Comunicazioni varie - disponibilità a vivere in spirito con loro la festa di S. Luigi in attesa di rivedersi
il mese successivo - pensieri di vita spirituale
*Torino, 19 giugno [18]64
Al Sac. D. Rua Michele ed a tutti i miei cari figliuoli di Mirabello.
Tu, caro D. Rua, e tutti gli altri miei amati figliuoli di Mirabello mi attendete
per S. Luigi; e vi potete facilmente immaginare quanto grande sarebbe il piacere
il potervi appagare. Ma ho alcuni affari in corso che m ’impediscono assolutamen­
te; fra gli altri avvi la novella chiesa, di cui si scavano le fondamenta, che vuole 5
continua assistenza per le modificazioni che ad ogni momento occorrono per la
linea di demarcazione. Bisogna pertanto che tramandiamo questo piacere per la
prima quindicina di luglio, ed allora potremo chiacchierare, ridere e scherzare
con qualche bel brindisi.
Tuttavia io voglio fare di qui con voi la festa di S. Luigi, ed è che il giorno 21 10
tra noi non è solenne, trasportando [si] la solennità al 29 del corrente, quindi io
posso dire la santa messa per li miei amati figli mirabellesi. Uniamoci adunque
tutti nello spirito del Signore dimandando tre cose a S. Luigi[:]
1° Sanità e grazia a fine di potervi preparare a subire bene i vostri esami af­
finché siano più gustose le prossime vacanze.
15
2° Imitare S. Luigi nel buon esempio specialmente colla fuga di parl[a]r male.
3° Che D. Rua a mio conto vi faccia stare allegri prima in chiesa, di poi a
pranzo ed in fine con una bella passeggiata. Fate così la festa di S. Luigi e saremo
tutti contenti.
Del resto io vi amo tutti nel Signore, e passano poche ore del giorno senza 20
che io vada a farvi visita e con voi mi trattenga. Amiamoci, ma amiamoci per ser­
vire il Signore in tutta la vita e goderlo di poi in eterno.
La grazia di Nostro S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
Sono con pienezza di affetto il
Vostro aff.mo amico
25
Sac. Bosco G.

7.4 Page 64

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58 luglio 1864
P.S. Tanti saluti a tua madre, al su[d]diacono Franceschino, [a] D. Bonetti e a
tutta la famiglia Proverà. Così sia.
Al Molto Rev.do Signore
f.2v
Il Sig. Rua D. Michele
Direttore del Piccolo Seminario
Mirabello
6 vuole emend ex volle
29-30 P.S.... sia add mrg sin
2 Michele Rua, direttore del piccolo seminario di Mirabello: v. lett. 730.
7 assistenza per le modificazioni: ad es. il canonico Lorenzo Gastaldi nel mese di maggio aveva fatto
delle precise proposte di modifiche del progetto di chiesa e don Bosco in parte accondiscese ai sugge­
rimenti dell’amico, che fra l ’altro gli aveva prima offerto 5.000 lire per 20 anni senza interesse e poi
2.000 lire entro il giugno 1864, purché all'epoca le fondamenta della chiesa fossero già incominciate:
ASC B26100 Gastaldi, ed. in MB V II 612. Problemi sussistevano anche a motivo dell’irregolarità della
via Cottolengo prospiciente la chiesa: cf lett. 738 e 767.
22 farvi visita: allude ovviamente ad un viaggio fatto col pensiero.
28 tua madre: la madre di don Rua, Giovanna Maria Ferrerò, viveva col figlio a Mirabello: v. E(m ) I,
lett. 711.
— Franceschino: si tratta di Francesco Proverà, suddiacono dal 22 maggio precedente (v. lett. 730);
dati biog. in E(m) I, lett. 518; circa il padre di Francesco, Giovanni Battista, morto il 9 febbraio 1870,
v. anche E(m) I, lett. 624.
— Giovanni Bonetti: v. E(m ) I, lett. 328.
755
Ai giovani del piccolo seminario di Mirabello
«Camerette di don Bosco» - Torino
Orig. aut. 2 ff. 208 x 132 mm. carta azzurrina consunta
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Mirabello (A 1950102)
E I 482483 MB V ili 874-875
Pensieri di vita spirituale ispirati a grande affetto
[Torino, inizio luglio 1864]
Ai miei cari figliuoli di Mirabello.
Ho ritardato, amati figliuoli, a farvi visita come aveva promesso, ma quello
che mi rincresce si è non aver nemmeno potuto andare a far la festa di S. Luigi.
Studio ora il modo di ricompensare il ritardo colla più lunga dimora tra voi. Mar­
tedì a sera, a Dio piacendo, per l ’ultima [corsa] della sera sarò a Mirabello. Ma
perché prevenirvi? Non basta intervenire secondo il solito? No, miei cari, non ba­
sta. Ho bisogno di parlarvi in pubblico per raccontarvi alcune cose, che so torna­
re di vostro gradimento, di parlarvi privatamente di cose niente piacevoli, ma che
è necessario che sappiate; di parlarvi poi in un orecchio per rompere le corna al
demonio che vorrebbe divenire maestro e padrone di taluni di voi. Qui metto una
nota che in una visita fatta testé ho potuto fare di alcuni i quali hanno bisogno
d ’essere in modo speciale |prevenuti e prego il vostro sig. Direttore a voler dire f.lv

7.5 Page 65

▲torna in alto
59 luglio 1864
loro da parte mia che ho grave bisogno di parlar alla loro anima, al loro cuore,
alla loro coscienza, ma questo mio bisogno è solamente per far del bene alle ani­
me loro.
Del resto io vi dico che nelle frequenti visite che vi fo, ho veduto cose che mi
danno molta consolazione; specialmente quelli che frequentano esemplarmente
la santa comunione e compiono esemplarmente i loro doveri. Ho eziandio notato
le piccole negligenze di taluni; ma di queste non ne fo gran caso.
In mezzo a tutto questo non datevi pena di sorta[:] io vado tra voi come pa­
dre, amico e fratello; datemi solamente il cuore nelle mani alcuni istanti, poi sare­
mo tutti contenti. Contenti voi per la pace e per la grazia del Signore, di cui sarà
certamente arricchita l’anima vostra; contento io che avrò la grande e sospirata
f.2r consolazione di vedervi tutti |in amicizia con Dio creatore.
Ma questo è tutto per l’anima e pel corpo c’è niente? Certamente dopo che
avremo dato all'anima quanto le occorre, non lasceremo il corpo digiuno. Fin
d ’ora mi raccomando al sig. prefetto che dia gli ordini opportuni per passare una
bella giornata e se il tempo lo permetterà di fare anche tutti insieme una passeg­
giata.
La grazia di nostro Signor Gesù Cristo sia sempre con voi; e la Santa Vergine
vi faccia tutti ricchi della vera ricchezza che è il santo timor di Dio. Amen.
Pregate per me che vi sono con tutto il cuore
aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
P.S. Speciali saluti ai preti, maestri, assistenti ed alla famiglia Proverà, special-
mente al caro papà.
3 amati emend ex ama...
ex sarebbe
5 lunga emend ex...
21-22 ante padre d e l,
22-23 saremo corr
3 aveva promesso: v. lett. 754.
4 andare: venire.
5-6 Martedì sera: cioè 0 5 luglio.
10-11 rompere le com a al demonio: purificare la coscienza, cambiare vita.
17 visite: come già accennato nella lettera 754, non si tratta di visite a Mirabello vere e proprie, bensì
di viaggi immaginari: v. anche E(m) I, lett. 726, lin. 12.
28 Prefetto era don Francesco Proverà: v. E (m ) I, lett. 518 e lett. 754. D prefetto della casa salesiana,
secondo le costituzioni, era la seconda autorità dopo il direttore: si interessava particolarmente del
settore amministrativo della casa e della disciplina degli allievi.
36 famiglia Proverà: v. E(m ) I, lett. 624.
756
Alla giovane Annetta Pelazza
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900418)
Copia semplice di Gioachino Berto
E I 311
Pensieri di vita spirituale

7.6 Page 66

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60
luglio 1864
T orin o, 20 luglio [1864]
Preg.ma giovane Pelazza Annetta,
1° L ’obbedienza è per Voi la via sicura per giungere al Cielo.
2° Per mettere in esecuzione il pensiero che da qualche tempo vi occupa la
5 mente (questo non me lo avete detto, ma parmi di vederlo nella vostra mente:
farvi religiosa) mettetevi intieramente nelle mani delle vostre sante superiore.
3° Quando avrete bisogno di qualche cosa andatela a dimandare a Gesù Sa­
cramentato e a Maria Immacolata e sarete sempre esaudita.
Dio vi benedica e ci conceda a tutti di camminare per la via della salvezza
io dell’anima.
Pregate per me che vi sono in G. C.
Umile servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Anna Pelazza, nata a Carmagnola (Torino) il 23 dicembre 1849, entrò nell’istituto delle Suore di S.
Anna di Torino il 1° novembre 1867; l’anno seguente fece la vestizione e il 31 agosto 1870 la professio­
ne assumendo il nome di Maria Massimina; emise i voti perpetui il 9 agosto 1898. Fu superiora di
varie case. Morì a Torino il 16 gennaio 1926; Archivio casa generalizia, Registro generale delle suore,
voi. I, p. 169.
757
Ai giovani dell’Oratorio di Valdocco
ASC B31010 Lett. orig., Torino - Oratorio (A 1740714) me. 53 C 5/8
Orig. aut. 2 ff. 312x208 mm. carta da stampa con segno di pastello rosso e blu sul f. 2v
di Gioachino Berto sul f. Ir in inchiostro violaceo
E 1311-313 MB V II 701-702
nota
Resoconto dell’andata al santuario di S. Ignazio sopra Lanzo per gli esercizi spirituali - auguri e pen­
sieri di vita spirituale
*S. Ignazio [Lanzo torinese], 22 luglio [18]64
Al Sig. Avv. Arrò se stima bene di leggerla agli studenti ed artigiani radunati.
Ai miei cari figliuoli dell’Oratorio di S. Francesco di Sales.
Persuaso di farvi cosa grata nello scrivervi qualche cosa che vi possa ricreare
5 ho pensato di darvi un cenno sul mio viaggio da Torino a S. Ignazio dove, grazie
a Dio, presentemente mi trovo.
Lunedì (18 corrente) alle ore 4 recavami alla vettura per la partenza, e sicco­
me il mio stomaco soffre alquanto entro l'omnibus, così io mi era preso posto
sull’imperiale ovvero sopra Yomnibus. Ma il mio posto era già occupato da un al­
io tro. Che fare adunque? Il sig. avv. Arrò reclamava i miei diritti, ma con poco ri­
sultato. Finalmente un cotale che era sull’imperiale con aria grave m ’indirizzò il
discorso e generosamente disse:

7.7 Page 67

▲torna in alto
61 luglio 1864
— Altolà, io sono disposto di cangiare il mio posto; non per fare piacere, che
certamente noi farei; ma mediante competente mancia.
Io
risposi: - Se il danaro aggiusta le cose vi contenterò. Discendete pure, ec- 15
covi una moneta di cui sarete contento. - E lo fu di fatto.
Montato a[l] mio posto presi un poco di sole, poi un poco di vento e di polve­
re, e mentre raccontava ai viaggiatori come due anni addietro in quello stesso
/.lv giorno aveva gustato uno stupendo temporale da |Caselle a Lanzo ecco rannuvo­
larsi il tempo, tuonare, lampeggiare e cominciare a piovere proprio nel paese di 20
Caselle. Di otto che eravamo nella parte superiore io solo aveva l ’ombrello, sicché
tutti amorevolmente si strinsero attorno di me, come appunto fate voi, miei cari
figliuoli, quando facciamo ricreazione insieme o che ho qualche piccolo regalo a
farvi. Ma se prima eravamo animati a discorrere lo fummo assai più allora essen­
do costretti di starcene là tutti a tu p e r tu.
25
Vi erano due medici, due avvocati, un letterato e due altri. I nostri discorsi
furono intorno alla storia egiziana, persiana, greca ed italiana; ma il loro scopo
era sempre di attaccare D. Bosco contro alla storia sacra. Ma a dirla schietta
quando furono messi alla prova ho potuto convincermi che sapevano molti spro­
positi, ma la storia noi sapevano; perciò dopo alcuni schiamazzi dovettero mette- 30
re berta in sacco.
Allora il discorso si portò in filosofia, in teologia; volevano sostenere il pantei­
smo di Spinoza, il dualismo di Manete etc. etc. ma dovettero tosto desistere dalla
loro proposizione; allora si misero a schiamazzare e gridare tanto forte contro al­
l ’esistenza di Dio, che io ho stimato bene di lasciarli sfogare per poter loro rispon- 35
dere. Calmatisi alquanto in modo di scherzo raccontai loro la storia della gallina e
del pollajolo [;] di poi li interrogai così:
— A voi, - dissi ad un medico, - sembra che sia stato fatto prima l ’uovo o
prima la gallina?
— Certamente fu prima la gallina che ha di poi fatto l’uovo.
40
f.2r
— Donde nacque la gallina?
— Dall’uovo.
— Chi ha dunque fatto il primo uovo da cui nacque la gallina?
Allora il medico voleva rispondere, ma più non sapeva.
— Dite anche voi qualche cosa, - dissi a’ suoi colleghi. Ma niuno faceva pa- 45
rola. - Dite pure come a voi sembra più esatto; - soggiunsi: - fu prima l ’uovo o
prima la gallina?
In quel momento egli montò sulle furie e nel trasporto di collera[:J
— Vada al diavolo l ’uovo e la gallina, io non so più che cosa rispondere.
Tutti allora si misero a ridere e a battere le mani[;] quindi uno degli astanti 50
prese a parlare così:
— Io consegnerei l ’uovo e la gallina in mani migliori che non sono quelle del
diavolo. Io darei ad un buon cuoco la gallina e l’uovo affinché li faccia cuocere e
ci serva di ristoro dopo questa pioggia. Ma voi, sig. Dottore, andate pure dall'uo­
vo alla gallina finché volete, ma dovete conchiudere esservi un Dio che abbia 55
creato o l ’uovo o la gallina da cui di poi [sia] venuto l’uovo. Quindi andiamo pure
da padre in figlio, ma dobbiamo terminare con un uomo creato da Dio, d oè con

7.8 Page 68

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62
luglio 1864
Adamo che è il primo uomo del mondo.
Qui ebbero termine le quistioni; essi dimandarono il mio nome, io ho diman-
60 dato il loro; di poi si discorse dell'Oratorio fino a Lanzo.
Contava di passare la notte a Lanzo, ma il T. Bertagna col capomastro Felice f.2v
avendo divisato di continuare il cammino, e diminuendo la pioggia, mi sono unito
ad essi alla volta di S. Ignazio. Erano le otto e noi partimmo per un’alta monta­
gna. Dopo breve tratto oscurandosi il cielo e divenendo notte buja smarrimmo la
65 strada e ci trovammo tra rocce e macigni. Mentre stavamo pensando che fare
ecco diradarsi le nuvole, apparire la luna che ci dava la nostra direzione. Allora ci
siamo messi pel cammino e in mezzo a sassi, e a mucchi di pietre siamo giunti
alla sommità. Niun incidente ci turbò ad eccezione di Felice che si smarrì, né più
10 vedemmo se non in fine della salita. Eravamo stanchi e pesti; erano le dieci.
70 Ma quale non fu la nostra maraviglia quando giunti al santuario non ci era possi­
bile di trovar gente viva per farci aprire! A forza di bussare, di battere e perfino di
spezzare, ci vennero in fine ad aprire, ci prepararono una buona cena che atteso
11nostro appetito musicale riuscì a maraviglia. Dopo il sonno ci comandava ed
essendo mezzanotte siamo andati a riposo. Buona notte anche a voi.
75
Dimani spero di potervi scrivere altre cose più importanti. Pregate per me,
miei cari figliuoli; io prego anche per voi. La Santa Vergine ci conservi tutti suoi e
sempre suoi. Fate una comunione spirituale o sacramentale secondo la mia inten­
zione. Amen.
Tutto vostro aff.mo nel Signore
80
Sac. Bosco Gio.
15 contenterò corr ex contentere...
33 Spinoza] Spinozza
34 ante contro del che
37 li
emend si ex di
50 Tutti emend ex Uno di quelli che assistevano]
71 aprire!] aprire?
2 Cav. aw . Ignazio Arrò, sacerdote nativo di Lanzo, stando al registro dei battesimi che lo segnala
come Giovanni Ignazio Carroccio, nato il 16 luglio 1821 da Alessandro e Cristina Caviglia. Da tempo
viveva con don Bosco, collaborando strettamente con lui alTOratorio. Il 18 novembre 1863 era stato
ammesso all’anno di prova dal Capitolo della società salesiana. Assente don Bosco per gli esercizi spi­
rituali, era stato incaricato di dare la buona notte ai ragazzi. Le sue doti di «cultore della gioventù»
sono indicate anche dall’Elenco generale del clero della diocesi di Torino del 1872, da cui si viene a co­
noscere che apparteneva alla diocesi di Pinerolo, ma era domiciliato a Lanzo con un maneat ad an-
num del 30 gennaio 1872.
5 S. Ignazio: a circa 900 m. di altezza, sopra Lanzo era il luogo usuale per gli esercizi spirituali dei
sacerdoti della diocesi torinese. Don Bosco vi si recò per oltre 30 anni.
9 imperiale: parte alta, scoperta, della carrozza a cavalli.
18 due anni addietro: cf resoconto di quel viaggio in E(m) I, lett. 585.
30-31 mettere berta in sacco: chiudere la bocca, tacere, ammutolire.
33 Spinoza... Manete: evidente l’estrema sintesi di don Bosco dalla filosofia dell’israelita di origine
portoghese, Spinoza (1632-1677) e dell'eresiarca persiano Manete (III secolo), fondatore della setta dei
Manichei.
36 storia della gallina: l’aneddoto era stato pubblicato da don Bosco in II cattolico istruito nella sua
religione. Trattenimenti di un padre di famiglia co' suoi figliuoli secondo i bisogni del tempo epilo­
gati dal sac. Bosco Giovanni. Torino 1853 (Letture cattoliche, a. I. fase. I, pp. 8-9); in OE IV [202]-
[203],
50 uno degli astanti: in realtà si tratta di don Bosco.
61 Giovanni Battista Bertagna: nato il 26 ottobre 1828 a Castelnuovo d'Asti, frequentò il seminario
metropolitano di Torino dal 1843 al 1850; il 24 aprile 1850 conseguì la laurea in teologia presso la regia
università di Torino. Ordinato sacerdote il 14 giugno 1851, don Giuseppe Cafasso lo volle ripetitore di

7.9 Page 69

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63 luglio 1864
teologia morale al Convitto ecclesiastico di Torino. Alla morte del Cafasso gli succedette nell'insegna­
mento: per 20 anni fu il capo delle Conferenze di Morale, finché ne venne esonerato dall’arcivescovo
Gastaldi per contrasti dottrinali. Si ritirò allora nella diocesi di Asti, ove fu professore nel seminario e
anche provicario generale nel 1881, vicario capitolare lo stesso anno e nuovamente vicario generale
nel 1884, allorquando fu richiamato a Torino dal nuovo arcivescovo Gaetano Alimonda. In Torino fu
prefetto della conferenza di morale al Convitto, vescovo titolare di Cafarnao (1° maggio 1884), ausilia­
re e vicario generale del card. Agostino Richelmy. Morì a Torino l ’ i l febbraio 1905, dopo che il 26
marzo 1901 era stato traslato a titolare di Claudiopoli. Ebbe notevole fama di moralista. Depose al
processo informativo diocesano per la causa di beatificazione e canonizzazione di don Bosco ( Copia
pubb. ff. 235r-246r). Su di lui c f I. T u bald o , Giuseppe Allamano, I, 203; G. T u n in e t t i, Lorenzo Gastal­
di (1815-1883), II... pp. 68-70, 165-184; inoltre HC V ili 179 209.
— capomastro Felice: personaggio non identificato.
758
Al teologo Giuseppe Agliani
Archivio Parrocchia di Piobesi Torinese, mazzo 18, n. 18
Orig. aut. 2 ff. 210 x 150 mm. timbri vari: Torino 28 lug 64 2 S
francobollo di cent. 15
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Agliani (A 1790105)
Ined.
Piobesi Torinese 28 lug 64
Richiesta di una forma particolare di aiuto per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 26 luglio 1864
Benemerito e car.mo Sig. Pievano,
La Chiesa di Maria Auxilium Christianorum è cominciata; gli scavi sono ter­
minati, le mura delle fondamenta si stanno elevando; ma e di pecunia come stia­
mo? Finora siamo a posto. Per la continuazione prego il Signore e la Beata Vergi- 5
ne ad inspirarmi quanto è meglio. Fra le cose che mi corrono per la mente awene
una cui forse Ella può darmi mano; andai giù a Piobesi per manifestarla a Lei, ma
la brevità di mia dimora noi permise; ma mi occupa sempre il pensiero special-
mente durante la santa messa.
Quale è adunque questa cosa? Eccola. Se il Sig. Pievano Agliani avesse cedo- 10
le o capitale disponibile vorrebbe cederlo per costruire questa chiesa? Il Sig. Pie­
vano si contenterebbe di ricevere il regolare interesse sua vita durante, dopo mor­
to (al più tardi che Dio vorrà) permetterà che tale obbligazione rimanga estinta?
f.lv
Le dico questo perché avvi una persona assai benestante e al sommo deside­
rosa di vedere questa chiesa terminata ad onor di Maria; ma non ha capitale da 15
esporre; è però disposta di pagare un'annualità a tempo indeterminato e di assi­
curarla legalmente nel senso di cui parliamo. Questa annualità andrebbe sinché
fino a mille ed anche mille cinque cento franchi.
Se mai questo progetto fosse compatibile colle sue sostanze e che le sembras­
se di gradimento io farei volentieri una gita a Piobesi per intenderci meglio; in 20
caso diverso non diasi alcuno incomodo a scrivere né diasi il minimo rincresci­
mento per la negativa.
Comunque Ella sia per fare io non mancherò di esserle riconoscente pel bene
f.2r che ha già fatto a questa casa; né mancherò di invo|care ogni giorno sopra di Lei

7.10 Page 70

▲torna in alto
64 agosto 1864
25 e sopra la sua famiglia sanità e copiose benedizioni dal cielo per intercessione del­
la celeste nostra benefattrice Maria.
Raccomando me e questi miei giovanetti alla carità delle sue sante preghiere
mentre colla più sentita gratitudine ho l'onore di professarmi
Di V. S. Benemerita e car.ma
30
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All’111.mo M.to R.do Signore
Il Sig. T. Agliani Pievano emerito
Piobesi
21-22 né... negativa add 25 post cielo del e 28 colla corr ex con
2 II teologo Giuseppe Leonardo Agliani, nato a Piobesi dal medico Giovanni Battista e da Teresa Pi­
cotto il 13 novembre 1805, già pievano della parrocchia di S. Salvatore a Savigliano, si era ritirato al
paese nativo, dove morì il 29 aprile 1871 a 66 anni: cf Calendarium liturgicum archidiocesis tauri-
nensis... ad annum 1872. Taurini, Botta, s.d. p. 79. Pievano di Piobesi era all’epoca il teologo Michele
Angelo Albertini.
7 andai giù: la data del viaggio di don Bosco a Piobesi Torinese non è stato possibile precisarla.
— Piobesi: località di circa 2300 abitanti, a 17 km. da Torino.
23 Comunque Ella sia per fare: non si conosce la risposta dell’Agliani alla domanda di don Bosco.
759
Al Provveditore agli studi di Torino, Francesco Selmi
ASC B31010 Leti, orig., Autorità, Provveditore, Selmi (A 1690408)
Min. aut. 2 ff. 310x217 mm.
Ined.
me. 4 D 2/4
Richiesta di approvazione del personale docente nel collegio di Lanzo
[Torino, 3 agosto 1864]
Illustrissimo Sig. Provveditore,
Espongo rispettosamente a V. S. 111.ma come nel desiderio di promuovere l ’i­
struzione primaria e secondaria fra’ giovanetti, che appartengono alla classe
5 meno agiata del popolo, accettava l'offerta che il municipio di Lanzo mi faceva
incaricandomi di provvedere tre maestri patentati per le tre prime classi elemen­
tari e rimettendo a mia disposizione l’edifizio dell’antico collegio ivi rimasto chiu­
so da alcuni anni.
Ho volentieri accettata questa offerta sia pel nobile scopo cui tende il proget-
10 to e sia perché così mi si apre una via di provvedere un posto ai giovani di questa
casa che ora in maggiore ora in minor numero tutti gli anni si presentano all’esa­
me per essere approvati in qualità di insegnanti nelle scuole primarie o secon­
darie.
Mentre pertanto porto a notizia di V. S. 111.ma questo divisamente, le fo
15 eziandio rispettosa preghiera di voler concedere la riapertura di questo collegio in

8 Pages 71-80

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8.1 Page 71

▲torna in alto
65 agosto 1864
forma di instituto privato e nel tempo stesso di approvare il personale insegnante
e dirigente ne’ seguenti individui:
Direttore
Sac. Rua Michele, promosso a pieni voti nell'esame di 3a latina; già reggente
la 5a ginnasiale in questa casa ed ora direttore del piccolo seminario vescovile di 20
Mirabello diocesi di Casale.
Sopraintendente alle scuole
T[eologo] Albert prevosto Vicario Foraneo di Lanzo
f.lv
Classi elementari
Queste classi si possono dire municipali e sono aperte a tutti i giovanetti di 25
questo paese che desiderano di approfittarne. Gli insegnanti sarebbero:
Alla 3a Chierico Capra Pietro approvato pel metodo superiore
» 2a Sac. Baroero Sebastiano
» l a Milano Gioanni
Classi ginnasiali
30
Forse in quest’anno non vi sono allievi se non nella prima latina; tuttavia pei
casi eventuali si propone il personale come segue:
5a e 4a ginnasiali (se vi saranno allievi) il Sac. Rua Michele sopranominato
3a
Sac. prof. Rufino Domenico
2a
Sac. prof. Fusero Bartolomeo
35
la
Sac. prof. Bonetti Gioanni
Se mai per qualsiasi motivo si dovesse fare qualche cangiamento fra questi
insegnanti, sarebbe tosto a V. S. partecipato prima del cominciamento delle scuole.
Mentre mi o f[f]ro pronto a modificare ogni cosa siccome a Lei sarà benevi-
so, ripongo piena fiducia nella nota di Lei bontà e sollecitudine con cui si adopera 40
di animare e promuovere l’instruzione scientifica fra la studiosa gioventù. Così io
avrò un motivo di più alla gratitudine verso di Lei e [i] Lancesi ricorderanno sem­
pre con piacere l ’epoca in cui Ella, come R. Provveditore agli studi, cooperò effi­
cacemente alla sospirata riapertura dell’antico loro collegio.
f.2r
Permetta infine che io abbia l’onore di potermi rispettosamente professare 45
Di V. S. 111.ma
Umile Ricorrente
Sac. [Bosco Gioanni]
6 incaricandomi add si post provvedere del cioè tre add si 7 e add si post mia del li­
bera 9 ante volentieri del alquanto cui tende il emend si ex del 10 apre emend ex porge
ante ai del a quegli agli insegnanti di 11 all’ emend si ex per subire 1’ 14 a notizia di V. S. 111.
ma corr si ex a di Lei notizia 15 eziandio emend si ex in pari tempo 19 reggente emend ex in­
segnante
23 Alber] Alberti
25 si possono dire municipali emend si ex sono del municipio
sono aperte a tutti i co rr si ex servono per tutti que’
32 post personale del negli insegnanti
34 prof add si 35 prof add si 36 Sac prof add si 38 ante sarebbe del le 43 verso di lei
add si
3

8.2 Page 72

▲torna in alto
66 agosto 1864
2 Francesco Selmi: dati biog. in E(m) I, lett. 621: v. anche lett. 752.
5 offerta del municipio di Lanzo: l’intera procedura per l ’affidamento a don Bosco del collegio a
Lanzo Torinese è cit. alla lett. 753.
19 Michele Rua: v. lett. 730; don Bosco in questo momento delle trattative sembra dunque intenzio­
nato a trasferire don Rua da Mirabello a Lanzo Torinese.
23 teol. Federico Albert: nato a Torino il 16 ottobre 1820, morto a Lanzo Torinese il 30 settembre
1876. Sacerdote dal 1843, fu cappellano reale fino al 1852, quando chiese ed ottenne di essere inviato,
come vicario parrocchiale e foraneo, a Lanzo Torinese. Nel 1864 fu approvato come direttore delle tre
classi ginnasiali del collegio di don Bosco. Nel 1869 fondò l ’istituto delle suore Vincenzine di Maria
Immacolata. Nominato nel 1873 vescovo di Pinerolo, ottenne di essere dispensato dall’incarico: cf DIP
I, coll. 463-464; inoltre J. Co ttin o , Federico Albert, vicario parrocchiale di Lanzo Torinese, fondatore
delle Suore Vincenzine di Maria Immacolata. II ed. riveduta e con aggiunta di note a cura di F. Pera­
dotto. Torino, LDC 1984. Amico di don Bosco, allo stato attuale delle ricerche non è però documenta­
ta la proposta che don Bosco avrebbe fatto al card. Antonelli per una sua eventuale nomina a vescovo:
c f F. M o tto , La mediazione di don Bosco fra Santa Sede e Governo per la concessione degli exequa-
tur ai vescovi in RSS 10 (1987) p. 34, n. 98.
27 Pietro Capra: nato ad Alfiano (Asti) da Francesco e Rosa Quarello il 14 maggio 1844, entrò chieri­
co [?] all'Oratorio il 18 ottobre 1857: ASC registro Censimento-, venne approvato come insegnante di
terza e quarta elementare: cf lett. di Camillo Vigna a nome del Provveditore, il 14 settembre 1864 (me.
200 A 11), ed. in MB V II 733-734.
28 Sebastiano Baroero: sacerdote non identificato; al suo posto comunque 0 Provveditore approvò il
chierico Pietro Barberis, nato a Rivoli (Torino) nel 1843 ed entrato all’Oratorio il 28 dicembre 1857,
che aveva preso la patente di terza ginnasio: ASC registro Censimento; inoltre c f MB V II 732.
29 Giovanni Milano: personaggio non identificato; potrebbe trattarsi del futuro prevosto Giovanni
Claudio Milano di cui esiste lett. aut. in ASC B23200 Milano. Al suo posto però venne approvato Nico-
lao Cibrario: su di lui v. E(m) I, lett. 451.
34 Domenico Ruffino: v. E(m) I, lett. 272. Su di lui e su altri salesiani della prima ora (V. Alasonatti,
G. B. Francesia, F. Proverà, A. Savio, C. Ghivarello, A. Sala ecc.) si veda anche E. Ce r ia , P rofili dei
Capitolari salesiani m orti dall’anno 1865 al 1950. Colle Don Bosco 1951.
35 Bartolomeo Fusero: v. E(m) I, lett. 226.
36 Giovanni Bonetti: v. (E)m I, lett. 328.
43-44 cooperò efficacemente: invero alla lettera di don Bosco venne risposto che per rilasciare l’au­
torizzazione era necessario presentare le relative patenti (ASC 38 Lanzo, me. 200 A 10). Il che venne
fatto immediatamente, così che dopo un primo nulla osta rilasciato il giorno seguente da parte del re­
gio Ispettore, in data 14 settembre il Provveditore autorizzò l ’apertura della scuola: ib., me. 200 A
11/12, ed. in MB V II 733-734.
760
Al segretario generale del ministero dell’interno, Silvio Spaventa
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 284
Orig. allog. con firma correz. e indirizzo aut. 1 f. 275x210 mm.
mrg. sup.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Spaventa (A 1960203)
Ined.
Comunica il nuovo ricovero di un giovane, già fuggito dall’Oratorio
indicazioni protocollari sul
'Torino, 4 agosto 1864
Onorevol.mo Signore,
Appena ricevuta la rispettabile lettera che Vostra Signoria Onorevol.ma (30
Luglio 1864 divisione 6a sez. 2a N. 6.191) compiacevasi indirizzarmi a favore del
ragazzo Ferrari, venne tosto il medesimo ricoverato.
Se ne vedrà l ’esito, ma fu già altre volte in questa casa donde fuggì per darsi

8.3 Page 73

▲torna in alto
67 agosto 1864
al vagabondaggio. Tuttavia non mancheremo di usare tutti quei mezzi che la cari­
tà e la sollecitudine suggeriscono per condurre questo ragazzo a’ buoni principii
ed avviarlo al lavoro.
Sempre contento di poterla servire le auguro ogni bene dal cielo e mi profes- io
so con pienezza di stima
Di Vostra Signoria Onorevol.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Onorevol.mo sig. Comm.
Silvio Spaventa seg. gen.
Min. dell’Int.
6 altre volte add m rg inf
2 Silvio Spaventa: v. E(m ) I, lett. 598.
5 Giovanni Ferrari [s] : figlio di Carlo e di Marianna Aimerito, nato a Poirino (Torino) il 24 agosto
1849; per il suo corredo il segretario del ministero, Silvio Spaventa, il 30 luglio concesse un sussidio di
100 lire: ASC B26200 Governo, ministero dell'interno, Peruzzi, ed. in MB V II 904. In ACS b. 479 si
conservano la minuta dello Spaventa del 30 luglio, la domanda della madre del ragazzo in data 21 lu­
glio e la minuta del mandato di pagamento ministeriale di lire 100 per il corredo del ragazzo in data 14
agosto.
6 fuggì: nella lettera ministeriale di cui sopra non si fa cenno alla fuga del ragazzo, come invece scri­
ve don Bosco. Il ragazzo comunque rimase a Valdocco come studente solo dal 2 agosto 1864 al feb­
braio dell’anno seguente: ASC registro Censimento.
10 contento di poterla servire: il che avvenne effettivamente con l ’accettazione di altri ragazzi racco­
mandatigli dal ministero dell’Intemo: v. ad es., per il 1864, Appendice, lett. 1864/18.
761
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890210)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 314 MB V II 723-724
Accetta l’invito di recarsi a Montemagno per la festa dell’Assunta
Torino, 8 ag[osto 18]64
Gentilissima Sig.na Azelia,
Ho ricevuto a suo tempo la lettera che anche a nome di Maman ebbe la bon­
tà di scrivermi. Sabato a sera, a Dio piacendo, credo che saremo a Montemagno
io con D. Rua e con qualche altro prete confessore. Forse non avrò l'avvocato Ar- 5
rò perché esso dovrà cantare e portar la croce qui all’Oratorio.
Ho scritto a Monsignore accennando la mia gita costà ed invitandolo, ma sol­
tanto a modo di cortesia, senza parlare di speciale solennità; pel che non ci an­
drà; ma se ciò fosse, renderei tosto Papà e Maman avvisati.
Preghi, Sig[n]a Azelia, per me e per questi miei giovanetti; io non mancherò 10
d’invocarle dal Signore sanità e timor di Dio colla perseveranza nel bene. Umili
ossequii ai sig[g]. Genitori, Papà e Maman, e mi creda nel Signore

8.4 Page 74

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68 agosto 1864
Di V. S. Gent.ma
10 Sig.na] Signora
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Azelia Fassati: v. E(m ) I, lett. 283; v. pure lett. 741.
3 Maman, ossia marchesa Maria Fassati, nata De Maistre: v. E(m) I, lett. 251.
4 Montemagno: località di villeggiatura dei Fassati: v. E(m) I, lett. 588.
5 Michele Rua: v. lett. 730.
5-6 Ignazio Arrò-Carroccio: v. lett. 757.
7 Monsignore era il vescovo di Casale, Luigi Nazari di Calabiana: v. E(m) I, lett. 81. La lettera qui
accennata non è stata reperita: v. Appendice, lett. 1864/14.
762
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890207)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 314 MB V II 724
Ancora circa il viaggio a Montemagno per l’Assunta - auguri e preghiere per la salute della madre
Torino, 10 ag[osto 18]64
Gentilissima Sig.na Azelia,
Le nostre lettere sonosi incrocicchiate; ad ogni modo le dico che D. Rua va
da Mirabello e si troverà per tempo a predicare la sera del 13. Io con un compa-
5 gno partirò da Torino e sarò a Montemagno, se non prima, la stessa sera. Non si
diano pena per la vettura; qualora non potessi servirmi dell’ Omnibus, io mi ag­
giusterò.
Mi rincresce molto che Maman sia ammalata; le faccia coraggio, io l ’ho già
raccomandata al Signore, e bisogna che la Madonna la faccia guarire a qualun-
10 que costo pel giorno della sua festa Maria Assunta.
Dio benedica lei [,] tutta la famiglia e ci conservi tutti nel santo timore di
Dio. Amen.
Credami con tutta stima
Di V. S. Gent.ma
15
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Sig.na] Sig.ra
1 La trascrizione di Gioachino Berto così come i D ocum enti di G. B. Lemoyne (X L III 77) collocano
la lettera nel 1862. La data esatta dovrebbe invece essere posteriore di due anni, sia perché si accenna
a don Rua che viene da Mirabello (e pertanto, probabilmente, dopo la fondazione di quella casa, avve­
nuta nel 1863) sia per l’esplicito riferimento alla lett. 761. Si risolverebbe così anche la difficoltà di da­
tazione incontrata da L. Deam brog io , Le passeggiate autunnali di don Bosco..., p. 311-312. Va qui
notato che talora nella grafia di don Bosco è difficile distinguere il numero 2 dal numero 4; altrettanto
si potrebbe dire del n. 7 rispetto al n. 9. Per questo motivo nelle lettere di don Bosco pubblicate un po’

8.5 Page 75

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agosto 1864 69
ovunque sono numerosissimi gli errori di datazione, non solo circa i giorni e i mesi, ma anche per gli
anni.
2 Azelia Fassati: v. E(m ) I, lett. 283.
3 Michele Rua: v. lett. 730.
5 partirò: per analogo viaggio v. E(m ) I, lett. 588.
8 Maman, cioè la marchesa Maria Fassati, nata De Maistre: v. E(m) I, lett. 251.
763
Al papa Pio IX
ASV Ep. ad Princ. Pos. et Min. 53
Orig. aut. 2 ff. 295 x 204 mm. la data è di mano di Michele Rua
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960176)
Ined.
Ampia relazione sulla situazione religiosa in Italia e specialmente in Piemonte
*Torino, 25 agosto 1864
Beatissimo Padre,
Il
Teologo aw. Emiliano Manacorda, zelante collaboratore de’ nostri Oratorj
si reca a Roma per continuare nel sacro ministero come ha fatto finora. La Divina
Provvidenza lo fornì di mezzi di fortuna ed egli non altro ha in mira che impiega- 5
re vita e sostanze in quelle cose che V. B. giudicasse tornare di maggior gloria di
Dio.
Mi valgo di questo benefattore de' nostri giovani per esprimere alcuni pensie­
ri di gratitudine verso di Lei, o Beatissimo Padre. La ringrazio quanto so e posso
della bontà con cui si degnò di accogliere il progetto della Società di S. Francesco 10
di Sales. Ho già ricevuto un decreto di approvazione della Società in genere con
alcune osservazioni sulle costituzioni delle medesime. Io mi darò cura di metterle
in opera; di poi le rimanderò a V. B. affinché si degni compiere un’opera sotto a’
suoi santi auspizi cominciata. Sembra proprio che Dio abbondi nelle sue benedi­
zioni. Già oltre a cento membri fanno parte di questa Società; quattro case e cin­
que oratoij diversi vennero aperti con grande concorso di giovani di ogni età e 15
condizioni. Non di rado il loro numero passa i tremila.
Le nostre cose pubbliche in fatto di religione sembrano giunte all'ultimo; tra
noi appajono ogni giorno segni sensibili della mano del Signore. Est Deus in
f. iv Israel. |Nelle provincie antiche sarde continua il perfetto accordo tra vescovi, tra
il clero di ogni grado. È vero che la stampa religiosa è spesso minacciata, multa- 20
ta, punita; i sacri ministri lusingati, perseguitati e talvolta incarcerati; nulla di
meno nulla si teme, e in tutti non avvi altro sguardo che quello che ci porta a Ro­
ma, al Vicario di Gesù Cristo.
Coraggio, Beatissimo Padre, il tempo è vicino; le consolazioni si stanno pre­
parando, Dio è con Lei. Noi qui preghiamo mattino e sera appositamente Iddio e 25
la Santa Vergine per la conservazione ad multos annos della sacra persona di
V. B. perché possa vedere cogli occhi propri il trionfo della religione e la gloria di
Santa Chiesa.

8.6 Page 76

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70 agosto 1864
30
Perdoni questa libertà, o Beatissimo Padre, io sono un povero e l’ultimo de'
suoi figli, ma Ella è nostro Padre e saprà dare benigno compatimento. Molti sa­
cerdoti paroci, vicari, canonici, cherici e parecchie migliaja di giovanetti si uni­
scono a me per offerire a Vostra B. le loro sostanze, il loro cuore, la loro vita. Ci
doni il sospirato compenso della santa ed apostolica benedizione.
35
Con pienezza di stima, colla più sentita gratitudine, colla più tenera devozio­
ne mi prostro ai piedi di V. B. mentre sebbene indegno oso professarmi di V. B.
Povero ed obbl.mo figliuolo
Sac. Bosco Gioanni
5 ha. add 8 Mi emend e x ...
10 cui add 17 di rado] dirado
19 sensibili corr ex senci-
bili
28 occhi add si
religione emend ex ...
33 il emend ex e
3 Emiliano Manacorda, nato a Penango (Asti) il 4 agosto 1833, sacerdote dal 9 aprile 1859, studiò di­
ritto a Padova e si laureò in utroque iure alla Sapienza di Roma. Impiegato presso la curia romana,
era molto intimo di don Bosco che ne avanzò la candidatura a vescovo: cf F. M o tto , L ’azione media­
trice di Don Bosco nella questione delle sedi vacanti in Italia. Roma, LAS 1988, pp. 68-69. Il 31 di­
cembre 1871 venne preconizzato vescovo di Fossano. Prelato intransigente, morì a Fossano il 29 luglio
1909: DSMCI III/2 Le figure rappresentative, pp. 497498, HC V III 276.
4 si reca: andando in questa occasione a Roma il Manacorda portava con sé varie missive di don Bo­
sco: lettere per il padre gesuita Giuseppe Oreglia (v. Appendice, lett. 1864/17), richieste di facilitazioni
per le dimissorie dei chierici dell'Oratorio da inoltrare alla S. Congregazione dei Vescovi e Regolari,
domanda di dispensa dal Breviario, permessi di leggere libri proibiti per sacerdoti e chierici dell’Ora-
torio, cartelline di cooperazione per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ecc. Inoltre don
Bosco lo aveva invitato a riferire alle autorità della curia romana circa l'andamento dell'Oratorio: si
vedano le lettere in ASC B26200 Oreglia, Manacorda, ed. in MB V II 746, 775-776, 782.
11 decreto: sia tale decreto d ’approvazione (datato il 23 luglio 1864 ma concesso il 1° luglio 1864) che
le 13 animadversiones sono edite in appendice a Cost.SDB pp. 231-232; v. anche lett. 764.
15 cento membri: evidentemente don Bosco calcola anche i giovani aspiranti non ancora professi
nella società; quanto alle case invero erano tre: Torino-Valdocco con 700 ricoverati, Mirabello con 100
e Lanzo con 200.
18 in fatto di religione: sul giudizio di don Bosco circa la situazione politico-religiosa di quegli anni e
le previsioni future, si veda F. M o tto , Orientamenti p olitici di don Bosco nella corrispondenza con
Pio IX del triennio 1858-1861 in RSS 22 (1993) pp. 9-37.
34 apostolica benedizione: la lettera fu consegnata molto in ritardo, come scrisse il 25 settembre lo
stesso Manacorda a don Bosco. Quanto alla facoltà di poter leggere, da parte di alcuni confratelli, i li­
bri proibiti, venne concessa solo ai sacerdoti; per i chierici la si chiese al papa tramite il padre domeni­
cano Angelo Modena: ASC B26200 Manacorda, ed. in MB V II 746. Il Manacorda fu ricevuto dal pon­
tefice solo il 7 ottobre. La benedizione venne effettivamente concessa con lettera del pontefice, cordia­
le e ricca di incoraggiamenti, datata 13 ottobre 1864: ASC B26200 Pio IX, ed. in MB V II 779-780.
764
Al cardinale Angelo Quaglia
ASC B31010 Lett. orig., Quaglia (A 1730801) me. 43 E 6/7
Orig. ms. di Michele Rua con firma aut. di don Bosco 2 ff. 267 x 208 mm. carta leggera strap­
po sul f. 2 il ms. proviene dall'archivio della S. C. dei Vescovi e Regolari, come risulta dal timbro su
f. 2v dove si legge: «Torino, Società di S. Francesco di Sales / sinceri ringraziamenti per l'approvazio­
ne ottenuta / 706 4037 settembre 1864 / Uniatur»
ASC B31010 Lett. orig., Quaglia (A 1730801) me. 43 E 5
Min. di Gioachino Berto con correz. aut. 2 ff. 271 x210 mm. carta azzurrina
E I 315 MB V II 709

8.7 Page 77

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71 agosto 1864
Ringraziamento per la concessione del decreto d’approvazione della società salesiana (decretum lau­
disi e l ’invio del relativo documento
*Torino, 25 agosto 1864
Eminenza Reverendissima,
Con grande mia consolazione ho ricevuto il decreto di approvazione della
Società di s. Francesco di Sales, che con bontà singolare V. Em. Rev.ma degnava-
si di farmi pervenire. Io sento il dovere di vivamente ringraziarla, e non potendo 5
altrimenti esprimerle la mia gratitudine mi unirò con tutti i membri di questa pia
Società e con tutti i giovanetti accolti in questa casa per invocare ogni giorno le
benedizioni del Cielo sopra di Lei, affinché ad multos annos possa continuare
nelle sue gravi fatiche a maggior gloria di Dio e della sua Santa Chiesa.
Intanto io mi occuperò per dare corso alle osservazioni fatte sopra le costitu- io
zioni di questa Società: dopo mi raccomanderò nuovamente alla provata di Lei
bontà, perché si degni di condurre al sospirato termine l ’opera sì bene cominciata
sotto ai benevoli di Lei auspizii.
Un novello favore la pregherei di aggiungere ai già concessi, ed è di voler
dire a nome mio e di tutti i membri della Società una parola del più vivo, del più 15
sentito atto di gratitudine, che noi tutti nutriamo in cuore, alla sacra e sempre
amata persona di Sua Santità. La assicuro che tutti i palpiti del nostro cuore sono
diretti ad amare un sì tenero padre che tanto ci ama nel Signore.
Portatore di questa lettera è il Teologo ed Avvocato Emiliano Manacorda, ze­
lante collaboratore di questa casa. Esso è persona benestante, affezionatissimo 20
della persona del Santo Padre e desideroso di impiegare la sua vita a favore della
santa cattolica religione. Se mai Ella potesse valersi di lui in qualche lavoro, egli si
offre di tutto cuore per servirla.
Finalmente nella sua grande carità voglia impartire la santa sua benedizione
sopra di me e sopra tutti i giovani di questa casa, mentre con pienezza di stima 25
reputo al più alto onore di poterle baciare il sacro lembo e professarmi
Di V. Em. Reverendissima
Umil.mo ed obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
12 al... cominciata corr si ex l'opera al sospirato termine siccome fu già incominciata
13 sotto
emend si ex sopra
14-18 Un novello... Signore add mrg sin
17 post tutti del una par[ola]
assicuro] assicuri
i palpiti del nostro cuore corr ex i nostri cuori
19-23 Portatore... servirla
add m rg sup 21 della] dalla 26 reputo corr si ex replico
2 Angelo Quaglia: nato a Corneto-Tarquinia (Viterbo) il 28 agosto 1802, già segretario della S. Con­
gregazione del Concilio, fatto cardinale il 27 settembre 1861, dal 23 aprile 1863 era prefetto della S.
Congregazione dei Vescovi e Regolari; morì a Roma il 27 agosto 1872: HC V ili 16, 46, 63.
3 decreto: al I o luglio risaliva il decretum laudis in favore della società salesiana (v. lett. 763).
11 dare corso alle animadversiones: v. lett. 763. In realtà don Bosco accoglierà senza difficoltà solo
alcune di queste e delle successive osservazioni; ad altre si opporrà sia con giustificazioni scritte invia­
te alle competenti autorità sia col mantenere inalterate le formule costituzionali, dopo aver dichiarato
la sua disponibilità a modificarle nel senso richiestogli: si veda Cost.SDB, che ricostruisce l’intero iter
redazionale delle stesse costituzioni.
19 Emiliano Manacorda: v. lett. 763.

8.8 Page 78

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72
settembre 1864
765
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760138) me. 1371 A 6/8
Min. aut. 2 ff. 275x210 mm. carta leggerissima, trasparente e consunta
Copia allog. con minime correz. a u t.[= B] 2 ff. 310 x208 mm. me. 1371 A 9/12
E I 319-320 MB V II 743-744
Appello per la ricerca di fondi in favore dell’erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice
Benevolo Signore,
[Torino, settembre 1864]
Reca certamente grande consolazione il vedere numerosa schiera di fedeli in­
tervenire nel luogo santo per compirvi i loro religiosi doveri; ma cagiona non lie-
5 ve rincrescimento qualora essi noi potessero fare per mancanza di luogo in cui
possano radunarsi.
Questo appunto succede in Valdocco quartiere di questa città di Torino. Dal­
la chiesa parochiale di Borgo Dora fino a quella di S. Donato avvi una serie non
interrotta di caseggiati ove dimorano molte migliaia di persone1in mezzo a cui
io non esiste chiesa né poco né molto spaziosa ove pubblicamente si compiano sacre
funzioni.
Avvi bensì la chiesa detta Oratorio di S. Francesco di Sales; ma essa può ap­
pena contenere in piccola parte i giovanetti che numerosi ne’ giorni festivi soglio­
no quivi radunarsi.
15
In vista di questi gravi ed ognor crescenti bisogni mi sono deliberato di tenta- f j v
re la costruzione di una chiesa abbastanza spaziosa per raccogliere quei giovanet­
ti, che da più angoli della città sogliono intervenire e in pari tempo fosse aperta
agli adulti di qualunque età e condizione che ne volessero approfittare; anzi da
potersi erigere in parochia quando in progresso di tempo l'autorità ecclesiastica
20 lo stimasse opportuno.
Un benemerito ingegnere ha già compiuto il disegno che ha forma di Croce
Latina; lo spazio intorno è di mille metri quadrati; la spesa totale si calcola ap­
prossimativamente a dugento mila franchi.
A questo scopo alcune pie persone porsero già benefica la mano a segno che
25 si potè già comperare un sito addattato tra l’attuale Oratorio di S. Francesco di
Sales e la via Cottolengo; gli scavi sono ultimati e si sta con alacrità lavorando in­
torno alle mura delle fondamenta, che di quest’anno, si spera, giungeranno fino
al pavimento.
Ora sebbene i lavori siano cominciati, non vi è né rendita né capitale stabilito
30 per questo bisogno; tutto è affidato alla Divina Provvidenza ed alla carità dei divo­
ti di Maria, tra cui credo di poter con ragione annoverare V. S. Benevola.
A lei pertanto fo umile ricorso.
Qualunque somma di danaro, qualunque oggetto, od anche |materiale di co- f-2r
struzione sarà ricevuto con la massima gratitudine. I lavori dovrannosi compiere
35 in tre anni, perciò chi non potesse presentemente, potrebbe concorrere più tardi.
Qualora non avesse altro mezzo per far pervenire a destinazione quello che

8.9 Page 79

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73 settembre 1864
la sua carità le inspira potrebbe farlo per la sicura via di vaglia postale.
Io l'assicuro che ho viva fiducia che quanto ella sarà per fare in questo caso
eccezionale le meriterà certamente copiose benedizioni dalla Beata Vergine Ma-
f.2v ria nelle |cose spirituali ed anche nelle cose temporali.
40
Infine la prego di dare benigno compatimento al disturbo che le cagiono e
gradire che le auguri ogni bene dal Cielo mentre colla più sentita gratitudine re­
puto a grande onore di potermi professare
Di V. S. Benevola
Obbl.mo servitore
45
Sac. Bosco Gio.
1
Dalla chiesa parochiale di Borgo Dora tirando una linea fino alla chiesa della Consolata ed a
quella di S. Donato, di poi volgendo alla Regia Fucina delle canne fino al fiume Dora avvi uno spazio
coperto di case ove hanno stanza oltre a trentacinque mila abitanti tra cui non esiste alcuna pubblica
chiesa.
14 radunarsi emend ex intervenirsi 15 In emend ex II ante crescenti del più 16 ante chie­
sa del novella post chiesa del che fosse per emend si ex da 17 da... sogliono emend si ex...
ante in del potesse fosse emend si ex essere 18 ante che del ne 19 in progresso di tempo
emend si ex la 22 Latina] Greca A B Latina emend Bb 24 scopo emend ex effetto ante al­
cune del fu g pie emend si ex persone cristiane e generose 25 addattato] adattato post tra
del la chiesa post attuale del sotto il titolo di 4748 ed a quella emend si ex quindi
2-45 Lettera analoga a quella del 15 marzo precedente, cui rimandiamo per le note illustrative: v.
lett. 739.
32 umile ricorso: lo sforzo organizzativo per la costruzione della Chiesa fu imponente. Le circolari
vennero diffuse un po' ovunque.
38 sarà per fare: al riguardo sono conservate molte risposte. A modo di es. citiamo qualche passo di
una di esse, quella del canonico Bonifacio Cattaneo di Santhià in data 21 novembre 1864: «[...] Accet­
to volentieri l'invito fattomi [...] di contribuire alla erezione di una Chiesa in Torino da essere dedica­
ta allTmmacolata Madre di Gesù Cristo, tanto più che ho grandissimo bisogno delle benedizioni spiri­
tuali e temporali di sì potente Vergine Madre, e mi rincresce che non posso contribuire che nella pic­
colissima somma di lire venti [...] A Vostra Signoria, che ha un cuore sì zelante per l’onore di Dio e
della Sua Santissima Madre e caldo del bene per il prossimo, auguro ogni più bella benedizione, e che
il Signore gli sia sempre propizio in ogni suo divisamento e specialmente in questo [...]»: ASC B26200
Cattaneo.
766
Ai principi [Tommaso e Eugenio] di casa Reale
ASC B31010 Lett. orig., Tommaso di Savoia (A 1740708)
Min. aut. 1 f. 322 x 214 mm. carta rovinata soprattutto sul mrg. sup. in calce si legge: «Una
copia al principe Tomaso duca di Genova, altra al principe Eugenio di Savoia»
E I 321 MB V II 745
Richiesta di sussidio per l'erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice
Altezza Serenissima,
''Torino, settem bre] 1864
La bontà con cui V. A. S. suole prendere parte a tutte le opere di pubblica be­

8.10 Page 80

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74
settembre 1864
neficenza mi dà animo di fare anch’io ricorso affinché venga in ajuto per conti-
5 nuare i lavori di una chiesa posta in costruzione nel popolatissimo quartiere di
Valdocco destinata specialmente a favore dei poveri giovanetti di questa città.
Le unisco qui un invito stampato affinché, se così le aggrada, possa vieme­
glio conoscere la necessità e lo scopo di questa chiesa.
Ho già più volte esperimentata la carità di V. A. e spero che eziandio nel caso
io presente non mi vorrà lasciare inesaudito.
Con questa speranza auguro copiose benedizioni dal cielo sopra l’amata per­
sona di V. A. affinché Dio la conservi lungo tempo all'amore di tutti i cittadini e
specialmente de’ suoi beneficati mentre reputo al più alto onore di potermi colla
più sentita gratitudine professare
15
Di V. A. S.
Umil.mo obbl.mo servitore
[Sac. Bosco Gio.]
4 post venga del eziandio
per emend ex dell’
5 post costruzione del a fare
8 di questa
emend si ex della 9 eziandio emend ex anche 10 vorrà emend voglia 12 post conservi del
ad di tutti corr si ex de’ suoi 15 A. S. emend ex S. 111.ma
2 Altezza: v. lett. 727. Anche quest’unica minuta servì presumibilmente per due (o anche più?) di­
stinti originali.
9 più volte esperimentata: v. lett. 727.
767
Al sindaco di Torino, Emanuele Luserna di Rorà
ASCT Corrispondenza LL. PP. rep. 178 cart. 14 fase. 13
Orig. allog. con firma di don Bosco vergata però da don Vittorio Alasonatti 2 ff. sul f. 2v si legge
la seguente nota dell’ingegnere comunale: «Non è più il caso di dar corso alla presente. Si procedette
alla livellazione del piano di ingrandimento in quella regione - si è osservato che il Sig. d. Bosco aveva
già costrutto».
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaco, Luserna di Rorà (A 1690524) me. 5 D 11
Min. aut. con data 1 f. 317x212mm. mrg. sup. e inf. sbrecciati sul v altra minuta della lett. 772.
E I 318 MB V II 742
Ulteriore richiesta di esecuzione della progettata rettilineazione di via Cottolengo
*Torino, [6] settem bre] 1864
Illustrissimo Sig. Sindaco,
Credo che sia ancora a memoria di V. S. 111.ma il disegno approvato dal mu­
nicipio per una chiesa da costruirsi specialmente a favore degli abitanti di Valdoc-
5 co. Ora ho il piacere di poterle significare che questa chiesa è cominciata e la
maggior parte delle fondamenta sono fuori terra.
Una difficoltà presentemente incaglia i lavori ed è la rettilineazione della via
Cottolengo. Mi fu più volte detto che questo lavoro dovevasi fare quanto prima;
ma ora se non è effettuato io mi trovo nella necessità di continuare la fronte della
10 chiesa in modo e in situazione incerti, e forse senza quella regolarità che a pubbli-

9 Pages 81-90

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9.1 Page 81

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75 settembre 1864
co edifizio si conviene.
Io
la supplico pertanto quanto so e posso affinché promuova questa opera­
zione, la quale mentre abbellisce la via e dà comodità ai cittadini, mi assicura
eziandio dell’ordine e dell’uniformità della chiesa in costruzione colla futura retti-
lineazione della contrada.
15
Stante che il Municipio stima di non poter concorrere a quest’opera di pub-
f.iv blica beneficenza con sussidio pecuniario ho molta fiducia |che Ella si vorrà ado­
perare affinché vengami almeno in aiuto coll’eseguimento de’ lavori sopra men­
tovati.
Con questa fiducia ho l ’alto onore di potermi professare con pienezza di 20
stima
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. [Bosco Gio.]
3 post disegno del per una chiesa 4 post costruirsi del in Vald[occo] a favore 5 poterle signi­
ficare corr si ex significarle 7 ante difficoltà del sola presentemente add si 10 post modo
del in
senza quella regolarità corr si ex con irregolarità
11 si emend si ex di
12 affinché
emend ex onde
13 la quale emend ex che
16 post concorrere del con
20 questa fiducia
emend si ex pienezza di stima
1 La data è indicata sul foglio riassuntivo delle varie carte custodite nella cartella Corrispondenza
LL. PP. in ASCT.
2 II sindaco era Emanuele Luserna di Rorà: v. lett. 738.
3 approvato: in data 2 giugno 1864 il sindaco aveva concesso la licenza edilizia per la costruzione
della chiesa di Maria Ausiliatrice, fra le vie Cottolengo e Carlo Botta, sotto la direzione del capomastro
Carlo Buzzetti ed in base ai disegni dell’ingegnere Antonio Spezia: ASC B32000 Rorà; v. lett. 738.
7 rettilineazione della via Cottolengo: se ne accenna nella lett. 738.
768
Alla contessa Pauline Crotti di Costigliole
ASC B31010 Lett. orig., Crotti (A 1700908) me. 17 C 12
Orig. aut. 2 ff. 275 x 210 mm. sul f. 2v appare anche, sovrapposta all’mdirizzo, una somma di
numeri
E I 359 MB X V III 853-854
Lettera di accompagnamento di un pacco di circolari per la chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 8 settem bre] [18]64
Ill.ma Signora,
Eccole, sig[ra] Contessa, alcuni programmi della nostra chiesa di Maria
A uxilium Christianorum. Io li mando ma è la Santa Vergine che a Lei si racco­
manda affinché li diffonda e li faccia fruttare per condurre a buon termine la sua 5
casa materiale in questo mondo; con certezza che Ella pagherà generosamente a
suo tempo con preparare a Lei ed alla sua famiglia un bell’alloggio nel paradiso.
Il sig. D. Scaglia e il sig. conte Alessandro la potranno coadjuvare; ed il sig.

9.2 Page 82

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76
settembre 1864
conte Michele? Lo faccia pagare e lo lasci in pace intorno ai vetri e alle punte di
10 diamante.
Dio doni sanità e grazia a Lei, signora contessa, e a tutta la rispettabile sua
famiglia; aggiungano la carità di pregare per me e per li miei poveri giovani e mi
creda nel Signore
Di V. S. 111.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All'Illustrissima Signora
La Sig[ra] Contessa Crotti di Costigliole
Costigliole di Saluzzo
2 Pauline Crotti di Costigliole (1814-1895), nata Murcy d ’Argenteau, andata in sposa nel 1838 al con­
te Edoardo Crotti (1799-1870), figlio di Alessandro (m. nel 1829) e della contessa Marianna de la Cha-
vanne : v. E(m ) I, lett. 397. Sul conte Edoardo v. anche L. C o l l i a r d , Généalogies valdótaines. Contri-
bution au «N ob ilia ire » de J. B. Tillier in «Societé Académique religieuse et scientifique de VAncien
Duché d ‘Aoste», bulletin48 (1977) 237-238; Id ., Culture Valdòtaine au cours des siècles. Aoste 1976,
pp. 258-259.
8 don Scaglia: sacerdote di Costigliole (Cuneo) non meglio identificato.
— conte Alessandro: nipote della destinataria della lettera, nato il 9 ottobre 1835 da Giovanni Michele
Crotti (1796-1878: colonnello nelle guardie del corpo di S. M.) e da Albertina dei conti di Menthon (m.
22 febbraio 1872), sposò nel 1875 Ida Ferreri Ardicini: ANI 1882.
769
Alla marchesa Maria Fassati
Edita in E I 316-317 MB IX 291
Richiesta di diffondere la circolare per la raccolta di fondi per la costruzione della chiesa di Maria
Ausiliatrice
*Torino, 13 settembre 1864
Benemerita Sig.ra Marchesa,
Eccole, sig.ra Marchesa, alcuni inviti per avere mattoni con cui continuare i
lavori della nostra chiesa. Non sono più io, ma è la Santa Vergine che a Lei si rac-
5 comanda perché l'aiuti a terminare la sua casa, e così accrescere anche il numero
dei suoi divoti. Ella però li distribuisca a chi e quando bene giudicherà nella sua
saviezza.
I
lavori procedono con grande alacrità ed avrei veramente piacere che venis­
se a vederli.
io
Credo che la sig.ra Duchessa sia ancora a Montemagno, e perciò la prego di
trasmettere alla medesima il piego ivi unito coi più rispettosi atti di gratitudine.
Raccomandi al caro Emanuele che si guardi bene dell profanare le vacanze
collo studio. Auguro copiose benedizioni del Cielo sopra di Lei, sopra il sig. Mar­
chese e sopra tutta la sua famiglia.
15
La Santa Vergine ci conservi tutti nel santo timor di Dio. Amen.
Con pienezza di stima mi professo rispettosamente

9.3 Page 83

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Di V. S. B.
77 settembre 1864
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Giovanni
2 Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
10 duchessa Costanza Lavai di Montmorency: v. E(m ) I, lett. 161.
— Montemagno: v. E(m ) I, lett. 588.
12 Emanuele: figlio della marchesa, col quale don Bosco era in relazione epistolare: v. E(m) I, lett.
519, 704. Nato nel 1852, morì tragicamente nel 1874 nel lago di Borget, in Savoia.
770
AI conte Pio Galleani d’Agliano
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890314)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 317 MB V II 747-748
Comunica la sua intenzione di avvicinare un prete disposto a fare da precettore ai figli del conte - pen­
sieri di vita spirituale
Torino, 28 settem bre] 1864
Car.mo e Benemerito Sig. Conte,
Dopo che ho ricevuto dal sig. D. Tortone la notizia secondo cui V. S. car.ma
e ben.ta desiderava un maestro pei suoi a me carissimi figliuoli ho portato il pen­
siero sopra di un sacerdote che sembrami avere tutti i titoli e le doti necessarie. 5
Ma presentemente egli è fuori di Torino e non posso parlargli fino alla metà di ot­
tobre; perciò fino a quell’epoca io non posso farle risposta definitiva. Le scrivo
questo per di Lei norma e per non lasciarla nelle incertezze.
Io ho già più volte, sig. Conte car.mo, preso parte alle cose che disturbarono
alquanto le cose di sua famiglia, ed ho sempre pregato il Signore che l ’aiutasse e io
guidasse ogni cosa secondo la sua maggior gloria. Ella poi non si turbi, abbia pa­
zienza. Il nostro Paradiso non è qui, né i beni fugaci della terra possono renderci
felici. So che nel suo cuore Ella dice: Non potrò più fare le beneficenze di una
volta. È vero, ma il Signore pagherà ugualmente la sua buona volontà.
Dio che è ricco in misericordia spanda copiose benedizioni sopra di Lei, so- 15
pra la sig[ra] Contessa di Lei consorte, sopra tutta la crescente figliuolanza e li
faccia tutti ricchi di santo amor di Dio.
Raccomando me e questi miei giovanetti alla carità delle sante sue preghiere
e contento quando la potrò in qualche cosa servire mi professo con pienezza di
stima
20
Di V. S. car.ma
Obbl.mo ed aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

9.4 Page 84

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78
settembre 1864
2 Pio Galleani d'Agliano: v. E(m) I, lett 232: inoltre; A N I 1904, p. 774.
3 Gaetano Tortone: nato a Torino da Giuseppe Domenico e Margherita Boschis il 13 giugno 1844.
Residente in Torino, «incaricato d’affari» della S. Sede presso il Governo dopo la rottura delle relazio­
ni diplomatiche avvenute nel 1850, cameriere segreto di Sua Santità, morto a Casalborgone (Torino) il
2 settembre 1891: cf CSMTE; v. anche BS a. 14 (ottobre 1891) p. 200. Don Bosco ebbe rapporti con lui
soprattutto al tempo delle mediazioni fra Governo Italiano e Santa Sede per la nomina dei vescovi e la
concessione loro del regio exequatur. Pur apprezzando l’operato di don Bosco, non sempre le relazio­
ni del Tortone a Roma furono favorevoli all’educatore di Valdocco, come si vedrà soprattutto
nel 1868.
5 sacerdote: non se ne conosce il nome: avrebbe comunque dovuto fare da precettore ai figli del
conte: v. lett. 778.
16 consorte: si trattava di Carolina Provana di Collegno, morta nel 1886 a 68 anni.
— crescente figliolanza: erano otto i figli del conte, nati dal 1840 al 1858, come già indicato in E(m ) I,
lett. 232.
771
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690810) me. 8 A 3
Orig. aut. 2 ff. 213 x 140 mm. carta leggera timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
E 1318 MB V II 733
Incoraggiamento spirituale
Car.mo Bonetti,
*Torino, 29 settem bre] [18]64
Va pure avanti come abbiamo stabilito e farai la volontà del Signore. Si ag­
giusterà ogni cosa in modo che tu possa fare i tuoi studi.
5
Abbi fiducia nel Signore; io lo pregherò per te, tu pregalo anche per me che
di cuore ti sono
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
2 Don Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
3 va avanti: insegnante di ginnasio, ordinato sacerdote da pochi mesi (21 maggio 1864), don Bonetti
voleva approfondire i suoi studi teologici.
772
Al sindaco di Torino, Emanuele Luserna di Rorà
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaco Rorà (A 1690525) me. 5 D 12
Min. aut. 1 f. 317 x212 mm. mrg. sup. ed inf. sbrecciati sul v si trova la minuta della lett. 766
la firma in calce è cancellata dalla stessa penna che ha redatto la lettera
E I 319 MB V II 743
Domanda di diramazione dell'acqua potabile fino all'Oratorio

9.5 Page 85

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79 settembre-ottobre 1864
Illustrissimo Sig. Sindaco,
"Torino, [fine settembre] 1864
Nello scorso autunno umiliavo dimanda a V. S. 111.ma supplicandola della di­
ramazione dell’acqua potabile a favore di molti giovanetti che ne’ giorni feriali e
specialmente ne’ giorni festivi soglionsi in gran numero radunare nel sito detto 5
Oratorio di S. Francesco di Sales. Degnavasi Ella di rispondermi che avrebbe con­
servata la dimanda e che l ’avrebbe tenuta in speciale considerazione quando la
tubulazione occorrente si fosse prolungata fin vicino a noi.
Ora il fatto è verificato. Di più il bisogno ne è così stringente che se non si
provvede dalla beneficenza municipale dovrò in qualche altro modo provvedere 10
al più presto possibile.
L ’Opera degli oratori essendo tutta diretta al pubblico bene de’ giovanetti
che andrebbero vagando per la città, giovami sperare che almeno in questo caso
particolare mi vorrà venire in ajuto.
Pieno di fiducia pel favore la prego di gradire che coi sentimenti della più 15
viva gratitudine io abbia l ’onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
3 a V. S. Ill.ma emend si ex al Municipio 3-4 supplicandola... dell' c o n si ex supplicando per ave­
re Yemend ex d 4-5 feriali e specialmente add mrg sin 6 Degnavasi Ella c o n si ex E V. S. II-
l.ma degnavasi 7 dimanda emend ex memoria 9 Ora emend ex ... fatto emend si ex caso
12post bene del spero che il
15 Pieno... gradire emend si ex Voglia gradire
15-16 della più
viva emend si ex della più sentita corr si ex di viva
19 Sac. Bosco Gioanni del
2 Sindaco era Emanuele Luserna di Rorà: v. lett. 738.
4 acqua potabile: circa la richiesta d'allacciamento dell'Oratorio all'acqua potabile urbana v. E(m ) I,
lett. 690.
773
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 212 x 139 mm. timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960324)
E I 320-321 MB V II 750
segno di ceralacca sul f. 2v
Informa che don Ruffino sosterrà il richiesto esame e che quanto prima pagherà l’estratto conto del
seminario - problemi di tipografia e di revisione ecclesiastica - richiesta di poter tenere presso di sé il
chierico Nicolao Cibrario
Castelnuovo d ’Asti, 1° ott[obre] [18]64
Ill.mo e M.to R.do Signore,
D. Ruffino si presenterà dell sig. Vicario Generale per l'esame preventivo pri­
ma dell’esame finale. Non sapeva che si desse un tale esame; ma D. Ruffino

9.6 Page 86

▲torna in alto
80 ottobre 1864
5 ci va volentieri perché avrà sempre norme di prudenza da imparare dal sig. Vi­
cario G.
Riguardo al conto col seminario siamo d’accordo di ultimarlo, e a tale ogget­
to andai già due volte all’economato perché mi si desse nota dell’ultimo paga­
mento. Mi fu sempre promessa, ma non mai data. Giunto appena in Torino mi
10 occuperò definitivamente di questo.
Riguardo a D. Ambrogio ho detto al cav. Oreglia che le desse i voluti schiari­
menti, giacché la stampa si effettuò mentre io era a S. Ignazio. Ma ad ogni modo
non mostri di temere D. Ambrogio, del resto mette egli tutto in disordine.
Non manchi di movere lagnanze alla questura[,] incoraggisca altri, ove è ca-
15 so, a fare lo stesso. Sarebbe meglio ancora movere lagnanze al Ministro dell’In-
terno. Ma non diano mai ragione di ciò che fa o che vuole fare l ’autorità |eccle- /'.Iv
siastica. Delle stampe ne è risponsabile l’autore ed in mancanza di esso la tipogra­
fia. L ’autorità ecclesiastica risponda qualora da autorità superiore fosse interro­
gata. Così togliesi di mano ogni pretesto di osteggiare.
20
Ho pure dato ordine [che] si rettifichi la formóla di Revisione ecc[lesiasti]ca
non quella di Con approvaz[ione] eccles[iasti]ca.
Dio le doni sanità e grazia e la conservi ad multos annos pel bene della Chie­
sa e mi creda
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. In quest’anno furono otto insegnanti dell’Oratorio che o per convenienza
loro o dell’Oratorio uscirono dalla casa; avrei perciò bisogno di avere anche il
30 cherico Cibrario Nicolao, il quale così lascerebbe a favore di altri la pensione che
attualmente gode. Credo che non incontrerò difficoltà pel permesso che rispetto­
samente le dimando.
AlTHl.mo e M.to R.do Signore
[,2v
Il Sig. Can. Cav. Vogliotti
Rett. Prov. Gen.
Torino
19 mano corr ex magno pretesto corr ex pro...sto
1 Don Bosco, come al solito, si trovava con varie decine di giovani al suo paese nativo per la festa
della Madonna del Rosario.
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 Domenico Ruffino: v. lett. 759.
— esame: era quello per avere la patente di confessione. Vicario era il can. Giuseppe Zappata.
7 conto col Seminario: dalle lett. 796 e 800 risulta che gli venne assegnato un sussidio di lire 400 una
tantum; v. anche Appendice, lett. 1864/7.
11 don Ambrogio: prete apostata di Villanova di Mondovì che vagava di città in città, paese e paese,
con l ’appoggio dei protestanti: v. E(m) I, lett. 719. Dalla tipografia dell’Oratorio era stato pubblicato
anonimo il fascicolo Chi è Don Ambrogio? Dialogo tra un barbiere ed un teologo. Il volumetto forse
non era stato sottoposto preventivamente alla revisione ecclesiastica da parte del responsabile della ti­
pografìa, il cav. Federico Oreglia di S. Stefano, ovvero poteva essere stato ritoccato dopo la revisione.
Fra l ’altro venne anche inserito nel Galantuomo e le sue avventure... del 1865 (pp. 87-102) e se ne

9.7 Page 87

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81 ottobre 1864
fece l ’anno successivo una nuova edizione: si veda P. Ste l la , Gli scritti a stampa di S. Giovanni
Bosco. Roma, LAS 1977, nn. 121, 130, 141.
15 lagnanze al Ministro: l’autorità giudiziaria ebbe motivo di intervenire nei riguardi di don Ambro­
gio ad es. nel giugno 1866, incarcerandolo con l'accusa di insulto alla religione: v. lett. 934.
29 eh. Nicolao Cibrario: era già stato approvato come insegnante a Lanzo: v. lett. 759. Don Bosco
pare alludere al fatto che il Cibrario, come probabilmente altri chierici dell'Oratorio, avevano agevola­
zione di pensione nel cu rricu lu m chiericale dentro l’ambito diocesano.
774
Alla marchesa Maria Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890233)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 322-323 MB V II 766-767
Dà notizia dei propri spostamenti di quei giorni - testimonianza di fede da parte degli abitanti di Mor-
nese - saluti per tutta la famiglia
*Mornese, 9 ottobre 1864
Benemerita Sig.ra Marchesa,
10 mi trovo in giro co’ miei giovani, e fino ai quattordici di questo mese non
sono a Torino; sebbene l’apertura delle scuole tra noi sia più tardi, tuttavia io
temo che a Mongré si aprano più presto e che al mio arrivo non trovi più l ’amato 5
nostro Emanuele. Se mai ciò fosse e che bastasse il giungere in Torino alcuni
giorni prima, la prego di darmene avviso con una sola parola, e mi recherò tosto
costà.
11recapito per me è nel seminario di Acqui dove andrò dopo dimani con tut­
ta la mia brigata. Aveva divisato di andare a farle una visita a Montemagno, ma i io
sobugli avvenuti nella Capitale mi persuasero a non muovermi per allora.
Io mi trovo in Mornese, diocesi d ’Acqui, dove sono testimonio di un paese
che per pietà, carità e zelo sembra un vero chiostro di persone consacrate a Dio.
Questa mattina ho fatto la comunione, e nella sola mia messa ho comunicato cir­
ca mille fedeli.
15
Voglia, signora Marchesa, gradire i sentimenti di rispetto e di gratitudine
estensibili al venerato sig. Marchese, ad Azelia e ad Emanuele, cui dirà che io non
lo dimentico mai nella mia messa, ma egli non dimentichi ciò che gli ho racco­
mandato a Montemagno.
Non so dove siano i signori Papà e Maman, ma se mai fossero presso di Lei, 20
la prego di volerli rispettosamente riverire da parte mia.
Dio doni a tutti sanità e grazia e ci conservi tutti per la via del Paradiso. Con
pienezza di stima mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
1 Mornese: don Bosco vi era giunto in passeggiata coi suoi giovani.

9.8 Page 88

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82
ottobre 1864
2 Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
3 mi trovo in giro: si tratta dell’ultima «passeggiata autunnale», quella che raggiunse Genova. Vener­
dì, 7 ottobre, la comitiva lasciò la città per Serravalle Scrivia, Gavi e Mornese. In quest’ultimo paese,
di circa 1200 ab., a 38 km. da Alessandria, in diocesi di Acqui, don Domenico Pestarino (v. lett. 797)
l ’8 ottobre presentò a don Bosco un gruppo di ragazze del paese, fra cui Maria Mazzarello, futura
confondatrice e prima superiora dell'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. A Mornese don Bosco
incontrò il maestro comunale Francesco Bodrato, che successivamente si sarebbe fatto salesiano, sa­
cerdote, missionario in Argentina. A Lerma, a pochi chilometri da Mornese, don Bosco si incontrò
con don Giovanni Battista Lemoyne, il futuro primo annalista della società salesiana.
5 Mongré (Rhône- Francia): dove si trovava in collegio il figlio della marchesa: v. E(m) I, lett. 704.
11 sobugli: sono i gravissimi tumulti scoppiati a Torino il 20, 21 e 22 settembre in occasione della dif­
fusione della notizia che la capitale del Regno d’Italia sarebbe stata trasferita a Firenze. In città ci fu­
rono 26 morti e 66 feriti.
15 mille fedeli: tale cifra, se reale, comprenderebbe tutti gli abitanti del paese in età di comunione e
anche non pochi delle vicine borgate.
17 II marchese, cioè Domenico Fassati e i figli Azelia e Emanuele: v. E(m) I, lett. 251, come pure
lett. 741 e 769.
20 Papà e Maman: vale a dire Rodolfo e Azelia De Maistre: v. E(m) I, lett. 281.
775
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740119)
Orig. aut. 1 f. 217 x 138 mm.
E I 323-324
me. 47 A 11
Concise risposte ad alcune richieste del destinatario
Torino, 17 ott[obre] [18]64
Car.mo D. Rua,
Scriverò riguardo a Proverà ed a' cherici.
Valle va in seminario.
5
Se il vescovo lo giudica si proponga di andare a prendere l ’esame a Casale.
Bisogna proprio consegnarli ai parenti se non possono pagare.
Si accetta il giovane di Cumiana purché entri in latino e porti le lire 600.
Giunti a 150 chiudi; ben inteso che alcuni si devono accettare di più per assi­
curar quel numero.
io
Caro D. Rua: di’ a Bonetti, a tutti i soci, coraggio: il Signore è con noi. Dio vi
benedica tutti. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco G.
Al Sig. D. Rua M.
Direttore del pi[ccolo] S.
Mirabello
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Francesco Proverà: v. E(m) I, lett. 518.
4 Pietro Valle, nato a Dronero (Cuneo) nel 1849, era entrato all'Oratorio come studente il 20 ottobre
1863; ne era uscito nell'agosto 1864: ASC registro Censimento.
5 esame: probabilmente si trattava di quello per essere ammesso alla vestizione clericale.
6 consegnarli ai parenti: a Mirabello e a Lanzo, diversamente che a Valdocco, in via ordinaria non si

9.9 Page 89

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83 ottobre 1864
accettavano ragazzi che non potessero pagare la pensione richiesta.
7 giovane di Cumiana: non identificato. Cumiana era una località di circa 5.500 ab. a una trentina di
km. da Torino.
8 chiudi: si intende la lista delle iscrizioni dei ragazzi nel collegio.
10 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
776
Al segretario generale del ministero dell’interno, Carlo Aveta
ASC B31010 Lett. orig., Anonim o (A 1720101) me. 56 C 12
Min. aut. 2 ff. 210 x 155 mm. sul f. lv e sul f. 2 si trova altra lettera in data 20 ottobre 1864 sul
mrg. sup. si legge: «Risposta alla lettera N... div...»
MB V II 786
Comunica l’accettazione di un ragazzo raccomandatogli
Torino, 19 ott[obre] 1864
Ill.mo Signore,
Ho ricevuto la lettera con cui V. S. Ill.ma compiacquesi raccomandarmi il
povero giovanetto Cencia Giacomo di Nereto. Con piacere le partecipo che attese
le circostanze che accompagnano il bisogno del giovanetto e più ancora la perso- 5
na che lo raccomanda, lo ricevo quando che sia purché sia sano e disposto della
persona. Si compiaccia solamente di prevenire chi di ragione e condurmelo[;] sa­
rà senz’altro accolto e destinato, a studio o ad arte secondo l’indole e l ’attitudine
del medesimo.
Godo di questa prima occasione di scrivere a V. S. Ill.ma e mentre racco- io
mando alla sua benevolenza e favore i poveri giovanetti di questa casa (che sono
circa ottocento) mi offro di servirla in quanto mi sarà possibile ed ho l’alto onore
di potermi professare con pienezza di stima
Di V. S. Ill.ma
Devot.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
1 19 corr ex 16 4 Nereto] Roretto 7 Si compiaccia emend si ex sia 8 post secondo del
che
10-11 mentre raccomando co rr si ex mentre le raccomando corr ex raccomandando
11casa add si
12 post servirla del in tutto cuore di servirla
ed emend si ex mentre
2 La lettera è rivolta al segretario generale del ministero dell’interno, avvocato Carlo Aveta; il titola­
re del ministero era invece Giovanni Lanza: v. E(m) I, lett. 440.
3 lettera: quella datata 15 ottobre 1864: ASC B26200 Governo, ministero dell'interno, Lanza, (me.
1520 E 6).
4 Cencia: Giacomo Ciencia, nato a Nereto (Teramo) il 20 luglio 1852, orfano di entrambi i genitori,
risulta ricoverato come studente a Valdocco il 17 ottobre 1864: ASC registro Censimento. Don Lemoy-
ne lo interpreta invece come Giacomo Cenuà originario di Roretto: cf MB V II 786; comunque sia, il
ministero offrì un sussidio di 200 lire. L ’ASC 38 Torino Oratorio conserva pure la domanda di ricove­
ro, controfirmata dal parroco del paese, avanzata al ministero nel luglio precedente. Un successivo di­
spaccio a firma del segretario generale del ministero dellTnterno, Carlo Aveta, in data 21 ottobre co­
municava che, una volta ricoverato il ragazzo all’Oratorio, si sarebbe versato il pattuito sussidio: ASC
B26200 Governo, ministero dellTnterno, Lanza, ed. in MB V II 905. Il che avvenne col mandato di pa-

9.10 Page 90

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84
ottobre 1864
gamento di 200 lire in data 31 ottobre 1864: ASC B26200 Governo, ministero d ell’interno, Lanza, me.
1520 E 8.
Un altro Cencia, Antonino di Antonio, nato a Caprile tra Biella e Borgosesia (Vercelli) nel 1853,
fu raccomandato dal ministero dei Lavori Pubblici e sarebbe stato accolto aH'Oratorio il 4 novembre:
cf richiesta ministeriale ed. in MB V II 871. Il nome non risulta però nel registro Censimento dell’ASC.
Su raccomandazione del ministero dei Lavori Pubblici nel mese di marzo don Losco aveva anche ac­
colto a Valdocco il ragazzo Giacomo Grattarola: v. Appendice, lett. 1864/6.
Ili
Al ministro della Guerra, Agostino Petitti di Roreto
ASC B31010 Lett. orig., Governo, ministero della Guerra, Petitti (A 1720102) me. 28 A 9/10
Min. aut. su 2 ff. di cui alla lett. prec. 210 x 155 mm. sul f. 2r è incollato foglietto di 137 x 38 mm.
con grafia di Michele Rua [R ] ed alcune correz. aut. [B] in corrispondenza alle linee 6-8
E 1 324 MB V II 811
Domanda di indumenti per l’imminente inverno
"Torino, 20 ott[obre] 1864
Eccellenza,
f.iv
Prego rispettosamente V. E. di accogliere con bontà la supplica che le fo a fa­
vore de’ poveri giovanetti accolti nella casa detta Oratorio di S. Francesco di
Sales.
Novello bisogno sopravvenne in quest'anno pei molti giovani inviatici dalle
autorità civili; mentre per altra parte esse cessarono dai sussidi che in altri tempi
a quando a quando eranci da quelle somministrati.
In quest'anno e per le speciali strettezze in cui versa questa casa e pel consi­
derevole aumento del numero de’ giovani che si dovettero ricoverare mi trovo
nella massima penuria di vestiario e di coperte per ripararli dal freddo nella pros­
sima invernale stagione. Perciò le fo umile ma calda preghiera a volermi accorda­
re oggetti di qualunque genere, come sarebbero lenzuola, camicie, mutande, cor­
petti, calzoni, calzette, scarpe, giubbetti, cap[p]otti e simili che sono fuori di uso
e che codesto Ministero suole largire alle opere di pubblica beneficenza siccome
ho esperimentato negli anni scorsi.
Comunque tali oggetti siano logori e rotti io li ricevo egualmente con gratitu- f.2r
dine, giacché procuro di farli rappezzare e serviranno a coprire questi poveri
giovanetti.
Pieno di fiducia nella nota di Lei bontà l’assicuro della più sentita e durevole
gratitudine da parte mia e da parte de’ beneficati mentre le prego ogni bene dal
cielo e mi professo con pienezza di stima
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 ante Prego del Già altre volte ho fatto ricorso a V. E. per ottenere favori pei poveri giovanetti di
questa casa ed Ella con grande bontà ci ha sempre beneficati. Ora che la provvidenza dispose che Ella

10 Pages 91-100

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10.1 Page 91

▲torna in alto
85 ottobre 1864
noveUame[nte] di accogliere emend si ex a leggere 4 de' co rr ex di alcuni 6 ante Novello
add su f. lv: Prego rispettosamente... Sales B Novello... inviatici emend si ex fra i [ emend ex gli]
giovani ricoverati molti ci furono raccomandati B 7 esse add si B dai emend si ex i B post
tempi del solevano R 8 eranci da quelle somministrati corr si ex amministrate R 9 strettezze
co rr ex bisogni
10 numero... ricoverare corr si ex loro numero
11 ante vestiario del quanto
di add si
11-12 ante prossima del p
12-13 accordare add si
13 ante oggetti del qual
14 post simili del fuo[ri]
15 codesto emend ex questo 21 prego emend si ex auguro
2 Agostino Petitti di Roreto: v. E(m ) I, lett. 618. Analoga lettera aveva spedito il 1° gennaio ai principi
Tommaso ed Eugenio di Savoia: v. lett. 727.
20 pieno di fiducia: il 30 ottobre il ministero, a firma di G. Parodi, gli assegnò 100 coperte da campo,
altrettanti cappotti di panno, e 80 pantaloni di panno: ASC B26200 Governo, ministero della Guerra,
Petitti, ed. in MB V II 811. Forse dimentico del fatto, don Bosco inviò il 3 dicembre successivo una
nuova domanda, che pure ricevette benevola accoglienza: v. Appendice, lett. 1864/23.
778
Al conte Pio Galleani d’Agliano
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890313)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 324-325 MB V II 748
A proposito di un precettore per i figli del conte
*Torino, 20 ottobre [18]64
Car.mo Sig. Conte,
Ho parlato col sacerdote su cui si calcolava per la scuola de’ suoi amati fi­
gliuoletti. Vi sarebbe speranza di accomodarci; solamente che esso non sa niente
di greco. Se questa difficoltà non è esclusiva, lo metterò in relazione con V. S. 5
car.ma affinché si possano vedere e parlare.
Dio lo benedica, sig. Conte, le doni sanità, grazia e pazienza. Per ardua tran-
simus, sed magna haereditas nos expectat.
La santa Vergine assista e protegga Lei, la sua famiglia e mi creda tutto suo
nel Signore
io
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Conte: Pio Galleani d ’Agliano: vedi (E(m ) I, lett. 232.
3 ho parlato col sacerdote: si tratta della ricerca di un precettore per i figli del conte, cui si accenna
nella lett. 770.
779
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 207 x 134 mm. intest, a stampa su mrg. sup. sin.: «Oratorio di s. Francesco di
Sales. Torino-Valdocco. W. G. M. G. (Si prega della carità d ’affrancare le lettere. Chi desidera le lette-

10.2 Page 92

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86
ottobre-novembre 1864
re franche favorisca di unire i francobolli occorrenti)»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960325)
E I 325 MB V II 787
Raccomanda un giovane
segni di ceralacca rossa
*Torino, 22 ottfobre] [18]64
Ill.mo e M.to R.do Signore,
Il
eh. Sargiotto Francesco si raccomanda per mezzo mio alla provata carità
di V. S. Ill.ma affinché voglia concedergli la piazza gratuita in seminario. Ho
5 sempre conosciuto in lui un giovane di buona volontà e di ottimi costumi e perciò
lo raccomando; il padre non potè né può pagare cosa alcuna. Io mi limito a rac­
comandare; ella poi faccia come nella sua saviezza giudicherà a proposito a mag­
gior gloria di D[io].
Gradisca che le auguri ogni bene dal cielo e mi professi con gratitudine since-
10 ra verso
Di V. S. Ill.ma e R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
¡5 AlTIlLmo e M.to R.do Signore
II Sig. Cav. Can. Vogliotti
f.2v
Rett. Prov. G.
Torino
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 Francesco Antonio Sargiotto: nato a Lombriasco (Torino) il 21 maggio 1847 da Francesco e Lucia
Dominici ed entrato a Valdocco il 14 agosto 1861, aveva ricevuto la veste clericale il 28 ottobre 1864:
ASC registro Censimento
7 come... giudicherà: la domanda fu effettivamente accolta.
780
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., Bonetti (A 1690839) me. 8 E 1
Orig. aut. 2 ff. 212 x 138 mm. carta leggera timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
E I 327 MB V II 803
Direttive in occasione della malattia che l’ha colpito
[Torino, novembre 1864]
Caro mio D. Bonetti,
Appena avrai ricevuto questa lettera va' tosto da D. Rua e digli schietto che ti
faccia stare allegro. Tu poi non parlare di Breviario fino a Pasqua: cioè sei proibi-
5 to di recitarlo. Di’ la tua messa adagio per non ¡stancarti. Ogni digiuno, ogni mor­
tificazione di cibo è proibita. Insomma il Signore ti prepara lavoro, ma non vuole
che tu lo cominci se non quando sarai in perfetto stato di sanità e specialmente
non darai più un getto di tosse. Fa’ questo, e farai quello che piace al Signore.

10.3 Page 93

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87 novembre 1864
Tu puoi compensare ogni cosa con giaculatorie, con offerte al Signore de’
tuoi incomodi, col tuo buon esempio.
10
Dimenticava una cosa. Porta un materasso nel tuo letto, aggiustalo bene
come si farebbe ad un poltrone matricolato; sta’ bene riparato nella persona in
letto e fuori letto. Amen.
Dio ti benedica.
Tuo aff.mo in G. C.
15
Sac. Bosco Gio.
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328. Già insegnante, era succeduto come prefetto a don Francesco
Proverà, mandato da don Bosco a Lanzo. Il direttore della casa di Mirabello era don Michele Rua.
8 tosse: sembra dunque che Bonetti sia stato colpito da forte raffreddore o forse da polmonite.
11 materasso: non un pagliericcio, ma probabilmente un materasso di lana.
781
Al conte Pio Galleani d'Agliano
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890315)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 325-326 MB V II 748
Ancora a proposito del precettore dei figli del conte
*Torino, 9 novembre 1864
Car.mo Sig. Conte,
Come Ella scriveva nella sua ultima lettera prima di conchiudere definitiva­
mente con un altro maestro è mestieri attendere la deliberazione se l’attuale pre­
cettore, di cui Ella fa belli encomi, cessa dall’uffizio, e se Ella verrà secondo il so- 5
lito degli altri anni a passare l’inverno a Torino o se rimane nella stagione inver­
nale al Palasazzo. Certamente calcolate le comodità che ella trova in Torino, la
compagnia di parecchi amici con cui potrebbe parlare, conferire e consigliarsi,
avrebbe motivi di venire. Ed io lo desidererei di cuore, perciocché così potrei trat­
tenermi liberamente con un antico ed insigne benefattore degli Oratorii.
10
Credo che potendo vedere le sue cose più da vicino le possa anche giovare
per la sanità e pe’ suoi interessi materiali.
Si faccia animo, sig. Conte, non habemus hic manentem civitatem sed futu-
ram inquirimus. Dio non ci abbandonerà; le croci che ci manda sono presagio
che ci vuole per la via del Paradiso.
15
Dio benedica Lei, la sua famiglia, preghi anche per me che con pienezza di
stima e di gratitudine me le offro rispettosamente
Di V. S. car.ma
Obbl.mo ed aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Pio Galleani d ’Agliano: v. E(m) I, lett. 232.

10.4 Page 94

▲torna in alto
88
novembre 1864
3 ultima lettera: non è stata reperita; v. comunque lett. 778, dove si parla della ricerca di un precet­
tore per i figli del conte.
7 Palasazzo (Palazzasso, in dialetto: Palasàss): frazione di Caraglio, presso Cuneo, dove si trovava la
casa patrizia dei Galleani d’Agliano.
13-14 non habemus... inquirim us: Eb. 13,14.
15 via del Paradiso: reminiscenza di un'operetta di Leonardo da Porto Maurizio, intitolata appunto
La via del Paradiso?
782
Al direttore generale delle Gabelle, Giovanni Cappellari della Colomba
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Gabelle (A 1690240) me. 3 B 5
Orig. allog. con firma allog. e correz. aut. 2 ff. 320 x 220 sul mrg. sup. don Bosco ha scritto:
«Su carta libera» sul mrg. sin. sono rimasti i due francobolli sormontati da timbro ad inchiostro:
«Direzione Generale delle Gabelle - Gabinetto» sul mrg. sin. a metà pagina don Bosco ha cancellato
il precedente destinatario: «S. E. il Ministro delle Finanze» [La medesima lettera, priva delle correzio­
ni qui pubblicate nell'apparato critico, fu dunque prima inviata al ministero delle Finanze: v. Appendi­
ce, lett. 1864/15]; sul f. 2v, sulla des., si legge: «Coperte del sig. Guenzati rifiutate dall’Azienda delle
Gabelle. Fatto nuovo ricorso al Ministero dell'Agricoltura e Commercio» sulla sin. invece è posto il
timbro della Divisione del Ministero coi numeri del protocollo Generale: 58.166 - 9/8/64 e del proto­
collo speciale: 8.969
E I 326 MB V II 810
Richiesta di esenzione daziaria per uno stock di 720 coperte offerte dal sig. Guenzati di Milano
*Torino, 10 novembre 1864
Illustrissimo Signore,
Il
Sac. Bosco direttore della casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales
espone rispettosamente a V. E. come nel marzo 1862 al sig. Guenzati sotto la dit-
5 ta Canonica erano rifiutate 720 coperte di lana perché difettose e già fin d ’allora
tarlate. Queste coperte in numero di 550 sono nella dogana di Torino, e 170 a Ge­
nova in porto franco. Ora questo benefico Signore sarebbe disposto di donarle a
favore de’ poveri giovani ricoverati in questa casa, ma non intenderebbe di paga­
re le spese di dazio.
io
Per questo bisogno il ricorrente prega umilmente V. S. 111.ma a voler condo­
nare le mentovate spese doganali e permettere che esse vengano ritirate a favore
di questi poveri giovanetti che nell'imminente invernale stagione versa [no] in
gravi strettezze per difetto di vestiario e di coperte.
Oltre alla più sentita gratitudine essi non mancheranno d ’invocare ogni gior-
15 no le benedizioni del cielo sopra tutti i loro benefattori ed in modo particolare so­
pra V. S. 111.ma.
Pieno di fiducia di ottenere il favore si dichiara
Di V. S. HI.ma
Umile ricorrente
20
Sac. Bosco Giovanni
1 10 novembre emend ex 9 agosto novembre si 2 Illustrissimo Signore emend ex Eccellenza
10 V. S. 111.ma emend si ex V.E. 12-14 nell’ ... Oltre add mrg sin 14 ante Oltre del certamente
essi add si
16 V. S. 111.ma corr ex E. V.
18 V. S. 111.ma corr ex V. S.

10.5 Page 95

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89 novembre 1864
2 II commendatore Giovanni Cappellari della Colomba, patrizio romano, consigliere di Stato, era al
servizio del ministero delle Finanze, retto all'epoca da Quintino Sella: Calendario reale per l'anno
1865, Torino, tip. Ceresole e Panizzi, p. 312; inoltre II nuovo Palmaverde. Alm anacco storico-
illustrativo del regno d ’Italia pel 1868... p. 172.
4 Giuseppe Guenzati: negoziante milanese di stoffe, marito di Rosa Casati, morta nel 1912 a 90 anni:
cf BS a. 36 (giugno 1912) p. 191. Il Guenzati era molto impegnato aU'oratorio di don Serafino Allievi.
Il figlio Agostino, nato nell’agosto 1844, entrò nel collegio di Lanzo il 5 novembre 1864, a pensione di
lire 50. Circa la figlia Carolina, maritata Rivolta, v. lett. 1124. La famiglia Guenzati era molto intima di
don Bosco e lo ospiterà più volte in occasione dei suoi viaggi a Milano: v. ad es. lett. 1014.
17 ottenere favore: la risposta non ci è pervenuta.
783
Ad un signore non identificato
ASC B31010 Lett. orig. Rua (A 1740105) me. 47 A 7
Orig. aut. 1 f. 212 x 140 mm. carta leggera timbro a secco GRAN su mrg. sup. des.
Ined.
Breve appunto per l'accettazione a Mirabello di un ragazzo
*Torino, 11 novembre [18]64
[Ill.mo Sig.re],
Per motivi che si diranno a voce al sig. Direttore del p. Sem. di Mirabello il
giovane Bisoglio sarebbe accettato a f. 20 m[ensi]li [,] l ’entrata condonata.
1 novembre] 9bre
Sac. Bosco Gio.
2 II destinatario del biglietto non è precisato. Il linguaggio burocratico tenderebbe a far escludere si
tratti direttamente del neoprefetto del piccolo seminario di Mirabello, don Giovanni Bonetti o del di­
rettore del medesimo, don Michele Rua; potrebbe essere invece il padre del ragazzo ivi citato, che a
sua volta lo avrebbe consegnato ai responsabili del collegio. Quanto alla natura del biglietto e al suo
inserimento nell’epistolario, si veda la Premessa (p. 6).
3 Direttore era don Michele Rua: v. lett. 780.
4 Bisoglio: Prospero Bisoglio, figlio di Francesco e Margherita Gagliardeno, nato nel novembre 1855
a Cuccaro (Alessandria), era entrato effettivamente aU’Oratorio di Valdocco il 1° agosto 1864 come
studente: ASC registro Censimento; negli elenchi del collegio di Mirabello per l ’anno scolastico 1864-
1865 il ragazzo risulta iscritto alla terza elementare: Archivio Istituto salesiano S. Carlo, Borgo S. Mar­
tino (Alessandria), elenco allievi Mirabello.
784
Al papa Pio IX
ASC Docum enti personali, ecclesiastici (A 0201212) me. 74 A 7
Orig. allog. 2 ff. 270 x 200 mm. autentic. anche dal testo dell’indulto e dal timbro della S. Con­
gregazione
Ined.
Richiesta di commutazione della recita del Breviario con altre preghiere vocali

10.6 Page 96

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90
novembre-dicembre 1864
[Torino, anter. 19 novembre 1864]
B.mo Padre,
Il
Sacerdote Giovanni Bosco superiore dell'Oratorio di S. Francesco di Sales
5 in Torino e fondatore del nuovo istituto sotto il titolo di d[ett]o santo, conoscen­
do essergli molto incomoda la lettura dell’officio divino, per la ragione che pati­
sce infermità di occhi ed oppressione di petto, supplica V.ra B.ne perché si degni
accordargli la commutazione del d[ett]o ufficio in altre brevi preci vocali.
Che [della grazia]
[Sac. Gio. Bosco]
6 La supplica, per il cui inserimento fra le lettere si veda la Premessa (p. 6) venne inoltrata dopo
che il 27 ottobre mons. Manacorda (v. lett. 763) aveva scritto a don Bosco che il can. Luca Pacifici, da
lui interpellato in proposito, gli aveva riferito che l’impegno per le confessioni, con cui don Bosco ave­
va pensato in un primo momento di motivare la sua richiesta, non sarebbe stato sufficiente per chie­
dere la dispensa dalla recita dell’ufficio. Gli aveva suggerito quindi di aggiungere anche il male d ’oc­
chi: ASC B26200 Manacorda, cit. in MB V II 781. Il Pacifici, nativo di Sulmona (L ’Aquila), era canoni­
co della cattedrale basilica vaticana, segretario dei brevi ad Principes, e anche consultore aggiunto
della Congregazione speciale per la revisione de’ Concilii provinciali. Morì il 31 marzo 1870 a 68 anni:
cf AVR Anagr. sacerdoti defunti.
785
Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Radicati (A 1730906) me. 44 A 4
Orig. aut. 1 f. 310 x 207 mm. con pastello rosso in calce è scritto: «G... spedire le carte in Ales­
sandria»
E I 327-328
Circa la nuova tumulazione di Domenico Savio
*Torino, 2 dic[embre] [18]64
Illustrissimo Signore,
Trasmetto a V. S. 111.ma la dimanda pel sig. Prefetto di Alessandria ad ogget­
to di ottenere novella tumulazione al giovanetto Savio Domenico. Ella dica una
5 parola in favore di esso presso al prelodato Prefetto, ed egli sarà certamente ob­
bligato a dire una parola presso al Signore Supremo in favore di V. S. e di tutta la
rispettabile famiglia.
Dio le doni sanità e grazia e mi creda colla più sentita gratitudine
Di V. S. 111.ma
10
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Costantino Radicati: v. E(m) I, lett. 109.
3 Prefetto di Alessandria all’epoca, e futuro prefetto di Modena, era il conte Emilio Viani d'Ovrano.
4 Domenico Savio: il primo tentativo di trasportare altrove, a Castelnuovo d ’Asti, la salma del ragaz­
zo non era andato in porto: cf E(m) I, lett. 407; l’anno seguente, 1860, la cassa era stata disseppellita e
«ristorata». Anche questo progetto del 1864 non ebbe seguito. Solo nel 1866, a dieci anni dall’inuma-

10.7 Page 97

▲torna in alto
91 dicembre 1864
zione, verme fatta una nuova sepoltura: si veda l’ atto di tale nuova sepoltura, avvenuta 0 21 novembre
1866 a Mondonio, in MB V ili 521; cf anche M. M o u n e r is , Nuova vita di Dom enico Savio, 1974
p. 267.
786
Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Radicati (A 1730907) me. 44 A 5
Orig. aut. 1 f. 275x210 mm. carta leggera
E I 238
Domanda di trasmettere un diploma al sottoprefetto di Novi Ligure, indi al destinatario
*Torino, 11 dic[embre 18]64
Benemerito Sig. Conte,
Mi trovo nella necessità di doverla pregare di un altro favore. S. E. Cibrario
mi trasmette qui un diploma che avrebbe egli stesso raccomandato alla prefettura
affinché fosse mandato a destinazione. Egli però lo manda qui perché quel signo- 5
re è un benefattore di questa casa. Abbia Ella la bontà di mandarlo al sottoprefet­
to di Novi Ligure per rimettere al sig. cav. Cima Giuseppe esattore delle c o n tri­
buzioni] dirette etc.
È per Lei novello disturbo, e per noi un motivo di più per conservare la più
sentita gratitudine verso di Lei e verso la sua venerata famiglia.
io
Dio la conservi e mi creda quale ho l’alto onore di potermi professare
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 post trovo del nella
2 Costantino Radicati: v. E(m ) I, lett. 109.
3 Luigi Cibrario, conte, storico e uomo politico: v. E(m) I, lett. 129.
6-7 Sottoprefetto di Novi Ligure era il torinese Ottavio Lovera di Maria. Laureatosi in giurispruden­
za, operò nell’ambito della pubblica amministrazione. Fu anche prefetto di Torino e senatore dal 16
novembre 1884: cf T. Sa r t i, I l parlamento subalpino e nazionale..., p. 587.
7 cav. Cima Giuseppe (o meglio G. B.): regio tesoriere del circondario di Alessandria.
787
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. timbri vari: Torino 13 die 64 4 S
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950130)
E I 328-329 MB V II 803-804
Casale 13 die 64 10 S Vignale 14 die 64
Comunicazioni varie

10.8 Page 98

▲torna in alto
92 dicembre 1864
*Torino, 13 dic[embre] [18]64
Benemerita Signora Contessa,
Credo che avrà ricevuto i libretti che nella sua bontà compiacquesi dimanda­
re, se non le saranno ancora pervenuti saranno certamente in Casale.
5
D. Cagliero è prevenuto senza essere prevenuto; cioè sa qual importanza ab­
bia la predicaz[ione] in Vignale e andrà convenientemente preparato e pieno di
buona volontà.
Ho pensato al prefetto di Mirabello; ma io credo che sia assai più disturbato
qui che altrove, tanto più che presentemente, essendo le scuole avviate, le sue oc­
io cupazioni sono assai diminuite. Egli mi assicura che prima del termine di questo
mese mi manderà se non tutto almeno una buona parte del materiale pel libro
che porterà il titolo: Quale?
Ella desidera che sia presto pubblicato, io desidero altrettanto, ed è singolare
che molte dimande mi siano fatte in questo senso da persone autorevoli senza che
15 sappiano essersi già posto mano al lavoro. Spero che in febbrajo prossimo si co­
mincerà la stampa.
Quando scrive al povero D. Bosco non dica mai: temo dire troppo... è teme­
rità parlare così etc. Le sue ramanzine, le sue ammonizioni, i suoi consigli saran­
no sempre accolti con filiale rispetto e con riconoscenza.
20
D. Rua fu molto contento della sua visita, ma rimase alquanto mortificato
perché fu colto improvveduto e in un momento in cui tutto il seminario era sosso-
pra. La festa riuscì molto divota e bella; il vescovo ne fu soddisfatto assai e i suoi
tartuffi fecero eccellente figura.
Giovedì a sera sarò a Casale; e vi rimarrò fino a venerdì a sera; credo che f.iv
25 Ella sia ancora a Vignale, tuttavia passerò a sua casa per avere notizie della fa­
miglia.
Dio benedica Lei, Signora Contessa, e tutta la rispettabile di Lei famiglia, se­
gnatamente il sig. Conte; preghi anche per me che le sono colla più sentita grati­
tudine
30
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Chiarissima Signora
f.2v
La Sig. C.ssa Callori Sambuy
Vignale
13 presto corr ex prest... 25 post Ella del sia
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 libretti: e non biglietti, come interpreta E I, lett. 378. Si trattava forse della restituzioni di testi uti­
lizzati per la preparazione del volume di cui alla lin. 11.
5 Giovanni Cagliero: v. E(m ) I, lett. 199.
6 Vignale: località a circa 18 km. da Casale Monferrato, dove i conti Callori avevano un grandioso
palazzo gentilizio.
8 prefetto di Mirabello: cioè il «vicedirettore» ed «economo» del piccolo seminario di Mirabello, don
Giovanni Bonetti, che la contessa, dopo aver incontrato in occasione della visita a Mirabello, aveva
proposto a don Bosco di trasferire a Torino per motivi di salute: v. lett. 780.
11 libro: forse si tratta de II cattolico provveduto per le pratiche di pietà con analoghe istruzioni se-

10.9 Page 99

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93 dicembre 1864
condo il bisogno dei tempi..., pubblicato solo nel 1868, che costituiva, per così dire, un manuale di
pietà per gli adulti, analogo al Giovane provveduto per i fanciulli. Don Bonetti era stato incaricato da
don Bosco di preparargli il materiale che poi sarebbe stato rielaborato per la stampa; la Callori l’aveva
finanziato con 3000 lire. Se ne accennerà in varie lettere degli anni successivi.
20 Michele Rua: v. lett. 730.
22 vescovo di Casale era mons. Luigi Nazari di Calabiana: v. E(m ) I, lett. 81; la festa (4 novembre)
era quella di S. Carlo, titolare e patrono del piccolo seminario di Mirabello: v. anche lett. 979.
22-23 suoi tartuffi: il riferimento è al dono della contessa.
24 Giovedì: 15 dicembre.
788
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740110) me. 47 A 12
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 xl3 5 m m . timbri vari: Torino 19 die. 64 4 S
le 20 die. 64 Mirabello 21 die. 64
E I 329-330
Casale 19 die. 64 10 S
Invito ad un appuntamento alla stazione ferroviaria di Casale Monferrato
Giaro-
*Torino, 19 dic[embre] [18]64
Car.mo D. Rua,
Oggi alle tre parto per Casale; e vedendo difficile il potermi portare a Mira­
bello, credo bene, se puoi, che tu dimani faccia colà una passeggiata per salutarci
e toccarci la mano. Io mi fermo fino al vapore delle 6 di sera. Il Vescovo mi parte- 5
cipò immediatamente la sacra ordinazione di Proverà; salutalo e fagli una carezza
da parte mia.
Un cordialissimo saluto omnibus habitantibus in Mirabello: di’ a tutti che io
li amo di tutto cuore e loro auguro o[gni] bene da Gesù Bambino; e che pel no­
vello anno o che li andrò a vedere, o che loro scriverò una lettera. Vale
io
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
[P.S.] Un saluto speciale ad Ossella che mi scrisse una stupenda lettera.
f.2v All'ottimo D. Rua Michele
Direttore dell’Oratorio picc. Sem. di S. Carlo
Mirabello Monf.
5 fino add si 7 omnibus corr si ex ommibus
10 scriverò] scriverò
2 Michele Rua: v. lett. 730.
5 vapore: vale a dire il treno, che allora si chiamava «macchina a vapore» o «vaporiera» o in piemon­
tese appunto «vapor».
— Il vescovo era mons. Luigi Nazari di Calabiana: v. E(m) I, lett. 81.
6 Francesco Proverà fu effettivamente ordinato sacerdote il giorno di Natale: v. lett. 730; dati biog.
in E(m) I, lett. 518.
10 scriverò altra lettera: in questo Epistolario è la numero 792, l ’ultima che si conserva del 1864.
13 Tommaso Ossella: nato a Caramagna (Cuneo) il 18 marzo 1852 da Alessandro e Lucia Marchisio,

10.10 Page 100

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94
dicembre 1864
accolto come studente all’Oratorio il 21 ottobre 1863, nel novembre 1864 venne trasferito a Mirabello:
ASC registro Censimento; nell’elenco però degli allievi di Mirabello per l ’anno 1864-1865 risulta stu­
dente di terza ginnasiale col nome di Domenico: Archivio Istituto salesiano S. Carlo, Borgo S. Martino
(Alessandria), elenco allievi Mirabello.
789
Al segretario generale del ministero dell’interno, Carlo Aveta
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 286
Orig. allog. con firma allog. 1 f. 305 x 210 mm.
torio sul mrg. sup.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lam a (A 1950108)
Ined.
varie annotazioni particolari e timbro dell’Ora-
Richiesta di pagamento di pensioni per ragazzi raccomandatigli
*Torino, 23 dicembre 1864
Illustrissimo Signore,
Il
giovanetto Durazzo Giuseppe non potendo per età essere accolto in questa
casa in seguito a lettera del Ministero dell'interno (6 aprile 1863 div. 6a ed altra
5 lettera posteriore) era convenuto che fosse collocato presso al Sig. Maestro Gia­
como Miglietti a ff. 0,65 al giorno in una casa vicino a questo stabilimento.
La contabilità era l ’anno scorso sistemata fino al 1° Novembre 1863, ed ora le
unisco la nota trasmessami a questo oggetto che raccomando alla sua bontà per
l’opportuno mandato di pagamento,
io
Approfitto di questa bella opportunità per augurarle dal Cielo lunghi anni e
vita felice mentre ho l ’alto onore di potermi professare
Di V. S. HI.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 dicembre] Xbre 8 trasmessami corr ex trasmessimi
2 La lettera pare inviata allo stesso funzionario Carlo Aveta di cui alla lett. 776; anche il titolare del
ministero dell’interno era il medesimo Giovanni Lanza: v. E(m ) I, lett. 440.
3 Giuseppe Durazzo: v. E(m) I, lett. 644.
5-6 maestro Felice Giacomo Miglietti: cit. in E(m) I, lett. 634. Nato a Occhieppo Inferiore (Novara)
nel 1814, entrò all’Oratorio come portinaio il 24 settembre 1860; per un certo tempo gli venne affidata
la prima ginnasiale inferiore; mori nell'estate 1896: v. BS 1896, p. 279.
6 casa vicino a questo stabilimento: era, a quanto pare, la casetta adibita a portineria dell’Oratorio.
9 pagamento: la risposta ministeriale del 28 dicembre 1864 (v. descrizione della lett. 794) precisava
che con le 630 lire stanziate il 31 dicembre 1863 (cf MB V II 578 lettera ministeriale a firma di S. Spa­
venta) si era inteso pagare la pensione del ragazzo dal 13 aprile a tutto il 1863, così come aveva chiesto
don Bosco il 22 dicembre 1863. Pertanto si domandava di «riformare» la nota e di comunicare quando
il fanciullo avrebbe lasciato il sig. Miglietti per essere ammesso all’Oratorio.

11 Pages 101-110

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11.1 Page 101

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95 dicembre 1864
790
Ad un monsignore di Roma non identificato
ASC B31010 Leti, orig., Anonim o (A 1690143) me. 1 C 9
Orig. aut. 1 f. 275 x 179 min. bordo frastagliato
E I 330 MB V II 847
Raccomanda un sacerdote che si reca a Roma - per la terza volta salda un debito
*Torino, 29 dic[embre] 1864
Reverendissimo Monsignore,
Un buon ecclesiastico, mio amico, che sostenne già le carceri per la buona
causa, va a Roma. Esso ha soltanto bisogno di qualche buon consiglio perché
possa vedere le principali maraviglie di Roma con soddisfazione e con frutto.
5
Credo che il sig. D. Mentasti le avrà trasmesso li fr. 25 che ella degnavasi di
esporre per dispense e rescritti di questi nostri poveri cherici. È questa la terza
volta che li spedisco. Io desiderava di farmi onore presso di Lei colla mia puntua­
lità; non ho potuto. Io credo che V. S. R.d.ma sia nemica del danaro e che perciò
non voglia andare in di Lei casa che io credo tutta piena di oro celeste e di virtù, io
Ad ogni modo io la ringrazio e le auguro ogni bene dal cielo. Qualora poi occor­
resse qualche cosa a questo proposito o di altro il sac. Piola, latore della presente,
è incaricato di fare e pagare quanto fosse mestieri.
Il
conte e la contessa Bosco gradirono sommamente i cristiani di Lei auguri e
mi danno speciale incarico di ringraziarla e di augurarli centuplicati sopra la cara 15
ed amata di Lei persona.
Io raccomando me, e questi miei giovanetti alla carità delle sante sue pre­
ghiere, e pregandole dal cielo lunghi anni di vita felice ho l ’alto onore di potermi
con pienezza di stima professare
Di V. S. 111.ma e Rev.d.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 29 corr ex 28
11 modo corr ex [...]
2 Monsignore: di diffìcile identificazione [Emiliano Manacorda?].
3 mio amico: nel corso della lett. se ne indica il nome: don Giovanni Battista Piola, nato a Carma­
gnola da Bartolomeo e Caterina Oggero il 13 gennaio 1819, futuro canonico della collegiata di Carma­
gnola a seguito di elezione capitolare del 4 novembre 1887, morto il 15 aprile 1888 a 69 anni: cf tabel­
lone cronologico dei canonici eposto nella sacrestia: cf anche CSMTE. Non si è riusciti a reperire noti­
zie sull'incarcerazione e sui motivi che ne furono all’origme.
6 Don Mentasti: sacerdote pittore che aveva accompagnato don Bosco e il chierico Rua nel loro
viaggio a Roma nel 1858: cf MB V 806, 816; cit. in T. Ch iu so , La chiesa in Piem onte..., IV, p. 52. Pare
sia da identificare con Gaetano Edoardo Luigi Mentasti, nato a Torino il 21 agosto 1825 (da Pietro e
Lucia Virante), che ricevette la veste talare il 6 novembre 1842, deponendola nel 1846 e riprendendola
cinque anni dopo. Morì a Pianezza (Torino) il 15 marzo 1909: dati biog. offerti da don Aldo Giraudo.
7 esporre: anticipare.
— dispense: relative ad ordinazioni anticipate; v. ad es. lett. 743.
14 Bosco di Ruffino: famiglia affezionata a don Bosco, di cui ad es. alla lett. 641 in E(m ) I. Aleramo
Augusto (1809-1895), aveva sposato Teresa nata Cantono (1827-1888). Ottavio era gentiluomo di corte

11.2 Page 102

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96
dicembre 1864
onorario della principessa Malia Isabella (duchessa di Genova), e segretario del principe Tommaso di
Savoia (duca di Genova), addetto all’educazione del principe Ferdinando: cf G. Marzorati, Guida di
Torino 1899, p. 424. La madre Enrichetta, nata Riccardi (m. nel 1874 a 68 anni) e la sorella Giulia
(1837-1884), cagionevole di salute, poi suora della visitazione in Torino nel 1883, erano penitenti di
don Cafasso, il quale nel 1848 si era rivolto alla prima perché interessasse il marito, sindaco di Torino,
onde ottenere a don Bosco il posto di cappellano municipale al cimitero di S. Pietro in Vincoli a
Torino.
791
Al signor Filippo Canori Focardi
ASC B31010 Lett. orig., Focardi-Canori (A 1710501) me. 22 C 4
Orig. aut. 1 f. 211 x 138 mm. consunto il mrg. inf.
E I 331 MB V II 584
Saluti per il corrispondente e per vari amici residenti in Roma
Torino, 30 dicembre 1864
Car.mo Sig. Focardi-Canori,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi.
State sicuro che non mancherò di indirizzarvi qualunque amico vada a
5 Roma come ho sempre fatto negli anni scorsi. Ogni giorno io prego per voi, per
[la] vostra famiglia e vi benedico tutti e di tutto cuore.
Latore di questa lett [era] [è] il sig. D. Piola, amico nostro e di molta pietà
che desidera di riverirvi.
Continuiamo a pregare; il Signore è con noi[,] non temiamo. Il paradiso pa­
io gherà tutto.
La Santa Vergine ci conseivi tutti nel santo timor di Dio. Amen.
Se vedrete D. Saverio Bacchi, can. Bertinelli, Monsig. Lenti, salutateli da
parte mia. Dite loro che li amo molto nel Signore e che preghino per me.
Vi saluto nel Signore e sono
15
Aff.mo amico
Sac. Bosco G.
[P.S.] D. Rua sta bene. Predica, confessa ed è Rettore di una casa di dugento
giovanetti che vuol fare tutti santi.
1 dicembre] Xbre 2 Focardi corr ex... rdi
2 Filippo Canori Focardi, conosciuto da don Bosco in occasione del suo viaggio a Roma nel 1858,
era un venditore di corone. Aveva dato un suo contributo anche per la lotteria del 1862. Rimase a lun­
go in relazione con don Bosco, che incontrò anche nei suoi successivi viaggi a Roma, celebrando al­
tresì la messa nella sua cappella privata. Nel 1868 don Bosco gli fece pervenire la medaglia commemo­
rativa della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice.
7 Giovanni Battista Piola: v. lett. 790.
12 Don Saverio Francesco Bacchi: sacerdote non identificato.
— can. Gaetano Bertinelli: v. lett. 1041.
— mons. Giulio Lenti: nato a Roma il 18 dicembre 1824, dottore in teologia, «vicario perpetuo» nella

11.3 Page 103

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dicembre 1864 91
basilica di S. Lorenzo fuori le mura dal 1855, venne nel 1867 nominato vescovo di Sutri e Nepi e nel
1876 vicegerente di Roma: cinque anni dopo fu nominato abate commendatario della basilica di S. Lo­
renzo e nel 1887 titolare del patriarcato latino di Costantinopoli. Mori il 23 ottobre 1895: HC V III 224
409 517.
17 Michele Rua: v. lett. 730.
792
A don Michele Rua e ai giovani del piccolo seminario di Mirabello
ASC B31010 Lett. orig., M irabello (A 1721305) me. 36 B 11/12
Orig. aut. 2 ff. 275 x 210 mm. segno di ceralacca con strappo sul f. 2
rino 30 die 64 9 S Giarole 31 die. 64 Torino a Milano 31 die. 64
E I 331-332
sul f. 2v vari timbri: To­
Lettera-strenna densa di affetto e di pensieri di vita spirituale per il nuovo anno - promessa di visitare
presto il piccolo seminario - commovente ricordo dell’ultimo incontro - saluti per tutti e per ciascuno
*Torino, 30 dic[embre] [18]64
Ai miei cari figliuoli di Mirabello.
La bontà e i segni di figliale affetto che mi manifestaste, quando ho avuto il
bel piacere di farvi una visita, le lettere, i saluti che parecchi di voi mi inviarono, e
che conserverò come grata memoria, mi stimolavano di ritornare quanto prima a 5
trattenermi alquanto con voi, o cari ed amati miei figliuoli. Non ho potuto finora
appagare questo mio desiderio, ma lo appagherò fra breve. Intanto per soddisfare
in qualche modo agli affetti del mio cuore stimo di scrivervi una lettera, che sarà
corriere della mia venuta costà.
Ma che vale una lettera per esprimere le molte cose [che] io vi vorrei dire? 10
Ristringerò le cose a sommi capi.
Vi dirò adunque che io vi ringrazio di tutti i segni di benevolenza che mi ave­
te dato, e della confidenza che mi avete usata in quel bel giorno che passai a Mi­
rabello. Quelle voci, quegli evviva, quel baciare e stringere la mano, quel sorriso
cordiale, quel parlarci dell’anima, quell’incoraggiarci reciprocamente al bene 15
sono cose che mi imbalsamarono il cuore, e per poco non ci posso pensare senza
sentirmi commosso fino alle lagrime.
Quindi col mio pensiero vado spesso tra voi e godo nel vedere il bel numero
che con frequenza si accosta alla santa comunione; ma se loro non volessi troppo
bene vorrei fare una solenne parrucca a Prot Maggiore, a Pernigotti, a Cigorza... 20
mi sfuggirono questi nomi, non voglio più dire niente.
Vi dirò eziandio che voi siete la pupilla dell’occhio mio, e che ogni giorno io
mi ricordo di voi nella santa messa; dimando che Dio vi conservi in sanità, in gra­
zia sua, vi faccia progredire nella scienza, che possiate essere la consolazione dei
vostri parenti e la delizia di D. Bosco che tanto vi ama.
25
Ma per istrenna che cosa vi darà D. Bosco? Tre cose assai importanti[:] un
avviso, un consiglio ed un mezzo.
Un avviso. Fuggite, o miei cari, ogni peccato dell’immodestia; le opere, pen­
sieri, guardi, desiderii, parole, discorsi opposti al sesto comandamento, abbiano
4

11.4 Page 104

▲torna in alto
98
dicembre 1864
30 nemmeno, come dice S. Paolo, ad essere nominati tra voi.
Un consiglio. Custodite colla massima gelosia la bella, la sublime, la regina f.lv
delle virtù, la santa virtù della purità.
Un mezzo. Mezzo efficacissimo per atterrare e vincere con sicurezza il nemi­
co e di assicurarvi di conservare questa virtù, è la frequente comunione, ma fatta
35 colle debite disposizioni.
Qui io vorrei dirvi più cose, che non comporta una lettera; mi raccomando
soltanto a D. Rua che faccia il piacere di farvi non meno di tre brevi istruzioni o
considerazioni sopra ciascuno de’ mentovati argomenti.
In fine, o miei cari, vi dico, che io vi porto grande affetto, e desidero molto di
40 vedervi e ciò sarà fra breve. Io voglio che voi tutti mi diate il vostro cuore affin­
ché ogni giorno lo possa offerire a Gesù nel Sant.mo Sacr[ramen]to mentre dico
la santa messa; io vado a vedervi con grande desiderio di parlare a ciascuno delle
cose dell’anima vostra e dire a ciascuno tre cose; una sul passato; l'altra sul pre­
sente; la terza sull’avvenire.
45
La Santa Vergine ci conservi tutti suoi e sempre suoi, e la grazia di
N. S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
E v[v]iva i miei cari figliuoli di Mirabello.
Aff.mo amico in G. C.
Sac. Bosco Gio.
50 P.S. Coraggio, pazienza e sofferenza auguro al direttore, prefetto, maestri, assi­
stenti, servienti, al caro papà Proverà e a tutta la sua famiglia, a maman Rua, e al
mio piccolo amico Meliga, a Chiastellardo, al caro Ossella che mi scrisse una bel­
la lettera etc.
All’Ottimo Sig. D. Rua Direttore
/.2v
del piccolo sem. S. Carlo
in Mirabello Monferrato
4 voi res 5 prima add si 13-14 Mirabello res 22 eziandio corr ex ezianvio post ogni
del giorno
26 Tre emend ex due
27 post avviso del ed
33 Un m ezzo] un mezzo
34 post questa del seconda
36 ante cose del più
40 voglio corr ex vorrei
41-42 dico la
santa corr si ex la 47 i corr ex il
2 figliuoli di Mirabello: v. lett. 754-755; analoga lettera-strenna l’anno precedente: v. E(m) I, lett. 726.
17 fino alle lacrime: le visite di don Bosco a Mirabello e Lanzo erano sempre graditissime dai ragaz­
zi. Lo andavano ad accogliere alla stazione di arrivo dell 'omnibus, lo festeggiavano attorniandolo in
collegio, e lo riaccompagnavano alla partenza. Ognuno poi cercava di scambiare una parola con lui,
mantenendosi talvolta in contatto epistolare successivo. Così ad es. da Lanzo il 16 novembre 1864 Ce­
sare Cibrario gli scriveva, chiedendogli fra l’altro con estrema semplicità un paio di scarpe e una co­
perta; altra volta gli chiese di venirlo a trovare prima della fine dell’anno scolastico per dargli qualche
consiglio in vista delle vacanze: lett. inedite conservate in ASC F 465 Lanzo.
20 parrucca: rimprovero.
— Prot Maggiore: Alberto, nato a Torino nel 1840, entrato come artigiano all’Oratorio assieme al fra­
tellino Francesco (nato nel 1851) il 19 settembre 1862, lasciò Valdocco nell’agosto 1863. Il fratello inve­
ce uscì dal collegio nel 1865: ASC registro Censimento.
— Felice Pemigotti, studente di seconda ginnasio: Archivio Istituto salesiano S. Carlo, Borgo S. Mar­
tino (Alessandria), elenco allievi Mirabello.
— Carlo Cigorza, studente di terza ginnasio: ib.

11.5 Page 105

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99 dicembre 1864
51 Francesco Proverà: v. E(m ) I, lett. 518.
52 Meliga: ragazzo non identificato. Il suo nome, come quello del compagno Chiastellardi, non risul­
ta nel suddetto elenco allievi di Mirabello.
— Chiastellardo: Giovanni Battista Chiastellardi, nato a Nichelino (Torino) il 21 marzo 1848 da Fran­
cesco e Teresa Druetto, ed entrato come artigiano a Valdocco il 6 maggio 1862, aveva però lasciato
l'Oratorio nel febbraio 1864: ASC registro Censimento.
— Tommaso Ossella: v. lett. 788; la sua lettera non è stata reperita.

11.6 Page 106

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1865
793
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890212)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 335 MB V ili 6
Risponde ad un invito a pranzo con un invito a presenziare ad una recita all’Oratorio
*Torino, 5 gennaio [18]65
Gent.ma Sig.na Azelia,
Grazie del cortese invito; farò di approfittarne; ma intanto non potrebbe Ella
fare un bel progetto, che potessero egualmente venire in quel giorno, dimani? Chi
5 sa che la sig[ra] Duchessa mossa dal desiderio di vedere e di udire le maraviglie
di Gianduia non si risolva a intervenire anch’essa?
Cominci a preparare i punti di discussione negli uffizi; il pubblico dibattimen­
to sarà venerdì.
Dio la benedica, ed i Re Magi le portino una grande volontà di farsi santa. A
10 papà, maman, alla sig[ra] Duchessa giorni felici. Preghi anche per me che le sono
con gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 gennaio] 1 2 Sig.na] Sig.ra
2 Azelia Fassati: v. lett. 741.
3 invito: per un pranzo in famiglia Fassati? Potrebbe essere. Don Bosco a sua volta ricambia invitan­
do tutti allo spettacolo teatrale all’Oratorio lo stesso giorno 6 gennaio, festa dell’Epifania.
5 Duchessa, ossia Costanza Lavai di Montmorency: v. E(m) I, lett. 161. La duchessa era in partenza
per Roma e don Bosco ne fece una presentazione in una lettera a mons. Giuseppe Berardi, cui inviava
un libro edito a Valdocco: v. Appendice, lett. 1865/4.
6 Gianduia: potrebbe riferirsi alla farsa Gianduja al pais d ’ia Cucagna che sarebbe stata rappresen­
tata anche pochi mesi dopo in occasione della posa della prima pietra della Chiesa di Maria Ausiliatri-
ce: cf MB V III 96. Gianduja era una famosa maschera piemontese, protagonista di vari spettacoli a
Valdocco: v. ad es. MB III 593, V II 753. Il giorno dell’Epifania venne comunque portata in scena La
casa della fortuna. Rappresentazione drammatica pel sacerdote Bosco Giovanni, operetta pubblica­
ta in quello stesso mese nelle Letture Cattoliche (a. X III, fase. I, 1865).
7-8 discussione... dibattimento: pare evidente il tono scherzoso dell’espressione.
8 venerdì: cioè il giorno in cui cadeva la festa dell’Epifania quell’anno.
10 papà, maman, cioè Domenico e Maria Fassati: v. E(m ) I, lett. 251.

11.7 Page 107

▲torna in alto
gennaio 1865 101
794
Al segretario generale del ministero degli Interni, Carlo Aveta
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 286
Orig. allog. con data e firma aut. molte note ministeriali in alto al foglio 1 f. 330x228 mm.
[= B ]
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lanza (A 1960101)
ASC B31010 Lett. orig., Governo, ministero dell’interno, Lanza (A 1711028)
Min. aut. senza firma 1 f. 322x215 mm. me. 28 A 5 mal ridotto con molte note archivistiche
sul mrg. sup. sia sul r che sul v si trova un appunto relativo alle trattative col ministero circa il gio­
vane Durazzo
E I 297 MB V II 579
A proposito della pensione dei ragazzi accolti all’Oratorio su raccomandazione del ministero
*Torino, 13 gennaio 1865
Ill.mo Signore,
Ho comunicato al Sig. Miglietti la lettera con cui V. S. 111.ma (28 scorso Di­
cembre N. 9724) significava che colla somma decretata li 31 Dicembre 1863 inten­
deva soddisfare a quanto riguardava al giovanetto Durazzo. Ciò egli ammette in- 5
teramente, ma mi fa osservare che allora si pagò soltanto la nota presentata che
si estendeva fino al primo Novembre 1863 e non oltre; per la qual cosa Le tra­
smetto di nuovo la stessa nota che si giudica essere esatta e che attesi i bisogni
speciali del prefato Maestro, questa casa ha dovuto prima d’ora anticipare.
In questa medesima occasione le rinnovo l’osservazione che i duecento fran- io
chi indicati nella lettera 13 Ottobre 1863 a favore del giovane Grassero Giuseppe
non furono finora pagati. Il giovane è tuttora nella casa.
Ho pure l’onore di parteciparle che l’orfano Giaccio Domenico di Agnone
(Abruzzo Citeriore) accettato con lettera 27 Settembre ultimo scorso fu definitiva­
mente qui ritirato. Egli ritardò la sua venuta perché lungo il viaggio fu colto dal 15
vaiuolo per cui è tuttora soffrente.
I
giovanetti di questa casa sono 800 circa che tutti raccomando alla nota di
Lei bontà, mentre ho l ’alto onore di potermi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
1 gennaio] del 3 al Sig. Miglietti add si con cui emend si ex che 4 significava emend mrg
sin ex notava corr ex nota decretata emend ex del p... notata 5 egli emend ex si 7 ante
fino del soltanto 8 la stessa nota corr ex la nota dello stesso si add si 9 del prefato Mae­
stro emend m rg sin ex di lui 12 furono trsp ante non 13 ante Ho del Parimenti ante orfa­
no del il giovane Giaccio 14 post accettato del già in questa casa emend ex qui 15 qui corr
ex ... B
post perché del fu
17 casa it et del
2 Signore: si tratta del medesimo Carlo Aveta che il 28 dicembre 1864 aveva risposto a nome del mi­
nistro dell’interno, Giovanni Lanza, di cui alla lett. 789. L'Aveta si dimetterà per motivi di salute il 26
marzo 1865: v. A. C o m a n d in i - A. M o n t i, L ’Italia nei cento anni..., p. 1865.
3 Felice Giacomo Miglietti: v. lett. 789.
5 Giuseppe Durazzo: v. E(m ) I, lett. 644.

11.8 Page 108

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102 gennaio 1865
6-9 nota presentata... prefato maestro: l’intera questione era stata oggetto della lett. 789.
11 Giuseppe Grassero: v. E(m) I, lett. 708. L ’ASC conserva varie carte ministeriali e della sottopre­
fettura di Torino (marzo - ottobre 1864) relative all’accettazione e alla pensione del Grassero.
13 Domenico Giaccio: nato ad Agnone (Campobasso) nel 1853 da Gaetano e da Sibillia, orfano di en­
trambi i genitori entrò effettivamente a Valdocco come artigiano il 10 gennaio 1865: ASC registro Cen­
simento: c f E(m) I, lett. 703. La richiesta del ministero era stata avanzata il 28 agosto precedente me­
diante l ’offerta una tantum di lire 250.
17-18 nota di lei bontà: il ministero, attraverso il direttore generale dell’amministrazione comunale e
provinciale, Luigi Salino, rispose il 10 febbraio 1865 [ASC B26100 Governo, ministero d ell’interno,
La m a (A 1711028) me. 1520 E 9/10] inviando lire 467,75 così suddivise: lire 217,75 per pensione del
Durazzo dal 1° gennaio al 30 novembre 1864; lire 250 una tantum per il Giaccio come da lettera del 28
agosto 1864 prot. n. 6875. Per 0 Grassero il ministero precisava che il 13 ottobre 1863 erano state con­
cordate 150 lire, non 200, come invece sosteneva don Bosco; comunque si era in attesa del contributo
del sindaco di Saluzzo. La differenza poi fra quanto dato dal ministero e quanto chiesto da don Bosco
per i ragazzi Durazzo, Risoli, Malabaila e Pivetta era però di soli 45 centesimi su un totale di 631 lire.
21 Su foglio a parte (me. 28 A 6, 213 x 138 mm. di carta leggera) senza alcuna indicazione di data si
legge: «codesto ministero non ci prevenne né ci significò in alcun modo la cessazione nelle varie epo­
che in cui pagava la somma pattuita; a segno che noi non avevamo alcun motivo a credere che doves­
se cessare la beneficenza promessa senza esserne prevenuti. Tanto più che la classe in cui trovavasi il
fanciullo Durazzo non potendogli ancora aprire l’adito nella nostra scuola, era necessario ecc.»
795
Al chierico Bartolomeo Bertocchio
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Bertocchio (A 1790209) me. 2645 B 2
Orig. aut. 1 f. 212 x 138 mm. timbri vari: Torino 30 genn 65 3 1/2 S
francobollo 20 cent.
Ined.
Parole di incoraggiamento e di augurio
Pinerolo 30 gen 65 7 S
*Torino, 30 gen[naio 18]65
Car.mo Bertocchio,
Si che mi ricordo del mio caro Bertocchio, e ti raccomando ogni giorno al Si­
gnore nella santa Messa.
Fatti animo, nelle vacanze verrai a passare qualche settimana col tuo D. Bo­
sco e ci parleremo delle cose nostre coram Domino.
Dio ti doni sanità e grazia a fine di perseverare nel bene; prega per me che ti
sarò sempre
Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
Il Sig. eh. Bertocchio Bartolomeo
nel sem. vesc.
Pinerolo
2 Bartolomeo Bertocchio: il nome non risulta nel registro Censimento dell’ASC (e neppure nei regi­
stri del seminario di Pinerolo), a meno che si tratti di Giovanni Battista Bertocchio, il quale, nato a
Piasco (Cuneo) nel 1864, era entrato a Valdocco il 2 novembre 1861 e ne era uscito nell’ottobre 1864,
dopo che l’8 gennaio dello stesso anno era stato accettato nella società salesiana: ASC Censimento; cf
anche verbali del Capitolo in ASC D 868, verbale delle adunanze dall'anno 1860 fino al 1869, cit. in
MB V II 590.

11.9 Page 109

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gennaio 1865 103
796
AI rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 277 x 210 mm.
B31220 Copie di orig. (A 1870545)
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960326)
Ined.
l’indirizzo è conservato nella copia di ASC
Richiesta di condono di 400 lire di debito come sussidio straordinario
Torino, 31 [gennaio] 1865
Illustrissimo e M.to R.do Sig. Provicario,
Bisogna che in qualche modo io paghi il mio debito verso il seminario. L ’an­
no scorso mi era stato assegnato un sussidio di f. 400 pei poveri chierici e giovani
di questa casa; ora farei a V. S. 111.ma umile preghiera di vedere, mercé il suo ap- 5
poggio, se io possa ottenere in luogo del sussidio la condonazione de’ due anni di
interessi di cui sono debitore.
È vero che l ’anno scorso mi si opponeva la clausula che quel sussidio era
straordinario e non una annualità; ma io lo riceverei anche questa volta nel me­
desimo senso senza aspirare ad annualità di sorta.
10
Se mai Ella può concedermi questo favore sarà una aggiunta alla carità che
ha già in più circostanze usata a questa casa e novello motivo per noi di invocare
ogni giorno sopra di Lei e sopra tutta l’amministrazione del seminario copiose be­
nedizioni dal cielo.
Pieno di fiducia nella esperimentata sua bontà ho l ’onore di professarmi colla 15
più sentita gratitudine
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
f.2v R.mo can.co Vogliotti
Rett. sem. provic. dioces.
2 Provicario: era il can. Alessandro Vogliotti, di cui alla lett. 44 in E(m ) I. Si noti come don Bosco
stranamente per tutto e solo per il 1865 rivolgendosi al Vogliotti esordisca col titolo di «Sig. Provica­
rio» e non, come tutte le altre volte, con «Sig. Rettore» o col semplice «Signore». Va qui ricordato che
in tale veste a Torino era il più stretto collaboratore del can. Giuseppe Zappata, il quale dalla morte di
mons. Luigi Fransoni (26 marzo 1862), di cui era vicario generale, fino alla nomina di mons. Alessan­
dro Riccardi di Netro (22 febbraio 1867) fu vicario capitolare dell’arcidiocesi di Torino.
3 debito verso il seminario: se ne accennava già nella lett. 773.
11 concedermi questo favore: probabilmente non venne accordato, se pochi giorni dopo don Bosco
stese un'analoga richiesta per il vicario capitolare, G. Zappata (v. lett. 800) e ne dovette ancora tratta­
re col Vogliotti il 3 settembre (v. lett. 848). Un contributo in favore dei suoi Oratori don Bosco lo ave­
va chiesto e ottenuto pochi giorni prima dalla Banca Nazionale, sede di Torino; lo chiese pure in se­
guito anche al ministero delle Finanze: v. Appendice, rispettivamente lett. 1865/3 e 1865/10.

11.10 Page 110

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104 febbraio 1865
797
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730406) me. 40 C 9/10
Orig. aut. 1 f. 216 x 135 mm. carta azzurrina restaurata sul mrg. sup.
sul mrg. sup. sin. macchie di umidità
E I 335-336
timbro a secco BATH
Si raccomanda affinché possa trovargli 5000 lire per continuare i lavori per la chiesa di Maria
Ausiliatrice
[Torino, febbraio 1865]
Car.mo Sig. D. Pestarino,
La lotteria dei sordomuti è cagione che noi dobbiamo differire la nostra fino
al fine di aprile. Ma per interesse materiale e morale non converrebbe che i lavori
5 per la nostra chiesa siano differiti.
Onde ho pensato di raccomandarmi a Lei, caro D. Pestarino, se mai potesse
trovarmi anche a solo imprestito la somma di cinque mila franchi pel principio di
Marzo. Così io potrei ripigliare i lavori per tempo con grande vantaggio. Ci pensi,
preghi, poi mi dica quello che ella nel modo accennato potrà fare. Fare un mutuo
io qui a Torino non conviene per gli interessi esorbitanti che si pretendono.
Andrò ad Acqui il primo Martedì di Quaresima, dopo le scriverò quali sono i
pensieri di Monsignore intorno alle cose nostre.
I
mornesini di qui e di Lanzo stanno bene; saluti il eh. Chiuso, il sig. prevo­
sto, il sig. sindaco, la superiora delle figliuole della |Immacolata e mi abbia sem-
15 pre nel Signore, ma con gratitudine ed affezione,
Tutto suo
Aff.mo ed obbl.mo servo ed amico
Sac. Bosco Gio.
5 post chiesa del non 9 mutuo] motuo
1 La data è incerta, e comunque posteriore all’annuncio della lotteria fatto da don Bosco ai salesiani
in occasione della conferenza di S. Francesco di Sales, in cui era presente lo stesso don Pestarino: cf
MB V ili 20.
2 Domenico Pestarino: nato a Momese il 5 gennaio 1817, vi era tornato dopo 12 anni di ministero sa­
cerdotale a Genova, dove aveva anche compiuto gli studi teologici. Notevolmente impegnato nell’apo­
stolato della confessione, si occupava particolarmente della gioventù. Più volte consigliere municipale
di Momese, nel 1862 aveva incontrato don Bosco ed una volta entrato in confidenza con lui aveva
chiesto ed ottenuto nel 1863 di farsi «salesiano esterno». Come tale continuò a risiedere a Mornese ove
diresse spiritualmente le locali Figlie di Maria Immacolata, dalle quali poi don Bosco trasse il primo
personale, compresa la madre Maria Domenica Mazzarello, per fondare l’istituto delle Figlie di Maria
Ausiliatrice. Primo direttore dell'istituto, morì due anni dopo la fondazione, il 15 maggio 1874: cf F.
M acco no , L ’apostolo di Mornese. Sac. Domenico Pestarino Torino, SEI 1926; inoltre cf DBS p. 219.
Molte informazioni su di lui si trovano in I stituto FMA, Cronistoria, a cura di G. Capetti; voi. I.
Roma, prò manoscritto, ristampa 1977; voi. II, 1986, passim.
3 differire la nostra: essendo vietata la presenza contemporanea di due lotterie, don Bosco dovette
aspettare che si chiudesse quella dei sordomuti, chiusura che effettivamente avvenne solo il 7 giugno.
4-5 lavori... differiti: la posa della prima pietra si effettuò difatti il 27 aprile successivo, dopo che i la­
vori, iniziati nell’autunno del 1863, erano stati ripresi nella primavera del 1864.
11 primo Martedì di Quaresima: 7 marzo.

12 Pages 111-120

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12.1 Page 111

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febbraio 1865 105
12 Monsignore: il vescovo d'Acqui, Modesto Contratto, di cui alla lett. 114 in E(m ) I.
— cose nostre: potrebbero forse essere riferite al progetto di approvazione delle Costituzioni della so­
cietà salesiana.
13-14 eh. Chiuso: di difficile identificazione; prevosto era don Carlo Valle: nato a Acqui il 16 agosto
1831, economo a Mornese dall’8 agosto 1860 e parroco della stessa località dall’8 aprile 1861, rimase
in paese fino al 23 luglio 1895, quando si trasferì a Casalotto di Nizza Monferrato; il sindaco era Ago­
stino Mazzarello; la superiora la maestra Angela Maccagno (1832-1891), ispiratrice, promotrice e su­
periora della Pia Unione delle nuove Orsoline, figlie di Maria Immacolata di Mornese.
798
A don Domenico Ruffino
ASC B31010 Lett. orig., Ruffino (A 1740504) me. 52 B 11
Orig. aut. 2 ff. 212 x 138 mm. carta leggera timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
E I 336 MB V ili 15-16
Comunica che ha corretto la «memoria» per il sindaco - invia auguri alla comunità educativa di Lanzo
Car.mo D. Ruffino,
*Torino, 3 febb[raio 18]65
Scavarda desidera di andare a prendere le sue robe, ma è inteso che ritorne­
rà qui ed in sua vece avrete costà Chiesa, che credo una copia del Bodratto per
buona volontà.
Ho corretto e fatto rescrivere la memoria pel sindaco.
Augura da parte mia copiose benedizioni dal cielo sopra di tutti i superiori ed
inferiori del coll, di Lanzo; faccia la Santa Vergine, che quanti sono gli abitanti al­
trettanti siano i santi. Amen.
Dio ti benedica e credimi tutto tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
Al Sig. D. Ruffino Domenico
13 Ruffino] Ruffini
2 Domenico Ruffino: v. E(m ) I, lett. 272.
3 Pietro Scavarda, figlio di Giambattista e di Angela Mattida, nato a Felletto (Udine) [in realtà Felet-
to, oggi Feletto Umberto, frazione di Tavagnacco, ma sempre in provincia di Udine] il 26 luglio 1852,
entrò effettivamente all'Oratorio come studente l'8 agosto 1865: ASC registro Censimento. Il suo
nome non appare invece nell’elenco dei ragazzi accolti a Lanzo.
4 Chiesa: potrebbe trattarsi di Tobia Chiesa, figlio di Giovanni, entrato all'Oratorio dietro raccoman­
dazione del ministero dei Lavori Pubblici il 24 ottobre 1864: ASC B32000 Autografi (A 2220705): cf MB
V II 871. È invece da escludersi Giovanni Chiesa, futuro sacerdote salesiano (1858-1914), chierico
ascritto all’Oratorio nel 1875. Un altro ragazzo, orfano, accolto a Valdocco su raccomandazione del
ministero dei Lavori Pubblici, fu Pompeo Vaisecchi: v. Appendice, lett. 1865/2.
— Francesco Bodrato: nato a Mornese (Alessandria) il 18 ottobre 1823 da Giovanni e Caterina Pozzo-
Io, sposatosi il 24 novembre 1846 con Maria Brigida Pestarino, nel 1854 rimase vedovo con due figli:
Giovanni, nato nel 1848 e Luigi, nato nel 1852. Nel 1858 ottenne la patente di maestro elementare infe­
riore. Incontrato don Bosco nell’ottobre del 1864, si trasferì a Valdocco dove immediatamente prese
l’abito clericale. Inviato a Lanzo come insegnante di terza e quarta elementare, nel dicembre dell’an­
no seguente conseguì la patente di maestro superiore. Professo perpetuo sul finire dello stesso anno,
fu nominato prefetto del collegio mentre continuò a svolgere il suo ruolo di insegnante. Sacerdote nel

12.2 Page 112

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106 febbraio 1865
1869, prefetto nel 1871 ad Alassio (Savona) e nel 1873 a Borgo San Martino (Alessandria), divenne pre­
fetto di sacrestia a Maria Ausiliatrice a Torino, oltre che economo generale della società salesiana nel
1875. Nel novembre dell’anno seguente partì come responsabile della seconda spedizione missionaria.
Parroco della Boca, a Buenos Aires, nel 1878 fu nominato ispettore dell’ispettoria americana (Argentina
e Uruguay); morì a Buenos Aires nel 1880: cf DBS p. 44. Per un’ampia conoscenza della sua personalità
cf F. B o drato, Epistolario. Introduzione, testo critico e note a cura di B. Casali. Roma, Las 1995.
6 memoria: si erano posti problemi di locali e di relative spese nel collegio di Lanzo, nonostante la
convenzione fosse stata firmata pochi mesi prima (v. lett. 753), per cui don Bosco inviò alle autorità
comunale una «memoria» al riguardo: v. Appendice, lett. 1865/5; difficoltà c ’erano state ad inizio
anno scolastico allorché don Bosco si vide rifiutato la richiesta di un maestro supplente: v. Appendice,
lett. 1864/22. Sulle ulteriori trattative vedi lett. 817.
799
Circolare ai vescovi
AAF carte Lim berti b. 3
Copia a stampa 2 ff. 2 1 2 xl3 9 m m . carta azzurrina intest.: «Oratorio... Si prega della...»
ASC B31040 Circolari a non salesiani (in via di collocazione)
Ined.
Raccomanda la diffusione delle Letture Cattoliche
Torino, [8 febbraio] 1865
Ill.mo e Rev.mo Monsignore,
Il
bisogno di propagare buoni libri, che si fa ognor più gravemente sentire, è
quello che mi spinge ad indirizzarmi con questo foglio a V. S. 111.ma e Rev.ma. Il
5 medesimo Romano Pontefice nella sua Enciclica dell'8 scorso dicembre lamenta i
gravi mali che i nemici della fede co’ perversi loro scritti si sforzano cagionare
alla sana dottrina. Ora fra i libri già più volte raccomandati dai Vescovi e dallo
stesso Pontefice si annoverano le Letture Cattoliche. Interamente estranee alla
politica esse tendono a diffondere e tutelare i principii di nostra Santa Cattolica
10 Religione con dialoghi, biografie, novelle e con altri ameni e popolari racconti
portati all’intelligenza di tutti.
Dal programma che Le unisco qui stampato Ella vedrà quanto sia tenue il
prezzo di associazione e come questa sia tutta opera di vivo zelo da promuoversi
dagli amanti del vero bene. Tuttavia se mai si ricavasse qualche utilità essa torne-
15 rebbe totalmente a vantaggio dei poveri giovanetti che frequentano gli Oratorj fe­
stivi di questa città e specialmente di quelli che sono ricoverati nella Casa detta
Oratorio di S. Francesco di Sales.
Io
pertanto le raccomando caldamente la maggior diffusione di questi libretti
in que’ modi e in que’ luoghi che Ella meglio giudicherà; ma qualunque cosa sia
20 per fare La prego di essermi cortese col dare benigno compatimento al disturbo
che mi son fatto ardito di cagionarle.
Gradisca che Le auguri ogni bene dal cielo, con lunga vita e giorni felici,
mentre colla più sentita gratitudine ho l ’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma e Rev.ma
25
Obbl.mo Servitore
Sac. Bosco Giovanni

12.3 Page 113

▲torna in alto
febbraio 1865 107
1 La data è quella dell'esemplare conservato in AAF; come quasi sempre sulle circolari a stampa la
data era aggiunta o completata a mano al momento in cui la lettera veniva spedita. Di questa circolare
non si conservano copie presso l'ASC.
2 Monsignore, vale a dire l’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limbelli: v. E(m ) I, lett. 428.
5 Enciclica: si trattava della Quanta Cura con annesso il famoso Sillabo (compendio in 80 proposi­
zioni) dove si condannavano «i principali errori dell’era nostra».
12 programma: meglio «Piano d ’associazione delle Letture Cattoliche», conservato in ASC B34000
Opere stampate, 2 ff. 90 x 132 mm.
800
Al vicario capitolare di Torino, Giuseppe Zappata
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 275 x 212 mm. sul mrg. sup. si legge: «V. Ordinato 5 aprile 1865»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Zappata (A 1960338)
E I 337 MB V ili 26-27
Domanda di condono del debito di 400 lire maturato nei due anni precedenti
*Torino, 8 febb[raio] 1865
Illustrissimo e Reverendissimo Mons. Vicario G.,
L ’anno scorso V. S. 111.ma e Reverend.ma mi assegnava fr. 400 sopra il semi­
nario a favore de’ poveri cherici che studiano e lavorano in questa casa. Questo
favore mi sarebbe di gran lunga più necessario pei gravi bisogni in cui versa que- 5
sta casa medesima e per un debito (2 anni di interessi) di fr. 400 di cui sono in
mora verso lo stesso seminario.
È vero che quando mi si concedeva quel sussidio mi si diceva che era straor­
dinario e senza tratto successivo, ed io fò l’umile mia dimanda nello stesso senso
cioè in questo caso eccezionale.
10
Supplico pertanto V. S. Ul.ma e Reverend.ma a fare questa opera di carità a
questi nostri poveri giovani e specialmente a’ cherici che frequentando la scuola
del seminario prestano assistenza in questa e fanno il catechismo negli oratori
maschili di questa città.
Persuaso che questa supplica sia presa in benigna considerazione auguro 15
ogni bene dal cielo a Lei e a tutta l ’amministrazione del seminario mentre ho l ’al­
to onore di potermi professare con pienezza di stima e di gratitudine
Di V. S. 111.ma e R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
2 Vicario, ossia il can. Giuseppe Zappata: v. lett. 729.
3 anno scorso: cf lett. 773 e anche 796 al rettore del seminario A. Vogliotti.
15 benigna considerazione: non si ha notizia dell'esito della petizione.

12.4 Page 114

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108 febbraio 1865
801
Al priore Giuseppe Frassinetti
Archivio Storico Istituto Figli di S. Maria Immacolata - Roma
Orig. aut. quale appunto in calce al foglio di lett. del corrispondente accanto alla firma del medesimo
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870121)
Ined.
Trasmette lettera di un sacerdote che aveva espresso riserve su alcune affermazioni contenute nel
fascicoletto Due gioie nascoste pubblicato dal Frassinetti
'Torino, 13 febb[raio 18]65
Car.mo Sig. Priore,
Mando questa sciocca lettera al car.mo sig. D. Frassinetti, Priore, affinché
veda se merita qualche risposta.
5
Vale in Dom ino et ora prò me.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
2 Giuseppe Frassinetti (1804-1868), priore di Santa Sabina a Genova: v. E(m ) I, lett. 464; ulteriore bi­
bliografia in M. E. P osada, Giuseppe Frassinetti e Maria D. Mazzarello. Rapporto storico-spirituale.
Roma, LAS 1986, pp. 12-13. Il Frassinetti in Due gioie nascoste pubblicate nelle Letture Cattoliche
(tip. dell’Oratorio di S. Frane, di Sales 1864, 64 p., a. XII, fase. 10) aveva suggerito ai sacerdoti di invi­
tare alla comunione frequente o quotidiana i fedeli affinché seguissero la regola che applicavano a
loro stessi. In quegli anni avrebbe poi pubblicato il Compendio della teologia morale di S. Alfonso M.
de’ Ligu ori con apposite note e dissertazioni (Genova, tip. della Gioventù 1865-1866, 2 voi.) giunto
alla undicesima edizione (Torino, SEI 1936-38, 2 voi.) e più volte ristampato.
3 sciocca lettera: quella scritta da don Antioco Garau di Ales (Cagliari) il 30 gennaio 1865, il quale
contestava il parallelismo fra sacerdote e fedeli, tra comunioni frequenti e progresso spirituale; a suo
parere nessun sacerdote si era mai santificato attraverso la comunione quotidiana e pochissimi sacer­
doti avrebbero celebrato la santa messa se non fossero stati obbligati dall'offerta ricevuta.
802
Al segretario gen. del ministero di Agricoltura, Industria e Commercio,
Francesco De Blasiis
ASC B31010 Lett. orig., Governo, ministero dell'Agricoltura, De Blasiis (A 1720110) me. 28 B 11
Min. aut. 1 f. 318x218 mm. testo scritto su spazio rimasto bianco della lett. a lui indirizzata dal
ministero il 10 febbraio 1865
E I 337-338 MB V ili 27
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli
*Torino, 14 febb[raio] 1865
Onorevolissimo Signore,
Veduta la speciale e viva raccomandazione fatta da V. S. 111.ma a favore del
giovane Ferreri Giuseppe e considerato il bisogno particolare del medesimo, ho
5 deliberato di accoglierlo per via eccezionale in questa casa senza che egli debba
attendere il tempo in cui sarebbesi fatto posto a suo torno.

12.5 Page 115

▲torna in alto
febbraio 1865 109
Partecipi adunque al mentovato giovanetto che egli può venire quando che
sia e se gli terrà posto preparato.
Attesi poi i bisogni eccezionali in cui attualmente versa questa casa mi racco­
mando alla bontà di Lei per qualche sussidio a favore del medesimo. Questo dico io
soltanto come preghiera, non come condizione esclusiva.
Dio la conservi e le doni giorni felici mentre ho l ’alto onore di potermi con
pienezza di stima professare
Di V. S. Onorevol.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
Onorevol.mo Sig. Seg. Gen.
del Min. di agricoltura e commercio
Torino
3 Veduta emend si ex considerata 5 in emend ex nella 6 ante posto del un 7 adunque
emend si ex pure 8 terrà emend ex farà 11 soltanto... preghiera corr si ex non come sola pre­
ghiera, ma
2 Francesco De Blasiis: nato a Città Sant’Angelo (Pescara) il 4 luglio 1807, era stato rappresentante
per la provincia di Teramo alla Camera dei deputati del regno di Napoli; nel 1853 fu condannato alla
pena capitale, che sfuggì riparando prima a Torino e poi a Firenze. Deputato alla V II legislatura per il
collegio di Bibbiena (Arezzo), dal febbraio 1861 fino alla morte rappresentò il collegio elettorale nativo
alla camera. Nel febbraio 1864 fu nominato segretario generale del ministero deU’Agricoltura, Indu­
stria e Commercio e l’anno seguente divenne consigliere di Stato, carica che tenne per tutta la vita,
salvo la breve parentesi di ministro di Agricoltura, Industria e Commercio durante il secondo governo
Rattazzi (aprile-agosto 1867). Morì a Roma il 31 agosto 1867: cf T. Sa r t i, I l parlamento subalpino e
nazionale..., p. 349.
3 raccomandazione: redatta sullo stesso foglio in data 10 febbraio, firmata dal De Blasiis.
5 deliberato di accoglierlo: nel registro Censimento dell'ASC risulta in effetti Giuseppe Ferreri figlio
del capo guardia forestale Pietro e di Angela Benso. Nato a Grassano (Potenza) il 22 novembre 1849,
sarebbe però entrato a Valdocco come studente il 4 ottobre 1864 e sarebbe uscito il 10 ottobre 1865.
Evidentemente almeno la data di entrata all’Oratorio è da considerarsi errata registrazione da parte di
chi ha compilato tale registro trascrivendo da dati precedenti.
803
Al ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Natoli
ACS Roma Min. Pubblica lstruz. Personale 1860-1880
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 310 x 216 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., N a toli (A 1960259)
ASC B31010 Lett. orig., ministero della Pubblica Istruzione, N atoli (A 1711022)
Min. aut. 1 f. 312x212 mm. carta con rigatura
E I 340-341 MB V ili 87
me. 27 E 1
Richiesta di un «favore speciale», in sede di esami scolastici, per il chierico Giuseppe Fagnano
[Torino, anter. 19 febbraio 1865]
Eccellenza,
Il
sac. Bosco Giovanni espone rispettosamente all’E. V. come il Chierico Fa­
gnano Giuseppe allievo della Casa di beneficienza detta Oratorio di S. Francesco

12.6 Page 116

▲torna in alto
110 febbraio 1865
5 di Sales presentavasi nello scorso Dicembre 1864 agli esami pel diploma del Gin­
nasio inferiore.
Gli esami scritti e verbali gli riuscirono tutti favorevoli; ma nel giorno che do­
veva dare la lezione orale poco prima di presentarsi ai Sig.ri Esaminatori fu assa­
lito da febbre che lo turbò e lo impedì di poterla terminare. Per questo motivo,
10 come consta dalla dichiarazione del Preside della facoltà, potè soltanto ottenere
16/40 invece di 24/40.
Ora il sottoscritto fà umile ricorso all'E. V. a nome del mentovato Chierico,
supplicandola a volergli accordare il favore speciale di computargli i voti com­
plessivamente e in questo caso ne avrebbe abbondantemente la sufficenza.
15
Qualora poi all’E. V. sembrasse troppo grande l ’implorato favore si degnasse
almeno di volerlo soltanto |obbligare a ripeter la lezione senza che debba di nuo- f.lv
vo subire gli altri esami. Il ricorrente si fà animo a dimandarle questo favore:
1° perché gli esami nelle materie principali sortirono tutti favorevoli e sola­
mente nell'accessorio della Lezione orale fu mancante.
20
2° Fu mancante perché sorpreso da febbre come se ne accorsero gli stessi
esaminatori.
3° Per coadiuvare ad un’opera di beneficienza cui il mentovato Chierico ap­
partiene.
4° Pel merito del Chierico stesso che da molti anni impiega gratuitamente e
25 con somma attività le sue fatiche ad istruire ed educare altri poveri giovani.
5° Ma il motivo principale si è la fiducia che si ha nella nota di Lei bontà che
suole sempre concedere que’ favori che tornano di pubblica utilità e purché siano
compatibili colle vigenti leggi.
Pieno di fiducia nell’Eccellenza Vostra spera la grazia.
30
Documenti annessi: 2.
L ’umile Ricorrente
Sac. Gio. Bosco
3 Giovanni] Gioanni add si
E. V. emend ex Ecce
post come del Fa
4 Giuseppe add si
della emend si ex di questa 4-5 detta... Sales add si 5 ante Dicembre del me agli emend si
ex a subire 1’
pel diploma add si
7 scritti corr ex inscritti
post ma del un momen
7-8 ante doveva del prò
8 dare emend ex subire
orale add m rg sin
ante poco del fu
di presentarsi... fu add si
9 turbò emend ex impedì
10 ante come del dai Signori esami­
natori corr ex i Signori esaminatori 11 16 emend ex sedici 12 Ora... Chierico emend si ex ora
considerando il merito di questo cherico da molti anni impiega gratuitamente le sue fatiche nell’in-
struire ed educare poveri giovanetti; presa anche in benevola considerazione la qualità di allievo di
questa casa che vive tutta di provvidenza 13 a volergli accordare il emend si ex di mandare che
per accordare emend ex usare di computargli emend si ex se gli volessero contare 14 ne
add si
post sufficenza del de’ voti
15 favore corr ex favorevole
16 volerlo... obbligare a
emend si ex concedergli di poter ante lezione del sola 16-17 che debba di nuovo emend si ex
obbligo di 17 post subire del nuovamente II ricorrente emend si ex questo favore a emend
si ex di dimandarle res 18 nelle materie principali emend si ex essenziali gli 19 orale add
si 20 ante Fu del Che ante sorpreso del fu 22 ante il del appartiene 24 gratuitamente
e add si 25 ad istruire ed educare emend si ex a favore di 26 post bontà del di essere favorito
27 post favori del no
di pubblica utilità emend si ex utili al
purché siano co rr si ex sono
30 Umile ricorrente] L ’umile Ricorrente trsp ante Sac. Bosco Gio.

12.7 Page 117

▲torna in alto
febbraio 1865 111
1 La data, diversa da quella di E I, è desunta dalla nota del protocollo del ministero.
2 Giuseppe Natoli, nato a Messina il 9 giugno 1815, fu deputato al parlamento siciliano ed a quello
nazionale; fu ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio nel gabinetto Cavour dal marzo al giu­
gno del 1861; il 31 agosto 1861 venne nominato senatore; fu ministro dell'interno nel secondo gabinet­
to Lamarmora dal settembre al dicembre 1865, e della Pubblica Istruzione dal settembre 1864 al di­
cembre 1865. Morì di colera il 25 settembre 1867: cf M. Rosi, Dizionario del risorgimento naziona­
le..., p. 681.
3-4 Giuseppe Fagnano: figlio di Bernardo e di Maddalena Pero, nato a Rocchetta Tanaro (Asti) il 9
marzo 1844, entrò a Valdocco come chierico nel novembre 1859, dopo che nel 1855 aveva fatto la ve­
stizione clericale nel seminario di Asti e era stato volontario garibaldino nel 1858: v. anche E(m ) I, lett.
461. Ottenuto il diploma di insegnamento per il ginnasio inferiore nel 1864, lo stesso anno, il 19 set­
tembre, si fece salesiano. Sacerdote dal 15 settembre 1868, insegnò a Lanzo e Varazze prima di essere
aggregato alla spedizione missionaria del 1875. Fu direttore di S. Nicolás de los Arroyos, poi parroco
di Patagones, quindi per un trentennio Prefetto apostolico della Patagonia meridionale, delle Isole
Malvine e della Terra del Fuoco. Morì a Santiago del Cile il 18 settembre 1916: c f R. A. E n tr a ig as,
M onseñor Fagnano. E l hombre. El misionero. El pioneer. Buenos Aires, SEI 1945. E. V a l e n t in i, (a
cura di...) Profili di missionari Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. Roma, LAS 1975, pp. 12-19,
DBI, voi. 44 (1994) pp. 192-195.
13 accordare il favore: la pratica si concluse con la ripetizione della sola lezione orale, dopo una trat­
tativa di due mesi che vide coinvolto il presidente della commissione esaminatrice Giuseppe Muratori,
il preside della facoltà di Lettere e Filosofia Giovanni Antonio Rayneri, il Rettore dell’Università Ercole
Ricotti, il ministro della Pubblica Istruzione Nicomede Bianchi, oltre al chierico interessato e a don
Alasonatti: tutto il carteggio è conservato in ACS - Roma, serie PI, b. 1860-1880, fase. pers. Giovanni
Bosco; copia in ASC Fagnano.
804
Al maestro Pietro Musso
ASC B31010 Lett. orig., Musso (A 1721326) me. 2642 C 12 - D 1
Orig. aut. 2 ff. carta leggera con strappo dovuto a un timbro di ceralacca rossa francobollo e
due timbri: Torino 20 feb 65 12 M Torino 20 feb 65 S timbro a secco GRAN sul rnrg. sup. sin.
Ined.
A proposito di un credito da saldare con la tipografia dell'Oratorio
[Torino, 20 febbraio 1865]
Sempre Car.mo nel Signore,
Ho fatto dimandare a quale prezzo si sarebbero potuti comperare i libri di
cui fu discorso e mi fu fatta la risposta che qui le unisco.
Per venire in qualche modo alla conclusione di questa miseria io sono dispo­
sto di fare un condono di fr. 200 oltre al prendere i libri mentovati non al prezzo
cui si venderebbero, ma al prezzo con cui uno può comperarli pubblicamente.
Pel resto, essendo io moltissimo occupato, ella può trattare col sig. cav. Ore-
glia mostrando al medesimo questa Lettera e l ’unito biglietto sottoscritto Buz-
zetti.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda
Di V. S. Car.ma
devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

12.8 Page 118

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112 febbraio 1865
All’Onorevole Signore
Il Sig. Musso Pietro Maestro di Metodo Sup.
Scuole di città
Torino
2 II Musso, professore di metodo alle «Scuole di città» (scuole della Cittadella in corso della Cittadel­
la?), nel 1857 risultava insegnante di II classe alla «Scuola di Borgo S. Donato» via del Martinetto: cf
Calendario generale del regno pel 1857... a. XXIV. Torino, stamp. Unione tipografìco-editrice, s. d.
p. 169.
3 prezzo: nel 1864 il Musso, a saldo di un debito che aveva contratto per la stampa presso la tipogra­
fia di Valdocco del Prim o libro di letture ad uso delle scuole d ’Italia (Torino 1862, in 16°, 52 p., ven­
dibile a prezzo di L. 0,30), aveva dato dei libri che don Bosco avrebbe potuto vendere, una volta ac­
cordatosi sui prezzi. Ma due mesi dopo il Musso non si era ancora presentato a Valdocco, nonostante
un ulteriore sollecito di don Bosco tramite il cav. Federico Oreglia in data 16 gennaio 1865. La questio­
ne si trascinò ancora a lungo, come risulta dalla corrispondenza col Musso da parte del cav. Oreglia
(16 febb, 14 marzo 1866) e di don Rua (26 ottobre 1866): ASC Persone in relazione, Musso (A 1240503
- A 1240508).
8-9 Federico Oreglia di S. Stefano, amministratore e responsabile della tipografia di Valdocco: v.
lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
9-10 Giuseppe Buzzetti: v. E(m) I, lett. 63.
805
Al cardinale Angelo Quaglia
ASC 0325 S. C. Religiosi (D 519)
Orig. allog. con firma allog. carta leggera
romana
E I 338-339 MB V ili 51
268 x 197 mm.
sul f. 2v si legge la risposta della curia
Richiesta della facoltà di poter dare le dimissorie ad alcuni chierici
*Roma, 28 feb[braio] 1865
Eminenza 111.ma e Reverendissima,
Il
sacerdote D. Giovanni Bosco dell’arcidiocesi di Torino già da codesta Sa­
cra Congregazione dei Vescovi e Regolari con decreto del 24 luglio 1864, creato
5 Superiore generale ad vitam e ad instar Ordinarii della nuova Congregazione dal
medesimo fondata sotto il titolo di S. Francesco di Sales, trovando gravi difficol­
tà, nel dover ricorrere a Roma, per ogni ordinazione de’ Chierici aggregati, sup­
plica l’Eminenza V. 111.ma e Rev.ma a voler concedergli la facoltà di poter dare ai
prelodati chierici le rispettive ed occorrenti dimissorie, e ciò per maggior sicurez-
io za del supplicante, sul dubbio che detta facoltà non sia implicita nel mentovato
Decreto, che lo costituisce Superiore [ad] instar Ordinarii.
Fiducioso che la Em.za V. 111.ma e Rev.ma sarà per aderire benignamente al­
l’umile domanda si professa con profonda venerazione
Della Eminenza Vostra HI.ma e Rev.ma
15
Umilissimo servo
D. Giovanni Bosco
A Sua Eminenza
HI.ma Rev.ma il Card.
Quaglia

12.9 Page 119

▲torna in alto
5 Ordinarti] Ordinario
marzo 1865 113
2 Angelo Quaglia: v. lett. 764.
4 decreto: pubblicato in Cost.SDB p. 231.
9 prelodati chierici: evidentemente era allegato un elenco degli stessi.
15 aderire alla domanda: la pratica è datata 10 marzo 1865. L '1 1 marzo si chiese di riesumare la po-
sitio anteriore e 0 20 marzo si rispose: «Die 20 Martii 1865. Non expedire, et sciat Orator Institutum
subjici jurisdictioni Constitutionum, juxta decretum die 23 julii 1864». Emiliano Manacorda, che era
stato il latore della richiesta, era tanto convinto dell’esito positivo che il 22 marzo scrisse a don Bosco:
«Nella settimana ventura forse le spedirò la facoltà delle dimissorie», cit. in MB V ili 51. Ma come po­
tevano queste essere concesse, se la società salesiana non era stata ancora approvata, così come le re­
lative costituzioni? Il Manacorda - e con lui don Bosco - peccavano evidentemente di ingenuità.
806
All’avvocato Pino
ASC B31010 Lett. orig., Pino (A 1730419) me. 40 E 6/7
Min. aut. 2 ff. 275 x 212 mm. carta leggerissima rovinata sui bordi intest, a stampa: «Piccolo
Seminario Vescovile di Mirabello» sul mrg. sup. don Bosco scrive: «D. [Angelo] Savio legga e faccia
copiare»
Ined.
A proposito di un progetto edilizio e di un'indennità da versare alla signora Teresa Bellezza
"Torino, 12 marzo 1865
Ill.mo Sig. Avvocato Pino,
Vari interessi di questa casa mi obbligarono di assentarmi alcuni giorni da
Torino, e per questo motivo ho dovuto con mio rincrescimento ritardare la rispo­
sta alla lettera del sig. aw . Troglia. Dirò adunque prima di tutto che io mi sarei 5
senz’altro adattato al noto progetto se questo non fosse stato in cose essenziali va­
riato. Ho pertanto dovuto informarmi fin dove avrei potuto condiscendere secon­
do le leggi. Come direttore di uno stabilimento pubblico io era obbligato a cercare
di alleggerirlo di gravami, i quali potessero incagliare l ’andamento ordinario del
medesimo non solo presentemente, ma anche in avvenire.
io
Conforme a quanto ho già scritto, giudico la mia obbligazione doversi limita­
re all’indennità del nuovo passaggio che si suppone non ugualmente comodo; e
per questo io mi rimetto al parere di persona perita in tali materie.
Non ho per altro difficoltà di ritornare a quanto erasi già stabilito prima con
una modificazione che per la signora Bellezza non ha importanza e che può aver- 15
ne per m e[,] atteso l’uso pubblico cui intendo totalmente destinare il sacro edifi-
zio e il sito annesso.
Questa condizione sarebbe che non parlasse del muro di cinta rimettendomi
a quanto l ’autorità edilizia sarà per disporre; giacché dal momento che cesserà di
essere mia proprietà appartiene esclusivamente al municipio.
20
A questo proposito le unisco un breve progetto che prego voler far pervenire
al prelodato sig. aw . Troglia e che credo non inchiuderà veruna difficoltà.
Io sono intimamente persuaso che se questo sig. avvocato, invece di essere

12.10 Page 120

▲torna in alto
114 marzo 1865
difensore della sig[ra] Bellezza, ne fosse proprietario rinuncierebbe ad ogni prete-
25 sa indennità per concorrere così ad un’opera di pubblico vantaggio |di cui più di
ogni altro gode casa Bellezza che è la più vicina alla chiesa; ed allora di buon gra­
do la potrei mettere fra le insigni benefattrici che concorsero alla costruzione di
questa chiesa. Così hanno fatto gli altri proprietari, che avrebbero potuto elevare
1 medesimi diritti, ma che vollero nemmeno parlarne, anzi offronsi pronti con
30 altri mezzi a coadjuvare l'opera incominciata.
Questo dico solo per indicare quanto potrebbe fare la sig[ra] Bellezza; ma io
noi pretendo, anzi mi uniformo volentieri al progetto unito, sebbene sia disappro­
vato da parecchie persone benevole come alquanto gravoso ad un pubblico stabi­
limento.
35
Rinnovo qui sig. avvocato i miei più sentiti ringraziamenti, ed assicurandola
della più sentita gratitudine per la carità che Ella ed il sig. cav. Rodella usano a
questi poveri giovani auguro ad ambidue ogni bene dal cielo e mi professo con
pienezza di stima
Di V. S. HI.ma
40
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Vari emend si ex alcuni obbligarono c o n ex hanno obbligato alcuni giorni corr si ex qualche
giorno 4 Torino emend ex cas dovuto emend ex ritardare 5-7 che io... informarmi emend
mrg sin ex a me non sembra tanto biasimevole che, essendo in cose essenziali variate le tenute intelli­
genze, io procurassi di sapere 6 senz'altro c o n ex senza al noto c o n ex a ricevere il in
emend ex v 7 potuto emend si ex dovuto 9 ante alleggerirlo del no potessero incagliare
corr si ex incagliaro 11 Conforme emend si ex ritorno ora ho già scritto emend si ex diceva
giudico emend si ex che
doversi corr ex dove...
12 nuovo add si che it et del
13 ri­
metto emend si ex offro ben volentieri
14 Non... difficoltà emend si ex che se poi si trattasse
ante con del io le dico che non mi rifiuto 15-16 non ha... averne emend si ex è niente 16 atte­
so emend si ex ha qualche importanza per totalmente add si 18-21 Questa condizione... uni­
sco emend m rg sin ex le unisco adunque 19 l'autorità edilizia emend si ex il municipio post
per del ord 21 far add si 22 veruna add si post difficoltà del di sorta 23 che se questo
sig. avvocato emend si ex il sig. aw . Troglio, 24 ne add si 26 chiesa emend si ex casa 29-
30 con altri mezzi add si post mezzi del di 30 post incominciata del con altri mezzi che sono
in suo potere 32 post sebbene del le 33 alquanto emend si ex troppo 33-34 ad un pubbli­
co stabilimento emend si ex a questa casa 35-36 assicurandola della più sentita gratitudine emend
si ex augurandole ogni bene dal cielo
36 usano emend si ex fanno
37-38 auguro... stima
emend m rg sin ho l'onore di potermi professare
2 avvocato Pino: personaggio non identificato.
5 Francesco Troglia: avvocato che aveva stipulato la convenzione di cui alla linea 14. Un certo avvo­
cato Troglia abitava in contrada Doragrossa 41: cf Guida di Torino pubblicata il 26 aprile 1858. Torino,
G. Marzorati 1858, p. 155; poteva forse essere parente di Michelangelo Troglia, che abitava nello stesso
palazzo, piano 2°, ed era procuratore generale nella corte dei conti, direttore generale dell'amministra­
zione della Cassa ecclesiastica, nonché direttore generale reggente dell’Amministrazione del Debito pub­
blico (ivi pp. 157, 183; Calendario reale per l ’anno 1865. Torino, tip. Ceresole e Panizzi, p. 282).
11 ho già scritto: il 16 gennaio precedente si era sottoscritta tra don Bosco e la sig.ra Teresa Caterina
Bellezza [v. E(m) I, lett. 183] una convenzione in forza della quale si annullava la via della Giardiniera
e don Bosco si impegnava a dare un indennizzo alla signora per la sua rinunzia al diritto di transito:
documenti in ASC F 593 Torino-Oratorio, Bellezza; c f anche F. G ir a u d i, L ’oratorio di don Bosco. To­
rino, SEI 1935, pp. 181-182.
36 Rodella: legale ( = causidico) non meglio identificato, che sarà consultato anche dal conte Carlo
Cays a proposito della vertenza fra don Bosco e mons. Luigi Moreno: vedi MB V ili 387. Potrebbe an­
che essere il marito di donna Paolina, nata Degioanni, una delle promotrici della lotteria in corso.

13 Pages 121-130

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13.1 Page 121

▲torna in alto
807
Al conte Luigi Cibrario
marzo 1865 115
ASC B31010 Leti, orig., Cibrario (A 1700704) me. 14 A 12 - B 1
Min. aut. 1 f. 315 x210 mm. carta uso stampa sottolineato con pastello azzurro il nome del­
l’avvocato Marinetti e del farmacista Ghiotti
E I 333-334 MB V ili 1033-1034
Chiede il conferimento di una decorazione mauriziana a due benefattori dell'Oratorio
[Torino, anter. 22 marzo 1865]
Eccellenza,
Il
sacerdote Bosco Gioanni Direttore della casa detta Oratorio di S. France­
sco di Sales espone rispettosamente a V. E. come egli versi in gravi strettezze e
per provvedere ai bisogni dello stabilimento, in cui vi sono circa ottocento poveri 5
giovanetti, e per pagare alcuni debiti contratti col panattiere e coll’impresaro di
un tratto di edifizio la cui ultimazione era indispensabile pel buon andamento del­
la casa.
Sebbene dopo il trasporto della capitale sia alquanto diminuito il numero de’
benefattori, tuttavia sonovi due caritatevoli signori pronti ad offer[i]re quattro 10
mila franchi caduno per soccorrere i poveri fanciulli ivi accolti qualora avessero
la speranza di essere fregiati della croce mauriziana.
Uno di essi è l’Awocato Marinetti di Asti, domiciliato in Torino, procuratore
capo esercente avanti la Reale corte d ’appello e tribunali. È procuratore beneme­
rito di molte opere, tra cui l’oratorio sopradetto; è segretaro di varie opere pie fra 15
le altre quella di S. Anna e di S. Giuseppe costituite presso al santuario della Con­
solata. È di anni 40; ammogliato senza prole. L ’altro è il Chimico Farmacista
Ghiotti Giuseppe della città d'Ivrea Capitano della guardia nazionale. Egli è già
benemerito per aver rinunciato a vantaggio pubblico lo stipendio annesso al suo
grado; ha somministrato gratuitamente medicinali, cure e fatiche ai colerosi di 20
quella città nel 1854. Da più anni dà caritatevolmente tutti i medicinali che occor­
rono per un ricovero di poveri giovanetti eretto nella medesima città d'Ivrea.
f.lv
Questi due signori vennero già altre volte in soccorso de’ poveri ragazzi di
questo stabilimento, ed ora vista la gravità del bisogno offrono la somma accen­
nata.
25
Il
sottoscritto fà umile preghiera a V. E. affinché voglia appagare il desiderio
di questi due insigni benefattori, assicurandola della più sentita e durevole grati­
tudine da parte dei poveri ricoverati.
Questi giovanetti in gran parte sono qui indirizzati dai sindaci, dai prefetti e
da altre autorità civili. Circa trenta sono tuttora nello stabilimento inviati dai mi- 30
nisteri dello Stato, cui fu sempre aperta questa casa.
Colla massima riconoscenza augura a V. E. ogni bene dal cielo e colla spe­
ranza di essere esaudito nella sua dimanda si professa
Umile Ricorrente
Sac. Bosco Gio.
25

13.2 Page 122

▲torna in alto
116 marzo 1865
4 versi emend ex si trovasi 5 poveri add si 6 post giovanetti del ricoverati 7 pel buon an­
damento emend si ex per le officine degli artigiani 10 tuttavia corr ex tutti ci offer[i]re quat­
tro emend si ex a fare caduno l’offerta di quattro
11 soccorrere] soccoccorrere
17 Chimico
trsp ante Farmacista 19 vantaggio pubblico corr si ex pubblico bene 20-21 di quella città add
m rg sin
22 nella medesima emend si ex in quella
32-33 ante colla speranza del si professa
33 di essere corr ex del favore 35 Gio. corr ex Gioa.
1 La data è desunta dalla lettera del Cibrario del 22 marzo 1865, nella quale il segretario dell’ordine
dei S.S. Maurizio e Lazzaro rispose a don Bosco che le informazioni raccolte a proposito del Ghiotti
erano «sfavorevolissime» e pertanto l'eventuale onorificenza avrebbe suscitato forte sdegno nella città
di Ivrea, il cui sindaco, Giuseppe Quilico, proprio in quei mesi stava trattando con don Bosco e col mi­
nistero dell’interno per far ricoverare a Valdocco un ragazzo: v. Appendice, lett. 1865/1. Il Cibrario
comunque riconosceva la buona fede di don Bosco: cf MB V ili 28.
2 Luigi Cibrario: v. E(m) I, lett. 129. Al Cibrario don Bosco si era rivolto anche nel gennaio del 1864
per ottenere una sovvenzione per la progettata chiesa di Maria Ausiliatrice: v. Appendice, lett. 1864/2.
9 trasporto della capitale: da Torino a Firenze, decisa con la convenzione di settembre del 1864. Non
potè che effettuarsi nell’arco di vari mesi, durante i quali i ministeri gradualmente si trasferirono a Fi­
renze. Come è noto, una forte recessione economica colpì la città sabauda.
13 Giuseppe Marinetti: avvocato, già procuratore capo di Torino, abitante in via Doragrossa 13: cf II
N uovo Palmaverde. Almanacco storico-amministrativo del regno d'Italia pel 1868, Torino, tip. del
Palmaverde, p. 588. Una signora Teresa Marinetti, nata Morandi, era una delle promotrici della lotte­
ria in corso: v. Elenco degli oggetti graziosamente donati..., Torino 1866, p. 21.
16 S. Anna: suore di S. Anna dette anche della Provvidenza, chiamate a Torino nel 1832 dai coniugi
Falletti di Barolo; gestivano, oltre all’asilo di via Consolata 16, anche l ’Educatorio di S. Anna in via
della Consolata, n. 20, fondato dalla marchesa Giulietta Barolo nel 1841: cf Torino descritta da Pietro
Baricco. Torino, tip. di G. B. Paravia e comp. 1869, pp. 826-828.
— S. Giuseppe: suore di S. Giuseppe, provenienti sempre dalla Francia lavoravano, nell’Opera Pia
Barolo, al Rifugio di via Cottolengo 26 e nell’Ospedaletto di S. Filomena di via Cottolengo 24.
18 Giuseppe Battista Ghiotti: nato a Ivrea nel 1808, vedovo di Giulia Chiodi e coniugato in seconde
nozze con Enrichetta De Maria, morì in Ivrea il 1° dicembre 1893: cf Ivrea, Archivio del Comune, ana­
grafe.
32-33 speranza: rifiutata subito la richiesta per il Ghiotti (v. lin. 1), il Cibrario lasciò aperta la speran­
za per il Marinetti, vista l’ulteriore supplica di don Bosco: v. lett. 809.
808
A don Domenico Ruffino
ASC B31010 Lett. orig., Ruffino (A 1740505) me. 52 B 12 - 52 C 1
Orig. aut. 2 ff. 213 x 138 mm. carta leggera con macchie di umidità
mrg. sup. sin.
E I 339-340 MB V ili 86-87
timbro a secco GRAN sul
Riferisce dell’impossibilità di recarsi a Lanzo per l’impraticabilità delle strade - comunica l ’accettazio­
ne della sorella fra le educande del «Buon Pastore» - saluti a tutti
*Torino, 22 marzo [18]65
Car.mo D. Ruffino,
Pensavami di fare una gita a Lanzo in questo giovedì e così segare la quaresi­
ma in compagnia de’ miei cari figliuoli di S. Filippo Neri; ma il tempo guastò le
strade e bisogna che attendiamo che esse siansi fatte alquanto migliori.
Tua sorella è stata ricevuta o meglio se le è fatto posto fra le educande del
buon Pastore mediante un corredo di fr. 100. Pei danari ci penserò io; procura
dunque tu di farla avvisare che venga quandochesia portando le ordinarie sue ve-

13.3 Page 123

▲torna in alto
marzo 1865 117
sticiole con un pajo di camicie. Il resto sarà provveduto al ritiro.
Giunta a Torino venga da me che la farò accompagnare con un biglietto a io
suo posto.
Fà molti e cari saluti al corpo insegnante, dirigente, assistente e al corpo de­
gli assi[s]titi. Sabato è giorno dedicato a M. SS. Annunziata. Io vi raccomanderò
tutti al Signore nella santa messa; voi pregate anche per me. Raccomando poi in
modo |supplicante a D. Proverà che solennizzi quel giorno con qualche cosa a ta- 15
vola sì che i giovani abbiano motivo di fare un brindisi a mia salute costà, mentre
quasi e forse all’ora stessa io procurerò di farlo qui ad onore di tutti i miei cari fi­
gliuoli di Lanzo.
Dio ci conservi tutti nella sua santa grazia. Amen.
Tuo
20
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
7 post Pastore del ,
2 Domenico Ruffino, direttore in quegli anni del collegio di Lanzo: dati biog. in lett. 759.
3 questo giovedì, cioè il 23 marzo.
— segare la. quaresima: espressione popolare per indicare metà quaresima, attorno alla domenica
Laetare (quarta del tempo quaresimale). Nel 1865 tale domenica cadeva il 26 marzo.
4 S. Filippo Neri: patrono del collegio di Lanzo.
6 sorella del Ruffino: potrebbe trattarsi della medesima persona citata nella lett. 839.
7 del Buon Pastore: il «Ritiro del Buon Pastore» - istituto del vicino corso Principe Eugenio n. 2, da
anni frequentato da don Bosco per l’assistenza spirituale di ragazze «traviate» o «presevande», e per
avere un aiuto nel riparare gli indumenti dei ragazzi di Valdocco - raccoglieva anche «educande, cioè
giovani oneste di famiglie civili»: cf Torino descritta da Pietro Baricco..., 1869, p. 801.
13 sabato, cioè il 25 marzo, festa dell’annunciazione di Maria Vergine.
15 Francesco Proverà era l ’economo della casa: v. lett. 730.
22 Sul f. 2r don Francesia rispose a nome di don Bosco ad alcune richieste che don Ruffino aveva
fatto, ma che erano pervenute al destinatario dopo la stesura della presente lettera.
809
Al conte Luigi Cibrario
ASC B31010 Lett. orig., Cibrario (A 1700705) me. 14 B 2
Min. aut. 1 f. 315 x 217 mm. un segno di pastello blu sottolinea il cognome Marinetti ad inizio
lettera restaurati i margini
E I 334-335
Nuova richiesta di decorazione mauriziana per 0 benefattore dell’ Oratorio Giuseppe Marinetti
[Torino, poster. 22 marzo 1865]
Eccellenza,
Si
presenta rispettosamente a V. E. un’occasione di aggiugnere al paese di
Lanzo un’opera di novella pubblica beneficenza. Esponesi in breve di che si
tratta.
Il sig. avvocato Giuseppe Marinetti procuratore capo nella città di Torino da

13.4 Page 124

▲torna in alto
118 marzo 1865
più anni presta gratuitamente l’opera sua a favore di parecchie opere pie, e di
pubblici Instituti di carità. Anzi somministrò a questi Instituti non piccoli sussidi
pecuniari in occasione che essi versavano in eccezionali bisogni,
io
Ultimamente poi avendo saputo che si erano fatte gravi spese per la riapertu­
ra del collegio convitto di Lanzo, spinto dal desiderio di fare del bene alla gioven­
tù in genere e specialmente ai Lancesi generosamente largiva la somma di fr.
5000 per estinguere alcune passività di urgenza. Tal somma deve considerarsi cer­
tamente vistosa, e pel caso cui si è provveduto, e per la scarsezza di danaro che
15 ne’ nostri paesi si fa oggidì fra noi sentire.
Per dare un segno di pubblica riconoscenza ed incoraggiare questo Signore
ad altre beneficenze si fa umile preghiera alla Eccellenza Vostra onde lo voglia in­
coraggiare concedendogli il favore della decorazione Mauriziana.
Egli è agiato, sui quarant’anni, ammogliato, senza prole. Così i Lancesi
20 avrebbero un novello motivo per conservare incancellabile la memoria dei grandi
benefizi che hanno da Lei ricevuti e tuttora ricevono.
[Di V. E.]
[Umile ricorrente
Sac. Bosco Gio.]
3 di aggiugnere emend si ex di fare
6 post Torino del si adopera
7 post anni del gratuita
8 pubblici Instituti corr mrg sin ex Instituti carità emend si ex pubblica beneficenza sommini­
strò emend ex diede Instituti emend si ex opere 9 in occasione che essi emend si ex in alcuni
bisogni eccezionali di questi Instituti
10 poi add si
gravi emend ex non piccole
11 spin­
to... del emend si ex animato dallo spirito del pubblico alla corr ex della 12 ai emend si ex ver­
so ila [la it] generosamente add si 14 ante vistosa del come 15 oggidì fra noi emend si ex
gravemente
18 della emend si ex di una
20 novello add si
post motivo del di più
19 Egli... prole add m rg sin
agiato add si
1 La data è ricostruibile sulla base del riscontro del conte in data 22 marzo 1865 (ASC B26200 Cibra­
rio, ed. in MB V ili 28) pervenuta a seguito della prima domanda avanzata da don Bosco (lett. 807).
2 Luigi Cibrario: v. lett. 807.
6 Giuseppe Marinetti: v. lett. 807.
14 scarsezza di danaro: dovuta oltre che alle conseguenze dell'annunciato trasferimento della capita­
le a Firenze (vedi lett. 807) anche all’oscuramento finanziario del Regno d’Italia iniziato nell'autunno
dell’anno precedente.
18 concedergli il favore: dagli elenchi consultati non risulta essere stato accordata al Marinetti nes­
suna onorificenza mauriziana; don Bosco allora ricorse per un analogo titolo onorifico alle autorità
ecclesiastiche romane: v. lett. 1161.
810
Al papa Pio IX
Archivio A SC W R R , b. Salesiani, T. 9.1
Orig. allog. con firma e data aut. 2 ff. 310 x206 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960177)
Ined.
Ringrazia per il decreto di lode in favore della società salesiana - invia il testo corretto delle costituzio­
ni - auspica una loro prossima approvazione in quanto afferma di aver introdotto le modifiche richie­
ste dalle 13 animadversiones inviategli

13.5 Page 125

▲torna in alto
marzo 1865 119
*Augustae Taurinorum, die 30 m ar[tii] 1865
Beatissime Pater,
Annus jam elapsus est, quum Constitutiones Societatis a S. Francisco Salesio
dictae, tibi, Beatissime Pater, submittens, judicium et approbationem Sanctae
Romanae Ecclesiae efflagitabam.
5
Uti pater magis voluntatem filii quam meritum perspiciens, die prima Julii
anno 1864 amplissimis verbis hanc Societatem ad instar Sacrarum Congregatio-
num, patema bonitate, laudare et commendare dignabaris; dilata tamen ad op-
portunius tempus Constitutionum approbatione.
Attentis vero peculiaribus circumstantiis, speciali decreto ipse Orator, licet 10
indignus, ejusdem societatis Superior Generalis ad vitam constituebatur, licet ejus
successor duodecim tantum annis in suo muñere permanere deberet.
Eidem decreto adnectebantur tredecim animadversiones, quas attente legi,
ad praxim traduxi, atque quoad fieri posse visum est in Constitutionibus acco­
modavi.
15
Nunc denuo, Beatissime Pater, ad te revertor humiliter deprecans ut tempus
opportunius pro nobis sit tempus praesens quo tu regis Ecclesiam Dei.
f.lv
Hujus operis tu fuisti suasor et impulsor; ego vero quae potui feci; nunc per-
fice opus quod tu cepisti. Hoc tu reapse facies si hanc Societatem Apostolica ap­
probatione confirmabis, atque consolidabis illis verbis, modis, correctionibus, 20
quas tu, Beatissime Pater, ad Majorem Dei Gloriam atque ad animarum utilita-
tem melius in Domino judicaveris.
Plurima jam a te beneficia ego caeterique hujus Societatis Sodales accepi-
mus, pluriesque animum addidisti; nunc ergo ut nos compotes voti facias roga-
mus. Utique servi inutiles sumus, nullamque pro tanto beneficio compensatio- 25
nem dare valemus. At gratos animi sensus ostendere satagemus quotidie ad
Deum preces fundentes, ut te, Beatissime Pater, pro Ecclesiae utilitate diutissime
sospitem servet, atque omnibus adversantibus malis superaiis, ad Supremae feli-
citatis gaudium inter coelites valeas pervenire.
Dum autem ego caeterique sodales hujus societatis approbationem supplices 30
f.2r expectamus, humiliter apostolicam benedictionem flexis genibus |imploramus.
Ego vero caeteris felicior audeo me subscribere
Beatitudinis Tuae
Amantissimus et deditissimus filius
Bosco Joannes Sacerdos
35
6 prima Julii: l’approvazione fu data il I o luglio, il decreto invece portava la data del 23 luglio 1864.
13 animadversiones: per le relative risposte di don Bosco ad ognuna di esse si veda Cost.SDB
pp. 231-234.
31 expectamus: un accenno alla desiderata approvazione, unitamente ad altri temi, è pure contenu­
to nella lett. successiva al medesimo pontefice: v. lett. 818.

13.6 Page 126

▲torna in alto
120 aprile 1865
811
Al marchese Domenico Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890235)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E 1341 MB V ili 110
Impellente domanda di 3000 lire per pagare il fornaio
‘'Torino, 18 ap[rile 18]65
Ill.mo e car.mo Sig. Marchese,
Se far vuole il giubileo, sig. Marchese, vi è un tempo opportunissimo; io mi
trovo nel bisogno di pagare 3000 franchi al panattiere dimani mattina prima delle
5 dieci, e finora non ho ancora un soldo. Io mi raccomando alla sua carità affinché
faccia quello che può in questo bisogno eccezionale; è proprio un dar da mangia­
re ai poveri affamati. Nel corso della giornata passerò da Lei, ed Ella mi darà
quello che il Signore e la Santa Vergine le inspireranno in cuore.
Dio benedica Lei, sig. Marchese, la sig.ra Marchesa ed Azelia, e doni a tutti
io sanità e grazia con un bel premio nella patria dei beati. Amen.
Con pienezza di stima mi professo
Di S. V. B.ta e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Domenico Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
3 giubileo: con l’enciclica Quanta cura dell'8 dicembre 1864 Pio IX aveva concesso un giubileo
straordinario per l’anno seguente. Una delle opere per l ’acquisto delle indulgenze era la carità. I Fas­
sati non mancarono poi di fare in quell’occasione un pellegrinaggio a Roma: v. lett. 826. Don Bosco in
quell’anno pubblicò nelle Letture Cattoliche (a. X III, fase. 2, febb.) il libretto Dialoghi intorno all'isti­
tuzione del giubileo colle pratiche divote per la visita della Chiesa, dove c ’era l ’invito all’elemosina
(OE XVI, p. [138]).
9 Marchesa ed Azelia: v. lett. 741.
812
Al pretore di Borgo Dora nella città di Torino
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Pretore (A 1690325) me. 4 B 2/4
Min. aut. 2 ff. 229 x 180 mm. carta leggera timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin.
segni di piegatura
Ined.
forti
Precisazioni circa la denuncia alla pretura fatta da un giovane dell’Oratorio nei confronti del chierico
Giuseppe Mazzarello
[Torino, 18 aprile 1865]
Al Sig. Pretore Urbano della città di Torino.
Viste le citatorie da intimarsi al eh. Mazzarello assistente nel Laboratorio de’

13.7 Page 127

▲torna in alto
aprile 1865 121
legatori della casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales; viste parimenti quelle
da intimarsi ai giovani Parodi Federico, Castelli Giovanni, Guglielmi Gius[eppe] e 5
consideratone attentamente il tenore il sac. Bosco Gioanni direttore di questo sta­
bilimento nel desiderio di sciogliere la questione con minori disturbi delle autorità
della pretura urbana crede di poter intervenire a nome di tutti nella causa relativa
al giovane Boglietti Carlo, pronto a dare a chi che sia le più ampie soddisfazioni.
Prima di accennare il fatto in questione sembra opportuno di notare che l’ar­ 10
ticolo 650 del codice penale sembra interamente estraneo all’oggetto di cui si trat­
ta, imperciocché interpretato nel senso preteso la pretura urbana si verrebbe ad
introdurre nel Regime domestico delle famiglie, i genitori e chi ne fa le veci non
potrebbero più correggere la propria figliuolanza neppure impedire un’insolenza
ed un’insobordinazione, [cose] che tornerebbero a grave danno della moralità 15
pubblica e privata.
Inoltre per tenere in freno certi giovanetti per lo più inviati dall’autorità go­
vernativa, si ebbe facoltà di usare tutti que’ mezzi che si fossero giudicati oppor-
/.iv tuni, e in casi estremi di |mandare il braccio della pubblica sicurezza siccome si è
fatto più volte.
20
Venendo ora al fatto del Boglietti Carlo si deve con rincrescimento ma fran­
camente asserire, che egli fu più volte paternamente inutilmente avvisato; che
egli si dimostrò non solo incorregibile, ma insultò, minacciò ed imprecò il suo as­
sistente, eh. Mazzarello in faccia a’ suoi compagni. Quell’assistente d’indole mi­
tissima, e mansuetissima ne rimase talmente spaventato, che d ’allora in poi fu 25
sempre ammalato senza aver mai più potuto ripigliare i suoi doveri e vive tuttora
da ammalato.
Dopo quel fatto il Boglietti fuggì dalla casa senza nulla dire ai suoi superiori a
cui era indirizzato e fece solamente palese la sua fuga per mezzo della sorella,
quando seppe che si voleva consegnare nelle mani della questura. La qual cosa 30
non si fece per conservargli la propria onoratezza.
Intanto i suoi compagni continuavano lo scandalo dato e fu mestieri cacciar­
ne alcuni dallo stabilimento, altri con dolore consegnarli alle autorità della pubbli­
ca sicurezza che li condussero in prigione.
Egli è poi col massimo rincrescimento che si vede un giovane discolo, che in­ 35
sulta e minaccia i suoi superiori ed abbia l’audacia di citare avanti le autorità co-
f.2r loro che pel proprio |di lui bene consacrano vita e sostanze. Sembra che l ’autori­
tà pubblica dovrebbe sempre venire in ajuto dell’autorità privata e non altrimenti.
Qualora si volesse venire ad un minuto esame del fatto e dei testimoni nomi­
nati non si oppongono difficoltà purché il Boglietti Carlo introduca in causa per­ 40
sona solvibile delle spese che possono occorrere e che sia risponsa[bi]le delle gra­
vi conseguenze che forse ne potrebbero avvenire.
Intanto si fa instanza affinché siano riparati i danni che l ’assistente ha soffer­
to nell’onore e nella persona almeno finché possa ripigliare le sue ordinarie occu­
pazioni.
45
Che le spese di questa causa siano a conto di lui. Che né esso Boglietti Carlo,
né il Sig. Caneparo Stefano suo parente o consigliere non vengano più nel mento­
vato stabilimento a rinnovare gli atti d ’insobordinazione e gli scandali già altre

13.8 Page 128

▲torna in alto
122 aprile 1865
volte cagionati.
50
Sac. Bosco Gio.
3 da intimarsi emend si ex intimate nel emend si ex del 4 parimenti add si 5 da intimarsi
emend si ex intimate 7 la questione add si 7-8 delle... urbana corr si ex delle autorità urbane
9 ante pronto del e
10 in questione add si
11 all'oggetto corr si ex a l’oggetto
13 dome­
stico emend si ex privato
14 potrebbero corr si ex potrebbe
15 ante che del che
grave
add mrg sin
18 ante facoltà del abbia
21 con rincrescimento ma add si
22 inutilmente
add si
post avvisato add et del mrg sin senza vantaggio
23 il suo emend si ex 1'
24-
25 d’indole mitissima add mrg sin 25 e mansuetissima emend m rg sin ex dolcissima 26 più
add si doveri add si 27 ammalato] ammato 28 ai suoi co rr ex al suo superiori emend
ex com[pagni] 28-29 a cui era indirizzato add mrg sin 29 post era del da 33 altri co rr ex
altre
con dolore consegnarli alle corr si ex dalle
34 che li condussero corr si ex condotti
36 citare emend ex invocare
38 ante non del mai
41 possono occorrere co rr ex occorrono
44 almeno add si 46 post le del le causa res
2 Pretore di Borgo Dora all'epoca era Giovanni Devalle.
3 Giuseppe Mazzarello era nato a Mornese il 13 gennaio 1832. Entrato aU’Oratorio 0 17 luglio 1863,
l’anno seguente fece i voti triennali; il 6 dicembre 1865 quelli perpetui. Morì a Lanzo il 21 gennaio
1868: ASC registro Anagr. professi; cf anche lett. 1136. Su di lui si veda Biografia del giovane Mazza­
rello Giuseppe pel sacerdote G. B. Lemoyne, Direttore del Collegio-Convitto di Lanzo, tip. dell'Orato-
rio, 1870, 140 p., ed. prima nelle Letture Cattoliche (a. XV III, fase. 7) e poi nel 1872 in volumetto a
parte. Alla severità del Mazzarello con i giovani il Lemoyne dedicò l'intero capitoletto XVI.
5 Federico Parodi, figlio di Francesco e di fu Carolina Pelizza, nato a Valenza (Alessandria) il 29
maggio 1849, entrò a Valdocco il 23 agosto 1861 come studente: ASC registro Censimento.
— Giovanni Castelli, figlio di Ortensio, era nato a Villa S. Secondo (Asti) nel 1845; entrò all’Oratorio
come studente il 3 novembre 1859 e ne uscì il 31 agosto 1862[?] : ASC registro Censimento.
— Giuseppe Guglielmi: il nome del giovane non appare nel registro Censimento dell'ASC.
9 II nome di Carlo Boglietti non risulta nel registro Censimento, (che però non porta tutti i nomi del­
la lettera A e parte della lettera B). Stando al registro Contabilità (ASC E 554 p. 232) un Carlo Bogliet­
ti, figlio di Francesco e Rosa Aichino di Biella, entrò all’Oratorio il 30 aprile 1866 e ne uscì il 25 luglio.
Che don Bosco persa la causa o per altro motivo sia stato costretto a riaccettarlo a Valdocco?
11 Art. 650 del codice penale in vigore: dovrebbe trattarsi di un lapsus, in quanto l ’articolo citato si
riferisce ad incendi di edifizi e templi pubblici; altrettanto si dovrebbe dire per l’analogo art. del codi­
ce di procedura penale, relativo alla necessità di avvocato di parte nei processi di Cassazione.
19 braccio della pubblica sicurezza: dunque anche all'Oratorio non tutto era idilliaco, come appare
anche dal proseguo della lett.; al riguardo si veda P. Ste l la , Don Bosco nella storia econom ica e so­
ciale..., pp. 252-258; J. M. P rellezo , Valdocco nell'ottocento tra reale e ideale. Docum enti e testimo­
nianze. Roma, L A S 1992; anche la cronaca di G. B. Lemoyne segnala gravi disordini a Valdocco in
quello stesso 1865.
26-27 tuttora da ammalato: Il Mazzarello morirà il 21 gennaio 1868.
29 sorella: non è stata identificata.
47 Stefano Caneparo: personaggio non identificato.
813
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760201) me. 1371 C 6
Min. allog. con correz. e firma aut. 1 f. 255 x 195 mm. carta azzurra sul v nota aut. non perti­
nente
Orig. a stampa 2 ff. 283x222 mm. me. 1371 C 7 intest.: «Oratorio... Si prega della...»
sul f. 2r si legge l'ordine della funzione sul f. 2v si trova a stampa la formula iniziale dell’indirizzo
E I 341-342 MB V ili 96
Invito a presenziare alla posa della prima pietra della chiesa di Maria Ausiliatrice

13.9 Page 129

▲torna in alto
Torino, lì 24 aprile 1865
Benemerito Signore,
Con grande piacere partecipo a V. S. Benemerita che nel giorno 27 del cor­
rente mese avrà luogo la benedizione della pietra angolare della Chiesa dedicata a
Maria Ausiliatrice.
Sua Altezza Reale il Principe Amedeo metterà la prima calce; S. E. il Vesco­
vo di Casale farà la funzione religiosa.
Spero che fra gli insigni nostri benefattori, che in quel giorno ci onoreranno
della loro presenza, avremo anche il piacere di poter annoverare la S. V. Beneme­
rita.
Godo molto di questa bella occasione per offerirle gli omaggi della più sentita
mia gratitudine, e di augurarle ogni bene dal cielo mentre ho l ’onore di professar­
mi
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sacerdote Bosco Giovanni
9 poter add si
sarmi
12 mia add si
e di add si 12-13 mentre... professarmi emend si ex e profes­
6 Amedeo di Savoia: v. E(m) I, lett. 549.
6-7 Vescovo di Casale: mons. Luigi Nazari di Calabiana, che era, come già ricordato, senatore del
regno: v. E(m) I, lett. 81. Invero la cerimonia, descritta in G. Bosco, Rimembranza... ovvero Id., M a ­
raviglie... (v. lett. 815, lin. 27 e anche MB V ili 98-103) venne ufficiata da mons. Giovanni Antonio
Odone, vescovo di Susa, in quanto il vescovo di Casale con telegramma del 27 aprile aveva disdetto
l ’impegno.
14 V. S. Benemerita: uno dei destinatari della circolare era l ’ingegner Antonio Spezia, il quale rispo­
se all'invito assicurando la sua presenza «per dare coi disegni alla mano tutte quelle indicazioni e
schiarimenti che taluno potesse desiderare per farsi un giusto concetto dell'Opera». Inoltre ribadiva la
sua volontà di non essere pagato né per quello che aveva fatto che per quello che avrebbe continuato
a fare»: ASC B26200 Spezia (A 1451302), ed. in MB V III 96-97.
814
Al prevosto don Angelo Modini
ASC B31010 Lett. orig., M od in i (A 1721308) me. 36 C 11/12
Orig. aut. 2 ff. 212 x 139 mm. carta azzurra macchie di umidità
E I 342 MB IX 968
Si scusa di non poter andare a predicare per la gravissima malattia di don Alasonatti - si dichiara di­
sponibile a mandare un altro predicatore
*Torino, 25 ap[rile 18]65
Car.mo Sig. Prevosto,
L ’uomo propone e Dio dispone, ed in ogni cosa sia fatta la sua santa volontà.
Da alcune settimane in qua un incomodo di stomaco mi molesta e m ’impedisce
di predicare. Tuttavia sperava di poter essere in grado di andare pel giorno di S.

13.10 Page 130

▲torna in alto
124 aprile 1865
Got[t]ardo. Ma altra visita mi fa il Signore: D. Alasonatti, prefetto di questa casa,
è caduto gravemente ammalato; a segno che i medici mi danno poca speranza di
guarigione. Cosa che rende impossibile la mia assenza da Torino.
Sicché mio malgrado non posso andare a far l'ambita visita a parecchi amici
io che stimo ed amo assai sebbene non li abbia ancora veduti personalmente.
Qualora per altro vi fosse la sola difficoltà di un predicatore, abbia la bontà di
dirmelo e le manderei un supplente. Caro sig. prevosto, mi ajuti colla carità delle
sue preghiere e di quelle de' suoi amici.
Dio la benedica e l’ajuti a salvare molte anime. Se in qualche cosa la potrò f.lv
15 servire sono sempre a’ suoi cenni e mi professo con gratitudine
Di V. S. car.ma
Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Pochi giorni sono ho ricevuto tre giovanetti in questa casa che provengono
20 da codesti paesi. Faccia degli associati alle Letture Cattoliche.
19 provengono] provengo di
2 Angelo Modini: nato a Golino (Canton Ticino, Svizzera, all'epoca pieve di Locamo, diocesi di Co­
mo) nel 1826, ordinato sacerdote a Como nel 1850, in diocesi era stato parroco di Verscio dal 1852 al
1861, poi fuori diocesi, prevosto di Intragna (Novara) dal 1861 al 1865. L ’anno seguente ritornò in dio­
cesi, nella medesima pieve di Locamo, prima alla parrocchia di Brione S. Minusio, poi a quella di Lo-
sone, dove divenne vicario foraneo, carica che tenne fino al 1884. Nuovamente parroco a Moghegno,
morì a Golino nel 1911: cf 100 anni di cam m ino con i Salesiani in Svizzera. Tom o 1 - 7 p rim i difficili
passi: dalle origini al 1905. V. poi lett. 1066.
5-6 S. Gottardo: era la festa patronale, che cadeva il 4 maggio.
6 Vittorio Alasonatti morirà nella notte fra il 7/8 ottobre: v. lett. 822.
12 supplente: difatti vi inviò don Giovanni Cagliero.
815
Ai lettori de II Galantuomo. Almanacco per l ’anno 1866
ASC B32000 Autografi Chiesa di M. A. (A 2320612) me. 1975 E 9/10
Min. aut. 2 ff. 212 x 156 mm. macchie di inchiostro carta consunta
Ined.
Breve notizia sulla chiesa di Maria Ausiliatrice e sulla posa della prima pietra
[Torino, poster. 27 aprile 1865]
Chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice in Valdocco.
Avvi un quartiere popolatissimo della città di Torino detto Valdocco dove si
faceva sentire grave bisogno di una Chiesa. Un largo spazio di terreno coperto di
5 caseggiati dà ricetto ad oltre 35 mila abitanti senza che tra loro si veda alcun pub­
blico edifizio consacrato al divin culto.

14 Pages 131-140

▲torna in alto

14.1 Page 131

▲torna in alto
aprile 1865 125
A fine di soddisfare a questo bisogno si comperò un sito tra via Cottolengo e
la piccola chiesa di S. Francesco di Sales. Un benemerito ingegnere ne fece il di­
segno e dietro l ’incoraggiamento di parecchie caritatevoli persone si pose mano
all’opera. La forma è di croce Latina; la superficie è di mille ducento metri, che io
danno la capacità di circa quattro mila persone.
Il
giorno 27 aprile di quest’anno fu scelto per la benedizione della pietra fon­
damentale.
f.lv
Questa funzione diede luogo ad una delle più belle feste. Era le due dopo
mezzodì. S. E. Monsig. G. A. Oddone vescovo di Susa era pontificalmente vestito 15
per compiere il sacro rito. Il prefetto della città, il sindaco con parecchi membri
del municipio, i membri componenti la commissione di una Lotteria per questa
chiesa, numerosa schiera di Signori di elevata condizione; una moltitudine di gio­
vanetti radunatisi da varie parti, e venuti fino da Mirabello di Casale, la banda
musicale, con un centinajo di voci argentine tutte dello stabilimento di Valdocco, 20
erano in ordine per ricevere S. A. R. il principe Amedeo duca d ’Aosta che veniva
a deporre la prima calce sopra la pietra angolare. Giungeva questi col suo nobile
corteggio; prese parte a tutta la funzione che fu veramente solenne. Dopo visitò
la casa dando spesso segni di gradimento alle frequenti ovazioni ed ai prolungati
applausi che que’ giovanetti gli facevano quando loro passava vicino.
25
Dopo ci fu un piccolo trattenimento teatrale, che terminò col seguente dialo-
ghetto intitolato Rimembranza.
[Sac. Giovanni Bosco]
2 post Chiesa del di M 5 dà] da alcun] alcuno 5-6 alcun pubblico edifizio emend ex chiesa
14-15 Era... mezzodì add m rg sin 16 con add mrg sin et trasp si 20 voci emend ex cantanti
tutte... Valdocco add si 22 prima... angolare add mrg sin nobile add si 24-25 ed ai... che
add f. 2r que’ add si post giovanetti del dello stabilimento
1 L ’ipotesi di datazione è ovviamente legata al fatto dell’awenuta cerimonia, anche se il resoconto
venne poi stampato negli ultimi mesi dell’anno.
2 II testo fu pubblicato su II Galantuomo. Almanacco. Per l'anno 1866. A. X III. Strenna offerta agli
associati alle Lett. Cattoliche. Torino 1865. Tip. dell'Oratorio di S. Frane, di Sales, pp. 32-33 (OE X V II
[476-477]). Per il suo inserimento nell'Epistolario, v. Premessa, p. 6. Non è però da escludere che
don Bosco lo abbia inviato a qualche giornale, ad es. « L ’Unità Cattolica», la quale però aveva già pre­
sentato il progetto della costruzione due mesi prima (4 febbraio) e aveva dato l ’annunzio della posa
della prima pietra il giorno stesso, 27 aprile; motivo per cui, due giorni dopo, il 29, vi dedicò solo
poche righe.
8 L'ingegnere era Antonio Spezia: v. lett. 813.
15 Giovanni Antonio Odone: nato nel 1784, vescovo di Susa dal 1845, morì il 9 novembre 1866 (HC
V II 339) e il vicario capitolare Giuseppe Maria Sciandra ne diede avviso al card. Antonelli solo il 30 no­
vembre: lett. ined. in ASV SdS 1866, r. 283, fase. 1.
16 prefetto: dal 24 marzo 1863 al 1° febbraio 1865 tale carica era stata coperta da Giuseppe Pasolini;
al suo ritiro, fino all’arrivo del successore, sen. Carlo Cadorna (1° giugno 1865), la Prefettura fu retta
dal conte Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109; il sindaco invece era Emanuele
Luserna di Rorà: v. lett. 738.
14-27 Verbale dell’avvenimento, iscrizione latina chiusa nella pietra angolare della chiesa e altre no­
tizie dell'avvenimento sono edite in MB V ili 99-103; La Buona settimana (anno X, n. 21, 22 sett.) die­
de notizia della presenza del principe Amedeo, duca d'Aosta, e della sua offerta di lire 500. Il duca
fece pure omaggio alTOratorio di una parte degli attrezzi di ginnastica da lui utilizzati nel castello dei
Moncalieri: v. Appendice, lett. 1864/13.
27 Rimembranza della funzione per la pietra angolare della chiesa sacrata a M aria Ausiliatrice in

14.2 Page 132

▲torna in alto
126 aprile 1865
Torino-Valdocco: dialogo con resoconto sulla solennità della giornata: ne II Galantuomo.... pp. 32-46;
fu poi pubblicato anche a parte nel 1865 e ristampato nel 1868 in Maraviglie della Madre di Dio...,
pp. 159-169: v. anche MB V ili 1035-1040 e OE XVI [476]-[490]. Un ricordo della cerimonia è traman­
dato dalTOblato di Maria Vergine, don Luigi Dadesso (1820-1892) che il 1° maggio scriveva al confra­
tello Don Gioanni Tione, rettore della Casa della Santissima Annunziata in Nizza Marittima: «Giovedì
scorso dovetti fare il Cerimoniere nella funzione che si fece per la benedizione della pietra della Chiesa
di Maria Ausiliatrice accanto alTOratorio di don Bosco [...] Essendosi fatta verso le due pomeridiane
dovetti sudare assai, non avendo quindi fatta attenzione ad un'aria che veniva dalla sacrestia, men-
tr'era sotto il portico mi presi un reuma nella schiena, che mi impedì nei tre giorni seguenti di recarmi
dal Marietti [...]: AOMV, serie Torino-Ospizio, volume Dadesso 5, fase. 2, cit. in A. B r u sto lo n, Sto­
riografia lanteriana ed Archivio Storico della congregazione degli Oblati di Maria Vergine. Approcci
mentali ed indice dei documenti. Torino, ed. Lanteri 1995, p. 350.
816
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 213 x 138 mm. tagliato il francobollo timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
timbri vari: Cuneo 28 ap. 65 3 S altri timbri illeggibili
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., R icci des Ferres (A 1960282)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900638)
E 1 343 MB V III 110-111
Assicura di estinguere un mutuo per prestiti fatti
*Torino, 28 ap[rile 18]65
Ill.mo Sig. Barone,
Credo che il cav. Oreglia non ritenesse la data del tempo stabilito per restitui­
re a V. S. 111.ma la somma di fr. 2000 a favore di questa povera casa; neppure io
5 in quel momento poteva sovvenirmene. Ora che Ella me lo ricorda spero nella di­
vina provvidenza di poterla soddisfare all’epoca mentovata. Riguardo al contratto
di due corpi di casa col Genio è vero che fu stipulato, ma non si potè ancora effet­
tuare l’intero pagamento per le innumerevoli garanzie e certificati che si vanno
ogni giorno richiedendo.
10
Ho poi attualmente un incaglio negli affari pei lavori che ho in via di una
chiesa e per alcune alquanto vistose somme scadute e non potute esigersi.
Tuttavia, come le dico sopra, atteso lo speciale bisogno che Ella mi accenna
di averla non in luglio ma ai 16 di maggio prossimo spero che l’avrà.
La ringrazio della fotografia che piacquele mandarmi del compianto Monsig.
15 Manzini benefattore |di questa casa. Noi abbiamo perduto molto colla sua morte f.iv
inaspettata.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
13 16 corr ex ...
15 Manzini] Mansigne
2 Feliciano Ricci des Ferres: v. lett. 740.

14.3 Page 133

▲torna in alto
aprile 1865 127
3 tempo stabilito: v. lett. 744, nella quale si accenna ad un mutuo di 2.000 lire da estinguere entro un
anno, o anche meno.
5 me lo ricorda: il 12 aprile il barone aveva chiesto a don Bosco il pagamento della somma. Due
giorni dopo il cav. Oreglia gli aveva risposto, a nome di don Bosco, dicendogli che non era in grado di
effettuarlo prima del mese di luglio: ASC B31220 R icci des Ferres (A 1890256).
7 Genio: nella lett. 744 si indicava il Governo come autorità acquirente.
13 16 di maggio: invero l'1 1 maggio non avrà ancora in mano il denaro per cui lo avrebbe chiesto a
don Rua (v. lett. 822).
15 Clemente Manzini: nato nel 1803, vescovo di Cuneo dal 1844, era morto il 21 marzo 1865, cosic­
ché dieci giorni dopo, il 31 marzo, don Bosco si rivolse al suo vicario, can. Simone Francesco Moline­
ri: v. E(m) I, lett. 648; altre notizie sul vescovo in HC V II 169.
817
Al sindaco di Lanzo Paolo Tessiore
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Sindaci, Lanzo (A 1690504) me. 4 E 7/8
Min. aut. senza firma 1 f. 208 x 132 mm. carta azzurra con segni di carta gommata e della pie­
gatura in quattro parti in calce don Bosco scrive: «Don [Angelo] Savio ed il cavaliere [Federico Ore­
glia di S. Stefano] leggano e dicano il loro parere»
E I 343 MB V ili 88-89
Rescissione dalla convenzione del 30 giugno 1864 relativa al collegio di Lanzo - ne spiega i motivi
Ill.mo Sig. Sindaco,
*Torino, 29 ap[rile] 1865
Ricevuta la lettera di V. S. 111.ma riguardante il collegio convitto di Lanzo ho
pensato ai vari modi con cui io avrei potuto provvedere al buon andamento del
medesimo colTampliazione o almeno col rendere servibile il locale attuale.
5
Ma osservando che qualunque mezzo io adotti ne’ limiti circoscritti dal Mu­
nicipio, riesce a me svantaggioso; d ’altra parte per la regolarità e per l ’aumento
delle classi non bastando più l ’attuale locale, poiché pel p[rossimo] ottobre le di-
mande sono assai superiori al numero di quelli che sono già ivi accolti; per questi
motivi io diffido V. S. e in lei gli altri signori del Municipio che io mi dismetto dal- 10
la convenzione delli [30 giugno 1864] e li lascio liberi di provvedere alla continua­
zione del collegio nel modo che sarà da loro giudicato migliore.
Mi rincresce certamente e per le gravi spese che ho dovuto fare e pel buon
f.lv andamento ed avviamento tanto degli interni quanto degli esterni ma per non
esporre questa casa a nuovi e maggiori gravami debbo prendere questa delibera- 15
zione.
La prego di voler comunicare questa deliberazione ai sig. Membri del Muni­
cipio, e di fare a tutti i miei più vivi ringraziamenti di tutti i benevoli riguardi che
in più occasioni ebbero la bontà di usarmi.
Mi creda colla dovuta stima e gratitudine
20
Di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
3 di emend ex... 4 ante modi del s 6-7 ne’ limiti... svantaggioso emend si ex riesce rovinoso

14.4 Page 134

▲torna in alto
128 aprile 1865
per questa casa 7-8 d'altra parte... bastando corr si ex e d'altra parte [ add si et it per le] incontro
difficoltà nell’esigere per la regolarità e numero delle scuole non bastando 8-9 poiché... dimande
emend si ex essendovi già un gran numero di dimande
9 sono add si
post sono del si già
già add si ante per del tenuto anche conto delle difficoltà che si incontrano per esigere gli oppor­
tuni mandati di pagamento ante questi del tutti 10 diffido emend ex mi ritiro V. S. e... gli
corr si ex Lei e gli
19 di add si
2 Sindaco, ossia Paolo Tessiore: v. lett. 753.
3 lettera: datata 7 aprile 1865: cit. in. Appendice, lett. 1865/5; in essa venivano respinte alcune ri­
chieste di don Bosco.
— collegio-convitto: v. lett. 753.
15-16 prendere questa deliberazione: in realtà le difficoltà si appianarono presto. Il 21 giugno 1865 il
sindaco chiese a don Bosco di continuare la sua attività ampliando i locali del collegio anche grazie al
sussidio comunale di lire 3000 e all'ulteriore sovvenzione che si augurava dal Consiglio provinciale:
ASC B26200 Lanzo me. 200 B 5/6 (F 465). Il teol. Federico Albert, parroco di Lanzo, due giorni prima
aveva anticipato a don Bosco la decisione presa dal consiglio comunale, di cui era membro, nella se­
duta del 18 giugno: ib., me. 200 B 4.
818
Al papa Pio IX
ASV Ep. ad Princ., Pos. et Min. 56
Orig. aut. 2 ff. 285 x 205 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio I X (A 1960178)
Ined.
Notizie sulla costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice - domanda di benedizione e di doni per la
lotteria - informazione sull'andamento dei lavori parlamentari circa il matrimonio civile e la legge di
soppressione delle corporazioni ecclesiastiche - auspicio di pronta nomina di vescovi nelle sedi vacan­
ti - richiesta di appoggio per l’approvazione delle costituzioni salesiane - futuro radioso della Chiesa
dopo «gravi battaglie»
Beatissimo Padre,
*Torino, 30 aprile 1865
È sempre per me, Beatissimo Padre, una grande consolazione ogni volta che
anche a nome de’ miei compagni e colleghi posso parlare al più caro[,] al più
5 amato de’ padri. Chi porta questa lettera è il sig. Marchese Fassati che per solo
spirito di vera divozione va a Roma. Egli è insigne benefattore di questa casa, e se
la chiesa di Maria Ausiliatrice trovasi già colle mura fuori terra lo devo in gran
parte a questa benemerita famiglia Fassati.
Questa Chiesa, Beatissimo Padre, si innalza a grande celerità; trovandomi
io nelle strettezze per danaro ho deliberato di appigliarmi al mezzo che V. B. degna-
vasi di suggerirmi per mezzo di un nostro benefattore, quello cioè di una Lotteria.
A questo riguardo supplico V. B. di due favori: compartire la sua santa benedizio­
ne a chi si occupa di questo sospirato edifizio e di mandarci qualche dono da col­
locare in principio del catalogo degli oggetti.
15
Nei giorni passati noi fummo immersi in una gravissima costernazione per la
legge del matrimonio civile, e ciò riusciva tanto più sensibile perché se ne attri­
buisce la cagione a Monsignor Di Giacomo. Chi sa nelle attuali trattazioni dei Ve­
scovi non si possa ottenere qualche modificazione?

14.5 Page 135

▲torna in alto
aprile 1865 129
f.iv
Giovedì (27 aprile) fu benedetta dal vescovo di Susa la pietra angolare della
Chiesa Maria Auxilium Christianorum e vi fu una bella e gloriosa coincidenza. 20
Dalle due alle tre di sera aveva luogo la sacra funzione a cui prendevano parte più
migliaja di persone appartenenti alle prime famiglie di questa città. Ora mentre
ognuno prostrato pregava la grande Madre di Dio che rendesse nulli gli assalti dei
nemici delle corporazioni religiose e de' beni ecclesiastici, in quella ora stessa na­
sce un disaccordo nella camera dei deputati, si sospende, di poi si ritira l'infausta 25
legge, che al mattino sembrava doversi senza alcun contrasto approvare.
Noi continuiamo, Beatissimo Padre, a fare mattino e sera speciali preghiere
in comune affinché Dio la assista ad aggiustare nel meglio possibile il grave disa­
stro che si fa ognor più calamitoso qualora patisse ancora qualche dilazione. V o­
glio dire il ritorno e la nomina de’ vescovi. Tutto il mondo è in grande agitazione 30
pensando quale cosa sarà per fare il Santo Padre; ma tutti tosto si consolano di­
cendo: comunque si faccia, se la cosa è trattata dal papa, sarà sempre ben fatta e
da tutti i fedeli approvata.
Nello scorso marzo ho mandato alla congregazione de’ Vescovi ed Ordini re­
golari le costituzioni della Società di S. Francesco di Sales accomodate alle osser- 35
f.2r vazioni che mi erano state fatte. Raccomando |ogni cosa alla tante volte esperi-
mentata bontà paterna di Vostra Santità. Il numero de’ soci oltrepassa già il nu­
mero cento. Le case aperte finora sono sette; le regole e la disciplina sono osser­
vate quanto umanamente si può desiderare.
Coraggio, Santo Padre, noi raddoppiamo le nostre preghiere affinché venga 40
presto il giorno in cui V. S. possa cantare in persona quel grande Te Deum che
segnerà la pace della Chiesa e la gloria del pontificato di Pio IX. Sembrami assai
vicino, ma prima di questa pace dovremo ancora sostenere gravi battaglie.
Dio benedica Vostra Santità e la Vergine S. la conservi ad multos annos pel
bene della chiesa. Si degni di compartire la sua santa ed apostolica benedizione 45
sopra di me e sopra tutti i miei poveri giovanetti coi quali umilmente mi prostro
reputando sempre il più bel momento di mia vita quando posso avere l ’alto onore
di professarmi
Di Vostra Beatitudine
Obbl.mo ed attaccatissimo figliuolo
50
Sac. Bosco Gioanni
6 vera corr ex...
14 catalogo corr ex cattalogo
quali add m rg in f 48 professarmi emend ex...
23 ante pregava del si
46 sopra corr ex p
5 Domenico Fassati: v. lett. 811; dati biog. in E(m) I, lett. 251.
13 dono: il papa invierà due preziosi cammei, e una croce d ’oro lavorata a smalto ad uso reliquia­
rio: cf Elenco degli oggetti, graziosamente donati a benefizio degli oratorii di s. Francesco di Sales in
Valdocco, di s. Lu igi a Porta nuova, dell'Angelo Custode in Vanchiglia e per la costruzione della
chiesa dedicata a M aria Ausiliatrice, edito dalla tipografia dell’Oratorio di S. Frane, di Sales nel 1866
(OE X V II pp [l]-[2 3 ]).
16 matrimonio civile: ancora il 24 marzo 1865 mons. Luigi Nazari di Calabiana aveva difeso al Sena­
to il carattere religioso del matrimonio, ma il 29 marzo si era conclusa nella stessa sede la discussione
suH'unifìcazione legislativa del Regno (compreso il matrimonio civile) che a scrutinio segreto fu adot­
tata. Il matrimonio civile, in clima di separatismo fra Chiesa e Stato, a norma di codice entrato in vi­
gore il 1° gennaio 1866, non prevedeva alcun riconoscimento da parte dello Stato degli effetti civili del
5

14.6 Page 136

▲torna in alto
130 aprile 1865
rito religioso né alcuna partecipazione del sacerdote nella cerimonia civile, riconosciuta dallo Stato.
17 Gennaro Di Giacomo, nato a Napoli il 17 settembre 1796, sacerdote nel 1820, nel 1848 venne fatto
vescovo di Piedimonte d'Alife (Caserta). Di sentimenti patriottici, nel 1863 fu nominato senatore ed
ebbe scontri col cardinale di Napoli, Riario Sforza, e con la curia romana. Nonostante ripetuti inter­
venti papali, continuò a partecipare alle sedute senatoriali fino al 1873, anno in cui restò a Roma, la­
sciando così ogni giurisdizione a un coadiutore con diritto di successione. Nel 1876 si ritirò a Caserta,
ospite del re, dove morì il I o luglio 1878. Per notizie su di lui cf D. M arrocco, M onsignor D i Giacomo,
un Vescovo nel risorgimento. Piedimonte d’Alife, 1963; v. anche G. M a r t in a , Pio I X (1867-1878)...,
pp. 18-24.
— Non solo don Bosco ma anche i salesiani si interessavano dell’accordo fra i vescovi. Così è signifi­
cativo del clima di Valdocco la lettera che il 18 dicembre 1867 don Angelo Savio scrisse personalmente
al card. Girolamo D’Andrea per la felice conclusione del «caso» che lo aveva messo in opposizione alla
curia pontificia: «Eminenza, recava molto dolore a tanti cristiani che V. E. non credesse di poter ot­
temperare ai desideri del Santo Padre. Ma finalmente la B. Vergine e Gesù Bambino hanno voluto far­
ci un segnalato favore; essi hanno fatto in modo che V. E. si decidesse a lasciar Napoli per recarsi ad
ossequiare il Vicario di Gesù Cristo. Sia lodato Iddio, ma sia anche lodata V. E. perché ha recato con­
solazione al Santo Padre ed ha confuso i nemici della chiesa deludendo le sciocche loro speranze. Io
ho voluto scriverle, sebbene sia aver osato troppo, perché conosca sempre più i sentimenti dei popoli
piemontesi...»: ASV Spoglio Cardinali Pietro Marini. Analoghe lettere del 1867, a firma di don Gio­
vanni Bonetti, sono edite in MB IX 189-195. Circa il «caso d ’Andrea» si veda G. M a r t in a , Pio IX (1867-
1878)... pp. 18-24.
— attuali trattazioni: v. linea 30.
19 vescovo di Susa era mons. Giovanni Antonio Odone: v. lett. 815.
20 gloriosa coincidenza: il pomeriggio del 27 aprile il guardasigilli Giuseppe Vacca chiese la sospen­
sione della discussione sul disegno di legge sull’asse ecclesiastico. Il 28 aprile poi un decreto reale ordi­
nò al ministero di ritirarlo. «L'Unità Cattolica» del 29 aprile 1865 comunicandone il ritiro lo commen­
tava con un tono ancor più entusiastico e provvidenzialistico di quello di don Bosco: «N on si vide mai
più chiaramente come tutto sia governato quaggiù da un Mente divina, e l’uomo si agiti sotto la mano
di Dio onnipotente che lo lascia fare, servendosi poi a suo tempo pei suoi santissimi fini [...] Godiamo:
Iddio sta per perdonarci, e l'Italia sarà salva [...]». Lo stesso giornale la settimana prima (22 aprile)
aveva tessuto gli elogi della carità di don Bosco che aveva accolto tre ragazzi «incamminati alla galera
o alla forca»
34 ho mandato: da tempo a Roma erano in corso trattative fra il card. Antonelli e l’inviato del gover­
no, il commendatore Saverio Vegezzi, per appianare le difficoltà circa la nomina di vescovi alle molte
sedi vacanti in Italia; don Bosco era stato probabilmente cointeressato alla vertenza: cf F. M o tto , L 'a ­
zione mediatrice di don Bosco nella questione delle sedi vescovili vacanti in Italia. Roma, LAS 1988,
pp. 16-30.
— scorso marzo: esattamente il 30 marzo (v. lett. 810).
35 accomodate: in realtà le modifiche erano lungi dal rispondere alle 13 animadversiones fatte nel
1864dalla Congregazione dei Vescovi e Regolari.
40-41 venga presto il giorno: per l ’opinione di don Bosco sulla situazione della chiesa in Italia, c f in­
dicazione bibliografica alla lett. 763.
819
Circolare
ASC B10019 Documenti per scrivere la storia di G. Bosco, X LI 282-283 (A 0900101)
Copia a stampa con bordi ritagliati 2 ff.
E I 346-347 MB V ili 133-134
Richiesta di doni per la lotteria iniziata a favore degli Oratori
me. 1175 B 8/9
[Torino, fine aprile 1865]
Benemerito Signore,
Sono alcuni anni da che io ricorreva a V. S. Benemerita invitandola a pren­

14.7 Page 137

▲torna in alto
aprile 1865 131
der parte ad una Lotteria iniziata a favore dei poveri giovani che frequentano gli
Oratorii maschili di questa città, ed Ella mi porse la mano benefica cui mercé l'o- 5
pera venne condotta ad un febee risultato.
Mentre ho tuttora l'animo pieno di gratitudine per quanto ha fatto, mi si pa­
rano davanti novelli bisogni, novelle circostanze che mi spingono ad iniziarne
un’altra come unico mezzo per fare ricorso alla piccola beneficenza.
Fra questi bisogni sono i fitti, la manutenzione, riparazione ed anche la co- io
struzione di locali destinati a questi Oratori ed ultimamente una chiesa posta in
costruzione nel quartiere di Valdocco.
Dal programma e dal piamo della Lotteria, che spero di poterle fra breve in­
viare, vedrà viemeglio spiegato quanto qui solamente accenno. Intanto io con tut­
ta confidenza calcolando di nuovo sulla efficace di Lei cooperazione la pregherei 15
di tre speciali favori:
1° Di continuarmi il suo favore per un’opera che già altre volte Ella si degnò
di beneficare;
2° Indicarmi il nome e il cognome di quelle persone che Ella giudicasse pro­
pense a prestarsi come promotori di quest'opera di beneficenza;
20
3° Se mai Ella o qualcheduno di sua conoscenza possedesse doni da desti­
narsi per questo bisogno si compiacesse di inviarli a questa casa in quel modo che
Le recherà minor disturbo. Imperciocché per iniziare una lotteria devesi prima
raccogliere un determinato numero di oggetti da descriversi e presentarsi al sig.
Prefetto di codesta città e provincia, per quindi ottenere la facoltà di farne la pub- 25
blica esposizione.
Mentre per altro ripongo in Lei la più viva fiducia, l ’assicuro che mi adopre-
rò quanto mi sarà possibile per diminuirle il disturbo in tutte le incumbenze che
possono occorrere nel compiere l'opera che nella sua bontà prende a promuove­
re. Iddio, che ricco di grazie largamente ricompensa un bicchiere d’acqua dato in 30
suo nome, le conceda vita felice e mandi sopra di Lei copiose benedizioni per la
carità che sarà per usare a questi poveri giovanetti e per la costruzione della casa
del Signore.
Voglia infine gradire che colla più sentita riconoscenza io abbia l ’onore di po­
termi professare
35
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Giovanni
4 Lotteria: l’ultima in ordine di tempo era stata quella lanciata nel 1862: v. E(m ) I, lett. 542.
13 programma e piano (e promotori): cf Lotteria d ’oggetti posta sotto la speciale protezione delle
Loro Altezze Reali il principe Amedeo di Savoia, duca d ’Aosta, I l principe Eugenio di Carignano, La
principessa Maria Elisabetta di Sassonia duchessa di Genova, il principe Tommaso di Savoia, duca
di Genova, la principessa Margherita Maria Teresa... Torino, [1865], tip. dell’Oratorio di S. Frane, di
Sales 6 [2] p. (OE X V I [247]-[253]); ed. pure in MB V ili 1047-1050. L 'Elenco degli oggetti graziosa­
mente donati a benefizio degli oratorii..., di cui alla lett. 818, riporta i medesimi testi, pp. 1-7.
20 promotori: non era stata facile la composizione della commissione responsabile della lotteria. Ad
es. al rifiuto dell’assessore comunale Ilario Pateri, dottore aggregato alla facoltà di giurisprudenza e
prof, ordinario di diritto canonico all’università di Torino (v. anche Appendice, lett. 1865/7) il 15 apri-

14.8 Page 138

▲torna in alto
132 maggio 1865
le 1865, il collega assessore di consiglio comunale e di insegnamento universitario, senatore Giuseppe
Moris, futuro vicepresidente della commissione, ne avanzò nuovamente la candidatura il 25 aprile:
ASC B12012 Lotteria (A 0220433). Il giorno dopo il Pateri, dispiaciuto di essere nuovamente assente
alla riunione prevista per la giornata e di non poter accettare incarichi all’interno della commissione,
si dichiarava però disponibile ad autenticare con la sua firma i biglietti della lotteria. Difatti sarà uno
dei membri della commissione: ASC B12012 Lotteria (A 0220406). Difficile fu anche l'inserimento nel­
l’elenco dei promotori del sindaco Emanuele Luserna di Rorà. Questi, che sul finire del gennaio 1865
sembrava disponibile ad accettare la vicepresidenza onoraria della lotteria, ai primi di marzo, rasse­
gnate le dimissioni da sindaco, si era allontanato da Torino; motivo per cui il capo di Gabinetto il 16
marzo comunicò a don Bosco che non era possibile accogliere la domanda. Quindici giorni dopo il
sindaco ritirò le sue dimissioni ed allora don Bosco riprese le trattative interrotte e le portò a termine,
per cui 0 nome del sindaco risultò il primo dei membri della commissione, in qualità di Presidente
onorario: cf MB V ili 94-95. Le riunioni del 16, 25 e 26 aprile portarono all’approvazione del program­
ma e alla distribuzione dei vari incarichi: cf MB V ili 95: ma ancora in maggio si era alla ricerca di ul­
teriori nominativi da inserire fra i membri della commissione: v. Appendice, lett. 1865/11. Nei mesi
successivi seguirono gli usuali inventari dei doni e la loro valutazione economica attraverso i periti già
noti, Giovanni Volpato e Giuseppe Buzzetti.
21 doni: ne vennero raccolti 2524, tutti numerati nell'£/enco cit. alla lin. 13. Cinque doni vennero of­
ferti dalla contessa Luisa Libri, nata Nerli, una delle promotrici fiorentine della lotteria, attraverso la
marchesa Villarios: v. Appendice, lett. 1865/8.
30 bicchier d ’acqua: cf Me. 9,40.
820
Al priore Giuseppe Frassinetti
Archivio Storico Istituto Figli di S. Maria Immacolata - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 140 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Frassinetti (A 1960242)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870122)
E I 344-345
Dolore per la morte di don Luigi Sturla - a proposito della fondazione di un proprio istituto a Genova,
eventualmente da consociare con quello degli Artigianelli di don Francesco Montebruno
*Torino, 2 maggio 1865
Car.mo nel Signore,
Con grande rincrescimento ho ricevuto la dolorosa notizia della morte del
sig. D. Sturla. Certamente il male non fu per lui, che certamente volò al Signore,
5 ma fu per quelli che rimasero privi di un consigliere e di un[o] zelante ministro.
Riguardo all’idea di stabilire in Genova l'in s ti[tu ]to etc. le dico che questo
ho vagheggiato per molto tempo e sembrava che le cose fossero di pieno accordo
con D. Montebruno, ma in ultima conclusione si vide che non potevasi consocia­
re un istituto di beneficenza, precisato con Regolamento, con uno che è governa­
lo to paternamente sì, ma a beneplacito e con mezzi quasi assicurati.
Esamini bene questo punto, e quando Ella abbia veduto che si possa fare
qualche cosa melo dica e farò una gita a Genova. Metta per altro per base[:]
1° Ciò non faccia concorrenza a D. Montebruno, e se è possibile si faccia
una cosa sola con lui.
15
2° Nella amministrazione disciplinare il Direttore deve essere indipendente,
ben inteso ne' limiti che gli saranno fissati.

14.9 Page 139

▲torna in alto
maggio 1865 133
3° Vi sia pieno accordo e consenso col Vescovo del luogo.
Queste sono le prime basi, del resto ella vedrà come il Signore Iddio le inspi­
rerà.
Dio benedica Lei ed i suoi parochiani, preghi per me e per questi miei giova­
netti e mi creda nel Signore
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Giuseppe Frassinetti: v. E(m) I, lett. 464.
4 Luigi Sturla: sacerdote genovese, era uno dei maggiori collaboratori del Frassinetti, che ne scrisse
la vita. Nato nel 1795, sacerdote nel 1832, con altri sacerdoti fondò la Conferenza di Ecclesiastici sotto
la protezione di Maria SS. Regina degli Apostoli e dei Santi Apostoli e del B. Leonardo da Portom au-
rizio. Allontanato da Genova nel 1848, venne inviato prima ad Alessandria d ’Egitto, poi ad Aden, fra i
Gallas dell’Africa. Ritornò in Italia nel 1857 e fu uno dei responsabili della Pia Unione dei Figli del­
l ’im m acolata Concezione, nata in Genova ma trasferita a Mornese nel 1862. Morì il 19 aprile 1865: cf
G. F r assin e tti, M em orie del sac. Lu igi Sturla. Ed. postuma Genova, Tipografìa della gioventù, 1871.
6-8 stabilire in Genova l’instituto... D. Montebruno: Francesco Montebruno (1831-1895), genovese,
sacerdote dal 1854, medaglia d ’oro per l'opera prestata lo stesso anno in occasione dell’epidemia di
colera che aveva colpito la città, era molto attivo nel campo dell’assistenza ai carcerati, agli infermi,
all’«Opera della S. Infanzia». Nel 1857 aveva fondato l’«Opera degli Artigianelli per la gioventù abban­
donata» e da quel momento aveva avuto contatti personali ed epistolari con don Bosco, col quale ave­
va anche trattato, senza successo, di procedere ad un’eventuale unificazione delle loro opere. N ell’ot­
tobre del 1864 aveva scritto a don Bosco per domandargli il regolamento dell’Oratorio e per chiedergli
di poter nominare lui o qualcun altro salesiano come suo successore nel testamento: ASC B26200
M ontebruno ed. MB V II 754. Il Frassinetti, amico di don Bosco e di don Montebruno, caldeggiava co­
munque la fondazione di un’opera di don Bosco in Genova, ma il progetto non si realizzò che a Geno-
va-Sampierdarena nel 1872, (dopo un tentativo di pochi mesi a Genova-Marassi) e indipendentemente
da don Montebruno, il quale a sua volta nel 1873 aprì la casa delle Artigianelle: sul Montebruno cf
DSMCI III/2 Le figure rappresentative, pp. 572-573; v. poi anche lett. 1072.
821
A don Giovanni Saroglia
ASC B31010 Lett. orig., Saroglia (A 1740601) me. 52 D 3
Orig. aut. 1 f. 212 x 140 mm. carta azzurra sbiadita mrg. sin. slabbrato
E I 345-346 MB V ili 111 X V 830-831
Per accettare un giovane chiede di sapere se intende dedicarsi allo studio o imparare un mestiere - co­
municazione per il can. Tommaso Gallenga
*Torino, 2 mag[gio 18]65
Car.mo Sig. D. Saroglia,
Affinché io possa rispondere categoricamente per l ’accettazione del giova­
netto Cerutti figlio del bigliettario della stazione] di Novara bisogna che egli mi
dica se intende avviarlo allo studio o ad un mestiere, quale instruzione abbia con­
seguito, più un certificato di condotta morale, e se intende di pagare pensione o
entrare per carità.
Avuti questi schiarimenti risponderò tosto nel senso più favorevole che mi sia
possibile.

14.10 Page 140

▲torna in alto
134 maggio 1865
10
Dica al sig. Can.co Gallenga che non fui più a tempo per fare la sua commis­
sione, perché le carte erano già spedite.
Dio la benedica; preghi per me e per questi miei poveri giovanetti, mentre mi
professo con sincera affezione
Di V. S. car.ma
15
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
2 Giovanni Saroglia: nato a Verolengo (provincia di Torino e diocesi di Ivrea) il 27 marzo 1836, di­
venne sacerdote, segretario vescovile, cappellano cerimoniere della cappella vescovile, cancelliere di
Curia, vicario generale, canonico prevosto del Capitolo. Morì a Ivrea l ’8 luglio 1897: cf Ivrea, archivio
diocesano, Saroglia.
4 Cerutti: nel registro Censimento dell'ASC si trova indicato il nome di Carlo Cerniti, figlio di Giu­
seppe e di Maria Zappetti, nato a Varallo (Vercelli) nel 1853 ed entrato a Valdocco come studente il 28
ottobre 1865.
4-5 mi dica se: sono le solite richieste precedenti all'accettazione di un ragazzo aU’Oratorio.
10 can. Tommaso Gallenga, economo e promotore della cappella vescovile v. E(m) I, lett. 117. Non
è stata individuata la «commissione» cui si accenna.
822
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740111) me. 47 D 1/2
Orig. aut. 2 ff. 214 x 139 mm. carta azzurra sbiadita con segno di ceralacca rossa timbri vari:
Torino 11 magg 65 10 S Giarole 12 mag 65 altri timbri illeggibili sul f. 2v si legge una nota a ma­
tita di un anonimo
E I 347-348
Chiede un prestito di 2000 lire - manda la benedizione ai confratelli e ai giovani del piccolo seminario
di Mirabello
*Torino, 11 maggio 1865
Car.mo D. Rua,
Ho bisogno di due mila franchi per Lunedì, saresti tu capace se non darli al­
meno imprestarli al povero papà? Se non puoi tu, non potresti anche raccoman-
5 darti a mio nome al caro papà Proverà?
La ragione di questo inaspettato bisogno è una esazione che doveva compier­
si alla metà del corrente [mese] e che non si potrà effettuare fino al giorno ultimo
dello stesso mese. Sicché a quell'epoca io potrei far fronte alle cose e dare tutto o
in parte secondo che sarà del caso. Se è si, bisogna che me li mandi o meglio an-
10 cora me li porti domenica sera e, si fieri poterit, con D. Persi. Altrimenti damme­
ne tosto avviso.
Se Neirotti non rinuncia alla fuma, all’uscita e non si sottomette undequa-
que alle regole del piccolo seminario mandalo a Torino e te ne manderò tosto un
altro.
15
Per l ’aritmetica ai Retorici fà pure; ma bada alla tua sanità e se ti accorgi di
soffrirne anche poco ti obbligo di desistere immediatamente.
Mio caro D. Rua, il Signore ci vuole metter alle prove; ho molto bisogno che

15 Pages 141-150

▲torna in alto

15.1 Page 141

▲torna in alto
maggio 1865 135
tu preghi e faccia eziandio pregare i tuoi giovanetti per me. D. Alasonatti è ad
Avigliana, e c ’è qualche miglioramento. D. Ruffino ebbe già sette salassi e finora
non si manifesta ancora alcuna crisi. D. Proverà di sanità sta bene, ma va zoppi- 20
cando. S ic D o m in o placet.
Dì a D. Persi di tutto cuore la mia povera benedizione a lui[,] a tutte le sue
fatiche e in [lui] benedico te e tutti i nostri giovanetti di Mirabello cui auguro sa­
nità, e grazia da fare santamente gli esercizi spirituali.
Abbimi sempre tuo
25
Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco Gio.
All'ottimo Sig. D. Rua Direttore capo
del piccolo Sem. Vesc. Mirabello
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 due mila franchi: v. lett. 816.
— Lunedì: 15 maggio.
4 povero papà: ossia don Bosco stesso.
5 Giovanni Battista Proverà, abitante a Mirabello, padre dell’allora prefetto del collegio di Lanzo,
don Francesco Proverà: v. E(m ) I, lett. 624.
10 Don Giuseppe Persi, missionario apostolico, ospite a Valdocco, in quei giorni stava predicando gli
esercizi spirituali ai giovani di Mirabello; l’anno successivo, dal 30 aprile, fece lo stesso con quelli di
Valdocco (c f MB V ili 351) dopo aver chiesto a don Rua un aiuto perché non in perfetta salute (ASC
lett. 27 aprile 1866: me 713 A 1/3). Il Persi rimase a lungo in relazione con don Bosco, per cui riman­
diamo i suoi dati biog. ad una lettera di cui sarà destinatario. Un altro predicatore invitato a Valdocco in
alcune occasioni, ad es. la festa di S. Luigi, fu don Giovanni Ciattino: v. Appendice, lett. 1864/21.
— Se don Bosco domandava aiuto ad altri sacerdoti, non poteva non essere richiesto a sua volta di
prestarsi in altre circostanze. Così ai primi del mese, il vescovo di Reggio Emilia, Pietro Raffaelli, gli
scrisse per chiedergli due salesiani per la predicazione degli esercizi nella sua città: ASC B26200 Raf­
faelli, ed. in MB V ili 93.
12 Carlo Neirotti, fu Carlo e Teresa Gianone, era nato a Susa (Torino) nel 1827; risulta entrato all’O-
ratorio come artigiano il 18 febbraio 1865: cf ASC registro Censimento. Adulto, evidentemente aveva
abitudini, come il fumare e l’uscire liberamente di casa, che non si addicevano ad un piccolo seminario.
— fuma: dal termine dialettale piemontese, fuma, indicante la pipa.
18 Vittorio Alasonatti: v. E(m ) I, lett. 143; per motivi di salute don Bosco lo aveva mandato al paese
nativo, Avigliana, ma il miglioramento fu solo temporaneo, visto che morì pochi mesi dopo, il 7 otto­
bre. Della sua malattia era rimasto molto addolorato anche mons. Tommaso Ghilardi che il 20 luglio
1865ne aveva fatto cenno in una lettera a don Celestino Durando: cf MB V II 129.
19 Domenico Ruffino (v. E(m) I, lett. 272), in quel tempo direttore del collegio di Lanzo, era stato ef­
fettivamente colpito da violenta polmonite, che ne avrebbe provocato la morte due mesi dopo, il 16
luglio.
20 Francesco Proverà (v. E(m ) I, lett. 518), soffriva di grave forma di ulcera progressiva ai piedi, che
ne avrebbe poi impedito la deambulazione: cf MB V ili 124-125.
823
Al reggente la Prefettura di Torino, Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Prefetti, Pasolini (A 1690318) me. 3 E 11
Orig. ms. di Giulio Barberis con data e firma aut. così come i due numeri di linee 25 e 26 1 f. proto­
collo con rigatura verde e marginatura rosacea 302 x 206 mm. sul mrg. sup. sin. si legge, aut. di
Giovanni Battista Lemoyne: «primo elenco oggetti lotterie 1865 - decreto di autorizzazione» sul
mrg. sup. des. altri segni di protocollo sul v altro scritto di Barberis relativo alla Lotteria: «Sotto la
protezione...» foro e strappo centrale restaurato con carta gommata vari segni di sottolineatura
in matita e in pastello rosso

15.2 Page 142

▲torna in alto
136 maggio 1865
E I 348-349 MB Vili 135-136
Richiesta di autorizzazione della lotteria - allega documentazione
*Torino, 15 maggio 1865
Illustrissimo Sig. Prefetto,
Già altre volte ho fatto ricorso a V. S. 111.ma nei vari gravi bisogni degli orato-
rii maschili di questa città, ed ho sempre trovato in Lei un potente appoggio. Il
5 medesimo favore spero eziandio di trovare nel caso presente in cui bisogni vera­
mente urgenti si fanno sentire. Questi bisogni sono:
1° Pagare alcuni arretrati del fitto della scuola ed oratorio festivo di Van-
chi[g]lia che monta annualmente a fr. 630; dell’Oratorio di S. Luigi a Porta Nuo­
va, di franchi 450 annui; di S. Giuseppe a S. Salvario di franchi 300.
io
2° Estinguere una passività di 11. 25.000 dovuti al signor Filippi a compimen­
to del debito contratto per un corpo di casa dal medesimo venduto, e da me com­
prato per dare ricetto a maggior numero di poveri giovani.
3° Dare pane ad un numero di circa ottocento poveri giovinetti, i quali nella
casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales sono provveduti di vitto e vestiario ed
15 avviati al lavoro.
4° Ultimare la costruzione di una nuova chiesa, giacché quella di cui ci sia­
mo fin’ora serviti, pel notabile aumento dei giovanetti capisce nemmeno più la
terza parte dei giovani che intervengono.
A fine di provvedere a tutti questi bisogni ho pregato gli infra nominati Si-
20 gnori a radunarsi in una sala del Municipio, i quali esaminata la necessità di tali
spese, ed avvisando ai mezzi di fare fronte alle medesime, proposero una lotteria
d ’oggetti nel modo spiegato nell’unito programma e piano di regolamento.
Per questo bisogno ricorro rispettosamente a V. S. 111.ma, supplicandola^]
[1°] di voler approvare la commissione di questa lotteria nei membri sotto
25 nominati, con facoltà di pubblicare il programma col rispettivo regolamento.
2° Inoltre di poter smerciare biglietti N. 94,404 a cent.mi 50 caduno, che for­
mano L. 47,202 corrispondente al doppio valore degli infrascritti oggetti.
3° Che ciascun biglietto sia segnato da un membro della Commissione, e
marcato col bollo della medesima come nel modulo ivi unito.
30
Persuaso che questa domanda sarà dalla sua carità benevolmente accolta, Le
auguro tutto il bene dal Cielo, mentre ho l'alto onore di potermi colla più sentita
gratitudine dichiarare
Di V S. 111.ma
35
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni

15.3 Page 143

▲torna in alto
4 Lei corr ex lei
10 25.000 corr ex 20.000[?]
corr ex municipio
maggio 1865 137
19-20 Signori c o rr ex signori 20 Municipio
2 Prefetto: dall’inizio di febbraio, con la partenza del Prefetto Giuseppe Pasolini, sino alla fine di
maggio, con l’arrivo del nuovo Prefetto, Carlo Cadorna (dati biog. in Appendice, lett. 1865/15) la Pre­
fettura fu retta dal conte Costantino Radicati, primo consigliere della medesima: v. lett. 815.
3 altre volte: il Radicati, da anni funzionario presso l ’Azienda delle Finanze, l ’intendenza generale e
la Prefettura di Torino, aveva avuto modo di essere contattato da don Bosco soprattutto per l ’autoriz­
zazione alle varie lotterie e per l ’accettazione di ragazzi all’ Oratorio: v. E(m ) I, Indice alfabetico dei
nomi.
7-8 Vanchiglia: si trattava dell'Oratorio dell’Angelo Custode.
9 S. Salvario: oratorio aperto nel 1859 dal cav. Carlo Occelletti e che dal 1864 aveva come direttore
un salesiano, don Giovanni Battista Francesia. Circa le difficoltà finanziarie dell’anno 1865, v. anche
lett. 865.
10 Filippi (f.lli): v. E(m) I, lett. 21; inoltre lett. 1201; la passività nei loro confronti era dovuta all’ac­
quisto della loro proprietà a Valdocco nel luglio 1860 al prezzo di lire 65.000: c f Torino e Don Bosco (a
cura di G. Bracco)..., p. 147.
24-25 membri sotto nominati: v. lett. 819, lin. 13.
30 La domanda fu effettivamente accolta e il 19 maggio venne emesso il relativo decreto: ASC
B12012 Lotterie ed. in MB V ili 136-137. Segretario della lotteria era il cav. Federico Oreglia di S. Ste­
fano, che si affrettò ad inviare ovunque circolari per avere nomi da inserire nel catalogo dei promoto­
ri, per chiedere altri doni e per trovare persone che acquistassero personalmente o smerciassero i bi­
glietti; pure don Bosco fece la sua parte (v. ad es. lett. 824). « L ’Unità Cattolica» non mancò di divulga­
re la notizia (19 luglio). Non tutti però accolsero la proposta di smerciare i biglietti. Così ad es. nel set­
tembre successivo il parroco di Domo (Pavia) li restituì al presidente onorario della Commissione, il
sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà, attraverso la sottoprefettura della Lomellina: ASCT
Istruzione e beneficienza, rep. 155, cart. 22, fase. 8.
824
Alla marchesa Teresa Durazzo Pallavicini
Orig. già presso marchesa Teresa Pallavicini Durazzo - Genova
Edita in E I 349 MB X IV 834
Invito a farsi promotrice della lotteria per la chiesa di Maria Ausiliatrice - omaggi e auguri a tutti i
membri della famiglia
''Torino, 24 maggio 1865
HI.ma Sig[ra] Marchesa,
In una Lotteria che si sta iniziando per ultimare una chiesa ad onore di Ma­
ria Ausiliatrice avrei molto caro che V. S. 111.ma fosse eziandio notata nel catalo­
go delle promotrici.
5
Sebbene io sappia che Ella si presta volentieri alle cose che riguardano al cul­
to della Santa ed Augusta Madre di Dio, tuttavia ho giudicato di pregarla con
questo foglio. Così se Ella non mi fa dire niente in contrario io la considero fin
d’ora come promotrice dell’opera indicata. La prego, sig.ra Marchesa, di far gra­
dire gli omaggi del profondo mio rispetto al sig. march. Ignazio, al Marchese e io
Marchesa Durazzo, e specialmente al sig. Giacomino.
Dio le doni, sig.ra Marchesa, la pace del cuore, la Santa Vergine ottenga a
tutti la grande grazia di perseverare nel bene.

15.4 Page 144

▲torna in alto
138 maggio 1865
Mentre raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue
15 preghiere ho l’alto onore di potermi con pienezza di stima professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Teresa (Nina) Durazzo Pallavicini: v. E(m) I, lett. 550. La marchesa diede il suo assenso alla propo­
sta di don Bosco e pertanto il nome verme inserito e pubblicato nell’elenco delle promotrici.
3 lotteria: v. lett. 823.
10 Ignazio Pallavicini, padre della corrispondente: v. E(m) I, lett. 550. In occasione delle feste natali­
zie e di fine d ’anno 1864 don Bosco gli aveva inviato gli auguri: v. Appendice, lett. 1864/24.
11 marchesa Eugenia Durazzo, nata Raggi, ossia la madre di Teresa: ib. Pure il suo nome figura nel
catalogo delle promotrici della lotteria, di cui sopra.
— Giacomo Filippo Durazzo Pallavicini, il figlio diciassettenne della stessa Teresa Pallavicini e di Mar­
cello Durazzo: v. E(m) I, lett. 611; v. anche Appendice, 1864/24.
825
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 142 mm. timbri vari: Torino 30 mag 65 6 S
bollo 20 cent, segno di ceralacca rossa
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950131)
Ined.
Casale 31 mag. 65
Annuncia sua prossima visita - assicura di aver fatto pregare - auguri
franco­
*Torino, 30 maggio 1865
111.ma Sig.ra Contessa,
Giovedì vado a Mirabello si Dominus dederit e venerdì desidero di farle una
visita. Se Ella trovasi a Casale non occorre che mi dica niente, se poi fosse a Vi-
5 gnale abbia la bontà di farmelo sapere e procurerei di prendere quella direzione.
Nel corso di questo mese noi abbiamo più volte fatto preghiere speciali per
Lei, signora Contessa, pel sig. Conte e per tutta la sua rispettabile famiglia. Se il
Signore ci ascolta, copiose benedizioni discenderanno sopra di tutti loro, altri­
menti ci dica che siamo altrettanti schiappini.
io
Dio le doni sanità e grazia; preghi anche per me e per questi giovanetti e mi
creda quale rispettosamente ho l’onore di sottoscrivermi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 Alla Chiarissima Signora
La Sig. Cont. Cal[l]ori Carlotta Sambuy
Casale Monf[errato]
8 ascolta corr ex ascolterà
2 Carlotta Callori, una delle maggiori benefattrici di don Bosco: v. E(m) I, lett. 546.

