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ISTITUTO STORICO SALESIANO - ROMA
FONTI - Serie prima, 6

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ISTITUTO STORICO SALESIANO - ROMA
FONTI - Serie prima, 6
GIOVANNI BOSCO
SCRITTI EDITI E INEDITI
Vol . VI
LAS - ROMA

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Giovanni Bosco
SCRITTI EDITI E INEDITI
Voi. VI
EPISTOLARIO
Introduzione, testi critici e note
a cura di
FRANCESCO MOTTO
Volume primo
(1835-1863)
1 - 726
LAS - ROMA

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© by LAS - Libreria Ateneo Salesiano
Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 - 00139 Roma
ISBN 88-213-0226-1
Tipografia: S.G.S. - Via U m bertide, 11 - 00181 Roma
Finito di stampare: Dicembre 1991

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Sac. Giovanni B osco
(1815-1888)

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INTRODUZIONE GENERALE
Le non comuni dimensioni della figura di don Bosco, della sua personalità di
apostolo, educatore, santo, fondatore ed iniziatore di molteplici attività sono state
oggetto di una vasta letteratura nei cento anni che ci separano dalla sua morte.
Tuttavia, come è ovvio, gli studi donboschiani continuano e l’attuale fase pare
debba caratterizzarsi per una sicura acquisizione dei dati storici, una seria cono­
scenza delle strutture profonde del suo pensiero, un solido inquadramento nel
contesto politico, sociale, religioso, economico in cui ha operato.1
Ora per uno studio approfondito di una figura tanto rilevante e complessa è
fondamentale poter disporre nella più larga misura possibile delle sue lettere. A
questa esigenza vuol rispondere la presente edizione dell'epistolario, u n ’edizione
nuova, completa e filologicamente attendibile.
Finora hanno costituito un utile strumento di lavoro i quattro volumi curati
in edizione extracommerciale del salesiano don Eugenio Ceria nella seconda m e­
tà degli anni cinquanta.2 Essi però si rivelano ormai insufficienti. Fra l'altro in
questi ultimi tre decenni per le vie più im pensate sono venute alla luce decine di
altre lettere, per non citare le diverse centinaia che sono state rintracciate nel cor­
so di una recente am pia ricognizione in Italia ed all’estero. Ad indagine conclusa,
computando anche le lettere non reperite ma di cui in vario m odo è possibile ri­
costruire il contenuto, si dovrebbe arrivare quasi al doppio delle lettere pubblica­
te dal Ceria. Va da sé che il term ine «completo» attribuito all’epistolario è da in­
tendersi come relativo a tutte le lettere recuperate fino al m om ento dell’andata in
stam pa dei singoli volumi, non certo alle oltre venti mila lettere che si può sup­
porre don Bosco abbia scritto lungo l’intera sua vita.
1. N atura dell'epistolario
Utilizzato con le consuete avvertenze comuni al lavoro storico, l’epistolario
di don Bosco costituisce lo strum ento principe per accostarsi alla fonte prim a del-
1 Cf. P. B r a id o , Prospettive e iniziative della ricerca su don Bosco, in Don Bosco nella storia, a
cura di M. Midali. Roma, LAS 1990, pp. 541-549.
2 Voi. I (1955)
pp. VII-624
(dal 1835 al 1868)
lett. 1- 717
Voi. II (1956)
pp. 11-556
(dal 1869 al 1875)
lett. 718-1387
Voi. Ili (1958)
pp. 11-671
(dal 1876 al 1880)
lett. 1388-2122
Voi. IV (1959)
pp. III-647
(dal 1881 al 1888)
lett. 2123-2845
In media si hanno una trentina di lettere per anno fino al 1860; oltre cento mediam ente nel ventennio
1866-1885; 207 nel 1878. Le 203 lettere in francese (una è ripetuta) sono collocate a parte nel quarto
volume. Nessuna in inglese, spagnolo e tedesco.

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6 Introduzione generale
la sua attività e del suo pensiero. Nessuno ci garantisce che una lettera sia genui­
na — non diciamo autentica, si badi bene — perché può essere menzognera, può
fornire del firm atario u n ’immagine che non corrisponde alla realtà; m a è certo
che per arrivare a fare la «vera» storia di don Bosco è im portante conoscere quel­
lo che veram ente pensava; e per acquisire questa conoscenza utili si rivelano le
lettere, perché appartenenti eminentemente al regno del privato, a quanto cioè
resta chiuso nel segreto dei rapporti individuali o dentro gruppi ristretti. Il che ri­
m ane vero anche se, come è naturale, le lettere sono soltanto delle finestre che si
aprono su momenti della sua vita e pertanto hanno bisogno di essere integrate
con altra documentazione.
Le lettere di don Bosco hanno un alto valore informativo: sono una testimo­
nianza precisa, sicura, della sua vita e delle sue opere; si presentano com e fonte
ricchissima di dati esatti, di tratti storiografici unici nel loro genere; possono ser­
vire ad inquadrare con sicurezza fatti, a fissare date e notizie, a riempire vuoti, a
far rivedere e rettificare giudizi. Diventano così decisiva forma d'informazione,
un modo di fare storia.
Cronologicamente presentate, le singole lettere scandiscono le tappe della
sua avventura um ana ed apostolica, ne accompagnano la persona nelle concrete
situazioni di ogni giorno. Testimonianza di una vita dinamica, ricca di progetti e
di imprese, ne offrono un ritratto vivo ed autentico: veri affiorano gli aspetti della
sua personalità, i lineamenti più originari della sua multiforme attività, rivissuti,
per così dire, dall’interno. In altre parole, un'autobiografia a sua insaputa, ben
più «oggettiva» delle M emorie dell'Oratorio, di cui è ormai assodata la finalità pe-
dagogico-spirituale prim a di qualsiasi intento biografico.3
La corrispondenza restituisce il colore del tempo, m ette in rilievo i dettagli di
una situazione reale, ivi comprese quelle innumerevoli minuzie e astuzie dell’esi­
stenza che, in omaggio alle leggi della proporzione, generalmente la storia sacrifi­
ca a cose più grandi, a sintesi interpretative globali. Ma nella storia di una perso­
na nulla è superfluo ed insignificante, e la poliedricità delle iniziative di personali­
tà come don Bosco si ribella ad eccessive semplificazioni.
Invano però cercheremmo nelle sue lettere profonde introspezioni, ampia
auscultazione dei sentimenti, intense riflessioni, lunghe disquisizioni teoriche,
dotte analisi di indole sociale, politica, economica, ampi sviluppi di dottrina spiri­
tuale: niente di tutto questo. Don Bosco si appaga di manifestazione di bisogni, di
incessanti riferimenti al duro vivere quotidiano, di registrazione di fatti ed avveni­
menti della vita sua personale o dei suoi contemporanei. Sobrio e laborioso non
solo per l’origine, m a anche per scelta, l’educatore di Torino non si im pegna in
profonde riflessioni, non affronta problematiche teoriche di impegno. Il suo epi­
stolario è un susseguirsi di notizie, di affari in corso, di problemi concreti espressi
in un linguaggio diretto, vivo, familiare.
Giova im m ediatam ente osservare che, al term ine della lettura delle migliaia
3
Cf. la recentissima edizione critica delle Memorie dell’Oratorio di S. Francesco dì Sales. Dal
1815 al 1855, a cura di A. Ferreira Da Silva. Roma, LAS 1991, p. 5.

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Introduzione generale 7
di lettere che verrem o pubblicando, la più profonda interiorità dell’anim a di don
Bosco, il «mistero» della sua vita, rim arrà ancora da esplorare. Non v ’è dubbio
che senza la preoccupazione che molte delle sue lettere diventassero di pubblico
dominio, don Bosco si espresse con la massima sincerità e franchezza; non m an­
cano lettere in cui si rivela il più amabile dei padri, l'amico, il compagno, una fi­
gura am m antata di grande umanità e di squisita cordialità; m a molto raram ente
si lasciò andare a m ettere a nudo il suo più profondo sentire. Una simile riserva­
tezza, una tale vigile e gelosa salvaguardia della propria intimità, potrà forse sor­
prendere in un educatore, in un sacerdote, in un direttore spirituale di centinaia
di persone, m a il fatto resta. Solo quando si trovò di fronte a situazioni molto p ar­
ticolari cedette all'emozione interiore in grado di sospingerlo a tradurre in parola
i suoi più intimi sentimenti. Pertanto se anche si vedrà passare sotto gli occhi, let­
tera dopo lettera, quello che don Bosco ha fatto, quello che ha detto, quali le con­
seguenze delle sue azioni, solo penetrando accortam ente tra le maghe di silenzio
e di riserbo, dentro cui ha nascosto le pagine del suo invisibile «diario dell’ani­
ma», si potrà, almeno in parte, addentrarsi nel m ondo della sua unione con Dio,
nel sacrario della sua vita: una vita reale, tangibile, operante a servizio di quel re­
gno di Dio che nella m isura in cui si costruisce su questa terra tocca i gangli vitali
delle situazioni politiche, sociali, economiche e culturali.
2. Una storia intrecciata con u n ’altra storia
Benché scritte da un uom o che si è imposto sul piano della santità, non
meno che su quello della grandezza um ana e dell’attualità di varie intuizioni, è le­
gittimo chiedersi se le sue lettere, proprio in ragione del loro contenuto per lo più
«familiare», «privato»,» «di ordinaria amministrazione», m eritassero un'im presa
imponente e costosa quale un'edizione critica.
Per rispondere alla domanda, è giocoforza rifarsi ad un concetto di storia che
forse non è più quello di un passato anche recente. Che cosa è la «grande» storia
senza la «piccola»? Di fatto la «grande» storia si compone di un microcosmo di
«piccole» storie che appaiono determinanti e funzionali alla composizione del
grande affresco. La storia dei massimi avvenimenti passa anche attraverso le mi­
nime storie della vita reale dei più, con le loro miserie, le loro difficoltà, i loro rit­
mi. La quotidianità non deve essere considerata elemento secondario, marginale,
di disturbo, quasi una realtà attenuante e forse attentante alla scientificità del di­
scorso storico. Chi ha detto che è più storia quella fatta di governi e di diploma­
zie, di guerre e di capitali, che non quella che si svolge nelle piazze dei paesi, nelle
chiese di città, nei poveri casolari di campagna, attorno all’umile tavolo dell’arti­
giano, fra ragazzi di periferia ed orfani abbandonati per le strade, dove si vive di
gioie e di delusioni, di am ore e di odio, di santità e di espedienti, di paure e di
speranze?
Tutti gli epistolari allora, anche quelli di personaggi talvolta a torto ritenuti
meno eccellenti, sono fonti docum entarie im portanti per capire gli usi, i costumi.

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8 Introduzione generale
i problemi della società dell’epoca. E ciò soprattutto se le lettere non sono dom i­
nate da convenzionalismi, frasi fatte, leziosaggini.
Proprio in forza di tale ragione la storia raccontata dall'epistolario di don Bo­
sco — la storia di un uom o che ha saputo realizzare molto, tutto il possibile nella
form a solida del tem po e dello spazio, e da ciò la sua grandezza — si affaccia sul
palcoscenico della storia di quel risorgimento che è stato segnato da guerre e da
rivoluzioni, dal succedersi di papi e di sovrani, da calamità naturali e da rivolgi­
menti sociali, da innumerevoli vicende nazionali ed internazionali. Interprete del­
la crisi sociale del suo tempo, personalmente attestato su una linea non di riforme
strutturali bensì di totale disponibilità a sostenere i giovani esclusi dai nuovi pro­
cessi di sviluppo, don Bosco non potè estraniarsi dalla temperie politica, sociale,
economica e religiosa della sua epoca; ne visse anzi fino in fondo le contraddizio­
ni. Le sue lettere m ettono in contatto, a loro modo ben inteso, con quel variegato
mondo di personaggi, di problemi, di movimenti di pensieri e di azione che ha ca­
ratterizzato così profondamente e drammaticamente l'ottocento.
3. La tipologia delle lettere
Le migliaia di lettere di don Bosco che verranno pubblicate coprono pratica-
m ente tutto il genere cosiddetto epistolare: lettere di carattere ufficiale e lettere di
convenienza, lettere burocratiche e lettere commerciali, lettere di normale ammi­
nistrazione e lettere di stampo ascetico-spirituale, comuni lettere colloquiali e
speciali lettere di alto valore documentario, lettere descrittive e lettere dedicato­
rie, usuali biglietti di occasione e originali missive, comunicazioni a distinte cate­
gorie di persone e circolari al grande pubblico.
Quanto ai contenuti si spazia liberamente dalla richiesta di sovvenzioni al rin­
graziamento per il sussidio ricevuto, dall’avviso alla raccom andazione, dall’offer­
ta alla giustificazione, dall’esortazione al complimento, dalla preghiera alla massi­
m a gnomica, dalla congratulazione alla consolazione, dalla lode al rimprovero,
dal com miato al benvenuto, dalla persuasione all’esortazione, dalla dissuasione al
consiglio, dalla protesta alla lettera giocosa e piena di spirito, dall’intercessione
all’edificazione, dalla lagnanza alla confidenza, dagli auguri ai rallegram enti, dal­
le condoglianze al ragguaglio, dalla comunicazione sapienziale alla querelle in di­
fesa dei propri diritti.
Generalmente ci si trova di fronte a lettere scritte currenti calamo, nella
m assim a prem ura, senza alcuna compiacenza stilistica e letteraria, con l’unica
preoccupazione dell’immediatezza del colloquio, della semplicità dell’espressio­
ne, della chiarezza del messaggio. Don Bosco non va alla ricerca del gusto della
parola, della frase ad effetto, del neologismo appropriato. Non redige i suoi scritti
con gli occhi rivolti alla posterità, in funzione di vanità; sbriga la sua corrispon­
denza — mai l'espressione verbale fu più esatta nella sua accezione letterale —
per necessità impellenti, per comunicare con rapidità e franchezza assoluta. La
sua penna corre veloce, libera, spesso in forme stereotipe, senza quelle ansie di
natura editoriale che per altro ne avrebbero migliorato lo stile. A parte i contenuti

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Introduzione generale 9
— di per se stessi già non molto vari, dal momento che gran parte della corri­
spondenza è motivata dalla richiesta di sussidi o dal ringraziamento per quelli ri­
cevuti — anche le forme linguistiche si ripetono continuam ente. La stesura delle
lettere non risponde assolutamente ai canoni dell'originalità. E ciò vale per l’esor­
dio e per la chiusa non meno che per il corpo delle medesime. Anche le espressio­
ni che precedono la firma, per altro intense ed espressive nella loro semplicità e
lapidarietà, non brillano per particolare creatività.
Lettere che spesso hanno il sapore di una telefonata per trattare un proble­
ma, per prendere un appuntamento, per fare un invito, per chiedere un prestito,
per m andare un augurio. In posizione diametralmente opposta a quella che è
spesso la situazione di molti autori, per i quali l’abilità dello scrivere non trova ri­
scontro nel motivo per cui scrivere, don Bosco è ben più preoccupato del «che
cosa», o del «perché» scrivere che non del «come» farlo. Con don Bosco ci si col­
loca in un campo lontano mille miglia da quel «pettegolezzo come cultura» pro­
prio del suo ed anche del nostro tempo. Don Bosco non tergiversa, non ha tempo
da perdere.
Una prosa discorsiva la sua, non decorativa, mai esuberante o ridondante,
sempre contenuta. Tutto quello che si concede rivolgendosi alle autorità è solo
una certa cura della «forma»; maggiore attenzione evidentemente è posta nella
redazione di alcuni testi, «promemoria» o circolari di particolare im portanza: di
qui l’apparato delle varianti, rintracciato sulle m inute conservate.
All’im mediatezza espressiva fa riscontro la notevole presenza di idiotismi, di
anacoluti, di solecismi, di brachilogie, di anarchia nell’impiego della punteggiatu­
ra. Abbondano le locuzioni e le licenze dialettali; i piemontesismi sono più o
meno scoperti. Ma tutto questo concorre a caratterizzare la spontaneità del mes­
saggio e ad abolire ogni diafram m a col corrispondente. L’autore più volte confes­
sa la sua rapidità nello scrivere una lettera dopo l’altra, e così accade che qualche
periodo rim ane incompiuto, che qua e là le concordanze grammaticali non siano
corrette, che talora la sintassi lasci a desiderare. Alle carenze «strutturali» della
sua educazione linguistica si aggiunga che non sem pre si trovava nelle migliori
condizioni psicofisiche per scrivere; la stessa grafia è rivelatrice dei momenti più
difficili. Vergata con m ano sicura o trem ante, senza ritorni o con pentim enti, a
caratteri stretti o larghi, su carta intestata o su foglietto di recupero, la lettera as­
sume un valore grafologico e psicologico anche nella sua materialità.
4. I corrispondenti
La gamma dei destinatari è quanto mai varia: uomini e donne, giovani ed
adulti, amici e collaboratori, benefattori e confratelli, alte autorità di governo e
semplici campagnoli, liberali avanzati e tenaci ultraconservatori, radicali e uom i­
ni del non expedit, capi di stato e membri della curia rom ana, rappresentanti del
patriziato di provincia ed esponenti di antichissimo blasone, potenti magnati della
nuova borghesia e umili personaggi del popolo: uomini di tutte le sponde, di tutti
i ceti, di tutte le fedi.

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10 Introduzione generale
Una vera galleria di personaggi della politica, della religione, della cultura,
della classe agiata e di quella popolare, italiani e stranieri, di varie tendenze politi­
che e religiose: dalla Sacra Reai o Imperiai Maestà cui chiede una sovvenzione, al
fanciullo che accetta a pensione ridotta, dal ministro che interpella perché appog­
gi il suo oratorio, all’umile vedova che gli aveva raccom andato il figlio, dal santo
sacerdote al furioso anticlericale, dal semplice fedele all’ostile settario, da Sua
Santità alla povera suora, dalla ricca duchessa al padre di famiglia squattrinato.
Nessun limite geografico ha fermato le sue petizioni per il sostegno di una
missione educativa e religiosa che non intendeva avere altri confini che quelli del
mondo. I destinatari delle sue lettere sono sparsi un po’ ovunque: in Piemonte ed
in Sicilia, in Italia ed in Europa, in America ed in Africa. Nella storia della carità,
ancora tutta da scrivere, don Bosco dovrebbe indubbiamente giocare un suo
ruolo per il contributo non indifferente offerto alla gioventù più bisognosa ed
emarginata.
5. Un epistolario e non un carteggio
Ciò detto, è tem po di presentare il processo evolutivo e la metodologia adot­
tata nelle non semplici fasi della ricerca, della trascrizione, dell’illustrazione e del­
la realizzazione grafica delle lettere che qui vengono pubblicate.
Tra gli eruditi, in Italia ed all’estero, le discussioni sull'ecdotica di un episto­
lario sono interminabili. Se ne è già fatto un cenno nell’ambito del congresso in­
ternazionale degli studi su don Bosco.4 Presa visione di quanto offriva di meglio la
letteratura m oderna al riguardo, ho intrapreso la strada che mi sembrava la più
praticabile.
La prim a opzione fatta è stata quella di mirare unicam ente all’epistolario di
don Bosco, escludendone così il carteggio, che invece avrebbe richiesto la pubbli­
cazione pure delle lettere a don Bosco (e non solo di quelle di don Bosco). Al di­
verso spessore storico-spirituale dei corrispondenti ed alla necessità di non spez­
zare la continuità cronologico-biografica dell’epistolario completo è dovuta la
scelta. Dal m om ento poi che moltissime lettere a don Bosco sono già pubblicate
nelle sedici mila pagine dei XIX volumi delle Memorie Biografiche, ho ritenuto
sufficiente darne in nota la sintesi, indicandone com unque sempre la collocazione
archivistica e la citazione esatta delle M emorie Biografiche stesse. Ho invece te­
nuto in considerazione sia le lettere vergate dalla mano di don Bosco m a che per
vari motivi sono poi state firmate da altri (ad es. dal segretario della commissione
per la lotteria), sia quelle scritte da altri (ad es. da don Borei) m a che nell’origi-
4
F. M o t to , L'epistolario come fonte di conoscenza e di studi su don Bosco, in Don Bosco nella
storia ... pp. 74-75. Alla bibliografia ivi citata si aggiunga: Les manuscrits: transcriptions, édition, si­
gnification». Colloquium C.N.R.S. - Ecole Normale Supérieur. Paris 1975 (Atti pubblicati da PENS
1976) e Metodologia ecdotica dei carteggi. Atti del convegno internazionale di Studi. Roma 1980
(Firenze, Felice Le Monnier 1989).

2.5 Page 15

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Introduzione generale 11
naie inviato — non rintracciato — potevano essere state controfirmate da don
Bosco.
Una seconda decisione preliminare è stata quella di definire il concetto di
«lettera» da pubblicare. In via ordinaria ho considerato come lettera un testo-
messaggio scritto, dotato di intestazione, che si apre con un tipico esordio, conti­
nua con una narrazione e si conclude con una formulazione caratteristica e con
la firma; testo preceduto — o seguito — dalla località in cui è stato vergato e dalla
data. Su busta a parte o sul lato esterno della lettera (una volta piegata in più par­
ti: il cosiddetto piego) si trovano l’indirizzo del destinatario, il tim bro ed il bollo
postale. Conseguentemente prefazioni di libri, circolari di presentazione di opu­
scoli, contratti, conferenze, prediche, fatture, programmi, taccuini, memorie,
vertenze, biglietti da visita con semplice firma e simili, sono rim asti praticam ente
esclusi. Una soluzione sarebbe stata anche quella degli «allegati» con cui si poteva
completare o illuminare la pubblicazione di singole lettere. Ma ho creduto che
non tutti gli inediti curiosi o variamente importanti dovessero trovare il loro luo­
go naturale di pubblicazione nell’epistolario, sia pure in posizione di appendice.
Sarebbe stata deform ata la fisionomia stessa del lavoro.
Infine è sorta la questione della struttura da dare ai volumi. Se in un primo
momento da aspirante editore avevo pensato ad un criterio di suddivisione per
argomento, dopo attenta riflessione e confronti vari, ho m utato opinione. L’ordi­
nam ento per sezioni omogenee avrebbe certam ente facilitato il compito di ricerca
e di inventariazione, semplificando altresì i problemi editoriali, m a il prodotto
non sarebbe risultato fruibile su quel piano cronologico-biografico, che a mio m o­
desto modo di vedere costituisce il prim o valore dell’epistolario di don Bosco.
6. La ricerca dei docum enti
L’edizione «scientifica» di un epistolario pone numerosi problemi, prim o dei
quelli il ritrovam ento dei documenti. È il lavoro che esige più tem po e fatica. Nel­
la previsione, meglio, nella certezza di dover fare i conti con un epistolario di no­
tevoli dimensioni, mi sono mosso su tre piani distinti.
Anzitutto ho inteso raggiungere tutte le lettere originali, fossero esse custodi­
te in archivi o biblioteche pubbliche, oppure si conservassero presso privati, vale
a dire, in linea di massima, presso gli eredi dei corrispondenti di don Bosco.
In secondo luogo ho voluto riacquisire le lettere pubblicate in opuscoli o
stam pe varie, m a il cui originale è andato definitivamente disperso. Se la ricerca
degli originali, editi ed inediti, era im portante, non lo era meno una com piuta
rassegna del materiale già edito, di cui si sono smarriti i manoscritti.
Infine ho m irato a «ricostruire» il contenuto di lettere perdute, attraverso
quelle del corrispondente che ne erano state all’origine ovvero avevano costituito
le responsive.
In sede euristica ho cercato di operare con scrupolosità, conscio come ero
fin dall’inizio che non valesse la pena di allestire un epistolario che si limitasse alle
lettere già pubblicate dal Ceria, arricchito solo da quelle casualmente e sporadica­

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12 Introduzione generale
mente pervenute in seguito all’archivio salesiano centrale. Il presente intende es­
sere un epistolario integrale, il che non significa dim enticare, come s’è detto, che
u n ’opera di tale genere è per forza di cose un work in progress. La p ur legittima
pretesa di completezza logicamente urta contro un fatto pressoché inevitabile:
lettere appariranno dopo la pubblicazione dei presenti volumi. La non completa
inventariazione dei materiali custoditi nello stesso archivio salesiano centrale la­
scia presagire possibili reperimenti non solo di attestazioni di lettere di don Bosco
andate smarrite, m a pure di originali medesimi. Ciononostante mi pare di poter
affermare che difficilmente in futuro si ritroveranno ancora lettere di grande im ­
portanza storica o di eccezionale valore docum entario. Soprattutto gli archivi di
famiglie patrizie, italiane e straniere e quelli di diocesi dell’ex regno di Sardegna
custodiscono ancora autografi di don Bosco: m a il loro significato storico dovreb­
be rivelarsi non particolarmente rilevante.
La fase della ricerca sul territorio italiano ha contemplato una serie di parti­
colari operazioni:
— l’appello in generale attraverso televisioni, radio, organi di stam pa, a dif­
fusione nazionale o regionale
— la formale richiesta a biblioteche ed archivi, civili ed ecclesiastici, pubblici
e privati
— la pubblicizzazione dell’indagine in corso su riviste specializzate
— la collaborazione delle migliaia di Salesiani e Figlie di M aria Ausiliatrice,
sparsi un po’ ovunque
— la ricognizione in alcune decine di archivi, fra i quali, in ordine di tempo
trascorso al loro interno, l'archivio salesiano centrale di Roma, l’archivio segreto
vaticano, l’archivio storico del comune di Torino, l’archivio arcivescovile di Tori­
no, l’archivio di stato di Torino e di Roma, l’archivio ispettoriale salesiano di Bue­
nos Aires, di Bahia Bianca e di Montevideo.
Oltre i confini nazionali, la ricerca, per altro ancora da completare special-
m ente in Francia, si è sviluppata, salvo alcune personali esplorazioni, soprattutto
attraverso i circuiti salesiani. Lettere mi sono pervenute da Glasgow e da Città del
Capo, da Rio de laniero e da Santiago del Cile, da S. Domingo e da Betlemme, da
S. Francisco e da Tokio, da Antananarivo e da Lisbona, ecc.
Quali dunque i risultati di una simile ricognizione sul campo? Dal punto di
vista della quantità si sono ritrovati oltre un migliaio di inediti, sono stati identifi­
cati centinaia di possessori di originali, si sono eliminate false attribuzioni, sono
state recuperate, coi nominativi dei loro destinatari, centinaia di copie di due cir­
colari omotipiche degli anni ottanta, si è arricchito l’archivio centrale salesiano di
oltre un centinaio di originali, sottraendoli ad una prevedibile e facile dispersione.
In sede qualitativa le lettere più importanti sono ovviamente quelle inedite
fatte riemergere da depositi archivistici, di Torino e Roma in particolare.
Scoperte emozionanti e suggestive non sono mancate: la commovente lettera
al m archese Michele Cavour del 1846, l’intero carteggio circa la mediazione poli­
tico-religiosa attuata negli anni 1866-1875, l’originale della famosa lettera sul si­
stem a preventivo inviata in Argentina a don Costamagna, la prova tangibile delle
lettere «monitorie» a Vittorio Emanuele II, le decine di lettere alla religiosissima

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Introduzione generale 13
contessa Cambray Digny di Firenze ed alla benefattrice francese Clara Louvet, la
completa docum entazione relativa alle laboriose pratiche per le lotterie, varie
missive apportatrici di nuova luce sulla vertenza coll’arcivescovo Gastaldi, un cer­
to num ero di significative lettere al pontefice ed al card. Antonelli. Sono solo al­
cuni dei ritrovamenti che hanno ricompensato i non rari momenti di sconforto
per quello che talvolta sembrava costituire un inutile spreco di energie e di tem ­
po. Di conforto è stato poi l’aver toccato con mano quanto don Bosco, ad oltre
cento anni dalla sua morte, sia sempre vivo nel ricordo e nel cuore di molti.
7. I criteri ectodici adottati
Essendo uno strum ento di comunicazione, le lettere obbediscono alle leggi
della semiologia e della semiotica, dato che presuppongono una fonte di emissio­
ne, un codice espressivo ed un destinatario. Un’edizione di corrispondenze, si sa,
non si esaurisce nella trascrizione del testo letterario, m a si integra con dei corre­
di che lo descrivono e presentano, lo giudicano sotto il riguardo dell’autenticità
critica e storica, fornendo al lettore i dati per utilizzarlo e valutarlo egli stesso.
Alla conditio sine qua non del ritrovamento dei docum enti (da sottoporre talvolta
anche alle classiche operazioni della recensio, collatio, elim inado, classificatio)
sarà necessario aggiungere proprio quelle integrazioni ermeneutiche che mettono
i documenti in condizione di costituire quantitativamente e qualitativamente una
sicura fonte storica.
Dopo aver dunque esplorato tutte le vie di ricerca e recuperato così lettere
edite, inedite o parzialm ente edite, si trattava di sistem are tem pestivam ente il
materiale sotto diversi punti di vista, provvedendo a schedare nomi, date, luoghi
di provenienza, eventi e tutto quanto si poteva ritenere rilevante ai fini di un ordi­
nam ento delle lettere e della comprensione di ciò che costituiva l'oggetto delle
medesime. Pure tale lavoro di sistemazione dei dati, che sarebbero confluiti nel
corredo delle note, si annunciava vasto ed articolato.
Non poche sono le incertezze e le aporie che ingom brano la strada dell’edito­
re critico; per giunta un autorevole maestro, come l’editore di scritti m anzoniani
Michele Barbi, ha affermato che ogni testo ha il suo problem a critico e ogni pro­
blema critico ha la sua soluzione; da parte mia mi sono attenuto ai criteri già
adottati nell’ambito dell’istituto Storico Salesiano,5 salvo modifiche dovute alla
specificità del caso in questione.
7.1 Descrizione
Al num ero progressivo, in stretto ordine cronologico, segue il nominativo del
destinatario, privo però dei titoli onorifici o nobiliari (onorevole, monsignor, don,
5
Vedi F. M o t to , N orme per l ’edizione degli scritti di don Bosco e delle fonti salesiane, in
«Ricerche Storiche Salesiane» 1 (1982) pp. 81-94.

2.8 Page 18

▲torna in alto
14 Introduzione generale
cavaliere, ecc.) quando sono preceduti dalla funzione o dall'incarico ricoperto
(ministro, vescovo, parroco, sindaco ecc.). Talvolta il corrispondente non è stato
identificato, per cui il nom e proprio è stato sostituito da altri eventuali segni di ri­
conoscimento (città di residenza, ufficio ricoperto, ecc.). Tal altra si è ricorso a
nomi collettivi, quali «amministratori» di una città o di un ente. Per le moltissime
circolari non abbiamo indicato i destinatari, data l’ovvia impossibilità di precisar­
li. Le usuali parentesi quadre sono poi state omesse allorquando si avevano prove
o indizi sicuri di chi fosse il destinano delle lettere. In caso contrario avrem m o
dovuto usarle continuam ente, dal momento che sono migliaia le lettere prive del
nom e del corrispondente per lo smarrim ento delle relative buste. E se ciò è vero
per le lettere di cui possediamo l’originale, lo è ancor più per quelle di cui abbia­
mo solo la m inuta o semplici copie.
Le num erose lettere ai ministeri, relative all’accettazione o meno di ragazzi
da loro raccomandati, sono seguite dal nominativo, fra parentesi tonda, del titola­
re del gabinetto, anche se in realtà solo qualche volta era stato il ministro in p er­
sona a firm are la richiesta. In linea di massima don Bosco si rivolgeva diretta-
m ente all'ufficio com petente o al segretario generale del ministero. Per le lettere
di cui è rim asto traccia solo nel protocollo della Gran Cancelleria dell’archivio
storico di Torino, il presunto corrispondente di don Bosco (il re o il guardasigilli)
è stato posto fra parentesi quadra.
Al nom e dunque del destinano segue:
a. Sulla prim a linea la località, VIstituto (archivio, biblioteca, museo, ecc.) o
la persona che sono proprietari o depositari del manoscritto che viene pubblica­
to. Per gli archivi più complessi si indica la segnatura nella form a e dizione adot­
tata dai conservatori. Onde facilitare un reperimento rapido e certo, non ho tra­
scurato di indicare la serie, la cartella, il protocollo, la busta, la m icroschedatura
e simili. Giova ribadire che per l’archivio salesiano centrale alcune lettere potreb­
bero essere state diversamente ubicate — rispetto alla indicazione offerta — già al
m om ento in cui il volume viene consegnato alle stampe, data la fase di riordina­
m ento cui l’archivio stesso è stato ed è tuttora sottoposto. Per le lettere non repe­
rite, m a di cui è attestato il messaggio contenutovi, si sono dati prim a gli estrem i
completi delle fonti docum entarie che ne provano l’esistenza, e poi l’eventuale ri­
ferimento nelle Memorie Biografiche.
b. Sulle linee sottostanti la consistenza archivistica del testo che viene pub­
blicato (originale autografo, originale allografo con firma autografa o allografa,
minuta, copia semplice, copia autenticata, copia a stampa, dattiloscritto ecc.),
cui segue una descrizione di carattere, diremmo, «codicologico»: la foliazione, le
dimensioni della carta, lo stato di conservazione (macchie, strappi, fori, abrasio­
ni, danneggiamenti, umidità che ne riducono o rendono impossibile la leggibili­
tà), il colore della carta e dell’inchiostro, l’intestazione la presenza dei francobol­
li e dei timbri postali, ecc. Per tale descrizione in ragione del valore storico­
letterario del manoscritto più che di quello filologico-diplomatico, mi sono limita­
to a pochissimi cenni. Il silenzio significa che non si sono riscontrate caratteristi­

2.9 Page 19

▲torna in alto
Introduzione generale 15
che particolari o com unque diverse da quelle «tipiche» di tutte le lettere di don
Bosco: l’aver coperto con la scrittura tutto lo spazio disponibile del foglio (spe­
cialmente nel caso di m inuta autografa), l’ingiallimento della carta, lo strappo do­
vuto alla ceralacca o alla colla di chiusura, la m ancanza della firma sulla minuta,
la presenza di svariate segnature archivistiche specialmente sui manoscritti con­
servati nell’archivio salesiano centrale, ecc.
Un fattore di complessità è quello della pluralità delle mani che sono interve­
nute nella redazione, correzione, messa in bella copia o trascrizione del testo: per
le scritture «canonizzate» (quali quelle di Rua, Berto, Lemoyne, Bonetti ecc.) il
problema del riconoscimento, pur con le inevitabili incertezze, non h a com porta­
to particolari difficoltà; per molte altre l’identificazione dell’am anuense è stata in­
fruttuosa e, quando è riuscita, piuttosto ardua e non sem pre sicura.
Per quanto riguarda il num ero dei fogli rimasti bianchi, lo si p otrà dedurre
dall’indicazione marginale, accanto al testo, dei fogli utilizzati, confrontata col
num ero totale di quelli disponibili. Ovviamente si è ridotto al minimo la descrizio­
ne dei manoscritti quando si aveva a disposizione solo la fotocopia, la fotografia o
una copia semplice. Nessuna descrizione è stata fatta per le copie a stam pa o per
quelle dattiloscritte. Al contrario, nel caso in cui anziché un «unicum» si poteva
disporre di tradizione plurim a (ad es. minuta, bella copia, originale m anoscritto,
copia edita), si è proceduto alla descrizione di tutti i testimoni. Le varianti, d ’au­
tore o meno, sono poi state indicate nell’apposito apparato critico.
Per le lettere di cui non si possiede l’originale, o di cui non si abbiano prove o
indizi che siano giunte ai destinatari, rim ane logicamente sem pre aperta la possi­
bilità che non siano mai state inviate o che, anche se spedite, non siano state re­
datte negli stessi termini da noi pubblicati.
c. In terzo luogo, dopo le poche righe dedicate alla descrizione, l’esatta cita­
zione delle M emorie Biografiche e dell ’Epistolario del Ceria (qualora la lettera vi
si trovi pubblicata), ovvero l’indicazione che la lettera è inedita. Tale term ine va
però inteso in senso relativo, non assoluto: precisa solo che la lettera non appare
nelle due suddette collezioni, senza assolutamente escludere che da qualche par­
te, come è ovvio — m a la verifica è praticam ente impossibile — possa essere stata
pubblicata.
d. Infine, onde facilitare l’individuazione dei contenuti della lettera, separato
dal resto da uno spazio bianco, un breve regesto della lettera medesima, redatto
in form a tematica. N aturalm ente da tale «elenco» è rim asta esclusa l’indicazione
degli usuali convenevoli in apertura della lettera e del consueto accenno di indole
religiosa nella formula finale di saluto.
7.2. Il testo
Essendo la lettera di don Bosco tanto scritto letterario, quanto e soprattuto
docum ento storico, il testo che viene pubblicato è quello effettivamente spedito

2.10 Page 20

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16 Introduzione generale
dal m ittente, ossia l’«originale», ricevuto dal destinatario, che ha prodotto il fatto
storico della comunicazione fra i due corrispondenti. L'originale poteva essere
autografo o allografo con la presenza o meno della firma e di altri segni grafici
autografi. Quando non era disponibile tale originale, sono ricorso, nell’ordine,
alle copie con firm a autografa, a quelle in vario modo autenticate, alla m inuta,
alle copie di m ano di Gioacchino Berto (lo scrupolosissimo segretario di don Bo­
sco), ai semplici apografi (specialmente ai più antichi e meritevoli di fiducia), alle
copie dattiloscritte. In casi estremi è stato giocoforza pubblicare il testo a stampa:
in linea di massima, quello delle Memorie Biografiche, a preferenza di quello del-
l’Epistolario del Ceria, nella supposizione — piuttosto fondata — che le piccole
m a num erose differenze fra il testo riprodotto nelle M emorie Biografiche e quello
nell'Epistolario siano state apportate dal curatore di quest’ultimo per ridurre
una parola o una frase ad una forma grammaticalmente o lessicalmente più
corretta.6
Il principio che mi ha guidato nella trascrizione è quello conservativo, sia
pure contenuto entro i limiti di quella tem perata iniziativa che è propria di pub­
blicazioni a fine storico-letterario. La trascrizione è stata scrupolosa; i rari inter­
venti del curatore sono sempre indicati con parentesi quadra: praticam ente qual­
che segno di punteggiatura aggiunto o modificato e qualche minima correzione
6
II seguente raffronto offre un esempio delle varianti riscontrabili in un testo edito dal Ceria ri­
spetto alToriginale di don Bosco fedelmente da noi trascritto.
Testo dell’Epistolario (Ceria)
[Aprile] 1862.
Sacra Reai Maestà,
I chierici infrascritti espongono rispettosa­
mente che essendo orfani o figli di genitori po­
veri sarebbero nell’impossibilità di progredire
nello stato cui loro sembra di essere da Dio chia­
mati. Per loro buona ventura furono caritatevol­
mente accolti nella casa dell’Oratorio di S. Fran­
cesco di Sales; m a ora si trovano in grande biso­
gno sia per provvedersi degli abiti opportuni nel­
le sacre funzioni ed anche per uso ordinario; sia
anche per dare [qualche] aiuto al sac[erdofe]
Bosco Gioanni loro superiore, che in questo
tempo pei molti giovani ricoverati sanno trovar­
si in gravi strettezze.
Per questo motivo ricorrono alla nota bontà
di V. S. R. M. supplicandola a voler loro accor­
dare sopra la cassa dell'Economato quel mag­
gior caritativo sussidio che a Lei sarà beneviso;
o in capo di ciascuno degli infrascritti, oppure in
capo del loro superiore sac. Bosco.
Pregando il Cielo a voler spandere copiose
benedizioni sopra di V. S. R. M. e sopra tutta la
Reai famiglia, colla massima gratitudine si pro­
lessano
Umili supplicanti
Originale di don Bosco
[Torino, poster. 25 gennaio 1862]
Sacra Reai Maestà,
I cherici infrascritti espongono rispettosamen­
te che essendo orfani o figli di genitori poveri sa­
rebbero nell’impossibilità di progredire nello
stato cui loro sem bra essere da Dio chiamati.
Per loro buona ventura furono caritatevolmente
accolti nella casa dell'Oratorio di S. Francesco
di Sales; m a ora si trovano in grave bisogno sia
per provvedersi gli abiti opportuni nelle sacre
funzioni ed anche per uso ordinario; sia anche
per dare qualche ajuto al Sacerdote Bosco
Gioanni nostro superiore, che in questo tempo
pei molti giovani ricoverati sappiamo trovarsi in
gravi strettezze.
Per questo motivo ricorrono alla nota bontà
di V. S. R. M. supplicandola a voler loro accor­
dare sopra la cassa dell'Economato quel mag­
gior caritatevole sussidio che a Lei sarà benevi­
so; o in capo di ciascuno degli infrascritti oppu­
re in capo del nostro superiore sac. Bosco.
Pregando il cielo a voler spandere copiose be­
nedizioni sopra V. S. R. M. e sopra tutta la Reai
famiglia, colla massima gratitudine si professa­
no
Umili supplicanti

3 Pages 21-30

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3.1 Page 21

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Introduzione generale 17
apportata laddove «lapsus calami» di sicura evidenza, errori ortografici (sfuggiti
casualmente all’autore), accidenti linguistici o punteggiatura approssimativa
avrebbero costituito un elemento di disturbo e di inciampo al lettore, che non è
detto debba sempre essere uno studioso di professione. Don Bosco, ad esempio,
non fa quasi mai uso del due punti, neppure prima di un elenco.
Comunque il fare rilevare, nel corso della trascrizione o in apparato, la pre­
senza di particolari forme linguistiche perm ette di attestare il livello di apprendi­
mento della lingua ed il retroterra culturale acquisito dallo scrittore. Sviste, ine­
sattezze grafiche, omissioni di una parola sono poi dovute, per la maggior parte
delle volte, alla stesura rapidissima della lettera, quasi mai riveduta, in quanto de­
stinata a restare nell’ambito del destinatario, per lo più amico e confidente. In
alcuni casi di una lettera è stato recuperato solo uno stralcio; altri testi sono
anepigrafi.
Pertanto così pubblicato, l’epistolario di don Bosco potrebbe attirare non
solo l’attenzione di storici o di biografi, m a anche di specialisti in indagini lingui­
stiche. Lo studio dei fenomeni fonetici, morfologici, sintattici e l’analisi del lin­
guaggio popolare, con risonanze dialettali, diacronicamente inteso, mostrerebbe
fra l’altro il grande cam mino percorso da don Bosco sulla via di un italiano più
controllato nell’ortografia, più attento nella sintassi e più libero da espressioni
locali.
In ossequio agli insegnamenti della filologia ecdotica, che distingue fra edi­
zione «critica» ed edizione «meccanica», fra edizione di un «documento» o sem ­
plicemente di un «manoscritto» il testo è stato riprodotto, com e si diceva, con
quella flessibilità propria di u n ’edizione critica di un manoscritto. Il che significa
che l’autografo di don Bosco non è stato considerato alla stregua di un feticcio:
non ho segnalato ogni volta lo spazio tra linea e linea, l’ampiezza dei margini, la
distanza fra il testo e la firma, le caratteristiche della grafia: tutto ciò bastava rife­
rirlo una volta per sempre. Nell’uso dei capoversi o paragrafi ho seguito un ordi­
ne logico più che quello dell’amanuense, nella convinzione che il dettato dell’ori­
ginale è spesso dovuto a criteri estrinseci, quali la maggiore o minore disponibilità
di spazio e la volontà di risparmiare carta.
Mi sono perciò permesso di aggiungere sempre dopo l’esordio (ad. es. «Ec­
cellenza Reverendissima») la virgola, che così sostituisce lo spazio di una o più ri­
ghe spesso lasciate in bianco da don Bosco; ho sostituito il punto al trattino da lui
usato al term ine di un periodo; ho svolto, sempre fra parentesi quadra, le abbre­
viazioni non comuni, lasciando invece quelle ordinariamente conosciute; ho adot­
tato sempre la maiuscola per la prim a lettera della parola successiva al punto, an­
che quando non era chiaro nell’originale (specialmente le lettere c, m, p ed s di
cui è sempre dubbia l’identificazione fra maiuscola e minuscola); altrettanto si è
fatto per la S di «Sig.» nell’esordio; le citazioni latine e i titoli di libri e collane
sono stati sem pre posti in corsivo; infine sono sempre ricorso al capoverso per il
consueto modulo stilistico di congedo: Della S. V. III.ma, Della S. V. Ben. la e
simili.
Quanto alle sillabe finali delle abbreviazioni, spesso vergate da don Bosco in
posizione esponenziale, sono state invece riprodotte sulla normale linea tipografi­

3.2 Page 22

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18 Introduzione generale
ca. L’abbreviazione di franchi, che talvolta è /. e talvolta invece sem bra o è fr., è
stata sempre normalizzata con quest'ultima forma. Analogamente «Car.ma» indi­
ca indifferentemente un originale «Ca.ma» ovvero «Car.ma». Il term ine «servito­
re» che di solito precede im mediatamente la firma, appare sem pre con la s m inu­
scola, per la già esposta difficoltà di identificarla con sicurezza nella sua dimen­
sione. Il punto dopo il «Gio» della firma sta solo ad indicare la m antenuta abbre­
viazione del nom e «Giovanni» e non invece quel punto che si trova in alcuni origi­
nali, specie litografici o a stampa.
Nella m isura in cui il term ine di don Bosco risultava sì diverso dall’uso attua­
le, m a non in modo tale da trarre in inganno il lettore, ad es. Murialdo (e non Mo-
rialdo per indicare il luogo della sua nascita), Caffasso (per Cafasso), Borrelli (per
Borei) ho conservato il termine originario. Si ricordi per altro che m entre da una
paite esistevano ad es. Bongiovanni e Bongioanni come due distinti nominativi,
dall’altra facilmente si scambiavano Cerruti con Cerniti, Perm eati con Perucatti,
Pettiti con Petitti, Risoli con Rissoli, Chiapperò con Chiapero. La v poi creava so­
vente difficoltà. Lo stesso don Bosco firmava indistintamente Gioanni e Giovanni
e scriveva ora Roasenda ed ora Rovasenda. Mentre si sono m antenute le forme
ottocentesche quali ad es. era, andava (per ero, andavo), ajuto, h aw i, cherico,
paroco, dim andare, sabbato, ecc., gli accidenti vocalici e consonantici, quali afe­
resi, prostesi, assimilazioni, metatesi, aplografi, dittografi e simili sono stati cor­
retti, entro parentesi quadre o nell’apparato critico, m a solo per le forme più de­
suete e nei casi di più ardua interpretazione.
L’indicazione della data topica e di quella cronica — separate fra loro da una
virgola solitamente assente nell’originale — segue l’eventuale m otto sapienziale e
precede sempre il testo della lettera. Dal mom ento che la posizione della data nel­
le lettere è oscillante, l’asterisco indica solo che nell’originale donboschiano il luo­
go ed il tempo di redazione della lettera si trovano in calce alla medesima. Fre­
quente è l’uso di note tachigrafiche per segnalare il mese: 7bre, 8bre, 9bre, Xbre
indicano gli ultimi quattro mesi dell’anno; altre volte don Bosco adotta le prim e
sillabe del nome; per il mese di gennaio talvolta si limita ad un trattino o ad un
«del» posto tra il num ero del giorno e quello dell’anno, che a sua volta, in molti
casi, è ridotto alle ultime due cifre. Nelle lettere intestate «Letture Cattoliche ...»
talora sono a stam pa le prime tre cifre dell’anno, m entre l'ultim a cifra è aggiunta
a mano. Raram ente la forma «lì» precede la data. Per parte m ia ho sem pre indi­
cato per esteso il giorno (in caratteri arabici), il mese (in lettere) e l’anno (comple­
to di quattro cifre). L’originale donboschiano è recuperabile nell’apparato critico.
Tutte le lettere sono poste in stretto ordine cronologico, ponendo ad inizio
anno o inizio mese quelle che erano prive di più sicure indicazioni. Ogni volta che
la datazione è frutto di ricerca suppletiva e pertanto solo di u n ’ipotesi del curato­
re, è stata posta fra le usuali parentesi quadre. L’attento controllo sugli originali
ha portato a modificare non solo il giorno m a spesso anche il mese (e talvolta
pure l’anno) indicati dalle Memorie Biografiche e daWEpistolario del Ceria. Dal
mom ento poi che per le circolari, specie per quelle a stam pa, non esistevano le
date complete (a volte si aveva solo l’anno), si è posto fra parentesi quadra la data

3.3 Page 23

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Introduzione generale 19
completa dell’esemplare conservato.
Una diversa gradazione di probabilità si riscontra poi a proposito delle lettere
non reperite m a attestate da quelle, conservate, dei corrispondenti. In tali casi a
seconda che la lettera di don Bosco fosse precedente o successiva, ho fatto ricor­
so all’uso di «anter» o di «poster», seguito dalla data dello scritto che ne com pro­
va l’esistenza. Per altre datazioni m ancanti o lacunose si sono fissati solo i term ini
«ante quem» e «post quem» di ampiezza varia.
Visivamente la lettera «familiare» di don Bosco si presenta redatta su foglio
(semplice o doppio) di carta ordinaria, talvolta uso stampa, spesso senza alcun
timbro o scritto a stam pa quale intestazione. Scarsi gli spazi lasciati bianchi, sia
sui margini che in testa o in calce alle pagine. In caso di foglio doppio, in linea di
massima i due versi sono privi di scrittura, dal momento che don Bosco scriveva
sul prim o ed, in caso di bisogno, anche sul secondo retto. Di norm a la carta è
bianca; solo talvolta azzurro-verde col timbro Bath o Gran in filigrana in alto sul­
la sinistra. Evidentemente il tipo di carta migliora lungo gli anni, anche se trovia­
mo usati come lettere ritagli di carta frastagliati e mal sagomati. Per le missive
alle autorità molte volte don Bosco utilizzava carta form ato protocollo e lasciava
notevole spazio fra l’intestazione e l’esordio vero e proprio, così com e fra la chiu­
sa e la firma, che di norm a si trova in calce alla pagina.
L’indirizzo molte volte era vergato non su u n ’apposita busta, m a sullo stesso
foglio semplice o doppio di lettera, dopo averla piegata in più parti. In tal m odo
appariva sul tergo della medesima. Per entrambi i casi comunque nella presente
edizione l’indirizzo è riportato fra la firma di don Bosco e gli apparati sottostanti,
in caratteri minori rispetto a quelli della trascrizione della lettera e con l’indica­
zione del verso del foglio su cui eventualmente si trovava (f.lv ovvero f.2v). Tale
indicazione appare anche lateralmente al testo soprastante, allo stesso m odo dei
numeri di cinque in cinque della lineatura, come vuole una consuetudine ormai
generalmente rispettata.
La grafia di don Bosco, per quanto poco aggraziata, non è tuttavia di impos­
sibile decifrazione; pur procedendo irregolarmente, spezzata, energica, inclinata
verso destra, si m antiene praticam em te sempre identica. Solo negli anni ottanta,
quando ormai don Bosco era semicieco, i caratteri sono più incerti, più spaziati,
molto grandi, con u n ’inclinazione delle linee verso destra sem pre maggiore. L’in­
certezza della lezione praticam ente rim ane solo allorquando si tratta di interpre­
tare le vocali all’interno di un nom e proprio di persona, per la quale siano con­
sentite più di u n ’ipotesi: ad es. Ferrerò, Ferraro, Ferreri, Ferrari.
In generale la dimestichezza coi suoi destinatari, autorità civili e religiose
comprese, fa sì che anche le lettere loro indirizzate non si discostino molto, sotto
il profilo estetico, da quelle inviate ad un amico o ad un ragazzo. Ho avuto tra le
mani lettere autografe indirizzate a ministri del regno, a cardinali, allo stesso pon­
tefice, che certam ente farebbero inorridire i moderni cultori del bon ton.

3.4 Page 24

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20 Introduzione generale
7.3. Apparato critico
Le note critiche testimoniano il lavorìo che h a portato alla redazione definiti­
va della lettera. Ma il caso risulta non molto frequente. Comunque le modificazio­
ni, quand’anche numerosissime come per quelle lettere che erano state di labo­
riosa e complessa redazione, sono abitualmente di lieve entità. Il guazzabuglio
maggiore nelle m inute pervenute lo si riscontra per due tipi di lettere: sem pre in
quelle che rivestono una certa im portanza sotto il profilo del contenuto e molte
volte in quelle inviate ad autorità civili e religiose.
Una corretta operazione ecdotica esigeva che tutte le varianti correttive ed
integrative, una volta decifrate, venissero indicate. L’ho fatto secondo i criteri
elaborati nell’ambito dell’istituto Storico Salesiano. Ne risulta un apparato critico
molto semplice, per nulla crittografico. Pochissime volte è stato necessario ricor­
rere a sigle per indicare le varie copie di una medesima lettera, o a num eri espo­
nenziali (accanto alla sigla) per precisare distinti tem pi di correzioni. Modifiche
dovute a mano estranee e non incidenti sul testo spedito non sono state prese in
considerazione, anche se ogni volta se ne è segnalata la presenza. Sono rimasti
esclusi dall’apparato solo gli interventi grafici di don Bosco che non facevano al­
tro che ricalcare le medesime lettere o sillabe già vergate. Quanto alì ’usus scri-
bendi di don Bosco, si veda quanto esposto in precedenza.
7.4 Apparato storico
È stato detto che il primo passo di un editore verso la saggezza è quello di co­
noscere i limiti inerenti al proprio lavoro, vale a dire di saper subordinare il pro­
prio ruolo a quello degli scrittori. Le annotazioni non devono essere cam po di fa­
cile erudizione, m a di opportuna, precisa e compiuta illustrazione per ciò che ve­
ramente è necessario, nel modo più conciso consentito dal bisogno dei futuri let­
tori e studiosi.
Per parte mia ho cercato di mantenermi in un equilibrio tale da favorire
l’analisi storica dei fruitori dell'epistolario, fornendo loro utili notizie di raggua­
glio. Così ho offerto dati oggettivi (individuazione di nomi, luoghi, opere citate),
spiegazione di alcuni fatti, precisi rinvìi ad altri documenti (archivistici o meno),
facendomi scrupolo di non lasciarmi fuorviare da spunti interpretativi e di non
farmi prendere la mano dal libero e sempre piacevole commentare.
Non avendo pubblicato le lettere dei corrispondenti di don Bosco, nell’apparato
storico ho collocato quelle informazioni (ricavate dalle medesime corresponsive) che
ho ritenuto utili e talora necessarie per la comprensione del testo di don Bosco. Mi
sono ovviamente premurato di indicare sempre sia la posizione archivistica dell’origi­
nale sia la sua eventuale pubblicazione nelle Memorie Biografiche.
L’intento di rendere fruibile l’epistolario anche a lettori non necessariam ente
esperti in storia risorgimentale e comunque di ogni parte del mondo, ha fatto sì
che nei cenni biografici anche di personaggi di una qualche notorietà mi sia ispi­
rato a criteri di una certa abbondanza quantitativa. Dicasi lo stesso per città, pae­
si, avvenimenti, situazioni legate alla geografia ed alla storia italiana. In questa

3.5 Page 25

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Introduzione generale 21
prospettiva, ancor più logica è risultata la decisione di arricchire il corredo erm e­
neutico dell’edizione con la spiegazione dei term ini dialettali o desueti.
A fine poi di rendere meno gravose e frustranti le ricerche degli studiosi, ho
cercato di offrire, nei limiti del possibile, indicazioni biografiche per ogni perso­
naggio citato nelle lettere. Lavoro impervio e lunghissimo non tanto per il loro
num ero quanto per il fatto che si tratta sovente di uomini, donne e ragazzi delle
classi popolari, di scarsa o di nessuna notorietà e come tali esclusi dai comuni di­
zionari biografici. Grazie comunque alla collaborazione di decine di parroci ed a
ricerche in biblioteche specializzate, in archivi comunali o parrocchiali, si è riu­
sciti nell’im presa di identificare con discreta sicurezza la quasi totalità dei sogget­
ti. Normalm ente tale profilo biografico è fatto la prim a volta che il nom e com pa­
re, il che fa sì che la lunghezza delle note storiche di volume in volume ed all’in­
terno dei singoli volumi tende m an mano a diminuire. Per gli anni quaranta e cin­
quanta poi la documentazione conservataci è molto scarsa e spesso incerta, per
cui non dovrebbe apparire disdicevole l’avere fornito con una certa dovizia infor­
mazioni di prim a mano o comunque attendibili.
Ed a proposito di attendibilità, va sottolineato che non ci si deve aspettare
precisione assoluta di nomi e di dati anagrafici. Tanto i registri di Valdocco quan­
to quelli parrocchiali e comunali non sempre garantiscono quella affidabilità che
si vorrebbe. Gli stessi repertori biografici, i dizionari specializzati, le enciclopedie
registrano talvolta date diverse di nascita e di morte a proposito anche di perso­
naggi ottocenteschi che vanno per la maggiore. Ognun può immaginare quanto
allora possano essere inappuntabili i dati anagrafici di coloro che per la prim a vol­
ta sono rubricati in un libro. Per giunta la ripetizione continua degli stessi nomi di
battesimo per diversi personaggi di una famiglia nobile o aristocratica ha contri­
buito talvolta a rendere problematica la loro identificazione.7
Quanto alle referenze crociate, ho preferito non abbondare, pensando che il
lettore trovasse più facile ed utile consultare i relativi indici. Qualche volta è stato
inevitabile. Sempre nell’intento di non appesantire più del dovuto le note stori­
che, ho ridotto al minimo la citazione delle fonti, come d'altronde si usa in lavori
del genere.
Ecco comunque un brevissimo elenco delle opere più consultate:
— Per personaggi italiani famosi: Dizionario biografico degli Italiani. Istitu­
to dell'Enciclopedia Italiana ... G. Treccani. Roma, 1960-1989. 37 voi. (attualm en­
te alla lettera D)
— Per personaggi politici italiani: Dizionario del risorgimento nazionale.
Fatti e persone. 4 voi. Milano, Vallardi 1930-1937; T. S arti , Il Parlamento subal­
7 Sarò grato pertanto a quanti vorranno segnalarmi più sicure ortografìe di nominativi, più esat­
ti dati anagrafici di personaggi, più corrette ipotesi di datazioni delle lettere, oltre ovviamente agli er­
rori tipografici cui non sfugge neppure l'editore critico più attento e minuzioso. Non si dimentichi per
altro che, nonostante le decine di biografie di don Bosco e le migliaia di pagine scritte su di lui, molti
dati storico-biografici permangono tuttora sconosciuti, incerti o puramente congetturali.

3.6 Page 26

▲torna in alto
22 Introduzione generale
pino e nazionale. Profili e cenni biografici di tutti i deputati e senatori. Roma,
Pintucci 1896
— Per personaggi con qualche risonanza nell’ambito della storia politico­
religiosa dell’ottocento italiano: Dizionario storico del m ovim ento cattolico in
Italia. 1860-1890. Torino, Marietti. 5 voi. 1981-1984
— Per sacerdoti della diocesi di Torino: Calendarium liturgicum archidioe-
cesis taurinensis ... Augustae Taurinorum; Censimento del clero 1873 in archivio
arcivescovile di Torino.
— Per fondatori e figure di rilievo degli istituti religiosi: Dizionario degli Isti­
tu ti di perfezione. 8 voi. (fino alla lettera Spi). Roma, Ed. Paoline. 1964-1988.
-— Per i nobili: V. S pr eti , Enciclopedia storico-nobiliare italiana. 6 voi. + 2
voi. appendici. Milano 1928-1935; A. M an no , Il patriziato subalpino. 2 voi. a
stampa; serie di altri voli, dattiloscritti conservati in biblioteca civica e reale di To­
rino; F. G uasco D i B is io , Tavole genealogiche di fam iglie nobili alessandrine e
monferrine...; Annuari della nobiltà italiana...
— Per i salesiani: Dizionario biografico dei Salesiani (ed. E. V alentin i - A.
R o d in o . Torino, 1969
— Per gli allievi di Valdocco: Registri Censimento, Contabilità e Repertorio
domestico in archivio salesiano centrale.
Oltre a singole biografie ed a volumi di storia generale o locale, per informa­
zioni su personaggi e situazioni che ricorrono nell’epistolario possono risultare
utili, accanto alle M emorie Biografiche, al Palmaverde ed alle varie guide di Tori­
no, le seguenti opere:
— G. Bosco, M emorie dell’Oratorio di S. Francesco di Sales. Dal 1815 al
1855. Introduzione, note e testo critico a cura di A. Ferreira Da Silva. Roma LAS
1991
— T. C h iu so , La Chiesa in Piemonte dal 1797 ai giorni nostri. 5 voi. Torino,
Speirani, 1887-1904
— F. G irau di , L ’oratorio di don Bosco. Torino, SEI 1929
— G. M artina , Pio IX. 3 voi. Roma, Ed. Pontificia Università Gregoriana,
1974-1990
— P. S tella , Don Bosco nella storia della religiosità cattolica. 3 voi. Roma,
LAS, 1979 (2 ed.), 1981 (2 ed.), 1988
— P. S tella , Don Bosco nella storia econom ica e sociale (1815-1870) Roma,
LAS 1980
Per ciò che concerne l’immensa produzione bibliografica attinente l’ottocen­
to, segnalo solo un repertorio: Bibliografia dell’età del Risorgimento. Firenze, L.
S. Olshki Editore. 3 voi. + 1 voi. di indici. 1971-1977

3.7 Page 27

▲torna in alto
Introduzione generale 23
8. Sussidi per la consultazione
Un epistolario generalmente è uno strumento di lavoro; quello di don Bosco
poi, ricco di migliaia di lettere di ordinaria amministrazione, spesso simili, lo è
ancor di più. Privo di adeguati indici, sarebbe un testo di faticosa utilizzazione.
Per questo motivo ho com pletato il lavoro mediante la seguente serie di indici:
— Indice alfabetico dei nomi di persona
— Indice alfabetico dei nomi di luogo
— Indice alfabetico delle materie
— Indice alfabetico riassuntivo dei destinatari
— Indice cronologico delle lettere
A conclusione ci si potrebbe legittimamente chiedere se, anziché dedicare
molti anni a racimolare qua e là lettere ingiallite e ad recuperare tante notizie bio­
grafiche su personaggi di scarso o di nessun interesse storico, non era forse m e­
glio dedicarsi a qualche brillante sintesi, a qualche interessante monografia, o al­
meno a qualche nuova, diversa, originale interpretazione dei documenti già cono­
sciuti.
Sarà, m a quello che è certo è che l’edizione critica di una fonte, nella m isura
in cui è stata condotta secondo criteri di scientificità, è destinata a durare nel
tempo più di tanti pur necessari saggi interpretativi. Benedetto Croce — citazione
talmente ovvia da diventare quasi banale in questo caso — ha espresso in termini
chiari il concetto che la storia è sempre contemporanea, nel senso che di qualsiasi
evento del passato non esiste che una lettura condizionata e dettata dalla cultura,
dalla mentalità, dal contesto storico che rilegge l’evento passato. Un testo critico
invece rimane praticamente per sempre.
D’altronde qualcuno prim a o poi doveva rispondere all'istanza che nasceva
dal mondo degli studiosi e dedicarsi alla complessa operazione. Ora nell'intro­
duzione all’edizione della corrispondenza di Rousseau, Ralph. A. Leigh scrive che
tre sono le regole d ’oro per un editore di lettere: essere ricco e possibilmente in­
fluente; essere giovane, vigoroso, e convinto che la propria mente non debba in­
vecchiare; iniziare il lavoro cento anni prim a di quando si decide di farlo. Ci pare
che la congregazione salesiana grazie all’istituto Storico ed alla disponibilità dei
suoi membri, possa dichiararsi in grado di soddisfare, almeno in parte, le tre con­
dizioni.
Don Bosco mi è stato compagno giorno e notte, invisibile e presente: l’ho in­
tensam ente am ato nelle lunghe ore passate fra le vecchie carte d ’archivio nell’in­
terminabile fatica di decifrarle. A lui, ai suoi am m iratori ed alla famiglia salesiana
dedico questo lavoro. Non mi resta che dire grazie a don Bosco e chiedere un
ampio margine di indulgenza ed um ana comprensione ai miei lettori. Non so se
ho veram ente corrisposto alle loro aspettative e se incontrerò il loro gradimento:

3.8 Page 28

▲torna in alto
24 Introduzione generale
certo è che ho fatto del mio meglio. Confido anche nella loro benevolenza, per
cui mi vorranno far pervenire quei suggerimenti che crederanno opportuni e che
assicuro fin d ’ora verranno tenuti in debita considerazione nella pubblicazione
dei prossimi volumi, così da fornire u n ’edizione dell’epistolario dell’educatore di
Torino il meno indegna possibile.
Sono felice di ringraziare quanti, in vario modo, hanno risposto ai miei ap­
pelli consentendomi la visione diretta dei manoscritti di don Bosco od inviandomi
originali, fotocopie, copie delle lettere del santo unitamente ad informazioni utili
per le note di commento. Un grazie particolare alla dottoressa Rosanna Roccia,
direttrice dell'archivio storico del comune di Torino, al canonico Giuseppe Gallo,
archivista della curia metropolitana di Torino, al padre Luca Laner dell’archivio
rosminiano di Stresa, al sig. Giuseppe Isoli addetto all’archivio segreto vaticano,
a don Umberto Baratta, don Valentino Rebok, don Antonio Smit responsabili de­
gli archivi ispettoriali salesiani rispettivamente di Buenos Aires, di Bahia Bianca e
di Montevideo, a tutto il personale dell’archivio centrale salesiano di Roma. Un
grazie pure all’istituto Bancario S. Paolo di Torino per il contributo finanziario
offerto per la stampa.

3.9 Page 29

▲torna in alto
Introduzione generale 25
CALENDARIO PERMANENTE PER IL SECOLO XIX
Il controllo dei giorni della settim ana può essere fatto senza difficoltà attraverso il
seguente calendario:
Ricercare il num ero di riferimento corrispondente all’anno. Ad es. per l'anno 1850 è il num ero 3.
ANNI
Gli anni bisestili sono in neretto
1800
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
1900
4
5
6
0
1
2
3
Cifre di riferimento dal 1800 al 1900

3.10 Page 30

▲torna in alto
26 Introduzione generale
Ricercare l’intersezione della linea orizzontale del numero di riferimento e della colonna del mese. Ad
es. marzo 1850 (linea 3, colonna marzo) è 6. Quando l’anno è bisestile, occorre prendere per gennaio
la sesta colonna (gennaio B) e per febbraio la seconda (febbraio B).
Numero di
riferimento maggio
dell’anno
agosto
febb. B
febbraio
marzo
novembre
MESI
giugno
settembre
dicembre
aprile
luglio
genn. B
gennaio
ottobre
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
1
2
3
4
5
6
0
Ricercare l'intersezione della linea del numero di riferimento del mese con la colonna del giorno. Ad
es. il 20 marzo 1850 (linea 6, colonna 20) è mercoledì.
GIORNI
Numero di
riferimento
1
del mese
8
2
3
4
5
6
7
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
D
L
M
m
G
V
S
2
L
M
m
G
V
s
D
3
M
m
G
V
S
D
L
4
m
G
V
S
D
L
M
5
G
V
S
D
L
M
m
6
V
s
D
L
M
m
G
0
S
D
L
M
m
G
V

4 Pages 31-40

▲torna in alto

4.1 Page 31

▲torna in alto
Introduzione generale 27
SIGLE DELLE FONTI E DEGLI SCRITTI PIÙ CITATI
Testi a stampa
BS
Cost. SDB
DBI
DBS
Documenti
E
FDB
MB
MO (1991)
OE
RSS
SS
Bollettino Salesiano (dal gennaio 1878 ss); Bibliofilo cattolico o Bollettino
salesiano mensuale (da agosto a dicembre 1877)
Costituzioni della Società di S. Francesco di Sales (1858-1875), a cura di F.
Motto. Roma, LAS 1982
Dizionario biografico degli Italiani. Istituto dell’Enciclopedia Italiana ... G.
Treccani. Roma, 1960-1989
Dizionario biografico dei Salesiani, a cura di E. Valentini ed A. Rodino. To­
rino, 1969.
Documenti per scrivere la storia di D. Giovanni Bosco, dell'Oratorio di S.
Francesco di Sales (ASC bozze di stampa a cura di G. B. Lemoyne)
Epistolario di San Giovanni Bosco, a cura di E. Ceria. 4 voi. Torino, SEI
1955, 1956, 1958, 1959
ASC Fondo Don Bosco. Microschedatura e descrizione, a cura di A. Torras.
Roma 1980
Memorie Biografiche di Don (del Beato ... di San) Giovanni Bosco. 19 voi.
(da 1 al 9: G. B. Lemoyne; 10: A. Amadei; da 11 a 19: E. Ceria) + 1 voi. di In­
dici (E. Foglio). S. Benigno Canavese-Torino 1898-1939. Indici, 1948
G. Bosco, Memorie dell'Oratorio di San Francesco di Sales. Dal 1815 al
1855. Introduzione, note e testo critico a cura di A. Ferreira Da Silva. Roma,
LAS 1991
G. Bosco, Opere edite. Prima serie. Libri e opuscoli. 37 voi. (ristampa ana­
statica). Roma, LAS 1977-1978; voi. 38: Roma, LAS 1987
Ricerche Storiche Salesiane. Rivista semestrale di storia religiosa e civile.
Istituto Storico Salesiano. Roma, LAS. 1982 ss.
P. S t e l l a , Gli scritti a stampa di S. Giovanni Bosco. Roma, LAS 1977
AAEE
AAF
AAT
ACCS
ACS
AISBA
AISBB
AISM
Archivi citati mediante sigla
Archivio degli affari straordinari - Roma (Città del Vaticano)
Archivio arcivescovile di Firenze
Archivio arcivescovile di Torino
Archivio della sacra congregazione per le cause dei santi - Roma (Città del
Vaticano)
Archivio centrale dello Stato - Roma
Archivio ispettoriale salesiano - Buenos Aires
Archivio ispettoriale salesiano - Bahia Bianca
Archivio ispettoriale salesiano - Montevideo

4.2 Page 32

▲torna in alto
28 Introduzione generale
ASC
ASCT
ASCWRR
ASIC
ASMAE
ASP
AST
ASV
Archivio salesiano centrale - Roma
Archivio storico del comune di Torino
Archivio della sacra congregazione dei vescovi e regolari - Roma (Città del
Vaticano)
Archivio storico dell’istituto della carità - Stresa
Archivio storico del ministero degli affari esteri - Roma
Archivio della sacra penitenzieria - Roma (Città del Vaticano)
Archivio di stato di Torino
Archivio segreto vaticano - Roma (Città del Vaticano)
a an
add
allog
ante
anter
aut
b
c
cart
col
corr
del
ed
emend
f ff
fase
ib
inf
it
lett
lin
ABBREVIAZIONI
Abbreviazioni ricorrenti
(specialmente nella descrizione dei documenti e nell’apparato delle varianti)
anno
addit
allografo
davanti a
anteriormente a
autografo
busta
capitolo
cartella
colonna
correxit
delevit
edito
emendavit
folium folia
fascicolo
ibidem
inferior
iteravit
lettera
linea
me
mrg
ms mss
n
oc
om
orig
P PP
post
poster
prat
prot
r
rep
rub
sup
trsp
V
voi
microscheda
margo
manoscritto, manoscritti
numero, numeri
opera citata
omittit
originale
pagina, pagine
posteriore
posteriormente a
pratica
protocollo
retto (del foglio)
repertorio
rubrica
superior
trasposuit
verso (del foglio) o versetto (della
Bibbia)
volume
Abbreviazioni ricorrenti nel testo delle lettere
Ab.
Aff. mo Affez.mo
Amat. mo
Ang.
Anto.
Are.
Art.
Attaccat.mo
Aw.
Abate
Affezionatissimo
Amatissimo
Angelo
Antonio
Arcivescovile, Arciprete
Articolo
Attaccatissimo
Avvocato
B. B.mo
B.to Ben.to
Can.co Ca.coi
Cap.
Card.
Car.mo
Cav.
Ch.
Chiar.mo Ch.mo
Beatissimo
Benemerito
Canonico
Cappellano, Capitolare
Cardinale
Carissimo
Cavaliere
Chierico
Chiarissimo

4.3 Page 33

▲torna in alto
Com.
Comunale
Comm.
Commendatore
Comp.
Compagnia
Cong.ne
Congregazione
Cons.
Consigliere
C.ssa
Contessa
C.te
Conte
D.
Don
Dam. Damig. Damigella
D. B.
Don Bosco
Dev.mo Devot.mo Devotissimo
Diret.
Direttore
Div.
Divisione
Dom.
Domenica
Dott.
Dottore
D.ssa
Duchessa
Ecc. V.a Ecc.za V.a. Eccellenza Vostra
EE. W .
Eccellenze Vostre
Etc.
Eccetera
E.R.
Eccellenza Reverendissima
E. V.
Eccellenza Vostra
Fr.
Franchi, lire
G. C.
Gesù Cristo
Gen.
Generale
Gio.
Giovanni
Gius.
Giuseppe
Kg.
Chilogrammo
I. d. C.
Istituto della Carità
Ill.mo 111.mi
Illustrissimo, Illustrissimi
Indulg. Plen.
Indulgenza Plenaria
I. Jo.
Joannes
L.
Lire
Lett.
Lettera
Lett. Catt.
Letture Cattoliche
March. M .se/a M archese/a
Med.
Medico
Min.
Ministro
Mons.r Monsig. Monsignore
M. SS.
Maria Santissima
M.to
Molto
N. n.
Numero
Not.
Notaio
N. S. G. C.
Nostro Signore Gesù Cristo
Obbl.mo
Obbligatissimo
On. le
Onorevole
Onorat.mo
Onoratissimo
Ornat.mo
Ornatissimo
p. (seguito da
un numero) Piano (di una casa)
P.
Padre
p.p.
prossimo passato
Pref.
Prefato
Preg.mo
Pregiatissimo
Prof.
Professore
Introduzione generale 29
Prov.
P. S.
R.
R.d.mo Rev.mo
Reverend.mo
Ret. Rett.
Rev.do R.do
Ricon.mo
Riverit.ma
S.
Sac.
Sac.to
S. A. R.
S. C.
Seg.
Sem.
Sez.
Sig. Sig.r Sig.re
Sig. Sig.a Sig.ra
Sinc.mo
S. E. R.
S. M.
Spir.le
S. R. M.
SS.
SS. LL.
SS. ri
S. S. R. M.
SS. W .
Stimat.mo Stim.mo
Sud.to
S. V.
S.V. M.to R.da
T. Teol.
Tav.
Umil.mo
V. A. R.
V. B.
V. E.
Vie.
V. S.
W . RR.
1
Provvisorio, Provicario
Poscritto
Regie, Risposta
Reverendissimo
Rettore
Reverendo
Riconoscentissimo
Riveritissima
Santo, Santa
Sacerdote, Sacerdotale
Sacramento
Sua Altezza Reale
Sacra Congregazione
Segretario
Seminario
Sezione
Signore
Signora
Sincerissimo
Sua Eccellenza (Eminenza)
Reverendissima
Sua Maestà
Spirituale
Sue Reverende Mani, Sacra
Reai Maestà
Santissimi, Santi, Sua Santità
Signorie Loro
Signori
Sua Sacra Reala Maestà
Signorie Vostre
Stimatissimo
Suddetto
Signoria Vostra, Santità Vo­
stra, Santa Vergine
Signoria Vostra Molto Reve­
renda
Teologo
Tavola
Umilissimo
Vostra Altezza Reale
Vostra Beatitudine
Vostra Eccellenza, Vostra
Eminenza
Vicario, Vicesindaco
Vostra Santità, Vostra Si­
gnoria
Vescovi e Regolari
per distinguere il cambio di
pagina
per segnalare che nell’origi­
nale la data topica e quella
cronica si trovano in calce ai
medesimo

4.4 Page 34

▲torna in alto

4.5 Page 35

▲torna in alto
Premessa al volum e I 31
PREMESSA AL VOLUME I
(1835 - 1863)
Nel primo volume vengono pubblicate le lettere scritte da don Bosco nel
periodo di tem po com preso fra il 1835 ed il 1863. Si tratta di 726 lettere, così
suddivise:
1835-1836
1
1847
5
1856
50
1836
1
1848
4
1857
39
1838
2
1849
9
1858
41
1840
1
1850
23
1859
34
1841
1
1851
28
1860
62
1843
1
1852
47
1861
60
1844
3
1853
35
1862
87
1845
10
1854
33
1863
101
1846
6
1855
42
Per gli anni anteriori al 1835 e per il 1837, 1839 e 1842 non sono pervenute
lettere. L’elenco evidenzia come il num ero delle lettere aum enta, sia pure con
qualche eccezione, anno dopo anno. Il dato può essere assunto com e segno non
solo di un aum ento effettivo di lettere scritte e spedite da don Bosco, m a anche di
una sempre maggior cura di conservarle da parte dei corrispondenti.
A tal proposito, il destinatario più frequente risulta essere papa Pio IX con 29
lettere, ivi com prese le suppliche di vario genere; seguono nell’ordine il ministero
dell’interno retto da Ubaldino Peruzzi (23 lett.), il rettore del seminario di Torino,
Alessandro Vogliotti (22 lett.), il canonico di Vercelli, Pietro Giuseppe De Gauden-
zi (21 lett.). Fra 10 e 20 lettere si collocano Urbano Rattazzi ed il suo ministero (18
lett.), l’arcivescovo di Torino, Luigi Fransoni (17 lett.), il m inistero dell’interno
retto da Marco M inghetti (16 lett.), il padre rosminiano Carlo Gilardi (13 lett.),
l’intendente generale delle finanze, Carlo Farcito, (12 lett.), il conte Pio Galleani
d ’Agliano ed il sindaco di Torino, G. Battista Notta (11 lett.), il m inistero dell’in­
terno col titolare Carlo Luigi Farmi, il teologo Giovanni Borei ed il conte Feliciano
Ricci des Ferres (10 lett.). All’indirizzo di re Vittorio Emanuele II, della m archesa
M aria Fassati e del padre rosminiano Giuseppe Aimo sono state individuate 9 let­
tere; 8 al teologo G. Battista Appendini ed al prefetto della provincia di Torino,
Giuseppe Pasolini. Per l’esatta rilevazione di tutte le lettere inviate a singoli corri­
spondenti o uffici, si veda al term ine del volume il relativo indice riassuntivo.
Una classificazione «categoriale» delle lettere potrebbe essere così composta:
170 a sacerdoti e religiosi (di cui quasi un terzo ai padri rosminiani)
148 ad autorità religiose (papa, cardinali, vescovi, vicari generali e capito­
lari, rettori di seminari ecc.)

4.6 Page 36

▲torna in alto
32 Premessa al volum e I
109 a ministri ed uffici ministeriali
86 a singoli uomini
50 a giovani ed a chierici
39 a sindaci ed autorità comunali
39 a singole donne
32 a prefetti, provveditori agli studi, intendenti di finanza
16 al re, alla famiglia reale e personale loro addetto
A queste cifre vanno poi aggiunte la trentina di circolari, litografate o a stam ­
pa, e la decina di lettere ad istituzioni cittadine.
Osservando il quadro, solo chi non conosce la vita di don Bosco potrebbe ri­
manere stupito dal fatto che moltissimi corrispondenti siano esponenti del clero
(religioso o secolare) particolarmente della diocesi di Torino e delle diocesi del re­
gno di Sardegna. Andrebbe osservato come don Bosco fosse un sacerdote pieno
di zelo, operante in preciso ambito ecclesiale ed a fini anzitutto spirituali, e p er­
tanto risulta scontato il suo frequente rapporto epistolare con confratelli nel sa­
cerdozio.
Allo stesso modo non dovrebbe stupire come siano più num erose le lettere
inviate ai titolari di enti pubblici (ministeri, uffici provinciali e comunali, autorità
ecc.), che non a persone private. Probabilmente ciò è dovuto non solo alla neces­
sità da parte di don Bosco di domandare licenze e sovvenzioni a chi era autorizza­
to ed in condizione di concederle, m a anche al fatto che, diversam ente dalla cor­
rispondenza privata, quella ai pubblici ufficiali è stata conservata negli archivi di
loro competenza. In essi, nonostante le traversie politiche, militari e burocratiche
succedutesi nel corso della seconda metà del secolo XIX e nella prim a m età del
secolo XX, sono rimaste cospicue tracce della reciproca stim a e della notevole
collaborazione fra le autorità e don Bosco in ordine al ricovero alTOratorio di
Valdocco di decine di ragazzi e giovani raccomandati dai titolari di cariche pub­
bliche.
Il luogo in cui quasi tutte le lettere furono composte risulta essere la città di
Torino (418 lettere docum entate + 239 presunte); 20 sono state scritte da Lanzo
Torinese, 13 da Roma, 14 da Castelnuovo-Morialdo, 6 da Chieri, 3 da Ivrea, ed 1
da Bergamo, Castello de’ Merli, Fossano, Giaveno, M ontemagno, Oropa e da una
località non precisata. Poche volte la lettera porta due diverse date topiche. Il
dato sintetico m aschera una situazione molto più varia quanto ai viaggi ed agli
spostamenti di don Bosco. Sarebbe assurdo evincere dal suddetto elenco che don
Bosco sia rim asto perm anentem ente, dal 1835 al 1863, in sede, a Torino, salvo le
sopraindicate uscite di città. Fermo restando che talvolta la lettera risulta vergata
in un luogo diverso da quello indicato dall’intestazione stam pata su di essa, è evi­
dente che la corrispondenza, mentre documenta molto, non può documentare
tutto.

4.7 Page 37

▲torna in alto
Premessa al volum e I 33
Quanto alla consistenza archivistica delle lettere, così come vengono pubbli­
cate nel volume, si registra la seguente tipologia:
Originali autografe: ................................................................................. 300
Originali allografe con firma autografa: ............................................
9
Originali allografe con correzioni autografe: ....................................
1
Originali allografe, senza firma, m a autenticate: ............................
1
Originali allografe, senza firma o con firma allografa: .................. 44
M inute autografe: ................................................................................... 40
Minute allografe con firm a autografa: ..............................................
4
Minute allografe con correzioni autografe: ......................................
5
Copie allografe con firm a autografa: ................................................. 4
Copie allografe senza firma, m a autenticate: ...................................
5
Copie a stam pa: ....................................................................................... 36
Copie dattiloscritte: .................................................................................
3
Copie fotografiche: ..................................................................................
1
Copie semplici: ........................................................................................ 81
Lettere non reperite, m a attestate o desunte da altri fonti .......... 192
Nell’elenco sono comprese, senza essere espressamente indicate, le lettere li­
tografate. Tutte poi sono in lingua italiana, ad eccezione delle 8 in latino.
Roma, grazie soprattutto all’archivio salesiano centrale, all’archivio segreto
vaticano ed all’archivio centrale dello Stato, è la città che attualm ente custodisce
il maggior num ero delle 533 lettere interam ente o parzialm ente trascritte: nella
capitale se ne trovano oltre la metà, ed esattam ente 289. Al secondo posto viene
Torino con 76, quindi Stresa con 46, Vigevano con 24, Cuneo e Firenze con 11,
Milano con 8, Ivrea con 6, Bologna con 3, Asti, Chieri, Moncalieri e Novara con
2. Una singola lettera è invece conservata in Acqui, Bergamo, Biella, Bra, Caglia­
ri, Genova, Grignasco, Lucca, Mombaruzzo, Mondovì, Ponte di Piave, S. Beni­
gno Canavese e Tortona. All’estero sono state rintracciate 7 lettere: tre a Ginevra,
2 a Lisbona e 2 a città del Guatemala. Da questa numerazione ovviamente sono
rimaste escluse le 192 lettere attestate m a non reperite e la trentina di lettere per­
venuteci solo da testimoni a stampa.
A questo punto forse qualcuno si aspetterebbe che si entrasse nel m erito del
contenuto del volume per presentare il volto, la personalità di don Bosco quale
emerge dalle 726 lettere pubblicate. Lo faremo in altra sede; per ora basti il ri­
m ando all’indice delle materie, più significativo di quanto com unem ente si creda.
Per u n ’interpretazione globale e definitiva si dovrà, come è ovvio, attendere la
pubblicazione dell’intero corpus epistolare, prevista nel corso del prossimo de­
cennio.

4.8 Page 38

▲torna in alto
34 Premessa al volum e I
COMPENDIO CRONOLOGICO DELLA VITA DI DON BOSCO DAL 1815 AL 1863
E DEI PRINCIPALI AVVENIMENTI COEVI
Un’introduzione ad un epistolario non è il luogo né per u n ’am pia presenta­
zione del periodo storico in cui si collocano le lettere pubblicate, né per una com­
pleta biografia del redattore delle medesime. Del resto la bibliografia al riguardo è
immensa e pone solo problemi di scelta. Basti qui una breve sintesi di dati biogra­
fici di don Bosco (dalla nascita al 1863), parallelamente ad una selezione di avve­
nimenti coevi di una certa importanza, relativi specialmente al Piemonte e alla
penisola italiana.
1815
16 agosto: nascita ai Becchi di Morialdo,
in comune di Castelnuovo d ’Asti (all'epo­
ca: provincia di Alessandria, diocesi di
Asti)
9 giugno: atto finale del «Congresso di
Vienna»
18 giugno: sconfitta di Napoleone a Wa­
terloo
1817
8 febbraio: il padre, Francesco Bosco, ac­
quista la «casetta»
11 maggio : alla cascina Biglione muore il
padre, trentatreenne
13 novembre: trasloco della famiglia Bo­
sco dalla cascina Biglione alla «casetta»
dei Becchi
Continua la grave situazione di carestia
Inizia l’attività del Convitto Ecclesiastico
di S. Francesco sotto la direzione del teo­
logo Guala
1818
Mons. Colombano Chiaveroti è nominato
arcivescovo di Torino
1820-1821
Serie di moti rivoluzionari in Spagna, nel
regno di Napoli, nel Piemonte - abdicazio­
ne di Vittorio Emanuele I e reggenza di
Carlo Alberto - Carlo Felice sale al trono

4.9 Page 39

▲torna in alto
Premessa al volum e I 35
1823
Il card. Annibaie Della Genga diventa
papa col nome di Leone XII
1824
A Capriglio, presso il cappellano don Giù-
seppe Lacqua, inizia a leggere e scrivere
In Francia muore Luigi XVIII e succede
Carlo X: reazione politica e religiosa
Enciclica Ubi prim um contro l’indifferen­
tismo ed il liberalismo
1829
Incontro con don Giovanni Calosso - pri-
me lezioni di latino
Il card. Francesco Saverio Castiglioni di­
venta papa col nome di Pio VIII
1830-1831
Frequenta la scuola elementare comuna-
le a Castelnuovo (dicembre 1830 - estate
1831)
Rivoluzione parigina: Luigi Filippo, re di
Francia
Indipendenza della Grecia
Nasce lo stato belga
Fallisce la rivoluzione polacca
Sale al trono nel regno di Napoli Ferdi­
nando II di Borbone
1831
Dopo la divisione dell'asse paterno, Mam­
ma Margherita coi figli Giuseppe e Gio­
vanni si trasferisce al Sussambrino
3 novembre: Giovanni inizia gli studi alla
scuola pubblica a Chieri, dove conclude
gli studi elementari (1831-1832) e frequen­
ta le classi di grammatica (1832-1833), di
umanità (1833-1834) e di retorica (1834-
1835)
Altra serie di moti rivoluzionari in Italia
senza successo
Il benedettino card. Bartolomeo Alberto
(Mauro) Cappellai! diventa papa col nome
di Gregorio XVI
Carlo Alberto, principe di Carignano, sale
al trono
1832
Enciclica papale Mirari vos che condanna
varie tesi liberali

4.10 Page 40

▲torna in alto
36 Premessa al volum e 1
Mons. Luigi Fransoni nominato arcivesco­
vo di Torino
Silvio Pellico pubblica a Torino Le mie
prigioni
1833
4 agosto: è cresimato a Buttigliera d'Asti
da mons. Giovanni Antonio Gianotti
A Parigi nasce la prima Conferenza di S.
Vincenzo d e’ Paoli
1835
25 ottobre: vestizione clericale nella chie-
sa di Castelnuovo
30 ottobre: entra in seminario a Chieri
dove percorre gli studi di filosofia (1835-
1837) e di teologia (1837-1841)
estate: inizio di epidemia di colera, che
nel triennio 1835-1837 negli stati sardi
causò oltre 6500 morti [il doppio secondo
altre stime]
19 settembre: riceve il suddiaconato
1840
Inaugurazione della Ferrovia Milano-
Monza, la seconda in Italia dopo quella di
Napoli-Portici dell'anno precedente
1841
29 marzo: riceve il diaconato
5 giugno: è ordinato sacerdote a Torino
da mons. Luigi Fransoni
10 giugno: prima messa al paese nativo
3 novembre: intraprende un triennio di
studi teologico-pastorali presso il Convitto
ecclesiastico di Torino - nel medesimo
tempo inizia a fare catechismo a ragazzi e
giovani
8 dicembre: incontro con Bartolomeo Ga­
relli [MO (1991) 121-123]
Nuovo concordato tra regno di Sardegna
e santa sede
Cresce il numero degli allievi
1843
Gioberti pubblica Del primato civile e mo­
rale degli Italiani

5 Pages 41-50

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5.1 Page 41

▲torna in alto
Premessa al volum e I 37
1844
ottobre: è nominato cappellano dell'eri­
gendo Ospedaletto di S. Filomena - si tra­
sferisce al Rifugio della marchesa Barolo
8 dicembre: benedizione della prima cap­
pella dell’Oratorio di S. Francesco di Sales
Pubblica Cenni storici sulla vita del chie­
rico Luigi Comollo ...
Cesare Balbo pubblica Delle Speranze
d ’Italia
Il governo di Carlo Alberto dà avvio agli
asili infantili ed alle scuole magistrali
1844-1846
Periodo dell’»oratorio volante» prima al-
l’Ospedaletto (dicembre 1844 - maggio
1845), poi a S. Pietro in Vincoli (25 mag­
gio 1845), indi a S. Martino ai Mulini Dora
(luglio - dicembre 1845), a casa Moretta
(novembre 1845 - febbraio 1846), infine
sul prato Filippi (marzo - aprile 1846)
1845
Pubblica II divoto dell'Angelo Custode... e
la Storia ecclesiastica ad uso delle scuole...
12 aprile: inaugurazione della «Generala»
17 luglio: «regie patenti» per le lotterie
1846
12 aprile: sede definitiva dell’Oratorio nel­
la casa Pinardi
13 aprile: benedizione della nuova cappel­
la dell’Oratorio
luglio: è colpito da grave malattia
3 novembre: mamma Margherita viene ad
abitare all’Oratorio
16 giugno: elezione del nuovo papa, Pio
IX (card. Giovanni Maria Mastai Ferretti)
D’Azeglio pubblica l’opuscolo Degli ulti­
mi casi di Romagna
1847
30 marzo: ottiene dall'ordinario l’autoriz­
zazione ad ammettere i giovani dell'Ora-
torio alla prima comunione ed alla cresi­
ma
maggio: primo ragazzo ospitato a Valdoc-
co - inizio della compagnia di S. Luigi
giugno: prima amministrazione delle cre­
sime all'Oratorio
D’Azeglio pubblica la Proposta d ’un pro­
gramma per l ’opinione nazionale italia­
na
Gioberti pubblica II gesuita moderno
Occupazione austriaca di Ferrara
Abolizione della censura ecclesiastica pre­
ventiva in Piemonte
Inizio dei lavori della prima ferrovia pie-

5.2 Page 42

▲torna in alto
38 Premessa al volum e I
dicembre: inaugurazione dell’oratorio di
S. Luigi a Porta Nuova
Pubblica II Giovane Provveduto ... e la
Storia Sacra per uso delle scuole...
montese che parte da Torino verso Geno-
va (porto)
1848
marzo: inizia la pratica della Via Crucis
21 ottobre: esce il primo numero del pe­
riodico L ’amico della gioventù, che dura
sei mesi (61 numeri) fino alla fusione nel
maggio seguente con L ’Istruttore del po­
polo
1 novembre: Ascanio Savio riceve la veste
talare a Castelnuovo per mano del teologo
Antonio Cinzano
Pubblica II cristiano guidato alla virtù ed
alla civiltà ... e la II ediz. della Storia ec­
clesiastica ...
17 febbraio: concessione della costituzio­
ne nel granducato di Toscana
24 febbraio: proclamazione della repubbli­
ca francese
marzo: insurrezione a Budapest, Vienna,
Berlino
4 marzo: concessione dello statuto nel re­
gno di Sardegna - mons. Fransoni lascia
Torino
14 marzo: concessione della costituzione
nello stato pontificio
18-22 marzo: cinque giornate di Milano
24 marzo: dichiarazione da patte del Pie­
monte della guerra all’Austria
29 aprile: allocuzione papale di estraneità
alla guerra all’Austria
25 luglio: sconfitta piemontese a Custoza
9 agosto: armistizio Salasco
25 agosto: decreto di espulsione dei gesui­
ti e della dame del Sacro Cuore dal regno
sardo
4 ottobre: legge Boncompagni che affer­
ma il principio della laicità dell’istruzione,
pur conservando l'insegnamento della re­
ligione cattolica nelle scuole
15 novembre: uccisione a Roma del mini­
stro dell’interno, Pellegrino Rossi
24 novembre: Pio IX fugge da Roma a
Gaeta
10 dicembre: Luigi Napoleone Bonaparte
presidente della repubblica francese
16 dicembre: governo Gioberti
Marx ed Engels pubblicano il Manifesto
del partito comunista - a Torino nasce il
giornale cattolico L ’Armonia
1849
18 gennaio: muore il fratellastro Antonio
marzo: l’Oratorio raccoglie 33 lire come
9 febbraio: proclamazione della repubbli-
ca romana

5.3 Page 43

▲torna in alto
obolo di S. Pietro
ottobre: assume la gestione deli'Oratorio
dell’Angelo Custode in borgo Vanchiglia
Fonda la Società degli Operai o di mutuo
soccorso
Pubblica due edizioni de II sistema metri­
co decimale ridotto a semplicità ...
Premessa al volum e I 39
23 marzo: sconfitta del Piemonte a Nova­
ra - abdicazione di re Carlo Alberto e suc­
cessione del figlio Vittorio Emanuele II
24 marzo: armistizio di Vignale
aprile-giugno: restaurazione del potere
temporale del Papa
7 maggio: governo d ’Azeglio
14 ottobre: tumulazione nella basilica di
Superga del re Carlo Alberto
1850
maggio: frequenta le conferenze di S. Vin­
cenzo de’ Paoli in Torino
20 giugno: compera dal seminario il terre­
no su cui costruirà la chiesa di Maria Au-
siliatrice
28 novembre: parte per Milano-Monza,
uscendo così per la prima volta dal territo­
rio del regno sardo
Pubblica La Chiesa cattolica - apostolica -
romana è la sola vera Chiesa di Gesù Cri­
sto. Avvisi ai cattolici ...
1 gennaio: entrata in vigore del sistema
metrico decimale
26 febbraio: ritorno in sede di mons. Fran-
soni
6 aprile: inizio della pubblicazione La Ci­
viltà Cattolica
9 aprile: approvazione della legge Siccardi
(soppressione delle immunità ecclesiasti­
che) - protesta e partenza del nunzio pon­
tificio da Torino
12 aprile: rientro di Pio IX a Roma
4 maggio: mons. Fransoni arrestato e im­
prigionato per un mese nella cittadella di
Torino
5 agosto: morte del ministro Pietro de
Rossi di Santa Rosa
7 agosto: secondo arresto di mons. Fran­
soni e sua traduzione a Fenestrelle
25 settembre: mons. Fransoni condannato
all’esilio - si trasferisce a Lione
1851
19 febbraio: acquisto di «casa con aia,
giardino e parte di orto» in società tonti-
naria con don Cafasso, don Murialdo e
don Borei
giugno: presenta alle autorità comunali il
progetto della Chiesa di S. Francesco di
Sales e chiede il rilascio della licenza di
costruzione
20 luglio: benedizione della prima pietra
dell’erigenda Chiesa
dicembre: richiesta di autorizzazione ad
una lotteria
Esposizione universale di Londra
Abolizione delle decime ecclesiastiche in
Sardegna
Il can. Ortalda è direttore del consiglio
diocesano dell’Opera della Propagazione
della Fede in Torino
Gioberti pubblica Del rinnovamento civi­
le d'Italia
2 dicembre: colpo di stato in Francia di
Luigi Napoleone Bonaparte che viene
eletto presidente per 10 anni

5.4 Page 44

▲torna in alto
40 Premessa al volum e I
20 dicembre: vestizione clericale di Felice
Reviglio e Giacomo Bellia
1852
31 marzo: è nominato direttore-capo degli
oratori di S. Francesco di Sales, di S. Lui­
gi e dell’Angelo Custode
20 giugno: benedizione della nuova chiesa
di S. Francesco di Sales
3 ottobre: vestizione clericale di Michele
Rua
1° dicembre: crollo di una parte della casa
in costruzione, dopo quello avvenuto il 20
novembre
20 marzo: circolare del ministro delle fi­
nanze sull’«abusivo eseguimento di Lotte­
rie a benefizio privato»
26 aprile: scoppio della polveriera di bor­
go Dora a Toriho
25 ottobre: muore il Gioberti
4 novembre: inizio del governo Cavour
(che durerà quasi ininterrottamente fino
al 1861)
2 dicembre: in Francia un plebiscito pro­
clama imperatore Napoleone III
1853
marzo: pubblica il primo numero delle
Letture Cattoliche
Apre laboratori interni per calzolai e sarti
27 maggio: legge sul reclutamento del­
l’esercito, con limitazione del numero di
chierici e novizi esentabili dalla leva
21 agosto: Istruzione Cibrario con pro­
grammi per l’insegnamento religioso nelle
scuole pubbliche e testi approvati
31 agosto: secolarizzazione dell’Economa-
to Regio Apostolico
15 dicembre: inaugurazione in Torino del
tempio valdese
1854
26 gennaio: primo nucleo della futura So­
cietà salesiana attraverso la proposta di
una forma associativa a quattro giovani
(Rocchietti, Artiglia, Rua, Cagliero)
agosto: Don Alasonatti si stabilisce a Val-
docco
ottobre: entrata all’Oratorio di Domenico
Savio (1842-1857)
Apre il laboratorio dei legatori
10 marzo: sequestro dei beni del semina­
rio arcivescovile di Torino - parte del se­
minario è occupato dalla milizia
estate: epidemia di colera a Torino
28 novembre: presentazione alla camera
dei deputati di un progetto di legge per la
soppressione delle corporazioni religiose
(legge Rattazzi-Cavour)
8 dicembre: proclamazione del dogma
dell’immacolata Concezione

5.5 Page 45

▲torna in alto
Premessa al volum e I 41
1855
Istituisce la terza classe ginnasiale interna,
affidata al chierico Giovanni Battista
Francesia
Pubblica La Storia d ’Italia raccontata
alla gioventù ...
4 ottobre: vestizione clericale di G. Batti­
sta Francesia
12 ottobre: vestizione di Bartolomeo Fuse­
ro
12 novembre: vestizione di Domenico Fe­
lice Morra
24 novembre: vestizione di Giovanni Ca-
gliero
10 gennaio: Partecipazione del Piemonte
alla guerra di Crimea - morte della regina
madre, Maria Teresa
20 gennaio: morte della regina, Maria
Adelaide
10 febbraio: morte del duca di Genova,
Ferdinando, fratello del re
2 marzo: voto favorevole della camera per
la legge Rattazzi-Cavour
26 aprile: proposta Calabiana in senato
per evitare l’approvazione della medesima
legge
17 maggio: morte del figlio minore del re,
Vittorio Emanuele Leopoldo
29 maggio: approvazione della legge e
conseguente soppressione di 35 ordini re­
ligiosi nel regno, con 334 case (per un to­
tale di 5456 membri)
16 agosto: battaglia della Cernaia
8 settembre: caduta di Sebastopoli
1856
Demolisce parte di casa Pinardi e costrui­
sce un secondo corpo d ’edificio
Apre il laboratorio di falegnameria
Istituisce la prima e la seconda ginnasiale
Fonda la Compagnia dell'Immacolata
Pubblica la Vita di S. Pietro ...
Riconoscimento della conferenza di S.
Vincenzo de' Paoli all'Oratorio come «an­
nessa» alle conferenze maggiori
25 novembre: morte di mamma Margherita
gennaio: congedo a Torino dei Fratelli
delle scuole cristiane dall'insegnamento
febbraio: Congresso di Parigi: Cavour ri­
corda alle grandi potenze il «problema ita­
liano»
1857
9 marzo: morte di Domenico Savio a
Mondonio
6 giugno: ordinazione del primo sacerdote
dell’Oratorio: Felice Reviglio
Istituisce la Compagnia del SS. Sacra­
mento
20 giugno: legge Lanza: tutti gli istituti di
educazione ed istruzione devono essere
soggetti al ministero della pubblica istru­
zione
Mobilitazione ecclesiale di clericali­
conservatori per le elezioni politiche.
L'Armonia proclama l’astensionismo per
il futuro

5.6 Page 46

▲torna in alto
42 Premessa al volum e I
1858
18 febbraio: parte per Roma dove è rice­
vuto più volte in udienza da papa Pio IX,
cui presenta il progetto di società religiosa
- primo abbozzo delle costituzioni salesia­
ne
Istituisce il Piccolo Clero
febbraio: apparizioni di Lourdes con note­
vole risonanza
20-21 luglio: accordi franco-piemontesi di
Plombières
1859
18 dicembre: nasce ufficialmente la socie­
tà salesiana come associazione privata
Completa con tutte le cinque classi il gin­
nasio interno all'Oratorio
Istituisce la Compagnia di S. Giuseppe
Pubblica la Vita del giovanetto Savio Do­
menico ...
6 marzo: inaugurazione del primo tronco
in Torino dell'acqua potabile
26 aprile: scoppio della II guerra di Indi­
pendenza
24 giugno: battaglia di Solferino e S. Mar­
tino
8 luglio: armistizio di Villafranca
19 luglio: governo Lamarmora
13 novembre: legge Casati che regolamen­
ta tutto il sistema scolastico
1860
6 maggio: parte per Bergamo
26 maggio e 9 giugno: «perquisizioni» go­
vernative all’Oratorio
11 giugno: sottoscrizione delle costituzioni
da parte degli aspiranti soci
30 luglio: prima messa di don Michele
Rua
Alcuni laici «coadiutori» sono ammessi
alla società salesiana
Accetta la direzione del piccolo seminario
di Giaveno
11-12 marzo: plebisciti per l’annessione al
Piemonte di Toscana e ducati
5 maggio: partenza della spedizione dei
Mille
23 giugno: morte di don Giuseppe Cafasso
1° ottobre: battaglia garibaldina del Vol­
turno
21-22 ottobre: plebiscito nel regno di Na­
poli per l’annessione al Piemonte
4-5 novembre: plebiscito per l’annessione
al Piemonte di Marche ed Umbria
1861
marzo: nasce la «commissione storica» in­
caricata di raccogliere tutto quanto atti-
nesse a don Bosco
Apre il laboratorio dei tipografi
17 marzo: proclamazione del regno d ’Ita­
lia sotto la monarchia sabauda - Vittorio
Emanuele II, primo re d ’Italia
6 giugno: morte di Camillo Cavour
12 giugno: governo Ricasoli
Fondazione de L'Osservatore Romano
Il teol. Margotti lancia il «né eletti né elet­
tori»

5.7 Page 47

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Premessa al volum e I 43
1862
14 maggio: prime professioni religiose «sa­
lesiane»
12 dicembre: morte del fratello Giuseppe
Apre il laboratorio dei fabbri-ferrai e la
fonderia dei caratteri tipografici
3 marzo: governo Rattazzi
26 marzo: morte in esilio a Lione dell’arci­
vescovo di Torino, Luigi Fransoni
29 agosto: battaglia di Aspromonte
8 dicembre: governo Farini
1863
febbraio: circolare di sensibilizzazione alla
costruzione della chiesa di Maria Ausilia-
trice
maggio: inizio lavori per la costruzione
della chiesa
ottobre: apertura ufficiale della prima
casa salesiana fuori Torino, a Mirabello
Monferrato, sotto la direzione di don Mi­
chele Rua
22 marzo: governo Minghetti
nasce 0 giornale L ’Unità Cattolica
dicembre: riapertura del seminario di To­
rino
Primo congresso dei cattolici belgi a Mali-
nes

5.8 Page 48

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5.9 Page 49

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6 Pages 51-60

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6.1 Page 51

▲torna in alto
1835 - 1845
l
Al signor Giuseppe Strambio
ASC 132 quaderni 1.11 me. 67 B 10,12 67 C 3
Min. aut. vergata sugli scarsi spazi bianchi di un quaderno scolastico di contenuto vario ed alquanto
disordinato: pp. 23, 32, 33 210 x 160 mm.
E I 4 MB I 353-354
Richiesta di informazioni sul giovane Annibaie e sul resto della famiglia
[Chieri, 1835-1836]
f.i2r Carissimo Signo[re],
f.lóv
avendo più volte scritto al suo figlio Annibaie, am ico m io prediletto, e non
sapendo se abbia ricevuto lettere o no (poiché scrissi già più lettere [e] non ebbi
m ai risposta [)], giudicai bene scrivere a V.S. pregandola favorirm i di farle avere 5
questa lettera.
Non so se Annibaie studii la gita a Pinerolo o dove: neppure so se sia chierico
o
secolare, però disse [che] sarebbe andato a prendere l'esam e della vestizione
chiericale, e che avremmo parlato insieme in tal tempo, m a a cagion del colera
che in quel tem po s’infuriava nelle nostre contee non potei più parlar ad Annibaie 10
e non seppi più nulla [se] abbia pure preso l’esame di vestizione o no.
f,17r
Io studio il prim o anno di filosofia nel seminario di Chieri [,] | bram erei mol­
to di saper nuove di V.S. come di M adama Strambio di cui non posso dim enticar­
mi delle generosità usatemi allora che andai a Pinerolo.
Seppi pure che Domenico era ammalato e non so se siasi ristabilito bene o 15
no [.] Desidero insom m a di sapere nuove di tutta la famiglia etc.
[Giovanni Bosco]
3 avendo emend ex essendo 4 scrissi... lettere add si 5 favorirmi emend ex di farmi un favore
10 parlar corr ex saper 12 studio em end ex sono nel seminario di Chieri 15 am m alato coir
si ex amalato
1 La data ed il luogo di stesura della lettera sono ricostruibili grazie all’accenno al suo primo anno di
filosofia nel seminario di Chieri. Trattandosi di una minuta, redatta su quaderno scolastico in mezzo a
componimenti poetici, calcoli aritmetici, disegni di geometria, non è dato sapere se poi, trascritta in
bella copia, ;sia stata effettivamente inviata al destinatario.
2 Giuseppe;Antonio Strambio, nato nel 1782 a Camagna (Alessandria), nel 1814 fu nominato, al pae­
se nativo, «insinuatore dei brevi». La carica comprendeva funzioni di intendente delle finanze e di pre­
posto all’uffizip del registro. Nel 1827 svolse lo stesso incarico a Chieri; nel 1834 si trasferì a Pinerolo e
nel 1838 ad Asti. Concluse lo stato di servizio di pubblico funzionario ad Alba in qualità di conservato-
re delle ipoteche nel 1854. Morì il 24 gennaio 1864.
3-5 Tali lettere non ci sono pervenute.
3 Annibaie Paolo Giuseppe, nato a Camagna nel 1819: compagno di Giovanni Bosco nel corso di

6.2 Page 52

▲torna in alto
46 gennaio 1836
umanità delle pubbliche scuole di Chieri nell’anno 1833-1834. Fatta la vestizione clericale, entrò nel
seminario di Casale, che però abbandonò presto per dedicarsi agli studi giuridici. Dottore in legge nel
1843 all’università di Torino, iniziò una brillante carriera che lo portò a ricoprire importanti incarichi
politici. Dal 1866 al 1881 fu console generale di prima classe a Marsiglia, città in cui ebbe modo di ope­
rare a favore di una num erosa colonia di italiani e di don Bosco stesso che vi aveva aperto una casa
destinata a fanciulli poveri. Morì in servizio il 18 (19 ?) gennaio 1881.
7 studii la gita: programmi l'andata, il viaggio.
Pinerolo: cittadina di circa 13.000 ab., con sede vescovile, a 37 km. a sud est di Torino.
9 colera: nel 1835 ci fu uno scoppio di cholera morbus che negli stati sardi causò 6471 decessi. Le
prime scintille scoppiarono a Nizza il 23 giugno; a Torino i primi casi si ebbero in agosto, gli ultimi a
dicembre: G. T im m e r m a n s , Sulle epidemie cholerose degli Stati sardi. Relazione, Torino, 1857, p. 73.
Secondo A. C o r r a d i , A nnali delle epidemie occorse in Italia dalle prim e memorie fino al 1850, (Bolo­
gna 1865-92, ed. anastatica Bologna 1972-73 voi. Ili) i morti del regno sardo, nei tre anni di epidemia
(1835-1837) furono 6567, cifra equivalente allo 0,17% dell'intera popolazione. Nella penisola italiana il
totale dei morti fu 236.473, pari all’1,1% degli abitanti.
13 Madama Strambio: Carlotta Vialardi dei conti di Villanova, sposatasi nel 1814, morì nel 1860.
Ebbe sette figli: Domenico, Teresa, Annibaie, Felice, Pier Ottavio, Luigi ed Alessandro.
14 I genitori di Annibaie avevano invitato Giovanni a trascorrere con loro alcuni giorni a Pinerolo in
occasione delle vacanze pasquali. Giovanni vi era andato e aveva così avuto l'occasione di conoscere
tutti i componenti della famiglia. Aveva anche approfittato di quel soggiorno per visitare a Barge il suo
professore D. Pietro Banaudi (1802-1885) e per recarsi con l’amico Annibaie fino a Fenestrelle. Di tale
gita i D ocum enti in ASC conservano una lunga redazione a stampa, che costituirono la fonte sia delle
MB (I 349-353) che dell'E (I 1-4). L'originale autografo non è mai stato rintracciato, così come è anda­
ta sm arrita anche la minuta che, pur priva delle prime quattro pagine e della conclusione, era stata vi­
sta da don Eugenio Ceria. Il lungo documento, databile verso aprile - maggio 1835, non è stato inseri­
to nella presente edizione in quanto pare avere più sapore di componimento scolastico che di vera e
propria lettera. E ciò nonostante la presenza dell’espressione finale: «Scusatemi sono ancora un mise­
ro il quale ...». I) 19 luglio 1884 don Giovanni Battista Lemoyne, in occasione di un suo viaggio con
don Bosco a Pinerolo, scrisse su un quadernetto: «Don Bosco passò un po' di tempo a Pinerolo quan­
do era chierico colla famiglia Strambio e girò per queste montagne. Più tardi venne prete, predicò a
Fenestrelle ed andò a vedere l'Assietto per scrivere la storia d'Italia (ASC 110 Lemoyne, Ricordi di Ga­
binetto p. 208).
15 Domenico Pietro Luigi, figlio primogenito di Giuseppe e di Carlotta, nato a Camagna nel 1815.
Nell'anno 1833-1834 frequentava il II corso di filosofia nelle pubbliche scuole di Chieri. Nominato «in­
sinuatore» prim a a Borgosesia e poi a Castellazzo, fu in seguito destinato a ispettore del demanio in
Savoia ed ispettore di prima classe a Genova. Da ultimo venne trasferito come ricevitore del registro a
Torino. Si ritirò a vita privata nel 1877; morì a Torino nel 1899.
2
Al giovane Antonio Avataneo
Lettera non reperita, m a attestata dalla risposta del corrispondente in data 26 gennaio 1836: ASC
126.1 Avataneo, ed. in MB I 389-390
Invia notizie sui propri studi e sul proprio stato d ’animo — chiede altrettanto all’amico
[Chieri, gennaio 1836]
[...]
Antonio Avataneo di Poirino (1815-1863) era stato condiscepolo di Giovanni Bosco nei corsi di umani­
tà e retorica durante gli anni scolastici 1833-1835. La lettera a Giovanni è tutta una lamentela sia circa
l'am biente in cui si trova a studiare sia circa i professori. Dal testo pervenuto pare di poter capire che i
due giovani, per scambiarsi informazioni piuttosto riservate, evitino di servirsi della posta ordinaria.
Nel 1835 l’Avataneo fece la vestizione, mentre nel 1837 lo troviamo compagno di Giovanni nel semina­
rio di Chieri. Morì sacerdote a Poirino il 26 marzo 1863.

6.3 Page 53

▲torna in alto
anno 1838 47
3
Al giovane Pier Ottavio Strambio
Lettera non reperita, m a menzionata in u n ’altra del medesimo corrispondente a don Francesco Cer­
ruti nel 1898: cf. MB I 454-455
Invito ad intraprendere gli studi ecclesiastici in vista di una futura missione sacerdotale
[1838]
[...]
Pier Ottavio (1824-1907), futuro amministratore del fondo culto presso il ministero di grazia e giusti­
zia, ed anche prefetto e consigliere emerito di prefettura, darà sessanta anni dopo la seguente testim o­
nianza: «Io non seguii il consiglio [di diventare sacerdote] di don Bosco, perché non mi sentiva tra­
sportato verso la carriera propostami. Conservai però cara memoria di quel bell'invito, il cui ricordo
mi fece sempre del bene nel corso della vita. Tengo ancora gelosamente presso di me la sua lettera, la
quale ridesta ognora nel mio cuore la commozione che allora provai nel riconoscere quanta buona
opinione avesse di me un condiscepolo e amico di tanto merito. Non è a dire la stim a che i miei fratelli
ed io avevamo per lui». Se Pier Ottavio non intraprese la carriera sacerdotale, lo fece suo fratello Luigi
(1827-1849) che però morì prim a di essere ordinato.
Pure il terzo fratello, Felice, aveva studiato a Chieri frequentando però solo la classe terza che ripetè
(1832-1833 / 1833-1834).
Molte delle notizie date sulla famiglia Strambio sono ricavate da una memoria manoscritta di Alessan­
dro (1830-1918) oltre che dall'archivio storico del comune di Chieri, Ordinati 1827-1834.
4
Al seminarista Antonio Candelo
Lettera non reperita, m a attestata dalla risposta del corrispondente in data 10 settem bre 1838: ASC
126.2 Candelo
Comunica di non poter venire all’appuntamento a causa del fango sulla strada
[Monaldo, anter. 10 settem bre 1838]
[...]
Il giovane seminarista Antonio Giuseppe Candelo si dichiarò non molto convinto della scusa portata
dall'amico per giustificare la sua assenza da quella che pare fosse una festicciola organizzata dai si­
gnori presso i quali era probabilmente ospite. Dubbioso anche della notizia che Giovanni stesse poco
bene, gli augurò com unque pronta guarigione e lo invitò per il giorno successivo, onde consum are
quanto era avanzato dalla festa. Il Candelo, figlio del contadino possidente Giovanni Battista, durante
i quattro anni di studi a Chieri (1830-1834: corsi di quinta, quarta, gram m atica e umanità) era stato al­
loggiato, come Giovanni Bosco, in casa Marchisio, presso la vedova Lucia Matta. E ra nato a Capriglio
(Asti) il 3 agosto 1814. Divenne sacerdote beneficiario dello stesso paese; morì il 26 giugno 1897.

6.4 Page 54

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48 anni 1840-1841
5
A don Giuseppe Lacqua
Lettera non reperita, m a attestata dalla risposta del sacerdote in data 5 maggio 1840 dal paese di Pon­
zano: ASC 126.2 Lacqua, ed. in MB I 483-484
Dà notizie della sua salute, della tonsura e degli ordini minori ricevuti il mese precedente — riferisce
«spaventevoli racconti» — invia saluti alla zia Marianna
[Chieri, aprile 1840]
[•••]
Don Giuseppe Lacqua nacque a Montabone (Asti) il 18 gennaio 1764; morì a Castelletto Merli (Ales­
sandria) il 3 gennaio 1847. Già maestro a Colcavagno (Asti) nel triennio 1817-1820, svolse il medesimo
insegnamento a Capriglio (a circa 2 km. dai Becchi), dove Giovanni Bosco studiò per un certo periodo
di tempo. Dopo aver insegnato pure a Viale, località poco distante da Capriglio, nel novembre 1838 si
trasferì come maestro di scuola e cappellano nella casa comunale di Ponzano M onferrato (Alessan­
dria), dove ebbe la visita di don Bosco, sacerdote novello. Rimase sempre in cordiale relazione con
lui, inviandogli a Torino offerte di sante messe da celebrare secondo la sua intenzione: ASC 132 qua­
derni, 7: cf. L. D e Ambrogio , in «La voce del Collegio S. Carlo» [Borgo S. Martino] (1974) a. X n. 1
pp. 19-40; Idem , Le passeggiate autunnali di D. Bosco per i Colli Monferrini. Castelnuovo Don Bosco
1975, pp. 181-206.
Un testo del 28 agosto 1840 — da don E. Ceria scambiato per un'autentica lettera e come tale inserito
in E I 5 — a nostro giudizio, soprattutto per motivi di critica interna (quali ad. es. il destinatario [il
classico «Sempronio»] e lo stile sostenuto, piuttosto formale e retorico), costituisce semplicemente
un'esercitazione scolastica e pertanto crediamo di non doverlo pubblicare in questa edizione.
6
A don Giuseppe Lacqua
Lettera non reperita, m a menzionata nella risposta del sacerdote in data 28 luglio 1841 dal paese di
Ponzano: ASC 126.2 Lacqua, ed. in MB II 29-30
Comunica la data della propria ordinazione sacerdotale — avanza proposte circa il desiderio di vita ri­
tirata dell'anziano sacerdote — invia intenzioni di sante messe — annuncia una sua prossima visita
[Chieri, maggio 1841]
[•••]
Vedi lett. prec. Si presume la data sulla base dell’annuncio da parte di don Bosco della propria ordina­
zione sacerdotale, avvenuta il 5 giugno 1841.
7
Al padre oblato Felice Giordano
Copia a stampa pubblicata in varie pagine dei Cenni istruttivi di perfezione proposti a' giovani desi­
derosi della m edesim a nella vita edificante di Giuseppe Burzio dal sac. Felice Giordano. Torino, Dal­
la stamperia degli artisti tipografi 1846
E I 5-10 MB I 504-505
Ampia e dettagliata testimonianza sulla vita di seminario del chierico Giuseppe Burzio

6.5 Page 55

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aprile 1843 49
[M olto R ev.do P adre],
Dell Convitto di S. Francesco
Torino, a dì 16 aprile 1843
p.138
R ich iesto d a lla R.V . c a rissim a di m a n ife sta re il m io s e n tim e n to rig u a rd o la
co n d o tta ten u ta, nel sem inario di Chieri, dalla felice e sem p re c a ra m em o ria del 5
c h ie ric o G iu s e p p e B u rz io , ta n to p iù v o le n tie ri m ’in d u c o a fa rlo , in q u a n to c h e la
m ia posizione di prefetto, siccom e diedem i opportunità di osservarlo bene, così al
p resen te m i m ette in caso di p o ter esprim ere con tu tta esattezza la felice im pres­
sione che ne ho ricevuta.
A d ir t u tto in b re v e , io n o n s a p r e i c o m e m e g lio d ip in g e re q u e s to im p a r e g g ia - io
b ile c h ie ric o p e r t u tto q u e ll’a n n o , c h e p a s s ò a C h ie ri n e l s e m in a r io , f u o r c h é d i­
cendolo (e q u esta è voce u n an im e di tu tti i suoi colleghi) un perfetto modello
chiericale, g ia c c h é , q u a n to n e ’ lib ri e n e lle is tru z io n i s ’in c u lc a r e la tiv a m e n te alle
d o ti convenevoli a u n ch ierico, egli le aveva; di m o d o che, d a q u an to io vidi e p o ­
te i p iù v o lte o s s e rv a re , s e m b r a m i c h e n e l s u o s ta to n ie n te la s c ia s s e a d e s id e r a r e d i 15
più.
Ad ogni m odo, ciò che eccitava spesso in m e u n sentim ento di p artico lar m a ­
ra v ig lia , e r a il n o ta r e , c o m ’eg li fo sse im p e g n a tis s im o , n o n so lo a d is c a n s a r e n e lle
sue azioni ogni cosa m enom am ente disdicevole ad u n chierico, m a b en più nel
com pierle con certa prontezza, grazia e ilarità, che innam orava.
20
F in o d a l s u o p r im o e n tr a r e in s e m in a rio , d im o s tr ò c h ia r a m e n te l ’a lta id e a
della v o ca zio n e d a lu i a b b ra c c ia ta , ed il su o fe rm o p ro p o sito d i v o lersi in q u ella
p.139 s a n tific a re , t a n to s ’a p p ig lia v a egli c o n | a r d o r e , e d a c c u d iv a c o n d ilig e n z a o g n i
m ezzo che ad u n tal fine lo potesse condurre.
p.98
D al m a ttin o a lla s e r a n o n si tro v a v a in d ic a z io n e n e ll’o r a r io , a c u i n o n fo sse 25
puntualissim o. Ad ogni articolo del regolam ento dava la più grande im portanza, e
tu tto con eguale esattezza e fedeltà osservava; ed in ciò p ro ced ev a libero e sciol­
to, operando per coscienza, senza m ai esim ersi o rallentare p er qualche um an o
riguardo.
p.ioo
C o n b e lla m a n ie r a o p iu tto s to c o n p r u d e n te a v v e d u te z z a si s c a n s a v a d a q u e ’ 30
chierici, i quali n e ’ loro andam enti m ostrassero poco spirito ecclesiastico e, scelti­
si due o tre colleghi del m edesim o corso e del m edesim o genio, con questi p ro cu ­
rava di tratten ersi e di anim arsi a vicenda nello stato intrapreso.
p.109
S o lle c ito q u a n t ’a ltri m a i n e ’ d o v e ri d i s tu d io , g r a n d e m e n te li a m a v a , e fa c e v a
o g n i s u o p o s s ib ile p e r p r o fitta rv i; im p ie g a v a t u t to g e lo s a m e n te il te m p o d e d ic a to 35
a ’ m edesim i, n o n vagando m ai so p ra altri libri, che n o n fossero quelli di scuola:
v o lo n tieri p a rte c ip a v a a ’ circoli, ossia esercizii scientifici della su a classe, e li a n i­
m a v a d e l s u o c o n c o rs o ; d o v e n e lle d is p u te , se e r a c o m m e n d e v o le p e r l ’a m o r e e d
ansia che m an ifestava della verità, lo e ra an che più p er quella d iscreta e risp etto ­
sa m oderazione che osservava nel sostenerla.
40
N elle ricreazioni am ava p u re di avere con chi illum inarsi ed esercitarsi in
m aterie scolastiche. Q ualora poi qualcheduno proposta avesse m ateria indifferen­
te, egli si c o n te n ta v a di u d ire gli altri a d isco rrere; ch e se la m a te ria c o n c e rn e v a
cose di studio o di pietà, to sto lo si vedeva allegro e p re n d e rn e p arte.
4

6.6 Page 56

▲torna in alto
50 aprile 1843
45
Nello studio com une non si vedeva mai neghittoso (giacché l’ozio gli era af­
fatto sconosciuto). Quivi postosi in un raccolto atteggiamento, e fissata la mente
ad una applicazione la più intensa, attendeva solo a ¡ se stesso, di m odo che, av- p.110
venendo chi disturbasse con chiacchiere o altre leggerezze, egli pareva che nem ­
m eno se ne avvedesse, alzando neppure gli occhi a veder ciò che si fosse; la sua
50 avversione poi al diffondersi fuori in cose inutili, l’abito di stare in raccoglimento
e l’osservanza del silenzio n e’ tempi debiti, credo che non poco giovassero a faci­
litargli, come si vede, i notabili suoi progressi.
Ma ancora più grande fu il suo impegno alla pietà, in cui si rese veram ente p. 139
singolare; io non posso riferire, fuorché ciò che cadde sotto gli occhi di tutti; m a
55 chi conobbe la sincerità di questo chierico, e la costanza nel bene, potrà facilmen­
te conghietturarne il più ed il meglio degli atti nascosti di sue interiori virtù.
Adunque, non fu mai, che alle pratiche religiose egli si portasse, o vi atten­
desse con aria d ’indifferenza, o per ispirito di costumanza; al contrario, era m ira­
bile per la contentezza e desiderio, che ne m ostrava nel volto; anzi, appena co-
60 minciava qualche sacra funzione, od esercizio consueto, per esempio, della p re­
ghiera, o della meditazione, o pur solamente metteva il piede in cappella, com po­
neva subito ad una santa apprensione tutti i suoi sensi, pel qual suo divoto conte­
gno, ognun ben vedeva quanto vi partecipasse il suo cuore, e quanto fosse lo spi­
rito di fede che lo animava. Fossero poi, o non fossero presenti li superiori, il pio
65 procedere del Burzio era invariabilmente lo stesso, poiché ben si può dire di lui,
che am bulabat coram Deo.
Quanto a' sacramenti, non solo osservava la frequenza, che a tutti è prescrit­
ta in quel seminario, | m a con gran prem ura in se stesso la promovea, coltivando- p.140
ne tutte le occasioni, che venissero confessori, ciò che in tutti i sabati e nelle vigi-
70 lie delle maggiori feste avveniva.
Oltre le pratiche religiose, comuni a tutti, e da lui con gran fervore eseguite,
potei accorgermi, e dalle parole e d a’ fatti, ch ’egli era divotissimo di Gesù sacra­
m entato e della Madonna, a ’ quali, se alcun tem po di sopraw anzo gli rimaneva,
consacrava tosto in affetti di amore e di gratitudine. Laonde, più volte il vidi, in
75 tem po di ricreazione, e sopra tutto n e’ giorni di vacanza, allontanarsi con bel
modo da' suoi compagni, recarsi in chiesa, e trattenersi in dolci colloquii con Ge­
sù sacramentato e colla pietosissima sua madre.
Il
suo studio di perfezione lo portò a concertare con un confidente e pio com ­
pagno, che m inutam ente l'osservasse in tutti gli adem pimenti d e ’ suoi doveri, e
80 d ’ogni difetto lo correggesse senza risparmio.
Ma riguardo alla pietà, basti il dire, che venuto il fine dell’anno, ottenne, per
l’esemplarità di sua condotta, un egregie d a’ superiori, onor singolare, e che rara­
mente si concede in detto seminario.
Una virtù poi, che segnalatamente lo distingueva, era la sua modestia, così p.125
85 rara e compita, che io non la saprei esprimere fuorché chiam andola una m ode­
stia più celeste che umana. Né per ciò si vedea in lui om bra di caricatura, anzi
grande cordialità e schiettezza, per cui mentre formava la gioia de’ superiori, ra­
piva l’ammirazione degli stessi seminaristi, e per me lo confesso ¡ che per l’attrat- p.l2fi
tiva del suo modesto trattare, per la candidezza del suo parlare, che mostrava la

6.7 Page 57

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aprile 1843 51
s in c e rità e p u r e z z a d e ll’a n im a s u a , io d ico , m i s e n tii p iù v o lte p o r t a t o a d avvici- 90
narlo, e tra tte n e rm i co n lui, tu tto ch é u n notabile intervallo di stu d io e di e tà ci se­
parasse, giacché io e ra allora sul finire del corso di teologia.
Notevole sopra modo era la custodia degli occhi suoi in ogni qualunque circo­
stanza, massime uscendo fuori del seminario per la passeggiata, o altro, m a in
chiesa poi, o nelle processioni, l’avresti detto un angelo, per quel suo semplice e 95
divoto contegno degl’occhi; in somma, non sembrami alcuna esagerazione il dire,
che nel Burzio si vedea effigiata quella modestia, con tutti i suoi atti descritta, e
caldamente a ’ chierici raccom andata dal Tridentino in quel noto decreto Sic de-
cet om nino clerìcos etc.
p.119
Era nel tratto cortese ed amorevole con tutti, m a succedendo che qualchedu- 100
no, per quelle sue graziose fattezze, volesse fargli d e’ vezzi sopra le spalle od il
volto, egli tutto adontato [—] lasciami, [—] dicea, [—] lasciami stare [—] e in­
tanto subito spiccavasi di colà.
p.132
Nelle ricreazioni usava la più grande cautela nel parlare, e trattar co’ com pa­
gni. Co’ superiori poi, siccome usava con sommo rispetto, così di essi parlava 105
sempre con grande stima; né fu udito mai lamentarsi degli apprestamenti di tavo­
la, come avviene talora, o di altro; non sapea darsi pace, che ad un alunno del
santuario potessero uscir di bocca parole o men oneste, o contro la carità del
prossimo, o di critica verso de’ superiori.
p.131
Spiccò altresì in lui una singolare umiltà e m ansuetudine, m entre quella sua 110
irreprensibil condotta gli tirò addosso per qualche tempo il mal animo di alcuni, i
quali, come a pretesa spia, fabbricarongli delle imputazioni presso de’ superiori;
m a egli coll’umiltà, pazienza, m ansuetudine, tutto tollerò, e seppe vincere col
bene il male, sicché ben tosto cessò a lui la tempesta, ed a ’ malevoli, il sentim ento
di livore dovette cangiarsi in quello di venerazione, e della più affettuosa 115
amicizia.
p. 146
Sceltisi due o tre colleghi del medesimo corso, e del medesimo genio, con
questi procurava di trattenersi, ed animarsi a vicenda nello stato intrapreso, ed il
loro parlare, se già non era in materie scolastiche, era subito in cose spirituali ap­
partenenti al fine sublime della vocazione ecclesiastica, e massime circa la fuga 120
del mondo, e lo zelo delle anime.
p.147
Piacemi quivi riferire alcuni detti, usciti più volte dalla sua bocca, | il che ser­
virà sempre a mostrare la bellezza di quel cuore.
Una volta mi dom andò con tu tta confidenza, qual mezzo io giudicassi più si­
curo, per avanzarsi nell’am ore di Maria; al che risposto com e meglio ho saputo,' 125
feci a lui questa interrogazione: [—] giudica ella, che M aria possa molto in nostro
favore? [—] Egli guardandom i con aria di ammirazione: — Oh sì che sarei un bel
chierico, mi rispose, quando ne dubitassi! — Soggiunse poi: — Se non fosse un
far torto a Dio, direi, c h ’Ella è a lui eguale, perché: quod Deus imperio, tu prece,
Virgo potes, [—] e il ripetè più volte, e volea dire, secondo il sentim ento d e’ Santi 130
Padri, esser divenuta M aria onnipotente per grazia, come Gesù di lei figlio lo è
per natura.
Un’altra volta, il dimandai, se stesse volentieri in sem inario[.] — Volontieris-
simo, mi rispose: perché quivi posso veramente imparare a riuscire buon prete.

6.8 Page 58

▲torna in alto
52 aprile 1843
135 — Desidera molto, io ripigliai, di farsi prete [?] — Lo desidero, mi disse, moltissi­
mo, m a l’imbroglio sta, che prim a di diventar prete, bisogna che io diventi san­
to... che diventi santo... santo — né si stupisca la R.V. di tal parlare, poiché, con
chichessia avesse avuto un po’ di confidenza, parlava da persona la più assenna­
ta, e di virtù la più sperimentata; ed io ben posso dire d ’aver più volte avuto occa-
140 sione di restarne grandem ente edificato.
Finalmente voglio notarle alcuni epiteti, che diedero al nostro chierico alcuni p.i49
miei colleghi, da me a tal riguardo interrogati; uno il chiamò modello di virtù, un
altro, esemplare di modestia chiericale, un terzo, degno di sem pre vi | vere, per p. 150
dar buon esempio; chi ancora, giovane singolare, ed incomparabile per virtù.
145 Molti mi dom andarono, se non era ancora stam pata la storia di sua vita, pregan­
domi di fare, che ciò presto avvenisse. Un seminarista di Chieri, con lettera del 24
febbraio ora scorso, mi scrive: «La prego caldamente di significarmi, se la storia
del Burzio, già sia, o no data alle stampe, e quando ciò fosse, di m andarm ene del­
le copie. E di questo la prego ben di cuore, non solo per me, come per molti
150 altri».
Ecco quanto mi son ricordato circa la condotta di lui in seminario, sebbene
sia anche poco alla realtà, e pienezza di quella bell’anim a cara a Dio ed agli uom i­
ni, di cui la m em oria è in benedizione, e lo sarà ognor più se, come è grandem en­
te desiderabile, ne uscirà in luce l’edificante sua vita.
155
Gradisca ecc.
[Giovanni Bosco]
1 Convitto di S. Francesco: istituzione tipo scuola-residenza progettato da Pio Brunone Lanieri
(1759-1830) ed iniziato dal teologo Luigi Guala (1775-1848) nel 1817 per giovani sacerdoti che lo fre­
quentavano in genere negli armi immediatamente successivi all'ordinazione. Don Bosco vi rimase per
tre anni (1841-1844).
3 Padre Felice Giordano, oblato di Maria Vergine, nato a Torino il 22 marzo 1814, nel 1831 entrò nel­
la congregazione degli oblati, fra i quali divenne prete nel 1838. Morì il 28 maggio 1904. Nello scrivere
la vita del chierico oblato Giuseppe Burzio, il Giordano si servì di varie testimonianze, tra cui quella di
don Bosco, che però pubblicò a stralci. Non sappiamo se il Lemoyne per i D ocum enti (II 123-127) e le
MB (I 504-506) abbia avuto fra le mani l'originale manoscritto o se lo abbia ricostruito seguendo l’or­
dine logico, che ritenne conforme all'originale. Don Gioachino Berto ne curò una trascrizione autenti­
cata che consegnò in curia a Torino all’inizio del secolo.
5 Aperto nel 1829 da mons. Colombano Chiaveroti [o Chiaverotti] (1754-1831), il seminario di Chie­
ri, già convento dei padri Filippini, costituiva con quello di Torino e di Bra il terzo seminario maggiore
dell’archidiocesi torinese. Dall'arcivescovo Luigi Fransoni, che era succeduto al Chiaveroti nel 1832,
era stato destinato, così come quello di Bra, ai chierici che non desideravano prendere i gradi accade­
mici dati dalla facoltà della regia università di Torino; altre notizie in E. Dervieux, Un secolo del Se­
m inario Arcivescovile di Chieri. Chieri 1929.
6 Giuseppe Burzio: nato nel 1822 a Cocconato (Asti), nell’ottobre 1840 era entrato in seminario e nel
settembre 1841 si era trasferito presso gli oblati di Maria Vergine a Pinerolo. Era nipote di un altro pa­
dre oblato, Stefano Burzio. All'esame del 17 febbraio 1841 il Burzio, studente di filosofia, aveva ripor­
tato un valde optime: ASC 123 Appendini. Morì l’anno seguente in concetto di santità presso il san­
tuario della Consolata a Torino.
7 prefetto: seminarista anziano cui era affidata particolarmente l'assistenza dei compagni nel dormi­
torio e nella sala di studio.
12 In alcune «memorie intorno alla vita di don Bosco per servire di ajuto a compilarne a suo tempo
l’istoria», il padre Felice Giordano a don Michele Rua il 25 febbraio 1888 faceva il seguente interessan­
te rilievo: «a pag. 137 e seguenti [del mio volumetto] trovasi una lunga lettera che il Sacerdote Gio­
vanni Bosco mi indirizzava sotto la data 16 aprile 1843. Questa lettera sparge molta luce sul giovane
sacerdote D. Bosco, dappoiché anche scrivendo di un altro, cioè di un bravo chierico, di cui, nel semi-

6.9 Page 59

▲torna in alto
anno 1844 53
nano di Chieri, era stato Prefetto, rivela abbastanza da quai sentimenti intorno alla pietà, allo studio,
alla disciplina, allo spirito eccl.co fin d ’allora, fosse Egli medesimo penetrato. A rileggere quella lettera
si direbbe che d is s e r ta n d o Egli su la vita edificante di un giovane servo di Dio, Egli, senza avvederse­
ne, ritraesse se stesso»: ASC 123 Giordano Felice).
25-66 In seminario l'orario era scandito da un regolamento molto dettagliato. La giornata iniziava
con la levata alle 5,30 (4,30 nel periodo estivo), con la recita delle orazioni, m ezz'ora di meditazione,
la S. Messa ed un 'o ra di studio. Alla colazione e ad una breve ricreazione seguivano tre ore di scuola
(8,45-11,45). La recita dell 'Angelus in cappella precedeva il pranzo, che era poi seguito da un quarto
d ’ora di visita com unitaria al SS. Sacramento e dall'ora di ricreazione. Si riprendeva poi con m ezz’ora
di studio personale e m ezz'ora di studio in gruppo (i cosiddetti circoli: 13,45-14,45)), due ore di scuo­
la, indi la recita del Rosario in cappella ed altre due ore di studio più u n ’ora di ripetizione (17-20). La
cena era alle ore 20, seguita da tre quarti d'ora di ricreazione e dalle preghiere della sera. Alle 21,30 ci
si ritirava ed entro le 22 si dovevano spegnere tutti i lumi: cf. A. G ir a u d o - G . B ia n c a r d i , Qui è vissuto
don Bosco. Itinerari storico-geografici e spirituali. Torino, LDC 1988, pp. 85-86.
66 am bulabat coram Deo: rieccheggia espressioni tipicamente bibliche: Gen. 17,1 5,24; 1 Re 2,35.
67 II regolamento prescriveva la confessione almeno ogni quindici giorni. Invece per la comunione,
non essendo prassi distribuirla durante la messa feriale, coloro che desideravano riceverla potevano
recarsi, previo permesso del confessore, nell’attigua chiesa di S. Filippo durante il tem po della cola­
zione cf. MO (1991), pp. 92-93.
92 Don Bosco frequentò l’ultimo anno di seminario nel 1840-1841. Vi era entrato sei anni prima, nel
1835.
98-99 Sic decet om nino clericos: Sess. XXII De reformat, c. 1.
146 II nome del seminarista non ci è noto.
8
Al padre rosminiano Francesco Puecher
Lettera non reperita, m a attestata da u n ’altra al medesimo corrispondente in data 5 ottobre 1845: vedi
lett. n. 15
Raccomanda un giovane «causidico» che intende diventare rosminiano
[Torino, 1844]
[...]
Padre Francesco Puecher, nato a Pergine, nel Tirolo (Trento) nel 1809, rosminiano dal 1831, era uno
dei primi compagni del Rosmini, del quale fu anche segretario. Futuro provinciale dell'istituto in Ita­
lia e vicario della carità spirituale, all'epoca di questa lettera era m aestro di noviziato a Stresa (Nova­
ra). Morì a Roma il 1 giugno 1869: cf. Necrologio dei fratelli dell’istituto della carità m orti d a ll’anno
1828 all'anno 1897. Casale, tip. Giovanni Pane 1897.
«Causidico» era chiam ata la persona autorizzata a trattare e difendere cause in tribunale, senza però
essere avvocato.
9
All’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
AAT Provvisioni semplici 1844 voi. 1 p. 304
Copia allog. autenticata 1 f. senza firma
Ined.
Chiede l'autorizzazione per alienare alcuni appezzamenti di terreno

6.10 Page 60

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54 marzo 1844
Castrum Novum, 6 m artii 1844
Eccellenza Reverendissima,
Il Sacerdote Bosco Gioanni di Castelnuovo d'Asti trovandosi nelle circostan­
ze di dover alienare [:]
5
1° Un prato nella Regione della Monea di tavole cinquanta circa in coerenza
a levante del Signor Pescarmona, a giorno della strada comunale, a sera di Mada­
m a Viale ed a notte del Signor Chiardi.
2° Una Vigna nella Regione dell’Inglesa di tavole qu aran t’una in coerenza a
levante di Gioanni Febraro, a giorno e sera di M adama Sartoris, ed a notte di An-
io tonio Fenoglio, del valore in capitale di lire quattrocento ottanta, e di reddito an­
nuo lire venti
quali stabili sia in capitale che in reddito annuo essendo oltre la quota ricer­
cata pel patrimonio ecclesiastico, supplica umilmente V.E. Rev.d.ma a volerlo au­
torizzare per tale alienazione, onde possa dar sesto agli occor[r]enti suoi affari,
15
Speranzoso del favore profondamente s ’inchina
il supplicante
[Sac. Giovanni Bosco]
1 Castrum N ovum : Castelnuovo (Castelnuovo don Bosco dal 1930). Nel 1815, in seguito alle delibe­
razioni del congressso di Vienna, col nome di Castelnuovo d ’Asti per cinque armi fu aggregato al terri­
torio di Torino, indi alla provincia d ’Asti. Nel 1824 aveva 3343 abitanti, nel 1838 gli abitanti erano
3355, 3761 nel 1848, 3724 nel 1857, 3918 nel 1861, nel 1871 4039 e nel 1881 4263. Capoluogo m anda­
mentale dal 1859 fece parte del circondario di Asti e della provincia di Alessandria. Infine nel 1935 ri­
tornò alla provincia di Asti ricostituita. La diocesi di appartenza era stata prim a quella di Vercelli, poi
quella di Asti (1805), quindi quella di Torino (1817): cf. A. B a u m g a r t n er , Castelnuovo Don Bosco. N o­
tizie storiche. Castelnuovo D.B. ed. extracommerciale riveduta 1987. Sul luogo della casa natia (casci­
na Biglione alla borgata Becchi in frazione Morialdo) oggi sorge il Tempio a lui dedicato. Nella «caset­
ta» del Colle Don Bosco (m. 235 s.l.m.) la famiglia di don Bosco si trasferì solo nel novembre 1817, po­
chi mesi dopo la m orte del capofamiglia, avvenuta l' il maggio 1817.
2 Mons. Luigi Fransoni era nato a Genova il 29 marzo 1789 da nobile famiglia genovese. Il fratello,
Giacomo Filippo (1775-1856) che aveva abbracciato la carriera ecclesiastica divenne cardinale Prefetto
della sacra congregazione di Propaganda Fide. Altre tre sorelle si erano fatte monache. Ordinato sa~
cerdote nel 1814, a soli 32 anni (1821) Luigi era divenuto vescovo di Fossano e undici anni dopo (1832)
arcivescovo di Torino. Nel marzo 1848, a causa di dimostrazioni ostili, dovette lasciare Torino, dove
però ritornò nel 1850. Espulso dal regno di Sardegna sul finire dello stesso anno, fino alla m orte (26
marzo 1862) risiedette in esilio a Lione. Sull’intera questione cf. M . F. M e l l a n o , Il caso Fransoni e la
politica ecclesiastica piemontese (1848-1850). Roma, Pontificia Università Gregoriana pp. 3-24.
5-7 II valore del prato era stato fissato nell’atto notarile, di cui alla nota seguente, a lire 600, con red­
dito annuo di lire 30. La tavola piemontese corrispondeva a circa 38 mq.
12-13 Con atto notarile del 23 marzo 1840 era stato costituito il patrimonio ecclesiastico di don Bo­
sco, che am montava a lire 6026 con reddito annuo di lire 292,25. Tale cifra conglobava sia i beni stabi­
li di Giovarmi e del fratello Giuseppe (valore di lire 2510, reddito annuo lire 125) sia i beni offerti dal
compaesano Giovanni Febbraro (capitale lire 3516, reddito annuo lire 167,25). Il docum ento notarile
precisava che il reddito superava le 240 lire, vale a dire la quota stabilita per il patrimonio clericale nel
1723 dal sinodo di mons. Gattinara e nel 1742 dall’istruzione di Benedetto XIV per le chiese del Pie­
monte (ASC 112 Costituzione di patrimonio ecclesiastico). Ora sottraendo a tale reddito lire 20 per la
vendita della vigna e lire 30 (che don Bosco si dimentica di precisare, m a che non era neppure segnato
nell’atto notarile succitato) per quella del prato, la quota restante (lire 242,25) superava ancora quanto
richiesto dalle disposizioni canoniche: cf. P. Stella , Don Bosco nella storia economica e sociale
(1815-1870). Roma, LAS 1980, p. 37. Entrambi i terreni di cui don Bosco chiedeva l’autorizzazione per
la vendita appartenevano originariamente al suddetto Giovanni Febbraro fu Battista, che fra l’altro

7 Pages 61-70

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7.1 Page 61

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dicembre 1844 55
era stato consocio di Giuseppe Bosco nella conduzione della cascina del Sussambrino.
17 L’implorato permesso venne effettivamente concesso. Scriverà don Bosco: «Per far fronte alle
prime spese aveva venduto qualche pezzo di campo ed una vigna»: MO (1991) p. 175.
10
All’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
ASC 38 Torino Oratorio (F 583) me. 230 D 11
Orig. ms. di Giovanni Borei senza firma 2 ff. 250 x 190 mm.
Ined.
Richiesta di benedizione del locale e degli arredi destinati all’Oratorio di S. Francesco di Sales
[Torino, anter. 6 dicembre 1844]
Eccellenza Reverendissima,
Secondo la intelligenza avuta con V.E. Reverendissima, i Sacerdoti addetti
alla Direzione spirituale del M onastero delle sorelle Penitenti di S. M aria M adda­
lena, e del Ritiro di M.SS. Rifugio d e’ peccatori nel borgo di Dora, avendo forma- 5
to in una sala della casa destinata a loro abitazione con adito libero alla pubblica
strada un Oratorio di giovani figliuoli sotto il Patrocinio di S. Francesco di Sales,
ricorrono a V.E. Reverendissima supplicandola che si degni di delegare uno di
essi per la benedizione e perm ettere di celebrarvi la Santa Messa, e dare la bene­
dizione con il SS. Sacram ento in occasione del sacro triduo, o che ivi si celebri io
qualche solennità.
[Sac. Giovanni Borei
Sac. Sebastiano Pacchiotti
Sac. Giovanni Bosco]
7 un Oratorio] u n ’Oratorio 8 ricorrono] Ricorrono
4-5 Monastero di S. Maria Maddalena e Rifugio: vedi lett. n. 17.
14 II 6 dicembre l’incarico verme affidato al teologo Giovanni Borei, che lo eseguì due giorni dopo, 8
dicembre, festa dell'Imm acolata Concezione. Nella sua autorizzazione il Fransoni sottolineava che
alla base della richiesta dei sacerdoti non vi era che lo scopo di promuovere l’istruzione e la pietà cri­
stiana dei giovani. Il 10 aprile 1846, dopo un anno e mezzo di traversie varie, l'arcivescovo avrebbe ri-
confermato al Borei la stessa facoltà per la nuova cappella che avrebbe sostituito la precedente. La
funzione avrebbe avuto luogo il 13 aprile, giorno successivo alla Pasqua.
11
Al papa Gregorio XVI
ASC 112 D ocum enti personali. Facoltà straordinarie concesse dalle autorità religiose
Orig. allog. senza firma 2 ff. 271 x 190 mm. sigillo sul f. 2r
E 111 MB II 281-282
Supplica per ottenere alcuni favori spirituali
me. 74 A 1/2

7.2 Page 62

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56 aprile-maggio 1845
[Torino, anter. 18 aprile 1845]
Beat [issi] me Pater,
Joannes Bosco Sacerdos e Castelnuovo dioecesis Taurinensis in Pedemontio
pro confessione fidelium approbatus ad pedes Sanctitatis V[estr]ae humiliter pro-
5 volutus ab illa enixe postulat [:]
1° Indultum altaris privilegiati duabus vicibus in qualibet hebdomada, cum
simile indultum alias non obtinuerit.
II0 Indultum Sacrum peragendi una hora vel ante auroram vel post meri­
diem, accedente justa et rationabili causa, ac nihil omnino percipiendo intuitu
10 hujusmodi indulti praeter consuetam manualem eleemosinam.
111° Indulgentiam plenariam in articulo mortis lucrandam ab Oratore, a suis
Consanguineis et Affinibus usque ad tertium gradum inclusive, et ab aliis quin-
quaginta personis Oratoris arbitrio eligendis.
Quod Deus etc.
[Sac. Joannes Bosco]
1 La data è quella della concessione papale dei favori richiesti.
2 Gregorio XVI: Bartolomeo Alberto Cappellari, nato a Belluno il 18 settembre 1765, eletto papa il 12
febbraio 1831, morto a Roma il 1° giugno 1846.
12-13 aliis quinquaginta personis: sul f. 2 accanto alla concessione gratuitamente rilasciata dalla se­
greteria dei memoriali e firmata, a nome del card. Luigi del Drago (20 giugno 1776 - 28 aprile 1845),
dal sostituto Lorenzo Averardi, si trova una lista coi seguenti tredici nomi, vergati da don Bosco in
tempi diversi: conte Carlo Cays di Gilette, conte Luigi Cays, conte Provana di Collegno, conte Due,
sig. Tua, contessa Masino, dottore Vallauri, marchesa Fassati, Savio Domenico, damigfella] France­
sca De Maistre, marchese Fassati, cav. Cotta, teologo Golzio Felice.
12
Al papa Gregorio XVI
Lettera non reperita, ma testimoniata dal documento rilasciato dalla S. Congregazione delle Indulgen­
ze in data 28 maggio 1845, a firma del sostituto, Luigi Prinzivalli: ed. in MB II 283-284
Richiesta di indulgenze per la recita delle litanie della Madonna
[Torino, anter. 28 maggio 1845]
[...]
Si trattava esattamente dell'indulgenza di 300 giorni per la recita ordinaria delle litanie della Beata
Vergine e dell'indulgenza plenaria per la medesima recita, da lucrarsi però solo in cinque particolari
feste della Madonna.

7.3 Page 63

▲torna in alto
giugno-luglio 1845 57
13
Alle autorità comunali di Torino
Lettera con più firme, non reperita, ma attestata da lettera di don Giuseppe Cafasso alla moglie di uno
dei sindaci di Torino (ASC 123 Cafasso, ed. in MB II 292) e dalla relazione del «Mastro di Ragione»,
don Giuseppe Pollone (ASCT Ragionerie, 1845, voi. 61 pp. 208-209)
Domanda collettiva di essere assunti come cappellani del cimitero di S. Pietro in Vincoli
[Torino, anter. 18 giugno 1845]
[...]
Il cappellano del cimitero di S. Pietro in Vincoli, don Giuseppe Tesio, era deceduto il 28 maggio. N o­
nostante l’appoggio della marchesa Barolo, di uno dei due sindaci e del conte Luigi Mola di Larissè
(che già nel luglio anteriore aveva avuto modo di apprezzare don Bosco grazie alla favorevole presen­
tazione fattagli per via epistolare da un certo Allamano Illuminato: vedi MB V I 130-131), la domanda
venne respinta: cf. RSS 9 (1986) pp. 211-213. È utile qui ricordare che l'organo supremo dell’ammini­
strazione civica era il Consiglio Generale composto da 60 decurioni, i quali ricoprivano le principali
cariche, compresa quella suprema dei due sindaci. L ’autorità del Consiglio Generale, che si radunava
tre volte all’anno (aprile, agosto, dicembre), veniva delegata ad una congregazione particolare, com­
posta da un numero minore di decurioni, che invece si radunava almeno una volta al mese per appro­
vare o rifiutare quanto già discusso e deliberato dalla Ragionerìa, altro organo consultivo interno al
Consiglio Generale con funzioni ispettive. Questi a sua volta si radunava una volta alla settimana per
trattare i problemi amministrativi ed economici della città: cf. D. B e r t o l o t t i , Descrizione di Torino.
G. Pomba editore, 1840, pp. 58-59; D. G. C r a v e r o , Trecent’anni di vita del palazzo civico di Torino,
1664-1963. ed. a cura della città di Torino, 1964.
14
Alle autorità comunali di Torino
ASCT Ragionerie 1845, voi. 61 p. 541
Orig. ms. di Giovanni Borei senza firma 1 f. 265 x 180 mm.
Ined.
Richiesta collettiva di poter usufruire alla domenica della cappella del cimitero di S. Pietro in Vincoli
[Torino, anter. 3 luglio 1845]
Eccellenze e Illustrissimi Signori,
I
Sacerdoti T. Giovanni Borei, D. Sebastiano Pacchiotti, e D. Giovanni Bosco
impiegati alla Direzione spirituale della Pia Opera di M.SS. Rifugio dei peccatori;
e Direttori pur anche per autorità di Monsignore Arcivescovo di una società di ra- 5
gazzi, i quali si radunano ogni domenica e festa in un Oratorio sotto la protezione
di S. Francesco di Sales, aperto nella casa di loro abitazione, per imparare il Cate­
chismo, assistere alla S. Messa, frequentare i sacramenti, e talvolta ricevere la be­
nedizione col Venerabile;
Per il numeroso concorso dei giovani, che le ultime feste ascese anche ai 10
n. 200, e la stagione estiva riconoscendo la necessità di trasferirsi in Oratorio più
grande del presente per non avere da dismettersi da quest’opera di riconosciuto
grande vantaggio della gioventù; e giudicando che l’Oratorio del Cimitero di S.

7.4 Page 64

▲torna in alto
58 luglio-ottobre 1845
Pietro in Vincoli sia per diversi riguardi molto adattato agli esercizii di pietà che si
15 praticano nel loro Oratorio; incoraggi [a] ti che la natura di quest’opera sia per ot­
tenere il gradimento delle EE. e SS. W . Illustrissime tanto intente ad ogni manie­
ra di promuovere in questa città il comun bene civile e morale;
Rispettosamente osano supplicarle a volersi degnare di accordargli la permis­
sione di portarsi alla Chiesa del predetto cimitero a esercitare le fonzioni suddette
20 a prò della gioventù secondo loro parrà più utile, e secondo le condizioni che le
EE. e SS. Illustrissime si degneranno prescrivergli.
[Teol. Giovanni Borei,
Sac. Sebastiano Pacchiotti,
Sac. Giovanni Bosco]
24 II 3 luglio la domanda fu respinta, per cui pochi giorni dopo il Borei ne inoltrò una analoga per ot­
tenere la disponibilità deH’Oratorio di S. Martino ai mulini Dora (ASCT Lettere, coll. I voi 172 n. 447).
Accolta in prima istanza il 12 luglio (ASC 123 Borei), verrà revocata il 18 novembre, con decorrenza
dal 1° gennaio 1846 (ivi): cf. Torino e Don Bosco (a cura di G. Bracco), Torino 1988, pp. 126-128. Ecco
il testo della lettera del Borei in data 9 luglio 1845: «Illustrissimo signor Cavaliere,/ premendo grande­
mente al sottoscritto di notificare a V.S. Ill.ma che avendo visitato l'O ratorio di S. Martino, lo ha tro­
vato proprio agli esercizi di pietà di cui V. S. Ill.ma è informata, e si fa tanto zelante protettore, e non
essendogli dato di potere di nuovo portarsi al Palazzo dellTll.ma Città con fiducia di ritrovare V. S. II-
l.ma si prende la libertà di porgerle preghiera di perorare presso la Ill.ma Città che gli sia permesso di
radunare i ragazzi d ell’Oratorio di S. Francesco di Sales nel predetto Oratorio di San M artino ogni
domenica e festa. Sono con la più viva e distinta stima e riconoscenza della S. V. Ill.ma / devotissimo
obbed.mo servo / Sacerdote T. Giovanni Borei».
15
Al padre rosminiano Francesco Puecher
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 22/23
Orig. aut. 2 ff. 224 x 180 mm. strappo sul f. 2 dove ci sono il timbro: Castelnovo, e la parola
autografa: preme
E I 12 MB II 324-325
Chiede se un giovane causidico può sperare in un posto nellTstituto della carità e quali ne siano le
condizioni — prega di inviargli alcune informazioni sul medesimo Istituto
Castelnuovo d ’Asti, 5 ottobre 1845
M.to Re.do Signore,
L ’anno scorso scriveva a V. S. M.to R.da di un giovane causidico che deside­
rava abbracciare il suo istituto, ma che per affari domestici ne fu impedito; un al-
5 tro causidico ha presa la stessa determinazione. Esso ha l'età di anni 23 precisi,
ha compito il corso di filosofia, d’istituto, e di diritto ed era causidico sostituito;
ora da più mesi è risoluto di abbandonare il mondo, e consacrarsi a Dio nell’isti­
tuto della carità, e questo solo pel bene dell'anima propria, e di quelle del prossi­
mo. La persona è vistosa, l’ingegno è più che mediocre. Resta solo che Ella mi
10 dica se può sperar un posto e quali ne siano le condizioni.
Io ho scritto un corso di storia ecclesiastica ad uso delle |scuole, sul fine ho

7.5 Page 65

▲torna in alto
ottobre 1845 59
accennato tutti gli ordini recentemente fondati, pel che avrei sommamente biso­
gno che ella mi precisasse in breve:
1° Il tempo e l ’autore dell’istituto
2° Quale ne sia lo scopo
15
3° Se sia approvato dal R[omano] Pontefice e quante case religiose abbrac­
cia presentemente; assicurandola che tutto si esporrà nel modo che tornerà alla
maggior gloria di Dio e onore della nostra santa religione.
Perdoni la confidenza con cui le scrivo, e mentre le auguro ogni bene dal
Signore ho l ’onore [di] professarmi colla più grande stima e colla più alta 20
venerazione
Della S. V. M. R.da
Obb.mo servitore
D. Bosco Gio.
Direttore dell’opera
25
del Rifugio in Torino
P.S. La storia accennata si stampa già, perciò avrei molto bisogno dell’accennate
notizie. Qualora compiacciasi riscontrarmi, prima del 15 corrente dimoro a Ca­
stelnuovo, di poi sarò a Torino.
f.2v Al Reverendissimo Sig.
Il Sig. Direttore dell’istituto della carità
nel noviziato di
Stresa
5 anni add si
12 bisogno add si
33 Stresa coi r ex Strezza
I A fine settembre don Bosco solitamente si recava al paese natale per un periodo di riposo. Con sé
portava sempre dei giovani oratoriani.
3 Vedi lett. n. 8.
5 Si trattava di un certo Giovachino Guanti: vedi lett. n. 19.
10 Le condizioni: eccole nella risposta del padre rosminiano in data 15 ottobre: 1. Venga munito dei
certificati di battesimo, di cresima, di studi fatti e magisteri ricevuti, di buona salute e esente da mali
ereditari ed abituali, di pia condotta cristiana, di approvazione di qualche pio e dotto sacerdote ri­
guardo alla sua vocazione allo stato religioso. 2. Il giovane sia sinceramente disposto a non cercar al­
tro nell’istituto che la salute dell'anima sua e la gloria di Dio mediante un sacrifìcio intero di tutto se
stesso e le cose sue nelle mani dei Superiori ai quali anche lascerà piena libertà di giudicare se egli do­
vrà servire l’istituto in qualità di laico ovvero di ecclesiastico. 3. Possa portar seco un sufficiente cor­
redo di biancheria e di vestiti e un deposito di lire 150. 4. Finalmente, se può, deve pagare almeno du­
rante il noviziato la pensione di un franco al giorno, e se non può, deve ottenerne la dispensa coll'ad­
durne giusti motivi.
I I Storia ecclesiastica ad uso delle scuole utile per ogni ceto di persone dedicata a ll’Onorat.m o Si­
gnore F. Ervé de la Croix provinciale dei Fratelli D. I. D. S. C. Compilata dal sacerdote B. G. Torino,
tipografia Speirani e Ferrerò, 1845.
16-18 L ’Istituto era stato approvato solennemente colle lettere apostoliche di papa Gregorio X V I in
data 20 settembre 1839; in esse veniva presentata brevemente l ’origine e se ne attribuiva l’ideazione e
la fondazione all'abate Rosmini Serbati. L ’istituto aveva avuto inizio il 20 febbraio 1828 sul monte Cal­
vario di Domodossola. Negli stati sardi negli anni quaranta aveva un collegio-convitto a Domodossola,
un noviziato ed un’altra scuola (giornaliera e festiva) a Stresa, una comunità di sacerdoti-predicatori
alla Sacra di S. Michele (Torino). In Inghilterra invece c ’era un noviziato ed alcune parrocchie o mis­
sioni con piccole altre residenze.
25-26 Opera del Rifugio: istituzione fondata nel 1822 nella zona di Valdocco dalla marchesa Giulia

7.6 Page 66

▲torna in alto
60 ottobre 1845
Vittorina Colbert di Maulévier (1785-1864), sposata Tancredi Falletti Barolo (1782-1838) per raccoglie­
re giovani donne traviate o uscite dal carcere ed offrire loro la possibilità di riabilitarsi civilmente e re­
ligiosamente. Direttore spirituale «capo» del Rifugio era il teologo Borei. Don Bosco invece era diret­
tore spirituale dell’ospedaletto di S. Filomena che la stessa marchesa aveva costruito accanto al Rifu­
gio per le ragazze inferme, preferibilmente rachitiche. Comunque, per qualche mese don Bosco ebbe
la sua camera al Rifugio, attigua a quella di don Borei e di don Pacchiotti, altro direttore spirituale o
«cappellano» delle opere Barolo. D. B e r t o l o t t i , in Descrizione di Torino 1840 (G. Pomba editore) co­
sì scrive a p. 365: «Un caseggiato esterno serve d’alloggio a due cappellani, al portinajo, al collettore
ed al giardiniere, che tutti e tre hanno moglie». Cf. pure P. B a r ic c o , Torino descritta, tip. di G. B. Pa­
ravia e comp. 1869.
16
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170) me. 9 D 3/4
Orig. aut. 2 ff. 230 x 180 mm. sul f. 2v, strappato, si trovano un timbro postale in nero: Castel-
novo, e un altro in rosso con la data 11 ott
E I 13 MB II 321-322
Invia notizie della sua salute e della sua permanenza a Castelnuovo — annuncia il suo prossimo ritor­
no all’Oratorio
Car.mo Sig. Teologo,
[Castelnuovo, 11 ottobre 1845]
Corre oggi il nono giorno dacché ci siamo lasciati, tempo che mi par già lun­
go assai. Il giorno stesso di mia partenza giunsi felicemente a Chieri; ma ivi giun-
5 to lo sfinimento che mi sentiva a Torino crebbe a segno, che preso un tenue risto­
ro, mi dovetti coricare; il dì seguente sentendomi alquanto in forza mi levai e ven­
ni a casa. Durante 4 giorni stetti niente bene, il che proveniva da una specie di
malinconia derivata dal non potermi costì trovare a far la solita nostra a me pia­
cevolissima ricreazione. Da domenica in qua mediante un po’ di rabello e un po’
io di canto con Pietro e Felice Ferrerò e Natalino mi sento notevolmente meglio.
Le mie occupazioni presenti sono: mangio, canto, rido, corro, giro etc. etc.
D. Pacchiotti non viene ancora giù? Il sig. Teologo nemmeno? Basterebbe la visi­
ta dell’uno o dell’altro per farmi totalmente guarire. Su, coraggio, vengano giù,
saccagWl
15
Cominciamo il prossimo giovedì a vendemmiare; noi abbiamo una vendem- f.lv
mia buona e bella, gli altri paesi limitrofi sono stati tocchi o dal tarlo o dalla gran­
dine (Genta e Gamba mi disturbano dallo scrivere col loro chiasso). Vado prepa­
rando una buona bibita di vino non per lei, ma pel signor D. Pacchiotti. Domeni­
ca prossima (oh seccatura che chiasso!) facciamo qui un festino e la faremmo
20 bollire e la faremmo versare e canteremmo noi messa coi nostri ragazzi: Come
sta D. Pacchiotti? Il catechismo andò bene? Io qui ne ho sette, ma tutti farinelli.
La settimana ventura si D om in us dederit sarò costì. Exeunte hebdómada.
Sarà continuata, non posso più
[D. Bosco]
25 All’Ill.mo M.o R.do Sig.
f.2v
Il Sig. T. Borrelli Gio.
Direttore spirituale all’Opera Pia del Rifugio
Torino

7.7 Page 67

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7 4 emend ex alcuni
add si
17 chiasso] chiazzo
19 chiasso] chiazzo
ottobre 1845 61
21 bene add si 22 ventura
2 Giovanni Borei [anche Borelli o Borrelli]: 25 maggio 1801 - 9 settembre 1873: cf. Calendario litu r­
gico 1874; necrologio in Museo delle Missioni Cattoliche a. 16 (28 settembre 1873). Pur nella sua mo­
destia e semplicità, fu una figura eminente nella Torino religiosa del tempo. Il giovane Borei nel 1824
era stato ammesso alla reggia sabauda come chierico di camera e di cappella del re; nel 1831 era stato
promosso cappellano di corte. Aveva però rinunciato all’incarico per dedicarsi all’apostolato fra i gio­
vani poveri ed i carcerati di Torino. Ricoprì pure per un certo periodo la carica di direttore spirituale
nelle scuole pubbliche di S. Francesco da Paola. Per 34 anni fu direttore spirituale della pia opera del
Rifugio (Opere Barolo), mentre continuava ad occuparsi di vari istituti educativi e rieducativi della cit­
tà. Don Bosco lo aveva incontrato la prima volta nel 1837 nel seminario di Chieri, quando il teologo vi
aveva predicato un corso di esercizi spirituali. Il Borei, che aveva avuto modo di avvicinare nuova­
mente don Bosco durante i tre anni trascorsi da questi al Convitto, nel 1844 ne appoggiò la candidatu­
ra a cappellano dell’»Ospedaletto», cedendogli altresì parte del suo alloggio al Rifugio (vedi lett.
prec.).
3 II motivo della partenza da Torino è da ritrovarsi soprattutto nella necessità di un periodo di ripo­
so, dopo l’estenuante fatica di un anno di lavoro tra i giovani dell'Oratorio: diventerà poi una consue­
tudine per molti anni in occasione della festa del Rosario, soprattutto quando sarà inaugurata, nella
casa costruita dal fratello Giuseppe, la cappellina della Madonna del Rosario (1848).
4 Chieri: località di circa 13 mila ab., a 15 km. a sud di Torino ed a 13 da Castelnuovo d ’Asti, al limite
occidentale del Monferrato.
9 rabello: piemontese rabel: chiasso, baccano, tripudio.
10 Pietro e Felice Ferrerò, Natalino: sono alcuni dei giovani condotti da Torino e che venivano ospi­
tati ai Becchi dal fratello di don Bosco, Giuseppe.
12 Don Sebastiano Pacchiotti, canonico della collegiata di Giaveno, cavaliere dell’ordine maurizia-
no, cappellano della Barolo assieme al Borei, era uno dei sacerdoti che aiutavano don Bosco all’Ora­
torio. Cooperatore salesiano, era nato a Giaveno il 12 luglio 1806; morì il 12 luglio 1884: cf. BS feb­
braio 1885 p. 32. In modo faceto don Bosco lo invita a venire a trovarlo ai Becchi.
14 saccag: espressione dialettale indicante disappunto.
15 giovedì: 16 ottobre.
17 Genta, Gamba: altri giovani dell’Oratorio.
21 farinelli: piemontese farinel: birichino, furbo, furfantello.
17
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170) me. 9 D 5/6
Orig. aut. 2 ff. 230 x 180 mm. sul f. 2v, strappato, ci sono un timbro postale in nero: Castelno-
vo, e un altro in rosso con la data 18 ott
E I 14 MB II 323-324
Ulteriori notizie della sua salute — annuncia il suo prossimo ritorno a Torino-— dà alcuni consigli da
trasmettere alle suore dell’ospedaletto di S. Filomena
* [Castelnuovo], 17 ottobre [1845]
Car.mo Sig. Teologo,
Avvenne propriamente come presentiva; il mio flusso aumentò assai, e mi ri­
dusse a non poter più camminar menomamente; da ieri in oggi va notabilmente
meglio; e questa mattina ho già celebrato messa, però etile dieci; se non mi accade
alcun nuovo sinistro giovedì o venerdì venturo conto restituirmi a Torino. Quello
che trovo di singolare, si è, che a dispetto del flusso e riflusso, io sono allegro più
che non vorrei.

7.8 Page 68

▲torna in alto
62 ottobre 1845
Il
sig. Don Caffasso parlò altresì con me del novello pensionando; dietro alla
io proposta di D. Caffasso, io approvo tutto, solo che Lei ed il sig. D. Pacchiotti ne
siano contenti, tanto più che conosco l ’individuo di ottima indole ed umore.
Ieri ho ricevuto la sua lettera, in cui mi notificò molte gradevoli cose; dica a
Madre Clemenza che faccia coraggio, e che andando a Torino ci faremmo i con­
venevoli. Madre Eulalia tenga pie’ fermo perché |non cada ammalata. Madre
15 dell’Ospedale poi mantenga allegre le nostre figl[i]olette inferme, alle quali al mio
arrivo darò una ciambella. Ma quello che raccomando caldamente, si è di dire a
Pietro che faccia buone pietanze a D. Pacchiotti, onde arrivando lo trovi in buona
sanità e di buon umore.
Stiano allegri e il Signore li accompagni, mentre ho l'onore [di] segnarmi
20
Aff.mo Amico
D. Bosco
AlTIll.mo Signore
Il Sig. T. Borrelli
Direttore spirituale all'Opera Pia del Rifugio
25 Torino
19 mentre corr si ex metre
3 flusso: attacchi di dissenteria.
6 restituirmi: ritornare. Nella lett. prec. aveva annunciato il suo ritorno a Torino sul finire della setti­
mana, ma motivi di salute l ’avevano poi costretto a rimandare la partenza di una settimana. Con ogni
probabilità si mise in viaggio il 24 ottobre, come proverebbe il seguente autografo recentemente ritro­
vato a Chieri: «Ricevo la limosina di messe cinquanta dal M.to R.do Sig. Can.co Cantore Bagnasacchi
sindaco di Sacrestia. Chieri, 24 ottobre 1845». Comunque non riacquistò pienamente la salute, se
dopo poco più di due mesi, ed esattamente il 3 gennaio 1846, il Borei scriveva alla marchesa Barolo
che don Bosco era seriamente ammalato. La marchesa ne prese atto ed il 18 maggio risponderà al
cappellano del Rifugio dichiarandosi pienamente d’accordo sulla necessità di riposo da parte di don
Bosco: vedi pure lett. n. 22.
9 Don Giuseppe Caffasso [o Cafasso], nato a Castelnuovo d'Asti il 15 gennaio 1811, morto a Torino il
23 giugno 1860, beatificato nel 1925, canonizzato nel 1947. Figura notissima di sacerdote torinese, di­
rettore spirituale di laici, formatore di sacerdoti, prima professore di teologia morale e poi anche ret­
tore del Convitto. Il ministero che lo rese più popolare fu quello svolto fra i carcerati ed i condannati
all’impiccagione al «Rondò della forca» in Valdocco, che gli valse il titolo di «prete della forca». Con­
terraneo di don Bosco, ne fu formatore, confessore, direttore spirituale, benefattore fino alla morte.
In occasione della morte ed il 30 agosto don Bosco tenne le due orazioni funebri, poi date alla stampa
{Letture Cattoliche a. V ili fase. 9-10, nov.-dic. 1860).
9 Dovrebbe trattarsi di don Antonio Bosio, che don Cafasso proponeva come «nuovo pensionando»
a servizio delle opere della marchesa Barolo. Nato il 20 ottobre 1820 a Castagnole Piemonte (Torino),
ricevette la talare il 3 ottobre 1837 e fu compagno di seminario di don Bosco nell'anno 1837-1838. Di­
venterà vicecurato di Piobesi e parroco di Levone dove morì il 4 maggio 1895.
12 sua lettera: non conservata.
13 Madre Clemenza Bouchet, nativa di Thónes (Savoia), fu una delle fondatrici delle suore di S. Giu­
seppe inviate a Torino da Chambéry. Si dedicò alla scuola fino al 1827, quando fu eletta assistente ge­
nerale. Dal 1833 si occupò della fondazione delle Suore di S. Anna (dette anche della Provvidenza),
fondazione voluta dai marchesi Barolo. Sempre per incarico della marchesa Giulia Barolo, si interessò
della fondazione pure delle Monache Penitenti di S. Maria Maddalena. Dal 1841 fu consigliera genera­
le del suo istituto e dal 1850 al 1856 superiora generale. Ripreso lo stesso mandato nel 1859, morì in
carica il 3 dicembre 1861.
andando: traduzione letterale della forma francese «en allant»; più corretto sarebbe stato il termine
«venendo».
14 Madre Eulalia (Genoveffa Pastori di Torino): vestito l ’abito nel 1828, professò due anni dopo. La­
vorò alle Orfane, all’Ospedale S. Giovanni ed alle carceri, dove ebbe la direzione delle «Forzate». Nel

7.9 Page 69

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ottobre-novembre 1845 63
1842 fu eletta superiora del Rifugio e vi rimase fino al 1847, quando passò con lo stesso incarico al-
l’Ospedaletto. Nel 1850 divenne assistente generale. Nel 1852 ritornò al Rifugio, dove morì il 10 otto­
bre 1874.
14-15 Madre delTOspedale era suor Giacinta (Maddalena Bellagarda di Alpignano - Torino). Vestito
l’abito religioso nel 1833, professò nel 1835. Dopo alcuni anni di scuola al borgo Dora e di attività al
Rifugio, fu eletta superiora del nascente Ospedaletto, dove rimase fino al 1847. In seguito fu inviata a
Macerata ed a Jesi. Fu anche maestra delle novizie.
18
Al fratello delle scuole cristiane Hervé de la Croix
Copia a stampa in G. Bosco, Storia ecclesiastica ad uso delle scuole... Torino 1845, pp. [5]-[6]
E I 15-16 MB II 330
Dedica di un’opera a stampa
'"[Torino, ottobre-novembre 1845]
Onoratissimo Signore,
La stima e il rispetto che professo a V. S. Onorat.ma m ’impegna a dedicarle
quest’Operetta, unico omaggio che le possa offerire. So benissimo, che si opporrà
la modestia di Lei ed umiltà; ma siccome essa è stata scritta unicamente alla mag- 5
gior gloria di Dio, ed a vantaggio spirituale principalmente della Gioventù, nel
che Ella indefessamente si occupa, così le verrà tolto ogni pretesto di oppo­
sizione.
Si degni adunque riceverla sotto la potente di Lei protezione, non sia più
mia, ma sua, e faccia sì, che scorra per le mani di chi vorrà giovarsene; mentre io
ho l ’onore di potermi dire col più profondo ossequio, e colla più alta venerazione
Di V. S. Onorat.mo
Umil.mo Obb.mo Servitore
Sacerdote B. G.
2 II fratello delle scuole cristiane, Hervé de la Croix (Jean Baptiste Delahaye), nato a Thory (Francia)
nel 1796, morì nel 1873 a Béziers, dove aveva trascorso i primi anni della sua vita di educatore. Già in­
segnante a Parigi e a Dunkerque, dal 1830 al 1836 fu direttore responsabile delle scuole lassalliane a
Roma e poi ad Avignone. Nel 1841 divenne procuratore generale della congregazione a Parigi e l ’anno
seguente verme mandato a Torino come superiore della casa dei Fratelli delle Scuole Cristiane di S.
Pelagia e visitatore provinciale delle case dell’alta Italia. Dal 1846 ebbe l ’incarico di provinciale della
regione torinese, dal 1854 quello della regione emiliana. Rientrò in Francia nel 1863. Nel 1846 in colla­
borazione con «la Regia Opera della Mendicità Istruita», i Fratelli delle S. C. aprirono anche una scuo­
la serale per gli adulti operai. Al loro impegno si deve anche una notevole serie di testi scolastici ap­
provati dalle competenti autorità. Pertanto, dedicando la sua Storia Ecclesiastica a fratej Hervé, non
si può escludere che don Bosco si augurasse di farlo adottare come testo nelle loro scuole elementari
sia in Torino che altrove. Su fratei Hervé cf. A. Caviglia, Nota prelim inare a Opere e Scritti editi ed
inediti di «D on Bosco» ... voi. I pt. II. Torino, SEI 1929, pp. 5-8; G. Rigault, Histoire générale de l'In -
stitut des Frères des écoles chrétiennes, t. II, Paris 1942, pp. 543-546.
4 Storia Ecclesiastica ad uso delle scuole utile per ogni ceto di persone dedicata a ll’Onorat.m o Si­
gnore F. Ervé de la Croix Provinciale dei Fratelli D. I. D. S. C. Compilata dal sacerdote B. G. Torino
Tipografia Speirani e Ferrerò 1845, pp. [5]-[6].

7.10 Page 70

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64 dicembre 1845
19
Al padre rosminiano Francesco Puecher
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 24/25
Orig. aut. 2 ff. 226 x 174 mm. strappo sul f. 2
E I 15 MB II 326
Ringrazia delle informazioni ricevute — auspica la diffusione del volume Storia Ecclesiastica che
invia
*Torino, 3 dicembre 1845
Ill.mo Signore,
Un incomodo di salute mi fece ritardare una lettera d'accompagnamento pel
giovane Giovachino Guanti; spero che le cose andranno bene mediante la solita di
5 Lei bontà. In quanto al danaro, verrà portato da un fratello del sud[det]to postu­
lante, che desidera molto recarsi costì.
La ringrazio molto delle notizie inviatemi, e mi servirono per quello che desi­
derava, come potrà vedere dal volume di storia che le inchiudo. Qualora avesse
occasione di far scorrere copie di questa storia da quelle parti, io ne potrei man­
ie) dare al terzo meno di prezzo di quanto si vende presso i librai, e ciò tutto pel bene
spirituale specialmente della gioventù, per cui è stata scritta.
Gradisca i miei più cordiali saluti e mi perdoni la fretta
Obbl.mo servitore
D. Bosco Gio.
15 AllTU.mo Signore
f.2v
Il Sig. D. Puecher
Rettore del noviziato d. P.d.C.
Stresa
1 dicembre] 10 bre 7 inviatemi] iviatemi 9 copie di questa corr ex di queste copie
i del p
16 Puecher] Puequer
18 Stresa] Strezza
12 post
1 L ’anno, che pure si potrebbe scambiare per il 1843, non può essere che il 1845. Quanto al giorno, 3
lObre, pare si debba leggere 3 dicembre e n^»n 31 ottobre. Lo prova anche la lettera di risposta del 7 di­
cembre del padre Puecher a quella di don Bosco del giorno precedente.
4 Giovachino Guanti: nato a Buttigliera nel 1822, fece gli studi ginnasiali e filosofici a Chieri dal 1832
al 1839. In Torino frequentò l'università e svolse tre anni di pratica notarile, che gli consentirono di ot­
tenere la patente di «causidico». Il 25 novembre 1845 si trasferì dai Rosminiani a Stresa, dove un mese
dopo fu ammesso al noviziato. Emessi i voti nel 1847, entrò nello scolasticato teologico, durante il
quale ricevette la tonsura ed il suddiaconato. Insegnante prima a Domodossola e poi a Stresa, nel­
l'aprile 1852 lasciò l'istituto: cf. Registro degli entrati nell’istituto della carità dall'anno 1830. Nel
maggio 1852 risiedeva all'Oratorio di Valdocco.
7 notizie inviatemi: vedi lett. n. 15 ; il volume era la Storia Ecclesiastica...
10 II volume, di 398 p. (125 x90 mm.) era in vendita a lire 1,20 la copia: cf. Bibliografia italiana,
1846. Anche la seconda edizione del 1848 sarà allo stesso prezzo.