15.5 Page 145

▲torna in alto
giugno 1865 139
3 Giovedì: 1° giugno.
— Mirabello: dove si trovava il piccolo seminario di S. Carlo, a 13 km. di distanza da Casale e a 18
km. da Vignale, entrambi luoghi di residenza dei Callori.
7 conte Federico Callori: v. E(m ) I, lett. 546.
9 schiappini: detto di persone che valgono poco.
826
AI marchese Domenico Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890223)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 350-351 MB V ili 144-145
Chiede notizie della famiglia e ne dà altre, poco liete, di comuni amici - riferisce voci sulla nomina
dell’arcivescovo di Torino - comunica che la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice è a buon
punto e che la lotteria è ben avviata
[Torino, 4 giugno 1865]
Ill.mo e car.mo Sig. Marchese,
Da che V. S. colla famiglia partì per Roma, non ho più potuto sapere alcuna
notizia di loro; spero per altro che Dio avrà ascoltato le povere nostre preghiere e
li avrà tutti conservati in grazia e benedizione.
5
Abbiamo un suo domestico, quello di Carignano, che viene a scuola all’ora­
torio; e sembra nutrire buone idee e buoni costumi. Non ho più veduto, se non
per lettera, la sig[ra] Duchessa che forma la sua dimora ordinaria a Borgo. Al
presente però è presso al conte di Camburzano che mi si dice precipitare ogni
giorno di male in peggio. Bisogna proprio dirlo, sig. Marchese, che il Signore ha i 10
suoi fini. Credo che voglia mandare gravi tribulazioni a questa santa famiglia per
prepararle il dovuto premio in cielo senza nemanco toccare il purgatorio.
In tutti gli angoli si parla dei Vescovi futuri. Ciascuno progetta come gli sem­
bra. Pare voce accreditata che la terna di Torino sia:
1° Monsignor Ballerini.
15
2° Calabiana.
3° Riccardi.
Preghiamo che Dio mandi a buon termine questa ardua impresa.
Oggi si fa la festa dello Statuto. In Torino non c ’è movimento di sorta ad ec­
cezione di fango e pioggia che rendono abbastanza incomodi i passaggi per le vie. 20
Noi abbiamo fatto la chiusa del mese di Maria quest’oggi stesso colla massi­
ma soddisfazione. Se vedesse l’eleganza con cui è parato il suo altare! Musica,
canto e suono, preghiere e prediche, etc. etc. È tutto in opera. Il can.co Nasi fu
celebrante e predicatore.
La chiesa di Maria Ausiliatrice è già due metri sopra il pavimento e si lavora 25
con alacrità. Ma la sig[ra] Marchesa dimanderà: e le finanze come stanno? Deb­
bo dirle che colla loro partenza ho perduto il puntello principale delle medesime;
però il Signore dispose che finora non ci mancò nulla che abbia potuto far ritar-

15.6 Page 146

▲torna in alto
140 giugno 1865
dare i lavori.
30
Giovedì vi fu rappresentazione latina a Mirabello, ove intervenne Monsig.
Calabiana con numeroso clero; ogni cosa riuscì brillante. Abbiamo parlato molto
di Lei, e dicendo io che fra breve le avrei scritto, tosto Monsig. Vescovo, D. Rua,
la contessa Callori, Cerrutti mi diedero incarico di fare a tutta la famiglia i rispet­
tosi loro saluti.
35
II Signore ha fatto una visita alla nostra casa. D. Alasonatti, il direttore e l'e ­
conomo di Lanzo, il direttore spirituale delle nostre scuole caddero tutti quattro
contemporaneamente ammalati, e finora non appare speranza di guarigione: Sic
Dom ino placuit, sic factum est.
La nostra lotteria è assai bene avviata. S. A. R. il principe Amedeo, il principe
40 Eugenio, la duchessa di Genova, il principe Tommaso e la principessa Margherita
si misero essi stessi per promotori principali. Abbiamo già l ’approvazione di una
ragguardevole quantità di biglietti. Appena terminata quella dei sordomuti (7 c.)
daremo subito mano allo spaccio dei medesimi.
Noi tutti qui della casa la salutiamo rispettosamente ed auguriamo ogni bene
45 dal cielo sopra di Lei e sopra la pia sig[ra] Marchesa, Azelia e sopra la rispettabile
famiglia del sig. conte Eug[enio] De Maistre.
A tutti sia da Dio concessa sanità e grazia per vivere felici e salvarsi in eterno.
Dio la benedica, sig. Marchese, e mi creda quale con pienezza di stima mi
professo
50
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. La prego di voler mettere la lettera ivi chiusa in qualche buca postale.
2 Domenico Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
3 partì per Roma: vi era andato in occasione del giubileo (v. lett. 811).
6 domestico di Carignano: persona non identificata.
8 Duchessa: Costanza di Lavai Montmorency (dal 1851 vedova di Eugenio), che aveva scritto a don
Bosco dalla residenza di Borgo Comalese; dati biog. in E(m) I, lett. 161.
9 Vittorio Tettù di Camburzano, residente a Fossano (Cuneo): v. E(m) I, lett. 476.
10 di male in peggio: morì però oltre due anni dopo, il 17 agosto 1867.
13 Vescovi futuri: circa tali nomine, v. lett. 818.
15 Paolo Ballerini, di Milano, era patriarca titolare di Alessandria: v. E(m ) I, lett. 705.
16 Luigi Nazari di Calabiana, senatore, vescovo di Casale e successivamente arcivescovo di Milano:
v. lett. 730; dati biog. in E(m) I, lett. 81.
17 Alessandro Riccardi di Netro: alla sede di Torino verrà effettivamente nominato quest’ultimo, ma
solo il 22 febbraio 1867. Nato a Biella il 13 maggio 1808, frequentò la facoltà di teologia laureandosi al-
l'Università di Torino; Elemosiniere del re di Sardegna e canonico della cattedrale di Torino, a soli 34
anni, nel 1842, fu consacrato vescovo di Savona. Partecipò al Concilio Vaticano I su posizioni antiin-
fallibiliste; morì a Torino il 16 ottobre 1870: cf HC V II 334; V ili 500 538.
19 festa dello Statuto: era stata fissata la prima domenica di giugno, che quell’anno cadeva il 4, ed
era la solennità di Pentecoste. A Torino non si ebbe alcuna particolare commemorazione, anche a se­
guito del trasferimento della capitale a Firenze, città nella quale dal 1° giugno veniva pubblicata la
«Gazzetta Ufficiale del Regno».
22 suo altare: nella chiesa di S. Francesco di Sales la cappella della Madonna era stata effettivamente
finanziata dai coniugi Fassati: cf MB IV 429.
23 can. Luigi Nasi: nato a Torino nel 1821, laureato in teologia nel 1842, sacerdote nel 1844, era ca­
nonico della Metropolitana dal 1862: v. E(m) I, lett. 615. Buon musico e valido predicatore e quaresi-

15.7 Page 147

▲torna in alto
giugno 1865 141
malista, spesso era chiamato anche fuori diocesi (Genova, Bologna, Firenze, Modena, Milano). Fu
l’ultimo dei predicatori di Corte, titolo concesso fino al 1863 dal re ai migliori oratori del duomo. Morì
il 17 aprile 1897: cf II Canonico Luigi Nasi in « L ’Italia Reale - Corriere nazionale» 18-19 aprile 1897;
BS a. 21 (21 maggio 1897) p. 132; G. B. F rancesia, I l canonico Nasi e l ’O ratorio di S. Francesco di
Sales, premesso a L. N a s i, Quaresimale. Voi I. S. Benigno Canavese, tip. Salesiana 1893, pp. VII-XX.
30 Giovedì: cioè 1° giugno.
— rappresentazione latina: era la commedia Larvarum victor, scritta dal vescovo di Pozzuoli, mons.
Carlo Maria Rosini (1748-1836) e adattata dal noto filologo gesuita, Luigi Palumbo (1820-1868). La
commedia era già stata data all’Oratorio di Valdocco il 12 maggio 1864 (v. lett. 747) ed anche pochi
giorni prima (18 maggio 1865), per cui il 1° giugno il Palumbo ringraziava don Bosco: ASC B26200 Pa­
lumbo me. 1556 B 7: cf MB V III 121-122. L ’amicizia fra don Bosco e il Palumbo è documentata pure
dalla lettera che il padre gesuita scrisse a don Bosco il 25 luglio successivo perché gli indicasse un con­
fessore per una signora napoletana che si riuniva al marito impiegato a Torino: ASC B26200 Palum bo
me. 1556 B 5-6.
32 Michele Rua: v. lett. 730.
33 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
— Francesco Cerrutti: v. E(m ) I, lett. 518.
35-36 Sulla malattia di don Vittorio Alasonatti, don Domenico Ruffino e don Francesco Proverà v.
lett. 822; quanto al «direttore spirituale», don Bartolomeo Fusero, dava manifesti segni di alienazione
mentale per cui dovette essere ricoverato quello stesso anno: v. E(m) I, lett. 226.
39 Amedeo di Savoia, duca d’Aosta: v. E(m) I, lett. 549.
40 Eugenio di Carignano: v. E(m ) I, lett. 581.
— Duchessa di Genova: principessa Maria Elisabetta di Sassonia, vedova di Ferdinando (fratello del
re Vittorio Emanuele II), morta nel 1912.
— Tommaso di Savoia, duca di Genova: v. E(m) I, lett. 580.
— Margherita Maria Teresa: nata a Torino il 20 novembre 1851, il 22 aprile 1868 andò in sposa del cu­
gino Umberto, poi re Umberto I. Rimasta vedova nel 1900 con l ’attentato di Monza (Milano) del 29 lu­
glio, morì a Bordighera (Imperia) il 4 gennaio 1926.
41 promotori principali: sugli stampati la «Lotteria d’oggetti» risultò difatti «posta sotto la speciale
protezione delle loro altezze reali»: v. lett. 819.
42 quantità notevole di biglietti: oltre 90 mila (v. lett. 823).
— terminata quella dei sordomuti: era difatti proibita la contemporaneità di due lotterie.
— 7 c: da intendersi come «7 corrente mese».
45 la marchesa era Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251; Azelia invece la figlia: ib., lett. 283.
46 Eug[enio] De Maistre: figlio di Rodolfo De Maistre (1789-1866) e di Azelia Pian de Sieyès (1799-
1881), nato nel 1820, era cognato del marchese Fassati, che ne aveva sposato la sorella Maria. Capita­
no di Stato Maggiore al servizio dello Stato Pontificio, nel 1861 sposò Bernarda Maria Valeria di Men-
thon, che gli diede ben 9 figli dal 1864 al 1875: cf A. M a n n o , I l patriziato subalpino... datt.; l ’albero
genealogico dei De Maistre è edito in MB X II 181.
53 lettera ivi chiusa: è la seguente, lett. 827.
827
A don Pietro Prada
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco 106
Orig. aut. 1 f. carta azzurrina 216 x 138 mm.
sull’indirizzo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Prada (A 1960185)
Ined.
timbro: Roma 11 giù 65
ampio scarabocchio
Ringrazia per la cortesia nei confronti di un amico - si dichiara disponibile a far sottoscrivere dal papa
una memoria tramite amicizie romane
Car.mo Sig. D. Prada,
[Torino, 4 giugno 1865]
Ho ricevuto la sua lettera che jeri soltanto don Gualco mi portava da Roma.

15.8 Page 148

▲torna in alto
142 giugno 1865
La ringrazio di quanto ha fatto per questo sacerdote che non cessa di lodare la
5 bontà e cortesia di Lei.
Per quella memoria in cui si desidererebbe la firma del Santo Padre, io credo
che potrei con molta facilità conseguirla per mezzo di Monsig. Berardi Segretaro
Gen. di S. E. Antonelli, oppure di Monsig. Pacca maggiordomo di S.S. Queste
persone si mostrarono già molte volte benevole a questa casa e mi usarono molti
io tratti di bontà.
Se può vedere il T. Manacorda, lo saluti da parte mia e me lo faccia star mol­
to allegro.
Questa lettera è chiusa in una indirizzata al March. Fassati che dimora col
Conte de Maistre.
15
Caro D. Prada, preghi per me e per questi miei giovanetti, noi la ricorderemo
eziandio nelle povere nostre preghiere mentre ho il bel piacer di potermi profes­
sare
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
All’Ottimo Sig. D. Prada Pietro
All’Orfanotrofio maschile di Termini
Roma
16 bel corr ex p
1 La data è la medesima della lett. 826, nella cui busta era racchiusa.
2 Pietro Prada: nato nel 1838 da famiglia agiata di Arluno (Milano), ricevette gli ordini minori a Mila­
no e i maggiori a Roma, dove compì gli studi teologici e giuridici. Sacerdote dal 1863, rimase a Roma
come corrispondente dell’«Osservatore Lombardo» e praticante presso la S. Congregazione del Conci­
lio. Alloggiò per un certo tempo nell'Orfanotrofio dei Somaschi presso Termini. Nel giugno 1865 la­
sciò Roma per rientrare nella propria diocesi, dove si impegnò particolarmente in attività oratoriane e
quale predicatore e scrittore. Professo rosminiano nel 1880, nellTstituto ricoprì vari ruoli: ministro,
professore, rettore di collegio ecc. Morì nel 1900 a Domodossola: cf diario presso l ’istituto Rosminia­
no (Stresa).
3 Gualco: figura di sacerdote non identificata; un certo don Michele Gualco di Capriata (Alessan­
dria) risulta fra i promotori della lotteria in corso.
6 quella memoria: difficile precisare di che si tratti.
7 Giuseppe Berardi: prelato romano che ebbe costanti e fraterni rapporti con don Bosco. Nato a
Ceccano (Frosinone) il 28 settembre 1810, già sposo e padre di una figlia, laureato in diritto alla Sa­
pienza di Roma nel 1837, divenne presto amico del conterraneo card. Antonelli. Sacerdote dal 1862,
fu consacrato vescovo l'8 novembre 1863. Cardinale dal 13 marzo 1868 era sostituto della segreteria di
Stato dal 1851 e contemporaneamente segretario della Congregazione per gli Affari ecclesiastici
straordinari dal 1859; nel 1868 venne promosso altresì a pro-ministro del Commercio e dei Lavori Pub­
blici. Morì a Roma il 6 aprile 1878: HC V ili 18; v. anche DBI 8, p. 762ss.
8 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
— Bartolomeo Pacca: nato a Benevento il 25 febbraio 1817, già maestro di camera di Pio IX , divenne
poi cardinale il 23 settembre 1875 e Prefetto della Casa pontificia; morì a Grottaferrata (Roma) il 14 ot­
tobre 1880: HC V ili 21.
11 Emiliano Manacorda, amico di don Bosco: v. lett. 763 e 805.
14 Domenico Fassati, Rodolfo De Maistre: v. lett. 826.

15.9 Page 149

▲torna in alto
giugno 1865 143
828
Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Leti, orig., Radicati (A 1730913) me. 44 A 12
Orig. aut. 1 f. 272 x 210 mm. carta azzurra sbiadita
E I 351-352
Invia un annuncio della lotteria in corso con preghiera di apporvi un bollo della prefettura e di far sì
che venga pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» - chiede il prestito di un libro con l’elenco dei paesi di
ogni prefettura e sottoprefettura
*Torino, 14 giugno [18]65
Ill.mo Sig. Conte,
Ho bisogno di mandare a Firenze un piego riguardante alla nostra Lotteria.
Lo scopo si è di pregare S. E. il ministro dell’interno a farla annunziare nel gior­
nale ufficiale siccome si è già fatto in altre simili occasioni.
Avrei pertanto bisogno che ci mettesse il bollo della prefettura.
Nella medesima occasione la prego a volermi imprestare, siccome mi ha fat­
to sperare un libro in cui siano descritti i paesi formanti ciascuna prefettura e sot­
toprefettura, e se può anche quello ove i nomi sono per ordine alfabetico. Questo
secondo sarebbe solamente per alcuni giorni.
La ringrazio di quanto fa per questi nostri poveri giovani; ed augurandole
ogni bene dal cielo ho l ’onore di potermi con viva gratitudine professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Costantino Radicati: v. E(m ) I, lett. 109. Non si vede il motivo per identificare - come in E 1 406 - il
destinatario della lettera col figlio Luigi Radicati (magistrato) anziché col padre Costantino, consiglie­
re delegato della prefettura e che aveva retto la medesima fino a pochi giorni prima: v. lett. 823.
4 ministro dell’interno all’epoca era Giovanni Lanza: v. E(m ) I, lett. 440.
8-10 libro...per alcuni giorni: don Bosco avrebbe approfittato dei nomi (e degli indirizzi in esso con­
tenuti) per inviare loro biglietti della lotteria. L ’ASC conserva infatti vari elenchi manoscritti di autori­
tà, sia civili che ecclesiastiche, con le quali don Bosco, in varie occasioni, si mise in relazione.
829
Al professore don Angelo Cantù
Già presso don Angelo Cantù - Carmagnola (Torino)
Copia allog. autentic. da appunto di don Giovanni Bonetti che vi aggiunge l’indirizzo
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860314)
E I 352 MB V ili 155-156
Invito ad accettare la direzione del collegio in Cavour (Torino)
Car.mo Cantù,
"Torino, 17 giugno 1865
Dal detto al fatto avvi un bel tratto, non è vero? Tuttavia vediamo un po' se si

15.10 Page 150

▲torna in alto
144 giugno 1865
può superare questo lungo tratto.
5
L ’anno scorso si è detto qualche volta che trattandosi di aprire un collegio
Ella sarebbe di buona volontà a prenderci parte. Ora si tratta di aprire il collegio
di Cavour; ma sono in penuria di personale dirigente; se ne assumerebbe Ella la
direzione? Oppure si arrenderebbe a fare una parte o dirigente o insegnante?
Ecco le mie dimande. Se Ella in massima mi dice di sì; allora io le scriverò i parti­
lo colari e credo che sarebbe facilmente d’accordo; altrimenti re infecta redibo.
Faccia il piacere di pregare pel suo povero D. Bosco che ha tante cose tra
mano per gli altri e dimentica se stesso.
Dio la benedica e le doni sanità e grazia, mentre con pienezza di affetto mi
professo
15
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
Al Chiarissimo Signore
Il Sig. Profess. Cantù nel liceo
Savona
2 Michele Angelo Cantù: sacerdote, nato a Carmagnola da Francesco e Antonia Valfrè il 16 novembre
1839, professore di matematica al liceo di Savona, morto al paese nativo il 5 aprile 1869: c f CSMTE.
6 collegio: le trattative fra don Bosco e le autorità di Cavour per il locale collegio-convitto, iniziatesi
nel 1860, si erano presto interrotte, per essere poi riprese nel 1865, grazie anche all’intervento dell’a­
bate Amedeo Peyron, professore all’università di Torino. Nonostante intese verbali e progetti scritti di
convenzione (ed. in MB V III 157-158), non si pervenne a nessun accordo definitivo: v. anche Appendi­
ce, lett. 1865/14. Analogamente si deve dire per le altre trattative, condotte nello stesso 1865, per il
collegio-convitto di Occimiano, non lontano da Mirabello (Alessandria): cf MB V III 159-160.
9 mi dice di sì: pare invece che abbia detto di no, anche per motivi di salute; tant’è che morì, ancor
giovane, pochi anni dopo.
830
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte Lim berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 210 x 137 mm. carta azzurrina
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lim berti (A 1960108)
Ined.
Presentazione dell’amico Stefano Gautier - desiderio di incontrarsi presto
'Torino, 20 giugno 1865
Eccellenza Reverend.ma,
Il
cav. Gautier segretaro al Ministero de’ lavori pubblici desidera di fare la
personale di Lei conoscenza e perciò io mi fò ardito di presentarlo con questo bi-
5 glietto. Esso è mio amico da lunga data ed ha già fatto molto bene a questa casa.
Vostra Eccellenza potrà valersi di Lui se le occorresse qualche incumbenza in
quel Ministero.
Ardo sempre dal desiderio di poterla personalmente riverire; spero non an­

16 Pages 151-160

▲torna in alto

16.1 Page 151

▲torna in alto
luglio 1865 145
drà più molto che sarò appagato.
Io
le auguro dal cielo sanità e grazia onde possa lavorar molto tempo pel io
bene della chiesa. Si degni di dare a me e a questi miei poveri giovanetti la santa
sua benedizione e mi creda
Di V. E. Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
f.2v A Sua Eccellenza Reverend.ma
Monsig. Umberti Arcivescovo di
Firenze
13 E emend ex S
2 Gioacchino Umberti: v. E(m ) I, lett. 428.
3 Stefano Giovanni Gautier: v. E(m) I, lett. 679; era segretario di II classe del ministero dei Lavori
Pubblici, retto all'epoca da Stefano Jacini. Amico di don Bosco, uno degli oblatori di doni per la lotte­
ria in corso, si trasferiva a Firenze a seguito dell'insediamento degli uffici ministeriali nella nuova Ca­
pitale del regno, Firenze. Il 1° giugno il ministero dei Lavori Pubblici aveva in effetti incominciato a
funzionare regolarmente nella nuova sede: cf A. C om andini - A. M o n t i, L ’Italia nei cento anni... p. 1865.
12 benedizione: la risposta dell’arcivescovo del 29 giugno, conservata in ASC B26200 Lim berti (A
1430405) è edita in MB V III 256. Il Limberti elogiava don Bosco e lo invitava ad essere suo ospite in
episcopio in occasione del programmato viaggio a Firenze.
831
Ad un benefattore non identificato
Già presso Mario Tamburello - Bologna
Orig. aut. 1 f. 210 x 137 mm.
ASC B31210 Mss aut. in fotoc., benefattore (A 1820416)
Ined.
Invito a consegnare a don Angelo Savio la promessa oblazione in onore di Maria Ausiliatrice
Torino, 2 luglio [18]65
Benemerito Signore,
Ieri non ho potuto compiere il dovere di quindicina verso il capomastro della
chiesa e quest’oggi devo partire per alcuni affari di premura per alla volta della
casa di Mirabello.
5
Prego pertanto la S. V. B., se non le tornasse di troppo disturbo, a voler dare
al latore del presente Sac. Savio la caritatevole oblazione che Ella degnasi di offe­
rire in onore di Maria Ausiliatrice.
I lavori continuano alacremente e di questo autunno speriamo di coprirla.
La Santa Vergine la conservi ad multos annos pel bene e gloria della religio- 10
ne e gradisca gli atti della più sentita mia gratitudine mentre ho l ’alto onore di po­
termi professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15

16.2 Page 152

▲torna in alto
146 luglio 1865
6 non add si
disturbo corr ex dis...
3 dovere di quindicina: vale a dire la paga quindicinale degli operai; v. pure lett. 836; per uno sguar­
do complessivo sulla flessione della beneficenza in quegli anni (1863-1868), si veda P. St e l l a , Don B o­
sco nella storia economica e sociale (1815-1870). Roma, L A S 1980, pp. 108-121.
5 casa di Mirabello: ossia il piccolo seminario di S. Carlo, prima fondazione salesiana fuori Torino.
7 Don Angelo Savio dal 1859 era economo della società salesiana: v. E(m ) I, lett. 621.
832
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900448)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 352-353 MB V ili 140-141
Si raccomanda alla sua generosità per i materiali con cui continuare i lavori della chiesa di Maria
Ausiliatrice
"Torino, 5 luglio 1865
Car.mo Sig. Cavaliere,
Il
povero D. Bosco si trova alle strette per fare andare avanti la chiesa di Ma­
ria Ausiliatrice[,] perciò si raccomanda a Lei onde volesse prenderne qualche
5 pezzo a suo conto. I pezzi divisibili sarebbero:
1° Tegole pel tetto.
2° Listelli per le tegole.
3° Travicelli che sostengono i listelli.
4° Travi che sostengono i travicelli.
Ciascuno di questi lotti (non si spaventi) monta a circa quattro mila franchi,
forse qualche centinajo di meno.
Che ne dice il suo cuore? Io credo che la Madonna Santissima la compense­
rebbe con preparare a Lei, ai cari Emanuele e Luigi una bella abitazione in cielo
perché Ella aiuta a compiere la sua casa sopra la terra.
15
Tale somma sarebbe non da sborsarsi subito ma nel corso dell’anno. Le dico
con piacere che i lavori sono già all’altezza della volta delle cappelle e alla metà di
agosto spero che saremo al coperchio.
Io fo una dimanda, e so la carità del suo cuore, e perciò faccia quello che
può ed io sarò sempre contento e in tutti casi non mancherò mai d ’invocare le be­
20 nedizioni del cielo sopra di Lei e sopra i crescenti suoi figliuoletti cui auguro ogni
bene.
Raccomando me ed i miei poveri giovani alla carità delle sue preghiere men­
tre ho il bello onore di potermi con pienezza di stima professare
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

16.3 Page 153

▲torna in alto
Al Chiarissimo Signore
Il Sig. Cav. Zaverio Collegno
sua villeggiatura
Cumiana
luglio 1865 147
2 Zaverio Provana di Collegno: v. E(m) I, lett. 103.
3 alle strette: per le difficoltà economiche del momento, v. anche lett. 831.
13 Emanuele: nato il 5 novembre 1853; Luigi: nato il 29 febbraio 1852; erano i due figli maschi del
cavaliere, vedovo dal 1855.
30 Cumiana: località a una trentina di km. da Torino, dove il Provana aveva appunto la villa di cam­
pagna.
833
Alla contessa Elisabetta Passi Zineroni
Già presso conte Enrico Arduzio Matteo Passi - Verona
Edita in E I 484 MB X V II 870
Assicura preghiere proprie e della comunità per la persona ammalata raccomandatagli
*Torino, 9 luglio 1865
111.ma Signora,
Ho ricevuto la sua lettera, e non manco di pregare e fare eziandio pregare i
miei poveri giovinetti per la persona che mi raccomanda, anzi ho già procurato
che fossero fatte alcune comunioni per la giovane ammalata per cui mi scrive. 5
Dio è infinitamente buono e onnipotente: fede.
La Santa Vergine Ausiliatrice benedica Lei, la sua famiglia; preghi Ella pure
per me che le sono in G. C.
Obb.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
io
2 Elisabetta Passi Zineroni: dovrebbe trattarsi della contessa Elisabetta, nata Zineroni, andata in spo­
sa al conte Fermo Passi di Bergamo. Elisabetta, nata Corvini, era anche, dal 1851, la moglie del loro
primogenito, Enrico.
3 lettera: non è stata reperita.
5 giovane ammalata: forse la nuora, Giulietta nata Valier (morta nel 1866), che il 18 maggio 1857 era
andata in sposa al secondogenito, Marco Celio, dottore in legge, membro del consiglio provinciale,
morto nel 1897: cf A N I 1904.
834
Al giovane Secondo Casazza
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880412)
Copia semplice
E I 353 MB V ili 139-140
Raccomanda la distribuzione di alcuni biglietti della lotteria

16.4 Page 154

▲torna in alto
148 luglio 1865
Torino, 11 luglio 1865
Car.mo Casassa,
Ho bisogno che tu mi ajuti a smerciare il pacco di biglietti (venti decine) che
ti unisco acchiusi. Per mezzo tuo mi raccomando anche a Papà e a Maman affin-
5 ché ti vogliano dar mano per lo smercio e così tu me li possa restituire a suo tem­
po e con tutta tua comodità in danaro corrispondente. Desidero tanto di avere
una delle tue visite ma nel modo che sai tornarmi caro.
Dio ti benedica, mio caro, saluta i tuoi parenti da parte mia e abbimi sempre
con sincera affezione
io
Tuo amico
Sac. Bosco Gio.
2 Secondo Casazza (Casassa), forse parente della contessa Sabina Casazza, nata Riccardi di Netro
(sorella del futuro arcivescovo di Torino), benefattrice di don Bosco, promotrice della lotteria in cor­
so, abitante in via Lagrange 34, e morta a Torino nel 1888: A. M a n n o , I l patriziato subalpino e nazio­
nale..., dattil. Solo le MB (V ili 140) aggiungono l’indirizzo: via Garibaldi 33, Torino.
7 tornarmi caro: sembra alludere a colloqui spirituali, confessione compresa.
835
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740112) me. 47 B 3
Orig. aut. 1 f. 210 x 134 mm. carta uso stampa
E I 354
Avvisa di non potersi recare a Mirabello a motivo della malattia di vari confratelli - si augura di incon­
trarlo alla metà di agosto
’'Torino, [anter. 16 luglio 1865]
Car.mo D. Rua,
Lo stato de’ nostri ammalati mi impedisce di recarmi a Mirabello come io de­
siderava. Vedremo quello che Dio vorrà.
5
Mio caro D. Rua, siamo messi a dura prova, ma facciamoci animo; dopo il
turbine spero serenità e calma. D. Bongiovanni male in arnese[:] va a vedere se
tu lo puoi far guarire. D. Proverà mi scrive che sta meglio; D. Fusero, D. Ruffino,
D. Alasonatti assai male.
Abbiamo cose assai importanti a trattare e le tratteremo, spero, nella secon-
10 da settimana di agosto a Truffarello.
Vale in Domino. Preghiamo.
Tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
15 P.S. Un caro saluto a tutti.

16.5 Page 155

▲torna in alto
1 17 corr ex 7 [?]
luglio 1865 149
1 II giorno 16 luglio era morto don Ruffino (v. lin. 7), per cui la data del 17 che si legge sulla lettera e
che pare correggere un precedente 7, è in realtà impossibile. Forse sarebbe più giusto un 15, come
scrive don Ceria in nota a E I 354, o, meglio ancora, i primi giorni di luglio, considerato anche che
don Ruffino era stato trasportato a Valdocco a fine giugno.
2 Michele Rua: v. lett. 730.
6 Don Giuseppe Bongiovanni: v. E(m) I, 329 e lett. 743.
— male in arnese: ossia sta male di salute; morirà difatti presto, il 17 giugno 1868.
7 va a vedere se tu: vale a dire «viene a cambiare aria a Mirabello».
8 Francesco Proverà, Bartolomeo Fusero, Domenico Ruffino, Vittorio Alasonatti: v. lett. 826.
10 Truffarello (Trofarello): località di circa 1200 ab., a 15 km. da Torino, dove don Bosco aveva ere­
ditato una villa, utilizzata per qualche anno per gli esercizi spirituali dei salesiani.
836
A don Stefano Brossa
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880332)
Copia semplice di Gioachino Berto
E I 354 MB V III 141
Richiesta di sostegno economico per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 17 luglio 1865
Ill.mo e car.mo nel Signore,
Ebbe Ella bontà di farmi sperare qualche sussidio per la chiesa qua posta in
costruzione, ed ora mi trovo nel caso di ricorrere appunto alla carità di Lei.
Sabato ho bisogno di duemila franchi per compiere i doveri della quindicina 5
e non so dove prenderli; per altre quindicine è già in parte provveduto. Per que­
sto bisogno ricorro a Lei; qualora non giudicasse di fare tale cosa per limosina, mi
farebbe un gran piacere di farla in forma di mutuo; ed io procurerò di farne la re­
stituzione in quel tempo e in quel modo che Ella sarà per indicarmi.
Se Ella non mi dice niente in contrario, sul finire della settimana passerò da io
Lei a questo fine; a meno che Ella, come di cuore ne la prego, volesse venire a ve­
dere questa casa e la chiesa in costruzione.
Spero che la Santa Vergine non mancherà di prepararle una bella camera in
cielo perché Ella ajutò a costruirle una casa sopra la terra.
Raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sue preghiere e 15
mi creda con gratitudine
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AUTU.mo Signore
20
11 Sig. Cav. Brossa prevosto emerito
Casa propria
S. Salvario
Torino

16.6 Page 156

▲torna in alto
150 luglio 1865
2 Stefano Brossa, nato a Montà (Cuneo), teologo, prevosto emerito di Baldissero Canavese, morto a
Torino il 7 marzo 1877, a 68 anni: cf CSMTE. Era uno dei promotori della lotteria in corso e don
Bosco stamperà il suo nome su\\l’Elenco degli oggetti... (v. lett. 818, lin. 13).
5 doveri della quindicina: circa tali difficoltà finanziarie v. Iett. 831.
837
Al professore Vincenzo Lanfranchi
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900104)
Copia semplice
E I 355 MB V ili 164 X 1347
Poesia in occasione del giorno onomastico
Viva S. Vincenzo
e chi ne porta il nome.
Se favorevole
5
Mi fosse il vento
Farei la rima
Con mille e cento;
Ma che? Il Marsupio
Che fu tarlato
10
A cencinquanta
M'ha limitato
Mille Evviva, mille anni
di vita felice.
Amen.
15
Al celebre Dottore Vincenzo Lanfranchi
Sue Mani
[Torino, 19 luglio 1865]
Sac. Gio. Bosco
2 Vincenzo Lanfranchi: nato a Racconigi (Cuneo), professore universitario di Torino, amico di don
Bosco, collaborò alla pubblicazione della collana salesiana dei classici latini e italiani. Fu uno dei cor­
rettori del testo latino delle costituzioni salesiane, dopo la loro approvazione. Morì a Torino il 22 gen­
naio 1907 a 82 anni: BS a. 27 (marzo 1907) p. 4.
9-10 cencinquanta M ’ha limitato: circa la difficile situazione economica del momento v. lett. 831,
832, 836.
838
Al padre domenicano Gian Tommaso Tosa
ASV S. C. Concilio Positiones 1865 n. 2553
Orig. aut. 2 ff. 200 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fo to c., Tosa (A 1960205)
Ined.

16.7 Page 157

▲torna in alto
Ringrazia per i consigli ricevuti - chiede di intervenire a favore della commendatizia di un chierico
ordinando
Torino, 21 luglio [18]65
Benemerito e car.mo Sig. P. Tosa,
Ho ricevuto la venerata Lettera di V. S. B.ta riguardo alla povera nostra so­
cietà di S. Francesco di Sales, e mi terrò ai consigli ed alle norme che ebbe la bon­
tà di suggerirmi.
Ora mi debbo raccomandare per altro favore ed è di voler dare corso alla
commendatizia pel chierico Rovetto Antonio, giovane di buone speranze e allievo
di questa casa. Esso è povero ed appartiene a questa casa che vive di provviden­
za; ma le spese che Ella dovrà fare saranno senz'altro rimborsate dal T. Mana­
corda.
Io mi sarei per questi disturbi raccomandato a questo mio amico, ma ho ri­
cevuto lettera in cui mi si dice essere per qualche tempo assente di Roma.
Io non ho mezzi per dimostrarle la mia gratitudine, ma pregherò e farò an­
che pregare il Signor Iddio affinché benedica le sue fatiche e la conservi lungo
tempo pel bene della religione.
Con pienezza di stima ho il bell’onore di potermi professare
Di V. S. B.ta
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
11 per add si
2 Gian Tommaso Tosa: nato a Torino il 21 aprile 1812, entrò nell’ordine domenicano nel 1827. Sa­
cerdote nel 1834, professore di teologia nell’Università di Torino dal 1840 al 1855, fu per 36 anni (1855-
1891) rettore del seminario Pio di Roma. Durante tale lunga permanenza, insegnò anche teologia al
collegio Romano; fu membro di varie accademie e consultore di varie S. Congregazioni. Morì alla Mi­
nerva, dove risiedeva, il 15 novembre 1891: c f Stefano M a r ia V il l a r o , Del ristabilim ento della P ro ­
vincia Domenicana di S. Pietro martire nel Piemonte Liguria dopo la soppressione francese. Chieri
1929, pp. 97-99.
3 ho ricevuto: la lettera non ci è pervenuta, ma dalla risposta si può presumere che don Bosco gli
avesse chiesto consigli sul come condurre a termine le pratiche per l’approvazione della società sale­
siana presso la S. Congregazione dei Vescovi e Regolari, di cui il Tosa era consultore. Don Bosco si ri­
volgerà a lui anche in seguito.
7 Antonio Rovetto: v. E(m) I, lett. 399. L ’ordinazione era prevista per le tempora del settembre suc­
cessivo. Don Bosco chiedeva al pontefice di concedere al vicario capitolare di Torino la facoltà di rila­
sciare le dimissorie e di dispensare dal difetto di età (5 mesi e 19 giorni): la documentazione è conser­
vata in Archivio della S. Congr. Riti, prot. 2139. Nel settembre il Rovetto risulta aver lasciato l ’Orato-
rio: ASC registro Anag. prof.
9-10 Emiliano Manacorda, teologo: v. lett. 805; dati biog. in E(m ) I, lett. 763.
11-12 ho ricevuto lettera: non è stata identificata.

16.8 Page 158

▲torna in alto
152 luglio 1865
839
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 140 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950132)
E I 355-356 MB V ili 162
A proposito della giovane Ruffino - notizie di salesiani deceduti o gravemente ammalati - fiducia nel
Signore - richiesta di preghiere
Benemerita Sig[ra] Contessa,
’Torino, 24 luglio [18]65
La giovane Ruffino è assente e non potrei farla prevenire per domani; sua
madre passa qualche giorno col Vicario di Lanzo.
5
Appena potrò parlare con una o coll’altra vedrò quanto si convenga a farsi e
renderò subito informata V. S. Benemerita.
Non ho dimenticato il libro; anzi l ’ho tuttora di mira; la sola impotenza ne
fece differir la stampa. Che mai! Contemporaneamente cinque sacerdoti de’ più
importanti caddero ammalati. D. Ruffino jeri otto giorni volava glorioso al Para­
lo diso; il prode D. Alasonatti sta per tenergli dietro, gli altri tre lasciano speranza
remota di guarigione. In questi momenti s’immagini quante spese, quanti distur­
bi, quante incumbenze caddero sopra le spalle di D. Bosco.
Non si pensi per altro che io sia abbattuto; stanco e non altro. Il Signore die­
de, cangiò, tolse nel tempo che a lui piacque; sia sempre benedetto il suo santo
15 nome. Sono per altro consolato dalla speranza che dopo il temporale succederà
bel tempo.
Quando sarà definitivamente stabilita a Vignale spero di poterle fare una visi- f-iv
ta e potermici fermare qualche giorno.
0 [h ] Signora Contessa, io mi trovo in un momento, in cui ho gran bisogno di
20 lumi e di forze; mi ajuti colle sue preghiere; e mi raccomandi eziandio alle anime
sante che sono di sua conoscenza.
Dal canto mio non mancherò di invocare la benedizione del cielo sopra di
Lei, sopra il sig. di Lei marito e sopra tutta la rispettabile famiglia mentre ho l ’o­
nore di potermi professare colla più sentita gratitudine
25
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 sorella del direttore del collegio di Lanzo don Ruffino (deceduto pochi giorni prima): v. lett. 808; la
madre era Giorgia Garin, ospite temporaneamente del vicario di Lanzo, Federico Albert.
7 il libro: ossia II cattolico provveduto..., di cui alla lett. 787. Verrà pubblicato solo tre anni dopo,
nel 1868: v. lett. 1175.
9-10 cinque sacerdoti ammalati: v. lett. 822 e 826. Don Domenico Ruffino era morto il 16 luglio 1865;
don Vittorio Alasonatti mori tre mesi dopo, il 7 ottobre; il chierico Giuseppe Mazzarello invece il 21
gennaio 1868-. Don Francesco Proverà soffriva di ulcera progressiva ai piedi, mentre il quinto, don
Bartolomeo Fusero, nello stesso anno venne ricoverato in casa di cura per alienati mentali.
17 Vignale: località del circondario di Casale Monferrato, dove sorgeva la villa estiva dei Callori.

16.9 Page 159

▲torna in alto
agosto 1865 153
840
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 213 x 139 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960327)
E I 357 MB V ili 166-167
Invia nota dei giovani che desiderano essere ammessi all'esame per la vestizione clericale
Torino, 7 ag[osto 18]65
Ill.mo e M.to R.do Sig. Prov. G.,
Le mando nota de’ giovani che desiderano di essere ammessi all'esame per la
vestizione chericale. Si poterono nemmen ancora ottenere tutte le carte, malgra­
do ogni sollecitudine per ottenerle. Quelle che mancano le rimetterò a Lei appena 5
le avrò ricevute dai rispettivi parenti. Quest’anno non si diedero in nota quelli di
altre diocesi, ma si notarono solamente quelli che appartengono alla diocesi di
Torino o che desiderano di essere aggregati alla medesima.
Mi rincresce molto che in questi affari io non possa fare le cose regolarmen­
te; ma non si può ottenere quanto è necessario per la lontananza e spesso per la 10
negligenza o per l ’imperizia di chi deve formulare le dichiarazioni.
Gradisca i sentimenti della mia gratitudine con cui le auguro ogni bene dal
cielo e mi professo
Di V. S. HI.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
6 diedero corr ex ...
11 negligenza emend ex ...
di it et del
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m ) I, lett. 44.
3 la nota dei giovani: non è stata recuperata, ma è ricostruibile da AAT 12.17.3, Registro dei giovani
aspiranti a ll’abito ecclesiastico 1856-67, dove sono elencati 17 giovani diocesani presentati all’esame
da don Bosco. Alla lista dei diocesani, don Bosco qualche giorno dopo (forse richiesto dalla curia) ag­
giunse anche 16 non diocesani. L ’esame comunque non fu superato da sette di loro: v. anche lett. 848.
841
A don Francesco Proverà
ASC B31010 Lett. orig., Proverà (A 1730708) me. 43 D 10/11
Orig. aut. 2 ff. 213 x 137 mm. carta consunta con segno di ceralacca rossa
10 ago 65 12 M Lanzo Torinese 10 ago 65 altri timbri illeggibili
E I 357-358 MB V III 174
timbri vari: Torino
Invito a prepararsi a trasferirsi a Torino e a lasciare l’amministrazione del collegio momentaneamente
ai chierici Sala e Bodrato - altre disposizioni particolari - saluti alla famiglia

16.10 Page 160

▲torna in alto
154 agosto 1865
’T o rin o , 8 ag[osto 18]65
Car.mo D. Proverà,
Credo bene che ti prepari e ti disponga per fare una gita a Mirabello; ti fer­
merai qualche giorno qui e concerteremo tutto il da farsi. Intanto[:]
5
1° Ultima bene i tuoi conti e metti a giorno di ogni cosa Sala e Bodratto.
2° Di' loro che l ’amministrazione del collegio è momentaneamente lasciata
nelle loro mani; si parlino molto spesso e vadano d'accordo per promuovere la
maggior gloria di Dio.
3° Il sig. aw. D. Arrò continuerà ad aver cura delle anime de' nostri giovani
io finché si possa trovare qualcuno che possa andarlo a sorrogare.
4° Lascia il danaro necessario; se vedi poter avere qualche cosa d ’avanzo,
portalo giù e faremo provviste pel collegio.
Tu puoi venire venerdì prossimo oppure giovedì della seguente settimana; f.lv
ma in ogni caso scrivi prima, per andarti a prendere con una vettura al discende-
15 re dai l ' omnibus.
Dio ti benedica, mio caro, e a rivederci pel resto. Partendo credo bene che tu
non dica se ritornerai o no perché questo lo tratteremo poi a Mirabello con papà.
Saluta tutta la famiglia e credimi in Domino
Aff.mo
20
Sac. Bosco G.
All’ottimo D. Proverà
f.2v
prefetto del coll.-convitto di
Lanzo
10 qualcuno corr ex qualche
2 Francesco Proverà: prefetto del collegio di Lanzo: v. E(m) I, lett. 518. Il 5 luglio aveva chiesto a
don Bosco un’opinione sulla continuazione o meno del collegio, stante il non pagamento del promes­
so sussidio municipale: ASC B26200 Proverà (A 1442301) ed. in MB V III 160.
3 gita: don Proverà non stava bene di salute (v. lett. 839), per cui don Bosco lo invita a cambiare un
po' l’aria recandosi al paese nativo, Mirabello, dove c ’era la famiglia.
5 Antonio Sala: pur avendo 29 anni, non era ancora né sacerdote né professo perpetuo; si trovava
con don Bosco dal 1863: v. E(m) I, lett. 706.
— Francesco Bodrato: quarantaduenne, si trovava nelle stesse condizioni del Sala; all'Oratorio era
giunto solo nell'ottobre del 1864: v. lett. 798. Con la morte di don Ruffino e la partenza di don Proverà
da Lanzo in collegio non rimaneva alcun sacerdote salesiano.
9 don Ignazio Arrò-Carroccio: v. lett. 757.
13 venerdì prossimo: cioè 1'11 agosto.
14 con una vettura: non potendo camminare per il dolore ai piedi, don Proverà aveva bisogno di un
mezzo di trasporto personale.
17 papà: v. E(m) I, lett. 624.

17 Pages 161-170

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17.1 Page 161

▲torna in alto
agosto 1865 155
842
Al ministro dell’interno Giovanni Lanza
ASC B31010 Lett. orig., Governo, ministero dell'interno, Lanza (A 1711010) me. 27 B 5
Orig. aut. 1 f. 257 x 196 mm. segni di protocollo ministeriali sul mrg. sup.
E I 359 MB V ili 176
Si offre di ricoverare alTOratorio un centinaio di giovani orfani o in stato di abbandono a causa del­
l’epidemia di colera
Torino, 9 agosto 1865
Eccellenza,
Le tristi notizie del colera pervenute in questa città hanno commosso tutti i
buoni; ed io stesso nel vivo desiderio di venire anche in minima parte in sussidio
alla comune sciagura mi o [f]fro di ricoverare in questa casa quel numero di gio­
vanetti che fatti orfani o ridutti alla miseria per questa sciagura volessero essere
qui indirizzati.
Io procurerò di tenere preparato posto per un centinajo che[:]
I o siano tra dodici e diciotto anni di età.
2° Sani e disposti della persona.
3° Abbiano fatto una ferma che garantisca la loro esenzione del male che im­
perversa nella rispettiva loro patria.
Mi voglia credere colla massima stima e gratitudine
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 tristi] triste
2 Giovanni Lanza: v. E(m) I, lett. 440.
3 II I o luglio c’era stato un caso isolato di colera a Messina; il 7 luglio a Napoli erano corse voci della
stessa epidemia, il 15 un altro caso a Pistoia, il 19 si parlò di 36 casi ad Ancona, dove dall'8 al 26 luglio
si ebbero 126 casi con 51 morti. Ogni giorno aumentavano i colpiti e i morti: dai 33 casi (con 11 morti)
del 28 luglio ai 207 casi (con 102 morti) del 7 agosto; dall’8 luglio al 12 agosto ben 1611 casi, con 781
morti: cf A. C o m a n d in i - A. M o n t i, L ’Italia nei cento anni... passim. I giornali ne davano ovviamente
notizia; la «Gazzetta Ufficiale del Regno» il 7 agosto lanciò un appello ai medici disponibili a collabora­
re col personale in loco. Nel corso dell’anno ci furono in Italia, su 34 provincie con 357 comuni colpiti,
oltre 21.000 casi per un totale di quasi 11.000 morti.
11 esenzione del male: si tratta di ovvia quarantena cautelativa per prevenire la diffusione del conta­
gio a Torino. Non mancavano casi isolati qua e là per l’Italia, talora per mancata osservanza del cor­
done sanitario steso attorno ad Ancona, epicentro dell’epidemia con oltre 2.000 morti: c f Storia d ’Ita ­
lia. Annali. 7. Malattia e Medicina, a cura di F. Della Peruta. Torino, Einaudi 1984, p. 459. In effetti
orfani vennero mandati a Torino vari mesi dopo, una volta sicuri della fine del contagio, che comun­
que aveva mietuto nella città subalpina 223 vittime. Ne parlò « L ’Unità Cattolica» del 21 settembre
1866 che accennava all’arrivo in quei giorni di 6 orfani, da sommarsi ai 5 arrivati precedentemente.
16 La lettera di don Bosco pervenne al ministero dellTntemo solo il 16 agosto. Rispose immediata­
mente il direttore generale, Giuseppe Boschi, per chiedere se i ragazzi sarebbero stati accettati gratui­
tamente, oppure dietro versamento di una pensione governativa ovvero di una sovvenzione una tan­
tum, da stabilirsi da chi e in quale misura: ASC B26200 Governo, ministero dell'interno, Lanza, (A

17.2 Page 162

▲torna in alto
156 agosto 1865
1421701) ed. in MB V ili 176-177. La sera dello stesso 16 agosto il prefetto della provincia di Ancona,
Carlo Torre, fece pervenire a don Bosco, tramite la Prefettura di Torino, un dispaccio telegrafico di
ringraziamento per la proposta di accettare orfani in numero di venti o trenta: ASC 38 Ancona; D ocu ­
menti X L I 326, ed. in MB V ili 177. Il 17 agosto faceva seguito la lettera della commissione di pubblico
soccorso che esternava i medesimi sentimenti: ASC 38 Ancona, ed. in MB V ili 178. Don Bosco in que­
gli stessi giorni non aveva mancato di comunicare la sua disponibilità all’arcivescovo di Ancona, card.
Antonio Benedetto Antonucci, per altro da lui conosciuto in quanto già nunzio pontificio a Torino: v.
Appendice, lett. 1865/17, 18.
843
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740113) me. 47 B 4
Orig. aut. 1 f. 214 x 138 mm. carta uso stampa leggera
direttore don Michele Rua in data 10 agosto
E I 358
sul v lettera di don Enrico Bonetti al
Annuncia una prossima visita al piccolo seminario di Mirabello
*Torino, 9 ag[osto 18]65
Car.mo D. Rua,
Sul finire della prossima settimana io vado, si Dominus dederit, a Mirabello
con animo di poterti portare sulle mie spalle. Aggiusta le cose in modo che non
[ci] siano difficoltà; D. Proverà se non mi precederà lo condurrò io stesso.
Salute e benedizione a tutti i miei cari figliuoli di Mirabello; tu poi prega mol­
to pei nostri ammalati, D. Proverà, D. Alasonatti, e D. Fusero, e credimi tutto tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
2 Michele Rua, all’epoca direttore del collegio di Mirabello: vedi lett. 730.
4 portarti sulle mie spalle: don Bosco allude all’ormai deciso trasferimento di don Rua a Valdocco.
5 Francesco Proverà, prefetto a Lanzo, in procinto di partire per Mirabello, a motivo di salute: v.
lett. 841.
7 ammalati, Vittorio Alasonatti, Bartolomeo Fusero: v. lett. 839.
844
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca MaruceUiana, Fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 218 x 133 mm. timbri vari: Torino 12 agosto 65 10 S
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cambray Digny (A 1950147)
Ined.
Firenze 13 agosto
Invito alla preghiera e alla speranza - proposta di collaborazione per la diffusione delle Letture Catto­
liche e per la lotteria

17.3 Page 163

▲torna in alto
agosto 1865 157
*Torino, 10 agosto 1865
Benemerita Signora,
Ho ricevuto la sua lettera colla limosina di cinque messe, due già celebrate e
le altre celebrerò ne’ giorni seguenti. I pensieri cristiani espressi in questa sua let­
tera mi danno confidenza a parlare senza esitazione. Continui a pregare e il Si- 5
gnore le continuerà le sue grazie; ma non posso celarle che le concederà molte
rose con molte spine e ciò nella medesima sua famiglia. Io prego il Signore che le
conceda pazienza, rassegnazione a’ suoi divini voleri, e coraggio a non diminuire
nella preghiera.
Le dirò poi in tutta confidenza di vegliare sommamente sopra le letture che 10
fanno le persone che la riguardano e che in certo modo da Lei dipendono. Ella si
o[f]fre di ajutarmi in qualunque cosa ella possa; ed [io] la prego di tre favori[:]
1° Di ajutarmi colla carità delle sue preghiere, affinché niuno de’ giovani che
vengono in questa casa abbia la disgrazia di andare perduto.
2° Di ajutare la marchesa Villarios a diffondere i piccoli libri Letture Catto- 15
liche.
3° [Di] promuovere una lotteria di doni iniziata per ultimare la costruzione
di una chiesa iniziata in onore di Maria Ausiliatrice.
f. i v
Le manderò per mezzo della prefettura alcuni programmi ed alcuni biglietti
ed ella farà quanto la sua carità le inspirerà.
20
Copiose benedizioni celesti vengano sopra di Lei e sopra tutta la sua famiglia.
Amen.
Con gratitudine e stima mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
P.S. La sua lettera mi fu portata dal sig. suo figlio militare colla massima corte­
sia, ma non posso rispondere per mezzo di lui perché non gli [ho] chiesto l ’indi­
rizzo, mi promise per altro che prima di partire da Torino sarebbe passato di nuo­
vo a vedermi.
30
f.2v Alla Chiarissima Signora Contessa
La Sig.a Virginia de Cambray Digny
Firenze
2 Virginia Cambray Digny: nata Tolomei Biffi nel 1822, aveva sposato il conte Luigi Guglielmo di
Cambray Digny (1820-1906); morì il 24 febbraio 1909. Ebbe tre figli: Luigi, nato a Firenze il 12 maggio
1843, uscì dalTAccademia militare di Torino nel 1863 e morì a Pisa nel maggio 1869 per malattia infet­
tiva contratta durante la campagna contro il brigantaggio; don Bosco gli invierà le condoglianze il 12
maggio 1869; Tommaso, nato a Firenze il 23 gennaio 1845, avvocato, divenne deputato e morì a San
Piero a Sieve il 3 gennaio 1901: c f «Il Messaggero del Mugello», 3 gennaio 1901; (con qualche impreci­
sione) DBI X V II 152-160. Marianna, nata a Firenze il 17 maggio 1854, morta negli anni venti del seco­
lo successivo. La madre di Virginia era la baronessa Luisa Ricasoli, nata Corsini, che in prime nozze

17.4 Page 164

▲torna in alto
158 agosto 1865
aveva sposato Tolomei Biffi e in seconde nozze Gaetano Ricasoli, fratello di Bettino Ricasoli, lo statista
toscano due volte presidente del Consiglio dei ministri (1861-1862 e 1866-1867).
3 sua lettera: dovrebbe trattarsi di quella datata 8 agosto 1865, nella quale la contessa, dopo aver ri­
cordato la confessione fatta a Valdocco nel 1863, chiedeva «in tempi così difficoltosi e infelici» pre­
ghiere per il marito Guglielmo - sindaco di Firenze al momento del trapasso della capitale da Torino a
Firenze - e per i tre figli: ASC B26100 Cambray Digny, ed. MB V ili 109.
4 pensieri cristiani: si noti come don Bosco stesso giudichi la lettera della Cambray Digny ricca di
profondi pensieri spirituali; si potrebbe aggiungere che don Bosco, a differenza di tante sue corrispon­
denti, specialmente appartenenti alla nobiltà, si rivela invece molto sobrio nelle sue espressioni di fede
e di fiducia in Dio, per altro mai omesse.
15 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
19 a mezzo della prefettura: v. lett. 828; sul mrg. sup. don Bosco scrive: «il cav. [Oreglia di S. Stefa­
no] mandi alcuni programmi con cento biglietti se non per altro per mezzo per la prefettura».
27 figlio militare: si tratta di Luigi, ventiduenne, già [?] allievo dell'accademia a Torino (vedi lin. 2),
che per altro pare coltivasse in città un legame affettivo con una ragazza, sulla quale la madre chiede­
rà informazioni a don Bosco: v. lett. 854.
845
Alla confraternita del Gonfalone di Villafalletto
Archivio Confraternita del Gonfalone - Parrocchia di Villafalletto (Cuneo)
Orig. aut. 1 f.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Villafalletto (A 1810422)
Ined.
Ricevuta di 400 lire
*Villafalletto, 16 agosto 1865
Ricevo fr. 400 di cui fr. 380 pei musicanti venuti dall’Oratorio di Sales il 14-
15-16 agosto pel settenario della Madonna del Gonfalone, più franchi 20 onorario
pel discorso di quella stessa solennità.
Dio benedica e conservi in grazia sua tutti i benemeriti confratelli di questa
veneranda compagnia. Amen.
[Sac. Gio. Bosco]
6 compagnia corr ex confra
1 Villafalletto: località di circa 4000 ab. in provincia di Cuneo, diocesi di Fossano.
2 musicanti venuti: ulteriore prova della disponibilità di don Bosco a servire le parrocchie che ne fa­
cevano richiesta.
7 II testo di tale ricevuta venne pubblicata sul giornale di Fossano «La Fedeltà» il 29 maggio 1929.
846
Al marchese Domenico Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890236)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 359-369 MB V ili 191
Annuncia il suo prossimo viaggio assieme al teologo Golzio - auguri - informazioni sulla costruzione
della chiesa di Maria Ausiliatrice - ispezione sanitaria a Valdocco da parte delle autorità comunali

17.5 Page 165

▲torna in alto
agosto 1865 159
'■'Novara (per quest’oggi), 29 agosto 1865
Car.mo Sig. Marchese,
Attese le voci di colera che si fanno ogni giorno sentire a noi più vicine, sarà
forse bene prescindere dal triduo che avevamo concertato in onore della beata
Vergine Maria. Se però Ella avesse già fatta parola in proposito, oppure si fosse 5
già dato avviso in pubblico, io e D. Rua siamo a’ suoi cenni.
Il T. Golzio è disposto di venire a fare meco una gita a Montemagno, e il pro­
getto sarebbe di andarvi lunedì prossimo. Partiremo lunedì alle 9,30 e giungere­
mo per l ’omnibus delle cinque pomeridiane.
Io spero, sig. Marchese, che Ella, la sig[ra] Marchesa, Azelia ed Emanuele 10
godano tutti buona salute; questa è la grazia che io dimando per tutta la sua fami­
glia ogni giorno nella santa messa, ed ho ferma fiducia che la Santa Vergine mi
esaudirà in ogni tempo, ma specialmente nei presenti pericoli.
Non so se il maestro Cerutti appaghi l ’aspettazione; occorrendo gli dia pure
qualunque avviso o consiglio; egli lo prenderà certamente in buona parte. Ritardò 15
qualche giorno la sua andata a Montemagno, perché io gli aveva scritto a Mira­
bello, mentre egli era già partito per la sua patria; sicché la lettera dovette fare un
giro dupplicato.
La nostra chiesa va avanti, ed una parte delle mura giunge già all’altezza del
tetto. Questa Chiesa spero che sarà per Lei e per tutta la sua famiglia una caparra 20
sicura della efficace protezione di Maria Ausiliatrice. Abbia in Lei molta fiducia.
Avrà udito da qualche giornale che oltre le visite che il Signore ci fa nelle per­
sone della casa vi sono anche nemici che ci tribulano al di fuori. S’immagini: Bor-
rella e Bottero furono dal municipio incaricati a venire a visitare la nostra casa
per lo stato d’igiene e di moralità. Due preziosi modelli!
25
Preghi tanto per me e per questa nostra casa; e mi abbia sempre tra quelli
che con pienezza di stima si professano
Di V. S. car.ma
Aff.mo ed Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
30
1 Per aver letto «3» anziché «31» la data della lett. seguente, don G. B. Lemoyne è stato costretto ad
ipotizzare due viaggi di don Bosco a Novara (MB V ili 168, 191), mentre invece si trattò di un unico
viaggio.
2 Domenico Fassati: v. E(m ) I, lett. 251.
3 colera: v. lett. 842.
4 triduo: come faceva da vari anni, don Bosco si recava a predicare a Montemagno (Asti) luogo di j
villeggiatura dei Fassati, in occasione della festa della natività della Madonna.
6 Michele Rua: v. lett. 730.
7 Felice Golzio: nato a Torino nel 1807, fu ripetitore di morale e direttore spirituale nel Convitto Ec­
clesiastico, dove era entrato nel 1835. Ne divenne poi il rettore, succedendo al can. Eugenio Galletti;
dal 1871 fu direttore del santuario della Consolata; morì a Torino il 27 marzo 1873: c f L. N icolis Di
R o b il a n t, Vita del venerabile Giuseppe Cafasso Confondatore del Convitto Ecclesiastico. I. Torino
1912, pp. 190-191.
8 lunedì prossimo: 4 settembre.
10 Marchesa, Azelia, Emanuele: vale a dire la famiglia Fassati, di cui alla lett. 769 e in E(m) I, lett. 251.
14 Francesco Cerutti: v. E(m ) I, lett. 518.
24 Alessandro Borella, nato nel 1813 a Castellamonte (Torino), medico, con G. B. Bottero e Felice

17.6 Page 166

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160 agosto 1865
Govean, diede vita al giornale liberale e anticlericale «La Gazzetta del popolo» che spesso criticò don
Bosco e la sua opera. Deputato fin dalla seconda legislatura, apparteneva alla sinistra. Morì a Torino il
24 maggio 1868: cf T. Sa r t i, I l parlamento subalpino e nazionale..., p. 152.
— Giovanni Battista Bottero, nato a Nizza marittima nel 1822, medico, fu deputato al parlamento
fino al 1870; morì a Torino nel 1897: ivi, pp. 163-164.
25 modelli!: evidente l’ironia. Se la «Gazzetta del Popolo» dei Borella e dei Bottero attaccò don Bo­
sco, lo difese invece « L ’Unità Cattolica» che il 30 luglio pubblicò un lungo articolo circa la situazione
igienico-sanitaria di Valdocco, sottolineando come sul finire del mese di luglio, in occasione del colera
dei paesi vicini, a Valdocco si era ridotto il numero delle presenze da 800 a 300 giovani: cf MB V ili
188-189 ( OE X X X V III pp. 70-71). Don Bosco dovette comunque obbedire alle ingiunzioni delle auto­
rità, senza per altro mai potervisi conformare totalmente, anche per l'impossibilità di far fronte ad
un'ingente spesa. Circa l’ispezione sanitaria v. anche Appendice, lett. 1865/19.
847
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 212 x 142 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950133)
E I 356-357 MB V ili 172
Annuncia probabile visita - comunica l'impossibilità di mandarle i chierici nella casa di campagna -
auguri e benedizioni
’Torino, Gozzano (soltanto per oggi), 31 ag[osto 18]65
111.ma Sig[ra] Contessa,
Spero di poter andare fra breve a farle una visita forse nella prossima setti­
mana da Montemagno, ma non posso assicurare. In quanto ai cherici che Ella
5 con bontà accoglierebbe per farci campagna, non posso averli in libertà perché ai
dodici del prossimo settembre vi sono esami di belle lettere e di gram[m]atica,
cui parecchi si preparano. Ora tra chi impara, e chi insegna, e chi deve supplire
sono tutti sopraccarichi di fisse occupazioni.
Di quante cose vorrei parlarle, signora Contessa! Preghi per questa casa, che
io da una parte ha molte benedizioni, dall’altra ha molte croci. In ogni cosa sia fatta
la volontà del Signore.
Io non mancherò di pregare eziandio per Lei e dimanderò costantemente
due cose: |che Ella e la sua famiglia non abbia a patire danno di sorta nell’attuale
minaccia del colera; e che la santa Vergine tenga a tutti assicurata una bella ca-
15 mera in Paradiso.
Qualora non andassi da Montemagno a Vignale, le farei sapere il giorno in
cui io potrò trovarmi a Felizzano.
Abbia la bontà di riverire da parte mia il sig. di Lei Marito e tutta la rispetta­
bile di Lei famiglia. La santa Vergine ci conservi tutti suoi e sempre suoi: Amen.
20
Con gratitudine mi professo
Di V. S. B.ta
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

17.7 Page 167

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settembre 1865 161
1 Gozzano: località di circa 2000 ab., a 37 km. da Novara, dove il vescovo, mons. Giacomo Filippo
Gentile, aveva la residenza estiva. Il motivo del viaggio, secondo MB V ili 168-171, era quello di uno
scambio di vedute sul problema delle vocazioni.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 prossima settimana: nella lett. 846 si indicava con più precisione il lunedì 4 settembre.
5 farci campagna: evidentemente al termine dell’anno scolastico, una volta partiti i ragazzi per le va­
canze estive.
10 croci: ad es. la campagna ostile contro l’Oratorio da parte della «Gazzetta del Popolo», di cui alla
lett. 846.
14 minaccia di colera: v. lett. 842.
16 Montemagno, luogo di villeggiatura dei Fassati (v. lett. 846) è a pochissima distanza da Vignale,
dove si trovava il palazzo dei Callori; si trova invece a 17 km. da Felizzano (Alessandria), dove passava
la ferrovia Alessandria-Asti-Torino.
848
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 257 x 195 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960328)
E I 360-361 MB V ili 192
Gioie e dispiaceri circa gli esami di vestizione dei chierici dell'Oratorio - offerta di biglietti della
lotteria
*Torino, 3 settem bre 18]65
Ill.mo e M.to R.do Sig. Provicario,
Ho ricevuto la nota de’ nostri giovani che si presentarono per l ’esame della
vestizione chericale; e ne la ringrazio. Sunt bona mixta malis. Ho piacere che ta­
luni siano stati rimandati perché vollero andarvi contro mio volere. Mi rincresce 5
per altro di Maffei che è molto lodevole per condotta ed era de’ buoni nel suo
corso. È proprio un caso eccezion[al]e che sia riuscito male. Examen sive peri-
culum.
Ho pure ricevuto l ’altra sua in cui mi part[ec]ipava che Ella si riteneva i 100
biglietti e mi invitava a terminare il conto, che da molto avrebbe dovuto essere si- io
stemato. Benedetta miseria. Se non fosse troppo ardita vorrei farle un'addizione
alla sua Lettera; ma temo di meritarmi il titolo di nojoso. Basta, proviamo. Pren­
derebbe Ella ancora 100 biglietti di questa Lotteria?
f.lv
Avrei altri fr. 50 che uniti agli altri 350 formerebbero tondamente fr. 400 e
così ogni debito attuale col seminario sarebbe saldato.
15
Per altro ab amicis honesta sunt petenda e se stima la mia proposta inop­
portuna, ritirerò volentieri la mia dimanda e mi limito a ringraziarla de’ benefizi
che ci ha fatti altre volte.
Le auguro dal Cielo sanità e grazia; raccomando me e questa casa alla carità
delle sue preghiere e mi creda con gratitudine
20
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
6

17.8 Page 168

▲torna in alto
162 settembre 1865
P.S. Le unisco il certificato di condotta del eh. Vittone che il vescovo di Acqui mi
25 manda da esserle trasmesso.
4 mixta] mista
10 invitava corr ex ...
12 temo corr ex teng
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 la nota: v. lett. 840.
4 Sunt bona mixta malis: cit. di P u n io , Naturalis historia 21,9.
6 Francesco Silvestro Antonio Maffei: figlio di Giuseppe Antonio e Maria Ceresa, era nato a S. Mau­
rizio Canavese (Torino) il 1° gennaio 1848. Entrò alTOratorio come studente il 22 ottobre 1861: ASC
registro Censimento. Vescì l ’abito talare il 9 settembre 1866: AAT 12.12.3, Registrum clericorum
1808-1847 [ma 1818-1876]. Divenne poi sacerdote diocesano, prosegretario di mons. Lorenzo Gastaldi
negli anni 1875-1880, accanto al segretario Tommaso Chiuso. Canonico della chiesa metropolitana,
morì nel 1926.
9 l'altra sua: non è stata reperita; circa le 400 lire di debito v. anche lett. 796 e 800.
16 ab amicis honesta sunt petenda: c f CICERONE, De Am icitia 13,44.
24 Carlo Vittone: figlio di Paolo e Margherita Scalenghe, nato a Castiglione Torinese il 2 febbraio
1843, era entrato all’Oratorio il 28 ottobre 1858; ne era uscito nell’agosto del 1860 secondo il registro
Censimento dell’ASC. Aveva vestito l’abito talare il 28 ottobre 1859, secondo il Registrum clericorum
dell’AAT. Di lui come professore di grammatica parlò il vescovo di Acqui, mons. Modesto Contratto
nella lettera a don Bosco del 3 ottobre 1865: ASC B26200 Contratto, ed. in MB V ili 198.
849
AI commissario generale delle Ferrovie, Giuseppe Bella
ASC B31010 Lett. orig., Governo, Bella (A 1710903)
Min. aut. 1 f. 303 x 210 min. carta uso stampa
sul v si legge aut. «Copia in pulito»
E I 366 MB V ili 218-219
me. 26 A 1
segno di pastello azzurro in calce alla pagina
Richiesta di sussidio a favore di ragazzi inviatigli dal ministero dei Lavori Pubblici e dalla direzione
delle Ferrovie
[Torino, 9 settembre 1865]
Ill.mo Signor Commissario Generale,
Alcuni bisogni urgenti in cui attualmente versa questa casa mi spingono di ri­
correre a V. S. 111.ma per avere soccorso. Credo che sia anche in qualche modo a
5 Lei noto come il ministero de’ lavori pubblici e la Direzione Generale delle Ferro­
vie dello Stato abbiano indirizzato a questo stabilimento parecchi giovanetti orfa­
ni appartenenti ad impiegati in codesta amministrazione. Parecchi fanno ancora
parte de' nostri allievi come Ella potrà vedere nella nota a parte. Io li riceveva vo­
lentieri perché questa casa fu sempre di buon grado aperta alle autorità governa­
lo tive e perché la benemerita Direzione delle Ferrovie mi concedeva parecchi favori
con trasporti gratuiti che in certo modo almeno in parte compensavano le spese
occorrenti.
Ma questi favori furono ristretti assai dalla novella amministrazione. Ora
questi giovanetti sono tuttora in numero notevole nello stesso stabilimento; anzi
15 uno di essi perché mancante di età fu ed è eziandio mantenuto a spese dello scri­
vente nel collegio di Lanzo. È vero che ogni volta [che] la direzio[ne] inviava

17.9 Page 169

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settembre 1865 163
qualche ragazzo ci univa sempre qualche sussidio; ma esso per lo più era appena
sufficente a vestirlo e provvederlo del necessario corredo.
In tale stato di cose io mi sono deliberato di ricorrere a V. S. 111.ma suppli­
candola a volermi venire in ajuto in questo momento di bisogno eccezionale e di 20
accordarmi quel maggiore sussidio che a Lei sembrerà beneviso o complessiva­
mente o per ciascun[o] de’ giovanetti ricoverati. Pieno di fiducia nella nota di Lei
bontà, Le auguro ogni bene dal cielo mentre colla più sentita gratitudine ho l ’o­
nore di potermi professare
Di V. S. 111.ma
25
Obbl.mo servitore
[Sac. Bosco Gio.]
2 Signor corr ex Signore 4 ante soccorso del quaflche] 5 Direzione corr si ex Direttore corr
ex Direzione della 6 stabilimento emend ex casa orfani emend si ex ad 8 de’ co rr ex di
questi come... parte add si 9 di buon grado add si 11 in certo modo emend si ex in certo
modo compensavano
13 Ma questi emend si ex ora quefsti]
novella amministrazione add
m rg sin
14 tuttora emend si ex ancora
nello stesso stabilimento emend si ex in questa casa
15 post essi del si (vedesi la nota a parte) ante perché del non fu ed è eziandio emend si ex è
tuttora 16 È vero... inviava co rr si ex in questo stato di cose ne raccomandava 18 provvederlo
emend si ex munirlo 20 questo emend si ex tale 22 de’ giovanetti ricoverati c o rr si ex giova­
netto ricoverato
2 Giuseppe Bella: nato a Genova nel 1808, fu deputato per tre legislature, due nel parlamento subal­
pino, e una in quello italiano (V ili legislatura). Commendatore, il 31 dicembre 1863 venne promosso
ad ispettore di prima classe nel genio civile; incaricato delle funzioni di segretario generale del mini­
stero dei Lavori Pubblici, direttore generale di acque, strade e strade ferrate, l'8 ottobre 1865 venne
nominato senatore del regno. Lavorò molto per lo sviluppo delle ferrovie; morì a Torino il 24 novem­
bre 1884: cf T. Sa r t i, I l parlamento subalpino e nazionale..., p. 99.
8 nota a parte: non è stata reperita, ma in ASC esistono varie minute al riguardo.
13 questi favori furono ristretti: v. ad es. lett. 732; le riduzioni ferroviarie saranno ancor più diminui­
te negli anni successivi, anche a motivi di abusi: v. lett. 986, 1045, 1064.
21 maggior sussidio: la richiesta venne accolta. Rispondendo il 12 ottobre, il Bella notificò a don Bo­
sco che il ministero dei Lavori Pubblici gli aveva decretato un sussidio di lire 800: ASC B26200 Gover­
no, Lavori Pubblici, ed. in MB V ili 219.
850
Al conte Carlo Cays
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860321)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 361-362 MB V ili 193
Felicitazioni per la nascita dell’erede e preoccupazione per la salute della nuora - richiesta di materiali
per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 11 settem bre 18]65
Car.mo Sig. Conte,
Con gran piacere ho ricevuta la notizia che notificava la nascita di un erede
in casa Cays, ma questa fu assai rattristata da un’altra che ci diceva trovarsi la si­
gnora Contessa molto aggravata dal male.
5

17.10 Page 170

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164 settembre 1865
Abbiamo tosto ordinate pubbliche preghiere mattino e sera, ed ora abbiamo
avuto la grande consolazione di sapere che la malattia cessò e che riebbe il suo
stato ordinario di sanità. Sia Dio e la Santa Vergine Ausiliatrice ringraziata.
Ma, e la nostra chiesa? Ecco la seconda parte della mia lettera,
io
La chiesa è al coperchio; ed ho bisogno che mi aiuti a coprirla. In che modo?
Con que' listelli, tegole, assi, reme, remoni, travi o travicelli, che Ella avesse fuori
d’uso e che volesse regalare alla Madonna Ausiliatrice. Che ne dice, signor Con­
te? Che ne dice il sig. Luigi e la signora Contessa?
Essendo difficile il questuare danaro, ho pensato di appigliarmi al consiglio
15 del cav. Zaverio Collegno di questuare materiali.
Compatisca, sig. Conte, la confidenza con cui scrivo; gradisca che le auguri
dal cielo sanità e grazia, a Lei e a tutta la sua famiglia, e raccomandando me e li
miei giovanetti alla carità delle sue sante orazioni, godo moltissimo di potermi
con gratitudine sincera professare
20
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo e aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
18 godo] mentre godo
2 Carlo Cays: v. E(m ) I, lett. 181; cf anche V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana..., II,
p. 406.
3 L'erede era Vittorio che dopo una breve carriera militare (sottotenente) morì venticinquenne nel
1890: BS a. 14 (dicembre 1890) p. 234; il padre del neonato era il conte Luigi Casimiro Cays, di cui alla
lin. 13; la madre invece Antonia, figlia del barone Guidobono Cavalchini Garofoli, nel cui palazzo a
Tortona erano stati accolti per il pranzo don Bosco e i suoi ragazzi in gita autunnale l ’8 ottobre 1863:
cf MB V II 534. Pure la moglie del barone, Marianna, nata De Cardenas e morta nel 1909 a 84 anni, era
ammiratrice di don Bosco e cooperatrice salesiana.
5 Contessa: si tratta della suddetta nuora del conte Carlo Cays, Antonia (morta nel 1900: cf BS a. 24,
luglio 1900, p. 208), e non, come invece si legge in E I 362, della moglie, Erminia Agnese dei conti Pro­
vana del Sabbione, morta a 24 anni l ’8 ottobre 1845: cf L. T er r o n e , I l conte Cays. Sacerdote Salesia­
no. Memorie. Colle Don Bosco (Asti), LDC 1947, p. 14.
11 remoni: dal dialettale remòn, accrescitivo di rema, travicello di abete usato come trave seconda­
ria per sostenere le tegole del tetto.
13 Luigi Cays, il primogenito del conte Carlo: v. E(m) I, lett. 374.
15 Zaverio Collegno: v. E(m ) I, lett. 103. Don Bosco aveva accolto il consiglio del Provana di Colle­
gno e aveva avanzato la richiesta al medesimo: v. lett. 832.
851
Al rettore dell’università di Torino, Ercole Ricotti
ASC B32000 Autografi, Rua (A 2241117) me. 1361 B 3
Orig. aut. 2 ff. 305 x 210 mm. carta uso stampa con timbro del provveditore e autenticazione
sul mrg. inf. marca da bollo di 50 cent, sul mrg. sup. sin.
Min. aut. [ = A ] (A 2241117) me. 1361 B 2 270 x 190 mm. carta leggera
MB V ili 196
Dichiarazione di capacità professionali di don Michele Rua come insegnante

18 Pages 171-180

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18.1 Page 171

▲torna in alto
settembre 1865 165
*Torino, 14 settembre 1865
Il
sottoscritto di buon grado dichiara che il sacerdote Rua Michele di Torino
insegnò per lo spazio di sei anni nelle classi ginnasiali inferiori e quattro anni nelle
ginnasiali superiori colla massima soddisfazione dalla parte de’ suoi Superiori e
con vantaggio non ordinario dalla parte degli allievi.
5
Dichiara inoltre che lo giudica degno di speciale encomio perché ha sempre
spese con zelo le sue fatiche gratuitamente.
Sac. Bosco Giovanni
1 14] 12 A 4 dalla parte om A 5 dalla] da A 6-7 Dichiara... fatiche] questo servizio è de­
gno di speciale encomio in quanto ha sempre prestata [ emend ex lavo] l ’opera sua gratuitamente A
2 II destinatario della dichiarazione è il prof. Ercole Ricotti, all'epoca rettore dell’Università di Tori­
no: v. E(m ) I, lett. 646.
— Michele Rua: v. lett. 730; già dal 1863 munito di diploma universitario per l ’insegnamento al ginna­
sio inferiore, una volta ritornato a Torino da Mirabello (settembre 1865 ) si preparò per sostenere ulte­
riori esami universitari per l ’insegnanento al ginnasio superiore. Otterrà 0 diploma nell’ottobre 1872.
852
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740107) me. 47 A 9
Orig. aut. 1 f. 220 x 138 mm. carta uso stampa leggera
E I 362 MB V III 194
restaurato 0 mrg. sup.
Invito a pagare una cambiale in scadenza - annuncio di prossimo arrivo a Torino
*Gorrino, 18 settem bre] 1865
Car.mo D. Rua,
C’è una cambiale che scade oggi di fr. 1000. Prendi il chiavino che ti unisco,
va in mia camera, e nel cancello che tu sai troverai un groppo di fr. 1000; di poi
parlerai col Cavaliere o con D. Savio che ti diano, o facciano egli stessi il versa- 5
mento di questa somma in quel sito dove l ’hanno già fatto un mese addietro.
Io sarò a Torino dimani alle tre pomeridiane.
Dio benedica te e tutta la nostra famiglia ed abbimi
Tuo
Aff.mo in G. C.
io
Sac. Bosco Gio.
3 Prendi] Prende 7 tre] 3
1 Gorrino: località a 9 km. da Cuneo, con una popolazione di circa 650 ab. Il nome del paese invero
è incerto, per la difficoltà di decifrare la grafia di don Bosco e per la mancanza di altre testimonianze
al riguardo.
2 Michele Rua: v. lett. 730; ormai stabile a Torino, in sostituzione di don Vittorio Alasonatti assente
per grave malattia (morì il 7 ottobre), gradualmente stava prendendo in mano la direzione della casa

18.2 Page 172

▲torna in alto
166 settembre 1865
di Valdocco, diventando così il massimo collaboratore di don Bosco. Nella seduta del Capitolo della
società salesiana, tenuta il 29 ottobre 1865, venne ufficialmente eletto «Prefetto» della società salesia­
na, appunto in sostituzione di don Vittorio Alasonatti. Come «catechista» al posto di don Rua venne
eletto lo stesso 29 ottobre don Giovanni Battista Francesia; don Celestino Durando fu a sua volta elet­
to terzo «consigliere».
4 cancello: dal dialetto cancel indicante tavolino con scrittoio rialzabile e cassetto chiudibile a
chiave.
5 Cavaliere: Federico Oreglia di S. Stefano, responsabile della tipografia: v. lett. 744 e E(m ) I, lett.
460.
— Angelo Savio, economo della società salesiana: v. E(m) I, lett. 621.
853
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lemoyne (A 1720601) me. 29 E 2
Orig. aut. 2 ff. 207 x 132 mm. carta azzurra con strappo timbri vari: Torino 20 sett 65 7 M
Lanzo Torinese 20 set 65 timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin. il P.S. si trova sul mrg. sin.
E I 363 MB V ili 196-197
Chiede di scrivere al sig. Canale per comunicargli che accetta all'Oratorio il ragazzo raccomandatogli
- saluti ed auguri
*Torino, 19 settem bre 18]65
Mio caro Lemoyne,
Scrivi al sig. Canale che accetto il suo raccomandato e lui stesso se vuole ve­
nire con noi all’Oratorio. Gli dirai le tre pensioni. Pel 24 corrente sono a Torino e
10 attendo con noi con gran piacere. Ben inteso che una camera e la nostra men­
sa è tutta a sua disposizione.
Pel resto ci parleremo presto; saluta i nostri giovani; fammi guarir D. Alaso­
natti, va’ eziandio a fare un caro saluto al sig. Vicario ed un altro a Casa Arrò.
Amami nel Signore e credimi sempre tutto tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
[P.S.] Per la March. Negrotto ho scritto di qui.
Al M.to R.do Signore
11 Sig. D. Lemoyne
nel coll. conv.
Lanzo
3 Scrivi corr ex scriva 7 saluta corr ex saluti
2 Giovanni Battista Lemoyne: nato a Genova da Luigi e Angela Prasca il 2 febbraio 1839, fu ordinato
sacerdote 0 14 giugno 1862. Incontrato don Bosco ai primi di ottobre 1864 a Lerma (Alessandria), a
pochi km. da Mornese, si trasferì all’Oratorio di Valdocco il 16 dello stesso mese. Un anno dopo, il 10
ottobre 1865, fece la professione perpetua nella società salesiana. Direttore del collegio di Lanzo per
12 anni (1865-1877), venne poi inviato prima a Mornese (1877-1880), quindi a Nizza Monferrato (1880-
1883) come direttore spirituale dell’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Fu autore di varie pubbli­
cazioni, dal genere storico al drammatico; scrisse anche drammi educativi. Nel 1883 don Bosco lo

18.3 Page 173

▲torna in alto
settembre 1865 167
chiamò a Torino come segretario del Consiglio Superiore e redattore del «Bollettino Salesiano». Ser­
vendosi della sua diretta esperienza e soprattutto delle cronache e dei documenti conservati nell'ASC,
preparò i 45 volumi dei Docum enti da cui sorsero i 19 volumi delle M em orie Biografiche, i primi otto
dei quali furono pubblicati direttamente da lui tra il 1898-1912. Il nono uscì postumo nel 1917. Notevo­
le fortuna ebbe la Vita del Ven. Giovanni Bosco (2 voli.), Torino, SEI 1911-1913. Il Lemoyne morì a
Torino il 14 settembre 1916: ASC registro Anag. Prof; inoltre cf DBS pp. 166-167. Circa le MB si veda:
F. Desramaut, Come hanno lavorato gli autori delle «M em orie Biografiche», in Don Bosco nella sto­
ria, a cura di Mario Midali. Roma, LAS 1990, pp. 37-65 e l’intero volume del medesimo autore Les
Memoires I de Giovanni Battista Lemoyne. Etude d'un ouvrage fondamental sur la jeunesse de
saint Jean Bosco. Lyon, Maison d’Etude S. J. Bosco 1962. Utile per la conoscenza del Lemoyne anche
P. Braido - R. A r e n al Llata, Don Giovanni Battista Lemoyne attraverso 20 lettere a don Michele
Rua, in RSS 12 (1988) 89-170.
— In data 26 ottobre mons. Andrea Charvaz di Genova, in risposta ad una lettera probabilmente di
don Bosco, concedeva la patente di confessore al Lemoyne una volta che avesse superati i dovuti esa­
mi presso due esaminatori della diocesi di Torino: ASC B26200 Charvaz. Circa il direttorato del Le­
moyne a Lanzo, giudicato da alcuni troppo permissivo, don Bodrato ne prese le difese scrivendo a
don Bosco il 25 ottobre 1865: ASC B26100 Bodrato, ed. in F. Bod rato , Epistolario (1857-1880), a cura
di Brenno Casali. Roma, LAS 1995, n. 3, pp. 47-48.
3 Giuseppe Canale (1821-1888), fratello di un canonico della cattedrale di Genova, era benefattore
degli Artigianelli di don Francesco Montebruno, membro della società dei Figli dell’immacolata di
don Frassinetti, e delle conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli. Legò il suo nome a molte opere cattoliche
genovesi e fu presidente per 29 anni consecutivi della Società operaia cattolica di N. S. del Soccorso e
di S. Giovanni Battista. Godette di ampia popolarità e fu primo presidente e poi presidente onorario
del Comitato Centrale della Federazione Operaia Cattolica Ligure: DSMC III/l Le figure rappresenta­
tive, p. 169. Fu amico e cooperatore per molti anni di don Bosco, cui nell’ottobre del 1864 aveva scrit­
to una lettera, nella quale parlava del soccorso prestato ai giovani oratoriani in occasione della loro
passeggiata a Genova-Pegli: ASC B26200 Canale, ed. in MB V II 783.
— suo raccomandato: non se ne conosce il nome.
4 tre pensioni: v. lett. 858.
7-8 Vittorio Alasonatti, gravemente ammalato: v. lett. 839.
8 Vicario: si tratta del teol. Federico Albert, di cui alla lett. 759.
— Ignazio Arrò-Carroccio, sacerdote di Lanzo: v. lett. 757.
12 Negrotto: Giovanna dei marchesi De Mari (1818-1878), andata in sposa a Giovanni Battista Ne-
grotto; ebbe 11 figli, di cui 8 maschi, fra i quali un vescovo: cf C. S erto rio , Il patriziato genovese di­
scendenza degli ascritti al libro d ’oro nel 1797. Genova, Giorgio de Stefano Editore, 1967; circa la
marchesa v. anche Appendice, lett. 1865/22.
854
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 220 x 135 mm. francobollo da 20 cent. segno di ceralacca blu
Torino 20 sett 65 7 M Firenze 21 sett 65
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cambray Digny (A 1950148)
Ined.
timbri vari:
Risponde alla lettera della corrispondente che gli aveva chiesto informazioni su una ragazza conosciu­
ta dal figlio militare a Torino
Benemerita Signora,
*Torino, 20 settem bre 18]65
Il
ritardo non paga i debiti ed io un po’ tardi debbo riscontrare alla compitis­
sima di Lei lettera del 17 agosto ultimo scorso.

18.4 Page 174

▲torna in alto
168 settembre 1865
5
La ringrazio anzi tutto della parte che si degna di prendere a favore de’ nostri
poveri giovani e certamente noi non mancheremo di secondare il santo di Lei de­
siderio pregando per Lei e per la sua rispettabile famiglia.
Mi riuscì poi della massima consolazione al leggere quelle parole che Ella si
degna di pregare per me miserabile quando ascolta la santa messa. Questo gran-
io de benefizio studierò in qualche modo di ricompensare facendo eziandio per Lei
una speciale preghiera quando Dio mi ajuti di poter celebrare la santa messa.
Venendo poi alla persona di cui mi chiedeva informazioni ecco quanto posso
dirle dalle informazioni di quelli che frequentano quella casa. Famiglia onorata,
onesta, ma molto amante delle cose del giorno. La giovane vistosa, ben educata,
15 amante dei passatempi; ma religiosa. Frequenta le cose di pietà. Mi assicurano
che non lascia passare tre mesi senza accostarsi ai Santi Sacramenti. Se poi le
trattative andassero avanti e le occorressero più minuti ragguagli avrei mezzo di
appagarli.
Finora non ho più avuto il piacere di vedere suo figliuolo; forse passò in mo-
20 mento di mia assenza o non potè più passare prima di sua partenza.
La Santa Vergine benedica Lei e la sua famiglia, li colmi tutti di celesti bene­
dizioni; li difenda dal malore che va minacciando i nostri paesi.
Mi voglia credere coi sentimenti della più sincera gratitudine
Di V. S. Benemerita
25
Povero ma obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] Contessa Virginia
di Cambray Digny
Firenze
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
4 lettera del 17 agosto: la lett. non è stata reperita, ma se ne può intuire il contenuto grazie alla ri­
sposta di don Bosco.
12 persona: a don Bosco la contessa aveva chiesto alcune informazioni su una ragazza cui sembrava
interessato il figlio Luigi. Val qui la pena di rilevare come siano praticamente inesistenti le lettere di
don Bosco in cui si trovino accenni a problemi di ordine affettivo dei suoi destinatari o dei loro figli,
cui pure sovente manda saluti e promette preghiere. Evidentemente una somma discrezione faceva sì
che il problema non lo affrontasse mai per via epistolare. Sono per altro numericamente scarse anche
le lettere a don Bosco in cui gli si chiedeva consiglio in merito a questioni sentimentali.
22 malore: si tratta dell’epidemia di colera, di cui alla lett. 842
855
Al segretario generale del ministero della Guerra, Luigi Incisa
ASC B31010 Lett. orig., Governo, Incisa (A 1711009)
Min. aut. 1 f. 205 x 132 mm. carta rigata
E I 365-366 MB V ili 222
me. 27 B 4
Domanda di continuare 0 sussidio di vestiario invernale per i giovani dell’Oratorio da parte del mini­
stero della Guerra, di cui alla lett. 856

18.5 Page 175

▲torna in alto
ottobre 1865 169
*Torino, ott[obre] 1865
Chiarissimo Sig. Generale,
Da più anni mediante i buoni uffizi di V. S. Chiarissima ho potuto ottenere
un sussidio di vestiario pei poveri giovanetti di questa casa, il cui numero monta a
circa ottocento.
Quest'anno mi fu supposto che il favore dipende solamente da Lei e perciò
con gran fiducia raccomando quanto so e posso alla sua carità lo stato bisognoso
di questi poveri giovanetti.
Non potendo altrimenti dimostrare la nostra gratitudine pregheremo il Si­
gnore Iddio affinché conceda sanità e giorni felici a Lei e a tutta la rispettabile di
Lei famiglia. Colla più sentita gratitudine ho il bello onore di potermi professare
Di V. S. Chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Sig. Generale d ’incisa
Seg. Generale al Min.
della Guerra
Torino
6 il favore add si 7 con gran fiducia emend si ex mi
ex potendole
12 Chiar.ma c o rr ex Ill.ma
bisognoso] bisognosi
9 potendo corr
1 Torino, ottobre: di per sé sarebbero da escludere i primi giorni, dal momento che la domenica 1°
ottobre don Bosco, con la banda musicale e un gruppo di giovani, era già ai Becchi di Castelnuovo
d'Asti per la festa della Madonna del Rosario e vi sarebbe rimasto, come al solito, vari giorni. Non è
però da escludere che pur scrivendo dal paese nativo abbia indicato «Torino» e non «Castelnuovo d ’A-
sti», come spesso faceva quando si trovava lontano da Valdocco solo per pochi giorni e si rivolgeva a
corrispondenti che abitavano lontano da Torino: v. al riguardo Premessa, p. 8. La lett. 859 obbliga co­
munque a datare questa, come pure la lett. 865, anteriormente al 14 ottobre.
2 Luigi Beccaria Incisa, luogotenente generale, comandante gen. della divisione militare terrestre di
Genova, conte di S. Stefano Belbo, morto a Torino nel 1899: BS a. 24 (marzo 1900) p. 85; v. anche
lett. 856.
3 da più anni: v. E(m) I, Indice alfabetico delle materie «ministero della Guerra»; v. anche lett. I l i
allo stesso ministero.
856
AI ministro della Guerra, Agostino Petitti di Roreto
ASC B31010 Lett. orig., Governo, Petitti (A 1720103) me. 28 A 7/8
Min. aut. 1 f. 205 x 132 mm. carta leggera con macchie di umidità
E I 365 MB V ili 221-222
Supplica per ottenere indumenti pesanti per l'imminente inverno
Eccellenza,
T orin o, ott[obre] 1865
Già più volte negli anni passati ho fatto ricorso all’E. V. per avere sussidio di

18.6 Page 176

▲torna in alto
170 ottobre 1865
vestiario pei poveri giovani ricoverati nella casa detta Oratorio di S. Francesco di
5 Sales ed Ella ci venne sempre in ajuto. Quest’anno poi molte circostanze concor­
sero ad accrescere il bisogno di questo stabilimento per modo che attualmente
esso versa in gravi strettezze.
Egli è per questo che fo di bel nuovo ricorso alla esperimentata di Lei bontà
supplicandola a voler porgere la benefica mano a questi orfanelli e loro concedere
io quel numero di coperte, lenzuola, camicie, mutande, calzoni, tuniche, cappot[t]i,
calzette, scarpe od altro che si degni di concedere per ripar[ar]li dal freddo nella
imminente invernale stagione. Siano pure questi oggetti logori e posti fuori di
uso, per noi sarà sempre una vera carità cui mercè si prowederà ad un grave
[bisogno] al quale non si potrebbe altrimenti provvedere.
15
Sarà forse l'ultimo anno in cui potremo sperare di godere questa beneficenza
e perciò in lei riponiamo la più viva fiducia di essere favoriti.
Oltre all’incancellabile gratitudine che conserveremo del benefizio, non man­
cheremo d ’invocare ogni [dì] le benedizioni del cielo sopra di Lei che annoverere­
mo fra gli insigni nostri benefattori.
20
Con pienezza di stima ho l’alto onore di potermi professare
Dell’ E. V.
Obbl.mo Ricorrente
Sac. Bosco Gio.
3 anni add si di add si 4 pei corr ex a favore dei nella emend si ex in questa 5 ci add
si 6 di questo stabilimento add si 6-7 attualmente esso emend ex questi giovanetti si trovano
attualmente
7 gravi emend si ex vere
9 loro concedere co rr si ex concedere a loro favore
11 ante calzette del scarpe
che si degni di concedere emend m rg sin ex possa loro servire
13 vera emend si ex grande 15 sperare di godere emend ex godere di questa carità 16 ripo­
niamo add si 17 ante conserveremo del noi del benefizio emend si ex per Lei 18 post Lei
del e sopra
1 Torino: v. lett. 856, lin. 1.
2 Agostino Petitti di Roreto: v. E(m) I, lett. 618.
3 già più volte: v. lett. 856 lin. 3; ovviamente i ministri si susseguivano all’interno dei governi che si
venivano continuamente formando in quei primi difficili anni del regno d’Italia.
15 forse l'ultimo anno: chiara allusione al timore che col definitivo trasferimento di tutti gli uffici mi­
nisteriali a Firenze, con l'ovvio inserimento in essi di nuovo personale non piemontese, non conosciu­
to, sarebbe stato sempre più difficile a don Bosco continuare a ricevere indumenti militari come nel
passato.
857
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740108) me. 47 A 10
Orig. aut. 1 f. 218 x 136 mm. carta leggera uso stampa
E I 363-364 MB V ili 197
mrg. sin. slabbrato
Dà disposizioni per l’invio di programmi del collegio di Lanzo a varie persone - invia saluti a tutti

18.7 Page 177

▲torna in alto
ottobre 1865 171
*Chieri, 4 ott[obre 18]65
Car.mo D. Rua,
In breve[:]
1° Manda due programmi del collegio di Lanzo al sig. Cav. T. Vaccarino
prev[osto] di Buttigliera d ’Asti per rimetterne uno al sig. Arato Guglielmo della 5
Serra.
2° Idem al sig. Can.co Caselli [di] Chieri.
3° A D. Ghivarello che i giovani passeranno a sua casa venerdì. Se volesse
andargli [ad] aspettare i giovani gli farebbero un brindisi.
4° Di qui io vado a Borgo, ma venerdì sono a Torino, e ciò per tua norma in io
caso che la Marchesa Negrotto di Genova si presentasse a chiedere di me.
Noi stiamo tutti bene; D. Cagliero gode: saluta D. Francesia e D. Bonetti una
cum coeteris. Dio ci benedica tutti. Amen.
Tuo aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
15
2 Michele Rua: v. lett. 730; da qualche tempo era ormai trasferito a Torino-Valdocco.
4 Giuseppe Antonio Vaccarino, nato a Torino da Antonio e Maria Scursatone il 29 novembre 1805,
morì il 18 gennaio 1891: cf CSMTE. Era in relazione con don Bosco fin da quando, nel 1832, aveva
preso possesso della parrocchia di Buttigliera d’Asti, a 3 km. da Castelnuovo d ’Asti. Era dunque facile
che si incontrassero annualmente, ai primi di ottobre, quando don Bosco si recava ai Becchi.
5-6 Guglielmo Arato della Serra: personaggio non identificato; la Serra: frazione di Buttigliera
d ’Asti.
7 Giuseppe Caselli: v. E(m) I, lett. 38.
8 Carlo Ghivarello: v. E(m) I, lett. 455; era originario di Pino Torinese, località a 10 km. da Torino,
dalla quale sarebbero passati i giovani nel viaggio di ritorno a Torino da Castelnuovo d'Asti.
— Venerdì era il 6 ottobre.
10 Borgo: si tratta di Borgo Cornalese (Villastellone), dove c ’era l ’amico don Michelangelo Chiatelli-
no: v. E(m) I, lett. 89.
11 marchesa Negrotto: v. lett. 853.
12 Giovanni Cagliero, Giovanni Battista Francesia, Giovanni Bonetti, tre fra i primi collaboratori sa­
lesiani di don Bosco: v. rispettivamente E(m) I, lett. 199, 518 e 328.
858
AI padre Oratoriano Giulio Metti
Archivio Congregazione dell’Oratorio - cassetta autografi - Firenze
Orig. aut 1 f. 209 x 135 mm. nota del Metti con 4 nomi di ragazzi sul mrg. sup. sin.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M etti (A 1960127)
Ined.
Risponde a lettera - annuncia prossimo viaggio a Firenze - si dichiara disponibile ad accogliere alcuni
ragazzi raccomandatigli - precisa le condizioni di accettazione

18.8 Page 178

▲torna in alto
172 ottobre 1865
*Chieri (Torino), 5 ott[obre] [18]65
Carissimo nel Signore,
Viene o non viene D. Bosco? Sarei già andato e più volte ne aveva fissato il
giorno della partenza, ma una malattia lunga ed ostinata che incolse il prefetto di
5 questa casa, ha sempre fatto differire. Ed oggi stesso non posso ancora stabilire
l ’epoca in cui potrò con certezza effettuare questo caro progetto. Se non mi av­
verrà nuova contrarietà spero di potervi andare nella prima metà di novembre
prossimo.
In quanto ai giovanetti di cui parla io fò tutto quello [che] vuole, o meglio
10 quello che posso. Se essi possono pagare la pensione di 35 oppure di 24 franchi si
accettano purché i loro studi siano compresi nei corsi elementari o ginnasiali. Se
poi sono giovani che avessero bisogno di beneficenza, allora bisogna distin­
gue [re] le due categorie di artigiani o studenti. Gli artigiani bisogna abbiano dodi­
ci anni compiuti, orfani di padre e di madre; totalmente poveri ed abbandon[at]i.
15 Questi si ricevono gratis. |Se studenti bisogna che abbiano terminato il corso ele­
mentare, vogliano fare il ginnasio e siano commendevoli per pietà e studio. Per
costoro la pensione si adatta alla possibilità delle famiglie.
Queste le condizioni di norma. Le nostre scuole cominciano al 20 corrente
ottobre. Pel resto c ’intenderemo a Firenze; preghi per me, caro sig. D. Metti, e
20 mi raccomandi alla carità delle preghiere delle persone che mi ha accennato.
La grazia di N. S. C. G. sia sempre con noi. Amen.
Con pienezza di stima le sono di tutto cuore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
5 ha emend ex mi
sogna] bisogno
7 novembre] 9bre
13 artigiani corr ex arig
bisogna] bisogno
15 bi­
2 Giulio Metti: nato a Firenze il 9 luglio 1816, iscritto alT«Oratorio» e alla «Compagnia della Miseri­
cordia» fin da giovane, entrò nella stessa Congregazione nel 1837; sacerdote dal 1839, nel 1848 gli ven­
ne affidata la direzione dell'«Oratorio» e nel 1867 venne eletto Preposito. Vescovo di Livorno dal 1872,
morì due anni dopo, il 4 settembre 1874. Fu in relazione con prelati quali il card. Luciano Bonaparte,
il card. Cosimo Corsi, mons. Félix Dupanloup; intrattenne corrispondenza con Cesare Cantù; collabo-
rò a periodici, compose drammi e fece varie traduzioni: cf HC V ili 341; v. anche M. Ric c i, Vite dei
cari defunti. Firenze 1875, pp. 337-417; A. Cis t e l l in i, Don Bosco e il P. M etti di Firenze, in «L'Orato­
rio di S. Filippo Neri», aprile 1968, pp. 61-69, 84-86.
3 Viene o non viene? Sono esattamente le parole della lettera del Metti in data 19 settembre 1865
(ASC B12000 Lotteria, M etti ed. in MB V ili 256-257), nella quale il padre Oratoriano si lamentava del
ritardo dell’ annunciata venuta di don Bosco a Firenze.
4 malattia: si riferisce a don Vittorio Alasonatti, che morirà due giorni dopo, il 7 ottobre.
9 I giovanetti: mentre su un appunto anonimo della lettera di don Bosco si leggono i nomi di France­
sco Ferrini di 12 anni e dei tre fratelli Gaetano, Nicola e Fortunato Bartoloni, rispettivamente di anni
11, 10 e 9, nella lettera del Metti invece si accenna a due figlioletti di madre vedova e a due altri ragaz­
zetti. In realtà don Bosco portò con sé a Torino nel dicembre 1865 cinque orfanelli (v. lett. 879), fra
cui due fratelli Bartoloni e Ernesto Saccardi: v. lett. 882.

18.9 Page 179

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859
A don Michele Rua
ottobre 1865 173
ASC B31010 Leti, orig., Rua (A 1740115) me. 47 B 6
Orig. aut. 1 f. 205 x 132 mm. carta uso stampa
E I 364 MB V ili 221
Comunicazioni varie
*Lonigo, 14 ott[obre 18]65
Car.mo D. Rua,
Ti mando qui una copia di memoriali da farsi copiare come segue:
Quello: Eccellenza vuole essere copiato su carta da bollo di fr. 1.
La lettera farai copiare su carta libera, di poi farai un solo piego da indiriz- 5
zarsi, come è qui notato, al generale d’incisa.
Probabilmente non posso essere a casa se non al prossimo venerdì al più tar­
di; se posso andrò prima. Intanto nota che ai diciotto di questo mese avvi una
cambiale di mille franchi che scade. Se ti sembra di poterla pagare non occorre
parlarne, altrimenti scrivilo subito per mia norma. Da’ l’unito bigliettino a Rinau- 10
do; mandami (Lonigo presso S. E. il conte Soranzo) i dati per parlare ai parenti di
Nicolini padovano.
Saluta tutti i nostri cari amici e Iddio ci ajuti tutti a crescere nel santo timor
di Dio.
Sono tutto tuo
15
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
P.S. Saluta D. Cagliero e D. Francesia, tira la barba al cavaliere.
5 piego] pieno
ex Venezia
6 Incisa corr ex Ancisa
10 bigliettino corr ex biglietto
11 Lonigo emend si
1 Difficile stabilire la data della partenza di don Bosco da Torino per Milano-Venezia; comunque
aveva previsto di non poter andare ad Acqui da mons. Modesto Contratto prima della metà del mese.
Probabilmente cambiò anche i programmi, come del resto gli aveva chiesto il vescovo: ASC B26200
Contratto, ed. in MB V II 198.
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 memoriali: si tratta delle lett. 855 e 856.
4 Eccellenza: lett. 856.
6 Luigi Beccaria Incisa: v. lett. 855.
7 venerdì: 20 ottobre.
8 andrò: verrò.
9 cambiale di mille franchi: esattamente la cifra della cambiale del mese precedente, da pagare al
medesimo giorno: v. lett. 852.
10 scrivilo: qualche problema don Rua dovrebbe averlo avuto, visto che non mancò di accogliere la
proposta di don Bosco: v. lett. 861.
10-11 Costanzo Rinaudo: v. lett. 860.
11 Tommaso Francesco Mocenigo Soranzo (1828-1925): conte dell’impero austriaco, sposò nel 1852
Carolina Soresina Vidoni, nata nel 1835, che gli diede due figli: Tommaso Ignazio nato nel 1852 e Ma­
ria Concetta, nata nel 1861: cf A N I 1888; v. anche Appendice, lett. 1865/9. L ’ 11 agosto 1864 la contes-

18.10 Page 180

▲torna in alto
174 ottobre 1865
sa, ringraziando don Bosco per il colloquio che aveva avuto con lui a Torino, gli aveva chiesto consigli
spirituali e preghiere: cf ASC B26200 Carolina M.S., cit. in MB V II 717. La madre di Carolina, princi­
pessa Elena, nata Boutourline (morta a Cremona nel 1881), in data 20 aprile 1865 da Venezia aveva a
sua volta chiesto preghiere per la salute della figlia: ASC B26200 Vidoni; due mesi dopo, il 25 giugno,
poi da Cremona avanzò di nuovo la medesima supplica: ASC B26200 Vidoni, cit. in MB V ili 108. Ri­
marrà sempre in ottimi rapporti con don Bosco, che incontrò pure in occasione dell’andata di questi a
Firenze nel dicembre 1865; v. anche lett. 1037.
12 Antonio Nicolini: figlio di N.N. e fu Marietta de Giovanni, nato nel 1852, entrò come artigiano al-
l'Oratorio il 1° novembre 1863: ASC registro Censimento. Un necrologio a cura di don Michele Rua
conservato in ASC riferisce di un certo Francesco Nicolini, morto all'ospedale del Cottolengo a 14
anni nel 1866.
18 Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
— Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
— tira la barba: battuta scherzosa usuale in don Bosco in riferimento al cavalier Federico Oreglia di
S. Stefano.
860
Al chierico Costanzo Rinaudo
Già presso famiglia Rinaudo - Torino
Orig. aut. 1 f. 134 x 108 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Rinaudo (A 1960198)
Ined.
Pensiero di vita spirituale
*Venezia, 14 ott[obre 18] 65
Car.mo Rinaudo,
Tu puoi e devi studiare il modo di infiammare di santo amor di Dio tutti i fra­
telli della nostra Società, e non arrestarti se non quando di tutti sarà fatto un cuor
5 solo ed un’anima sola per amare e servire il Signore con tutte le nostre forze in
tutto il corso della nostra vita. Certamente tu ne darai l ’esempio verbo et opere.
Dio ti benedica e prega per me che ti sono
Aff.mo nel Signore
io [P.S.] Saluta Jarach.
Sac. Bosco G.
2 Costanzo Rinaudo: nato a Busca (Cuneo) l’ i l luglio 1847, entrò all’Oratorio il 18 ottobre 1858; pro­
fesso il 13 dicembre 1863, lasciò la società salesiana nell’ottobre 1866: ASC registro Anag. Professi.
Docente universitario dopo una rapida carriera, fondatore della «Rivista Storica Italiana», riprese i
contatti con i salesiani di Valdocco soprattutto nell’età giolittiana. Nel 1910 commemorò nel consiglio
comunale di Torino don Michele Rua appena deceduto; nel 1914 tenne un discorso all’inaugurazione
del monumento a don Bosco; nel 1916 partecipò attivamente alla celebrazione per la porpora cardina­
lizia di mons. Giovanni Cagliero e due anni dopo al 50° di messa di don Paolo Albera; intervenne pure
in occasione della beatificazione di don Bosco; morì a Torino l’8 maggio 1937: E. D e r v ie u x , L'opera
cinquantenaria della Deputazione di Storia Patria. Torino 1935, pp. 458-464.
10 Tommaso Luigi Jarach, altro giovane salesiano di Valdocco: v. E(m ) I, lett. 477.

19 Pages 181-190

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19.1 Page 181

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861
A don Michele Rua
ottobre 1865 175
ASC B31010 Leti, orig., Rua (A 1740114) me. 47 B 5
Orig. aut. 1 f. 132 x 102 mm. carta da quaderno
E I 367 MB V ili 223
Saluti e commissioni varie - annuncia il suo ritorno
D. Rua car.mo,
*Lonigo, [poster. 14 ottobre] 1865
La tua lettera giunse troppo tardi; pazienza. Dà queste bozze al cav. Oreglia;
la lett. a D. Savio; un caro saluto e la benedizione del Signore a tutti i nostri cari
dell'Oratorio. Quante cose ho da raccontare delle Lagune, delle Gondole, di S. 5
Marco, di D. Apollonio etc.! Ogni cosa a suo tempo.
Si
Dominus dederit venerdì alle 8 di sera spero di essere con voi. Ho portato
duemila biglietti e ne ho portati pochi.
Sta' bene nel Signore e credimi tutto
Aff.mo in G. C.
10
Sac. Bosco Gio.
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 tua lettera: v. lett. 859.
— bozze: non sono state identificate.
— Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
4 Angelo Savio (1835-1893), economo a Valdocco, fratello di Ascanio (1832-1902): v. E(m ) I, lett. 621;
precisazioni sulle vicende vocazionali di quest'ultimo, rispetto a E(m) I, lett. 91, sono reperibili in A.
B rusto lo n, Ascanio Savio, Oblato di Maria Vergine: 1852-1866 in «Lanterianum». Nuova serie, voi.
I l i n. 2, luglio 1995, pp. 94-109.
5-6 S. Marco: famosissima basilica cattedrale di Venezia.
6 don Giuseppe Apollonio: amico di don Bosco. Nato a Venezia DIO marzo 1829, sacerdote dal 1851,
insegnò filosofia e diritto canonico nel seminario cittadino dal 1861 al 1875, allorché venne fatto cano­
nico penitenziere; nominato vescovo di Mantova nell’aprile 1878, chiese di esserne dispensato; il mese
seguente accettò la sede di Adria-Rovigo, venne consacrato il 22 maggio 1879 ma venne traslato a Tre­
viso tre anni dopo. Rifiutata successivamente la nomina a Patriarca di Venezia, morì il 12 novembre
1903. Fu promotore di notevoli attività economico-sociali, iniziatore di un giornale diocesano e di nu­
merose imprese, quali fondazione di istituti bancari, società assicurative e di mutuo soccorso, lega per
il riposo festivo: HC V ili 78 538; DSMC, III/ l Le figure rappresentative, p. 29. Dopo aver ricevuto sa­
luti di don Bosco tramite dei viaggiatori, gli aveva pure scritto nel settembre del 1864: ASC B26200
Apollonio, ed. in MB V II 729-730.
7 venerdì: 20 ottobre.
862
Al marchese Giovanni Patrizi
Già presso Renato Saggiori - Ginevra
Orig. aut. 2 ff.
Copia a stampa
E I 367-368
A proposito del sacerdote-insegnante chiestogli dal marchese - saluti dai comuni amici: conte Soran-
zo, duca Gallarati Scotti e duchessa Melzi d ’Eril

19.2 Page 182

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176 ottobre 1865
*Torino, 23 ottobre 1865
Car.mo Sig. Marchese,
Ho ricevuto con vero piacere la cara di Lei lettera e godo nel Signore che le
dia sanità e volontà di continuare nelle sue belle opere.
5
Riguardo al sacerdote di cui parlai vi sarebbe speranza di averne uno di buo­
no spirito, ma è impiegato; resta a vedere se la sua posizione non resti deteriorata
col progettato mutamento.
Sappiami pertanto dire:
1° Se ricercasi un sacerdote patentato per qualche classe e quali siano gli
io oneri precisi del suo uffizio.
2° Quali emolumenti e se la celebrazione delle messe importi l'applicazione
del santo sacrifizio oppure ne sia libero.
Dimando questa seconda cosa perché il prete di cui si tratta avrebbe un'ob­
bligazione che lo stringe ad alcune messe, senza però avere obbligo di residenza.
15 Avuti questi schiarimenti io tratterò prontamente l ’affare.
Fui a Lonigo ed ho parlato molto di Lei in casa Soranzo dove Ella era stato
poco prima. Che buona e santa famiglia! Sono eziandio passato a Milano e mi fer­
mai alcune ore per vedere il sig. duca Scotti e la sig[ra] duchessa Melzi, ma erano
già ambedue partiti per Roma.
20
Mi farebbe un vero favore se all’occasione di vederli si compiacesse di rive­
rirli rispettosamente da parte mia.
Dio benedica le sue fatiche, caro sig. Marchese, preghi per me e per questa
mia famiglia e mi abbia con la più sincera stima e gratitudine
Di V. S. car.ma
25
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Giovanni Patrizi, nobile romano da tempo in relazione con don Bosco: v. E(m) I, lett. 358.
3 lettera: non è stata reperita.
5 sacerdote: il nome non è stato individuato; si trattava comunque di un cappellano disponibile per
Montoro (Avellino), di cui alla lett. 714 di E(m) I.
16 Lonigo: v. lett. 859.
— Soranzo: v. lett. 859.
18 duca Tommaso Gallarati Scotti e duchessa Melzi: v. lett. 737.
863
A don Giovanni Battista Frattini
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890291)
Copia semplice di Gioachino Berto
MB V ili 227
Breve risposta a domanda non precisata

19.3 Page 183

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novembre 1865 ì l i
[Torino], 31 ottobre [18]65
In Domino
Casus consideratione dignus. Vide, fac quod potes. Iterum in D om ino vale.
Sac. Bosco
1 ottobre] oct.
2 Giovanni Battista Frattini, sacerdote cottolenghino: v. E(m) I, lett. 379.
864
Alla marchesa Maria Fassati
Già presso Benedetta Terzago in Chinetto - Bianzè (Vercelli)
Orig. aut. 1 f. 255 x 192 macchie di ceralacca
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Fassati (A 1950176)
E I 368 MB X IX 433434
Invia biglietti della lotteria con supplica di smerciarli presso i membri della famiglia reale
Torino, 1° novembre 1865
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
Non ho finora raccomandato a V. S. B. i biglietti di Lotteria perché concor­
rendo già largamente in sollievo delle nostre miserie noi credevo opportuno. Ora
nel pensiero che in questa occasione possa affidarne alcuni ai reali personaggi che 5
al presente dimorano tra noi gliene mando decine 30 e li raccomando alla carità
di Lei e a quella di chi Ella giudicasse conveniente parlarne.
Come Ella sa, vi è tempo, e quello che non si ritiene si trasmette di nuovo in
fine alla Lotteria.
Dimani mattina tutte le funzioni funebri e preghiere che avranno luogo in io
questa casa saranno secondo la pia di Lei intenzione e del sig. Marchese. Le indi­
rizzino come meglio loro sembrerà nel Signore.
Ogni santo del cielo faccia discendere una benedizione speciale sopra di Lei e
sopra tutta la rispettabile di Lei famiglia, mentre ho l ’onore di professarmi con
gratitudine
15
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 perché corr ex per
corr ex semp
5 possa emend ex...
11-12 indirizzino corr ex indiz
12 sembrerà
2 Maria Fassati: dama di corte, di cui in E(m) I, lett. 251.
5 reali personaggi: fra gli altri il principe Girolamo Napoleone e la principessa Clotilde di Savoia, fi­
glia di Vittorio Emanuele II, arrivati in città, provenienti da Milano, il 26 ottobre.

19.4 Page 184

▲torna in alto
178 novembre 1865
865
Al ministro di Grazia, Giustizia e dei Culti, Paolo Cortese
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Governo, Vacca (A 1720111) me. 28 B 12
Min. aut. 1 f. 304x210 mm. carta uso stampa sul mrg. sup. si legge aut.: «Copia»
E I 368-369 MB V ili 233
Richiesta di sussidio economico per gli oratori torinesi
"Torino, 2 novembre 1865
Eccellenza,
Negli scorsi anni V. E. degnavasi accordarmi un caritatevole sussidio sopra
la Cassa dell’Economato a favore degli Oratori maschili di S. Francesco di Sales
5 in Valdocco, di S. Luigi a Porta Nuova, del Santo Angelo Custode in Vanchiglia,
cui si aggiunse da un anno quello di S. Giuseppe a S. Salvario. Questo sussidio
era in ajuto delle spese di culto.
Ora e per l ’aumento del nuovo Oratorio, e per la somma urgenza che in que­
st’anno avvi di provvedere paramentali ed altro mobiglio di chiesa mi fo animo
io non solo a rinnovare la dimanda ma caldamente supplicare affinché V. E. voglia
aumentare il sussidio secondo che verrà dalla carità di Lei suggerito.
I giovani abbandonati che numerosi sogliono radunarsi ne’ luoghi suddetti si
uniscono con me per invocare le benedizioni del cielo sopra dell’E. V. e sopra tut­
ti i loro benefattori mentre a nome di tutti ho l’alto onore di potermi professare
15 con gratitudine
Della E. V.
Umile Ricorrente
Sac. Bosco Gio.
3 anni add V. it si 8 del nuovo Oratorio emend ex di una chiesa 9 mi fo animo emend si
ex oso
10 dimanda emend si ex preghiera
12numerosi trsp post sogliono
11 che add si
carità di Lei co rr ex sua carità
2 Paolo Cortese: nato a Potenza l ' i l settembre 1827, prese parte attiva ai movimenti rivoluzionari
nelle provincie meridionali, finché nel 1861 fu eletto deputato alla prima legislatura. Giurista di grandi
doti, rimase alla Camera per varie legislature. Fu guardasigilli dal 10 agosto al 31 dicembre 1865 nel
secondo ministero Lamarmora. Morì il 21 dicembre 1876: cf T. Sa r t i, I l parlamento subalpino e na­
zionale..., p. 316.
4 Economato: v. ad es. lett. 739, lin. 46 e lett. 866, lin. 4. Sempre l'Economato era intervenuto a ri­
guardo della richiesta avanzata da don Bosco nel giugno precedente, allo stesso ministero, retto però
da Giuseppe Vacca (1808-1876). Per i 58 chierici di Valdocco vennero concesse 500 lire: v. Appendice,
lett. 1865/13.
6 S. Salvario: v. lett. 823. L ’Oratorio di S. Luigi poi era rimasto dall'ottobre 1865 senza il direttore,
teol. Leonardo Murialdo, sostituito temporaneamente dall'abate Teodoro Scolari di Maggiate (Nova­
ra): cf A. Ca s t e ll a n i, I l teologo Leonardo Murialdo. I. Roma 1966, p. 691.

19.5 Page 185

▲torna in alto
novembre 1865 179
866
All’Economo generale dei benefici vacanti, Pietro Fenolio
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Econom ato benefici vacanti (A 1690203)
Min. aut. 1 f. 211 x 152 mm. carta uso stampa
E I 369 MB V ili 234
Richiesta di mediazione per un sussidio, di cui alla lett. prec.
me. 2 C 10
*Torino, 2 novembre 1865
Benemerito Sig. Commendatore,
I
nostri bisogni si vanno rinnovando anzi moltiplicando e perciò anch’io mi
trovo nella necessità di fare novellamente ricorso alla provata di Lei carità; e con
questo pensiero le raccomando la memoria che qui le unisco con preghiera di in- 5
dirizzarla e farle fare quel corso che sarà del caso, giacché non sono ancora infor­
mato se basti indirizzarla a V. S. B. oppure inviarla a Firenze.
Voglia Ella dare un benigno compatimento alla libertà con cui scrivo; la sua
bontà e cortesia mi hanno inspirato la più grande confidenza.
Le auguro dal cielo sanità e grazia mentre con pienezza di stima ho il bello 10
onore di potermi sottoscrivere rispettosamente
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Sig. comm. Fenolio
15
Economo Gen.
Torino
10 Le corr ex le
2 Pietro Fenolio, giureconsulto piemontese, ricoprì molteplici uffici amministrativi, fra cui quello di
regio economo generale dei benefici vacanti: v. lett. 739. Commendatore, era uno dei membri della
commissione per la lotteria.
4 novellamente ricorso: una precedente domanda aveva ricevuto risposta positiva con lo stanzia­
mento di 500 lire a favore di 58 chierici: c f MB V ili 142 v. anche lett. 865.
5 memoria: v. lett. 865.
7 Firenze: da alcuni mesi i ministeri erano stati trasferiti nella nuova capitale del regno d ’Italia.
867
Al padre Oratoriano Giulio Metti
Archivio Congregazione dell’Oratorio - cassetta autografi - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 198 x 130 mm. macchie di umidità
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M etti (A 1960128)
Ined.
Ancora a proposito del suo viaggio a Firenze - annuncia la spedizione dei programmi delle scuole di
Valdocco e di Mirabello - saluti ad amici e conoscenti

19.6 Page 186

▲torna in alto
180 novembre 1865
Car.mo Sig. D. Metti,
*Torino, 6 novembre [18]65
Dal giorno dodici al diciotto spero di fare la mia gita a Firenze e le farò sape­
re il giorno preciso del mio arrivo, ad unico motivo perché mi mandi qualche ra-
5 gazzino alla stazione perché m’accompagni fino a casa di S. E. l’Arcivescovo che
ha promesso di darmi pane e minestra per amor di Dio.
Riceverà pertanto alcuni programmi della casa di Lanzo; quello di Mirabello
presso Casale è identico. Questi due collegi appartengono a questo medesimo sta­
bilimento, e ci vanno soltanto quelli che si possono pagare la notata pensione. I
io giovanetti raccomandati, od altri che a lei facessero richiesta, dica loro che si pre­
parino il voluto corredo facendo notare ciascun capo di vestiario con un numero
marcato in rosso: 95, altro 98, 99, 100.
In quanto al viaggio, l ’accompagnamento, etc., ci parleremo. Qualora na­
scessero impedimenti insuperabili, io manderei il cav. Oreglia di S. Stefano che
15 ella ancora rammenta. Favorisca di comunicare il tenore o copia del programma
al sig. Giorgio Paradisi che mi scrisse eziandio al proposito de' suoi pupilli Bar-
toloni.
Se ha occasione di vedere il mio amico avv. Fagiani lo riverisca caramente da
parte mia.
20
Dio ci conservi tutti per la via del cielo e mi creda con gratitudine
Di V. S. car.ma
Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco Gio.
1 novembre] 9bre
2 Giulio Metti: v. lett. 858.
3 l’11 12 13 dal giorno dodici: invero si mise in viaggio dicembre, il e fu ospite del card. Cosimo Corsi
14 20 a Pisa e il dicembre giunse a Firenze: cf «Armonia» del dicembre; inoltre A. Misero, Firenze e
1991, 77; Id., Don Bosco. Firenze
p.
Pisa e i Salesiani. Don Bosco - Tom olo - Maffi. Pisa, ed. Vigo
1994. Cursi
5 Arcivescovo era Gioacchino Umberti: v. E(m) I, lett. 428.
7 Lanzo e Mirabello: per il momento erano le uniche case salesiane oltre a quella di Torino-
Valdocco.
14 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
16 Giorgio Paradisi: personaggio non identificato.
16-17 pupilli Bartoloni, orfani di padre: v. lett. 858.
18 Fagiani: avvocato non identificato.
868
Al vicario capitolare di Torino, Giuseppe Zappata
ASC B31010 Lett. orig., Zappata (A 1741105) me. 56 C 1/2
Orig. aut. 2 ff. 257 x 191 mm. carta molto trasparente strappata e con segno di ceralacca azzur­
ra sul mrg. sin. del f. Ir e in testa e in calce al f. lv si trova decreto di risposta del vicario
E I 370 MB V ili 235
Informazioni positive su un sacerdote in difficoltà accolto a Valdocco - presentazione di don Giovanni
Bonetti, latore della lettera, inviato a Lanzo, per il quale chiede la facoltà di confessare

19.7 Page 187

▲torna in alto
novem bre 1865 181
*Torino, 7 novem bre [18]65
Ill.mo e R.d.mo Monsig. Vie.io,
Dopo il suggerimento di V. S. 111.ma e R.d.m a intorno al sac. Vittorio Appia­
no mi sono deliberato di metterlo alla prova in questa casa. Finora le cose vanno
bene; prende parte alle pratiche di pietà, fa la sua meditazione, lettura spirituale, 5
si accostò al sacram ento della penitenza e fa le più calde promesse.
Se Ella il credesse bene, egli desidera assai di poter celebrare la santa Messa.
Vorrebbe pure poter confessare, m a io crederei bene una cosa per volta.
Il
latore della presente lettera è il sac. Bonetti prof, e dirett. sp. a Mirabello,
che io mi trovo nel bisogno di m andare a Lanzo per sotto entrare al fu D. Ruffino, io
Le faccio pertanto umile preghiera di voler al medesimo conferm are la facoltà di
confessare; h a soltanto con sé una dichiarazione del Vescovo di Casale; la sua re­
golare patente l’ha a Mirabello. Egli ajuterebbe già questa sera qui neU'Oratorio
dove i nostri giovani si preparano a fare l’esercizio della buona m orte in suffra-
f.iv gio | dell’anim a del fu com pianto D. Alasonatti.
15
Dimani faremo al medesimo un servizio fùnebre come vedrà dall’invito che il
medesimo D. Bonetti è incaricato di portarle.
Persuaso che voglia continuare la sua benevolenza a questa casa le auguro
ogni bene dal cielo e mi professo con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma e R.d.m a
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v A Monsig. Ill.ma e Reverend.ma
Monsig. Can.co Zappata Vicario Gen.
della città e arcidiocesi di
Torino
1 novembre] 9bre 9 Mirabello corr ex mirabello 17 incaricato corr ex incarit
2 Giuseppe Zappata: v. lett. 729.
3 suggerimento: probabilmente era stato dato di persona e non per via epistolare.
3 4 Vittorio Teodoro Domenico Appiano: nato a Lauriano (Torino) 0 31 luglio 1815 da Teobaldo e
Giovanna Anselmino, fece la vestizione il 30 marzo 1834; frequentò il seminario di Chieri per due anni
(1836-1838), contem poraneam ente a don Bosco: dati biog. offerti da don Aldo Giraudo; pare sia uno
dei vari sacerdoti che soggiornarono presso don Bosco in momenti difficili della loro vita: v. ad es.
E(m) I, lett. 405, lett. 589; inoltre lett. 1254.
9 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328. Appena trasferito a Lanzo come direttore ebbe problemi di
salute, per cui venne m andato con lo stesso incarico a Mirabello, m entre a Lanzo lo sostituiva don
Giovanni Battista Lemoyne: cf MB V ili 234-235, 242.
10 Domenico Ruffino, m orto il 16 luglio v. lett. 839; dati biog. in lett. 759.
12 Vescovo di Casale era mons. Luigi Nazari di Calabiana: v. E(m) I, lett. 81.
15 Vittorio Alasonatti, m orto a Lanzo, esattamente un mese prima, il 7 ottobre, m a ben conosciuto
dal can. Zappata per aver lavorato a Valdocco a fianco di don Bosco per una decina d ’anni: v. lett.
839; dati biog. in E(m) I, lett. 143. Quattro giorni dopo la morte, don Bosco si mise in contatto episto­
lare col fratello del defunto, notaio Giovanni, per porgergli le condoglianze, assicurargli preghiere e
offrirgli ospitalità ogni volta che si recasse a Torino: v. Appendice, lett. 1865/23.
16 L’invito è edito in MB VIII 236: copia di originale in ASC: G. B. L e m o y n e , D ocu m en ti..., IX 232.

19.8 Page 188

▲torna in alto
182 novem bre 1865
869
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730213) me. 38 E 7
Orig. aut. 1 f. 257 x 196 mm. carta leggera
E I 370-371 MB V ili 236-237
Richiesta che, in occasione del viaggio in alcune città italiane, diffonda le Letture Cattoliche e smerci
biglietti della lotteria
Torino, 10 novem bre 1865
Car.mo e Benemerito Sig. cav. Oreglia,
Con piacere ho accolta la notizia con cui venne significato che V. S. debba
fare una gita in alcune città d ’Italia per alcuni suoi affari particolari. In questa oc-
5 casione io vorrei pregarla di adoperarsi a favore di questa nostra casa, [al] cui
vantaggio Ella da più anni consacra le sue fatiche. Senta il progetto.
La diffusione delle Letture cattoliche, ed una lotteria pei nostri poveri giova­
ni, e l’ultimazione di una chiesa di cui avvi som m a necessità, sono le cose che
presentem ente occupano me e tutte le persone addette all’Oratorio di S. France-
10 sco di Sales.
Ora non potrebbe Ella raccomandare la maggior diffusione di queste Letture
in que’ siti e presso a quelle persone cui sembrasse conveniente?
Non potrebbe prendersi un pacco di biglietti ed offerirli o semplicemente af­
fidarli a qualche caritatevole persona, che di certo incontrerà, affinché ci ajuti a
15 spacciarli per am or di Dio ed in onore di Maria Ausiliatrice?
A queste due dimande ella mi risponderà dopo il suo ritorno con esito che
spero favorevole.
Dio le doni il buon viaggio e mi creda con gratitudine
Di V. S. car.m a
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 novembre] 9bre 5 casa em end ex ... 15 ed zi et del
2 Federico Oreglia di S. Stefano, salesiano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460. Il cav. è il destinatario del
maggior numero di lettere del presente volume dell’epistolario, in quanto negli anni in esso considera­
ti più volte si allontanò da Torino per promuovere in varie città d'Italia, soprattutto a Firenze e Roma,
vendita di libri della tipografia di cui era valido amministratore, abbonamenti alle L etture Cattoliche e
smercio dei biglietti della lotteria per la chiesa di Maria Ausiliatrice. Grazie all’Oreglia don Bosco potè
entrare in contatto con molte famiglie nobili.
4 affari particolari: non altrimenti precisati.

19.9 Page 189

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870
Al padre Oratoriano Giulio Metti
novem bre 1865 183
Archivio Congregazione dell’Oratorio - cassetta autografi - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 198 x 130 mm. segno di ceralacca con strappo
«Raccomandata alla cortesia della Sig. M. Villarios»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M etti (A 1960129)
Ined.
accanto all’indirizzo si legge:
Ulteriore ritardo del suo viaggio a Firenze, dove sarà comunque preceduto dal cav. Oreglia - altre co­
municazioni circa i ragazzi fiorentini in procinto di partire per Torino
*Torino, 12 novem bre [18]65
Car.mo Sig. P. Metti,
Alcuni gravi affari mi fanno ritardare di qualche giorno[,] al più di qualche
settim ana[,] la m ia gita a Firenze. Comincerà a precederm i il cav. Oreglia che già
Ella conosce; m a egli va per alcuni affari di sua tipografia, ed anche per racco- 5
m andare la lotteria, di cui egli è segretaro generale.
Perché i giovanetti possano trovarsi al cominciare delle lezioni, io sarei di pa­
rere che fossero a Torino condotti appena siano pronti di venire. Così chi li ac­
com pagna può eziandio vedere il sito dove essi vanno ad abitare. Noti solamente,
che se questi giovanetti versassero in bisogno, Ella mel dica e le m anderò tosto un 10
/. lv biglietto in forza di cui i giovani | in qualsiasi num ero e chi li accom pagna godono
un favore sulla Ferrovia dell'Alta Italia, cioè[,] pagano solamente un quinto di
quanto è fissato nella tariffa.
Io mi trovo in un momento assai grave ed ho molto bisogno che Ella mi ajuti
colla carità delle sue preghiere.
15
La Santa Vergine ci conservi tutti nel santo timore di Dio. Am en.
Mi creda con gratitudine
Di V. S. car.m a
Aff.mo ed obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
f.2v Al M.to R.do Signore
11 Sig. P. Metti Giulio
dell’Orat. di Filippo
Firenze
1 novembre] 9bre
2 Giulio Metti: v. lett. 867.
3 gravi affari: non meglio specificati, in parte presumibilmente legati all’apertura del nuovo anno
scolastico, con la necessità di distribuire adeguatamente il personale: v. lett. 868 e 871. E ra anche il
tempo delle professioni. Difatti tre giorni dopo nove salesiani emisero i primi voti perpetui; cinque fe­
cero gli stessi voti il 6 dicembre, assieme ad altri nove che invece li emisero ad triennium .
4 Federico Oreglia: v. lett. 867; è uno dei professi perpetui del giorno 6 dicembre 1865.
7 giovanetti: fiorentini, di cui alla lett. 858.
12 favore sulla Ferrovia: nel mese di settembre era stato concesso un forte sconto sul biglietto ferro­
viario (v. Appendice, lett. 1865/21). Va anche ricordato che all'Oratorio arrivavano ragazzi da varie
parti d ’Italia, Sicilia compresa. Così sul finire di novembre accettò la dom anda di un ragazzo prove­
niente dalla provincia di Caltanissetta: v. Appendice, lett. 1865/24.
14 momento assai grave: v. lin. 3.

19.10 Page 190

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184 novem bre 1865
871
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Leti, orig., Bonetti (A 1690809) me. 8 A 2
Orig. aut. 2 ff. 195 x 132 mm. carta uso stampa segno di ceralacca sul f. 2
E I 371 MB V ili 245
Comunica il giorno del suo arrivo a Mirabello - chiede di organizzare una riunione com unitaria dei
salesiani
*Torino, 20 novem bre [18]65
Car.mo D. Bonetti,
Giovedì sarò tutto per Mirabello. La sera non si potrebbe fare u na conferen­
za per la società?
5
Se puoi radunali sta sera e dimani a sera. Dimanda di quelli che loro sembra
di essere preparati a fare i voti o triennali o perpetui. Ripeti le cose che furono
dette qui; m a nota specialmente che niuno si muova per interesse, o per motivo
temporale, m a unicam ente per fare una offerta intiera di se stesso a Dio.
Confortare et esto robustus. Saluta D. Proverà, Goffi, e tutti gli altri nostri
io cari maestri, assistenti e giovani di Mirabello.
La grazia del nostro S. G. C. sia sempre con noi. Am en.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
P.S. Mercoledì conto di trovarmi a G iarde ad u n ’ora p o m erid ian a].
15 Al M.to R.do Signore
Il Sig. D. Bonetti direttore
Mirabello
1 novembre] 9bre 5 sera, corr ex sera e 16 direttore corr ex direttorello
2 Giovanni Bonetti, direttore del piccolo seminario: v. E(m) I, lett. 328; inoltre lett. 868.
3 Giovedì: 23 novembre.
6 voti: v. lett. 870.
7 qui: vale a dire in occasione della professioni (v. lett. 870).
9 Francesco Proverà, economo a Mirabello: v. lett. 730.
— Goffi: un calzolaio Domenico Goffi di Venaria Reale risulta essere stato a Valdocco dal 1855 al
1857: cf ASC registro Contabilità; della presenza di un Goffi calzolaio-portinaio a Valdocco dal 1860 in
poi si hanno però ulteriori testimonianze; il suo nome è com unque ricordato in varie lettere di don
Bosco fino al 1871. Si tratta presumibilmente della stessa persona.
14 mercoledì: 22 novembre.
— Giarde: località di un migliaio di ab., in provincia di Alessandria, a pochi km. da Mirabello.

20 Pages 191-200

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20.1 Page 191

▲torna in alto
novem bre 1865 185
872
Alla madre carmelitana Teresa Angelica
Archivio m onastero S. Teresa, Carmelitane Scalze - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 272 x 210 mm. timbri vari: Torino 22 nov 65 9 | M Firenze...
lacca rossa
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Carm elitane Scalze (A 1820420; A 1960299)
Ined.
segno di cera­
Pensieri spirituali per la destinataria, per il fratello e le consorelle - invito ad aver fiducia nel Signore
‘Torino, 22 novem bre 1865
Reverenda Sorella,
Non dubiti della salvezza della Madre Superiora. Ciò non di m eno preghino
pel riposo della sua anima; o meglio la preghino che le ajuti dal cielo.
Dica a suo fratello che continui a fare la santa com unione [,] però la prim a 5
volta che andrà a confessarsi dimandi a Dio perdono dei proponim enti fatti, m a
non eseguiti.
Ella poi stia tranquilla nella sua coscienza, procuri solamente di ritenere a
mente e praticare puntualm ente gli avvisi che le sono suggeriti dal confessore.
Alle sue com pagne religiose dica loro che siamo al tem po di pregare con fede 10
Gesù Sacramentato. Esso solo ci può salvare dalla podestà delle tenebre. Saremo
com battuti, i nemici godranno della loro vittoria; m a il trionfo è nostro; Gesù sarà
sempre la nostra difesa.
Spero di poterla riverire andando a Firenze, se il Signore mi darà sanità che
al presente è molto cagionevole.
15
La santa Vergine ci ajuti a perseverare nel bene fino alla morte. Amen.
Preghi per la povera anima mia e per quella de’ miei cari giovanetti e mi cre­
da nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
f.2v Alla Reverenda Signora
La Sig. Suor Teresa Angelica Superiora
Carmelitane Scalze - S. Teresa
Firenze
1 Si noti che il 22 pomeriggio don Bosco doveva essere a G iarde (v. lett. 871); pertanto non è detto
che la lettera sia stata scritta realmente da Torino.
2 Teresa Angelica del Divino Amore: nata a Firenze nel 1823, entrò nel monastero di S. Teresa nel
1849. Prima aveva provato nel monastero di S. Maria Maddalena de' Pazzi dove, per la precaria salu­
te, non fu accettata. Fece la vestizione nel 1850 e la professione solenne nel febbraio 1853. Già m aestra
delle novizie, fu anche sottopriora dal dicembre 1868 alla morte, avvenuta nel 1870: cf Archivio Car­
melitane Scalze, necrologio, f. 324v.
3 Madre Superiora: di difficile identificazione. Nel medesimo Carmelo non dovrebbe trattarsi di suor
Giovanna Teresa di S. Luigi, nata a Pistoia nel 1976, figlia di Leopoldo e Isabella Bonanni (entrata nel
monastero di S. Teresa nel 1819, professa nel 1826, priora dal 1850 al 1853, m aestra delle novizie nel
1853) in quanto morì il 27 aprile 1867. Neppure pare sia da collegarsi con le suore benedettine, una
delle quali, m adre Maddalena del Costato di Gesù (Petrucci), il 13 settem bre scrisse a don Bosco chie­
dendo se rieleggere o meno la m adre badessa colpita da tum ore (madre Veronica delle S. Spine, ri-
confermata poi nel gennaio 1866 nell'ufficio che aveva assunto nel 1859) e se dimettersi dalla propria

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186 dicem bre 1865
carica di priora che ricopriva da tanti anni: ASC B26200 M addalena del Costato di Gesù, me. 1542 A
6. Al riguardo non si conosce la risposta di don Bosco; comunque il 31 agosto 1867 la m adre priora
verrà eletta «Presidente» (titolo assunto in quel contesto politico, equivalente a badessa); v. anche lett.
990.
5 fratello: suor Teresa Angelica ebbe due sorelle e tre fratelli, di cui uno già missionario gesuita in In­
dia e l’altro, il maggiore, che si prese cura della famiglia dopo la morte dei genitori: cf necrologio cit.
14 riverirla a Firenze: sulle visite a case religiose a Firenze v. lett. 877.
14-15 sanità cagionevole: all’epoca don Bosco era sofferente agli occhi: v. lett. 877.
873
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 271 x 118 mm. carta azzurrina francobollo di 20 cent.
4 die 65 7 S Firenze 5 die 65
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950149)
Ined.
timbri vari: Torino
Ringraziamenti per i tratti di cortesia riservati al cav. Oreglia di S. Stefano - annuncia sua prossima
visita a Firenze
"Torino, 3 dicembre 1865
Benemerita Signora,
Grazie di quanto ha fatto per la nostra casa e pel sig. cav. Oreglia che non fi­
nisce di raccontare le cortesie che Ella gli usò a Firenze.
5
Riguardo a suo figlio si è regolata bene; in altri casi simili segua la stessa
regola.
La settim ana dopo la festa dellTm[macolata] Concezione, se a Dio piacerà,
calcolo di andare a Firenze, ed allora spero di poterla riverire personalmente.
Preghi per me, signora contessa, io pure nella m ia pochezza non m ancherò
10 di invocare ogni giorno la benedizione del cielo sopra di Lei e sopra tutta la sua
famiglia m entre ho l’onore di potermi professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 Alla Chiar.ma Signora
La Sig[ra] Contessa Virginia Cambray Digny
Firenze
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 854.
3 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 870; dati biog. in lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
5 si è regolata bene: la contessa aveva chiesto informazioni a don Bosco su di una giovane di Torino
cui era interessato il figlio Luigi: v. lett. 844. Non si hanno però altre notizie al riguardo.
8 andare: venire.
— A Firenze arriverà precisamente il 14 dicembre: v. anche lett. 867.

20.3 Page 193

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dicem bre 1865 187
874
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù, madre Eudosia
ASC B31220 Copie di orig. (A 1820238)
Copia semplice di Gioachino Berto
E I 372 MB V ili 248
Raccomanda la giovane Teresa Quaranta che desidera farsi suora
Reverenda Signora Madre,
*Torino, 4 dic[em bre] 1865
La giovane Q uaranta Teresa di Settimo Torinese mi è caldamente raccom an­
data come figlia di m olta virtù ed aspira a farsi religiosa. Veda V. S. nella sua pru­
denza se le sem bra tornare a maggior gloria di Dio ricevendola nel suo instituto.
Desidero di fare una visita alla sua santa famiglia e spero di poterla fare fra
breve. Intanto la ringrazio della carità che continua ad usare a questa casa; io mi
unisco ai poveri miei giovanetti per augurare a Lei e a tu tta la sua famiglia copio­
se benedizioni dal cielo e professarmi con gratitudine
Di V. S. R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Reverenda Signora
La Sig[ra] Madre Eudozia Superiora
delle Fedeli Compagne di Gesù
dietro la Gran Madre di Dio
Torino
2 m adre Eudosia Babin: nata nella Alta Savoia nel 1822, a l l anni andò a Carouge per frequentare la
scuola presso le Suore Fedeli Compagne di Gesù e colà rimase per 7 o 8 anni. Nel 1852 entrò nel novi­
ziato di Carouge e tre anni dopo pronunciò i voti. Dal 1861 al 1877 fu Superiora a Torino; morì il 23
settembre 1894 in terra savoiarda: cf documenti conservati nell’archivio dell’istituto.
3 Teresa Quaranta: giovane non identificata; non risulta accolta nell’istituto.
7 carità che continua a usare: il convento delle Fedeli Compagne di Gesù era uno di quelli che si pre­
stavano a rattoppare gli indumenti dei ragazzi di Valdocco.
875
Al chierico Giulio Barberis
ASC B31010 Leti, orig., Barberis (A 1690615) me. 6 D 2
Orig. aut. 1 f. 210 x 140 mm. carta azzurra malridotta
E I 372 MB V ili 248
Risposte a precise domande circa la salute e gli studi nel giorno della sua professione religiosa
Car.mo Giulio,
*Torino, 6 dicembre [18]65
Ecco la risposta che dim andi[:]
I o A colazione un gavasso, a pranzo secondo l’appetito; a m erenda niente; a

20.4 Page 194

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188 dicem bre 1865
5 cena secondo l’appetito m a con temperanza.
2° Niun digiuno se non quello della società.
3° Riposa secondo l’orario della casa; svegliandoti mettiti tosto a ripassare
qualche parte de' tuoi trattati scolastici.
4° Lo studio essenziale è quello della scuola del seminario; il resto è solamen-
10 te accessorio. Ogni sollecitudine sia pel primo.
5° F a’ tutto, soffri tutto per guadagnare anime al Signore.
Dio ti benedica e prega pel tuo
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
1 dicembre] 12 4 colazione] colezione
2 Giulio Barberis: nato a Mathi Torinese il 7 giugno 1847, entrò alTOratorio il 29 luglio 1861 e il 6 no­
vembre 1864 fece la vestizione clericale. Professo salesiano per tre anni il 6 dicembre 1865, emise la
professione perpetua il 16 settembre 1869. Suddiacono dal 24 luglio 1870, sacerdote dal 17 dicembre
1870, tre anni dopo (10 dicembre 1873) conseguì la laurea in teologia all'Università di Torino e nel
1874 fu nominato maestro dei novizi salesiani, carica che tenne per 25 anni. Fino al 1879 fu anche in­
segnante di storia e geografìa al ginnasio di Valdocco, indi direttore della casa di noviziato di S. Beni­
gno Canavese (Torino) dal 1879 al 1887, allorché fu nominato direttore dello studentato di filosofia di
Torino-Valsalice. Dal 1874 al 1903 fu membro del Capitolo Superiore in qualità di m aestro dei novizi e
sostituì più volte il catechista generale, viaggiando anche all’estero. Ispettore dell’Ispettoria Centrale
dal 1903 al 1911, nel 1910 fu eletto Direttore Spirituale della Società, carica che tenne fino alla morte,
avvenuta a Torino-Valdocco il 24 novembre 1927. Pubblicò vari volumi di ascetica e di agiografìa, fra
cui il manuale Vademecum , considerato come il primo testo di spiritualità salesiana: ASC registro
Censim ento, Anag. Ord Prof.; inoltre E. C e r ia , Profili d i capitolari salesiani. Colle don Bosco, LDC
1951, pp. 305-324; DBS pp. 29-30.
3 dimanda: il chierico aveva chiesto consigli di vita spirituale prim a di em ettere la professione trien­
nale prevista appunto per il 6 dicembre.
4 gavasso: dal piemontese gavàss, indicante letteralmente il gozzo ed in senso figurato una pagnotta
allungata e tozza.
5-11 Interessanti le analogie fra questi paterni avvisi al chierico Giulio Barberis e i R icordi confiden­
ziali al neo direttore don Michele Rua del 1863 [E(m) I, lett. 712] nonché i Ricordi ai m issionari del
1875: v. AA. W ., Don Bosco educatore. Scritti e testim onianze, a cura di P. Braido. Roma, LAS 1992,
pp. 206-207.
876
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740117) me. 47 B 8/10
Orig. aut. 2 ff. 207 x 135 mm. il N.B. si trova sul mrg. sin. del f. Ir.
E I 373-374 MB VIII 258-259
Notizie da Pisa - descrizione della Piazza dei miracoli - comunicazioni varie - nostalgia dei giovani
dell'Oratorio

20.5 Page 195

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dicem bre 1865 189
*Pisa, 13 dic[em bre 18]65
Car.mo D. Rua,
Sono a Pisa col Cardinale Corsi dove vivo veram ente da Signore; vettura,
cocchi, cavalli, cocchieri, cam eri[e]ri, buoni pranzi, laute cene sono a ’ miei cen­
ni. Non mi m anca altro che i giovani dell’Oratorio e poi sarei contento.
5
Ho veduto l’Arno che divide Pisa per metà, il duom o che è una famosa basili­
ca; la torre pendente, che ha la sommità la quale si allontana sette m etri dalla ba­
se; la torre della fame, dove morì il conte Ugolino di fame co' suoi figli; i frantum i
di una casa appartenente al detto conte, che il popolo pisano atterrò per vendica­
re i m ah che aveva sofferto dal padrone della medesima; un battistero, che è una io
maraviglia di lavoro e di scultura in marmi; un camposanto di tale e sì svariata
magnificenza, che appaga e conserva in pace tutti coloro, che ivi hanno la loro di­
mora. Tutte cose che mi piacciono, m a non ho veduto i miei giovani. Di Firenze
poi parlerò quando sarò ritornato a Torino.
f.lv
Ora veniamo a noi. Ho scritto al cavaliere e nella sua lettera eravi un bigliet- 15
tino sigillato, m a che tem o di averlo chiuso senza indirizzo. Questo doveva indi­
rizzarsi a D. Francesia affinché ne raccomandasse il contenuto al cav. Vallauri
per l’Unità Catt. Osserva quello che fu fatto.
Dirai a D. Cagliero, che la partita per Avigliana sarebbe di partire al m attino
e ritornare alla sera secondo che sem bra propendere D. Valfrè sebbene vi sia po- 20
sto preparato per mangiare e dormire.
Esso intanto mandi una nota dei giovani notando in principio di nota quelli
che avessero bisogno di riguardo e quindi inviarli in case più adattate.
Per la funzione di S ant’Agostino fu convenuta la som m a di fi. 70. Ciò per
norma.
25
Domenica non sono ancora a Torino; ti farò sapere con altra lettera in qual
giorno giungerò. Ho già raccolto qualche danaro; m a non la somma che vuoi tu.
Prega e fa pregare.
f.2r
Dammi molte e m inute notizie d e’ miei cari figli; e d i’ loro che in tutte | le
chiese che visito fo sem pre qualche preghiera per loro ed essi preghino eziandio 30
pel loro D. Bosco.
Dio ci benedica e ci conservi tutti e sempre nel santo tim or di Dio. Così sia.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
P.S. Dà la mia benedizione e quella, di gran lunga più preziosa, del Cardinale 35
Corsi, a tutti gli abitanti di nostra casa compreso Michele... col suo collegio?...
N.B. Il Cardinale di Pisa, mi ha dato alcune belle immaginette da darsi a tutti i
modelli di virtù che abbiamo in nostra casa, tu mi dirai poi quanti sono quando
mi scriverai. Dimandò poi notizie del poeta D. Francesia, io gli dissi tutte le sue
virtù e miracoli.
40
1 13 corr ex 12 30 loro em end ex noi 31 pel corr ex per

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190 dicem bre 1865
1 La partenza da Torino avvenne il giorno 11; giunse a Pisa, col treno, via Genova.
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Cosimo Corsi, che aveva stretto amicizia con don Bosco in occasione del soggiorno coatto a Tori­
no nel 1860: v. E(m) I, lett. 551.
8 Ugolino: figura di conte immortalata dal cap. XXXIII deli’Inferno di Dante Alighieri
15 cavaliere, ossia Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
— lettera: non è stata reperita; v. comunque Appendice, lett. 1865/25.
17 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
— Tommaso Vallami: cavaliere, nato a Chiusa di Pesio (Cuneo) il 25 gennaio 1805, nel 1833 era già
professore di eloquenza latina all'università di Torino, dove rimase fino alla morte. Filologo classico,
autore di numerosissime opere, uomo molto religioso, amico di don Bosco, dalla cui tipografia fece
stampare vari volumi, lasciandone anche diritti in eredità, nel 1857 venne eletto deputato alla quarta
legislatura nel collegio di Mondovì. Fautore della politica cavouriana, nel 1882 fu nominato senatore;
morì il 2 settem bre 1897: cf M. Rosi, D izionario del risorgim ento nazionale..., p. 526. In occasione
della lotteria del 1866 aveva offerto come oggetti-premio vari volumi.
18 «L’Unità Cattolica»: già polemista feroce contro i liberali, il Vallami era uno dei collaboratori più
assidui di tale giornale, per cui don Bosco se ne serviva per la «propaganda» delle sue attività.
19 Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199. Ad Avigliana si doveva andare coi musici di Valdocco per
solennizzare la festa del beato Cherubino Testa, di cui era stato approvato il culto proprio in quei mesi.
20 don Valfrè: sacerdote non identificato; forse don Stefano Valfrè, nato a Villafranca Piemonte nel
1824, che fece la vestizione clericale nel settembre 1840 (AAT 12.12.3, Registro clericorum ...) e fu nel
seminario di Chieri dove ebbe come prefetto don Bosco nell’anno scolastico 1840-1841. Sarà priore di
Marmorito, dove morì il 23 ottobre 1877.
24 fr. 70: era il compenso per il servizio religioso-liturgico svolto nella parrocchia torinese dei S.S.
Filippo e Giacomo, detta comunemente di S. Agostino, cui apparteneva la zona dell’Oratorio di Val­
docco e del santuario della Consolata.
26 Domenica: 17 dicembre.
36 Michele col suo collegio: nota scherzosa; Michele era il responsabile della stalla di Valdocco.
877
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 250 x 193 mm. strappo sul f. 2 segno di ceralacca rossa
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cambray Digny (A 1950150)
Ined.
Comunica i suoi appuntamenti in città
''Firenze, 15 dicembre [18]65
Benemerita Signora,
Dimani dalle ore 8 alle 10 sono a S. Domenico o meglio a S. Marco. Alle 3 \\
sono presso il com m endatore Uguccioni d ’onde andrò volentieri a vedere l'edu­
catorio delle suore della carità se pure tale ora non riesce a lei disturbo.
Grazie di ogni bontà che mi usa; Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi cre­
da con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Chiar.ma Signora
La Sig. [ra] contessa Virginia Cambray Digny
S.M.

20.7 Page 197

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dicem bre 1865 191
1 dicem bre] 12 4 Uguccioni] U gocioni
2 Virginia Cambray Digny, moglie del sindaco di Firenze: v. lett. 844. La Cambray avrà modo di in­
contrarsi a Firenze con don Bosco e di aiutarlo, per cui ad espressioni di riconoscenza del cav. Ore-
glia, a nom e di don Bosco, risponderà il 6 gennaio 1866 dichiarandosi lei in dovere di ringraziare don
Bosco e dicendosi preoccupata per il mal d ’occhi di cui lo aveva già visto affetto a Firenze: ASC
B23000 Persone in relazione, Digny, (A 1060227) me. 574 C 12 - D 3, cit. in MB V ili 266.
3 S. Domenico, S. Marco: famosi conventi domenicani di Firenze. Il 16 settem bre don Bosco celebrò
la S. Messa in S. Marco, che era diventato centro della diffusione delle L etture Cattoliche, grazie al
padre domenicano Domenico Verda.
4 Tommaso Gherardi Uguccioni: cavaliere, marito di Girolama (una delle più generose benefattrici
fiorentine di don Bosco), nato nel 1811 e morto a Firenze nel 1875: v. poi lett. 885.
5 suore della carità: difficile individuare l’esatto convento, dato i numerosi istituti che avevano que­
sto nome. Don Bosco visitò in Firenze varie case religiose, fra cui l’ospizio delle Convertite (accanto
alla chiesa di S. Ambrogio), Santa Maria Maddalena dei Pazzi in Borgo Pinti, forse il convento delle
carmelitane di S. Teresa in Borgo La Croce, attualmente in via Bruni: cf A. Misero, Don Bosco a Fi­
renze..., pp. 81-87.
878
Al m archese Angelo Nobili Vitelleschi
ASC B31010 Lett. orig., Vitelleschi (A 1741046) me. 55 D 8/9
Orig. aut. 2 ff. 250 x 194 mm. carta uso stam pa m arcati segni di piegatura
rato con carta gommata
Ined.
strappo restau­
Gradevoli ricordi della visita - affetto per il giovane Alberto - richiesta di sm erciare biglietti della
lotteria
Chiarissimo Sig. Marchese,
*Firenze, 21 dic[em bre] 1865
Colla più viva soddisfazione del mio cuore ho ricevuto la venerata lettera di
V. S. chiar.m a, che nella sua grande bontà si degnò ricordarsi della povera mia
persona. Io ricordo la bella occasione in cui fui onorato dalla sua visita e da quel- 5
la di sua moglie; anzi parm i tuttora di m irare il grazioso volto del caro di Lei
bambino Giovanni, m a non mi pensava che la sua bontà lo conducesse a ricor­
darsi di me.
Godo molto che il sig. Alberto di Villarios sia con Lei, così potrà con maggior
sicurezza m editare e compiere il progetto che un tem po abbiamo fatto; egli ebbe io
sempre m olta confidenza con me, io ebbi molta affezione verso di Lui. Dio l’ajuti
a perseverare nel bene. Gli dica che non manchi di frequentare la santa confessio­
ne e comunione.
Ella mi dice di indirizzarmi a Lei per quello che mi potrebbe occorrere ed io
mi trovo subito nel caso di doverne approfittare. Abbiamo una Lotteria di Doni 15
iniziata dal S. Padre per ultimare la costruzione di una chiesa; io mi animo di rac­
com andarne decine N. 40 alla sua carità in onore di M aria Ausiliatrice ed in ajuto
d e’ nostri poveri giovanetti. Chi sa che tra V. S., la sig[ra] M archesa, Giovannino,
ed Alberto non possano trovare chi li ajuti a smerciarli tutti? Ad ogni m odo dopo
questi mesi Ella può indirizzare i biglietti rimasti alla M archesa Fanny di Villarios 20

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192 dicem bre 1865
a Firenze a meno che se le | presenti favorevole occasione di rinviarmeli a Torino.
Io scrivo da Firenze ad uno scrittojo intorno a cui siedono la March. Villarios e la
damig. Genoveffa, che mi danno cenno di offerire a tutta la famiglia i cordiali
loro saluti.
25
Dio benedica Lei e la sua famiglia e conceda a tutti sanità e grazia per vivere
felici nel tem po e giungere poi un giorno a vivere tutti insieme nella beata eter­
nità.
Raccomando anche l’anima mia e quelle d e’ miei poveri ragazzi alla carità
delle sante sue preghiere e mi creda con gratitudine
30
Di V. S. eh.m a
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20 i corr ex il
1 In tale data don Bosco è dunque ancora a Firenze, città che lasciò comunque presto per tornare a
Torino passando per Prato, dove accompagnato dal pratese don Giustino Campoimi, segretario del­
l'arcivescovo di Firenze, visitò l’istituto per orfani «Magnolfi».
2 Angelo Nobili Vitelleschi (1823-1894): nato da Pietro e dalla m archesa Maddalena Ricci, il 29 aprile
1852, sposò, con nozze benedette dal fratello mons. Salvatore, futuro vescovo e cardinale (v. lett.
1167) la contessa Maria di Saint Laurent di Torino, venuta da giovane a Roma col patrigno conte Ro­
dolfo di Lùtzow, ambasciatore d ’Austria prima a Torino presso il re di Sardegna e poi in Roma presso
la Santa sede. Dalla m archesa, m orta nel 1871, nacque un solo figlio, Giovanni (1853-1894), futuro pa­
dre gesuita e rettore del collegio di Mondragone: ANI 1885. Angelo, oltre a Salvatore, ebbe altri sette
fratelli, fra cui Giulio (nato nel 1824, marito di Clotilde, nata dal marchese spagnolo De Gregorio, e
padre di 5 figli), Ottavia (in religione Maria Giovanna) futura priora del m onastero dei S.S. Domenico
e Sisto di Roma (v. lett. 983), e Francesco, il più giovane, nato nel 1829, e futuro senatore: ib.; utile
per notizie sulla famiglia L. Rocci, M em orie biografiche del P. G iovanni M aria N obili Vitelleschi. Ro­
ma, coop. tip., Manuzio 1908.
3 lettera: scritta da Roma il 27 novembre 1865 ricordava l’incontro avuto con lui a Torino nell’agosto
del 1864, alla presenza della moglie e del figlio: ASC B26200 Vitelleschi; cf MB VII 717-718.
9 Alberto di Villarios: nipote del marchese Nobili Vitelleschi, «inclinato per lo stato ecclesiastico» se­
condo lo stesso marchese; novizio gesuita a S. Andrea al Quirinale, morì ventunenne nell’estate 1868:
cf L. Rocci, M em orie biografiche..., p. 29; v. anche lett. 1215. Il suo nom e (assieme a quello del m ar­
chese Vittorio e della damig. Genoveffa) risulta fra quelli degli oblatori di numerosi oggetti per la lot­
teria in corso.
20 Fanny Amat di Villarios, sorella del marchese che era stato ministro del re di Sardegna presso il
Gran Duca: v. E(m) I, lett. 505.
23 Genoveffa Villarios: nata nel 1844 da Vittorio e da Giulia di Saint Laurent (m orta nel 1846), si spo­
sò nel 1867 con Michele Patrizi, nato nel 1834: ANI 1883.
879
All ’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte Lim berti b. 3
Orig. di Michele Rua con firma e P.S. aut. 2 ff. 210 x 153 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., L im berti (A 1960109)
Ined.
carta uso stampa
Ringrazia per l’ospitalità - informa sul viaggio dei cinque ragazzi fiorentini che ha collocato nel pic­
colo seminario di Mirabello

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dicem bre 1865 193
*Torino, 27 dicembre 1865
Eccellenza Reverendissima,
N ell'atto che io cominciava una lettera per ringraziare V. E. Rev.ma per la
bontà e cortesia usatemi nel mio soggiorno a Firenze, ricevo la sua Veneratissima
che mi previene di quanto avrei dovuto fare io medesimo verso dell’E. V.
5
Abbiasi adunque gli atti della più sentita gratitudine, im perciocché se ho po­
tuto fare qualche cosa a favore dei nostri poveri giovani, io lo debbo all’ospitalità
che Ella mi diede nell'Arcivescovado. Io ricorderò sempre la benevolenza e la ca­
rità che mi usò e non potrò a meno di raccontare ovunque l'esem plarità del clero
e la pietà dei Fiorentini con cui ebbi la bella ventura di trattenermi.
io
Sono partito con cinque orfanelli fiorentini e con felice viaggio giungemmo il
m attino del 23 corrente. I cinque bambinelli vissuti finora in famiglia, rim asero
incantati agli evviva, agli applausi, alla musica de' miei cari giovani pel mio ritor­
no. Si m ostrano però assai contenti. Affinché abbiano una classe loro adattata li
ho messi nel Piccolo Seminario di Mirabello presso Casale, dove loro m ancherà 15
niente di quanto possa contribuire al loro bene.
Di un favore La prego, E. Rev.ma, ed è che si voglia servire della povera mia
persona e di tutta questa casa in tutto quello cui La potrò servire.
Gradisca i rispettosi ossequii da parte del Can.co Gastaldi, del cav. Oreglia e
di tutta questa casa e pregandole di cuore dal cielo sanità e giorni felici Le bacio 20
la Veneranda Mano implorando la sua santa Benedizione sopra i miei giovanetti e
sopra di me che ho l’onore di poterm i professare
Dell'E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
25
P.S. I miei occhi vanno meglio, m a stento un poco a scrivere, per questo com pa­
tisca se mi servo del segretario.
2 Gioacchino Umberti: v. E(m) I, lett. 428.
4 sua veneratissima: la lettera non è stata reperita.
12 cinque bambinelli: v. lett. 858 e 882.
20 can. Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124. In costante relazione con don Bosco, nei num eri di
marzo-aprile 1865 delle Letture Cattoliche (A XIII fase. III-IV) aveva pubblicato le M em orie storiche
del teologo G iovanni Ignazio Vola, sacerdote Torinese. Il teol. Vola, amico di don Bosco, era m orto il
6 febbraio 1858: v. E(m) I, lett. 22.
— il cav. Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I lett. 460.

20.10 Page 200

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1866
880
Al re Vittorio Emanuele II
ASC B31010 Lett. orig., Viti. Em. (A 1741055) me. 56 A 9/10
Min. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta azzurra leggerissima
E I 407-408 MB V ili 425
Chiede la pensione ecclesiastica per due chierici poveri
segni di pastello azzurro e rosso
[Torino, prim i mesi 1866]
Sacra Reale Maestà,
Fra i giovani accolti nella casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales trovan-
si i nom inati Cerutti Francesco e Bonetti Enrico. Conosciuti am bidue per la loro
5 condotta morale e per la speciale attitudine alle scienze vennero destinati allo stu­
dio e in breve compiuto il corso ginnasiale, liceale pervennero al 5° anno di Teolo­
gia che presentemente percorrono.
Essendo essi privi affatto di beni di fortuna procurarono di corrispondere alla
carità loro usata col più vivo zelo a fare catechismi, assistere i loro compagni, in-
10 segnare nelle scuole diurne e nelle serali. Ora avrebbero età, studio e le altre qua­
lità necessarie per essere ammessi agli ordini sacri; m a loro m anca il patrim onio
ecclesiastico, né hanno parenti che lo possano loro provvedere. Per questo m oti­
vo il sottoscritto ricorre umilmente alla clemenza di V. S. M. supplicandola affin­
ché si degni di prenderli in benigna considerazione e loro accordare sopra la Cas-
15 sa dell'Econom ato la pensione ecclesiastica, almeno finché non possano essere al­
trimenti provveduti. Questo atto insigne di beneficenza tornerebbe eziandio di
grande ajuto a questa casa al cui vantaggio essi impiegano tuttora le loro fatiche.
Tutti unanimi ripongono piena fiducia | nella bontà sovrana già molte volte f.iv
esperimentata e assicurandola che invocheranno ogni giorno le benedizioni del
20 cielo sopra dell’Augusta di Lei persona e sopra tutta la Reale famiglia a nom e di
tutti colla più sentita gratitudine si professa
Di V. S. R. M.
Obbl.mo ed umil.mo supplicante
Sac. Bosco Gioanni
5 alle scienze em end ex agli studi 6 in add si 6-7 pervennero... presentem ente em end si ex
percorrono presentem ente il corso 5° anno di Teologia 7 ante percorrono del ho 9 ante cate­
chismi del il 10 Ora emend ex m a emend ex m a presentemente 13 il sottoscritto em end si ex
io 13-14 affinché si degni em end si ex a volerli 14 ante loro del voler 16-17 Questo... fati­
che add m rg inf 18 molte em end ex lun 20 Reale corr ex reale
1 Di difficile datazione, collegabile comunque con le lett. 942 e 943 dell’estate successiva.
2 Vittorio Emanuele II: v. E(m) I, lett. 42.

21 Pages 201-210

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21.1 Page 201

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gennaio 1866 195
4 Francesco Cerutti (Cerniti): v. E(m) I, lett. 518.
— Enrico Bonetti: nato a Caprino (Bergamo) il 19 luglio 1836 da Francesco e Laura Vanalli, entrò al-
l’Oratorio di Valdocco il 14 ottobre 1863; divenne professo triennale il 19 settem bre 1864 ed emise la
professione perpetua il 15 novembre dell’anno successivo. Morì di colera a Caprino il 15 luglio 1867:
ASC registro Anagr. prof.
14-15 Cassa delTEconomato: don Bosco vi aveva potuto attingere varie altre volte (v. ad es. lett. 866).
881
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760205) me. 1371 D 4
Min. aut. 1 f. 218 x 132 m m . carta azzurra segni di pastello blu sul v e indirizzo di Sciutti Gio.
Batta
E I 375 MB V ili 286-287
Invito ad un trattenim ento teatrale
*Torino, 5 gennaio 1866
Benemerito Signore,
Domenica sera (7) alle ore 6 \\ i giovani di questa casa danno un piccolo trat­
tenim ento teatrale. Sarebbe loro ed a me di sommo gradim ento se V. S. B. colle
persone, che giudicasse aver seco, ci onorasse di sua presenza.
5
Nel fare questo rispettoso invito le auguro ogni bene dal cielo e mi professo
con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco G.
10
All’Illustrissimo Signor
11 Signor Sciutti Gio. Batta
In Borgo Borgossesia [sic]
1 5 emend ex 2
3 Domenica sera (7): i trattenim enti solitamente iniziavano però il giorno dell’Epifania, 6 gennaio.
12 Sciutti Gio. Batta: personaggio non identificato, abitante a Borgosesia, località di 3000 ab. in pro­
vincia di Novara.
882
Al padre Oratoriano Giulio Metti
Archivio Congregazione dell’Oratorio - cassetta autografi - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 212 x 134 mm. carta azzurrina
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M etti (A 1960130)
Ined.
A proposito di una giovane raccomandatagli - informazioni su tre ragazzi fiorentini - saluti ai padri
dell’Oratorio e ai molti altri amici di Firenze - chiede testi da pubblicare nelle L etture Cattoliche

21.2 Page 202

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196 gennaio 1866
*Torino, 13 gennaio [18]66
Car.mo Sig. P. Metti,
La giovane Ubino sarebbe ricevuta nel Rifugio, m a la Superiora mi fa osser­
vare che tale accettazione non [è] per lei uno stato giacché lo scopo del ritiro è
5 fare buone cristiane e poi collocarle onestamente in qualche sito diverso. Chi sa
se non si senta vocazione allo stato religioso? Chi sa se non entrerebbe nelle M ad­
dalene, che Ella ben conosce[?] In questa supposizione la giovane sarebbe defini­
tivamente provveduta.
Ho qui il direttore di Mirabello, che mi [dà] notizie del Saccardi e de' fratelli
10 Bartoloni. Dica pure a tutti che stanno bene, sono assai allegri, studiano abba­
stanza e quello che mi consola si è che piegano molto alla divozione. Il Bartoloni
più piccolo è però un folletto; si spera per altro di acquetarlo.
Faccia i miei umili saluti a tutta la sua religiosa famiglia. Vedendo persone
che siano state da me visitate a Firenze me li riverisca ed auguri loro ogni bene da
15 parte mia. | Mi fu detto che Ella ha qualche lavoro che va bene per le Letture Cat­
toliche, ed io dimenticavo di parlargliene prim a di partire. Se lo ha ce lo mandi;
se non lo ha [lo] faccia o almeno lo prepari e lo faremo tosto stam pare. Racco­
m ando me e questa casa alla carità delle sante sue preghiere e mi creda con grati­
tudine
20
Di V. S. car.m a
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
1 gennaio] 1 7 supposizione] suppusione
2 Giulio Metti: v. lett. 858.
3 Ubino: ragazza non identificata.
3-7 II Rifugio di via Cottolengo 26 accoglieva ragazze «pericolanti» da avviare al reinserimento in so­
cietà; le Maddalene invece erano religiose dimoranti nella casa di santa Maria Maddalena attigua al
Rifugio. Entrambe le istituzioni erano state fondate dalla marchesa Giulia Barolo: cf Torino descritta
da Pietro Baricco... pp. 825-826.
9 direttore di Mirabello era don Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
9-10 Saccardi e Bartoloni: v. lett. 858. Gaetano Bartoloni, fu Vincenzo e Maria Rosselli, era nato a
Firenze il 10 marzo 1854; giunto a Torino nel dicembre 1865, fu m andato a Mirabello dove rimase fino
all’8 novembre 1867 allorché entrò all’Oratorio di Valdocco come studente. Analogamente fece il fra­
tello, Nicola, nato a Firenze il 2 settembre 1855: ASC registro Censimento. Il Saccardi, nato a Lione
nel 1850, entrò a Mirabello la vigilia di Natale del 1865. Morì all’Oratorio il 4 luglio 1866 (v. lett. 941);
se ne pubblicò la biografia edificante nelle Letture Cattoliche (A. XVI, settembre, F. IX, 140 p., con
appendice): Vita del giovane Ernesto Saccardi fiorentino scritta dal sacerdote Giovanni Bonetti, di­
rettore del sem inario di M irabello. Torino tip. dell’Oratorio di S. Francesco di Sales, 1868. Nel 1872 la
stessa tipografia e libreria salesiana di Valdocco ne farà una seconda edizione (112 p. in -32°).
13-14 persone... visitate: la prima visita di don Bosco a Firenze, ormai capitale d ’Italia, nel dicembre
1865 aveva lasciato indelebile ricordo in varie persone. Le lettere provenienti da Firenze in quei primi
mesi del 1866, e conservate nell’ASC (Giulio Metti, Virginia Cambray Digny, Girolama Uguccioni...),
ne sono u n ’eloquente testimonianza.
15 ha qualche lavoro... ce lo mandi: il Metti accolse la proposta e gli inviò imm ediatamente alcune
operette (v. lett. 891).

21.3 Page 203

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gennaio 1866 197
883
Al Provveditore agli studi di Torino, Francesco Selm i
Già presso Franco Borsari - Bologna
Orig. aut. 1 f. 285 x 202 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Selm i (A 1810226)
Ined.
me. 2644 E 8
Invia copie de 11 G alantuom o - richiesta di equipollenza per il titolo scolastico del m aestro Francesco
Dalmazzo
*Torino, 15 gennaio [18]66
Chiarissimo Signore,
Ecco a V. S. chiar.m a una copia del Galantuomo A lm anacco[,] uno pel 1865
l’altro pel 1866. Noti però che fu redatto dal sig. aw . Arrò e da alcuni suoi amici;
io non l’ho potuto leggere né prim a né dopo la stam pa, di m odoché ignoro quan- 5
to ivi si contenga.
Di questa settim ana le farò pervenire le dichiarazioni di corso com piuto in
Filosofia dal Maestro Dalmazzo, affinché Ella veda se può servire di titolo equi­
pollente per essere tem poraneam ente approvato ad insegnar prim a Ginnasiale.
Dio doni a Lei e a tu tta la sua famiglia sanità e giorni felici e gradisca i senti- 10
menti della m ia viva gratitudine con cui ho l’onore di poterm i professare
Di V. S. chiar.m a
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 gennaio] del 11 con cui em end ex...
2 Francesco Selmi: v. E(m) I, lett. 621.
3 II G alantuom o e le su e avventure. A lm anacco N azionale p er l ’anno 1865. Strenna offerta ai c a t­
tolici italiani. Anno XII. Torino, tip. dell’Orat. di S. Frane, di Sales, 1864, 140 p. Recensito favorevol­
mente da «La Civiltà Cattolica» (1865, voi. IV, p. 722), conteneva a pp. 87-102 il dialoghetto: «Chi è
don Ambrogio?!...»; Il G alantuom o. Alm anacco p er il 1866. Strenna offerta agli associati alle L ettu ­
re Cattoliche (Anno XIII. Torino, tip. dell'Orat. di S. Frane, di Sales, 1865, 96 p.) invece presentava ri­
flessioni mensili sui comandamenti, la R im em branza della funzione della posa della prim a pietra della
chiesa di Maria Ausiliatrice, il piano di regolamento per la lotteria ecc.
4 aw . Ignazio Arrò-Carroccio: v. lett. 757.
5 ignoro quanto ivi si contenga: dunque non può essere attribuito a don Bosco, anche se, pubblicato
come era dalla tipografia dell’Oratorio di S. Francesco di Sales e in parte dovuto alla sua penna, don
Bosco ne portava la responsabilità.
8 Francesco Dalmazzo: nato a Cavour (Torino) il 18 luglio 1845 da Giuseppe e Lodovica Oddone, en­
trò nell’Oratorio il 22 ottobre 1860 e fece la vestizione clericale il 20 ottobre dell’anno seguente. Sud-
diacono il 27 marzo 1868, sacerdote a Torino il 18 luglio successivo, emise i voti triennali il 5 aprile
1869 e la professione perpetua il 2 giugno 1872. Ottenne il diploma ginnasiale superiore all'Università
di Torino nel 1875. Fu direttore a Torino-Valsalice (1872-1880), a Roma (1880-1887) e a Londra (1887).
A Roma ricoprì pure la carica di Procuratore Generale dei salesiani. Successivamente fu nom inato di­
rettore del seminario di Catanzaro; ivi morì assassinato il 10 marzo 1895: ASC registro Anag. Prof.; cf
anche DBS pp. 103-104.

21.4 Page 204

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198 gennaio 1866
884
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 270 x 190 mm. carta azzurra segno di ceralacca strappo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., L im berti (A 1960110)
Ined.
Invia in omaggio la prima copia della quinta edizione de La Storia d ’Italia - invia altre tre copie e libri
vari per gli amici di Firenze - comunica che la propria vista è migliorata - piacevoli ricordi della visita
a Firenze in attesa della successiva
Eccellenza Reverendissima,
*Torino, 18 gennaio [18]66
Oggi si term ina il lavoro per la quinta edizione della Storia d ’Italia ed io desi­
dero che la prim a copia sia indirizzata a Lei, non pel pregio dell’opera, m a unica-
5 mente come segno della più sentita gratitudine che sento in me per la grande
bontà che volle usarm i in più occasio[ni] m a specialmente nella mia gita a Firen­
ze. Si degni adunque di riceverla con quella bontà con cui riceve poco rim irando
il cuore di chi desidera di offerire molto.
Le altre tre copie sono pe’ suoi tre sacerdoti; i libri poi sono un piccolo regalo
10 che D. Campoimi può fare alle persone di servizio della casa vescovile.
Grazie a Dio i miei occhi ritornarono nello stato prim iero di sanità e così pos­
so ripigliare liberamente le mie occupazioni di tavolino.
Come Ella ha potuto vedere la mia gita a Firenze fu per molti titoli un p o ’ ro­
mantica; dopo si saranno dette ciancie di vario genere; mi farebbe vera carità il
15 darm i qualche avviso in proposito per sapere come scrivere e come parlare quan­
do, spero, nella prossima primavera farò una gita novella alla Capitale.
È poi inteso che questa casa è aperta ad ogni suo cenno; perciò se occorrerà
di valersene o per Maestri, o per esami, o per poveri ragazzi, Ella ci consideri
come suoi am anti e aff.mi figliuoli.
20
Dio le conceda sanità e giorni felici, doni la sua santa benedizione a m e ed a ’ f.lv
miei giovanetti m entre con pienezza di stima ho l’alto onore di poterm i profes­
sare
Di V. E. Rev.n.d.ma
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
A sua Eccellenza Reverend.ma
f.2v
Monsig. Limberti Arcivescovo
della città e diocesi di Firenze
1 gennaio] del 6 usarmi corr ex usarci 11 i miei occhi em end ex... 23 E. em end ex S.
2 Gioacchino Limberti: v. E(m) I, lett. 428; in questi anni è frequente la corrispondenza fra don Bo­
sco e l’arcivescovo di Firenze.
3 La storia d ’Italia raccontata alla gioventù d a ’ su oi p rim i abitatori sino ai nostri giorni con an a­
loga carta geografica dal sacerdote Bosco Giovanni. Edizione quinta accresciuta. Torino, tip. dell’O-
ratorio di S. Frane, di Sales, XVI-526 p. La prima edizione era del 1855; le successive invece del 1859,
1861, 1863.

21.5 Page 205

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gennaio 1866 199
6-7 gita a Firenze: avvenuta a m età dicembre 1865. In tale occasione la signorina M arianna Buona-
mici si era incontrata con don Bosco in arcivescovado. L'11 febbraio 1866 non solo gli scrisse di aver
consegnato 50 lire dei biglietti della lotteria a don Giustino Campoimi (v. lin. 10), m a gli chiese nuova­
mente consigli se farsi terziaria di S. Teresa o meno. Non avendo ricevuto risposta, l’8 marzo 1867 ri­
tornò sull’argomento, lamentandosi altresì di non averlo incontrato in occasione del suo passaggio da
Firenze, di ritorno da Roma, sul finire di febbraio, come don Campoimi le aveva lasciato sperare. Insi­
stette per la terza volta il 28 ottobre 1867 chiedendo una risposta attraverso lo stesso don Campoimi o
un altro sacerdote: ASC B26100 e B26200 Buonam ici.
9 pe' suoi tre sacerdoti: evidentemente il segretario dell'arcivescovo e altri collaboratori che don Bo­
sco aveva incontrato nella città medicea.
10 Giustino Campoimi: nato a Prato nel 1814, insegnante e vicerettore al collegio Cicognini della
stessa città, fu segretario di mons. Gioacchino Umberti dal 1857 al 1874; in seguito si ritirò tra i cano­
nici di S. Lorenzo. Morì a Firenze nel 1893. Su di lui e sui suoi rapporti con don Bosco v. A. Misero,
Firenze e don Bosco..., indice.
11 occhi: da tempo don Bosco soffriva di mal di occhi (v. anche lett. 877).
13-14 un po’ romantica: forse allude ai numerosi giri in carrozza per la città, alla visita a nobili pa­
lazzi, al suo pernottam ento a poche decine di metri dal battistero di S. Giovanni, dalla cattedrale di
S. Maria del Fiore, dalla cupola del Brunelleschi, dal campanile di Giotto ecc.
16 prossima primavera: in realtà la «gita novella» a Firenze si effettuò molto tem po dopo, a m età
dicembre.
885
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780222)
Orig. aut. 2 ff. 272x218 mm. carta azzurra leggerissima consunta
66 12 M Firenze 23 gen 66 9 M altro timbro illeggibile
E I 375-376 MB XV 838-839
tim bri vari: Torino 22 gen
Comunica la buona impressione avuta nell'incontrare la famiglia - invia in omaggio la nuova edizione
de La Storia d'Italia - chiede che le figlie l’aiutino a smerciare i biglietti della lotteria
*Torino, 22 gennaio [18]66
Benemerita Signora Contessa,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
Avrei dovuto scrivere prim a d ’ora a V. S. B. per ringraziarla della grande
bontà e carità che Ella unitam ente alla venerata di Lei famiglia mi hanno usato 5
nella occasione in cui ho fatto la mia gita a Firenze. L’avrei fatto, m a non volendo
far scrivere da altri, e i miei occhi essendo incomodati, ho dovuto per questo m o­
tivo differire. Grazie a Dio ora sto bene.
Ella, sig[ra] Contessa, non può immaginarsi la santa impressione che in me
lasciò la pietà, la carità e la cortesia de' fiorentini e specialmente della alta sua fa- io
miglia, capo il di Lei marito!
Ho più volte ringraziato Iddio che si degnò inspirare tanto coraggio, fede e
fermezza nella nostra cattolica religione. Non diciamo di più, perché Ella non
vuole; sia tutto a maggior gloria di Dio.
Ho fatto come h a detto, e giunto appena a casa ho fatto recitare u n a speciale 15
preghiera per Lei e per la sua famiglia, e finché vi saranno giovani in questa casa
io intendo che Ella abbia sem pre parte delle povere nostre preghiere e com e per­
sona che prega per noi e come nostra insigne benefattrice. Io voleva fare un rega-

21.6 Page 206

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200 gennaio 1866
lo a Lei ed alli sig[ri] suo Marito e generi; m a non sapendo che cosa offerire, che
20 fosse degna di loro, ho pensato di fare il piccolo m a cordiale omaggio della Storia
d ’Italia. Si com patisca il dono m a assai più il donatore.
La M archesa Villarios deve partire per Roma ed io avrei bisogno che Ella col­
le pie sue figliuole ajutassero o meglio si mettessero in sua vece per fare centro
d e’ biglietti di Lotteria che furono in vari siti indirizzati, che sono ritornati o se ne
25 richiedono. Che ne dice? Lo faccia per am ore di Maria Ausiliatrice. | E per Lei?
Ecco la sua parte:
1° Non si dia alcun fastidio per le sue cose di coscienza; ogni cosa è a suo
posto.
2° Abbia viva fede in Gesù Sacramentato; e quando le occorre qualche gra-
30 zia gliela dimandi con fiducia che certamente la otterrà.
3° Preghi pel povero D. Bosco affinché m entre d a ’ precetti agli altri non tra­
scuri gli affari di sua eterna salvezza.
Del resto quale umile Sacerdote di Gesù Cristo io prego dal cielo sanità, e
grazia e giorni felici a Lei, alla sua famiglia ed alle famiglie delle sue figliuole, cui
35 tutti dia Iddio la vera ricchezza il santo tim or di Dio.
Raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle loro preghiere e
mi professo con sentita gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
40
Sac. Bosco Gio.
Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] Girolama Contessa Uguccioni Gherardi
Via Avelli n. 4
Firenze
[...]
1 gennaio] del 12 tanto add si 19 che cosa] qualche 35 tim or d i D io] tim or di Dio
2 Girolama Uguccioni: nata contessa Baldelli Boni nel 1813, si sposò nel 1837 col cav. Tommaso
Uguccioni Gherardi (v. lett. 877). Morì nell'aprile del 1889. Ebbe tre figlie: M arianna (m orta nel 1886)
che sposò Giuseppe Rosselli del Turco (1834-1908), Luisa ed Emilia che sposarono due fratelli, rispetti­
vamente Ferdinando (nato nel 1839) e Giovanni Barbolani di M ontauto (1836-1906): ANI 1903. La fa­
miglia Uguccioni è una di quelle maggiormente affezionate a don Bosco, il quale chiam erà sovente la
contessa col titolo di «mamma»; le oltre 40 lettere a lei indirizzate sono state generosamente donate
dagli eredi all'ASC.
6 gita: il viaggio era avvenuto nel dicembre precedente. Don Bosco era stato accom pagnato da don
Gioachino Berto, che una volta tornato a Torino scrisse a sua volta alla Uguccioni ringraziandola non
solo per l’ospitalità, m a anche «per il vitto scelto somministrato per la via» del ritorno che sia lui sia
don Bosco «mangiarono con appetito».
7 occhi incomodati: v. lett. 877 e 884.
19-23 generi e figli: v. lin. 2.
22 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505; circa la sua assenza da Firenze, v. lett. 886 lin. 3.
23-24 centro dei biglietti della lotteria: la proposta venne accolta, per cui la contessa Uguccioni sosti­
tuì la m archesa Villarios in tale servizio a don Bosco.
27 cose di coscienza: nei dialoghi a tu per tu con don Bosco la Uguccioni aveva evidentemente confi­
dato segreti di coscienza di cui rimane solo qualche semplice cenno nella sua corrispondenza.

21.7 Page 207

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gennaio 1866 201
886
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lai. 73
Orig. aut. 2 ff. 3 1 0 x 2 1 0 m m .
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960179)
Incd.
Notizie sugli oratori - apertura di uno nuovo - vocazioni per la società salesiana - tim ore di grave ca­
lamità - giudizio negativo sul nuovo «stato civile» - fedeltà del clero al Papa - devozione alla Madonna
e all'Eucarestia - avanzamento nei lavori per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice - attesa
dell’approvazione delle costituzioni salesiane
Beatissimo Padre,
*Torino, 25 gennajo 1866
La M archesa Amat di Villarios nostra insigne benefattrice va a Roma ed io
mi fo ardito di approfittare di questa fervorosa Cattolica per esprim ere a V. S. al­
cuni pensieri da parte mia, de’ miei giovani e di molti colleghi nel Sacro Ministero. 5
L’opera degli oratorj continua senza disturbo; nel corso dell’anno passato ne
abbiamo aperto un[o] nuovo, un altro, a Dio piacendo, si aprirà nel prossimo
estate.
I giovani ricoverati in tre case separate sono milledugento, di cui circa cento
ogni anno vestono l’abito chericale e vanno per lo più n e ’ seminari delle rispettive io
diocesi. Quelli che ne hanno lo spirito si fermano a far parte della società di S.
Francesco di Sales, che presentemente conta cento dieci individui.
Mattino e sera noi continuiamo a fare in comune speciali preghiere pei pre­
senti bisogni di santa Chiesa e specialmente per la conservazione de’ giorni pre­
ziosi di V. S.
15
Comunemente si tem e in questo anno una gran prova. Sarà una pestilenza?
Una guerra? Una carestia? Sia come a Dio piacerà purché non ci sia tolta la vigna
evangelica ed affidata ad altri coltivatori migliori.
Un vero disastro tra noi fu lo stato civile, che ebbe principio al prim o giorno
f.lv di quest’anno. Oltre alle conseguenze immorali che ne seguiranno, produce | gra- 20
ve m alcontento n e ’ buoni fedeli, e semi di discordia fra l’autorità civile ed eccle­
siastica. La cosa che grandem ente ci consola in mezzo al male si è il grande ac­
cordo che vi è dei fedeli col clero, del clero col vescovo, dei vescovi colla voce del
supremo Gerarca della chiesa.
Del resto tra noi si scrive, si predica, si fanno catechismi con molto buon esi- 25
to. Si confessa molto ed il sacram ento della comunione è assai frequentato. L’og­
getto poi della nostra fede, e delle pratiche di pietà si può dire essere Gesù in Sa­
cram ento e la divozione a M aria SS. Immacolata. A proposito della divozione alla
grande Madre di Dio le noto che la chiesa di Maria Ausiliatrice dalla carità della
Santità Vostra raccom andata e prom ossa è già pervenuta ad un buon punto. Le 30
m ura sono term inate, il coperchio è ultimato; adesso aspettiam o che la divina
provvidenza ajuti, come speriamo, a compiere l’opera sua. Non è la chiesa più
ricca di questa città, m a dicono tutti che è la più maestosa e forse anche la più
consentanea ad alim entare la pietà dei fedeli.

21.8 Page 208

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202 gennaio 1866
35
Le Letture cattoliche continuano e gli associati oltrepassano i dodici mila, e
sem bra che siano lette con ansietà. È questo l’anno decimo quarto da che sono
pubblicate e si pubblicano. Dimandiamo la sua santa benedizione affinché possa­
no continuare.
La società di S. Francesco di Sales progredisce con soddisfazione. La discipli-
40 na e lo zelo sono osservate, e non lasciano alcuna cosa a desiderare.
La aspettazione per altro di tutti i suoi membri è rivolta alla Santa Sede so­
spirando la definitiva approvazione delle costituzioni quando e nel m odo che V.
S. giudicherà tornare a maggior gloria di Dio ed a maggior vantaggio delle anime.
Tutti i miei colleghi paroci e semplici sacerdoti, i m em bri della società di S.
45 Francesco di Sales; tutti i nostri giovani ricoverati o che frequentano gli oratorii
festivi si prostrano ai piedi di V. S. ed offerendosi tutti pronti a dare sanità, so­
stanze e vita per quella religione, di cui Ella è capo, invocano la santa ed apostoli­
ca benedizione.
Io poi, di tutti più fortunato, ho l'alto onore di potermi professare a nome
50 di tutti i soprannominati colla più sentita gratitudine e colla più profonda vene­
razione
Di Vostra Santità
Obbl.mo Umil.mo Aff.mo figliuolo
Sacerdote Bosco Gioanni
9 case corr ex casa 13 continuiamo] continuaviamo 20 immorali corr ex immorale 21-22 ec­
clesiastica corr ex ecclesiatica 26 0 sacramento corr ex i sacramenti 28 della corr ex di
29 noto corr ex no... 43 ed a corr ex e 49 potermi corr ex poter
3 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
6 opera degli oratorj: v. lett. 865. Nell'ottobre successivo don Bosco chiuse l'oratorio de\\\\’Angelo Cu­
stode in Vanchiglia, in quanto nella zona era stata eretta, col sostegno finanziario della m archesa Ba­
rolo, la parrocchia di S. Giulia con annesso oratorio. Comunque anche i soli tre oratori di S. France­
sco di Sales a Valdocco, di S. Luigi a Porta Nuova e di S. Giuseppe a S. Salvario raggiungevano, nel
1868, oltre 1600 giovani: cf Torino descritta da P. B aricco..., p. 719.
9-12 circa cento ogni anno... cento dieci individui: i numeri sono piuttosto approssimativi e andreb­
bero verificati. Don Bosco, come si sa, tende ad amplificare il num ero dei salesiani, delle loro case e
dei giovani. Stando al catalogo del 1870 i salesiani professi e ascritti di quell’anno erano in tutto 101;
nel 1866 erano certam ente di meno. Sull'andamento del numero dei confratelli dal 1859 al 1870 cf P.
S t e l l a , Don Bosco nella storia econom ica e sociale (1815-1870)..., pp. 295-325.
16-19 Pestilenza? ... disastro: pare di potersi qui ipotizzare una lettura degli avvenimenti politici in
chiave di preannuncio di castighi; al riguardo v. la nota bibliografica alla lett. 763, lin. 18.
19 un vero disastro: il 1° gennaio 1866 erano entrati in vigore in tutto il Regno d'Italia i nuovi codici.
Qui don Bosco pare però alludere alla legislazione matrimoniale, di cui alla lett. 818.
35 dodici mila: anche se il numero è ancora una volta difficilmente controllabile, è indubbio che la
diffusione era altissima, grazie alla capillare rete di corrispondenti in varie città d'Italia.
42 la definitiva approvazione: avrà effettivamente luogo solo 10 anni dopo, nell’aprile del 1874.
48 benedizione: il pontefice gliela inviò con parole di sincera stim a e di fervidi auguri in data 24 feb­
braio 1866: ASC B26200 Pio IX, ed. in MB V ili 313.

21.9 Page 209

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febbraio 1866 203
887
Al ministro della Pubblica Istruzione, Domenico Berti
ASC B31010 Leti, orig., Governo, Berti (A 1710904) me. 26 A 2/5
Min. di Giulio Barberis con correz. aut.: = A [Ab= Bosco] 2 ff. 304 x 207 mm. carta uso stam ­
pa foglietto 170 x 115 mm. con testo: «non ignorano i ricorrenti... essere in vigore» non attinente
alla lettera
Copia allog. semplice senza firma [= C] carta con rigatura verde 2 ff. 318 x227 mm.
me. 26 A 6/8
Copia semplice di Giulio Barberis con firma e data di Giovanni Battista Lemoyne [ = D] 2 ff.
268 x 163 mm. me. 26 A 9/11 sul f. 2v si legge il seguente appunto di Michele Rua: «Supplica indi­
rizzata al Min. Berti per ottenere la dispensa dal far constare l’idoneità degl’insegnanti nell’Oratorio
all'Autorità scolastica. Febbraio 1866».
Copia conforme di Giulio Barberis con firma aut. e data topica e cronologica di Giovanni Battista Le­
moyne 2 ff. 325 x 227 mm. sul mrg. sup. si legge aut. di don Bosco «Copia conforme» me. 26
B 7/9: è la copia che qui si pubblica
E I 376-377 MB V ili 308-310
Richiesta di dispensa dal far constare all’autorità scolastica l’idoneità degli insegnanti dell’Oratorio
"Torino, febbraio 1866
Eccellenza,
Credo essere noto all’E. V. come da 25 anni in Torino esistano i così detti
Oratorii maschili. Consistono essi in appositi locali destinati a raccogliere n e’
giorni festivi i giovanetti più pericolanti che dai varii paesi dello stato intervengo- 5
no a questa città, e a trattenerli ivi con piacevole ed onesta ricreazione dopo aver
compiuti i loro religiosi doveri.
Vi sono quattro Oratorii di questo genere dove si radunano anche più miglia-
ja di ragazzi, e m entre loro è som m inistrata l’istruzione elem entare si ha pure
massima cura che ciascuno possa lungo la settim ana essere collocato presso a 10
qualche padrone. Ma nella moltitudine se ne incontrano di quelli che sono così
poveri e privi di assistenza che forse tornerebbe inutile ogni sollecitudine se non
venissero accolti in qualche casa in cui siano allo[g]giati, vestiti, nutriti ed avviati
a qualche mestiere con cui a suo tem po possano guadagnarsi onestam ente il pane
della vita.
15
Di qui cominciò la casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales ove presente-
mente sono raccolti circa ottocento giovanetti. Tutti hanno qui regolarmente la
scuola serale elem entare con altri studii loro adattati. Lungo il giorno poi una
parte è occupata in varii mestieri come sono calzolai, falegnami, sarti, ferrai, le­
gatori da libri, tipografi, compositori e simili. Altri poi cui la provvidenza fornì 20
speciale attitudine alle scienze, soglionsi destinare allo studio secondario. Costoro
riescono compositori nello stabilimento od in altre tipografie; parecchi consegui-
scono il diploma per l’insegnamento ginnasiale. Alcuni in fine intraprendono altre
carriere cui mercé possano in breve spazio di tempo giungere a procacciarsi one­
sto sostentamento.
25
Queste scuole secondarie pel passato furono sempre considerate come opere
di zelo e di carità, perciò il Sig.or Ministro della pubblica istruzione in più occa­
sioni le raccom andò, le incoraggi e fra le altre cose compiacevasi di significare al-

21.10 Page 210

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204 febbraio 1866
l'esponente che quel ministero desiderava di concorrere con tutti quei m ezzi che
30 erano in suo potere affinché queste nostre scuole avessero il maggiore loro svi­
luppo.1
I
m aestri furono il Direttore coadiuvato da alcuni allievi dello stabilimento,
od anche da persone esterne; ma tutti lavoriamo gratuitam ente. Perciò i Regi
provveditori agli studi per lo spazio di oltre venti anni prestandosi in senso il più
35 favorevole lasciarono piena libertà di insegnare quei ram i scolastici che si giudica­
rono più opportuni pel bene dei giovani senza badare se il m aestro fosse o no pa­
tentato.
Solamente da qualche anno il | Regio Provveditore, sebbene in m odo assai f.iv
benevolo, considerando questo stabilimento soltanto come pubblico ginnasio
40 convitto, vorrebbe sottom ettere queste scuole a tutte le leggi e discipline con cui
sono governati e diretti i pubblici collegi, e fra le altre cose vuole che gl'insegnan­
ti delle rispettive classi presentino i loro diplomi o titoli equivalenti. Ora non po­
tendosi se non con dispendio incompatibile provvedere tali maestri perché lo sta­
bilimento è totalmente gratuito sarebbero nel pericolo di dover cessare con dan-
45 no grande di tanti figli del basso popolo che pure hanno ingegno e volontà di fare
i corsi secondarii che loro aprirebbero la strada per guadagnarsi da vivere onora­
tamente.
Dopo tale esposizione io prego rispettosamente la E. V. che [:]
1° In considerazione dell’articolo 251 della legge della pubblica istruzione in
50 cui è fatta facoltà ai padri di famiglia, ed a chi ne compie le veci di far dare ai loro
figliuoli o congiunti l ’istruzione secondaria prosciolta da ogni vincolo d ’ispezio­
ne per parte dello Stato,
2° [In considerazione] Dell’articolo 356 che dispensa le persone che insegna­
no a titolo gratuito ai poveri fanciulli delle scuole elementari o tecniche dal far
55 constare la loro idoneità,
3° In considerazione eziandio di quanto V. E. pronunziava testé nella cam e­
ra dei deputati con cui proclamava voler concedere ogni possibile facilitazione
alla libertà dell’istruzione; prego, dico V. E. [:]
Che voglia considerare il direttore di questo stabilimento come padre d e’ gio-
60 vani ivi ricoverati cui veramente provvede quanto loro è necessario per la vita
materiale e morale,
Che l’insegnamento è totalmente gratuito, ed am m inistrato a giovani poveri
che non hanno altro mezzo per procurarselo[,]
Che sarebbe un gran beneficio materiale e morale qualora si potesse libera-
65 m ente somministrar l’istruzione secondaria a questi giovani secondo la loro capa­
cità e bisogno.
Quindi si conceda al Sac. Bosco Giovanni direttore dell’Oratorio di S. Fran­
cesco di Sales coadiuvato da caritatevoli persone di com partire l’istruzione secon­
daria ai poveri giovani ricoverati in detto stabilimento in conformità degli articoli
70 mentovati, cioè dispensarli dal far constare la loro idoneità all’autorità scolastica.2
Questo favore non ridonda a vantag[g]io di alcun privato, giacché le scuole

22 Pages 211-220

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22.1 Page 211

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febbraio 1866 205
sono gratuite e gl’insegnanti si prestano pure gratuitam ente, m a torna a totale
f.2v vantaggio di poveri | fanciulli i quali non potrebbero in verun m odo coltivare l’in­
gegno che il Creatore si degnò loro concedere.
Il desiderio da V. E. in più occasioni dim ostrato di coadiuvare il libero inse- 75
gnamento mi fa sperare che sarà preso in benigna considerazione quanto è qui
esposto, e che i giovanetti di questo stabilimento avranno un motivo di più per of­
frirle gli atti della più sentita loro riconoscenza, e m entre invoco le benedizioni
del cielo sopra di Lei ho l’alto onore di poterm i professare
Dell’E. V.
80
Umile Ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
Lettera 29 Aprile 1857. Signato G. Lanza.
Siccome per oltre a ventitré anni si è praticato.
1 febbraio om A B Torino, febbraio 1866 acid G. B. Lemoyne 3 noto corr ex note Ab in
Torino esistano] abbiano avuto principio A in questa città di Torino esistano corr si A b l in Torino esi­
stano corr Ab2 4 Consistono] e consistono A .Consistono corr Ab 4-5 n e’ giorni festivi a dd si
Ab 6 e a trattenerli ivi] Ivi sono nei giorni festivi trattenuti A per trattenerli corr si Ab e a
em end ex per B con piacevole... ricreazione] con piacevoli ed onesti trastulli A con piacevole ed
onesta ricreazione corr si A b 6-7 dopo... doveri] ed in esercizi di scuola dopo aver compiuti i loro
religiosi doveri A ed in esercizii ginnastici e scolastici corr si A bl dopo aver compiuto i loro doveri sco­
lastici corr si et m rg sin Ab2 8 Vi] in Torino ci A vi corr Ab di questo genere om A add si Ab
po st dove del nei giorni festivi Ab 8-9 migliaja] milliaja A B migliaja corr Bb 9 e m entre...
pure] intanto si ha A e m entre... pure em end si Ab 11 moltitudine] moltiplicità A moltitudine corr
si Ab 12 di assistenza] dassistenza A di assistenza corr si Ab 13 venissero] vengano A venisse­
ro corr Ab casa... ed] sito dove siano vestiti per essere quindi A casa in cui siano alloggiati, nutriti
ed corr si Ab 14 mestiere] lavoro A mestiere e lavoro corr si A b l mestiere corr Ab2 a suo tem ­
po possano guadagnarsi] guadagnarsi A a suo tempo potranno guadagnare corr mrg A bl a suo tempo
possano guadagnarsi corr Ab2 16 ove] dove A ove corr Ab 17 qui regolarm ente om A qui re­
golarmente add m rg sin Ab 18 elementare con altri] di A elementare e di altri em en d si A b l ele­
mentari con altri corr Ab2 adattati] addatti di musica locale ed istrum entale A addatti corr Ab
addattati B adattati corr Bb 20 p o st simili add altri A del Ab poi om A add si A b 21 ,so-
glionsi... secondario] si am mettono a percorrere il corso delle classi secondarie A soglionsi destinare
allo studio secondario corr si Ab 22 ante compositori add i A del A b od] ed anche A od corr
Ab 23 ginnasiale] nel ginnasio inferiore e superiore A ginnasiale corr A b in fine intraprendo­
no] poi intrapprendono A in fine intraprendono corr ex Ab 24 cui m ercé possano] , cui mercé,
possono A cui m ercé possano corr Ab spazio di tempo om A add si Ab 27 perciò... Ministro] e
perciò il ministro A perciò il sig. Ministro corr si Ab 27-28 in più occasioni om A add si Ab
28 e fra le altre cose compiacevasi] in più guise. Fra le altre cose compiacevasi A e fra le altre cose
compiacevasi corr si Ab
29 quel] codesto A em end si Ab
30 nostre om A add si Ab
32-33 il Direttore... esterne;] l’esponente coadiuvato da alcuni allievi della casa od anche esterni, A
il direttore dello stabilimento A b l il direttore coadiuvato da alcuni allievi dello stabilimento od anche
da persone esterne corr Ab2 33 lavoriamo] lavorano A lavoriamo corr Ab 33-34 Regi prov­
veditori] regi provveditori A Regi Provveditori corr Ab
34 studi] studii A studj corr Ab
34-35 prestandosi... lasciarono] non fecero altro che incoraggiare e favorire lasciando A prestandosi
in senso il più favorevole a queste classi em end si A bl prestandosi in senso il più favorevole lasciarono
corr Ab2 35-36 quei... opportuni] quelle scienze che si giudicavano più necessarie A quei ram i di
insegnamento che si giudicavano più opportuni em end si A b l quei rami scientifici... opportuni corr
Ab2 35 scolastici] scientifici A C scolastici B D 38 provveditore A Provveditore corr Ab 38-
40 assai... convitto] benevolo A assai benevolo, considerando questo stabilimento soltanto come pub­
blico ginnasio convitto, corr m rg inf 39 soltanto om A bl add si Ab2 40 queste] le nostre A
queste em end si Ab 40-41 le leggi... collegi] formalità delle leggi A leggi e discipline con cui sono
governati e diretti i pubblici collegi corr m rg sup Ab 40 con cui] da cui A b l con cui corr Ab2
41-42 cose... Insegnanti] che gl’insegnanti A cose ha stabilito em end m rg sin A b l cose vuole che gl'in-

22.2 Page 212

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206 febbraio 1866
segnanti corr Ab2 42 i loro] o i loro A i loro c o n Ab 42-44 potendosi... stabilimento] potendo
noi provvedere quest’insegnanti perché l’insegnamento A potendosi se non con grande dispendio in­
compatibile provvedere tali maestri perché lo stabilimento corr si Ab dispendio incompatibile]
grande dispendio A b l dispendio incompatibile c o n mrg sin Ab2 43-44 stabilimento] questo stabi­
limento A b l stabilimento c o n Ab2 45 figli] poveri figli A figli corr Ab 48 E. V. che] E. V. fi­
lm a A E. V. che em end Ab
49 considerazione] conformità A considerazione em end si Ab
pubblica om A add si Ab 50 compie] fa legalmente A compie em end si Ab 52 p o st Stato add
Voglia considerare il direttore di questa casa come padre dei giovani ivi ricoverati cui realm ente prov­
vede quanto è necessario per la vita materiale e morale. Quindi accordare quanto il citato articolo
concede A del A bl Dell’articolo 356 che dispensa le persone] voglia estendere all'istruzione secon­
daria e concederci quanto la legge suddetta articolo 256 stabilisce delle persone A Dell’articolo 356 che
dispensa le persone, corr si Ab2 54 fanciulli] fanciulletti A fanciulli c o n Ab dal] le quali sono
dispensate da A dal corr Ab 56-58 In considerazione... prego, dico] animato da questi due articoli,
dal riflesso che si tratta di una casa che vive solo di Provvidenza, dalle parole testé pronunziate da V.
Ecc. [che intende ogni più Ubera facilitazione A di dare ogni facilitazione corr si Ab] all'istruzione sup­
plico sia presa in considerazione questa casa e A in considerazione eziandio di quanto V. E. pronun­
ziava testé nella camera dei deputati con cui proclamava voler concedere ogni possibile facilitazione
alla libertà dell'instruzione dell 'em end si et mrg sin Ab 56 di quanto] delle A b l di quanto em end
Ab2 57 cui om A b l add si Ab2 concedere] dare A b l concedere em end si Ab2 58 dell’ it si
58-67 prego... si conceda om A add f. 2r Ab 58-59 prego... considerare] Dietro a questi riflessi
supplica A b l supplica V. E. a voler considerare corr si Ab2 59 padre it et del Ab essendo
em end si ex è Ab2 62 ed amministrato] e si amministrano A bl ed am m inistrato corr Ab2 a
om A bl add Ab2
post poveri del ed appartenenti Ab
64 sarebbe corr ex sebbene B
67 .Quindi si conceda] ; supplica che venga preso in benigna considerazione quanto sopra e concede­
re A bl quindi si conceda em end Ab2 68 coadiuvato... compartire] di porgere A coadiuvato da ca­
ritatevoli persone che egli ravvisa idone[e] em end si A bl coadiuvato da caritatevoli persone di com­
partire em end Ab2 om B1 add si B2 69 p o st stabilimento add e farsi coadiuvare da caritatevoli
persone che egli ravvisasse idonee A coadiuvato da caritatevoli che egli ravvisa idonee em end Ab
70 all’autorità scolastica om A add si Ab 72 insegnanti] insegnamenti A insegnanti corr Ab
73 in verun] in un altro A in verun altro em end Ab 74 concedere] com partire A concedere em end
Ab 75 da V. E. om A add si Ab 78-81 e mentre... Ricorrente o m A invoco ogni benedizio­
ne del cielo sopra di Lei m entre colla più sentita gratitudine ho l’alto onore di poterm i professare del-
l’E. V. umile ricorrente add A b l mentre invoco le benedizioni del cielo sopra di Lei ho... ricorrente
c o n Ab2 82 Sac. Bosco Gioanni om A B add Bb 83 29] 28 A l 29 corr A2 84 Siccome...
praticato om A add infra lineam Ab
1 L’unica datazione è quella della mano anonima del ms. B.
2 Domenico Berti, nato a Cumiana (Torino) nel 1820, si dedicò agli studi di filosofia e di metodo,
promuovendo l'istruzione popolare. Nel 1850 iniziò la vita parlamentare, che lo vide presente in varie
legislature. Nel 1862 fu segretario generale del ministero di Agricoltura, Industria e Commercio; col
gabinetto Lam arm ora (31 dicembre 1865 - 20 giugno 1866) fu ministro della Pubblica Istruzione e, ad
interim , assunse pure il ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio. Primo segretario dell’ordi­
ne dei S . S . Maurizio e Lazzaro dal 1889, senatore dal 1895, morì a Roma nel 1897: cf T. S a r t i, Il p a r­
lam ento subalpino e nazionale..., pp. 114-116.
3 da 25 anni: ossia dal 1841, allorché nel novembre di quell'anno iniziò a frequentare a Torino il
Convitto di S. Francesco d ’Assisi?
8 quattro: v. lett. 865.
49 L'art. 251 era del seguente tenore: «L’istruzione secondaria che si dà nell’interno delle famiglie
sotto la vigilanza dei padri o di chi ne fa legalmente le veci, ai figli della famiglia, ed ai figli dei con­
giunti della medesima, sarà prosciolta da ogni vincolo di ispezione per parte dello Stato».
53 L’art. 356 recitava: «Le persone che insegnano a titolo gratuito nelle scuole festive per i fanciulli
poveri, o nelle scuole elementari per gli adulti, od in quelle dove si fanno i corsi speciali tecnici per gli
artieri, sono dispensate dal far constare le loro idoneità».
83 lett. del 29 aprile 1857: ed. in MB V 643.
— La supplica ebbe l'effetto sperato almeno per l'anno in corso, in quanto il Berti concesse al Provve­
ditore agli studi la facoltà di autorizzare gli insegnanti di Valdocco a continuare, m entre per l ’anno
successivo don Bosco avrebbe dovuto uniformarsi strettam ente alla legge. Don Bosco non lo fece, cio­
nonostante potè continuare senza ulteriori disturbi, in quanto le preoccupazioni militari della guerra
contro l’Austria assorbirono totalmente l’attenzione delle autorità di governo.

22.3 Page 213

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febbraio 1866 207
888
Al rettore del seminario di Firenze, Bernardino Checcucci
Biblioteca Nazionale Centrale Collezione di autografi C. V. 114 n. 74 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 218x140 mm. carta sottile semitrasparente indirizzo su busta di 190 x 128
mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Checcucci (A 1960222)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860335)
E I 379
Invia alcuni libri - chiede la diffusione delle Letture Cattoliche - lo invita a Torino - saluti a professori
e studenti del seminario
*Torino, 3 febbraio [18]66
Car.mo nel Signore,
Le m ando una copia di vari libri che mi sem brano adattati per la gioventù,
Ella vedrà se ve n ’è alcuno che le torni di qualche utilità. Occorrendole però qual­
cheduno di detti libri faccia capo qui e vedremo di servirla con ogni agevolezza 5
possibile.
I libri poi, che più di ogni altro mi stanno a cuore, sono le letture cattoliche.
Faccia quanto può per diffonderle.
Non so se Ella non abbia occasione di venire a Torino; se mai ciò fosse, ven­
ga con noi e la tratterem o proprio da amico pel tempo che qui dimorerà.
io
Dio benedica le sue fatiche, caro sig. Rettore, e l’ajuti a fare un San Luigi di
ogni suo seminarista. La prego de' miei affettuosi ossequi a tutti codesti sig[g],
professori e a tutti i sig[g], superiori.
Raccomando poi a tutti me e li miei giovanetti alla carità delle loro preziose
preghiere [mentre] mi professo con pienezza di stima
15
Di V. S. car.m a
Aff.mo servitore ed amico
Sac. Bosco Gio.
f.2v A Monsig. Ill.mo e R.d.ma
Monsig. Checcucci Can.co della Cattedrale
20
Rettore del sem. arciv. di
Firenze
[...]
1 febbraio] 2 7 cuore res 8 può corr ex... per add si 13 professori em en d ex...
2 Bernardino Checcucci (1820-1892): già allievo e poi maestro del collegio Eugeniano, fu chiamato
da mons. Gioacchino Limberti alla presidenza del seminario maggiore dell'arcidiocesi di Firenze, ria­
perto con solenne cerimonia il 18 novembre 1858. Diresse il seminario assumendo in seguito anche
l’incarico di am ministratore fino al 9 settembre 1869. Nel medesimo anno divenne arciprete della Me­
tropolitana: cfE . S a n e s i, Il sem inario fiorentino. Firenze, tip. arcivescovile 1913, pp. 97-114. L’incon­
tro fra don Bosco e il Checcucci era avvenuto in occasione del viaggio di don Bosco a Firenze nel di­
cembre dell’anno precedente.
3 libri adattati per la gioventù: uno di essi era la recentissima quinta edizione de La Storia d ’Italia,
di cui alla lett. 884 e in Appendice, lett. 1866/7.

22.4 Page 214

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208 febbraio 1866
889
Alla marchesa Maria Fassati
Edita in E I 379 MB IX 292
Invia biglietti della lotteria - chiede sussidi e preghiere
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
*Torino, 3 febbraio 1866
Eccole, sig[ra] Marchesa, tre pacchi di biglietti; avrei forse potuto farne uno
solo, m a ho giudicato di farne tre, affinché Maria Ausiliatrice unisse a ciascuno le
5 grazie più necessarie a colui cui sono indirizzati.
Ho molto bisogno delle sue preghiere e del suo aiuto. I lavori della chiesa
continuano e sem bra probabile che alla festa dell’im m acolata Concezione ci si
possa celebrare la prim a messa. Ma ci vuole grave somma; dove prenderla?
Sig[ra] Marchesa, mi aiuti a pregare ed avere viva fede in Maria a cui la chiesa è
io consacrata.
Dio benedica Lei e tu tta la sua famiglia e mi creda con gratitudine
Di Lei
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Maria Fassati e famiglia: v. E(m) I, lett. 251.
3 tre pacchi: probabilmente i destinatari dei biglietti erano la marchesa, il m arito e la figlia Azelia.
7 alla festa dell’immacolata: la chiesa verrà inaugurata solo nel giugno del 1868.
890
Al signor Giuseppe Guenzati
Archivio parrocchiale - S. Fedele d ’Intelvi (Como)
Orig. aut. 1 f. 215 x 160 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., G uenzati (A 1950197)
Ined.
Annuncia il suo prossimo arrivo a Milano - morte e sepoltura del conte Rodolfo De Maistre
*Torino, 7 febb[raio 18]66
Car.mo Sig. Guenzati,
Se la Divina Provvidenza non m etterà altri ostacoli dimani alle 11 \\ sarò a
Milano. Ho dovuto compiere molti dolorosi uffizi per la m orte inaspettata del
5 conte De Maistre insigne benefattore di nostra casa. Questa m attina ne seguì la
tumulazione. Dio ne accolga l’anima in Cielo.
Dio benedica Lei e la sua famiglia; e nell'atto che raccom ando me e li miei
giovanetti alla carità delle sue preghiere ho il bel piacere di professarmi con grati­
tudine

22.5 Page 215

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Di V. S. car.m a
febbraio 1866 209
io
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Giuseppe Guenzati, negoziante milanese di stoffe: v. lett. 782. Don Bosco fu suo gradito ospite più
volte: v. lett. 1014.
4 Milano: il breve viaggio è docum entato anche da altra fonte (v. lett. 891, lin. 1).
5 Rodolfo De Maistre, m orto il 5 febbraio 1866 all'età di 75 anni nel castello della sorella, la duchessa
Costanza Lavai di Montmorency: v. E(m) I, lett. 281.
891
Al padre Oratoriano Giulio Metti
Archivio Congregazione dell’Oratorio - cassetta autografi - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 275 x 210 mm. carta azzurrina timbri vari: Torino 12 feb. 66 2 S
feb. 66
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M etti (A 1960131)
Ined.
Firenze 13
Ringrazia per le operette mandategli - progetto di un libretto dramm atico su S. Pietro a Roma
"Torino, 12 febbraio [18]66
Car.mo Sig. P. Metti,
Ho ricevuto le sue operette sopra dramm i diversi e serviranno opportuna­
mente pei nostri giovanetti, anzi se nulla osta dal suo canto faremo nel corso del­
l’estate stam par quelli in cui non sono introdotte fanciulle e le inseriremo nelle 5
Letture Cattoliche.
La cosa che mi sta a cuore e che è tutta ordita nella mia mente, che mi m an­
ca il tem po per tesserla, è un dram m a: S. Pietro a Roma. Per esempio:
Atto 1° - Nerone incollerito perché sente predicanti in Roma una religione
contro a quella dello Stato, minaccia chi la professa, m anda a consultar gli idoli, i io
sacerdoti idolatri dicono quanto le Sibille, gli oracoli, etc., del Salvatore. Vi è più
sdegnato m anda i suoi fidi per sapere chi sia il prom otore di questa novella reli­
gione, che vuole distrutta.
[Atto] 2° - Viene a sapere che S. Pietro ne è capo, Simon Mago m orto per
opera di lui, conversioni nel palazzo imperiale, tendendo alla fede cristiana. De- 15
creta la persecuzione contro ai cristiani, com m anda di cercare ed im prigionare S.
Pietro. Cosa che viene eseguita.
[Atto] 3° - S. Pietro alla presenza di Nerone. Disputa. Nerone confuso lo
condanna a morte. È crocifisso.
[Atto] 4° - Rivoluzione in Roma. Fine di Nerone. Sua fuga. Sua m orte.
20
f.lv
Questo sarebbe il filo del dram m a o tragedia sul trionfo di S. Pietro a Roma.
P. Metti poi lo vesta con quei pensieri, fiori, interlocutori che ben crederà. Che ne
dice? Lo farà? S. Pietro ne sarebbe certam ente glorificato. Noti soltanto che sa­
rebbe bene mettere in fondo di pagina annotazioni e forse i testi principali da cui

22.6 Page 216

▲torna in alto
210 febbraio 1866
25 si assumono le cose o i fatti storici.
Dopo dimani vado a Mirabello e parlerò di Lei ai giovanetti da Lei raccom an­
dati. Finora le notizie sono buone.
Auguro ogni bene dal Cielo a Lei e a tutta la famiglia religiosa di S. Firenze,
preghi Dio per me e per li miei giovanetti e mi creda con gratitudine
30
Di V. S. car.m a
Aff.mo servo ed amico
Sac. Bosco Gio.
1 febbraio] 2 4-5 dell' corr ex nel 9 perché corr si ex per 11 del corr ex al 24 di res
1 Se don Bosco scrive effettivamente da Torino - m a è legittimo qualche dubbio - significa che era
appena tornato da Milano, dove si era recato l’8 gennaio. A Milano aveva visitato la signora Amalia
Gnecchi Decio, col marito Carlo: v. lett. del 20 febbraio 1866 in ASC B26200 Gnecchi, ed. in MB V ili
300.
2 Giulio Metti: v. lett. 858.
3 le sue operette: le aveva chieste precedentemente (v. lett. 882). Dovette forse trattarsi dei sei dram ­
mi raccolti in G. M e t t i, D ram m i sacri scritti p er i giovanetti dell'O ratorio d i S. Filippo N eri d i Firen­
ze. (Firenze, Tip. L. Manuelli 1862) e del dramm a in due atti, Tobia, edito nel 1865 da tip. Salani. Il
Metti però aveva pubblicato anche altre composizioni poetiche.
5 stampar: nel novembre 1866 le Letture Cattoliche pubblicarono difatti Daniele e i tre su oi com pa­
gni in B abilonia. D ram m a in due a tti del P. Giulio M etti Prete d e ll’O ratorio di S. Filippo - Coll'ap­
pendice della farsa: Lo spazzacam ino. Tip. dell’Orat. di S. Frane, di Sales, 64. p.
— fanciulle: il teatrino di Valdocco non contemplava, come è noto, la presenza di fanciulle come
attrici.
23 Lo farà?: la proposta di don Bosco venne accolta. Nonostante le vicissitudini della casa dell’Ora-
torio di Firenze, fatta sgomberare per essere occupata dalle truppe governative, alla fine dell’anno il
dram m a in tre atti, ambientato ai tempi della Roma di Nerone, era pronto e il 2 m arzo 1867 il Metti
scrisse al cav. Federico Oreglia per accordarsi sulla stampa e sulla composizione della musica. Chiese
anche una copia della foto scattata a Roma, che ritraeva don Bosco con un libro in mano: ASC
B23000 M etti. Il libretto uscì in seconda edizione nelle Letture Cattoliche del mese di giugno 1867 (A.
XV, F. VI) col titolo: S. Pietro in Roma. D ram m a in tre atti scritto p el centenario del m artirio del
Principe degli A postoli dal P. Giulio M etti dell'O ratorio di S. Filippo N eri in Firenze. Tip. dell’Orat.
di S. Frane, di Sales, 104 p.
26 Dopo dimani: 14 febbraio, mercoledì.
28 S. Firenze: era la piazza, dove aveva sede l’opera dell’Oratorio di S. Filippo Neri v. lett. 1071.
892
Al papa Pio IX
ASC 38 Torino, Oratorio (F 583) me. 231 A 12 - B 1
Orig. allog. 2 ff. 306 x 212 mm. carta uso stampa sul f. Ir e 2v è indicata la concessione otte­
nuta vivae vocis oraculo 21 febbraio 66 sul f. 2r si legge la concessione prò grafia ad triennium 21
febbraio 1866
E I 338
Domanda la facoltà di poter celebrare tre messe nella notte di Natale a Valdocco, Mirabello e Lanzo
[Torino, anter. 21 febbraio 1866]
Beatissimo Padre,
Il sacerdote Bosco Gioanni da Castelnuovo d ’Asti domiciliato in Torino Diret­

22.7 Page 217

▲torna in alto
febbraio 1866 211
tore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales nel desiderio di prom uovere ognora
più nei giovanetti dalla Divina Provvidenza a lui affidati lo spirito di pietà, e divo- 5
zione, umilmente prostrato ai piedi di Vostra Santità, supplica che gli venga rin­
novata la facoltà di celebrare le tre messe nella notte precedente il SS. Natale, ed
il privilegio di potersi in esse com unicare per coloro, che vi assisteranno, siccome
da più anni si pratica.
Supplica in pari tem po a voler estendere la medesima facoltà, e privilegio a 10
due altre case sussidiarie da alcuni anni per sua cura aperte, una in Mirabello
Diocesi di [Casale] M onferrato, l’altra in Lanzo paese di questa m edesim a Dioce­
si torinese.
Riconoscente bacia colla più profonda riverenza il Santo Piede nell’atto che
caldamente im plora l’Apostolica Benedizione.
15
Che della grazia
L’umile supplicante
[Sac. Gio. Bosco]
8-9 . Supplica] ; supplica 11 Lanzo res 13 bacia] baccia
17 La richiesta venne accolta. Sul mrg. inf. infatti si legge: Supplici M anacorda, ad triennium Con-
cessionem fuit, prò gratia vivae vocis oraculo, die 21 februarii 1866. Analoghe suppliche aveva rivol­
to a Roma negli anni precedenti: v. E(m) I, lett. 300 e 538.
893
Al sindaco di Torino Filippo Galvagno
ASC B31010 Lett. orig., A utorità, Sindaci, Torino, Galvagno (A 1690511) me. 5 B 1/2
Min. aut. 1 f. 273 x 224 mm. carta in pessime condizioni con due strappi nonostante un parzia­
le restauro segno di ceralacca rossa e di pastello azzurro lettura molto ardua a motivo della tra­
sparenza dei caratteri da u na parte all'altra del foglio carta di recupero di un a lettera indirizzatagli a
Firenze: «A sua Reverenza il Sacerdote Giovanni Bosco»
E I 380-381 MB V ili 318-319
Elenca i motivi per raddrizzare la via Cottolengo secondo il progetto già approvato dalle autorità co­
munali
Ill.mo Sig. Sindaco,
•'Torino, 26 febb[raio] 1866
L’anno scorso nell’occasione che S. A. Reale il Principe Amedeo in com pa­
gnia del sig. sindaco [che] assisteva, metteva la pietra fondamentale di una nuova
chiesa, [facevasi] dimanda che fosse rettilineata la via Cottolengo di fronte al no- 5
vello edilìzio. Il sindaco visitava con bontà ogni cosa e persuaso dell’im portanza e
del bisogno di quanto si richiedeva, assicurava il suo favore presso al Municipio.
Ora i lavori del sacro edilìzio sono già assai inoltrati; il coperchio è già term i­
nato, compiuti gli arconi della volta; onde io fo calda preghiera a V. S. 111.ma a
voler considerare[:]
10
1° L’ingegnere civico quando tracciava le linee delle fondam enta si basava

22.8 Page 218

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212 febbraio 1866
sul piano della rettilineazione della detta via Cottolengo; senza di che non si po­
trebbe nemmeno entrare in chiesa.
2° Questa rettilineazione è già approvata; ed una parte del sito fu già apposi-
15 tam ente com prata dal seminario; i vicini edifizii hanno già la fronte regolata in
questa proporzione.
3° Con questa rettilineazione si alzerebbe alquanto il livello della via, la qual
cosa contribuirà non poco a rendere salubre questa località. Imperciocché da più
lati vi succedono scoli di acqua in un basso centro senza corso di uscita. Di fatto
20 nel 1854 le case che circondano questi siti furono le più flagellate dal colera; alcu­
ne famiglie estinte. A questa necessità si prow ederebbe col già approvato rialza­
mento, cui m ercé si darebbe scolo regolare alle diverse affluenze d'acqua.
4° Si potrebbero proseguire i lavori con molto minori spese, occupare mag- f.iv
gior num ero di persone, soddisfare al desiderio ed al bisogno degli abitanti del
25 quartiere di Valdocco, che trovansi lontani dalle chiese e sospirano il term ine del
nuovo edifizio il quale darà loro comodità di compiere i loro religiosi doveri.
Per questi ed altri motivi che V. S. nella sua saviezza sa certam ente ideare ed
apprezzare la supplico quanto so e posso a voler effettuare la rettilineazione di via
Cottolengo secondo il progetto d'ingrandim ento già approvato dal municipio, e
30 secondo che richieda il basam ento della novella chiesa siccome veniva esposto in
memoria già prim a inoltrata a tale scopo in città.
Pieno di fiducia che questa [mia] dimanda, prim a che abbia l’onore di pre­
sentarm i a V. S., sia presa in benigna considerazione reputo al massimo onore di
potermi colla più sentita gratitudine professare
35
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo Ricorrente
Sac. Bosco Gio.
3-4 in compagnia del em end si ex ed il 4 metteva la em end si ex alla fissazione della 5-6 di
fronte al nuovo edifizio em end si ex avanti alla novella chiesa 6 e persuaso dell’importanza
em end si ex e vista l’im portanza 7 post assicurava del di tutto 8 ante il del ed 11 quando
tracciava em end si ex nel... fissava si basava em end ex calcolò 12 detta add si di che
em end si ex cui 14 approvata corr si ex provata 17 livello add si 18 p o st contribuirà del...
19 succedono em end si ex sono un basso em end si ex quel 20 che circondano corr si ex cir­
condanti 23 p o st spese del ed 24 soddisfare corr si ex il che soddisferebbe degli abitanti
del em end si ex di tutto il 25 che trovansi em end si ex che distano... e sospirano em end ex de­
siderano 26 il quale em end si ex che di compiere i em end si ex per soddisfare ai 28 la1
add si a volere effettuare corr si ex affinché sia effettuata 30 veniva em end si ex fu già persua­
so che questo 31 inoltrata em end si ex presentata 33 p o st considerazione del fra
2 Filippo Galvagno: v. E(m) I, lett. 46.
3-4 Amedeo in compagnia del sindaco: circa la cerimonia della posa della prim a pietra della chiesa v.
lett. 813.
5 rettilineata: v. anche lett. 738.
11 L'ingegnere civico era Antonio Spezia: v. lett. 813.
15 com prata dal seminario: v. lett. 731.
20 le più flagellate dal colera: la notizia corrisponde a verità; v. E(m) I, lett. 195.

22.9 Page 219

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894
Alla contessa Virginia Cambray Digny
m arzo 1866 213
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 205 x 134 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950151)
Ined.
Ringraziamenti per il sussidio - richiesta di far pervenire una lettera alla contessa Balduini e di smer­
ciare biglietti della lotteria - promessa di preghiere
[Torino, m arzo 1866]
Benemerita Signora Contessa,
La parte caritatevole che Ella ha preso e prende tuttora a favore di questa
nostra casa e di questa costruzione in onore di Maria Ausiliatrice mi obbliga a ri­
cordarm i di Lei specialmente in questi giorni.
5
Ne sia pertanto di ogni cosa ringraziata, e Iddio moltiplichi sopra di Lei e so­
pra la sua famiglia tutto quel bene che fa per noi. Lunedì i nostri giovani fararmo
la loro com unione ed io intendo fin d ’ora che ogni cosa sia secondo la pia di Lei
intenzione.
Avrei bisogno di far pervenire la lettera ivi acchiusa alla contessa Balduini, io
m a non ho il giusto indirizzo. Abbia pertanto la bontà di com pletare l’indirizzo e
poi, se non è a Lei vicino, m etta la lettera in qualche buca delle Lettere.
Il sig. D. Giustino seg. dell’arcivescovo mi scrive che gli furono ritornati pa­
recchi biglietti di lotteria; se mai Ella | potesse ajutarlo a piazzarne alcuni o sem­
plicemente suggerirmi persona a cui io mi possa di qui indirizzare mi farebbe al- 15
tro favore.
Ecco, signora contessa, come io approfitto della sua offerta fatta di volersi
prestare nei nostri bisogni. Ma non voglio che sia gratuita l’opera sua; io farò
ogni giorno una ricordanza speciale nella Santa Messa invocando copiose benedi­
zioni dal cielo sopra di Lei, sopra il sig. di lei m arito e sopra tu tta la crescente sua 20
famiglia. Raccomando poi in modo particolare me e li miei giovanetti alle divote
sue preghiere e mi professo colla più sentita gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
25
18 farò corr ex...
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
4 costruzione: il 27 febbraio «L’Unità Cattolica» aveva pubblicato un breve resoconto di una visita
fatta all’erigenda costruzione, evidenziando i lavori eseguiti e quelli ancora da portare a termine.
10 contessa Balduini [Balducci?]: non identificata, probabilmente di famiglia patrizia fiorentina; v.
Appendice, lett. 1866/3.
13 Giustino Campoimi: v. lett. 884.
20 marito, ossia Luigi Guglielmo: v. lett. 844.
20-21 crescente famiglia: allude probabilmente alla nuova famiglia Cambray form ata dal figlio mag­
giore, Luigi, di cui alla lett. 854.

22.10 Page 220

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214 m arzo 1866
895
Ad una signora fiorentina non identificata
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860116)
Copia semplice dattiloscritta
E I 381
Gradito ricordo della visita a Firenze - assicura preghiere da parte della propria com unità - chiede di
collaborare con la m archesa Fanny Villarios a vendere biglietti della lotteria
*Torino, 6 m arzo 1866
Benemerita Signora,
Nello scorso autunno all’occasione che mi recai a Firenze ho dim andato di
V. S. B. per riverirla e ringraziarla della carità usata ai nostri poveri giovanetti,
m a Ella non trovavasi in quella città. Ora mi fo lecito di indirizzarle questo foglio
per mezzo della benem erita March. Villarios all'oggetto di assicurarla che noi a
Torino continuiamo a pregare per Lei, per suo m arito e per la sua figliuolanza. È
vero che il Signore Iddio le fa provare amarezze nella vita, m a si assicuri che sarà
debitamente ricom pensata nell’eternità.
Intanto per farle notare quanto io desideri la sua felicità le significo che al
giorno di S. Giuseppe dirò la messa ed i nostri giovani in num ero di circa ottocen­
to faranno la loro comunione secondo la santa di Lei intenzione. Se poi Ella vo­
lesse fare qualche cosa in onore di Maria Ausiliatrice potrebbe aiutare la m arche­
sa Villarios per ¿spacciare alcune cartelline di Lotteria il cui provento cade[?] a
favore di una chiesa qui posta in costruzione sotto il titolo di M aria Ausiliatrice.
Ella costantemente non m ancherà preparare largo guiderdone in cielo a quelli
che l’aiutano a edificarle una casa sopra la terra.
Debbo però notarle che le pene della vita sono fiori nell'eternità, che m eno si
gode in questo mondo, più si godrà nell'altro, a segno che il Salvatore chiam a
beati quelli che sono tribulati perché essi hanno una caparra di assicurata felicità
in cielo.
Dio benedica Lei, la sua famiglia, preghi per m e che con pienezza di stim a
ho l'onore di potermi professare
Di V. [S.] B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 Permane qualche dubbio sulla località in cui don Bosco scrisse la lettera. Infatti l’8 marzo si trova­
va a Cremona (dopo che era stato, probabilmente, a Monza presso le suore Sacramentine: cf lett.
1087, MB V ili 319) e il 10, per l’ora del pranzo, era previsto il suo arrivo a Torino: v. lett. 896.
6 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
18 le pene della vita sono fiori nell’eternità: l’espressione è piuttosto usuale nelle lettere di don Bosco
a persone sofferenti (v. ad es. lett. 899).

23 Pages 221-230

▲torna in alto

23.1 Page 221

▲torna in alto
m arzo 1866 215
896
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Leti, orig., Oreglia (A 1730214) me. 38 E 8
Orig. aut. 1 f. 205 x 135 mm. carta leggera appunti amministrativi sul v
E I 382 MB V ili 320-321
Rapido biglietto per appuntamenti
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Cremona, 8 m arzo [18] 66
Ecco la lettera; la componga e se c'è qualche cosa me lo dica per correg­
gerla.
Dica a D. Rua che prevenga damigella Orselli che sabato alle ore l a sono da 5
Lei per la minestra. Egli, D. Rua, venga colle lett. alla stazpone] di Porta Susa.
Scrivo colla fretta. Cerco danaro, ma... ma...
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda nel Signore
Aff.mo
Sac. Bosco Gio.
10
1 8 em end ex...
2 Federico Oreglia di S. Stefano: dati biog. in lett. 744 e in E(m) I, lett. 460.
3 la lettera: dovrebbe trattarsi della m inuta della circolare dell' 11 m arzo che l'Oreglia avrebbe dovu­
to pensare a stam pare (v. lett. 897).
5 Michele Rua: v. lett. 730.
— Felicita Orselli: anziana signorina, molto affezionata ai salesiani che soleva, con altre amiche, ram ­
m endare la biancheria dell'Oratorio, vicino al quale aveva la sua abitazione. Negli ultimi anni si trasfe­
rì presso le Figlie di Maria Ausiliatrice a Valdocco, occupata nei medesimi lavori. La Orselli offrì vari
doni per la lotteria in corso: v. Elenco degli oggetti..., passim. Morì a Torino a 72 anni nell’aprile 1876.
— sabato: 10 marzo.
6 lettere: non altrimenti precisate, forse esemplari della suddetta circolare a stampa.
897
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760206) me. 1371 D 5/6
Min. aut. 1 f. 205 x 135 mm. carta leggera restaurata timbro a secco sul mrg. sup.
Copia a stampa 1 f. 2 1 2 x l3 8 m m . carta azzurra leggerissima con intestazione a stampa: «Ora­
torio... Si prega della carità...» me. 1371 D 7
E I 382 MB VIII 321-322
Invito a partecipare all’inaugurazione della lotteria - richiesta di smerciare altri biglietti della m e­
desima
Torino, 11 m arzo 1866
Benemerito Signore,
Con grande soddisfazione ho l ’onore di partecipare a V. S. Benem erita che la
Lotteria già altre volte alla carità di Lei raccom andata trovasi ora arricchita di

23.2 Page 222

▲torna in alto
216 m arzo 1866
doni meritevoli della pubblica esposizione. Per la qual cosa la Commissione, ra­
dunatasi a tale scopo, deliberava che si scegliesse un locale annesso alTOratorio
di S. Francesco di Sales e che venisse fissato il giorno 19 del corrente mese per
inaugurare questa pubblica m ostra della carità cristiana. Il num ero dei doni rag­
giunge i tre mila.
Le fo pertanto umile preghiera di voler Ella pure intervenire in questa bella
occasione, sia per poterla ringraziare personalmente sia per onorare gli augusti
personaggi che speriamo di avere per quella giornata.
Intanto io mi raccom ando caldamente di volerci aiutare collo spaccio dei
biglietti e coll’inviare quegli oggetti che Ella per avventura avesse a quest’uopo
raccolto.
I giovanetti beneficati si uniscono a me per esternarle la più sentita gratitudi­
ne e per augurarle copiose benedizioni dal cielo, m entre ho l’onore di professar­
mi con pienezza di stima
Di V. S. benem erita
Obbl.mo Servitore
Sac. Bosco Giovanni
Avvertenze.
Alle ore due i signori Promotori e le signore Promotrici si raduneranno in
una sala reparata avanti al locale della esposizione. - Avrà quindi luogo:
1° Concerto musicale;
2° Canto con accompagnamento;
3° Due parole di Gianduja;
4° Il Filosofo e il Poeta;
5° Visita dei Doni della Lotteria.
NB. La pubblica esposizione secondo il decreto della Prefettura durerà tre mesi,
dopo cui si diverrà all’estrazione dei numeri vincitori. - Il locale è aperto al pub­
blico ogni giorno dall’una alle cinque pomeridiane.
3 ante soddisfazione del m ia 4 di Lei add si 5 meritevoli della em end si ex che meritano
em end ex da potersi divenire alla
5-6 po st radunatasi del al giorno 24
6 scopo] uopo
7 ante venisse del il mese corr ex mese alle 2 pomeridiane corr ex m arzo per un p o st 19
add (oppure 22) 8 questa em end si ex la della carità cristiana em end si ex dei doni finora of­
ferti 8-9 II num ero dei doni raggiunge corr si ex il cui num ero tocca 10 voler corr ex volerci
intervenire em end si ex onore di sua presenza 11 poterla em end si ex avere un'occasione di
ringraziare corr ex ringraziarla 12 di add si 13 ante di del per lo 14 per avventura add si
a quest’uopo em end si ex per questo scopo scopo emend ex bisogno 16 po st giovanetti del de­
gli 16-17 esternarle... gratitudine add si 16 più add si 17 per em end ex di 18 con pie­
nezza di stima em end si ex colla più sentita gratitudine
22-29 Avvertenze... lotteria om
30 N.B. em end ex P.S.
2 L’esemplare consultato della circolare è indirizzata a «Ill.mo Signore / C.te Gianasso di Pamparato
/ Piazza S. Carlo, N. 8 p. 1 /Torino. Si tratta del conte Ottavio Gianazzo (Gianasso) di Pamparato,
nato a Torino nel 1843 e ivi morto nel 1895 (ANI 1902); gli sopravvisse a lungo la moglie Olimpia, nata
N atta dei marchesi d'Alfiano, e m orta nel 1937 a 92 armi: BS a. LXI (marzo 1937) p. 72.
7 19 marzo: lunedì, festa di S. Giuseppe.
10 intervenire: per la giornata inclemente, nella quale cadde anche abbondante neve, non ci fu mol-

23.3 Page 223

▲torna in alto
m arzo 1866 217
to concorso di persone. Non fece però m ancare la sua presenza il sindaco Filippo Galvagno, cui i ra­
gazzi in un simpatico dialoghetto rivolsero il grazie sincero, unito alla richiesta di raddrizzare la via
Cottolengo di fronte alla chiesa: cf MB V ili 322-326; v. anche lett. 893. Nell’aprile successivo don Bo­
sco accetterà all’Oratorio i due fratelli Lobina raccomandatigli dallo stesso sindaco: v. Appendice, lett.
1866/10.
898
Al padre carmelitano Natale Hanset
Archivio Carmelitani Scalzi - Genova
Orig. aut. 2 ff. 2 4 0 x l8 0 m m . timbri vari: Torino 25 m ar 66 Genova 27 m ar 66
20 cent.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., H anset (A 1800401) me. 2652 C 11/D 1
Ined.
A proposito della vertenza per il recupero del convento di Genova
francobollo
Car.mo Sig. Padre Natale,
*Torino, 25 m arzo [18]66
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi.
Ho ricevuto con piacere la sua Lettera e da essa scorgo buone disposizioni da
parte del p. provinciale. Egli è disposto di fare qualunque sacrifizio purché si 5
m etta per base l’adjudicazione del possesso ai padri Carmelitani del convento di
S. Anna.
Il prof. Pic[c]one anche egli è disposto a fare, mi dice, qualunque grave sa­
crifizio purché possa conservare il possesso non per lui, m a per la chiesa e pei re­
ligiosi cur[a]nti a suo tempo.
io
Esso può dire per aggiunta che malgrado questo suo desiderio è disposto di
rimettersi interamente al parere di persone che vogliano incaricarsi di trattare
amichevolmente tal cosa. Che ne dice, p. Natale?
Io
vedo tutto il peso della sua lettera con cui si nota la convenienza ed il biso­
gno che tale proprietà sia conservata. Tuttavia il valore della terra potendosi com- 15
prare coll'oro, e d ’altro canto la necessità di com po[rr]e una questione che torna
a danno m orale e m ateriale di ambe le parti, io sarei di parere che si accettasse la
proposizione, cioè di affidare a qualche persona di confidenza lo scioglimento di
f.lv ogni cosa; m a con condizioni | ed eccezioni che vadano al riparo d e ’ danni.
Come Ella vede io desidero che ogni cosa sia aggiustata, m a senza danno d e’ 20
religiosi, ed è veram ente cosa necessaria in tutti i tempi m a specialmente oggidì
che i maligni colgono il destro di ogni più piccola opportunità per gridare contro
alla Chiesa e contro a ’ suoi ministri.
Maria Ausiliatrice, sotto alla cui protezione pongo questa lettera, faccia che
tutti i nostri cuori si uniscano nel santo vincolo di carità per am are e servire Iddio 25
nostro creatore in mezzo alle rose ed in mezzo alle spine.
Ho l'onore di professarmi con pienezza di stima
Di V. S. car.m a
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
30

23.4 Page 224

▲torna in alto
218 m arzo 1866
P.S. Compatisca l’inavvertenza commessa nel voltare il foglio.
Al M.to R.do Signore
Il Sig. P. Natale Curato di S. Carlo
Genova
18 proposizione corr si ex proposizio 31 inavvertenza corr ex ...
2 Natale Hanset: primo parroco religioso della parrocchia dei S. S. Vittore e Carlo in Genova. Nato a
Vervier (Liegi) il 23 luglio 1804, si fece carmelitano scalzo; nel 1849 fu eletto provinciale di Genova e
dal 1853 al 1859 fu superiore generale; nuovamente provinciale di Genova dal 1861 al 1864, m orì in cit­
tà il 16 luglio 1868: cf archivio storico dei Carmelitani (Genova). Nel medesimo archivio si trovano le
carte con tutte le informazioni riportate qui di seguito.
4 sua lettera: non è stata reperita.
5 Padre provinciale in carica era Raffaele della SS. Immacolata Concezione (al secolo Benedetto
Schiappacasse, poi Raffaele Corradi), nato a Sanremo (Imperia) il 30 aprile 1810; religioso dal 1828,
eletto provinciale a Genova nel 1852 ed ancora nel 1864. Nominato vescovo di Bagnoregio (Viterbo)
il 20 dicembre 1867, poco dopo la soppressione della provincia religiosa, morì l’8 gennaio 1884: HC
V ili 139.
6 possesso: il convento e la villa di S. Anna dei Carmelitani Scalzi di Genova con tutti i loro beni, a
seguito della legge subalpina del 29 maggio 1855, vennero confiscati dal demanio. Nel marzo del 1859
furono acquistati, a nome dei religiosi stessi «come procuratore», dal professor Giovanni Agostino Pic­
cone, il quale, d ’accordo con loro, vi istituì un collegio nautico, sotto la sua direzione, lasciando qual­
che locale a disposizione di alcuni Carmelitani che vi dovevano ufficiare la chiesa e gestire la farm a­
cia. Ma due anni dopo il Piccone cedette ad un suo fratello sacerdote, don Ambrogio, la direzione del
collegio e l’uso dei locali. Inoltre venne avanzata la proposta di sostituire i Carmelitani con altri dioce­
sani che non si configurassero come comunità religiosa priva di esistenza giuridica; per i padri avreb­
be dovuto provvedere la Cassa Ecclesiastica. La questione finì nelle mani del tribunale civile, dell’arci­
vescovo di Genova, Andrea Charvaz e del cardinale Prefetto della S. congregazione del Concilio e pro­
tettore dell'ordine carmelitano, Prospero Caterini.
8 Agostino Piccone, figlio di Giovanni e di Battistina Baglietto, insegnante di scuole nautiche dal
1846, era direttore dell’osservatorio astronomico della regia marina. Aveva due fratelli Carmelitani
di cui uno, Bernardo, nato nel 1818. Entrambi avevano favorito l’acquisto del convento da parte di
Agostino.
— mi dice: nella vicenda don Bosco si interpose (o forse venne invitato a farlo) per un arbitrato. Il 15
marzo 1866 si era incontrato a Genova con lo stesso padre Hanset, e senza che ci fosse stata alcuna
delega da parte del Piccone o di altri, sembrò loro che il Piccone fosse disposto a risolvere la questio­
ne, grazie all’arbitrato anche di una persona sola. L’Hanset, consultato il provinciale, il 22 m arzo ave­
va scritto a don Bosco dichiarandosi fiducioso che si potessero appianare le difficoltà, sulla base però
di un fatto: la proprietà del Convento e della villa di S. Anna non poteva che essere della provincia car­
melitana. Quanto agli arbitri della vertenza, si potevano scegliere indifferentemente due ecclesiastici o
due laici; don Bosco poteva rispondere direttamente a lui o al padre provinciale. Invece scrisse al cu­
rato, don Antonio Gianelli: v. lett. 905. Il 12 aprile 1866 da Roma si trasmise a don Bosco la nota che
egli «già tanto occupato» poteva far pervenire direttamente ai Carmelitani senza faticare a trascriver­
la, nota nella quale si indicava la norm a da seguire qualora essi volessero rispondere in vista di un au­
gurabile accomodamento: ASC B31210 N atale di S. Anna, me. 2652 D 4. La causa fu com unque mol­
to lunga, laboriosa e anche sofferta per i Carmelitani: cf Responso di Rom a sulla vertenza fra i Padri
C arm elitani Scalzi e il cav. professore Gio. Agostino Piccone relativa alla proprietà del Convento di
S. Anna in Genova. Genova, tip. della Gazzetta dei Tribunali 1868; v. poi lett. 905 e 980.
31 inavvertenza: nel girare il foglio per scrivere dall’altra parte lo aveva capovolto creando così un
piccolo imbarazzo nella continuità della lettura.

23.5 Page 225

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899
Alla contessa Girolama Uguccioni
m arzo 1866 219
ASC B31010 Leti. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780219)
Orig. aut. 2 ff. 209 x 132 mm. carta azzurra con timbro a secco BATH sul mrg. sin.
E I 383-384 MB XV 839-840
Modalità per la consegna del denaro della lotteria - costante riconoscenza per tutti i familiari - proba­
bile andata a Firenze del cav. Federico Oreglia di S. Stefano
Torino, 26 m arzo 1866
Benemerita Sig[ra] Contessa,
A maggior gloria di Dio. Ho ricevuto la sua lettera e la ringrazio della carità
che continua ad usare a questa casa. Siccome i lavori di costruzione si sono ripi­
gliati, quindi [ho] bisogno di danaro, così Ella potrebbe portare al sig. D. Giusti- 5
no il danaro che potè ricavare dai biglietti spacciati e mi sarà inviato dal medesi­
mo con mezzo facile e sicuro.
Questo sig. D. Giustino ha presso di sé parecchi biglietti che a lui furono re­
capitati; se oltre a quelli che ha seco Lei ha speranza di distribuirne altri potrebbe
dim andarne. Fra breve avrà un potente ajuto per lo spaccio di queste cartelline. 10
Si persuada, sig[ra] Contessa, e lo dica pure al rispettabile di Lei m arito, che
noi li abbiamo ambidue annoverati fra le persone cui, oltre la gratitudine, inten­
diamo far parte delle deboli nostre preghiere finché sussisterà quest’oratorio.
Anzi al giovedì santo i nostri giovani faranno la loro com unione secondo la
loro intenzione cioè allo scopo di invocar le benedizioni del cielo sopra di Lei, so- 15
pra il carissimo sig. di Lei m arito, sopra le loro figlie, generi, e bam bini e così tutti
vivano giorni felici in questo mondo per fare di poi (quando a Dio piacerà) una
sola famiglia nella patria dei beati.
Il cav. Oreglia deve andare a Roma per la consacrazione in Arcivescovo di
suo fratello; probabilmente passerà per Firenze a farle una visita.
20
Ma Ella non si inquieti per le cose di coscienza, ché non ne ha motivo, e si ri­
cordi che le spine che ci pungono nel tempo saranno fiori per l’eternità.
Preghi per m e e per li miei giovanetti e mi creda nel Signore
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
3 carità corr ex cattarità 4 di c o n ex del 18 p o st famiglia del sola
2 Girolama Uguccioni: si era offerta a collaborare per lo smercio dei biglietti della lotteria (v. lett.
885).
3 sua lettera: non è stata reperita; in essa comunque aveva comunicato la cifra che aveva raccolto
con lo smercio dei biglietti della lotteria.
5 don Giustino Campoimi, segretario dell'arcivescovo di Firenze: v. lett. 884.
10 un potente aiuto: diffìcile identificarlo; potrebbe anche alludere alla «probabile» andata a Firenze
del cav. Federico Oreglia di S. Stefano, di cui alla lin. 19.
14 giovedì santo: 29 marzo.
19 Federico Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460. Il fratello Luigi, nato a Bene Vagienna (Cuneo)

23.6 Page 226

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220 m arzo 1866
il 9 luglio 1828, fu consacrato vescovo titolare di Damietta il 13 maggio 1866 a Roma e due giorni dopo
fu nominato nunzio apostolico in Belgio. Assunta la medesima carica in Portogallo nel 1868, venne
creato cardinale il 22 dicembre 1873; nel 1878 fu eletto cardinale protettore della società salesiana;
morì il 6 dicembre 1913: HC V ili 19, 43-45, 239.
900
Al conte Francesco Viancino di Viancino
ASC B31010 Lett. orig., Viancino (A 1741022) me. 54 E 8/9
Orig. aut. 2 ff. 210 x 136 mm. carta azzurra con macchie di umidità
carta gommata
E I 384 MB V ili 329
segno di restauro con
Si dichiara pronto ad accogliere un giovane raccomandato per avviarlo allo studio - in ritardo per la
riscossione dei biglietti della lotteria chiede un mutuo per pagare i materiali utilizzati per la costruzio­
ne della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 30 marzo [18]66
Car.mo Sig. Conte,
Io sono pronto a ricevere il giovane Cinzano che V. S. car.m a colla solita sua
carità mi raccom anda e di provarlo per lo studio; avvi soltanto la difficoltà che
5 qui noi non abbiamo i corsi elementari ed egli fa soltanto la seconda. Resterebbe
anche a vedere quale attitudine abbia per le scienze. Ella faccia così: gli dia qual­
che pagina di un libro qualunque e glielo faccia im parare a m ente ed appena se
ne sarà fatto un giudicio me lo dirà e vedremo di farlo andare avanti.
Ma una cosa che mi dà non poca pena mi occupa in questi giorni. Ho una
io scadenza di quattro mila fr. pel principio di aprile; contava sulla Lotteria, che
grazie a Dio va bene e si spacciano i biglietti; m a l’incasso del danaro va alle
lunghe.
Pure si tratta di danaro dovuto ad un provveditore di materiali per la chiesa,
che ci calcola e ne ha assoluto bisogno. Chi sa che V. S. car.m a non possa fare
15 questa carità a me o piuttosto a Maria Ausiliatrice? Che ne dice? Fosse anche un
solo m utuo se non da Lei, presso a qualcheduno altro a conto mio; ciò basterebbe
a levarmi d'impaccio.
Certamente somigliante opera di carità le m eriterebbe il dovuto com penso e f. iv
fra le altre cose copiose benedizioni in terra ed una bella cam era per Lei e per la
20 sua famiglia in cielo vicino alla Madre di Dio.
Raccomando me e la mia famiglia alla carità delle sue divote preghiere m en­
tre ho l’onore di poterm i con pienezza di stima professare
Di V. S. car.m a nel Signore
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
8 dirà em end ex...
2 Francesco Viancino di Viancino: nato a Torino il 4 agosto 1821 da Lorenzo e Teresa de Cardenas,

23.7 Page 227

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m arzo 1866 221
dopo essere stato allievo degli Scolopi a Carcare (Savona), si laureò in legge all’università di Torino.
Nel 1849 fu nominato da Carlo Alberto gentiluomo di corte. Nel 1850 fu tra i primi soci della conferen­
za di S . Vincenzo d e’ Paoli fondata a Torino, insieme al conte Carlo Cays, al teologo Leonardo Murial-
do e a vari esponenti del patriziato cattolico cittadino. Aderì all’«Opera dei Congressi» e fu presidente
del Comitato regionale piemontese dal 1877 al 1902. Molto attivo nel prom uovere comitati diocesani
interparrocchiali e parrocchiali, fu pure consigliere comunale e Regio Conciliatore a Bricherasio,
dove aveva la villa estiva. Pubblicò operette scientifiche e poetiche, altre ne tradusse dall'inglese e
francese. Morì a Torino il 13 aprile 1904: D SM CIIII/2 Le figure rappresentative, pp. 891-892; un bre­
ve necrologio anche in BS (maggio 1904), p. 159. Aveva sposato Luigia (Luisa) Barel dei conti di San-
t ’Albano, m orta a Torino il 16 febbraio 1893 a 66 anni. La famiglia dei Barel, originaria di Lione, in
Piemonte dal sec. XVII, ebbe personaggi che si distinsero nell’esercito sabaudo e napoleonico: cf V.
S p r e t i, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, voi. I, p. 513.
3 Giovanni Cinzano, fu Giuseppe e di Teresa Durando, nato a Pecetto (Alessandria) 0 7 maggio 1854,
entrò effettivamente a Valdocco come studente il 3 agosto 1866: ASC registro Censim ento. Professo
temporaneo il 16 settembre 1870 e perpetuo il 27 settembre 1876, fu ordinato sacerdote a Lanzo il 22
settembre 1877; lasciò poi spontaneamente la congregazione: ASC regista Ord. Prof. Si conservano
varie lettere a lui indirizzate da don Bosco.
10 scadenza di quattro mila franchi: il debito era verso la famiglia Callori, come si evince dalla
lett. 901.
15 questa carità: il conte gli concesse un mutuo di 1000 lire, m a anche in seguito non m ancherà di
sovvenzionare le opere di don Bosco, in accordo con la moglie: v. ad es. lett. 1097.
901
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 137 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950134)
E I 385 MB V ili 329-330
Disponibile a estinguere im m ediatamente il debito di duemila lire e entro pochi giorni quello degli
altri duemila - chiede un aiuto per il pagamento della statua di Maria Ausiliatrice da porre sulla cupo­
la della chiesa
Benemerita Sig[ra] Contessa,
*Torino, 31 m arzo [18]66
Alleluja. Siamo a Pasqua, perciò pensiamo a pagare i nostri debiti. Ho due­
mila franchi a disposizione del sig. conte di Lei Marito. Se egli calcola sopra gli al­
tri due, glieli farò avere prim a che term ini la settimana; altrim enti m e ne servirò 5
fino a Giugno. Se ha qualche sito dove io possa portarli, bene, del resto farò una
gita a Casale.
Non mi fu più possibile occuparmi del libretto sul SS.mo Sacramento; credo
però che la stam pa sia ben diretta. Monsig. di Mondovì mi m andò il m anoscritto
e nella entrante settim ana darem o principio alla composizione tipografica. È un 10
lavoro certam ente un po’ lungo, m a piacerà.
Buon alleluja, sig[ra] Contessa, Buone feste; Dio spanda copiose benedizioni
sopra di Lei, sopra il pio di Lei m arito e sopra tutta la rispettabile famiglia.
f.iv
Dimenticavo una cosa: La statua della Madonna | da collocarsi sulla cupola
della nuova chiesa, im porta una spesa assai maggiore di quanto avevamo pensa- 15
to. La sua altezza deve essere di quattro metri; quindi con ram e di spessore senti­
to e con lavoro m olto diligentato. La spesa è di dodici mila franchi; una signora si

23.8 Page 228

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222 m arzo 1866
of[f]re per otto mila. Io non intendo di legare Lei pel rimanente ad eccezione che
questa Madre avesse fatto nevicare o facesse nevicare marenghini in sua cassa.
20
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi, e ci scampi dai pericoli che ogni
giorno si vanno avvicinando maggiori.
Con sentita gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
16 quattro em end ex 3 23 B. em end ex I.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 La Pasqua in quell’anno cadeva il giorno seguente, il 1° aprile.
— nostri debiti: ne aveva accennato nella lett. 900.
6 Giugno: per i restanti duemila franchi il conte effettivamente gli concesse la proroga per altri tre
mesi (v. lett. 939) e poi fino ai primi di agosto (v. lett. 964); la contessa poi ne offrì m età per il pulpito
della chiesa di Maria Ausiliatrice in costruzione: v. lett. 951.
8 libretto: dovrebbe trattarsi delle Pratiche divote p er l ’adorazione del Ss. Sacram ento. Torino, tip.
delTOrat. di S . Frane, di Sales, 126 p., pubblicato nel 1866: cf P. S t e l l a , Gli scritti a stam pa di S. Gio­
vanni B osco..., p. 44, n. 144.
9 Monsignore di Mondovì: Giovanni Tommaso Ghilardi. Nato a Casalgrasso (Torino) nel 1800, do­
menicano della provincia piemontese, della quale ricoprì per 6 anni la carica di priore, fu vescovo di
Mondovì dal 5 giugno 1842 alla morte, avvenuta il 6 giugno 1873: HC VII 272. Fu in intimo rapporto
con Pio IX, da cui venne consultato per la nomina dei nuovi vescovi: cf G. M artina, Il clero italiano e
la sua azione pastorale verso la m età dell'O ttocento, in R. Aubert, Il pontificato di Pio IX... (Appen­
dice I, pp. 798-799); inoltre P. A. R ulla, Una gloria dell'episcopato italiano. Mons. G iovanni Tom­
m aso Ghilardi. Alba 1942. Amico di don Bosco, con cui si incontrò spesso anche a Valdocco, lo ap­
poggiò in ordine all’approvazione della società salesiana, di cui però non permise un a fondazione nel­
la propria diocesi. Negli anni 1870-1871 si ebbe fra loro una vertenza per l'acquisto di una tipografia,
che non incise sui loro rapporti amichevoli: cf M. F. M ellano, Don Bosco e i vescovi d i M ondovì
(1842-1897) in Don Bosco nella storia, a cura di M. Midali. Roma, LAS 1990, pp. 471493.
14 la statua: se ne tratta nella lett. 993.
18 Io non intendo legare: don Bosco però invitò i maggiori benefattori a concorrere a precise spese
per la chiesa di Maria Ausiliatrice; il can. Lorenzo Gastaldi il 22 febbraio 1866 ad es. si dichiarò dispo­
nibile ad offrire un dipinto ad olio per uno degli altari laterali: ASC B26200 Gastaldi, ed. in MB V ili
293.
902
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 275 x208 mm. carta azzurrina sul foglio sup. si legge: «Risp. il 6 Apr. 1866»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., L im berti (A 1960111)
Ined.
Auguri pasquali - ringrazia per gli splendidi doni delia lotteria - annuncia suo prossimo viaggio a
Firenze
*Torino, 31 marzo 1866
Eccellenza Reverendissima,
Non ho potuto augurare buon carnevale a V. E. Rev.d.ma almeno le debbo

23.9 Page 229

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m arzo 1866 223
augurare buone feste pasquali. Alleluja. Comincio per ringraziarla da parte m ia e
da parte di questa mia famiglia per la carità che in tante guise ci ha fatto ed ulti- 5
mamente coll'averci inviati preziosi doni pella lotteria. Questi doni furono visitati
con grande piacere e la duchessa di Genova, e la duchessa di M ontmorency nella
visita che ci fecero si ferm arono con compiacenza speciale ad am m irare e dim an­
dare d e’ doni [che] V. E. aveva inviati.
Se a Dio piacerà, e che il m ondo sia alquanto in pace, nel corso del prossimo io
maggio spero di fare, a Dio piacendo, una gita a Firenze, e farò com e si com piac­
que invitarmi; prenderò alloggio da Lei e continuerò il mio carnevale da buon pa­
drone finché ... m a io dimentico che parlo con V. E. Mi compatisca.
Noi vogliamo farle un regalo: nella domenica in Albis noi faremo una festa
speciale ed i nostri giovani faranno la loro comunione. Ed intendiam o di offerire 15
ogni cosa al Signore affinché Dio la benedica, la conservi ad m ultos annos con
sanità e giorni felici pel bene di Lei e della religione.
Con pienezza di stim a e di gratitudine ho l’alto onore di poterm i con pienez­
za di stima professare
Di V. E. Rev.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 le res 6 pella corr ex della 11 piacendo corr ex per 20 E. em end ex S.
2 Gioacchino Umberti: v. E(m) I, lett. 428.
4 feste pasquali: la Pasqua cadeva 0 giorno dopo, il 1° aprile.
6 doni: non precisati in questa lettera, bensì nell'Elenco degli oggetti..., pubblicato nel medesimo
anno (1866), prim a dell’estrazione, ai nn. 1922-1926, p. 58.
7 duchessa di Genova: era la cognata di Vittorio Emanuele II, Elisabetta di Sassonia, vedova dal
1855 di Ferdinando Maria Alberto; morì il 14 agosto 1912; a sua volta aveva offerto una grande coppa
con medaglione sul mezzo e trepiede in bronzo dorato, e un grande vassoio in porcellana del Giappo­
ne: Elenco degli oggetti..., nn. 19-20, p. 25.
— Costanza Lavai di Montmorency: v. E(m) I, lett. 161.
8 visita: non è qui indicato il giorno della visita, m a potrebbe essere stato quello di cui alla lett. 897.
11 gita a Firenze: il viaggio, previsto ancora all’inizio di maggio (v. lett. 916), si effettuò invece a m e­
tà dicembre, anche a motivo dello scoppio della guerra contro l’Austria.
14 Domenica in Albis: quell’anno cadeva l’8 aprile.
903
Al senatore Giuseppe Cataldi
Già presso Alessandra Arrighini - Genova
Orig. aut. con intestazione allog. 1 f. 210 x 156 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cataldi (A 1960221)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860319)
Ined.
Invia biglietti della lotteria con preghiera di smerciarli

23.10 Page 230

▲torna in alto
224 aprile 1866
Torino, 11 ap[rile 18] 66
Benemerito Signore,
Il
sig. Can.co Fantini benefattore di questa nostra casa mi com unicò il carita­
tevole pensiero di V. S. B. verso ai nostri poveri giovanetti che in num ero di circa
5 ottocento mangiano il pane della Divina Provvidenza.
Per questo motivo mi fo ardito di raccom andarle n. 20 decine di biglietti di
Lotteria persuaso che non giudicando di ritenerli tutti li voglia eziandio affidare
per lo spaccio a qualche caritatevole persona.
Io spero che il Signore Iddio, che è tanto ricco in favori e benedizioni, darà a
io Lei ed a tu tta la sua famiglia centuplicato tutto quel bene che farà a me nella per­
sona di questi poveretti.
L’assicuro poi che essi faranno speciali preghiere secondo la divota di Lei in­
tenzione.
Colla più sentita gratitudine ho l'onore di potermi professare
15
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Giuseppe Luigi Cataldi: nato a Genova il 18 giugno 1809, una volta laureato in legge, si diede ad af­
fari commerciali e bancari, raccogliendo una notevole fortuna. Era cadetto e di per sé non aveva dirit­
to al titolo di barone (v. lett. 904) che invece dal 1842 apparteneva a suo fratello Giuliano, marito di
Luigia Cataldi Parodi (pure grande benefattrice di don Bosco). Senatore del regno sardo dal 3 aprile
1848, fu presidente del tribunale di commercio di Genova e m em bro del consiglio comunale della stes­
sa città. Nel 1859 operò nell’ambito del comitato sorto in aiuto delle famiglie povere con figli militari
di leva o volontari. Fu anche amministratore di opere pie, specialmente negli ultimi anni della sua vi­
ta. Morì a Genova, dopo lunga e dolorosa malattia, il 5 novembre 1876: cf T. S a r t i, Il parlam en to su ­
balpino e nazionale..., p. 251.
3 Melchiorre Fantini: nato a Chieri (Torino), divenne canonico onorario del capitolo della metropoli-
tana di Genova e morì al paese natale il Io giugno 1877 a 74 anni: CSMTE; v. anche lett. 904.
904
AI canonico Melchiorre Fantini
Già presso Alessandra Arrighini - Genova
Orig. aut. 2 ff. 210 x 155 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Fantini (A 1960235)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860318)
Ined.
Richiesta di sostenere una sua domanda di smercio dei biglietti della lotteria presso il senatore Giusep­
pe Cataldi
''Torino, 11 ap[rile 18]66
Car.mo Sig. Canonico,
Attesa la caritatevole disposizione del sig. Barone Cataldi verso questa nostra
povera famiglia ho pensato di scrivergli una lettera e raccomandargli un pacco di

24 Pages 231-240

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24.1 Page 231

▲torna in alto
aprile 1866 225
biglietti con alcuni programm i. Io spero che con una sua parola in appoggio li 5
vorrà gradire.
Sul principio di maggio debbo fare u n ’altra gita a Genova e mi farò dovere di
andare a ringraziar personalmente questo signore e tanto più di cuore perché so
che è un fervoroso cattolico che per me è la cosa più cara del mondo.
Dio la ricompensi di tutto il bene che fa per la nostra casa, preghi per m e che io
di tutto cuore le sono nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 questa it et del
2 Melchiorre Fantini: v. lett. 903.
3 Giuseppe Cataldi: v. lett. 903.
4 raccomandargli un pacco: il Fantini il 12 aprile 1866 scriveva al Cataldi: «Oggi don Bosco mi spedi­
sce il qui unito pacco diretto a V. S. Ill.ma, io glielo rimetto; m a siccome sia indiscreta la som m a dei
biglietti che Ella si avrebbe, così, se mai nel caso restituisca pure senza complimenti quelli che credes­
se eccedenti»: ASC B31220 Fantini (A 1860318).
7 gita a Genova: il viaggio, se effettuato, non è documentato da altra fonte. Si potrebbe com unque
presumerlo, tenuto conto della vertenza in corso circa il convento carmelitano di quella città (di cui
alle lett. 898, 905 e 915).
9 fervoroso cattolico: v. dati biog. in lett. 903.
905
Al curato don Antonio Gianelli
Archivio Carmelitani Scalzi - Genova
Orig. aut. 1 f. 210 x 160 mm.
ASC B31210 Mss. aut. fotoc., G ianelli (A 1800401)
Ined.
me. 2652 D 2
Ancora a proposito della questione del convento carmelitano di Genova
*Torino, 12 ap[rile 18]66
Car.mo nel Signore,
Al giorno 7 del corrente aprile ho scritto una Lettera al cav. Piccone per invi­
tarlo ad esprimersi in termini più espliciti sull'arbitrato in progetto specialmente
per la parte del possesso che lasciava qualche ambiguità. Appena avrò una rispo- 5
sta in termini positivi gliela parteciperò tostamente. Io proponevagli[:]
1° Arbitrato di tre persone.
2° Indennità reciproca.
3° Le persone sarebbero elette una da ciascuna parte, la terza di com une ac­
cordo con pieni poteri.
10
4° Ogni cosa secondo coscienza e sopra docum enti presentati dalle rispettive
parti.