8 Pages 71-80

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8.1 Page 71

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dicembre 1845 65
20
Al padre rosminiano Francesco Puecher
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 26/27
Orig. aut. 2 ff. 225 x 170 mm. sul f. 2 c ’è timbro: Torino 6 die
E I 16
Invia denaro ed un pacco a Stresa — dà notizie circa due studenti rosminiani di stanza a Torino
’Torino, 6 dicembre 1845
Ill.mo Signore,
Ho fatto quanto la S.V. 111.ma mi ha suggerito pei fr. 150 quali le trasmetto
come mi sono consegnati; se occorrerà qualche altra cosa mel significhi solo, che
spero verrà tutto bellamente aggiustato. Temo che il pacco si fermi in Arona, ad 5
ogni caso di ritardo abbia la bontà di mandare aU'uffizio del Velocifero.
Con piacere grande veggo sovente il eh. Comollo Costantino coll’altro suo
collega, i quali frequentano esemplarmente la scuola di filosofia nell'università di
Torino.
Gradisca i sensi della più viva gratitudine con cui mi dico
10
Obbl.mo servitore
D. Bosco Gio.
f.2v All'Ill.mo Signore
Il Sig. D. Fran.co Puecher
P. dell’Is.to della carità
15
Stresa
1 dicembre] 10 bre 3 post trasmetto del qu 5-6 Temo... Velocifero add m rg sin 7 suo] sia
3 Era la cifra richiesta dal Puecher il 15 ottobre: vedi lett. n. 15.
5 pacco: conteneva la Storia Ecclesiastica di cui alla lett. prec.
Arona: località di circa 4 mila ab. sul lago Maggiore, a 38 km. da Novara. Da Torino per Arona parti­
vano i velociferi dei fratelli Motta ogni giorno eccetto la domenica. Il velocifero era una diligenza mol­
to rapida, che faceva poche soste ma con frequente cambio di cavalli. Così lo descrive il dizionario
piemontese italiano di V i t t o r i o d i S a n t ’A lb in o (Unione tipog.-edit. 1859): «Cocchione a più luoghi ri­
giranti tutta la cassa, che per lo più è quadrolunga, con coperto stabile e massiccio, e retta sulle molle.
Ha il carro a coda di legno a quattro ruote; le più volte ha da tergo e al di sopra un’aggiunta di cassino
a due o più sederi, con finestre e sportelli, che vien detta altanetta».
7-8 Comollo ... collega: giovani chierici rosminiani di stanza a Torino. Comollo Costantino, nato ad
Avigliana (Torino) nel 1825, era professo nell’istituto della carità dal 1842. Coadiutore spirituale e pro­
fessore di fisica, morì a Domodossola il 24 febbraio 1866: Necrologio dei Fratelli d e ll’istituto della ca­
rità... Cugino di Luigi Comollo, di cui don Bosco aveva scritto una breve biografia, Costantino, su in­
vito dello stesso don Bosco, era entrato fra i rosminiani, come riferirà lui stesso in una lettera al Ro­
smini del 2 gennaio 1846. L ’altro giovane di cui si parla dovrebbe essere Luigi Setti, nato a Trento nel
1826, amanuense del Rosmini per molti armi, il quale diresse varie case dell’istituto. Morì a Rovereto
nel 1896. Entrambi i giovani sul principio del 1846 chiesero al Rosmini come comportarsi con don Bo­
sco che li invitava ad andare a trovarlo al suo Oratorio. La risposta dell’abate non è stata conservata.
12 II giorno seguente il Puecher accusando ricevuta delle due lettere di don Bosco (3, 6 dicembre) lo
tranquillizzò circa i soldi inviatigli, lo ringraziò per il volumetto che avrebbe diffuso appena se ne fosse
presentata l’occasione, e si rallegrò delle buone notizie circa i due chierici nonché dei tratti di cortesia
che loro aveva riservato.
5

8.2 Page 72

▲torna in alto
1846 - 1848
21
Al vicario di città Michele Benso di Cavour
ASCT Vicariato, Corrispondenza, cart. 73, fase. 124, an. 1846
Copia allog. 2 ff. 295 x 207 mm.
Ined.
Traccia un resoconto dell’attività triennale del «catechismo» — ne presenta gli scopi, gli obiettivi, i
metodi — chiede l ’appoggio mediante un sostegno morale ed economico — dichiara la sua disponibi­
lità ad un colloquio
*Torino, lì 13 marzo 1846
Eccellenza,
La parte che l ’Ecc. V.a prende in tutto ciò che riguarda al buon ordine pub­
blico civile e morale, mi fa sperare che non le torni discaro un ragguaglio sopra di
5 un nostro Catechismo, che ha di mira il bene della gioventù e di cui ella stessa già
dimostrò più volte prenderne parte favorevole.
Questo Catechismo fu cominciato tre anni sono nella Chiesa di San France­
sco d’Assisi, e benedicendo il Signore l'opera sua, i giovani intervennero fino al
numero, di cui erane il luogo capace. Allorché poi l ’anno 1844 per cagion d ’im-
10 piego mi sono andato a ristabilire alla Pia Opera del Rifugio, quei buoni giovanetti
continuarono recarsi qua per la loro spirituale istruzione. Fu appunto in quel
tempo che di concerto col Sig.r T[eolog]o Borelli e don Pacchiotti, abbiamo pre­
sentato una memoria a Mons.r Arcivescovo, che ci autorizzò a convertire una no­
stra camera in Oratorio, dove si faceva il Catechismo, si udivano le confessioni, si
15 celebrava la S.ta Messa pei sovra accennati figliuoli.
Ma cresciuto il loro numero, né potendo più essere ivi contenuti, abbiamo
supplicato gli 111.mi SS.ri di Città a tal oggetto, e ci venne riscontrato con autoriz­
zazione di poter traslocare il nostro Catechismo nella Chiesa di San Martino pres­
so ai Mulini della Città. Là il concorso dei giovani fu grande e sovente oltrepassa-
20 va i ducento cinquanta.
Senonché anche da questa Chiesa siamo stati dai SS.ri Sindaci della Città f.lv
prevenuti dover il nostro Catechismo altrove traslocarsi pel prossimo gennaio,
senza che ci venisse accennato il motivo. L ’imbroglio per noi era grande, abban­
donare l ’opera incominciata che pareva sì buona ci rincresceva, solo Sua Ecc. il
25 Conte di Collegno dopo d’aver parlato con Lei ci confortava proseguire.
Durante quest’inverno l ’abbiamo fatto parte in nostra casa e parte in varie
camere prese a pigione. Finalmente la settimana corrente siamo venuti a trattati­
va di un sito col Sig.r Pinardi, con cui fu pattuita la somma di franchi ducento ot­
tanta per una camera grande, che può servire di Oratorio, più altre due camere
30 con sito aderente. Questo luogo ci sembra essere conveniente sia perché trovasi

8.3 Page 73

▲torna in alto
marzo 1846 67
molto vicino al Rifugio, come anche per essere in un posto affatto distante da
ogni Chiesa, e vicino a parecchie case; resta solo che ella ci manifesti se vada
bene in ciò che concerne alla società civile, ed esteriore.
Lo scopo di questo Catechismo si è di raccogliere nei giorni festivi quei gio­
vani che abbandonati a se stessi non intervengono ad alcuna Chiesa per l’istruzio- 35
ne, il che si fa prendendoli alle buone con parole, promesse, regali, e simili. L ’in­
segnamento si riduce precisamente a questo: 1° Amore al lavoro. 2° Frequenza
dei Santi Sacramenti. 3° Rispetto ad ogni superiorità. 4° Fuga dai cattivi com­
pagni.
Questi principii che noi ci studiamo d’insinuare destramente nel cuore dei 40
giovani hanno prodotto effetti meravigliosi. Nello spazio di tre anni più di venti
abbracciarono lo stato religioso, sei studiano il latino per intraprendere la carrie-
f.2r ra ecclesiastica, molti altri ridotti a buoni sentimenti frequentano le loro |rispetti­
ve parrocchie. Il che è molto considerevole attesa la qualità dei giovani i quali co­
munemente sono all’età da dieci a sedici anni senza principii di religione, e di 45
educazione, la maggior parte in preda ai vizii, e in procinto di dar motivo di pub­
bliche lagnanze, o di essere posti nei luoghi di punizione.
Ella ha un cuor buono, e amante di tutto quello che ridonda al pubblico bene
civile e morale; laonde la preghiamo a voler proteggere queste nostre fatiche, le
quali, come ben vede, non tendono già ad alcuna ombra di lucro, ma solo a gua- 50
dagnar anime al Signore.
Le spese che dobbiam fare per fornire di quanto ricercasi il luogo accennato
sono molte; abbiamo già il prelodato Conte Collegno che si offrì nostro benefatto­
re, il quale ci diede annuenza di manifestarlo a V.a Eccellenza, a cui avrebbe poi
egli stesso tenuto dettagliato discorso. Qualora poi Ella desiderasse di parlare con 55
me e co’ miei colleghi saremmo pronti ad ogni di lei cenno, e sarebbe nostro an-
zioso desiderio.
Nell’atto poi che lo prego d’aver per buona la libertà che mi son presa, le au­
guro ogni bene dal Signore, e mi reputo al più grande onore il potermi dire colla
più perfetta stima e col più profondo rispetto
60
Di V.a Ecc.za
Umilissimo e Obbligatissimo servitore
Sac.te Bosco Gioanni
Direttore Spir.le al Rifugio
10 Rifugio corr ex Riffugio
2 Michele Benso di Cavour (Torino 30 dicembre 1781 - ivi 15 giugno 1850) padre di Gustavo e del più
famoso Camillo. Già barone dell’impero francese e ciambellano del principe Camillo Borghese, nel
biennio 1833-1834 ricoprì la carica di sindaco nell’amministrazione comunale di Torino e dal 1835 al
1847 quella di vicario e sovraintendente generale di politica e di polizia della stessa città. Rimasto
membro del collegio dei Decurioni, nel 1848 si pronuncerà a favore della Costituzione (DBI 23,
144-146).
7 Catechismo: da intendersi forse, meglio, in senso di «oratorio» in quanto non limitato all’istruzione
religiosa.
tre anni sono: dunque nel 1843. Nel Cenno Storico (del 1854) don Bosco farà risalire questo suo cate-

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68 marzo-agosto 1846
chismo al finire del 1841 per pochi giovani ed al 1842 per una ventina. Lo stesso è raccontato nelle MO
(1991) 123-125. Invece secondo i Cenni storici (del 1862) i giovani erano una settantina: cf. P. B r a id o ,
Don Bosco per i giovani: «l'O r a t o r io »- Una congregazione degli Oratori. Roma, LAS 1988, pp. 35,58.
Evidentemente in tale numero si comprendevano tutti quelli che confluivano presso la chiesa di S.
Francesco e che erano assistiti anche da altri sacerdoti.
7-8 S. Francesco d'Assisi: antica chiesa nella via omonima, ufficiata da preti secolari. In alcuni locali
annessi, appartenenti già al convento dei francescani ma rimasti invenduti dopo la soppressione dello
stesso all’inizio del secolo XIX, era ubicato il Convitto.
13 Vedi lett. n. 10.
16-20 Vedi lett. n. 14.
23 II motivo era che la direzione della Deputazione sopra i mulini si era lamentata che «i fanciulli
sotto alla direzione del signor teologo Borei abus[ava]no della facoltà che la Ragioneria [aveva] fatto
al medesimo [...] recandovi incomodo e disturbo, facendo immondizie»: cf. Torino e Don Bosco (a
cura di G. Bracco) ... p. 125.
25 Dovrebbe trattarsi di Giuseppe M. Luigi Giacinto Provana di Collegno, nato a Torino nel 1785,
morto ivi il 6 febbraio 1854. Già decurione di Torino, fu pure vicario della città nel 1819; vi rinunziò in
occasione dei moti del 1821; consigliere di stato nel 1831, divenne nel 1840 presidente capo e control­
lore generale delle finanze. Nel 1808 aveva sposato Irene Salomone di Serravalle: cf. V. S p r e t i, E n ci­
clopedia storico-nobiliare italiana: IV Milano 1932, 517-520. Secondo T. C h iu s o (La Chiesa in Pie­
monte dal 1797 ai giorni nostri. Torino, tip. Giulio Speirani e Figli 1892, voi. IV p. 45) assieme al De
Foresta aveva promosso la soppressione degli ordini religiosi, della quale però aveva fatto pubblica
ammenda. Membro della S. Vincenzo, era molto legato a don Bosco che in MO (1991) 162-163 scrisse
di lui: «Faceva parte della Ragioneria il conte Giuseppe Provana di Collegno, nostro insigne benefatto­
re [...]. Più volte mi aveva dato sussidii e del suo proprio ed anche per parte del Sovrano».
27 Si tratta delle camere prese in affitto a lire 15 in un fabbricato poco lontano dal Rifugio, apparte­
nente a don Giovanni Antonio Moretta (16 agosto 1777 - 3 luglio 1847): cf. MO (1991) 141.
corrente: vale a dire prima del venerdì 13, giorno della stesura della lettera. Sul manoscritto delle MO
la data del 15 marzo è stata corretta da altra mano in 5 aprile: cf. MO (1991) lin. 453-454.
28 Francesco Pinardi, immigrato da Arcisate (Varese). Il 14 luglio 1845 aveva acquistato dai fratelli
Filippi una casa e del terreno circostante a lire 14.000. Il 10 novembre dello stesso anno l’aveva dato in
affitto ad un altro immigrato, un certo Pancrazio Soave di Verolengo (Torino).
28-29 Quanto alla somma pattuita, sul contratto originale di affitto — firmato dal teologo Borei — si
legge lire «300», corretto da un precedente lire «310».
29-30 camera grande più due camere con sito adiacente: sia in questo documento come nello stesso
contratto originale di affitto (1° aprile 1846) non si parla della famosa «tettoia», che invece è ricordata
nel contratto di affitto al Soave del 10 novembre 1845: «rimane esclusa la tettoia che si sta costruendo
dietro detta casa, nonché il terreno esistente nanti [sic] la medesima»: cf. F . G ir a u d i, L ’O ratorio di
Don Bosco. Torino, SEI 1929, pp. 60, 63-64. Nella lettera si parla di un «sito» aderente alle camere; nel
contratto del 1846 invece di un «cortile luogo comune». Quanto don Bosco qui scrive corrisponde alla
descrizione fatta dal contratto di affitto.
55 Si noti che don Bosco si espone in prima persona, anche se ammette di lavorare aU’interno di un
gruppo di colleghi.
64 Positiva ed incoraggiante la risposta del Cavour, che sul verso della lettera scrisse il seguente ap­
punto: «Riscontrare. Aver io parlato con S. E. rev. Monsignor Arcivescovo e col Conte Colegno che
nessun dubio [sic] può esservi del vantaggio di un Catechismo e che riceverò volentieri il sig. sacerdo­
te Bosco lunedì 30 all’Ufficio alle due vespertine». 28 marzo. Benso di Cavour». L ’ASC conserva l'ori­
ginale della risposta: 38 Torino Valdocco (me. 228 E 5), ed. in MB II 405.
22
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170) me. 9 C 8
Orig. aut. 2 ff. 253 x 198 mm. restaurato il f. 2
lettura
E I 16-17 MB II 503-504
inchiostro sbiadito, per cui rimane di difficile
Espone la situazione della sua salute — chiede notizie sull'andamento dell'Oratorio durante il suo
soggiorno a Castelnuovo

8.5 Page 75

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agosto 1846 69
Castelnuovo, [22 agosto 1846]
Car.mo Sig. Teologo,
Sono a Castelnuovo; il mio viaggio andò bene quantunque ben crollato dal
somarello. Lo stato di mia sanità ha di molto migliorato: quel mangiare, bere,
dormire e non di più, il passeggiare per queste colline che spirano un’aria pura, 5
fresca; anche in pochi giorni m ’hanno fatto cangiar colore e forma. Io conosco
veramente la mano di Dio che coopera alla mia sanità. Io mi sento più forte e più
robusto che non era prima di quest'ultima malattia, è nel tempo stesso scompar­
sa quell’arsura da cui era nelle fauci travagliato. Deo gratias.
Non so se il caldo siasi anche temperato in Torino: noi respiriamo un fresco io
veramente vivificatore, e questo malgrado una siccità che desola tutta la campa­
gna, e fa sì che da’ poveri contadini non altro intendasi che lamenti e sospiri di
miseria, però molto rassegnati alla volontà divina.
Tonin mi fa ottima compagnia e mi tiene maravigliosamente allegro; quanti
baci di mano farebbe a Lei e a D. Pacchiotti se potesse averli!
15
Quante volte lungo il giorno penso all’Oratorio! Me ne dia nuove, e special-
mente della processione di sabato scorso. La prego di salutare tutte le persone
che hanno con noi qualche relazione, data o[c]ca sion e; donare una stretta di
mano a D. Pacchiotti, a D. Bosio, al sig. T[eologo] Vola.
Le scriverò di nuovo presto. Vale in D om ino, vale.
20
Aff.mo servit. amico
D. Bosco
[P.S.] Tonin la prega di rimettere la lettera inclusa a Cavalli.
f.2v All’Ill.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. T. Borrelli
25
Direttore Sp. al Rifugio
Torino
13 post alla del voli 23 Tonin... Cavalli add mrg sin
1 Castelnuovo: don Bosco vi si era recato ai primi di agosto per la convalescenza dopo la gravissima
malattia polmonare che lo aveva colpito nei mesi precedenti, di cui fa testo anche la lettera autografa
della marchesa Barolo al Borei in data 18 maggio 1846 (ASC 123 Barolo ed. in MB I I 463-466). Nel giu­
gno 1846 don Bosco aveva subaffittato dall’inquilino Pancrazio Soave tre stanze al piano sopraelevato
per 15 lire mensili (ASC 38 Torino Valdocco me. 791 B 1/2). In tal modo aveva un luogo dove risiede­
re, dovendo lasciare sia la stanza al Rifugio che il suo impiego all'Ospedaletto, in entrambi i posti so­
stituito da don Antonio Bosio.
22 agosto: la data è quella del timbro postale. Il Borei rispose immediatamente.
14 Tonin: diminutivo di Antonio: ragazzo dell'Oratorio portato con sé da don Bosco.
17 sabato scorso: ossia 15 agosto, festa dell’Assunta. Si capisce il rammarico di don Bosco di non po­
ter presenziare alla processione mariana che per la prima volta avveniva all’Oratorio dopo l’entrata in
casa Pinardi.
19 Dovrebbe trattarsi di G. Battista Vola, uno dei sacerdoti che collaboravano con don Bosco al-
l’Oratorio di Valdocco, poi direttore dell'Oratorio dell’Angelo Custode e del Ritiro di S. Pietro. Cava­
liere mauriziano, era nato a Torino il 5 agosto 1806; morì il 24 novembre 1872. Il fratello maggiore era
il teologo Giovanni Ignazio, nato il 17 febbraio 1797. Aveva la sua abitazione vicino a Valdocco, nella
parrocchia di S. Agostino. Nel 1847 accettò l'incarico di direttore del monastero del Buon Pastore,

8.6 Page 76

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70 agosto 1846
sempre vicino all’Oratorio. Fino al 1848 continuò a frequentare le conferenze teologiche del semina­
rio. Rinomato come confessore e direttore spirituale, morì il 6 febbraio 1858. Aiutò molto don Bosco e
questi ne pubblicherà in due numeri delle Letture Cattoliche (mar. e apr. 1865) un profilo biografico
curato dalTallora canonico Lorenzo Gastaldi.
23 Cavalli: dovrebbe essere un altro giovane dell’Oratorio.
23
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170)
Orig. aut. 2 ff. 253 x 198 mm.
E I 17-18 MB II 505-506
me. 9 C 9
Ringrazia per la lettera inviatagli — tranquillizza circa la sua salute — invia notizie a proposito del gio­
vane Tonin — chiede di mandargli alcuni oggetti
[Castelnuovo, 25-27 agosto 1846]
Car.mo Sig. Teologo,
Mi fu oltremodo cara la compitassi]ma sua lettera, la quale lessi più volte
con molta mia soddisfazione, e l'assicuro che se avessi avuto le ali avrei fatto un
5 rapidissimo volo per deliziarmi nella processione, e nelle comunioni che i nostri
figliuoli fecero nell'Oratorio, glielo dica che io ne fui contentissimo. Continui, sig.
Teologo, a notificarmi le cose buone e avverse dell’Oratorio, e mi serviranno di
dolce trattenimento.
Lo stato di mia salute continua sempre in bene. Non si inquieti sul mio occu-
10 parmi; saprò fare il poltrone; sono già stato pregato a confessare, predicare, can­
tar messa, far ripetizione, e a tutti ho risposto no.
Tonin ad Ogni Santi non prende l'esame, epperciò qui non fa altro che il la­
voro delle vacanze; del resto viene sempre meco in giro. Ne ha molto bisogno.
La prego di consegnare al latore della presente i fagotti di Tonin, che sono
15 ancora in fu mia camera e insieme i libri dello stesso. Favorisca anche di mandar­
mi un calendario, se no qui so nemmeno più se sia giorno festivo o feriale. Vener­
dì e sabato scorso ha piovuto quivi sufficientemente, e così fu tolto l'orrido aspet­
to delle campagne e ridonato un sembiante di primavera.
Un cordialissimo Dom inus tecum a Lei, a D. Pacchiotti, a D. Bosio etc. Ho
20 un po’ mal di dente.
Di V.S. car.ma
Aff.mo servii, amico
D. Bosco
P.S. Dia anche nuove di me a D. Caffasso.
25 All’111.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. T. Borrelli Gio.
Direttore sp. al Rifugio
Torino
9 ante Lo del Non si inquieti
13 Ne ha molto bisogno add m rg inf 15 fu mia co rr ex mia

8.7 Page 77

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agosto 1846 71
1 25-27 agosto: se la precedente lettera al Borei arrivò il 22-23 agosto, e la risposta fu redatta il 23-24,
la presente missiva di don Bosco dovrebbe essere datata 25-27 agosto, anche perché don Borei rispon­
derà in data 27-28 agosto.
3 La lettera non è stata conservata.
12 Tonin: vedi lett. prec.; forse si tratta dell’esame che precedeva la vestizione dell’abito ecclesiastico.
14 latore della presente: personaggio rimasto anonimo.
15 fu mia camera: nell'agosto 1846, una volta convalescente, aveva dovuto lasciare la camera al Ri­
fugio avendo rinunciato all’impiego di cappellano dell'Ospedaletto: vedi lett. prec.
16 calendario liturgico, utile per la recita del breviario e le celebrazioni eucaristiche.
19 In assenza di don Bosco i due sacerdoti, coadiuvati da altri, continuavano a mantenere in vita le
attività oratoriane.
24
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170) me. 9 D 7/8
Orig. aut. 2 ff. 254 x 198 mm. strappo sul f. 2
E 118-19 MB II 506-507
carta leggerissima
Chiede di intervenire presso don Trivero perché tratti amorevolmente i giovani — riferisce di un voto
non mantenuto da parte di un ammalato — domanda di inviargli libri e notizie di alcuni giovani del-
l’ Oratorio — dà notizie della sua salute
*Castelnuovo d ’Asti, 31 agosto 1846
Car.mo Sig. Teologo,
Bravissimo Sig. Teologo. La sua dettagliata lettera servì a me e ad alcuni
miei amici di b e llis s im a lettura; sono molto contento che le cose delTOratorio
progrediscono nel modo che si sperava. Va bene che D. Trivero si presti per
l ’Oratorio; ma stia attento che egli tratta i figliuoli con molta energia, e so che al­
cuni furono già disgustati. Ella faccia che l'olio condisca ogni vivanda del nostro
Oratorio. Le mando due piccioni della nostra stalla, che credo non dispiaceranno
a D. Pacchiotti; io voleva mandare invece due pollastri, e mia madre non ha volu­
to, perché volle che questo genere di cibo si venga a mangiare sul luogo dove fu
prodotto; ma di questo ne parleremo in altra lettera.
Ieri quivi vicino si fece la sepoltura di un uomo che fu soggetto di molti di­
scorsi. In una malattia data da’ medici insanabile, ad istanza di una pia persona,
fe' voto di una confessione, comunione, e di una Messa. Piacque a Dio la promes­
sa e gli donò la sanità. Senonché l’altro dimenticò quanto aveva promesso; e seb­
bene fosse dalla propria moglie e da altri più volte avvertito a tener la parola col
Signore, tuttavia egli niente adempì. Che vuole mai! Godette egli un mese circa di
sanità, sabbato scorso venne sorpreso da improvvisa malattia, e l ’infelice in po­
che ore passò all'eternità, senza potersi né confessare, né comunicare. Ieri nel­
l’occasione della sepoltura tutti parlavano di questo fatto.
Faccia il piacere di mandarmi una copia de’ libretti: Le sei dom eniche etc.,
L u ig i C om ollo, Angelo Custode, Storia Ecclesiastica, i quali troverà nella guarda­
roba accanto del mio tavolino.
Lo stato di mia salute continua a migliorare, solo da alcuni giorni sono trava-

8.8 Page 78

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72 agosto 1846
25 gliato da mal di denti: ma questa secca e p o i va via. L ’uva è già buona, lo dica a
D. Pacchiotti e a D. Bosio, ci pensi anche Lei...
Avrei molto piacere che mi desse nuove di Genta, Gamba, e dei due Ferrerò
e di Piola, se si regolano bene, o se battano la luna etc.
Saluti i cari nostri colleghi D. Pacchiotti e D. Bosio e mi creda mai sempre
30 quale di tutto cuore mi dico nel Signore
Aff.mo serv. amico
Sac. Bosco Gio.
P.S. Dia questa lettera al sig. T. Vola. Parto all’istante per andare a Passerano a
far ribotta.
35 AU’Ill.mo e M.to R.do Sig.
Il Sig. T. Borrelli Gio.
Direttore sp. al Rifugio
Torino
1 1846 add 25 è add si
3 La lettera, datata 27-28 agosto, non ci è pervenuta.
5 Don Giuseppe Trivero era nato nel 1816 a Pettinengo (Vercelli), paese confinante con Bioglio, luo­
go d ’origine di un altro dei primi collaboratori di don Bosco, don Giacinto Carpano. Il Trivero era en­
trato nel clero palatino; ordinato sacerdote il 1 giugno 1844, in seguito diventò rettore della cappella
reale della S. Sindone. Morì il 6 aprile 1894. Non solo aiutò don Bosco, ma operò anche in aiuto dei
giovani spazzacamini che accorrevano a Torino in cerca di lavoro: cf. B. B u s c a g l ia , San Giovanni B o­
sco e i Biellesi, 1934, p. 24; ristampa 1988, p. 37.
6 figliuoli: ragazzi, fanciulli: termine italiano corrispondente al dialettale fieni.
9 mia madre: mamma Margherita: nata il 1 aprile 1788 a Capriglio, morta a Valdocco il 25 novem­
bre 1856 a 68 anni. Il 3 novembre 1846 lasciò la casa dei Becchi per trasferirsi col figlio don Giovanni a
Valdocco.
11 Vedi lett. seg.
21-22 Le sei domeniche e la novena di san Luigi Gonzaga con un cenno sulla vita del santo. Tori­
no, dalla tipografia Speirani e Ferrerò vicino alla chiesa di s. Rocco. 1846.; Cenni storici sulla vita del
chierico Luigi Com ollo m orto nel seminario di Chieri ammirato da tutti per le sue singolari virtù
scritti da un suo collega. Torino, dalla tipografia Speirani e Ferrerò vicino alla chiesa di s. Rocco.
1844, 83 p.; I l divoto d ell’Angelo custode aggiuntevi le indulgenze concedute alla Compagnia canoni­
camente eretta nella chiesa di S. Francesco d ’Assisi in Torino. Torino, tipografia Paravia e comp.
sotto i portici del palazzo dell’ill.ma città. 1845, 71 p.; Storia Ecclesiastica ... vedi lett. n. 18.
25 secca e poi va via: espressione indicante l’impossibilità che un disturbo possa durare per sempre,
l'uva è già buona: implicito invito ad andare a trovarlo.
28 battere la luna: espressione piemontese: essere malinconico.
33 Passerano: località a 7 km. da Castelnuovo d’Asti, con 600 ab. circa.
34 far ribotta: piemontesismo: festeggiare, bere in compagnia.
25
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170) me. 9 D 9/10
Orig. aut. 1 f. 228 x 184 mm. strappi a mrg.
E I 19-20 MB II 512-514
Descrive il castello de’ Merli, ove si trova, come fosse una favola — informa sulla sua salute — invita a
venirlo a trovare assieme a don Pacchiotti e a don Bosio

8.9 Page 79

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settembre 1846 73
Dal castello de’ Merli,
*16 settembre [1846]
Car.mo Sig. Teologo,
Quando era piccolino mi venivano raccontate certe storielle che coll'andar
del tempo giudicava favole. Ora veggo co' propri occhi che erano ben fondate. 5
S'immagini di vedere un gruppo di colline alte sì, ma che abbiano in mezzo
un monte che di gran lunga le sorpassi. Superate queste colline mercè molti m on ­
ta e scendi, si trova a' pie' del castello de' Merli, che trovasi posto nel più bello
del Monferrato, distante 4 miglia da Moncalvo e otto da Casale. A prima vista
questo castello presenta un vasto edifizio inaccessibile a chi non è perito de' pas- io
saggi che guidano di là de' monti ovvero grosse mura, le quali a forma di lumaca
incrocicchiata difendono il castello. Sotto questi grossi muri vi sono scavati archi
alti e profondi che conducono in voragini sotterranee. Quivi al primo por piedi
parevami l'antro della Fata Alcina, o l ’abitazione del Mago di Sabina, della Sibilla
di Cuma e simili. Tutti questi antri rendono tetro e curioso il luogo. Questo castel- 15
lo[,] questi antri[,] la sua profondità e lunghezza furono a parecchi scrittori anti­
chi soggetto di parecchie favole e racconti, alcuni dei quali le racconterò otioso
tempore.
Sono un mese ed alcuni giorni che sono venuto via da Torino e le cose proce­
dettero sempre di bene in meglio; e da una settimana in qua ho fatto prova a dir 20
f.lv tutto il |breviario, e non provai alcun incomodo; e se continuo su questo piede
fino ad Ogni Santi posso servire a far ottima salzicia. Perciò io stimo molto a pro­
posito il parlarci per vari rapporti, e questo potrebbe farlo con un lunedì, o per
quanto gli sarà possibile. Il giorno più opportuno sarebbe il lunedì del 28 corren­
te. Vada all’albergo del Vitello d ’oro[,] vi è la vettura di Castelnuovo che parte in 25
sulla sera, oppure (e lo stimo meglio) al mattino del lunedì venga coll'o m n ib u s a
Chieri; ed io lo manderò a prendere costì con un somaro che compierà bene il
suo uffizio. Prima di partire passi dal sig. D. Caffasso, il quale dirà anche qualche
cosa sopra una lettera che gli scriverò. Bisogna però che mi scriva come si risolve
di fare, e nel tempo stesso mi significhi se ho da procurare del vino o no.
30
Non dimentichi di mandarmi un calendario che ne ho molto bisogno. In
quanto a Genta fra poco avrò una risposta decisiva e forse favorevole. Il succitato
mezzo per venire a Castelnuovo può anche servire per D. Pacchiotti e per D. Bo-
sio, e specialmente il sig. D. Pacchiotti, il quale ha fatto voto di venire al Vessola-
no. Sarò esaudito?
35
Ho passato alcuni giorni con un mio antico maestro di scuola in Goj vicino al
castello de' Merli; al ventidue di questo [mese] sarò a casa per vendemmiare.
Li saluto tutti cordialmente ed auguro ad ognuno ogni bene dal Signore; vale
et valedic
Umil.mo servitore
40
Bosco Gio.
9 post 4 del quo
12 ante archi del grossi
21 il it 27 somaro] sommaro
28 dirà] dirò

8.10 Page 80

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74 novembre 1846
1 Castello de’ Merli: oggi Castelletto Merli, località di circa 1400 ab., a 40 km. dal capoluogo di pro­
vincia, Alessandria. Don Bosco vi si era già stato nell’ottobre 1841: si veda l’avventura di quel viaggio
in MB II 30-35.
7 monta: sali.
9 Monferrato: grande altipiano collinoso a sud est di Torino. Fanno parte dell’alto Monferrato le
province di Mondovì, Acqui ed Alba; del basso Monferrato invece quelle di Alessandria, Asti e Casale.
La zona è molto ricca di vigneti.
miglia: o miglio: è una misura di distanza di circa tre mila passi. Quella piemontese era di 800 trabuc­
chi, esattamente passi 3200, corrispondente a 2466 m.
Moncalvo: località di circa 4.000 ab., a 19 km. a nord di Asti, sulle colline che segnano il confine con
la provincia di Alessandria. Casale Monferrato invece, a 30 km. a nord di Alessandria, sulla riva destra
del Po, aveva oltre 20.000 ab.
14 Fata Alcina: maliarda bellissima, simile alla Circe omerica: personaggio dell’Orlando Furioso di
Ludovico Ariosto e già dell'Orlando Innamorato di M. M. Boiardo. Mago di Sabina: personaggio fan­
tastico dalla barba incolta e dai capelli lunghi. La Sabina è una regione dell’Italia centrale, avente
come centro principale Rieti. Sibilla di Cuma: profetessa della mitologia mediterranea che avrebbe af­
fidato al re di Roma libri di oracoli di difficile interpretazione.
19 mese ed alcuni giorni: pertanto da Torino era partito in agosto.
25 L ’albergo, in contrada di Po, oggi via Po, era gestito da una certa Giovanna Mosso.
26 omnibus: specie di grande cocchio con coperto, posto su molle e su quattro ruote, con vari posti
a sedere, con sportelli sulle fiancate. Sopra il coperto c ’erano sedili per altri viaggiatori. Normalmente
faceva servizio in città e nei paesi limitrofi. Don Bosco pare usare indifferentemente i termini omnibus
e velocifero: vedi anche lett. n. 20.
29 Lettere non pervenute.
34 Vessolano: Vezzolano, a 35 km. a est di Torino, sulla strada della collina Chieri-Castelnuovo, in
comune di Albugnano d’Asti (1000 ab. circa), dove, in valletta solitaria, sorge l'antichissima abbazia di
S. Maria.
36 Goj: Godio, frazione di Castelletto Merli (1500 ab.). Don Lacqua doveva essersi trasferito colà al
termine del suo impegno di maestro-cappellano di Ponzano, vale a dire sul finire del 1844: cf. L. D e
A m b r o g io , Le passeggiate autunnali ... p. 196.
26
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
ASC 38 Torino Oratorio (F 583) me. 230 E 16
Orig. ms. di Giovanni Borei senza firma 2 ff.
MB III 198-199
310x215 mm.
Domanda collettiva di poter erigere una Via Crucis all’Oratorio
[Torino, anter. 11 novembre 1846]
Eccellenza Reverendissima,
I
Sacerdoti applicati alla istruzione de’ giovani dell’Oratorio di S. Francesco
di Sales recentemente aperto in Valdocco fuori di questa capitale, affine di accen­
dere vieppiù la pietà ne’ giovani accorrenti in grande numero bramerebbero di
eriggersi la santa pratica della Via Crucis, osano perciò ricorrere rispettosamente
alla Pastorale cura di V.E. Reverendissima.
Supplicandola umilmente a volersi degnare di accordare loro questo favore,
e delegare chi Ella giudica per la erezione della medesima.
Che della grazia
Li supplicanti
[Teol. Giovanni Borei
Sac. Giovanni Bosco]

9 Pages 81-90

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9.1 Page 81

▲torna in alto
6 Crucis,] Crucis
aprile 1847 75
13 La richiesta venne accolta in data 11 novembre 1846 dal provicario generale Celestino Fissore,
che autorizzò il Guardiano dei Minori francescani Osservanti a scegliere un proprio confratello. Il do­
cumento porta anche il previo consenso scritto del proprietario della casa, Francesco Pinardi. Delega­
to a compiere il sacro rito, che ebbe luogo il 1° aprile 1847, fu il padre predicatore e confessore Buona­
grazia. Il 14 novembre 1846 mons. Fransoni autorizzava il teol. Giovanni Battista Vola a benedire la
nuova campana delTOratorio. La supplica era stata avanzata, a nome anche di don Bosco, dal Borei
(copia allog. in ASC 38 Torino Valdocco, ed. in MB II 574-575).
27
Ai sindaci di Torino
ASCT Ragionerìe 1847 voi. 66
Orig. ms. di Giovanni Borei senza firma 1 f. 260 x 190 mm.
Ined.
Richiesta di tavoli e banchi «fuori uso» per attrezzare l ’incipiente scuola domenicale
[Torino, anter. 22 aprile 1847]
Ill.mi Signori Sindaci,
I
Sacerdoti T. Giovanni Borei e D. Giovanni Bosco che si impiegano alla Di­
rezione spirituale de’ giovani artisti delTOratorio di S. Francesco di Sales aperto
in Valdocco in vicinanza della pia casa del Rifugio, avendo inteso come sia desi- 5
derio di molti giovani ivi accorrenti di impiegare qualche ora delle feste ad impa­
rare a leggere e scrivere, e volendo essi aderire a questa loro brama la quale se­
conda mirabilmente le loro mire di tenere la gioventù in questi giorni lontana dal­
l'ozio e dai vizii, hanno divisato col consiglio di saggie persone di aprire scuola
caritatevole ai medesimi.
10
Per il che ricorrono rispettosamente alle SS. LL. Illustrissime, pregandole,
semai esistessero nei magazzeni delle scuole dell’111.ma Città delle panche, ban­
chi, o tavole fuori d'uso, che si degnino di accordarne l'uso ai ricorrenti a quel ti­
tolo che giudicheranno meglio.
i Ricorrenti
15
[Teol. Giovanni Borei
Sac. Giovanni Bosco]
2 Sindaci: all’epoca erano il marchese Vittorio Colli di Felizzano (Alessandria) ed il conte Giuseppe
Ponte di Pino Torinese. Come il corpo decurionale era composto da 60 membri, di cui metà apparte­
nenti alla prima classe (nobili) e metà alla seconda (avvocati, negozianti, cittadini esimi); anche i sin­
daci appartenevano alle due diverse classi.
4 artisti: artigiani.
9 Ad es. i Fratelli delle Scuole Cristiane che da oltre dieci anni avevano fondato un'analoga scuola
domenicale: cf. nota alla lett. n. 18.
14 Non si conosce l’esito della petizione.

9.2 Page 82

▲torna in alto
76 agosto 1847
28
Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 37-38
Orig. aut. 2 ff. 255 x 198 mm. strappo sul f. 2.
Ined.
timbro: Torino 17 ago
Raccomanda tre giovani che desiderano farsi rosminiani
•'Torino, 13 agosto 1847
Illustrissimo e M.to R.do Signore,
Oggi Borgis Federico fu inter optimos promosso alla classe di umanità; di
che oltremodo contento mi prega di prevenir V.S. 111.ma e M.to R.da se niente
5 osta per entrare nel desiderato Istituto de' preti della carità colle modiche richie­
ste condizioni del fardello e fr. 150 nella sua entrata.
Chiapperò detto anche Montafameglio di professione calzolajo capace di
qualunque lavoro dell’arte sua deside[re]rebbe di fargli compagnia, solo dimanda
(temo di essere indiscreto) se invece de’ fr. 50 volesse sostituire gli utensili di sua
10 professione.
Alle condizioni del Borgis desidera pure di essere accettato un certo Chiuso
di Chieri d ’anni 16 il quale ha quest’anno lodevolmente compiuto il corso di
umanità.
Appena saranno assestate le cose per questi tre giovani di ottima volontà ap-
15 pagherò alcuni altri, i quali da lungo tempo insistono che io faccia inchiesta a Lei
onde li accetti.
Gradisca frattanto i miei più cordiali saluti, e nella dolce persuasione del ben
essere di salute de’ miei figliuoli già costì ricevuti auguro a tutti ogni bene nel
Signore e sono
20
Di V.S. 111.ma e M.to R.da
Umil.mo ed obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All'Ill.mo e M.to R.do Sig. Prov. col.mo
Il Sig. D. Fradelizio Gius. M[aestr]o de’ Novizi
f.2v
25 Stresa
17 frattanto] trattante
2 Padre Giuseppe Antonio Fradelizio, nato a Trontano (Novara), all’epoca maestro dei novizi e poi
rettore dell’istituto S. Maria del Calvario a Domodossola; morì il 4 luglio 1858 a 39 anni: cf. N ecrolo­
gio dei Fratelli dell’istituto della carità ... p. 46.
3 Giuseppe Federico Borgis: nato a Rivoli nel 1829, il 13 settembre 1847 si presentò dai rosminiani a
Stresa, dove il 4 novembre fu ascritto fra i novizi. Una volta presi i voti degli scolastici nel 1849, passò
come studente allo scolasticato di Domodossola, indi come insegnante elementare prima a Stresa, poi
a Intra, per ritornare ancora a Stresa e passare infine come professore di grammatica e retorica a Do­
modossola. Nel 1861 fu licenziato dall'istituto: ASIC Registro degli entrati n e ll’istituto della carità
d a ll’anno 1830.
classe di umanità: corrispondente all’odierna quarta ginnasio, che precedeva quella di retorica ed il
biennio filosofico, che a sua volta dava accesso all’università.
6 richieste condizioni: vedi lett. n. 15.
7 Chiapperò, detto anche Montafameglio: non abbiamo dati precisi su di lui. Andato dai rosminiani

9.3 Page 83

▲torna in alto
settembre 1847 77
a Stresa, non dovrebbe essere rimasto, dal momento che il suo nome non appare nel Registro degli
entrati n e ll’istituto della carità dall'anno 1830.
11 Francesco Giuseppe Felice Chiuso, nato a Chieri nel 1831, fece gli studi di umanità a Chieri. Tra­
sferitosi il 14 settembre del 1847 dai rosminiani a Stresa, il 4 novembre venne ascritto fra i novizi. Pro­
fesso nel 1849, passò lo stesso anno allo scolasticato di Domodossola, da dove uscì per andare alla
casa di Stresa nel 1851. Lasciò l’istituto della carità il 30 agosto 1853, per poi essere riammesso al no­
viziato il 9 marzo successivo. Ma non rimase fra i rosminiani: ASIC Registro degli entrati n ell’istituto
della carità d a ll’anno 1830.
29
Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
ASIC A l - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 39-40
Orig. aut. 2 ff. 213 x 150 mm. strappo sul f. 2
Ined.
Lettera di accompagnamento dei tre giovani già presentati precedentemente — annuncia il prossimo
arrivo di un altro aspirante
*Torino, 13 settembre 1847
Ill.mo Signore,
Ecco da V.S. Ill.ma e M.to R.da i miei tre raccomandati; pel fardello credo
che siano abbastanza provveduti; per la somma richiesta Borgis porta seco fr. 80,
il resto lo spediranno presto i suoi parenti. Per Chiapperò ho fatto come mi scris- 5
se, cioè porta gli utensili di sua professione. Chiuso poi non può aver la fede di
ammessione perché il suo professore è fuori di casa; di più essendo alcune pie
persone che concorrono per li fr. 150, esse non vogliono prestarsi finché egli non
sia ammesso alla prima prova.
Io
li conosco tutti tre per buoni secolari; resta che V.S. li provi se faranno io
pure buoni religiosi. Facciasi in ogni cosa la Divina volontà.
Da qui a pochi giorni giugnerà pure Sobri di Pancalieri il quale non ha biso­
gno di riguardo nella pensione, e porta seco fr. 1000 e più se fa di bisogno.
La settimana p[rossima] ventura parto anche io per costì ove spero di vedere
personalmente la V.S. secondo che molto desidero. Spero che il Signore vorrà be- 15
f. iv nedire questi buoni principii |e che questi giovanetti cresceranno nelle vie del Si­
gnore a reciproca consolazione.
Mi creda co’ sensi della più sincera stima
Di V.S. Ill.ma
Umil.mo servitore amico
20
Sac. Bosco Gio.
f.2v All’Ill.mo e M.to R.do Sig. Prov.col.mo
Il Sig. D. Fradelizio M [aes]tro de’ Novizi
nell'I.to d.C.
Stresa
25
1 settembre] 7bre 4 ante per del vi sono

9.4 Page 84

▲torna in alto
78 ottobre 1847
3 i miei tre: vedi lett. prec.
5 resto: cioè lire 70. Per avere un’idea del potere d’acquisto dell'epoca, ricordiamo che nel 1847 un
kg. di pane casalingo sul mercato di Torino costava lire 0,32, l'anno seguente 0,37, e 0,36 nel 1849. Il
23 ottobre 1847 l ’ex compagno di studi di don Bosco a Chieri, don Carlo Palazzolo, venne accolto a
Valdocco a 35 franchi mensili di pensione.
Il 18 agosto 1847 padre Fradelizio aveva scritto a don Bosco rallegrandosi della buona volontà dei gio­
vani raccomandati e rimettendogli la decisione circa le modifiche alle condizioni di accettazione. Gli
aveva pure esternato la sua gioia di poter andar presto a trovarlo.
11 Solo due si fecero rosminiani, ma nessuno perseverò: vedi nota alla lett. prec.
12 Sobri di Pancalieri: giovane aspirante rosminiano, che però non risulta abbia mai professato nel­
l ’istituto. Pancalieri: località a 32 km. da Torino, con circa 2500 ab., nel circondario di Pinerolo.
14 settimana prossima: fra le due domeniche 19-26 settembre.
30
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
ASC 38 Torino Oratorio (F 583) me. 230 E 9
Orig. ms. di Giovanni Borei senza firma 2 ff.
Ined.
253 x 198 mm.
Richiesta di adibire ad uso profano l’ex cappella deU’Oratorio presso l'Ospedaletto di S. Filomena
[Torino, anter. 5 ottobre 1847]
Eccellenza Reverendissima,
Espongono umilmente i sacerdoti addetti alla Direzione spirituale della pia
Opera di M.S. Rifugio de’ peccatori, che avendo traslocato l ’Oratorio pei giovani
di S. Francesco di Sales con autorità di V.E. Rev.ma in un altro più capace, tor­
nerebbe cosa molto utile allo [o]spedaletto di S. Filomena che quel primo si con­
vertisse in altro uso, come per esempio di dormitorio etc.
Supplicano pertanto V.E. Rev.da a volersi degnare di permettere loro che ri­
dotto ad uso profano, se ne faccia l'uso che si giudicherà più opportuno.
Che della grazia
i suddetti
[Teol. Giovanni Borei
Sac. Giovanni Bosco]
5 un altro] un’altro
13 L ’autorizzazione arcivescovile autografa è datata 5 ottobre 1847: ASC Torino Oratorio.
31
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
ASC 132 Oratorio S. Luigi (A 221) me. 1989 B 3/4
Copia allog. con firma allog. 1 f.
Ined.
Richiesta di benedizione del locale e degli arredi destinati al nuovo Oratorio di S. Luigi aperto nei
pressi di Porta Nuova

9.5 Page 85

▲torna in alto
dicembre 1847-estate 1848 79
[Torino, anter. 18 dicembre 1847]
Eccellenza Reverendissima,
Il
Sacerdote Bosco Gio., e il Sig. T. Borelli addetti alla direzione spirituale
dell'Oratorio di S. Francesco di Sales avendo aperto un nuovo Oratorio tra il viale
de’ Platani, e del R. Valentino Porta Nuova, Supplicano umilmente V.E. Reve- 5
rendissima a voler delegare il Curato della Madonna degli Angeli per la benedizio­
ne, e permettere di celebrare la S. Messa, e dare la benedizione col SS. Sacra­
mento come già aveva accordato per l'Oratorio di S. Francesco con suo decreto
in data del 6 dicembre 1844.
Che della grazia
10
Sacerd.e Gio. Bosco
4-5 Viale dei Platani: in seguito viale del Re, attuale corso Vittorio Emanuele II. Regio Valentino: va­
sto parco sulla sponda sinistra del Po, a sud est della città. Porta Nuova: porta di Torino al termine
della contrada omonima, oggi via Roma. L ’attuale Porta Nuova si trova più a sud.
6 II curato era padre Ignazio da Montegrosso. Il curato si farà poi sostituire dal teologo Borei: cf.
MB III 281.
11 II vescovo non ebbe difficoltà a concedere l ’autorizzazione richiesta: il decreto è conservato in
ASC 38 Oratorio S. L u igi (A 221 me. 1989 B 3). Don Bosco intanto aveva preso con sé a Valdocco al­
cuni giovani pensionanti. Così ad es. il 13 ottobre precedente aveva sottoscritto 0 seguente accordo
col padre del castelnovese Alessandro Pescarmona (12 giugno 1766 - 16 maggio 1856): «Il sac. Bosco
Gio., conviene con Pescarmona Gio. Batta di tenere il di lui figlio Alessandro in qualità di studente fin­
ché abbia compiuto il corso di Rettorica e di provvederlo per la scuola e per la pensione alle seguenti
condizioni: 1. Il Pescarmona paga 2000 franchi, provvede abiti e libri al di lui figlio e quanto possa oc­
correre in occasione di malattia. La qual somma dovrà pagarsi ogni quadrimestre al concorrente di fr. .
200. [2]. In caso però che il detto giovane non possa continuare fino al compimento di Rettorica, la
suddetta somma verrà ripartita a ragione di tre anni. / D. Bosco Gio. Pescarmona Gio. Batta».
32
Alla signora Angela Oddenino
Istituto S. Teresa (Figlie di Maria Ausiliatrice) - Chieri (Torino)
Orig. aut. 1f. 205 x 130 mm.
E I 21
Ragguaglia sulla condotta del figlio e sull’esito negativo dell’esame sostenuto — suggerisce di inco­
minciare subito il corso di teologia
[Torino, estate 1848]
Preg.ma Signora,
Questa mattina il figlio si presentò all'esame, e l ’esito fu dubbioso, sicché si
dovrebbe preparare per un altro esame. Io però sarei d’avviso di abbandonare
l'idea de’ gradi ed incominciare tosto il corso di Teologia o qui in Torino sotto al 5
professore del Seminario o in Chieri. Il figlio propende restar qui attesa la cono­
scenza che ha già col suo professore.
In quanto alla condotta morale ho niente a rimproverargli[:] si è sempre re­
golato bene.

9.6 Page 86

▲torna in alto
80 estate-settembre 1848
io
Attendiamo il suo consenso per decidere quale determinazione si abbia a
prendere.
Gradisca frattanto che le auguri ogni bene dal Signore mentre sono
Devot.mo servitore
D. Bosco Gio.
12 frattanto] trattante
1 estate 1848: trattandosi di esami di filosofia, che precedettero altri esami simili nel maggio 1849 —
vedi lett. n. 37 — la datazione dovrebbe essere quella suggerita.
2 Angela Oddenino: vedova di un proprietario con lire 10.000 di patrimonio. Aveva tre figli, due ma­
schi ed una femmina.
3 figlio: Giuseppe Oddenino, nato a Chieri il 23 agosto 1831, il 24 ottobre 1846 fece la vestizione cleri­
cale e nel 1847 superò gli esami di ammissione allo stato ecclesiastico con giudizio di mediocre: AAT
12.17.23 Elenco dei giovani aspiranti allo stato ecclesiastico 1843-1859. Rimasto a Valdocco, nel mag­
gio del 1848 ritornerà in famiglia, ma in seguito sosterrà con successo in seminario l ’esame di filosofia
preparatorio alla teologia. Depose l'abito nel 1849.
5 gradi accademici, ossia in preparazione ai corsi universitari.
6 professore del seminario: vale a dire in qualità di esterno al seminario di Torino. Quella dell’ester­
no che viveva in casa propria e frequentava la scuola in seminario (o la facoltà di teologia presso l’uni­
versità) era una figura non inconsueta all’epoca. Lo era stato don Cafasso durante due anni di teologia
e lo stesso futuro arcivescovo Gastaldi mentre frequentava la facoltà. Vedi pure lett. n. 66.
33
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
ASC 38 Castelnuovo don Bosco
Copia allog. con firma allog. 1 f.
MB III 44
Richiesta di autorizzazione a benedire una cappella a Morialdo
[Torino, anter. 27 settembre 1848]
Eccellenza Reverendissima,
Il
Sacerdote Bosco Gio. di Castelnuovo d’Asti in parte dell’anno dimorante in
Murialdo, borgata del medesimo territorio, attesa la distanza di due miglia circa
5 dalla Parrocchia per istrade malagevoli; osservato il vantaggio spirituale che da
una Cappella potrebbe ridondare agli abitanti di detto luogo:
Supplica umilmente V.E. Reverend.ma a voler delegare l’Ul.mo Signor Vica­
rio di Castelnuovo, e in difetto di esso delegare lo stesso supplicante per la benedi­
zione di una Cappella ivi eretta per celebrare il Santo Sacrifizio della Messa;
10
Sperando la grazia si dichiara
supplicante
D. Bosco Gioanni
4 Morialdo: una delle quattro «villate» che facevano parte del comune di Castelnuovo d ’Asti. Spesso,
dato l’influenza del dialetto, si scriveva Murialdo.
due miglia: circa 5 km.
7-8 vicario di Castelnuovo: teologo don Antonio Cinzano, nato a Pecetta Torinese nel 1804, nel 1833
era a Torino come applicato alla conferenza di morale. Dall’anno seguente fino al 1840 fu economo a

9.7 Page 87

▲torna in alto
ottobre 1848 81
Castelnuovo, indi parroco fino alla morte avvenuta nel 1870. Invitato dal can. Filippo Ravina, vicario
generale di Torino, a verificare se la cappella era adeguata per celebrarvi l’eucarestia, il Cinzano lo
fece quanto prima e l’8 ottobre la benedisse dedicandola alla Madonna del Rosario.
34
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 A 6
Frammento di testo a stampa 175 x 48 mm.
Ined.
tip. G. Marietti
Annuncio dell’imminente pubblicazione del periodico L ’Am ico della Gioventù
[Torino, anter. 21 ottobre 1848]
[Illustrissimo],
«... ese e da ogni livore, on d e ...... ogo le acri dispute, né gl’ ........ si cercherà
d'illuminare e ....... i contro a tutto ciò che può]....... oscurare le verità della
fe[de] .......costume o traviare il pop[olo] ........ [ver]aci sentieri.
5
... Direzione fa appello a tu tt[i].......ai Parroci delle città e d e ........ tri, ai Pa­
dri di famiglia, i [quali] .......amano di cuore il miglio[ramento dei] ........ popoli,
affinché vogliano coadiuvare] .......mezzi che sono in loro p o te r e .........era di
vantaggio ad o g n i....... [spe]cialmente alla gioventù....... [fjavorita del genere
um ano.......le speranze della patria........ [famigl]ie, l ’onore della Religion[e]...» io
[g]erente
D. Giovanni Bosco
1 Dal momento che in calce alla circolare si annuncia la pubblicazione del primo numero de L ’A m i­
co della gioventù — uscito il 21 ottobre 1848 — la circolare non può essere che anteriore a tale data.
Nell’AST (sez. 1: P.I. Proprietà letterarie mazzo 7) si trova un quadro delle persone che dal 3 ottobre
1848 all' 11 gennaio 1849 hanno dichiarato di voler pubblicare giornali nei regi stati. Con altri 14 nomi­
nativi, si legge quello di Giacinto Marietti per il periodico suddetto: A m ico della gioventù: Giornale
religioso, morale e politico che si pubblica il martedì, giovedì e sabato. Torino, per Giacinto Mariet­
ti, tipografo-librajo (n. 1-23); Torino, tip. Speirani e Ferrerò (n. 24-61). A tutt’oggi si conosce solo il
primo numero: ed. in OE X X X V III 327-332. Il giornale cessò ai primi di maggio del 1849 col n. 61,
fondendosi in seguito con VIstruttore del popolo, cui passò i suoi abbonati ed anche il nuovo sottotito­
lo: « L ’am ico».
2 Destinatari della circolare furono specialmente gli ecclesiastici ed i parroci della città e della dioce­
si di Torino. Comunque l'annuncio dell’uscita del nuovo giornale venne dato anche su altri periodici,
come ad es. la Gazzetta Piemontese del 26 ottobre e del 1° novembre 1848.
12 L'8 febbraio 1848 Carlo Alberto aveva concesso la Costituzione, il 4 marzo era stato pubblicato lo
Statuto, poi era venuta la guerra all’Austria. In tale temperie politica, grazie alla libertà di stampa, si
era avuta un’alluvione di fogli quotidiani, settimanali, infrasettimanali che in tutti i modi cercavano di
acquisire lettori. Fra gli altri: il 3 gennaio aveva fatto la sua apparizione quotidiana il Risorgimento: il
26 gennaio era comparsa l ’ Opinione ed il 16 giugno La Gazzetta del popolo; decisamente sul versante
opposto a quest’ultima L'A rm onia della religione con la civiltà, uscita il 4 luglio prima bisettimanal­
mente, poi trisettimanalmente, e infine dal 1856 ogni giorno. L ’iniziativa di don Bosco si inserisce in
questa favorevole e stimolante congiuntura: cf. P. S t e l l a , Don Bosco nella storia econom ica e sociale
(1815-1879) ... pp. 340-347.
6

9.8 Page 88

▲torna in alto
82 dicembre 1848
35
Al papa Pio IX
ASC 38 Torino Oratorio (F 583)
Orig. allog. senza firma 2 ff. 267 x 190 mm. autenticato dalla concessione firmata Lorenzo
Averardi della S.C. e dal vicario generale di Torino, Filippo Ravina
Ined.
Supplica di poter distribuire la S. Comunione nel corso della messa natalizia di mezzanotte
[Torino, anter. 14 dicembre 1848]
B[eatissi]mo Padre,
Il
Sacerd. Giovanni Bosco Direttore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales in
Torino umilmente espone alla Santità Vostra che tale Oratorio è eretto in quella
5 città col permesso delle Autorità Eccl.che e Civili, e suole essere frequentato da
una pia adunanza di Giovani, né vi intervengono persone di sesso diverso. A mag­
gior eccitamento ai detti Giovani per le cose di pietà, supplica umilmente la S.V.
affinché voglia degnarsi concedere la grazia di potersi fare la S. Comunione nella
Messa di Mezzanotte di Natale in detto Oratorio,
io
Che [della grazia]
[Sac. Gio. Bosco]
6 né] ne
2 Pio IX (Giovanni Mastai Ferretti): figura notissima di papa, soggetta a interpretazioni storiche
piuttosto difformi. Nato a Senigallia il 13 maggio 1792, diventato sacerdote nel 1819, seguì come udi­
tore il nunzio delegato apostolico presso le repubbliche del Cile e del Perù (1823-1825). Consacrato ve­
scovo di Spoleto nel 1827, cinque anni dopo venne trasferito alla sede di Imola con titolo cardinalizio.
Nel 1846 divenne papa. L ’entusiasmo suscitato nell’opinione pubblica della penisola dai primi atti po­
litici quali l’amnistia per i reati politici, l’attenuazione del rigore della censura, l’istituzione di una con­
sulta di stato con la partecipazione dei laici e la concessione della costituzione, furono presto raffred­
dati dalla «famosa» allocuzione al collegio cardinalizio del 29 aprile 1848, nella quale proclamava la
sua neutralità nella guerra contro l ’Austria. Rifugiatosi a Gaeta il 24 novembre 1848, ritornò a Roma
solo il 12 aprile 1850. La politica ecclesiastica del Piemonte negli anni cinquanta, la proclamazione del
regno d'Italia e la destinazione di Roma a capitale nel 1861 suscitarono la intricatissima «questione ro­
mana» che si acuì con la conquista militare di Roma nel 1870. Non accettando i «fatti compiuti», Pio
IX si considerò prigioniero in Vaticano e nel 1874 invitò i cattolici a non partecipare alle elezioni. Pon­
tefice profondamente religioso, si interessò molto della vita cristiana nei vari paesi, diede forte svilup­
po alle missioni, fu deciso nel promuovere gli studi, le scienze sacre, la vita religiosa, reprimendo le
concezioni che potevano mettere in pericolo la purezza della dottrina e della disciplina ecclesiastica.
Nel 1854 proclamò il dogma dellTmmacolata Concezione, nel 1868 indisse il Concilio Vaticano I. Morì
il 7 febbraio 1878. La bibliografia su Pio IX è immensa: l'opera più recente e valida è quella di G. M a r ­
tin a, Pio IX. I l i voli. Roma, Pontificia Università Gregoriana, 1974-1990.
11 II 14 dicembre il card. Gabriele Ferretti (1795-1860), per mano del sostituto Lorenzo Averardi,
concesse l'implorato favore per un triennio, ed il 23 dicembre il vicario generale di Torino, mons. Fi­
lippo Ravina, lo rese esecutivo.

9.9 Page 89

▲torna in alto
1849
36
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 A 6
Testo a stampa 2 ff. 275 x210 mm. tip. G. Marietti
E I 21-22 MB III 481-482
Appello a sostenere economicamente e con la propaganda il giornale L 'A m ico della Gioventù sorto
per combattere quelli irreligiosi
[Torino, gennaio 1849]
Illustrissimo,
La libertà di stampa, il mischiarsi che fanno alcuni giornali nelle cose di reli­
gione per disonorarla e vilipenderla persuadono la grande necessità de’ periodici
religiosi da contrapporsi agli insidiatori delle verità.
5
Per questo scopo corre il terzo mese che VAm ico della Gioventù con nostra
piena soddisfazione vede la luce. Ma il bisogno che l'antidoto contro l ’irreligiosità
non solo alla gioventù, ma ad altre classi di persone venga esteso, ci ha risoluti di
ridurlo in modo che possa essere l’amico di ogni famiglia cattolica.
A questa intrapresa sono necessarie molte spese a cui non bastando il nume- io
ro delle associazioni invitiamo V. S. 111.ma a volerne prendere parte colle azioni.
Esse son di varie qualità; di 20[,] di 50 e di 100 franchi secondo il buon volere
e le facoltà dei contribuenti. L ’azione si pagherà in quarto col finire del corrente
mese. Il resto si pagherà a trimestre anticipato. Appena il giornale sarà propagato
in modo che gli abbuonamenti sopperiscano alle spese V. S. avrà rimborso di 15
quanto ha anticipato con abbuonamento gratis coll’aggio corrispettivo che ne ri­
sulterà dal giornale.
Il
noto zelo di V. S. 111.ma che procura al suo popolo, l ’amore che cotanto si
palesa per tutto ciò che riguarda alla religione, ci fanno sperare la sua potente
cooperazione in questa nostra determinazione che tutta si rivolge al mantenimen- 20
to del buon costume ed alla conservazione della Religione.
Ella potrà aiutarci non solo colle azioni, ma anche col promuovere il Giorna­
le, pel che le inviamo alcuni numeri del Giornale da proporsi a quelle persone a
cui potranno tornare graditi gli sforzi di chi si propone per unico compenso delle
sue fatiche la conservazione ed il sodo progresso della Cattolica Religione.
25
Pregandole intanto dal Cielo ogni bene ci reputiamo a grande onore il poterci
dichiarare
Di V. S. 111.ma
Per la Direzione
D. Giovanni Bosco
30
gerente

9.10 Page 90

▲torna in alto
84 gennaio-maggio 1849
P.S. Gli Azionisti della città sono pregati di rimandare la bolletta sottoscritta alla
Direzione presso i Tipografi editori del Giornale. In Provincia per la Posta.
1 La data è individuabile in base alla lin. 6 dove si legge: «corre il terzo mese che VAm ico della Gio­
ventù [...] vede la luce». Ora il primo numero era uscito sabato 21 ottobre 1848.
3-5 Vedi nota alla lett. n. 34.
7 Piena soddisfazione: non certo quanto al numero degli acquirenti se per evidenti motivi economici
si pensò ad un ulteriore finanziamento tramite azioni. Nel primo trimestre per posta furono inviati
solo 137 numeri. Dei numeri 35 e 36 furono tirate 500 copie; dei numeri 37-39 400 copie. Raggiunse la
massima tiratura con 700 copie: ASC 112 Fatture, Speirani. I prezzi degli abbonamenti erano i se­
guenti: Torino per un mese fr. 1.20, per tre mesi: fr. 3; nelle Provincie franco per la Posta, per tre me­
si: fr. 4.50; per l'Estero franco sino ai confini per tre mesi fr. 4.50. Per una visione dei problemi di
mercato (prezzi, tirature, sopravvivenza ecc.) della nutrita serie di periodici dell’epoca, si veda: F.
D e l l a P e r u t a , I l giornalismo dal 1847 all'unità, in «La stampa italiana del risorgimento» a cura di V.
Castronovo e N. Tranfaglia. Roma - Bari, Laterza 1979, specialmente le pp. 314-329.
11 Gli azionisti, stando ad un elenco pervenutoci, furono ventiquattro, di cui 19 sacerdoti e 5 laici:
ASC 132 quaderni 8.
37
Alla signora Angela Oddenino
Istituto S. Teresa (Figlie di Maria Ausiliatrice) — Chieri (Torino)
Orig. aut. 1 f. 200 x 129 mm.
E 23-24
Informa sulla decisione del figlio di sospendere gli studi ecclesiastici per intraprendere una professione
Torino, 10 maggio 1849
Riverit.ma Signora,
Ecco il suo Giuseppe: esso va a casa con buona volontà di lavorare, ma per­
severa nel dire che non sentesi più chiamato allo stato ecclesiastico.
5
Perciò io credo inutile l’esortarlo a tenere l ’abito chericale; piuttosto direi di
secondarlo nell'intraprendere quella professione che sembra più propria pel suo
stato. Ho detto al figlio tutto ciò che un amico può dire ad un amico; usi anche
Lei pazienza; che se il Signore non ha voluto appagare le sante sue intenzioni di
aver un figlio sacerdote, spero la vorrà consolare con un figlio che sia un buon
io cristiano.
Raccomandiamo tutto questo affare a Dio, e mentre facciamo quanto dal
canto nostro dipende, preghiamo che in ogni cosa si compia la Divina volontà.
Se le potrò essere utile in qualche cosa disponga pure di me, e mi troverà
quelle di cuore mi dico
15
Umil.mo Sacerdote
D. Bosco Gio.
2 Signora: la lettera deve porsi in relazione con quella n. 32. Vedi poi lett. n. 66.
3 va: meglio, viene a casa, a Chieri. La località, di circa 15.000 ab., era situata a 16 km. da Torino, al
limite occidentale del Monferrato. All’epoca era una città di conventi, scuole ed industrie.

10 Pages 91-100

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10.1 Page 91

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giugno 1849 85
38
Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 35-36
Orig. aut. 1 f. 194 x 123 mm.
E I 22-23 MB III 529 (in parte)
Invia un pacco di libri da propagandare — informa sui ritardi nei pagamenti da parte dei parenti dei
giovani da lui inviati a Stresa — presenta due altri aspiranti rosminiani — ringrazia per i libri ricevuti
’■Torino, 5 giugno 1849
Car.mo Sig. D. Fradelizio,
Questa mattina con mio piacere pranzai coi due inviati (non plenipotenziari)
che vanno alla Sacra.
Ecco le 20 copie del libretto II sistema m etrico, che sono al prezzo di cent. 5
40 caduna. Mi prendo pure la libertà di acchiudere nel pacco una dozzina di Pen­
sieri Eccl. ci opera di un ottimo ecclesiastico della capitale, libri che desidero sia­
no propagati. Sono al prezzo di 0,55 ogni copia. Aggiungo pure altri recenti opu­
scoli tra cui il Pretismo. Questo lo legga indi lo consegni alle fiamme.
Debbo ritardare la spedizione del Messale per l ’ottimo sig. Abate Branzini 10
per farlo legare con miglior legatura; presto però l ’avrà.
Ho ricevuto fi. 100 dai parenti di Terzano che tengo qui per i libri spediti; pel
resto giudico non occorra che me li mandi; potrebbe solo far scrivere dal Terzano
a’ suoi parenti onde siano più solleciti per l’obbligazione | assuntasi. Potrebbe
fare lo stesso Borgis verso suo padre, [e] Chiuso verso il sig. Canonico Caselle il 15
quale si rese mallevadore della somma ricercata pel deposito di quest’ultimo.
Ho due giovani (uno è un po’ vecchio) che da qualche tempo insistono per­
ché li raccomandi all'istituto della carità se mai potessero essere ricevuti.
Uno è di professione sarto, dice che sa bene la sua professione ma trovasi ai
quarant’anni. L'altro è ne’ diciassette, ha compiuto il corso di umanità, è parente 20
del Beato Sebastiano Valfré e ne porta il nome con parecchie altre buone qualità.
L ’indole di costui io la scorgo ottima. Ambidue però non sono in posizione di
provvedersi altro che il fardello.
La ringrazio di parecchi libri recenti che m ’inviò che leggo assai volentieri;
mi comandi e se valgo qualche cosa me le offro di tutto cuore
25
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
D. Bosco
3 pranzai add si
4 La Sacra di S. Michele è un’antica abbazia benedettina che si erge maestosa a 30 km. da Torino,
sulla cima del monte Pirchiriano (m. 962 s.l.m.), presso il comune di S. Ambrogio (1400 ab.), all’im­
bocco della valle di Susa, a sinistra delle Chiuse che ricordano la sconfitta di Desiderio, re di Longo­
bardi, ad opera di Carlo Magno nel 773. Dedicata a S. Michele arcangelo, l’abbazia benedettina fu una
delle più celebri d ’Europa.
5 II Sistema m etrico ridotto a semplicità per uso degli artigiani e della gente di campagna precedu-

10.2 Page 92

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86 settembre 1849
to dalle quattro prim e operazioni d ell’aritmetica, per cura del sacerdote Bosco Gio. Tip. Paravia
1849. Dal 1° gennaio 1850 nel regno di Sardegna sarebbe entrato in vigore il nuovo sistema di pesi e
misure. Don Bosco, trovando forse inadatti ai suoi giovani ed alla gente semplice i testi già presenti sul
mercato editoriale, ne pubblicò uno di facile comprensione per tutti ed a prezzi accessibili ad ogni
borsa.
6-7 Pensieri Ecclesiastici con avvertimenti adattali ai bisogni del tempo raccolti da un sacerdote.
Ediz. sec. Torino, per Giacinto Marietti, tipografia-libraio 1849, p. 180. A p. 85 in una nota si legge il
seguente elogio di Valdocco: « L ’ Oratorio di s. Francesco di Sales eretto in Torino, nel quale si raccol­
gono ne’ giorni festivi principalmente i giovani poveri più abbandonati per indirizzarli alla pietà ed al
buon costume, potrebbe servire di modello ad altre simili utilissime istituzioni».
9 Pretismo: con molta probabilità uno dei tanti libelli satirici del tempo contro il clero.
10 Abate Giovanni Battista Branzini, prevosto di Stresa, morto ivi il 25 ottobre 1857.
11 legatura: all’Oratorio la legatoria funzionerà solo dal 1854.
12 Terzano: giovane mandato da don Bosco a Stresa come aspirante. Nato nel 1832 a S. Marzano
(Asti), in diocesi di Acqui, si fece rosminiano ed il 28 maggio 1858 ricevette il presbiterato nella basilica
del Laterano per mano del card. Vicario: l ’anno seguente cadde ammalato di febbre tifoidea, malattia
che lo portò alla tomba l ’ i l ottobre 1860.
15 canonico Giuseppe Caselli di Chieri, nato a Pino Torinese nel 1818, morto il 26 ottobre 1889.
17-18 Presso l’ASIC i nominativi dei due non risultano da nessun documento di accettazione.
21 Sebastiano Valfrè (1629-1710): della congregazione delTOratorio, spese tutta la vita come missio­
nario e catechista popolare; fu confessore, direttore di anime, consigliere ricercato, apostolo dei biso­
gnosi della città. Si segnalò per l ’assistenza all’esercito nelle campagne militari del 1690-1696, 1703-
1708, specialmente durante l’assedio di Torino del 1705-1706. Beatificato il 31 agosto del 1834.
23 fardello: cioè non sono in condizione di portare denaro con loro.
39
AI padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 41v
Orig. aut. 1 f. 228 x 177 mm.
E 24
Comunica che un certo Ponzio Orazio è entrato fra i barnabiti — manda copie della seconda edizione
del Sistema m etrico — indica i prezzi delle copie rilegate del Giovane Provveduto — chiede di cele­
brare delle sante messe
[Castelnuovo, 20 settembre 1849]
Car.mo Sig. D. Giuseppe,
Ho ritardato a riscontrare alla preg.ma di V.S. car.ma perché non poteva
aver notizie certe di quel Ponzio Orazio; il quale ora è entrato ne' Barnabiti [,]
5 perciò non occorre più andare in cerca di lui.
Le mando alcune copie della 2a edizione del Sistema metrico che credo tro­
verà assai migliorata: anche il prezzo è di soli cent. 30 ogni copia.
Ho pure un legatore da libri che mi propose la legatura del Giovane provve­
duto a modico prezzo. Pieno pelle e pieno oro compreso il valore del libro
io fr. 1,30. Id[em ] senza oro sui fogli soldi 18. Se mai le occorresse averne bisogno
per premi sono a sua disposizione.
La prego di dire a D. Carlo che faccia celebrare messe 90 novanta secondo
l’intenzione di una pia persona e quando potrà spedire quitanza verrà altresì rila­
sciata la limosina.

10.3 Page 93

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settembre 1849 87
I
complimenti per altra volta, mi ami nel Signore e se valgo a qualche cosa
sono tuttora
Umil.mo ed aff.mo amico
D. Bosco
1 La data ed il luogo sono deducibili dal contesto.
3 La lettera non è stata rinvenuta.
4 Ponzio Orazio: il nome esatto è Benedetto Ponzio, come si ricava da una sua lettera conservata in
ASIC A 1 - Teca 11,41. L ’informazione data da don Bosco è inesatta, in quanto il Ponzio era invece a
Stresa dai rosminiani, non presso i barnabiti.
6 II Sistema metrico-decimale ridotto a semplicità per uso degli artigiani e della gente di campa­
gna, preceduto dalle quattro prim e operazioni dell’Aritmetica. Edizione seconda migliorata ed accre­
sciuta. Torino 1849 / Per Gio. Battista Paravia e Comp. Tipografi-Librai sotto i portici di Palazzo di cit­
tà. La prima edizione era andata esaurita in soli tre mesi. I diritti della seconda, come della terza,
quarta e quinta edizione, vennero ceduti a Paravia per 200 lire ciascuna.
7 30: così si legge, anche se in realtà il prezzo per le copie con copertina era di cent. 40.
18 II giovane provveduto per la pratica de' suoi doveri degli esercizi di cristiana pietà per la recita
dell’uffizio della Beata Vergine e de' principali Vespri dell'anno coll'aggiunta di una scelta di laudi
sacre ecc. Torino, tipografia Paravia e comp. 1847. Ne erano state stampate 10.000 copie (cf. MB III
8). Nel 1848 don Bosco ne aveva ritirate dal tipografo 6300 copie sciolte a 25 cent.; l ’anno seguente il 9
luglio altre 12 copie in pelle a cent. 55: cf. ASC Fatture, Paravia.
10 soldi 18: ogni soldo valeva cinque centesimi di lira, per cui 18 soldi corrispondevano a lire 0,90.
12 Padre Carlo Gilardi, nato a Locamo nel 1788, già compagno del Rosmini, ricoprì varie cariche
nellTstituto della carità finché divenne procuratore generale. Morì a Stresa l’ i l ottobre 1857.
90 messe: vale a dire cent. 0,80 x 90 = 72 lire. Da Stresa il Ponzio a nome del Fradelizio gli rispose che
le messe sarebbero state al più presto celebrate, che altre copie del sistema m etrico decimale al mo­
mento non erano necessarie e che per II giovane provveduto gli avrebbe inviato un ulteriore riscon­
tro, in quanto il prezzo della rilegatura pareva eccessivo.
40
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170) me. 9 D 11/12
Orig. aut. 2 ff. 178 x 112 mm. strappo sul f. 2, dove si trovano vari timbri postali: uno rosso, ri­
petuto, con la data del 22 settembre e l’altro nero: Castelnuovo d ’Asti 21 settembre 49
E I 25 MB III 551-552
Ragguagli sul viaggio — narrazione di triste vicenda di un fratricidio — salute in via di miglioramento
— invito a venire a trovarlo a Morialdo
*Castelnuovo d'Asti, 20 settembre 1849
Carissimo Sig. Teologo,
Stimo far cosa grata alla S. V. car.ma il dare un ragguaglio sul nostro
viaggio.
Partiti col vapore alle sei del mattino da Torino andammo felicemente fino a
Valdichiesa, dove siamo smontati. Giunti alle cascine de’ Savi dovetti essere testi­
monio di un tetro spettacolo. Era la sepoltura di un fratello ucciso da un altro fra­
tello. Il fatto era avvenuto così. Fra le buone e fra gli alterchi questi due fratelli si
erano già divisa la paterna eredità; rimaneva solo un po’ di concime. Le parole e
le villanie giunsero a tal segno che non potendo più in alcun modo accordarsi,
nell’eccesso di furore il maggiore s’avventò sopra il minore e con un coltello lo

10.4 Page 94

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88 settembre 1849
trapassò. L'ucciso è nubile d’anni 18; l’uccisore è padre di famiglia d'anni 24.
0 [h], maledetti alterchi.
Un altro caso anche strano fu un uomo trovato morto in un bosco di qui
15 poco distante, e già putrefatto per metà. Questi era di Chieri, e si dice che vaneg­
giasse alquanto.
Lunedì e martedì fui assai male in salute, ieri ed oggi mi sento di gran lunga
meglio; di giorno in giorno spero grande acquisto di sanità.
Giudico tuttora di grande vantaggio la partita che abbiamo ideata, cioè che
20 Lei col T. Carpano, col T. Vola vengano a fare una gita fin qui. Valdichiesa, Cro­
ce grande, M uriald o ossia casa di D. Bosco sono l’itinerario. Quivi stanno tutti
bene; solo a Gastini continuano le febbri.
Io, mia madre, tutti i figliuoli salutiamo Lei, il sig. D. Pacchiotti, D. Bosio, il
T. Vola etc. e mi creda sempre quale di tutto cuore mi dichiaro nel Signore
25
Di Lei car.mo
Aff.mo amico
Bosco Gio.
capo de’ biric[hini]
P.S. Può affidare i divertimenti al suo Agostino, che giudico capace di averne cu-
30 ra, specialmente unendosi con Arnaud.
All’Ili.mo e M.to R.do Signore
11 Sig. T. Gio. Borrelli
Rettore della Pia Opera del Rifugio
Torino
12 ante nubile del nb
3 nostro: don Bosco aveva viaggiato in compagnia dei giovani dell’Oratorio Giuseppe Buzzetti, Carlo
Gastini, Giacomo Bellia e Felice Reviglio.
5 vapore: treno a vapore.
6 Valdichiesa: borgata poco distante da Villanova d ’Asti, a 4 km. da Riva di Chieri ed a 24 dal capot
luogo di provincia. All'epoca vi era una stazione della linea ferroviaria Torino - Asti.
Cascine de’ Savi: altra borgata, fra le località di Crivelle e di Villanova, a 5 km. da Buttigliera d'Asti.
Nel comune di Villanova sono conservati i registri provenienti dalla parrocchia dei Savi. Vi si trova
l ’atto di morte di un certo Domenico Boggero, fu Pietro e Maria Colombo, di professione contadino,
di anni 18, morto il 15 settembre 1849 alle ore due pomeridiane. I funerali furono fatti il 16 settembre.
19 la partita: il viaggio.
20 Giacinto Gioachino Carpano: sacerdote biellese, uno dei primi sacerdoti collaboratori di don Bo­
sco. Nato nell'agosto 1821, ricevette l’abito clericale nel 1837. Entrò in seminario ed in seguito fu
ascritto al clero di corte. Ordinato sacerdote il 22 settembre 1844, lavorò con don Ponte fra gli spazza­
camini ed aiutò don Bosco. Provvide personalmente alle necessità della prima cappella dell’Oratorio.
Fu il primo direttore dell’Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova. Durante la settimana svolgeva il suo apo­
stolato presso i Tommasini del Cottolengo ed i reclusi della «Generala». Cappellano del cimitero di S.
Pietro in Vincoli nel 1853, raccolse ed istruì ragazzi presso casa sua. Già medaglia d ’argento per il ser­
vizio svolto durante il colera del 1854, divenne in seguito cappellano del cimitero generale, canonico
di S. Lorenzo e direttore spirituale della «Mendicità Istruita». Morì il 26 gennaio 1894: cf. BS aprile
1894 p . 84.
20-21 Croce grande: borgata dominata da una grande croce di legno, nei pressi di Crivelle, frazione
di Buttigliera d’Asti, dove don Bosco aveva ricevuto la cresima nel 1833. Attualmente la croce è di ce­
mento.
22 Carlo Gastini: uno dei primi convittori dell’ Oratorio. Nato a Torino nel 1833, a 15 anni già era un

10.5 Page 95

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settembre 1849 89
artigiano convittore di Valdocco, dove era entrato il 1° gennaio 1848; nel maggio 1856 «andò a dimora­
re da sé», per ritornare presto a «stare sempre con don Bosco»; si vedano le molte citazioni delle MB
alla voce corrispondente. Mori il 28 febbraio 1902: BS febbraio 1902 pp. 61-62.
28 capo de’ birichini: espressione scherzosa; birichini sono definiti i ragazzi piuttosto vivaci ed im­
pertinenti.
29 Agostino: persona non meglio identificata.
30 Giacinto Arnaud, nato nel 1826, era entrato come artigiano all’Oratorio il 25 ottobre 1847; uscirà
il 5 febbraio 1856.
41
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170)
Orig. aut. 2 ff. 213 x 153 mm.
E I 26 MB III 553
me. 9 E 1
Comunica la sua disponibilità a sottoscrivere la petizione per il ritorno di mons. Fransoni a Torino —
si raccomanda per l'Oratorio
*Murialdo, 25 settembre 1849
Car.mo Sig. Teologo,
Lodo a tutto c[i]elo la intrapresa sottoscrizione, di cui desidero anch’io far
parte; però credo che una giornata non ritarderà l'opera, giacché se vengono gli
altri preti e non V. S. credo che la partita tornerà di poco profitto. Godo che 5
l ’Oratorio sia andato bene e spero che il Signore ci vorrà continuare la sua bene­
dizione. Dica solo al T. Vola che sia più breve nel predicare, altrimenti l ’Oratorio
del mattino diminuisce.
Tanti saluti a’ soliti amici e mi creda quale di tutto cuore mi dico
Aff.mo amico
10
Prete Bosco
/. 2v AlTIll.mo Signore
Il Sig. T. Borrelli Gio.
Rettore del Rifugio
Torino
15
3 sottoscrizione: si trattava di una petizione del 26 settembre al ministro dell’interno «tendente ad
ottenere che vengano rimossi gli ostacoli, che impedirono sinora il ritorno dell’Arcivescovo di Torino
nella sua diocesi». Venne sottoscritta da 10.154 persone, la maggior parte delle quali capi famiglia. Il
Fransoni, che aveva dovuto lasciare Torino nel marzo 1848, vi ritornò solo nel febbraio 1850. Nel mag­
gio dello stesso anno venne arrestato, processato e condannato ad una multa e ad un mese di prigio­
ne; nuovamente arrestato ed incarcerato nel settembre 1850, venne esiliato in Francia, dove morì nel
marzo 1862: vedi anche nota alla lett. n. 9.
5 partita: viaggio al Becchi.
7 Merita di essere sottolineata l ’interessante notazione pedagogica.
42
Al re Vittorio Emanuele II
AST Gran Cancelleria prot. 262 prat. 4.589, 4.940
Orig. allog. senza firma 2 ff. 295 x210 mm.
Ined.
Domanda un sussidio per far fronte alle spese degli oratori

10.6 Page 96

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90 novembre 1849
[Torino, anter. 14 novembre 1849]
S[acra] R[eal] M[aestà],
Il
sae. Bosco Gio. dimorante in questa capitale espone umilmente a V.S.R.
M. come egli nel desiderio di provvedere al bisogno dei giovani più abbandonati
5 cominciò a radunarli ne' giorni festivi or in un luogo ora nell’altro della città,
sempre coll’annuenza delle autorità civili ed ecclesiastiche. Benedicendo il Signo­
re tale opera riuscì a stabilirvi in Valdocco tra Porta Palazzo e Porta Susina un
oratorio sotto il titolo di S. Fran[ces]co di Sales a cui intervenivano oltre cinque­
cento giovani, di cui gran parte uscì dalle carceri od era in pericolo di andarvi. Il
10 luogo sopra indicato divenuto troppo ristretto per la grande accorrenza de’ giova­
ni nel 1847 fu aperto a Porta Nuova un altro oratorio sotto il titolo di S. Luigi tra
il viale de’ Platani e quello del R. Valentino.
I
tempi presenti mostrando che la gioventù abbandonata trovasi in maggior
bisogno di assistenza sia in fatto di educazione che in fatto di Religione venne ria-
15 perto quello di Vanchiglia cominciato e già da un anno chiuso dal S. D. Cocchi
Vicecurato della SS. Annunziata sotto il titolo dell’Angelo Custode.
In tutti questi tre luoghi col mezzo di prediche, catechismi e scuole s’inculca
costantemente amore al lavoro, rispetto alle autorità, alle leggi secondo i principi
di nostra Santa Cattolica Religione.
20
Ci sono anche le scuole domenicali intorno al sistema metrico per chi può in­
tervenire. H aw i pure un ospizio contenente venticinque letti per provvedere a’
più urgenti bisogni di tali giovani. Il numero ordinario pei giorni festivi tra tutti
tre gli oratori si avvicina al mille.
Finora ogni cosa progredì con soccorso di alcune caritatevoli persone, e col-
25 l’aiuto di un buon numero di zelanti ecclesiastici ed anche secolari.
Ora il ricorrente trovandosi alla direzione di questi tre Oratori aggravato dal
fitto che tra tutti tre i locali monta a franchi duemila e quattrocento, dalle spese
di manutenzione delle tre rispettive cappelle, in cui si compiono per li giorni festi­
vi tutte le sacre funzioni, aggravato altresì dalle quotidiane spese che l’estrema
30 miseria di parecchi figliuoli rendono indispensabili, malgrado tutti i suoi sforzi il
ricorrente si trova nella dura posizione di non poter più continuare.
Supplica pertanto V. S. R. M. a voler prendere in benigna considerazione
un’opera che ha già procurato e si spera che vie più procuri il ben essere a tanti
abbandonati individui, opera già più volte beneficata dall’Augusto suo Genitore, e
35 concedere quel caritatevole sussidio che in simil caso alla paterna bontà sarà
beneviso.
Che della grazia etc.
il Supplicante
[Sac. Gio. Bosco]
2 Vittorio Emanuele II: nato a Torino il 14 marzo 1820 da Carlo Alberto di Savoia Carignano (1798-
1849) e da Maria Teresa di Lorena (1801-1855), salì al trono il 23 marzo 1849 per l'abdicazione del pa­
dre a seguito della sconfitta di Novara nel corso della prima guerra d'indipendenza. Il 12 aprile 1842
sposò Maria Adelaide Francesca, arciduchessa d’Austria, da cui ebbe sei figli. Fu il re dellTtalia unita
con capitale Roma. Morì a Roma il 9 gennaio 1878. Il padre, Carlo Alberto, era succeduto sul trono

10.7 Page 97

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novembre 1849 91
sabaudo a Carlo Felice per mancanza di eredi maschi nel ramo diretto dei Savoia.
7 Porta Palazzo: luogo di mercato, specialmente di erbaggi, pesci, pollami, volatili, funghi, che ebbe
un forte sviluppo a partire dal 1835, allorché, a causa del colera, si soppresse quello di piazza delle er­
be. Situata a circa 700 metri dall’Oratorio di Valdocco, interrompe corso Regina Margherita in dire­
zione del Po. Oggi è denominata Piazza della Repubblica, anche se comunemente è ancora conosciuta
come Porta Palazzo. Porta Susina corrispondeva all’attuale piazza Savoia. La città di Torino aveva
avuto in passato quattro porte: Porta Po ad est, Porta Palazzo a nord, Porta Nuova a sud e Porta Susi­
na a ovest. Una volta scomparse, ne rimase comunque il nome: cf. D. B e r t o l o t t i , Descrizione di To­
rino, 1840 p . 11.
12 Viale dei Platani, poi viale del Re, attuale corso Vittorio Emanuele II.
15 Don Giovanni Cocchi (Cochis, Cocchis): nato a Druent (Torino) nel 1813, appena sacerdote fu in­
viato come viceparroco nella parrocchia cittadina dell’Annunziata. Nel 1840 aprì l’oratorio festivo del-
l’Angelo Custode nella zona malfamata del Moschino (quartiere Vanchiglia). Chiuso sul finire del
1848, l’Oratorio venne riaperto da don Bosco nell'ottobre 1849. Sacerdote instancabile, pioniere del­
l’assistenza sociale, dell’istruzione e della formazione professionale della gioventù, il Cocchi fondò in
Torino un'opera per gli «artigianelli» (passata poi a Leonardo Murialdo) ed un oratorio per giovani ex
carcerati ai «Molassi»; a Moncucco torinese iniziò una colonia agricola per giovani in difficoltà, a
Chieri un riformatorio, (poi trasferito a Boscomarengo - Alessandria). Dal 1883 al 1889 fu rettore del
santuario della Pace ad Albisola (Savona), e l’anno successivo del seminario di Catanzaro, dove era
stato chiamato dal vescovo. Nel 1892 ritornò a Torino dagli «artigianelli», presso i quali morì nel 1895.
Su di lui si veda E. R e f f o , Don Cocchi e i suoi artigianelli. Torino 1957 (2 ed.).
31 Nella relazione della regia segreteria di stato per gli affari ecclesiastici di Grazia e Giustizia [di­
visione prima: «Affari ecclesiastici e stato civile» in AST succitato] si sottolineava anche il «grande ser­
vizio reso non solamente alla città di Torino tanto disgraziata della loro maniera, ma a tanti padri e
madri di famiglia, ed alla società del Piemonte, perché l'esempio della Capitale si diffonderebbe facil­
mente con efficacia nelle provincie dove non mancano anzi si moltiplicano i discoli giovani con vivo
tormento e scandalo dei buoni. Il Sig. D. Bosco fa tutto quello che può, ma un povero sacerdote non
ha i mezzi sufficienti al più necessario dispendio, e confida nella carità cristiana ed in quella altresì del
governo che pure è grandemente interessato a dirigere e ad assicurarsi della sufficiente docilità d’una
classe che cresce a dismisura, vive senza tetto, senza istruzione, senza ritegno, lanciata alla seduzione
di chi le offerisce il soldo, prezzo di schiamazzi di urli, e che so io ben altro». Il relatore aggiungeva
poi che in un colloquio don Bosco gli aveva detto che la carità dei benefattori si stancava e che sareb­
be capitato anche a lui come a don Cocchis, il quale, per mancanza di mezzi, aveva dovuto abbando­
nare un’opera simile cui attendeva con successo da anni.
34 Purtroppo non è stata reperita alcuna lettera di don Bosco al re Carlo Alberto, né del periodo del
suo regno né dell’anno che sopravvisse all'abdicazione. La morte lo colse in esilio, ad Oporto, il 28 lu­
glio 1850. Comunque rimane nella storia come uno dei re di Savoia maggiormente benefici verso
ospedali, asili, case di ricovero, opera del Cottolengo, oratori ecc.
39 II 14 novembre la lettera di don Bosco fu inviata dal primo ufficiale della Gran Cancelleria al-
l’Economo Generale, can. Ottavio Moreno, onde averne un parere; il 6 dicembre questi si dichiarò fa­
vorevole ad una sovvenzione di lire 400 ed il 14 dicembre il re la concesse. L'«Economato Generale
Regio Apostolico» che dipendeva dalla «Regia Segreteria di Stato per gli Affari Ecclesiastici di Grazia e
Giustizia» e controllava l’amministrazione dei beni ecclesiastici, era composto da un economo genera­
le, da due segretari ed un prosegretario, da quattro sottosegretari ed altri dipendenti. Dopo la procla­
mazione del Regno d ’Italia si chiamò «Regio Economato Generale dei Benefizi vacanti»; dal 1871 in
poi assunse il nome di «Regio Economato Generale». Fino al 1864 l’economo generale era un ecclesia­
stico; in seguito la carica venne affidata ad un laico che utilizzava i fondi disponibili per l ’erezione di
nuove chiese, per la riparazione di edifici adibiti al culto, per sovvenzionare istituti religiosi o di bene­
ficenza, per aiuto al clero bisognoso. Il can. Ottavio Moreno (fratello del vescovo di Ivrea) era nato il 2
aprile 1777 a Mallare (Savona): cavaliere e commendatore mauriziano, canonico della metropolitana
di Torino, divenne abate mitrato; senatore dal 10 luglio 1849, fu per moltissimi anni direttore dell’eco­
nomato regio apostolico. Morì a Torino 0 2 maggio 1852: A. Malatesta, Ministri, deputati, senatori
dal 1848 al 1922, Milano 1941, p. 224; T. Sarti, I l parlamento subalpino e nazionale... Gli successe
l’abate canonico Michelangelo Vachetta. Sia il Moreno che il Vachetta furono favorevoli a don Bosco.

10.8 Page 98

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92 dicembre 1849
43
Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
ASIC A 2 87 pp. 331-332
Orig. aut. 2 ff. 251 x 195 mm.
E I 26-28 MB III 530-531
Invia nota di spese per libri — soddisfazione per la sottomissione del Rosmini alle decisioni pontificie e
per l'atteggiamento assunto dai Rosminiani nelle scuole
*Torino, 5 dicembre 1849
Car.mo Sig. D. Fradelizio,
Ho ricevuto più lettere da V. S. car.ma e da alcuni miei figliuoli i quali tutti
cordialmente ringrazio.
5
Sul finire dell’anno stimo anche bene darle conto di alcune spese ed esazioni
fatte decorrente quest’anno come può vedere nella nota ivi acchiusa. Siccome pe­
rò sovente noto le cose alla sfuggita, così trovando Ella qualche sbaglio io mi ri­
metto interamente.
Mando i cinque primi volumetti dell’associazione per D. Pauli, il quale può
io far chiedere quelli che seguono al S e g re ta rio di Monsig. Vesc. di Novara, che
ne ha incumbenza per tutta la Diocesi. So che le ha fatto specie che mi sia stato
inviato un pacco di libri per la posta; non ne faccia caso; ne riceva solo i debiti e
cordiali ringraziamenti. Per la piccola tangente (fr. 18) che mi toccherebbe non
occorre che me la mandi, giacché spero non andrà molto che i parenti del Terza-
15 no o di altri figli costì ricevuti mi rimetteranno qualche somma pel dovuto de­
posito.
Veniamo a noi: che si dice de’ preti della Carità? che si dice della proibizione
e della sommessione del sig. Antonio Rosmini? Tanto in pubblico che in privato si
parla assai bene dell'istituto |della Carità. Si loda l ’impegno per le scuole, e si f.lv
20 ammira specialmente perché i Rosminiani (sono espressioni originali) si unifor­
mano alTinsegnamento senza fare il ficca naso (?) a voler proporre ed usare libri
da loro composti. Non così è dei Fratelli delle Scuole Cristiane che sforzandosi di
usare e d'introdurre nelle classi i propri eccita [no] presso molti invidia e gelosia,
e forse anche rivalità.
25
In quanto poi all’ottimo sig. Rosmini pareva che la proibizione dovesse dete­
riorare la grande sua fama; e noi fu. L ’Abate Rosmini si fece conoscere per un
dotto filosofo nello scrivere le sue opere; ma si mostrò filosofo profondamente
cattolico colla sommessione; mostrò essere coerente a se stesso, e che il rispetto
tuttora professato alla cattedra di Pietro sono fatti e non parole. Quali cose non
30 possiamo dire di altri distinti personaggi, che un tempo altresì primeggiavano.
Come ben vede queste sono amichevoli espressioni riguardanti al suffragio del
pubblico. Per me ho sempre nutrito e nutro tuttora la più schietta e leale venera­
zione per l ’istituto della carità e pel veneratissimo suo fondatore.
Intanto la prego di salutare li miei amici e figliuoli che costì si trovano, e se
35 l’Abate Rosmini già trovasi a Stresa anche di offerirgli i miei umili ossequi prove-

10.9 Page 99

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dicembre 1849 93
nienti da persona a Lui non conosciuta, ma che l ’ha nella più profonda vene­
razione.
Mi ami nel Signore e se valgo qualche cosa mi comandi e mi troverà sempre
Di V. S. 111.ma e car.ma
Aff.mo amico
Bosco Gio.
[P.S.] Mi raccomando per lo smercio del libro: II Cristiano guidato alla virtù
etc. a cent. 50 la copia.
13 fr. 18 add si 20 ante uniformano del perché 21 post usare del nelle 26 post fece del non
3 Tali lettere non ci sono pervenute.
figliuoli: giovani da lui mandati dai rosminiani a Stresa, fra cui il Terzano citato più avanti nella
lettera.
9 volumetti: non è facile precisare di che si tratta. Potrebbero essere stati alcuni fascicoli del giornale
l ’istruttore del Popolo che aveva assorbito con VAmico del popolo di Pinerolo anche VAm ico della
Gioventù di Torino di cui don Bosco era stato gerente responsabile: vedi lett. n. 34. Nato come Guida
del popolo (quotidiano cattolico conservatore sul finire del 1848) il giornale dal 2 febbraio 1849 aveva
continuato le sue pubblicazioni col nuovo nome, secondo un programma che lo vedeva affermare la
necessità di conciliare religione e monarchia costituzionale nel pieno rispetto della libertà della Chie­
sa. Scomparve alla fine del 1850.
Don Francesco Paoli, nato a Pergine (Tirolo) nel 1808, già segretario del vescovo di Cremona, divenne
rosminiano nel 1839. Nell'Istituto ricoprì vari uffici, tra cui quello di lettore di teologia, insegnante di
pedagogia e metodica, ispettore delle scuole normali, segretario del Rosmini, vicario della «carità tem­
porale». Del Rosmini scrisse la vita e pubblicò varie opere: cf. P. P r a d a , Francesco Paoli, Firenze
1891.
10 Vescovo di Novara: mons. Jacopo Filippo dei marchesi Gentile, nato in Genova l'8 settembre
1809, consacrato vescovo di Novara il 7 maggio 1843, morto nel 1875. Quanto al segretario qui citato
non si conosce con esattezza il nominativo. Non è da escludere che si trattasse del can. Giovanni Ta-
mietti, che pochi anni dopo farà da coordinatore dello smercio dei biglietti della lotteria.
17-18 A seguito della condanna pontificia di due scritti del Rosmini: Le cinque piaghe della Chiesa e
la Costituzione secondo la giustizia sociale, condanna pronunciata il 6 luglio 1849 ed accettata dal­
l’abate, evidentemente l ’opinione pubblica aveva di che commentare. Vedi anche linee 25-33.
21 ficcanaso: persona che si immischia in faccende che non la riguardano.
22-24 All’epoca era in corso la polemica contro i Fratelli delle Scuole Cristiane che nelle scuole
adottavano libri scritti da loro: cf. lett. n. 18. I Fratelli dal 1833 al 1855 diressero praticamente tutte le
scuole elementari maschili municipali di Torino. Composero moltissimi libri di testo, carte murali, ta­
vole dimostrative, spesso approvate dal ministero della pubblica istruzione. Operarono con successo
nel campo dell’editoria scolastica. Un elenco di 39 testi scolastici e didattici, pubblicati in Torino dal
1830 al 1860, si trova in C. V e r s i, I Fratelli delle scuole cristiane e la storia della scuola in Piemonte
(1829-1859) Casa Ed. Sussidi - Erba (Como) [1959] pp. 48-55. Circa i rapporti di don Bosco con loro:
cf. Prim o Centenario dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Torino, 1829-1929. Tip. L. Rattero, Torino
1929 pp. 213-218; Rivista Lassalliana, marzo 1988.
25-33 Notevole il duplice elogio del Rosmini come pensatore e come sacerdote ubbidiente al magi­
stero pontificio. Fra gli «altri distinti personaggi» qui citati, il riferimento d’obbligo è a Vincenzo Gio­
berti (1801-1852), sacerdote, dottore aggregato al collegio teologico dell’università di Torino, cappella­
no di corte, la cui ampia attività politica e filosofica fu soggetta a forti censure ed aspre polemiche.
Eletto deputato nel primo parlamento subalpino, diventò presidente della camera e quindi ministro
della pubblica istruzione. Per breve tempo fu anche primo ministro degli stati sardi (1849) e plenipo­
tenziario del re a Parigi, dove si stabilì ritirandosi, nel maggio dello stesso anno, a vita privata. Tutte le
sue opere, fra cui II prim ato morale e civile degli italiani, Il gesuita moderno, Del rinnovam ento c i­
vile d'Italia furono poste all’indice: decr. 30 maggio 1849, 14 gennaio 1852.
42 II Cristiano guidato alla virtù ed alla civiltà secondo lo spinto di san Vincenzo de’ Paoli. Opera
che può servire a consacrare il mese di luglio in onore del medesimo santo. Torino, tip. Paravia e
compagnia, 1848. Il nome di don Bosco comparve solo nelle edizioni successive: 1876, 1887, 1898.

10.10 Page 100

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94 dicembre 1849
44
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Lettera non reperita, ma attestata da un intero carteggio conservato in AAT Provvisioni semplici,
voi. 1 1850 ff. 379-382
Richiesta di acquisto di 3.800 mq. (38 tavole) di terreno appartenenti al seminario
[Torino, anter. 7 dicembre 1849]
[...]
Alessandro Vogliotti: nacque a Torino nel maggio 1809; chierico di corte, nel 1829 ottenne la laurea in
teologia. Cinque anni dopo venne aggregato al collegio dei teologi dell'università di Torino. Canonico
della collegiata della SS. Trinità e della congregazione del Corpus Dom ini, nel 1840 fu chiamato a far
parte del capitolo metropolitano. Nominato nel 1840 da mons. Fransoni rettore del seminario torine­
se, ricopri questa carica fino 1871, anno in cui mons. Gastaldi venne a convivere con i seminaristi as­
sumendone pertanto la direzione. Scelto dallo stesso mons. Fransoni come provicario generale della
diocesi, mantenne l'ufficio sia sotto il vicario capitolare Zappata che all’epoca dell’arcivescovo Ales­
sandro Riccardi. Alla morte del Gastaldi divenne vicario capitolare; dal card. Alimonda fu confermato
vicario generale. Direttore dell'ospedale di S. Giovanni e dell'istituto del buon Pastore, presiedette per
qualche tempo un’accademia ecclesiastica di giovani chierici che si perfezionavano negli studi di teo­
logia e di storia della chiesa. Coltivò gli studi classici e scrisse monografie. Trascorse gli ultimi anni
nella cecità. Morì il 18 novembre 1887: cf. La Buona Settimana a. X X X II (1887) p. 574.
La domanda di don Bosco faceva parte di un carteggio che ci è pervenuto cosi composto: richiesta di
autorizzazione inoltrata al card. Costantino Patrizi (presidente della competente congregazione roma­
na), il quale, visto il parere favorevole dell'ordinario, dato il 7 dicembre, acconsentì alla domanda ed il
5 febbraio ne emise il relativo decreto; lettera di consenso arcivescovile del 28 febbraio 1850, nuova­
mente convalidato il 18 giugno dal vicario generale Filippo Ravina; lettera del Vogliotti alFOrdinario
perché ne emettesse il decreto definitivo. L ’acquisto venne effettivamente perfezionato il 20 giugno.
Nella lunga lettera a Roma del rettore del seminario si precisavano le seguenti modalità di pagamento
della cifra pattuita di lire 7500: 1. Permuta di terreno attiguo di tavole 22.1.5 al prezzo di lire 80, per
un totale di lire 1769.43. 2. Il rimanente in lire contanti, che il Seminario si impegnava a investire a
proprio vantaggio. 3. Qualora il terreno attiguo già di proprietà del seminario oppure quello pervenu­
to in suo possesso grazie alla suddetta permuta venissero frazionati da interventi municipali, don Bo­
sco (e successori) si obbligava all’acquisto di tali frazioni al prezzo di mercato. Del progetto si parlerà
ancora nel marzo successivo: vedi lett. n. 48.

11 Pages 101-110

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11.1 Page 101

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1850
45
Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Lettera non reperita, ma attestata dal verbale della seduta del consiglio comunale: A tti M unicipali,
1849-1850
Richiesta di sussidio per gli oratori
[Torino, anter. 9 febbraio 1850]
[...]
Giorgio Bellono, cav. dell’ordine mauriziano, già consigliere d'appello. Sindaco dal 25 gennaio 1850 al
18 dicembre 1852, morì a Torino il 4 dicembre 1854 a 46 anni. Fu insignito della medaglia d’argento al
valore civile nella circostanza dello scoppio della polveriera (26 aprile 1852). Il 9 febbraio il consiglio
comunale trasmise la domanda di don Bosco al consiglio delegato che a sua volta nominò una com­
missione, composta dai consiglieri teol. Pietro Baricco, sac. Filippo Giuseppe Baruffi e l’avvocato G.
Battista Notta. Costoro, nel corso del sopralluogo, notarono che gli oratori di don Bosco raccoglieva­
no «una considerevole quantità di giovani abbandonati dai loro parenti», cui si veniva in aiuto «non
solo col mezzo dell’istruzione, ma con ogni maniera di sollecite cure». Pertanto, sembrando loro mol­
to vantaggioso di concorrere alla sussistenza dei suddetti oratori, ma in modo che la carità privata
non avesse a diminuire nel presupposto che il Comune fosse per assumerne la gestione economica,
proposero lo stanziamento di lire 1000 per una sola volta e «senza tratto di conseguenze». Il 27 maggio
il consiglio comunale accolse la proposta della commissione. A meno che si tratti di due distinte com ­
missioni, in MO (1991 192) invece don Bosco la presenta come composta da cav. Pietro Ropolo, dal
Capello, detto Moncalvo, e dal comm. G.L. Duprè. Identica però l ’indicazione dello stanziamento di
lire 1000.
46
Al ministero dell’interno (Filippo Galvagno)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta delle autorità in data 12 febbraio 1850 (ASC 38 Torino
Oratorio, ed. in MB IV 25-26) e dagli Atti Ufficiali del Senato (tornata 1° marzo 1850: cf. MB IV 43-51)
Richiesta di sussidio per gli oratori
[Torino, anter. 12 febbraio 1850]
[...]
Filippo Galvagno, già deputato e ministro dell'agricoltura-industria-commercio, resse il dicastero del­
l’interno dall’ottobre 1849 al febbraio 1852. Decurione di Torino sin dal 1833, assolse pure la funzione
di sindaco della città dal 1866 al 1869. Morì il 27 marzo 1874 a 73 anni. Alla lettera di don Bosco il mi­
nistero rispose in data 12 febbraio affermando che non era possibile accogliere la domanda finché il
Parlamento non avesse approvato il Bilancio. Il 1° marzo 1850 il senato, previa discussione, acconsentì
di contribuire al sostegno finanziario dei tre oratori di don Bosco, delegando il ministero per gli op­
portuni adempimenti.

11.2 Page 102

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96 febbraio 1850
47
Agli amministratori dell’«Opera della mendicità istruita»
Archivio dell’«Opera della Mendicità Istruita» - Torino
Copia allog. con firma allog. 2 ff. 287 x 197 mm.
E I 29-30 MB X V II 853-854
Storia degli oratori dal 1841 — difficoltà economiche in cui versano attualmente — richiesta di
sussidio
[Torino], 20 febbraio 1850
111.mi Signori,
Il
sacerdote Gioanni Bosco nel desiderio di procurare ai giovani più abbando­
nati tutti quei vantaggi civili, religiosi e morali che per lui fosse possibile nel corso
5 dell’anno 1841 cominciò a radunarne un dato numero in un luogo aderente alla
chiesa di S. Francesco d’Assisi. Le circostanze del sito limitava[no] il numero ai
settanta od agli ottanta.
L ’anno 1844 l ’esponente per motivo d ’impiego essendosi trasferito alla pia
opera del Rifugio continuò ad accogliere detti giovani a cui si unirono parecchi
10 altri fino a trecento. Sprovveduti di locale opportuno l ’adunanza facevasi ora in
un sito ora in un altro di questa città sempre coll’annuenza delle autorità civili ed
ecclesiastiche.
L ’anno 1846 si potè avere in affitto il luogo dove si aprì l ’Oratorio di S. Fran­
cesco di Sales in Valdocco. Quivi l’accorrenza dei giovani divenne maggiore, tal-
15 volta si numeravano da sei a settecento giovani dai dodici ai venti anni di cui gran
parte usciva dalle carceri od era in pericolo di andarvi.
Benedicendo il Signore tale opera, e divenuto troppo ristretto l ’Oratorio an­
zidetto, sul finir del 1847 ne fu aperto un altro a Porta Nuova sotto il titolo di
S. Luigi.
20
II bisogno dei tempi persuadendo vie più la necessità di educazione e di assi­
stenza per li giovani abbandonati, nell’ottobre del 1849 fu in Vanchiglia riaperto
quello dell’Angelo Custode principiato e già da un anno chiuso dal zelantissimo S.
D. Cocchi Vicecurato della SS. Annunziata. Il totale dei giovani di tutti e tre gli
Oratori giugne sovente al mille.
25
Col mezzo di piacevole ricreazione allettata da alcuni divertimenti, con cate- f.iv
chismi, istruzioni e canto parecchi divennero morigerati, amanti del lavoro e del­
la Religione. Ci sono anche le scuole del canto tutte le sere, e le scuole domenicali
per quelli che possono intervenire, e si diedero già alcuni pubblici saggi e dimo-
straronsi pienamente soddisfatte le persone che intervennero.
30
H aw i pure un ospizio per ricevere da venti a trenta individui e questo per li
casi particolari di estremo bisogno in cui spesso taluno si trova.
Finora ogni cosa progredì coll’ajuto di alcune caritatevoli persone ecclesiasti­
che e secolari. I sacerdoti, che sono a ciò in modo particolare dedicati sono il S.
T. Borrelli, T. Carpano, T. Vola, D. Ponte, D. Grassino, T. Murialdo, D. Giaco-
35 melli, T. Prof. Marengo.
Il sottoscritto trovandosi alla direzione di questi tre oratori, stanti le spese del

11.3 Page 103

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febbraio 1850 97
fitto che tra tutti tre i locali monta a duemila e quattrocento franchi annui: attese
altresì le spese di manutenzione delle tre rispettive cappelle in cui si compiono
tutte le funzioni per li giorni festivi e le spese eziandio che il grave bisogno di al­
cuni giovani rende indispensabili, teme di non poter forse più continuare, per la 40
troppa frequenza di dover fare ricorso alle persone che finora tali opere benefi­
carono.
Ora il sottoscritto scorgendo l’origine, lo scopo e il fine di detti Oratori essere
1medesimi che quelli dell'opera della Mendicità Istruita, umilmente invita gli II-
l.mi Signori dell’amministrazione a voler prendere in benigna considerazione il 45
sovraesposto e considerando questi Oratori |come un’appendice della Mendicità
Istruita concedere quei caritatevoli sussidi che alla saviezza e bontà delle SS. LL.
sarà giudicato beneviso, perché possa continuare un’opera che ha già procurato
e si spera vie più procuri il benessere spirituale ed anche temporale a molti ab­
bandonati individui dell'umana società.
50
Sperando il favore etc.
D. Bosco Gio.
esponente
18 1847 emend ex mille post Porta del Vanehiglia 40 ante teme del si
2 Regia Opera della Mendicità Istruita: istituto riconosciuto legalmente sul finire del secolo X V III
con l’intento di istruire e soccorrere nei giorni festivi i poveri; in seguito si assunse anche l’onere di
aprire scuole di carità, diurne e serali, per i fanciulli poveri. Le scuole maschili erano affidate ai Fra­
telli delle Scuole Cristiane, quelle femminili alle Suore di S. Giuseppe: cf. Torino descritta da P. Ba-
r ìc c o . Torino, tip. di G. B. Paravia e comp. 1869, pp. 763-766.
34 Don Pietro Ponte: nato a Pancalieri (Torino) nel 1821, fu cappellano delle opere Barolo. Esecuto­
re testamentario della stessa marchesa, fu il primo rettore della chiesa di S. Anna, da lui iniziata. Morì
il 2 ottobre 1892. Il Ponte, uno dei primi sacerdoti collaboratori di don Bosco, era venuto a stare con
lui il 29 ottobre 1847: ASC 132 Quaderni, quaderno 9, p. [9]. Vi rimase più di un anno: cf. MB III 253.
Don Giovanni Grassino, futuro vicecurato di Verzuolo (Cuneo) e di Cavallermaggiore (Cuneo), non­
ché prevosto di S. Caterina di Scalenghe (Torino), amico e collaboratore di don Bosco, verrà da lui
proposto come cappellano al conte Pio Galleani d'Agliano di Caraglio (Cuneo) nel 1857, mentre era
rettore del manicomio di Collegno. Morì il 24 maggio 1902 a 82 armi.
Teologo Roberto Felice Murialdo: cugino di Leonardo (santo), nacque a Torino 22 luglio 1818. Condi­
scepolo ed amico del Gastaldi, chierico di camera e cappella e poi cappellano di corte, confondatore e
primo segretario della conferenza sacerdotale di S. Vincenzo de’ Paoli in Torino, fu molto attivo nel­
l’assistenza ai giovani bisognosi della città nonostante la cagionevole salute. Discepolo del Cafasso,
alla sua morte lo sostituirà come direttore responsabile dell’assistenza religiosa di tutte le carceri di
Torino. Nel marzo 1850 diede avvio con un gruppo di laici e di sacerdoti ad una «associazione di Cari­
tà a prò dei poveri orfani ed abbandonati», di cui aveva redatto il regolamento. Amico e collaboratore
di don Bosco, da 1851 al 1856 fu direttore dell’Oratorio dell’Angelo Custode coadiuvato dal cugino
Leonardo. Con don Bosco, il teologo Borei e don Cafasso costituì una società tontinaria per l ’acquisto
nel febbraio 1851 di terreni e fabbricati a Valdocco. Per dieci anni (1872-1882) fu direttore del Ritiro di
S. Pietro, opera fondata da don Pietro Merla (1815-1875) per l ’aiuto a donne ex carcerate. Con loro
fondò la congregazione delle «Suore di Maria SS. Addolorata». Mori a Torino il 7 marzo 1882: BS feb­
braio 1883, p. 35; vedi pure DIP V I col. 195. Leonardo scriverà nel 1895: «Don Bosco non era mai con­
tento di come faceva Roberto all'Oratorio dell’Angelo Custode e quindi Roberto era una croce per
Don Bosco; viceversa Don Bosco era croce per Roberto».
34-35 Don Giovanni Francesco Giacomelli, nato ad Avigliana (Torino) il 19 ottobre 1820, fece la ve­
stizione clericale il 30 ottobre 1836. Fu amico e compagno di seminario di don Bosco a Chieri. Ordina­
to sacerdote nel 1843, frequentò il Convitto di Torino. Nel 1849 si stabilì all’Oratorio, dove per due
anni aiutò don Bosco specialmente nel ministero delle confessioni. Dopo un breve periodo come vice­
parroco fuori Torino, ritornò in città e per 47 anni fu cappellano dell’Ospedaletto di Santa Filomena.
7

11.4 Page 104

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98 marzo 1850
Dalla morte del teologo Felice Golzio (1873), fu confessore di don Bosco. Morì il 28 luglio 1901 : cf. ne­
crologio in BS ottobre 1901 pp. 295-296.
35 Can. Francesco Giovanni Marengo: nato a Carignano (Torino) il 9 novembre 1811, teologo colle­
giate, fu professore di teologia dogmatica nel seminario di Torino. Morì il 26 marzo 1882: BS febbraio
1883 p. 34.
48
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Leti, di santi
Orig. aut. 1 f. 2 1 4 x l 54 mm .
Ined.
spiegazzato
macchie d'umidità
Informa sulle condizioni morali dell'arcivescovo e sulla disponibilità del prelato circa un progetto
in corso
* [Torino], 7 marzo [18] 50
Illustrissimo Signore,
Fui oggi da Mons. Arciv. e lo trovai allegro e tranquillissimo con grande mia
soddisfazione. Gli parlai del nostro affare e si fece lasciar presso di lui il rescritto
dicendo che di questa sera l’avrebbe spedito alla curia dopo di averne fatta lettura
e disposto quanto occorre. Questo per sua regola. Domani a sera passerò da Lei
se mai occorresse qualche cosa a nostro riguardo.
Gradisca i miei sinceri e cordiali ossequi dichiarandomi
Umile servitore
Bosco Gio.
AU'Ill.mo Signore
Il Sig. T. Vogliotti
Can. Rett. del V. Sem. Ar.
S[ue] R[everende] M[ani]
3 Mons. Fransoni era ritornato in diocesi il 26 febbraio, ritirandosi nella villa arcivescovile di Pianez­
za, da dove il giorno dopo aveva comunicato al re il suo prossimo rientro in città. Lo avrebbe fatto il
15 marzo.
3 allegro e tranquillissimo: sicuro evidentemente del fatto suo, malgrado le pressioni del re e del go­
verno per convincerlo a ritornare sui suoi passi e nonostante che il 25 febbraio fosse stato presentato,
alla camera dei deputati, il progetto di legge sulla soppressione del foro ecclesiastico (e di numerose
feste di precetto) e sull’obbligo delle corporazioni religiose di accettare beni solo dietro l’autorizzazio­
ne sovrana: sono le famose «leggi Siccardi», approvate il 9 marzo dalla camera, l ’8 aprile dal senato ed
il 9 aprile sarebbero divenute esecutive con la firma del re. Si noti che lo stesso giorno della lettera di
don Bosco, il 7 marzo, il conte Camillo Cavour parlava in parlamento in favore della suddetta legge.
4 Si trattava probabilmente dell’acquisto di terreni di proprietà del seminario, di cui alla lettera
n. 44.

11.5 Page 105

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marzo 1850 99
49
All'abate Antonio Rosmini
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 7-8
Orig. aut. 2 ff. 230 x 170 mm. strappo sul f. 2
E I 31 MB IV 37-38
Propone la costruzione di un nuovo edificio per l'oratorio — domanda se non sia il caso di introdurre
in qualche modo l’istituto della carità in Torino, magari collaborando economicamente alla progetta­
ta costruzione — garantisce l ’ospitalità per gli studenti rosminiani
*Torino, 11 marzo 1850
Illustrissimo e Reverendissimo Signore,
La parte favorevole che V. S. 111.ma e Re.d.ma prende in tutto ciò che riguar­
da al pubblico bene e specialmente alla salute delle anime, m ’induce ad esternare
un sentimento già manifestato al sig. D. Fradelizio e testé comunicato al sig. 5
D. Pauli.
Trattasi di costrurre un nuovo edifizio per un Oratorio avente scopo dell’edu­
cazione civile-morale-religiosa della gioventù più abbandonata. Già parecchi di si­
mili Oratori sono aperti in Torino, a cui com unque siasi mi trovo alla testa. La
messe è spinosa, ma è molta e se ne può sperare gran frutto. Ma ci vogliono ec- 10
clesiastici, ed ecclesiastici ben formati nella carità.
Non potrebbesi in qualche prudente modo introdurre l ’istituto della carità
nella capitale? Per es., se V. S. eh.ma concorresse pecuniariamente al novello edi­
fizio, in cui cominciassero [a] venire ad abitare alcuni studenti dell’istituto, e così
f.lv insensibilmente prender parte |alle molteplici opere di carità secondo il grave bi- 15
sogno? Ci pensi V. S. nella sua prudenza, e qualora a ciò risolvesse di tentare
qualche mezzo conti sopra di me in tutte quelle determinazioni che potranno tor­
nare a vantaggio delle anime e a maggior gloria di Dio. Il sig. D. Pauli ha veduto
tutto e sapendo pienamente la mia intenzione può dichiarare la cosa meglio che
non comporta la brevità di una lettera.
20
Mentre la prego a voler dare benigno condono alla forse troppa confidenza
con cui scrivo l ’assicuro essere per me il più grande onore il potermi dichiarare
D. [S.] V. 111.ma e Reverend.ma
Umil.mo servitore
Bosco Gio. Sacerdote
25
f.2v All'Illustrissimo chiar.mo Signore
Il Sig. Ab. Cav. D. Anto. Rosmini
Sup. dell’Ist. della carità
Stresa
4 alla salute delle anime add m rg inf 13 nella emend ex in
2 Antonio Rosmini Serbati: nato da famiglia nobile a Rovereto (Trento) il 24 marzo 1797, fece i suoi
studi a Padova dove si laureò. Nel 1821 venne ordinato sacerdote,; nel 1828 diede inizio allTstituto del­
la carità con una fondazione sul monte Calvario, nei pressi di Domodossola (Novara). Quattro anni
dopo fondò le Suore della Provvidenza con la prima sede in Locam o (Svizzera). Letterato, socio del-
l'Accademia delle scienze di Torino dal 1844, consacrò gli ultimi vent’anni della vita al governo del suo

11.6 Page 106

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100 marzo 1850
istituto ed allo studio fìlosofico-teologico in particolare. Si distinse nel suo secolo per altezza di inge­
gno, per serietà e profondità di pensiero. Pur rimanendo estraneo alla vita politica risorgimentale, nel
1848-1849 ebbe un incarico diplomatico presso la santa sede da parte del governo piemontese; ma il
precipitare degli eventi e le accuse contro le sue dottrine (vedi nota alla lett. n. 43 ) chiusero rapida­
mente la sfortunata parentesi. Morì a Stresa (Novara) il 1° luglio 1854. La bibliografia sul Rosmini è
immensa: cf. C. B e r g a m a s c h i, Bibliogafia rosminiana 1841-1981, 6 voi. Milano - Genova 1967-1982.
7 II 9 marzo 1848 don Bosco aveva acquistato dall’esecutore testamentario di don G. Antonio Moret­
ta a lire 11.800 una casa, orto e campo per una superficie pari a mq. 2210. Esattamente un anno dopo,
l'8 marzo 1849, aveva venduto a Giacomo Antonio Ferrerò e Giovenale Mo per lire 3900 «una porzio­
ne di casa in Valdocco con due siti» per una superficie di mq. 356. Il mese successivo (10 aprile 1849)
aveva fatto lo stesso per «una porzione di casa in Valdocco con sito», questa volta a lire 8250 per una
superficie di mq. 1055. Destinataria la signora Marianna Franco, vedova Audagnotto.
9 comunque siasi: forse si sottintendono le difficoltà incontrate nell’ambiente ecclesiastico di Torino
a proposito della situazione giuridica dei suoi oratori.
25 II Rosmini, cui non dispiacque la proposta, invitò don Bosco a Stresa per meglio definire i parti­
colari: cf. lett. del padre Gflardi in data 4 aprile 1850 conservata in ASIC: «onorandoci una seconda
volta della sua presenza, Ella ci farebbe un nuovo regalo». Don Bosco era già stato a Stresa quattro
giorni sul finire di settembre del 1847 assieme al costruttore Federico Bocca ed al padre Oratoriano Fi­
lippi di Mondovì (Cuneo), i quali, a dire di padre Fradelizio, volevano diventare ascritti rosminiani e
introdurre l ’istituto a Torino ed a Mondovì.
50
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lett. di santi
Orig. aut. 2 ff. 228 x 173 mm.
Ined.
strappo sul f. 2
Informa circa lo sradicamento delle piante che è in corso nell’orto attiguo all’Oratorio — chiede che
venga sospeso
*Da casa [Torino], 28 marzo [18]50
Illustrissimo Signore,
Forseché il fittavolo dell’orto qui vicino teme di essere licenziato e perciò ta­
glia e sradica piante che paiono doversi lasciare intatte [?].
5
Da alcuni giorni vennero tagliati due gelzi vivi: più altri spaccati, piante di
noc[c]iolo e simili si cavano presentemente. Giudico che farebbe cosa buona
metterci rimedio e proibire guasto ulteriore.
In quanto al nostro contratto spero che non ci sarà ostacolo e che nella pros­
sima v[entura] settimana potremo divenire alla stipulazione dellTstrumento.
io
La saluto di tutto cuore nel Signore dichiarandomi rispettosamente
Di V.S. 111.ma
Umil.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All’Ill.mo Signore
f.2v
15 II Sig. T. Vogliotti Alessandro
Rettore del V. S. Are. della Metr.
S[ue] R[everende] M[ani]
4 sradica corr ex
9 potremo corr ex potrebbesi

11.7 Page 107

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aprile 1850 101
3-9 La protesta potrebbe essere dovuta al fatto che don Bosco era in trattative per l’acquisto del ter­
reno in questione (vedi lett. n. 44), e pertanto aveva interesse a che si conservassero le piante. L ’acqui­
sto di due pezzi di orto ed un prato, per una superficie di 3800 mq., sarà sottoscritto il 20 giugno al
prezzo di lire 7500. E 1° giugno don Bosco aveva venduto 259 mq. di prato ad Antonio Morino per
1670 lire ed un altro prato di 151 mq. al prezzo di lire 990 al sig. Michele Nico. Il 6 ottobre farà tre al­
tre vendite di orti: 38,10 mq. al suddetto Nico per lire 250, 387 mq. alla sig.ra Marianna Franco al
prezzo di lire 2475, 5,84 mq. per lire 37 ai sigg. Giacomo Antonio Ferrerò e Giovenale Mo. In sintesi:
per acquisti di casa, orto, aia e campo (6010 mq.) spese 18.500 lire; dalla vendita di locali, siti, prati ed
una permuta (mq. 2901) ricavò 19.341 lire.
9 In realtà l'acquisto, come già detto, sarà perfezionato solo il 20 giugno.
51
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 46-47
Orig. aut. 2 ff. 230 x 178 mm. strappo sul f. 2
E I 32-33 MB IV 39-41
Espone le due finalità del progetto avanzato precedentemente e su cui il Rosmini s’era mostrato inte­
ressato — precisa alcuni punti dell’eventuale contratto
Torino, 15 aprile 1850
M.to Rev.do e car.mo Sig. D. Carlo,
Godo molto che l ’idea esternata al venerat.mo sig. D. Anto[nio] Rosmini sia
tornata gradevole, e ci trovo anch’io il bisogno di un abboccamento; ma più cir­
costanze concorrono a rendere incerta l’epoca in cui possa [fare] una scorsa fino 5
a Stresa, siccome grandemente desidero.
Stimo bene pertanto di ridurre il mio sentimento ad alcuni punti speciali of­
frendomi per que’ rischiarimenti che si potessero a tal riguardo desiderare. Il mio
progetto ha due aspetti: uno di aver un sussidio materiale e spirituale per gli Ora­
tori, che la provvidenza Divina dispose che fossero aperti sui tre lati principali 10
della città; l’altro per provare se il Signore ha scelto questo tempo e questo mezzo
per dilatare l ’istituto nella capitale a rifrigerare le mol[t]issime e gravissime pia­
ghe fatte e che minacciano farsi alla Religione. Come ben vede bisogna usare tut­
ta la semplicità della colomba, ma non dimenticare la prudenza del serpente: te­
nere ogni cosa destramente celata affinché l ’uomo nemico non corra a seminare 15
zizania.
Ciò nondimeno le cose pubbliche dovendo avere una legalità pubblica onde
nissuna delle parti abbia a patirne danno in faccia alle leggi: così presento all’II-
l.mo e R.d.mo suo Superiore il seguente progetto, che parmi possa appagare l’oc­
chio del pubblico senza essere presi a vedetta.
20
Io
Trattasi di costrurre una casa a tre piani con allato una chiesa per l’Orato­
rio. L ’edifizio verrebbe costrutto in un piano cinto di mura, di are 38, ovvero ta­
vole 100 a Porta Susina - sezione Valdocco.
2° Il sac. Bosco cede 6 camere o anche di più all’istituto della Carità per gli
studenti che venissero a far il loro corso nella capitale o per altri secondo il bene- 25
f j v placito del Superiore. |In simil caso si offre un campo aperto per esercitare opere

11.8 Page 108

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102 aprile 1850
di carità a favore degli Oratori, ospedali, e delle carceri, scuole etc.
3° Il sac. Bosco è disposto di prestarsi in tutto ciò che può tornare ad onore e
vantaggio dell’istituto.
30
4° L ’Istituto della carità concorrerebbe per la fabbrica colla somma per es.
di dodici mila franchi da versarsi in più rate: - in principio - nella metà - sul fini­
re dell’edilizio.
5° Questa somma sarebbe garentita con ipoteca sopra il sito e sopra il corpo
dell’edifizio.
35
6° Al caso di morte del sac. Bosco l ’istituto acquista la proprietà di una
porzione di edifizio da fissarsi, oppure avrà diritto alla somma somministrata.
Ciò nel solo caso che per via testamentaria non siasi altrimenti disposto a favore
dell’istituto.
Questo è il mio sentimento: noti però che il governo e la città propensi per la
40 pubblica istruzione si mostrano favorevoli agli Oratorii, ed hanno già più volte di­
mostrato desiderio di stabilire scuole quotidiane in tutti tre gli oratorii: al che non
ho ancora potuto aderire per mancanza di maestri.
Diciamo tutto in poco: è mia intenzione di procurare un vantaggio all’istituto
della Carità col fare in modo che venga insensibilmente introdotto nella capitale:
45 se ciò voglia il Signore potremo fare la prova.
Intanto favorisca di salutare da parte mia l ’ottimo sig. D. Antonio Rosmini
mentre prego il Signore che ambidue li conservi a prò della religione in tante gui­
se a’ giorni nostri oppressa e sono di cuore
Di V. S. car.ma e M.to R.da
50
Umil.mo servitore
D. Bosco Gio.
All’Ill.mo e M.to R.do Signore
f,2v
Il Sig. D. Carlo Gilardi
Stresa
26 post offre del campo aperto
3-6 Rosmini aveva fatto scrivere a don Bosco che avrebbe concorso al progetto propostogli, ma che
prima aveva bisogno di un incontro personale per avere alcuni chiarimenti. Dal che era scaturito l'in­
vito a don Bosco di andare a Stresa: vedi lett. n. 49.
15-16 Non si dimentichi che sei giorni prima erano state definitivamente approvate le leggi Siccardi
contro l'immunità ecclesiastica e l’osservanza di alcuni giorni festivi, con l'immediata conseguenza
della partenza del nunzio pontificio, Benedetto Antonio Antonucci (1798-1879), da Torino. Utile nota­
re che il mese precedente i vescovi e vicari capitolari della provincia ecclesiastica di Torino avevano
pubblicato un indirizzo al re in cui fra l’altro lamentavano proprio la profanazione dei giorni festivi.
20 a vedetta: anche dialettale: stè a la vedeta, ossia stare alla guardia, osservare attentamente.
22 L ’ara corrisponde a mq. 100; la tavola torinese era di 0,38 are, vale a dire 38 mq.
51 Rosmini diede l ’incarico a don Francesco Puecher, superiore della comunità della Sacra di S. Mi­
chele, di incontrarsi con don Bosco a Torino e di fare un sopralluogo a Valdocco. Il Puecher il 5 luglio
ne fece relazione al Rosmini, nella quale tracciò il seguente inedito profilo di don Bosco e della sua
opera: «Egli dunque mi pare un Sacerdote fornito di molta pietà, semplicità e carità; di un’indole
mansueta, e dolce; d’ingegno e cognizioni discrete, ma nulla più; di viste alquanto ristrette e anguste,
benché condotte con certa prudenza e convenienza più che ordinaria [...] Il suo istituto si riduce per
ora ad abbracciare due rami di carità. Il primo consiste nell'oratorio festivo dei fanciulli della città,
quasi in tutto al modo praticato dal D. Giulio; cosa utilissima in Torino, dove egli mi assicura essere fi­
nora l'unico e quindi aver ottenuto l'approvazione così dell’Arcivescovo, come del Magistrato Munici-

11.9 Page 109

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luglio 1850 103
pale e del Governo che volle anche in ciò ficcare il suo naso. In quest'opera viene assistito da alcuni
Sacerdoti e Cherici. La seconda opera di carità consiste nel raccogliere dalle strade e dalle piazze or
questo o quel ragazzo che mostrando buona indole si trova però in pericolo, per mancanza di genitori
o tutori, di restar vittima della seduzione in ogni genere di malfare. Di questi ne ha circa una trentina,
cui egli dà alloggio e vitto e vestito qual si conviene a poverelli nello stabilimento stesso sopraveglian­
doli ei medesimo coll’aiuto di qualche bravo cherico che fa loro da prefetto, e di alcuni laici che fanno
il cuoco, il portinaio e altri mestieri. Questi ragazzi poi, all'uso dei Somaschi, li manda ogni giorno
alle officine di varii mestieri presso padroni scelti da lui stesso affine che apprendano qualche arte
onesta senza pericolo per l’anima quanto è possibile. Vengo ora al materiale. La casetta che tiene al
presente in affitto è veramente povera e male arredata più che non un convento di capuccini: letti, se­
die, tavole, arnesi di tutte le dimensioni e qualità. Le spese son fatte in parte da lui che possiede qual­
che bene di fortuna, e parte dalla limosina di pie persone. Ultimamente ebbe anche un soccorso dalla
città. Vi è dunque veramente il bisogno di edificare una casa più capace e adatta ai due rami di carità
sopradetti. A questo scopo comperò egli una giornata circa di terreno [...] Il sito mi pare salubre e
tranquillo perché sul lembo estremo della città verso oriente: ma confesso il vero che lo trovo alquan­
to incomodo per la sua distanza da tutti i gran centri, dovendosi dopo giunti alla Consolata, cammina­
re ancora un dieci minuti prima di arrivarci. Egli poi mi disse che avrebbe intenzione di fabbricare
una casa che non avesse affatto apparenza di convento, ed anche non troppo grande, per non dare
nell’occhio ed eccitare rumori. Io lodai in sostanza il pensiero e l'intenzione; ma gli feci i seguenti ri­
flessi in modo però accademico: 1. che dovendo questa fabbrica servire a tre scopi, cioè all'oratorio
festivo, all'orfanotrofio, ed all'abitazione nostra, non poteva necessariamente essere troppo piccola,
essendo ognuno di questi rami suscettibile di sempre maggiore incremento. 2. che quindi mi pareva
che sarebbe stato meglio fare un disegno piuttosto grandioso, e intanto compirne una parte sola, quel­
la parte che fosse necessaria all’uopo presente. 3. che quindi conveniva far un disegno che escludesse
bensì ogni inutile apparenza di chiostro, ma senza sacrificar i veri bisogni dello stabilimento alle possi­
bili dicerie del mondo. 4. Lo esortai dunque a far fare un disegno, sopra il quale poi avremmo forse
potuto più facilmente combinare ogni cosa. Non vedo ancora in lui un’idea chiara e precisa sulla rela­
zione e influenza che desidera dall’istituto, e credo che forse gioverebbe proporgli noi stessi un piano
[...]» (ASIC A - 1 Teca S. Giovanni Bosco pp. 147r - 149v). Il Puecher non si dimenticò per altro di
mandare a Stresa pure una copia del contratto del 20 giugno fra don Bosco ed il rettore di seminario.
52
A don Daniele Rademacher
Archivio provinciale della Compagnia di Gesù - Lisbona
Orig. aut. 2 ff. 295 x 202 mm. sul mrg. inf. di f. lv si legge (scritto da don Bosco): ricevuta ai 7
agosto
Ined.
Esprime il suo risentimento ed il suo disappunto sull’atteggiamento ostile che si ha in Piemonte nei
confronti della religione — informa sulle vicende degli oratori
•'Torino, 10 luglio 1850
Car.mo Sig. D. Rademacher,
Debbo propriamente confessare una mia mancanza per non aver mai scritto
a V.S. 111.ma e car.ma, in parte però fu cagione l’essere privo dell’opportuno indi­
rizzo. Oh quante cose avrei a dirle! Non parlo della politica che ben conoscerà dai 5
giornali; solo dirò alcune cose in fatto di religione.
Il
Piemonte fu per molti secoli il beniamino della Santa Sede, un gran nume­
ro de’ suoi governanti sono venerati sugli altari; il Piemonte onorò la religione e
la religione fu la sua gloria. Presentemente non è più così. I tre poteri sono dichia­
ratamente ostili alla religione. Parecchi giornali sfrenati vomitano impunemente io
quanto d’empio e d’inverecondo sanno inventare contro tutto ciò che sa di reli-

11.10 Page 110

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104 luglio 1850
gione, corrono pochi giorni senza che qualche prete sia dai mascalzoni insultato.
Siamo però grandemente consolati delle benedizioni che il Signore spande
sopra i nostri Oratorii. Domenica scorsa in quello di S. Francesco di Sales fu cele-
15 brata la festa di S. Luigi. Monsignor Ceret[t]i venne a dare la cresima a 150 de’
nostri giovinotti, dopo celebrò messa infra cui fece a’ giovani la generale comu­
nione in numero di circa 500. Alle funzioni della sera il numero oltrepassava i
1600; ogni cosa procedette con allegria, con ordine e con soddisfazione di tutti
quelli che qua intervennero.
20
Tre anni [or] sono fu aperto un oratorio a Porta Nuova sotto il titolo di S.
Luigi. L'anno scorso venne aperto |un altro a Porta di Po’ sotto il titolo dell'An- f.lv
gelo Custode. Sul principio della quaresima se ne aprì un altro per le figlie a Porta
Susina Borgo S. Donato. In tutti quattro questi luoghi la gioventù interviene in
buon numero e seconda rispettosamente lo spirito di religione, sebbene ci costi
25 gravissima fatica a tenerla lontano dagli errori del giorno.
Anche assente noi la consideriamo sempre come prete dell'Oratorio e della
compagnia di S. Luigi, onde se non può più venire a dividere con noi le fatiche
del sacro ministero, ci raccomandi nelle fervorose sue preghiere al Signore da cui
dipende ogni nostro buon successo e senza di cui nulla di buono.
30
Offra da parte mia i più cordiali sentimenti al sig. suo padre, sua madre, a
sua sorella. Preghino tutti il Signore per noi, e noi tutti pregheremo per loro, e
faccia Iddio che quella amicizia cominciata qui in terra si renda perfetta nel re­
gno de' cieli. Così sia.
Di V.S. 111.ma e car.ma
35
Aff.mo amico
D. Bosco Gio.
7 secoli add si
10 impunemente corr si ex impumente
Oratorio
16 post fece del la
18 cosa add si
14 i nostri Oratorii co rr ex il nostro
2 Don Daniele Timoteo Rademacher (1822-1880) era figlio del conte portoghese José Basilio Rade-
macher (1789-1856) che ricoperse la carica di ministro plenipotenziario del re di Portogallo, a Torino.
La madre, Dona Carlotta Joào Frisoni Verdier (morta nel 1859), che si era incontrata con don Bosco
nel 1844 (cf. MB II 166-171), divenne una delle benefattrici deU'Oratorio di Valdocco. Don Daniele fu
ordinato sacerdote a Torino da mons. Fransoni il 10 gennaio 1846. Mentre risiedeva a Torino, fino al­
l’agosto 1848 aveva aiutato don Bosco all’Oratorio. Ritornato in patria, ai primi di gennaio del 1850 da
Lisbona aveva chiesto informazioni sull'andamento degli oratori di Torino e sui sacerdoti che lo gesti­
vano: ASC 126.2 Rademacher, ed. in MB III 473. Sarà la famiglia Rademacher a far conoscere l’ Ora-
torio in Portogallo. Un fratello di Daniele, Carlo (1828-1885), era stato per diciotto mesi novizio a
Chieri dai Gesuiti contro il parere paterno nel 1846-1847. Al ritorno in patria professerà nella Compa­
gnia e sarà il restauratore dei gesuiti in Portogallo.
14 Domenica scorsa: 7 luglio.
15 Mons. Giovanni Domenico Ceretti (1793-1855), oblato di Maria Vergine, già vicario apostolico
nella Birmania, vescovo titolare di Antinopoli nella Tebaide. Aveva preso dimora a Torino, dove sup­
pliva l ’arcivescovo in esilio, mons. Fransoni, per l’amministrazione delle cresime e per le ordinazioni
sacerdotali. Era pure vicepresidente della Collezione dei buoni libri a favore della Religione Cattoli­
ca, collana diretta dal vescovo di Ivrea, mons. Moreno.
22-23 È l ’oratorio femminile fondato da don Gaspare Saccarelli (nato a Torino nel 1817, cappellano
di S. M., fondatore dell’istituto della S. Famiglia, morto il 21 gennaio 1864). Il borgo S. Donato, come
quello di Valdocco, faceva parte della parrocchia dei S.S. Simone e Giuda di borgo Dora.
27 Compagnia S. Luigi: associazione religiosa, dotata di un proprio regolamento, istituita da don

12 Pages 111-120

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12.1 Page 111

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luglio 1850 105
Bosco all’Oratorio alcuni anni prima.
31 La sorella, Maria Filomena Antonia Josefa Peregrina Das Gra9 as, era nata a Chieri nel 1834; morì
a Lisbona nel 1857.
53
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 167-168
Orig. aut. 2 ff. 251 x 195 mm. strappo sul f. 2 dove si trova il timbro postale: Torino 15 lug 50
capo dei birichini (lin. 25) è di mano estranea
E I 33-34 MB IV 125-126
Comunica la sua soddisfazione per l’accoglimento da parte del Rosmini della proposta di collaborazio­
ne per il nuovo edificio dell'oratorio — chiede che l'interesse di un prestito gli sia condonato per tre
anni
'Torino, 13 luglio 1850
Ill.mo Signore,
Con grande soddisfazione ho ricevuto la compitissima lettera di V.S. Ill.ma
esprimente i sentimenti del Reverend.mo sig. Abate Rosmini, e mi tornò tanto più
di gradimento, perché l ’offerta superò la mia aspettazione.
5
Accetto pertanto l ’imprestito dei ventimila franchi da impiegarsi nell’edifizio
già da noi nominato, dandone assicurazione ipotecaria e riserbandoci a tempi mi­
gliori il venire a determinazioni analoghe ai tempi, ai luoghi ed alle persone. Sic­
come però presentemente sono assai aggravato dai fitti, così chiederei solo mi ve­
nisse condonato l ’interesse per tre anni, finché andando al possesso del nuovo 10
Oratorio resti scaricato in parte del fitto presente. Questo dico soltanto per conve­
nienza, non come condizione di contratto, giacché io gradisco la proposta anche
senza ulteriori vantaggi.
Per intenderci adeguatamente scorgendo necessaria la presenza di ambe le
parti, aspetterò solamente che sia terminato il disegno già incominciato della 15
nuova fabbrica per portarlo personalmente costà ed avere così i savi pareri del
chiar.mo sig. Abate Rosmini.
Faccia gradire i sentimenti della più viva gratitudine al venerat.mo suo Supe­
riore, e nella speranza che quel Signore, il quale dispose venissero cominciate le
nostre trattative, le voglia compiere a sua maggior gloria e a vantaggio spirituale 20
delle anime nostre e altrui, mi reputo ad onore il potermi dichiarare
Di V. S. Ill.ma
Umil.mo servitore amico
D. Bosco Gio.
capo dei birichini
25
f.2v All'Ill.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. D. Gilardi Carlo
Stresa
18 post gradire del gradire

12.2 Page 112

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106 agosto 1850
3 Lettera del 7 luglio 1850, in cui il Gilardi gli comunicava a nome del Rosmini che, date le circostan­
ze, non poteva prender parte attiva al progetto di costruzione a Valdocco; tuttavia gli offriva in presti­
to, dietro ipoteca, 20.000 lire all'interesse del 4%. Nella lettera il Gilardi esprimeva altresì una serie di
desideri: che nella nuova dimora fosse riservata qualche stanza per ospizio dei rosminiani di passaggio
a Torino; che la nuova costruzione fosse «bene acconciata» agli scopi prefissati; che, confidando nella
provvidenza e senza timore deH’opinione pubblica, si incominciasse ad eseguirne per lo meno una
parte; e infine che non si trascurasse di prevedere nel disegno una chiesa distinta dal fabbricato della
casa.
8-11 Anziché il richiesto condono, Rosmini concesse di «dilazionare oltre ai tre anni il reale versa­
mento»: cf. lettera del Gilardi del 26 luglio 1850, in cui si assicurava fra l'altro che la somma era quasi
tutta già disponibile.
16 Si recherà a Stresa il 16 settembre: vedi lett. seg.
54
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 48-49
Orig. aut. 2 ff. 255 x 198 mm. strappo sul f. 2, dove è posto anche il timbro: Torino 27 ago 50
E I 34-35 MB IV 127-128
Obbligato a ritardare il suo viaggio a Stresa, ne dà l ’avviso ed il motivo
*Torino, 27 ag[osto] 1850
Car.mo Sig. D. Carlo,
Temo che il mio ritardo a recarmi a Stresa cagioni qualche incertezza riguar­
do alla nostra intelligenza, perciò reputo bene lo scrivere a V. S. car.ma e signifi-
5 carie che l ’unico motivo di questo mio ritardo si è l ’aspettazione del piano e del
disegno della casa da fabbricarsi. Il sig. Bocca mi ha assicurato che nella corrente
settimana finisce il desiderato lavoro, sicché nella ventura prossima spero poter­
mi recare a Stresa. Però dovendo il 9 settembre essere impegnato per una muta
di spirituali esercizi, ne avverrà che se non vado nella prossima settimana, non ci
10 potrò fino al 16 del veg[nente] settembre.
Egli è questo il motivo per cui non ho potuto effettuare la mia gita a Stresa
come desiderava. Onde la prego a farmi scusato presso il Reverend.mo sig. Abate
Rosmini e di accertarlo che sono tuttora nella medesima determinazione.
Mentre coi sentimenti della massima venerazione mi reputo a grande onore
15 il potermi dire di tutto cuore in D om in o
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
D. Bosco Gio.
AU’Ill.mo e M.to R.do Signore
20 II Sig. D. Carlo Gilardi
Stresa
8 9 emend ex no [ve]
essere] essendo
12 Abate emend ex Abbate
3 Nella lettera prec. aveva espresso il desiderio di recarsi a Stresa appena terminato il disegno della
costruzione.
6 Federico Bocca, capomastro ed impresario edile, diresse molti lavori a Valdocco. Nella festa di

12.3 Page 113

▲torna in alto
agosto 1850 107
S. Luigi del 1847 era stato fra l'altro padrino di cresima dei ragazzi dell'Oratorio. In questa occasione
Rosmini suggerirà di far progettare la costruzione da un abile architetto. Don Bosco accoglierà l’invi­
to optando per Federico Blachier.
11-12 Vi si recherà difatti il 16 settembre, e vi si tratterrà per alcuni giorni.
55
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1850 rub. 284 fase. 2 pp. 127-128 prot. 19.552
Orig. aut. 2 ff. 252 x 190 mm. timbri dell'ASV
Ined.
Esterna i suoi sentimenti di riconoscenza per le corone ricevute e chiede varie indulgenze
•Torino, 28 agosto 1850
Eminenza,
Non so come esprimere la grande consolazione provata nel mio cuore quan­
do l ’E.V. per mezzo di M. Nunzio mi partecipava che S.S. in mezzo alla gravezza
de’ suoi affari e alle molte cure a cui deve incumbere nell'amministrazione del-
l ’Orbe cattolico ebbe a noi rivolto un suo paterno pensiero col mandarci due
grossi e generosi pacchi di corone da distribuirsi a que’ giovanetti che in certo
modo la Divina provvidenza mi volle affidare.
Cresceva vie maggiormente questa consolazione al vedere la santa impressio­
ne prodotta, in tempi tanto diffi[ci]li, non solo qui in Torino, ma eziandio ne’
paesi stranieri siccome moltissimi periodici attestarono. La sensazione poi cagio­
nata sull’animo de’ miei figliuoli fu grande da non potersi dir più. V.E. può aver­
ne un’idea dal libretto che alcune pie persone vollero fosse a tale uopo stampato,
e di cui unisco alcune copie: persuaso che nel suo buon cuore si degnerà di gra­
dirle come tenuissimo omaggio della pochezza mia e de’ poveri miei figliuoli.
Prego intanto V.E. (se ben lo giudica) di partecipare al Santo Padre che io e li
miei artigianelli siamo riconoscentissimi pel dono ricevuto, e che la gioventù tori­
nese in numero di oltre tre mila che frequenta gli oratori ha un cuor solo ed
un’anima sola pel rispetto dovuto al Supremo Gerarca della Chiesa: e checché si
dica e si faccia |per allontanarli dall’unità cattolica tutti si rifiutano con onore di­
sposti a qualsiasi frangente anziché dire o fare cosa contraria a quella religione di
cui è capo il Romano Pontefice: e passa per proverbio ne’ laboratori, questo sia
detto a maggior gloria di Dio,: zitto non parlare male del papa, là c ’è uno del-
VOratorio.
Però non tutti quelli che vivono fra noi hanno simili sentimenti come pur­
troppo è noto a V.E.; ma posso assicurarlo che il numero dei tristi è piccolo assai,
e sebbene audacissimi tentino tante strade per rovesciare ogni ordine politico e
religioso, tuttavia parmi si possa nutrire ferma speranza, che i loro conati produr­
ranno un effetto solamente passeggero, e che il Signore mosso dalle preghiere dei
buoni si sveglierà per sedare la burrasca e ridonare la calma primiera.
Ora mi trovo in bisogno di alcuni favori dal S. Padre, e non avendo in Roma

12.4 Page 114

▲torna in alto
108 agosto 1850
persona a cui mi possa raccomandare, prego umilmente V.E., se non le par trop­
po, a volermi appagare coll’ottenere i favori implorati per me e per li miei figliuoli
secondo l’esposto dell’inchiusa memoria. La concessione delle indulgenze sono
35 fra noi un grande amminicolo per incoraggiare i cristiani a sentire la parola di Dio
e alla frequenza de’ sacramenti. Già prima d’ora avrei adempiuto a questo mio
dovere di riconoscenza e di gratitudine verso di V.E. e verso del Santo Padre, se i
tempi e l’incertezza di fare liberamente pervenire gli scritti anche sigillati l ’avesse­
ro permesso.
40
Nella speranza che V.E. voglia gradire queste mie semplici sì ma cordialissi­
me espressioni l ’assicuro che la memoria del Cardinale Antonelli sarà incancella­
bile fra noi, e che sempre memori di quanto per opera sua ci fu favorito preghe­
remo il Signore che fortifichi e sostenga l ’animo suo e quello del Santo Padre, af­
finché l ’uno e l ’altro conservi lungo tempo a bene di S. Chiesa.
45
Colla più alta stima e colla più profonda venerazione mi reputo al massimo
onore il potermi sottoscrivere
Di V. Eminenza
Devot.mo ed obblig.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
50
Direttore degli Oratori della città
vicino al Rifùgio
33 ottenere corr ex ottenermi
2 Giacomo Antonelli, nato a Sonnino (Latina) nel 1806, aveva percorso tutta la carriera diplomatica
nel regno pontificio, fino a diventare cardinale nel 1847, prosegretario di stato nel 1848, segretario di
stato al ritorno del papa a Roma da Gaeta nel 1850. Ricoprì questa carica fino alla morte avvenuta il 6
novembre 1876. Personalità complessa, fu affezionato a don Bosco, che ne ricambiò l’affetto e la de­
vozione mettendosi in più di un'occasione a suo servizio per le difficili vertenze delle nomine di vesco­
vi in Italia e per la concessione loro degli exequatur. Sull'Antonelli si veda DBI III pp. 484-493 e C.
F a lc o n i, I l Cardinale Antonelli. Vita e carriera del Richelieu italiano nella Chiesa di Pio IX. Milano,
A. Mondadori 1983.
3-15 II 25 marzo 1849 i giovani di don Bosco, fatta una colletta in favore del papa esule a Gaeta, gli
avevano inviato, per mezzo del comitato per Vobolo di S. Pietro di Torino, trentatré franchi. Pervenu­
ta la somma al pontefice, questi incaricò il card. Antonelli di partecipare a don Bosco, tramite il nun­
zio Antonucci di Torino, i suoi sentimenti di gratitudine e di soddisfazione per il gesto. L ’anno seguen­
te, il 2 aprile l'Antonelli, a nome del papa, inviò 60 dozzine di corone all’Antonucci, con preghiera di
farle pervenire a don Bosco. Il che avvenne due giorni dopo. La documentazione è conservata nel-
l’ASV SdS 1848-1850 Corrispondenza Gaeta - Portici rub. 257 f. 8 p. 223 prot. 15.337 e Nunziatura di
Torino b. 128. Purtroppo non vi sono comprese né la lettera dei giovani e neppure quella (probabile)
di don Bosco. Vari documenti sono comunque stati pubblicati nel libretto di cui alla linea 13, vale a
dire il Breve ragguaglio della festa fattasj [sic] nel distribuire il regalo di Pio IX ai giovani degli Ora­
tori di Torino. Tip. Eredi Botta, Torino 1850, 27 pp. Sia la lettera di don Bosco che le copie del libretto
giunsero nelle mani dell'Antonelli attraverso Benedetto Roberti, l'uditore della nunziatura che la santa
sede aveva lasciato a Torino dopo la partenza il 12 aprile 1850 del nunzio Antonucci. Un accenno al
gradimento papale dell’omaggio dei giovani di Valdocco si trova nella lettera scritta a don Bosco dal
futuro vescovo di Fossano, Emiliano Manacorda, l ’8 settembre 1864: «[P io IX ] disse: conservare per
dolce sua memoria quella piccola cassetta con entro le offerte mandate dai suoi giovani dell'Orato­
rio»: ASC 126. Manacorda, ed. in MB V II 775.
16 II cardinale accolse l’invito di don Bosco, come testimonia la lettera del 13 settembre 1850: min.
in ASV SdS 1848-1850 Corrispondenza Gaeta - Portici rub. 284 prot. 19.552; orig. in ASC 126.2 Lettere
a don Bosco, ed. in MB III 92-93.
33 Vedi lettere seguenti, che datiamo con lo stesso giorno della lettera al cardinale.

12.5 Page 115

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56
Al papa Pio IX
agosto 1850 109
ASC 131.01 Leti. orìg. Pio IX (A 173) me. 40 E 10/11
Orig. allog. senza firma autenticato dalla nota in calce: Ex audientia SS.mi die 28 septembris 1850
/ Sanctissimus Dominus Noster Divina Providentia Papa D i Oratoris precibus per me infrascriptum
relatis benigne annuit juxta petita absque ulla Brevis expeditione / Dominicus Fioramonti SS.mi Do­
rmi N.ri ab Epistulis Latinis 2 ff. 268 x 215 mm. timbro a secco in alto f. 2: bianco in calce
Michele Rua scrive: Indulgenze per alcune feste e giorni particolari un’altra mano poi specifica le
indulgenze ed i giorni in cui si possono lucrare sul v si legge: Alla Santità di N.S. Papa Pio IX
E I 36-37 MB IV 93-94
Richiesta di particolari indulgenze per i membri della «congregazione sotto il titolo e protezione di
S. Francesco di Sales»
[Torino, 28 agosto 1850]
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Torinese Giovanni Bosco ossequiosamente espone a Vostra San­
tità essere stata legittimamente eretta in quella città una Congregazione sotto il ti­
tolo e protezione di S. Francesco di Sales, della quale egli è Direttore e che non 5
ha altro scopo che quello d’istruire nella religione e nella pietà la gioventù abban­
donata. Supplica Vostra Santità affinché si degni accordargli le seguenti grazie
spirituali [:]
1° Indulgenza Plenaria da lucrarsi da ciascuno di coloro che si ascriva [no]
alla Cong[regazio]ne sud[dett]a, premessa la sacramentale Confessione e Comu- io
nione.
2° Simile nel giorno della festa del Santo per gli aggregati che si accosteran­
no entro tal dì ai Santissimi Sacramenti.
3° Indulgenza Plenaria nella solennità dell'Assunzione di Maria SS. da lu­
crarsi da tutti gli aggregati che confessati e communicati pregheranno per la glo- 15
ria ed esaltazione della S. Madre Chiesa.
4° Indulgenza parziale di 300 giorni da lucrarsi da tutti coloro che ancorché
non siano aggregati intervengono alla processione che in onore del sud[dett]o
Santo suol farsi nella prima domenica di ciascun mese dell’anno.
[Sac. Gio. Bosco]
20
57
Al papa Pio IX
ASC 131.01 Leti. orig. Pio IX (A 173) me. 40 E 8
Orig. allog. senza firma autenticato dalla nota in calce: Ex audientia SS.mi die 28 septembris 1850
/ Sanctissimus Dominus Noster Divina Providentia Papa IX Oratoris precibus per me infrascriptum
relatis benigne annuit juxta petita absque ulla Brevis expeditione/ Dominicus Fioramonti SS.mi Do­
rmi N.ri ab Epistulis Latinis 2 ff. 268 x215 mm. timbro a secco in alto f. 2: bianco sul v si
legge: Alla Santità di N.S. Papa Pio IX
Ined.
Richiesta di particolari indulgenze per i membri della «congregazione sotto il titolo e protezione del
Salito Angelo Custode».

12.6 Page 116

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110 agosto 1850
[Torino, 28 agosto 1850]
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Torinese Giovanni Bosco ossequiosamente espone a Vostra San­
tità essere stata legittimamente eretta in quella città una Congregazione sotto il ti-
5 tolo e protezione del Santo Angelo Custode, della quale egli è Direttore e che non
ha altro scopo che quello d’istruire nella religione e nella pietà la gioventù abban­
donata. Supplica Vostra Santità affinché si degni accordargli le seguenti grazie
spirituali [:]
1° Indulgenza Plenaria da lucrarsi da ciascuno di coloro che si ascriva[no]
10 alla Cong[regazio]ne sud[dett]a, premessa la sacramentale Confessione e Comu­
nione.
2° Simile nel giorno della festa del S. Angelo Custode per gli aggregati che si
accosteranno entro tal dì ai Santissimi Sacramenti.
3° Indulgenza Plenaria nella solennità dell'Assunzione di Maria SS.ma da lu-
15 crarsi da tutti gli aggregati che confessati e communicati specialmente preghe­
ranno per la gloria ed esaltazione della S. Madre Chiesa.
4° Indulgenza parziale di 300 giorni da lucrarsi da tutti coloro che ancorché
non siano aggregati intervengono alla processione che in onore del suddetto S.
Angelo Custode suol farsi nella prima domenica di ciascun mese dell'anno.
20
[Sac. Gio. Bosco]
58
Al papa Pio IX
ASC 131.01 Leti. orig. Pio IX (A 173) me. 40 E 9
Orig. allog. senza firma autenticato dalla nota in calce: Ex audientia SS.mi die 28 septembris 1850
/ Sanctissimus Dominus Noster Divina Providentia Papa IX Oratoris precibus per me infrascriptum
relatis benigne annuii juxta petita absque ulla Brevis expeditione/ Dominicus Fioramonti SS.mi Do­
ni.i N.ri ab Epistulis Latinis 2 ff. 268 x215 mm. timbro a secco in alto f. 2: bianco sul v si
legge: Alla Santità di N.S. Papa Pio IX Don Rua vi aggiunse: Indulgenze per la novena e festa del S.
Rosario per la cappella eretta nella borgata di Murialdo presso Castelnuovo d ’Asti 28 settembre
1850 sulla sinistra si legge: V[idimus] et nos ultro annuimus. Datum Taurini 20 septembris 1853 /
Philippus Ravina Vie. gen.
MB IV 133
Domanda di indulgenze da lucrare nella cappella del S. Rosario a Morialdo
[Torino, 28 agosto 1850]
Beatissimo Padre,
Nella borgata di Castelnuovo della Diocesi di Torino haw i una Cappella nella
quale si celebra la S. Messa e si dà la Benedizione col SS.mo Sacramento. Sem-
5 brerebbe all'Oratore D. Giovanni Bosco che per accrescere la devozione dei fedeli
accordasse Vostra Santità le seguenti grazie spirituali[:]
1° Indulgenza parziale di 300 giorni a chiunque interverrà alla predica e/be­
nedizione nei giorni della novena di Maria SS.ma del Rosario che suol praticarsi

12.7 Page 117

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agosto-settembre 1850 111
in detta Cappella.
2° Indulgenza plenaria a tutti quelli che confessati e communicati visiteran­
no detta Cappella pregando secondo l ’intenzione del Romano Pontefice per i bi­
sogni di S. Chiesa.
Che della grazia
[Sac. Gio. Bosco]
59
Al papa Pio IX
ASC 132 Docum enti personali. Ecclesiastici (A 020) me. 73 E 12
Orig. allog. senza firma autenticato dalla nota in calce: Ex audientia SS.mi die 28 septembris 1850
/ Sanctissimus Dominus Noster Divina Providentia Papa IX Oratoris precibus per me infrascriptum
relatis benigne annuit juxta petita absque ulla Brevis expeditione/ Dominicus Fioramonti SS.mi Do­
m i N.ri ab Epistulis Latinis 2 ff. 273 x 194 mm. f. 2: bianco sul v si legge: Alla Santità di N.S.
Papa Pio IX Gioachino Berto ha aggiunto di sua mano: Facoltà di benedire medaglie — croci ad
triennium concesse al sac. Bosco nel 1850 28 settembre
MB IV 133
Domanda di poter benedire croci e medaglie
[Torino, 28 agosto 1850]
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Torinese Giovanni Bosco Direttore degli Oratorii sotto il titolo
del S. Angelo Custode, di S. Luigi Gonzaga, e di S. Francesco di Sales stabiliti in
Torino per istruire nella religione e nella pietà la gioventù abbandonata supplica
Vostra Santità a volersi degnare di accordargli almeno ad triennium la facoltà di
benedire Corone, Crocifissi, medaglie colle applicazioni delle Sante Indulgenze.
Che della grazia
[Sac. Gio. Bosco]
60
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Lett. orig. Borei (A 170) me. 9 C 10/12
Orig. aut. 2 ff. 194 x 132 mm. restaurato dopo lo strappo timbro postale nero: Giaveno 12 set
50 timbro rosso: 13 set accanto all’indirizzo don Bosco ha notato: Di premura
E 1 35-36 MB IV 113-114
Informazioni sull'andamento degli esercizi spirituali a Giaveno — richiesta di oggetti religiosi da offri­
re ai partecipanti — notizie sulla propria ed altrui salute
“Giaveno, 12 settem bre] 1850
Car.mo Sig. Teologo,
Spero far cosa grata a V. S. car.ma il partecipare che i nostri esercizi sono
ottimamente incamminati. Il numero inter totum ascende a centotrenta. A tavola

12.8 Page 118

▲torna in alto
112 settembre 1850
5 siamo solo centocinque, gli altri intervengono di fuori per le sacre f[unzioni]. I
predicatori sono il sig. Prevosto per la medit[azione] e il T. Giorda juniore per
l ’istruzione. Ambidue appagano compiutamente la mia aspettazione e quella dei
figli.
Dalle quattro alle cinque è ricreazione, oggi uscendo di cappella neppur uno
10 volle approfittarne e tutti volevano andare alla camera di riflessione.
A questi giovani vorrei dare una memoria, e per questo lascio a lei a provve­
dermi quello che stima[:] medaglie - croci -.
Mi dimenticava di dirle che nella mia |camera all’Oratorio sotto al Burro
(Barracon) ci sono corone comperate tempo fa: chi sa che non vada bene il darne
15 una a caduno?
Faccia dunque così: vada a mia casa, prenda le corone in numero di cento-
trenta: vicino a queste ci sono dei Giovane Provveduto legati in oro, me ne mandi
una dozzina, di tutto facendo un pacco solo, il consegni alla vettura di Giaveno
che parte ogni giorno alle quattro da Torino dall’Albergo della Fucina. Partecipi
20 anche a mia madre che io sto notevolmente meglio, il T. Murialdo è un p o’ rau­
co, Savio ha le febbri, il portinaio di Vanchiglia anche, gli altri stanno tutti bene.
Preghi affinché tutto vada bene.
Saluti D. Pacchiotti, D. Bosio e gli altri nostri preti dell’Oratorio. Non ho più
tempo a scrivere, partecipi il contenuto di questo foglio al sig. D. Caffasso. Il
25 Signore l ’accompagni: D om ìnus det
Aff.mo amico
D. Bosco Gio.
P.S. Fu dimenticato un piccolo fagotto in cucina unito ad un involto di carta, che
prego di unire a quanto sopra.
30 AHTIl.mo Signore
/.2v
Il Sig. T. Borrelli Gio.
Rettore del Rifugio
Torino
4 centotrenta corr si ex centoquattordici
5 centocinque corr si ex cento
del ambi...
21 le febbri corr ex la febbre
23 ho add si
7 ante ambidue
1 A Giaveno: località di circa 10.000 ab. (37 km. ad ovest di Torino, m. 506 s.l.m.), dove vi era un
piccolo seminario minore, che nell’anno 1860 venne affidato a don Bosco.
4 La lista dei nomi con l’età dei singoli partecipanti agli esercizi spirituali è stata conservata: ASC 132
Oratorio, ed. in MB IV 122-123. Del viaggio di ritorno a Torino compresa un’allegra scampagnata fino
alla Sacra di S. Michele, non priva di qualche avventura, abbiamo un’interessante nota del «bersaglie­
re» Giuseppe Brosio: ASC 123 Brosio.
6-7 Prevosto era il canonico Innocenzo Arduino, nato a Carignano il 25 agosto 1806, già professore
di teologia del seminario di Chieri, arciprete della collegiata di Giaveno e rettore del seminario; morto
a Giaveno il 15 gennaio 1880, a 74 anni. Vicario di Giaveno era il teologo Stefano Giorda, nato a Cu-
miana il 18 aprile 1778 e morto a Giaveno il 12 settembre 1851. Mentre le meditazioni erano due a se­
conda dell’età degli esercitandi, le istruzioni venivano dettate per tutti assieme.
13-14 burro (o, meglio, burò): termine piemontese: alto comò con tre o quattro cassetti per bianche­
ria. Qui sta per scrivania, scrittoio. Barracon: altro termine dialettale: mobile da mercato.
16 vada a mia casa: piemontesismo (eh'a vada a mia ca).
19 L ’albergo della Fucina si trovava in contrada della Basilica, angolo contrada delle Maschere (poi

12.9 Page 119

▲torna in alto
settembre 1850 113
conte Verde), esattamente la prima strada oltre piazza di Palazzo di città, parallela a via Milano, a po­
che centinaia di metri da Valdocco.
20 Mamma Margherita risiedeva a Torino da 4 anni, esattamente dal 3 novembre 1846.
21 II teologo Roberto Murialdo aveva accompagnato i giovani dell'Oratorio di S. Luigi, da lui diret­
to. Non è poi precisato quale Savio avesse le febbri: se Ascanio ovvero Angelo Savio. Entrambi erano
presenti.
25 Dominus pacis det vobis suam pacem: 2 Tess. 3,16. L'invocazione era usata nella liturgia del
tempo.
61
Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
Biblioteca Statale di Lucca - me. 3368/12
Orig. aut. 2.ff. 1 7 7 x l l 4 m m . timbro della biblioteca e n. 096222/Lucca
Ined.
Breve relazione sul suo viaggio di ritorno da Stresa
[Torino, poster. 23 settembre 1850]
Car.mo Sig. D. Fradelizio,
Il mio viaggio fu buono sebbene per pioggia dirotta fino ad Oleggio, dopo cui
non pioggia ma denso polverio molestava alquanto il nostro cammino. Fra ieri ed
oggi non ho potuto trovare tutti i libri richiesti; comincio per mandare que’ che 5
sono notati qui a parte.
La necessità mi strinse a portare l’ombrello del sig. Abate Branzini fin qui, e
per togliere ulteriore disturbo è meglio che il suddetto se ne compri un altro, e
che calcoli il valore dell’altro e mi lasci qualche spesa da fare a suo conto. Il man­
tello non è ancor giunto a Torino: favorisca di guardare che non si perda.
io
Mi ami nel Signore, tante grazie delle usatami gentilezze. Mi saluti il
Ve[ne]rando S. Generale e P. Provinciale e mi creda in fretta ma di cuore
Aff.mo amico
D. Bosco
f.2v AlTIll.mo e M.t R.do Signore
15
Il Sig. D. Fradelizio Giuseppe
Maestro di Noviziato D.I.C.
Stresa
3 Don Bosco era partito da Torino il 16 settembre (vedi lett. n. 54) e vi era ritornato una settimana
dopo.
Oleggio: località di circa 8.000 ab. a 17 km. a nord di Novara.
5-6 L ’elenco non ci è pervenuto.
7 Branzini: vedi lett. n. 38.
9-10 Don Bosco aveva dimenticato il mantello presso il sacerdote a Stresa, per cui prega padre Fra­
delizio di farglielo pervenire a Torino.
12 Superiore generale era l’abate Rosmini, padre provinciale invece Francesco Puecher.

12.10 Page 120

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114 settembre 1850
62
Al teologo Giovanni Borei
ASC 131.01 Leti. orig. Borei (A 170) me. 9 D 1/2
Orig. aut. 2 ff. 210 x 153 mm. restaurato dopo uno strappo
E I 37-38 MB IV 134-135
Dà notizie sue e dei giovani presenti a Castelnuovo — invita a raggiungerlo assieme ad altri sacerdoti
— esprime la sua preoccupazione per due giovani ricoverati all'Oratorio
*Castelnuovo d ’Asti, 30 settembre 1850
Carissimo Sig. Teologo,
All’occasione che Comba si porta a Torino per alcune commissioni, non sti­
mo far cosa discara il darle alcune delle nostre nuove.
5
Da cinque giorni che son qui parmi aver molto acquistato in salute, però non
con quella solita abbondanza degli altri anni. Senescimus annis. Savio ha assolu­
tamente congedato le febbri, Reviglio pare che vada pure migliorando, gli altri
stanno bene, eccetto l’inquietudine di un continuo famelico appetito; ma c ’è buo­
na polenta.
io
Io mi occupo a correggere un compendio di Storia della Reai Casa di Savoia
che il sig. Marietti vuole ristampare. Prima di partire abbiamo avuto poco tempo
a parlarci, ma faccia da buon padre di famiglia per la sua e per la mia casa: se ha
bisogno di danaro vada da D. Caffasso e le rimetterà quanto occorre.
Io scorgerei necessaria una passeggiata a Castelnuovo che farebbe bene a me
15 ed a Lei: e se lo stima fare una partita col sig. T. Vola, Carpano, Murialdo (che mi
esternò di venire molto volentieri da Moncalieri) ed anche D. Ponte. Stabilito il
giorno per la partenza |a buon’ora pel vapore, io spero di essere in grado di spe- f. tv
dire una guida itineraria, che forse non lascerà loro toccare terreno di strada. Oh
quam bonum et jucundum habitare fratres in unum.
20
Mi scriva molte cose di Lei, dell’Oratorio e del Rifugio e mentre prego il Si­
gnore che l ’accompagni la prego di salutare i soliti nostri amici dell'Oratorio e di
credermi sempre
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
25
D. Bosco Gio.
P.S. Ho rivevuto in buon tempo la facoltà per dare la benedizione col Venerabile,
di che grazie.
Mentre scrivo ricevo la sua lettera che mi dice più cose che desiderava di sa­
pere. Le raccomando un nostro ricoverato Rossi Gius, calzolaio con Costantino,
30 che da alcuni giorni il veggo passeggiar per Torino senza darsi studio del suo
mestiere.
3 non add si 18 spedire corr ex spedirgli 26 tempo add si
3 Antonio Comba: di anni 18, dal 29 maggio 1849 era convittore a Valdocco. Aveva partecipato agli

13 Pages 121-130

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13.1 Page 121

▲torna in alto
ottobre 1850 115
esercizi spirituali all'inizio del mese a Giaveno. Per l’anno scolastico 1850-1851 si trasferì a Rumilly
(Savoia) da dove si manterrà in corrispondenza con don Bosco.
6 Tempora labuntur tacitisque senescimus annis: Ovidio, Fasti V I 771-772.
7 Felice Giuseppe Reviglio: nato a Torino il 4 febbraio 1832 fu accettato all’Oratorio il 10 ottobre
1847 e ricevette la veste talare il 20 dicembre 1851; se ne allontanò nel 1858. Sarà il primo sacerdote
diocesano uscito dalle file dei chierici di don Bosco. Curato di S. Agostino in Torino, morì il 3 febbraio
1902: cf. BS marzo 1902 pp. 93-94.
10-11 Compendio della storia della Reai Casa di Savoia ad uso della gioventù. Tip. Giacinto Mariet­
ti, 1855, 159 p.
15 partita: viaggio.
16 Moncalieri: località di circa 10.000 ab. a 9 km. a sud di Torino, adagiata fra la collina ed il Po.
19 Oh quam bonum ... unum : Salmo 132,2.
26 Venerabile: termine indicante il SS. Sacramento.
29 Giuseppe Rossi, un giovane ricoverato a Valdocco, come risulta dal Repertorio domestico degli
anni 1847-1850: ASC 132 Quaderni, quaderno 9, p. 7; Giovanni Costantino: altro giovane convittore di
Valdocco: ib. p. 5.
63
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta dell’arcivescovo in data 23 ottobre 1850: ASC 126.2
Fransoni, ed. in MB IV 139-140
Domanda di poter ammettere all’esame per la vestizione clericale, fuori dei tempi previsti, quattro
giovani dell’Oratorio
[Castelnuovo, anter. 23 ottobre 1850]
[...]
I giovani erano Felice Reviglio, Giacomo Bellia, Giuseppe Buzzetti e Carlo Gastini (1833-1902). Mons.
Fransoni non accolse la domanda ma concesse di poter anticipare la vestizione rispetto agli esami, che
sarebbero stati poi sostenuti al tempo stabilito. Felice Reviglio ricevette la veste talare, assieme a Gia­
como Bellia, a Valdocco il 20 dicembre 1851; Giuseppe Buzzetti non superò l ’esame di vestizione,
mentre Carlo Gastini neppure si presentò all’esame.
Giuseppe Romualdo Buzzetti: nacque a Caronno Varesino (già Caronno Ghiringhello) da Antonio e
Giuseppina Rabuffetti il 12 febbraio 1832; entrato a Valdocco ed intrapreso lo studio del latino per di­
venire sacerdote, dovette interrompere gli studi per un incidente che lo privò del dito indice della
mano sinistra. Nell’elenco dei giovani aspiranti allo stato ecclesiastico (AAT 12.7.23) per il 1851 il Buz­
zetti risulta classificato come «debolissimo». Rimase per oltre vent’anni validissimo aiutante di don
Bosco all’Oratorio, finché, fatta la domanda, venne ammesso alla professione religiosa come coadiu­
tore salesiano nel 1877. Morì a Lanzo il 13 luglio 1891: cf. E. P i l l a , Giuseppe Buzzetti, coadiutore sa­
lesiano, Torino 1960. I Buzzetti erano sette fratelli, fra i quali Carlo (1829-1891) e Giosuè (1841-1902),
di cui si veda BS giugno 1891 p. 112 e 1902 luglio p. 221. Carlo sarà sempre riconoscente a don Bosco,
cui attribuiva il suo avvio alla professione di impresario.
Bellia Giacomo: nato ad Altessano (Torino) l’ i l febbraio 1834 e trasferitosi con la famiglia nei pressi
dell’Oratorio di Valdocco, fu alunno ed aiutante di don Bosco fin dal 1848. Tre anni dopo ricevette
l’abito clericale ma lasciò presto l'Oratorio per farsi oblato di Maria: cf. MO (1991) 202. Sacerdote, ab­
bandonerà poi la congregazione per farsi secolare nella sua diocesi d ’origine. Fu professore di pedago­
gia e di disegno. Parroco emerito di Soprana (Vercelli), resse come rettore il santuario della Vergine
Addolorata di Castelpetroso (Campobasso). Morì il 22 giugno 1908 a Pettinengo (Vercelli) a 74 anni: :
cf. BS agosto 1908 p. 255; B . B u s c a g lia , Don Bosco e i Biellesi ... pp. 25-30.

13.2 Page 122

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116 ottobre 1850
64
A ll’abate Antonio Rosmini
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 9-10
Orig. aut. 2 ff. 220 x 160 mm. timbro: Torino 28
E I 38-39 MB IV 137
Annuncia il suo imminente ritorno — dà disposizioni per un prestito
*Castelnuovo d ’Asti, 25 ottob[re] 1850
Ill.mo e Reverendissimo Signore,
Partecipo a V. S. Ill.ma e Rev.d.ma che le circostanze di mia sanità mi hanno
risolto a passare alcune settimane di più in campagna. Presentemente grazie a
5 Dio essendomi ristabilito spero nel giorno di domani di potermi restituire alla
capitale.
Pertanto Ella può dare le disposizioni che giudica del caso per quanto riguar­
da all'imprestito di cui abbiamo parlato. L ’assicurazione parmi si possa fare o per
mezzo dell'ipoteca sullo stabile, o con una immediata disposizione testamentaria;
10 in ciò mi rimetto a quanto Ella meglio giudicherà.
Non posso a meno di non rinnovare qui li miei più cordiali ringraziamenti
per la gentile accoglienza e cortesia usatami in quei fortunati giorni che passai a
Stresa; e mentre le auguro dal Signore ogni bene tanto per la conservazione della
veneratissima sua persona quanto per l'incremento dell'istituto, mi reputo al
15 massimo onore il potermi sottoscrivere
Di V. S. Ill.ma e Reverend.ma
Umil.mo servitore
Don Bosco Gio.
vicino al Rifugio
20 AU'Ill.mo e Chiar.mo Signore
f.2v
Il Sig. Ab. D. Anto. Rosmini
Superiore Gen. dellTst.della carità
Stresa
9 testamentaria add si
1 Don Bosco, secondo il solito, si era recato al paese nativo sul finire del mese di settembre, in occa­
sione della festa del Rosario.
7-10 Vedi lett. n. 54. La somma di lire 20.000 fu versata in una sola volta «all'atto dell’¡strumento di
obbligazione e di assicurazione». Quest'ultima poi si fece con l’ipoteca sul terreno e sull’erigendo fab­
bricato: cf. in ASIC la lettera di risposta del padre Gilardi in data 26 ottobre 1850: ed. in MB IV 137-
138.
12 Vedi lett. n. 54.