24.2 Page 232

▲torna in alto
226 aprile 1866
Vedremo. Preghiamo. I miei saluti al R.do p. Natale, e Dio ci ajuti a perseve­
rare nel bene. Amen.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Antonio Gianelli: amico di don Bosco, curato di S. Carlo a Genova, morì a Rapallo il 1° dicembre
1899 a 79 anni: BS a. 24 (gennaio 1900) p. 27.
3 ho scritto: la lettera non è stata reperita; su tutta la questione v. lett. 898 e anche Appendice, lett.
1866/8.
— Agostino Piccone: v. lett. 898.
13 Natale Hanset: ib. Il 26 maggio successivo padre Hanset scrisse a don Bosco che il reggente l’uffi­
cio di Direttore della Cassa Ecclesiastica aveva comunicato a don Gianelli che si era dato inizio a trat­
tative secondo il precedente progetto. Pertanto i Carmelitani avevano dovuto entrare in rapporto con
la Cassa Ecclesiastica per non perdere tutto. Il 26 ottobre lo stesso Hanset riferì che il conte Nicola
Gaspare Galleani d ’Agliano, commendatore e Consigliere della suprem a Corte di Cassazione, aveva
accettato, a nome del Piccone, le proposte dei Carmelitani con leggerissime modificazioni rispetto a
quanto a nom e loro concertato dal conte con la suddetta Cassa. La causa continuava a Roma e i Car­
melitani il 2 gennaio 1867 erano ancora in attesa delle decisioni: v. lett. 980.
906
Al vescovo di Biella Giovanni Pietro Losana
ASC B31010 Lett. orig., Losana (A 1720907) me. 33 D 1/2
Min. di Michele Rua [= R] con correz. aut. la seconda parte (lin. 14-23) è u n ’aggiunta aut.
2 ff. 210 x 140 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...» altri segni e note ar­
chivistiche sul mrg. sup.
Ined.
Richiesta di inserire un chierico di Valdocco fra gli aventi diritto all’esenzione militare
*Torino, 14 ap[rile 18]66
Reverendissimo Monsignore,
Fra i giovani che dopo aver compiuto il corso ginnasiale indossarono qui l'a ­
bito chericale annoverasi certo Bernocco Secondo da Sestri Ponente. Essendo af-
5 fatto privo di mezzi di fortuna percorse le classi di latinità in questa casa di bene­
ficenza ed anche da cherico vi continua i suoi studi per lo stesso motivo.
Ora è per cadere sotto la leva del 1846, che nel corso di quest’anno sarà pub­
blicata. Pertanto il sottoscritto si rivolge alla S. V. facendole rispettosa preghiera
affinché lo voglia inscrivere nella nota dei giovani di codesta diocesi che sono da
io richiamarsi dalla leva militare, se pure sulla detta nota avvi ancora un p o ’ di m ar­
gine. Che se non Le fosse più possibile di richiamarlo La pregherebbe a farglielo
notificare per tempo, a fine di potersi ancora rivolgere ad altra diocesi per ottene­
re il prefato favore.
Per sua norm a questo cherico ha già compiuto il corso di II ffilosofia] ed ora
15 percorre il I anno di t[eologia], I suoi esami furono soddisfacenti assai e per m o­
ralità ed ingegno è degno di speciale raccomandazione. Pel che si spera che sia
per fare buona riuscita nello stato ecclesiastico, cui unicamente aspira.
Si degni di dare benigno compatimento al disturbo che le cagiono e gradisca

24.3 Page 233

▲torna in alto
che le auguri ogni bene dal cielo m entre colla più alta stim a ho l’onore di profes­
sarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
per D. Bosco
Il sac. Rua Michele pre[fetto]
2 Reverendissimo Monsignore em end ex Molto Reverendo Signore
3 giovani em end ex ...
dopo aver em end si ex avendo 4 certo Bernocco Secondo em end si ex il giovane Lambruschini
Stefano
4-5 Essendo affatto privo em end si ex egli per m ancanza
5 di fortuna add si
7 Ora è per em end s i ex egli pure R. 7-8 nel... pubblicata em end ex sta per essere fra breve chia­
mato sotto le armi 8 facendole rispettosa preghiera em end si ex affinché R. 11 richiamarlo
em end si ex inscriverlo farglielo em end si ex volerglielo 12 ad corr ex a qualche 12-13 per
ottenere... favore em end ex onde farlo richiamare 14-24 per sua norm a... prefetto em end ex nella
fiducia di ottenere tal favore anticipatamente la ringrazia di cuore ed augurandole dal Signore le più
elette benedizioni gode professarsi con la più alta stima e rispetto
14 f em en d si ex filosofia
15 I em end ex ... t em end si ex teologia furono it et del 16 che add si 17 p o st cui del
sembra
2 Giovanni Pietro Losana: v. E(m) I, lett. 112. Già legato apostolico di Aleppo del Libano, fu vescovo
per 39 anni (1834-1873) a Biella, dove si distinse per posizioni politiche moderate. Suscitò benemerite
iniziative in ambito sociale. Teologo collegiato dell’università di Torino, ebbe stima per le posizioni ro-
sminiane e interpellato dalla Santa Sede si dichiarò non favorevole a una dichiarazione dogmatica ex
cathedra dellTmmacolata Concezione di Maria. Al Concilio Vaticano I si schierò tra quanti ritenevano
non opportuna la proclamazione del dogma delTinfallibilità pontificia: DSMCI III /l Le figure rappre­
sentative, pp. 479480.
4 Secondo Bernocco: nato a Cherasco (Cuneo) nel 1847 ed entrato come artigiano a Valdocco il 5
aprile 1862: ASC registro Censim ento; 0 24 ottobre 1865 fu accettato nella società salesiana (ASC Ver­
bali Consiglio superiore, m e 1874 A 4) che lasciò successivamente. Divenne poi professore a Roma;
morì sul finire del secolo: cf MB VII 302.
13 favore: la risposta fu negativa, se don Bosco avanzò la medesima richiesta al vescovo di Novara
(che invece l’accolse): v. lett. 922.
907
Al ministro di Grazia, Giustizia e dei Culti, Giovanni de Falco
ASC B31010 Lett. orig., A utorità, Governo, de Falco (A 1711001) me. 26 E 10
Min. aut. con firma aut. [ = A] 2 ff. 218 x 160 mm. carta uso stam pa mal ritagliata leggerissima
con scrittura in trasparenza
Copia allog., con caratteri eleganti già preparata per inoltrarla, con correz. e data aut. di don Bosco:
è la copia che pubblichiamo [ = B, Bb] la firma è di mano di Gioachino Berto 2 ff. 304 x 206
mm. me. 26 E 12 - 27 A 1
Copia allog. 1 f. 305 x206 mm. me. 27 A 2/3
E I 385-386 MB V ili 341-342
Richiesta di sussidio per portare a compimento la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 16 aprile 1866
Eccellenza,
Da molto tem po era grandem ente sentito il bisogno di una Chiesa fra la nu­
m erosa popolazione di Valdocco regione di questa Città. Oltre a trenta mila abi-

24.4 Page 234

▲torna in alto
228 aprile 1866
5 tanti, una moltitudine di ragazzi raccolti da vari lati della Città, lamentano tale
edifizio per soddisfare ai religiosi doveri. Mosso da questo bisogno ho divisato di
tentare questa im presa in un luogo appositamente com prato a poca distanza dal
piccolo attuale Oratorio di S. Francesco di Sales.
Ma poiché la deficenza dei mezzi opponevasi al com inciamento dei lavori
io l’Eccellenza Vostra, per mezzo dell'Economo Generale, conosciuta la gravità del
caso, m ’incoraggiava colla promessa di franchi quindici mila, siccome era già sta­
to bilanciato per altre Chiese di Torino.
Nel timore per altro che l’opera si cominciasse, e non si potesse di poi con­
durre a termine, venivano solamente stanziati sei mila franchi da pagarsi tre mila
15 quando l’edifizio sorgesse fuori di terra, tre mila quando giungesse all’altezza del
coperchio.
Era però fatta promessa verbale che mi sarebbero aggiunti | gli altri nove f.lv
mila franchi qualora, eseguiti i lavori prenotati, vi fosse fondata speranza di dive­
nire al compimento dell'Edifizio.
20
Ora questi lavori vennero appunto terminati; le m ura, i cornicioni, il coper­
chio, i grandi archi interni sono compiuti. Ma adesso eziandio si fa viè più sentire
la scarsezza del danaro sia pel frequente ricorso fatto alle persone caritatevoli, sia
pel trasferim ento della Capitale; laonde si avrebbero gravi difficoltà a continuare
l’incominciata impresa, se l’E. V. non mi viene in aiuto.
25
La supplico pertanto a voler prendere in benigna considerazione migliaia di
giovanetti ed una moltitudine di cittadini che sospirano il novello Edifizio, ed ac­
cordare quel caritatevole sussidio che era stato verbalmente promesso.
Tutti i Torinesi, m a specialmente gli abitanti di Valdocco si uniscono con me
per assicurare l’E. V. della più sentita gratitudine e della più durevole riconoscen-
30 za e m entre unanimi auguriamo ogni benedizione Celeste sopra di Lei, sopra
l’Augusta Persona del nostro Sovrano reputo al massimo onore di poterm i pro­
fessare
Della E. V.
Obbl.mo ricorrente
35
Sac. Bosco Gio.
3 grandemente] gravemente A 5-6 tale edifizio] un luogo A B tale edifizio em end si Bb 7 que­
sta impresa] l’impresa di tale edifizio A B questa impresa corr si Bb 7-8 dal... Oratorio em end ex
dalla piccola attuale chiesa A 9 poiché la] la totale A l poiché la em end si A2 opponevasi] si
opponeva A l opponevasi corr A2 10 l’Eccellenza... Generale] fu allora che l’Econom ato Generale
A l L’Eccellenza Vostra per mezzo dell’Economo Generale corr si A2 conosciuta] vista A l cono­
sciuta em end si A2 11 caso] bisogno A l caso em end si A2 12 Torino] di questa città A B Tori­
no em end si Bb 13 si cominciasse, e] dopo essersi iniziata, A l si cominciasse, e em en d si A2
13-14 si potesse di poi condurre] potesse condursi A l si potesse di poi condurre corr A2 14 ter­
mine] compimento A B termine emend si Bb
17 sarebbero] sarebbe A l sarebbero corr A2
20 vennero] sono A l vennero em end si A2 i] gli A l i em end A2 21 ante si fa del appa A
viè più] vieppiù B vie più corr Bb 22 sia1add si A fatto add si A sia2 add si A 23 laon­
de si] e si A B laonde si corr si Bb 25 ante migliaia del quanto A 27 era stato] erasi A l era sta­
to corr si A2 p o st promesso del e senza cui difficilmente l’opera potrebbe condursi al desiderato
compimento A 29-30 assicurare... riconoscenza om A l assicurare l'E. V. della più durevole e della
più sentita gratitudine add mrg sin A2 assicurare l’E. V. della più sentita e della più durevole gratitudi­
ne B assicurare l’E. V. della più sentita gratitudine e della più durevole riconoscenza corr si Bb
30 e mentre... auguriamo] per augurare A l e per augurare corr A2 B e m entre unanimi auguriamo

24.5 Page 235

▲torna in alto
corr Bb
aprile 1866 229
31 reputo al massimo] m entre ho l’alto A B reputo al massimo em en d si Bb
2 Giovarmi de Falco: nato a Bracigliano (Salemo) nel 1818, in esilio a Firenze dopo gli aw eninenti
del 1848-1849, esercitò la m agistratura nel meridione dal 1860. Nel 1865 fu nom inato senatore. Nel se­
condo gabinetto Lam arm ora (31-12-1865/20-6-1866) e parzialmente in quello di Lanza (24-2-1871/10
luglio 1873) ebbe il portafoglio del ministero di Grazia, Giustizia e dei Culti. In seguito fu anche procu­
ratore generale della Corte di Cassazione di Roma. Morì a Napoli nel 1886: cf M. Rosi, D izionario del
risorgim ento nazionale... p. 867.
11 promessa di franchi quindicimila: in realtà i contributi governativi venivano dati solo per le chiese
parrocchiali: cf F. M o t t o , Don B osco e la costruzione della chiesa d i S. Secondo, in Torino e Don B o­
sco (a cura di G. Bracco)..., p. 215.
27 accordare... sussidio: non sem bra che la richiesta sia stata accolta, se due armi dopo ne inoltrò
una analoga, che però ebbe lo stesso risultato: cf MB V ili 341.
908
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890213)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 386 MB V ili 345
Comunica la sua disponibilità ad un incontro
*Torino, 18 ap[rile 18]66
111.ma Sig[na] Azelia,
Domenica dalle 12 a notte io sono in casa, e mi fa molto piacere la visita della
sig[ra] contessa Maria e di qualunque altra persona che seco conduca.
Buona notte a Lei, a Papà, a Maman. Dio li colmi tutti di sue benedizioni. 5
Preghi per me e per questi miei biricchini, e mi creda nel Signore
Di V. S. HI.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Azelia Fassati e famiglia: v. E(m) I, lett. 251.
3 Domenica: 22 aprile.
4 contessa Maria: ossia la m adre di Azelia, nata De Maistre (v. lett. 909).
909
Alla marchesa Maria Fassati
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Fassati (A 1950177)
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
E I 387 MB XIX 434
Richiesta di sussidi

24.6 Page 236

▲torna in alto
230 aprile 1866
Torino, 21 ap[rile 18]66
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
M aria Ausiliatrice si raccom anda a Lei, sig[ra] Marchesa; i lavori della chie­
sa sono assai bene avviati, m a per mancanza di mezzi invece di trenta m uratori
5 ne ho solamente otto. E questo nel tempo più opportuno per lavorare.
Ho molte promesse e fondate speranze, m a è tutto in ritardo. Se può fare
qualche m utuo alla Madonna sarebbe tempo il più propizio, e credo che ne
avrebbe interesse che molto eccederebbe il 5% legale. Ne parli col sig. M archese,
e poi faccia quel che può a maggior gloria di Dio.
io
Lunedì dal m attino alle 10 sono in casa; di poi dalle 1 alle 3 ci sarò parimenti.
Dio benedica Lei, e tutta la sua famiglia e mi creda quale mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
7 mutuo: ne aveva chiesto a fine mese precedente un altro anche al conte Francesco Viancino di
Viancino (v. lett. 900) per pagare dei debiti ai conti Callori.
10 Lunedì: 23 aprile; nella lett. prec. (n. 908) aveva indicato la sua presenza a Valdocco la domenica
pomeriggio e sera.
910
Al giovane marchese Antonio Gerini
ASC B31010 Lett. orig., Gerini (A 1710809) me. 25 C 7/8
Orig. aut. 2 ff. 215 x 140 mm. carta leggera macchie di umidità segno di ceralacca
Ined.
Promette preghiere in ringraziamento della generosa offerta
*Torino, 21 ap[rile 18]66
Benemerito Sig. Marchesino,
Nella sua carità, calcando le vestigia del pio di Lei genitore, fece offerta di
cinquecento franchi per continuare i lavori della Chiesa di Maria Ausiliatrice. Io
5 le professo la più sentita mia gratitudine e nel desiderio di fare qualche cosa che
le possa tornare di gradimento faremo lunedì un servizio religioso secondo la pia
di Lei intenzione.
Pertanto il 23 del corrente mese io dirò [la S. Messa], i nostri giovani faranno
la santa comunione, reciteranno la corona e ciò tutto secondo che ella vorrà offe-
10 rire al Signore.
Spero che questo segno di nostra gratitudine le tornerà gradito e che la Santa
Vergine spanderà dal cielo copiose benedizioni sopra di Lei e sopra tu tta | la vene- f.iv
rata sua famiglia.
I medesimi sentimenti espressi in questo foglio la prego volerli estendere e

24.7 Page 237

▲torna in alto
aprile 1866 231
farli gradire dalla signora di Lei, cui pure auguro di cuore ogni benedizione 15
celeste.
La Santa Vergine ci scampi da ogni male e la grazia di nostro Signore Gesù
Cristo sia sempre con noi. Amen.
Mi creda con pienezza di stima
Di V. S. B.
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
N.B. Al giorno 24 farem o pari servizio religioso secondo l’intenzione della signo­
ra di Lei moglie.
f.2v Al Nobile Signore
25
Il Sig. Marchesino Gerini
Sue Mani
2 Antonio Gerini: figlio di Carlo Lorenzo (1809-1891). Questi, già cavallerizzo maggiore della corte
granducale, sposò nel 1837 Isabella (nata Magnani nel 1811), da cui ebbe tre figli: Antonio, appunto,
(nato a Firenze il 31 ottobre 1839 e sposatosi il 15 febbraio 1865 con Anna Maria figlia del principe
Marco Antonio Borghese), Eufrosina e Maria Maddalena: ANI 1898 e 1904. Sulla famiglia Gerini, e in
particolare su Isabella cf A. Misero, Firenze e Don Bosco..., indice. Isabella Gerini, piuttosto scrupolo­
sa di coscienza, da tempo era in relazione con don Bosco, cui chiedeva consigli di vita spirituale: v.
Appendice, lett. 1864/11, 1865/12 e anche 1866/2, 1866/27.
— pio genitore: vale a dire Carlo. La lettera non fa cenno alcuno invece alla madre, Isabella. Questa,
secondo MB V ili 260-261 - che cita pure 1'«Armonia del 20 dicembre 1865» - aveva offerto a don
Bosco ben 10.000 lire perché in quel dicembre 1865 rimanesse qualche giorno di più a Firenze.
24 di Lei moglie: v. lin. 2.
911
Al papa Pio IX
ASC B31010 Lett. orig., Pio IX (A 1730507) me. 41 A 9
Min. aut. 1 f. 273 x210 mm. carta azzurra leggerissima sgualcita agli angoli con vari fori
MB V ili 364
Domanda le dimissorie e la dispensa di età per alcuni chierici dell’Oratorio
[Torino, fine aprile 1866]
Beatissimo Padre,
Il sacerdote Bosco Gioanni prostrato ai piedi di Vostra Santità espone rispet­
tosam ente il bisogno di alcuni giovani ricoverati nella casa dell’Oratorio di S.
Francesco di Sales. Dando essi chiari segni di vocazione allo stato ecclesiastico fu- 5
rono avviati agli studi e presentemente sono pressoché giunti al term ine dei corsi
stabiliti per chi aspira a questa carriera. Ecco il nome d e ’ giovani ed il favore che
loro occorre:
1° Bongiovanni Domenico insignito del Diaconato per essere ordinato sacer­
dote nel prossimo sabato della Santissima Trinità abbisogna di ottenere le neces- 10

24.8 Page 238

▲torna in alto
232 m aggio 1866
sarie dimissorie, essendo la Sede Arcivescovile vac[ante], e di essere dispensato
di tre mesi e dodici giorni sopra l’età dai sacri canoni prescritta. Nacque il 3 set­
tem bre 1842.
2° Cibrario Nicolao diacono cui occorrono soltanto le dimissorie per essere
15 ammesso all’ordinazione del Sacerdozio.
3° Cerruti Francesco dim anda le dimissorie per essere ammesso alla tonsura
coi quattro [ordini] minori, quindi a suo tem po agli altri ordini maggiori.
Questi sono i favori che con la massima venerazione si dim andano alla pater­
na carità di Vostra Beatitudine.
20
Che della grazia
[Sac. Bosco Giovanni]
3 Vostra corr e x V . 4 il bisogno em end si ex aver bisogno p o st giovani d el eherici che nel­
la em end si ex in questa 4-6 dell... furono em end si ex che per la loro buona condotta m eritarono
di essere ammessi 6 e presentemente emend si ex per la carriera ecclesiastica e dei corsi corr
si ex degli studi 7-8 stabiliti... occorre add m rg sin 7 Ecco em end ex questi 10 nel corr ex
nella 11 essendo em end si ex per 13 1842 res 14 ante Cibrario del Pel Diacono diaco­
no cui add si 16-17 tonsura coi corr ex tonsura, ai 17 a suo tempo add si 18 sono add si
1 La data è ipotizzata sulla base delle ordinazioni di Nicola Cibrario: diacono il 17 marzo e sacerdote
il 26 maggio. Da un docum ento dell’archivio della S. Congregazione del clero (già del Concilio) risulta
che la dispensa per il Cibrario venne concessa il 7 maggio (prot. 1260).
9 Domenico Bongiovanni: nato a Torino il 3 settembre 1842, era entrato aU'Oratorio il 2 novembre
1854. Professo salesiano dal 20 marzo 1864, lasciò spontaneamente la società nel settem bre di due
anni dopo. Sacerdote il 26 maggio 1866, viceparroco a Balangero (Torino), si fece poi Oblato di Maria
Vergine per 12 anni; curato di S. Alfonso a Torino, morì a Torino il 28 febbraio 1903: ASC registro
Censim ento e Anag. Prof.; inoltre BS a. 30 (aprile 1903) p. 122.
10 II sabato della SS. Trinità cadeva il 26 maggio.
14 Nicolao Cibrario: v. E(m) I, lett. 451.
16 Francesco Cerruti: v. E(m) I, lett. 518.
18 favori... si dimandano: la risposta fu positiva e le ordinazioni ebbero effettivamente luogo.
912
Al papa Pio IX
ASV Ep. ad Princ. Pos. et min. 57
Orig. aut. 2 ff. 275 x 212 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960267)
Ined.
Invia in omaggio la nuova edizione de La Storia d'Italia e altri scritti rilegati a Valdocco
*Torino, 1° maggio 1866
Beatissimo Padre,
Egli è per me e per tutti i miei fratelli ed amici una delle più grandi consola­
zioni ogni volta [che] nella nostra pochezza possiamo dare qualche segno della
5 nostra profonda venerazione verso la sacra ed augusta persona di V. Beatitudine.

24.9 Page 239

▲torna in alto
maggio 1866 233
Con questo pensiero approfitto della occasione che il cav. Federico Oreglia di
S. Stefano si reca a Roma per assistere alla ordinazione vescovile di suo fratello
per umiliare a V. S. un esemplare di Storia d'Italia, ed un altro di Iscrizioni del
dottore Vallauri. La stampa, la legatura sono tutto lavoro dei nostri giovani, che
tripudiano di gioja riflettendo che u n ’opera delle loro mani vada sotto agli occhi io
di V. S.; m a più di ogni altro gode il latore cav. Oreglia, che è Direttore della tipo­
grafia, e che impiega tutte le sue fatiche a favore di questi poveri giovanetti qual
m em bro della Società di S. Francesco di Sales.
Nella dolce persuasione che nelle tante volte esperim entata bontà voglia dare
benigno com patim ento a questa mia libertà, l’assicuro che nel corso di questo 15
mese Mariano mi unirò a ’ miei giovanetti, in numero di circa tremila, per innal­
zare ogni giorno speciali preghiere alla augusta Regina del cielo per la conserva­
zione d e’ giorni preziosi di Lei ad m ultos annos pel bene e per la gloria di nostra
santa cattolica religione, il cui Capo supremo riconosciamo e veneriam o nella Vo­
stra Santità.
20
f.lv
Noi tutti reputiam o alla più bella ventura nel poterci prostrare a ’ piedi di V.
S. ed invocare la santa sua benedizione m entre a nome di tutti um ilm ente oso
professarmi e prostrarmi
Di Vostra Santità
Obbl.mo ed attaccatissimo figliuolo
25
Sac. Bosco Gioanni
7 Stefano res 21 Noi res reputiam o c o n ex riputiamo poterci corr ex poter
6-7 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 899; dati biog. in lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
7 ordinazione vescovile di suo fratello: se ne è accennato nella lett. 899.
8 Storia d'Italia nella quinta edizione: v. lett. 884.
9 Tommaso Vallauri, filologo classico: v. lett. 876; l’anno precedente era stata pubblicata dalla tipo­
grafia di Valdocco la terza edizione ampliata delle Inscriptiones. A ccedunt epistolae duae de re epi­
grafica, et Osvaldi Berrinii appendix de stylo inscriptionum ex operibus Stephani. Ant. M orelli de-
prom pta (458 p).
22 benedizione: il pontefice la inviò con lettera di ringraziamento il 21 maggio 1866 (ASC B26200 Pio
IX, ed. in MB V ili 363-364).
913
Al m archese Angelo Nobili Vitelleschi
ASC B31010 Lett. orig., Vitelleschi (A 1741047) me. 55 D 10/11
Orig. aut. 2 ff. 213 x 138 mm. carta leggera molto segnata dall'um idità
di 140 x 56 mm.
Ined.
busta in carta azzurra
Richiesta di scuse per il disturbo - dichiara di interessarsi solo dei problemi di coscienza del figlio Gio­
vanni - chiede un aiuto per trovare benefattori

24.10 Page 240

▲torna in alto
234 maggio 1866
*Torino, 1° maggio 1866
Chiarissimo Sig. Marchese,
Se non si guarda, sig. Marchese, io divento padrone di casa sua senza andare
a Roma. Mando, scrivo, consiglio, chiedo, raccomando lotteria etc.[;] veda quan-
5 ta fiducia mi inspira un breve lascio di tempo passato in questa m ia cam era. Ab­
bia di tutto pazienza, ed ogni cosa sia a maggior gloria di Dio.
Riguardo a quanto ho scritto, o forse mi avvenga di scrivere al caro suo Gio­
vanni stia pur sicuro che io non entro in altri affari se non in quelli che riguarda­
no strettam ente la coscienza e ciò sempre in modo da non mai deteriorare l’auto-
10 rità paterna.
Il cav. Oreglia va a Roma per assistere alla consacrazione Vescovile di suo
fratello. Egli desidera di fare qualche prova per avere sussidi per la Chiesa di Ma­
ria Ausiliatrice; forse Ella potrà col suo consiglio giovargli molto additandogli
dove convenga e dove no[n] movere dimande.
15
Io auguro di tutto cuore ogni celeste benedizione sopra di Lei, sopra la signo- f.lv
ra di Lei moglie, sopra il crescente Giovanni e sopra tu tta la famiglia e raccom an­
dandomi alle preghiere di tutti ho l’alto onore di professarmi con sentita grati­
tudine
Di V. S. chiar.m a
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Al Chiarissimo Signore
f.2v
Il Sig. Marchese Angelo Vitelleschi
Roma
14 movere res
2 Angelo Nobili Vitelleschi e moglie: v. lett. 878.
4 scrivo: v. lett. 878.
5 lascio: sta per «lasso»
7-8 Giovanni Nobili Vitelleschi, nato nel 1853: v. lett. 878.
11 Federico Oreglia di S. Stefano: cit. in lett. 912.
914
All’avvocato Ferdinando Maria Fiore
Biblioteca Palatina, autografi cass. 258 - Parma
Orig. aut. 1 f. 210 x 137 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Fiore (A 1790529)
E I 387 MB XVI 618-619
me. 2648 B 4
Sua disponibilità ad incontrarsi in qualsiasi momento
[Torino] Suo uffizio, 5 maggio [18]66
Chiarissimo Sig. Avvocato,
Dimani tutto il mattino fino alle due pomeridiane io sono in casa a suoi cen-

25 Pages 241-250

▲torna in alto

25.1 Page 241

▲torna in alto
m aggio 1866 235
ni. Se per altro mi volesse indicare altra ora della giornata, mi troverei volentieri
al suo uffìzio.
5
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda con sentita gratitudine e con p er­
fetta stima
Di V. S. chiar.m a
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
io
f.2v Al Chiarissimo Signore
Il Sig. Aw. Fiore Ferdinando
S. M.
4 troverei corr ex trove
2 Ferdinando Maria Fiore: impiegato al ministero della Pubblica Istruzione: cf Calendario generale
del Regno d'Italia, 1865; v. poi lett. 944 e 952, dalle quali si arguisce che il tem a della conversazione
doveva essere l’eredità di don Giovanni Antonio Franco, ivi compresa la casa di Trofarello lasciata a
don Bosco; v. Appendice, lett. 1866/18.
915
Al padre carmelitano Natale Hanset
Archivio Carmelitani Scalzi - Genova
Orig. aut. 1 f. 210 x 160 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., H anset (A 1800401)
Ined.
me. 2652 D 3
Difficoltà circa il progetto di riacquisto del convento carmelitano di Genova
"Torino, 5 mag[gio 18]66
Car.mo Sig. P. Natale,
Le m ando copia del progetto fatto dal sig. Piccone, non è ammissibile. L’ab­
bia soltanto per norma.
Il Conte d ’Agliano che fa la sua parte del Piccone, venne qui inviato dal suo 5
cliente e ne formulò un altro, cioè variando poche parole di quattro articoli preli­
minari di cui già tiene copia. Questo sig. conte vuole che a qualunque costo il suo
cliente si assoggetti. La terrò informata di tutto.
Preghiamo e confidiamo in Maria. Faccia questa Madre celeste, che le mise­
rie temporali non ci facciano dimenticare i tesori celesti che per mezzo delle tri- 10
bolazioni ella ci va preparando in paradiso. Amen.
In fretta, m a con pienezza di stima le sono
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Natale Hanset, padre carmelitano: v. lett. 898 e 905.
3 copia del progetto: è conservata nell'Archivio dei Carmelitani Scalzi di Genova; su tutto il proble­
ma e i personaggi in esso intervenuti, v. lett. 898.

25.2 Page 242

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236 maggio 1866
916
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 208 x 134 mm. carta azzurra timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin. sul
mrg. sup. si legge: «Risp. 0 20 maggio 1866»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lim berti (A 1960112)
Ined.
Chiede di benedire le nozze della figlia del sig. Gautier su esplicita richiesta del medesimo
*Torino, 5 maggio [18]66
Eccellenza Reverendissima,
Il Cav. Gautier colloca una sua figlia in Matrimonio e desidererebbe che la E.
V. R.d.m a benedicesse le nozze ovvero amministrasse il santo sacram ento.
Io secondo il pio desiderio del padre raccom andando ciò alla sua bontà, p u r­
ché sia tale l’usanza, cioè che in alcuni casi l'arcivescovo amministri questo sa­
cram ento. Ogni cosa però è rimessa alla cortesia e prudenza di V. E.
Se non sarà impedito il corso delle ferrovie dai giornalieri avvenimenti alla
m età circa di questo mese ho in animo di rinnovare la mia gita a Firenze. Ma
chi sa?...
Ogni bene dal cielo venga sopra di Lei, com patisca la m ia libertà e mi creda
colla più sentita gratitudine
Di V. E. Rever.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 benedicesse corr ex bene... 8 dai corr ex dal alla corr ex nella
2 Gioacchino Limberti: v. lett. 902; dati biog. in E(m) I, lett. 428.
3 Stefano Gautier, impiegato del ministero dei LL. PP come segretario di II classe, Div. IX: v. lett. 830.
8 impedito il corso delle ferrovie: il viaggio di don Bosco a Firenze verrà effettivamente rim andato a
causa dei «giornalieri avvenimenti», vale a dire dei preparativi della terza guerra d ’indipendenza, che
si stavano disponendo proprio in quei giorni. Lo stesso giorno della lettera, 5 maggio 1866, veniva so­
spesa la vendita dei biglietti di viaggio per alcune linee ferroviarie: A. C o m a n d in i - A. M o n t i, L ’Italia
nei cento anni... 1861-1870, p. 801; v. anche lett. 929.
917
Circolare
ASV SdS a. 1866 r. 284 pr. 42290
Copia a stam pa 2 ff. 245 x 191 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...» Co­
pia per card. Antonelli destinatario e numero «dieci» sono di anonimo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Antonelli (A 1830113)
Ined.
Invio di biglietti della lotteria con preghiera di smerciarli

25.3 Page 243

▲torna in alto
m aggio 1866 237
Torino, addì 12 maggio 1866
Et quicunque potum dederit
uni ex minimis istis calicem
aquae frigidae tantum in
nomine discipuli,
amen dico vobis non perdet
mercedem suam.
(Matthaei cap. dieci, v. 42)
E chiunque avrà dato da bere un
solo bicchiere d ’acqua fresca
a uno di questi più piccoli,
purché a titolo di discepolo:
in verità vi dico, non perderà
la sua ricompensa.
(S. Matteo cap. dieci, v. 42)
[Eminenza Reverendissima,]
La bontà con cui V. [Em.za R.ma] prende parte alle opere che tendono a io
prom uovere la maggior gloria di Dio, mi fa sperare benevola accoglienza di que­
sta che le raccom ando secondo il program m a che qui le unisco. - È u n ’opera ver­
so cui dim ostra speciale gradim ento il medesimo nostro Santo Padre, il cui scopo
è di procacciar mezzi per compiere la costruzione d ’una chiesa in Torino sotto al
titolo di Maria Ausiliatrice di cui avvi sommo bisogno. Pertanto le trasm etto com- 15
piegati N. [dieci] decine di biglietti di lotteria a mezzo franco caduno che in
modo speciale affido e raccomando alla sua bontà.
Pieno di fiducia nella nota di Lei carità le auguro copiose benedizioni dal cie­
lo m entre ho l’alto onore di poterm i colla più sentita gratitudine professare
Di V. [E. R.ma] Benem erita
20
Obbl.mo Servitore
Sacerdote Bosco Giovanni
N.B. Il sig. Filippo Canori Focardi Coronaro de’ sacri Palazzi, Via Condotti, 94 è
incaricato di ricevere qualunque dono, scritto o commissione che riguardi questa
opera di pubblica beneficenza.
25
1 II giorno «12» e le espressioni della lettera poste fra [ ] sono relativi alla copia inviata al card. Gia­
como AntoneUi.
18 Pieno di fiducia: la circolare ebbe effettivamente un certo risultato. Per quanto riguarda i prelati,
il card. Antonelli com prò i biglietti affidando in data 4 settembre 1866 le 50 lire all’abate Gaetano Tor­
tone, incaricato d ’affari della Santa Sede a Torino: ASC B26200 Antonelli: min. inedita in ASV SdS a.
1866 rub. 284, pr. 42290; mons. Augusto Negrotto di Roma da Genova il 4 settem bre 1866 inviò lire 25
attraverso V. Bisagno di Genova: ASC B26100 Bisagno; a nome di mons. Giuseppe Cardoni, vescovo
di Recanati e Loreto, il 4 agosto 1866 don Niccolò Saliceto scrisse che non sapeva come m andare i sol­
di dei biglietti venduti e i biglietti rimasti invenduti, in quanto il Canori Focardi a Roma non sapeva
nulla: ASC B26200 Saliceto; il 4 settem bre mons. Tommaso Martinelli (creato poi cardinale nel 1874),
inviava 50 lire tram ite il suddetto abate Gaetano Tortone: lettera ed. in MB VIII 458.
23 Filippo Canori Focardi era da tempo in relazione con don Bosco: v. lett. 791.

25.4 Page 244

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238 m aggio 1866
918
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Leti, orig., Oreglia (A 1730215) me. 38 E 9/11
Orig. aut. 2 ff. 214 x 137 mm. carta leggerissima restaurata segni di carta gommata timbri
vari: Torino 14 mag 66 11 M Roma 16 mag 66 le espressioni finali: «faccia... tutti» sono vergate
con ampi margini sul f. 2r scarabocchio a inchiostro sull’indirizzo
E I 387-388 MB V ili 356-357
Informazioni sui salesiani di Valdocco - interventi prodigiosi di Maria Ausiliatrice con conseguenti
offerte per la costruzione della chiesa - raccomandazioni spirituali per quanti chiedono grazie alla
Madonna
*Torino, 14 maggio 1866
Car.mo Sig. Cavaliere,
Ho ricevuto la cara sua lettera di Firenze e quella di Roma e ne ho comunica­
to il tenore a tutti quelli della casa che fecero una stupenda ovazione di Evviva
5 al Cavaliere.
Le cose notate ebbero già la loro esecuzione. La tipografia va avanti, m a cer­
tamente ha bisogno di sua presenza; Durando è un po’ incomodato e va in cam ­
pagna, il povero D. Francesia lo supplisce in classe. Bonetti andò a casa per un
suo fratello che parte militare. Migliassi è già partito, Bisio, ed Oddone partono
10 oggi, sperano per altro di essere dispensati, m a è difficile. Gromo andò con Gari­
baldi, altri lo vogliono seguire. Gallo forse dovrà anche partire.
Tutte queste cose accrescono il lavoro, m a il Signore ci dà la sanità a segno
che non abbiamo ammalato in casa. Del resto le cose vanno tutte con tranquillità,
niun lavoro rimane incagliato.
15
Ma [...] e di danaro come stiamo? I biglietti di Lotteria in questi momenti
sono divenuti molto pigri, e le esazioni incerte e difficili. Per la chiesa andiamo
avanti colla sola questua che fa la Madonna. Gliene darò un cenno.
La settimana scorsa potemmo raccogliere due mila franchi m a tutta questua f.lv
della Madonna. Il direttore dell’Ospedale di Cherasco aveva male ad un braccio e
20 dopo essere stato più mesi in cura all'ospedale di S. Gioanni se gli voleva fare
l'am putazione. Prima egli volle provare a fare la novena che Ella sa, e sabato por­
tò la sua offerta, col suo braccio guarito perfettamente.
Il conte Pollone m andò per ora 150 franchi per essere stato liberato, previa
novena, da un malore che l’aveva portato sull’orlo della tomba.
25
La duchessa Melzi di Milano mandò fr. 500 perché sua nuora dopo una serie
d ’incomodi, che la ridussero a pessimo stato di salute, con una novena a Maria
Ausiliatrice pose fine a tutti i suoi mali. Altre offerte per simili motivi vennero da
Chieri, da Asti, da Cuneo, da Saluzzo, da Milano, da Monza, da Venezia. Con
questi mezzi in mezzo alle gravi strettezze in cui ci troviamo, possiamo andare
30 avanti. Quando Ella propone a qualcheduno di raccom andarsi a M aria con qual­
che novena stia attento a tre cose:
I o Di non avere niuna speranza nella virtù degli uomini, fede in Dio.
2° La dim anda si appoggi totalmente a Gesù Sacram entato, fonte di grazie, f.2r

25.5 Page 245

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m aggio 1866 239
di bontà e di benedizione; si appoggi sopra la potenza di M aria che in questi tem- 35
pi Dio vuole glorificare sopra la terra.
3° Ma in ogni cosa si m etta la condizione del fiat voluntas tua e se è bene
per l'anim a di colui per cui prega.
Ieri tu tta la casa ha partecipato alla bella festa di Monsig. suo fratello; Dio lo 40
porti sul primo seggio della Chiesa e ne faccia un gran santo.
Faccia i miei saluti a tanti. Dia queste lettere al loro indirizzo. La sig[ra] Mo­
nica Im oda è u n ’insigne benefattrice, può ed è ben disposta. La Patrizi si racco­
mandò per preghiere etc.
Dio benedica Lei e le sue fatiche. Riceva i più cari segni di affetto da tu tta la 45
casa e mi creda a nome di tutti
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
AlI’Ill.mo Signore
Il Sig. Cav. Oreglia Federico
di S. Stefano
Fermo in posta
Roma
19 direttore corr ex cap
appoggi
28 p o st Venezia del ect.
32 10add si
33 si appoggi corr ex . 3° Si
I Lo stesso giorno, m entre veniva approvata anche al senato la «legge dei sospetti», giungeva a Tori­
no in domicilio coatto mons. Pietro Rota, vescovo di Guastalla. Fu ospite di don Bosco a Valdocco: vi
rimase 6 mesi, potendo però anche allontanarsi (cf MB VIII 360-363): v. anche lett. 991.
2-5 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460; da vario tem po si trovava lontano
da Torino, a Firenze prim a e a Roma dopo (v. lett. 899), impegnato anche nella commercializzazione
delle Letture Cattoliche e di altri libri della tipografìa di Valdocco; approfittava dell'occasione per lo
smercio dei biglietti della lotteria. Evidentemente le sue lettere a Torino, che riferivano, fra l’altro,
della simpatia che il nome e l’opera di don Bosco suscitavano fra i benefattori e gli amici, erano accol­
te con grande entusiasmo a Valdocco, dove poi confluiva il denaro che il cavaliere raccoglieva.
6 le cose notate: non disponendo della lettera deU’Oreglia, non si è in grado di precisare di che si
trattasse; probabilmente dell'invio di testi stampati dalla tipografia di Valdocco all’esatto indirizzo di
quanti gliene avevano fatto richiesta.
7-8 Celestino Durando, Giovanni Battista Francesia, Giovanni Bonetti: v. rispettivamente E(m) I,
330, 518, 328.
9 fratello che parte militare: era in corso u n ’ampia mobilitazione di uomini per l’imm inente terza
guerra d'indipendenza contro l'Austria.
— Migliassi: un certo Vincenzo Migliasso, figlio di Guglielmo e Anna Maria Batalla, nato nel 1846 a S.
Damiano d ’Asti, era entrato all’Oratorio il 13 novembre 1865: ASC registro Censim ento.
— Giovanni Battista Bisio: figlio di Vincenzo e fu Teresa Nervi, nato a Capriata d ’Orba (Alessandria)
nel 1847, entrò all’Oratorio il 1° agosto 1864 come artigiano; di un suo rientro il 12 dicembre 1865 si
legge in ASC registro Contabilità (E 554-555). Fu anche novizio coadiutore della società salesiana (1°
febbraio 1865) m a lasciò l’Oratorio dopo 7 anni per motivi familiari. Intimo a don Bosco, di cui curò
la pulizia della cam era e il servizio di anticamera, morì nel 1905. Depose al processo diocesano per la
canonizzazione di don Bosco nel marzo-aprile 1895 (ff. 2426-2472).
9-10 Oddone, Gromo: personaggi non identificati.
10-11 Giuseppe Garibaldi: noto personaggio del Risorgimento Italiano (1807-1881). Nel 1860 con
l’impresa dei Mille aveva unito al regno d ’Italia il regno delle due Sicilie sottratto ai Borboni. Fallito
sull'Aspromonte nel 1862 il tentativo di muovere alla conquista di Roma, un regio decreto del 5 m ag­
gio 1866 lo aveva successivamente nominato com andante del Corpo di volontari italiani costituito da
uomini non aventi obbligo di leva.
II Gallo: di non facile identificazione per la notevole diffusione di un tale cognome. Un certo Andrea

25.6 Page 246

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240 m aggio 1866
Gallo, figlio di Bartolomeo, nato nel 1843 a Poeapaglia (Cuneo), era entrato a Valdocco nel 1860 ma
poi era uscito nel 1862 stando al registro Censimento dell'ASC; un omonimo invece, nato a Scaletta
(Cuneo) e professo come coadiutore salesiano il 20 marzo 1864, risulta ugualmente uscito e morto «in
casa sua», senza indicazione di date, secondo l’altro registro Anag. prof. Giuseppe Gallo poi, nativo di
Collereto Castelnuovo (Ivrea) era stato accettato in congregazione salesiana l’8 maggio 1863: ASC Ver­
bali Consiglio Superiore, cit. in MB VII 424.
19 Cherasco: località a 45 km. da Cuneo, di circa 8.000 ab.
21 sabato: 12 maggio.
23 conte Antonio Nomis di Pollone (1792-1866): aveva ricoperto varie cariche nella città di Torino.
Decurione nel 1816 e successivamente consigliere di congregazione, ragioniere, sindaco (1842-1843) e
mastro di ragione (1845), fu consigliere comunale dal 1848-1864; ricoprì anche la carica di assessore
nel 1860. Già vice presidente della cam era di Agricoltura e Commercio e Intendente generale nell'A-
zienda economica degli Affari Esteri, fu pure Ispettore generale nell’amministrazione delle Poste dal
1849 e senatore nel dicembre dello stesso anno. Consigliere di Stato nel 1855 aveva offerto dei doni per
la lotteria in corso: cf 1848 Dallo Statuto Albertino alla nuova legge m unicipale. Il p rim o Consiglio
com unale elettivo di Torino, a cura di C. Pischedda e R. Roccia. Torino, Archivio storico della città
1995, pp. 114-134.
25 duchessa Barbara Melzi D’Eril: v. lett. 737.
38 Luigi Oreglia: v. lett. 899.
40-41 Monica Imoda: signora rom ana non identificata.
41 Teresa Patrizi: nata principe Altieri il 15 febbraio 1835, sposò il 25 giugno 1855 il m archese Fran­
cesco Patrizi Montoro (1826-1905); morì il 5 ottobre 1887: ANI 1904; cf anche BS a. 12 (febbraio 1888)
p. 24. Nel maggio 1866 chiese a don Bosco di pregare secondo le sue intenzioni: v. Appendice, lett.
1866/13. La sorella Livia Altieri (1820-1886), sposata dal 1839 col marchese Gerolamo di Colloredo di
Udine (1809-1882), in data 7 agosto 1866 scrisse a don Bosco chiedendo di avere biglietti da smerciare
e ulteriori precisazioni sulla lotteria. Il 29 marzo 1867 ringraziò dei biglietti ricevuti. Alcuni mesi suc­
cessivi, il 14 ottobre 1867, comunicò di averli smerciati e che avrebbe inviato la som m a raccolta, oltre
a un suo contributo, appena possibile: ASC B26100 Altieri.
43 le sue fatiche: il cav. Oreglia si premurava di avvicinare molte famiglie nobili, fra cui quella degli
Spinola, prim a ancora che don Bosco lo facesse l’anno seguente: v. lett. della contessa Maria Teresa
Spinola, nata Centurione-Scotti (1840-1905) in data 1° ottobre 1867: ASC B26200 Spinola me. 1580 C
8/10; v. anche lett. del marchese Ippolito (1813-1875) in data 16 marzo 1867: ASC B26200 Anonim e.
me. 1441 A 8/10.
919
Alla contessa Enrichetta Bosco Riccardi
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910111)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 389 MB V ili 345
Consegna di alcuni indumenti dei ragazzi di Valdocco da rattoppare
*Torino, 16 maggio 1866
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Non posso andare a far visita a V. S. B. come desidero, m a ci vado colla p er­
sona di Gesù Cristo nascosto sotto a questi cenci che a Lei raccom ando perché
nella sua carità li voglia rappezzare. È roba gram a nel tem po m a spero che per
Lei sarà un tesoro per l’eternità.
Dio benedica Lei, le sue fatiche e tutta la sua famiglia, m entre ho l’onore di
potermi con pienezza di stima professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

25.7 Page 247

▲torna in alto
All'111.ma Signora
La Sig.ra Contessa Bosco Riccardi
Torino
m aggio 1866 241
2 Enrichetta Bosco di Ruffino, nata Riccardi, da molti anni in relazione con don Bosco: v. lett. 790 e
E(m) I, lett. 425.
920
AI cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730216) me. 38 E 12/39 - A 2
Orig. aut. 2 ff. 214 x 139 mm. carta leggera
E I 389-390 MB V ili 366-367
Comunicazioni circa alcuni comuni amici di Roma - preoccupazione per il diminuito num ero di bene­
fattori, m a consolazione per gli interventi prodigiosi della Madonna
*Torino, 21 mag[gio 18]66
Car.mo Sig. Cavaliere,
Ho ricevuto la sua lettera cui credo abbia già risposto la m ia di Lunedì scorso
almeno in parte. Io l’ho letta ai nostri cari giovani che ne provarono la massima
consolazione e le m andano i loro più caldi affetti di stima e di affezione.
5
Mi fu spedito da Roma il biglietto che qui le unisco per sua norm a e per rin­
graziare ove sia d ’uopo il Card. Riario.
Non so se questa sig[ra] Marchesa Patrizi sia la stessa, cui ho già scritto un
biglietto; se non lo è e com unque sia, rim etta questo scrittarello, in cui dico che la
sua pia intenzione sarà secondata.
io
Alla contessa Calderari dica che se le scrivessi più a lungo sull’argom ento che
mi aveva accennato, le cagionerebbe angustia. Abbia la bontà di rileggere la mia
lettera, stia tranquilla e lasci tutto sopra di me.
A Lei, sig. Cavaliere, fa specie la bontà e cortesia di S. E. il March. Cavalletti
senatore di Roma. Queste a me non sono cose nuove. Fin dal tem po che fui a 15
Roma il com pianto card. Marini aveva più volte parlato della religione, carità, e
zelo di questa illustre famiglia. Se mai avesse occasione di poterlo ancora vedere
gli offra gli omaggi della m ia grande venerazione; pel passato pregava per lui in
genere[,] ora pregherò e farò pregare appositamente per lui e per la sua famiglia.
f.lv Gli dica: la Divina Provvidenza gli prepara un m azzetto di rose scelte, | m a per 20
prenderle bisogna [che] stringa le molte spine sottostanti. In breve saprà tutto;
non posso scrivere di più. Io mi raccom ando alle divote preghiere di lui e della
sua famiglia e domenica farò fare la comunione ai nostri giovani secondo la santa
di lui intenzione.
Credo che non sappia ancora la novità della chiesa. I quaranta m uratori, che 25
dovevano lavorare, furono ridotti al num ero di otto per m ancanza di mezzi. È un
m om ento per noi assai calamitoso per l’im potenza in cui i soliti nostri benefattori
si trovano, speriam o che Dio m anderà quanto prim a la pace fra i popoli cristiani
e che i sudditi potranno unirsi intorno al loro sovrano ed occuparci tutti con ani-

25.8 Page 248

▲torna in alto
242 maggio 1866
30 mo più tranquillo alla salvezza dell’anima.
Ieri l’altro, venerdì, Maria Ausiliatrice ha fatto una buona questua. Una si­
gnora che da un anno era travagliata dalla got[t]a ed era incapace di fare un pas­
so sulle sue gambe, si raccom andò alla celeste benefattrice, si fece una preghiera
con tutta la famiglia in onore dell’augusto Sacram ento dell’altare. Che vuole mai!
35 Dio è buono, Dio è grande. Terminavano le preghiere e la benedizione e l'altra
gettò via le stampelle, e si levò in piedi e nella maraviglia di tutti si pose libera­
m ente a cam minare. Ieri andò a fare le sue divozioni alla Consolata, di poi venne
a fare una graziosa oblazione per la chiesa, che ci servì appunto a pagare il capo
mastro, il quale attendeva danaro. Sia sempre benedetta la grande Madre del Sal-
40 vatore.
Noi desideriamo quanto prim a il suo ritorno, m a rim anga pure a Roma fin­
ché abbia soddisfatto la sua divozione e compiuti gli affari che la riguardano.
Faccia il piacere di salutar da parte mia Monsig. suo fratello, il p. Oreglia, p.
Brunengo, p. Fantoni, la famiglia Vitelleschi e la nostra benefattrice la Marchesa
45 Villarios colla sua famiglia. Codesti saluti sono da estendersi a Monsig. M anacor­
da ed a quelli cui vedrà del caso.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
Mi creda tutto suo
Aff.mo amico in G. C.
50
Sac. Bosco Gio.
N.B. Si ricordi che giunto a Torino prepari un supplente nella tipografìa pei casi
di sua assenza.
15 cose a dd si 16 volte add si 22 più.] più;
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 sua lettera: non è stata reperita.
— risposto la mia: v. lett. 918.
6 biglietto: non meglio precisato.
7 Sisto Riario Sforza: nato a Napoli nel 1810, vescovo di Aversa nel 1845 e dopo 6 mesi arcivescovo
di Napoli, nel 1846 venne creato cardinale. I profondi sconvolgimenti politici che segnarono gli anni
del suo episcopato, con la proclamazione della costituzione di Ferdinando II nel 1848, la ricostituzione
successiva del governo borbonico e l'annessione al regno d ’Italia lo videro spesso in urto col potere
costituito che due volte lo esiliò, assieme a «preti patrioti» e vescovi «insubordinati». Legittimista e in­
transigente, senza essere reazionario, fu il primo vescovo italiano ad abbandonare nel 1872 la politica
dell’astensionismo. Definito con enfasi «l’antagonista di Garibaldi», morì nel 1877: DSMCI, III/2 Le fi­
gure rappresentative, p. 712.
8 Teresa Patrizi: cit. nella lett. 918; i due scritti inviati a lei da don Bosco non sono stati rintracciati:
v. Appendice, lett. 1886/13.
11 Calderari: Isabella Calderari nata a Roma il 7 febbraio 1844, morì a Firenze il 28 gennaio 1879.
Era figlia di Joáo Pedro Miguéis de Carvalho de Britto, ambasciatore del Portogallo presso la Santa
Sede. Il 5 giugno 1862 era andata sposa a Leonardo Calderari, nato il 3 novembre 1834 da Ignazio
(morto nel 1838) e da Maria Luini (morta nel 1862). Ebbe tre figli: Teresa, nata a Roma il 3 ottobre
1865; Caterina, nata a Roma il 5 ottobre 1866 e Ignazio, nato a Firenze il 26 ottobre 1871. Per vari anni
la famiglia rimase in contatto con don Bosco. Quanto all’«argomento che mi aveva accennato» po­
trebbe riferirsi al fatto che la contessa si era forse confidata con don Bosco circa l’incapacità della pri­
mogenita Teresa di articolare parole: v. anche Appendice, lett. 1866/14. Ma anche la seconda figlia, di
cui la contessa era incinta all’epoca della lettera, avrebbe avuto lo stesso difetto, successivamente
scomparso per entrambe le sorelle, secondo il racconto di MB V ili 589.

25.9 Page 249

▲torna in alto
maggio 1866 243
14 marchese Francesco Cavalletti: nato nel 1827, «senatore», governatore di Roma dal 10 luglio
1865, ultimo capo della municipalità capitolina prima dell’annessione di Roma al regno d ’Italia. Fede­
lissimo di Pio IX, in occasione del XXV di pontificato, avrebbe voluto offrirgli un trono d'oro: G. M ar­
t in a , Pio IX (1867-1878)... Ili, pp. 295-296. Figlio di Ermete (nato nel 1803) e di M aria Felice Ricci,
aveva sposato Maria Durazzo, da cui ebbe cinque figli.
16 Pietro Marini, cardinale, morto a Roma il 19 agosto 1863: v. E(m) I, lett. 359.
20-21 La provvidenza...in breve saprà tutto: pare alludere al pericolo che la Roma papale correva a
motivo della politica ostile del regno d ’Italia, m a le espressioni di don Bosco rim angono di non facile
interpretazione, dal momento che è solito esprimersi allo stesso modo in circostanze molte diverse. Il
22 ottobre successivo com unque don Bosco scrisse nuovamente al senatore che lo ringraziò qualche
settim ana dopo: cf Appendice, lett. 1866/34. Don Bosco nel gennaio del 1867 avrebbe parlato del m ar­
chese e delle sue alte responsabilità del momento in u n ’udienza col pontefice: cf MB V ili 598-599; nel­
la lettera alla sorella, baronessa Luisa Cappelletti, del 25 maggio 1868 lo definirà «intrepido»: cf A p­
pendice, lett. 1866/32.
25 quaranta: nella lett. 909 di un mese prim a i m uratori che dovevano lavorare erano invece trenta;
sempre otto comunque quelli al lavoro.
31 venerdì: 18 maggio.
37 La Consolata: noto santuario mariano, non lontano da Valdocco.
43 suo fratello, ossia il neovescovo Luigi Oreglia: v. lett. 899.
— padre Oreglia, gesuita: v. E(m) I, lett. 460; v. inoltre lett. 1041.
44 Giuseppe Brunengo: nato a Piverone (Torino) nel 1821, a 14 anni entrò nella Compagnia di Gesù,
nella quale 20 anni dopo fece il quarto voto; morì a Roma nel 1891: cf Catalogus defunctorum in re­
nata Societate Iesu a. 1814 ad. a. 1970. Romae, apud Curiam P. Gen. 1972.
— Carlo Fantoni: nato a Biella nel 1817, gesuita, insegnò in varie città, prim a di venire unito nel 1856
al collegio dei redattori de «La Civiltà Cattolica», della quale redasse la cronaca dal 1861 al 1885; morì
a Roma nel 1885: C. S o m m e r v o g e l , Bibliothèque gén. de la Compagnie de Jésus. T. I l i , Bruxelles-
Paris, 1892, p. 544.
— famiglia Vitelleschi: v. lett. 878.
45 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
45-46 Emiliano Manacorda: v. E(m) I, lett. 55.
921
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730217) me. 39 A 3/4
Orig. aut. 2 ff. f.l 229 x 162 mm; f.2 229 x 144 mm. carta leggera con caratteri in trasparenza
timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin. timbro: Torino 24 mag 66 ampio scarabocchio sopra l’in­
dirizzo il P.S. è redatto sul mrg. sin. del f. lv restaurato sul bordo con calta gommata
E I 391-392 MB VIII 368-369
Problemi creati dalla pubblicazione di grazie su «L’Unità Cattolica» - continue offerte per la chiesa di
Maria Ausiliatrice per gli interventi prodigiosi della Madonna - difficoltà per u n ’eventuale andata a
Roma - saluti e preghiere per i benefattori della città
*Torino, 22 maggio [18]66
Car.mo Sig. Cavaliere,
Nelle opere del Signore il demonio ci mette tosto le corna. Appena stampato
il fatto Morelli alcuni giornali presero a sparlarne, il figlio di lui tutto democratico
studente dell’università volle assolutamente che il padre riparasse il disonore,
come diceva, che a lui ne avveniva e senza dire altro si presentò minaccioso all’U-
nità Cattolica. Colà senza prevenirci inserì la rettificazione che ammette tutto il
fatto, ma dice che fu fatta la pubblicazione senza suo ordine e permesso. Questa
clausula è erronea, poiché nella relazione che abbiamo in casa e sottoscritta da

25.10 Page 250

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244 maggio 1866
io Lui dice precisamente: «Do ampio permesso che questa relazione sia letta e pub­
blicata nel modo che tornerà a maggior gloria di Dio».
Che farci adesso? Giunto che D. Durando sia dalla cam pagna si aggiusterà
ogni cosa. Pazienza.
Malgrado questo Maria Ausiliatrice continua a benedirci e fra le altre benedi-
15 zioni avvi quella conseguita quest’oggi dell’aggiustamento delle Letture Cattoli­
che. È vero che abbiamo dovuto sottoporci a gravi sacrifizi, m a adesso sono defi­
nitivamente nostre.
Di qui a qualche giorno passerò a prendere i settecento fr. che mi accenna f.lv
presso al sig. conte De Magistris. Ottimo quanto fece al proposito.
20
Interrompo la lettera per ricevere una limosina fattami da una persona che
aveva una lite complicatissima. Si raccom andò e fece una novena a M aria Aus.
prom ettendo qualche cosa per continuare la chiesa. Oggi term ina la novena e la
lite è aggiustata definitivamente.
In quanto al suo soggiorno in Roma stia a tempo illimitato cioè finché abbia
25 diecimila franchi da portare a casa per la chiesa e per pagare il panattiere. Con
questo voglio dire che qui si ha vero bisogno del suo ritorno, m a che può rim ane­
re a Roma finché può fare qualche cosa che sia di maggior gloria di Dio e a sollie­
vo dell'Oratorio.
In quanto all’andare a Roma per me è affare molto grave pei m om enti che
30 corrono. Debbo prendere lezione dagli avvenimenti che succederanno nello spa­
zio di due settimane.
Non posso nominarli tutti, ma la prego di salutare tutti quelli che Ella mi ha
notato, e specialmente i nostri benefattori. Dica a tutti che dimani diremo messa,
1 giovani faranno la loro comunione colle solite preghiere pei benefattori della
35 chiesa.
Dio benedica Lei, sig. Cavaliere, e benedica le sue fatiche, e faccia che ogni
sua parola salvi u n ’anim a e guadagni un marengo. Am en.
Aff.mo in G.C.
Sac. Bosco Gio.
40 P.S. Riceverà per la posta la musica ed i libri richiesti.
AU’Ill.mo Signore
f.2v
Il Sig. Cav. Oreglia Federico di S. Stefano
Fermo in posta
Roma
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
4 fatto Morelli: «democratico» è da intendersi anche come anticlericale. Il 29 aprile, con il visto per
la stampa del can. Alessandro Vogliotti, era stata pubblicata da «L'Unità Cattolica» la relazione di una
«guarigione straordinaria, quasi miracolosa» a firma di Giuseppe Morelli, già sindaco di Caselle (Tori­
no), datata 26 marzo 1866, che ne aveva chiesto la lettura o pubblicazione «quale omaggio alla verità».
Don Bosco era stato a trovarlo due volte a casa sua: la prim a volta gli aveva suggerito di fare una no­
vena a Maria Ausiliatrice; l’ultimo giorno della novena gli aveva promesso che avrebbe celebrato l'in­
domani la S. Messa secondo le sue intenzioni.
7 rettificazione: venne pubblicata sul giornale il 18 maggio (cf MB V ili 372). Comunque don Bosco
non si diede per inteso e ripubblicò la relazione nel fascicolo di luglio delle Letture Cattoliche di quel-

26 Pages 251-260

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26.1 Page 251

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maggio 1866 245
l’anno, in u n ’appendice dal titolo «Viva Maria Ausiliatrice» (pp. 63-66) che ne ribadiva così l'autentici­
tà: v. lett. 929.
12 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330; era stato don Durando ad ottenere la pubblicazione della
grazia, con il visto del can. Vogliotti: cf MB V ili 369-370.
— dalla campagna: era sofferente e don Bosco lo aveva m andato a riposare (v. lett. 926).
15 aggiustamento delle Letture Cattoliche: in realtà la questione col vescovo di Ivrea continuò anco­
ra a lungo: v. lett. 956. «L'Unità Cattolica» com unque ne tesseva sempre le lodi e ne presentava i fasci­
coli m an mano che venivano pubblicati.
19 De Magistris: di ardua identificazione; potrebbe trattarsi del marito di Matilde, m orta a Monforte
(Cuneo) nel 1898: BS a. 22 (maggio 1898) p. 136; oppure del conte Edoardo De Magistris di Castella di
Torino (1818-1880) dal 1842 m arito di Francesca Villarios, nata nel 1814: ANI 1883.
29-30 momenti che corrono: lo stesso giorno 22 maggio il principe Umberto lasciava Milano per as­
sumere il comando di una divisione a Piacenza, in vista della guerra all’Austria, che sarebbe stata di­
chiarata il 20 giugno; per i riflessi della guerra su Valdocco v. anche lett. 918.
922
Al vescovo di Novara, Filippo Giacomo Gentile
ASC B31010 Lett. orig., Gentile (A 1710808) me. 25 C 5/6
Orig. aut. 2 ff. 228 x 180 mm. timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin. strappo da ceralacca
sul mrg. sup. si legge un appunto di Michele Rua a proposito di altre richieste di remissorie per chieri­
ci: «Scritto al Vie. di Brugnato, di Alba e don Iorio di Biella per avere la remissoria di Lambruschini,
Bemocco e Giacchetti alli 29-5-66»
E I 392-393 MB V ili 338
Chiede di verificare la possibilità di esenzione dalla leva militare di tre chierici nella diocesi di Novara
*Torino, 24 maggio [18]66
Eccellenza Reverend.ma,
Da più mesi ambiva il giorno di poter fare una visita a V. E. R.d.ma per rive­
rirla e parlarle di alcuni affari, ma un complesso di cose, minute ma continue, me
lo hanno impedito. Ora le fo umile dimanda per tentare il richiamo di tre cherici 5
dal servizio Militare, per cui già m ’era raccomandato al sig. Vie. Garga affinché
perorasse tal favore presso di V. E. Io la prego del benefizio qualora abbia ancora
margine per richiamare.
In caso affermativo io le farei prontamente pervenire:
1° Remissoria del proprio Vescovo con data anteriore all’estrazione del nu- io
mero di sorte.
2° Fede di nascita, di moralità e data della vestizione.
3° Che fanno i loro studi in questa casa e perché prestano ajuti ai poveri gio­
vanetti della casa e degli Oratoij festivi e perché mancano totalmente di mezzi
per fare altrove i loro studi.
15
Con queste tre dichiarazioni fu sempre soddisfatto il governo né mai ci fece
alcuna difficoltà. Ogni cosa però alla nota di Lei saviezza.
f.iv
La nostra Chiesa, Eccellenza, va avanti; e la cupola si va elevando giorno per
giorno. Dia la santa sua benedizione a chi lavora e a chi in qualche modo vi coo­
pera. Noi ci raccomandiamo tutti alla carità delle sue preghiere, ed augurandole 20

26.2 Page 252

▲torna in alto
246 maggio 1866
dal cielo sanità e lunghi anni di vita felice colla più sentita gratitudine ho l’alto
onore di potermi professare
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
A Sua Eccellenza Reverend.ma
Monsig. Gentile Vescovo
Novara
2 Giacomo Filippo Gentile (1809-1875): v. E(m) I, lett. 43.
5 tre cherici: si trattava di Francesco Lambruschini, il cui nome non appare nel registro C ensim ento
dell'ASC m a che era stato ammesso alla società salesiana l’8 gennaio 1864 (ASC Verbali del Consiglio
Superiore, ed. in MB VII 590) e che era socio della Compagnia del SS. Sacramento (cf MB V ili 1056);
inoltre di Giuseppe Giacchetti, figlio di Francesco e Anna Codà, nato a Tollegno (Vercelli) nel 1849,
che risulta entrato effettivamente all'Oratorio come studente il 16 ottobre 1864 m a anche uscito nel
febbraio 1865: ASC registro Censimento; infine di Secondo Bernocco, di cui alla lett. 906.
6 Pietro Garga: nato a Cesara (Novara) nel 1822, fu per vari anni segretario del vescovo della diocesi.
Nel 1858 divenne provicario generale e, cinque anni dopo, vicario generale del vescovo Filippo Giaco­
mo Gentile; nominato vescovo titolare di Gerico nel 1872, successivamente fu prima vescovo ausiliare
dello stesso mons. Gentile e poi, dal 1876, del nuovo vescovo di Novara, Stanislao Eula. Morì a Nova­
ra nel 1889: HC V ili 319.
17 saviezza: la dom anda di don Bosco fu appagata, come risulta dalla nota di don Rua sopra citata.
923
Al conte Carlo Cays
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860322)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 393 MB V ili 377-378
Vertenza delle Letture Cattoliche colla tipografia Paravia
Car.mo Sig. Conte,
’■Torino, 25 maggio [18]66
L’altro ieri quando io affidava a Lei la conclusione o meglio l'ultimazione
della vertenza Letture Catt. io teneva conto di quanto erasi detto alcuni istanti
5 prima relativamente al credito Birago e agli interessi delle cedole di Monsig. Ve-
sc.o d ’Ivrea. Ma ieri la cosa prese aspetto diverso, poiché vi sarebbe portata a
mio carico la somma di oltre a cinquemila franchi di più.
Io come Direttore di un'opera di beneficenza non posso in coscienza assu­
mermi questo debito senza prima depurare alcune cose. Per la qual cosa se mi si
io volle accollare unicamente il debito Paravia, siccome in passato fu solamente ri­
chiesto e dal sig. T. Valinotti e dall'Avv. Pinoli, io l'accetto nel senso inteso mer­
coledì. Che se non si accetta, trattandosi di somma vistosa, io lascierò altre occu­
pazioni e voglio io stesso rivedere i conti e mettere anche in nota alcuni miei
esposti in più luoghi, in diversi tempi e presso diverse persone.

26.3 Page 253

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maggio 1866 247
Io non ho mai voluto toccare questo cantino perché non mi pensava che si ti­
rassero fuori tante somme credute estinte o quasi estinte. Il Teologo Valinotti me­
desimo ebbemi più volte a dire: Colla rendita di fr. 200 com prata per le Leti.
Catt. resta pagato Monsignore, il debito Birago è pressoché estinto etc.
È vero che avvi il debito Paravia che urge, e a questo riguardo si può rime­
diare così: io risponderò alla cedola per mio conto e il Teologo per la parte sua
faccia quella risposta che crederà. Noti per altro[:]
1° Che le dissi e lo confermo tuttora che se vede qualche conclusione, che in
buona coscienza io possa accettare, l’accetterò senza farci sopra alcun riflesso.
2° Se si vogliono troncare tutti gli indugi io accetto il debito Paravia purché
sia affare finito, ed io non metterò più in nota alcuno de’ miei esposti.
Creda, caro sig. Conte, che questo affare mi è una spina pungente al cuore;
da una parte vorrei evitare fin l’ombra di questioni, dall’altra ho una schiera di
giovani affamati che stringono a cercare ogni più piccola risorsa per soddisfare
alle loro necessità, e questa fu la cagione per cui ne soffro assai nella stessa
sanità.
Mi rincresce poi in modo speciale pel molto disturbo che si è dato V. S.; Dio
la rimeriterà ed io non mancherò di pregare affinché la ricompensa sia copiosa.
La prego, se così giudica bene, di comunicare questi miei sentimenti al prelo­
dato sig. T. Valinotti, e di credermi quale colla più sentita gratitudine mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
N.B. Questa mattina debbo andare per la città a motivo di alcuni ammalati e non
sarò a casa fino alle 10 \\.
Sig. Conte Carlo Cays
Torino
2 Carlo Cays: v. E(m) I, lett. 181. Era stato scelto dalle parti in conflitto (don Bosco, teol. Francesco
Valinotti, mons. Luigi Moreno) come arbitro della vertenza circa la proprietà delle letture Cattoliche.
5 credito Birago: costituito da un rilevante prestito da parte del marchese Carlo Emanuele Birago di
Vische (Torino), fra l'altro (fino alla morte avvenuta nel 1862), uno dei principali sostenitori del gior­
nale «L’Armonia», di cui qui sotto.
5-6 Vescovo d'Ivrea, ossia Luigi Moreno: v. E(m) I, lett. 117. Attivissimo e zelante, aveva fondato nel
luglio del 1848 il giornale «L’Armonia della religione colla civiltà» che ebbe quale collaboratore il bat­
tagliero Giacomo Margotti: DSMCI III/2 Le figure rappresentative, pp. 575.
10 Paravia: tipografo-libraio di Torino, via Bellezia al n. 34 l°p.; presso di lui erano state stam pate le
Letture Cattoliche per vari anni prim a dell’impianto della tipografia a Valdocco; nel 1864, all’inizio
della vertenza, il debito risultava già di lire 4.265; sulle varie tipografie che stam parono le Letture Cat­
toliche e sui costi di produzione e di vendita cf P. S t el la , Don Bosco nella storia econom ica e sociale
(1815-1870)... pp. 351-368.
11 Francesco Valinotti: v. E(m) I, lett. 170.
— Angelo Pinoli era canonico e vicario generale di Ivrea: v. E(m) I, lett. 565; v. poi lett. 957.
11-12 mercoledì: 30 maggio.
15 cantino: la corda più piccola e sottile del violino e di altri strumenti a corda, dal suono acuto; qui
significa: toccare un tasto delicato; com une l’espressione dialettale: toché 'n cantin.
25 sia affare finito: m a non fu proprio così. Infatti il conte Cays, assistito dal consulente legale del

26.4 Page 254

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248 maggio 1866
leol. Valinotti, giunse a stabilire che il debito di don Bosco verso mons. Moreno era di lire 1.163,32 (v.
lett. 959). La vertenza si chiuse solo nell'autunno del 1867, allorché don Bosco acquistò tutti i diritti
sborsando però quasi 6.000 lire a Paravia e a mons. Moreno, il quale pur accettando la soluzione, in­
terruppe i rapporti con lui, negandogli in seguito la commendatizia per l’approvazione definitiva della
società salesiana a Roma (v. lett. 1177). La documentazione sulla vertenza è riportata in MB Vili
374-393.
924
Al conte Luigi Cibrario
ASC B31010 Lett. orig., Cibrario (A 1700706) me. 14 B 3/5
Min. allog. con correz. aut. 2 ff. 306 x 210 mm. carta uso stam pa
zione aut. di linee 5-6 sul f. 2v minuta di un conto
E I 394-395 MB V ili 343-344
sul f. 2r è trascritta la corre­
Espone le benemerenze di un benefattore per il quale chiede la croce mauriziana
*Torino, 29 maggio 1866
Eccellenza,
Prego rispettosamente l’Eccellenza vostra a degnarsi di leggere con bontà
quanto quivi espongo intorno ai titoli di benemerenza del sig. Gambone Claudio.
5
Io Esso è da trentasei anni ceraio della Reai corte e delle LL. AA. il Duca di
Genova e il Principe di Savoja Carignano. Nell’arte sua fu sempre tenuto tra i mi­
gliori artisti. In tutte le pubbliche esposizioni fu sempre encomiato e fregiato della
medaglia d'onore. Nella Esposizione di Firenze riportò il primo premio.
2° Nella trista invasione del colera in Cuneo nel 1835 e quando lo stesso mor-
10 bo affliggeva la città di Torino nel 1855 egli veniva eletto visitatore aggregato dai
rispettivi municipi e ne ottenne lettere di ringraziamento e di lode per lo zelo e la
sollecitudine con cui si adoperò in quei calamitosi momenti, come risulta dalla re­
lazione pubblicata nel giornale ufficiale allora Gazzetta Piemontese.
3° È proprietario di due fabbriche di cera una in Pinerolo, l’altra in Torino
15 dove occupa una notevole quantità di lavoranti. È membro della commissione del
censimento di Torino; tesoriere della compagnia della Consorzia di S. Gioanni;
membro del consiglio della Santa Sindone.
4° Si è sempre adoperato a beneficio dei poveri sia col soccorrerli a domici­
lio, sia raccomandando ed anche collocando a sue spese fanciulle e fanciulli ab-
20 bandonati in pii stabilimenti. Ha già fatte molte beneficenze alla casa detta Orato­
rio di S. Francesco di Sales, dove sono raccolti ottocento poveri ragazzi, e presen­
temente avendo saputo come questa casa versi in grave bisogno fa u n ’offerta di
tre mila franchi.
5° Egli ha tredici documenti autentici che commendano l’attaccamento di
25 questo generoso cittadino verso S. S. R. M. il nostro Sovrano.
In vista di tutti questi titoli di pubblica benemerenza fo umile preghiera all’E.
V. a voler dare al medesimo un segno di soddisfazione concedendogli la croce

26.5 Page 255

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maggio 1866 249
mauriziana come ornamento di Lui e della sua onorata famiglia.
/. lv
È vero che la somma presentemente offerta è inferiore a quanto si suole lar­
gire in simili occasioni, ma io prego l’E. V. a voler tener conto dei titoli preceden- 30
ti che mi sembrano di gran lunga più degni di benevola considerazione. Quanto si
è sopra esposto è tutto appoggiato sopra documenti che si possono produrre a
semplice di Lei richiesta.
Io ed i miei poveri giovanetti nutriamo piena fiducia d ’ottenere il favore cioè
che l’E. V. voglia prendere in benigna considerazione il sovra esposto e concede- 35
re al benemerito oblatore la implorata decorazione e così ai benefizi già fatti a
questa casa aggiugnere questo per cui fo rispettosa preghiera.
Le celesti benedizioni scendano copiose sopra di Lei e sopra tutti quelli che
prestano l'opera loro a benefizio della povera gioventù mentre colla più sentita
gratitudine ho l’alto onore di potermi professare
40
Della E. V.
Obbl.mo e Umil.mo Ricorrente
Sac. B[osco]
1 29 add 1866 add 5 trentasei corr si ex 30 5-6 della... Carignano corr m rg ex di S. M.
Vittorio Emanuele, della Reai corte, di S. Altezza R. il Principe Eugenio e del Duca di Genova 12-
13com e... Piem ontese add m rg sin 16 della Consorzia corr si ex detto consorzio 19 racco­
mandando ed anche add si 28 onorata famiglia corr ex famiglia 35-36 e concedere... aggiu­
gnere em end m rg sin ex e che agli altri benefizi Ella si degnerà di accordare anche
2 Luigi Cibrario, primo segretario dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro: v. E(m) I, lett. 129.
4 Claudio Gambone: era uno dei fornitori di cera di cui si serviva don Bosco (v. lett. 1172). Aveva of­
ferto un bambino di cera quale omaggio-dono per la lotteria in corso: Elenco degli oggetti..., p. 63,
n. 2426.
5-6 Tommaso di Savoia: v. E(m) I, lett. 580.
6 Eugenio di Savoia: v. E(m) I, lett. 581.
10 1855: sarebbe stato più corretto indicare l'anno 1854.
16 Consorzia: leggi «Consorzio».
17 Santa Sindone: è noto come nella cattedrale di S. Giovanni a Torino si trova la «Cappella del SS.
Sudario», con l’urna che racchiude appunto la Santa Sindone.
925
Alla contessa Luigia Barbò
Archivio famiglia Albertoni presso Archivio di Stato - Cremona
Orig. aut. 2 ff. 215 x 140 mm. segno di ceralacca
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Barbò (A 1960212)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860202)
E I 396 MB XIV 825-826
Pensiero spirituale in un momento di difficoltà - preghiere per una ragazza am malata - eventuale
offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice

26.6 Page 256

▲torna in alto
250 maggio 1866
Torino, 30 maggio [18]66
Preg.ma Signora,
La divina provvidenza ci manda ora le rose ora le spine per compagne della
vita presente, e noi dobbiamo ricevere come dalle mani di un padre pietoso quan-
5 to egli manda. Ma un gran pensiero deve consolarci: quanto più saranno pungen­
ti le spine nel tempo, tanto più saranno lusinghiere, belle ed odorifere le rose di
gloria nell'eternità. Tuttavia dimandiamo e speriamo.
Fissiamo qualche rimedio spirituale: per tutto il corso del mese di giugno di­
ciamo ogni giorno tre Pater, Ave e Gloria al Sacratissimo Cuore di Gesù ed in
10 onore del SS.mo Sacramento: tre Salve a Maria SS. colla giaculatoria Maria
A uxilium Christianorum ora prò nobis.
Io darò ogni giorno nella santa messa la benedizione all’ammalata; i miei po­
veri giovanetti faranno ogni giorno speciali preghiere colla santa comunione. Ab­
biamo fede: Dio ci esaudirà ad eccezione che nella sua infinita sapienza egli pre-
15 vegga essere | di sua maggior gloria il cangiare quanto dimandiamo pel corpo in f.lv
cose vantaggiose all’anima.
Ella mi dice di essere disposta di fare a mio favore quanto sarò per dirle. Gra­
zie: preghi il Padre celeste affinché mi ajuti a salvarmi l’anima, affinché predican­
do agli altri non mi accada la disgrazia di dimenticar me stesso. Che se Ella nella
20 sua condizione potesse fare qualche cosa materiale, io le raccomando semplice-
mente la costruzione di una chiesa qua iniziata alla grande Madre di Dio sotto al
tito[lo] di Maria Ausiliatrice. Gradirei di sapere qualche notizia della giovanetta
malata dopo quindici giorni, perché dovendo fra non molto far una gita a Milano
andrei a vederla.
25
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi e la santa Vergine faccia discen­
dere copiose benedizioni sopra di Lei e sopra la sua famiglia. Amen.
Di V. S. preg.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
30 Alla Preg.ma Signora
f.2v
La Sig[ra] Luigia Barbò
Milano
10 tre em end ex... 12 darò corr ex dirò 19 se add 21 alla it 23 Milano corr ex Milat
2 Luigia Barbò: nata de Carli il 12 luglio 1803, sposata il 14 giugno 1829 con Fulvio Barbò (31 gen­
naio 1803 - 11 novembre 1868) morì il 17 febbraio 1870; la figlia Sofia, nata il 20 dicembre 1843, era
andata sposa il 17 maggio 1863 ad Alberto dei conti Albertoni: ANI 1886.
3 spine: allusione alla malattia della giovinetta, di cui alle lin. 12 e 23, ovvero della figlia Sofia, di cui
alla lett. 961? Difficile saperlo, non essendosi conservata la lettera della corrispondente.
12 ammalata: v. lin. 3.
23 fra non molto... a Milano: m a per lo scoppio della guerra contro l’Austria il viaggio non potè aver
luogo che in ottobre (v. lett. 961 e 975).

26.7 Page 257

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maggio 1866 251
926
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Leti, orig., Oreglia (A 1730218) me. 39 A 5/6
Orig. aut. 1 f. 215 x 138 mm. calta leggera
E I 397 MB V ili 395-396
Notizie buone e cattive da Valdocco - invito a tornare con generose offerte - auguri e preghiere per i
benefattori
‘‘Torino, 31 maggio 1866
Car.mo Sig. Cavaliere,
Siamo ai tre mesi e mezzo e jeri, però a sua casa, moriva il nostro allievo Gili
calzolajo. Egli potè prepararsi nel modo più consolante, raccomandi al Signore
l’anima di lui.
5
Nelle due unite lettere ringrazio e raccomando; ciò per sua norma.
Nella casa godiamo tutti buona salute; Durando fu incomodato, ora sta be­
ne; finalmente gli venne spiccato il diploma di Laurea per cui si mossero tante dif­
ficoltà.
Noi desideriamo tutti il suo ritorno, ma se può fare qualche cosa ritardi pure, 10
io desidererei, e se fosse ubbidiente lo comanderei, di non venire a Torino finché
non abbia in saccoccia dieci mila franchi. Essendo questo il bisogno per continua­
re con un po’ di energia i lavori della chiesa. Al suo ritorno parleremo sulla possi­
bilità della mia gita a Roma; ci sono difficoltà politiche, finanziarie, morali e reli­
giose; ella mi darà poi il suo parere. Attese le molte incumbenze a farsi pel bigliet- 15
to della Ferrovia è meglio aver pazienza e fare tale spesa.
Vedendo il sig. Canori Focardi gli dica che la partenza di suo figlio fu certa­
mente per lui una spina, ma in breve avrà una rosa che farà dimenticare tutto. Lo
saluti tanto da parte mia.
So che la March. Villarios e casa Vitelleschi si occupano molto a nostro van- 20
taggio, ed io professo loro la più sentita gratitudine; ma dica loro che io non vo­
glio lavorino per niente. Il nostro padrone è ricco e può pagare; dunque io lo pre­
gherò e lo farò pregare affinché dia il centuplo a tutti in questa vita, con una bella
camera a caduno in Paradiso.
Non dimentichi la pratica per un sussidio per parte del principe Torlonia. Dio 25
l’accompagni e benedica tutti i suoi passi; preghi per noi mentre a nome di tutti,
perfino di Sirtori e di Jarach, me le professo nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
18-19 Lo saluti... m ia add si 25 Torlonia] Turlonia
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 tre mesi e mezzo: allusione a una profezia di m età febbraio cui accenna MB V ili 306?
3-4 Giovarmi Gili, calzolajo: nato a Beinasco (Torino) 1847, entrò alTOratorio il 2 gennaio 1863: ASC
registro Censimento. Morì al proprio paese il 30 maggio 1866.
6 due lettere; indirizzate a persone residenti a Roma m a non identificate.

26.8 Page 258

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252 giugno 1866
7 Celestino Durando: v. lett. 921; dati biog. in. E(m) I, lett. 330.
8-9 tante difficoltà: anche da parte del presidente della commissione esaminatrice, Michele Coppino
(cf MB V ili 250-251).
14 difficoltà politiche: il riferimento è alla grave situazione del regno d'Italia - ormai alla vigilia della
guerra con l'Austria - in perdurante conflitto con lo Stato Pontificio.
17 Filippo Canori Focardi: v. lett. 917; di due suoi figli a Torino si parlerà poi nella lett. 1118.
20 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
— casa Vitelleschi: v. lett. 878.
25 Alessandro Torlonia: v. E(m) I, lett. 384.
27 perfino: espressione scherzosa, in quanto era evidente che i due giovani inviavano saluti al
cavaliere.
— Sirtori: un certo Giuseppe Sirtoli[?], nato a Milano il 15 gennaio 1852, figlio di Luigi e fu Margheri­
ta Baraschi, risulta entrato a Valdocco il 20 ottobre 1865 come studente: ASC registro Censim ento.
— Luigi Tommaso larach: v. E(m) I, lett. 477; lascerà però l'O ratorio il mese dopo: v. lett. 958.
927
Al giovane Gregorio Cavalchini Garofoli
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880418)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 398 MB V ili 397
Cortesie reciproche - consigli spirituali - invito a venirlo a trovare
*Torino, 1° giugno 1866
Car.mo Gregorio Garofoli,
Ho ricevuto con piacere la tua lettera ed ho dato le tue notizie ai giovani che
fecero parte alla carovana di Tortona. Ne ebbero vero piacere e danno a me il
5 piacevole incarico di ringraziarti e salutarti.
Certamente io vorrei trattenermi alquanto a parlare teco ma le cose che vor­
rei dirti non si possono confidare alla carta. Se ti piace di farmi poi una visita nel­
le prossime vacanze io ti dirò quanto vorrei scriverti.
Come amico dell'anima tua non posso a meno che darti alcuni ricordi fonda­
lo mentali e sono tre f.f.f. Cioè[:]
1° Fuga dell'ozio.
2° Fuga dei compagni che fanno cattivi discorsi o danno cattivi consigli.
3° Frequenta la confessione e comunione con fervore e con frutto.
Ti prego di salutare i tuoi due fratelli, Emanuele Callori, e gli altri piemontesi
15 di costà che tu ravvisassi di mia conoscenza.
Dio ti benedica e ti conservi nella sua santa grazia, prega per me che ti sono
Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco Gio.
2 Gregorio Cavalchini Garofoli studente dai gesuiti a Mongré (Villefranche-Rhóne - Francia). Era
nato a Tortona il 19 settembre 1852 dal conte Vittorio (1816-1890) e da Marianna de Cardenas dei con­
ti di Valeggio: ANI 1910; v. anche lett. 850.
3 lettera: non è stata reperita.

26.9 Page 259

▲torna in alto
giugno 1866 253
4 Tortona: v. lett. 850. Il chierico Giovanni Battista Anfossi durante l’estate aveva dato ripetizione ai
figli del medesimo barone.
6-7 cose che vorrei dirti: allusione ad una scelta vocazionale?
14 due fratelli: Alessandro, nato a Torino il 21 maggio 1849 (futuro marito di Luisa Provana di Colle­
gno) e Pier Lorenzo (nato a Tortona il 10 novembre 1854), che probabilmente stavano in collegio as­
sieme a Gregogio; c’era però anche un terzo fratello più piccolo, Carlo, nato a Tortona il 10 maggio
1859; la sorella maggiore, Antonia, nata nel 1844, era andata sposa a Luigi Casimiro Cays, figlio del
conte Carlo: v. lett. 850.
— Emanuele Callori: v. lett. 928.
928
Al giovane Emanuele Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890237)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 398-399 MB V ili 397-398
Affettuoso invito ad impegnarsi nello studio - saluti da parte dei familiari
•'Torino, 1° giugno 1866
Caro Emanuele,
Nella cara tua lettera che ti sei piaciuto inviarmi domandavi che avessi pre­
gato perché la Santa Vergine ti concedesse buona volontà ed energia di studiare.
L’ho fatto volentieri e ben di cuore in tutto il mese di Maria. Non so per altro se 5
io sia stato esaudito. Amerei molto di saperlo; sebbene io abbia motivo a credere
affermativamente.
Papà, Maman ed Azelia stanno bene; spesso li vedo alle cinque mezzo di se­
ra, ed il nostro discorso in gran parte è sempre di te. Gli altri sono sempre inquie­
ti per timore che tu non vada avanti nello studio e così aggiunga loro qualche di- io
spiacere ai molti che tu sai già avere avuto in quest’anno. Io li consolo sempre,
appoggiato sull’ingegno, buona volontà e promesse di Emanuele. Mi sbaglierò?
Credo di no.
Ancora due mesi, e poi che bella festa se i tuoi esami riusciranno bene! Dun­
que, caro Emanuele, io continuerò a raccomandarti al Signore. Tu fa uno sforzo: 15
fatica, diligenza, sommessione, ubbidienza, tutto sia in movimento, purché rie­
scano gli esami.
Dio ti benedica, caro Emanuele; sii sempre la consolazione de’ tuoi genitori
colla buona condotta: prega eziandio per me che di cuore ti sono
Aff.mo amico
20
Sac. Bosco Gio.
2 Emanuele Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
3 tua lettera: non è stata reperita.
8 Azelia Fassati e familiari: v. E(m) I, lett. 251.

26.10 Page 260

▲torna in alto
254 giugno 1866
929
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730219) me. 39 A 7
Orig. aut. 1 f. 215 x 138 mm. carta leggera
E I 389 MB V ili 396-397
Comunicazioni per la duchessa di Sora, per «La Civiltà Cattolica» e per una signora - sospensione del­
la linea ferroviaria per Firenze
Torino, 1° giugno 1866
Car.mo Sig. Cavaliere,
La prego di far tener l’unita lettera alla sig[ra] Duchessa di Sora e di sapermi
poi dire le osservazioni che farà su questa lettera, io ho risposto a tutto quello che
5 mi dimandò ed altro ancora.
L’affare Morelli qui in Torino passò inosservato, però noi rettificheremo ri­
stampandolo nell'attuale fascicolo delle lett. catt. Credo che sarà bene lasciar che
se ne passi così anche a Roma.
Se può raccomandare alla Civiltà Cattolica due parole sulla novella ediz. del­
io la Storia d'Italia, sarebbe forse cosa utile.
Dica alla sig[ra] padrona del sig. Aicardi Alessandro che di buon grado pre­
gherò per Lei e farò anche pregare i giovani della casa. Dirò a Maria Ausiliatrice
che le prepari una bella camera in Paradiso; che è la mercede assicurata a quelli
che con fede prendono parte ad innalzarle questo tempio in terra.
15
Oggi è pubblicato per Torino che le corse della Ferrovia tra Torino-Bologna-
Firenze sono tutte sospese.
Se vede di poter fare qualche cosa a maggior gloria di Dio differisca pure il
suo ritorno.
Dio benedica [lei] e le sue fatiche; riceva i saluti di tutta la casa e mi creda
20 sempre
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
12 Dirò corr ex L
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 926; dati anag. in lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Duchessa di Sora, ossia Agnese Boncompagni Ludovisi: dati biog. in lett. 1016; v. anche A ppendi­
ce, lett. 1866/15.
6 affare Morelli: relativo alla pubblicazione, non gradita, di una grazia ottenuta per intercessione di
Maria Ausiliatrice (v. lett. 921).
7 attuale fascicolo: quello del mese di luglio (v. lett. 921).
9 novella edizione: la quinta, cit. in lett. 884.
11 Alessandro Aicardi: nobile personaggio romano, in relazione con don Bosco, di cui era generoso
benefattore: v. lett. 931. Don Bosco gli invierà la medaglia commemorativa della consacrazione della
chiesa di Maria Ausiliatrice nel 1868.
16 sospese: la sospensione ferroviaria, per altro ancora parziale, era dovuta all’ormai imminente
guerra contro l'Austria.

27 Pages 261-270

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27.1 Page 261

▲torna in alto
930
Alla contessa Anna Bentivoglio
giugno 1866 255
Già presso Alberta Scattolini - Macerata
Orig. aut. 1 f. 227 x 138 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Bentivoglio (A 1960217)
ASC B31220 Copie d i orig. (A 1860214)
E I 401
Ringraziamento per la lettera e per i pensieri in essa espressi - assicura ulteriore ricordo nella preghiera
Torino, 8 giugno [18]66
Benemerita Signora,
Ogni cosa a maggior gloria di Dio.
Con gran piacere ho ricevuto la sua lettera e più ancora ho goduto pei cri­
stiani pensieri ivi espressi.
In questa casa si fecero e si fanno speciali preghiere per Lei, e il cuore mi
dice che siamo stati esauditi. Esauditi totalmente nelle cose spirituali, siccome
Ella di preferenza desidera. Esauditi poi anche corporalmente in quella misura
che torna di maggior gloria di Dio ed alla Augusta sua Genitrice.
Ella fa carità per questi miei poveri giovani e noi procureremo di ricompen­
sarla facendola partecipe delle deboli nostre preci in comune e specialmente nella
S. Messa.
Preghi per me, signora Contessa, preghiamo la santa Vergine Immacolata af­
finché ci ottenga da Dio la grazia di essere costanti nel suo santo servizio nel tem ­
po e ci renda poi un giorno tutti felici nell'eternità. Amen.
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
9 ante torna del a Dio 11 preci add m rg sin
2 Anna Bentivoglio, nata Lucini, probabilmente prim a moglie dell’ingegnere Annibaie Bentivoglio
(1842-1890), figlio di Giovanni Battista (1801-1879) e di Carolina Balelli, vedova Albertini: LDNI 1910.
Come eredi ebbero solo due figlie: Angela e Elena: cf V . S p r e t i, Enciclopedia storico-nobiliare italia­
na... II, p. 38.
4 sua lettera: non è stata reperita.
931
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Leti, orig., Oreglia (A 1730220) me. 39 A 8/10
Orig. aut. 2 ff. 212 x 140 mm.
E I 400-401 MB V ili 399
Commissioni per i benefattori di Roma - invito a tornare quanto prim a - notizie dell’Oratorio e saluti
da tutti

27.2 Page 262

▲torna in alto
256 giugno 1866
*Torino, 8 giugno [18] 66
Car.mo Sig. Cavaliere,
Ho ricevuto la sua lettera in cui mi fà cenno della carità che alcune pie perso­
ne di Roma fanno a questa casa. Le ringrazi in genere da parte [mia] e dica pure
5 a tutti che pregherò e farò pregare tanto il Signore da costringerlo a dar loro il
centuplo in questa vita e la felicità eterna nell'altra.
Speciali ringraziamenti siano resi alla sig[ra] Duchessa Sora per la parte che
prende allo spaccio d e’ nostri biglietti, e dell’oggetto prezioso che una di Lei cari­
tatevole am ica ci manda.
10
Dica al primogenito di questa signora che io voglio raccomandarlo ogni gior­
no nella santa messa affinché a qualunque costo lo conservi per la strada del
Paradiso.
Mi rincresce che non posso per ora scrivere alla sig[ra] March. Vitelleschi
Matilde; spero di poterlo fare in breve, m a fin d ’ora non m ancherò di farle parte
15 delle preghiere che in questa casa si andranno ogni giorno m attina e sera fa­
cendo.
Favorisca di dare la letterina acchiusa alla sig[ra] contessa Bentivoglio.
f.lv
Non posso per ora riscontrare alle care lettere di Alberto e di Gioanni Vitelle­
schi; m a lo farò fra breve.
20
Le cose qui si fanno gravi ed io credo bene che solleciti il suo ritorno. Pertan­
to nella prossima settim ana noi l’attendiamo all’Oratorio ad eccezione che avesse
qualche affare da ultimare.
Dimenticava di pregarla a fare i miei ringraziamenti al sig. Aicardi, che mi
[ha] scritto una lettera modello. La conserverò qual cara mem oria di lettera vera-
25 m ente cristiana. Dio lo benedica nel tempo e lo renda felice nell’eternità.
Noi qui nella casa stiamo bene in sanità, m a abbiamo da fare a più non pos­
so. Umili ossequi a ’ suoi fratelli, a p. Brunengo, a Casa Vitelleschi, Villarios, etc.
Riceva in fine i segni della più sincera affezione da parte di tutta la casa e
specialmente da parte mia che le auguro ogni benedizione del cielo m entre | ho il f.2r
30 piacere di professarmi tutto suo nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
P.S. Ci sarebbe caro se ci scrivesse il giorno approssimativo del suo arrivo tra
noi. Il cav. Villanova, ed il conte Villa sono in mia camera; dim andano di Lei, la
35 salutano e le augurano buon viaggio. Fu eziandio qui suo zio il conte della M ar­
gherita e ci parlammo.
1 8 em end ex 7 fà] fa 4 Le] Li 12 Paradiso corr ex Pard
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 sua lettera: non è stata reperita.
7 Duchessa di Sora: Agnese Boncompagni Ludovisi (cit. in lett. 929).
10 primogenito: Ugo, nato nel 1856; sposatosi e rimasto vedovo, si farà sacerdote; v. anche lett.
1016.

27.3 Page 263

▲torna in alto
giugno 1866 257
13 Matilde Vitelleschi: si tratta piuttosto di Clotilde Vitelleschi (v. lett. 878).
17 letterina acchiusa: è la lett. 930.
18-19 Alberto e Giovanni Vitelleschi: v. lett. 878.
20 cose si fanno gravi: evidente l’allusione ai preparativi della guerra all’Austria, che sarebbe stata
dichiarata il 20 giugno.
23 Alessandro Aicardi: cit. in lett. 929.
24 lettera modello: non è stata reperita.
27 suoi fratelli: ossia Giuseppe (v. lett. 763) e Luigi (v. lett. 899).
— Giuseppe Brunengo, gesuita: v. lett. 920.
— Vitelleschi, Villarios: case di nobili continuam ente cit. nell’epistolario.
34 cav. Villanova: Clemente Scarampi di Villanova, uno dei direttori dell’esposizione degli oggetti
della lotteria; v. anche lett. 1000.
— conte Giuseppe Villa di Mompascale: altro direttore dell’esposizione in corso; lo era già stato per la
lotteria del 1862: E(m) I, lett. 542. Nato nel 1817, aveva sposato nel 1845 Valpurga Gabriella Galateri
di Genola, che trentacinquenne lo lasciò vedovo e senza figli il 20 dicembre 1862. Il conte morì il 20
settembre 1868: A. M a n n o , Il patrizia to su balpin o..., dattil.
35-36 zio, conte della Margherita: la seconda moglie del padre di Federico Oreglia, Gabriella (1801-
1887) era figlia di Luigi Solaro della Margherita. Pertanto in questo caso dovrebbe trattarsi del fratello
di Gabriella, Alberto, già in relazione con don Bosco e uno dei membri della commissione della lotte­
ria del 1862 e di quella in corso: v. Elenco degli oggetti..., p. 8.
932
AI vicario capitolare di Torino, Giuseppe Zappata
ASC B31010 Lett. orig., Z appata (A 1741106) me. 56 C 3/4
Min. aut. 1 f. 212 x 150 mm. carta consunta margini rovinati
E I 401-402 MB V ili 407
Richiesta di soccorso economico onde non dover allontanare da Valdocco probabili vocazioni eccle­
siastiche
[Torino, 12 giugno 1866]
Illustrissimo e Reverendissimo Monsignore,
La diminuzione delle vocazioni allo stato ecclesiastico e il bisogno di buoni
sacerdoti sono due cose talmente sentite che non occorre parlarne. Egli deve per­
ciò interessare tutti ma specialmente i membri del clero a darsi sollecitudine per 5
ovviare a questo bisogno.
Io pure nella mia pochezza spinto dal desiderio di fare quel che posso ho
scelto alcuni giovanetti che per ingegno e bontà di costumi facevano sperare buo­
na riuscita, e li posi a studiare il latino. L’aspettazione fu appagata e da qualche
tempo ogni anno ho la consolazione di presentare un tal numero di candidati al- 10
l’esame della vestizione chericale. Alcuni sono già sacerdoti. Dagli esami e dalla
condotta tenuta in tempo del chiericato il superiore ecclesiastico può giudicare
che le speranze non furono deluse. Questi giovani però essendo per la maggior
parte poveri, ho dovuto finora ricorrere alla carità di privati benefattori che at­
tualmente non potrebbero continuare la loro beneficenza, onde mio malgrado sa- 15
rò nella necessità di desistere dalla coltura di una settantina di giovanetti la cui
età, ingegno, indole e costumi lasciano sperare ottima riuscita per lo stato eccle­
siastico.
9

27.4 Page 264

▲torna in alto
258 giugno 1866
Per questo motivo mi sono rivolto a V. S. 111.ma e Reverenti.ma pregandola f.iv
20 umilmente ma con tutta l’effusione dell’animo a voler prendere in benigna consi­
derazione questo bisogno e venire in mio ajuto affinché io possa provvedere a ’
cherici che ivi prestano la loro assistenza, ai maestri che insegnano, ai giovani
che o in tutto o in parte hanno bisogno di sovvenzione.
Io sono pieno di fiducia che nella sua bontà vorrà prendere a favorire un'o-
25 pera che unicamente tende a somministrare buoni ministri alla chiesa, e così pro­
muovere il bene di nostra santa cattolica religione a maggior gloria di Dio e van­
taggio delle anime.
Augurandole dal cielo largo compenso mi professo con gratitudine e stima
Di V. S. Ill.ma e Reverend.ma
30
Obbl.mo Ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
2 e Reverendissimo Monsignore em end si ex Sig. Economo Generale 5 m a specialmente i m em ­
bri del clero em end si ex i ministri del santuario em end ex i buoni 6 ovviare a em end si ex far
fronte 7 nella... desiderio corr si ex desidero 7-8 ho... alcuni c o n ex dal canto mio ho fatto
scelta di 8 alcuni] di alcuni 9 e li... fu appagata em end si ex le mie speranze non furono de­
luse 10 anno c o n ex hanno di candidati add si 11 della corr ex ài 12 in em end si ex il
ecclesiastico può giudicare em end si ex posso vedere giudicare em end ex attestare 13 ante
Questi del m a però add si 14 parte add si ho dovuto... carità c o n m rg sin et si ex finora li
ho potuto far studiare coll'ajuto 15-16 onde... necessità em end si ex ed io mi troverei nella dura
necessità 15 onde emend ex assegno 16 di una settantina di em end si ex parecchi 19 mi
sono rivolto em end si ex io ricorro e Reverend.ma em end si ex a voler 20-21 prendere... biso­
gno e add si et m rg sin 21 ajuto affinché em end si ex soccorso onde 22 prestano] pretano
24 Io sono add m rg sin vorrà em end si ex voglia favorire c o n ex favore 25 p o st tende del
a promuovere la gloria di Dio, il bene delle anime e così em end si ex perciò con questo mezzo
p o st così del il bene di p 26-27 il bene... vantaggio corr si ex la gloria di Dio ed il vantaggio
vantaggio em end si ex bene
27-29 anime. Augurandole corr ex anime; laonde augurandole
29 p o st Reverend.ma del Rocchietta Rocchi 30 Ricorrente corr ex servitore
2 can. Giuseppe Zappata: v. lett. 729.
16 settantina di giovanetti: al papa in gennaio aveva scritto che erano «circa cento» (v. lett. 886).
21 venire in mio ajuto: la risposta, negativa per carenza di fondi disponibili, è conservata in ASC
B26200 Zappata; ed. in MB V ili 408.
933
AI cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730221) me. 39 A 11/12
Orig. aut. 2 ff. 210 x 155 mm. carta uso stampa timbri vari: Cuneo-Torino 15 giù 66
18 giù 66 ampio scarabocchio a inchiostro sull’indirizzo
E I 402403 MB V ili 400401
Ultime comunicazioni e incarichi prima che il cavaliere ritorni a Torino
Roma
*Torino, 15 giugno [18]66
Car.mo Sig. Cavaliere,
Venga pure tranquillo che non avvi incaglio di sorta pei viaggiatori, così mi

27.5 Page 265

▲torna in alto
giugno 1866 259
assicurò ieri il prefetto di questa provincia. Prima di partire si faccia una nota del
nome, cognome, dimora delle persone con cui sarà conveniente di tenere relazio­
ne. Comperi fra altre cose una mezza dozzina di crocifissi un p o ’ puliti che si pos­
sano portare al collo da persone signore che li desiderano.
Bisio, Peirano maggiore partirono per la guardia mobilizzata; Gallo partì per
la riserva del 1842. Così noi ci troviamo privati di molte persone importanti. In
ogni cosa sia Iddio benedetto.
Prima di partire saluti chi di ragione da parte mia ed assicuri ognuno della
nostra gratitudine, delle nostre preghiere a Dio ed a Maria Ausiliatrice, affinché
questa celeste benefattrice li colmi de’ suoi tesori nel tempo e li renda beati nella
eternità.
A molti non ho ancora scritto lettera ma lo farò dopo il suo ritorno.
Se è possibile di fare una gita a Roma non d iffe rirò ma c ’è molto a pensar­
ci, tanto più che la casa in questi momenti ha sommo bisogno di assistenza.
Ho una serie di fatti e di cose da scriverle ma bisogna avere pazienza e par­
larcene dopo il suo ritorno. Sebbene io desideri che sia presto[,] tuttavia compia
le cose sue, giorno più giorno meno procure [re] mo di cavarcela.
Giovedì io sono a Mirabello, chi sa che non possa darsi il caso che Ella nel
suo ritorno possa passare colà per fare insieme ritorno a Torino?
Noi facciamo la novena della Consolata, e tutti i giorni ho sempre indirizzate
alcune comunioni con una messa a Dio per la famiglia Villarios e Vitelleschi che
usano a Lei tanti riguardi e che si adoperano con tanto zelo per questa casa
nostra.
Dio la benedica e le conceda buon viaggio e mi abbia sempre nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
P.S. La cupola della chiesa si va elevando e non aspetta altro che danaro.
All'111.mo Signore
Il Sig. Cav. Federico Oreglia di S. Stefano
Fermo in posta
Roma
6 crocifissi] crocifisse 7 li] le 18 da corr ex ...
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 tranquillo: le ferrovie erano state parzialmente adibite al trasporto delle truppe per la guerra al­
l’Austria che sarebbe stata dichiarata cinque giorni dopo, il 20 giugno.
4 prefetto: dal settem bre 1865 era Carlo Torre (v. lett. 842); m a forse più probabile il prim o consiglie­
re di prefettura e amico di don Bosco, Costantino Radicati Talice di Passerano: v. lett. 828.
8 Giovanni Battista Bisio: v. lett. 918.
— Peirano maggiore: dovrebbe trattarsi di Antonio, figlio di Giovanni, nato a Ormea (Cuneo), presen­
te a Valdocco dal 18 ottobre 1864; dal 19 ottobre 1865 aveva la pensione gratuita; sarebbe poi andato a
casa il 2 agosto 1866: ASC E 554 registro Contabilità.
— guardia mobilizzata: anche i due figli della contessa Virginia Cambray Digny (Luigi e Tommaso)
erano sotto le arm i e l’i l luglio la m adre chiese preghiere per loro a don Bosco: ASC B23000 lett. Di-
gny-Oreglia, ed. in V ili 403.
— Gallo: v. lett. 918.

27.6 Page 266

▲torna in alto
260 giugno 1866
16 gita a Roma: avrà luogo solo nel gennaio deH’anno successivo.
21 Giovedì: 21 giugno.
— Mirabello: don Bosco vi andava per celebrare con gli allievi del piccolo seminario di S. Carlo la fe­
sta di S. Luigi.
23 novena della Consolata: la solenne festa cittadina cadeva il 20 giugno.
24 famiglia Villarios e Vitelleschi: v. rispettivamente E(m) I, lett. 505; e lett. 878.
934
Alla contessa Carlotta Callori
Edita in E I 403404 MB V ili 402
Annuncia suo viaggio a Mirabello con sosta a Casale - accuse contro don Bosco sul giornale «Conte di
Cavour»
[Torino, 16 giugno 1866]
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Al 21 del corrente mese, se il Signore mel concederà, farò una gita a Mirabel­
lo, e nell’andata o nel ritorno calcolo una fermata a Casale: quindi avrò la conso-
5 lazione di trattenermi un poco di presenza con Lei a discorrere di alcune mie gite
alquanto più lontane.
C... e L... sembrano maniaci. Sparlano e minacciano pubblicità contro D.
Bosco e pochi giorni dopo le loro minacce apparve un articolo contro la nostra
casa nel Conte di Cavour. Alcuni lo attribuiscono a loro. Compatisco la miseria
10 umana e prendo ogni giorno lezione che bisogna lavorare per la gloria del Signo­
re e non per la benevolenza degli uomini. Mi raccomando per altro in modo spe­
ciale alle divote di Lei preghiere.
Dio benedica Lei, il suo sig. marito e tutta la famiglia, mentre con sentita
gratitudine ho l'onore di professarmi
15 Di V. S. benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Carlotta Callori e famiglia: v. E(m) I, lett. 546.
3 4 gita a Mirabello: v. lett. 933 e 939.
4 Casale: dove risiedeva la contessa Callori; distava pochi km. da Mirabello.
5-6 gite lontane: si intende soprattutto quella di Roma.
7 C... e L...: pare trattarsi di due confratelli, non meglio identificati, che però dovevano essere noti
alla contessa.
9 «Conte di Cavour»: giornale liberale (il cui primo numero era uscito il 13 febbraio 1865), diretto da
Felice Govean (v. lett. 846); le nostre ricerche non sono riuscite ad individuare l'articolo cui don
Bosco si riferisce.

27.7 Page 267

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giugno 1866 261
935
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 193 x 123 mm. sul f. 2v si legge: D. Bosco / R 18 giug / già fatto
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960329)
E I 404 MB V ili 408409
Richiesta di restituzione del corredo di un seminarista tenuto quale pegno di un debito contratto in se­
minario
*Torino, 16 giugno [18]66
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Lo scorso autunno io raccomandava a V. S. 111.ma il cherico Fusero Clemen­
te come impotente a pagarsi pensione di sorta; io stesso l’aveva qui tenuto gratis
provvedendolo per fino degli abiti e libri. Ella si compiaceva di rispondermi non 5
solo verbalmente o per iscritto che visto il caso del cherico Fusero l'avessi pure
incoraggiato e inviato in seminario, e se la buona condotta corrispondeva avreb­
be goduto la pensione gratuita.
Nel corso dell’anno non gli fu detto niente, ma adesso mi scrive che non se
gli vuole ritornare il corredo se non paga il suo debito.
io
Credo che non abbia demeritato, sia nello studio sia nella pietà; perciò mi
raccomando a Lei con preghiera di voler far scrivere una parola all’economo di
Bra in proposito. Tanto più che le miserie di quella famiglia dopo una serie d ’in-
fortunii movono proprio alla compassione e direi alle lagrime.
Abbiamo udito con vero rincrescimento lo stato cagionevole di sua sanità, e 15
non potendo fare altro l’abbiamo raccomandata al Signore con preghiere speciali
e comuni. Voglia Iddio esaudirci e concederle lunghi anni di vita felice.
Con pienezza di stima ho l’onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
7-8 avrebbe em end ex avreb
mento corr ex ring
11 dem eritato res
14 proprio corr ex propro
15 rincresci­
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44. Fallito il tentativo di avere un ampio sussidio dal vicario
Giuseppe Zappata (v. lett. 932), don Bosco non desistette dall’intervenire presso il rettore del semina­
rio a favore di un singolo chierico in questo caso (Clemente Fusero), e di altri chierici dieci giorni do­
po: v. lett. 938.
3-4 Clemente Fusero: figlio di Giov. Battista e Caterina Perlo; nato a Torino l’i l luglio 1848; entrato
a Valdocco come studente il 29 ottobre 1859. Vestì l'abito talare nel 1865: AAT, 12.12.3, Registrum
clericorum ... Diventerà sacerdote diocesano e morirà cappellano a Racconigi il 26 m arzo 1880.
6 per iscritto: la lettera non è stata reperita.
12 Bra: si allude al seminario della diocesi di Torino colà esistente.
13 miserie di quella famiglia: don Bosco allude forse al ricovero in manicomio di Bartolomeo Fuse­
ro, parente di Clemente[?]: v. lett. 743.
17 lunghi anni: morirà, dopo anni di cecità, nel 1877 a 78 anni.

27.8 Page 268

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262 giugno 1866
936
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760209) me. 1371 D I I
Copia a stam pa 2 ff. 210 x 136 mm. timbri vari: Torino 26 giù 66
strappo per asportazione di francobollo
Ined.
Invito ad assistere alla rappresentazione di una commedia all'Oratorio
Villastellone 27 giù 66
Augustae Taurinorum, XI Kal[endis] Julii An[no] MDCCCLXVI
[Torino, 21 giugno 1866]
Domi, ex aedibus quae vulgo feruntur: Oratorio di S. Francesco
di Sales - Valdocco
5
Joannes Bosco Sacerdos
Lectori salutem (*)
Pueri mei musis mansuetioribus
Operam qui navant, latinam fabulam
Propediem, septima et vigesima Junii, dabunt,
io
Hora secunda, post meridiano tempore.
Est comoediae agendae Alearia nomen
Et ejus auctor clarissimus Palumbus,
Maxime qui sales plautinos callet.
Et iam res nova sane nobis praesagit
15
Multos doctiores spectatores fore,
Quos inter gaudeo te adnumerarier.
Verum si adsies, meus ni obficiet amor,
Tu nostrum cum aliis optime adprobaveris
Morem, quem sumsi abhinc aliquot iam annos,
20
In hac studiorum pueros ratione
Meos exercendi. Fac venias. Vale.
(*) Haec valet tessera tibi et tuis
AlTIll.mo Molto R.do
Il Sig.or Appendini teol. beneficiato
Villastellone
I Torino: il 21 giugno don Bosco era però a Mirabello per solennizzare la festa di S. Luigi; a Torino
sarebbe stato di ritorno il giorno seguente: cf MB V ili 412.
3 II testo dell’invito era stato redatto probabilmente da don Giovanni Battista Francesia, buon latini­
sta che, fra l'altro, era incaricato del teatro all'Oratorio.
II Alearia: com media latina edita in A. P a l u m b o , Comoediae. Romae, Typis Aurelianis 1858, pp. 53-
128.
12 Luigi Palumbo: v. lett. 826.
24 Giovanni Battista Appendini: v. E(m) I, lett. 71.

27.9 Page 269

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937
Ai giovani del collegio di Lanzo
giugno 1866 263
ASC B31010 Leti, orig., Lanzo (A 1720504) me. 29 A 11 - 29 B 2
Orig. aut. 2 ff. 215 x 139 mm. carta uso stampa leggera semi-trasparente con grafia pesante
E I 405 MB V ili 418
Profonda commozione per le affettuose lettere inviategli
Torino, 25 giugno 1866
Ai miei cari figliuoli di Lanzo.
Non potete immaginarvi, o figli car.mi quanta allegrezza mi abbia arrecata la
visita del sig. Direttore D. Lemoyne col vostro incaricato Chiariglione, mio buon
amico.
5
Questa allegrezza crebbe ancora di più quando ho potuto leggere le belle ed
affettuose composizioni che dalle varie classi, dai vari individui, assistenti, mae­
stri e prefetto mi furono inviate. Le ho volute leggere tutte senza mai sospenderle
né interromperle se non da qualche frequente lagrima di commozione. Voleste
poi aggiugnere ancora una offerta in danaro per la nuova chiesa e ciò pose colmo 10
cil mio piacere ed alla vostra bontà.
f.lv
Miei cari figli, abbiate tutta la mia | gratitudine. Mi avete, è vero, dette parec­
chie cose che non si possono applicar a me, ma tuttavia io le ricevo come cari se­
gni di benevolenza del vostro bel cuore.
0[h] siate sempre benedetti dal Signore! D. Lemoyne vi dirà molte cose da 15
parte mia; esso è il vostro direttore, amatelo, e siategli ubbidienti e confidenti
come a me stesso. Egli lavora di buon animo per voi né altro desidera che il vo­
stro bene. Oh quante cose egli mi raccontò di voi!
Gradite adunque che vi dica: Evviva il sig. Direttore D. Lemoyne, evviva a
tutti gli altri superiori del collegio, evviva, applausi prolungati a tutti i miei cari fi- 20
gli di Lanzo.
Spero di rivedervi presto e ci parleremo di cose molto importanti. Intanto
f.2r pregate per me ed io non manicherò di raccomandarvi al Signore nella Santa
Messa.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi e la Santa Vergine ci ajuti tutti a 25
camminare per la via del cielo. Amen.
Vi sono con pienezza di affezione
Amico Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco Gio.
Agli amatissimi giovani
30
del collegio convitto di Lanzo
Il loro amico
Sac. Bosco Gio.
14 bel corr ex bell
2 Lanzo: don Bosco vi era stato ai primi di giugno e aveva fatto festa coi giovani; si era pure incon-

27.10 Page 270

▲torna in alto
264 giugno 1866
trato col clero e con le autorità locali, sindaco Giuseppe Droetti compreso: cf MB V ili 398.
4 visita: a Valdocco come rappresentanti di Lanzo alla festa onomastica di don Bosco il 24 giugno.
— Giovanni Battista Lemoyne: v. lett. 853.
— Giorgio Chiariglione: figlio di Bartolomeo e di Orsola, nato a Chialamberto (Torino) nel 1851 ed
entrato a Lanzo il 31 ottobre 1864; ne uscì il 13 settembre 1866: Lanzo, registro Censim ento; aveva an­
che offerto dei libri per la lotteria in corso: v. Elenco degli oggetti..., p. 29, n. 245.
7 affettuose composizioni: sembrano siano andate smarrite.
938
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere d i santi
Orig. aut. 2 ff. 2 2 8 x l8 0 m m . timbro a secco sul mrg. sup. sin.
ordinato 24 luglio 1866»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960330)
E I 405-406 MB V ili 409
Richiesta di sussidio per i chierici poveri
sul f. 2v si legge: «D. Bosco /
*Torino, 26 giugno 1866
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Nutriva viva speranza di poter in quest’anno fare a meno di ricorrere per ot­
tenere sussidio dal seminario a favore de’ poveri cherici di questa casa; ma la ces-
5 sazione di molte fonti di beneficenza hanno condotto a gravi strettezze i cherici e
me stesso che a totale mio carico debbo loro provvedere vitto, vestito e quanto al­
tro occorre.
Egli è per questo che rinnovo la preghiera per ottenere da Lei quel maggiore
sussidio che all’amministrazione del seminario sarà beneviso. Il numero de’ che-
10 rici tra qui e a Lanzo è di cinquanta. Essi impiegano tutta [la] loro vita nell’assi­
stere, catechizzare, instruire poveri fanciulli specialmente quelli che frequentano
gli Oratori maschili di questa città.
Pieno di fiducia che V. S. 111.ma prenderà in benigna considerazione quanto
sopra fu esposto, l’assicuro della più sentita | gratitudine con cui ho l’onore di po- f.lv
15 termi professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo Servitore e Ricorrente
Sac. Bosco Gio.
5 strettezze corr ex strettezzi
corr ex co...
10 è] e
11 catechizzare corr ex catez
13 considerazione
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
4 sussidio: è uno dei temi ricorrenti nelle numerose lettere di don Bosco al rettore del seminario;
analoga richiesta aveva fatto per altro pochi giorni prima, il 12 giugno, al vicario capitolare, can. Giu­
seppe Zappata: v. lett. 932.
10 cinquanta: nella lettera allo Zappata aveva parlato di «una settantina di giovanetti».

28 Pages 271-280

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28.1 Page 271

▲torna in alto
939
Alla contessa Carlotta Callori
giugno 1866 265
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 160 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950135)
E I 406-407 MB V ili 420
Giustifica il suo m ancato viaggio a Casale - chiede spiegazioni sul come saldare un debito col conte -
auguri e preghiere
*Torino, 29 giugno [18]66
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Al giorno 22 di questo mese partiva da Mirabello per andare a Casale, ma
giunto alla stazione ho trovato le corse sospese, e dopo quindici ore di aspetto in
Alessandria potei in fine giungere a Torino. Per questo motivo non ho potuto an- 5
dare a riverire Lei e la sua famiglia come desiderava e parlarle de’ nostri affari.
Ora le dirò che dopo dimani scade il mio debito verso il sig. conte ed io deb­
bo procurare di pagare il debito per acquistarmi credito. Quando Ella era in casa
Collegno mi disse che in questa epoca avrebbe fatto una oblazione per la chiesa o
per l’altare di S. Giuseppe, ma non fissò precisamente la somma. Abbia dunque la io
bontà di dirmi[:]
Io Se la sua carità comporta che faccia oblazioni in questo momento per noi
e quali.
2° Dove dovrei indirizzare il danaro pel sig. conte.
3° Se il sig. conte per avventura ha pagamenti che possa fare con biglietti, 15
oppure, siccome è cosa ragionevole, debbo cangiare i biglietti in napoleoni secon­
do che ho ricevuto.
Appena la ferrovia faccia il suo corso regolare andrò a farle una visita a Casa­
le oppure a Vignale; ed allora avrò il piacere di vedere Cesarino che nel risponde­
re alla sua lettera aveva scambiato con Bimbo.
20
0[h] signora contessa, ho bisogno dell’ajuto delle sue preghiere. Mi trovo
con tante cose tra mano, che non saprei dove cominciare o dove finire. Grazie a
Dio però lo stato morale della casa va bene, ad eccezione di qualche spina che è
inseparabile dalle vicende umane.
Dio benedica Lei, signora Contes[sa], e benedica tutta la sua famiglia^] li 25
conservi tutti nella grazia del Signore e nella pace del cuore.
Colla più sentita gratitudine e con pienezza di stima ho l’onore di potermi
professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
30
Sac. Bosco Gio.
6 parlarle res
23 spina res
7 Ora res
19 Vignale res
allora res
20 scambiato corr ex scampiato

28.2 Page 272

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266 giugno 1866
2 Carlotta Callori: v. lett. 934.
3 Casale: aveva annunciato alla contessa tale visita il 16 giugno (v. lett. 934).
4 corse sospese: dopo la sconfìtta militare di Custoza il 24 giugno 1866, la linea ferroviaria venne im­
mediatamente adibita a trasporto di truppe.
7 conte: il marito, Federico Callori, era fra coloro cui don Bosco aveva chiesto un m utuo per soppe­
rire ad urgenti bisogni di liquidità per il pagamento degli operai addetti alla costruzione della chiesa di
Maria Ausiliatrice: v. lett. 901. 11 pagamento del debito venne nuovam ente procrastinato e poi dimez­
zato: v. lett. 951 e 964.
9 conte di Collegno, ossia Zaverio Provana: v. E(m) I, lett. 103.
10 altare di S. Giuseppe: se ne tratterà l'anno successivo (v. lett. 1047).
18-19 Casale oppure a Vignale: abituali luoghi di residenza dei Callori.
19 Cesarino, ossia Giulio Cesare, figlio della contessa: v. E(m) I, lett. 546.
20 Bimbo, vale a dire Ranieri Massimiliano, l’ultimo figlio maschio dei Callori: v. E(m) I, 546; v. an­
che lett. 1101.
23 qualche spina: ad es. le accuse all’Oratorio sul «Conte di Cavour», di cui alla lett. 934 oppure la
grave m alattia del ragazzo Ernesto Saccardi, che morirà pochi giorni dopo: v. lett. 941.
940
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 1 f. 228 x 180 mm. sul v si legge: «D. Bosco / esami fatto»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960331)
E I 406 MB V ili 410
Domanda che i chierici di Lanzo possano fare gli esami in sede
Torino, 29 giugno [18]66
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Per l'anticipazione e per la fretta con cui in quest’anno si dovettero dare gli
esami pei cherici non si poterono prevenire gli assistenti ed i maestri del collegio
5 di Lanzo. Essi desidererebbero ora di subirlo, ma [per] gli esami del collegio che
si anticipano, l’assistenza che devono prestare e la spesa che devono fare per re­
carsi a Torino tornerebbe di grave incomodo se dovessero qui venire.
Pertanto per mezzo mio fanno a Lei rispettosa preghiera a voler, come l’an­
no scorso, delegare il sig. Vicario di Lanzo o qualche altro sacerdote a Lei benevi-
10 so per dare questo esame.
Pieno di fiducia che agli altri favori voglia aggiugnere ancora questo, le augu­
ro dal Signore sanità e vita felice mentre con sentita gratitudine ho l’onore di po­
termi professare
Di V. S. 111.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Latore della presente è l’economo di Lanzo che accetterebbe qualunque ri­
sposta anche verbale che giudicasse di fare.
3 cui res 6 anticipano corr ex anticipa 17 accetterebbe corr ex accettarebbe

28.3 Page 273

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luglio 1866 267
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 anticipazione e per la fretta: a motivo dei preparativi della guerra all'Austria, dichiarata il 20 giu­
gno 1866, e dell'eventuale chiam ata alle armi dei giovani chierici inclusi nelle liste di leva.
9 Vicario di Lanzo: Federico Albert (v. lett. 759).
17 economo: don Francesco Bodrato (v. lett. 798).
18 La risposta dovette essere positiva, vista la nota cit. nella descrizione del manoscritto.
941
Alla signora Margherita Saccardi
Edita in Vita del giovane Saccardi Ernesto fiorentino scritta dal sacerdote Giovanni B onetti D iretto­
re del Sem inario di M irabello. Torino, tip. dell’Orat. di S. Frane, di Sales 1868, pp. 123-129
E I 408-409 MB V ili 422423
Resoconto sugli ultimi istanti della vita del giovane Ernesto, figlio della corrispondente
[Torino, poster. 4 luglio 1866]
... Sebbene egli passasse molto tempo fuori di letto e facesse le sue divozioni
in chiesa, tuttavia postosi a letto domandò di ricevere i SS. Sacramenti, e ne fu
appagato. Una sera dopo essersi confessato mi disse di aver una pena, e me la
espresse. Io temo, disse, che la malattia vada in lungo, e che ella mi mandi a ca- 5
sa. Se ciò fosse, povero me! ... Io lo consolai tosto dicendogli che, fosse stata lun­
ga o breve la sua malattia, l’avrei sempre tenuto meco, né gli avrei lasciato man­
care alcuna cosa che gli avesse giovato o per l’anima o pel corpo. Pieno di con­
tentezza soggiunse: Dunque io sarò sempre con D. Bosco e figlio di D. Bosco. Sia
Dio benedetto.
10
Però, gli dissi, se Dio ti volesse con lui in Paradiso, io giudicherei di lasciarti
p. 124 andare, che ne dici? — Oh! | si, che vi andrei volentieri in Paradiso.
Debbo notare che il suo più gran timore era di essere mandato a casa, e il
solo parlargliene facevagli aumentare il male. A mia casa, soleva dire, vi sono cer­
ti pericoli dell'anima, che io non potrei fuggire; pur troppo, pur troppo!...
15
Qui ommetto molte cose riguardo all’avanzarsi della malattia, al ricevere i
SS. Sacramenti; nemmeno mi fermo a parlare di sua pazienza, della pietà, del
fervore, cose tutte che potrebbero formare materia di un bel libretto. Dico sola­
mente che un giorno avendogli detto se desiderava che invitassimo la madre sua
a venirlo visitare, no, rispose egli, perché forse non mi potrebbe più trovar vivo; e 20
poi ella mi ama assai, e sarebbe per lei dolore troppo grande il vedermi morire. Io
stesso ne patirei gravemente.
La sera precedente alla sua morte gli dimandai se mi comandasse qualche
p. 125 cosa, e soggiunse: Dica ai miei compagni che dimani sarò colla Ma|donna in Pa­
radiso. Stassera, replicai, scriviamo una lettera al Padre Giulio Metti; vuoi da lui 25
qualche cosa? Oh! padre Giulio, esclamò egli, caro padre Giulio, io vi ringrazio
che mi abbiate salvata l’anima mandandomi qua. Dio ve ne rimeriti.
Ai 4 di luglio, alle 9 del mattino io gli stava accanto per osservare l’andamen­
to del male, e persistendo egli che di quel giorno voleva andare colla Madonna in
Paradiso, gli chiesi chi lo assicurava di questo. — Me lo assicura Colei che ho 30

28.4 Page 274

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268 luglio 1866
scelto per mia madre; Ella non cangerà quanto mi disse. Allora giudicai bene di
chiedergli se avesse qualche commissione per sua madre. Sì, rispose, dica a mia
madre che io la ringrazio di quanto | ha fatto per me; che le domando perdono p. 126
dei dispiaceri che le ho dato. Cara madre, continuò egli, voi avete fatti grandi sa-
35 crifizi per me; ma siatene contenta, voi mi avete salvata l’anima, e questo vale
per tutto. Voi perdete un figlio in terra, ma lo acquisterete in Cielo. So che vi re­
cherà un gran dolore la notizia della mia morte; ma voi siete cristiana; fatene un
sacrifizio al Signore in suffragio dell’anima mia.
Dopo queste parole gli comandai di riposarsi alquanto, e ubbidì. Poco dopo
40 continuò: dica ancora a mia madre che io muoio contento senza la minima pena
della morte. Oh madre amata, io vado al Cielo; fatevi coraggio; colà vi attendo, e
pregherò sempre Iddio per voi. Salutate tutti i miei parenti, e dite loro che al pun­
to della morte si raccoglie quello che si è seminato nel corso della vita.
Voleva dir altro, ma ne fu talmente commosso che io lo consigliai a tacere.
45 Ho ancora una cosa a dire, e vorrei poterla dire, mi perdoni. — | Parla pure, io p. 127
eseguirò qualunque tuo ordine. — È cosa dolorosa, soggiunse, mi pesa, ma gliela
raccomando. Preghi mia madre che procuri di parlare con alcuni compagni che
ella conosce, e dica loro che io muoio col rimorso di averli conosciuti. Facciano
essi in modo di riparare il loro scandalo prima del punto della morte.
50
Molti altri detti, e pii pensieri esternò in quegli ultimi momenti, che io spero
di poterle poi esporre verbalmente.
Erano le undici del mattino, ed egli con volto allegro e rassegnato pregava e
baciava il crocifisso. Dopo alcuni momenti cessò di parlare, guardò gli astanti, fè
un sorriso, e l’anima sua volò al Signore.
55
Uno spettacolo avvenne dopo la sua morte. Il suo cadavere divenne così av­
venente che sembrava proprio un angelo fatto col pennello; i suoi compagni si de­
liziavano nel rimirarlo. Trentasei ore dopo conservava le sue sembianze, ed en­
trando nella camera mortuaria, ed avvicinandosi allo stesso | cadavere non senti- 128
vasi odore di nessuna sorta.
60
Durante la malattia e subito spirato sonosi fatte speciali preghiere pel defun­
to. La sepoltura fu maestosa e pia. I suoi compagni lo accompagnarono finché il
cadavere fu consegnato al deposito. Tutti i superiori di questa casa e dell'altro
collegio, ove visse maggior tempo, vanno d ’accordo nel dire che abbiamo perdu­
to una perla preziosa.
65
Due cose pertanto la devono consolare in questa disgrazia:
1° Una morte la più preziosa che si possa desiderare agli occhi di Dio, e que­
sto per una madre cristiana vale per tutto.
2° Non gli mancò nulla che potesse giovargli all’anima e al corpo. Quando
egli spirava stavano intorno al suo letto più sacerdoti, più chierici, più compagni,
70 che pregavano per lui.
Adoriamo pertanto i decreti della divina Provvidenza, che certamente in ogni
cosa ha i suoi fini. Noi dobbiamo dire che Iddio se lo volesse prendere, affinché i
pericoli del mondo non pervertissero la sua mente, non guastassero il suo cuore, >. 129
né ingannassero la sua anima già matura pel cielo. Consoliamoci a vicenda nella

28.5 Page 275

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speranza che presto lo rivedremo in una vita migliore.
luglio 1866 269
[Sac. Gio. Bosco]
1 La lettera-relazione venne m andata da don Bosco alla signora Saccardi; don Bonetti afferma di
averla poi riprodotta, in parte, nella biografia del figlio Ernesto da lui curata.
2 M argherita Saccardi Burroni, m adre di Ernesto, m orta il 28 dicembre 1908 a 87 anni: BS a. 29
(febbraio 1909) p. 63. In un appunto manoscritto conservato nell’ASC (me. 409 D 6) risulta che offrì
100 lire per la Chiesa di Maria Ausiliatrice «in conto di retta per il figlio Ernesto».
— egli: il figlio, Ernesto (v. lett. 858).
25 Giulio Metti: v. lett. 858.
62-63 altro collegio: ossia il piccolo seminario di Mirabello.
942
Alla marchesa Maria Fassati
Edita in E 1411 MB IX 293
Domanda se è disponibile ad offrire il patrimonio ecclesiastico per l’ordinazione del chierico France­
sco Cerruti, patrimonio eventualmente rimborsabile in seguito attraverso l'Economato Generale
*Torino, 5 luglio 1866
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
Ho ricevuto lettera dal Vescovo di Casale che mi dice aver ricevute tutte le
carte opportune per ammettere alle Ordinazioni il chierico Cerruti e mi dimanda
se si può sperare in qualche modo il patrimonio. Sebbene io abbia avuto ripetute 5
promesse dall'Economato, tuttavia vedendo che questo buon chierico perdereb­
be tempo, io mi raccomando a Lei perché voglia, se può e giudica bene, provve­
dere questo titolo ecclesiastico.
Ci vuole una rendita annua di fr. 240; la quale rendita ritornerebbe a Lei ap­
pena siasi ottenuta dall'Economato, siccome si è già fatto con altri. Ieri ne ho di 10
nuovo parlato col sig. Marchese ed egli mi disse che avessi esposto ogni cosa a
Lei e che Ella avrebbe aggiustato tutto. Siccome però io ricordo i molti benefizi
fatti a questa casa, così qualora non si giudicasse conveniente oppure altre opere
impedissero questa, io le sarei non meno riconoscente, e tanto io quanto il Cerru­
ti tentando altra via non cesseremo di invocare sopra di Lei e sopra tutta la fami- 15
glia le benedizioni del Signore.
Colla più sentita gratitudine, raccomandandomi alla carità delle sante sue
preghiere, ho l’onore di potermi professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
2 Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
3 Vescovo di Casale: mons. Luigi Nazari di Calabiana; dati biog. in E(m) I, lett. 81. La lettera in og­
getto non è stata reperita.

28.6 Page 276

▲torna in alto
270 luglio 1866
4 Francesco Cerniti: suddiacono il 20 settembre 1866, venne ordinato sacerdote il 22 dicembre suc­
cessivo; dati biog. in E(m) I, lett. 518.
6 Economato: cit. in lett. 880.
9 rendita annua: v. E(m) I, lett. 9, lin. 12-13.
943
Al chierico Francesco Cerruti
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860332)
Copia semplice
E 1411-412 MB V ili 426
Invito a venire a Torino per accordarsi circa il patrimonio ecclesiastico - saluti a tutti - chiede di pren­
dere nota di eventuali fatti particolari riguardanti l’episodio «prodigioso» del «bambino»
•'Torino, 7 luglio 1866
Car.mo Cerrutti,
C'è, non c'è, è promesso, sarà ottenuto, poi è sospeso, difficoltà et caetera;
ed in fin dei conti ogni cosa va a lungo. Dunque prendiamo una via sicura, a tua
5 comodità fa' una gita a Torino, di qui tratteremo del tuo patrimonio e se fa biso­
gno andremo a Saluggia per appoggiare una parte sopra gli stabili che ti riguarda­
no. Il resto ce lo diremo.
Se tu sei veramente allegro, procura di far star bene tutti gli abitanti del pic­
colo seminario. Saprai già la morte del nostro caro Saccardi.
io Di’ pure ai compagni che lo invochino dal cielo ché certam ente a quest’ora è
in gloria col Signore in compagnia di Rapetti vera copia di Savio Domenico.
Saluta D. Bonetti e D. Proverà una cum caeteris hic habitantibus: perdona
11latino, non badava che scriveva ad un professore.
Se il fatto del Bambino continua ne’ medesimi termini, di’ a D. Bonetti che
15 tenga memoria di ogni più piccola particolarità specialmente col far scrivere il
racconto separatamente da tutti quelli che l’hanno veduto, dopo se ne farà un
estratto da questi documenti. Cerrutti, coraggio, dovremo combattere ma non
siamo soli, Dio è con noi; il premio ricompenserà ogni fatica sostenuta.
Dio ci benedica tutti e ci conservi per la via della salvezza eterna. Amen.
20
Tuo aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
3 sarà] sara corr ex... 6 Saluggia] Saluggio
12 caeteris] ceteris 20 Tuo] Suo
7 ce emend ex eh
8 procura corr ex procuri
2 Francesco Cerruti: v. E(m) I, lett. 518.
3 c ’è, non c ’è, promesso: si tratta del patrimonio ecclesiastico, di cui alla lett. 942.
5 fa’ una gita: da Mirabello, dove si trovava, a Torino.
6 Saluggia (Vercelli): paese di nascita del Cerruti.
9 Ernesto Saccardi: v. lett. 941.
11 Francesco Rapetti: nato nel 1846 a Predosa (Acqui), fece la professione triennale l’i l gennaio
1866 come studente; morì chierico a Mirabello il 27 giugno 1866: ASC registro Anag. prof; don G. B.

28.7 Page 277

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luglio 1866 271
Lemoyne lo definisce «il miglior giovane del collegio» di Mirabello: MB V ili 410.
— Domenico Savio: nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri (Torino) era entrato a Valdocco il 29 ottobre
1854; morì a Mondonio il 9 marzo 1857. Dichiarato beato il 5 marzo 1950, fu canonizzato il 12 giugno
1954: cf DBS pp. 255-256.
12 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
— Francesco Proverà: v. E(m) I, lett. 518.
14 Bambino: allude alla visione del Bambino Gesù nell'ostia consacrata che alcuni ragazzi del colle­
gio avrebbero avuto in occasione della esposizione sacramentale: cf MB V ili 424.
944
All’avvocato Ferdinando Maria Fiore
Biblioteca Palatina, autografi cass. 258 - Parma
Orig. aut. 2 ff. 215 x 145 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Fiore (A 1790530)
E I 414 MB XVI 619
Accetta la contrattazione per la casa di Troffarello
"Torino, 15 luglio [18]66
Ill.mo Sig. Avvocato,
Non ho potuto rispondere alla sua nel tempo indicato perché era assente da
Torino. Le dirò adunque, che mi sento molto portato alla contrattazione della
casa di Troffarello per le persone che si hanno a trattare ed anche pel prezzo al 5
certo ragionevole che mi viene offerto.
Tuttavia calcolate le spese fatte, e i miglioramenti introdotti io non potrei
senza perdita allontanarmi dalla somma di fr. 24[mila]. Notando per altro che un
mille franchi non è mai quello che faccia o non faccia sospendere un contratto di
tal genere.
lo
Chi visitasse il locale, la grande cisterna di novecentomila carré di acqua, la
ghiacciaja, le cantine con altre agevolezze unite ad un corpo di fabbrica per cui
non occorre colpo di martello costui, credo, non troverebbe troppo elevato il
prezzo mentovato. In quanto allo stabilire le more de’ pagamenti non ci saranno
difficoltà.
15
f.lv
Pronto a suoi cenni, le auguro ogni celeste benedizione e mi professo con
pienezza di stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
3 era em end ex e... 11 di2 it et del
2 Ferdinando Maria Fiore: v. lett. 914 e 952.
11 carré: m isura piemontese di liquidi; corrispondeva a 10 brente, ossia 4 ettolitri e 93 litri: Torino e
i su oi dintorni. G uida storico-artistica, am m in istrativa e com m erciale, per G. Stefani e D. Mondo.
Torino, Carlo Schieppati 1852, p. 330; in altre provincie del Piemonte invece corrispondeva a 12 bren­
te (h. 5,916831).

28.8 Page 278

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272 luglio 1866
945
Alla contessa Anna Bentivoglio
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Bentivoglio (A 1790206)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 140 mm.
E 1413
me. 2645 A 7/8
Tranquillità circa il miglioramento della salute grazie alla fede nel Signore e in M aria Ausiliatrice
*Torino, 18 luglio [18]66
Benemerita Signora,
Riponiamo piena confidenza nella bontà del Signore e nella protezione di
Maria Ausiliatrice. Perciò Ella passeggi, riposi, mangi, beva, suoni o canti come
5 se non avesse alcun male, ben inteso nel modo e misura compatibili colla ordina­
ria sua complessione.
Io ho piena fiducia che la Madonna concederà la grazia intera. Speriamo.
Dio benedica lei, il signore di Lei Marito, e raccomandandomi alla carità del­
le loro sante preghiere mi professo con gratitudine
10 Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
A sua Eccellenza
f.2v
La Sig[ra] Contessa Bentivoglio
Roma
2 Anna Bentivoglio e marito: v. lett. 930.
7 grazia intera: in data 28 luglio la contessa rispose ringraziando per la lettera, giustificandosi di non
poter fare tutto quello che gli era stato suggerito e dando notizie del miglioramento della sua salute:
ASC B26200 Bentivoglio.
946
Al chierico Giovanni Battista Verlucca
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910405)
Copia semplice
E I 413 MB V ili 435
Assicura preghiere per la salute del padre - suggerimenti per il luogo dove intraprendere gli studi
T orino, 18 luglio [18]66
Car.mo Verlucca,
Volentieri unirò le povere mie preghiere e quelle dei giovani di questa casa a
prò di tuo padre e voglio anche dire una parola speciale a Savio Domenico. Di qui
5 alla festa di Maria Assunta in Cielo recita ogni giorno tre Pater Ave e Gloria a Ge­
sù Sacramentato in onore di Savio Dom. di cui egli era molto divoto. Andando a
Lanzo spero di potergli fare una visita.

28.9 Page 279

▲torna in alto
luglio 1866 273
In quanto alla scelta del luogo di fare i tuoi [studi] c ’è tempo a pensarci e a
deliberare. Tu abbi solamente in mira di scegliere quel sito che sarà di maggior
gloria di Dio e di maggior vantaggio all’anima tua. Noto solo che i grandi sacrifizi io
fatti in gioventù sembrano pungenti spine, ma esse saranno cangiate in odorifere
rose nella eternità. Spero che presto potremo vederci.
Dio benedica te e le tue fatiche, prega per me che di cuore sono tutto [tuo]
Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco Gio.
15
All'ottimo Sig. Ch.
Verlucca Gio. Batta
Lanzo Torinese
2 Giovanni Battista Verlucca: nato a Lanzo Torinese nel 1847, si fece sacerdote nel 1870; ripetitore di
teologia in seminario nel 1873, divenne dottore aggregato al collegio della facoltà teologica quattro
anni dopo. In seminario tenne poi successivamente le cattedre di teologia morale, fondamentale e sa­
cramentale; fu anche penitenziere della cattedrale e dal 1889 direttore diocesano dell’Opera della Pro­
pagazione della fede. Morì nel 1907: cf necrologio in «L'Italia Reale - Corriere nazionale» 10 gennaio
1907.
4 II padre era am malato e don Bosco sperava di visitarlo allorché si sarebbe recato a Lanzo per un
po’ di riposo a S. Ignazio e per la distribuzione in collegio dei premi di fine anno.
— Domenico Savio: v. lett. 943; nella Vita del giovanetto Savio D om enico allievo dell'O ratorio di
San Francesco di Sales p e r cura del sacerdote Bosco Giovanni. (Torino, tip. G. B. Paravia e comp.
1859, p. 71) si leggeva: «Era per lui una vera delizia il poter passare qualche ora dinanzi a Gesù sacra­
mentato».
947
Al re Vittorio Emanuele II
ASC B31010 Lett. orig., Viti. Em. (A 1741056) me. 56 A 11
Orig. aut. 2 ff. 256 x 195 mm. calta azzurra segni di pastello rosso e blu
E I 412 MB V ili 431
Domanda di sussidio per i giovani dell’Oratorio
"Torino, 18 luglio 1866
Sacra Reai Maestà,
I poveri giovani ricoverati nella casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales,
in numero di circa ottocento, trovandosi ridotti a gravi strettezze fanno umile ri­
corso alla provata carità di V. S. R. M. supplicandola a voler prendere in benigna 5
considerazione la misera loro condizione e concedere quel caritatevole sussidio
che al paterno di Lei cuore sarà beneviso.
Memori del benefizio non mancheranno di porgere a Dio ogni giorno speciali
preghiere per la conservazione dell’Augusta di Lei persona e di tutta la Reale
famiglia.
10
Che della grazia
A nome degli Umili ricorrenti
Il sac. Bosco Gioanni

28.10 Page 280

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274 luglio 1866
5 supplicandola] Supplicandola
6 considerazione corr ex consig
2 Vittorio Emanuele II: v. E(m) I, lett. 42. Don Bosco qualche tempo prim a gli aveva già chiesto il
patrimonio ecclesiastico per i chierici Francesco Cerruti e Enrico Bonetti: v. lett. 880; in aprile gli ave­
va pure inviato 400 biglietti della lotteria, da cui ricavò 200 lire: v. Appendice, lett. 1866/9.
13 benefizio: non venne concesso. In data 11 agosto infatti il primo Limosiniere del re, can. Camillo
Pelletta, rispose che «nel corrente anno 1866 essendo ridotto a circa la m età il fondo della Regia Limo­
sina le elemosine sono esclusivamente ristrette alle sole famiglie povere escluse ogni Pio stabilimento,
cui soleva per lo passato assegnarsi qualche sussidio in modo eccezionale»: ASC B26200 Pelletta, ed.
in MB V ili 431. Al Pelletta don Bosco si era rivolto altre volte: v. E(m) I, lett. 318, 629. Nato ad Asti,
già chierico di Corte, commendatore dei S.S. Maurizio e Lazzaro, canonico della metropolitana, fu
per più anni amministratore della Regia Opera della Provvidenza, direttore dell’istituto delle Sapelline
e dell’asilo infantile Vittorio Emanuele II. Ricercato predicatore di esercizi spirituali, morì a Torino il
1° marzo 1903 a 92 anni: cf L'abate Camillo Pelletta in «L’Italia Reale - Corriere Nazionale» 3 marzo
1903.
948
A don Raffaele Cianetti
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860333)
Copia semplice
E I 414 MB V ili 438439
Problemi di coscienza di un sacerdote - speranza di andare a Lucca appena riattivato il servizio fer­
roviario
Car.mo Sig. D. Cianetti,
T orino, 20 luglio 1866
Ho a suo tempo ricevuta la roba della Cat[t]uregli e trasmessa ad uso del
medesimo (cioè del figlio). Riguardo al timore di confessare non ci badi. Difficil-
5 m ente un penitente ne sa più di Lei.
D’altronde noi dobbiamo giudicare della nostra idoneità dagli esami e dalla
volontà dei superiori. Di più nel lavorare per le anime vale tanto un'oncia di pietà
quanto cento miriagrammi di scienza. Dunque coraggio e confessi alacremente
per quanto la sua sanità lo comporta.
10 Ho fatto e fatto fare in comune come ha dimandato, anzi continueremo a
raccomandarlo al Signore nelle deboli nostre preghiere. Quando le corse della
ferrovia saranno regolari, spero di fare una gita a Lucca e ci parleremo a questo
proposito. Faccia umili ossequi a Monsignore, a D. Bertini, alla Marchesa Bur-
lamacchi e famiglia, procuri di aumentare di diecimila gli associati alle Letture
15 Cattoliche.
La grazia di G. C. sia sempre con noi. Amen.
Preghi per noi e a nome di tutti le sono
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
2 Raffaele Cianetti: sacerdote, dal 1867 collaboratore del nuovo parroco di S. Leonardo a Lucca, don
Salvatore Bertini (v. lin. 13) e dal 1892 suo successore (v. lett. 1127 e 1128).
3 Adolfo Catturegli: nato a Lucca, figlio di Benedetto e di Assunta Catturegli, entrò nel collegio di
Lanzo il 7 marzo 1866 e ne uscì il 20 marzo 1867: Lanzo, registro Censimento.

29 Pages 281-290

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29.1 Page 281

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luglio 1866 275
13 Monsignore: Giulio Arrigoni, francescano, nato a Bergamo nel 1806 e divenuto vescovo di Lucca
nel 1849. Morì nel 1875: HC V ili 350.
— Don Salvatore Bertini, appartenente a nobile famiglia molto generosa con don Bosco, sarà nomi­
nato parroco di S. Leonardo a Lucca il 16 dicembre 1867; morì nel 1892: dati reperiti in archivio par­
rocchiale.
13-14 Burlamacchi: antica famiglia patrizia lucchese molto affezionata a don Bosco; la marchesa
Elena Burlamacchi era una delle promotrici della lotteria in corso: v. Elenco degli oggetti..., p. 19.
949
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780220)
Orig. aut. 2 ff. 213 x 137 mm.
E I 415416 MB XV 840-841
Ringrazia delle notizie circa un'eventuale vocazione femminile - informazioni sull’andam ento dei la­
vori della chiesa di Maria Ausiliatrice - avrà buone notizie entro due mesi per il marito
Benemerita Signora Contessa,
*Torino, 20 luglio [18]66
Con gran piacere ho ricevuto delle sue notizie e ringrazio Dio che li conservi
tutti in sanità. Se le corse della ferrovia non fossero irregolari e sospese sarei già
andato a farle una visita; ma bisogna attendere.
5
In quanto al ritiro Capponi bisogna piuttosto lasciar fare dalla Provvidenza
che consigliare. Se potessi parlarle vorrei accennarle come qui in Torino vi sono
le Maddalene che [hanno] proprio lo scopo di raccogliere e mettere sul buon sen­
tiero giovanette traviate. Esse hanno già una casa [a] Brescia; nel prossimo au­
tunno ne apriranno u n ’altra a Venezia. Sono zelanti, fervorose[,] economiche, 10
tra noi fanno molto bene. Chi sa che non possano convenire?
Io ho sempre raccomandato Lei e tutta la sua famiglia al Signore nelle comu­
ni nostre preghiere, e le do parola che continueremo a far così finché non saremo
tutti in Paradiso.
La nostra famiglia va bene; la cupola della chiesa è a buon punto, ma a moti- 15
f.iv vo dei quattrini i lavori sono ridotti a poca entità. Possia|mo dire che la principale
questuante per questa chiesa è la stessa Maria Ausiliatrice. Tutti i giorni si comin­
ciano novene con promessa di qualche oblazione se si ottiene la grazia; finora
niuno fu deluso e così teniamo in movimento le opere di costruzione.
Avrei piacere di sapere se la March. Gerini è a Firenze. Dica al sig. suo Mari- 20
to che ho una notizia bella a dargli, ma non posso manifestargliela se non fra due
mesi dalla data d ’oggi.
Dio benedica Lei, signora contessa, il sig. cav. di Lei Marito, figlie, generi e
nipoti.
Raccomandandomi alle loro preghiere auguro a tutti le benedizioni del cielo 25
e mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

29.2 Page 282

▲torna in alto
276 luglio 1866
30 P.S. Ricevo in questo momento notizie della March. Villarios, che è tutta occu­
pata della Lotteria in Roma, mi dice che sta bene.
7 sono corr ex so...
2 Girolama Uguccioni e famiglia: v. lett. 885.
4 corse sospese: il viaggio a Firenze, previsto per il maggio precedente, era stato rinviato proprio per
i condizionamenti imposti alla circolazione ferroviaria dai preparativi della guerra (v. lett 916).
6 ritiro Capponi: una presumibile casa di accoglienza per ragazze in gravi difficoltà.
8 le M addalene: cit. in lett. 882.
20 Isabella Gerini: v. lett. 910.
21 notizia bella: il riferimento più probabile è alla conclusione della terza guerra d ’indipendenza, di
cui alla lett. 970; non si possono però escludere altre ipotesi, come ad es. l'auspicata conclusione della
costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice oppure un eventuale viaggio a Firenze.
30 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
950
Alla suora domenicana Maria Margherita Stoli
ASC B31010 Lett. orig., M aria M argherita (A 1721219) me. 35 C 9
Orig. aut. 1 f. 213 x 134 mm. carta leggerissima trasparente e restaurata segno di ceralacca
rossa sul v si legge, aut. di Oreglia: «Rev.da Madre Superiora preghi per m e / che mi dichiaro con
tutto rispetto / suo obbl.mo servo / Federigo Oreglia»
E I 416
Consigli per una vita spirituale fervorosa
Preg.ma Signora,
*Torino, 22 luglio [18]66
La tiepidezza quando non è promossa dalla volontà va totalmente scevra di
colpa. Anzi io credo che tale tiepidezza, che prende il nome di aridità di spirito,
5 sia meritoria davanti al Signore.
Tuttavia se vuole alcuni fiammiferi che eccitano scintille di fuoco io li ritrovo
in giaculatorie verso al SS. Sacramento, qualche visita al medesimo, baciare la
medaglia od il crocifisso. Ma più di ogni altra cosa il pensiero che le tribolazioni,
le pene e le aridità del tempo sono altrettante odorifere rose per l’eternità.
10 Io non mancherò di raccomandarla debolmente al Signore nella santa mes­
sa, e nell’atto che raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante
sue preghiere ho l’onore di potermi professare con gratitudine sincera
Di V. S. preg.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
Alla Molto Rev.da Suora
f.2v
Suor M. Margherita
S.S. Domenico e Sisto
Roma
6 eccitano] eccitono

29.3 Page 283

▲torna in alto
luglio 1866 277
2 Maria M argherita Stoli, nata a Rieti il 26 marzo 1822 e m orta a Roma l'1 1 febbraio 1892. E ra entra­
ta nel monastero domenicano dei S.S. Domenico e Sisto in Roma nel 1851; nel 1885 fu sindaca-
economa, prim a di essere eletta priora nel 1892: cf Croniques du m onastère de San Sisto et de San
D om enico e Sisto à Rome. Levanto 1920, pp. 524s; v. anche lett. 983.
951
Al giovane Giulio Cesare Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 140 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950146)
E I 416-417 MB V ili 432
Ringrazia per il condono, da parte della mamma, di mille lire del debito e annuncia la restituzione
della rimanente identica cifra
Torino, 23 luglio [18]66
Car.mo Sig. Cesare,
Ella è sempre un buon segretaro perché scrive sempre cose buone[,] utili[,]
vantaggiose. Grazie adunque della limosina che Maman si dispone di fare e fa in
mille franchi per la costruzione del pulpito. Spero che Maria Ausiliatrice non ista- 5
rà indietro a Maman in generosità.
Prima che termini questo mese porterò il mille franchi a sua casa come mi
scrive e farò in modo di portare altrettanti napoleoni ma tutti col capo scoperto.
Perché se portassi insieme cinquanta napoleoni col capello in testa, forse mette­
rebbero in combustione fin Giove, Saturno e Marte etc. Appena saranno ritornati 10
dai bagni spero di poterli riverire personalmente a Casale o a Vignale. L’assicuro
però che ogni dì li raccomando tutti in particolar modo nella santa Messa.
La grazia del Signore l’assista, e il santo timor di Dio sia ognora la sua ric­
chezza favorita ed ambita. Amen.
Con gratitudine e stima mi professo
15
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio
12 ogni dì li corr ex io ... 13 Dio res 13-14 ricchezza corr ex ricchezz...
1 Torino: la lettera 952, datata lo stesso giorno, è scritta da Alba.
2 Giulio Cesare Callori e Maman: v. E(m) I, lett. 546. Il giovane aveva scritto a don Bosco a nom e
della madre, la quale, su richiesta di don Bosco (v. lett. 939) gli dimezzò il debito di 2000 lire.
7 termini questo mese: ci fu anche un contrattempo, in quanto don Bosco consegnò i mille franchi
al portinaio - come da primo invito dei Callori - m entre il conte stesso venne personalmente a ritirarlo
aH’Oratorio, come invece da secondo invito epistolare, giunto però a don Bosco a consegna avvenuta:
v. lett. 958.
7-8 mi scrive: la lettera non è stata reperita.
8-9 napoleone: m oneta francese d ’oro coniata da Napoleone nel 1803 e usata nel sec. XIX. In Italia
la m oneta d ’oro da 20 franchi emessa nel 1800 era detta marengo. In seguito il marengo divenne sino-

29.4 Page 284

▲torna in alto
278 luglio 1866
nimo di napoleone d ’oro, mentre per napoleone si intendeva lo scudo d ’argento da cinque lire. «Na­
poleone col capo scoperto»: m oneta cartacea che dal maggio 1866 ebbe in Italia corso forzoso; porta­
va l'effigie di Vittorio Emanuele II senza cappello. Ovviamente i napoleoni «senza cappello» risultaro­
no una m oneta svilita rispetto a quelli «col cappello» spariti presto dalla circolazione.
11 dai bagni: di Courmayeur (v. lett. 958).
— Casale e Vignale: abituali luoghi di residenza della famiglia Callori.
952
All’avvocato Ferdinando Maria Fiore
Biblioteca Palatina, autografi cass. 258 - Parma
Orig. aut. 1 f. 280 x 205 mm. timbri vari: Alba 23 lug 66 9 M
bollo 20 cent.
ASC Mss. aut. in fotoc., Fiore (A 1790531) me. 2648 B 7
E I 567-568 MB XVI 620-621
Sempre a proposito della casa di Trofarello
Torino 24 lug 66 10 M
franco­
Torino (ma scrivo da Alba), 23 luglio [18]66
Chiar.mo Signore,
Malgrado il mio buon volere di compiacere V. S. chiar.ma, la cui onestà e
cortesia mi si rendono sempre più palesi debbo scriverle che non posso variare
5 quanto ho scritto, perciocché mi sono limitato ad essere indenne e non più. Cre­
do però [che] in un contratto che convenga, come sembra questo, non debba
ostare la diversità piccola che si incontra nel prezzo.
Comunque per altro la cosa riesca, io sono sempre grato e riconoscente alla
bontà sua, pregandola solo di voler dare benigno compatimento al ritardo nel ri­
io spondere.
Con pienezza di stima ho l’onore di professarmi
Di V. S. Chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 Al Chiar.mo Signore
f.2v
Il Sig. Avv. Ferdinando Fiore
Via Palatina N. 1-2
Torino
1 Alba: non si hanno altre informazioni sul viaggio di don Bosco in tale città.
2 Ferdinando Fiore, impiegato ministeriale: v. lett. 914.
5 ho scritto: v. lett. 944.
9-10 ritardo nel rispondere: la lettera dell’avvocato non è stata reperita.

29.5 Page 285

▲torna in alto
953
Alla signora Violante Runer
luglio 1866 279
Archivio Ispettoriale Salesiano - Vienna
Orig. aut. 2 ff. 220 x 140 mm. in calce si legge aut. «Sig. C.» «Violante Nancy» [?]
è allog.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., R uner (A 1820414) (A 1960292)
E I 417 MB V ili 432-433
L'indirizzo
Ringraziamento per la lettera inviatagli - assicura preghiere e chiede pazienza e rassegnazione alla vo­
lontà di Dio - auspica collaborazione per la vendita dei biglietti della lotteria
"Torino, 25 luglio [18]66
Benemerita Signora,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi!
Ringrazio V. S. B. della cristiana lettera che si compiacque indirizzarmi. Fa­
rò quanto Ella mi dice; pregherò e farò anche pregare questi miei giovanetti per 5
le due famiglie che mi raccomanda; ma bisogna aver pazienza e rassegnazione e
riconoscere in ogni cosa la santa volontà del Signore.
Se poi Ella vuole fare qualche cosa per noi, ajuti la marchesa Vitelleschi a
spacciar alcune cartelline di Lotteria il cui provento è destinato alla costruzione
della chiesa in questa città sotto al titolo di Maria Ausiliatrice.
io
Io le auguro ogni celeste benedizione; Ella poi si degni di pregare per me e
per li miei poveri giovanetti mentre ho l’alto onore di potermi professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
111.ma Signora
La Signora Violante Runer
Roma
5 quanto it et del 12 onore] l'onore
2 Violante Runer: persona non identificata; ricerche effettuate presso l’istituto di cultura austriaco a
Roma non hanno approdato ad alcun risultato.
4 cristiana lettera: non è stata reperita.
6 due famiglie: troppo generico il riferimento per poterle identificare.
8 m archesa Maria Vitelleschi: v. lett. 878.
954
Ai giovani del piccolo seminario di Mirabello
ASC B31010 Lett. orig., M irabello (A 1721306) me. 36 C 1/4
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 2 m m . carta uso stam pa foglio restaurato con carta bollata
foro sul f. 2 il P.S. si trova sul mrg. sin. del f. Ir
E I 417-419 MB V ili 436437
Raccomandazioni spirituali prima delle vacanze estive
piccolo

29.6 Page 286

▲torna in alto
280 luglio 1866
*Torino, 26 luglio [18]66
Ai miei cari figliuoli di Mirabello.
Aveva deliberato di recarmi presso di voi nel giorno della domenica prossi­
ma; quando imperioso motivo mi fa cangiare divisamento. Mi rincresce assai ed
5 aveva già per fino stabilite le cose che desiderava di dirvi. Pazienza, Dio vuole ri­
serbare questa nostra consolazione dopo le vacanze, ed allora non un giorno, ma
una settimana spero che passeremo insieme.
Intanto io giudico bene di augurarvi vacanze felici con alcuni paterni avvisi
che mi sembrano necessari alle anime vostre.
io
1° Io ringrazio il vostro direttore, prefetto, i maestri, assistenti e tutti gli altri
del piccolo seminario di tutte le cortesie, della pazienza usatemi e delle preghiere
fatte per la povera anima mia. Continuate, o cari figliuoli; io vi assicuro, che ogni
giorno vi raccomanderò tutti quanti nella santa Messa.
2° Ognuno prima di partire pulisca la coscienza con un fermo proponimento
15 di volerla conservare tale fino al ritorno dalle vacanze, per quella sett|imana e per f.lv
quel giorno che vi sarà stabilito per ritornar; ma non lasciatevi adescare da alcu­
ne frivolezze per rimanere a casa oltre al tempo stabilito, ad eccezione che lo sta­
to della vostra sanità non ve lo permetta.
3° Giunti a casa andate tosto da parte mia e degli altri vostri superiori a salu-
20 tare i vostri parenti, il vostro paroco, maestri ed altre persone verso di cui abbiate
qualche obbligazione. Questo è uno stretto dovere di gratitudine che farà piacere
agli altri, e sarà eziandio vantaggioso a voi stessi.
4° Fate a casa la solita meditazione, messa, lettura quotidiana come facevate
in collegio. La medesima frequenza nella confessione e comunione.
25
5° Col vostro contegno in famiglia fate vedere che il vostro anno scolastico
non fu perduto; perciò siate modelli agli altri vostri parenti ed amici nella virtù
dell’ubbidienza; sopportate con carità le molestie degli altri, siate senza pretese
nel cibo, nel riposo, nel vestirvi e simili.
6° Non si possa mai dire di voi che facciate cattivi discorsi od anche solo ne f.2r
30 ascoltiate. Occorrendovi di sentire qualcheduno a farne, imitate il nostro protet­
tore S. Luigi: o rimproverare chi lo fa o fuggire immediatamente dalla pericolosa
compagnia.
7° Procurate di raccontare qualche fatto, qualche esempio letto, udito, stu­
diato a quelli che lo voglio [no] ascoltare; oppure leggete qualche buon libro, ma
35 guardatevi dalle cattive letture come da un mortale veleno delle vostre anime.
Certamente, o miei cari figliuoli, io vi direi ancora molte altre cose se la bre­
vità di una lettera lo comportasse. Vi dico per altro ancora che voi andando altro­
ve troverete persone più dotte e di gran lunga più virtuose di me, m a difficilmente
potrete trovarne [di quelle] che più di me cerchino il vostro bene.
40
Perciò voi ricordatevi di me ogni mattino nell’ascoltare la santa messa; io
non mancherò dal canto mio di fare ogni giorno una commemorazione per tutti

29.7 Page 287

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luglio 1866 281
f.2v voi nel celebrarla. Quale grande consolazione per me, che | grande fortuna per
voi se andaste a casa e ritornaste senza perdere la grazia del Signore! Del resto ri­
posate, state allegri, ridete, cantate, passeggiate e fate quanto altro vi piace, pur­
ché non commettiate peccati.
45
Buone vacanze, miei cari figliuoli, e buon ritorno dalle medesime. La benedi­
zione del Signore vi accompagni in ogni passo.
Il direttore delle scuole dia pure a leggere ed anche a copiare, [a] chi la bra­
masse questa lettera.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi e la Santa Vergine Maria ci assista 50
e ci ajuti a perseverare per la via del cielo. Amen.
Credetemi sempre con paterno affetto tutto vostro nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
P.S. D. Bonetti riveda, perché non ho potuto leggere.
55
14 coscienza it
23 4° em end ex 3°
messa corr ex medi
33 letto corr ex ...
33-
34 studiato corr ex ...
3 domenica prossima: 29 luglio.
4 imperioso motivo: non è stato individuato.
5 cose... dirvi: le medesime raccomandazioni don Bosco le aveva già fatte ai ragazzi di Lanzo e di
Valdocco in occasione della distribuzione dei premi di fine anno.
55 Giovanni Bonetti, direttore del collegio di Mirabello: v. E(m) I, lett. 328.
— non ho potuto leggere: ulteriore prova del poco tempo a disposizione per sbrigare la corrisponden­
za, che spesso risulta vergata in grande fretta. Lo confermerà lui stesso nel suo Testam ento spirituale:
«La maggior parte furono scritte precipitosamente»: Don Bosco educatore. Scritti e testim onianze, a
cura di P. Braido. Roma, LAS 1992, p. 422.
955
All’ispettore degli studi della provincia di Torino, don Pietro Baricco
Edita in MB V ili 430, già in ASC B31220 Copie di orig.
Risponde a precise richieste sulle scuole dell'Oratorio e chiede un sussidio a favore delle medesime
[Torino, fine luglio 1866]
[.••],
La ringrazio infinitamente della premura che si prende per le nostre scuole e
volentieri rispondo alle spiegazioni che Ella domanda.
Furono sei le classi in cui si insegnava dai primi rudimenti di lettura fino alla 5
grammatica ed aritmetica inclusive. Gli insegnanti sono tutti chierici addetti al
medesimo Oratorio, aiutati anche dai giovani più provetti, sotto la direzione dei
professori G. B. Francesia e Celestino Durando, sacerdoti.
Il numero massimo di ogni classe è in media di 35 alunni che raramente va
fino a 40. Le classi si tengono aperte dal mese di novembre a tutto luglio inclu- io
sivo.

29.8 Page 288

▲torna in alto
282 agosto 1866
Si ebbe l’anno scorso il sussidio di lire 500 come aiuto, e per le scuole serali e
diurne e per le ginnasiali ed elementari.
[Sac. Gio. Bosco]
15 N.B. Oltre alle scuole di lettura, scrittura, grammatica ed aritmetica, serali e fe­
stive pei giovanetti artigiani, v’ha pure ogni sera la scuola di musica vocale o stru­
mentale per 500 e più giovanetti.
1 La data è piuttosto approssimativa. Il Baricco comunque in data 15 ottobre 1866 inviò 300 lire:
ASC B26100 autorità Baricco. In ASCT Ragioneria, M andati di pagam ento è indicato 0 sussidio di
lire 300 concesso dalle autorità comunali a don Bosco, così come ad altri istituti di beneficenza, per gli
anni 1864-1868, fino al 1879. I mandati per il 1864-1866 sono firmati dal Baricco, il quale il 15 ottobre
1866 firmava un ulteriore contributo di lire 500, dietro richiesta del ministero della Pubblica Istruzio­
ne, su proposta del comitato per le scuole: ASC B26100 Autorità, Provveditori, Baricco, ed. in MB
V ili 491. Una somm a di 300 lire venne concessa da Francesco Borgatti (1818-1885) segretario generale
del ministero di Grazia, Giustizia e dei Culti, in data 5 gennaio 1867 dietro probabile richiesta di don
Bosco del dicembre 1866: ASC F 583 Torino Oratorio, me. 228 D 9 ASC, ed. in MB V ili 540.
2 Pietro Baricco: v. E(m) I, lett. 93. Già vicesindaco di Torino, assessore alla pubblica istruzione e in­
fine Provveditore agli studi e preside del liceo Cavour.
3 spiegazioni: v. testo della lettera; analoga richiesta a don Bosco era stata fatta il 12 luglio anche dal
Provveditore agli studi, Francesco Selmi: cf MB VIII 430.
8 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
— Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330.
12 lire 500: analogamente farà lo stesso Baricco per l’anno in corso, due mesi dopo: v. sopra, lin. 1.
956
Al conte Carlo Cays
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860324)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
lett. 959
E I 420-421 MB V ili 381-382
A proposito della vertenza in corso circa le Letture Cattoliche
per errore è allegato il P.S. della
Illustrissimo Sig. Conte Cays,
*Torino, 4 agosto 1866
Una serie di affari mi hanno obbligato a passare più giorni fuori di casa e
questo è il solo motivo per cui non ho potuto prima rispondere alla venerata di
5 Lei lettera intorno al benedetto affare delle Letture Cattoliche.
Io mi pensava che essendomi interamente rimesso agli arbitri scelti dal sig.
T. Valinotti e confermati con Lettera di S. E. Mons. Vesc. Moreno dovesse ogni
cosa risolversi senza ulteriore discussione sui conti. Tanto più [che], com’Ella di
certo ricorda, si dovettero accettare tutti i debiti dei cinque primi anni sulla asser­
to zione verbale, senza poter verificare i crediti; non si diedero i conti del 1856 seb­
bene sottoscritti dal T. Valinotti; io non ho tenuto conto degli esposti che tra viag­
gi, posta, libri, mantenimento di alcuni giovani ad hoc, non è minore di cinque
mila franchi.
A tutto questo si passò sopra per venire ad un qualche accomodamento. Ella

29.9 Page 289

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agosto 1866 283
proponeva che io accettassi il debito Paravia colle Letture Cattoliche; oppure ciò 15
accettasse Monsig. Vescovo senza parlare più di altro interesse.
Io mi sono totalmente rimesso, e mi rimetto ancora. Adesso si propongono
altre e poi altre condizioni e di più l’aw . Can.co Pinoli nella sua lettera mi qualifi­
ca con espressioni che certamente io non userei mai verso di lui.
Mi si dice che io vado sempre creando delle nuove difficoltà. Ella sa, signor 20
Conte, se ho una volta sola variate o modificate le cose proposte, ad eccezione
che io non ho per nulla contato dieci anni di lavoro pelle Lett. Cattoliche.
Per fare adunque vedere che io non ho mai cangiato e non cangio sillaba del­
le passate intelligenze qui ripeto che io sono pronto a lavarmi le mani delle L ettu­
re Cattoliche e cedere tutto a Monsignore con che si prenda il debito Paravia col- 25
le Letture Cattoliche senz'altra obbligazione, se così meglio aggrada.
Qualora peraltro si volesse mettere un termine ad ogni vertenza io offrirei
mille franchi a Monsignore purché tal debito si estingua con Letture Cattoliche o
con altri libri che siano di nostra proprietà. Darei anche volentieri il danaro con­
tante, ma non posso pel motivo che non ne ho. A dirla poi schietta, sig. Conte, io 30
mi pensava che attesi i molti giovani Cherici ed aspiranti della diocesi d ’Ivrea che
furono tenuti e si tengono gratuitamente in questa casa a favore di quella medesi­
ma diocesi, pensava, dico, che non si sarebbe andato tanto pel sottile in fatto
d'interesse.
Compatisca il tenore di questa lettera se mai trovasse qualche espressione 35
non moderata. Le molte occupazioni, i molti bisogni, i molti disturbi avuti a que­
sto riguardo mi hanno fatto scrivere un po’ in fretta e forse un po’ risentito.
La ringrazio della bontà che usò per me in questo ed altri affari riguardanti a
questo Oratorio ed assicurandola della più sentita mia gratitudine ho l’onore di
professarmi
40
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Al Chiarissimo Signore
Il Sig. Conte Carlo Cays di Giletta
45
Alpignano - Caselette
1 Torino: indicazione convenzionale e ufficiale del luogo di spedizione. Dal 2 agosto don Bosco stava
predicando gli esercizi spirituali ai confratelli a Trofarello (15 km. da Torino), dove rimase fino al 6
agosto (cf MB V ili 445), sia pure con l’interruzione di un viaggio a Strevi: v. lett. 957.
2 Carlo Cays: v. lett. 923, dove si riassume pure l'intera vicenda; dati biog. del conte sono riportati in
E(m) I, lett. 181.
7 T. Francesco Valinotti, mons. Luigi Moreno: v. lett. 923.
15 debito Paravia: v. lett. 923.
18 Angelo Pinoli: v. lett. 923.

29.10 Page 290

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284 agosto 1866
957
Al conte Carlo Cays
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860325)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 421 MB V ili 383
Biglietto di accompagnamento della lettera precedente
*Strevi, 4 ag[osto 18]66
Car.mo Sig. Conte,
Ho scritto in modo ufficiale; se mai Ella stimasse di mandare questa medesi­
ma lettera all’aw . Pinoli io lo stimerei a proposito.
5
Buona campagna a Lei, sig. Conte, a tutta la crescente famiglia.
Dio li benedica tutti; preghi per me che con pienezza di stima ho il bel piace­
re di potermi professare
Obbl.mo aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 Strevi: località a 6 km. da Acqui, dove don Bosco si recò probabilmente per incontrarsi col vesco­
vo mons. Modesto Contratto, colà in villeggiatura.
2-9 Per il destinatario e l'oggetto della missiva v. lett. 956.
958
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 134 mm. timbri vari: Torino 12 ag 66
segno di ceralacca rossa
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950136)
E 1 421-422 MB V ili 447448
Casale...
francobollo 20 cent,
Comunica il contrattem po circa il pagamento del debito di mille lire - problemi di revisione del
libro in corso di stam pa - informazioni circa lo spontaneo ritirarsi dall'Oratorio del chierico Luigi
Tommaso Jarach
*Torino, 10 ag[osto 18]66
Benemerita Signora Contessa,
Persuaso che mentre dimora in codeste fresche regioni le rimanga un po’ di
tempo a leggere le scriverò la lettera un po’ più lunga.
5 A suo tempo ho portato la somma intesa al suo portinajo. Avvenne soltanto
un po’ di contrai[t]empo[:] che il sig. conte, come avevami scritto, venne all’ora­
torio per ritirarla, e non mi trovò a casa; la sua lettera venne a raggiungermi a
Lanzo, ma il tenore di essa era già stato eseguito prima, sicché andò a prendere il
danaro dall’indicato portinajo.

30 Pages 291-300

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30.1 Page 291

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agosto 1866 285
Maria SS. Ausiliatrice, è cosa intesa, terrà ben conto dei fr. mille che condo- io
nò pel pulpito della novella chiesa. Credo che la ricompenserà in Paradiso con un
bel trono abbastanza spazioso da capire comodamente Lei con tutta la sua fami­
glia e forse con qualche amico, fiat. fiat,
f.lv
E il famoso libro? Il libro è cominciato, ma bisogna andare adagio. Io mi
pensava che il lavoro fosse come perfetto, ma messo poi a rigoroso esame c ’è an- 15
cora molto da fare. Tuttavia lo faremo andare avanti ed è l’unico lavoro che io
abbia tra mano.
Altra notizia un po’ più singolare, ma forse non inaspettata. Jarach non è più
aU’Oratorio. Il poverino si lasciò dominare da alcune idee di fantasia, lusingato da
ripetute promesse di ajuto e di sussidio se ne volle andare. Gli ho usato troppi ri- 20
guardi. Spero però che continuerà nella carriera ecclesiastica. Mi rincresce un
poco perché egli mette anche in scena V. S. dicendo che la Contessa Callori gli
aveva detto aver fatto male a mettersi nella Società di S. Francesco di Sales, e che
appena fosse uscito dall’Oratorio Ella avrebbegli tosto fatto il patrimonio eccle-
s.co etc. Credo che ciò sia una interpretazione immaginaria, ma credo bene che 25
ne sia informata per sua norma.
f.2r
Mentre poi raccomando me e questi miei giovanetti alla carità delle sante sue
preghiere, auguro ogni celeste benedizione a Lei, al sig. Cesare e a tutta la fami­
glia e mi professo con sentita gratitudine
Di V. S. B.
30
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Mentre sigillava la lettera ricevo la venerata sua, per cui devo cangiare indi­
rizzo. Jarach andò via pel motivo, dissemi, che egli non poteva più uniformarsi al
mio vitto. Attendo ulteriore avviso pel prete; a Vignale ci parleremo del resto. Ma 35
coraggio, né mai dimentichi che le pillole più amare sono le migliori per la sanità.
f.2v Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] contessa Callori Carlotta Sambuy
Casale Monferrato
7 venne corr ex veng
Bagni di Courmayeur
19 po st da del da
20 ho add si
39 Casale M onferrato em en d ex ai
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 fresche regioni: don Bosco era convinto che la contessa si trovasse ancora a Courmayeur (Aosta),
ai piedi del m onte Bianco; invece era già di ritorno a Casale: v. lin. 33-34.
5 la somm a intesa, ossia mille franchi: v. lett. 951.
7 sua lettera: non è stata reperita.
14 famoso libro, vale a dire II cattolico provvedu to..., di cui alla lett. 787.
18 Luigi Tommaso Jarach, giovane salesiano: v. E(m) I, lett. 477; studente alTOratorio, vi era stato
battezzato nel 1860 e successivamente vi aveva ricevuto la cresima; si era fatto salesiano nel 1862, rin­
novando i voti nel dicembre 1865, pochi mesi prim a di lasciare la congregazione (6 luglio 1866).
22 contessa Carlotta Callori: evidentemente conosceva bene il giovane Jarach, il quale a sua volta
era in relazione con conoscenti della Callori, quali la marchesa Maria Fassati, il duca Tommaso Galla­
rati Scotti e il conte Carlo Cays, rispettivamente sua madrina e suoi padrini di battesimo e cresima.
28 Giulio Cesare Callori: v. lett. 951; dati biog. in E(m) I, lett. 546.

30.2 Page 292

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286 agosto 1866
33 venerata sua: la lettera non è stata reperita.
33-34 cangiare indirizzo: ossia inviare a Casale (v. lett. 951).
35 prete: era stato richiesto dalla contessa come ripetitore estivo del figlio Giulio Cesare (v. lett. 964).
— Vignale: ib.
959
Al conte Carlo Cays
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860326)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 423 MB V ili 383-384
Ulteriore raccomandazione per la vertenza delle Letture Cattoliche, la cui soluzione affida al conte
*Torino, 11 ag[osto 18]66
Car.mo Sig. Conte,
Ho ricevuto la cara sua lettera e la ringrazio. Le acchiudo questo P. S. per­
ché, se sembra bene, lo mandi colla mia lettera antecedente al Vescovo. Comun-
5 que faccia, io confermo che l’avrò come opera di carità qualunque conclusione
giudichi bene di fare.
Raccomando me e li miei giovanetti alla carità delle sante sue preghiere ed
augurandole ogni bene dal cielo mi professo con gratitudine
Di V. S. car.ma
io
Aff.mo ed obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Terminata la lettera e sempre più bramoso che l’affare delle Lett. Catt. sia in
qualche modo terminato, do a Lei piena facoltà di portar la somma di fr. 1000 (di
cui nella lettera) a fr. 1163,32 siccome Ella aveva proposto nella lettera scritta a
15 Mons. Vescovo d ’Ivrea; anzi se Ella vuole accettare carta bianca e non parlarmi
di questo affare se non quando si trattasse di sottoscrivere la convenzione, io l'a­
vrei come una vera opera di carità. Le mie occupazioni ed i miei fastidi non mi
permettono di occuparmi più di questo spiacentissimo affare.
Al Chiarissimo Signore
20 II Sig. Conte Carlo Cays di Giletta
Caselette
2 Carlo Cays: v. E(m) I, lett. 181.
3-18 Per tutta la vertenza delle Letture Cattoliche v. lett. 923, 956 e 957.

30.3 Page 293

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agosto 1866 287
960
Alla madre oblata Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor d e’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 210 x 138 mm. carta azzurrina
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Galeffi (A 1800102)
E I 419 MB V ili 433
timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
Ringraziamenti per la lettera e per il sussidio - consiglio spirituale per una giovane novizia - invito a
collaborare nello spaccio dei biglietti della lotteria
Torino, [poster. 17] ag[osto 18]66
Reverenda Sig[ra] Madre,
Ho ricevuta la sua lettera piena di cristiani sentimenti e la ringrazio delle sol­
lecitudini che Ella si dà pel bene di questi poveri giovanetti che di nuovo racco­
mando alle divote di Lei preghiere.
Si faccia animo. Ella e le sue figliuole in Cristo preghino e sperino tutto da
Gesù in Sacramento. A questo riguardo induca la novizia testé accolta a fare
qualche preghiera a questo uopo e la vedrà cangiata, cioè deporrà ogni suo
scrupolo.
L’assicuro che raccomanderò eziandio al Signore il bene spirituale di suo fra­
tello. Ella poi faccia quanto può per ajutare la benemerita sig[ra] contessa Calde­
rari a spacciare biglietti di una Lotteria, che già forse conoscerà e di cui sentiamo
il bisogno.
Dio benedica Lei e le sue fatiche, e la santa Vergine difenda e protegga tutta
la sua comunità e le faccia tutte sante. Amen.
Ra[cco] mando me alla carità delle sue preghiere e mi professo
Di V. S. R.da
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
8 cangiata corr ex cangiare
1 La data è quella della lettera della Galeffi, la quale si era decisa a scrivere a don Bosco dietro solle­
citazione della contessa Isabella Calderari. Nella missiva ricordava a don Bosco che in passato gli ave­
va sempre scritto col nom e di battesimo e del casato della propria madre, della quale fino allora si era
servita per inoltrare a Torino la corrispondenza; per il futuro chiedeva a don Bosco di indirizzargliela
personalmente indicando il nome di «Maddalena» (Galeffi).
2 Maria Maddalena Galeffi: nata a Roma nel 1810, ricevette l’abito delle Nobili Oblate di Tor d e’
Specchi nel 1828; all’epoca ne era la presidente. Fu ammiratrice e benefattrice di don Bosco con cui
rimase in contatto fino alla m orte, avvenuta il 13 gennaio 1876. Aiutò generosamente don Bosco con
offerte e con la vendita in città di moltissime opere pubblicate dalla tipografia di Valdocco.
3 lettera: è conservata in ASC B26100 Galeffi.
7 novizia: nella lettera la Galeffi, m entre ricordava a don Bosco che era superiora fin dal 1847, la­
mentava di avere solo dieci Oblate nel monastero e di avere una novizia affetta da scrupoli che non si
sentiva degna di fare la santa comunione.
10-11 fratello: conte non identificato; da altre lettere della Galeffi, conservate nell'Archivio delle
Oblate, si sa però che, fedele allo Stato pontificio, dopo 7 anni di resistenza, accettò di m ettersi al ser­
vizio del nuovo governo.
11-12 Contessa Isabella Calderari: v. lett. 920.

30.4 Page 294

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288 agosto 1866
961
Alla contessa Luigia Barbò
Archivio Famiglia Albertoni presso Archivio di Stato - Cremona
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 7 m m . timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin. timbri vari: Torino 25
ago 66 9 S Torino 26 ago 66 7 M francobollo 20 cent. segno di ceralacca rossa
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Barbò (A 1960213)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860203)
E I 423-424 MB XIV 826
Invito a confidare nei medici e nella bontà del Signore per la figlia sofferente agli occhi - richiesta di
informazioni sulla presenza della contessa Barbara Melzi d ’Eril a Milano
Torino, 26 ag[osto 18]66
Preg.ma Signora,
Sia sempre adorata l’amabile volontà del Signore.
Dio diede i medici agli uomini e noi facciamo bene a seguirne i consigli. Per
5 altro non mancherò di pregare per la sua figlia affinché Dio le ridoni l’antica sani­
tà degli occhi, la conservi nel suo viaggio e la restituisca sana e salva nella casa
paterna. Farò eziandio pregare i nostri poveri giovanetti per questo medesimo
scopo.
Ora che la Ferrovia ha le sue corse regolari desidero di fare una gita a Mila-
io no; perciò se avrà la bontà di dirmi l’epoca in cui la sig[ra] Duchessa Melzi si tro­
verà a Milano mi fa piacere, perché avrei molto caro di poter riverire questa san­
ta e benemerita persona.
La santa Vergine ci benedica dal cielo e ci ajuti tutti a camminare per la via
del cielo. Amen.
15
Con gratitudine mi professo
Di V. S. preg.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Preg.ma Signora
f.2v
20 La Sigfra] Luigia Barbò
Via del Senato N. 12
Milano
1 Si noti il timbro postale «25 agosto» e la data autografa del giorno successivo.
2 Luigia Barbò: v. lett. 925.
5 figlia: cioè Sofia Barbò: v. lett. 925.
9 corse regolari: conclusa la guerra (armistizio di Cormons, 12 agosto 1866) il servizio ferroviario era
ripreso regolarmente; il viaggio ebbe poi effettivamente luogo qualche tempo dopo: v. lett. 975.
10 Barbara Melzi D’Eril, duchessa da tempo in relazione con don Bosco: v. lett. 737.

30.5 Page 295

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962
A don Silvestro Tea
agosto 1866 289
Archivio diocesano - Ivrea
Copia dattiloscritta
ASC B31220 Copie di orig. (A 1960204)
Ined.
Richiesta di alloggio per il cavalier Federico Oreglia di S. Stefano
*Torino, 26 ag[osto 18]66
Car.mo Sig. Rettore,
Fortunato chi vive ancora, mando il cavalier Oreglia che appartiene alla no­
stra famiglia a farle una visita. Forse egli dovrà dimorare la notte ad Ivrea e per
avere un nido tranquillo lo indirizzo da Lei affinché si compiaccia di provveder- 5
glielo.
Quando ci vedremo? Dio La benedica, preghi per me e per questi nostri gio­
vanetti. Mi creda in quel che posso
Di V. S.
Amico
10
Sac. Bosco Gio.
Al M.to Rev.do Signor
Il Sig. D. Tea
Rettore di S. Salvatore - Ivrea
7 ci] vi
2 Silvestro Tea, futuro canonico, da anni in cordiale relazione con don Bosco: v. E(m) I, lett. 170.
3 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3-4 nostra famiglia: l’espressione è corretta, in quanto il cav. era effettivamente coadiutore salesiano
dal 14 maggio 1862.
963
Al vicario capitolare di Torino, Giuseppe Zappata
ASC B31010 Lett. orig., Zappata (A 1741107) me. 56 C 5/6
Orig. di Giulio Barberis con firma, giorno della data e P.S. aut. 2 ff. 304 x210 mm. carta uso
stampa l’allegato è a stam pa in E I 426 e MB V ili 456457
E I 424425 MB V ili 454456
Proposte di riorganizzare gli studi ecclesiastici all’Oratorio in risposta ai problemi vocazionali della
diocesi
*Torino, addì 27 agosto 1866
Reverendissimo Monsignor Vicario Gen.le,
I moniti al clero che V. S. Rev.d.ma saviamente fece precedere al calendario
dell’anno corrente furono per me oggetto di molti riflessi e di serie considerazio-
10

30.6 Page 296

▲torna in alto
290 agosto 1866
5 ni, specialmente le patetiche espressioni con cui lam enta la diminuzione di voca­
zioni allo stato ecclesiastico. Sebbene nella mia pochezza io debba limitarmi alla
buona volontà, tuttavia desidero ardentemente di unire li miei deboli sforzi, affin­
ché la voce del superiore, per quanto è in me, sorta il suo effetto.
Ella pertanto raccomandò caldamente di adoperarci per educare e coltivare
io nella pietà la studiosa gioventù per riempire i v[u]oti gravem ente sentiti per la
m orte di quei sacerdoti che ogni anno Dio chiam a agli eterni riposi.
Per corrispondere a questa esortazione abbiamo deliberato che, senza pub­
blicarlo, i giovani di questa casa e del collegio di Lanzo fossero con sollecitudine
speciale coltivati nella pietà e nello spirito ecclesiastico. Anzi fu stabilito di regola
15 ordinaria che per l'avvenire niun giovanetto sia accettato come studente nell’Ora-
torio di S. Francesco di Sales se non ha intenzione di abbracciare lo stato eccle­
siastico, lasciandosi poi a ciascuno piena libertà di scegliere la sua vocazione ter­
minato il corso ginnasiale. La media dei giovanetti che dom andano di iniziarsi
nella milizia chericale è da circa cinquanta a cinquantacinque all’anno; di cui da
20 venticinque a trenta appartengono o chiedono di essere aggregati alla diocesi di
Torino. Ho fondata speranza che negli anni successivi questo numero possa sen­
sibilmente aumentare.
Riguardo a quelli che hanno già indossate le divise chericali si manifesta un
male che ardentemente desidero per mia parte rimediare nel modo possibile.
25 Questo male è il ritorno frequente di cherici allo stato laicale. Negli anni passati
fu caso rarissimo che i giovanetti usciti da questa casa abbandonassero l’abito ec­
clesiastico. Ma pur troppo da qualche tempo tali casi vannosi verificando con do­
lorosa frequenza e in quelli che tornano dal seminario e in quelli stessi che dimo­
rano nell'Oratorio. Saranno i tempi, le circostanze politiche, le poche speranze di
30 agiatezza del sacerdote, saranno i libri, i giornali che con facilità pervengono alle
loro mani. Ma il fatto sta che la deposizione dell’abito chericale è assai frequente,
come Ella medesima ne è certamente informata.
Fra i cherici di questa casa, sebbene da qualche tempo siano aum entati i
mezzi di assistenza, di istruzione e predicazione, vediamo tuttavia codesti ritorni
35 alla divisa del secolo.
A fine pertanto di rimediare a questo male ed unicamente pel desiderio della f.lv
maggior gloria di Dio, io farei a V. S. Rev.d.ma l'um ile dom anda che i chierici
addetti all’Oratorio possano fare il corso scolastico in questa casa com e segue:
1° Gli studii si farebbero secondo l’ordine, le materie, i trattati del seminario
40 Arcivescovile, e gli allievi andrebbero a subire gli esami cogli altri chierici della
diocesi nel giorno dai superiori stabilito.
2° Dopo un anno di prova se non si avranno risultati favorevoli per lo studio
e per la pietà, ritorneranno alle scuole del seminario siccome sarà a Lei beneviso.
Con questi provvedimenti io credo di poter allontanare questi chierici da
45 molti pericoli, specialmente dalla vista delle caricature e delle fotografie lubriche;
dalle voci dei giornali, dagli scherzi e dagl’insulti delle vie e delle piazze, di cui,
specialmente i più piccoli di statura, furono più volte fatti segno nell’andata e nel
ritorno dalla scuola.

30.7 Page 297

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agosto 1866 291
Creda, Signor Vicario, che queste cose hanno prodotto in alcuni sensibili raf­
freddamenti nella pietà, in altri la deliberazione di abbandonare uno stato che li 50
mette a sì frequenti e dure prove.
Mentre questi chierici goderebbero in certo modo la medesima agevolezza
che godono quelli del collegio di Lanzo e credo anche quelli del Seminario Arcive­
scovile di Giaveno, procurerebbero poi un sentito vantaggio ai nostri giovani, che
così potrebbero essere regolarmente assistiti mercé un orario in cui il tempo delle 55
scuole degli uni coincida con quello degli altri.
Dal foglio ivi unito vedrà il personale che propongo e che modificherei a di
Lei gradimento qualora l’umile domanda fosse accolta.
Ho semplicemente esposto il mio parere, ora rimetto tutto a quanto nell’illu­
minata di Lei saviezza Ella sarà per deliberare.
60
Noi preghiamo ogni giorno il Signore Iddio per la preziosa di Lei conserva­
zione perché possa lungo tempo promuovere il maggior bene della religione, e
nel raccomandarci unanimi alla carità delle sante sue preghiere ho l'onore di po­
termi a nome di tutti i Sacerdoti e cherici di questa casa professare
Di V. S. 111.m a e Rev.d.ma
65
Obbl.mo Servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Ho fatto scrivere la presente da un’altra mano affinché le torni meno inco­
moda la lettura.
[A llegato]
70
«Maestri proposti per insegnanti ai chierici, che dimorano nell’oratorio di S.
Francesco di Sales:
Filosofia, Letteratura latina: sac. Francesia prof. Giovanni.
Aritmetica, Geometria e Fisica: sac. Savio Angelo, patentato di scuole nor­
mali superiori oppure il eh. Bonetti Enrico, studente all’Università della facoltà di 75
matematica.
Logica, Metafisica, Etica: sac. Rua Michele, professore di belle lettere, che
ha eziandio insegnate tali materie.
Teologia: il can. Lorenzo Gastaldi, il Teol. Costamagna, il sac. Cagliero, se si
volesse sostituire a qualcheduno dei sopra notati».
80
1 27 add 17 scegliere] sciegliere 30 del sacerdote it
vani 48 dalla corr ex della 58 Lei] Lui
47 piccoli di statura em en d ex gio­
2 Giuseppe Zappata: v. lett. 729.
12 corrispondere a questa esortazione: può essere utile notare che le proposte che don Bosco stava
per avanzare venivano a risolvere anche il proprio, grave, problema: quello di dover m andare i suoi
chierici a studiare in seminario, con la conseguenza di privare l’Oratorio degli assistenti e insegnanti.
54 Giaveno: località a 32 Km. da Torino.
57 foglio ivi unito: v. allegato.
58 accolta: esaminata la domanda, lo Zappata e il Vogliotti, rispettivamente vicario e provicario ca­
pitolare, il 3 settembre successivo la respinsero decisamente e invitarono don Bosco a ritirarla (v. lett.

30.8 Page 298

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292 agosto 1866
965). Circa i nomi degli insegnanti proposti cf Indice.
68 altra mano: come abbiamo notato, la grafia è quella del chierico Giulio Barberis.
73 Letteratura latina: «L’Unità Cattolica» del 26 ottobre 1866 pubblicava una favorevole recensione
della collana Selecta ex latinis scriptoribus in usum scholarum, curata dal citato don Francesia e
pubblicata dalla tipografia salesiana di Valdocco; se ne indicavano anche i singoli fascicoli già editati.
964
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 136 mm. timbri vari: Truffarello 31 ago 66
bollo cent. 20
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950137)
E I 426427 MB V ili 450451
Casale 31 ago 66 9 S
franco­
Difficoltà di trovare dei professori per ripetizioni di tutte le discipline scolastiche al liceista Cesare Cal­
lori - elogio del teol. G. B. Abbondioli come predicatore - annuncio di una prossima sua visita e del
suo desiderio di pagare l’interesse per il mutuo
[Trofarello, 31 agosto 1866]
Benemerita Signora,
La sua lettera mi raggiungeva a Troffarello dove detto gli spirituali esercizi ai
nostri maestri, preti ed assistenti.
5
La dimanda che fa di un prete per la ripetizione del sig. Cesarino è molto
complicata. Desidera scuola di letteratura latina, italiana, e greca? Ci vuole un
professore non di basso taglio. Vuole di fisica, aritmetica[,] geometria[,] trigo[-
no]metria etc.? Ce ne vuole un altro.
Lo stesso di uno di storia antica, del medio evo e moderna. Altro della storia
io naturale e geografia. Insomma questo esame liceale è così esteso, perciò ci vo­
gliono non meno di quattro professori. Facciamo dunque così. Aspettiamo se l’e­
same sostenuto sarà convalidato ed allora ogni difficoltà è sciolta. Se poi fosse ne­
cessario un mese di ripetizione, allora è meglio che venga addirittura a Torino e
potrà con qualche facilità avere gli insegnanti richiesti.
15
Debbo però notarle che ho sempre riserbato il professore D. Durando per
Lei, ma lunedì l’ho inviato a casa Fassati nella persuasione che forse Ella non ne
avrebbe avuto bisogno. Se però me lo dice, credo poterne avere uno di nostra co­
noscenza che potrà servire per sua casa.
Giunto a Torino parlerò al Can.co Galletti, di poi le farò risposta. Ritenga pe-
20 rò che il T. Abbondioli è un buon predicatore e buon cattolico. Mi capisce.
Credo che la sua dimora attuale sia stabile in Vignale[,] perciò fra breve le
farò sapere il giorno in cui passerò a farle visita andando a Mirabello.
La prego di dire al suo sig. marito che io non voglio che il suo mutuo riman­
ga senza interesse. Al giorno della natività di Maria tutti i nostri giovanetti faran-
25 no la loro comunione, io dirò la messa, tutti secondo la pia di lui intenzione. Dio
benedica Lei, tutta la sua famiglia. Preghi per me che le sono nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

30.9 Page 299

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P.S. Compatisca la fretta nello scrivere.
settembre 1866 293
f.2v Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] Contessa Callori Sambuy
Casale Monferrato
11 meno] medo
2 Carlotta Callori : v. E(m) I, lett. 546.
3 sua lettera: non è stata reperita.
— spirituali esercizi: iniziati il 29 agosto e predicati da don Bosco e da don Giovanni Bonetti.
5 Cesarino, ossia Giulio Cesare, il diciannovenne figlio della contessa: v. lett. 951.
15 Celestino Durando, salesiano, dal 1865 munito di diploma universitario per l’insegnamento al gin­
nasio superiore: v. E(m) I, lett. 330.
16 Fassati: una delle famiglie cui don Bosco era solito inviare i salesiani più preparati per ripetizioni
estive ai figli studenti (v. ad es. lett. 969).
19 parlerò: la contessa era alla ricerca di un sacerdote per la tradizionale predicazione in occasione
dell'ormai prossima festa della natività di Maria (8 settembre).
— Eugenio Galletti, futuro vescovo di Alba: v. E(m) I, lett. 588. Molto legato ai salesiani di Valdocco,
nel mese di ottobre venne invitato da don Rua a fare opera di persuasione presso i colleghi am mini­
stratori dei beni del seminario perché venissero in soccorso dell'Oratorio. Il Galletti rispose l’i l no­
vembre, dichiarandosi incondizionato am miratore di don Bosco, m a non in grado di influire sui voti
dei colleghi «già tutti Superiori ne' miei studii, nelle scuole e nelle varie cariche»: lett. ed. in MB VIII
507-508.
20 Pietro Abbondioli: v. E(m) I, lett. 190.
23 mutuo: era appena stato estinto (v. lett. 958).
965
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di san ti
Orig. aut. 2 ff. 227 x 180 mm. timbro a secco sul mrg. sup. sin.
R 12 7bre»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960332)
E I 427 MB V ili 457
sul f. 2v si legge: «D. Bosco /
Si meraviglia per il rifiuto del Vicario capitolare di concedere quanto richiesto in favore dei chierici
*Torino, 6 settem bre] 1866
Ill.mo Sig. Rettore,
Ho ricevuto la memoria che di accordo col sig. Vicario Generale mi fu rinvia­
ta. Se mi avesse almeno fatto qualche osservazione sarei in qualche modo appa­
gato; ma il rifiuto nudo e crudo mi ha non poco afflitto, tanto più [che], come 5
Ella sa, questo permesso mi era già stato dato, e fu poi dal Vicario Fissore sospe­
so alla sola ragione delle conseguenze che sarebbonsi temute qualora il numero
de’ cherici del seminario fosse stato troppo ridotto e ciò per parte dell’ab. Vac­
chetta. Adesso provo ancora a dimandare pei filosofi, se mi si vuole concedere,
credo vantaggioso per me e pei giovani, altrimenti mi rimetto totalmente a quello io
che il Signore inspirerà a Lei ed al sig. Vicario.
f.lv
Sempre pronto ad ubbidirla ed a servirla | in tutto quello che potrò, ho l’ono-

30.10 Page 300

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294 settembre 1866
re di potermi con pienezza di stima professare
Di V. S. 111.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 mi fu em end ex ... 4 mi res 8 fosse stato] fossero stati ridotti] ridotto
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 memoria: si tratta della lett. 963; la risposta è conservata in ASC B26200 Vogliotti, ed. in MB
V ili 457.
— Vicario Generale (meglio, Capitolare dato il regime di sede vacante) era il can. Giuseppe Zappata:
v. lett. 963.
6 Celestino Fissore, vicario generale dal 1858 al 1862: v. E(m) I, lett. 108; al proposito cf anche L.
F r a n so n i, Epistolario. Introduzione, testo critico e note a cura di M. F. Mellano. Roma, LAS 1994,
lett. 158, 161, 191 e 192.
8-9 Michelangelo Vacchetta, all’epoca economo generale dei benefici vacanti: v. E(m) I, lett. 127.
Dal 1854 al 1864 non solo il seminario arcivescovile fu da lui amministrato in opposizione al vescovo
Fransoni e alla curia, m a venne anche parzialmente occupato dai militari (che se ne allontanarono nel
1865): cf T. C h iu s o , La Chiesa in Piem onte... V, pp. 168-173. Don Bosco pare alludere al fatto che al­
l’epoca, con l’eventuale aum ento di chierici a Valdocco, sarebbero di fatto diminuiti quelli residenti
nel seminario di Torino, col rischio che l’intero immobile venisse requisito dall’autorità pubblica.
9 se mi si vuole concedere: la domanda venne effettivamente accolta ed i chierici di filosofia potero­
no frequentare la scuola all’Oratorio: cf MB Vili 458.
966
All’avvocato Clemente Marinelli
ASC B31010 Lett. orig., M arinelli (A 1721234) me. 35 E 3/4
Orig. allog. di Gioachino Berto[?] senza firma 2 ff. 199 x 125 mm. carta uso stam pa appunto
di Michele Rua sul f. 2v: «lettera di doglianza perché ci cangiarono sul modulo speditoci le condizioni
intese verbalmente e per iscritto»
MB V ili 481
Si lam enta per la modifica delle condizioni, concordate verbalmente e per iscritto, a proposito dell’ac­
cettazione all’Oratorio di alcuni ragazzi di Ancona
*Torino, 15 settembre [18]66
Illustrissimo Signore,
Colla lettera del 9 corrente V. S. Illust.ma inviava eziandio un modulo di qui­
tanza variato sostanzialmente quanto era convenuto. Si accrebbe poi la meravi-
5 glia quando si andò dal Signor Prefetto di questa città e si ebbe comunicazione di
non procedere al versamento se non si approvava la clausola di sostituire altri gio­
vanetti in caso che qualcheduno degli accettati uscisse dallo stabilimento.
Credo che siasi dimenticato quanto fu stabilito per lettera, confermato in mia
camera e col medesimo prefetto di questa casa,
io
Si stabiliva adunque che noi ci obbligavamo di tenerli anche al di là di tre an­
ni, e di provvederli di vestiario a condizione che uscendo qualcheduno dallo stabi­
limento non si dovesse più nulla rimborsare. Il periodo aggiunto reca difficoltà e
condurrebbe la cosa al principio delle trattative.

31 Pages 301-310

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31.1 Page 301

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settembre 1866 295
f.lv
In queste cose noi siamo leali e sinceri: se il periodo aggiunto è condizione
assoluta allora ci sia significato, e noi disporremo dei giovani come loro tornerà 15
di maggior gradimento. Se poi non si vuole violare quanto per iscritto e verbal­
mente erasi convenuto si scriva altra lettera al prelodato Sig. Prefetto con cui sia
autorizzato a versare il compimento della somma convenuta senza condizioni,
fuori di quelle stabilite di comune accordo.
Colla dovuta stima ho l’onore di professarmi
20
Della S. V. 111.ma
Devotissimo Servitore
[Sac. Bosco Gio.]
1 settembre] 7bre 3 IUust.ma] Illusi.mo
1 Torino: la data può essere convenzionale. Infatti per la festa del nome di Maria (8 settembre) don
Bosco si recò a Verzuolo (Cuneo) con i ragazzi della banda, fece il panegirico della festa e invitò a pre­
gare la Madonna per essere preservati dal colera: testimonianza della contessa Adele di Rovasenda in
«Bollettino Parrocchiale» di Verzuolo, settembre 1929, cit. in «Il Corriere di Saluzzo», 4 settem bre
1987. Sempre in quei giorni di settem bre — m a in data non precisata — don Bosco fu ospitato per al­
cuni giorni di riposo a Busca (Cuneo) dall'amico prof. Carlo Bacchialoni: cf «Bollettino Parrocchiale»
di Busca, 1988, art. a cura del vicario don Francesco Fino.
2 Clemente Marinelli: avvocato di Ancona, presidente della commissione di soccorso per i danneg­
giati dal colera. Il 7 aprile il Marinelli, a nom e della medesima commissione, oltre a garanzie econoni-
che, aveva chiesto che il sistema educativo ed igienico di Valdocco potesse essere sottoposto a con­
trollo, suscitando la reazione di don Bosco che, in un appunto per la risposta di don Rua, si oppose
decisamente: cf ASC B26100 M arinelli.
3 lettera e modulo con i nomi: in ASC B31010 M arinelli (A 1721233) si conservano sia la copia prove­
niente da Ancona che la copia con le modifiche apportate a Valdocco, ed. in MB V ili 480-482.
5 Prefetto di Torino: il conte Carlo Torre.
8 stabilito: v. lett. 842; inoltre lett. 968. Il 13 gennaio 1866 erano stati inviati a Valdocco tre orfani:
Gustavo Berluti e i due fratelli Adolfo e Augusto Spazzacampagna: ASC 38 Ancona, MB V ili 333; i
due fratelli sono pure citati in ASC E 555 registro Contabilità, p. 756. Il 16 maggio 1866 erano già stati
scelti altri nove ragazzi da inviare a Valdocco alle condizioni stabilite dalla commissione e modificate
da don Bosco: ASC B26100 M arinelli, MB V ili 477. L’11 agosto all’Oratorio i ragazzi di Ancona erano
sei; il Marinelli chiese informazioni su di loro e si rispose che erano tutti contenti e occupati nello stu­
dio: ih.; ASC B26100 M arinelli.
9 prefetto era don Michele Rua: v. lett. 730.
967
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760207) me. 1371 D 8/9
Min. aut. 1 f. 195 x 126 mm. carta azzurra dai bordi frastagliati
E I 428 MB V ili 467468
segni di pastello azzurro
Invito alla posa dell’ultimo m attone sulla cupola della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 21 settem bre] 1866
Benemerito Signore,
Con grande piacere ho l’onore di partecipare a V. S. Benemerita che i lavori
della chiesa già alla carità di Lei raccomandata sono giunti a buon termine e do-

31.2 Page 302

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296 settembre 1866
5 menica si spera di poter collocare l’ultimo mattone sulla cupola del sacro edilizio.
La pregherei pertanto di volerci onorare di sua presenza in quel giorno e per
sua norma le noto che ciò avrà luogo domenica prossima 23 corrente alle 2 \\ po­
meridiane. Dopo seguiranno tosto le funzioni religiose colla benedizione del Ve­
nerabile per implorare da Dio sanità [e] favori celesti sopra tutti quelli che in
io qualche modo hanno concorso e vorranno concorrere alla costruzione di questa
chiesa.
In questa medesima occasione mi fo dovere di significarle, che i pubblici av­
venimenti hanno persuaso la dilazione della lotteria posta sotto alla sua protezio­
ne; ma fra breve sarà convocata la Benemerita Commissione nello scopo di fissa-
15 re il tempo | utile allo spaccio de’ biglietti, di cui rimane ancora buon numero, e
quindi venire alla pubblica estrazione] de’ numeri vincitori. Di ogni cosa peral­
tro ne avrà comunicazione appena sia deliberato.
I poveri giovani che frequentano gli Oratorii maschili di questa città si uni­
scono a me per augurarle copiose benedizioni celesti mentre a nome di tutti le
20 professo la più sentita gratitudine e mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 della chiesa corr ex di m uratura per la corr ex dell sono giunti a buon corr si ex volgono al
suo 5 del sacro edifizio add si 6 di sua presenza add si 7 domenica... corrente add mrg
inf 9 implorare... celesti corr si ex invocare copiosi favori celesti 10 concorso... concorrere
em end ex pre 14 Benemerita add si nello em end ex ad o 15 il em end ex un allo corr
ex per lo di cui em end ex che buon em end si ex vistoso 17 comunicazione em end ex avvi­
so 19 copiose em end si ex ogni
4-5 domenica: 23 settembre. La pietra che chiudeva l’ultimo anello dei mattoni venne collocata dal
giovane Emanuele Fassati, assistito da don Bosco: cf MB V ili 468. «L'Unità Cattolica» ne diede noti­
zia sei giorni dopo.
8-9 Venerabile: cioè il SS. Sacramento.
12-13 pubblici avvenimenti: la guerra contro l'Austria conclusasi con l’armistizio di Cormons (12
agosto 1866) e con la pace di Vienna due mesi dopo (3 ottobre 1866). In agosto e settem bre era scop­
piato per giunta il colera in varie provincie d ’Italia: v. lett. 973.
968
All’avvocato Clemente Marinelli
ASC B31010 Lett. orig., M arinelli (A 1721235) me. 35 E 2
Copia allog. con firma allog. 2 ff. 217 x 158 mm. carta leggera bordo inf. mal ritagliato sul
f. 2v appunto di Michele Rua
MB V ili 483-484
Domanda di sollecitare il Prefetto di Torino a versare la somm a depositata e destinata al m antenim en­
to degli orfani di Ancona accolti all’Oratorio

31.3 Page 303

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settembre 1866 297
*Torino, 25 settem bre] 1866
Chiarissimo Signore,
Ho letto attentamente la sua lettera e pregio assai le ragioni che espone intor­
no a quanto fu convenuto per gli orfani Anconitani. Sembrami per altro che le
cose non debbano variare dalle primitive intelligenze. Le circostanze che Ella mi 5
dice essere cangiate sarebbe [ro] soltanto una speranza di ricavare utilità in un
contratto dopo che è stato concluso, e, se si può così chiamare, consegnata la
merce medesima.
È vero che non si versò il denaro siccome era stato inteso, ma ciò fu unica­
mente nostra condiscendenza verso gli onorevoli personaggi che ne erano e ne io
sono pienamente garanti.
Ora Le noto, che dopo gravi disturbi i giovani affidatici manifestano buona
volontà e sono tutti tranquilli giudicando dal loro contegno. Non voglio per altro
costringere la Commissione incaricata a far del bene a stare ad un contratto che
si riputasse rovinoso. Io non appongo difficoltà di ritornare alle loro madri i me- 15
desimi giovanetti col relativo danaro e così conservarci in buona amicizia e ar­
monia.
In caso diverso io La pregherei di sollecitare una lettera al sig. Prefetto di To­
rino, affinché sia autorizzato a versare la somma che presso di Lui rimane deposi­
tata, che in questo tempo sarebbe da noi con vantaggio impiegata essendo l'epo- 20
ca delle provviste che occorrono per lo stabilimento.
Mi creda con perfetta stima
Della S. V. Chiar.ma
Dev.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
25
16 danaro corr ex denaro 19 sia] sii
2 Clemente Marinelli, presidente della commissione di soccorso per i danneggiati del colera di Anco­
na: v. lett. 966.
3 sua lettera: conservata in ASC 38 Ancona, ed. in MB V ili 482483.
4 orfani Anconitani: «L’Unità Cattolica» del 21 settembre aveva scritto che erano arrivati a Valdocco
altri sei orfani di Ancona, dopo i cinque giunti precedentemente. Interessante pure notare che sei
giorni dopo lo stesso giornale pubblicava una lettera del dottor Giuseppe Bellotti, datata 25 settem bre
1866, il quale m entre offriva medicamenti gratuiti da usarsi nei casi disperati, invitava chi «non voles­
se accettare tal dono», a fare u n ’offerta, non superiore alle 5 lire, all’opera di don Bosco.
18-19 Prefetto di Torino: conte Carlo Torre, cit. in lett. 966.
25 In conclusione si ritornò, di com une accordo, al primo contratto. Don Bosco aderì alla proposta
di sostituzione di ragazzi m a ne rifiutò l’obbligo legale. Vista poi l’ulteriore accettazione a Valdocco di
ragazzi di Ancona nel mese di dicembre (cf MB V ili 484-485), i rapporti fra don Bosco e l’avvocato
Marinelli dovettero dunque mantenersi buoni.

31.4 Page 304

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298 settembre 1866
969
Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Leti, orig., R adicati (A 1730908) me. 44 A 6
Orig. aut. 1 f. 256 x 195 mm. carta azzurra sgualcita
E I 428-429
Invia lettera di presentazione di due sacerdoti - chiede conferma dell’invito a fare una passeggiata a
Passerano con spese a carico del conte
*Torino, 26 settem bre 18]66
Benemerito e car.mo Sig. Conte,
Le fo pervenire la lettera del prevosto di Buttigliera affinché possa servirsi
de’ due sacerdoti ivi accennati secondo che le potrà occorrere. I loro nomi
5 sono Mellica Giuseppe, Berutti Gioanni, ambidue d ’ingegno, ma buoni servi del
Signore.
La sig[ra] contessa ed il sig. contino Luigi mi hanno ripetutamente detto di
fare una gita coi giovani a Passerano per fare anche un po’ di teatro. Io desidero
che la cosa si faccia secondo il beneplacito del papà. I giovani non hanno difficol-
10 tà, anzi corrono a galoppo e sarebbero in numero di cinquanta circa. È vero che
dormirebbero sulla paglia. Ma è sempre un disturbo ed una spesa per Lei e per la
sua famiglia. Se Ella mi dice di sì, è fatto; del resto si ha tutto come complimento
e non se ne parla più se non di un [a] visita che farà D. Bosco.
Auguro di tutto cuore buona campagna e quiete a lei e a tutta la sua famiglia
15 e pregando Iddio a conservarli tutti per un buon ritorno ho l’onore di potermi
professare con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 pregando corr ex ...
2 Costantino Radicati Talice di Passerano: v. E(m) I, lett. 109.
3 lettera: non è stata reperita. Il prevosto di Buttigliera era don Giuseppe Vaccarino: v. lett. 857.
— servirsi: in qualità di precettori per i figli.
5 Giuseppe Mellica: v. lett. 792.
— Gioanni Berutti: potrebbe trattarsi di Giovanni Berruto, nativo di Buttigliera (Asti) il 31 marzo
1840; a Valdocco dal 20 ottobre 1857 al novembre 1860. Fece la vestizione chiericale il 1° novembre
1859: AAT 12.12.3, Registrum clericorum ... Morto cappellano a Moncalieri (Torino) il 13 m arzo 1898
a 58 anni: CSMTE.
7 La contessa: Maria Luisa, nata Faà di Bruno (v. lett. 746).
— contino: ossia il ventenne Luigi, futuro dottore in giurisprudenza e vicepresidente di tribunale (v.
lett. 828) oppure Gabriele (nato nel 1841) o Enrico (nato nel 1846): LDNI 1916-1919.
8 Passerano: località di circa 700 ab. (a 7 km. da Castelnuovo d'Asti), dove i Radicati avevano il ca­
stello avito, in cui don Bosco e i suoi ragazzi erano stati ospitati durante la passeggiata autunnale del
1860.
— teatro: nelle varie località dove si fermava la comitiva dei gitanti era solita impiantare una specie di
palco, dove i ragazzi si esibivano in commediole, romanze, poesie dialettali d ’occasione, farse per )a
gioia degli abitanti.

31.5 Page 305

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settembre 1866 299
970
Al cavaliere Tommaso Uguccioni Gherardi
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780215)
Orig. aut. 2 ff. 226 x 178 mm. carta uso stampa timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin.
timbri vari: Torino 29 set 66 8 M Firenze 30 set 66 M 10 altro timbro illeggibile
E I 429-430 MB XV 841
Assicura di pregare per la sua salute e per gli interessi di tutta la famiglia
*Torino, 28 settem b re 18]66
Car.mo Sig. Cavaliere,
Due cose credeva di poterle participare fra due mesi dalla data della lettera
scritta alla Signora di Lei moglie; la pace conchiusa, il ritorno de' vescovi e sacer­
doti allontanati dalle loro residenze. M’immaginavo che queste due cose le avreb- 5
bero recato vero piacere. È vero che queste cose non si sono ancora totalmente
compiute, ma io le credo imminenti.
Io sono per altro contento che una parola sfuggita senza badarci abbia dato a
Lei motivo di scrivermi la cara sua lettera. Ella fa bene di metter la gestione e riu­
scita de’ suoi interessi nelle mani del nostro padre celeste; egli sa, può e vuole io
quanto è meglio per noi. Dal canto mio non mancherò, siccome altra volta ho
promesso, di raccomandare ogni giorno al Signore la sua sanità corporale, la sal­
vezza dell’anima e gli interessi di tutta la sua famiglia.
Dio benedica Lei, caro sig. cavaliere, benedica la sig.ra sua moglie, generi, fi­
glie e nipoti e conceda a tutti la grazia di vivere felici nel santo timor di Dio. 15
Mentre poi raccomando la povera anima mia e quella d e’ miei giovanetti alla
carità delle sante sue preghiere godo assai di potermi con verace affezione pro­
fessare
Della S. V. car.ma
Aff.mo obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
f.2v Al Chiarissimo Signore
Il Sig. Cav. Tommaso Uguccioni Gherardi
Firenze
2 Tommaso Uguccioni Gherardi e famiglia: v. lett. 877.
3 lettera: è quella n. 949.
4-7 pace... imminenti: v. lett. 967. Se già dal luglio 1866 il governo Ricasoli aveva in animo di facilita­
re il ritorno in sede dei vescovi allontanati per motivi politici, con le circolari ministeriali del 22 otto­
bre e del 5 novembre 1866 il progetto venne attuato. Quanto al coinvolgimento di don Bosco nelle
trattative tra governo italiano e Santa Sede per le nomine episcopali per le sedi vacanti cf F. M o t t o ,
L'azione m ediatrice di don Bosco nella questione delle sedi vescovili in Italia. Roma, LAS 1988, con
le ulteriori precisazioni di G. M a r t in a , Pio IX (1867-1878)... Ili, Appendice, XIII, pp. 581-583.
9 sua lettera: non è stata reperita.

31.6 Page 306

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300 settembre 1866
971
Al conte Annibaie Bentivoglio
Edita in E I 430431
Giustifica il non aver risposto, per delicatezza, ad una dom anda del conte - assicura preghiere per la
sua salute
*Torino, 29 settem bre 18]66
Eccellenza,
Nella lettera scritta a V. E. alcune settimane addietro non ho risposto a qual­
che parte della sua lettera. La ragione si è che mi rincresce di confidar questa ri-
5 sposta alla carta, tanto più che spero fra non molto poterla riverir di presenza e
poterle parlare in proposito. Intanto l’assicuro che noi abbiamo fatto e facciamo
ogni giorno speciali preghiere per Lei nella nostra casa, nel celebrare la santa
messa nella mia pochezza ricordo sempre la rispettabile di Lei persona, suo fra­
tello e tutta la sua famiglia,
io
Comprendo che la sua posizione è grave, ma, compatisca la parola, Dio ci
creò per lui, ci vuole con lui; che se per conseguire questo gran fine dobbiamo
fare grandi sacrifizi, sono grandi tesori che ci prepariamo per l’eternità. Del resto
la Santa Vergine invocata come Ausiliatrice de’ Cristiani concede grazie non ordi­
narie; preghiamola, speriamo in Lei, che le darà miglior avvenire.
15 Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia; preghi eziandio per me che di tutto
cuore me le professo con gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
2 Annibaie Bentivoglio: v. lett. 930.
3-4 lettera scritta... sua lettera: nessuna delle due lettere è stata reperita. Si conserva invece quella,
non datata, della moglie del conte, Anna, la quale aveva scritto a don Bosco che il m arito attendeva
una risposta e che il cognato (colonnello Filippo Bentivoglio [1836-1912]?: v. LDNI 1923) era sempre
sofferente: ASC B26200 Bentivoglio.
10 posizione grave: difficile precisare di che cosa si tratti.
972
Alla madre oblata Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 212 x 135 mm. carta leggera indirizzo allog. sul v con appunto del medesimo
copista
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Galeffi (A 1800103)
E I 430 MB V ili 475476
Ringraziamento per l’offerta ricevuta - promette preghiere per la famiglia raccomandatagli

31.7 Page 307

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settembre 1866 301
*Torino, 29 settem b re 18]66
Benemerita Signora Madre,
Ho ricevuto la sua lettera e la limosina che manda (scudi 5) pei nostri poveri
ragazzi. Noi tutti la ringraziamo e pregheremo Dio che la ricompensi largamente.
Non sia inquieta pel numero delle sue figlie, perché non è il numero delle 5
persone m a la carità ed il fervore che fanno la gloria del Signore. Forse prima che
termini quest’anno potrò riverirla di presenza e parlarci di quanto accenna nella
sua lettera. Non mancherò di fare speciale preghiera per quella famiglia che ella
mi dice immersa nelle tribulazioni. Le ricordi che le spine della vita saranno fiori
per l’eternità.
10
Dio benedica Lei e la sua famiglia e faccia di tutte una casa di sante. Amen.
Raccomando la povera anima mia e quella de’ miei ragazzi alla carità delle
sante loro preghiere e mi professo con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
111.ma e Rev.da Madre Presidente
delle Oblate di Tor de’ Specchi
Roma
2 Maria Maddalena Galeffì: v. lett. 960.
3 sua lettera: quella del 12 settem bre (ASC B26200 Galeffi) in risposta alla precedente di don Bosco:
v. lett. 960. Ma ancor prima, il 26 agosto (ASC B26100 Galeffi) la m adre aveva scritto a don Bosco per
annunciargli l’imminente viaggio a Torino della contessa Fanny Villarios e per trasm ettergli i saluti del
card. Nicola Clarelli Paracciani e del comune amico mons. Emiliano Manacorda.
5 num ero delle figlie: erano solo dieci e la Galeffi, mostrandosene preoccupata, ne attribuiva la cau­
sa a proprie mancanze; nella sua lettera a don Bosco accennava altresì alla novizia scrupolosa di cui
alla lett. 960, ai problemi di u n ’altra sorella in prova, nonché alle gravi difficoltà economiche di una
comunità religiosa.
6-7 prima che termini quest’anno: in realtà don Bosco andò a Roma nel gennaio dell’anno seguente.
8 quella famiglia: forse famiglia religiosa cit. in nota alla lin. 5 e sinché nella lett. 990.
19 In data 5 ottobre la Galeffì comunicò al cav. Federico Oreglia di aver già ricevuto tale lettera di
don Bosco, al quale intendeva raccom andare un sacerdote afflitto da una m alattia agli occhi: ASC
B23000 Galeffi.
973
Alla contessa Anna Bentivoglio
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860215)
Copia semplice dattiloscritta
E I 431432
Assicura preghiere per le due persone raccomandategli - invita a rimanere tranquilli circa gli avveni­
menti di Roma e a non tem ere per il colera
Torino, 30 settembre 1866
Benemerita Signora,
Appena ricevuta la sua lettera ho subito disposto che si facessero speciali pre-

31.8 Page 308

▲torna in alto
302 settembre 1866
ghiere con alcune comunioni quotidiane per le due persone che Ella compiacque-
5 si raccomandarmi. Spero che Iddio, nella sua grande misericordia, concederà ad
ambedue quanto è meglio per l’anima loro.
Ella poi confidi molto nella bontà e nella potenza della gran Madre di Dio; ad
eccezione che sia cosa contraria al bene dell’anima sua, del resto la grazia della
sua guarigione sarà compiuta.
10 L’assicuro eziandio che nelle deboli mie preghiere non dimenticherò certa­
mente il suo sig. Marito e suo cognato.
So di avere risposto a suo Marito, e forse non avrà ricevuto la lettera da
quanto Ella mi dice. Scriverò di nuovo.
Da più lettere che io ricevo da Roma sembrami che molti siano inquieti per
15 prossimi tristi avvenimenti in Roma. Non si inquieti, che per ora non vi è nulla a
temere, né per la pubblica tranquillità, né per la persona del S. Padre. Neppure
Ella tema niente del colera. Di tutti quelli che aiutano alla costruzione della chie­
sa di Maria Santissima Ausiliatrice niuno sarà vittima del morbo micidiale.
Indirizzi a questo scopo quanto ha fatto e comprenda anche tutte le sue pre-
20 ghiere. Spero fra non molto di poterla riverire personalmente.
Dio benedica tutta la sua famiglia, preghi per me che di cuore mi professo
Alla Nobil Donna
25 111.ma Signora Contessa
Anna Bentivoglio nata Lucini
Roma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Giovanni
2 Anna Bentivoglio e famiglia: v. lett. 930.
3 sua lettera: v. lett. 971.
4 due persone raccomandate: erano amiche della contessa; a loro si deve però aggiungere il cognato
della contessa, di cui alla lin 11.
11 cognato: Filippo Bentivoglio (v. lett. 971 e Appendice, lett. 1866/23).
15 tristi avvenimenti in Roma: il 22 settembre era giunto a Roma da Civitavecchia un reggimento
francese e si era acquartierato al collegio Romano e alla Sapienza; c ’erano dunque delle preoccupa­
zioni per gli sviluppi della politica italiana nei confronti dello Stato pontificio, tanto più che dallo stes­
so generale Raffaele Cadorna, nominato comandante delle forze militari in Sicilia, si attribuiva ad ec­
clesiastici la responsabilità della violenta rivolta di Palermo dei giorni precedenti: cf A. C omandimi - A.
M o n t i, L ’Italia nei cento anni... 24 sett., pp. 897-898.
18 niuno sarà vittima: data l’epidemia di colera in corso, con decine di m orti specialmente a Napoli
e Genova, l’espressione - ribadita anche ad altri corrispondenti in tempo di recrudescenza del «mor­
bo micidiale» l’anno seguente (v. ad es. lett. 1073, 1077) - risultava particolarm ente audace, per cui
ci sarà anche chi, significativamente, gliene chiederà conferma: v. lett. 1124; inoltre A ppendice, lett.
1866/27, 1866/40.
974
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC B31010 Lett. orig., Appendini (A 1690163) me. 2 C 1
Orig. aut. 1 f. 205 x 135 mm. carta leggera restaurata
E I 432 MB VIII 488
A proposito di una pratica in corso da parte del corrispondente

31.9 Page 309

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ottobre 1866 303
*Castelnuovo d ’Asti, 8 ott[obre 18]66
Car.mo Sig. Teologo,
Le nostre intelligenze confidenziali non furono mai dimenticate; le pratiche
erano già ben inoltrate quando si cangiò Ministero ed ogni cosa ritornò da capo.
Adesso ho di nuovo iniziata la pratica e non la perderò di vista. In tutti [i] 5
casi tra dicembre e gennajo prossimo spero di fare una gita a Roma e là credo po­
ter ottenere quello che qui cagionasse qualche difficoltà.
Sia pure contento, come Ella dice, di quanto ha fatto, perché tutto fu ad
onore della Santa Madre di Dio, che a suo tempo sa e può pagare in modo degno
di Lei.
io
Ella poi alla carità temporale aggiunga la carità spirituale pregando Dio per
me e per questi giovanetti, mentre le auguro ogni bene dal cielo e mi professo con
gratitudine e stima
Di V. S. car.ma
Obbl.mo allievo
15
Sac. Bosco Gio.
1 Don Bosco era al suo paese natale, come al solito, con un gruppo di giovani per la festa della Ma­
donna del Rosario, che nel 1866 cadeva domenica 7 ottobre.
2 Giovanni Battista Appendini, amico di don Bosco: v. E(m) I, lett. 71.
3 le pratiche: non si conosce di che cosa si tratti; si possono supporre interessi personali (questioni
beneficiali?) dell’Appendini, che comportavano competenze sia dello Stato italiano che della Santa
Sede.
975
Alla contessa Luigia Barbò
Archivio Famiglia Albertoni presso Archivio di Stato - Cremona
Orig. aut. 2 ff. 200 x 128 mm. segno di ceralacca e strappo timbri vari: Castelnuovo d ’Asti 11
ott 66 Milano 13 ott 66 7 M altro timbro illeggibile francobollo 20 cent.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., B arbò (A 1960214)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860204)
E I 432 MB XIV 826-827
Annuncia suo prossimo viaggio a Milano - continua le preghiere per la corrispondente e per la figlia di
Lei, Sofia Barbò Albertoni
Castelnuovo d'Asti, 9 ott[obre 18]66
Illustrissima Sig[ra] Contessa,
Sono andato a Milano, ma non ho trovato V. S. 111.ma in città; da Vaprio vi
era troppa distanza dalla sua campagna. Nella settimana prima o in quella dopo i
Santi dovrò fare altra gita a Milano; se Ella trovasi in questa città andrò a sua 5
casa secondo l’indirizzo che si compiacque acchiudermi; altrimenti farò in modo
di andare fino alla sua villeggiatura.
Intanto non perdiamoci di speranza: Dio è potente, Dio è buono, perciò può
e vuole favorirci nelle nostre dimande ad eccezione che esse non siano secondo i

31.10 Page 310

▲torna in alto
304 ottobre 1866
io suoi santi adorabili voleri.
Noi in questa nostra casa continueremo a fare speciali preghiere per lei e
specialmente per la signora Sofia. Le dica: la speranza in Dio non confonde mai;
ogni spina del tempo è un tesoro per l’eternità.
Preghi per me e per questi giovanetti, ed augurando ogni bene dal cielo a tut-
15 ta la sua famiglia mi professo con gratitudine
Di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20 AiriU.raa Signora
La Sig[ra] Contessa Luigia Barbò
Via del Senato N. 12
Milano
1 Castelnuovo d'Asti] Torino 6 farò em end ex mi modo res
1 Si noti come don Bosco scriva: «Torino 9 ott», mentre in base al timbro si trovava ancora a Castel­
nuovo d ’Asti.
2 Luigia Barbò: v. lett. 925.
3 Milano: viaggio auspicato nella lett. alla medesima contessa il 26 agosto (v. lett. 961).
— Vaprio d ’Adda: località a 30 Km. da Milano, dove la contessa aveva la villa di campagna.
5 altra gita a Milano: non risulta se poi venne effettivamente fatta. Difficile anche conoscere gli scopi
di due viaggi così ravvicinati.
12 Sofia era la figlia, ammalata, della contessa Luigia Barbò: v. lett. 925 e 961.
976
Alla marchesa Maria de Gregorio
Già presso Giuseppe Barbero, Società S. Paolo - Roma
Orig. aut. 2 ff. 197 x 140 mm. strappo sul f. 2 timbri vari: Castelnuovo d ’Asti 12 ott 66
no 12 ott 66 10 S Roma-Albano 15 ott. altro timbro illeggibile
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., de Gregorio (A 1820204) (A 1960232)
Ined.
Tori­
Condivide le preoccupazioni della m archesa circa alcuni «atti inconsiderati» del figlio - suggerisce
comportamento da assumere e promette preghiere
*Castelnuovo d ’Asti, 12 ott[obre 18]66
Benemerita Signora,
Compatisco veramente V. S. B. che deve provar dispiacere dalla parte di co­
lui stesso che dovrebbe cagionarle sollievo e consolazione. Se potessi parlarle mi
5 potrei esprimere più esplicitamente, per iscritto le dirò solamente che preghi e
faccia pregare per suo figlio, io farò di qui altrettanto. Dio ci ascolterà.
Io poi non gli pagherei alcun debito, per altro gli fisserei qualche sussidio li­
mitato da dargli o fargli dare mensilmente. Così facendo se gli toglie la ragione di
venire ad atti inconsiderati,
io II Signore le permette tribulazioni per farle sempre più conoscere che siamo

32 Pages 311-320

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32.1 Page 311

▲torna in alto
ottobre 1866 305
in [un] mondo di pene. La vera felicità è in cielo.
Non passeranno per altro due anni che il Signore darà a Lei ed al sig. suo
Marito una grande consolazione.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e raccomandandomi alla carità delle divote
di Lei preghiere ho l'onore di potermi con tutta stima professare
15
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Per favore [scriva] il recapito degli uniti biglietti.
f.2v Alla Chiar.m a Signora
La Sig[ra] March. Maria de Gregorio
Roma - Albano
1 Castelnuovo d'Asti] Torino 4 cagionarle corr ex cagionargli 10 tribulazioni corr ex ...
1 Ancora una volta scrive «Torino» m entre si trovava a Castelnuovo d ’Asti: v. timbro.
2 Maria de Gregorio: presumibilmente si tratta di Maria Villa Aniel y Albaredo, andata sposa al m ar­
chese Manuele de Gregorio; ebbe un solo figlio maschio, Leopoldo (1839-1903): LDNI 1937-1939.
6 figlio: Leopoldo, com battente già nelle guerre d ’indipendenza, marito di Adele Bocchino (m orta
nel 1937): ib.
13 marito: v. lin. 2.
977
Alla marchesa Luisa Cappelletti
Orig. aut. già presso la figlia della corrispondente, marchesa Maria, sposata Ludovico Negrotto
Cambiaso
Edita in E I 433 MB XVIII 854
Ringraziamento per l’offerta ricevuta - assicura immunità dal contagio del colera per quanti collabo-
rano alla costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 2 2 ott[obre 18]66
Benemerita Signora,
La ringrazio di cuore della offerta che fa a favore di questi miei poveri giova­
netti e specialmente per continuare i lavori della chiesa in onore di Maria Ausilia­
trice. Il sacro edifizio nella parte esterna volge al suo termine, speriamo nella Di- 5
vina Provvidenza pel resto.
In quanto al cholera non tema niente; vada a Roma, rimanga a Frascati, avvi
nulla a temere per Lei. Niuno di questi che aiutano a costruire la chiesa di Maria
Ausiliatrice in Valdocco sarà vittima del morbo micidiale, purché riponga in lei la
sua fiducia. Se a Dio piacerà, farò la mia gita a Roma tra dicembre e gennaio io
prossimo.
Ottimo divisamento l'aver messo il suo figliuolo a Mondragone. Colà i mae­
stri, assistenti e direttori cercano il vero bene, quello dell’anima. Dio benedica Lei

32.2 Page 312

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306 ottobre 1866
e la sua famiglia, preghi per me che con gratitudine mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Luisa Cappelletti: nata Cavalletti nel 1830, era una delle num erose figlie del m archese Erm ete e di
Maria Felice Ricci, andata sposa al barone Filippo Cappelletti (v. lett. 920).
3 Tramite la contessa Fanny Villarios, la Cappelletti aveva inviato a don Bosco otto scudi romani e si
era scusata della pochezza dell’obolo, dovuta per altro al fatto che i propri beni nel reatino erano ri­
masti in territori ormai annessi al regno d ’Italia.
7 cholera: la baronessa aveva chiesto l’opinione di don Bosco circa l’eventuale ritorno a Roma da
Frascati, dove si trovava pure il papa. Anche la sorella di Luisa, Maria Cavalletti, aveva gli stessi tim o­
ri; per cui scrisse a don Bosco chiedendo preghiere per la preservazione dal colera: lettere in data 16
giugno e 12 settembre 1866 (ASC B26200 Cavalletti); altrettanto fece la m archesa Isabella Gerini: v.
Appendice, lett. 1866/27.
12 suo figliuolo: Saverio, primogenito e unico erede maschio, entrato a M ondragone per l’anno sco­
lastico 1866-1867: cf elenco a stampa degli ex allievi. Saverio, che per qualche tempo fu gesuita, aveva
due sorelle, Aurelia e Maria (nata nel 1876), rispettivamente maritate Giacobazzi Fulcini e Negrotto
Cambiaso. Quest’ultima già custode della presente lettera, della 1184 e di u n ’altra in data 23 gennaio
1869, le portò in visione a Torino dopo la canonizzazione di don Bosco per poter essere stampate: no­
tizie confermate a chi scrive dall’ultima figlia di Maria, Isabella Formentini (nata nel 1903) che tuttora
ricorda quanto la madre le raccontava circa don Bosco ospite più volte a casa loro.
— Mondragone: collegio per nobili presso Frascati, tenuto dai padri Gesuiti; don Bosco lo visiterà il
18 gennaio delTanno seguente: v. lett. 1001.
978
All’arciprete Pietro Bonino
Edita in E I 433-434 MB VIII 492493
Invia biglietti della lotteria da smerciare - ringrazia per l’ospitalità e si complimenta per la fede dei
parrocchiani - fa omaggio di una copia de La Storia d'Italia
*Torino, 24 ottobre 1866
Car.mo Sig. Arciprete,
Le mando le 20 decine di biglietti di lotteria che nella sua carità mi ha già pa­
gato. Ne aggiungo altri venti con alcuni programmi pregandola a volerne tentar
5 lo smercio. Forse la contessa Cocito e la contessa di Castelborgo, persone di mol­
ta carità, lo aiuteranno a spacciarli. D. Chiesa, D. Giacosa, il suo curato credo
che [le] daranno la mano. Se però in fine della lotteria ne avesse ancora un nu­
mero troppo grande, li può senza difficoltà ritornare all’Oratorio di S. Francesco
di Sales.
10
Tante grazie della carità e cortesia usatami da Lei e da tutta la sua famiglia.
Dio li rimeriti tutti. La cosa per altro che mi rimase profondamente impressa fu
l’esemplare attenzione con cui domenica i suoi parrocchiani ascoltarono la parola
di Dio. Avendone occasione li ringrazii e si rallegri con loro da parte mia.
È poi inteso che Ella verrà a farci il discorso di Santa Cecilia. Gradisca una
15 copia della Storia d ’Italia. Dio ci benedica tutti e ci aiuti colla sua grazia a guada­

32.3 Page 313

▲torna in alto
novembre 1866 307
gnare molte anime pel cielo e fra le prime sia la nostra propria. Amen.
Con gratitudine mi professo nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
2 Pietro Bonino: nato ad Alba (Cuneo) nel 1826, a 24 anni era già viceparroco a Neive; nella stessa
località divenne poi parroco nel 1851 rimanendo in carica fino alla morte, avvenuta nel 1898. Ricerca­
to predicatore, notevole scrittore, zelante pastore, si mantenne in rapporti di amicizia con don Bosco.
Per suo suggerimento la contessa Demaria fece costruire l’ospedale di Neive: cf Q uasi una vita. Lette­
re scritte e ricevute dal beato Giuseppe A llam ano con testi e docu m en ti coevi. II, a cura di C. Bona.
Roma, Edizioni Missioni Consolata, 1992, p. 224; v. anche BS a. 22 (luglio 1898), p. 191.
5 contessa Cocito: probabilmente contessa Rosa (1822-1893) nata Martinazzi de Ambrosiis da Pavia,
andata in sposa al conte Cesare Cocito (1820-1899), figlio di Luigi Melchiorre (1800-1875) e di Felicia
Bongiovanni di Castelborgo (1804-1875): cf A. M a n n o , Il patriziato su balpin o..., dattil.
6 Filippo Chiesa: nato nel 1839 a Montà (Cuneo), sacerdote nel 1862, divenne canonico di Alba; pre­
dicatore, professore di teologia del seminario, di cui fu anche rettore dal 1879, più tardi vescovo di Pi-
nerolo (1881-1886), ospitò don Bosco, sofferente, nell’estate del 1884 e del 1886; morì pochi mesi dopo
essere stato trasferito alla diocesi di Casale (3 novembre 1886): HC V ili 187, 455.
— Giuseppe Giacosa: figlio di Carlo e Lucia Giacosa, nato a Mathi (Torino) nel 1812, ricevette l'abito
clericale nel 1833 [AAT 12.12.3, Registrum clericorum ] e fu compagno di seminario di don Bosco nel­
l’anno 1837-1838; morì a Cavallermaggiore (Cuneo) nel 1882: cf S. C a s e l l e , G iovanni Bosco studente.
Torino, ed. Acclaim 1988, p. 183.
10 cortesia: don Bosco era stato suo ospite nei giorni precedenti (21-23) in occasione di una predica­
zione per la festa della Purificazione di Maria: cf lett. di don Bonino del 14 m arzo 1891, ed. in MB V ili
492. L'onorario di don Bosco era stato di lire 10.60, più lire 15 per il viaggio andata-ritorno in ferrovia.
14 Santa Cecilia: a Valdocco si solennizzava la festa della patrona delia musica, che nel 1866 venne
celebrata domenica 2 dicembre (v. lett. 985).
979
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., B onetti (A 1690812) me. 8 A 6
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta azzurra timbro a secco BATH sul mrg. sup.
E 1434435 MB V ili 518
Soddisfazione per la vita esemplare del collegio di Lanzo - annuncia il suo prossimo arrivo - chiede i
nomi dei ragazzi più difficili - augura a tutti una pratica cristiana soda
Car.mo D. Bonetti,
Lanzo, 19 nov[em]bre [18]66
Ti scrivo da Lanzo. Sono assai contento di questi giovanetti, ma ancor più
dell’unione dei superiori, degli assistenti. Dicono, predicano e praticano in modo
da generar gelosia a quei di Torino e quasi quasi perfino a quelli di Mirabello, 5
dove sta raccolto il fiore del nostro personale. Amen.
Andrò al 28 costà con Pelazza e D. Lazzero che porteranno seco quel che di­
mandi. D. Rua è impegnato a fare [per] la tua schiettezza e non ti sbagli quando
dici: Ci mangiate tutto. Questo serve a farlo cooperare con maggior fervore a se­
condare quanto accenni. Io poi mi metterò tra l'uno e l’altro dicendo: tertius io
gaudet.
Mandami una notarella di quelli che tu sai e così potrò mettermi più presto
in relazione co’ medesimi.

32.4 Page 314

▲torna in alto
308 novembre 1866
Desidero che nel giorno di S. Carlo vi sia vera indulgenza plenaria per tutti:
15 si cancelli il passato, si pulisca ogni macchia presente, si faccia una ferrea riso­
luzione di farsi tu tti santi, ben inteso compreso a n ch ’io. Pax et benedictio do-
m u i tuae et om nibus habitantibus in ea. I saluti a tutti e a tutte.
La Santa Vergine ci ajuti a camminare per la via del cielo: Amen.
Tuo aff.mo in G. C.
20
Sac. Bosco Gio.
9 dici] dice a farlo corr ex farlo a
2 Giovanni Bonetti, direttore di Mirabello: v. E(m) I, lett. 328.
7 Andrò: verrò.
— Andrea Pelazza, coadiutore salesiano: v. E(m) I, lett. 586.
— Giuseppe Lazzero, sacerdote salesiano: v. E(m) I, lett. 614.
8 Michele Rua: v. lett. 730. Stava a Torino-Valdocco ormai da un anno come prefetto, vale a dire
come primo responsabile della casa, a fianco di don Bosco; m a tutto il capoverso è di difficile inter­
pretazione.
12 quelli che tu sai: allude ai ragazzi il cui com portamento lasciava a desiderare. Don Bosco voleva
dire loro una buona parola in occasione della sua visita al collegio, altrimenti detto «Piccolo seminario
di S. Carlo».
14 S. Carlo: la festa del patrono del collegio di per sé cadeva il 4 novembre, m a venne spostata al 29
novembre per poterla celebrare alla presenza di don Bosco e del vescovo di Casale (v. lett. 984).
17 tutte: l'allusione è alle mamme e alle donne che in vario modo collaboravano coi salesiani del
collegio.
980
Al padre carmelitano Natale Hanset
Archivio Carmelitani Scalzi - Genova
Orig. aut. 1 f. 210 x 160 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., H anset (A 1800401)
Ined.
Ancora a proposito del progetto di recupero del convento carmelitano di Genova
*Torino, 23 novembre 1866
Car.mo Sig. P. Natale,
Il
conte d ’Agliano mi ha rinnovato copia dell’antico progetto del cav. Piccone
e mi raccomanda di inviarlo a V. S. affinché lo consideri e veda quali condizioni
5 vorrebbe aggiugnere o mutare.
Ci pensi un momento e poi me ne darà quel cenno che meglio crederà nel
Signore.
Spero fra non molto vederla a Genova.
Raccomando me e questi miei poveri giovanetti alla carità delle sue preghie-
10 re e mi creda nel Signore
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

32.5 Page 315

▲torna in alto
1 23 em end ex ...
novembre 1866 309
2 Natale Hanset: v. lett. 898.
3 conte d ’Agliano, mediatore per la vertenza in corso a proposito del convento carmelitano: v. lett.
898 e 905.
— progetto: i Carmelitani non accettarono le proposte del Piccone che intendeva accordarsi coi frati
«ad esclusione della Cassa Ecclesiatica» (che stabilita dalla legge Rattazzi del 1855 aveva raccolto e
amministrava i beni dei corpi ed enti morali soppressi). Avanzarono invece proposte alla stessa Cassa
Ecclesiastica, che ne avrebbe dovuto trattare col Piccone. Questi le accettò m a la Cassa, sul punto di
sciogliersi e dì essere sostituita dal «Fondo per il Culto» che ne assorbì i beni, le rendite e le funzioni,
lasciò la conclusione della vertenza alla nuova Amministrazione. Allora i frati rinunciarono al proprio
progetto e accettarono quello trasmesso loro da don Bosco. L’11 ottobre riprese il contenzioso presso
la suddetta amministrazione del «Fondo per il Culto». Il conte Nicola Gaspare d ’Agliano, che aveva
accettato di condurre le trattative, si rivolse di nuovo a don Bosco, affinché, reinterpellati i frati, po­
tesse conoscere se intendevano riprendere la questione mediante nuove proposte.
— Giovanni Agostino Piccone: v. lett. 898 e 905.
8 vederla a Genova: non si sa se il viaggio ebbe effettivamente luogo.
13 La lettera giunse al padre Hanset il 25 dicembre, assieme a quella di don Rua, che inviando le car­
te del conte d ’Agliano, giustificava il ritardo delle medesime col fatto che «la persona incaricata di tra­
smetterle le aveva dimenticate presso di sé»: ASC B31210 me. 2652 D 5. Padre H anset nella sua rispo­
sta del 2 gennaio 1867 precisò il motivo per cui i frati si erano rivolti direttam ente alla Cassa Ecclesia­
stica e non al Piccone. Il 16 febbraio 1867 la S. Congregazione del Concilio, interpellata in proposito,
rispose che la compravendita era stata fatta in favore dei Carmelitani, per cui non si doveva recedere
dalle decisioni già prese. La questione continuò ancora a lungo.
981
Alla contessa Margherita Caccia Dominioni
Orig. già presso famiglia Caccia Dominioni - Milano
Copia allog. autentic. dalla curia arciv. di Milano il 28 aprile 1902
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860304)
E I 435 MB XV 831
Assicura preghiere quotidiane per il figlio ammalato e per tutti i parenti
Torino, 25 nov[embre 18]66
Illustrissima Signora,
Appena ricevuta la lettera che nel 19 di questo mese compiacevasi indirizzar­
mi ho subito disposto che si facessero preghiere pel di Lei figlio caduto ammalato
e fra le altre cose ho scelto sei giovani de' più commendevoli per pietà, affinché 5
ogni giorno facciano la loro santa comunione, ascoltino la santa Messa secondo le
pie di Lei intenzioni. Io poi ho sempre fatto commemorazione speciale nella santa
messa.
Preghiamo e speriamo, Dio esaudisce certamente queste nostre preghiere ad
eccezione che questo nostro Padre Celeste da buon negoziante volesse darci oro 10
invece di terra siccome dimandiamo, vale a dire volesse dare la salute eterna in
luogo della salute temporale. Anche in questo caso adoriamo la santa volontà del
Signore.
La prego di fare i più rispettosi ossequii alla sig[ra] contessa Dal Verme, assi­
curandola che non la dimenticheremo nelle deboli nostre preghiere.
15

32.6 Page 316

▲torna in alto
310 novembre 1866
Dio benedica Lei, sig[ra] Contessa, benedica tutta la sua famiglia e le conce­
da (ne sia sicura) corone di rose, dopo le corone di spine. La Santa Vergine ci aiu­
ti tutti a camminare per le vie del cielo. Amen.
Raccomando me e li miei giovanetti alla carità delle sante sue preghiere men-
20 tre con sentita gratitudine ho l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Riapro la lettera per dirle che ricevo in questo momento un dispaccio tele-
25 grafico dalla co.ssa Dal Verme in cui mi dice il suo figlio essere vie più dal male
aggravato. Raddoppiamo le nostre preghiere e mettiamoci interamente nelle
mani del Signore.
Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] Contessa Margherita Caccia
30 Piazza S. Ambrogio casa propria
Milano
2 M argherita Caccia Dominioni: nata dai marchesi Brivio il 30 novembre 1813, sposò il 6 giugno
1836 il barone dell'im pero austroungarico Giuseppe Caccia Dominioni (1813-1851). Ebbe due figli:
Annibale (nato il 13 marzo 1838 e marito di Maria Antonia, nata Carlo dal Verme il 25 gennaio 1852) e
Adeodata, nata il 30 dicembre 1848 e futura «Pia Signora della Riparazione» nella casa di Nazaret (Mi­
lano). Margherita, rim asta vedova il 20 agosto 1851, morì il 23 aprile 1901: cf D. E. Z a n e t t i, La d em o ­
grafia del patriziato m ilanese..., p. A 70; inoltre ANI 1904.
3 lettera: in essa la contessa aveva chiesto preghiere per il figlio Annibaie ammalato e inviato saluti
da parte della consuocera, contessa Teresa dal Verme: ASC B26200 Caccia D om inioni Margherita.
14 Teresa dal Verme: nata Bolognini Attendolo dei conti di S. Angelo nel 1813, sposò nel 1835 il con­
te Carlo dal Verme (1798-1876). Morì nel 1904: ANI 1904. Vari membri della famiglia dal Verme (conte
Giorgio, conte Giacomo, contessa Vittoria) erano in relazione con don Bosco.
982
Alla contessa Anna Bentivoglio
Edita in E I 436
Ringrazia per un sussidio - assicura preghiere - prospetta un viaggio a Roma
'Torino, 27 novembre [18]66
Benemerita Signora,
La sig[ra] Amat Fanny Villarios mi ha partecipato che V. S. Benemerita ha
voluto fare novelli benefizi a questa casa che versa veramente nelle strettezze, ed
5 io la ringrazio di tutto cuore. Raddoppieremo le nostre preghiere per la conserva­
zione de’ suoi preziosi giorni, e nel giorno dell’immacolata Concezione i nostri
giovanetti faranno la santa loro comunione (in numero di 1 2 0 0 ) con particolari
preghiere secondo la pia di Lei intenzione.
Ai primi giorni di gennaio prossimo a Dio piacendo spero di poter fare una
10 gita a Roma e così poterla personalmente riverire e ringraziare.

32.7 Page 317

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novembre 1866 311
Dio la benedica, sig[ra] Contessa, e le doni sanità con giorni felici, e con Lei
benedica tutta la sua rispettabile famiglia, cui ogni giorno nella santa messa prego
copiose benedizioni dal Signore.
Raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue preghie­
re e mi creda con profonda gratitudine
15
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Amat] Monti
2 Anna Bentivoglio: v. lett. 930.
3 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505; piuttosto strano il cognome Monti, quando avrebbe
dovuto essere Amat; ma, disponendo unicamente di copia a stampa, non è possibile la verifica.
7 1200: la cifra com prende il num ero (amplificato) dei convittori delle tre case dell'epoca: Torino,
Lanzo e Mirabello.
10 gita a Roma: ebbe luogo dal 7 gennaio al 1° marzo 1867.
18 rispettabile famiglia: la contessa un mese dopo, il 27 dicembre 1866 ringraziò anche a nom e della
m adre inviando pure gli auguri di buon anno; il marito Annibaie vi allegò un proprio scritto con augu­
ri e promessa di preghiere: ASC B26200 Bentivoglio.
983
Alla madre domenicana Maria Giovanna Vitelleschi
ASC B31010 Lett. orig., Vitelleschi (A 1741048) me. 55 D 12
Orig. aut. 1 f. 2 0 7 x l3 1 m m . carta leggerissima restaurata
E I 436
Assicura preghiere per la corrispondente e per tutta la com unità - dà un consiglio per l’ammissione di
una novizia alla professione
Reverenda Sig[ra] Madre,
'Torino, 27 nov[embre 18]66
Si assicuri che prego e fo anche pregare per Lei e per tutte le figlie a Lei da
Dio affidate. Stia tranquilla sulle sue cose del monastero; preghi molto Gesù Sa­
cramentato e speri tutto da Lui.
5
Per la novizia di cui parla la metta ancora a qualche prova specialmente nella
umiltà; se regge la am[m]etta alla professione.
Dio benedica Lei e tutta la sua religiosa famiglia, preghi per me e per questi
miei poveri giovanetti e la santa Vergine ci ottenga dal suo divin figlio la grazia di
poter perseverare nella via che ci conduce al cielo.
10
Con gratitudine mi professo
Di V. S. R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Reverenda Madre
15
La Sig[ra] Mad. Maria Gio.na Vitelleschi
S. Domenico e Sisto
Roma

32.8 Page 318

▲torna in alto
312 novembre 1866
2 Maria Giovanna Vitelleschi: sorella di Angelo (v. lett. 878), nata a Roma nel 1815, si fece domeni­
cana nel 1836 nel monastero dei S.S. Domenico e Sisto, del quale fu eletta priora nel 1850. Maestra
delle novizie nel 1860, nel 1864 fu rieletta priora, carica che ricoprì, alternandola con quella di sotto­
priora, fino alla morte, avvenuta nel 1892: cf Croniques du m onastère de San Sisto e de San D om eni­
co e Sisto à Roma. Levanto 1920, pp. 521-524. Don Bosco rim arrà in contatto con lei per molti anni
sia per via epistolare che personalmente in occasione di viaggi a Roma.
6 novizia di cui parla: non è stata identificata anche per lo smarrim ento della lettera della corri­
spondente.
984
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730222) me. 39 B 1/2
Orig. aut. 2 ff. 277 x 134 mm. carta verde f. 2v cosparso di calcoli matem atici timbri vari:
Mirabello 28 nov 66 4 S G iarde 29 nov 66 Casale 29 nov 66 altri illeggibili dalla riga 9 alla 14
vergata con inchiostro più scuro il P.S. è scritto da altra mano con inchiostro color seppia
E I 437 MB V ili 526
Chiede di andare dal direttore generale delle ferrovie dell'Alta Italia per scongiurare la minaccia di
soppressione dei biglietti di favore e per far eventualmente inoltrare ai dipendenti, per suo tram ite,
l’invito ad un trattenim ento teatrale a Valdocco
*Mirabello, 28 nov[embre] 1866
Car.mo Sig. Cavaliere,
Lunedì sono passato per parlare al cav. Du Houx Dirett. Gen. delle F e rro ­
vie] ma quella sera anticipò la sua uscita di uffizio. Pertanto ho solo parlato col
5 suo segretaro che ascoltò senza però voler conchiudere nulla giudicando conve­
niente parlarne col padrone medesimo.
Faccia adunque il piacere, veda di fargli leggere l'unito invito e poi se ha nul­
la in contrario si diramerà o si modificherà secondo il parere che darà.
Noi ci prepariamo a celebrare allegramente S. Carlo dimani. I giovani sono
io assai ben disposti. Verrà a passare con noi la giornata il Vescovo di Casale.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda nel Signore
Di V. S. car.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
15 [P.S.] D. Rua scriva al sig. Du Houx se crede si possa fare questo invito ai
sig[ri] delTAmm.ne delle Vie Ferrate dell’Alta Italia, e se potrebbero dal loro
uff[ic]io fare la distribuzione degli inviti non conoscendo noi i singoli indirizzi.
4 m a corr ex e 11 benedica] benedicale 15 Du] De
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Lunedì: 26 novembre.
— direttore generale: cav. Du Houx, cit. in A. G iu n t in i, I giganti della montagna. Storia della ferro­
via D irettissim a Bologna-Firenze (1835-1934). Firenze, Leo S. Olschki Editore 1984, p. 90. Occorre
qui ricordare che col riordinamento ferroviario attuato nel 1863-1864 e sanzionato dalla legge del 14
maggio 1865, la rete ferroviaria italiana era stata ripartita in tre diverse zone: difatti la «Società delle

32.9 Page 319

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novem bre 1866 313
strade ferrate lombarde e dell’Italia Centrale» aveva acquistato le ferrovie dello Stato Piemontese e si
era trasform ata in «Società dellle strade ferrate dell'Alta Italia» (e che assorbì nel 1866 anche le ferro­
vie venete); vi era poi la «società delle strade Ferrate Romane» e quella meridionale, affidata al sen.
Bartolomeo Bona (v. lett. 732), che dopo le gravi difficoltà del 1866-1870, rafforzò la sua presenza; sul
tem a dello sviluppo della rete ferroviaria all’epoca cf G. C a n d e l o r o , Storia d e ll’Italia m oderna V. Mi­
lano, Feltrinelli editore, 19799, pp. 253-261.
— per parlare: ricevuta una lettera della direzione delle ferrovie Alta Italia, a firma del capo servizio
traffico Alfredo Bachelet, che lamentava abusi nel servirsi dei biglietti di facilitazioni concessi ai giova­
ni di Valdocco (ASC B26600 Ferrovie, Bachelet, lett. in data 21 novem bre 1866), don Bosco pensò
bene di andare personalmente dal direttore generale per dare plausibili giustificazioni e scongiurare il
rischio di abolizione dei biglietti di favore.
7 invito: v. lett. 985.
9 S. Carlo: patrono del piccolo seminario di Mirabello; v. anche lett. 979.
10 Vescovo di Casale, ossia mons. Luigi Nazari di Calabiana: v. E(m) I, lett. 81.
15 Michele Rua: v. lett. 730.
985
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760208)
Min. aut. 1 f. 132 x 102 mm. carta verde
MB V ili 527
me. 1371 D 10
Invito ad un trattenim ento in onore degli amministratori delle ferrovie dell’Alta Italia
[Torino, fine novembre 1866]
I giovani dell’Oratorio di S. Francesco di Sales nel desiderio di porgere un te­
nue segno della loro gratitudine verso alla benemerita Amministrazione delle Fer­
rovie dell’Alta Italia hanno divisato di dare un trattenimento serale in detto stabi­
limento domenica prossima 2 dicembre ore 6 ^ di sera in cui i musici celebrano la
festa di Santa Cecilia.
Fanno pertanto rispettoso invito a V. S. perché li voglia onorare della sua
presenza con quelle persone che giudicherà bene di seco condurre.
[Sac. Bosco Gio.]
3 Amministrazione em end ex Socie 5 2 em end ex 1° 5-6 la festa di Santa Cecilia add m rg inf
1-9 L’invito agli amministratori delle ferrovie dell’Alta Italia è ricordato nella lett. 984.
6 festa di Santa Cecilia: v. lett. 978.
986
Al capo servizio traffico delle ferrovie d ell’Alta Italia, Alfredo Bachelet
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Ferrovie, Bachelet (A 1690207) me. 2 D 5
Min. aut. 1 f. 305 x 212 mm. carta uso stampa sul mrg. sin. in alto si legge «Copiata?»
nee 16-21 sono aut. di Michele Rua sul mrg. sin.
E I 438 MB V ili 528-529
Le li­
Risposta alla richiesta di spiegazioni circa abusi nell’uso delle concessioni ferroviarie - proposte di
intervento per il futuro

32.10 Page 320

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314 novembre 1866
"Torino, 30 novem bre 1866
Illustrissimo Signore,
Prima di rispondere alla Lettera, che V. S. 111.ma compiacevasi di scrivere in­
torno ad alcuni abusi de’ biglietti di favore che la Benemerita amministrazione
5 delle Ferrovie dell’A[lta] I[talia] concede a questo stabilimento, ho voluto pren­
dere esatte informazioni su questo riguardo. Imperciocché fin da principio ho
sempre dato ordini rigorosi sull’uso della concessione studiandoci di prevenire
qualsiasi abuso.
Non mi è potuto risultare altro se non [che] in casi particolari invece di un as-
10 sistente di questa casa si poneva il nome dell’individuo giovanetto con una perso­
na che lo accompagna[va]. Questo uffizio talvolta fu compiuto da qualche parente
o protettore del ricoverato che doveva andare alla patria oppure ritornare dalla
medesima. Di ciò furono più volte interpellati i capi d ’uffizio delle stazioni e non
opposero difficoltà adducendo che que’ giovanetti non potendo ancora per età o
15 sanità viaggiare da soli era indispensabile che qualcheduno li accompagnasse.
Avvenne inoltre che qualche volta spedimmo qualche biglietto in bianco per
giovani di questa casa che trovandosi in patria dovevano recarsi in quest’oratorio.
Li spedimmo in bianco, perché non sapevamo né il giorno della partenza, né il
nome della persona che dovevasi mandare ad accompagnarli. Che se questo fosse
20 sconveniente, per l’avvenire prenderemo le opportune misure, affinché non ne
avvengano abusi.
Tuttavia potendo essere avvenuti altri abusi per parte di persona sconosciuta
raddoppieremo la vigilanza per impedirli raccomandandomi di due cose[:]
1° Di non far gravitare sopra questo stabilimento qualunque mancanza di
25 questo genere essendo cosa estranea alla medesima e contraria alla volontà e co­
mando dei direttori.
2° Verificandosi qualche caso, punire con tutto rigore il colpevole secondo i
regolamenti della Società, e, se ci sarà dato avviso, noi ci uniremo coi direttori
della società per mettere efficace rimedio all’abuso che fosse per avventura suc-
30 ceduto.
Mi voglia credere con pienezza di stima e gratitudine
Della S. V. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
6 questo corr ex quanto 10 poneva corr ex poteva
M. Rua 22 persona corr ex perv
16-21 Avvenne... abusi add m rg sin don
2 Alfredo Bachelet: non avendo forse potuto il cav. Oreglia incontrarsi col direttore delle ferrovie,
Du Houx, per rispondere alle rimostranze di cui alla lett. 984, don Bosco dovette rispondere alla lette­
ra del capo servizio traffico (Div. IX, Uff. Ili), Alfredo Bachelet, da don Bosco per altro conosciuto
per aver accolto il mese precedente a Valdocco, dietro sua richiesta, due figli di un dipendente delle
ferrovie: v. Appendice, lett. 1866/28; allo stesso Bachelet don Bosco aveva chiesto il trasporto gratuito
di pietre per la chiesa di Maria Ausiliatrice: v. Appendice lett. 1866/35.
3 Lettera, datata 21 novembre: v. lett. 984, lin. 3.