13.3 Page 123

▲torna in alto
65
[A l re Vittorio Emanuele II]
dicembre 1850 117
Lettera non reperita, ma attestata dal protocollo dell'AST Gran Cancelleria: prot. n. 58, prat. 4.327,
4.468
Richiesta di sussidio per i vari oratori
[Torino, anter. 1 dicembre 1850]
[...]
Lettera analoga a quella dell’anno precedente: vedi lett. n. 42. Udito il parere favorevole dell’economo
generale, il re il 17 dicembre concesse un sussidio di lire 1000. Nella stessa occasione vennero date per
l ’oratorio di don Giovanni Cocchi lire 800 e lire 300 a don Gaspare Saccarelli per le sue ragazze
povere.
66
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12. 8 Lettere di santi
Orig. aut. 1 f. 233 x 176 mm.
Ined.
timbro archivistico
Chiede favori per conto del chierico Oddenino
“Torino, 3 dicembre [1850]
Illustrissimo Signore,
Sono già passato alcune volte in seminario onde parlare alla S.V. 111.ma e
R.d.ma intorno all'affare del eh. Oddenino.
Esso subì l ’esame come co[n]sta dalTinchiusa lettera, solo per dimenticanza 5
non venne registrato. Questo buon giovane non si presentò a chiedere licenza di
rimanere fuori di seminario per vedere l'esito del suo esame di filosofia, quindi ri­
mettersi alla volontà de’ superiori.
Ora chiede per mezzo mio da V.S. quanto segue[:]
1° di entrare in corso per la teologia
10
2 ° di star fuori di seminario
3° di aggregarlo ad un clero ad una pa[r]rocchia.
Io
sono semplice oratore, abbia solo la bontà di compatirmi del disturbo
mentre con tutta l ’effusione di cuore le auguro buon fine e buon principio d ’anno
accompagnato da tutte quelle celesti benedizioni che può desiderare chi si reputa 15
ad onore il potersi dire
Obbl.mo servitore
D. Bosco
capo de’ Birichini
AU’Ul.mo e R.d.mo Signore
20
Il Sig. T. Vogliotti
Dottore Can.co della Met.
S[ue] R[everende] M[ani]

13.4 Page 124

▲torna in alto
118 dicembre 1850
1 dicembre] lObre
10-12 II chiericato esterno era in uso in Torino ed in Italia. Ogni chierico che non abitava in semina­
rio veniva inserito in un gruppo (clero) che faceva capo ad una determinata chiesa, in cui prestava
servizio e in cui, sotto la direzione di un sacerdote, compiva le pratiche di pietà richieste, riceveva le
istruzioni domenicali e festive, ecc. A Torino erano tre i «cleri»: quello del Corpus Domini, quello
di S. Maria di Piazza e quello di S. Filippo. Quanto all'Oddenino, non risulta sia poi stato ordinato
sacerdote.
67
Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Lettera non reperita, ma attestata dal verbale del Consiglio comunale: ASCT Atti m unicipali 1851-
1852
Richiesta di entrare in possesso della strada vicinale che dalla via di Valdocco mette a casa Moretta e
proprietà Rocci, obbligandosi a non cambiarne la destinazione
[Torino, anter. 13 dicembre 1850]
[...]
Sulla base del parere positivo del consiglio delegato, in data 13 dicembre 1850 il consiglio comunale
accolse le domanda.

13.5 Page 125

▲torna in alto
1851
68
A ll’abate Antonio Rosmini
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 11-12
Orig. aut. 2 ff. 250 x 181 mm. timbro: Torino 8 gen
E I 41-42 MB IV 242-243
Proposta di soprassedere alla costruzione del progettato edifizio per acquistare la casa Pinardi posta in
vendita dal proprietario — chiede un prestito
*Torino, 7 gennaio 1851
Ill.mo e Reverendissimo Signore,
Mi faccio dovere di partecipare a V. S. 111.ma e Reverend.ma che nel tempo
che eseguivasi il piano del novello edifizio futuro mi si porse migliore occasione di
avere altrettanto con vantaggio più grande.
5
Il padrone della casa che presentemente abito per alcune sue private circo­
stanze è disposto a vendere; ed essendosi sul proposito trattato, si potrebbe con­
chiudere il contratto con cui acquisterebbesi un corpo di casa di venti membri
abitabili e sito di tavole 95 tutto cintato. Il prezzo è di fr. ventottomila e cinque­
cento.
10
Noti qui che il sito comperato pel nuovo edifizio vendendolo senza fretta
monterebbe non meno di fr. 30.000: sicché verrebbe cambiato un sito nudo con
un altro di quasi eguale estenzione, fabbricato e cinto. La posizione dei due siti è
coerente e gode i medesimi favori riguardo alla distanza dalla città.
Se V.S. fosse presentemente disposta ad imprestare la somma di cui altre 15
volte già abbiamo concertato, sarebbe un gran bene per l’Oratorio. La nuova
compra verrebbe intieramente saldata, ed Ella potrebbe assicurare il suo danaro
f.lv sopra una casa |e sito scevro da qualsiasi onere. Nel migliorare poi l ’edifizio una
parte qualsiasi potrebbesi ridurre a nostro beneplacito al mentovato ospizio.
Il sig. P. Puecher, D. Scesa, D. Pauli hanno piena cognizione del luogo essen- 20
do precisamente quello ove esiste l’Oratorio di S. Francesco di Sales, ospizio pei gio­
vani abbandonati etc. Attendo solo un cenno di Lei per conchiudere il contratto.
Nella speranza che voglia cooperare a quest’opera che io reputo essere della
maggior gloria di Dio Le auguro ogni bene dal Signore reputandomi all’onore
massimo il potermi dichiarare
25
Di V. S. Ill.ma e Reverend.ma
Umil.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v A ll’Ill.mo e chiarissimo Signore
Il Sig. D. Anto. Rosmini
30
Superiore Gen. dellTstituto d. Carità
Stresa

13.6 Page 126

▲torna in alto
120 gennaio 1851
6 Casa Pinardi, di cui pagava l'affitto; secondo MO (1991) 204-205 la prima richiesta fu di lire 80.000;
scese poi a 35.000, indi a 28.500.
9 tavole 95: vale a dire 3610 mq.
15-16 La risposta fu positiva: vedi lett. seg.
20 Felice Scesa era nato a Cardezza (Novara) nel 1811. Confessore del Rosmini, fu per molti anni
maestro dei novizi ed anche direttore delle suore rosminiane. Ricoprì anche la carica di assistente ge­
nerale. Morì il 22 agosto 1867: cf. Necrologio dei fratelli dell'istituto della carità ...
69
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 50-51
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 xl5 0 m m . timbro: Torino 15 gen 51
E I 42 MB IV 245
varie macchie d'inchiostro
Assicura che la casa Pinardi è libera da qualsiasi ipoteca — invita a mandare un rappresentante del
Rosmini per la stipulazione dell'atto notarile di compera
*Torino, il 15 gen[naio] 1851
Car.mo e M.to R.do Signore,
In seguito alla sua preg.ma lettera scrittami da parte dell'111.mo e Re.d.mo
Ab[ate] Rosmini ho visitato l’ipoteca della casa Pinardi, di cui trattasi e trovatala
5 libera da ogni peso e da ipoteca, divenni alla conclusione del contratto. Nella sti­
pulazione dello Istrumento non si porrà altra ipoteca su detta casa e sito che i
franchi ventimila dal benefattore sig. Ab[ate] Rosmini imprestati. Resta solo che
il prefato sig. Rosmini voglia delegare persona che lo rappresenti, sia per verifica-
re trovarsi lo stabile veramente libero, sia per la stipulazione dell’Istrumento.
io
Offra intanto li miei più sinceri ringraziamenti al venerat.mo suo superiore
per quanto vuole fare per noi, e spero che quest’opera di carità |nel tempo che è
della maggior gloria di Dio, farà dis[c]endere sopra di lui e sopra tutto l ’istituto le
divine benedizioni.
Quasi tutti i giorni passo un po’ di tempo coll’amati D. Costantino e D. Nico-
15 lini. Mi ami nel Signore e mi creda quale di tutto cuore nel Signore
Obbl.mo servitore
D. Bosco Gio.
P.S. Un p o’ in fretta e disturbato dal chiasso dei Birichini.
AH'Ill.mo e M.to R.do Sig.
20 II Sig. D. Carlo Gilardi
Prete dell'Ist. della carità
Stresa
7 ventimila corr ex ventotto
9 stabile add si
14 i giorni add si
18 chiasso] chiazzo
3-5 II Gilardi il 10 gennaio aveva assicurato che il Rosmini non aveva difficoltà a mantenere la pro­
messa di dare in prestito lire 20.000 (parte in denaro e parte in cedole o obbligazioni), ma sempre alla
condizione che la costruzione ed il terreno fossero liberi da particolari obblighi ipotecari.
9 II contratto venne effettivamente stipulato il 19 febbraio 1851: Il sig. Pinardi vendeva «in comune»

13.7 Page 127

▲torna in alto
gennaio 1851 121
a don Bosco, don Borei, don Roberto Murialdo e don Cafasso «casa con aia, giardino e parte di orto»
per una superficie di 3699 mq. al prezzo di lire 28.500, «che per lire 20.000 viene pagato dal rev. sig.
Carlo Rinaldi come rappresentante del signor abate Antonio Rosmini Serbati; e per il resto si rilascia
scrittura privata» (ASC 38 Torino, S. Fr. di Sales terreni e fabbricati: cf. MO (1991) 205. Il Rinaldi era
il segretario del marchese Gustavo di Cavour a Torino ed il 17 gennaio era stato delegato dal Gilardi
sia a concludere il contratto con don Bosco sia a sborsare la cifra pattuita. Quanto ai tempi di restitu­
zione del prestito, il Gilardi proponeva sei anni, ma lasciava a don Bosco la facoltà di intendersi col Ri­
naldi stesso.
14-15 Don Costantino Comollo e don Antonio Nicolini frequentavano l’università di Torino. Interes­
sante qui notare che pochi giorni prima (il 6 gennaio) il Comollo aveva scritto al padre provinciale
Puecher che il chierico Ascanio Savio dell’ Oratorio di Valdocco intendeva entrare nell’istituto rosmi-
niano. Aveva anche aggiunto che don Bosco faceva obiezioni al riguardo. La questione vocazionale
del Savio sarebbe stata altresì al centro di varia corrispondenza fra il Comollo ed il Puecher.
Antonio Nicolini, nato a Villazzano (Trento) nel 1822, si fece rosminiano nel 1846. Fu professore di
ginnasio a Domodossola. Morì in giovane età, l’ i l agosto 1854: Cf. Necrologio dei fratelli d ell'istituto
della carità ... In quegli stessi giorni i due chierici rosminiani furono diretta parte in causa di una po­
lemica giornalistica su «La Campana» a proposito dell’espulsione manu m ilitari dell’istituto della ca­
rità da Verona. Don Bosco, cui il direttore del periodico aveva confidenzialmente chiesto un parere in
merito, si era rivolto al Rosmini tramite i due studenti rosminiani. L ’intero carteggio è conservato nel-
l'ASIC di Stresa.
18 Ancora una volta sottolinea la presenza dei ragazzi accanto a lui mentre scrive.
70
Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 42-43
Orig. aut. 1 f. 223 x 160 mm.
E I 43 MB IV 247-248
Chiede scusa di non aver risposto ad alcune lettere — spedisce un pacco di libri — invia note di spesa
— si rammarica per non essersi potuti incontrare a Torino
*Torino, 18 gen[naio] 1851
Car.mo Sig. D. Fradelizio,
Mi confesso propriamente colpevole di negligenza, tra le occupazioni, alcuni
impicci, alcuni giri, e tra che sono un birichino, non ho risposto alle gentilissime
sue lettere: onde senza cercare scuse mi dichiaro reo e ne dimando benigno com- 5
patimento.
Intanto le spedisco le copie de’ libri richiestimi a cui unisco alcune altre cose-
relle, che giudico poter tornare costà di allettamento per quei figliuoli, che nella
persona di Lei trovano un padre.
Unisco quivi la nota di quanto ho notato e speso per alcune commissioni fat- 10
te quivi in Torino. Per lo più io notava la spesa senza specificare minutamente
l’oggetto della spesa. Quello che riguarda a D. Pauli è in libertà di mettermelo in
conto o no.
Mi è molto rincresciuto il non essermi trovato a casa quando passò qui a To­
rino, ora però dimorando a minor distanza che non è Stresa, spero di vederla pre- 15
sto e qui in casa birichinoira. Reputo un tratto di provvidenza eh'Ella sia andata
alla Sacra, io giudico che farà del bene a quelle popolazioni: il suo buon cuore lo
può e lo vuole; que’ popolani corrispondono.

13.8 Page 128

▲torna in alto
122 febbraio 1851
Tanti saluti a D. Cesare e agli altri di mia conoseenza[;] mi ami nel Signore,
20 e se valgo qualche cosa mi comandi, non sarò più così negligente
Aff.mo amico
D. Bosco Gio.
5 sue lettere, del 10 gennaio e del 17 gennaio.
16 birichinoira: espressione indicante un ambiente di ragazzi piuttosto movimentato, vivace.
17 La Sacra di S. Michele, situata all'imbocco della Val di Susa, era ben più vicina a Torino (20 km.)
che non Stresa posta sul lago Maggiore. A S. Michele i padri rosminiani svolgevano opera di missioni
per gli abitanti dei luoghi vicini.
19 Cesare Flecchia, nato a Magnano (Vercelli) nel 1803, fu uno dei primi compagni del Rosmini. Ret­
tore di varie case dell’istituto, morì a Domodossola il 9 febbraio 1894: cf. Necrologio dei fratelli del­
l ’istituto della carità ... Don Bosco lo dovette incontrare probabilmente in occasione del suo viaggio a
Stresa.
71
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.01 Lett. orig. Appendini (A 169)
Orig. aut. 1 f. 225 x 173 mm.
E I 43-44 MB IV 227-228
me. 2 B 8
Lettera di accompagnamento di copie del libretto Avvisi ai Cattolici — rischi di attacchi da parte della
stampa avversa
[Torino, febbraio 1851]
Amatissimo Sig. Teologo,
Mando a V. S. amat.ma le cento copie degli Avvisi ai C attolici facendole sol­
tanto osservare che se si occupa di questi libri perde la protezione della Gazzetta
5 del Popolo e chi sa ancor di più, giacché questo libriccino sebbene visibile appena
le è avverso e fa quanto può onde averne ed abbruciarne.
Nulladimeno se si occuperà a propagar libri buoni (e la credo ottima limosi­
na) sarà a fu lm in e tutus:
Tutto il suo ammontare è: libri già spediti .............................
1,95
10
Avvisi ai Cattolici copie 100 ...................................................
5,00
6,95
che spero poter andar io stesso ad esigere sul luogo del luogo.
Mi ami nel Signore, mi comandi e se valgo a qualche cosa mi sarà di gran
piacere il poterla servire con quel filiale affetto con cui mi sottoscrivo
15
Di V. S. 111.ma e amat.ma
Aff.mo servitore ed a[l]lievo
Sac. Bosco Gio.
capo dei Birichini
5 Gazzetta emend ex bottega 6 può add si 8 ante sarà add e

13.9 Page 129

▲torna in alto
febbraio 1851 123
2 II teologo Giovanni Battista Appendini, nato nel 1807 a Villastellone, località di circa 2500 ab., a 19
km. da Torino, era diventato sacerdote nel 1848. Ripetitore del seminario di Fossano, fu insegnante di
filosofia (1837-1839) e ripetitore di teologia (1839-1845) al seminario di Chieri negli anni in cui don Bo­
sco risiedette colà per gli studi ecclesiastici. Professore emerito, cappellano d ’onore di papa Leone
XIII, fu cappellano beneficiato al paese natale, dove morì il 3 luglio 1892.
3 La chiesa cattolica-apostolica romana è la sola e vera Chiesa di Gesù Cristo. Avvisi ai cattolici. I
nostri Pastori ci uniscono al Papa, il Papa ci unisce con Dio. Torino, tipografia Speirani e Ferrerò,
1850, 1851 (2).
4-5 protezione: evidente il tono ironico dell’espressione. La Gazzetta del popolo, diretta da Giovanni
Bottero, era un giornale a basso prezzo (lire. 0,05 al numero, lire 12 l’abbonamento annuale), di un
anticlericalismo fortemente intrecciato alla vicende risorgimentali, tanto che «fu detto che la Gazzetta
del popolo soleva divorarsi un prete a colazione, un vescovo a pranzo e un canonico a cena»: cit. in
L. C h ie s a , I l m ovim ento dei Cattolici in Piemonte (1848-1948) ed. Paoline. Torino 1974, p. 50. Il pe­
riodico fu responsabile in non piccola parte della laicizzazione dell'opinione pubblica piemontese,
data la notevole diffusione anche nelle classi popolari: cf. B. G a r ig l io , Stampa ed opinione pubblica
nel Risorgimento. «La Gazzetta del popolo» (1848-1861). Milano, Franco Angeli, 1987; vedi pure nota
alla lett. n. 36.
9 a fulm ine tutus: si riferisce agli attacchi della Gazzetta.
12 andare: venire.
sul luogo del luogo: sul posto: forma italianizzata di un'espressione piemontese.
72
Al giovane Antonio Comba
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del giovane in data 16 febbraio 1851 da Rumilly in Sa­
voia: ASC 126.2 Comba, ed. in MB IV 234-235. Della lettera possediamo solo le parole conclusive
Comunica notizie dell’Oratorio
[Torino, anter. 16 febbraio 1851]
[...] Conservati nel santo timor di Dio, amami sempre nel Signore, e se in
qualche cosa ti potrò servire, mi troverai sempre
Affezionatissimo amico
D. Giovanni Bosco
2-5 La citazione è tratta dalla lettera del Comba a don Michele Rua dell’ 11 settembre 1882: ed. in
MB IV 235. Circa il giovane, vedi lett. n. 62.
73
Al papa Pio IX
ASC 38 Torino Oratorio (F 583) me. 231 B 6
Orig. allog. senza firma 2 ff. 250 x 192 mm.
MB“ IV 237
autenticata dal decreto di concessione in calce
Domanda di indulgenza plenaria per i giovani dell’Oratorio nell'ultima domenica del mese e nella
festa di S. Luigi

13.10 Page 130

▲torna in alto
124 feb b ra io 1851
[Torino, anter. 18 febbraio 1851]
B[eatissi]mo Padre,
Il Sacerdote Gio. Battista Bosco con i suoi compagni Sacerdoti addetti agli
Oratori per gli artisti della città di Torino supplica umilmente la S.V. ad accorda­
re l’indulgenza Plenaria a tutti quei Giovani, che ogni Festa frequentano detti
Oratori, confessati e communicati, per l’ultima Domenica di ciascun mese, non
che il giorno che si celebra la Festa di S. Luigi Loro principale Protettore.
Che [della grazia]
[Sac. Gio. Bosco]
1 II decreto in calce alla petizione era firmato dal card. Fabio Maria Asquini (1802-1878) e con trofir­
m ato deil sostituto Luigi Prinzivalli. La data del 18 febbraio è quella dell’udienza papale del cardinale.
3 Battista: in realtà era M elchiorre il secondo nome di don Bosco.
74
Ad un sacerdote non identificato
ASC 131.01 Leti. orig. a n on im o (A 169) me. 1 C 6
Orig. aut. 1 f. 172x112 mm. carta leggerissima, consunta
Ined.
Invia pagina della Gazzetta Piemontese con resoconto della seduta del Senato
*Casa [Torino], 19 febbraio 1851
Ill.mo Signore,
Alla lettera di cui oggi ho parlato a V.S. 111.ma e M .to R.da unisco il foglio
della Gazzetta P [ie m o n te s e ] in cui trovasi quel che fu detto nella camera dei se-
5 natori nell’ultima seduta di febb. 1850 (v[edi] G a z[ze tta ] pag. 24 in fondo alla pri­
ma colonna) riguardo ai nostri oratori e figli ricoverati.
Mi perdoni soltanto la fretta ed il disturbo, e mi ami nel Signore
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
10
Sac. Bosco Gio.
5 Vedi lett. n. 46. Vedi pure MO (1991) 197.
75
Al padre rosminiano Felice Scesa
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 72-73
Orig. aut. 2 ff. 226 x 174 mm. strappo sul f. 2
E I 44-45
Spedizione di pacchi con note di spese

14 Pages 131-140

▲torna in alto

14.1 Page 131

▲torna in alto
marzo 1851 125
*Torino, 3 marzo 1851
Car.mo e M.to R.do Signore,
All’occasione che spedisco a V. S. 111.ma e car.ma alcuni pacchi consegnati­
mi per mandare a Stresa stimo anche a proposito di darle nota di alcuni nostri
affari.
5
Credo di aver spedito o meglio commissionato al sig. D. Carlo Rusca messe
settanta, oppure (da verificarsi) numero 80. A favore del giovane Barruero mi fu­
rono consegnati fr. 22, quali uniti alla limosina delle messe 70 fa totale fr. 78.
Ho spedito dodici copie Pratica di am ar G. C. ................... fr. 6,00
E u cologi una dozzina ogni copia fr. 1,80 ........................ » 21,60
io
27,60
Copie 150 Avvisi ai C attolici a fr. 0,05 la copia ..................
7,50
35,10
Sicché io avrei a sua disposizione non meno di franchi 42,90, di cui mi accu­
so debitore.
15
Se le accadranno commissioni di qualsiasi genere, mel faccia intendere e seb­
bene un po’ pigretto e tardivo, mi è però di gran piacere il poterlo appagare. Mi
ami nel Signore e preghi per me che sono
Di V. S. 111.ma e car.ma
Devot.mo servitore amico 20
Sac. Bosco Gioanni
f.2v All'IU.mo e M.to R.do Sig.
Il Sig. D. Scesa
Maestro de’ Novizi
Stresa
25
17 post commissioni del di qualsiasi
3-4 Vedi anche lett. n. 70.
6 Don Carlo Rusca, nato a Varese, già parroco nel Canton Ticino, si fece poi rosminiano. M orì a
Stresa il 5 giugno 1851, a 64 anni: cf. N ecrologio dei fratelli dell'istituto della carità ...
7 Antonio Maria Angelo Baroero, nato a Pinerolo nel 1817, di professione calzolaio, fu ammesso al
noviziato nel gennaio del 1851. N ell’ottobre 1852 fece voti preparatori e nel marzo 1855 emise quelli
degli scolastici. Dopo alcune esperienze in Italia, nell’ottobre del 1859 partì per la nuova fondazione
francese di Anzin. Il 19 ottobre 1865 lasciò l ’istituto. Anche il Baroero dovrebbe essere uno degli aspi­
ranti rosminiani mandati a Stresa da don Bosco, tant’è vero che il 9 febbraio il Comollo aveva scritto
al padre provinciale Puecher di dire al padre Scesa che don Bosco aveva in serbo 12 franchi del giova­
ne novizio Baroero.
13 35,10] 35,50
14 42,90] 42,50

14.2 Page 132

▲torna in alto
1.26 maggio 1851
76
A ll’abate Antonio Rosmini
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 13
Orig. aut. 1 f. 225 x 174 mm.
E I 4546 MB IV 261-262
Aggiornamento circa il progetto di costruzione della chiesa — richiesta di aiuti in denaro
*Torino, 28 m ag[gio] 1851
Ill.mo e Re.d.mo Signore,
Il poco tempo che V. S. 111.ma e R.d.ma potè fermarsi qui in Torino, non ci
permise di farle vedere il modo con cui si desiderava di erigere la nostra chiesa, e
5 di ristorare la nostra casa: motivo per cui, fatto il disegno, ho pensato di radunare
una decina di persone perite in tali materie a fine di far esaminare il lavoro da
farsi.
Fu pertanto ponderato il piano e il modo di eseguirlo, e in seguito ad alcune
osservazioni igieniche ed economiche, fu deciso d’incominciare per la costruzio-
10 ne della chiesa. Ma siccome i mezzi per effettuare una tale opera sono unicamen­
te appoggiati sulle oblazioni dei privati secondo che nel modo e nella quantità cia­
scuno desidera liberamente concorrere, mi faccio lecito col massimo rispetto
d’invitare V. S. a volerci prestare la mano benefica. La spesa per la chiesa fu cal­
colata dall’architetto di franchi trentamila; dalle oblazioni fatte in materiali, dana-
15 ri e lavori di opera, abbiamo già quindicimila fi. |Ce ne mancherebbero ancora f.lv
altrettanti. Noti però che qualunque somma, anche tenuissima, sarà ricevuta col­
la massima gratitudine, e mi sarà sempre un piacere grandissimo il poterla anno­
verare fra’ benefattori che concorsero per la costruzione di una chiesa sotto il ti­
tolo di S. Francesco di Sales, [la] prima che in Piemonte siasi innalzata a favore
20 della gioventù abbandonata.
In quanto poi al ristauramento della casa fu deciso di alzarla tutta di un pia­
no, la qual cosa dupplica lo spazio della presente abitazione; i mezzi poi per que­
sto secondo lavoro sono fondati sopra la pezza di sito posto in vendita, il cui esito
(è già in parte venduto) ci pare buono.
25
Persuaso che nella sua bontà ci voglia continuare la sua mano benefica, la
ringrazio di tutto cuore di quanto ha fatto a nostro riguardo, pregando il Signore,
onde la voglia ne’ santi suoi desideri favorire e prosperare nel modo che tornerà
alla maggior gloria di Dio.
Mentre poi di cuore raccomando me stesso alle divote sue orazioni coi senti-
30 menti della più viva gratitudine mi dichiaro con tutta venerazione
Di V. S. HI.ma e Reverend.ma
Riconoscent.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3-7 Sul finire di marzo il Rosmini si era recato a Torino per le nozze del marchese Carlo Alfieri di So­
stegno colla figlia del marchese Gustavo Benso di Cavour, Giuseppina. In quell’occasione aveva fatto
una visita all’Oratorio di Valdocco dove già si programmava la costruzione della chiesa di S. Franco-

14.3 Page 133

▲torna in alto
giugno 1851 127
sco di Sales. Il disegno della chiesa e dell'amplificazione dei fabbricati era stato affidato all’architetto
Federico Blachier e la costruzione all'impresario Federico Bocca.
24 Vedi nota alla lett. n. 50. Il 18 giugno avrebbe poi venduto a Giovanni Battista Coriasco un orto di
343 mq. al prezzo di lire 2500: ASC 38 Torino Valdocco, terreni e fabbricati.
25 II Rosmini gli rispose che lo avrebbe aiutato offrendo un certo numero di volumi delle sue opere,
che avrebbe potuto porre in vendita tenendone il ricavato: cf. in ASIC la lett. di Gilardi del 1° giugno
1851.
77
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 Teca 11 S. Giovanni Bosco, 52-53
Orig. aut. 2 ff. 225 x 172 mm.
E I 46 MB IV 263-264
Ringrazia per la disponibilità dei rosminiani ad offrirgli dei loro libri da porre in vendita, il cui ricavato
verrebbe devoluto alla costruzione della chiesa
Torino, 4 giugno [18]51
Car.mo M.to R.do Sig. D. Carlo,
Nella persona di V. S. ear.ma ringrazio il Rev.d.mo sig. Abate Rosmi[ni] del­
la parte che vuol prendere a questo nostro or ora incominciato edilizio destinato
per la casa del Signore.
Essendo un'oblazione di carità perciò qualsiasi somma si accetta, ed anche i
libri spero si potranno facilmente ridurre in danari. Abbia solo la compiacenza di
significarmi il modo con cui Ella desidera di mandarmeli, ed io sarò pronto a rice­
verli; mi sarebbe anche cosa vantaggiosa per mia norma se m ’indicasse approssi­
mativamente il prezzo con cui tali libri sono posti altrove in vendita.
Mi rincresce molto della notizia di D. Carlo Rusca, spero però in D om in o
che l ’infermità non sarà ad m ortem . Ad ogni modo ho già pregato e continuo a
pregare onde si faccia la santissima Divina volontà.
La saluto di cuore e la ringrazio dicendomi
Di V.S. ear.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
5 I lavori preparatori di demolizione e di scavo erano già iniziati da tempo. Il progetto firmato da
don Bosco e dall’architetto portava la data del 12 giugno: vedi lett. seg.
6-10 Don Bosco accetta la proposta del Rosmini per venderne i libri e trattenerne il ricavato: vedi
lett. prec.
12 II padre Rusca morirà invece proprio il giorno successivo, 5 giugno, a 64 anni: vedi lett. n. 75.

14.4 Page 134

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128 giugno 1851
78
Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Lettera non reperita, ma attestata sia dal progetto edilizio allegato alla domanda sia dalla risposta fa­
vorevole delle autorità comunali: cf. Torino e Don Bosco... portfolio
Domanda di costruzione della chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino, 12 giugno 1851]
[...]
«Il progetto di costruzione di una chiesa, e di ampliazione dei fabbricati del ricovero per la gioventù
pericolante da erigersi in Valdocco, territorio di questa città» portava la data del 12 giugno ed era sot­
toscritto da Don Bosco e dall’architetto Federico Blachier: ASCT progetti edilizi, anno 1851, n. 79: cf.
Torino e Don Bosco ... portfolio n. I. Depositato in municipio, verrà approvato dal consiglio edilizio
della città il 24 giugno. La favorevole deliberazione comunelle venne comunicata a don Bosco in data
30 giugno: cf. MB IV 268. Vedi pure lett. n. 79 e 92.
79
[Al re Vittorio Emanuele II]
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare in AST Gran Cancelleria: prot. 61, prat.
2.078, 2.173
Presenta il progetto dell’erigenda chiesa a favore dei giovani dell’Oratorio — invita il re a continuare a
dare l’appoggio aU'opera, sull’esempio del padre, Carlo Alberto — lo prega di presenziare alla posa
della prima pietra
[Torino], 13 giugno 1851
[...]
Pochi giorni dopo, ed esattamente il 25 giugno, il re manifestò il suo gradimento per l ’erezione della
chiesa. Il 20 luglio si compì la cerimonia della posa della prima pietra, presieduta dal regio economo
generale, can. Ottavio Moreno, alla presenza di 60 giovani e del sindaco Giorgio Bellono. Il 30 giugno
il consiglio comunale, udito il parere favorevole del consiglio edilizio, aveva approvato il progetto del­
la chiesa: ASC 112 San Francesco di Sales.
80
Al prefetto della casa reale, duca Pasqua di S. Giovanni
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente in data 2 luglio 1851: ASC 38
Torino Oratorio
Richiesta di appoggio della domanda al re, di cui alla lett. prec.
[Torino, 13] giugno 1851
[...]
Il 2 luglio il prefetto della regia camera «nel supporto sia di lui competenza l ’esplorare sulla domanda
le intenzioni di S. M. e con preghiera, in ogni caso, di fame quell’uso o darle quell'altro avviamento

14.5 Page 135

▲torna in alto
giugno 1851 129
che fosse del caso» (AST Gran Cancelleria loc. cit.) scrisse a don Bosco che il 20 giugno gli era stata
trasmessa dal ministero di grazia e giustizia la lettera che aveva inviato al re e che, avutane la risposta
positiva il 25 giugno, l’aveva ritrasmessa immediatamente allo stesso ministero perché si procedesse
in tal senso. Il 5 luglio 1851 il primo ufficiale, Giovanni Maurizio De Andreis, comunicò a don Bosco
che il re non avrebbe potuto partecipare alla cerimonia della posa della prima pietra, ma che avrebbe
contribuito «in qualche modo» per l ’opera progettata: ASC 126.1 Lettere a don Bosco, De Andreis, ed.
in MB IV 275-276. Il sussidio reale, stanziato il 10 ottobre 1851, sarà di lire 1000: ASC 126.2 Lettere a
don Bosco, autorità, economato generale ed. in MB IV 322-323. La lettera è a firma del marchese Sta­
nislao Cordero di Pamparato (m. 1864), sovrintendente generale della lista civica e procuratore gene­
rale di S. M. per il suo patrimonio particolare. In calce alla lettera del De Andreis don Bosco scrisse
d ie il sussidio fu di lire 10.000; evidentemente si riferiva non al sussidio personale del re, ma a quello
autorizzato dal ministero di grazia e giustizia, di cui alla lett. n. 87.
81
Al vescovo di Casale Luigi Nazari di Calabiana
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del vescovo in data 20 giugno 1851: ASC 126.2 Nazari
di Calabiana
Invito a recarsi all’Oratorio per amministrare le cresime ai giovani il 29 giugno
[Torino, anter. 20 giugno 1851]
[...]
Il vescovo declinò l ’invito per la necessità di non allontanarsi dalla diocesi nei giorni degli esami dei se­
minaristi. I buoni rapporti fra don Bosco e mons. Calabiana sono testimoniati anche dal fatto che un
mese dopo questi raccomandava a don Bosco un giovane israelita, un certo De Angelis, che si sarebbe
recato a Torino per essere accolto nell'Ospizio dei catecumeni e così sottrarsi all’influenza dei suoi
correligionari di Casale: ASC 126.2 Lu igi Nazari di Calabiana. L ’amicizia fra i due non venne mai
meno.
Luigi Nazari di Calabiana (27 luglio 1808 - 23 ottobre 1893), già elemosiniere del re, dottore in teolo­
gia, sacerdote dal 1831, fu consacrato vescovo di Casale nel 1847. Senatore del regno non ancora qua­
rantenne, combattè le leggi per l ’abolizione del foro ecclesiastico, per il matrimonio civile, per la sop­
pressione delle congregazioni religiose. In riferimento a queste ultime, nel 1855 a nome dei vescovi
piemontesi propose inutilmente di alleggerire il bilancio dello Stato mediante offerta di denaro, pur­
ché fosse ritirata la legge. Trasferito a Milano nel 1867, vi rimase per 26 anni senza essere nominato
cardinale. Da re Umberto fu insignito del collare dell’Annunziata. Al Concilio Vaticano I si oppose alla
definizione dell’infallibilità pontificia. Su di lui vedi C. C a s t ig l io n i, Mons. Nazari di Calabiana.
Milano 1942.
82
AI vescovo di Fossano Luigi Fantini
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del vescovo in data 24 giugno 1851: ASC 126.2 Fantini
Invito ad amministrare le cresime domenica 29 giugno — buone notizie dei giovani fossanesi residenti
a Valdocco
[Torino, anter. 24 giugno 1851]
[...]
Il vescovo non potè accogliere l’invito per un precedente analogo impegno in una parrocchia della sua
diocesi.
Luigi Fantini: nato a Chieri il 4 novembre 1803, sacerdote nel 1826, dottore in teologia, era stato
9

14.6 Page 136

▲torna in alto
130 luglio 1851
curato della parrocchia dell’Armunziata a Torino. Fu consacrato vescovo a Roma nel 1849; morì il 28
agosto 1852.
83
Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 43
Orig. aut. 1 f. 225 x 272 mm.
E I 47 MB IV 274
Spiritosa richiesta di contribuire alle spese della costruzione della chiesa mediante l’offerta di materia­
li edilizi
"Torino, 4 luglio 1851
Car.mo Sig. D. Fradelizio,
Pieno di desiderio di volare sul Pirchiriano ne sono dalle mie faccende tratte­
nuto. Causa principale di queste faccende è la chiesa costruenda, a cui V. S.
5 car.ma deve (non sub gravi) prendere parte. In qual modo? Non con mattoni che
sono troppo pesanti: non con danaro perché in Torino c ’è la Zecca: dovrà pren­
dere parte col mandarmi qualche fascio di legna, qualche trave di maleso, alcuni
listelli o montanti per fare il coperto alla mia povera chiesa. Mi raccomandi di
questo anche al sig. Prevosto di S. Ambrogio; e inter totos et omnes mi ajutino
10 pel coperchio del già cominciato edifizio.
Questa mia lettera manca di molte qualità, ma la tolleri come scritta da un
Birichino, facciami anche una perrucca purché mi mandi qualche fascio di
legna.
Offra li miei più cordiali saluti al sig. D. Puecher, D. Gagliardi, D. Costanti-
15 no, D. Flecchia, e mentre le auguro ogni bene dal Signore mi raccomando di tut­
to cuore alle sue preghiere dicendomi
Obbl.mo servitore amico
Sac. Bosco Gioanni
vicino al Rifugio
20 P.S. L ’esame del ch ierico] Nicolini riuscì bene; deve ancora subire il pubblico
per lunedì.
3 II Pirchiriano, colle su cui si erge la Sacra di S. Michele: vedi lett. n. 38.
7 maleso: termine dialettale per indicare larice, albero di grande altezza che cresce normalmente
sulle montagne.
9 S. Ambrogio, paese di circa 1200 ab., situato ai piedi del Pirchiriano, in diocesi di Susa. Il prevosto
era don Gianbattista Michele Morelli, nato a Gravere (Torino) nel 1803 e morto a S. Ambrogio il 23 di­
cembre 1880. Prima di essere parroco, il Morelli dal 1832 al 1838 era stato economo della stessa par­
rocchia.
12 perrucca (o parrucca): rimprovero, riprensione (dal piemontese prucà).
14 D. Giuseppe Gagliardi, nato ad Oleggio (Novara) nel 1812, si fece rosminiano nel 1841. Insigne
naturalista, fu rettore in più collegi dell’istituto. Morì a Rovereto il 1 novembre 1881: cf. Necrologio
dei fratelli dell'istituto della carità ...

14.7 Page 137

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luglio 1851 131
84
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
ASC 112 Chiesa di S. Francesco di Sales (A 021) me. 1973 C 6
Orig. allog. senza firma 2 ff. 280 x 195 mm. sul f.l si trova l ’autorizzazione concessa dal pro­
vicario generale, Celestino Fissore, in data 18 luglio 1851
Ined.
Domanda la facoltà di benedire la prima pietra della chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino, anter. 18 luglio 1851]
Eccellenza Rev.ma,
Il
sacerdote D. Gio. Bosco, e gli altri ecclesiastici incaricati degli Oratori pei
giovani, vedendo la necessità hanno disposto di edificare una nuova Chiesa nella
regione di Valdocco Parrocchia dei SS. Apostoli Simone e Giuda, e sono ormai in 5
procinto di farne porre la pietra fondamentale.
Supplicano perciò la E.V. Rev.ma a voler concedere la facoltà di benedire la
pietra, e collocarla in capo[,] al medesimo Don Bosco, od a quell’altro sacerdote
che sarà da Loro richiesto di compiere quella sacra funzione.
Che del favore
10
[Sac. Gio. Bosco]
11 La benedizione della prima pietra ebbe luogo per mano dell’economo generale il 20 luglio succes­
sivo, due giorni dopo che il provicario generale delle diocesi, Celestino Fissore, ne aveva concesso la
facoltà.
85
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta dell’arcivescovo dall’esilio di Lione il 15 settebre 1851 :
ASC 112 Chiesa S. Francesco di Sales
Richiesta di un esame privato per la vestizione clericale di giovani dell'Oratorio — domanda di sussi­
dio per l’erigenda chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino], 22 luglio 1851
[...]
Quanto alla prima supplica, l ’arcivescovo, di per sé già contrario all’esame privato, non potè acco­
glierla perché gli era giunta 0 14 settembre e l ’esame generale era fissato per il 19 agosto. Circa il sus­
sidio per l’erezione della chiesa, nonostante fosse privo di tutta la mensa arcivescovile, mons. Franso­
ni diede istruzioni ai banchieri fratelli Piaggio di Torino di intervenire, per quanto lo permetteva la
propria situazione finanziaria, in aiuto di don Bosco.

14.8 Page 138

▲torna in alto
132 luglio 1851
86
Al vescovo di Fossano Luigi Fantini
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del vescovo del 28 luglio: ASC 112 Chiesa S. France­
sco di Sales
Comunica che un giovane fossanese ha lasciato l’oratorio — chiede un sussidio per la costruzione del­
la chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino], 25 luglio 1851
[...]
Il vescovo rispose che non poteva inviare denaro in quanto impegnato nella costruzione di una chiesa
parrocchiale nella sua diocesi. Suggerì però due possibilità: aprire una sottoscrizione sui periodici La
Campana e L'Arm onia, oppure creare cedole di lire 50/100 rimborsabili a lungo tempo.
87
[A l ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare, registro 903, in AST Gran Cancelleria:
prot. 61 prat. 2.552, 3.215
Richiesta di sussidio per la costruzione della chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino], 27 luglio 1851
[...]
Il 30 settembre il ministero, su autorizzazione del re, invitò il can. Ottavio Moreno ad erogare in tre
rate a don Bosco la stessa somma che l'economato generale stesso aveva proposto: vale a dire lire
10.000. Si noti che contemporaneamente si elargivano soccorsi di lire 800, 2000, 3000 anche ad altri
sacerdoti, fra cui don Cocchi. Il De Foresta (nato il 29 agosto 1799 a Villafranca di Nizza, morto a Bo­
logna il 14 febbraio 1872) eletto deputato nel corso della IV legislatura, dopo un anno fu chiamato alla
carica di ministro di grazia e giustizia. Fatto senatore nel 1855, dal maggio dello stesso anno al luglio
1859 ricoprì la medesima carica di guardasigilli, collaborando così attivamente alla politica ecclesiasti­
ca del Cavour.
88
Circolare ai vescovi di Alba, Biella, Mondovì, Saluzzo, Susa, Vigevano...
Lettera non reperita, ma attestata dalle singole risposte dei vescovi sul finire di luglio e nella prima
metà di agosto: ASC 112 Chiesa S. Francesco di Sales
Richiesta di sussidio per la costruzione della chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino, fine luglio 1851]
[- ]
O perché privi di denaro, come Costanzo Michele Fea di Alba, o perché impegnati economicamente
nella costruzione di chiese parrocchiali nelle loro diocesi, come Tommaso Ghilardi di Mondovì e Pio
Vincenzo Sforzarli di Vigevano, resta il fatto che solo Giovanni Antonio Gianotti di Saluzzo inviò un

14.9 Page 139

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agosto 1851 133
non precisato obolo. Giovanni Antonio Odone di Susa si mostrò invece disponibile a celebrare sante
messe lasciandone l'offerta a don Bosco. Quanto al vescovo di Biella, Pietro Losana, il 13 settembre
mediante circolare invitò tutti i parroci della sua diocesi a fare collette a tal fine, destinando altresì le
offerte di una domenica al medesimo scopo: ed. in MB 319-320.
89
A don Michelangelo Chiatellino
ASC 131.01 Lett. orig. Chiatellino (A 170) me. 13 D 9
Orig. aut. 2 ff. 227 x 175 mm. strappato l'intero mrg. del f. 2
E I 4748 MB IV 270
Comunica il rientro in famiglia di un giovane che gli era stato raccomandato
*Torino, 29 ag[osto] 1851
Car.mo Sig. D. Chiatellino,
Stimo bene di partecipare a V. S. car.ma come il Battistolo Gius[eppe] padre
del suo raccomandato, in seguito alla lettera ivi annessa chiamò a casa il suo fi­
glio dietro a suggerimento del benemerito sig. Chiusano Michele.
5
Tal cosa sebbene siami piaciuta perché suppongo i genitori del suddetto gio­
vane non trovarsi più tanto in grave bisogno, ed anche perché mi resta un posto
per qualcheduno de' molti postulanti, mi è però alquanto rincresciuto perché il fi­
glio dopo lunga attenzione aveva migliorato assai nella condotta, soprattutto nel
lavoro.
io
Io, V. S., il sig. Chiusano abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, il Signo^
re continui quel tanto che noi abbiamo tentato di fare.
In quanto alla fattami dimanda della somma di entrata ho detto che di que­
sto ne avrei parlato con V. S. come di fatti ne parlerò la prima volta che avrò il
piacere di parlare con Lei.
15
Mi saluti caramente suo cugino Chiusano Michele[,] quelli di sua casa anche
da parte di quelli di nostra casa e mi ami nel Signore mentre mi dico
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
20
f.2v All'ottimo Signore
Il Sig. D. Chiatellino Michelangelo
Maestro di scuola
Carignano
15 parlare corr ex parlarci
2 Don Michelangelo Chiatellino (nato il 17 novembre 1811, ordinato sacerdote nel 1845, morto il 13
novembre 1901) era maestro di scuola patentato. Insegnò al proprio paese, Carignano (località di 8000
ab. a circa 19 km. a sud di Torino) ed anche a Casalgrasso (Cuneo). Molto legato a don Bosco, per
qualche tempo gli aveva dato una mano insegnando musica. A Carignano fondò un oratorio festivo
per giovani, sull'esempio di Valdocco. Nel 1853, su proposta di don Bosco e di comune accordo con
don Cafasso, si trasferì come insegnante delle scuole elementari di Borgo Cornalese (frazione di
Villastellone - Torino), a spese della duchessa Costanza Lavai di Montmorency. Vi rimarrà fino

14.10 Page 140

▲torna in alto
134 settembre-ottobre 1851
alla metà degli anni ottanta. Per vario tempo ricoprì anche la carica di rettore dell'Ospizio di carità di
Villastellone.
3 Giuseppe Battistolo: giovane deH’Oratorio di cui non si hanno particolari notizie.
5 Michele Chiusano era cugino di don Chiatellino.
8 figlio: ragazzo, giovane.
90
Al vescovo di Susa Giovanni Antonio Odone
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 18 settembre 1851 : ASC 112 Chiesa
di S. Francesco di Sales
Domanda che il vescovo faccia celebrare 90 sante messe, lasciandone a lui l'offerta
[Torino, anter. 18 settembre 1851]
[...]
Vedi anche lett. n. 88. La risposta del prelato fu favorevole.
91
Al padre rosminiano Francesco Puecher
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 30-31
Orig. aut. 2 ff. 225 x 175 mm. strappo sul f. 2
Ined.
timbro: Torino 23 ott 51
Note di debiti e crediti — ragguagli circa i lavori di costruzione della chiesa e l’aumento dei costi
Ill.mo e M.to R.do Signore,
*Torino, 22 ott[obre] 1851
Il
padre del sig. D. Costantino mi scrive riguardo al noto affare, come V.S. II-
l.ma e M.to R.da può rilevare dalla lettera ivi annessa. Il sig. Bocca non ci lascia
5 negli imbrogli, è disposto a pagare la somma dal Comollo dovuta, e se ben lo giu­
dica, io rimetterò questo danaro al detto Bocca a conto degli ottocento fr. annui
di cui sono debitore verso l ’Abate Rosmini pel danaro che Ella sa essermi stato
imprestato. Intanto io continuerò a ricevere li 20 franchi che il Comollo promette
di pagare mensilmente, di che terrò conto per V.S. Tale è il mio parere, riserban-
10 do il decidere quando avrò da Lei un analogo riscontro.
La nostra chiesa tocca l’altezza del coperchio, e di quest’autunno speriamo
di mettervi le tegole. Soltanto che il calcolo del sig. architetto di fr. 20,000 viene
triplicato prima del compimento dell'opera. Ma io confido nella Divina Provvi­
denza che la potremo condurre a termine ad m ajorem D ei gloriarti.
15
L'anno p[rossimo] venturo intraprenderemo la ristorazione e ampliazione
della casa.
Preghi per me il Signore, onde questi miei tenui sforzi siano fatti unicamente

15 Pages 141-150

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15.1 Page 141

▲torna in alto
ottobre 1851 135
per lui, e mentre le auguro ogni bene dal Signore Iddio, la prego a salutare distin­
tamente il ch[mo] sig. Abate Rosmini dicendomi
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
20
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AUTll.mo e M.to R.do Signore
11 Sig. D. Puecher
Provinciale dell'I.d.C.
25
Stresa
7 di cui add si
3-8 II padre di don Costantino Comollo, Giuseppe, impiegato alle regie Gabelle, era stato accusato di
sottrazione abusiva di 500 lire. Minacciato di immediato licenziamento qualora non avesse restituito
l’intera somma, si era rivolto al figlio, il quale a sua volta aveva interessato don Bosco ed i rosminiani
di Stresa. Il Rosmini il 23 luglio aveva chiesto a don Bosco di trovare una persona disponibile a presta­
re la suddetta somma al sig. Comollo. L'impresario Federico Bocca accettò la richiesta avanzatagli da
don Bosco ed il Rosmini si fece garante della restituzione del prestito.
10 II 2 novembre 1851 padre Gilardi, a nome del provinciale padre Puecher, rispose affermativamen­
te alla domanda di don Bosco.
22 Notiamo qui che da Stresa l ’ i l settembre 1851 il padre Puecher aveva scritto a Vercelli al can.
Gastaldi affinché, passando per Torino, si fermasse a Valdocco per sostenere la causa dei rosminiani e
del chierico Ascanio Savio, il quale, già accettato nell’istituto della carità dietro sua formale domanda,
avrebbe forse trovato difficoltà a lasciare don Bosco, di cui era «quasi la pupilla dell’occhio e il mag­
gior sostegno»: vedi pure lett. n. 69. Il Savio lascerà don Bosco per entrare fra i rosminiani; di poi si
farà oblato di Maria Vergine alla Consolata, indi sacerdote secolare. Ripetitore di teologia al semina­
rio, rettore del Rifugio, insegnerà pure teologia ai chierici deU’Oratorio. Morì al Cottolengo nel 1902 a
71 anni.
92
Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Biblioteca civica di Torino, fondo P rior cart. 25
Orig. aut. 1 f. 228 x 177 mm. indicazioni protocollari sul mrg. sup.
E I~48
Richiesta di condono della tassa per il rilascio della licenza di costruzione della chiesa
*Torino, 22 ott[obre] 1851
Ill.mo e ch.mo Signore,
Mentre di tutto cuore ringrazio V. S. 111.ma e eh.ma de' molti benefizi fatti ai
nostri Oratori, la prego a volerci aggiugnere un novello favore e di esentarci dal
pagare la contribuzione dovuta pel rilascio del permesso di costruzione della chie- 5
sa, e ampliazione dei locali annessi.
Compreso dai sentimenti della più viva gratitudine verso di Lei e verso di tut­
to il Municipio della città mi reputo ad onor grande il potermi dire col massimo
rispetto
Riconoscent[issi]mo servitore
10
Sac. Bosco Gio.
Dirett[ore]

15.2 Page 142

▲torna in alto
136 ottobre-dicembre 1851
P.S. La novella chiesa tocca già l’altezza del coperchio. Sig. Sindaco, continui ad
esserci favorevole, e la condurremo a compimento.
14 La richiesta venne accolta, per cui il sindaco il 23 ottobre inviò gratuitamente il permesso; avreb­
be reintegrato però il mancato incasso coi fondi destinati alla beneficenza: ASC 112 Chiesa S. France­
sco di Sales, ed. in MB IV 323. Nel protocollo riassuntivo dell'ASCT (Corrispondeza 1851-1852) risulta
però che il 22 novembre il consiglio comunale richiese a don Bosco di mandare a «pagare la somma
da lui dovuta».
93
A ll’intendente generale di finanza Alessandro Pernati
ASC 112 Lotterie (A 021) me. 399 D 12 - 399 E 1
Orig. allog. con tutte le firme aut. di don Bosco primo f. di un quaderno formato prot. 280 x 192
mm. bollo di 40 c. in alto a sin. ed altro timbro ad inchiostro sul mrg. sin. La nota è vergata sul
mrg. sin. con inchiostro violaceo
Copia allog. 274 x 197 mm. in ASCT Corrispondenza 1851-52 Istruzione rep. 33 cart. 1 fase. 2 Copia
allog. 274 x 197 mm. in ASCT Corrispondenza 1852 Stato civile rep. 100 cart. 4 fase. 7 bis
MB IV 326-327
Richiesta collettiva di autorizzazione per una lotteria
[Torino, 9 dicembre 1851]
Ill.mo Sig. Intendente G[enera]le,
I
sottoscritti desiderosi di procurare una lunga durata all’Oratorio di S. Fran­
cesco di Sales, di cui è cenno nella circolare annessa alla presente, scorgendo di-
5 venire ogni giorno più angusto il locale che era stato destinato ad uso di Cappella,
pel numero sempre crescente dei giovani che vi convengono per compiere i dove­
ri religiosi nei dì festivi, e per ricevere una buona educazione intellettuale e mora­
le, divisarono di innalzare una Chiesa più decorosa e più ampia. Messisi coraggio­
samente all’Opera per mezzo di private oblazioni poterono recarla fino al compi­
lo mento del tetto. Ma richiedendo ancora le opere da farsi una ragguardevole som­
ma, e non volendo lasciare incompiuta l ’impresa, vennero in pensiero di fare un
appello alla pubblica beneficenza, onde raccogliere dalle persone caritatevoli il
numero di oggetti che si potrà raccogliere maggiore per farne quindi una pubbli­
ca Lotteria.
15
In obbedienza della Legge 24 febbraio 1820 modificata dalle R. patenti 10
gennaio 1835 e delle Istruzioni pubblicate dall’Azienda Generale delle R. Finanze
in data del 24 agosto 1835 ricorrono i sottoscritti alla S.V. Ill.ma invocando la di
lei approvazione alla progettata Lotteria.1
A tal fine hanno l’onore di rassegnare a tenore delle citate istruzioni un pro-
20 getto di circolare, in cui viene brevemente tracciata la storia e lo scopo del pio
Istituto, ed è indicato il mezzo a cui intendono appigliarsi per la raccolta dei doni.
Vi unirono pure il piano della Lotteria.
Ogni vantaggio che si potrà trarre dalla lotteria divisata sarà j conservato al­
l ’ultimazione della nuova cappella; i fondi poi che verranno riscossi resteranno

15.3 Page 143

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dicembre 1851 137
presso il Senatore Cotta sottoscritto pure alla presente, il quale compierà le fun- 25
zioni di tesoriere.
Pronti a dare ogni maggiore spiegazione in proposito i sottoscritti dichiarano
di riferirsi per ogni cosa al disposto delle precitate istruzioni dell'Azienda delle
Finanze.
Persuasi che la S.V. vorrà concedere la implorata approvazione pel bene di 30
un’opera quanto modesta, altrettanto vantaggiosa alla povera gioventù popolare
le anticipano i più vivi ringraziamenti.
Baricco T. Pietro cons. com. vicesindaco segr. della direzione
Blachier cav. Gabriele ingegnere
Bocca Federico im p resario
35
Bossi Amedeo negoziante
Chiavarina conte Amedeo
Borrelli T. Gio. cap. di corte
Cotta cav. Giuseppe senatore del regno cons. com. tesoriere
Cottin Intendente Giacinto cons. com. vic[esindaco]
40
Duprè Gius. Luigi cons. com.
Capello cav. Gabriele di Moncalvo cons. com.
Ortalda T. Gius. can. diret. della pia Opera della propaganda] della fede
Ritner Vittorio orefice stimatore
Rocca cav. Luigi cons. com.
45
Ropolo Pietro fabbricante serragliere
Scanagatti Michele
Murialdo T. Roberto cap. di corte
Amministratori e ricorrenti
Sac. Bosco Gio.
50
Direttore dell'Oratorio
1
Vedansi le R. Patenti 17 luglio 1845 e la relativa nuova istruzione del 20 di­
cembre stesso anno.
2 La divisione amministrativa di Torino all'epoca era alla diretta dipendenza dell’intendente genera­
le, cav. Alessandro Pernati di Momo. Di nobile famiglia novarese, questi fu deputato dal 1852 al 1861,
anno in cui fu nominato senatore. Ricoperse anche la carica di ministro dell’interno dal 26 febbraio al
4 novembre 1852. Per vari anni fu consigliere di Stato. Morì dopo il 1896: T. S a r t i, I l parlam ento su­
balpino e nazionale ... Amico di don Bosco, benefattore dell’Oratorio, il Pernati risulta fra i promoto­
ri della lotteria del 1857, così come la moglie Paolina, nata Cacherano di Bricherasio. In quella del
1866 il Pernati sarà fra i membri della commissione organizzatrice, e la moglie fra le promotrici.
4 Vedi lett. seg.
22 II piano, in 9 punti, è pubblicato in MB IV 327-328.
25 Giuseppe Antonio Cotta consigliere comunale, senatore del regno, grande ufficiale dell’ordine
mauriziano, membro della camera di commercio dal 1848 alla morte, banchiere, commendatore del­
l’ordine di S. Gregorio Magno. Nel 1848 era stato padrino dei giovani cresimandi dell’Oratorio; nel lu­
glio 1851 aveva collocato la prima pietra dell'erigenda chiesa di S. Francesco di Sales. Generosissimo
benefattore dell’Oratorio e di molte istituzioni caritative, tanto da essere definito «banchiere della
provvidenza», nello stesso 1851 aveva offerto per la chiesa di S. Francesco lire 8700 in 4 rate. Pagherà
più di 30.000 lire per l'acquisto nel 1860 di casa Filippi. Celibe, nel suo testamento lascerà oltre
130.000 lire in opere pie. Il presidente del senato, Gabrio Casati, commemorandolo nella seduta del 13

15.4 Page 144

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138 dicembre 1851
gennaio 1869, lo definì « l’uomo benefico per eccellenza, il conforto dei miseri». Don Bosco lo citò
espressamente nel suo «testamento spirituale». Nato a Torino il 3 aprile 1785, il Cotta morì il 28 di­
cembre 1868: cf. il necrologio nell'Unità cattolica del 31 die. 1868; cf. pure: Letture educative ossia
verità e diletto» a. II col. II, Torino, 1868, pp. 483486, e P. B a r ic c o , Torino descritta ... p. 827.
Nonostante tutti gli sforzi per rintracciare l ’erede del sig. Michele Graglia, abitante a Torino, che an­
cora una ventina di anni fa possedeva oltre trenta lettere indirizzate da don Bosco al Cotta (dal 1849 in
poi) non siamo riusciti nel nostro intento.
33 Pietro Baricco, teologo collegiate, vicesindaco, commendatore dell’ordine dei S.S. Maurizio e
Lazzaro. Nato il 27 febbraio 1819, fu una delle personalità di maggior rilievo nella vita amministrativa
della città di Torino negli anni 1850-1867. Per moltissimi anni fu membro del consiglio comunale; in
tale ambito operò molto per il potenziamento ed il miglioramento delle scuole elementari. Ricoperse
pure la carica di provveditore agli studi per la provincia di Torino e di Ispettore centrale della Pubblica
Istruzione. Fu preside del liceo-ginnasio Gioberti e del liceo Cavour. Laureato in teologia, ne fu docen­
te fino al 1848. Direttore spirituale del Collegio del Carmine e di quello delle Provincie, fu anche mem­
bro e presidente dell'Accademia Solariana. Morì il 31 marzo 1887. Cooperatore salesiano: BS febbraio
1888 p. 23. Se ne veda un breve profilo in Torino e Don Bosco (a cura di G. Bracco) ... pp. 172-175.
34 Ingegnere Federico [Gabriele?] Blachier: nel 1840 era membro del Regio consiglio degli edili in
qualità di disegnatore. Pochi mesi prima della presente lettera aveva firmato il progetto edilizio della
chiesa di S. Francesco di Sales e locali annessi.
36 Amedeo Bossi: personaggio non meglio identificato.
37 Conte Amedeo Chiavarina di Rubiana: nato verso il 1825, occupò varie cariche nell’amministra­
zione torinese, compresa quella di sindaco nel 1837. Fu eletto deputato alla camera subalpina durante
la VI, VII, V ili legislatura. Nel 1868 fu nominato senatore e dal 1872 al 1886 vi svolse l’ufficio di que­
store. Morì il 25 agosto 1889.
40 Giacinto Cottin, avvocato, cav. mauriziano, nato a Torino nel 1796, per molti anni fu intendente
ed amministratore della città in qualità di consigliere delegato e vicesindaco per l’istruzione e la bene­
ficenza. In quanto tale ebbe molti rapporti con don Bosco. Ricoperse pure la carica di vicepresidente
del Ricovero di Mendicità e di direttore di segreteria dell’amministrazione della Cassa di Risparmio di
Torino. Nella prima legislatura del parlamento subalpino fu eletto alla camera dei deputati; dalla ele­
zione della terza legislatura si dimise per salute. Morì dopo il 1896: cf. T. S a r t i, I l parlamento subal­
pino e nazionale ...
41 Giuseppe Luigi Duprè, banchiere, figlio del banchiere Giuseppe (m. 1852), fratello del canonico
Giacinto (m. 1876). All’epoca aveva varie cariche: consigliere comunale, direttore del collocamento
dei fondi nel gruppo amministrativo della Cassa di Risparmio di Torino, membro del consiglio di reg­
genza della Banca Nazionale, vicedirettore della Compagnia della misericordia, direttore di tesoreria e
di contabilità del Ricovero di Mendicità Istruita. Morì nel 1884: cf. V. S p r e t i, Enciclopedia storico no­
biliare ... II. 1929, p. 639. Don Bosco si rivolse frequentemente al Duprè per avere appoggi dal muni­
cipio e per sussidi. Secondo MO (1991) 192 coi sottocitati Pietro Ropolo e Gabriele Capello aveva fatto
parte di quella commissione che pochi anni prima, a seguito di una visita a Valdocco, ne avevano reso
una relazione così positiva al consiglio comunale, che per moltissimi anni venne stanziato un cospicuo
sussidio in favore dell’Oratorio.
42 Cav. Gabriele Capello di Moncalvo: consigliere comunale di Torino, benefattore di don Bosco.
Era titolare di un mobilificio in corso regina Margherita; ancora nel 1859 teneva un «magazzino di le­
gni esotici» sulla stradale S. Maurizio: cf. G. M a r z o r a t i, Guida di Torino 1859, p. 61.
43 Teol. Giuseppe Ortalda: nato a S. Sebastiano Po (Torino) nel 1814, divenne dottore collegiata,
professore di Sacra Scrittura, canonico della metropolitana di Torino. Diresse in Torino l’Opera della
propaganda della fede nonché il settimanale «Museo delle missioni Cattoliche». Promosse «la collezio­
ne dei buoni libri» e la «biblioteca ecclesiastica». Morì il 26 settembre 1880: cf. Unità Cattolica 30 set­
tembre 1880; Museo delle Missioni. 1880 p. 625; La Buona settimana. 1880, p. 490.
44 Vittorio Ritner orefice stimatore: citato in MO (1991) 166. È presentato in A. B a r g o n i, Maestri
orafi e argentieri in Piemonte dal X V II al X IX secolo. Biblioteca di «studi Piemonte». Centro Studi
Piemonte 1976, p. 217. Fu membro della pia società di patrocinio di S. Giuseppe e del santuario della
Consolata. Sottoscrisse alcuni contratti firmati da don Bosco in favore dei suoi apprendisti.
45 Luigi Rocca consigliere comunale: avvocato e letterato torinese, sarà eletto alla Camera subalpi­
na dei deputati nella II legislatura. Fece parte di molteplici società e istituti torinesi. Morì a Biella il 9
agosto 1888: T. S a r t i, I l parlamento subalpino e nazionale ...
46 Pietro Ropolo: fabbricante di oggetti di ferro, nato a Polonghera (Cuneo) nel 1805, dal 1849 al
1852 ricoprì la carica di amministratore comunale a Torino.
47 Michele Scanagatti (1803-1879): citato in MO (1991) 212-215, era uno dei benefattori più costanti
di don Bosco; all’epoca era priore della compagnia di S. Luigi.

15.5 Page 145

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dicembre 1851 139
51 Lo stesso 9 dicembre, a norma delle leggi vigenti, venne concessa l ’autorizzazione di pubblicare il
piano della lotteria, di raccoglierne gli oggetti e di dare disposizioni per la loro pubblica esposizione.
Non si omise di specificare che la direzione dell’Oratorio avrebbe dorato «andare sempre d'accordo»
col sindaco, cui restava il dovere di sorvegliare l'esatto adempimento delle disposizioni date: cf. lettera
del 17 dicembre a firma del Baricco inviata a don Bosco due giorni dopo: ASC 112 Lotterie; minuta in
ASCT Istruzione rep. 33 cart. 1 fase. 2, ed. in MB IV 329.
94
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 A 10
Copia a stampa 2 ff. 220 x 312 mm.
E I 49-51 MB IV 329-333
Breve storia dell'Oratorio di S. Francesco di Sales — appoggio della famiglia reale e delle autorità go­
vernative e municipali — necessità di ampliamenti — decisione di indire pubblica lotteria — invito a
contribuirvi mediante invio di oggetti
'Torino, 20 dicembre 1851
Illustrissimo Signore,
Una modesta opera di beneficenza fu intrapresa, or fa dieci anni, nel distret­
to di questa Città sotto il titolo di O ratorio di S. Francesco di Sales, diretta unica­
mente al bene intellettuale e morale di quella parte di gioventù, che per incuria 5
de’ genitori, per consuetudine di amici perversi, o per mancanza di mezzi di for­
tuna trovasi esposta a continuo pericolo di corruzione. Alcune persone amanti
della buona educazione del popolo videro con dolore farsi ogni giorno maggiore il
numero dei giovani oziosi, e malconsigliati che vivendo di accatto o di frode sul
trivio e sulla piazza sono di peso alla società e spesso strumento d ’ogni misfare. 10
Videro pure con sentimento di profonda tristezza molti di coloro, che si sono per
tempo dedicati all’esercizio delle arti e delle industrie cittadine, andar nei giorni
festivi consumando nel gioco e nelle intemperanze la sottile mercede guadagnata
nel corso della settimana, e desiose di portare rimedio ad un male da cui sono a
temersi funestissime conseguenze, divisarono di aprire una casa di domenicale 15
convegno, in cui potessero gli uni e gli altri aver tutto l ’agio di soddisfare a’ reli­
giosi doveri, e ricevere ad un tempo una istruzione, un indirizzo, un consiglio per
governare cristianamente e onestamente la vita. Fu perciò instituito un Oratorio
dedicato a S. Francesco di Sales coi mezzi che somministrò la carità di quei gene­
rosi, che sogliono largheggiare nelle cose che al pubblico bene riguardano; si ap- 20
prestò quant’era d ’uopo per celebrare le funzioni religiose, e per dare ai giovani
una educazione morale e civile; vari giocherelli atti a sviluppare le forze fisiche e
a ricreare onestamente lo spirito furono pure adottati, e così si studiò di rendere
utile ed insieme gradita la loro dimora in quel luogo.
È difficile a dire con quale favore sia stato accolto l ’invito che si fece a’ giova- 25
netti senza veruna pubblicità, e in quella guisa soltanto che si suole tra i familiari,
di convenire ogni dì festivo nell’Oratorio; il che die’ animo ad ingrandire il recin­
to, e ad introdurvi in progresso di tempo quei miglioramenti, che una carità inge-

15.6 Page 146

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140 dicembre 1851
gnosa e prudente poté suggerire; quindi si incominciò ad insegnare prima nelle
30 domeniche, e poi ogni sera nell’invernale stagione la lettura, la scrittura, gli ele­
menti dell’aritmetica e della lingua italiana, ed uno studio particolare si pose per
rendere a quei giovanetti volenterosi famigliare l'uso delle misure legali, di cui,
essendo la più parte addetti a’ mestieri, sentivano il maggior bisogno.
Instillare nei loro cuori l ’affetto ai parenti, la fraterna benevolenza, il rispetto
35 alle autorità, la riconoscenza ai benefattori, l'amor della fatica, e più d ’ogni altra
cosa istruire le loro menti nelle dottrine cattoliche e morali, ritrarli dalla mala via,
loro infondere il santo timore di Dio, e avvezzarli per tempo all’osservanza dei re­
ligiosi precetti, sono queste le cose, a cui per due lustri da zelanti sacerdoti e laici
si dà opera assidua e si consacrano le cure maggiori. Così mentre vi ha chi lode-
40 volmente si adopera per diffondere gli scientifici lumi, per far progredire le arti,
per prosperare le industrie e per educare i giovani agiati nei collegi e ne’ licei, nel
modesto Oratorio di San Francesco di Sales si compartisce largamente l’istruzio­
ne religiosa e civile a coloro, che quantunque siano stati meno favoriti dalla fortu­
na, hanno pure la forza ed il desiderio d’essere utili a se medesimi, alle loro fami-
45 glie ed al paese.
Riconoscendo però in brev’ora angusto pel numero sempre crescente dei
giovani il locale che era stato destinato ad uso di cappella, e non volendo lasciare
a mezzo un’impresa così bene avviata, i promotori pieni di confidenza nella gene­
rosità dei loro concittadini deliberarono di mettere mano ad un edilizio più ampio
50 e meglio acconcio all’uopo, e di assicurare in tal guisa la durata di un così utile in­
stituto educativo. Fu troncato ogni ritardo, si superarono le incertezze, e con co­
raggio si gettarono le fondamenta del nuovo Oratorio.
Le oblazioni, i regali, gli incoraggiamenti d ’ogni fatta non vennero meno si- f.2
nora, e tanto si progredì nel lavoro, che nel volgere di pochi mesi si potè giugnere
55 alla formazione del tetto.
Ma per condurre a compimento l’edifizio i mezzi ordinarli più non bastano,
ed è necessario che l’inesausta carità del pubblico venga in soccorso della privata
beneficenza. Egli è a tal fine, che i sottoscritti promotori della pia opera si rivol­
gono alla S. V. 111.ma invocando il di lei concorso, e proponendole un mezzo, che
60 essendo già stato adoperato con buon successo in altre benemerite instituzioni
non fallirà certamente all’Oratorio di S. Francesco di Sales. Consiste questo mez­
zo in una lotteria d ’oggetti, che i sottoscritti vennero in pensiero d’intraprendere
per sopperire alle spese di ultimazione della nuova cappella, ed a cui la S. V. vor­
rà, non vi ha dubbio, prestare il suo concorso, riflettendo all’eccellenza dell’opera
65 cui è diretta.
Qualunque oggetto piaccia alla S. V. offerire o di seta, o di lana, o di metallo,
o di legno, ossia lavoro di riputato artista, o di modesto operaio, o di laborioso ar­
tigiano, o di caritatevole gentildonna, tutto sarà accettato con gratitudine, perché
in fatto di beneficenza ogni piccolo aiuto è gran cosa, e perché le offerte anche te-
70 nui di molti insieme riunite possono bastare a compir l ’opera desiderata.
I
sottoscritti confidano nella bontà della S. V., sicuri che il pensiero di con­
correre alla buona educazione della gioventù abbandonata non potrà a meno di
non piegare il di lei animo ad una qualche sovvenzione. Valga del resto a racco-

15.7 Page 147

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dicembre 1851 141
mandare presso di Lei il pio instituto la singolare benevolenza con cui persone
d'ogni ordine e d’ogni grado ne hanno promosso lo stabilimento e favorito la 75
estensione. Valga soprattutto il voto emesso dal primo Corpo legislativo dello Sta­
to, che dopo averlo preso in benigna considerazione nominava una commissione
apposita per averne precisi ragguagli, e conosciutane l ’utilità raccomandavalo
caldamente al Governo del Re. Valga eziandio il generoso sussidio decretatogli
per due anni continui con voto unanime dal Municipio torinese; la singolare lar- 80
ghezza, con cui S. M. il Re e S. M. la Regina si degnarono di venirgli in aiuto, e la
speciale benignità, con cui venerandi prelati, e distintissimi personaggi si com­
piacquero di raccomandarlo alla pubblica carità.
I
sottoscritti rendono alla S. V. 111.ma anticipati ringraziamenti per la cortese
cooperazione che vorrà prestare pel buon esito della progettata lotteria, e le pre- 85
gano dal Cielo ogni benedizione.
Di V. S. 111.ma
Obbl.mi servitori
I Promotori e le Promotrici
2 La circolare fu inviata un p o’ ovunque, specialmente là dove don Bosco suppose che ci fossero
persone disponibili a venire economicamente in aiuto di chi operava per la gioventù povera.
32 L ’allusione è al nuovo sistema di misurazione in vigore dal 1850, cui don Bosco aveva preparato i
giovani dell’Oratorio anche mediante la pubblicazione de II sistema m etrico decimale ..., di cui la
quarta edizione migliorata ed accresciuta era uscita proprio nel 1851, al prezzo di 50 cent.
63-64 Gli oggetti raccolti ammontarono a 3251. 11 prezzo di biglietti fu di lire 0,50.
76-79 Circa il sussidio senatoriale, vedi lett. n. 46. Quanto a quello del municipio, vedi lett. n. 45. Cf.
pure MO (1991) 169, 192. Per quanto riguarda il sussidio del re, cf. lett. n. 42. A proposito della regina
Maria Adelaide, purtroppo non si è riusciti a recuperare né lettere né indicazioni particolari, così
come della regina madre Maria Teresa.
89 Alla circolare si accompagnava sia l ’elenco dei promotori e promotrici cui si potevano consegna­
re gli oggetti della lotteria, sia il Piano della lotteria stessa suddiviso in 9 punti (vedi MB IV 327-328). Il
chincagliere Giuseppe Gagliardi, il negoziante di maioliche e porcellane Carlo Chiotti, i negozianti
Pianca e Serra, e il tipografo-libraio Giacinto Marietti erano indicati come le persone di fiducia presso
le quali depositare i doni da destinare alla lotteria.
95
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 205 x 163 mm.
E I 52-53 MB X V 854-855
Scherzosa composizione per informarlo sulla stato dei lavori della chiesa di S. Francesco e per invitar­
lo a contribuire alle spese mediante offerta in denaro e l’esplicito sostegno alla già progettata lotteria.
D on Bosco alla porta del Sig. Arciprete.
Din-din-din.
Servo. - Chi è?
[Torino], Vigilia del SS.mo Natale
24 dic[em bre] [18] 51
5

15.8 Page 148

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142 dicembre 1851
B. - C’è D. Bosco ed avrebbe bisogno di parlare col Sig. Arciprete, purché si
possa senza grave disturbo.
S. - Vado subito ad annunziarlo, credo che ha già pranzato.
Arciprete Servitore - Caro D. Bosco, come, che buon vento lo porta qui[?]
io Sta bene[?] Venga ad accomodarsi.
B. - Tutto bene, ho fatto buon viaggio, e mi rallegro di vederla in buon esse­
re di salute. Porto nuove della nostra chiesa. Essa è coperta col tetto, fu già fatta
la volta del coro, delle due cappelle laterali, della sacrestia e si sta preparando il
necessario per la volta centrale.
15
A. - Si è già fatto molto, sia benedetto Iddio! Io aveva anche impegnata la
parola di mandare alcuni mattoni...
B. - È uno de’ motivi della mia visita.
A. - Ho capito, ho capito, vuole portarseli seco adesso?
B. - No, Sig. Arciprete, può mandarmeli a suo comodo o con un vaglia po- f.iv
20 stale o con lettera racchiudente qualche biglietto di Banca; al presente non vado a
casa, sono in giro per visite ai benefattori della chiesa.
A. - Come è furbo, pela l’oca senza farla gridare. In questo pacco che cosa
c ’è?... Oh! Piano per una Lotteria... e anche per la chiesa dell’Oratorio. Ma, ma,
ma qui come va[?] mi ha posto fra i promotori; perché questo, perché?
25
B. - Sig. Arciprete, ho agito con opera di fatto, temevo che nella sua mode­
stia avesse cercato motivo per esentarsi da questo peso, perciò ho fatto senza
dirlo.
A. - Birichino di un D. Bosco. Ma come ho da fare?
B. - Per ora cominci a distribuire questi inviti e se potrà avere qualche og-
30 getto, lo manderà a Torino da qualche conducente, e ne radunerà senza dubbio.
Quando saranno raccolti gli oggetti, se ne farà la perizia, e stamperemo i biglietti
da diramarsi e spargersi a fr. 0,50. Questo è tutto il suo fare. Mi raccomandi cal­
damente a casa M el[l]a, che in questo affare ci potranno fare molto bene.
A. - Giacché mi ha posto nell’imbroglio farò di cavarmela alla meglio che
35 posso.
B. - Le mie commissioni sono fatte. Vale in D om ino, buone feste, buon fine
e santo principio d ’anno; il Signore benedica Lei e tutti quelli che vorranno essere
caritatevoli a prendere parte alla nostra Lotteria. Di qui parto e sopra un Pegaso
che mi porta colla velocità del vento vado a fare una visita al sig. P. Goggia a
40 Biella.
1 vigilia corr ex vigiglia
10 accomodarsi] accomodarsi?
38 ante sopra del colla vela
15 molto add si
24 ha add si
3 Pietro Giuseppe De Gaudenzi: nato a Langosco Lomellina (Pavia) il 4 giugno 1812, da giovane stu­
diò nel seminario di Vercelli dove fu ordinato sacerdote nel 1835. Perfezionati gli studi teologici a Tori­
no, entrò nella congregazione degli oblati di S. Eusebio e S. Carlo. Lasciò poi la congregazione e di­
venne insegnante in seminario e canonico teologo della metropolitana. Nel 1846 venne nominato ca­
nonico arciprete con l'ufficio di parroco. Fu ricercato confessore e direttore spirituale, oltre che pub­
blicista e fondatore di una «piccola casa di S. Giuseppe o degli artigianelli» affidata ai Fratelli delle
Scuole Cristiane ma da lui stesso amministrata e diretta. Il 1° novembre 1871 fu consacrato vescovo di
Vigevano, grazie anche alla proposta di don Bosco, col quale ebbe rapporti di grande amicizia; abbon-

15.9 Page 149

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dicembre 1851 143
dante pure il carteggio conservato. Morì il 15 ottobre 1891, dopo che nel 1885 era stato nominato assi­
stente al soglio pontificio: cf. L. M otti, Vita di mons. Pietro Giuseppe De Gaudenzi, vescovo di Vige­
vano. Tromello 1923.
23 Vedi lett. n. 93.
33 Dovrebbe trattarsi della famiglia del conte Edoardo Arborio Mella (nato a Vercelli 18 novembre
1808, morto ivi l ’8 gennaio 1884), molto legato a don Bosco. Il conte sarà l'architetto della chiesa di S.
Giovanni Evangelista costruita a Torino negli anni settanta. La moglie, Adele dei conti Olgiati, era
morta a Vercelli nel 1839 lasciando tre figli: Federico (1838-1921: cf. BS giugno 1921, p. 166), Carlo
che sposò la contessina Adalgisa Riccardi, e Adele che andò sposa al conte Luigi Rovasenda: cf. Della
vita e delle opere del conte Edoardo Arborio Mella. Ricordo del barone N icola Taccone G a liu c c i...
in «La rassegna italiana». Roma, tip. A. Befani, 1885; inoltre BS gennaio 1884, pp. 20, 31-33. Altre con­
tesse Mella promotrici fra l ’altro delle varie lotterie erano Laura Arborio Mella, nata Avogadro di
Quinto (morta a Vercelli nel 1881 : BS febbraio 1882 p. 36), l’omonima Laura Arborio Mella, nata Avo­
gadro di Casanova (morta a Vercelli nel 1884: BS febbraio 1885 p. 31 n. 431), ed ancora l’omonima
Laura Arborio Mella, nata Balbo di Vinadio (morta a Torino il 26 febbraio 1936: BS maggio 1936
p. 128).
38 Pegaso è un cavallo alato proprio della mitologia greca.
39 Con padre Giacomo Goggia, superiore dei Filippini di Biella, don Bosco si era incontrato la prima
volta alcuni mesi prima nella sacrestia di S. Filippo, mentre si recava al santuario di Oropa: cf. MB IV
264. Nato a Biella IT I novembre 1792, il Goggia era entrato fra i Filippini nell’ottobre 1816. Ordinalo
sacerdote tre anni dopo, era stato parroco dal 1832 fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1856.

15.10 Page 150

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1852
96
Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del ministro in data 16 gennaio: ASC 112 Lotterie, ed.
in MB IV 355-356
Richiesta di poter usufruire per la lotteria di tre camere del convento di S. Domenico che all’epoca era
a disposizione deH’amministrazione militare
[Torino, anter. 16 gennaio 1852]
[...]
Alfonso Ferrerò de La Marmora: nato a Torino il 18 novembre 1804, percorse la carriera militare, fino
ai più alti gradi. Combattè tutte le guerre d’indipendenza (1848, 1859, 1866), oltre a quella di Crimea
(1855) e ricoprì vari incarichi governativi, ivi compreso quello di primo ministro. Nel 1870 fu primo
luogotenente del re a Roma, ma nello stesso anno si ritirò a vita privata. Morì a Firenze il 5 gennaio
1878. Rileviamo qui che ogni anno don Bosco avanzava al ministero della guerra richiesta di indumen­
ti militari per i giovani dell’ Oratorio. La risposta pare sia sempre stata positiva.
97
A ll’intendente generale di finanza Alessandro Pernati
ASC 112 Lotterie (A 021) me. 399 E 5
Orig. aut. secondo f. di un quaderno formato prot. 280 x 192 mm. strappo in mezzo bollo di 40
c. in alto sulla sin. altro timbro di protocollo ad inchiostro sul mrg. sin. in calce, sulla sin., si legge
la nota dell'intendente Pernati
Copia allog. 274 x 197 mm. in ASCT Stato civile, Corrispondenza 1852 rep. 100 cart. 4 fase. 7 bis
Ined.
Richiesta di nomina di perito estimatore dei doni della lotteria nella persona dell’orefice Vittorio
Ritner
[Torino, anter. 6 febbraio 1852]
Ill.mo e chiar.mo Sig. Intendente,
Il
sottoscritto a nome della commissione stabilita per la Lotteria in favore
della Chiesa in costruzione nell'Oratorio di Valdocco espone rispettosamente a
5 V.S. Ill.ma e chiar.ma che, in seguito all’analogo permesso avendo già raccolto
una considerevole quantità di oggetti, avrebbe bisogno di una perizia onde cono­
sca il giusto valore degli oggetti e procedere allo smaltimento dei biglietti.
Supplica perciò V.S. Ill.ma e chiar.ma a voler prendere in benigna conside­
razione il sovra esposto, e delegare il sig. Ritner Vittorio orefice - estimatore ap­
io provato per fare la perizia dalle leggi voluta.

16 Pages 151-160

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16.1 Page 151

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gennaio-febbraio 1852 145
Nella speranza che agli altri favori a noi e a questo oratorio usati vorrà anco­
ra aggiungere questo il sottoscritto si reputa ad onor il potersi dichiarare
a nome della commiss [ion] e
umile ricorrente
Sac. Gio. Bosco
15
Direttore dell'Oratorio
1 La data è quella della registrazione della supplica da parte dell’intendenza. Nello stesso mese di
febbraio per avvenuta nomina del Pernati a senatore del regno si renderà vacante il titolare dell’uffi­
cio, per cui si alterneranno vari Intendenti applicati, primo dei quali Costantino Radicati, fino a Carlo
Farcito di Vinea che nel giugno sarà nominato Intendente generale.
16 II 7 febbraio l ’intendente Pernati chiese al sindaco Bellono di inoltrare a don Bosco la richiesta di
consegnare in doppia copia un elenco descrittivo di tutti i premi, visti i quali si riservava di nominare il
perito. L'11 febbraio don Bosco ricevette la comunicazione dal sindaco (ASCT Corrispondenza 1852) e
quattro giorni dopo faceva pervenire il suddetto elenco al Pernati, il quale era così in grado il 19 feb­
braio di nominare come perito il sig. Angelo Olivero, già scultore in avorio, estimatore pubblico giura­
lo con patente del 31 luglio 1846. Questi, recatosi sul luogo dell'esposizione degli oggetti, li esaminò
singolarmente. Totale della prima valutazione: lire 4124,20 per 700 oggetti.
98
Al tipografo Pietro Marietti
Biblioteca Vaticana, fondo Patetta
Orig. aut. 2 ff. 279 x 223 mm.
Ined.
indirizzo allog.
timbro della biblioteca vaticana
Chiede che gli venga continuata la collaborazione per la lotteria
"Dall’Oratorio [Torino], 6 feb[braio] 1852
Ill.mo e chiarissimo Signor [e],
Mi affretto di partecipare a V.S. Ill.ma e chiar.ma, che per la lotteria alla ca­
rità sua raccomandata, si è ottenuto un locale nella contrada della Basilica, isola
S. Domenico porta n. 3 p. 1 onde farne la pubblica esposizione.
5
Mentre pertanto mi raccomando, che vogliami continuare la sua efficace
cooperazione, la prego di usare la compiacenza e di mandare allo luogo anzidetto
o a qualcheduno de’ quattro individui nell'invito specialmente nominati quegli
oggetti che a tal fine potesse tener preparato. Sabbato, lunedì, martedì prossimi
dalle 10 del mattino alle quattro della sera il locale è aperto e vi si trovano persone 10
incaricate di ricevere gli oggetti. Qualora però il trasporto le tornasse di grave di­
sturbo io manderò alla rispettiva casa qualche individuo fidato, il quale può an­
che eseguire quelle incumbenze che nella sua prudenza stimasse al medesimo in­
dossare. Voglia anche degnarsi di unire agli oggetti uno scritto in cui sia notata la
qualità del dono ed il nome del donatore per poterlo notare e fissare il numero 15
d ’ordine ai singoli oggetti.
La lotteria è ottimamente avviata, ma ho grandemente bisogno che continui
ad ajutarmi, e mi farò premura di significarle quanto sarà del caso. La ringrazio
di tutto cuore per li molti benefizi fatti, e che spero continuerà [a] fare a questo
10

16.2 Page 152

▲torna in alto
146 febbraio 1852
20 nostro povero Oratorio; e stante che non posso altrimenti manifestare la mia rico­
noscenza, conserverò tutta la gratitudine verso alla benefica sua persona pregan­
do costantemente il Signore, perché lo voglia largamente ricompensare con al­
trettanti celesti favori.
Di V. S. Ill.ma e ch.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All'IU.mo e Chiar.mo Signore
f.lv
Il Signore Marietti Pietro Libraio
Torino
16 singoli emend ex sigoli
2 II libraio Pietro Marietti era uno dei membri promotori della lotteria. Alla morte del padre Giacinto
(1856), passata la gestione della libreria-tipografia ai due fratelli maggiori, si trasferì a Roma, dove ri­
mase per dodici anni alla Tipografìa della sacra congregazione di Propaganda Fide. Rientrato a Tori­
no, diede nuovo impulso all’editrice Marietti. Fu presidente generale dell’Associazione Cattolica degli
operai; le due figlie si fecero religiose, il figlio superstite continuò la tradizione paterna. Rimasto vedo­
vo, abbracciò lo stato ecclesiastico ed il 24 aprile 1886 venne ordinato sacerdote a Torino. Svolse il suo
ministero dedicandosi in particolare agli infermi, ai moribondi. Morì il 30 gennaio 1890, a 69 anni: cf.
necrologio nell’ Unità Cattolica del 1° febbraio 1890, p. 107 col. 2.
4-5 Contrada della Basilica, isola S. Domenico: a poche centinaia di metri dall'Oratorio.
8 quattro individui: tipografo libraio Giacinto Marietti (corso Po n. 42), Giuseppe Antonio Gagliardi
(corso Milano n. 15) negoziante in maiolica, porcellana e cristalli; Carlo Chiotti (corso Doragrossa n.
20), negozianti Pianca e Serra: cf. guida G. Marzorati 1858.
14-16 Erano adempienze richieste dall’intendenza di finanza a norma di legge.
99
AI ministro delle finanze Camillo Benso conte di Cavour
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del fratello del conte, marchese Gustavo: ASC 112
Lotterie, ed. in MB IV 360
Domanda di esenzione delle spese postali relative alla lotteria
[Torino, anter. 16 febbraio 1852]
[...]
La domanda venne accolta, a condizione che la necessaria documentazione fosse inviata all’ufficio
competente. Notiamo qui che l ’8 marzo l'Azienda delle finanze faceva notare al ministro Cavour
come non fossero state tenute presenti, nel dare l'autorizzazione alla lotteria, alcune precise condizio­
ni di legge, quali ad esempio quella che alcuni donatori erano anonimi e quella che era in corso un’al­
tra lotteria a benefizio dell’Oratorio-scuola festiva femminile di S. Donato. Il Cavour il 15 marzo re­
spinse le obiezioni: AST Gran cancelleria, Registro protocollo, 4431.
Camillo Benso, conte di Cavour, è forse lo statista più noto del risorgimento italiano. Nato a Torino il
10 agosto 1810, dopo una deludente educazione presso l’accademia militare intraprese una serie di
viaggi per l ’Europa. Esponente della destra moderata, come ministro dell’agricoltura dal 1850 al 1851
attuò notevoli riforme fiscali, economiche e burocratiche. Dal 1852 alla morte (6 giugno 1861) fu pre­
sidente del consiglio dei ministri, salvo il periodo di pochi mesi del governo Lamarmora (19 luglio
1859 - 20 gennaio 1860). Durante il suo governo si ebbero la guerra di Crimea (1855) con partecipazio­
ne dei soldati piemontesi, la II guerra di indipendenza (1858-1859), la spedizione dei Mille (1860), la
proclamazione del regno d ’Italia con Roma capitale tendenziale (marzo 1861). Ebbe anche più volte il
portafoglio degli esteri, dell’interno e delle finanze. Fondamentale su di lui l’opera in tre volumi di R.
R o m e o , Cavour ed il suo tempo. Bari, Laterza 1977-1984.

16.3 Page 153

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febbraio 1852 147
100
Al padre rosminiano Francesco Puecher
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 28-29
Orig. aut. 2 ff. 206 x 161 mm. timbro: Torino 17 feb 52
E I 55-56 MB IV 340 (in parte)
Accetta di tenere all’Oratorio il giovane raccomandato dal Rosmini
"Torino, 16 feb[braio] 1852
Ill.mo e car.mo Signore,
In seguito alla lettera di V. S. 111.ma e car.ma ho tosto fatto venire il giovinet­
to Comollo. Io fui intenerito al solo vederlo; ha un aspetto proprio di chi patisce
fame di corpo e di anima, l’indole però mi parve ottima, sicché gli dissi che venis­
se presso di me nella corrente settimana onde tenerlo alcuni giorni per prova,
senza dirgli altro. Io giudico di mandarlo ancora qualche tempo a scuola per co­
noscere meglio se il Signore lo chiama allo studio, od al meccanismo. Giacché il
sig. Abate Rosmini è disposto a concorrere per questo giovanetto, le dirò che la
spesa mensile, tra vit[t]o, vestito, biancheria, scuola ed oggetti di scuola mi mon­
ta a franchi 30, calcolando solo quel che mi tocca trar di saccoccia. Comunque
siasi, io conto di tener qui questo giovane perché ne scorgo troppo grave il
bisogno.
Saluti tanto da parte mia il Reverend.mo sig. Ab[ate] Rosmini, preghi per
me, e se valgo a servirla mi comandi e mi troverà di cuore
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v All'Ill.mo e Reverend.mo Signore
Il Sig. D. Francesco Puecher
Prov. dell’Ist. della C.
Stresa
6 nella] della
3-4 D’accordo col Rosmini, padre Puecher con lettera del 29 gennaio 1852 aveva raccomandato a
don Bosco il giovane Clodoveo (Edoardo) Comollo, fratello di Costantino, dicendosi disponibile a pa­
gare «in compenso una modica pensione». Clodoveo Comollo era nato a Chieri nel 1840. Entrato al-
l'Oratorio nel 1852, uscì pochi mesi dopo per rientrarvi nel 1854 e rimanervi fino al 1858, allorché pro­
seguì i corsi di filosofia al collegio nazionale di Saluzzo: cf. lett. n. I l i e 145. Il suo nome ritorna più
volte nella corrispondenza di don Bosco con i rosminiani.
8 meccanismo: mestiere manuale. Padre Puecher aveva lasciato a don Bosco la decisione se conve­
nisse applicare il Comollo allo studio o ad un mestiere.

16.4 Page 154

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148 febbraio 1852
101
A ll’abate Stanislao Gazelli di Rossana
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta al can. Gazelli da parte del marchese Stanislao Corde­
rò di Pamparato a nome della Sovraintendenza generale della lista civica: ASC 112 Lotterie, ed. in MB
IV 356-357
Chiede di intervenire presso il re a favore della sua supplica onde ottenere l’uso temporaneo di qual­
che sala appartenente alla Corona per l'esposizione degli oggetti della lotteria
[Torino, anter. 18 febbraio 1852]
[...]
Stanislao Gazelli di Rossana: nato a Torino il 18 settembre 1817, nel 1840 divenne sacerdote. Dottore
in teologia e diritto canonico, arcidiacono della metropolitana, futuro vicario generale del card. Gae­
tano Alimonda, commendatore dell'ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro, ricoperse a corte la carica di
elemosiniere. Gli elemosinieri, stipendiati dal re, ricevevano 10.000 al mese da distribuire in singole
beneficenze che non dovevano superare le lire 100 ciascuna. Sacerdote zelante, il Gazelli aveva fre­
quentato le conferenze del Guala, era collaboratore del Cafasso nell'assistenza ai condannati a morte,
sosteneva le opere di don Bosco. Nel 1843 era stato nominato condirettore dell’ Ospizio di carità e due
anni dopo condirettore della Mendicità Istruita. Morì il 19 maggio 1899: cf. L. N icolis di Robilant,
Un prete di ieri. I l canonico Stanislao Gazelli di Rossana e S. Sebastiano con documenti inediti. To­
rino, tip. sai. 1901.
La domanda fu accolta: venne messa a disposizione di don Bosco per tutto il mese di marzo la sala
della pallacorda ed il re si offrì di pagare le 200 lire di affitto. Don Bosco dovette però rifiutarla: vedi
lett. n. 105.
102
Al marchese Gustavo Benso di Cavour
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del marchese in data 22 febbraio 1852: ASC 112 Lotte­
rie, ed. in M B IV 364
Invito a visitare l’esposizione degli oggetti donati per la lotteria
Torino, 18 febbraio 1852
[•■•]
I) marchese rispose che avrebbe accettato l ’invito ed acquistato dei biglietti.
(gustavo Benso, marchese di Cavour, fratello maggiore di Camillo, era nato a Torino il 27 gennaio
1806. Fu deputato al parlamento dal 20 dicembre 1849 fino alla morte avvenuta il 27 febbraio 1864. Di
sentimenti religiosi, coltivò interessi filosofici, stringendo rapporti col Rosmini e col Manzoni.
103
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC 131.22 Copie di originali (A 191 fase. 8 p. 4; A 192 fase. 8 p. 147)
Copia semplice
E I 55-56 MB IV 341
Chiede tempo per accogliere un giovane che gli è stato raccomandato

16.5 Page 155

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febbraio 1852 149
"Torino, 21 febbraio 1852
Ill.mo Signore,
Comprendo tutta l ’importanza di occuparci del giovane dalla bontà di V. S.
Ill.ma raccomandato, e l’assicuro che ne prenderò tutto l ’interessamento possibi­
le. Soltanto che mi trovo in momento scabroso perché scarso di mezzi e affatto
privo di locale, tuttavia diami cinque o sei giorni di tempo, e farò in modo di oc­
cuparlo in qualche maniera, quindi collocarlo o qui o presso qualche altra sicura
persona.
La ringrazio di tutto cuore della buona memoria che conserva per me, mi
raccomandi al Signore e gradisca che mi dica colla massima venerazione
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Luigi Francesco Zaverio Provana di Collegno, figlio del senatore Luigi (1786-1861), a sua volta con­
giunto del senatore e ministro Giacinto (1794-1856). Nato a Torino il 20 settembre 1826, aveva sposato
nel 1850 Giuseppina Doria di Cavaglià, da cui ebbe il figlio Luigi il 29 febbraio 1852, otto giorni dopo la
presente lettera. Molto amico di don Bosco, morì il 13 febbraio 1900: cf. V. S p r e t i, Enciclopedia stori-
co-nobiliare italiana. V. 1932, pp. 517-520.
3 giovane non identificato.
104
Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta al can. Gazelli da parte del march. Stanislao Cordero
di Pamparato a nome della Sovraintendenza generale della lista civica: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in
MB IV 358
Richiesta di poter disporre di una sala per l'esposizione degli oggetti della lotteria
[Torino, anter. 25 febb. 1852]
[...]
La domanda venne accolta. Fu messa quindi a disposizione una grande sala presso la chiesa di
S. Domenico.
105
A ll’abate Stanislao Gazelli di Rossana
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta al can. Gazelli da parte del march. Stanislao Cordero
di Pamparato a nome della Sovraintendenza generale della lista civica: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in
MB IV 358
Lettera di ringraziamento per la precedente mediazione (vedi lett. n. 101) e richiesta di ulteriore ap­
poggio della sua nuova domanda al re di devolvere la stessa cifra già stanziata per l’affitto del locale
della pallacorda a quello della sala concessa dalle autorità comunali (vedi. lett. prec.).
[...]
La domanda ebbe ancora una volta esito positivo.
[Torino, anter. 25 febbraio 1852]

16.6 Page 156

▲torna in alto
150 marzo 1852
106
All’intendente generale di finanza ad interim
ASC 112 Lotterie (A 021) me. 400 C 8
Orig. aut. su f. di un quaderno formato prot. 280 x 192 mm. strappo in mezzo bollo di 40 e. in alto
sulla sin.
Copia allog. 274 x 197 mm. in ASCT Stato civile, Corrispondenza 1852 rep. 100 cart. 4 fase. 7 bis
Ined.
Richiesta di autorizzazione ad aggiungere altri quattro nomi alla commissione incaricata della lotteria
[Torino, anter. 3 marzo 1852]
Ill.mo Sig. Intendente Generale,
Il
sottoscritto Direttore dell’Oratorio di S. Franc[esc]o di Sales, a nome della
commissione istituita per la Lotteria di oggetti a favore della Chiesa in costruzio-
5 ne, espone rispettosamente a V.S. Ill.ma che i doni offerti abbondando oltre
l'aspettativa, i membri di detta commissione non possono più segnare a tempo
debito i relativi biglietti.
Ricorre perciò a V.S. Ill.ma a voler considerare fra i membri della commis­
sione li seguenti promotori:
io
II sig. Arnaud conte Cesare di S. Salvatore
Il sig. D’Agliano cav. Lorenzo
Il sig. Bellingeri aw . Gaetano
Il sig. Gagliardi Giuseppe chincagliere.
La quale facoltà si domanda ad unico oggetto di facilitare la so [tto] scrizione
15 dei biglietti nel modo che può tornare più vanta[g]gioso a quest'opera di pubblica
beneficenza.
Sperando la grazia
[Sac. Gio. Bosco]
10 Conte Cesare Arnaud di S. Salvatore (1797-1873): di nobile famiglia piemontese fu deputato del
collegio di Castelnuovo d ’Asti nella V I legislatura (1857-1860). Sposò in seconde nozze la contessa Ca­
milla Belletrutti di S. Biagio (morta nel 1878), secondo la cui intenzione don Bosco aveva celebrato
delle messe già durante gli studi al Convitto. Su di lui cf. A. M anno, Patriziato subalpino ... II. Firen­
ze, 1906, pp. 77, 227.
11 Cavaliere Lorenzo d ’Agliano di Caravonica: personaggio abitante in via S. Teresa, non meglio
identificato. Collaborò vari anni per le ricorrenti lotterie di Valdoeco.
12 Gaetano Bellingeri: nato nel 1828 a Torino da ricca famiglia della borghesia, padre di 14 figli, era
avvocato. Divenne impiegato statale, controllore assistente nella II divisione finanze, esteri, interni,
grazia e giustizia: guida G. Marzorati 1858. Fu anche direttore di Divisione della Corte dei conti. Col­
laboratore esimio di don Bosco e del Murialdo all’Oratorio di S. Luigi: cf. A. C a s t e l l a n i, Leonardo
Murialdo. voi. I. Roma, 1966, passim. Nel 1865 si trasferì a Firenze.
13 Giuseppe Antonio Gagliardi: negoziante in merceria, corso Milano n. 4. Nel 1856 partecipò alla
lotteria per l’opera «La Famiglia di S. Pietro». Morì nei primi anni settanta.

16.7 Page 157

▲torna in alto
marzo 1852 151
107
All’intendente generale di finanza ad interim
ASC 112 Lotterie (A 021) me. 397 E 7
Orig. allog. con firma aut. su carta bollata 1 f. 280 x 190 mm.
E I 56-57 MB 361-362
Ricorso contro la scarsa valutazione degli oggetti d ’arte offerti per la lotteria
[Torino, 29 marzo 1852]
Ill.mo Sig. Intendente Generale,
Il
sottoscritto, a nome della Commissione istituita per la Lotteria a favore
deU’Oratorio di S. Francesco di Sales in Valdocco, espone rispettosamente a V.S.
111.ma che sebbene detta Commissione sia molto soddisfatta della premura con 5
cui l’estimatore da V.S. delegato fece la perizia intorno agli oggetti di commer­
cio, tuttavia alla medesima rincresce doversi uniformare al giudizio degli oggetti
d’arte, che sono fuori della sfera dell'ordinario giurato estimatore, per li seguenti
motivi:
Io
Perché molti oggetti d ’arte furono stimati nemmeno un quinto del valore 10
dato da persone di notoria capacità, il che sarebbe in danno dell’opera, che li di­
stinti membri della Commissione, e la carità pubblica prende a proteggere.
2° Parecchie persone informate dell’inesatto prezzo stabilito agli oggetti da
loro donati, cessano di concorrere colle loro offerte.
3° Perché tale perizia cagiona continuamente inconvenienti e ritardi al pro- 15
gresso della Lotteria con pubblico rincrescimento, e danno dell’opera medesima.
Per questi motivi il ricorrente supplica V. S. 111.ma a voler prendere in beni­
gna considerazione il vantaggio di questa opera col delegare la persona che me­
glio crederà del caso, per fissare il giusto valore agli oggetti d ’arte, che la pubblica
beneficenza ha già offerto ed offre tuttora.
20
In simile guisa il sig. Angelo Olivero, lasciando a parte gli oggetti d ’arte, può
continuare la sua perizia per gli oggetti di commercio, ed i membri della Commis­
sione, lieti di poter promuovere il bene di questa pia istituzione, potranno altresì
andare al riparo delle lagnanze del pubblico.
Persuaso della grazia, il sottoscritto a nome della Commissione si dichiara 25
Umile Ricorrente
Sac. Bosco Gio.
Direttore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales
6 fece] a fare
7 II 29 febbraio 1851 il perito giurato Angelo Olivero aveva valutato i primi 700 premi lire 4124,20:
somma che comprendeva pure il valore di alcuni oggetti mancanti nell’elenco precedentemente fatto­
gli pervenire. Il 4 marzo per altri 300 premi dichiarò un valore di lire 2822,75. La somma totale di en­
trambe le perizie maggiorate del 25% — a norma delle vigenti leggi — venne così ad essere di lire
9262,60. Lo stesso 5 marzo, con apposito decreto, si autorizzò la commissione ad emettere, per i 1000
premi posti in palio, 18.925 bigliétti a lire 0,50, si stabilì il 30 aprile per l’estrazione e si determinò il

16.8 Page 158

▲torna in alto
152 aprile 1852
tempo per il ritiro dei premi.
8 L'incertezza di estimazione da parte dell'Olivero risulta anche dal fatto che lui stesso il 29 febbraio
aveva dichiarato che per la valutazione di un quadro si era servito di «distinti pittori».
20 ed offre: la raccolta dei doni continuava, tant’è che già il 27 marzo l’Olivero aveva valutato lire
4471,05 altri 500 biglietti, dal 1000 al 1500, esclusi i due quadri — un acquarello ed un paesaggio, nn.
1169 e 1431 — che proponeva di far valutare ai proff. Cusa e Volpato. La suddetta cifra, sommata al
25% previsto dalla legge, fece sì che l’intendenza il 31 marzo potesse rilasciare alla commissione la fa­
coltà di smerciare complessivamente 19.922 biglietti.
28 La domanda venne accolta ed il 29 marzo l’intendente comunicò il nome del perito speciale per
la stima degli «oggetti di belle arti»: il pittore prof. Michele Cusa deU’Accademia Albertina. Questi il 1
aprile valutò lire 200 l’acquarello e lire 250 il paesaggio.
108
Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
ASC 112 Docum enti ecclesiastici (A 020) me. 73 E 4
Orig. ms. di Giovanni Borei 1 f. 255 x 193 mm. la concessione posta in calce è: «Secondo la do­
manda. Torino il 7 aprile 1852»
Ined.
Richiesta di autorizzazione a benedire un nuovo tabernacolo
[Torino, anter. 7 aprile 1852]
Illustrissimo e Molto Reverendo Signor Vicario Generale,
Il
Sacerdote Giovanni Bosco Direttore Spirituale dell’Oratorio di S. France­
sco di Sales supplica umilmente V.S. per la facoltà di benedire un tabernacolo
5 nuovo per servizio degli Oratorii.
Che della grazia etc.
[Sac. Giovanni Bosco]
7 L ’autorizzazione venne data dal provicario generale Celestino Fissore. In assenza dell’arcivescovo
la diocesi era retta dal vicario generale, il can. Filippo Ravina. Nato a Gottasecca (Cuneo), divenne
prima rettore del seminario di Mondovì, poi passò con lo stesso incarico a Fossano, indi a Torino,
dove assunse anche l ’ufficio di vicario generale. Morì il 5 febbraio 1858, a 75 anni: cf. La buona Setti­
mana a. I li 7 13 febb 1858, p. 48.
Celestino Fissore, nato a Bra (prov. di Cuneo, archidiocesi di Torino) il 2 giugno 1814, sostituì il Ravi­
na come vicario generale di Torino, prima di essere nominato arcivescovo di Vercelli il 27 ottobre
1871. Nella nomina non era stato estraneo don Bosco. Morì il 5 aprile 1889.
Interessante qui notare come pochi giorni prima, esattamente il 31 marzo, don Bosco era stato nomi­
nato con decreto arcivescovile Direttore Capo degli Oratori: di S. Francesco di Sales (affidato diretta-
mente a lui), di S. Luigi Gonzaga (diretto dal teologo Paolo Rossi) e del S. Angelo Custode (diretto da
Roberto Murialdo). La richiesta era stata avanzata dal Borei a nome dei «sacerdoti promotori degli
Oratori dei giovani della città»: Eccellenza Reverendissima / I Sacerdoti promotori degli Oratori di
giovani di questa Capitale desiderando promuovere sempre più il bene spirituale de’ medesimi, Sup­
plicano rispettosamente V. E. a degnarsi di nominare un Direttore spirituale per ciascun Oratorio. A
questo fine propongono per l ’Oratorio di S. Francesco di Sales il M.to Reverendo Sig. D. Bosco Gio­
vanni da Castelnuovo il quale sino dalla erezione vi prestò principalmente la sua opera con indefesso e
instancabile zelo e amore. Per l’Oratorio di S. Luigi Gonzaga sul Viale del Re a Porta Nuova, il M.to
Rev.do Sig.r Teol. Rossi da Torino; e per l’Oratorio del S.to Angelo Custode in Vanchiglia il Molto
Rev.do Sig.r Teol. Norberto [sic] Murialdo Cappello di S. S. R. M. da Torino. Essi già da tempo con­
siderevole esercitano il Sacro Ministero con grande pazienza e carità. Sottopongono pure alla Saviez­
za di V. E. Rev.ma il loro desiderio che sia conservata la subordinazione di questi ultimi al primo,
come si è praticato sin ora. Che della grazia et. / Per i suddetti / Sac. Giovanni Borei Dirett. del Rifu­
gio: AAT Provvisioni semplici 1852 v. 1 p. 362.

16.9 Page 159

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aprile 1852 153
109
A ll’intendente generale di finanza ad interim
ASC 112 Lotterie (A 021) me. 400 C 12
Orig. aut. doppio f. di un quaderno formato prot. 280 x 192 mm. strappo in mezzo bollo di 40
e. in alto sulla sin. in calce sulla sin. si legge la nota dell’intendenza
Copia allog. 274 x 197 mm. in ASCT Stato civile, Corrispondenza 1852 rep. 100 cart. 4 fase. 7 bis
Ined.
Richiesta di decreto di autorizzazione a smerciare altri 500 biglietti della lotteria
[Torino, anter. 8 aprile 1852]
Ill.mo Sig. Intendente Generale,
Il
sottoscritto a nome della Commissione istituita per la Lotteria d'oggetti a
favore della Chiesa in costruzione nell'Oratorio di S. Francesco di Sales espone
umilmente a V.S. 111.ma che essendosi già fatta la perizia degli oggetti compresi 5
da numero 1.501 al 2.000 si trova in bisogno dell'opportuno decreto per l'autoriz­
zazione de' biglietti.
Supplica perciò V.S. 111.ma a prendere in benigna considerazione quanto so­
pra e a tutti i favori già fatti a quest’opera di pubblica carità aggiugnere la citata
autorizzazione.
io
Che della grazia
a nome della Commissione
Sac. Bosco Gioanni
5 II 5 aprile la perizia era stata affidata ancora una volta all’Olivero, che due giorni dopo valutò i 500
premi (dal n. 1501 al 2000) lire 4266,80 cui si doveva aggiungere, come di norma, il 25%. Sul totale di
lire 5689 il 9 aprile l ’intendenza, con firma di Costantino Radicati, concesse all’amministrazione del-
l'Oratorio di S. Francesco di Sales la facoltà di rilasciare altri 11.378 biglietti. Il conte Costantino Radi­
cati di Talice di Passerano (1812-1895) era intendente applicato all’azienda delle Finanze, con facoltà
di supplenza dell’intendente generale. Fu anche primo consigliere di prefettura.
110
Al padre rosminiano Costantino Comollo
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 79-80
Orig. aut. 2 ff. 206 x 160 mm.
Ined.
Dà informazioni sul fratello che, ricoverato a Valdocco, crea qualche problema per la convivenza e
per lo studio — invia biglietti della lotteria
'Torino, 10 aprile [18]52
Car.mo D. Costantino,
Ho ricevuto con piacere la tua lettera, e ti assicuro che farò quanto mi è pos­
sibile per tuo fratello; ma ti assicuro in pari tempo che c ’è da fare; ha poca volon­
tà di studiare, e mi manca quasi sempre da scuola, mi dice bugie, non mi ha con- 5

16.10 Page 160

▲torna in alto
154 aprile 1852
fidenza di sorta e per soprappiù bagna il letto di notte. Vedremo.
Ti mando un centinaio di biglietti della nostra Lotteria perché li ripartisci al
sig. [D.] Fradelizio, al sig. D. Flecchia Cesare, D. Guanti, a’ loro amici. In questa
maniera anche di lontano ci ajuterete a condurre la nostra chiesa a compimento,
io
Amami nel Signore, salutami i prelodati signori e se valgo in qualche cosa
sarò sempre
Tuo aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
P.S. E D. Nicolini?
4 per tuo fratello add si
3 La lettera non ci è pervenuta.
6 II mese seguente ad una nuova domanda di informazioni sul fratello da parte del padre Comollo,
don Bosco, per mancanza di tempo, farà rispondere dall'ex aspirante rosminiano Giovachino Guanti
che Clodoveo non voleva più né studiare né imparare un mestiere, per cui, una volta finito il lavoro
della lotteria, cui il ragazzo si stava dedicando, avrebbe deciso il da farsi. Il Guanti che don Bosco ave­
va mandato dai rosminiani (vedi lett. 19), nel 1852 si era trasferito a Valdocco. Nel dicembre del 1853
ritornò in famiglia, per rientrare all'Oratorio nel marzo successivo.
Ili
A ll’intendente generale di finanza ad interim
ASC 112 Lotterie (A 021) me. 401 E 2
Orig. aut. secondo f. di un quaderno formato prot. 280 x 192 mm. strappo in mezzo bollo di 40
c. in alto sulla sin. in calce, sulla sin. si legge la nota dell’intendente
Copia allog. 274 x 197 mm. in ASCT Stato civile, Corrispondenza 1852 rep. 100 cart. 4 fase. 7 bis
Ined.
Richiesta di perizia per nuovi doni pervenuti — domanda di prolungare di un mese l'esposizione degli
oggetti della lotteria
[Torino, anter. 27 aprile 1852]
Ill.mo e Chiarissimo Sig. Intendente,
Il
sottoscritto a nome della Commissione instituita per la Lotteria d’oggetti a
favore della Chiesa in costruzione nell’Oratorio maschile di Valdocco espone ri-
5 spettosamente a V. S. 111.ma e Chiar.ma che essendo stati offerti altri nuovi doni,
compresi nel catalogo qui unito dal numero d'ordine due mila uno sino al due
mila seicento cinquanta, ricorre alla provata di lei bontà onde voglia delegare il
solito perito sig. Angelo Olivero o chi meglio giudicherà del caso, per fare la do­
vuta perizia e quindi ottenere la facoltà di smerciare i relativi biglietti,
io
II ricorrente supplica altresì la prelodata bontà di V. S. 111.ma a voler permet­
tere di continuare la pubblica Esposizione a tutto Maggio prossimo del corrente
anno per compiere le varie incumbenze che il bollo e lo smercio dei biglietti ri­
chiedono.

17 Pages 161-170

▲torna in alto

17.1 Page 161

▲torna in alto
aprile-maggio 1852 155
Persuaso che le summentovate due domande siano prese in benigna conside­
razione spera la grazia.
15
Sac. Bosco Gio.
Ricorrente
6 mila] milla 7 mila] milla
8 II 27 aprile l’Olivero venne incaricato della perizia degli oggetti dal 2001 al 2650. Il 3 maggio nella
sua deposizione giurata li valutò 4193 lire, mentre il giorno seguente fu la volta del prof. Michele Cusa
per i 28 dipinti numerati dal 2651 al 2678, che stimò 10.120 lire.
9 II valore effettivo dei doni maggiorato del solito 25% dava la cifra di lire 19.084, per cui il 4 maggio
l'intendenza generale concesse sia l ’autorizzazione all’emissione di altri 38.168 biglietti sia la proroga
di un mese (fino al 31 maggio) per l’estrazione.
112
Al vescovo di Biella Pietro Losana
Copia a stampa in E I 57-58
MB IV 405-407
Ringrazia per l’offerta di 1.000 lire raccolte nella diocesi di Biella quale contributo per l’assistenza data
da don Bosco ai giovani biellesi
*Torino, 4 maggio 1852
Ill.mo e Rev.mo Monsignore,
Compreso dai sentimenti della più viva gratitudine verso la Divina Provviden­
za, la quale si degnò di suscitare nella persona di V. S. 111.ma e Rev.ma un insigne
benefattore dell'Oratorio di S. Francesco di Sales, ringrazio umilmente Lei, Mon- 5
signore, di avere con tanto zelo raccomandato con speciale sua circolare del 13
settembre dello scorso anno, la mia chiesa alla carità dei suoi fedeli diocesani. Le
offerte formanti la graziosa somma di lire mille, che dichiaro d'aver ricevuto da
Lei, sono una evidente prova che tutti conobbero la necessità di mantenere intat­
ta la moralità della gioventù e di promuoverne la cristiana istruzione, e volontero- 10
si perciò corrisposero alla pia aspettazione del loro Pastore. Vada pertanto lieto,
Monsignore, di aver fatto questo benefizio alla gioventù torinese, e si rallegri,
perché esso ridonda pure a vantaggio di moltissimi giovani di sua diocesi, i quali,
dovendo passare una notevole parte dell’anno nella capitale per ragione di loro
mestiere, in numero considerevole esemplarmente intervengono a quest’Oratorio 15
per ricrearsi, istruirsi, e santificare i giorni dedicati al Signore.
Ella sa, Monsignore, che, non ostante le generose oblazioni di pie e caritate­
voli persone, mi vennero a mancare i mezzi per continuare il sacro edifizio, ma la
Divina Provvidenza mi porse benigna la mano e nuovi mezzi seppe procurarmi
col mezzo di una Lotteria di oggetti. Questa appena annunciata venne favorevol- 20
mente accolta dalla pubblica carità, e moltissimi distinti personaggi e benemerite
signore, con zelo veramente cattolico, vi presero parte, e sì la promossero, che
mercè loro i doni abbondarono oltre ogni mia aspettazione, sia nel pregio, sia nel

17.2 Page 162

▲torna in alto
156 maggio 1852
numero, talché al giorno d’oggi sommano oltre a tremila e cento; spero ora che
25 mi sarà continuato il favore delle pie e facoltose persone nell’acquisto dei biglietti
da cui solo dipende il compimento della santa opera.
Così confortato ed aiutato mi gode l'animo di annunziarle, che i lavori di co­
struzione si continuano con tutta l’attività possibile, ed ho fede nel Signore, che il
20 di giugno prossimo, giorno sacro per noi a Maria Consolatrice, si potrà, per
30 soddisfare l ’urgente bisogno nostro, andando nella nuova chiesa benedirla e cele­
brarvi le sante funzioni. Ella, o Monsignore, si immagini la gioia e la consolazione
da cui fin d’ora sono compreso al solo pensiero della solennità, che avrà luogo in
quel dì tanto sospirato!
Non potendo, come vorrei, dimostrare la mia gratitudine alla S. V. 111.ma e
35 Rev.ma ed a’ suoi diocesani, e per le offerte e per avere efficacemente protetto la
lotteria, sarà mia premura di accogliere colla massima amorevolezza tutti quei
giovani del Biellese che interverranno all’Oratorio, e nulla risparmierò per quelli
che vorranno approfittare delle scuole e della religiosa istruzione.
Quello che posso e non mancherò di fare si è di unirmi ai giovani, che sono-
40 mi in certo modo dalla Divina Provvidenza affidati, e pregare con essi costante-
mente il Signore Iddio a largamente compensare colle sue benedizioni V. S. II-
l.ma e Rev.ma, e tutti quelli che nella loro carità concorsero e concorrono in qua­
lunque siasi modo a quest’opera di beneficenza. Mi permetta, Monsignore, che
La preghi ancora a voler continuare la sua efficace protezione all’Oratorio e bene-
45 dire la novella chiesa, la lotteria, e tutti i figliuoli dell’Oratorio, e con essi anche la
mia persona, che di tutti ne sento maggior bisogno.
Degnisi frattanto di gradire i sentimenti della sincera mia gratitudine, della
più profonda ed ossequiosa venerazione con cui ho l ’onore di dichiararmi
Di V. S. 111.ma e Rev.ma
50
Umil.mo e Dev.mo Ubb.mo Servitore
Sac. Bosco Gioanni
2 Mons. Giovanni Pietro Losana (Vigone [Torino] 22 gennaio 1793 - Torino 14 febbraio 1873): prima
studente all’università di Torino e poi professore di teologia nella stessa università. Nel 1833, fatto ve­
scovo, fu trasferito a Costantinopoli come vicario patriarcale. Dal 1834 alla morte fu vescovo di Biella.
Godette fama di liberaleggiante; inviò i suoi chierici a dare esami per ottenere titoli legali d ’insegna­
mento; al Concilio Vaticano I fu tra quelli contrari alla definizione dell’infallibilità pontificia: cf. VAte­
neo Religioso 3 (1871) 33-35; 5 (1873) 97-99 107s, 122s. Grande amico di don Bosco ne appoggiò le Let­
ture cattoliche.
8 II 13 settembre 1851 il vescovo aveva inviato una lettera a tutti i parroci della sua diocesi, in cui,
dopo aver presentato l ’opera che don Bosco svolgeva a Torino in favore di più di seicento giovani, dei
quali oltre 200 biellesi, chiedeva loro di contribuire alle spese della costruzione della progettata chiesa
di S. Francesco. La colletta spontanea dei parrocchiani unita all’elemosina di un giorno di festa fruttò
1.000 lire.
33 Difatti il 20 giugno, III domenica di Pentecoste e festa della Consolata, fu benedetta la nuova
chiesa.

17.3 Page 163

▲torna in alto
maggio 1852 157
113
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 B 1
Copia litografata ms. di Michele Rua con firma dello stesso 2 ff. 267x212 mm.
grafia Doyen
Copia in ASCT Istruzione, Corrispondenza 1852 rep. 33 cart. 1 fase. 2
E I 59 MB IV 410
Torino, lito­
Invito al saggio accademico dei giovani delle scuole serali — programma del trattenimento
Torin o, 14 maggio 1852
Ill.mo Signore,
La premura con cui V. S. 111.ma si degnò di prendere parte a quelle cose che
riguardano al bene dell’Oratorio di S. Francesco di Sales spero non le farà torna­
re discaro il presente invito con cui la prego d’intervenire domenica prossima, 16
del corrente maggio, dalle ore 2 al [le] 5 pomeridiane, per onorare di Sua presen­
za il saggio che i giovani delle nostre scuole serali danno dei loro tenui studi di
quest’anno scolastico.
Non vedrà grandi cose, ma scorgerà senza dubbio il buon cuore e la buona
volontà di questi nostri giovinotti.
La materia del saggio è:
1° Lettura e scrittura. - Elementi di aritmetica - di sistema metrico e di gramma­
tica italiana. - Canto con musica.
2° Un po’ di geografia sacra, storia sacra del nuovo Testamento - Canto con
musica.
3° Dialoghi: Viaggi in Palestina - Un giovane non premiato - Vari tratti ed alcune
poesie saranno recitate ed interposte ai diversi rami d’istruzione.
Nella persuasione che vorrà gradir questo mio umile invito la ringrazio di
quanto ha fatto e che spero voglia continuar a fare a favore di questi miei giova­
notti, e le offro li miei più sinceri ringraziamenti dicendomi con tutto rispetto
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 La circolare venne inviata a moltissimi esponenti delle istituzioni civili, religiose, culturali di Tori­
no e del Piemonte. Non vennero ovviamente trascurati i benefattori. Molti accettarono l ’invito: 0 pe­
dagogista don Ferrante Aporti, il vescovo di Casale Luigi Nazari di Calabiana, autorità comunali, no­
bili ecc. Altri espressero le loro scuse per l’impossibilità di presenziare. Ad es. Ottavia Masino Borghe­
se si scusò della sua assenza per aver ricevuto in ritardo l ’invito: 126.2 Borghese Ottavia Masino, ed.
in MB IV 413.

17.4 Page 164

▲torna in alto
158 maggio 1852
114
Al vescovo d'Acqui Terme Modesto Contratto (e ad altri vescovi)
Archivio vescovile di Acqui Terme
Orig. aut. 1 f. 254 x 198 mm. intest, ad inchiostro: Oratorio di S. Francesco di Sales - Torino
Ined.
Spedisce 200 biglietti della lotteria e ne chiede lo smercio
*Torino, 21 maggio 1852
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Credo sia già in qualche maniera noto a V. S. 111.ma e Reverend.ma essersi
iniziata una Lotteria d’oggetti per condurre a compimento una chiesa posta in
5 costruzione nel recinto dell'Oratorio di S. Francesco di Sales. Tale Lotteria sebbe­
ne [sia] col massimo favore dal pubblico accolta e sia quindi fatta assai ricca di
doni, tuttavia parecchie circostanze di questi ultimi giorni rendono difficoltoso lo
smercio de' biglietti, motivo per cui debbo ricorrere alle città di provincia ed in
maniera particolare alla nota di Lei bontà. Prendomi pertanto la libertà [di] man-
10 darle biglietti N. 200 con preghiera di raccomandarmi alle persone benefiche di
sua special conoscenza, perché a Lei si uniscano e mi ajutino in quest’opera di ca­
rità. Trattasi della costruzione di una chiesa, destinata a raccogliere la gioventù
pericolante, un numero assai considerevole della Diocesi di Acqui quivi pure in­
tervengono per ricrearsi, istruirsi e santificare li giorni festivi.
15
U tempo per lo smercio de’ biglietti si estende a tutto giugno, l ’ammontare
mel farà tenere con tutta comodità; le spese occorrenti a quest’oggetto saranno a
mio carico.
Intanto nella dolce persuasione della efficace di Lei protezione in quest’opera
di carità, la ringrazio di tutto cuore, e nell’augurarle ogni bene dal Signore le ba-
20 ciò la veneranda mano e le chiedo rispettosamente la santa benedizione.
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 Le lettere di don Bosco furono spedite fra la fine del mese di aprile e la prima metà del mese di giu­
gno. Anche se non di tutti, di molti si posseggono le risposte. Eccole: 2 maggio: il vescovo di Alba, Co­
stanzo Michele Fea, si impegna a distribuire i 200 biglietti; 4 maggio: il vescovo di Saluzzo, Giannanto-
nio Gianotti, fa altrettanto per 300 biglietti; 21 maggio: il vescovo di Vigevano, Pio Sforzani, acquista
tutti i 300 biglietti speditigli il 13 maggio; 28 maggio: il vescovo di Fossano, Luigi Fantini, comunica
che si sarebbe dato da fare per smerciare sia i 100 biglietti presi per suo conto sia quelli pervenutigli
«per la diligenza»; 7 giugno: il vescovo di Mondovì, fra Giovanni Tommaso Ghilardi, risponde che 400
biglietti, inviatigli in due diversi momenti, sono tanti ma avrebbe fatto tutto il possibile per collocarli;
22 giugno: il vescovo di Nizza, Domenico Galvagno, accetta i 200 biglietti; 28 giugno: il vescovo di Ao­
sta, Andrea Jourdain, accetta immediatamente 50 biglietti e si impegna a smerciare gli altri 50; 9 lu­
glio: il vescovo di Novara, Filippo Gentile, accetta tutti i 200 biglietti; 10 luglio: il vescovo di Ventimi-
glia, Lorenzo Biale, comunica di aver già venduto tutti i 200 biglietti mandatigli il 9 giugno: ASC 112
Lotterie, ed. in MB IV 408-410, 464-466.
2 II prelato era mons. Modesto Contratto: nato a Bagnasco (Cuneo) il 3 aprile 1798, si era fatto cap­
puccino; era stato consacrato in Torino nel 1837; morì nel 1867.
23 In calce si legge la minuta di risposta del vescovo: «Si ritengono i 200 biglietti e nell’entrante setti­
mana se gli promuoverà l’incasso delle 100 lire». La risposta fu in data 24 maggio. La circolare era sta-

17.5 Page 165

▲torna in alto
maggio 1852 159
ta mandata anche a Domodossola al padre rosminiano Costantino Comollo, che immediatamente de­
clinò l’invito dichiarandosi impossibilitato a smerciare i tanti biglietti ricevuti. La risposta di don Bo­
sco, vergata per mancanza di tempo dal segretario di casa Cavour, Rinaldi, fu di «non lasciar modo nè
mezzo per poterli smerciare, chiedendo l ’aiuto dei padri e dei fratelli rosminiani»: ASIC A 1 - Teca 11
S. Giovanni Bosco p. 75.
115
A ll’intendente generale di finanza ad interim
ASCT Stato civile, Corrispondenza 1852 rep. 100 cart. 4 fase. 7 bis
Copia allog. senza firma 1 f. 274 x 197 mm.
Ined.
Richiesta di ulteriore prolungamento del tempo per lo smercio dei biglietti della lotteria
[Torino, 24 maggio 1852]
Ill.mo Sig. Intendente Generale,
Il
sottoscritto a nome della Commissione istituita per la lotteria d’oggetti a
favore della Chiesa di S. Francesco di Sales espone rispettosamente a V. S. 111.ma
che il disastro cagionato dalla Polveriera di Borgo Dora avendo cagionato un gra- 5
ve ritardo allo smercio di biglietti, sentesi la necessità di prolungare la pubblica
esposizione per diminuire quanto è possibile il danno che senza tal dilazione po­
trebbe avvenire ad un’opera di cui l’intendenza generale è in tanta guisa bene­
merita.
Supplica pertanto V. S. Ill.ma a voler prendere in benigna considerazione io
quanto sopra e concedere di prolungare la pubblica esposizione a tutto il mese di
giugno dell’anno corrente 1852.
Nella persuasione d ’ottenere l ’implorato favore a nome della commissione si
sottoscrive
[Umile Ricorrente
15
Sac. Gio. Bosco]
5 II 26 aprile alle 11,40 era scoppiata la polveriera di borgo Dora, causando decine di morti e feriti
nonché notevoli danni ai caseggiati vicini, fra i quali l ’ospedale del Cottolengo. Solo dopo 5 ore di la­
voro si riuscì a spegnere il fuoco e ad evitare il rischio che altre polveri potessero incendiarsi. Sul luo­
go del disastro era accorso anche il re Vittorio Emanuele. Don Bosco per i danni dell'Oratorio causati
dallo scoppio riceverà dalle pubbliche autorità due sovvenzioni, per un totale di lire 500: ASC 38 Tori­
no Oratorio, ed. in MB IV 402.
16 L ’intendenza accolse l’istanza e l'estrazione venne fissata per il 30 giugno «irrevocabilmente»:
AST Registro Gran cancelleria 4431. In realtà la commissione della lotteria chiederà ed otterrà la
proroga di una decina di giorni: cf. ib. documento a firma dell'intendente Carlo Farcito in data
30 giugno.

17.6 Page 166

▲torna in alto
160 giugno 1852
116
Al vescovo di Vercelli Alessandro D ’Angennes
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 8 giugno 1852: ASC 16.2 D ’Angen­
nes, ed. in MB IV 430431
Invito a benedire il 20 giugno la nuova chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino, anter. 8 giugno 1852]
[...]
Nato a Torino il 9 giugno 1781, Alessandro dei marchesi d'Angennes, già parroco a Vigone (Torino) e
poi vescovo di Alessandria nel 1818, divenne vescovo di Vercelli nel 1832. Conte, prelato domestico di
Sua Santità, assistente al soglio pontificio, morì l’8 maggio 1869: cf. L'Ateneo /(1869) 201, 203, 209. 11
vescovo declinò l'invito di don Bosco adducendo motivi di salute.
117
Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
Archivio diocesano - Ivrea
Orig. aut. 2 ff. 248 x 198 mm.
E I 60
timbro: Torino 11 giug 52 6 M
Invito per la benedizione della nuova chiesa e per la celebrazione in essa delle prime sacre funzioni —
disponibilità ad accordarsi per la creazione di una «biblioteca»
'■Torino, sacro giorno del Corpus D [o m i]n i
[10 giugno] 1852
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
La parte favorevole che V. S. Ill.ma e Reverend.ma in più circostanze ha pre-
5 so nelle cose che riguardano al nostro Oratorio fece coraggio onde io ricorressi
alla già provata di Lei bontà per un novello favore.
La chiesa già più volte alla bontà di Lei raccomandata volge al suo termine;
la domenica del 20 giugno corrente possiamo andarci dentro per benedirla e cele­
brare le sante funzioni. Monsignore! verrebbe a celebrare questa santa funzione?
10 Ecco il mio gran quesito. La sua bontà, la sua propensione per somiglianti opere
di carità mi fanno sperar di sì, perciò non faccio ad altri inchiesta. Il sig. dottore
Vallauri, Priore di quest’anno, tutti i membri della Commissione desiderano tal
cosa, procuri dunque di appagarci tutti.
Ho ricevuto dal sig. D. Gallenghe il programma della nostra biblioteca, colle
15 modificazioni da Lei saviamente fatte; venendo qui a Torino ci parleremo di
quanto occorrerà di fare ulteriormente; sul principio della prossima ventura setti­
mana, Le manderò il manoscritto Avvisi ai cattolici.
Intanto nella dolce persuasione di essere appagato nella mia aspettazione, la
ringrazio di tutto cuore di quanto ha fatto per me e per quest’Oratorio, e nell’au-
20 gurarle dal Signore ogni celeste benedizione le bacio la veneranda mano col sot-

17.7 Page 167

▲torna in alto
giugno 1852 161
toscrivermi colla più distinta stima e colla più alta considerazione
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
capo de’ Birichini
25
f.2v A Monsignore Ill.mo e Reverend.mo
Monsig. Moreno Vescovo
Ivrea
3-4 Mons. Luigi Moreno: nato a Mallare (Savona) il 24 giugno 1800, divenne sacerdote il 24 maggio
1823. Fratello di Ottavio, dopo un periodo di tempo passato in Sardegna e sulla terra ferma come
membro del capitolo della cattedrale di Alba, accanto ai fratelli Paolo ed Ugo, il 23 settembre 1838 fu
consacrato vescovo di Ivrea. Ebbe molti rapporti con don Bosco, qualche volta piuttosto burrascosi,
soprattutto a proposito delle Letture Cattoliche. Sul Moreno, cf. L. B e t t a z z i, Obbediente in Ivrea.
M onsignor Luigi M oreno vescovo dal 1838 al 1878. Torino, Sei 1989.
11-12 Francesco Vallauri, medico-chirurgo, amico di don Bosco; nel 1852 era stato eletto priore del­
la compagnia di S. Luigi. Morì a Torino, nella parrocchia del Carmine, il 10 settembre 1856.
14 Don Tommaso Gallenga era il segretario-cerimoniere di mons. Moreno, nominato a questo uffi­
cio l ’anno stesso dell’ordinazione sacerdotale. Nato a Castellamonte (Torino) il 26 settembre 1824, nel
1863 divenne canonico. Cavaliere della Corona d’Italia nel 1887, dal 1897 fu vicario generale della dio­
cesi. Morì il 23 marzo 1908.
biblioteca: nome generico per indicare forse la collana di testi, che prenderà poi il nome di Letture
Cattoliche. Fin dal 1849 mons. Tommaso Ghilardi di Mondovì e mons. Moreno di Ivrea erano stati in­
caricati dai vescovi subalpini di preparare il programma di un’associazione per la stampa e la diffusio­
ne di buoni libri. Mons. Moreno già da tempo era il presidente di una Collezione di buoni libri a favo­
re della Religione Cattolica, mentre uno dei membri era il canonico Alessandro Vogliotti (ASV SdS
1850 rub. 257 prot. 14.916). Il 24 agosto 1851 il Moreno aveva inoltrato al Santo Padre tramite il card.
Antonelli la richiesta di una benedizione apostolica a favore della sua Collezione (ASC SdS 1851 rub.
283 fase. 1 prot. 137).
25 Don Bosco aveva avanzato l’invito a mons. Moreno, non appena gli era pervenuta la risposta ne­
gativa da parte dell'arcivescovo di Vercelli. Ma anche il vescovo di Ivrea in data 12 giugno si scusò di
non poter venire: ASC 126.2 M oreno ed. in MB IV 431.
118
Al conte Giuseppe Provana di Collegno
Lettera non reperita, ma desunta dall'obbligazione del conte in data 15 giugno 1852: ASC 126.6 Prati­
che diverse (A 164)
Domanda di devolvere 300 lire di pensione annuale a favore del chierico Felice Reviglio
Torino, anter. 15 giugno 1852
[...]
Il conte fin dal 1850 versava a don Bosco 300 lire come pensione per il chierico Ascanio Savio. Essen­
dosi questi allontanato dall’Oratorio per entrare fra gli oblati di Maria, don Bosco chiese al conte di
devolvere la medesima somma a favore del chierico Felice Reviglio.
11

17.8 Page 168

▲torna in alto
162 giugno 1852
119
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 B 2
Copia litografata ms. di Michele Rua con firma dello stesso 2 ff. 292 x 198 mm.
grafia Doyen indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Copia in ASCT Istruzione, Corrispondenza 1852 rep. 33 cart. 1 fase. 2
E I 61-62 MB V 432-434
Invito per l’inaugurazione della chiesa
Torino lito­
*Dall’Oratorio [Torino], 16 giugno 1852
Ill.mo Signore,
Giorno di grande consolazione per me, e credo altrettanto per V. S. 111.ma, è
la Domenica del 20 corrente giugno, in cui sono appagati i nostri desiderii, la no-
5 stra aspettazione, colla benedizione della novella Chiesa dell’Oratorio di S. Fran­
cesco di Sales, al cui favore ha in tante guise voluto adoperare zelo e carità.
È vero che il sacro edifizio non è ancora ultimato, ma le operazioni sono al
punto che già si può benedire, celebrarvi convenevolmente le sacre funzioni, e
soddisfare così al grave nostro bisogno.
10
La sacra funzione comincerà alle 8 e lA del mattino. Alla benedizione seguirà
il santo sacrifizio della messa per tutti i benefattori dell’Oratorio; tra la messa al­
cuni giovani faranno la loro comunione. Indi avrà luogo analogo discorso e si ter­
mineranno le funzioni di Chiesa colla benedizione del SS. Sacramento. La sera
alle 3 e Vi, ci sarà vespro, solita predica e benedizione col SS. Sacramento.
15
Nell’uscire di Chiesa Ella è pregata di recarsi nel locale della chiesa vecchia
per trattenersi alcuni minuti cogli altri benefattori dell’Oratorio, e così insieme
consolarci nel Signore che in modo così straordinario ci ha ajutati a compiere
l'opera sua.
Fila avrà un posto stabilito per assistere comodamente alla sacra funzione,
20 ed è mia precisa intenzione di usarle in tal giorno tutti i riguardi che la esperi-
mentata di Lei carità e condizione si meritano; se però nella moltiplicità delle
cose non si potranno usare tutti quei tratti di rispetto, che per più titoli ella si me­
rita, la prego a volermi dare benigno compatimento, che di certo non è mancan­
za di buona volontà.
25
Venga V. S. con quelle persone che le sono di particolar conoscenza, o che
sa essersi in qualche modo adoperate per quest'opera di cristiana pietà: comune è
la festa, comune sia la gloria che in tal giorno al Signor si rende, comune spero
che sia altresì il bene che ne ridonderà alle anime nostre.
Persuaso che nella sua carità voglia continuare a promuovere il bene di que-
30 sto nostro Oratorio, coi sentimenti della più viva gratitudine la ringrazio di tutto
cuore, assicurandola che mi sarà sempre un grande onore tutte le volte che mi
potrò dire
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
35
Sac. Bosco Gioanni

17.9 Page 169

▲torna in alto
giugno 1852 163
2 Fu stampata in centinaia di copie ed inviata a benefattori ed autorità. Sono conservate le lettere di
risposta del sindaco Giorgio Bellono, del vicesindaco Giacinto Cottin, dell'archeologo Francesco Ba-
rucchi, direttore del Museo d ’antichità: cf. ASCT Istruzione, rep. 33 cart. 1 fase. 2; ASC 126.2 Autori-
tei, Sindaco; ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB IV 435-436.
120
Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
ASC 38 Torino Oratorio (F 583) me. 230 E 10
Orig. ms. di Giovarmi Borei senza firma 2 ff.
MB IV 432
250xl93m m ..
Supplica di trasferire il luogo di culto dal primo Oratorio alla chiesa di S. Francesco di Sales — richie­
sta di benedire la nuova chiesa
[Torino, anter. 19 giugno 1852]
Illustrissimo e Reverendissimo Signor Vicario,
La fabbrica della nuova Chiesa per l’Oratorio di S. Francesco di Sales in Val-
docco essendo ridotta a segno di potervi decentemente celebrare i Divini misteri,
il Sacerdote D. Giovanni Bosco Direttore supplica umilmente V. S. Ill.ma e 5
Rev.ma a permettergli la traslazione dei pii esercizi dal primo Oratorio nella sud­
detta Chiesa, riducendo quello ad uso profano, come pure di degnarsi di venire la
S. V. a benedire la nuova Chiesa, oppure delegare a questo uffizio qualche Eccle­
siastico.
Il suddetto
10
[Sac. Gio. Bosco]
6 primo Oratorio, cioè la cappella Pinardi.
8 La delega venne data al parroco dei S. S. Simone e Giuda in borgo Dora, Agostino Gattino, in data
19 giugno 1852. La solenne cerimonia si svolse il giorno seguente. Ne aveva diffuso la notizia anche
L'Arm onia del 19 giugno. Il Gattino, cav. dell’ordine mauriziano, era nato a Giaveno (Torino) nel
1816. Morì il 17 gennaio 1869. Nel 1858 fu uno dei «prefetti della chiesa» della compagnia della Miseri­
cordia come pure delegato parrocchiale per la distribuzione dei soccorsi e dei sussidi delle Opere Pie
di S. Paolo.
121
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASC Lett. orig. di recente recupero (A 178)
Orig. allog. con firma allog. 2 ff. 276x 191 mm
sulla sin.
Ined.
carta da bollo
Richiesta di proroga per l ’estrazione dei numeri della lotteria
segni protocollari in alto
[Torino, anter. 29 giugno 1852]
Ill.mo e Chiaris.mo Sig.re Intendente Generale,
Il sottoscritto a nome della Com[m]issione instituita per la Lotteria d ’oggetti

17.10 Page 170

▲torna in alto
164 giugno-luglio 1852
fatta a favore dell’Oratorio di Valdocco, espone rispettosamente a V. S. 111.ma
5 che rimanendo ancora alcuni incumbenti a compiersi, e lo stesso perito, non
avendo ancora riferita l ’ultima perizia dei seicento circa oggetti, non si potrebbe
assolutamente venire all'estrazione de' premii pel giorno assegnato 30 corrente
giugno senza gravissimo danno dell'Opera già in tante guise da Lei favorita.
Supplica perciò V. S. Ill.ma e Ch.ma a voler prendere in benigna considera­
lo zione il sovraesposto, e fissare irrevocabilmente detta pubblica estrazione pel
giorno dodici del prossimo entrante luglio.
Persuaso del favore
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
2 Carlo Farcito di Vinea, nuovo intendente generale delle finanze, era nato nel 1798 e prima di Tori­
no era già stato intendente generale ad Annecy, Ivrea, Novara. Il 30 maggio 1858 un decreto regio gli
diede il titolo di conte; l'anno seguente ebbe il titolo di grande ufficiale dell’ordine dei S.S. Maurizio e
Lazzaro. Dal 1860 al 1868 fu assessore supplente o effettivo presso l’amministrazione cittadina. Morì a
Torino il 16 gennaio 1868.
14 I! 3 luglio l ’Olivero consegnava la sua perizia circa i premi compresi fra il numero 2679 e 3230. Li
aveva valutati lire 3524,80. Tale cifra, unita a quella pi'oposta dal prof. Cusa per gli oggetti d’arte, per­
mise il rilascio di altri 19.434 biglietti. Pertanto in totale don Bosco fu autorizzato ad emettere 99.999
biglietti. L ’Arm onia del 3 luglio 1852 dava l ’annuncio dell’estrazione fissata irrevocabilmente per il 12
luglio. Precedentemente era stata fissata per il 30 aprile, poi per il 31 maggio, quindi per il 30 giugno.
122
Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 4 agosto 1852: ASC 126.2 Moreno,
ed. in M B IV 527
Invia notizie sulla chiesa ormai inaugurata — allega poesia recitata in quell'occasione — invita il
vescovo a visitare la chiesa — manda manoscritto de II Cattolico Provveduto che intende pubblicare
nelle Letture Cattoliche
[Lanzo, luglio 1852]
[...]
Il Moreno lesse il manoscritto apportandovi alcune variazioni e piccole aggiunte, che si premurò di in­
viare immediatamente a don Bosco. Del Moreno l'ASC possiede lettere in data 16 agosto, 4 settembre
e 13 dicembre 1852, tutte relative al progetto in corso delle Letture Cattoliche.

18 Pages 171-180

▲torna in alto

18.1 Page 171

▲torna in alto
luglio-agosto 1852 165
123
All'arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Lettera non reperita, ma attestata da quella di risposta del prelato in data 29 luglio 1852: ASC 112 L o t­
terie, ed. in MB IV 469-470
Comunica l'avvenuta inaugurazione della nuova chiesa e l'esito della lotteria — devolve la metà della
somma raccolta alla Piccola Casa del Cottolengo
[Torino, anter. 29 luglio 1852]
[...]
In precedenza don Bosco, che ovviamente doveva agire di comune accordo con l'arcivescovo, gli ave­
va mandato 100 biglietti della lotteria. Il 12-13 luglio erano stati estratti i numeri dei vincitori: cf. ver­
bale in data 14 luglio firmato: Bosco, Bocca, Borei, Lorenzo d'Agliano, segretario assunto a w . Gaeta­
no Bellingeri: ASC 112 Lotterie. Scriverà don Bosco nelle MO (1991) 209-210: «Si raccolsero tremila
trecento doni [...] lo spaccio dei biglietti (cent. 50 caduno) fu compiuto; e quando si fece la pubblica
estrazione al Palazzo di Città vi fu chi andavane in cerca offrendo cinque franchi l'uno e non poteva
rinvenirne. [...] è vero che ci furono non piccole spese, tuttavia si ottenne netta la somma di fr. 26 mi­
la». Invero dei 99.999 biglietti, ne erano stati venduti 74.000 biglietti per un valore 37.000 lire. Del gua­
dagno netto, don Bosco cedette la metà alla Piccola Casa del Cottolengo.
124
Al canonico Lorenzo Gastaldi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 97
Orig. aut. 1 f. 249 x 198 mm. note a mrg.
Ined.
Lo informa che invia i libri richiestigli con la nota-spese
'Torino, 8 ag[osto] 1852
Car.mo Sig. Teologo e ca[noni]co Gastaldi,
Approfitto del sig. Bocca Federico per far tenere a V. S. 111.ma e car.ma i libri
un tempo a me richiesti cioè:
Soliloquii di S. Ag [ostino] - cop[ie] 20
Nuovo Testo del Martini leg[atura]
cop[ie] 10
id. sciolte
co [pie] 10
Eucologi n. 30 altra volta mandati
complessivi franchi 26
»
»
22,50
»
»
15
»
»
58
121,50
Limosina di messe (se non erro) 30 altra volta spedite
e celebrate ..................................................................... fr. 24
più messe 25 che prego volermi celebrare ........................... [fr. 20]
tot [ale] ................................................................................. fr. 44
salvo errore .............................................................. Resto fr. 78,50

18.2 Page 172

▲torna in alto
166 agosto-vacanze autunnali 1852
Tante grazie del disturbo assuntosi per la lotteria; è finita ottimamente. Sua
Madre sta bene ed è in campagna colla sorella juniore. Le scriverei più cose del-
l ’Oratorio, ma il sig. Bocca le dirà quanto per mancanza di tempo non iscrivo.
20
Mi ami nel Signore e se valgo a qualche cosa mi comandi e mi sarà gran pia­
cere il potermi con tutta venerazione segnare
Di V. S. car.ma
Obbl.mo amico e servo
Sac. Bosco Gio.
2 Lorenzo Gastaldi: nato a Torino il 18 marzo 1815, primo dei 13 figli dell'aw ocato Bartolomeo e di
Margherita Volpato, a 14 anni vestì l’abito clericale. Senza entrare in seminario, si iscrisse all’universi­
tà come chierico esterno. Frequentò il biennio di grammatica e filosofia, e nel 1831 conseguì il diplo­
ma di maestro in filosofia e arti liberali. Cinque anni dopo ottenne la laurea in teologia, venendo im­
mediatamente cooptato nel collegio dei docenti della facoltà teologica. L ’anno successivo verme ordi­
nato sacerdote da mons. Luigi Fransoni. Si dedicò allo studio ed alla predicazione, entrando in rela­
zione epistolare col Rosmini. Il 23 gennaio 1851 entrò nellTstituto della carità, a Stresa, dove rimase
fino alla fine di maggio del 1853, allorché partì come missionario per l’Inghilterra. Qui svolse febbrile
attività di docente, parroco, predicatore. Nel dicembre del 1862 lasciò l’istituto e riprese il suo ufficio
di canonico di S. Lorenzo. Grazie anche alla proposta di don Bosco, venne nominato vescovo di Sa-
luzzo nel 1867 ed arcivescovo di Torino nel 1871. Morì aTorino il 24 marzo 1883: cf. G. T u n in e t t i, L o ­
renzo Gastaldi. 2 Voi. Roma - Casale Monferrato, Ed. Piemme, 1983, 1988. Il Gastaldi, esaminatore
del chierico Bosco a Chieri nel 1841, aveva prestato il suo aiuto di catechista e predicatore di esercizi
spirituali al primo oratorio di Valdocco, opera di cui aveva tessuto pubbliche lodi nel 1849 sul periodi­
co «Il conciliatore torinese». All'epoca della lettera il Gastaldi si trovava ancora a Stresa nel noviziato
rosminiano, in preparazione ai voti che avrebbe emesso a Rugby, in Inghilterra, l’8 settembre 1853.
5 Soliloquii di S. Agostino: opera appartenente al gruppo dei cosiddetti «Dialoghi di Cassiciaco».
Agostino vi espone le condizioni per la ricerca ed il possesso di Dio e l ’argomento a favore dell’immor­
talità dell’anima.
6 A. M a r t in i, La sacra Bibbia secondo la Volgata tradotta in lingua italiana ... 3 ed. Firenze 1852,
p. 752.
10 L ’Eucologio in senso stretto è il libro di preghiera adottato nella chiesa orientale; qui significa
solo libro di preghiera.
16 Salvo errore: ma l’errore c ’era. L ’esatto resto era di fr. 77,50. Si veda anche la lett. n. 75.
18 Per accudire ai giovani ricoverati a Valdocco, che nel 1852 erano 36, don Bosco aveva con sè, ol­
tre sua madre, varie altre donne, tra cui la madre del Gastaldi, Margherita, e la sorella minore Mar­
gherita Polissena (nata nel 1824).
125
Al giovane oratoriano Bartolomeo Bellisio
131.22 Copie di originali - Lemoyne (A 193 fase. 1 p. 1)
Copia semplice
E I 62 MB V 478-479
Comunica che lo ha raccomandato al conte Lunel in merito alla chiamata al servizio militare
[Torino, vacanze autunnali 1852]
Carissimo Bellisio,
Ho ricevuto la cara tua lettera e mentre ammiro e lodo la tua disposizione
per adattarti alla Divina Provvidenza che ti chiama al servizio militare, ho tuttavia
5 stimato bene di raccomandarti ancora al signor Conte Lunel tuo grande benefat­
tore per fare ancora una prova.

18.3 Page 173

▲torna in alto
vacanze autunnali-settembre 1852 167
Intanto tu pregalo e raccomandati nuovamente e nel tempo stesso non ces­
sa[re] di rinforzare e duplicare le istanze a quella nostra cara Madre, Maria, onde
in ogni cosa si faccia la divina volontà.
Il Signore ti accompagni; prega per me e credimi in ogni cosa
10
Tuo aff.mo amico in G. C.
Sac. Bosco Gio.
P.S. Una moltitudine de’ tuoi compagni ti salutano.
1 La data è ipotizzabile sulla base dell’effettiva partenza del destinatario della lettera per il servizio
militare: cf. lettera a Lemoyne del 4 marzo 1891: ASC 123 Bellisio, ed. in MB IV 480.
2 Bartolomeo Bellisio, nato a Cherasco (Cuneo) nel 1832, ed accolto a Torino nell’aprile 1850, era
stato aiutato economicamente dal conte abate Lanfranco Lunel di Cortemiglia, elemosiniere onorario
di corte. Aveva studiato pittura all’Accademia Albertina di Torino. Il quadro di don Bosco nell’atto di
confessare e un ritratto di mamma Margherita (1855) sono dovuti alla sua mano. Morì nell’ottobre
1904: cf. BS dicembre 1904, p. 375.
8 II Bellisio, partito per il servizio militare, fu congedato otto mesi dopo, grazie anche all’intervenlo
di don Bosco.
126
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
AAT Provvisioni semplici 1852 voi. 2 p. 491
Orig. aut. 1 f. 300 x 210 mm. nota in mrg inf: «Si dichiara vero il sovraesposto, e il sottoscritto
non può a meno di commendare il divisamento di D. Bosco pel bene, che giusta quanto l ’esperienza
delli anni scorsi confermò, non può a meno derivarne alla succitata borgata Castelnuovo, 16 settem­
bre 1852. T. Cinzano V[icario] For[aneo]».
Ined.
Istanza di rinnovo ad tempus di favori spirituali concessigli precedentemente dal papa
[Torino, anter. 16 settembre 1852]
Eccellenza Reverend.ma,
Il
sacerdote Bosco Gioanni espone rispettosamente a V. E. R.d.ma come egli
ottenne dal regnante Pio IX lo spirituale favore[:]
I o Indulgenza di trecento giorni a ciascun fedele che interverrà alla predica e 5
benedizione per ogni giorno che interverrà alla novena solita a praticarsi in una
chiesa eretta sotto al titolo di Maria SS. del Rosario nella borgata di Murialdo in
Castelnuovo d ’Asti.
2° Indulgenza plenaria per chi visiterà detta chiesa premessa la sacramentale
confessione e comunione, pregando per li presenti bisogni di S. Chiesa, come da io
V. E. Rev.d.ma già da tre anni ottenne la facoltà di dare la benedizione col SS.mo
Sacramento in detta chiesa.
Ora desiderando che continui questo bene spirituale per una considerevole
parte di popolazione distante due miglia dalla chiesa parrocchiale, a strade mala­
gevoli, supplica V. E. R.d.ma a rinnovare le facoltà già concesse, e permettere, 15
per quel numero d'anni che meglio giudicherà, di dare la benedizione col Venera­

18.4 Page 174

▲torna in alto
168 settembre 1852
bile in tutte le novene e feste di M[aria] SS. nella festa di S. Giuseppe, ed altre
due feste da scegliersi ad arbitrio infra l ’anno.
Che della grazia etc.
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
4 Vedi lett. n. 58.
20 Visto il parere favorevole del parroco di Castelnuovo, la facoltà venne concessa senza difficoltà
per altri tre anni.
127
[Al ministro di grazia e giustizia Carlo Boncompagni]
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare in AST Gran Cancelleria: prot. 64 prat.
3.597
Ined.
Richiesta di sussidio per le opere di Valdocco
[Torino], 25 settembre 1852
[•••]
Non abbiamo notizia dell’esito della domanda. La prassi solita prevedeva il parere favorevole dell’eco­
nomo generale regio dei benefici ecclesiastici. Ora alla morte dell’abate Moreno, il re aveva nominato
il 2 maggio 1852 nuovo economo il can. Michelangelo Vachetta. L ’uditore della santa sede a Torino,
Roberti, trasmetteva a Roma in data 14 maggio notizie poco rassicuranti su di lui: «uom o cortigiano
ed ambizioso, e non avente idee fisse e determinate in politica». Riferiva comunque che quello stesso
giorno il Vachetta in persona era venuto ad annunciargli la sua nomina e ad assicurargli che «intende­
va seguire [...] le norme, e le regole richieste dalla sua Istituzione secondo la mente della S. Sede»,
cosa che del resto aveva già riferito al re, ottenendone il pieno consenso: ASV SdS 1852 rub. 284
fase. 2. Il Vachetta stesso fece professione di ubbidienza a Roma chiedendo in data 15 maggio un bre­
ve pontificio per l ’esercizio della sua carica. Il Vachetta, originario di Felizzano (Alessandria), era dot­
tore in teologia e diritto, nonché canonico della Metropolitana ed abate di S. Maria di Cavour. Già
Priore dell'ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro, ne aveva persa la carica nel marzo 1851 per la soppres­
sione della medesima. Più ligio al governo che alle autorità religiose, incorse in varie censure ecclesia­
stiche, da cui venne assolto solo dopo le sue dimissioni dall'incarico, poco prima della morte, avvenu­
ta il 21 agosto 1865, a 67 anni. Per un giudizio molto critico su di lui si veda: T. C h iu s o , La Chiesa in
Piemonte ... IV pp. 167-173.
128
AI chierico Giuseppe Buzzetti
ASC 131.01 Lett. orig. Buzzetti (A 170) me. 10 A 3
Orig. aut. 2 ff. 210 x 150 mm. completamente restaurato
E I 62-63 MB IV 486
timbro: Castelnuovo 29
Gli assegna alcune commissioni da fare prima che parta da Torino

18.5 Page 175

▲torna in alto
settembre 1852 169
Castelnuovo d'Asti, 29 settem bre] 1852
Carissimo Buzzetti,
Prima di partire da Torino bisogna che procuri di farmi alcune commissioni.
1° Dire a Gioanni Ferrerò se vuol venire con te. Tu gli pagherai il vapore,
come pure a Pettiva.
5
2° Portare teco una bottiglia di vino bianco per la messa.
3° Fare un fagotto in cui vi siano sei paia di ghette, un paio [di] pantaloni,
una giacchetta, tre paia [di] calzette, il quale se è troppo grave puoi consegnarlo
al solito M inin se c ’è; oppure all'omnibus.
4° Di salutare il sig. Gagliardi da parte mia e dirgli che raccomando alla sua io
bontà l'oratorio per giorno di Domenica specialmente. A Marchisio Giuseppe rac­
comando la sorveglianza della ricreazione e quel che può per la chiesa. Ad Ar-
naud che mi assista il canto. A Fumerò che ho fatto la sua commissione.
5° Saluta distintamente il sig. T. Borrelli, e digli che, permettendolo il tem­
po, se verrà a trovarci qui ci farà un grande piacere, e la sua venuta non sarà inu- 15
tile pel sacro ministero.
Noi qui stiamo tutti bene; la chiesa è sempre zeppa di gente, ma siamo impri­
gionati dalla pioggia. Deo gratias. Saluta tutti i figli della casa ed abbimi nel
Signore
Tuo aff.mo
20
D. Bosco Gio.
f.2v Al preg.mo Signore
Il Sig. Ch. Buzzetti Giuseppe
aU’Oratorio di S. Francesco di Sales
Valdocco Torino
25
8 post il quale del se è
10 sua add si
12 ante la del sol
4 Giovanni Ferrerò: giovane dell’Oratorio. Il suo nome non risulta nel registro Censimento.
5 Secondo Pettiva: chierico torinese nato nel 1844, diede la sua adesione alla congregazione salesia­
na il 18 dicembre 1859, ma non continuò, ritirandosi dall’Oratorio nell'ottobre 1863.
9 Minin, diminutivo dialettale di Giacomo.
11 Marchisio Giuseppe: nato a Bra (Cuneo) il 27 aprile 1836, fece la vestizione clericale il 26 dicem­
bre 1853.
13 Nel registro Censimento si legge il nome di un certo Giovenale Fumerò, figlio di Francesco, nato
a Fossano nel 1839, che però entrò all’Oratorio come studente a 25 agosto 1853, e ne uscì nell'agosto
del 1859. In un altro manoscritto di Don Bosco, Anno scolastico 1853-1854 [. . . ] 1858 si legge che nel
maggio 1857 il Fumerò «andò nella chiesa di S. Francesco d’Assisi».

18.6 Page 176

▲torna in alto
170 ottobre 1852
129
Agli amministratori dell’ordine dei S.S. M aurizio e Lazzaro
Lettera non reperita, ma attestata sia da protocollo che da risposta in data 11 ottobre 1852 da parte
del senatore Giovanni Antonio Luigi Cibrario, neo primo segretario di S. M. per il gran magistero del-
l ’Ordine: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB IV 488-489
Domanda di sovvenzione
[Torino, anter. 11 ottobre 1852]
[...]
Udito il parere favorevole del re, il tesoro dell’Ordine versò a don Bosco lire 300. Il 25 febbraio dell’an­
no seguente altre 500 lire (ASC 38 Torino Oratorio, cf. MB IV 594) e così per molti anni.
Il Cibrario era nato a Torino il 13 febbraio 1802. Figlio di notaio, si dedicò alla poesia, agli studi giuri­
dici e storici, e ricoprì varie cariche amministrative, fino a consigliere alla Camera dei Conti. Resse
vari ministeri: quello delle finanze, dell’agricoltura e del commercio, della pubblica istruzione, degli
esteri. Senatore del regno fin dal 1848, fu anche vicepresidente della stessa assemblea, carica che rico­
priva al momento della morte, avvenuta a Salò, sul lago di Garda, il 1° ottobre 1870. Insignito di titoli
onorifici di ogni genere, compreso il gran collare dell’ordine dell’Annunziata, fu fatto conte con digni­
tà ereditaria il 1° dicembre 1861.
130
Al tipografo Giulio Speirani
ASC 121 Vertenze me. 787 C 11/12
Orig. aut. 1 f. 248 x 190 mm. marca da bollo sul mrg. sup.
E I 63-64 MB III 485-486
Richiesta di spiegazioni circa l’ingiunzione pervenutagli di pagare un forte debito contratto al tempo
della pubblicazione de L'am ico della Gioventù
* Da casa [Torino], 15 ottobre [18]52
Pregiatissimo Signore,
In seguito alle parole tenute con V. S. preg.ma ed alle citatorie comunicate­
mi pel noto affare del giornale, ho parlato co’ membri della commissione i quali
5 sul principio fecero alta maraviglia, ma fatte loro vedere le citatorie mi fecero pa­
recchi riflessi.
1° Desiderano di vedere quali siano state le condizioni del contratto, e da
qual tempo sia stato convenuto che fosse a nostro e a loro conto il giornale.
2° L'aver detto nulla nella fusione del giornale nostro coll ’Istruttore, aveva
10 fatto ad essi giudicare che l ’entrata avesse pareggiato l ’uscita.
3° Riclamano la mensile tangente convenuta quando il giornale era a conto
della tipografia — parecchi proclami stampati e venduti di cui non si fa cenno —
l ’entrata del giornale dal 20 marzo fino alla cessazione del medesimo — i vaglia
postali da me segnati e a lei affidati[,] delle quali cose non se ne fa cenno.
15
Questi sono i riflessi della commissione, così io non saprei che dire, né che
opporre.
Lasciando poi in disparte quanto sopra e parlando nel mio particolare da

18.7 Page 177

▲torna in alto
ottobre 1852 171
amico ad amico, per tagliare ogni occasione di perdere l'amicizia e la carità sti­
mo bene di prescindere da qualsiasi ragione prò e contra ed offerirle di mia borsa
la somma di franchi 200, con cui non intendo vengano per nulla lese le pretensio- 20
ni che si possano avere verso gli altri membri della commissione. Questo faccio
perché mi rincresce assai che dopo dodici anni che trattiamo insieme con reci­
proca soddisfazione perdere la buona relazione con dispiaceri e danno d ’ambe le
parti. Pensi che cosa vuol dire [per] il povero D. Bosco pagare franchi 200!
Voglia intanto gradire i sentimenti della mia stima e considerazione con cui, 25
in attenzion[e] di qualche riscontro, mi dico
Di V. S. preg.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
P.S. La prego altresì a volermi trasmettere nota de’ libri ivi da me presi, e di altre 30
cose che mi riguardano della Ditta Speirani e Tortone.
22 post insieme del concre...
23 post buona del sa
3-4 La ditta tipografica Speirani - Ferrerò aveva chiesto, tramite intimazione giudiziaria, il pagamen­
to di lire 1170 quale arretrato del lavoro sostenuto per il giornale L ’A m ico della Gioventù, di cui don
Bosco era stato gerente responsabile.
4 La commissione era formata da alcuni redattori ed amministratori del giornale stesso.
24 La controversia in realtà si trascinò per vie legali piuttosto a lungo, fino al pagamento da parte di
don Bosco, il 2 marzo 1854, di lire 272.
31 La tipografia Speirani era sorta nel 1831; dal 1842 al 1849 fu gestita in società con Giacinto Ferre­
rò, dal 1853 in società con Tortone e dal 1862 da Giulio Speirani e Figli. È la tipografia che pubblicò gli
scritti di don Bosco fin dall’inizio.
131
Al vescovo di Biella Pietro Losana
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del presule in data 30 ottobre 1852: ASC 126.2 Losana
Domanda di accogliere gratuitamente nel seminario diocesano un aspirante seminarista povero
[Torino, anter. 30 ottobre 1852]
[...]
La richiesta fu respinta, perchè il seminario, cui il vescovo doveva provvedere, si trovava in gravi diffi­
coltà economiche.
132
Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
ASCT Istruzione e beneficenza, Corrispondenza 1852-3 rep. 75 cart. 14 fase. 19
Orig. aut. 1 f. 248 x 199 mm. varie segnalazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Domanda di sussidio per pagare l ’affitto degli oratori ed i debiti delle nuove costruzioni

18.8 Page 178

▲torna in alto
172 novembre 1852
*Dall’Oratorio di Valdocco [Torino],
8 novembre 1852
Ill.mo Sig. Sindaco,
Compreso dai sentimenti della più viva gratitudine verso V. S. 111.ma e verso
5 tutto il municipio Torinese pel generoso sussidio accordatomi l ’anno scorso a fa­
vore degli Oratori per la gioventù pericolante, ho l’onore di significarle che in si­
mile guisa ajutato potei continuare in quest’opera di pubblica beneficenza e pro­
curare collocamento ad un considerevole numero di giovani abbandonati, i quali
con piena mia soddisfazione lasciarono la strada dell’ozio e del vizio e si diedero
io al lavoro.
Se non che in quest’anno pel grande aumento de’ giovani che intervengono e
per le spese straordinarie occorse per la costruzione di una chiesa nell’Oratorio di
S. Francesco di Sales mi trovo piucché mai nelle difficoltà di proseguire se la ge­
nerosità del municipio non viene in mio sussidio.
15
Egli è per questo che mi raccomando a V. S. 111.ma a voler prendere [in con­
siderazione] gli straordinari bisogni a cui mi trovo ridotto, e accordarmi quel soc­
corso che si reputerà del caso pel fitto, manutenzione de’ tre Oratorii, e per ulti­
mare le molte spese fatte in questa novella costruzione.
Sono unito ad un buon numero di ecclesiastici e secolari, i quali si adoperano f. lv
20 a tutte guise per promuovere il pubblico morale vantaggio, ma ho sommamente
bisogno che il municipio mi ajuti.
Mentre nella persona di V. S. 111.ma ringrazio tutti li Signori membri del mu­
nicipio pei favori ricevuti e che spero vorran continuarmi, rinnovo i sentimenti
della più sentita gratitudine, con cui mi reputo ad onor grande il potermi dire
25
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 La lettera è da mettere in relazione ad una analoga databile verso la metà di dicembre: vedi lett. n.
141. Pare che nel protocollo si sia scambiata la domanda dell’8 novembre 1852, relativa ad un sussidio
per il fitto dei tre oratori, con quella priva di data, ma comunque di circa un mese dopo, che chiedeva
un aiuto per le esigenze della scuola elementare. Le autorità comunali l ’ i l dicembre stanziarono lire
150, come risulta dalla minuta di risposta allegata alla domanda.
133
Agli amministratori dell’«Opera della mendicità istruita»
Archivio dell’ «Opera della Mendicità Istruita»
Orig. allog. con firma allog. 1 f. 294 x215 mm.
E I 64-65 MB X V II 854
Nuova richiesta di sovvenzione dato l ’aumento dei giovani ricoverati all’Oratorio
*Torino, 18 novembre 1852
Ill.mi Signori,
Memore tuttora e riconoscente del sussidio che li benemeriti Signori della

18.9 Page 179

▲torna in alto
novembre 1852 173
Pia Opera della Mendicità Istruita or sono tre anni mi assegnavano a favore dei
tre Oratorii in questa città eretti per raccogliere, ed istruire nelle scienze elemen- 5
tari e nella religione la gioventù abbandonata e pericolante, mi trovo nella neces­
sità di dover nuovamente alle LL. SS. 111.me ricorrere in questo bisogno.
L ’aumento considerevole de’ giovani che intervengono (soltanto nell'Orato­
rio di S. Francesco di Sales spesso oltrepassano i duemila), le scuole domenicali e
serali, cui da tre anni si dà opera, il fitto de’ locali, la manutenzione delle rispetti- 10
ve cappelle, la spesa in quest’anno straordinaria per una chiesa posta in costru­
zione ed or quasi ultimata nell’Oratorio di S. Francesco di Sales in Valdocco, mi
hanno ridotto a gravi strettezze.
Egli è per questo che riposta la fiducia nella provata bontà delle SS. LL. II-
l.me nuovamente faccio loro ricorso, pregandole a voler prendere in benigna con- 15
siderazione questo particolare bisogno, e accordarmi quel sussidio che alla loro
carità sarà beneviso per promuovere e far sì che io possa continuare in queste
opere di beneficenza le quali al bene morale e religioso della gioventù abbandona­
ta e pericolante unicamente riguardano.
Colle espressioni della più sentita gratitudine di cuore le ringrazio di quanto 20
hanno fatto e che spero vogliano fare a mio riguardo, e loro augurando dal Cielo
copiose benedizioni mi reputo al massimo onore il potermi dire
Delle SS. LL. 111.me
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
25
1 18 novembre emend ex 17 di ...
3 Vedi lett. n. 47. La domanda era stata esattamente fatta in data 20 febbraio 1850.
25 II sussidio fu concesso alla medesima condizione della prima volta, vale a dire che non costituisse
un precedente.
134
Al marchese Cesare Alfieri di Sostegno
Archivio dell' «Opera della Mendicità Istruita»
Orig. aut. 1 f. 247 x 19 mm.
E I 65-66 MB X V II 855-856
Lettera di accompagnamento della richiesta di cui alla lettera precedente
Eccellenza,
*Dall’Oratorio maschile di Valdocco [Torino],
22 nov[embre] 1852
La bontà con cui l’E. V. prende parte a quelle opere che al pubblico bene ri­
guardano, mi fa sperare voglia altresì prendere in benigna considerazione la me- 5
moria ivi annessa; al che mi dà molta fiducia il favore usato or tre anni sono
quando perorò per un sussidio, il quale di fatti venne caritatevolmente dalla R.
Opera della Mendicità Istruita concesso.

18.10 Page 180

▲torna in alto
174 novembre 1852
Fra le molte opere dalla generosità di Lei favorite e sostenute voglia anche
10 comprendere gli Oratori festivi eretti in questa città, e così Ella potrà essere lieta
di aver tolto dai pericoli delle piazze e delle contrade un numero di giovani ab­
bandonati, ai quali io mi unisco, e, non potendo fare altro, pregherò di tutto cuo­
re il Signore Iddio affinché si degni di concedere a Lei lunghi e prosperi giorni, e
far discendere copiose benedizioni dal Cielo sopra la rispettabilissima di Lei
15 famiglia.
Colla massima venerazione mi reputo al più alto onore il dirmi
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Cesare Alfieri di Sostegno (1799-1869): già ministro della pubblica istruzione fino alla proclamazio­
ne dello Statuto, poi presidente del consiglio alcuni mesi nel 1848, senatore dallo stesso 1848, presi­
dente del senato dal dicembre 1855 al dicembre 1860, nel 1852 copriva la carica di presidente della Pia
Opera della mendicità istruita.
6 Vedi lett. prec.
8 Vedi lett. n. 47.
135
Al canonico Lorenzo Gastaldi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 98
Orig. aut. 1 f. 247 x 192 mm.
E I 66-67 MB IV 505
Rassicurazioni circa il proprio legittimo possesso della casa Pinardi di fronte al governo — creazione
di società tontinaria con don Borei, don Murialdo e don Cafasso
*Torino, 24 nov[embre] 1852
Car.mo Sig. Can[oni]co,
Ecco a V. S. car.ma il desiderato riscontro riguardante alla mia posizione in
faccia al governo. Il locale essendo mio proprio, io credo che a qualsiasi evento
5 un novello edifizio sia sempre del padrone del suolo; tuttavia per togliere anche
questo dubbio ho fatto sì che le offerte fattemi dalla carità dei privati, compresa
la Lotteria, fossero tutte impiegate per la costruzione della chiesa, riserbando una
somma ricavata da un piccolo corpo di casa alcuni anni fa in queste vicinanze
venduta, come pure quanto ricavo dal sito ivi posto in vendita, tutta affatto per la
io costruzione della casa. Così sono dai migliori avvocati assicurato, che il governo
in nulla può mischiarsi in questa proprietà.
M a[...] e morto D. Bosco? Qui stava la difficoltà. Attese le circostanze de’
tempi non potendosi la durazione della proprietà assicurare altrimenti ho invitato
il sig. T. Borei, T. Murialdo, D. Caffasso ad intervenire alla compra di quanto so-
15 pra, quindi fu fatta disposizione testamentaria a vantaggio reciproco, dimodo che
alla morte di uno la proprietà passa ai tre superstiti, i quali certamente sono liberi
di associarsi un altro individuo: ben inteso così co[n]vien pagare il diritto di suc­
cessione per la parte del defunto.

19 Pages 181-190

▲torna in alto

19.1 Page 181

▲torna in alto
novembre 1852 175
Ho consultato parecchi legali di mia confidenza e non ho potuto avere altro
[espediente in proposito. In quanto poi al novello acquisto di cui si tratta io mi ri- 20
metto intieramente a quanto il sig. Ab. Rosmini nella sua prudenza stimerà con­
veniente, offerendomegli pronto ad impiegare ogni mio debole sforzo per coope­
rare in tutto [ciò] che possa tornare a gloria di Dio ed a vantaggio delle anime.
Voglia intanto offerire li miei umilissimi ossequi al prelodato signore Ab. Ro­
smini, e raccomandandomi alle preghiere di Lei, Le auguro ogni bene dal Signore 25
con dirmi
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Mentre scrivo la signora sua madre lavora nella camera degli oggetti per pu- 30
lidi e aggiustarli: la sua visita l ’ha imparadisata.
30-31 Mentre... imparadisata add mrg sin
3 II can. aveva chiesto spiegazioni sul senso del contratto con cui don Bosco ed altri sacerdoti (Bo­
rei, Murialdo, Cafasso: vedi lett. n. 69) avevano acquistato casa Pinardi il 19 febbraio 1851.
5-11 In tal modo casa Pinardi sarebbe stata tutta costruita coi proventi delle sue personali operazioni
di compra-vendita.
12-18 Don Bosco si dimostra qui molto avveduto sia per il presente, in quanto legittimo proprietario
della casa, sia per il futuro, avendo formato coi suddetti Borei, Murialdo e Cafasso una società tonti-
naria, la quale avrebbe permesso di conservare la proprietà in caso di morte di uno di loro.
136
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1852 rub. 284 fase. 3 prot. 42.241
Orig. aut. 2 ff. 248 x 198 mm. timbro ASV
Ined.
Chiede un appoggio per ottenere favori spirituali
'Torino, 30 nov[embre] 1852
Eminenza,
La bontà da V. E. più volte usata a favore de’ giovani che intervengono agli
Oratori di questa città mi fa sperare voglia aggiugnere un novello favore.
Mi trovo in bisogno di alcuni favori Spirituali che intendo umiliare a S.S., né 5
avendo costà persona cui mi possa indirizzare mi sono determinato di rivolgermi
all’E. V. pregandola rispettosamente che faccia seguire alle annesse dimande quel
corso che sarà necessario perché io sia appagato ne’ miei bisogni.
Le cose di questi Oratori continuano con prospero successo: le rispettive cap­
pelle sono piene di giovani ne’ giorni festivi, i santi sacramenti sono pure frequen- 10
tati, ma un profluvio di libri e di giornali perversi ci fa temere un tristo avvenire: i
libri più antireligiosi ed osceni si vendono in pubblico e si offrono ad ogni passo

19.2 Page 182

▲torna in alto
176 novembre 1852
dagli schiamazzatori per le piazze.
Voglia Iddio usarci una grande misericordia affinché almeno possa preser-
15 varsi l ’inesperta gioventù dal rio veleno dell’irreligiosità.
Unisco una copia della poesia cantata dai figli dell'Oratorio in occasione della
sospirata benedizione della novella |chiesa dell'Oratorio di S. Francesco di Sales
in Valdocco, se mai nella nota di Lei saviezza stimasse far leggere al Santo Padre.
Le sante opere che V. E. compie ogni giorno in molte guise mi fanno sperare
20 il potente di Lei ajuto a prò delle inoltrate dimande; perciò persuaso che vorrà
dare un benigno compatimento a questa mia libertà chiedo umilmente la santa
benedizione di Lei e del Santo Padre sopra di me e sopra li miei figliuoli.
Colla massima venerazione mi dico
Di V. E.
25
Umil.mo ed obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
3-4 Cf. lett. n. 55.
7 Vedi lett. seguenti.
16 Poesia: ed. in MB IV 437-438.
26 La minuta di risposta del card, è datata 17 dicembre 1852: «Rassegnai senza indugio le tre istan­
ze». La missiva di don Bosco gli era pervenuta attraverso l'incaricato della nunziatura apostolica pres­
so gli stati sardi, abate Roberti. La risposta a don Bosco giunse per il medesimo tramite. Ecco l’appun­
to del Roberti in data 29 gennaio 1853: «H o avuto l’onore di ricevere il venerato dispaccio n. 42.680
con l’accluso rescritto pel sig. D. Giovanni Bosco, a cui l ’ho fatto recapitare»: ASV SdS 1853 rub. 257.
È utile notare che dall’aprile 1850 la nunziatura apostolica a Torino era vacante per il ritiro del nunzio
Benedetto Antonio Antonucci, fatto successivamente arcivescovo di Ancona (5 settembre 1851). A To­
rino rimase fino alla morte (avvenuta prematuramente a 45 anni il 14 settembre 1856), l’uditore Bene­
detto Roberti. Da quel momento la santa sede non accreditò più alcun suo rappresentante. Restò co­
munque a suo servizio, senza carattere diplomatico, l ’abate Gaetano Tortone (1814-1891), che più vol­
te funse da tramite fra don Bosco e la curia romana.
137
Al papa Pio IX
ASV SdS 1852 rub. 284 fase. 3
Orig. allog. senza firma 1 f. 248 x 198 mm
Ined.
timbro ASV
Richiesta di poter confessare fuori diocesi in particolari casi
[Torino, 30 novembre 1852]
Beatissimo Padre,
Il
sacerdote Bosco Gioanni Torinese nel trovarsi alla direzione degli Oratori
per la gioventù eretti in Torino gli accade spessissimo d ’incontrare fuori Diocesi
5 individui quali sarebbe il caso di udire in Confessione, e attesa la lontananza dal­
l’autorità vescovile non potersi ciò fare con danno per lo più considerevole di tali
individui.