33 Pages 321-330

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33.1 Page 321

▲torna in alto
dicem bre 1866 315
34 Le giustificazioni addotte non furono accolte e vennero aboliti i biglietti di favore; don Bosco ri­
prese com unque in seguito le trattative ottenendo qualche apprezzabile risultato: v. lett. 1045 e 1064.
987
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cam bray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 217 x 158 mm. strappo carta uso stampa timbri vari: Torino die 66 3 S Fi­
renze... altri timbri illeggibili francobollo 20 cent.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950152)
Ined.
Annuncia il suo prossimo arrivo a Firenze
•'Torino, 8 dic[embre 18]66
Benemerita Signora Contessa,
Partecipo a V. S. B. che la mia progettata gita a Firenze a Dio piacendo avrà
luogo lunedì mattina per quello che giunge a 7:55. Prendo alloggio presso l’Arci­
vescovo che mi ha già usata tanta bontà.
Se Ella ha qualche persona ammalata la quale desideri che io la vada a visita­
re la prevenga e ci vado assai volentieri.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda con profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] Cambray Digny Contessa
Firenze
6 am m alata corr ex...
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
3 progettata gita: don Bosco ne aveva scritto a parecchie persone, fra cui l'arcivescovo di Firenze,
mons. Gioacchino Limberti: v. lett. 902.
4 lunedì: 10 dicembre.
5 già usata bontà: don Bosco era stato suo ospite in occasione del viaggio del dicembre dell’anno
precedente.
988
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780221)
Orig. aut. 2 ff. 218 x 160 mm. carta robusta uso stampa molto rovinata con segno di ceralacca
rossa timbri vari: Torino 8 die 66...S Firenze 9 die 66 M 10
MB XV 842 E I 439
Annuncia 0 suo prossimo arrivo a Firenze

33.2 Page 322

▲torna in alto
316 dicembre 1866
*Torino, 8 dic[em bre 18]66
Benemerita Signora Contessa,
A Dio piacendo lunedì mattina sarò a Firenze dove spero di fare personal­
mente risposta della sua lettera.
5
Questa mattina i nostri giovanetti hanno fatto la loro santa comunione se­
condo la pia di Lei intenzione e quella del sig. di Lei Marito.
Dio li benedica tutti, preghino per me che li sono nel Signore
10 Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] Contessa Girolama Uguccioni Gherardi
Firenze
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 mattina sarò a corr ex sarò
2 Girolama Uguccioni e marito: v. lett. 877 e 885.
3 lunedì: 10 dicembre.
4 sua lettera: non è stata reperita.
989
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 217 x 158 mm. carta uso stampa con strappo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cambray Digny (A 1950158)
Ined.
francobollo di 20 cent.
Saluti prima di partire da Firenze - approva il progetto di una cappella di S. Anna nella chiesa di Ma­
ria Ausiliatrice
*Firenze, 17 dic[embre 18]66
Benemerita Signora,
Io parto e forse non potrò riverirla di presenza, ma lascio di tutto cuore a Lei
e a tutta la sua famiglia la benedizione del Signore.
5
II progetto di una cappella ad onore di S. Anna Madre di Maria SS.ma mi va
molto a grado, e spero che sarà sorgente di molte benedizioni alle madri cristiane
ed alle loro famiglie. Animo adunque.
La signora contessa Uguccioni le darà mano. Ogni cosa però nel modo che
tornerà a maggior gloria di Dio.
10 Raccomando me ed i miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue pre­
ghiere e mi creda con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

33.3 Page 323

▲torna in alto
dicembre 1866 317
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
5 cappella... S. Anna: vale a dire la cappella laterale a destra della navata principale della chiesa di
Maria Ausiliatrice, da dedicarsi alla m adre della Madonna; il suo altare sarà «il più ricco per preziosità
di marmi, lavorato in Roma dall’artista Luigi Medici»; F . G ir a u d i, L'O ratorio di don Bosco. Torino
SEI 1935, p. 191. Il program m a dell'Associazione di m adri cristiane redatto dalla Cambray è edito in
MB V ili 544.
8 Girolama Uguccioni: v. lett. 885.
990
Alla madre oblata Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de' Specchi - Roma
Copia semplice [dall'originale] 1 f. 182 x 109 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Galeffi (A 1800104)
E I 439 MB V ili 545
Parole di speranza e promessa di preghiere per le persone raccomandategli
*Firenze, 18 dic[embre 18]66
Reverenda Signora,
Non tema niente, preghi e speri. La comunità di cui parla si acquieti, e speri
molto nella bontà del Signore. Io raccomanderò di tutto cuore al Signore le per­
sone che mi raccomanda.
Preghi anche Ella per me e per questi miei giovanetti. Spero di poterla presto
riverire personalmente.
Mi creda nel Signore
Di V. S. R.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
3 com unità di cui parla: v. lett. 972. Le preoccupazioni com unque sem brano riferirsi ai problemi
conseguenti alle leggi sull’asse ecclesiastico del 7 luglio precedente. In quei mesi iniziavano a diffon­
dersi le notizie dell’espulsione dei religiosi dalle loro case. Secondo la cronaca della casa delle suore
Benedettine di S. Maria del Fiore a Firenze (v. lett. 877) don Bosco aveva pure a loro detto parole di
speranza il 13 dicembre 1865, in occasione della sua visita al monastero.
991
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., B onetti (A 1690813) me. 8 A 7
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta azzurra riproduzione di immagine m ariana sul mrg. sup.
sin. timbri vari: Bologna 19 die 66 10 M Cento 19 die 66 Ferrara 20 die 66 Mirabello 30 die 66
Giarole 30 die 66
E I 439440 MB V ili 546
Chiede di indicargli la cifra pagata per la ricchezza mobile l’anno precedente e quella dell’anno in cor­
so, nella speranza di averne il rimborso - augura buone feste

33.4 Page 324

▲torna in alto
318 dicembre 1866
"'[Bologna], 19 dic[em bre 18]66
Car.mo D. Bonetti,
Ti scrivo da Bologna dove mi fermo alcune ore; sta sera sarò a Guastalla, di­
mani a sera a Torino. Mandami, senza trovar pretesti, quanto fu pagato per la
5 ricchezza mobile l’anno scorso e quest’anno, e se le hai ancora mandami le rice­
vute. Spero che ne saremo rimborsati.
Di’ ai fratelli Bartoloni che ho veduta la loro madre che sta bene, desidera di
vederli santi: il resto lo dirò poi io.
Buone feste a te[,] a tutti quelli che compongono la schiera dei santi che vi-
10 vono nel piccolo sem. di Mirabello. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
Il Sig D. Bonetti Gio. Direttore
15 del piccolo sem. vesc. di
Mirabello Monferrato
1 Don Bosco era rimasto solo alcuni giorni a Firenze, m a aveva avuto molti contatti con privati e
con i vari ministeri: cf ASC B32000 Promem oria, ed. in MB V ili 539. A Bologna fece visita, fra gli al­
tri, ai marchesi Prospero Bevilacqua e Emilio Malvezzi: cf MB V ili 545.
2 Giovanni Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.
— Guastalla (Reggio Emilia): don Bosco si fermò colà presso il vescovo, mons. Pietro Rota; fu pure
ricevuto solennemente in seminario assieme all'amico Costantino Radicati Talice di Passerano: ASC
B26100 Guastalla; cf MB V ili 547-548. Il Rota era stato ospite a Valdocco in occasione del suo sog­
giorno a Torino (v. lett. 918) e il 17 maggio 1866 «dalla casa di Don Bosco» aveva scritto al card. Anto-
nelli che avrebbe cercato di ritornare in diocesi, «pronto anche a rinunziarvi se fosse per le anime»:
ASV SdS 1866, r. 165, f. 3. Aveva poi lasciato Torino il 7 novembre 1866, salutato cordialmente dai
giovani delTOratorio. «L’Unità Cattolica» del 5 dicembre ne aveva pubblicato una lettera in cui, fra
l’altro, si leggeva: «Non debbo tacere quell’uomo incomparabile, che mi accolse in sua casa, mi fu ge­
neroso di tante cure, e di sì dilicati riguardi, e che mi edificò colle sue virtù, col suo zelo, e dirò ancora
coi suoi prodigi di carità che opera in quel suo Oratorio di San Francesco di Sales. Quei sette od otto­
cento giovanetti, per lo più levati dalla miseria, che vengono educati alle lettere e alle arti, e quel che
più im porta nel santo timor di Dio, que’ sacerdoti e chierici che dedicati all'educazione di questi fan­
ciulli vivono una vita più dura di quella de’ rigidi claustrali, quella casa che accoglie una sì sterm inata
famiglia, uscita alla luce per miracolo, e la magnifica Chiesa che le sorge accanto quasi per incanto, si
possono chiamare, specialmente in questo secolo ed in questi anni, prodigi di Don Bosco»: cit. in MB
V ili 503. Quattro giorni dopo, il 9 dicembre 1866, lo stesso vescovo aveva chiesto a don Bosco di ac­
cettare il ragazzo Eugenio Folloni di Guastalla: v. Appendice, lett. 1866/41; in occasione del ritorno di
don Bosco da Roma di fine febbraio 1867 lo inviterà a sostare a Guastalla o almeno a Reggio Emilia. Si
dichiarerà infine dispiaciuto di non poter essere lui a consacrare la chiesa di Maria Ausiliatrice a moti­
vo dell’imminente nomina del nuovo arcivescovo di Torino: cf MB V ili 676.
5 ricchezza mobile: v. prom em oria cit. in Appendice, lett. 1866/42; l'auspicato rimborso di 600 lire
venne effettivamente concesso il 23 gennaio 1867: v. lett. 1049.
7 fratelli Bartoloni: v. lett. 858 e 882.

33.5 Page 325

▲torna in alto
992
A don Michele Rua
dicembre 1866 319
ASC B31010 Leti, orig., Rua (A 1740116) me. 47 B 7
Orig. aut. 2 ff. 210 x 134 mm. carta azzurra restaurata figura della M adonna e scritta «Ave
Maria» a stam pa sul rnrg. sup. timbri vari: Bologna 19 die 66 10 M Torino 20 die 66 8 M altro
timbro illeggibile
E I 440 MB V ili 546
Comunica le tappe del suo ritorno
*Bologna, 19 dic[embre 18J66
Car.mo D. Rua,
Sono a Bologna, sta sera a Guastalla, dimani a sera a Torino si D om inus de-
derit.
Se hai bisogno di danaro serviti delle cedole di D. Minella. Se lo vedi digli che 5
il suo affare è riuscito.
Ogni benedizione celeste a te e a tutta la nostra famiglia ed abbimi nel Si­
gnore
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
io
f.2v Al M.to R.do Signore
Il Sig. D. Rua Michele pref.
delTOratorio di S. Francesco di Sales
Torino
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Bologna... Guastalla: v. lett. 991.
5 Don Vincenzo Minella: nato a Tricerro (Vercelli) nel 1822, divenne sacerdote, professore e cappel­
lano. Morì a Torino nel 1889: CSMTE.
6 suo affare: non meglio precisato.
993
Al cavaliere Ignazio Boggio
AISBA se. 20-2
Orig. aut. 2 ff. 220 x 138 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...» sul f. I r s i
trova un ampio scarabocchio sul f. lv si trova una m arca da bollo con timbro rosa-nero
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Boggio (A 1790219)
Ined.
Proposta di contratto per l’indoratura della statua di Maria Ausiliatrice
*Torino, 26 dic[embre 18]66
Pregiatissimo Sig. Cavaliere,
Mi rincresce assai che un lavoro cominciato con particolare compiacenza da
me e da Lei, ora debba restare incagliato con reciproco dispiacere. La difficoltà
della consistenza, dello spessore, e della dorazione è quella che produce maggiore 5

33.6 Page 326

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320 dicembre 1866
ostacolo. Io per altro mi sarei determinato di assumermi una grave responsabilità
se V. S. volesse[:]
1° Fare una riduzione di due mila franchi sul prezzo convenuto per la statua.
Aderirebbe quasi al prezzo che fu da altri offerto, ma allo stesso spessore conve-
10 nuto con V. S. preg.ma.
2° Io mi assumerei ogni risponsabilità del pagamento, accetterei il lavoro
come è e mi aggiusterei con chi di ragione. Così la statua verrebbe messa al suo
posto, il suo nome sostenuto, e niuno più parlerebbe né di diffetti né di spessore.
Io credo questa proposta assai utile per Lei, perché se non altro sentivasi di
15 farla a fr. 4700 a tre millimetri di spessore, io credo che ella possa, almeno senza
danno, accettare il prezzo sopra indicato.
Più si va avanti con queste incertezze, maggiori nascono le difficoltà e sem- f.lv
pre a suo disavantaggio.
Scrivo da amico, e per amore del bene, e si persuada che io le sarò sempre
20 con tutta stima e considerazione
Della S. V. preg.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Sia in modo positivo, sia in modo negativo desidero che queste relazioni sia-
25 no confidenziali.
Al preg.mo Signore
f.2v
Il Sig. Cav. Boggio Orefice
suo negozio
Torino
5 dorazione] durazione 9 Aderirebbe] adeverrebbe
3 lavoro: la statua di rame, eseguita dal cav. Ignazio Boggio, alta quasi 4 metri, era stata esposta in
Torino prim a di essere trasportata a Valdocco. «L’Unità Cattolica» del 17 novembre 1866 ne aveva fat­
to gli elogi («bel lavoro [...] forse il primo di questo genere eseguito in Torino»), pur senza sottacerne i
difetti quali le spalle e le anche troppo piccole, il braccio destro che sem bra attaccato al torso e non
alla spalla»: cit. in MB V ili 515-516; v. anche OE XXXVIII 74.
8 prezzo convenuto: si tratta di quello dell’indoratura della statua.
25 II 30 dicembre il Boggio rispose dichiarandosi impossibilitato ad accettare la proposta di don Bo­
sco «essendo contraria all’equità e giustizia, mentre ciò sarebbe cosa affatto rovinosa per un padre di
famiglia». Propose quindi di scegliere una persona esperta ciascuno, o una sola persona di comune
accordo, che valutasse il prezzo: ASC B31210 (A 1790220), me. 2664 D 6/7. Documentazione originale
inerente a tutta la questione è conservata in AISBA; in copia in ASC F 592; v. anche MB V ili 837, 997
e XIII 406. La statua venne poi collocata sulla cupola il 21 novembre 1867 nel corso di una cerimonia
presieduta dall’arcivescovo mons. Alessandro Riccardi di Netro: cf anche «L'Unità Cattolica» del 23 e
30 novembre 1867.

33.7 Page 327

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994
AI priore Giuseppe Frassinetti
dicembre 1866 321
Archivio Storico Istituto Figli di S. Maria Immacolata - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 140 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Frassinetti (A 1960243)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870123)
E I 440
Accetta di promuovere il progetto di aprire un istituto a Genova da parte del corrispondente
Car.mo nel Signore,
*Torino, 27 dic[embre 18]66
Ottimo pensiero promuove [re] il suo progetto. Questo è quanto desidero e
promuovo nella mia pochezza dall’età di dodici anni. Io me le presterò con quat­
tro mani.
5
Forse non tornerà comodo andare a Roma insieme perché io ho divisato di
recarmi ai primi giorni dell’anno, perché ho da fare nelle Congregazioni; per lei
credo opportunissimo che si trovi in giugno quando vescovi e distinti personaggi
si troveranno nella capitale del cristianesimo.
Non ho ancora scritto al sig. Ignazio Pallavicini per la sola titubanza di dover 10
forse entrar in qualche casa donde siano usciti i frati, che mi è insuperabilmente
ripugnante.
Ritornando a Roma le dirò che la mia partenza è fissata pel giorno sette p.
gennajo; qualora ella preferisse anticipare, mel dica e vedremo di fissare un luogo
di appuntamento.
15
Io raccomando me e questi miei giovanetti alla carità delle sue preghiere;
Dio ci ajuti a fare in tutte le cose la sua santa volontà divina.
I miei ossequii a D. Bianchi, a ’ suoi sig[g]. fratelli e mi creda nel Signore
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
10 titubanza corr ex tib
2 Giuseppe Frassinetti: v. E(m) I, lett. 464.
3 progetto: si trattava di un'opera a favore di giovani poveri che aspiravano allo stato ecclesiastico. Il
26 giugno dell’anno seguente il Frassinetti chiese a don Bosco di inviare un salesiano per la direzione
dell’opera aperta presso la chiesa di Genova-Carignano, che avrebbe dovuto essere un'affiliazione di
quella di Valdocco. Don Rua, a nome di don Bosco, lo consigliò di rivolgersi a don Domenico Pestari-
no a Momese, sotto la cui eventuale direzione avrebbero mandato qualche collaboratore da Torino:
ASC B26100 Frassinetti.
4 dodici anni: chiaro riferimento alle difficoltà incontrate nella sua fanciullezza per seguire la voca­
zione sacerdotale.
7 primi giorni: partì per Roma effettivamente il 7 gennaio.
— Congregazioni: allude alle pratiche per l’approvazione della società salesiana e delle sue costituzio­
ni. Appena saputo del viaggio di don Bosco a Roma, don G. B. Francesia scrisse una lettera al papa
esternando tutto l’affetto che i salesiani e i giovani di Torino, Mirabello e Lanzo nutrivano per lui, pro­
mettendogli di inviargli, attraverso don Bosco, un obolo di 300 lire e assicurando le loro preghiere an­
che per alcuni «figliuoli forse più illusi che perversi» che lo perseguitavano: ASC Ep. Lat. 1867, r. 107,
inedita.
11

33.8 Page 328

▲torna in alto
322 dicembre 1866
8 giugno: in occasione delle solenni celebrazioni per il 18° Centenario del m artirio di S. Pietro.
10 Ignazio Pallavicini, marchese genovese in relazione con don Bosco: v. E(m) I, lett. 365. Don Bo­
sco aveva in animo di stabilire una casa a Genova, per la cui fondazione probabilmente il Frassinetti
gli aveva proposto di interessare il marchese Pallavicini. A seguito delle leggi sull’asse ecclesiastico,
molti conventi erano stati espropriati e messi all’asta; si venivano così a porre problemi di coscienza
per gli acquirenti.
13 Ritornando a Roma: cioè ritornando al suaccennato viaggio.
15 appuntamento: l’eventuale incontro con il Frassinetti non è docum entato da altra fonte.
18 Don Giacinto Bianchi: nato a Villa Pasquali (Mantova) nel 1835, dopo aver fatto gli studi teologici
nel seminario di Cremona, fu ordinato sacerdote nel 1858; nei primi anni di sacerdozio lavorò in varie
parrocchie della stessa diocesi. Nel 1864 si trasferì a Genova presso il Frassinetti che lo ebbe sempre
come valido collaboratore. Nel 1871 fu accolto da mons. Lorenzo Biale nella diocesi di Ventimiglia,
dove fondò le «Figlie di Maria Missionarie». Alla m orte del vescovo ritornò a Genova presso don Fran­
cesco Montebruno e riprese il suo apostolato di missionario apostolico. Morì al paese natale nel 1914:
note dovute al padre archivista F.S.M.I. Manfredo Falasca.
— fratelli: don Giovanni Frassinetti, nato nel 1812, e don Raffaele Frassinetti, nato nel 1814, per molti
anni abitarono assieme al fratello priore, aiutandolo nel ministero sacerdotale a S. Sabina, special-
m ente nella catechesi e nella cura dei ragazzi. Giovanni fu autore di Opere m orali, m entre Raffaele
scrisse libri per la gioventù. Entrambi esercitarono in seguito il loro ministero a Genova presso la basi­
lica di S. Siro (dove don Bosco terrà delle conferenze ai Cooperatori nel 1882 e nel 1886), fino alla
morte avvenuta nella casa dei Figli di Maria Immacolata in Genova rispettivamente nel 1891 e nel
1897: cf Canonizationis Servi Dei Josephi Frassinetti Positio. S u m m ariu m additionale R esponsioni
additum . 2., 1990, pp. 156-158.

33.9 Page 329

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1867
995
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890211)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 443 MB V ili 579
Dono di un fagiano come auspicio di buon anno
'•Torino, 2 gennaio 1867
Sig.na Azelia,
Le mando un piccolo fagiano testé regalato. Chi sa che non l’aiuti ad acqui­
star forza onde passare tutto l’anno felice. Dio lo faccia. Ella gradisca.
Ogni bene venga sopra di Lei e sopra tutta la famiglia, e mi creda
5
Di V. S.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Umili ossequii al sig. Padre e Madre.
1 gennaio] del 2 Sig.na] Signora
2 Azelia Fassati: v. lett. 741.
996
Al papa Pio IX
A SC W R R b. T 9.1
Orig. di Giovanni Battista Francesia con firma aut. 2 ff.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960180)
MB V ili 570-571
320 x212 mm.
Domanda l ’approvazione della società salesiana o almeno la facoltà di poter rilasciare le lettere dimis-
soriali ai chierici della medesima
*Augustae Taurinorum, die septimo januarii 1867
Beatissime Pater,
Jam quatuor anni elapsi sunt, quum Constitutiones Societatis a Sancto Fran­
cisco Salesio dictae, Tibi, Beatissime Pater, submittens, iudicium ed adprobatio-
nem Sanctae Romanae Ecclesiae efflagitabam.
5
Uti pater magis voluntatem filii quam meritum perspiciens die prima Julii

33.10 Page 330

▲torna in alto
324 gennaio 1867
anno 1864 amplissimis verbis hanc societatem ad instar Sacrarum Congregatio-
num , paterna prorsus bonitate, laudare et commendare dignabaris; dilata tamen
ad opportunius tempus Constitutionum adprobatione.
io
Attentis vero peculiaribus circumstantiis, die 23 ejusdem mensis et anni, spe­
ciali decreto ipse Orator, licet indignus, ejusdem Societatis Superior Generalis ad
vitam constituebatur, licet eius successor duodecim tantum annis in suo munere
permanere deberet.
Eidem decreto adnectabantur tredecim animadversiones, quas attentissime
15 perlectas ad praxim traduxi, adque quoad ejus fieri posse visum est in Constitu-
tionibus accomodavi.
Nunc denuo, Beatissime Pater, ad Te revertor, | humiliter deprecans ut tem- f.lv
pus opportunius pro nobis sit tempus praesens, quo tu regis Ecclesiam Dei. Hujus
operis tu fuisti suasor et impulsor; ego vero quae potui feci; nunc perfice opus
20 quod tu ipse coepisti. Hoc tu reapse facies, si hanc Societatem Apostolica adpro­
batione confirmabis, atque consolidabis illis verbis, modis, correctionibus, quos
tu, Pater Beatissime, ad majorem Dei gloriam, atque ad animarum salutem me­
lius in Domino judicaveris.
Veruntamen si res adversae vel temporum ratio ad integram Constitutionum
25 adprobationem dilationem suaderent, humiliter efflagito ut saltem illi articuli ad-
probentur, qui ad juvenes in sortem Domini vocatos spectant. Hoc est:
1° Ut Superior Generalis literas dimissoriales dare possit iis sociis qui vota
in hac societate praescripta emiserint. Hoc adprime necessiarum est ut societatis
spiritus conservetur et ob saeculares blanditias aliasque occasiones, ingressum et
30 regressum, propter publicarum scholarum frequentationem, non amittatur.
2° Ut titulo mensae comunis ad minores et majores ordines socii admitti
possint.
Plurima jam a Te beneficia ego caeterique huius societatis sodales accepi- f.2r
mus, pluriesque animum addidisti, nunc ergo ut nos compotes voti facias roga-
35 mus. Utique servi inutiles sumus, nullamque pro tanto munere compensationem
dare valemus. At gratos animi sensus ostendere satagemus quotidie ad Deum pre-
ces fundentes, ut Te, Beatissime Pater, pro Ecclesiae utilitate diutissime sospitem
servet, atque omnibus adversantibus malis superatis, ad supremae felicitatis gau-
dium inter coelites valeas pervenire.
40
Dum autem ego caeterique sodales huius societatis adprobationem supplices
expectamus, humiliter Benedictionem Ap. flexis genibus imploramus.
Ego vero caeteris omnibus felicior audeo me subscrivere
Beatitudinis tuae
Amantissimus et Deditissimus filius
45
Bosco Joannes Sacerdos
4 adprobationem] approbationem 15 posse corr ex posset
1 II mattino del 7 gennaio 1867 don Bosco partiva per Roma assieme a don Giovarmi Battista France-
sia, in qualità di segretario, il quale, oltre alle numerose e pittoresche lettere inviate a Torino, special-
mente a don Michele Rua e al cav. Federico Oreglia di S. Stefano, h a lasciato una m em oria di quell’e-

34 Pages 331-340

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34.1 Page 331

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gennaio 1867 325
sperienza rom ana in Due m esi con Don Bosco a Roma. M em orie. Torino, tip. salesiana, 1904, 281 p.
Il viaggio avvenne via Bologna, Rimini, Falconara, Foligno; a Roma furono ospitati dal conte Giovan­
ni Vimercati, presso la chiesa di S. Pietro in Vincoli: cf lett. Francesia-Rua, 9 gen. 1867, ASC A
4400329, me. 3739 D 3/6, ed. in MB V ili 582-584.
4-8 adprobationem ... laudare et commendare: cf Cosi. SDB, pp. 231-234.
16 accomodavi: da accostare necessariamente al «quoad fieri posse visum est» in quanto le modifi­
che, come s ’è visto già altrove (v. ad es. lett. 818) non vennero facilmente accolte nella rielaborazione
del testo costituzionale.
27 literas dimissoriales dare possit: si è già notato più volte come tale fatto costituisse uno dei punti
più controversi di tu tta la trattativa in corso con Roma per l’approvazione delle costituzioni della so­
cietà salesiana.
45 A Roma don Bosco (con don G. B. Francesia) in gennaio fu ricevuto dal papa tre volte: la prim a
volta la m attina di sabato 12, la seconda volta il pomeriggio del sabato successivo: cf lett. Francesia-
giovani di Valdocco, 21 gen. 1867, ASC B 2560538, ed. in MB V ili 601-603; la terza volta fu il 31 gen­
naio: cf lett. Pietro Angelini-Oreglia, 1° feb. 1867, ASC B23000 Angelini, ed. in MB V ili 633-634; ma
già prima della seconda udienza col pontefice aveva già avuto due colloqui col card. Segretario di Sta­
to e con Michelangelo Tonello, incaricato del governo italiano per la trattativa con la Santa Sede circa
le nomine di vescovi alle sedi vacanti: cf lett. Francesia-Oreglia, 17 gen. 1867, ASC B 2560552, ed. MB
V ili 590-597, passim . Moltissimi furono gli incontri con nobili: Aldobrandini, Antinori, Antonelli, Bar­
berini, Bentivoglio, Boncompagni Ludovisi, Borghese, Calderari, Carpegna, Cappelletti, Cavalletti,
von Mellingen, de Merode, Nannerini, Odescalchi, Orsini, Patrizi, Ruspoli, Sacchetti, Salviati, Torlo-
nia, Villarios, Vitelleschi ecc.. Fece anche visite al granduca di Toscana, Leopoldo II, che assistette
nelle ultime ore di vita, a Francesco V, duca di Modena, al re di Napoli, Francesco II, e alla regina
madre, Maria Teresa, seconda moglie di re Ferdinando II. Fra gli ecclesiastici - cardinali e vescovi a
parte - degno di nota è mons. Gaetano Moroni che gli offrì tutti i volumi, da lui pubblicati fin allora,
del D izionario d i erudizione storico-ecclesiastico (Venezia 1840-1879): ib.
997
Al papa Pio IX
ASC A31002 Pio IX fase. V (D 504)
Orig. allog. autentic. da appunto e firma aut. di Pio IX 2 ff. 272 x 197 mm.
MB V ili 605
Richiesta della facoltà, per i sacerdoti salesiani, di benedire croci, medaglie, corone ecc. colle annesse
indulgenze e per sé di poter autorizzare confratelli e giovani a leggere libri proibiti, nonché di celebra­
re la santa Messa prim a dell’aurora
[Roma, 19 gennaio 1867]
Beatissimo Padre,
Il sacerdote Giovanni Bosco, Superiore generale della Congregazione di S.
Francesco di Sales, eretta in Torino, affine di promovere, per quanto gli è possibi­
le, la maggior gloria di Dio ed il bene delle anime:
5
Supplica umilmente la Santità Vostra a volersi degnare, concedergli la facol­
tà di poter, all’opportunità, autorizzare li Sacerdoti della sua Congregazione, a
benedire croci, medaglie, corone ecc. colle indulgenze annesse.
Inoltre supplica, di poter, sempre che ne riconosce il bisogno, autorizzare li
Sacerdoti, o professi, o giovani, a lui soggetti, a leggere e ritenere, quei libri proi- io
biti, che crede utili al rispettivo ufficio.
E finalmente supplica la stessa Santità V. a volersi degnare a conferire, al
medesimo Sac. Giovanni Bosco, la facoltà di far celebrare la S. Messa prima del-

34.2 Page 332

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326 gennaio 1867
15 l'aurora, quando occorre il bisogno.
[Sac. Gio. Bosco]
10 professi] professo
1 La datazione è desunta dall’appunto manoscritto del papa (20 gennaio) e dalla data dell'udienza,
che aveva avuto luogo il giorno precedente: v. lett. 996.
7-8 autorizzare a benedire: la facoltà venne concessa per 7 anni.
10-11 libri proibiti: dieci i casi di autorizzazione concessi.
13 celebrare la S. Messa: come sopra, la facoltà venne accordata per 7 anni.
998
Al chierico Giulio Barberis
ASC B31010 Lett. orig., Barberis (A 1690617) me. 6 A 3
Orig. aut. 1 f. 210 x 136 mm. carta leggera molto consunta con segni di carta gommata
E 1 443 MB V ili 610-611
Chiede di inviare una serie di libri di scrittori protestanti al padre gesuita Giovanni Perrone di Roma
[Roma, 20 gennaio 1867]
Car.mo Barberis,
Un po’ di Lavoro anche pel Bibliotecario. Fammi il piacere di cercarmi i se­
guenti libri proibiti: Catechismo dei Valdesi di Ostervald; Liturgia dei Valdesi
5 stampato in Losan[n]a; I veri cattolici ovvero i cristiani prim itivi di Amedeo
Bert; Am ico di famiglia libretto di preghiere, ed anche altri piccoli libretti prote­
stanti. Sopra di ognuno metti il bollo dell’Oratorio; metti tutto in un fascio per la
posta, corrente con Buzzetti, Raccomandato. Poi li manderai all’indirizzo:
al Reverend.mo Signore
io
II sig. P. Perrone della C. d. G.
collegio Romano
Roma.
Amami nel Signore, prega per me che ti sono di cuore
Aff.mo in G. C.
15
Sac. Gio. Bosco
[P.S.] Saluta Bisio.
Sig. eh. Barberis Giulio
1 20 gennaio: la data è presumibile sulla base della visita ai padri de «La Civiltà Cattolica» che don
Bosco fece la stessa domenica 20 gennaio 1867: cf lett. Francesia-Oreglia, 17 gen., ASC B 2560552, ed.
in MB V ili 590.
2 Giulio Barberis: v. lett. 875.
4 Catechismo dei Valdesi: C atéchisme de l'église évangelique Validoise, p u b lié p a r Ordre du Syno-
de 1859, cit. da don Bosco in Severino, ossia avventure di un giovane alpigiano..., p. 96 [in OE XX
p. 96]: v. lett. 1070.

34.3 Page 333

▲torna in alto
gennaio 1867 327
— Jean Frédérieh Ostervald: nato a Neuehàtel nel 1663, divenne nel 1699 pastore della città e rifor­
m atore della sua chiesa. Morì nel 1747: cf J. J. V o n A l l m e n , L'Eglise et ses fu n ction s d ’après Jean
Frédérieh O stervald in «Cahiers théologiques de l’actualité protestante». Neuehàtel 1977, pp. 5-10.
— la Liturgie vau doise c ’est a dire la m anière de célébrer le Service divin com m e elle est établie
dans l'église vaudoise des Vallées V. du Piém ont. Par ordre du Synode. Lausanne, 1842.
5 I veri cattolici: cioè A. B e r t , I Valdesi ossia i cristiani-cattolici secondo la Chiesa p rim itiva a b i­
tanti le così dette Valli del Piem onte. Torino, 1849, XXXV, 498 p. Circa Amedeo Bert v. E(m) I, lett.
719. Il volume è anche citato da don Bosco in Severino, ossia avventure di un giovane alpigiano...,
[in OE XX p. 68]: v. lett. 1070.
6 Amico di fam iglia, meglio A m ico di casa: almanacco illustrato, molto diffuso fin dai primi anni 50.
Ed. a Torino-Firenze; v. anche E(m) I, lett. 719.
8 Giuseppe Buzzetti: v. E(m) I, lett. 63.
10 Giovanni Perrone: padre gesuita che avrebbe poi pubblicato nel 1871 il volume divulgativo I Vai-
desi prim itivi, m ediani e contem poranei a Torino, presso la tipografia dell'Oratorio di S. Francesco
di Sales. Don Bosco citerà pure il volume del Perrone II Protestatism o e la regola di fede e le Praelec-
tiones theologicae, tom I, rispettivamam te a p. 123 e 181 di Severino, ossia avventure di un giovane
alpigiano..., cit. lin. 5. Nato a Chieri nel 1804, dottore in teologia a Torino, il Perrone aveva insegnato
a Orvieto e a Roma, ancor prim a di essere rettore del Collegio Romano e m em bro di varie S. Congre­
gazioni. Scrittore fecondo, m orì a Roma nel 1876. Nel 1861 a Roma (tip. Firenze in via della Stam pe­
ria Camerale) e nel 1864 a Torino (tip. G. Marietti) aveva pubblicato il volume S. Pietro in R om a, os­
sia la verità storica del viaggio d i S. Pietro a R om a dim ostrata contro un novello im pugnatore, vale
a dire un soggetto che sarà al centro della vertenza fra don Bosco e le autorità rom ane nel 1867: v.
lett. 1040.
16 Giovanni Bisio: v. lett. 918. Nella lettera senza data di don Francesia a don Rua si legge che «Don
Bosco approva che Bisio si m etta dai legatori, e si raccom anda di provvedere di assistere anche i fale­
gnami»: ASC A 4400327, me. 3739 D 1, ed. come «PS» a lett. Francesia-Rua, 29-30 gen. 1867, in MB
V ili 631.
999
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760210) me. 1371 D 12
Copia a stampa 2 ff. 212 x 138 mm intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...»
MB V ili 725
Invito ad acquistare e a smerciare biglietti della lotteria
Torino, 20 gennaio 1867
Benemerito Signore,
La Lotteria più volte raccomandata alla carità di V. S. Benemerita stando per
finire, io sento in modo speciale il bisogno dell’appoggio della sua mano benefica.
I pubblici avvenimenti dell'anno scorso ci hanno incagliato lo spaccio de’ bi- 5
ghetti. Soffra adunque quest’ultimo, e veda se può in qualche modo ritenere od
esitare le qui unite N. ... decine. Vi è tempo fino al 1° di aprile giorno in cui avrà
luogo la pubblica estrazione. Quindici giorni prima di tale epoca è pregato di far
pervenire alla sala dell’esposizione quei biglietti che non intendesse di ritenere;
che se mai ella conoscesse caritatevoli persone presso cui poterne ancor altri col- io
locare, io mi raccomando con tutto il cuore di volerlo fare perché ne esiste anco­
ra una notabile quantità da spacciare.
Iddio ricco in grazie e benedizioni rimeriti con largo guiderdone tutta la sua
beneficenza e conceda sanità e giorni felici a lei e a tutti quelli che in qualunque

34.4 Page 334

▲torna in alto
328 febbraio 1867
modo concorrono a beneficare i poveri giovanetti dalla divina provvidenza a me
affidati, e a compiere i lavori della chiesa qua posta in costruzione.
Colla più sentita gratitudine ho l'onore di potermi professare
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo Servitore
Sac. Bosco Giovanni
1 20 gennaio: alla circolare accennava don G. B. Francesia nella lettera a don M. Rua (senza data,
ASC A 4400333, ed. in MB V ili 618-622), quando scriveva che don Bosco invitava il cav. F. Oreglia a
stam pare «quella che aveva lasciato prima di partire».
2 Fra le tante collaboratrici nello smercio dei biglietti ci fu la signora Luigia Bay, che il 23 gennaio
1867, scrivendo a don Bosco per chiedere preghiere per la figlia malata di occhi e per il genero poco
credente, gli comunicava anche che aveva venduto tutti i biglietti: ASC B26200 B ay Luigia, me. 1441
A 2/7.
5 pubblici avvenimenti: si tratta delle vicende connesse alla terza guerra d ’indipendenza, conclusasi
con la pace di Vienna il 3 ottobre 1866.
7 II 23 gennaio 1867 «L'Unità Cattolica» comunicava che la lotteria, approvata con decreto della Pre­
fettura il 15 gennaio 1867, si sarebbe conclusa con l’estrazione dei biglietti il successivo 1° aprile nel
palazzo municipale.
1000
Al papa Pio IX
ASV Seg. Brevi 5441 p. 462
Orig. di Giovanni Battista Francesia 2 ff. 290 x 192 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960181)
Ined.
Richiesta di decorazioni per cinque benefattori
timbro: ASV
Beatissimo Padre,
[Roma, anter. 1° febbraio 1867]
Il Sacerdote Giovanni Bosco prostrato ai piedi di V. B. espone rispettosa­
mente che tra i cattolici zelanti, i quali impiegano le loro fatiche e sostanze a fa­
vore di nostra santa religione sono esemplarmente annoverati i seguenti signori
dimoranti tutti nella città di Torino:
Fassati Marchese Domenico
Collegno Cav. Zaverio dei Conti Provana di Collegno
Bianco di Barbania Conte Barone Carlo
Cotta Commendatore Giuseppe Antonio
Scarampi di Villanova Cav. Clemente.
Questi signori beneficarono spesso gli oratorii maschili di Torino col fare i ca­
techismi ai poveri fanciulli, collocarli presso ad onesti padroni, soccorrendo con
mezzi materiali i più poveri.
Alla vista di cotanti luminosi esempi di carità l’esponente osa supplicare V.
B. a voler dare un segno di paterna benevolenza compartendo l'apostolica bene­
dizione a loro ed alle rispettive famiglie ed accordare ai medesimi qualche deco-

34.5 Page 335

▲torna in alto
febbraio 1867 329
razione o titolo che V. B. suole talvolta concedere ai più fervorosi fedeli che in
modo esemplare si adoperano a promuovere il bene della religione.
Questo segno di particolare Bontà tornerebbe loro di grande consolazione, e 20
sarebbe a tutti i cattolici di pubblico incitamento ad essere perseveranti nelle ope­
re di carità.
Il ricorrente che in modo speciale ha provato più volte gli effetti della carità
de’ mentovati signori unisce l’umile sua preghiera onde sia concessa la grazia.
[Sac. Giovanni Bosco]
25
I 1° febbraio: la terza udienza papale fu, come s’è visto (lett. 996), il 31 gennaio 1867. La sera poi di
domenica 3 febbraio il papa mandò a don Bosco tram ite mons. Edoardo Borromeo un bellissimo cero
a lui offerto il giorno precedente e don Bosco il giorno 5 febbraio andò «a Palazzo» a ringraziare il
pontefice: cf lett. Francesia-Rua, 6 feb. 1867, A 4400331, me. 3739 D I I - 3740 A 4, ed. in MB V ili 648-
651.
5 seguenti signori: v. lett. 1010.
7 Domenico Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
8 Zaverio Provana di Collegno: v. E(m) I, lett. 103.
9 Carlo Bianco di Barbania: v. E(m) I, lett. 457.
10 Giuseppe Antonio Cotta: v. E(m) I, lett. 93.
II Clemente Scarampi di Villanova: v. lett. 931.
20 segno di particolare bontà: venne effettivamente dato e «L'Unità Cattolica» l’8 marzo 1867 pubbli­
cava i nomi dei nuovi Commendatori di S. Gregorio Magno, ivi compreso quello del cav. Carlo Giriodi
di Monasterolo, di cui in E(m) I lett. 589. Don Bosco si era interessato pure per lui: cf lett. inedita a
mons. Giovanni Battista Castellani Brancaleoni, sostituto della Segreteria dei Brevi, in data 5 febbraio
1867: ASV Ep. ad princ. Pos. et min. 1867 n. 62. Né è da escludere che don Bosco sia intervenuto
anche a favore del padre barnabita Salesio Canobbio, se il 29 gennaio 1867 il card. Luigi Bilio gli inviò
direttamente nel collegio di Aosta, dove risiedeva, una fotografia del papa con due righe autografe
del medesimo: Archivio Collegio S. Francesco, Moncalieri, ed. in E pistolario Canobbio, voi. 3,
1867, n. 45.
1001
Al padre scolopio Alessandro Checcucci
Biblioteca Nazionale, voi. 452 bis 59 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. sul mrg. sup. sin. si trova la riproduzione a stam pa dell’immagine dell’im m acolata
timbro della biblioteca strappo sul mrg.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Checcucci (A 1960223)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860340)
Ined.
Invito ad un incontro
*Roma, 5 febb[raio 18]67
Car.mo nel Signore,
Io pure avrei piacere di parlarle; se può venire dimani dalle 6 alle 8 di sera
credo di poter essere in libertà.
La ringrazio della bontà e cortesia usatami nella bella giornata che passai al 5
collegio Nazareno. Grazie alla sua carità, de’ suoi coreligiosi e de’ suoi allievi.

34.6 Page 336

▲torna in alto
330 febbraio 1867
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda nel Signore
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
10 Al Chiarissimo Signore
f.2v
11 Sig. D. Aless. Checcueei Rettore
del Coll. Nazareno
Roma
2 Alessandro Checcueei: nato a S. Geminiano (Siena) nel 1803 e fattosi Scolopio nel 1827, insegnò in
varie località d ’Italia. Nel 1850 Pio IX lo invitò a Roma come rettore del collegio Nazareno, carica che
tenne vari anni, prim a di tornare a insegnare a Siena, dove rimase anche quando fu eletto provinciale
della Toscana. Allo scoppiare dei disordini politici del 1860, Pio IX lo richiamò alla direzione del Naza­
reno. In Roma ebbe anche delicate missioni papali presso il Granduca di Toscana e il re di Napoli. Nel
1871 ritornò a Firenze, indi passò a Badia Fiesolana (Firenze) dove morì nel dicembre 1879. H a pub­
blicato una quarantina di opere, alcune di poche pagine: cf D izionario Enciclopedico Escolapio. Voi.
II, 1983, pp. 177-178.
4 credo... libertà: velata allusione al fatto che lungo la giornata era molto occupato a far visite o a
dare udienza a chi veniva a trovarlo in casa del conte Vimercati.
6 collegio Nazareno: la settimana prima, il 31 gennaio 1867, don Bosco era stato colà a pranzo, ac­
colto con entusiasmo dagli allievi: cf lett. Francesia-Oreglia, 3 feb., 1867, ASC B 2560554, ed. in MB
V ili 638-640.
Successivamente don Francesia da Roma chiese al cav. Oreglia di m andare al collegio 50 copie
de II Giovane provvedu to e 50 de La Chiave del Paradiso: cf lett. Francesia-Oreglia, 17 feb. 1867, ASC
B 2560557, ed. in MB V i l i 680-681. Sul Nazareno cf P. V a n n u c c i, Il collegio N azareno 1630-1930. Ro­
ma, 1930. Ovviamente qualche copia de II giovane Provveduto don Bosco l’aveva portato con sé, per
cui il 25 gennaio 1867 lo poteva offrire al giovane marchese Giulio Sacchetti con la seguente dedica:
«[...] ricordati che la fuga dell’ozio e la pratica dell’ubbidienza ti renderanno felice nel tem po e nella
eternità» (ASV Archivio Sacchetti). Val qui la pena di ricordare che, oltre al collegio Nazareno, don
Bosco andò pure al Collegio Romano in città e fece visita al Collegio dei gesuiti di Mondragone, situa­
to presso Frascati che raggiunse in carrozza col duca Tommaso Gallarati Scotti, la moglie Barbara, il
barone Filippo Cappelletti e don Francesia il 18 gennaio, festa della cattedra di S. Pietro e giorno di
vacanza. Fra gli studenti si trovavano colà Giovanni Carlo Gallarati Scotti e Francesco Saverio Cappel­
letti, figli dei due compagni di viaggio: cf lett. Francesia-Rua, senza data, ASC A 4400333, me. 3739 E
11 - 3740 A 4, ed. in MB V ili 618-622. Della visita resta un breve cenno sia nel «Diario di casa» che in
quello della «Congregazione mariana»: vi si legge che don Bosco aveva pranzato assieme, benedetto le
cam erate dei convittori e rivolto loro una breve esortazione: Archivio casa Provinciale S. J. - Roma.
1002
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740118) me. 47 B 11
Orig. aut. 1 f. 208 x 132 mm. carta quadrettata da quaderno molto consunta inchiostro blu
E I 444 MB V ili 647-648
Dà disposizioni per l’estinzione di un debito - non può garantire la data del suo ritorno
*Roma, 5 febb[raio 18]67
Car.mo D. Rua,
D. Francesia ti scriverà delle cose nostre[:] io parlo soltanto delle cose tue[,]
dei danari. Dunque di’ al sig. Cav. che vada da D. Tomatis e prenda fr. otto mila,
5 che io pagherò qui al P. Betti in vece sua.

34.7 Page 337

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febbraio 1867 331
Di essi fr. 8000 darai 6800 al dott. Gribaudi, se desidera di averli; credo che
tale sia il suo credito. Del resto ne farai quello che premerà di più.
I nostri affari qui vanno bene; spero che dimani potrò scrivere una lettera ai
nostri cari giovani. Continuate a pregare pel vostro D. Bosco che è tutto occupato
di voi. Sabato p. forse potremo fissare il giorno del desiderato nostro ritorno.
Dio ci benedica tutti e ci ajuti a salvarci l'anima in eterno. Am en.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gi.
P.S. Prima niuno, poi troppi biglietti. Perché non mi dai notizie di mad. Carena,
mad. Dupré, dei giovani etc.?
2 Rua Michele: v. lett. 730.
3 Francesia ti scriverà: v. lett. 996.
4 Cav. Oreglia Federico di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
— don Giovanni Tomatis: nato il 19 novembre 1805, oblato di Maria Vergine, fece la professione il 17
luglio 1831; lasciò poi l’istituto il 15 febbraio 1850; morì a Torino il 3 febbraio 1884 a 78 anni: CSMTE.
5 P. Betti: sacerdote non identificato.
6 Giovanni Gribaudi: medico chirurgo, già compagno di studi di don Bosco a Chieri, esercitava da
tempo aU’Oratorio. Nel 1865 fu segretario per la lotteria; nel 1865 le L etture Cattoliche (A. XIII, lu­
glio, Fase. VII) avevano pubblicato il suo libretto Del m agnetism o anim ale e dello spiritism o, p e r un
dottore in m edicina e chirurgia torinese.
8 affari: tenuto presente l’argomento della lettera, pare alludere all’ambito finanzario, vale a dire al
notevole smercio di biglietti della lotteria e alle generose offerte raccolte in città.
— scrivere una lettera: non risulta sia poi stata scritta.
10 Sabato p.: sabato prossimo, cioè il 9 febbraio.
14 mad. Maria Carena: benefattrice dell’Oratorio, ammalata e m orta nello stesso 1867, come risulta
dalla cancellazione del nome su una copia, conservata in ASC, dell’£/eiico degli oggetti... della lotteria
in corso.
15 mad. Duprè: probabilmente Laura Duprè, nata Fontana, moglie di Ferdinando Duprè, m orta a
Torino nel 1891, senza lasciare figli: v. (e correggi) E(m) I, lett. 605; BS a. 15 (luglio 1891), p. 139; ave­
va offerto alcuni doni per la lotteria in corso. Altra signora Duprè era invece Paola, nata Riccardi, mo­
glie del banchiere Giuseppe Duprè, uno dei promotori della lotteria del 1851 (morto a Torino nel
1884): v. E(m) I, lett. 93.
1003
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Um berti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 1 f. 213 x 137 mm. sul mrg. sup. sin. riproduzione a stam pa dell’immagine dell’Im-
macolata
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., L im berti (A 1960113)
Ined.
Invia un rescritto papale
*Roma, 6 febb[raio 18]67
Eccellenza R.d.ma,
Ecco il rescritto che cerca.
II Santo Padre mi parlò molto della E. V. R.d.ma ed ho potuto ottenere una

34.8 Page 338

▲torna in alto
332 febbraio 1867
5 speciale benedizione per Lei, per tutta la sua diocesi. Il resto o lo esporrò verbal­
mente o lo scriverò in altro momento che adesso non ho.
Dio la ricompensi di tutta la carità usatami e mi creda con profonda grati­
tudine
Di V. E. R.d.ma
io
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
4 della corr ex di lei 9 E. em end ex S.
2 Gioacchino Limbelli: v. E(m) I, lett. 428.
3 L'oggetto del rescritto non è stato individuato. Quanto al «resto» potrebbe trattarsi della vertenza
Stato-Chiesa per la nomina dei vescovi alle sedi vacanti, che costituiva uno dei motivi della presenza
di don Bosco a Roma, e su cui in quegli stessi giorni ironizzavano vari giornali liberali, fra cui l’«Opi-
nione» di Firenze: cf F. M o t t o , L ’azione m ediatrice..., p. 2 8 5 , cit. in lett. 9 7 0 .
1004
Al padre scolopio Alessandro Checcucci
Biblioteca nazionale, cv 452 bis, 62 - Firenze
Orig. aut. 1 f. 201 x 196 mm. carta uso stampa sul mrg. sup. sin. si trova tim bro della biblio­
teca strappo sul mrg.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Checcucci (A 1960224)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860336)
E I 445-446
Raccomanda lo smercio dei biglietti della lotteria - assicura di portargli le medaglie promesse - sugge­
rimento per l ’occhio malato di un ragazzo
Car.mo nel Signore,
*Roma, 7 febb[raio 18]67
A nome di Maria SS. Ausiliatrice raccomando a V. S. car.ma quaranta deci­
ne di biglietti di Lotteria il cui provento è destinato a sollevare i poveri giovanetti
5 dalla divina provvidenza affidatimi e a continuare i lavori della chiesa dedicata al-
l'Augusta Madre del Salvatore.
Ho già scritto a Torino pei libri; spero di poterle portare quanto prima le me­
daglie per que’ giovani cui aveva promesso. Il giovanetto Olivetti usi per l’altro
occhio lo stesso rimedio del primo; intanto egli preghi ed io continuerò a racco-
10 mandarlo al Signore.
Dio benedica Lei, i suoi giovanetti, le sue fatiche e preghi per la povera ani­
ma mia, ne cum aliis praedicaverim ipse reprobus efficiar.
Con sentita gratitudine mi professo
Di V. S. car.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
Chiar.mo Sig. Checcucci
f.2v
Rett. del coll. Nazareno
Roma

34.9 Page 339

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6 Augusta res 8 Olivetti res
febbraio 1867 333
2 Alessandro Checcucci: v. lett. 1001.
7 libri: non meglio precisati; si possono supporre volumi pubblicati dalla tipografia dell'Oratorio, so­
prattutto quelli della collana delle Letture Cattoliche.
8 que’ giovani: cioè gli allievi del collegio Nazareno, da lui visitato pochi giorni prim a (v. lett. 1001) e
che visiterà successivamente: cf lett. Francesia-Giovani di Valdocco, senza data, ASC B 2560539 ed.
in MB V ili 681-685.
8 Olivetti: un giovane del collegio Nazareno.
12 ne... efficiar: 1 Cor. 9, 27.
1005
Al principe Orazio Falconieri di Carpegna
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870111)
Copia semplice dattiloscritta
E I 445 MB VIII 662-663
Posticipa l'appuntamento a causa dell'imprevisto pernottamento dai Camaldolesi sopra Frascati
*Camaldoli, 8 febb[raio 18]67
Eccellenza,
Alcuni affari che riguardano ai buoni religiosi Camaldolesi mi trattengono
qui sta sera, perciò non posso trovarmi all’ora del pranzo presso V. E. siccome io
desiderava; se non avvi niente in contrario, io andrò domenica alla stessa ora. In 5
ogni caso le professo la mia gratitudine.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda con pienezza di stima
Della E. V. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
io
A Sua Eccellenza
Il Principe D. Orazio Falconieri
suo palazzo
Roma
2 Orazio Falconieri: già conte Luigi Gabrielli, successivamente principe di Carpegna, nato nel 1816,
sposatosi in prime nozze nel 1837 con la contessa Amalia Lozano Argoli (m orta nel 1843) e in seconde
nozze nel 1846 con la contessa Ludoncilla Holynska di Polonia; morto nel 1888: ANI 1904.
3 Camaldolesi: si trattava degli eremiti di Monte Corona, che avevano un eremo sopra Frascati. Don
Bosco, non potendo m antenere fede all’appuntam ento in città delle ore 17 col principe Falconieri a se­
guito delle insistenze dei padri camaldolesi che lo volevano trattenere fino al giorno dopo, ne informò
lo stesso principe con questo biglietto portatogli da don Francesia: v. anche lett. 1006. Don Bosco da
tempo era in relazione epistolare col padre camaldolese Lorenzo Bertinelli, priore dell’eremo e fratel­
lo del canonico di S. Eustachio, Gaetano (v. lett. 1041) e dell’avvocato Giuseppe; i due fratelli accom­
pagnarono don Bosco nel viaggio all’eremo, «in vapore» fino a Frascati, e poi in carrozza: cf lett.
Francesia-Rua, 9-10 feb. 1867, ASC B 4400332, me. 3739 E 7/10, ed. in MB VIII 657-666. Nel 1868 don
Bosco fece pervenire ai due fratelli la medaglia commemorativa della consacrazione della chiesa di
Maria Ausiliatrice; nel 1874 chiederà poi l'intervento del ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti, Pao­
lo Onorato Vigliarti, a favore dell’avvocato Giuseppe, condannato al carcere per grave furto a danno
di religiosi: cf MB X 566-567.
5 andrò: verrò.

34.10 Page 340

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334 febbraio 1867
— domenica: 10 febbraio.
10 Oltre al principe Falconieri, don Bosco dovette scrivere un biglietto pure al conte Giovanni Vi-
mercati che lo ospitava, per avvisarlo che non sarebbe rientrato la sera: v. Appendice, lett. 1867/3.
— Il conte Giovanni Vimercati, milanese, m a che dal 1839 era aggregato alla nobiltà rom ana, aveva
sposato nel 1855 la quarantottenne Maria Luigia Carlotta di Borgone, Infanta di Spagna e dei duchi di
Parma, Duchessa di Sassonia, già vedova di due mariti; rimasto a sua volta vedovo il 18 marzo 1857, si
era successivamente trasferito nel palazzo, da lui restaurato, presso la chiesa di S. Pietro in Vincoli,
dove, ammalato per molto tempo, morì il 27 giugno 1868: cf G. M o r o n i, D izionario di erudizione sto-
rico-ecclesiastica..., 1860, voi. XCVII, pp. 79-81; T. A m a y d en , Storia delle fam iglie rom ane. II...,
p. 229-230.
1006
Al principe Orazio Falconieri di Carpegna
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870113)
Copia semplice dattiloscritta l’indirizzo è di mano di Giovanni Battista Francesia
E I 446 MB V ili 666
Conferma l’appuntamento per la serata - assicura preghiere - chiede fede nel Signore
Roma, 11 febbraio 1867
Eccellenza,
Grazie delle rinnovazioni di cortesia che nella sua grande bontà si compiacque
di farmi. Sta sera circa le sei sarò presso di V. E. per godere di sua bontà e carità;
5 ma non mancherò mai di raccomandare ogni giorno, siccome ho già cominciato,
di raccomandare a Dio le cose che riguardano alla pace e felicità di sua famiglia.
Dio è grande e ci ha destinati ad una grande felicità, ma vuole che ci perve­
niamo per ignem et aquam [,] perciò in mezzo alla bellezza delle rose che si tro­
vano nelle famiglie sono eziandio pungenti spine. Dio però a suo tempo pagherà
io tutto. Fede, preghiera.
Ogni celeste benedizione discenda sopra di Lei e sopra tutta la sua famiglia,
e raccomandandomi alla carità delle sante sue preghiere mi professo con grati­
tudine
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
A Sua Eccellenza
D. Orazio Falconieri
Roma
8 rose it 15 p o st Bosco add Gio.
2 Orazio Falconieri: v. lett. 1005.
3 rinnovazioni di cortesia: evidentemente il principe aveva giustificato don Bosco del m ancato ap­
puntam ento del giorno 8 febbraio e aveva rinnovato l’invito per un altro giorno.
8 p er ignem et aquam : pare alludere a qualche problema della nobile famiglia, ad es. al fatto che il
figlio di primo letto del principe, Orazio Guido (1840-1919), Tanno precedente era stato costretto ad
allontanarsi da Roma; sarebbe ritornato solo dopo la caduta del governo pontificio, diventando suc­
cessivamente deputato e anche senatore: cf M. Rosi, Dizionario del risorgim ento nazionale..., Ili,
p. 31.

35 Pages 341-350

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35.1 Page 341

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1007
A don Michele Rua
febbraio 1867 335
ASC B31010 Leti, orig., Rua (A 1740119) me. 47 B 12
Orig. aut. 1 f. 2 0 9 x l3 5 m m . carta leggera il P.S. si trova sul mrg. sin.
sbiadito in alcune parti
E I 446-447 MB V ili 672
inchiostro azzurro
Dà disposizioni per alcuni pagamenti - chiede di preparare una «stupenda festa di S. Francesco di
Sales»
*Roma, 13 febb[raio 18]67
R[ua] Car.mo,
Se padre Tomatis ha ancora il danaro a Torino, oltre agli ottomila fr. puoi
prendere gli altri seimila, che io pagherò qui a Roma appena mi scriverai che li
hai ricevuti.
Essi devono però avere una destinazione fissa cioè: fr. 2000 a Carlino Buzzet-
ti; gli altri 4000 al panattiere. Per gli altri affari procureremo mandarvi altro.
Ma tu non mi dai notizia dell’entrata, né della uscita de’ giovani, se sani, se
ammalati, vivi o morti.
Disponi da domenica in quindici [che] possiamo fare una stupenda festa di
S. Francesco di Sales.
Dio ci benedica tutti[,] ci conservi per la via del paradiso. Amen.
Aff.mo nel Signore
Sac. Bosco G.
P.S. Se p. Tomatis non avesse più il danaro fammelo sapere per mia norma.
2 R.[ua] em end ex D. 4 altri res
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Giovanni Tomatis: v. lett. 1002, dove si accenna pure al problema finanziario in questione.
6-7 Carlo Buzzetti: v. E(m) I, lett. 63; era l’impresario addetto alla costruzione della chiesa di Maria
Ausiliatrice.
8 entrata... uscita d e’ giovani: in assenza di don Bosco da Torino, don Rua lo sostituiva nella direzio­
ne dell'Oratorio. Così accettò il giovane Pasquale Bagni raccomandato dall’avvocato Clemente Mari­
nelli della commissione prò terrem otati di Ancona: ASC B26100 M arinelli: v. A ppendice lett. 1867/4.
Analogamente potrebbe essere avvenuto successivamente per i due fratelli orfani di Ancona, Michele
e Giuseppe Condio raccom andati dalla prefettura di Torino in data 18 giugno e 22 luglio 1867: ASC
B26200 A utorità, Prefetti, Tancredi e B26100 Autorità, Prefetti, Torre (MB V ili 886-887). Per altri ri­
coveri v. Appendice, lett. 1867/19, 1867/21, 1867/23, 1867/25, 1867/26. Da Roma don Bosco a sua
volta mandò aU’Oratorio un giovane tipografo, con un compagno raccom andato da m ons. Luca Paci­
fici (segretario delle Lettere Latine al palazzo del Quirinale) ed altri ragazzi: cf lett. Francesia-Oreglia,
23 feb. 1867, ASC B 2560559, ed. in MB V ili 695-698; inoltre lett. 1118.

35.2 Page 342

▲torna in alto
336 febbraio 1867
1008
Al conte Annibaie Bentivoglio
ASC B31010 Lett. orig., Bentivoglio (A 1690706) me. 6 E 5/6
Orig. aut. 2 ff. 225 x 165 mm. carta uso stampa con strappo
E 1447
Ringrazia della corona di pietre ornate d ’oro donatagli - offre una santa messa, comunioni e preghie­
re da parte dei giovani
Car.mo Sig. Conte,
*Roma, 16 febb[raio 18]67
Ho ricevuto la bella corona di pietre dure coi belli ornamenti in oro che com-
piacquesi inviarmi per concorrere con novelli mezzi a farci carità. Dio la rimeriti.
5 In quanto poi alle altre limosine che Ella volesse ancora aggiugnere pel me­
desimo scopo ce lo dia pure in carta od in metallo di qualunque genere[,] per noi
è lo stesso; perché abbiamo chi lo riceve qui in Roma e ci fa versare l’equivalente
a Torino.
Caro sig. Conte, Ella ci fa tanta carità, e si adopera in tante guise per benefi-
10 carci; oh quanto vorrei esprimere con segni esterni la gratitudine che io e tutti i
nostri poveri giovanetti le professiamo! Non posso farlo altrimenti che coll’offeri-
re nel giovedì prossimo il santo sacrifizio della Messa colle comunioni e colle pre­
ghiere che nelle nostre case saranno per fare i nostri allievi.
Faccia i miei rispettosi ossequi alla benemerita sig[ra] Contessa da parte
15 mia; spero di poterla quanto prima riverire in casa sua. Intanto le dico che il Si­
gnore vuole da Lei coraggio ed allegria; che non pensi alla morte finché non ab­
bia compiuta l’età di Matusalemme (anni 969) dopo cui le darò permesso di occu­
parsene.
Dio li benedica ambidue e li conservi lunghi anni con vita felice, e raccoman-
20 dandomi alla carità delle loro preghiere colla più sentita gratitudine ho il piacere
di potermi professare
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Al Chiarissimo Signore
Il Sig. Conte Annibaie Bentivoglio
Roma
11 che add si
2 Annibaie Bentivoglio: v. lett. 930.
3 collana di pietre dure: si tratta di doni per la lotteria.
15 casa sua: don Bosco vi era già stato la sera del 26 gennaio, allorché col conte Annibaie aveva par­
lato di «marmi, costruzioni e di ornamenti» e con la contessa Anna di tentazioni demoniache da scac­
ciare per ritrovare serenità: cf lett. della contessa al cav. Oreglia in data 27 gen. 1867: ASC B23000
Bentivoglio, parzialmente ed. in MB V ili 618. In un'altra lettera della contessa del 2 febbraio 1867 al
medesimo cavaliere (ASC B23000 Bentivoglio ed. parzialmente in MB VIII 638) si accennava ai molti
impegni di don Bosco in Roma e pertanto all’impossibilità di avvicinarlo da parte di suo m arito che

35.3 Page 343

▲torna in alto
febbraio-marzo 1867 337
pur si recava sovente presso S. Pietro in Vincoli dove don Bosco era ospitato.
17 Matusalemme: personaggio ebraico di straordinaria longevità (Gen. 5,27).
1009
Al papa Pio IX
ASC B31010 Leti, orig., Pio IX (A 1730508) me. 41 A 10
Orig. allog. senza firma 2 ff. 269 x 192 mm. carta uso stam pa con data, con firma aut. di Pio IX
e la concessione Pro gratia a triennium
MB V ili 698
Richiesta che don Pietro Vallami possa celebrare la messa del giovedì santo là dove già esercita il sa­
cro ministero
[Roma, anter. 21 febbraio 1867]
Beatissimo Padre,
Il sacerdote Giovanni Bosco nel desiderio di dare un segno di gratitudine ver­
so il sac. Pietro Vallauri della diocesi di Torino si prostra ai piedi di V.B., e do­
manda come speciale favore la facoltà che il medesimo possa celebrare la S. Mes- 5
sa nel giovedì santo per servirsene dove ne scorgesse la maggior [gloria] di Dio,
soprattutto negli ospedali e nelle case di educazione dove egli esercita il Sacro
Ministero.
Che della grazia
[Sac. Gio. Bosco]
io
4 Don Pietro Vallauri: sacerdote torinese, nato il 23 giugno 1829, morto il 27 agosto 1900; per moltis­
simi anni fu apprezzato confessore nella chiesa di S. Francesco d ’Assisi: cf L. N ic o l is d i R o b il a n t ,
Vita del ven. G. Cafasso... I. Torino 1912, pp. 259-260.
10 Non si conosce l’esito della petizione.
1010
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760211) me. 1371 E 1
Copia a stam pa 2 ff. 304x210 mm. la data 1° marzo è aut. sulla copia conservata, con franco­
bollo e timbro 14 marzo 1867, indirizzata all’avvocato Galvagno di Marene
Altra copia, pervenuta in parte, ha la data a stampa «20 marzo 1867»
E I 448 MB V ili 715
Favori spirituali concessi da Pio IX ai benefattori degli oratori
Torino, 1° marzo 1867
Benemerito Signore,
Da molto tempo stava aspettando un'occasione di poter dare un segno este­
riore di sentita gratitudine verso a quegli insigni benefattori che coi loro m ezzi

35.4 Page 344

▲torna in alto
338 m arzo 1867
5 m ateriali e m orali m i vennero tante volte in aiuto per sostenere le opere di bene­
ficenza, che la Divina Provvidenza, senza alcun m io merito, m i volle affidare a
beneficio della povera e pericolante gioventù. Questa sospirata occasione si pre­
sentò propizia nella giornata dei 12 del passato gennaio quando il S. Padre de-
gnavasi di am m etterm i ad un ’udienza particolare. Prostrato allora a ’ suoi piedi
io ho dim andato i seguenti spirituali favori:
1. Una speciale benedizione sopra tutte quelle famiglie che in qualunque ma­
niera e misura hanno concorso a sostenere le opere degli Oratorii colle loro bene­
ficenze e specialmente sopra di quelli che si fecero promotori della Lotteria il cui
provento è destinato ad ultimare la Chiesa consacrata a Maria Ausiliatrice posta
15 in costruzione in Valdocco regione della città di Torino.
2. Ai medesimi indulgenza plenaria ogni volta che premessa la Sacramentale
Confessione si accosteranno alla S. Comunione; La quale indulgenza è applicabile
alle Anime del Purgatorio.
3. Indulgenza plenaria in articolo di morte.
20
II Santo Padre con bontà veramente paterna lodando i caritatevoli benefat­
tori concedeva con effusione di cuore i favori implorati e m i autorizzava a par­
teciparli a tutti quelli, cui si possono riferire.
M entre pertanto compio a questo m io gratissimo dovere, la prego di voler
gradire questo novello tratto di benevolenza del Suprem o Gerarca della Chiesa
25 insieme coi segni della più profonda mia gratitudine. Nella persuasione poi che
in quest'anno, mercé la continuazione della sua beneficenza, avrem o la conso­
lazione di vedere inaugurato il sospirato sacro edifizio al divin culto, l ’assicuro
che non m ancherò di pregare il pietoso Iddio affinché colle celesti benedizioni
degnamente la rim eriti nel tempo, e la renda poi un giorno pienam ente felice
30 nella beata eternità.
Con pienezza di stim a ho l ’onore di poterm i professare
Della S. V. B.
Obbl.mo Servitore
Sac. Giovanni Bosco
35 P.S. La pubblica estrazione dei numeri vincitori della Lotteria alla carità di
V. S. raccomandata avrà luogo il giorno 1° del prossimo Aprile.
1 La circolare, spedita da Roma il 26 febbraio 1867, è datata «Torino 1° marzo»: dunque ancor prim a
che don Bosco vi giungesse. Partito infatti da Roma la sera del 26 febbraio, aveva sostato prim a a Fer­
mo presso il card. Filippo de Angelis, poi a Forlì per celebrare al santuario della M adonna del Fuoco e
visitare il vescovo Pietro Paolo Trucchi, indi a Bologna per incontrare il marchese Petronio Malvasia;
a Torino giunse il 2 marzo verso mezzogiorno.
2 Tra i vari destinatari della circolare ci fu la signora Carlotta Uboldi de’ Capei che da Milano gli
scrisse il 18 marzo 1867 di aver già venduto 600 biglietti (ASC B26200 Uboldi); si conservano pure le
circolari inviate all’arcivescovo di Firenze (AAF carte L im berli b. 3), al teologo Giovanni Battista Ap-
pendini e al teologo Filippo Campus, parroco di Sassari, di cui si conserva la lettera di ringraziamento
in data 16 marzo 1867: ASC B26100 Campus; il Campus da tempo era in relazione con don Bosco: v.
Appendice, lett. 1865/20. Circa il Galvagno di Marene (Cuneo) di cui sopra nella descrizione della cir­
colare, don Gioachino Berto ram m enta la generosità dimostrata in varie occasioni, fra cui quella in
cui offrì a don Bosco ben 7500 lire: cf MB V ili 903-904.

35.5 Page 345

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1011
Al dottore in legge Giovanni Mazzotti
marzo 1867 339
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M azzotti (A 1800307)
Copia in negativo 1 f. timbro: Torino...
E I 49450 MB V ili 727-728
Consigli per la scelta dello stato e per la professione
me. 2652 B 1
*Torino, 7 marzo [18]67
Car.mo nel Signore,
Se potessi parlarle verbalmente potrei dimandarle e risponderle quanto non
si può confidare alla carta. Stando per altro a quanto mi scrive io dico che può
andare avanti nel contratto di matrimoni [o] progettato senza timore di opporsi
alla volontà del Signore.
Posto poi che Ella possa vivere fuori delle occupazioni legali, dove eziandio si
può fare molto bene, si appigli pure ad una sfera più vasta di occupazioni scienti­
fiche e specialmente, come mi dice, in cose che possano tornare a vantaggio di
nostra santa religione.
Chi sa che qualche occasione non ci porti a poterci parlare? Allora potremo
parlarci ed intenderci meglio.
Dio benedica Lei, le sue fatiche, preghi per me e per questa mia famiglia e mi
creda con pienezza di stima
Della S. V. car.ma
Aff.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
All’ottimo Gio. Mazzotti Dottore
In Legge etc.
Provincia di Brescia
Chiari
2 Giovanni Antonio Ludovico Mazzotti: nato a Chiari (Brescia) nel 1839 da Antonio Fiorentino che lo
lasciò orfano a 14 anni.
5 andare avanti... matrimonio: il Mazzotti si sposò effettivamente ed ebbe quattro fighe, nate rispet­
tivamente nel 1871, 1873, 1875 e 1877; informazioni raccolte a Chiari dal salesiano don Camillo Gior­
dani. Circa invece l’eventualità di secondi matrimoni, don Bosco esprime la sua opinione nella lettera
alla signora Giulia Lalli di Roma che lo aveva interpellato al riguardo: v. Appendice, lett. 1868/20.
11 poterci parlare: richiesta di consigli di vita spirituale provenivano a don Bosco da corrispondenti
di ogni parte d ’Italia. La signora Enrichetta Guillichini da Firenze in data 25 marzo 1867 gli scrisse
chiedendo preghiere per il genero e consigli per la scelta dello stato del figlio unico: ASC B26100 G uil­
lichini, me. 1412 E 6. In data 8 marzo 1867 don Martire Stalloni da Roma gli scrisse di pregare per lui
affinché Dio gli concedesse la grazia di apprendere bene le scienze: ASC B26100 Stalloni, ed. in MB
VIII 706-707. Dalla stessa città due mesi dopo, il 3 maggio 1867, la signora Emilia Baladelli Benvenuti
chiese preghiere e parole di consolazione per la m orte del marito: ASC B26100 B aladelli Benvenuti,
me. 1386 E 4/5. Diversa invece la richiesta del vicario capitolare di Osimo (Ancona), Innocenzi Fran­
cesco, il 25 marzo 1867: domandò a don Bosco se il chierico E. Poliedri fosse adatto a fare da prefetto
nel seminario e collegio Campana di Osimo: ASC B26100 Innocenzi, me. 1413 B 8-9. A riguardo di al­
tri corrispondenti v. lett. 1014.

35.6 Page 346

▲torna in alto
340 marzo 1867
1012
Al vicario capitolare di Alba, Pietro Giocondo Salvaj
ASC B31010 Lett. orig., Salvaj (A 1740620) me. 52 C 7
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 7 m m . carta azzurra sul f. 2v un appunto di mons. Salvaj: «Torino don
Bosco, mia risposta 16 marzo»
E I 450
Ringraziamento per l’accenno fatto nella lettera pastorale alla sua persona e alla chiesa di Maria
Ausiliatrice - preannuncia la nomina a vescovo
*Torino, 8 marzo [18]67
Reverend.mo e car.mo Monsig. Vie. Generale,
Ho ricevuto la bella pastorale che ho letto con sommo piacere, e la ringrazio
che abbiamo voluto far cenno della nostra chiesa e della povera mia persona. A
5 Dio grazie, a Lei gratitudine; credo che dovrà quanto prima emanare u n ’altra cir­
colare, non più come Vicario C. ma come Vescovo; di che ne sarà per certo infor­
mato; che se noi fosse, lo dico io. Si prepari.
Noi abbiamo pregato e continuiamo a pregare per Lei; ella poi preghi per me
e per questi poveri giovanetti e mi creda con pienezza di stima
io Della S. V. R.d.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco G.
2 Pietro Giocondo Salvaj: nato a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1815, sacerdote nel 1837, dot­
tore in teologia e diritto nel 1838, fu vicario capitolare e generale ad Alba. Nominato vescovo di Ales­
sandria nel 1872, morì nel 1897: HC V ili 87-88.
6 come vescovo: il nome del Salvaj era uno di quelli ricorrenti nel corso delle trattative della missio­
ne Tonello per la nom ina dei vescovi delle diocesi vacanti: cf F. M o t t o , L'azione m ediatrice di don
Bosco..., p. 51, cit. in lett. 970.
12 Alla lettera di don Bosco è allegata la minuta di risposta del corrispondente: v. sopra.
1013
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS a. 1867 rub. 165 pr. 45269
Orig. aut. 2 ff. 270x210 mm. carta azzurra timbro: ASV
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Antonelli (A 1830114)
Ined.
Solito problema delle dimissorie - al riguardo allega ulteriore promem oria
*Torino, 20 marzo 1867
Eminenza Reverendissima,
Col consiglio e colla protezione di V. E. Reverend.ma fu iniziata e promossa
la società religiosa di S. Frane.co di Sales e presentemente conta oltre a cento
5 membri in cinque case. Ora siamo al momento dell'apostolica approvazione e per

35.7 Page 347

▲torna in alto
m arzo 1867 341
questo ho veramente bisogno dell’efficace di Lei appoggio.
In quanto alle costituzioni in genere non avvi difficoltà: esse furono già dal
Santo Padre lodate e commendate con apposito decreto che qui unisco. Ora avvi
una forte osservazione sulle dimissorie. Si vorrebbe che le dimissorie venissero
non dal Superiore Generale, ma dal vescovo di Origine; cosa per noi difficilissima io
per non dire impossibile perché abbiamo degli individui che appartengono a Paesi
e a Regni lontanissimi, di cui si ignora talvolta a quale vescovado essi appartenga­
no. Altre ragioni sono notate a parte.
Si osserva che senza la dimissoria dal vescovo uscendo uno dalla congrega­
zione rimarrebbe abbandonato. Ma le congregazioni e gli ordini religiosi furono 15
sempre approvati in questo modo. I vescovi poi o che non danno le dimissorie o
se le danno vogliono richiamare a piacimento il candidato. D'altronde se il reli­
gioso è buono rim arrà nella sua vocazione e se per qualche ragione uscisse sareb­
be con piacere accolto da qualunque vescovo. Se poi ha demeriti non conviene né
alla Società né al vescovo, e qualora questo fosse vescovo ordinante gli rifiutereb- 20
be ogni amministrazione di sacramenti.
f.iv
Adesso la cosa è alla congregazione de’ Vescovi e Regolari e il Santo Padre,
che è molto benevolo verso questa congregazione, che si può chiamare roba sua,
non vuole pronunciarsi fino a tanto che non abbia udito il parere degli eminentis­
simi componenti della congregazione prelodata.
25
Ciò posto io mi raccomando a Lei che continui a farci da padre. Io non desi­
dero altro che una società religiosa compatibile coi tempi, che promuova la gloria
di Dio e il bene della pericolante gioventù. E darò ogni libertà a V. E. di mettere
qualsiasi clausula che nella sua saviezza giudicasse convenire nel caso presente.
Non mancherò di mostrare la mia incalcolabile gratitudine col pregare e far 30
pregare Dio e la Santa Vergine Maria affinché le concedano perfetta sanità, di cui
servesi con tanto zelo a bene della Chiesa.
La prego in fine a voler compatire il disturbo e la figliale confidenza con cui
le scrivo, e di gradire che colla più profonda stima e venerazione io mi professi
Della E. V.
35
Obblig.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Riceverà altra lettera per mano di persona amica.
1 Lo stesso giorno scrisse al sostituto della Segreteria di Stato, mons. Giuseppe Berardi: v. A ppendi­
ce, lett. 1867/5.
2 Giacomo AntoneDi, cardinale Segretario di Stato: v. E(m) I, lett. 55.
3 consiglio: don Bosco nei suoi viaggi a Roma nel 1858 e 1867 aveva avuto vari abboccamenti con
l'Antonelli, l’ultimo dei quali forse era stato quello della domenica 17 febbraio 1867; in quell’occasione
il cardinale gli aveva fatto una sostanziosa offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice: lett. Francesia-
Oreglia, senza data, ASC B 2560539, ed. in MB V ili 681-685.
5 momento dell’apostolica approvazione: invero si dovettero aspettare ancora due anni per l’appro­
vazione della società salesiana (1869) e ben sette per quella delle costituzioni (1874).
8 decreto: datato 23 luglio 1864 (v. lett. 810).
9 forte osservazione sulle dimissorie: v. lett. 996.
13 notate a parte: cf ms. aut. conservato in ASC e pubblicato in MB V ili 573-574; v. anche RSS 6
(1987) p. 261.

35.8 Page 348

▲torna in alto
342 marzo 1867
23 roba sua: don Bosco sovente attribuì l’origine della società alla volontà del papa (v. lett. 996).
38 altra lettera: v. lett. 1020 e 1021.
— Per la precisa risposta del cardinale, datata 4 giugno 1867 (ASC B26200 Antonelli, ed. in MB V ili
766-767) v. lett. 1021.
1014
Alla signora Rosa Guenzati
Orig. già presso famiglia Caccia Dominioni, Via S. Ambrogio, 16 - Milano
Copia autentic. dalla curia arciv. di Torino
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860305)
E I 450 MB V ili 728
Assicura di aver pregato e fatto pregare per la persona raccomandatagli - chiede di smerciare i re­
stanti biglietti della lotteria
*Torino, 21 marzo 1867
Benemerita Signora,
Ho ricevuto il suo dispaccio ed ho subito pregato e fatto pregare per l’amma­
lato che mi raccomandava, e continuiamo [a] raccomandarlo al Signore.
5
La Lotteria si avvicina al suo termine ed abbiamo ancora molti biglietti; fac­
cia quello che può per ajutare il sig.r Pedraglio per ispacciare alcune rimanenze
di biglietti che gli furono trasmessi. La contessa Caccia potrà forse ajutar Lei a
compiere quest’opera di carità.
Dio benedica Lei, suo marito, e tutta la sua famiglia, e preghi anche Ella per
io me che rispettosamente mi professo nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Rosa Guenzati: v. lett. 782.
3 suo dispaccio: non è stato reperito.
— ammalato: non identificato. Si noti qui, ancora una volta, che erano molte le persone che si racco­
mandavano alle preghiere di don Bosco. Il 13 gennaio 1867 la signora Luisa Casaglia Fedi da Firenze
aveva chiesto preghiere per il figlio Giuseppe, mentre inviava un'offerta per la cappella di San Giusep­
pe: ASC B26200 Casaglia me. 1474 C 2; da Roma Benedetto De Amati il 27 febbaio 1867 aveva chiesto
e sperato che don Bosco pregasse per la guarigione della moglie inferma: ASC B26100 De A m ati, me.
1402 B 10; da Firenze Pier Francesco del Turco scrisse a don Bosco il 25 aprile 1867 per informarlo
della felice nascita del figlio, ringraziarlo delle preghiere e fargli un'offerta di 100 lire: ASC B26200 Del
Turco, me. 1495 D 5; da S. Margherita Ligure (Genova) il 1° ottobre 1867 Teresa Franco Spinola, nata
Centurione, chiese preghiere per la sua salute: ASC B26200 Spinola Teresa Centurione: cit. in lett.
918. Anche la contessa Carolina Liitzow in quegli anni rimaneva in contatto con don Bosco: nel luglio
1867 chiese preghiere per l’imperatore del Messico, Massimiliano d ’Asburgo, fratello m inore dell’im­
peratore d ’Austria Francesco Giuseppe, fucilato dai Repubblicani (cf MB VIII 887); il 12 ottobre suc­
cessivo gli domandò, attraverso il cav. Oreglia, preghiere per un giovane cugino del m arito Charles
gravemente ammalato: ASC B23000 Persone in relazione, L iitzow . Il 22 luglio 1868 chiese a don Bo­
sco di pregare perché potesse avere un figlio: v. Appendice, lett. 1868/22. L'anno dopo, il 1° novembre
1869, fece un'offerta a nome della madre, baronessa Luigia Gudnau [Gudenau], la quale a sua volta
stava preparando una casula per la chiesa di Maria Ausiliatrice ASC B26100 Liitzow . La stessa m adre
scrisse a don Bosco il 26 luglio 1868 da Krawska in Austria per ringraziarlo della medaglia inviatale
che aveva giovato alla salute del genero: ASC B26000 Gudenau, ed. in MB IX 316-317 e in R im em ­
branza di una solennità... (di cui alla lett. 1212) pp. 161-162.

35.9 Page 349

▲torna in alto
marzo 1867 343
6 Giuseppe Pedraglio: milanese, abitante in piazza Mercanti 2, negoziante di stoffe come il Guenzati,
e come lui collaboratore di don Serafino Allievi all’oratorio di S. Luigi. Don Bosco li incontrava nei
suoi viaggi a Milano; nel 1865 in casa del Guenzati don Bosco avrebbe anche guarito la signora Ma­
n etta Pedraglio: testimonianza della figlia del Guenzati, Carolina, coniugata Rivolta (di cui alla lett.
1124): cf MB V ili 220.
7 Margherita Caccia Dominioni: v. lett. 981.
1015
Al duca d ’Aosta Amedeo di Savoia
ASC B31010 Lett. orig., A m edeo di Savoia (A 1690115) me. 1 B 6
Min. aut. 1 f. 270 x 208 mm. carta azzurra leggera
E 1451 MB V ili 729-730
Richiesta di acquisto di cinquanta biglietti della lotteria
*Torino, 22 marzo 1867
Altezza Reale,
Sotto ai gloriosi auspizi di V. A. R. abbiamo cominciato la nostra Lotteria
che col primo aprile volge al suo termine. Ogni cosa riuscì colla massima soddi­
sfazione; ma ora rimane ancora una notabile quantità di biglietti e per questo mi 5
fo ardito di raccomandarne ancora N. 50 decine con umile preghiera di volerli ac­
cogliere per fare una opera di carità ai nostri poveri giovanetti, che nutrono la più
cordiale venerazione verso l’augusta di Lei persona.
Io mi unisco coi beneficati per augurarle dal cielo copiose benedizioni e pre­
gare Iddio che lungamente ci conservi un principe che forma la delizia di quanti io
lo conoscono.
Colla più sentita gratitudine reputo al più alto onore di potermi professare
Di V. A. R.
Obbl.mo Umil.mo suddito
Sac. Bosco Gio.
15
5 questo] quanto 13 A. em end ex S.
2 Amedeo d'Aosta: v. E(m) I, lett. 549.
3 auspizi di V. A. R.: v. lett. 826; il duca aveva accettato la presidenza onoraria della commissione
per la lotteria.
5 rim ane.... biglietti: tan t' è vero che il 26 marzo 1867, una settim ana prim a dell’estrazione dei vinci­
tori della lotteria, «L’Unità Cattolica» sollecitava i propri lettori all’acquisto dei biglietti rimasti in­
venduti.
1016
Al duca Rodolfo Boncompagni Ludovisi
Edita in E I 452 MB IX 550
Assicura preghiere per l’intera famiglia - fraterno scambio di pensieri di vita spirituale

35.10 Page 350

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344 marzo 1867
Eccellenza e car.mo Sig. Duca,
*Torino, 29 m arzo 1867
Ricevo con gran piacere la sua lettera e la ringrazio che nella sua carità si ri­
cordi tuttora del povero D. Bosco, come esso si ricorda di Lei e di tutta la sua fa-
5 miglia ogni giorno nella santa messa. Cominciando dimani, domenica, farò una
novena in cui io celebrerò ogni giorno la messa ed alcuni dei miei più buoni gio­
vanetti faranno la loro comunione per la signora di Lei moglie; le faccia coraggio,
preghiamo con fede e speriamo molto.
Non mancherò di raccomandare il nostro caro Ugo nella santa messa; mi
10 faccia poi sapere il giorno della sua prima comunione ed io in quel giorno dirò la
santa messa per lui.
Mi rincresce che ho mandato un pacco di biglietti con mille commissioni per
la sig[ra] Duchessa di Lei moglie, cui Ella certamente non potrà applicarsi; abbia
Ella la bontà di aiutarla. Oltre alle persone là indicate può anche portare alcuni
15 biglietti alla sig[ra] Principessa Altieri per cui ivi unisco una lettera, che Ella può
racchiudere in un pacco di trecento biglietti e mandarlo da parte mia.
Ella mi dice che è sempre un cattivaccio, ed io sono contento che se lo creda,
perché questo è segno che non lo è, ma io voglio pregar molto per Lei affinché
non solo si faccia buono, ma si faccia santo come santi certamente si faranno la
20 sig[ra] moglie, i suoi giovanetti e tutta la sua famiglia.
Dio la benedica, e benedica tutti quelli di sua casa e la santa Vergine ci aiuti
tutti a camminare per la via del Paradiso. Amen.
Colla più sentita gratitudine mi raccomando alle sue preghiere e mi professo
Di V. E. Sig. Duca,
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. I miei ossequi al Rev.do Sig. D. Cesare.
2 Rodolfo Boncompagni Ludovisi: duca di Sora (1832-1911), sposò nel 1854 Agnese Boncompagni,
nata nel 1836 da Antonio Borghese e da Caterina Talbot; ebbe cinque figli, nati fra 0 1856 e il 1869:
ANI 1904. Don Bosco aveva avvicinato tale famiglia in occasione del suo viaggio a Roma nei mesi pre­
cedenti; a Villa Ludovisi aveva anche celebrato la S. Messa e colà il 4 febbraio 1867 aveva incontrato il
re di Napoli, Francesco II (v. anche lett. 1142), col quale ebbe un lungo colloquio e da cui ricevette 1’
invito a visitare la regina Sofia a palazzo Farnese: cf lett. Francesia-Durando, 4 feb. 1867, ASC B
2560533, ed. in MB V ili 642 e lett. Francesia-Rua, 9 feb. 1867, A 4400332, me. 3739 E 7/9, ed. in MB
V ili 657-659.
3 lettera: il 27 marzo aveva chiesto preghiere per la moglie che era in stato interessante (ma che poi
non riuscì a portare a term ine la gravidanza); aveva anche comunicato di aver consegnato lire 200 a
mons. Emiliano Manacorda: ASC B26100 Boncompagni.
5 domenica: 31 marzo.
9 Ugo: il primo dei cinque figli del duca, nato a Roma l’8 maggio 1856. Il padre aveva scritto a don
Bosco che avrebbe spostato la data della prevista prima comunione del figlio a causa dei problemi di
salute della moglie. Ugo, sposatosi una prima volta nel 1877 con Vittoria nata Patrizi-Naro-Santoro
(1857-1883) e una seconda volta con Maura, nata Altieri (1858-1892), si fece poi sacerdote il 27 gennaio
1895: ANI 1904.
13 duchessa: v. lin. 2.
15 Principessa Livia Altieri (1820-1886): v. lett. 918 e 1017 e Appendice, lett. 1867/10.
17 cattivaccio: riferimento giocoso dovuto alla confidenza instauratasi in occasione della messa cele-

36 Pages 351-360

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36.1 Page 351

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m arzo 1867 345
brata da don Bosco nella cappella del duca il 12 gennaio 1867 e della confessione della settim ana suc­
cessiva, confessione di cui il duca stesso scrisse in una memoria dell’11 maggio 1867: «[Don Bosco] mi
disse: “State tranquillo; sui peccati che avete fatto fino al 19 gennaio 1867, ore 10, ne rispondo io e
non ci pensate più”»: ed. in MB IX 549-550.
27 Don Cesare Calandrelli: precettore non meglio identificato dei figli del duca (cit. pure in lett. 1069
e 1118).
1017
A don Giovanni Tomatis
ASC B31010 Lett. orig., Tom atis (A 1740702) me. 53 A 5
Orig. aut. 1 f. 215 x 140 mm. carta uso stampa
E I 451 MB V ili 729
Invio di cento biglietti della lotteria e comunicazione della benedizione del papa con annesse indulgen­
ze apostoliche
*Torino, 29 marzo 1867
Car.mo Sig. D. Tomatis,
Ci troviamo sul termine della Lotteria già altre volte alla provata di Lei carità
raccomandata ed abbiamo ancora una notabile quantità di biglietti di Lotteria.
Potrebbe ella ritenere dieci decine di essi per soccorrere i nostri poveri giova- 5
netti e per continuare i lavori della chiesa in costruzione ad onore di Maria SS.ma
Ausiliatrice? Ecco l’umile mia dimanda. Faccia quel che può; se poi non può, ri­
mandi pure liberamente quanto non giudica di ritenere.
Il Santo Padre le manda la sua benedizione colle indulgenze indicate nella
Lettera ivi unita, ed io le professo tutta la mia gratitudine per la carità usata in 10
più occasioni ed augurandole ogni benedizione celeste ho l'onore di potermi con
pienezza di stima professare
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Giovanni Tomatis: v. lett. 1002.
4 quantità di biglietti: ancora alla vigilia dell’estrazione della lotteria (1° aprile 1867) suor Maria M ad­
dalena Gattinara di Torino inviò a don Bosco 50 franchi per i 100 biglietti: ASC B26100 G attinara me.
1409 B 10; 0 23 aprile pure Cesare Ranetti, da don Bosco incontrato a Roma presso il collegio dei Ma­
roniti, spedì denaro raccolto per la lotteria, chiedendo altresì preghiere per la madre; nell’ottobre infi­
ne fu la volta della principessa Livia Altieri di Colloredo che da Roma, oltre ad inviare soldi raccolti
con la vendita dei biglietti della lotteria, fece due abbonamenti alle Letture Cattoliche: ASC B26100 Al­
tieri Livia di Colloredo, me. 1383 E 12.

36.2 Page 352

▲torna in alto
346 m arzo 1867
1018
Al cardinale Costantino Patrizi
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Patrizi (A 1790120)
Orig. aut. 2 ff. 270 x 180 mm.
E I 453-454
Ringraziamento per la lettera di risposta ad una sua petizione - problemi relativi alle dimissorie e al­
l’approvazione della società salesiana
[Torino, poster. 29 marzo 1867]
Eminenza Reverendissima,
La sua Lettera, Eminenza Reverend.ma, fu per me di grande consolazione
perché mi dava lume e ragioni che in questo momento mi sono cotanto necessari.
5 Io le professo la più sentita gratitudine e prego Dio che la rimeriti degnamente.
L'osservazione che si fa per le dimissorie è ottima, vale a dire abbiasi Vap­
provazione diocesana prim a dell'approvazione apostolica. Ma si potrebbe consi­
derare come approvazione di più Vescovi le loro commendatizie già inviate a
Roma e molte altre che a semplice cenno io potrei inviare. In questo modo furo-
10 no approvati, non parlando degli antichi, ultima[me]nte gli Oblati di Maria ed i
Preti della Carità. Per avere l'approvazione diocesana bisogna che l'istituzione
non abbia comunione di case, come sono gli Oblati di S. Carlo, ma dal momento
che si mette per base la comunione di case l'approvazione sembra soltanto avere
luogo qualora un vescovo giudicasse di affidare l'amministrazione di qualche
15 educandato o ricovero alla congregazione in discorso.
Avvi poi un'altra ragione per non invitare l'Ordinario ad una regolare appro­
vazione, perché se questa si avverasse la Congregazione sarebbe tosto considera­
ta come corpo morale quindi soggetta all'autorità civile. Non così dell'approva­
zione pontificia, che unicamente mi occorre, affinché | la Società di S. Francesco f.iv
20 di Sales possa esistere e conservare lo scopo fondamentale che i suoi membri sia­
no religiosi in faccia alla Chiesa e liberi cittadini in faccia alle civili autorità. Que­
sta clausula ultima fu sempre quella detta e ripetuta dal Santo Padre come cosa
indispensabile.
Aveva già la rinnovazione della commendatizia di questo nostro Vicario Ge-
25 nerale con preghiera di farla pervenire a quelle mani o quello uffizio cui può ri­
guardare. Se mai potessero tornare utili altre commendatizie le farei tosto fare e
spedire a destinazione.
Eminenza, io non cerco altro che stabilire un modo regolare e perseverante
per assistere ed amministrare gli oratori festivi e le case di ricovero dalla Divina
30 Provvidenza a me affidate. Ella faccia quel che può e si assicuri che, oltre la no­
stra incancellabile gratitudine, avrà grandi benedizioni celesti che ogni dì piove­
ranno sopra di V. E., se, come speriamo, la nostra società sarà approvata, e che
secondandone lo scopo si gua[da]gneranno anime al Signore.
Mentre in fine la prego di dare benigno compatimento al rinnovato disturbo
35 reputo ad alto onore di poterle baciare la sacra porpora e di professarmi

36.3 Page 353

▲torna in alto
Della E. V.
aprile 1867 347
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 m e em end ex di 12 Oblati] obblati 21 civili add m rg sin 31 dì add si
2 Costantino Patrizi: card, vicario di Roma, sottodecano del S. Collegio, segretario della suprem a
Congregazione del S. Uffizio e Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti e della Residenza dei vesco­
vi: v. anche E(m) I, lett. 346.
3 sua Lettera: conservata in ASC B26200 Patrizi, ed. in MB V ili 735-736; v. anche Appendice, lett.
1867/6. Il cardinale aveva com unicato di aver parlato del problema delle dimissorie con mons. Gio­
vanni Battista Fratejacci (Uditore civile del cardinale, minutante di segreteria) e anche col card. Ange­
lo Quaglia, Prefetto della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, che don Bosco aveva visitato in
occasione del suo viaggio a Roma; aveva ribadito che difficilmente si sarebbe concessa la facoltà ri­
chiesta, a meno che si fosse fatta un'eccezione alla regola, cosa che egli auspicava ed implorava. Utile,
a suo giudizio, sarebbe stata una commendatizia favorevole da parte del neoarcivescovo di Torino.
— Il Fratejacci, una volta tornato da Roma a Torino, dal 1875 al 1877 fu presidente della Pia Casa di
Carità; m orì nel 1877: BS a. 2 (gennaio 1878), p. 8.
6-7 approvazione: di per sé nella sua lettera il card. Patrizi non aveva parlato di approvazione dioce­
sana, bensì di approvazione sic et simpliciter.
8 inviate a Roma: sono pubblicate pa ssim nelle MB.
10 Oblati di Maria: congregazione di diritto pontificio fondata da Pio Bruno Lanieri nel 1816 a Cari-
gnano (Torino), costretta a sciogliersi nel 1820, ricostituita a Pinerolo (Torino) nel 1826 e approvata lo
stesso anno da papa Leone XII (DIP 6, coll. 634-637).
10-11 Preti della Carità: istituto avviato da Antonio Rosmini nel 1828 e approvato dalla Santa Sede
come congregazione esente nel 1839 (DIP 5, coll. 134-136).
12 Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo: associazione di sacerdoti secolari fondata da S. Carlo a Rho
(Milano) nel 1578 (DIP 6, coll. 647-652).
16 Ordinario: quello di Torino era stato da poco nominato nella persona di mons. Alessandro Riccar­
di di Netro (v. lett. 826).
24 Vicario Generale e Capitolare era il can. Giuseppe Zappata, il quale in un primo tem po (v. note a
lett. 734) non aveva caldeggiato né l’approvazione della società salesiana né la concessione al superio­
re di essa del privilegio delle dimissorie; com unque finì per redigere una nuova com mendatizia in data
28 marzo 1867: testo con firma aut. in AAT 10/14.15, p. 296v, ed. in MB V ili 735.
1019
A un cavaliere non identificato
Orig. già presso Mario Borghezio - Torino
Orig. aut. 1 f. 260 x 175 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., anonim o (A 1950103)
Ined.
Coraggiosa richiesta di urgente sussidio
Torino, 3 aprile [18]67
Benemerito e car.mo Sig. Cavaliere,
Mi trovo inaspettatamente in un imbroglio non piccolo. Ai dieci di questo
mese [dovrei] pagare fr. 5000 e la persona sopra [cui] calcolava mi previene que­
sta mattina che non può somministrarla. Siccome l’impegno riguarda ai prowe- 5
ditori di materiali di costruzione che ebbero tal danaro per cambiale, così essi
non possono differire.

36.4 Page 354

▲torna in alto
348 aprile 1867
Mi raccomando in modo particolare alla tante volte provata di Lei bontà con
preghiera di venirmi in ajuto. Non mi estendo in molte parole perché ha sempre
io fatto e so che è pronta a fare quel che può specialmente ne’ casi eccezionali come
è questo.
Sta sera vado alla casa di Lanzo; venerdì sono di ritorno a Torino e sabato
verso alle 3 passerò a sua casa per sentire quanto nella sua carità può fare.
0[h] quanti disturbi le cagiono! Mi compatisca. Del resto non mancherò di
15 pregare Iddio affinché la conservi lunghi anni con vita felice, e che la rimeriti poi
degnamente un giorno nella beata eternità.
Con gratitudine e stima mi professo rispettosamente
Di V. S. Ben.ta
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
10 specialmente corr ex spec... 12 venerdì corr ex s 14 Mi] mi non em end ex io
12 sta sera: mercoledì
— Lanzo: casa fondata da don Bosco nel 1864 (v. lett. 753).
— venerdì: 5 aprile.
1020
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV Spoglio cardinali, A ntonelli 4
Orig. aut. 2 ff. 200 x 140 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Antonelli (A 1950115)
Ined.
Sostegno della richiesta di nomina di un vescovo per la diocesi di Fossano
*Torino, 4 aprile 1867
Eminenza Reverend.ma,
Il
capitolo della cattedrale della diocesi di Fossano ed il municipio di quella
medesima città mi fanno dimanda di indirizzare a V. E. Reverend.ma le loro sup-
5 plicazioni dirette ad ottenere il loro sospirato vescovo. Le autorità civili e religiose
e in generale tutto il popolo è in grande agitazione per timore di esserne privati.
So che Ella ha fatto e fa quanto può perché queste nomine abbiano il sospirato
compimento perciò non aggiungo parola.
Questo piego precede una deputazione di canonici che si presenteranno a Lei
io ed [a] Sua Santità a nome eziandio del Muncipio forse il giorno dopo l'arrivo di
esso per implorare in persona il medesimo favore. Affido loro u n ’altra Lettera.
Dio benedica V. E. Reverend.ma e le conservi quella sanità che impiega co­
tanto bene per la Chiesa; benedica me e li | miei giovanetti mentre bacio il sacro f.iv
lembo e [mi] prostro

36.5 Page 355

▲torna in alto
Di V. E. R.d.ma
aprile 1867 349
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 4 emend ex 2 9 precede corr ex preg
2 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
4 mi fanno dimanda: la notizia che don Bosco aveva svolto un certo ruolo nella nom ina di alcuni ve­
scovi piemontesi — una volta apparsa sia sulla stampa religiosa che su quella liberale - aveva fatto sì
che si rivolgessero a lui quanti erano interessati ad una nomina nella loro diocesi. Ci fu anche chi,
come don Felice Rovere di Milano, si mise in contatto per averne un appoggio in difesa dei propri di­
ritti nei confronti di mons. Luigi Nazari di Calabiana appena traslato nella sede ambrosiana: cf ASV
SdS 1867, rub. 283, f. 1, p. 153r, lett. del 10 aprile 1867.
9 deputazione di canonici: v. lett. 1021.
11 altra Lettera: v. lett. 1021.
1021
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1867 rub. 165 prot. 45270
Orig. aut. 2 ff. 270 x 220 mm. carta azzurra timbro: ASV
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., A ntonelli (A 1830115) me. 2656 A 4/5
Ined.
Ancora a proposito delle nomine di nuovi vescovi
*Torino, 5 aprile 1867
Eminenza Reverendissima,
Approfitto di persone private per scrivere con qualche libertà che non vorrei
fare per la posta. Riguardo alla deputazione di Fossano sentirà ogni cosa dai
can.ci Viara e Rossi, ottimi ecclesiastici, che sono inviati a fine di perorare la no- 5
mina del loro vescovo.
Di quelli che furono nominati tra noi, Gastaldi a Saluzzo, Galletti ad Alba,
Savio ad Asti vi è gradimento universale, e tutti sperano bene anche quelli che si
mostrano ostili all’autorità ecclesiastica. Lo stesso si spera di Colli ad Alessandria,
Calabiana a Milano, Ferrè a Casale.
io
Una cosa ben degna di essere presa in molta considerazione è la posizione di
Monsig. Balma. Questo degno prelato gode meritamente la stima di un santo. La
sua pubblica e privata condotta lo fanno conoscere tale; da venti anni lavora
per le diocesi vacanti, non risparmiando né a fatiche di viaggio né a lavori di Mi­
nistero.
15
Ma ora il non essere in alcun modo nominato, fa una cattivissima sensazione
sopra di tutti, e farinosi mille congetture. Tanto più che egli versa in vere strettez­
ze, e vive di limosine di persone benevole che gli porgono caritatevoli sussidi.
Prenda questo in considerazione e veda quanto può fare per una persona
pubblicamente conosciuta per pia, dotta, prudente e zelante.
20
f.lv
Fra i personaggi che qui godono fama di virtù e che sarebbero bene accolti

36.6 Page 356

▲torna in alto
350 aprile 1867
da ogni autorità sono: Salvay Vie. Gen. di Alba, Garga Vicario Generale di Nova­
ra, Bottino can.co Curato della Metropolitana di Torino; Nasi can.co della stessa,
ma in modo speciale merita considerazione il Teol. Marengo che è prof, di Teolo-
25 già nel seminario di Torino, che lavora molto nel sacro Ministero colla penna e
colla voce. Queste persone sono attaccatissime alla Santa Sede.
Forse Ella scorgerà troppa confidenza nello scrivere; ma Ella ebbe la bontà di
accogliermi come padre ed io mi sento portato a parlare colla parola e col cuore
di figlio [;] perciò mi compatisca.
30
Le rinnovo la preghiera per la nostra povera congregazione di S. Francesco
di Sales; noi continujamo a pregare per la preziosa di Lei conservazione della per­
severanza della sua sanità. Dio ci esaudisca.
Con pienezza di stima e colla più sentita gratitudine reputo al più alto onore
il potermi professare
35
Della E. V. R.d.ma
Umil.mo Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
25 nel corr ex al
2 Giacomo Antonelli: v. lett. 1020.
3 persone private: erano i membri del capitolo della cattedrale di Fossano, di cui alla lett. preceden­
te; si trattava di Emilio Stefano Viara e Pietro Rossi, il primo dei quali fu anche provicario generale
della diocesi durante l’episcopato di mons. Emiliano Manacorda.
7-26 Sui vescovi qui citati e sulle altre «candidature» di cui alle lin. 22-24 v. nota bibliog. alla lett.
970.
22 Pietro Giocondo Salvay: v. lett. 1012.
— Pietro Garga: v. lett. 922.
23 Giovanni Battista Bottino: nato a Chialamberto (Torino) nel 1812, era dottore collegiato, canoni­
co, arciprete e vicario perpetuo della chiesa metropolitana; morì a Torino il 17 febbraio 1887: CSMTE.
— Luigi Nasi: nato a Torino il 5 febbraio 1821, dottore collegiato, canonico della chiesa metropolita­
na, vicario moniale e cavaliere mauriziano; morì a Torino il 17 aprile 1897: CSMTE.
24 Francesco Marengo: nato a Carmagnola (Torino) il 9 novembre 1811, dottore collegiato, canoni­
co onorario della chiesa metropolitana e professore di teologia dogmatica in seminario; morì a Torino
il 26 marzo 1882: CSMTE.
29 mi compatisca: il 4 giugno 1867 il cardinale rispose attribuendo all’«ingombro di affari» cui era
soggetto il suo dicastero il ritardo della sua risposta alle due lettere di don Bosco in data 20 marzo e 5
aprile 1867. Circa il problema delle dimissorie l’Antonelli riferiva che aveva affidato la risposta a
mons. Giuseppe Berardi, suo sostituto (v. Appendice, lett. 1867/15); quanto invece alle future nomine
avrebbe preso in considerazione le proposte di don Bosco. A tal proposito coglieva l’occasione per au­
gurarsi che «col mezzo di qualche idonea influenza prudentem ente si procurasse di scuotere nelle
competenti regioni il sopraggiunto ristagno»: ASC B26200 Antonelli, ed. in MB V ili 766-767.
1022
Al signor Carlo Buzzetti
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., B uzzetti (A 1790234) me. 2645 D 1/2
Orig. di Federico Oreglia con firma aut. 2 ff. 297 x 200 mm.
Ined.
Attestato in suo favore

36.7 Page 357

▲torna in alto
aprile 1867 351
*Torino, 7 aprile 1867
Per quell’uso che gli può occorrere il sottoscritto Superiore della casa annes­
sa alTOratorio di S. Francesco di Sales in Torino-Valdocco attesta che il Sig. Car­
lo Buzzetti del fu Antonio di Caronno-Ghiringhello presso Varese[:]
1. È persona di conosciuta e provata probità sia nella sua vita privata, sia in 5
quanto concerne la precisione e la fedeltà nell’eseguire i lavori dell'arte sua quale
Capo-Mastro Muratore.
2. Da più anni in detta sua qualità prestò i suoi servigi a questo pio Istituto di
beneficienza avendovi costrutti due corpi considerevoli di casa oltre a un grandio­
so fabbricato nel Comune di Mirabello presso Casale ad uso di Collegio, e tuttora io
sta costruendo una grandiosa Chiesa in Valdocco la cui solidità e precisione nel­
l'eseguimento del disegno venne costantemente riconosciuta e lodata non solo
dall’ingegnere che presiede alla detta costruzione, ma ancora da parecchi altri
che in vario tempo la visitarono.
3. Infine che oltre ad essere di ottima indole ed alieno dai litigi sempre si mo- 15
strò arrendevolissimo ogni volta che o nella esecuzione dei lavori già avviati o nel­
la sistemazione dei conti, insorgendo difficoltà si trattò di transigere.
Pei quali motivi molto volentieri gli fa’ questo attestato di comprovazione dei
suoi lavori e di lode alla sua rettitudine, raccomandandolo a tutte quelle persone
f.lv che potessero abbisognare dell’Opera | sua persuaso che ne rimarranno egual- 20
mente soddisfatti.
In fede del che
Sac. Gioanni Bosco
3-4 Carlo Buzzetti fu Antonio: v. E(m) I, lett. 63.
1023
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 206 x 132 mm. carta leggerissima trasparente
BATH
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., C am bray Digny (A 1950155)
Ined.
sul mrg. sup. timbro a secco
Richiesta di precisazioni a proposito del progetto di dedicare un altare a S. Anna nella chiesa di Maria
Ausiliatrice - informazioni sul proseguo dei lavori
*Torino, 10 ap[rile 18]67
Benemerita Signora,
Lo scorso autunno nella mia gita a Firenze colla solita sua carità mi diceva se

36.8 Page 358

▲torna in alto
352 aprile 1867
vi sarebbe ancora stato posto per un altare da dedicarsi a S. Anna e mi palesava
5 un suo divisamente di promuovere una soscrizione in questo senso fra le madri
cristiane fiorentine. Da allora in poi non [ho] più saputo niente. Ora trovandomi
al punto di deliberare il titolo degli altari e cercare anche qualche mezzo per pro­
curarli, le farò rispettosa preghiera a volermi con tutta sua comodità significare
se quella idea possa diventare una realtà oppure dobbiamo contentarci della buo-
10 na volontà e lasciare che Dio paghi e le opere ed i buoni desideri degli oblatori.
Sebbene da qualche tempo non abbia più scritto tuttavia mi sono sempre fat­
to un dovere di raccomandare ogni giorno Lei e tutta la sua famiglia al Signore
nella santa messa[,] anzi quando ero a Roma ho dimandato | una speciale benedi- f.lv
zione al Santo Padre per una sua figlia che credo faccia in quest’anno la sua pri-
15 ma comunione.
La Lotteria è terminata ed in questa settimana avrò la nota de' numeri vin­
citori.
I
lavori della chiesa di Maria Ausiliatrice si sono già ripigliati e se la Beata
Vergine continua, come presentemente, a favorire con grazie straordinarie chi
20 concorra alla continuazione di questi lavori, prima che termini l’anno corrente
speriamo di andarci dentro per fare le sacre funzioni.
Dio benedica Lei, sig[ra] Contessa, la sua famiglia e tutte le sue fatiche, e
raccomandando me e li miei giovanetti alla carità delle sante sue preghiere ho l’o­
nore di potermi professare con sentita gratitudine
25
Di V. S. B.
Obbl.mo Servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
3-10 gita... oblatori: v. lett. 987 e 989.
11 da qualche tem po... scritto: l’ultima lettera, conservata, porta la data del 17 dicembre 1866 (v.
lett. 989).
14 una sua figlia: invero la contessa aveva u n ’unica figlia, Marianna, all'epoca tredicenne (v. lett.
844).
16 è terminata: l’estrazione aveva difatti avuto luogo il 1° aprile 1867 (v. lett. 1027).
20-21 entro l’anno... andarci dentro: si dovette invece ritardare fino al giugno 1868 (v. anche lett.
1026, 1027).
27 La risposta della contessa da Firenze, in data 12 aprile 1867, conteneva sia precisazioni sul proget­
to della costruzione della cappella di S. Anna (v. lett. 989) sia ringraziamenti per la benedizione che
don Bosco aveva impetrato dal Papa per la figlia in occasione della prim a comunione: ASC B26200
Cam bray Digny, me. 1470 a 3/8.
1024
Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
ACS Roma Opere Pie b. 479 f. 286
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 254 x 197 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., R attazzi (A 1960193)
Ined.
Domanda di pagamento della pensione per il fanciulllo Giuseppe Durazzo

36.9 Page 359

▲torna in alto
aprile 1867 353
[Torino], 10 aprile 1867
Eccellenza,
Alle replicate nostre istanze per la pensione del giovane Durazzo Giuseppe
venne risposto (con Lettera delli 3 Gennajo, 67 div.ne 6 sez. 1.: N. 38 o 38-3146)
che non c ’era più dovuto nulla stante che era stata pagata per lui dal Ministero la 5
pensione di L. 0,65 al giorno sino al tempo che il ragazzo compì i dodici anni.
Alquanto rincrescevole ci riuscì tale risposta, giacché cotesto Ministero non
ci prevenne, né significò in alcun modo la cessazione nelle Epoche varie in cui pa­
gava la somma pattuita, a segno che noi non avevamo alcun motivo a credere
che dovesse cessare la beneficienza promessa senza esserne prevenuti. Tanto più io
che la classe in cui trovavasi il fanciullo Durazzo non potendogli per anco aprir
l’adito nelle nostre scuole, era necessario lasciarlo ancora presso il Maestro Mi-
glietti che l’aveva accolto fin da principio.
Pertanto colà rimase fino al finire di Novembre del 1866. Durante quel tempo
non avendo anticipazione da cotesto Ministero, si dovette da cotesto stabilimento 15
continuare a pagare tale somma al suddetto maestro.
Ora trovandoci in gravi strettezze, supplichiamo umilmente la bontà dell’E.
f.lv V. a voler elargire quanto manca al compimento di ciò che | abbiamo dovuto
sborsare in favore del ragazzo. Egli rimase presso detto Maestro tre anni, sette
mesi e diciotto giorni, e noi dovemmo sborsare L. 863,85. Ne ricevemmo da cote- 20
sto Ministero 388,70; mancano quindi L. 475,15 a compiere ciò che fu da noi
esposto.
Fiducioso il sottoscritto che quanto sopra venga preso in benigna considera­
zione se non per giustizia, almeno per indennità, poiché per pura deferenza al
Ministero, pagò tal somma, passa all'onore di professarmi
25
Di V. E.
Obbl.mo e devot.mo Ser.re
Sac. Bosco Gioanni
5 ante pagata del fino
2 Urbano Rattazzi: v. E(m) I, lett. 184.
3 nostre istanze... Durazzo: al riguardo non è rimasta tutta la documentazione; com unque v. E(m) I,
lett. 644; inoltre lett. 794.
12-13 Felice Giacomo Miglietti: v. E(m) I, lett. 634.
23 Fiducioso: la reciproca fiducia non venne meno, se il 26 settembre 1867 dallo stesso ministero si
chiese a don Bosco di accettare il giovane Cesare Sperta orfano di m adre e se don Bosco lo accettò, a
condizione che il ragazzo venisse con il corredo e che il ministero fornisse un adeguato sussidio. Cosa
che il ministero assicurò per la fine dell’anno, promettendo lire 200 anche come indennizzo parziale
dell'ospitalità offerta a Valdocco per il Durazzo: ASC B26200 Governo, m inistero dell'interno; B32000
Autografi, Oratorio; v. Appendice, lett. 1867/25.
12

36.10 Page 360

▲torna in alto
354 aprile 1867
1025
Alla suora domenicana Maria Filomena Cravosio
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880456)
Copia semplice
E I 454 MB V ili 757
Invia benedizioni e medaglie benedette dal papa
*Torino, 13 ap[rile 18]67
Rev.da Signora,
Le benedizioni del Signore scendano copiose sopra di Lei, sopra la sig[ra] M.
Maria Manfredini e sopra tutte le loro fatiche. Amen.
5
Le mando alcune medaglie benedette dal Santo Padre sotto l’invocazione di
Maria Ausiliatrice. Le distribuisca con fede e speriamo molto da chi molto può.
La chiesa a questa celeste Madre dedicata va avanti e se Ella continua come ora a
concedere straordinari favori a chi ...
Dio ci conservi tutti per la via del Paradiso. Amen.
io
Con gratitudine le sono
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
R.da Suor Maria Filomena Cravosio domenicana
Mondovì - Piazza
2 Maria Filomena Cravosio: nata a Torino nel 1835 da nobile famiglia in relazione con don Bosco,
fece la professione perpetua fra le domenicane nel 1863; maestra nel collegio di Carassone (Cuneo),
superiora a Garessio e Bene Vagienna (Cuneo) e m adre vicaria a Carassone, m ori il 6 aprile 1905: M e­
m orie necrologiche della congregazione delle dom enicane del SS. Rosario. Depose al processo infor­
mativo diocesano di don Bosco nel 1896: Copia pubb. ff. 3171-3179. Circa gli effetti salutari delle m e­
daglie, ne diede testimonianza successivamente a don Michele Rua la stessa m adre della suora, la con­
tessa Giulia Cravosio: ASC B23000 Cravosio, ed. in MB VIII 757. Qui don Bosco, fra l'altro, pare ri­
spondere esattamente ad alcune delle richieste avanzate dalla suora il 28 marzo 1867: ASC B26200
Cravosio.
4 Maria Manfredini: nata Giuseppina a Modena nel 1801, nel 1820 si fece domenicana col nome di
Maria Angelica; priora nel 1833, nel 1844 venne chiamata da mons. Giovanni Ghilardi a fondare un
convento a Mondovì; fu priora dal 1844 al 1864 e successivamente superiora provinciale; morì nel
1875: M em orie necrologiche...
12 Fra le numerose lettere di suore in contatto con don Bosco, si può qui ricordare quella di Maria
Saveria Ferri che da Roma gli scrisse almeno due volte; nella seconda, in data 6 aprile 1867, lo invita­
va a visitare la sua com unità onde animarla spiritualmente. Gli offriva anche vitto e alloggio: ASC
B26100 Ferri, me. 1406 A 12.

37 Pages 361-370

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37.1 Page 361

▲torna in alto
1026
Alla signorina Giuseppina Pellico
aprile 1867 355
ASC B31010 Leti, orig., Pellico (A 1730403) me. 40 C 4
Orig. aut. 2 ff. 214 x 138 mm. carta uso stampa
E I 455
Accetta di interessarsi di un giovane raccomandatogli - soddisfatto per il procedere dei lavori della
chiesa di Maria Ausiliatrice grazie alla protezione della Madonna - invito a fargli visita
Torino, 13 ap[rile 18]67
Benemerita Signora,
S’immagini con quale piacere io mi occupo del buon gio[vane] Hingher, che
conosco ed amo assai nel Signore. Ma abbiamo tempi sfavorevoli; ma non man­
cherò di occuparmene come per un mio fratello. Non mancherò, come Ella dice, 5
di raccomandare ogni cosa al Signore.
La Chiesa di Maria Ausiliatrice va avanti, e se questa Madre celeste continua,
come ora fa, a concedere i suoi celesti favori a chi concorre per questo sacro edi-
fizio, credo che in questo anno ci andremo dentro per le sacre funzioni.
Venendo a Torino non potrebbe farci una visita? Le farei un particolare rega- 10
lo che viene dalle mani del Papa.
Dio benedica Lei e le sue fatiche, preghi anche per me e per li miei giovanetti
e mi creda con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
Sig[na] Gius. Pellico
Chieri
10 potrebbe corr ex potrem o
2 Giuseppina Pellico, sorella del famoso Silvio: v. E(m) I, lett. 408.
3 Hingher: giovane già raccom andato a don Bosco dalla Pellico in data 27 ottobre 1859: ASC B26100
Pellico, ed. in MB VI 192-193.
9 in questo anno: invece passò ancora più di un anno (9 giugno 1868) prim a che la chiesa venisse
inaugurata.
1027
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760112) me. 1371 E 2/3
Min. aut. 1 f. 215 x 133 mm. carta azzurra leggerissima consunta restaurata con carta gommata
Copia a stampa 2 ff. 212 x 140 mm. me. 1371 E 4 [= A] intest.: «Oratorio... Si prega della carità »
E I 455-456 MB V ili 733
Trasmette i num eri vincitori della lotteria - ringrazia per il contributo offerto - annuncia la ripresa dei
lavori per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice

37.2 Page 362

▲torna in alto
356 aprile 1867
Benemerito Signore,
Torino, 15 aprile 1867
Mi fo premura di trasmettere a V. S. B. l’elenco dei numeri vincitori nella
lotteria più volte alla carità di Lei raccomandata. I pubblici avvenimenti, che si
5 succedettero, ci hanno obbligati a protrarre alquanto la pubblica esposizione, e
con questo mezzo si ottenne un risultato che più favorevole non si poteva desi­
derare.
Ora mi trovo in dovere di ringraziarla con tutta l’effusione del cuore dei di­
sturbi, delle sollecitudini e di tutta la carità usata nel corso di questa opera di be­
lo neficenza. Mentre poi l'assicuro di conservare verso di Lei la più sentita gratitudi­
ne, non mancherò co’ giovanetti beneficati d ’invocare le benedizioni del cielo so­
pra di Lei e sopra tutti quelli che la secondarono. Nel pregarla pertanto di gradire
questi deboli sentimenti di riconoscenza, la supplico a voler ognora conservare
questi giovanetti sotto la efficace di Lei protezione e annoverare la loro condizio-
15 ne fra le opere dalla sua carità sostenute e promosse.
Le annunzio eziandio con piacere che si poterono già ripigliare i lavori per la
chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, e se Ella mi continuerà il suo caritatevole
appoggio spero che nel corso di quest’anno si potranno condurre a tal punto da
poterci andar dentro per farvi le sacre funzioni.
20 La Santa Vergine ricompensi degnamente le sue opere di carità, e ci ottenga
da Dio le grazie necessarie per vivere felici nel tempo ed essere poi un giorno tutti
insieme riuniti nella gloria dei beati in cielo. Così sia.
Con pienezza di stima ho l’onore di professarmi
Di V. S. Benemerita
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Giovanni
3 prem ura em end si ex dovere trasm ettere a em end si ex far pervenire a l’elenco em end si ex
la nota 4 volte add si 8 Ora corr ex ora io l’effusione corr si ex effusione del corr ex
dei 9-10 opera di beneficenza em end si ex lotteria 10 di conservare em end ex d ’invocare la be
11 p o st m ancherò del d ’invocare 12 secondarono] riguardano A nel pregarla pertanto di
em end ex m entre poi la prego a voler poi add si 13 voler ognora add si 14 questi giova­
netti] queste opere di beneficenza A 14-15 protezione... condizione] e volerli considerare anche in
avvenire A l protezione e anche in avvenire considerare corr A2 18 si potranno corr ex la potrem o
a tal punto corr ex dentro ad 20 ricompensi... e] la ricompensi degnamente della sua carità e add
m rg in f A l ricompensi degnamente le sue opere di carità e corr A2 22 cielo.] cielo
3 numeri vincitori: la lotteria, aperta nel 1865, si era chiusa il 1° aprile 1867 con l’estrazione dei bi­
glietti e la stam pa degli elenchi dei vincitori sulla «Gazzetta Ufficiale del Regno».
4 pubblici avvenimenti: allude soprattutto alla terza guerra d ’indipendenza, conclusasi con la pace
di Vienna 0 3 ottobre 1866.
6 risultato che più favorevole: fra le due autorizzazioni concesse per l’emissione di biglietti si era
raccolta la somm a complessiva di lire 89.184; si tenga però presente che per la costruzione della chie­
sa di Maria Ausiliatrice, secondo MB V ili 574, al gennaio 1867 don Bosco aveva già speso 600.000; si
consideri anche come la spesa per il «caro pane» nei tre collegi di Torino, Lanzo e Mirabello nel 1868
ammontava mensilmente a lire 12.000: v. lett. 1173.
16 ripigliare i lavori: evidentemente dopo la sosta invernale.
18-19 quest’anno... andar dentro: è semplicemente un desiderio (v. lett. 1026). La chiesa fu pronta
per il culto solo nel giugno 1868.

37.3 Page 363

▲torna in alto
1028
Al teologo Giovanni Battista Appendini
aprile 1867 357
ASC B31010 Lett. orig., Appendini (A 1690164) me. 2 C 2
Orig. aut. 2 ff. 195 x 130 mm. carta leggera uso stampa
E I 456 MB V ili 743
Invito a trascorrere una giornata a Valdocco - disponibilità a scrivere una lettera di presentazione
presso gli amici di Roma
*Torino, 18 ap[rile 18]67
Car.mo Sig. Teologo,
Desiderava anch’io di parlare con V. S. car.ma; ma non si potè; ciò spero
che sarà fra breve; del resto venga a passare un giorno con noi e le darò una me­
daglia benedetta dal Santo Padre.
5
In qualunque momento Ella od altri suoi amici andassero a Roma io farei
ben volentieri lettera di accompagnamento a persona di speciale relazione nell’al­
ma città.
Buone feste, caro sig. Teologo, Dio benedica Lei, le sue fatiche, la sua fami­
glia, preghi per me e per li miei poveri giovanetti e mi creda sempre nel Signore io
Sig. T. Appendini Gio.
Priore
Villastellone
Aff.mo allievo
Sac. Gio. Bosco
15
2 Giovanni Battista Appendini, già professore di don Bosco al seminario: v. E(m) I, lett. 71.
3 non si potè: pare alludere ad un m ancato incontro. Per la pratica che l’Appendini aveva in corso
da vari mesi, e di cui don Bosco si era interessato, v. anche lett. 974.
6-8 Roma: non va dimenticato che don Bosco era tornato da pochi mesi dall’ «alma città», dove ave­
va intrecciato intense relazioni con molti ecclesiastici e nobili della città.
9 feste: quella di Pasqua cadeva tre giorni dopo, il 21 aprile.
1029
Al cavaliere Pietro Marietti [?]
Orig. già presso Costanzo Tuninetti - Torino
Orig. aut. 2 ff. 260 x 195 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., anonim o (A 1950104)
Ined.
Ringraziamenti per due cambiali ricevute e per altri aiuti
*Torino, 20 ap[rile 18]67
Benemerito Sig. Cavaliere,
La ringrazio, sebbene un po’ tardi, della bontà che mi usò nelle due cambiali
provenienti da Roma, col mandarle fino anche a casa. Scopo però principale di

37.4 Page 364

▲torna in alto
358 aprile 1867
5 questa lettera si è di ringraziarla di tanti benefizi fatti a questa casa in tanti modi e
in tante occasioni. Volendo in qualche modo dimostrarle la nostra comune grati­
tudine dimani, giorno di Pasqua, faremo un servizio religioso secondo la pia di
Lei intenzione. Io dirò la santa messa, i nostri giovanetti faranno la loro comunio­
ne con alcune speciali preghiere a questo scopo. Se Dio ci esaudisce Ella avrà an­
ici cora molti anni di vita felice in questo mondo ed un gran premio là su in cielo.
In quanto a mezzi presentemente, grazie a Dio ed alla sua carità, andiamo
avanti, e credo che per tutto il mese di maggio potremo far fronte alle varie spese
che occorrono per la casa e per la Chiesa. Dopo Dio ci ajuterà.
Il
Signore benedica Lei, le sue fatiche, i suoi interessi, e mi creda a nome di
15 tutti i preti e giovani di questa casa colla più sentita gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 ringrazio,] ringrazio;
11 carità,] carità;
7 servizio res
9 alcune corr ex alcuni
9-10 p o st ancora del ancora
2 Cavaliere: se l'identificazione è fatta sulla base della lett. 1030, l’incertezza rimane per la presenza
della stessa data sulle due lettere. Col Marietti don Bosco si era incontrato personalmente più volte nei
mesi precedenti (gennaio-febbraio 1867), in occasione del suo viaggio a Roma.
3 due cambiali: v. lett. 1030.
1030
Al cavaliere Pietro Marietti
ASC B31010 Lett. orig., M arietti (A 1721225) me. 35 C 10/11
Orig. aut. 2 ff. 214 x 138 mm. carta uso stampa
E I 457
Ringrazia per la carità usatagli nel soggiorno romano - invito a non desistere dai suoi progetti
*Torino, 20 ap[rile 18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
Già prima d ’ora doveva scriverle per la molta bontà e carità che Ella e la sua
famiglia mi usarono quando fui a Roma; ma una moltitudine di cose, di affari e di
5 persone me l’hanno impedito.
La ringrazio adunque con questo foglio e vi[ep]più la ringrazio che aggiunse
altri favori mercé le due cambiali che ho con tutta regolarità ricevute.
In quanto a' suoi progetti vada avanti, procuri soltanto di avere il beneplaci­
to del Santo Padre e poi avrà con sé la benedizione del Signore.
10 Dal mio canto, caro Pietro, non mancherò di raccomandare ogni giorno nel­
la santa messa Lei, le sue fatiche, la sua famiglia affinché ella possa avere la gran­
de consolazione di vederla ad m ultos annos felice nel tempo e quando a Dio pia­
cerà tutta seco [nella] gloria della beata eternità.

37.5 Page 365

▲torna in alto
aprile 1867 359
Ci sarà anche il povero D. Bosco? Mi dia risposta chiara e positiva.
f.iv
Preghi anch’Ella per me e per tutta la mia numerosa famiglia, affinché niuno 15
di quelli che sono venuti in questa casa abbia da andare perduto.
La prego di salutar e di augurar buona festa a Lei, alla sua famiglia, [a]
Mons. Manacorda, al comm. Angelini, al suo segretario, con cui pranzammo agli
Antoniani.
La Santa Vergine ci conservi ora e sempre sotto alla efficace di Lei protezio- 20
ne e ci ajuti a salvarci tutti in eterno.
Colla più sentita gratitudine mi professo
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
25
P.S. Presto avrà la visita del sig. cav. Oreglia. Aveva terminata la lettera, quando
ricevo la sua del 18 in cui mi annunzia che l’affare per cui si pregò è conchiuso.
Animo, fiducia in Dio, e speri molto bene. Noi pregheremo anche per questo af­
fare. Dolcezza, pazienza, adagio, fermezza. Il cav. [e] D. Francesia ossequiano.
13 della] nella 14 Mi] mi
2-9 Pietro Marietti: nato a Torino nel 1821, fu tipografo, editore, libraio e figura tipica del movimen­
to cattolico torinese. Dal 1864 al 1870 fu responsabile della Tipografia Poliglotta di Propaganda Fide,
per la quale acquistò m oderne macchine a vapore, e la prima piegatrice autom atica d ’Italia. Rimasto
vedovo, con due figlie religiose e l’unico figlio superstite, Consolato, che continuava la tradizione, si
dimise da presidente dell’Unione Operaia Cattolica e si fece sacerdote (aprile 1886). Morì a Torino il
30 gennaio 1890, dopo aver dedicato le sue cure agli infermi del Cottolengo: cf al riguardo I. T u b a ld o ,
G iuseppe Allam ano. Il suo tem po, la sua vita, la sua opera. Vol. I 1851-1891. Torino, ed. Consolata
1982, pp. 587-588; necrologio ne «L’Unità Cattolica», 1° febb. 1890; BS a 14, 1890, p. 60. inoltre Pietro
M arietti Verwalter un d gleichzeitiger Eigentüm er del Polyglotta, in W. H e n k e l , Die D ruckerei der
Propaganda Fide. Eine D ocum entation. Miinchen-Padeborn-Wien 1977; v. anche E(m) I, lett. 98.
8 progetti: v. lin. 27.
18 Emiliano Manacorda: v. lett. 763.
— Pietro Angelini: benefattore di don Bosco, che spacciava molti biglietti della lotteria (v. lett. Fran-
cesia-Oreglia, 13 feb. 1867, ASC B 2560566, ed. in MB V ili 669-671; v. anche lett. 999). Il 20 marzo
aveva scritto a don Bosco per chiedere preghiere per tutta la sua famiglia e in particolare per i figli
Clementina e Gigi: ASC B26100 Angelini, me. 1384 A 10.
19 agli Antoniani: convento m aronita presso S. Pietro in Vincoli, visitato da don Bosco nel febbraio
del 1867; v. anche lett. 1041.
26 visita... Oreglia: v. lett. 1037. Al cav. Oreglia l’Angelini aveva scritto il 28 dicembre 1866, perché
domandasse a don Bosco di pregare per il figlio malato e per il conte Giovanni Vimercati. Qualche
mese dopo invece, l’i l gennaio 1867, gli aveva esternato la sua preoccupazione per la salute di don
Bosco (che si trovava a Roma): ASC B23100 Angelini-Oreglia.
27 sua del 18: la lettera è conservata in ASC B26100 M arietti. In essa il cavaliere riferiva che aveva
saputo da mons. Giuseppe Berardi come il pontefice non gradiva che sulle L etture Cattoliche si pub­
blicassero aneddoti o fatti non veri riguardanti la sua persona, così come facevano alcuni giornali.
28 affare: allude presumibilmente all'accettazione da parte del Marietti della direzione della tipogra­
fìa Camerale (oltre all’amministrazione di quella sociale di Propaganda Fide), per il cui personale di­
pendente nutriva molte perplessità.
29 G. B. Francesia: compagno-segretario di don Bosco a Roma, cui il Marietti aveva inviato saluti
anche a nom e della moglie, conosciuta nel convento degli Antoniani il 21 febbraio 1867: v. lin. 19.

37.6 Page 366

▲torna in alto
360 aprile 1867
1031
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 208 x 134 mm. strappo sul f. 2 mrg. sup. tim bro BATH
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950156)
Ined.
Ringraziamento per le offerte in favore della chiesa di Maria Ausiliatrice - invito a trovare altre bene-
fattrici
Torino, 22 ap[rile 18]67
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La sua carità supera la mia aspettazione; ne sia di tutto ringraziata e Dio la
rimeriti degnamente.
5
Dunque mediante il suo zelo nella chiesa di Maria Ausiliatrice vi sarà una
cappella dedicata a S. Anna. Ed io ne godo grandemente nel Signore.
Ella conoscerà certamente molte signore cui rivolgersi; io ne noto solamente
alcune molto benevole, cui Ella può rivolgersi con speranza di riuscita. La contes­
sa o march. Boutourline Aurora, madre, Villa Dante; sua nuora Boutourline Mi-
10 gnas[?]; contessa Gondi, palazzo proprio vicino a S. Firenze.
Queste sono persone che credo la possano coadjuvare non solo come oblatri-
ci ma come raccoglitrici. Il cav. Oreglia ne nominerà altre; ma Ella conoscerà le
cose meglio di me.
Lo stesso cav. Oreglia le darà cenno del danaro da lei ricevuto. Dal canto mio
15 raccomanderò ogni giorno nella santa [Messa] la sua pia impresa, affinché ogni
sua parola, ogni suo passo, frutti pel tempo e per l’eternità. Amen.
Ogni bene alla sua famiglia
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20 Alla Chiarissima Signora
f-^v
La Sig[ra] contessa Cambray Digny
Firenze
4 rimeriti res 8 può add si 9 march add mrg sin
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
3 carità: v. lett. 1023, lin. 27.
6 cappella di S. Anna: v. lett. 989; cit. pure nella lett. 1023.
9-10 Aurora Boutourline: nobile non identificata, così come la sua nuora Boutourline Mignas; circa
la medesima famiglia di origine russa (Demetrio e Anna Saveria), da cui nacque Elena, coniugata So-
resina Vidoni, v. A. M is c io , Firenze e Don Bosco..., indice.
10 contessa Cannes Maria Gondi: nata de Labrughière nel 1846, andò sposa a F. Gondi (1846-1885);
per vari anni rimase in corrispondenza epistolare con don Bosco; morì nel 1885 a 39 anni: ib.
12 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.

37.7 Page 367

▲torna in alto
1032
Al padre scolopio Alessandro Checcucci
aprile 1867 361
Biblioteca nazionale, cv 452 bis, 60 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 5 m m . carta azzurra scarabocchio sull’indirizzo
ap 67 6 S tim bro della biblioteca francobollo 20 cent.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Checcucci (A 1960225)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860337)
E I 458
timbro: Torino 21
Ringrazia per il denaro e per le lettere - invia lista dei numeri vincitori della lotteria - annuncia la
prossima visita del cav. Federico Oreglia - ricordo della visita al collegio Nazareno
*Torino, 22 aprile [18]67
M.to R.do e car.mo P. Checcucci,
Una moltitudine di cose, di affari e di persone mi assediarono al punto che
non mi fu possibile di avere un minuto di tempo libero.
Le dirò adunque che ho ricevuto a suo tempo il danaro inviatomi dal dome- 5
stico a casa del conte Vimercati, come pure ho ricevuto le sue lettere del 24 m ar­
zo e 14 aprile. Di tutto la ringrazio e dimando benigno compatimento dell’invo-
lontario ritardo.
Riceverà per la posta la lista dei numeri vincitori nella lotteria, cui nella sua
carità volle prendere cotanta parte.
io
Nella prima quindicina di maggio il cav. Oreglia, persona che consacra vita e
sostanze per questo stabilimento, andrà a Roma dove a nome di tutta questa fa­
miglia andrà a farle visita e porterà seco la risposta che i nostri giovanetti fanno
alla bella lettera loro scritta dagli allievi del collegio Nazareno.
f.lv
Io non posso pensare a Roma senza ricordare la | bella e cordiale accoglienza 15
che dai religiosi e dagli allievi ho ricevuto nel collegio Nazareno. Ne ho più volte
parlato co’ miei giovani e tuttora ne parlo, e desidererei vivamente u n ’occasione
che qualche suo religioso o qualche allievo venisse in questa casa, per dimostrare
coi fatti la sentita nostra gratitudine.
Dio la benedica, sig. Rettore, e con lei benedica tutti suoi religiosi allievi e 20
conceda a tutti lunghi anni di vita felice.
Mentre poi raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante
sue preghiere ho l’onore di potermi con pienezza di stima professare
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore
25
Sac. Gio. Bosco
f.2v Al Reverendissimo Signore
Il Sig. P. Alessandro Checcucci Rettore
del collegio Nazzareno
Roma
30
1 aprile em end ex marzo 6-7 marzo res
2 Alessandro Checcucci: v. lett. 1001.
6 conte Giovanni Vimercati: v. lett. 1005 nota.

37.8 Page 368

▲torna in alto
362 aprile 1867
6-7 Le lettere non sono state reperite.
9 num eri vincitori: v. lett. prec.
11 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 1037.
14 bella lettera: non è stata reperita. Don Bosco era stato due volte al collegio Nazareno: v. lett. 1001
e 1004. Il 13 febbraio la settantina di giovani del collegio aveva inviato un caloroso saluto a quelli di
Valdocco, conosciuti attraverso le entusiastiche parole di don Bosco. La risposta pervenne a Roma
qualche settim ana dopo: ASC F 580 Torino-Valdocco, me. 226 C 10/11, ed. in MB V ili 673-674.
1033
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Um berti
AAF carte Lim berti b. 3
Orig. aut. 1 f. 257 x 195 mm. carta leggerissima
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lim berti (A 1960114)
Ined.
Saluti ed auguri
•'Torino, 22 ap[rile 18]67
Eccellenza Reverend.ma,
Il
cav. Oreglia va a Firenze per alcuni suoi affari tipografici e librari, ed io ne
approfitto per parteciparle che vivo ancora, e che sebbene non la disturbi molto
5 sovente co’ miei brutti caratteri, serbo tuttora la viva gratitudine de’ benefizi ri­
cevuti.
Se mai le occorresse cosa in cui la potessi servire, lo farò col massimo piace­
re, che se ciò non avvenisse, io debbo nella mia pochezza augurarle dal Signore
lunghi anni di vita felici mentre con pienezza di stima ho l’alto onore di profes-
10 sarmi
Della E. V. Rev.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Terminata la lettera mi accorgo di aver scritto sopra di un mezzo foglio. Sit
15 venia facto.
A Sua Eccellenza Reverend.ma
f-2v
Monsig. Limberti Arcivescovo
Firenze
4 approfitto res 5 serbo res 11 E. em end ex S. 17 Limberti] Imberti
2 Gioacchino Limberti: v. E(m) I, lett. 428.
3 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
— affari: vale a dire la diffusione delle Letture Cattoliche, degli elenchi dei premi vinti, dei cataloghi
della libreria deU’Oratorio; inoltre intendeva prendere contatti con librai, associazioni, benefattori
ecc: v. poi lett. 1037.
5 brutti caratteri: indubbiamente don Bosco è il primo ad essere cosciente di avere una grafia non
facilmente decifrabile, anche se poi si deve aggiungere che solitamente scriveva in tutta fretta; prova
ne è il P.S. di questa medesima lettera.

37.9 Page 369

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maggio 1867 363
1034
Alla duchessa Costanza Lavai di Montmorency
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890116)
Copia semplice di Gioachino Berto
E I 458459 MB V ili 766
Auguri per il suo prossimo viaggio a Roma - le affida un pacco di lettere per benefattori
Torino, 1° maggio [18]67
Benemerita Sig[ra] Duchessa,
Non so se potrò ancora ossequiarla di presenza prima che Ella parta per Ro­
ma; ad ogni modo le affido qui un pacco di lettere. Quella indirizzata al Cardinale
Antonelli è di qualche premura, perciò se non potesse portarla, la metta in qua- 5
lunque buca delle lettere, e l’avrà prima e prontamente. Le altre poi sono chiuse
in piego alla marchesa Villarios; essa poi ne farà le parti a chi sarà del caso. Se le
accadesse di parlare con questa signora vedrebbe una copia di S. Francesca Ro­
mana.
Dio la benedica e l’Angelo del Signore l’accompagni e la difenda da ogni io
male nell’andata, permanenza e ritorno.
Abbia la bontà di riverire la famiglia del sig. conte Eugenio ed il sig. France­
sco cui auguro ogni bene spirituale e temporale. Preghi anche per me che con
gratitudine mi professo
Della E. V.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Costanza Lavai di Montmorency: v. E(m) I, lett. 161.
4 pacco di lettere: di ardua identificazione. Quella indirizzata al card. Giacomo Antonelli si riferiva
probabilmente alla vertenza sulla nomina dei vescovi alle sedi vacanti, di cui alle lett. 1020 e 1021.
Stranam ente però il Segretario di Stato rispondendo a don Bosco il 4 giugno 1867 (v. lett. 1021) accen­
na alle lettere del 22 marzo e del 5 aprile 1867 e non a quella qui citata (a m eno che quest’ultima fosse
proprio quella del 5 aprile 1867).
5 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
6 altre: indirizzate ai numerosi benefattori e benefattrici di Roma.
7 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
12 Eugenio De Maistre: conte, nipote di Costanza, v. lett. 826. Don Bosco ne aveva visitato la fami­
glia appena arrivato a Roma nel gennaio 1867; vi aveva trovato ammalato il figlio Paolo, nato nel 1865:
cf lett. Francesia-Oreglia, 17 gen. 1867, ASC B 2560552, ed. in MB V ili 590-592.
— Francesco: personaggio non identificato.

37.10 Page 370

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364 maggio 1867
1035
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig., di recente recupero, Uguccioni (A 1780223)
Orig. aut. 2 ff. 212 x 139 mm. carta leggera timbro a secco GRAN sul mrg. sup. sin.
E I 459460 MB XV 842-843
Consiglia di pregare e di aver fiducia nel Signore per la salvezza dei nipoti - narra la grazia ricevuta da
una bam bina per intercessione di Maria Ausiliatrice - ringraziamenti per l’offerta di 1000 lire
*Torino, 2 maggio [18]67
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Ho ricevuto la sua lettera da cui comprendo i gravi timori che la circondano
sulla sorte d e’ suoi nipoti. Niente ti turbi, diceva S. Teresa; preghiera e fiducia
5 nella bontà del Signore.
Adunque per due mesi vada Ella e chi altri può comodamente a recitar
tre Pater ave gloria al SS. Sacramento con tre Salve Regina alla B. Vergine Ausi­
liatrice.
Io ho già disposto che da questa mattina fino all’epoca citata sei giovanetti
10 facciano la loro comunione con particolari preghiere ogni giorno. Nella santa
messa io farò ogni mattino un m em ento speciale.
I parenti promettano che, passato il tempo del pericolo, faranno qualche
cosa per la continuazione dei lavori della chiesa di Maria Ausiliatrice.
Un caso molto più atroce avvenne nella città di Carmagnola. Un cane idrofo-
15 bo morse profondam ente ambedue le gote ad | [una] bam bin[a] di sei anni circa, f.lv
I medici non vedevano più speranze, una prova era proposta e consisteva nel ta­
gliare tutta la carnagione delle gote per ¡sradicare le parti infette [, il] che era in
certo modo anticipare la morte della povera fanciulla. Fu proposta la pratica so­
p ra notata e grazie a Dio e alla sua Gran Madre guarì dalle piaghe e adesso sono
20 già scorsi quattro mesi e la ragazza è nello stato ottimo di Sedute.
Abbiamo tutti viva fede; Maria non permetterà niuna delle sciagure di cui po-
trebbesi aver timore.
Nella sua lettera era chiuso un biglietto di mille franchi, ma non si fa parola
nella lettera dello scopo e della provenienza. Io credo che sia stato chiuso da Lei
25 come limosina e per impegnare con offerta preventiva la B. V. ad essere generosa
verso chi a Lei ricorre. In questo caso sia di ogni cosa ringraziata e questo è moti­
vo maggiore di raddoppiare | le nostre preghiere.
f-2r
Tanti saluti a tutti [i] suoi Generi, Marito, Figli e nipoti. Fede senza timore.
Preghi anche per me che con pienezza di gratitudine mi professo
30
Della S. V. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco G.
16 consisteva it et del 18-19 la pratica sopra corr si ex quanto è sopra
21 sciagure] sciagure che
20 ragazza] raggazza

38 Pages 371-380

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38.1 Page 371

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maggio 1867 365
2 Girolama Uguccioni e marito: v. lett. 885.
3 sua lettera: non è stata reperita.
4 Niente ti turbi: nota massima di S. Teresa, ispirata al vangelo (Gv. 14, 1. 27).
1036
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 257 x 196 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lim berti (A 1960115)
Ined.
Presentazione del conte Edoardo Crotti per eventuali reciproche cortesie
*Torino, 8 maggio [18]67
Eccellenza Reverend.ma,
Il portatore di questa lettera è il conte Crotti deputato al Parlamento Nazio­
nale. Esso è buon cattolico, zelante cristiano e possiamo anche dire fervoroso ce­
nobita nella pietà. Può darsi che qualche volta esso abbia bisogno di conferire con 5
persona ecclesiastica e per questo lo indirizzo all’E. V. che può trattarlo con tutta
confidenza.
Sempre con pienezza di stima e di gratitudine ho l’onore di professarmi
Della E. V.
Obbl.mo servitore
10
Sac. Gio. Bosco
1 8 em end ex 7 3-4 Nazionale corr ex Nazio...
2 Gioacchino Limberti: v. E(m) I, lett. 428.
3 Edoardo Crotti di Costigliole: v. E(m) I, lett. 397. Era «confidente e famigliare» di don Bosco,
come questi confesserà in una lettera del 16 ottobre 1870 alla contessa Alessandra Tettù di Camburza-
no, nata Crotti.
5-6 conferire con persona ecclesiastica: deputato cattolico intransigente, eletto nel febbraio 1867, il
Crotti il giorno 9 maggio avrebbe dovuto prestare giuramento in parlamento. Consigliato o meno da
mons. Limberti, alla formula prescritta aggiunse la clausola ammessa dalla Sacra Penitenzeria di Ro­
ma: «salvo le leggi divine ed ecclesiastiche». La sua elezione venne però annullata dal parlamento.
1037
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730223) me. 39 B 3
Orig. aut. 1 f. 210 x 136 mm. carta leggerissima trasparente con molti fori, di difficile lettura sul r
E I 460-461 MB V ili 773-774
Annuncia la morte di tre ragazzi e la chiusura della lunga vertenza delle Letture Cattoliche - notifica
la decisione della Congregazione dell’indice in merito all’opuscolo II Centenario d i S. Pietro

38.2 Page 372

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366 maggio 1867
*Torino, 9 maggio [18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
Ho ricevuto le sue lettere ed ho subito dato esecuzione a quanto in esse con-
tenevasi. Godo del suo viaggio; ho dato di sue notizie ai giovani che le accolsero
5 con gioja ed applauso. Le accludo qui alcune lettere per sua norma[,] sono da si­
gillare [:] le metto in una busta che porta il suo indirizzo.
L’affare delle Letture Cattoliche è finalmente ultimato nel senso indicato, e
ciò fu nel primo giorno del mese di maggio.
La mia sanità è abbastanza buona ad eccezione delle vertigini che mi si fanno
io con maggior frequenza sentire.
Il giovane De Paoli suo antico allievo è morto dopo lunga, paziente malattia
con tutti i conforti della religione, al principio di marzo. Fogliani Cipriano morì
da santo in sua patria poco prima di Pasqua. Finino dopo Pasqua qui nell'Orato­
rio; Gladini morì in Lanzo il giorno dopo Pasqua.
15
Fra pochi giorni le darò notizia di altri decessi, ma non tema per Lei che non
è ancora giunta l’ora sua.
I
lavori della chiesa vanno avanti in modo veramente sorprendente. Le mara
viglie di Maria operate in tempo passato sono un nulla in confronto di quelle che
succedettero dopo la sua partenza. Io non le posso scrivere perché ci sono inte-
20 ressato. Godiamo ma godiamo nella bontà del Signore.
Giunto a Roma tra le prime visite vada | da D. Ruggieri Emidio precettore di f.lv
casa Grazioli. Si occupò molto della Lotteria, ci mandò un manoscritto per le lett.
catt. di cui desidera una edizione elegante. E’ persona pia, ma bisogna incen­
sarla.
25
In questo momento ricevo lettera indirizzata al nostro novello arcivescovo in
cui mi fu tentato [il colpo] di far mettere all’indice il Centenario di S. Pietro. Però
la Congreg[azione] dell’indice si limitò a comandare alcune correzioni non speci­
ficate, ma per una futura edizione. Di questo io fui minacciato in Roma ed anche
dopo la mia partenza, ed una persona molto amica ne diede la ragione principale:
30 perché in Roma ho avuto di preferenza molta familiarità coi Gesuiti. Qui però
prudenza somma e silenzio: io le manderò copia di ogni cosa e ciò servirà di nor­
ma al P. O[reglia].
Del resto noi qui stiamo bene: le tribulazioni della vita ci fanno più presto de­
siderare il paradiso: fiat. Non nomino, ma saluti amici e benefattori.
35
Tratti Monsig. Manacorda con molta cortesia e benevolenza; egli ci ha fatto e
ci fa molto bene.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
23 di cui] di cui ne 28 io] io ne
1 9 maggio: nella Biblioteca Vaticana Fondo Paletta, con la stessa data è conservato l’invito a stam ­
pa «Pueri Studentes in Asceterio..», mandato al prof. Gaspare Gorresio dell’Università di Torino, in

38.3 Page 373

▲torna in alto
vmggio 1867 367
occasione della rappresentazione teatrale Deceptores decepti di mons. Carlo M aria Rosini (1748-1836);
la commedia latina venne recitata il 16 maggio alla presenza di professori universitari, di ben tre ve­
scovi (Lorenzo Gastaldi di Saluzzo, Eugenio Galletti di Alba e Andrea Formica di Cuneo): cf «L’Unità
Cattolica» 19 maggio 1867; analogamente si fece in data «IV Kalendas Junii 1868» con l'invito per il 15
giugno successivo alla nuova rappresentazione di Larvarum victor del medesimo Rosini; don Bosco
ne fece un cenno pure in R im em branza di una solennità... pp. 81-83 (v. lett. 883). La medesim a com­
media verrà rappresentata per la terza volta nel 1876: cf «L’Unità Cattolica», 4 giugno 1876.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460. In viaggio verso Roma si era fermato
a Bologna e Firenze. Dalla stessa città emiliana la contessa Maria Malvasia, nata Timoni, il 10 marzo
aveva scritto a don Bosco per comunicargli l'avvenuta consegna dei biglietti della lotteria a varie per­
sone della città e per chiedere preghiere per tutta la sua famiglia: ASC B26100 M alvasia M aria, ed. in
MB V ili 726.
3 le sue lettere: si conserva solo quella da Firenze del 23 aprile 1867 (diretta invero a don Rua «per
non perdere il credito con Don Bosco»: ASC B26100 Oreglia) nella quale elencava vari personaggi del­
la città cui inviare copie delle L etture Cattoliche. Chiedeva altresì di spedire 50 copie del dram m a di S.
Pietro al padre Giulio Metti e copia dell'elenco dei numeri estratti della lotteria alle m archese Enri-
chetta Nerli e Giulia Antinori. Interessato alla vertenza col vescovo di Ivrea per le Letture Cattoliche,
l’Oreglia comunicava di aver parlato un'ora con mons. Gioacchino Limberti. Non m ancava di riferire
che la contessa Carolina Soranzo non stava bene, diversamente dalla madre, principessa Elena Vidoni
(v. lett. 859 e Appendice, lett. 1865/9) il cui marito diceva che due giorni prim a la m adre superiora
delle monache di S. Giuseppe di Roma era passata per Firenze e aveva promesso per don Bosco 5000
lire al suo rientro da Parigi. Don Bosco sul mrg. sup. scrisse: «Si faccia e si rispondi che approviamo
l’operato, coraggio, noi preghiamo m a si curi la sanità ecc»; invece sull’ultima pagina si legge: «Buz-
zetti e Dogliani facciano un pacco di tutto quello che è per Firenze coi due doni... e con una decina
della circolare della indulgenza e si porti prima di mezzo giorno domani a S. Salvario alla m adre Anto­
nietta con augurio di buon viaggio».
5 lettere: ad esempio quella alla contessa Girolama Uguccioni del giorno successivo.
7 L’affare delle L etture Cattoliche: vale a dire la vertenza con mons. Moreno, di cui alla lett. 959.
11 De Paoli: potrebbe trattarsi di Chiaffredo De Paoli, per altro non deceduto a Valdocco: v. E(m) I,
lett. 614.
12 Cipriano Fogliarli, m orto il 5 marzo 1867 a 14 anni: cf lettera del parroco di Santa Domenica
(Svizzera), il cappuccino fra Prudenzio, in data 15 aprile 1867 (ASC B26100, Prudenzio, ed. in MB
V ili 732).
13 Giovanni Battista Finino: nato a Cisterna d'Asti nel 1817, entrato aU'Oratorio in data non specifi­
cata, si fece coadiutore; m orì sessantenne a Valdocco dopo lunga m alattia il 23 aprile 1867: cf necrolo­
gio a cura di don Rua cit. in MB V ili 746.
14 Giulio Gladini: nato a Milano nel 1855, entrò a Valdocco il 31 luglio 1864 proveniente dalla casa
degli Esposti di Milano; trasferito poi a Lanzo il 5 novembre 1864, vi morì il 22 aprile 1867 (dopo per
altro esserne uscito - tem poraneam ente - il 31 luglio 1865): ASC E 544 registro Contabilità; Lanzo, re­
gistro Censimento.
21 don Emidio Ruggieri: sacerdote non identificato, se non come autore di D ell’A ntico Pellegrinag­
gio in R om a ai Sepolcri Apostolici, testo pubblicato nelle L etture Cattoliche del 1867 (A. XV, luglio,
Fase. VII); potrebbe trattarsi dello stesso Emidio Ruggieri da Castel di Sangro (L’Aquila) che inviò a
Torino del denaro in data 16 settem bre 1867 e chiese altre copie delle Letture Cattoliche per ulteriori
abbonamenti: ASC B26100 Ruggieri.
22 duca Pio Grazioli (1823-1884): sposatosi il 15 aprile 1847 con Caterina Lante della Rovere (1828-
1897), aveva due figli maschi: Mario, nato il 18 gennaio 1848, e Giulio nato il 27 luglio 1849; la figlia,
Maria era nata il 27 agosto 1853: ANI 1904.
25 novello arcivescovo: Alessandro Riccardi di Netro era stato nominato il 22 febbraio 1867.
25-32 all’indice il «Centenario di S. Pietro»: circa l'incresciosa vicenda v. lett. 1040.
32 padre Oreglia, ossia Giuseppe, il fratello gesuita di Federico: v. lett. 1041.
35 Emiliano Manacorda: v. lett. 763.

38.4 Page 374

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368 maggio 1867
1038
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780224)
Orig. aut. 1 f. 257 x 196 mm. carta leggera sgualcita
E I 461-462 MB XV 843
Consiglia più tranquillità di spirito - ringrazia per la generosità nei confronti dei suoi giovani - si rac­
com anda alle preghiere sue e dei familiari
*Torino, 10 maggio [18]67
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Ho ricevuto con vera soddisfazione la venerata sua lettera secondo il solito
piena di cristiani sentimenti. Vorrei per altro che nelle sue lettere dimostrasse più
5 tranquillità di spirito. Richiami quanto le ho detto più volte cioè di non darsi niun
fastidio delle cose di coscienza del passato e pensare unicamente ad un lieto av­
venire.
Sebbene io le scriva alquanto di rado, tuttavia mi ricordo sempre di Lei, del
sig. di Lei [marito] e di tutta la famiglia nelle comuni nostre preghiere e all’altare
io del Signore; anzi nel corso di questo mese ho stabilite alcune comunioni quotidia­
ne secondo i bisogni particolari di sua famiglia.
Ho ricevuto una stupenda lettera dal sig. comm. di Lei marito, che mi ha fat­
to molto piacere, lo ringrazi e lo riverisca in modo speciale da parte [mia] ; spero
fra non molto di doverle scrivere qualche altra cosa.
15
Ringrazio poi Lei di tutto il bene che fa a me ed a questi nostri poveri giova­
netti. Dio è generoso e lo prego che doni largamente centuplicato quanto fa per
noi.
Ricevo lettere in cui mi si dice esservi qualche timore di colera in Firenze. Se
ciò avvenisse non diasi pena di sorta, assicuri pure nuovamente la sua e le sue fa-
20 miglie che niuno di quelli che in qualche modo hanno preso parte alla costruzio­
ne della chiesa di M. Ausiliatrice sarà vittima di questo malore purché abbia fidu­
cia in Lei.
Io mi trovo in gravissimo bisogno di ajuto spirituale, e per questo mi racco­
mando a Lei, alla sua famiglia, al P. Verda, al P. Metti, al P. Bianchi, cui fo umili
25 saluti, auguro ogni | bene spirituale e temporale.
f.lv
Dio la benedica e mi creda nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Ricevo in questo momento una lettera del cav. Oreglia che mi parla a lungo
30 dei segni di bontà e di cortesia a lui prodigati da Lei e dalla sua famiglia in questa
ultima gita a Firenze, e mi dà carico che scrivendo rinnovi da parte sua i suoi cor­
diali ringraziamenti.
6 un] uno

38.5 Page 375

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maggio 1867 369
2 Girolama Uguccioni: v. lett. 885.
3 sua lettera: non è stata reperita; si trattava presumibilmente della risposta a quella di don Bosco
del 2 maggio 1867: v. lett. 1035.
8 scriva alquanto di rado: non proprio, visto che si conservano una quarantina di don Bosco alla
contessa, nove delle quali dal gennaio 1866 al settembre 1867.
9 marito, Tommaso: v. lett. 877.
12 stupenda lettera: non è stata reperita.
18 Ricevo lettere: l’ASC ne conserva molte scritte soprattutto da famiglie nobili conosciute da don
Bosco in occasione dei suoi viaggi o attraverso il suo stretto collaboratore, cav. Federico Oreglia di S.
Stefano.
— colera: casi si erano avuti in quei giorni in varie parti d'Italia, specialmente a Bergamo (con quasi
300 decessi in tre mesi); quanto a Firenze e altrove v. lett. 1062 e 1065.
20-21 niuno... sarà vittima: circa tale «presunzione» v. lett. 973 e 1124.
24 Domenico Verda: nato a Villa Viani (Imperia) nel 1816, battezzato come Pietro, fece i voti solermi
nell’ordine Domenicano nel 1834, prim a di essere mandato al convento di S. Maria Novella a Firenze
nel medesimo anno e in quello di S. Marco nel 1840. Nel 1850 fu eletto priore del convento di S. Cate­
rina a Livorno, da dove ritornò al S. Marco di Firenze per ricoprire per molti anni il ruolo di procura­
tore del convento. Morì la notte di Natale del 1901: cf necrologio, a cura del priore di S. Marco, Am­
brogio Luddi, in data 1° gennaio 1902.
— Giulio Metti, padre scolopio: v. lett. 858.
— Bianchi Luigi: sacerdote, prefetto delle scuole Pie di S. Giovannino a Firenze, uno dei promotori
della lotteria in corso: cf Elenco degli oggetti..., p. 10.
29 Federico Oreglia di S. Stefano: appena cit. in lett. 1037.
1039
Al cavaliere Marco Gonella
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890335)
Copia semplice di Gioachino Berto
E I 462463 MB V ili 783
Trattative per l'eventuale accettazione di una scuola-convitto a Chieri (Torino)
"Torino, 20 maggio [18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
Se sapessi la spesa che sopporta il Municipio di Chieri studierei di fare un
piano in modo che potesse avere qualche vantaggio. Se mi tenessi alla tassa go­
vernativa passerebbe i sessanta mila franchi tra il corso:
5
Liceale compiuto
Ginnasiale un insegnante per classe
Corso tecnico, con maestri legali
Elementari in cinque classi.
Io credo per altro che tale somma si possa ridurre a trenta mila, e si terrebbe 10
aperto il convitto senza che il Municipio ci avesse da aggiugnere un soldo. Questa
proposta è in astratto, per concretarla bisogna:
1° Che il Municipio accetti in massima.
2° Stabilisca una giunta per trattare.
Se si volessero adottare certi principii economici si potrebbe ancora avere 15
forse una riduzione di otto mila franchi senza alterare per niente l’insegnamento.

38.6 Page 376

▲torna in alto
370 maggio 1867
Del resto Ella sa la mia buona volontà; dove l’industria, il buon volere, possono
conseguire qualche cosa per la gloria di Dio io ci sono con tutte le mie forze.
Con pienezza di stima e di gratitudine mi creda nel Signore
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Marco Gonella: v. E(m) I, lett. 339.
22 Anche questa trattativa, come altre analoghe, non andò in porto. Nello stesso 1867 all’eventualità
dell’apertura da parte di don Bosco di una scuola a S. Benigno Canavese (Torino) si oppose l’ordina­
rio del luogo, mons. Luigi Moreno: cf L. B e t t a z z i, O bbediente in Ivrea. Mons. Luigi M oreno - vesco­
vo dal 1838 al 1878. Torino SEI 1989, pp. 197-198.
1040
Al segretario della S. Congregazione dell’indice, Angelo Vincenzo Modena
ASC B31010 Lett. orig., M odena (A 1721307) me. 36 C 5/6
Min. aut. con firma aut. [= A] 2 ff. 250 x 195 mm. carta uso stampa macchie di umidità
Copia allog. con correz. aut. 2 ff. 255 x 195 mm. carta leggera azzurrina con macchie di umidi­
tà [= B] me. 36 C 7/8
Copia [orig.?] allog. con firma aut. che qui pubblichiamo 2 ff. 255 x 195 mm. [= C] me. 36 C
9/10
Copia allog. semplice 2 ff. 257 x 196 mm. macchie di umidità
E I 463-464 MB V ili 791-792
Invia «schiarimenti» riguardo all’opuscolo II Centenario di S. Pietro Apostolo
Eccellenza Reverendissima,
[Torino, 21 maggio 1867]
Appena che per mezzo di Monsignor Vicario Capitolare ed a nome di S. E.
Rev.ma l'Arcivescovo di Torino mi fu comunicata la risoluzione adottata dalla
Congregazione del Concilio sull’opuscolo: Il C entenario d i S. P ietro A p o sto lo co l­
la vita d el m e d e sim o p rin c ip e degli apostoli etc. in cui mi è comandato di prepa­
rare una nuova edizione nella quelle venga corretto e ritrattato quanto dal Santo
Concilio fu giudicato meritevole di censura; appena avuta tale comunicazione mi
fo dovere di assicurare, promettere con termini i più espliciti che, come sacerdote
cattolico, come direttore di opere di pubblica beneficenza, e come scrittore di al­
cune operette riguardanti la Religione, di sottopormi puramente e semplicemente
a questa e a qualsiasi altra risoluzione che fosse per prendersi intorno a questo li­
bretto o ad altri già da me pubblicati o che mi accadesse di pubblicare in
avvenire.
Fo solamente umile e rispettosa preghiera di voler invitare il Rev.mo Consul­
tore Relatore a voler con bontà leggere gli uniti schiarimenti che serviranno a di­
lucidare alcuni fatti della cui esattezza si move dubbio. Ardisco fare questa pre­
ghiera perché la sapiente ed autorevole Congregazione dell’indice accolse la rela­
zione del Consultore in senso benevolo e diminuì assai il parere di condanna asso­
luta del libro. Da questi medesimi schiarimenti credo che ognuno | potrà cono-

38.7 Page 377

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maggio 1867 371
scere la volontà fermamente cattolica dell’autore e che quanto fu trovato o potes­
se trovarsi degno di censura è oltre, anzi contro alla mente dell'autore.
Reputerò vera opera di carità se il sig.r Consultore si degnasse di concretare
le cose che egli giudica erronee, affinché io possa con sicurezza tenermi alle sue
osservazioni ed emendare quanto sarà del caso nella futura edizione cui do mano 25
immediatamente.
Io mi sono a Lei indirizzato di consenso del superiore ecclesiastico affinché
così venga meglio conosciuta la buona volontà dell’autore. Del resto sono piena­
mente persuaso che in questo doloroso affare mi userà bontà e mi farà da padre,
perciò reputo al più alto onore di potermi professare
30
Della E. V. Rev.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gioanni Bosco
Rev.mo P. Angelo Vincenzo Modena
de’ Predicatori Segr. dell'indice
35
Roma
3-4 che... comunicata] com unicata da S. E. Reverendissima l'Arcivescovo di Torino A B che per mez­
zo di Monsig. Vicario Capitolare ed a nome di corr si Bb 4-5 dalla Congregazione del Concilio]
dal Santo Uffizio A l dalla Congregazione del Consiglio A2 dalla Congregazione del Consiglio B C
5 sull'] intorno all’ A all’ B sull’ corr Bb 6 in cui mi è] espressa in ques A l in cui è em end A2 in
cui mi è corr si A3 7 nella quale venga] in cui sia A l nella quale venga em end si A2 p o st cor­
retto del quanto a 8 Concilio] Consiglio A B C fu em end si ex venne A meritevole em end
ex degno A 9 espliciti em end ex chia[ri] A post che del io A 10 com e1 ad d m rg sin A
e come add si A 11 riguardanti em end ex rigu... A sottopormi em end ex vince A 12 po st
questa del risoluzione 13 accadesse A B1 accada corr B2 accadesse C 16 a a dd si A con
bontà add m rg sin A 16-17 che... dubbio] i quali forse serviranno [corr ex potranno] a mitigare il
suo giudizio A l che forse serviranno a dilucidare alcuni fatti della cui esattezza si move dubbio em end
si A2 16 ante serviranno del forse A2 17-18 preghiera em end ex dim anda 18 ante sapien­
te del sacra 19 benevolo] benigno A B assai benevolo em end si B b l benevolo corr Bb2 20 Da
questi medesimi] inoltre con questi A l inoltre da questi corr si A2 B da questi medesimi corr si Bb
potrà o m A l add slA 2 22 anzi] , A l anzi em end si A2 23-26 Reputerò... im m ediatam ente om
A l , ed io avrò forse delle osservazioni più concrete per emendare quanto del caso nella futura edizio­
ne add mrg sin A2 . In questo modo potrò forse avere delle... quanto sarà... edizione em end si A3 B
reputerò vera opera di carità se il sig. Consultore si degnasse di concretare le cose che egli giudica er­
ronee affinché io possa con sicurezza tenermi alle sue osservazioni ed em endare quanto sarà del caso
nella futura edizione cui dò mano imm ediatamente em end mrg sin Bb 26 p o st im m ediatamente
add et del m rg inf Siccome io dò imm ediatamente mano ad una nuova edizione del m entovato opu­
scolo, farei eziandio umile dim anda di significarci se basta correggere quanto fosse del caso oppurre
accennare a quanto fu censurato. In questi casi avrei bisogno che gli errori [em end si ex le osservazio­
ni] mi fossero concretati per essere sicuro di seguire la mente della sacra congregazione Bb 27-
28 Io mi sono... dell’autore om A B add m rg inf Bb 27 del superiore ecclesiastico corr ex dei su­
periori ecclesiastici Bb 27-28 affinché così venga em end ex cui ella potrebbe Bb 28-29 Del re­
sto sono pienamente persuaso] pienamente persuaso A B del resto sono pienamente persuaso corr Bb
28 ante sono del io B b 29 bontà] carità A B carità em end si Bb 30 perciò om A B add si Bb
di] il A B di em end si Bb
2 Angelo Vincenzo Modena: nato a S. Remo (Imperia) nel 1807, fattosi domenicano, insegnò filoso­
fia a Viterbo, teologia a Rieti, prim a di essere trasferito a Roma. Qui divenne professore dell’archigin­
nasio romano e predicatore degli Ebrei; fu a lungo segretario della Sacra Congregazione dellTndice.
Risiedeva alla Minerva, dove morì il 13 gennaio 1870. Su di lui cf I. T a u r is a n o , H ierarchia O rdinis
P raedicatorum , ed. altera. Romae 1916, p. 120; G. M o r o n i, D izionario..., Index, A. B a r t o l in i, Elogio
funebre del p. V. Modena. Roma 1870.
3 Vicario capitolare era Giuseppe Zappata: v. lett. 729; arcivescovo invece mons. Alessandro Riccar­
di di Netro: v. lett. 826.

38.8 Page 378

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372 maggio 1867
4 adottata: a seguito del «voto» Proscribendum donec corrigatur del consultore Pio Delicati (di cui
alla lin. 15), accolto in toto dalla commissione preparatoria il 4 aprile, m a solo parzialmente dalla
Congregazione dei cardinali pochi giorni dopo, il Modena, udito il papa il 12 aprile, aveva affidato l'o ­
nere della esecuzione del giudizio alla curia torinese con lettera del 29 aprile.
8 censura: le accuse mosse a II Centenario di S. Pietro Apostolo, colla vita del m edesim o Principe
degli Apostoli ed un Triduo in preparazione della festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, pel Sacerdo­
te Bosco Giovanni (Letture Cattoliche A. XV, genn-febb 1867, Fase. I e II) furono di indole storico­
teologica e, al term ine della vertenza, si rivelarono di scarso fondamento. Alla base del procedimento
indiziario ci fu forse il clima di sospetto e di denunzie dell’epoca, oltre a sempre possibili gelosie, invi­
die, desiderio di ostacolare le trattative politiche che don Bosco stava conducendo a Roma in quei pri­
mi mesi del 1867. Tutta la documentazione è presentata in RSS 28 (1996), pp. 55-99.
15-16 Consultore: si trattava di mons. Pio Delicati (morto nel 1895), professore emerito di storia ec­
clesiastica all’Apollinare e minutante alla Sacra Congregazione di Propaganda. All’epoca prestava la
sua collaborazione come consultore della Sacra Congregazione dell'indice.
16 schiarimenti: redatti con la consulenza di mons. Lorenzo Gastaldi, m a senza utilizzare la precisa
e docum entata memoria difensiva generosamente e immediatamente inviatagli dai padri gesuiti de
«La Civiltà Cattolica» (v. lett. 1041 lin. 3).
1041
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730224) me. 39 B 4/7
Orig. aut. 2 ff. 207 x 133 mm. carta azzurra molto sbiadita
sup. sin.
E I 464466 MB V ili 794-796
timbro a secco BATH sul mrg.
Risponde alla lettera inviatagli dal fratello del corrispondente - notifica u n ’offerta di una persona gra­
ziata da Maria Ausiliatrice - manda saluti e assicura preghiere
*Torino, 21 maggio [18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
Ho ricevuto la lettera di suo fratello che mi fu di grande consolazione. Gli ho
risposto ed [ho] dovuto mandargli un pacco un po’ grosso per la posta, faccia il
5 piacere di vedere quanto ha pagato per la posta e lo indennizzi coi più sentiti rin­
graziamenti.
Certamente nella mia dimora in Roma non ho potuto soddisfare a tutti i miei
doveri; riguardo però al cav. Beffani ho mandato tre volte D. Francesia per poter­
lo trovare in qualche sito ma non si è potuto avere; i[l] sig. Fattori e il cav. Pa­
io squali furono da me desiderati, voleva andare a far visita, ma essi mi hanno più
volte ripetuto che, vista la farragine di cose da cui era attorniato, mi dispensava­
no da ogni sollecitudine di recarmi da Loro come avrei desiderato.
Ella dica sempre che io non ho mai vantato cose straordinarie, io ho sempre
detto che M. SS. Aus. ha conceduto e concede tuttora grazie straordinarie a quel-
15 li che in qualche modo concorro [no] alla costruzione di questa chiesa. Io ho sem­
pre detto e dico: l'offerta si farà a grazia ottenuta, non prima.
Del resto non è possibile di contentare tutti anche colla più buona volontà.
Debbo per altro assicurarli e lo dissi ripetutamente alla march. Villarios, che nel
vedermi assediato da tanti e sì diversi personaggi ho fatto pel tempo che fui in

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maggio 1867 373
f.iv Roma speciali preghiere affinché Dio non concedesse | niuna cosa clamorosa che 20
facesse parlare del povero D. Bosco e in ciò credo che Dio ci abbia esauditi.
Ella poi sa [che] io doveva evitar certe persone, altre frequentare perché
buoni cattolici del nostro spirito e pronti ad ajutarci. Tali sono[:] P. Ambrogio ab.
degli Antoniani, piazza di S. Pietro in Vincoli, le monache Filippine del Sacro
Cuore di tutti tre i monasteri, di Torre de’ Specchi, Procuratore Generale de’ fra- 25
telli delle scuole cristiane, del Cav. Giacinto Marietti, Monsig. Manacorda,
Comm. Angelini, Sig. Nicoletti Gerente del Banco dei Fratelli Bertinelli, Cav. Aw.
Giuseppe Bertinelli (via del Corso 38, è in casa alle 2)[,] suo fratello Can.co di
S. Eustachio, e suoi fratelli, casa de Maistre, March. Serluppi, Contessa e Conte
Antonelli, Monsig. Fratejacci Uditore del card. Vicario, il P. Generale dei do- 30
menicani.
Con costoro e con altri della loro relazione ho trattato ed ho fatto quel tanto
che si potè. Con essi mettasi in relazione e vedrà che pietà e che propensione a
beneficarci. Con essi metto P. Lorenzo Superiore dei Camaldolesi, frat. di Berti-
f-2r nelli; tutti quelli di antica relazione ed altri, molti | di cui ignoro l’indirizzo. Buz- 35
zetti farà la spedizione di cui mi ha parlato.
Oggi fu qui la Principessa Solms moglie del Min. Rattazzi. Visitò tutta la casa
e si mostrò molto contenta. Promise mari e monti, vedremo.
In giugno sentirà risuonare il piemontese in tutte le vie di Roma. Un’immen­
sa moltitudine si prepara per andarvi.
40
Non può immaginarsi le meravigli [e] che noi vediamo ogni giorno operarsi
da Maria SS. Ausiliatrice. La settimana scorsa a piccole offerte fatte per grazie
ricevute vennero registrati tre mila ottocento franchi. Oggi un signore di alta con­
dizione, che non vuole per niun modo essere nominato, dopo un anno che aveva
un braccio paralitico, fatta una preghiera riacquistò l’uso del suo braccio e scris- 45
se: Maria Ausiliatrice ajutatemi. Nel trasporto di sua gioia andò a casa e ritornò
portando tremila franchi per continuare i lavori della chiesa o meglio per pagare
una parte dei [debiti] esistenti dall’anno scorso. Sia in ogni cosa benedetto il
Signore.
f.2v
Colla lettera di D. Savio riceva i saluti e gli auguri di sanità da tutta la casa, e 50
Iddio l’accompagni in ogni passo, in ogni parola. A tutti poi saluti con assicura­
zione di preghiere. Al giorno 24 i nostri giovanetti faranno la loro comunione, con
la messa e preghiere in onore di M. SS. Ausiliatrice pei nostri benefattori di
Roma.
Le sono nel Signore
55
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
[P.S.] Scriverò in proposito alla Duchessa di Sora.
24 po st m onache del Giuse 50 D. Savio em end si ex della casa di corr ex di
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 fratello: padre gesuita Giuseppe Oreglia, fratello di Federico e del futuro card. Luigi, era nato nel
1823 a Bene Vagienna (Cuneo). Entrato fra i gesuiti nel 1842, nel 1859 fu ammesso al quarto voto;

38.10 Page 380

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374 maggio 1867
scrittore de «La Civiltà Cattolica,» fin dal 1850, ne fu anche direttore e bibliotecario. Morì a Chieri nel
1895: cf Necrologio in «La Civiltà Cattolica» serie XVI vol. IV, pp. 504-508.
— La lettera è quella del 15 maggio 1867, nella quale, a giudizio del professore di teologia, padre Va-
leriano Cardella, l’espressione — «che S. Pietro sia venuto a Roma o no... è questione non attinente
alla fede e puramente storica» — è sostenibile, anche se inopportuna.
8 Beffani (Befani): tipografo romano (cit. pure in lett. 1176), presso cui don Francesia sconsigliava di
fare un centro di smistamento delle Letture Cattoliche: lett. Francesia-Oreglia, 13 feb. 1867, ASC B
2560556, ed. parzialmente in MB VIII 669-670.
— Giovanni Battista Francesia, compagno di viaggio a Roma; dati biog. in E(m) I, lett. 518.
9 Fattori: personaggio rom ano non identificato; alla moglie [?] l’anno successivo don Bosco inviò la
medaglia commemorativa dell’inaugurazione della chiesa di Maria Ausiliatrice: invece un certo don
Pietro Fattori era parroco della chiesa di S. Eustachio, presso cui era canonico Gaetano Bertinelli,
amico di don Bosco.
9-10 Pasquali: altro personaggio di Roma non identificato.
18 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
23-24 padre Ambrogio Ntain degli Antoniani: o dei Maroniti, di cui anche alla lett. 1056. Don Bosco
l’anno seguente fece loro spedire la medaglia commemorativa dell’inaugurazione della chiesa di Ma­
ria Ausiliatrice. Il padre Ambrogio era nato a Dar'oun (Libano) nel 1828. Sacerdote dal 1850, l’anno
seguente venne a Roma con l’incarico simultaneo di Procuratore patriarcale della Chiesa M aronita e
Procuratore generale del suo Ordine religioso (maronita marianita). Molto stimato da Pio IX, oltre
che suo intimo amico, nel 1875 venne insignito del titolo di vescovo onorario della città di Edna, col
consenso del patriarca m aronita e del padre generale dell'Ordine. Morì nel monastero di S. Antonio
abate di Roma il 13 marzo 1878: note tratte dell’archivio della Procura Generale di Roma.
25 tre i monasteri: fra i quali quello di Trinità dei Monti, di cui alla lett. 1118.
— Torre de’ Specchi, sotto la presidenza di Maria Maddalena Galeffi: v. più avanti lett. 1043.
— Procuratore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane era fratei Floride (Jean François Armilhau
(7 agosto 1804 - 3 gennaio 1880) che dal 1850 si trovava a Roma come Vicario, Procuratore presso la
Santa Sede e Postulatore della causa di beatificazione del fondatore: cf scheda degli archivi della casa
generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Roma.
26 Giacinto Marietti, meglio Pietro di Giacinto Marietti : v. E(m) I, lett. 98. Giacinto era il padre di
Pietro, morto nel 1856.
— mons. Emiliano Manacorda: v. lett. 763.
27 comm. Pietro Angelini: v. lett. 1030.
— Francesco Nicoletti: romano, gestore deU’omonimo «Banco» era padre di varie ragazze, fattesi poi
suore, e di un unico maschio, Augusto, nonno del dott. Michele, che h a offerto all’ASC le lettere di
don Bosco. Don Bosco nel 1870 e nel 1871 si offerse di accogliere Augusto a Torino fra i suoi giovani
appena avesse avuto l'età richiesta.
27-28 Giuseppe e Gaetano Bertinelli: v. lett. 1005. Altro fratello era Lorenzo, di cui alla lin. 34. Giu­
seppe Bertinelli in particolare era in relazione epistolare con don Bosco. Fra l’altro il 24 luglio 1867 ri­
feriva delle gravi lamentele del nipote Luigi circa la situazione igienica di Valdocco dove era ricovera­
to dal 17 luglio 1867. Annunciava altresì che una persona a Roma aveva avuto una visione circa l’ele­
zione a pontefice... di don Bosco. Alla risposta di don Bosco del 26 luglio 1867 nella quale riferiva delle
esagerazioni del nipote Luigi e glissava ovviamente sulla propria nomina a papa, il Bertinelli tornò a
scrivere che non si doveva assolutamente cedere alle richieste del giovane e che rimaneva in attesa
circa la suddetta elezione: ASC B26200 Bertinelli; v. anche Appendice, lett. 1867/22.
29 Casa de Maistre: v. lett. 741, 770, 774.
— Luigi Serlupi-Crescenzi: nato nel 1830 da Girolamo (1802-1867) e da Giovanna Boncompagni Lu-
dovisi (1802-1858), sposò nel 1854 Cecilia, nata Fitz-Gerald a Londra nel 1833; ebbe due figli: Carlo
(1861-1903) e Giovanna nata nel 1887. Crescenzi Luigi era fratello di Francesco Maria, nato nel 1839,
che sposò nel 1865 in prime nozze Eugenia, nata Spinola (1845-1869), e in seconde nozze Giulia, nata
Spinola nel 1843: ANI 1904.
29-30 conte e contessa Antonelli: salvo errore, dovrebbe trattarsi di Filippo Antonelli (il fratello mag­
giore del card. Giacomo), marito di Marianna Dandini de Sylva, nipote del card, omonimo; circa la fa­
miglia degli Antonelli cf C. F a l c o n i, Il cardinale Antonelli. Milano, Mondadori 1983. Una famiglia ro­
m ana in stretta relazione con don Bosco era anche quella degli Antonelli Folchi, che don Bosco aveva
avvicinato ai primi di febbraio del 1867.
30 mons. G. B. Fratejacci: v. lett. 1018; v. anche Appendice, lett. 1867/17.
34 P. Lorenzo, priore dei Camaldolesi: v. lett. 1005. Il 3 gennaio 1868 padre Arcangelo, Generale
Maggiore, com unicherà a don Bosco che, essendo partito il padre Lorenzo, toccava a lui prendere
nota della celebrazione delle messe secondo le sue intenzioni. Nell’anno 1867 se ne erano celebrate

39 Pages 381-390

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39.1 Page 381

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maggio 1867 375
513 di cui don Bosco poteva tenere le relative offerte: ASC B26100 Arcangelo, me. 1384 D 4/5.
35-36 Giuseppe Buzzetti: v. E(m) I, lett. 63.
37 Principessa Maria Letizia Wise-Bonaparte de Solms: scrittrice di romanzi, già vedova, poi moglie
del Rattazzi (all’epoca presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'interno). Dovendo allonta­
narsi da Firenze, passò da Torino-Valdocco, dove fu ricevuta con grande onore: cf MB V ili 796-797.
39 il piemontese: in occasione della celebrazione del 18° centenario del m artirio dei S.S. Pietro e
Paolo a Roma erano previsti molti pellegrini anche dal Piemonte; fra i salesiani don Giovarmi Cagliero
e don Angelo Savio, cui si accenna al termine della lettera; inoltre il canonico Giorgio Oreglia, di cui
alla lett. 1052.
50 Angelo Savio: v. E(m) I, lett. 621. La sua lettera non è stata reperita; v. anche lett. 1057.
58 Duchessa di Sora: Agnese Boncompagni Ludovisi (v. lett. 1016). Non si è reperita la lettera invia­
tale da don Bosco.
1042
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760213) me. 1371 E 5/7
Min. allog. con correz. data e firma aut. 2 ff. 252 x 195 mm. carta uso stampa
Copia a stam pa 2 ff. 212 x 140 mm. me. 1371 E 8/9 intest.: «Oratorio... Si prega della
carità...»
E I 466467 MB V ili 798-799
Proposta di raccolta fondi per l'erezione e l'arredam ento di una cappella ai S.S. Cuori di Gesù e Maria
nella chiesa di Maria Ausiliatrice
Torino, 24 maggio 1867
Festa di Maria Ausiliatrice
Un fiore a Maria Ausiliatrice
Germinabit sicut lilium.
La vostra offerta sarà un giglio che 5
germoglierà sull’altare di Maria.
Oseae c. XIV, v. 6
In Torino nella regione Valdocco è in costruzione una chiesa dedicata a M a­
ria SS. Ausiliatrice. I lavori sono già inoltrati e se questa celeste benefattrice con­
tinua a benedire l’opera sua credo che in quest’anno potrà essere ultimata e forse io
anche consacrata al divin culto.
Parecchie pie Signore di altre città d ’Italia mosse da spirito di divozione si as­
sociarono per provvedere il novello edifizio di ornamenti interni. Questo slancio
di generosa carità infuse nelle Signore di Torino il vivo desiderio di concorrere
colla loro beneficenza e dimandarono che fosse iniziata una soscrizione diretta a 15
raccogliere i mezzi per l’erezione di una cappella consistente in un altare, balau­
stra, e dipinto rappresentante i sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria, cui verreb­
be dedicata la cappella medesima. Per corrispondere al pio desiderio ho delibera­
to di formolare il presente invito.
f.lv
L’opera sarà più o meno ricca di ornamenti secondo che sarà maggiore o mi- 20
nore l’abbondanza delle oblazioni; ma nulla si risparmierà affinché per quanto si
può riesca se non degna almeno gradita all’augusta Regina del Cielo ed al suo di­
vin Figliuolo.

39.2 Page 382

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376 maggio 1867
Ognuno può fare una oblazione mensile in quest’anno, oppure fare un'offer-
25 ta subito od anche a piacimento nel corso dell’anno corrente, come si può vedere
nella scheda a parte. Chi poi non potesse o non giudicasse di concorrere con mez­
zi materiali, è pregato di recitare almeno un'Ave Maria per quelli che concorro­
no. Terminata la cappella si formerà una tabella in cui si noterà nome e cognome
di tutti quelli che hanno concorso a quest’opera di carità e questi poi avranno
30 certamente una parte particolare dei meriti che si acquisteranno negli esercizi di
cristiana pietà, che si compieranno a questo altare dei sacratissimi Cuori di Gesù
e di Maria.
Le oblazioni e le schede firmate si potranno far pervenire al sottoscritto op­
pure a quella persona, che per amor di Maria si assumerà di diramare tali inviti.
35 Conchiudo con le parole con cui il caritatevole Pontefice Pio IX accompagnava la
sua prima graziosa oblazione per dare cominciamento alla costruzione della chie­
sa: «Dio benedica tutti quelli che prenderanno parte alla costruzione di questo
edifizio, egli diceva, e questa tenue oblazione del sommo Pontefice abbia più po­
tenti e generosi oblatori che concorrano ad accrescere e dilatare il culto dell’au-
40 gusta Madre del Salvatore in terra e così diventi più grande il numero dei suoi di­
voti che le faranno un giorno gloriosa corona in Cielo».
Obbl.mo servitore
Sac. Giovanni Bosco
1-2 24... Ausiliatrice em end ex mese mariano 1867 10 p o st anno add in m rg sin o almeno nel
mese di aprile del prossimo anno A del Ab 10-11 forse anche add si Ab 12 Parecchie pie Si­
gnore corr ex parecchi pii signori Ab 12-13 associarono em end si ex unirono Ab 14 nelle Si­
gnore di Torino corr si ex nei signori di questa città Ab 15 beneficenza em end si ex carità 16-
18 consistente... medesima corr si ex e di un altare da dedicarsi ai sacri Cuori di Gesù e di Maria
18-19 Per corrispondere... invito corr mrg sin ex la qual cosa intendo di fare col presente invito
18 pio em end ex grazioso 21 oblazioni corr ex obblazioni 26 potesse o non add si 26-
27 con mezzi materiali add m rg sin 27 è pregato di recitare corr m rg sin ex reciti A 30 dei
meriti... negli add mrg sin A
31-32 a questo... Maria em end si ex in questa cappella Ab
33 oblazioni e le schede corr ex obblazioni o la scheda Ab 34 a quella persona em end m rg sin ex a
quella signora A inviti em end ex schede Ab 36 per dare... alla om A add Ab della em end si
ex di questa Ab 37 alla costruzione di questo em end si ex a compiere questa Ab 38 oblazione
corr ex obblazione Ab sommo em end si ex Romano Ab abbia corr ex faccia Ab 39 oblatori
corr ex obblatori e dilatare it A del Ab 43 Giovanni Bosco] B. G. A Gio. Bosco em end Ab
12 altre città d'Italia: ad es. Firenze e Roma, città che don Bosco aveva visitato pochi mesi prim a e
dove si erano creati spontanei comitati di nobildonne disponibili a sostenere finanziariamente un ade­
guato arredam ento della chiesa di Maria Ausiliatrice, la cui costruzione ormai volgeva al termine: v.
ad es. lett. 989.
20 ornamenti: la cappella, a sinistra della navata centrale, verrà anche adom ata con un dipinto dei
S.S. Cuori di Gesù e Maria del torinese Bonetti, successivamente sostituito dal quadro di S. Francesco
di Sales dipinto da Enrico Reffo: cf F. G ir a u d i, L ’Oratorio d i Don B osco..., p. 193.
33 le schede: v. modello in MB V ili 800.

39.3 Page 383

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maggio 1867 377
1043
Alla madre oblata Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 225 x 160 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Galeffi (A 1800105)
E I 467-468 MB V ili 800-801
Chiede spiegazioni circa una nuova offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice
[Torino, poster. 24 maggio 1867]
Benemerita Sig[ra] Madre Presidente,
Si assicuri, sig[ra] Madre, che non mancherò di raccomandare lei e le sue re­
ligiose al Signore nella Santa Messa; lo stesso fanno ogni giorno i nostri giovanetti
nelle comuni loro preghiere e comunioni.
5
Ella mi dice che è disposta di fare ancora altre cose per la chiesa. Deo gra-
tias; la santa Vergine la ricompensi di tutto. E’ però bene, che mi spieghi perché
non s’intenda una cosa per un’altra. Il sig. cav. Oreglia mi significò che V. S. ave­
va intenzione di dare duemila scudi per una cappella della novella chiesa e in vi­
sta di ciò io ho dato ordini per un altare che per quanto possiamo noi, sarà degno io
dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Ora io non so se oltre a questo Ella intenda an­
cora di voler estendere la sua carità ad altro; ma in ciò avrei bisogno che Ella con
tutta libertà, si pronunciasse, affinché nulla io dica, né intraprenda che le possa
cagionare sorpresa. Riguardo ai pagamenti si possono fare a quote ripartite e con
mora. Comunque Ella sia per fare io non mancherò di pregare la Santa Vergine 15
affinché [Le conceda] sanità durevole, giorni felici, il Paradiso in fine.
Con gratitudine mi professo
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
8 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
9-11 una cappella.. Sacri Cuori: v. lett. 1042.
1044
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730225) me. 39 B 8
Orig. aut. 1 f. 208 x 133 mm. carta azzurra restaurata
secco BATH sul mrg. sup. sin.
E I 468 MB V ili 821
il P.S. si trova sul mrg. sin.
timbro a
Notifica la partenza del vescovo di Mondovì per Roma - chiede l’opinione al fratello gesuita circa
l’opuscolo II Centenario di S. Pietro - solenne chiusura del mese mariano all’Oratorio

39.4 Page 384

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378 maggio 1867
Car.mo Sig. Cavaliere,
Torino, 30 [maggio 1867]
Sabato a sera parte il Vescovo di Mondovì per Roma, ne dia notizia a ’ suoi
amici. Desidera anche di vedere Lei, prenderà alloggio a S. Maria sopra Minerva.
5
Ricevuta questa lettera parli con suo fratello e poi, per diminuire a Lui il di­
sturbo, mi dica per mezzo di Lui se ciò che ho mandato relativamente al Cente­
nario di S. Pietro è presentabile, se stima di variare qualche cosa, mi dica se con­
viene fare altro.
Noti che quanto gli ho mandato fu letto e conferito con Monsig. Gastaldi,
10 che sarà consacrato domenica prossima. Monsig. Colli per Alessandria nel mede­
simo giorno in Novara.
Il dottor Biffi di Milano giunge in questo momento all’Oratorio; dimanda di
Lei e le manda saluti e segni di amicizia.
Sta mattina ha celebrato messa il Vescovo di Aosta, sta sera il Vescovo di
15 Mondovì fa la chiusa del mese di Maria.
Il resto sabato. Tutti la salutano ed attendono di sue notizie.
Dio ci benedica e mi creda
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco
20 [P.S.] L’affare della statua fu aggiustato il giorno 23 vigilia di Maria Aus.
All’ottimo Sig.
Cav. Oreglia S. Stefano
Roma
1 30 corr ex 21 [?] 6-7 Centenario] Centenario
1 30 maggio: giovedì, festa dell’Ascensione e giornata di chiusura del mese mariano a Valdocco alla
presenza del vescovo di Mondovì; nello stesso giorno ebbe luogo a Torino il matrimonio del duca
d ’Aosta, Amedeo di Savoia, con la principessa Maria Del Pozzo della Cisterna e don Bosco non mancò
di porgere loro le felicitazioni: v. Appendice, lett. 1867/14.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: appena cit in lett. 1043.
3 Vescovo di Mondovì: il domenicano fra Tommaso Ghilardi; in quanto tale, fu ospitato in Roma nel
convento dell'Ordme a S. Maria sopra Minerva, dove risiedeva il confratello padre Angelo Vincenzo
Modena, segretario della Sacra Congregazione dell’indice (v. lett. 1040).
5 suo fratello, ossia Giuseppe Oreglia di S. Stefano: v. lett. 1041. Per la questione de II Centenario e
dei relativi «schiarimenti», v. lett. 1040.
9-11 Lorenzo Gastaldi e Giacomo Antonio Colli: sul problema delle loro nomine v. nota bibliografica
alla lett. 970. Il 26 maggio aveva fatto la solenne entrata in diocesi anche il neoarcivescovo di Torino,
mons. Alessandro Riccardo di Netro: cf MB VIII 806-808.
12 Serafino Biffi: medico milanese, membro di varie accademie e della commissione visitatrice delle
carceri, abitante nella parrocchia di S. Celso a Milano. A Valdocco era già stato ospite nel maggio
1865, dietro presentazione di padre Carlo Salerio, in occasione di un sua visita a stabilimenti carcerari
della città: ASC B26200 Salerio, ed. in MB VIII 122.
14 Vescovo di Aosta: Giacomo Giuseppe Jans (1813-1872), consacrato vescovo un mese prim a (1°
maggio 1867); il 20 giugno invierà a don Bosco la lettera commendatizia a favore della società salesia­
na: ed. in MB V ili 846-847.
20 statua: probabilmente quella bronzea di Maria Ausiliatrice da porre sulla cupola della Chiesa (v.
lett. 993), opera di Ignazio Boggio, su modello di Giosuè Argenti. Quanto all’«affare», don Bosco pare
alludere al forte sconto ottenuto sul prezzo precedentemente concordato con il Boggio.

39.5 Page 385

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maggio 1867 379
1045
Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia [Du Houx]
ASC B31010 Lett. orig., A utorità, Ferrovie (A 1690208) me. 2 D 6/9
Min. aut. 2 ff. 212 x 137 mm. carta uso stampa consunta e con macchie di umidità
E I 469470 MB V ili 803-804
Tentativo di far revocare il provvedimento di sospensione della riduzione ferroviaria per gravi abusi
*Torino, 31 maggio 1867
Ill.mo Sig. Direttore Generale,
È già trascorso un anno e mezzo da che questa benemerita Direzione conce­
deva ai poveri giovani della nostra casa la riduzione al quarto di tariffa pei viaggi
sulle ferrovie dell'Alta Italia. Inaspettatamente fu sospeso il favore, e fu di non lie- 5
ve sconcerto pei nostri giovani giacché alcuni non poterono più partire, altri non
poterono più ritornare dai loro rispettivi paesi.
Dimandata la cagione di questa privazione furono specialmente addotti due
fatti.
Uno di Castagnole delle Lanze, ove alcuni parenti dei giovani accettati e che io
venivano in questo stabilimento cercarono di introdursi seco loro per godere del
medesimo favore. Il capo stazione conobbe la cosa e rifiutò il biglietto non sola­
mente a chi cercava [di] defraudare, ma ai giovani stessi.
L’altro avvenne a Saluzzo pel caso di un giovane che per motivo di malattia
erasi recato in patria. Contro gli ordini dati egli rimise il suo foglio a stampa ad al- 15
f.lv tri che | non appartenevano alla nostra casa. Scoperta la frode, furono consegnati
i frodatori ai carabinieri. E in questi casi i capi stazione compierono i loro doveri.
Ma l’amministrazione di questo stabilimento non ebbe alcuna parte nei fatti
mentovati anzi usò sempre ogni sollecitudine, e si raccomandò sempre a tutti gli
applicati alle ferrovie di ajutarci ad impedire qualunque disordine potesse aweni- 20
re nella pratica di tale concessione.
Ora la prego, sig. Direttore, ad essermi cortese di farmi significare se tale riti­
ramento di favore viene dal consiglio di amministrazione oppure è una sospensio­
ne temporanea o una revocazione assoluta. E, non potendosi più ottenere per in­
tiero il favore, almeno si concedesse agli indigenti la riduzione che suole farsi agli 25
indigenti.
Qui le noto che in seguito al favore concesso dalla Direzione delle ferrovie io
f.2r ho ritirato parecchi | ragazzi, che per la morte dei loro genitori impiegati alle fer­
rovie o per altri motivi eccezionali trovavansi in assoluto abbandono e in estremo
bisogno.
30
Il numero di codesti ricoverati in questo senso presentemente è di venti cir­
ca. Parecchi sono in aspettazione, onde il benefizio intendo che cada totalmente,
come faceva nell’antica amministrazione, a favore d e’ poveri fanciulli degli appli­
cati alle ferrovie e raccomandati dai rispettivi loro capi.
Con ciò io non intendo di mettere in mezzo di una strada questi ragazzi qua- 35
lora mi venisse definitivamente negato il favore; anzi raddoppierò li miei sforzi

39.6 Page 386

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380 maggio 1867
per ritenerli e riceverne altri ancora; ma la necessità mi costringerà a limitarmi,
mancandone [i] mezzi.
Ad ogni modo io prego rispettosamente V. S. 111.ma a prendere in benigna
40 considerazione lo stato di mille ducento poveri giovanetti i quali a Lei | tendono la f-2v
mano supplichevole e pregano i signori amministratori della ferrovia dell’Alta Ita­
lia a venire loro in ajuto con quel maggior favore che si possa loro concedere.
Dal canto mio prometto di praticare tutti quei mezzi che mi saranno suggeri­
ti per impedire qualunque abuso che da tale concessione possa derivare.
45
Con gratitudine e con rispetto ho l’onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
3 È già... m ezzo emend, si ex sono pressoché due anni 4 casa add si 6 sconcerto em end ex
incomodo 10-11 e che venivano add si ' 14 giovane corr ex giovanetto 15 p o st rimise add
et del ad altri 16 alla nostra casa em end ex a questa casa 19-20 a tutti gli applicati em end ex
al proposito ai capi 23 p o st oppure del è una disposizione speciale degli amministratori, e se
24 tem poranea add si p o st assoluta del del favore E, non potendosi più em en d si ex almeno
se si possa almeno 24-25 per intiero add si 25 almeno it et del almeno em end si che
concedesse corr ex concedess 28 che em end ex i quali p o st genitori del avvenuta 29 ecce­
zionali trovavansi in em end si ex di assoluto bisogno estremo em end si ex grave 31 di codesti
em end si ex degli accolti e 32 sono em end ex fanno p o st benefìzio del non 33 degli
em end si ex di 35 m ettere em end ex dire 36 negato em end ex ricc 37 e] e di 41 pre­
gano em end si ex dimandano la f 43 praticare em end si ex usare 44 derivare em end ex succe­
dere 46 111.ma em end ex B
2 Direttore generale Du Houx: v. lett. 984 e 986.
4 quarto di tariffa: v. in Appendice lett. 1865/21. Per avere u n ’idea dei costi, si pensi che un biglietto
semplice di andata di terza classe Torino-Genova era di lire 9.15, Torino-Milano di lire 8.55, Torino-
Firenze (treno ordinario, non diretto) di lire 28,50, che saliva a lire 43 per il treno diretto.
5 sospeso il favore, v. lett. 986.
7 Oltre ai ragazzi, anche lo stesso don Bosco viaggiava sovente in treno. Così ad es. nello stesso mese
di maggio era stato a Caramagna (Cuneo), e anche a Saluggia (Vercelli): cf lett. Rua-Oreglia del 14
maggio, 1867, ed. in MB V ili 801-802.
28-30 ho ritirato parecchi ragazzi: v. ad es. Appendice, lett. 1865/15, 1866/12, 1866/28, 1866/36,
1867/26.
31 venti circa: sui registri dell’ASC ne compaiono anche 22.
48 Dopo trattative orali, venne accordata la riduzione del 50%: v. lett. 1064.
1046
AI vescovo di Mondovì Tommaso Ghilardi
Archivio diocesano carte Ghilardi c. 9 - Mondovì
Orig. aut. 2 ff. 265 x 197 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Ghilardi (A 1800152)
E I 470471 MB IX 441
Si raccomanda per l’affare dell'opuscolo II Centenario di S. Pietro e per l’approvazione rom ana delle
costituzioni salesiane

39.7 Page 387

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giugno 1867 381
Eccellenza Reverend.ma,
*Torino, 1° giugno [18]67
Ecco il sacco delle principali miserie di D. Bosco.
Bisogna che V. E. R.d.ma [e] car.ma studi modo di compiere ogni cosa ed io
l'assicuro che disporrò che mia vita [naturai] durante avrà sempre un [a] prece 5
quotidiana per Lei a Maria Ausiliatrice.
L'affare del Centenario è nelle sue mani, il P. Oreglia le dirà ogni suo opera­
to; ricevo lettera in cui mi è assicurato che il Santo Padre abbia sentito rincresci­
mento che quest’affare sia stato spinto con rigore mentre mi[g]liaja di libri empi
e più o meno pieni di errori di religione corrono in tutti gli angoli, senza che alcu- 10
no se ne occupi per farli mettere all’indice.
La nostra congregazione ha già avuto il decreto di collaudazione e di com­
mendazione coll’approvazione del Superiore e del successore. Ora fu fatta diman­
da perché si venga ad una definitiva approvazione. Sui singoli articoli mi fu detto
non opporsi difficoltà; si vorrebbe da taluno che per le dimissorie vi fosse dipen- 15
denza dal Vescovo. Nel quale caso bisognerebbe rifare tutto perché in tal caso
non si avrebbe più comunione di case, cosa che per noi riesce indispensabile. Di
f.lv più la nostra | società avendo membri provenienti da tutte le parti del mondo rie­
sce quasi impossibile avere dimissorie dal rispettivo Vescovo. Altri vorrebbero le
dimissorie dal Superiore ma ad tem pus vel ad num erum .
20
Ma tra di noi non [ci] furono mai congregazioni religiose che abbiano comu­
nione di case senza che il superiore generale abbia avuto facoltà di dare tali di­
missorie.
Ella adunque mi faccia da protettore. Raccomandi la casa come l’ha sempre
conosciuta, come la conosce, come casa donde uscirono parecchi giovani cherici 25
pel suo seminario e molti sono tuttora accolti come artigiano o come studente. Il
card. Vicario ci è molto benevolo. Occorrendo qualche cosa, fosse anche una mia
gita a Roma, mel dica, o meglio me lo faccia dire da D. Monetti ed io sarò ubbi­
diente.
Abbia la bontà di dare le regole ivi unite a Monsig. Fratejacci Uditore del 30
card. Vicario; esso è d ’ogni cosa informato e si presta molto volentieri per nostro
bene.
Noi faremo ogni giorno in casa una preghiera per Lei fino al suo ritorno in
patria. Dio la conservi! Amen.
Doni la sua santa benedizione a me ed a questi giovanetti e mi creda
35
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco G.
7 L’ em end ex È 11 occupi em end ex ocup
2 Tommaso Ghilardi: v. lett. 1044; dati biog. in lett. 901.
7 affare de II Centenario: v. lett. 1040, 1041 e 1044; circa il P. Oreglia v. lett. 1044.
13 successore, in base al decvetum. laudis del 1864, alla m orte di don Bosco il successore sarebbe
stato eletto per 12 anni.

39.8 Page 388

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382 giugno 1867
13-14 fu fatta domanda: v. lett. 996.
15 non opporsi difficoltà... dimissorie: v. lett. 1013.
27 card. Vicario, ossia Costantino Patrizi: v. lett. 1018.
28 don Monetti: probabilmente Giacomo Monetti, nato a Ormea (Cuneo) il 28 ottobre 1815, sacerdo­
te dal 4 aprile 1840 e già rettore della Cappellania di Ormea, che accompagnava mons. Ghilardi a Ro­
ma: informazioni ricevute dall'archivista della curia vescovile di Mondovì.
30 Giovanni Battista Fratejacci: v. lett. 1018.
1047
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730226) me. 39 B 9
Orig. aut. 1 f. 208 x 133 mm. carta azzurra sbiadita e restaurata con segno di ceralacca rossa
timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin.
E I 471472 MB V ili 822
Consiglia di parlare col vescovo di Mondovì - chiede l’invio del disegno dell’altare di S. Giuseppe - as­
sicura preghiere per il fratello gesuita
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Torino, 2 giugno [18]67
Non parli di ritorno a Torino per questo mese. Non potrà fare pel materiale
m a farà pel morale. Parli molto col Vescovo di Mondovì che è a Roma martedì,
5 convento della Minerva. Veda di mandarmi il disegno dell’altare di S. Giuseppe.
Tanti saluti a casa Bentivoglio.
Se le occorrono danari lo dica e non le lasceremo mancare niente, sebbene
siano deboli le nostre finanze.
A Roma vedrà il T. Fissore e il T. Rovetti; se loro occorresse danaro veda di
io somministrarlo. Stanteche la March. Villarios si trova nelle strettezze, non si po­
trebbe trovarle un mutuo per tempo determinato? Ci pensi un poco.
Tutte le cose vanno bene; Maria Ausiliatrice continua piucché mai le sue ma­
raviglie per cui, grazie a Dio, le cose nostre vanno avanti con alacrità e colla mas­
sima soddisfazione.
15 Molti saluti ai nostri noti amici. Suo fratello Giuseppe ci fa un bene che non
potrebbesi da noi ricompensare giammai se non colle preghiere. Dio la benedica.
Amen.
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
20 All'ottimo Sig. Cav. Oreglia F.
Roma
5 convento della Minerva add m rg sin 12 Maria corr ex maria
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 ritorno a Torino: l’Oreglia si trovava da tempo a Roma (v. lett. 1037, 1041, 1044).
4 Vescovo di Mondovì, ossia mons. Tommaso Ghilardi: v. lett. 1046.
— martedì: 4 giugno.
5 convento domenicano della Minerva: v. lett. 1044.

39.9 Page 389

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giugno 1867 383
— altare di S. Giuseppe: uno dei cinque della chiesa di Maria Ausiliatrice, posto a sinistra della navata
centrale; il dipinto sarà opera di Tommaso Lorenzoni, lo stesso autore della pala sopra l'altar maggio­
re. La devozione di don Bosco a S. Giuseppe è testimoniata anche dalla pubblicazione della Vita di S.
G iuseppe sposo d i M aria SS. e Padre p u ta tivo d i Cristo raccolta dai p iù accreditati A utori colla no­
vena in preparazione alla festa del Santo nella collana delle Letture Cattoliche (A. V, m arzo 1867,
Fase. Ili) e come tale, a giudizio de «L'Unità Cattolica» del 12 marzo «guarantigia sufficiente della
bontà dell'operetta e del frutto che ne potrà derivare a chi lo leggerà». Ciononostante il fascicolo corse
il rischio di qualche censura romana: v. lett. 1055.
6 Bentivoglio: nobile famiglia residente a Roma, da don Bosco visitata durante il soggiorno romano
di inizio anno (v. lett. 930 e 1008).
9 teol. Celestino Fissore: v. E(m) I, lett. 108.
— teol. Bartolomeo Rovetti (Roetti): nato a Cavour il 17 maggio 1823, vicecurato a Bra fino al 1873
(AAT 12.6.16, Censimento del clero 1873), fu dal 1873 al 1880 rettore del Convitto di S. Francesco d ’Assi-
si, dove era stato professore di sacra eloquenza; morì a Cavour (Torino) nel 1894 a 71 anni: CSMTE.
10 Fanny Amat di ViUarios: v. E(m) I, lett. 505.
15 Giuseppe Oreglia: v. lett. 1041.
1048
Al canonico Antonio Bosio [?]
Biblioteca civica Fondo Bosio mss. 51 n. 26 - Torino
Orig. aut. 1 f. 210 x 138 mm. carta da lettera con rigatura in filigrana
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Bosio (A 1900603)
Ined.
Propone una modifica di un progetto di sussidio economico
Car.mo nel Signore
Torino, 7 giugno [18]67
Vediamo se possiamo tirare la cosa al livello desiderato. Il suo divisamente è
accettabile; avrei soltanto bisogno di una piccola modificazione cioè di studiare di
pagare mille franchi subito; quindi invece di quattrocento portare a soli 300 annui 5
fino al totale pagamento della somma in discorso nel modo appunto che Ella pro­
pone.
Sono strettezze mie finanziarie che mi stringono a questa modificazione. Ciò
fatto io do immediatamente mano all’opera e spero che in breve tratto di tempo
la pratica sarà compiuta.
10
Riguardo a questo mille fr. si pagherebbe ad opera compiuta, e durante le
trattative si possono depositare o presso di me con uno scontrino di deposito o
presso qualche altra persona a Lei benevisa.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda tutto suo
Aff.mo nel Signore
15
Sac. Gio. Bosco
5 annui corr ex anno 12 uno em end ex...
2 Antonio Bosio: canonico, archeologo, epigrafista ed erudito di chiara fama. Nato a Padova nel
1811, fu membro della Deputazione di Storia Patria; morì a Torino nel 1880 lasciando la sua biblioteca
alTOpera degli Artigianelli, che aveva cooperato a fondare: cf A. C a ste l la n i, Leonardo M urialdo I.
Roma 1966, pp. 628-629. Probabilmente è il «teologo non identificato» di E(m) I, lett. 395 e pag. 630.
10 la pratica: non se ne conoscono i particolari.

39.10 Page 390

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384 giugno 1867
1049
Al ministro delle Finanze Francesco Ferrara
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870139)
Copia semplice coeva 1 f. 310x208 mm.
E I 472-473 MB V ili 899-900
carta uso stampa ingiallita e restaurata
Chiede l’esenzione dall’imposta sul reddito per il piccolo seminario di Mirabello
Eccellenza,
■'Torino, 7 giugno 1867
Prego rispettosamente V. E. a leggere con bontà quanto espongo riguardante
la casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales.
5
Quattro anni or sono non potendosi più soddisfare alle molte dimande che da
tutte parti d ’Italia si facevano affinché fosse dato ricovero a pericolanti giovanet­
ti, mi sono adoperato coll’aiuto di caritatevoli persone, di aprire una casa soccor­
sale in Mirabello, paese vicino a Casale Monferrato. Ivi furono tosto accolti cento
ottanta giovanetti, parte gratuitamente, e gli altri a modicissima ed irregolare
10 pensione. Sebbene il personale insegnante, assistente e dirigente presti l’opera
sua interamente gratis, tuttavia senza caritatevole sussidio la casa non potrebbe
sussistere.
Questo stabilimento noto sotto al titolo di Oratorio o Piccolo Seminario di S.
Carlo non ha reddito di sorta, e si regge coi più grandi sforzi miei e di altri bene-
15 fattori, perciò sembra dover andare esente da ogni imposta di ricchezza mobile;
come appunto va esente quello di Torino dove sono raccolti circa ottocento pove­
ri ragazzi, e quello di Lanzo dove sono circa cento cinquanta.
Ma la Commissione di Riparto per le tasse senza dir niente a me che ne sono
il solo proprietario volle a qualunque costo obbligare il Direttore locale ad un ’im-
20 posta per noi impossibile. L’anno scorso essendo questo caso presentato all’Ec-
cellenza Vostra per impedire gli esecutivi da cui io era in quel luogo minacciato,
si veniva alla paterna deliberazione di rimborsare a Torino ciò che io ero costretto
a pagare ad Occimiano. Di fatto mi era rilasciato un mandato di fr. 600 che ho
esatto nella tesoreria centrale di Torino. Questa generosità mi era usata con rac-
25 comandazione di fare a suo tempo i dovuti reclami per una definitiva cessazione
dell’imposta in discorso.
Ho veramente fatto il reclamo o meglio una novella dichiarazione in tempo
debito, ma la Commissione di Riparto non volle ammettere né reclamo, né di­
chiarazione e rispose non essere supponibile tale nullità di reddito, perciò stabilì
30 doversi pagare la tassa stabilita, che in quest’anno è maggiore di quella delTanno
scorso mentre crebbero anche assai le strettezze pel maggior caro dei comme­
stibili.
In tale stato di cose io supplico rispettosamente V. E. a nome dei giovanetti
poveri ricoverati in questo stabilimento, a voler disporre che in favore dei medesi-
35 mi siano applicati quelli articoli di legge che esentano da questo tributo le case di be­
neficenza che non hanno reddito alcuno e che si reggono mercé la carità altrui.
Qualora poi la Commissione di Sindacato di Occimiano insistesse sopra red- f-lv

40 Pages 391-400

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40.1 Page 391

▲torna in alto
giugno 1867 385
diti che realmente non esistono, allora io farei all’E. V. umile preghiera a voler
delegare persona d ’ufficio con cui io possa verificare e sapere dove si voglia ap­
poggiare il reddito supposto.
40
In questo modo sarò in grado di dare, ove occorra, a chiunque quell’ampia
soddisfazione dimostrando che la casa di Mirabello è in identica posizione di
quelle di Lanzo e di Torino, che sono povere, e come tali interamente dispensate
da ogni imposta di ricchezza mobile.
Pieno di fiducia nella nota ed esperimentata di Lei bontà, ho l’alto onore di 45
potermi colla più sentita gratitudine professare
Della E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Francesco Ferrara: nato a Palermo nel 1810, già esule in Piemonte, poi professore, deputato, col
secondo gabinetto Rattazzi resse il ministero delle Finanze dal 10 aprile al 4 luglio 1867. Consigliere
nella corte dei conti, senatore dal 1881, morì nel 1900: cf M. Rosi, D izionario del risorgim ento nazio­
nale..., Ili, p. 67. Interessante notare come poche settimane prima lo stesso ministro cui don Bosco si
rivolgeva aveva presentato alla cam era 0 progetto di legge sulla tassa straordinaria di 600 milioni da
prelevarsi dai beni del clero.
23 Occimiano: località a 10 km. da Casale Monferrato, sede del m andam ento della commissione per
la ripartizione delle imposte.
— m andato di fr. 600: in seguito a un carteggio fra il direttore capo di divisione di Ia classe del mini­
stero delle Finanze Cesare Vincenzo Cuttica, il prefetto di Torino Carlo Torre, e il segretario generale
del ministero Gaspare Finali, il 23 gennaio 1867 era stato concesso a don Bosco un sussidio di 600 lire:
v. lett. 991 e A ppendice lett. 1866/42. Altrettanto fece il ministero dei LL. PP: v. Appendice, lett.
1867/2. Al suddetto ministero delle Finanze, in occasione del suo viaggio a Roma i primi mesi dell’an­
no, don Bosco aveva chiesto anche delle agevolazioni per la spedizione delle L etture Cattoliche: lett.
Francesia-Oreglia, senza data, ASC B 2560558, ed. parzialmente in MB V ili 678-679.
45 esperimentata di Lei bontà: non risulta altra corrispondenza col Ferrara, in quanto al tem po del
m andato di pagamento del gennaio precedente (v. lin. 23) il ministero delle Finanze era retto da Anto­
nio Scialoja. Il Ferrara non rispose, per cui don Bosco rifece la domanda al successore ad interim,
Urbano Rattazzi: v. lett. 1075.
1050
Circolare ai salesiani
ASC B31030 Circolari ai salesiani (A 1750101) me. 1364 C 3/6
Min. aut. [ = A] 2 ff. 217 x 157 mm. carta uso stampa ingiallita
Copia allog. con dedica aut.: «A D. Rua ed agli altri miei amati figli di S. Francesco abitanti in Torino»
[ = B, che qui trascriviamo] data e firma aut. (A 1750102) me. 1364 C 7/9 2 ff. 256 x 192 mm.
Copia allog. con dedica aut.: «A D. Lemoyne ed agli miei figli di S. Francesco di Sales abitanti in Lan­
zo» (A 1750103) me. 1364 C 10/12 2 ff. 256 x 192 mm. data, firma e P.S. aut. [ = C]
E I 473-475 MB VIII 828-830
Circolare sul significato della vocazione salesiana
*Torino, 9 giugno 1867
Giorno di Pentecoste
La nostra società sarà forse fra non molto definitivamente approvata e perciò
io avrei bisogno di parlare ai miei amati figli con frequenza. La qual cosa non po-
13

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386 giugno 1867
5 tendo fare sempre in persona procurerò di farla almeno per lettera.
Comincerò adunque dire qualche cosa intorno allo scopo generale della
società e poi passeremo a parlare altra volta delle osservanze particolari della
medesima.
Primo oggetto della nostra società è la santificazione d e’ suoi membri. Perciò
io ognuno nella sua entrata si spogli di ogni altro pensiero, di ogni altra sollecitudi­
ne. Chi ci entrasse per godere una vita tranquilla, avere comodità a proseguire gli
studi, liberarsi dai comandi dei genitori, od esimersi dall’obbedienza di qualche
superiore, egli avrebbe un fine storto e non sarebbe più quel Sequere me
del Salvatore; giacché seguirebbe la propria utilità temporale, non il bene del-
15 l'anima.
Gli apostoli furono lodati dal Salvatore e venne loro promesso un regno eter­
no non perché abbandonarono il mondo, ma perché abbandonandolo si professa­
vano pronti a seguirlo nella via delle tribulazioni, come avvenne di fatto, consu­
mando la loro vita nelle fatiche, nella penitenza e nei patimenti, sostenendo in
20 fine il martirio per la fede.
Nemmeno con buon fine entra o rimane nella società chi è persuaso di essere
necessario alla medesima. Ognuno se lo | imprima bene in mente e nel cuore: co- f.lv
minciando dal superiore generale fino all’ultimo dei soci, niuno è necessario nella
società. Dio solo ne deve essere il capo, il padrone assolutamente necessario. Per-
25 ciò i membri di essa debbono rivolgersi al loro capo, al loro vero padrone, al ri­
muneratore, a Dio, e per amore di lui ognuno deve farsi inscrivere nella società;
per amore di lui lavorare, ubbidire, abbandonare quanto si possedeva nel mondo
per poter dire in fine della vita al Salvatore che abbiamo scelto per modello: ecce
nos reliquim us [omnia] et secuti su m us te, quid ergo dabis nobis?
30 Mentre poi diciamo che ognuno deve entrare in società guidato dal solo desi­
derio di servire a Dio con maggior perfezione, e di fare del bene a se stesso, si in­
tende fare a se stesso il vero bene, bene spirituale ed eterno. Chi si cerca una vita
comoda, una vita agiata, non entra con buon fine nella nostra società. Noi met­
tiamo per base le parole del Salvatore che dice: Chi vuole essere mio discepolo
35 vada a vendere quanto possiede nel mondo, lo dia ai poveri e mi segua. Ma dove
andare, dove seguirlo, se non aveva un palmo di terra ove riporre lo stanco suo
capo? Chi vuole farsi mio discepolo, dice il Salvatore, mi segua colla preghiera,
colla penitenza, e specialmente rinneghi se stesso, tolga la croce delle quotidiane
tribolazioni e mi segua: abneget sem etipsum , tollat crucem suam quotidie, et se-
40 quatur me. Ma fino a quando seguirlo? Fino alla morte, e se fosse mestieri, anche
ad una morte di croce.
Ciò è quanto nella nostra società fa colui che logora le sue forze nel sacro
ministero, nell’insegnamento od altro esercizio sacerdotale, fino ad una morte
eziandio violenta di carcere, di esiglio, di ferro, di acqua, di fuoco; fino a tanto
45 che dopo aver patito od essere morto con Gesù Cristo sopra la terra possa andare
a godere con lui in cielo.
Questo sembrami il senso di quelle parole di S. Paolo che dice a tutti i cristia­
ni: Qui vult gaudere cum Christo oportet pati cum Christo.
Entrato un socio con queste buone disposizioni deve mostrarsi senza pretese f.2r

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giugno 1867 387
ed accogliere con piacere qualsiasi ufficio gli possa essere affidato. Insegnamen- 50
to, studio, lavoro, predicazione, confessione, in chiesa, fuori di chiesa, le più bas­
se occupazioni devono assumersi con ilarità e prontezza d ’animo perché Dio non
guarda la qualità dell’impiego, ma guarda il fine di chi lo copre. Quindi tutti gli
uffizii sono egualmente nobili perché egualmente meritorii agli occhi di Dio.
Miei cari figliuoli, abbiate fiducia ne’ vostri superiori; essi devono rendere 55
stretto conto a Dio delle vostre opere; perciò essi studiano la vostra capacità, le
vostre propensioni e ne dispongono in modo compatibile colle vostre forze, ma
sempre come loro sembra tornare di maggior gloria di Dio e vantaggio delle
anime.
Oh! Se i nostri fratelli entreranno in società con queste disposizioni le nostre 60
case diventeranno certamente un vero paradiso terrestre. Regnerà la pace e la
concordia tra gl’individui d ’ogni famiglia, e la carità sarà la veste cotidiana di chi
comànda; l’ubbidienza ed il rispetto precederanno i passi, le opere e perfino i
pensieri dei superiori. Si avrà insomma una famiglia di fratelli raccolti intorno al
loro padre per promuovere la gloria di Dio sopra la terra, per andare poi un gior- 65
no ad amarlo e lodarlo nell’immensa gloria dei beati in cielo.
Dio ricolmi voi e le vostre fatiche di benedizioni, e la grazia del Signore santi­
fichi le vostre azioni e vi aiuti a perseverare nel bene. Amen.
Aff.mo in Gesù C.
Sac. Gio. Bosco
70
I 9 giugno] 24 maggio A 9 giugno B C 2 Giorno di Pentecoste] Festa di Maria Ausiliatrice A Gior­
no di Pentecoste BC 3 ante La nostra add Al direttore della casa di N. A A D. Rua ed agli altri miei
amati figli di S. Francesco abitanti in Torino B A D . Lemoyne ed agli miei figli di Francesco di Sales
abitanti in Lanzo C 5 sempre add si A 6 ante dire del per A 7 delle osservanze corr ex del­
le cose A l corr ex della cosa A2
10 p o st entrata del in società A
pensiero,] pensiero A
II vita add si A proseguire corr ex proseguirsi A 12 od corr ex o render A 13 ante sareb­
be a dd si et del vi A
14 Salvatore em end ex Vangelo A
ante seguirebbe del si A
14-
15 dell’anima em end ex spirituale A l em end ex spi A2 16 venne loro add si A 17 non add si A
abbandonarono] abbandonano A abbandonandolo em end si ex 18 seguirla A l corr ex segui­
rono il S A2 avvenne add si A di fatto,] di fatto A 18-20 consum ando... m artirio em end si
et m rg sin ex fecero dando la propria vita A 19 patimenti,] patimenti A ante sostenendo del
dando A 21 con em end si ex h a A entra o rimane trsp ante buon A ante nella del colui che
e n t r a i chi è persuaso corr si ex , oppure vi rimane per la persuasione A 22-23 cominciando...
soci add m rg sin A soci,] soci A 24 Dio corr ex Id A ne add si A capo,] capo A p o st
capo del della A 24-25 assolutamente necessario. Perciò] assoluto della società; perciò A l assolu­
tam ente necessario; perciò corr si A2 assolutamente necessario. Perciò B C 26 per am ore... socie­
tà add m rg sin A per am ore... farsi em end si ex quando si fanno per loro farsi A 27 p eram o re
di lui em end m rg sin et add per lui A ubbidire em end ex per lui patire A abbandonare em end si
ex per lui patire dimentican A si possedeva em end si ex avvi A 28 che abbiamo scelto per m o­
dello add m rg sin A 29 omnia om A B1 C add si B2 dabis A B C erit add si B2 post no-
bis add (Matt. 19,27) B2 31 perfezione,] perfezione A stesso,] stesso A 32 vero it si A
33 agiata,] agiata A con buon fine add si A 34 discepolo] discepolo, A 35 nel mondo add
si A 35-36 dove andare, dove em end si ex in cosa A 36 seguirlo,] seguirlo A 38 peniten­
za,] penitenza A 39 ante tollat add et B2 40 po st me add si Luca 9,23 B2 mestieri,] m e­
stieri A 4142 di croce... fa em end si ex beata, come colui A 43 insegnamento] insegnamento,
A sacerdotale em end ex reli A 44 di carcere... fuoco] di ferro di fuoco, e di acqua, di carcere
A l di ferro di fuoco, di carcere, di esiglio, di acqua corr m rg sin A2 di carcere, di esiglio, di ferro, di
acqua B C 45 p o st Cristo del possiamo A possa corr ex possiamo 48 Christo] Christo, A
51 confessione] confessioni, A le più basse corr si ex ogni più bassa A 52 devono corr si ex
deve A ilarità em end ex piacere A prontezza d'anim o em end si ex all A animo] animo, A

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388 giugno 1867
52-54 Dio... nobili add m rg sin A 53 c h i o m a copre. Quindi] copre, e A l copre, quindi corr sì
A2 quindi add si A 54 ante egualmente del qualsiasi uffizio A nobili perché] nobili ed A 55-
60 abbiate... oh! add m rg sin A 55 superiori;] superiori, A 56 stretto add si A 57 in modo
compatibile em end si ex come ad essi sembrano consoni A 58 vantaggio em en d ex bene A
60 ante le del allora A 61 certamente add si A 62 ante gl’ del tutti A ante e a dd La pazien­
za A 63 precederanno i passi em end si ex sarà preced A 64 dei superiori em end si ex di tutti A
65 per corr ex in terra per lavorare con coraggio A 65-66 andare poi un giorno ad em en d si ex
am A 66 nell’... cielo em end ex un giorno nel [em end ex al] possesso della gloria nella beata eter­
nità A 67 ricolmi... benedizioni] benedica voi e le vostre fatiche A 70 p o st Bosco add P.S. Il
Direttore legga e spieghi ove d'uopo C
3 I salesiani all’epoca si trovavano solo nelle tre case di Torino-Valdocco, Lanzo e Mirabello; in que­
sta ultima era direttore don Bonetti.
— fra non molto: invero la società salesiana venne approvata ben due anni dopo, col decreto del 1°
marzo 1869.
9 santificazione: corrisponde al primo articolo delle costituzioni. Utile il confronto fra questa circo­
lare e l'introduzione alle costituzioni degli anni posteriori alla loro approvazione: cf Don Bosco Fonda­
tore. Ai soci Salesiani (1875-1885). Introduzione e testi critici a cura di P. Braido. Roma, LAS 1995.
28-29 Ecce... nobis: Mt. 19,27.
39-40 abneget... me: Mt. 16,24; cf Le 9,23.
48 Qui vu lt... Christo: 2 Tim. 2,11; cf Rom 6,8.
1051
Al rettore del seminario irlandese di Roma, Tobia Kirby
Archivio Collegio Irlandese - Roma
Orig. aut. 2 ff. 296 x 200 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., K irby (A 1800205)
Ined.
me. 2651 A 2/3
Raccomanda alcuni amici in visita a Roma - cortesie
*Torino, 9 giugno 1867
Reverend.mo Monsignore,
Alcuni miei amici vanno a Roma ed io mi prendo la libertà di indirizzarli alla
S. V. R.d.ma perché dia loro qualche indirizzo a fine di soddisfare la loro pia
5 curiosità.
La sua sanità va bene? I suoi fortunati allievi sono in buon essere di salute?
Me li riverisca caramente da parte mia. Ogni bene scenda sopra di loro.
Godo molto di questa occasione per rinnovarle qui gli atti della sentita mia
gratitudine, e raccomandandomi alle sante sue preghiere mi professo con pienez-
10 za di stima
Della S. V. R.d.ma
Aff.mo Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
A Monsig. Reverend.ma
15 Monsig. Kirby Rett. del Sem. Irlandese
Cameriere Segreto di S.S. Pio IX
Roma

40.5 Page 395

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7 riverisca corr ex rii 15 Kirby] Kerbi
giugno 1867 389
2 Tobia Kirby: nato a Tallow (Irlanda) nel 1803, rettore del collegio irlandese di Roma, fu nominato
vescovo titolare di Lete nel 1881 e successivamente di Efeso nel 1886; morì a Roma nel 1895: HC VIII
260, 340.
3 amici: si tratta di torinesi e piemontesi che si recavano a Roma per le celebrazioni del 18° centena­
rio del martirio dei S.S. Pietro e Paolo di fine giugno; fra gli altri il canonico Giorgio Oreglia: v. lett.
1052; v. anche lett. 1041.
7 li riverisca: don Bosco aveva avuto modo di incontrarli in occasione della visita al collegio durante
la sua perm anenza a Roma nei primi mesi dell’anno.
1052
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730227) me. 39 B 10
Orig. aut. 1 f. 208 x 133 mm. carta azzurra sbiadita
E I 475-476 MB V ili 836
Rassicurazioni circa la vertenza del II Centenario di S. Pietro di cui si sta occupando il fratello - i lavo­
ri della chiesa di Maria Ausiliatrice procedono bene - preghiere per il conte Giovanni Vimercati - invi­
to ad avvicinare la principessa Livia Altieri
*[Torino], 11 giug[no 18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
Le scrivo poche parole per approfittare degli amici can.co Oreglia etc. Ho ri­
cevuto la sua ultima lettera; stia certo che l’affare di S. Pietro è trattato da suo
fratello con maestria. Io seguo quanto mi dice e finora va bene. Intanto tutto è 5
pronto per un’altra edizione.
La casa va bene, la chiesa va a maraviglia e la B. V. ci favorisce. Continuia­
mo a pregare mattina e sera pel conte Vimercati, ma scriverò di questa setti­
mana.
Vale in Domino. Ho ricevuto il disegno dell’altare e questo è necessario. Sa- io
luti i soliti amici e mi creda
Aff.mo amico
Sac. Bosco
[P.S.] La lettera alla principessa Altieri parla di Lei, è persona benevola, veda di 15
parlarle. Mi ha scritto e dimanda medaglie.
8 scriverò] scriverò
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Giorgio Oreglia: nato a S ant’Albano (Cuneo) nel 1812, sacerdote nel 1836, fu parroco di Piovani
(Cuneo) dal 1839 al 1851; successivamente svolse lo stesso ministero a S. Giorgio in Fossano (Cuneo)
fino al 1856, allorché divenne parroco della Cattedrale. Ricoprì la carica fino alla m orte, avvenuta il 1°
febbraio 1892. Dal 1871 al 1982 fu anche Vicario Generale: dati provenienti dall’archivio diocesano di
Fossano.

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390 giugno 1867
4 ultima lettera: datata 10 giugno 1867, ed. in MB V ili 835-836.
— affare di S. Pietro: ossia la censura al fascicolo di don Bosco II Centenario d i S. Pietro, di cui alla
lett. 1037.
6 altra edizione: uscì con una pagina in meno e con la correzione dei brani che erano stati censurati;
u n ’ulteriore edizione uscì a Roma (tip. G. Aurelj) in quel medesimo anno, m a senza l’appendice sulla
venuta di S. Pietro a Roma e il triduo in onore dei S.S. Pietro e Paolo; sull’intera questione v. lett.
1040.
8 Giovanni Vimercati, il nobile che l’aveva ospitato a Roma nei primi mesi dell’anno: v. lett. 1005.
10 disegno dell’altare: quello di S. Giuseppe, di cui alla lett. 1047.
14 Livia Altieri: v. lett. 918.
15 Mi ha scritto: lettera non conservata. Rimane invece una lettera da Udine del 7 agosto 1866 in
ASC B26200 A ltieri Livia; v. anche lett. 1017 e Appendice, lett. 1867/10.
1053
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 258 x 196 mm. appunto sul f. 2: «D. Bosco esame R»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960333)
E I 561 MB IX 789
Domanda di poter presentare alcuni chierici agli esami in seminario
[Torino, metà giugno 1867]
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Il
giorno prima che S. E. R.d.ma il nostro Arcivescovo partisse per Roma gli
ho dimandato il permesso che alcuni cherici, specialmente appartenenti alla con-
5 gregazione di S. Francesco di Sales, potessero prendere l’esame cogli altri in se­
minario. Ho eziandio notato che il sig. Vicario Generale pel passato non aveva
giudicato di concederlo senza regolare dimissoria del proprio Vescovo con qual­
che altra condizione.
Sua Eccellenza benignamente rispondeva, che se si trattasse di dispensare da
10 esami, avrebbe meglio ponderati i motivi della dimanda, ma che trattandosi sola­
mente di ammettere agli esami, non vedeva niuna difficoltà, e che si fossero per­
tanto presentati al tempo fissato, e che in appresso si sarebbe poi stabilita una re­
gola da tenersi al riguardo.
Se pertanto non avvi difficoltà da parte di V. S. 111.ma sabato io manderò an-
15 che que' sette filosofi che in quest’anno studiarono qui in casa sotto alla direzione
del T. Bracco coadjuvato da altri di questa casa.
Voglia gradire i sentimenti della continua mia gratitudine con cui ho l’onore
di potermi professare
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
3 Arcivescovo partisse: anche mons. Alessandro Riccardi di Netro era partito per Roma per presen­
ziare alle celebrazioni per il 18° centenario del martirio dei S.S. Pietro e Paolo.

40.7 Page 397

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giugno 1867 391
6 Vicario Generale: can. Giuseppe Zappata (v. lett. 729).
— pel passato: v. lett. 963; m a l'intero paragrafo lascia intravedere l’ormai imminente grave proble­
ma di don Bosco: quello di non poter tenere a Valdocco i chierici di filosofia e di teologia appartenenti
alla diocesi di Torino. L’11 settem bre successivo infatti l’arcivescovo notificò a don Bosco che «per i
miei diocesani chierici, non perm etto più che facciano scuola e ripetizioni, o sorveglino nelle cam era­
te o siccome prefetti [...] ho pure stabilito di non dare gli Ordini Sacri se non a quelli che sono in se­
minario»: ASC B26200 R iccardi, ed. MB V ili 944-945. Iniziava così una lunga controversia fra le auto­
rità diocesane di Torino e don Bosco; v. anche lett. 1109.
16 Pietro Giovanni Maria Bracco: nato a Torino il 13 maggio 1820 da Bonaventura e Teresa Blandi­
no, fece la vestizione l’i l novembre 1837 per mano del teol. Luigi Guala; teologo e professore, fu an­
che cappellano di corte: dati biog. offerti da don Aldo Giraudo (Torino).
14 difficoltà: se ce ne furono, non riuscirono comunque a impedire gli esami degli oltre 40 chierici,
che ebbero luogo il 22 giugno 1867 e il 5 novembre successivo.
1054
Al signor Francesco Nicoletti
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, N icoletti (A 1780201)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 137 mm. carta azzurra piuttosto sgualcita con un foro sul f. 1
Ined.
Garantisce un più regolare invio delle Letture Cattoliche - raccom anda alcune persone nelle preghie­
re e dà consigli di vita spirituale
Car.mo Sig. Nicoletti,
*Torino, 15 giugno 1867
Ho dovuto alquanto ritardare la risposta alla venerata e cara sua lettera per
mancanza di tempo e della notizia di cui m ’era incaricato. Le dirò adunque che
da persona autorevole mi fu risposto: A. Comelles non merita alcun credito. Ciò 5
per sua norma.
Pel dono vinto nella Lotteria abbia la bontà di dimandarlo al Cav. Oreglia che
credo aver già veduto; se egli non l’avesse, mel dica e lo manderò tosto di qui.
Ho dato ordine per una più regolare spedizione delle Lett. catt. e non so
dove siano andati a capitare i fascicoli, che furono realmente spediti. Che farci? io
Dica al sig. cav. Gaetano Bertinelli (che mi diede una stupenda immag. di S.
Gaetano) che io ho nella santa messa ogni giorno raccomandato l’affare di cui
parla e continuo a fare lo stesso, ma ho sempre dovuto mettere che Dio conceda
quanto egli vede consentaneo al bene dell'anima. Andiamo avanti con fiducia di
essere appagati, che se Dio nella sua immensa bontà giudicasse di non esaudirci è 15
chiaro e certo che ci esaudirà in altro modo: cioè ci concederà beni spirituali in-
f.iv vece di beni temporali. Io per | altro sono pieno di fiducia di essere se non in tutto
almeno in qualche parte esaudito anche nelle cose temporali. Fede. Lo stesso
dico per Lei e per la sua famiglia.
In quanto poi a Lei ritenga quanto a nome del Signore ho scritto riguardo 20
alle cose di coscienza e vada avanti sulla mia parola.
Car.mo sig. Nicoletti, coraggio, siamo nell’esiglio, la nostra patria è il cielo;
non perdiamoci d ’animo se in qualche momento Dio ci fa sentire vie più il peso
della misera umanità; è un padre che premia i suoi figli in ragione delle fatiche

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392 giugno 1867
25 sostenute, e gode delle nostre gravi fatiche purché con esse ci meritiamo un gran
premio.
Faccia i miei rispettosi os[s]equi al sig. cav. Gret... Gioacchino, Giuseppe
Bertinelli, dica loro che io non li dimentico mai nelle povere mie preghiere, mi
raccomando eziandio alle loro. Al cav. Gius, scriverò una lettera.
30
Dio benedica Lei, e tutta la sua famiglia e mi creda nel Signore
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
10 spediti] spiditi
2 Francesco Nicoletti, amico romano di don Bosco: v. lett. 1041.
3 sua lettera: non è stata reperita.
5 A. Comelles: nome di difficile identificazione.
7 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
11 cav. Gaetano Bertinelli, canonico di S. Eustachio in Roma: v. lett. 1005.
20 ho scritto: lettera molto confidenziale, non conservata.
27 Gioacchino Gret...: personaggio non identificato.
27-28 Giuseppe Bertinelli, avvocato, fratello di Gaetano: v. lett. 1005.
29 una lettera: ammesso che sia stata scritta, non è stata com unque reperita.
1055
All’arcivescovo di Fermo, card. Filippo de Angelis
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860401)
Copia ricalcata dall’originale 2 ff. 280 x 220 mm.
E I 477 MB XI 614-615
Chiede un intervento a suo favore per la questione dell’opuscolo II Centenario di S. Pietro e per l’ap­
provazione delle costituzioni della società salesiana
*Torino, 18 giugno [18]67
Eminenza Reverendissima,
Ecco a V. E. Reverend.ma un pacco in cui si contengono tutte le miserie di
D. Bosco. Quella del centenario credo che sia terminata, imperciocché da una
5 lettera del Padre Modena apprendo che non si parla più di ritrattazione, ma sola­
mente di sopprimere tre espressioni verso la fine del libro, la qual cosa non rac­
chiude alcuna difficoltà. Certamente in questo affare non si badò alle fonti da cui
fu tratta la materia del libro, altrimenti si sarebbe andati un po’ più a rilento.
Adesso mi fu scritto che si vuole fare lo stesso del libro di S. Giuseppe. Qui la cosa
io tornerebbe da capo, e si dovrebbe prima biasimare i libri da cui io ricavo le noti­
zie; e noti che l’operetta di S. Giuseppe non è mia, io l’ho solamente raccolta da
libri pubblicamente conosciuti, divolgati, approvati dall’autorità ecclesiastica e
specialmente dal Maestro del Sacro Palazzo.
Io non so darmi ragione, che mentre si stampano migliaia di libri nefandi e
15 niun se ne cura per farli mettere all’indice, ed io che non risparmio né spesa né

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giugno 1867 393
fatica per tenermi ai fonti, agli autori romani con romana approvazione e si usi
ciò non ostante tanto rigore.
Veniamo ora alla Società. Il novello Arcivescovo è tutto propenso per la me­
desima; credo che una sua parola potrebbe risolverlo a qualunque cosa V. E. giu­
dicasse opportuno per questaffare. Il Card. Antonelli mi scrive che non ometterà 20
le sue sollecitudini in questo proposito. Lo stesso mi assicura il Card. Patrizi.
f.lv Ora mi raccomando a Lei affinché perori presso | al Card. Quaglia e a Monsig.
Svegliati, i quali si professano meco ambidue favorevoli per quanto da loro dipen­
derà.
Io credo che V. E. non potrà occuparsi molto di queste cose in questi giorni 25
in [cui] si trattano affari d ’alta importanza, e perciò io la prego di valersi in quello
che crede del sig. D. Pellegrini, con cui sono in pienissima confidenza e che si of­
ferì di adoprarsi a mio favore per quanto potesse occorrere in Roma.
Se mai Ella credesse che io dovessi scrivere, raccomandarmi, od anche fare
una gita a Roma, non avrebbe che a farmi dire una parola. Se questa Società è 30
approvata adesso, è certamente opera di V. E. R.d.ma, ma se noi fosse adesso
chissà quando ciò potrà avvenire. Ad ogni modo io mi raccomando a Lei, queste
nostre case pregano continuamente affinché in ogni cosa Dio conceda quello che
giudica tornare a sua maggior gloria.
Voglia gradire gli atti della più sentita gratitudine e di me e di tutti i sacerdo- 35
ti, cherici e giovani di queste nostre case, e facendo ogni giorno speciali preghiere
per la conservazione della preziosa di Lei sanità ho l’alto onore di potermi pro­
fessare
Di V. E. Rev.ma
Obbl.mo servitore
40
Sac. Gio. Bosco
P.S. Se mai vedendo il S. P. si degnasse dimandargli la santa benedizione come
ci ha con bontà promesso quando fu tra noi, sarebbe a tutti noi della più grande
consolazione.
2 Filippo de Angelis: v. E(m) I, lett. 643. Era ritornato a Fermo sul finire del novem bre 1866, dopo
che a Torino si erano svolte manifestazioni in suo onore: lett. ined. in ASV SdS 1866, r. 165, f. 3. All'O­
ratorio era stato salutato con affetto e commozione, tanto che lo stesso prelato ne accennò con am mi­
razione nella sua prim a lettera dopo l’esilio ai suoi diocesani: cf MB VIII 525. Su suo invito don Bosco
aveva sostato a Fermo nel viaggio di ritorno da Roma di fine febbraio: v. lett. 1010.
4 II Centenario: v. lett. 1040.
5 lettera: allegata a quella del padre Giuseppe Oreglia del 31 maggio 1867: ed. in MB V ili 819-820.
— padre domenicano Vincenzo Modena: v. lett. 1040.
9 mi fu scritto: v. lett. 1047. Il riferimento è alla lettera a don Bosco del 10 giugno 1867 (ed. in MB
VIII 835-836), nella quale il cav. Oreglia lo tranquillizzava con le parole: «La cosa non avrà seguito a
quel che credo». Anche in questo secondo caso don Bosco si difendeva quasi unicam ente attraverso
l’appello alle sue fonti approvate dalle massime autorità romane.
18 Società: si tratta dell’approvazione della società salesiana cui don Bosco si stava molto interessan­
do dopo il decretum laudis del 1864.
— novello Arcivescovo era mons. Alessandro Riccardi di Netro: v. lett. 1037; invero qui don Bosco
pare esagerare la portata dell’opinione favorevole alla società salesiana da parte del Riccardi.
20 Giacomo Antonelli: v. E(m) I, lett. 55.
21 Costantino Patrizi: v. lett. 1018.

40.10 Page 400

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394 giugno 1867
22-23 II card. Angelo Quaglia (v. lett. 764) e mons. Stanislao Svegliati erano rispettivamente il Prefet­
to e il Segretario della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari che avrebbe dovuto approvare la
società salesiana e le sue costituzioni. Lo Svegliati, originario di Appignano (Macerata), era stato pri­
m a Prosegretario, poi Segretario della suddetta Sacra Congregazione. Morì il 10 agosto 1871 a 55 an­
ni: cf Libri dei sac. def. in AVR.
27 Pellegrini: cioè don Pellegrino Tofoni (1820-1883), segretario particolare del card. Filippo de An-
gelis, futuro vescovo di Assisi (1880), che don Bosco conobbe probabilmente a Torino, accanto al
de Angelis: v. E(m) I, lett. 643; dati biog. in HC V ili 126.
1056
Al cavaliere Pietro Marietti
Orig. già presso Olga Mazzotti, ved. Fantacci - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 133 mm. forti tracce di piegatura
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M arietti (A 1820318)
Ined.
Richieste varie - notizie da Valdocco - saluti per tutti
Torino, 21 giugno [18]67
Car.mo Sig. cavaliere,
Se fossi un occello vorrei almeno andarle a fare una visita. Questo momento
sarebbe inopportuno perciocché quando si ha il tesoro in casa non si bada molto
5 al ferraccio o al bosco tarlato; tuttavia potrei anch'io godere qualche momento
della presenza del nobile ospite. Lo scopo mio si è notarle di badare che mangi,
che beva, che dorma. Se non ci sta proprio coll'occhio in dosso egli fa né l’uno né
l'altro.
Vedendoli, mi farebbe cosa grata di ossequiare il caro Monsig. Galletti, Colli,
10 Gastaldi e Formica, i quali credo avrà più volte occasione di vedere.
La chiesa va avanti e se Maria Ausiliatrice continua, come ora fa, a concede­
re favori straordinari a quelli che concorrono per ultimare questo sacro edifizio,
credo che nell’anno corrente i lavori saranno ultimati e la chiesa dedicata al divin
culto.
15
Ho avuto notizie che la novella aggiunta | della sua occupazione va abbastan- f.iv
za bene quantunque non senza spine. Dio benedica anche qui le sue fatiche e fac­
cia che tutto riesca a maggior gloria di Dio e a bene delle anime.
Noi continueremo a pregare per lei e per la sua famiglia e segnatamente per
Alfonso, ella preghi anche per me e per la mia famiglia che si va ognora aumen-
20 tando e la Santa Vergine conceda a tutti il prezioso dono della perseveranza nel
bene.
Con gratitudine sentita e con pienezza di stima mi professo
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
25
Sac. Gio. Bosco
P.S. La prego di riverire, avendone occasione, il comm. Angelini, il P. Ambrogio,

41 Pages 401-410

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41.1 Page 401

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giugno 1867 395
quel prof, che venne con noi a pranzo agli Antoniani e que' speciali amici che mi
hanno fatto del bene, cui tutti auguro un bel paradiso.
2 Pietro Marietti: v. lett. 1030.
4 tesoro in casa: allude al cav. Federico Oreglia, ospite del Marietti?
9-10 Galletti, Colli, Gastaldi e Formica: vescovi piemontesi presenti a Roma nella medesima circo­
stanza. Su di essi v. nota bibliogr. alla lett. 970.
— Eugenio Galletti: nato a Torino nel 1816, sacerdote nel 1838, predicatore delle missioni popolari,
impegnato presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza. Sostenitore iniziale dell’opera di don Bo­
sco, era succeduto per breve tempo a don Giuseppe Cafasso nella direzione del Convitto Ecclesiastico
(1860-1864), prim a di ritornare alla casa del Cottolengo. Preconizzato vescovo di Alba il 27 marzo
1867, si dimise nel 1879 per motivi di salute. Ritornò allora a Torino, dove morì il 5 ottobre: HC V ili
85, 88.
15 aggiunta della sua occupazione: probabilmente i nuovi impegni di cui alla lett. 1030.
19 Alfonso: figlio del Marietti, che, malaticcio, nel 1869 fu accolto nel collegio di Lanzo; non soprav­
visse com unque al padre.
26 Pietro Angelini: v. lett. 1030.
— P. Ambrogio, superiore degli Antoniani: v. lett. 1041.
27 professore: non è stato possibile identificarlo; non è però escluso che si tratti di Cesare Ranetti, di
cui alla lett. 1017.
1057
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730228) me. 39 B 11
Orig. aut. 1 f. 196 x 130 mm. carta leggera mrg. inf. frastagliato
E I 478 MB VIII 798
Comunica l’imminente arrivo a Roma di don Angelo Savio e don Giovanni Cagliero - problemi finan­
ziari all’Oratorio - desiderio che diventi procuratore per il contenzioso della società salesiana - notizie
varie
Torino, 22 g[iugno 18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
D. Savio e D. Cagliero le daranno di nostre notizie, perciò io mi limito soltan­
to a dirle che ho scritto a varii personaggi di quelli che mi ha nominato; in quanto
all’affare del libro mi tengo a quanto mi disse suo fratello Giuseppe.
5
Se ha danaro da spedire ce lo mandi, che ne abbiamo bisogno specialmente
in questi giorni che tutti dimandano e ad eccezione delle oblazioni per grazie rice­
vute del resto ci viene proprio niente.
Giunto a Torino bisogna proprio che la facciamo procuratore generale del
foro contenzioso, perché i preti negli uffizi de’ procuratori sono fuori di posto, io
Domani scriverò altra lettera che riceverà martedì. Sappiami dare delle noti­
zie di M. Fratejacci e di D. Pellegrini etc. Vale om nibus am icis in Domino.
Amen.
Aff.mo amico
Sac. Bosco

41.2 Page 402

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396 giugno 1867
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Angelo Savio: v. E(m) I, lett. 621.
— Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.1 due membri del Capitolo superiore giunsero a Roma il 23
giugno: cf MB V ili 859; due giorni dopo don Cagliero consegnò la lettera di don Bosco per il papa a
mons. Luca Pacifici, addetto alle Lettere Latine: v. lett. 1059.
4 ho scritto a vari personaggi: fra di loro Francesco Nicoletti (v. lett. 1054), card, de Angelis (v. lett.
1055), Pietro Marietti (v. lett. 1056), conte Eugenio De Maistre (v. lett. 1058) il pontefice (v. lett. 1059),
il principe Orazio Falconieri (v. lett. 1063).
5 affare del libro: ossia de II Centenario di cui alla lett. 1055.
— Giuseppe Oreglia di S. Stefano: v. lett. 1041.
10 i preti: interessante accenno ad uno specifico ambito di attività dei salesiani coadiutori.
11 altra lettera: se anche fu scritta, non è stata comunque reperita.
12 Giovanni Battista Fratejacci: v. lett. 1018.
— don Pellegrini: presumibilmente don Pellegrino Tofoni di cui alla lett. 1055.
1058
Al conte Eugenio De Maistre
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890117)
Copia semplice di Gioachino Berto
E I 479 MB V ili 850
Cortesie e saluti
Torino, 25 giugno [18]67
Car.mo nel Signore,
Un saluto a Lei, e a tutta la sua famiglia, caro sig. Eugenio, e ciò per augura­
re a tutti copiose celesti benedizioni in questo Centenario, e ciò credo bene di fare
5 per dovere e perché non so se potrò ancora fare il medesimo augurio un altro
Centenario.
La contessa Caramon mi portò notizie che tutta la sua famiglia gode buona
salute e che anche il sig. Franque sembra fuori di pericolo; noi continuiamo anco­
ra mattino e sera a raccomandarlo a Maria Ausiliatrice; speriamo che questa Ma­
io dre lo vorrà restituire alla primiera sanità.
Dio benedica Lei, la sig.ra di Lei moglie, e la sua figliuolanza, e dia a tutti
lunghi anni di vita felice e il santo dono della perseveranza. Amen.
Raccomando me e li miei giovanetti alla carità delle sante sue preghiere, e mi
professo con gratitudine nel Signore
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Eugenio De Maistre: v. lett. 826.
7 contessa Caramon: non identificata.
8 sig. Franque: altro personaggio non identificato.
11 la moglie del conte era Maria De Menthon: v. lett. 826.

41.3 Page 403

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1059
Al papa Pio IX
giugno 1867 397
ASV Ep. ad prìnc. Posit. et min. 61
Orig. aut. 2 ff. 297x202 mm. timbro: ASV sopra la data si legge: «[giorno] primo del triduo
del centenario»
ASC B31010 Leti, orig., Pio IX (A 1730509) me. 41 A 11 - B 2
Min. aut. 2 ff. [ = A] riutilizzati e incollati fra loro f. 1: 272 x 187 mm.; f. 2: 180 x 115 mm.
carta consunta, con ceralacca rossa e la scritta: «Al Molto Reverendo don Giovanni Bosco padre am a­
tissimo dei fanciulli nelTOratorio di S. Francesco di Sales in Torino» sul mrg. sup. si legge autogra­
fo: «Solamente affinché D. Rua sappia»
E I 480-481 MB V ili 864-866
Presenta don Giovanni Cagliero e don Angelo Savio come suoi rappresentanti alle feste - riferisce sulla
buona accoglienza fatta dalle popolazioni ai nuovi vescovi - si impegna a correggere le espressioni
«equivoche» del suo opuscolo II Centenario di S. Pietro - auspica l’approvazione pontificia delle costi­
tuzioni della società salesiana
Beatissimo Padre,
*Torino, 26 giugno 1867
Poiché non posso appagare il mio vivo desiderio di recarmi a Roma per fare
ossequio al Vicario di Gesù Cristo nella occasione del centenario di S. Pietro, di
cui V. S. è successore nel governo della Chiesa universale, ho giudicato di com­
piere almeno questo mio dovere inviando due sacerdoti della società di S. France­
sco di Sales di nome uno Angelo Savio, l'altro Cagliero Gioanni.
Essi impiegano le loro fatiche ne’ nostri stabilimenti e desiderano di prostrar­
si ai piedi di V. S. a nome mio, dei sacerdoti, cherici, giovani raccolti nella casa di
Valdocco in Torino, di S. Filippo Neri in Lanzo, di S. Carlo in Mirabello presso
Casale, in cui esistono circa milledugento giovani.
A nome eziandio dei sacerdoti, cherici e ragazzi che frequentano l’Oratorio
festivo di S. Francesco di Sales, quello di S. Luigi Gonzaga, e quello di S. Giusep­
pe dove intervengono più milliaja di poveri fanciulli;
a nome in fine di molti paroci, canonici, coadiutori, Direttori di case di edu­
cazione, rettori di chiese e di molti altri sacerdoti e di altri buoni cattolici laici,
che da speciali motivi sono impediti di recarsi personalmente a Roma;
tutti costoro si professano figli affezionatissimi di V. S. attaccatissimi alla cat­
tolica religione pronti a dare vita e sostanze per vivere e morire in quella religione
di [cui] V. S. è Supremo Gerarca sopra la terra.
Credo che sia per tornare di non leggera consolazione al paterno cuore di V.
S. il sapere come i vescovi testé consacrati furono accolti nelle rispettive diocesi
coi più vivi segni di stima e di venerazione. Nei tempi più felici non fu mai veduto
concorso così generale delle autorità civili ed ecclesiastiche, di tutte le classi e
condizioni di cittadini, trasportati tutti da santo entusiasmo verso il loro novello
pastore che camminava in mezzo alle sue pecore come in vero trionfo. Niuno ha
veduto un segno o udito una voce che non fosse diretta a glorificare quelle me­
morande giornate. Questo fatto dimostra quanto sia radicato lo spirito cattolico
ne’ nostri paesi qualora sono fatti liberi di esprimere i loro religiosi affetti del
cuore.