19.3 Page 183

▲torna in alto
novembre 1852 177
Umilmente prostrato a pie’ di Vostra Santità implora la facoltà di poter udire
in Confessione in questi casi particolari.
Che della grazia ecc.
10
Umile supplicante
[Sac. Gio. Bosco]
12 L ’autorizzazione venne concessa per ogni volta che don Bosco ravvisasse «espediente la conces­
sione».
138
Al papa Pio IX
ASC 112 Facoltà straordinarie concesse da autorità religiose
Orig. allog. senza firma 2 ff. 242 x 199 mm. sigillo in ceralacca sul f. 2r in calce postilla aut.
del segretario A.V. Modena in data 17 dicembre 1852 timbro: Gratis — Quocumque Titulo
Ined.
Richiesta di facoltà di leggere e conservare libri proibiti
[Torino, 30 novembre 1852]
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Bosco Gioanni Torinese nel trovarsi alla direzione degli Oratori
per la gioventù eretti in Torino gli accade spessissimo che tali giovani gli portano
ogni genere di libro che in questi tempi calamitosi si spandono in copia perver- 5
sissimi.
Umilmente prostrato ai piedi di Vostra Santità implora la facoltà di leggere e
ritenere qualsiasi libro proibito essendone tale il bisogno.
Che della grazia ecc.
Umil.mo supplicante
10
[Sac. Gio. Bosco]
Alla Santità di Nostro Signore
Pio PP. IX
11 La facoltà venne concessa in data 16 dicembre 1852.
139
Al papa Pio IX
ASC 131.01 Lett. orig. Pio I X (A 173) me. 40 E 12
Orig. aut. senza firma 1 f. 248 x 197 mm. autenticato pure dalla postilla aut. di Pio IX: Romae
die 16 decembris 1852. Pro gratia ad triennium. Pius PP. IX
MB IV 531
Chiede il rinnovo della facoltà di distribuire la santa comunione nella messa di mezzanotte a Natale
[Torino, 30 novembre 1852]
Beatissimo Padre,
Il Sacerdote Bosco Gio. direttore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales pro-
12

19.4 Page 184

▲torna in alto
178 novembre-dicembre 1852
strato ai piedi di Vostra Beatitudine supplica umilmente che gli sia rinnovata la
5 facoltà di fare la santa comunione nella Messa solenne di mezzanotte nella vigilia
del SS. Natale come suole da parecchi anni praticarsi: assicurando V.B. che un
tal favore spirituale riuscirà di grande utilità e di eccitamento ai giovani che inter­
vengono.
Umilmente prostrato spera la grazia
10
II supplicante
[Sac. Bosco Gio.]
4 Vedi lett. n. 35.
11 La facoltà venne concessa in data 30 novembre 1852.
140
Al prevosto di Capriglio Giovanni Bosio
ASC 131.21 Fotocopia di orig. aut. (A 179)
1 f. 247 x 197 min.
E I 67-68 MB IV 516-517
A proposito di un titolo onorifico — domanda che gli spedisca alcuni libri che tiene a casa sua, ai Bec­
chi — dà notizia del crollo della casa che stava costruendo
*Torino, 6 dicembre 1852
Car.mo Sig. Prevosto,
Ho già parlato col sig. cav. Curtine 1° uffiziale nella sacra religione de' SS.
Maurizio e L[azzaro] e lo conobbi molto propenso a suo riguardo: faccia il gior-
5 gio nuovo e senza nominar me scriva un’altra lettera al prefato cavaliere, ed
un'altra al sig. cav. Cibrario, e spero qualche buon esito: repetita invanì.
Ho qui una scuola di greco, ed ho bisogno di alcuni libri analog[h]i che sono
a mia casa a’ Becchi: mi farà un gran piacere se andasse oppur mandasse alcuno
p. e. D. Dovano a scegliermi tali libri e spedirmeli al più presto, e questo per ri­
to sparmiare alcuni centesimi a comperarne altri.
Ho avuto una disgrazia: la casa posta in costruzione rovinò quasi intieramen­
te mentre era già quasi tutta coperta: tre soli furono lesi gravemente, niun morto,
ma uno spavento[,] una costernazione da far andare il povero D. Bosco all’altro
mondo. Sic D om in o placuit.
15
Mi ami nel Signore, saluti l’ottimo suo sig. Vicecurato e se valgo a qualche
cosa mi comandi e mi troverà
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore] amico
Sac. Bosco Gio.
9 Dovano] Dueno
2 Don Giovanni Battista Bosio, nativo di Terzo (Alessandria) sarebbe morto il mese seguente, ed
esattamente il 10 gennaio, a 56 anni di età.

19.5 Page 185

▲torna in alto
dicembre 1852 179
3 cav. Cintine: personaggio non meglio identificato.
Fondato vari secoli prima, l'ordine mauriziano nel 1851 era stato riformato da Vittorio Emanuele II.
Venivano insignite dell'onorificenza dell’ordine persone che si erano distinte nelle carriere civili e mili­
tari, nelle scienze, lettere, arti, commercio, industria e particolarmente in opere di beneficenza. Capo
e generale Gran Maestro dell’ordine era il re; gran cancelliere era il primo segretario del Gran Magi­
stero: cf. Torino descritta da P. Baricco ... parte prima, p. 304.
4-5 faccia il giorgio nuovo: espressione italianizzata dal dialettale fé 'I giòrs neuv, che significa fare
lo gnorri, fingere di non sapere.
9 Don Secondo Dovano era amministratore interinale della parrocchia durante la malattia di don
Bosio. Svolse tale mansione fino alla nomina del nuovo parroco, don Giovanni Re, nel marzo 1853.
11-12 II crollo della casa in costruzione era avvenuto la notte del 1° dicembre 1852; ma un altro crol­
lo parziale si era già verificato il 20 novembre.
141
Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
ASCT Istruzione e beneficenza, Corrispondenza, rep. 75 cart. 14 fase. 19
Orig. aut. 1 f. 248 x 199 mm. varie segnalazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Richiesta di sussidio per la scuola serale
Torino, anter. 11 dicembre 1852
ID.mo Sig. Sindaco,
Il sottoscritto desideroso di continuare la scuola serale come negli anni scorsi
nella casa dell’Oratorio di S. Francesco di Sales, incontra gravissime dif[f]icoltà
da parte degli alunni, i quali, perché poveri, non possono provvedersi quelle cose 5
che a tale oggetto sono indispensabili, e anche da parte delle prov[v]iste indispen­
sabili pei lumi e pel caldo.
Motivo per cui ricorre a V. S. 111.ma supplicandola a voler prendere in beni­
gna considerazione il considerevole numero di giovani abbandonati che ivi inter­
viene per l ’istruzione e accordare quel caritatevole sussidio che alla bontà di Lei io
sarà beneviso, per sopperire alle molte spese sopra accennate.
Con sentimenti di viva gratitudine spera il favore
Umile Ricorrente
Sac. Bosco Gio.
3-4 Vedi lett. n. 45 e 132. Nel verbale della commissione (Baricco-Tonello) per le scuole elementari in
data 30 novembre 1852, dopo la sintesi della domanda di don Bosco, si legge: «In seguito ad osserva­
zioni fatte per parte di alcuni membri circa allo scopo di quest’istituto ed al metodo d ’insegnamento,
il riferente [Baricco] passa a dare quelle più ampie informazioni e spiegazioni intorno eil medesimo,
informando come già ne sia derivato gran frutto a molti giovani abbandonati, e stati ritirati dal prefato
sig. D. Bosco che usò verso di loro quelle cure paterne che bastarono a ritirarli dal cattivo sentiero. In­
terroga perciò la commissione se anche per quest’anno voglia concedergli un sussidio che propone in
lire 150 e la medesima accoglie con voto favorevole la proposta».

19.6 Page 186

▲torna in alto
180 dicembre 1852
142
Al canonico Lorenzo Gastaldi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 99-100
Orig. aut. 2 ff. 266 x 207 mm. strappo sul f. 2
Ined.
carta azzurra
Comunicazioni varie circa i dipinti commissionati pel presepio — notizie della mamma del can. — al­
tri comuni progetti
[Torino, 11 dicembre 1852]
Car.mo Sig. Canonico,
Eccole i lavori che fu compiacente commissionare pel presepio: il mio pittore
è niente soddisfatto perché un denso nebbione rese da venti giorni l'atmosfera co-
5 sì umida che non fu possibile il far asciugare i colori se non all’ardente fuoco.
Ambiziosetto desidera altra occasione per farle vedere la sua abilità: appena giun­
ta la primavera vuole rifare il lavoro. La spesa fatta in provviste è di fr. 7.
La signora sua madre sta bene, la veggo tutti i giorni ed è quasi continua-
mente occupata per esitare gli oggetti rimasti a beneficio dell'Oratorio,
io
II sig. T. Reggio non ha ancora adempiuta la promessa, non voglio però che
s’incomodi a mio riguardo. Il sig. Ab. Rosmini non ha più detto niente riguardo al
progetto di un ospedaletto?
Da parte di mia madre, de' miei cherici tutti uniti a me col pensiero auguro a
Lei copiose benedizioni dal Signore per queste feste. Voglia Gesù Bambino secon-
15 darla ne' suoi santi desideri perché lungamente la conservi a bene della sua
religione.
Con tutta effusione di cuore mi dico in G. C.
Di V. S. car.ma
20
Obbl.mo servitore amico
Sac. Bosco Gio.
AlTIll.mo Signore
Il Sig. T. Lorenzo Gastaldi
Prete dell’I.d.C.
Stresa
6-7 appena... lavoro add m rg sin
3 pittore: forse Bartolomeo Bellisio.
9 esitare: fare esito, vendere, smerciare.
10 Teologo Francesco Saverio Reggio: nato a Torino il 2 settembre 1821 era dottore in teologia.
Dopo essere stato vicecurato e rettore di varie chiese, nel 1858 fu nominato parroco di Vigone. Ivi mo­
rì il 6 agosto 1879. A giudizio di storici locali, era una persona generosissima, onesta, ancorché ine­
sperta di amministrazione. Quanto alla promessa qui ricordata, non se ne conosce il contenuto.
12 ospedaletto: forse si allude al fatto che il Rosmini aveva ricevuto dal principe Alberto D’Aremberg
una notevole somma per la realizzazione di un Collegio medico, vale a dire un istituto per lo studio
della medicina con annesso ospedale. Ma tutto rimase sulla carta.

19.7 Page 187

▲torna in alto
1853
143
A don Vittorio Alasonatti
Copia a stampa in G. B. F r a n c e s ia , D. Vittorio Alasonatti, prim o prefetto della Pia Società Salesiana.
Cenni biografici. S. Benigno Canavese, tip. e libreria salesiana 1898, pp. 25-26
Ined.
Invito a lasciare Avigliana per recarsi a lavorare alTOratorio di Valdocco
[Torino, ... 1853]
p.25
[...] Mio buon amico, se vuole seguire la voce di Dio, faccia tacere per ora la
voce della natura e degli affetti. Qui Dio lo aspetta. Io non posso assicurarle altro
che lavoro, ma le sto garante che avrà una gran ricompensa in paradiso. Si faccia
coraggio, imiti l'esempio degli Apostoli, e venga dove il Signore lo chiama.
5
p.26
Sono invitato ad andare ora in questo ed ora in |quel paese per far tridui,
novene, od esercizi; ma non oso muovermi di qui non sapendo a chi lasciare la
mia casa.
Quanto bene potremmo fare! Non ho l ’autorità di dirle: Sequere m e; ho però
quella di ricordarle, che Dio ha bisogno che lo venga a servire a Torino, a benefi- io
zio di queste centinaia di ragazzi, che aspettano chi loro spezzi il pane della vita e
quello dell’anima». [...]
[Sac. Bosco Gio.]
1 La datazione è molto incerta.
2 Sia nel 1850 che nel 1852 don Alasonatti aveva accolto e rifocillato i giovani di don Bosco che anda­
vano a fare gli esercizi spirituali alla Sacra di S. Michele. Don Bosco lo aveva conosciuto a Chieri.
Nato ad Avigliana (Torino) il 15 novembre 1812 ed ordinato sacerdote il 13 giugno 1835, il 14 agosto
1854 sarebbe venuto a stare con don Bosco, che lo avrebbe incaricato dell’amministrazione generale e
della disciplina. La corrispondenza con don Bosco, prima di trasferirsi a Valdocco, durò dunque vari
anni. Fu il primo prefetto della società salesiana. Professò in essa il 14 maggio 1862. Morì a Lanzo il 7
ottobre 1865: profilo e bibliografia in DBS.
144
Al primo segretario dell’ordine mauriziano Luigi Cibrario
Copia a stampa in E I 69-70
Richiesta di decorazione mauriziana per un benefattore delTOratorio
[Torino, gennaio 1853]
Eccellenza,
Fra gli insigni benefattori di questa casa detta Oratorio di S. Francesco di Sa-

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182 gennaio 1853
les mi gode l'animo di annoverare il sig. Cima Giuseppe da 42 anni zelante impie-
5 gato governativo ed attualmente esattore delle contribuzioni dirette a Novi Ligu­
re. Questo generoso signore impiegò le sue sollecitudini ed una parte delle sue so­
stanze a promuovere l'apertura e la continuazione di asili infantili, scuole serali,
congregazioni di carità pei poveri. N e’ suoi doveri fu sempre fedele, laborioso,
non risparmiando né fatiche né pericoli ove il bene del Governo e della umanità
10 lo richiedesse, siccome lo attestano molti documenti, fra’ quali due si uniscono.
Più volte sarebbe stato avanzato nella carriera degli impieghi, ma egli non potè
accondiscendere per gravi e speciali motivi che lo costrinsero a rimanere in pa­
tria. Egli ebbe già più volte beneficati i poveri giovani che in numero di oltre a
settanta sono accolti nella casa sopra mentovata. Ora viste le gravi strettezze in
15 cui versano questi giovanetti si degnò di offrire la vistosa somma di fr. 6000 da
impiegarsi a provvedere oggetti di vestiario per l ’imminente stagione invernale e
per estinguere una passività contratta col panattiere che ci somministra il pane
cotidiano.
Per questi motivi ed altri che a fedele impiegato si addicono e che certamen-
20 te al Governo sono noti, oserei fare rispettosa ma calda preghiera all'E. V. onde
lo voglia proporre a Sua Maestà per una decorazione Mauriziana. Questa pubbli­
ca onorificenza oltre ad incoraggiare questo ricco signore a continuare nelle sue
opere di carità sarebbe eziandio in questo momento per me un importante sussi­
dio ed un incoraggiamento a perseverare in quest’opera di pubblica beneficenza
25 ed anche ad accogliere con singolare gradimento que’ poveri ragazzi che V. E.
nella nota sua bontà stimasse d’indirizzare a questa casa.
Dio benedica Sua Maestà, l’Eccellenza Vostra e tutti quelli che in qualunque
modo si adoperano pel bene della gioventù.
Infine permetta che colla più sentita e durevole gratitudine abbia l ’alto onore
30 di potermi professare
Dell’E. V.
Umile servitore riconoscente
Sac. Bosco Gio.
1 Si può presumere la data sulla base del numero dei ricoverati citati nella lettera, ossia 76, il che
corrisponderebbe circa all’anno 1853.
2 A riguardo delle molte onorificenze richieste da don Bosco per i più generosi benefattori delle sue
opere, si veda Vindice delle MB, voci Onorificenze e Decorazioni.
4 Giuseppe Cima, personaggio non meglio identificato; il suo nome ritornerà in un'altra lettera
del 1864.
10 Non sappiamo esattamente di che si trattasse.
33 L'esito della domanda non ci è pervenuta.
145
Al canonico Lorenzo Gastaldi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 101-102
Orig. aut. 2 ff. 227 x 180 mm. carta azzurra
Ined.
strappo sul f. 2
timbro: 3 gen 53
Si meraviglia per il ritardo postale nella consegna dei lavori per il presepio — ringrazia per l'invio di
alcuni quadri — comunica di aver ricevuto l'offerta di lire 200

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gennaio 1853 183
[Ivrea, 1 gennaio 1853]
Car.mo Sig. Canonico,
I
lavori pel presepio da noi furono spediti per tempo, non so capire la cagio­
ne del ritardo, a quest'ora però credo che le siano già stati consegnati e vedrà an­
che dalla mia lettera la causa della dilazione e il motivo per cui il pittore non è 5
stato contento del suo lavoro.
Giunto a Torino andrò subito a vedere se i quadri sono giunti e ce ne servire­
mo pel nostro oratorio più santamente che si potrà.
Alcuni giorni [or] sono la signora sua madre mi portò fr. 200 che V.S. nella
sua carità volle offerire a favore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales.
10
Io
la ringrazio di tutto cuore di ambidue questi segnalati favori, io ed i miei
figli pregheremo il Signore Iddio per Lei, onde possa fare la volontà di Dio in tut­
te le cose. Mille benedizioni dal cielo e mi creda
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco G.
P.S. Per li sette franchi spesi nelle provviste pel presepio, se può celebrare o far­
mi celebrare nove messe, mi fa piacere ed io le sarò ancora debitore di 4 soldi.
AllTll.mo M.to R.do Signore
Il Sig. ean.eo Lorenzo Gastaldi
20
Prete dell’I.d.C.
Stresa
4 post però del ...
5 post lettera del del
17-18 Per... soldi add m rg sin
1 Don Bosco si trovava ad Ivrea probabilmente per gli ultimi accordi con mons. Moreno circa l ’or­
mai imminente pubblicazione delle Letture Cattoliche.
3 Vedi lett. n. 142.
146
Al padre rosminiano Costantino Comollo
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 81-82
Orig. aut. 2 ff. 228 x 178 mm. strappo sul f. 2 timbri: Ivrea 3 gen 53
timbro a secco BATH in angolo alto a sin. Sigla DS accanto a «Car.mo»
Ined.
Domodossola 6 gen 53
Dà informazioni circa il fratello, Clodoveo, che torna a casa per passare un periodo di convalescenza
"Ivrea, 3 gennaio 1853
Car.mo D. Costantino,
Tuo fratello è soltanto andato a casa per fare un po’ di convalescenza e non
l’ho mandato via di casa: anzi da qualche tempo in qua ha molto migliorato nella
condotta^] motivo per cui gli faceva fare due volte al giorno in casa scuola di lati- 5

19.10 Page 190

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184 gennaio 1853
no, e fa profitto. È un poco debole di sanità poiché spesso di notte bagna il letto,
la qual cosa lo rende macilento: immaginati che incomodo in una comunità; tut­
tavia sulla speranza che giunga a perdere questo difetto l ’ho tollerato e fatto dagli
altri compagni tollerare.
Venga pure quandochesia, e farò quel che posso pel bene dell'anima ed an­
che del corpo pel nostro Clodoveo.
Amami nel Signore, saluta D. Nicolini, e D. Gagliardi ed abbimi sempre
in G. C. aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
All’111.mo Signore
Il Sig. D. Comollo Costantino
prof, di Fil.
Domodossola
1 gennaio] del
3 II 25 dicembre 1852 padre Puecher aveva scritto al padre Costantino Comollo perché, assieme alla
sorella, invitassero don Bosco a riaccettare il fratello Clodoveo che aveva lasciato l ’Oratorio. Il motivo
per cui la sorella aveva riportato a casa il giovane era, a giudizio del Puecher, «una scusabile ma ec­
cessiva e inopportuna tenerezza», in quanto se altri ragazzi si erano adattati a vivere poveramente,
anche il Clodoveo poteva fare altrettanto. Il ragazzo rientrò poi all’Oratorio il 10 marzo 1854, per
uscirne nell’agosto di quattro anni dopo.
147
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 212 x 132 mm.
E I 70-71
carta azzurrina
A proposito di un affare di farmacia — spedisce alcuni programmi dell’associazione delle Letture Cat­
toliche — invita a smerciare biglietti per una nuova piccola lotteria
•'Torino, 25 gennaio 1853
Car.mo Sig. Arciprete,
Sebbene non abbia ancora risposto a V. S. car.ma relativamente al noto affa­
re della farmacia mi sono tuttavia adoperato per quanto mi fu possibile.
Ho tentato la via del consiglio sanitario superiore ma non potei avere altro ri­
sultato se non quod scripsi scripsi. Ci sono ancora tre prove che spero produr­
ranno buon effetto:
1° Una memoria al ministro S. Martino.
2°
»
a S. Maestà.
3° La via dei tribunali.
Cominciamo dalla prima: e perciò, come credo le avrà scritto il sig. Monta-
gnini, mi mandi una memoria in cui sia esposto il fatto, ma dalla madre stessa in­
dirizzata al Ministro, ed io sotto all’aspetto di dargli nuove dei suoi due figli che

20 Pages 191-200

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gennaio 1853 185
ora vengono a scuola da me gli parlerò, e dirò quanto occorre: chi sa che ciò non
riesca bene?
15
Riceverà alcuni programmi di una novella associazione, che di tutto cuore le
raccomando. C’è pure un catalogo de’ libri offerti a benefizio di questo Oratorio,
che pongo in vendita a prezzo di gran lunga inferiore di quanto si vendano in co­
mune commercio. Mi ajuti in quel che può.
La saluto di cuore e mi creda
20
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
f.lv P.S. Ricevo ora una sua lettera e quasi subito dopo la chiesta memoria dal sig.
Montagnini: va bene.
È in invio un'associazione di libri, che le verrà poi raccomandata dal suo Ve- 25
scovo, intanto io le comincio [a] mandare alcuni programmi. Le mando pure una
copia de’ libri di cui il catalogo è unito.
Ho fatto una Lotteria privata di alcuni oggetti di special considerazione rima­
sti nella nota Lotteria: provo [a] mandarle un centinaio di biglietti con preghiera
di raccomandarmi alla venerata sig.ra contessa Serafina M el[l]a di Antignano, al 30
sig. barone padre della contessa Bosco, al sig. D. Guaiino, marchese Murazzano,
cav. Alessandro M el[l]a etc. Spero buon esito di questo repertorio.
Tempo fa avevami parlato di un birich in o e non ricordandomi più della pre­
cisa posizione del figlio prego a sua comodità di farmene nuovamente cenno.
Compatisca questa maniera di scrivere e mi creda nel Signore
35
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
[Sac. Gio. Bosco]
1 gennaio] del 18 comune] commune
richino] birichini
22 post Gio. add volti il f.
28 oggetti add si
33 bi­
4 Don Bosco era stato richiesto dal canonico di interessarsi perché a sua cognata fosse possibile apri­
re una farmacia.
6 quod scripsi, scripsi: Giov. 19,22.
8 II conte Alessandro Gustavo Ponza di S. Martino, nato a Cuneo il 6 gennaio 1810, era ministro del­
l’interno del primo governo Cavour dal 4 novembre del 1852. Membro del consiglio comunale di Tori­
no per oltre quindici anni, deputato nella terza, quarta e quinta legislatura, nel 1854 fu nominato sena­
tore. Ricoprì pure la carica di luogotenente del re Vittorio Emanuele II a Napoli nel maggio 1861.
Ebbe la missione di intimare al papa la resa di Roma nel settembre 1870. Morì a Dronero (Cuneo) il 6
settembre 1876. Nel 1841 aveva sposato Luisa Laura Minervina Malingri di Bagnolo (nata Ormea, il 19
agosto 1820, e morta il 9 dicembre 1883). Ebbero 7 figli, fra i quali Coriolano (nato a Torino il 9 otto­
bre 1842) e Cesare Ottavio (nato il 10 dicembre 1844) che vissero qualche tempo a Valdocco.
11-12 Montagnini: personaggio non identificato, forse un parente di Salvatore, canonico della Catte­
drale di Vercelli, fondatore del «Ritiro della Provvidenza».
16 È il Piano dell’associazione alle Letture Cattoliche, di cui aveva stampato migliaia di copie: ed. in
MB IV 532-533.
25-27 Forse per la fretta non si è accorto che di tutto ciò aveva già parlato sopra.
30 contessa Serafina Mella di Antignano: benefattrice di don Bosco, sarà anche una delle promotrici
della lotteria del 1857.
31 barone Carlo Cantono, padre di Teresa (1827-1889) che era andata in sposa al conte Aleramo Au­
gusto Bosco di Ruffino (1809-1895), figlio del barone Giovanni Giacinto Bosco (1774-1854).

20.2 Page 192

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186 febbraio 1853
Don Paolo Guaiino, sacerdote rettore di un ospizio in città, nato a Sostegno (Vercelli) il 5 novembre
1813 ed ordinato sacerdote il 22 settembre 1838. Morì il 12 luglio 1887.
marchese Murazzano: altro benefattore di don Bosco per la lotteria del 1852, cavaliere dell’ordine di
Malta e dei santi Maurizio e Lazzaro. Aveva il palazzo al lato della cattedrale di Vercelli. Probabilmen­
te si tratta di Giuseppe Ludovico Buronzo (1800-1881) che ebbe il titolo di marchese di Murazzano.
Sposatosi tre volte, ebbe 7 figli, fra cui Maria Ignazia Valeria (1832-1867) che sposò nel 1856 il cav. Al­
berto Arborio Mella.
32 cav. Alessandro Mella: personaggio non meglio identificato.
33 birichino: ragazzo vivace.
148
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 212 x 13,2 mm.
E I 71-72
carta azzurrina
Ancora a proposito della farmacia (vedi lett. prec.) — desidera che l’arciprete indirizzi una lettera di
ringraziamento alla sig.ra Ponza di S. Martino
*Torino, 1 di febbraio 1853
Car.mo Sig. Arciprete,
Cominciamo [ad] avere un raggio di speranza: oggi ho potuto parlare a lun­
go col conte di S. Martino e grazie alla pia di lui consorte si offerì di prendere la
5 cosa in tutta considerazione: e promise assai più che io non credeva. Le parole
saranno fatti? Vedremo.
Intanto io stimerei molto a proposito che V. S. indirizzasse una lettera alla
prefata signora Ponza di S. M artin o nata Ormea e[:]
1° Ringraziarla dei buoni uffizi che si offerì di fare pel noto affare.
10
2° Raccomandarsi che voglia continuare.
3° Che ella avrà la consolazione di aver liberato una famiglia da inevitabili
calamità, la quale famiglia benedirà mai sempre la mano della sua benefattrice,
invocherà mai sempre i divini favori sopra di lei e sopra la crescente famiglia...
Ma doceo Minervam.
15
Intanto io non perderò la cosa di vista e in tutto quello che potrò l ’accerto
che le sarò in ogni circostanza
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
12 ante benedirà del che
13 i corr ex le
3-4 Vedi lett. prec.
4 La moglie del conte si era veramente interessata al caso, come dimostra una sua lettera a don Bo­
sco di quei giorni: ASC Docum enti V I p. 180, ed. in MB V 799.
14 doceo Minervam: l’espressione latina esatta sarebbe sus Minervam docet per indicare come uno
che non sa pretenda d’insegnare alla dea della sapienza.

20.3 Page 193

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febbraio 1853 187
149
Al padre rosminiano Francesco Puecher
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 32-33
Orig. aut. 2 ff. 266 x 205 mm. strappo sul f. 2
Ined.
Esprime l’intenzione di estinguere il debito contratto coll’Istituto della carità
*Torino, 1 febb[raio] 1853
Ill.mo e chia.mo Signore,
Compionsi ormai due anni da che abbiamo conchiuso il nostro contratto di
imprestito senza che io non abbia aggiustato conto alcuno con V. S. 111.ma e
chia.ma. Ora desidererà di depurare il debito dagli interessi a fine di tenere le mie 5
cose aggiustate e qualora venisse colui, che veniet tam quam fur, non mi trovi
colla matassa ingarbogliata.
L'interesse di due anni sono ir.........................................................1600
Pagati fr. 520 per una garanzia prestata pel padre del Sig. D. Co­
stantino, sulla qual somma sono a dedursi fr. 20 pagati dal
io
Comollo padre, restano ....................................................... ... 500
Per dodici mesi di pensione del giovane Comollo Edoardo a cui
favore fu offerta la limosina di franchi 20 al mese ............. ... 240
Pertanto dalla somma ................................................................ ... 1600
dedotti fr.......................................................................................... 740
15
restano ........................................................................................... 860
Ora la prego di dirmi a chi potrò trasmettere questa se io sarò in grado di pa­
garla sul finire di questo mese.
Persuaso che questa mia lettera la trovi in buon essere di salute auguro ogni
bene dal Signore a Lei [,] al sig. abate Rosmini, e a tutto l’isti[tu]to e mi dico col- 20
la massima considerazione
Di V. S. 111.ma e chia.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
j.2v AMTll.mo e chia.mo Signore
25
Il Sig. D. Fran.co Puecher
Provinciale d. I.d.C.
Stresa
6 veniet tamquam fur: 1 Tess. 5,4.
12 Edoardo era il secondo nome di Clodoveo Comollo: vedi lett. n. 100.
24 La risposta venne dall’amministratore Gilardi l’8 febbraio: si augurava che il padre del giovane
Comollo fosse sollecito a rimborsare a don Bosco quanto gli doveva e si indicava a don Bosco come
saldare il conto di 860 lire col Rosmini. Inoltre, a nome del Puecher, chiedeva precise informazioni
circa la salubrità dell’aria di Valdocco e la possibilità di acquistarvi dei terreni.

20.4 Page 194

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188 febbraio 1853
150
Al canonico Lorenzo Gastaldi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 103-104
Orig. aut. 2 ff. 361 x210 mm. carta azzurrina
Ined.
Attesta ricevuta dei due quadri inviatigli — manda cento biglietti della nuova lotteria — offre un rag­
guaglio circa la recente festa di S. Francesco di Sales — elogia la madre del canonico
Torino, 1 febb[raio] 1853
Car.mo Sig. Canonico,
Ieri ho ricevuto i bellissimi suoi due quadri perfettamente interi, di cui fece
V. S. car.ma un dono all’Oratorio di S. Fran.co di Sales; ed appunto come deside-
5 ra, adorneranno la novella chiesa, sicché venendo a Torino li vedrà appesi alle pa­
reti del sacro edifizio: attesa però l'umidità del tempo, del sito e delle mura non
saranno collocati a loro luogo fino alla prossima primavera.
Mentre Ella moltiplica i favori io le moltiplico i disturbi. Abbiamo iniziata
una Lotteria di alcuni oggetti rimasti dalla Lotteria antecedente, e affine di poter­
lo la condurre avanti mi raccomando anche a Lei pregandola [di] raccomandarmi
all’ab. Branzini, prevosto di Stresa, e ad altre persone che ella stimerà per prova­
re di smerciarmi questo quaderno in cui si trovano cento biglietti: faccia quel che
può.
Il
T[eologo] R e[g]io non mi ha ancora portato nulla, e se verrò interpellato
15 in qualche maniera farò come mi ha detto.
Domenica 30 scorsi gen[naio] abbiamo celebrato nel modo più soddisfacente
la festa di S. Francesco di Sales. La nuova chiesa era stivata di giovani. Sua ma­
dre stette qui da un’ora fino alle sei di sera, e tutto fu per Lei un vero teatro. Que­
sta buona signora forma tutta la sua consolazione nel parlare del suo canonico, e
20 prestarsi a favore di questo Oratorio. Il Signore le dà buona salute e la pace del
cuore.
Tante grazie dei favori ricevuti, mille benedizioni dal Signore: io ed i miei fi­
gli pregheremo di cuore Iddio buono per Lei affinché siano effettuati li suoi santi
desideri.
25
Di V.S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Favorisca di consegnare le unite lettere alle persone cui sono dirette. C’è
pure un numero di programmi d’una nuova associazione di libri popolari.
30 All’Ill.mo e M.to R.do Signore
f.2v
Il Sig. T. Gastaldi Lorenzo
Can.co prete d. I.d.C.
Stresa
3 perfettamente interi add m rg sin 28-29 Favorisca... popolari add m rg sin

20.5 Page 195

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febbraio 1853 189
17 Alla festa non era intervenuto don Chiatellino, al quale il chierico Felice Reviglio scrisse in quei
giorni, a nome di don Bosco, a proposito di un certo Rigi, figlio di padre cieco, che per un certo perio­
do di tempo, scappato da casa, era vissuto con don Chiatellino e poi era stato accompagnato a Val-
docco dalla madre. Al maestro di metodica di Carignano don Bosco chiese se era disposto a riaccetta­
re il ragazzo.
28 Lettere non pervenute.
151
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASCT Istruzione, Corrispondenza 1853 rep. 157 cart. 6 fase. 11
Copia allog. con firma allog. 1 f.
Ined.
Richiesta di aprire una lotteria avente per premio una cassa di ferro
[Torino, 13 febbraio 1853]
[Illustrissimo Sig. Intendente Generale],
Il
sig. Giacomo Rocca fabbricante di mobili in questa Città a fine di benefica­
re l'Opera pia di S. Francesco di Sales (Oratorio) per la gioventù abbandonata, of­
friva una cassa di ferro contenente molti segreti di nuovo genere per farne una
lotteria a beneficenza di questo med[esim]o Oratorio.
Per tale effetto il sottoscritto ricorre aH’esperimentata bontà di V. S. HI.ma
supplicandola a voler permettere che tale dono venga esposto in Lotteria nel Caf­
fè della Borsa, e delegare nel tempo stesso quel perito giurato che alla prudenza
di lei sarà beneviso.
Attesoché le istruzioni concernenti le lotterie esiggono un cassiere cui sia affi­
dato il N[umero] dei biglietti da smerciare, e il danaro che si spera ricavare dai
med[esim]i, fu a tal uopo scelta la persona del sig. Pietro Falletti proprietario e
possidente] del Caffè dietro la Consolata via delle Orfanelle casa Mogliassi n. 4 il
quale si offre di disimpegnare tale incombenza nel modo dalla legge voluto.
Il
danaro ricavato dalla presente lotteria sarà per sopperire ad alcune spese
occorse nella costruzione della nuova chiesa.
Si dà per sicurtà il sig. Filippo Ambrogio sarto e possidente di cui sono an­
nesse le carte requisite.
Che della grazia
Umile Ricorrente
Sacerdote Bosco Gioanni
3 Giacomo Rocca: abitante in via delle scuole, casa Vautino; il 15 dicembre 1852 aveva regalato a
don Bosco la cassa in questione.
8-9 caffè della Borsa: corso Porta Nuova n. 8, parte dell'attuale via Roma.
9 II 13 febbraio venne nominato Pietro Ropolo, il quale dieci giorni dopo si portò al laboratorio del
Rocca dove si trovava la cassa «eseguita con molta precisione sia riguardo ai molti segreti che contie­
ne che alle difficoltà superate nell’esecuzione della medesima». Sotto giuramento il 28 febbraio la va­
lutò 1250 lire.
18 Filippo Ambrosio, sarto, abitante in contrada Dora Grossa (attuale via Garibaldi), casa S. Paolo
n. 53.
22 Don Bosco con la domanda consegnò anche il Piano della Lotteria (in otto punti), indicando fra

20.6 Page 196

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190 febbraio-marzo 1853
l'altro il tempo dell’esposizione della cassa (mese di maggio), il prezzo del biglietto (1 lira), nonché
l’omaggio di un libro del valore di 2 lire a chi acquistava cinque biglietti. Il 2 marzo il Farcito concesse
la richiesta autorizzazione, fissando il numero dei biglietti in 1663 e stabilendo come data di estrazione
il 31 maggio.
152
Al tipografo Giacinto Marietti
Biblioteca vaticana, Fondo Paletta
Orig. aut. 2 ff. 212 x 132 mm.
Ined.
carta azzurrina
Chiede la restituzione di un testo da ristampare
timbro biblioteca vaticana
*Da casa [Torino], 14 febb[raio] 1853
Preg.mo Signore,
Per togliere ogni appiglio al sig. Speirani e Tortone di far questioni io mi sono
determinato di far stampare da loro per questa edizione la Storia Sacra; tanto
5 più che ieri mi ha fatto dire [che] se non gli trasmetto il manoscritto egli, Speira­
ni, lo ristampa come fu già prima stampato.
Laonde prego V. S. preg.ma a voler rimettere al presente mio birichino il
manoscritto che le aveva dato, riserbandosi per altra edizione di fare quello che
per amor di tranquillità io debbo per ora omettere,
io
Lavoro intorno alla Storia d ’Italia.
Il Signore la benedica e mi creda con parzialissima considerazione
Di V. S. preg.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 Al preg.mo Signore
Il Sig. Giacinto Marietti
Torino
3-4 Vedi lctt. n. 98.
5 Storia Sacra: prima edizione 1847; seconda edizione 1853.
10 La Storia d ’Italia: verrà pubblicata nel 1855.
153
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 69-70
Orig. aut. 2 ff. 212 x 132 mm. carta azzurrina
Ined.
Note di spese — abbozzo di progetto di tipografia (ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco p. 113)
*Torino, 2 marzo 1853
Car.mo Sig. Don Carlo,
Forza è che cessi un momento di fare il birichino, e faccia senno. Spedisco

20.7 Page 197

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marzo 1853 191
per Bonafous la somma di franchi 840 da cui furono dedotti fr. 20 per biglietti co­
stà smerciati dalla carità del sig. D. Lorenzo Gastaldi.
Ho proprio qui copia di ciò che riguarda al Comollo e sta sopra notato
fr. 516.04, ma la spesa della scrittura e della carta bollata mi ha portato a sborsare
fr. 520. Prima di questa garanzia il Comollo era spessissimo a trovarmi, dopo ap­
pena potei vederlo una volta senza che mi abbia ulteriormente dato un quattrino,
e credo che abbia buone ragioni[:] q u i non habet, non etc.
10
Vedrà qui unito un abbozzo di topografia del sito ivi posto in vendita destina­
to a costruzione. Se mai sarà buono a qualche cosa mel dica e farò di essere più
diligente.
Offra i miei più rispettosii ossequi al Padre Generale, e P. Puecher e mentre
mi raccomando di cuore alle divote di Lei orazioni, mi dico rispettosamente
15
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Allegato
Sac. Bosco Gio.
__ _ . .
113
à
O Recinto dell’Oratorio di S. Francesco di Sales.
20
V Sito da vendere tav. 90 circa are 33 — buona posizione e salubre di cui parte è
come venduto a fr. 400 la tavola, che se lo scavo del vapore ferrato aumenterà

20.8 Page 198

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192 marzo 1853
il prezzo sarà a comun vantaggio — Non si è però ancor fatto istrumento —- si
vende in qualsiasi quantità. + Campanile.
25 1 Nuova Chiesa.
2 Casa esistente dell’Oratorio.
3 Casa posta in costruzione, cuius pars ruit quia non erat aedificata supra fir-
mam petram.
4 Sito da vendere, ma più nel basso non molto ventilato e strada non molto co-
30 moda al prezzo di fr. 200 la tavola.
5 Bealera o rigagnolo perenne che divide la proprietà dell’Oratorio dal sito men­
tovato.
6 Strada vicinale che dal circolo di Valdocco conduce alla casa dell’Oratorio ed
alla nuova Chiesa.
35 7 Via Cottolengo che conduce alla R. fucina delle canne.
8 Direzione di mezzodì.
9 Porzione di sito venduto e già fabbricato.
N.B. Il tipo presente servirà solo a dare una qualche idea topografica: ma non ci
sono le proporzioni, perché non fu fatto da Architetto, né da Geometra bensì dal
40 Girovago capo dei birichini senza rigo, senza compasso etc.
11 post in del costruzione]
12 ante destinato del e
15 post cuore del al Sig.
4 Bonafous: fratelli spedizionieri, con sede in contrada d ’Angennes 37, che raggiungevano città del
regno sabaudo come anche città di altri stati della penisola italiana e della Francia.
10 Q ui non habet, non: più comune è nemo dat quod non habet: effato giuridico.
21 Tav. 90 corrispondono a mq. 3420.
35 Regia fucina delle canne: attuale via Cottolengo, via Maria Ausiliatrice e via Don Bosco. All’epoca
prendeva il nome dal luogo dove si fabbricavano canne di armi portatili da fuoco di ogni specie.
37 già fabbricato: è la casa Coriasco. Due anni prima don Bosco aveva venduto parte del terreno ac­
quistato dal seminario al falegname Giovanni Battista Coriasco, che si era costruita una casetta di un
solo piano con dieci vani. Don Bosco ricomprerà l ’intera proprietà nel 1873, abbatterà la casa e vi edi­
ficherà nuovi caseggiati.
40 Girovago: cioè don Bosco stesso.
154
Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
ASC 131.01 Lett. orig. Ravina (A 173) me. 44 D 10
Orig. aut. 1 f. 267 x 265 mm. carta azzurrina, leggerissima
E I 72
Trasmette copie degli Avvisi ai Cattolici — chiede copie delle circolari per le Letture Cattoliche
"'Torino, 4 marzo 1853
Ill.mo e Reverend.mo Sig. Vicario,
A seconda della commissione datami da Monsig. Moreno Vescovo d'Ivrea
trasmetto a V. S. 111.ma e Re.d.ma trecento copie degli Avvisi ai ca ttolici affinché

20.9 Page 199

▲torna in alto
marzo 1853 193
li dirami nel modo che reputerà migliore per promuovere la diffusione delle Lei- 5
ture Cattoliche.
Mentre con gran piacere compio l’onorevole incarico la prego della bontà di
favorirmi una cinquantina delle circolati analoghe per offerire ad alcune persone
che prendono in queste associazioni interessamento particolare.
Il
Signore la colmi di sue benedizioni e si degni considerarmi tra que' poveri 10
sacerdoti che si offrono in ogni cosa
Di V. S. HI.ma e Rever.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
7 prego add si
4 Avvisi a Cattolici. Torino, tipografia dir. da P. De Agostini, via della Zecca n. 23, casa Birago. Sulla
copertina si leggeva pure, scritto in caratteri più piccoli, «I nostri pastori ci uniscono al papa: il papa
ci unisce con Dio».
8 circolari: cioè il piano di associazione delle Letture Cattoliche: vedi lett. n. 147.
155
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 1 f. 220 x 161 mm.
E I 73
carta uso tipografico
Ancora a proposito dell’ affare della farmacia di cui alla lettera n. 147
"Torino, 6 marzo [18]53
Car.mo Sig. Arciprete,
Buone nuove: il ministro S. Martino mi partecipa in questo momento che il
famoso decreto è annullato, e ci è già la minuta fatta per un altro a favore della di
Lei cognata. M a[,] zitto per non eccitare qualche terribile scintilla da cui nasca 5
nuovo incendio: mostreremo la fava quando sarà nel sacco: D eo gratias et sem-
p er Deo gratias.
Sono così sopraccarico di faccende in questo tempo quaresimale che non ne
posso più.
Mi ami nel Signore e mi creda sempre
10
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
P.S. Appena avrò un momento le accennerò una serie [di] aneddoti che accom­
pagnarono il nostro affare.
4 è add si
3 Vedi lett. n. 147.
13

20.10 Page 200

▲torna in alto
194 aprile 1853
156
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 1 f. 210 x 162 mm.
E I 73-74
Comunicazioni varie circa la lotteria, i ragazzi accolti in Oratorio e prime reazioni positive alla pubbli­
cazione delle Letture Cattoliche
*Torino, 7 ap[rile] [18]53
Car.mo Sig. Arciprete,
Ho ricevuto il quaderno dei biglietti con fr. 62 che la sua carità mi ha procu­
rato: tante grazie e tante benedizioni dal Signore sopra la venerata di Lei persona.
5
II giovane Coriolano di S. Martino farà la sua prima Comunione sabbato
prossimo 9 corrente: la madre ed il figlio si raccomandano per mezzo mio alle sue
preghiere: è un giovane di ottima indole, di grande abilità: voglia il Signore con­
servarselo.
Ho mandato la lettera al fr[atello] Agabio: il birichino, di cui mi ha già più
10 volte parlato, non può per ora essere ricevuto, perché debbo demolire una parte
della casa per ultimare la già cominciata: tuttavia noi dimenticherò.
Il
fatto della campana è verissimo: si tacquero molte cose, perché lunghe a
dirsi, ma l’esposto è genuino. Noti però che fui con iscritti e con parole e con mi­
nacce parecchie volte insultato dai protestanti, ma il Signore ha fatto, che presen-
15 temente io sia quasi tutti i giorni visitato dai protestanti, qui guidati per farsi dilu­
cidare quanto trovano nelle Letture Cattoliche: ma con buona fede.
Mi ami nel Signore e mi creda in tutto quel che posso
Di V.S. car.ma
aff.mo Birichino
20
Sac. Bosco
3 quaderno dei biglietti: allude alle matrici dei biglietti della lotteria di quei mesi.
5 Coriolano Ponza di S. Martino, figlio del conte Gustavo Ponza. Invero in una lettera precedente
(cf. lett. n. 148) la contessa aveva scritto a don Bosco che il figlio si preparava per la prima comunione
la pasqua seguente (27 marzo). Nato a Torino il 9 ottobre 1842, Coriolano fece l'accademia militare.
Medaglia d'argento per la battaglia di Custoza nel 1866 durante la terza guerra di indipendenza, per­
corse tutta la carriera fino a comandante di corpo d'armata. Senatore dall’aprile 1900, resse il ministe­
ro della guerra durante i vari gabinetti degli anni 1900-1902. Morì il 7 gennaio 1926.
9 Agabio: al secolo Bartolomeo Allione, nato a Villafaletto (Cuneo) l ’ i l marzo 1820. Entrato in novi­
ziato dai Fratelli delle Scuole Cristiane nel 1840, emise i voti temporanei nel 1842, dopo un anno di
servizio come cuoco a Vercelli. Rimase nell’istituto fino al 1854, avendo risieduto per un certo tempo
a Vercelli, oltre che a Torino.
12-13 Dovrebbe trattarsi del fatto narrato in MB IV 369-386, specialmente 382. Alcune persone ostili
aU’Oratorio di Valdocco avrebbero fatto di tutto per mettere don Bosco in cattiva luce sia presso i suoi
catechisti o giovani, sia presso i benefattori. Don Bosco sarebbe stato costretto a fare un «esposto» per
chiarire la sua posizione e le sue intenzioni. Quanto alla campanella, sarebbe stato uno scherzo di cat­
tivo gusto. L'avrebbero regalata a don Bosco alludendo alla necessità di andare a cercare i ragazzi per
le strade, dal momento che l ’Oratorio sarebbe presto rimasto privo di giovani.
13-16 Le Letture Cattoliche, decisamente ostili ai protestanti, suscitavano decise reazioni contro don

21 Pages 201-210

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21.1 Page 201

▲torna in alto
maggio 1853 195
Bosco. Ciò non toglie che alcuni venissero a chiedergli personalmente lumi su problemi di fede. Alcu­
ne lettere lo stanno a testimoniare.
157
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
ASCT Polizia 1853 cart. 38 fase. 1
Orig. aut. 1 f. 262 x 200 mm. varie segnalazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Espone il suo desiderio di riprendere i lavori di ricostruzione dell'edifìcio crollato alcuni mesi prima
* [Torino], 2 maggio 1853
Ill.mo Signore,
Lo scorso autunno nella circostanza del rovinio di una casa ivi posta in co­
struzione ella compiacevasi di significarmi che prima di ripigliare i lavori interrot­
ti, ne dessi informazione all’uffizio di pubblica sicurezza di questa città.
5
Il
mio im p re s a rio ha già fatto alcune demolizioni, ma trattandosi di rico-
strurre sopra le reliquie delle mura non cadute, mi faccio dovere e premura di
pregare V. S. 111.ma a voler prendere tutte quelle determinazioni, che nella sua
saviezza giudicherà in questo caso necessarie.
Io
desidero di fare un edilìzio e destinarlo a ricoverare ed istruire i giovani 10
poveri ed abbandonati, perciò desidero che ogni cosa venga eseguita con tutta
quella perfezione di arte che richiedesi e per la sicurezza dell'edifizio, e per appa­
gamenti de’ miei benefattori e dello stesso municipio torinese già tante volte di
quest’opere benemerito.
Persuaso che nella sua bontà voglia prendere in benigna considerazione que- 15
sto mio particolare bisogno coi sentimenti della più viva gratitudine mi reputo al
massimo onore il potermi dire
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
2 Giovanni Battista Notta: avvocato, commendatore dell'ordine dei S. S. Maurizio e Lazzaro, fu sin­
daco ininterrottamente dal 28 dicembre 1852 al 1° febbraio 1861. Morì a Torino nel 1864, a 57 anni.
3 Un crollo era avvenuto il 20 novembre, l'altro il 1° dicembre.
6 L ’impresario era Federico Bocca.
20 Tre giorni dopo il sindaco rispose che il nulla osta a riprendere i lavori sarebbe stato dato solo die­
tro presentazione del nominativo dell’«ingegnere o dell’architetto patentato» che si assumeva la re­
sponsabilità della costruzione. Senza adempiere alla richiesta, don Bosco fece continuare i lavori; m o­
tivo per cui il sindaco il 21 maggio mentre elevò contravvenzione all’impresario (che non aveva cessa­
to i lavori nonostante l’invito della polizia il giorno precedente) richiamò don Bosco all’osservanza
delle prescrizioni comunali: ASC 112 Chiesa di S. Frane, di Sales, ed. in MB V 595-596.

21.2 Page 202

▲torna in alto
196 maggio 1853
158
Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
ASC 112 Torino Oratorio (A 021) me. 1973 C 1
Orig. allog. senza firma 1 f. 252 x 192 mm.
Ined.
Richiesta di autorizzare don Gattino a benedire la nuova campana della chiesa di S. Francesco
di Sales
[Torino], 22 maggio [1853]
Illustrissimo e Molto Reverendo Signor Vicario,
Il
sacerdote D. Giovanni Bosco Direttore dell'Oratorio di S. Francesco di Sa­
les, avendo ricevuto in dono una campana nuova, senza riflettere a tanto, ha pre-
5 gato il Molto Reverendo Sig.r. D. Gattino Curato de’ Ss.i Simone e Giuda di ve­
nirla a benedire questa sera di Domenica 22 maggio.
Ora avendo riconosciuto lo sbaglio commesso prega instantemente V. S. II-
l.ma e Molto Reverenda a communicare la facoltà necessaria al Prelodato Signor
Curato, e concedergli la quantità dell’acqua benedetta necessaria, onde potere
io in questa sera eseguire la suddetta Benedizione essendo fatti perciò gli altri
preparativi.
[Sac. Gio. Bosco]
4 nuova,] nuova;
6 maggio.] maggio;
4 La campana era stata donata dal conte Cays.
11 L ’ASC conserva il documento con l’autorizzazione, autenticata dal cancelliere vescovile: ed. in
MB IV 598.
159
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
Lettera non reperita, ma desunta dall’emissione del decreto da parte dell’intendente in data 27 mag­
gio 1853: ASCT Stato Civile, Corrispondenza 1853 rep. 157 cart. 6 fase. 11
Richiesta di proroga del termine della lotteria, in quanto ancora in corso la distribuzione dei biglietti
[...]
[Torino, anter. 27 maggio 1853]
La richiesta venne accolta ed il 28 maggio si fissò il 31 luglio come data dell’estrazione. Don Bosco co­
munque chiederà un'ulteriore proroga.

21.3 Page 203

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maggio 1853 197
160
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1853 rub. 284 fase. 1 pp. 201-202 prot. 47.000
Orig. aut. 2 ff. 269 x 210 mm. carta azzurrina sul mrg. sup. des. si legge: venuta al minutante
il 25 luglio 53 poco più sotto sulla sin. altra nota del card, per l’abate Roberti di Torino timbro
ASV
Ined.
Richiede per conto del sacerdote Viale la facoltà di risiedere in Torino — invia copie delle Letture Cat­
toliche — si mostra preccupato per la diffusione dei Valdesi
Eminenza Reverendissima,
*Torino, 31 maggio 1853
Mentre ringrazio di tutto cuore V. E. Rev.d.ma per tanti favori procurati a
me ed a’ miei figli, mi trovo nel bisogno di dover ricorrere aU'esperimentata di
Lei bontà pel caso che accenno.
5
Mi trovo qui solo alla direzione di una famiglia di ragazzi ricoverati assai
considerevoli; di questi alcuni aspirano allo stato ecclesiastico. Debbo eziandio
pensare a quanto può occorrere a tre distanti Oratori di questa città, e a ciò do­
vetti ancora aggiugnere la redazione delle Letture Cattoliche; sicché io mi trovo
sopraccarico di occupazioni senza avere una persona su cui mi possa poggiare 10
per virtù, dottrina e prudenza.
H aw i il sacerdote Viale diocesano di Torino e residente a Fossano, il quale
verrebbe a dividere caldo e freddo, rose e spine. Egli si occupò già lodevolmente
per un Oratorio di giovani aperto in Fossano sotto a Monsig. Fantini, ma colla
morte di questo prelato tutto andò in fumo. Presentemente questo ecclesiastico 15
trovasi in Fossano se non odiato almeno invidiato e tutto il suo zelo torna inutile
pel sacro ministero.
f.lv
Egli mi ha dato la memoria quivi unita da presentare a V.E. per ottenere la
facoltà di dimorare in Torino quindi dispensato dall’assistenza domenicale nel
coro e dall’obbligazione di celebrare costà la santa messa.
20
Il
suo antecessore ottenne tale dispensa, un suo attuale collega parimenti;
che se non si può illimitata almeno per un trienni [o], e qualora non si possa altri­
menti siagli permesso di farsi surrogare. Insomma io raccomando questo affare
alla patema bontà di V. E. [;] faccia Ella come le sembra tornare a maggior glo­
ria di Dio e a vantaggio delle anime.
25
Unisco qui alcune copie delle Letture Cattoliche contro di cui tanto si arrab­
biano i protestanti, il cui numero va di giorno in giorno ingrossando. Questa asso­
ciazione progredisce colla benedizione del Signore, e il numero degli associati
tocca i diciotto mila.
Eminenza! La fiera è uscita dal suo covile, non haw i più cacciatore armato 30
che l ’atterrisca: sonvi soltanto alcuni domestici secondari che gridano a più non
posso, ma un tetro e cupo schiamazzo cerca di soffocarne la voce. Il fatto sta che
i protestanti sono in via di dare principio ad altro tempio quivi in Torino.
f.2 r
Degnisi ella intanto di far gradire li miei più umili e più ossequiosi ringrazia­
menti al Santo Padre di tanti favori a me ed a’ miei poveri figli compartiti, voglia 35

21.4 Page 204

▲torna in alto
198 maggio-giugno 1853
aggiugnere un novello tratto di bontà col benedire l ’associazione delle Letture
Cattoliche, benedire tanti sgraziati giovani che in mille guise sono ingannati nella
religione, benedire me, povero sacerdote, che più di tutti abbisogno.
Spero che il cuore paterno di V. S. saprà dare benigno compatimento alla
40 confidenza con cui le scrivo, e senza più unendo i miei sentimenti a quelli de’ pre­
ti miei collaboratori, e de’ miei figli, le auguriamo ogni celeste benedizione, per­
suasi che vorrà anch’ella raccomandarci al Signore perché ci conservi nel santo
divin servizio. Così sia.
Di V. E. Reverendissima
45
Umil.mo ed obbligat.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
8 post tre del Oratori
12-25 Don Sebastiano Viale, nato a Limone (Cuneo), della diocesi di Torino, canonico di Fossano,
cappellano corale: Calendario generale del Regno 1853. Nella memoria composta di tre lunghe pagi­
ne, il Viale faceva menzione del benefizio parrocchiale che aveva a Fossano, del suo servizio sacerdo­
tale nelle carceri di quella città e del suo ministero negli oratori eretti colà sull'esempio di quelli di To­
rino. La morte del vescovo mons. Luigi Fantini (28 agosto 1852) aveva però portato alla loro chiusura.
Pertanto chiedeva l'autorizzazione sia a celebrare la messa, secondo l'intenzione del fondatore del be­
neficio di cui era titolare, dovunque avrebbe risieduto, sia a non presenziare alle funzioni dei giorni fe­
stivi nella cattedrale di Fossano. Cooperatore salesiano, il Viale morì a Fossano nella primavera del
1889: BS luglio 1889 p. 96.
26-29 Le Letture Cattoliche erano iniziate nel gennaio dello stesso anno. Sul numero degli abbonati
è legittimo sollevare qualche riserva, dato il frequente uso fatto da don Bosco dell'amplificazione dei
numeri.
46 Con ogni probabilità la sacra congregazione dei vescovi e regolari rispose negativamente per
quanto riguardava la venuta a Valdocco di don Viale. A nulla dovette servire pure la petizione del ge­
suita di Torino, padre Giulio Protasi, al confratello de La Civiltà Cattolica, padre Giuseppe Oreglia,
perché facesse pressioni sul card. Patrizi e su altri per favorire don Bosco «quell’anima santa, che è il
Padre di tutti i poveri figli del popolo» (da una nota conservata nell'archivio de La Civiltà Cattolica).
La lettera di risposta del card. Antonelli per altro accenna solo al gradimento suo e del papa per la
pubblicazione delle Letture Cattoliche: cf. MB IV 686. Suona piuttosto strano che l’Antonelli scriva
«mi diedi la grata premura di rassegnare al Santo Padre [...] i volumetti» quando la sua missiva porta
la data del 30 novembre, esattamente sei mesi dopo quella di don Bosco. Probabilmente il riferimento
è ad una seconda spedizione dei volumetti delle Letture Cattoliche editi nel primo semestre dell’anno,
spedizione accompagnata da una lettera autografa di mons. Moreno in data 30 ottobre 1852: ASV SdS
1853 rub. 283 prot. 52.069.
161
A don Michelangelo Chiatellino
ASC 131.01 Leti. orig. Chiatellino (A 170) me. 13 D 10
Orig. aut. 2 ff. 215 x 130 mm. carta azzurrina leggerissima, recentemente restaurata
postali: Torino 17 giù 55 10 M Carignano 17 giù 55
E I 74-75 MB IV 583
timbri
Comunica che don Cafasso non ha alcuna obiezione a che si trasferisca dalla sede scolastica di Cari­
gnano a quella di Borgo Cornalese
Car.mo Sig. D. Chiatellino,
*Torino, 16 giugno [18]53
Ho parlato a D. Caffasso del nostro affare senza dire che ne aveva già parlato

21.5 Page 205

▲torna in alto
giugno 1853 199
con Lei, e senza alcuna esitazione mi rispose essere questo un posto conveniente
e di scriverle immediatamente per avere il suo parere; sicché di qui non h aw i più 5
difficoltà. Ci pensi e qualora mi dia un’affermativa andremo (statuto tem pore) a
fare una visita alla signora duchessa.
In fretta ma di tutto cuore me le offro nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
io
AllTll.mo Signore
Il Sig. Don Chiatellino Michelang.
Carignano
3 La duchessa Costanza Lavai di Montmorency aveva chiesto un sacerdote come insegnante a sue
spese nelle scuole di Borgo Cornalese (già Cornalense [Torino]) dove risiedeva: vedi lett. seg. La du­
chessa Anna Costanza Lavai di Montmorency (figlia del famoso Giuseppe De Maistre, autore del Du
Pape) fu una delle più generose benefattrici di don Bosco. Nata il 27 gennaio 1787, morì a Borgo Cor­
nalese il 2 aprile 1882: BS maggio 1882 p. 92. Aveva sposato Eugenio di Lavai di Montmorency, che il
2 agosto 1851 l ’aveva lasciata vedova. Vedi poi lett. n. 364.
162
A don Michelangelo Chiatellino
ASC 131.01 Lett. orig. Chiatellino (A 170) me. 13 D 11
Orig. aut. 2 ff. 210 x 150 mm. restaurato lo strappo sul f. 2
gnano 21 giù 53
E I 75 MB IV 583
timbri: Torino 21 giù 53
Cari­
Scrive riguardo all'accordo raggiunto con la duchessa Lavai di Montmorency per il trasferimento di
cui alla lettera precedente
Torino, 21 giu[gno] [18]53
Car.mo Sig. D. Chiatellino,
Ieri fu qui a Torino la sig[ra] duchessa Lavai Montmorency e fu conchiuso
quanto riguardava alla sua magistratura. Ora Ella desidera di parlare con V. S.
per intendersi per la scuola, modo di farla, vitto, modo di farselo etc. C’è locale 5
per lei e per una persona di servizio: pare che gradirebbe anche una sua sorella:
ma, ella dice, che questa sorella servisse il prete e non fosse servita. Ma queste
sono cose di poca entità le quali si aggiusteranno con facilità parlandosi.
Se può fare una passeggiata a Borgo per giovedì 23 corrente, è aspettato; io
non ci posso andare, ma comincerebbe andare V. S.. Se ha insieme il sig. T. Ap- io
pendini potrebbe esser bene; del resto aetatem habes, interroga et videbis.
Non ho tempo a scrivere di più. Saluti li suoi parenti e gli altri miei amici e
mi ami nel Signore.
Aff.mo
All’ottimo Sig.
D. Michel. Chiatellino
Carignano
Bosco G.
15
9 post fare del giovedì

21.6 Page 206

▲torna in alto
200 giugno 1853
2 Vedi lett. prec.
4 magistratura: comica espressione indicante il suo nuovo impiego di «magister» da parte di don
Chiatellino.
12 aetatem habes, interroga et videbis: cf. Giov. 9,21-23.
163
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 1 f. 209 x 163 mm.
E I 75-76
timbri: Torino 22 giù 53 3 S
Vercelli 23 giù 53
Ringrazia per la somma pervenutagli da parte della contessa Severina d'Antignano — rinnova l ’invito
a venire a Valdocco per la festa di S. Luigi
* [Torino], 22 giugno 1853
Car.mo Sig. Arciprete,
Si immagini con quanta gioia sianmi giunti li suoi 50 fr. Io sono sul finire del
trimestre pel panattiere, la nota oltrepassa i mille fr. e sono quasi ancora ab ovo,
sicché fu un’ottima inspirazione dal Signore mandata alla piissima cont. Severina
5 d’Antignano quando determinò di mandarmi tal somma.
Oltre li miei più cordiali ed umili ringraziamenti prego di dirle da parte mia
che poteva impiegar bene tal danaro altrove, meglio noi crederei. Andò tutto nel­
la bocca di poveri giovani pezzenti, cui, si può dire fra di noi, si dava alimento di
anima e di corpo, e molti sostenuti un tozzo di pane [s]camparono da disordine e
10 dalle prigioni.
Adempierò l ’obbligazione imposta, ed avrà, ne son certo, la grazia desi­
derata.
Se p o trò verrò per S. Luigi. Non basta; dica: p er S. L u ig i vado io per cantar
messa e predicare alla sera. L ’attendo, non mi cangi sillaba.
15
II Signore colmi di sue benedizioni Lei, la sig.ra cont. |Severina e mentre ad f.iv
ambidue professo la mia gratitudine mi raccomando alle sante loro orazioni e mi
dico
Di V. S. car.ma
Aff.mo ed obbl.mo servitore amico
20
Sac. Bosco Gio.
capo d[ei] Birichini]
AU’Ill.mo e M.to R.do Signore
f.2v
Il Sig. T. Degaudenzi
25 Can.co arciprete
Vercelli
4 ab ovo: l’espressione significa «dall’inizio» e normalmente è unita a verbi di incominciare.
14 L'espressione è quella scritta dal De Gaudenzi nella lettera inviata a don Bosco,
vado: vengo.
14 Non mi cangi sillaba: non cambi opinione o programmi.

21.7 Page 207

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luglio-agosto 1853 201
164
Al vescovo di Asti Filippo Artico
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 9 luglio 1853: ASC 126.2 Artico, ed.
in MB IV 600-602
Lo ringrazia per la venuta a Torino — ha parole di consolazione dopo i feroci attacchi al vescovo da
parte del giornale L ’Operaio d ’Asti
[Torino, anter. 9 luglio 1853]
[...]
Filippo Antonio Artico: nato a Ceneda (Treviso) il 16 febbraio 1798, fu consacrato vescovo di Asti a
Roma il 27 dicembre 1840. Fatto oggetto di pesante calunnia nel 1847, fu costretto ad allontanarsi dal­
la diocesi. Si ritirò esule a Roma nel convento di S. Gregorio al Celio, dove morì il 21 dicembre 1859.
Quanto a L ’Operaio d ’Asti, si tratta del primo giornale locale di Asti, apparso nel settembre 1851. Set­
timanale, portava per sottotitolo: «Foglio astigiano politico-filosofico e di interessi locali». Con diverso
nome sopravvisse a Mondovì fino alla metà del 1855. Condusse spesso campagne anticattoliche, giun­
gendo a negare la Messa come reale sacrificio sacramentale, e ricevendo così un decreto di condanna
di mons. Ghilardi, che ne proibì la lettura sotto pena di scomunica.
165
Alle autorità comunali di Torino
ASCT Istruzione e beneficenza, Corrispondenza 1853 rep. 75 cart. 14 fase. 19
Orig. aut. 2 ff. 325 x 220 mm. varie segnalazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Presentazione delle attività svolte nei tre oratori di Torino — richiesta di sovvenzione
[Torino, 3 agosto 1853]
111.mi Signori,
Compreso da' sentimenti di sincera gratitudine pel sussidio che le SS. W . II-
l.me l ’anno scorso mi assegnavano a benefizio degli Oratori eretti in questa città
per la gioventù abbandonata, oso nuovamente ricorrere trovandomi piucché mai 5
in bisogno.
Debbo anzitutto dar loro un cenno sull’andamento di questi tre Oratori, i
quali in questo anno procedettero con assai più prospero successo, atteso il mag­
gior numero de’ giovani che vi intervennero. Solamente nell’oratorio di Valdocco
oltrepassarono talvolta i due mila, tutti giovani che passarono i loro giorni festivi io
adempiendo i doveri religiosi congiunti all’istruzione morale e civile, come sono
lettura, scrittura, aritmetica, sistema metrico, disegno, musica di canto [e] di al­
cuni stromenti. In mezzo a tutto questo eranvi alcuni trastulli di ginnastica ele­
mentare, come sono: cavalletti, altalena, bocce, piastrelle, corse e salti, e ciò per
allettare quelli che altrimenti non verrebbero. Le scuole serali di quest’anno non 15
poterono sortire que’ risultati che io mi aspettava; e ciò provenne per mancanza
di mezzi; perciocché essendo tutti figli poveri spesso cessavano dalla scuola per
non aver quanto loro faceva mestieri. Tuttavia gli alunni ascendevano spesso ai
trecento.

21.8 Page 208

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202 agosto 1853
20
Oltre le spese del fitto e manutenzione della chiesa e se [1]ciato dell'Oratorio
di Vanchiglia e di Porta Nuova, il cui ammontare non è inferiore a due mila e du-
gento franchi, si aggiugne la grave spesa fatta nella costruzione di una chiesa in
quello di Valdocco, come pure la costruzione o meglio la ristorazione di corpo di
fabbrica destinato per le scuole, e a dar ricovero a quelli che sono assolutamente
25 poveri ed abbandonati.
La moltiplicità di queste spese stancò la carità de’ soliti benefattori, a segno f.iv
che mi trovo ancora in debito del fitto dell’intera annata dell’Oratorio di Porta
Nuova; perciò se il municipio non mi viene in ajuto in questo bisogno particolare,
io mi trovo nella dura necessità di dover chiudere qualcheduno di questi oratori,
30 per cui verrebbe a cessare un mezzo d’istruzione ad un numero considerevole di
giovani poveri ed abbandonati.
Per questo motivo ricorro alle SS. W . 111.me supplicandole a voler prendere
in benigna considerazione il sovra esposto e concedermi quel caritatevole
sussidio che per la gravezza del presente mio bisogno alla loro generosità sarà
35 beneviso.
10 non dimando nulla per me, nemmeno per li miei collaboratori; chè siamo
tutti lieti di potere impiegare le nostre fatiche a pro de’ poveri figli del popolo; io
dimando solamente sussidio per pagarmi alcuni debiti contratti nelle mentovate
costruzioni, e per far fronte alle spese dei fitti e della manutenzione de’ rispettivi
40 locali.
Pieno di fiducia nella provata bontà del municipio torinese, professando la
più sentita riconoscenza mi dico
Delle SS. W . Ill.me
Umile Ricorrente
45
Sac. Bosco Gioanni
4 La data è quella indicata dal protocollo comunale: vedi lett. n. 132.
166
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASCT Stato Civile, Corrispondenza 1853 rep. 157 cart. 6 fase. 11
Copia allog. con firma allog.
Ined.
Ulteriore richiesta di proroga della data di estrazione dei biglietti della lotteria
[Torino, anter. 20 agosto 1853]
[Illustrissimo Sig. Intendente Generale],
11 sottoscritto espone rispettosamente a V. S. 111.ma e Chiar.ma come i bi­
glietti della lotteria d’una cassa di ferro, offerta a favore dell’Oratorio di Valdoc-
5 co, atteso le molte lotterie che ebbero luogo contemporaneamente, poterono sol­
tanto essere smerciati in piccolissimo numero. Di manera che il danaro presente-
mente percepito eguaglia appena il quinto del valore della cassa.
Per questo ricorre nuovamente a V. S. 111.ma e Chiar.ma onde voglia prende-

21.9 Page 209

▲torna in alto
agosto 1853 203
re in benigna considerazione l’oggetto somministrato, e concedere che l ’estrazio­
ne a detta lotteria venga invariabilm ente differita fino al giorno 15 del prossimo 10
venturo Settembre.
La nota di Lei bontà, i benefizi già altre volte largiti in sussidio di quest’opera
di pubblica beneficienza, fa sperare il favore verso chi si dichiara
Umile Supplicante
Sac. Bosco Gioanni
15
7 un quinto: 250 lire, vale a dire solo un settimo dell'ammontare deH'intera lotteria, cui sottrarre poi
il valore dei libri dati in omaggio. La richiesta venne accolta solo in parte, anche perché il ministero
delle finanze, presieduto dal conte Camillo Benso di Cavour, aveva sottolineato con propria lettera
che don Bosco aveva lasciato scadere il termine utile per l'estrazione. La proroga venne concessa solo
fino al termine del mese di agosto, e don Bosco avrebbe dovuto informarne il pubblico mediante la
Gazzetta ufficiale. Tale esito gli pervenne da parte del sindaco solo il 26 agosto. In essa venne invitato
a smentire immediatamente le voci che correvano circa il 15 settembre come giorno di estrazione:
ASCT Affari Stato Civile 1853, cart. 6 fase. 11 rep. 157. L ’estrazione ebbe poi effettivamente luogo il
13 settembre.
167
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.01 Lett. orig. Appendini (A 169) me. 2 B 7
Orig. aut. 1 f. 207 x 133 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche /
Torino
E I 76 MB IV 622
Comunica il suo prossimo arrivo onde riposarsi e dedicarsi allo studio
Torino, 21 ag[osto] 1853
Car.mo Sig. Teologo,
Dunque siamo alle spese di V. S. car.ma; domani pel vapore delle 10 sono da
lei con un chericotto s e g r e ta r io per doppio scopo: per fare una dormita e scri­
vere: perciocché sono sopraccarico di lavoro e sfinito di forze.
5
Tolleri questo disturbo in nom ine D o m in i e il Signore ne le darà ricompensa.
La saluto con tutta effusione di cuore e mi creda
Di V.S. car.ma
Obbl.mo allievo
Sac. Bosco Gio.
10
capo de’ birichini
[P.S.] I saluti alla rispettabile di lei sorella.
4 scopo] scopio
2 L ’Appendini abitava a Villastellone, località di circa 2500, a 19 km. da Torino.
5 La stanchezza era dovuta in particolare al superlavoro richiesto dalle Letture Cattoliche, di cui
erano ormai usciti vari fascicoli da lui stesso curati.

21.10 Page 210

▲torna in alto
204 agosto 1853
168
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 54-55
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 xl3 5 m m . vari timbri sul f. 2v: Arona 30... Torino 31...
Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / Torino
E I 77 MB IV 630
intest, a stampa:
Domanda di comunicargli il periodo in cui il Rosmini verrà a Torino per poter concludere ogni
contratto
Torino, 29 ag[osto] 1853
Car.mo Sig. D. Gilardi,
Ho ricevuto la lettera di V. S. car.ma scrittami relativamente all’affare di un
sito vendendo, e godo assai che il P. Generale venga a Torino, così spero di avere
5 il piacere di parlargli e vederlo.
Siccome però ho più richieste di alcune persone che desiderano fare acquisto
[di] parte di tal sito; così avrei bisogno che Ella potesse dirmi circu m circiter a
qual tempo il prelodato P. Gen. sarà a Torino; nel qual caso io potrò differire la
conclusione di ogni contratto parziale fino alla deliberazione affermativa o negati­
lo va del venerai.mo sig. Ab. Rosmini.
Se può farmi un riscontro in proposito mi fa molto piacere, ed io dirò a S.
Francesco di Sales che le voglia molto bene. Mi ami nel Signore e mi creda
Di V. S. 111.ma e car.ma
Affez.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
B iric h in o
AllTll.mo Signore
Il Sig. D. Carlo Gilardi
dell’Ist. della carità
20 Stresa
3 La lettera non è pervenuta. L ’ultima è del 25 giugno 1853, nella quale il Gilardi fra l’altro chiedeva
un abbonamento alle Letture Cattoliche. All'epoca all'Oratorio risiedevano alcuni aspiranti rosminia-
ni, sul cui atteggiamento siamo informati da alcune lettere di padre Puecher e padre Scesa.
7 circum circiter: il Rosmini venne a Torino pochi giorni dopo. Intanto però aveva suggerito a don
Bosco di mettere in opera a Valdocco una tipografia ad imitazione di don Ludovico Pavoni di Brescia.
16 Non si conserva la risposta del Gilardi, ma da una lettera del Rosmini a padre Puecher si sa che il
7 settembre lo stesso Rosmini aveva già incontrato don Bosco e preso visione del terreno in questione.
Al momento propendeva per sospendere l’acquisto, in attesa però di una decisione definitiva dopo
l'abboccamento col Puecher alla Sacra di S. Michele.
169
Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
ASC 131.01 Leti. orig. Ravina (A 173) me. 44 D 11
Orig. aut. 1 f. 267 x210 mm. carta leggerissima azzurrina
E I 77-78 MB IV 638
segni di carta gommata
Richiesta di proroga per un triennio di alcuni favori spirituali a vantaggio degli abitanti di Morialdo

22 Pages 211-220

▲torna in alto

22.1 Page 211

▲torna in alto
settembre 1853 205
[Torino, settembre 1853]
Ill.mo e Rev.mo Sig. Vie [ario] Generale,
Il
sac. Bosco Gioanni in una chiesa di sua proprietà posta nel borgo di Mu-
rialdo appartenente alla parrocchia di Castelnuovo d’Asti suole celebrare da tre
anni la festa del SS. Rosario facendo precedere la novena in cui si faceva ogni 5
sera un breve discorso e si dava la benedizione col SS. Sacramento. La medesima
facoltà di dare la benedizione si estendeva ad altre feste di M. Vergine e di S. Giu­
seppe. E questo tutto nelle ore che non disturbano le funzioni parrocchiali; e di
pieno consenso col Prevosto del luogo.
Ora il ricorrente desideroso di procurare il medesimo spirituale] vantaggio a 10
que’ popolani (avendo il regnante Pio IX conceduto l’indulgenza plenaria nel
giorno della festa del Rosario, e trecento giorni in ciascun giorno della novena)
supplica V. S. 111.ma e Reverend.ma a voler concedere e rinnovare la medesima
facoltà con un decreto da durare altri tre anni.
Nella fiducia del favore
15
Il sac. Bosco Gio.
supplicante
5 In più add si
14 post un del altro
11-12 Vedi lett. n. 58.
17 II decreto fu redatto sul verso della stessa petizione di don Bosco nei seguenti termini: «Si conce­
de permesso annuo riservandoci di dare un apposito decreto per gli anni futuri ricorrendosi più per
tempo».
170
Al canonico Silvestro Tea
Archivio vescovile —Ivrea
Copia dattiloscritta
Ined.
Notizie sulla condotta del giovane Biletta
Torino, 22 settembre 1853
[Ill.mo e Rev.mo Sig. Rettore,]
Togliamo un momento alle altre occupazioni ed occupiamolo per Lei, caro
sig. Rettore. Il giovane Biletta generalmente si porta bene, specialmente nella
condotta religiosa. Ebbe soltanto a patire alcune crisi [?] nella circostanza che 5
suo padre gli scrisse lettere e lo venne a vedere a Torino. Dopo essersi provato a
fare diverse professioni ora pare che siasi fermato nella professione di calzolaio e
spero che vorrà continuare.
Mi raccomando poi in una maniera particolare che non gli si mandino danari
altrimenti ogni nostra fatica torna al vento.
10
Siccome questo giovane per alcuni anni guadagna nulla, siccome ci vogliono

22.2 Page 212

▲torna in alto
206 settembre-ottobre 1853
molte spese, siccome io mi trovo molto stretto in pecunia, così la brava Adelaide
mi mandi quel che può, e così faremo andare avanti la baracca. La signora Rama
e il sig. Boaro potrebbero mandarmi quel piccolo quid che ancora mi è dovuto?
15
Non le scrivo riguardo al catechismo del sig. Valinotto prevosto perché può
intendersela con Monsignore. Che ne dice dei Fatti contem poranei dell’ultimo fa­
scicolo? E bene continuare? Vale in D om in o e mi comandi e le sarò sempre dev.
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
2 Canonico Silvestro Tea, sacerdote dal 1837, professore di teologia morale in seminario, era parro­
co nella parrocchia dei S. S. Salvatore e Dioniso in Ivrea dal 1842. Aveva forse fatto qualche anno di
studio a Torino dove potrebbe avere avuto l'occasione di conoscere don Bosco, per cui in seguito lo
avrebbe invitato a predicare nella sua parrocchia. Dal 1879 fu canonico. Morì il 17 settembre 1887 a 75
anni. Di lui si conservano vari scritti a stampa. Dirigeva la tipografia di Ivrea che stampava le Letture
Cattoliche.
4 Giuseppe Biletta, figlio di Felice, nato a Ivrea nel 1840; entrò alTOratorio il 12 maggio 1853; uscì
nell'agosto del 1859.
12 Adelaide: forse la zia del Biletta, citata da un ms. in parte autografo di don Bosco (ASC 132 Tori­
no O ratorio). Vedi anche lett. n. 279.
14 Sig.ra Rama, sig. Boaro: personaggi non meglio identificati, ma comunque da don Bosco avvici­
nati in occasione delle sue visite ad Ivrea.
16 Don Francesco Valinotti (Vallinotti), teologo, canonico onorario della cattedrale. Nato a Virle
(Torino) nel 1813, morì a Ivrea nel 1873.
16 Nel mese di agosto era uscito il fascicolo delle Letture Cattoliche dal titolo Fatti contemporanei
esposti in forma di dialogo.
171
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 1 f. ( 208 x 132 mm. carta leggerissima, trasparente
trale delle Letture Cattoliche / Torino
E I 78-79 1
intest, a stampa: Direzione Cen­
Spedizione della nota dei numeri estratti nella lotteria — richiesta di eventuale disponibilità del fratel­
lo per alcune occupazioni da definirsi in seguito
Torino, 15 ott[obre] 1853
Car.mo Sig. Arciprete,
Le mando qui la nota dei numeri vincitori della lotteria di cui si mostrarono
segnatamente generosi i caritatevoli vercellesi; questi numeri le furono già di qui
5 inviati, e forse smarriti non so dove. Se qualcheduno di quelli che presero la cin­
quina non ricevettero il premio promesso mel dica, ed io lo manderò immedia­
tamente.
Avrei bisogno di sapere 1° se suo fratello accetterebbe una buona vicecura,
2° una scuola di metodo, 3° se verrebbe volentieri ad occuparsi nell’Oratorio di
10 Valdocco. Questo per mia norma.
Corriamo l ’anno delle miserie: mi trovo gravemente cru[c]ciato; confidato

22.3 Page 213

▲torna in alto
ottobre 1853 207
alla prosperità dell’annata ho dato mano a parecchi progetti e l’annata andò falli­
ta. In D om in o spes mea. Mi ami e in quel che posso mi creda
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
15
Sac. Bosco Gio.
P.S. Quel giorn o io giunsi quando Ella partiva; perché non fermarsi pel pranzo?
3 cui add si 17 Quel... pranzo? add mrg sin
3 L'estrazione era stata fatta un mese prima.
5 Chi acquistava 5 biglietti, aveva diritto ad un fascicolo di lire 2.
8 suo fratello: don Giuseppe De Gaudenzi, viceparroco del sobborgo di S. Martino a Novara, poi ca­
nonico parroco di S. Guadenzio nella stessa città, morto nel 1899.
172
A ll’abate Antonio Rosmini
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 5-6
Orig. aut. 2 ff. 199 x 132 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / To­
rino vari timbri sul f. 2v: Torino 17 otto 53 1 S Stresa 18 ott 53 Arona 18 ott 53
A 178 MB IV 631
Impossibilitato a restituire nel tempo stabilito una somma presa a prestito, chiede la dilazione di alcu­
ni mesi
Ill.mo e Reverend.mo Signore,
Torino, 15 ott[obre] 1853
Le vendite del sito, che io giudicava compiute, andarono tutte a vuoto; i
compratori che mi avevano fatto richiesta non comparvero più.
Egli è per questo che prego V. S. Ill.ma a darmi una dilazione del pagamento 5
della somma che nella sua bontà mi ha imprestato nella bella occorrenza che ella
fu qui a Torino; la dilazione sarebbe di quattro mesi, ben inteso, che le corrispon­
derei coll’interesse legale; qualora però nell’esecuzione de’ suoi affari avesse biso­
gno d’incassare tal somma, farei in modo di farla tosto a lei tenere, o dove ella mi
dirà.
10
Persuaso del favore e della sua bontà a mio riguardo, le auguro ogni bene dal
Signore raccomandandomi di cuore alle sante di lei orazioni con dirmi
Di V. S. Ill.ma e Reverend.ma
f.2v AH’Ul.mo e Reverend.mo Signore
Il Sig. Ab. D. Anto. Rosmini Cav. etc.
Stresa
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
5-7 Rosmini, venuto a Torino, gli aveva prestato la somma di lire 3000 con scadenza di pagamento
ravvicinata.
10 L ’abate, con lettera del Gilardi del 18 ottobre, gli concesse una proroga di altri quattro mesi. Il
giorno precedente il solerte segretario di casa Cavour, don Carlo Rinaldi, aveva scritto al Rosmini che
don Bosco era in ritardo già di alcuni giorni nel pagamento della somma dovuta.

22.4 Page 214

▲torna in alto
208 novembre-dicembre 1853
173
Al signor Conti
Archivio de «La Stampa» - Torino
Orig. aut. 1 f. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / Torino
Ined.
Lettera di accettazione di un fanciullo — chiede una pensione a discrezione del padre
Torino, 9 novembre 1853
Car.mo Sig. Conti,
È tutto aggiustato pel nostro Paolino; venga pure quando che sia.
1° Si porti un letterello piccolo quanto può!
5 2° I libri che ha già usato nella scuola.
3° Una buona dose di volontà di studiare e vivere da buon cristiano.
Siccome io mi trovo nelle spese fino al collo, così venendo mi porti quel da­
naro che può, andando avanti il Signore ci aiuterà, così dice D. Caffasso.
Il Signore benedica Lei e tutta la famiglia e mi creda tutto suo
10
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
1 novembre] 9bre
3 II ragazzo venne all’Oratorio e vi rimase per un certo periodo tempo. Due anni dopo era ancora
all’Oratorio.
7 fino al collo: totalmente, fino alla bottiglia piena.
174
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.01 Leti. orig. Appendini (A 169) me. 2 B 9
Orig. aut. 2 ff. 208 x 133 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / T o­
rino restaurato dopo uno strappo vari timbri sul f. 2v: Torino 19 die 53 10 M Villastellone 19
die 53
E I 79 MB IV 691
Si giustifica per non aver potuto inviare i suoi cantori a Villastellone a causa dei ritardi postali
Torino, 18 dicembre 1853
Car.mo Sig. Teologo,
La lettera del sig. D. Chiatellino mi giunse troppo tardi e non mi fu più possi­
bile concertare la partita de’ cantori per Villastellone secondo che V. S. car.ma
5 desiderava; moltiplicava le difficoltà un pranzo celebrato oggi dalla Società degli
operai eretta in questo oratorio, della quale Società fanno parte essenziale i
cantori.
Se questa volta mio malgrado non ho potuto appagare questo mio e suo desi­
derio, spero che mi porgerà altre occasioni, in cui potrò dare a lei un segno sensi-

22.5 Page 215

▲torna in alto
dicembre 1853 209
bile della mia rispettosa gratitudine, con cui augurandole ogni benedizione dal Si- io
gnore mi dico con tutta effusione di cuore
Di V.S. car.ma
Aff.mo allievo
Sac. Bosco Gio.
f.2v All’Ul.mo Signore
15
Il Sig. T. Appendino Amministratore
Villastellone
4 partita: andata.
8 È la Società di M utuo Soccorso, fondata da don Bosco tre anni prima tra i suoi giovani operai.
175
Al cardinale arcivescovo di Ferrara, Luigi Vannicelli Casoni
ASC 131.01 Lett. orig. Vannicelli (A 174) me. 54 C 10
Orig. aut. 1 f. 262 x211 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale Letture Cattoliche / Torino
segni di carta gommata restaurato
E I 80 MB IV 692
Petizione per la diffusione delle Letture Cattoliche
Torino, 19 dicembre 1853
Eminenza Reverendissima,
Nella favorevole congiuntura che il Rever.do P. Novelli parte di questa Capi­
tale per recarsi a Ferrara mi prendo la libertà di raccomandare al conosciuto zelo
di V. E. Reverend.ma la diffusione delle Letture Cattoliche; non già che dubiti del 5
concorso di Lei, che si mostra sempre pronta a tutte le opere di zelo, ma per far­
ne tener copia direttamente a Lei, e così possa essere in grado di farle ad altri
vedere. Quest’associazione è assai bene avviata, e contiamo già diciottomila
associati.
Il
Reverend.mo Monsig. Luigi Moreno Vescovo d’Ivrea Direttore in capo di io
queste Letture mi ha egli stesso dato onorevole incarico di scrivere su tale affare a
V. E. e vi unirebbe una sua lettera se la partenza del prefato P. Novelli avesse
dato campo a rendernelo avvertito.
Persuaso che voglia accogliere in buona parte questa mia lettera, mi racco­
mando di tutto cuore onde si degni supplicare il Signore Iddio ad aver pietà del 15
povero Piemonte, per cui corrono tempi veramente calamitosi per la nostra santa
cattolica religione; preghi eziandio per me e per un numero di poveri giovani, che
umilmente dimandano la santa e pastorale sua benedizione.
Il
Signore colmi V. E. di sue celesti benedizioni, e la conservi lungo tempo a
bene di Santa Chiesa.
20
Colla massima venerazione mi dico
Di V. E. Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
14

22.6 Page 216

▲torna in alto
210 dicembre 1853
12 post sua del sua
2 Luigi Vannicelli Casoni, nato ad Amelia (Terni) il 16 aprile 1801, fu canonico della basilica vaticana
ancor prima dell'ordinazione, avvenuta nel 1824. Dieci anni dopo divenne consultore della sacra con­
gregazione dei vescovi e regolari, indi protonotario apostolico. Pro-legato pontificio prima a Bologna,
poi a Ravenna, ricoperse pure la carica di governatore di Roma, direttore generale di polizia e viceca­
merlengo di Santa Romana Chiesa. Cardinale in pectore dal 1839, ufficializzato nel 1842, fu legato
pontificio a Forlì ed a Bologna. Arcivescovo di Ferrara dal 1850, morì il 21 aprile 1877.
3 Don Domenico Novelli: nato il 15 dicembre 1817 a S. Maria a Monte (Pisa), divenne sacerdote nel
1842 ed in seguito can. della cattedrale, rettore del seminario e provicario generale del vescovo di S.
Miniato. Oratore di fama, quaresimalista, fu tre volte a Torino, dove ricevette anche il titolo di cava­
liere mauriziano. Morì il 3 febbraio 1881.
176
Al professore Giuseppe Bonzanino
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 3 p. 32)
Copia semplice
E I 80-81 MB IV 670-671
Presentazione di due giovani da avviare agli studi
Torino, 28 dicembre 1853
Ill.mo e car.mo Sig. Professore,
Ho ancora due giovani da mandare a scuola; uno di nome Carossi e credo
che convenga alla scuola del sig. Pasquale avendo fatto la terza elementare, e de-
5 siderando di cominciare latino: questi paga quel tanto che occorre. L ’altro di
nome Anfossi che parmi si possa unire con quelli di 2a grammatica. Esso mi fu
mandato dalle sig[nor]e Losana, sorella e cognata del Vescovo di Biella, le quali
spero faranno pure quanto occorre per la spesa di scuola.
Resta a vedere se può ancora nasconderli in qualche cantuccio per sentire le
io preziose sue lezioni. Cominci a vederli, poscia farà in D om in o quel che meglio le
parrà.
Il
Signore benedica Lei e tutta la rispettabile famiglia, e ringraziandola di
quanto fa per questi miei poveri figli, me le offro in quel che posso
Di V. S. 111.ma e car.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All.Ill.mo Signore
Il Sig. prof. Bonzanino Giuseppe
Torino
2 Cav. Carlo Giuseppe Bonzanino, prof, di ginnasio inferiore in via Barbaroux 20. Fin dal 1837 era
stato autorizzato dal magistrato della Riforma ad aprire scuole inferiori di latinità. Morì a Torino nel
1888. Cooperatore salesiano: cf. BS febbraio 1889 p. 29.
3 Carossi: giovane non meglio identificato.
4 Sig. Pasquale: un maestro elementare non meglio identificato.
6 Giovanni Battista Anfossi: nato a Vigone (Torino) nel 1840, entrò all’Oratorio il 23 novembre 1853.
Fatti i voti triennali nel 1862, lasciò la congregazione salesiana due anni dopo. Sacerdote, morì a Tori­
no il 15 febbraio 1913.

22.7 Page 217

▲torna in alto
dicembre 1853 211
177
A ll’abate Antonio Rosmini
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 15-16
Orig. aut. 2 ff. 262 x 202 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / To­
rino vari timbri sul f. 2v: Torino 29 die 53 10 M Arona 30 die 53
E I 81-82 MB IV 688-689
Apertura di trattative per l ’impianto di una tipografia aU’Oratorio — difficoltà al riguardo, soprattutto
di indole finanziaria
Torino, 29 dicembre 1853
Ill.mo e Reverend.mo Signore,
Prima di rispondere alla venerata lettera di V. S. 111.ma e R.d.ma ho voluto
fare un calcolo sul mio presente stato finanziario, e sulle difficoltà che si potreb­
bero incontrare per mettere in opera una tipografia nel senso che noi intendiamo. 5
Comincio per dirle che tale idea forma un oggetto principale de' miei pensie­
ri da più anni, e la sola mancanza di mezzi e di locale me ne ha fatto sospendere
la esecuzione. Perciocché manchiamo difatti di una tipografia in cui ci siano con­
fidenza, economia e perfezione. Non ci sarebbero difficoltà da parte del proto, e
credo nemmeno di un buono ed attivo direttore; ciò che mi si oppone sono le spe- 10
se che dovrei fare per ridurre una parte del locale in costruzione a questo uso, e
le spese di primo impianto. Tuttavia poiché ella sarebbe disposta di somministra­
re un discreto capitale, io mi metterei quando che sia all’opera; ma mi fa mestieri
che V. S. voglia degnarsi di significarmi fino a qual somma ella possa e intenda
far montare questo capitale, e con quali condizioni mi verrebbe somministrato. 15
Se queste due ultime clausole saranno compatibili col mio stato presente di cose,
credo che la cosa si potrà effettuare, e che il lavoro non mancherà e che io potrò
procacciar lavoro ad un buon numero de’ miei ragazzi; ben inteso che mi è indi­
spensabile il suo aiuto morale forse più del materiale.
La ringrazio di tutto cuore della bontà e della memoria che nutre per me e 20
per questi miei poveretti, e non potendole altrimenti dimostrare la mia gratitudi­
ne, prego il Signore Iddio a voler colmare di sue celesti benedizioni Lei e tutto il
benemerito istituto della carità.
Baciandole rispettosamente le mani mi dico colla massima venerazione
Di V. S. Ill.ma e Reverend.ma
25
Obbl.mo ed aff.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
f.2v All'Ill.mo e Reverend.mo Signore
11 Sig. Cav. Ab. D. Anto. Rosmini
Generale dell’istituto della carità
30
Stresa
3 II Rosmini il 7 dicembre aveva nuovamente invitato don Bosco a valutare la convenienza di intro­
durre a Valdocco una tipografia. L ’abate d ’altro canto coltivò a lungo il sogno di avviare una tipogra­
fia tutta sua. Un tentativo di installarla a Torino nel 1845 era andato fallito.