41.4 Page 404

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398 giugno 1867
Il nemico delle anime cerca ora di mettere ostacoli per impedire la ulteriore
preconizzazione de’ vescovi nelle sedi vacanti; noi speriamo e preghiamo che Dio
illumini gli accecati, che dia sanità e forza a V. S. per condurre l’opera santa al
sospirato complemento.
35
Debbo qui notare che mi tornarono di grave rincrescimento le parole stam­
pate nel libretto cui è titolo II centenario di S. Pietro, che furono intese da taluni
in senso da me non mai voluto né immaginato. Spero per altro che gli schiari­
menti, che ho dato, avranno tolto ogni equivoco intorno al mio modo di scrivere,
credere ed operare. Nella prossima edizione poi modificherò senza limite ogni
40 cosa nel senso indicato dalla sacra congregazione dell’indice.
Se mai nelle straordinarie attuali solennità fosse permesso di fare, come si
suole coi sovrani, dimandare qualche particolare favore, io mi farei ardito di | rin­
novare rispettosamente la dimanda che V. S. si degni di dare la sua sanzione alle
costituzioni della società di S. Francesco di Sales con tutte quelle correzioni, va-
45 riazioni ed aggiunte che V. S. giudicasse tornare a maggior gloria di Dio e a mag­
gior vantaggio delle anime.
Noi intanto continueremo in tutte le nostre case a pregare mattino e sera per
la conservazione de’ giorni preziosi di V. S. affinché Dio le doni sanità e forza per
sostenere le gravi burrasche forse non lontane che la Divina Provvidenza permet-
50 terà che i nemici del vero bene sollevino contro alla intemerata sposa di Gesù Cri­
sto. È l’ultima prova, dopo avremo l’aspettato trionfo. In questo tempo i cristiani
si raccolgono in un cuor solo e in un’anima sola per pregare Gesù in sacramento
e Maria SS. Immacolata, che Dio vuol far vedere al mondo essere quella il vero
ajuto dei cristiani: queste sono le due ancore di salute nel sovrastante uragano.
55
Ora dimando umile perdono della mancanza di riguardo forse usata in que­
sta lettera, e la supplico a voler permettere che a nome dei sopra detti sacerdoti,
cherici, giovani mi prostri ai piedi della S. V. per implorare sopra di tutti l’aposto­
lica benedizione mentre colla più profonda gratitudine e colla massima venerazio­
ne reputo sempre al più bel momento di mia vita quando posso professarmi
60
Della Santità Vostra
Umilissimo, obbligat.mo[,] ubbidientissimo Figliuolo
Sac. Gio. Bosco
3 Poiché... desiderio] più circostanze concorrono a impedirmi A 3-4 per fare ossequio em end ex
nell’occasione del Centenario di S. Pietro per fare ossequio A l ad ossequiare em end A2 4 Vicario
emend ex successore
p o st Cristo del nella persona di V. S.
5 V. S.] la Santità Vostra
5-6 ho giudicato... mio] mi fo tuttavia un A l tuttavia come cristiano, come sacerdote e come diretto­
re di case di beneficenza mi fò il più grave e più corr mrg sin A2 6 inviando] d ’inviare A p o st
due add miei 4 6-7 della società... Sales om A 8-9 Essi... dei] essi vanno per prostrarsi ai piedi
di V. S. coi tanti fedeli raccolti in Roma. Essi vanno per rappresentare i Al essi vanno a prostrarsi...
coi fedeli da tante parti dal mondo raccolti... rappresentare i corr si A2 9-10 nella casa di Valdoc-
co] nella casa detta di S. Francesco di Sales A l nelle case di Valdocco corr si A2 10 presso] di A
11 in cui... giovani add 12 p o st nome del eziandio ragazzi] giovani p o st giovani del
delle
frequentano l’Oratorio] intervengono alTOratorio A l intervengono agli oratori corr A2
13 quello1 om quello2 om 14 milliaja A l migliaja corr A2 fanciulli] ragazzi 16 altri...
altri om 17 che... recarsi] le cui occupazioni o la cui condizione non consentono di intervenire A l
le cui... di portarsi corr si A2 18 costoro] questi V. S.] Vostra Santità 19 vita e sostanze]
sostanze e vita 21 sia per tornare] tornerà parimenti leggera] poca 23 vivi] ... A l grandi

41.5 Page 405

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giugno 1867 399
corr A2 24 così generale e com patto A l così grande corr si A2 26 ante cam m inava del si
alle sue pecore] di loro 26-27 ha veduto] vide niuno... 27 voce] niuno vide una voce, vide un
segno che indicasse A l niuno... che corr A2 27-28 glorificare quelle m em orande giornate em end
si ex a questo suo scopo 28-30 Questo fatto... cuore] ciò dimostra quanto i nostri paesi siano cat­
tolici se sono lasciati liberi nella pratica della religione A l ciò dim ostra... cattolici purché siano fatti li­
beri nella pratica della loro religione corr A2 31 cerca] pone di m ettere om 32 vacanti; noi]
vacanti. Noi
preghiamo che] preghiamo Dio che
33 che om
per] perché possa
35 Debbo qui notare che mi] Mi grave] vivo 36 cui è titolo om 36-37 furono intese da ta­
luni in] servirono ad un A l furono intese in un em end si A2 37 ante da add certam ente p o st
mai om voluto né Spero per altro] credo però A l credo per altro corr si A2 38 che ho dato]
dati 39 operare. Nella] operare; e nella edizione] festa A l edizione em end A2 poi om
senza limite trsp p o st cosa 40 nel senso] e nel preciso senso indicato] indicatomi 41 nelle
straordinarie attuali] in questa singolare e straordinaria fosse e A l fosse em end si A2 41-
42 fare... favore] di cosa som m am ente desiderata, come si fa ad un sovrano 42-43 p o st rinnovare
del la 43 rispettosamente] col massimo rispetto A l col più grande rispetto corr si A2 44 socie­
tà] congregazione 45 ed om giudicasse] giudicherà A l giudicasse corr A2 47-48 per... V.
S.] per Vostra Santità 48 doni] dia forza] grazia 49 sostenere] trattare A l sostenere corr
A2
ante lontane del molto
la Divina Provvidenza] Dio
49-50 perm etterà] perm etta
vero om 50-51 intem erata sposa di Gesù Cristo] religione 51 l’aspettato] il 51-52 In que­
sto tempo i cristiani si raccolgono] è tempo di unirci tutti 52 un add si in sacramento] sacra­
mentato 53-54 Dio... queste om 55-57 Ora... di tutti 1’] a nome di tutti quelli che ho sopra
mentovati mi prostro ai piedi di V. S. per dimandare la santa ed 58 benedizione] benedizione,
60 della Santità Vostra] di V. S. 61 Umilissimo, obbligai.mo, ubbidientissimo] Ubbid.mo Ob-
bl.mo, Attaccatissimo figliuolo corr ex figlio 62 Gio.] Gioanni
7 Angelo Savio e Giovanni Cagliero: v. lett. 1057.
21-54 Circa il significato di analoghe comunicazioni cf F. M o t to , O rientam enti po litici di don Bosco
nella corrispondenza con Pio IX nel triennio 1858-1861 in RSS 22 (1993) pp. 9-37.
36 II Centenario: v. lett. 1040.
44 costituzioni della società: v. lett. 1055.
54 due ancore: facile il richiamo al sogno delle due colonne, raccontato in MB VII 169-171.
62 L’attenta e particolareggiata risposta del papa «Observantissimas tuas...», datata 22 luglio 1867,
giunse graditissima a don Bosco: ASC B26200 Pio IX, ed. in MB VIII 887-888.
1060
Alla contessa Anna Bentivoglio
Orig. già presso Giovanni Bernini - Genzano (Roma)
Orig. aut. 1 f. 207 x 132 mm.
ASC B31210 Mss. au t in fotoc., Bentivoglio (A 1950122)
Ined.
Si fa garante della salute della corrispondente e le assicura preghiere
Benemerita Signora,
"Torino, 27 giug[no 18]67
Il cav. Oreglia mi scrive che Ella non è molto bene in salute e rincresce gran­
demente; noi abbiamo pregato e continuiamo a pregare, né desisteremo fino a
tanto che Dio l’abbia restituita al suo primiero stato di sanità.
Io mi raccomando per altro che non dimentichi ciò che le dissi a Roma, cioè
che non pensi né abbia alcun timore della morte, che da Lei è ancora lontanissi­
ma; anzi ci venisse anche il colera, Ella vada tranquilla ovunque, n e’ medesimi
lazzaretti, che non incoglierà in alcun male.

41.6 Page 406

▲torna in alto
400 giugno 1867
10
Riverisca il suo sig. Marito e gli assicuri le cose stesse. Preghino eziandio per
me e pei nostri poveri giovani.
Dio li benedica ambidue e dia loro lunghi anni di vita felici. Am en.
Con gratitudine mi professo
15
f-2v
La Sig[ra] Cont[essa] Bentivoglio Anna
Roma
6 le corr ex le...
2 Anna Bentivoglio e marito Annibaie: v. lett. 930; circa i suoi scrupoli di coscienza, v. lett. 1008. La
contessa scrivendo al cav. Federico Oreglia il 27 agosto 1867 da Frascati, presso Albano, dove infieriva
il colera (v. lett. 1065) si dichiarerà tranquilla grazie alle assicurazioni di don Bosco: ASC B23000 B en­
tivoglio, ed. in MB V ili 919-920.
3 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
— mi scrive: la lettera non è stata reperita.
1061
Alla marchesa Costanza Lepri
Orig. già presso marchese Carlo Lepri - Roma
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. timbro: Torino 27 giù 67
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lepri (A 1800221)
E I 479
francobollo 20 cent.
Ringrazia per gli auguri - dispiaciuto di non poter per il momento recarsi a Roma, si augura un viag­
gio l’anno successivo - conferma gli avvisi spirituali dati precedentemente
Torino, 27 giug[no] 1867
Benemerita Signora,
Ho ricevuto con vera soddisfazione i cristiani auguri che unitamente alla sua
famiglia si degnò di farmi pel giorno di S. Gioanni. Dio li centuplichi sopra di
5 tutte le anime loro.
Non posso in questi giorni recarmi a Roma ma io partecipo con tutto l’ardo­
re del mio cuore alla grande solennità del Centenario.
Probabilmente, se i tempi lo permetteranno, al prossimo gennajo ritornerò
alla capitale del mondo cattolico ed in quell’occasione spero che ci rim arrà qual-
10 che momento di tempo per trattare delle cose che mi accenna. Per ora non vari le
norme che le ho dato.
Coraggio, lavori nell’opera delle scuole, Dio la benedirà.
Il Signore faccia piovere le sue celesti benedizioni sopra di Lei, sopra le sue
figlie, a papà, marna, Adelaide, suo fratello, curato di S. Agnese. La Santa Vergi-

41.7 Page 407

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luglio 1867 401
ne ci conceda a tutti il dono della perseveranza nella via del cielo. Amen.
15
f.2v Alla nobile signora
La Sig[ra] M arch [esa] Costanza Lepri
S. Agnese fuori le m ura
Roma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20
2 Costanza Lepri: figlia di marchese Luigi, morì di colera il 25 luglio 1867 a 38 anni: Libro dei morti,
Parr. S. Agnese in AVR; v. anche ASC B23000 Villarios, 26 luglio 1867, ed. in MB V ili 892.
4 S. Gioanni: il 26 giugno si celebrava la festa onomastica di don Bosco; don Bosco e la m archesa si
erano incontrati in casa del conte Giovanni Vimercati nei primi mesi dell’anno.
12 l’opera delle scuole: la m archesa era notevolmente impegnata come m aestra di fanciulle nella
parrocchia di S. Agnese: Libro dei m orti....
14 figlie: si conosce solo il nome di una, Maria Immacolata.
— papà: marchese Luigi: v. lin. 2.
— mamà: non è stata identificata, così come Adelaide e il fratello.
— curato: non facilmente individuabile, essendo vari i sacerdoti presenti nella parrocchia di S. Agne­
se, retta dal parroco don Alberto Passeri.
1062
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca MaruceUiana, fondo mss. Cam bray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 212 x 134 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950157)
Ined.
Cordoglio per la m orte della signora Giulia Antinori - suffragi per la defunta a Valdocco - nuovo invi­
to al marito a visitare l’Oratorio
•'Torino, 4 luglio 1867
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Aspettava la contessa Alberti colla lettera che Ella mi annunziò, m a forse
hanno preso altra direzione ed io non ho veduto alcuno. Le dirò che appena rice­
vuta la sua lettera abbiamo fatto più giorni preghiere in comune, comunioni e 5
Messe per la compianta nostra benefattrice sig[ra] Giulia Antinori. Chi l’avrebbe
mai detto? Un anno fa, credo al giorno d ’oggi, era qui in mia camera piena di sa­
nità e raccomandava colle lacrime agli occhi che facessimo preghiere per la sani­
tà di suo padre, ed ora Ella volò in seno al creatore lasciando il genitore nella co­
sternazione. Se può mi fa piacere di fare i più sentiti ossequi al padre ed al marito io
della compianta defunta, chè mentre preghiamo ogni giorno per l'anima di lei,
non ho mai omesso di fare ogni mattina e continuerò a farlo un m em ento specia-
f.lv le nella | Santa Messa. Dimanderò di tutto cuore a Dio che dia sanità e rassegna­
zione ai vivi, loro conceda la perseveranza nel bene e la grazia di trovarsi un gior­
no, quando a Dio piacerà, tutti raccolti a fare una famiglia sola in paradiso. 15
Mi è pure rincresciuto assai che il sig. di Lei marito per la brevità del tempo
non ci abbia potuto onorare d ’una sua visita; godo però nella speranza che ciò sia

41.8 Page 408

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402 luglio 1867
per avvenire altra volta, e allora spero di fargli vedere la nostra magnificenza (no­
stri monelli) e fra le altre un buon numero di ragazzetti fiorentini. Mi dicono che
20 intorno a Firenze, come ne’ vicini nostri paesi, vi è il colera che si fa gravemente
sentire. Ella non abbia alcun timore, abbia soltanto fiducia in Maria e poi andasse
anche ne’ lazzaretti non le accadrà cosa alcuna.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia, se le vede, faccia tanti ossequi alla f.2r
marchesa Nerli Michelagnolo ed alla contessa Uguccioni, e raccomandandomi
25 alla carità delle preghiere di tutti mi professo con gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 4 em end ex 2 4 L e res 9 seno em end ex segno 12 omesso] ommesso
2 Virginia Cambray Digny e marito: v. lett. 844.
3 Alberti: contessa Giuseppina Mori Ubaldini degli Alberti, nata Rojes, moglie di Guglielmo (nato nel
1833) e m adre di Alberto e di Mario, rispettivamente nati nel 1865 e 1867: ANI 1897.
5 lettera: non è stata reperita.
6 contessa Giulia Antinori, nata Mannelli Galilei, m orta il 30 maggio 1867; lasciò il padre Luigi, il
marito Nicolò (sposato nel 1853 e morto il 20 novembre 1882) e quattro figli, nati fra il 1854 e il 1863:
ANI 1904.
16 di Lei marito: conte Guglielmo Luigi, all'epoca ancora sindaco di Firenze, che evidentemente era
stato a Torino; pochi mesi dopo, il 27 ottobre 1867, sarebbe entrato nel gabinetto Menabrea come mi­
nistro delle Finanze (e dell'Agricoltura, Industria e Commercio ad interim ).
19 ragazzetti, ad es. quelli citati nella lett. 882.
20 intorno a Firenze... colera: ta n t’è che il 30 giugno a Firenze la commissione sanitaria aveva stabi­
lito che le persone provenienti da Roma dovessero essere sottoposte a controllo sanitario; casi mortali
di colera erano segnalati un po' ovunque in Umbria, Emilia-Romagna, Lombardia ecc. Circa la garan­
zia di imm unità dal contagio per i devoti di Maria Ausiliatrice v. lett. 973 e 1124.
24 m archesa Enrichetta Nerli, nata Michelagnolo: figura di grande rilievo nella storia di don Bosco a
Firenze: su di lei cf A. Misero, Firenze e Don Bosco..., indice. Aveva un solo figlio, Mario: v. A ppendi­
ce, lett. 1866/16 e 1867/32.
— Girolama Uguccioni: v. lett. 885.
28 benedica la sua famiglia: in risposta alla lettera di don Bosco, in data 1° settem bre 1867 la Digny,
oltre a prom ettere un'offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice, gli chiese preghiere perché un proget­
to del figlio maggiore, Luigi, andasse in porto solo se fosse stato spiritualmente vantaggioso per lui:
ASC B26200 Cambray Digny, me. 1470 A 9/11.
1063
Al principe Orazio Falconieri di Carpegna
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870112)
Copia semplice dattiloscritta
E I 481-482 MB V ili 870-871
Ringraziamenti per la cortesia usatagli in Roma, per il dono di un calice e per il sussidio a favore della
chiesa di Maria Ausiliatrice - assicura preghiere e chiede di visitare l’Oratorio nel viaggio a Parigi

41.9 Page 409

▲torna in alto
luglio 1867 403
Eccellenza,
*Torino, 4 luglio [18]67
Non so se abbia ricevuto una mia lettera che spediva a V. E. per mano priva­
ta; il committente non mi ha più detto niente ed io ne ignoro l’esito e temo non le
sia giunta. Ripeterò qui adunque che io fo a V. E. i più vivi ringraziamenti della 5
cortesia usatami quando fui a Roma e della carità usatami eziandio col dono di
un calice per la messa e più ancora per la caritatevole offerta che mi ha fatto spe­
rare per continuare i lavori di questa nostra chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice.
Per tutti questi titoli ho sempre pregato e continuo a pregare co' miei poveri
giovanetti affinché Dio spanda copiose le sue benedizioni sopra di Lei e sopra tut- io
ta la famiglia e dopo di essere consolato da’ suoi figli e da’ suoi nipoti qui in terra,
possa poi un giorno essere da loro circondato a godere la gloria celeste.
Qualcheduno mi ha scritto da Roma che probabilmente V. E. debba recarsi a
Parigi per la esposizione, e che forse passerà per Torino. Se mai ciò fosse le farei
rispettosa ma calda preghiera di voler onorare di sua presenza questa nostra casa 15
ché ne avremmo tutti la più grande consolazione.
Mentre prego Dio a concedere a Lei e a tutta la sua famiglia il prezioso dono
della santa perseveranza nel bene, raccomando la povera anima mia e quella de’
miei ragazzi alla carità delle divote preghiere di V. E. ed ho l’alto onore di poter­
mi professare
20
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Orazio Falconieri: v. lett. 1005.
3 mia lettera: non è stata reperita.
4 il committente: non è stato individuato; comunque uno Era coloro che si erano recati a Roma per
le celebrazioni centenarie di fine giugno.
6 carità usatami: lett. 1006.
11 figli: uno di essi, Guido, per motivi politici, continuava ad essere lontano da Roma: vedi lett.
1006.
14 a Parigi per l’esposizione: la quarta delle esposizioni mondiali del secolo; tre giorni prim a nella
capitale francese erano state assegnate dal Giurì internazionale varie medaglie d ’oro agli espositori
italiani, fra cui, per il settore vinicolo, all’onorevole Bettino Ricasoli, fino a pochi mesi prim a presi­
dente del Consiglio dei ministri.
1064
Al Direttore generale delle ferrovie d ell’Alta Italia [Du Houx]
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Ferrovie (A 1690209) me. 2 D 10/11
Min. aut. 1 f. 206 x 135 mm. carta azzurro-verde sgualcita
E I 483-484 MB V ili 804-805
Ringraziamento per la concessione accordatagli, nella speranza di u n ’altra ancor più am pia - richiesta
di un modulo costante per poterla ottenere

41.10 Page 410

▲torna in alto
404 luglio 1867
Torino, 6 luglio 1867
Ill.mo Signore,
La S. V. 111.ma si degnò significarmi che essendo stato rivocato il favore del
quarto sulla tariffa nel trasporto de’ miei poveri giovanetti tuttavia riduceva il
5 prezzo alla metà. Io sento il dovere di rispettosamente ringraziarla giacché sebbe­
ne senza alcuna mia colpa sia stato privato del benefizio, ciò nulla di meno dopo
il fatto non posso a meno che accettare colla più sentita gratitudine quella porzio­
ne che mi si vuole pur anco accordare.
Farei soltanto rispettosa preghiera di volermi stabilire un modolo di biglietto
io da potersi presentare alle stazioni senza dovere ogni volta fare regolare dimanda
perché questa formalità rende difficile e per lo più priva di risultato la conces­
sione.
Da alcuni giorni furono già fatte parecchie dimande, ma il permesso giunse
sempre al tempo in cui i ragazzi avevano già dovuto partire. Poi se ad ogni ragaz-
15 zo e per ogni volta si dovesse fare ricorso speciale tornereb|be certamente di trop- f.lv
po grave disturbo in codesti uffizii giacché vi sarebbero oltre a mille ducento gio­
vanetti che non meno di due volte all'anno dovrebbero in questo modo ricorrere.
Io
per altro sono tuttora pieno di speranza che in un tempo forse non molto
lontano Ella si degnerà di dire una parola in mio favore ed i miei poveri ragazzi
20 potranno godere di nuovo della riduzione ad un quarto come appunto fortemente
abbiamo già goduto e godono altri stabilimenti di questo genere.
Per altro qualunque cosa sia per concedere, a nome de’ miei poverelli io le
professo la più sentita gratitudine ed auguro ogni bene del cielo sopra di Lei e so­
pra tutti quanti gli amministratori della società della ferrovia dell’Alta Italia e mi
25 sottoscrivo con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
3 la S. V. em end ex Ella 4-5 tuttavia... rispettosamente em end m rg sin ex ed io debbo 6 ciò
nulla dimeno em end si ex tuttavia 8 accordare em end si ex concedere 10 alle stazioni corr ex
alla stazione regolare em end si ex formare 11 priva di risultato em end si ex inutile 13 Da
alcuni giorni em end si ex da che si concedette il favore permesso em end ex favore 15 torne­
rebbe em end ex sarebbe di em end si ex un 16 in codesti uffizii em end ex per codesto uffizio
17 po st che del senza meno corr ex modo all’anno add si 19 si degnerà em end ex vorrà
20-21 abbiamo già goduto e add si 22 altro add si 25 sottoscrivo em end si ex professo
2 Du Houx: v. lett. 1045.
3 significarmi: il 20 giugno il consiglio di amministrazione delle ferrovie aveva ridotto al 50% lo scon­
to sui biglietti della ferrovia (v. lett. 1045), chiedendo altresì che si presentasse la dom anda volta per
volta.
6 senza alcuna mia colpa: v. lett. 1045.
22 qualunque cosa sia per concedere: il 16 luglio le ferrovie ribadirono la necessità di attenersi a
quanto deciso il 20 giugno; il 27 luglio chiesero che le richieste dei buoni sconto fossero firmate singo­
larmente dal direttore dell’istituto; il 29 agosto poi nel trasm ettere i biglietti di favore richiesti faceva­
no presente che non si sarebbero più rilasciati se la domanda non fosse stata redatta a norm a di prece­
dente circolare, come difatti avvenne il 25 settembre successivo, a seguito della dom anda avanzata
quattro giorni prima. Il 1° ottobre invece rilasciarono buoni richiesti solamente il giorno anteriore,

42 Pages 411-420

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42.1 Page 411

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luglio 1867 405
tornando però ad insistere che lo stesso favore non poteva essere concesso a persone estranee all'Ora­
torio. Il 13 dicembre a seguito della scoperta della mancanza, sui buoni, del tim bro della stazione con
data e num ero del treno, riconfermarono la necessità che da Valdocco ci si attenesse rigorosamente al
regolamento, cosa che non sempre avvenne come è documentato da ulteriore richiamo della direzio­
ne ferroviaria il 30 dicembre 1867: tutto il carteggio è conservato in ASC B26600 Ferrovie, Bachelet.
Comunque sia, le ferrovie vennero incontro anche diversamente alle richieste di don Bosco. Il 30 ago­
sto 1867 ad es. Alfredo Bachelet scrisse a don Bosco invitandolo a delegare un a persona a firm are la
bolla di consegna del materiale trasportato gratuitamente e destinato alla costruzione della chiesa di
Maria Ausiliatrice: ASC B26600 Bachelet; il 1° giugno 1868 venne concesso un trasporto agevolato per
ragazzi: v. Appendice, lett. 1868/16 e 1868/18; nei mesi seguenti, a sua volta, don Bosco accolse a Val­
docco fanciulli raccomandatigli dagli stessi dirigenti delle ferrovie dell’Alta Italia: v. A ppendice, lett.
1868/21 e 1868/24.
1065
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 139 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950138)
E I 485486 MB V ili 890
Difficoltà nel trovare un sacerdote precettore per casa Callori - resoconto di una grazia di Maria Ausi­
liatrice - invito ad aver fede
*Torino, 25 luglio [18]67
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Farò in modo che il prete si trovi al tempo stabilito; ma questo prete è vera­
mente contrastato. D. Durando è legato con casa Fassati; D. Francesia dirett. del­
le scuole non [può] allontanarsi da casa; D. Bonetti Enrico, pio, dotto, prudente 5
era fissato per questo. Ma un dispaccio da Bergamo lo chiama ad assistere sua
madre colpita da colera. Va, trova morta la madre, poche ore dopo è assalito egli
stesso con suo fratello. In poche ore sono ambidue cadaveri. Sit nom en D om ini
benedictum.
Dio ce ne darà un altro, del resto andrò io stesso e farò quel che potrò. io
Ieri fu condotta in mia camera una giovanetta pazza e furiosa tenuta da due
uomini. Si fece una preghiera, e appena ebbe la medaglia al collo si acquietò, di-
f.lv mandò scusa, e con tutto senno dimandò | di potersi confessare e ne fu esaudita.
I parenti partirono benedicendo Maria Ausiliatrice, che avevano invocato.
Possibile che non si possa ottenere niente per la sua Vittoria? A forza di pre- 15
gare male che io non possa giugnere a fare almeno una giaculatoria con fervore?
Fede e continuiamo [a] pregare.
Ho mandato le medagline e non so dove siano andate a terminare. Qui ce ne
sono delle altre.
Preghi per me e per li miei giovanetti e mi creda con gratitudine e coi saluti a 20
tutta la famiglia
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

42.2 Page 412

▲torna in alto
406 luglio 1867
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 prete: avrebbe dovuto dare ripetizioni ai figli della contessa durante 0 periodo estivo.
4 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330.
— casa Fassati: v. E(m) I, lett. 251; v. anche lett. 964.
— Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
5 Enrico Bonetti: morto di colera il 15 luglio a Chiuduno (Bergamo), dove era andato otto giorni pri­
m a ad assistere la madre, pure morta: MB V ili 883-885: v. lett. 880. Il colera stava mietendo vittime
un po’ dovunque in Italia; in Bergamo dal 7 febbraio al 31 luglio si registrarono 8438 casi di colera,
con 3810 morti: cf A. C o m a n d in i - A. M o n t i, L'Italia nei cento anni... Milano, A. Vallardi 1918-1919.
Le navi italiane ed estere vennero sottoposte a quarantena e molti sindaci furono rimossi per avere ab­
bandonato la loro residenza durante l’epidemia. Nei mesi di luglio-agosto la recrudescenza estiva cau­
sò più di 1000 morti al giorno. In tutto il 1867, anno ben più micidiale dei due precedenti, ci furono
128.075 morti, vale a dire lo 05% degli abitanti dell’intera penisola: cf Storia d'Italia. Annali. 7. M alat­
tia e m edicina, a cura di F. Della Peruta. Torino, Einaudi 1984, p. 460. Altri dati sono indicati nella
lett. 1069.
15 Vittoria Callori, diciottenne figlia della contessa: v. E(m) I, lett. 546.
1066
Al prevosto don Angelo Modini
ASC B31010 Lett. orig., M odini (A 1721309) me. 36 D 1
Orig. aut. 2 ff. 215 x 139 mm. intest, a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della carità...»
E I 485 MB IX 975
Presentazione favorevole di don Angelo Marchetti
[Torino], 25 luglio [18]67
Car.mo nel Signore,
Il
sig. D. Marchetti si presenta a V. S. per fare il suo esperimento a favore di
quella parochia che sarà per assegnargli. Ha già lavorato molto nel sacro ministe-
5 ro con buon successo.
Spero che farà molto bene.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda nel Signore
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore
10
Sac. Gio. Bosco
P.S. Installato D. Marchetti spero poterle presentare due altri sacerdoti di zelo e
di buona volontà.
4 per add si
2 don Angelo Modini, prevosto di Losone: v. lett. 814.
3 don Angelo Marchetti: sacerdote non identificato, così come gli altri due sacerdoti citati.

42.3 Page 413

▲torna in alto
1067
Ai giovani del collegio di Lanzo
luglio 1867 407
ASC B31010 Leti, orig., Lanzo (A 1720505) me. 29 B 3/5
Orig. aut. 2 ff. 212 x 140 mm. carta leggera uso stampa
M. G... si prega della carità...»
E I 486487 MB V ili 891
Patemi avvisi per le imminenti vacanze
intest, a stampa: «Oratorio... W. G.
Cari figli del coll[egio] di Lanzo,
*Torino, 26 luglio [18]67
Ho differito finora a scrivervi, o figliuoli car.mi, perché pensava di potervi
personalmente parlare prima delle vacanze; ma ora veggo che la necessità delle
mie occupazioni mi privano di questo piacere, cui studierò di soddisfare colla 5
penna.
Vi dirò adunque che io vi ringrazio dell’offerta che avete fatto per la chiesa di
Maria Ausiliatrice e delle care lettere che vi siete compiaciuti di scrivermi. Voi
non potete immaginarvi con quanto piacer io le abbia lette ad una ad una e mi
sembrava proprio di parlare con ciascuno di voi. Mentre leggeva col mio cuore 10
faceva a ciascuno la sua risposta, che non fu possibile di estendere per iscritto.
Siate persuasi, o miei cari, voi mi avete espresso tanti belli pensieri, ma que­
sti pensieri trovarono eco nel mio cuore e spero che il vostro e il mio cuore faran­
no una cosa sola per amare e servire il Signore. Siate adunque benedetti e ringra­
ziati della carità e benevolenza che mi avete mostrata.
15
f.lv
Intanto avvicinandosi le vacanze, io desidero di darvi l’addio con qualche
amichevole parola.
1° Per quanto vi sarà possibile ritornate pel giorno in cui si ricominceranno
le scuole che credo sia il 16 del prossimo agosto; ad eccezione che qualche male
ve lo impedisca.
20
2° Salutate i vostri parenti, i vostri paroci, maestri da parte mia.
3° Se incontrerete in vostra patria qualche compagno virtuoso procurate di
condurlo con voi al collegio; ma [a] quelli che non vi sembrano buoni non parlate
di venire in codesto collegio.
4° Nel tempo che sarete a casa fate almeno la santa comunione ne’ giorni fe- 25
stivi. Lungo la settimana non tralasciate ogni mattina la vostra meditazione.
5° Ogni mattina dite un Pater ed u n ’Ave con Gloria Patri al SS.mo Sacra­
mento per unirvi con me che vi raccomando ogni giorno nella santa messa affin­
a r ché niuno di voi resti vittima del colera | che si fa terribilmente sentire in parecchi
paesi a noi vicini.
30
A proposito di questo brutto male io consiglierei che quelli che hanno il m or­
bo in patria loro non ci andassero per le vacanze per non mettersi in pericolo del­
la vita senza necessità.
Del resto, o cari figliuoli, pregate Dio per me, e preghiamo tutti l’un per l’al-

42.4 Page 414

▲torna in alto
408 luglio 1867
35 tro affinché possiamo evitare l’offesa del Signore nel corso di questa vita per
quindi trovarci tutti insieme un giorno a lodare, benedire e glorificare le divine
misericordie in cielo. Amen.
Aff.mo amico, padre, fratello,
Sac. Gio. Bosco
40 P.S. Evviva il direttore, prefetto, maestri, assistenti e tutti i miei cari figli di Lanzo.
36 glorificare corr ex gloificare
8 lettere: non sono state conservate.
29 colera: v. lett. 1065.
40 direttore: don Giovanni Battista Lemoyne; prefetto: don Francesco Bodrato, di cui v. rispettiva­
mente lett. 853 e 798.
1068
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780225)
Orig. aut. 2 ff. 212 x 132 mm. carta leggera strappo sul f. 2 timbri vari: Torino 27 lug 67 10
1/2 S Firenze 28 lug 67 10 S francobollo 20 cent.
E I 487 MB XV 844
Promette preghiere per la guarigione dopo l'incidente
Torino, 27 luglio 1867
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La sua lettera[,] i suoi propri caratteri mi hanno non poco consolato. Cono­
sco che il peso della disgrazia si fa tuttora sentire, ma che qualche miglioramento
5 è succeduto ai suoi mali. Nella nostra casa preghiamo mattina e sera per Lei, pa­
recchi nostri giovanetti fanno ogni giorno la loro comunione e io nella mia po­
chezza la raccomando pure nella santa [messa] tutte le volte che Dio mi ajuti di
poterla celebrare.
10 sono pieno di fiducia che questa è una prova che Dio volle fare della sua
io pazienza ma che la sua sanità ritornerà fra non molto allo stato di prima.
11 cav. Oreglia è ritornato da Roma; mi assicura che egli pure pregherà per
Lei e fra poco le scriverà. Ella, suo marito, la sua famiglia tutta | non abbiano al- f.lv
cun timore del colera che va per l’Italia serpeggiando. Non le raccomando altro
che la viva fiducia in Maria Ausiliatrice. Nemmeno dimenticherò nelle comuni
15 nostre preghiere le persone che mi accenna. Noi qui finora, grazie a Dio, siamo li­
beri da ogni morbo e speriamo nella protezione del cielo.
La contessa Calderari venuta da Roma a Torino per alla volta di Milano, cad­
de qua ammalata di uno sgorgo di sangue che la travaglia da quattro giorni e fi­
nora non c ’è ancora miglioramento di sorta; raccomando a Lei pure questa santa
20 e caritatevole signora.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda con gratitudine

42.5 Page 415

▲torna in alto
Di V. S. B.
f.2v All’Ill.ma Signora
La Sig[ra] Cont[essa] Girolama Uguccioni
casa propria
Firenze
luglio 1867 409
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco
25
2 Girolama Uguccioni: v. lett. 885.
3 sua lettera: non è stata reperita.
4 disgrazia: la contessa si era fratturata una gamba.
11 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
12 suo marito, Tommaso: v. lett. 877.
13 colera: v. lett. 1065 e 1069; quanto alla promessa di imm unità dal contagio, v. lett. 973 e 1124.
17-18 Isabella Calderari... ammalata: v. lett. 920. Già in gennaio stava male per cui don Bosco andò
a visitarla e a celebrare la messa in casa sua i primi giorni del suo soggiorno a Roma: cf lett. France-
sia-Rua, 15 gen. 1867, ASC B 2560551, ed. parzialmente in MB V ili 588-589. Giunta a Torino col m ari­
to nel luglio 1867, si ammalò nuovam ente e al suo capezzale accorse la duchessa B arbara Scotti Melzi,
dietro invito di don Bosco. Venne anche assistita dal cav. Oreglia come si arguisce dalla lettera del
card. Giacomo Antonelli il 3 agosto 1867 allo stesso cav. Oreglia: ASC B23000 Antonelli, ed. in MB
V ili 892. Guarita, la contessa ripartì da Torino, m a solo dopo il ritorno di don Bosco che era stato as­
sente vari giorni dalla città. L'ASC conserva anche corrispondenza epistolare successiva con don G. B.
Francesia: B23000 Calderari. Il conte Calderari, a sua volta, aveva accom pagnato don Bosco e don
Francesia la m attina stesso del loro arrivo a Roma il 10 gennaio 1867.
1069
Alla duchessa di Sora, Agnese Boncompagni Ludovisi
Archivio diocesano - Foligno (Perugia)
Copia allog. autentic. dalla curia vesc. di Foligno in data 17 agosto 1912
ASC B31220 Copie di orig. (A 1870519)
E I 488 MB IX 550
Ringrazia per gli auguri - chiede notizie dell’intera famiglia - dà notizie di casa e soprattutto dei lavori
in corso per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 30 luglio [18]67
Benemerita Sig[ra] Duchessa,
Con grande mio piacere ho ricevuto i cristiani auguri che nella sua grande
carità si compiacque di farmi, Dio la rimeriti e centupli [chi] sopra di Lei e sopra
tutta la sua famiglia quelle benedizioni che si degnò pregarmi al giorno di S. Gio- 5
vanni.
Desideravo di sapere di sue notizie ed avevo già scritto in proposito a Roma
per avere il suo indirizzo, quando mi giunse la sua lettera. Dica così al sig. di Lei
marito che io ho raccomandato la sua sanità e continuerò a raccomandarla nella
Santa Messa, ed ho ferma fiducia nella potenza di Maria Ausiliatrice che nello 10
stato suo attuale non le accadrà niun sinistro.
Dica al caro Ugo che ben volentieri dimanderò al Signore per lui la virtù del­
la umiltà e della carità siccome mi ha scritto, e vi aggiungerò la preghiera alla B.

42.6 Page 416

▲torna in alto
410 luglio 1867
15 V. Ausiliatrice che lo faccia un modello di virtù pei suoi fratelli e la consolazione
dei suoi genitori.
Al sig. D. Cesare che lo ringrazio delle belle espressioni che volle aggiungere
nella stessa lettera. Lo raccomanderò in modo speciale al Signore affinché Dio gli
inspiri tutte quelle parole, tutti quei pensieri che servono a fare altrettanti S. Luigi
20 tutti quelli di sua famiglia.
Le dò anche di nostre notizie. Noi qui godiamo ottima salute, ma abbiamo il
colera nei paesi vicini che fa strage, ricevo lettera da Roma in cui mi si dice che si
è sviluppato il m al nero che ignoro quale sia.
Noi abbiamo piena fiducia in Maria Aus. Ella pure con la sua famiglia vivano
25 tranquilli!
Niuno di quelli che prendono parte alla costruzione della chiesa in onore di
Maria Aus. sarà vittima di questi malanni, purché si riponga fiducia in Lei.
A proposito di questa chiesa le dirò che si lavora | alacremente, Maria conti- f.iv
nua a fare la questuante e tutto si spera che col terminare di questo anno i lavori
30 siano tutti compiuti. Chi sa che Ella o la famiglia non vengano a fare una visita?
Chissà che D. Bosco non passi a Senigallia? Vedremo.
Dio benedica Lei sig[ra] Duchessa e con Lei benedica tutta la sua famiglia,
dia a me [e] a loro tutti la grazia di perseverare nella Scinta via del cielo fino alla
fine della vita.
35
Raccomando in fine me e li miei poveri giovinetti alla carità delle sante sue
preghiere e mi professo con profonda gratitudine
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Agnese Boneompagni Ludovisi: v. lett. 1016.
8 lettera: non è stata reperita; è però conservata quella che la duchessa gli scrisse il 31 maggio 1867
per chiedere grazie spirituali per i cinque figli (specialmente per i due maschi) e per il padre che non
voleva convertirsi; chiese pure che il padre potesse ottenere quella grazia che aveva chiesto, anche
perché aveva promesso di fare u n ’offerta: ASC B26200 Sora, me. 1579 D 9.
12 Ugo, undicenne figlio della duchessa: v. lett. 1016.
16 Don Cesare Calandrelli, precettore di famiglia Sora: cit. in lett. 1016. Va qui ricordato che don
Bosco aveva celebrato a Roma la messa nella cappella della duchessa di Sora la m attina del 12 gen­
naio 1867 e in quell’occasione aveva ricevuto una sostanziosa offerta.
21 colera: v. lett. 1065; fino al 15 luglio i morti erano stati 32.074 su 63.375 casi accertati: cf «Gazzet­
ta Ufficiale del Regno» cit. in MB V ili 918. Un mese dopo i morti, secondo la «Perseveranza» erano
non meno di 110.000. Numerosi furono gli orfani accolti da don Bosco, provenienti anche dalla Sarde­
gna, dalla Sicilia, dalla Campania.
22 m al nero: vaiolo nero o vaiolo emorragico, caratterizzato da grande facilità di emorragie, specie
cutanee.
27-28 Maria continua a fare la questuante: è tanto profonda la convinzione al riguardo da parte di
don Bosco che non si trattiene dal ripeterla continuamente ai suoi corrispondenti; l'anno seguente poi
pubblicò alcune grazie in Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice
{Letture Cattoliche, A. XVI, maggio, Fase. V, pp. 179-181).
30 Senigallia: località a una trentina di km. da Ancona, dove la duchessa evidentemente trascorreva
i mesi estivi.

42.7 Page 417

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luglio-agosto 1867 411
1070
A don Michele Rua
ASC B31010 Leti, orig., Rua (A 1740120) me. 47 C 1
Orig. aut. 1 f. 204 x 134 mm. carta azzurra restaurata macchie di umidità
E I 489 MB V ili 896
Chiede di mandargli a mezzo ferrovia il volume del Dizionario del Casalis con l ’articolo Luserna
*Bricherasio, 31 luglio [18]67
Car.mo D. Rua,
Va’ a vedere sul mio tavolino e prendi il volume del Casalis dove avvi l ’artico­
lo Luserna. Io l'ho dimenticato; fanne un pacco e portalo alla Ferrovia, se è pos­
sibile, di questa sera coll'indi [ri] zzo: Al sac. Bosco — Bricherasio — presso il 5
conte Viancino.
Io sto bene, e vo scrivendo lettere per ringraziare e ricercare.
Dio ci benedica tutti e credimi nel Signore
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco
io
1 Bricherasio: località di villeggiatura del conte Francesco Viancino, a una quarantina di km. da
Torino, dove don Bosco si era recato per un p o ’ di riposo.
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Goffredo Casalis, D izionario geografico-storico-statistico-com m erciale degli S tati di s.m . il re di
Sardegna. Torino 1833-1856; era costituito da 26 volumi, oltre a 2 altri di appendice. Il Casalis, sacer­
dote educatore, nato a Saluzzo nel 1781, era morto a Torino nel 1856. All’epoca don Bosco stava pre­
parando il volumetto Severino ossia avventure di un giovane alpigiano raccontate da lu i m edesim o
ed esposte dal sacerdote Giovanni Bosco, che sarebbe stato pubblicato l'anno dopo nelle Letture Cat­
toliche (A. XVI febbraio 1868, Fase. II). In esso si accenna sia al martirio del beato Antonio Pavonio
(avvenuto a Bricherasio), la cui salma per un certo periodo di tempo era stata custodita dai conti
Viancino, sia alla Valle di Luserna, nella quale si erano stabiliti i Valdesi (pp. 75-89).
6 Francesco Viancino: v. lett. 900.
1071
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cam bray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 186 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950154)
Ined.
Ringraziamenti per l’offerta - invito a costituire un centro di raccolta per il pagam ento dell’altare di
S. Anna nella chiesa di Maria Ausiliatrice
[Torino, agosto 1867]
Benemerita Signora,
Ho ricevuto la seconda somma che nella sua carità ha potuto raccogliere per
la costruzione dell’altare da dedicarsi a S. Anna nella chiesa di Maria Ausiliatrice.

42.8 Page 418

▲torna in alto
412 luglio 1867
5 La somma era di franchi 370, che unita alla somma, che qui non ho presente, ma
che credo di fr. 200, formano in totale fr. 570.
Con questi buoni principii io dò subito mano ai lavori e quanto prima avrà il
disegno. Tra Lei e la Madonna ci penseranno a pagarlo.
Bisogna che faccia quanto può per farsi dei centri; dica a chi concorre che è
io garantito dal colera colla sola condizione che quanto fa, il faccia per amor di Ma­
ria e colla fiducia in Maria.
Dica eziandio che terminata la cappella si farà un catalogo di tutte le oblatri- f.lv
ci, che parteciperanno del bene che si farà in questa cappella finché durerà la
chiesa. Non si affiggerà la somma offerta per motivi speciali. Adesso ci è anche
15 padre Metti e padre Salvatore a Firenze, a S. Firenze. Essi si presteranno molto
volentieri per darle mano.
Intanto io non mancherò di fare ogni giorno speciali preghiere per Lei e per
tutta la sua famiglia ad oggetto speciale di essere liberati dal colera.
Dio benedica lei[,] tutta la sua famiglia e mi creda colla più profonda grati-
20 tudine
Di V. S. eh.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
6 570 corr ex 370 12 farà add si 13 in] a 15 presteranno corr ex presderanno
1 La data è semplicemente desunta dal contenuto della lettera, collocata in rapporto a quella prece­
dente di don Bosco del 4 luglio 1867, e a quella della contessa di fine anno: ASC B26200 C am bray Di-
gny, cit. in MB V ili 994-995.
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
4 altare ... S. Anna: circa tale progetto, affidato ad un comitato prom otore di nobildonne fiorentine,
v. lett. 1023.
10 garantito dal colera: per tale «garanzia», che don Bosco facilmente dispensava a tutti i suoi bene­
fattori, v. lett. 973 e 1124.
— colera: v. lett. 1065. Infuriava specialmente in Lombardia, Liguria, Emilia, Lazio, Sicilia. Fra i
morti di quei giorni in Sicilia ci fu l’arcivescovo di Monreale (7 agosto); ad Albano (Roma) invece mo­
rirono la regina Maria Teresa, vedova di Ferdinando II re di Napoli (8 agosto), il ventenne fratello del
re, Gennaro Maria di Borbone (14 agosto), il marchese Luigi Serlupi-Crescenzi (10 agosto), la princi­
pessa Isabella Colonna (9 agosto); sempre ad Albano l’i l agosto ci fu il decesso dello stesso vescovo,
card. Ludovico Altieri: cf lettera di Angelo Vitelleschi a don Bosco del 13 agosto 1867, nella quale lo
ringraziava di averlo tranquillizzato con un suo precedente scritto: ASC B23000 Vitelleschi cit. in MB
V ili 918-919. Fra le vittime della cittadina ci furono tutte le autorità municipali.
15 Giulio Metti: v. lett. 858.
— Salvatore Marchesini: nato nel 1823, entrato fra gli Oratoriani nel 1841 e ordinato sacerdote nel
1847; morì il 23 dicembre 1878: cf cronaca della casa - Firenze.
— S. Firenze: complesso dei Filippini, nella piazza omonima, con grande chiesa, dove don Bosco ter­
rà negli anni ottanta delle conferenze ai cooperatori della città.

42.9 Page 419

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1072
A don Domenico Pestarino
luglio 1867 413
ASC B31010 Leti, orig., Pestarino (A 1730407) me. 40 C 11/12
Orig. aut. 2 ff. 214 x 139 mm. carta intest.: «Oratorio... Si prega della carità...»
E I 489-490 MB V ili 442
A proposito dell'apertura di un istituto a Genova
[Torino, primi di agosto 1867]
Car.mo D. Pestarino,
L’affare di Genova è assai importante e si dovrà soltanto intraprendere quan­
do si conosca poter tornare a maggior gloria di Dio. Facciamo adunque così:
Vada a Genova, esponga a D. Frassinetti lo stato di Mornese e il vuoto che ne ri- 5
marrebbe nella pietà qualora Ella si allontanasse. Faccia notare l’invito fatto da
D. Montebruno per iniziare giovanetti allo studio; ciò assorbisce già una parte del
nostro scopo.
Appianata questa difficoltà è bene di avere un parere esplicito dall’Arcivesco-
vo, che so essere assai propenso.
10
Dopo questo si mostri pronto a fare qualunque sacrifizio, purché D. Frassi­
netti ci veda il miglior bene; ma prima di conchiudere definitivamente faccia una
gita a Torino; ai cinque di agosto cominceremo gli esercizi a Trofarello, Ella ven-
f.lv ga; pregheremo | ci parleremo, faremo i nostri riflessi, quindi dove giovi il corag­
gio e la buona volontà non ci faremo indietro.
15
In quanto alla proposta di D. Giacinto per la casa di Mornese, credo bene di
andare a rilento. Senta il parere di Lui, dimandi chi e come vorrebbesi trattare, se
vendita o pigione, se si vuole lasciar presto o tardi per uso di scuole, se vuole ulti­
mare e simili.
Dopo senta eziandio il parere dell’ottimo consigliere D. Frassinetti. Per quan- 20
to riguarda a noi conchiuderemo definitivamente dopo che ci saremo parlati.
Preghiamo, Dio sia in ogni cosa benedetto; e le celesti benedizioni discenda­
no copiose sopra tutti i momesini e specialmente sopra quelli che prendono parte
alla Chiesa di Maria Ausiliatrice.
Tutti la salutiamo nel Signore e mi professo
25
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 La data è presumibile sulla base dell'affermazione di lin. 13: «ai cinque di agosto com inceremo gli
Esercizi a Trofarello».
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3-5 l'affare di Genova: dovrebbe trattarsi di quanto accennato nelle lett. 820 e 994, ossia dell’apertu­
ra a Genova da parte di don Frassinetti di un istituto per aspiranti al sacerdozio, diretto da un sacer­
dote salesiano (ASC B26100 Frassinetti me. 1407 A 9/10). Avendo don Rua, a nom e di don Bosco,
consigliato don Frassinetti di rivolgersi a don Pestarino, questi, interpellato, chiese a sua volta l’opi­
nione di don Bosco.
5 Giuseppe Frassinetti: v. E(m) I, lett. 464.
— vuoto di Mornese: sia per il suo diretto ministero sacerdotale che per il collegio che stava colà co­
struendo.

42.10 Page 420

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414 agosto 1867
7 Francesco Montebruno: v. E(m) I, lett. 532; circa l'eventuale «concorrenza» nella stessa città dei
due istituti dalle stesse finalità v. lett. 820.
9 Arcivescovo di Genova era mons. Andrea Charvaz: v. E(m) I, lett. 301.
16 don Giacinto Bianchi, collaboratore di don Frassinetti: v. lett. 994.
27 Stranam ente nella lettera di don Bosco non c ’è alcun riferimento a quella del corrispondente che
l’i l luglio precedente gli aveva comunicato l’elenco di alcune persone disponibili ad offrirgli la decima
del raccolto dei bachi da seta, annunciandogli anche la m orte del giovane organista Mazzarello e il mi­
glioramento della salute della maestra Maccagno, superiora delle Figlie dell’imm acolata: ASC 275 Pe-
starino, ed. in MB V ili 877-878. Se pure ci fu una risposta di don Bosco, non è stata reperita.
1073
Alla contessa Luigia Barbò
Archivio Famiglia Albertoni presso Archivio di Stato - Cremona
Orig. aut. 1 f. 207 x 134 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Barbò (A 1960215)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860205)
E I 490 MB XIV 827
Si giustifica del ritardo nella risposta con motivi di lavoro e di salute - assicura preghiere e annuncia
sua visita a Milano - si fa garante dell’immunità dal contagio del colera
*Torino, 3 ag[osto 18]67
Benemerita Signora Contessa,
Ho ricevuto a suo tempo le sue lettere e il danaro che mi ha inviato e ne la
ringrazio di ogni cosa. Solamente ho dovuto ritardare la risposta perché sono sta-
5 to oppresso dalle occupazioni ed alquanto di sanità cagionevole.
Non ho mai mancato di pregare per Lei e per la sua figlia e per tutta la sua
famiglia continuo a fare altrettanto. Andando a Milano passerò certamente a farle
visita.
Dica a tutti quelli che hanno concorso per la nostra chiesa che non abbiano
io alcun timore del colera. Andassero anche a servire n e’ Lazzaretti, purché abbiano
fede in Maria Ausiliatrice, non accadrà loro alcun male.
Dio benedica Lei, le sue fatiche e preghi per me che le sono
15 Alla nobile signora
Contessa Luigia Barbò nata nob. De Carli
Milano
Obbl.mo serv.
Sac. Bosco
6 ho add si 12 Lei corr ex lei
2 Luigia Barbò e figlia: v. lett. 925.
3 sue lettere: non sono state reperite.
7 andando a Milano: viaggi a Milano don Bosco li fece effettivamente sul finire di ottobre e a fine no­
vembre 1867: v. lett. 1108.
10 alcun timore del colera: v. poco prima lett. 1071, lin. 9; le identiche parole le aveva scritte ad altri,
ad es. alla contessa Anna Bentivoglio: v. lett. 1060.

43 Pages 421-430

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43.1 Page 421

▲torna in alto
agosto 1867 415
1074
Alla madre oblata Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor d e’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 208 x 133 mm. carta leggera tim bro a secco B ATH sul mrg. sup. sin.
ceralacca rossa sul mrg. des. indirizzo aut. sul v
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Galeffi (A 1800106)
E I 491 MB V ili 909
segno di
Ringraziamenti per il sussidio materiale e spirituale inviatogli - garantisce un sicuro futuro alla sua fa­
miglia religiosa
*Torino, 5 ag[osto 18]67
Reverend.a M. Badessa,
Ho ricevuto la rispettabile sua lettera e la ringrazio della carità materiale e
spirituale che mi ha usato in più occasioni. Il cav. Oreglia di S. Stefano, D. Fran-
cesia si uniscono meco per ricordare i loro ringraziamenti. Dal canto mio non 5
mancherò ogni mattino di raccomandare nella santa messa Lei, la sua religiosa
famiglia. Stia sicura che questa risorgerà, ma prima deve essere crivellata, zappa­
ta, seminata, di poi germoglierà prodigiosamente.
La nostra chiesa va avanti colla massima soddisfazione e speriamo che i lavo­
ri potranno in quest’anno essere terminati.
10
Dio benedica Lei, le sue fatiche, la sua famiglia, e preghi per me che le sono
in G. C.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
f.2v Alla R.da Madre
15
La Sig[ra] M. Abadessa delle Oblate
di Torre de’ Specchi
Roma
1 Torino, 5: luogo e data forse convenzionali, poiché lo stesso giorno iniziarono gli esercizi spirituali
a Trofarello predicati da don Bosco e da don Giovanni Giuseppe Bona, Rettore del santuario della Ma­
donna a Brescia. Gli esercizi spirituali si conclusero il 10 agosto.
2 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
3 sua lettera: non è stata reperita.
4-5 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460; Giovanni Battista Francesia: v.
E(m) I, lett. 518. Entrambi erano stati a Roma, dove la m adre Galeffi aveva loro riservato grandi at­
tenzioni.
7 stia sicura: allusione alla lettera smarrita, nella quale la Galeffi probabilmente si m ostrava preoccu­
pata per il futuro della sua com unità religiosa. Don Bosco la tranquillizza (v. anche lett. 1087), cosi
come fece gli anni seguenti per la tem uta confisca del convento da parte del Governo del regno d ’Ita­
lia stabilitosi a Roma dopo l’occupazione del 20 settembre 1870.

43.2 Page 422

▲torna in alto
416 agosto 1867
1075
Al ministro ad interim delle Finanze Urbano Rattazzi
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Governo, R attazzi (A 1720106) me. 28 B 5/6
Min. aut. 1 f. 212 x 135 mm. sul mrg. sup. si legge aut. «Si copii»
E I 491-492 MB V ili 900-901
Chiede un sussidio nel momento di pagare l'imposta sulla ricchezza mobile per la casa di Mirabello
Eccellenza,
"Torino, 5 agosto 1867
Il
sac. Bosco Gio. espone rispettosamente all’E. V. come nell’anno scorso per
mancanza di formalità fatte in tempo debito ha dovuto pagare una imposta sulla
5 ricchezza mobile intorno a materia imponibile. La E. V. considerando la realtà
del fatto e lo scopo di questa instituzione, che è di togliere i giovanetti poveri e
pericolanti dai pericoli, concedeva un caritatevole sussidio di fr. 600 corrispon­
denti a quanto dovevasi pagare per la casa di Mirabello di cui appunto si trattava.
Ora l’esponente trovandosi in caso identico per l’attuale pagamento del 2° se-
10 mestre 1866 supplica affinché dall’E. V. gli sia rinnovato il medesimo favore assi­
curandola che tale beneficenza torna ad esclusivo benefizio de’ più abbandonati
fanciulli del povero popolo. Noto intanto che essendosi ora potuto in tempo debi­
to somministrare gli opportuni schiarimenti, l’agente delle tasse ha preso ogni
cosa in benevola | considerazione.
15
II ricorrente coi giovani beneficati, pieni di fiducia nella esperimentata di lei
carità le augura ogni celeste benedizione e si professa della E. V.
Umile supplicante
[Sac. Bosco Gio.]
5 ante imponibile del non 5-6 la realtà del fatto e add si 7 di fr. 600 add si 7-8 cor­
rispondenti corr ex corrispondente 8 post quanto del quel pagare em end ex corrispondeva
di cui appunto si trattava em end ex in franchi 600 9 1’ em end ex il 11 d e’ corr ex della 12-
13 in tempo debito add si 15 di lei add si 16 p o st benedizione del alla E. V.
2 Urbano Rattazzi: v. E(m) I, lett. 184. All’epoca era anche presidente del Consiglio dei ministri.
3 anno scorso: v. lett. 1049 e Appendice 1866/42.
18 La risposta del Rattazzi, diversamente da quella del Ferrara cui aveva rivolto la medesima do­
m anda due mesi prim a (v. lett. 1049), fu positiva e tram ite la prefettura di Torino il 10 settem bre 1867
giunse a Valdocco un sussidio di lire 600: ASC B26200 Autorità, Prefetti, Torre, ed. in MB VIII 901.
1076
Alla marchesa Adelaide Lepri
Orig. già presso eredi Lepri - Roma
Copia dattiloscritta da copia di orig. smarrito, autentic. da un ecclesiastico in data 2 dicembre 1948
ASC B31220 Copie di orig., (A 1870217)
E I 492
Fiducia in Dio nella triste occasione della morte della sorella Costanza

43.3 Page 423

▲torna in alto
agosto 1867 417
*Torino, 8 agosto 1867
Chiar.ma Signora,
Già prima della sua venerata lettera aveva ricevuto la dolorosa notizia della
perdita della sig[ra] Costanza e noi avevamo già fatte ripetute preghiere nelle no­
stre case pel riposo dell’anima di Lei. Di leggieri io posso immaginarmi quale af- 5
flizione tale perdita abbia recato ai genitori e a tutta la famiglia. Ma che farci?
Sono terribili lezioni che Dio vuole darci, e ci vuole convinti che né l’età, né la ro­
bustezza valgono ad assicurarci la vita, che perciò dobbiamo tener fissa in mente
la parola del Salvatore che ci dice: estote parati, state preparati.
Per altro in mezzo all’attuale disgrazia abbiamo molto da rallegrarci. La san- 10
ta vita, le belle opere, la pazienza della nostra Costanza ci fanno fondatamente
sperare che la sua morte sia stata un passaggio alla vita beata, dove colla grazia di
Dio speriamo quanto prima di poterla rivedere.
Ringrazi da parte mia i suoi genitori e dica loro che non mancherò di racco­
mandarli al Signore nella Santa Messa.
15
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia, preghi Dio per me e mi creda con
gratitudine e stima
Obbl.mo
Sac. Gio. Bosco
2 Adelaide Lepri: v. lett. 1061.
3 già prima: probabilmente allude alla lettera della contessa Fanny Villarios del 16 luglio 1867, cit. in
lett. 1061.
4 perdita: Costanza era m orta di colera il 25 luglio precedente (v. lett. 1061).
1077
Alla contessa Luigia Viancino
ASC B31010 Lett. orig., Viancino (A 1741035) me. 55 B 4
Orig. aut. 1 f. 213 x 135 mm. carta uso stampa mrg. sin. consunto
matita, l’indirizzo di un certo Francesco Bertorelli
E 1493
sul v. si legge, scritto a
Accusa ricevuta del lavoro di traduzione da parte del conte - ringraziamento per la generosità della
famiglia - garantisce l’im m unità dal contagio del colera
Torino, 14 ag[osto 18]67
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Ho fatto come mi ha scritto, cioè di non mandare alcun fagotto di cenci e at­
tendere che possa poi occuparsi con più tranquillità al suo ritorno a Torino.
La prego di dire al sig. Conte, cui dovrei scrivere, che ho ricevuto il suo lavo- 5
ro e va benissimo. Peccato che quella penna non sia impegnata esclusivamente al
tavolino.
Ho pure ricevuto mille franchi, che non so se siano in comune oppure ripar­
titi tra loro. Io li ringrazio ambidue, e prego di tutto cuore Maria Ausiliatrice, che
14

43.4 Page 424

▲torna in alto
418 agosto 1867
io faccia sentire la sua generosità ad ambidue colle sue celesti benedizioni, conceda,
come disse il sig. Conte, il grande e prezioso dono della perseveranza, li difenda,
questo è certo, dal disastro del cholera, e doni tutte quelle felicità temporali che
sono consentanee alla salvezza dell’anima.
La prego di riverire la cristiana famiglia Castelvecchio e Beimondo e racco-
15 mandandomi alle preghiere di tutti mi professo con gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Luigia (Lucia) Viancino, nata Sant'Albano: v. lett. 900; morì a 66 anni nel 1893. Don Bosco era sta­
to suo ospite a fine luglio: v. lett. 1070. Nel 1868 sarà madrina della cam pana maggiore sul campanile
della Chiesa di Maria Ausiliatrice.
3 ha scritto: la lettera non è stata reperita.
— fagotto di cenci: la contessa era una delle persone disponibili a ram m endare gli indumenti dei ra­
gazzi di Valdocco.
5 conte: Francesco Viancino di Viancino (v. lett. 900).
6 quella penna: don Bosco conosceva le capacità letterarie del conte per avergli affidato alcune volte
la traduzione dal francese di alcuni fascicoli per le Letture Cattoliche. Di traduzioni di testi stranieri in
lingua italiana da pubblicarsi sullo stesso mensile si accenna anche nella corrispondenza del 19 dicem­
bre 1867 del padre Oblato di Maria Vergine, don Luigi Dadesso, quello stesso padre che era stato invi­
tato il 26 luglio 1867 da Carlo Bianchetti di Locarno a intercedere presso don Bosco perché il figlio di
un certo Chidini venisse accolto a Valdocco senza timore di essere successivamente allontanato per­
ché «allegro e vispo»: AOMV, serie Torino-Ospizio, voi. Dadesso 3, fase. 1., cit. in A. B r u s t o l o n , Sto­
riografia lanteriana ed Archivio Storico della congregazione degli O blati d i M aria Vergine. Approcci
m entali ed indice dei docum enti. Torino, ed. Lanteri 1995, p. 346.
14 Castelvecchio, Beimondo: famiglie benefattrici di don Bosco; fra i singoli si può ricordare il conte
Luigi Riccardo di Castelvecchio (che sarà padrino di una cam pana della chiesa di Maria Ausiliatrice,
assieme alla madrina contessa Delfina Viancino Malaspina) e Alessandro Belmondo (1820-1883) che
nel 1857 aveva sposato in seconde nozze Angiolina (nata Bellegarde di Saint-Lary nel 1839): A. M a n n o ,
Il patriziato su balpino..., voi. II, p. 236.
1078
Al conte Luigi Cibrario
ASC B31010 Lett. orig., Cibrario (A 1700707) me. 14 B 6
Min. aut. 1 f. 210 x 134 mm. carta leggerissima sul mrg. sup. sin. si legge aut. «Si copi»
E I 403 MB V ili 901-902
Richiesta di ulteriore sussidio per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, [metà] agosto [18]67
Eccellenza,
Alcuni anni or sono quando si dovevano mettere le fondamenta di una chiesa
di cui avvi sommo bisogno nel quartiere di Valdocco, V. E., che non mai si rifiuta
5 ad opere di carità, accordava sul Gran Magistero dell’Ordine Mauriziano un pri­
mo sussidio dando speranza di novello ajuto qualora i lavori si fossero continuati.
Ora grazie alla divina provvidenza la costruzione è a buon punto, e se V. E.
mi porge la sua mano benefica sarà in quest'anno terminata.

43.5 Page 425

▲torna in alto
agosto 1867 419
Con questo pensiero e pieno di fiducia ricorro alla esperimentata di Lei bontà
mentre di tutto cuore prego Iddio affinché le conceda sanità durevole e lunghi io
anni di vita felice e mi professo colla più profonda gratitudine
Di V. E.
Obbl.mo Ricorrente
[Sac. Bosco Gio.]
3 dovevano corr ex doveva cominciare
suo termine
4 non add si
7 è a buon punto em end si ex volge al
2 Luigi Cibrario, primo segretario dell'ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro: v. E(m) I, lett. 129.
3 anni or sono: v. E(m) I, lett. 668.
1079
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. d i recente recupero, Uguccioni (A 1780226)
Orig. aut. 1 f. 253 x 194 mm. carta leggera intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...»
E I 494 MB XV 844-845
Accusa ricevuta dell’offerta di due genitori per grazia ottenuta - assicura costante ricordo nella pre­
ghiera anche per la salute fisica - comunica la morte del conte di Camburzano
[Torino], 18 ag[osto] 1867
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Ho ricevuta la venerata sua lettera dell’otto corrente con un biglietto di fr.
100 offerti da due padri di famiglia a Maria Ausiliatrice per grazia ricevuta. Da
che il Signore le fece quella visita dolorosa, io l'ho sempre raccomandata al Si- 5
gnore nella santa messa e nelle preghiere comuni della casa con Pater, Ave, Glo­
ria mattino e sera. Nel giorno poi che le si doveva sfasciare il femore ho detto
messa per Lei ed alcuni giovani fecero la santa loro comunione appositamente.
Speriamo che Dio avrà tenuto conto delle deboli nostre preghiere e che unite ad
altre molte che si faranno fervorosamente altrove avranno ottenuto il loro effetto io
cioè lo sfasciamento senza cattive conseguenze e con miglioramento progressivo.
Noi qui siamo circondati dal colera, ma speriamo che Maria Ausiliatrice con­
tinuerà a tener lontano da noi questo flagello che grazie a Dio non si è ancora tra
noi fatto sentire.
Il cav. Oreglia con tutti i nostri giovanetti godiamo ottima salute. Abbiamo 15
però avuto la perdita di un insigne benefattore nella morte del piissimo e dotto
conte di Camburzano avvenuta il 16 corrente.
Dio benedica Lei, il sig. di Lei marito con tutta la sua famiglia e mi creda nel
Signore
Obbl.mo servitore
20
Sac. Gio. Bosco

43.6 Page 426

▲torna in alto
420 agosto 1867
1 18 ag. 1867] 1867/ 18 ag.
1 La lettera fu spedita però in ritardo: v. lett. 1081.
2 Girolama Uguccioni e marito: v. lett. 877 e 885.
3 sua lettera: non è stata reperita.
5 visita dolorosa, cioè la rottura di una gamba: v. lett. 1068.
12 colera: v. lett. 1071; molti i casi anche nella vicina Lombardia.
15 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
17 conte, ossia Vittorio Tettù di Camburzano: v. E(m) I, lett. 476. Morì dopo una decennale m alat­
tia. Il 31 luglio precedente il priore don Felice Majotti aveva scritto da Fossano (Cuneo) al cav. Oreglia
per comunicargli il peggioramento della malattia del conte e la fiducia che la contessa riponeva nelle
preghiere di don Bosco: lett. ed. in MB V ili 897-898.
1080
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890214)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 495 MB V ili 914-915
Ha eseguito l’incarico ricevuto - annuncia sua prossima visita - saluti per il fratello Emanuele
*Strevi, 20 ag[osto 18]67
111.ma Sig[na] Azelia,
Non ho prontamente risposto alla compita di Lei lettera, ma ho immediata­
mente fatto quanto in essa raccomandava; e se Dio ascoltò le nostre preghiere, la
5 persona per cui scriveva sarà stata benedetta dal Signore e sollevata nei suoi
bisogni.
Io sono col Vescovo di Acqui; stasera vado, si D om inus dederit, a Mirabello,
donde calcolo passare per Montemagno; ma non so ancora da quale direzione;
forse da Vignale giungerò presso di Lei giovedì a sera,
io
Intanto dica al sig. Emanuele che stia allegro, che raccomandi a D. Durando
che non profani le vacanze col fissargli molto lavoro, etc.
Faccia i miei più rispettosi saluti a Papà e a Maman, e augurando a tutti sani­
tà e la benedizione del Signore, mi raccomando alle sante loro preghiere, mentre
con gratitudine mi professo
15
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 Strevi: località in diocesi di Acqui, a 27 km. da Alessandria. Vi era la casa di villeggiatura del vesco­
vo: v. lin. 7.
2 Azelia Fassati (e famiglia): v. E(m) I, lett. 251 e anche lett. 741; all’epoca aveva 21 anni.
3 di Lei lettera: non è stata reperita.
5 persona: non è stata identificata.
7 Vescovo era mons. Modesto Contratto: v. E(m) I, lett. 114.
10 Emanuele, fratello di Azelia: v. E(m) I, lett. 251.
— Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330; era stato mandato come ripetitore scolastico estivo in casa
Fassati: v. lett. 1065.

43.7 Page 427

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1081
A don Michele Rua
agosto 1867 421
ASC B31010 Leti, orig., Rua (A 1740121) me. 47 C 2
Orig. aut. 2 ff. 210 x 140 mm. carta uso stampa restaurata con tim bro a secco GRAN sul mrg.
sup. sin. e segno di ceralacca rossa altri timbri: Alessandria 20 ago 67 9 S Torino 21 ago 67 8 M
E I 494^95 MB V ili 914
Chiede di spedire la lettera, dimenticata sul suo tavolino, alla contessa Girolama Uguccioni a Firenze -
annuncia la prossima venuta di un ragazzo all'Oratorio
Strevi, 20 ag[osto 18]67
Car.mo D. Rua,
Sul mio tavolino ho dimenticata una lettera alla C.ssa Uguccioni a Firenze[;]
è sigillata e francata; mandala alla posta.
Finora ho potuto scrivere varie lettere, ma nemmeno un quattrino; ho però 5
trovato un merlotto che verrà alTOratorio. È Tornielli Onorato, di anni 11, ha fat­
to bene la 3a elem.[,] paga fr. 24 m[ensi]li e ne spero bene.
Di’ a Ricciardi che vegli molto la ricreazione degli artigiani alla sera dopo ce­
na. Se non basta esso se ne aggiunga un altro.
Parto in questo momento per Alessandria[,] quindi a Mirabello.
10
Saluta tutti quelli che hanno la barba o sono imberbi; di’ a Goffi che si faccia
animo.
La grazia di N. S. G. C. sia con te e con tutti quelli che abitano la nostra casa.
Amen.
Aff.mo nel Signore
15
Sac. Gio. Bosco
f.2v Al M.to R.do Signor
Il Sig. D. Rua Michele pref.
dell'Oratorio di S. Fran.co di Sales
13 con]...
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Girolama Uguccioni: v. lett. 1079.
5 varie lettere: poche quelle conservate; fra di esse la 1078 e la 1079.
6 Onorato Tornielli: nato a Strevi (Alessandria) nel 1857, figlio di Ferdinando e Rosa Mariscotti, en­
trò effettivamente a Valdocco come studente il 3 settembre 1867: ASC registro Censim ento.
8 Chiaffredo Ricciardi: nato a Villafalletto (Cuneo) il 13 maggio 1842 da Antonio, entrò alTOratorio il
27 agosto 1860. Chierico triennale il 6 dicembre 1865, lasciò la società salesiana il 5 gennaio 1870: ASC
registro Anagr. prof.
10 Mirabello: dove si trovava uno dei due collegi di don Bosco fuori Torino, a 17 km. da Alessandria.
11 Domenico Goffi, calzolaio di Valdocco: v. lett. 871.

43.8 Page 428

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422 agosto 1867
1082
Al marchese Ignazio Pallavicini
ASC B31010 Lett. orig., Pallavicini (A 1730301) me. 40 A 12
Orig. aut. 2 ff. 210 x 138 mm. carta leggera con strappo da ceralacca tim bro a secco GRAN
sul mrg. sup. sin. timbri vari: ... 25 ago 67 9 M Genova 25 ago 67 2 S Montemagno 25 ago 67
foglietto aggiunto delle medesime dimensioni e identico timbro a secco
E I 495-496 MB XIV 829
Invia in allegato un biglietto con consigli - assicura la protezione della Madonna dal pericolo di colera
- ringrazia dell’offerta inviatagli
*Torino, 24 ag[osto] 1867
Eccellenza,
Per tre volte avrei già dovuto mandarle il biglietto che le unisco, io il fo seb­
bene con qualche rincrescimento perché è un metter la falce in una messe non
5 mia. Ora mi è per la terza volta imposto ed io ubbidisco. Dia Ella quel peso che
giudicherà; io prego Iddio che in tutto possa fare la santa volontà del Signore.
Sembra che il cholera voglia farsi sentire in Genova; Ella e la sua famiglia
stiano tranquilli, la Santa Vergine li proteggerà, abbiano solamente fiducia in Lei.
Rinnovo qui gli atti della mia sentita gratitudine per la carità usata ai nostri
io poveri giovanetti, ed augurandole dal cielo lunghi anni di vita felice con pienezza
di stima ho l’alto onore di potermi professare
Della E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
15 Giorno di Pasqua, Visitazione di Maria SS., Festa della Sua Assunzione
Dì al mio servo Ignazio che non tema di morire di morte improvvisa; viva più
tranquillo di giorno e di notte.
Frequenti o meglio si cibi più sovente delle carni Sacratissime del divin fi­
gliuolo, promuova quanto può lo spirito di pace in famiglia, per modo che ces-
20 sando egli di vivere non nascano i segni della discordia.
Disponga delle cose temporali adesso per evitare le angustie se ritardasse al
punto di morte, che si va a gran passi avvicinando.
Incoraggisca tutti i suoi dipendenti alla pratica della Religione.
A Sua Eccellenza
25 II Sig. March. Ignazio Pallavicini
Senatore del Regno
Genova
4 perché corr ex ...
2 Ignazio Pallavicini: v. E(m) I, lett. 365.
3 biglietto: v., in calce alla lettera, il testo con cui don Bosco vorrebbe tranquillizzare il marchese, vi­
sto che era assillato dal pensiero della morte e delle possibili conseguenze, nell’eternità, per lui e, nel

43.9 Page 429

▲torna in alto
settembre 1867 423
presente, per quanti restavano in terra. Sembra però che don Bosco abbia ottenuto l’effetto contrario:
v. lett. 1083, 1107 e 1125.
4-5 messe non mia: allude alla volontà di non intromettersi nei problemi di coscienza di chi aveva già
un proprio direttore spirituale.
7 colera a Genova: 2 morti su 7 casi c ’erano stati già il 7 agosto, 6 morti su 13 casi il giorno seguente,
2 m orti su 7 il 10 agosto; 14 morti su 19 casi ci furono il giorno dopo la lettera: cf A. C o m a n d in i - A.
M o n t i, L ’Italia nei cen to anni...
22 avvicinando: il ricco marchese morì quattro anni dopo, il 16 settembre 1871.
1083
Al marchese Ignazio Pallavicini
ASC B31010 Lett. orig., Pallavicini (A 1730302) me. 40 B 2/3
Orig. aut. 2 ff. 255 x 195 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...»
E I 495-496 MB XIV 830
Numerosi consigli di vita spirituale
[Torino], settembre [18]67
Eccellenza,
La grazia di nostro Signor Gesù Cristo sia sempre con noi. Amen.
Eccomi a parlare con V. E. come farei con mio fratello.
Quanto le scrissi in agosto non è né minaccevole né di tempo instante; ma è 5
tutta [cosa] amorevole e preventiva. Ciò posto ella deve portar il suo pensiero so­
pra tre cose: sé - suoi - cose sue.
Sé. Dia un’occhiata sui proponimenti fatti in confessione e non mantenuti;
sui consigli avuti per evitare il male e praticare il bene, ma dimenticati. Anche un
gran difetto nel dolore dei peccati. Ciò si potrà rimediare colla meditazione e col- io
l’esame di coscienza alla sera o in altra ora a Lei più adattata.
Al presente Dio vuole maggior pazienza nelle sue occupazioni specialmente
in famiglia; più confidenza nella bontà del Signore; più tranquillità di spirito, né
mai avere timore che la morte la sorprenda di notte od altro tempo inaspettato.
Faccia uno sforzo per praticare la virtù della umiltà e fiducia nel Signore e non 15
tema niente.
Per futuro frequenti la confessione e comunione in modo da servire di mo­
dello a quanti la conoscono.
Suoi. Vedere che i suoi dipendenti compiano ed abbiano tempo di compiere i
loro doveri religiosi, disporre le cose che loro riguardano in guisa che nella morte 20
e dopo morte abbiano motivi di benedire il loro padrone.
In famiglia carità e benevolenza con tutti: ma non mai lasciar fuggire alcuna
occasione per dare avvisi o consigli che possano servire di regola di vita e di buon
esempio.
f.lv
Sue cose. Qui bisognerebbe scrivere molto. Lunedì debbo andare in Alessan- 25
dria e di là farò una gita a Mombaruzzo, dove spero di scrivere o parlarle con
qualche tranquillità. Le cose che Dio vuole specialmente da Lei si è di promuove­

43.10 Page 430

▲torna in alto
424 settembre 1867
re per quanto può la venerazione a Gesù Sacramentato e la divozione verso la B.
V. Maria.
30
Dio ci ajuti a camminare per la via del cielo. Così sia.
Con gratitudine mi professo
Della E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 settembre] 9 17-18 modello corr ex ... 26 dove corr ex ...
2 Ignazio Pallavicini: v. E(m) I, lett. 365.
5 in agosto: v. lett. 1082, dove si accenna al medesimo problema affrontato in questa lettera.
26 Mombaruzzo: località già in provincia di Alessandria, oggi in provincia di Asti, a 35 km. dal capo­
luogo; i marchesi Pallavicini vi avevano la residenza estiva.
1084
Al chierico Giovanni Turco
ASC B31010 Lett. orig., Turco (A 1740820) me. 54 A 12
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta violacea filigranata
E I 497 MB V ili 925
Accompagna l’invio di un libretto da tradurre con suggerimenti circa le modalità con cui farlo
*Torino, 2 settembre [18]67
Car.mo Turco,
Eccoti un libretto da tradurre dal Francese. Tu certamente lo volgerai libera­
mente, non con stile elegante, che non è il tuo; ma con uno stile popolare, classi-
5 co, periodi brevi, chiari etc. proprio come sei solito di scrivere.
I tuoi amici ti salutano e ti attendono a farci una visita.
Io poi auguro ogni bene a te e a tuo padre e mi professo di cuore nel Signore
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
1 settembre] 9
2 Turco: di non facile identificazione, se posto in relazione anche con gli omonimi — per altro incer­
ti — cit. in E(m) I passim . Potrebbe trattarsi di un certo Giovanni Turco, nato a Montafìa (Asti) l’8
gennaio 1840, figlio di Lorenzo e di Marianna Faletti. Entrato a Valdocco nel 1852, già studente-
novizio alTOratorio nel 1865, se ne allontanò per motivi di famiglia. Rimase però in contatto con don
Bosco, che nel dicembre 1871 lo inviò a Varazze (Savona) dove lo ebbe come assistente durante la lun­
ga malattia di quell’inverno. Professo temporaneo nel 1873, sacerdote il 28 marzo 1874, professo per­
petuo nel 1876, operò soprattutto in Liguria; morì a Torino nel 1898: ASC registro Anag prof.
3 libretto: non identificato, che comunque avrebbe dovuto essere pubblicato nelle L etture Cattoli­
che, così come quello inviato al Callori di cui alla lett. 1086.

44 Pages 431-440

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44.1 Page 431

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1085
A don Nicolao Cibrario
settembre 1867 425
ASC B31010 Leti, orig., Cibrario (A 1700709) me. 14 B 8
Orig. aut 2 ff. 208 x 133 mm. carta azzurra sul mrg. sup. sin. tim bro a secco BATH conser­
vata parte di busta e timbri vari: Torino 5 set 67 3 1/2 S Viù 6 set 67 due francobolli da 10 cent.
E I 498 MB V ili 929
Consigli di vita spirituale - auguri e preghiere per la salute sua e del parroco
*Torino, 5 settem b re 18]67
Car.mo D. Cibrario,
Hai fatto bene a scrivermi, così non ci saranno male intelligenze. Serviti pure
della facoltà di confessare quando si presenterà il bisogno; ma appena potrai es­
ser libero dalle cure domestiche, cioè sistemati gli affari della divisione procura di 5
portarti al tuo nido di Lanzo, dove mediante i dovuti riguardi potrai, spero, ri­
metterti in uno stato regolare di sanità.
Fa' tanti saluti al tuo paroco, digli che io lo raccomando di tutto cuore a Ma­
ria Ausiliatrice affinché gli ritorni la sua primiera sanità.
Dio benedica te, e ti faccia un campione per guadagnare molte anime a Dio, io
saluta i tuoi parenti e credimi nel Signore
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
f.2v Al M.to R.do Signore
Il Sig. D. Cibrario Nicolao prefetto
15
di sacrestia nel coll, di Lanzo
Usseglio
2 Nicolao Cibrario: v. E(m) I, lett. 451.
3 scrivermi: lettera non reperita.
5 affari della divisione: pare alludere alla divisione dell’eredità paterna, motivo per cui il Cibrario da
Lanzo si era recato al paese nativo, Usseglio, ad una cinquantina di Km. da Torino.
8 parroco di Usseglio (Torino) era il prevosto don Giovanni Savio, morto a Viù (Torino) nel 1878 a 70
anni: CSMTE.
1086
Al giovane Cesare Callori
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880435)
Copia semplice
E I 498-499 MB V ili 925
Chiede scusa per il ritardo nell'inviargli il fascicolo da tradurre per le Letture Cattoliche - consigli
spirituali

44.2 Page 432

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426 settembre 1867
*Torino, 6 s e tte m b re 18]67
Car.mo Sig. Cesare,
Questa volta non è più Cesare, ma è D. Bosco che confessa la colpa.
Gira di qua, trotta di là e intanto non ho compiuto il mio dovere coll’inviare
5 il libro che il nostro Cesare erasi offerto di tradurre per le nostre Lett. Catt.
Ora aggiustiamo le cose in famiglia. Un fascicolo per Lei, l’altro per la dami­
gella Gloria; e siccome io fui in ritardo nella spedizione, così Ella aggiusterà o me­
glio compenserà il tempo perduto con una diligenza e sollecitudine speciale nel­
l’esecuzione del lavoro,
io
Che disinvoltura ha D. Bosco nel comandare! Fortuna che ha da fare con
gente docile ed obbediente, altrimenti mi lascierebbe solo per cantare e portare la
croce.
Mentre per altro mi confesso colpevole vorrei comandarle, dirò meglio, vor­
rei raccomandarle due cose, di cui abbiamo già qualche volta trattato.
15
Nei vari compartimenti del suo tempo stabilisca di confessarsi ogni quindici
giorni od una volta al mese; non ometta mai giorno senza fare un po’ di lettura
spirituale... Ma zitto: non facciamo la predica. Bene, terminiamo.
Faccia tanti saluti a Papà e Maman e a tutti quelli della sua rispettabile fami­
glia. Mi dia qualche buon consiglio; gradisca che le auguri ogni benedizione cele-
20 ste e mi creda colla più sentita gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Cesare Callori e famiglia: v. E(m) I, lett. 546.
5 tradurre: la lettera è dunque analoga alla 1084.
7 Gloria, persona molto intima di casa Callori, non identificata: v. anche E(m) I, lett. 475; inoltre
lett. 1178. Una certa contessa Amalia Gloria - una delle donatrici di oggetti per la lotteria di quegli
anni - morì a Roma nel 1881: BS a. 6 (febbraio 1882), p. 38.
1087
Alla madre Ancilla Ghezzi (Maria Serafina della Croce)
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., A dorataci (A 1790104) me. 2644 B 6
Orig. aut. 1 f. 214 x 137 mm.
Ined.
Assicura di aver pregato e di pregare per la comunità cui augura lunga vita
■'Torino, 6 settem bre 18]67
R.da Sig.ra Madre,
La sua pia volontà fu secondata, e dall’anno scorso, quando fui a Monza[,]
che ho avuto il piacere di poterla riverire non ho più mancato di raccomandarla
5 ogni giorno nella santa messa colla sua religiosa famiglia.

44.3 Page 433

▲torna in alto
settembre 1867 427
Se Dio esaudirà le deboli mie preghiere le sue figlie diventeranno altrettanto
serafine di amor di Dio e la sua Instituzione durerà secoli e secoli.
Ella preghi anche per me e per li miei poveri giovanetti, che la ringraziano
della carità loro fatta.
Dio ci benedica tutti, ci conservi tutti per la via del cielo. Am en.
10
Con gratitudine mi professo
Di V. S. R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
8 p o st poveri del miei
1 La data sembra doversi leggere «1867», e non «1869», come invece interpretano altri studiosi.
2 Ancilla Ghezzi: era nata a Monza (Milano) il 24 ottobre 1808; entrata nell'Ordine delle Adoratrici
Perpetue che nel 1849 avevano fondato una casa a Monza, assunse nel 1855 il nom e di M aria Serafìna
della Croce; nel 1863 fu eletta superiora del monastero autonomo della sua città che l'anno preceden­
te aveva ottenuto l’erezione canonica; morì l’8 febbraio 1876: B ibliotheca Sanctorum , 1. Appendice,
Roma, Città Nuova 1987, coll. 500-553. Don Bosco si era incontrato con lei già nel 1850; l'incontrerà
nuovamente nel 1868. Di lei si accenna pure in una lettera del 25 gennaio 1866 nella quale la principes­
sa Elena Soresina Vidoni da Cremona invitava don Bosco a visitare «le buone monache Sacramentine
di Monza [...] la loro cara m adre Superiora, la m adre Serafina»: ASC B26200 Soresina Vidoni, cit. in
MB VII 290 (altre lett. della medesima principessa in ASC B26100 e B26200 Vidoni).
3 anno scorso: evidentemente si tratta del 1866 in base alla nostra ipotesi di datazione della lettera.
Don Bosco si recò a Milano e di là a Monza (15 km. di distanza) per lo meno una volta ai primi di
marzo del 1866, lungo il viaggio verso Cremona, dietro invito della principessa Elena Soresina Vidoni:
v. lett. 895 e MB VII 290, 319-320. Non è comunque esclusa u n ’ulteriore visita nel 1868, dato che u n 'a­
nonima memoria m anoscritta conservata nell’archivio delle Sacramentine pare accennare a u n ’ora di
colloquio tra don Bosco e la m adre Ghezzi in quell’anno.
7 serafìne: don Bosco «gioca» sul nom e della sua corrispondente.
— durerà nei secoli: così come nella lettera alla m adre Galeffi (v. lett. 1074) don Bosco tranquillizza la
corrispondente a riguardo delle conseguenze per la sua com unità delle leggi del 7 luglio 1866 e del 15
agosto 1867, con le quali vennero sciolti migliaia di enti ecclesiastici e congregazioni religiose e si con­
fiscarono i loro beni: v. al riguardo lett. 1088 lin. 2.
1088
Al ministro di Grazia, Giustizia e dei Culti, Sebastiano Tecchio
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Governo, Tecchio (A 1711016) me. 27 C 4/5
Min. aut. 1 f. 207 x 134 mm. carta azzurra timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin.
pastello rosso sul f. lv
E I 499 MB V ili 952
Domanda di sussidio per i chierici poveri
segni di
Eccellenza,
■'Torino, 17 settem bre] 1867
Le strettezze eccezionali in cui versano i giovanetti accolti nella casa detta
Oratorio di S. Francesco di Sales mi spingono a fare umile ma calda preghiera al-
l’E. V. affinché loro conceda quel maggior caritatevole sussidio che sarà possibile 5
a favore de’ cherici che ivi prestano gratuitamente l’opera loro.

44.4 Page 434

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428 settembre 1867
Essi sono in numero di N... e prestano l’opera nella casa di Torino, in quella
di Lanzo, ed in quella di Mirabello col fare scuola ora diurna ora serale, catechi­
smi, coll’assistenza nei dormitorii, nei laboratorii e nelle passeggiate, e intanto
10 con lodevole condotta procurano di fare i loro studi presentandosi a tempo debito
agli opportuni esami.
Per questi cherici io supplico rispettosamente l’E. V. onde si degni di pren­
derli in paterna considerazione e concedere loro quel maggior sussidio che alla
provata di Lei carità sarà beneviso | affinché possano provvedersi abiti, libri ed in
15 qualche modo ajutare lo stabilimento che loro somministra alloggio e vitto con
quanto è necessario alla vita.
Pieno di speranza e di gratitudine mi unisco a questi giovani leviti per augu­
rarle ogni bene celeste mentre ho l’alto onore di potermi professare
Della E. V.
20
Obbl.mo Ricorrente
Sac. Gio. Bosco Diret.
A sua Eccellenza
il Ministro di Grazia e Giustizia
Firenze
3 cui add si 4-5 all'E. V. add si 5 loro em end si ex si 7 sono in num ero di N. e add si
9-10 con lodevole condotta add si 12 supplico em end ex fo 13 in add si ante quel del que
14 ante abiti del di
libri add si
15 ajutare lo corr ex prestare qualche aiuto nello
17 ante gratitudine del si 23 ante il del A S. E. po st Grazia del d
2 Sebastiano Tecchio: nato a Vicenza nel 1807, avvocato, già ministro dei Lavori Pubblici col gover­
no Gioberti, era guardasigilli dal 10 aprile 1867. La legge sulla liquidazione dell'asse ecclesiastico del
15 agosto 1867 porta il suo nome. Più volte deputato, senatore dal 1866, presidente dell'una e dell’al­
tra camera, venne insignito pure del Gran Collare dell’Annunziata. Morì a Venezia nel 1886: cf T. S ar­
t i, Il p arlam en to subalpino e nazionale..., pp. 909-910.
5 sussidio: così don Bosco una seconda volta in pochi mesi (v. lett. 1049) chiedeva un aiuto finanzia­
rio a favore di chierici direttamente ad un politico che in prima persona aveva promosso e difeso una
legge avversata dalla Santa Sede.
7 N...: sulla m inuta in nostro possesso non è segnalato il num ero dei chierici.
1089
Al ministro della Guerra, Genova Giovanni Thaon di Revel
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Governo, Revel (A 1720107) me. 28 B 1/2
Min. aut. 1 f. 207 x 132 mm. carta azzurra sul mrg. sup. sin. tim bro a secco BATH
E I 499 MB V ili 951-952
Richiesta di indumenti e di coperte per l'inverno
*Torino, 17 settem bre] 1867
Eccellenza,
I
poveri giovanetti ricoverati nella casa detta Oratorio di S. Francesco di Sa-
les per mezzo mio ricorrono umilmente alla carità dell'E. V. come ebbero già ad
5 esperimentare negli anni trascorsi.

44.5 Page 435

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settembre 1867 429
Essi dimandano qualche oggetto di vestiario, calzamenta, coperture da letto,
comunque siasi logoro o cencioso che per avventura esistesse fuori d ’uso ne’ regi
magazzeni dello Stato. Qui ogni cencio si unisce e serve a riparare la miseria del
povero orfanello.
Il loro numero è di circa ottocento; parecchi sono stati fatti orfani dal morbo io
micidiale del colera, molti furono indirizzati dalle autorità governative dei vari
paesi d ’Italia.
Quest'anno il bisogno è in modo eccezionale sentito a motivo della cessa­
zione dei lavori, del caro de’ viveri e della grave diminuzione della privata bene­
ficenza.
15
f.iv
I giovanetti ricoverati pieni di fiducia che il loro miserabile stato sia preso in
benigna considerazione specialmente per la prossima invernale stagione, si uni­
scono a me per pregare dal cielo sopra di Lei copiose divine benedizioni mentre
dal canto mio ho l’alto onore di potermi professare colla più sentita gratitudine
Della E. V.
20
Obbl.mo Ricorrente
Sac. Gio. Bosco Direttore
A Sua Eccellenza
il Ministro della Guerra
Firenze
25
3 4 Sales] Sale 4 ante carità del esperimentata
ne add si p o st benedizioni del dal cielo
6 calzamenta corr ex calzamenti
18 divi­
2 Genova Giovanni Thaon di Revel: figlio di Ignazio, nato a Genova nel 1817, partecipò a tutte le
guerre d ’indipendenza riportando tre medaglie al valore militare e la nom ina a Gran Collare d'An­
nunziata. Nel 1867 con il gabinetto Rattazzi (10 aprile-27 ottobre) resse il ministero della Guerra; morì
a Genova nel 1910: cf M. Rosi, D izionario del risorgim ento nazionale..., IV p. 424.
5 anni trascorsi: v. lett. indicate nell’indice alfabetico delle m aterie in E(m) I, m inistero della Guer­
ra, p. 660.
16 pieni di fiducia: il ministero il 10 ottobre 1867 autorizzò l’elargizione di quanto richiesto, fra cui
20 coperte di cotone. Queste, mancando nei magazzini, non poterono essere consegnate a don Bosco,
il quale nel gennaio successivo ne rifece la richiesta (vedi Appendice, lett. 1867/27). Il ministero allora
il 10 gennaio 1868 invitò don Bosco a ritirare 20 coperte di lana, più adatte alla stagione in corso: ASC
B26200 Governo, m inistero della guerra, A. Bacchino: v. Appendice, lett. 1868/2.
1090
Alla contessa Bianca Pasetti Villani
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900414)
Copia semplice
E I 500 MB V ili 953
Consigli di vita spirituale - promessa di preghiere
[Cremona] (S. Giovanni in Croce), [18 settembre 1867]
111.ma Sig[ra] Contessa,
Per animarci tutti alla speranza nella potenza e nella bontà del Signore fac-

44.6 Page 436

▲torna in alto
430 settembre 1867
dam o così:
5
1° Fino al giorno dell’immacolata Concezione[:] Reciti tre pater, ave, gloria
al SS. Sacramento, con tre Salve Regina a Maria Ausiliatrice.
2° Io farò ogni giorno un m em ento speciale nella Santa Messa, i miei ragazzi
pregheranno meco e non meno di quattro faranno la loro comunione ogni matti­
no secondo questo scopo.
io 3° Se si otterrà qualche grazia in modo sensibile farà qualche oblazione per
la Chiesa di Maria Ausiliatrice che si sta edificando in Torino.
Se non è contrario alla maggior gloria di Dio ho ferma fiducia che saremo
esauditi; Ella poi dal suo canto parli, faccia parlare, scriva con prudenza e con bei
modi, ma dicendo quanto sa per muovere il cuore del raccomandato.
15
Dio la benedica, preghi per la povera anima mia e mi creda con perfetta
stima
Della S. V. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20 Alla 111.ma Signora
La Sig[ra] Contessa
Bianca Pasetti Villani
1 S. Giovanni in Croce: località in provincia di Cremona, dove la principessa Elena Soresina Vidoni
aveva la casa di villeggiatura.
2 Bianca Pasetti: abitante a Firenze, in via Ricasoli; una certa Luigia Pasetti, nata da Girolamo e da
Teresa Poggi di Casal Fiumanense, aveva sposato il conte Luigi Villani e gli aveva dato un figlio, Vitto­
rio: LDNI, voi III. 1914-1915.
3 Preoccupata per la lontananza dalla «retta via» di una persona cara, la contessa aveva chiesto a
don Bosco cosa dovesse fare. La risposta era stata di recitare «alcune preci» e di fare un'offerta a Ma­
ria Ausiliatrice «se aveva speranza di ottenere». Ottenutala, la contessa inviò L. 50: cf lett. del 21 m ar­
zo 1886 in ASC B26200 Pasetti.
1091
A don Michele Rua
ASC B31010 Lett. orig., Rua (A 1740122) me. 47 C 3
Orig. aut. 2 ff. 207 x 132 mm. carta azzurra con timbro BATH sul mrg. sup. sin. e segno di
ceralacca rossa foglio restaurato timbri vari: S. Giovanni in Croce 19 set 67 Cremona 19 set 67 7 S
Torino 20 set 67 5 S altri timbri illeggibili indirizzo allog.
E I 501 MB VII 953-954
Sollecita la spedizione dei programmi dei collegi di Lanzo e di Mirabello
[Cremona] S. Gio. in Croce, 18 settem bre 18]67
Car.mo D. Rua,
Ti mando il certificato per Racca e spero che giungerà a tempo senza diffi­
coltà.
5 Ti raccomando di dare somma sollecitudine alla spedizione de’ programmi di

44.7 Page 437

▲torna in alto
settembre 1867 431
Lanzo e di Mirabello. Per quello di Lanzo si mandino a tutti i preti di Torino di
cui si ha il nome, ed uno al cav. Margotti con letterina ad hoc. Per quello di Mira­
bello si mandino a tutti i preti che si conoscono o di cui si può avere il nome della
diocesi di Casale e di Vigevano.
Finora danaro in isperanza, ma nella borsa niente. Venerdì a sera sarò a To- 10
rino si Domino placuerit.
Saluta Goffi, il Cavaliere[,] D. Francesia e Racca con tutti quelli cui parlerai
di me.
Dio ci benedica tutti, prega per me che ti sono nel Signore
f.2v Al M.to Reverendo Signore
11 Sig. D. Rua prefetto dell'orat.
di S. Frane, di Sales
Torino
Aff.mo in G. C.
15
Sac. Gio. Bosco
8 cui corr si ex ài 10 ante Venerdì del sab
2 Michele Rua: v. lett. 730.
3 Pietro Racca: nato a Volvera (Torino) il 4 settembre 1843, era entrato all'Oratorio il 6 novembre
1860. Chierico triennale il 18 gennaio 1863, e perpetuo il 15 novembre 1865, divenne sacerdote nel
1867. Morì a Volvera il 13 settembre 1873: ASC registro Censim ento Anagr. Ord. Prof. Il certificato si
riferiva agli esercizi spirituali fatti a Trofarello nell’agosto precedente, necessari per l’ordinazione sa­
cerdotale prevista per le tem pora d ’autunno: ASC B32000 Autografi persone, Racca, ed. in MB VIII
946. Il Racca venne poi ordinato prete il 21 dicembre 1867 e celebrò la sua prim a Messa all’Oratorio il
giorno seguente: cf MB V ili 1023.
7 Giacomo Margotti: nato a Sanremo (Imperia) nel 1823, dottore in teologia nel 1845, sacerdote
l’anno seguente, entrò a collaborare dal 1849 presso il giornale «l’Armonia» (il giornale conservatore
torinese, facente capo a mons. Luigi Moreno, vescovo di Ivrea), dove lavorò ininterrottam ente fino al
1863. Nel medesimo anno passò a dirigere la ancor più intransigente «L’Unità Cattolica». Giornalista
famoso, polemista nato, decisamente intransigente, stimato da Pio IX e da Leone XIII per la sua dedi­
zione alla Santa Sede, coniò nel 1861 la famosa formula «né eletti né elettori» dettata da palese sfidu­
cia verso l’operato del parlamento. Nel 1857 fu eletto alla cam era dei deputati, m a la sua elezione ven­
ne fatta invalidare dal conte Camillo Cavour. Morì nel 1887: DM CIII. Ip ro ta g o n isti... pp. 330-332; cf
anche E. L u c a te ll o , G iacom o M argotti, direttore d e ll’ «A rm onia», in AA. W . , G iornalism o del R i­
sorgim ento. Torino 1961, pp. 297-339.
10 Finora ... nella borsa niente: evidentemente lo scopo primario di questo e di altri viaggi del tempo
era quello della raccolta di sostegni finanziari; dopo Cremona don Bosco si recò anche a Parma, pri­
m a di tornare a Torino: B23000 Calvi, ed. in MB V ili 954.
— Venerdì: 20 settembre.
12 Domenico Goffi, calzolaio: v. lett. 871.
— Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
1092
Al padre scolopio Alessandro Checcucci
Biblioteca Nazionale, cv 451 ins 34 - Firenze
Orig. aut. 1 f. sul mrg. sup. sin. si trova il timbro della biblioteca
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Checcucci (A 1950164)
Ined.
Chiede l'invio dell’articolo per «L'Unità Cattolica» - esprime preoccupazione per l’epidemia di colera
ad Albano - invoca fede e speranza nel Signore

44.8 Page 438

▲torna in alto
432 settembre 1867
*Torino, 23 s e tte m b re 18]67
Car.mo nel Signore,
Mandi pure l’articolo di cui parla, che io lo rimetterò tosto in proprie mani al
T. Margotti.
Mi ha veramente spaventato la catastrofe di Albano, ma ignorava che il colle­
gio Nazareno si trovasse anche costà. Ella però non mi dica che alcuno de’ suoi, a
me pure cari, allievi sia stato colpito, perciò io mi consolo nella speranza che il
male sia solamente stato nella dispersione e non nella morte de’ giovani.
Adoriamo la santa volontà di Dio, ma rallegriamoci nel Signore che l’oro si
prova col fuoco, perciò dopo questo fatto doloroso una grande benedizione deve
toccare il suo collegio.
Dio benedica Lei, faccia i miei ossequi a tutti i benevoli superiori colleghi
suoi e mi creda nel Signore
Aff.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
11 collegio] colligio
1 Torino: luogo e data forse convenzionali, poiché lo stesso giorno don Bosco, con don Michele Rua,
iniziava la predicazione degli esercizi spirituali ai salesiani a Trofarello.
2 Alessandro Checcucci: v. lett. 1001.
4 Giacomo Margotti, direttore de «L'Unità Cattolica»: v. lett. 1091.
5 Ad Albano c ’era la casa di villeggiatura dei giovani del collegio Nazareno di Roma, diretto all’epo­
ca dal Checcucci. Quanto alla catastrofe, il riferimento è alla violenza con cui il colera colpì la cittadi­
na alle porte di Roma: v. lett. 1071.
6-7 alcuno... colpito: invero non mancò qualche decesso (v. lett. 1095).
1093
Al vescovo di Saluzzo Lorenzo Gastaldi
ASC B31220 Copie di orig. (A 1930101)
Copia semplice
E I 501-502
Problemi di patrimonio ecclesiastico per due chierici saluzzesi
*Torino, 23 settembre [18]67
Rev.do Monsignore,
Fra i chierici di questa casa avvi Garino Gioanni da Busca e Chiapale Luigi
da Costigliole, i quali hanno terminato il loro corso teologico. Il primo avrebbe la
metà del patrimonio presso la Curia di Saluzzo[,] siccome si compiacque di scri­
verci il sig. Vicario Generale. L’altra metà sarebbe fatta da me sopra una rendita
del Debito pubblico. Al Chiapale lo farebbe totalmente il cav. Carlo Giriodi[,]
come credo ne abbia già parlato a Lei stesso.
Ora avrei bisogno di sapere se Ella ammette il titolo ecclesiastico sopra cedo-

44.9 Page 439

▲torna in alto
settembre 1867 433
le nominative come generalmente si fa, oppure se fa delle quistioni; in secondo io
luogo se non ha difficoltà di ammetterli all’ordinazione.
Essi hanno propensione a rimanere qui come membri della Società di S.
Francesco di Sales, ma io credo che quando avranno terminato il corso di mora­
le, dimanderanno di entrare in diocesi, ed io non fo loro nissuna difficoltà. La
loro condotta è buona.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Chiapale porta egli stesso la lettera.
10 se] si
2 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124; aveva preso possesso della diocesi di Saluzzo il 9 giugno pre­
cedente.
3 Gioanni Carino: v. E(m) I, lett. 342.
— Luigi Chiapale: v. E(m) I, lett. 612.
6 Vicario Generale: per circa 30 anni fu il canonico della cattedrale Alfonso Buglione di Monale
(1817-1894), che poi succederà nel 1871 a mons. Gastaldi.
7 Carlo Giriodi di Monasterolo: v. lett. 1000 e E(m) I, lett. 589.
14 entrare in diocesi: in realtà solo il Chiapale si fece diocesano; il Garino rimase invece salesiano.
1094
Alla contessa Girolama Uguccioni
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, Uguccioni (A 1780227)
Orig. aut. 2 ff. 205 x 132 mm. carta leggera trasparente
E I 502-503 MB XV 845
Preghiere per la guarigione della contessa - rallentati i lavori per la chiesa di Maria Ausiliatrice
*Trofarello, 25 settem b re 18]67
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Il giorno prima che ricevessi la sua lettera aveva fatto un sogno che mi aveva
recato molta consolazione. Aveva sognato che aveva detto messa nella sua cap­
pella e che Ella mi aveva interrotto il ringraziamento portandomi con tutta disin- 5
voltura Ella medesima una tazza di caffè nero. Lode a Dio, io esclamai, il suo
male è guarito bene. Ma la sua lettera che ricevetti al mattino seguente mi avvisò
che era un sogno.
Per altro io godo che vada meglio e sono pieno di fiducia che quest'autunno,
quando, a Dio piacendo, andrò a Firenze, Ella sia proprio in grado di portarmi il 10
caffè. Vedremo.
Intanto noi non mancheremo di continuare le nostre preghiere pel compi­
mento di sua guarigione e per la conservazione del sig. di Lei marito, figlie | gene­
ri e nipoti. Spero che niuno malanno recherà loro molestia, siccome dimandiamo
nelle nostre preghiere.
15

44.10 Page 440

▲torna in alto
434 settembre 1867
La tristezza dei tempi ci ha costretto a rallentare i lavori di Maria Ausiliatri-
ce; non già che questa Madre cessi dal benedire gli oblatori di quest’opera pia,
ma le miserie fanno sì che le oblazioni, sebbene moltiplicate, siano divenute gran­
demente tenui.
20
Nulla dimeno sono pieno di fiducia di due cose: che di quest’anno i principali
lavori saranno terminati; e che nella prossima primavera, quando ne faremo l’i­
naugurazione Ella sarà in grado di potervi venire a fare una visita.
Dio ci benedica tutti, e ci ajuti a camminare per la via del cielo. Amen.
Con gratitudine mi professo
25
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco G.
P.S. Il cav. Oreglia è qui meco a fare gli spirituali esercizi e per mezzo [mio]
of[f]re alla S. V. e a tutta la sua famiglia i suoi saluti assicurandomi che prega per
30 tutti loro.
1 Trofarello] Torino 16 ha] hanno
1 Don Bosco scrive «Torino», e non «Trofarello», dove invece si trovava dal 23 settembre; come s ’è
visto altre volte, più che di lapsus, come scrive E I 503, si tratta di usus scribendi di don Bosco, che
preferisce m ettere la città di residenza abituale (anziché la località in cui si trova solo per alcuni gior­
ni), quando scrive a persone residenti molto lontano da Torino. Non così invece, ad es., per la lettera
al vescovo di Casale: v. lett. 1096.
2 Girolama Uguccioni e famiglia: v. lett. 877 e 885.
3 sua lettera: non è stata reperita.
7 male è guarito: vale a dire la rottura della gamba, di cui alla lett. 1079.
14 malanno: implicito il riferimento all’epidemia di colera in corso.
28 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
— esercizi spirituali: erano incominciati due giorni prima (v. lin. 1).
1095
Al padre scolopio Alessandro Checcucci
Edita da tip. Calasanz. senza data, 5 p. 167 x 110 mm.
MB V ili 956
Sentito dispiacere per il colera che ha colpito Albano e la residenza estiva del collegio Nazareno - am ­
mirazione per la struttura edilizia e il metodo pedagogico del medesimo collegio
Trofarello, li 26 settembre 1867
Carissimo P. Rettore,
Con quanto vivi e sinceri sensi di gioia e di compiacenza visitai mesi sono il
vostro Collegio Nazareno, con altrettanto e maggior dolore ho inteso la terribile
5 sciagura che ha colpito la Città d ’Albano, dove il Collegio stesso, erasi ridotto in
quel suo magnifico locale, a temperare gli estivi calori di Roma, ed a passarvi, se­
condo il costume, le ferie autunnali.
Non so dirvi, amico mio, come avessi ferito profondamente il cuore da sì in-

45 Pages 441-450

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45.1 Page 441

▲torna in alto
settembre 1867 435
fausta novella, anche perché prevedevo nella necessità, in cui vi trovaste di scio-
p. 2 gliere il Collegio, quanti | mai frutti di virtù e di sapienza si sarebbero per mala io
ventura perduti. Ma riavutomi alquanto da quello sbigottimento, nel ripensare
alle provvide istituzioni ed all’eccellente disciplina, che regolava il vostro Colle­
gio: come pure ponendo mente alle sue gloriose tradizioni, ed alle tante savie ed
amorevoli leggi, onde era governato, sia per la parte educativa, sia per la s c i e n ­
tifica, ebbi buone ragioni di racconsolarmi, ed al timore successe tosto la speran- 15
za di un più lieto avvenire. Talché al santo e geloso intendimento d ’informare il
cuore e l’ingegno dei giovanetti alla pietà ed alle lettere, nulla mi parve mancare
nel vostro Convitto.
Che dirò poi del locale magnifico, spazioso, ventilato come quello che risiede
in uno dei punti più elevati del centro di Roma, a cui aggiungono pregio, le nuove 20
sale, colla infermeria, e con altri utili ornamenti, onde l’avete recentemente non
senza grave dispendio arricchito? Ma questo sarebbe poco, se nelle mie visite al
Nazareno non avessi sopra tutto ammirato l’indole ingenua e modesta sì, ma di­
sinvolta e festiva dei vostri alunni, di guisa che apparivano chiari sul volto di cia­
scheduno i benevoli affettuosi sensi di un animo sinceramente buono senza orpel- 25
lo e finzione.
E questo cuor sulle labbra, che scorsi in tutti quei giovanetti, con tratti spon­
tanei di candida semplicità e di tenera amorevolezza valse a provarmi sempre
p. 3 meglio quanto è soave [ l’esercizio della virtù se non è imposto dalla severità, ma
consigliato dalla dolcezza. Anche le altre parti dell’educazione morale e civile mi 30
parvero ottimamente ordinate. Ed a mostrarne la piena soddisfazione che ne eb­
bi, ed il gran piacere che ne sentii, ve ne sia buona prova il ragionarne che feci
con molti in Roma stessa, ed anche col Santo Padre, che ne ebbe sincera consola­
zione per quell’amore che so che Egli porta al vostro Collegio.
Dirò inoltre che l’insegnamento non è la parte meno considerevole del Naza- 35
reno, avendovi trovato buoni metodi e nobili eccitamenti, e ciò che più monta,
uomini molto sapienti, che fui ben lieto di conoscere, come fra gli altri mi piace
ricordare il P. Taggiasco, il P. Farnocchia, ed il P. Rolletta, ed alcuni di chiara
fama come il P. Chelini, di cui l’Università di Bologna dolora sempre la perdita,
avendone ammirato il perspicace e profondo ingegno.
40
Vedete or dunque, amico mio, quanti giusti motivi avete di riconfortarvi del­
l’animo per le sciagure che incolsero al vostro Collegio nel colera d ’Albano, e
quanta speranza dovete nutrire che esso per sua propria virtù riprenda forza e vi­
gore. E di ciò vi dee essere pure argomento la costante e ben meritata reputazio­
ne, che il Nazareno ha goduto finquì, ed il gran numero degli alunni accorsivi da 45
p. 4 ogni parte d ’Italia, ed i valorosi uomini che vi produsse. Molti dei quali, fatti poi
segnalatissimi per alte dignità, per cospicui ufficii sostenuti, per fama di scienza e
di lettere (a testimonio di preclare virtù) hanno meritato d ’ornare di sé l’Aula
grande del Nazareno.
E ben mi sovviene che in quei cari giorni passati in Collegio, forte mi stupii 50
nel trovare in bell’ordine disposti i ritratti di ben quaranta Cardinali, l’ultimo dei
quali TEminentissimo Morichini, il cui solo nome è uno splendido elogio. Come
fra gli scienzati e letterati di grido vidi, se ben mi rammento, i ritratti del Paradisi,

45.2 Page 442

▲torna in alto
436 settembre 1867
del Verri Pietro, del Barlocci, del Labindo, di Cesare Lucchesini, di Angiolo Maria
55 Ricci, del Senatore Patrizi, di Giovanni Marchetti, e d ’altri assai di chiara nomi­
nanza.
Mi persuado pertanto, come vi dicevo più sopra, che tutte queste ragioni
varranno a sgombrare dall’animo vostro ogni dolore e timore, e che preso nuovo
coraggio proseguirete a ben meritare dell’istituto vostro, e della pubblica morale,
60 massime in tempi sì tristi e sconsigliati, ed a corrispondere in pari tempo alle be­
nefiche intenzioni del Sommo Pontefice Pio IX, che vi eresse a codesto assai sca­
bro e rilevante ufficio, e che memore di essere stato un dì alunno delle Scuole Pie,
le ama e protegge, e che segnatamente al vostro Collegio ha dato in mille guise
solenni testimonianze e d ’animo benevolo, e di sovrana Clemenza. Come | appun- p. s
65 to in altri tempi onorarono il Nazareno del loro patrocinio i gloriosi Pontefici Ur­
bano VIII, Clemente XI, Benedetto XIV, Pio VI, e Pio VII, e per ultimo Gregorio
XVI, ciò che potei conoscere dalle iscrizioni in marmo esistenti in Collegio.
Vi prego finalmente a ricordarvi di me e del mio povero Istituto, ed a conser­
varmi sempre la vostra cara benevolenza.
70
Vostro affezionatissimo amico
D. Giovanni Bosco
Al P. Alessandro Checcucci D. S. P.
Rettore del collegio Nazareno
di Roma
1 Trofarello] Torino 48 sé] se
1 Trofarello: v. lett. 1094, lin. 1.
2 Alessandro Checcucci: v. lett. 1001.
3 visitai mesi sono: circa tale visita v. lett. 1092.
5 sciagura di Albano: ossia il colera che aveva colpito la località. Il collegio Nazareno vi si era trasfe­
rito il 7 luglio per sfuggire all'epidemia che imperversava a Roma. Se parecchi convittori furono colpi­
ti, ed alcuni gravemente, fra loro a Frascati ci fu solo un decesso; due furono però i decessi appena ri­
tornati in città: quello del vice Ministro P. Angelo Molle e quello del giovane Francesco della Genga,
appartenente alla famiglia di papa Leone XII: cf P. V a n n u c c i, Il Collegio N azareno. Roma, 1930,
p. 199.
38 Pietro Taggiasco: nato a Sasso (Imperia) nel 1816, insegnava retorica e poetica al Nazareno, dove
ricopriva pure il ruolo di prefetto degli studi. Fu anche assistente provinciale e assistente di due Padri
Generali. Morì a Roma nel febbraio del 1871: cf Dizionario Enciclopedico Escolapio. Voi. II. Sala­
m anca 1983, p. 536.
— Agostino Farnocchia: nato a Pedona (Lucca) nel 1828, sacerdote dal 1852, insegnò filosofia per vari
anni al Nazareno. Nel 1870 passò alla provincia toscana e divenne insegnante di matem atica, fìsica,
chimica e scienze naturali in S. Giovanni di Firenze. Fu membro di varie accademie scientifiche. Morì
a Pedona nel 1886: ib, p. 220.
— Filippo Rolletta: nato a Alatri (Frosinone) nel 1842, indossò l’abito degli scolopi 0 21 settembre
1867. Dopo anni di insegnamento al Nazareno, nel 1887 fu nominato Postulatore Generale, carica che
tenne fino alla morte (1915). Fu anche maestro dei novizi: ib, p. 473.
39 Domenico Chelini: nato a Gragnano (Lucca) nel 1802, scolopio dal 1818 e sacerdote dal 1827, in­
segnò fisica e matem atica in varie città, fra cui Roma, al Nazareno, dal 1831 al 1851, finché venne
chiamato come professore di matematica e idraulica all’Università di Bologna. Per non aver voluto
prestare giuramento al governo, rinunziò alla cattedra, trasferendosi a Roma, dove dal 1867 al 1871
insegnò meccanica razionale all’Università «La Sapienza», m entre risiedeva al Nazareno. Nuovamen­
te privato della cattedra a motivo del mancato giuramento, insegnò all’università Vaticana (che però
ebbe vita breve). Morì a Roma nel 1878: ib., pp. 178-179.
52 Carlo Luigi Morichini: nato a Roma nel 1805, vescovo titolare di Nisibis in Mesopotamia nel 1845,
cardinale nel 1852, fu inviato alla diocesi di Iesi nel 1854 e poi di Bologna nel 1871; morì a Roma nel

45.3 Page 443

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settembre 1867 437
1879: HC V ili 11, 12, 48.
53 Giovanni Paradisi: letterato e uomo politico (1760-1826); ricoprì importanti uffici nella Repubbli­
ca e nel Regno Italico.
54 Pietro Verri: economista e letterato milanese (1728-1797); fu il fondatore nel 1764 del «Caffè», fa­
moso periodico scientifico letterario.
— Giovanni Gualberto Barlocci: nato nella II m età del sec. XVII a Fermo (Ascoli Piceno) fu membro
dell’Arcadia; autore di molti libretti messi in musica, non se ne conosce la data di morte.
— Labindo: nom e arcadico del poeta Giovanni Fantoni (1755-1807).
— Cesare Lucchesini: erudito lucchese di grande fama (1756-1832).
54 Angiolo Maria Ricci: poeta lirico, epico e didascalico (1776-1850).
55-56 Giovanni Patrizi, senatore: v. E(m) I, lett. 358.
56 Giovarmi M archetti (1790-1852): scrittore e uomo politico, ministro di Pio IX per gli affari esteri
nel 1848.
1096
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
Archivio diocesano, carte Ferrè - Casale Monferrato
Orig. aut. 2 ff. 275 x 186 mm. sul mrg. sup.: prot. 39
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Ferrè (A 1790515)
Ined.
Incoraggiamento per la missione episcopale - invio di una copia delle costituzioni salesiane - annun­
cio di una sua prossima visita
*Trofarello, 28 settem b re 18]67
Eccellenza Reverend.ma,
La lettera che V. E. Rever.d.ma si degnò di scrivermi mi ha fatto molto pia­
cere, perché mi ha assicurato che Ella nella sua bontà aveva gradito quelle poche
cose che mi sembravano degne di uno sguardo speciale.
5
Comprendo benissimo che sul cominciamento della amministrazione di una
diocesi n e’ tempi che corriamo avrà da superare molte e gravi difficoltà; ma ab­
biamo di che confortarci.
Non voglio che l’allievo dia avvisi al maestro, tuttavia dirò; l’ajuto divino non
le mancherà; se S. Paolo diceva om nia possum in eo qui m e confortai, perché io
non potrà dirlo V. E. come successore dell’apostolo nel ministero episcopale?
Inoltre non sarà solo: di mano in mano che conoscerà il suo clero scorgerà
uomini fedeli e coraggiosi che le daranno mano forte; ma è indispensabile che si
vada molto adagio per conoscere, scegliere per quindi operare. Ho piena fiducia
che in Mirabello avrà una casa di fedeli suoi servitori che nella loro pochezza fa- 15
ranno ogni sforzo per coadiuvarla.
A proposito di questa casa di Mirabello avrà già avuto notizia da qualchedu­
no della società religiosa che la amministra. Le unisco copia delle regole di essa
affinché ne conosca lo scopo, lo spirito e a suo tempo ci possa dare que’ paterni
consigli che meglio giudicherà nel Signore.
20
Questa Società ebbe già la sua prima collaudazione colla costituzione del su­
periore. Tra i vescovi che si degnarono di commendarla presso la Santa Sede fu
specialmente Monsig. Calabiana di Lei antecessore, nella cui diocesi esisteva una

45.4 Page 444

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438 ottobre 1867
casa particolare.
25
Appena V. E. avrà dato sesto alle cose principali che concernono all’entrata
nella diocesana amministrazione spero di poter passare a Casale ed avere qualche
po’ di tempo libero per trattare di cose che non si possono facilmente confidare
alla carta.
Come Ella ben vede io parlo con libertà e confidenza come fa un figlio al suo
30 padre; ma Ella mi usi carità e con maggior libertà mi sgridi, mi strapazzi come
giudicherà necessario.
Intanto si degni di dare la sua santa benedizione a me ed a miei giovanetti, i
quali augurandole dal Cielo sanità e grazia meco si professano colla più profonda
gratitudine
35
Di V. E. Rever.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
29 ben em end ex vede
2 Pietro Maria Ferrò: nato a Verdello (Bergamo) nel 1815 m a oriundo di Crema, città nel cui semina­
rio fu professore, prim a di esservi nominato vescovo nel 1857; trasferito a Pavia nel 1859 e poi a Casa­
le nel 1867, morì il 13 aprile 1886. Fu convinto rosminiano: HC V ili 187, 230 439; v. anche C. P o l o n i-
n i, Biografia d i m ons. Pietro M aria Ferrè. Casale 1886.
3 scrivermi: la lettera non è stata reperita.
6 sul cominciamento: il Ferrè era all’inizio del suo servizio episcopale nella diocesi di Casale, essen­
do stato trasferito da Pavia solo pochi mesi prima, il 27 marzo 1867.
10 om nia... confortai: Ph. 4,13.
18-20 società religiosa... patem i consigli: don Bosco si prem ura di far conoscere al nuovo vescovo la
com unità salesiana di Mirabello (diocesi di Casale), viste anche le difficoltà che quelle di Torino-
Valdocco e di Lanzo stavano incontrando col neoarcivescovo di Torino. Sarà proprio mons. Ferrè a
concedere l’approvazione diocesana alla società salesiana pochi mesi dopo (13 gennaio 1868), e ad
aprire così ad essa la strada all’approvazione pontificia, concessa l’anno successivo, il 19 febbraio 1869
(decreto datato 1° marzo 1869).
21 collaudazione: ossia 0 decretum laudis del 23 luglio 1864.
22 commendare: v. lett. 730, lin. 32.
23 Luigi Nazari di Calabiana: v. E(m) I, lett. 81.
1097
Ai conti Francesco e Luigia Viancino
ASC B32000 Autografi (A 2200156)
Orig. aut. 2 ff. 135x210 mm. intest.: «Oratorio... Si prega della carità...»
E I 503 MB VIII 959
Accusa ricevuta e ringrazia per le due somme di denaro inviategli
*Torino, 1° ott[obre] 1867
Oltre alla somma di fr. 1000 già prima ricevuti dal benemerito sig. Conte
Francesco di Viancino, ricevo oggi fi'. 500 dalla pia e benemerita di lui consorte
Luigia nata Sant’Albano, che essa offre per una campana da porsi sul campanile

45.5 Page 445

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ottobre 1867 439
della Chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice con quella inscrizione e stemmi che ai
medesimi saranno benevisi.
La Santa Vergine Maria doni ai benemeriti ed insigni oblatori lunghi anni di
vita felice e la bella fortuna di andare un giorno a ricevere la corona di gloria in
cielo dalle mani della comune nostra Benefattrice di cui in modo così sensibile si
professano veri divoti.
Sac. Gio. Bosco
3 Francesco Viancino di Viancino e moglie: v. lett. 900 e 1077.
4 campana: v. lett. 1077.
5 inscrizione: sarà la seguente: Uni trinoque Domino sit sem piterna gloria. MDCCCLXVIII. Dirigat
D om inus fam iliam Viancino. A uxilium Christianorum ora prò ea.
1098
A don Raffaele Cianetti
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860334)
Copia semplice con strappo
E I 503-504 MB V ili 960
Disponibilità ad accogliere un ragazzo a Mirabello - grave m alattia del rettore della chiesa di S. Leo­
nardo a Lucca per il quale l’intera comunità prega - buone notizie dei due fratelli Morelli
Torino, 2 ottob[re 18]67
Car.mo D. Cianetti,
Attesa l’età del giovanetto Chelini può soltanto essere ricevuto a Mirabello
alle condizioni del programma che le mando; più tardi (a 12 compiuti) sarebbe
accolto qui in Torino a più miti condizioni.
Riguardo al Rettore di S. Leonardo sembra veramente che il Signore lo vo­
glia in Paradiso. Tuttavia mettiamo la Santa Vergine alla prova. Di qui fino alla fe­
sta dell'Immacolata Concezione di Maria SS. reciti un Pater, Ave, Gloria al SS.
Sacramento con una Salve Regina e colla giaculatoria Maria A u xiliu m Christia­
norum, ora prò nobis.
Io lo raccomanderò nella mia pochezza ogni giorno nella santa messa. I miei
giovanetti faranno speciali preghiere. Se guarisce farà una offerta per continuare
1 lavori della chiesa. Fede nella bontà di Dio e nella potenza di Maria.
I fratelli Morelli desiderano veramente di studiare; se il tutore può portare la
mesata a fr. 20 caduno io li metto ambedue allo studio. Da che vennero qui si
portarono sempre con esemplare condotta.
Dio benedica Lei, caro D. Cianetti, e benedica le sue fatiche, preghi per la
povera anima mia e mi creda nel Signore
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
2 Raffaele Cianetti: v. lett. 948.
3 Chelini: il nom e del giovane non risulta né nei documenti di Mirabello conservati nell’archivio di

45.6 Page 446

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440 ottobre 1867
Borgo S. Martino (Alessandria) e neppure nel registro Censim ento dell'ASC.
6 Rettore di S. Leonardo: si tratta di don Bartolomeo Barsellotti, che effettivamente m orì poco do­
po, il 18 ottobre 1867, e che venne sostituito due mesi dopo da don Salvatore Bertini: v. lett. 948.
14 fratelli Morelli: Polifonte ed Elcesto Morelli, nati rispettivamente nel 1853 e nel 1855, entrati come
artigiani a Valdocco il 21 maggio 1867: ASC registro Censimento.
1099
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730408) me. 40 D 1/2
Orig. aut. 2 ff. 213 x 140 mm. carta leggera intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della cari­
tà...» sul f. 2v si legge: «D. Bosco»
E I 504-505
Soddisfazione per la prossima inaugurazione della cappella dell'erigendo collegio e per i buoni raccolti
della campagna - suo accordo per una eventuale questua di vino a favore della chiesa di Maria Ausi-
liatrice
*Torino, 4 ott[obre 18]67
Car.mo Sig. D. Pestarino,
La cappella è terminata: optime. Se il Vescovo è propenso per la benedizione
della medesima si effettui la funzione ora che il tempo è ancora propizio. Io mi
5 unirò con Lei e con tutti i Mornesini ad invocare la protezione di Maria sopra tut­
to il paese in quel giorno.
Godo molto che, mentre da tutte le parti si lamenta la grave scarsezza, quelli
di Mornese abbiano avuto un buon raccolto. Ho viva fiducia che Maria Ausiliatri-
ce e S. Giuseppe per altro anno otterranno maggiori grazie non solo col tenerli
io tutti lontani dai flagelli del colera, che infestò tanti paesi, ma li benedirà tutti nella
sanità, nella religione e nelle medesime loro campagne.
Riguardo poi alla questua che Ella propone pel vino fra quelli di Mornese io
rimetto tutto alla sua prudenza e a quella del sig. Prevosto. Ma qualora si faccia
insista che non facciano nulla per amore di D. Bosco, ma unicamente per amore
15 di Maria Ausiliatrice, affinché benedica e protegga i frutti delle loro campagne, e
in onore di S. Giuseppe affinché ci ottenga da Dio il dono | della sanità in vita e ci f.lv
assista poi al punto della morte; ma quanto si raccoglierà sarà tutto impiegato pei
lavori della nuova chiesa.
Dio la benedica, sig. D. Pestarino, e benedica con Lei tutti i nostri fratelli in
20 G. C. che dimorano costà. Preghi per me e per questi nostri giovanetti e mi creda
con fratellevole affezione
Affano amico in G. C.
Sac. Gio. Bosco
7 le] i 8 Mornese corr ex mornese 9 p o st solo del che
1 114 ottobre 1867 don Bosco, se non era ancora partito per Castelnuovo d'Asti per la festa del Rosa­
rio di domenica 6 ottobre, era comunque in procinto di farlo. Al paese ricevette molti ringraziamenti
per aver m andato il mese prim a don Giovanni Cagliero in aiuto al parroco nell'emergenza del colera:

45.7 Page 447

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ottobre 1867 441
ASC A008 Rua-Cronachetta, me 1208 E 7 ed. in RSS 15 (1989) p. 43.
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3 cappella: quella dell’erigendo collegio, dedicata a Maria SS. Addolorata; il vescovo non vi andò, e
venne invece benedetta il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, da don Bosco stesso.
8 buon raccolto: tant’è che ne avevano offerto le decime a don Bosco (v. lett. 1072 e 1113).
10 colera: v. lett. 1071.
13 Prevosto dal 1860 al 1895 fu don Carlo Valle: v. lett. 797.
1100
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lem oyne (A 1720602) me. 29 E 3
Orig. aut. 2 ff. 200 x 135 mm. carta uso stampa
Ined.
Rapidissima risposta a due domande
*[Torino], 18 ottfobre 18]67
Car.mo D. Lemoyne,
A Passerini si possono condonare gli ultimi due mesi di pensione che viene a
fare quasi lo stesso. Del resto ti scriverò. Il regolamento l’avrai.
Valedic om nibus in Christo [et in] Maria Aus. Amen.
5
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Lemoyne] Lemoine
2 Giovanni Battista Lemoyne era 0 direttore del collegio di Lanzo: v. lett. 853.
3 Carlo Passerini: nato a Bieno (Novara) nel 1853, era entrato in collegio a Lanzo 0 9 novembre 1865
a spese dello zio parroco: cf Lanzo, registro Censimento.
1101
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950139)
E I 505-506 MB V ili 980-981
Scherzoso atto di ubbidienza - soddisfazione dei ragazzi dell’Oratorio per il trattam ento ricevuto du­
rante la gita - proseguono i lavori per la stampa del libro atteso da tanto tempo - altre informazioni
*Torino, 19 ott[obre 18]67
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Le madri devono comandare e [non] pregare i loro figli; perciò Ella doveva
dire: D. Bosco vada, venga, stia, e D. Bosco anche un po’ indolente avrebbe ubbi­
dito. Ciò sia di regola per altra volta.
5

45.8 Page 448

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442 ottobre 1867
Dunque ho fatto nella mia pochezza la preghiera che mi dimandava e credo
buona la risoluzione di mandare Emanuele a Bressanone.
Valsalici è sempre un collegio che gode buon nome ed io ci ho tutta la confi­
denza, perciò il Bimbo può andarvi con tranquillità,
io I giovanetti di Mirabello furono pieni di maraviglia pel modo, alla sua fami­
glia ordinario, con cui furono trattati. Lunghe lettere a me ed ai loro parenti etc.
Tutto a maggior gloria di Dio. Io ho a tutti raccomandato che facessero tutti per
Lei una volta la santa comunione.
Deo gratias per quanto mi scrive del prevosto di Lu. D. Spagnolini fu conten-
15 tissimo della sua dimora a Vignale; ora ha fatto dimanda di andare ne' Gesuiti,
ma il suo Vescovo vuole ora mandarlo ad una parochia.
Sono stati ricevuti fr. 500 che Ella manda pel libro. Stia tranquilla che avanti
che sia compiuta l’unità italiana (ciò sarà presto!!) il libro | sarà ultimato. La
pazienza è una gran virtù, e le madri la devono sempre esercitare verso a certi
20 figli... Il lavoro però del libro non è interrotto; ma vien grosso più che non si
calcolava.
Avrei veramente bisogno che il signor Cesare mi potesse dare la traduzione
di queste vacanze, giacché vi sarebbe opportunità di metterla tosto alle stampe.
Faccia al medesimo per me una preghiera per animarlo all’opera buona. Scriverò
25 al giovane Ruschino la risposta di sua lettera.
Dio ci benedica tutti e la Santa Vergine Maria protegga la Chiesa e benedica
ed assista il suo Capo. Amen.
Con gratitudine mi professo
Di V. S. B.
30
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
23 metterla] metterlo
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
7 Emanuele Callori: v. E(m) I, lett. 546. All’epoca aveva 16 anni.
— Bressanone: località a 40 km. da Bolzano, dove i gesuiti tenevano un collegio. Anche se Emanuele
vi andò, dovette restarci poco, visto che nel gennaio 1868 risulta essere a Torino-Valsalice: v. lett.
1138.
8 Valsalice: collegio-convitto «per giovani delle classi agiate da istruire ed educare alla religione, alle
scienze, alle carriere civili, militari e commerciali», come recitavano gli statuti generali del 19 ottobre
1863: cf A. C a ste l la n i, Leonardo M urialdo..., I, p. 532. Successivamente sarà affidato a don Bosco;
dal 1888 al 1929 ne custodirà la salma.
9 Bimbo: ossia Ranieri Massimiliano, il figlio più piccolo della Callori, nato nel 1856. Divenne consi­
gliere comunale e vicesindaco di Vignale. Cameriere segreto di vari papi, da Pio X ricevette la croce di
Gregorio Magno. Lavorò molto nell’ambito dell'Azione cattolica. Morì a Torino nel 1936.
11 furono trattati: allude all’ospitalità ricevuta dai ragazzi del collegio di Mirabello nella villa dei Cal­
lori a Vignale durante la passeggiata autunnale: cf vari problemi cronologici, in L. D e a m b r o g io , Le
passeggiate autunnali di Don Bosco..., pp. 357-371.
14 mi scrive: la lettera non è stata reperita.
— prevosto della collegiata di S. Maria Nuova in Lu (Alessandria) era don Roggero Nicolao, che vi ri­
mase dal 1824 alla m orte avvenuta il 18 ottobre 1870. Non è stato possibile precisare l’argomento della
lettera smarrita. Don Bosco era stato ospite del prevosto nella passeggiata autunnale del 1861: cf L.
D e a m b r o g io , Le passeggiate au tu n n ali d i Don Bosco..., pp. 262-263.
— D. Spagnolini: sacerdote non identificato; non risulta essersi poi fatto gesuita.

45.9 Page 449

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ottobre 1867 443
17 libro: Il cattolico provvedu to... (v. lett. 839), pubblicato l’anno successivo, m a in preparazione da
vari anni; comprensibile dunque l’impazienza della contessa.
18 l’unità italiana: don Bosco dunque in questa occasione pare convinto dell’ineluttabilità e imm e­
diatezza dell’annessione di Roma al regno d ’Italia.
22 Cesare: ventenne figlio della contessa, impegnato in una traduzione di un testo per le L etture Cat­
toliche (v. lett. 1086); era stato l’organizzatore della ospitalità al palazzo gentilizio di Vignale ai giova­
ni di Valdocco, di cui alla lin. 11.
25 Ruschino: giovane non identificato; sm arrita anche la sua corrispondenza con don Bosco.
1102
Al vescovo di Cuneo Andrea Formica
ASC B31010 Lett. orig., Formica (A 1710504) me. 22 C 8
Orig. aut. 1 f. 212 x 135 mm. carta uso stampa segno di carta gommata
E I 506 MB V ili 981
A proposito di due giovani raccomandatigli
*Torino, 19 ott[obre 18]67
Eccellenza Reverend.ma,
Sarà un po’ difficile che il giovanetto Morroni si abitui alla disciplina di que­
sta casa trovandosi ai diciassette anni; tuttavia facciamo una prova. Si porti sola­
mente un po’ di corredo, come è qui notato, e venga dopo i Santi.
5
Il figliuolo della vedova Serra Rosa, può eziandio essere ricevuto se può uni­
formarsi al programma, che le unisco. Perché la casa essendo piena dobbiamo
mandare lui od un altro in sua vece al luogo ivi indicato.
Mi è grata l’occasione per augurarle ogni celeste benedizione, e mentre rac­
comando me e li poveri giovanetti di questa casa alla carità delle sante sue pre- io
ghiere ho l’alto onore di potermi professare
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
8 od em end ex ed 9 grata corr ex gradi[ta] 12 E. em end ex S.
2 Andrea Formica: nato a Castagnole delle Lanze (Asti) nel 1812, professore di teologia e poi rettore
del seminario di Alba, fu uno dei vescovi nominati nel marzo del 1867; morì nel 1885: HC V ili 233.
3 Morroni: il nome del giovane non appare nel registro Censim ento dell’ASC.
6 Rosa Serra: m adre di Battista, nato a Bemezzo (Cuneo) nel 1855 ed entrato effettivamente a Val­
docco come artigiano il 17 dicembre 1867: ASC registro Censimento.

45.10 Page 450

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444 ottobre 1867
1103
Al canonico di Alba Vincenzo Sism onda
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910209)
Copia semplice di Gioachino Berto
E I 506-507
Invito a trasm ettere fiducia nella sapienza e bontà di Dio ad una signora am m alata - preghiera e cari­
tà a beneficio della chiesa di Maria Ausiliatrice se «persona agiata»
*Torino, 20 ott[obre 18]67
Car.mo nel Signore,
Dica a quella signora che patisce mal d ’occhi che continui a pregare; le gra­
zie di Dio non restano imperfette e ad eccezione che nella sua infinita sapienza
5 veda essere meglio quell’incomodo e per la sua maggiore gloria e per l’anima del­
la raccomandata[,] altrimenti è certo che saremo esauditi.
Che se poi Iddio volesse cangiare e invece di tesori temporali volesse darci te­
sori spirituali, noi dobbiamo rassegnarci, e limitarci a dimandargli la santa rasse­
gnazione ai divini voleri,
io
Siccome poi l’opera di carità, che intende di fare, è affatto distinta dalle pre­
ghiere, Ella può farla quando voglia. Se però è persona agiata, sarebbe opportuna
attualmente sentendosi grave il bisogno per continuare il lavoro della costru­
zione.
Coraggio, sig. Can.co, ho pregato per Lei e continuo a fare altrettanto; Ella
15 preghi per la povera anima mia e pei miei giovanetti[,] e mi creda nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
2 Vincenzo Sismonda: nato a Corneliano d'Alba (Cuneo) il 16 ottobre 1821 dal notaio Domenico e
dalla nobildonna Vittoria Plana, venne ordinato sacerdote nel 1844. L’anno seguente fu mandato
come arciprete a Vezza d'Alba, e colà rimase per oltre 15 anni, finché, promosso mons. Formica, arci­
prete della Cattedrale, a vescovo di Cuneo nel 1867, venne nominato economo della Cattedrale. Fu an­
che vicario capitolare alla morte del vescovo. Morì ad Alba 0 12 luglio 1889: note provenienti dalla cu­
ria vescovile di Alba.
3 dica a quella signora: la lettera del Sismonda non è stata reperita; com unque da E I (lett. 603
p. 506), risulta che si trattava della signora Luigia Sottero, cui don Bosco l’anno precedente aveva rac­
comandato particolari preghiere.
1104
Al chierico Giovanni Turco
ASC B31010 Lett. orig., Turco (A 1740821) me. 54 B 1/2
Orig. aut. 2 ff. 212 x 134 mm. carta uso stampa
E I 507-508 MB V ili 982
Ringraziamento per la lettera inviatagli - consigli di vita spirituale - richiesta di disponibilità per tra­
durre dal francese alcuni libretti

46 Pages 451-460

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46.1 Page 451

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ottobre 1867 445
*Torino, 23 ott[obre 18]67
Car.mo Turco,
La tua lettera mi ha fatto molto piacere e mi riuscì tanto più gradita in quan­
to che tu mi parli coll'antica nostra confidenza, che per D. Bosco è la cosa più
cara del mondo.
5
Posta la tua lettera sotto ad un solo punto di veduta io ringrazio il Signore
che in mezzo agli anni più diffìcili della tua vita ti abbia ajutato a conservare i sani
principi di religione. Si può dire che l’età calamitosa è passata; più progredirai
negli anni, più svaniranno le illusioni che l’uomo si fa del mondo, e si confermerà
vie più in quello che mi dicesti[,] che solamente la religione è stabile e può in io
ogni tempo e in tutte le età rendere l’uomo felice nel tempo e nell’eternità.
Fatta così un po’ di filosofia ti consiglio a continuare ad occuparti nella pro­
fessione di geometra in cui ti trovi, di praticare la religione specialmente colla fre­
quente confessione che per te è un vero balsamo; ma di adoperarti con tutti i
mezzi possibili per assistere e consolare il tuo buon padre nella sua attuale vec- 15
chiaja, che, grazie a Dio, si può dire floridissima.
f.lv
Pel passato ti ho sempre raccomandato al Signore nella santa messa, e lo fa­
rò assai più volentieri ancora per l’avvenire perché me lo dimandi. Tu pregherai
anche per me, non è vero?
Ho alcuni libretti ameni da tradurre dal francese, me [ne] tradurresti qual- 20
cheduno? Sarebbero da stamparsi nelle letture cattoliche.
Avrò sempre una consolazione ogni volta che mi scriverai.
Dio benedica te e tuo padre, e vi conservi ambidue ad m ultos annos con vita
felice.
D. Francesia, D. Lazzero, Chiapale e molti altri tuoi amici ti salutano ed io ti 25
sarò sempre nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
2 Giovanni Turco e famiglia: v. lett. 1084.
6 tua lettera: non è stata reperita.
8 età calamitosa è passata: all’epoca il giovane aveva ormai 27 anni.
25 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
— Giuseppe Lazzero: v. E(m) I, lett. 614.
— Luigi Chiapale: v. E(m) I, lett. 612.
1105
A don Giovanni Anfossi
Archivio Abbaziale - N onantona (Modena)
Orig. aut. 1 f. 207 x 133 mm. timbro a secco BATH sul mrg. sup.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Anfossi (A 1820103)
E I 508 MB V ili 982-983
Complimenti per il suo attaccam ento all’abito ecclesiastico - consigli spirituali

46.2 Page 452

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446 ottobre 1867
*Torino, 29 ott[obre 18]67
Car.mo D. Anfossi,
Non ho potuto rispondere per tempo alla tua lettera; mi fa piacere il disin­
ganno che tu non hai imitato il tuo compagno abbigliandoti in borghese. Così mi
5 scrisse anche D. Apollonio.
Ho ricevuto l’oblazione che fai all'Oratorio e te ne ringrazio. Intanto fatti
animo. Praebe te ipsum exem plum bonorum [operum]. La meditazione e la visi­
ta al SS. Sacramento saranno per te due salvaguardie potentissime; approfittane.
Dio ti benedica, prega per me che ti sono
io
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Giovanni Anfossi, ex allievo di Valdocco: v. lett. 743.
3 tua lettera: non è stata reperita. Pare comunque che avesse confermato a don Bosco quanto scritto
a questi da don Giuseppe Apollonio, ossia che aveva viaggiato per il Veneto in abbigliamento sacerdo­
tale anziché in borghese, come invece un compagno di viaggio.
5 Giuseppe Apollonio, amico di don Bosco e futuro vescovo di Treviso: v. lett. 861; v. anche Appen­
dice, lett. 1867/1.
7 Praebe... operum : cf Tit. 2,7.
1106
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 212 x 133 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Lim berti (A 1960116)
Ined.
Invia immaginette e assicura preghiere
*Torino, 30 ott[obre 18]67
Eccellenza Reverend.ma,
Non per disturbare V. E. R.d.ma, ma unicamente per riverirla ed offerirle
un’immaginetta di S. Luigi1 affinché formi tutti i giovanetti fiorentini su questo
5 modello.
Intanto noi preghiamo Dio che le dia sanità con lunghi anni di vita felice; e ci
raccomandiamo tutti alla carità delle sante sue preghiere mentre mi professo col­
la più profonda gratitudine
Della E. V. R.d.ma
10
Obbl.mo Servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Spero nel decorso dell’autunno poterla riverire a Firenze.
1 Mi m ancano le Imm. di S. Luigi che cangio in quelle di M. A.

46.3 Page 453

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13 Mi mancano... M. A. add m rg inf
ottobre 1867 447
2 Gioacchino Umberti: v. E(m) I, lett. 428.
11 La brevità della lettera e l’estrem a semplicità del contenuto lascia supporre che fosse allegata ad
un'altra lettera indirizzata a qualche sacerdote della curia di Firenze.
12 riverire a Firenze: la speranza rimase tale, perché don Bosco a Firenze vi si recherà solo nel gen­
naio del 1869.
1107
Al marchese Ignazio Pallavicini
ASC B31010 Lett. orig., P allavicini (A 1730303) me. 40 B 4/5
Orig. aut. 2 ff. 214 x 133 mm. carta uso stampa
E I 508-509 MB XIV 830-831
Chiede se le lettere gli pervengono direttamente, così da poter essere lette e poi bruciate - dom anda se
desidera una visita a Mombaruzzo o a Genova
*Torino, 30 ott[obre 18]67
Eccellenza,
La delicatezza della materia contenuta nella mia lettera antecedente mi ha
persuaso a tenermi nei limiti della più rigorosa brevità. Ora che vedo che nella
bontà del suo cuore prese la cosa nel senso del vero cristiano di buon grado parie- 5
rei più a lungo ed in modo più particolare e pratico.
Abbia dunque la bontà di dirmi se le lettere col suo indirizzo le pervengano
direttamente senza che siano da altri vedute ed in tale caso io esporrei le cose per
iscritto con preghiera di abbruciarlo appena letto, affinché non vadano sotto gli
occhi altrui.
io
Qualora poi Ella giudicasse meglio che andassi a farle una visita o a Momba­
ruzzo, se ivi dimora ancora qualche tempo; oppure a Genova, io potrei andare in
un giorno della prossima ventura settimana. Credo che avrei un motivo palliato
nel desiderio che la sig[ra] Marchesa ha espresso col prevosto di Fontanile di una
mia visita costà siccome nel passato inverno aveva promesso. Io sono pronto a 15
fare come torna a Lei di maggior gradimento.
Intanto si assicuri che ogni mattino non ho mancato né mancherò di racco-
f.lv mandarlo al Si|gnore Id[d]io che la conservi ad m ultos annos con felici giorni e
colla benedizione del Cielo.
Ogni bene venga sopra di Lei e sopra tutta la sua famiglia. Am en.
20
Preghi per la povera anima mia, e mi creda con profonda gratitudine
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
12 Genova, io] Genova. Io 18 che add si annos con em end ex con
2 Ignazio Pallavicini (1800-1871): v. E(m) I, lett. 365.
19 Cielo res

46.4 Page 454

▲torna in alto
448 ottobre 1867
3 delicatezza della materia, vale a dire problemi di coscienza: v. lett. 1082, 1083.
11 andassi: venissi.
11-12 Mombaruzzo: località di villeggiatura dei Pallavicini (v. lett. 1083).
14 la m archesa era Eugenia Raggi: v. E(m) I, lett. 550.
— prevosto di Fontanile (località a 4. km. da Mombaruzzo) dal 1850 era don Felice Lagorio, nato a
Carpeneto d ’Acqui nel 1814, ordinato sacerdote nel 1838, già parroco a Rossiglione Superiore dal 1840
al 1850. Morì il 10 marzo 1896: curia vescovile di Acqui, archivio corrente, registro Stato del clero,
elenco sacre ordinazioni.
1108
A don Francesco Proverà
ASC B31010 Lett. orig., Proverà (A 1730709) me. 43 D 12
Orig. aut. 1 f. 212 x 137 mm. carta azzurra consunta sul bordo destro
torio... Si prega della carità...»
E I 509 MB V ili 993-994
intest, a stampa: «Ora­
Problema di pagamento della tassa sulla ricchezza mobile per la casa di Mirabello
[Casale, fine ottobre 1867]
Car.mo D. Proverà,
Ho dato corso alla lettera che riguarda al eh. Turco indirizzando il piego al
Vescovo di Casale in Crema; dopo faremo come egli scriverà.
5
Mandami al più presto informazioni di quanto fu fatto per la ricchezza mobi­
le coi dati necessari per fare la consegna a Torino.
Ho prese informazioni e mi fu assicurato che la legge ci favorisce a fare la
consegna di più instituti dove avvi l’istituto principale. Potresti mandarmi una
scheda segnata; che mi servirebbe di norma. Mi dirai anche il numero d e’ postu­
lo lanti e il numero presuntivo di tutti, e ciò per norma se debbo indirizzare [altri]
costà o altrove.
Sono a Casale di passaggio: a momenti parto per Torino.
Dio ci benedica tutti e credimi tutto
Aff.mo in G. C.
15
Sac. G. Bosco
1 Casale: don Bosco era andato a Milano per pochi giorni; nel ritorno si fermò a Casale Monferrato
dai conti Callori. A Milano sarebbe ritornato il 25 novembre soggiornandovi per tre giorni: ASC
B12800 Cronachette Rua, ed. in MB V ili 999 ed. in RSS 15 (1989) p. 343.
2 Francesco Proverà: v. E(m) I, lett. 518.
3 lettera: non è stata reperita.
— chierico Turco: dovrebbe trattarsi di Nepomuceno Turco, nato a Cremolino (Alessandria) il 28
maggio 1845, professo salesiano a Mirabello l’i l novembre 1866, sacerdote, uscito poi spontaneam en­
te nel 1872: ASC registro Anagr. Prof. Circa le omonimie v. lett. 1084.
4 Vescovo di Casale, proveniente dalla sede di Crema, era mons. Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096.
5 ricchezza mobile: v. lett. 1075.
12 a Casale di passaggio: v. lin. 1.

46.5 Page 455

▲torna in alto
novembre 1867 449
1109
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 2 5 4 x l9 5 m m . intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della carità...»
legge: «D. Bosco 9mbre 1867 / eh. Cavaliere Ortalda altri chierici / non ho risposto»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960334)
E I 510 MB V ili 983-984
sulf. 2v si
Dà spiegazioni circa alcuni seminaristi ricevuti a Valdocco - invia notizie di quelli appartenenti alla
diocesi di Torino
*Torino, 3 novembre [18]67
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Per secondare le intenzioni di S. E. R.d.ma io era appunto passato più volte
presso della medesima Eccellenza sua per parlare del eh. Cavallero, ma non es­
sendomi riuscito, ho scritto in proposito una lettera di cui non ho potuto avere al- 5
cun riscontro. Dietro alla nota circolare mi pensava che tali affari fossero da lei
trattati direttamente.
In rapporto poi al Cavallero le dirò che questi col consiglio, mi dice, del me­
desimo direttor sp. del seminario intendeva deporre l’abito chericale sul principio
delle vacanze.
10
10 l’ho consigliato a sospendere e lo ritenni meco in questo tempo. Ora non è
ancora totalmente deciso pel sì o pel no. Se non avvi difficoltà io lo terrei que­
st’anno meco in prova; se poi Ella mi dice diversamente, io mi rimetto agli ordini
di Lei, ma temo forse che si risolva ad effettuare il progetto di svestizione. Il che-
rico è vivacissimo, m a di moralità molto buono. La sua spina a continuare è il 15
consiglio del diret. spirituale suddetto.
11can.co Ortalda mandò qui il eh. Ortalda dicendo che sarebbe poi egli stesso
f.lv venuto a parlarne; non mi fu | addotta altra ragione, che non poteva più andare
in sem inario perché non poteva p iù essere ricevuto. Se mi usasse la cortesia di
dirmi una parola per mia norma l’avrei come vero favore.
20
Per norma di Lei le dico che la lettera circolare di Monsig. Vescovo fu lette­
ralmente da me eseguita, e della diocesi di Torino non ci sono cherici né qui, né a
Lanzo, né a Mirabello ad eccezione di quelli che intendono di far parte della So­
cietà di S. Francesco di Sales, per cui la prelodata Eccellenza sua ha fatto una ec­
cezione nella circolare a me indirizzata.
25
Mi farà sempre un grande benefizio quando mi dirà qualche cosa che Ella
giudicasse bene per la maggior gloria di Dio, ed augurandole dal cielo sanità e be­
nedizioni mi raccomando alla carità delle sante sue preghiere e mi professo con
pienezza di stima
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
30
Obbl.mo servitore
Sac. Gio Bosco
1 novembre] 9bre 3 S. em en d ex I. volte add si 6 lei res 9 seminario res 19 non
15

46.6 Page 456

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450 novembre 1867
emetici ex ... 20 parola res norm a add si 26 sempre c o n ex sem bre
cielo, 27-28 benedizioni res 28 delle corr ex della
27 cielo c o n ex
2 Alessandro Vogliotti: v. lett. E(m) I, lett. 44.
3 le intenzioni di S. E.: v. lett. 1053, lin. 6. Si trattava della disposizione per cui avrebbe conferito gli
ordini sacri solo ai chierici del seminario, ai quali proibiva di fare scuola e assistenza altrove, Valdocco
compreso.
4 Giovanni Battista Cavallero: nato a Moretta (Cuneo) il 6 gennaio 1848 da Giuseppe e Maddalena
Ferrerò, il 15 ottobre 1859 era entrato a Valdocco, dove fece la vestizione il 26 ottobre 1863; morì a
Carignano (Torino) il 10 marzo 1902: dati biog. offerti da don Aldo Giraudo (Torino).
5 una lettera: non è stata reperita.
17 can. Giuseppe Ortalda: v. E(m) I, lett. 93.
— eh. Carlo Maria Ortalda: nato a S. Sebastiano (Torino) il 7 novembre 1850 da Domenico e Rosa
Capra, entrò a Valdocco il 18 ottobre 1862; fece la vestizione il 1° ottobre 1865: dati biog. offerti da
don Aldo Giraudo (Torino).
21 lettera circolare dell'11 settembre 1867: v. lett. 1053.
26 mi dirà: il rettore non diede alcuna risposta.
1110
A don Eugenio Reffo
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900606)
Copia semplice di Gioachino Berto
E 1511 MB V ili 985-986
A proposito dell’eredità Fissore impugnata dagli eredi
*Torino, 16 novembre [18]67
Car.mo D. Reffo,
La villa di S. Mauro fu lasciata a me colla fiducia di farne uso particolare se­
condo l’intenzione del fu Teologo Fissore Paroco di Scalenghe; ma gli eredi per
5 mancanza di una formalità legale intaccano la validità del testamento.
La lite è vertente; io non mai ho richiesto nulla, perché a me ne viene niente;
ma essi mi fanno litigare senza saperne il perché.
Dal canto mio intendo di lasciar tuo padre affatto libero per la coscienza,
badi soltanto per la legalità. Ti dico questo perciocché sembra che gli eredi badi­
lo no più alla legalità che alla coscienza.
In passato e più ancora adesso che mel dici raccomanderò tuo padre e tutta
la tua famiglia al Signore; come pure farò una debole preghiera a S. Giuseppe af­
finché ottenga provvidenza per gli artigianelli e per questa nostra casa che pure
versa in gravi strettezze.
15
Dio è un buon padre, speriamo in lui. La Santa Vergine ci benedica e ci con­
servi tutti per la via del cielo. Amen.
Prega per me che ti sono
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
1 novembre] 11

46.7 Page 457

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novembre 1867 451
1 Torino: don Bosco era tornato il giorno 15 da Mirabello e sarebbe partito per Lanzo il 18 successi­
vo: cf RSS 15 (1989) p. 343.
2 Eugenio Reffo: nato a Torino il 2 gennaio 1843, già allievo dei Fratelli delle Scuole Cristiane nella
città natale, studiò successivamente dai gesuiti a Massa Carrara. Chierico a Torino, collaborò col teo­
logo Leonardo Murialdo nel collegio Artigianelli e diede la sua adesione alla Congregazione di S. Giu­
seppe, della quale fu anche superiore generale dal 1912 alla morte, avvenuta il 9 maggio 1925. Uomo
di vasta cultura, di eccezionale attività e di poliforme apostolato, era amico del Margotti e scrisse su
vari giornali anche in difesa della dottrina sociale della chiesa: DSMCI I I I / l . Le figure rappresentati­
ve, pp. 703-704; DIP 7, coll. 1350-1352.
4 villa di S. Mauro: il parroco di Scalenghe (Torino), teol. Vincenzo Fissore, nato a Bra nel 1811,
morto il 1° giugno 1866, aveva lasciato in eredità a don Bosco alcuni suoi beni di S. Mauro Torinese.
All’epoca della lettera la questione era ancora sospesa in quanto gli eredi ricorsero al tribunale (che in
seguito diede loro ragione): documentazione in ASC Vertenze, Fissore, me. 786 E 8 - 787 A 4: cf MB
V ili 984-985.
8 tuo padre: Pietro Reffo (morto l’8 maggio 1875) era intenzionato ad acquistare parte degli immobi­
li di cui sopra.
13 Artigianelli: istituto che dette in seguito origine alla Congregazione di S. Giuseppe fondata dal
teologo S. Leonardo Murialdo.
1111
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730229) me. 39 B 12 - 39 C 1
Orig. aut. 1 f. 198 x 128 mm. carta leggera trasparente il P.S. è sul mrg. sin. del v
E 1511-512 MB V ili 995-996
Buone notizie da casa - term inati i lavori della chiesa di Maria Ausiliatrice - lettere per vari nobili di
Roma - richiesta di denaro
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Torino, 18 novembre [18]67
Ho ricevuto le sue lettere e ne ho avuto piacere, ma non ho potuto risponde­
re prima. In casa adunque va bene ogni cosa, sanità perfetta, appetito eccellente.
Numero oltre agli 800.
5
Nella nuova chiesa: statua della Madonna indorata; aitar maggiore terminato
e collocato; pavimento cominciato; la Madonna ci ajuta in modo efficace ogni
giorno. Ma i tempi rendono le offerte così piccole, che noi ci troviamo in vere
strettezze.
L’altare del sig. conte Bentivoglio è a Genova, fu già disposto per la spedizio- io
ne a Torino, appena fatta la renderò avvertita.
La sig[ra] Rosa Mercurelli scrive che accetta di fare la campana più piccola
cioè quella di fr. 1000 in onore di Maria A. La vada a ringraziare e le dica che gio­
vedì, giorno della presentazione di Maria i nostri giovanetti faranno tutti la comu­
nione con preghiere speciali secondo la pia di Lei intenzione.
15
Dica alla medesima che noi metteremo sulla campana quello stemma o quel
Santo o Santa che Ella giudicherà.
Le unisco lettere per la m[archesa] Villarios, principessa Odescalchi, conte
Vimercati. Mi rincresce molto che questo nostro caro benefattore soffra maggior­
mente; pregheremo e faremo speciali preghiere. Vi sarebbe da provare una cosa; 20
ma è troppo delicata e potrebbe non poco inquietarlo. Ella sa che quan|do andai
a Roma il caro conte era immobile e lo fu ancora per più giorni. Insisteva che gli

46.8 Page 458

▲torna in alto
452 novembre 1867
dicessi quale cosa poteva fare; a tal fine si pregò per tre [giorni], dopo cui fu pro­
posto di pagare il rame occorso per la cupola della nuova Chiesa.
25
Di buon grado, egli disse, metterò il cappello alla chiesa di Maria A. Da allora
cominciò tale miglioramento che tre giorni dopo passeggiava per sua camera e
venne a farmi visita nella camera che la sua carità mi aveva offerto. Contento
mandò subito tremila franchi; completò parecchie altre somme quando da Roma
inviava danaro a Torino per pagare debiti di maggiore urgenza.
30 Credo che in tutto siano cinquemila franchi; ve ne mancherebbero ancora
diecimila a completare la somma di fr. 15 mila come era stato inteso. Io ho detto
qualche cosa in luglio; ma egli rispose che assolutamente non poteva. Forse farà
ad altro tempo; ma crederei bene per lui essere generoso colla Madonna. Ma cre­
do [che] ciò lo possa di troppo inquietare.
35 Se può ci mandi danaro che ci troviamo nelle massime strettezze. Da casa
nostra mille saluti a Lei e a tutti i nostri amici e benefattori; cui prego da Dio ogni
bene. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio.
40 [P.S.] Scriverò di nuovo presto. Ha parlato col duca Salviati? E di Vigna Pia?
1 novembre] 11
1 Torino: v. lett. prec. lin. 1.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 sue lettere: non sono state reperite.
10 altare del conte Bentivoglio: v. lett. 930 e 1008. Dell’altare di S. Anna offerto dal conte si trova un
cenno a conclusione della lettera della moglie Anna al cav. Oreglia in data 27 agosto 1867: ASC B23000
Persone in relazione, Bentivoglio ed. parzialmente in MB V ili 919-920. L’altare, spedito da Roma a
Genova via m are, giunse a Torino in quel fine novembre: lett. A. Savio- F. Oreglia, 25 novembre 1867:
B23000 Savio, ed. in MB V ili 998-99.
12 Rosa Mercurelli: venditrice rom ana di corone abitante in via S. Chiara, il cui nom e apparirà su
una cam pana della chiesa di Maria Ausiliatrice nella seguente iscrizione: Qui tim etis D om inum , bene­
dicite eum . O Rosa mistica, tu nos ab hoste protege et m ortis hora suscipe. In occasione della visita
di don Bosco a Roma nel gennaio-febbraio 1867 gli aveva regalato un magnifico cero, come quello of­
fertogli dal papa: cf lett. Francesia-Rua, 6 febbraio 1867, ASC A 4400331, ed. in MB V ili 648-651.
18 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
— Odescalchi: principessa Sofia Caterina Rona, figlia del conte Ladislao Branicki, nata nel 1821, m a­
ritata nel 1841 col principe Livio Odescalchi (nato nel 1805). I figli erano Baldassarre nato nel 1844,
Ladislao nato nel 1846 e Maria Pace nata nel 1851: ANI 1881. Don Bosco ne aveva visitato la famiglia
nel gennaio precedente e aveva colà benedetto la madre ammalata della cameriera russa: cf lett. Fran­
cesia-Rua, 29 gen. 1867, ed. in MB V ili 628-630.
19 Giovanni Vimercati: v. lett. 1005. In occasione del Natale don Bosco gli fece scrivere da don G. B.
Francesia e dai ragazzi. Il conte rispose il 30 dicembre: ASC B26200 Vimercati, ed. in MB V ili 1026.
40 Scipione Salviati Borghese: v. E(m) I, lett. 358. Nato nel 1823, si sposò nel 1847 con la ventenne
Arabella Fitz-james; molto fedele al pontefice, fu uno dei fondatori della «Società Primaria per gli Inte­
ressi Cattolici» (1870). Presidente effettivo in vari Congressi, nel 1878 fu creato da papa Leone XIII
Presidente del Comitato Permanente della stessa «Opera dei Congressi», carica che terme fino al 1884.
Morì nel 1892: cf D ella C asa, I nostri. Quelli d i ieri, quelli d i oggi. Treviso, 1903, pp. 61-64; v. anche
ANI 1896.
— Vigna Pia: colonia agricola e casa di correzione per un centinaio di ragazzi abbandonati, fondata
da Pio IX, che si voleva affidare a don Bosco. All’epoca era in aperta campagna, poco lontana dal Te­
vere, e pertanto problematica dal punto di vista igienico. Si veda com unque un progetto di convenzio­
ne in B32000 Contratti, ed. in MB V ili 606-607. Benché il duca Salviati caldeggiasse l’idea e per alcuni
mesi si conducessero delle trattative, la proposta non andò mai in porto, anche per l’opposizione della
Commissione direttiva delle Opere Pie di Roma, forse restia ad affidare u n ’opera rom ana ad un pie­
montese; v. tinche lett. 1151.

46.9 Page 459

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novembre-dicembre 1867 453
1112
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900449)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 513 MB V ili 1000
Annuncio di una prossima sua visita
*Torino, 30 novembre [18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
Lunedì (2) pel convoglio delle 12 meridiane parto, si D om inus dederit, per
Cumiana. Se c ’è il solito om nibus non occorre niente; se non ci fosse, farei pre­
ghiera per qualche legnetto. Andrei anche a piedi; ma è per guadagnar tempo. 5
Ogni benedizione a Lei e a tutta la famiglia e mi creda nel Signore
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Zaverio Provana di Collegno: v. E(m) I, lett. 103. Interessante qui notare che il conte dalla villa di
campagna di Cumiana (Torino) il 25 agosto precedente aveva scritto al cav. Federico Oreglia a propo­
sito di un proprio viaggio in Germania, Francia e Belgio, e lo aveva invitato a far presente a don Bosco
come sarebbe stato bene pensare a impiantare in Belgio istituzioni come quelle di Valdocco: ASC
B23000 Provana, me. 716 A 10, ed. in MB V ili 915-916. L’idea sarebbe stata accolta da don Bosco, per
Liegi, solo nel dicembre 1887.
4 om nibus: carrozza a cavalli per trasporto passeggeri nelle grandi città e nei luoghi ad esse vicini.
5 legnetto: diminutivo di «legno», ossia piccola carrozza.
1113
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730409) me. 40 D 3/4
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa
E I 513-514
Progetto di visitare Momese per raccogliere le decime del raccolto
*Torino, 3 dic[embre 18]67
Car.mo D. Pestarino,
Dietro al suo grazioso invito avrei stabilito di andare a Mornese lunedì prossi­
mo 9 corrente. Io partirei da Torino alle 7 3/4 del mattino e se ad Alessandria in­
contrerò l’arciprete Oliveri andrò dove egli mi condurrà. Altrimenti da Novi salte- 5
rei nell'om nibus dove si andrà fino al paese più vicino a Mornese dove avrò qual­
che ordine di V. S. car.ma.
Il mio divisamente sarebbe di trattenermi tutto il martedì e la metà del m er­
coledì. Se il prevosto lo giudica io farei in chiesa un sermoncino per ringrazia­
mento e per eccitamento alla divozione alla Madonna. Dopo in sua casa io riceve- 10

46.10 Page 460

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454 dicembre 1867
rei quelle offerte o quelle decime per la chiesa di Maria Ausiliatrice e intanto darei
una medaglia per ogni individuo delle famiglie che fanno offerte ed anche alle al­
tre se ne gradiscono. Questo è un solo mio pensiero; ne parli col sig. prevosto e
faremo come a lui piacerà. Le altre cose poi saranno trattate con tranquillità a
15 voce nel canton del fuoco in casa sua.
Dio benedica Lei, le sue fatiche e tutti quelli di Mornese specialmente il caro
prevosto e il buon sindaco del paese; e la grazia di nostro Signore G. C. ci accom­
pagni in ogni bisogno della vita. Amen.
Preghi per me che le sono di cuore
20
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
9 un emend ex qualche
1 Si osservi che lo stesso 3 dicembre 1867 don Francesia scrive a Roma al cav. Oreglia che «Don Bo­
sco non è in casa», m a a Cumiana; sarebbe ritornato il 4: ASC B 2560566, ed. MB V ili 1000.
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3 invito: se fu tram ite lettera, questa non è stata reperita. Don Bosco andava a Mornese per benedire
la cappella del collegio in costruzione e per ricevere le offerte promessegli da quella com unità parroc­
chiale (v. lin. 11).
5 can. Raimondo Olivieri: arciprete di Lerma (paese a pochi km. da Mornese), don Bosco lo aveva
incontrato nella passeggiata autunnale del 1864. Era nato ad Acqui il 20 gennaio 1827. Sacerdote dal
1849, viceparroco a Visone e maestro elementare a Prasca (Alessandria) dal 1849 al 1855, svolse la
missione di parroco a Lerma dal 20 luglio 1855 a tutto il 1866. Dal 23 febbraio 1867 al 1890 fu canonico
arciprete della Cattedrale di Acqui; invece canonico arcidiacono dal 1890 alla morte, avvenuta in Ac­
qui il 17 novembre 1908: dati archivistici offerti dal can. Pompeo Ravera (Acqui).
9 prevosto era don Carlo Valle: v. lett. 797.
11 decime: grazie al buon raccolto, di cui alla lett. 1099.
21 Don Bosco si recò a Mornese il 9 e 10 dicembre destando grande entusiasmo (cf cronaca di don
Pestarino ed. in Cronistoria I, a cura di G. Capetti 1977, pp. 199-200) m a anche qualche diceria di su­
perstizione, cui seguì nel febbraio 1868 un’inchiesta del pretore, conclusasi con nulla di fatto per la re­
lazione favorevole a don Bosco della giunta municipale del paese: ASC B24000 Mornese; cf anche lett.
1145 e MB VIII 1016-1018.
1114
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730230) me. 39 C 2
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm. carta uso stampa
E I 514 MB V ili 1001
Domanda di raccogliere denaro e di ritornare
[*Torino], 4 dic[embre 18]67
Car.mo Sig. Cavaliere,
Credo che avrà ricevuto notizie dell’altare e del costo del trasporto. Da tutti è
trovato un giojello. Il cav. Gussone nello scaricarlo era affannato per invidia; ve-
5 dendo che i suoi lavori scomparivano in paragone di questo.
Appena io sappia che il conte o la contessa Bentivoglio possano ricevere let-

47 Pages 461-470

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47.1 Page 461

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dicembre 1867 455
tere, io mi farò dovere di scrivere una lettera. Intanto li riverisca e ringrazi da
parte mia se ha comodo di poterli vedere.
Garretti macchinista si fece male ed è all’ospedale; il correttore andò a casa
per qualche suo affare; Gallo non sa più dove rivolgersi. Dunque appena possa io
venga.
Studi modo di non fare parte odiosa nelli affari Calderari; si limiti a consiglia­
re; raccolga molti danari poi ritorni, che non sappiamo più dove prenderne.
È vero che la Madonna fa sempre la sua parte, ma in fine dell’anno tutti i
provveditori dimandano danaro; e noi abbiamo già due mesate da pagare al pa- 15
nattiere.
Legga e porti il bigliettino a questo sig. Conti che ha già fatto e vuole anche
fare benefizi alla casa.
Mille saluti e mille benedizioni a tutti i soliti amici. In questo momento il Re
di Napoli ha qualche speranza....
20
Dio ci benedica tutti. Amen.
Aff.mo
Sac. Bosco
1 Don Bosco tornò a Torino da Cumiana il 4 dicembre stesso.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 altare: quello offerto dai conti Bentivoglio, di cui alla lin. 6 (v. anche lett. 1111). Don Francesia a
fine novembre aveva scritto all’Oreglia che proprio in quei giorni si stava ponendolo in opera: ASC B
2560562, ed. parzialmente in MB V ili 999.
4 Albino Gussone: progettista di altari laterali della chiesa di Maria Ausiliatrice.
9 sig. Garretti (Garetti): capomacchina tipografo dell’oratorio; dell’incidente, non grave, avvenuto il
20 novembre 1867 scrisse don Francesia a Roma al cav. Oreglia due giorni dopo: lett. 3 die. 1867, ASC
B 2560566, ed. in MB V ili 1000. Il 9 dicembre 1867 però il Garretti era già tornato al lavoro: ASC B
2560564 lett. Francesia-Oreglia, ed. in MB V ili 1010.
10 Andrea Gallo: tipografo, v. lett. 918.
12 affari Calderari: v. lett. 1068. Pare alludere a promessa di offerta per la chiesa di Maria Ausiliatri­
ce, fatta in occasione della guarigione della contessa a Torino.
17 Conti: personaggio rom ano non identificato; rim arrà per altro in comunicazione per molti anni
con don Bosco, che sarà anche ospite in casa sua nell’aprile del 1880.
19-20 il Re di Napoli: dopo la sconfitta dei garibaldini a Mentana il 3 novembre 1867, i francesi torna­
rono a presidiare Roma, per cui il re di Napoli, Francesco II, che in città nel febbraio precedente ave­
va anche avuto al riguardo un colloquio con don Bosco (v. lett. 1016), poteva alimentare qualche illu­
sione di ritorno sul trono; v. anche lett. 1142.
1115
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730231) me. 39 C 3/4
Orig. aut. 1 f. 197 x 128 mm. carta uso stampa leggera
E I 515-516 MB V ili 1012
Invia lettera del cav. Carlo Pazzini relativa all’affare di una cascina - com unica alcune grazie ricevute
per intercessione di Maria Ausiliatrice - chiede la data del ritorno da Roma

47.2 Page 462

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456 dicembre 1867
Car.mo Sig. Cavaliere,
"Torino, 7 dic[em bre 18]67
Le mando la lettera del Cav. Pazzini di Bra ma capo div. alle Finanze, che
scrive a sua moglie intorno alla proposizione che vorrebbe fare della sua cassina.
5 II calcolo è sbagliato; da quanto mi dice sua moglie forse andrebbe a fr. 35.
Desideriamo risposta in breve se affermativa; o meglio passi a Firenze al suo
ritorno.
Porti questa lettera a Mons. Berardi; qui gli parlo solamente della società.
Stia tranquillo, che se vado a Roma ne avrei ragionevoli motivi. A chi teme di
io questa città, dica che non ha ragione; dica a tutti nettamente che non vi è alcun
timore di sorta. Si preghi soltanto.
Il prevosto Vie. F[oraneo] di Castelnuovo d'Asti si raccomandò a Maria Aus.
colla solita promessa. Guarì istantaneamente da una gravissima e totale assordità;
lo stesso mi dice un signore di Savigliano. Fecero ambidue graziosa offerta.
15
Noi qui facciamo quanto si può, i sorci non possono scherzare sotto alle un­
ghie del gatto.
Ho già scritto ad alcune delle persone indicate, ad altre scriverò. Dica quan- f.iv
do partirà da Roma. Riceverà presto altre lettere. Mille saluti ai soliti amici e be­
nefattori.
20 Riguardo alla principessa Odescalchi, credo che abbia dato già quattro cento
scudi a Lei, e cento a me, quando fui a Roma; se vuole calcolare eziandio questi
ultimi a conto dell’altare che si va terminando, resterebbero scudi 500.
In nomine Domini. Amen.
Aff.mo amico
25
Sac. G. Bosco
20 credo add m rg sin
1 In realtà il 7 dicembre 1867, sabato, don Bosco era partito per incontrare ad Acqui il vescovo
mons. Modesto Contratto, gravemente ammalato. Quando però vi arrivò, era appena deceduto. Dopo
1 funerali si recò a Mornese: lett. Francesia-Oreglia, 9 die. 1867, in ASC B 2560564, ed. in MB V ili
1010.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Carlo Pazzini, nativo di Bra, capo sezione (e non capo divisione) al ministero delle Finanze: cf II
N uovo Palm averde del 1868, p. 394.
4 cassina (o cascina) = podere con casa in campagna; v. al riguardo lett. 1170.
8 mons. Giuseppe Berardi, Sostituto della Segreteria di Stato: v. lett. 827.
9-10 tem e di questa città: allusione al possibile tentativo di conquista militare di Roma da parte del­
l’esercito italiano, dal momento che pochi giorni prima, il 2 dicembre 1867, le forze francesi avevano
lasciato Roma concentrandosi a Civitavecchia.
12 prevosto era don Antonio Cinzano: v. E(m) I, lett. 33.
14 Savigliano: all’epoca cittadina di circa 15.000 abitanti, a 33 km. da Cuneo.
15 i sorci: scherzoso riferimento ai creditori sempre in agguato.
20 Sofia Odescalchi: v. lett. 1111 ; l’altare cui si accenna è quello di S. Pietro, che si stava preparando
nella crociera a destra nella chiesa di Maria Ausiliatrice. Era un dono offerto da varie nobildonne di
Roma: cf MB VIII 668.

47.3 Page 463

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dicembre 1867 457
1116
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 fi. 254 x 196 mm. intest. a stampa: «Oratorio... W. G. M. G... Si prega della cari­
tà...» sul f. 2v si legge: «D. Bosco 7 lObre 1867 / nota dei chierici / invito per la festa della [Im m aco­
lata] Conc. / Risposta verb. negat.»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960335)
E I 515 MB VIII 1002-1003
Nota dei seminaristi residenti a Valdocco - invito a venire a celebrare una santa messa
''Torino, 7 dic[embre 18]67
Illustrissimo Sig. Rettore,
Le mando nota de’ giovani cherici che dimandano di dimorare nell’Oratorio
e frequentare le scuole in seminario. Se avesse qualche cosa ad osservare in gene­
rale o in individuo mi farebbe piacere di significarla al latore presente D. Cagliero 5
Gioanni.
I giovani di questa casa dimani vorrebbero fare a Lei un piccolo regalo cioè
fare tutti la santa comunione secondo la pia di Lei intenzione per invocare sanità
e guarigione perfetta degli occhi di V. S. di cui sanno essere da molto tempo inco­
modata. Ma desidererebbero vivamente che venisse a celebrarvi la Santa Messa; io
ed io a nome loro le rinnovo rispettosamente l’invito. L’ora è dalle 7 alle 7 \\ ma
possiamo modificare l'ora se ciò tornasse a di Lei comodità.
Con gratitudine e stima mi professo rispettosamente
Di V. S. HI.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
10 Messa corr ex messa
1 Torino: non è sicuro che sia la località in cui fu redatta la lettera: v. lett. 1115.
2 Alessandro Vogliotti: v. lett. E(m) I, lett. 44.
3-4 nota dei cherici... seminario: su tale problema v. lett. 1109.
5 Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199. La risposta verbale del rettore fu negativa; successivamente
però l’arcivescovo permise la semplice frequenza agli studi in seminario per chi continuava a risiedere
a Valdocco, m a negò loro le ordinazioni. Qualche lamentela circa l’ignoranza delle norm e liturgiche
da parte di chierici di Valdocco venne anche dal seminario, stando alla lettera scritta il 5 settem bre
1867 a don Bosco da un superiore: ASC D ocum enti X 306, cit. in MB V ili 928-929.
10 celebrarvi la Santa Messa: non è dato sapere se abbia accettato l’invito.
1117
Al chierico Luigi Vaccaneo
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910403)
Copia semplice
E I 516 MB V ili 1014
Ringraziamento per la lettera inviatagli - suggerimenti di vita spirituale

47.4 Page 464

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458 dicembre 1867
Car.mo Vaccaneo,
■'Torino, 11 dicembre [18]67
Ho ricevuto la tua lettera e mi hai fatto piacere a scrivermi; io non mancherò
di raccomandarti al Signore nella santa messa, prega anche tu per me.
5
Dio non vuole che per ora possiamo vivere sotto al medesimo tetto; chi sa se
ciò avvenga in altro tempo? Sia ogni cosa a sua maggior gloria.
Ti raccomando tre cose: attenzione nella meditazione del mattino; frequenza
di compagni maggiormente dati alla pietà; temperanza nei cibi.
Dio benedica te e tutti i miei figli delTOratorio che sono teco; salutali da par­
lo te mia, prega per me che ti sono di cuore
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
1 dicembre] 12
1 Torino: v. lett. 1115, secondo la quale don Bosco si trovava a Mornese e non a Torino l’11 dicem­
bre 1867.
2 Luigi Vaccaneo: seminarista, ex allievo di Valdocco (ASC E 553 registro contabilità, p. 20).
3 tua lettera: non è stata reperita.
1118
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730232) me. 39 C 5/8
Orig. aut. 2 ff. 197 x 128 mm. la grafia è molto pesante
in calce sul f. 2v
E I 517-518 MB V ili 1021-1022
carta uso stampa
il P.S. è capovolto
Trovandosi in grave crisi di liquidità monetaria chiede l’aiuto di benefattori per il pagam ento delle
spese per la chiesa di Maria Ausiliatrice - proposta di precettore per i figli del duca di Sora
[Torino, metà dicembre 1867]
Car.mo Sig. Cavaliere,
Dopo alcuni tafferugli nella sanità e nelle occupazioni ripiglio le cose e co­
mincio a scrivere a Lei una lettera secondo il solito piena di progetti.
5
Prima di tutto debbo dirle che ci troviamo in vere strettezze e fra le altre cose
abbiamo due mesate di pane e le note di parecchi provveditori che [hanno] som-
ministrati materiali per la chiesa. Se pertanto la contessa Calderari anche con
qualche suo sacrifizio ci liberasse dalla nota del pavimento, che volge al termine,
sarebbe per noi un vero sollievo e credo anche un mezzo efficace per ottenere la
10 continuazione della speciale protezione della Beata Vergine Maria.
Le unisco una nota dei lavori che rimangono a compiersi nella chiesa. Se mai
inter notos et amicos si potessero ripartire tra tanti benefattori la nostra chiesa
sarebbe in istato da potersi aprire al divin culto pei giorni primi del prossimo
maggio. Si metta all’opera.

47.5 Page 465

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dicembre 1867 459
f.lv
II sig. Focardi forse potrà assumersi | qualcheduna delle cose ivi notate. A 15
proposito di esso le noto che quando passarono qui i suoi due figli ho loro sommi­
nistrato fr. 100 di cui Ella può fare cenno al padre od ai figli.
La principessa Pollaca, molto conosciuta dal P. De Lorenzi, credo che farà
qualche capo; ella si mostrò tanto benevola in beneficarci. Il sig. Conti chi sa che
non faccia altrettanto. Vi è poi casa Serluppi, Cavalletti, Cappelletti, Antonelli, 20
Sora, etc. etc.
A proposito di questa ultima osservi se veramente D. Cesare debbasi licenzia­
re e se quindi possiamo fare una proposta concretata a D. Turchi, il quale credo
che accetterà; ma sarebbe necessario che prima [di] conchiudere esso potesse sa­
pere quali sono i suoi oneri ed onorarii.
25
Vado scrivendo le lettere alle persone che mi ha accennato, specialmente alla
Madre Galeffi, come vedrà qui unita. Le propongo una balaustrina.
D. Francesia mi dice che una comunità forse si risolverà [a] fare oblazione
f.2r di | duemila scudi. Se mai ciò fosse io sarei disposto di lasciare l’intitolazione del­
l’altare a loro piacimento. Vorrei che fosse qualche cosa degno della B. V. M. ed 30
Ella potrebbe promettere a chi di ragione che io stabilirei le cose in modo che
ogni giorno si faccia qualche esercizio religioso all'Altissimo per invocare le cele­
sti benedizioni sopra gli insigni benefattori. Pregherò ogni giorno nella santa mes­
sa affinché l’opera buona sia compiuta.
Passi poi un giorno da Monsig. Pacifici seg. delle lett. Latine di S. S. al Quiri- 35
naie; gli dia notizie del suo raccomandato Poligari che sta bene e va avanti nel suo
mestiere. Al medesimo ho trasmesso memoria a S. S. per due croci da cavaliere,
e non so se vi sia o no speranza: Ella dica soltanto che appartiene alla casa e se ha
comandi per D. Bosco li fa pervenire.
Se ha danari ce li mandi; se le sue faccende lo permettono venga sul princi- 40
pio di gennajo prossimo; ma se potesse promuovere degli affari rimanga ancora.
Saluti i nostri benefattori; tutta la casa le augura buone feste nel Signore.
Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco
45
P.S.: Metta in una busta la lettera indirizzata a Madre Pres. di Torre de’ Specchi.
17 fare] farne 18 credo add si 24 esso] che esso 29 di it 40 ce li] celi
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 tafferugli nella sanità: in quei giorni don Bosco era tornato stanco da Mornese a Torino: cf lett.
Francesia-Oreglia, 15 dicembre 1867, ed. parzialmente in MB V ili 1016.
5-6 vere strettezze... mesate di pane: al di là del ben noto «luogo comune» nelle lettere di don Bosco,
va qui notato che l'inverno 1867-1868 fu un periodo, oltre che di freddo intensissimo, anche di forte
incremento dei prezzi del pane. Le spese alimentari fecero così diminuire la liquidità necessaria per i
lavori edilizi che difatti stagnarono fino alla primavera successiva.
7 Isabella Calderari, contessa romana: v. lett. 1068.
15 Filippo Canori-Focardi, altro benefattore romano: v. E(m) I, lett. 548.
18 Pollaca: si allude probabilmente alla principessa Sofia Odescalchi, di cui alla lett. 1111.
— Francesco De Lorenzi, padre gesuita, nato a Foligno (Perugia) nel 1832 e m orto a Roma nel 1875:
Cathalogus defunctorum in renata Societate Iesu ab. a. 1814 ad a. 1970.... In relazione confidenziale

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460 dicembre 1867
con don Bosco, era molto impegnato con la gioventù di Roma, in mezzo alla quale aveva diffuso le va­
rie biografie di giovani scritte da don Bosco: cf lett. Francesia-Rua, 26 gen. 1867, ASC B 4400333, ed.
in MB V ili 618-622. Il padre de Lorenzi il 18 gennaio 1867 aveva accompagnato don Bosco in visita al
collegio di Mondragone: v. lett. 1001.
19 Conti: v. lett. 1114.
20-21 Serlupi, Cavalletti, Cappelletti, Antonelli, Sora: famiglie dell'aristocrazia rom ana (che don Bo­
sco avvicinò nei primi mesi dell’anno, in occasione del soggiorno romano), alle quali si potrebbero ag­
giungere le altre citate nella lett. 996.
22 don Cesare Calandrelli: precettore di casa Sora (cit. in lett. 1016 e 1069).
23 Giovanni Turchi: sacerdote originario di Castelnuovo d'Asti (1838-1909), ex allievo di Valdocco: v.
E(m) I, lett. 314. Sarà uno dei protagonisti occulti dei futuri libelli contro mons. Gastaldi: v. lett. 743.
26 lettere: non sono state reperite, così come quella alla m adre Galeffì di cui al sottostante P.S.
27 Maria Maddalena Galeffì: v. lett. 960.
28 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
— comunità: dovrebbe trattarsi di quella delle Oblate di Torre d e’ Specchi, di cui alla lett. 1132. Don
Bosco era comunque in relazione con varie comunità religiose di Roma, che aveva visitato nel suo
soggiorno del gennaio-febbraio 1867, e che si erano prestate a collaborare all’arredam ento della Chie­
sa di Maria Ausiliatrice: v. ad es. lett. di suor Maria Teresa dei SS. Cuori in ASC B26100 Teresa suor,
ed. in MB V ili 638; le suore del Sacro Cuore di Trinità dei Monti acquistarono molti biglietti della lot­
teria e offrirono un prezioso calice e una pianeta: cf lett. Francesia-Oreglia, 17 feb. 1867, ASC B
2560557, ed. in MB V ili 680-681.
35 Luca Pacifici: segretario delle Lettere Latine al Quirinale; don Bosco si servì di lui più volte per
inoltrare lettere al pontefice: v. anche lett. 1007 e 1057.
36 Giovanni Poligari: nato nel 1856 a Ronco Canavese (Torino) era entrato come artigiano a Valdoc­
co il 25 febbraio 1867: ASC registro Censimento v. lett. 1007.
37 due croci da cavaliere: non sono stati individuati i nomi dei due raccomandati, che com unque
erano benefattori di don Bosco. Uno potrebbe essere l’abate Soleri, di cui alla lett. 1147.
46 Presidente era m adre Maria Maddalena Galeffi: v. lin. 27.
1119
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù in Torino, madre Eudosia
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l4 2 m m .
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Eudosia (A 1820230; A 1960236)
E I 518 MB V ili 1023
Lettera di presentazione di una postulante
[Torino, 15 dicembre 1867]
Benemerita Sig[ra] Madre,
Latrice di questo biglietto è la giovane Fissore Caterina, che vorrebbe consa­
crarsi al Signore sotto alla materna di Lei direzione. Gode sanità, può pagarsi una
5 discreta pensione, per la moralità possiamo stare tranquilli. Ella poi osservi quello
che sembra tornare a maggior gloria di Dio.
In questa occasione auguro a Lei ed a tutte le sue religiose ed educande ogni
celeste benedizione con perfetta sanità e vita felice.
Con gratitudine mi professo
io
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco

47.7 Page 467

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dicembre 1867 461
P.S. Per compiere la chiesa dedicata a Maria A. mancano ancora alcuni lavori;
potrebbe questo ritiro assumersene qualcheduno? Le unisco nota. Compatisca.
7 post sue del sue religiose em end ex re [li add sljgio
2 Eudosia: v. lett. 874.
3 Caterina Fissore: giovane non identificata.
12 lavori: v. lett. 1118, lin. 11.
1120
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
Archivio arcivescovile - fondo Varisco sp. II 289 - Milano
Orig. aut. 2 ff. 224 x 140 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Ferrè (A 1950178)
Ined.
Richiesta di approvazione diocesana della società salesiana
Torino, 19 dic[embi'e 18]67
Eccellenza Reverend.ma,
Ecco a V. E. Reverend.ma l’umile dimanda che i soci della società di San
Francesco di Sales fanno ad oggetto di ottenere la diocesana approvazione della
loro società qualora Ella ravvisi tal cosa tornare a maggior gloria di Dio.
Noto qui soltanto che il decreto, di cui le unisco copia, è stato fatto sopra le
regole che dopo furono stampate secondo la copia che credo averle inviato. Se­
condo esso Ella può avere una norma per fissare le clausule colle quali intende
accogliere questo ospite in casa sua, dove già vive provvisoriamente.
Se occorre io faccio una gita a Casale quando che sia.
Di tutto cuore noi le auguriamo dal cielo ogni benedizione e raccoman­
dandoci tutti alla carità delle sante sue preghiere mi professo con profonda gra­
titudine
Della E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
8 norma res
2 Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096. Si noti che la lettera è conservata nell’archivio arcivescovile di Mi­
lano; potrebbe essere stata inviata da mons. Ferrè al suo predecessore, mons. Luigi Nazari di Calabia-
na, che era stato trasferito a Milano.
4 diocesana approvazione: venne effettivamente concessa dal Ferrè con decreto del 19 gennaio 1868,
dietro ulteriore sollecito (v. lett. 1140).
6 decreto: decretum laudis del 23 luglio 1864, ed. in Cost.SDB p. 231.

47.8 Page 468

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462 dicembre 1867
1121
Al vescovo di Asti Carlo Savio
Archivio diocesano - Asti
Orig. aut. 2 ff. 288 x 198 mm. carta leggera trasparente
Torino»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Savio (in via di collocazione)
Ined.
sul f. 2v si legge. «Rev. D. Bosco -
Invia dimissorie per l’ordinazione di un chierico - richiesta di poter am m ettere alla vestizione cleri­
cale un giovane astigiano accolto a Valdocco - accenno al problema del reperimento di chierici per
l'Oratorio di fronte alle obiezioni degli Ordinari
*Torino, 19 dic[embre 18]67
Eccellenza Reverend.ma,
Nella persuasione che gli schiarimenti dati in favore del cherico Merlone Se­
condo gli possano meritare indulgenza presso di V. E. si presenta colle carte ri-
5 chieste per le sacre ordinazioni. Noto qui di passaggio che in generale gli altri ve­
scovi e lo stesso arcivescovo di Torino hanno già più volte permesso che gli ordi­
nandi facessero gli spirituali esercizi in questa casa specialmente in vista di candi­
dati assolutamente poveri quali sono i nostri. Ella faccia però come giudica tor­
nar meglio per la maggior gloria di Dio.
io Le trasmetto pure la dichiarazione di vestizione pel cherico Tamietti. Esso fu
accolto in questa casa orfanello e messo fra i poveri artigiani. Per la sua buona
condotta l'ho annoverato fra gli studenti ed ora fa il suo corso regolare di Teolo­
gia, mentre ajuta nelle cose compatibili co' suoi studi.
Aggiungo una copia delle regole della Società di S. Francesco di Sales di cui
15 ho già avuto l’onore tenerle parola. Queste Regole, come vedrà dall’unito decreto
della congregazione de' Vescovi e Regolari, sono in massima approvate, ma si at­
tende un risultato pratico prima della definitiva approvazione. Presentemente
non dimando a Lei alcuna commendatizia, ma chiedo solamente il suo ajuto e
consiglio specialmente per quanto ha rapporto con la diocesi dalla Divina Prowi-
20 denza a Lei affidata.
Per buone relazioni ognora avute con la diocesi di Asti, | non ve n'è alcuna f.lv
altra che maggiormente abbia partecipato di questa casa. Credo che siano pochi i
cherici di codesto suo Seminario che in qualche parte non ne abbiano goduto ed
attualmente, senza calcolare quelli di Lanzo e di Mirabello [,] ve ne sono trenta
25 sei qui in Valdocco. La maggior parte sono gratuiti affatto, niuno paga regolare
pensione. Di essi parecchi dimanderanno di vestir l'abito sul finire dell’anno sco­
lastico, e li indirizzerò a V. E. con le opportune dichiarazioni.
Io
continuo a fare ogni mio sforzo, e non dimando altro compenso umano
che ella mi lasci per la Società que’ poveri giovanetti che dopo essere stati istruiti
30 e spesati nello stabilimento mostrano volontà di rimanervi. Senza di questo io
non potrei andare avanti, non avendo mezzi di sorta per provvedere altrimenti il
personale.
Spero fra non molto poteiie meglio spiegare ogni cosa verbalmente, intanto

47.9 Page 469

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dicembre 1867 463
se nella sua bontà mi volesse dire se pei giovanetti astigiani aspiranti allo stato ec­
clesiastico posso fare come finora ho fatto o giudicasse darmi qualche norma l'a- 35
vrò come un vero favore.
Dimando la sua santa benedizione sopra la mia cagionevole sanità ed augu­
randole ogni bene mi professo con profonda gratitudine
Di V. E. Rev.d.ma
Obbl.mo servitore
40
Sac. Gio. Bosco
10 Tamietti] Tamietto
2 Carlo Savio: nato a Cuneo il 24 giugno 1811, dottore collegiata in teologia all’Università di Torino,
professore di storia ecclesiastica al seminario della stessa città, fu eletto vescovo di Asti il 27 marzo
1867; morì il 1° luglio 1881: HC V ili 127. È fra i vescovi «suggeriti» da don Bosco: v. nota bibliog. alla
lett. 970.
3 4 Secondo Merlone: nato a S. Damiano d ’Asti nel 1844, entrò alTOratorio nel novem bre 1859. Pro­
fesso tem poraneo nel 1865, divenne sacerdote m a lasciò spontaneamente la società salesiana nel 1872.
Cooperatore salesiano, m orì nel 1886 come vicecurato di S. Martino Alfieri (Asti): ASC registro Anagr.
prof.; BS a. 11 (marzo 1887), p. 35.
10 Giovanni Battista Tamietti: nato a Ferrere Asti il 18 ottobre 1848, da Lorenzo e Rosa Miletto, en­
trò alTOratorio il 20 ottobre 1860. Chierico triennale il 6 dicembre 1865 divenne sacerdote il 20 marzo
1873, pochi mesi prim a di conseguire la laurea in lettere all'università di Torino. Professo perpetuo il
1° maggio 1874, dal 1878 al 1892 fu direttore della casa di Este (Padova), m entre dal 1892 al 1898 resse
l’ispettoria ligure. Morì nel 1920: cf DBS p. 266.
21 buone relazioni: nel settem bre 1860 don Bosco aveva addirittura chiesto ed ottenuto di trasferire i
chierici dal seminario di Asti, occupato dalle pubbliche autorità, a Valdocco: cf E(m) I, lett. 461, 472,
525, 647.
41 La risposta di mons. Savio a don Bosco fu favorevolissima: oltre a venir incontro alle richieste dei
due chierici, concesse anche la commendatizia per la società salesiana (ed. in MB IX 92-93).
1122
Alla contessa Maria Coggiola
Edita in E I 519 MB XV 832
Invito per la messa natalizia di mezzanotte
•'Torino, 21 dicembre 1867
Ill.ma Sig[ra] Contessa,
Il cav. è assente, è a Roma, io ne farò le veci. Venga adunque V. S. Ill.ma
con tutte le persone che giudicherà di condurre seco alla Messa di mezzanotte;
dimandino soltanto del sac. D. Cagliero; esso loro fisserà un posto meno disage- 5
vole. Dal canto mio li raccomanderò tutti nella santa messa.
Raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue preghie­
re e mi professo con gratitudine
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
io
Sac. Gio. Bosco

47.10 Page 470

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464 dicembre 1867
2 Maria Coggiola, nata ViUardi: contessa non identificata, che com unque col m arito e con la figlia ri­
sulta donatrice di vari oggetti della lotteria del 1866: cf Elenco degli oggetti..., p. 64.
3 Venga adunque: la contessa accolse l’invito, tant'è che il 30 dicembre 1867 don Francesia scrisse al
cav. Oreglia che l’intera famiglia Coggiola era venuta a Valdocco sperando di vederlo: ASC B 2560566,
Francesia.
5 Cagliero Giovanni: v. E(m) I, lett. 199.
1123
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730410) me. 40 D 5/7
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggera timbro BATH sul mrg. sup. sin.
E I 519-520
Notifica di aver ricevuto la cassa con i doni offerti - invia libri da distribuirsi ad alcuni benefattori -
gratitudine per l’accoglienza ricevuta in paese - messaggio per una benefattrice - grazie della Madon­
na a Valdocco - sua disponibilità ad accogliere alcuni ragazzi raccomandatigli - qualche disturbo di
salute
Car.mo D. Pestarino,
*Torino, 25 dic[embre 18]67
A suo tempo ho ricevuto la cassa contenente una parte delle offerte dai cari­
tatevoli mornesini e ora ricevo fr. 56 che sono la parte ricavata dal famoso incan-
5 to dedotti alcuni esposti.
Vi è ancora qualche cosa da saldare col pio e cortese Campi, e fra le altre
avvi la spesa che ho fatto alla stazione di Novi pel biglietto della ferrovia.
Riceverai per lo stesso mezzo della ferrovia un pacco contenente medaglie da
distribuire a chi non ne ha avuto ed anche a chi ne vuole. Vi sono dodici Giovane
10 Provveduto. Sette sono per quelli che mi vollero accompagnare fino al di là di
Montaldeo, gli altri li dia a chi si è maggiormente disturbato in casa sua per ca-
gion mia. Vi sono eziandio tre copie di Storia d ’Italia. Una pel sig. Sindaco, l’al­
tra pel sig. Traverso; l’ultima pel sig. dott. Pestarino. Dica Loro che lo vogliano ri­
cevere come piccolo segno della molta mia gratitudine.
15
A Lei poi, caro D. Pestarino, che cosa dovrò dire, che cosa regalare? Dico
che la ringrazio di | tutto cuore, e lo fo padrone di me e di quanto avvi nelle no­
stre case. Ogni giorno poi lo raccomando nella santa messa.
Al paese poi non so che dire: da me avranno tutti la più sentita gratitudine, e
pregherò Dio che nella sua grande bontà dia a tutti il centuplo della carità, che
20 hanno usato a me; a tutti conceda sanità e concordia in famiglia e abbondanza
nel commercio e nelle campagne.
Faccia sapere alla persona di Parodi che io prego per Lei Maria A. Farò an­
che pregare i giovani della casa. La consigli di recitare per un mese tre pater, tre
ave e gloria, con tre salve Regina ogni giorno per un mese in onore di Gesù Sa-
25 cramentato e di Maria A.
In questo momento mi è portata la notizia che la contessa Buffa, l’altro
[giorno] agonizzante, cominciò la stessa preghiera, datale la benedizione in po­
che ore restò perfettamente guarita. Oggi andò già ad ascoltare le tre mes[s]e e

48 Pages 471-480

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48.1 Page 471

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dicembre 1867 465
fece in chiesa la sua comunione. Molti raccontano cose dello stesso genere; sia
benedetto Iddio.
30
Il Pestarino Domenico è alla prova; vedremo. Il suo zio, sig. Campi, mi disse
che è disposto di j pagargli la pensione. Veda V. S. di fissarla e poi ce la partecipe­
rà. In quanto al giovane cantante non avrei difficoltà di metterlo alla seconda ta­
vola che è a fr. 35 m[ensi]li. Di mano in mano che potrà guadagnare qualche
cosa sarà diminuita la pensione. In quanto alla scuola di Francese, di cui ha biso- 35
gno, non ha da pagare niente.
La mia sanità si è alquanto risentita a motivo dello sconcerto che ho dovuto
sostenere in Mornese col prolungamento de’ vomiti; adesso sto molto meglio; ec­
cetto di una lieve raucedine che spero fra breve sparirà affatto di mano in mano
mi farò più buono.
40
Riverisca e ringrazi quanti vedrà di quelli che mi hanno usato carità; Dio li
ricompensi tutti in questa vita, e dia loro un giorno il vero premio nell'eternità.
Così sia.
Mi raccomando alle preghiere di tutti e mi professo n e’ SS. cuori di G. e di
Maria
45
Aff.mo Amico
Sac. Gio. Bosco
P.S. Storia d ’Italia N. 5: tre come sopra, una al prevosto[,] l’altra per lei o per
chi vuole.
13 vogliano corr ex vogliono 32 ce la] cela 37 ho add si
1 Anche se è il giorno di Natale, m a forse proprio per questo, don Bosco non può esimersi dal pren­
dere in mano la penna per ringraziare i suoi benefattori.
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3 ho ricevuto la cassa: v. lett. 1113. Evidentemente non tutti i doni in natura (pani di burro, canestri
d'uva, di mele, frutta, alcune bottiglie) erano stati messi all’incanto per evitare spese di trasporto e
impiegare il denaro ricavato a vantaggio dei giovani di Valdocco.
4 fr. 56: dunque una modica cifra, rispetto alle 500 lire raccolte direttam ente a Mornese, e nell’insie­
me ben lontane dalle 4000 lire di cui si vociferò in seguito.
6 Campi: personaggio non identificato, dal momento che il nome era diffuso in paese, così come al­
tri, ad es. quello del sindaco, Agostino Mazzarello, di cui alla lin. 12, e del dottore e assessore com una­
le, Pestarino, di cui alla lin. 13.
11 Montaldeo: località collinare di 800 abitanti, a 5 km. da Mornese.
13 Antonio Traverso: notaio e segretario comunale, che a Mornese pochi giorni prima, in occasione
della benedizione della cappella del collegio, gli aveva anche letto alcune poesie (cf MB V ili 1075-
1079); v. anche lett. 1113 e 1145.
22 Parodi: località di oltre 3.000 abitanti, a circa 5 km. da Mornese.
26 contessa Buffa: ossia Carolina Antonielli di Costigliole, andata sposa il 22 ottobre 1866 a Vincenzo
Buffa (1845-1880) e m orta il 27 dicembre 1867, sei giorni dopo aver partorito il figlio Carlo Alberto: A.
M a n n o , Il p a trizia to su balpin o..., voi. II, p. 442.
28 perfettamente guarita: invece morì due giorni dopo (v. lin. 26); don Bosco ne accennerà nella lett.
1141.
31 Domenico Pestarino: figlio di Domenico e di Teresa Campi, nato a Mornese il 19 gennaio 1846,
entrò a Valdocco il 21 ottobre 1864; ne uscì il 20 agosto 1866: Lanzo, registro Censim ento; entrò poi
all’Oratorio il 16 dicembre 1867 come studente: ASC registro Censimento.
33 giovane cantante: personaggio non identificato.
48 La Storia d'Italia: l’anno precedente la tipografia di Valdocco ne aveva pubblicato ¡’«Edizione
quinta accresciuta» (v. lett. 884).
— prevosto di Mornese: don Carlo Valle (v. lett. 797).

48.2 Page 472

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466 dicembre 1867
1124
Alla signora Carolina Rivolta Guenzati
Orig. già presso Archivio FMA di via Bonvesin - Milano, proveniente dalla famiglia Caccia Dominioni
Copia autentic. dalla curia arciv. di Torino
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860309)
E I 521 MB V ili 1025
Chiede alcuni arredi per la chiesa di Maria Ausiliatrice
Torino, 26 dicembre 1867
Ill.ma Signora,
L’anno sta per finire, ed io voglio darle occasione di fare un bel fioretto a
Maria Ausiliatrice. Veda un po’ se può farlo.
5 Per compiere la chiesa di Maria A. mancano ancora i capi di lavoro a parte
notati. Chi sa se V. S. con qualche altro suo conoscente od amico non possano as­
sumersene qualcheduno a proprie spese!
Credo che casa Caccia, casa Brambilla, casa Stanga la potranno giovare. Ad
ogni modo se Ella mi dà mano pei primi del prossimo maggio consacreremo la
io novella chiesa al divin culto, ed avrà certamente un potente antidoto contro al co­
lera ed alle altre disgrazie.
Auguro ogni celeste benedizione a Lei, alla sua famiglia ed ai mentovati si­
gnori, ed assicurandola della più profonda mia gratitudine ho l'onore di profes­
sarmi
15
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
10 al] il
2 Carolina Rivolta Guenzati: v. lett. 1014.
7 a proprie spese: un sussidio notevole (500 lire), probabilmente non sperato, gli giunse com unque
in quei giorni dall’impresario Giuseppe Copasso di Torino, già membro prom otore della lotteria che si
era chiusa il 1° aprile 1867: ASC B26200 Copasso, ed. in MB V ili 1026.
8 Caccia, Brambilla, Stanga: nobili famiglie milanesi in contatto coi Guenzati e con don Bosco. Con­
tessa Margherita Caccia Dominioni: v. lett. 981; Giovarmi Brambilla (nato nel 1813) coniugato nel
1851 con Carolina, nata Rasini, m adre dei gemelli Paolo e Rodolfo: ANI 1883; col marchese Stanga
non sono stati finora documentati particolari contatti.
17 A tergo della lett. originale si legge l’interessante appunto: «29 dicembre 6 7/ dom anda/ a maggior
eccitamento degli oblatori la prego a riscontrarmi al più presto possibile se ella mi autorizza a dir loro
la frase che ella mi scrive nell’ultima sua: Che avranno un potente antidoto contro al colera (!) ed altre
disgrazie etc. E se ciò è riferibile tanto agli oblatori come a chi si presti con qualunque altro mezzo a
sussidiare tal opera del compimento della chiesa e degli ornamenti per l’onore di Maria Vergine Ausi­
liatrice»; analoga richiesta aveva fatto Eufrasina Covoni nella lettera a don Bosco da Firenze del 7 gen­
naio 1866: ASC B26200 Covoni, ed. in MB VIII 459. Evidentemente le corrispondenti di don Bosco
facevano molto caso alle sue espressioni.

48.3 Page 473

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1125
Al m archese Ignazio Pallavicini
dicembre 1867 467
ASC B31010 Leti, orig., Pallavicini (A 1730304) me. 40 B 6/7
Orig. aut. 2 ff. 257 x 198 mm. carta uso stampa
E 1 521-522 MB XIV 831
Auguri e ringraziamenti - consigli di vita spirituale - richiesta di finanziamenti per l'acquisto di indu­
menti invernali per i giovani
*Torino, 30 dic[embre 18]67
Eccellenza,
Non per secondare l’usanza di questi giorni le scrivo questa lettera di felicita­
zioni, ma unicamente per assicurarla che noi sempre memori della carità usata
non mancheremo di invocare sopra di Lei le benedizioni celesti affinché Dio le 5
conceda sanità e lunghi anni di vita felice.
Per questo motivo noi intendiamo inaugurare l’anno novello con un servizio
religioso, vale a dire il primo giorno dell’anno, dopo dimani, io celebrerò la santa
Messa ed i nostri giovanetti faranno la loro comunione con alcune preghiere par­
ticolari secondo la pia di Lei intenzione.
10
Intanto io le raccomando quanto so e posso a voler coll'esempio e colle paro­
le promuovere la frequente comunione come sorgente di grandi benedizioni; e
poi viva tranquillo, senza darsi affanno del suo avvenire. È vero che di mano in
mano [che] va avanzando la sua età si manifesteranno alcuni incomodi nella sa­
nità; ma ne abbia pazienza, né se ne turbi, perché non avranno gravi conseguen- 15
ze. Riposi con certezza sopra queste ultime parole.
La Santa Vergine Maria le ottenga dal suo divin figlio la grazia di passare tut­
to l’anno novello in pace e in sanità, e porti ogni benedizione celeste a Lei e a tut­
ta la sua famiglia. Amen.
In fine raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle divote di 20
Lei preghiere mentre con profonda gratitudine ho l’onore di potermi professare
Della Eccellenza Vostra
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Corre per noi u n ’annata molto critica e fra le altre cose abbiamo ancora la 25
metà de’ nostri giovani vestiti da estate; se le sue opere di carità comportano di
estendersi fino a noi, ci raccomandiamo caldamente.
2 Ignazio Pallavicini: v. E(m) I, lett. 365.
3 questi giorni: ovvio il riferimento ai tradizionali auguri di buon armo.
13 affanno del suo avvenire: su tali scrupoli di coscienza don Bosco aveva già espresso la propria
opinione (v. lett. 1082, 1083, 1107).
27 estendersi fino a noi: il ricco marchese era munifico benefattore di varie istituzioni caritative di
Genova.

48.4 Page 474

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1868
1126
Alla duchessa Maria Melzi d ’Eril
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., M elzi d'Eril (A 1800311) me. 2664 E 11
Orig. aut. 1 f. 205 x 140 mm.
Ined.
Fa omaggio delle medagliette di Maria Ausiliatrice - buone notizie dei familiari della duchessa
[Torino, gennaio 1868]
Benemerita Signora,
Ecco le medagline che nella sua bontà compiacquesi richiedermi. Queste
dozzine che costano un'Ave Maria. Chi poi volesse fare qualche cosa di materiale
5 mandi quanto il cuore gli inspira per la chiesa di Maria Ausiliatrice da cui dipende
tutta la efficacia di queste medaglie.
Ella pure si faccia coraggio, io continuo a raccomandarla al Signore nella
Santa Messa.
Ho veduto la sua Borine Mère, il conte Gio. sig. di Lei marito co' suoi tre fi­
lo gli. Li ho veduti tutti bene in salute e con aria di coscienza molto tranquilla.
Soltanto la duchessa Melzi è alquanto incomodata[;] speriamo che ciò non
sarà gran cosa e la raccomandiamo in questo senso al Signore.
Preghi per me e per questi giovanetti e mi creda con gratitudine
Di V. S. B.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
11 la] La
2 Signora: suscita qualche meraviglia il semplice termine «Signora» quando la destinataria pare la
duchessa Maria d'Oncieu dei marchesi di Chaffordon (1836-1906) che nel 1856 aveva sposato il conte
Giovanni Melzi d'Eril (1825-1905), figlio di Giovanni Francesco Melzi d ’Eril (1788-1832) e di Elisa Sar­
di (1806-1869); v. anche lett. 737.
9 Bonne Mère: ossia la madre, Elisa; v. anche lett. 1174.
— Giovanni coi suoi tre figli: pare alludere ai tre maschi della prim a moglie del m arito (baronessa
Marianna Caccia Dominioni: 1829-1853): Francesco Ludovico (1849-1935), Camillo (1851-1929) e Lu­
dovico (1851-1923): cf D. E. Z a n e t t i, La demografia del patrizia to m ilanese..., p. A 133.
11 la duchessa: Elisa, che morirà il 10 luglio 1869 (v. lin 2).

48.5 Page 475

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1127
A don Salvatore Bertini
gennaio 1868 469
ASC B31010 Lett. orig., Bertini (A 1690717) me. 7 A 4
Orig. aut. 1 f. 212 x 137 mm. carta da quaderno quadrettata, restaurata
sull’angolo inf. des.
E I 524 MB IX 26-27
segni di ceralacca
Congratulazioni e incoraggiamenti per la nomina a rettore-parroco di S. Leonardo a Lucca
"Torino, 2 gennaio [18]68
Car.mo Sig. D. Bertini Rettore,
Con sommo piacere ho ricevuto la notizia della sua nomina a Rettore di S.
Leonardo. Deo gratias. Io ci vedo il merito da una parte e la gloria del Signore
dall’altra. Il suo zelo non abbisogna di raccomandazioni o di incoraggiamento; 5
ma se le deboli nostre preghiere potranno recarle qualche conforto, l’assicuro
che le avrà quotidiane.
I tempi sono difficili; ma Dio non cesserà di essere sempre con noi. Dal canto
mio poi desidero che compia la fatta promessa di venir a passare qualche giorno
con noi. Parleremo di più cose. La sua camera è pronta.
10
Le raccomando in modo particolare le Letture Cattoliche, che fu tutta opera
sua in Lucca, ora faccia di sostenerle; D. Cianetti credo che non mancherà di
coadiuvarla.
Raccomandando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue pre­
ghiere ho il piacere di potermi con gratitudine professare
15
Di V. S. car.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
All'ottimo D. Bertini
Rettore di S. Leonardo
20
Lucca
1 gennaio] del
Racccomando
5 abbisogna corr ex bisogna
10 ante con del pra
14 Raccomandando]
2 Salvatore Bertini: nominato parroco di S. Leonardo (Lucca) il 16 dicembre 1867 (v. lett. 1098), m o­
rì nel giugno 1892: Archivio vescovile di Lucca, registri del clero.
12 Raffaele Cianetti: testimone, come curato, alla presa di possesso della carica di parroco da parte
di don Salvatore Bertini il 16 gennaio 1868, fu a sua volta nominato economo della stessa parrocchia il
23 giugno 1892 e parroco il 25 luglio successivo: v. lett. 1128.

48.6 Page 476

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470 gennaio 1868
1128
A don Raffaele Cianetti
ASC B31220 Copie di orig. (A 1940409)
Copia di Giovanni Battista Lemoyne autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 523-524 MB IX 26-27
Si rallegra per la nomina a curato - assicura preghiere per le persone raccomandategli - pensieri spiri­
tuali - richiesta di trovare benefattori disponibili per arredare la chiesa di Maria Ausiliatrice
Car.mo Sig. D. Cianetti,
•'Torino, li 2 gennaio [18]68
Ho ricevuto la sua cara lettera e mentre esprimo il mio rincrescimento sulla
perdita del Rettore di S. Leonardo, godo molto sulla provvidenziale disposizione
5 eh’Ella ci sia sottentrato come curato e che lo zelante D. Bertini sia stato scelto a
novello Rettore. Spero che il bene delle anime non ne abbia niente a soffrirne,
anzi tutto andrà di bene in meglio.
Ho pregato e farò pregare per la vedova che raccomanda il figlio dissipatello;
spero che la limosina fatta per la Chiesa di Maria Ausiliatrice, le deboli nostre pre­
io ghiere, le fervorose di Lei e della madre contribuiranno a muovere la bontà del Si­
gnore a favore di esso. La prego di dare al medesimo la medaglia quivi acclusa.
Non mancherò di fare speciali preghiere per la signora di Lei madre e per la
inferma sua sorella. V. S. poi abbia di mira tre classi di persone: fanciulli, vec­
chi [,] ammalati: coltivando questi guadagnerà tutto il rimanente.
15 Adesso le mando nota dei lavori che rimangono a compimento della nostra
chiesa. Può Ella trovare mezzi o persone che vogliano assumersi qualcuno dei
capi ivi notati a proprio conto e spese in onore di Maria Ausiliatrice? Noti che
Maria è una generosa pagatrice e gli oblatori avrebbero un potente antidoto con­
tro al cholera e contro ad altre disgrazie.
20 Altra cosa riguardo alle Letture Cattoliche. Ora che è al sacro ministero può
con maggiore facilità promuoverle e raccomandarle.
Quando verrà di nuovo a passare qualche giorno fra noi? La sua camera è
sempre preparata.
Preghi per me e per questi nostri giovanetti e mi creda nel Signore
25 Di V. S. car.ma
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
A D. Raffaele Cianetti
Lucca
1 gennaio] del
2 Raffaele Cianetti: v. lett. 1127.
3 cara lettera: non è stata reperita.
4-5 perdita del Rettore... Bertini: v. lett. 1127.
8-13 vedova, m adre e sorella: persone non identificate.
15 nota: era un elenco di lavori da eseguirsi nella chiesa di Maria Ausiliatrice che don Bosco intende­
va affidare alla generosità dei singoli benefattori (v. lett. 1118).
18-19 antidoto contro al cholera: v. lett. 1124.

48.7 Page 477

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1129
Ad una contessa non identificata
gennaio 1868 471
Archivio Piccola Opera della Divina Provvidenza - Tortona
Orig. aut. 2 ff. 195 x 130 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., anonim a (A 1790124)
E I 526-527
Ringrazia per la disponibilità a collaborare alle spese dell’arredam ento della chiesa di Maria Ausiliatri-
ce - invita alla carità come antidoto del colera
Torino, 3 gennaio [18]68
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La ringrazio delle sollecitudini che mi promette a fine di promuovere soccor­
si per ultimare i lavori della chiesa della nostra comune Madre Maria A.
Vada e raccomandi la cosa con pazienza, io ed i nostri giovanetti raccoman­
deremo la cosa a Dio stesso che farà certamente efficaci le sue parole.
Quando parla con persone cristiane dica pure che chi concorre per questa
opera di carità ha un potente antidoto contro al colera e contro ad altre disgrazie
che ci minacciano in questo anno purché ciò che fa lo faccia per amor di Maria e
con fiducia in Maria.
Non mancherò per altro di fare speciali preghiere per Lei e per tutti quelli
che danno mano a questa opera di carità, e si assicuri che la Santa Vergine pa­
gherà assai bene ogni passo, ogni parola che spenderà a questo proposito.
Ogni [bene] venga sopra la sua famiglia, preghi per me che con gratitudine
mi professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 gennaio] del
4 ultimare i lavori: v. lett. 1128.
8 colera: benché ormai in fase decisamente finale, nel gennaio 1868 l'epidemia mieteva ancora vitti­
me; sul sostegno economico alla chiesa di Maria Ausiliatrice come antidoto al colera v. lett. 1124.
1130
Al giovane Ottavio Bosco di Ruffino
ASC B31220 Copie di orig. (A 1910108)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 524 MB IX 21
Impedito dalla neve di cenare assieme, gli augura buon viaggio - saluti alla famiglia

48.8 Page 478

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472 gennaio 1868
*Torino, 3 gennaio [18]68
Car.mo Ottavio,
La neve caduta e quella che densa va cadendo mi priva del piacere di godere
questa sera la cara tua compagnia a pranzo. Debbo pertanto limitarmi ad augu-
5 rarti buon viaggio, e dimani farò per te una speciale preghiera nella santa messa.
Auguro [ogni bene] a te, alla sig[ra] Maman e sorella Giulia e raccomandan­
domi alla carità delle preghiere di ognuno mi professo con sentita gratitudine nel
Signore
Aff.mo amico
io
Sac. Gio. Bosco
1 gennaio] del
2 Ottavio Bosco di Ruffino: nato il 18 agosto 1840 da Giuseppe (1774-1854) e da Enrichetta, nata Ric­
cardi di Netro e m orta il 1° aprile 1874 a 68 anni: cf A. M a n n o , Il patriziato su balpin o..., voi. II,
p. 386. Vedi anche lett. 790.
3 neve caduta: in Emilia giunse fino ad un metro di altezza.
5 buon viaggio: difficile indicare la m eta di tale viaggio per il ventisettenne Ottavio.
6 Giulia: la sorella di Ottavio, nata nel 1847, che si fece poi m onaca visitandina e m orì a Torino il 6
novembre 1884.
1131
Al padre scolopio Alessandro Checcucci
Biblioteca nazionale cv 452 bis, 61 - Firenze
Orig. aut. 1 f. 208 x 136 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Checcucci (A 1960226)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860339)
E I 526
Riferisce di aver letto ai giovani il messaggio inviato loro - auspica un aiuto per provvedere all’arredo
della chiesa di Maria Ausiliatrice anche come antidoto al colera - informa sulla diffusione delle L ettu ­
re Cattoliche
Torino, 3 gennaio [18]68
R.d.mo e car.mo P. Checcucci,
La sua lettera mi recò vera consolazione e l’ho con vero piacere letta ai no­
stri giovanetti. Essi unisconsi meco per contraccambiare a Lei ed a tutti i suoi
5 cari alunni i saluti e gli auguri, e mentre li ringraziamo della buona loro memoria,
ci raccomandiamo alla continuazione delle loro preghiere.
La chiesa più volte alla sua bontà raccomandata volge al suo termine; e non
mancano che i lavori, di cui vi è unita la nota, per poterla inaugurare al divin cul­
to, speriamo, nel mese di maggio. Chi sa, che tra ella, suoi allievi non possano as-
10 sumersi in comune qualcheduno di questi capi da provvedersi? Sarebbe certa­
mente un mezzo efficace per assicurarci la protezione dell’augusta Regina del cie­
lo, ed un potente antidoto contro al colera.

48.9 Page 479

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gennaio 1868 473
10 le raccomando quanto posso la diffusione delle Lett. Catt. fra' suoi allievi.
Altre cose avrò quanto prima da scriverle; il cav. Oreglia le dirà il mezzo più facile
per corrispondere pei libri.
15
Dio la benedica, car.mo Padre, benedica le sue fatiche, suoi religiosi, suoi al­
lievi, e dia a tutti sanità e benedizioni per lunga serie di anni. Amen.
Con gratitudine mi professo
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20
f.2v All'Ill.mo e M.to [R].do Signore
Il Sig. P. Checcucci Rett. del Coll. Nazareno
Roma
1 gennaio] del
2 Alessandro Checcucci: v. lett. 1001.
3 sua lettera: non è stata reperita, m a era parte di quella corrispondenza che da tem po si teneva fra
11 collegio di Valdocco e quello Nazareno degli Scolopi a Roma.
5 cari alunni: don Bosco era stato a visitare il collegio Nazareno nel suo viaggio a Roma dell’anno
precedente: v. lett. 1032.
8 la nota: relativa agli oggetti per l'arredam ento della chiesa di Maria Ausiliatrice (cit. in. lett. 1128).
12 colera: circa tale «garanzia» v. lett. 1124.
14 cav. Federico Oreglia: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460; all’epoca si trovava a Roma: v. lett. 1118. Sul
finire dell’anno, il 12 dicembre 1868, lo stesso Checcucci scrivendo al cav. Oreglia per porgere a don
Bosco i suoi auguri per le feste natalizie, lo informerà della spedizione di due reliquie in vasetti di cri­
stallo: ASC B23000 Checcucci.
1132
Alla madre oblata Maria Maddalena Galeffi
Archivio Oblate di Tor de’ Specchi - Roma
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 x l3 5 m m . carta leggera uso stampa
gillo di ceralacca indirizzo aut.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Galeffi (A 1800107)
E I 527 MB IX 28
strappo sul mrg. sup. sin. dovuto a si­
Ringrazia per la disponibilità ad assumersi parte della spesa per un altare della chiesa di M aria Ausilia­
trice
Torino, 3 gennaio [18]68
Reverenda Sig[ra] Madre,
11 cav. Oreglia mi dà notizia che la persona proposta ad ajutarci a fare un al­
tare in onore di M. A. è la S. V. R.da unitamente alle sue figlie religiose. Se può,
compia l'opera caritatevole. Maria pagherà doppiamente perché per la critica an- 5
nata che corriamo, noi stentiamo di pane ed abbiamo ancora la metà dei giova­
netti vestiti da estate in questa cruda stagione. Sicché ajutandoci per la chiesa,
ajuta indirettamente tutta la famiglia; e poi Maria A. è generosa e fra le altre pa­
ghe avranno un potente antidoto contro al colera.
Ad ogni modo io fo l’ambasciata a nome di Maria A. e prego di tutto cuore 10

48.10 Page 480

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474 gennaio 1868
questa celeste benefattrice affinché inspiri e doni mezzi per compiere l’opera pro­
posta.
Dio benedica Lei e tutta la sua religiosa famiglia e doni a tutti lunga serie di
anni di sanità e di vita felice col paradiso in fine. Amen.
15
Con gratitudine mi professo
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
Al[la] R.da Sig[ra] Madre
f-2v
La Sig[ra] Madre Presidente e Superiora Galeffi
20 Torre de’ Specchi
Roma
1 gennaio] del
2 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
3 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 1131 e 1133.
4 S. V. R. da... figlie: potrebbe dunque corrispondere alla com unità di cui alla lett. 1118, lin. 28. Oc­
corre qui ricordare come il convento di Tor de’ Specchi era per vocazioni provenienti dalla nobiltà,
per cui poteva disporre di notevoli rendite: cf lett. Galeffi-Rua, 3 agosto 1868: ASC B23000 Galeffi, ed.
in MB IX 328; circa l'altare v. lett. 1141.
6-7 stentiamo il pane... cruda stagione: se ne è accennato in nota alla lett. 1118; v. anche lett. 1133.
9 antidoto contro il colera: v. lett. 1124.
1133
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730233) me. 39 C 9/10
Orig. aut. 1 f. 197 x 128 mm. carta leggera
E I 525 MB IX 27-28
Notizie varie dell’Oratorio - numerose commissioni da fare in Roma
*Torino, 3 gennaio [18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
Bene la sua lettera; ci darò esecuzione. Intanto osservi se si è fatta la stampa
del nostro Centenario di S. Pietro e me ne mandi copia.
5 Le mando lettera del c.te Bonsiglione[?], che all’indirizzo aveva il mio nome.
La commissione per l’Unità Cattolica sarà fatta; li fr. 104 sono presso di me.
Vada a portare al P. Checcucci Rettore del Coll. Nazzareno questa Lett. È
propenso per la casa; gli porti copia della nota dei lavori da farsi; parli di libri e
delle Lett. Catt.[;] egli mi ha scritto più volte in proposito,
io Alla presidente di Torre di Specchi dia la lettera, e le dica che pel giorno della
Epifania i nostri giovanetti faranno la loro comunione, io dirò la messa secondo la
pia di Lei intenzione.
Il cav. Villanova è in mia camera; saluta, e sollecita la sua venuta.
Le miserie tra noi crescono orribilmente; il pane è a 70 centesimi al chilo; in
15 tutto circa dodicimila fr. al mese ed abbiamo due mesi da pagare; mezzo metro di

49 Pages 481-490

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gennaio 1868 475
neve con freddo intenso, e la metà de’ giovani vestiti da estate; preghiamo.
f.lv
Fame, sete, morti, e forse anche guerra saranno il programma di questo
anno.
Veda se può mandarmi il progetto colle osservazioni di Vigna e vedremo
quello che si può fare. Scriverò presto altre cose.
20
Grazie del danaro che ci promette; sarà acqua sopra fauci disseccate; m a è
sempre acqua, ovvero balsamo.
Nella casa stanno tutti bene, e la salutano; Maria SS. è la sola proweditrice
che quasi provveda per la chiesa e per la casa.
Ossequio a Lei e a tutte le persone che mi ha nominato, e Dio la benedica e 25
mi creda
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
[P.S.] Coi saluti del sig. Cerato che è qui con noi.
1 gennaio] del 23 stanno] stiamo
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 sua lettera: non è stata reperita.
4 II Centenario...: la seconda edizione del fascicolo, di sole 175 p., venne effettivamente stam pata a
Roma (v. lett. 1052).
5 Bonsiglione [?] : figura di conte non identificata.
7 Alessandro Checcucci: v. lett. 1001; la lett. citata è la 1131.
8 nota dei lavori da farsi: v. lett. 1128.
10 dia la lettera: si tratta della 1132, inviata alla m adre oblata Maria Maddalena Galeffi.
13 Clemente Scarampi di Villanova: amico di don Bosco, di cui alla lett. 931.
14 70 centesimi: precedentem ente il pane era a cent. 26; in una lettera della settim ana dopo invece
«70» diventerà «50»: v. lett. 1138. Comunque sul finire dell’ottobre 1867 a Torino i prezzi avevano
avuto un aum ento del 50%: cf A. C o m a n d in i - A. M o n t i, L ’Italia nei cento a n n i..., p. 1006: v. anche
lett. 1118.
19 Vigna Pia: colonia agricola rom ana di cui alla lett. l i l l e 1142.
29 Cerato (o Cerrato): amico astigiano, non identificato, più volte incontrato da don Bosco nei suoi
viaggi a Roma.
1134
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., B onetti (A 1690862) me. 9 B 10
Orig. aut. 2 ff. 198 x 130 mm. carta uso stam pa il P.S. è sul mrg. sin.
E I 527-528 MB IX 32-33
Lettera di accompagnamento dei pensieri-strenna per i singoli giovani del piccolo seminario di Mi­
rabello
Torino, 7 gennaio [18]68
Car.mo D. Bonetti,
Ho fatto un poco ritardare la risposta che la Madonna fa ai giovanetti di Mi-
rabello prima di sfidare gli angeli. Non ho potuto prima perché il dettato era al-

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476 gennaio 1868
5 quanto lungo. Vedrai che ci sono delle osservazioni molto severe; ma niuno le
prenda in mala parte; se ha riflessi a fare, li faccia alla Madonna stessa. Quello
che è certo si è che niuno può dire: Questa strenna non fa per me.
Nasi, Chicco, Cerutti, Belmonte e qualchedun altro mi scrissero lettere che
ho letto con vero piacere; le tengo sul tavolino per far loro la risposta.
10 Le risposte sono molto concise, e la colpa è tua. Perché nel mandarmi il ca[-
ta]logo dei giovani non hai fatto tenere maggior distanza da un nome ad un al­
tro? Ajuta adunque a leggere lo scritto; ciascuno tenga il biglietto, andando poi a
Mirabello io procurerò di spiegare a ciascuno più diffusamente quanto ivi è appe­
na indicato.
15
Che Dio mandi copiose benedizioni sopra i giovani e sopra i cari superiori di
Mirabello. Io non do strenna, perché non voglio miscere sacra profanis. Vale.
Pregate pel Vostro
Aff.mo
Sac. Bosco G.
20 P.S. Si raccomandino e si propongano [le] lett. catt. e nelle lettere, dove par
bene, si metta un programma.
1 gennaio] del 8 qualchedun] qualcheduno
2 Giovanni Bonetti era il direttore del collegio di Mirabello: v. E(m) I, lett. 328.
3 risposta: don Bonetti nel mese di novembre aveva chiesto ai ragazzi del piccolo seminario di sfida­
re gli angeli nell’am are la Madonna. Saputolo don Bosco, a sua volta invitò i giovani a fare ciò che la
Madonna voleva da loro prima di sfidare gli angeli, ossia qualche proposito, anche modesto, di vita
spirituale. Don Bonetti gli dovette inviare l'elenco completo degli alunni, degli addetti alla casa e dei
membri della famiglia Proverà. A fianco di ogni nome don Bosco scrisse un breve richiamo spirituale,
che in seguito don Bonetti ritagliò e distribuì ad ognuno personalmente: cf MB IX 33-38. Oltre ai nomi
qui sotto citati, pure il eh. Cristoforo Carones, il 15 gennaio successivo, ringraziò don Bosco: ASC
B26200 Carones, ed. in MB IX 39.
8 Luigi Nasi: v. E(m) I, lett. 615. Figlio di Francesco, nato a Garessio (Cuneo) nel 1846, entrò a Val-
docco com e studente il 27 agosto 1858: ASC registro Censimento.
— Stefano Chicco: v. E(m) I, lett. 614.
— Francesco Cerutti: v. E(m) I, lett. 518.
— Domenico Belmonte: v. E(m) I, lett. 700.
— lettere: non sono state reperite; neppure si conservano le risposte di don Bosco.
16 sacra: forse la suddetta «sfida agli angeli» nell’amore alla Madonna; profanis: ossia il richiamo di
don Bosco.
1135
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lem oyne (A 1720603) me. 29 E 4/5
Orig. aut. 2 ff. 256 x 197 mm. carta leggera restaurata allegato foglietto con P.S. di 135 x 104 mm.
E I 528-529 MB IX 29
Risposta alla lettera collettiva e alle lettere personali di augurio per le feste natalizie e per il capo d ’an­
no da parte dei superiori e degli allievi del collegio di Lanzo - probabile vocazione salesiana del giova­
ne de Magistris

49.3 Page 483

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gennaio 1868 477
Car.mo D. Lemoyne,
*Torino, 8 gennaio [18]68
A suo tempo ho ricevuto la tua lettera e quelle collettive ed anche speciali di
codesti nostri giovanetti. Io le ho lette colla massima consolazione e debbo dirlo:
restai più volte commosso a tanti vivi segni di affetto, di benevolenza. Mi rincre- 5
sce di non aver tempo di poter fare ad uno ad uno la propria risposta; ciò spero di
fare fra non molto tempo in persona. Intanto ti prego [di] dire loro da parte mia
tre cose:
1° Che io vi ringrazio tutti della buona volontà e della affezione che mi avete
dimostrato oltre ogni mio merito. Io studierò di compensarvi col raccomandarvi io
ogni giorno nella santa messa, come se vi avessi tutti qui meco attorno.
2° In questo anno io ho assolutamente bisogno che dal primo superiore al­
l’ultimo della casa regni la carità nel sopportare pazientemente le molestie altrui e
di darvi sempre buoni avvisi e consigli tutte le volte che se ne presenterà l’oppor­
tunità. Questa è la chiave che apre la porta alla felicità pel corso di tutta l’annata. 15
3° Si promuova la frequente visita al SS. Sacramento, come mezzo efficace,
anzi come solo mezzo per tener lontani i molti flagelli che in questo anno ci so­
vrastano e in pubblico e in privato.
Queste cose siano a tempo opportuno debitamente spiegate e fatte argomen­
to di morali osservazioni secondo che ravviserai più opportuno.
20
Questo anno abbiamo bisogno d ’impedire le letture cattive e di promuovere
le buone e perciò io avrei vero piacere che tutti i nostri cari allievi fossero associa­
ti alle letture cattoliche; mentre tutti i superiori ed anche i giovani procurassero
di proporle e propagarle presso a tutte le persone da cui si può sperare buona ac­
coglienza della proposta. Unisco qui alcuni programmi; tu e Sala nelle lettere più 25
importanti unite un programma con qualche parola in raccomandazione.
f.lv
Tu vigila, in om nibus labora, opus fac evangelistae, m inisterium tu u m im-
ple; argue, obsecra, increpa in om ni patientia et doctrina, et in perdif[f]icilibus
rebus die constanter: om nia possum in eo qui me confortai.
Dio benedica te, le tue fatiche, i maestri, gli assistenti e i giovani tutti; prega- 30
te per me che vi sarò sempre
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
P.S. De Magistris mi scrisse una lettera in cui mi dice cose stupende. Se in queste
vi è il suo proprio pensiero credo che sia quasi preparato al colpo della testa. 35
Procura un po’ di parlargli in questo senso. Andando a Lanzo farò poi il resto.
f.2v All’ottimo D. Lemoyne Gio.
Dirett. del coll. conv.
Lanzo
1 gennaio] del 3 di add si
27-28 imple add si
9 tutti corr ex tutta
19 Queste cose siano corr si ex questo sia

49.4 Page 484

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478 gennaio 1868
2 Giovanni Battista Lemoyne era il direttore del collegio di Lanzo: v. lett. 853.
3 tua lettera e quelle collettive: non sono state reperite.
6 ad uno ad uno... risposta: almeno con un ricordo-strenna come aveva fatto per i singoli ragazzi di
Mirabello (v. lett. 1134).
25 don Antonio Sala era presumibilmente l’economo-amministratore del collegio: v. E(m) I, lett.
706.
27-29 Tu vigila... confortai: 2Tim., IV 2, 5; Filipp. 4,13.
34 Giuseppe de Magistris: nato a S. Maria Maggiore (Novara) il 7 ottobre 1850, orfano di entrambi i
genitori, era entrato a Lanzo il 9 novembre 1865: ASC registro Lanzo; professo triennale il 16 settem ­
bre 1869, uscì poi spontaneamente nel 1872: ASC registro Anag prof.
35 preparato al colpo di testa: simpatica espressione per indicare la decisione di farsi salesiano.
36 Andando: venendo.
— farò il resto: cioè lo aiuterò a vincere eventuali perplessità nella scelta della vocazione.
1136
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730411) me. 40 D 8
Orig. aut. 2 ff. 196 x 129 mm. carta uso stampa
Ined.
Informazioni sulla malattia del chierico Giuseppe Mazzarello ricoverato in ospedale - preoccupazioni
e speranze da comunicare ai parenti del chierico
[Torino], 8 [gennaio 1868]
Car.mo D. Pestarino,
Dal fratello del Vincenzo Mazzarello saprà i particolari della malattia del fra­
tello medesimo. Le cose come erano, e volendo secondare il consiglio del medico,
5 che dice tali malattie potersi guarire nel suo principio, ma difficilmente quando il
male è invecchiato, fu deciso di mandarlo nel vicino ospedale.
Finché fu qui non abbiamo trascurato niente, dove è adesso è pure racco­
mandato ai medici ed ai direttori sp. anzi il rettore è un mio amico, che mi assi­
cura ogni riguardo. Perciò i parenti stiano tranquilli e preghiamo,
io Abbiamo fatto una rappresentazione mimica; ci siamo veduti e non ci siamo
parlati. Ci parleremo. Manca tempo. Vale in Domino.
Aff.mo
D. Bosco
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3 Vincenzo: il chierico Giuseppe Mazzarello, nativo di Mornese, aveva però, oltre al fratello Vincen­
zo, anche una sorella. La malattia di Giuseppe, per altro non precisata, fu mortale. Si spense nel colle­
gio di Lanzo il 21 gennaio successivo: v. lett. 812.
10-11 veduti... non ci siamo parlati: pare alludere ad un incontro avvenuto casualmente su qualche
mezzo di trasporto, senza potersi parlare.

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gennaio 1868 479
1137
All’arcivescovo di Fermo, card. Filippo de Angelis
Orig. già presso Catalini Francesco - Loreto
Orig. aut. 2 ff. 2 6 8 x l9 7 m m . timbri vari: Torino 9 gen 68
68 allegato inedito è su foglietto di 196 x 126 mm.
ASC B31220 Copie d i orig. (A 1860402)
Copia ricalcata dall'originale 2 ff.
E I 572-573 MB XI 618-619
Ancona 10 gen 68
Fermo llg e n
Solito problema con l’arcivescovo per i chierici dell'Oratorio frequentanti il seminario di Torino -
chiede consigli - allega osservazioni critiche sui docenti del seminario
Eminenza Reverend.ma,
*Torino, 9 gennaio 1868
10 fo come il povero figliuolo che quando ha gravi fastidi ricorre alla bontà
del padre come ricorro alla E. V. R.d.ma. Ecco adunque la cosa di cui si tratta.
11 nostro Arcivescovo credendo di seguire un buon consiglio stabilì che niun 5
cherico di sua diocesi potesse rimanere fuori dal seminario; ciò posto io e il Cot-
tolengo eravamo al punto di chiudere le nostre case, dove gli allievi sono assistiti
ed ammaestrati da cherici, o disubbidire al superiore.
Per buona sorte io prevedeva da qualche tempo questa disposizione ed i miei
cherici erano tutti di altre diocesi ad eccezione di alcuni pochi che intendono far io
parte della Società di S. Francesco di Sales.
L’Arcivescovo dopo qualche riflesso fece per questi una eccezione, ma venu­
ta l’epoca delle ordinazioni rivocò il permesso e non volle più ammetterne alcuni
se non andavano in seminario. Erano solamente tre in tutte le nostre case ed ap­
partenendo tutti alla Società ed essendo tutti tre professori paten[ta]ti e rappre- 15
sentanti una classe in faccia al Governo, non ho potuto ubbidire, quindi niuna or­
dinazione.
E poi se io mando i miei cherici in seminario, dove sarà lo spirito e la discipli­
na della Società? Dove prenderò oltre a cento catechisti per altrettante classi di
fanciulli? Chi passa un cinquennio in Seminario avrà volontà di venire a chiudersi 20
neU’Oratorio?
Mentre io era travagliato da questi pensieri nacquero più gravi difficoltà dalle
cose notate a parte.
Posso in coscienza mandare questi cherici in Seminario alla scuola? Mi sem­
bra di no. Finora andarono, ma con timore di rovinare tutto lo spirito della nostra 25
società. Ho dato un cenno di queste cose a Monsig. Berardi; egli esaminò bene le
f.lv cose e poi scrive che si potrà tentar l’appro|vazione della società e che, a tale
uopo sia tosto procacciata qualche commendatizia degli Ordinari che in peculiare
maniera usufruttano di questa istituzione.
Ella in Roma ha esaminato tutto e saprà precisamente quale sia la volontà 30
del Santo Padre e del Card. Quaglia, e quindi darmi un paterno consiglio che io
seguirò senza fare il minimo riflesso.
Noi tutti in questa casa conserviamo la più viva memoria di V. E. ed ogni
giorno facciamo in comune speciali preghiere al Signore affinché la conservi lun-

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480 gennaio 1868
35 ga serie di anni pel bene della Chiesa e per la maggior gloria di Dio.
A nome di tutti chiedo la sua santa benedizione, e dimandando benigno com­
patimento alla confidenza che ho usato in questa lettera, ho l’alto onore di poter­
mi professare colla più sentita gratitudine
Della E. V. R.d.ma
40
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Le fo umile preghiera di salutar da parte mia l’ottimo D. Pellegrino e la ri-
spettabile famiglia di V. E.
[Allegato]
45
1° Il corpo Universitario emancipato dall’autorità ecclesiastica ed escluso da
Monsig. Fransoni fu riammesso interamente in seminario collo stipendio gover­
nativo.
2° UT. Barbero sospeso dal defunto Arcivescovo fa ora qui la pubblica con­
ferenza morale. Il prof. Barone è stato biasimato perché seguace di Tovianschi e
50 fu obbligato a pubblica ritrattazione.
3° Costui è professor di storia Eccl.ca in seminario; tolse dagli allievi il Salza­
no, che è buon autore, ma trovato troppo ligio ai papi; vi sostuì l’Alzog il cui ori­
ginale ha parecchi brani, che non sarebbero certamente ammessi dalla Sacra
Congregazione dell’indice. I suoi uditori sono scandalizzati da quanto dice sulle
55 indulgenze, su Giulio II, su Alessandro VI e sul suo conclave.
4° Ora si stabiliscono i gradi accademici e quindi li mentovati professori, sti­
pendiati dal governo ammaestrano, danno gli esami, i gradi accademici al giova­
ne clero del seminario arciv. di Torino.
A Sua Eminenza Reverenti.ma
60 II Card, de Angelis Arciv. Camerl. di S. S.
Fermo
1 gennaio] del 13 am metterne corr ex am mettere alcuni res
25 ante di del e 54-55 i suoi... conclave add mrg inf
24 alla corr ex Ella a s
2 Filippo de Angelis, card, legato da amicizia con don Bosco: v. E(m) I, lett. 643.
5 Arcivescovo... stabilì: il problema è già stato presentato più volte; v. ad es. lett. 1053: v. anche lett.
1151.
6-7 Cottolengo: famoso istituto diretto all'epoca da mons. Luigi Anglesio. Nato a Torino nel 1803,
chierico «esterno» al seminario, l’Anglesio conseguì la laurea in teologia alla regia Università. Sacer­
dote a Pinerolo nel 1828, esercitò il suo ministero nella parrocchia di S. Agostino a Torino e nella Pic­
cola Casa della Divina Provvidenza. Canonico, di famiglia benestante, nel 1839 lasciando tutto si mise
a servizio del Cottolengo, di cui divenne primo successore: cf J. C o t t in o , Mons. Luigi Anglesio (1803-
1881). Il suo tem po, la sua vita, la sua opera. Torino, LDC Leumann 1981.
23 notate a parte: vedi in calce l’allegato.
26 mons. Giuseppe Berardi: Sostituto della Segreteria di Stato, Segretario della Cifra, prossimo al
cardinalato (v. lett. 827). Circa il cenno, v. lett. 1021 e soprattutto lett. 1116.
31 card. Angelo Quaglia: Prefetto della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari (v. lett. 764). Cir­
ca il suo interessamento al problema delle dimissorie v. lett. 1055.

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gennaio 1868 481
33 conserviamo la più viva memoria: il card, aveva vissuto in domicilio coatto a Torino dal 1860 al
1866 e si era incontrato più volte con don Bosco; era stato anche a visitare Valdocco il 23 novembre
1866, prim a di ritornare a Fermo.
42 don Pellegrino Tofoni, segretario del cardinale: v. lett. 1055.
44 Allegato: appare evidente il tentativo di don Bosco di giustificare le proprie scelte, m ettendo m a­
gari in cattiva luce l’operato del neoarcivescovo di Torino a riguardo degli insegnanti del seminario.
46 Fransoni: sulle note vicende del seminario al tempo di mons. Fransoni utile la corrispondenza, re­
centemente pubblicata nell’Epistolario fransoniano a cura di Maria Franca Mellano (v. lin. 49).
48 Stanislao Barbero: teol. collegiata, nato a Chieri nel 1895, esaminatore sinodale, prefetto della
conferenza di morale; m orì a Torino il 1° maggio 1876: CSMTE.
49 Francesco Barone professore di storia ecclesiastica, preside della facoltà teologica nel 1871, m or­
to a Torino nel 1882 a 69 anni. Già nel 1855 mons. Fransoni si lamentava che il Barone «fosse dentro»
quella che definiva la «setta Towiansky» (cf lett. 95 in L. F r a n so n i, E pistolario ...).
— Andrzei Towianski (Towianschi): riformatore eterodosso, nato in Polonia nel 1799 e m orto in Sviz­
zera nel 1878. Elaborò una propria dottrina «mistica» che esportò in Belgio, in Francia e altrove, m a
che venne messa all’indice da Pio IX. Ebbe un circolo di am miratori anche a Torino, città dove pub­
blicò in tre volumi nel 1884 le sue opere, basate su un sistema metafisico e morelle antirazionalistico e
antiautoritario: cf T. C a n o n ic o , Andrea Towianski. Torino 1896; Enciclopedia Cattolica. XII, col.
393; inoltre T. C h iu s o , La Chiesa in Piem onte dal 1797 ai giorni n ostri..., IV, pp. 114-116 e 352-355.
51-52 Tommaso Michele Salzano (1807-1890): napoletano, fattosi domenicano, divenne professore di
storia della Chiesa, disciplina di cui scrisse un manuale scolastico che ebbe varie edizioni: Corso di
storia ecclesiastica dalla venuta di Gesù Cristo sino ai giorni nostri..., Roma, per cura di una società
eccl. 1861, 2 voi. in 1. Nel 1854 venne fatto vescovo titolare di Tanis e nel 1873 di Edessa: H C 256 534.
52 Giovanni Battista Alzog (1808-1878): storico tedesco, la cui opera maggiore Lehrbuch der Kir-
chengeschichte del 1846 venne tradotta in varie lingue. Su invito di Pio IX prese parte ai lavori di pre­
parazione del Concilio Vaticano I: cf Enciclopedia Cattolica. I, col. 956.
1138
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 265 x 195 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950140)
E I 530-531 MB IX 39-40
Informazioni della sua visita al figlio a Valsalice - problemi della eccessiva voluminosità del libro in
stam pa - sospeso il progetto di erezione di un liceo - richiesta di sussidio - altre notizie
*Torino, 10 gennaio [18]68
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Millanta cose a dirsi e non si scrive mai, ecco il modo di trattare; ma adesso
prenderemo una cosa per volta, e questo lo fo dopo essere stato alcune settimane
incomodato nella sanità. Ciò soltanto a lei, come madre, perché quei di casa non 5
sanno niente altrimenti sarebbero in apprensione. Ora va bene.
Sono stato due volte a Valsalici; ma fui sempre sfortunato. La prima c ’era
nissuno perché tempo di passeggiata. Andai altra volta ad ora diversa e quel gior­
no capitò anche il cangiamento dell’ora alla passeggiata. Ho però potuto parlare
con Emanuele, che ho veduto bene di sanità, ma non colla solita tranquillità. Vo- 10
leva poi ritornare per parlare un poco a lungo, ma non ho più potuto. Ora se Ella
effettuasse quello che accennò colla marchesa Fassati, bene; altrimenti ci andrò,
e adesso avendo ora e giorno fisso per parlare, sono sicuro di non più fare la gita
16

49.8 Page 488

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482 gennaio 1868
15 invano. Se può mi dica una parola a questo proposito.
I[l] famoso libro ha fatto un sonno un p o ’ lungo. Monsig. Gastaldi, che è Re­
visore ecclesiastico incaricato, dimenticò l’originale a Torino e per questa ragione
non ci fu più dato fino ai primi di questo mese. Adesso si lavora con tutta energia,
e spero che guadagneremo una parte del tempo perduto. Ora le dirò che questo
20 libro raggiungerà le pagine 800 e se si metterà ancora la vita de’ santi principali
avremo pagine 900: troppo voluminoso. Io sarei pertanto di parere [di] omettere
la vita di questi santi, che forse potranno poi stamparsi a parte, e i vespri con al­
tre piccole cose di aggiunta stamparli con carattere più piccolo e così portare il
nostro libro a settecentocinquanta pagine circa. Ella ci penserà e io farò come di-
25 rà la Mamma.
Il
pensiero di un liceo, di cui sentesi gravemente la necessità, per questo
anno dobbiamo sospenderlo. Dobbiamo fare tutti gli sforzi per andare avanti in
queste annate di grave miseria. L’anno scorso in questi giorni il pane era pagato
cent. 26 al chilogrammo; ora è fissato a 50 sicché D. Rua ogni mese invece di cin-
30 quemila deve pensare a 9 m. [;] di più Lanzo e Mirabello sono in perdita sulle pen­
sioni, se si ricerca di aumentarle, sono ritirati i giovani.
Qui abbiamo la metà dei giovani vestiti ancora da estate. Ciò fa sospendere
ogni spesa non ancora in corso.
Perciò quanto Ella potrà fare nella sua carità, lo faccia per ajutarci [ad] an-
35 dare avanti quest’anno colla speranza di tempi migliori per altre imprese.
Avrà ricevuto la lettera che il conte Borromeo mi ha scritto sull’exsindaco di
Vignale; lasciamo che Pilato reciti il suscipiat; ci parleremo poi. Il sig. Conte o
Lei farebbero bene di partecipar [glie]lo affinché lo sappia che essi sonosi adope­
rati per questa onorificenza. Se Ella venisse a Torino fra non molto tempo mi fa-
40 rebbe piacere il dirmelo, affinché non colga l’epoca di sua assenza nel passaggio
che sul principio di febbraio p. o forse prima farò a Casale.
Signora Contessa, io raccomando ogni giorno nella santa messa Lei, il sig. di
Lei Marito e tutta la famiglia. Ella preghi anche per la povera anima mia e mi cre­
da con vera gratitudine
45 Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 gennaio] del 10 sanità it et del
corr ex settecento
15-16 Revisore corr ex revisore
23 settecentocinquanta
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
10 Emanuele Callori: era studente nel collegio di Torino-Valsalice, alla periferia della città (v. lett.
927).
— solita tranquillità: all’occhio dell’attento educatore non era dunque sfuggito che il diciassettenne
aveva qualche problema di cui era bene non disinteressarsi.
12 Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251; non si conosce «quello che accennò» la contessa Callori alla
medesima Fassati.
15 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124. Il libro cui si allude è II cattolico provvedu to..., di cui alla
lett. 787.
16 a Torino: mons. Gastaldi, nominato vescovo di Saluzzo il 27 marzo 1867, nel giugno successivo si
era trasferito alla sua nuova sede; era quindi assente dalla città da vari mesi.

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gennaio 1868 483
20 900: in realtà il libro venne pubblicato con 765 pagine, oltre alle VTII introduttive, come suggerito
da don Bosco.
25 liceo: progetto che don Bosco da tempo coltivava per i suoi chierici, anche per superare le diffi­
coltà che incontrava col neoarcivescovo; le difficoltà economiche ne fecero sospendere l’attuazione.
28 fissato a 50: v. invece lett. 1133, dove si accenna a L. 70.
— Michele Rua: v. lett. 730.
35 conte Guido Borromeo: dal 6 novembre 1867 era segretario generale addetto al ministero dell’in ­
terno; gli era stato chiesto qualche intervento per far avere un'onorificenza all’ex sindaco di Vignale.
Chi fosse questi non è facile indicare; dal momento però che nel 1868 sindaco di Vignale era il marito
della contessa, il conte Federico Callori, si potrebbe forse intendere il suo immediato predecessore,
vale a dire il notaio Gian Domenico Mortarotti, sindaco nel 1867.
36 suscipiat: prim a parola della risposta con cui i fedeli rispondevano all’invito del sacerdote: orate
fratres. Nel caso qui contemplato «Pilato reciti il suscipiat» l’espressione indica l’estraneità del gover­
natore rom ano con la liturgia cristiana: in altre parole il conte Guido Borromeo si era del tutto disinte­
ressato al problema.
40 Casale: località di residenza dei Callori; don Bosco vi sarebbe andato il 13 febbraio: v. lett.
1152, lin. 1.
1139
Alla contessa Carlotta Callori
Edita in E 1531 MB IX 41
Disdice un appuntam ento fissato per la serata
[Torino, 11 gennaio 1868]
Mia buona mamma,
Dirò anch’io: pazienza. Desideravo proprio passare qualche momento con il
sig. Raniero... Forse farò con lettera.
Stasera non potrò andare perché impegnato.
Ogni bene alla buona mamma e a tutta la sua famiglia da parte del povero
ma riconoscentissimo
Discolo
[G. Bosco]
2 Carlotta Callori: v. lett. prec.
4 Raniero: ossia Ranieri Massimiliano, l’ultimo figlio della contessa: v. E(m) I, lett. 546.
1140
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
Archivio diocesano carte Ferrè - Casale Monferrato
Orig. aut. 1 f. protocollo n...
ASC B31210 Mss. a u t in fotoc., Ferrè (A 1790519)
Ined.
Cortesie - abbozzo di eventuale docum ento di approvazione diocesana della società salesiana - richie­
sta di miglioramenti del testo delle costituzioni

49.10 Page 490

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484 gennaio 1868
Torino, 12 gennaio [18]68
Eccellenza Reverendissima,
La ringrazio della benevolenza con cui ha voluto gradire i libretti che noi stu­
diamo diffondere in mezzo a tante calamità dei tempi. Se mai le accadesse incon-
5 trare qualche cosa che meritasse osservazione mi farà un vero favore il dirmelo.
Più vivi ringraziamenti le porgo per le paterne disposizioni che manifesta a
favore della nostra società. Secondo il suo desiderio ho fatto un abbozzo di quello
che Ella potrebbe esprimere con nostro vantaggio intorno alle nostre costituzioni
se giudica di venire ad una definitiva diocesana approvazione, come furono pri-
10 ma gli oblati di Carlo, poi gli oblati di Maria.
In quanto alla giurisdizione ecclesiastica credo che sia abbastanza limitata e
spiegata nei capitoli 8 e 12. Qualora a Lei sembrasse dovere modificare qualche
cosa faccia pure quomodo in Domino melius judicaveris.
Io spero che fatta questa approvazione ella avrà un semenzajo di preti di cui
15 se ne potrà liberamente aH’uopo servire.
Dio le doni sanità; se occorre io vado a Casale quando che sia; colla più pro­
fonda gratitudine mi professo
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Gio. Bosco
1 gennaio] del 6 Più corr ex vivi 13 melius corr ex meglius 18 E. em end ex S.
2 Pietro Maria Ferrò: v. lett. 1096.
3 benevolenza: la lettera cui si allude non è pervenuta.
— libretti: probabilmente dei fascicoli delle Letture Cattoliche.
7 abbozzo: redatto da don Giulio Barberis; era forse un qualche cosa di simile a quello che allegherà
alla lett. del 2 marzo 1868 al vescovo di Modena: «Di propria scienza e dalla prese informazioni...». Un
«Cenno storico» (ASC B32000 Autografi vari, ed. in MB IX 61-65) venne m andato a quei vescovi cui si
chiese una commendatizia. Pervennero varie risposte tra cui quella dell'arcivescovo di Torino il 7
marzo (ed. in MB IX 95-96) - piuttosto restrittiva, e che chiedeva un ridimensionamento dell’attività
agli scopi iniziali della società - e quella molto favorevole dell'arcivescovo di Pisa, card. Cosimo Corsi,
in data 20 febbraio 1868, ed. in MB IX p. 78; circa il vescovo di Asti v. lett. 1121; per l’arcivescovo di
Lucca v. Appendice, 1868/12.
10 oblati di S. Carlo e oblati di Maria: v. lett. 1018.
11 giurisdizione ecclesiastica: era il p u n ctu m dolens dell’intera questione.
16 vado: vengo.
1141
AI cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730234) me. 39 C 11/12
Orig. aut. 1 f. 257 x 197 mm. carta leggera
E I 532-533 MB IX 46-47
Invia ringraziamenti a benefattori e assicura preghiere - comunica la m orte di alcuni benefattori di
Torino - dà notizie della difficile situazione in cui versano i giovani dell’Oratorio a causa dell’intenso
freddo - chiede di fare alcune commissioni in città - auspica un rapido ritorno a Torino

50 Pages 491-500

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50.1 Page 491

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gennaio 1868 485
'Torino, [13 gennaio 18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
Dirò le cose di mano in mano che si presenteranno alla mente. Acchiudo una
lettera che viene da Modena.
Abbiamo ricevuto fr. 1600[?] dal conte De Maistre, ed altri fr. 1087 dal P. 5
Verda[?] che la carità di Romani per mezzo di V. S. car.ma ha inviato per questa
casa. Ne abbiamo immediatamente fatte le parti tra i più pressanti nostri credito­
ri, tra [i quali] Awezzana. Ora ci rimane la gratitudine verso questi caritatevoli
oblatori per cui non mancheremo di pregare ogni giorno Iddio affinché sopra
loro scendano copiose le benedizioni del cielo e specialmente che Maria Ausilia- io
trice tenga dalle loro famiglie lontano il flagello della malattia che molti temono
anche in questo anno.
Tra noi morirono molte persone di sua conoscenza e benefattori di questa
casa. Il conte Quaranta, Senatore del Regno; la contessa Lomellini con sua sorel-
la[;] Eccellenza Gattinara; contessa Buffa Antonielli di anni 18, sposata da pochi 15
mesi; la contessa Mella-Berzetti nipote del march. Fassati. Sono tutti benefattori
che Dio chiamò da questa alla vita Beata. Noi abbiamo qui fatto il solito servizio
religioso che consiste [in] messa, comunioni dei giovani, corona del Rosario per
insieme. Ella faccia di costà la [sua] parte. Spero che essi pregheranno dal cielo
affinché Dio ci mandi altri benefattori.
20
Qui continuiamo con un freddo molto intenso[:] oggi toccò 18 gradi; malgra­
do il fuoco della stuffa il ghiaccio in mia camera non potè fondere. Abbiamo ritar-
/. l v dato la levata dei giovani, e siccome la maggior parte è vestita ancora | da estate,
così ciascuno si pose in dosso due camicie, giubba, corpetto, due paja [di] calzo­
ni, cappotti militari; altri si tengono le coperte del letto sulle spalle lungo la gior- 25
nata e sembrano proprio tante mascherate da carnevale. Malgrado questo sta­
mattina al tempo della ricreazione, che tra ’ nostri giovani è tanto animata, non vi
era nemmeno uno in cortile. Abbiamo disposto, che gli artigiani vadano ne’ labo­
ratori, gli studenti nello studio e chi vuole nel nostro Refettorio. In mezzo a tante
calamità i nostri giovani sono allegri e contenti e non abbiamo uno in infermeria 30
da più mesi. Deo gratias.
Ringrazi tanto tanto la presidente di Torre de’ Specchi[:] dica che io intendo
[che] quella somma sia impiegata per l’altare di S. Giuseppe o per quello dei Sa­
cri Cuori di Gesù e di Maria, come a Lei piacerà di più. Per vera pagatrice lascerò
Maria A.; dal canto mio intendo che poco per volta i nostri giovanetti facciano 35
tante comunioni quanti sono i franchi dei duemila scudi; e ciò per invocare le be­
nedizioni del cielo sopra quel santo monastero di Torre de’ Specchi.
Scrivo un biglietto per la March. Marini che prego di volerle portare.
In quanto al suo ritorno se può sistemare le cose della c.ssa Calderari da po­
tersi porre in libertà venga per S. Francesco di Sales, in cui ho piacere di vedere 40
raccolta tutta la nostra famiglia.
In questo momento, giunge mezzo gelato il cav. Villanova, che dimanda di
Lei, mi dà carico di salutarla etc.
Faremo in comune speciali preghiere per la contessa Me[l]lingen, per la be-

50.2 Page 492

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486 gennaio 1868
45 nemerita Maria Vitelleschi, pel marchese Ermete Cavalletti e per quelli che mi ac­
cenna nella sua lettera.
Oggi 13 il freddo 21 gradi cent.[,] neve 60 centimetri, niun giovane ammala­
to. Tutti la salutiamo. Altra lettera presto; Dio benedica Lei e le sue opere e mi
creda nel Signore
50
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
5 1600 em end ex 600 [?] 1087 em end ex 887
ex Fassati; sono
22 Abbiamo] abbiato
8 tra Avvezzarla add si
16 Fassati. Sono corr
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
4 lettera: difficile identificarne il mittente; non dovrebbe com unque essere il vescovo di Modena, di
cui alla lett. 1156; non si può però escludere il suo segretario, don Prospero Curti: v. lett. 1182.
5 conte De Maistre: probabilmente Eugenio De Maistre, di cui alla lett. 826.
— P. Domenico Verda: v. lett. 1038. Il padre domenicano di Firenze[l] si era messo in relazione con
don Bosco fin dal 1866, preoccupato dell’eventuale chiusura del convento di S. Marco a seguito della
legge di soppressione dei conventi. Nel 1868 venne anche a visitare l’Oratorio, passando successiva­
m ente da Milano, dove don Bosco lo aveva raccomandato presso il sig. Guenzati. Il 24 novem bre del
medesimo anno si rivolse al cav. Oreglia perché facesse scrivere in inglese al sig. Sloan onde questi
fondasse in Firenze un istituto simile a quello di Valdocco: cf MB IX 480.
8 Awezzana: fornitore di carta; il 30 dicembre 1867 aveva chiesto L. 4000 per il giorno successivo
(lett. Francesia-Oreglia, ASC B 2560566); il 14 febbraio 1868 don Francesia tornò a scrivere al cav.
Oreglia che l'A wezzana era venuto all’Oratorio m a non aveva potuto ritirare nulla, m entre invece era
stato pagato il fornitore d ’inchiostro: ASC B 2560568; solo il 29 febbraio e il 1° marzo l’Awezzana rice­
vette un forte acconto: cf lett. 1157 e lett. Francesia-Oreglia, 5 marzo 1868 (ASC B 2560570).
14 conte Felice Quaranta: padre di Filippo, che nel 1869 erediterà il titolo e sposerà Maria Gallesio
Piuma, figlia di Ferdinando e di Enrichetta Pes di Villarina e del Campo: LDNI 1910.
— contessa Marianna Lomellini: nata Cacherano d ’Osasco, m aritata nel 1818 con Giuseppe Lomellini
Piscina (1766-1828) e m orta a Torino il 1° gennaio 1868: cf A. M a n n o , Il p a trizia to su balpin o..., dattil.
14-15 sorella: Domenica Maria Luisa Cacherano della Rocca, nata nel 1799 e m aritata col cav. Vin­
cenzo Luigi Lomellini: ib.
15 Gattinara: nonostante ricerche varie, non si è riscontrato nessun conte (Arborio) G attinara m orto
nel gennaio 1868 o poco tempo prima.
— Carolina Antonielli di Costigliole, maritata con Vincenzo Buffa (1845-1880), m orta diciottenne il 27
dicembre 1867: v. lett. 1123.
16 Maria Berzetti di Murazzano: moglie di Alberto Mella (1824-1903), m orta il 26 dicembre 1867: A.
M a n n o , Il patriziato subalpino..., dattil.
— Domenico Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
21 freddo intenso: l’i l gennaio a Torino il term ometro era sceso a 15 gradi centigradi sottozero; il 10
gennaio era gelato a Milano il Naviglio; il 13 fu la volta della Dora Baltea a Ivrea: cf A. C o m a n d in i -A.
M o n t i, L ’Italia nei cento a n n i..., pp. 1038-1039.
32 presidente di Torre de' Specchi: Maria Maddalena Galeffi (v. lett. 960).
33 quella somma: se ne accenna nella lett. 1132.
— altare di S. Giuseppe: v. lett. 1047; altare dei S. S. Cuori: v. lett. 1042; entram bi da collocare nella
chiesa di M. Ausiliatrice.
38 biglietto: non è stato reperito. La lettera di don Bosco era ancora in viaggio quando il cav. Federico
Oreglia gli comunicava che la marchesa Marini gli aveva promesso 400 scudi e già gliene aveva anticipa­
ti 100: ASC B26100 Oreglia (lett. del 15 gennaio 1868, ed. in MB IX 48); v. Appendice, lett. 1868/3.
— M arianna Marini: nata Giusso e duchi di Gualdo nel 1832, a vent'anni sposò Pietro Marini Clarelli
(1824-1899): LDNI 1910.
39 Isabella Calderari: v. lett. 920.
42 Clemente Scarampi di Villanova: v. lett. 931.
44 Cornelia von Mellingen: contessa non identificata; cit. in lett. 996.
45 Maria Vitelleschi: v. lett. 983.
— Ermete Cavalletti: v. lett. 920.

50.3 Page 493

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gennaio 1868 487
1142
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Leti, orig., Oreglia (A 1730235) me. 39 D 1/2
Orig. aut. 1 f. 256 x 194 mm. carta leggera macchiata dall'umidità bordi frastagliati
E I 533-535 MB IX 51-52
Assicura preghiere per tutte le persone raccomandategli - correzione della scritta sulla medaglia di
Maria Ausiliatrice - commissioni varie per benefattori e amici di Roma - possibilità di ritorno sul tro­
no da parte del re di Napoli - notizie dell’Oratorio - problemi della tipografìa di Valdocco
*Torino, 21 [gennaio 1868]
Car.mo Sig. Cavaliere,
La mia lettera che possa servire di risposta ad alcune cose contenute nell’ulti­
ma. Dica adunque a tutte le persone che mi ha raccomandato che io co’ nostri
giovanetti facciamo speciali preghiere per gli ammalati affinché riacquistino la
primiera sanità, pei sani affinché siano in tale stato conservati.
Ho ricevuto le osservazioni sul progetto di Vigna Pia; qui non vi è conclusio­
ne né proposta: studieremo e poi vedremo.
Ivi pure era la medaglia di Maria Aus. che ho esaminato e fatto esaminare da
molti. In generale fu trovata bella, ma fu quasi da tutti osservato:
1° Il gambo dell’ostensorio troppo piccolo;
2° Il collo della Madonna sia un tantino elevato sopra le spalle [;]
3° La parola A uxilim è abbreviazione inesatta; perciò se si può si metta Au-
xiliu m altrimenti si scriva Auxiliù. Che [se] non si può correggere almeno si met­
ta Auxilim.
Se poi la medaglia commemorativa è già in corso mi dirà quello che ha dato
per scrivere affinché possa osservare se va d ’accordo colle altre cose.
D. Turchi presentemente non è in libertà; io proporrei il sig. D. Molinari di
B[r]escia che giudico molto più adattato che l’altro. Gli ho già scritto in genere
senza nominare persone; dimani credo avere risposta, la comunicherò tosto. È
pure un buon precettore D. Proverà che fu precettore dei figli del conte Callori
finché andarono in collegio. Dopo l’uno interpellerò l’altro, ma senza legarmi.
Va bene se si può introdurre il Giov. Provv. nelle scuole serali; non v’è spe­
ranza che la Storia d ’Italia sia introdotta nel collegio Romano invece di quella
che l’anno scorso fu cotanto biasimata dallo stesso P. Angelini.
Se vede la duchessa di Sora le dica che l’anno scorso ho parlato con Perso­
naggio in sua villa Ludovisi. Si disse cosa difficile che egli avesse potuto ritornare
in casa propria ad eccezione di un caso solo. Allora quel caso o quel fatto sem­
brava quasi impossibile. Ora una serie di avvenimenti l’hanno reso alquanto pro­
babile.
Se andrà all’udienza del Santo Padre dimandi la benedizione per noi e nel li­
cenziarsi come grazia speciale dimandi la sua protezione per la nostra società.
Ora passiamo alle cose nostre. Ogni giorno parecchie cose speciali che alta­
mente onorano Maria SS. Ausil. In casa nostra niun ammalato; appetito in grado

50.4 Page 494

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488 gennaio 1868
35 superlativo; il grissino è a cent. 80 al chilogrammo. Il freddo si è calmato. Abbia­
mo avuto circa un metro di neve, che adesso va fondendo.
I tipografi sono senza lavoro. Sempre si dimanda di Lei; ogni giorno c’è un
andiriviene di carrozze che hanno per iscopo di sapere la sua venuta. Venendo, se
può passi per Firenze, ché la March. Nerli ha una commissione confidenziale ad
40 affidarle. Giardino capo dei compositori fu più giorni ammalato e per più settima­
ne fu assente dalla tipografia, ora è ritornato. A Lanzo Mazzarello cherico vuole
andare in paradiso. A Mirabello ottima salute; D. Bonetti fu [qui] e le offre i suoi
saluti. Il suo capo correttore non ancora venuto; forse ...
Quivi è un biglietto per la principessa Borghese; Ella faccia una copia di quel-
45 le cose che rimangono a compiersi e con questa lettera la metta entro una busta;
la indirizzi e la faccia pervenire. Mi dia poi notizie di casa Grazioli e specialmente
di D. Rugg[i]eri. Per oggi basta.
I saluti a tutti sani ed infermi e soprattutto alla M. Galeffi ed alla casa Vitelle-
schi, ed al suo ostiario cui prego di fare un bel regalo da parte mia. Preghi per noi
50 e specialmente pel suo
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
[P.S.] È morto D. Frassinetti priore di S. Sabina. È pure morto il conte Farcito.
Ambidue benefattori di questa casa.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 ultima: lettera conservata in ASC B26100 Oreglia, ed. in MB 47-49.
7 progetto di Vigna Pia: colonia agricola di Roma, cui don Bosco era interessato (v. lett. 1111 e
1133).
8 vedremo: il progetto non andò in porto.
9 medaglia: ovviamente si trattava del semplice modello.
18 Giovanni Turchi: v. lett. 1118; avrebbe dovuto assumere l’incarico di precettore per i figli del
duca di Sora, dopo l’allontanamento del precedente.
18-19 Francesco Molinari di Brescia, canonico, morto a 77 anni il 12 settem bre 1893: cf BS a. 17 (ot­
tobre 1893) p. 707. La lettera inviatagli da don Bosco e la risposta non sono state reperite; v. A ppendi­
ce, lett. 1868/5.
21 Proverà: sacerdote non identificato, non certamente il salesiano don Francesco Proverà di cui alla
lett. 730.
— Federico Callori: v. E(m) I, lett. 546.
24 collegio Romano: antico e glorioso Istituto fondato da S. Ignazio.
25 Antonio Angelini: padre gesuita (1809-1892), già professore in varie città italiane e precettore dei
figli del re di Napoli al collegio dei nobili in Roma. Professore di retorica e di eloquenza al collegio ro­
mano prima e all'Università Gregoriana poi, per moltissimi anni fu consultore di S . Congregazioni ro­
mane: cf C. S o m m e r v o g e l , Bibliot. de la Comp. de Jésus..., t. V ili 1898, p. 1645.
26 Duchessa di Sora, cioè Agnese Boncompagni Ludovisi: v. lett. 931.
26-27 Personaggio: presumibilmente il re di Napoli, Francesco II (incontrato da don Bosco a Villa
Ludovisi in Roma il 4 febbraio 1867: v. lett. 1016) al quale già il 4 dicembre 1867 don Bosco aveva con­
cesso qualche speranza di ritorno sul trono: v. lett. 1114.
35 il grissino... chilogrammo: sull'aumento dei prezzi v. lett. 1118 e 1133.
37 tipografi sono senza lavoro: comprensibile l’informazione di don Bosco al cav. Oreglia, responsa­
bile della tipografia di Valdocco, che così veniva invitato a cercare delle ordinazioni in città.
39 Enrichetta Nerli Michelagnolo: v. lett. 1062.
40 Andrea Giardino: v. E(m) I, lett. 535.
41 Giuseppe Mazzarello: v. lett. 1136. Morì lo stesso 21 gennaio 1868.
42 Giovarmi Bonetti: v. E(m) I, lett. 328.

50.5 Page 495

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gennaio 1868 489
44 principessa Teresa Borghese: nata de la Rochefoucauld duca d'Estissac a Parigi nel 1823 e moglie
di Marco Antonio Borghese (1814-1886). Morì ad Anzio (Roma) il 1° luglio 1894; v. anche Appendice,
lett. 1868/4.
46 casa Grazioli: v. lett. 1037.
47 Emidio Ruggieri: precettore di casa Grazioli, di cui alla lett. 1037.
48 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
48-49 Vitelleschi: famiglia rom ana in costante contatto con don Bosco.
53 Giuseppe Frassinetti, m orto 0 2 gennaio 1868: v. E(m) I, lett. 464.
— Carlo Farcito di Vinea, m orto a Torino il 16 gennaio 1868. Già sottointendente generale a Torino,
poi intendente in varie città, Torino compresa, era marito di Marianna, nata Farinassi: ANI 1896;
V . S pr e t i, Enciclopedia storico-nobiliare italiana..., I li , p. 88.
1143
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730236) me. 39 D 3
Orig. aut. 1 f. 196 x 130 mm. carta uso stampa leggera con segno di carta gom m ata
E I 535 MB IX 54
Annuncia la morte del chierico Mazzarello e del barone Duprè - dà alcune commissioni, fra cui la dif­
fusione delle Letture Cattoliche - preparativi alTOratorio per la festa di S. Francesco di Sales
[Torino, poster. 22 gennaio 1868]
Car.mo Sig. Cavaliere,
Non sappiamo più nulla di Lei; dunque parliamo noi. Legga la lettera di D.
Molinari e poi mi dica qualche cosa: la condotta e la scienza sono garantite.
A Lanzo 22 morì il caro chierico Mazzarello, uno de’ più bei fiori del nostro 5
giardino che Dio vuole trapiantare in paradiso. È pure morto il Barone Duprè fra­
tello del nostro amico. La sepoltura ha luogo questa mattina.
Se mai può disporre che la incisione di Maria A. potesse servire per mettere
in principio del libro delle preghiere, che è a buon porto, sarebbe cosa opportu­
nissima.
io
Riceverà alcune lettere con alcuni programmi delle lett. catt. È tardi, ma è
meglio che non mai.
Monsig. Galletti predica la novena del B. Sebastiano Valfrè a S. Filippo. Po­
polo immenso, chiesa piena. Mercoledì avremo di nuovo a Torino Monsig. Ga­
staldi. Il sig. Anglesio è priore della festa di S. Francesco di Sales, che faremo do- 15
menica prossima. Ci sarà anch’Ella? Il cav. Villanova è in mia camera e la saluta.
Vale in D omino et valedic.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
5 22 add si
1 poster. 22: probabilmente 0 26 o il 27 gennaio.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
4 Francesco Molinari: v. lett. 1142, lin. 18.
5 Giuseppe Mazzarello: v. lett. 812 e 1142; invero morì il 21 febbraio, secondo il registro dell'ASC
M orti e Usciti fino al 1909.

50.6 Page 496

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490 gennaio 1868
6 Ferdinando Duprè: v. E(m) I, lett. 605; morì il 24 gennaio 1868.
9 libro di preghiere: Il cattolico provveduto..., di cui alla lett. 787 e 1138.
11 lettere: la maggior parte di esse, indirizzate a personaggi specialmente femminili della nobiltà ro­
mana, anche se tuttora forse conservate, non sono state reperite per la difficoltà della ricerca in archi­
vi non inventariati o chiusi alla consultazione.
— program m i delle Letture Cattoliche: v. E(m) I, lett. 372.
13 Eugenio Galletti: v. E(m) I, lett. 588. Era vescovo di Alba.
— Beato Sebastiano Valfrè: della congregazione dell'Oratorio (1629-1710), era stato beatificato da
Gregorio XVI nel 1834 e la salma era conservata nella chiesa di S. Filippo a Torino. La festa si celebra­
va il 30 gennaio.
14 mercoledì: ossia il 29 gennaio.
14-15 Lorenzo Gastaldi: v. E(m) I, lett. 124. Era vescovo di Saluzzo.
15 Paolo Anglesio, fratello del can. Luigi rettore del Cottolengo (v. lett. 1137); farmacista, era stato
uno dei primi generosi oblatori per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice.
15-16 domenica prossima: la festa si celebrò la domenica 2 febbraio (v. lett. 1147).
16 Clemente Scarampi di Villanova: v. lett. 931.
1144
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760214) me. 1371 E 10
Min. aut. 1 f. 256 x 196 mm. carta leggera uso stampa
E I 536 MB IX 55
Richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche - pieno appoggio del papa e del card, vicario all’inizia­
tiva
Ill.mo Signore,
*Torino, 25 gennajo 1868
Crediamo fare cosa gradita a V. S. Ill.ma coll’inviare un programma delle
letture cattoliche per accennare la regolare continuazione delle medesime con al-
5 cuni miglioramenti che possono renderle vie più amene, popolari e di pronto re­
capito.
Corrono esse l'anno XVI di pubblicazione e la direzione colle parole e coi fat­
ti venne sempre mai confortata dalle ecclesiastiche autorità. Fra gli altri l’eminen­
tissimo cardinale Vicario di Roma in apposita circolare intorno a queste letture
10 ha quanto segue: La Santità di N. S. [sempre intenta al vero bene di tutti, ed in­
formata appieno del vantaggio riportato da queste Letture Cattoliche nei luoghi
ove sono state attivate, ha approvato e lodato il pio divisamente d'introdurle an­
che nello Stato Pontificio, ed a tal fine mi ha autorizzato ad invitare gli Arcivesco­
vi e Vescovi dello Stato medesimo per l’aiuto e sostenimento di sì bella impresa
15 diffondendole il più possibile per tutte le città e castelli soggetti alla spirituale
loro] giurisdizione.
Lo stesso sommo Pontefice in una lettera indirizzata al direttore delle lett.
catt. ebbe l’alta degnazione di esprimersi intorno alle medesime colle seguenti pa­
role: N ihil hac agendi etc. v. anno 8 f. 2 p. X[.]
20 Noi pertanto ci facciamo animo di raccomandare eziandio caldamente al
noto zelo[,] alla singolare di Lei sollecitudine con preghiera di volerle raccoman­
dare e diffondere ne' luoghi e fra le persone presso cui nella sua prudenza giudi-

50.7 Page 497

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gennaio 1868 491
cherà tornare a maggior bene di nostra santa cattolica religione.
Intanto a nome della direzione le auguro ogni celeste benedizione ed assicu­
randola della profonda gratitudine ho l’onore di potermi professare
25
Di S. V. 111.ma
Obbl.mo servitore
Per la Dir.
Sac. Gio. Bosco
3 inviare corr ex inviarle
4 accennare corr ex accennarle
ante regolare del con
con
em end ex col 7 esse add si 7-8 colle parole e coi fatti venne em en d si et m rg sin ex fu
9 queste em end si ex alle p o st letture del costituite 16 po st giurisdizione add v. guida pag.
20 raccom andare corr ex raccomandarle 20-21 al noto corr ex alla nota di Lei 21 , alla singo­
lare di Lei corr si ex e 22 ante n e’ del presso in tutti quei le corr si ex quelle 23 bene
em end ex gloria di Dio e a 24 direzione corr si ex direttor 24-25 ed assicurandola della em end
si ex e mi professo con
3 programma: v. E(m) I, lett. 372.
7 anno XVI: l’informazione è corretta, dal momento che le Letture Cattoliche avevano avuto inizio
nel 1853.
9 cardinale Vicario di Roma era Costantino Patrizi: v. E(m) I, lett. 346.
— circolare: v. E(m) I, lett. 372.
19 nihil: espressioni del breve papale del 7 gennaio 1860. La citazione avrebbe dovuto essere poi
completata dal segretario di don Bosco nello spazio lasciato in bianco.
1145
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730412) me. 40 D 9
Orig. aut. 2 ff. 198 x 130 mm. carta uso stampa
E I 537
Soddisfazione per la risposta del sindaco ad una perquisizione dei carabinieri - invito a venire a visi­
tarlo assieme al segretario comunale - richiesta di portare con sé il volume che intende consultare -
saluti agli amici
Torino, 28 [gennaio 18]68
Car.mo Sig. D. Pestarino,
La sua lettera mi diede proprio notizia singolare intorno alla visita fatta dai
carabinieri a Mornese. Se andiamo di questo passo verranno a contarci i danari
della borsa e ci limiteranno il modo e la misura dello spenderli. Ma evviva il Sin- 5
daco di Mornese che rispose a dovere. Bisogna però avere compassione di que’
meschini che si lasciano spaventare da un povero prete.
Venendo qui per domenica conduca seco chi ben giudica e sarà un alter tu.
Se non la disturba troppo porti seco quell’autore della vita de’ papi che vidi in
casa sua. Desidero di darci u n ’occhiata e se è secondo il mio scopo lo comprerò; 10
ad ogni modo l’avrà seco al suo ritorno.
Vive congratulazioni al sig. sindaco, ed agli altri che parlarono fermi come
lui; chi sa se il sig. Traverso non venga domenica? Lo inviti da parte mia.

50.8 Page 498

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492 gennaio 1868
I saluti a Lei e a tutti i nostri soliti amici. Dio ci benedica tutti. Amen.
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
[P.S.] Del resto ci parleremo.
8 Venendo corr ex ...
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3 sua lettera: non è stata reperita.
3 4 visita dei carabinieri: a seguito di denuncia di superstizione, di cui alla lett. 1113.
5-6 Sindaco di Mornese, Agostino Mazzarello: v. lett. 1123. Aveva risposto, con docum ento a firma
sua, del segretario e di due assessori, a ciascuna delle accuse indirizzategli dal pretore di Mandamento
di Castelletto d ’Orba. Del fatto e del «processo» in corso parlerà anche don Francesia nella lettera al
cav. Oreglia il 5 marzo successivo: ASC B 2750570, ed. parzialmente in MB IX 106-107.
8 domenica: 2 febbraio.
— alter tu: sarà trattato com e lei.
9 autore della vita de’ papi: di difficile identificazione.
13 Antonio Traverso, segretario comunale: v. lett. 1123.
— domenica: all’Oratorio si celebrava la festa di S. Francesco di Sales.
1146
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lem oyne (A 1720604) me. 29 E 6
Orig. aut. 2 ff. 257 x 197 mm. carta uso stampa
E I 539 MB IX 57-58
Lo incarica di varie commissioni in Genova: per la commendatizia, da parte dell’arcivescovo, in favo­
re della società salesiana - per la diffusione delle Letture Cattoliche - per la ricerca di fondi coi quali
arredare la chiesa di Maria Ausiliatrice - aiuto della madre per avvicinare eventuali benefattori della
città
*Torino, 29 [gennaio 18]68
Car.mo D. Lemoyne,
Eccoti due pieghi; uno pel can.co Fantini. In questo vi sono carte dirette ad
ottenere dall'Arciv. di Genova una commendatizia per la nostra società.
Nell’altro si rimette un manoscritto e si fa dimanda di darci mano a promuo­
vere [le] lett. catt. in luogo di D. Frassinetti.
Parlando con D. Giacinto Bianchi guarda se lo puoi indurre a venire a far
con noi la festa di S. Francesco di Sales domenica; trova la scusa che hai bisogno
di essere accompagnato etc.
Va’ a fare una visita al can.co Canale e sta attento a quello che ti dice; gli
aveva mandato una nota simile a quella che ti unisco. Sentirai se manifesterà
qualche buona disposizione.
Mando qui due di queste note: chi sa che Guelfi padre (via Fossatello) con
qualchedun altro non possano assumersi qualcheduno di questi lavori a proprio

50.9 Page 499

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gennaio 1868 493
conto. Per tua norma D. Bianchi si è già assunto una lampada ed un presbitero a 15
sue spese.
Abbi per altro gran cura della tua sanità; e se il camminare dà incomodo
manda questi pieghi senza tuo disturbo. Dimanda un poco a tua sig[ra] Madre se
sapesse accennarti qualche persona cui poterti indirizzare con qualche speranza
di buon risultato per questi lavori.
20
Mille ossequi ai tuoi venerati genitori e famigli [a]; Dio li benedica e li conser­
vi ad m ultos annos, e tu credimi sempre
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
14 qualchedun] qualcheduno 16 a sue del
2 Giovanni Battista Lemoyne, direttore del collegio di Lanzo: v. lett. 853.
3 eccoti: don Lemoyne era in procinto di partire per la città natale, Genova, onde cercare fondi per
la chiesa di Maria Ausiliatrice.
— due pieghi: probabilmente alla lettera era allegato il seguente bigliettirio autografo: «D. Lemoyne
andando a Genova non m anchi di parlare, se può trovarli, al cherico Bacigalupo eh. Frances[c]o 01-
cese. Essi mi scrissero ambidue; non misero l'indirizzo, ed io non ho voluto azzardare una lettera con­
fidenziale a direzione incerta. Parlerei volentieri con loro. Se esso può parli loro in vece m ia e li salu­
ti.» Cherico Bacigalupo Ch. Francesco Olcese: ASC B31010 Lemoyne.
— can. Melchiorre Fantini: v. lett. 903; v. anche Appendice, lett. 1868/6. Amico di don Bosco, il Fan­
tini fu anche rettore del collegio teologico S. Tommaso d ’Aquino di Genova.
4 Arciv. di Genova: mons. Andrea Charvaz; su di lui v. AA. W ., André Charvaz (1793-1870). Actes
du colloque franco-italien de Moùtiers, réunis par J.D. Durand, Marius Hudry, Christian Sorrel.
Chambéry-Moutiers 1994.
— commendatizia: era da tempo che don Bosco cercava di ottenere dai vescovi tali commendatizie,
al fine di farsi approvare da Roma la società salesiana e le relative costituzioni; v. anche lett. 1140 e
1149.
6 Giuseppe Frassinetti, morto il 2 gennaio 1868: v. lett. 1142. Si era molto interessato per la diffusio­
ne delle Letture Cattoliche.
7 don Giacinto Bianchi, collaboratore del Frassinetti: v. lett. 994.
8 domenica: 2 febbraio.
10 canonico della collegiata di Nostra Signora delle Vigne, G. Battista Canale: nel registro del Clero
della diocesi di Genova del 1849 è dichiarato di anni 50, confessore secolare e delle monache, abitante
alle Vigne in via S. Sepolcro 568, int. 4. Nel registro del Clero del 1874 non se ne fa più menzione. Cir­
ca il fratello, v. lett. 853.
11 nota: ossia l'elenco dei lavori per l’arredamento della chiesa di Maria Ausiliatrice, di cui anche
alla lett. 1128.
13 padre Guelfi: personaggio non identificato.
15 presbitero: una balaustra degli altari laterali.
18 tua sig.ra Madre: contessa Angela Prasca; essendo di origine aristocratica, don Bosco contava su
eventuali amicizie di lei con personaggi facoltosi; nessun accenno invece al marito, Luigi Lemoyne,
medico con incarichi anche provinciali (morto l’i l febbraio 1872): cf F. D esr a m a u t , Les M em orie I...,
pp. 29-30.

50.10 Page 500

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494 gennaio 1868
1147
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Leti, orig., Oreglia (A 1730237) me. 39 D 4/6
Orig. aut. 2 ff. 197 x 130 mm. carta leggera
E I 537-538 MB IX 55-56
Concorda con la sua decisione di rimanere ancora a Roma - ringrazia i benefattori romani - informa
su una grazia della Madonna - chiede di interessarsi per l'eventuale titolo onorifico a favore dell'abate
Soleri - notizie di Valdocco - proposta di sostituzione del modello di medaglia inviatogli onde rispar­
miare sui costi
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Torino, 29 [gennaio 18]68
Veduta la sua lettera convengo sulla convenienza che Ella rimanga a Roma;
faccia dunque tutto quello che può a maggior gloria di Dio. Ma sappia che noi ab-
5 biamo due mesate di pane da pagare, ed i provveditori dei materiali per la chiesa
ci mandano le note a furia; questo per sua norma che quando possa ci mandi
quel danaro che la carità de’ Romani ci largisce.
Intanto ringrazi tutti quelli che ci hanno fatto carità, assicuri che noi faccia­
mo preghiere per loro e per gli ammalati raccomandati; anzi domenica faremo la
io festa di San Francesco di Sales, ed io intendo che messe, preghiere, comunioni
siano indirizzate a Dio per ottenere sanità e prosperità per tutti i romani ammala­
ti che ci fecero o hanno in animo di farci carità per condurre a termine le nostre
imprese.
Mentre scrivo ho alquanto sospeso per ricevere un biglietto di Mille franchi.
15 È un Signore che un mese addietro venne qui colle stampelle e sostenuto da un
domestico. Egli riconosce la sua perfetta guarigione a Maria A. cui aveva fatto le
solite | preghiere con promessa di far qualche cosa per la chiesa. Questi mille f.lv
franchi serviranno per tacitare dimani Busca, che, come sa, è il principale prov­
veditore delle pietre della Chiesa.
20 Le unisco qui un bigliettino per l’abate Soleri antico mio allievo di Morale.
Esso questo autunno ci pagò un debito di 3000 fr., ed ora desidererebbe di avere
qualche decorazione da Roma: cav. di S. Silvestro, di S. Gregorio il grande e si­
mili. Si cerchi adunque qualche agente di affari ecclesiastici e gli dica che pro­
muova e che per avere il breve si pagheranno le tasse occorrenti[,] fossero anche
25 cento e più scudi.
Se poi ci fossero difficoltà insuperabili me lo scriva tosto, e cercherò qualche
altra provvidenza.
Nella casa niun ammalato; lo stesso a Lanzo e a Mirabello. Il freddo ritornò
indietro e stamane toccava i quattordici gradi. I medici dicono che questo freddo
30 purifica l’aria e porterà sanità, ma intanto la mortalità in Torino è triplicata.
Intanto, caro sig. Cavaliere, stia sicuro che nella casa noi conserviamo la più f.2r
fraterna affezione per Lei, e da che Ella partì per Roma io non ho mai dimentica­
to di raccomandare ogni giorno nella santa messa la sua sanità e il bene dell'ani­
ma sua, e così continuerò affinché Dio ci ajuti ad essere veri amici in terra e com-
35 pagni un giorno della vera felicità in cielo. Ella non dimentichi di fare ogni giorno

51 Pages 501-510

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51.1 Page 501

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la sua meditazione e la sua lettura spirituale.
Dio ci conservi tutti nella sua santa grazia. Amen.
febbraio 1868 495
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
P.S. Credo che le medaglie possano essere di minor costo se si riducesse lo spes- 40
sore alla metà del modello che mi ha inviato. Ci pensi.
3 convenienza add si 11 p o st rom ani del che 18 ante Busca del R 31 che it et del
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 sua lettera: non è stata reperita.
6 note a furia: vedi al riguardo anche lett. 1141.
9 domenica: 2 febbraio.
18 Busca: in quanto fornitore delle pietre per la chiesa di Maria Ausiliatrice doveva appunto essere
uno dei maggiori creditori di don Bosco.
20 abate Giovanni Gaudenzio Soleri: figlio del senatore Giovanni Andrea e di Giuseppina Prasca,
nato a Novara il 20 gennaio 1820 (AAT 12.12.3, Registrim i clericorum ...), cappellano segreto di Sua
Santità, morto a Torino nel 1888 a 68 anni: CSMTE.
22 decorazione: il Soleri potrebbe essere uno dei due personaggi menzionati nella lett. 1118.
29 quattordici gradi: ITI gennaio aveva toccato i 15 gradi (v. lett. 1141).
40 medaglie: era ormai prossima la consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice e don Bosco da
tempo si stava interessando alle medaglie commemorative (v. lett. 1142).
1148
Alla madre superiora d ell’ospedale mauriziano, Maria d e’ Gioanni
Archivio Suore della Carità, casa generalizia - Roma
Orig. aut. 1 f. 201 x 147 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., d e ’ Gioanni (A 1950173)
Ined.
Ringrazia per l’offerta che devolve per la chiesa di Maria Ausiliatrice - si impegna a celebrare le
S. Messe per le quali ha ricevuto l’offerta
*Torino, 1° febb[raio] 1868
Con vera gratitudine dalla signora suor Maria de’ Gioanni Madre superiora
all’Ospedale Mauriziano ricevo la somma di franchi 300 che una pia persona offre
a Maria Ausiliatrice per grazia ricevuta; la qual somma sarà impiegata alla conti­
nuazione dei lavori della chiesa dedicata a questa Augusta Regina del cielo.
5
Ricevo eziandio fr. 10 per limosina di dieci messe che saranno quanto prima
da me celebrate.
La santa Vergine benedica l’oblatrice, la portatrice e tutti quelli che danno
mano a compiere la pia opera iniziata e consacrata a Maria Auxilium Christia-
norum.
10
Sac. Gio. Bosco
2 Maria (Laura) de’ Gioanni: nata ad Occimiano (Alessandria) 0 29 gennaio 1815, prese l’abito reli­
gioso nel 1835 come Suor Maria nella famiglia Mauriziana delle suore della Carità. Professa perpetua
nel 1840, dal 1845 al 1865 lavorò nell’Ospedale minore di Aosta. Nel 1865 fu eletta Superiora e conti-

51.2 Page 502

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496 febbraio 1868
nuò la sua missione caritativa nell'Ospedale mauriziano di Torino, dove m orì di tifo-petecchiale ¡1 3
gennaio 1874: informazioni provenienti dall’archivio delle Suore della Carità (Roma).
1149
All’arcivescovo di Fermo, card. Filippo de Angelis
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860405)
Copia ricalcata dall'orig. aut. 2 ff. 280 x 220 mm.
E I 540 MB XI 615-616
Domanda una commendatizia, da aggiungere alle altre, a favore delle costituzioni salesiane - speran­
za della medesima da parte dell'arcivescovo di Torino - notizie positive sul professore di storia eccle­
siastica in seminario, Francesco Barone
'Torino, 9 febb[raio 18]68
Eminenza Reverendissima,
Avuta in grande considerazione la lettera che nella sua grande bontà degna-
vasi di scrivermi e confrontatone il tenore con quanto mi scriveva Monsig. Berar-
5 di da Roma, credo opportuno di appoggiare la dimanda della nostra approvazio­
ne con quel maggior numero di autorevoli commendatizie che si potrà avere; tan­
to più che il Vescovo di Casa[le], nella cui diocesi abbiamo una casa, approvò de­
finitivamente questa nostra società come congregazione diocesana.
Fra le Commendatizie io desidererei ardentemente di averne una di V. E.
io Rev.d.ma che reputerei di sommo valore. Mentre pertanto le fo rispettosa pre­
ghiera di questo novello favore, Le mando copia del decreto della Cong. de' Ve­
scovi e Regolari con un cenno delle cose che nella commendatizia sembrano tor­
nare al nostro scopo.
Io
sono quel poverello che vado in cerca di pane, ma il padrone può darlo
15 nella misura e nel tempo che giudicherà più opportuno. Ella pertanto faccia
come il Signore le inspirerà.
Sembrano che le cose nostre si vadano migliorando; il professore di stor. ec­
clesiastica fu avvisato e sembra che abbia totalmente cangiato sistema; l’Arcive-
scovo mi fa eziandio sperare una commendatizia pel nostro scopo. Deo gradas.
20 Noi continuiamo a fare speciali preghiere per V. E. e spero che Dio la con­
serverà ad m ultos annos pel bene della Chiesa ed anche, chi sa? per vedere la no­
stra società definitivamente approvata.
Raccomando me e questi nostri giovanetti alla carità delle sante sue preghie­
re mentre colla più sentita gratitudine ho l’alto onore di potermi professare
25 Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 Si noti che don Bosco si fermò a Milano da lunedì 9 a mercoledì 11 febbraio, alloggiato in episco­
pio (lett. Francesia-Oreglia, 14 febbraio 1868, ASC B 2560568, ed. parzialmente in MB IX 72-73), per
cui difficilmente questa lettera e le due successive furono scritte da Torino.
2 Filippo de Angelis: v. E(m) I, lett. 643.

51.3 Page 503

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febbraio 1868 497
3 lettera: non è stata reperita; com unque costituiva la risposta a quella del 9 gennaio (v. lett. 1137).
4-5 mons. Giuseppe Berardi: v. lett. 827 e 1137.
7 vescovo di Casale era Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096. Il decreto di approvazione, datato 19 gen­
naio 1868, è edito in Cost.SDB, pp. 234-235.
11 decreto con anim adversiones: ib., pp. 231-232.
16 inspirerà: il card, invierà la sua commendatizia in data 26 aprile 1868; ed. in MB IX 149-150.
17 professore di storia: Francesco Barone, di cui antecedentemente don Bosco si era lam entato con
lo stesso de Angelis (v. lett. 1137).
19 sperare una commendatizia: venne effettivamente stilata, con qualche riserva, il 7 marzo 1868;
ed. in MB IX 95-96.
21-22 chi sa... definitivamente approvata: l’auspicio si avverò; il de Angelis morì nel 1877, vale a dire
otto anni dopo l’approvazione della società salesiana (1869) e tre anni dopo quella delle Costituzioni
(1874).
1150
Al ministero della Guerra [Ettore Bertolè Viale]
ASC B31010 Lett. orig., Governo, Bertolè (A 1711008) me. 27 B 3
Min. aut. 1 f. 256 x 197 mm. carta leggera semitrasparente
E I 542 MB IX 77
Richiesta di un sussidio per l’acquisto di generi alimentari a favore deU’Oratorio
"Torino, 11 febb[raio] 1868
Ill.mo Signore,
Le miserie ognora crescenti in quest’anno tra noi mi spingono a fare ricorso
alla provata carità di V. S. 111.ma che ho già tante volte esperimentata. Il numero
dei poveri giovanetti [raccomandati] da codesto Ministero è alquanto cresciuto, 5
ma quello che ci pone in vere strettezze è il caro dei viveri. L’anno scorso quasi in
quest'epoca pagavamo 0 pane 0,30 c. al chilogrammo; ora è quasi duplicato; lo
stesso dobbiamo dire degli altri commestibili.
Per questo mi raccomando caldamente alla nota di lei bontà, affinché si de­
gni venire eziandio in quest’anno in ajuto di questi poveri giovanetti e di accor- io
darci quel maggior sussidio che a Lei sarà beneviso.
Con questi giovanetti non mancherò di professarle la più sentita gratitudine
ed invocare ogni giorno le benedizioni sopra di Lei, mentre con pienezza di stima
ho l’alto onore di potermi professare
Di V. S. chiar.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
3 in quest’anno add si p o st spingono del anche in quest’anno 7 pagavamo] pagavavamo
9 Per questo corr ex Egli è per questo che caldamente add si 10 ajuto... giovanetti corr m rg sin
ex nostro ajuto 11 sussidio em end ex car
2 Ettore Bertolè Viale: nato nel 1829 a Genova, nel 1855 divenne capitano e com battè la guerra di
Crimea. Nel 1861 fu capo di gabinetto del ministero della Guerra, poi segretario generale e colonnello.
Nel 1867 verme nominato aiutante di campo del Re e in ottobre ministro della Guerra, carica che ten­
ne per i tre consecutivi ministeri Menabrea (27 ottobre 1867-14 dicembre 1869). Nel 1886 fu nominato

51.4 Page 504

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498 febbraio 1868
senatore; morì a Torino nel 1892: cf M. Rosi, D izionario del risorgim ento nazionale... I, p. 264.
7 pane 0,30: v. lett. 1118 e 1133.
1151
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730238) me. 39 D 7
Orig. aut. 1 f. 208 x 133 mm. carta leggera restaurata
E I 541 MB IX 73
Dà informazioni su alcuni benefattori - buone prospettive per l’approvazione delle costituzioni - gra­
zia di Maria Ausiliatrice - modifiche al progetto di convenzione per Vigna Pia
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Torino, 11 febbraio [18]68
La principessa Borghese ha risposto picche per la chiesa; finora la duchessa
[di] Sora non scrisse nulla per D. Molinari. Se non si prende una decisione egli
5 forse abbraccerà altro partito.
Il
conte Scotti offerì qualche cosa a Monsig. Manacorda per la chiesa. Ho
scritto un bigliettino anonimo a Monsig. Berardi. Le cose della nostra società van
prendendo buona piega; il Vescovo di Casale l’approvò definitivamente come
Congregazione diocesana,
io
Ogni giorno cose una più strepitosa dell’altra di Maria A. per la chiesa. Ci
vorrebbero volumi; ci parleremo poi di tutto.
Quando verrà? Qui le medaglie secondo il modello datomi da Lei costerebbe­
ro circa due centesimi l'una: non vi sarebbe più la spesa del porto ed il dazio.
I
saluti di tutta la casa; riverisca la March. Villarios e le dica che si faccia
15 buona e che preghi per noi; noi per Lei. ,
Dio benedica Lei e le sue fatiche. Amen.
Ho scritto al Duca Salviati per Vigna Pia; credo che accetteranno; a noi con­
viene; vada a fare visita; ascolti attento e mi scriva. Deo gratias.
20
Al Chiar.mo Sig. Cav. Oreglia
Roma
Aff.mo amico
Sac. Bosco
1 febbraio] 2
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 principessa Teresa Borghese: v. lett. 1142.
— picche: risposta negativa, Già precedentemente il cavaliere Oreglia aveva comunicato a don Bosco
che dalla famiglia Borghese non si poteva attendere molto in quanto dichiaratamente «antiboschia-
na»: v. nota alla lett. 1157, lin. 7.
3-4 Duchessa di Sora, Agnese Boncompagni Ludovisi: v. lett. 1016.
4 Francesco Molinari, possibile precettore di casa nobiliare: v. lett. 1142.
6 conte Scotti: ? il giovane Giovanni Carlo, studente a Mondragone, figlio del duca Tommaso Galla­
rati Scotti (v. lett. 1001)?
— Emiliano Manacorda: v. E(m) I, lett. 55.

51.5 Page 505

▲torna in alto
febbraio 1868 499
7 anonimo: dovrebbe trattarsi di una relazione circa i piani di conquista di Roma da parte di movi­
menti rivoluzionari (v. Appendice, lett. 1868/9), piani pervenuti a don Bosco per vie non precisate, e
che questi inviava a mons. Giuseppe Berardi, Sostituto della Segreteria di Stato o all’amico gesuita pa­
dre Giuseppe Oreglia: cf MB V ili 969-971. Allo stato attuale delle ricerche, la collaborazione di don
Bosco in quegli anni alle informazioni riservate in favore della Santa Sede è suffragata più da testimo­
nianze orali che da fonti docum entarie primarie. Comunque il Berardi era costantem ente informato
sulle vicende di Torino e anche su quelle personali di don Bosco. Così il 13 febbraio 1868 l’abate Gae­
tano Tortone gli scriveva: «[...] Mi perm etterà l’E.V. di farle osservare come per es. questo ottimo D.
B[osco] sia rimasto disgustato per avere Mr. Arciv. stabilito che i chierici del suo Istituto debbano as­
soggettarsi per gli studii ed esami Teologici alle stesse norme fissate per gli altri chierici della Diocesi,
e che debbano passare un dato tempo nel Seminario Diocesano prim a d ’essere ammessi alla Sacra Or-
dinaz[io]ne. Mi duole assai dover ora segnalare all’E. V. a Roma che queste ben savie disposizioni
non incontrarono l ’approvazione di d. B[osco] il quale va insinuando presso certuni che Mr. Arciv.
non è favorevole al suo Istituto [...] Non è certamente mia intenzione di voler con ciò rendere meno
apprezzabile e disconoscere il gran bene che ha fatto e continua a fare il Sig. D. B[osco] per mezzo
degli Oratorii da Lui istituiti; mi sem bra però che ove si fosse egli limitato a somm inistrare l’istruzione
religiosa ed a far apprendere u n'arte o professione ai poveri giovani da lui raccolti avrebbe certam ente
reso alla Religione ed alla società un gran servigio. Invece quel voler form are uno stuolo troppo nu­
meroso di chierici per mezzo di tali giovani figli quasi tutti di contadini o della più bassa classe del po­
polo, e permettere che tali chierici convivano, trattino domesticamente e nelle ore di ricreazione stia­
no pubblicamente a giuocare, a trastullarsi cogli altri giovani dell’istituto che vi im parano l’arte di sar­
to, falegname ecc. sarà ciò effetto di zelo in D. B[osco] m a secondo il povero mio parere di uno zelo
ben poco iUuminato e prudente, m entre un clero allevato senza educazione e senza quei sentimenti di
dignità che concorrono a form are il vero spirito Eccl.o può riuscire alla chiesa più di peso che di van­
taggio [...]: ASV Archivio N u nziatura - Torino 175, testo inedito (cf anche MB IX 366-367). Gli ri­
spondeva in data 4 marzo 1867 il Berardi: «Non so comprendere per verità, come mai l’ottimo D. Bo­
sco possa asserire quel che da Lei mi si accenna; dacché da quanto mi consta, dovrebbe Egli essere di
tu tt’altra opinione. È desiderabile pertanto, che Egli deponga di propria volontà la concepita idea,
poiché in caso contrario prevedo che facilmente gliela faranno deporre i fatti, che andran forse ad av­
verarsi»: ib.
— mons. Giuseppe Berardi, ormai prossimo al cardinalato: v. lett. 827 e 1137.
8 Vescovo di Casale era Pietro Maria Ferrò: v. lett. 1096; circa l’approvazione v. lett. 1149.
12 medaglie: commemorative della consacrazione della chiesa (v. lett. 1147).
14 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
17 duca Scipione Salviati: v. lett. 1111.
— Vigna Pia: v. lett. 1111. Il 18 marzo 1868 il padre gesuita Giuseppe Oreglia di S. Stefano scriveva a
don Francesia che il fratello Federico era contrario al progetto di Vigna Pia e che lui stesso aveva qual­
che perplessità; non però per le eventuali invidie e gelosie, m a per la lontananza dalla città; «Valdocco
è una reggia in paragone», scriveva fra l’altro: ASC B23100 Oreglia-Francesia, me. 710 D 6/8, ed. in
MB IX 114-115.
1152
AI padre oblato Luigi Dadesso
Archivio Storico Oblati di Maria Vergine - Roma
Orig. aut. 1 f. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., D adesso (A 1950172)
Ined.
Inopportunità di pubblicare nelle L etture Cattoliche la traduzione di un testo di pietà, anziché di con­
tenuto ameno - invito ad un abboccamento all'Oratorio
Car.mo Sig. D. Dadesso,
*Torino, 14 febbraio [18]68
Ho fatto esaminare il lavoro della sig[na] dam. d ’Agliano. Ella traduce benis-

51.6 Page 506

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500 febbraio 1868
simo per lingua e pensieri, ma siccome l’oggetto, come l’antecedente, riguarda
5 alla pietà e non a letture amene, così non si giudicherebbe a proposito per le let­
ture cattoliche. Questi lavori per altro sono ottimi per Giacinto Marietti che è ti­
pografo librajo.
Noi abbiamo degli opuscoli del Mullois che sono adattati per noi e che se giu­
dicasse di tradurli glieli manderei assai volentieri. Se con sua comodità passerà
10 un momento all’Oratorio avrei piacere di parlarle, ma non c ’è premura.
Raccomando me[,] la mia famiglia alle sue sante preghiere e mi professo con
gratitudine
Di V. S. car.ma
Aff.mo devot.mo servitore
15
Sac. G. Bosco
1 febbraio] 2 3 esaminare res
1 II 13 febbraio don Bosco era andato a Mirabello e di là era passato a Casale Monferrato per ringra­
ziare mons. Ferrò dell'approvazione diocesana della società salesiana: cf MB IX 73.
2 Luigi Dadesso: sacerdote, archivista della congregazione degli Oblati di Maria Vergine, che dopo il
1870 fu anche rettore della chiesa di S. Francesco d ’Assisi a Torino (già officiata da don Cafasso e fre­
quentata da don Bosco sacerdote-studente del Convitto). Nato ad Alessandria nel 1820, morì a Torino
nel 1893: cf A. B r u s t o l o n , Storiografia lanteriana ed archivio storico della congregazione degli O bla­
ti di M aria Vergine... Torino. Ed. Lanteri 1995, p. 25. Il Dadesso era da tem po in comunicazione epi­
stolare con don Bosco: v. anche lett. 815 e 1077. L’11 agosto 1867 don Carlo Ferreri dal santuario di S.
Grato di Verzuolo (Cuneo) aveva scritto al padre Dadesso che don Bosco gli aveva com unicato di non
poter accettare la proposta di predicare con lui gli esercizi spirituali a Locamo a causa delle notevoli
preoccupazioni del momento: AOMV serie Torino-Ospizio, voi. Dadesso 3, fase. 1.
3 damig. d ’Agliano: difficile identificare di quale delle quattro prime figlie di Lorenzo Galleani d ’A-
gliano (Consolata, Felicita, Irene, Gabriella) si tratti.
6 Giacinto Marietti: v. E(m) I, lett. 98.
8 Isidoro Mullois: già cappellano di Napoleone III, abate e missionario apostolico, scrittore popola­
re, morto nel 1869, del quale le Letture Cattoliche pubblicarono vari opuscoli a partire dal 1856: cf L.
G io v a n n in i, Le «Letture Cattoliche» di Don Bosco. Napoli, Liguori editore, pp. 132, 161; v. anche MB
VII 789.
1153
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730413) me. 40 D 10
Orig. aut. 2 ff. 210 x 133 mm. carta leggera
E I 542-543
Ancora a proposito della visita dei carabinieri di Mornese - notizie di Valdocco - bigliettino per il gio­
vane Giovanni Pestarino
Torino, 23 febbraio [18]68
Car.mo Sig. D. Pestarino,
Ho ricevuto con piacere la sua lettera che mi dà la continuazione della com­
media di Mornese. Chi l’avrebbe detto che D. Bosco senza parlare metta lo spa-
5 vento a tanti campioni? Se mai avesse parlato, che ne sarebbe mai avvenuto?

51.7 Page 507

▲torna in alto
febbraio 1868 501
Intanto ringrazii il sig. Sindaco, suo fratello e tutti quelli che furono disturba­
ti e furono favorevoli in questo affare che servirà anche di lezione a que’ signori.
Se mi manda copia del verbale, la conserveremo fra i nostri archivi.
Ho scritto per Bodratto al Vicario G. di Acqui, credo che non incontreremo
alcuna difficoltà.
Dia questo bigliettino unito al giovane Pestarino Gio., che tanto lo desidera.
I Mornesini di Lanzo, e di Torino stanno tutti bene di sanità e se continuano
così anche bene di moralità.
Tutti di questa casa la salutano; io pregherò per le persone raccomandate;
Ella preghi per me e mi creda
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
P.S. Speciali saluti al sig. prevosto.
1 febbraio] 2
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3 sua lettera: non è stata reperita.
3-4 commedia di Momese: ossia la denuncia di superstizione, di cui alla lett. 1145.
6-8 Sindaco... verbale: ib.
9 Francesco Bodrato: v. lett. 798; pare alludere a problemi di ordinazione suddiaconale.
— Vicario G. di Acqui: essendo appena deceduto il vescovo, mons. Modesto Contratto, don Bosco
dovette rivolgersi al Vicario, mons. Francesco Cavalieri; questi, pochi giorni dopo, il 28 febbraio 1868,
redigeva la commendatizia in favore della società salesiana nella sua qualità di «Vicario Generale Ca­
pitolare»: ed. in MB IX 91-92.
11 Giovanni Pestarino: v. lett. 1154.
12 Mornesini: ossia i ragazzi del paese accolti a Valdocco o nel collegio di Lanzo.
19 prevosto era don Carlo Valle: v. lett. 797.
1154
Al giovane Giovanni Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730417) me. 40 E 3
Orig. aut. 1 f. 219 x 133 mm. carta leggera
E I 543
Lo consiglia di attendere, per motivi di salute, prima di applicarsi agli studi per diventare sacerdote -
nei dubbi meglio rivolgersi a don Pestarino
"'Torino, 23 feb[braio 18]68
Car.mo Pestarino,
Ho ricevuto la tua lettera ed eccoti la risposta. Se la tua sanità lo comportas­
se, tu ti potresti applicare allo studio e secondare la tua vocazione, m a siccome la
tua sanità è cagionevole, così bisogna per ora avere pazienza; fare quello che puoi
e aspettare che Dio ti doni la necessaria sanità e robustezza.
Dal mio canto farò sempre quanto posso; nei dubbi rimettiti ai consigli di

51.8 Page 508

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502 febbraio 1868
Don Pestarino e sta’ tranquillo.
Ho pregato e continuerò a pregare per te, tu prega anche per me, e se vuoi
io fare il missionario procura di fare mille associati alle lett. catt. Così mi ajuterai.
Dio ti benedica, e ti conservi sempre per la strada del Paradiso. Amen.
Credimi sempre nel Signore
Aff.mo
Sac. Bosco G.
15 All'Ornatissimo Giovane
f.2v
Il Sig. Pestarino Giovanni
Mornese
2 Giovanni Pestarino, figlio di Giuseppe, orfano di madre, nato a Mornese (Alessandria) il 20 ottobre
1849 e vissuto nel collegio di Lanzo dal 21 ottobre 1864 al 31 luglio 1865: Lanzo, registro Censimento.
3 tua lettera: non è stata reperita.
8 Don Domenico Pestarino: v. lett. 1153.
1155
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 298 x 103 mm. all'intemo: «Piano di associazione...» (testo a stampa)
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cambray Digny (A 1950158)
Ined.
Si giustifica per la m ancata corrispondenza - chiede di continuare il sussidio per la cappella di
S. Anna nella chiesa di Maria Ausiliatrice - la invita a visitare l'Oratorio - assicura preghiere per tutta
la famiglia
"Torino, 29 febbraio [18]68
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La novella posizione in cui V. S. B. si trovò per la amministrazione governa­
tiva affidata al sig. Conte di Lei Marito ha fatto sospendere alquanto le mie lette-
5 re; ma ora che la chiesa si va avvicinando al suo termine sono in certo modo ob­
bligato di ricorrere a Lei a nome di Santa Anna perché continui a proteggere la
costruzione della cappella da consacrarsi a questa augusta madre di Maria
SS.ma.
Veda Ella adunque quanto può fare; parecchie rate sono già venute da Firen-
10 ze ma siamo ancora alquanto distanti dal pareggio. Le spese in corso per questo
altare assommano a fr. 6000, non meno; sono stati ricevuti mille cinquecento
venti.
Dunque Ella continui l’opera di carità e se non potremo raccogliere tutto
adesso Dio ci ajuterà per l’avvenire. Se non accade cosa in contrario nel prossimo
15 maggio il sacro edifizio sarà inaugurato al divin culto, di che avrà regolare e defi­
nitivo avviso. Spero che Ella in qualche occasione potrà farci una visita ed osser­
vare co’ propri occhi questo per noi maestoso edilizio, di cui si può | dire che f.lv
ogni mattone è una offerta fatta da quanti ora vicini ora lontani m a sempre per
grazia ricevuta.

51.9 Page 509

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m arzo 1868 503
Ella, sig[ra] contessa, mi ajuti in quello che può per amor di Maria A. ed io 20
non mancherò nella mia pochezza di pregare e far pregare per Lei e per tutta la
sua rispettabile famiglia.
Dio benedica Lei e le sue fatiche, preghi anche Ella per la povera anima mia
mentre con pienezza di gratitudine ho l’onore di potermi professare
Di V. S. B.
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 febbraio] 2 16 occasione corr ex occasio 18 vicini corr ex vicine
1 29: l ’anno 1868 era bisestile.
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
3 novella posizione: il 27 ottobre 1868 il marito della contessa, conte Gugliemo, da sindaco di Firen­
ze era diventato col primo governo M enabrea ministro dell’Agricoltura, di Finanza e Commercio: cf
anche lettera Digny-Bosco conservata in ASC B26200 Cam bray Digny, cit. in MB V ili 994-995.
4-5 sospendere alquanto le mie lettere: l’ultima difatti risaliva all’agosto 1867 (v. lett. 1071).
6 ricorrere a Lei: senza trascurare ovviamente gli altri. Ad es. pochi giorni prima, il 20 febbraio 1868,
gli era stato consegnato da Giuseppe Vacchetta il legato che aveva ricevuto in eredità dal fratello, il
canonico Michelangelo: B21000 Vertenze Vacchetta, me. 788 B 7/8. Così pure alla fine di novembre
del 1867 Giovanni Battista Macario gli aveva rimesso il testamento e una nota allegata affinché potesse
apporre u n ’aggiunta di credito a suo favore ASC B26200 Macario, me. 1541 C 8.
6-7 S. Arma... cappella: per il progetto v. lett. 989, 1023 e 1071.
14-15 prossimo maggio: la consacrazione ebbe luogo esattamente il 9 giugno 1868.
1156
Al vescovo di Modena, Francesco Emilio Cugini
Biblioteca capitolare - Modena
Orig. ms. di Gioachino Berto con firma aut. e P.S. di don Bosco 2 ff.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cugini (A 1960230)
Ined.
Richiesta di commendatizia per la società salesiana
*Torino, 2 marzo 1868
Eccellenza Reverendissima,
Credo che a V. E. Rev.ma non sia totalmente nuova l’opera degli oratori ma­
schili in questa città, ed una società religiosa, che ha per iscopo di coltivare e con­
servare lo spirito che in essa occorre doversi praticare da chi intende consacrarsi 5
a questa parte difficile del sacro ministero.
Ora è a nome di questa società che fo ricorso alla nota di lei bontà. Ottenuta
la prima approvazione come può conoscere dall'unito decreto della Sacra Con­
gregazione dei Vescovi e Regolari, dovrei presentemente fare dimanda per la defi­
nitiva approvazione. E per ciò conseguire mi gioverebbe molto l'avere Commen- 10
datizie dai Vescovi che hanno in qualche modo cognizione di questa instituzione
e specialmente da quelli, alla cui diocesi appartengono giovanetti che abbiano

51.10 Page 510

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504 marzo 1868
partecipato e partecipino della medesima, come appunto è la diocesi dalla Divina
Provvidenza affidata al noto zelo di V. S. Rev.ma.
15 Ecco adunque l'umile mia dimanda: pregare V. S. a volermi fare una Com­
mendatizia in cui si accennino alcune delle cose notate nel foglietto a parte; a
meno che giudicasse di dare la sua diocesana approvazione.
Se mi farà questo favore, oltre alla gratitudine che questa società sempre
conserverà verso di Lei, non mancheremo di fare ogni giorno speciali preghiere al
20 Signore Iddio per la preziosa di Lei conservazione pel maggior bene delle anime.
Raccomandando poi me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue
preghiere, ho l’alto onore di potermi professare con ogni maggior stima
Della S. V. Rev.ma
Obbl.mo servitore
25
Sac. Gio. Bosco
P.S. Con atti speciali della più sentita gratitudine pel favore che spero.
22 ante ho del mentre
2 Francesco Emilio Cugini: nato a Reggio Emilia nel 1805, dottore in teologia, sacerdote nel 1828, fu
consacrato vescovo di Modena nel 1852; vi rimase fino alla m orte avvenuta nel 1872: HC V ili 184,
294, 397. Lettere come questa furono ovviamente mandate a vari vescovi d ’Italia, come s ’è già detto;
v. anche lett. 1188 e 1196.
7-14 V. testo analogo alla lett. 1149.
16 foglietto a parte: v. lett. 1140, lin. 7.
18 Se mi farà questo favore: mons. Cugini procrastinò la risposta, in attesa dell’opimone di mons.
Pietro Rota da lui consultato; don Bosco nel frattempo lo solleciterà nuovamente: v. lett. 1188.
1157
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730239) me. 39 D 8
Orig. aut. 1 f. 210 x 134 mm. carta leggera restaurata
E I 543-544 MB IX 89
Notizie deU’Oratorio - grazie di Maria Ausialitrice - commissioni varie da eseguire a Roma
*Torino, 3 marzo [18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
Tempo bello, freddo scomparso, siamo in primavera, ed ella sempre a Roma.
Non mi lamento però, perché ci manda carità. Ho ricevuto i fr. 1300 e li ho rice-
5 vuti in momento che D. Rua era in faccende per danari per Awezzana. Mille
franchi furono dati a lui, il resto ad uno scalpellino. Deo gratias.
Bellissimo l’episodio di quella visita singolare!
Se mi scrivono me la caverò come potrò. Scriverò una lettera alla contessa
Folchi. Notate le messe della sig[ra] contessa Calderari, cui ringrazi, e dica che
10 noi qui preghiamo ogni giorno per lei. Ho ricevuto lettera da Mons. Fratejacci,

52 Pages 511-520

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52.1 Page 511

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marzo 1868 505
cui risponderò presto; andiamo d ’accordo. Manderò qualche anonima al P. Ore-
glia, cui faccia i più cordiali saluti.
Si dice da molti che starà Ella sempre a Roma, io dico sempre di no; ma ad
ogni momento si dimanda di Lei. Ho veduto sua madre, che mi raccomandò tan­
to suo fratello per cui facciamo speciali preghiere. Sono [lieto] di sapere le buone 15
notizie che mi fa sperare.
Io sono ingolfato nelle spese, note molte da saldare, tutti i lavori da ripiglia­
re; faccia quel che può m a preghi con fede. Credo tempo opportuno per chi vuole
grazia da Maria! Noi ne vediamo ogni giorno una più commovente dell’altra, e
con questo mezzo andiamo avanti.
20
La contessa Digny, cont. Uguccioni, march. Nerli dimandano di Lei e mi di­
cono se venendo da Roma passerà a Firenze.
Tutta la casa è in salute e le augurano ogni bene. Non dimentichi la medita­
zione al mattino.
In nome del Signore mi dico
25
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
f.2v Al Sig. Cav. Oreglia Federico
Racc. alla sig[ra] March. Villarios
Roma
30
1 marzo] 3 13 Roma res
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
4 carità: così pare doversi leggere, anche per motivi di logica interna, diversamente da MB e E, che
invece interpretano come «Cantù», con tutte le conseguenze del caso.
5 Michele Rua: v. lett. 730; evidentemente, da «prefetto» della casa, seguiva in prim a persona i lavori
della costruzione della' chiesa di Maria Ausiliatrice.
— Avvezzarla, uno dei creditori: v. lett. 1141. Pochi giorni dopo il municipio di Torino stanziò L. 300
per l'Oratorio di Valdocco: ASCT Ragioneria, mandati di pagamento, bilancio 1868.
7 quella visita singolare: potrebbe riferirsi alla dichiarazione di essere antiboschiani fatta dai Borghe­
se alla presenza del cav. Oreglia nella stessa loro casa, di cui anche in nota alla lett. 1151 : ASC B26200
Oreglia. Nella stessa lett. della fine di febbraio l’Oreglia forniva a don Bosco u n ’altra serie di informa­
zioni: i gesuiti avevano avanzato la candidatura di un sacerdote a precettore di casa Borghese al posto
di don Francesco Molinari (v. lett. 1151); il conte Scotti non aveva offerto nulla per la chiesa m a solo 2
scudi per le L etture Cattoliche; lui stesso (l’Oreglia) però era contento dell’approvazione diocesana
della società anche perché sarebbe servita di lezione ai molti avversari di don Bosco in Roma, fra cui 0
preconizzato card. Raffaele Monaco La Vailetta e mons. Guglielmo Audisio; la Galeffi stava meglio e
attendeva lettere da don Bosco così come le monache Filippine che avevano problemi comunitari.
Dava inoltre notizie non buone sulla salute della contessa Maria Vitelleschi, della signora Rosa Mercu-
relli, delle tre figlie della contessa Isabella Calderari, e del figlio primogenito della contessa Clotilde Vi­
telleschi. Quanto agli affari in Roma andavano a rilento per l’inerzia della città. Comunque sperava di
avere medaglie a basso prezzo, m entre per l’immagine di ram e per la chiesa di M aria Ausiliatrice in
Roma ci sarebbe voluto un armo e centinaia di scudi ecc.
9 Folchi: contessa Folchi Cavalletti o contessa Antonelli Folchi? Ad entram be com unque don Bosco
invierà la medaglia commemorativa della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice.
— Isabella Calderari: v. lett. 920.
10 Giovanni Battista Fratejacci: v. lett. 1018; la sua lettera a don Bosco non è stata reperita.
11 anonima: relativa a scottanti problemi politici (v. nota alla lett. 1151).
11-12 padre Giuseppe Oreglia di S. Stefano: v. E(m) I, lett. 460.
14-15 m adre e fratello: invero si trattava della matrigna, ossia di Gabriella di Luigi Solaro della Mar­
gherita, che nel 1836 sposò Carlo Giuseppe Oreglia (1795-1895), vedovo di Teresa Gotti di Salerano
(1796-1831); quanto al fratello non è facile individuare quello cui allude.

52.2 Page 512

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506 marzo 1868
21 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
— Girolama Uguccioni: v. lett. 885.
— Enrichetta Nerli Michelagnolo: v. lett. 1062.
1158
Al signor Francesco Nicoletti
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero, N icoletti (A 1780202)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 130 mm. carta uso stampa spiegazzata
Ined.
Ricordi del viaggio a Roma - invito ad aver fiducia in Dio nelle difficoltà - disponibilità a collocare su­
bito nella chiesa di Maria Ausiliatrice il dipinto che dovesse pervenirgli da Roma - problemi di spedi­
zione delle Letture Cattoliche - saluti ad alcuni amici di Roma
*Torino, 4 marzo [18]68
Car.mo Sig. Nicoletti,
Se avvi persona in Roma, di cui abbia conservato e tuttora io conservi cara
ricordanza è certamente la S. V. car.ma. Nella mia pochezza ho sempre racco-
5 mandato e continuo a raccomandare Lei, la sua famiglia, i suoi interessi nella
santa messa. Ma che vuole mai? Dio ha voluto metterci a molte e gravi prove: ma
ciò Dio fa come padre che vuole pesare la fede che hanno i suoi figli nella sua
bontà e nella sua misericordia; mentre a tempo opportuno non mancherà di ve­
nirci in ajuto colla abbondanza delle sue grazie.
io
Niente ti turbi, ecco tutta la santità di S. Teresa. Queste parole teneva scritte
nel suo breviario e le leggeva spesso.
Da quanto scorgo dalla sua lettera ci siamo inviati scritti reciprocamente,
che non giunsero a destinazione; ciò accad[d]e certamente all’epoca delle turbo­
lenze, che a Dio piacque di assopire. Speriamo non sarà più così.
15
In quanto al dipinto ella può mandarcelo quando che sia; a maggio speriamo
di funzionare nella | nuova chiesa, perciò possiamo già fin d ’ora appendere i di- f.lv
pinti. Se mai potesse con minor suo incommodo parlare col cav. Marietti t ip o ­
grafo] di propaganda fide esso si assumerebbe [il compito] di farne la spedizione
ed è pratico dei mezzi che devonsi usare. Ad ogni modo faccia quanto occorre;
20 dopo non ha che a dirmi le spese occorse e saranno subito rimborsate.
Riceverà certamente con regolarità i fascicoli delle Lett. catt. e quelli che for­
se vennero smarriti, si rinnoveranno. Se li vuole accettare come regalo, lo fo mol­
to volentieri; se poi ella vuole assolutamente pagarli, può rimettere l’ammontare
al detto cav. Marietti.
25
La prego di fare i miei più cordiali saluti al sig. cav. Gaetano Bertinelli e a ’
suoi fratelli, nonché a tutta la rispettabile famiglia di V. S.
Dio benedica tutti e li conservi per la via del cielo. Preghi anche per me, che
avrò un anno di miseria massima, e mi creda con la più tenera e fratellevole af­
fezione
30
Di V. S. car.ma
Aff mo in G c
Sac. Gio. Bosco

52.3 Page 513

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m arzo 1868 507
18 fam e corr ex farsi 19 mezzi corr ex m .... ha add si
2 Francesco Nicoletti, banchiere rom ano amico di don Bosco: v. lett. 1041.
10 Niente ti turbi: espressione usuale in don Bosco, di cui ad es. alla lett. 1035.
12 sua lettera: non è stata reperita.
13 non giunsero a destinazione: sm arrita dunque anche la corrispondenza di don Bosco.
13-14 turbolenze: potrebbe alludere agli aw enim enti e alle conseguenze nello stato pontificio della
spedizione garibaldina, conclusasi però con la sconfìtta di M entana nel novembre 1867 (v. lett. 1114).
15 dipinto, ossia il dono del Nicoletti per la chiesa di Maria Ausiliatrice: v. lett. 1167.
17 Pietro Marietti: v. lett. 1030.
25 Gaetano Bertinelli e suoi fratelli: v. lett. 1005.
1159
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 197 x 128 mm. intestazione a stampa: «Oratorio...»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950159)
Ined.
Precisa come fargli pervenire con sicurezza il denaro già raccolto per la chiesa di Maria Ausiliatrice -
promette preghiere per tutta la famiglia
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Torino, 6 marzo [18]68
Ringrazio V. S. B. della bontà con cui mi scrive e della parte che continua a
prendere ai nostri bisogni specialmente per ultimare la casa di Maria A. che tro­
vasi proprio a buon punto, ma che la miseria del tempo ci vorrebbe far sospen­
dere.
Se Ella pertanto stimasse di rimettere al R.do P. Verda a S. Marco, o al sig.
D. Giustino seg. dell’Arcivescovo il danaro destinato all’altare e cappella di S. An­
na, essi hanno mezzi facili per farmelo pervenire.
Coraggio adunque, sig[ra] Contessa, ajuti non me, ma la nostra celeste Ma­
dre, che ad ambidue si raccomanda. Noti però che Dio non fece tutto il mondo
in un giorno, e perciò se non possiamo tutto adesso, lo faremo in progresso di
tempo.
Si assicuri, sig[ra] Contessa, che non mancherò di pregare ogni giorno per
Lei e tutta la sua famiglia e in modo particolare pel marito di Lei, preghi eziandio
per me e mi creda colla più sentita gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 marzo] 3 15 eziandio res
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
3 mi scrive: la lettera non è stata reperita.
7 padre Domenico Verda: v. lett. 1038.
8 don Giustino Campoimi: v. lett. 884.
8-9 Cappella di S. Anna: v. lett. 1155.
15 m arito di Lei, Guglielmo, da pochi mesi ministro delle Finanze: v. lett. 1155.

52.4 Page 514

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508 marzo 1868
1160
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
Archivio diocesano, carte Ferrè - Casale Monferrato
Orig. aut. 1 f. sul mrg. sup.: prot. n. 54
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Ferrè (A 1790516)
Ined.
Informazioni sulle dimissorie di alcuni ordinandi - auspicio di molte vocazioni in diocesi
*Torino, 6 marzo [18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Monsig. Vescovo d ’Asti ha dato le Remissorie ai due cherici Fagnano e Mer-
lone che fanno ambidue parte della nostra società e ciò ha fatto per facilitare le
5 sacre ordinazioni e diminuire anche le spese ad hoc. Essi hanno ambi il loro pa­
trimonio; Merlone ha finito il quinquennio di Teologia ed ora fa il primo anno di
Morale; il Fagnano compie ora il suo Quinquennio di Teologia.
Se Ella giudica a proposito essi andranno a fare i loro esercizi spirituali a Mi-
rabello con Albera in quel tempo che Ella fisserà; di poi si presenterebbero all’or­
lo dinazione similmente in quel giorno che giudicherà di stabilire.
A proposito di Albera Paolo la prego a voler scrivere al nostro arcivescovo
perché voglia mandare al medesimo o remissorie o dimissorie; esso pure ha il suo
patrimonio regolare come faranno regolarmente constare davanti alla Curia di
Casale.
15 Io spero che per l’avvenire si aumenteranno ognor più i sacerdoti in codesta
sua diocesi | e che i giovani cherici non mancheranno più nel suo seminario.
La ringrazio di tutto cuore di quanto fa per noi, ed augurandole dal Signore
lunghi anni di vita felice, reputo al massimo onore di potermi professare
Di V. E. R.d.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
6 ora em end ex fa 7 Quinquennio corr ex a 18 anni corr ex an 19 E. em end ex S.
2 Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096.
3 vescovo d ’Asti era mons. Carlo Savio: v. lett. 1121.
3 4 Giuseppe Fagnano, Secondo Merlone, chierici appartenenti alla diocesi astigiana: v. rispettiva­
m ente lett. 803 e 1121.
9-14 Paolo Albera... Casale: nato a None (Torino) il 6 giugno 1845 da Giovanni Battista e Margherita
Dell'Acqua, ultimo di sette figli, di cui quattro religiosi, Paolo Albera entrò a Valdocco l’8 ottobre 1858
e due armi dopo, ancora studente, firmò la richiesta di approvazione della società salesiana da inviare
a Lione a mons. Luigi Fransoni. Professo triennale il 14 maggio 1862, nel 1863 fu m andato come inse­
gnante a Mirabello; due anni dopo conseguì il diploma di professore del ginnasio inferiore. Suddiaco­
no a Torino il 23 marzo 1868 per mano di mons. Riccardi, fu ordinato sacerdote a Casale da mons.
Ferrè il 2 agosto dello stesso anno. Professo perpetuo il mese successivo, dopo tre armi di «prefetto
esterno» dell'Oratorio, venne nominato direttore dell’Ospizio di Marassi a Genova, trasferito poi a
Sampierdarena. Dal 1881 al 1891 fu ispettore delle case di Francia con sede a Marsiglia. Eletto poi Di­
rettore Spirituale della società salesiana (1892), nel 1900 ebbe modo di visitare, a nom e del Rettor
Maggiore, tutte le opere d'America. Nel 1910 venne eletto Rettor Maggiore, carica che occupò fino
alla m orte avvenuta il 29 ottobre 1921: cf DBS (con breve bibliografia) pp. 12-13; v. pure D. G a r n e r i,

52.5 Page 515

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m arzo 1868 509
Don Paolo Albera secondo successore di don Bosco. M em orie biografiche. Torino, SEI 1939, 500 p.
11 la prego a voler scrivere: lo abbia fatto o no, rimane assodato che l’arcivescovo, sulla base delle
sue precedenti prese di posizioni (v. ad es. lett. 1053) non concesse quanto richiesto: v. lett. 1164. Ci fu
anche un intervento da parte di don Giovanni Cagliero, come risulta dalla deposizione dello stesso al
processo ordinario di beatificazione e canonizzazione di don Bosco, cit. in MB V ili 1006-1008.
1161
Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., R adicati (A 1730909) me. 44 A 7
Orig. aut. 2 ff. 198 x 129 mm. carta uso stampa
E I 545
Invia lettera di mons. Luca Pacifici con la concessione della facoltà richiesta - si impegna a trasm ette­
re informazioni positive sull’aw . Giuseppe Marinetti
"Torino, 6 marzo [18]68
Car.mo Sig. Conte,
Mi giunge in questo momento questa lettera di Monsig. Pacifici seg. di Sua
Santità. Ella vedrà come possa meglio valersi di questa facoltà.
Oggi prenderò notizie positive sull’aw . Marinetti e poi le farò tosto a Lei per- 5
venire.
Dio benedica Lei, le sue fatiche e tutta la famiglia e mi creda colla massima
gratitudine
Di V. S. car.ma e ben.ta
Obbl.mo servitore
io
Sac. Gio. Bosco
1 marzo] 3
2 Costantino Radicati: v. E(m) I, lett. 109; dal 13 febbraio 1868 era Prefetto della provincia di Torino.
3 Luca Pacifici: v. lett. 784; v. anche Appendice, lett. 1868/10; il Pacifici si prestava generosamente a
inoltrare le richieste di don Bosco ai competenti uffici della Santa Sede.
4 questa facoltà: per celebrare l’anniversario della nascita di Vittorio Emanuele II era previsto un
pranzo diplomatico offerto dal prefetto della provincia, il 14 marzo, all’epoca giorno di astinenza. Il
conte pregò don Bosco di ottenergli la dispensa dalla legge del magro dalle autorità pontificie, che la
concessero a condizione che si facesse pubblicamente conoscere l’indulto papale: v. anche Appendice,
lett. 1868/10.
5 Giuseppe Marinetti, per il quale don Bosco aveva tempo prim a chiesto una decorazione maurizia-
na: v. lett. 807.

52.6 Page 516

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510 marzo 1868
1162
All’arcivescovo di Fermo, card. Filippo de Angelis
Orig. già presso Felice Catalini - Loreto
Orig. aut. 2 ff. 272 x 210 mm. carta consunta
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860403)
Copia ricalcata dall’originale 2 ff.
E I 546-547 MB XI 616-617
Rinnova la supplica di una commendatizia a favore della società salesiana onde poterla aggiungere a
quella di altri vescovi
*Torino, 9 marzo 1868
Eminenza Reverendissima,
Fra i molti che spesso recano disturbi a V. E. Re.d.ma avvi certamente il po­
vero D. Bosco che ne ha sempre qualcheduna nuova. Faccia adunque un atto di
5 pazienza.
Il Cardinale di Pisa ed altri, cui feci richiesta di una commendatizia per la de­
finitiva approvazione della nostra società, mi hanno detto ripetutamente di prega­
re V. E. R.d.ma affinché volesse loro precedere come conoscitore della casa, del­
le persone e dello spirito che informa quelli che appartengono a questa società,
io Egli è questo lo scopo di questa mia lettera, supplicare cioè l’Eminenza Vostra a
fare una commendatizia della società di San Francesco di Sales, in che sarebbe
senza fallo seguita da quanti conoscono Lei e questa casa.
I
Vescovi della provincia ecclesiastica di Torino, compreso l’Arcivescovo,
sono tutti pronti a farmela, anzi parecchi me l’hanno già inviata. Quello di Casale
15 ha giudicato bene di dare la sua diocesana approvazione, di cui unisco copia.
Questa è l’umile dimanda che io fo a V. E. a nome mio e di tutti quelli che fanno
parte delle nostre case. E Vostra E. che tanto [è] propensa in beneficarci, non
vorrà certamente rifiutarci questo favore, a meno che nell’alta sua sapienza cre­
desse più opportuno fare altrimenti. E in ciò le sarei egualmente obbligato, né
20 cesseremo di invocare nella nostra pochezza le benedizioni del cielo sopra l’augu­
sta di Lei persona.
Si degni in fine di volerci compartire la santa sua benedizione mentre colla f.lv
più sentita gratitudine ho l’alto onore di potermi professare
Della E. V. R.d.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Filippo de Angelis: v. lett. 1055.
6 Pisa: l’arcivescovo di Pisa, card. Cosimo Corsi aveva già redatto la sua com mendatizia il 20 feb­
braio 1868 (v. lett. 1140).
8 conoscitore della casa: il de Angelis era stato a Torino, sia pure in domicilio coatto, ben 6 anni
(v. lett. 1137).
14 sono pronti: la commendatizia dell’arcivescovo di Torino risulta datata due giorni prima, 7 marzo
1868: v. lett. 1140.
— parecchi: v. ad es. le commendatizie provenienti da Acqui, Asti, Ancona, ed. in MB IX 91-95.
15 diocesana approvazione: v. lett. 1140.

52.7 Page 517

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marzo 1868 511
1163
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730240) me. 39 D 9/10
Orig. aut. 1 f. 210 x 137 mm. carta leggera
E I 545-546 MB IX 108-109
Annuncia la partenza per Roma di comuni amici - incarica il cav. di riverire i neocardinali a nom e di
tutta la comunità di Valdocco - chiede notizie dei benefattori di Roma, cui invia saluti e preghiere
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Torino, 9 marzo [18]68
Il conte Fresia va a Roma e mi dice se può lasciare qui da quattro a cinque­
cento franchi per esigerli di poi al suo arrivo in questa città. Ho detto che avrei
scritto a Lei e che secondo la risposta avrei fatto. Mi sembra persona molto buo- 5
na e caritatevole.
È pure a Roma il conte Soranzo che desidera vederla se pur non si sono an­
cora incontrati. Non so dove dimori, ma i domestici del Cardinale Consolini lo
sanno.
Il cav. Marco con suo fratello cav. Gio. Batta Gonella colle rispettive famiglie io
sono a Roma per l’occasione in cui il fratello, Arcivescovo di Viterbo, sarà procla­
mato Cardinale. Ella faccia [in] modo diretto o indiretto di avvicinarsi e a nome
di tutti i nostri sacerdoti, cherici e stabilimenti faccia felicitazioni ed auguri. Lo
stesso faccia degli altri neo cardinali, e si presenti come incaricato ad hoc.
Dica alla contessa Calderari, che godo del miglioramento de’ suoi bambini, 15
noi con|tinueremo a pregare e speriamo che quanto prima saranno tutti ristabiliti
nella loro primiera sanità a consolazione di lei e de’ suoi amici. Lo stesso faccia­
mo per la madre pregando Dio a benedirla nel tempo e renderla, al più tardi che
a Dio piacerà, un giorno beata nella gloriosa eternità.
Desidero pure di saper notizie del conte e contessa Bentivoglio, cui desidero 20
di scrivere, se non sarà di disturbo. Mi dia eziandio notizie del sig. conte Vimer-
cati: da Natale non ho più saputo niente.
Padre Vasco, P. De Lorenzi, la march. Villarios, casa Vitelleschi godono mi­
gliore sanità?
Affettuosi ossequi a tutti, e da parte di tutti e mi creda nel Signore
25
Aff.mo amico
[Sac. Gio. Bosco]
P.S. Abbiamo fatto solenne novena, oggi è gran festa pel 3° centenario della
nascita di S. Luigi avvenuta [il] 9 marzo 1568.
1 marzo] 3 8 Cardinale em en d ex conte 29 1568 corr ex 1668
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Fresia: probabilmente il conte Luigi Fresia, commendatore dell’ordine dei S. S. Maurizio e Lazza­
ro, ragioniere di la classe nella Corte dei conti, in ritiro, marito di Benedetta Perotti, morto a Torino
nel 1874 a 71 anni: A. M a n n o , Il p a trizia to su balpin o..., dattil.

52.8 Page 518

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512 marzo 1868
7 Mocenigo Soranzo Tommaso Francesco: v. lett. 859.
8 card. Domenico Consolini: nato nel 1806 a Senigallia (Ancona), Presidente del Consiglio centrale di
Propaganda Fide, e dell’orfanotrofio e patronato di Vigna Pia (cui don Bosco era interessato: v. lett.
1111); morì il 20 dicembre 1884: HC V ili 17.
10 Marco Gonella: v. E(m) I, lett. 339; il fratello Giovanni Battista in occasione del viaggio di don Bo­
sco a Roma nel 1858 l'aveva raccomandato al minutante della segreteria dei «Brevi Pontifici», Vincen­
zo Cavassi: ASC B23000 Gonella, ed. in MB IX 108. Due nobildonne, Matilde Gonella, nata Ricciolio,
e Angela Gonella, nata Piacenza, erano state fra le promotrici della lotteria conclusasi il 1° aprile 1867:
cf Elenco degli oggetti..., p. 21.
11 arciv. Gonella: Matteo Eustachio Gonella, nato a Torino nel 1811, consacrato vescovo titolare di
Neocesarea nel 1850, nunzio apostolico in Baviera, fu traslato a Viterbo nel 1866; cardinale dal 24
marzo 1868, morì il 15 aprile 1870: HC VIII 18. In occasione di tale cardinalato, don Bosco fece stam ­
pare e rilegare in suo onore un solenne indirizzo che, dopo essere stato esposto nella chiesa di S. Filip­
po a Torino, gli fu consegnato a Roma o da don Margotti o dal barone Bianco di Barbania: cf lett.
Francesia-Oreglia, 8 aprile 1868, B 2560573, ed. in MB IX 124. Il card. Gonella com unque rispose agli
auguri di don Bosco e dei giovani di Torino, Lanzo e Mirabello il 13 aprile 1868: ASC B26200 Gonella,
ed. in MB IX 132: v. Appendice, lett. 1868/11.
12 Vari i cardinali, oltre al Gonella, preconizzati nel concistoro segreto del 13 marzo 1868: Annibaie
Capalti, Edoardo Borromeo, Giuseppe Berardi, Luciano Bonaparte, Innocenzo Ferrieri, Raffaele Mo­
naco La Valletta, Lorenzo Barili.
15 Isabella Calderari: v. lett. 920.
20 Annibaie e Anna Bentivoglio: v. lett. 930.
21-22 Giovarmi Vimercati: v. lett. 1005.
23 padre Enrico Vasco: nato a Venaria (Torino) si fece gesuita nel 1833, e emise il quarto voto nel
1851; morì a Torino nel 1899: cf Catalogus defuntorum .... A Roma era direttore spirituale del conte
Vimercati e don Bosco, ospite dei Vimercati, si confessava da lui.
— Francesco de Lorenzi, gesuita: v. lett. 1118.
— Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505; sposatasi nel 1842, nel 1844 aveva avuto una figlia Ge­
noveffa. Il fratello, Vittorio, venne a visitare l'Oratorio nei primi giorni di aprile assieme a varie signo­
re di casa Riccardi: cf lett. Francesia-Rua, 8 aprile 1868, ASC B 2560573, ed. in MB IX 124. I Villarios,
sia Alberto che Vittorio e Fanny, avevano offerto doni per la lotteria del 1867: v. Elenco degli ogget­
ti..., p. 51.
— casa Nobili Vitelleschi: v. anche lett. 1042; circa mons. Salvatore Nobili Vitelleschi, v. lett. 1167.
1164
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
Archivio diocesano, carte Ferrè - Casale Monferrato
Orig. aut. 1 f. sul mrg. sup.: prot. n° 55
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Ferrè (A 1790517)
Ined.
Problemi di dimissorie del chierico Paolo Albera - richiesta di commendatizia per ottenere la dispensa
di età per l’ordinazione del chierico Secondo Merlone - trasm ette docum ento legale di costituzione
del patrimonio ecclesiastico per il chierico Fagnano
Eccellenza Reverend.ma,
Torino, 14 marzo [18] 68
Dopo la risposta negativa del nostro arcivescovo per le dimissorie e Remisso-
rie del eh. Paolo Albera ho pensato di rimettere ogni cosa nelle mani della curia di
5 Torino, perciò egli verrà a suo tempo per prendere qui gli esami e fare gli esercizi
regolarmente in seminario. Intanto procurerò che qualcheduno supplisca alla
classe in Mirabello.
Il diacono Merlone per avere le ordinazioni mancherebbe di alcuni mesi,

52.9 Page 519

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m arzo 1868 513
come è notato nel foglietto a parte. Se giudica che se ne dimandi la dispensa, ab­
bia la bontà di farci la commendatizia, e poi la mandi direttamente a Monsig. Ma- io
nacorda, che si adopera per la prontezza della pratica. Beninteso, che occorrendo
spese saranno a nostro carico.
So quanto Ella è occupata, e perciò, ove lo creda, faccia pure scrivere da
qualunque persona, perché io desidero che con me usi la libertà che userebbe
coll’ultimo de’ suoi servi.
15
Spero di avere la consolazione di vederla al 26 del corrente [mese] a Mirabel­
lo per gli esami de’ cherici.
Dimando la santa sua benedizione e mi professo colla più profonda grati­
tudine
Della E. V. R.d.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Le trasmetto l'atto di costituzione di patrimonio pel eh. Fagnano affinché
consti all’autorità ecclesiastica in modo legale.
2 Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096.
3 risposta negativa: nonostante l'intervento, richiesto da don Bosco, di mons. Ferrè (v. lett. 1160).
4 Paolo Albera: v. lett. 1160.
8 Secondo Merlone: v. lett. 1121 e 1160.
9 foglietto a parte: v. lett. 1165.
10-11 Emiliano Manacorda: v. E(m) I, lett. 55.
16-17 Mirabello: il piccolo seminario di S. Carlo era ubicato nella diocesi di Casale M onferrato, dove
appunto era vescovo mons. Ferrè.
23 Giuseppe Fagnano: v. lett. 803 e 1160.
1165
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
Archivio diocesano, carte Ferrè - Casale Monferrato
Orig. aut. 1 f. sul mrg. sup.: prot. n° 55
ASC B31210 Mss. a u t in fotoc., Ferrè (A 1790518)
Ined.
Dati anagrafici del chierico Secondo Merlone dimenticati di allegare alla lettera precedente
*Torino, 16 marzo 1868
Eccellenza Reverend.ma,
Voglia dare benigno compatimento all’inavvertenza commessa. Nel piego
spedito sabato fu dimenticato il bigliettino su cui era notato il tempo che manca­
va al cherico Merlone per essere ammesso al sacerdozio al prossimo Sitientes o al 5
Sabato Santo. Per diminuire l’incomodo di andarlo a cercare nella fede di Battesi­
mo glielo metto qui:
Merlone Secondo nacque 29 novembre 1844
17

52.10 Page 520

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514 marzo 1868
dimando la dispensa
10 pel sabato Sitientes di mesi 8 - giorni 3
pel sabato santo » » 7 - » 19
Dimandandole scusa per la rinnovazione del disturbo ho l’onore di professar-
mi colla più profonda gratitudine
Della E. V. R.d.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Pietro M aria Ferrè: v. lett. 1096.
3-4 piego spedito sabato: ossia la lett. 1164.
5 Secondo Merlone: ib.
1166
Al duca Tommaso Gallarati Scotti
Archivio Gallarati Scotti - Milano
Orig. aut. 2 ff. 208 x 133 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., G allarati Scotti (A 1950189)
Ined.
Ringraziamenti per l’offerta - assicura preghiere - auguri di buon viaggio Milano-Roma e ritorno
Torino, 19 marzo [18]68
Eccellenza,
Ricevo in questo momento la somma di fr. 500 colla rispettabile lettera che la
E. V. nella sua carità inviava in un biglietto di Banca.
5
Per questa limosina le rinnovo i più sentiti atti della mia gratitudine che già le
debbo pei molti benefizi ricevuti. Continueremo a pregare per Lei e per la sua fa­
miglia e spero che Dio la ricompenserà anche temporalmente con la prosperità
d e’ suoi interessi, della famiglia, e specialmente di poter vedere la sua figliuolanza
a crescere nell'età e nel santo timor di Dio, siccome Ella certamente desidera.
10
Domenica io dirò la santa messa ed i miei giovani faranno la loro comunione
colle preghiere speciali secondo la pia di Lei intenzione.
L’Angelo Custode li accompagni nella sua dimora in Roma e nel loro ritorno
a Milano e mi creda con pienezza di stima
Della E. V.
15
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 marzo] 3 4 la] La 8 ante della del e 10 messa it et del
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. E(m) I, lett. 737 e lett. 1126.
8 figliuolanza: fra i figli, c'era Giovanni Carlo, incontrato da don Bosco a Mondragone di Frascati
nel 1867 (v. anche lett. 1151).

53 Pages 521-530

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53.1 Page 521

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10 Domenica: 22 marzo.
12-13 Roma... Milano: v. lett. 1174.
marzo 1868 515
1167
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730241) me. 39 D 11 - E 1
Orig. aut. 2 ff. 208 x 135 mm. sul f. 2v si trova una letterina di Giovanni Battista Francesia al
medesimo cavalier Oreglia (ed. in MB IX 121)
E I 547-548
Accusa ricevuta di varie lettere - affida commissioni varie per benefattori - program m a della consa­
crazione della chiesa di Maria Ausiliatrice per la quale gradirebbe la presenza di mons. Vitelleschi - invi­
to a prevedere il ritorno prima di tale solenne inaugurazione - notizie di Valdocco - bisogno di denaro
Car.mo Sig. Cavaliere,
•'Torino, 25 marzo [18]68
Ho ricevuto le lettere che mi ha inviato colla data di ottobre e di dicembre 67
unitamente alle sue scritte prima e dopo gli esercizi spirituali. E va tutto bene
quanto mi scrive; in quanto alle indulgenze riceverà una dimanda formolata pel 5
Santo Padre.
La presidente Galeffi mi ha scritto che è disposta di fare, sembra, oltre all’al­
tare ancora qualche altra cosa. È deciso che darà, oppure ha già dato qualche
cosa dei duemila scudi che aveva fatto sperare? Ella bram a una mia lettera e pri­
ma di scriverle avrei bisogno di essere chiarito di queste cose.
io
La contessa Calderari mi ha scritto e mi ha fatto piacere: le dica che non
mancherò di raccomandare ogni giorno nella santa [messa] lei e tutta la sua fa­
miglia, ma essa abbia molta fede e speri molto dalla bontà del Signore.
Ella poi veda se può fissare un tempo pel suo ritorno. L’arcivescovo avreb-
f.lv be | fissata la consacrazione della chiesa per la prima quindicina di giugno. La fe- 15
sta durerebbe 9 giorni; un Vescovo farebbe ogni giorno una predica, un altro la
funzione religiosa. S'immagini quante cose a farsi! Avrei perciò vero bisogno di
Lei. Passata quella epoca, se occorre, Ella può ritornare a Roma.
L’anno scorso Monsig. Vitelleschi mi diede qualche speranza di venirci a fare
una visita in quella occasione. Favorisca di andarlo a pregare da parte di tutti noi 20
a venirci a fare la consacrazione, e se fosse troppo lunga tale funzione faccia sol­
tanto una predica con un pontificale. Lo preghi e lo inviti anche da parte dell’Ar­
civescovo di Torino.
Noti per altro che vi è urgenza assoluta del suo ritorno e perciò mi basta,
come ha scritto, che per Pasqua sia a Torino o per la strada di venirci.
25
f.2r
Siccome noi dobbiamo pensar a pagare Osdà, così Ella mi dica in tutta confi­
denza quanto lasciò già sfuggire scherzando, se cioè ha danaro depositato in
qualche sito sopra cui calcolare oppure [se] dobbiamo studiar modo di provve­
dere.
Saluti tutti quelli che sani od ammalati si raccomandarono alle deboli nostre 30
preghiere, li assicuri tutti che noi li raccomandiamo ogni giorno al Signore.

53.2 Page 522

▲torna in alto
516 marzo 1868
Nella casa godiamo buona salute, abbiamo il eh. Dalmazzo, Albera, Costa­
magna, Fagnano, Merlone, che si preparano per la messa.
Dio la benedica, caro cavaliere, e benedica le sue fatiche e le sue intenzioni,
preghi pel suo in G. C.
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
P.S. Favorisca di fare un passo al Banco Nicoletti, dimandi al sig. Nicoletti, otti­
mo amico, sul modo di far pervenire un bel dipinto alla chiesa nuova, regalato.
1 marzo] 3 10 essere em end ex son 14 veda corr ex vede 28 ante dobbiamo del op
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 lettere: sono state reperite solo in parte.
4 esercizi spirituali: del settembre 1867 (v. lett. 1092).
5 dimanda: v. lett. 1170.
7 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
— mi ha scritto: la lettera non è stata reperita; v. però lett. 1132.
9-10 prim a di scriverle: dal 25 marzo al 31 dicembre 1868 si conserva solo un a lettera di don Bosco
alla Galeffi: quella di augurio per il nuovo anno del 22 dicembre 1868: v. lett. 1256.
11 Isabella Calderari: v. lett. 920; la lettera della contessa non è stata reperita.
19 L’anno scorso: ossia in occasione del viaggio a Roma dei primi mesi dell’anno.
— Salvatore Nobili Vitelleschi: nato a Roma nel 1818, sacerdote dal 1841, svolse vari incarichi presso
la curia romana. Nel 1856 fu consacrato vescovo di Osimo e Cingoli dallo stesso Pio IX, che due anni
dopo lo nominò Segretario della Sacra Congregazione delle Im m unità Ecclesiastiche. Dimessosi nel
1871 senza essersi mai potuto recare nella sua diocesi, venne nominato Segretario della Sacra Congre­
gazione dei Vescovi e Regolari, tre mesi prima di essere promosso ad arcivescovo titolare di Seleucia.
Fu fatto cardinale in pectore nel marzo del 1875 e la nomina resa pubblica il 17 ottobre 1875, esatta­
m ente un mese prim a della morte: HC V ili 21, 49, 134, 511. Fu uno dei prelati di curia che aiutarono
maggiormente don Bosco per l’approvazione definitiva delle costituzioni e per la soluzione della ver­
tenza con mons. Gastaldi. Ovviamente su don Bosco ebbe anche delle riserve in alcune occasioni.
26 Osdà: un creditore non identificato.
32 Francesco Dalmazzo: v. lett. 883; per l’ordinazione v. lett. 1193.
— Paolo Albera: v. lett. 1160; per l’ordinazione v. anche lett. 1193.
32-33 Giacomo Costamagna: nato a Caramagna (Cuneo) il 23 marzo 1846 da Luigi e Beatrice Va-
schetti, il 10 dicembre 1858 entrò a Valdocco; professo temporaneo 0 27 settembre 1867, fu ordinato
diacono il 27 marzo 1868 e sacerdote il 18 settembre 1868 (v. lett. 1193); dal 1875 al 1877 fu direttore
spirituale delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Messo a capo della III spedizione missionaria partita nel
1877, prese poi parte all'impresa del generale Roca alla conquista della Pampa e della Patagonia. Nel
1881 fu nominato ispettore salesiano di America; nel 1887 iniziò l’opera salesiana in Cile e l’anno se­
guente visitò vari paesi dell’America latina. Vescovo titolare di Colonia e vicario apostolico di Méndez
e di Gualaquiza (Ecuador) dal 18 marzo 1895, non potè entrare nel suo vicariato, per cui tornò a Bue­
nos Aires. Nominato visitatore delle case salesiane d ’America sul versante del Pacifico, visitò nuova­
mente Perù e Bolivia. Prese parte al VII Capitolo Generale in Italia nel 1898; 4 anni dopo potè entrare
nel suo vicariato, dove si stabilì dopo un altro viaggio in Italia nel 1910 e una visita apostolica alla Pa­
tagonia 1912. Trascorse gli ultimi tre anni (1918-1921) nel noviziato salesiano di Bernal (Argentina). Fu
autore di varie opere ascetiche, liturgiche e di composizioni musicali: cf DBS pp. 97-99.
33 Giuseppe Fagnano: v. lett. 1160.
— Secondo Merlone: v. lett. 1121 e 1160.
38 Francesco Nicoletti; v. lett. 1041; del dono del dipinto si accenna in lett. 1158.

53.3 Page 523

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marzo-aprile 1868 517
1168
AI maestro di camera di S .S ., Francesco Ricci Paracciani
ASC B31010 Lett. orig., Ricci (A 1731005) me. 45 B 3
Orig. aut. 2 ff. 257 x 197 mm. sulla busta di mm. 150 x 100 si legge l’indirizzo
E 1 548 MB IX 109-110
Fecilitazioni per la nomina a cameriere segreto del papa - raccom anda il latore della lettera, conte
Luigi Fresia
Reverend.mo Monsignore,
*Torino, 26 marzo [18]68
Fra le molte persone che godono grandemente del novello onore cui Sua
Santità testé ha elevato V. S. R.d.ma si degni di annoverare anche il povero D.
Bosco che conserva di Lei la più cara rimembranza. Dio la faccia progredire fino 5
alle prime dignità della terra, ma in modo che possa poi raggiungere la felicità del
cielo.
Chi porta questa lettera è il sig. conte Fresia che va a Roma per divozione. È
un buon cristiano ed un fermo cattolico. Se può dargli qualche indirizzo per ap­
pagare meglio la sua pia curiosità, farà eziandio un piacere grande a me stesso. 10
Dio la benedica; preghi per me e per la mia famiglia e mi creda colla più pro­
fonda gratitudine
Della S. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
15
f.2v A Sua Eccellenza Rev.d.ma
Monsig. Ricci Cameriere segreto
di S. S. Pio IX
Roma
Raccomandata al Sig. C.te Fresia
2 Francesco Ricci Paracciani: nato a Roma nel 1830, si dedicò molto al ministero ecclesiastico, spe­
cialmente nelle scuole serali e a favore della gioventù. Diacono di S. Maria in Portico, m em bro di va­
rie Sacre Congregazioni, verrà poi creato cardinale in pectore il 13 dicembre 1880; nom ina pubblicata
il 27 m arzo 1882. Morì a Roma nel 1894: HC VIII 29, 51, 55; E nciclopedia Cattolica, 10, col. 875.
8 conte Luigi Fresia: v. lett. 1163.
1169
Circolare
Edita in ASC B10019 D ocu m en ti per scrivere la storia di G. Bosco (A 0600101)
E I 550-551 MB IX 123
Comunica e giustifica la riduzione del periodo delle vacanze
me. 1010 C 12 - D 1
[Benemerito Signore,]
[Torino, aprile 1868]
Dietro replicate istanze di molti rispettabili padri di famiglia e dopo molti in-

53.4 Page 524

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518 aprile 1868
viti d'uomini esperimentati nell'educare la gioventù, ho creduto bene prendere la
5 seguente deliberazione. Le vacanze in tutto l’anno saranno ridotte ad un solo me­
se; dai 15 di settem bre] ai 15 di ottobre. Questa determinazione fu presa per i se­
guenti motivi.
1° I collegi più stimati d ’Italia e nei quali fioriscono maggiormente gli studii
non concedono che un solo mese di vacanza agli alunni.
io
2° L’esperienza di più anni, che i giovani, passando tre mesi lontani dalla
scuola, perdono una gran parte del profitto fatto nel corso dell’anno scolastico.
3° Il guadagno di tempo in quelli che già maturi di età avessero or bisogno di
percorrere più rapidamente il corso degli studii.
Spero che la S. V. vedrà di buon grado questa modificazione fatta unicamen-
15 te in vista del profitto maggiore che ne potranno ricavare i giovani ai quali portia­
mo tutta la nostra benevolenza nel Signore, a cui onore e gloria abbiamo dedicato
e dedichiamo le nostre povere fatiche.
Durante i mesi più caldi si procurerà che si prolunghi la ricreazione e si fac­
ciano più frequenti le passeggiate per mantenere ai giovanetti quella sanità neces-
20 saria del corpo perché possano attendere con tutto l’impegno possibile ai loro
studii. E questo anche per conforto dei parenti.
Umil.mo servitore
Il Direttore.
[Sac. Gio. Bosco]
8 collegi più stimati: fra gli altri, don Bosco nel 1867 a Roma aveva visitato il Nazareno degli Scolopi
e quello di Mondragone dei Gesuiti.
24 Gio. Bosco: invero la circolare avrebbe poi dovuto portare la firma del direttore dei singoli collegi
salesiani.
1170
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730242) me. 39 E 2/3
Orig. aut. 1 f. 210 x 132 mm. carta leggera
E I 549 MB IX 121-122
Commissioni varie in Roma - memoria per il papa - indulgenze pontifìcie - non necessità di procede­
re ad una vendita - saluti a nome degli amici di Torino che attendono il suo ritorno
*Torino, 3 aprile [18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
Prendo atto del suo ritorno pel 1° di maggio. Dica alla sig[ra] Cont. Calderari
che mi rincresce molto che Dio le mandi tribolazioni ora nella sanità ora nelle so-
5 stanze; ma ogni cosa è per la maggior gloria di Dio; ed io non mancherò di fare
speciali preghiere per Lei e per tutta la sua famiglia.
Non manchi di andare a riverire da parte mia il droghiere Cinti Carlo, di cui

53.5 Page 525

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aprile 1868 519
mandò la lettera. Lo riverisca e lo ringrazi tanto.
Qui unita vedrà la memoria da presentarsi al Santo Padre pel giorno di sua
udienza.
10
In quanto alla vendita della sua cassina faccia secondo la convenienza; non
siamo in necessità e perciò tale vendita deve solamente farsi quando Ella il giudi­
casse opportuno pel prezzo.
Appena abbia ottenute le indulgenze, ne [mandi] copia del rescritto e poi
mandi tosto l’originale per posta per farlo stampare nel libretto appositamente 15
preparato. Ella non può farsi un'idea della festa che faremo, a Dio piacendo in
quella occasione della consacrazione. Vedrà. Dia l’unito biglietto alla march. Vil-
larios e l’altro alla presidente Galeffi.
f.lv
Oggi ho veduto il Conte della Margherita colla Contessa, di poi incontrai
mad[ama] Audisio che tutti mormorano per la dilazione del suo ritorno; io li assi- 20
curo tutti pel primo di maggio p.
I mentovati signori la salutano con tutti quelli della casa. Io non mancherò di
pregare per tutte le persone e per gli affari che mi raccomanda.
D. Saverio Becchi[?] mi scrive che ha dato scudi 20 al conte Vimercati; altre
alcune piccole somme furono a Lei consegnate, o forse dimenticate?
25
Dio la benedica, sig. cavaliere e con Lei benedica tutti [i] nostri benefatto­
ri [.] Preghi per me che le sono
Af[f].mo amico
Sac. Bosco G.
1 aprile] 4 3 Cont corr ex M arch 9 unita] unito 19 ante di del e 24 altre] altri
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Isabella Calderari: v. lett. 920 e 1167. In data 17 aprile 1868 la contessa scrisse a don Francesia pre­
gandolo di consegnare una sua lettera a don Bosco. Invocava preghiere per la figlia m alata ed espri­
meva il suo ram m arico di non poter presenziare alla festa per la consacrazione della chiesa: ASC
B23000 Calderari. Richieste di preghiere giungevano continuamente a don Bosco; così ad es. quella di
Francesca Felolo di Colico (Sondrio) che il 13 dicembre 1868 scrisse per chiedere preghiere per una
persona m alata e per sé in quanto indecisa se farsi suora o meno: ASC B26100 Felolo Francesca.
7 Carlo Cinti: personaggio non identificato; la sua lettera non è stata reperita.
9 memoria... S. Padre: per ottenere le indulgenze, di cui alla lin. 14; v. anche lett. 1167.
11 cassina: evidentemente di proprietà del cav., il quale pareva disposto a venderla per sopperire col
ricavato alle necessità dell’Oratorio; v. lett. 1115.
14 indulgenze: da acquistarsi in occasione della consacrazione della chiesa. Concessa quella plenaria
il 22 maggio 1868, venne divulgata, con permesso di stampa del can. Vogliotti, il 28 successivo: poteva
essere lucrata alle solite condizioni fino a una settimana dopo la consacrazione: ASC F 580, cf MB IX
209-210. Altra indulgenza plenaria, da lucrarsi fino a nove giorni dopo, venne concessa per la festa di
Maria Ausiliatrice 0 24 maggio: ih., 210. In seguito fu offerto anche l’«altare privilegiato» per l’altare
maggiore: ih., p. 221.
17-18 Fanny Amat di Villarios: v. lett. 1163; dati anag. in E(m) I, lett. 505. In quei giorni la Villarios si
manteneva pure in contatto con Torino-Valdocco attraverso la corrispondenza con don Francesia: cf
MB IX 113-114.
18 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
19 conte Solaro della Margherita: non è indicato se si tratta di Clemente, di cui alla lett. 1202, oppu­
re di Alberto, membro del comitato promotore della lotteria del 1866, cit. nella lett. 931; quanto alle
mogli, sia quella di Clemente, contessa Carolina che quella di Alberto, contessa Teresa, nata Gentile,
erano state promotrici della lotteria del 1867: cf Elenco degli oggetti..., p. 23.
20 m adam a Audisio: signora non identificata; una certa sig.ra Anna Audisio era stata una delle obla-

53.6 Page 526

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520 aprile 1868
trici di oggetti-dono per la lotteria del 1867: cf Elenco degli oggetti..., p. 36.
24 don Saverio Becchi: sacerdote non identificato.
— Giovanni Vimercati: v. lett. 1005.
1171
Alla contessa Margherita Caccia Dominioni
Orig. già presso famiglia Caccia Dominioni, S. Ambrogio, 16 - Milano
Copia autentic. dalla curia arciv. di Torino
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860306)
E I 550 MB IX 122
Accusa ricevuta e ringrazia dell'offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice, di ormai prossima consa­
crazione - preghiere della comunità per la salute di padre Tersi
*Torino, 4 aprile [18]68
Benemerita Sig.ra Contessa,
A suo tempo ho ricevuto il danaro in fr. 115 con qualche aggiunta che mi
mandò per la chiesa, e credo ne avrà avuto quitanza[,] di ogni cosa la ringrazio
5 nel Signore.
Ho pure ricevuto la lettera che mi annunzia la malattia del R.do P. Tersi. Ho
subito disposto che si facessero e si fanno tuttora speciali preghiere nella nostra
comunità. Spero che Dio avrà ascoltato la nostra ed altre assai più fervorose
preghiere e che il P. Tersi se non [lo] è ancora totalmente, lo sarà quanto prima
io guarito.
La ringrazio in modo particolare della raccolta fatta, e che va aumentando a
favore della chiesa. Faccia coraggio; i lavori progrediscono alacremente, e quanto
prima avrà l’orario del giorno della consacrazione e dell’ottavario solenne per
quella bella solennità.
15
Dio benedica Lei, e tutta la sua famiglia, e in questi santi giorni la colmi di
sue grazie: preghi per me che le sono con gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 aprile] 4
2 Margherita Caccia Dominioni: v. lett. 981.
6 la lettera: non è stata reperita.
— Tersi: sacerdote non identificato, probabilmente l’istitutore di casa Caccia.
15 santi giorni: stava iniziando la settimana santa, che si sarebbe conclusa con la domenica di
Pasqua, il 12 aprile.

53.7 Page 527

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1172
Alla contessa Virginia Cambray Digny
aprile 1868 521
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cam bray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 198 x 128 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950160)
Ined.
Ringrazia per la som m a ricevuta - annuncia l’imminente collocazione dell’altare di S. Anna nella
chiesa di Maria Ausiliatrice ormai prossima alla consacrazione
*Torino, 9 aprile [18]68
Benemerita Signora Contessa,
Per mano del Barone Arnaud il sig. D. Giustino Campoimi mi faceva perveni­
re la somma di fr. 660 che la sua carità manda per la cappella di S. Anna.
Io l'assicuro di tutta la mia gratitudine e fo speciali preghiere alla Santa Ver- 5
gine affinché la ricompensi di ogni sua sollecitudine e di ogni beneficenza.
L’altare è in costruzione e prima che sia terminato il mese di maggio sarà
collocato [al] suo posto; gli altri lavori si faranno eziandio ultimare. La Madonna
e V. S. pensino poi al danaro che mi mancherà.
Se non nasce grave ostacolo nella prima quindicina di giugno prossimo si fa- io
rà la consacrazione di questa nostra Basilica. Spero poterle mandare l'orario
quanto prima. Intanto e per gratitudine e per secondare la pia di Lei volontà do-
f.lv menica i nostri giovanetti faranno tutti (1200) la loro comunione | per invocare
speciali benedizioni dal cielo sopra di Lei, sopra la sua famiglia e sopra tutte le
opere sue.
15
Fra pochi giorni il cav. Oreglia venendo da Roma le porterà una medaglia di
Maria A.
Raccomando me e questi giovanetti alla carità delle sante sue preghiere e mi
professo con gratitudine
Di V. S. B.
20
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 aprile] 4 16 medaglia corr ex megaglia
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
3 Cesare Arnaud: v. E(m) I, lett. 106.
— don Giustino Campoimi, segretario dell’arcivescovo di Firenze: v. lett. 884.
4 cappella di S. Anna: v. lett. 1023 e 1155.
9 La continua ricerca di contenere al massimo le spese è testimoniata anche dalla lettera di Claudio
Gambone, fabbricatore di cera (v. lett. 924), che il 16 aprile 1868 scrisse una lettera a don Bosco per
comunicargli che stava vivendo un periodo di difficoltà economiche e che quindi si trovava impossibi­
litato a fare u n ’offerta di ceri alla chiesa; com unque gli accordava uno sconto del 10% sugli acquisti:
ASC B26200 Gambone, ed. in MB IX 226-227.
10 prim a quindicina di giugno: la consacrazione ebbe luogo esattamente il 9 giugno.
16 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.

53.8 Page 528

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522 aprile 1868
1173
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730243) me. 39 E 4/6
Orig. aut. 2 ff. 197 x 127 mm. carta leggera
E I 551-552 MB IX 126
Promette preghiere - insiste per le indulgenze papali - allega due lettere - chiede di fermarsi a Firenze
nel viaggio di ritorno da Roma - notevoli spese all'Oratorio per il pane e per la chiesa di Maria Ausilia-
trice - generosità di nobildonne fiorentine - saluti ai benefattori
*Torino, 10 ap[rile 18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
I suoi auguri tornarono a tutti graditissimi e li ricambiamo con tutto l’affetto
del cuore, e in questi [giorni] non abbiamo mancato di fare anche una preghiera
5 speciale per Lei affinché Dio le conservi la sanità ed una ferrea volontà di farsi
santo.
Cominciamo dalle indulgenze. Se è possibile che siano segnate dal Santo Pa­
dre si faccia quanto si può; perché egli le conceda in perpetuo mentre gli uffizi
per ordinario le concedono ad tempus. Quelle indulgenze sono tutte del grado
io che suole firmare il Santo Padre. Ora si avrebbe un motivo che gli uffizi sono
chiusi.
Da più giorni celebro la santa messa appositamente per la sig[ra] duchessa di
Sora e per la sig[ra] contessa Calderari; spero che Dio ascolterà le nostre preghie­
re e finora Maria Ausiliatrice non ci mandò mai via colle mani vuote. Le saluti
15 ambedue e le esorti ad avere fede.
Legga le due lettere ivi unite, di poi le sigilli e le faccia pervenire a destinazio- f-lv
ne. Venendo da Roma veda se può [restare] almeno un pajo di giorni a Firenze
per passare dall’Arcivescovo, dalla Digny, dalla M. Nerli[,] dalla Uguccioni, dal
P. Bianchi etc. che la attendono.
20 Io vado di qui disponendo le cose; forse le faranno qualche oblazione. Per
sua norma la Digny ha già raccolto ed inviato oltre a duemila franchi [per] una
cappella a S. Anna. La march. Nerli Michelagnolo, ne vuole il segreto, mandò fr.
6000 per un altare. Gli Uguccioni hanno più volte inviato somme di fr. 100. Ciò
per sua norma. La march. Gerini da molto tempo dà più niente: dice che non
25 può: ha già fatto.
Ho molti affari che vogliono la sua presenza; spero che Dio la rimanderà in
buona salute e potremo lavorare.
II caro del pane ci mette nella desolazione. Tra Lanzo, Mirabello e Torino,
ogni mese montano a fr. 12 m[ila] di solo pane. Abbiamo spese enormi per la
30 chiesa; ma qui la Madonna continua a concedere nella massima abbondanza gra­
zie agli oblatori e così possiamo continuare.
Monsig. Vitelleschi ha fatto qualche risposta? Faccia umili saluti alla march. f.2r
Villarios e a tutta la famiglia Vitelleschi; dica loro che al giorno di Pasqua i nostri
giovanetti faranno la loro comunione con preghiere particolari per ottenere a
35 questi nostri insigni benefattori sanità e perseveranza nel bene.

53.9 Page 529

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aprile 1868 523
Preghi anche per la povera anima mia e mi creda nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
17 può it 30 Madonna] m adonna
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
7 indulgenze: v. lett. 1170.
10-11 uffizi sono chiusi: a motivo delle feste pasquali.
12-13 Duchessa di Sora, ossia Agnese Boncompagni Ludovisi: v. lett. 1016.
13 Isabella Calderari: v. lett. 920 e 1170.
16 due lettere: una delle due potrebbe essere quella al card. Gonella (v. lett. 1163).
18 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844 e 1172.
— Enrichetta Nerli Michelagnolo: v. lett. 1062.
— Girolama Uguccioni: v. lett. 885.
19 padre Giacinto Bianchi: v. lett. 994.
22 cappella di S. Anna: v. lett. 1023 e 1155.
24 Isabella Gerini: v. lett. 910.
29 il caro del pane: v. lett. 1118 e 1133.
32 Salvatore Vitelleschi: don Bosco aveva chiesto al cav. Oreglia di invitarlo a Torino per consacrare
la chiesa di Maria Ausiliatrice, anche a nome dell'arcivescovo Riccardi di Netro: v. lett. 1167; la rispo­
sta dovette essere negativa.
33 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
— giorno di Pasqua: ossia due giorni dopo, il 12 aprile.
1174
Alla duchessa Elisa Sardi Melzi d ’Eril
ASC B31010 Lett. orig., M elzi d ’Eril (A 1721251) me. 2664 B 9/10
Orig. aut. 1 f. 212 x 138 mm. carta azzurra mrg. inf. frastagliato
Ined.
Esprime soddisfazione per i sacramenti ricevuti dal principe Gonzaga - comunica di non essersi potu­
to recare a Milano a causa del mal di denti - assicura preghiere per tutti i familiari
*Torino, 12 ap[rile 18]68
Eccellenza,
Il nostro buon amico Guenzati mi ha comunicato la consolante notizia che il
principe Gonzaga ha ricevuto i santi sacramenti. Deo Gratias. Spero che un tal
fatto sia principio di maggiori grazie e di maggiori benedizioni.
5
Se mai le accadesse di vedere quella buona principessa le dica che noi, da
che fui a Milano, abbiamo sempre fatto e facciamo speciali preghiere a Maria Au­
siliatrice per Lei e pel sig. suo Marito. Abbiamo fede; Dio è un buon padre.
Alcune settimane sono aveva divisato di fare una gita a Milano e di poterla ri­
verire di presenza; ma ne fui impedito da qualche incomodo di sanità (mal di io
denti) di cui non sono ancora stato liberato.
Tuttavia non voglio lasciar passare questi giorni senza augurarle buone feste.
Ecco il nostro augurio: Lunedì io celebrerò la Santa Messa; i nostri giovanetti fa-
f.lv ranno | la loro comunione con preghiere particolari secondo la pia di Lei intenzio-

53.10 Page 530

▲torna in alto
524 aprile 1868
15 ne. Noi intendiamo di dimandare per Lei, pel sig. Conte Gioanni, sua sig[ra] Mo­
glie e tutta la loro famiglia, che cosa? Sanità costante, la pace del cuore, la perse­
veranza nel bene.
Non so se casa Scotti sia a Milano oppure ancora a Roma; se le fosse data oc­
casione di vederli faccia loro i miei più ossequiosi auguri.
20 Compatisca la confidenza con cui le scrivo; la sua carità e i segni grandi di
benevolenza che mi ha usato mi inspirano di parlare da figlio ad una delle più ri-
spettabili madri.
Dio la benedica e la consoli nei pesi della sua età, e mi creda colla più sentita
gratitudine
25
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
19 faccia] faccino
1 II 12 aprile era il giorno di Pasqua.
2 Elisa Melzi D’Eril: v. lett. 1126 e anche 737.
3 Giuseppe Guenzati: v. lett. 782. Il Guenzati era sempre in contatto con don Bosco, che aveva in­
contrato a Milano nel febbraio precedente; lo stesso febbraio 1868 aveva chiesto preghiere a favore di
una parente ammalata: cf lett. Francesia-Oreglia, 14 febbraio 1868, ed. in MB IX 72.
4 Gonzaga: probabilmente Achille Gonzaga, nato nel 1822, che sposò Elisabetta (del fu conte Carlo
Borromeo di Milano) nata nel 1823: morì il 15 agosto 1870: ANI 1880.
13 Lunedì: 13 aprile.
15 conte Giovarmi Melzi d ’Eril: v. lett. 1126. La terza moglie, Maria d ’Oncieu dei marchesi di Chaf-
fordon, gli aveva dato parecchi figli. La seconda invece solo uno, m orto ad un anno di età. Per la pri­
m a moglie, v. lett. 1126. Da Chambéry il 20 febbraio 1868 la m adre aveva scritto a don Bosco per chie­
dere preghiere per una figlia ammalata e m altrattata dal marito: ASC B26200 D'Oncieu, me. 1500 A
1/4; il 3 gennaio 1868 invece, sempre da Chambéry, era stata la volta di Vittorio d'Oncieu a chiedere
altrettanto per u n ’altra giovane ammalata: ib., me. 1499 E 9/12: cf MB IX 44-45.
18 casa Scotti, ossia del duca Tommaso Gallarati Scotti: v. lett. 1126 e 1166.
1175
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 137 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950141)
E I 552
Elenco di scuse - modifiche al progetto di liceo - informazioni varie - benevolenza del vescovo di
Casale
*Torino, 13 ap[rile 18]68
Benemerita Signora Contessa,
Oggi è Pasqua e rimanendomi un momento di tempo dopo le sacre funzioni
lo impiego ad aggiustare un poco i miei conti con V. S. B. Vedo che non posso
5 raggiungere il pareggio; ma almeno supplicherò per un benigno condono, ovvero
una sanatoria che Ella certamente in questi giorni non mi vorrà rifiutare.

54 Pages 531-540

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54.1 Page 531

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aprile 1868 525
1° Perdono delle risposte di cui sono debitore e che ho trascurato anche in
cose di rilievo.
2° Perdono del ritardo del libro che finalmente è compiuto e si sta legando e
ne avrà copie quanto prima. Quando ne veda il volume dirà che ci voleva proprio io
tempo e pazienza.
3° Santa Paola si stampa con alacrità e di mano in mano che la pia letterata
ci manda [1’]originale si fa subito consegnare ai compositori.
4° D. Cagliero portò da parte sua fr. 1000 quale tratto della solita sua carità.
f-lv A questo riguardo è bene che abbia la bontà di dirmi se debbo | notare questa 15
somma fra quelle che promise o dirò meglio fecemi sperare per gli angeli da met­
tersi sui campanili, di cui uno è già terminato, l'altro in costruzione; oppure sul­
l'altro scopo del liceo.
5° A proposito del Liceo mi trovo nel caso di fare una modificazione. Una si­
gnora darebbe vicino alla grande Madre di Dio un locale, ma è pigionato per più 20
anni, bisognerebbe dare una forte indennità ai pigionanti; il che unito alla spesa
dell’impianto porterebbe ad un vero sbilancio.
Io avrei preso un temperamento: fare adattare una parte di edifizio qui vici­
no e destinarlo a ciò. Si avrebbe diminuzione di spesa, il personale sarebbe in un
momento là e qui, ed ogni cosa si compierebbe sotto agli occhi miei. Quest’anno 25
ho già fatto rma prova ed ho già preso 25 filosofi, che studiano e mi danno molta
f.2r soddisfazione nella moralità. Le cose modificate in questo senso non fanno | can­
giare lo scopo della sua beneficenza e la volontà di farla?
6° Ella mi dica quel che vuole quale madre accorta ad un figlio sbadato, io
prenderò tutto in buona parte; anzi intendo che Ella faccia quello che può, quello 30
che vuole con facoltà di variare o sospendere quando inaspettate ragioni tale cosa
persuadessero. In quanto alla mora dei pagamenti ogni cosa si lascerebbe come
ha scritto: cioè a maggio, luglio, novembre ed anche con altre variazioni che le
tornassero di qualche comodità.
7° Il vescovo di Casale è tutto benevolo per le nostre case e ci fa tutto il bene 35
che può, è questa la più grande consolazione che in questi momenti io posso
avere.
8° Per darle una tenue prova della molta nostra gratitudine domenica in al-
f-2v bis celebrerò la santa messa ed i nostri giovanetti faranno la loro comu|nione con
preghiere particolari secondo la pia di Lei intenzione.
40
Dio la benedica, Benemerita sig[ra] Contessa, e con lei benedica tutta la sua
famiglia e fra le altre cose le conceda anche la pazienza di leggere questa letterac-
cia; mentre mi raccomando alla carità delle sue preghiere e mi professo con grati­
tudine profonda
Di V. S. B.
45
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco

54.2 Page 532

▲torna in alto
526 aprile 1868
15 se add si
21 anni add
16 che add si
17 sui corr ex sul
20 ante locale del è pronta di dare
1 La data in calce alla lettera è «13 aprile», m a le prime righe del testo si riferiscono al giorno di
Pasqua, che nel 1868 cadeva il 12 aprile.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
9 ritardo del libro: Il cattolico provveduto... (v. lett. 787), uscì con la dedica del 24 maggio 1868.
Venne recensito molto favorevolmente da «L'Unità Cattolica» del 30 dicembre 1868: cit. in MB
IX 223.
12 Santa Paola: ossia Vita d i Santa Paola Rom ana, alla cui iniziale composizione accenna don
Francesia in una sua lettera al cav. Oreglia il giorno dopo l’esercizio della buona m orte fatto in prepa­
razione alla quaresima: ASC B 2560569. Non risulta che la Vita sia poi stata pubblicata nelle Letture
Cattoliche.
14 Giovanni Cagliero: v. E(m) I, lett. 199.
19 Liceo: progetto di cui già alla lett. 1138.
— signora: si tratta di Angela Chirio, con la quale don Bosco aveva già trattato, giungendo fino alla
stesura di un progetto condiviso dalle due parti: ASC B32000 Chirio Angela, me. 1884-B-4/C1, ed. in
MB IX 129-131.
20 Grande Madre di Dio: chiesa parrocchiale torinese, sulla riva destra del Po, nella piazza omo­
nima.
35 vescovo di Casale era mons. Pietro Ferrè, che aveva dato l’approvazione diocesana alla società
salesiana: v. lett. 1096.
38 domenica: 19 aprile.
1176
Al marchesino Giacomo Antinori
ASC B31010 Lett. orig. di recente recupero (A 1780401) me. 2644 D 12 E 1
Orig. aut. 2 ff. 198 x 130 mm. carta leggera segni di piegatura
Ined.
Ringrazia per le offerte delle Letture Cattoliche - condoglianze per la m orte della m adre - ossequi al
padre e ai superiori del collegio - pensieri spirituali
*Torino, 14 ap[rile 18]68
Car.mo nel Signore,
La vostra lettera mi giunse assai cara ed aspettata, giacché ho tuttora presen­
ti i molti segni di benevolenza che coi buoni parenti mi avete usato quando io fui
5 a Roma e specialmente quando mi serviste la messa in casa della pia contessa
Me[l]lingen.
Riguardo alle lett. catt. io calcolava di farne un piccolo regalo, ma siccome
volete pagarle, io ne accetto l'importo da spendersi a favore della chiesa di Maria
Ausiliatrice. Potete pertanto portar questo associato[?] o al cav. Beffani o al con­
io te Vimercati; i quali ambidue hanno frequenti relazioni con questa casa.
Ho purtroppo avuto pronta notizia della perdita della buona memoria di Ma­
rna: noi abbiamo pregato molto per Lei e li nostri giovanetti (1200) hanno fatta la
loro comunione con preghiere particolari pel riposo eterno dell'anima di Lei.
Continueremo [a] pregare.
15
Voi mi farete un vero piacere se offrirete i miei rispettosi ossequi al sig. suo f.lv
Genitore[,] a tutta la famiglia ed ai vostri R.di superiori, cui ubbidendo ogni cosa
riuscirà prosperamente.

54.3 Page 533

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aprile 1868 527
Mentre scrivo stento a tener la penna affinché non scriva del tu, perché mi
sento portato dalla più tenera affezione di un padre che parla al suo figlio in Gesù
Cristo, come sietevi compiaciuti di segnarvi.
20
Dio vi benedica e vi faccia ricco delle vere ricchezze, del santo timor divino.
Ogni benedizione celeste discenda sopra la vostra famiglia. Pregate anche per la
povera anima mia, e la Santa Vergine ci ajuti tutti a perseverare nel bene. Amen.
Aff.mo amico in G. C.
Sac. Bosco Gio.
25
12 e corr ex ed 15 suo corr ex V... 20 segnarvi corr ex segnarmi
2 Giacomo Antinori: nato nel 1852 dal marchese Giovanni e da Carolina nata Conestabile della Staffa
(1822 - Perugia, 17 settem bre 1867). All’epoca era a Roma, studente di primo anno di filosofia. Si spo­
sò nel 1881 con Maria di Francesco Bourbon del monte di Santa Maria: ANI 1892.
3 vostra lettera: da Roma, datata 23 marzo, è conservata in ASC B26200 Antinori; in essa il giovane
ricordava appunto di avergli servito la Messa in casa della contessa Cornelia von Mellingen il 18 gen­
naio 1867.
7 letture cattoliche: il marchesino Antinori, avendo ricevuto puntualm ente ogni mese il relativo
fascicolo, aveva chiesto a don Bosco come fargli giungere a Torino la «tenuissima somma» dell’abbo­
namento.
5-6 Cornelia von Mellingen: cit. in lett. 1141.
9 Beffani: v. lett. 1041. Il 23 marzo l’Antinori aveva chiesto se doveva consegnare il denaro a qualcu­
no a Roma o inviarlo a Torino. Allo stesso Beffani un certo Luigi Borgognomi di Roma aveva conse­
gnato un pacco con due calici, un reliquiario e un obolo per grazie ricevute, m a non avendo più avuto
notizie della spedizione, scrisse a don Bosco il 23 settembre 1868: ASC B26100 Borgognom i me. 1392
B 8/9; v. anche R im em branza di una solennità (di cui alla lett. 1212), pp. 159-161.
10 Giovanni Vimercati: v. lett. 1005. All’inizio di aprile il papa si era recato nel suo palazzo per una
visita di cortesia: cf ASC B26200 Vimercati, ed. in MB IX 125.
11-12 Mamà: v. lin. 2.
16 superiori: il giovane si trovava nel collegio dei nobili a Roma.
19-20 Gesù...segnarvi: l’Antinori si era firmato: «Ossequiosissimo e ob.d.mo servo e figlio di Cristo».
1177
Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
ASC B31010 Lett. orig., M oreno (A 1721323) me. 37 C 2/3
Orig. aut. 2 ff. 257 x 197 mm. carta uso stampa
E I 554 MB IX 140-141
Richiesta di commendatizia per l’approvazione delle costituzioni salesiane
*Lanzo, 15 ap[rile 18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Prego V. E. Re.d.ma a dimenticare per un momento alcuni dispiaceri passa­
ti, cagionati da motivi materiali, e di osservare se giudica bene per la maggior glo­
ria di Dio di secondare la mia dimanda.
5
L’affare di cui si tratta è quello stesso di cui ho un tempo parlato con V. E. e
le mando copia delle cose principali affinché veda l’oggetto per cui le scrivo.
La società di S. Francesco di Sales è già stata collaudata dalla Santa Sede, ed

54.4 Page 534

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528 aprile 1868
ora mi sarebbe di sommo giovamento una commendatizia dei Vescovi della no­
lo stra provincia ecclesiastica, in cui ciascuno scrivesse quello che giudica meglio di
commendare affinché sia ottenuta la definitiva approvazione. Fo pertanto rispet­
tosa, ma calda preghiera all'E. V. affinché, come favore speciale, voglia unire an­
che la sua commendatizia da mandarsi alla congregazione de’ Vescovi e Regolari.
Se mai per qualunque suo prudenziale motivo, che sempre rispetterò, non
15 giudicasse di accondiscendere a questa mia dimanda, la pregherei solamente ad f-lv
usarmi la cortesia di farmi scrivere a sua comodità una parola per mia norma.
Come ho sempre fatto in passato non mancherò di fare per l’avvenire, di pre­
gare cioè il Signore Iddio che la conservi ad m ultos annos in sanità e in vita feb­
ee, mentre colla più profonda gratitudine ho l’onore di professarmi
20
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 Lanzo] Torino
1 Invero il 15 aprile don Bosco si trovava a Lanzo, dove si era recato il giorno 13 e dove sarebbe ri­
masto fino al 17: cf MB IX 133; lo conferma anche don Francesia che il 18 aprile 1868 scrisse al
cav. Oreglia che don Bosco era stato tre giorni a Lanzo perché stava male: ASC B 2560574, ed. in MB
V ili 136.
2 Luigi Moreno: v. E(m) I, lett. 117.
3 alcuni dispiaceri: 0 riferimento è alla vertenza delle L etture Cattoliche, di cui alla lett. 959.
6 L'affare, ossia la commendatizia per l’approvazione delle costituzioni: v. lett. 1140.
13 la sua commendatizia: non venne mai redatta (v. lett. 1186); probabilmente la ferita del conflitto
precedente rimaneva aperta, anche se non si possono escludere ulteriori ragioni.
1178
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210x135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950142)
E I 557 MB IX 139
Lettera di accompagnamento del libro fresco di stampa - due immaginette per i figli - prom ette pre­
ghiere per tu tta la famiglia durante il mese di maggio
*Torino, 30 ap[rile 18]68
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Ecco il libro; compatisca il ritardo. Avvi pure la lettera con u n ’immaginetta
per Bimbo; la spieghi se non la capisce. L’altra immaginetta è per la damig. Glo-
5 ria, cui farà tanti saluti.
Faccia coraggio, sig[ra] contessa; per tutto il mese Mariano farò un m em en­
to speciale per Lei nella santa messa e quattro giovanetti faranno alternativamen­
te quattro comunioni ogni mattina. Fede e speriamo molto.

54.5 Page 535

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aprile 1868 529
Dio benedica Lei, il sig. di Lei Marito, e tutta la sua famiglia; preghi per me
che le sono nel Signore
10
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
4 è] e
2 Carlotta Callori: v. lett. 787.
3 libro, ossia II Cattolico Provveduto...: v. lett. 1175.
4 Bimbo: il figlio, Ranieri Massimiliano, di cui alla lett. 1101.
4-5 Gloria: personaggio non identificato (v. lett. 1086).
9 Marito: Federico Callori; il 3 giugno successivo scrisse a don Bosco per chiedere preghiere per la
moglie inferma, promettendogli 5000 lire in 5 anni per la chiesa di Maria Ausiliatrice: ASC B26100 Cal­
lori, ed. in MB IX 228.
1179
Circolare ai salesiani
ASC B31030 Circolari ai salesiani (A 1750105) me. 1364 D 11 E 1
Min. priva di espressioni conclusive (lin. 69-83) 2 ff. 306 x211 mm. carta molto consunta con
forti segni di piegatura
Copia allog. completa con firma aut. e timbro del 1871 utilizzata per le linee 69-83
E I 555-557 MB X 1097-1099 XVII 894-896
Lettera di animazione spirituale sulla regolarità e l’osservanza religiosa, l’unità di spirito e di ammini­
strazione
[Torino, fine aprile 1868]
Ai miei cari figliuoli e confratelli della Società di S. Francesco di Sales.
Il mese di maggio che noi siamo soliti consacrare a Maria sta per cominciare
ed io stimo di approfittare di questa occasione per parlare a ’ miei cari figliuoli e
confratelli ed esporre loro alcune cose che non ho potuto dire nella conferenza di 5
S. Francesco di Sales.
Io sono persuaso che voi abbiate tutti ferma volontà di essere perseveranti
nella Società e quindi adoperarvi con tutte le vostre forze a guadagnare anime a
Dio e per prima salvare l’anima propria. Per riuscire in questa grande impresa
dobbiamo per base generale usare la massima sollecitudine per mettere in pratica io
le regole della Società. Perché a nulla gioverebbero le nostre costituzioni, se fos­
sero come una lettera morta da lasciarsi nello scrittojo e non di più. Se vogliamo
che la nostra Società vada avanti colla benedizione del Signore è indispensabile
che ogni articolo delle costituzioni sia norma nell'operare. Tuttavia vi sono alcu­
ne cose pratiche e assai efficaci per conseguire lo scopo proposto e fra queste vi 15
noto l’unità di spirito e l’unità di amministrazione.
Per unità di spirito io intendo una deliberazione ferma[,] costante di volere o
non volere quelle cose che il superiore giudica tornare a maggior gloria di Dio.
Questa deliberazione non si rallenta mai comunque gravi siano gli ostacoli che si
oppongono al bene spirituale ed eterno secondo la dottrina di S. Paolo: Caritas 20
om nia suffert[,] om nia sustinet. Questa deliberazione induce il confratello ad es-

54.6 Page 536

▲torna in alto
530 aprile 1868
sere puntuale ne’ suoi doveri non solo pel comando che gli è fatto, ma per la glo­
ria di Dio che egli intende promuovere. Da ciò ne deriva la prontezza nel fare al­
l’ora stabilita la meditazione, la preghiera, la visita al Santissimo sacramento, l’e-
25 same di coscienza, la lettura spirituale. | È vero che queste cose sono prescritte f.iv
dalle regole, ma se non si procura di eccitarsi ad osservarle per un motivo sopran­
naturale le nostre regole cadono in dimenticanza.
Quello che potentemente contribuisce a conservare questa unità di spirito si
è la frequenza de' santi sacramenti. I sacerdoti facciano quanto possono per cele-
30 brare con regolarità e divotamente la santa messa; coloro poi che non sono in tale
stato procurino di frequentare la comunione il più spesso possibile. Ma il punto
fondamentale sta nella frequente confessione. Ognuno procuri di osservare quan­
to le regole prescrivono a questo riguardo. Una confidenza speciale è poi assolu­
tamente necessaria col superiore di quella casa dove ciascuno dimora. Il gran di-
35 fetto consiste in ciò[:] che molti cercano d ’interpretare stortamente certe disposi­
zioni de’ superiori, oppure le giudicano di poca importanza, e intanto rallentano
l’osservanza delle regole con danno di se stessi, con dispiaceri dei superiori, e con
ommissione o almeno trascuranza di quelle cose che avrebbero potentemente
contribuito al bene delle anime. Ognuno adunque si spogli della propria volontà e
40 rinunzi al pensiero del proprio bene; si accerti solamente che quello deve torni a
maggior gloria di Dio e poi vada avanti.
Qui per altro nasce la seguente difficoltà: nella pratica si incontrano casi in
cui sembra meglio fare diversamente da quanto era stato comandato. Non è vero.
Il meglio è sempre fare l’ubbidienza, non mai cangiando lo spirito delle regole in-
45 terpretato dal rispettivo superiore. Laonde ciascuno studi sempre di interpretare,
praticare, raccomandare l’osservanza delle regole fra suoi confratelli; e mettere
in esecuzione verso al prossimo tutte quelle cose che il superiore giudicasse tor­
nare a maggior gloria di Dio e a bene delle anime. Questa conclusione io la repu­
to la base fondamentale di religiosa Società.
50
All’unità di spirito deve andare congiunta l’unità di amministrazione. Un reli- f.2r
gioso si propone di mettere in pratica il detto del Salva[to]re[:] vale a dire di rinun­
ciare a quanto egli ha o possa avere nel mondo per la speranza di miglior ricom­
pensa in cielo. Padre, madre, fratelli, sorelle, casa, sostanze di qualunque genere,
tutto offerì all'amor di Dio. Se non che avendo egli ancora l’anima unita al corpo
55 ha tuttora bisogno di mezzi materiali per nutrirsi, coprirsi ed operare. Perciò egli
mentre rinuncia a tutto quanto aveva cerca di aggregarsi in una Società in cui
possa provvedere alle necessità della vita senza punto avere il peso dell’ammini­
strazione temporale. Come adunque egli deve regolarsi in Società in quanto alle
cose temporali? Le regole della Società provvedono a tutto; dunque praticando le
60 regole rimane soddisfatto ogni bisogno. Una veste, un tozzo di pane devono ba­
stare ad un religioso. Quando occorresse di più ne dia cenno al superiore e ne sa­
rà provveduto. Ma qui deve concentrarsi lo sforzo di ciascuno. Chi [può] procu­
rare un vantaggio alla Società il faccia, ma non faccia mai centro da sé. Si sforzi
per fare sì che vi sia una sola borsa, come deve esservi una sola volontà. Chi cer-
65 casse di vendere, comperare, cambiare o conservare danaro per utilità pro­
pria [...] chi ciò facesse sarebbe come un contadino che mentre i trebiatori am-

54.7 Page 537

▲torna in alto
aprile 1868 531
mucchiano il grano egli lo disperde e lo getta in mezzo alla volva. A questo riguar­
do io debbo raccomandare di nemmeno conservar danaro sotto allo specioso pre­
testo di ricavarne utile per la Società. La cosa più utile per la Società è l'osservan­
za delle regole.
70
Gli abiti, la camera, gli arredi di essa sia[no] lontani dalla ricercatezza. Il reli­
gioso deve essere preparato ad ogni momento a partire dalla sua cella e compari­
re davanti al suo Creatore senza alcuna cosa [che] lo affligga nell'abbandonarla e
copia senza [che] torni di motivo al giudice di | rimproverarlo.
allog.
Ogni cosa proceda adunque colla guida dell’obbedienza, ma umile e confi- 75
dente. Nulla si celi al Superiore, nulla gii si nasconda. Ognuno gli si apra come un
figlio ad un padre con schietta sincerità. Così il Superiore stesso sarà in grado di
conoscere lo stato dei suoi confratelli, provvedere ai loro bisogni e prendere quel­
le decisioni che concorrono a facilitare l’osservanza delle regole e il vantaggio del­
la intiera Società.
80
Molte cose dovrebbero dirsi a questo riguardo. Ciò si farà con u n ’altra lette­
ra, con apposite conferenze e specialmente nei prossimi esercizii di Trofarello, se
il Dio nella sua grande misericordia, ci conserverà, come spero, e ci aiuterà a po­
terci nel prossimo mese di settembre tutti colà raccogliere.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi e ci conceda lo spirito del fervore
ed il prezioso dono della perseveranza nella Società. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
4 ante io del vog parlare em end ex dire alcune cose 5 esporre em end si ex dire 8 adope­
rarvi corr ex adoperarm i 14 ante costituzioni del no ante norm a del un p o st operare del a
loro 15 assai efficaci per em end si ex le quali giovano potentem ente a p o st proposto del e che
io giudico bene di notarvi [corr ex notare] qui nel modo seguente
18 volere em end ex non
20oppongono corr ex oppongong
21 p o st sustinet add si (mano anonima) l a Corinti 13,7
26non it et del ad osservarle per corr ex all’osservanza con 29 I em en d ex Cia 34-
35 difetto corr ex diffetto 35 ante in ciò del che 38 post ommissione del di 39 spogli corr
ex spoglia 40 quello] quello che 42 la seguente em end si ex una nella pratica] Nella prati­
cano 43 sembra] sembrano 45 studi em end ex cer 48 p o st la del fo 50 congiunta
em end si ex unita 52 ante per del per a 56 ante cerca del si in it et del 56-57 in cui
possa provvedere em end si ex dove soperire 58 ante regolarsi del far 60 ante veste del tale
devono add si 61 e ne em end si ex gli 63 da sé em end ex a sé p o st Si sforzi del ognuno
64 come deve esservi add si 65 ante utilità del /' 68 ante nem m eno del sem danaro trsp
p o st nem m eno 69 La em end ex II 71 II em end si ex Se un 72 deve corr ex dovesse da es­
sere 74-89 rimproverarlo... Gio Bosco om
1 La datazione è desumibile dall’accenno agli esercizi spirituali da tenersi a Trofarello; ora in tale lo­
calità presso Torino gli esercizi spirituali si tennero per l'ultim a volta nel 1869 e pare da escludersi tale
anno in quanto don Bosco non accenna all’approvazione della società salesiana ottenuta col decreto
del 1° marzo 1869.
5 conferenza: stava ormai diventando abituale l’incontro di don Bosco con i direttori (e confratelli
deU'Oratorio) in occasione della festa di S. Francesco di Sales a fine gennaio. Nel 1868 invero tale in­
contro si era tenuto il 3 febbraio, il giorno successivo alla celebrazione a Valdocco della festa del san­
to: cf resoconto in MB IX 66-70.
20-21 Charitas... sustinet: cf 1 Cor 13, 4-7.
67 volva: di per sé indica la parte dell’involucro che avvolge alcune specie di funghi giovani e che,
rompendosi nel corso della crescita, forma come una specie di coppa alla base del gambo; qui signifi­
ca cascame, scarto.

54.8 Page 538

▲torna in alto
532 maggio 1868
1180
Al conte Annibaie Bentivoglio
Edita in E I 557-558
Condoglianze per la perdita della moglie - parole di speranza - invito a partecipare alla consacrazione
della chiesa di Maria Ausiliatrice
"Torino, 3 maggio 1868
Car.mo Sig. Conte,
Ne’ giorni passati non giudicai bene di scriverle per non aggiungere forse spi­
ne all’addolorato di Lei cuore, ma ho sempre pregato e continuo ogni giorno a
5 fare un m em ento speciale per Lei nella santa messa. Né mai dimentichiamo la be­
nemerita compianta di Lei moglie. Appena giunta la notizia di sua morte abbiamo
raccolto i nostri giovani: recitarono il rosario, fecero più volte la santa comunio­
ne, abbiamo più volte celebrato la santa messa pel completo riposo dell’anima di
Lei.
io
Ora si sono compiuti i divini voleri e noi dobbiamo adorarli. Ma in mezzo alle
spine Ella ha tre cose che la devono grandemente ricompensare e consolare.
1° La santa vita e la preziosa morte della sig.ra moglie, che ora gode già cer­
tamente la gloria del Paradiso.
2° Dopo ancora alcune tribolazioni Dio le manderà grandi consolazioni an-
15 che nella vita presente.
3° La fondata speranza di trovarsi un giorno, al più tardi che a Dio piacerà,
colla compianta moglie, non più nel regno delle lagrime e dei sospiri, ma nella
vera felicità, dove godremo beni infiniti che la morte non ci può rapire.
Ai primi del prossimo giugno avrà luogo la consacrazione della novella chie-
20 sa. Possiamo sperare di averla con noi in quella bella occasione? Sarebbe per me
una grande consolazione.
Dio la benedica. Doni a Lei, ai suoi parenti sanità e lunghi anni di vita felice e
mi creda colla più profonda gratitudine
di V. S. car.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Il cav. Oreglia e D. Francesia Le porgono i loro ossequi rispettosi.
2 Annibaie Bentivoglio: v. lett. 930.
6 di Lei moglie: Anna, di cui alla lett. 930. Non è stato individuato il giorno esatto della morte.
20 averla con noi: il conte accettò l’invito e presenziò effettivamente alla consacrazione della chiesa.
27 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
— Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.

54.9 Page 539

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maggio 1868 533
1181
Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere d i santi
Orig. aut. 2 ff. 256 x 198 mm. sul f. 2v si legge: «Don Bosco / annualità etc.»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Vogliotti (A 1960336)
E I 558-559 MB Di 208
Giustificazione del ritardo nel pagare i debiti col seminario - auspicio che senta come propri i chierici
dell'Oratorio - domanda di sincerità nei loro rapporti
*Torino, 22 maggio [18]68
Illustrissimo e M.to R.do Sig. Rettore,
Creda, sig. Rettore, che l’unico motivo per cui si è differito a pagare l'annua­
lità dell’interesse dovuto al seminario derivò dal novello genere di amministrazio­
ne dei beni finora dall’autorità ecclesiastica amministrati. Sono già passato in se- 5
minario, e un giorno aspettai buon tratto in Curia per parlare con Lei in questo
proposito, ma alcuni congressi cui Ella doveva prendere parte me lo hanno impe­
dito. Ora che dalla sua lettera comprendo il modo e dove debbo pagare me ne da­
rò tutta la premura e nel corso della prossima settimana ogni partita sarà aggiu­
stata compresa la spesa degli esercizi fatti e da farsi.
io
La prego, sig. Rettore, di persuadersi che noi versiamo pure in gravissime
strettezze, ma qualora avessi avuto intenzione d ’invocare un condono l’avrei fat­
to non interpretando la sua carità, ma supplicando la pia di Lei volontà come in
altre occasioni ho fatto. Tuttavia io accetto colla più sentita gratitudine la riduzio­
ne dei fr. 150 che paga del suo proprio danaro, e prego Dio che la ricompensi de- 15
gnamente specialmente concedendole stabile e durabile sanità.
f.lv
Se mi permette, le fo una osservazione o meglio una preghiera. Parlando dei
nostri cherici dice sempre suoi cherici[,] cherici d e ll’Oratorio. Mi farebbe un fa­
vore se volesse chiamarli anche suoi perciocché, Ella sa, sono pochi e quei pochi
fatti preti vanno per la diocesi: come sono D. Reviglio, D. Rocchietti, D. Leggero, 20
Rovetti etc.; quelli stessi che rimangono qui si può dire che lavorano incessante­
mente a preparar cherici pel seminario diocesano, o si occupano altrimenti nel
predicare, [fare] catechismi e simili.
Ancora un favore le dimando, ed è che quando ha qualche cosa da osservare,
notare su me, sui cherici, o sull'andamento dell'Oratorio me lo volesse sempre 25
dire schiettamente, oppure farmi avvisato per mezzo di qualche cherico, ché io
passerei tosto da Lei.
Offerendole la nostra servitù in tutto quello che io o questa casa ne saranno
capaci, le auguro ogni celeste benedizione, e mi professo con pienezza di stima e
di venerazione
30
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
15 ricompensi res 18 ante Oratorio del suo

54.10 Page 540

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534 maggio 1868
1 II giorno precedente erano state consacrate da mons. Giovanni Antonio Balma le cinque campane
da collocarsi sul campanile della Chiesa di Maria Ausiliatrice; coppie di padrini erano state conte e
contessa Viancino, marchese e marchesa Fassati, marchese Fassati e contessa De Maistre, conte Luigi
Riccardo di Castelvecchio e contessa Delfina Viancino Malaspina, com mendatore Dupraz e m adam a
Dupraz: relazione ed. in MB IX 204-206.
2 Alessandro Vogliotti: v. E(m) I, lett. 44.
4 interesse: dovuto ai debiti contratti da don Bosco negli anni precedenti per l'acquisto dal semina­
rio di terreni a Valdocco (v. lett. 731 e 796).
7 congressi: riunioni, adunanze, conferenze.
8 lettera: non è stata reperita.
14-15 riduzione di fr. 150: evidentemente il Vogliotti lo aveva comunicato nella lettera sm arrita di
cui alla lin. 8.
20 Felice Reviglio: v. E(m) I, lett. 62.
— Giuseppe Rocchietti: nato a S. Gillio (Torino) il 7 ottobre 1834, figlio di Pietro e Laura Garrone. Ri­
cevette l’abito talare il 20 dicembre 1851 (AAT 12.12.3, Registrum clericoru m ...); entrò a Valdocco il
20 luglio 1852; fu ordinato sacerdote il 18 dicembre 1858 (AAT 12.3.14, Registrum ordin ation u m 1848-
1871, p. 371); Professò poi come salesiano il 14 maggio 1862. Lasciò successivamente la società salesia­
na e divenne prim a direttore spirituale del seminario di Giaveno e poi parroco del suo paese, dove m o­
rì il 1° febbraio 1876: CSMTE; inoltre A. Amadei, Il servo di Dio M ichele Rua. Voi. I Torino, SEI 1931,
pp. 45-46, nota 2.
— Pietro Leggero: v. E(m) I, lett. 696.
21 Antonio Rovetti (Rovetto): nato a Castelnuovo d ’Asti nel 1842, entrò all'Oratorio il 1° luglio 1855 e
si fece salesiano alla fondazione della società (18 dicembre 1859). Chierico triennale il 18 gennaio
1863, lasciò spontaneam ente la società nel settembre 1865: ASC registro Anagr. prof. Divenuto sacer­
dote, sarà priore e vicario foraneo a Rocca di Corio (Torino), dove m orirà il 17 dicembre 1918.
1182
A don Prospero Curti
Biblioteca capitolare [già presso curia arciv.] - Modena
Orig. aut. 2 f. segno di ceralacca rossa timbri vari: Torino 24 mag 68
francobollo 20 cent.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Curti (A 1950171)
Ined.
Modena 25 mag 68
Proposta di fondazione di u n ’associazione locale per la diffusione delle Letture Cattoliche - invito a vi­
sitare l'Oratorio
Ill.mo e car.mo nel Signore,
■'Torino, 24 maggio [18]68
La copia di Letture Cattoliche che Monsig. R.d.ma riceveva dalla posta l’ave­
va ordinata io stesso nel desiderio che egli avesse più prontamente e con minor
5 disturbo i libri, e questo era un microscopico regalo che desiderava di fare e che
prego a voler gradire.
Se mai S. E. Re.d.ma e V. S. 111.ma giudicassero di promuovere le associazio­
ni come si fa attualmente vi sarebbe qualche guadagno nella spedizione in un
centro solo; e ciò io raccomanderei a lei in particolare, cui forse riesce più facile
io rubare qualche minuzzolo di tempo dalle altre occupazioni. Qualora per altro si
giudicasse di ricevere i fascicoli esclusivamente per la posta le associazioni sareb­
bero caduna fr. 2.25.
La prego di voler far gradire alla prelodata E. S. gli omaggi del più cordiale
mio ossequio, e di volersi servire di noi e di questa casa in tutto quello che potes-

55 Pages 541-550

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55.1 Page 541

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maggio 1868 535
simo loro rendere qualche servizio. Ella poi non viene qualche volta a Torino? E 15
venendo non ci farà una visita colla dovuta stazione?
Dia compatimento a questa confidenza, e nel raccomandare me e li miei
giovanetti alla carità delle sante sue preghiere ho il bello onore di potermi pro­
fessare
Della S. V. 111.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
Al Chiarissimo Signore
Il Sig. D. Prospero Curtis seg. areiv.le
Modena
25
5 microscopico res 10 qualche corr ex qualque
2 Prospero Curii: all'epoca segretario del vescovo di Modena. Nato a S. Polo d ’Enza (Reggio Emilia)
nel 1825, sacerdote dal 1850, teologo e professore, nel 1875 fu nominato vicario generale e nel 1884 ve­
scovo nella medesima diocesi. Morì nel 1890: HC V ili 294.
3 Monsignore, vescovo di Modena, era Francesco Cugini: v. lett. 1156 e 1188.
16 dovuta stazione: è usuale l’invito di don Bosco a tutti i suoi benefattori a visitare Valdocco. Evi­
dentemente era convinto che una tale visita sarebbe servita a mantenere più stretti i legami con loro e
pertanto a godere del loro appoggio alla propria azione.
1183
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
ASC B31010 Lett. orig., Ferré (A 1710407) me. 21 A 4
Orig. aut. 2 ff. 256 x 197 mm. carta leggera con strappo e segno di ceralacca rossa
ri: Torino 24 mag 68 10 S Casale 25 mag 68 francobollo 20 cent.
E I 559-560 MB XVI 622
timbri va­
Chiede di sapere quando il prelato potrà tenere le due prediche in occasione della consacrazione della
chiesa di Maria Ausiliatrice - ossequi da parte dei marchesi Fassati - attesa del prossimo incontro
*Torino, 24 maggio [18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Dopo molte modificazioni finalmente il giorno della consacrazione della no­
vella chiesa è fissato dal nostro arcivescovo pel giorno 9 del prossimo giugno. Ora
calcolando sulla bontà di V. E. R.d.ma per due prediche avrei bisogno di sapere 5
se le è compatibile che queste siano fatte martedì e mercoledì (9-10) oppure per
motivo della solennità del Corpus Dom ini dovesse differire fino al venerdì e saba­
to successivi. Io desidero il favore, ma per quanto posso vorrei diminuirle almeno
il disturbo.
Il Marchese e la Marchesa Fassati sono desiderosi di fare la personale di Lei io
conoscenza e per mezzo mio le fanno i loro rispettosi ossequi.
Di altre cose ci parleremo, spero, verbalmente a Torino. Il Santo Padre ha
concesso indulgenza plenaria a chi visiterà la nuova chiesa per ciascun giorno
dell’Ottavario.

55.2 Page 542

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536 maggio 1868
15
Le auguro di tutto cuore ogni celeste benedizione, e colla più profonda grati­
tudine mi professo rispettosamente
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20 A Sua Eccellenza Rever.d.ma
Monsig. Ferrè Vescovo
Casale
4 dal nostro arcivescovo add mrg inf
2 Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096.
10 marchesi Fassati, generosi benefattori di don Bosco; v. E(m) I, lett. 251; cit. in lett. 1181, nota 1.
12 spero, verbalmente: il che avvenne, avendo mons. Ferrè accettato di predicare (v. lett. 1185).
13 indulgenza plenaria: v. lett. 1173.
1184
Alla marchesa Luisa Cappelletti
Edita in E I 560 MB XVIII 855
Partecipazione alle inquietudini per il comportamento del figlio cui ha m andato un libro - disponi­
bilità a scrivergli u n ’eventuale lettera - saluti alla famiglia Cavalletti
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
*Torino, 25 maggio 1868
Da una parte mi tornano assai gradite le notizie che mi dà, ma dall’altra mi
fanno pena le inquietudini cagionate dal buon Saverio. Si è però ricorso al buon
5 filo del bandolo, alla preghiera, e di buon grado mi unisco seco loro a pregare e
meco si associano i miei giovanetti.
Da qualche giorno ho mandato un libro a Saverio a Mondragone; se mai si
giudicasse di suggerirgli di scrivermi una lettera, dimandarmi qualche consiglio,
io procurerei di rettificargli qualche idea; egli mi mostrava molta stima e molta
10 deferenza quando fui a Roma; chissà se non possa cagionargli buona sensazione
una voce nuova. È un mio pensiero.
Ho partecipata la cosa al cav. Oreglia, il quale prega pure con noi, e procure­
rà di fare una novena di comunioni a questo scopo.
Le fo rispettosa preghiera di salutar da parte mia la sig[ra] March. Cavalletti;
15 l’intrepido fratello senatore, sua moglie e tutta la famiglia.
Dio li benedica tutti e a tutti conceda il dono della perseveranza.
Preghino per me e mi creda nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Luisa Cappelletti, moglie di Filippo: v. lett. 920.
3 notizie: la lettera non è stata reperita.

55.3 Page 543

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maggio 1868 537
4 Saverio Cappelletti era l’unico erede maschio (accanto a due sorelle, Aurelia e Maria, m aritate ri­
spettivamente Giacobazzi Fulcini e Negrotto Cambiaso): v. lett. 977. Don Bosco l’anno precedente era
stato a trovarlo, assieme al padre, nel collegio di Mondragone: v. lett. 1001.
7 ho m andato un libro: da un anno feceva lo stesso per il marchesino Antinori (v. lett. 1176). Il 25
gennaio 1867 aveva offerto in omaggio ad un altro marchesino, Giulio Sacchetti, una copia de «Il G io­
vane Provveduto,» arricchita dalla dedica autografa: v. lett. 1001.
12 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
14 m archesa Cavalletti era la m adre di Luisa, ossia Maria Felice Ricci, moglie di Ermete; Francesco
invece era il fratello: v. lett. 920. Il 2 giugno 1868 un'altra nobile nata Cavalletti, la baronessa Maria de
Corvin Collalto, scrisse una lettera a don Bosco per comunicargli che da 15 giorni si trovava in Polonia
con suo marito e la suocera, dopo aver lasciato Roma dove l'aveva incontrato. La baronessa soffriva
di solitudine, non sapeva chi scegliere come confessore spirituale ed era preoccupata per un viaggio in
Russia del marito: ASC B26200 de Corvin Collalto Maria, me. 1402 C 9/12.
1185
Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
ASC B31010 Lett. orig., Ferré (A 1710408) me. 21 A 5
Orig. aut. 2 ff. 256 x 196 mm. carta leggera con strappo e segno di ceralacca rossa
ri: Torino 27 m ag 68 10 S Casale 28 m ag 68 francobollo 20 cent.
E I 561 MB XVI 622
timbri va­
Ringraziamento per aver accettato di venire per la predicazione all’Oratorio - rincrescimento per
eventuali disagi - com unica gli orari per il viaggio
*Torino, 27 m[aggio 18]68
Eccellenza Reverend.ma,
La ringrazio di tutto cuore della sua accondiscendenza nell'accettare le due
prediche pei giorni 9 e 10 del p. giugno. Ella può leggere od esporre oralmente il
discorso come l’accomoda di più. Generalmente gli altri li espongono senza scrit- 5
to perché non l’hanno scritto. Talvolta si legge come Lei.
Ottimo il pensiero di venire al lunedì e noi l’attendiamo per quella ora che sa­
premo Ella dover giugnere qui.
Una cosa sola mi rincresce ed è l’incomodo cui Ella dovrà certamente sotto­
porsi per doversi trovare alla processione del Corpus D om ini.
io
Come vedrà dall’orario Ella dovrebbe partire giovedì da Porta Susa alle 5,32
e giungere a Casale alle 9,30. Speriamo nella protezione della Santa Vergine M.
che l’ajuterà e non permetterà che abbia a soffrire grave incomodo.
Pieno di gratitudine per tanti favori che ci fa, le offro la servitù mia e quella
di tutti i miei colleghi mentre ho l’onore di potermi professare
15
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
A Sua Eccellenza R.d.ma
Monsig. Ferrè Vescovo
20
Casale
7 ora emend ex sera

55.4 Page 544

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538 maggio 1868
2 Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096.
3 accettare: don Bosco glielo aveva chiesto tre giorni prima (v. lett. 1183).
7 lunedì: cioè l'8 giugno, il giorno prima della funzione.
11-12 5,32...9,30: il viaggio era dunque piuttosto lento, visto che per percorrere meno di 100 km. si
impiegavano 4 ore.
14 gratitudine: in ringraziamento del servizio svolto a Valdocco, don Bosco gli inviò poi molti fascicoli
delle Letture Cattoliche; il vescovo lo ringraziò il 16 luglio 1868: ASC B26200 Ferrè, ed. in MB IX 315.
1186
AI vescovo di Ivrea Luigi Moreno
ASC B31010 Lett. orig., M oreno (A 1721324) me. 37 C 4
Orig. aut. 2 ff. 257 x 198 mm. carta leggera uso stampa strappo dovuto a timbro di ceralacca
rossa timbri vari: Torino 28 mag 68 Ivrea 29 mag 68 9 M
E I 561-562 MB IX 141
Rinnova la dom anda di commendatizia in favore della società salesiana - chiede se debba rim anere in
attesa oppure no
*Torino, 28 mag[gio 18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Qualche tempo fa indirizzava a V. E. Re.d.ma un piego in cui fra le altre
cose contenevasi una dimanda in favore di una società religiosa sotto al titolo di
5 S. Francesco di Sales.
Ora dovendo dare principio alla pratica delle cose che ne formano l’oggetto,
le farei rispettosa preghiera di farmi scrivere una sola parola su tale riguardo, uni­
camente per mia norma[,] cioè se debba ancora attendere oppure se per alcuni
suoi ragionevoli motivi intenda non farla,
io
Comunque Ella sia per fare, la prego di voler gradire che le auguri ogni cele­
ste benedizione e credermi colla più grande venerazione
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
15 A Sua Eccellenza Reverend.ma
Monsig. Luigi Moreno Vescovo di
Ivrea
7 riguardo add m rg inf 9 intenda] indenda 12 E. em end ex S.
2 Luigi Moreno: v. lett. 923.
3 Qualche tempo fa indirizzava: poiché era passato più di un mese dalla precedente lettera (15 aprile
1868: v. lett. 1177), alla quale non era pervenuta alcuna risposta, don Bosco si era deciso a scrivere
nuovamente al vescovo.
14 Anche a questa ulteriore sollecitazione mons. Moreno non rispose, diversamente da una decina di
altri prelati che invece lo fecero in quegli stessi mesi di aprile e maggio: v. ad. es. lett. 1187 e 1188.

55.5 Page 545

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maggio 1868 539
1187
Al vicario generale di Vercelli, Vincenzo Capelli
Archivio del seminario - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l 3 4 m m . sul f. 2v si legge l’appunto: «risposi 14 giugno con ringraziamento
etc.»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Capelli (A 1790317)
. Ined.
Domanda la commendatizia per la società salesiana - prossimo invio di notizie circa la vocazione di
diversi giovani della diocesi di Vercelli - invito a visitare l’oratorio e a fermarsi a m ensa in occasione
delle celebrazioni per la consacrazione della chiesa di Maria Ausialitrice
[Torino, 29 maggio 1868]
Reverend.mo e car.mo Monsig. Vicario G.,
Alcuni mesi sono inviava a V. S. R.d.ma e car.ma un piego con cui chiedeva­
te una commendatizia in favore di una religiosa nascente società. Non so se le sia
pervenuto e se nella sua prudenza giudichi bene di fare cotale commendatizia; 5
tuttavia se nella sua bontà volesse farmi dire una sola parola al proposito, l'avrei
come favore, perché sarei tolto dalla incertezza della aspettazione.
Mi tornerebbe tal cosa opportuna in questo momento in cui essendoci il
Card, de Angelis a Roma, egli mi darebbe la mano ad iniziare la cosa di cui si
tratta.
io
Ho parecchi giovanetti della sua diocesi che intendono di vestire l’abito che-
ricale in fine dell’anno. Io comincerò [a] farlene uno stato intorno alla classe, in­
gegno e moralità e così Ella avrà già di loro cognizione quando a Lei si presente­
ranno.
Dal giorno 9 al 16 giugno p. avvi la consacrazione con ottavario della nuova 15
chiesa. Verrà Ella a darci una visita e così godere un poco la compagnia a mensa?
Dio la benedica, preghi per me e per li nostri giovanetti e mi creda con grati­
tudine
Della S. V. R.d.ma e car.ma
Obbl.mo aff.mo servitore
20
Sac. G. Bosco
15 con it 16 darci] dirci
1 La data è autografa del destinatario sul f 2v.
2 Vincenzo Capelli: v. E(m) I, lett. 558.
3 mesi sono: v. lett. 1156, nota.
4 commendatizia: venne effettivamente concessa e si aggiunse alle altre; l'ultim a pervenuta a don
Bosco fu quella di mons. Galletti di Alba il 22 ottobre 1868: ed. in MB IX 418-419. Secondo la stima di
don Bosco, erano oltre 22 i vescovi favorevoli: v. lett. 1189. Fra i pochi contrari, c'era il vescovo di Pi-
nerolo, Lorenzo Renaldi (cf docum ento del 25 maggio 1868 ed. in MB IX 237-239), il quale ai prim i di
giugno scriveva a don Bosco di non poter accettare l’educazione del clero da lui im partita fuori dal se­
minario. Il Renaldi trasmise il suo voto sfavorevole all’approvazione anche al card. Angelo Quaglia,
Prefetto della Sacra Congregazione dei W . e RR.: Archivio diocesano, Pinerolo. Tit. 03 cl. 3 sez. 7: cf
MB IX 235-237. Favorevole invece il voto di mons. Lorenzo Gastaldi di Saluzzo il 25 maggio 1868: ed.
in MB IX 237-239.
9 Filippo de Angelis: v. lett. 1189; dati anag. in E(m) I, 643.

55.6 Page 546

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540 maggio 1868
12 stato intorno alla classe: v. lett. 1197 del luglio successivo.
1188
All’arcivescovo di Modena, Francesco Emilio Cugini
Biblioteca Capitolare già presso Archivio arciv. - Modena
Orig. aut. 1 f. segno di ceralacca rossa timbro: Torino 29 mag 68 11 M
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cugini (A 1790338)
Ined.
Richiesta di commendatizia a favore della società salesiana
*Torino, 29 mag[gio 18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Alcuni mesi or sono mi prendeva la libertà di indirizzare alla E. V. R.d.ma un
piego con cui faceva preghiera di una commendatizia in favore di una religiosa
società nascente. Ignorando se quel piego le sia pervenuto, e se nella sua pruden­
za giudichi di secondare la fatta preghiera, supplicherei la sua bontà a volermi far
scrivere anche una sola parola in proposito. Perciocché attualmente trovandosi
il card, de Angelis a Roma avrei un’occasione assai favorevole per iniziare la
pratica.
Qualunque però fosse il motivo che la facesse soprassedere dal farmi delle
commendatizie io non cesserò di professarle la mia gratitudine con preghiera di
condonarmi il disturbo cagionato.
Chiedo umilmente la sua santa benedizione e mi professo
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
10-11 delle commendatizie] dalle commendatizia
2 Francesco Emilio Cugini: v. lett. 1156.
3 mesi or sono: ib.
8 Filippo de Angelis: v. lett. 1187; dati biog. in E(m) I, lett. 643.
16 II vescovo chiese il parere di mons. Pietro Rota vescovo di Guastalla: lett. in data 25 giugno 1868,
ed. in MB IX 295-296; v. anche lett. 1156 e 1191.

55.7 Page 547

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giugno 1868 541
1189
All’arcivescovo di Fermo, card. Filippo de Angelis
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860407)
Copia ricalcata dall’orig. 2 ff. 280 x 220 mm.
E I 562-563 MB XI 617-618
Richiesta di consigli in ordine alla richiesta di definitiva approvazione delle costituzioni salesiane o, in
subordine, alla concessione al vescovo di Casale della facoltà di procedere alle ordinazioni dei chierici
residenti a Mirabello anche se appartenenti ad altre diocesi - possibilità di educare i chierici all’Orato­
rio, fermo restando il controllo «della scienza e della moralità» da parte dell’Ordinario in caso di ri­
chiesta di ordinazioni - ossequi dagli altri salesiani
*Torino, 2 giugno 1868
Eminenza Reverend.ma,
So che V. E. Re.d.ma è assai occupata in gravi affari per la Chiesa, tuttavia
bisogna che estenda la sua carità a questa nostra nascente Congregazione.
Dalle note fatte in foglio a parte vedrà quanto sia critica l’attuale nostra posi- 5
zione. Per buona ventura abbiamo tutte le diocesi, ove sono relazioni, propense a
beneficarci e ci lasciano i loro cherici a piena disposizione, perché diamo loro il
cento per uno. Ma è per noi di grave bisogno di portar le cose in uno stato più
tranquillante.
L’Eminenza Vostra adunque abbia la bontà di voler leggere le carte unite e 10
poi consigliarmi se sia caso di dare la memoria diretta al Santo Padre oppure pre­
scindere.
Avrei bisogno di una delle seguenti cose.
1° Definitiva approvazione delle nostre Costituzioni secondo la dimanda di
oltre a 22 Vescovi che qui le unisco. Questo sarebbe il passo regolare di queste re- 15
gole. Dopo 28 anni di prova, dopo il decreto di commendazione della Sacra Con­
gregazione de’ Vescovi e Regolari, dopo l’approvazione diocesana del Vescovo di
Casale e di altri che fanno vive instanze perché tale congregazione sia introdotta
nelle loro rispettive diocesi, sembra naturale la preghiera di una definitiva appro­
vazione.
20
2° Qualora Ella giudicasse inopportuna tale preghiera almeno sia concesso
che i cherici appartenenti alla casa di provazione di Mirabello possano essere or-
f.lv dinati dal Vescovo di | quella diocesi, Casale; che approvò la Società di S. France­
sco di Sales come congregazione religiosa. Codesti cherici possano essere da lui
ordinati sebbene appartengano ad altre diocesi.
25
3° Qualora poi non si giudicasse opportuna, né l’una né l’altra di queste co­
se, sia almeno fatta facoltà di poter educare tali cherici nella scienza e nelle regole
di questa Società, fatta facoltà ai Vescovi di certiorarsi [sic] della scienza e della
moralità in caso che si dimandassero le sacre ordinazioni.
La disposizione notata nel 3° numero è soltanto necessaria per la diocesi di 30
Torino; per le altre diocesi avvi pieno favore.
Lo stesso Monsig. Svegliati, e di poi anche l'Eminen[za] Card. Quaglia mi ri-

55.8 Page 548

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542 giugno 1868
peterono verbalmente che quando una congregazione religiosa ha un decreto di
commendazione, ed è costituita nella persona del suo superiore, per esistere biso-
35 gna che possa educare i suoi allievi secondo lo spirito e le regole della Società.
Ora io rimetto tutto nelle sue mani; una sua parola è per me direzione inva­
riabile.
L’assicuro che questo disturbo procureremo di ricompensare con preghiere
quotidiane e speriamo che Dio ci ascolterà e che benedirà le sue opere e la con-
40 serverà ad m ultos annos pel bene della Chiesa. Amen.
Coi sacerdoti Cagliero, Rua, Savio, Francesia poeta, col cav. Oreglia le prò- f.2r
fessiamo la più profonda gratitudine, mentre a nome di tutti i nostri giovani le di­
mando la santa sua benedizione ed ho l’alto onore di potermi professare
Della Eminenza Vostra Reverend.ma
45
Umil.mo Obbl.mo Aff.mo servitore
Sac. Gioanni Bosco
P.S. Se occorresse ad un solo cenno io andrei a Roma.
9 tranquillante] tranquillente 21 inopportuna corr si ex opportuna 27 facoltà corr si ex coltà
2 Filippo de Angelis: dati biog. in E(m) I, lett. 643.
5 foglio a parte: probabilmente conteneva anche le osservazioni critiche dei pochi vescovi che, ri­
chiesti, non concessero la commendatizia: v. lett. 1187.
10 carte unite: fra le altre anche lo stampato N otitia brevis, di cui alla lett. 1192.
13 una delle seguenti cose: le prime due saranno anche presentate al papa (v. lett. 1192).
23 approvò la società: v. lett. 1149.
32 Stanislao Svegliati, Segretario della Sacra Congregazione dei W . e RR.: v. lett. 1055.
— Angelo Quaglia, card. Prefetto della medesima Sacra Congregazione: v. lett. 764.
41 Giovanni Cagliero, Michele Rua, Angelo Savio, Giovanni Battista Francesia, Federico Oreglia di
S. Stefano: salesiani continuamente cit.
— poeta: sottolineato da don Bosco per ricordare i saggi poetici dati da don Francesia al Cardinal de
Angelis esule a Torino e probabilmente anche a Fermo nella visita nel 1867, di ritorno da Roma.
47 andrei a Roma: il viaggio ebbe luogo solo nei primi mesi del 1869.
1190
Al conte Francesco Viancino
ASC B31010 Lett. orig., Viancino (A 1741023) me. 54 E 10
Orig. aut. 2 ff. 220 x 133 mm. carta leggera
E I 563-564 MB IX 234-235
Invito a partecipare alla festa della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice - proposta di colla­
borare col barone Bianco di Barbania per la colletta alla porta della chiesa - auguri e preghiere
Torino, 6 giugno [18]68
Car.mo Sig. Conte,
Credo che avrà ricevuto il programma della consacrazione della chiesa. Dal 9
al 17 del corrente [mese] Ella sarà padrone di nostra casa con preghiera che si

55.9 Page 549

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giugno 1868 543
fermi con noi a pranzo quel maggior numero di giorni che potrà.
Mi rincresce che la nostra posizione non ci incoraggisca ad invitare anche la
sig[ra] Contessa di Lei moglie; ma spero che se non un pranzo almeno la refezio­
ne del mattino la vorrà gradire.
Ella però avrà il suo da fare: il Barone Bianco conta sopra di Lei per essere
qualche poco rimpiazzato a collcttare alla porta della chiesa. Che ne dice? Più
cose ci diremo di presenza.
Dio benedica Lei, caro sig. Conte, Benedica la sig[ra] di Lei moglie, prosperi
le sue campagne e li conservi constanti ambidue per la via del cielo. Amen.
Preghi per la povera anima mia e mi creda nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 giugno] 6
2 Francesco Viancino: v. lett. 900.
7 moglie, Luigia Barel di Sant'Albano: v. lett. 900 e 1077.
9 Carlo Bianco: nato a Barbania nel 1803, figlio del barone Gaspare Lorenzo e della contessa Carlot­
ta Brunero di Sardevolo. Maggiordomo di corte, decurione nella città di Torino, sposò nel 1827 Delfi­
na Alciati (m orta nel 1851). Fautore e benefattore di opere cattoliche, com m endatore di S. Gregorio
Magno, morì a Torino il 27 aprile 1878, lasciando i salesiani eredi delle sue sostanze: A. M a n n o , Il p a ­
triziato subalpino... II, p. 283; v. anche BS a. 2 (agosto 1878) pp. 10-11.
16 Alla consacrazione della chiesa, presentata ovviamente sulla stam pa religiosa (ad es. «La Buona
Settimana» 6 giugno 1868, p. 197), vennero invitati molti benefattori, fra cui i Callori.
1191
Al duca Tommaso Gallarati Scotti
Orig. già presso il parroco della chiesa Maria Addolorata di Comacchio (fraz. di Cuvio - Varese)
Orig. aut. 2 ff. 235 x 160 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., G allarati (A 1800117)
E I 564 MB XV 832
Nella incertezza della presenza del duca alla consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice, promet­
te speciali celebrazioni di messe per l’intera famiglia
*Torino, 7 giugno [18] 68
Eccellenza,
I
I
Nella incertezza della sua venuta iri Torino nella occasione di queste feste sti­
mo farle cosa cara il dirle un regalo spirituale che intendo di farle. È il seguente.
Nel corso di questo Ottavario ho disposto che ogni giorno si dica una messa privi­
legiata secondo la pia di Lei intenzione. Il mio scopo si è di invocare speciali be­
nedizioni celesti sopra di Lei, la sig[ra] duchessa di Lei moglie, sopra tutta la fa­
miglia, affinché Iddio nella sua grande misericordia le conceda di vederli tutti cre­
scere e vivere nel santo timor divino, ed abbia la grande consolazione di vederli
tutti intorno a Lei un giorno nella patria dei beati.
Questo è un piccolo segno della più viva mia gratitudine pei benefizi fattici in

55.10 Page 550

▲torna in alto
544 giugno 1868
tante critiche circostanze. Ella con bontà lo voglia gradire.
Raccomando me e la mia famiglia alla carità delle sante sue preghiere e mi
professo con pienezza di stima
15
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
A sua Eccellenza
Il Sig. Duca Tomaso Scotti
20 Palazzo proprio
Milano
1 giugno] 6 9 timor corr ex amor
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. lett. 737.
3 occasione di queste feste: vale a dire la solenne consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice. Le
feste durarono otto giorni, alla presenza di molti vescovi: Ghilardi, Ferrè, Balma, Galletti. Mons. Rota
di Guastalla venne il 19 giugno e si soffermò vari giorni, durante i quali ricevette dal vescovo di Mode­
na, Francesco Emilio Cugini, l’invito di scusarlo presso don Bosco per non aver risposto alla sua pri­
m a richiesta di commendatizia, di cui aveva smarrito il carteggio, e di esprimergli la sua opinione
onde potesse agire di conseguenza: lett. ed. in MB IX 296-297; v. anche lett. 1188.
7 di Lei moglie, Barbara Melzi d ’Eril: v. lett. 737.
11 regalo spirituale: m a non solo. Don Bosco ai benefattori mandò anche un ricordo tangibile della
consacrazione quale la medaglia commemorativa. Esemplari ne vennero inviati in tempi diversi a va­
rie decine di persone, nobili o meno, laici ed ecclesiastici, fra cui una quindicina di cardinali e una de­
cina di vescovi: cf un elenco in MB IX 274-275. Pervennero ovviamente molti ringraziamenti: citiamo
qui solo quella del card. Antonucci da Ancona il 27 agosto 1868 (ASC B26200 Antonucci, ed. in MB IX
275-276: v. Appendice, lett. 1868/7). Don Bosco lo aveva conosciuto a Torino, dove era stato nunzio
presso il governo subalpino fino all'aprile 1850, quando, a seguito dell’approvazione delle leggi Siccar-
di, la Santa Sede lo fece ritirare, nominandolo poi arcivescovo e cardinale di Ancona, rispettivamente
nel 1851 e 1858: cf T. C h iu s o , La Chiesa in P iem onte..., III. Torino 1888, p. 90.
21 Milano: fra i benefattori della città invitati alla consacrazione di Maria Ausiliatrice ci fu la contes­
sa Teresa dal Verme Bolognini, che il 13 giugno 1868 ringraziò don Bosco e il cav. Oreglia, cui chiede­
va medaglie commemorative della festa: ASC B23000 D al Verme, ed. in MB IX 274. La contessa scris­
se diverse volte a don Bosco: il 6 maggio 1868 aveva m andato 40 lire per mezzo del canonico Giordani
e chiesto di sapere quando si sarebbe aperta la chiesa di Maria Ausiliatrice: ASC B26100 Dal Verme; il
12 novembre 1868 chiese preghiere per la madre: ASC B26100 Dal Verme; infine il 4 dicembre 1868
ringraziò don Bosco per il buon esito degli esami di suo figlio e lo invitò a casa sua nel caso si recasse
a Milano: ASC B26200 Dal Verme. Invece Maria Caccia dal Verme il 4 ottobre 1868 fece u n ’offerta
m entre chiese preghiere per lei, per la sua famiglia e per una giovane; nella medesima lettera ringra­
ziò anche a nome della contessa Francesca Bricherasio Cavriani (dal 9 aprile 1866 m aritata al conte
Luigi Cacherano di Bricherasio): ASC B26100 Dal Verme.
1192
Al papa Pio IX
Archivio ASCW RR b. T 9.1
Orig. di Giovanni Battista Francesia con firma aut. 2 ff.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960182)
Ined.
298 x211 mm.
Richiesta di approvazione pontificia della società salesiana «fondata» dal papa medesimo - possibilità
di far ordinare i chierici dal vescovo di Casale Monferrato, che aveva già dato l’approvazione diocesa­
na alla stessa società

56 Pages 551-560

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56.1 Page 551

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giugno 1868 545
A Domo sodalitia Pagi Mirabelli,
quarto idus Junii MDCCCLXVIII
[1 0 giugno 1868]
Beatissime Pater,
Humillime ad pedes Sanctitatis Tuae provolutus supplex deprecor ut Sancii 5
Francisci Salesii Societatem paterna ac consueta bonitate tua adspicias, eidem-
que, sienti optimum in Domino visum fuerit, provideas.
Abhinc quatuor annis amplissimis verbis hanc nascentem Congregationem
commendare dignatus fuisti ad instar Congregationum votorum simplicium, dila­
ta tamen ad opportunius tempus Constitutionum approbatione. Attentis peculia- io
ribus circumstantiis generalem superiorem, ejusdemque successorem constitue-
bas.
Temporis vero opportunitatem ad hoc opus perficiendum praesens tempus,
Beatissime Pater, ex tui cordis erga nos voluntate, habere dignare. Nam per octo
et viginti circiter annos existentia hujus Societatis inter tot malorum temporum 15
perversitates; commendatio, quam saepe saepius de eadem fecisti; adprobatio
Dioecesana Episcopi Casalensis; litterae supplicatoriae Antistitum Provinciae Ec-
clesiasticae Taurinensis, aliorumque Antistitum et praecipue Eminentissimorum
Cardinalium De Angelis, Sanctitatis Tuae Camerlingi; Antonuc[c]i Archiepiscopi
Anconitani; Corsi Archiepiscopi Pisani; dies denique mei, qui jamjam vertunt ad 20
occasum; atque alia quae separatim adnotantur, Salesianae Societatis approba-
tionem esse summopere necessariam suadere videntur.
Quod si Sanctitas Tua, Beatissime Pater, hanc supremam approbationem bo-
num in Domino non dijudicaverit saltem concede ut socii, qui clericalem militiam
f.lv prosequuntur, sacros ordines admitti possint et valeant ab Episcopo | Casalensi, 25
licet ad aliam Dioecesim pertineant. In illa enim Dioecesi juniorum seminarium
et sodalitia domus jam pridem fuit instituta.
Congregatio ista, quae creatura tua dici potest, Beatissime Pater, benedictio-
nem, soliditatem, certum quodam existendi modum, summa videlicet atque
Apostolica approbatio, a Te expectat. Faxit Deus, ut nostrorum votorum compo- 30
tes fiamus.
Dum autem ad hunc finem quotidie preces ad Deum enixe perfundimus,
omnes ad Pedes Sanctitatis Tuae provoluti humiliter tuam sanctam et Apostoli-
cam benedictionem expostulamus.
Mihi autem prae omnibus felicissima sors contingit ut nominatim possim me 35
profiteri.
Beatitudinis Tuae
Humillimus, Addictissimus Filius et Famulus
Sacerdos Joannes Bosco
7-21 È la sintesi di quanto pubblicato nel fascicoletto, stampato a Valdocco, dal titolo N otitia brevis
societatis S. Francisci Salesii et nonnulla decreta ad eam dem spectantia; in Opere Edite, [571]-
[584]; conteneva una breve storia dell’opera salesiana ed alcuni decreti: quello della nom ina di don
Bosco a direttore capo degli Oratori del 31 marzo 1852, il decretum laudis del 23 luglio 1864, quello
dell’approvazione diocesana della società da parte di mons. Ferrè (13 gennaio 1868) con alcuni privile-

56.2 Page 552

▲torna in alto
546 giugno 1868
gi concessi alla casa di Mirabello in data 4 aprile 1868. Don Bosco non m ancava di indicare il num ero
dei soci salesiani, (circa 100) e il favore accordato all’opera salesiana da tre cardinali.
19 Filippo de Angelis: v. lett. 1189.
— Benedetto Antonio Antonucci: v. lett. 1191.
20 Cosimo Corsi: v. lett. 1140.
39 II Segretario della Sacra Congregazione dei Religiosi, Stanislao Svegliati, avuta la lettera di don
Bosco e anche le precedenti informazioni critiche dell’arcivescovo di Torino, il 28 luglio 1868 chiese
conferme o smentite soprattutto a riguardo dei chierici di Valdocco all’abate Gaetano Tortone, il qua­
le, così come aveva fatto per mons. Berardi (vedi nota alla lett. 1151) anche a mons. Svegliati fece una
durissima relazione sulla situazione di Valdocco: lett. del 6 agosto 1868, ed. in MB IX 367-370. Copia
della lettera di don Bosco venne pure mandata al card. Costantino Patrizi, che ne fece parola con il
papa e rispose a don Bosco il 30 agosto 1868: ASC B26200 Patrizi, ed. in MB IX 374. Affermava che sia
il Papa che altri prelati direttamente interessati e informati della questione erano molto perplessi, tra t­
tandosi di novità rispetto al dettato dei Sacri Canoni. Il 2 ottobre 1868 sarebbe poi arrivato a don Bo­
sco il parere negativo della Sacra Congregazione attraverso la lettera di mons. Stanislao Svegliati: ed.
in MB IX 378-379.
1193
Al papa Pio IX
ASV S. C. Concilio, Positiones 1868 b. 2617
Orig. di Giovanni Battista Francesia con firma aut. 1 f.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960183)
Ined.
284 x 180 mm.
Richiesta di ordinazione extra tem pora e di dispensa dall'età a favore di tre chierici dell’Oratorio
*Torino, 18 giugno 1868
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Gio. Bosco della Diocesi di Torino prostrato ai piedi di V. S. col
massimo rispetto espone che i giovani Albera Paolo, Costamagna Giacomo, Dal-
5 mazzo Francesco della Diocesi di Torino furono caritatevolmente accolti nelTO-
ratorio di S. Francesco di Sales. Ivi coll’aiuto della Divina Provvidenza poterono
percorrere i loro studii e sono già stati insigniti del Diaconato.
Ora e per provvedere al servizio religioso negli Oratori Festivi e pel servizio
quotidiano della Chiesa testé consacrata al divin culto in onore di Maria Ausilia-
10 trice, vi sarebbe vero bisogno che essi fossero ordinati sacerdoti. A tale scopo col
consenso del loro Arcivescovo chiedono umilmente di poter essere ordinati extra
tem pora nella domenica dopo la metà del prossimo Luglio, e dispensati dall’età
notata nella Commendatizia Arcivescovile.
Pienamente persuasi che questi due favori tornino a maggior gloria di Dio e a
15 bene delle anime sperano che dall’alta ed esperimentata bontà di V. S. saranno
esauditi mentre colla più profonda gratitudine a nome di tutti implora l’Apostoli­
ca benedizione e si professa
Di V. S.
Umil.mo Obbl.mo servitore e figlio
20
Sac. Gioanni Bosco
19 figlio corr [don Bosco] ex fig

56.3 Page 553

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giugno 1868 547
4 Albera Paolo: v. lett. 1160 e 1167; fu ordinato sacerdote a Casale M onferrato da mons. Pietro Ferrè
il 2 agosto 1868.
— Giacomo Costamagna: v. lett. 1167; fu ordinato sacerdote a Torino da mons. Alessandro Riccardi
di Netro il 18 settem bre 1868.
4-5 Francesco Dalmazzo: v. lett. 883; fu ordinato sacerdote a Torino da mons. Giovanni Antonio Bai-
ma il 18 luglio 1868.
1194
Ad un destinatario [conte] non identificato
ASC B31010 Lett. orig., A nonim o (A 1690124) me. 1 C 12
Orig. aut. 1 f. 199 x 129 mm. carta leggera sul mrg. sup. si trova la parola «Reliquia» sul
mrg. ini. si legge: «N.B. A voce poi mi disse un dì; ... più che però»
Ined.
Pieno accordo circa un affare in corso - garantisce la protezione celeste e l’esaudim ento delle proprie
preghiere
'Torino, 25 giugno [18]68
Chiarissimo Sig. Conte,
Secondo di buon grado il pensiero manifestato nella sua lettera e non man­
cherò di unire le deboli mie preghiere e quelle della mia famiglia per invocare le
benedizioni del cielo sopra l’affare che mi accenna.
Bisogna però che Ella non risparmi di cooperare con vive indagini affinché i
compratori ne siano informati. Dopo una serie gloriosa di strepitose maraviglie
che vediamo compiersi ogni dì, non ho alcun dubbio che Dio sia per ascoltare ed
esaudire le nostre preghiere purché non siano contrarie alla sua maggior gloria.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda nel Signore
Di V. S. Chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Dovrebbe trattarsi di un conte, e non di un sig. «Conte», dal momento che don Bosco è solito esor­
dire col titolo della persona cui si rivolge anziché col cognome del medesimo.
3 sua lettera: non è stata reperita, anche per la non identificazione del corrispondente.
5 affare: non è stato individuato per lo stesso motivo su esposto.
1195
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., B onetti (A 1690811) me. 8 A 4/5
Orig. aut. 2 ff. 198 x 130 mm. carta uso stam pa molto ingiallita
E I 566 MB IX 307
Spiega come riparare al contrattem po occorso per il biglietto ferroviario di mons. Rota - si compli­
menta per la biografia del Saccardi, cui per altro ha apportato qualche modifica

56.4 Page 554

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548 luglio 1868
*Torino, 1° luglio [18]68
Car.mo D. Bonetti,
Giunto Monsig. Rota gli dirai che il cav. Oreglia fece una prodezza e andò a
prendere i biglietti a Porta Nuova invece di recarsi a Porta Susa. Tu poi procura
5 di dare al suo segretaro quanto fu speso tra tutti da Torino a Mirabello. Ciò con­
certa con D. Cagliero.
Ho letto il tuo lavoro e mi piacque assai: l'ho già dato alla tipografia e ne ve­
drai a suo tempo le bozze. Ho giudicato bene di togliere tutte quelle cose che pos­
sono dare pretesto di accusarci che noi spingiamo le pratiche di pietà troppo
10 avanti oppure che il Saccardi sia stato oppresso per la mancanza di ricreazione.
Ho pure tolto la Corona quotidiana. È cosa ottima, ma con tutte le altre po­
trebbe | far dire che è troppo. Vedrai e correggerai.
f.iv
Buone feste a te e a tutta la cara brigata. Credimi nel Signore
Affano in G. C.
15
Sac. Bosco Gio.
1 luglio] 7
2 Giovanni Bonetti, all’epoca direttore del collegio di Lanzo: dati biog. in E(m) I, lett. 328. Scrittore
di notevole valore, ottimo polemista, sarà il primo direttore del «Bollettino Salesiano».
3 Pietro Rota: v. lett. 991. Era partito da Torino il 30 giugno 1868 per visitare la casa di Mirabello,
dove incontrò il vescovo di Casale, mons. Pietro Maria Ferrè.
— Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
4 Porta Nuova e Porta Susa: erano all'epoca le due stazioni ferroviarie della città di Torino.
6 Don Giovanni Cagliero: aveva preceduto il vescovo in collegio a Mirabello per preparargli il ricevi­
mento; dati anag. in E(m) I, lett. 199.
7 lavoro: si trattava della Vita del giovane Saccardi E rnesto..., di cui alla lett. 882; ed. in OE XX
[445]-[464].
10 Ernesto Saccardi: ib.
1196
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Um berti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta leggera
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., L im berti (A 1960117)
Ined.
Su richiesta dell’arcivescovo sospende l'allontanamento di un giovane dall’Oratorio - chiede precisa­
zioni circa la responsabilità dell’eventuale direttore salesiano presso il collegio Galilei - dom anda una
commendatizia in favore della società salesiana - vivacità dei ragazzi fiorentini accolti a Valdocco
*Torino, 8 luglio [18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Compatisca il ritardato riscontro alla venerata lettera di V. E. R.d.ma e gra­
disca ora la risposta. Dopo la lettera di V. E. fu sospeso il progetto di inviarle il

56.5 Page 555

▲torna in alto
luglio 1868 549
Pucci a casa; ma temo che la duri con buona volontà; egli è un giovanetto vera- 5
mente sgraziato per la moralità, ma faremo quanto è possibile.
Riguardo alla persona da porsi alla direzione del Collegio Galilei avrei biso­
gno di qualche schiarimento. Questo direttore è incaricato di formolare un pro­
gramma, cercarsi uomini probi per metterlo in esecuzione? oppure egli è dipen­
dente e deve pensare soltanto a compiere l'uffizio che direttamente lo riguarda? io
Da ciò dipende o l’essere padrone o servitore.
Nel primo caso sarebbe facile trovare una persona idonea che possa dirigere
e costituire un personale ad hoc. Nel secondo sarebbe un impiegato che compie­
rebbe un ufficio nella amministrazione di un collegio come direttore.
Ora a me: alcuni mesi fa io le inviava una memoria con cui la pregava di una 15
f.iv commendatizia presso la santa sede della società | religiosa di S. Francesco di Sa­
les. Non so se abbia ricevuto il piego, oppure che giudichi di tenersi estraneo a
questa commendatizia; ma sarebbe cara una risposta per mia norma. Ad ogni
modo io le sono sempre obbligato della bontà usatami in più circostanze e pre­
gando Iddio a volerla colmare di sue celesti benedizioni ho l’onore di potermi 20
professare
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo ed Aff.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Abbiamo in casa in questo stabilimento dodici fiorentini, di cui niuno addor- 25
menta[to] ma tutti svegliati in grado superlativo.
3 venerata res 4-5 il Pucci add si 5 temo corr ex teng
mendatizia corr ex commentatizia norma add si
12 idonea corr si ex ideo
18 com­
2 Gioacchino Umberti: v. E(m) I, lett. 428.
3 lettera: non è stata reperita.
5 Giuseppe Pucci: fu Luigi e Teofila Cagliari, nato a Firenze il 20 aprile 1855, era entrato come stu­
dente a Valdocco l’8 giugno 1868: ASC registro Censimento.
— temo: i timori di don Bosco si avverarono, se nonostante tutto (v. lett. 1209) due mesi dopo, il 9 ot­
tobre 1868, fuggì dall’istituto: da Valdocco risulta partito definitivamente il 12 ottobre 1868: ASC regi­
stro Contabilità 1868, p. 621 E 555.
7 Collegio Galilei: nonostante varie ricerche, non è stato identificato.
15 inviava una memoria: v. lett. 1156, nota.
1197
Al vicario capitolare di Vigevano, Vincenzo Capelli
Archivio seminario - Vigevano
Orig. aut. 1 f. 260 x 190 mm. segno di ceralacca rossa
Vigevano 10 lug 68 8 M francobollo 20 cent.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Capelli (A 1790315)
Ined.
timbri vari: Torino 9 lug 68 3 1/2 S
Buone notizie circa alcuni chierici vercellesi e meno buone per un altro

56.6 Page 556

▲torna in alto
550 luglio 1868
Reverend.mo car.mo Monsig. Vicario,
[Torino, 9 luglio 1868]
Fra le minchionerie del eh. Vecchio avvi anche quella di essersi fatto un cer­
tificato che né io né il piccolo segretario mio abbiamo mai sognato. Fra i molti se-
5 gni che egli non è chiamato allo stato ecclesiastico annoveri anche questo. Pa­
zienza opera et oleum perdidim us.
Ben altra è la condotta dei eh. Gennaro, De Giorgis, Missorta, Amelotti, i
quali lasciano niente a desiderare né per lo studio, né per la pietà.
A monsig. Ill.mo e R.d.mo
Monsig. Cappelli Can.co Vicario Generale
Vigevano
[Sac. Gio. Bosco]
f-2v
2 Vincenzo Capelli: v. E(m) I, lett. 558; don Bosco gli aveva scritto poco prima, sia pure per altro
motivo: v. lett. 1187.
3 Pietro (Giovanni) Vecchio: v. E(m) I, lett. 558, dove appare anche con altri nomi. Divenne prete
nel 1869 a Vigevano, e per tutta la vita fu cappellano a Mede. Morì nel 1913: cf «Rivista diocesana Vi-
gevanese», a. LXVIII 1988 n. 7, p. 67.
7 Giuseppe Gennaro: nato a Garlasco (Pavia) il 30 settembre 1853, figlio di Luigi, professo triennale
il 22 settembre 1871, sacerdote il 21 dicembre 1872, uscì spontaneamente da Genova-Sampierdarena
nell’ottobre 1875: ASC registro Anag. prof. Tornato in diocesi, fu nominato cappellano al paese nati­
vo, ove morì 0 31 ottobre 1912: cf «Rivista diocesana Vigevanese», a. LXVIII 1988 n. 7, p. 67.
— Giovanni De Giorgis, figlio di Francesco e Maria Nagari, nato a Cilanga (Pavia) il 27 marzo 1848,
entrò a Valdocco 0 4 agosto 1866: ASC registro Censimento.
— Luigi Missorta, figlio di Giuseppe e di Angela Ronchi, nato a Vigevano (Pavia) il 6 novembre 1852,
entrò a Valdocco come studente il 16 ottobre 1865: ASC registro Censimento. Tornato in seminario a
Vigevano, divenne sacerdote il 22 settembre 1877. Svolse la sua opera per alcuni anni nella diocesi, e
poi come cappellano degli emigranti. Stabilitosi a Linz (Austria), vi morì negli anni 30: cf «Rivista dio­
cesana Vigevanese», a. LXVIII 1988 n. 7, p. 67.
— Giovanni Amelotti: figlio di Francesco, originario della Lomellina (Pavia), presente a Valdocco dal
1865: ASC registro Contabilità 1865, E 554, p. 395.
1198
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900450)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 566-567 MB IX 313
Annuncia sua prossima visita a Cumiana con don Francesia ed eventualmente col professor Bacchia-
loni - invito a venire a Valdocco a pranzo assieme ai figli
*Torino, 10 luglio [18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
Andremo a fare il Professore: la sera del 19 corrente per quello delle 5 sera
con D. Francesia andrò, si D om ino placuerit, a Cumiana. Se giudica bene invito
5 anche il prof. Bacchialoni, ma se [non] lo giudica bene me lo dica.
Ella però ne ha una da scontare: venire a Torino con Luigi ed Emanuele e

56.7 Page 557

▲torna in alto
luglio 1868 551
non venire tutti tre a pranzo con noi e godere così la Provvidenza di Maria Ausi-
liatrice è un errore da perdonarsi difficilmente.
Il Barone Bianco mi dice che si merita una multa di cento Napoleoni; ci pen­
si: io vado a prenderli.
10
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia, li riverisca con D. Susino tutti cara­
mente nel Signore e mi creda con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
1 luglio] 7
2 Zaverio Provana di Collegno: v. E(m) I, lett. 103.
3-4 andremo: verremo; andrò: verrò.
3 Professore: don Bosco andava alla villa estiva dei Provana a Cumiana per esaminare i figli del cava­
liere, Luigi ed Emanuele, assieme ai professori don G. B. Francesia e Carlo Bacchialoni.
4 Giovanni Battista Francesia: v. E(m) I, lett. 518.
5 Carlo Bacchialoni: direttore del regio collegio di S. Francesco da Paola fino al 1868 e dottore colle­
giata dell'università.
6 Luigi era nato nel 1852, m entre Emanuele l'anno successivo; del 1854 invece era la sorella Maria
Delfina.
9 Carlo Bianco di Barbania: v. lett. 1190.
— cento Napoleoni, vale a dire 2.000 franchi: v. lett. 951.
11 Don Susino: probabilmente era il sacerdote istitutore di casa Provana.
1199
Al prevosto di Casorzo Felice Bava
Orig. già presso Archivio parrocchiale di Casorzo Monferrato (Asti)
E I 567 MB XVI 638-639
Ringrazia per l’offerta - assicura preghiere
Car.mo nel Signore,
*Torino, 13 luglio [18]68
Ho ricevuto fi. 26 che Ella ed altri caritatevoli oblatori offrono alla chiesa di
M. A. ove saranno usati ad estinguere le spese di costruzione e spero che la Santa
V. proteggerà codesta parrocchia e spanderà copiose benedizioni su tutti i suoi 5
parrocchiani come ne la prego di cuore.
Dio ci aiuti tutti a perseverare nel bene e raccomandandomi alla carità delle
sante sue preghiere mi professo con gratitudine profonda verso tutti gli oblatori e
verso di Lei in particolare
Obbl.mo servitore
10
Sac. Gio. Bosco
2 Felice Bava: nato a Scandaluzzo (Asti) il 21 ottobre 1829, dal 1857 fu parroco di Casorzo, dove m o­
rì il 15 luglio 1892: dati dell’archivio diocesano.
— Casorzo: località di circa 2000 abitanti, a 22 km. da Asti.

56.8 Page 558

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552 agosto 1868
1200
Alla contessa Lucrezia Bardi Dufour
Orig. già presso cont.ssa Lucrezia Bardi Dufour Berte - Firenze
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860208)
Copia semplice autentic. da don Filippo Rinaldi il 27 settembre 1931
E I 568 MB XV 834-835
Ringrazia e contraccambia le preghiere - chiede di distribuire medaglie di Maria Ausiliatrice ad alcuni
benefattori - ossequi alle generose nobildonne fiorentine
*Torino, 3 agosto [18]68
Benemerita Sig[ra] Contessa,
La ringrazio della sua lettera e dei cristiani sentimenti che con essa mi espri­
me. Si assicuri, sig[ra] contessa, che io non manco ogni giorno di raccomandare
5 al Signore Lei e tutta la sua famiglia nella santa messa. La memoria dei benefizi
ricevuti non sarò giammai per dimenticarli.
Il cav. Oreglia è ben contento di potersi adoperare in quelle cose che possano
tornare a qualche suo vantaggio: lo stesso dico io e tutti quelli della nostra
famiglia.
io Con sua comodità la prego di portare o meglio far tenere una medaglia com­
memorativa con lettera ai seguenti indirizzi:
1° Alla sig[ra] Elena Rati-Amerighi, via S. Spirito n. 1.
2° Alla sig[ra] Teresa Coletti, via Ginori n. 19.
3° » » Alessandra Coletti idem.
15
Queste persone si sono molto adoperate pel nostro bene e specialmente per
la chiesa di Maria A. Le acchiudo una immaginetta di M. A. che io incarico di
portarle la sua santa benedizione.
Se mai ne avesse conoscenza e potesse ossequiare le seguenti persone: con­
tessa Virginia Digny - march. Enrichetta Michelagnolo - march. Gerini Isabella -
20 contessa Girolama Uguccioni - mi farebbe piacere; sono tutte persone di molta
pietà ed insigni benefattori della novella Chiesa. D. Francesia si unisce meco ad
augurarle ogni bene dal cielo mentre io mi raccomando alla carità delle sante sue
preghiere e mi professo
Di V. S. B.
25
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
7 cav.] conte
1 Sul dattiloscritto conservato la data, manoscritta, è 5 agosto.
2 Lucrezia Bardi Dufour Berte, nata a Firenze nel 1840 da Edoardo (1806-1883: ultimo Gonfaloniere
della Firenze del Granduca fino al 1859) e da Ottavia Guadagni (1818-1876), sposò nel 1862 Ferdinan­
do Bardi Serzelli: LDNI 1916-1919.
3 sua lettera: non è stata reperita.
5-6 benefizi ricevuti: don Bosco era stato suo ospite a pranzo nel dicembre 1866 e l’aveva pure in-

56.9 Page 559

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agosto 1868 553
contrata nel ritorno da Roma nel 1867. Anche in seguito, ed esattamente il 22 novembre 1868, la con­
tessa inviò 60 lire per gli ornam enti della Chiesa di Maria Ausiliatrice e 6 lire a nom e del m arito per il
primo armo dell’associazione alla Biblioteca della Gioventù Italiana: ASC B26100 Bardi. Don Bosco
la ringraziò attraverso il cav. Oreglia.
7 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
12-14 Elena Rati Amerighi, Teresa Coletti, Alessandra Coletti: nobildonne di Firenze, benefattrici di
don Bosco, delle quali non sono state trovate ulteriori testimonianze in ASC; vedi anche Appendice,
lett. 1868/27.
19 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
— Enrichetta Nerli Michelagnolo: v. lett. 1062.
— Isabella Gerini: v. lett. 910.
20 Girolama Uguccioni: v. lett. 885. Aveva scritto a don Bosco qualche tempo prim a e il marito,
Tommaso, vi aveva aggiunto una dom anda circa le candele per la chiesa di Maria Ausiliatrice. Alla ri­
sposta non pienamente soddisfacente di don Bosco, l’Uguccioni inviava com unque una certa quantità
di candele e ne dava avviso al cav. Oreglia il 29 maggio: ASC B23000 Uguccioni, ed. in MB IX 227; v.
in Appendice, lett. 1868/17.
21 Giovanni Battista Francesia: si era incontrato con la Bardi nel viaggio di ritorno, con don Bosco,
da Roma nel 1867.
1201
Al sindaco di Torino Filippo Galvagno
ASC B31010 Lett. orig., A utorità, Sindaci, Torino, Galvagno (A 1690512)
Min. allog. con correz. aut. 2 ff. 303 x 207 mm.
Ined.
me. 5 B 3/6
Precise controdeduzioni alle proposte avanzate dalle autorità municipali per un progetto di sistema­
zione territoriale e viaria presso l’Oratorio
[Torino, poster. 6 agosto 1868]
Ill.mo Sig.r Sindaco,
Con lettera della S. S. 111.ma, 6 Agosto 1868 N. 3861 (Polizia Municipale) in
risposta a domanda del sottoscritto di permesso di fabbricazione, avvisava il me­
desimo essere necessario per ottenere il domandato permesso sottoporsi ai se- 5
guenti quattro vincoli:
1° Acquista dalla Città il suolo dell'antica strada e del seminario la superficie
sino a metà via per la confrontanza della sua proprietà.
2° Riformi il suo disegno della Cinta e la cinta istessa limitatamente alla linea
EF stabilita per la parte della casa verso la via Botta.
io
3° Si obblighi a non impedire lo scolo delle acque provenienti dalla Casa e
proprietà della Sig.a Delfino Ganna.
4° Rinnova i zoccoli parracarri indebitamente collocati dopo il ricevuto diffi-
damento.
Queste quattro condizioni basando evidentemente sopra nuovi equivoci e di- 15
menticanze, obbligano il sottoscritto ad invocare la bontà della S. V. 111.ma alle
seguenti osservazioni per convincersi della loro inopportunità.
In merito al 1° articolo:

56.10 Page 560

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554 agosto 1868
Premesso che con ¡strumenti 23 Agosto 1864, rogato Turvano; 5 Maggio 1868
20 rogato Zerboglio; 29 Giugno 1868 rogato Pavesio, il sottoscritto è | subentrato in f.lv
tutti i diritti si delli sig.ri Rocci che del seminario e così di tutti i terreni di cui trat­
tasi confrontanti ai due lati dell’antica strada Cottolengo, si fa osservare che il
Municipio colla nuova sistemazione e rettilineamento di detta strada, occupò di­
verse striscie di terreni di proprietà del sottoscritto e ne abbandonò, cioè lasciò
25 fuori del nuovo piano stradale alcune altre per cui erasi presa verbale intelligenza
di far compenso di superficie, mediante rifatta a chi di ragione, intelligenza che
venne posta in iscritto nella transazione amichevole di iniziati atti Giudiziali, se­
guita il 1° Giugno 1868, nella quale transazione mentre obbligavasi il sottoscritto
alla compra di quella differenza di superficie che avrebbe potuto risultare a favo-
30 re della Città, davasi incarico allo stesso Ufficio d ’Arte di procedere alla determi­
nazione di detta superficie, dalla quale operazione risulterebbe ora invece credi­
tore di maggior superficie il sottoscritto.
Ma ora con questo 1° Articolo si abbandona il sistema preinteso di compen­
sa, e si domanda al sottoscritto il pagamento ossia l’acquisto dell’intiero piano
35 stradale sì antico che nuovo, per tutta la lunghezza della sua proprietà.
Questa nuova domanda sembra al sottoscritto inconsueta, appoggiata a nes­
sun articolo di legge. | Suolsi benissimo per le nuove strade aperte a tutto benefi- f.2r
ciò dei frontanti, far somministrare da questi il suolo ed è cosa razionale: ma non
mai per le antiche strade pubbliche esistenti avanti la costruzione delle Case,
40 come nel caso presente.
Su di una tale domanda sembra al sotto.o sufficiente richiamare l’attenzione
della S. V. 111.ma per essere riconosciuta dovuta ad un equivoco.
In merito all’articolo 2°[:]
Da quest’articolo apparisce essersi commessa una dimenticanza ed un equi-
45 voco: cioè si dimenticò l’esistenza del precario col quale la Città autorizzava il
sotto.o alla precaria costruzione della cinta di cui trattasi, a condizione di doverla
demolire e ritirare sulla linea della progettata via Botta, quando il Municipio addi­
venisse alla costruzione di detta via: caso non ancora avvenuto e forse ancora
molto lontano.
50 Si confuse la località di detta cinta che trovasi a Ponente della nuova Chiesa
colla località della chiesta fabbricazione che trovasi a mezzodì, separata dalla
Chiesa istessa e dalla Casa per cui non si può comprendere quale connesso vi pos­
sa esistere tra queste due cose, quale interesse pubblico richieda di vincolare il
permesso di fabbricazione in una località colla demolizione e riforma di un muro
55 di Cinta in u n ’altra località affatto estranea e già vincolata | ad alto precario. f.2v
In merito all’articolo 3°[:]
Quest’obbligazione che vorrebbesi imporre nell’interesse di un privato, e che
sembra estranea alla competenza di un municipio, non può essere accettata dal
sottoscritto senza esporsi a pregiudicare i diritti giuridici che crede avere verso i
60 terzi, e d ’altronde è contraria all’interesse pubblico, il quale per decoro e pubbli­
ca igiene vorrebbe anzi che il sottoscritto venisse coadiuvato anziché impedito a

57 Pages 561-570

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57.1 Page 561

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agosto 1868 555
far togliere gli stagni d'acqua, le pozzanghere, di fetore sovente insopportabile
che ivi producono gli scoli che con tale obbligazione extra com petenza vorrebbesi
coadiuvare a mantenere.
In merito all’articolo 4°[:]
65
Quest'art.o essendo basato sull'annunziato vero errore di fatto, cade da sé
colla ricognizione della cosa[?] che il sottoscritto prega a volersi meglio fare sul
luogo.
Premesse le sovra osservazioni delle quali la S. V. 111.ma vorrà sicuramente
tenerne il debito conto, spera il sottoscritto di vedersi in breve favorito del chiesto 70
permesso di fabbricazione senza vincoli inopportuni: e posto così in grado di po­
ter continuare i lavori indispensabili pel buon ordine e pella disciplina di questi ri­
coverati, ed anche di essere in grado di accogliere e ricoverare quel maggior nu­
mero di giovanetti che appunto nell’invernale stagione trovansi maggiormente in
bisogno di essere ricoverati.
75
[Sac. Gio. Bosco]
16 la bontà em end si ex l’attenzione 17 p o st inopportunità del ed irragionevolezza 24 di2 corr
ex del 36-37 nessun corr ex nessuno 53 richieda] richiede 66 sé] se 72-73 con­
tinuare... ricoverare corr m rg inf ex ancora ultimare la chiesta fabbricazione prim a dell’inverno a
maggiore e migliore ricovero 73 di em end ex de’ accogliere e ricoverare corr ex a fine di po­
ter accogliere e ricoverare 75 essere ricoverati em end si ex ricorrere alla beneficenza dell’Opera
di S. Francesco di Sales, rappresentata dal sottoscritto
2 Filippo Galvagno (1801-1874): v. E(m) I, lett. 46.
3-4 lettera e domanda: non sono state reperite; v. comunque lett. 893.
12 signora Delfino Ganna: ossia Lucia, fu Gaetano Ganna (vedova di Giovanni Battista Filippi, rim a­
ritata Giovanni Delfino), confinante con don Bosco, dalla quale aveva acquistato e cui aveva a sua vol­
ta dato in perm uta lotti di terreno nel 1860 e nel 1863: v. lett. 823. Nel 1865 alla m orte di Gaetano, fi­
glio celibe di Lucia e di G. Battista Filippi, la m adre Lucia e la figlia Rita, nubile, ebbero in eredità altri
piccoli appezzamenti di terreni a Valdocco. Due anni dopo Rita lasciò alla madre tutte le sue compro­
prietà: ASCT Catasto Valdocco.
69-70 vorrà tenerne conto: non fu proprio così, se don Bosco dovette scrivere nuovam ente al sinda­
co a fine settembre: v. lett 1223.
76 Forse senza conoscere a fondo le difficoltà anche burocratiche da don Bosco incontrate nella co­
struzione della chiesa di Maria Ausiliatrice, il 26 dicembre 1868 da Genova il m archese Giovanni Ma­
ria Cambiaso gli scrisse per comunicargli che la commissione per la costruzione della chiesa di Nostra
Signora Immacolata di Genova, di cui era segretario, avrebbe voluto che ne fosse lui il promotore:
ASC B26100 C am biaso G iovanni M aria, me. 1395 C 12. Don Bosco gli fece rispondere tre giorni dopo
dall'Oreglia: avrebbe fatto il possibile per raccom andare l'intenzione ai suoi benefattori, m a non c ’era
molto da illudersi, perché l ’allontanamento della capitale aveva fatto diminuire il commercio e gli af­
fari e molti nobili s ’erano ritirati in campagna per sfuggire a continue richieste di sovvenzioni: lett. in
Archivio della Basilica S. M. Immacolata, Genova, cart. Ili, plico III, lett. 65 (1868).

57.2 Page 562

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556 agosto 1868
1202
Al padre gesuita Giuseppe Oreglia di S. Stefano
Archivio «La Civiltà Cattolica» - Roma Leti. S. Giov. Bosco-Oreglia se. 15 D contenitore universale -
carte fondo Oreglia
Orig. aut. 2 ff. 212 x 130 mm. carta leggera
Copia a stam pa in «La Civiltà Cattolica» 1929, voi. II, pp. 394-395
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Oreglia (in via di collocazione)
E I 569 MB XVI 623-624
Problemi relativi alla concessione delle dimissorie ai chierici della società salesiana - precise domande
al riguardo da porre al card. Berardi - ritorno dalla Sardegna del fratello Federico - saluti ai padri de
«La Civiltà Cattolica» - cattive notizie sulla salute del conte Solaro della Margherita
*Torino, 7 ag[osto 18]68
Car.mo Sig. P. Oreglia,
Ella è informata del progetto di una tenue e nascente Congregazione religio­
sa che ha per iscopo la conservazione dello spirito delle nostre radunanze dette
5 Oratorii festivi.
Dal cenno che qui le unisco vedrà a qual punto si trovino le cose nostre. Io
faceva presentare al Santo Padre una memoria, di cui unisco pure copia e di cui
non ho ancora ricevuta regolare risposta; ma mi fu in modo confidenziale fatto si­
gnificare esservi difficoltà per le dimissorie in genere, e si dice che tutti i Vescovi
io che mi fecero la commendatizia, interrogati da Roma, risposero tutti negativa-
mente su questo punto, niuno eccettuato. Così il Card. Berardi.
Sembra per altro che vi sia propensione di concedere che tali dimissorie si
possano dare ad un numero determinato all’anno ed anche di poter instruiré i
cherici in modo regolare e secondo il bisogno degli Oratori e della stessa Congre-
15 gazione, cosa che mi è indispensabile per que’ gravi motivi che Ella potrà facil­
mente immaginare. Ciò mi fu soltanto comunicato in forma verbale e alquanto
incerta. | Ora io avrei bisogno che Ella considerasse come una opera di grande f.iv
carità e si procurasse un'udienza del prefato Eminentissimo Berardi e fargli an­
che in modo confidenziale queste dimande:
20
Io Se i Vescovi che diedero il parere opposto alla approvazione della nostra
regola sono quelli della provincia di Torino di cui non fu mandata la commendati-
zia o se sono quelli stessi che l’avevano fatta e già trasmessa alla Santa Sede e ciò
unicamente per norma, cioè se debbo camminare sul loro consiglio oppure agire
contro a quello che mi dicono per assicurarmi di fare quello che vogliono.
25
2° Se le cose stando così, vi sia qualche cosa da fare e se l’appoggio del Card.
Vicario, dei Card. Guidi, e Consolini possa giovare in questo caso oppure racco­
mandarmi ad altri.
3° Se la pratica è già alla Congreg[azio]ne dei Vescovi e Regolari; se conven­
ga promuoverla o lasciare che le cose camminino da sé.
30
4° Monsig. Svegliati non si è mai mostrato contrario e se si potesse avere il
suo appoggio si avrebbe molto.

57.3 Page 563

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agosto 1868 557
f.2r
5° Si ha timore che i cherici siano presentati agli Ordini senza che abbiano
studiato abbastanza; ma la prova di ventiquattro anni ci esclude ogni timore, d ’al­
tronde si metta pure che qualunque Vescovo, ordinando, abbia facoltà anzi deb­
ba esaminare il candidato sugli studi fatti e su quanto riguarda alla vocazione allo 35
stato ecclesiastico.
6° Sembra che sia il caso di fare una gita a Roma per dare schiarimenti che
forse appianerebbero molte apparenti difficoltà?
Ecco le cose affidate alla provata di Lei bontà. Se mai le sue relazioni col 40
Card. Berardi non fossero tali da parlare di queste cose, io rimetterei ogni cosa
alla sua prudenza. Siccome per altro ogni cosa camminerebbe per via confiden­
ziale, ed è solo di studiare un modo di assicurare l’esistenza della nostra Congre­
gazione prima di mia morte; così io credo che Ella ne possa trattare col prelodato
Eminent.mo Berardi che da molti anni ci fa da padre e per la cui conservazione 45
noi facciamo ogni giorno speciali preci al Signore.
f.2r
Federico è partito per la Sardegna; come Ella sa, so che è giunto e niente al­
tro. Giunge inaspettato in questo momento; sta molto bene e la saluta.
Ella mi farebbe un vero favore se mi riverisce nel modo più rispettoso tutti i
venerandi Padri della Civiltà Cattolica, cui tengo preparata una medaglia com- 50
memorativa della nostra chiesa e che fra breve spero avere un'occasione per farla
loro tenere.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e colla più sentita gratitudine mi creda
Di V. S. car.ma
Obbl.mo ed aff.mo servitore
55
Sac. Gio. Bosco
P.S. Il Conte della Margherita è gravemente ammalato; migliorò e ricadde più
volte, oggi è molto peggiorato. È nel suo feudo della Margherita.
32 5 corr ex 4 37 6] 5 47 Giunge... saluta add si 52-53 Dio... car.m a add
2 Giuseppe Oreglia di S. Stefano: v. lett. 1041. Va qui ricordato che fin dall'anno precedente il padre
gesuita teneva corrispondenza con don Francesia, aggiornandolo tra l'altro sulla situazione in Roma e
chiedendo o dando notizie del fratello Federico. L’ASC conserva quattordici di tali lettere, non tutte
pubblicate o citate nelle MB.
3 Ella è informata: don Bosco gliene aveva certamente parlato di persona a Roma i primi mesi del
1867 e anche tram ite il fratello, cav. Federico Oreglia.
6 cenno: vale a dire il prom em oria a stam pa di 16 pagine dal titolo N otitia brevis Societatis Sancii
Francisci Salesii et nonnulla decreta ad eam spectantia, già cit. in lett. 1192.
7 memoria di cui unisco copia: probabilmente la lettera al pontefice (lett. 1192).
11 Giuseppe Berardi: v. lett. 1192; dati biog. in lett. 827.
26 Filippo Maria Guidi: ferrarese, nato nel 1915, domenicano dal 1834, professore di teologia a Viter­
bo e a Roma, indi, dal 1857, a Vienna. Nel 1863 venne nominato cardinale e dal dicembre dello stesso
anno arcivescovo di Bologna, dove governò più di nome che di fatto, non avendo ricevuto il regio exe-
quatur. Consultore della Sacra Congregazione speciale per la revisione dei concili provinciali, trasferi­
to nel 1872 a Frascati, nel 1873 fu nominato Prefetto della Sacra Congregazione delle Im m unità Eccle­
siastiche; morì a Roma il 27 febbraio 1879: FIC 16,17, 153; inoltre D ictionnaire d ’histoire et de géo-
graphie ecclesiastiques. 22, Guidi, coll 78-795.
— Domenico Consolini: v. lett. 1163.
30 Stanislao Svegliati, Segretario della Sacra Congregazione dei W . e RR.: v. lett. 1055.

57.4 Page 564

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558 agosto 1868
39 le sue relazioni: a tal proposito il padre gesuita rispose che era meglio che don Bosco si rivolgesse
direttam ente al card. Berardi e ne chiedesse l'appoggio privato presso il S. Padre onde ottenere di po­
ter presentare i chierici per numero determ inato e per tempo determ inato ai Vescovi senza passare
attraverso la Sacra Congregazione che quasi certamente avrebbe sollevato difficoltà: lett. 16 agosto
1868, ASC B26200, Oreglia ed. in MB IX 373-374.
56 Clemente Solaro della Margherita: v. lett. 1170. Della malattia del conte scrisse a don Rua la su­
periora del monastero torinese del SS. Sacramento, suor Maria di Gesù, per sapere cosa pensasse don
Bosco: lett. ed. in MB IX 329. Circa la guarigione «miracolosa» del conte nel dicembre 1868 (morto
poi il 12 novembre 1869) cf MB IX 450-451.
1203
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890215)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 570-571 MB IX 333
Dichiara di voler soddisfare le richieste spirituali avanzategli - è a disposizione com pleta del fratello
Emanuele - allega lettera per il padre
111.ma Sig[na] Azelia,
Torino, 10 ag[osto 18J68
La sua intenzione e quella di Maman saranno appagate; le tre messe con al­
cune preghiere dei nostri giovani e delle povere mie si faranno nei tre giorni con-
5 secutivi a quello d'oggi.
Il sig. Emanuele può venire qualunque giorno di questa settimana dal m at­
tino fino alle due pomeridiane e procurerò di servirlo da galantuomo come si
merita.
La prego di dare l’acchiusa lettera a Papà coi miei saluti a lui ed a Maman.
io Dio la benedica, preghi per me che le sono con gratitudine
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Azelia Fassati: v. lett. 741.
3 Maman, ossia m archesa Maria Roero di S. Severino, nata De Maistre: v. E(m) I, lett. 251.
6 Emanuele Fassati: v. E(m) I, lett. 251; inoltre v. lett. 1214.
9 acchiusa lettera: non è stata reperita.
— Papà, ossia marchese Domenico: v. E(m) I, lett. 251.
1204
Ad un sacerdote non identificato
Parrocchia Maria Ausiliatrice - Milano
Orig. aut. 2 ff. 240 x 152 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Anonim o (A 1960339)
Ined.
Suggerimenti spirituali per ottenere la grazia della salute - eventuale offerta per la chiesa di Maria
Ausiliatrice in caso di miglioramento

57.5 Page 565

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agosto 1868 559
*Torino, 14 ag[osto 18]68
Car.mo nel Signore,
Nel desiderio di rispondere io stesso alla venerata di Lei lettera ho dovuto dif­
ferire alquanto questa Lettera. Armiamoci adunque di fede nella bontà del Signo­
re e nella protezione della Beata V. M. Le acchiudo una medaglia da mettersi al 5
collo, reciti tutti i giorni fino alla metà di settembre p. tre pater, tre ave e gloria al
SS.mo Sacramento con tre Salve Regina.
Nella mia pochezza farò ogni giorno uno speciale m em ento nella Santa Mes­
sa. Ma ella cominci dal giorno che riceverà questa lettera: mangi, beva, passeggi
e celebri ogni giorno la santa messa; ma con fede.
10
Se ottiene miglioramenti farà quella maggior offerta che potrà per estinguere
le passività incorse nella costruzione della chiesa di Maria A.
Dio la benedica e la consoli; preghi per me che le sono nel Signore
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
15
9 beva] beve
3 di Lei lettera: non è stata individuata, anche per la non identificazione del corrispondente.
11 miglioramenti: stando alla corrispondenza conservata in ASC avvenivano spesso; così ad es. il 12
marzo 1868 don Davide Sesia da Lacchiarella (Milano) aveva scritto per ringraziare don Bosco di aver
costantemente pregato per la salute di una signora gravemente malata, che attribuiva la guarigione ad
una grazia di Maria Ausiliatrice: cit. in MB Di 45-46.
1205
Al marchese Manuele de Gregorio
Orig. già presso Barbero Giuseppe, Società S. Paolo - Roma
Orig. aut. 2 ff. 210 x 134 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., De Gregorio (A 1820205)
Ined.
Impossibilità di dare le informazioni richieste su di una persona - saluti e auguri di ogni bene
*Torino, 15 ag[osto 18]68
Chiarissimo Sig. Marchese,
Una serie di cose mi impedì di poter prima d ’ora rispondere alla venerata sua
lettera. Ora le debbo dire che ho fatto e fatto fare molte ricerche al proposito del­
la persona che mi nomina, ma non mi fu possibile trovare né parocchia né casa 5
cui appartenga; perciò non posso soddisfarla come avrei desiderato.
Godo però molto di questa occasione che mi dà di sue notizie e in cui io pos­
so augurare ogni celeste benedizione sopra di Lei, della March. Maria Vitelleschi
e sopra tutta la sua famiglia mentre colla più sentita gratitudine ho l’onore di po­
termi professare
10

57.6 Page 566

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560 agosto 1868
Di V. S. chiar.ma
8 Vitelleschi] VitteUeschi 9 colla em en d ex con
2 M anuele de Gregorio: v. lett. 976.
4 lettera: non è stata reperita.
5 persona che mi nom ina: non è stato possibile identificarla.
8 M aria Vitelleschi: v. lett. 878.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1206
Al signor G iovanni B attista Proverà
ASC B31010 Lett. orig., P roverà (A 1730713)
Orig. allog. con firm a aut. 2 ff. 254 x 195 m m . carta azzurra
sup. sul m rg. sin. aut. si legge: «buono per fr. quattordicim ila»
Ined.
timbro a secco BATH sul mrg.
S ottoscrizione di u n prestito di lire 14.000 con im pegno di restituzione con interesse
*Torino, 15 agosto 1868
Il
sottoscritto dichiara d ’aver avuto ad imprestito la som m a di lire quattordi­
ci (14.000) mila dal Signor Proverà Giovanni Battista fu Vincenzo di Mirabello e
di aver impiegato questa somma nella costruzione dell’edifizio detto Piccolo Se-
5 minario di S. Carlo.
Mentre si dichiara vero debitore di questo danaro al prelodato Signor Prove­
rà prom ette di pagare annualmente a mani del medesimo l’interesse legale del
cinque per cento ogni qual volta egli giudichi farne dimanda.
In quegli anni in cui egli non ne facesse dimanda s'intende che ne faccia un
10 caritatevole condono a favore del mentovato Piccolo Seminario, che fu già dal
medesimo Signor Proverà in tante guise beneficato e sostenuto.
A semplice richiesta sarà restituita la somma sopra indicata mediante preav­
viso di mesi 6 e che la somma richiesta non ecceda li franchi tremila (3.000) per
volta.
15
Sac. Gio. Bosco
2 Giovarmi Battista Proverà, padre del salesiano don Francesco: v. E(m) I, lett. 624; sulle difficoltà fi­
nanziarie del piccolo sem inario c f P. S t e l l a , Don Bosco nella storia econ om ica e so cia le..., pp. 130-
133.

57.7 Page 567

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1207
Al teologo Pietro Raffaele Abbondioli
agosto 1868 561
Archivio chiesa di S. Cristina - Torino
Orig. aut. 2 ff. 197 x 129 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., A bbondioli (A 1790102)
Ined.
Appuntamento incerto a motivo dell’incerta partenza da Torino di un «noto personaggio»
*Torino, 28 ag[osto 18]68
Car.mo Sig. Curato,
Ciò che temeva si compiè. Il noto personaggio lascia incerta la sua partenza
ed io non mi posso allontanare di casa. Ciò per sua norma.
Se mai fossi libero un p o ’ prima del mezzogiorno volerei tosto a farle una vi- 5
sita a mensa.
Dio benedica Lei, le sue fatiche e le conceda stabile sanità e il dono della per­
severanza. Preghi per me che le sono con affetto e gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
io
Sac. G. Bosco
2 Pietro Raffaele Abbondioli: v. E(m) I, lett. 190.
3 noto personaggio: di difficile identificazione; non si può escludere il re Vittorio Emanuele II, giun­
to a Torino il 25 agosto e ripartito per Cuneo il 31 agosto.
1208
Ad un consigliere comunale di Lanzo
ASC B31010 Lett. orig., Anonim o (A 1690144) me. 1 C 10/11
Min. aut. 2 ff. 258 x 197 mm. carta leggera sul f. 2v si legge: «Si conservi»
Orig. di Gioachino Berto con firma e P.S. aut.
Fot. in Archivio Casa Generalizia Don Orione - Roma
E I 571
Proposte per una maggior stabilità legale del collegio-convitto di Lanzo
*Torino, 28 agosto [18]68
Chiarissimo Sig.r Cavaliere,
Nel desiderio di venire al pareggiamento del collegio convitto di Lanzo e di
condurre a termine alcuni lavori indispensabili per l’igiene e per istabilire in
modo normale la 2a Rettorica pel prossimo anno scolastico mi sono determinato 5
di compiere questo progetto purché il Municipio, siccome fummi detto altre vol­
te, conceda e mi garantisca l’uso del Collegio o meglio del locale per quaranta o
quarantacinque anni.
1° Si metta pure la condizione richiesta che cioè il locale sia sempre impiega-

57.8 Page 568

▲torna in alto
562 agosto 1868
io to per la pubblica istruzione.
2° Mi si diano mille cinquecento franchi finché il consiglio provinciale darà il
sussidio di due mila franchi. Quest'anno erano già stati posti fuori di bilancio, mi
disse il Provveditore, e si riposero di nuovo quando lo assicurai che farebbesi im­
mediatamente la pratica di venire al pareggiamento progettato.
15 Se Ella adunque vuole farsi mecenate di queste mie proposte in faccia al m u­
nicipio credo che vedremo tra breve tempo in Lanzo un Collegio di 200 allievi con
pareggio legale.
Ammesso l’articolo 2° io mi assumo la spesa degli esami e di quanto riguarda f.lv
alla commissione dei cinque esaminatori che suole costituirsi in fine di ciascun
20 anno dal R. Provveditore.
La prego pertanto di voler fare questa proposta, e poi, se non la disturbo
troppo, darmene una semplice risposta per mia norma.
Doni benigno compatimento a questo disturbo e mi creda quale con gratitu­
dine ho l’onore di potermi professare
25
Di V. S. chiaris.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gioanni Bosco
P.S. Questa lettera è in ritardo a motivo dell’assenza di V. S. da Lanzo quando
mi sono recato costà per la distribuzione dei premi, e perciò ne dia compatimento.
5 Rettorica] Retorica 6 purché] purché Municipio] municicipio 13 riposero] ripose
3 II pareggiamento del ginnasio era voluto anche dalle autorità municipali; una sovvenzione, richie­
sta qualche tempo prim a e concessa dal Consiglio comunale, era invece stata rifiutata dal consiglio
Provinciale: v. Appendice, lett. 1868/14.
22 risposta: le condizioni poste da don Bosco furono accolte e pertanto la risposta dell’am ministra­
zione comunale fu favorevole; v. anche lett. 1221; sulle vicende della casa di Lanzo Torinese fino al
1870 cf P. S te lla , Don Bosco nella storia economica e sociale..., pp. 133-139.
1209
Al capo sezione del ministero degli Affari Esteri avv. Carlo Canton
ASC B31220 Copie di orig. (A 1940506)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
Ined.
Comunica che accoglie la richiesta di non allontanare il giovane Pucci raccomandatogli - auguri a tut­
ta la famiglia
Car.mo nel Signore,
Torino, 28 ag[osto 18]68
Si farà quanto si può pel giovane Pucci, e sebbene vi siano sopravvenuti nuo­
vi motivi di essere rinviato alla madre, ad intercessione di V. S. 111.ma e car.ma si
5 userà ulteriore pazienza e si attenderà nuovo motivo, che cercheremo di fare

57.9 Page 569

▲torna in alto
agosto 1868 563
quanto si può per ¡scongiurare.
Il Signore Iddio conceda a Lei e a tutta la sua famiglia sanità e grazia con
lunghi anni di vita felice; gradisca i saluti del cav. Oreglia, preghi per me che con
gratitudine mi professo
Della S. V. Ill.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Carlo Cantoni avvocato, capo sezione di seconda classe al ministero degli Affari Esteri a Firenze.
3 Giuseppe Pucci: v. lett. 1196.
7 famiglia: la moglie era Giuseppina M archetti Melyna, che sopravvisse al marito.
8 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460; era ben conosciuto dall’aw . Canton
anche per le sue num erose visite a Firenze.
1210
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cam bray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 257 x 197 mm. carta uso stampa
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950161)
Ined.
Istanza di eventuale trasmissione di una raccomandazione al marito-ministro perché venga concessa
una promozione ad un benefattore - invito a visitare la nuova chiesa di Maria Ausiliatrice
Chiarissima Sig[ra] Contessa,
*Torino, 31 ag[osto 18]68
Sebbene io conosca la delicatezza della sua posizione in casi di raccomanda­
zione, tuttavia non mi posso rifiutare nel caso presente a motivo delle obbligazio­
ni che tengo verso il supplicante.
Se pertanto Ella giudica di dare la supplica unita al sig. conte di Lei marito lo
faccia[;] altrimenti sospenda liberamente. Le noto solo che il supplicante è perso­
na molto benemerita della religione e del pubblico bene.
Non si potrà sperare una di Lei visita alla nostra chiesa?
Ogni giorno nella mia pochezza raccomando Lei e la sua famiglia, ella preghi
anche per la povera anima mia e mi creda colla più profonda gratitudine
Di V. S. Chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Virginia Cambray Digny: v. lett. 844.
3 posizione: il marito era ministro delle Finanze (v. lett. 1062).
— sospenda: la contessa accolse la richiesta e la trasmise al marito che la prese «in benigna conside­
razione»: v. lett. 1247. Al medesimo Guglielmo Cambray Digny don Bosco cinque anni prim a pare ab­
bia chiesto direttam ente la decorazione della croce dei S.S. Maurizio e Lazzaro a favore di due bene­
fattori: Enrico Stura, nato a Torino nel 1823, e Stefano Gautier (v. lett. 830): lett. ined., 4 gennaio
1863, presso Biblioteca Nazionale fondo Digny, Firenze...
7 supplicante: era un certo sig. Conti, come risulterà poi dalla lett. 1247.

57.10 Page 570

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564 settem bre 1868
1211
Al duca Tommaso Gallarati Scotti
Archivio Gallarati Scotti - Milano
Orig. aut. 2 ff. 260 x 193 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., G allarati Scotti (A 1950190)
Ined.
Ricevuto un bozzetto di un dipinto per la chiesa di Maria Ausiliatrice, avanza tre proposte al riguardo
- assicura preghiere per la duchessa incinta
*Torino, 5 settem bre 18]68
Eccellenza,
Appena ricevuto l’abbozzetto del dipinto rappresentante S. Pietro e S. Fran­
cesco di Sales, l’ho attentamente esaminato, ed ho anche pregato e fatto pregare
5 in proposito; ma non mi fu possibile di rac[c]apezzare un ’idea effettuabile se non
come segue:
1° Rappresentare S. Pietro in atto di comparsa sulle nuvole che invita S.
Francesco di Sales ad andare nel Chiablese. S. Francesco con ammirazione osser­
va S. Pietro che gli indica il paese da conquistarsi abitato da uomini e da serpenti,
io simbolo dell'eresia.
2° Un dipinto solo per S. Pietro che riceve le chiavi dal Salvatore; e fare un
dipinto ovale che rappresenti S. Francesco di Sales; come secondario e da porsi
in basso al dipinto maggiore.
3° S. Francesco di Sales sopra di una cattedra che predica ad una moltitudi-
15 ne di fedeli; mentre una gloria di angeli gli fanno in alto corona. S. Pietro verreb­
be rappresentato in dipinto ovale in basso, come secondario. Qui il pittore avreb­
be dì che spaziare e S. Pietro non sarebbe forse mal contento, perciocché nel di­
pinto dell’altare maggiore S. Pietro fa già la sua figura mentre è rappresentato
molto più che al naturale.
20
Questi pensieri mi garbano tutti tre; ella scelga. Se però il Signore, come ne’
lo prego, le inspirerà qualche | altro tema da poter conciliare la posizione di Pie- f.lv
tro con S. Francesco io ne sono contentissimo; perché io sono fermamente per­
suaso che Dio le inspirerà quello che è meglio per la sua gloria.
Favorisca di dire alla signora Duchessa che io prego ogni giorno per lei nella
25 santa messa; ogni sera alla benedizione si raccomanda appositamente un pater ed
ave e questo in onore di Maria A. e di G. Sacramentato affinché niun male accada
a questa signora nello stato interessante in cui per divina provvidenza si trova.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda quale, raccomandandomi
alle sue sante preghiere, ho l’alto onore di potermi professare
30
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco

58 Pages 571-580

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58.1 Page 571

▲torna in alto
4 Sales,] Sales;
ex S.
8-9 osserva em end ex ...
settem bre 1868 565
22 contentissimo corr ex contento 30 E. em end
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. lett. 737.
3 dipinto: da collocare nella chiesa di Maria Ausiliatrice che, ormai costruita e inaugurata, aveva pe­
rò bisogno di essere adeguatam ente arredata; v. anche lett. 1222.
27 stato interessante: la duchessa Barbara dei duchi Melzi d'Eril era incinta del figlio Pietro Maria,
che sarebbe nato a Oreno (Milano) il 6 gennaio 1869 e m orirà poi quindicenne il 1° ottobre 1884: D. E.
Z a n e t t i, La dem ografia del p a trizia to m ilanese..., p. A 109.
1212
Circolare
ASC B31040 Circolari a non salesiani (A 1760215) me. 1371 E 11/12
Min. aut. 1 f. 257 x 195 mm. segni di pastello azzurro e rosso
Copia a stam pa 1 f. 209 x 135 mm. intest, centrale: «Oratorio di S. Francesco di Sales, Torino -
Valdocco» giorno e mese della data ms.
E I 564-565 MB IX 327-328
Notizie della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice - omaggio della medaglia com m em orati­
va e richiesta di ulteriore collaborazione per l'arredam ento
*Torino, 7 settembre 1868
Benemerito Signore,
Colla più grande mia consolazione ho l’onore di poter partecipare a V. S. B.
che la chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, la cui costruzione fu più volte oggetto
della sua carità, è stata solennemente consacrata al divin culto.
5
La funzione fu cominciata il 9 del passato giugno e terminò la mattina del 17
dello stesso mese. Appena sarà terminata la stampa della relazione di questo glo­
rioso ottavario, mi farò dovere di tosto farnele pervenire un esemplare.
Ora mentre le professo dal canto mio la più profonda gratitudine, la prego a
voler gradire una medaglia commemorativa che da una parte rappresenta Maria io
Aiuto dei Cristiani, dall’altra la facciata della nuova chiesa. Spero che questa sarà
in sua famiglia di cara rimembranza e sorgente di perenni benedizioni, che l’au­
gusta Regina del Cielo farà discendere sopra di lei e sopra tutte le persone che
compongono la rispettabile sua famiglia.
Credo che le tornerà eziandio di consolazione il sapere che fu stabilito un ser- 15
vizio religioso quotidiano nella nuova chiesa per tutti i benemeriti oblatori che
colle loro largizioni hanno in qualche modo promosso quest'opera di pubblica be­
neficenza. Codesto esercizio consiste in preghiere pubbliche, recita della corona
del rosario, comunioni, e celebrazione della santa Messa.
Ora che questa costruzione è compiuta nella parte materiale, io la presento a 20
Lei come un mendico che ha bisogno di essere vestito e nutrito, vale a dire: que­
sta chiesa ha bisogno di essere fornita di arredi e di ornati, e di quanto è necessa­
rio per celebrazione di Messe, catechismi, predicazioni e simili. Perciò rispettosa­
mente mi raccomando che nelle sue opere di carità voglia anche comprendere
questa, che ella ha già cominciato a proteggere.
25

58.2 Page 572

▲torna in alto
566 settem bre 1868
Dal canto mio finché vivrò non cesserò d ’invocare ogni giorno le benedizioni
del cielo sopra di lei, e sopra le persone che la riguardano, e nella dolce speranza
che ci troveremo un giorno tutti raccolti nella patria dei beati, con profondissima
stima e gratitudine ho l’onore di potermi professare
30
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Giovanni Bosco
P.S. Se mai venisse a notizia di V. S. che qualche particolare oblatore di questa
35 chiesa non abbia ricevuto la medaglia commemorativa, la prego di volermelo
significare, affinché, per quanto mi è possibile, io compia tale dovere di grati­
tudine.
3 ho em end ex mi reco ad poter add si 4 la2 em end si ex alla 4-5 fu più volte oggetto della
corr si ex concorse alla 6 ante cominciata del solennemente 7-8 Appena... esemplare add
m rg sin 7 ante sarà del la rei 7-8 glorioso add si 11 sarà em end si ex servirà di 12 in
sua em end si ex nella p o st rimem branza del della sua carità 12-13 che... sopra di em end s i ex
per l’augusta em end ex la santa 13 sopra em end si ex per 14 com pongono... famiglia
em end ex in sua casa dimorano p o st famiglia del Appena [sarà del] la relazione di quel glorioso
ottavario sarà com piuta e stam pata mi farò dovere di inviarlene copia 15 Credo... di em en d si ex
intanto a sua 0 sapere em end si ex le notifico 16 quotidiano em end si ex che avrà luogo ogni
giorno mattino 16-19 tutti... Messa em end m rg inf ex per tutti benefattori di questa chiesa e dello
stabilimento annesso 17 hanno in qualche modo promosso corr si ex promossero 18 Codesto
em end si ex questo 19 del rosario add si 20 questa corr ex quest’ora costruzione corr ex
costruzio compiuta emend ex terminata ante materiale del p post materiale del è compiu­
ta 21 vale a dire add si 22 fornita em end ex mobiliata 22-23 e di quanto è necessario corr
ex e provveda di quanto occorre pel di 24 ante com prendere del s 25 ante h a del in modo
sensibile esemplare 26 Dal canto mio add mrg sin non... giorno] invocherò ogni giorno
em end si ex non m ancherò di invocare 27-28 e nella... beati em end m rg sin ex m entre 28-
29 profondissima stima e gratitudine corr si ex piena gratitudine corr ex profonda gratitudine
33 ante mai del f po st mai del a V. S. qualche corr ex alcuno di quelli che in m odo oblato­
re em end si ex concorsero per la costruzione 34 non abbia ricevuto corr si ex non ne abbia rice­
vuto corr ex non abbiano ricevuto que 35 per quanto mi è possibile, io add m rg sin tale
em end ex questo 35-36 p o st gratitudine del verso i benemeriti oblatori
7-8 La relazione venne poi effettivamente stam pata nel fascicolo delle L etture Cattoliche del novem-
bre-dicembre dal titolo R im em branza di una solennità in onore di M aria A usiliatrice p el sacerdote
G iovanni Bosco. Torino, tip. dell’Oratorio di S. Francesco di Sales 1868 ((A. XXVI, Fase. XI e XII,
172 p.; in OE XXI [1]-[174]). Riportava la cronaca dei festeggiamenti, dediche a personaggi di spicco
(Pio IX, l’arcivescovo di Torino, i prelati intervenuti), agli oblatori e alle oblatrici; non mancava
u n ’appendice di grazie (pp. 153-163).
10 voler gradire: il 14 settembre 1868 alcune medaglie e un dipinto di Maria Ausiliatrice vennero of­
ferte allo stesso papa: ASV Ep. Lat, Pos. et Min. 1868.

58.3 Page 573

▲torna in alto
1213
A don Francesco Proverà
settem bre 1868 567
ASC B31010 Leti, orig., Proverà (A 1730710) me. 43 E 1
Orig. aut. 1 f. 209 x 132 m m . carta da quaderno restaurata, molto ingiallita dalla polvere e dalla
luce
E I 572 MB IX 339
Pensieri spirituali per persone inferme - complimenti per la generosità dimostratagli - a Valdocco non
mancano mai «tribulazioni»
*Torino, 9 settem b re 18]68
D. Proverà car.mo,
Scrivi a D. Rolandi che le sue raccomandate inferme pel mese di settem bre]
recitino tre pater, ave gloria al SS. Sacramento, con tre Salve Regina. Noi pre­
ghiamo pubblicamente nella nuova chiesa. Manda una medaglia per caduna.
Tu sei veramente generoso, ma mi mandi danaro cattivo, giacché non si è
fermato un istante nella casa. Avrei bisogno che in ogni nostra casa vi fosse un D.
Proverà.
Noi qui godiamo salute; tribulazioni non mancano. In questo momento ho
l’uffizio dell’Alta Polizia col Procuratore del Re in mia camera.
Amami nel Signore e prega che in ogni cosa possiamo fare la santa volontà
del Signore.
Dio benedica te, la tua famiglia e tutto il piccolo seminario. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. Gio. Bosco
2 Francesco Proverà, economo di Mirabello: v. lett. E(m) I, lett. 518.
3 Rolandi: sacerdote non identificato.
9-10 Non si è riusciti ad avere maggiori precisazioni al riguardo; potrebbe essersi trattato di qualche
indagine svolta da funzionari della Procura di Torino.
1214
Al giovane Emanuele Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890244)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 574 MB IX 333
Pensieri spirituali - saluti per la m am m a e altri familiari - desiderio di incontrare la contessa De Mai-
stre in un suo eventuale passaggio da Torino
"Trofarello, 14 settem bre 18]68
Car.mo Emanuele,
La tua lettera mi ha fatto piacere, e non ho mancato di unire le mie deboli
preghiere secondo la pia tua intenzione. Ora non so se Dio abbiaci esauditi o no:

58.4 Page 574

▲torna in alto
568 settem bre 1868
5 tu lo saprai. Ti assicuro però che se la dimanda è di cose utili all’anima e che con­
tinui a dimandare con fede, sta certo che sarai esaudito.
Tu mi faresti un vero piacere di fare i più cordiali ossequii a tutta la famiglia
e di augurare a tutti sanità, allegria e lunga serie di anni felici. Alla bonne m am an
sig[ra] c.ssa De Maistre dirai che se passa per Torino avrei piacere di riverirla; e
10 se tu sai un po' preventivamente il giorno del suo passaggio mi faresti altro vero
piacere il farmelo sapere con due sole linee.
Car.mo Emanuele, tu percorri l'età più pericolosa, ma la più bella della vita.
Fatti animo: ogni più piccolo sacrifizio fatto in gioventù procaccia un tesoro di
gloria in Cielo.
15 Prega anche per la povera anima mia, e credimi sempre tuo
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
1 Trofarello] Torino
1 Secondo le MB, don Bosco convocò i salesiani per la prima m uta di esercizi spirituali a Troffarello
il giorno 13 settembre, per cui il 14 avrebbe dovuto essere ancora colà, lontano da Valdocco, a predi­
care le istruzioni; lunedì 21 settembre sarebbe poi iniziata la seconda m uta di esercizi: v. lett. 1215,
1216.
2 Emanuele Fassati: v. E(m) I, lett. 251; v. inoltre lett. 1203; all’epoca, essendo in vacanza, si trovava
a Montemagno e don Celestino Durando gli dava ripetizioni: v. lett. 1216.
3 tua lettera: non è stata reperita.
8-9 bonne... De Maistre: Maria Fassati di Roero S. Severino, nata De Maistre, e m adre di Emanuele,
cui don Bosco scrisse quattro giorni dopo.
1215
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730244) me. 39 E 7
Orig. aut. 2 ff. 218 x 132 mm. carta azzurra sbiadita segni di carta gom m ata e vari calcoli di
spese a m atita aut. sul f. 2v timbro a secco BATH sul mrg. sup. sin. sul f. lv don Savio comunica
che sta bene il giovanetto raccomandato dal sig. Guenzati timbri vari: Troffarello 17 set 68 3 S
Milano 18 set 68 Appiano 19 set 68 altri timbri illeggibili
E I 574 MB IX 341-342
Invito a venirlo a trovare agli esercizi di Trofarello per alcuni urgenti affari - allega lettera della m ar­
chesa Villarios con la notizia della morte del nipote Alberto
*Troffarello, 16 settem bre 18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
Noi siamo a Troffarello e compiamo la prima muta di esercizi spirituali. Lu­
nedì (21) comincia la seconda muta e credo ottima cosa se Ella ci potrà anche ve-
5 nire; perché vi sono più cose da trattare per cui importerebbe assai che Ella pure
si trovasse. Se farà bisogno potrebbe ritornare anche dopo a Milano.

58.5 Page 575

▲torna in alto
settem bre 1868 569
Le mando la lettera della March. Villarios sulla morte di Alberto; noi abbia­
mo già pregato e continueremo a pregare per lui.
Chi sa se la contessa Calderari si farà vedere a Torino almeno per fare un sa­
luto a Maria A. [?]
10
Faccia i miei ossequi a tutti e a tutti auguri[,] ogni benedizione celeste e mi
creda nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco
P.S. D. Rua è qui, va migliorando, ma adagio.
15
f.2v All’III.mo Signore
Il Sig. Cav. Federico Oreglia di S. Stefano
Appiano p[resso] Guenzati
18 Appiano em end si ex Milano
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460; in questa occasione il cav. si trovava
a Milano presso la famiglia Guenzati, molto intima con don Bosco.
7 Fanny Amat di Villarios: v. E(m) I, lett. 505.
— Alberto, novizio gesuita, morto ventunenne: v. lett. 878.
9 Isabella Calderari: v. lett. 920.
15 Don Michele Rua, già stanco per le feste della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice,
aveva avuto un attacco di peritonite acuta sul finire di luglio.
18 Appiano (attualmente Appiano Gentile): località a 15 Km da Como.
1216
Alla marchesa Maria Fassati
ASC B31220 Copie di orig. (A 1890224)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 575 MB IX 342
Fissa appuntam ento per il figlio e la madre - saluti per tutta la famiglia
Trofarello, 18 settem bre 18]68
Benemerita Sig[ra] Marchesa,
Lunedì prossimo (21) abbiamo la seconda muta di esercizi pei nostri preti,
maestri ed assistenti, ed avrei piacere che ci venisse anche D. Durando. Ma non
sapendo se ciò disturbi la scuola di Emanuele, perciò scrivo a Lei, affinché lo dica 5
o non lo dica al medesimo secondo che ne vedrà la convenienza.
Lunedì può ancora fare la sua scuola al mattino; al sabato della stessa setti­
mana vi si può già di nuovo trovare; giacché sabato ciascuno riparte di buon m at­
tino per ritrovarsi agli uffizi per la domenica.
La prego di salutare la sig[ra] Duchessa e la sig[ra] di Lei Madre, che credo io
siano tuttora a Montemagno. Io calcolo di far loro una visita lunedì 28; non so se

58.6 Page 576

▲torna in alto
570 settem bre 1868
quello che giunge ad Asti alle 9 del matt, coincida coll’om nibus di costà. Se me lo
può far dire l’avrò per favore.
Dio benedica Lei e tutta la nobile brigata; preghi per me e mi creda con grati-
15 tudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 Trofarello] Torino
1 Per la località, v. lett. 1214.
2 Maria Fassati: v. E(m) I, lett. 251.
4 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330; all’epoca dava ripetizione al figlio della m archesa nel palaz­
zo di Montemagno, continuando così una tradizione iniziata da lui stesso nel 1862: cf L. D e a m b o r g io ,
Le passeggiate autunnali di D. Bosco p er i colli m onferrini..., pp. 318.
5 Emanuele Fassati: v. lett. 1214.
10 Duchessa, ossia Anna Costanza Lavai di Montmorency, nata De Maistre, dal 1851 vedova di Eu­
genio Lavai di Montmorency: v. E(m) I, lett. 161.
— la madre, vale a dire Azelia De Maistre, nata Du Pian de Sieyès (1799-1881): v. E(m) I, lett. 281.
1217
AI provveditore agli studi di Torino, Vincenzo Garelli
ASC B31010 Lett. orig., Autorità, Provveditori, Ceppi (A 1690403) me. 4 C 2
Min. aut. 2 ff. 310x210m m . carta sgualcita con strappo e macchie varie un segno di pastello
blu sottolinea a m età pagina il nome di Fagnano Giuseppe vari segni di ceralacca blu sul f. lv si
legge in grandi caratteri calligrafici «Al Signor Don Bosco»
E I 575-576 MB IX 359-360
Domanda di autorizzare don Giuseppe Fagnano all’insegnamento in quarta ginnasio nel collegio di
Lanzo
[Trofarello, 19 settembre 1868]
Illustrissimo Sig. Provveditore,
Il
Sacerdote Bosco Gioanni espone rispettosamente a V. S. Ill.ma come nel
vivo desiderio di promuovere l'istruzione elementare e secondaria fra i giovanetti
5 appartenenti alla classe meno agiata del popolo da quattro anni conveniva col
Municipio di Lanzo Canavese di aprire un collegio convitto in codesto paese col­
l'autorizzazione dell'autorità scolastica in forma di instituto privato.
Finora ogni cosa riuscì con reciproca soddisfazione e le autorità locali diede­
ro ognora i più lusinghieri segni d'incoraggiamento. Essendosi in quell’epoca sol-
10 tanto iniziato il corso ginnasiale fino al presente ebbero solamente luogo le tre
Ginnasiali inferiori. In questo anno si tratterebbe di cominciare eziandio a som­
ministrare l’istruzione del Ginnasio superiore ad alcuni allievi. Ma non esistendo
mezzi per provvedere un professore laureato si farebbe ricorso per ottenere un
permesso provvisorio pel professore Fagnano Giuseppe.

58.7 Page 577

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settem bre 1868 571
Egli è munito del diploma per le tre prime Ginnasiali, da quattro anni inse­
gna con successo in tale classe. L’idoneità mostrata [e] il profitto riportato dagli
allievi danno fondata speranza di buon successo nel Ginnasio superiore.
Appoggiato pertanto sull’idoneità del professore Fagnano, sul diploma di 3a
Ginnasiale, su quattro anni d ’insegnamento, sull’attuale piccolo numero degli al­
lievi, in vista che il medesimo favore venne concesso ad altri collegi ed anche ad
individui privati, per questi titoli il ricorrente spera che la sua dimanda sarà presa
in favorevole considerazione e accordata l’implorata autorizzazione provvisoria
pel Ginnasio superiore al prof. Fagnano Giuseppe.
Che della grazia
Umile Ricorrente
[Sac. Gio. Bosco]
4 vivo em end si ex solo ante i del la classe meno agiata del popo 9-10 p o st soltanto del il
10 fino corr ex fi 11 ginnasiali em end ex classi di ginnasio si em end ex com incer 12 l’i­
struzione del em end si ex il corso di 13 ante un del Vapp 15 è munito em end ex se h a subito il
per le em end ex del tre prim e em end si ex 3a 17 danno em end ex fanno sperare 18 Ap­
poggiato... Fagnano, em end mrg inf ex L'idoneità del professore sul corr ex del 19 su add si
anni add si sull’attuale corr si ex atteso il em end ex del 20 in vista che add si venne add si
21 per questi... spera em end si ex fanno sperare 22 favorevole em end ex benevola ante auto­
rizzazione del 1
1 Per la località, v. lett. 1214. Va per altro notato che don Bosco non rimaneva sem pre in casa, bensì
faceva qualche viaggio nei dintorni. Così finita la prim a m uta di esercizi, si recò a Villastellone, a Sa-
luzzo (presso la m adre anziana di mons. Gastaldi) e anche a Torino: cf MB IX 349-350. Il 21 settembre
poi era a Mirabello: v. lett. 1218.
2 Vincenzo Garelli era il nuovo provveditore agli studi di Torino, che aveva sostituito Francesco Sel­
mi. Nato a Mondovì (Cuneo) 1*8 maggio 1818, laureato in filosofia a Torino, aggregato al collegio della
facoltà di filosofia all’università, professore a Cuneo e poi a Torino, nel 1859 era stato nom inato prov­
veditore degli studi a Genova; nel 1865 passò con lo stesso incarico a Torino. Morì a Carmagnola (To­
rino) l’8 agosto 1878, dove era preside del liceo e professore di filosofia; tra i soci fondatori de «L’edu­
catore Primario», svolse u n ’instancabile attività a favore dell'educazione popolare e nazionale: cf En­
ciclopedia biografica e bibliografica italiana. Serie XXXVIII Pedagogisti ed educatori, diretta da E.
Codignola. Istituto Editoriale italiano. Bernardo-Carlo Tosi 1939, pp. 224-225.
14 Giuseppe Fagnano: circa i suoi titoli v. lett. 803.
20 il medesimo favore: l'autorizzazione fu concessa (v. lett. 1221).

58.8 Page 578

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572 settem bre 1868
1218
Al papa Pio IX
ASCW RR b. T 9.1
Orig. di Giovanni Battista Francesia con firma aut. 2 ff.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Pio IX (A 1960184)
Ined.
258 x 184 mm.
Solito problem a delle ordinazioni dei chierici - richiesta della facoltà di dare le dimissorie ad decen-
nium (o per altro periodo di tempo) per i chierici che ritiene di non inviare, per vari motivi, nei semi­
nari diocesani
*Mirabelli, XII Kalendas Octobris annos MDCCCLXVIII
[20 settembre 1868]
Beatissime Pater,
Tamquam filius ad pedes patris provolutus, sic ego nomine etiam confratrum
5 meorum, Te, Beatissime Pater, alloquor. Tu vero benevolenti animo, uti assoles,
auscultare dignare.
Iam quintus annus agitur, ex quo, Beatissime Pater, humilem congregatio-
nem a Sancto Francisco Salesio dictam amplissimis verbis laudare atque com­
mendare dignatus es ad instar congregationum, quae votis simplicibus continen-
10 tur, dilata tamen ad opportunius tempus constitutionum adprobatione. Attentis
tamen peculiaribus circumstantiis generalera superiorem ad vitam constituebas,
licet eius successor tantum duodecim annos in officio suo esse deberet.
Dum autem hanc temporis opportunitatem in Domino expectamus, ma­
gnani clementiae tuae significationem postulare audemus, hoc est ut animi tui
15 bonitate consideres:
Io Magnam difficultatem, imo pene dixerim, impossibilitatem educandi in-
struendique clericos adolescentes | si certo quodam loco non colligantur. Nam si f.lv
ad seminaria mittuntur, congregatio ista vel brevi dissolvitur vel unitatis spiritus
et disciplinae penitus amittitur.
20 2° Formam huius congregationis, quae habet domorum comunionem. Iam-
vero domus istae nequeunt consistere, si singuli Ordinarii vellent, uti possunt, et
iam contigit, aut in sua seminaria, aut alio dioecesanos suos revocare.
3° Adprobationem dioecesanam Episcopi Casalensis. In hac enim dioecesi
extat domus sub titulo: Piccolo Seminario di S. Carlo in Mirabello, ubi ducenti
25 circiter adolescentuli latinis litteris et disciplinis ecclesiasticis dant operam. Ibi­
dem domus sodalitia est constituía.
4o Literas supplicatorias multorum Antistitum, qui hanc congregationem
commendant, definitivam adprobationem postulantes.
5° In hanc religiosam societatem sodales accipi, qui ex dissitissimis regioni-
30 bus profecti difficiliime noscere possunt propriam Dioecesim eiusdemque episco-
pum.
Hisce et aliis animo tuo paterno perpensis, enixis precibus postulamus, ut fa-

58.9 Page 579

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settem bre 1868 573
cultatem iuvenes clericos in unum collectos edocendi, atque pro sacris ordinibus
presentandi ad illum episcopum, apud quem unaquaeque domus | existit, conce­
das ad decennium vel ad aliud tempus, quod melius in Domino iudicaveris.
35
Tu, Beatissime Pater, magnum caritatis tuae signum a nobis suppliciter ex-
postulatum. Si tantum amoris pignus in hanc nascentem congregationem contu-
leris, ipsam solidabis, sociis animum addes, multorum pauperum adolescentulo-
rum necessitatibus cónsules; et haec humilis congregatio, quae creatura tua, Bea­
tissime Pater, appellari potest, a Te ipso suum firmum existendi modum accipiet 40
ad maiorem Dei gloriam et bonum animarum. Interim omnes huius congregatio-
nis socii preces pro Tui ipsius conservatione ad Deum effundentes ad pedes
Sanctitatis tuae provoluti tuam sanctam et Apostolicam benedictionem implora-
mus. Omnium nomine me profiteri audeo Sanctitatis tuae
Humillimus, Addictissimus Filius et Famulus
45
Sac. Joannes Bosco
6 auscultare corr ex auscultan 35 aliud corr ex alius
3-30 Tamquam... episcopum: è un resoconto della situazione, soprattutto giuridica, in cui si trovava
al momento la società salesiana (v. analoga lett. 1192).
7 quintus annus: il decretum laudis risaliva al 1864 (v. lett. 810).
1219
Al maestro di camera di S.S, m ons. Francesco Ricci Paracciani
ASC B31010 Lett. orig., Ricci (A 1731006) me. 45 B 4
Orig. aut. 1 f. 257 x 157 mm. busta azzurra di 140 x 60 mm.
Roma 28 set 68
E I 576 MB IX 320
timbri vari: Torino 26 set 68 12 M
Chiede scusa per la modesta accoglienza tributatagli a Valdocco - supplica un suo intervento per un
titolo onorifico al generoso benefattore abate Soleri - rimane in attesa dell’indulgenza plenaria
*Torino, 27 settem b re 18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Compio un po’ tardi un mio dovere quale si è di ringraziare V. E. R.d.ma
della bontà usata col venire a prendere alloggio nella nostra povera casa; di ciò
serberemo la più cara e grata memoria.
5
Ma altro motivo mi doveva spingere a scriverle; era il dimandarle benigno
compatimento della mancanza di riguardo cui fummo costretti dalla condizione
della nostra casa; Ella però si degni di tirare un velo sopra di tutto e si ricordi sol­
tanto della grande consolazione che ci ha recato e della nostra buona volontà di
usarle con atti esterni i più profondi segni di stima e di gratitudine.
io
Nel partire Ella aveva la bontà di dirmi che si sarebbe impiegato a favore di
questa casa, e qui avvi una occasione in cui ho bisogno veramente di Lei.
L’abate Soleri è un insigne benefattore di questa casa e poco fa ci fece una vi­

58.10 Page 580

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574 settem bre 1868
stosa largizione in bisogno eccezionale. Esso desidera un qualche titolo d ’onore
15 dal Santo Padre. Canonico, protonotario, cameriere, od altro, che io non so, pur­
ché abbia un segno di benevolenza dalla Santa Sede. È un buon ecclesiastico;
come può vedersi dalla commendatizia dell’arcivescovo; è ricco e generoso. V. E.
faccia.
Attendiamo l'indulgenza plenaria che ci ha fatto sperare.
20
Dio la benedica, ci dia la sua santa benedizione e mi creda con pienezza di
stima
Della E. V.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
25 A Sua Eccellenza Reverendissima
Monsig. Francesco Ri[c]ci Maestro di Camera
di Sua Santità
Roma
1 La data è posteriore di un giorno al timbro postale di partenza da Torino.
2 Francesco Ricci Paracciani: v. lett. 1168.
4 Era stato ospite di don Bosco il 27 luglio precedente assieme al domenicano padre Alberto Gugliel­
motti (1812-1893), celebre storico della marina pontificia: cf ASC Rua cronachetta, me. 105 E 11; il
giorno seguente erano stati accompagnati a Lanzo da don Celestino Durando. Ripartirono per Roma
il 29 luglio: cf MB IX 320.
13 abate Giovanni Gaudenzio Soleri: v. lett. 1147.
19 attendiamo: l'8 ottobre 1868 il Ricci rispose che si sarebbe interessato sia della dom anda di onori­
ficenza al Soleri che dell’indulgenza plenaria dal Santo Padre ASC B26300 Ricci. Incaricava poi don
Bosco di ringraziare a nom e suo don Francesco Dalmazzo per i libri di argomento militare inviatigli.
L’indulgenza papale sarebbe poi stata concessa e don Bosco ne avrebbe ringraziato il Ricci Paracciani:
v. lett. 1261.
1220
A un giovane non identificato
Archivio istituto salesiano - Chieri (Torino)
Orig. aut. 1 f. 210 x 133 mm. carta giallastra lacerata e consunta, di ardua lettura
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., am ico (A 1820102)
Ined.
Appuntamento per una conversazione e un pasto
"'[Torino], 28 settem bre 18]68
Amico car.mo,
Giovedì prossimo alle nove la mattina spero di passare per Reaglie Mongre-
no, e passare alcune ore teco in piacevole ricreazione. Mi faresti poi la cosa più
5 cara se a pranzo non ci fosse altro apprestamento se non il tuo ordinario. Capi­
sci? [...]
Dio benedica te e la tua famiglia e credimi con verace affetto
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco

59 Pages 581-590

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59.1 Page 581

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settem bre 1868 575
2 Giovedì prossimo: cioè il 1° ottobre.
3 4 Reaglie e Mongreno: piccole borgate a pochi km. da Torino, sul percorso per Chieri e Castelnuo-
vo d ’Asti.
1221
Al provveditore agli studi di Torino, Vincenzo Garelli
ASC Lanzo F 465 me. 200 B 12 - C 1
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. protocollo con m arca da bollo di c. 50 308 x 212 mm. fra [ ] te­
sto m ancante nell’orig.
ASC B31010 Lett. orig., A utorità, Provveditori, Ceppi (A 1690404) me. 4 C 3/4
Copia di Gioachino Berto con firma aut. 2 ff. 258 x 198 mm. sul f. 2v si trovano un appunto di
M. Rua e segni di pastello rosso e blu
E I 577 MB IX 360-361
Domanda di riconoscimento dei titoli di insegnamento ai fini del pareggiamento del ginnasio di Lanzo
- disponibilità ad ottem perare ad ulteriori formalità
Ill.mo Signor Provveditore,
*Torino, 28 settembre 1868
Il Sacerdote Giovanni Bosco cinque anni or sono previa convenzione col Mu­
nicipio di Lanzo e con approvazione dell’autorità scolastica riapriva l’antico Col-
legio-convitto di Lanzo. Sia per l'amenità e salubrità del sito, sia per la sollecitudi- 5
ne del Municipio e degli insegnanti [si meritò il favore della pubblica opinione a
segno che] il numero degli allievi convittori crebbe fino a 124, che è quanto può
comportare la capacità dell’edifizio, mentre gli esteri che intervengono sono oltre
a duecento.
Ora tanto quel Municipio, quanto il Consiglio Provinciale hanno ripetuta- io
mente esternato il desiderio che questo collegio venga pareggiato; anzi lo stesso
Consiglio Provinciale assegnò un sussidio speciale a quel collegio a condizione
espressa del pareggiamento.
Pertanto lo scrivente e per appagare questi comuni desiderii, e persuaso di
recare ornamento alla Provincia di Torino supplica V. S. HI.ma a voler prendere 15
in benevola considerazione questa proposta e pareggiare il Collegio-convitto di
Lanzo col seguente personale:
Direttore: il Sacerdote Giovanni Lemoyne attuale direttore che inaugurò la
f.iv riapertura del Collegio e | lo condusse allo stato florido in cui si trova.
Alla 5a Ginnasiale: il Sacerdote Durando Celestino munito del diploma di 20
Professore pel Ginnasio Superiore, e già da molti anni insegnante la 5a Ginnasiale
nell’Oratorio di S. Francesco di Sales.
4a: Il Sacerdote Giuseppe Fagnano munito del diploma per le Ginnasiali infe­
riori ed autorizzato a reggere la 4a Ginnasiale.
3a: Il Prof. Guidazio Pietro munito dell'opportuno diploma.
25
2a: Sac. Fusero Bartolomeo idem.
l a: Alessio Felice idem.

59.2 Page 582

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576 settem bre 1868
Aritmetica: Bodratto Francesco munito di Patente di Metodo Superiore Nor­
male e da più anni insegnante 4a Elementare.
30
Se mai ci fossero altre formalità a compiersi si prega la nota cortesia del sig.
Regio Provveditore a volerle semplicemente indicare, ché di buon grado sarà se­
condato.
Colla massima stima ha l’onore di professarsi
Di V. S. 111.ma
35
Umile Ricorrente
Sac. Gioanni Bosco
2 Vincenzo Garelli: v. lett. 1217.
3 convenzione: v. lett. 753; inoltre lett. 1208 e 1217.
18 Giovanni Battista Lemoyne, direttore del collegio di Lanzo: v. lett. 853.
20 Celestino Durando: v. E(m) I, lett. 330.
23 Giuseppe Fagnano: v. lett. 803 e 1217.
25 Pietro Guidazio: nato a Verolengo (Torino) il 23 aprile 1841 da Carlo e Domenica Vela, ed entrato
all’Oratorio il 3 marzo 1863, fece la professione triennale il 23 giugno 1867 e la professione perpetua il
26 settembre 1869. Ordinato sacerdote da mons. Pietro Ferrè a Casale il 21 marzo 1874, fu poi diretto­
re per 23 anni. Morì a Randazzo (Catania) nel 1902: cf DBS p. 149.
26 Bartolomeo Fusero: v. E(m) I, lett. 226. Don Bosco lo propone come professore titolare nono­
stante Fusero fosse da tempo ricoverato in casa di malati mentali: v. lett. 826. Evidentemente di fatto
l'insegnamento veniva affidato a qualcun altro fino all'eventuale guarigione del titolare.
27 Felice Alessio: v. E(m) I, lett. 692. Nato a Lucerna nel 1847, compiuti gli studi a Valdocco, fece la
professione salesiana triennale nel 1869, m a poi venne dimesso prim a del term ine di voti: ASC registro
Anag. prof. Non è dato sapere se divenne poi sacerdote; certo si è che non com pare mai negli elenchi
del clero torinese. Salvo omonimia, fu scrittore e pubblicò varie opere storico-religiose a fine secolo e
nel primo decennio del sec. XX.
28 Francesco Bodrato: v. lett. 798.
30-31 formalità... indicare: per l’insorgere di varie difficoltà le pratiche furono poi sospese.
1222
Al duca Tommaso Gallarati Scotti
Archivio Gallarati Scotti - Milano
Orig. aut. 2 ff. 222 x 164 mm. timbri vari: Torino 28 set 68 2 4- S
lo 20 cent.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Gallarati (A 1800118)
E I 578 MB XV 833
Milano 30 set 68
francobol­
Ulteriori suggerimenti per il dipinto per la chiesa di Maria Ausiliatrice, di cui alla let. 1211 - auguri
e preghiere
Eccellenza,
*Torino, 28 settem bre 18]68
Mi capita tra le mani un dipinto o meglio una fotografia che sembra molto
analoga al nostro scopo con qualche piccola modificazione. Credo che mettendo
5 S. Francesco di Sales al posto di Pio IX, e tracciando il C[h]iablese al posto della
venerabile Taigi, si possa avere un lavoro come si desidera. Se si vuole si potrebbe
anche collocare il Salvatore al posto di S. Paolo, oppure lasciare lo stesso aposto­
lo delle genti.

59.3 Page 583

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settem bre 1868 577
Io dico tutto quello che mi sembra tornare della maggior gloria di Dio; ma
desidero che Ella segua quel pensiero che Dio le farà giudicare migliore. Pregan- io
do di cuore il Signore che spanda copiose le sue benedizioni sopra di Lei, sopra
tutta la sua famiglia e specialmente sopra la signora duchessa Barberina, ho l’alto
onore di potermi professare
Di V. E.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco G.
f.2v A Sua Eccellenza
11 Sig. Duca Tomaso Scotti
palazzo proprio
Milano
20
5 tracciando] tracciare
2 Tommaso Gallarati Scotti: v. lett. 1211. Al momento il duca si trovava a Roma, come si deduce
dalla risposta.
6 Anna Maria Taigi, nata a Siena nel 1769, sposa e madre, iscritta al terz'ordine dei Trinitari, con­
dusse vita austera e fu favorita di doni soprannaturali, per cui venne consultata da ecclesiastici e laici.
Morì a Roma nel 1837 e fu beatificata nel 1920: Enciclopedia Cattolica, XI, coll. 1701-1702; inoltre Bi-
bliotheca Sanctorum ... XII, coll. 95-97.
10 segua quel pensiero: due giorni dopo il duca rispose dicendo che aveva già deciso per 0 Salvatore
che consegnava le chiavi a S. Pietro e che gli avrebbe detto a voce i motivi della scelta. Si augurava di
incontrarlo a Milano a m età ottobre, prim a di recarsi a Roma. A quel momento avrebbe dovuto essere
pronta la tela per incorniciare il quadro di cui aveva visto l'abbozzo a colori in form ato ridotto: ASC
B26200 Scotti Tom m aso, me. 1577 E 7. Il 27 giugno dell’anno seguente don Bosco, p u r soddisfatto
dell’ottimo risultato conseguito, chiederà ulteriori ritocchi da parte del pittore.
12 Barberina: diminutivo di Barbara, moglie del duca, nata Melzi d ’Eril (v. lett. 737)?
1223
AI sindaco di Torino Filippo Galvagno
ASC B31010 Lett. orig., A utorità, Sindaco, Torino, Galvagno (A 1690509)
Min. aut. 1 f. 258 x 197 mm. carta leggera semitrasparente
E I 578-579 MB IX 361-362
me. 5 A 7/8
Istanza di intervento onde superare le difficoltà che si frappongono alla sistemazione viaria nei pressi
di Valdocco, di cui alla lett. 1201
[Torino, fine settembre 1868]
Illustrissimo Sig. Commendatore,
Molte volte V. S. 111.ma si adoperò a favore de’ nostri poveri giovani e ciò mi
fa sperare di trovare benevolenza per l’affare di cui debbo parlarle.
Quattro mesi or sono io chiedeva permesso al municipio di costrurre un 5
muro di cinta per accogliere specialmente ne’ giorni festivi i giovanetti più abban­
donati della città.
Era concessa l’opportuna facoltà, e un incaricato municipale veniva a trac­
ciare la linea di confine.
Nacque una difficoltà per cui si fecero sospendere i lavori; ma verificata l’i- 10
19

59.4 Page 584

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578 settem bre 1868
nesistenza del motivo, ne fu riconfermato il permesso e il muro fu condotto quasi
al suo termine.
Fatta poi la consacrazione della nuova chiesa venne dimandata facoltà di po­
ter elevare regolarmente il muro di cinta per avere gli opportuni locali per le
15 scuole ed i portici pe' casi di pioggia o di neve. Dopo oltre un mese in risposta fu­
rono fatte delle osservazioni cui risposi col parere di due periti dell’arte, i quali
verificarono gli appunti e trovarono che appoggiavano sopra fatti non esistenti. Si
ammisero gli schiarimenti ma il permesso non si potè ottenere.
Ora corre il terzo mese da che la pratica è in corso; ed intanto i materiali di
20 costruzione si disperdono; le mura cominciate si guastano; le porte postic[c]ie
permettono la fuga [a]i ragazzi dello stabilimento con gravi inconvenienti | per la f.iv
disciplina e moralità degli interni ed esterni; né finora mi fu possibile ottenere il
sospirato permesso né sapere alcuna ragione positiva di essermi negato.
Per ciò umilmente ma con calda istanza ricorro alla sua bontà. Ella sa che
25 questa casa fu sempre aperta alla pubblica beneficenza: sia in tempo di epidemia
sia in tempi normali ha sempre dato e dà tuttora ricetto ai molti giovanetti abban­
donati indirizzatimi dalle autorità municipali; Ella sa pure che io in Lei e in tutto
il municipio ne’ tempi passati ho sempre avuto un potente appoggio. Onde ho
piena fiducia che Ella vorrà venirmi in ajuto in questo caso eccezionale col farmi
30 conoscere ed ajutarmi ad appianare le difficoltà se ve ne fossero: pronto dal canto
mio a prestare, come ho già scritto, e dare qualsiasi premio, cauzione, indennità,
se ne fosse caso, purché io possa continuare i lavori, che l'attuale stagione non
permette più di protrarre.
Io
non ho alcun tribunale cui ricorrere, ma fo unicamente ricorso alla nota
35 ed esperimentata di Lei bontà, ed alla ragionevolezza di chi presiede agli edifizi
da porsi in costruzione.
Mi creda con perfetta stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
40
[Sac. Gio. Bosco]
3 V. S. 111.ma em end si ex Sig. Commendatore
si... nostri em end ex ella prestò in nostro
4 ante di del la debbo em end si ex intendo 5 Quattro em end si ex tre io em end si ex si
13 venne em end si ex fu di nuovo 14 p o st regolarmente del elevare 15 pioggia em end ex di
tempo piovoso oltre un mese corr ex un mese fu ris[posto] 16 ante cui del la periti em end
si ex persone 18 ammisero gli schiarimenti corr ex ammisero osservazioni 19 ante intanto del
non posso venire ad alcuna conclusione post intanto d e l ... 20 si disperdono corr ex dispersi
ante si guastano del che 21 permettono la fuga em end si ex che mi pare... fuggono 22-23 il
sospirato em end ex alcun per 23 sapere em end si ex avere essermi negato em end ex negarlo
24Per ciò em end si ex egli è per questo che 25 ante sia del che 28-29 Onde ho piena em end
si ex perciò ho tutta la 31 a add si come em end ex quasi
1 La data è semplicemente presunta in base ai dati interni alla lettera.
2 Filippo Galvagno: v. E(m) I, lett. 46.
3 Molte volte... si adoperò: difatti l’epistolario è ricco di richieste di don Bosco esaudite dalle autori­
tà municipali.
5 io chiedeva permesso: v. lett. 1201.
13 consacrazione: era stata effettuata il 9 giugno 1868.

59.5 Page 585

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1224
Al conte Francesco Viancino
settem bre 1868 579
ASC B31010 Lett. orig., Viancino (A 1741024) me. 54 E 11/12
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm. carta uso stampa
E I 579-580 MB IX 362-363
Dispiacere di non aver ancora potuto accettare l’invito a trascorrere assieme alcuni giorni di riposo
presso di lui a Bricherasio - buone prospettive religiose per il ragazzo Cinzano raccomandatogli
*Torino, 30 settem b re 18]68
Car.mo Sig. Conte,
Quando Cinzano andò a Bricherasio voleva rispondere alla venerata di Lei
Lettera ed a quella della signora di Lei moglie. In quel momento non mi era possi­
bile perché, come Ella saprà, la malattia di D. Rua mi raddoppiò le occupazioni
ordinarie. Ora grazie a Dio è fuori di ogni pericolo e credo che quanto prima pos­
sa ripigliare le ordinarie sue occupazioni.
La ringrazio pertanto della bontà con cui mi rinnova il grazioso invito di an­
dare a fare ancora alcuni giorni di carnevale. La mia volontà è tale, ma non posso
ancora fissare la settimana[,] cosa che spero di fare al mio ritorno coi giovani da
Castelnuovo d ’Asti.
Intanto io ho sempre pregato e continuo a pregare per Lei e per la sig[ra]
f.lv c.ssa di Lei | moglie, affinché Dio nella sua grande misericordia li consoli con una
lunga serie di giorni felici sopra la terra e colla vera ricompensa nel cielo.
Le noto qui che Cinzano continua sempre nel modo più esemplare tanto per
10 studio quanto per la pietà, e speriamo coll'andare del tempo di fame un cheri­
cotto ed un prete che guadagni anime al Signore.
Mi raccomando alla carità delle sante loro preghiere e con la più sentita gra­
titudine mi professo
Della S. V. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Francesco Viancino e moglie Luigia: v. lett. 900 e 1077.
3 Giovanni Cinzano, di cui alla lett. 900: era nato a Bricherasio, dove i Viancino avevano la loro villa
(v. lett. 1070); don Bosco vi era andato dopo la m età di agosto: v. lett. 1240.
4 Le lettere non sono state reperite.
5 m alattia di D. Rua: v. lett. 1215.
9 carnevale: cioè giorni di festa e di riposo.
11 Castelnuovo d ’Asti: il paese nativo dove ogni anno ai primi giorni di ottobre si recava con alcuni
giovani dell'Oratorio per la festa della Madonna del Rosario.

59.6 Page 586

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580 ottobre 1868
1225
All’arcivescovo di Firenze Gioacchino U m berti
AAF carte L im berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 257 x 198 min. strappo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., L im berti (A 1960118)
Ined.
Raccomanda il chierico Lorenzo Vay, già allievo di Valdocco, che si reca a Firenze per 0 servizio alla
cappella reale
*Torino, 1° ottobre [18]68
Eccellenza Reverend.ma,
Il cherico Vaj Lorenzo torinese deve cangiar domicilio per andare a prestare
il suo servizio alla cappella di Sua Maestà; ed io mi prendo la libertà di raccoman-
5 darlo alla benevolenza di V. E. R.d.ma.
È nuovo in codesta capitale, ha bisogno di consiglio e di guida; e perciò la
prego di volergli fare da padre.
Credo che esso continuerà a corrispondere colla lodevole sua condotta come
ha fatto finora.
io Mi è cara l’occasione per dichiararmi colla più profonda gratitudine
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
A Sua Eccellenza Re.d.ma
Monsig. Limberti Arcivescovo
Firenze
15 Limberti] Imberti
2 Gioacchino Limberti: v. E(m) I, lett. 428.
3 Lorenzo Enrico Eugenio Vaj: nato a Torino il 14 gennaio 1844 da Tommaso e M arianna Peretti,
aveva fatto la vestizione il 31 ottobre 1861: dati biog. offerti da don Aldo Giraudo.
1226
Alla contessa Luigia Barbò
Archivio famiglia Albertoni presso Archivio di Stato - Cremona
Orig. aut. 1 f. 210 x 141 mm. intest, a stampa: «Oratorio di s. Francesco di Sales. Torino-
Valdocco - (Le lettere non affrancate si respingono. Chi ha bisogno di risposta favorisca di inviare i
francobolli occorrenti)».
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Barbò (A 1960216)
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860201)
E I 581 MB XIV 827-828
Impossibilitato a farle visita nella casa di campagna a Rovello, la rivedrà presto a Milano - assicura
preghiere anche per il marito - saluti al prevosto del paese

59.7 Page 587

▲torna in alto
ottobre 1868 581
Benemerita Sig[ra] Contessa,
[Castelnuovo d'Asti], 3 ott[obre 18]68
Malgrado la mia volontà di fare una visita alla rispettabile di Lei famiglia a
Rovello temo molto che ne sia assolutamente impedito per mancanza di tempo.
Circa ai quindici di questo mese passerò a vederla a Milano, se è già di ritorno, al- 5
trimenti mi riserbo di poterla ossequiare più tardi.
Si assicuri però, sig[ra] Contessa, che non ho mai mancato di pregare nella
mia pochezza per Lei e per tutta la sua famiglia, ed ora farò un m em ento speciale
per Lei e pel sig. di Lei marito nella santa messa.
Mi farebbe cosa veramente cara se avendone occasione saluterà da parte mia 10
il R.do sig. Prevosto che mi fu tanto cortese quando fui alla sua parochia.
Dio doni a Lei sanità stabile e a tutta la sua famiglia lunghi anni di vita felice.
10 mi raccomando alla carità delle sante sue preghiere e mi creda
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
15
Sac. G. Bosco
Alla nobile signora
Contessa Luigia Barbò nata nob. De Carli
Milano
2 Luigia Barbò e marito: v. lett. 925.
4 Rovello [?]: (oggi Rovello Porro) località a 20 km. da Como, di circa 2000 abitanti; m a al di là del
nome non esiste altro motivo per identificare tale luogo come quello cui si riferisce don Bosco. Per al­
tro anche nei pressi di Vaprio d ’Adda (Milano) frequentato altra volta dalla Barbò (v. lett. 975) non si
trova tale nominativo.
5 passerò a vederla: m a il viaggio non è docum entato da altra fonte.
11 Prevosto e parrocchia: impossibile precisarli, non avendo identificato esattam ente la località:
v. lin. 4.
1227
Alla contessa Margherita Caccia Dominioni
Orig. già presso famiglia Caccia Dominioni, via S. Ambrogio 16 - Milano
Copia autentic. dalla curia arciv. di Torino
ASC B31220 Copie di orig. (A 1860308)
E I 580 MB IX 383-384
Prega per 0 figlio am malato della contessa - annuncia suo viaggio a Milano e probabile visita - pensie­
ro spirituale
Benemerita Sig[ra] Contessa,
Castelnuovo d ’Asti, 3 ott[obre 18]68
Non aveva un’idea chiara degli incomodi cui va soggetto suo figlio. Mi pen­
sava che fosse solo stanchezza; ora non mancherò di fare speciali preghiere per
lui. Anzi alla metà circa del corrente mese spero di fare una gita a Milano e se 5
mai sono di ritorno dalla campagna gli darò una speciale benedizione; se non è
ancora in Milano, gliela manderò dalla tomba di S. Carlo, dove spero di andare a

59.8 Page 588

▲torna in alto
582 ottobre 1868
celebrare la Santa Messa.
Si
assicuri, sig.ra Contessa, che io la raccomando tutti i giorni nella santa
io [messa], e nelle comuni nostre preghiere, e con Lei raccomando tutta la sua fami­
glia. La vita del cristiano è vita di fede; speriamo tutto dalla bontà del Signore.
Mi trovo a Castelnuovo d ’Asti con una porzione della mia famiglia; fra pochi
giorni sarò di nuovo a Torino.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e dia a tutti sanità stabile e lunghi
15 anni di vita felici. Preghi per me che con gratitudine le sono
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 Castelnuovo d ’Asti] Torino
2 Margherita Caccia Dominioni: v. lett. 981.
3 suo figlio: Annibaie, nato il 13 marzo 1838 e sposatosi 0 14 settem bre 1862 con Maria Antonia, nata
dal Verme il 25 gennaio 1842; ebbe sei figli, l’ultimo dei quali, Camillo (nato il 7 febbraio 1877) che si
fece sacerdote: ANI 1904.
5 gita a Milano: v. lett. 1226.
12 Castelnuovo d'Asti: v. lett. 1224 e 1228.
1228
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lem oyne (A 1720606) me. 29 E 8/9
Orig. aut. 2 ff. 207 x 132 mm. carta uso stampa a pie’ pagina aut. «Volta»
mrg. inf. sin.
E I 583-584 MB IX 384-385
il P.S. si trova sul
Dà un breve elenco di ragazzi da accogliere a Lanzo - chiede quello dei ragazzi della diocesi di Geno­
va - espone i suoi programmi di viaggio - ricordi per un direttore di una casa
Car.mo D. Lemoyne,
Castelnuovo, 5 ott[obre 18]68
Credo che tu sii giunto da’ tuoi festini e che adesso ti occuperai di riempire il
collegio di Lanzo fino all’orlo. Fra essi giovani nota anche i seguenti[:]
5
Matis Carlo col numero 3:3,
» Giuseppe » » 4:4,
» Agostino » » 5:5.
Essendo tre fratelli ho condonato le entrate dei fr. 20 caduno. Sono tre buoni
ragazzi di cui spero ne sarai contento,
io
Fammi una nota dei giovani della diocesi di Genova che hanno popolato o
popolano il collegio di Lanzo. Sono a Castelnuovo, venerdì a sera spero di essere
a Torino.
Dio benedica te e tutta la tua famiglia: salutali da parte mia e credimi
Aff.mo in G. C.
15
Sac. G. Bosco

59.9 Page 589

▲torna in alto
f.lv [P.S.] A De Magistris esto vir. \\
Ricordi importantissimi pel direttore di una casa[:]
1° Osserva tutto.
2° Va’ da per tutto.
3° Parla con tutti.
4° Confidenza coi subalterni [e] superiori.
Consigliati spesso con Bodratto.
ottobre 1868 583
3 ti] di riempire] Tempiere 4 i] coi
2 Giovanni Battista Lemoyne, direttore del collegio di Lanzo: v. lett. 853.
3 festini: probabile allusione alle vacanze estive.
5 Carlo Matis: il nom e del ragazzo non appare nel registro Censim ento dei convittori di Lanzo.
6-7 Giuseppe e Agostino Matis: nati a Mongreno (Torino) entrarono a Lanzo il 22 novembre 1868 ac­
compagnati dal padre Felice: cf Lanzo, registro Censimento.
11 venerdì: 9 ottobre.
16 Giuseppe de Magistris, futuro salesiano: v. lett. 1135.
22 Francesco Bodrato: v. lett. 798.
1229
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC B31010 Lett. orig., Oreglia (A 1730245) me. 39 E 8
Orig. aut. 1 f. 207 x 137 mm. carta uso stampa
E I 583 MB IX 384
Informazioni varie su un ragazzo di Firenze raccomandatogli e sui suoi movimenti a Castelnuovo d ’A-
sti - saluti dai comuni amici del paese - pensiero di vita spirituale
Castelnuovo d ’Asti, 5 ott[obre 18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
Osservi se fu già risposto pel giovane raccomandato da D. Giacinto Bianchi.
Credo sia accettato, avvi lettera, e non so che ne sia avvenuto.
Non lasci dormire l’opera della Biblioteca della gioventù italiana.
Venerdì a sera io sono a Torino. Sabato e domenica me ne posso occupare;
lunedì dovrò di nuovo allontanarmi da casa.
Ieri pioggia tutto il giorno; oggi sole; giovani tutti bene in salute, e partiamo
in questo momento per andare a mangiare la polenta dal prevosto di Castelnuo­
vo. Conte e contessa Amaud sono andati jeri a Torino; Alberto fu qui e m ’incarica
di salutarla.
Coraggio, caro cavaliere, combattiamo; non siamo soli, Dio è con noi; la vita
è breve, le spine del tempo sono fiori per l’eternità.
Dio ci benedica tutti. Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco

59.10 Page 590

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584 ottobre 1868
1 Castelnuovo d'Asti] Torino
6 me ne] mene
1 Don Bosco si trovava al suo paese, e non a Torino; al riguardo v. lett. 956.
2 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 744 e E(m) I, lett. 460.
3 Giacinto Bianchi, già collaboratore del Frassinetti a Genova: v. lett. 994.
5 Biblioteca della gioventù italiana: collana di classici italiani (presentati e anche ritoccati) pubbli­
cata dalla tipografia di Valdocco, il cui 1° volume uscì nel gennaio 1869 e l’ultimo, il 204°, nel 1885. La
direzione venne affidata a don Celestino Durando, che curò personalmente una ventina di volumi. La
pubblicazione mensile ebbe circa 3.000 abbonati, futuro papa Benedetto XV compreso: cf MB IX 432.
Il lancio pubblico venne fatto con «L'Unità Cattolica» del 18 novembre 1868; v. il program m a pubbli­
cato da don Bosco in MB IX 429-430; v. anche Appendice, lett. 1868/34.
6 Venerdì: 9 ottobre.
9 prevosto era don Pietro Antonio Cinzano: v. E(m) I, lett. 33.
10 Cesare e Camilla Arnaud, amici nobili di don Bosco: v. E(m) I, lett. 106; Cesare era stato deputato
del collegio di Castelnuovo d'Asti nella VI legislatura.
— Alberto: nato a Torino nel 1840, fu ufficiale dei granatieri nel 1861-1863, indi deputato dì Villanova
d ’Asti nel corso della XII legislatura. Sposò Matilde Scarampi di Villanova, da cui ebbe tre figli: cf A.
M a n n o , Il p a trizia to subalpino. D izionario genealogico..., p. 87; v. anche T. S a r t i, Il parlam en to
subalpino e nazionale..., p. 62.
1230
Al padre gesuita Giuseppe Oreglia di S. Stefano
Archivio «La Civiltà Cattolica» - Roma
Lett. S. Giov. Bosco-Oreglia se. 15 D contenitore universale - carte fondo Oreglia
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Oreglia (in via di collocazione)
Orig. aut. 2 ff. 212 x 132 mm. carta leggera
Copia a stam pa in «La Civiltà Cattolica» 1929 voi. II, pp. 396-397
E I 581-582 MB XVI 624-625
Sempre a proposito delle dimissorie per i chierici salesiani chiede se far intervenire qualcuno presso il
papa oppure attendere tempi migliori in attesa di un suo viaggio a Roma in inverno - ritorno a Torino
del fratello Federico - saluti al padre Angelini
Car.mo Sig. P. Oreglia,
*Castelnuovo d'Asti, 5 ott[obre 18]68
Ho secondato il consiglio che Ella compiacevasi di darmi a nome di una per­
sona benevola, e per mezzo del cardinale Vicario chiedeva a S. S. la facoltà di po-
5 tere instruire i miei cherici dopo che la nostra congregazione era stata commen­
data e se ne costituiva il Superiore Generale.
Il
prelodato Eminentissimo fece di buon grado il passo presso il Santo Padre
e ne ebbe la risposta che qui le unisco. Ora quid agendum? Giudica bene di met­
tere qualche persona intorno al Santo P[adre] che datasi occasione parli in pro-
10 posito, come Monsig. Ricci, o lasciare che la cosa maturi nel cospetto di Dio, e in­
tanto nel prossimo inverno fare una gita a Roma? Sembra bene tirare il filo per
altra mano, mentre il Santo Padre non è contrario? Se ha la bontà di darmi consi­
glio in proposito, io lo seguirò puntualmente abbandonandone il buon esito alla
divina Provvidenza.
15
Quanti disturbi aggiungo alle grandi sue occupazioni!] Abbia pazienza: è
un’opera di carità, Dio ne terrà conto per l’anima sua. Da noi avrà gratitudine e

60 Pages 591-600

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60.1 Page 591

▲torna in alto
ottobre 1868 585
preghiere che nella nostra pochezza alzeremo ogni giorno al Signore per Lei.
Suo fratello Federico è definitivamente stabilito a Torino e gode ottima
salute.
Raccomando la povera anima mia e quella d e’ miei giovanetti alla carità del- 20
le sante sue preghiere e mi professo con pienezza di stima
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Se ne ha occasione la prego di offerire i miei ossequi e quelli di D. Francesia 25
al P. Angelini.
1 Castelnuovo d ’Asti] Torino
2 Giuseppe Oreglia di S. Stefano: v. lett. 1041 e E(m) I, lett. 460.
3-4 persona benevola: il padre gesuita alla lettera di don Bosco del 7 agosto 1868 (v. lett. 1202) aveva
risposto il 16 successivo nei seguenti termini: «Mi consigliai prima con un nostro Padre, che è Consul­
tore dei Vescovi e Regolari e molto bene affetto a V. S. e a tutte le cose. Mi disse che non credeva af­
fatto prudente che io andassi dal Card. Berardi, che ne avrei cavato nulla e che invece gli sarebbe di­
spiaciuto di vedere intromessa in cosa segreta una persona estranea. Bensì mi disse che secondo lui, il
meglio a farsi era che Lei stessa scrivesse al Cardinale e domandasse non per organo della Congrega­
zione, m a per intercessione privata del Card, al S. Padre direttam ente la grazia di poter presentare i
suoi chierici all’Ordinazione ai Vescovi che crederà. In questo modo il Cardinale, se crede, può facil­
mente ottenere per numero determ inato o per tempo determinato. Questa concessione ha da essere
chiesta a voce, e com unicata a Lei con lettera che dica: ex audientia S.S. diei etc. S an ctissim u s con-
cessit, etc. Questo rescritto facilmente si avrà dal S. Padre e si potrà confermare d ’anno in anno e ser­
virà di titolo latente per l’approvazione regolare della Congregazione»: ASC B26200 Oreglia, ed. in
MB IX 373-374.
4 card. Vicario era Costantino Patrizi: v. E(m) I, lett. 346.
8 risposta: conservata in ASC B26200 Patrizi, in data 30 agosto 1868, è edita in MB IX 374. Comuni­
cava le difficoltà dei vescovi di soprassedere, per le ordinazioni di membri di istituti, alle norm e dei S.
Canoni, che invece esigevano l'avvenuto riconoscimento formale dell’Ordine o della Congregazione
Regolare cui i candidati appartenevano: v. lett. 1192, dove si trova pure citata la risposta negativa del­
la Sacra Congregazione stilata pochi giorni prima.
10 mons. Francesco Ricci Paracciani: v. lett. 1168 e 1219.
11 gita a Roma: ebbe difatti luogo nei primi mesi del 1869.
18 Federico Oreglia di S. Stefano: v. lett. 1229.
25 Giovanni Battista Francesia: aveva accompagnato don Bosco a Roma e pertanto aveva conosciu­
to personalmente i padri de La Civiltà Cattolica.
26 Antonio Angelini, gesuita: v. lett. 1142.
1231
A don Francesco Proverà
ASC B31010 Lett. orig., Proverà (A 1730711) me. 43 E 2/3
Orig. aut 1 f. 207 x 132 mm. carta uso stampa bordi ingialliti
E I 584 MB IX 385
Giustifica la sua m ancata visita a Mirabello - invita al dialogo coi confratelli - trasm ette consigli per
alcuni ragazzi - chiede di aum entare a 170 il numero degli allievi

60.2 Page 592

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586 ottobre 1868
*Castelnuovo, 5 ott[obre 18]68
Car.mo D. Proverà,
Aveva divisato di fare una gita a Mirabello, ma il tafferuglio di questi giorni
mi ha impedito, anzi mi fece interrompere la via e ritornare a Torino. Scrivimi
5 quanto occorre e ti risponderò per le rime.
Intanto procura di parlare molto sovente con D. Cerutti e con D. Bonetti; av­
visatevi e consigliatevi. Alter alterius onera portate et sic adim plebitis legem
Christi.
Dirai a Bussi di Giarde che se la delegazione di vestizione è fatta in capo
io al suo paroco, deve vestirsi in parocchia. Se poi la delegazione è fatta in capo a
me, si vestirà all’Oratorio. Ma questa deve farsi da colui che ne è delegato dal
Vescovo.
Chiama un momento Mugnai, e digli che io sono pronto a riceverlo mercé
che mi prometta[:]
15
1° di non dare scandalo né con opere né con fatti a ’ suoi compagni.
2° Al minimo scandalo di cose immodeste, io sono obbligato di mandarlo
sull'istante a casa.
Quanti giovani nuovi accetti di questo anno? D. Bonetti ti avrà detto che io f.lv
voglio che quest’anno andiamo a 170; altrimenti ne manderò da Torino gratis fin-
20 ché siamo a quel numero, perciò procurate di trovarne altrove.
D. Cerutti e D. Bonetti sono buoni?
Fa’ i miei saluti a ’ tuoi parenti e a tutta la bella brigata del piccolo seminario.
Dio ci ajuti a perseverare nel bene e credimi nel Signore
Aff.mo amico
25
Sac. G. Bosco
2 Francesco Proverà, prefetto-economo nel piccolo seminario di Mirabello: v. E(m) I, lett. 518.
3 tafferuglio: forse allude all'interruzione, in quei primi giorni di ottobre in tutto 0 centro-nord Ita­
lia, delle comunicazioni ferroviarie e stradali a causa delle piene dei fiumi e dei torrenti, seguite da va­
rie inondazioni.
6 Francesco Cerruti era consigliere scolastico: v. E(m) I, lett. 518; Giovanni Bonetti invece direttore:
v. E(m) I, lett. 328; v. anche lett. 1233.
7 Alter... Christi: Gal., VI, 2.
9 Luigi Bussi: nato a G iarde (Alessandria) il 5 novembre 1848, figlio di Giovanni e Felicita Circa, en­
trò all'Oratorio di Valdocco il 2 ottobre 1864. Fatta la vestizione clericale il 1° novembre 1868, emise i
voti triennali il 17 settembre 1869 e li rinnovò il 18 settembre 1872; ordinato sacerdote a Torino il 21
dicembre 1872, fu m andato direttore delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Nizza M onferrato dal 1883 al
1886; successivamente direttore-parroco di Genova-Sampierdarena, dal 1900 al 1906 fu ispettore delle
case liguri-toscane; nel 1908 venne inviato come visitatore straordinario nel nord America e in Ameri­
ca Centrale; morì a Genova nel 1928: ASC registro Anagr. Ord; cf DBS p. 61.
13 Mugnai: giovane non identificato, probabilmente un allievo del piccolo seminario di Mirabello.

60.3 Page 593

▲torna in alto
1232
All’avvocato Luigi Bertagna
ottobre 1868 587
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880247)
Copia semplice
E I 585
Si scusa per non aver potuto accogliere l'invito del figlio a fargli visita con la banda, a motivo del catti­
vo tempo
*Becchi, 8 ott[obre 18]68
Car.mo Avvocato Bertagna,
Avevamo divisato di passare a farti una visita colla musica a tua casa, ma la
pioggia di ieri e quella di oggi rompe ogni nostro disegno. Sicché debbo limitarmi
a ringraziarti del cortese invito, e di raccomandarti coraggio e pazienza e viva 5
confidenza nella protezione della Santa Vergine Maria.
Io non mancherò di raccomandarti ogni mattino al Signore nella Santa
Messa.
Dio benedica te e la tua consorte e credimi nel Signore
Aff.mo amico
10
Sac. Gio. Bosco
All'111.mo Signore
Il Sig. Aw. Luigi Bertagna
Castelnuovo
1-2 Don Bosco, che si trovava a Castelnuovo per la festa della Madonna del Rosario, aveva evidente­
mente accettato di far visita all'avvocato suo compaesano; di lui non si sono trovati i dati anagrafici.
4 pioggia di ieri: v. lett. 1231, lin. 3.
1233
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., B onetti (A 1690814) me. 8 A 8
Orig. aut. 1 f. 212 x 134 mm. carta leggerissima restaurata
E I 585-586 MB IX 390
Buone prospettive di evitare difficoltà col Provveditore degli studi per il riconoscimento dei titoli di in­
segnamento nel piccolo seminario di Mirabello
[Castelnuovo d ’Asti, 9 ottobre 1868]
Car.mo D. Bonetti,
Ti mando la lettera scrittami dal provveditore. Da ciò sembra che non avre­
mo disturbi, e qualora dovessimo anche dare nota degli insegnanti non perciò sa­
remmo molestati. Credo però che ne faremo a meno. Io credo che il Vescovo po- 5
trebbe scrivere una lettera sul tenore di quanto ti noto qui. Egli poi si esprima

60.4 Page 594

▲torna in alto
588 ottobre 1868
come giudica meglio, purché seguitiamo il filo che lo stesso provveditore sembra
volerci tracciare per sostenere l’autonomia del piccolo seminario.
Farai poi umili ed ossequiosi saluti a Monsignore che spero di poter riverire
10 di presenza fra breve.
Dio ci benedica tutti e pregate per me sempre
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
2 Giovanni Bonetti, direttore del collegio di Mirabello: v. E(m) I, lett. 328.
3 lettera: non è stata reperita.
7 All’epoca il Provveditore agli studi della provincia di Alessandria era il prof. Ambrogio Damasio: v.
lett. 730.
9 Monsignore, ossia il vescovo Pietro Maria Ferrè: v. lett. 1096.
1234
A don Salvatore Bertini
ASC B31010 Lett. orig., Bertini (A 1690718) me. 7 A 5
Orig. aut. 2 ff. 208 x 132 mm. carta da computisteria
E I 586 MB IX 392
Ringraziamenti per l’offerta pervenutagli dalla famiglia Catturegli - auguri ai com uni amici - invito a
venire a Torino a celebrare una messa nella chiesa di Maria Ausiliatrice ed essere suo ospite
*Castelnuovo d ’Asti, 14 ott[obre 18]68
Car.mo Sig. D. Bertini,
Ho ricevuto la sua cara lettera colla limosina che mi manda da parte della fa­
miglia Cat[t]uregli e la ringrazio di tutto cuore. Ho fatto le preghiere che mi ha
5 accennato; e non mancherò di raccomandare ogni giorno nella santa messa il
capo che non fa il capo di famiglia.
A Lei poi, caro D. Bertini, auguro dal Signore sanità e pazienza ed un po’ di
coraggio per venire fino a Torino a vedere la chiesa di Maria Ausiliatrice e dirci
una messa. Noi teniamo una camera a sua disposizione,
io Abbia la bontà di salutare da parte mia il sig. D. Cianetti, il mio allievo Cattu­
regli co' suoi parenti. Ella poi preghi per la povera anima mia.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e mi creda con pienezza d ’affezione
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
15
Sac. Gio. Bosco
1 Castelnuovo d ’Asti] Torino 4 Cat[t]uregli corr ex Catureglia
1 II 14 ottobre don Bosco si trovava al suo paese natale, a Castelnuovo d ’Asti, e non a Torino: v. lett.
1232 e 1236.
2 Salvatore Bertini: v. lett. 948.
3 cara lettera: non è stata reperita.

60.5 Page 595

▲torna in alto
4 Adolfo Catturegli: v. lett. 948.
10 Raffaele Cianetti: ib.
15 II Bertini rispose qualche giorno dopo: v. lett. 1237.
ottobre 1868 589
1235
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 132 mm. timbri vari: Torino 15 ott 68 9 S
17 ott 68 francobollo 20 cent, segno di ceralacca rossa
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950143)
Ined.
Vignale 15 ott 68
Bricherasio
Crediti, e non debiti, della contessa verso la tipografia di Valdocco - informazioni positive sull'avanza­
mento dei lavori per il progetto, molto riservato, del liceo - saluti da parte del figlio Ranieri Massimi­
liano in visita a Valdocco
Benemerita Signora Contessa,
*Castelnuovo d ’Asti, 14 ott[obre 18]68
Stia pure tranquilla che V. S. non ha debito di copie del Cattolico Provvedu­
to verso la nostra tipografia; che le deve ancora far pervenire parecchie copie del
medesimo a semplice sua richiesta.
5
Riguardo al locale pel liceo io lo fo continuare alacremente e sebbene io ab­
bia dovuto superare già molte difficoltà [,] di questo anno si coprirà, spero nel Si­
gnore, e nella prossima primavera entro breve termine condotto a fine.
Ma per evitare rivalità ed ostilità io debbo tenere il metodo finora seguito:
fare senza dire. Difatti l’anno scorso avevamo venticinque filosofi, questo anno ne io
abbiamo trentacinque. Studiano, prendono i loro esami, ma niuno sa niente. In
quanto al danaro che ella accenna: se può darmelo in novembre o dicembre
come altra volta mi diceva, è molto opportuno[,] altrimenti faccia con sua como-
f.lv dità e noi l’accetteremo sempre colla massima gratitudine | in qualunque tempo e
misura.
15
Non mancherò sig[ra] Contessa di pregare ogni giorno nella santa messa per
Lei e per tutta la rispettabile famiglia cui offro indistintamente gli omaggi della
mia viva gratitudine.
Domenica Bimbo co' suoi compagni e con un assistente venne all’Oratorio.
Gli ho potuto parlare liberamente. Sta molto bene; è di buon umore e mi incaricò 20
di dire a tutti i suoi di casa che ogni suo affare va bene.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia. Preghi per la povera anima mia e mi
creda con profonda gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
25
Sac. Gio. Bosco
f.2v Alla Chiarissima Signora
La Sig[ra] Contessa Callori Sambuy
sua villeggiatura
Vignale

60.6 Page 596

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590 ottobre 1868
1 Castelnuovo d ’Asti] Torino
13 diceva,] diceva;
20 incaricò corr ex incarichi
1 Castelnuovo d'Asti: v. lett. 1232.
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3-4 II cattolico provvedu to...: v. lett. 1175.
6 liceo: circa tale progetto v. lett. 1138.
10 venticinque filosofi: pare qui di capire che don Bosco si riferisce ai chierici residenti a Valdocco.
19 Domenica: 11 ottobre.
— Bimbo: il figlio dodicenne della Callori, Ranieri Massimiliano, v. lett. 939.
1236
Al capo sezione del ministero degli Affari Esteri avv. Carlo Canton
ASC B31220 Copie di orig. (A 1940507)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
Ined.
Richiesta di intervento, presso il ministero della Guerra, onde ottenere indumenti e coperte per l’im­
minente stagione invernale
Castelnuovo d ’Asti, 15 ott[obre 18]68
Benemerito Sig. Cavaliere,
Negli anni scorsi ordinariamente mi erano largiti alcuni oggetti di vestiario ri­
messo pei nostri poveri giovani; ma in quantità assai limitata. Questo anno le mi-
5 serie si fanno in modo eccezionale sentire, mentre il numero dei giovani da soc­
corrersi va circa ai mille dugento.
Avrebbe forse V. S. B. qualche mezzo per fare pervenire la mia, che le uni­
sco, al Ministro di Guerra? Ecco la umile mia dimanda e nel tempo stesso u n ’oc­
casione di esercitare un’opera di carità verso alla classe più bisognosa del popolo.
10 Qualunque cosa rimessa, logora e cenciosa che trovisi nel magazzino delle
merci, per noi serve al grande uso nelle necessità della prossima invernale stagio­
ne. Il maggior bisogno è di calzoni, camicie, lenzuola e coperte.
Dio la benedica e mi creda colla più sentita gratitudine
Di V. S. B.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Carlo Canton: v. lett. 1209 e 1238. Il ministro degli Affari Esteri e presidente del Consiglio all’epoca
era Luigi Federico Menabrea; quello della Guerra invece Ettore Bertolè Viale.
7 avrebbe qualche mezzo: il Canton evidentemente riuscì a far pervenire a buon fine la lettera di don
Bosco, se dieci giorni dopo vennero concessi 50 berretti di panno, 100 camicie di tela cotone, 400 co­
perte di lana da campo, 50 lenzuola di tela e 30 pantaloni di panno: ASC B26100 Governo, ed. in MB
IX 394: v. Appendice, lett. 1868/30. Don Bosco si prem urò di ringraziare il cavaliere e chiese un ulte­
riore favore: v. lett. 1238.

60.7 Page 597

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ottobre-novem bre 1868 591
1237
A don Salvatore Berlini
ASC B31010 Leti, orig., B ertini (A 1690719) me. 7 A 6
Orig. aut. 2 ff. 207 x 132 mm. carta uso stampa restaurata
E I 586 MB IX 392-393
Accusa ricevuta di una lettera - attende la sua venuta - invia alcune medaglie di Maria Ausiliatrice per
quanti hanno bisogno di grazie - assicura preghiere
"Torino, 28 ott[obre 18]68
Car.mo D. Bertini,
Spero che dopo la lettera verrà anche la sua persona. Le mando alcune me-
dagline per dare alle persone che hanno bisogno di grazie da Maria A. Le portino
in dosso con fede e spero che otterranno i maravigliosi effetti che tanti altri hanno 5
ottenuti o tutti i giorni ottengono.
Caro D. Bertini, si assicuri che lo raccomando nella mia pochezza ogni gior­
no nella santa messa; pregherò anche per le persone che mi raccomanda. Preghi­
no essi pure per la povera anima mia.
Dio ci ajuti a perseverare per la via del cielo. Amen.
io
Aff.mo amico
Sac. G. Bosco
2 Salvatore Bertini: v. lett. 948.
3 lettera: non è stata reperita; era com unque la risposta a quella di don Bosco del 14 ottobre 1868 (v.
lett. 1234).
1238
Al capo sezione del ministero degli Affari Esteri avv. Carlo Canton
ASC B31010 Lett. orig., Canton (A 1700322) me. 11 E 5
Orig. aut. 1 f. 257 x 197 mm. carta leggera
E I 587-588 MB IX 435
Ringrazia per l’offerta e per l’esito favorevole del suo intervento presso il ministero della Guerra - alle­
ga lettera per il ministro Menabrea contenente ringraziamenti e ulteriore «cosa confidenziale» - invo­
ca benedizioni celesti su tutta la famiglia
"Torino, 2 novembre [18]68
Car.mo Sig. Cavaliere,
La ringrazio di ogni cosa; dei cento franchi che ho ricevuto, e già spesi, e de­
gli oggetti di vestiario che mediante la sua raccomandazione in questo anno fu
molto più copioso degli anni scorsi. Dio la rimeriti.
5
Mi rincresce che il Betti Enrico abbia voluto andare assolutamente di nuovo
a Firenze. Si accondiscese in tutto e non si potè appagare. Almeno corrispondesse
ai molti avvisi e consigli qui prodigati!

60.8 Page 598

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592 novem bre 1868
La prego di far pervenire la lettera acchiusa a Sua Eccellenza Menabrea per
io ringraziamento. In essa avvi pure cosa confidenziale, di cui forse incaricherà V.
S. a farmi risposta se ne è caso; del resto non se ne parli.
Abbiamo in questa casa alcuni francobolli monetati che tra noi non hanno
più corso; non so se a Firenze siano ancora in qualche modo scambiati. Se ciò
non è, Ella se ne serva almeno per accendere un sigaro.
15
Ella perdonerà la confidenza con cui le scrivo; ella si valga di me e di questa
casa in quello che la potremo servire. Intanto auguro copiose benedizioni celesti
sopra di Lei e sopra tutta la rispettabile di Lei famiglia e mi creda con profonda
gratitudine
Di V. S. car.ma e benemerita
20
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
1 novembre] 9bre 13 corso add si
2 Carlo Canton: v. lett. 1236.
6 Enrico Betti: fu Leopoldo e Luisa Natini, nato a Firenze il 22 settembre 1852, entrò come studente
all'Oratorio il 14 giugno 1868, su raccomandazione del ministero: ASC registro Censim ento e registro
Contabilità (E 555, p. 662).
9 acchiusa lettera: v. Appendice, lett. 1868/32; in essa ringraziava per aver esaudito la richiesta di
cui alla lett. 1236. Generoso in quel periodo con Bosco fu anche il ministero dei Lavori Pubblici, che in
ottobre gli comunicò, tram ite il commissario generale Giuseppe Bella, che era stato stanziato un sussi­
dio di 300 lire a suo favore, senza però nascondergli una riduzione per l'anno seguente «in conseguen­
za delle deliberazioni prese dal Parlamento nella discussione del Bilancio medesimo»: ASC Torino-
Oratorio, F 583, ed. in MB IX 382. In data 24 dicembre 1868 pure il principe Amedeo di Savoia, duca
d'Aosta, erogò a favore di don Bosco la somma di 200 lire: ASC Torino-Oratorio, F 583. Don Bosco,
che nel giugno 1868 non aveva mancato di comunicargli la notizia della consacrazione della chiesa di
Maria Ausiliatrice (v. Appendice, lett. 1868/19) gli attestò la riconoscenza non solo con probabile lette­
ra personale allegata al richiesto «modulo di quietanza», m a anche con un articoletto pubblicato su
«L'Unità Cattolica» del 30 dicembre 1868: ASC Torino Oratorio, F 583, ed. in MB IX 446.
— Luigi Federico Menabrea: nato nel 1809 a Chambéry, educato nelTAccademia militare torinese,
professore universitario a Torino, verme eletto deputato alla Camera fin dal 1848; nel febbraio 1860 fu
nominato senatore del regno. Ministro della Marina nel gabinetto Ricasoli (1861-1862) e dei Lavori
Pubblici nel ministero Farini (1862-1864), dopo la sconfitta garibaldina a M entana fu presidente del
Consiglio e ministro degli Esteri (1867-1869). Successivamente il governo Minghetti lo mandò prima
ambasciatore d ’Italia a Londra e poi a Parigi. Morì a Chambéry nel 1896: cf T. S a r t i, Il parlam ento
subalpino e nazionale..., pp. 654-655.
10 cosa confidenziale: di difficile interpretazione; si può presumere si riferisse o alle trattative in cor­
so da tempo fra Santa Sede e Governo Italiano per la nomina di vescovi alle sedi vacanti — cui don
Bosco aveva e avrebbe ancora successivamente dato 0 suo apporto (vedi nota bibliog. in lett. 970) —
o, m a con minori probabilità, al progetto di don Bosco relativo alla chiesa del S. Sudario in Roma, del
quale si tratterà nel 1869. Nella cronachetta di don Rua si accenna anche ad un invito a recarsi a Fi­
renze che sarebbe giunto a don Bosco nel novembre 1868 da parte dello stesso Menabrea: ASC A008
Rua-cronachetta me. 1205 E 12.
12 francobolli monetati: nel periodo dell’unificazione monetaria, scarseggiando la presenza di m one­
te, furono stampati dei francobolli che acquistavano valore di denaro contante, m a che poi «uscirono
di corso».

60.9 Page 599

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novem bre 1868 593
1239
Al cavaliere Abele Provana di Collegno
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900453)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 587 MB IX 409
Suggerisce alcuni criteri per rielaborare in un solo volumetto due biografie di S. Maria Maddalena -
invito a visitare la chiesa di Maria Ausiliatrice
""Torino, 2 novembre 1868
Car.mo Sig. Cavaliere Abele,
Da molto tempo desidero di raccomandarle un lavoro e per mia dimentican­
za ho differito finora.
Eccole qui adunque due vite di Santa Maria Maddalena. Di queste Ella ne 5
faccia una sola:
1° Ommettendo le preghiere ed i riflessi, che non sono collegati col racconto.
2° Omettansi le descrizioni francesi; si tengano quelle de’ Luoghi Santi.
3° Unendo o togliendo ne faccia una sola composizione.
Sono sempre nel desiderio di una sua visita alla nuova Chiesa; ma non cessia- 10
mo di raccomandarla ogni giorno nelle deboli nostre preghiere al Signore.
Preghi Ella pure per noi e gradisca i sentimenti della mia gratitudine con cui
mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
1 novembre] 9bre
2 Abele Provana di Collegno: nato il 26 dicembre 1829, figlio di Luigi e Delfina Roero e pertanto fra­
tello del continuam ente citato Zaverio: ANI 1880.
5-6 ne faccia una sola: non si hanno notizie della pubblicazione di tale biografia suggerita da don
Bosco.
1240
Alla baronessa Olimpia Savio
ASC B31010 Lett, orig., Savio (A 1740606) me. 52 D 8
Orig. aut. 2 ff. 258 x 197 mm. carta leggera strappo e segno di ceralacca rossa timbri vari:
Torino 3 nov 68 11 S Torino 4 nov 68 Torino 6 nov 68 8 M Ivrea 4 nov 68 9 M Ivrea 5 nov 68 5
S francobollo di 20 cent, sul mrg. sup. sin. appunto allog. su Don Bosco e l’Oratorio
Ined.
Disguidi postali e arrivo dei collegiali giustificano il ritardo della risposta - si dichiara disposto a prov­
vedere al fanciullo raccomandatogli - invito a visitare l’Oratorio di Valdocco

60.10 Page 600

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594 novem bre 1868
Torino, 2 novem bre [18] 68
Chiarissima Signora Baronessa,
La sua lettera è veramente romantica. Fu scritta al 14 agosto; giunta a Torino
al 16 ottobre venne in mie [mani] il 20 dello stesso in Bricherasio.
Dopo notabile ritardo le rispondo da Torino, dove il tafferuglio cagionato dal­
l'arrivo di oltre ad 800 giovanetti compì l’opera. Almeno potessi rispondere in
prosa, ma no. Bisogna passar[,] potessi[,] dal romanzo alla poesia e dirò che ac­
cetto il ragazzo raccomandato, ma non posso accettarlo fino a 12 anni compiuti,
perciocché l'età dei nostri accettandi non deve essere minore di quella accennata.
Venendo a Torino ci parleremo e spero che potremo concludere qualcosa in
favore del povero orfanello in altro modo.
So che casa Radicati stanno bene, ma dopo il ritorno dalla campagna non
sono ancora passato a casa loro.
Dio la benedica, Sig[ra] Baronessa, e con Lei benedica tutta la rispettabile
sua famiglia cui auguro sanità stabile con lunghi anni di vita felice. Raccomando
me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sante sue preghiere e mi professo
con gratitudine
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
Alla Chiarissima Signora
f-2v
La Sig[ra] Baronessa Olimpia Savio
Via dell'Ospedale N° 24
Torino
1 novembre] 9bre 6 potessi add mrg sin 8 non posso accettarlo fino a add m rg in f 23-
24Via... Torino em end si ex Ivrea Castello di Burolo Via... Torino it
2 Olimpia Savio (1815-1899): figlia del conte Giovanni Battista Rossi e di Giuseppa Ferrerò, nel 1836
sposò il barone Andrea Savio (1813-1865). Ebbe due figli, Alfredo ed Emilio, entrambi medaglie d'oro,
morti in battaglia l’uno nel 1860 presso Ancona e l’altro nel 1861 presso Gaeta. Scrittrice, tenne rela­
zioni con molte famiglie altolocate di Torino e fu familiare con poeti, artisti, letterati dell’epoca. Colla-
borò alla fondazione dell’istituto per le orfane dei militari (1868): cf A. M a n n o , Il p atriziato su balpi­
no..., dattil.
3 sua lettera: non è stata reperita.
4 Bricherasio: località dove don Bosco era stato ospite dei Viancino: v. sinché timbri nella descriz.
della lett. 1235.
5-6 tafferuglio... giovanetti: allude all’ingresso di centinaia di studenti e artigiani convittori all’Orato-
rio dopo le vacanze estive.
7 prosa... rom anzo... poesia: scherzosa allusione alle doti letterarie della corrispondente.
12 Costantino Radicati: all’epoca prefetto della provincia di Torino; v. E(m) I, lett. 109; don Bosco
gli invierà un dono due giorni dopo: v. lett. 1242.

61 Pages 601-610

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61.1 Page 601

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1241
AI professore Carlo Bacchialoni
novem bre 1868 595
ASC B31220 Copie di orig. (A 1880201)
Copia semplice
E I 588 MB IX 410
Dedica di un volume in occasione dell’onomastico
[Torino], 4 novembre 1868
Va’, o libro, e pieno di giubilo presentati al coraggioso, al dotto, al cristiano
letterato cav. Carlo Bacchialoni, e digli che in questo bel giorno auguro a Lui e a
tutta la rispettabile sua famiglia lunghi anni di vita felice. Tu rimarrai presso di
Lui in ostaggio ed ogni volta che si compiacerà di aprirti assicuralo sempre che
questa tua dimora è un piccolo segno della molta indelebile mia gratitudine.
Il compilatore
[Sac. Gio. Bosco]
2 II libro era II cattolico provvedu to p er le pratiche di pietà con analoghe istru zion i secondo il biso­
gno dei tem pi. Torino, tip. dell’Oratorio di S. Frane, di Sales, 1868: v. lett. 1175.
3 Carlo Bacchialoni: v. lett. 1198.
1242
Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
ASC B31010 Lett. orig., R adicati (A 1730910) me. 44 A 8
Orig. aut. 2 ff. 257 x 197 mm. carta leggera con strappo dovuto a ceralacca rossa
E I 588
Invia in dono una lepre - auguri
*Torino, 4 novembre [18]68
Illustrissimo Sig. Conte,
Non posso andare in persona, perciò mando una lepre che farà la parte mia.
10 spero di poter raggiungere questo animaletto quando sia in condizione mi­
gliore.
Gradisca la facezia; Dio le dia ogni bene e mi creda con gratitudine profonda
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
f.2v Al Chiarissimo Signore
11 Sig. Conte Radicati Prefetto
Torino
1 4 corr ex 3 novembre] 9bre

61.2 Page 602

▲torna in alto
596 novem bre 1868
2 Costantino Radicati Talice di Passerano, conte legato da grande amicizia con don Bosco: v. E(m) I,
lett. 109; la famiglia Radicati è stata appena ricordata nella lett. 1240.
4-5 condizione migliore: vale a dire pronto in tavola.
1243
[Al vicario generale di Vercelli, Vincenzo Capelli]
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Capelli (A 1790312) me. 2645 E 7
Orig. aut. 1 f. 210 x 136 mm. timbro dell'Oratorio sul mrg. sup. sin.
Ined.
Referenze non tutte positive del chierico Gioanni Vecchio, già ospite a Valdocco
Torino, 6 novembre [18]68
Il
sottoscritto dichiara che il cherico Vecchio Gioanni da Mede diocesi di Vi­
gevano venne in questa casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales. Ivi fece i cor­
si di Latinità dopo cui vestì l’abito chericale con regolare delegazione in capo allo
5 scrivente.
Ora percorre il quarto anno di Teologia e desidera ardentemente di continua­
re per la carriera ecclesiastica. Finché rimase in questo stabilimento frequentò le
pratiche di pietà e adempì i suoi doveri studiosi e morali, come a buon cherico si
conviene.
10 Ultimamente uscì da questa casa pei motivi noti al suo Vicario Gen.[;] in
modo particolare si raccomanda perché lo voglia prendere in benevola conside­
razione.
Sac. Gio. Bosco
9 conviene corr ex concerne
2 Vincenzo Capelli: v. E(m) I, lett. 558. La dichiarazione era ovviamente indirizzata all’autorità reli­
giosa cui il chierico intendeva rivolgersi, prima fra tutti quella di Vercelli: v. lett. 1248.
— Pietro Gioanni Vecchio: v. lett. 1197.
10 motivi noti: non si riesce a individuarli con precisione, al di là di quello segnalato nella lett. 1197
(certificato falso); nella lett. 1248 si accenna genericamente a «questi ultimi fatti».
— Vicario Gen., vale a dire lo stesso mons. Vincenzo Capelli.
1244
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950144)
E 1 589 MB IX 410-411
Presenta una persona disponibile a fare da portinaio - incertezza circa la vocazione del giovane Perac-
chio - complimenti e auguri - invito a venire a pranzo a Mirabello assieme al marito

61.3 Page 603

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novem bre 1868 597
*Torino, 9 novembre [18] 68
Benemerita Contessa,
Ho parlato coll’ideato portinajo di nome Rosselli Giovanni Batta di anni 32
colla moglie di anni 24 senza prole. Esso è libero e accetterebbe ben volentieri il
posto di suo portinajo. Per fedeltà e moralità possiamo stare tranquilli. Dimani 5
esso va a fare il cuoco in una famiglia, ma non prende alcun impegno e può ren­
dersi libero a suo piacimento. Ove mi dia ordini in proposito io li eseguirò.
Ho veduto Peracchio disposto di andare militare qualora il Vescovo noi po­
tesse più richiamare. Gli ho detto se non credeva a proposito di cercare mezzo di
prendere gli Ordini al più presto possibile; egli mi rispose che per ora non ne era io
disposto; che pel passato aveva ferma volontà nella sua vocazione; ora ha bisogno
di tempo per pensarci e risolvere. Le cose stando così lo consigliai di fare quanto
f.lv poteva per andare presto dal | suo vescovo; e qualora che da esso, o forse per
qualche difetto venisse richiamato, e che fosse veramente deciso per lo stato ec­
clesiastico me ne avesse parlato, quindi avrem[m]o studiato modo di prendere gli 15
ordini. Ma egli si mostrò e partì molto titubante intorno alla sua vocazione.
Rinnovo qui i più vivi ringraziamenti a Lei per tutta la protezione e l’ajuto
che mi presta nelle attuali nostre strettezze. Se Dio mi facesse conoscere una
mezza dozzina di contesse Callori i protestanti se la vedrebbero brutta. Sia bene­
detta la nostra santa cattolica religione e chi la professa così luminosamente coi 20
fatti.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia. D. Bonetti scriverà al sig. c.te Callori
per averlo una giornata a Mirabello. Se Ella non ne soffre a pranzare a mezzo­
giorno non potrebbe fargli compagnia? Ciò sarebbe certamente in onore di S.
Carlo.
25
f.2r
In tutto Ella mi abbia sempre tra quelli che colla più sentita gratitudine si
professano
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
30
1 novembre] 9bre 6 impegno corr ex imped 9 proposito corr ex proposto 19 i em end ex il
2 Carlotta Callori: v. lett. E(m) I, lett. 546. La contessa era una delle nobildonne che sussidiavano al­
cuni seminaristi di Valdocco.
3 Giovanni Batt[ist]a Rosselli: personaggio non identificato.
8 Luigi Peracchio: in quanto nato a Vignale [19 marzo 1849: E(m) I, lett. 614], il suo vescovo era
mons. Pietro Ferrè di Casale, il quale, come tutti i vescovi, aveva per legge la facoltà di chiedere per
un certo num ero di chierici l’esenzione dal servizio militare.
22 Giovanni Bonetti, direttore del collegio di Mirabello: v. E(m) I, lett. 328.
— Federico Callori: v. E(m) I, lett. 546.

61.4 Page 604

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598 novem bre 1868
1245
Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
ASC B31010 Lett. orig., M oreno (A 1721325) me. 37 C 5
Orig. aut. 2 ff. 258 x 200 mm. carta leggera uso stampa
E I 590 MB IX 423
Sollecita u n ’altra volta un parere positivo (commendatizia) sull’«Opera degli Oratori» e sulla società
salesiana - invito a dimenticare il passato e a visitare la chiesa di Maria Ausiliatrice
*Torino, 11 novembre 1868
Eccellenza Reverend.ma,
Il
nostro veneratissimo arcivescovo, da me pregato, si è assunto di leggere
una breve relazione sullo stato attuale degli Oratori per la povera gioventù e sulla
5 congregazione di San Francesco di Sales. La E. V., che li ha sempre protetti in
passato, mi fa sperare una parola in favore e a tale oggetto le mando qui alcuni
stampati relativi.
Potrei sperare che V. E. dando un benigno compatimento sul passato venga
a fare una visita alla chiesa nuova di Maria Ausiliatrice?
io Ad ogni modo la prego di gradire i sentimenti della sincera mia gratitudine
con cui mi professo
Della E. V. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
6 fa corr ex fare
2 Luigi Moreno: v. lett. 923; la lettera costituisce un ulteriore, esplicito tentativo di riprendere i rap­
porti col vescovo dopo la vertenza delle Letture Cattoliche di cui anche alla lett. 1186.
3 veneratissimo arcivescovo, ossia Alessandro Riccardi di Netro: v. lett. 826.
4 relazione: v. lett. 1250.
7 stam pati relativi: ossia la N otizia brevis, di cui alla lett. 1250.
1246
Al vicario capitolare di Susa, Giuseppe Maria Sciandra
ASC B31010 Lett, orig., Susa, Vicario gen. (A 1740615) me. 2642 E 12
Orig. aut. 1 f. 258 x 197 mm. carta leggera con fori
Ined.
Invia stampati circa la società salesiana (N otitia brevis ..., di cui alla lett. 1245)
T orino, 11 no[vem]bre [18]68
Reverend.mo Monsig. Vicario G.,
Il nostro veneratissimo arcivescovo si è assunto di fare una relazione breve
sullo stato attuale della società di S. Frane [esco] di Sales di cui Ella ebbe la bontà

61.5 Page 605

▲torna in alto
novem bre 1868 599
di occuparsene benignamente. Le mando perciò alcuni stampati analogi.
5
Spero di poterla riverire di presenza, intanto colla più sentita gratitudine mi
professo
Di V. S. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
10
2 Vicario capitolare di Susa dal 1866 al 1872 fu Giuseppe Maria Sciandra, già vicario generale di
mons. Giovanni Antonio Odone fino al 1866: v. E(m) I, lett. 269. Nel 1872 divenne vescovo di Acqui.
3 relazione: v. lett. 1250.
5 stampati: cioè la N otizia brevis, di cui alla lett. 1250.
1247
Alla contessa Virginia Cambray Digny
Biblioteca Marucelliana, fondo mss. Cambray Digny 68 - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 256 x 197 mm. strappo sul f. 2 timbri vari: Torino 12 nov 68 11 S
nov 68 9 S altri timbri illeggibili e francobollo
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Cam bray Digny (A 1950162)
Ined.
A proposito di una promozione per un certo sig. Conti
Firenze 13
*Torino, 12 novembre [18]68
Benemerita Sig[ra] Contessa,
A me la consolazione d ’indirizzarle una lettera e a Lei la rinnovazione di un
disturbo. Nel corso dell’estate, a richiesta di persona cui ho obbligazione, racco­
mandava alla carità di Lei una supplica di certo sig. Insinuatore Conti di Castellet- 5
to d ’Orba ad oggetto di avere qualche promozione.
Viste le buone qualità del raccomandato Ella convincevasi di fare buon uffi­
zio al caritatevole di Lei marito e mi rispondeva essere stato preso in benigna con­
siderazione.
Ora mi è rinnovata l’istanza, perché, mi si dice, è questa l’epoca in cui so- 10
glionsi fare tali avanzamenti. Abbia adunque pazienza e veda se può compiere l’o­
pera dalla sua carità cominciata.
Fra la seconda metà di dicembre e la prima quindicina di gennajo prossimi
spero poterla ossequiare di presenza a Firenze.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia ed assicurandola del debole concorso 15
delle povere nostre preghiere per Lei colla più sentita gratitudine ho l’onore di
potermi professare
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
20
f.2v Alla Chiar.ma
La Sig[ra] Contessa Virginia Cambray Digny
Firenze

61.6 Page 606

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600 novem bre 1868
1 novembre] 9bre 4 estate corr ex estatate
15 Dio res
2 Virginia Cambray Digny, moglie del ministro delle Finanze: v. lett. 844.
4-5 estate scorsa... raccomandava: v. lett. 1210.
5 Insinuatore: era il reggente l’ufficio di insinuazione, vale a dire la sede della trascrizione in pubbli­
co registro e della custodia dei documenti e delle scritture di pubblico dominio.
— Conti: personaggio non identificato, di cui però anche alla lett. 1251 a don Pestarino a Mornese.
5-6 Castelletto d ’Orba (Alessandria): paese non lontano da Mornese, di circa 2.000 abitanti, la cui
conservatoria di registri immobiliari si trovava presso Novi Ligure.
1248
Al vicario generale di Vercelli, Vincenzo Capelli
Archivio seminario - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 137 mm.
ASC B31210 Aiss. aut. in fotoc., Capelli (A 1790313)
Ined.
Perplessità a dare un giudizio definitivo circa la vocazione del chierico Gioanni Vecchio, ex allievo di
Valdocco
*Torino, 12 novembre [18]68
Rev.d.mo Car.mo Monsig. Vie. G.,
Mi trovo veramente perplesso a dare un parere definitivo intorno alla voca­
zione del cherico Vecchio. La sua condotta qui fu sempre buona ad eccezione di
5 questi ultimi fatti; ora si mostra pentito; non si può mettere a prova ulteriore,
perché tem pus urget. Egli d ’altronde fa vive e continue istanze. His positis, alzi
gli occhi al cielo e quel pensiero che Dio le inspirerà lo secondi. Si potrebbe am­
mettere all'ordinazione a condizione che passi almeno un pajo di anni in semina­
rio prima di essere ammesso ad ordini superiori,
io Dio secondi la buona sua volontà e faccia che V. S. abbia sempre esito felicis­
simo nelle sue deliberazioni.
Raccomando me e la mia famiglia alla carità delle sante sue preghiere e mi
professo
Di V. S. R.d.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
1 novembre] 9bre
2 Vincenzo Capelli: v. E(m) I, lett. 558.
4 Pietro Gioanni Vecchio: v. lett. 1197 e 1243.
4-5 ad eccezione... fatti: nella lett. 1197 però don Bosco «da molti segni» aveva escluso che il Vec­
chio avesse la vocazione allo stato ecclesiastico.

61.7 Page 607

▲torna in alto
1249
Al cavaliere Tommaso Gamacchio
novem bre 1868 601
Edita in E I 594 MB IX 412
Non riuscita una raccomandazione per un posto gratuito in collegio per un ragazzo, è però disponibile
per altre circostanze
'•'Torino, 12 novembre 1868
Car.mo Signor Cavaliere,
Ho fatto quanto ho potuto e non ci sono riuscito. Pazienza. Se in altro potrò
servirla, si valga di me e mi creda
Di V. S. preg.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Tommaso Gamacchio: regio tesoriere della provincia di Genova.
3 non ci sono riuscito: don Bosco aveva fatto domanda al ministro della Casa Reale affinché fosse
accordato dalla reale munificenza un posto gratuito nel collegio Carlo Alberto di Moncalieri per un fi­
glio del cavalier Gamacchio, m a la domanda non era stata accolta: v. lett. a firm a di Filippo Gualtieri
in data 9 novembre 1868: ASC B26100 Governo, Gualtieri, ed. in MB IX 411-412; v. Appendice, lett.
1868/32.
1250
Ai vescovi della provincia ecclesiastica torinese
ASC B32000 Autografi (A 2230206) me. 1925 A 1/5
Min di Gioachino Berto con correz aut. e firma allog.
note di Gioachino Berto non pertinenti sul f. 4v.
E I 590-593 MB IX 420-421
4 ff. di cui ff. 1-2 bianchi
carta uso stampa
Storia della società salesiana - precisazione dei punti più controversi delle costituzioni - richiesta di
appoggio per ottenere la definitiva approvazione da Roma
[Torino, metà novembre 1868]
Eccellenze Reverendissime,
Nella persuasione che le EE. W . Reverendissime vogliano con bontà ascolta­
re le deboli mie espressioni, mi fo animo a tosto accennare lo scopo mio che ri­
guarda alla Istituzione detta comunemente Oratorio di S. Francesco di Sales.
Credo che le EE. W . abbiano già avuto la degnazione di prendere parte a
qualche sacra funzione, o almeno visitati o altrimenti beneficati i poveri giovanetti
che soglionsi radunare in locali detti: Oratorii Festivi ed Ospizi per la Gioventù.
Affinché si potessero qui avere catechisti, maestri ed assistenti fu iniziata una
specie di Congregazione di cui è cenno nella Notitia Brevis e della quale mi sono
fatto lecito di inviarne copia a ciascuna delle Loro EE. Ogni cosa procedette sem­
pre sotto alla guida e col consiglio di Monsignor Fransoni di felice memoria. Que-

61.8 Page 608

▲torna in alto
602 novem bre 1868
sto benemerito compianto Prelato instava costantemente che fosse studiato un
mezzo per dare forma stabile a questa Istituzione da poter esistere dopo la morte
15 dello scrivente. Con tratto di singolare clemenza a tale fine Egli mi costituiva Di­
rettore Capo degli Oratorii maschili.
Inoltre con Lettera Commendatizia l’anno 1858 mi inviò a Roma. Il Santo
Padre ponderata bene ogni cosa conchiuse con queste parole: «Affinché tale isti­
tuzione possa sussistere con qualche buon risultato dopo il vostro decesso è ne-
20 cessaria una qualche Congregazione: ma in modo che i membri di essa siano veri
religiosi in faccia alla Chiesa, e siano altrettanti liberi cittadini davanti alle leggi
civili».
In altre posteriori udienze il medesimo Santo Padre mi espose il Piano di un
Regolamento, che io procurai di estendere e formarne tredici capitoli divisi in
25 tanti brevi articoli. Tale Regolamento fu presentato al sopra lodato Monsig. Fran-
soni che riscontrandomi diceva averlo letto e fatto leggere da persona pratica e lo
rinviava con qualche riflesso pratico che tosto fu introdotto nelle progettate Costi­
tuzioni.
Dopo cinque anni di prova, colla Commendatizia del Superiore Ecclesiastico f.2v
30 di questa Archidiocesi e di altri Vescovi benemeriti, presentava alla Santa Sede
queste Costituzioni perché servissero di base ad una Congregazione col nome di
Società di S. Francesco di Sales.
La Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari dopo averle esaminate ema­
nava il decreto con cui lodava e commendava questa Società come Congregazio-
35 ne di voti semplici differendo però a tempo più opportuno la definitiva approva­
zione dei singoli articoli.
Intanto come per garanzia della esistenza della Società costituiva il Superiore
a vita e dava norme sulla elezione del Successore.
A questo decreto erano annesse tredici animadversioni che furono tutte ac-
40 comodate nelle Costituzioni. Fra le altre quella che i voti dovessero essere riserva­
ti alla Santa Sede.
Le Costituzioni di cui ebbi l'onore di presentare copia alle Loro Eccellenze
sono quelle lodate e commendate nel citato decreto colla inserzione delle fatte os­
servazioni.
45
Sul principio dell'anno corrente il Vescovo di Casale approvava questa Con­
gregazione come diocesana col decreto e coi favori, di cui mi sono eziandio fatto
lecito di offerirne copia alle Eccellenze Loro.
In questo stato di cose vedendo ogni giorno più avvicinarsi il fine di mia vita,
nel timore che non lievi inconvenienti siano per avvenire a questa Istituzione qua-
50 lora io morissi prima che essa fosse definitivamente approvata ho di nuovo umi­
liato alla Santità di Pio Papa IX le Costituzioni colle Commendatizie di oltre a
venti Vescovi tra cui mi gode l’animo poter annoverare le Eccellenze Loro.
Il
Santo Padre ebbe la degnazione di farmi scrivere dal Segretario della prelo­
data Congregazione dei Vescovi e Regolari che non avvi difficoltà intorno alla de-
55 finitiva approvazione delle Costituzioni; ma mi nota essersi fatte delle osservazio­
ni da alcuni Vescovi della provincia ecclesiastica di Torino intorno ai cherici che
intendessero di far parte di questa Congregazione.

61.9 Page 609

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novem bre 1868 603
f. 3r
Ora essendosi data la propizia occasione che pel bene delle diocesi le EE.
Loro si sono qua raccolte a congresso, io mi sono determinato di esporre loro lo
stato di questa Istituzione e di pregarle quanto so e posso di volermi coadjuvare e 60
consigliare intorno ad alcuni punti di maggior importanza.
1° Se posso sperare un voto favorevole siccome è notato nella Notitia Brevis
di cui sopra, cioè: Episcopi Provinciae Ecclesiasticae Taurinensis definitivam
approbationem Societatis Sancii Francisci Salesi[i] postulant.
Credo che a ciò non osti il quesito che si dice fatto dalla Santa Sede pel futu­ 65
ro Concilio Ecumenico: se convenga approvare nuove istituzioni religiose; per­
ciocché trattasi qui soltanto di compiere un’opera lodata e commendata dal San­
to Padre; il cui superiore e successore sono regolarmente stabiliti; e che fra gli ar­
gomenti di sua esistenza ha già la definitiva diocesana approvazione del Vescovo
di Casale.
70
2° Posto questo voto favorevole stabilire una formula da presentare alla San­
ta Sede con cui, salva la giurisdizione dei Vescovi, si dica come il Superiore di
questa Congregazione possa amministrare, regolare gli individui che appartengo­
no a varie case esistenti in diverse diocesi. Per l'accettazione, istruzione degli in­
dividui e per la presentazione dei medesimi ai sacri Ordini si seguono le consuetu­ 75
dini praticate nei nostri paesi nelle Congregazioni finora approvate. Le ultime
sono gli Oblati di Maria e l’istituto della Carità. V. Statuta n. 8 art. 12.
3° Qui si noti che secondo le Costituzioni di questa Congregazione i membri
si possono considerare come altrettanti sacerdoti ad n u tu m Episcopi in tutto ciò
che riguarda al sacro Ministero.
80
4° È parimenti bene di notare che per membri della Congregazione non si in­
tendono i giovanetti accolti per fare i loro studi secondari, nemmeno i cherici ca­
ritatevolmente accolti od altrimenti raccomandati dai Vescovi alle nostre case.
Essi sono totalmente ad n u tu m Proprii Episcopi. Io intendo solamente di parlare
di quelli che sono regolarmente inscritti nella Congregazione ed hanno già emessi 85
f. 3v i voti, i quali, secondo il prescritto | della Sacra Congregazione dei Vescovi e Re­
golari sarebbero riservati alla Santa Sede. Si osservi eziandio che per via ordina­
ria questi cherici sono giovanetti poveri che fin dalle scuole elementari si dovette­
ro provvedere di vitto, libri, vestito per tutto il tempo de’ loro studi. Non pochi di
essi appartengono a paesi remoti come sarebbero Milano, Genova, Sicilia, Fran­ 90
cia, Inghilterra ed America. I quali mentre sono liberi di fare quando che sia ri­
torno ai proprii Vescovi, si può dire che loro torna impossibile di frequentare
scuole o seminarii diocesani.
Non ignoro l’Osservazione scritta da taluno alla prelodata Congregazione dei
Vescovi e Regolari, dicendo: Que’ cherici non istudiano abbastanza. Per l’avveni­ 95
re si avrà massima cura che non abbiasi a fare questo rimprovero. In quanto al
passato bisogna distinguere i cherici ricoverati, o inviati tra noi per prova, dai
Cherici della Congregazione. Dei primi non posso essere responsa[bi]le perché
dimorano in modo anormale e transitoriamente nello stabilimento. Dei cherici
che di fatto sono membri della Congregazione credo che non sia così.
100
Potrei accennare quelli che cuoprono cariche luminose nelle diocesi, come

61.10 Page 610

▲torna in alto
604 novem bre 1868
sono Coadiutori, Parochi, Vicari Foranei, Professori nei medesimi seminari dioce­
sani. Ma credo che basterà quanto può asserire S. E. R.d.ma il Nostro Veneratis-
simo Arcivescovo, il quale, se giudicasse, potrebbe verificare gli esami di tutti
105 quelli che appartengono a questa Congregazione nello spazio di venti anni, e non
troverebbe un voto scadente.
Altra difficoltà si suol fare nel caso che qualcheduno uscisse di Congregazio­
ne. Osservo che questi casi di uscita possono accadere per qualunque Congrega­
zione Religiosa. I Vescovi li avrebbero esaminati de scientia et moribus prima di
Ilo conferir loro l'Ordinazione. E nel caso di uscita dalla Congregazione, il Vescovo
ordinante li potrebbe accogliere o non accogliere in sua diocesi secondo che giu­
dica tal cosa opportuna.
In fine omettendo ogni riflesso ed ogni osservazione io faccio alle EE. LL. la
seguente rispettosa ma calda preghiera. Le nostre case di educazione, le scuole, e
115 gli Oratorii festivi | furono instituiti a benefizio dei giovanetti più poveri e perico- /. 4r
lanti delle varie diocesi. Ognuna delle EE. LL. ha avuto e forse ha tuttora cherici
e poveri fanciulli diocesani che godono di questa istituzione. Sono perciò intima­
mente persuaso essere loro comune desiderio che tale Istituzione continui. Dal
canto mio desidero ardentemente di essere in buona relazione ed in piena som-
120 missione ai Vescovi specialmente della Provincia di Torino, perciò prego e suppli­
co le LL. EE. a volermi aiutare e coll'opera e col consiglio affinché questa Istitu­
zione sia consolidata con morale garanzia di esistenza dopo il mio decesso, cioè
sia definitivamente approvata dalla Santa Sede.
Le ringrazio di tutto cuore della bontà usatami nell'ascoltare questa umile re-
125 lazione, e pregando il Signore Iddio che tutte le conservi lungamente pel bene
della Chiesa colla massima gratitudine ho l’alto onore di potermi professare
Delle LL. EE.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
9 qui add si 13 p o st benemerito del e 14 a questa Istituzione add m rg sin 15 Con... a add
m rg sin mi add si p o st costituiva del l’esponente 17 Inoltre em end si ex A questo medesi­
mo fine
18 ponderata... cosa corr ex ponderate bene le cose
42 presentare] presentarne
46 eziandio add si 50 io morissi em end si ex mi succedesse 59 loro em end si ex alle LL. EE.
72 cui em end si ex ciò si dica come em end si ex se 74-77 Per... 12 trsp p o st Qui... Ministero
75-76 consuetudini emend ex costituzioni 78 Qui si noti em end si ex prem etto 81 È parim en­
ti em end si ex Qui è 87 sarebbero em end si ex sono Si osservi eziandio em end si ex è pari-
menti bene di notare
91 America. I quali corr ex America, i quali
98 essere] esserne
101 Potrei em end ex 3° Potrei cariche add si r 106 troverebbe corr ex troverà 107 fare]
farsi 113 om ettendo... osservazione add mrg sin 114 seguente add si 121 volermi corr si
ex voler 124-125 nell’ascoltare... relazione add m rg sin
2 La relazione venne data all’arcivescovo di Torino, mons. Alessandro Riccardi di Netro, perché se
ne facesse portavoce presso i vescovi della provincia ecclesiastica di Torino, riuniti a fine 1868 in
assemblea in preparazione al concilio Ecumenico Vaticano I, già indetto per l’8 dicembre 1869:
v. lin. 66.
6-7 prendere parte... visitati... beneficati: don Bosco fa così affidamento sulla conoscenza diretta o
indiretta che molti dei vescovi cui si rivolgeva avevano della sua opera, e non solo della sua persona.
10 N otitia Brevis: ed. in Opere Edite, XVIII [571]-[584]: v. lett. 1192.
11 copia a ciascuna delle Loro EE.: solo alcune di tali copie sono state reperite.
12 Luigi Fransoni, arcivescovo di Torino morto in esilio nel 1862: v. E(m) I, lett. 9.

62 Pages 611-620

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62.1 Page 611

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novem bre 1868 605
16 Capo degli Oratorii maschili: nomina datata 31 marzo 1852.
23 In altre posteriori udienze: v. E(m) I, lett. 354; sono numerosi gli scritti e le corrispondenze in cui
don Bosco accenna all'intervento del pontefice nella storia del suo progetto di società religiosa: v. ad
es. lett. 735, 1018 e 1192.
34 decreto: ossia il decretu m laudis, datato 23 luglio 1864.
45 Vescovo di Casale era mons. Pietro Ferrè, sopra citato.
46 decreto: datato 19 gennaio 1868.
50-51 ho umiliato... le Costituzioni: v. lett. 1192.
53 Segretario, ossia mons. Stanislao Svegliati: ib.; v. anche lett. 1055.
55-56 osservazioni: ad. es. da parte dell'arcivescovo di Torino stesso (v. lett. 1140) e del vescovo di
Pinerolo (v. lett. 1187).
62-80 Don Bosco qui ribadisce quanto affermato già in tante lettere a vescovi e ad autorevoli espo­
nenti della curia romana: v. ad es. lett. 1189 al card, de Angelis.
65-66 quesito... Concilio Ecumenico: già fra le domande alle quali il 6 giugno 1867 i singoli vescovi
venuti a Roma per le celebrazioni del centenario del martirio dei S. S. Pietro e Paolo erano stati invita­
ti a rispondere c’era anche quella se approvare o meno le nuove congregazioni maschili e femminili
legate da voti semplici; la problem atica si pose poi anche per il Concilio Vaticano I, per la cui prepara­
zione fatta dai vescovi della provincia di Torino «sul cadere del 1868» si veda T. C h i u s o , La Chiesa in
Piem onte dal 1797 ai giorni n ostri..., IV, pp. 331-338; inoltre AAT 19.124.
77 Oblati... Istituto della Carità: v. lett. 1018.
90-91 Genova... America: interessante l’accostamento fra Genova, Milano... e l’America ugualmente
qualificate come località «remote» da Torino.
90 Sicilia: ad es. provenienti da Giarre (Catania) e di Tortorici (Messina).
90-91 Francia: ad es. i fratelli Louis e Henry Petif (Petit?), cit. in E(m) I, lett. 239.
91 Inghilterra: piuttosto rari i giovani inglesi all’Oratorio, così come i Tedeschi e gli Ungheresi.
— America: sia nord che sud; erano giovani dal cognome italiano m a nati a Richmond, Baltimora,
L’Avana, Rosario ecc.
124-125 ascoltare... relazione: venne letta nella seduta dei vescovi, che, non concordi fra loro, soprasse­
dettero ad ogni decisione, come del resto proposto dal metropolita torinese: v. nota alla lett. 1140.
1251
A don Domenico Pestarino
ASC B31010 Lett. orig., Pestarino (A 1730414) me. 40 D 11
Orig. aut. 1 f. 218 x 135 mm. carta da quaderno
E I 594
Riferisce la risposta della contessa Virginia Cambray Digny, a nome del m arito ministro delle Finanze,
a proposito di una promozione di un benefattore - nuovo invito a visitare Valdocco
Car.mo Sig. D. Pestarino,
*Torino, 26 novembre [18]68
Ricevo la risposta dalla moglie del Ministro delle finanze che Ella può comu­
nicare al sig. Conti e dirmi di poi se per quella destinazione ci fosse osservazione
a fare.
Ella che cosa fa? Ha ancora danari? Ce ne vuole mandare? Vuole che ne
mandiamo? Tutto come vuole. Il vino è buono: e lo proverà col fatto venendo a
Torino.
Saluti caramente nel Signore i soliti amici e in quello che posso mi creda
sempre
Aff.mo amico
Sac. Gio. Bosco

62.2 Page 612

▲torna in alto
606 dicem bre 1868
P.S. D. Rua ha fatto un passo indietro; ora va di nuovo meglio.
1 novembre] 9bre
2 Domenico Pestarino: v. lett. 797.
3 moglie del Ministro: era la contessa Virginia Cambray Digny; la sua lettera di risposta non è stata
reperita.
4 Conti: si tratta dell’insinuatore, di cui don Bosco aveva perorato una promozione (v. lett. 1247).
7 vino: era stato fatto con l’uva offerta dagli abitanti di Mornese (v. lett. 1099).
13 meglio: allusione alla lunga convalescenza di don Michele Rua (v. lett. 1215).
1252
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC B31220 Copie di orig. (A 1900451)
Copia di Gioachino Berto autentic. dalla curia arciv. di Torino
E I 594-595 MB IX 438
Impossibilitato a portargli gli auguri natalizi di persona, assicura com unque preghiere per la famiglia
anche a nome di tutti i salesiani - gli dà un appuntamento a Roma per il gennaio 1869
Car.mo Sig. Cavaliere,
*Torino, 12 dic[embre 18]68
Negli anni scorsi in questi giorni era solito di andare a fare una visita a Lei ed
alla famiglia e così augurarle buone feste. Quest’anno noi posso fare di presenza
5 ma ho divisato di supplire almeno in qualche modo: ecco adunque.
Al primo giorno della novena del SS. Natale intendo di offerire la santa Mes­
sa, la Comunione e il Rosario dei nostri giovanetti al Divin Bambino secondo la
pia di Lei intenzione. Dal canto mio ci aggiungo quella di ottenere da Dio Ottimo
Massimo, che Luigi ed Emanuele crescano nella pietà, nella scienza vera, che è il
io santo timor di Dio, e che il loro tenor di vita sia costantemente di consolazione al
loro genitore.
Abbia anch’Ella la bontà di pregare anche per la povera anima mia e per tut­
ta questa mia famiglia.
La prego de’ miei saluti ai figli ed alla sig[ra] sorella, mia segretaria francese,
15 e co’ miei saluti voglia ricevere anche quelli del cav. Oreglia, di D. Cagliero,
D. Francesia, D. Rua ed altri che tutti la riveriscono e si raccomandano alle sue
preghiere.
Spero nel prossimo gennajo di poterle fare una visita di presenza a Roma.
Mi creda colla più sincera gratitudine
20
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Zaverio Provana di Collegno: v. E(m) I, lett. 103.
3 scorsi anni: v. ad es. lett. 1112.
9 Luigi e Emanuele erano i figli del conte: v. lett. 1198.

62.3 Page 613

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dicem bre 1868 607
14 La sorella di Zaverio, Marianna, nata nel 1834: ANI 1880; era una delle collaboratrici per le tradu­
zioni dal francese di testi da pubblicare nelle Letture Cattoliche.
15-16 Federico Oreglia di S. Stefano, Giovanni Cagliero, Giovanni Battista Francesia, Michele Rua:
figure di salesiani ricorrenti nell’epistolario.
1253
Al capo sezione del m inistero degli Affari Esteri avv. Carlo Canton
ASC B31010 Lett. orig., Canton (A 1700323) me. 11 E 6
Orig. aut. 1 f. 208 x 332 mm. carta restaurata carta uso stam pa
E I 595 MB IX 439
Invia programmi della Biblioteca della Gioventù Italiana - ringrazia della disponibilità nei confronti
della casa di Valdocco - auspica di poterlo ossequiare personalmente ai primi di gennaio a Firenze -
garantisce la riuscita della «commissione» per Roma - chiede un appoggio per avere biglietti gratuiti
per due mesi sulle ferrovie rom ane
Torino, 16 dicembre [18]68
Car.mo e Benemerito Sig. Cavaliere,
Riceverà dalla posta alcuni programmi della nuova biblioteca, e la ringrazio
della parte che si degna di prendere. Come pure la ringrazio dell'offerta di occu­
parsi a favore della nostra povera casa. Dal canto mio procurerò di corrispondere 5
colla gratitudine e coll’indagare qualche onesta occupazione per le ore estranee al
suo uffizio, ciò farò specialmente nei primi giorni di gennajo a Firenze. In questa
occasione spero di poterla ossequiare di presenza.
Abbia come fatta la commissione di cui mi parla per Roma.
Dio benedica Lei, sig. cavaliere, e con Lei benedica tutta la sua famiglia, io
mentre mi raccomando alle sue preghiere e mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
P.S. Ho il biglietto di circolazione gratuita nelle ferrovie dell’Alta Italia e delle 15
Meridionali; avrebbe Ella qualche mezzo per ottenermelo per le Romane, anche
solo per due mesi?
f.2v All’Ill.mo Sig. Cav. Canton
cap. sez. al Min. Esteri
Firenze
1 dicembre] 12
2 Carlo Canton: v. lett. 1209.
3 B iblioteca della gioventù italiana: v. lett. 1229.
4 ringrazio dell’offerta: la lettera non è stata reperita.
7 a Firenze: il viaggio era già program m ato e don Bosco sarebbe arrivato alla capitale del regno d ’I­
talia la sera dell’8 gennaio 1869.
9 commissione: pare alludere alla possibilità che il governo italiano gli concedesse l’uso e l'am m ini­

62.4 Page 614

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608 dicem bre 1868
strazione della chiesa del S. Sudario in Roma, di cui sia alla lett. 1238 che alla successiva, al medesimo
Canton, in data 8 maggio 1869.
14 D Canton si manteneva in corrispondenza pure col cav. Oreglia, come risulta dalla lettera con cui
il 18 dicembre 1868 lo ringraziava per la missiva giuntagli tram ite la propria moglie. Si offriva di ospi­
tarlo con don Bosco a casa sua a Firenze: ASC B23000 Canton. Sarebbe poi andato anche a riceverlo
alla stazione: v. lett. del 10 gennaio 1869, ASC B23000 Verda, ed. in MB IX 482-483.
1254
Al vescovo di Mondovì Tommaso Ghilardi
Archivio diocesano carte Ghilardi c 9 - Mondovì
Orig. aut. 2 ff. 210 x 155 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Ghilardi (A 1950195)
E I 596-597 MB IX 439-440
Verificata ancora una volta l’impossibilità di trovare un accordo con l'arcivescovo di Torino a proposi­
to del problema delle dimissorie, ha deciso di andare a Roma per cercare di trattare di persona la que­
stione, per la quale chiede favorevole lettera di presentazione al pontefice - com portam ento irrepren­
sibile di don Boetti, per il quale auspica una pronta riabilitazione
*Torino, 19 dic[embre 18]68
Reverend.mo Monsignore,
In questi giorni ho finalmente ricevuto lettera del sig. aw . Berardi intorno al
noto affare, e tosto procurai di recarmi dal nostro Arcivescovo. Esso mi trattenne
5 alquanto nel ripetere cose già più volte dilucidate; addusse la vestizione del eh.
Alessio di Pinerolo vestito di mia autorità, cui tosto feci rendere delegazione, e
lettera che qui le unisco; mosse la stessa lagnanza di alcuni suoi cherici. Risposi
avere ricevuto tale facoltà con apposito decreto della Curia Arcivescovile; ma di
non essermene mai servito, né alcuno potermi addurre esempio in proposito.
10 Dopo alcuni vaghi discorsi, richiamò queste medesime cose e conchiuse sen­
za conchiudere; cioè che bisogna pregare e attendere; che quelli che hanno parla­
to in mio favore nel congresso ne sanno niente e non ne capiscono, meno di tutti
ne avrebbe capito se si fosse trovato presente il Vescovo che era assente. Si offerì
protettore della casa e della congregazion[e] e buona sera.
15 Le cose trovandosi a questo punto io ho pensato di rimettermi senz'altro alla
lettera di Monsig. Svegliati e lasciare che la sacra congregazione inserisca nel de­
creto quella formola che renda possibile l’esistenza della Congregazione e salvi la
giurisdizione degli Ordinari.
A tale scopo nel principio del prossimo gennajo ho divisato di andare a Ro-
20 ma, persuaso che gli schiarimenti dati di presenza possono giovare più che per
lettera.
Avrei in quest’occasione molto caro e mi gioverebbe una sua lettera partico­
lare indirizzata al Santo Padre dove volesse dire[:] «Il sac. Bosco andare a Roma
per supplicare il Santo P. perché si degni accordargli un modo di esistere per la
25 sua Congregazione; raccomandarlo affinché si degni favorirlo quanto giudica nel­
la sua sapienza, specialmente avuto riguardo alla tristezza dei tempi e la necessità

62.5 Page 615

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dicem bre 1868 609
in cui vive il povero D. Bosco di consolidare la sua Congregazione etc.».
Queste od altre simili cose, porterei in persona al Santo Padre, come pure fa­
rei qualunque altra commissione.
f.2r
Dio la benedica, R.d.ma Monsignore, Le conceda buone feste e lunghi anni 30
di vita felice; e se in qualche cosa la posso servire conti sopra di me come di uno
de’ suoi.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. D. Boetti è sempre qui. Di male non c ’è. Di bene satis. Stimerebbe di prova- 35
re o che io provi a fargli fare una muta regolare di Esercizi Spirituali e poi riabili­
tarlo a celebrare? Tutto come dirà.
1 19 corr ex 17 3 giorni add si 11 p ost pregare del prev
23 dove corr ex ove 31 come em end ex ...
12 non add si
20 dati res
2 Tommaso Ghilardi: v. lett. 901.
3 lettera: non è stata reperita.
— Filippo Berardi, fratello del cardinale e avvocato di Curia; notizie su di lui in C. F a l c o n i, Il cardi­
nale Antonelli. Milano, M ondadori 1983, p. 549; F . B a r t o c c in i, R om a n e ll’O ttocento. Bologna, Cap­
pelli editore 1985, pp. 143, 565, 567, 568, 611, 621.
4 noto affare: l’allusione è alla sempre aperta vertenza circa la giurisdizione degli Ordinari sulla so­
cietà salesiana.
6 Felice Alessio: v. E(m) I, lett. 692; la vestizione risaliva al 18 ottobre 1863.
7 lettera: non è stata reperita.
12 congresso: di cui alla lett. 1250.
13 Vescovo assente: pare lo stesso mons. Ghilardi, destinatario della lettera.
16 Stanislao Svegliati: v. lett. 1192; il riferimento è alla lettera del 2 ottobre 1868, dove però i termini
non sono esattamente quelli qui riferiti da don Bosco.
19-20 andare a Roma: via Firenze, vi arriverà il 15 gennaio 1869.
22-23 sua lettera particolare: non è docum entato se poi sia stata scritta.
35 D. Boetti: con probabilità, diversamente da quanto scrive E I, p. 597, si tratta di don Pietro Boet­
ti, fu Matteo e fu Domenica Viale, nato a Morano sul Po (oggi Morano Po) nel 1814, sacerdote, entra­
to alTOratorio il 24 aprile 1868: ASC registro Censimento; non si conosce la data della sua uscita da
Valdocco.
1255
A don Pellegrino Tofoni
Orig. aut. già presso sorelle Catalini - Grottazzolina (Fermo)
Copia semplice dattiloscritta, in cui si asserisce l'avvenuta verifica sull’originale
ASC B31220 Copie d i orig. (A 1870532)
Ined.
Ringraziamento per l’elemosina sua e della contessa Bernetti - gioiosi ricordi della visita a Valdocco
assieme al card, de Angelis - progetto di viaggio a Roma con eventuale sosta a Ferm o - notizie preoc­
cupanti per la crisi di fede in Italia
20

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610 dicem bre 1868
*Torino, 21 dicembre [18]68
D. Pellegrino car.mo,
Ella prevenne quello che avrei dovuto fare io stesso; ne sia di cuore ringra-
[zia]to della limosina che mi manda e dei cristiani auguri che mi fa. Ringrazi da
5 parte mia la signora Contessa Bernetti e l’assicuri che non mancherò di pregare e
far pregare secondo la pia di lei intenzione all’altare di Maria Ausiliatrice.
Tutta questa famiglia (830) ricordando con gioia la memoranda visita fattaci
da lei e da S. E. il Card, de Angelis ha accolto con vivissimi e prolungati applausi i
loro auguri e dicono unanimi che non potendo fare altro il giorno di Natale faran-
10 no la loro Comunione secondo la pia mente di S. E. e dimandano in compenso la
santa benedizione.
Nella seconda settimana del p. gennaio ho in animo di andare a Roma; prima
però scriverò a S. Eminenza. Intanto auguro a questo coraggioso corporato lun­
ghi anni di vita felice ma che possa godere, almeno negli ultimi giorni di questa
15 valle di lacrime, la chiesa in pace.
Il
nostro Michele da due mesi e mezzo si è ritirato a Trofarello dove passa
tutto il suo tempo nella preghiera e nella penitenza. Egli trema, perché egli dice,
Satana accompagnato da molti seguaci si è scatenato contro l’Angelo della luce.
Vede la luce del Vangelo che qual fulgore si allontana dall'Italia e va in paesi che
20 egli descrive, ma non ne sa il nome etc... Ad ogni modo preghiamo, est Deus in
Israel.
Raccomando la povera anima alla carità delle sue preghiere e mi professo
con gratitudine
Di V. S. car.ma
25
Obbl.mo aff.mo servitore
Sac. G. Bosco
2 Pellegrino Tofoni era segretario del card, de Angelis: v. lett. 1055.
5 contessa Bernetti: forse Lucrezia Guidi dei marchesi di Montevecchio (Cesena), moglie del conte
Saverio Bernetti di Fermo, nipote del card. Tommaso Bernetti (1779 ?-1852), Segretario di Stato di
Gregorio XVI: cf Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana..., II, p. 51.
7 famiglia di 830 persone: giovani, studenti seminaristi e salesiani.
8 Filippo de Angelis: v. E(m) I, lett. 643.
13 scriverò a S. Eminenza: non risulta che don Bosco abbia poi scritto.
16 Michele: personaggio non identificato, a meno che si tratti dell'incaricato della stalla di Valdocco,
di cui alla lett. 876; a «Michele e alla sua principessa» faceva un cenno scherzoso don Francesia in una
sua lettera a don Rua da Roma il 9 febbraio 1867: ASC A 4400332, me. 3739 E 7/10.
1256
Alla madre oblata Maria Maddalena Galeffi
Edita in E I 596 MB IX 444445
Promette preghiere, in occasione del Natale, per lei e per la sua comunità - annuncia il prossimo viag­
gio a Roma - rinnova i ringraziamenti per la generosità dimostratagli in passato

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dicem bre 1868 611
*Torino, 22 dicembre [18]68
Benemerita Sig[ra] Madre,
Sebbene in tutto il corso dell’anno noi facciamo ogni mattino speciali pre­
ghiere per Lei e per tutta la famiglia all’altare di Maria Ausiliatrice, tuttavia un
servizio speciale desidero che sia tutto destinato secondo la santa di Lei intenzio­
ne al giorno del Santo Natale. Noi pertanto diremo una santa messa colla santa
comunione dei giovanetti e con altre particolari preghiere ad oggetto di invocare
le celesti benedizioni sopra di Lei e sopra tutte le sue fighe spirituali, affinché il Si­
gnore Iddio ne moltiplichi il numero e le virtù e a tutti conceda lunghi anni di vita
felice.
Intanto le partecipo che nel prossimo gennaio io spero di poterla riverire di
presenza a Torre de’ Specchi e ringraziarla di tutta la carità che in passato ci ha
fatto.
Mi creda nel Signore
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
P.S. Il cav. Oreglia e D. Francesia la salutano e si raccomandano alle sue pre­
ghiere.
2 Maria Maddalena Galeffi: v. lett. 960.
4 altare: in data 15 luglio 1868, rallegrandosi con don Bosco per la consacrazione di Maria Ausiliatri­
ce, aveva inviato un'offerta per l’altare: ASC B26100 Galeffi. Il 26 agosto successivo si era di nuovo
messa in contatto con don Bosco trasmettendogli fra l’altro i saluti del card. Nicola Clarelli Paracciani
e di mons. Emiliano Manacorda: ASC B26200 Galeffi. Durante l’intero anno la Galeffi aveva tenuto
una fitta corrispondenza con il cav. Federico Oreglia per smerciare le Letture Cattoliche e altri libret­
ti, per vendere fotografie di don Bosco e medaglie di Maria Ausiliatrice. In una lettera del 30 giugno
1868 aveva anche annunciato la m orte del conte Giovanni Vimercati, caduto m entre saliva le scale la
m attina del 27 giugno: ASC B23200 Galeffi, cit. in MB IX 305-306.
18 Federico Oreglia di S. Stefano e Giovanni Battista Francesia, conosciuti dalla Galeffi durante il
loro soggiorno a Roma: v. rispettivamente E(m) I, lett. 460 e 518.
1257
Ad un sacerdote non identificato
Orig. già presso Franco Quaglia - Canale (Cuneo)
Orig. allog. con firma allog. 1 f. 210 x 136 mm. intest, a stampa: «Oratorio... Si prega della
carità...»
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Anonim o (A 1950107)
Ined.
Ricambia gli auguri di Natale - beneaugura per le sue fatiche pastorali
Carissimo e M.to Rev.do Signore,
*Torino, 24 dicembre [18]68
Assai cari mi furono gli auguri di felicitazione, che la S. V. degnossi mandare

62.8 Page 618

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612 dicem bre 1868
a me unitamente ai giovani di questo oratorio.
5 Io la ringrazio, e spero che G. Bambino non lascerà deluse le preghiere del
suo servo fedele, quale è appunto la S. V. Ed io e per dovere e per riconoscenza
farò voti all’Altissimo acciocché l'aiuti a spargere su buon terreno il seme delle
sue fatiche, e faccia copiosi frutti per l’eterna salute, che a Lei auguro dopo una
lunga serie d ’anni prosperi e felici,
io Ella intanto continui a pregare e ad amare
Il suo
Umil.mo ed obbl.mo servitore
Sac. Bosco Giovanni
1 dicembre] Xbre 5 lascerà] lascierà 8 che] cui
1258
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 150 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., Callori (A 1950145)
E I 597-598 MB IX 448
Ringrazia per gli auguri che contraccambia con la preghiera sua e dei giovani - annuncia una sua visi­
ta a Casale Monferrato prim a di andare a Roma - notizie delle celebrazioni di Natale alTOratorio
Benemerita Signora,
*Torino, 25 dic[embre 18]68
Ho ricevuto con vero piacere i cristiani auguri che Ella mi fa; la ringrazio di
tutto cuore. In compenso l’ultimo giorno dell’anno celebrerò la santa messa ed i
5 nostri giovanetti faranno la loro comunione all’altare di Maria A. secondo la pia
di Lei intenzione e segnatamente per implorare a Lei, alla sua Vittoria e a tutta la
famiglia sanità e perseveranza nel bene.
Fra breve debbo fare una gita a Roma, ma spero di poter andare prima a
passare una giornata a Casale e ci parleremo. Terribile il caso di Montiglio! Spe­
lo riamo che abbia trovato misericordia presso il Signore. Abbiamo pregato e pre­
gheremo ancora per lui.
Dio la benedica, sig[ra] Contessa, e benedica con Lei la sua famiglia e tutte le
sue opere di carità. D. Cagliero la saluta; questa notte fu gran festa, si cantarono i
così detti cori degli angeli, coi pastori. Tre messe, chiesa pienissima di gente, co-
15 munione numerosissima. Deo gratias!
Preghi per la povera anima mia e mi creda colla massima gratitudine
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Gi. Bosco
20 Alla Chiar.ma Contessa Callori
con preghiera del recapito
al Sig. C.te Federico
Casale

62.9 Page 619

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dicem bre 1868 613
2 Carlotta Callori: v. E(m) I, lett. 546.
3 auguri: la lettera non è stata reperita.
6 Vittoria era la figlia diciannovenne della Callori: v. E(m) I, lett. 546.
8 Fra breve: il viaggio venne effettuato dopo una quindicina di giorni, a m età gennaio 1869.
9 caso di Montiglio: nonostante ricerche sui periodici locali e nell’archivio parrocchiale, non si è riu­
sciti a precisare di cosa si trattasse.
— Montiglio: località di circa 3.000 ab. nel circondario di Casale.
13 Giovanni Cagliero, salesiano ormai di casa presso i Callori: v. ad es. lett. 787.
1259
Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù in Torino, madre Eudosia
Archivio Suore Fedeli Compagne di Gesù - Torino
Orig. aut. 2 ff. 210 x 145 mm.
ASC B31210 Mss. aut. in fotoc., E udosia (A 1820231) (A 1960237)
E I 598 MB IX 452
Ringrazia per l’elemosina - prom ette preghiere per il bene materiale e spirituale dell'istituto
*Torino, 28 dic[embre 18]68
Reverenda Sig[ra] Madre,
Grazie della limosina che fa in onore di Maria A. Questa Madre celeste com­
pensi generosamente Lei, la Mad. Generale e tutte le sue figlie con lunghi anni di
vita felice, e colla perseveranza nel bene. Tutto come dice per la grazia che di- 5
mandiamo. Ma io voglio pregare e far pregare tanto che tutte le grazie saranno
concesse, a meno di quelle che fossero contrarie alla maggior gloria di Dio.
Dio benedica Lei e le sue fatiche e tutta la sua numerosa famiglia; preghi per
la povera anima mia e mi creda con gratitudine
Di V. S. R.d.ma
io
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
2 Eudosia: v. lett. 874.
4 Madre Generale era Marie Josephine Petit. Nacque ad Abbeville (Somme - Francia) il 12 novem­
bre 1812; fu allieva delle Suore Fedeli Compagne di Gesù a Nantes dal 1824 al 1829, anno, quest’ulti­
mo, in cui entrò nell'istituto. Nel 1837 accompagnò la fondatrice a Roma per un incontro con il Santo
Padre. Alla m orte della fondatrice (1858) divenne la seconda Superiora Generale. Aprì la prim a missio­
ne in Australia (1882) e poi in Canada (1883). Morì a St. Anne D'Auray (Morbihan, Francia) l’i l di­
cembre 1888: notizie tratte dall’archivio delle Suore Fedeli Compagne di Gesù (Torino).
12 La cordialità e l’amicizia spirituale di don Bosco con le com unità religiose è docum entata anche
dal fatto che per l'assistenza delle Suore della carità di Madre Clarac 0 16 marzo 1868 l’arcivescovo
Alessandro Riccardi di Netro gli aveva concesso il permesso di inviare un suo confratello: ASC B26100
Riccardi. Sempre a proposito di religiose, si noti che l’i l novembre 1868 m adre Eugenia Ravasco,
fondatrice delle figlie dei SS. Cuori di Gesù e Maria, scrisse da Genova a don Bosco per raccom andar­
gli il fratello malato, poiché dopo il colloquio avuto a Torino il 5 novembre 1868, voleva m etterlo in un
appartam ento sotto la sua sorveglianza. La Ravasco gli scrisse poi una seconda volta il 24 novembre
1868, nel tim ore che la prim a lettera fosse andata smarrita. Don Bosco su entram be le lettere appun­
tò:, «Il cav. legga e ne parli»: ASC B26100 Ravasco Eugenia, me. 1426 E 1/4.

62.10 Page 620

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614 dicem bre 1868
1260
All’arcivescovo di Torino Alessandro Riccardi di Netro
ASC B31010 Lett. orig., Riccardi (A 1731001) me. 45 A 1/3
Min. aut. 2 ff. 2 1 0 x l5 5 m m . carta molto consunta m a ben restaurata macchie di carta gom­
m ata sul f. 2v don Bosco scrive «Ha letto? È contenta?»
Copia di Gioachino Berto senza firma intest.: «Eccellenza ...» 2 ff. 310x210 mm. me. 44 E
11/12 sul mrg. sup. del f. Ir don Bosco scrive «Copia di lettere m andate all’arcivesco[vo] ed al Vica­
rio G.»
Copia di G. Berto con firma e P. S. aut. (testo che pubblichiamo) intest.: «Monsignor ... P.S. Lettera del­
lo stesso tenore fu inviata a S. E. R.d.ma il nostro Arcivescovo» 2 ff. 300x210m m . me. 45 A 4/5
E I 598-599 MB IX 453454
A proposito della vertenza sull’opuscolo 11 Centenario di S. Pietro - sintesi della vicenda con conclu­
sione positiva per don Bosco - invia copia della nuova edizione dell'opuscolo, con allegato documento
di messa in esecuzione dei «desiderata» della Sacra Congregazione dell'Indice
*Torino, 28 dicembre 1868
Eccellenza Reverendissima [Monsignore Reverendissimo],
L’anno 1867 in data 27 Aprile dal Segretaro della Sacra Congregazione del­
l’indice era indirizzata una lettera a V. E. [S.] Re.d.ma intorno ad un libretto da
5 me pubblicato colle stampe sotto al titolo: Il Centenario di S. Pietro colla vita del
m edesim o Principe degli Apostoli. A quella lettera era unito il voto di un Consul­
tore che racchiudeva varie osservazioni. La lettera poi terminava consigliando al­
cune correzioni per la futura edizione del libro.
La lettera ed il voto del Consultore richiedevano in certo qual modo alcuni
10 [ri]schiarimenti che previo il consenso di V. E. [S.] furono fatti ed inviati a Ro­
ma. Dopo lo scambio di alcune lettere il medesimo segretaro da Roma in data del
15 Luglio 1867 lasciando intatta la narrazione della vita del santo Apostolo consi-
gliavami soltanto di omettere un periodo nell’Appendice sulla venuta di S. Pietro
a Rom a in cui si diceva tal punto storico essere estraneo alla fede; ed un altro pe-
15 riodo nel triduo posto in fine del libro in preparazione alla festa dei Santi A p o ­
stoli] Pietro e Paolo. Ivi non era abbastanza spiegato il caso in cui, quando si tra­
sgredisce un articolo di legge, il cristiano rendasi colpevole di tutti gli altri artico­
li. Questi due periodi vennero fedelmente tolti.
Ora le mando copia della nuova edizione del medesimo libro in cui oltre alle
20 accennate due correzioni ho eziandio fatto precedere alcuni schiarimenti sulle
fonti da cui vennero attinte le notizie contenute nel libretto.
Siccome presso a questa Curia Arcivescovile probabilmente | conservansi la f.lv
lettera e il voto del prelodato Consultore della Sacra Congregazione, così mi rac­
comando, se Le pare bene, di unire copia del libro o la presente lettera quale do-
25 cumento della esecuzione dei consigli ricevuti, e della intiera e totale sommessio-
ne del povero autore che intende e protesta di voler essere ora e sempre in questa
ed in qualsiasi altra occasione sottomesso a qualunque ordine, avviso o consiglio
che provenga dalla Santa Sede o da V. E. [S.] Reverend.ma.
Intanto io La ringrazio di tutto cuore del grave disturbo che ha dovuto soste-
30 nere per questo affare e supplicandola a volermi per l’avvenire senza riserbo avvi­
sare, correggere e consigliare in tutto quello che giudicherà tornare a maggior

63 Pages 621-630

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63.1 Page 621

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dicem bre 1868 615
gloria di Dio, Le auguro ogni celeste benedizione e mi professo colla più profonda
gratitudine
Di V. E. [S.] Re.d.ma
Umil.mo ed obbl.mo servitore
Sac. Gioanni Bosco
1 28 corr ex 26 3 1867 corr ex 1866 27 Aprile dal Segretaro add si 4 una add si E.] S.
5 p o st titolo del di i 6 A em en d si ex in era unito il voto corr si ex erano fatte unite parecchie
osservazioni 7 racchiudeva em end ex esprimeva terminava em end ex era 8 per la em end
si ex da introdursi nella post libro del medesimo 9 richiedevano em end ex racchi qual add
si alcuni em end si ex dei 10 furono corr si ex furo 11 il medesimo segretaro em en d si ex
il padre R.d.mo P. M odena medesimo it in m rg sin p o st segretaro del di quella sacra congre­
gazione ante da Roma del con lettera 11-12 15 Luglio 1867 add si 12 ante lasciando del
scriveva che
la narrazione... Apostolo corr si ex la vita di Pietro santo Apostolo
12-
13consigliavami corr si ex e consigliandomi 13 soltanto em end si ex o 14 p o st Roma del ed
un altro
post storico del non
ante estraneo del cosa
15 dei Santi Ap em en d si ex di
16Ivi corr ex in quel periodo si em end si ex uno 17 il cristiano rendasi em en d si ex si rende
17-18 gli altri articoli add si 18 ante Questi del tutti p o st tolti del secondo il dato consiglio
19nuova em end si ex fatta p o st edizione del terza 19-20 oltre... precedere em en d su l f.
2r. ex ho premesso 21 vennero em end si ex furono p o st libretto del e furono eziandio eseguite
le due accennate correzioni. Siccome V. E. [em end si ex Ella] può osservare qualora lo giudicasse op­
portuno 22 p o st Siccome add et del si poi a questa em end si ex alla probabilm ente add si
conservami corr ex conservava 23 e corr ex ed prelodato add si 24 la presente em en d si
ex della la p o st lettera del com e do 26 del em end ex per 27 qualunque] qualsiasi A av­
viso o add m rg sin
28 provenga corr ex provenisse
o emend ex e
E. em end ex S.
29
cuore add si grave om A l lungo add si A2 grave em end A3 29-30 che h a dovuto soste­
nere per emend si ex cagionato da
30 p o st affare del e pregando
senza riserbo add si
31che add si 34 E. em end ex S.
2 Alessandro Riccardi Di Netro: v. lett. 826.
3 L’anno 1867... tu tta la vertenza è presentata in RSS 28 (1996) pp. 55-99; v. anche lett. 1040.
— 27 aprile: più precisamente, la lettera era datata 29 aprile 1867.
12-13 consigliavami: v. lett. 1046.
19 nuova edizione: Vita d i S. Pietro principe degli apostoli e triduo in preparazione della festa dei
ss. Pietro e Paolo del sacerdote Bosco Giovanni. Torino, tip. dell’Orat. di S. Francesco di Sales, 1868,
XVI-224 p.
1261
Al maestro di Camera di S .S ., m ons. Francesco Ricci Paracciani
ASC B31010 Lett, orig., Ricci (A 1731007) me. 45 B 5
Orig. aut. 2 ff. 208 x 133 mm. busta azzurra di 110 x 75 mm. con timbri vari: Torino 29 die 68
10 S Roma 31 die 68
E I 600 MB IX 455-456
Ringraziamenti per l’invio della benedizione papale - preghiere per 0 corrispondente e per il buon esi­
to del Concilio Vaticano I - annuncio del suo prossimo viaggio a Roma
Eccellenza Reverend.ma,
[Torino, 29 dicembre 1868]
Nel suo ritorno a Roma V. E. R.d.ma e car.ma degnavasi di mandarci la be­
nedizione del Santo Padre con una indulgenza plenaria da lucrarsi un giorno da

63.2 Page 622

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616 dicem bre 1868
5 determinarsi. Le rinnovo qui i più vivi ringraziamenti. Il primo giorno del [18]69
è stabilito ad hoc; ma intendo che il medesimo Santo Padre ne abbia parte.
Noi pertanto, [preti e] giovanetti oltre a tremila, in quel giorno i preti diremo
messa, costoro faranno la loro santa comunione col Rosario ed altre preghiere se­
condo la pia intenzione di Sua Beatitudine,
io
Nel nostro particolare dimandiamo unanimi alla Santa Vergine Ausiliatrice
che tolga ogni ostacolo che possa turbare minimamente i giorni, le cose, le perso­
ne che dovranno essere a parte del futuro concilio Ecumenico.
Non mancheremo poi di fare speciali preghiere per Lei. Circa alla metà del
p. gennajo spero di andare a Roma e poterla riverire di presenza.
15
Ci raccomandiamo tutti alle sante sue preghiere e mi professo
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
A Sua Eccellenza R.d.ma
20 Monsig. F. Ricci Maestro di Camera
di Sua Santità
Roma
4 plenaria corr ex ... 7 preti add si 14 poterla] poterlo
2 Francesco Ricci Paracciani: v. lett. 1168.
3 ritorno a Roma: difatti era stato ospite di don Bosco a Torino nell'estate precedente (v. lett. 1219).
12 II Concilio Ecumenico Vaticano I era stato annunciato ufficialmente da Pio IX nelle grandiose fe­
ste centenarie del giugno 1867 e promulgato il 29 giugno 1868; ebbe poi inizio il giorno dell'im m acola­
ta, l’8 dicembre 1869. Inutile qui indicare le fonti, edite e inedite; rimandiamo alle indicazioni biblio­
grafiche cit. in G . M artina, Pio IX (1867-1878)..., pp. 111-232.
1262
A don Giovanni Bonetti
ASC B31010 Lett. orig., B onetti (A 1690815) me. 8 A 9/10
Orig. aut. 2 ff. 207 x 132 mm. carta uso stampa ingiallita dal tempo
E I 600-601 MB IX 457-458
Ringraziamenti per il sussidio inviatogli - strenna per i salesiani e gli alunni del piccolo seminario di
Mirabello
*Torino, 30 dic[embre 18]68
Car.mo D. Bonetti,
Grazie del buon capo d'anno. Mi serve a maraviglia per estinguere la passivi­
tà della casa. Grazie anche a D. Proverà.
5
Ora passiamo alla strenna.
Tu e D. Proverà ditevi sempre i difetti senza mai offendervi.
Per la società; Risparmiare viaggi, e per quanto si può non si vada a casa dai
parenti. Il Rodriguez ha stupenda materia su tale argo[men]to.

63.3 Page 623

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dicem bre 1868 617
Ai giovani: che promuovano colle opere e colle parole la frequente comunio­
ne e la divozione alla beatissima Vergine.
10
Tre argomenti a chi predica:
1° Evitare i cattivi discorsi e le cattive letture.
2° Evitare i compagni dissipati o che danno cattivi consigli.
3° Fuga dell'ozio, e pratica di tutte le cose che possono contribuire a conser­
vare la santa virtù della modestia.
15
f.lv
Tu poi vedi tutto, parla con tutti, il resto lo farà la bontà del Signore.
Ogni bene a te[,] a tutta la Mirabelle[se] famiglia: Amen.
Aff.mo in G. C.
Sac. G. Bosco
P.S. Il Direttore delle scuole promuova le assoc. alla biblioteca italiana.
20
2 Giovanni Bonetti era il direttore del collegio di Mirabello: v. lett. 328.
4 Francesco Proverà invece era il prefetto: v. E(m) I, lett. 518.
8 Alfonso Rodriguez: celebre autore spirituale, nato a Valladolid nel 1538 e m orto a Siviglia nel 1616.
Gesuita, insegnò teologia morale a Monterrey; fu maestro di noviziato e rettore della casa di Montilla
(Andalusia). Per oltre tre secoli esplicò un vero magistero con ì'Ejercicio de perfección y virtu des cri-
stianas, tradotto imm ediatamente in molte lingue, fra cui l’italiano già nel 1617. Un'edizione in tre vo­
lumi era stata pubblicata da Giacinto Marietti a Torino nel 1838. Nel 1924 papa Pio XI lo raccom anda­
va ancora ai novizi dopo S. Bernardo e S. Bonaventura: cf Rodriguez Alfonso in D ictionnaire de spiri­
tualità ascétique et m ystique. XIII Paris 1988, pp. 853-860.
— stupenda materia: l’intero trattato quinto della parte seconda era intitolato «Della disordinata affe­
zione a' parenti» ed era suddiviso in VII capitoli, fra cui il 1°: «Quanto im porta al Religioso il fuggire le
visite de’ parenti e le andate in patria», il 11°: «Che II Religioso dee ancora evitare quanto sia possibile
l’essere visitato d a’ parenti e il commercio con essi per via di lettere», e il VIP: «Come questa tentazio­
ne si suole travestire con titolo non solo di pietà, m a di obbligo ancora; e del rimedio per questa»:
Esercizio di perfezione e di virtù cristiane del padre Alfonso Rodriguez della Compagnia di Gesù. Se­
conda parte. Torino, Giacinto Marietti stampatore-libraio 1828, pp. 481-511.
20 Direttore delle scuole era don Francesco Cerniti: v. E(m) I, lett. 518.
1263
A don Giovanni Battista Lemoyne
ASC B31010 Lett. orig., Lem oyne (A 1720607) me. 29 E 10/12
Orig. aut. 2 ff. 208 x 133 mm. carta uso stampa
E I 601-602 MB IX 458459
Ringrazia per le lettere di augurio pervenutegli dal collegio di Lanzo - invia imm aginette per tutti con
preghiera com posta dal papa - offre la strenna per tutto il personale - chiede preghiere speciali dal 7
gennaio al 7 marzo per la buona riuscita del suo viaggio a Roma
Car.mo D. Lemoyne,
Torino, 31 dic[embre 18]68
Ho ricevuto colla massima consolazione la lettera de’ tuoi e miei giovanetti
che si compiacquero di scrivermi colle espressioni le più affettuose.
Le ho volute leggere tutte da capo a fondo e farei quanto mai volentieri una 5

63.4 Page 624

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618 dicem bre 1868
risposta a ciascuno se non ne fossi assolutamente impedito dalla mancanza di
tempo.
Di’ adunque da parte mia che mi hanno fatto vero piacere, che li ringrazio di
cuore, che io mi occuperò di loro quanto mi sarà possibile per l’anima e pel
io corpo.
Siccome poi desidero che in questo anno sia in modo particolare promossa la
divozione alla B. V. Maria così ti mando alcune immagini da distribuire agli inter­
ni ed esterni. Desidererei che ognuno si rendesse famigliare la preghiera posta a
pie’ di pagina che compose il Santo Padre.
15
A proposito del Santo Padre di’ a tutti i giovani che Esso m anda loro la santa
benedizione con indulgenza plenaria | in quel giorno che tu fisserai mediante la f.iv
loro confessione e comunione.
Ora veniamo alla strenna.
A te e per te: Curati della tua sanità; pei maestri, assistenti, prefetto, econo-
20 mo[,] direttore degli studi etc. parlare loro spesso e dire sempre quanto occorre.
Per tutti: Userai somma pazienza e vigilanza.
Per quei della società: Risparmiare viaggi quanto si può, e per quanto si può
non andare a casa paterna. Si legga il Rodriguez ad hoc.
Ai giovani: Colle opere e colle parole promuovano la santa comunione e la
25 divozione a Maria SS.
Al direttore degli studi: Molti associati alle Lett. catt. ed alla biblioteca ita­
liana.
A Sala e Bodratto: Che mettano in serbo molti quattrini.
Per me poi ho un favore a diman|darvi ed è questo. Dal 7 gennajo al 7 marzo f.2r
30 prossimi dite ogni giorno un pater ave gloria al SS. Sac.to con una Salve Regina.
Quelli che possono vi aggiungano la santa comunione secondo la mia intenzione
per un grande bisogno. Io procurerò, miei cari giovani, di ricompensarvi con un
regalo di cui sarete molto contenti.
Raccomando poi a te, caro D. Lemoyne, di trattare tre argomenti che siano
35 dominanti nel corso dell’anno.
1° Evitare i cattivi discorsi e chi li fa: notando specialmente lo scandalo che
ne deriva.
2° Fuga dell’ozio e degli oziosi.
3° Preziosità della virtù della modestia e mezzi per custodirla.
40
Dal canto mio poi non mancherò di raccomandarvi ogni giorno nel sacrificio
della santa messa, dimandando per me e per voi affinché tutti possiamo perseve­
rare nel bene fino alla fine della vita; che ci possiamo molte volte vedere in questo
mondo, ma che ci possiamo poi un giorno, Dio ce lo conceda, raccogliere insie­
me intorno a Maria Ausiliatrice nella Beata eternità. Amen.
45
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco G.
1 31 corr ex 30
lo] celo
12 mando] mandi
21 Per corr ex a
31 possono corr ex possano
43 ce

63.5 Page 625

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dicem bre 1868 619
2 Giovarmi Battista Lemoyne era il direttore del collegio di Lanzo: v. lett. 853.
3 la lettera dei tuoi: non è stata reperita.
23 Alfonso Rodriguez: v. lett. 1262.
26 Direttore degli studi a Lanzo era don Giuseppe Fagnano: v. lett. 803.
28 Antonio Sala: v. E(m) I, lett. 706 e anche lett. 1135.
— Francesco Bodrato: v. lett. 798.
29 dal 7 gennaio al 7 marzo: ossia tutto il tempo previsto per l’andata a Roma a sollecitare l’approva­
zione della società salesiana, che, stante le obiezioni dei vescovi (continuamente citate nell’epistola­
rio), si presentava irta di difficoltà.

63.6 Page 626

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63.7 Page 627

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ORTO MOOESTO BUA
CASA BltLltZ ZA
C O R TILE
DELL’ ORATORIO
F E S T IV O
CORTILE DEGLI S TU D EN TI
E AR TIG IA N I
CASA
¿_jCORlASCOl
P IAZZA
M A R IA A U S ILIA TR IC E
CASA MORETTA
ClRCOLO\\
O RONDO \\VALDOCCO
L’oratorio nel 1868
Inaugurazione della Chiesa di Maria Ausiliatrice

63.8 Page 628

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63.9 Page 629

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APPENDICE
LETTERE ATTESTATE MA NON REPERITE
1864
1864/1 All’ispettore scolastico di Alessandria, teol. Filippo Gaffodio
[Torino, anter. 16 gennaio 1864]
A proposito delle scuole elementari di Mirabello
(cf lett. Ruffino-Rua: ASC 9.126 Rua, ed. in MB VII 604-605). Don Domenico Ruffino rispose a don
Rua, a nome di don Bosco, che, ammalato, da giorni era a letto; sull’argomento v. lett. 730.
1864/2 Al conte Luigi Cibrario
[Torino, anter. 21 gennaio 1864]
Richiesta di sovvenzione per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf risposta del conte, 21 gennaio 1864: ASC B26200 Cibrario, ed. in MB VII 611). Il re concesse una
largizione di 250 lire sul tesoro mauriziano.
1864/3 A don Gregorio Crova
[Torino, 5 febbraio 1864]
Problemi economici della casa di Mirabello
(cf lett. 730 e 733). Don Crova era l’economo della cappella vescovile di Casale Monferrato.
1864/4 Alla ditta R ossi Peverelli & Cirla
[Torino, 6 febbraio 1864]
Richiesta di particolari pietre da m uratura per la chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf risposta della ditta da Milano, 6 febbraio 1864: ASC Torino Oratorio [F 592] me. 2586 E 5). La do­
m anda venne accolta e nei mesi seguenti si susseguirono le spedizioni «via treno» dei materiali richie­
sti: v. anche lett. 732.
1864/5 Alla duchessa Costanza Lavai di Montmorency
[Torino, 12 febbraio 1864]
Le invia il «piano di organizzazione religiosa» chiedendole di sottometterlo alla lettura del pontefice
(cf dattiloscritto: ASC B23000 De M aistre M aurice, me. 698 B 6).

63.10 Page 630

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622 Lettere attestate m a non reperite: 1864
1864/6 AI ministero dei Lavori Pubblici [Luigi Menabrea]
[Torino, 29 febbraio 1864]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Giacomo Grattarola
(cf richiesta ministeriale, 20 febbraio 1864: ASC B26100 Governo, m inistero del LL. PP., M enabrea,
ed. in MB VII 869-870, e altra lettera ministeriale del 30 marzo 1864: ib., ed. in MB VII 870). Giacomo
Grattarola, nato a Cirignano (Benevento) nel 1852, era rimasto orfano di padre con sette fratelli. Don
Bosco sulla lettera ministeriale annotò in due riprese: «Accettato. Verrà per farsi vedere. La madre
provvede il corredo». «Dopo Pasqua - per studio - si dica il corredo». Il 27 marzo il Grattarola entrò
alTOratorio e tre giorni dopo il ministero emise il mandato di pagamento concordato di lire 200.
1864/7 Al ministero di Grazia, Giustizia e dei Culti [Giuseppe Pisanelli]
[Torino, 2 marzo 1864]
Richiesta di sovvenzione per i seminaristi di Valdocco, di cui invia la Usta
(cf verbale a firma di Giuseppe Zappata e Alessandro Vogliotti [Archivio del seminario, verbale delle
sedute am m in istrative 1842-1865]; v. pure lett. indirizzata a don Bosco dallo stesso Vogliotti il 31
marzo 1864: ASC B26200 Vogliotti, ed. in MB VII 635). Vennero concesse una tan tu m lire 400.
1864/8 Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia, Bartolomeo Bona
[Torino, poster. 18 marzo 1864]
A proposito dei ragazzi Camillo ed Ernesto Canfari raccomandatigli
(cf richiesta del corrispondente, 18 marzo 1864: ASC B26200 Autorità, Ferrovie, Bona, MB VII 870-
871). Camillo ed Ernesto Canfari erano rispettivamente di 11 e 12 anni, entrambi in ritardo scolastico.
Stando al registro Censim ento dell'ASC il primo risulta accolto come studente alTOratorio il 23 marzo
1864; del secondo non c ’è traccia.
1864/9 Al Provveditore agli studi di Torino, Francesco Selmi
[Torino, 10 luglio 1864]
Richiesta di poter conoscere i temi per gli esami - invito a presenziare alla festa della premiazione
(cf risposta del Provveditore, 13 luglio 1864: ASC B26100 Autorità, Provveditore, Selmi, ed. in MB VII
697). La risposta fu negativa in quanto la circolare ministeriale dava facoltà di trasm ettere i temi solo
agli istituti regi ed a quelli parificati. Quanto all’invito alla festa prevista il 31 luglio, il Provveditore an­
nunciava la sua presenza, qualora gli fosse stato possibile.

64 Pages 631-640

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64.1 Page 631

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Lettere attestate m a non reperite: 1864 623
1864/10 Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia, Bartolomeo Bona
[Torino, anter. 25 luglio 1864]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Francesco Bettoncini
(cf richiesta del corrispondente, 25 luglio 1864: ASC B26200 Autorità, Ferrovie, Bona, ed. MB VII 870-
871). Francesco Bettoncini: nato a Genova nel 1851, si presentò a don Bosco il 25 luglio con l’assegno
ministeriale di lire 100 già firmato. Verme accolto il 28 luglio secondo 0 registro Censim ento dell’ASC.
1864/11 Alla m archesa Isabella Gerini
[Torino, anter. 28 luglio 1864]
Consigli di vita spirituale
(cf lett. Gerini-Villarios, 28 luglio 1864: ASC B26200 Gerini; la lett. di risposta della marchesa, 30 luglio
1864, è parzialmente pubblicata in MB VII 717).
1864/12 Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia, Bartolomeo Bona
[Torino, anter. 4 agosto 1864]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Vittorio Pola
(cf richiesta del corrispondente, 4 agosto 1864: ASC B26200 Autorità, Ferrovie, Bona, MB VII 871).
Vittorio Pola: nato a Torino nel 1853, entrò a Valdocco come artigiano il 4 agosto 1864: ASC registro
Censimento.
1864/13 Al Direttore d ell’Arsenale militare di Torino, col. Giuseppe Audisio
[Torino, 5 agosto 1864]
Richiesta di omaggio di alcuni attrezzi di ginnastica per l’Oratorio
(cf risposta del colonnello, 8 agosto 1864: ASC B26200 Audisio, ed. in MB VII 688). Il 3 giugno il Prov­
veditore agli studi, Francesco Selmi, aveva diramato una circolare chiedendo l’esatto num ero degli at­
trezzi ginnici presenti nelle scuole: ASC 38 Torino-Oratorio, ed. in MB VII 687-688. Don Bosco allora
avanzò la suddetta dom anda al direttore dell’Arsenale militare, il quale rispose che quegli attrezzi non
erano in dotazione all’Arsenale e che comunque sarebbe stato necessario l’autorizzazione del ministe­
ro. L’anno seguente, dopo la posa della prim a pietra della chiesa di Maria Ausiliatrice, il duca d ’Aosta
fece omaggio di una parte degli attrezzi di ginnastica da lui utilizzati nel castello di Moncalieri: cf MB
VIII 103-104.
1864/14 Al vescovo di Casale Monferrato, Luigi Nazari di Calabiana
[Torino, anter. 8 agosto 1864]
Invito alla festa dell’Assunta in località Montemagno
(cf lett. 761 ad Azelia Fassati).

64.2 Page 632

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624 L ettere attestate m a non reperite: 1864
1864/15 Al m inistero delle Finanze [Marco Minghetti]
[Torino, anter. 12 agosto 1864]
Richiesta di esenzione daziaria per uno stock di 720 coperte offerte dal sig. Giuseppe Guenzati di
Milano
(cf risposta negativa del segretario delle Gabelle, 12 agosto 1864: ASC B12003, Autorità, cf MB VII
810). Don Bosco si era altresì rivolto al ministero delTAgricoltura, Industria e Commercio, a quanto
pare con analogo esito negativo: v. lett. 782.
1864/16 Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia, Bartolomeo Bona
[Torino poster. 30 agosto 1864]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Vincenzo Pozzo
(cf richiesta del corrispondente, 30 agosto 1864: ASC B26200 Autorità, Ferrovie, Bona, MB VII 871).
Vincenzo Pozzo: nato a Torino nel 1853, fu accolto a Valdocco come studente il 4 settem bre 1864,
dopo che vi si era presentato il 30 agosto colla raccomandazione del Bona: ASC registro Censimento.
1864/17 Al padre gesuita Giuseppe Oreglia
[Torino, fine agosto 1864]
Invito a partecipare alla sottoscrizione per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice - richiesta
di eventuale pubblicazione della notizia sulla Cronaca rom ana de La Civiltà Cattolica
(cf risposta del corrispondente, 20 settembre 1864: ASC B26200 Oreglia, ed. in MB VII 746). L'Oreglia
diede 100 lire per l’erigenda chiesa e assicurò il suo interessamento per la pubblicazione della notizia.
1864/18 Al m inistero dell'interno [Ubaldino Peruzzi]
[Torino, 4 settembre 1864]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Domenico Giaccio
(cf lett. del ministero, 20 settembre 1864: ASC B26200 Governo, m inistero dell'interno, Peruzzi) e
lett. del prefetto dell'Abruzzo Citeriore, 5 ottobre 1864: ASC B26200 A utorità, Prefetto, Chieti). Circa
il ragazzo Domenico Antonio Giaccio di Agnone v. E(m) I, lett. 703.
1864/19 Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia, Bartolomeo Bona
[Torino, anter. 24 ottobre 1864]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Tobia Chiesa
(cf MB VII 870-871). Tobia Chiesa: nato a Sale (Tortona) nel 1849, entrò all’Oratorio come studente il
24 ottobre 1864: ASC registro Censimento.

64.3 Page 633

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Lettere attestate m a non reperite: 1864 625
1864/20 Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia, Bartolomeo Bona
[Torino, anter. 4 novembre 1864]
Accettazione dei due fratelli orfani raccomandatigli, Enrico e Francesco Gramegna
(cf richiesta del corrispondente, 19 novembre 1864: ASC B26200 Autorità, Ferrovie, Bona, MB VII
870-871). Enrico e Francesco Gramegna: nati a Borgolavezzaro (Novara) rispettivamente nel 1853 e
nel 1856, entrarono a Valdocco, l'uno l’8 novembre 1864 e l’altro il 4 novembre 1866: ASC registro
Censimento. Il ministero stanziò 250 lire e allo stesso tempo invitò don Bosco a chiedere agli zii dei
due orfani un loro contributo di 150 lire; cosa che don Bosco fece il 18 novembre.
1864/21 All’arciprete di Maretto, don Giovanni Ciattino
[Torino, anter. 7 novembre 1864]
Lo invita a predicare alTOratorio per la festa di S. Luigi - chiede notizie di ragazzi del paese ex allievi
di Valdocco
(cf lett. del corrispondente, 7 novembre 1854: ASC B26200 Ciattino, me. 1482 A 12). La risposta fu po­
sitiva ed entusiastica. Il Ciattino si impegnò inoltre a versare 20 lire per la costruzione della Chiesa di
Maria Ausiliatrice; ne promise altre 30 per il 1865 e 50 per il 1867 (ASC B33000 Mss. destin ati alle
stam pe, me. 1975 D 5). Giovanni Ciattino (Ciattini): nato a Portacom aro (Asti) il 23 febbraio 1823, fu
ordinato sacerdote ad Asti il 18 dicembre 1847. Viceparroco alla collegiata di S. Secondo in Asti, nel
1850 fu eletto arciprete di Belvedere e poi parroco di Maretto - località di circa 600 abitanti, ad una
ventina di km. da Asti - dove coltivò molte vocazioni sacerdotali e religiose. Im pegnato nella predica­
zione in varie diocesi del Piemonte - e successivamente della Sardegna - già nel 1853 voleva farsi laz-
zarista, m a solo nel 1869 riuscì nel suo intento. Nel 1865 risulta «membro esterno» della società sale­
siana, assieme a don Domenico Pestarino. Morì a Torino il 3 febbraio 1880: cf «La Buona settimana»
a. XXV (1880) p. 116; 127-129.
1864/22 Al sindaco di Lanzo Paolo Tessiore
[Torino, anter. 1° dicembre 1864]
Richiesta di un m aestro supplente per il collegio di Lanzo
(cf la risposta del corrispondente, 1° novembre 1864: ASC 38 Lanzo [F 465] me. 202 D 2). La dom anda
non fu accolta in quanto il municipio non aveva possibilità di stipendiare un nuovo insegnante. Pro­
blemi economici la casa di Lanzo li ebbe pure negli anni successivi.
1864/23 Al ministero della Guerra [Agostino Petitti]
[Torino, 3 dicembre 1864]
Nuovo appello per ottenere capi di vestiario e coperte per l'Oratorio
(cf risposta ministeriale, a firma di Luigi Beccaria Incisa, 10 dicembre 1864: ASC B26200 Governo, m i­
nistero della guerra, Petitti, ed. in MB VII 813). La richiesta, consegnata direttam ente da don Bosco
in occasione di una sua visita al ministro, venne accolta; furono così assegnati 50 cappotti di panno,
50 coperte da campo e 40 pantaloni di panno.

64.4 Page 634

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626 L ettere attestate m a non reperite: 1865
1864/24 Al m archese Ignazio Pallavicini
[Torino, 20 dicembre 1864]
Auguri per le feste natalizie - preghiere per la famiglia, in particolare per il nipote Giacomo Durazzo
(cf risposta del corrispondente, 22 dicembre 1864: ASC B26200 Pallavicini, ed. in MB VII 839-840).
1865
1865/1 Al sindaco di Ivrea Giuseppe Quilico
[Torino, anter. 16 gennaio 1865]
Richiesta di docum enti per l’accettazione del ragazzo raccomandatogli, Giacomo Boratti
(cf lett. del corrispondente, 16 gennaio 1865: ASC B26200 Autorità, Sindaco, Ivrea, me. 1446 A 2/5).
L’avvocato Giuseppe Quilico, sindaco di Ivrea dal maggio 1861 al 1865, il 29 dicembre 1864 aveva sol­
lecitato un intervento del ministero dell’interno per il ricovero del ragazzo. Il ministero il 6 gennaio
1865 rimandò la dom anda alla prefettura di Torino affinché la restituisse al Quilico e lo invitasse poi a
rivolgersi direttamente a don Bosco: ACS Opere Pie b. 479, fase. 283-286. Giacomo Boratti: nato a
Ivrea nel marzo 1853, entrò alTOratorio come artigiano il 24 maggio 1865: ASC registro Censimento.
In allegato si trovano Tatto di nascita, di battesimo, di cresima nonché una dichiarazione scolastica di
terza elementare.
1865/2 Al ministero dei Lavori Pubblici [Stefano Jacini]
[Torino, anter. 17 gennaio 1865]
Accettazione dell’orfano raccomandatogli, Pompeo Vaisecchi
(cf lett. della Direzione generale delle ferrovie dell’Alta Italia, 31 gennaio 1865: ASC B26200 Autorità,
Ferrovie, Bona, me. 1444 B 12). Pompeo Vaisecchi, nato ad Arona (Novara) nel 1852, entrò alTOrato­
rio com e artigiano il 17 gennaio 1865: ASC registro Censimento.
1865/3 Alla Banca Nazionale (sede di Torino)
[Torino, anter. 18 gennaio 1865]
Richiesta di un contributo per le spese dell’Oratorio
Vennero assegnate lire 250: cf ASC 38 Torino Oratorio (F 581): cf MB VIII 24-25. L’intera com unica­
zione della banca è riportata in MB IX 491.
1865/4 A mons. Giuseppe Berardi
[Torino, 20 gennaio 1865]
Fa omaggio di un suo libretto per la gioventù, edito dalla tipografia di Valdocco - presenta con parole
di sincera stima la duchessa di Montmorency incaricata della consegna - chiede la benedizione sugli
Oratori - assicura preghiere
(cf risposta del corrispondente, 24 gennaio 1865: ASC B26200 Berardi, ed. in MB V ili 25-26).

64.5 Page 635

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Lettere attestate m a non reperite: 1865 627
1865/5 Al sindaco di Lanzo Paolo Tessiore
[Torino, 7 febbraio 1865]
Richiesta di ampliamento ovvero di vendita del collegio
(cf risposta del corrispondente, 7 aprile 1865: ASC 38 Lanzo, me. 200 B 1/2 [F 465]). Vennero respinte
entram be le proposte di don Bosco, che pensò quindi alla rescissione del contratto: v. lett. 817 e anche
lett 1866/25.
1865/6 A mons. Emiliano Manacorda
[Torino, 10 marzo 1865]
Chiede notizie sulla salute, sugli studi e sul ministero sacerdotale - gli affida varie incombenze da svol­
gere in città - si interessa delle candidature per la nomina dell'arcivescovo di Torino
(cf lett. del corrispondente da Roma, 22 marzo 1865: ASC B26200 M anacorda, me. 1543 B 8). Il 17
marzo il M anacorda inviò a don Bosco un oggetto-dono del Papa per la lotteria di Valdocco e chiese di
ricoverare alTOratorio il giovane Michele Zanello. Riferì altresì delle voci circa l'arcivescovo di Geno­
va o il vescovo di Casale quale futuro arcivescovo di Torino.
1865/7 Al consigliere comunale di Torino, prof. Ilario Pateri
[Torino, 14 aprile 1865]
Invito a presenziare alla riunione del 16 aprile per la formazione della commissione preposta alla
lotteria
(cf lett. del corrispondente, 15 aprile 1865: ASC B12012 Lotteria). La risposta fu negativa: v. anche
lett. 819.
1865/8 Alla contessa Luisa Libri Nerli
[Torino, anter. 5 maggio 1865]
Chiede lo smercio di biglietti della lotteria e la raccolta di doni per la medesima
(cf lett. della corrispondente da Firenze, 5 maggio 1865: ASC B26200 Nerli, me. 1551 A 9). La contessa
Libri, nata Nerli, rispose chiedendo preghiere, inviando cinque oggetti per la lotteria attraverso la
m archesa Villarios e prom ettendone altri.
1865/9 Alla contessa Carolina Mocenigo Soranzo
[Torino, anter. 7 maggio 1865]
Assicura preghiere - invia saluti per l'arciprete della basilica di S. Marco a Venezia, don Ferdinando
Apollonio
(cf lett. della corrispondente da Venezia, 7 maggio 1865: ASC B26200 Mocenigo, cit. in MB V ili 108).
Circa la contessa Carolina, moglie di Tommaso Francesco Mocenigo Soranzo v. lett. 859.

64.6 Page 636

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628 Lettere attestate m a non reperite: 1865
1865/10 Al ministero delle Finanze [Quintino Sella]
[Torino, anter. 14 maggio 1865]
Domanda di sovvenzione per l'Oratorio
(cf lett. del ministero, a firma di Cesare Cuttica, 14 maggio 1865: ASC B26200 Governo, m inistero del­
le Finanze, Sella, ed. in MB V ili 124). Accolta la domanda, vennero stanziate lire 300; v. analoga
lett. 1075.
1865/11 Al senatore Alessandro Pernati di Momo
[Torino, anter. 18 maggio 1865]
Domanda di ulteriori nominativi per comporre la commissione della lotteria
(cf lett. del corrispondente, 18 maggio 1865: ASC B12012 Lotteria me. 409 E 1/2). Il Pernati suggerì
vari nomi, ma declinò la propria partecipazione a motivo della prevista lunga assenza da Torino. In
realtà poi il suo nome risulterà pubblicato fra i membri della commissione.
1865/12 Alla contessa Gerini Isabella
[Torino, anter. 23 maggio 1865]
Consigli di vita spirituale in risposta a gravi problemi di coscienza
(cf lett. della corrispondente da Firenze, 23 maggio 1865: ASC B26200 Gerini, cit. in MB VIII 108).
1865/13 Al m inistero di Grazia e Giustizia e dei Culti [Giuseppe Vacca]
[Torino, anter. 13 giugno 1865]
Richiesta di sussidio a vantaggio di 58 chierici di Valdocco
(cf lett. delTEconomo generale dei benefici ecclesiastici, Pietro Fenolio, 13 giugno: ASC 38 Torino,
Oratorio [F 583], ed. in MB V ili 142). Il ministero stanziò 500 lire.
1865/14 Al sindaco di Cavour, Gioanni Tommaso Madon
[Torino, anter. 4 luglio 1865]
Domanda precisazioni circa le condizioni per l’accettazione del collegio-convitto del paese
(cf lett. dell’abate Amedeo Peyron, 4 luglio 1865: cf 381 Cavour, ed. in MB V ili 156). Il progetto è edi­
to in MB V ili 157-158. Amedeo Peyron (1785-1870) era dottore collegiato, professore di lingua orienta­
le, cavaliere mauriziano; il notaio Madon (1798-1876) fu sindaco di Cavour dal 1864 al 1868.

64.7 Page 637

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Lettere attestate m a non reperite: 1865 629
1865/15 Al prefetto di Torino Carlo Cadorna
[Torino, poster. 17 luglio 1865]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Giovanni Emilio Demonte
(cf lett. del corrispondente, 17 luglio 1865: ASC B26100 Autorità, Prefetto, Torre, cit. in MB V ili 164).
Giovanni Emilio Demonte, nato a Chambéry nel 1852, entrò effettivamente a Valdocco come studente
il 1° agosto 1865: ASC registro Censimento. Circa i problemi creati dal giovane v. A ppendice, lett.
1866/4, 6, 11, 34. Il Cadorna (Pallanza 1809-Parma 1891) fu membro del parlam ento subalpino e più
volte ministro della Pubblica Istruzione. Senatore dal 1858, vicepresidente del senato nel marzo 1865,
due mesi dopo fu nominato prefetto di Torino. Ministro dellTnterno col II gabinetto Menabrea (gen­
naio - settem bre 1868), presidente del consiglio di Stato, fu autore di scritti politico-religiosi: cf DBI
97-103.
1865/16 Al capo servizio traffico Ferrovie Alta Italia, Alfredo Bachelet
[Torino, anter. 20 luglio 1865]
Richiesta di trasporto gratuito di materiali per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf lett. del corrispondente, 20 luglio 1865: ASC B26600 Ferrovie, B achelet me. 2626 E 11). La dom an­
da venne accolta e si diedero indicazioni circa le stazioni di partenza dei vagoni, le modalità di tra­
sporto e la documentazione necessaria.
1865/17 All’arcivescovo di Ancona, card. Antonio Benedetto Antonucci
[Torino, 9 agosto 1865]
Si dichiara disponibile ad accettare alcuni ragazzi orfani per il colera
(cf lett. del corrispondente da Ancona, 18 agosto 1865: B26200 Antonucci, ed. in MB V ili 179). Il car­
dinale rispose imm ediatamente mediante il vicario generale, ringraziando don Bosco della sua genero­
sità. Circa l’Antonucci v. lett. 1191.
1865/18 All’arcivescovo di Ancona, card. Antonio Benedetto Antonucci
[Torino, 16 agosto 1865]
Riconferma la sua disponibilità ad accettare 20 o 30 orfani per il colera, come richiesto dal prefetto
della provincia di Ancona - esprime grande affetto per il prelato
(cf lett. prec.).
1865/19 Al sindaco di Torino, Emanuele Luserna di Rorà
[Torino, 26 agosto 1865]
Risponde alle istanze presentategli dal sindaco dopo la visita a Valdocco della commissione sanitaria

64.8 Page 638

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630 Lettere attestate m a non reperite: 1865
(cf lett. del sindaco, 1° settembre 1865: ASC B26100 Autorità, Sindaco, Rorà, cit. in MB V ili 187). A
seguito della prima visita della commissione si erano chieste a don Bosco - tram ite lettera del consi­
gliere Ilario Pateri in data 20 agosto 1865 - precisi interventi onde migliorare le condizioni igienico-
sanitarie del collegio: ASC B26100 Autorità, Sindaco, Pateri, me. 1386 A 8.
1865/20 A don Filippo Campus
[Torino, anter. 17 settembre 1865]
Suggerimenti per com battere il protestantesimo: erigere oratorio festivo, diffondere le Letture C attoli­
che, predicare frequentemente
(cf lett. del corrispondente, 17 settembre 1865: ASC B12012 Lotteria, ed. in MB VIII 184-185). Le rela­
zioni epistolari fra don Bosco e don Campus continuarono a lungo a motivo dello smercio dei biglietti
della lotteria: ASC B26100 Campus, ed. in MB V ili 716. Filippo Campus, nato a Pattada (Sassari) nel
1817, dottore in teologia, parroco di Porto Torres nel 1847, canonico della cattedrale di Sassari nel
1855, fu nominato vescovo di Ampurias, Castel Sardo e Tempio nel 1871: morì nel 1887: HC V ili 96.
1865/21 Al Direttore generale delle ferrovie dell'Alta Italia [Du Houx]
[Torino, anter. 19 settembre 1865]
Richiesta di sconti sulla tariffa normale per i viaggi dei suoi ragazzi
(cf lett. della stessa Direzione, 19 settembre 1865: ASC B26600 Ferrovie). La richiesta venne accolta: si
concesse lo sconto del quarto della tariffa, m a si chiese l'invio dei nominativi dei ragazzi e delle stazio­
ni di partenze almeno 24 ore prima.
1865/22 Alla m archesa Giovanna Negrotto, nata de Mari
[Torino, 19 settembre 1865]
Comunicazione certa, ma dal contenuto non individuato - probabili ringraziamenti e cordialità
(cf lett. 853 indirizzata a don G. B. Lemoyne).
1865/23 Al signor Giovanni Alasonatti
[Torino, 11 novembre 1865]
Comunica le circostanze della malattia, della morte e dei funerali a Lanzo e a Torino del fratello don
Vittorio - chiede a chi consegnare vestiti e libri rimasti all'Oratorio - si dichiara contento di poterlo
ospitare ogniqualvolta si rechi a Torino - assicura preghiere per tutta la famiglia
(cf lett. del corrispondente da Lanzo, 20 novembre 1865: ASC B26200 A lasonatti me. 1438 B 11).
1865/24 Al giovane Luigi Di Forte
[Torino, poster. 26 novembre 1865]
Accettazione del medesimo all’Oratorio di Valdocco
(cf lett. del corrispondente da S. Cataldo, 26 novembre 1865: ASC B26200 D i Forte). Luigi Di Forte,
nato a S. Cataldo (Caltanissetta) nel 1849; entrò all'Oratorio il 27 agosto 1866: ASC registro Censi­
mento.

64.9 Page 639

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Lettere attestate m a non reperite: 1866 631
1865/25 Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
[Pisa, anter. 13 dicembre 1865]
Affida commissioni e allega richiesta per don Francesia perché chieda al prof. Tommaso Vallami di
inserire un articolo su «L’Unità Cattolica» circa la lotteria in corso
(cf lett. 876 a don Michele Rua).
1866
1866/1 Al signor Carlo Faggi
[Torino, poster. 15 gennaio 1866]
Promette preghiere per il ristabilimento della salute
(cf lett. del corrispondente da Firenze, 15 gennaio 1866: ASC B26100 Faggi, cit. in MB V ili 268). Carlo
Faggi era a servizio del marchese Cristiano Niccolini di Firenze. Avendo saputo dalla cam eriera della
contessa Fanny Villarios che don Bosco era ripartito dalla città, si servì della medesima contessa per
far pervenire la propria richiesta a don Bosco.
1866/2 Alla m archesa Isabella Gerini
[Torino, anter. 23 gennaio 1866]
Comunica di essere perfettam ente guarito dalla malattia degli occhi - invia in omaggio la nuova edi­
zione de La Storia d'Italia - prom ette preghiere - annuncia un viaggio a Firenze in prim avera
(cf lett. della corrispondente da Firenze, 23 gennaio 1866: ASC B26200 Gerini, cit. in MB V ili 267); v.
anche lett. 1866/27.
1866/3 Alla contessa Balduini [?]
Richiesta di sovvenzioni e di smercio di biglietti della lotteria
(cf lett. 894 alla contessa Virginia Cambray Digny).
[marzo 1866]
1866/4 Al prefetto di Torino Carlo Torre
[Torino, 10 marzo 1866]
Richiesta di pagamento della pensione e delle spese del giovane Emilio Demonte, figlio del luogote-
mente Gian Enrico
(cf lett. del corrispondente 20 aprile 1866: ASC B26200 Autorità, Prefetto, Torino, Torre, me. 1445 A
8): v. anche lett. 1865/15. La pensione pattuita era stata pagata dalla sorella solo per un certo tempo,
per cui don Bosco si rivolse al prefetto di Torino, che a sua volta provvide ad avvisare il padre onde
saldasse il conto.

64.10 Page 640

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632 Lettere attestate m a non reperite: 1866
1866/5 All’arcivescovo di Genova Andrea Charvaz
[Torino, anter. 26 marzo 1866]
Comunica di aver pregato e fatto pregare per la sua salute
(cf lett. del corrispondente da Genova, 26 marzo 1866: ASC B26200 Charvaz, ed. in MB V ili 317).
L’arcivescovo promise anche un piccolo obolo per le opere di don Bosco.
1866/6 Al prefetto di Torino Carlo Torre
[Torino, 30 marzo 1866]
Comunica che il giovane Emilio Demonte è fuggito dall’Oratorio
(cf lett. del corrispondente 20 aprile 1866: ASC B26200 Autorità, Prefetto, Torre e lett. 1866/4). Alla
comunicazione di don Bosco il prefetto rispose che avrebbe avviato indagini, tan t'è che il 7 aprile la
questura chiese a don Bosco i motivi per cui il giovane poteva essersi allontanato dall’Oratorio (ASC
B26200 Autorità, Q uestura, Buscaglione [Torre], me. 1445 D 3); v. anche lett. 1866/12.
1866/7 Al Direttore generale delle ferrovie d ell’Alta Italia [Du Houx]
[Torino, aprile 1866]
Invia in omaggio La Storia d ’Italia
(cf lett. della direzione generale, a firma di Gaspare Evrard, direttore Capo di divisione di II classe,
aprile 1866: ASC B26200 Autorità, Ferrovie, Evrard, me. 1444 C 1).
1866/8 Al professore Agostino Piccone
[Torino 7 aprile 1866
A proposito della vertenza dei Carmelitani di Genova
(cf lett. 898 e 905 rispettivamente a padre Natale Hanset e a don Antonio Gianelli).
1866/9 Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, 16 aprile 1866]
Richiesta di acquisto di 400 biglietti della lotteria
(cf lett. del ministero della Reai Casa, 13 maggio 1866: ASC 110 Lem oyne, Doc. X 140 ed. in MB Vili
342). Il 25 maggio 1866 il reggente il ministero della Casa di sua Maestà riferì che il 13 maggio il re
aveva disposto l’elargizione di 200 lire per l’Oratorio: ASC B26200 Luserna D'Angrogna.
1866/10 Al sindaco di Torino Filippo Galvagno
[Torino, poster. 26 aprile 1866]
Accettazione dei due fratelli Lobina raccomandatigli
(cf lett. del sindaco, 26 aprile 1866: ASC B26100 Autorità, Sindaco, Torino, cit. in MB V ili 342). Fran­
cesco Lobina, nato a Genova il 25 gennaio 1851, entrò effettivamente a Valdocco come artigiano il 28

65 Pages 641-650

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65.1 Page 641

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Lettere attestate m a non reperite: 1866 633
aprile 1866; il fratello Pietro, nato a Cagliari il 28 novembre 1852, entrò a Valdocco, sempre come arti­
giano, il 31 luglio 1866: ASC registro Censimento.
1866/11 Alla principessa Sofia Odescalchi
[Torino, 2 maggio 1866]
Richiesta di concorrere alla costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf lett. della corrispondente da Roma, 6 giugno 1866: ASC B26200 Odescalchi, me. 1553 C 4). La con­
tessa rispose che, data la sua difficile situazione economica, poteva inviare solo 10 scudi; v. anche lett.
1866/38.
1866/12 Al questore di Torino Bernardo Buscaglione
[Torino, 14 maggio 1866]
Espone i probabili motivi della fuga dalTOratorio del giovane Emilio Demonte e si dichiara disposto a
riaccettarlo a condizione che il padre paghi la mezza pensione già convenuta
(cf lett. del corrispondente, 6 giugno 1866: ASC B26200 Autorità, Q uestura, Buscaglione; v. pure lett.
1866/4/6). Il questore il 6 giugno comunicò che il giovane era stato rintracciato nelle vicinanze di
Susa e che lo avrebbe rim andato a Valdocco, assicurando allo stesso tempo che avrebbe avvisato il pa­
dre di pagare la pensione. L'11 luglio successivo la questura inviò a don Bosco le 150 lire pagate da
Leone Bestente a nom e del padre del ragazzo. Costretto don Bosco ad allontanare il ragazzo per insu­
bordinazione e gravi mancanze (furto), a m età agosto il prefetto chiese a don Bosco l'am m ontare pre­
ciso della pensione e delle spese fatte per il giovane (ASC B26200 A utorità, Prefetto, Torre [A
1362119]). La prefettura fece pervenire la memoria di don Bosco a Pisa, al padre del ragazzo, il quale
il 21 ottobre addusse motivi per non pagare il debito rimasto: v. lett. 1866/33.
1866/13 Alla marchesa Teresa Patrizi
[Torino, anter. 21 maggio 1866]
Assicura che accoglie la supplica di pregare per lei e secondo le sue intenzioni
(cf lett. 918 e 920 al cav. Federico Oreglia di S. Stefano).
1866/14 Alla contessa Isabella Calderari
[Torino, anter. 21 maggio 1866]
Parole di incoraggiamento circa u n ’ardua m a non meglio precisata situazione (v. anche lett. 1068)
(cf lett. 920 al cav. Federico Oreglia di S. Stefano).
1866/15 Alla duchessa di Sora, Agnese Boncompagni Ludovisi
[Torino, 1° giugno 1866]
Assicura preghiere per lei, per i cinque figli e per la conversione del suocero e del cognato
(cf lett. 929 al cav. Federico Oreglia di S. Stefano). La duchessa aveva scritto il 21 maggio per com uni­
care che il padre, principe Borghese, avrebbe inviato l’offerta di 1000 lire qualora avesse ricevuto la

65.2 Page 642

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634 Lettere attestate m a non reperite: 1866
grazia che gli stava a cuore: ASC B26200 Sora. Mostratasi disponibile a smerciare i biglietti della lotte­
ria, don Bosco incaricò il cav. Oreglia di ringraziarla, così come anche la «caritatevole amica» della
duchessa che gli aveva m andato un prezioso oggetto per la medesima lotteria: v. lett. 931.
1866/16 Alla marchesa Enrichetta Nerli [Torino, poster. 15 giugno 1866]
Promette preghiere per 0 figlio Mario
(cf lett. della corrispondente da Firenze, 15 giugno 1866: ASC B26100 Nerli, ed. in MB V ili 403). La
Nerli m antenne corrispondenza con don Bosco; nell’ottobre gli scrisse per comunicargli che anche al­
tre nobildonne gli avrebbero fatto delle offerte.
1866/17 Al cavalier Tancredi Cappello di San Franco
[Torino, anter. 18 giugno 1866]
Accettazione del giovane Dionisio Tessa
(cf lett. del corrispondente, 18 luglio 1866: ASC B26200 Autorità, Prefetto, Cappello). Tancredi Cap­
pello il 18 giugno 1866 chiedeva, a nome della signora Maria Tessa, nata Baretta, vedova di Domeni­
co, la riduzione quanto meno della m età della pensione mensile del figlio che don Bosco aveva fissato.
Nel registro Censim ento dell’ASC sono segnalati i fratelli Dionisio e Carlo Tessa, nativi di Giaveno (To­
rino), entrati rispettivamente a Valdocco il 21 giugno e il 14 agosto. Il primo, nato nel 1854, era stu­
dente; l’altro, nato nel 1852, era invece artigiano.
1866/18 Al presidente della Congregazione di Carità di Trofarello, Giusep­
pe Rey
[Torino, poster. 29 giugno 1866]
Comunica il giorno in cui consegnerà lire 4290 come legato da successione di don Giovanni Antonio
Franco
(cf lett. del corrispondente, 29 giugno 1866: ASC B23000 Persone in relazione Rey). Don Giovanni An­
tonio Franco, nativo di Trofarello, ex cappuccino, era m orto a Moncalieri il 30 ottobre 1864 a 49 anni:
CSMTE. Il testam ento era datato 17 settembre 1864.
1866/19 Al conte Giovanni Vimercati
[Torino, anter. 2 luglio 1866]
Parole di consolazione e di incoraggiamento
(cf lett. del corrispondente da Roma, 2 luglio 1866: ASC B23000 Persone in relazione, V im ercati); v.
poi lett. 1866/22. Circa i dati biog. del conte v. lett. 1005.
1866/20 All’Economo generale dei benefici vacanti, Pietro Fenolio
[Torino, anter. 14 luglio 1866]
Richiesta di sussidio

65.3 Page 643

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Lettere attestate m a non reperite: 1866 635
(cf lett. del corrispondente, 14 luglio 1866: ASC B26100 A utorità, E conom ato benefici ecclesiastici,
cit. in MB V ili 431). Vennero concesse 500 lire.
1866/21 Alla signora Carlotta Antonelli
[Torino, agosto 1866]
Assicura preghiere per la sua salute
(cf lett. del fratello della destinataria, Enrico, da Roma, il 1° ottobre 1866, su cui don Bosco scrive «Ri­
sposto»: ASC B26100 Antonelli, me. 1384 C 7). Nella citata lettera Enrico com unicava il peggioramen­
to della salute di Carlotta e chiedeva consiglio per la eventuale assunzione degli ordini sacerdotali da
parte di un loro cugino.
1866/22 Al conte Giovanni Vimercati
[Torino, 11 agosto 1866]
Parole di consolazione nella malattia - ringraziamenti per quanto ha fatto per lui e per la costruzione
della chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf lett. del corrispondente da Roma, 23 agosto 1866: ASC B26200 Vimercati, me. 1590 D 9-10); v. poi
lett. 1866/24.
1866/23 Al conte Annibaie Bentivoglio
[Torino, inizio settembre 1866]
Espressioni di speranza nella difficile situazione sanitaria della famiglia
(cf lett. 973 alla moglie Anna).
1866/24 Al conte Giovanni Vimercati
[Torino, anter. 9 settembre 1866]
Parole di incoraggiamento - richiesta di qualche sussidio
(cf lett. del corrispondente da Roma, 9 settembre 1866: ASC B32000 Vim ercati). La lettera giunse al
conte in un momento in cui il suo stato di salute era piuttosto preoccupante. Date le num erose sov­
venzioni per famiglie bisognose della città di Roma, il conte non era in grado in quel m om ento di in­
viare particolari offerte a Torino; v. poi lett. 1866/33.
1866/25 Al sindaco di Lanzo Paolo Tessiore [Torino, 12 settembre 1866]
Richiesta di contributo per le previste amplificazioni del collegio
(cf lett. della Giunta Comunale, 14 settembre 1866 [ASC 38 Lanzo, F 465 me. 200 B 7], che si impe­
gnava a trattare il problema nella seduta di ottobre).
1866/26 A don Vincenzo Brizio
[Torino, poster. 12 settembre 1866]
Risponde all’accom odamento proposto dagli eredi del teol. Vincenzo Fissore
(cf gli appunti vergati sulla lett. del corrispondente - e coeredi - 12 settem bre 1866: ASC B21000 Ver­
tenze, cit. in MB V ili 984-985). Don Bosco, non accettando le condizioni, proponeva o una sentenza
legale o una libera offerta dei suoi interlocutori. La questione fu poi deferita ai tribunali: v. lett. 1110.

65.4 Page 644

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636 Lettere attestate m a non reperite: 1866
1866/27 Alla marchesa Isabella Gerini
[Torino, anter. 13 settem bre 1866]
Assicura preghiere e l’esenzione dal contagio del colera - dà buone notizie sulla sua salute e sull’avan­
zamento dei lavori della chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf lett. della corrispondente da Firenze, 13 settembre 1866: ASC B26200 Gerini, ed. in MB V ili 460; v.
anche lett 1866/2).
1866/28 Al Capo Servizio traffico ferrovie dell’Alta Italia [Alfredo Bachelet]
[Torino, anter. 1° ottobre 1866]
Accettazione dei ragazzi Luigi e Silvino Zanino, orfani di madre, raccomandatigli
(cf lett. del corrispondente, 1° ottobre 1866: ASC B26200 Autorità Ferrovie, Bachelet, ed. in MB V ili
525). Luigi e Silvino Zanino, nativi di Borgo Vercelli, effettivamente entrarono a Valdocco il 6 ottobre
1866: ASC registro Censimento.
1866/29 Al sindaco di Villar Focchiardo, Francesco Bosina
[Torino, inizio ottobre 1866]
Si offre di accogliere un orfano in occasione dell’inondazione che aveva colpito il paese il 25 settembre
1866
(cf lett. del corrispondente da Villar Focchiardo (Torino), 26 ottobre e decisione della giunta regiona­
le, il 24 ottobre: ASC B26100 Autorità, Prefetti, Torre-Radicati, cit. MB V ili 494). Il ragazzo prescelto
fu Giusto Antonio De Matteis. Nato nel 1852 e rimasto orfano di entrambi i genitori con altri tre fratel­
li, entrò effettivamente a Valdocco il 4 dicembre 1866: ASC registro Censim ento. 114 dicembre il conte
Costantino Radicati, dietro avviso del sottoprefetto di Susa, annunziava a nom e della prefettura di To­
rino l’imminente arrivo del ragazzo, munito del richiesto corredo: ASC B26100 A utorità, Prefetto, R a­
dicati, cit. in MB V ili 495.
1866/30 Al duca Carlo Capece Galeota
[Torino, poster. 3 ottobre 1866]
Ringrazia dell’offerta ed assicura preghiere per la difficile situazione economica della famiglia
(cf lett. del corrispondente da Albano, 3 ottobre 1865: ASC B26100 Capece, me. 1396 A 11). Il Capece,
nato nel 1824, si era sposato nel 1859 con Maria Maddalena, nata Carafa, m orta 1864. Ebbe quattro fi­
gli: Maddalena nata nel 1859, Maria Sofia nel 1861, Cristina nel 1862, Francesco nel 1864: ANI 1894.
1866/31 Alla m archesa Emilia Bichi Ruspoli
[Torino, poster. 5 ottobre 1866]
A proposito della situazione politica
(cf lett. della corrispondente da Roma, 5 ottobre 1866: ASC B26100 Bichi me. 1389 E 5). Emilia Bichi
Ruspoli, esule col marito a Roma, scampata alla «rivoluzione», si domandava quale sarebbe stato il fu­
turo e com unque era rassegnata alla volontà di Dio. Nata de Pasqualis nel 1834, moglie di Enrico
(1832-1869) ebbe 5 figli: ANI 1904. Nel 1869 si risposò con Cipriano de Sio dei duchi di Girone.

65.5 Page 645

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Lettere attestate m a non reperite: 1866 637
1866/32 Alla contessa Luisa Cappelletti
[Torino, anter. 7 ottobre 1866]
Assicura preghiere per la pace in famiglia - consigli di vita spirituale
(cf lett. della corrispondente, da Frascati, 7 ottobre 1866: ASC B26100 Cappelletti, me. 1396 A 8); circa
la Cappelletti v. lett. 920.
1866/33 Al conte Giovanni Vimercati
[Torino, anter. 17 ottobre 1866]
Assicura preghiere per la salute - parole di consolazione nella malattia - risponde a proposito di un
suo eventuale viaggio a Roma
(cf lett. del corrispondente da Roma, 17 ottobre 1866: ASC B26200 Vimercati, me. 1590 D 11). Il conte
si m anterrà in contatto epistolare con don Bosco costantemente, comunicandogli notizie sue persona­
li, di comuni amici di Roma, nonché del papa che aveva potuto incontrare personalm ente a palazzo:
ASC B26200 Vimercati, lett. del 15 e 28 novembre.
1866/34 AI senatore di Roma, marchese Francesco Cavalletti
[Torino, 22 ottobre 1866]
Assicura preghiere sue e dei giovani - allega un «prezioso»
(cf lett. del corrispondente da Roma, 10 novembre 1866: ASC B26200 C avalletti ed. in MB V ili 598);
dati biog. in lett. 920. La lettera verme recapitata al senatore da mons. Emiliano M anacorda.
1866/35 Al Capo Servizio traffico ferrovie dell’AIta Italia [Alfredo Bachelet]
[Torino, 27 ottobre 1866]
Richiesta di trasporto gratuito di pietre lavorate a Torino
(cf lett. di risposta della Direzione, 30 ottobre 1866: ASC B26600 Ferrovie, Bachelet, me. 2627 A 3/4).
La richiesta venne accolta; solo si chiese il nome del rappresentante che avrebbe firmato la consegna
della merce. Invece qualche mese prima, il 9 marzo 1866, all’economo Angelo Savio la Direzione delle
ferrovie aveva rifiutato il trasporto di «calce idraulica» da Casale a Torino, per la difficile situazione
del momento: ASC B26600 Ferrovie, Bachelet, me. 2627 A 2.
1866/36 Al prefetto di Torino Carlo Torre
[Torino, poster. 9 novembre 1866]
Comunica la decisione di soprassedere alla richiesta di pagamento di pensione e spese del giovane De­
monte accolto alTOratorio
(cf lett. della prefettura, 9 novem bre 1866: ASC B21000 Vertenze, D em onte). Il 21 ottobre 1866 il pa­
dre del giovane Demonte (v. lett. 1866/11) aveva scritto al prefetto di Pisa dichiarando di aver già sal­
dato il suo debito con don Bosco. Cinque giorni dopo il suddetto prefetto chiedeva al collega di Torino

65.6 Page 646

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638 Lettere attestate m a non reperite: 1866
di essere esonerato dal procedere con la trattativa, poiché giudicava che non vi fosse speranza di otte­
nere alcun risultato: ASC B21000 Prefetto di Pisa.
1866/37 A don Giuseppe Poggio
[Torino, anter. 13 novembre 1866]
A proposito della storia del santuario di Ponzone (Alessandria) - offre ospitalità nell’Oratorio per alcu­
ni giorni
(cf lett. del corrispondente, 13 novembre 1866: ed. in MB IX 34).
1866/38 Alla principessa Sofia Odescalchi
[Torino, anter. 15 novembre 1866]
Richiesta di sussidio
(cf lett. della corrispondente da Roma, 15 novembre 1867: ASC B26200 Odescalchi, me. 1553 C 5). Tre
giorni dopo, il 18 novembre 1867, don Bosco la ringraziava per l’offerta che con le sue amiche aveva
fatto per un altare della chiesa di Maria Ausiliatrice.
1866/39 A suor Maria Crocifissa deH’Immacolata
[Torino, poster. 18 novembre 1866]
Promette preghiere per i familiari, per il nipote traviato, per la com unità religiosa in cui viveva e per
quella delle Cappuccine dimoranti con loro - ringrazia dell’obolo
(cf lett. della corrispondente da Modena, 18 novembre 1866: ASC B26100 Suor M aria Crocifissa, me.
1433 A 9). Sulla lettera si legge un appunto di don Bosco: «Il cav. mandi il catalogo».
1866/40 Alla duchessa Agnese Boncompagni Ludovisi
[Torino, anter. 23 novembre 1866]
Assicura che per la sua famiglia non c ’è pericolo di colera - invia preghiere per il figlio Ugo in occasio­
ne della sua prima comunione
(cf lett. della corrispondente da Roma, 23 novembre 1866: ASC B26200 Di Sora, me. 1499 D 11; v. an­
che lett. 931).
1866/41 Al vescovo di Guastalla, Pietro Rota
[Torino, anter. 9 dicembre 1866]
Disponibilità ad accettare il ragazzo raccomandatogli, Eugenio Folloni
(cf lett. del corrispondente da Guastalla, 9 dicembre 1866: ASC B26200 Rota, ed. in MB V ili 503-504).
Eugenio Folloni, nato a Guastalla (Reggio Emilia) il 18 marzo 1853, entrò effettivamente all’Oratorio
come artigiano il 10 dicembre 1866: ASC registro Censimento.

65.7 Page 647

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Lettere attestate m a non reperite: 1867 639
1866/42 Al ministero delle Finanze [Antonio Scialoja]
[Firenze, 21 dicembre 1866]
Domanda di sussidio per il pagamento dell'imposta di ricchezza mobile per la casa di Mirabello
(cf prom em oria di don Bosco ASC B32000 Prom em oria, ed. in MB V ili 539 e risposta del ministero
stesso, 23 gennaio 1867: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB VTII 540-541).
1867
1867/1 A don Giuseppe Apollonio
[Torino, anter. 2 gennaio 1867]
Invia la biografia di alcuni giovani dell'Oratorio ed alcune decine di biglietti della lotteria - attende la
ragazza raccomandatagli per la quale era stato richiesto di indicare un confessore a Torino
(cf lett. del corrispondente da Venezia, 2 gennaio 1867: ASC B26200 Apollonio, ed. in MB VIII 288).
1867/2 Al m inistero dei Lavori Pubblici [Stefano Jacini]
[Firenze, 2 gennaio 1867]
Richiesta di sussidio straordinario
(cf lett. del ministero a firma del segretario generale, Giuseppe Bella, 21 gennaio 1867: ASC B26200
Governo, Lavori Pubblici, [F. 583] ed. in MB VIII 540). Vennero concesse lire 600.
1867/3 Al conte Giovanni Vimercati [Camaldoli-Roma, 8 febbraio 1867]
Comunica che non rientrerà a palazzo per la sera, dal momento che si ferm erà a dorm ire presso i Ca­
maldolesi sopra Frascati
(cf lett. Francesia-Rua, cit. in lett. 1005). Il conte sul finire del gennaio aveva m andato un sussidio di
4000 franchi a Torino al cav. Federico Oreglia: cf MB V ili 616-617. Può essere non inutile aggiungere
che un mese dopo, il 9 marzo, il nipote del conte, il ventunenne Emilio, mandò a don Bosco i saluti
dello zio e chiese per sé una raccomandazione presso il ministero onde fosse meglio retribuito il pro­
prio lavoro: ASC B26100 Vim ercati E m ilio me. 1436 D 5; a fine marzo poi fu la volta del signor Camil­
lo Borsani, distributore di biglietti della lotteria, a chiedere a don Bosco preghiere per ottenere un mi­
gliore posto di lavoro; fece anche u n ’offerta di 12 scudi: ASC B26100 B orsani me. 1392 B 10.
1867/4 All’avvocato Clemente Marinelli [Roma, anter. 11 febbraio 1867]
Accettazione del giovane raccomandatogli, Pasquale Bagni
(cf. lett. del corrispondente, 11 febbraio 1867: ASC B26100 M arinelli, cit. in MB V ili 484). Pasquale
Bagni, nato a Matetica (Macerata) nel 1847, entrò alTOratorio come artigiano il 18 m arzo 1867: ASC
registro Censimento.

65.8 Page 648

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640 Lettere attestate m a non reperite: 1867
1867/5 A m ons. Giuseppe Berardi
[Torino, 20 marzo 1867]
Assicura preghiere per la sua malferma salute - si mostra preoccupato per la questione delle dimissorie
(cf lett. del corrispondente da Roma, 2 aprile 1867: ASC B26200 Berardi, ed. in MB V ili 736-737). Il
Berardi, al punto in cui erano giunte le cose, vista anche l’ostilità del can. Zappata di Torino - non
avendone don Bosco seguito i consigli - lo consigliò di attendere la nom ina del nuovo arcivescovo e le
successive decisioni della S. Congregazione dei Vescovi e Regolari.
1867/6 Al cardinale Costantino Patrizi
[Torino, 20 marzo 1867]
Richiesta di appoggio per poter ricevere la facoltà di concedere le dimissorie
(cf lett. del prelato da Roma, 29 marzo 1867: ASC B26200 Patrizi, ed. in MB VIII 735-736).
1867/7 Al ministero di Agricoltura, Industria e Commercio [Filippo Cordova]
[Torino, 22 marzo 1867]
Invia quaranta decine di biglietti della lotteria
(cf lett. del ministero a firma del segretario generale, Giovanni Oytana, 25 marzo 1867: ASC B26200
Governo, m inistero dell'Agricoltura, Industria e Comm ercio, ed. in MB V ili 730). Il ministero ne ac­
quistò venti decine per la complessiva somma di lire 100 e restituì le altre venti decine.
1867/8 Al sindaco di Torino Filippo Galvagno
[Torino, anter. 23 marzo 1867]
Invio di biglietti della lotteria
(cf lett. dell’amministrazione comunale, a firma di Ernesto Riccardi di Netro in data 4 aprile 1867, che
comunica la decisione presa di acquistare tutti i biglietti inviati, per un totale di lire 150: ASC B26200
Autorità, sindaci, Torino, ed. in MB VIII 730-731).
1867/9 Alla contessa Francesca Mosca Sassatelli
[Torino, poster. 26 marzo 1867]
Comunica come fargli pervenire gli oggetti raccolti per la lotteria - prom ette preghiere
(cf lett. della destinataria da Bologna, 26 marzo 1867: ASC B26100 Mosca Sassatelli). Il 24 settembre
1868 la contessa si m etterà nuovamente in contatto con don Bosco: ib., me. 1421 D 3.
1867/10 Alla principessa Livia Altieri di Colloredo
[Torino, anter. 29 marzo 1867]
Invia un pacco di 300 biglietti della lotteria

65.9 Page 649

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Lettere attestate m a non reperite: 1867 641
(cf lett. 1016). Il 14 ottobre successivo - molto tempo dopo l’estrazione della lotteria - la principessa
comunicò a don Bosco che aveva smerciato tutti i biglietti: ASC B26100 A ltieri Livia; v. anche
lett. 1052.
1867/11 Alla contessa Laura Arborio Mella
[Torino, anter. 30 marzo 1867]
Invia pacco di biglietti della lotteria con benedizione e indulgenza del Santo Padre per i benefattori
della chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf lett. della corrispondente da Vercelli, 30 marzo 1867: ASC B26200 Arborio Mella, me. 1442 D 6).
1867/12 All’arciprete di Tortona, don Giuseppe Maria Cantù Cancelli
[Torino, 6 aprile 1867]
A proposito dell'aggregazione del pronipote dell’arciprete di Arena Po ai seminaristi di Stazzano - as­
sicura preghiere per la salute di un canonico - chiede un sussidio per la costruzione della chiesa di
Maria Ausiliatrice
(cf lett. del corrispondente da Tortona, 15 aprile 1867: ASC B26200 Cantù, ed. parzialm ente in MB
V ili 754).
1867/13 Alla signora Maria Candiotti, vedova Brioni
[Torino, anter. 26 aprile 1867]
Assicura preghiere per lei e per i suoi bambini
(cf lett. della destinataria da Roma, 26 aprile 1867: ASC B26100 Candiotti). Il 29 marzo la vedova ave­
va chiesto a don Bosco preghiere: ib. me. 1395 D 12.
1867/14 Al principe Amedeo di Savoia
[Torino, 29 maggio 1867]
Auguri, in occasione del matrimonio, da parte di tutta la com unità giovanile di Valdocco
(cf risposta della Casa Reale, 8 giugno 1867: ASC B26200 Am edeo ed. in MB V ili 820). Le nozze si ce­
lebrarono il 30 maggio: v. lett. 1044.
1867/15 A mons. Giuseppe Berardi
[Torino, 1° giugno 1867]
A proposito delle difficoltà per la concessione delle dimissorie - assicura preghiere - auspica veritiere
le voci circa la nomina a cardinale - informa a proposito dell'avanzamento dei lavori della chiesa di
Maria Ausiliatrice
(cf lett. del corrispondente, 18 giugno 1867: ASC B26200 Berardi, ed. in MB V ili 846).
21

65.10 Page 650

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642 Lettere attestate m a non reperite: 1867
1867/16 Alla duchessa Isabella Caracciolo Pérez Navarrete
[Torino, poster. 14 giugno 1867]
Promette preghiere per un felice esito dell’imminente parto
(cf lett. della corrispondente da Roma, 14 giugno 1867: ASC B26100 Caracciolo). La duchessa ringra­
ziò dopo la nascita della figlia Cristina il 19 luglio: ASC B26200 Caracciolo. Dal m arito Michele, nato
nel 1821 e sposato nel 1855, ebbe complessivamente sei figli; morì il 5 agosto 1879: ANI 1888.
1867/17 A mons. Giovanni Battista Fratejacci
[Torino, 25 giugno 1867]
Commissioni relative alle dimissorie, da sbrigare anche attraverso colloqui con autorità pontificie
(cf lett. del corrispondente, 10 luglio 1867: ASC B26200 Fratejacci, ed. in MB V ili 878-882). Già nell’a­
prile precedente il Fratejacci aveva inviato a don Bosco una relazione su molti problemi del momento:
l'approvazione delle costituzioni, le nomine dei vescovi, la situazione politica in Italia, il centenario di
S. Pietro ecc.: ASC B26200 Fratejacci, ed. in MB V ili 738-742.
1867/18 Al conte Giovanni Vimercati
[Torino, 30 giugno 1867]
Invia saluti - augura buone feste per il centenario del martirio di S. Pietro - assicura preghiere
(cf lett. del conte da Roma, 6 luglio 1867: ASC B26100 Vim ercati). Altra lettera era stata spedita da
don Bosco al conte il 22 giugno, come si apprende da quella del 6 luglio dello stesso Vimercati.
1867/19 Al conte Gustavo Ponza S. Martino (Opere Pie S. Paolo)
[Torino, poster. 6 luglio 1867]
Accettazione dei due fratelli raccomandatigli, Giuseppe e Raimondo Germonio
(cf lett. del corrispondente, 6 luglio 1867: ASC B26200 Opere Pie S. Paolo, ed. in MB V ili 874). Giu­
seppe Germonio, nato nel 1855, entrò all’Oratorio come studente il 1° agosto 1867: ASC registro Cen­
sim ento; non risulta invece il nome dell’altro fratello.
1867/20 Alla duchessa Isabella Caracciolo Pérez Navarrete
[Torino, poster. 19 luglio 1867]
Esprime soddisfazione per la felice nascita dell'atteso bambino - attende il camice promesso - ringra­
zia per l’offerta alla chiesa di Maria Ausiliatrice
(cf lett. della duchessa da Roma, 19 luglio 1867: ASC B26100 Caracciolo); v. poi lett. 1867/16.

66 Pages 651-660

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66.1 Page 651

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Lettere attestate m a non reperite: 1867 643
1867/21 Al prefetto di Torino Carlo Torre
[Torino, poster. 22 luglio 1867]
Accettazione dei fratelli Condio, orfani di Ancona
(cf lett. del corrispondente, 22 luglio 1867: ASC B26100 Autorità, Prefetti, Torre, ASC D ocum enti...,
IV 214, cit. in MB X 886-887). Il Torre aveva scritto il 18 giugno a don Bosco, m a non avendo questi ri­
sposto, scrisse nuovamente. Giuseppe Condio, nato nel 1855, entrò effettivamente all'Oratorio come
studente il 22 luglio 1867: ASC registro Censimento; su tale registro non appaiono altri fratelli Condio.
1867/22 Al signor Giuseppe Bertinelli
[Torino, 26 luglio 1867]
Dà precisazioni a proposito delle lamentele del nipote circa la cattiva sistemazione, specie notturna,
dei ragazzi a Valdocco - messaggio non ben definito per una certa signorina Testa - glissa sull’annun­
cio che sarebbe divenuto papa
(cf lett. del corrispondente da Roma, 30 luglio 1867: ASC B26200 B ertinelli).
1867/23 Al cardinale Filippo Maria Guidi
[Torino, 10 agosto 1867]
Accettazione del fanciullo raccomandatogli, Cesare Palmieri, e richiesta di informazioni sul medesimo
(cf lett. del corrispondente da Civitavecchia, 17 agosto 1867: ASC B26200 Guidi, cit. in MB V ili 887).
Da Roma il 10 luglio il card, aveva inviato il dodicenne Cesare Palmieri, nipote di un suo cameriere,
con una lettera di richiesta di accettazione a Valdocco. Don Bosco il 12 luglio aveva accolto il ragazzo
(ASC registro Censim ento) e un mese dopo chiese al card, chi potesse pagargli almeno in parte la pen­
sione e se si dovesse fargli frequentare i corsi scolastici o i laboratori artigianali. Da Civitavecchia il 17
agosto il card, ringraziò don Bosco e comunicò che lo zio del ragazzo era disposto a versare 100 lire
annue, al posto del papà cieco. Quanto alla scelta scolastica lasciava ogni decisione a don Bosco.
1867/24 Al m archese Angelo Vitelleschi
[Torino, 13 agosto 1867]
Lo tranquillizza circa il tim ore di contagio del colera
(cf lett. del corrispondente a don G. B. Francesia, 13 agosto 1867: ASC B23000 Vitelleschi, ed. in MB
V ili 918-919). Il conte si m antenne in frequente contatto con don Bosco.
1867/25 Al ministero d ell’interno [Urbano Rattazzi]
[Torino, poster. 26 settembre 1867]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Cesare Sperta
(cf lett. ministeriale a firma di Adolfo Del Carretto, da Firenze, 26 settembre 1867: ASC B26200 Gover­
no, m inistero d e ll’interno, D el Carretto, ed. in MB V ili 958). Cesare Sperta: nato a Torino nel 1855,
entrò all’Oratorio come artigiano il 18 novembre 1867: ASC registro Censimento.

66.2 Page 652

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644 Lettere attestate m a non reperite: 1867
1867/26 Alla Direzione delle ferrovie dell’Alta Italia [Alfredo Bachelet]
[Torino, anter. 1° ottobre 1867]
Accettazione del ragazzo raccomandatogli, Ernesto Canonica
Ernesto Canonica: nato a Voghera nel 1856, entrò all'Oratorio come studente il 1° ottobre 1867: ASC
registro Censimento; cf MB V ili 526.
1867/27 Al m inistero della Guerra [Genova Giovanni Thaon di Revel]
[Torino, 9 ottobre 1867]
Richiesta di vestiario invernale promesso m a non consegnato (v. lett. 1089)
(cf lett. ministeriale a firma di A. Bacchino, 10 ottobre 1867: ASC B26200 Governo, m inistero della
guerra, A. Bacchino, ed. in MB IX 4142).
1867/28
1867/29
1867/30
1867/31
Alla marchesa Fanny Amat di Villarios
Alla principessa Sofìa Odescalchi
Al conte Giovanni Vimercati
Alla presidente delle oblate di Tor de 'Specchi, Maria Maddalena
Galeffi
[Torino, 12 dicembre 1867]
Cordialità, ringraziamenti e assicurazione di preghiere
(cf lett. 1111 al cav. Federico Oreglia di S. Stefano).
1867/32 Alla marchesa Enrichetta Nerli
[Torino, poster. 17 dicembre 1867]
Accusa ricevuta di 100 lire dalla contessa Fauli di Faenza a favore della cappella di S. Anna nella chie­
sa di Maria Ausiliatrice - assicura che continua a pregare
(cf lett. della corrispondente da Firenze, 17 dicembre 1867: ASC B26200 Nerli, cit. in MB VIII 1022).
1867/33 Alla contessa Amalia Giacobazzi Fulcini
[Torino, anter. 19 dicembre 1867]
Comunica di non averla purtroppo potuta incontrare a Modena in occasione del viaggio - allega im-
maginetta di Maria Ausiliatrice - promette preghiere
(cf lett. della corrispondente da Vienna, 19 dicembre 1867: ASC B26200 Fulcini, cit. in MB V ili 1019-
1020). Amalia Giacobazzi, nata Fulcini, m aritata nel 1850 col conte Onorio Giacobazzi (nato 1831),
aiutante di campo del duca di Modena. Ebbe tre figli: ANI 1883.

66.3 Page 653

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Lettere attestate m a non reperite: 1868 645
1868
1868/1 Alla signora Carolina Brambilla Rasini
[Torino, anter. 8 gennaio 1868]
Assicura preghiere - invia imm aginetta di Maria Ausiliatrice
(cf lett. della corrispondente da Carate Brianza (Milano), 8 gennaio 1868: ASC B26200 B ram billa, cit.
in MB IX 45).
1868/2 Al m inistero della Guerra [Genova Giovanni Thaon di Revel]
[Torino, 10 gennaio 1868]
Richiesta di poter ritirare le venti coperte già assegnategli nel settembre dell'anno precedente
(cf lett. dell'amministrazione militare del dipartimento di Torino, 10 gennaio 1868: ASC B26200 Go­
verno, m inistero della Guerra, A. Bacchino, ed. in MB IX 41).
1868/3 Alla marchesa Marianna Marini
[Torino, 13 gennaio 1868]
Parole di consolazione e preghiere
(cf lett. 1141 e quella del cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano, 13 gennaio 1868: ASC D o c u m e n tiX l
295, ed. in MB IX 47-49).
1868/4 Alla principessa Teresa Borghese
[Torino, anter. 21 gennaio 1868]
Saluti e cordialità
(cf lett. 1142).
1868/5 A don Francesco Molinari
[Torino, anter. 21 gennaio 1868]
Proposta di diventare precettore dei figli di nobile famiglia rom ana
(cf lett. 1142).
1868/6 Al canonico Melchiorre Fantini [Torino, anter. 29 gennaio 1868]
A proposito di com mendatizia per la società salesiana da parte dell’arcivescovo di Genova
(cf lett. 1146).

66.4 Page 654

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646 Lettere attestate m a non reperite: 1868
1868/7 All’arcivescovo di Ancona, card. Antonio Benedetto Antonucci
[Torino, 10 febbraio 1868]
Richiesta di commendatizia a favore della società salesiana
(cf lett. del presule da Ancona, 6 marzo 1868: ASC B26200 Antonucci, ed. in MB IX 93). Il card, rispo­
se inviando la commendatizia in busta aperta a don Bosco e pregandolo di farla pervenire lui stesso
alle autorità romane; chiedeva però che la sua fosse preceduta da quella della più parte dei vescovi del
Piemonte nonché del cardinale Filippo de Angelis che ben aveva conosciuto l’opera di don Bosco.
1868/8 All’arcivescovo di Pisa, card. Cosimo Corsi
[Torino, 10 febbraio 1868]
Richiesta di commendatizia a favore della società salesiana
(cf lett. del prelato da Pisa, 20 febbraio 1868: ASC B26200 Capponi [leggi Corsi], me. 1472 A 2).
1868/9 Al cardinale Giuseppe Berardi
[Torino, anter. 11 febbraio 1868]
Trattandosi di un «bigliettino anonimo», probabilmente si riferiva a questioni politico-religiosi ritenute
gravi per le quali don Bosco pensava di non doversi esporsi personalmente.
(cf lett. 1151).
1868/10 A mons. Luca Pacifici
[Torino, febbraio 1868]
Accompagna una supplica del neoprefetto della provincia di Torino, Costantino Radicati
(cf lett. del corrispondente da Roma, 3 marzo 1868: ASC B26200 Pacifici, me. 1555 D 1). Il Radicati
doveva andare a un pranzo stabilito per il sabato di quaresima, 14 marzo: MB IX 580; v. lett. 1161.
1868/11 Al cardinale Eustachio Gonella
[Torino, anter. 13 aprile 1868]
Invia auguri e preghiere
(cf lett. del presule da Roma, 13 aprile 1868: ASC B26200 Gonella, ed. in MB IX 132).
1868/12 All’arcivescovo di Lucca, m ons. Giulio Arrigoni
[Torino, anter. 24 aprile 1868]
Chiede una commendatizia in favore della società salesiana - dà notizia di tre giovani della sua diocesi
(cf lett. del prelato da Lucca, 24 aprile 1868: ASC B26200 Arrigoni. ed. in MB IX 147-148).

66.5 Page 655

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1868/13 A don Giovanni Cereseto
Lettere attestate m a non reperite: 1868 647
[Torino, poster. 5 maggio 1868]
Risponde alla richiesta di recarsi a Voltaggio (Alessandria) per assistere una grave inferma che avreb­
be pagato ogni spesa di viaggio, oltre ad offrire qualche dono per la chiesa di M aria Ausiliatrice
(cf lett. del corrispondente, prevosto di Tramontana-Gavi [Alessandria], 5 maggio 1868: ASC B26100
Cereseto).
1868/14 Al sindaco di Lanzo Giuseppe Droetti
[Torino, anter. 17 maggio 1868]
Chiede un appoggio per ottenere un sussidio dal Consiglio provinciale di Torino
(cf verbale del Consiglio com unale del 17 maggio 1868, che accolse l’invito: ASC Lanzo (F 465) me.
200 B 9/10. Invece il Consiglio provinciale rifiutò «per non aver fondi da distribuire in favore dell’i­
struzione privata»: lett. del presidente in data 24 luglio: ib., me. 200 B 11).
1868/15 Al signor Giuseppe Isella
[Torino, anter. 19 maggio 1868]
All’offerta, da parte del marmista, di un altare con due gradini al prezzo di 1800 lire, don Bosco ri­
sponde proponendogli di pagare la m età del prezzo in contanti, m entre l’altra m età avrebbe costituito
u n ’offerta per la chiesa
(cf lett. del corrispondente da Torino, 19 maggio 1868: ASC B26100 Isella, me. 1413 B 10).
1868/16 Al Capo Servizio traffico ferrovie dell’Alta Italia [Alfredo Bachelet]
[Torino 26 maggio 1868]
Richiesta di trasporto agevolato dei ragazzi
(cf lett. del corrispondente, 1° giugno 1868: ASC B26600 Bachelet me. 2627 B 3/4). Vennero accettate
le 500 lire per il trasporto dei ragazzi in 5 vetture di 3° classe da Giarole e da Novi a Torino e ritorno; si
chiese però di indicare il giorno e l’ora di andata e di ritorno.
1868/17 Al cavaliere Tom m aso Gherardi Uguccioni
[Torino, anter. 29 maggio 1868]
Risponde ad un quesito per le candele da usarsi in occasione dell’inaugurazione della chiesa di Maria
Ausiliatrice
(cf lett. del corrispondente al cavalier Oreglia, 29 maggio 1868: ASC B23000 Uguccioni, ed. in MB IX
227). L’Uguccioni inviò poi una certa quantità di candele e candelotti: v. lett. 1200.

66.6 Page 656

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648 Lettere attestate m a non reperite: 1868
1868/18 Al Capo Servizio traffico ferrovie d ell’Alta Italia [Alfredo Bachelet]
[Torino, 3 giugno 1868]
Comunica la data e l'ora del viaggio dei giovani cui era stata concessa la tariffa agevolata
(cf lett. del corrispondente, 8 giugno 1868: ASC B26600 Bachelet, me. 2627 B 5). V. anche lett.
1868/17. Il Bachelet riferì a don Bosco che erano state impartite tutte le disposizioni necessarie e che
la som m a per il viaggio doveva essere versata da don Bosco o da qualcuno da lui delegato.
1868/19 Al principe Amedeo di Savoia
[Torino, anter. 8 giugno 1868]
Annuncio della consacrazione della Chiesa
(cf lett. del 1° Aiutante di campo del principe, 8 giugno 1868: ASC B26200, Am edeo d'Aosta, ed. in MB
IX 233-234).
1868/20 Alla signora Giulia Lalli
[Torino, anter. 15 giugno 1868]
Alla dom anda se passare a seconde nozze oppure no, risponde positivamente purché il m arito sia un
buon cristiano
(cf lett. della corrispondente da Roma, 15 giugno 1868: ASC B26100 Lalli, me. 1414 B 2). La signora
aveva scritto varie lettere a don Bosco, m a questi alle ultime lettere non aveva ricevuto risposta.
1868/21 Al Direttore dell’esercizio ferroviario dell’Alta Italia [P. Armilhau]
[Torino, poster. 16 luglio 1868]
Accettazione del fanciullo raccomandatogli, Giovanni Cordero
(cf lett. del corrispondente, 16 luglio 1868: ASC B26200 Autorità, Ferrovie ed. in MB IX 315). Giovanni
Cordero: nato a Venaria Reale nel 1856, entrò effettivamente come studente il 19 agosto 1868: ASC re­
gistro Censimento.
1868/22 Alla contessa Carolina Lùtzow
[Torino, anter. 22 luglio 1868]
Assicura preghiere invitandola a far celebrare alcune messe e a intraprendere una novena alla Madon­
na per ottenere la grazia richiesta di avere un figlio
(cf appunto di don Michele Rua posto in testa alla lunga lettera della corrispondente: ASC B26200 De
L ù tzow me. 1497 D 12); v. anche lett. 1014.
1868/23 All’arcivescovo di Ancona, card. Antonio Benedetto Antonucci
[Torino, 16 agosto 1868]
Invia la medaglia ricordo della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice

66.7 Page 657

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Lettere attestate m a non reperite: 1868 649
(cf lett. del cardinale da Ancona, 27 agosto 1868: ASC B26200 Antonucci, ed. in MB IX 275-276). L'An-
tonucci, complimentandosi, si dichiarava dispiaciuto che varie circostanze «dei tempi» e sue personali
gli impedissero di recarsi a far visita alla chiesa.
1868/24 Al Direttore dell’esercizio ferroviario dell'Alta Italia [P. Armilhau]
[Torino, poster. 7 settembre 1868]
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli
(cf lett. del corrispondente, 7 settem bre 1868: ASC B26100 Autorità, Ferrovie, Pratica Ellena, cit. in
MB IX 316). Dietro istanza della signora Teresa Ellena, l’amministrazione ferroviaria ne raccom andò
il figlio di nove anni a don Bosco, che lo accettò.
1868/25 Al signor Giuseppe Corti
[Torino, 12 settembre 1868]
A proposito del figlio che don Bosco era disposto ad accettare a Valdocco
(cf lett. del corrispondente da Lecco, 29 settem bre 1868: ASC B26100 Corti). Il Corti (dispensiere della
regia stam peria di Lecco) inviava i saluti pure di altri sacerdoti della zona. Il figlio del Corti per l’anno
1868-1869 si era già iscritto alle scuole tecniche di Milano ed era a pensione presso un sacerdote di
quella città; il nominativo del giovane non compare nel registro C ensim ento dell’ASC.
1868/26 Al cavaliere Giovanni Barbolani Montauto
[Torino, anter. 14 settembre 1868]
Parole di fede e di speranza per la moglie Emilia Uguccioni e per il fratello Federico am malato
(cf lett. del corrispondente, Firenze, 14 settembre 1868: ASC B26200 Barbolani, ed. in parte in MB IX
340). Giovanni Barbolani M ontauto, genero di Girolama Uguccioni, era uno dei responsabili della S.
Vincenzo di Firenze, presidente della confraternita del Silenzio di S. Antonio. Nel 1878 fu uno dei
membri più attivi della commissione per la venuta dei salesiani a Firenze.
1868/27 Alla signora Elena Rati Amerighi
[Torino, anter. 17 settembre 1868]
A proposito dei figli in collegio, di cui il maggiore dà preoccupazioni - assicura preghiere per tutta la
famiglia - invia immagini e medaglie di Maria Ausiliatrice
(cf lett. della corrispondente da Firenze, 17 settembre 1868: ASC B26100 Rati. La lettera della signora
era pervenuta a don Bosco attraverso la contessa Calderari. Alla stessa Rati Amerighi don Bosco il 3
agosto 1868 aveva fatto pervenire la medaglia commemorativa dell’inaugurazione della chiesa di Ma­
ria Ausiliatrice per mezzo della contessa Lucrezia Bardi Dufour: v. lett. 1200.
1868/28 Al papa Pio IX
[Torino, anter. 23 settembre 1868]
Comunica l’aw enuta consacrazione di Maria Ausiliatrice
(cf lett. del pontefice, 23 settembre 1868: ASC B26200 Pio IX ed. in MB IX 357-358).

66.8 Page 658

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650 Lettere attestate m a non reperite: 1868
1868/29 Al papa Pio IX
Presentazione del canonico Giovanni Anfossi
(cf affermazione dello stesso Anfossi, cit. in MB IX 359).
[Torino, ottobre 1868 circa]
1868/30 Al ministro della Guerra, Ettore Bertolè Viale
[Torino, anter. 15 ottobre 1868]
Richiesta di indumenti e coperte per la stagione invernale
(cf lett. 1236). La domanda fu accolta: ib.
1868/31 Al presidente del Consiglio dei ministri, Luigi Federico Menabrea
[Torino, 2 novembre 1868]
Ringraziamento per gli indumenti, coperte e lenzuola donati per l’Oratorio dalle autorità di governo -
a proposito della chiesa del S. Sudario e delle trattative in corso per la nom ina di vescovi alle sedi
vacanti?
(cf lett. 1238).
1868/32 Al m inistero della Guerra [Ettore Bertolè Viale]
[Torino, anter. 9 novembre 1868]
Richiesta di posto gratuito nel collegio Carlo Alberto di Moncalieri per il giovane Gamacchio da
parte del re
(cf lett. ministeriale da Firenze, a firma del marchese Filippo Gualtieri, 9 novembre 1868: ASC B26100
Governo, Min. Interni, Gualtieri, ed. in MB IX 411-412). La risposta fu negativa. Don Bosco ne tra ­
smise copia al padre del giovane il 12 novembre: v. lett. 1249.
1868/33 Al conte Giovanni Giacomo Visone
[Torino, poster. 13 novembre 1868]
Accettazione del giovane Luigi Pescarmona
(cf lett. del conte, 13 novembre 1868: ASC B26200 Visone, ed. in MB IX 412-423). Il Visone (1813-
1893), avvocato fiscale e regio procuratore a Vercelli, nel 1863 era stato chiamato all'intendenza gene­
rale dei reali palazzi, incarico che lasciò per passare al ministero della casa reale, ove rimase fino alla
morte. Dal 1865 per tre legislature fu anche deputato del collegio di Nizza Monferrato; nel 1872 fu no­
minato senatore:. M. Rosi, D izionario del risorgimento italiano..., IV, p. 587. Luigi Pescarmona,
nato a Costigliole d ’Asti nel 1851, entrò effettivamente a Valdocco come artigiano il 13 novembre
1868: ASC registro Censimento.

66.9 Page 659

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Lettere attestate m a non reperite: 1868 651
1868/34 Al conte Tommaso Castelbarco [Torino, anter. 26 dicembre 1868]
Chiede di abbonarsi e far abbonare gli amici alla Biblioteca della G ioventù cattolica
(cf lett. del corrispondente da Milano, 26 dicembre 1868: ASC B26100 Castelbarco 1397 B 7). La rispo­
sta fu positiva. La lettera ed un pacco di libri erano stati consegnati al conte dal cavaliere Oreglia.
Tommaso Castelbarco, nato nel 1847, nel 1871 sposò la contessa Adele Melzi d'Eril (nata nel 1853) che
gli diede un figlio, Federico, morto prem aturam ente nel 1875: ANI 1882.

66.10 Page 660

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67 Pages 661-670

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67.1 Page 661

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INDICI

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67.3 Page 663

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INDICE ALFABETICO DEI NOMI DI PERSONA
(Il num ero in neretto indica la pagina della prem essa, il num ero in tondo indica la lettera)
ABBONDIOLI Pietro Raffaele 964, 1207
AGLIANI Giovanni Battista 758
AGLIANI Giuseppe Leonardo 758
AICARDI Alessandro 929, 931
ALASONATTI Giovanni 868, 1865/23
ALASONATTI Vittorio 24, 759, 767, 803, 814,
822, 826, 835, 839, 843, 852, 853, 858, 868,
1865/23
ALBERA Giovanni Battista 1160
ALBERA M argherita nata Dell’Acqua 1160
ALBERA Paolo 860, 1160, 1164, 1167, 1193
ALBERT Federico 759, 817, 839, 853, 940
ALBERTINI Michele Angelo 758
ALBERTONI Alberto 925
ALBERTONI (famiglia) 925, 961, 975, 1073, 1226
ALBERTONI Sofia nata Barbò 925, 961, 975
ALDOBRANDINI (famiglia) 996
ALESSANDRO VI 1137
ALESSIO Felice 733, 1221, 1254
ALIGHIERI Dante 876
ALIMONDA Gaetano 757
ALLAMANO Giuseppe 746, 757, 978, 1030
ALLIEVI Serafino 782, 1014
ALLMEN (VON) Jean Jacques 998
ALTIERI Ludovico 1071
ALZOG Giovanni Battista 1137
AMADEI Angelo 16, 730, 1181
AMAT Fanny (v. VILLARIOS)
AMAYDEN Teodoro 20, 1005
AMBROGIO Giuseppe 773
AMEDEO DI SAVOIA 25, 813, 815, 819, 826,
893, 1015, 1044, 1238, 1867/14, 1868/19
AMELOTTI Francesco 1197 AMELOTTI Giovan­
ni 1197
ANFOSSI Giovanni Battista Felice 743, 927,
1105, 1868/29
ANGELINI Antonio 1142, 1230
ANGELINI Clementina 1030
ANGELINI Gigi 1030
ANGELINI Pietro 996, 1030, 1041, 1056
ANGELUCCI Cinzia 15
ANGLESIO Luigi 1137, 1143
ANGLESIO Paolo 1143
ANTINORI Carolina nata Conestabile della Staf-
fa 1176
ANTINORI (famiglia) 996
ANTINORI Giacomo 1176, 1184
ANTINORI Giovanni 1176
ANTINORI Giulia nata Mannelli Galilei 1037,
1062
ANTINORI Maria nata Bourbon 1176
ANTINORI Nicolò 1062
ANTONELLI Carlotta 1866/21
ANTONELLI Enrico 1866/21
ANTONELLI (famiglia) 996, 1118
ANTONELLI Filippo 1041
ANTONELLI FOLCHI (contessa) 1157
ANTONELLI FOLCHI (famiglia) 1041
ANTONELLI Giacomo 734, 735, 759, 815, 818,
827, 917, 991, 1013, 1020, 1021, 1034, 1041,
1055, 1068, 1254
ANTONELLI M arianna nata Dandini de Sylva
1041
ANTONIETTA (suora) 1037
ANTONUCCI Antonio Benedetto 842, 1191,
1192, 1865/17, 1865/18, 1868/7, 1868/23
APOLLONIO Ferdinando 1865/9
APOLLONIO Giuseppe 861, 1105, 1867/1
APPENDINI Giovanni Battista 936, 974, 1010,
1028
APPIANO Giovanna nata Anselmino 868
APPIANO Teobaldo 868
APPIANO Vittorio Teodoro Domenico 868
ARATO Guglielmo 857
ARBORIO MELLA Laura 1867/11
ARCANGELO (padre maronita) 1041
ARDICINI FERRER! Ida 768
ARENAL LLATA Rogelio 853
ARGENTI Giosuè 1044
ARMILHAU Jean François 1041
ARMILHAU P. (dir. Ferrovie) 1868/21, 1868/24
ARNAUD Alberto 1229
ARNAUD Camilla 1229
ARNAUD Cesare 1172, 1229
ARNAUD Matilde nata Scarampi di Villanova
1229
ARRIGHINI Alessandra 903, 904
ARRIGONI Giulio 948, 1868/12

67.4 Page 664

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656 Indice alfabetico dei n om i di persona
ARRÒ (v. CARROCCIO)
AUBERT Roger 9, 901
AUDISIO Anna 1170
AUDISIO Giuseppe 1864/13
AUDISIO Gugliemo 1157
AVETA Carlo 776, 789, 794
AWEZZANA (imprenditore della carta) 1141,
1157
BABIN Eudosia 874, 1119, 1259
BACCHI Saverio Francesco 791
BACCHIALONI Carlo 966, 1198, 1241
BACCHINO A. 1089, 1867/27, 1868/2
BACHELET Alfredo 984, 986, 1064, 1865/16,
1866/28, 1866/35, 1868/16, 1868/18
BACIGALUPO (chierico) 1146
BAGNI Pasquale 1007, 1867/4
BALADELLI BENVENUTI Emilia 1011
BALDUINI [Balducci] 894, 1866/3
BALLERINI Paolo 826
BALMA Giovanni Antonio 747, 1021, 1181, 1191,
1193
BARBERIS Giulio 823, 875, 887, 963, 998, 1140
BARBERIS Pietro 759
BARBERO Giuseppe 976, 1205
BARBERO Stanislao 1137
BARBÒ Fulvio 925
BARBÒ Luigia nata de Carli 925, 961, 975, 1073,
1226
BARBÒ Sofia (v. ALBERTONI)
BARBOLANI DI MONTAUTO Emilia nata
Uguccioni Gherardi 885, 1868/26
BARBOLANI DI MONTAUTO Federico 1868/26
BARBOLANI DI MONTAUTO Ferdinando 885
BARBOLANI DI MONTAUTO Giovanni 885,
1868/26
BARBOLANI DI MONTAUTO Luisa nata Uguc­
cioni Gherardi 885
BARDI SERZELLI Ferdinando 1200
BARDI SERZELLI Lucrezia nata Dufour Berte
1200, 1868/27
BARICCO Pietro 807, 808, 882, 886, 955
BARILI Lorenzo 1163
BARLOCCI Giovanni Guadalberto 1095
BAROERO Sebastiano 759
BAROLO Giulietta 807, 882, 886
BARONE Francesco 1137, 1149
BARSELLOTTI Bartolomeo 1098
BARTOCCINI Fiorella 1254
BARTOLINI Agostino 1040
BARTOLONI Fortunato 858, 867, 882, 991
BARTOLONI Gaetano 858, 867, 882, 991
BARTOLONI Maria nata Rosselli 882
BARTOLONI Nicola 858, 867, 882, 991
BARTOLONI Vincenzo 882
BAVA Felice 1199
BAY Luigia 999
BECCHI Saverio 1170
BEFFANI (tipografo di Roma) 1041, 1176
BELLA Giuseppe 849, 1238, 1867/2
BELLEZZA Teresa Caterina 806
BELLOTTI Giuseppe 968
BELMONDO Alessandro 1077
BELMONDO Angiolina nata Bellegarde di Saint-
Lary 1077
BELMONDO (famiglia) 1077
BELMONTE Domenico 1134
BENEDETTO XIV 1095
BENEDETTO XV 1229
BENSO DI CAVOUR Camillo 735, 738, 803,
1091
BENTIVOGLIO Angela 930
BENTIVOGLIO Anna nata Lucini 930, 945, 971,
973, 982, 1008, 1060, 1073, 1111, 1163, 1180,
1866/23
BENTIVOGLIO Annibaie 930, 971, 982, 1008,
1060, 1111, 1163, 1180, 1866/23
BENTIVOGLIO Carolina nata Balelli, ved. Al­
berimi 930
BENTIVOGLIO Elena 930
BENTIVOGLIO (famiglia) 973, 996, 1047, 1114,
1866/23
BENTIVOGLIO Filippo 971, 973
BENTIVOGLIO Giovanni Battista 930
BERARDI Filippo 1254
BERARDI Giuseppe 793, 827, 1013, 1021, 1030,
1115, 1137, 1149, 1151, 1163, 1192, 1202, 1230,
1865/4, 1867/5, 1867/15, 1868/9
BERAUDO Carlo 740
BERAUDO Gabriella (v. RICCI DES FERRES)
BERLUTI Gustavo 966
BERNETTI Lucrezia nata Guidi 1255
BERNETTI Saverio 1255
BERNETTI Tommaso 1255
BERNINI Giovanni 1060
BERNOCCO Secondo 906, 922
BERT Amedeo 998
BERTAGNA Giovanni Battista 757
BERTAGNA Luigi 1232
BERTI Domenico 887
BERTINELLI Gaetano 791, 1005, 1041, 1054,
1158
BERTINELLI Giuseppe 1005, 1041, 1054, 1158,
1867/22
BERTINELLI Lorenzo 1005, 1041, 1158
BERTINELLI Luigi 1041
BERTINI Callo Augusto 20
BERTINI Salvatore 948, 1099, 1127, 1128, 1234,

67.5 Page 665

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Indice alfabetico dei n om i di persona 657
1237
BERTO Gioachino 7, 12, 735, 736, 741, 756, 757,
761, 762, 764, 770, 774, 778, 781, 793, 811,
826, 832, 836, 846, 850, 863, 874, 885, 907,
908, 919, 923, 927, 928, 956, 957, 959, 966,
995, 1010, 1034, 1039, 1058, 1080, 1103, 1110,
1112, 1130, 1156, 1198, 1203, 1208, 1209, 1214,
1216, 1221, 1236, 1239, 1250, 1252, 1260
BERTOCCHIO Bartolomeo 795
BERTOCCHIO Giovanni Battista 795
BERTOLÈ VIALE Ettore 1150, 1236, 1868/30,
1868/32
BERTORELLI Francesco 1077
BERUTTI (BERRUTO) Giovanni 969
BESTENTE Leone 1866/12
BESUCCO Francesco 23
BETTAZZI Luigi 1039
BETTI (sac.) 1002
BETTI Enrico 1238
BETTI Leopoldo 1238
BETTI Luisa nata Natini 1238
BETTONCINI Francesco 1864/10
BEVILACQUA Prospero 991
BIALE Lorenzo 994
BIANCHETTI Carlo 1077
BIANCHI Giacinto 994, 1072, 1146, 1173, 1229
BIANCHI Luigi 1038
BIANCHI Nicomede 803
BIANCO DI BARBANIA Carlo Giacinto 1000,
1163, 1190, 1198
BIANCO DI BARBANIA Carlotta nata Brunero
di Sardevolo 1190
BIANCO DI BARBANIA Delfina nata Alciati
1190
BIANCO Gaspare Lorenzo 1190
BICHI RUSPOLI Emilia nata de Pasqualis
1866/31
BICHI RUSPOLI Enrico 1866/31
BIFFI Serafino 1044
BILIO Luigi 1000
BIRAGO Carlo Emanuele 923
BISAGNO Vincenzo 917
BISIO Giovanni Battista 918, 933, 998
BISIO Teresa nata Nervi 918
BISIO Vincenzo 918
BISOGLIO Francesco 783
BISOGLIO Margherita nata Gagliardeno 783
BISOGLIO Prospero 783
BODRATO (BODRATTO) Caterina nata Pozzolo
798
BODRATO Francesco 24, 774, 798, 841, 853,
940, 1067, 1153, 1221, 1228, 1263
BODRATO Giovanni (padre e figlio )798
BODRATO Luigi 798
BODRATO Maria Brigida nata Pestarino 798
BOETTI Domenica nata Viale 1254
BOETTI Matteo 1254
BOETTI Pietro 1254
BOGGERO Giovanni 743
BOGGIO Ignazio 993, 1044
BOGLIETTI Carlo 812
BOGLIETTI Francesco 812
BOGLIETTI Rosa nata Aichino 812
BONA Bartolomeo 732, 984, 1864/8, 1864/10,
1864/12, 1864/16, 1864/19, 1864/20, 1865/2
BONA Candido 978
BONA Giovanni Giuseppe 1074
BONANNI Isabella 872
BONANNI Leopoldo 872
BONAPARTE Luciano 858, 1163
BONCOMPAGNI LUDOVISI Agnese nata Bor­
ghese 929, 931, 1016, 1041, 1069, 1142, 1151,
1173, 1866/15, 1866/40
BONCOMPAGNI LUDOVISI (famiglia) 996,
1118
BONCOMPAGNI LUDOVISI Giovanna (v. SER-
LUPI-CRESCENZI)
BONCOMPAGNI LUDOVISI M aura nata Altieri
1016
BONCOMPAGNI LUDOVISI Rodolfo 1016
BONCOMPAGNI LUDOVISI Ugo 931, 1069,
1016, 1866/40
BONCOMPAGNI LUDOVISI Vittoria nata Patri-
zi-Naro-Santoro 1016
BONETTI Enrico 843, 880, 947, 963, 1065
BONETTI Francesco 880
BONETTI Giovanni 6 , 12, 743, 754, 759, 771,
775, 780, 783, 787, 829, 857, 868, 871, 882,
918, 941, 943, 954, 964, 979, 991, 1050, 1134,
1142, 1195, 1231, 1233, 1244, 1262
BONETTI Laura nata Vanalli 880
BONETTI (pittore) 1042
BONGIOVANNI Domenico 911
BONGIOVANNI Giuseppe 743, 835
BONINO Pietro 978
BONSIGLIONE (conte) 1133
BORATTI Giacomo 1865/1
BORELLA Alessandro 846
BORGATTI Francesco 955
BORGHESE Anna Maria (v. GERINI)
BORGHESE Antonio 1016
BORGHESE Caterina nata Talbot 1016
BORGHESE (famiglia) 996, 1151, 1157
BORGHESE Marco Antonio 910, 1142, 1866/15
BORGHESE Teresa nata De la Rochefoucauld
1142, 1151, 1868/4
BORGHEZIO Mario 1019
BORGOGNOMI Luigi 1176

67.6 Page 666

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658 Indice alfabetico dei nom i di persona
BORROMEO Carlo 1174
BORROMEO Edoardo 1000, 1163
BORROMEO Guido 1138
BORSANI Camillo 1867/3
BORSARI Franco 752, 883
BOSCHI Giuseppe 842
BOSCHIS Margherita 770
BOSCO DI RUFFINO Aleramo Augusto 790
BOSCO DI RUFFINO Enrichetta nata Riccardi
di Netro 790, 919, 1130
BOSCO DI RUFFINO (famiglia) 790
BOSCO DI RUFFINO Giulia 790, 1130
BOSCO DI RUFFINO Giuseppe 1130
BOSCO DI RUFFINO Ottavio 790, 1130
BOSCO DI RUFFINO Teresa nata Cantono 790
BOSINA Francesco 1866/29
BOSIO Antonio 1048
BOTTA Carlo 767
BOTTERO Giovanni Battista 846
BOTTINO Giovanni Battista 1021
BOURBON Francesco 1176
BOUTOURLINE Anna Saveria 1031
BOUTOURLINE Aurora (madre) 1031
BOUTOURLINE Demetrio 1031
BOUTOURLINE Mignas (nuora) 1031
BRACCO Bonaventura 1053
BRACCO Giuseppe 731, 738, 824, 907
BRACCO Pietro Giovanni Maria 1053
BRACCO Teresa nata Blandino 1053
BRAIDO Pietro 9, 739, 853, 875, 954, 1049
BRAMBILLA Carolina nata Rasini 1124, 1868/1
BRAMBILLA Giovanni 1124
BRAMBILLA Paolo 1124
BRAMBILLA Rodolfo 1124
BRANICKI Ladislao 1111
BRIONI Maria nata Candiotti 1867/13
BRIZIO Vincenzo 1866/26
BROSSA Stefano 836
BRUNELLESCHI Filippo 884
BRUNENGO Giuseppe 920, 931
BRUSTOLON Andrea 815, 861, 1077, 1152
BUFFA Carlo Alberto 1123
BUFFA Carolina nata Antonielli di Costigliole
1123, 1141
BUFFA Vincenzo 1123, 1141
BUGLIONE Alfonso 1093
BUONAMICI Marianna 884
BURLAMACCHI Elena 948
BUSCA (imprenditore di cave di pietra) 1147
BUSCAGLIONE Bernardo 1866/12, 1866/6
BUSSI Felicita nata Circa 1231
BUSSI Giovanni 1231
BUSSI Luigi 1231
BUZZETTI Antonio 1022
BUZZETO Carlo 767, 1007, 1022
BUZZETTI Giuseppe 804, 819, 998, 1037, 1041
CACCIA DAL VERME Maria 1191
CACCIA DOMINIONI Adeodata 981
CACCIA DOMINIONI Annibaie 981, 1227
CACCIA DOMINIONI Camillo 1227
CACCIA DOMINIONI (famiglia) 981, 1014,
1171, 1124, 1227
CACCIA DOMINIONI Giuseppe 981
CACCIA DOMINIONI Margherita nata Brivio
981, 1014, 1124, 1171, 1227
CACCIA DOMINIONI Maria Antonia nata dal
Verme 981, 1191, 1227
CACCIA DOMINIONI M arianna (v. MELZI
D’ERIL)
CACHERANO Francesca nata Cavriani 1191
CACHERANO Luigi 1191
CADORNA Carlo 815, 823, 1865/15
CADORNA Raffaele 973
CAFASSO Giuseppe 757, 790, 846, 1009, 1056,
1152
CAGLIERO Giovanni 25, 743, 787, 814, 857, 859,
860, 876, 963, 1041, 1057, 1059, 1099, 1116,
1122, 1160, 1175, 1189, 1195, 1252, 1258
CALANDRELLI Cesare 1016, 1069, 1118
CALDERARI Caterina 920
CALDERARI (famiglia) 1114
CALDERARI Ignazio 920
CALDERARI Isabella nata Migueis de Carvalho
de Britto 920, 960, 1068, 1118, 1141, 1157,
1163, 1167, 1170, 1173, 1215, 1866/14,
1868/27
CALDERARI Leonardo 920, 1068
CALDERARI Maria nata Luini 920
CALDERARI Teresa 920
CALLORI Carlotta 6, 787, 825, 826, 839, 847,
901, 934, 939, 958, 964, 1065, 1101, 1138,
1139, 1175, 1178, 1190, 1235, 1244, 1258
CALLORI Emanuele 927, 1101, 1138
CALLORI (famiglia) 825, 900, 909, 934, 951, 996,
1086, 1108, 1190, 1258
CALLORI Federico 825, 939, 1138, 1142, 1178,
1244
CALLORI Giulio Cesare 939, 951, 958, 964, 1084,
1086, 1101
CALLORI Ranieri Massimiliano 939, 1101, 1139,
1178, 1235
CALLORI Vittoria 1065, 1258
CAMBIASO Giovanni Maria 1201
CAMBRAY DIGNY Luigi 844, 854, 873, 894,
933, 1062
CAMBRAY DIGNY Luigi Guglielmo 844, 894,
1062, 1155, 1159, 1210

67.7 Page 667

▲torna in alto
CAMBRAY DIGNY M arianna 844, 1023
CAMBRAY DIGNY Tommaso 844, 933
CAMBRAY DIGNY Virginia nata Tolomei Biffi
6, 844, 854, 873, 877, 882, 894, 933, 987, 989,
1023, 1031, 1062, 1071, 1155, 1157, 1159, 1172,
1173, 1200, 1210, 1247, 1251, 1866/3
CAMPI (sig. di Mornese) 1123
CAMPOLMI Giustino 878, 884, 894, 899, 1159,
1172
CAMPUS Filippo 1010, 1865/20
CANALE Giovanni Battista 1146
CANALE Giuseppe 853
CANDELORO Giorgio 984
CANEPARO Stefano 812
CANFARI Camillo 1864/8
CANFARI Ernesto 1864/8
CANOBBIO Salesio 747, 1000
CANONICA Ernesto 1867/26
CANONICO Tancredi 1137
CANORI FOCARDI Filippo 791, 917, 926, 1118
CANOVA M. 20
CANTON Carlo 1209, 1236, 1238, 1253
CANTON Giuseppina nata M archetti Melyna
1209
CANTÙ Michele Angelo 829
CANTÙ Cesare 858
CANTÙ Francesco 829
CANTÙ CANCELLI Giuseppe Maria 1867/12
CAPALTI Annibaie 1163
CAPECE GALEOTA Carlo 1866/30
CAPECE GALEOTA Cristinà 1866/30
CAPECE GALEOTA Francesco 1866/30
CAPECE GALEOTA Maddalena 1866/30
CAPECE GALEOTA Maddalena nata Carafa
1866/30
CAPECE GALEOTA Maria Sofia 1866/30
CAPELLI Vincenzo 1187, 1197, 1243, 1248
CAPPELLO di San Franco Tancredi 1007,
1866/17
CAPETTI Giselda 797, 1113
CAPPELLARI DELLA COLOMBA Giovanni 782
CAPPELLETTI Aurelia (v. GIACOBAZZI FUL-
CINI)
CAPPELLETTI (famiglia) 996, 1118, 1866/32
CAPPELLETTI Filippo 977, 1001, 1184
CAPPELLETTI Luisa nata Cavalletti 920, 977,
1184, 1866/32
CAPPELLETI Maria (v. NEGROTTO CAMBIA-
SO)
CAPPELLETTI Francesco Saverio 977, 1184,
1001
CAPPONI Ferdinando 1868/8
CAPRA Francesco 759
CAPRA Pietro 759
Indice alfabetico dei n o m i di persona 659
CARACCIOLO Cristina 1867/16
CARACCIOLO Isabella nata Pérez Navarrete
1867/16, 1867/20
CARACCIOLO Michele 1867/16
CARAMON (contessa) 1058
CARDELLA Valeriano 1041
CARDONI Giuseppe 917
CARENA Maria 1002
CARLO ALBERTO 728, 900, 1249, 1868/32
CARONES Cristoforo 1134
CARPEGNA (famiglia) 996
CARROCCIO [ARRÒ] Alessandro 757
CARROCCIO [ARRÒ] Cristina nata Caviglia 757
CARROCCIO [ARRÒ] Giovanni Ignazio 757,
761, 841, 853, 883
CASAGLIA FEDI Giuseppe 1014
CASAGLIA FEDI Luisa 1014
CASALI Brenno 798, 853
CASALIS Goffredo 1070
CASAZZA (CASASSA) Secondo 834
CASAZZA Sabina nata Riccardi di Netro 834
CASELLE Secondo 978
CASELLI Giuseppe 857
CASTELBARCO Adele nata Melzi d ’Eril 1868/34
CASTELBARCO Federico 1868/34
CASTELBARCO Tommaso 1868/34
CASTELLANI Armando 865, 1048, 1101
CASTELLANI BRANCALEONI Giovanni Batti­
sta 1000
CASTELLI Giovanni 812
CASTELLI Ortensio 812
CASTELVECCHIO Luigi Riccardo 1077, 1181
CATALDI Giuliano 903
CATALDI Giuseppe Luigi 903, 904
CATALDI Luigia nata Parodi 903
CATALINI Felice 1162
CATALINI Francesco 1137
CATALINI (sorelle) 1255
CATERINI Prospero 898
CATTANEO Bonifacio 765
CATTUREGLI (CATUREGLI) Adolfo 948, 1234
CATTUREGLI Assunta nata Catturegli 948
CATTUREGLI Benedetto 948
CAVALCHINI GAROFOLI Alessandro 927
CAVALCHINI GAROFOLI Antonia (v. CAYS
CAVALCHINI GAROFOLI Carlo 927
CAVALCHINI GAROFOLI Gregorio 927
CAVALCHINI GAROFOLI Guidobono 850
CAVALCHINI GAROFOLI M arianna nata de
Cardenas 850, 927
CAVALCHINI GAROFOLI Pier Lorenzo 927
CAVALCHINI GAROFOLI Vittorio 927
CAVALLERI Francesco 1153
CAVALLERI Ortalda 1109

67.8 Page 668

▲torna in alto
660 Indice alfabetico dei n om i di persona
CAVALLERO Giovanni Battista 1109
CAVALLERO Giuseppe 1109
CAVALLERO Maddalena nata Ferrerò 1109
CAVALLETTI Erm ete 920, 977, 1141, 1184
CAVALLETTI (famiglia) 996, 1118
CAVALLETTI Francesco 920, 996, 1184,
1866/34
CAVALLETTI Maria 977
CAVALLETTI Maria Felice nata Ricci 920, 977
CAVALLETTI Maria nata Durazzo 920, 1184
CAVASSI Vincenzo 1163
CAYS Antonia nata Cavalchini Garofoli 850, 927
CAYS Carlo 806, 850, 900, 923, 927, 956, 957,
958, 959
CAYS Erminia Agnese nata Provana del Sabbio­
ne 850
CAYS Luigi Casimiro 850, 927
CAYS Vittorio 850
CENCIA Antonino 776
CENCIA Antonio 776
CENCIA (CENUÀ, CIENCIA) Giacomo 776
CENUÀ (v. CENCIA)
CEPPI (provveditore) 1221
CERATO (CERRATO) [sig.] 1133
CERESA Maria 848
CERESETO Giovanni 1868/13
CERIA Eugenio 7, 13, 16, 759, 875
CERRATO Natale 739
CERRUTI (CEROTTI) Carlo 821
CERRUTI Francesco 12, 826, 846, 880, 911, 942,
943, 947, 1134, 1231, 1262
CERRUTI Giuseppe 821
CERRUTI Maria nata Zappetti 821
CHARVAZ Andrea 853, 898, 1072, 1146, 1866/5
CHECCUCCI Alessandro 1001, 1004, 1032, 1092,
1095, 1131, 1133
CHECCUCCI Bernardino 888
CHELINI Domenico 1095
CHELINI (giovane) 1098
CHIAPALE Luigi 1104, 1093
CHIARIGLIONE Bartolomeo 937
CHIARIGLIONE Giorgio 937
CHIARIGLIONE Orsola 937
CHIASTELLARDI (CHIASTELLARDO) France­
sco 792
CHIASTELLARDI Giovanni Battista 792
CHIASTELLARDI Teresa nata Druetto 792
CHIATELLINO Michelangelo 857
CHICCO Stefano 1134
CHIDINI (padre) 1077
CHIESA Filippo 978
CHIESA Giovanni 798
CHIESA Giovanni (sac.) 798
CHIESA Tobia 798, 1864/19
CHINETTO Benedetta nata Terzago 864
CHIRIO Angela 1175
CHIUSO (chierico) 797
CHIUSO Tommaso 729, 790, 848, 965, 1137,
1191, 1250
CIANETTI Raffaele 948, 1098, 1127, 1128, 1234
CIATTINO Giovanni 822, 1864/21
CIBRARIO Cesare 792
CIBRARIO Luigi 786, 807, 809, 924, 1078,
1864/2
CIBRARIO Nicolao 759, 773, 911, 1085
CICERONE Marco Tullio 848
CIENCIA (v. CENCIA)
CIGORZA Carlo 792
CIMA Giuseppe (G. B.) 786
CINTI Carlo 1170
CINZANO Giovanni 900, 1224
CINZANO Giuseppe 900
CINZANO Pietro Antonio 1115, 1229
CINZANO Teresa nata Durando 900
CISTELLINI Antonio 858
CLARAC Maria 1259
CLARELLI PARACCIANI Nicola 972, 1256
CLEMENTE XI 1095
CLOTILDE DI SAVOIA 864
COCITO Cesare 978
COCITO Felicia nata Bongiovanni 978
COCITO Luigi Melchiorre 978
COCITO Rosa nata Marinazzi de Ambrosiis 978
CODIGNOLA Ernesto 1217
COGGIOLA Maria nata Villardi 1122
COLETTI Alessandra 1200
COLETTI Teresa 1200
COLLI Giacomo Antonio 1021, 1044, 1056
COLLIARD Lino 768
COLLOREDO Gerolamo 918
COLLOREDO Livia nata Altieri 918, 1016, 1017,
1052, 1867/10
COLONNA Isabella 1071
COMANDINI Alfredo 794, 830, 842, 916, 973,
1065, 1082, 1133, 1141
COMELLES A. 1054
CONDIO Giuseppe 1007, 1867/21
CONDIO Michele 1007
CONSOLINI Domenico 1163, 1202
CONTI (benefattore romano) 1114, 1118
CONTI (impiegato) 1210, 1247, 1251
CONTRATTO Modesto 730, 797, 848, 859, 957,
1080, 1115, 1153
COPASSO Giuseppe 1124
COPPINO Michele 926
CORDERO Giovanni 1868/21
CORDOVA Filippo 1867/7
CORRADI Raffaele della SS. Immacolata Con-

67.9 Page 669

▲torna in alto
Indice alfabetico dei n om i di persona 661
cezione [Schiappacasse Benedetto] 898
CORSI Cosimo 858, 867, 876, 1140, 1162, 1192,
1868/8
CORTESE Paolo 865
CORTI Giuseppe 1868/25
COSTAMAGNA Beatrice nata Vaschetti 1167
COSTAMAGNA Giacomo 26, 963, 1167, 1193
COSTAMAGNA Luigi 1167
COTTA Giuseppe Antonio 1000
COTTINO José 759, 1137
COVONI Eufrosina 1124
CRAVOSIO Giulia 1025
CRAVOSIO Maria Filomena 1025
CROTTI DI COSTIGLIOLE Albertina nata dei
conti di Menthon 768
CROTTI DI COSTIGLIOLE Alessandro 768
CROTTI DI COSTIGLIOLE Edoardo 768, 1036
CROTTI DI COSTIGLIOLE Giovanni Michele
768
CROTTI DI COSTIGLIOLE M arianna nata De la
Chavanne 768
CROTTI DI COSTIGLIOLE Pauline nata Murcy
d'Argenteau 768
CROVA Giuseppe Maria Gregorio 733, 1864/3
CUGINI Francesco Emilio 1156, 1182, 1188,
1191
CURTI Prospero 1141, 1182
CUTTICA Cesare Vincenzo 1049, 1865/10
D’ANDREA Girolamo 818
D’ONCIEU Maria (v. MELZI D'ERIL)
D'ONCIEU Vittorio 1174
DADESSO Luigi 815, 1077, 1152
DAL VERME Carlo 981
DAL VERME Giacomo 981
DAL VERME Giorgio 981
DAL VERME Teresa nata Bolognini Attendolo
981, 1191
DAL VERME Vittoria 981
DALMAZZO Francesco 883, 1167, 1193, 1219
DALMAZZO Giuseppe 883
DALMAZZO Lodovica nata Oddone 883
DAMASIO Ambrogio 730, 1233
DEAMBROGIO Luigi 730, 733, 762, 1101, 1216
DE AMATI Benedetto 1014
DE ANGELIS Filippo 1010, 1055, 1057, 1137,
1149, 1162, 1187, 1188, 1189, 1192, 1250, 1255,
1868/7
DE BLASIIS Francesco 802
DE CARDENAS M arianna (v. CAVALCHINI
GAROFOLI)
DE CORVIN COLLALTO Maria nata Cavalletti
1184
DE FALCO Giovanni 907
DE GIORGIS Francesco 1197
DE GIORGIS Giovanni 1197
DE GIORGIS Maria nata Nagari 1197
DE GIOVANNI Marietta 859
DE GREGORIO Adele nata Bocchino 976
DE GREGORIO Leopoldo 976
DE GREGORIO Manuele 976, 1205
DE GREGORIO Maria Villa nata Aniel y Albare-
do 976
DE LORENZI Francesco 1118, 1163
DE MAGISTRIS Edoardo 921
DE MAGISTRIS Francesca nata Villarios 921
DE MAGISTRIS Giuseppe 1135, 1228
DE MAGISTRIS Matilde 921
DE MAISTRE Azelia nata Pian de Sieyès 774,
826, 1216
DE MAISTRE Bernarda Maria Valeria nata De
Menthon 826, 1058
DE MAISTRE Eugenio 826, 1034, 1057, 1058,
1141
DE MAISTRE (famiglia) 1041
DE MAISTRE Maria (v. FASSATI)
DE MAISTRE Maurice 1864/5
DE MAISTRE Paolo 1034
DE MAISTRE Rodolfo 24, 774, 826, 827, 890
DE MATTEIS Giusto Antonio 1866/29
DE MERODE (famiglia) 996
DE PAOLI Chiaffredo 1037
DE SIO Cipriano 1866/31
DE STEFANO Giorgio 853
DE’ GIOANNI Maria (Laura) 1148
DEGLI UBERTI P. F. 20
DEL CARRETTO Adolfo 1867/25
DEL POZZO DELLA CISTERNA Maria 25, 1044
DEL TURCO Pier Francesco 1014
DELFINO Giovanni 1201
DELFINO Lucia (ved. Filippi, nata Ganna) 1201
DELICATI Pio 1040
DELLA CASA 1111
DELLA GENGA Francesco 1095
DELLA PERUTA Franco 842, 1065
DEMARIA (contessa) 978
DEMONTE Gian Enrico 1866/4
DEMONTE Giovanni Emilio 1865/15, 1866/4,
1866/6, 1866/12, 1866/36
DERVIEUX Erm anno 860
DESRAMAUT Francis 853, 1146
DEVALLE Giovanni 812
DI CROLLALANZA Giovanni Battista 20
DI CROLLALANZA Goffredo 20
DI FORTE Luigi 1865/24
DI GIACOMO Gennaro 818
DI PAMPARATO Olimpia nata Natta d ’Alfiano
897

67.10 Page 670

▲torna in alto
662 Indice alfabetico dei n om i di persona
DI PAMPARATO Ottavio Gianazzo 897
DI ROVASENDA Adele 966
DOGLIANI Giuseppe 1037
DROETTI Giuseppe 937, 1868/14
DUFOUR BERTE Edoardo 1200
DUFOUR BERTE Ottavia nata Guadagni 1200
DU HOUX 984, 986, 1045, 1064, 1865/21, 1866/7
DUPANLOUP Antoine Felix 858
DUPRAZ Angela 1181
DUPRAZ Giovanni Battista 1181
DUPRÈ Ferdinando 1002, 1143
DUPRÈ Giuseppe 1002
DUPRÈ Laura nata Fontana 1002
DUPRÈ Paola nata Riccardi 1002
DURAND Jean-Dominique 1146
DURANDO Celestino 14, 24, 822, 852, 918, 921,
926, 955, 964, 1016, 1065, 1080, 1214, 1216,
1219, 1221, 1229
DURAZZO Giuseppe 789, 794, 1024
DURAZZO Marcello 824
DURAZZO Teresa (Nina) nata Pallavicini 824
DURAZZO PALLAVICINI Giacomo Filippo 824,
1864/24
ELISABETTA DI SASSONIA 902
ELLENA Teresa 1868/24
ENTRAIGAS Radi A. 803
ETTY Giulia 750
EUGENIO DI SAVOIA 727, 766, 777, 819, 826,
924
EULA Stanislao 922
EVRARD Gaspare 1866/7
FAGGI Carlo 1866/1
FAGIANI (aw .) 867
FAGNANO Bernardo 803
FAGNANO Giuseppe 26, 803, 1160, 1164, 1167,
1217, 1221, 1263
FAGNANO Maddalena nata Pero 803
FALASCA Manfredo 994
FALCONI Carlo 1041, 1254
FALCONIERI DI CARPEGNA Amalia nata Lo-
zano Argoli 1005
FALCONIERI DI CARPEGNA Guido 1006, 1063
FALCONIERI DI CARPEGNA Ludoncilla nata
Holynska 1005
FALCONIERI DI CARPEGNA Orazio 1005,
1006, 1057, 1063
FALLETTI DI BAROLO (coniugi) 807
FANTINI Melchiorre 903, 904, 1146, 1868/6
FANTONI Carlo 920
FANTONI Giovanni 1095
FARCITO Carlo 1142
FARCITO Marianna nata Farinassi 1142
FARINI Luigi Carlo 1238
FARNOCCHIA Agostino 1095
FASSATI Azelia 6, 7, 740, 741, 761, 762, 774,
793, 811, 826, 846, 889, 908, 928, 995, 1080,
1203, 1864/14
FASSATI Domenico 740, 741, 774, 793, 811, 818,
826, 827, 846, 1000, 1141, 1181, 1203
FASSATI Emanuele 769, 774, 811, 846, 928, 967,
1080, 1203, 1214, 1216
FASSATI (famiglia) 762, 793, 818, 826, 846, 908,
928, 964, 1065, 1080, 1081, 1183
FASSATI Maria nata De Maistre 740, 741, 761,
762, 769, 774, 793, 826, 846, 864, 889, 908,
909, 942, 958, 1138, 1181, 1203, 1214, 1216
FATTORI (benefattore romano) 1041
FATTORI Pietro 1041
FAULI (contessa) 1867/32
FELICE (capomastro) 757
FELOLO Francesca 1170
FENOLIO (FENOGLIO) Pietro 739, 866,
1865/13, 1866/20
FERDINANDO II 920, 996, 1071
FERDINANDO DI SAVOIA 790, 826, 902
FERRARA Francesco 1049, 1075
FERRARIS Carlo 760
FERRARIS Giovanni 760
FERRARIS Lucio 730
FERRARIS Marianna nata Aimerito 760
FERRÈ Pietro M alia 6, 1021, 1096, 1108, 1120,
1140, 1149, 1151, 1152, 1160, 1164, 1165, 1175,
1183, 1185, 1191, 1192, 1193, 1195, 1221, 1233,
1244, 1250
FERREIRA DA SILVA Antonio 16
FERRERI Angela nata Benso 802
FERRERI ARDICINI Ida 768
FERRERI Carlo 1152
FERRERI Giuseppe 802
FERRERI Pietro 802
FERRERÒ Giovanna Maria 754
FERRI Maria Saveria 1025
FERRIERI Innocenzo 1163
FERRINI Francesco 858
FILIPPI (f.lli) 823
FILIPPI Gaetano 1201
FILIPPI Giovanni Battista 1201
FILIPPI Rita 1201
FINALI Gaspare 1049
FININO Giovanni Battista 1037
FINO Francesco 966
FIORE Ferdinando Maria 914, 944, 952
FIORENTINO Antonio 1011
FISSORE Caterina 1119
FISSORE Celestino 965, 1047
FISSORE Vincenzo 1110

68 Pages 671-680

▲torna in alto

68.1 Page 671

▲torna in alto
Indice alfabetico dei n om i di persona 663
FOGLIANI Cipriano 1037
FOLCHI CAVALLETTI (c.ssa) 1157
FOLLONI Eugenio 991, 1866/41
FORMENTINI Isabella 977
FORMICA Andrea 1037, 1056, 1102, 1103
FORNI Arnaldo 20
FRANCESCO (di casa Lavai di Montmorency)
1034
FRANCESCO II 1016, 1114, 1142
FRANCESCO V 996
FRANCESCO Giuseppe 1014
FRANCESIA Giovanni Battista 14, 24, 25, 739,
743, 749, 750, 759, 808, 823, 826, 852, 857,
859, 876, 918, 936, 955, 963, 994, 996, 998,
999, 1000, 1001, 1002, 1004, 1005, 1006, 1007,
1013, 1016, 1030, 1034, 1041, 1049, 1065, 1068,
1074, 1091, 1104, 1111, 1113, 1114, 1115, 1118,
1122, 1141, 1145, 1149, 1151, 1163, 1167, 1170,
1174, 1175, 1177, 1180, 1189, 1192, 1193, 1198,
1200, 1202, 1217, 1230, 1252, 1255, 1256,
1865/25, 1867/3, 1867/24
FRANCO Giovanni Antonio 914, 1866/18
FRANQUE (benefattore) 1058
FRANSONI Luigi 730, 796, 965, 1137, 1160, 1250
FRASSINETTI Giovanni 994
FRASSINETTI Giuseppe 801, 820, 853, 994,
1072, 1142, 1146, 1229
FRASSINETTI Raffaele 994
FRATEJACCI Giovanni Battista 1018, 1041,
1046, 1057, 1157, 1867/17
FRATONI Giovanni Battista 863
FRESIA Benedetta nata Perotti 1163
FRESIA Luigi 1163, 1168
FRISCE (FRITZ) Francesco 750
FRISCE (FRITZ) Giovanni (Abramo) 749, 750
FUSERO Bartolomeo 743, 759, 826, 835, 839,
843, 935, 1221
FUSERO Clemente 935
FUSERO Giovanni Battista 935
FUSERO Margherita nata Masoero 935
GABRIELLI Luigi (v. FALCONIERI DI CARPE-
GNA Orazio)
GAFFODIO Filippo 730, 1864/1
GALEFFI Maria Maddalena 960, 972, 990, 1041,
1043, 1074, 1118, 1132, 1133, 1141, 1142, 1157,
1167, 1170, 1256, 1867/31
GALLARATI SCOTTI Anna 737
GALLARATI SCOTTI Barbara nata Melzi d'Eril
737, 862, 918, 961, 1001, 1068, 1126, 1191,
1211, 1222
GALLARATI SCOTTI Camilla 737
GALLARATI SCOTO Carlo 737
GALLARATI SCOTTI Carmelita 737
GALLARATI SCOTO Elisabetta 737
GALLARATI SCOTO Giovanna 737
GALLARATI SCOTO Giovanni Carlo 737, 1001,
1151, 1166
GALLARATI SCOTO Giuseppe 737
GALLARATI SCOTTI Pietro Maria 737, 1211
GALLARATI SCOTTI Tommaso Anseimo 737,
862, 958, 1001, 1151, 1157, 1166, 1174, 1191,
1211, 1222
GALLEANI D’AGLIANO Carolina nata Provana
di Collegno 770
GALLEANI D'AGLIANO Consolata 1152
GALLEANI D’AGLIANO Felicita 1152
GALLEANI D’AGLIANO Gabriella 1152
GALLEANI D’AGLIANO Irene 1152
GALLEANI D’AGLIANO Lorenzo 1152
GALLEANI D’AGLIANO Nicola Gaspare 905,
915, 980
GALLEANI D'AGLIANO Pio 770, 778, 781
GALLENGA Tommaso 821
GALLESIO PIUMA Enrichetta nata Pes di Villa-
rina e del Campo 1141
GALLESIO PIUMA Ferdinando 1141
GALLETTI Eugenio 846, 964, 1021, 1037, 1056,
1143, 1187, 1191
GALLO Andrea 918, 933, 1114
GALLO Bartolomeo 918
GALLO Giuseppe 918
GALVAGNO Giovanni Filippo 893, 897, 1201,
1223, 1866/10, 1867/8
GALVAGNO Nicola 1010
GAMACCHIO (giovane) 1868/32
GAMACCHIO Tommaso 1249
GAMBONE Claudio 924, 1172
GANNA Gaetano 1201
GARAU Antioco 801
GARELLI Vincenzo 1217, 1221
GARELLO Andrea 752
GARGA Pietro 922, 1021
GARIBALDI Giuseppe 25, 918, 920
GARINO Giovanni 1093
GARNERI Domenico 1160
GARRETTI (tipografo) 1114
GARRONE Laura 1181
GASTALDI Lorenzo 25, 729, 743, 754, 757, 840,
848, 879, 901, 963, 1021, 1037, 1040, 1044,
1056, 1093, 1118, 1138, 1143, 1167, 1187, 1217
GASTALDI Margherita nata Volpato 1217
GATTINARA ARBORIO (conte) 1141
GATONARA Maria Maddalena 1017
GAUTIER Stefano 830, 916, 1210
GENNARO Giuseppe 1197
GENNARO Luigi 1197
GENNARO Maria di Borbone 1071

68.2 Page 672

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664 Indice alfabetico dei nom i di persona
GENTILE Giacomo Filippo 847, 922
GERINI Anna Maria nata Borghese 910
GERINI Antonio 910
GERINI Carlo Lorenzo 910
CERINI Eufrosina 910
GERINI Isabella nata Magnani 910, 949, 977,
1173, 1200, 1864/11, 1865/12, 1866/2, 1866/27
GERINI Maria Maddalena 910
GERMONIO Giuseppe 1867/19
GERMONIO Raimondo 1867/19
GHEZZI Ancilla (Maria Serafina della Croce)
1087
GHILARDI Giovanni Tommaso 730, 822, 901,
1025, 1044, 1046, 1047, 1191, 1254
GHIOTTI Enrichetta nata de Maria 807
GHIOTTI Giulia nata Chiodi 807
GHIOTTI Giuseppe Battista 807
GHIVARELLO Carlo 743, 759, 857
GHIVARELLO Francesco 743
GHIVARELLO Giovanni 743
GIACCHETTI Anna nata Codà 922
GIACCHETTI Francesco 922
GIACCHETTI Giuseppe 922
GIACCIO Domenico 794, 1864/18
GIACCIO Gaetano 794
GIACCIO Sibilia 794
GIACOBAZZI Amalia nata Fulcini 1867/33
GIACOBAZZI FULCINI Aurelia nata Cappelletti
977, 1184
GIACOBAZZI Onorio 1867/33
GIACOSA Carlo 978
GIACOSA Giuseppe 978
GIACOSA Lucia nata Giacosa 978
GIANASSO DI PAMPARATO Olimpia nata Nat­
ta d ’Alfiano 897
GIANASSO DI PAMPARATO Ottavio 897
GIANDUIA (maschera) 793, 897
GIANELLI Antonio 898, 905, 1866/8
GIANOTTI Saverio 13
GIARDINO Andrea 1142
GILI Giovanni 926
GIOBERTI Vincenzo 1088
GIORDANI Camillo 1011
GIORDANI (can.) 1191
GIOTTO 884
GIOVANNA TERESA di S. Luigi (suora) 872
GIOVANNINI Luigi 1152
GIRAUDI (anonimo) 744
GIRAUDI Fedele 806, 989, 1042
GIRAUDO Aldo 14, 728, 790, 868, 1053, 1109,
1125
GIRIODI Carlo 1000, 1093
GIROLAMO NAPOLEONE 864
GIULIO II 1137
GIUNTINI Andrea 984
GLADINI Giulio 1037
GLORIA Amalia 1086
GLORIA (damigella di casa Callori) 1178, 1086
GNECCHI DECIO Amalia 891
GNECCHI DECIO Carlo 891
GOFFI Domenico 871, 1081, 1091
GOLZIO Felice 846
GONDI Cannes Maria nata de Labrughière 1031
GONDI F. 1031
GONELLA Angela nata Piacenza 1163
GONELLA Giovanni Battista 1163
GONELLA Marco 1039, 1163
GONELLA Matilde nata Ricciolo 1163
GONELLA Matteo Eustachio 1163, 1173, 1868/
11
GONZAGA Achille 1174
GONZAGA Elisabetta nata Borromeo 1174
GORRESIO Gaspare 1037
GOVEAN Felice 846, 934
GRAGLIA Michele 5
GRAMEGNA Etnico 1864/20
GRAMEGNA Francesco 1864/20
GRASSERO Giuseppe 794
GRATTAROLA Giacomo 776, 1864/6
GRAZIOLI Caterina nata Lante della Rovere
1037
GRAZIOLI (famiglia) 1037, 1142
GRAZIOLI Giulio 1037
GRAZIOLI Maria 1037
GRAZIOLI Mario 1037
GRAZIOLI Nicoletta nata Bandini Giustiniani
1142
GRAZIOLI Pio 1037
GREGORIO MAGNO 1101
GREGORIO XVI 1095, 1143, 1255
GRET... Gioacchino 1054
GRIBAUDI Giovanni 1002
GRIMALDI Costanza (v. SCATI DI CASALEG-
GIO)
GRIMALDI Luigi Emilio 751
GRIMALDI Luisa 751
GRIMALDI Maria (v. PROVANA DI COLLE­
GNO)
GRIMALDI Polissena nata Vibert de la Pierre
751
GRIMALDI Stanislao 751
GROMO (giovane) 918
GUALA Luigi 1053
GUALCO Michele 827
GUALTIERI Filippo 1249, 1868/32
GUASCO DI BISIO Francesco 20
GUDNAU [GUDENAU] Luigia 1014
GUELFI CAMAIANI Piero 20

68.3 Page 673

▲torna in alto
GUELFI (sac.) 1146
GUENZATI Agostino 782
GUENZATI Carolina (v. RIVOLTA)
GUENZATI (famiglia) 782, 1124, 1215
GUENZATI Giuseppe 782, 890, 1014, 1141, 1174,
1215, 1864/15
GUENZATI Rosa nata Casati 782, 1014
GUGLIELMI Giuseppe 812
GUGLIELMOTTI Alberto 1219
GUIDAZIO Carlo 1221
GUIDAZIO Domenica nata Vela 1221
GUIDAZIO Pietro 1221
GUIDI Filippo Maria 1202, 1867/23
GULLICHINI Enrichetta 1011
GUSSONE Albino 1114
HANSET Natale 898, 905, 915, 980, 1866/8
HENKEL Wffli 1030
HINGHER (giovane) 1026
HUDRY Marius 1146
IMODA Monica 918
INCISA Luigi Beccaria 855, 859, 1864/23
INNOCENZI Francesco 1011
IORIO (v. JORIO)
ISELLA Giuseppe 1868/15
JACINI Stefano 830, 1865/2, 1867/2
JANS Giacomo Giuseppe 1044
JARACH Tommaso Luigi 737, 860, 926, 958
JORIO Giovanni 922
KIRBY Tobia 1051
LAGORIO Felice 1107
LALLI Giulia 1011, 1868/20
LAMARMORA Alfonso 23, 24, 803, 865, 887, 907
LAMBRUSCHINI Francesco 922
LANFRANCHI Vincenzo 837
LANTE DELLA ROVERE Caterina (v. GRAZIO­
LI)
LANTERI Pio Bruno 1018
LANZA Giovanni 23, 776, 789, 794, 828, 842,
887, 907
LAVAL DI MONTMORENCY Anna Costanza
nata De Maistre 734, 769, 793, 826, 890, 902,
1034, 1216, 1864/5, 1865/4
LAVAL DI MONTMORENCY Eugenio 826, 1216
LAZZERO Giuseppe 979, 1104
LEGGERO Pietro 1181
LEMOYNE Angela nata Prasca 853, 1146
LEMOYNE Giovanni Battista 16, 24, 762, 774,
776, 812, 823, 846, 853, 868, 887, 937, 943,
1050, 1067, 1100, 1128, 1135, 1146, 1221, 1228,
Indice alfabetico dei n om i di persona 665
1263, 1865/22, 1866/9
LEMOYNE Luigi 853, 1146
LENTI Giulio 791
LEONE XII 1018, 1095
LEONE XIII 1091, 1111
LEOPOLDO II 996
LEPRI Adelaide 1061, 1076
LEPRI Carlo 1061
LEPRI Costanza 1061, 1076
LEPRI Luigi 1061
LEPRI Maria Immacolata 1061
LIBRI Luisa nata Nerli 819, 1865/8
LIMBERTI Gioacchino 6, 745, 799, 830, 867,
879, 884, 888, 902, 916, 987, 1003, 1010, 1033,
1036, 1037, 1106, 1196, 1225
LOBINA Francesco 1866/10
LOBINA Pietro 1866/10
LOMELLINI Domenica Maria Luisa nata Ca-
cherano della Rocca 1141
LOMELLINI Marianna nata Cacherano d'Osa-
sco 1141
LOMELLINI PISCINA Giuseppe 1141
LOMELLINI Vincenzo Luigi 1141
LORENZONI Tommaso 1047
LOSANA Giovanni Pietro 906
LOVERA DI MARIA Ottavio 786
LUCATELLO Enrico 1091
LUCCHESINI Cesare 1095
LUDDI Ambrogio 1038
LUSERNA D’ANGROGNA 1866/9
LUSERNA DI RORÀ Emanuele 738, 767, 772,
815, 819, 823, 1865/19
LUTZOW Carolina 1014, 1868/22
LUTZOW Charles 1014
LUTZOW Rodolfo 878
MACARIO Giovanni Battista 1155
MACCAGNO Angela 797, 1072
MACCONO Ferdinando 797
MADDALENA [PETRUCCI] del Costato di Gesù
872
MADON Giovanni Tommaso 1865/14
MAFFEI Giuseppe Antonio 848
MAFFEI Francesco Silvestro Antonio 848
MAFFI Pietro 867
MAJOTTI Felice 1079
MALABAILA (giovane) 794
MALVASIA Maria nata Timoni 1037
MALVASIA Petronio 1010
MALVEZZI Emilio 991
MANACORDA Emiliano 763, 764, 784, 790, 805,
827, 838, 892, 920, 972, 1016, 1021, 1030,
1037, 1041, 1151, 1164, 1256, 1865/6, 1866/34
MANETE 757

68.4 Page 674

▲torna in alto
666 Indice alfabetico dei nom i di persona
MANFREDINI Giuseppina (suor Maria Angeli­
ca) 1025
MANNELLI GALILEI Luigi 1062
MANNO Antonio 20, 751, 826, 834, 931, 978,
1077, 1123, 1130, 1141, 1163, 1190, 1229, 1240
MANNUCCI S. 20
MANUELLI L. 891
MANZINI Clemente 730, 816
MARCHESINI Salvatore 1071
MARCHETTI Angelo 1066
MARCHETTI Giovanni 1095
MARENGO Francesco 1021
MARGHERITA MARIA TERESA (moglie di Um­
berto I) 25, 819, 826
MARGOTTI Giacomo 923, 1091, 1092, 1110,
1163
MARIA ADELAIDE DI SAVOIA 751
MARIA CROCIFISSA (suora) 1866/39
MARIA DI GESÙ (suora) 1202
MARIA ELISABETTA DI SASSONIA 819, 826
MARIA MASSIMINA (v. PELAZZA Annetta)
MARIA TERESA dei S.S. Cuori (suora) 1118
MARIA TERESA (moglie di Ferdinando II) 996,
1071
MARIETTI Alfonso 1056
MARIETTI Consolato 1030
MARIETTI Giacinto 998, 1040, 1152, 1262
MARIETTI Pietro 19, 815, 1029, 1030, 1041,
1056, 1057, 1158
MARINELLI Clemente 966, 968, 1007, 1867/4
MARINETTI Giuseppe 807, 809, 1161
MARINETTI Teresa nata Morandi 807
MARINI CLARELLI Pietro 1141
MARINI Marianna nata Giusso 1141, 1868/3
MARINI Pietro 818, 920
MARROCCO Dante 818
MARTINA Giacomo 736, 818, 901, 920, 970,
1261
MARTINELLI Tommaso 917
MARZORATI Gerolamo 790, 806
MASSIMILIANO d ’Asburgo 1014
MATIS Agostino 1228
MATIS Carlo 1228
MATIS Felice 1228
MATIS Giuseppe 1228
MAZZALI Giovanni 15
MAZZARELLO Agostino 797, 1123, 1145
MAZZARELLO Giuseppe 812, 839, 1136, 1142,
1143
MAZZARELLO Maria Domenica 774, 797, 801
MAZZARELLO (organista) 1072
MAZZARELLO Vincenzo 1136
MAZZOTTI Giovanni Antonio Ludovico 1011
MAZZOTTI Olga ved. Fantacci 1056
MEDICI Luigi 989
MELIGA (ragazzo) 792
MELLA Alberto 1141
MELLA Maria nata Berzetti 1141
MELLANO Maria Franca 901, 965, 1137
MELLICA Giuseppe 969
MELLINGEN VON (MELLINGER) Cornelia
996, 1141, 1176
MELZI D’ERIL Barbara (v. GALLARATI SCOT­
TI)
MELZI D’ERIL Camillo 1126
MELZI D'ERIL Elisa nata Sardi 737, 1126, 1174
MELZI D’ERIL Francesco Ludovico 1126
MELZI D’ERIL Giovanni 1126, 1174
MELZI D’ERIL Giovanni Francesco 737, 1126
MELZI D’ERIL Ludovico 1126
MELZI D’ERIL Maria nata d ’Oncieu 1174, 1126
MELZI D’ERIL M arianna nata Caccia Dominio-
ni 1226
MENABREA Luigi Federico 25, 26, 1062, 1150,
1155, 1236, 1238, 1864/6, 1865/15, 1868/31
MENTASTI Gaetano Edoardo Luigi 790
MENTASTI Lucia nata Virante 790
MENTASTI Pietro 790
MERCURELLI Rosa 1111, 1157
MERLONE Secondo 1121, 1160, 1164, 1165,
1167
METTI Giulio 858, 867, 870, 882, 891, 941, 1037,
1038, 1071
MICHELE (stalliere) 876, 1255
MIDALI Mario 8, 853, 901
MIGLIASSI (MIGLIASSO) Anna Maria nata Ba-
talla 918
MIGLIASSI Guglielmo 918
MIGLIASSI Vincenzo 918
MIGLIETTI Felice Giacomo 789, 794, 1024
MIGNE Jacques Paul 730
MIGUEIS DE CARVALHO DE BRITTO Joào
Pedro 920
MILANO Giovanni Claudio 759
MINELLA Vincenzo 992
MINGHETTI Marco 1238, 1864/15
MISCIO Antonio 867, 877, 884, 910, 1031, 1062
MISSORI Mario 19
MISSORTA Angela nata Ronchi 1197
MISSORTA Giuseppe 1197
MISSORTA Luigi 1197
MOCENIGO SORANZO Carolina nata Soresina
Vidoni 859, 1037, 1865/9
MOCENIGO SORANZO (famiglia) 862
MOCENIGO SORANZO Maria Concetta 859
MOCENIGO SORANZO Tommaso Francesco
859, 1163, 1865/9
MOCENIGO SORANZO Tommaso Ignazio 859

68.5 Page 675

▲torna in alto
Indice alfabetico dei n om i di persona 667
MODENA Angelo Vincenzo 763, 1040, 1044,
1055
MODINI Angelo 814, 1066
MOLINARI Francesco 1142, 1143, 1151, 1157,
1868/5
MOLINERI Simone Francesco 730, 816
MOLINERIS Michele 785
MOLLE Angelo 1095
MONACO LA VALLETTA Raffaele 1157, 1163
MONDO Domenico 944
MONETTI Giovanni 1046
MONTEBRUNO Francesco 820, 853, 994, 1072
MONTI Antonio 794, 830, 842, 916, 973, 1065,
1082, 1133, 1141
MONTICONE Alberto 9
MORELLI Elcesto 1098
MORELLI Giuseppe 921, 929
MORELLI Polifonte 1098
MORENO Luigi 806, 923, 956, 1037, 1039, 1091,
1177, 1186, 1245
MORI UBALDINI DEGLI ALBERTI Alberto
1062
MORI UBALDINI DEGLI ALBERTI Giuseppina
nata Rojes 1062
MORI UBALDINI DEGÙ ALBERTI Guglielmo
1062
MORI UBALDINI DEGLI ALBERTI Mario 1062
MORICHINI Carlo Luigi 1095
MORIS Giuseppe 819
MORONI Gaetano 996, 1005, 1040
MORRONI (giovane) 1102
MORTAROTTI Gian Domenico 1138
MOSCA SASSATELLI Francesca 1867/9
MOTTO Francesco 3 , 5, 8, 9, 16, 735, 759, 763,
818, 907, 970, 1003, 1012, 1059
MUGNAI (giovane) 1231
MULLOIS Isidoro 1152
MURATORI Giuseppe 803
MURIALDO Leonardo 865, 900, 1048, 1101,
1110
MUSSO Pietro 804
MUTTINI CONTI Germana 739
NÀDASDY Francesco da Paola 749
NADOR Giovanni (Jànos) 749
NANNERINI (famìglia) 996
NAPOLEONE I 951
NAPOLEONE III 1152
NASI Francesco 1134
NASI Luigi 826, 1021, 1134
NATOLI Giuseppe 803
NAZARI DI CALABIANA Luigi 730, 733, 788,
761, 787, 788, 813, 818, 826, 868, 942, 984,
1020, 1021, 1096, 1120, 1864/14
NEGROTTO Augusto 917
NEGROTTO Giovanna nata de Mari 853, 857,
1865/22
NEGROTTO Giovanni Battista 853
NEGROTTO CAMBIASO Ludovico 977
NEGROTTO CAMBIASO Maria nata Cappelletti
977, 1184
NEIROTTI Carlo (figlio) 822
NEIROTTI Carlo (padre) 822
NEIROTTI Teresa nata Gianone 822
NERLI Enrichetta nata Michelagnolo 1037,
1062, 1142, 1157, 1173, 1200, 1866/16,
1867/32
NERLI Mario 1062, 1866/16
NERONE 891
NICCOLINI Cristiano 1866/1
NICOLETTI Augusto 1041
NICOLETTI Francesco 1041, 1054, 1057, 1158,
1167
NICOLETTI Michele 1041
NICOLINI Antonio 859
NICOLINI Francesco 859
NICOLIS DI ROBILANT Luigi 846, 1009
NOBILI VITELLESCHI Alberto 931
NOBILI VITELLESCHI Angelo 878, 913, 983,
1071, 1867/24
NOBILI VITELLESCHI Clotilde nata de Grego­
rio 878, 931, 1157
NOBILI VTTTELLESCHI (famiglia) 920, 926,
931, 933, 996, 1142, 1163
NOBILI VITELLESCHI Francesco 878
NOBILI VITELLESCHI Giovanni 878, 913, 931
NOBILI VITELLESCHI Giulio 878
NOBILI VITELLESCHI Maddalena nata Ricci
878
NOBILI VITELLESCHI Maria nata Saint-Lau-
rent 878, 953, 1157, 1205
NOBILI VITELLESCHI Maria Giovanna 878,
983, 1141
NOBILI VITELLESCHI Pietro 878
NOBILI VITELLESCHI Salvatore 878, 1163,
1167, 1173
NOMIS DI POLLONE Antonio 918
NTAIN Ambrogio 1041, 1056
OCCELLETTI Carlo 823
ODDONE (giovane) 918
ODDONE (ODONE) Giovanni Antonio 730, 813,
815, 818, 1246
ODESCALCHI Baldassarre 1111
ODESCALCHI (famiglia) 996
ODESCALCHI Ladislao 1111
ODESCALCHI Livio 1111
ODESCALCHI Maria Pace 1111

68.6 Page 676

▲torna in alto
668 Indice alfabetico dei nom i di persona
ODESCALCHI Sofia Caterina Rona nata Branic-
ki 1111, 1115, 1118, 1866/11, 1866/38,
1867/29
OGGERO Caterina 790
OLCESE Francesco 1146
OLIVETTI (giovane) 1004
OLIVIERI Raimondo 1113
OLSCHKI Leo S. 984
OREGLIA DI S. STEFANO Carlo Giuseppe 1157
OREGLIA DI S. STEFANO Federico 6, 7, 14,
744, 773, 804, 816, 817, 823, 844, 852, 859,
861, 867, 869, 870, 873, 876, 877, 879, 891,
896, 899, 912, 913, 918, 920, 921, 926, 929,
931, 933, 950, 962, 972, 984, 986, 996, 998,
999, 1001, 1002, 1007, 1008, 1013, 1014, 1022,
1030-1034, 1037, 1038, 1041, 1043-1045, 1047,
1049, 1052, 1054-1057, 1060, 1068, 1074, 1079,
1094, 1111-1115, 1118, 1122, 1131-1133, 1141-
1143, 1145, 1147, 1149, 1151, 1157, 1163, 1167,
1170, 1172-1175, 1177, 1180, 1184, 1189, 1191,
1195, 1200-1202, 1209, 1215, 1229, 1230, 1252,
1253, 1256, 1865/25, 1866/13, 1866/14,
1866/15, 1867/3, 1867/31, 1868/3, 1868/17,
1868/34
OREGLIA DI S. STEFANO Gabriella nata Sola­
re della Margherita 931, 1157
OREGLIA DI S. STEFANO Giorgio 1041, 1051,
1052
OREGLIA DI S. STEFANO Giuseppe 763, 931,
1037, 1041, 1044, 1046, 1047, 1055, 1057, 1151,
1157, 1202, 1230, 1864/17
OREGLIA DI S. STEFANO Luigi 899, 918, 920,
931, 1041
OREGLIA DI S. STEFANO Teresa nata Gotti di
Salerano 1157
ORIONE Luigi 1208
ORSELLI Felicita 896
ORSINI (famiglia) 996
ORTALDA Carlo Maria 1109
ORTALDA Domenico 1109
ORTALDA Giuseppe 1109
ORTALDA Rosa nata Capra 1109
OSDÀ (imprenditore) 1167
OSSELLA Alessandro 788
OSSELLA Lucia nata Marchisio 788
OSSELLA Tommaso 788, 792
OSTERVALD Jean Frédérich 998
OYTANA Giovanni 1867/7
PACCA Bartolomeo 827
PACIFICI Luca 736, 784, 1007, 1057, 1118, 1161,
1868/10
PALLAVICINI Eugenia nata Raggi 824, 1107
PALLAVICINI (famiglia) 1083
PALLAVICINI Ignazio 824, 994, 1082, 1083,
1107, 1125, 1864/24
PALMIERI Cesare 1867/23
PALUMBO Luigi 826, 936
PANIZZA Barnaba 738
PARADISI Giorgio 867
PARADISI Giovanni 1095
PARAVIA Giovanni Battista 807, 923, 946, 956
PARODI Carolina nata Pelizza 812
PARODI Federico 812
PARODI Francesco 812
PARODI Giacomo 777
PASETTI Girolamo 1090
PASETTI Teresa nata Poggi 1090
PASETTI VILLANI Bianca 1090
PASOLINI Giuseppe 753, 815, 823
PASQUALI (benefattore romano) 1041
PASSERI Alberto 1061
PASSERINI Carlo 1100
PASSI Enrico Arduzio Matteo 833
PASSI Fermo 833
PASSI Giulia nata Valier 833
PASSI Marco Celio 833
PASSI Elisabetta nata Corvini 833
PASSI Elisabetta nata Zineroni 833
PATERI Ilario 819, 1865/7, 1865/19
PATRIZI Costantino 1018, 1046, 1055, 1144,
1192, 1230, 1867/6
PATRIZI (famiglia) 996
PATRIZI Genoveffa nata Villarios 878, 1163
PATRIZI Giovanni 862, 1095
PATRIZI Michele 878
PATRIZI MONTORO Francesco 918
PATRIZI MONTORO Teresa nata Altieri 918,
920, 1866/13
PAVESIO Pietro Vittorio 1201
PAZZINI Carlo 1115
PEDRAGLIO Giuseppe 1014
PEDRAGLIO Marietta 1014
PEIRANO Antonio 933
PEIRANO Giovanni 933
PELAZZA Andrea 979
PELAZZA Annetta 756
PELLETTA Camillo 947
PELLICCIA Guerrino 16, 19
PELLICO Giuseppina 1026
PELLICO Silvio 1026
PERACCHIO Luigi 1244
PERADOTTO Franco 759
PERLO Caterina 935
PERNATI DI MOMO Alessandro 1865/11
PERNIGOTTI Felice 792
PERRONE Giovanni 998
PERSI Giuseppe 822

68.7 Page 677

▲torna in alto
Indice alfabetico dei n om i d i person a 669
PERUZZI Ubaldino 760, 1864/18
PESCARMONA Luigi 1868/33
PESTARINO (dott.) 1123
PESTARINO Domenico (giovane) 1123
PESTARINO Domenico (padre) 1123
PESTARINO Domenico (sac.) 6, 774, 797, 994,
1072, 1099, 1113, 1123, 1136, 1145, 1153, 1154,
1247, 1251, 1864/21
PESTARINO Giovanni 1153, 1154
PESTARINO Giuseppe 1153
PESTARINO Teresa nata Campi 1123
PETIT (PETIF) Henry 1250
PETIT Louis 1250
PETIT Marie Josephine 1259
PETITTI DI RORETO Agostino 777, 856,
1864/23
PEYRON Amedeo 829, 1865/14
PEYRON Bernardino 748
PICCONE Ambrogio 898
PICCONE Battistina nata Baglietto 898
PICCONE Bernardo 898
PICCONE Giovanni 898
PICCONE Giovanni Agostino 898, 905, 915, 980,
1866/8
PICOTTO Teresa 758
PILATO Ponzio 1138
PINO (aw .) 806
PINOLI Angelo 923, 956, 957
PIO VI 1095
PIO VII 1095
PIO IX 6, 7, 9, 23, 25, 729, 736, 739, 743, 751,
763, 784, 810, 811, 818, 827, 886, 892, 901,
911, 912, 920, 970, 996, 997, 1000, 1001, 1009,
1010, 1041, 1042, 1051, 1059, 1091, 1095, 1111,
1137, 1167, 1168, 1192, 1193, 1212, 1218, 1222,
1250, 1261, 1262, 1868/28, 1868/29
PIO X 1101
PIOLA Bartolomeo 790
PIOLA Giovanni Battista 790, 791
PISANELLI Giuseppe 733, 1864/7
PISCHEDDA Carlo 918
PIVETTA Alessandro 794
PLINIO IL VECCHIO 848
POGGIO Giuseppe 1866/37
POLA Vittorio 1864/12
POLIGARI Giovanni 1118
POLLEDRI Eugenio 1011
POLONINI Carlo 1096
PONZA S. MARTINO Gustavo 1867/19
POSADA Maria Esther 801
POZZO Vincenzo 1864/16
PRADA Pietro 827
PRASCA Giuseppina 1147
PREGLIASCO (famiglia) 15
PRELLEZO José Manuel 812
PROT Alberto 792
PROT Francesco 792
PROVANA DI COLLEGNO Abele 1239
PROVANA DI COLLEGNO Carolina (v. GAL-
LEANI D’AGLIANO)
PROVANA DI COLLEGNO Delfina nata Roero
1239
PROVANA DI COLLEGNO Maria nata Grimaldi
751
PROVANA DI COLLEGNO M aria Delfina 1198
PROVANA DI COLLEGNO Emanuele 832, 1198,
1252
PROVANA DI COLLEGNO (famiglia) 939, 1198
PROVANA DI COLLEGNO Giuseppe 751
PROVANA DI COLLEGNO Luigi 832, 1198,
1239, 1252
PROVANA DI COLLEGNO Luisa 927
PROVANA DI COLLEGNO M arianna 1252
PROVANA DI COLLEGNO Zaverio 832, 850,
939, 1000, 1112, 1198, 1239, 1252
PROVERÀ (famiglia) 754, 755, 1134
PROVERÀ Francesco 730, 754, 755, 759, 775,
780, 788, 792, 808, 822, 826, 835, 839, 841,
843, 871, 943, 1108, 1142, 1206, 1213, 1231,
1262
PROVERÀ Giovanni Battista 754, 822, 1206
PROVERÀ (sac.) 1142
PROVERÀ Vincenzo 1206
PRUDENZIO (frate cappuccino) 1037
PUCCI Giuseppe 1196, 1209
PUCCI Luigi 1196
PUCCI Teofila nata Cagliari 1196
QUAGLIA Angelo 731, 736, 764, 805, 1018, 1055,
1137, 1187, 1189
QUAGLIA Franco 1257
QUARANTA Felice 1141
QUARANTA Filippo 1141
QUARANTA Maria nata Gallesio Piuma 1141
QUARANTA Teresa 874
QUARELLO Rosa 759
QUILICO Giuseppe 807, 1865/1
RACCA Pietro 1074, 1091
RADICATI TALICE DI PASSERANO Costantino
730, 733, 746, 785, 786, 815, 823, 828, 933,
969, 991, 1161, 1240, 1242, 1866/29, 1868/10
RADICATI TALICE DI PASSERANO Enrico
746, 969
RADICATI TALICE DI PASSERANO (famiglia)
1242
RADICATI TALICE DI PASSERANO Gabriele
969

68.8 Page 678

▲torna in alto
670 Indice alfabetico dei nom i di persona
RADICATI TALICE DI PASSERANO Luigi 828,
969
RADICATI TALICE DI PASSERANO Maria Lui­
sa nata Faà di Bruno 746, 969
RAFFAELLI Pietro 822
RAGGI Eugenia (v. PALLAVICINI)
RANETTI Cesare 1017, 1056
RAPETTI Francesco 943
RATI AMERIGHI Elena 1200, 1868/27
RATTAZZI Maria Letizia nata Wise-Bonaparte
de Solms 1041
RATTAZZI Urbano 25, 802, 980, 1024, 1041,
1049, 1075, 1089, 1867/25
RAVASCO Eugenia 1259
RAVERA Pompeo 1113
RAYNERI Giovanni Antonio 803
REFFO Enrico 1042
REFFO Eugenio 1110
REFFO Pietro 1110
RENALDI Lorenzo 1187
REVIGLIO Felice 1181
REY Giuseppe 1866/18
RIARIO Sisto Sforza 920
RICASOLI Bettino 844, 1063, 1238
RICASOLI Gaetano 844
RICASOLI Luisa nata Corsini (già in Tolomei
Biffi) 844
RICCARDI DI NETRO Alessandro 25, 729, 796,
826, 993, 1018, 1037, 1040, 1044, 1053, 1055,
1160, 1173, 1193, 1245, 1250, 1259, 1260
RICCARDI DI NETRO Ernesto 1867/8
RICCARDI Enrichetta (v. BOSCO DI RUFFINO)
RICCARDI (famiglia) 1163
RICCARDI Giulia 790
RICCI Angiolo Maria 1095
RICCI DES FERRES Carlo 740, 741
RICCI DES FERRES Enrico 740
RICCI DES FERRES Feliciano 740, 744, 816
RICCI DES FERRES Gabriella nata Beraudo
740
RICCI DES FERRES Roberto 740
RICCI Mauro 858
RICCI PARACCIANI Francesco 1168, 1219, 1230,
1261
RICCIARDI Antonio 1081
RICCIARDI Chiaffredo 1081
RICHELMY Agostino 757
RICOTTI Ercole 803, 851
RINAUDO Costanzo 859, 860
RINAUDO (famiglia) 860
RISOLI Gesualdo 794
RITZLER Remigio 19
RIVOLTA Carolina nata Guenzati 782, 1014,
1124
ROCA Julio 1167
ROCCA Giancarlo 16, 19
ROCCHIETTI Giuseppe 1181
ROCCHIETTI Pietro 1181
ROCCI (fratelli: Enrico, Faustino e Polissena,
nata Pullini) 1201
ROCCI Luigi 878
ROCCIA Rosanna 918
RODELLA (legale) 806
RODELLA Paolina nata Degioanni 806
RODINO Amedeo 16, 19
RODRIGUEZ Alfonso 1262, 1263
ROGGERO Nicolao 1101
ROLANDI (sac.) 1213
ROLLETTA Filippo 1095
ROSI Michele 19, 803, 876, 907, 1006, 1049,
1050, 1089, 1868/33
ROSINI Carlo Maria 826, 1037
ROSMINI Antonio 739, 1018
ROSSELLI DEL TURCO Giuseppe 885
ROSSELLI DEL TURCO M arianna nata Uguc-
cioni Gherardi 885
ROSSELLI Giovanni Battista 1244
ROSSI Giovanni Battista 1240
ROSSI Giuseppa nata Ferrerò 1240
ROSSI PEVERELLI & CIRLA (ditta) 732, 1864/4
ROSSI Pietro 1021
ROTA Pietro 24, 918, 991, 1156, 1188, 1191,
1195, 1866/41
ROVÈ Francesco 727
ROVERE Felice 1020
ROVETO (ROVETTO) Antonio 838, 1181
ROVETO (ROETTI) Bartolomeo 1047
RUA Michele 5, 6, 14, 24, 26, 730, 733, 743, 754,
759, 761-764, 775, 777, 780, 783, 787, 788, 790-
792, 804, 816, 822, 827, 835, 843, 846, 851-853,
857, 859-861, 875, 876, 879, 887, 896, 906, 922,
963, 964, 966, 968, 979, 980, 984, 985, 992,
994, 996, 998-1002, 1005, 1007, 1016, 1025,
1037, 1045, 1050, 1059, 1068, 1070, 1072, 1081,
1091, 1092, 1099, 1108, 1111, 1118, 1132, 1138,
1157, 1163, 1181, 1189, 1202, 1215, 1219, 1221,
1224, 1238, 1251, 1252, 1255, 1864/1, 1865/25,
1867/3, 1868/22
RUFFINO Domenico 23, 730, 733, 734, 759, 773,
798, 808, 822, 826, 835, 839, 868, 1864/1
RUFFINO Giorgia nata Garin 839
RUFFINO (sorella di Domenico) 839
RUGGIERI Emidio 1037, 1142
RULLA Alvaro 901
RUNER Violante [Nancy] 953
RUSCHINO (giovane) 1101
RUSPOLI (famiglia) 996
RUSPOLI Giovanni 1001

68.9 Page 679

▲torna in alto
Indice alfabetico dei n om i di persona 671
SACCARDI BURRONI Margherita 941
SACCARDI Ernesto 858, 882, 939, 941, 943, 1195
SACCHETTI (famiglia) 996
SACCHETTI Giulio 1001, 1184
SAGGIORI Renato 862
SALA Antonio 24, 759, 841, 1135, 1263
SALERIO Carlo 1044
SALICETO Niccolò 917
SALINO Luigi 794
SALVAJ R etro Giocondo 1012, 1021
SALVIATI BORGHESE Arabella nata Fitz-
James 1111
SALVIATI BORGHESE Scipione 1111, 1151
SALVIATI (famiglia) 996
SALZANO Tommaso Michele 1137
SANESI Emilio 888
SARGIOTTO Francesco 779
SARGIOTTO Francesco Antonio 779
SARGIOTTO Lucia nata Dominici 779
SAROGLIA Giovanni 821
SARTI Silvano 739
SARTI Telesforo 19, 738, 786, 802, 846, 849, 865,
887, 903, 1088, 1229, 1238
SAVINI Angelo 23, 24, 26, 736
SAVIO Alfredo 1240
SAVIO Andrea 1240
SAVIO Angelo 25, 759, 806, 817, 818, 831, 852,
861, 963, 1021, 1041, 1057, 1059, 1111, 1189,
1214, 1866/35
SAVIO Ascanio 861
SAVIO Carlo 1121, 1160
SAVIO Domenico 785, 943, 946
SAVIO Emilio 1240
SAVIO Giovanni 1085
SAVIO Olimpia nata Rossi 1240
SCAGLIA (sac.) 768
SCALENGHE Margherita 848
SCARAMPI DI VILLANOVA Clemente 931,
1000, 1133, 1141, 1143
SCATI DI CASALEGGIO Costanza nata Grimal­
di 751
SCATI DI CASALEGGIO Gustavo 751
SCATTOLINI Alberta 930
SCAVARDA Angela nata Mattida 798
SCAVARDA Giovanni Battista 798
SCAVARDA Pietro 798
SCHIEPPATI Carlo 944
SCIALOJA Antonio 1049, 1866/42
SCIANDRA Giuseppe Maria 815, 1246
SCIUTTI Giovanni Battista 881
SCOLARI Teodoro 865
SCORSATONE Maria 857
SEFRIN Pirminio 19
SELLA Quintino 782, 1865/10
SELMI Francesco 752, 759, 883, 955, 1217,
1864/9, 1864/13
SERLUPI-CRESCENZI Carlo 1041
SERLUPI-CRESCENZI Cecilia nata Fitz-Gerald
1041
SERLUPI-CRESCENZI Eugenia nata Spinola
1041
SERLUPI-CRESCENZI (famiglia) 1118
SERLUPI-CRESCENZI Francesco Maria 1041
SERLUPI-CRESCENZI Giovanna 1041
SERLUPI-CRESCENZI Giovanna nata Boncom-
pagni Ludovisi 1041
SERLUPI-CRESCENZI Girolamo 1041
SERLUPI-CRESCENZI Giulia nata Spinola 1041
SERLUPI-CRESCENZI Luigi 1041, 1071
SERRA Battista 1102
SERRA Rosa 1102
SERTORIO Carlo 853
SESIA Davide 1204
SFORZA Riario 818
SIMON MAGO 891
SIRTOLI (SIRTORI) Giuseppe 926
SIRTOLI Luigi 926
SIRTOLI Margherita nata Baraschi 926
SISMONDA Domenico 1103
SISMONDA Vincenzo 1103
SISMONDA Vittoria nata Plana 1103
SLOAN (sig.) 1141
SOFIA (regina di Napoli) 1016
SOLARO DELLA MARGHERITA Alberto 931,
1170
SOLARO DELLA MARGHERITA Carolina 1170
SOLARO DELLA MARGHERITA Clemente 1170,
1202
SOLARO DELLA MARGHERITA Gabriella (v.
OREGLIA DI S. STEFANO)
SOLARO DELLA MARGHERITA Luigi 931,
1157
SOLARO DELLA MARGHERITA Teresa nata
Gentile 1170
SOLERI Giovanni Andrea 1147
SOLERI Giovanni Gaudenzio 1118, 1147, 1219
SOLERO Silvio 729
SOMMERVOGEL Carlos 920, 1142
SORESINA VIDONI Carolina (v. MOCENIGO
SORANZO)
SORESINA VIDONI Elena n ata Boutourline
859, 1031, 1037, 1087, 1090
SORREL Christian 1146
SOTTERO Luigia 1103
SPAGNOLINI (sac.) 1101
SPAVENTA SUvio 760, 789
SPAZZACAMPAGNA Adolfo 966
SPAZZACAMPAGNA Augusto 966

68.10 Page 680

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672 Indice alfabetico dei nom i di persona
SPERTA Cesare 1024, 1867/25
SPEZIA Antonio 738, 767, 813, 815, 893
SPINOLA (famiglia) 918
SPINOLA Ippolito 918
SPINOLA Maria Teresa nata Centurione Scotti
918
SPINOZA Baruch Benedetto 757
SPRETI Vittorio 20, 850, 900, 930, 1142, 1255
STALLONI Martire 1011
STANGA (famiglia) 1124
STEFANI Guglielmo 944
STELLA Pietro 16, 773, 812, 831, 886, 901, 923,
1206, 1208
STOLI Maria Margherita 950
STORTI Gaspare 730
STURA Enrico 1210
STURLA Luigi 820
SUSINO (sac.) 1198
SVEGLIATI Stanislao 736, 743, 1055, 1189,
1192, 1202, 1250, 1254
TAGGIASCO Pietro 1095
TAIGI Anna Maria 1222
TAMBURELLO Mario 831
TAMIETTI Giovanni Battista 1121
TAMIETTI Lorenzo 1121
TAMIETTI Rosa nata Miletto 1121
TAURISANO Innocenzo 1040
TEA Silvestro 962
TECCHIO Sebastiano 1088
TERESA Angelica (suora) 872
TERRONE Luigi 850
TERSI (sac.) 1171
TESSA Carlo 1866/17
TESSA Dionisio 1866/17
TESSA Domenico 1866/17
TESSA Maria nata Baretta 1866/17
TESSIORE Paolo 753, 817, 1864/22, 1865/5,
1866/25
TESTA Cherubino 876
TESTA (damigella) 1867/22
TETTÙ DI CAMBURZANO Alessandra nata
Crotti di Costigliole 1036
TETTU DI CAMBURZANO Vittorio 826, 1079
THAON DI REVEL Genova Giovanni 1089,
1867/27, 1868/2
THAON DI REVEL Ignazio 1089
TILLIER Jean Baptiste 768
TIONE Gioanni 815
TOFONI Pellegrino (Pellegrini) 1055, 1057, 1137,
1255
TOMATIS Domenico 1017
TOMATIS Giovanni 1002, 1007
TOMMASO DI SAVOIA 727, 766, 777, 790, 819,
826, 924
TONELLO Michelangelo 996
TONIOLO Giuseppe 867
TORLONIA Alessandro 926, 1006
TORLONIA (famiglia) 996, 1012
TORNIELLI Ferdinando 1081
TORNIELLI Onorato 1081
TORNIELLI Rosa nata Mariscotti 1081
TORRAS Alfonso 16
TORRE Carlo 842, 933, 966 , 968, 1007, 1049,
1075, 1865/15, 1866/4, 1866/6, 1866/12,
1866/29, 1866/36, 1867/21
TORTONE Gaetano 770, 917, 1151, 1192
TORTONE Giuseppe Domenico 770
TOSA Gian Tommaso 838
TOSELLI (anonimo) 740
TOSI Bernardo Carlo 1217
TOWIANSKI (TOWIANSCHI) Andrzei 1137
TRAVERSO Antonio 1123, 1145
TROGLIA Francesco 806
TROGLIA Michelangelo 806
TRUCCHI Pietro Paolo 1010
TUBALDO Igino 746, 757, 1030
TUNINETTI Costanzo 1029
TUNINETTI Giuseppe 729, 743, 757
TURBIGLIO Bernardino 751
TURCHI Giovanni 743, 1118, 1142
TURCO (famiglia) 1104
TURCO Giovanni 1084, 1104
TURCO Lorenzo 1084
TURCO Marianna nata Faletti 1084
TURCO Nepomuceno 1108
UBINO (damigella) 882
UBOLDI DE’ CAPEI Carlotta 1010
UGOLINO (conte) 876
UGUCCIONI GHERARDI Emilia (v. BARBOLA-
NI DI MONTAUTO)
UGUCCIONI (famiglia) 970, 1094
UGUCCIONI GHERARDI Girolama nata Baldel-
li Boni 6, 877, 882, 885, 899, 949, 988, 989,
1035, 1037, 1038, 1062, 1068, 1079, 1081, 1094,
1157, 1173, 1200, 1868/26
UGUCCIONI GHERARDI Luisa (v. BARBOLA-
NI DI MONTAUTO)
UGUCCIONI GHERARDI M arianna (v. ROS­
SELLI DEL TURCO)
UGUCCIONI GHERARDI Tommaso 877, 885,
970, 1038, 1068, 1200, 1868/17
UMBERTO I 25, 826, 921
URBANO V ili 1095
VACCA Giuseppe Antonio 818, 865, 1865/13
VACCANEO Luigi 1117

69 Pages 681-690

▲torna in alto

69.1 Page 681

▲torna in alto
VACCARINO Antonio 857
VACCARINO Giuseppe 857, 969
VACCHETTA Giuseppe 1155
VACCHETTA Michelangelo 739, 965, 1155
VAJ Lorenzo Enrico Eugenio 1225
VAJ Marianna nata Peretti 1225
VAJ Tommaso 1225
VALENTINI Eugenio 16, 19, 803
VALFRÈ Antonia 829
VALFRÈ Stefano Serafino 876
VALFRÈ Sebastiano 1143
VALINOTTI Francesco 923, 956
VALLARDI Antonio 1065
VALLARDI Francesco 19
VALLAURI Pietro 1009
VALLAURI Tommaso 876, 912, 1865/25
VALLE Carlo 797, 1099, 1113, 1153, 1123
VALLE Pietro 775
VALSECCHI Pompeo 798, 1865/2
VANNUCCI Pasquale 1001, 1095
VASCO Enrico 1163
VECCHIO (Giovanni) Pietro 1197, 1243, 1248
VEGEZZI Saverio 818
VERONICA (suora) 872
VERDA Domenico (Pietro) 877, 1038, 1141,
1159, 1253
VERLUCCA Giovanni Battista 946
VERONICA DELLE S. SPINE (suor) 872
VERRI Pietro 1095
VIANCINO DI VIANCINO (famiglia) 1070,
1224, 1240
VIANCINO DI VIANCINO Francesco 900, 909,
1070, 1077, 1097, 1181, 1190, 1224
VIANCINO DI VIANCINO Lorenzo 900
VIANCINO DI VIANCINO Luigia nata Barel dei
conti di Sant'Albano 900, 1077, 1097, 1181,
1190, 1224
VIANCINO DI VIANCINO Teresa nata de Car-
denas 900
VIANCINO MALASPINA Delfina 1077, 1181
VIANI D’OVRANO Emilio 785
VIARA Emilio Stefano 1021
VIBERT DE LA PIERRE Adele 751
VIBERT DE LA PIERRE Giuseppe 751
VIBERT DE LA PIERRE Sofìa 751
VIGANÒ Egidio 4
VIGLIANI Paolo Onorato 1005
Indice alfabetico dei nom i d i persona 673
VIGNA Camillo 759
VILLA DI MOMPASCALE Giuseppe 931
VILLA DI MOMPASCALE Valpurga Gabriella
nata Galateri di Genola 931
VILLANI Luigi 1090
VILLANI Luigia nata Pasetti 1090
VILLANI Vittorio 1090
VILLARIOS Alberto 878, 1163, 1215
VILLARIOS (famiglia) 931, 933, 996
VILLARIOS AMAT Fanny 745, 819, 844, 870,
878, 885, 886, 895, 920, 926, 949, 972, 977,
982, 1034, 1041, 1047, 1061, 1076, 1111, 1151,
1157, 1163, 1170, 1173, 1215, 1864/11, 1865/8,
1866/1, 1867/28
VILLARIOS Genoveffa (v. PATRIZI)
VILLARIOS Giulia nata Saint-Laurent 878
VILLARIOS Vittorio 878, 1163
VILLARO Stefano Maria 838
VIMERCATI Emilio 1867/3
VIMERCATI Giovanni 996, 1002, 1005, 1030,
1032, 1052, 1061, 1111, 1163, 1170, 1176, 1256,
1866/19, 1866/22, 1866/24, 1866/33, 1867/3,
1867/18, 1867/30
VIMERCATI Maria Luigia Carlotta di Borgone
1005
VISONE Giovanni Giacomo 1868/33
VITELLESCHI (v. NOBILI VITELLESCHI)
VITTONE Carlo 848
VITTONE Paolo 848
VITTORIO EMANUELE II 23, 728, 826, 864,
880, 902, 947, 951, 1161, 1207, 1866/9
VOGLIOTTI Alessandro 6, 729, 731, 734, 773,
779, 796, 800, 840, 848, 921, 935, 938, 940,
963, 965, 1053, 1109, 1116, 1170, 1181, 1864/7
VOLA Giovanni Ignazio 879
VOLPATO Giovanni 819
ZANELLO Michele 1865/6
ZANETTI Dante E. 737, 981, 1126, 1211
ZANINO Luigi 1866/28
ZANINO Silvino 1866/28
ZAPPATA Giuseppe 729, 731, 743, 773, 796, 800,
868, 932, 935, 938, 963, 965, 1018, 1040, 1053,
1864/7, 1867/5
ZERBOGLIO (notaio) 1201
ZUCCHI Mario 20
22

69.2 Page 682

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INDICE ALFABETICO DEI NOMI DI LUOGO
(Il num ero in neretto indica la pagina della prem essa, il num ero in tondo indica la lettera)
ABBEVILLE 1259
ABRUZZO 794, 1864/18
ACQUI TERME 730, 736, 774, 797, 848, 859,
943, 957, 1080, 1113, 1115, 1153, 1162, 1246
ADEN 820
ADRIA 861
AGNONE 794, 1864/18
ALASSIO 798
ALATRI 1095
ALBA 8, 922, 951, 952, 964, 978, 1012, 1021,
1037, 1056, 1102, 1103, 1143, 1187
ALBANO LAZIALE 976, 1060, 1071, 1092, 1095,
1866/30
ALEPPO 906
ALES 801
ALESSANDRIA 730, 774, 783, 785, 786, 786,
792, 798, 812, 826, 827, 829, 847, 853, 871,
900, 918, 939, 1012, 1021, 1044, 1080, 1081,
1083, 1098, 1101, 1108, 1113, 1148, 1152, 1154,
1231, 1233, 1247, 1864/1, 1866/37, 1868/13
ALESSANDRIA D'EGITTO 820
ALFIANO 759
ALPIGNANO 956
AMERICA 1160, 1167, 1231, 1250
AMPURIAS 1865/20
ANCONA 23, 842, 966, 968, 1007, 1011, 1069,
1137, 1162, 1163, 1191, 1240, 1865/17,
1865/18, 1867/21, 1868/7, 1868/23
ANZIO 1142
AOSTA 25, 738, 768, 815, 819, 826, 958, 1000,
1015, 1044, 1148, 1238, 1864/13, 1868/19
APPIANO 1215
APPIGNANO 1055
ARENA PO 1867/12
AREZZO 802
ARGENTINA 774, 798, 1167
ARLUNO 827
ARONA 1865/2
ASCOLI PICENO 1095
ASSISI 887, 1152
ASTI 757, 759, 763, 803, 807, 812, 846, 847, 850,
918, 947, 969, 1021, 1055, 1083, 1084, 1102,
1121, 1140, 1160, 1162, 1199, 1216, 1864/21
AUSTRALIA 1259
AUSTRIA 24, 737, 878, 887, 902, 918, 921, 925,
926, 929, 931, 933, 940, 967, 1014, 1197
AVELLINO 862
AVERSA 920
AVIGUANA 822, 876
BABILONIA 891
BADIA FIESOLANA 1001
BAGNOREGIO 898
BAHIA BLANCA 17
BALANGERO 911
BALDISSERO CANAVESE 836
BALTIMORA 1250
BAVIERA 1163
BEINASCO 926
BELGIO 899, 1112, 1137
BELVEDERE 1864/21
BENE VAGIENNA 899, 1025, 1041
BENEVENTO 827, 1864/6
BERGAMO 833, 880, 948, 1038, 1065, 1096
BERNAL 1167
BERNEZZO 1102
BIANZÈ 864
BIBBIENA 802
BIELLA 826, 776, 812, 906, 920, 922
BIENO 1100
BOLIVIA 1167
BOLOGNA 8, 11, 20, 24, 25, 752, 826, 831, 883,
929, 984, 991, 992, 996, 1010, 1037, 1095,
1202, 1254, 1867/9
BOLZANO 1101
BORDIGHERA 826
BORGO CORNALESE 826, 857
BORGO S. MARTINO 783, 788, 792, 798, 1098
BORGO VERCELLI 1866/28
BORGOLAVEZZARO 1864/20
BORGONE DI SUSA 732, 1005
BORGOSESIA 776, 881
BRA 935, 1047, 1115
BRACIGLIANO 907
BRESCIA 24, 949, 1011, 1074, 1142
BRESSANONE 1101
BRICHERASIO 8, 900, 1070, 1191, 1224, 1235,
1240
BRIONE 814
BRUGNATO 922
BUENOS AIRES 8, 17, 798, 803, 1167
BUSCA 860, 966, 1093

69.3 Page 683

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Indice alfabetico dei nomi di luogo 675
BUTTIGLIERA D’ASTI 857, 969
CAFARNAO 757
CAGLIARI 801, 1866/10
CALTANISSETTA 870, 1865/24
CAMALDOLI (Frascati) 1005, 1867/3
CAMBIANO 743
CAMPANIA 1069
CAMPOBASSO 794
CANADA 1259
CANALE 1257
CANTON TICINO 814
CAPRIATA D’ORBA 827, 918
CAPRERA 25
CAPRILE 776
CAPRINO 880
CARAGLIO 781
CARAMAGNA 788, 935, 1045, 1167
CARASSONE 1025
CARATE BRIAN ZA 1868/1
CARCARE 900
CARMAGNOLA 8, 756, 790, 829, 1021, 1035,
1217
CARONNO GHIRINGHELLO 1022
CAROUGE 874
CARPENETO D’ACQUI 1107
CASALBORGONE 770
CASALE MONFERRATO 6, 8, 20, 729, 730, 733,
736, 759, 761, 775, 787, 788, 813, 815, 825,
826, 839, 867, 868, 879, 892, 901, 934, 939,
942, 951, 958, 964 , 978, 979, 984, 1012, 1021,
1022, 1049, 1059, 1091, 1094, 1096, 1108, 1120,
1138, 1140, 1149, 1151, 1152, 1160, 1162, 1164,
1165, 1175, 1183, 1185, 1189, 1192, 1193, 1195,
1221, 1224, 1250, 1258, 1864/3, 1864/14,
1865/6, 1866/35
CASALEGGIO 751
CASAL FIUMANENSE 1090
CASALGRASSO 901
CASALOTTO 797
CASELETTE 956, 959
CASELLE 757, 921
CASERTA 818
CASORZO MONFERRATO 8, 1199
CASTAGNOLE DELLE LANZE 1045, 1102
CASTELBORGO 978
CASTELLA 921
CASTELLAMONTE 846
CASTELLETTO D’ORBA 1145, 1247
CASTELNUOVO D’ASTI (CASTELNUOVO
DON BOSCO) 8, 757, 773, 785, 855, 857, 892,
969, 974, 975, 976, 1099, 1101, 1115, 1118,
1181, 1220, 1224, 1226, 1227, 1228, 1229, 1230,
1231, 1232, 1233, 1234, 1235, 1236
CASTEL SARDO 1865/20
CASTELVECCHIO 1077, 1181
CASTIGLIONE TORINESE 848
CATANIA 1221, 1250
CATANZARO 883
CAVAGNOLO 733
CAVALLERMAGGIORE 978
CAVOUR 829, 883, 934, 939, 1047, 1865/14
CECCANO 827
CENTO 991
CESARA 922
CESENA 1255
CHAFFORDON 1126, 1174
CHAMBÉRY 1146, 1174, 1238, 1865/15
CHERASCO 906, 918, 922
CHIALAMBERTO 937, 1021
CHIARI 1011
CHIERI 8, 838, 857, 858, 868, 876, 903, 918, 998,
1002, 1026, 1039, 1041, 1137, 1220
CHIETI 1864/18
CHIUDUNO 1065
CHIUSA DI PESIO 751, 876
CILANGA 1197
CILE 1167
CINGOLI 1167
CIRIGNANO 1864/6
CISTERNA D’ASTI 1037
CITTÀ S. ANGELO 802
CIVITAVECCHIA 25, 973, 1115, 1867/23
CLAUDIOPOLI 757
COLICO 1170
COLLERETO CASTELNUOVO 918
COLONIA 1167
COMACCHIO 1191
COMO 8, 814, 890, 1216, 1226
CORMONS 961, 967
CORNELIANO D’ALBA 1103
CORNETO 764
COSTANTINOPOLI 791
COSTIGLIOLE D’ASTI 767, 1093, 1123, 1141,
1868/33
COURMAYEUR 951, 958
CREMA 1096, 1108
CREMOLINO 1108
CREMONA 8, 24, 859, 895, 896, 925, 961, 975,
994, 1073, 1087, 1090, 1091, 1226
CRIMEA 1150
CUCCARO MONFERRATO 783
CUMIANA 775, 832, 887, 1112, 1113, 1114, 1198
CUNEO 8, 15, 730, 736, 740, 744, 751, 752, 768,
775, 781, 788, 795, 816, 826, 836, 837, 845,
852, 860, 876, 899, 906, 918, 921, 924, 933,
935, 966, 978, 1010, 1025, 1031, 1037, 1041,
1045, 1046, 1052, 1079, 1102, 1103, 1109, 1115,

69.4 Page 684

▲torna in alto
676 Indice alfabetico dei nomi di luogo
1121, 1134, 1152, 1167, 1207, 1217, 1257
CUSTOZA 24, 967
CUVIO 1191
DAMIETTA 899
DAR'OUN 1041
DOMODOSSOLA 827
DORNO 823
DRONERO 775
ECUADOR 1167
EDESSA 1137
EDNA 1041
EFESO 1051
EMILIA ROMAGNA 1062, 1071, 1130
ESTE 1121
ESTISSAC 1142
FAENZA 1867/32
FALCONARA 996
FELIZZANO 847
FELLETTO (FELETTO)798
FERMO 8, 25, 1010, 1055, 1095, 1137, 1149,
1162, 1189, 1255
FERRARA 991
FERRERE ASTI 1121
FIRENZE 5 , 6 , 8, 11, 16, 19, 23, 24, 745, 774,
799, 802, 807, 809, 826, 828, 830, 844, 854,
856, 858, 859, 866, 867, 869, 870, 872, 873,
876-879, 882, 884, 885, 888, 891, 893-895, 899,
902, 907, 910, 916, 918, 920, 924, 929, 949,
970, 984, 987-991, 998, 1001, 1003, 1004, 1010,
1011, 1014, 1023, 1031-1033, 1036-1038, 1041,
1042, 1045, 1062, 1068, 1071, 1081, 1088-1090,
1092, 1094, 1095, 1106, 1115, 1124, 1131, 1141,
1142, 1155, 1157, 1159, 1172, 1173, 1196, 1200,
1209, 1210, 1225, 1229, 1238, 1247, 1253, 1254,
1865/8, 1865/12, 1866/1, 1866/2, 1866/16,
1866/27, 1866/42, 1867/2, 1867/25, 1867/32,
1868/26, 1868/27, 1868/31
FOLIGNO 996, 1069, 1118
FONTANILE 1107
FORLÌ 1010
FOSSANO 763, 826, 845, 1020, 1021, 1052, 1079
FRANCIA 23, 774, 807, 927, 1112, 1137, 1160,
1250, 1259
FRASCATI 977, 1005, 1060, 1095, 1166, 1202,
1866/32, 1867/3
FROSINONE 827, 1095
GAETA 1240
GARESSIO 1025, 1134
GARLASCO 1197
GAVI 774
GENOLA 931
GENOVA 8, 24, 737, 766, 774, 782, 790, 797,
801, 819, 820, 824, 826, 849, 853, 855, 857,
876, 898, 902-905, 915, 917, 924, 973, 980, 994,
1014, 1045, 1072, 1082, 1089, 1107, 1111, 1125,
1146, 1150, 1160, 1197, 1201, 1217, 1228, 1229,
1231, 1249, 1250, 1259, 1864/10, 1865/6,
1866/5, 1866/8, 1866/10, 1868/6
GENZANO 1060
GERICO 922
GERMANIA 1112
GIAPPONE 902
GIAROLE 733, 754, 788, 792, 822, 871, 872, 984,
991, 1231, 1868/16
GIAVENO 963, 1181, 1866/17
GINEVRA 8, 862
GOLINO 814
GORRINO 8, 852
GOZZANO 8, 847
GRAGNANO 1095
GRASSANO 802
GROTTAFERRATA 827
GROTTAZZOLINA 1255
GUALAQUIZA 1167
GUALDO 1141
GUASTALLA 24, 918, 991, 992, 1188, 1192,
1866/41
KOLOSCA-BÀCS 749
IESI 1095
IMPERIA 826, 898, 1038, 1040, 1091, 1095
INDIA 872
INGHILTERRA 1250
INTRAGNA 814
IRLANDA 1051
IVREA 8, 807, 821, 918, 921, 923, 956, 959, 962,
1037, 1039, 1091, 1141, 1177, 1186, 1240, 1245,
1865/1
LACCHIARELLA 1204
LANZO TORINESE 8, 10, 23, 753, 755, 757, 759,
763, 773, 775, 780, 782, 792, 797, 798, 803,
808, 809, 812, 817, 822, 826, 839, 841, 843,
849, 853, 857, 867, 868, 892, 900, 937, 938,
940, 946, 948, 954, 958, 963, 979, 982, 994,
1019, 1027, 1037, 1049, 1050, 1056, 1059, 1067,
1085, 1088, 1091, 1096, 1100, 1109, 1110, 1121,
1135, 1136, 1138, 1142, 1143, 1146, 1147, 1153,
1154, 1163, 1173, 1177, 1195, 1208, 1217, 1219,
1221, 1228, 1263, 1864/22, 1865/5, 1865/23,
1866/25, 1868/14
L'AQUILA 784, 1037
LAURlANO 868

69.5 Page 685

▲torna in alto
Indice alfabetico dei nom i di luogo 677
L’AVANA 1250
LAZIO 1071
LECCO 1868/25
LERMA 774, 853, 1113
LETE 1051
LIBANO 906, 1041
LIEGI 898, 1112
LIGURIA 838, 1071, 1084
LINZ 1197
LIONE 730, 882, 900, 946, 1106
LISSA 24
LIVORNO 858, 1038
LOCARNO 814, 1077, 1152
LODI 737
LOMBARDIA 20, 1062, 1071, 1079
LOMBRIASCO 779
LOMELLINA 823, 1197
LONDRA 883, 1041, 1238
LONIGO 8, 24, 859, 861, 862
LORETO 8, 917, 1137, 1162
LOSANNA 998
LOSONE 814, 1066
LU 1101
LUCCA 948, 1095, 1098, 1127, 1128,
1868/12
LUCERNA 733, 1221
1141,
MACERATA 8, 930, 1055, 1867/4
MADONNA DELL’OLMO 740, 744, 816
MAGGIATE 865
MALTA 20
MANTOVA 861, 994
MARASSI 820, 1160
MARETTO 1864/21
MARSIGLIA 1160
MASSA CARRARA 1110
MATELICA 1867/4
MATHI TORINESE 875, 978
MEDE 1197, 1243
MENDEZ 1167
MENTANA 25, 1114, 1158
MESOPOTAMIA 1095
MESSICO 1014
MESSINA 803, 842, 1250
MILANO 5 , 8, 11, 19, 20, 24, 25, 737, 754, 781,
787, 792, 825-827, 839, 847, 859, 862, 890, 891,
901, 918, 921, 925, 926, 939, 951, 958, 961,
964, 975, 981, 1010, 1014, 1018, 1020, 1021,
1037, 1044, 1045, 1065, 1068, 1073, 1087, 1101,
1108, 1110, 1120, 1124, 1138, 1141, 1149, 1166,
1171, 1174, 1175, 1178, 1191, 1204, 1211, 1216,
1222, 1226, 1227, 1235, 1244, 1250, 1254, 1258,
1864/4, 1864/15, 1868/1, 1868/25, 1868/34
MIRABELLO MONFERRATO 8, 10, 23, 730,
733, 754, 755, 759, 762, 763, 775, 780, 783,
787, 788, 792, 806, 815, 822, 825, 826, 829,
831, 835, 841, 843, 846, 851, 867, 868, 871,
879, 882, 891, 892, 933, 934, 936, 939, 941,
943, 954, 964, 979, 982, 984, 991, 994, 1022,
1027, 1049, 1050, 1059, 1075, 1080, 1081, 1088,
1091, 1096, 1098, 1101, 1108, 1109, 1121, 1134,
1135, 1138, 1142, 1147, 1152, 1160, 1163, 1164,
1173, 1189, 1192, 1195, 1206, 1213, 1217, 1218,
1231, 1233, 1244, 1262, 1864/1, 1864/3, 1866/
40
MODENA 8, 785, 826, 996, 1025, 1105, 1140,
1141, 1156, 1182, 1188, 1191, 1866/39,
1866/42, 1867/33
MOGHEGNO 814
MOMBARUZZO 1083, 1107
MOMO 1865/11
MONALE 1093
MONASTEROLO 1000, 1093
MONCALIERI 8, 747, 969, 1000, 1249, 1864/13,
1866/18, 1868/32
MONDONIO 785, 943
MONDOVÌ 8, 730, 736, 773, 876, 901, 1025,
1044, 1046, 1047, 1217, 1254
MONFORTE 921
MONGRÉ 774, 927
MONGRENO 1220, 1228
MONREALE 1071
MONTA 836, 978
MONTAFIA 1084
MONTALDEO 1123
MONTE CORONA 1005
MONTEMAGNO 761, 762, 769, 774, 846, 847,
1080, 1082, 1214, 1216, 1864/14
MONTERREY 1262
MONTEVIDEO 17
MONTEVECCHIO 1255
MONTIGLIO 1258
MONTILLA 1262
MONTORO 862
MONZA 826, 895, 918, 1087
MORANO PO 1254
MORBIHAN 1259
MORETTA 1109
MORNESE 8, 25, 774, 797, 798, 812, 820, 853,
994, 1072, 1099, 1113, 1115, 1117, 1118, 1123,
1136, 1145, 1153, 1154, 1249, 1251
MOUTIERS 1146
MURAZZANO 1141
NANTES 1259
NAPOLI 802, 818, 842, 907, 920, 973, 996, 1001,
1016, 1071, 1114, 1142, 1152
NEIVE 978

69.6 Page 686

▲torna in alto
678 Indice alfabetico dei nomi di luogo
NEOCESAREA 1163
NEPI 791
NERETO 776
NEUCHÂTEL 998
NICHELINO 792
NISIBIS 1095
NIZZA MARITTIMA 815, 846
NIZZA MONFERRATO 799, 853, 1231, 1868/33
NONANTOLA 1105
NONE 1160
NOVARA 8, 789, 814, 821, 846, 847, 865, 881,
906, 922, 1021, 1044, 1100, 1135, 1147,
1864/20, 1865/2
NOVI LIGURE 786, 1113, 1123, 1247, 1868/16
OCCHIEPPO INFERIORE 789
OCCIMIANO 829, 1049, 1148
ORENO 737, 1211
ORMEA 933, 1046
ORNATO 738
ORVIETO 998
OSIMO 1011, 1167
PADOVA 16, 24, 763, 1048, 1121
PALERMO 973, 1049
PALLANZA 1865/15
PARIGI 25, 730, 1037, 1063, 1142, 1238, 1262
PARMA 8, 914, 944, 952, 1005, 1091, 1865/15
PARODI 1123
PATAGONES 803
PATAGONIA 803, 1167
PATTADA 1865/20
PAVIA 737, 823, 978, 1096, 1197
PECETTO 900
PEDONA 1095
PEGLI 853
PENANGO 763
PERÙ 1167
PERUGIA 1069, 1118, 1176
PESCARA 802
PIACENZA 921
PIANEZZA 790
PIASCO 795
PIEDIMONTE D'ALIFE 818
PINEROLO 8, 20, 733, 757, 759, 795, 924, 1018,
1137, 1187, 1250, 1254
PINO TORINESE 857
PIOBESI TORINESE 8, 758
PIOVANI 1052
PISA 8, 20, 24, 737, 844, 867, 876, 1140, 1162,
1865/25, 1866/12, 1866/36, 1868/8
PISTOIA 842, 872
PIVERONE 920
POCAPAGLIA 918
POIRINO 760
POLONIA 1005, 1137, 1184
PONZONE 1866/37
PORTACOMARO 1864/21
PORTO TORRES 1865/20
PORTOGALLO 920
POTENZA 802, 865
POZZUOLI 826
PRATO 878, 884
PREDOSA 943
RACCONIGI 752, 837, 935
RANDAZZO 1221
RAPALLO 905
RAVENNA 738
REAGÌ .TF. 1220
RECANATI 917
REGGIO EMILIA 822, 991, 1156, 1182, 1866/41
RHO 1018
RICHMOND 1250
RIETI 950, 1040
RIMINI 996
RIVA DI CHIERI 943
RIVOLI 759
ROCCA DI CORLO 1181
ROCCHETTA TANARO 803
ROMA 1-8, 11, 12, 14, 16, 17, 19, 20, 23-25, 730,
734-736, 739, 760, 763, 764, 770, 773, 789-791,
793, 794, 797, 798, 801-803, 805, 811, 812, 818,
820, 826, 827, 832, 838, 853, 862, 865, 869,
875, 878, 883-887, 891, 892, 898, 899, 901, 905-
907, 912, 913, 917, 918, 920, 921, 923, 926,
929, 931, 933, 934, 936, 945, 949, 950, 953,
954, 960, 965, 970, 972-974, 976-978, 982, 983,
989, 990, 991, 994, 996, 997, 998, 1000-1011,
1013, 1014, 1016-1018, 1023-1025, 1028-1030,
1032, 1034, 1036, 1037, 1040-1044, 1046-1048,
1050-1057, 1059-1063, 1068, 1069, 1071, 1074,
1076, 1086, 1087, 1092, 1095, 1101, 1111, 1113-
1115, 1118, 1122, 1131-1133, 1137, 1142, 1144,
1146-1149, 1151, 1152, 1157, 1158, 1163, 1166-
1170, 1172-1174, 1176, 1184, 1187-1189, 1200,
1202, 1205, 1208, 1219, 1222, 1230, 1238, 1250,
1252-1256, 1258-1261, 1263, 1865/6, 1866/11,
1866/19, 1866/21, 1866/22, 1866/24, 1866/31,
1866/33, 1866/34, 1866/38, 1866/40, 1867/3,
1867/4, 1867/5, 1867/6, 1867/13, 1867/16,
1867/18, 1867/20, 1867/22, 1867/23, 1868/10,
1868/11, 1868/20
RONCO CANAVESE 1118
RORÀ 738, 767, 772, 815, 819, 823, 1865/19
RORETTO 776
ROSARIO 1250
ROVELLO, 1226

69.7 Page 687

▲torna in alto
ROVIGO 861
RUSSIA 1184
SAINT-ANNE D’AURAY 1259
SAINT-LARY 1077
S. ALBANO 900, 1052
S. ANGELO 981
S. BENIGNO CANAVESE 16, 826, 875, 935,
1039
S. CATALDO 1865/24
S. DAMIANO D'ASTI 918, 1121
S. FEDELE INTELVI 890
S. GEMINIANO 1001
S. GILLIO 1181
S. GIOVANNI IN CROCE 1090, 1091
S. IGNAZIO 8, 753, 757, 773, 946
S. MARTINO ALFIERI 1121
S. MAURIZIO CANAVESE 848
S. MAURO TORINESE 848
S. NICOLÀS DE LOS ARROYOS 803
S. PAOLO D'ENZA 1182
S. PIERO A SIEVE 844
S. STEFANO BELBO 855
SALE 1864/19
SALERANO 1157
SALERNO 907
SALICETO 15
SALUGGIA 943, 1045
SALUZZO 794, 918, 966, 1021, 1037, 1045, 1070,
1093, 1138, 1143, 1187, 1217
SAMPIERDARENA 820, 1160, 1197, 1231
SANREMO 898, 1040, 1091
SANTA MARIA MAGGIORE 1135
SANTA MARGHERITA LIGURE 1014
SANTHIÀ 765
SANTIAGO DEL CILE 803
SARDEGNA 826, 878, 1069, 1070, 1202, 1864/21
SASSARI 1010, 1865/20
SASSO 1095
SASSONIA 819, 826, 902, 1005
SAVIGLIANO 758, 1115
SAVOIA 25, 766, 769, 790, 813, 819, 826, 864,
874, 924, 1014, 1044, 1130(?) 1238, 1867/14,
1868/19
SAVONA 798, 826, 829, 900, 1084
SCALENGHE 1110
SCALETTA 918
SCANDALUZZO 1199
SELEUCIA 1167
SENIGALLIA 1069, 1163
SERRAVALLE SCRIVIA 774
SESTRI PONENTE 906
SETTIMO TORINESE 874
SICILIA 870, 973, 1069, 1071, 1250
Indice alfabetico dei nomi di luogo 679
SIENA 1001, 1222
SIVIGLIA 1262
SOMME 1259
SONDRIO 1171
SORA 929, 931, 996, 1016, 1041, 1069, 1118,
1142, 1151, 1173, 1866/15, 1866/40, 1868/6
SPAGNA 1005
STAZZANO 1867/12
STRESA 17, 827
STREVI 8, 956, 957, 1080, 1081
SULMONA 784
SUSA 730, 736, 813, 815, 818, 822, 1246,
1866/12, 1866/29
SUTRI 791
SVIZZERA 733, 814, 1137
TALLOW 1051
TANIS 1137
TARQUINIA 764
TAVAGNACCO 798
TEMPIO 1865/20
TERAMO 776, 802
TOLLEGNO 922
TORTONA 8, 850, 927, 1129, 1864/19, 1867/12
TOSCANA 996, 1001
TRAMONTANA-GAVI 1868/13
TREVISO 861, 1105, 1111
TRICERRO 992
TROFFARELLO (TROFARELLO o TRUFFA-
RELLO) 8, 12, 835, 914, 944, 952, 956, 964,
1072, 1074, 1091, 1092, 1094-1096, 1179, 1214-
1217, 1255, 1866/18
UDINE 798, 918, 1052
UMBRIA 1062
UNGHERIA 749
URUGUAY 798
USSEGLIO 1085
VÀCZ 749
VALEGGIO 927
VALENZA 812
VALLADOLID 1262
VAPRIO D'ADDA 975, 1226
VARALLO 821
VARAZZE 803, 1084
VARESE 8, 1022, 1191
VENARIA REALE 871, 1163, 1868/21
VENEZIA 8, 24, 730, 859-861, 918, 949, 1088,
1865/9, 1867/1
VENTIMIGLIA 994
VERCELLI 8, 759, 776, 821, 864, 943, 992, 1045,
1187, 1243, 1248, 1867/11, 1868/33
VERDELLO 1096

69.8 Page 688

▲torna in alto
680 Indice alfabetico dei nomi di luogo
VEROLENGO 821, 1221
VERONA 8, 833
VERSOIO 814
VERVIER 898
VERZUOLO 966, 1152
VEZZA D'ALBA 1103
VICENZA 1088
VIENNA 8, 24, 740, 967, 953, 999, 1027, 1202,
1867/33
VIGEVANO 8, 1091, 1187, 1197, 1243, 1248
VIGONE 743
VIGNALE 787, 825, 839, 847, 939, 951, 958, 964,
1080, 1101, 1138, 1235, 1244
VILLA PASQUALI 994
VILLA VIANI 1038
VILLAFALLETTO 8, 845, 1081
VILLAFRANCA PIEMONTE 876
VILLANOVA D’ASTI 773, 931, 1000, 1133, 1141,
1143, 1229
VILLA S. SECONDO 812
VILLAR FOCCHIARDO 1866/29
VILLASTELLONE 857, 936, 1028, 1217
VILLEFRANCHE (RHÔNE) 774, 927
VISCHE 923
VISONE 1113
VITERBO 764, 898, 1040, 1163, 1202
VIÙ 1085
VOGHERA 1867/26
VOLVERA 1091
VOLTAGGIO 1868/13

69.9 Page 689

▲torna in alto
INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE
(Il num ero indica la lettera; i conten u ti delle lettere possono essere facilm ente in d ividu ati anche
attraverso i singoli regesti n ell’indice cronologico delle lettere)
ABITO ECCLESIASTICO 1105
ACCETTAZIONE di giovani 752, 760, 775, 776,
783, 789, 794, 802, 821, 842, 853, 858, 882,
897, 900, 942, 966, 968, 1007, 1024, 1045,
1077, 1081, 1098, 1102, 1123, 1229, 1240,
1864/6/8/10/12/16/18/19/20, 1865/1/2/6/15/
17/18/24, 1866/10/12/17/28/29/36/41, 1867/4/
19/21/23/25/26, 1868/21/24/25/33
AFFARI ECONOMICI (acquisti, cambiali, con­
dono di rette, contratti, eredità, mutui, vendi­
te, ricevute, richieste di esenzioni doganali o
imposte, tasse sulla ricchezza mobile) 731,
744, 782, 790, 797, 806, 816, 822, 836, 845,
852, 859, 900, 909, 951, 952, 944, 958, 964,
966, 972, 991, 1007, 1029, 1030, 1047-1049,
1057, 1075, 1093, 1097, 1108, 1110, 1115, 1170,
1175, 1181, 1206, 1864/3/15, 1866/26/42 (v.
anche Debiti)
ALLEGRIA 733, 747, 754, 755, 780, 796, 937,
979, 1041, 1095, 1101
A m ico di casa (di fam iglia) 998
ANGELO CUSTODE 1166
APPUNTAMENTI, inviti 746, 747, 761, 793, 815,
877, 881, 896, 897, 908, 914, 927, 936, 943,
984, 985, 1001, 1105, 1006, 1028, 1037, 1063,
1127, 1128, 1139, 1145, 1155, 1182, 1191, 1198,
1203, 1207, 1214-1216, 1220, 1224, 1232, 1234,
1237, 1239, 1244, 1245, 1252, 1867/3
Arm onia (L ’) 867, 910, 923, 1091
ANIMA (propria e altrui da salvare): 737, 755,
757, 978, 941, 970, 1050, 1085, 1128, 1179 (v.
anche Dio, Educazione, Paradiso, Saluti e au­
guri)
ASSISTENZA genitori 1104
BANCA 796, 1167, 1865/3
BANDA musicale (musica) 815, 855, 978, 1232
BARNABITI 747, 1000
BENEDIZIONI: apostolica 736, 741, 743, 751,
763, 818, 886, 892, 912, 1000, 1003, 1017,
1023, 1055, 1059, 1142, 1192, 1193, 1261, 1263;
- cardinalizia, vescovile 730, 745, 746, 830,
876, 879, 884, 922, 1010, 1046, 1065, 1096,
1121, 1162, 1164, 1188, 1189, 1196, 1219; - del
cielo (del Signore; - e giorni felici) 727, 728,
731-733, 735, 737-740, 746, 747, 753, 758, 760,
764-766, 769, 777, 782, 789, 790, 796, 798-800,
806, 807, 812, 814, 823, 826, 828, 830, 832,
839, 840, 844, 848-850, 854, 856, 864-866, 868,
873, 874, 880, 881, 887, 890, 891, 894, 897,
899-901, 906, 910, 913, 916, 917, 924, 931, 944,
949, 953, 954, 958, 963, 967, 972, 974, 975,
982, 987, 992, 1006, 1008, 1010, 1015, 1017,
1018, 1025, 1027, 1058, 1061, 1064, 1072, 1075,
1077, 1086, 1089, 1096, 1102, 1107, 1109, 1112,
1118-1120, 1124, 1125, 1144, 1162, 1172, 1176,
1181, 1183, 1186, 1191, 1194, 1196, 1200, 1205,
1212, 1215, 1238, 1256, 1260; - di Dio 733,
741, 750, 775, 781, 804, 814, 819, 820, 821,
829, 834, 838, 839, 841, 845, 852, 857, 860-862,
875-878, 888, 889, 895, 896, 902-904, 908, 909,
914, 918, 919, 921, 923, 926-929, 931-934, 937,
939, 942, 943, 945, 946, 949, 954, 957, 960,
962, 964, 970-973, 976-978, 981-984, 987-989,
1001, 1002, 1004, 1005, 1007, 1008, 1011, 1014,
1016, 1020, 1023, 1025, 1026, 1028-1030, 1032,
1034, 1037, 1038, 1042, 1043, 1047, 1048, 1050,
1054, 1056, 1058, 1060, 1061-1063, 1066, 1068,
1069-1071, 1073, 1074, 1076, 1079, 1082, 1085,
1087, 1090-1092, 1094, 1098, 1099, 1101, 1104,
1105, 1108, 1111, 1113, 1114, 1117, 1131-1134,
1141, 1145, 1146, 1151, 1154, 1155, 1158, 1161,
1163, 1167, 1168, 1170, 1171, 1174-1176, 1178,
1180, 1184, 1187, 1189, 1190, 1194, 1198, 1202-
1204, 1207, 1211, 1213, 1216, 1219, 1220, 1222,
1227-1229, 1232, 1233-1236, 1240, 1244, 1247,
1253, 1254, 1258, 1259; - per intercessione di
Maria 738, 758, 910, 925, 961
Biblioteca della G ioventù Italiana 1200, 1229,
1253, 1262, 1263, 1868/34
BISOGNI, strettezze economiche 728, 737, 777,
809, 811, 819, 822, 823, 836, 849, 856, 865,
866, 870, 886, 887, 893, 894, 907, 911, 917,
918, 920, 926, 933, 938, 939, 956, 964, 982,
1013, 1019, 1024, 1045, 1048, 1057, 1085, 1088,
1089, 1094, 1101, 1103, 1111, 1118, 1125, 1132,
1133, 1138, 1158, 1159, 1189, 1219, 1223, 1236,
1244, 1263 (v. anche Sussidi)

69.10 Page 690

▲torna in alto
682 Indice alfabetico delle materie
BONTÀ 729, 737, 818, 819, 827, 856, 866, 877,
878, 879, 880, 884, 885, 893, 894, 912, 916,
917, 920, 924, 932, 937, 945, 952, 956, 961,
973, 987, 990, 1000, 1001, 1006, 1010, 1016,
1019, 1021, 1024, 1029, 1030, 1038, 1040, 1049,
1054, 1078, 1090, 1096, 11
BREVIARIO 763, 780, 784
Buona (La) settim ana 815, 1190
BUONA MORTE (Esercizio della) 868
BUONA NOTTE 757
BUON ESEMPIO 754, 789
CAMALDOLESI 1005, 1041, 1867/3
CARITÀ 796, 800, 806, 807, 815, 819, 821, 823,
855, 864-866, 874, 878, 879, 880, 884-887, 897,
899, 900, 902, 910, 911, 917, 919, 924, 930-932,
939, 947, 956, 959, 967, 972, 974, 978, 999,
1000, 1006, 1008, 1014-1016, 1017, 1019, 1023,
1031, 1063, 1123, 1147 (v. anche Pietà, Pre­
ghiere, Sussidi).
Cattolico (II) Provveduto 787, 839, 958, 1101,
1138, 1175, 1178, 1235, 1241
Centenario (II) di S. Pietro 994, 1037, 1040,
1044, 1046, 1052, 1055, 1057, 1059, 1133, 1260
Chiave (La) del Paradiso 1032
CHIERICI (studi, dispense, ordinazioni, esami,
sussidi, vestizione): 730, 737, 743, 747, 754,
763, 771, 788, 796, 800, 839, 840, 848, 880,
883, 911, 938, 943, 947, 958, 963, 965, 970,
973, 996, 1053, 1088, 1093, 1109, 1116, 1121,
1137, 1169, 1164, 1165, 1167, 1175, 1181, 1189,
1192, 1193, 1202, 1218, 1225, 1243, 1248, 1254,
1864/7/13 (v. anche Economato generale dei
benefici vacanti, Esenzione militare, Patrimo­
nio ecclesiastico, Provveditore scolastico, Se­
minario)
CHIESA in Italia (dottrina, rapporti con lo Sta­
to, bene della religione cattolica...) 731, 735-
737, 750, 763, 770, 799, 818, 831, 872, 885,
886, 898, 902, 932, 954, 973, 974, 977, 918,
920, 990, 1000, 1003, 1011, 1059, 1087, 1088,
1135, 1145 (v. anche Chiesa, Politica italiana,
Vescovi)
CIBO E BEVANDE (temperanza, digiuno) 780,
793, 850, 875, 896, 1005, 1056, 1117, 1130,
1161, 1190, 1198, 1220, 1242, 1244, 1251
CITAZIONI BIBLICHE 763, 781, 819, 1004,
1050, 1096, 1105, 1135, 1179, 1231
CITAZIONI LATINE 778, 848
Civiltà (La) Cattolica 883, 920, 929, 998, 1040,
1142, 1202, 1230, 1864/17 (v. anche Gesuiti)
CODICE PENALE 812
COLERA 803, 820, 842, 844, 846, 847, 854, 880,
893, 924, 966, 967, 973, 977, 1038, 1060, 1062,
1065, 1067-1069, 1071, 1073, 1077, 1079, 1082,
1089, 1092, 1095, 1099, 1124, 1128, 1129, 1131,
1132, 1865/17/18, 1866/27/40, 1868/24
COLLEGIO: Bressanone 1101; - Cavour 828,
1865/14; - Chieri (scuola) 1039; - Lanzo 753,
759, 798, 808, 809, 815, 817, 822, 844, 849,
857, 867, 892, 937, 946, 954, 963, 979, 982,
1019, 1049, 1050, 1059, 1076, 1088, 1135, 1138,
1195, 1208, 1217, 1220, 1221, 1228, 1263,
1864/22, 1865/5, 1866/25, 1868/14; - Mirabel­
lo 730, 733, 754, 755, 759, 775, 783, 787, 788,
792, 867, 879, 892, 941, 954, 978, 982, 1022,
1049, 1050, 1059, 1075, 1088, 1098, 1101, 1091,
1134, 1138, 1164, 1189, 1213, 1218, 1231, 1232,
1262, 1864/1; - Moncalieri 1249, 1868/32; -
Mongré 774, 927; - Occimiano 829; - S. Beni­
gno Canavese 1039; - Torino-Valsalice 1101,
1138; - Torino (liceo da fondare) 1138, 1175,
1235
COMMEDIE (rappresentazioni a Valdocco o al­
trove) 747, 793, 815, 826, 881, 897, 936, 969,
984, 985, 1037
COMMENDATIZIE: v. società salesiana
COMUNIONE 755, 756, 757, 774, 792, 801, 833,
872, 878, 885, 886, 893-895, 899, 902, 910, 918,
920, 921, 925, 946, 941, 954, 960, 964, 973,
981, 982, 983, 988, 1008, 1010, 1016, 1023,
1029, 1035, 1038, 1041, 1043, 1059, 1062, 1067,
1068, 1079, 1082, 1083, 1090, 1101, 1111, 1116,
1123, 1125, 1133, 1135, 1141, 1147, 1166, 1172-
1176, 1178-1180, 1184, 1211, 1252, 1255, 1256,
1258, 1261-1263; - prim a comunione 1866/40
(v. anche Pietà)
CONCILIO TRIDENTINO 743
CONCILIO VATICANO I 906, 1250, 1261
CONDIZIONI METEREOLOGICHE 747, 757,
826, 897, 1130, 1133, 1141, 1142, 1147, 1229,
1231, 1866/29
CONDOGLIANZE (suffragi) 844, 868, 872, 941b
1062, 1076, 1141, 1176, 1180
CONFESSIONE (confessore, patente di, direzio­
ne spirituale) 761, 773, 784, 834, 844, 853, 868,
872, 878, 886, 941, 948, 954, 1010, 1016, 1080,
1082, 1083, 1104, 1174, 1179, 1184, 1263
CONFIDENZA col superiore 1179
CONGREGAZIONE DELL’ORATORIO 858,
867, 870, 882, 891, 931, 933, 941, 1037, 1038,
1071
CONGREGAZIONE SALESIANA: v. Società sa­
lesiana
Conte di Cavour 934, 939
CORAGGIO 792, 795, 960
CORONE (venditore) 791, 917, 1111
CORTESIA 826 , 844 , 873 , 879, 885 , 920 , 978,

70 Pages 691-700

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70.1 Page 691

▲torna in alto
Indice alfabetico delle materie 683
1001, 1006, 1038, 1140
COSTITUZIONI: v. Società salesiana
CROCIFISSI 933, 990
DEBITI 790, 796, 800, 804, 807, 816, 822, 823,
832, 837, 848, 854, 900, 901, 910, 923, 935,
939, 951, 956, 958, 964, 1002, 1007, 1019,
1041, 1081, 1093, 1111, 1114, 1115, 1118, 1133,
1141, 1147, 1157, 1167, 1173, 1175, 1181, 1206;
- paga agli operai 831, 836, 920, 939 (v. anche
Affari economici)
DECORAZIONI 807, 809, 887, 924, 1000, 1118,
1138, 1161, 1147, 1210, 1219, 1247 (v. anche
Raccomandazioni)
DEDICA 1241
DEMONIO 755, 921, 1255
Dictionnaire de spiritualité et ascétique et my-
stique 1262, 1263
DIO, Signore: 741, 754, 770, 775, 785, 791, 818,
840, 933, 941, 1229; - am or di Dio 770, 860,
867, 869, 1050, 1179; - bontà di Dio 833, 990,
1035, 1037, 1083, 1167, 1204, 1227, 1262; -
grazia del Signore 746, 755, 791, 792, 871, 885,
898, 901, 910, 920, 925, 930, 937, 948, 953,
954, 1081, 1083, 1113, 1179; - maggior gloria
di Dio (bene delle anime) 735-737, 749, 756,
763, 764, 770, 779, 841, 874, 885, 886, 899,
909, 913, 914, 917, 921, 929, 930, 932, 933,
946, 963, 989, 997, 1009, 1039, 1050, 1055,
1056, 1059, 1072, 1090, 1101, 1103, 1109, 1117,
1119, 1120, 1121, 1128, 1137, 1147, 1156, 1169,
1170, 1177, 1179, 1193, 1194, 1218, 1222, 1259,
1260; - Parola 978; - Provvidenza Divina 739,
750, 763, 765, 816, 886, 890, 892, 903, 920,
925, 941, 949, 977, 999, 1004, 1010, 1018,
1059, 1078, 1121, 1156, 1193, 1211, 1230; -
Sua volontà 814, 826, 835, 839, 847, 902, 918,
941, 953, 961, 975, 981, 994, 1011, 1092, 1213,
1866/31; - tim or di Dio 737, 755, 762, 769,
859, 870, 876, 885, 951, 970, 1166, 1176, 1191,
1252 ( v. anche Benedizioni, Paradiso, Spe­
ranza, Saluti e auguri)
DISPIACERI 934, 939, 1061, 1113, 1174, 1177,
1197, 1205, 1224, 1249
DOGANA 782
DOMENICANI 839, 1038, 1040, 1044, 1202
DON BOSCO: - povera mia persona 878, 879,
1012, 1041, 1145, 1153, 1162; - povera anima
mia 954, 970, 972, 1004, 1063, 1090, 1103,
1107, 1138, 1155, 1173, 1176, 1190, 1210, 1214,
1230, 1234, 1235, 1252, 1258, 1259 (v. anche
Salute di don Bosco)
DONI 740, 818, 819, 878, 995, 1008, 1037, 1063,
1123, 1170, 1242, 1865/6/8: (v. anche Lotte­
ria, Offerte, Sussidi richiesti, M. Ausiliatrice:
costruzione della chiesa)
EBREO 749, 750
ECONOMATO GENERALE DEI BENEFICI VA­
CANTI (cassa ecclesiastica, fondo per il culto)
739, 751, 865, 866, 880, 898, 905, 907, 942,
965, 980, 1865/13, 1866/20
EDUCAZIONE (metodi, finalità, strutture, col­
loqui, amorevolezza, assistenza, fuga dal col­
legio) 733, 737-739, 748, 754, 755, 760, 765,
792, 812, 823, 828, 860, 873, 887, 893, 907,
937, 954, 960, 976, 1038, 1041, 1050, 1054,
1059, 1064, 1081, 1083, 1086, 1095, 1104, 1135,
1138, 1148, 1169, 1179, 1196, 1209, 1214, 1243,
1219, 1223, 1228, 1231, 1235, 1238, 1252, 1259,
1262, 1263, 1866/6/12/39, 1868/27
EREDITÀ: v. AFFARI ECONOMICI
ESAME DI COSCIENZA 1179
ESENZIONE MILITARE 746, 844, 850, 854,
887, 906, 918, 922, 933, 940, 1244
ESERCIZI SPIRITUALI 753, 757, 822, 835, 914,
956, 964, 972, 995, 1072, 1074, 1091, 1092,
1094, 1121, 1152, 1160, 1164, 1167, 1179, 1.214,
1215, 1216, 1254
FACEZIE 746, 754, 757, 769, 780, 769, 790, 832,
836, 857, 859, 867, 875, 876, 900, 902, 908,
909, 913, 918, 921, 936, 929, 956, 962, 969,
981, 1008, 1056, 1081, 1086, 1096, 1101, 1113,
1112, 1115, 1128, 1129, 1133, 1136, 1141, 1142,
1145, 1153, 1159, 1168, 1172, 1175, 1190, 1238,
1240, 1242, 1244
FEDE 739, 833, 846, 885, 918, 1010, 1065, 1076,
1092, 1103, 1158, 1167, 1173, 1204 (v. anche
voci di contenuto analogo)
FELICITAZIONI 850, 1035, 1082, 1083, 1090,
1098, 1099, 1103, 1104, 1127, 1128, 1163, 1168,
1195 (v. anche Decorazioni, Raccomandazio­
ni)
FERROVIE 732, 760, 788, 821, 849, 870, 916,
926, 929, 933, 939, 948, 949, 961, 978, 984,
985, 986, 1045, 1064, 1070, 1123, 11195, 1253,
1253,
1864/8/10/12/16/19/20, 1865/21,
1868/16/18/21/24
FESTE: del Signore: dom enica in Albis 902,
1175, Ascensione 1044, Corpus Domini 1183,
1185, Epifania 793, Natale 1252, 1255-1258,
1864/24, Giovedì Santo 1009, Pasqua 741,
780, 901, 902, 1029, 1167, 1173, 1171, 1175,
Pentecoste 743, 826, S. Cuore 925, SS. Trinità
911; - della Madonna: Annunciazione 808, As­
sunta 761, 762, 946, 1864/14, Consolata 933,
del Gonfalone 845, del Rosario 974, 1099,

70.2 Page 692

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684 Indice alfabetico delle materie
1224, 1232, Immacolata 873, 889, 982, 1098,
Natività 846, 964, 966, Nome di Maria 966, ,
Presentazione 1111, Purificazione 978; - dei
Santi: S. Agostino 876, S. Anna 756, S. Carlo
787, 979, 984, 1018, S. Cecilia 978, 985, S. Fi­
lippo Neri 808; - S. Francesco di Sales 743,
1007, 1141, 1143, 1145-1147, S. Giuseppe 895,
897, S. Giovanni Battista 853, 1061, 1069, S.
Gottardo 814, S. Lucia 1100, S. Luigi 754, 755,
822, 823, 865, 872, 888, 933, 936, 954, 1163,
1864/21, S. Vincenzo de’ Paoli 837; - dei De­
funti 864; - dello Statuto 826
FIGLI DI S. MARIA IMMACOLATA 801, 820,
853
FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE 774, 797,
853
FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA 797, 820
FIRENZE: collegio Galilei 1156; - convento di S.
Domenico 877, convento di S. Marco 877,
1038; - convento di S. Maria Novella 1038; -
Monastero S. Teresa 872, 877, 884; - Mona­
stero S. Maria Maddalena de’ Pazzi 872, 877,
882; - Monastero Benedettine di S. Maria del
Fiore 884, 990; - Ospizio delle convertite 877; -
Suore della carità 877; - S. Firenze 891, 1071
FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE 1041
FUMARE 822
G alantuom o (II) e le sue avventure. Alm anacco
N azionale per l'anno ... 773, 815, 883
G azzetta Ufficiale del Regno d ’Italia 742, 826,
828, 842, 1027, 1069
G azzetta (La) del Popolo 846
G azzetta Piem ontese. 924
GENOVA: collegio teologico S. Tommaso d ’A-
quino 1146; - chiesa S. Sabina 801; - chiesa
S.S. Vittore e Carlo 898; - convento carmeli­
tano S. Arma 898, 905, 915, 980, 1866/8; - isti­
tuto da fondare 820, 994, 1072; - Marassi
1160; - Sampierdarena 1160
GESÙ CRISTO 727, 736, 738, 749, 755, 788, 818,
885, 901, 919, 943, 1050, 1059, 1176, 1252,
1257; - grazia del S. N. G. C. 791, 792, 871,
885, 920, 925, 937, 948, 953, 954; - G. Bambi­
no 788, 818, 943, 1252, 1257; - Gesù Sacra­
m entato (visita) 756, 792, 872, 885, 886, 918,
920, 946, 950, 960, 1083, 1105, 1135, 1179 (v.
anche Comunione, Pietà)
GESUITI 744, 872, 927, 977, 1108, 1169, 1230,
1235 (v. anche La Civiltà Cattolica)
GIACULATORIE: v. PIETÀ
GIANDUIA 793, 897
Giovane (II) Provveduto 787, 998, 1032, 1123,
1142, 1184
GIOVANETTI (giovani, fanciulli, ragazzi): pove­
ri 727, 728, 737, 744, 748, 751, 752, 777, 782,
792, 799, 800, 803, 806, 807, 818, 819, 821,
823, 824, 828, 830, 832, 833, 836, 854-856, 869,
874, 878, 879, 885, 887, 895, 903, 912, 922,
924, 925, 930, 938, 947, 950, 953, 961, 967,
977, 980, 982, 983, 989, 999, 1000, 1004, 1008,
1012, 1015, 1017, 1028, 1032, 1038, 1045, 1049,
1060, 1063, 1064, 1069, 1075, 1082, 1087, 1089,
1102, 1121, 1122, 1125, 1127, 1150, 1156, 1223,
1236, 1240, 1245, 1250; - affamati 811, 923; -
agiati e meno agiati 753; - poveri e inesperti
736; - pericolanti 887, 1010, 1049, 1250; - or­
fanelli 1089, 1240; - poveri e abbandonati 858;
- più abbandonati fanciulli del povero popolo
1075
GINNASTICA 1864/13
GIUBILEO 811
GUERRA 886, 902, 916, 922, 925, 929, 931, 936,
938, 940, 948, 949, 961, 967, 974, 999, 1027,
1081, 1083, 1089, 1113-1115, 1133, 1158, 1179
IMMAGINETTE 741, 745, 876, 1106, 1178, 1200,
1263, 1867/33, 1868/1/27
INDULGENZE 750, 751, 811, 997, 1010, 1037,
1170, 1173, 1183, 1219, 1261, 1263, 1867/11
INDUMENTI (coperte) 727, 728, 777, 782, 823,
855, 856, 867, 919, 935, 938, 999, 1088, 1089,
1236, 1864/23, 1867/27, 1868/1/30/32
Italia (V ) Reale; - «Corriere N azionale» 826,
947
LACRIME 792, 935, 937
Lanterianum 861
LEGGI 886, 887
LETTURA SPIRITUALE 868, 954, 1086, 1147,
1179
LETTURE CATTIVE (cattivi discorsi) 844, 954,
1262, 1263
LETTURE CATTOLICHE 744, 793, 799, 801,
811, 812, 814, 844, 869, 877, 879, 882, 886,
888, 891, 918, 921, 923, 929, 948, 956, 959,
1002, 1008, 1017, 1030, 1033, 1037, 1047, 1054,
1069, 1070, 1077, 1084, 1086, 1104, 1123, 1127,
1128, 1131, 1133-1135, 1140, 1142-1144, 1146,
1152, 1154, 1157, 1158, 1176, 1177, 1182, 1185,
1186, 1212, 1256, 1263; - traduzioni 1077,
1084, 1086, 1101, 1104, 1152; - vertenza 956,
959, 1037
LIBRI PROIBITI 763, 997
LICENZE EDILIZIE (lavori pubblici) 738, 767,
768, 772, 806, 883, 893, 896, 1201, 1223
LITURGIA 1116
LOTTERIA 738, 744, 797, 806, 807, 815, 818,

70.3 Page 693

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Indice alfabetico delle materie 685
819, 823, 824, 826-828, 830, 834, 844, 848, 864,
869, 870, 878, 883-885, 889, 894, 895, 897, 899,
900, 902-904, 913, 917, 918, 949, 953, 960, 967,
978, 999, 1002, 1004, 1010, 1014-1017, 1023,
1037, 1054, 1124, 1865/7/8/11, 1866/3/9:
1867/7/8/9/10/11/12/ (v. anche Doni. Offer­
te, Sussidi Richiesti, Maria Ausiliatrice: co­
struzione della chiesa)
MADONNA (bontà e potenza, devozione, fidu­
cia, fioretti, protezione) 730, 739, 741, 757,
758, 763, 765, 768, 769, 778, 792, 798, 811,
818, 824, 831, 832, 836, 846, 847, 850, 909,
910, 912, 915, 925, 928, 929, 931, 937, 941,
945, 954, 960, 961, 971, 973, 979, 981, 983,
1013, 1016, 1026, 1027, 1030, 1032, 1042, 1043,
1056, 1059, 1061, 1062, 1071, 1082, 1083, 1097-
1099, 1101, 1110, 1113, 1114, 1118, 1125, 1129,
1132, 1135, 1212, 1259, 1262, 1263; - Maria
Immacolata 738, 756, 886, 930, 1059; - mese
di Maria 928, 1029, 1044, 1178, 1179 (v. anche
Maria Ausiliatrice)
MALATTIA (sanità) 762, 780, 794, 812, 814, 822,
826, 833, 835, 839, 841, 843, 846, 850, 852,
853, 858, 859, 872, 875, 918, 920, 921, 923,
925, 926, 935, 939, 941, 945, 946, 961, 970,
972, 981, 999, 1002, 1004, 1007, 1014, 1030,
1034, 1037, 1045, 1060, 1065-1068, 1073, 1079,
1080, 1085, 1094, 1098, 1103, 1111, 1114, 1126,
1136, 1141, 1142, 1146, 1147, 1154, 1163, 1170,
1171, 1174, 1178, 1191, 1202, 1215, 1224, 1227,
1251, 1865/23, 1866/5/23/25/33, 1867/512/18,
1868/3/26 (v. anche Salute di don Bosco)
M araviglie della M adre di Dio 739, 813, 815
MARIA AUSILIATRICE 833, 885, 886, 889, 895,
898, 900, 909, 913, 918, 920, 921, 925, 929,
933, 949, 951, 953, 967, 1004, 1005, 1010,
1012, 1023, 1025, 1026, 1031, 1035, 1038, 1041,
1042, 1046, 1047, 1056, 1063, 1065, 1067-1069,
1071-1073, 1077, 1099, 1123; - costruzione del­
la Chiesa (e arredo): 732, 738, 739, 742, 754,
757, 758, 765-769, 793, 797, 806, 813, 815, 818,
823, 824, 826, 831-833, 836, 844, 846, 854, 878,
883, 886, 894, 895, 899, 907, 909, 910, 913,
917, 925, 926, 933, 939, 941, 949, 951, 953,
967, 973, 977, 999, 1004, 1008, 1017, 1026,
1027, 1031, 1035, 1037, 1042, 1043, 1052, 1063,
1064, 1069, 1074, 1078, 1090, 1094, 1103, 1111,
1118, 1124, 1128, 1129, 1131, 1132, 1141, 1143,
1146, 1148, 1155, 1157, 1171, 1176, 1204, 1212,
1256, 1864/2, 1864/4, 1865/16, 1866/11/35,
1867/12, 1868/13/15; - cappelle e altari 930,
989, 1014, 1023, 1031, 1042, 1043, 1047, 1052,
1071, 1111, 1114, 1141, 1155, 1159, 1172,
1867/32; - disegni 738, 739, 754, 812, 815,
1158, 1167, 1211, 1222; - posa della prima pie­
tra 793, 813, 815, 818, 883; - posa dell'ultimo
m attone 967; - grazie: 883, 895, 918, 920, 921,
945, 949, 1023, 1025, 1026, 1035, 1037, 1041,
1042, 1056, 1058, 1065, 1069, 1079, 1090, 1115,
1123, 1147, 1148, 1157, 1172, 1173, 1204, 1212,
1237; - campane 1077, 1097, 1111, 1181;- s t a ­
tua della Madonna 901, 993, 1044, 1111; -
cere e candele 1172, 1200, 1868/17; - m eda­
glie commemorative e medagliette 791, 929,
1004, 1005, 1014, 1025, 1028, 1041, 1113, 1123,
1126, 1128, 1142, 1143, 1147, 1151, 1157, 1172,
1191, 1200, 1202, 1204, 1212, 1213, 1222, 1237,
1256; - consacrazione 1124, 1167, 1170-1172,
1180, 1183, 1185, 1190-1192, 1212, 1223, 1868/
1719/23/287; - ottavario e preghiere 846, 925,
1171, 1187, 1191
MATRIMONIO (fidanzamento, m aternità) 844,
854, 916, 1011, 1016, 1221, 1044, 1867/14/
16/20, 1868/20/22
MEDITAZIONE 868, 954, 1067, 1105, 1117,
1147, 1179
M em orie dell'O ratorio 728
MESSA (promessa di) 733, 754, 758, 774, 792,
795, 801, 808, 846, 854, 862, 868, 889, 892,
893, 895, 921, 925, 931, 937, 950, 951, 954,
964, 981, 997, 1009, 1016, 1023, 1029, 1062,
1067, 1076, 1079, 1094, 1098, 1116, 1117, 1122,
1123, 1135, 1141, 1147, 1158, 1167, 1173, 1174,
1178, 1179, 1191, 1203, 1227, 1234, 1235, 1256,
1258, 1263; - messe natalizie 892, 997, 1122 (v.
anche Pietà, Preghiere)
MINISTERI: Presidente del Consiglio dei mini­
stri 1075; - Affari esteri 1209, 1236, 1238,
1253; - Agricoltura, industria e commercio
782, 802, 803, 827, 887, 1062, 1155, 1867/7; -
Finanze 782, 796, 1008, 1049, 1062, 1075,
1115, 1159, 1210, 1247, 1251, 1864/15,
1865/10, 1866/41; - Grazia, giustizia e dei cul­
ti 865, 907, 955, 1005, 1088, 1864/7, 1865/13; -
Guerra 776, 777, 855, 856, 1089, 1150, 1236,
1238, 1867/27, 1868/30; - Interni 752, 760,
773, 776, 789, 794, 798, 803, 806, 828, 842,
1024, 1075, 1138, 1864/18, 1867/25; - Lavori
pubblici 776, 827, 830, 849, 1024, 1088, 1238,
1864/6, 1865/2, 1867/2; - Pubblica istruzione
803, 887, 914, 955
MISSIONARIO 1154, 1167
MORTE 820, 839, 890, 891, 926, 941, 943, 963,
1007, 1011, 1035, 1037, 1045, 1050, 1060, 1062,
1065, 1071, 1076, 1079, 1082, 1083, 1092, 1099,
1133, 1141-1143, 1147, 1176, 1180, 1215, 1250,
1865/23

70.4 Page 694

▲torna in alto
686 Indice alfabetico delle materie
N iente ti turbi 1035, 1158
N otitia brevis Societatis S. Francisci Salesii et
nonnulla decreta ad eamdem spectantia
1192, 1202, 1245, 1246, 1250
OBBEDIENZA 756, 954
OBLATI DI MARIA VERGINE 911, 1002, 1018,
1077, 1140, 1152, 1250
OBLATI DI S. AMBROGIO E S. CARLO 1018,
1140
OFFERTE 815, 918, 920, 921, 924, 937, 939, 941,
951, 955, 972, 977, 1005, 1008, 1014, 1035,
1041-1043, 1057, 1067, 1077, 1079, 1082, 1097,
1098, 1105, 1111, 1113-1115, 1118, 1123, 1141,
1147, 1148, 1157, 1166, 1167, 1171-1173, 1175,
1176, 1178, 1190, 1191, 1199, 1200, 1212, 1213,
1234, 1256, 1253 (v. anche Doni, Sussidi, Ma­
ria Ausiliatrice: costruzione della chiesa)
ORATORIANI S. FILIPPO: v. Congregazione
dell'Oratorio 1071
OSPITALITÀ 879, 962, 978, 987, 1005, 1030,
1032, 1038, 1114, 1191, 1219, 1253, 1866/37
OZIO (Fuga dell’) 1262, 1263
PACE DEL CUORE 1174
PANE (spese) 728, 807, 811, 903, 921, 1007,
1027, 1118, 1133, 1138, 1142, 1147, 1173, 1179
PARADISO (via del cielo; - patria beata; - eter­
nità-ricompensa celeste ) 727, 770, 749, 774,
781, 791, 811, 832, 839, 846, 878, 895, 915,
926, 929-931, 937, 941, 949, 958, 961, 1016,
1025, 1037, 1043, 1062, 1094, 1098, 1110, 1142,
1143, 1154, 1180, 1191, 1237
PASSEGGIATA AUTUNNALE 774, 850, 853, 927
PATRIMONIO ECCLESIASTICO 728, 913, 941-
943, 947, 958, 1160, 1164
PAZIENZA (rassegnazione) 781, 792, 844, 953,
954, 1103, 1125, 1135
PENSIERI (consigli) DI VITA SPIRITUALE 733,
755-757, 770, 771, 780, 792, 795, 825, 844, 860,
863, 872, 875, 885, 914, 920, 925, 927, 928,
930, 950, 954, 960, 971, 1011, 1025, 1035,
1038, 1054, 1067, 1074, 1082, 1083, 1085, 1086,
1090, 1104, 1105, 1107, 1117, 1125, 1128, 1137,
1176, 1179, 1189, 1204, 1213, 1214, 1227, 1229-
1231, 1245, 1864/11
PIETÀ 737, 868, 879, 885, 886, 941, 948, 963,
1036, 1041, 1072, 1095, 1117, 1200, 1224, 1243,
1252; - giaculatorie 780, 925, 950, 1065; - Pa­
ter Ave Gloria 925, 946, 1035, 1067, 1090,
' 1093, 1098, 1123, 1125, 1204, 1211, 1213, 1263
(v. anche Comunione, Gesù); - rosario 826,
844, 1151, 1195, 1212, 1261; - Salve Regina
730, 925, 1035, 1055, 1090, 1098, 1123, 1204,
1213, 1263; - eccesso di Pratiche 1195 (v. an­
che singole pratiche)
POLITICA ITALIANA 1101, 1115, 1866/31,
1868/9 (v. anche Chiesa, Vescovi)
POLIZIA (procuratore del re, carabinieri) 1145,
1213
PREDICAZIONE 787, 788, 814, 1185
PREFETTURA (Sottoprefettura) 752, 785, 786,
815, 823, 828, 842, 844, 897, 999, 1866/4/6,
1867/21, 1868/10 (v. anche Pretura, Questu­
ra)
PREGHIERE (di don Bosco e della comunità)
730, 780, 784, 822, 826, 827, 833, 847, 850,
854, 885, 886, 895, 899, 903, 910, 920, 925,
926, 929-931, 935, 939, 941, 946, 947-950, 953,
961, 969-973, 975, 976, 981-983, 990, 1008,
1012, 1014, 1016, 1021, 1041, 1043, 1046, 1051,
1054, 1059, 1060, 1062, 1063, 1068, 1069, 1071,
1079, 1087, 1090, 1094, 1098, 1103, 1104, 1106,
1123, 1127-1129, 1137, 1141, 1142, 1147, 1149,
1154, 1155, 1157, 1159, 1163, 1166, 1167, 1170,
1171, 1173, 1174, 1178, 1184, 1189, 1191, 1194,
1199, 1200, 1211, 1214, 1215, 1224, 1226, 1227,
1230, 1234, 1235, 1237, 1239, 1247, 1252, 1255,
1256, 1258, 1259, 1261, 1866/13/15/16, 1866/
21/27/30/32/39/40, 1867/4/12/13/16/18, 1868/
1/11/22/27 (v. anche Messa, Comunione, Pie­
tà); - richiesta di sue preghiere 737, 740, 741,
748, 814, 824, 829, 832, 836, 839, 843, 844,
846-848, 850, 858, 870, 873, 876, 878, 882, 885,
888-890, 898, 900, 908, 920, 922, 925, 930, 934,
939, 942, 945, 949, 950, 953, 958-960, 963, 970,
972, 976, 980-982, 989, 990, 1006, 1008, 1023,
1030, 1032, 1034, 1038, 1051, 1054, 1058, 1062,
1063, 1065, 1069, 1080, 1090, 1102, 1109, 1120,
1122, 1125, 1127, 1128, 1130, 1147, 1149, 1152,
1154, 1156, 1172, 1175, 1182, 1191, 1199, 1200,
1211, 1224, 1226, 1253, 1255
PRETURA 812, 1223
PROCESSO DI BEATIFICAZIONE 741, 757,
918, 1160
PROTESTANTI (Valdesi) 998, 1865/20
PROVVEDITORE SCOLASTICO 730, 733, 737,
750, 752, 753, 759, 771, 803, 821, 883, 887,
928, 932, 940, 945, 954, 955, 963, 964, 1098,
1208, 1217, 1221, 1233, 1864/1/9/13 (v. anche
Chierici)
PRUDENZA 874
PUREZZA (modestia) 792, 1262, 1263
Q uanta cura (Sillabo) 799, 811
QUARESIMA 733, 734, 797, 897, 808
QUESTURA 773, 812, 1866/12

70.5 Page 695

▲torna in alto
Indice, alfabetico delle materie 687
RACCOMANDAZIONI (presentazioni) 734, 786,
790, 791, 803, 807, 809, 826, 830, 851, 874,
906, 935, 963, 1022, 1026, 1028, 1036, 1051,
1066, 1119, 1168, 1210, 1219, 1225, 1243, 1244,
1247, 1249, 1868/29 (v. anche Decorazioni,
Felicitazioni, Sacerdoti-Precettori)
REVISIONE ECCLESIASTICA 773
Ricordi ai m issionari 875
R icordi confidenziali 875
R im em branza della funzione ... 813, 815, 1037,
1212
RINGRAZIAMENTI 737, 745, 748, 827, 838, 873,
874, 879, 883, 884, 894, 899, 910, 926, 927,
930, 931, 953, 954, 960, 972, 977, 982, 1008,
1012, 1018, 1027, 1029-1032, 1035, 1038, 1051,
1058, 1061, 1063, 1064, 1069, 1071-1074, 1077,
1082, 1097, 1104, 1113, 1114, 1117, 1123, 1125,
1129, 1132, 1140, 1141, 1147, 1148, 1153, 1157,
1166, 1171, 1172, 1176, 1181, 1185, 1199, 1200,
1212, 1213, 1219, 1232, 1234, 1238, 1244, 1253,
1255, 1259, 1263, 1866/22 (v. anche Doni, Ma­
ria Ausiliatrice: costruzione della chiesa, Of­
ferte, Sussidi)
R ivista diocesana Vigevanese 1197
R ivista storica italiana 860
ROMA: collegio irlandese 1051; - collegio rom a­
no 998; - collegio m aronita 1017, 1030, 1041,
1056; - collegio Nazareno 1001, 1004, 1032,
1092, 1095, 1131, 1133; - Mondragone (Fra­
scati) 1166, 1169, 1184; - Orfanotrofio dei So-
maschi 827; - Sapienza 827; - S. Maria sopra
Minerva 1044, 1047; - SS. Domenico e Sisto
878, 950, 983; - Tor d e’ Specchi (Oblate) 960,
972, 990, 1041, 1043, 1074, 1118, 1132, 1133,
1141, 1256; - m onastero S. Antonio 1041; -
monastero Trinità dei Monti; - Suore S. Cuo­
re 1041, 1118; - chiesa S. Sudario 1238, 1255,
1868/31; - Vigna Pia 1111, 1133, 1142, 1151,
1163; - Villa Ludovisi 1016
ROSARIO 1025
ROSMINIANI 739, 827, 1018
SACRA CONGREGAZIONE: Affari ecclesiastici
straordinari 827; - Concilio 827, 898, 981; -
Indice 1018, 1037, 1040, 1137, 1260; - Vescovi
e Regolari 731, 736, 763, 764, 805, 1013, 1018,
1055, 1121, 1167, 1189, 1192, 1230, 1250, 1254,
1260
SACERDOTI (Precettori): 770, 778, 781, 862,
964, 1016, 1037, 1065, 1069, 1118, 1142, 1143,
1151, 1157, 1198, 1868/5; - in difficoltà 731,
790, 948, 1109, 1204, 1254
SALUTE (di don Bosco) 737, 740, 746, 780, 784,
822, 814, 844, 850, 872, 877, 879, 884, 885,
918, 921, 923, 926, 931, 948, 949, 954, 958,
961, 967, 970, 986, 1013, 1021, 1037, 1051,
1058-1060, 1062, 1068, 1069, 1073, 1085, 1099,
1106, 1111, 1116, 1118, 1119, 1121, 1123, 1125,
1138, 1142, 1146, 1147, 1153, 1154, 1163, 1169,
1174, 1865/2, 1866/27
SALUTI E AUGURI (di bene, di perseveranza
nel bene, di beni spirituali e materiali) 791,
802, 808, 824, 843, 853, 867, 872, 878, 882,
902, 905, 911, 931, 932, 939, 940, 955, 967,
969, 983, 1003, 1030, 1034, 1038, 1063, 1069,
1083, 1084, 1119, 1123, 1125, 1129-1132, 1137,
1147, 1157, 1158, 1163, 1166, 1174, 1176, 1180,
1184, 1190, 1194, 1195, 1199, 1226, 1227, 1231,
1234, 1237, 1242, 1244, 1252, 1257, 1263; - sa­
nità e grazia (pazienza, scienza, tim or di Dio,
lunghi anni di vita felice) 746, 751, 752, 754,
755, 758, 761, 768, 773, 774, 778, 785, 789,
790, 792, 811, 825, 826, 829, 846, 855, 862,
878, 879, 883, 885, 902, 922, 935, 999, 1008,
1019, 1027, 1029, 1030, 1033, 1034, 1043, 1060,
1078, 1080, 1096, 1099, 1109, 1116, 1106, 1119,
1125, 1131, 1137, 1158, 1160, 1177, 1180, 1207,
1209, 1214, 1224, 1240, 1241, 1254-1257 (v. an­
che Paradiso)
S. ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI 801
S. AVVENTORE 739
S. CARLO (tomba) 1227
S. FRANCESCA ROMANA 1034
S. FRANCESCO DI SALES: chiesa 739, 815; -
conferenze 1145, 1179; - dipinto 1211, 1222
S. GAETANO 1054
S. GIUSEPPE 1099, 1110
S. LEONARDO da Porto Maurizio 781, 820
S. MARIA MADDALENA 1239
S. OTTAVIO 739
S. PAOLO 1179; - dipinto 1222
S. PIETRO 891; - celebrazione del centenario
del martirio 1041, 1058, 1250, 1261, 1867/18; -
dipinto 1211
S. SEBASTIANO VALFRÈ 1143
S. SALUTORE 739
S. TERESA 1035, 1158
SANTITÀ 793, 991, 1050
SCOLOPI 900 (v. anche Roma: collegio Nazare­
no)
Selecta ex latinis scriptoribus in usum schola-
rum 963
SEMINARIO 728, 729, 730, 731, 773, 775, 779,
796, 822, 840, 848, 866, 875, 888, 893, 932,
935, 938, 940, 943, 963-965, 1053, 1109, 1116,
1135, 1137, 1181, 1206, 1218, 1867/12 (v. an­
che Chierici)

70.6 Page 696

▲torna in alto
688 Indice alfabetico delle materie
Severino ossia avventure di un giovane alpigia­
chiesa di S. Agostino (SS. Filippo e Giacomo)
no 1070
876; - chiesa S. Filippo 1143, 1163; - chiesa di
SOCIETÀ SALESIANA (approvazione, costitu­
S. Giulia 886; - Cimitero di S. Pietro in Vincoli
zioni, commendatizie, animadversiones, for­
790; - Convitto ecclesiastico 757; - Oratori fe­
mazione dei membri, voti, 729-731, 734-736,
stivi 738, 742, 752, 799, 823, 865, 866, 886,
763, 764, 797, 805, 810, 818, 838, 866, 870,
887, 1193, 1202, 1250; - Ospedale mauriziano
871, 886, 911, 923, 958, 996, 1013, 1018, 1021,
1148; - Ospedaletto di S. Filomena 807; - Pic­
1046, 1050, 1055, 1059, 1096, 1119, 1120, 1121,
cola casa della Divina Provvidenza 739, 1137;
1135, 1140, 1146, 1149, 1151-1153, 1156, 1157,
- Polla Nuova 823, 865, 886, 1195; - Porta
1160, 1162, 1164, 1167, 1170, 1179, 1186-1189,
Susa 896, 1185, 1195; - Rifugio 882; - S. Sal­
1192, 1196, 1202, 1218, 1230, 1245, 1250, 1254,
vario 823, 836, 865, 886; - Suore Maddalene
1262, 1263, 1864/5, 1867/5/6/15/17, 1868/6/
882, 949; - Suore di S. Giuseppe 807; - Suore
7/8/12 (v. anche Sacra Congregazione Vesco­
Istituto S. Pietro 748; - Suore della carità
vi e Regolari)
(Clarac) 1259; - Suore di S. Anna 756, 807,
SOFFERENZE (croci della vita, spine sono fiori
898; - Suore della Visitazione 790; - Suore Fe­
nell'eternità) 781, 847, 895, 898, 899, 920, 923,
deli Compagne di Gesù 874, 1119, 1259; - Val­
925, 929, 939, 943, 946, 950, 971-973, 975, 981,
docco: sistema educativo e igienico 846, 958,
1006, 1037, 1056, 1092, 1158, 1180, 1214, 1129 966, 1865/19, 1867/22; - Vanchiglia 818, 823,
SPERANZA (rassegnazione, fiducia in Dio, inco­
865, 886; - via Cottolengo 738, 739, 742, 754,
raggiamento ) 839, 841, 872, 941, 960, 963,
765, 767, 815, 859, 893, 897, 1202; - via del
968, 975, 976, 983, 1008, 1035, 1062, 1064,
Martinetto 804; - via della Consolata 807; -
1076, 1082, 1088, 1092, 1095, 1125, 1167, 1180,
via della Giardiniera 806
1212, 1217, 1866/14/1922/23/24/27/30/33/32,
1868/3/4/26
UBBIDIENZA RELIGIOSA 1179
SS. SACRAMENTO: v. Gesù Sacramentato
UMILTÀ 1069
Storia (La) Sacra 757
Unità (L‘) Cattolica 739, 743, 747, 815, 818, 823,
Storia (La) d ’Italia 884, 885, 88, 912, 929, 978,
842, 846, 876, 877, 894, 921, 923, 963, 967,
1123, 1142, 1866/2/7/28/35
968, 991, 993, 999, 1000, 1015, 1030, 1037,
SUORE SACRAMENTINE (Monza) 895, 1087
1041, 1047, 1091, 1092, 1133, 1175, 1231, 1238,
SUORE VINCENZINE DI MARIA IMMACOLA­
1865/25
TA 759
SUSSIDI RICHIESTI O RICEVUTI (beneficen­ VACANZE 754, 769, 954, 956, 964, 1067, 1167,
za) 727, 728, 733, 737-740, 742, 744, 748, 750,
1169
758, 760, 766, 777, 796, 797, 800, 802, 809, Vadem ecum 875
811, 815, 817, 822, 832, 836, 841, 844, 845, VAIOLO 794, 1069
849, 850, 855, 856, 865, 880, 889, 896, 899, VESCOVI (sedi vacanti, incoraggiamenti) 730,
900, 901, 907, 909, 913, 921, 926, 932, 938,
759, 763, 770, 806, 818, 826, 987, 1003, 1012,
942, 947, 955, 960, 968, 982, 1019, 1024, 1048,
1020, 1021, 1034, 1044, 1059, 1096, 1238,
1063, 1075, 1074, 1078, 1088, 1103, 1114, 1118,
1865/6, 1867/15 (v. anche Chiesa)
1119, 1124, 1125, 1128, 1234, 1235, 1238, 1255, VIAGGI DI DON BOSCO: Acqui 774, 797, 1115;
1259, 1865/3, 1865/10/13, 1866/20/24/25/38,
- Alessandria 1081, 1083, 1113; - Asti 1216; -
1867/2, 1868/14 (v. anche Doni, Offerte, Sus­
Avigliana 876; - Bologna 991, 992; - Borgo
sidi, M. Ausiliatrice: costruzione della chiesa)
Cornalese 857; - Bricherasio 1235, 1240; - Bu­
sca 966; - Caramagna 1045; —Casale 787, 788,
TEATRO: v. commedie
825, 901, 934, 939, 951, 1108, 1258; - Castel-
TIPOGRAFIA (di Valdocco) 744, 773, 804, 852,
nuovo 974, 1099, 1224, 1227-1229, 1232, 1240;
870, 901, 912, 918, 920, 923, 1007, 1033, 1114,
- Chieri 857, 858; - Cremona 1090, 1091; -
1142, 1195, 1235
Cumiana 1112, 1113, 1198; - Cuneo 740; - Fe-
TORINO: Borgo Dora 738, 739, 742, 765, 812; -
lizzano 847; - Firenze 830, 858, 867, 870, 872-
Borgo S. Donato 738, 739, 742, 765, 804; -
3, 884-885, 895, 902, 916, 949, 987-988, 1023,
cattedrale S. Giovanni Evangelista (cappella
1094, 1247, 1253, 1866/3; - Genova 876, 904,
della Sindone 883, 924); - chiesa del Carmine
1107; - Giarole 871; - Gorrino 852; - Gozzano
740; - chiesa della Consolata 742, 765, 807,
847; - Guastalla 991, 992; - Lanzo 754, 757,
846; - chiesa della Gran Madre di Dio 1175; -
808, 937, 946, 979, 1019, 1135, 1176, 1177; -

70.7 Page 697

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Lonigo 859, 861, 862; - Lucca 948; - Milano
782, 859, 890, 925, 961, 975, 1073, 1149, 1226,
1227; - Mirabello 733, 755, 788, 792, 825, 831,
835, 843, 871, 891, 934, 936, 939, 964, 1080,
1081, 1231; - Modena 1867/33; - Mombaruz-
zo 1083-1107; - Mongreno 1220; - Montema­
gno 761, 762, 774, 846, 847, 1080, 1216; -
Monza 1087; - Mornese 774, 1113, 1115, 1117,
1118; - Novara 846; - Parm a 1091; - Passera-
no 969; - Piobesi 758; - Pisa 876; - Reaglie
1220; - Reggio Emilia 991; - Roma 926, 933,
934, 972-974, 977, 982, 983, 991, 996, 1167,
Indice alfabetico delle materie '689
1184, 1189, 1202, 1230, 1252, 1254-1256, 1258,
1261; - Saluggia 943; - Saluzzo 1217; - Strevi
957, 1080, 1081; - TroffareUo 835, 1094, 1095,
1096, 1215, 1216; - Torino-Valsalice 1138; -
Venezia 859, 861; - Vignale 787, 825, 839, 939,
964; - Villastellone 1217; - Voltaggio 1868/13
VOCAZIONE 737, 750, 756, 795, 847, 874, 882,
884, 928, 932, 949, 958, 960, 963, 969, 972,
983, 994, 997, 1009, 1011, 1050, 1059, 1093,
1104, 1109, 1119, 1121, 1135, 1153, 1154, 1160,
1187, 1197, 1208, 1231, 1243, 1244, 1248 (v.
anche Chierici, Seminario)

70.8 Page 698

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INDICE ALFABETICO RIASSUNTIVO DEI NOMI DEI DESTINATARI
(Il num ero indica la lettera)
ABBONDIOLI Pietro Raffaele 1207
AGLIANI Giuseppe 758
AMEDEO DI SAVOIA 1015
ANFOSSI Giovanni 1105
ANONIMA contessa 1129
ANONINA signora 895
ANONIMO benefattore 831
ANONIMO cavaliere 1019
ANONIMO consigliere comunale 1208
ANONIMO conte 1194
ANONIMO giovane 1220
ANONIMO monsignore 790
ANONIMO sacerdote 1204, 1257
ANONIMO signore 783
ANTINORI Giacomo 1176
ANTONELLI Giacomo 735, 1013, 1020, 1021
APPENDINI Giovanni Battista 974, 1028
AVETA CARLO 776, 789, 794
BABIN EUDOSIA 874, 1119, 1259
BACCHIALONI Carlo 1241
BACHELET Alfredo 986
BARBERIS Giulio 875, 998
BARBÒ Luigia 925, 961, 975, 1073, 1226
BARDI DUFOUR Lucrezia 1200
BARICCO Pietro 955
BAVA Felice 1199
BELLA Giuseppe 849
BENTIVOGLIO Anna 930, 945, 973, 982, 1060
BENTIVOGLIO Annibaie 971, 1008, 1180
BERTAGNA Luigi 1232
BERTI Domenico 887
BERTINI Salvatore 1127, 1234, 1237
BERTOCCHIO Bartolomeo 795
BERTOLÈ VIALE Ettore 1150
BOGGIO Ignazio 993
BONA Bartolomeo 732
BONCOMPAGNI LUDOVISI Agnese 1069
BONCOMPAGNI LUDOVISI Rodolfo 1016
BONETTI Giovanni 771, 780, 871, 979, 991,
1134, 1195, 1233, 1262
BONINO Pietro 978
BOSCO DI RUFFINO Ottavio 1130
BOSCO RICCARDI Enrichetta 919
BOSIO Antonio 1048
BROSSA Stefano 836
BUZZETTI Carlo 1022
CACCIA DOMINIONI Margherita 981, 1171,
1227
CALLORI Carlotta 787, 825, 839, 847, 901, 934,
939, 958, 964, 1065, 1101, 1138, 1139, 1175,
1178, 1235, 1244, 1258
CALLORI Giulio Cesare 951, 1086
CAMBRAY DIGNY Virginia 844, 854, 873, 877,
894, 987, 989, 1023, 1031, 1062, 1071, 1155,
1159, 1172, 1210, 1247
CANORI FOCARDI Filippo 791
CANTON Carlo 1209, 1236, 1238, 1253
CANTÙ Angelo 829
CAPELLI Vincenzo 1187, 1197, 1243, 1248
CAPPELLARI DELLA COLOMBA Giovanni 782
CAPPELLETTI Luisa 977, 1184
CASAZZA Secondo 834
CATALDI Giuseppe 903
CAVALCHINI GAROFOLI Gregorio 927
CAYS Carlo 850, 923, 956, 957, 959
CERRUTI Francesco 943
CHECCUCCI Alessandro 1001, 1004, 1032, 1092,
1095, 1131
CHECCUCCI Bernardino 888
CIANETTI Raffaele 948, 1098, 1128
CIBRARIO Luigi 807, 809, 924, 1078
CIBRARIO Nicolao 1085
CIRCOLARE (Inviti) 739, 747, 765, 813, 815,
819, 881, 897, 917, 936, 967, 985, 999, 1010,
1027, 1042, 1144, 1169, 1212
CIRCOLARE ai salesiani 1050, 1179
CIRCOLARE ai vescovi 799
CIRCOLARE ai vescovi della provincia torinese
1250
COGGIOLA Maria 1122
CONFRATERNITA del Gonfalone di Villafalletto
845
CORTESE Paolo 865
CRAVOSIO Maria Filomena 1025

70.9 Page 699

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Indice alfabetico riassuntivo dei nomi dei destinatari
CROTTI DI COSTIGLIOLE Pauline 768
GIOVANI dell'O ratorio di Valdocco 757
CUGINI Francesco Emilio 1156, 1188
GONELLA M arco 1039
CURTI Prospero 1182
GUENZATI Giuseppe 890
DADESSO Luigi 1152
GUENZATI Rosa 1014
DE ANGELIS Filippo 1055, 1137, 1149, 1162,
1189
HANSET N atale 898, 915, 980
DE BLASIIS Francesco 802
DE FALCO Giovanni 907
INCISA Luigi Beccaria 855
DE GREGORIO M anuele 1205
DE GREGORIO M aria 976
KIRBY Tobia 1051
DE MAISTRE Eugenio 1058
DE’ GIOANNI M aria 1148
DU HOUX 1045, 1064
DURAZZO PALLAVICINI Teresa 824
LANFRANCHI Vincenzo 837
LANZA GIOVANNI 842
LAVAL DI MONTMORENCY Costanza 1034
LEMOYNE Giovanni Battista 853, 1100, 1135,
EUDOSIA (v. BABIN)
EUGENIO DI SAVOIA 727, 766
1146, 1228, 1263
LEPRI Adelaide 1076
LEPRI Costanza 1061
FALCONIERI Orazio 1005, 1006, 1063
FANTINI Melchiorre 904
FASSATI Azelia 741, 761, 762, 793, 908, 995,
1080, 1203
LIMBERTI Gioacchino 745, 830, 819, 884, 902,
916, 1003, 1033, 1036, 1106, 1196, 1225
LOSANA Giovanni Pietro 906
LUSERNA DI RORÀ Emanuele 738, 767, 772
FASSATI Domenico 811, 826, 846
FASSATI Emanuele 928, 1214
FASSATI Maria 769, 774, 864, 889, 909, 942,
1216
FENOLIO Pietro 866
FERRARA F ran cesco 1049
FERRÈ Pietro M aria 1096, 1120, 1140, 1160,
1164, 1165, 1183, 1185
FIORE F erd in an d o M aria 914, 944, 952
FORMICA A ndrea 1102
FRASSINETTI G iuseppe 801, 820, 994
FRATTINI G iovanni B attista 863
FRITZ Franz 750
M ARIETTI P ietro 1029, 1030, 1056
MARINELLI C lem ente 966, 968
MAZZOTTI G iovanni 1011
M ELZI D ’ER IL M aria 1126
M ETTI Giulio 858, 867, 870, 882, 891
MODENA Angelo V incenzo 1040
M ODINI Angelo 814, 1066
MORENO Luigi 1177, 1186, 1245
MUSSO Pietro 804
NADOR Giovanni 749
NATOLI G iuseppe 803
NAZARI DI CALABIANA Luigi 730
GALEFFI M aria M addalena 960, 972, 990, 1043,
1074, 1132, 1256
GALLARATI SCOTTI T om m aso 737, 1166, 1191,
NICOLETTI Francesco 1054, 1158
NOBILI VITELLESCHI Angelo 878, 913
NOBILI VITELLESCHI M aria G iovanna 983
1211, 1222
GALLEANI D'AGLIANO Pio 770, 778, 781
GALVAGNO Giovanni Filippo 893, 1201, 1223
GAMACCHIO Tom m aso 1249
GARELLI Vincenzo 1217, 1221
GASTALDI Lorenzo 1093
GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO 742
GENTILE Giacomo Filippo 922
GERINI Antonio 910
GHEZZI Ancilla 1087
GHILARDI Tom m aso 1046, 1254
GIANELLI Antonio 905
GIOVANI del collegio di Lanzo 937, 1067
GIOVANI del collegio di Mirabello 754, 755, 792,
954
OREGLIA DI S. STEFANO Federico 869, 896,
918, 920, 921, 926, 929, 931, 933, 984, 1037,
1041, 1044, 1047, 1052, 1057, 1111, 1114, 1115,
111 8, 1133, 1141, 1142, 1143, 1147, 1151, 1157,
1163, 1167, 1170, 1173, 1215, 1229
OREGLIA DI S. STEFANO Giuseppe 1202, 1230
PALLAVICINI Ignazio 1082, 1083, 1107, 1125
PASETTI VILLANI Bianca 1090
PASSI ZINERONI Elisabetta 833
PATRIZI Costantino 1018
PATRIZI Giovanni 862
PELAZZA Annetta 756
PELLICO Giuseppina 1026

70.10 Page 700

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692 Indice alfabetico riassuntivo dei nomi dei destinatari
PESTARINO Domenico 797, 1072, 1099, 1113,
1123, 1136, 1145, 1153, 1251
PESTARINO Giovanni 1154
PETITTI DI RORETO Agostino 777, 856
PEYRON Bernardino 748
PINO (avvocato) 806
PIO IX 736, 743, 751, 763, 784, 810, 818, 886,
892, 911, 912, 996, 997, 1000, 1009, 1059,
1192, 1193, 1218
PRADA Pietro 827
PRETORE di Borgo Dora in Torino 812
PROVANA DI COLLEGNO Abele 1239
PROVANA DI COLLEGNO Zaverio 832, 1112,
1198, 1252
PROVERÀ Francesco 841, 1108, 1213, 1231
PROVERÀ Giovanni Battista 1206
QUAGLIA Angelo 764, 805
RADICATI Maria Luisa 746
RADICATI TALICE DI PASSERANO Costantino
785, 786, 823, 828, 969, 1161, 1242
RATTAZZI Urbano 1024, 1075
REFFO Eugenio 1110
RICCARDI DI NETRO Alessandro 1260
RICCI DES FERRES Feliciano 740, 744, 816
RICCI PARACCIANI Francesco 1168, 1219, 1261
RICOTTI Ercole 851
RINAUDO Costanzo 860
RIVOLTA GUENZATI Carolina 1214
RUA Michele 733, 754, 775, 788, 792, 822, 835,
843, 852, 857, 859, 861, 876, 992, 1002, 1007,
1070, 1081, 1091
RUFFINO Domenico 798, 808
RUNER Violante 953
SACCARDI Margherita 941
SALVAI Pietro Giocondo 1012
SARDI MELZI D’ERIL Elisa 1174
SAROGLIA Giovanni 821
SAVIO Carlo 1121
SAVIO Olimpia 1240
SCIANDRA Giuseppe Maria 1246
SELMI Francesco 752, 759, 883
SISMONDA Vincenzo 1103
SPAVENTA Silvio 760
STOLI Maria Margherita 950
TEA Silvestro 962
TECCHIO Sebastiano 1088
TERESA Angelica del Divino Amore 872
TESSIORE Paolo 753, 817
THAON DI REVEL Genova Giovanni 1089
TOFONI Pellegrino 1255
TOMATIS Giovanni 1017
TOMMASO DI SAVOIA 727, 766
TOSA Gian Tommaso 838
TURCO Giovanni 1084, 1104
UGUCCIONI Girolama 885, 899, 949, 988, 1035,
1038, 1068, 1079, 1094
UGUCCIONI GHERARDI Tommaso 970
VACCANEO Luigi 1117
VERLUCCA Giovanni Battista 946
VIANCINO DI VIANCINO Francesco 900, 1097,
1190, 1224
VIANCINO DI VIANCINO Luigia 1077, 1097
VITELLESCHI v. NOBILI VITELLESCHI
VITTORIO EMANUELE II 728, 880, 947
VOGLIOTTI Alessandro 729, 731, 734, 773, 779,
796, 840, 848, 935, 938, 940, 965, 1053, 1109,
1116, 1181
ZAPPATA Giuseppe 800, 868, 932, 963

71 Pages 701-710

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71.1 Page 701

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INDICE CRONOLOGICO DELLE LETTERE
1864
727. Ai principi [Tommaso e Eugenio] di casa Reale Torino, 1° gennaio [1864]
Richiesta di sussidio per l’acquisto di indumenti ........................................................................ 27
728. Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, 1° gennaio 1864]
Richiesta di sussidio per l’acquisto di indumenti ........................................................................ 28
729. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
T o rin o , 6 gennaio 1864
Richiesta di mediazione onde avere dal vicario capitolare la commendatizia per l’approvazio­
ne del «regolamento» della società salesiana................................................................................ 29
730. Al vescovo di Casale M onferrato, Luigi Nazari di Calabiana
'Torino, 25 gennajo 1864
Preoccupazioni per il collegio di Mirabello e proposta di intervento - difficoltà per l'ordinazio­
ne del chierico Francesco Proverà - richiesta di commendatizia .............................................. 30
731. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
T o rin o , 26 genn[aio 18]64
Richiesta di poter acquistare una striscia di terreno del seminario - ulteriore domanda di me­
diazione per ottenere la commendatizia per la società salesiana da parte del vicario capitolare 32
732. Alla Direzione generale delle ferrovie dell’Alta Italia [Bartolomeo Bona]
[Torino, fine gennaio 1864]
Richiesta di trasporto gratuito per via ferroviaria del materiale di costruzione della chiesa di
Maria Ausiliatrice ............................................................................................................................ 33
733. A don Michele Rua
T o rin o , 5 febb[raio] [18]64
Suggerimenti intorno alla visita al Provveditore agli studi in merito al collegio di Mirabello -
comunicazioni varie ........................................................................................................................ 34
734. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
T o rin o , 10 febb[raio] 1864
Ancora un sollecito per la commendatizia a favore della società salesiana ............................. 35
735. Al cardinale Giacomo Antonelli
T o rin o , 12 febbraio 1864
Lettera di accompagnamento del «regolamento» della società salesiana inviato al papa ...... 36
736. Al papa Pio IX
T o rin o , 12 febbrajo 1864
Lettera d’accompagnamento degli «statuti» della società salesiana, di cui chiede l’approvazione 37
737. Al duca Tommaso Gallarati Scotti
T o rin o , 26 febb[raio] 1864
Ringraziamento per l’offerta inviata - consolanti informazioni sul figlioccio Tommaso Jarach
- auguri a tutta la famiglia ............................................................................................................ 39

71.2 Page 702

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694 Indice cronologico delle lettere
738. Al sindaco di T orino, E m anuele L userna di R orà
[T o rin o , a n te r. 1° m a rz o 1864]
Domanda la licenza edilizia per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice - allega i dise­
gni - chiede di poter utilizzare la terra dello scavo per il rialzo necessario alla prevista rettili-
neazione di via Cottolengo ............................................................................................................ 40
739. Circolare
[Torino, m età m arzo 1864]
Proposta di particolare aiuto economico per l'erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice ............ 41
740. Al b a ro n e F elician o R icci d es F erre s
T o rin o , 15 m a rz o 1864
Proposta di un particolare aiuto economico all'Oratorio .......................................................... 44
741. Alla m arch esin a Azelia Fassati
*Torino, 25 m arzo [18]64
Le invia un’immaginetta e porge auguri ..................................................................................... 45
742. Alla « G azzetta U fficiale del R egno d ’Italia»
[T orin o , 12 ap rile 1864]
Annuncio della costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice da pubblicare sul giornale ..... 46
743. Al p a p a Pio IX
[Torino, an ter. 22 aprile 1864]
Richiesta di ordinazioni diaconali extra tempus e di dispensa di età per il presbiterato di alcu­
ni chierici dell'Oratorio .................................................................................................................. 47
744. Al b a ro n e F eliciano R icci des F erre s
[Torino, m aggio 1864]
A proposito del mutuo chiesto e ottenuto dal barone (v. lett. 740) - vendita al governo di due
piccole abitazioni ............................................................................................................................ 48
745. All’arciv esco v o d i F ire n ze G io acchino L im b erti *T orino, 9 m a g g [io 18]64
Esprime sentimenti di gratitudine e invia in dono delle immaginette ...................................... 49
746. Alla contessa M aria Luisa R adicati
*T orino, 16 m ag g io 1864
Giustificazione di non poter mantenere un appuntamento ........................................................ 50
747. Invito a un a rappresentazione teatrale
[Torino, 27 m aggio 1864]
Invito ad assistere alla commedia latina Phasmatonices rappresentata dai giovani del-
l’Oratorio ......................................................................................................................................... 50
748. Al can o n ico B e rn a rd in o P eyron
*Torino, 28 m aggio [18]64
Ringrazia della beneficenza accordata ......................................................................................... 51
749. Al «presule» d ’U n g h eria, Jà n o s N ad o r
*Taurini, pridie K alendas Ju n ii an n o 1864
Chiede di inoltrare una lettera ai genitori di un giovane ebreo convertito che, ospite da alcuni
mesi a Valdocco, intende proseguire gli studi nello stesso luogo ............................................. 52
750. Al signor F ran z F ritz
*Taurini, pridie K alendas Ju nii an n o 1864
Richiesta di pensione per il figlio Abramo-Giovanni convertito che intende proseguire gli studi
a Valdocco ....................................................................................................................................... 53
751. Al p a p a Pio IX
[Torino, giugno 1864]
Supplica indulgenze in favore della contessa Sofia de la Pierre e suoi famigliari .................. 54
752. Al P rovveditore agli studi di T orino, F ran cesco Selm i
[Torino, giugno 1864]
Informa che accoglierà al più presto il giovane Andrea Garello - invito a visitare l'Oratorio 55
753. Al sin d a co di L anzo P aolo T essiore
*Torino, 4 giugno 1864
Pieno accordo circa il progetto del collegio di Lanzo ................................................................ 56

71.3 Page 703

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Indice cronologico delle lettere 695
754. A don M ichele Rua, ai salesiani e ai giovani del piccolo sem inario di M irabello
T o r i n o , 19 g iu g n o [18]64
Comunicazioni varie - disponibilità a vivere in spirito con loro la festa di S. Luigi in attesa di
rivedersi il mese successivo - pensieri di vita spirituale ............................................................ 57
755. Ai giovani del piccolo sem in ario di M irabello
[Torino, inizio luglio 1864]
Pensieri di vita spirituale ispirati a grande affetto ...................................................................... 58
756. Alla giovane A nnetta Pelazza
*Torino, 20 luglio [1864]
Pensieri di vita spirituale ................................................................................................................ 59
757. Ai giovani d ell’O ra to rio di V ald o cco
*S. Ignazio [Lanzo to rin ese], 22 luglio [18]64
Resoconto dell'andata al santuario di S. Ignazio sopra Lanzo per gli esercizi spirituali - auguri
e pensieri di vita spirituale ............................................................................................................ 60
758. Al teologo G iuseppe Agliani
T o rin o , 26 luglio 1864
Richiesta di una forma particolare di aiuto per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
........................................................................................................................................................................ 63
759. Al Provveditore agli studi di Torino, Francesco Selmi
[Torino, 3 agosto 1864]
Richiesta di approvazione del personale docente nel collegio di Lanzo ................................... 64
760. Al se g re tario g en e rale del m in iste ro d ell’in te rn o , Silvio S p a v e n ta
T o rin o , 4 agosto 1864
Comunica il nuovo ricovero di un giovane, già fuggito daU’Oratorio ...................................... 66
761. Alla m arch esin a Azelia Fassati
Torino, 8 ag[osto 18]64
Accetta l’invito di recarsi a Montemagno per la festa dell’Assunta .......................................... 67
762. Alla m arch esin a Azelia Fassati
T o rin o , 10 a g [o sto 18] 64
Ancora circa il viaggio a Montemagno per l'Assunta - auguri e preghiere per la salute della
madre ................................................................................................................................................ 68
763. Al p a p a Pio IX
T o r in o , 25 ag o sto 1864
Ampia relazione sulla situazione religiosa in Italia e specialmente in Piemonte .................... 69
764. Al card in ale A ngelo Q uaglia
T o rin o , 25 ag o sto 1864
Ringraziamento per la concessione del decreto d’approvazione della società salesiana (decre-
tum laudis) e l’invio del relativo docum ento............................................................................... 70
765. Circolare
[Torino, settem bre 1864]
Appello per la ricerca di fondi in favore dell'erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice ................ 72
766. Ai principi [T om m aso e E ugenio] di casa Reale T o rin o , s e tte m b r e ] 1864
Richiesta di sussidio per l’erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice ............................................... 73
767. Al sindaco di T orino, E m a n u ele L u sern a di R orà
T o rin o , [6] s e tte m b r e ] 1864
Ulteriore richiesta di esecuzione della progettata rettilineazione di via Cottolengo ................ 74
768. Alla contessa Pauline C rotti di Costigliole
T o rin o , 8 s e tte m b re ] [18]64
Lettera di accompagnamento di un pacco di circolari per la chiesa di Maria Ausiliatrice .... 75
769. Alla m a rc h esa M aria Fassati
T o r i n o , 13 s e tte m b re 1864
Richiesta di diffondere la circolare per la raccolta di fondi per la costruzione della chiesa di
Maria Ausiliatrice ............................................................................................................................ 76

71.4 Page 704

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696 Indice cronologico delle lettere
770. Al conte Pio Galleani D’Agliano
Torino, 28 settem b re ] 1864
Comunica la sua intenzione di avvicinare un prete disposto a fare da precettore ai figli del
conte - pensieri di vita spirituale ................................................................................................. 77
771. A don Giovanni Bonetti
T o rin o , 29 sett[em bre] [18]64
Incoraggiamento spirituale ............................................................................................................ 78
772. Al sindaco di Torino, Emanuele Luserna di Rorà
*Torino, [fine settembre] 1864
Domanda di diramazione dell’acqua potabile fino all'Oratorio ................................................. 78
773. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
Castelnuovo d'Asti, 1° ott[obre] [18]64
Informa che don Ruffino sosterrà il richiesto esame e che quanto prima pagherà l'estratto
conto del seminario - problemi di tipografia e di revisione ecclesiastica - richiesta di poter te­
nere presso di sé il chierico Nicolao Cibrario ............................................................................. 79
774. Alla m archesa M aria Fassati
*Mornese, 9 ottobre 1864
Dà notizia dei propri spostamenti di quei giorni - testimonianza di fede da parte degli abitanti
di Mornese - saluti per tutta la famiglia ..................................................................................... 81
775. A don Michele Rua
Torino, 17 ott[obre] [18]64
Concise risposte ad alcune richieste del destinatario ................................................................. 82
776. Al segretario generale del ministero dellTnterno, Carlo Aveta
Torino, 19 ott[obre] 1864
Comunica l’accettazione di un ragazzo raccomandatogli .......................................................... 83
777. Al ministro della Guerra, Agostino Petitti di Roreto
*Torino, 20 ott[obre] 1864
Domanda di indumenti per l’imminente inverno ....................................................................... 84
778. Al conte Pio Galleani D’Agliano
T o rin o , 20 ottobre [18]64
A proposito di un precettore per i figli del conte ....................................................................... 85
779. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
T orin o, 22 ott[obre] [18]64
Raccomanda un giovane
85
780. A don Giovanni Bonetti
[Torino, novembre 1864]
Direttive in occasione della malattia che l’ha colpito ................................................................ 86
781. Al conte Pio Galleani D’Agliano
’Torino, 9 novembre 1864
Ancora a proposito del precettore dei figli del conte ................................................................. 87
782. Al direttore generale delle Gabelle, Giovanni Cappellari della Colomba
T o rin o , 10 novembre 1864
Richiesta di esenzione daziaria per uno stock di 720 coperte offerte dal sig. Guenzati di Milano 88
783. Ad un signore non identificato
T o rino , 11 novembre [18]64
Breve appunto per l’accettazione a Mirabello di un ragazzo .................................................... 89
784. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 19 novembre 1864]
Richiesta di commutazione della recita del Breviario con altre preghiere vocali ................... 89

71.5 Page 705

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Indice cronologico delle lettere 697
785. Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
*Torino, 2 dic[em bre] [18] 64
Circa la nuova tumulazione di Domenico Savio ......................................................................... 90
786. Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
T o rin o , 11 dic[em bre 18]64
Domanda di trasmettere un diploma al sottoprefetto di Novi Ligure, indi al destinatario .... 91
787. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 13 dic[em bre] [18]64
Comunicazioni varie ....................................................................................................................... 91
788. A don Michele Rua
*Torino, 19 dic[em bre] [18]64
Invito ad un appuntamento alla stazione ferroviaria di Casale Monferrato ............................. 93
789. Al segretario generale del ministero dell'interno, Carlo Aveta
*Torino, 23 dicem bre 1864
Richiesta di pagamento di pensioni per ragazzi raccomandatigli .............................................. 94
790. Ad un monsignore di Roma non identificato T o rin o , 29 dic[em bre] 1864
Raccomanda un sacerdote che si reca a Roma - per la terza volta salda un debito ............. 95
791. Al signor Filippo Canori Focardi
Torino, 30 dicem bre 1864
Saluti per il corrispondente e per vari amici residenti in Roma ............................................... 96
792. A don Rua e ai giovani del piccolo seminario di Mirabello
T o rin o , 30 dic[em bre] [18]64
Lettera-strenna densa di affetto e di pensieri di vita spirituale per il nuovo anno - promessa di
visitare presto il piccolo seminario - commovente ricordo dell'ultimo incontro - saluti per
tutti e per ciascuno ......................................................................................................................... 97
1865
793. Alla m archesina Azelia Fassati
T o rin o , 5 gennaio [18] 65
Risponde ad un invito a pranzo con un invito a presenziare ad una recita all'Oratorio ....... 100
794. Al segretario generale del ministero degli Interni, Carlo Aveta
T o rin o , 13 gennaio 1865
A proposito della pensione dei ragazzi accolti all'Oratorio su raccomandazione del ministero 101
795. Al chierico Bartolomeo Bellocchio
'Torino, 30 gen[naio 18]65
Parole di incoraggiamento e di augurio ....................................................................................... 102
796. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
Torino, 31 [gennaio] 1865
Richiesta di condono di 400 lire di debito come sussidio straordinario ................................... 103
797. A don Domenico Pestarino
[Torino, febbraio 1865]
Si raccomanda affinché possa trovargli 5000 lire per continuare i lavori per la chiesa di Maria
Ausiliatrice ........................................................................................................................................ 104
798. A don Domenico Ruffino
T o rin o , 3 febb[raio 18]65
Comunica che ha corretto la «memoria» per il sindaco - invia auguri alla comunità educativa
di Lanzo ........................................................................................................................................... 105
799. Circolare ai vescovi
Raccomanda la diffusione delle Letture Cattoliche
Torino, [8 febbraio] 1865
106

71.6 Page 706

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698 Indice cronologico delle lettere
800. Al vicario capitolare di Torino, Giuseppe Zappata
T o rin o , 8 febb[raio] 1865
Domanda di condono del debito di 400 lire maturato nei due anni precedenti ..................... 107
801. Al priore Giuseppe Frassinetti
T o rin o , 13 febb[raio 18]65
Trasmette lettera di un sacerdote che aveva espresso riserve su alcune affermazioni contenute
nel fascicoletto Due gioie nascoste pubblicato dal Frassinetti .................................................. 108
802. Al segretario gen. del ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, Fran­
cesco De Blasiis
T o rin o , 14 febb[raio] 1865
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli .............................................................................. 108
803. Al ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Natoli
[Torino, anter. 19 febbraio 1865]
Richiesta di un «favore speciale», in sede di esami scolastici, per il chierico Giuseppe Fagnano 109
804. Al m aestro Pietro Musso
[Torino, 20 febbraio 1865]
A proposito di un credito da saldare con la tipografia dell'Oratorio ....................................... I l i
805. Al cardinale Angelo Quaglia
*Roma, 28 feb[braio] 1865
Richiesta della facoltà di poter dare le dimissorie ad alcuni chierici ....................................... 112
806. All'avvocato Pino
T o rin o , 12 m arzo 1865
A proposito di un progetto edilizio e di un'indennità da versare alla signora Teresa Bellezza 113
807. Al conte Luigi Cibrario
[Torino, anter. 22 m arzo 1865]
Chiede il conferimento di una decorazione mauriziana a due benefattori dell'Oratorio ....... 115
808. A don Domenico Ruffino
T o rin o , 22 marzo [18]65
Riferisce dell’impossibilità di recarsi a Lanzo per l'impraticabilità delle strade - comunica l'ac­
cettazione della sorella fra le educande del «Buon Pastore» - saluti a tutti ........................... 116
809. Al conte Luigi Cibrario
[Torino, poster. 22 m arzo 1865]
Nuova richiesta di decorazione mauriziana per il benefattore dell’Oratorio Giuseppe Marinetti 117
810. Al papa Pio IX
*Augustae Taurinorum, die 30 m ar[tii] 1865
Ringrazia per il decreto di lode in favore della società salesiana - invia il testo corretto delle
costituzioni - auspica una loro prossima approvazione in quanto afferma di aver introdotto le
modifiche richieste dalle 13 animadversiones inviategli ............................................................. 118
811. Al m archese Domenico Fassati
T o rin o , 18 ap[rile 18]65
Impellente domanda di 3000 lire per pagare il fornaio .............................................................. 120
812. Al pretore di Borgo Dora nella città di Torino
[Torino, 18 aprile 1865]
Precisazioni circa la denuncia alla pretura fatta da un giovane dell'Oratorio nei confronti del
chierico Giuseppe Mazzarello ....................................................................................................... 120
813. Circolare
Torino, lì 24 aprile 1865
Invito a presenziare alla posa della prima pietra della chiesa di Maria Ausiliatrice .............. 122
814. Al prevosto don Angelo Modini
T o rin o , 25 ap[rile 18]65
Si scusa di non poter andare a predicare per la gravissima malattia di don Alasonatti - si di­
chiara disponibile a mandare un altro predicatore ..................................................................... 123
815. Ai lettori de II Galantuomo. Almanacco per l'anno 1866
[Torino, poster. 27 aprile 1865]
Breve notizia sulla chiesa di Maria Ausiliatrice e sulla posa della prima pietra ..................... 124

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Indice cronologico delle lettere 699
816. Al b a ro n e F eliciano Ricci des F erres
*Torino, 28 ap[rile 18]65
Assicura di estinguere un mutuo per prestiti fatti ...................................................................... 126
817. Al sindaco di Lanzo Paolo Tessiore
T o rin o , 29 ap [rile] 1865
Rescissione dalla convenzione del 30 giugno 1864 relativa al collegio di Lanzo - ne spiega i
motivi ................................................................................................................................................ 127
818. Al p a p a Pio IX
T o r i n o , 30 ap rile 1865
Notizie sulla costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice - domanda di benedizione e di doni
per la lotteria - informazione sull’andamento dei lavori parlamentari circa il matrimonio civi­
le e la legge di soppressione delle corporazioni ecclesiastiche - auspicio di pronta nomina di
vescovi nelle sedi vacanti - richiesta di appoggio per l’approvazione delle costituzioni salesia­
ne - futuro radioso della Chiesa dopo «gravi battaglie» ............................................................. 128
819. Circolare
[Torino, fine aprile 1865]
Richiesta di doni per la lotteria iniziata a favore degli Oratori ................................................. 130
820. Al prio re G iuseppe F rassinetti
T o rin o , 2 m aggio 1865
Dolore per la morte di don Luigi Sturla - a proposito della fondazione di un proprio istituto
a Genova, eventualmente da consociare con quello degli Artigianelli di don Francesco
Montebruno ..................................................................................................................................... 132
821. A don G iovanni Saroglia
T o rin o , 2 m ag[gio 18]65
Per accettare un giovane chiede di sapere se intende dedicarsi allo studio o imparare un me­
stiere - comunicazione per il can. Tommaso Gallenga .............................................................. 133
822. A don M ichele R ua
T o r i n o , 11 m ag g io 1865
Chiede un prestito di 2000 lire - manda la benedizione ai confratelli e ai giovani del piccolo se­
minario di Mirabello ....................................................................................................................... 134
823. Al reggente la P refettura di Torino, C ostantino Radicati Talice di Passerano
T o r i n o , 15 m a g g io 1865
Richiesta di autorizzazione della lotteria - allega documentazione .......................................... 135
824. Alla m arch esa T eresa D urazzo Pallavicini
T o rin o , 24 m aggio 1865
Invito a farsi promotrice della lotteria per la chiesa di Maria Ausiliatrice - omaggi e auguri a
tutti i membri della famiglia .......................................................................................................... 137
825. Alla contessa C arlotta Callori
T o rin o , 30 m aggio 1865
Annuncia sua prossima visita - assicura di aver fatto pregare - auguri .................................. 138
826. Al m arch ese D om enico Fassati
[Torino, 4 giugno 1865]
Chiede notizie della famiglia e ne dà altre, poco liete, di comuni amici - riferisce voci sulla no­
mina dell’arcivescovo di Torino - comunica che la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatri­
ce è a buon punto e che la lotteria è ben avviata ...................................................................... 139
827. A don Pietro P rada
[Torino, 4 giugno 1865]
Ringrazia per la cortesia nei confronti di un amico - si dichiara disponibile a far sottoscrivere
dal papa una memoria tramite amicizie romane ........................................................................ 141
828. Al c o n te C o stan tin o R ad icati T alice di P asseran o
T o r i n o , 14 g iu g n o [18]65
Invia un annuncio della lotteria in corso con preghiera di apporvi un bollo della prefettura e di
far sì che venga pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» - chiede il prestito di un libro con l’elen­
co dei paesi di ogni prefettura e sottoprefettura ......................................................................... 143
829. Al professore d o n Angelo C antù
T o r i n o , 17 g iu g n o 1865
Invito ad accettare la direzione del collegio in Cavour (Torino) ............................................... 143

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700 Indice cronologico delle lettere
830. All’arcivescovo di F ire n ze G ioacchino U m b e rti
T o r i n o , 20 g iu g n o 1865
Presentazione dell’amico Stefano Gautier - desiderio di incontrarsi presto ........................... 144
831. Ad un benefattore non identificato
Torino, 2 luglio [18]65
Invito a consegnare a don Angelo Savio la promessa oblazione in onore di Maria Ausiliatrice 145
832. Al cavaliere Zaverio P rovana di Collegno
T o r i n o , 5 luglio 1865
Si raccomanda alla sua generosità per i materiali con cui continuare i lavori della chiesa di
Maria Ausiliatrice ........................................................................................................................... 146
833. Alla contessa E lisabetta Passi Zineroni
T o r i n o , 9 luglio 1865
Assicura preghiere proprie e della comunità per la persona ammalata raccomandatagli ..... 147
834. Al g iovan e S eco n d o C asazza
T o rin o , 11 luglio 1865
Raccomanda la distribuzione di alcuni biglietti della lotteria .................................................... 147
835. A don M ichele R ua
T o r i n o , [a n te r. 16 luglio 1865]
Avvisa di non potersi recare a Mirabello a motivo della malattia di vari confratelli - si augura
di incontrarlo alla metà di agosto................................................................................................. 148
836. A don Stefano Brossa
T o r i n o , 17 luglio 1865
Richiesta di sostegno economico per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ......... 149
837. Al p ro fesso re V incenzo L anfranchi
[T o rin o , 19 luglio 1865]
Poesia in occasione del giorno onomastico ................................................................................. 150
838. Al p ad re dom enicano Gian Tom m aso Tosa
T o rin o , 21 luglio [18]65
Ringrazia per i consigli ricevuti - chiede di intervenire a favore della commendatizia di un
chierico ordinando.......................................................................................................................... 150
839. Alla contessa C arlotta Callori
T o rin o , 24 luglio [18]65
A proposito della giovane Ruffino - notizie di salesiani deceduti o gravemente ammalati - fi­
ducia nel Signore - richiesta di preghiere ................................................................................... 152
840. Al re tto re del se m in ario di T orino, A lessandro V ogliotti
T orino, 7 ag[osto 18]65
Invia nota dei giovani che desiderano essere ammessi all’esame per la vestizione clericale . 153
841. A don Francesco Proverà
T o rin o , 8 ag[osto 18]65
Invito a prepararsi a trasferirsi a Torino e a lasciare l'amministrazione del collegio momenta­
neamente ai chierici Sala e Bodratto - altre disposizioni particolari - saluti alla famiglia .... 153
842. Al m in istro d e ll’in te r n o G iovanni L anza
T o rin o , 9 ag o sto 1865
Si offre di ricoverare all’Oratorio un centinaio di giovani orfani o in stato di abbandono a cau­
sa dell’epidemia del colera ............................................................................................................ 155
843. A don M ichele R ua
T o rin o , 9 ag[osto 18]65
Annuncia una prossima visita al piccolo seminario di Mirabello .............................................. 156
844. Alla contessa V irginia C am bray Digny
T o r i n o , 10 ag o sto 1865
Invito alla preghiera e alla speranza - proposta di collaborazione per la diffusione delle Lettu­
re Cattoliche e per la lotteria ........................................................................................................ 156
845. Alla co n fratern ita del G onfalone di Villafalletto
*V illafalletto, 16 ag o sto 1865
Ricevuta di 400 lire ........................................................................................................................ 158

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Indice cronologico delle lettere 701
846. Al m archese Domenico Fassati *Novara (per quest’oggi), 29 agosto 1865
Annuncia il suo prossimo viaggio assieme al teologo Golzio - auguri - informazioni sulla co­
struzione della chiesa di Maria Ausiliatrice - ispezione sanitaria a Valdocco da parte delle au­
torità comunali ................................................................................................................................ 158
847. Alla contessa Carlotta Callori
T o rin o , Gozzano (soltanto per oggi), 31 ag[osto 18]65
Annuncia probabile visita - comunica l'impossibilità di mandarle i chierici nella casa di cam­
pagna - auguri e benedizioni ......................................................................................................... 160
848. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
*Torino, 3 s e tte m b re 18]65
Gioie e dispiaceri circa gli esami di vestizione dei chierici dell'Oratorio - offerta di biglietti del­
la lotteria .......................................................................................................................................... 161
849. Al commissario generale delle Ferrovie, Giuseppe Bella
[Torino, 9 settem bre 1865]
Richiesta di sussidio a favore di ragazzi inviatigli dal ministero dei Lavori Pubblici e dalla dire­
zione delle Ferrovie ........................................................................................................................ 162
850. Al conte Carlo Cays
T o rin o , 11 se tte m b re 18]65
Felicitazioni per la nascita dell'erede e preoccupazione per la salute della nuora - richiesta di
materiali per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice .................................................. 163
851. Al rettore dell’università di Torino, Ercole Ricotti
*Torino, 14 settembre 1865
Dichiarazione di capacità professionali di don Michele Rua come insegnante ....................... 164
852. A don Michele Rua
*Gorrino, 18 settem b re] 1865
Invito a pagare una cambiale in scadenza - annuncio di prossimo arrivo a Torino ............. 165
853. A don Giovanni Battista Lemoyne
T o rin o , 19 se tte m b re 18]65
Chiede di scrivere al sig. Canale per comunicargli che accetta all’Oratorio il ragazzo racco­
mandatogli - saluti ed auguri ....................................................................................................... 166
854. Alla contessa Virginia Cambray Digny
T o rin o , 20 se tte m b re 18]65
Risponde alla lettera della corrispondente che gli aveva chiesto informazioni su una ragazza
conosciuta dal figlio militare a Torino ......................................................................................... 167
855. Al segretario generale del ministero della Guerra, Luigi Incisa
T o rin o , ott[obre] 1865
Domanda di continuare il sussidio di vestiario invernale per i giovani dell'Oratorio da parte
del ministero della Guerra, di cui alla lett. 856 ........................................................................... 168
856. Al ministro della Guerra, Agostino Petitti di Roreto
T o rin o , ott[obre] 1865
Supplica per ottenere indumenti pesanti per l'imminente inverno ........................................... 169
857. A don Michele Rua
*Chieri, 4 ott[obre 18]65
Dà disposizioni per l’invio di programmi del collegio di Lanzo a varie persone - invia saluti a
tutti .................................................................................................................................................... 170
858. Al padre Oratoriano Giulio Metti
*Chieri (Torino), 5 ott[obre] [18]65
Risponde a lettera - annuncia prossimo viaggio a Firenze - si dichiara disponibile ad accoglie­
re alcuni ragazzi raccomandatigli - precisa le condizioni di accettazione ............................... 171

71.10 Page 710

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702 Indice cronologico delle lettere
859. A don M ichele Rua
*Lonigo, 14 o tt[o b re 18]65
Comunicazioni varie ...................................................................................................................... 173
860. Al chierico C ostanzo R inaudo
*V enezia, 14 o tt[ o b r e 18]65
Pensiero di vita spirituale .............................................................................................................. 174
861. A don M ichele R ua
*Lonigo, [p o ster. 14 o tto b re ] 1865
Saluti e commissioni varie - annuncia il suo ritorno ................................................................. 175
862. Al m archese Giovanni Patrizi
T o r i n o , 23 o tto b re 1865
A proposito del sacerdote-insegnante chiestogli dal marchese - saluti dai comuni amici: conte
Soranzo, duca Gallarati Scotti e duchessa Melzi d 'E ril.............................................................. 175
863. A don Giovanni B attista Frattini
[T o rin o], 31 o tto b re [18]65
Breve risposta a domanda non precisata..................................................................................... 176
864. Alla m a rc h esa M aria Fassati
T orino, 1° n o v e m b re 1865
Invia biglietti della lotteria con supplica di smerciarli presso i membri della famiglia reale 177
865. Al m inistro di G razia, Giustizia e dei Culti, Paolo C ortese
T o rin o , 2 n o v em b re 1865
Richiesta di sussidio economico per gli oratori torinesi ............................................................. 178
866. All’E co n o m o g en erale dei benefici v acan ti, P ietro F enolio
T o rin o , 2 n o v em b re 1865
Richiesta di mediazione per un sussidio, di cui alla lett. prec.................................................... 179
867. Al p ad re O ratoriano Giulio M etti
T o rin o , 6 novem bre [18]65
Ancora a proposito del suo viaggio a Firenze - annuncia la spedizione dei programmi delle
scuole di Valdocco e di Mirabello - saluti ad amici e conoscenti ............................................ 179
868. Al vicario capitolare di Torino, G iuseppe Z appata
T o rin o , 7 novem bre [18]65
Informazioni positive su un sacerdote in difficoltà accolto a Valdocco - presentazione di
don Giovanni Bonetti, latore della lettera, inviato a Lanzo, per il quale chiede la facoltà di
confessare ........................................................................................................................................ 180
869. Al cav aliere F ed erico O reglia di S. S tefano
T orino, 10 n o v e m b re 1865
Richiesta che, in occasione del viaggio in alcune città italiane, diffonda le Letture Cattoliche e
smerci biglietti della lotteria ......................................................................................................... 182
870. Al p ad re O ratoriano Giulio M etti
T o r i n o , 12 n o v e m b re [18]65
Ulteriore ritardo del suo viaggio a Firenze, dove sarà comunque preceduto dal cav. Oreglia -
altre comunicazioni circa i ragazzi fiorentini in procinto di partire per Torino ..................... 183
871. A don Giovanni Bonetti
T o rin o , 20 novem bre [18]65
Comunica il giorno del suo arrivo a Mirabello - chiede di organizzare una riunione comunita­
ria dei salesiani .............................................................................................................................. 184
872. Alla m ad re carm elitan a T eresa Angelica
T o r i n o , 22 n o v e m b re 1865
Pensieri spirituali per la destinataria, per il fratello e le consorelle - invito ad aver fiducia nel
Signore ............................................................................................................................................. 185
873. Alla contessa V irginia C am bray Digny
T o r in o , 3 d ic em b re 1865
Ringraziamenti per i tratti di cortesia riservati al cav. Oreglia di S. Stefano - annuncia sua
prossima visita a Firenze ............................................................................................................... 186

72 Pages 711-720

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72.1 Page 711

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Indice cronologico delle lettere 703
874. Alla su p erio ra delle Fedeli C om pagne di Gesù, m ad re E udosia
T o r i n o , 4 d ic [e m b re ] 1865
Raccomanda la giovane Teresa Quaranta che desidera farsi suora .......................................... 187
875. Al ch ierico G iulio B a rb e ris
T o rin o , 6 dicem bre [18]65
Risposte a precise domande circa la salute e gli studi nel giorno della sua professione religiosa 187
876. A don M ichele Rua
*Pisa, 13 d ic [e m b re 18]65
Notizie da Pisa - descrizione della Piazza dei miracoli - comunicazioni varie - nostalgia dei
giovani dell'Oratorio ....................................................................................................................... 188
877. Alla contessa V irginia C am bray Digny
*Firenze, 15 d ic e m b re [18]65
Comunica i suoi appuntamenti in città ........................................................................................ 190
878. Al m archese Angelo Nobili Vitelleschi
*Firenze, 21 d ic [e m b re ] 1865
Gradevoli ricordi della visita - affetto per il giovane Alberto - richiesta di smerciare biglietti
della lotteria ..................................................................................................................................... 191
879. All’arciv esco v o di F ire n ze G io acch in o L im berti
T o rin o , 27 d ic em b re 1865
Ringrazia per l’ospitalità - informa sul viaggio dei cinque ragazzi fiorentini che ha collocato
nel piccolo seminario di Mirabello ............................................................................................... 192
1866
880. Al re V ittorio E m anuele II
[Torino, prim i m esi 1866]
Chiede la pensione ecclesiastica per due chierici poveri ............................................................ 194
881. Circolare
T o rin o , 5 gennaio 1866
Invito ad un trattenimento teatrale .............................................................................................. 195
882. Al p ad re O ratoriano Giulio M etti
T o r i n o , 13 g e n n a io [18]66
A proposito di una giovane raccomandatagli - informazioni su tre ragazzi fiorentini - saluti ai
padri dell'Oratorio e ai molti altri amici di Firenze - chiede testi da pubblicare nelle Letture
Cattoliche ......................................................................................................................................... 195
883. AI P ro v v ed ito re agli stu d i di T orino, F ra n ce sco Selm i
T o r i n o , 15 g e n n a io [18]66
Invia copie de II Galantuomo - richiesta di equipollenza per il titolo scolastico del maestro
Francesco Dalmazzo ....................................................................................................................... 197
884. All’arciv esco v o di F ire n ze G io acch ino L im berti
T o r i n o , 18 g e n n a io [18]66
Invia in omaggio la prima copia della quinta edizione de La Storia d ’Italia - invia altre tre co­
pie e libri vari per gli amici di Firenze - comunica che la propria vista è migliorata - piacevoli
ricordi della visita a Firenze in attesa della successiva............................................................... 198
885. Alla co ntessa G irolam a U guccioni
T o rin o , 22 gennaio [18]66
Comunica la buona impressione avuta nell’incontrare la famiglia - invia in omaggio la nuova
edizione de La Storia d ’Italia - chiede che le figlie l’aiutino a smerciare i biglietti della lotteria 199
886. Al p a p a Pio IX
T o rin o , 25 g ennajo 1866
Notizie sugli oratori - apertura di uno nuovo - vocazioni per la società salesiana - timore di
grave calamità - giudizio negativo sul nuovo «stato civile» - fedeltà del clero al Papa - devo­
zione alla Madonna e all'Eucarestia - avanzamento nei lavori per la costruzione della chiesa
di Maria Ausiliatrice - attesa dell’approvazione delle costituzioni salesiane ............................ 201

72.2 Page 712

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704 Indice cronologico delle lettere
887. AI ministro della Pubblica Istruzione, Domenico Berti
*Torino, febbraio 1866
Richiesta di dispensa dal far constare all’autorità scolastica l’idoneità degli insegnanti dell'O-
■ ratorio ....................................................................................................................... ...............’...... 203
888. Al rettore del seminario di Firenze, Bernardino Checcucci
*Torino, 3 febbraio [18]66
Invia alcuni libri - chiede la diffusione delle Letture Cattoliche - lo invita a Torino - saluti a
professori e studenti del seminario ............................................................................................... 207
889. Alla m archesa M aria Fassati
*Torino, 3 febbraio 1866
Invia biglietti della lotteria - chiede sussidi e preghiere ............................................................. 208
890. Al signor Giuseppe Guenzati
*Torino, 7 febb[raio 18]66
Annuncia il suo prossimo arrivo a Milano - morte e sepoltura del conte Rodolfo De Maistre 208
891. Al padre Oratoriano Giulio Metti
*Torino, 12 febbraio [18]66
Ringrazia per le operette mandategli - progetto di un libretto drammatico su S. Pietro a Roma 209
892. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 21 febbraio 1866]
Domanda la facoltà di poter celebrare tre messe nella notte di Natale a Valdocco, Mirabello e
Lanzo ............................................................................................................................................... 210
893. Al sindaco di Torino Filippo Galvagno
"'Torino, 26 febb[raio] 1866
Elenca i motivi per raddrizzare la via Cottolengo secondo il progetto già approvato dalle auto­
rità comunali .................................................................................................................................. 211
894. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Torino, m arzo 1866]
Ringraziamenti per il sussidio - richiesta di far pervenire una lettera alla contessa Balduini e
di smerciare biglietti della lotteria - promessa di preghiere ...................................................... 213
895. Ad una signora fiorentina non identificata
*Torino, 6 m arzo 1866
Gradito ricordo della visita a Firenze - assicura preghiere da parte della propria comunità -
chiede di collaborare con la marchesa Fanny Villarios a vendere biglietti della lotteria
214
896. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
*Cremona, 8 m arzo [18]66
Rapido biglietto per appuntamenti ............................................................................................... 215
897. Circolare
Torino, 11 m arzo 1866
Invito a partecipare all’inaugurazione della lotteria - richiesta di smerciare altri biglietti della
medesima ........................................................................................................................................ 215
898. Al padre carmelitano Natale Hanset
*Torino, 25 m arzo [18]66
A proposito della vertenza per il recupero del convento di Genova ......................................... 217
899. Alla contessa Girolama Uguccioni
Torino, 26 m arzo 1866
Modalità per la consegna del denaro della lotteria - costante riconoscenza per tutti i familiari
- probabile andata a Firenze del cav. Federico Oreglia di S. Stefano ..................................... 219
900. Al conte Francesco Viancino di Viancino
T o rin o , 30 m arzo [18]66
Si dichiara pronto ad accogliere un giovane raccomandato per avviarlo allo studio - in ritardo
per la riscossione dei biglietti della lotteria chiede un mutuo per pagare i materiali utilizzati
per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice .................................................................. 220
901. Alla contessa Carlotta Callori
*Torino, 31 marzo [18]66
Disponibile a estinguere immediatamente il debito di duemila lire e entro pochi giorni quello
degli altri duemila - chiede un aiuto per il pagamento della statua di Maria Ausiliatrice da por­
re sulla cupola della chiesa ........................................................................................................... 221

72.3 Page 713

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Indice cronologico delle lettere 705
902. All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
*Torino, 31 m arzo 1866
Auguri pasquali - ringrazia per gli splendidi doni della lotteria - annuncia suo prossimo viag­
gio a Firenze .................................................................................................................................... 222
903. Al senatore Giuseppe Cataldi
Torino, 11 ap[rile 18]66
Invia biglietti della lotteria con preghiera di smerciarli.............................................................. 223
904. Al canonico Melchiorre Fantini
T o rin o , 11 ap[rile 18] 66
Richiesta di sostenere una sua domanda di smercio dei biglietti della lotteria presso il senatore
Giuseppe Cataldi ............................................................................................................................. 224
905. Al curato don Antonio Gianelli
T o rin o , 12 ap[rile 18]66
Ancora a proposito della questione del convento carmelitano di Genova ............................... 225
906. Al vescovo di Biella Giovanni Pietro Losana
T o rin o , 14 ap[rile 18]66
Richiesta di inserire un chierico di Valdocco fra gli aventi diritto all’esenzione militare ...... 226
907. Al ministro di Grazia, Giustizia e dei Culti, Giovanni De Falco
T o rin o , 16 aprile 1866
Richiesta di sussidio per portare a compimento la costruzione della chiesa di Maria Ausi-
liatrice ............................................................................................................................................... 227
908. Alla m archesina Azelia Fassati
T o rin o , 18 ap[rile 18]66
Comunica la sua disponibilità ad un incontro............................................................................. 229
909. Alla m archesa M aria Fassati
Torino, 21 ap[rile 18]66
Richiesta di sussidi ......................................................................................................................... 229
910. Al giovane marchese Antonio Gerini
T o rin o , 21 ap[rile 18]66
Promette preghiere in ringraziamento della generosa offerta ................................................... 230
911. Al papa Pio IX
[Torino, fine aprile 1866]
Domanda le dimissorie e la dispensa di età per alcuni chierici dell’Oratorio ......................... 231
912. Al papa Pio IX
T o rin o , 1° maggio 1866
Invia in omaggio la nuova edizione de La Storia d'Italia e altri scritti rilegati a Valdocco 232
913. Al m archese Angelo Nobili Vitelleschi
T o rin o , 1° maggio 1866
Richiesta di scuse per il disturbo - dichiara di interessarsi solo dei problemi di coscienza del
figlio Giovanni - chiede aiuto per trovare benefattori ............................................................... 233
914. All’avvocato Ferdinando Maria Fiore
[Torino] Suo uffìzio, 5 maggio [18]66
Sua disponibilità ad incontrarsi in qualsiasi momento ............................................................... 234
915. Al padre carmelitano Natale Hanset
T o rino, 5 mag[gio 18]66
Difficoltà circa il progetto di riacquisto del convento carmelitano di Genova ........................ 235
916. All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti T o rino, 5 maggio [18]66
Chiede di benedire le nozze della figlia del sig. Gautier su esplicita richiesta del medesimo 236
917. Circolare
Torino, addì 12 maggio 1866
Invio di biglietti della lotteria con preghiera di smerciarli ......................................................... 236
918. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
T o rin o , 14 maggio 1866
Informazioni sui salesiani di Valdocco - interventi prodigiosi di Maria Ausiliatrice con conse­
guenti offerte per la costruzione della chiesa - raccomandazioni spirituali per quanti chiedono
grazie alla Madonna ....................................................................................................................... 238
23

72.4 Page 714

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706 Indice cronologico delle lettere
919. Alla contessa E n rich etta Bosco R iccardi
T o r i n o , 16 m a g g io 1866
Consegna di alcuni indumenti dei ragazzi di Valdocco da rattoppare ..................................... 240
920. Al cavaliere F ederico O reglia di S. Stefano
T o r i n o , 21 m a g [g io 18]66
Comunicazioni circa alcuni comuni amici di Roma - preoccupazione per il diminuito numero
di benefattori, ma consolazione per gli interventi prodigiosi della Madonna .......................... 241
921. Al cav aliere F ed eric o O reglia di S. S tefan o
T o rin o , 22 m aggio [18]66
Problemi creati dalla pubblicazione di grazie su «L'Unità Cattolica» - continue offerte per la
chiesa di Maria Ausiliatrice per gli interventi prodigiosi della Madonna - difficoltà per un'e­
ventuale andata a Roma - saluti e preghiere per i benefattori della città ............................... 243
922. Al vescovo di N ovara, Filippo G iacom o G entile T o r in o , 24 m aggio [18]66
Chiede di verificare la possibilità di esenzione dalla leva militare di tre chierici nella diocesi di
Novara ............................................................................................................................................. 245
923. Al conte Carlo Cays
T o rin o , 25 m aggio [18]66
Vertenza delle Letture Cattoliche colla tipografia Paravia......................................................... 246
924. Al co n te Luigi C ibrario
T o rin o , 29 m aggio 1866
Espone le benemerenze di un benefattore per il quale chiede la croce mauriziana .............. 248
925. Alla contessa Luigia B arbò
T o rin o , 30 m aggio [18]66
Pensiero spirituale in un momento di difficoltà - preghiere per una ragazza ammalata - even­
tuale offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice .......................................................................... 249
926. Al cavaliere Federico O reglia di S. Stefano
T o r i n o , 31 m a g g io 1866
Notizie buone e cattive da Valdocco - invito a tornare con generose offerte - auguri e preghie­
re per i benefattori ........................................................................................................................ 251
927. Al giovane G regorio C avalchini G arofoli
T o r i n o , 1° g iu g n o 1866
Cortesie reciproche - consigli spirituali - invito a venirlo a trovare ......................................... 252
928. Al giovane E m anuele Fassati
T o r i n o , 1° g iu g n o 1866
Affettuoso invito ad impegnarsi nello studio - saluti da parte dei fam iliari............................. 253
929. Al cavaliere Federico O reglia di S. Stefano
T o r i n o , 1° g iu g n o 1866
Comunicazioni per la duchessa di Sora, per «La Civiltà Cattolica» e per una signora - sospen­
sione della linea ferroviaria per Firenze ...................................................................................... 254
930. Alla contessa A nna Bentivoglio
Torino, 8 giugno [18]66
Ringraziamento per la lettera e per i pensieri in essa espressi - assicura ulteriore ricordo nella
preghiera ......................................................................................................................................... 255
931. Al cavaliere Federico O reglia di S. Stefano
T o rin o , 8 giugno [18]66
Commissioni per i benefattori di Roma - invito a tornare quanto prima - notizie dell'Oratorio
e saluti da tutti ................................................................................................................................ 255
932. Al vicario capitolare di Torino, Giuseppe Z appata
[T orino, 12 g iu g n o 1866]
Richiesta di soccorso economico onde non dover allontanare da Valdocco probabili vocazioni
sacerdotali ....................................................................................................................................... 257
933. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
T o rin o , 15 giugno [18]66
Ultime comunicazioni e incarichi prima che il cavaliere ritorni a Torino ............................... 258

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Indice cronologico delle lettere 707
934. Alla contessa Carlotta Callori
[Torino, 16 giugno 1866]
Annuncia suo viaggio a Mirabello con sosta a Casale - accuse contro don Bosco sul giornale
«Conte di Cavour» .......................................................................................................................... 260
935. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
*Torino, 16 giugno [18]66
Richiesta di restituzione del corredo di un seminarista tenuto quale pegno di un debito con­
tratto in seminario .......................................................................................................................... 261
936. Circolare Augustae Taurinorum, XI Kal[endis] Julii An[no] MDCCCLXVI
Invito ad assistere alla rappresentazione di una commedia all’Oratorio .................................. 262
937. Ai giovani del collegio di Lanzo
T o rin o , 25 giugno 1866
Profonda commozione per le affettuose lettere inviategli .......................................................... 263
938. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
T o rin o , 26 giugno 1866
Richiesta di sussidio per i chierici poveri .................................................................................... 264
939. Alla contessa Carlotta Callori
T o rin o , 29 giugno [18]66
Giustifica il suo mancato viaggio a Casale - chiede spiegazioni sul come saldare un debito col
conte - auguri e preghiere ............................................................................................................ 265
940. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
Torino, 29 giugno [18]66
Domanda che i chierici di Lanzo possano fare gli esami in sede ............................................. 266
941. Alla signora M argherita Saccardi
[Torino, poster. 4 luglio 1866]
Resoconto sugli ultimi istanti della vita del giovane Ernesto, figlio della corrispondente...... 267
942. Alla m archesa M aria Fassati
T o rin o , 5 luglio 1866
Domanda se è disponibile ad offrire il patrimonio ecclesiastico per l’ordinazione del chierico
Francesco Cerniti, patrimonio eventualmente rimborsabile in seguito attraverso l'Economato
Generale ........................................................................................................................................... 269
943. Al chierico Francesco Cerruti
T o rin o , 7 luglio 1866
Invito a venire a Torino per accordarsi circa il patrimonio ecclesiastico - saluti a tutti -
chiede di prendere nota di eventuali fatti particolari riguardanti l’episodio «prodigioso» del
«bambino» ........................................................................................................................................ 270
944. All’avvocato Ferdinando Maria Fiore
T o rin o , 15 luglio [18]66
Accetta la contrattazione per la casa di Troffarello .................................................................... 271
945. Alla contessa Anna Bentivoglio
T o rin o , 18 luglio [18]66
Tranquillità circa il miglioramento della salute grazie alla fede nel Signore e in Maria Ausi-
liatrice ............................................................................................................................................... 272
946. Al chierico Giovanni Battista Verlucca
T o rin o , 18 luglio [18]66
Assicura preghiere per la salute del padre - suggerimenti per il luogo dove intraprendere gli
studi .................................................................................................................................................. 272
947. Al re Vittorio Emanuele II
T o rin o , 18 luglio 1866
Domanda di sussidio per i giovani dell’Oratorio ........................................................................ 273
948. A don Raffaele Cianetti
T o rin o , 20 luglio 1866
Problemi di coscienza di un sacerdote - speranza di andare a Lucca appena riattivato il servi­
zio ferroviario .................................................................................................................................. 274

72.6 Page 716

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708 Indice cronologico delle lettere
949. Alla contessa G irolam a U guccioni
T o rin o , 20 luglio [18]66
Ringrazia delle notizie circa un’eventuale vocazione femminile - informazioni sull’andamento
dei lavori della chiesa di Maria Ausiliatrice - avrà buone notizie entro due mesi per il marito 275
950. Alla su o ra d o m en ican a M aria M argherita Stoli
T o rin o , 22 luglio [18]66
Consigli per una vita spirituale fervorosa .................................................................................... 276
951. Al giovane Giulio C esare Callori
T orino, 23 luglio [18]66
Ringrazia per il condono, da parte della mamma, di mille lire e annuncia la restituzione della
rimanente identica cifra ................................................................................................................ 277
952. A ll'avvocato Ferdinando M aria Fiore
Torino (m a scrivo d a Alba), 23 luglio [18]66
Sempre a proposito della casa di Trofarello ............................................................................... 278
953. Alla contessa V iolante R uner
T o rin o , 25 luglio [18]66
Ringraziamento per la lettera inviatagli - assicura preghiere e chiede pazienza e rassegnazio­
ne alla volontà di Dio - auspica collaborazione per la vendita dei biglietti della lotteria
279
954. Ai giovani del piccolo sem inario di M irabello
T o rin o , 26 luglio [18]66
Raccomandazioni spirituali prima delle vacanze estive .............................................................. 279
955. All’isp e tto re degli stu d i della p ro v in cia di T orino, d o n P ietro B aricco
[Torino, fine luglio 1866]
Risponde a precise richieste sulle scuole dell’Oratorio e chiede un sussidio a favore delle
medesime ........................................................................................................................................ 281
956. Al c o n te C arlo Cays
T o rin o , 4 agosto 1866
A proposito della vertenza in corso circa le Letture Cattoliche ................................................ 282
957. Al conte Carlo Cays
*Strevi, 4 ag[osto 18]66
Biglietto di accompagnamento della lettera precedente ............................................................. 284
958. Alla contessa C arlotta Callori
T o r i n o , 10 a g [o sto 18]66
Comunica il contrattempo circa il pagamento del debito di mille lire - problemi di revisione
del libro in corso di stampa - informazioni circa lo spontaneo ritirarsi dall'Oratorio del chieri­
co Luigi Tommaso Jarach ............................................................................................................. 284
959. Al c o n te C arlo Cays
T o r i n o , 11 a g [o sto 18]66
Ulteriore raccomandazione per la vertenza delle Letture Cattoliche, la cui soluzione affida al
conte ................................................................................................................................................ 286
960. Alla m a d re oblata M aria M addalena Galeffi
T orino, [poster. 17] ag [o sto 18]66
Ringraziamenti per la lettera e per il sussidio - consiglio spirituale per una giovane novizia -
invito a collaborare nello spaccio dei biglietti della lotteria ....................................................... 287
961. Alla contessa Luigia B arbò
Torino, 26 ag[osto 18]66
Invito a confidare nei medici e nella bontà del Signore per la figlia sofferente agli occhi - ri­
chiesta di informazioni sulla presenza della contessa Barbara Melzi d’Eril a Milano ............ 288
962. A d on Silvestro Tea
T o rin o , 26 ag[osto 18]66
Richiesta di alloggio per il cavalier Federico Oreglia di S. Stefano .......................................... 289
963. Al vicario capitolare di Torino, Giuseppe Z appata
T o r in o , addì 27 agosto 1866
Proposte di riorganizzare gli studi ecclesiastici all’Oratorio in risposta ai problemi vocazionali
della diocesi .................................................................................................................................... 289

72.7 Page 717

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Indice cronologico delle lettere 709
964. Alla contessa Carlotta Callori
[Trofarello, 31 agosto 1866]
Difficoltà di trovare dei professori per ripetizioni di tutte le discipline scolastiche al liceista Ce­
sare Callori - elogio del teol. G. B. Abbondioli come predicatore —annuncio di una prossima
sua visita e del suo desiderio di pagare l’interesse per il mutuo ............................................... 292
965. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
*Torino, 6 settem b re ] 1866
Si meraviglia per il rifiuto del Vicario capitolare di concedere quanto richiesto in favore dei
chierici .............................................................................................................................................. 293
966. All’avvocato Clemente Marinelli
T o rin o , 15 settem bre [18]66
Si lamenta per la modifica delle condizioni, concordate verbalmente e per iscritto, a proposito
dell'accettazione all’Oratorio di alcuni ragazzi di Ancona ......................................................... 294
967. Circolare
*Torino, 21 settem b re ] 1866
Invito alla posa dell'ultimo mattone sulla cupola della chiesa di Maria Ausiliatrice .............. 295
968. All’avvocato Clemente Marinelli
T o rin o , 25 settem b re ] 1866
Domanda di sollecitare il Prefetto di Torino a versare la somma depositata e destinata al man­
tenimento degli orfani di Ancona accolti all'Oratorio ................................................................. 296
969. Al conte Costantino Radicati Talice di Passerano
T o rin o , 26 se tte m b re 18]66
Invia lettera di presentazione di due sacerdoti - chiede conferma dell'invito a fare una passeg­
giata a Passerano con spese a carico del c o n te ........................................................................... 298
970. Al cavaliere Tommaso Uguccioni Gherardi T o rino, 28 se tte m b re 18]66
Assicura di pregare per la sua salute e per gli interessi di tutta la famiglia ............................ 299
971. Al conte Annibaie Bentivoglio
T o rin o , 29 se tte m b re 18]66
Giustifica il non aver risposto, per delicatezza, ad una domanda del conte - assicura preghiere
per la sua salute .............................................................................................................................. 300
972. Alla m adre oblata Maria Maddalena Galeffi T o rin o, 29 se tte m b re 18]66
Ringraziamento per l'offerta ricevuta - promette preghiere per la famiglia raccomandatagli 300
973. Alla contessa Anna Bentivoglio
Torino, 30 settem bre 1866
Assicura preghiere per le due persone raccomandategli - invita a rimanere tranquilli circa gli
avvenimenti di Roma e a non temere per il colera .................................................................... 301
974. Al teologo Giovanni Battista Appendini
*Castelnuovo d ’Asti, 8 ott[obre 18]66
A proposito di una pratica in corso da parte del corrispondente .............................................. 302
975. Alla contessa Luigia Barbò
Castelnuovo d ’Asti, 9 ott[obre 18]66
Annuncia suo prossimo viaggio a Milano - continua le preghiere per la corrispondente e per la
figlia di Lei, Sofia Barbò Albertoni ............................................................................................... 303
976. Alla m archesa Maria de Gregorio *Castelnuovo d ’Asti, 12 ott[obre 18]66
Condivide le preoccupazioni della marchesa circa alcuni «atti inconsiderati» del figlio - sugge­
risce comportamento da assumere e promette preghiere ......................................................... 304
977. Alla m archesa Luisa Cappelletti
T o rin o, 22 ott[obre 18]66
Ringraziamento per l'offerta ricevuta - assicura immunità dal contagio del colera per quanti
collaborano alla costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ................................................. 305

72.8 Page 718

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710 Indice cronologico delle lettere
978. All’a rc ip re te P ietro B onino
*Torino, 24 o tto b re 1866
Invia biglietti della lotteria da smerciare - ringrazia per l'ospitalità e si complimenta per la
fede dei parrocchiani - fa omaggio di una copia de La Storia d'Italia ................................... 306
979. A don Giovanni Bonetti
L anzo, 19 n o v [e m ]b re [18]66
Soddisfazione per la vita esemplare del collegio di Lanzo - annuncia il suo prossimo arrivo -
chiede i nomi dei ragazzi più difficili - augura a tutti una pratica cristiana soda ................. 307
980. Al p adre carm elitano N atale H anset
T o rin o , 23 n o v em b re 1866
Ancora a proposito del progetto di recupero del convento carmelitano di Genova .............. 308
981. Alla contessa M argherita Caccia Dom inioni
Torino, 25 nov[em bre 18]66
Assicura preghiere quotidiane per il figlio ammalato e per tutti i parenti ............................... 309
982. Alla contessa A nna Bentivoglio
T o rin o , 27 novem bre [18]66
Ringrazia per un sussidio - assicura preghiere - prospetta un viaggio a Roma .................... 310
983. Alla m ad re d om enicana M aria G iovanna Vitelleschi
T o rin o , 27 nov[em bre 18]66
Assicura preghiere per la corrispondente e per tutta la comunità - dà un consiglio per l’am­
missione di una novizia alla professione ..................................................................................... 311
984. Al cavaliere Federico O reglia di S. Stefano *M irabello, 28 n o v[em b re] 1866
Chiede di andare dal direttore generale delle ferrovie dell'Alta Italia per scongiurare la minac­
cia di soppressione dei biglietti di favore e per far eventualmente inoltrare ai dipendenti, per
suo tramite, l'invito ad un trattenimento teatrale a Valdocco .................................................. 312
985. Circolare
[Torino, fine no vem bre 1866]
Invito ad un trattenimento in onore degli amministratori delle ferrovie dell’Alta Italia ........ 313
986. Al c a p o servizio traffico delle ferrovie d ell’A lta Italia, A lfredo B a ch e let
T o r i n o , 30 n o v e m b re 1866
Risposta alla richiesta di spiegazioni circa abusi nell’uso delle concessioni ferroviarie - propo­
ste di intervento per il fu tu ro ........................................................................................................ 313
987. Alla contessa V irginia C am bray Digny
T o rin o , 8 dic[em bre 18]66
Annuncia il suo prossimo arrivo a Firenze .................................................................................. 315
988. Alla contessa G irolam a U guccioni
T o rin o , 8 dic[em bre 18]66
Annuncia il suo prossimo arrivo a Firenze .................................................................................. 315
989. Alla co n tessa V irginia C am bray Digny
*F irenze, 17 d ic [e m b re 18]66
Saluti prima di partire da Firenze - approva il progetto di una cappella di S. Anna nella chiesa
di Maria Ausiliatrice ...................................................................................................................... 316
990. Alla m a d re o b la ta M a ria M a d d ale n a Galeffi *F irenze, 18 d ic [e m b re 18] 66
Parole di speranza e promessa di preghiere per le persone raccomandategli ......................... 317
991. A don Giovanni B onetti
* [B o lo gn a], 19 d ic [e m b re 18]66
Chiede di indicargli la cifra pagata per la ricchezza mobile l’anno precedente e quella dell'an­
no in corso, nella speranza di averne il rimborso - augura buone feste ................................. 317
992. A don M ichele Rua
*B ologna, 19 d ic [e m b re 18]66
Comunica le tappe del suo ritorno ............................................................................................... 319
993. Al cavaliere Ignazio Boggio
T o rin o , 26 d icfem b re 18] 66
Proposta di contratto per l'indoratura della statua di Maria Ausiliatrice ................................ 319

72.9 Page 719

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Indice cronologico delle lettere 711
994. Al priore Giuseppe Frassinetti
T o rin o , 27 dic[em bre 18]66
Accetta di promuovere il progetto di aprire un istituto a Genova da parte del corrispondente 321
1867
995. Alla m archesina Azelia Fassati
''Torino, 2 gennaio 1867
Dono di un fagiano come auspicio di buon anno ...................................................................... 323
996. Al papa Pio IX
*Augustae Taurinorum, die septimo januarii 1867
Domanda l’approvazione della società salesiana o almeno la facoltà di poter rilasciare le lette­
re dimissoriali ai chierici della medesima ..................................................................................... 323
997. Al papa Pio IX
[Roma, 19 gennaio 1867]
Richiesta della facoltà, per i sacerdoti salesiani, di benedire croci, medaglie, corone ecc. colle
annesse indulgenze e per sé di poter autorizzare confratelli e giovani a leggere libri proibiti,
nonché di celebrare la santa Messa prima dell’a u ro ra ............................................................... 325
998. Al chierico Giulio Barberis
[Roma, 20 gennaio 1867]
Chiede di inviare una serie di libri di scrittori protestanti al padre gesuita Giovanni Perrone di
Roma ................................................................................................................................................ 326
999. Circolare
Torino, 20 gennaio 1867
Invito ad acquistare e a smerciare biglietti della lotteria............................................................ 327
1000. Al papa Pio IX
[Roma, anter. 1° febbraio 1867]
Richiesta di decorazioni per cinque benefattori .......................................................................... 328
1001. Al padre scolopio Alessandro Checcucci
*Roma, 5 febb[raio 18]67
Invito ad un incontro ...................................................................................................................... 329
1002. A don Michele Rua
*Roma, 5 febb[raio 18]67
Dà disposizioni per l’estinzione di un debito - non può garantire la data del suo ritorno .... 330
1003. All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Umberti *Roma, 6 febb[raio 18]67
Invia un rescritto papale ................................................................................................................ 331
1004. Al padre scolopio Alessandro Checcucci
*Roma, 7 febb[raio 18]67
Raccomanda lo smercio dei biglietti della lotteria - assicura di portargli le medaglie promesse
- suggerimento per l’occhio malato di un ragazzo..................................................................... 332
1005. Al principe Orazio Falconieri di Carpegna *Camaldoli, 8 febb[raio 18]67
Posticipa l’appuntamento a causa dell'imprevisto pernottamento dai Camaldolesi sopra
Frascati ............................................................................................................................................. 333
1006. Al principe Orazio Falconieri di Carpegna
Roma, 11 febbraio 1867
Conferma l’appuntamento per la serata - assicura preghiere - chiede fede nel Signore ...... 334
1007. A don Michele Rua
*Roma, 13 febb[raio 18]67
Dà disposizioni per alcuni pagamenti - chiede di preparare una «stupenda festa di S. France­
sco di Sales» .................................................................................................................................... 335
1008. Al conte Annibaie Bentivoglio
‘Roma, 16 febb[raio 18]67
Ringrazia della corona di pietre ornate d’oro donatagli - offre una santa messa, comunioni e
preghiere da parte dei giovani ...................................................................................................... 336

72.10 Page 720

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712 Indice cronologico delle lettere
1009. Al p a p a Pio IX
[R om a, a n te r. 21 feb b raio 1867]
Richiesta che don Pietro Vallami possa celebrare la messa del giovedì santo là dove già eserci­
ta il sacro ministero ....................................................................................................................... 337
1010. C ircolare
T o rin o ,. 1° m a rz o 1867
Favori spirituali concessi da Pio IX ai benefattori degli oratori ................................................ 337
1011. Al d o tto re in legge G iovanni M azzotti
T o rin o , 7 m arzo [18]67
Consigli per la scelta dello stato e per la professione ................................................................ 339
1012. Al v icario ca p ito la re di Alba, P ietro G iocondo Salvaj
*Torino, 8 m arzo [18]67
Ringraziamento per l’accenno fatto nella lettera pastorale alla sua persona e alla chiesa di
Maria Ausiliatrice - preannuncia la nomina a vescovo .............................................................. 340
1013. Al c a rd in ale G iacom o A ntonelli
T o rin o , 20 m a rz o 1867
Solito problema delle dimissorie - al riguardo allega ulteriore promemoria .......................... 340
1014. Alla signora R osa G uenzati
T o r i n o , 21 m a rz o 1867
Assicura di aver pregato e fatto pregare per la persona raccomandatagli - chiede di smerciare
i restanti biglietti della lotteria ...................................................................................................... 342
1015. Al d u c a d ’A osta A m edeo di S avoia
T o rin o , 22 m a rz o 1867
Richiesta di acquisto di cinquecento biglietti della lotteria ........................................................ 343
1016. Al d u ca Rodolfo B oncom pagni Ludovisi
T o r i n o , 29 m a rz o 1867
Assicura preghiere per l'intera famiglia - fraterno scambio di pensieri di vita spirituale ...... 343
1017. A don G iovanni T om atis
T o r in o , 29 m a rz o 1867
Invio di cento biglietti della lotteria e comunicazione della benedizione del papa con annesse
indulgenze apostoliche ................................................................................................................... 345
1018. Al c a rd in a le C o stan tin o P atrizi
[Torino, poster. 29 m arzo 1867]
Ringraziamento per la lettera di risposta ad una sua petizione - problemi relativi alle dimisso­
rie e all'approvazione della società salesiana .............................................................................. 346
1019. A un cavaliere non identificato
Torino, 3 aprile [18]67
Coraggiosa richiesta di urgente sussidio ...................................................................................... 347
1020. Al c a rd in ale G iaco m o A ntonelli
T o rin o , 4 aprile 1867
Sostegno della richiesta di nomina di un vescovo per la diocesi di Fossano .......................... 348
1021. Al cardinale G iacom o Antonelli
T o rin o , 5 aprile 1867
Ancora a proposito delle nomine di nuovi vescovi ..................................................................... 349
1022. Al sig n o r C arlo B u zzetti
T o rin o , 7 aprile 1867
Attestato in suo favore ................................................................................................................... 350
1023. Alla contessa V irginia C am bray Digny
T o r i n o , 10 a p [rile 18]67
Richiesta di precisazioni a proposito del progetto di dedicare un altare a S. Anna nella chiesa
di Maria Ausiliatrice - informazioni sul proseguo dei lavori .................................................... 351
1024. Al m in istro d e ll’in te r n o U rb a n o R attazzi
[T o rin o ], 10 ap rile 1867
Domanda di pagamento della pensione per il fanciullo Giuseppe Durazzo ............................. 352
1025. A lla su o ra d o m e n ic a n a M a ria F ilo m e n a C ravosio T o r i n o , 13 a p [rile 18]67
Invia benedizioni e medaglie benedette dal papa ....................................................................... 354

73 Pages 721-730

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73.1 Page 721

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Indice cronologico delle lettere 713
1026. Alla signorina Giuseppina Pellico
Torino, 13 ap[rile 18]67
Accetta di interessarsi di un giovane raccomandatogli - soddisfatto per il procedere dei lavori
della chiesa di Maria Ausiliatrice grazie alla protezione della Madonna - invito a fargli visita 355
1027. Circolare
Torino, 15 aprile 1867
Trasmette i numeri vincitori della lotteria - ringraziamento per il contributo offerto - annun­
cia la ripresa dei lavori della costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ............................ 355
1028. Al teologo Giovanni Battista Appendini
T o rin o , 18 ap[rile 18]67
Invito a trascorrere una giornata a Valdocco - disponibilità a scrivere una lettera di presenta­
zione presso gli amici di Roma ..................................................................................................... 357
1029. Al cavaliere Pietro Marietti [?]
T o rin o , 20 ap[rile 18]67
Ringraziamenti per due cambiali ricevute e per altri aiuti ........................................................ 357
1030. Al cavaliere Pietro Marietti
T o rin o , 20 ap[rile 18]67
Ringrazia per la carità usatagli nel soggiorno romano - invito a non desistere dai suoi progetti 358
1031. Alla contessa Virginia Cambray Digny
Torino, 22 ap[rile 18]67
Ringraziamento per le offerte in favore della chiesa di Maria Ausiliatrice - invito a trovare
altre benefattrici .............................................................................................................................. 360
1032. Al padre scolopio Alessandro Checcucci
T o rin o , 22 aprile [18]67
Ringrazia per il denaro e per le lettere - invia lista dei numeri vincitori della lotteria - annun­
cia la prossima visita del cav. Federico Oreglia - ricordo della visita al collegio Nazareno 361
1033. All'arcivescovo di Firenze Gioacchino Umberti T o rin o , 22 ap[rile 18]67
Saluti ed auguri ............................................................................................................................... 362
1034. Alla duchessa Costanza Lavai di Montmorency Torino, 1° maggio [18]67
Auguri per il suo prossimo viaggio a Roma - le affida un pacco di lettere per benefattori 363
1035. Alla contessa Girolama Uguccioni
T o rin o , 2 maggio [18]67
Consiglia di pregare e di aver fiducia nel Signore per la salvezza dei nipoti - narra la grazia ri­
cevuta da una bambina per intercessione di Maria Ausiliatrice - ringraziamenti per l’offerta di
1000 lire ............................................................................................................................................ 364
1036. All'arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti T orino, 8 maggio [18]67
Presentazione del conte Edoardo Crotti per eventuali reciproche cortesie .............................. 365
1037. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
T o rin o , 9 maggio [18]67
Annuncia la morte di tre ragazzi e la chiusura della lunga vertenza delle Letture Cattoliche -
notifica la decisione della Congregazione dell’ìndice in merito all’opuscolo II Centenario di
S. Pietro ............................................................................................................................ 365
1038. Alla contessa Girolama Uguccioni
T o rin o , 10 maggio [18]67
Consiglia più tranquillità di spirito - ringrazia per la generosità nei confronti dei suoi giovani -
si raccomanda alle preghiere sue e dei familiari ......................................................................... 368
1039. Al cavaliere Marco Gonella
Torino, 20 maggio [18]67
Trattative per l’eventuale accettazione di una scuola-convitto a Chieri (Torino) ................... 369
1040. Al segretario della S. Congregazione dell’indice, Angelo Vincenzo M odena
[Torino, 21 maggio 1867]
Invia «schiarimenti» riguardo all’opuscolo II centenario di S. Pietro A postolo....................... 370

73.2 Page 722

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714 Indice cronologico delle lettere
1041. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
T o rin o , 21 maggio [18]67
Risponde alla lettera inviatagli dal fratello del corrispondente - notifica un’offerta di una per­
sona graziata da Maria Ausiliatrice - manda saluti e assicura preghiere ................................ 372
1042. Circolare
Torino, 24 maggio 1867
Proposta di raccolta fondi per l’erezione e l'arredamento di una cappella ai S.S. Cuori di Gesù
e Maria nella chiesa di Maria Ausiliatrice ................................................................................... 375
1043. Alla m adre oblata Maria Maddalena Galeffi
[Torino, poster. 24 maggio 1867]
Chiede spiegazioni circa una nuova offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice ..................... 377
1044. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
Torino, 30 [maggio 1867]
Notifica la partenza del vescovo di Mondovì per Roma - chiede l’opinione al fratello gesuita
circa l’opuscolo II Centenario di S. Pietro - solenne chiusura del mese mariano all’Oratorio 377
1045. Al Direttore generale delle ferrovie dell’Alta Italia [Du Houx]
T o rin o , 31 maggio 1867
Tentativo di far revocare il provvedimento di sospensione della riduzione ferroviaria per gravi
abusi ................................................................................................................................................ 379
1046. Al vescovo di Mondovì Tommaso Ghilardi
T o rin o , 1° giugno [18]67
Si raccomanda per l’affare dell’opuscolo II Centenario di S. Pietro e per l'approvazione roma­
na delle costituzioni salesiane ....................................................................................................... 380
1047. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
T o rin o , 2 giugno [18]67
Consiglia di parlare col vescovo di Mondovì - chiede l’invio del disegno dell’altare di S. Giu­
seppe - assicura preghiere per il fratello gesuita......................................................................... 382
1048. Al canonico Antonio Bosio [?]
Torino, 7 giugno [18]67
Propone una modifica di un progetto di sussidio economico ................................................... 383
1049. Al ministro delle Finanze Francesco Ferrara
T o rin o , 7 giugno 1867
Chiede l’esenzione dall'imposta sul reddito per il piccolo seminario di Mirabello ................. 384
1050. Circolare ai salesiani
T o rin o , 9 giugno 1867
Circolare sul significato della vocazione salesiana ...................................................................... 385
1051. Al rettore del seminario irlandese di Roma, Tobia Kirby
T o rino, 9 giugno 1867
Raccomanda alcuni amici in visita a Roma - cortesie ............................................................... 388
1052. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
*[Torino], 11 giug[no 18]67
Rassicurazioni circa la vertenza del II Centenario di S. Pietro di cui si sta occupando il fratello
- i lavori della chiesa di Maria Ausiliatrice procedono bene - preghiere per il conte Giovanni
Vimercati - invito ad avvicinare la principessa Livia Altieri ...................................................... 389
1053. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
[Torino, m età giugno 1867]
Domanda di poter presentare alcuni chierici agli esami in seminario ..................................... 390
1054. Al signor Francesco Nicoletti
T o rino, 15 giugno 1867
Garantisce un più regolare invio delle Letture Cattoliche - raccomanda alcune persone nelle
preghiere e dà consigli di vita spirituale ...................................................................................... 391

73.3 Page 723

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Indice cronologico delle lettere 715
1055. All’arciv esco v o di F e rm o , c a rd . Filippo d e Angelis
*T orino, 18 g iu g n o [18]67
Chiede un intervento a suo favore per la questione dell’opuscolo II Centenario di S. Pietro e
per l’approvazione delle costituzioni della società salesiana ...................................................... 392
1056. Al cavaliere P ietro M arietti
T o rin o , 21 g iu g n o [18]67
Richieste varie - notizie da Valdocco - saluti per tutti .............................................................. 394
1057. Al cavaliere F ederico O reglia di S. Stefano
Torino, 22 g[iugno] [18]67
Comunica l'imminente arrivo a Roma di don Angelo Savio e don Giovanni Cagliero - proble­
mi finanziari all’Oratorio - desiderio che diventi procuratore per il contenzioso della società
salesiana - notizie varie .................................................................................................................. 395
1058. Al conte E ugenio De M aistre
Torino, 25 giugno [18]67
Cortesie e saluti ................................................................................................................................ 396
1059. Al p a p a Pio IX
*T orino, 26 g iu g n o 1867
Presenta don Giovanni Cagliero e don Angelo Savio come suoi rappresentanti alle feste - rife­
risce sulla buona accoglienza fatta dalle popolazioni ai nuovi vescovi - si impegna a corregge­
re le espressioni «equivoche» del suo opuscolo II Centenario di S. Pietro - auspica l'approva­
zione pontifìcia delle costituzioni della società salesiana ............................................................ 397
1060. Alla contessa A nna Bentivoglio
*Torino, 27 giug[no 18]67
Si fa garante della salute della corrispondente e le assicura preghiere .................................... 399
1061. Alla m arch esa C ostanza Lepri
T orino, 27 giug[no] 1867
Ringrazia per gli auguri - dispiaciuto di non poter per il momento recarsi a Roma, si augura
un viaggio l’anno successivo - conferma gli avvisi spirituali dati precedentemente .............. 400
1062. Alla contessa V irginia C am bray Digny
*Torino, 4 luglio 1867
Cordoglio per la morte della signora Giulia Antinori - suffragi per la defunta a Valdocco -
nuovo invito al marito a visitare l’Oratorio ................................................................................. 401
1063. Al p rincip e O razio F alconieri di C arpegna
*Torino, 4 luglio [18]67
Ringraziamenti per la cortesia usatagli in Roma, per il dono di un calice e per il sussidio a fa­
vore della chiesa di Maria Ausiliatrice - assicura preghiere e chiede di visitare l'Oratorio nel
viaggio a Parigi ............................................................................................................................... 402
1064. Al D ire tto re g e n e ra le delle ferro v ie d e ll’A lta Ita lia [D u H o u x ]
T orino, 6 luglio 1867
Ringraziamento per la concessione accordatagli, nella speranza di un'altra ancor più ampia -
richiesta di un modulo costante per poterla ottenere ................................................................. 403
1065. Alla contessa C arlotta Callori
*Torino, 25 luglio [18]67
Difficoltà nel trovare un sacerdote precettore per casa Callori - resoconto di una grazia di
Maria Ausiliatrice - invito ad aver fede ....................................................................................... 405
1066. Al p rev o sto d o n Angelo M odini
[Torino], 25 luglio [18]67
Presentazione favorevole di don Angelo Marchetti ..................................................................... 406
1067. Ai g iovani del collegio di L anzo
*Torino, 26 luglio [18]67
Patemi avvisi per le imminenti vacanze ....................................................................................... 407
1068. Alla contessa G irolam a U guccioni
T orino, 27 luglio 1867
Promette preghiere per la guarigione dopo l'incidente .............................................................. 408

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716 Indice cronologico delle lettere
1069. Alla duchessa di Sora, Agnese Boncompagni Ludovisi
T o rin o , 30 luglio [18]67
Ringrazia per gli auguri - chiede notizie dell’intera famiglia - dà notizie di casa e soprattutto
dei lavori in corso per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ................................. 409
1070. A don Michele Rua
*Bricherasio, 31 luglio [18]67
Chiede di mandargli a mezzo ferrovia il volume del Dizionario del Casalis con l'articolo
Luserna ............................................................................................................................. 411
1071. Alla contessa Virginia Cambray Digny
[Torino, agosto 1867]
Ringraziamenti per l'offerta - invito a costituire un centro di raccolta per il pagamento dell'al­
tare di S. Anna nella chiesa di Maria Ausiliatrice ...................................................................... 411
1072. A don Domenico Pestarino
[Torino, primi di agosto 1867]
A proposito dell’apertura di un istituto a Genova ...................................................................... 413
1073. Alla contessa Luigia Barbò
T orino, 3 ag[osto 18]67
Si giustifica del ritardo nella risposta con motivi di lavoro e di salute - assicura preghiere e an­
nuncia sua visita a Milano - si fa garante dell'immunità dal contagio del colera .................. 414
1074. Alla m adre oblata Maria Maddalena Galeffi
T o rin o , 5 ag[osto 18]67
Ringraziamenti per il sussidio materiale e spirituale inviatogli - garantisce un sicuro futuro
alla sua famiglia religiosa .............................................................................................................. 415
1075. Al ministro ad interim delle Finanze Urbano Rattazzi
T o rin o , 5 agosto 1867
Chiede un sussidio nel momento di pagare l'imposta sulla ricchezza mobile per la casa di
Mirabello ......................................................................................................................................... 416
1076. Alla m archesa Adelaide Lepri
T o rin o , 8 agosto 1867
Fiducia in Dio nella triste occasione della morte della sorella Costanza ................................. 416
1077. Alla contessa Luigia Viancino
Torino, 14 ag[osto 18]67
Accusa ricevuta del lavoro di traduzione da parte del conte - ringraziamento per la generosità
della famiglia - garantisce l’immunità dal contagio del colera ................................................. 417
1078. Al conte Luigi Cibrario
T o rin o , [metà] agosto [18]67
Richiesta di ulteriore sussidio per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice .............. 418
1079. Alla contessa Girolama Uguccioni
[Torino], 18 ag[osto] 1867
Accusa ricevuta dell'offerta di due genitori per grazia ricevuta - assicura costante ricordo nel­
la preghiera anche per la salute fìsica - comunica la morte del conte di Camburzano ........ 419
1080. Alla m archesina Azelia Fassati
*Strevi, 20 ag[osto 18]67
Ha eseguito l'incarico ricevuto - annuncia sua prossima visita - saluti per il fratello Emanuele 420
1081. A don Michele Rua
Strevi, 20 ag[osto 18] 67
Chiede di spedire la lettera, dimenticata sul suo tavolino, alla contessa Girolama Uguccioni a
Firenze - annuncia la prossima venuta di un ragazzo all'Oratorio .......................................... 421
1082. Al m archese Ignazio Pallavicini
T o rin o , 24 ag[osto] 1867
Invia in allegato un biglietto con consigli - assicura la protezione della Madonna dal pericolo
di colera - ringrazia dell'offerta inviatagli ................................................................................... 422
1083. Al m archese Ignazio Pallavicini
[Torino], settem bre [18]67
Numerosi consigli di vita spirituale ............................................................................................. 423

73.5 Page 725

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Indice cronologico delle lettere 111
1084. Al ch ierico G iovanni T u rco
T o rin o , 2 settem bre [18]67
Accompagna l’invio di un libretto da tradurre con suggerimenti circa le modalità con cui farlo 424
1085. A don N icolao C ibrario
T o rin o , 5 s e tte m b re 18]67
Consigli di vita spirituale - auguri e preghiere per la salute sua e del parroco ...................... 425
1086. Al giovane C esare Callori
*Torino, 6 se tt[em b re 18]67
Chiede scusa per il ritardo nell'inviargli il fascicolo da tradurre per le Letture Cattoliche -
consigli spirituali ............................................................................................................................. 425
1087. Alla m ad re Ancilla G hezzi (M aria S erafina della croce)
*Torino, 6 s e tte m b re 18]67
Assicura di aver pregato e di pregare per la comunità cui augura lunga vita ........................ 426
1088. Al m inistro di G razia, G iustizia e dei Culti, Sebastiano T ecchio
T o r i n o , 17 se tt[e m b re ] 1867
Domanda di sussidio per i chierici poveri ................................................................................... 427
1089. Al m inistro della G uerra, G enova G iovanni T haon di Revel
T o r i n o , 17 s e t t e m b r e ] 1867
Richiesta di indumenti e di coperte per l’inverno ...................................................................... 428
1090. Alla contessa B ianca P asetti Villani
[C rem ona] (S. Giovanni in Croce), [18 settem b re 1867]
Consigli di vita spirituale - promessa di preghiere ..................................................................... 429
1091. A don M ichele R ua
[C rem o n a] S. Gio. in C roce, 18 s e t t e m b r e 18]67
Sollecita la spedizione dei programmi dei collegi di Lanzo e di Mirabello .............................. 430
1092. Al p a d re scolopio A lessandro C h eccu cci
T o rin o , 23 s e tte m b re 18]67
Chiede l’invio dell’articolo per «L'Unità Cattolica» - esprime preoccupazione per l'epidemia
di colera ad Albano - invoca fede e speranza nel Signore ........................................................ 431
1093. Al vescovo di Saluzzo Lorenzo G astaldi
T o rin o , 23 settem b re [18]67
Problemi di patrimonio ecclesiastico per due chierici saluzzesi ................................................ 432
1094. Alla contessa G irolam a U guccioni
T ro fa re llo , 25 s e tte m b re 18]67
Preghiere per la guarigione della contessa - rallentati i lavori per la chiesa di Maria Ausi-
liatrice .............................................................................................................................................. 433
1095. Al p a d re scolopio A lessandro C h eccu cci
Trofarello, li 26 settem b re 1867
Sentito dispiacere per il colera che ha colpito Albano e la residenza estiva del collegio Nazare­
no - ammirazione per la struttura edilizia e il metodo pedagogico del medesimo collegio 434
1096. Al vescovo di Casale M onferrato, Pietro M aria F errè
T ro fa re llo , 28 s e tte m b re 18]67
Incoraggiamento per la missione episcopale - invio di una copia delle costituzioni salesiane -
annuncio di una sua prossima visita ............................................................................................. 437
1097. Ai co n ti F ra n c e sc o e L uigia V iancino
T o r i n o , 1° o tt[o b re ] 1867
Accusa ricevuta e ringrazia per le due somme di denaro inviategli ......................................... 438
1098. A don Raffaele C ianetti
Torino, 2 o tto b [re 18]67
Disponibilità ad accogliere un ragazzo a Mirabello - grave malattia del rettore della chiesa di
S. Leonardo a Lucca per il quale l'intera comunità prega —buone notizie dei due fratelli
Morelli ............................................................................................................................................... 439

73.6 Page 726

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718 Indice cronologico delle lettere
1099. A d on D om enico Pestarino
T o rin o , 4 o tt[o b re 18]67
Soddisfazione per la prossima inaugurazione della cappella dell'erigendo collegio e per i buoni
raccolti della campagna - suo accordo per una eventuale questua di vino a favore della chiesa
di Maria Ausiliatrice ...................................................................................................................... 440
1100. A d o n G iovanni B attista Lem oyne
*[T o rin o ], 18 o ttf o b r e 18] 67
Rapidissima risposta a due domande ........................................................................................... 441
1101. Alla contessa C arlotta Callori
*T orino, 19 o tt[ o b r e 18]67
Scherzoso atto di ubbidienza - soddisfazione dei ragazzi dell'Oratorio per il trattamento rice­
vuto durante la gita - proseguono i lavori per la stampa del libro atteso da tanto tempo - altre
informazioni .................................................................................................................................... 441
1102. Al vescovo di C uneo A ndrea Form ica
*Torino, 19 o tt[ o b r e 18]67
A proposito di due giovani raccomandatigli ............................................................................... 443
1103. Al canonico di Alba V incenzo Sism onda
T o rin o , 20 o tt[o b re 18]67
Invito a trasmettere fiducia nella sapienza e bontà di Dio ad una signora ammalata - preghie­
ra e carità a benefìcio della chiesa di Maria Ausiliatrice se «persona agiata» ......................... 444
1104. Al ch ierico G iovanni T u rc o
T o rin o , 23 o tt[o b re 18]67
Ringraziamento per la lettera inviatagli - consigli di vita spirituale - richiesta di disponibilità
per tradurre dal francese alcuni libretti ...................................................................................... 444
1105. A don G iovanni Anfossi
T o rin o , 29 o ttfo b re 18]67
Complimenti per il suo attaccamento all'abito ecclesiastico - consigli spirituali .................... 445
1106. All’arciv esco v o di F iren ze G ioacchino L im b erti T o r i n o , 30 o tt[o b re 18] 67
Invia immaginette e assicura preghiere ........................................................................................ 446
1107. Al m archese Ignazio Pallavicini
T o rin o , 30 o tt[o b re 18]67
Chiede se le lettere gli pervengono direttamente, così da poter essere lette e poi bruciate - do­
manda se desidera una visita a Mombaruzzo o a Genova ........................................................ 447
1108. A d o n F rancesco P roverà
[Casale, fine otto b re 1867]
Problema di pagamento della tassa sulla ricchezza mobile per la casa di Mirabello ............. 448
1109. Al re tto re del sem inario di Torino, A lessandro Vogliotti
T o rin o , 3 novem bre [18]67
Dà spiegazioni circa alcuni seminaristi ricevuti a Valdocco - invia notizie di quelli appartenen­
ti alla diocesi di Torino ................................................................................................................. 449
1110. A don E ugenio Reffo
T o r i n o , 16 n o v e m b re [18]67
A proposito dell'eredità Fissore impugnata dagli eredi .............................................................. 450
1111. Al cavaliere Federico O reglia di S. Stefano
T o r i n o , 18 n o v e m b re [18]67
Buone notizie da casa - terminati i lavori della chiesa di Maria Ausiliatrice - lettere per vari
nobili di Roma - richiesta di denaro ........................................................................................... 451
1112. Al cavaliere Zaverio P rovana di Collegno
T o rin o , 30 novem bre [18]67
Annuncio di una prossima sua visita ........................................................................................... 453
1113. A d o n D om enico Pestarino
T o rin o , 3 d ic[em bre 18]67
Progetto di visitare Momese per raccogliere le decime del raccolto ....................................... 453
1114. Al cavaliere F ederico O reglia di S. S tefano
[T o rin o ], 4 dic[em bre 18]67
Domanda di raccogliere denaro e di ritornare ............................................................................ 454

73.7 Page 727

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Indice cronologico delle lettere 719
1115. Al cavaliere F ed erico O reglia di S. S tefano
*Torino, 7 d ic[em bre 18]67
Invia lettera del cav. Carlo Pazzini relativa all’affare di una cascina - comunica alcune grazie
ricevute per intercessione di Maria Ausiliatrice - chiede la data del ritorno da Roma .......... 455
1116. Al re tto re del sem inario di T orino, A lessandro Vogliotti
'Torino, 7 dicfem bre 18]67
Nota dei seminaristi residenti a Valdocco - invito a venire a celebrare una santa messa ..... 457
1117. Al chierico Luigi V accaneo
T o r i n o , 11 d ic e m b re [18] 67
Ringraziamento per la lettera inviatagli - suggerimenti di vita spirituale ................................ 457
1118. Al cavaliere F ederico O reglia di S. S tefano [Torino, m e tà d icem b re 1867]
Trovandosi in grave crisi di liquidità monetaria chiede l’aiuto di benefattori per il pagamento
delle spese per la chiesa di Maria Ausiliatrice - proposta di precettore per i figli del duca di
Sora .................................................................................................................................................. 458
1119. Alla su p erio ra delle Fedeli C om pagne di G esù in T orino, m a d re E udosia
[T orino, 15 d ic e m b re 1867]
Lettera di presentazione di una postulante .................................................................................. 460
1120. Al vescovo di C asale M o n ferrato , P ietro M aria F errè
T o rino , 19 d ic [e m b re 18]67
Richiesta di approvazione diocesana della società salesiana ...................................................... 461
1121. Al vescovo di Asti C arlo Savio
*Torino, 19 d ic [e m b re 18]67
Invia dimissorie per l’ordinazione di un chierico - richiesta di poter ammettere alla vestizione
clericale un giovane astigiano accolto a Valdocco - accenno al problema del reperimento di
chierici per l’Oratorio di fronte alle obiezioni degli Ordinari .................................................... 462
1122. Alla co n tessa M aria Coggiola
*T orino, 21 d ic e m b re 1867
Invito per la messa natalizia di mezzanotte ................................................................................. 463
1123. A d on D om enico P estarino
T o rin o , 25 d ic [e m b re 18]67
Notifica di aver ricevuto la cassa con i doni offerti - invia libri da distribuirsi ad alcuni bene­
fattori - gratitudine per l’accoglienza ricevuta in paese - messaggio per una benefattrice -
grazie della Madonna a Valdocco - sua disponibilità ad accogliere alcuni ragazzi raccomanda­
tigli - qualche disturbo di salute ................................................................................................... 464
1124. Alla signora C arolina Rivolta G uenzati
T orino, 26 d icem b re 1867
Chiede alcuni arredi per la chiesa di Maria Ausiliatrice ............................................................. 466
1125. Al m arch ese Ignazio Pallavicini
T o rin o , 30 d ic[em b re 18]67
Auguri e ringraziamenti - consigli di vita spirituale - richiesta di finanziamenti per l’acquisto
di indumenti invernali per i giovani .............................................................................................. 467
1868
1126. Alla d u c h e ssa M a ria M elzi d ’E ril
[Torino, gennaio 1868]
Fa omaggio delle medaglie di Maria Ausiliatrice - buone notizie dei familiari della duchessa 468
1127. A d o n Salvatore B ertini
T o rin o , 2 gennaio [18]68
Congratulazioni e incoraggiamenti per la nomina a rettore-parroco di S. Leonardo a Lucca 469
1128. A d o n Raffaele C ianetti
T o rin o , li 2 g en n aio [18]68
Si rallegra per la nomina a curato - assicura preghiere per le persone raccomandategli - pen­
sieri spirituali - richiesta di trovare benefattori disponibili per arredare la chiesa di Maria
Ausiliatrice ........................................................................................................................................ 470

73.8 Page 728

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720 Indice cronologico delle lettere
1129. Ad u n a con tessa n o n identificata
Torino, 3 gennaio [18]68
Ringrazia per la disponibilità a collaborare alle spese dell'arredamento della chiesa di Maria
Ausiliatrice - invita alla carità come antidoto del colera ............................................................ 471
1130. Al giovane O ttavio Bosco di Ruffino
T o rin o , 3 gennaio [18]68
Impedito dalla neve di cenare assieme, gli augura buon viaggio - saluti alla famiglia .......... 471
1131. Al p a d re scolopio A lessandro C heccucci
Torino, 3 gennaio [18]68
Riferisce di aver letto ai giovani il messaggio inviato loro - auspica un aiuto per provvedere al­
l’arredo della chiesa di Maria Ausiliatrice anche come antidoto al colera - informa sulla diffu­
sione delle Letture Cattoliche ....................................................................................................... 472
1132. Alla m ad re oblata M aria M addalena Galeffi
Torino, 3 gennaio [18]68
Ringrazia per la disponibilità ad assumersi parte della spesa per un altare della chiesa di Maria
Ausiliatrice ....................................................................................................................................... 473
1133. Al cavaliere F ederico O reglia di S. S tefano
*Torino, 3 gennaio [18]68
Notizie varie dell’Oratorio - numerose commissioni da fare in Roma .................................... 474
1134. A don G iovanni B onetti
Torino, 7 gennaio [18]68
Lettera di accompagnamento dei pensieri-strenna per i singoli giovani del piccolo seminario di
Mirabello ......................................................................................................................................... 475
1135. A don G iovanni B attista Lem oyne
T o rin o , 8 gennaio [18]68
Risposta alla lettera collettiva e alle lettere personali di augurio per le feste natalizie e per il
capo d'anno da parte dei superiori e degli allievi del collegio di Lanzo - probabile vocazione
salesiana del giovane de Magistris ................................................................................................ 476
1136. A d o n D om enico Pestarino
[Torino], 8 [gennaio 1868]
Informazioni sulla malattia del chierico Giuseppe Mazzarello ricoverato in ospedale - preoc­
cupazioni e speranza da comunicare ai parenti del chierico .................................................... 478
1137. All’arcivescov o d i F erm o , c a rd . Filippo d e Angelis
*T orino, 9 g e n n a io 1868
Solito problema con l'arcivescovo per i chierici dell'Oratorio frequentanti il seminario di Tori­
no - chiede consigli - allega osservazioni critiche sui docenti del seminario ......................... 479
1138. Alla contessa C arlotta Callori
*Torino, 10 g en n a io [18]68
Informazioni della sua visita al figlio a Valsalice - problemi della eccessiva voluminosità del li­
bro in stampa - sospeso il progetto di erezione di un liceo - richiesta di sussidio - altre notizie 481
1139. Alla contessa C arlotta Callori
[T orino, 11 g e n n a io 1868]
Disdice l’appuntamento fissato per la serata .............................................................................. 483
1140. Al vescovo di C asale M o n ferrato , P ietro M a ria F e rrè
T o rino , 12 g e n n a io [18] 68
Cortesie - abbozzo di eventuale documento di approvazione diocesana della società salesiana
- richiesta di miglioramenti del testo delle costituzioni ............................................................. 483
1141. Al cav aliere F ed erico O reglia di S. S tefan o
T o rin o , [13 gennaio 18]68
Invia ringraziamenti a benefattori e assicura preghiere - comunica la morte di alcuni benefat­
tori di Torino - dà notizie della difficile situazione in cui versano i giovani dell’Oratorio a cau­
sa dell’intenso freddo - chiede di fare alcune commissioni in città - auspica un rapido ritorno
a Torino .......................................................................................................................................... 484

73.9 Page 729

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Indice cronologico delle lettere 721
1142. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
*Torino, 21 [gennaio 1868]
Assicura preghiere per tutte le persone raccomandategli - correzione della scritta sulla meda­
glia di Maria Ausiliatrice - commissioni varie per benefattori e amici di Roma - possibilità di
ritorno sul trono da parte del re di Napoli - notizie dell'Oratorio - problemi della tipografia di
Valdocco ........................................................................................................................................... 487
1143. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
[Torino, poster. 22 gennaio 1868]
Annuncia la morte del chierico Mazzarello e del barone Duprè - dà alcune commissioni, fra
cui la diffusione delle Letture Cattoliche - preparativi all'Oratorio per la festa di S. Francesco
di Sales .............................................................................................................................................. 489
1144. Circolare
*Torino, 25 gennajo 1868
Richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche - pieno appoggio del papa e del card, vicario
all'iniziativa ...................................................................................................................................... 490
1145. A don Domenico Pestarino
Torino, 28 [gennaio 18]68
Soddisfazione per la risposta del sindaco ad una perquisizione dei carabinieri - invito a venire
a visitarlo assieme al segretario comunale - richiesta di portare con sé il volume che intende
consultare - saluti agli amici ......................................................................................................... 491
1146. A don Giovanni Battista Lemoyne
T o rin o , 29 [gennaio 18]68
Lo incarica di varie commissioni in Genova: per la commendatizia, da parte dell'arcivescovo,
in favore della società salesiana - per la diffusione delle Letture Cattoliche - per la ricerca di
fondi coi quali arredare la chiesa di Maria Ausiliatrice - aiuto della madre per avvicinare even­
tuali benefattori della c ittà ............................................................................................................. 492
1147. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
T o rin o , 29 [gennaio 18]68
Concorda con la sua decisione di rimanere ancora a Roma - ringrazia i benefattori romani -
informa su una grazia della Madonna - chiede di interessarsi per l'eventuale titolo onorifico a
favore dell'abate Soleri - notizie di Valdocco - proposta di sostituzione del modello di meda­
glia inviatogli onde risparmiare sui costi ...................................................................................... 494
1148. Alla m adre superiora dell’ospedale mauriziano, Maria d e’ Gioanni
T o rin o , 1° febb[raio] 1868
Ringraziamento per l’offerta che devolve per la chiesa di Maria Ausiliatrice - si impegna a
celebrare le S. Messe per le quali ha ricevuto l’offerta .............................................................. 495
1149. All’arcivescovo di Fermo, card. Filippo de Angelis
*Torino, 9 febb[raio 18]68
Domanda una commendatizia, da aggiungere alle altre, a favore delle costituzioni salesiane -
speranza della medesima da parte dell’arcivescovo di Torino - notizie positive sul professore
di storia ecclesiastica in seminario, Francesco Barone .............................................................. 496
1150. Al ministero della Guerra [Ettore Bertolè Viale]
*Torino, 11 febb[raio] 1868
Richiesta di sussidio per l’acquisto di generi alimentari a favore deU’Oratorio ...................... 497
1151. Al cavaliere Fedèrico Oreglia di S. Stefano
T o rin o , 11 febbraio [18]68
Dà informazioni su alcuni benefattori - buone prospettive per l’approvazione delle costituzio­
ni - grazia di Maria Ausiliatrice - modifiche al progetto di convenzione per Vigna Pia ....... 498
1152. Al padre oblato Luigi Dadesso
*Torino, 14 febbraio [18]68
Inopportunità di pubblicare nelle Letture Cattoliche la traduzione di un testo di pietà, anziché
di contenuto ameno - invito ad un abboccamento all'Oratorio ................................................ 499

73.10 Page 730

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722 Indice cronologico delle lettere
1153. A d on D om enico P estarino
Torino, 23 febbraio [18]68
Ancora a proposito della visita dei carabinieri di Mornese - notizie di Valdocco - bigliettino
per il giovane Giovanni Pestarino ................................................................................................. 500
1154. Al giovane G iovanni Pestarino
T o rin o , 23 feb[braio 18]68
Lo consiglia di attendere, per motivi di salute, prima di applicarsi agli studi per diventare sa­
cerdote - nei dubbi meglio rivolgersi a don Pestarino ............................................................... 501
1155. Alla contessa V irginia C am bray Digny
T o rin o , 29 febbraio [18] 68
Si giustifica per la mancata corrispondenza - chiede di continuare il sussidio per la cappella di
S. Anna nella chiesa di Maria Ausiliatrice - la invita a visitare l’Oratorio - assicura preghiere
per tutta la famiglia ....................................................................................................................... 502
1156. Al vescovo di M odena, F ran cesco Em ilio Cugini
T o rin o , 2 m a rz o 1868
Richiesta di commendatizia per la società salesiana .................................................................. 503
1157. Al cav aliere F ed erico O reglia di S. S tefan o
T o rin o , 3 m arzo [18]68
Notizie dell’Oratorio - grazie di Maria Ausiliatrice - commissioni varie da eseguire a Roma 504
1158. Al signor F rancesco N icoletti
T o rin o , 4 m arzo [18]68
Ricordi del viaggio a Roma - invito ad aver fiducia in Dio nelle difficoltà - disponibilità a col­
locare subito nella chiesa di Maria Ausiliatrice il dipinto che dovesse pervenirgli da Roma -
problemi di spedizione delle Letture Cattoliche - saluti ad alcuni amici di Roma ................. 506
1159. Alla contessa V irginia C am bray Digny
T o rin o , 6 m arzo [18]68
Precisa come fargli pervenire con sicurezza il denaro già raccolto per la chiesa di Maria Ausi­
liatrice - promette preghiere per tutta la famiglia...................................................................... 507
1160. Al vescovo di Casale M onferrato, Pietro M aria F errè
T o rin o , 6 m arzo [18]68
Informazioni sulle dimissorie di alcuni ordinandi - auspicio di molte vocazioni in diocesi ... 508
1161. Al conte C ostantino R adicati Talice di Passerano T o rin o , 6 m arzo [18]68
Invia lettera di mons. Luca Pacifici con la concessione della facoltà richiesta - si impegna a
trasmettere informazioni positive sull'aw. Giuseppe Marinetti ................................................. 509
1162. All’arcivescovo di F erm o , card . Filippo d e A ngelis T o r i n o , 9 m a rz o 1868
Rinnova la supplica di una commendatizia a favore della società salesiana onde poterla ag­
giungere a quella di altri vescovi .................................................................................................. 510
1163. Al cav aliere F ed erico O reglia di S. S tefan o
T o rin o , 9 m arzo [18]68
Annuncia la partenza per Roma di comuni amici - incarica il cav. di riverire i neocardinali
a nome di tutta la comunità di Valdocco - chiede notizie dei benefattori di Roma, cui invia
saluti e preghiere ............................................................................................................................ 511
1164. Al vescovo di Casale M onferrato, Pietro M aria F errè
T orino, 14 m a rz o [18]68
Problemi di dimissorie del chierico Paolo Albera - richiesta di commendatizia per ottenere la
dispensa di età per l’ordinazione del chierico Secondo Merlone - trasmette documento legale
di costituzione del patrimonio ecclesiastico per il chierico Fagnano ....................................... 512
1165. Al vescovo di Casale M onferrato, Pietro M aria F errè
T o r i n o , 16 m a rz o 1868
Dati anagrafici del chierico Secondo Merlone dimenticati di allegare alla lettera precedente 513
1166. Al d u c a T om m aso G allarati Scotti
T orino, 19 m a rz o [18]68
Ringraziamenti per l’offerta - assicura preghiere - auguri di buon viaggio Milano-Roma e
ritomo ............................................................................................................................................. 514

74 Pages 731-740

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74.1 Page 731

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Indice cronologico delle lettere 723
1167. Al cavaliere Federico O reglia di S. Stefano
*Torino, 25 m arzo [18]68
Accusa ricevuta di varie lettere - affida commissioni varie per benefattori - programma della
consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice per la quale gradirebbe la presenza di mons.
Vitelleschi - invito a prevedere il ritorno prima di tale solenne inaugurazione - notizie di Val­
docco - bisogno di denaro ............................................................................................................ 515
1168. Al m aestro di cam era di S.S., F rancesco Ricci Paracciani
*Torino, 26 m arzo [18]68
Fecilitazioni per la nomina a cameriere segreto del papa - raccomanda il latore della lettera,
conte Luigi Fresia ............................................................................................................................ 517
1169. C ircolare
[Torino, aprile 1868]
Comunica e giustifica la riduzione del periodo delle vacanze ................................................... 517
1170. Al cavaliere F ed erico O reglia di S. S tefano
T o rin o , 3 aprile [18]68
Commissioni varie in Roma - memoria per il papa - indulgenze pontificie - non necessità di
procedere ad una vendita - saluti a nome degli amici di Torino che attendono il suo ritorno 518
1171. Alla co n tessa M arg h erita C accia D om inioni
T o rin o , 4 aprile [18]68
Accusa ricevuta e ringrazia dell'offerta per la chiesa di Maria Ausiliatrice, di ormai prossima
consacrazione - preghiere della comunità per la salute di padre T ersi.................................... 520
1172. Alla contessa V irginia C am bray Digny
T o rin o , 9 aprile [18]68
Ringrazia per la somma ricevuta - annuncia l’imminente collocazione dell’altare di S. Anna
nella chiesa di Maria Ausiliatrice ormai prossima alla consacrazione ...................................... 521
1173. Al cavaliere Federico O reglia di S. Stefano
T o r i n o , 10 a p [rile 18]68
Promette preghiere - insiste per le indulgenze papali - allega due lettere - chiede di fermarsi a
Firenze nel viaggio di ritorno da Roma - notevoli spese all’Oratorio per il pane e per la chiesa
di Maria Ausiliatrice - generosità di nobildonne fiorentine - saluti ai benefattori ................. 522
1174. Alla d u c h e ssa E lisa S ard i M elzi d ’E ril
T o r i n o , 12 a p [rile 18]68
Esprime soddisfazione per i sacramenti ricevuti dal principe Gonzaga - comunica di non es­
sersi potuto recare a Milano a causa del mal di denti - assicura preghiere per tutti i familiari 523
1175. Alla co ntessa C arlotta Callori
T o r i n o , 13 a p frile 18]68
Elenco di scuse - modifiche al progetto di liceo - informazioni varie - benevolenza del vesco­
vo di Casale ..................................................................................................................................... 524
1176. Al m archesino G iacom o A ntinori
T o r i n o , 14 a p [rile 18]68
Ringrazia per le offerte delle Letture Cattoliche - condoglianze per la morte della madre - os­
sequi al padre e ai superiori del collegio - pensieri spirituali ................................................... 526
1177. Al vescovo di Iv rea Luigi M oreno
"L anzo, 15 a p [rile 18]68
Richiesta di commendatizia per l'approvazione delle costituzioni salesiane ............................ 527
1178. Alla co n tessa C arlo tta Callori
T o rin o , 30 ap[rile 18]68
Lettera di accompagnamento del libro fresco di stampa - due immaginette per i figli - pro­
mette preghiere per tutta la famiglia durante il mese di maggio ............................................. 528
1179. C ircolare ai salesiani
[Torino, fine aprile 1868]
Lettera di animazione spirituale sulla regolarità e l'osservanza religiosa, l’unità di spirito e di
amministrazione .............................................................................................................................. 529
1180. Al c o n te A nnibaie B entivoglio
T o rin o , 3 m aggio 1868
Condoglianze per la perdita della moglie - parole di speranza - invito a partecipare alla consa­
crazione della chiesa di Maria Ausiliatrice .................................................................................. 532

74.2 Page 732

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724 Indice cronologico delle lettere
1181. Al rettore del seminario di Torino, Alessandro Vogliotti
*Torino, 22 maggio [18]68
Giustificazione del ritardo nel pagare i debiti col seminario - auspicio che senta come propri i
chierici dell’Oratorio - domanda di sincerità nei loro rapporti ................................................. 533
1182. A don Prospero Curti
*Torino, 24 maggio [18]68
Proposta di fondazione di un’associazione locale per la diffusione delle Letture Cattoliche -
invito a visitare l’Oratorio ............................................................................................................. 534
1183. Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
*Torino, 24 maggio [18]68
Chiede di sapere quando il prelato potrà tenere le due prediche in occasione della consacra­
zione della chiesa di Maria Ausiliatrice - ossequi da parte dei marchesi Fassati - attesa del
prossimo incontro ........................................................................................................................... 535
1184. Alla m archesa Luisa Cappelletti
T o rin o , 25 maggio 1868
Partecipazione alle inquietudini per il comportamento del figlio - disponibilità a scrivergli
un’eventuale lettera - saluti alla famiglia Cavalletti .................................................................... 536
1185. Al vescovo di Casale Monferrato, Pietro Maria Ferrè
*Torino, 27 m[aggio 18]68
Ringraziamento per aver accettato di venire per la predicazione alTOratorio - rincrescimento
per eventuali disagi - comunica gli orari per il viaggio ............................................................. 537
1186. Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
T o rin o , 28 mag[gio 18]68
Rinnova la domanda di commendatizia in favore della società salesiana - chiede se debba
rimanere in attesa oppure no ....................................................................................................... 538
1187. Al vicario generale di Vercelli, Vincenzo Capelli [Torino, 29 maggio 1868]
Domanda di commendatizia per la società salesiana - prossimo invio di notizie circa la voca­
zione di diversi giovani della diocesi di Vercelli - invito a visitare l’oratorio e a fermarsi a men­
sa in occasione delle celebrazioni per la consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice .... 539
1188. All’arcivescovo di Modena, Francesco Emilio Cugini
T o rin o , 29 mag[gio 18]68
Richiesta di commendatizia a favore della società salesiana ..................................................... 540
1189. All’arcivescovo di Fermo, card. Filippo de Angelis "Torino, 2 giugno 1868
Richiesta di consigli in ordine alla richiesta di definitiva approvazione delle costituzioni sale­
siane o, in subordine, alla concessione al vescovo di Casale della facoltà di procedere alle ordi­
nazioni dei chierici residenti a Mirabello anche se appartenenti ad altre diocesi - possibilità di
educare i chierici all’Oratorio in caso di richiesta di ordinazioni - ossequi dagli altri salesiani 541
1190. Al conte Francesco Viancino
Torino, 6 giugno [18]68
Invito a partecipare alla festa della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice - proposta
di collaborare col barone Bianco di Barbania per la colletta alla porta della chiesa - auguri e
preghiere ......................................................................................................................................... 542
1191. Al duca Tommaso Gallarati Scotti
T o rin o , 7 giugno [18]68
Nella incertezza della presenza del duca alla consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice,
promette speciali celebrazioni di messe per l’intera famiglia.................................................... 543
1192. Al papa Pio IX
A Domo sodalitia Pagi Mirabelli, quarto idus Junii MDCCCLXVIII
Richiesta di approvazione pontificia della società salesiana «fondata» dal papa medesimo -
possibilità di far ordinare i chierici dal vescovo di Casale Monferrato, che aveva già dato l'ap­
provazione diocesana alla stessa società...................................................................................... 544

74.3 Page 733

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Indice cronologico delle lettere 725
1193. Al papa Pio IX
T o rin o , 18 giugno 1868
Richiesta di ordinazione extra tempora e di dispensa dall'età a favore di tre chierici del-
l'Oratorio .......................................................................................................................................... 546
1194. Ad un destinatario [conte] non identificato
T o rin o , 25 giugno [18]68
Pieno accordo circa un affare in corso - garantisce la protezione celeste e l’esaudimento delle
proprie preghiere ............................................................................................................................. 547
1195. A don Giovanni Bonetti
T o rin o , 1° luglio [18]68
Spiega come riparare al contrattempo occorso per il biglietto ferroviario di mons. Rota - si
complimenta per la biografìa del Saccardi, cui per altro ha apportato qualche modifica ..... 547
1196. All’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
T o rin o , 8 luglio [18]68
Su richiesta dell’arcivescovo sospende l’allontanamento di un giovane dall'Oratorio - chiede
precisazioni circa la responsabilità dell’eventuale direttore salesiano presso il collegio Galilei -
domanda una commendatizia in favore della società salesiana - vivacità dei ragazzi fiorentini
accolti a Valdocco ........................................................................................................................... 548
1197. Al vicario capitolare di Vigevano, Vincenzo Capelli [Torino, 9 luglio 1868]
Buone notizie circa alcuni chierici e meno buone per un altro ................................................ 549
1198. Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
T o rin o , 10 luglio [18]68
Annuncia sua prossima visita a Cumiana con don Francesia ed eventualmente col professor
Bacchialoni - invito a venire a Valdocco a pranzo assieme ai figli .......................................... 550
1199. Al prevosto di Casorzo Felice Bava
T o rin o , 13 luglio [18]68
Ringrazia per l’offerta - assicura preghiere ................................................................................. 551
1200. Alla contessa Lucrezia Bardi Dufour
T o rin o , 3 agosto [18]68
Ringrazia e contraccambia le preghiere - chiede di distribuire medaglie di Maria Ausiliatrice
ad alcuni benefattori - ossequi alle generose nobildonne fiorentine ......................................... 552
1201. Al sindaco di Torino Filippo Galvagno
[Torino, poster. 6 agosto 1868]
Precise controdeduzioni alle proposte avanzate dalle autorità municipali per un progetto di
sistemazione territoriale e viaria presso l’Oratorio ..................................................................... 553
1202. Al padre gesuita Giuseppe Oreglia di S. Stefano T o rin o , 7 ag[osto 18]68
Problemi relativi alla concessione delle dimissorie ai chierici della società salesiana - precise
domande al riguardo da porre al card. Berardi - ritorno dalla Sardegna del fratello Federico -
saluti ai padri de «La Civiltà Cattolica» - cattive notizie sulla salute del conte Solaro della
Margherita ........................................................................................................................................ 556
1203. Alla m archesina Azelia Fassati
Torino, 10 ag[osto 18]68
Dichiara di voler soddisfare le richieste spirituali avanzategli - è a disposizione completa del
fratello - allega lettera per il padre .............................................................................................. 558
1204. Ad un sacerdote non identificato
T o rin o , 14 ag[osto 18]68
Suggerimenti spirituali per ottenere la grazia della salute - eventuale offerta per la chiesa di
Maria Ausiliatrice in caso di miglioramento ................................................................................ 558
1205. Al marchese Manuele de Gregorio
T o rin o , 15 ag[osto 18]68
Impossibilità di dare le informazioni richieste su di una persona - saluti e auguri di ogni bene 559
1206. Al signor Giovanni Battista Proverà
T o rin o , 15 agosto 1868
Sottoscrizione di un prestito di lire 14.000 con impegno di restituzione con interesse .......... 560
1207. Al teologo Pietro Raffaele Abbondioli
T o rin o , 28 ag[osto 18]68
Appuntamento incerto a motivo dell’incerta presenza da Torino di un «noto personaggio» 561

74.4 Page 734

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726 Indice cronologico delle lettere
1208. Ad u n consigliere com unale di Lanzo
T o rin o , 28 ag[osto 18]68
Proposte per una maggior stabilità del collegio-convitto di Lanzo ........................................... 561
1209. Al ca p o sezio n e del m in iste ro degli Affari E steri a w . C arlo C an tó n
T o rin o , 28 ag[osto 18]68
Comunica che accoglie la richiesta di non allontanare il giovane Pucci raccomandatogli - au­
guri a tutta la famiglia ................................................................................................................... 562
1210. Alla contessa V irginia C am bray Digny
*T orino, 31 ag [o sto 18]68
Istanza di eventuale trasmissione di una raccomandazione al marito-ministro perché venga
concessa una promozione ad un benefattore - invito a visitare la nuova chiesa di Maria Ausi­
liatrice .............................................................................................................................................. 563
1211. Al d u c a T o m m a so G allarati S cotti
T o rin o , 5 s e tte m b re 18]68
Ricevuto un bozzetto di un dipinto per la chiesa di Maria Ausiliatrice, avanza tre proposte al
riguardo - assicura preghiere per la duchessa incinta ............................................................... 564
1212. Circolare
*Torino, 7 se tte m b re 1868
Notizie della consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice - omaggio della medaglia com­
memorativa e richiesta di ulteriore collaborazione per l’arredamento ..................................... 565
1213. A don F rancesco P roverà
T o rin o , 9 sett[em b re 18]68
Pensieri spirituali per persone inferme - complimenti per la generosità dimostratagli - a Val-
docco non mancano mai «tribulazioni» ........................................................................................ 567
1214. Al giovane E m a n u ele F assati
*Trofarello, 14 s e t t e m b r e 18]68
Pensieri spirituali - saluti per la mamma e altri familiari - desiderio di incontrare la contessa
De Maistre in un suo eventuale passaggio da Torino ................................................................ 567
1215. Al cav aliere F ed erico O reglia di S. S tefano
T ro ffa re llo , 16 s e t t e m b r e 18]68
Invito a venirlo a trovare agli esercizi di Trofarello per alcuni urgenti affari - allega lettera del­
la marchesa Villarios con la notizia della morte del nipote Alberto ......................................... 568
1216. Alla m a rc h esa M aria Fassati
T ro fa re llo , 18 s e t t e m b r e 18]68
Fissa appuntamento per il figlio e la madre - saluti per tutta la famiglia ............................... 569
1217. Al p ro v v ed ito re agli stu d i di T orino, V incenzo G arelli
[T rofarello, 19 s e tte m b re 1868]
Domanda di autorizzare don Fagnano all'insegnamento in quarta ginnasio nel collegio di
Lanzo ................................. ............................................................................................................. 570
1218. Al p a p a Pio IX
*Mirabelli, XII K alendas O ctobris annos MDCCCLXVIII
Solito problema delle ordinazioni dei chierici - richiesta della facoltà di dare le dimissorie ad
decennium (o per altro periodo di tempo) per i chierici che ritiene di non inviare, per vari mo­
tivi, nei seminari diocesani ............................................................................................................ 572
1219. Al m a e stro di c a m e ra di S.S, m o ns. F ra n ce sco Ricci P arac cia n i
T o rin o , 27 s e tte m b re 18]68
Chiede scusa per la modesta accoglienza tributatagli a Valdocco - supplica un suo intervento
per un titolo onorifico al generoso benefattore abate Soleri - rimane in attesa dell’indulgenza
plenaria ........................................................................................................................................... 573
1220. A u n giovane n o n identificato
*[Torino], 28 s e tte m b re 18]68
Appuntamento per una conversazione e un pasto ...................................................................... 574

74.5 Page 735

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Indice cronologico delle lettere 727
1221. Al provveditore agli studi di Torino, V incenzo Garelli
*T orino, 28 se tte m b re 1868
Domanda di riconoscimento dei titoli di insegnamento ai fini del pareggiamento del ginnasio
di Lanzo - disponibilità ad ottemperare ad ulteriori formalità ................................................. 575
1222. Al d u c a T o m m a so G allarati S co tti
*Torino, 28 s e tte m b r e 18]68
Ulteriori suggerimenti per il dipinto per la chiesa di Maria Ausiliatrice, di cui alla lett. 1211 -
auguri e preghiere .......................................................................................................................... 576
1223. Al sindaco di T orino Filippo G alvagno
[Torino, fine settem b re 1868]
Istanza di intervento onde superare le difficoltà che si frappongono alla sistemazione viaria
nei pressi di Valdocco, di cui alla lett. 1201 ................................................................................ 577
1224. Al conte F rancesco V iancino
*Torino, 30 s e tte m b r e 18] 68
Dispiacere di non aver ancora potuto accettare l'invito a trascorrere assieme alcuni giorni di
riposo presso di lui a Bricherasio - buone prospettive religiose per il ragazzo Cinzano racco­
mandatogli ........................................................................................................................................ 579
1225. All’arciv esco v o di F ire n ze G io acch in o U m b e rti T o r i n o , 1° o tto b re [18]68
Raccomanda il chierico Lorenzo Vay, già allievo di Valdocco, che si reca a Firenze per il servi­
zio alla cappella re a le ...................................................................................................................... 580
1226. Alla co n tessa Luigia B arbò
[C asteln u ov o d ’A sti], 3 o tt[ o b r e 18]68
Impossibilitato a farle visita nella casa di campagna a Rovello, la rivedrà presto a Milano - as­
sicura preghiere anche per il marito - saluti al prevosto del paese .......................................... 580
1227. Alla contessa M arg h erita C accia D om inioni
C astelnuovo d'A sti, 3 o tt[o b re 18]68
Prega per il figlio ammalato della contessa - annuncia suo viaggio a Milano e probabile visita
- pensiero spirituale ........................................................................................................................ 581
1228. A d o n G iovanni B attista L em oyne
C astelnuovo, 5 o tt[o b re 18]68
Dà un breve elenco di ragazzi da accogliere a Lanzo - chiede quello dei ragazzi della diocesi di
Genova - espone i suoi programmi di viaggio - ricordi per un direttore di una casa ........... 582
1229. Al cavaliere F ed erico O reglia di S. S tefano
C asteln u o v o d ’Asti, 5 o tt[ o b r e 18]68
Informazioni varie su un ragazzo di Firenze raccomandatogli e sui suoi movimenti a Castel­
nuovo d ’Asti - saluti dai comuni amici del paese - pensiero di vita spirituale ....................... 583
1230. Al p ad re gesuita G iuseppe O reglia di S. Stefano
*Castelnuovo d'A sti, 5 o tt[o b re 18]68
Sempre a proposito delle dimissorie per i chierici salesiani chiede se far intervenire qualcuno
presso il papa oppure attendere tempi migliori in attesa di un suo viaggio a Roma in inverno -
ritorno a Torino del fratello Federico - saluti al padre Angelini ............................................... 584
1231. A d o n F rancesco P roverà
*Castelnuovo, 5 o ttfo b re 18]68
Giustifica la sua mancata visita a Mirabello - invita al dialogo coi confratelli - trasmette consi­
gli per alcuni ragazzi - chiede di aumentare a 170 il numero degli allievi .............................. 585
1232. All’av v o cato Luigi B e rta g n a
*Becchi, 8 o tt[o b re 18]68
Si scusa per non aver potuto accogliere l'invito del figlio a fargli visita con la banda, a motivo
del cattivo tempo ............................................................................................................................. 587
1233. A d o n G iovanni B onetti
[C astelnuovo d ’Asti, 9 o tto b re 1868]
Buone prospettive di evitare difficoltà col Provveditore degli studi per il riconoscimento dei ti­
toli di insegnamento nel piccolo seminario di Mirabello ............................................................ 587

74.6 Page 736

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728 Indice cronologico delle lettere
1234. A d o n Salvatore B ertini
*C astelnuovo d ’Asti, 14 o tt[ o b r e 18]68
Ringraziamenti per l’offerta pervenutagli dalla famiglia Catturegli - auguri ai comuni amici -
invito a venire a Torino a celebrare una messa nella chiesa di Maria Ausiliatrice ed essere suo
ospite ............................................................................................................................................... 588
1235. Alla contessa C arlotta Callori
*C astelnuovo d ’Asti, 14 o tt[ o b r e 18]68
Crediti, e non debiti, della contessa verso la tipografia di Valdocco - informazioni positive sul­
l’avanzamento dei lavori per il progetto, molto riservato, del liceo - saluti da parte del figlio
Ranieri Massimiliano in visita a Valdocco ................................................................................... 589
1236. Al capo sezione del m inistero degli Affari Esteri a w . Carlo C anton
C asteln u o v o d 'A sti, 15 o tt[ o b r e 18]68
Richiesta di intervento, presso il ministero della Guerra, onde ottenere indumenti e coperte
per l’imminente stagione invernale .............................................................................................. 590
1237. A do n S alvatore B ertini
T o rin o , 28 o tt[o b re 18]68
Accusa ricevuta di una lettera - attende la sua venuta - invia alcune medaglie di Maria Ausi­
liatrice per quanti hanno bisogno di grazie - assicura preghiere ............................................. 591
1238. Al capo sezione del m inistero degli Affari E steri a w . Carlo C anton
T o rin o , 2 novem bre [18]68
Ringrazia per l’offerta e per l’esito favorevole del suo intervento presso il ministero della
Guerra - allega lettera per il ministro Menabrea contenente ringraziamenti e ulteriore «cosa
confidenziale» - invoca benedizioni celesti su tutta la famiglia ................................................. 591
1239. Al cav aliere A bele P ro v a n a di Collegno
T o rin o , 2 n o v em b re 1868
Suggerisce alcuni criteri per rielaborare in un solo volumetto due biografìe di S. Maria Mad­
dalena - invito a visitare la chiesa di Maria Ausiliatrice ............................................................ 593
1240. Alla b aro n essa O lim pia Savio
Torino, 2 novem bre [18]68
Disguidi postali e arrivi dei collegiali giustificano il ritardo della risposta - si dichiara disposto
a provvedere al fanciullo raccomandatogli - invito a visitare l'Oratorio di Valdocco ............ 593
1241. Al professore Carlo B acchialoni
[T orino], 4 n o v em b re 1868
Dedica di un volum e...................................................................................................................... 595
1242. Al co n te C ostantino Radicati Talice di Passerano
T o rin o , 4 novem bre [18]68
Invia in dono una lepre - auguri ................................................................................................. 595
1243. [Al vicario g en erale di Vercelli, V incenzo Capelli]
T orino, 6 n o v em b re [18] 68
Referenze non tutte positive del chierico Gioanni Vecchio, già ospite a Valdocco ................ 596
1244. Alla contessa C arlotta Callori
T o rin o , 9 novem bre [18]68
Presenta una persona disponibile a fare da portinaio - incertezza circa la vocazione del giova­
ne Peracchio - complimenti ed auguri - invito a venire a pranzo a Mirabello assieme al marito 596
1245. Al vescovo di Iv re a Luigi M oreno
T o r i n o , 11 n o v e m b re 1868
Sollecita un'altra volta un parere positivo (commendatizia) sull’«Opera degli Oratori» e sulla
società salesiana - invito a dimenticare il passato e a visitare la chiesa di Maria Ausiliatrice 598
1246. Al vicario capitolare di Susa, G iuseppe M aria S ciandra
T o r i n o , 11 n o [v e m ]b re [18]68
Invia stampati circa la società salesiana (Notitia brevis ...., di cui alla lett. 1245) ................. 598

74.7 Page 737

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Indice cronologico delle lettere 729
1247. Alla contessa Virginia Cambray Digny
T o rin o , 12 novem bre [18]68
A proposito di una promozione per un certo sig. C onti............................................................. 599
1248. Al vicario generale di Vercelli, Vincenzo Capelli
•'Torino, 12 novem bre [18]68
Perplessità a dare un giudizio definitivo circa la vocazione del chierico Gioanni Vecchio, ex al­
lievo di Valdocco ............................................................................................................................. 600
1249. Al cavaliere Tommaso Gamacchio
*Torino, 12 novem bre 1868
Non riuscita una raccomandazione per un posto gratuito in collegio per un ragazzo, è però di­
sponibile per altre circostanze ........................................................................................................ 601
1250. Ai vescovi della provincia ecclesiastica torinese
[Torino, m età novem bre 1868]
Storia della società salesiana - precisazione dei punti più controversi delle costituzioni - ri­
chiesta di appoggio per ottenere la definitiva approvazione da Roma ..................................... 601
1251. A don Domenico Pestarino
T o rin o , 26 novem bre [18] 68
Riferisce la risposta della contessa Virginia Cambray Digny, a nome del marito ministro delle
Finanze, a proposito di una promozione di un benefattore - nuovo invito a visitare Valdocco 605
1252. Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
T o rin o , 12 dic[em bre 18]68
Impossibilitato a portargli gli auguri natalizi di persona, assicura comunque preghiere per la
famiglia anche a nome di tutti i salesiani - gli dà un appuntamento a Roma per il gennaio 1869 606
1253. Al capo sezione del ministero degli Affari Esteri aw . Carlo Cantón
Torino, 16 dicem bre [18]68
Invia programmi della Biblioteca della Gioventù Italiana - ringrazia della disponibilità nei
confronti della casa di Valdocco - auspica di poterlo ossequiare personalmente ai primi di
gennaio a Firenze - garantisce la riuscita della «commissione» per Roma - chiede un appog­
gio per avere biglietti gratuiti per due mesi sulle ferrovie romane .......................................... 607
1254. Al vescovo di Mondovì Tommaso Ghilardi
T o rin o , 19 dic[em bre 18]68
Verificata ancora una volta l’impossibilità di trovare un accordo con l’arcivescovo di Torino a
proposito del problema delle dimissorie, ha deciso di andare a Roma per cercare di trattare di
persona la questione, per la quale chiede favorevole lettera di presentazione al pontefice -
comportamento irreprensibile di don Boetti, per il quale auspica una pronta riabilitazione 608
1255. A don Pellegrino Tofoni
T o rino, 21 dicembre [18]68
Ringraziamento per l’elemosina sua e della contessa Bernetti - gioiosi ricordi della visita a
Valdocco assieme al card, de Angelis - progetto di viaggio a Roma con eventuale sosta a Fer-
mo - notizie preoccupanti per la crisi di fede in Italia .............................................................. 609
1256. Alla m adre oblata Maria Maddalena Galeffi T o rin o , 22 dicembre [18]68
Promette preghiere, in occasione del Natale, per lei e per la sua comunità - annuncia il prossi­
mo viaggio a Roma - rinnova i ringraziamenti per la generosità dimostratagli in passato ... 610
1257. Ad un sacerdote non identificato
T o rino , 24 dicembre [18]68
Ricambia gli auguri di Natale - beneaugura per le sue fatiche pastorali ................................ 611
1258. Alla contessa Carlotta Callori
T o rin o , 25 dic[em bre 18]68
Ringrazia per gli auguri che contraccambia con la preghiera sua e dei giovani - annuncia una
sua visita a Casale Monferrato prima di andare a Roma - notizie delle celebrazioni di Natale
all’Oratorio ....................................................................................................................................... 612
1259. Alla superiora delle Fedeli Compagne di Gesù in Torino, m adre Eudosia
T o rin o , 28 dic[em bre 18]68
Ringrazia per l’elemosina - promette preghiere per il bene materiale e spirituale dell’istituto 613

74.8 Page 738

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730 Indice cronologico delle lettere
1260. All'arcivescovo di Torino Alessandro Riccardi di Netro
*Torino, 28 dicembre 1868
A proposito della vertenza sull'opuscolo II Centenario di S. Pietro - sintesi della vicenda con
conclusione positiva per don Bosco - invia copia della nuova edizione dell'opuscolo, con
allegato documento di messa in esecuzione dei «desiderata» della Sacra Congregazione del­
l’indice ............................................................................................................................................. 614
1261. Al m aestro di Camera di S.S., mons. Francesco Ricci Paracciani
[Torino, 29 dicembre 1868]
Ringraziamenti per l’invio della benedizione papale - preghiere per il corrispondente e per il
buon esito del Concilio Vaticano I - annuncio del suo prossimo viaggio a Roma ................. 615
1262. A don Giovanni Bonetti
*Torino, 30 dic[em bre 18]68
Ringraziamenti per il sussidio inviatogli - strenna per i salesiani e gli alunni del piccolo semi­
nario di Mirabello ........................................................................................................................... 616
1263. A don Giovanni Battista Lemoyne
Torino, 31 dic[em bre 18]68
Ringrazia per le lettere di augurio pervenutegli dal collegio di Lanzo - invia immaginette per
tutti con preghiera composta dal papa - offre la strenna per tutto il personale - chiede pre­
ghiere speciali dal 7 gennaio al 7 marzo per la buona riuscita del suo viaggio a Roma ....... 617

74.9 Page 739

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INDICE GENERALE
PREMESSA AL VOLUME II ................................................................................................
5
L’immagine di don Bosco quale appare nelle lettere del quinquennio 1864-1868 ...
8
Criteri di edizione ................................................................................................................... 11
Sigle delle fonti e degli scritti più citati ............................................................................. 16
Abbreviazioni ............................................................................................................................ 17
Bibliografia m aggiormente citata nell'apparato storico-illustrativo .............................. 19
Calendario perm anente per il secolo XIX ......................................................................... 21
Compendio cronologico della vita di don Bosco dal 1864 al 1868 e dei principali avve­
nimenti coevi .................................................................................................................... 23
LETTERE
anno 1864 .................................................................................................................................. 27
anno 1865 .................................................................................................................................. 100
anno 1866 .................................................................................................................................. 194
anno 1867 .................................................................................................................................. 323
anno 1868 .................................................................................................................................. 468
APPENDICE: lettere attestate m a non reperite
anno 1864 .................................................................................................................................. 621
anno 1865 .................................................................................................................................. 626
anno 1866 .................................................................................................................................. 631
anno 1867 .................................................................................................................................. 639
anno 1868 .................................................................................................................................. 645
INDICI ....................................................................................................................................... 653
Indice alfabetico dei nomi di persona ................................................................................ 655
Indice alfabetico dei nomi di luogo .................................................................................... 674
Indice alfabetico delle materie ............................................................................................. 681
Indice alfabetico riassuntivo dei d estin atari...................................................................... 690
Indice cronologico delle lettere ............................................................................................ 693
Indice generale ........................................................................................................................ 731

74.10 Page 740

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75 Pages 741-750

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75.1 Page 741

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ISTITUTO STORICO SALESIANO [ = ISS]
FONTI
Serie prima: Giovanni Bosco. Scritti editi e inediti
1. Giovanni Bosco, Costituzioni della Società di S. Franceco di Sales [1858] - 1875. Testi
critici a cura di Francesco Motto (= ISS, Fonti, Serie prima, 1). LAS-Roma, 1981,
272 p. (in folio) + 8 tav.
L. 30.000
2. Giovanni Bosco, Costituzioni per l ’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1878-
1885). Testi critici a cura di Cecilia Romero (= ISS, Fonti, Serie prim a, 2). LAS-Roma,
1981, 358 p. + 16 tav. f.t.
L. 20.000
3. Giovanni Bosco, Scritti pedagogici e spirituali. A cura di J. Borrego, P. Braido, A. Fer-
reira Da Silva, F. Motto, J. M. Prellezo SDB (= ISS, Fonti, Serie prima, 3). LAS-Roma,
1987, 386 p. [esaurito]
L. 20.000
4. Giovanni Bosco, M emorie d ell’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855. In­
troduzione, note e testo critico a cura di Antonio Ferreira Da Silva (= ISS, Fonti, Serie
prima, 4). LAS-Roma, 1991, 256 p.
L. 20.000
5. Giovanni Bosco, M emorie dell'Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815-1855. Intro­
duzione e note a cura di Antonio Ferreira Da Silva ( = ISS, Fonti, Serie prim a, 5). LAS-
Roma, 1991, 236 p. [edizione divulgativa]
L. 20.000
6. Giovarmi Bosco, Epistolario. Voi. I (1835-1863) lett. 1-726. Introduzione, note critiche e
storiche a cura di Francesco Motto (= ISS, Fonti, Serie prima, 6). LAS-Roma, 1991,
formato superiore, 718 p.
L. 50.000
7. Pietro B r a i d o (ed.), Don Bosco educatore. Scritti e testimonianze. A cura di J. Borre­
go, P. Braido, A. Ferreira Da Silva, F. Motto, J. M. Prellezo (= ISS, Fonti, Serie prima,
7). LAS-Roma, 1992, 474 p.
L. 30.000
Serie seconda: Scritti editi e inediti di Salesiani
1. Francesco B o d r a t t o , Epistolario ([1857J-1889). Edición crítica, introducción y notas
por Jesús Borrego ( = ISS, Fonti, Serie seconda, 1). LAS-Roma, 1998, 510 p. [esaurito].
L. 30.000
2. Domenico T o m a tis , Epistolario (1874-1903). Edición critica, introducción y notas por
Jesús Borrego (= ISS, Fonti, Serie seconda, 2). LAS-Roma, 1992, 420 p. L. 20.000
3. José Manuel P r e l l e z o , Valdocco nell'Ottocento. Trà realtà e ideale (1866-1889). Docu­
m enti e testimonianze (= ISS, Fonti, Serie seconda, 3). LAS-Roma, 1992, 336 p.
L. 30.000
4. Francesco B o d r a t o , Epistolario. Introduzione, testo critico e note a cura di Brenno Ca­
sali (= ISS, Fonti, Serie seconda, 4). LAS-Roma, 1995, 574 p.
L. 65.000

75.2 Page 742

▲torna in alto
5. Luigi (mons.) L asag n a, Epistolario. Voi. I (1873-1882). Introduzione, note e testo critico
a cura di Antonio Ferreira Da Silva (= ISS, Fonti, Serie seconda, 5). LAS-Roma, 1995,
480 p .
L. 60.000
Serie terza: Scritti editi e inediti d ’interesse salesiano
1. Luigi F r a n s o n i [arcivescovo di Torino], Epistolario. Introduzione, testo critico e note a
cura di Maria Franca Mellano ( = ISS, Fonti, Serie terza, 1). LAS-Roma, 1994, 352 p.
L. 40.000
STUDI
1. Léon V e r b e e k , Les Salésiens de l ’Afrique Centrale. Bibliographie. 1911-1980 ( = ISS,
Studi, 1). LAS-Roma, 1982, 142 p.
L. 10.000
2. Manuel J. M o l i n a , Arqueología ecuatoriana. Los Cañaris. Provincias de Cañar y
Azuay (= ISS, Studi, 2). LAS-Roma, 1987, 118 p. con num erose illustrazioni in b. n.
L. 15.000
3. Francis D e s r a m a u t, L ’orphelinat Jésus-Adolescent de Nazareth en Galilée: au temps
des Tures, p u is des Anglais (1896-1948) ( = ISS, Studi, 3). LAS-Roma, 1986, 318 p. + 16
tav. f. t.
L. 30.000
4. Léon V e r b e e k , Ombres et clairières. Histoire de l ’im plantation de l ’Eglise catholique
dans le diocèse de Sakania, Zaire (1910-1970) (= ISS, Studi, 4). LAS-Roma, 1987, 422 p.
L. 40.000
5. Pietro B r a i d o (ed.), Don Bosco nella Chiesa a servizio dell'um anità. Studi e testim o­
nianze ( = ISS, Studi, 5). LAS-Roma, 1987, 430 p.
L. 30.000
6 . Y v e s L e C a r r é r è s , Les salésiens de don Bosco à Dinan 1891-1903. Une oeuvre naissante
brisée par le Sénat. Prefazione di G . C h o lv y ( = ISS, Studi, 6 ). LAS-Roma, 1 9 9 0 , 2 2 0 p .
L. 20.000
7. Natale C e r r a t o , Il linguaggio della prim a storia salesiana. Parole e luoghi delle «Me­
morie Biografiche» di Don Bosco (= ISS, Studi, 7). LAS-Roma, 1991, 448 p.
L. 30.000
8. William John D ic k s o n , The dynam ics of growth. The foundation and developm ent of
thè Salesians in England ( = ISS, Studi, 8). LAS-Roma, 1991, 282 p. + 14 tav. f. t. in b. n.
L. 25.000
9. Francesco M o t t o (ed.), Insediam enti e iniziative salesiane dopo Don Bosco. Saggi di
storiografia. Atti del 2° convegno-seminario di Storia dell’Opera salesiana. Roma, 1-5
nov. 1995 (= ISS, Studi, 9). LAS-Roma, 1999, 595 p.
L. 60.000
BIBLIOGRAFIE
1. Saverio G i a n o t t i , Bibliografia generale di Don Bosco. Voi. I: Bibliografia italiana (1844-
1992) ( = ISS, Bibliografie. I). LAS-Roma, 410 p.
L. 50.000