22.8 Page 218

▲torna in alto
1854
178
Al conte Clemente Solaro della Margherita
Archivio Ispettoriale Salesiano - Manaus
Orig. aut. 2 ff. 260 x210 mm. intest.: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche caldamente
raccomandate al sig. Conte e contessa la Margherita
E 77 MB V 34 X V II 861
Domanda di sussidio per risolvere gravi strettezze finanziarie
Torino, 5 gennajo 1854
Eccellenza,
Sebbene io non sia mai ricorso all’Eccellenza Vostra per sussidio, tuttavia la
parte che prende in molte opere di carità ed il bisogno grave in cui mi trovo mi
5 fanno sperare che leggerà con bontà quanto espongo.
L ’incarimento d ’ogni sorta di cibo, il maggior numero di giovani cenciosi ed
abbandonati, la diminuzione di molte oblazioni che private persone mi facevano
e che ora non possono più, mi hanno posto in tal bisogno da cui non so come ca­
varmi; senza calcolare molte altre spese, la sola nota del panattiere di questo tri-
io mestre monta ad oltre fr. 1600; e non so ancora dove prendere un soldo: pure bi­
sogna mangiare; e se io nego un tozzo di pane a questi giovani pericolanti e p e ri­
colosi li espongo a grave rischio dell’anima e del corpo.
In questo caso eccezionale ho stimato bene di raccomandarmi all'Eccellenza
Vostra, onde mi voglia prestare quell’ajuto che nella sua carità stimerà a proposi-
15 to e di raccomandarmi a quelle benefiche persone che nella sua prudenza stimerà
propense a queste opere di carità. Qui non trattasi di soccorrere un individuo in
particolare, ma di porgere un tozzo di pane a giovani cui la fame pone al più gran
pericolo di perdere la moralità e la religione.
Persuaso che vorrà prendere in benigna considerazione queste mie calamito-
20 se circostanze, l ’assicuro che ne conserverò la più grata memoria, ed augurando
a Lei e a tutta la rispettabile famiglia ogni bene dal Signore mi reputo al massimo
onore il potermi dire
Di V. Eccellenza
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
P.S. 1° Qualora la sua carità stimasse di fare qualche oblazione in questo caso,
potrebbe, se così ben giudica, farlo tenere al benemerito sig. D. Caffasso.
2° È pure rispettosamente invitato ad un dramma religioso che ha luogo do­
mani ad un'ora e mezzo neH’Oratorio di S. Francesco di Sales.
A Sua Eccellenza
Il conte Solaro della Margherita
Min. Consig. di Stato
Torino
/• 2v

22.9 Page 219

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gennaio 1854 213
2° È pure rispettosamente invitata ad un dramma religioso che ha luogo do­
mani ad un’ora e mezzo nell’Oratorio di S. Francesco di Sales.
f.2v A Sua Eccellenza
30
H conte Solaro della Margherita
Min. Consig. di Stato
Torino
2 Clemente Solaro della Margherita (Cuneo 21 dicembre 1792 — ivi 12 novembre 1869), rappresen­
tante tipico dell’antica nobiltà piemontese. Già ministro plenipotenziario presso la corte spagnola, nel
1835 era stato nominato ministro degli esteri da Carlo Alberto, che solo nel 1847 con l ’inaugurazione
di una nuova politica lo avrebbe sostituito. Nel 1854 fu deputato di un collegio ligure (S. Quirico - Ge­
nova) ed in seguito di quelli di Borgomanero, Carrù e Varazze. Conservatore ad oltranza, sostenitore
accanito dell’assolutismo monarchico, saldo nei principi religiosi, fu in rapporti di amicizia col Cotto-
lengo e con don Cafasso. Aveva sempre protetto istituti di beneficenza. Su di lui cf. M. Rosi, Diziona­
rio del Risorgimento nazionale ... La moglie, contessa Carolina, fu cooperatrice salesiana: cf. BS
marzo 1884 p. 51 n. 526.
6 L'incarimento delle merci: la crisi economica degli anni 1853-1854 fu particolarmente grave nel re­
gno di Sardegna. Nella provincia di Torino il prezzo per ettolitro del frumento alTingrosso passò da
lire 23,05 del 1853 a lire 30,13 per il 1854. Analogamente avvenne per granoturco, riso e segala: da lire
14,94 28,26 e 16,66 nel 1853, rispettivamente a lire 24,56 36,52 e 22,62 nel 1854: vedi I prezzi sul
mercato di Torino dal 1815 al 1890, a cura di G. Felloni, in Archivio Economico dell’Unificazione
Italiana. Voi. V, fase. 2 Roma 1967, pp. 1-32. In R. L uraghi, Agricoltura, industria e com m ercio in
Piemonte dal 1848 al 1861 (Torino, 1967 p. 96) si legge che dal gennaio al dicembre 1852 a Torino il
frumento era aumentato da 18,25 lire a 20,80 lire per ettolitro; invece nell’anno successivo da 20,27
lire a 27,39 lire; infine nel 1854 da 27,56 a 32,18 lire. Forse tale rincaro dei prodotti fu uno dei motivi
del fallimento della lotteria dell’anno precedente.
11-12 pericolosi: la sottolineatura è nell'originale; don Bosco rimarca un fatto che avrebbe certa­
mente richiamato l ’attenzione di un politico conservatore come il Solaro.
27 D. Cafasso era il direttore spirituale di molti nobili del tempo.
28 dramma religioso: uno di quelli che don Bosco soleva far rappresentare dai suoi giovani a fine di
istruzione e di ricreazione.
179
Al padre rosminiano Vincenzo De Vit
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 84-85
Orig. aut. 2 ff. 204 x 146 mm. vari timbri postali sul f. 2v: Ivrea 11 gen 54
Stresa 14 gen 54
E 84-85 MB V 6-7
Precise proposte di convenzione col Rosmini per la progettata tipografia
Arona 13 gen 54
Ivrea, 11 gen[naio] 1854
Ill.mo e M.to Rev.do Signore,
In seguito alla venerata lettera di V. S. 111.ma e M.to R.da, con cui mi mani­
festa la buona volontà del benemerito Ab. Rosmini a prò’ degli Oratorii maschili
di questa città, comincerò esternare un mio qualunque siasi sentimento sopra cui 5
fondare una base per una tipografia; e sebbene io conosca appieno la base sopra
cui intende camminare il prelodato sig. Ab. Rosmini, cioè fare un’opera di carità
diretta a beneficare, mercè lavoro, li miei poveri figli, tuttavia è bene che le cose
siano chiare dinanzi a Dio ed anche dinanzi agli uomini. Eccole il parere mio:

22.10 Page 220

▲torna in alto
214 gennaio 1854
io
I o L ’Ab. Rosmini somministrerà un capitale per ultimare un corpo di fabbri­
ca, e per le spese di primo impianto di una tipografia.
2° Il suo danaro sarebbe assicurato, quello impiegato nella fabbrica, sulla
fabbrica medesima; quello poi speso nella tip. sopra i medesimi oggetti, di cui
conserverebbe la proprietà.
15
3° Io metterei la mia assistenza e quella di un cherico, e il fitto del locale.
4° La tip. sarebbe a comune vantaggio: ed ogni tempo da determinarsi ci sa­
rebbe un rendiconto.
5° Alle opere che farà stampare l ’Ab. Rosmini ci sarà un ribasso del cinque
per cento sopra i prezzi ristretti degli avventori.
20
6° Tutti d ’accordo per procacciare lavoro e fare che le cose procedano con
ordine.
7° Utili e spese a carico di ambe le parti.
Non so se questo mio progetto sia ben espresso: ma l'Ab. Rosmini saprà ag-
giugnere e togliere ed anche variare quanto sarà del caso; ed io mi rimetto a Lui
25 pienamente.
Intanto la ringrazio de’ graziosi sentimenti manifestati a mio riguardo, e
mentre auguro al benemerito sig. Ab. e P. Generale ed a Lei ogni benedizione del
Signore, mi raccomando rispettosamente alle sue preghiere con dirmi
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
30
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
All'Ill.mo e M.o R.do Signore
f.2v
Il Sig. D. Vincenzo Devit
dell’Ist. della C.
35 Stresa
1 Don Bosco era andato ad Ivrea per trattare con mons. Moreno dell'eventuale pubblicazione nelle
Letture Cattoliche de II Catechismo Cattolico sulle Rivoluzioni, un libretto già edito altre volte ma
che poteva suscitare forti reazioni data la temperie politica del momento.
2 Padre Vincenzo De Vit, rosminiano, nato a Mestrino (Padova) il 10 luglio 1811, morto a Domodos­
sola il 17 agosto 1892. Sacerdote, dottore in teologia, prima aveva insegnato latino nel seminario di
Padova, poi era passato a Rovigo come canonico-teologo e professore di sacra eloquenza nel semina­
rio. Fattosi rosminiano, nel 1849 fu nominato assistente di studio del Rosmini. Si dedicò quasi esclusi­
vamente agli studi. Fra l’altro ampliò il Lexicon totius latinitatis del Forcellini, cui aggiunse VOnoma-
sticon: cf. Necrologio dei fratelli dell’istituto della carità ...
3 Lettera non pervenutaci.
25 II Rosmini penserà bene di soprassedere, in attesa di visitare il locale e di incontrarsi personal­
mente con don Bosco. Nei mesi seguenti avrebbe comunque inviato una persona a questo scopo: cf.
lett. di padre De Vit del 21 gennaio.
180
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 207 x 133 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche /
Torino vari timbri: Torino 20 gen 54 Vercelli 21 gen 54
E I 86
Comunicazioni varie circa la diffusione delle Letture cattoliche, la propria salute, l’urgenza di aiuti
economici ecc.

23 Pages 221-230

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23.1 Page 221

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gennaio 1854 215
Car.mo Sig. Arciprete,
Torino, 19 genn[aio] 1854
Ricevo la dolorosa nuova dello stato di moribondo in cui trovasi il sig. conte
di Antignano, e fin di questa sera farò con li miei figli preghiere quotidiane finché
mi sia giunta notizia dell’esito della malattia.
5
Ho ricevuto fr. 133,50, e ne ringrazio Lei ed il sig. Vie. Generale. Le Letture
Cattoliche vanno bene, si traducono in francese, abbiamo intorno a 20 m[ila] as­
sociati: ma il povero D. Bosco ha il taglione, e sono minacciato terribilmente di
giorno e di notte: ma niuno potrà farmi più di quanto vuole il Signore.
Per la figlia di cui mi parla potrebbe mandare una memoria al T. Borrelli e io
da presentarsi alla sig.ra Marchesa Barolo e ne parlerò anch’io.
10 mi trovo nel massimo bisogno di pane: se io mi raccomandassi alla sig.
Dam. Severina di Antignano, potrei sperare qualche cosa? Farò quello che ella mi
dirà.
Mi ami nel Signore, e se avrà notizie di mia morte, mi dica un De profundis. 15
Amen.
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
All'Ottimo Sig. D. Degaudenzi
20
Can.co Arciprete
Vercelli
4 post farò del fa [re]
3-4 Alessandro Malabailo d'Antignano, marito di Serafina: vedi lett. n. 147.
6 Vicario Generale dal 1845 era il can. teologo Paolo De Genova di Pettinengo, di probabile estrazio­
ne nobiliare biellese, morto nel 1868.
7 Nel biennio 1854-1855 fu stampata dal De Agostini una serie di Letture Cattoliche in lingua france­
se per i lettori delle valli di Pinerolo, alta Val di Susa, zona del Delfinato e Savoia. Saranno poi rifon­
date a Nizza trent’anni dopo, ma con indirizzo e finalità ben diverse.
8 ha il taglione: ne porta le dure conseguenze.
10 figlia: piemontesismo, indica ragazza.
13 Severina d’Antignano: persona non meglio identificata, forse la figlia del conte.
181
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASCT Stato civile, Corrispondenze 1854 rep. 202 cart. 8 fase. 7
Copia allog. con firma allog.
Ined.
Chiede l’autorizzazione ad aprire una nuova lotteria
Torino, 27 gennaio 1854
Ill.mo Sig. Intendente Generale,
11 sottoscritto direttore dell’oratorio maschile di Valdocco nel bisogno di do­
ver far fronte ad alcune urgenti spese occorse per fitto dei tre oratori maschili

23.2 Page 222

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216 gennaio 1854
5 eretti in questa città, per le scuole serali gratuite e per provvedere vitto e vestito
ad un numero di circa ottanta dei più poveri e pericolanti ricoverati nella casa an­
nessa all'Oratorio di Valdocco ha divisato di esporre in lotteria alcuni oggetti par­
te rimasti da una lotteria fatta due anni or sono, e parte offerti da caritatevoli per­
sone per sollevare il ricorrente nei mentovati bisogni.
10
Per questo rispettosamente ricorre all’esperimentata bontà di V. S. 111.ma
supplicandola di voler prendere in benigna considerazione il sovra esposto e per
tratto di favore concedere[:]
1° Di esporre in lotteria pubblica gli oggetti nell’unito catalogo descritti, con
facoltà di smerciare un numero di biglietti corrispondente al numero de’ medesi-
15 mi, il valore de' biglietti è fissato a centesimi 20.
2° Delegare quei periti che la S. V. meglio stimerà di cui uno per gli oggetti
d’arte, e l ’altro semplice estimatore per valutare tutti gli altri oggetti.
3° Atteso il piccol numero de’ biglietti concedere che i biglietti siano sempli­
cemente bollati col bollo dell'Oratorio siccome nel modulo qui unito.
20
4° Che i biglietti siano segnati dal sottoscritto o da uno de’ seguenti Signori,
il benemerito Sig. C.te Cays di Giletta, D’Agliano di Caravonica Cav.re Lorenzo,
Radicati di Brozzolo Conte Casimiro, Gonella Cav. Alfonso, Cavedio Filiberto, Vai-
lauri Giuseppe Dottore in med[icin]a.
5° Accettare in qualità di cassiere responsabile il benemerito Sig. C.te Carlo
25 Cays di Giletta predetto.
Pieno di fiducia nella esperimentata di lei bontà offre li più umili ringrazia­
menti
il ricorrente
Sac. Bosco Gio.
21 Carlo Cays: conte di Gilette e Caselette (1813-1882). Laureatosi in giurisprudenza, rimase vedovo
a 32 anni. Si dedicò con fervore alle attività caritative e sociali di Torino. Fu presidente delle conferen­
ze di S. Vincenzo de’ Paoli, catechista e benefattore degli oratori di don Bosco, priore della compa­
gnia di S. Luigi negli anni 1853-1855. Per tre anni (1857-1860) sedette nel parlamento subalpino. Nel
1877 si fece salesiano e l'anno successivo fu ordinato sacerdote. Venne inviato come direttore a Chal-
longes (Savoia) ed in seguito richiamato a Torino per dirigere le Letture Cattoliche.
22 conte Casimiro Radicati di Brosolo: con la moglie, Gabriella, nata Gloria, fu uno dei benefattori
dell'Oratorio. Morì a Torino nel 1884, otto anni prima della moglie: BS novembre 1892 p. 231; cav. Al­
fonso Gonella, Cavallo Filiberto: personaggi non meglio identificati.
29 Seguiva la firma del Cays che accettava la nomina a cassiere, il Piano della lotteria (in 6 punti) ed
il modello di biglietto.
182
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vìgevano
Orig. aut. 22 ff. 207 x 132 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche /
Torino vari timbri: Torino 31 gen 54 4 S Vercelli 1 feb 54
E I 86-87
Ringraziamenti per le offerte ricevute — preghiere di suffragio per il conte d'Antignano, generoso be­
nefattore dell'Oratorio

23.3 Page 223

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gennaio-febbraio 1854 217
Torino, 31 genn[aio] 1854
Car.mo Sig. Arciprete,
Mille ringraziamenti, e mille benedizioni a Lei, sig. Arciprete, ed agli altri be­
nefattori, cui prego di significare, che di loro avrò ognora viva memoria nel m e­
mento del santo sacrificio della messa.
5
Unisco l’analoga ricevuta, ella ci aggiunga quanto un cuore obbligato potreb­
be esprimere. Al sig. Vie. Gen. scrissi direttamente.
Appena avuta notizia della morte del sig. conte d’Antignano ho fatto raduna­
re li miei poveri figli, e la medesima sera abbiamo pregato il Signore per lui; il
mattino seguente abbiamo recitato molte preghiere, la terza parte del Rosario, 10
celebrato messa, data la benedizione col SS.mo Sacramento, in suffragio e pel ri­
poso eterno dell'anima di lui, unico tributo che noi siamo in grado di prestargli.
Ci esaudisca Iddio.
Intorno a suo fratello ci ho già pensato e ci penso tuttora; ma occupato a più
non posso quale io sono, non posso investigare valli e colline per sapere ove tro- 15
vare un posto conveniente: tuttavia farò tutto quel che posso, e di cuore.
Pieno di gratitudine mi creda nel Signore
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
f.2v AlTIU.mo Signore
Il Sig. Canonico Degaudenzi
Arciprete
Vercelli
3 agli add si
5 memento: è la parte della santa messa nella quale si prega in particolare per le persone vive
0 defunte.
7 lettera non pervenuta.
8 Vedi lett. n. 180.
14 suo fratello: vedi lett. n. 171.
183
Al notaio Vincenzo Baldioli
ASC 131.21 Fotocopie di orig. aut. (A 179)
1 f. 209 x 158 mm.
E I 87 MB X V 829
Richiesta di intervento per la sistemazione di comune accordo della casa della «Giardiniera»
Torino, 8 febb[raio] 1854
Ill.mo Signore,
Nel sistemare i conti colla signora vedova Bellezza avvi qualche differenza
sui lavori fatti eseguire da me di consenso della prefata signora nella sua casa del-

23.4 Page 224

▲torna in alto
218 febbraio 1854
5 la Giardiniera. I lavori fatti sono indispensabili affine di potersi servire del locale,
tuttavia io me ne assumo la metà spesa.
Per questo prego V. S. 111.ma di voler interporre la sua benefica influenza, e
far notare la necessità di questi lavori, rimettendomi anche al giudizio di persona
perita.
10
Le acchiudo la somma di fr. 311,70 che uniti alle spese, come da nota, fatte
pel vetraio, bianchino, capomastro fanno l’ammontare di fr. 475 [,] fitto del se­
mestre.
Pieno di fiducia nella provata di Lei bontà mi dico colla massima considera­
zione
15
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
7 V. S. 111.ma add si
10 311,70 emend e x 'il'i
2 Gioachino Vincenzo Baldioli abitante in corso S. Teresa 10, con studio pure in corso S. Filippo 16.
3-5 Vedova Maria Bellezza ovvero Teresa Caterina Bellezza, nata Novo, morta a Torino - Valdocco
1883. Cooperatrice salesiana: cf. BS gennaio 1884 p. 18 n. 50.
184
[Al ministro di grazia e giustizia Urbano Rattazzi]
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare in AST Cancelleria prot. 72 prat. 789, 868
Chiede sussidio a favore delle opere di Valdocco
[Torino], 23 febbraio 1854
[...]
La risposta del 6 marzo fu: «non si fa luogo». Invece positiva fu quella per casi analoghi presentati nel­
lo stesso tempo. Si ricordi che il 21 agosto 1853 un decreto reale aveva tolto all’economo generale dei
benefici ecclesiastici (all’epoca Michelangelo Vacchetta) l’amministrazione dei beni e l’aveva data a
cinque membri nominati dal re, lasciando all’economo solo il voto consultivo: cf. T. Chiuso, La Chie­
sa in Piemonte ... pp. 167-168.
Urbano Rattazzi, nato ad Alessandria il 29 giugno 1808, avvocato, deputato della corrente «democrati­
ca» per vari anni, prima alla camera subalpina, poi italiana, nel 1848 ottenne per una ventina di giorni
il portafoglio della pubblica istruzione e l’anno seguente quello dell’interno (16 febbraio - 27 marzo).
Fatto il «connubio» fra il «centro sinistra», da lui capeggiato, ed il «centro destra», dominato dal Ca­
vour, nel 1852 ottenne la presidenza della Camera e poi via via il dicastero di grazia e giustizia (27 ot­
tobre 1853 - 31 maggio 1855), dell'interno (31 maggio 1855 - 15 gennaio 1858, e di nuovo dal 19 luglio
1859 al 24 marzo 1860). Ricoperse anche in due periodi la carica di presidente del consiglio: 3 marzo -
8 dicembre 1862, 10 aprile - 27 ottobre 1867. In questo secondo gabinetto fu anche ministro dell’inter­
no e ad interim di quello delle finanze. Morì a Frosinone il 4 giugno 1873, prima ancora che la Destra
cedesse il posto alla Sinistra. Benché su posizioni religiose opposte a quelle di don Bosco, il Rattazzi
ne sostenne sempre l ’opera favorendola con continui sussidi ministeriali. Circa la conversazione fra
don Bosco ed Urbano Rattazzi, si veda G. Bosco, Scritti pedagogici e spirituali, a cura di J. Borrego,
P. Braido, A. Ferreira Da Silva, F. Motto, J.M. Prellezo. Roma, LAS 1987, pp. 55-69.

23.5 Page 225

▲torna in alto
185
A ll’abate Antonio Rosmini
febbraio 1854 219
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 17-18
Orig. aut. 2 ff. 250 x 195 mm.
E I 88-89 MB IV 27-29
Variazioni significative rispetto al precedente progetto edilizio per la tipografia — proposta di acqui­
stare casa Coriasco
*Torino, 24 febb[raio] 1854
Ill.mo e Reverend.mo Signore,
Non posso a meno che ringraziare V. S. 111.ma e Reverend.ma de’ buoni sen­
timenti espressi a mio riguardo; e poiché Ella mi dice di fare quello [che] può, io
pure farò quanto posso dal canto mio affinché i nostri progetti siano effettuati a 5
maggior gloria di Dio e a salute delle anime. Bisognerà ancora fare alcune modifi­
cazioni sulle condizioni apposte per avere l ’intiero quartiere a nostra futura di­
sposizione.
Sarebbe una condizione alquanto grave per me il ricuperare la casetta e sito
venduto al Coriasco col sito confinante a levante e a mezzanotte, con obbligo di io
non allienarlo. Credo sia meglio che V. S. compri tal sito e casa e così saranno
tolte due difficoltà; e poiché Ella mi dice, che per ora non potrebbe fare tale spe­
sa, io appianerei in parte tale difficoltà versando l’ammontare di quella ventina di
tavole (cioè quelle che eccederebbero il quartiere regolare di cui non avvi difficol­
tà per la estinzione di una parte del debito mio verso V. S. [)]; assumendosi ella la 15
spesa relativa al Coriasco, che monterebbe intorno ad ottomila cinquecento fran­
chi, di cui basterebbe ora pagarne tre.
Io
mi assumerei di fare le trattative con detto Coriasco per avere ogni agevo­
lezza possibile. Noto qui però che V. S. ne ha particolare bisogno di questo tratto
f.lv di fabbrica del Coriasco; |perciocché dovendo dare principio ad un edifizio resta 20
indispensabile una tettoia, bastante capace di ricevere i molti oggetti che vi si ri­
cercano con qualche cameretta per un assistente e per un governante: la qual
cosa sarebbe già fatta.
Oggi sono andato in città dall’architetto degli edili e mi disse che avrebbe
dato la linea di fronte quando che sia, ma perciò è necessario presentare un piano 25
di costruzione, in seguito a cui il Consiglio edilizio emanerebbe un decreto analo­
go, delle quali incumbenze m ’incarico io medesimo.
Sebbene le spese d ’insinuazione e d’istromento siano regolarmente a carico
del compratore, tuttavia io ci entrerò per la metà, come ella dice, e ciò per facili­
tare l’impresa.
30
In quanto al parlare al nostro sig. Vicario Generale giudicherei bene differir­
ne ancora; e forse sarà meglio cogliere l ’occasione che qualcheduno dell’istituto
passi a Lione per parlarne verbalmente all'arcivescovo medesimo: ma il parlare di
ciò al nostro Vicario (che è un sant’uomo, ma pochissimo pratico delle cose del
mondo) forse sarebbe suscitare difficoltà dove io credo non ci siano. Se ella giudi- 35
ca altrimenti mel dica ed eseguirò quanto mi suggerisce.

23.6 Page 226

▲torna in alto
220 febbraio-marzo 1854
Stando le cose in questi termini io credo che ella possa mandare |una perso­
na a ciò incaricata, segni i limiti entro cui dobbiamo tenerci e qui sul luogo del
luogo aggiusteremo ogni cosa; perché ho veramente piacere di questo progetto e
40 desidero che sia compiuto ed effettuato.
Noto finalmente che una persona attende il risultato di queste trattative per
far acquisto del sito che io sarò in grado di vendergli. Che se noi possiamo dar
principio alla provvista di materiali in questo momento, avrebbesi un aggio non
inferiore al quindici per cento, cosa che non si avrebbe più sul finire di aprile. Ec-
45 cole quali sono le espressioni del mio cuore riguardo alla risposta della venerata
sua lettera, disposto a seguire ogni paterno consiglio che Ella vorrà suggerire;
perché qui non trattasi del vantaggio temporale dell’istituto o dell’oratorio, ma
trattasi di promuovere la gloria di Dio e la salute delle anime.
Il
Signore benedica Lei e il suo benemerito istituto, e mentre le auguro ogni
50 bene dal Cielo mi racco [ma] ndo alle divote di Lei preghiere e me le offro in quel
che posso
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo ed aff.mo in Gesù Cristo
Sac. Bosco Gioanni
17 tre emend ex cinqu[e]
3 II 7 febbraio 1854 padre Puecher aveva comunicato a don Bosco che gli avrebbe fatto visita nei
giorni seguenti per vedere di concludere il progetto della tipografia. Chiedeva di preparargli una pian­
ta topografica esatta sia del suolo che dei caseggiati già esistenti. Con lettera del 12 febbraio il Rosmini
aveva poi dato minuziose istruzioni allo stesso Puecher e al padre De Vit perchè in Torino concertas­
sero con don Bosco sia il progetto della tipografia che quello della nuova abitazione dei rosminiani a
Valdocco. Una volta ritornati i due da Torino, riferirono del loro colloquio al Rosmini, che il il 19 feb­
braio manifestò per lettera a don Bosco i suoi intendimenti.
21 bastante: sufficientemente.
28 spese d’insinuazione: spese occorrenti per la trascrizione di un documento in pubblico registro.
31 Vicario Generale: mons. Filippo Ravina.
33 Lione: località dove risiedeva esule mons. Fransoni dal 1850.
36 La proposta di don Bosco di non trattare con la curia venne accolta dal Rosmini: vedi lettera del 2
marzo 1854, ed. in MB V 29-30.
38-39 sul luogo del luogo: sul posto.
186
A ll’abate Antonio Rosmini
ASIC A 1 - TECA 11 S. Giovanni Bosco, 19-20
Orig. aut. 2 ff. 262 x 210 mm. intest, a stampa: Direzione centrale delle Letture Cattoliche va­
ri timbri postali: Torino 8 mar 54 8 M Arona 9 mar 54
E I 89-90 MB V 31-32
Altre proposte circa l’acquisto di terreni e fabbricati per la progettata tipografia
Torino, 7 marzo 1854
Ill.mo e Reverend.mo Signore,
Quanti disturbi debbo recare a V. S. 111.ma e Reverend.ma per questo affare!

23.7 Page 227

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marzo 1854 221
Abbia pazienza: tali disturbi saranno tante cambiali per la Divina Provvidenza. Il
motivo per cui non posso accondiscendere alle proposte condizioni si è la stret- 5
tezza dei mezzi in cui mi trovo ed il bisogno di sistemare alcuni affari riguardanti
la costruzione dell'edifizio or ora ultimato. Tuttavia nel vivo desiderio di accor­
darci in tale iniziativa accolgo la sua proposta modificata come segue:
Io
Nella vendita e nella compra della casa Coriasco io lascerei, a sconto del
prezzo di sito venduto, cinque mila franchi, di cui tre imprestatimi lo scorso au- 10
tunno e due mila sopra i venti mila di cui fa cenno nella sua lettera.
2° La parte, che terrei come annessa allo stabilimento, non potrebbe vender­
si per tre anni: in fine di cui, se mi trovassi in grave bisogno, e che non potessi ap­
profittare di quel sito altrimenti, sarei libero di poterlo alienare, con preferenza di
25 franchi per tavola sopra i prezzi vigenti qualora si voglia acquistare dall’istituto 15
della carità.
3° Il municipio di Torino garantisce la linea di fronte per un semplice muro
di cinta, di che ho già dato ordine per la formazione di un piano analogo da sotto­
porsi all’architetto di città, la qual cosa si compie entro quest’oggi.
Debbo però notare che ci sono altri avventori per la compra Coriasco, ma 20
che esso preferisce noi; gli fu offerta la somma di fr. 9500 e la cederebbe a dieci­
mila in contanti, oppure dodici mila con mora. Questa compera vorrebbe esser
fatta presto, o prescinderne per ora, perché l’avvicinarsi della primavera favori­
sce molto i venditori.
Ecco quel tanto che le posso significare nella presente mia posizione in ri- 25
scontro alla veneratissima sua. E sarei solamente a pregarla di una decisione fra
f.lv breve |per avere una norma con alcuni individui, che mi hanno fatto richiesta del
medesimo sito.
Nella dolcissima fiducia che le cose siano tutte aggiustate, dia pure incarico
alla persona, che giudicherà del caso, per ulteriori incombenti, e se nel progresso 30
della nostra impresa s’incontreranno difficoltà, studieremo reciprocamente il
modo di superarle.
Compatisca questa mia lettera. Il Signore Iddio colmi di sue benedizioni Lei
e tutti li suoi compagni e figli dell’istituto e colla massima venerazione mi profes­
so in Gesù Cristo
35
Di V. S. HI.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v All’IIl.mo e chiar.mo Signore
Il Sig. D. Anto. Rosmini
40
Cav. Ab. Gen. dell’I.d.C.
Stresa
5 si è emend ex sono 14 di emend ex del
ciprocamente corr ex rep
17 Torino add si 27 richiesta] inchiesta
31 re­
4-8 II Rosmini il 2 marzo gli aveva detto che era disposto anche a comprare il «pezzo Coriasco» a
condizione che don Bosco gli restituisse «qualche cosa del capitale delle ventimila lire».
9 Per casa Coriasco il Rosmini era disposto a spendere 3500 lire, più il prezzo del fabbricato, di cui
lasciava la valutazione a don Bosco.

23.8 Page 228

▲torna in alto
222 marzo 1854
17-19 In questo senso era stata la richiesta del Rosmini.
20 La voce che la nuova stazione ferroviaria sarebbe stata costruita dalle parti di Valdocco aveva at­
tirato l’attenzione di vari acquirenti dei terreni e fabbricati là situati.
30 Sarebbe stato padre Gilardi, come da lettera del 10 marzo in cui annunciava direttamente il suo
arrivo per la settimana successiva.
187
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 B 3/4
Circolare litografata allog. con firma allog. 1 f. 270 x216 mm.
Copia in ASC 112 Lotteria 1854 e 112 Fatture 13 marzo, 11 aprile
E I 91 MB V 59
Appello per una piccola lotteria
Litografìa Doyen
*Torino, [13] marzo 1854
Illustrissimo Signore,
I
gravi bisogni cui mi trovo ridotto in quest’anno per le molte spese che oc­
corrono nei tre Oratorii eretti in questa città a favore della gioventù pericolante,
5 mi costringono di ricorrere alla pubblica beneficenza ed in singolare maniera a V.
S. 111.ma la cui bontà e carità ho già altre volte sperimentato.
Appoggiato pertanto al buon cuore di Lei, senza dilungarmi a particolarizza-
re i singoli casi del mio bisogno, mi fo animo a spedirle N° [200] biglietti di una
piccola lotteria di oggetti parte rimasti dalla lotteria or sono due anni ultimata, e
io parte offerti da altre benemerite persone. Ho viva fiducia che tra Lei e le persone
di particolare sua conoscenza saranno smerciati i biglietti qui uniti.
Mi trovo però nella dolorosa circostanza di poterla assicurare, che se vi fu
tempo calamitoso per la gioventù certamente è questo. Un gran numero trovasi
ad imminente pericolo di perdere onestà e religione per un tozzo di pane. La sol-
15 lecitudine eh'Ella si darà in questo caso è proprio un cooperare |alla salute delle
anime, e sarà pure senza dubbio per Lei sorgente di celesti benedizioni.
Pieno di gratitudine pei favori già fatti, e che spero vorrà continuare a prò di
questi miei poveri figli, l’assicuro che nelle deboli mie preghiere e de’ miei figli
imploreremo sempre mai copiose le grazie del Cielo sopra di Lei e sopra tutti
20 quelli che si vorranno adoperare in quest’opera di carità.
Mi permetta intanto che con massima venerazione mi dica
Di V. S. 111.ma
Dev.mo Obbl.mo serv.re
D. Bosco
2 In aprile e maggio don Bosco spedì centinaia di tali circolari a privati e ad autorità. Il 12 maggio il
ministro dell’interno, Urbano Rattazzi, restituì i 200 biglietti della lotteria che aveva ricevuto ma ac­
cluse il prezzo: lire 40: ASC 126.2 Governo, ed. in MB V 60-61. Il giorno seguente il sindaco Notta, che
ne aveva ricevuti 100, li trattenne pagandone comunque il corrispettivo: ASC 126.1 Autorità, Sindaco,
ed. in MB V 61. In calce alla circolare inviata al De Gaudenzi, datata 13 marzo, si leggeva il seguente
Post Scriptum : «V. S. prendendo parte a questa opera di carità concorre a beneficare i Giovani Ver­
cellesi, i quali in numero considerevole intervengono in questi Oratori, ed alcuni interamente ricove-

23.9 Page 229

▲torna in alto
marzo 1854 223
rati nell’Oratorio di Valdocco».
8 II numero dei biglietti inviati variava evidentemente a seconda del destinatario. I periti Michele
Cusa ed Angelo Olivero (gli stessi della lotteria del 1852) avevano stimato il prezzo degli oggetti lire
2437,75 che aumentate del 25% a norma di legge, davano un totale di lire 3250,33. Il 3 marzo l’inten-
dende Carlo Farcito emanò il decreto di approvazione della lotteria, indicando il numero esatto dei bi­
glietti da vendere (16.251), il prezzo (20 cent.), la data dell'estrazione (27 aprile), l ’obbligo di far vidi­
mare col bollo ministeriale tutti i biglietti qualora non se ne ottenesse speciale dispensa, cosa che inve­
ce don Bosco ebbe con regolare dispaccio del ministero delle finanze.
188
A11'intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASCT Stato civile, Corrispondenza 1854 rep. 202 cart. 8 fase. 7
Copia allog. con firma allog.
Ined.
Nuovo quadro offerto per la lotteria — domanda di aumentare il numero dei biglietti da smerciare —
richiesta di posticipare la data dell'estrazione
[Torino, anter. 1 aprile 1854]
Ill.mo e Benemerito Sig. Intendente Generale,
Il
sottoscritto ricorre a V. S. 111.ma e Benemerita esponendo come essendo
stato offerto un nuovo e prezioso oggetto dipinto a olio per la piccola lotteria a
favore dell'Oratorio Maschile di Valdocco si trova nel caso di dover nuovamente
supplicare V. S. 111.ma [:]
1. Voler accogliere la perizia fatta dal sig. Prof. Cusa delegato a perito con
decreto dellTntendenza Generale 7 febbraio 1854.
2. La facoltà di smerciare ulteriore numero di biglietti corrispondenti al
prezzo che il perito reputerà di stabilire.
3. La pubblica estrazione segnata pel 27 aprile trasferirla al 25 di Maggio del­
l’anno corrente.
Persuaso nella sua bontà voglia concedere un favore che è tutto diretto a be­
neficare i figli più poveri e pericolanti della città, il sottoscritto ne porge li più sen­
titi ringraziamenti segnandosi
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
4 dipinto a olio: era un quadro raffigurante la coronazione di spine di Gesù Cristo.
7-10 La perizia del Cusa stabilì il valore del quadro in lire 3500, cui si doveva aggiungere il solito
25%. In tal modo il decreto del 1° aprile permise l'emissione di altri 23.333 biglietti.
11-12 La data suggerita non venne accolta del tutto. Venne invece fissato il giorno 24, giovedì, festa
dell 'Ascensione.

23.10 Page 230

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224 aprile 1854
189
Al conte Zaverio Provana di Collegno
ASC 131.22 Copia di originali (A 192 fase. 8 p. 147: correzioni ed indirizzo di Berto)
Copia semplice
E I 92
Presentazione di una persona che sarebbe disposta a prendersi cura di un ragazzo protetto dal conte
Torino, 1 aprile 1854
Ill.mo Signore,
Eccole il Morra cui credo si possa affidare il ragazzo di cui nella sua carità
ella prende parte.
5
È disposto di fare tutte l ’agevolezze possibili. Sentirà da lui il regime do­
mestico.
Mi ami nel Signore e in tutto quel che posso me le offro di cuore
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
io
Sac. Bosco Gio.
AH'Ill.mo Signore
Il Sig. Cav. Zaverio Provana
di Collegno
Torino
3 Morra: persona non meglio identificata, così come il ragazzo di cui si parla nella medesima lettera.
Non dovrebbe trattarsi di Domenico Morra di Rivoli, che era entrato come studente a Valdocco il 4
novembre 1852, ma ne era uscito nel novembre di 6 anni dopo.
190
Al curato di Sassi teologo Pietro Abbondioli
Archivio della parrocchia di Sassi (Torino)
Orig. aut. 2 ff. 197 x 129 mm. intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / To­
rino timbro a secco in alto a destra
E I 92 MB V 43
Espone il desiderio della propria madre di avere alcune semenze di fagioli e di altre verdure
Torino, 4 aprile 1854
Car.mo Sig. Curato,
Sebbene mia madre abbia quivi molti fagiuoli, e ben grossi, tuttavia desidera
di averne di quelli [di] Sassi, e a tal fine si raccomanda a Lei perché le doni un
5 po’ di semente di certi fagiuoli detti della Regina, di cui fu altra volta da Lei
favorita.
Desidera pure di avere alcuni altri erbaggi, se pure ella ne è in grado di aver­
ne e che il portatore meglio le dirà a bocca.
Ho circa quattrocento catechizzandi al catechismo quotidiano del mezzodì.

24 Pages 231-240

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24.1 Page 231

▲torna in alto
aprile 1854 225
Vuol dire che la moralità ne' poveri giovani non è ancora perduta.
10
Mi ami nel Signore e mi creda in tutto quel che posso tutto suo
Di V. S. car.ma
Umil.mo servitore
capo dei Birichini
Bosco G.
15
P.S. Dopo Pasqua avrà una visita.
f.2v All'Ottimo Sig. Teologo
Abbondioli Pietro
Curato di
20
Sassi
4 le] gli
10 moralità] immoralità
2 II teologo Pietro Raffaele Abbondioli, nato a Cornano (Svizzera) il 1° agosto 1812 e proveniente dal­
la diocesi di Como, fu parroco di Sassi dal 1844 alla morte, avvenuta il 13 febbraio 1893.
5 fagioli della regina: particolare qualità di fagioli.
21 Sassi: rione periferico di Torino, sulla riva destra del Po, tra la Madonna del Pilone e la strada per
Superga. All'epoca era un piccolo borgo con chiesa sul pendio della collina.
191
A ll’arciprete di Bernezzo Pietro Durbano
Archivio vescovile di Cuneo
Orig. aut. 2 ff. 268 x 198 mm.
Ined.
Informazioni sulla cattiva condotta del cugino — chiede un suo intervento epistolare presso il giovane
■'Torino, 6 aprile [18]54
M.to R.do e car.mo Sig. Arciprete,
Il
desiderio che ho dimostrato di avere il suo cugino Luciano meco pegli stu­
di ecclesiastici, recherà forse qualche dubbio sulla comune nostra aspettazione il
non averle mai fatto parola sulla condotta del medesimo. È proprio così: parlava- 5
mi che egli avrebbe continuato nel medesimo impegno per lo studio e per la pie­
tà, quale diedemi non dubbia prova prima di venire all’Oratorio. Ma si raffreddò:
ben lungi di potergli fare ripigliare studii accessori, vivo oggetto de’ miei deside­
ra, a stento il potei condurre a preporsi pel suo esame. I suoi difetti sono: poca
confidenza con D. Bosco, difficilmente e rarissimamente si leva cogli altri, perde 10
il maggior del suo tempo in cose inutili fuori di studio; gusta niente le pratiche di
pietà, e si trattiene niente volentieri con quei compagni che gli sarebbero di buon
esempio, al contrario se la gode quando può passare qualche ora coi divagati.
Speravo molto negli esercizi spirituali or ora terminati, ma ne vidi nissunissimo
frutto. L ’ho già più volte avvisato, ma la particolare affezione, che gli mostrai in 15
principio dell’anno, l’ha fatto orgogliosetto; mi promette, ma non viene mai ai
15

24.2 Page 232

▲torna in alto
226 aprile-maggio 1854
fatti. Già di qualche tempo lo minacciava di scrivere a Lei [,] cosa che teme assai,
mi ha lusingato con parole e non più.
Ora che fare? Il giovane è buono e siamo ancora in tempo. Una sua lettera
20 incalzante in cui gli sia raccomandato [:] 1° Esemplarità nelle pratiche religiose e
nell’osservanza del regolamento della casa. 2° Puntualità nella levata e nell'inter- f.iv
venire allo studio. |3° Famigliarizzi un po’ più co' compagni distinti per la loro
buona condotta e co’ quali si possono tenere utili ragionamenti.
Con questa pettinatoria spero di metterlo a buoni sentimenti, e che di qui a
25 qualche tempo potrò scriverle qualche buon risultato. Quivi tra di noi la possono
solamente perdurare i buoni e quelli che hanno volontà di essere tali, ma i pigri...
Ecco, mio caro sig. Arciprete, le cose che le debbo scrivere di questo cheri­
cotto di buone speranze, ma che vuole essere guardato con occhio di lince. Com­
patisca questo disturbo, preghiamo che il Signore benedica le nostre fatiche, ed
30 io dal canto mio le auguro ogni bene dal c[i]elo con dirmi
Di V. S. M.to R.da e car.ma
Aff.mo Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AUTll.mo M.to R.do Signore
•
f.2v
35 II Sig. D. Durbano arciprete
Bernezzo - Cuneo
3 cugino emend ex nipote 21 nella emend ex nel voler
2 Don Pietro Durbano: nato a S. Pietro Monterosso (Cuneo) il 21 febbraio 1818, aveva fatto il suo in­
gresso nella parrocchia dei S. S. Pietro e Paolo di Bernezzo nel giugno 1843. Vi rimase fino alla morte,
av venuta il 20 marzo 1896. Dal 1890 fu cameriere segreto del papa Leone X III.
3 cugino Luciano: Pietro Luciano nato a S. Pietro Monterosso il 29 novembre 1833, entrato a Val­
docco a fr. 35 mensili nel 1853; morì sacerdote a Torino il 25 aprile 1873: vedi lett. n. 334 e 480.
24 pettinatoria: rimprovero, ramanzina. Non sappiamo se lo zio del Luciano accolse l’invito di don
Bosco; certo si è che il mese seguente il giovane con tre compagni (Viale, Olivero e Gastini) uscì di
sera senza permesso e dovette rientrare a notte scavalcando il cancello. Del fatto di insubordinazione
si ha un cenno nel Registro della condotta conservato in ASC.
192
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 56-57
Orig. aut. 2 ff. 212 x 132 mm. timbri vari sul f. 2v: Torino 9 mag 54 12 M
E I 93 MB V 46-47
Arona 10 mag 54
Comunicazioni di vario genere — schiarimenti circa la problematicità della memoria da inviarsi a
Roma a proposito del contratto di vendita di un terreno
’Torino, 9 maggio 1854
Car.mo Sig. D. Carlo,
Ho ricevuto le carissime sue lettere, cogli oggetti entro nominati: cioè: un li­
bro pel cherico Olivero che gli fu rimesso. La commedia: II Giannetto, che mi
5 piace assai e che vedrà presentarsi al primo ritornare che ella farà a Torino. Ho

24.3 Page 233

▲torna in alto
maggio 1854 227
pure veduto il sig. D. Setti Luigi, il quale non può dimorare regolarmente in casa
dell’Oratorio, per le molteplici scuole cui deve attendere ad ore diverse ed irrego­
lari. A giorni le manderò l’istrumento di vendita, quale il not[aio] Turvano mi ha
promesso.
Per rapporto alla memoria da darsi a Roma, credo che non produca effetto io
alcuno, perché nello stato presente Roma non può autorizzare alcuno a fare
l’istrumento; non il Seminario, cui fu interdetta l ’amministrazione; non l’econo­
mato, che finora non ne è ancora riconosciuto padrone. Il sig. Dorna nel bisogno
di comperare egli pure una striscia di questa fatta, avendone parlato coll'Ab. Vac­
chetta ed al Ministero, gli fu risposto di attendere fino ad una decisiva risposta di 15
Roma. Così giudico possiamo fare anche noi.
f.lv
Del resto noi abbiamo sempre in bocca D. Carlo |e ci fu una sensibile novità,
quando non cel vedemmo più fra noi.
Mia madre, tutti i nostri cherici, il sig. Dorna ed un grande numero dei nostri
giovani la salutano cordialmente: ed io, salutando rispettosamente il P. Generale, 20
auguro a Lei ogni bene dal Signore con raccomandarmi alle sue divote orazioni e
dichiararmi
Di V. S. car.ma
, rr
Arf.mo amico
Sac. Bosco Gio.
25
f.2v All’Ill.mo e M.to R.do Signore
11 Sig. D. Carlo Gilardi
Prete dellT.d.C.
Slresa
capo dei B[inchini]
30
13 finora] fin orora
27 R.do it
14 ante avendone del ed
15 ante gli del e
15-16 di Roma add si
3 lettere: una è quella del 3 maggio con allegata la minuta di memoriale alla sacra congregazione dei
vescovi e regolari, alla quale don Bosco avrebbe dovuto chiedere, a nome del Rosmini, l'autorizzazio­
ne per l ’acquisto di striscia di terreno di proprietà del seminario. È di questi tempi un notevole carteg­
gio fra il Rosmini e suoi confratelli, nel quale si accenna più volte anche a don Bosco.
4 II Giannetto: operetta composta dal Gilardi con chiara allusione alla nota commedia pei fanciulli
del milanese Luigi Alessandro Parravicini (1800-1880), che nel 1836 vinse il concorso nazionale bandi­
to dalla società fiorentina d ’insegnamento per un libro di lettura da darsi in mano ai fanciulli dai sei ai
dodici anni: cf. MB V 46, V I 795-796.
6 Don Luigi Setti, vedi lett. n. 20.
8 istrumento di vendita: il 10 aprile 1854 aveva venduto al Rosmini un terreno di mq. 1942 al prezzo
di lire 10.000. Un foglio in data 15 aprile 1854, firmato da don Bosco e dal Gilardi a nome del Rosmini,
precisa i conti in sospeso fra don Bosco ed i rosminiani: ASC 132 Corrispondenza (me. 1361 A 2).
8 Giuseppe Turvano: nato a Moncalvo nel 1799, era notaio collegiate e cavaliere dell’ordine dei S. S.
Maurizio e Lazzaro. Membro della compagnia della misericordia, fu per molti anni anche consigliere
comunale.
12 È da tener presente che il seminario, trasformato prima (1848) in ospedale militare poi in magaz­
zino militare — mentre però rimanevano ancora disponibili alcune stanze per la scuola ai chierici —
nel marzo 1854 era stato privato della personalità giuridica. Le rendite dei suoi benefici vennero sotto­
messe alla giurisdizione dell'economo generale. Il 29 maggio l’esercito ne occupò le stanze rimanen­
doci fino 1865. I tentativi, anche giudiziari, fatti dal rettore del seminario per riavere il godimento dei
beni dello stesso e l ’esercizio dei suoi diritti fallirono. Così pure né mons. Fransoni né il suo vicario ge­
nerale mons. Ravina, benché pienamente appoggiati dalla santa sede, riuscirono nel tentativo di so­
spendere a divinis l’economo Vachetta, che secondo loro si era prestato troppo facilmente agli ordini
governativi. L'intera vicenda, con più di un’imprecisione, è raccontata da T. Chiuso, La Chiesa in
Piemonte ... pp. 168-173.
19 sig. Luigi Dorna: personaggio non meglio identificato, abitante in via Borgo Nuovo n. 29.

24.4 Page 234

▲torna in alto
228 giugno-luglio 1854
193
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 207 x 132 mm. strappo per ceralacca intest, a stampa: Direzione Centrale delle
Letture Cattoliche / Torino timbri postali sul f. 2v: Torino 29 gen 54 2 S Vercelli... a matita su
f. 2v è scritto un conto spese
E I 94
Conferma della disponibilità del Cafasso ad accogliere il canonico al Convitto per gli esercizi spirituali
— richiesta di invio del biglietto vincente della lotteria — invito ad alloggiare a Valdocco in occasione
del suo viaggio a Torino
Torino, 27 giugno 1854
Car.mo Sig. Arciprete,
Venga pure per gli esercizi spirituali, chè il sig. D. Caffasso le farà posto e si
adoprerà a tutte guise per convertirla. Le manderei il premio vinto, ma la sua bel-
5 la calligrafia, se l ’abbia in pace, fa che né io, né un altro prete possiamo capire
qual numero precisamente abbia scritto. Mi acchiuda il biglietto e mi scriva il nu­
mero chiaro e tondo e glielo manderò tosto.
Al suo arrivo a Torino credo che troverà D. Bosco e qualora non possa asso­
lutamente trovarsi, io l'attendo qui, e le ho già preparata una modesta cameretta
10 perché sia dalla sua presenza santificata.
Iddio le doni buon viaggio. Amen.
Di V. S. car.ma
Aff.mo
Bosco G.
15 All’Ill.mo e M.to R.do Signore
il Sig. T. Degaudenzi
Arciprete can.
Vercelli
4 convertirla emend ex convert...
8 qualora emend ex se
9 le corr ex gli
3 Don Cafasso predicava gli esercizi spirituali a S. Ignazio sopra Lanzo.
4 L ’estrazione era avvenuta il 24 maggio.
5 se l ’abbia in pace: non si offenda.
194
[Al ministro di grazia e giustizia Urbano Rattazzi]
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare in AST Gran Cancellerìa prot. 72, prat.
2.557, 2.666
Richiesta di sovvenzione
[Torino], 15 luglio 1854
[...]
Se nel febbraio precedente la risposta era stata negativa, questa volta, ed esattamente il 28 luglio, gli
vennero date 500 lire.

24.5 Page 235

▲torna in alto
agosto 1854 229
195
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
ASCT Polizia Municipale, Corrispondenza 1854 rep. 584 cart. 38 fase. 1
Orig. aut. 2 ff. 300x210 min. varie annotazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Avendo avuto forti spese per adeguarsi alle richieste igienico-sanitarie comunali, è rimasto privo di
mezzi di sussistenza — implora sussidio
* Oratorio masch[ile] di Valdocco,
[Torino], 5 agosto 1854
Ill.mo Sig. Sindaco,
Pieno del più vivo desiderio di corrispondere agli inviti pubblicati da V. S. II-
l.ma riguardanti al pubblico bene sanitario, mi sono dato la massima sollecitudi- 5
ne per far ultimare o riattare i siti e locali degli Oratorii, e scuole annesse, di que­
sta città.
Ma nell’atto che li miei lavori progrediscono io mi trovo senza mezzi per
continuarli e ciò in un momento in cui la gravezza delle circostanze mi impone di
accellerarli.
10
Trovomi adunque in debito di due mila [lire] (non meno) verso l'impresar­
i o che mi ha compiuto alcuni lavori indispensabili per diradare le file de’ letti
destinati ai giovani poveri abbandonati e pericolanti.
Debbo fare una considerevole provvista di lenzuola, coperte[,] camicie a fine
di conservare la debita pulizia ad ottantotto giovani, tale è il numero dei ricovera- 15
ti nella casa ammessa all’Oratorio maschile di Valdocco.
Sono affatto privo di mezzi per mantenere vitto e vestito ai ricoverati; e per
pagare il fitto del locale di Porta Nuova e di Vanchiglia; la somma di cui calcolava
servirmi fu impiegata nel far aggiustare i fabbricati del ricovero.
In questo stato di cose io mi rivolgo a Lei, Benemerito sig. Sindaco, pregan- 20
dola caldamente a voler prendere in benigna considerazione il bisogno ecceziona­
le in cui mi trovo per provvedere a questi poveri figli, e concedermi quel sussidio
f.lv che alla |paterna di Lei carità sarà beneviso nella gravezza del presente bisogno.
Io non mi dilungo di più, perché ella facilmente comprende la mia critica po­
sizione, e capisce che cosa voglia dire trovarsi in bisogno urgente ne’ giorni che 25
corrono.
Pieno pertanto di fiducia nella provata di Lei bontà la ringrazio di tutti i favo­
ri già compartitimi nel passato, e che spero vorrà continuare, e mi dico colla mas­
sima gratitudine
Di V. S. 111.ma
Obb,l.mo ri.corrent.e
30
Sac. Bosco Gioanni
14 post coperte del cap
3-4 Di fronte al pericolo imminente del colera, le autorità comunali avevano adottato misure sanita­
rie atte a prevenirlo. Il cholera morbus si era diffuso per tutta Europa e imperversava soprattutto nel-

24.6 Page 236

▲torna in alto
230 agosto-ottobre 1854
l’Italia del Nord. Il 23 luglio a Genova erano scoppiati i primi casi dell’epidemia. Il 30 luglio ci fu il pri­
mo caso a Torino nella persona di Adriano Thaon di Revel, di anni 40, già ministro del re presso la
corte di Vienna. Dallo stesso giorno la Gazzetta Piemontese aveva incominciato a pubblicare il bollet­
tino sanitario della provincia di Torino. Sui 2533 casi verificatisi in città nei 135 giorni di epidemia (30
luglio -11 dicembre), ci furono 1438 decessi (il 56,77% dei colerosi: 808 maschi, 630 femmine: 1,58%
degli abitanti): cf. Il cholera morbus nella città di Torino nell'anno 1854, relazione del dottore colle­
giata G. G. Bonino. Torino 1855. Date la povertà degli abitanti e l'insalubrità delle abitazioni, una del­
le zone più colpite dall'epidemia fu quella di borgo Dora, dove si trovava l’Oratorio. Colà la parroc­
chia dei S. S. Simone e Giuda ebbe il 41,92% di tutti i casi di colera segnalati in città (1062 individui
colpiti) e il 52,85% dei decessi totali (760 su 1438). Rispetto a Torino, Milano, che aveva una popolazio­
ne superiore di circa 20.000 unità (178.000 contro 160.000), se ebbe una percentuale di colerosi molto
inferiore (0,21%), tuttavia ebbe, rispetto ai casi segnalati, un numero di decessi superiore (75,20%). Al
31 ottobre la sola Toscana lamentava già 26.000 vittime.
11 L ’impresario era Federico Bocca.
32 Non si hanno notizie della risposta.
196
Al primo segretario dell’ordine mauriziano Luigi Cibrario
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta pervenutaci (ASC 38 Torino Oratorio: ed. in MB V
67-68) e dal copia-decreti 1854-1855 presso l'archivio dell’ordine Mauriziano
Richiesta di sussidio sui fondi dell’ordine
[Torino, anter. 15 agosto 1854]
[...]
Col consenso del re, vennero concesse 250 lire.
197
Al sindaco di Pinerolo Giuseppe Giosserano
Lettera non reperita, ma desunta dalla testimonianza del corrispondente in data 2 ottobre 1854: ASC
126.2 Giosserano, ed. in MB V 116-117
Si offre di inviargli quattro giovani per l’assistenza ai colerosi ricoverati nel lazzaretto del paese
[Torino, anter. 2 ottobre 1854]
[...]
La proposta venne temporaneamente rifiutata in quanto la violenza del colera sembrava stesse
diminuendo.
198
Allo scrittore Niccolò Tommaseo
Archivio della Biblioteca Nazionale - Firenze, Tomm. 8.57 ins. 86
Orig. aut. 1 f. 208 x 130 mm.
E I 94-95
Si dichiara disposto a mettere a sua disposizione tutti i libri del Rosmini che dovesse avere a Valdocco
— notizie varie

24.7 Page 237

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ottobre 1854 231
[Castelnuovo, poster. 3 ottobre 1854]
Chiar.mo Signore,
La sua lettera mi giunge a Castelnuovo d’Asti ove sono per alcuni giorni. Ho
tutte le opere del Rosmini, ma imprestate qua e colà. Di certo in casa ho sola­
mente: il catechism o - trattato della coscienza, - storia dell'a m ore - con qual- 5
che altro volumetto irregolare: e questi sono a sua piena disposizione in mia casa,
e può mandarli a prendere quando che sia.
Godo che li suoi due figliastri siano occupati. L ’onesta occupazione è un
gran tesoro per la gioventù.
La mia sanità era cagionevole, perciò venni a passare una settimana in que- 10
sta mia campagna. Domenica spero di essere a Torino, e di adoperarmi unita­
mente ad alcuni miei figli, a bene del mio prossimo. Ella poi mi farà cosa grata se
mi porgerà occasione di esserle utile in qualche cosa che io possa.
Siano le benedizioni del Signore sopra di Lei e sopra tutta la sua famiglia e
mi giudichi sempre fra quelli che di cuore si dicono
15
Di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
8 figliastri] figliasti 9 per la] pella emend ex della
1 Castelnuovo: come al solito, dalla fine di settembre o principio di ottobre don Bosco si trovava ai
Becchi, dove ricevette la lettera del Tommaseo del 3 ottobre: ASC 126.2 Tommaseo, ed. in MB V 117-
118.
2 Niccolò Tommaseo: scrittore, lessicografo, pedagogista. Originario di Sebenico in Dalmazia (1802)
si laureò in legge a Padova nel 1822. Due anni dopo si trasferì a Milano dove frequentò i massimi rap­
presentanti della cultura dell’epoca, occupandosi del problema della lingua e partecipando anche alle
polemiche romantiche contro i classicisti. Divenuto collaboratore dell’Antologia, si trasferì a Firenze
nel 1827; tre anni dopo pubblicò il Dizionario dei sinonimi. Recatosi poi in volontario esilio per alcuni
anni a Parigi, rientrò in Italia stabilendosi a Venezia. Arrestato nel dicembre 1847 per proteste contro
la censura austriaca, venne liberato dalla folla l’anno seguente e venne nominato ministro dell'istru­
zione della Repubblica di S. Marco. Dal 1854 al 1859 visse a Torino, dove col Bellini iniziò a redigere il
Dizionario della lingua italiana (1858-1879). Si vide spesso con don Bosco, del quale recensirà favore­
volmente La Storia d ’Italia nel 1859.1 rapporti cordiali fra i due sono sottolineati anche da un'inedita
lettera del gesuita padre Protasi ai padri Curci ed Oreglia de La Civiltà Cattolica. Scriveva in data 21
maggio 1854: «È qui Tommaseo: oggi andò a far visita all'ottimo D. Bosco, il quale disse, che parlava
come un angelo: vi fu chi lo avvertì a non lasciarsi sedurre». Gli ultimi anni della vita il Tommaseo li
trascorse a Firenze. Morì nel 1874.
4 II Tommaseo gli aveva chiesto in prestito le opere del Rosmini dal volume X I al XVI.
5 Catechismo disposto secondo l ’ordine delle idee. 2 ed. Milano, Boniardi - Pagliani, 1844; Trattato
della coscienza morale. Libri III: ed. vista dall’autore. Milano, Tip. e libr. Boniardi - Pogliani, 1844;
Storia dell'Amore cavata dalle Divine Scritture. Libri tre. Cremona, Dal Feraboli 1834.
8 Uno lavorava in una stamperia, l’altro presso un rilegatore di libri. Erano figli di primo letto della
seconda moglie che il Tommaseo aveva sposato a Corfù, dove era stato esule.
11 domenica: 7 ottobre.

24.8 Page 238

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232 ottobre 1854
199
Al giovane Giovanni Cagliero
ASC 131.01 Leti. orig. Cagliero (A 170) me. 10 A 4
Orig. aut. 1 f. 237 x 177 mm. macchie varie di umidità
timbri sul v.: Torino 7 nov 54 4 S Castelnuovo d'Asti...
E I 95-97 MB V 109 (in parte)
restaurato lo strappo superiore sin.
Soddisfazione per il miglioramento della salute — invito a prepararsi per la vestizione clericale — di­
sponibilità a venire incontro alle spese per i nove anni di studio che lo attendono
Torino, 7 ott[obre] 1854
Car.mo Cagliero,
Ho il piacere che tu vada migliorando nella tua sanità; noi ti attendiamo qui
quandochesia, purché guarito, bravo, allegro secondo il solito. Va bene che ti
5 prepari per la veste, in quanto al mantello vedremo ciò che vorrà fare il sig. conte
Pelletta, dopo ci parleremo.
Dirai a tua madre e a tuo fratello che per fare un’agevolezza a tuo favore io
mi assumerei la spesa che occorre per nove anni, che sono li tuoi nove corsi che
devi fare, vitto, libri, biancheria, sano, ammalato etc. colle condizioni seguenti[:]
10
1. Prima che termini il 54 mi sia saldato tutto l ’antecedente
2. Da gennaio a tutto giugno del 55 fr. 500
3. Il resto sei mesi dopo.
In questa maniera io so quel che ho da spendere, i tuoi parenti saranno alleg­
geriti di spese e tu sarai tranquillo. La tua buona condotta compenserà poi tutto.
15
Saluta i tuoi parenti, pregate tutti per me, e il Signore vi benedica e vi pro­
speri. Credimi
Tuo aff.mo
D. B[osco]
All’amatissimo giovane
20 Cagliero Gio. studente di umanità
Castelnuovo d ’Asti
1 La data 7 ottobre non corrisponde al timbro postale. Dovrebbe trattarsi di un errore.
2 Giovanni Cagliero, nato a Castelnuovo d ’Asti l’ 11 gennaio 1838 da Pietro e Teresa Russo, era entra­
to all'Oratorio il 2 novembre 1851. Mentre frequentava il penultimo anno del ginnasio inferiore, fu tra
i giovani dell'Oratorio che nell’estate del 1854 si offrirono per soccorrere i colpiti dal colera. Cadde
gravemente ammalato in agosto; una volta dichiarato fuori pericolo, il Cagliero se ne era andato a far
la convalescenza al paese nativo. Giova qui ricordare come nella parrocchia dei S. S. Simone e Giuda,
cui apparteneva l ’Oratorio, su un totale di 760 decessi, 168 furono quelli di bambini inferiori a 10 anni
(22,10%) e 104 quelli dei fanciulli e giovani dagli 11 ai 20 anni (13,68%).
5 La vestizione avverrà il 21 novembre dello stesso anno, appena ritornato dal paese.
6 I giovani seminaristi di Valdocco ricorrevano spesso a chi potesse procurare loro gli abiti necessari
per lo stato ecclesiasico. Qui è il caso di Pietro Alessandro Pelletta, conte di Cortazzone (1803-1882).
Coprì varie cariche pubbliche fino ad essere eletto deputato alla prima legislatura. Fu anche presiden­
te dell’«Opera della Mendicità Istruita».
7 La madre, Teresa'Russo, nata nel 1795, morì nel 1884; il fratello, Alessandro, morì invece ottanten­
ne nel 1914: si veda BS gennaio 1885 pp. 13-14; luglio 1914 p. 217.

24.9 Page 239

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ottobre 1854 233
200
Al vescovo di Pinerolo Lorenzo Renaldi
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del presule in data 24 ottobre: ASC 126.2 Renaldi
Accettazione di un giovane seminarista povero, raccomandatogli dal vescovo
[Torino, anter. 24 ottobre 1854]
[■••]
Il giovane, Giovanni Battista Cavalleris, fu accettato mediante versamento di una pensione di lire 120.
Il suo nome non appare però nel registro Censimento di Valdocco.
201
Circolare
Archivio della parrocchia di S. Stefano - Biella
Copia litografata allog. con firma allog. 1 f. 267 x 200 mm.
Ined.
Richiesta di collaborazione per la diffusione delle Letture Cattoliche
Torino, [30] ottobre 1854
Ill.mo Signore,
Sebbene sia pienamente persuaso della sollecitudine con cui V. S. 111.ma si
adopera per tutte le cose che riguardano al bene delle anime; tuttavia al vedere le
arti sopraffine che i nemici di nostra santa religione usano per diffondere l ’errore, 5
e corrompere il buon costume nelle popolazioni, ho divisato di scrivere a Lei una
lettera particolare ad oggetto di pregarla a volermi prestar la mano per dilatare e
promuovere le letture cattoliche destinate a premunire il popolo cristiano contro
alle trame che in tante svariate maniere gli tendono in fatto di religione.
Quest’associazione, come credo sia a Lei noto, è di un prezzo tenuissimo 10
(fr. 1,80 l ’anno intiero nelle città e sedi vescovili, e dove si possano fare 50 asso­
ciati si mandano i libretti franchi di porto). Ma è di somma necessità il farle mag­
giormente conoscere, e V. S. può prestarmi grandi ajuti in quest’opera di carità,
sia col fare quanto può nel suo particolare, sia col raccomandare o incaricare
qualche persona pia, che Ella certamente conosce, onde arguat, obsecret, incre- 15
pet in om n i patientia et doctrina.
Con questo mezzo parmi si possa mettere un qualche argine al male crescen­
te, e che se non si potrà impedire interamente, avremo almeno dinanzi a Dio la
consolazione di aver fatto quanto era in nostro potere.
Forse V. S. si stupirà ch’io mi raccomandi così vivamente a Lei per questo 20
affare; ma si persuada che siamo in momenti assai calamitosi pe’ seguaci della
cattolica religione. I pericoli che minacciano chieggono la cooperazione e la solle­
citudine di tutti i buoni e segnatamente degli ecclesiastici.
Intanto io la prego di volermi dare benigno compatimento se non le mando

24.10 Page 240

▲torna in alto
234 ottobre-novembre 1854
25 la lettera franca, come vorrei, come pure la prego a voler accogliere con bontà
questo tratto di confidenza. Io nel ringraziarla Le auguro ogni bene dal cielo,
mentre con gratitudine me le offro rispettosamente in quel che posso
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
30
Sac. Bosco Gioanni
P.S. Nell’uffizio delle letture cattoliche via Bogino n. 3 p. 2 avvi un considerevole
numero dei fascicoli finora stampati, che si vendono a modicissimo prezzo a chi
volesse farne acquisto per sé o per smerciare ad altri.
2 La lettera pare sia stata inviata ai vicari episcopali del regno sabaudo. Si conservano varie risposte
positive provenienti da Nizza Mare, Novara, Asti: ed. in MB V 136-137.
15-16 argue, obsecra, increpa in om ni patientia et doctrina: 2 Tim. 4,2.
202
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente: ASC 126.2 Autorità, Sindaci Tori­
no ed. in MB V 130
Proposta di poter istruire gli orfani del colera ricoverati temporaneamente presso il convento di
S. Domenico
[Torino, anter. 31 ottobre 1854]
[- ]
Il comitato centrale di beneficenza, interpellato dal sindaco, accolse l ’offerta di don Bosco. Allorché
poi il ricovero presso S. Domenico verrà chiuso — e don Bosco prenderà con sé alcuni orfani — il sin­
daco a nome del comitato stesso ringrazierà nuovamente don Bosco per l'opera prestata: lettera del 7
dicembre 1854: ASC 126.2 Autorità, Sindaci Torino, ed. in MB V 133. Alcuni giorni prima gli aveva
anche chiesto di accogliere a Valdocco un altro ragazzo, un certo Andrea Fioccardi, che di fatto entrò
all’Oratorio il 3 dicembre 1854 (e ne uscirà nel maggio di due anni dopo). Dal registro Censimento ri­
sultano entrati a Valdocco 4 ragazzi in settembre, 5 in ottobre ed 11 in novembre.
203
Al vescovo di Pinerolo Lorenzo Renaldi
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del vescovo in data 6 novembre 1854: ASC 126.2 Re­
naldi
Accettazione di un altro giovane seminarista raccomandatogli dal vescovo
[Torino, 5 novembre 1854]
[...]
Il giovane Giuseppe Gara fu accettato da don Bosco con pensione di lire 200. Nato nel 1837, entrò a
Valdocco come studente il 5 novembre 1854. Uscì nell’agosto del 1856. Nella sua lettera il Renaldi
chiedeva altresì a don Bosco di indicargli le carte necessarie per l’iscrizione dei suoi due giovani al se­
minario di Torino.

25 Pages 241-250

▲torna in alto

25.1 Page 241

▲torna in alto
novembre 1854 235
204
Agli amministratori dell’«Opera della mendicità istruita»
Archivio dell’ «Opera della Mendicità Istruita»
Orig. ms. di Michele Rua 2 ff. 286 x 191 mm.
E I 96-97 MB X V II 856
sottolineate e segnalate a mrg. le linee 13-16
Presenta le gravi strettezze finanziarie in cui si trova — domanda un sussidio
[Torino, anter. 13 novembre 1854]
111.mi Signori,
Alcuni anni addietro ricorreva alle S. V. Ill.me per chiedere sussidii a favore
dei tre oratori eretti in questa città, il cui oggetto è di radunare ed istruire i giova­
ni più poveri ed abbandonati; e attesa la analogia della R. Opera della mendicità 5
con questi oratori, la mia dimanda era accolta favorevolmente e ne ricevetti gene­
roso sowenimento. Ora trovandomi in un caso eccezionale oso nuovamente
esporre li miei gravi bisogni, persuaso che saranno con bontà sentiti: e sono:
1° Fitto di due di questi oratori, che sono recinti abbastanza spaziosi per ca­
pire un considerevole numero di giovani che ivi si radunano per fare ricreazione 10
dopo di aver assistito alle sacre funzioni di Chiesa. Questi locali costano 1250 lire
di fitto.
2° Provvedere alla manutenzione di tre chiese esistenti ne’ tre recinti degli
oratori, provvedere alle spese della scuola serale che ha luogo particolarmente
nell’Oratorio di Valdocco ove s’insegna catechismo, lettura, scrittura, elementi di 15
aritmetica e di lingua italiana.
3° Mantenere alcuni dei più poveri ed abbandonati, il cui numero in que­
st’anno dovette accrescersi fino a novanta a cagione de’ molti ragazzi rimasti or­
fani ed abbandonati nella trista invasione del colera morbus.
Stretto da tutti questi bisogni ricorro rispettosamente e con fiducia alle S. V. 20
Ill.me supplicandole a voler benignamente considerare lo stato di assoluto abban­
dono in cui questi poveri giovani si trovano, e concedere a favor |loro quel sussi­
dio che nel caso eccezionale de’ miei presenti bisogni loro sarà beneviso.
Pieno di fiducia nella nota e provata bontà loro, coi sentimenti della più sen­
tita gratitudine reputo a grande onore il potermi dire
25
Delle V. S. Ill.me
Obbl.mo Ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
5 A proposito di tale analogia; si veda G. Chiosso, La gioventù « povera ed abbandonata» a Torino
nell'ottocento. I l caso degli allievi-artigiani della Mendicità Istruita (1818-1861), in L ’impegno del-
l'educare. Studi in onore di Pietro Braido promossi dalla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Uni-
versità Pontificia Salesiana, a cura di J.M. Prellezo. Roma, LAS 1991, pp. 375-402.
28 A quanto risulta, la domanda non fu presa in considerazione.

25.2 Page 242

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236 novembre 1854
205
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 1 f. 250 x 207 mm.
E I 97-98
carta leggera
Assicura che si sta interessando del fratello — comunica che gli è stata proposta una revisione del fa­
scicolo delle Letture Cattoliche «Il Giubileo»
Car.mo Sig. Arciprete,
Torino, 14 nov[embre] 1854
Credami, sig. Arciprete, non ho dimenticato suo fratello; l'ho già proposto in
alcuni luoghi; ma vanno a chiedere tante informazioni, che mi fanno avere in ri-
5 sposta un c i penseremo. Che se avvenisse qualche cosa che debba solamente di­
pendere da me, l’assicuro che farò quanto farei per un mio amato fratello.
Ieri venne qui il venerato Ab. Pettinengo Vie. Gen. di codesta archidiocesi, e
dopo aver discorso di parecchi affari del giorno, mi propose alcune aggiunte da
farsi al fascicolo delle Letture C a tto lic h e ] I l G iubileo etc. Gli ho dato alcuni mo­
lo tivi per cui ho fatto tali ommessioni. Tuttavia e per appagare il savio desiderio di
questo insigne ecclesiastico, ed anche per procurare ogni miglioramento possibi­
le, prego Lei, sig. Arciprete e con Lei il sig. T. Ferreri a volersi un tantino tratte­
nere col prelodato Vie. Gen. per eseguire quanto egli stima in proposito; scriver­
lo, mandarlo per farlo stampare in aggiunta a detto fascicolo. Osservo solo che la
15 Revisione ecclesiastica di questo fascicolo] fu fatta dall’Arciv[escovo] di Cham-
bery e dal Vesc[ovo] d’Ivrea. Del resto io mi adoprerò sempre mai per fare le
cose nel miglior modo possibile.
Mi ami nel Signore e in tutto quel che posso me le offro con tutta effusione di
cuore
20
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
capo de’ Birichini
9 ho add si
3 Vedi lett. n. 182.
7 Pettinengo: vedi lett. n. 180.
9 II Giubileo e pratiche divote per la visita delle Chiese. Torino, tipografia dir. da P. De Agostini,
1854. Il 1° agosto un’enciclica papale aveva concesso un giubileo universale.
12 Teologo Ferreri: personaggio di difficile identificazione essendo un cognome comune nel vercelle­
se. Forse si tratta di Francesco Ferrerò, nato a Vercelli il 1° maggio 1819, sacerdote dal 1° giugno 1844,
rettore di S. Agnese dal 1846. Nel 1879 si stabilì a Torino, dove rimase 8 anni. Morì a Vercelli il 14 feb­
braio 1889.
15 Arcivescovo di Chambery: mons. Alessio Billiet, nato il 28 febbraio 1783, vescovo dal 1840, cardi­
nale dal 1862, morto il 30 aprile 1873.
16 Vescovo di Ivrea: mons. Moreno. Don Bosco dovette chiedere il nih il obstat fuori diocesi perchè
evidentemente esisteva qualche difficoltà al riguardo in curia a Torino.

25.3 Page 243

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novembre 1854 237
206
Al ministro valdese Luigi De Sanctis
ASC 131.01 Leti. orig. De Sanctis (A 171) me. 19 D 7
Copia ms. di Michele Rua con firma aut. aut. pure le linee 17-19: «e faccia... C. C.» 1 f.
206 x 150 mm. carta leggera strappo al centro sul mrg. sup. don Bosco ha scritto: Copia di let­
tera scritta a Luigi De Sanctis.
E I 98 MB V 140
Lo invita a casa sua per condividere il pane e lo studio
Torino-Valdocco, 17 novembre [18]54
Ill.mo e Stimabile Signore,
Da qualche tempo andava meditando in cuor mio di scrivere una lettera a V.
S. 111.ma ad oggetto di esternarle il mio vivo desiderio di parlarle, e di offerirle
quanto un sincero amico può offerire all’amico. E ciò derivava dall’attenta lettura 5
fatta de’ suoi libri, cui mercè parevami scorgere una vera inquietudine del cuore
e dello spirito di Lei.
Ora da alcune cose stampate ne’ giornali sembrando essere V. S. in disaccor­
do co’ Valdesi, io, unicamente spinto dallo spirito di affetto e di carità cristiana, le
faccio invito di venire in casa mia, qualora le gradisse. A che fare? quello che il Si- io
gnore le inspirerà. Avrà una camera, per dimorare, avrà meco una modesta men­
sa; dividerà meco il pane e lo studio. E ciò senza alcun tratto consecutivo di spese
per parte sua.
Ecco i sentimenti amichevoli che le esterno dal profondo del mio cuore. Se
Ella potrà venire in cognizione quanto sia leale e giusta l ’amicizia mia verso di Lei 15
accetterà le mie proposte, o almeno mi darà benigno compatimento.
Secondi Iddio buono questi miei desiderii e faccia di noi un cuor solo ed
un’anima sola per quel Signore che darà il giusto compenso a chi lo serve in vita.
Di V. S. HI.ma
Sinc.mo in G. C.
20
Sac. Bosco Gio.
2 Luigi Francesco Leonardo De Sanctis, nato a Roma il 31 dicembre 1808, all’età di sedici anni era
entrato nell'ordine dei canonici regolari ministri degli infermi (Camilliani). Una volta sacerdote, aveva
conseguito la laurea in teologia presso l'Archiginnasio Romano, dove fu collaboratore e professore per
diversi anni. Nel 1835 a Genova e nel 1836 a Roma aveva assistito nei lazzaretti i colpiti dal colera. Nel
1837 era stato nominato da papa Gregorio X V I «qualificatore» della Suprema Inquisizione, vale a dire
teologo incaricato di studiare le eventuali proposizioni eretiche in determinati scritti. Fatto parroco
tre anni dopo nella nuova parrocchia di S. Maria Maddalena in Roma, nel 1843 aveva subito una con­
danna dall'Inquisizione per le sue posizioni teologiche riguardo alla figura del pontefice. Nel 1847 era
fuggito a Malta, dove una volta separatosi dalla chiesa di Roma facendosi evangelico, aveva sposato la
figlia del governatore dell’isola di Gozo. Trasferitosi a Ginevra, aveva intessuto rapporti tanto cordiali
con la chiesa valdese da aderirvi pienamente nel 1852. Nel medesimo anno per collaborare col pastore
Giovanni Pietro Meille si era trasferito a Torino, dove a sua volta fu consacrato pastore.
6 Dedicatosi alla confutazione sistematica dei capi fondamentali della dottrina romana sia in ambito
biblico-dogmatico che liturgico e disciplinare, il De Sanctis svolse un'ampia attività di docenza, predi­
cazione e pubblicazione. La sua produzione fu essenzialmente polemica contro la dottrina e la disci­
plina della chiesa romana. A Torino la libreria evangelica offriva tutta la serie delle sue pubblicazioni.
Ricordiamo fra quelle precedenti al 1854: La confessione (Malta 1849; 16 ed. Firenze 1865); La tradi­
zione (1850); I l celibato dei preti. Riflessioni storico-dogmatiche, 1850; I l prim ato del papa (1851).

25.4 Page 244

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238 novembre 1854
Collaborò pure alla rivista valdese La Buona Novella.
8-9 A seguito di contrasti col Meille e coi membri della Tavola valdese per via della sua partecipazio­
ne al comitato della Società Evangelica di Torino, il De Sanctis nel settembre 1854 abbondonò la chie­
sa valdese per aderire a quella evangelica. Ritirate poi le sue dimissioni, nel maggio 1855 parteciperà
al sinodo valdese e si riconcilierà col Meille, senza però abbandonare la sua comunità. Dalla chiesa
evangelica sì separerà solo nel 1864, avvicinandosi nuovamente ai Valdesi, dai quali sarà scelto come
professore di teologia. Morì il 31 dicembre 1869. Per tutta la vertenza fra chiesa valdese ed evangelici
«liberi», si veda V. V inay, Luigi De Sanctis e il m ovimento evangelico fra gli italiani durante il Risor­
gimento. Torino, Claudiana 1965.
12 tratto: obbligo.
21 La risposta, redatta il giorno seguente, fu di sincero ringraziamento a don Bosco per l'offerta del­
l’amicizia e della carità proprio «nel momento dell'afflizione» e nonostante che si trovassero su posi­
zioni teologiche diametralmente opposte. Non potendo quindi «per moltissime ragioni» accettare im­
mediatamente l'invito, si augurava di poter trovare presto l’occasione: ASC 126.1 De Sanctis Luigi,
ed. in MB V 141. Un accenno alla lettera di don Bosco, in chiave di aperta polemica del De Sanctis
contro i Valdesi, apparve pure sulla rivista Luce evangelica.
Don Bosco seguiva attentamente e da tempo i passi del De Sanctis, come risulta dall’inedita lettera di
padre Protasi del 4 agosto 1853 al confratello padre Giuseppe Oreglia de La Civiltà Cattolica: «H o par­
lato con D. Bosco per sapere qualche cosa del De Sanctis: mi disse, che è tuttora in Torino, e predica
spesso in un’adunanza a Porta Nuova: che tuttora pende la lite fra lui e Bert, ambedue pretendenti al
pastorato della nuova Chiesa Valdese: mi pare che si potrebbe scherzare sul tribunale, che deve deci­
dere questa lite: giacché la causa sarà portata innanzi al tribunale civile. Mi disse D. Bosco che De
Sanctis vedendo i cattolici convertiti al Protest, venendo ammalati cercano subito di confessarsi, tenta
d ’introdurre nella sua setta qualche sorta di confessione, e che cerca ogni mezzo di conciliazione pro­
curando di foggiare il suo protestantesimo alla cattolica, perciò non condanna il culto della Vergine, e
lo chiama un culto che fa bene al cuore. Intorno ai pastori protestanti si raccontano diversi fatti avve­
nuti con ammalati convertiti di recente al protestantesimo i quali saranno stampati nei fascicoli delle
Letture Cattoliche di settembre e non mi dimenticherò di mandarli costì ...» (Archivio de La Civihà
Cattolica - Roma).
207
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASCT Stato civile, Corrispondenza 1854 rep. 202 cart. 8 fase. 7
Copia allog. con firma allografa
Ined.
Richiesta di aprire una lotteria (con un solo premio) a beneficio dell’Oratorio
"Dall'Oratorio [Torino], allì 21 novembre 1854
Ill.mo Sig. Intendente Generale,
Il
Signor Giacomo Ramella fece cessione aU'Oratorio di S. Francesco di Sales
in Valdocco d'un Crocifisso scolpito in avorio, di elegante lavoro, dell'altezza di
5 cent.tri 35, onde venisse fatta una lotteria.
Il
sottoscritto, onde eseguire la volontà del suddetto donatore, ricorre alla
S. V. 111.ma, a nome del suddetto Oratorio di cui è direttore, affinché le piaccia
permettere che ne venga fatta una lotteria, a norma delle leggi.
A tal fine unisce al presente ricorso l'atto di cessione del sudd.to Ramella, il
10 piano della lotteria ed il modulo dei biglietti da emettersi.
Speranzoso il sottoscritto che la S. V. 111.ma non vorrà negarle il chiesto fa­
vore, gliene rende anticipatamente il dovuto ringraziamento, e passa a sottoscri­
versi con vera gratitudine

25.5 Page 245

▲torna in alto
novembre 1854 239
Di lei Ill.m o Sig. Intendente Generale
Devot.mo ed obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gioanni
9 «Dichiara il sottoscritto di cedere all'Oratorio di S. Francesco di Sales in Valdocco un Crocifisso
scolpito in avorio di elegante lavoro, dell'altezza di cent.tri 35, col Cristo agonizzante, onde, a piaci­
mento del Direttore del medesimo Istituto ne venga fatta una Lotteria o quell’uso che ne crederà op­
portuno. In fede del che ho rilasciato la presente dichiarazione. Addì 20 novembre 1854. Giacomo Ru-
mella». Il 14 dicembre l ’intendente generale Farcito esigi sia una dichiarazione ancora più esplicita da
parte del Ramella sia la consegna da parte di don Bosco della completa documentazione prescritta
dalle regie patenti. Ma la richiesta dell’intendente, comunicata a don Bosco dal sindaco Notta, dovette
rimanere senza risposta se l'8 maggio 1855 il prosindaco così rispondeva all’intendente: «Il Sig. Sacer­
dote D. Bosco [...] non avendo finora corrisposto all’invito né essendosi mai curato di far noto allo
scrivente se intendeva di proseguire nel pio intento, questi ritorna la pratica al sig. Intendente Genera­
le per gli effetti che crederà del caso».
208
Al ministro valdese Luigi De Sanctis
ASC 131.01 Lett. orig. De Sanctis (A 171) me. 19 D 8/9
Copia ms. di Michele Rua con firma dello stesso 2 ff. 215 x 158 mm.
E I 99 MB V 142
Ribadisce il proprio ed altrui affetto per il ministro — conferma la sua disponibilità ad incontrarlo
*Torino-Valdocco, 30 novembre 1854
Ill.mo Signore,
Ho veramente piacere che la mia lettera sia stata di gradimento a V. S. Ill.ma
e Car.ma; e poiché ella mi dice che trovasi nell’afflizione, vorrei che, mentre de­
gnasi di accettare l ’umile ma leale mia amicizia, mi desse occasione con cui io le 5
potrei recare qualche conforto. Vorrei però che si persuadesse che il numero di
quelli che l’amano e stimano sinceramente è forse più grande di quello che ella
s’immagina. Il Sig. Can. Anglesio Rettore dell’opera Cottolengo, T. Borrelli Retto­
re del Rifugio, D. Cafasso capo di conferenza e Rettore del convitto di S. France­
sco d’Assisi, e moltissimi altri dividono meco gli stessi sentimenti verso di Lei, e 10
sarebbero assai contenti di avere un’occasione per mostrare verso di Lei la realtà
di quanto affermo.
Poiché Ella compiacquesi di chiamarmi amico, avrei caro di parlare seco Lei,
sia per conoscere di persona colui che amo senza aver mai veduto sia per confer­
marle di presenza quanto le scrivo. Che se Ella gradisse una mia visita, o volesse 15
fissarmi un posto per la città; oppure, e sarebbe un favore per me, volesse venire
a casa mia, sarebbe cosa, credo, di reciproca soddisfazione, ed ella non avrebbe
soggezione di alcuno.
Solamente vorrei che mi dicesse il giorno e se può anche l ’ora per non assen­
tarmi da casa ed impedire che si rechi qua senza ritrovarmi.
20

25.6 Page 246

▲torna in alto
240 novembre-dicembre 1854
Voglia gradire questi miei amichevoli sentimenti e mentre la prego a volermi
continuare la sua amicizia le auguro ogni bene dal cielo con dirmi
Di V. S. 111.ma e Car.ma
Aff.mo servitore ed amico
25
Sac. Bosco Gio.
4 Car. emend ex Gra 8 Anglesio] Inglesio
3 Vedi lett. n. 206.
20 Non si possiede la lettera di risposta del De Sanctis, ma da quella di don Bosco a lui del 26 maggio
successivo si evince che il pastore protestante si incontrò «a tu per tu» con don Bosco.
209
Al re Vittorio Emanuele II
Lettera non reperita, ma attestata da inedito autografo di don Bosco in data 7 giugno 1855: ved lett.
n. 225.
Annuncio di morte delle due regine
Torino, dicembre 1854
[...]
Allorché il Rattazzi il 28 novembre 1854 presentò il disegno di legge sulla soppressione di ordini reli­
giosi non dediti all'istruzione, alla predicazione o all'assistenza, «una persona inspirata da Dio e vera­
mente coraggiosa scrisse più volte al Re avvisandolo che sarebbero piombati mali sopra mali se non si
ritirava la legge fatale: gli manifestò e descrisse la morte delle due Regine venti giorni prima». Così
don Bosco a don Daniele Rademacher il 7 giugno 1855. Le parole di don Bosco si avverarono. La regi­
na madre, Maria Teresa, vedova di Carlo Alberto — che ancora una volta alla metà di novembre ave­
va fatto pervenire a don Bosco un sussidio di 400 lire (ASC 38 Torino Oratorio ed. in MB V 175-176)
— il 12 gennaio, a 53 anni, morì di polmonite. Era venuta a Torino, da Moncalieri, per assistere nella
difficile gravidanza la nuora, regina Maria Adelaide, che trentatreenne morì il 20 gennaio, pochi gior­
ni dopo l ’ottavo parto. Vedi pure lett. n. 211 e 218.
210
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.01 Lett. orig. Appendini (A 169) me. 2 B 10
Orig. aut. 1 f. 207 x 130 mm. strappi vari intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture
Cattoliche / Torino timbri: Torino 21 die 54 4 S Cavallermaggiore...
E I 100 MB V 181
Chiede precisazioni circa la data dell’ottavario che ha accettato di predicare a Villastellone, per poter
fissare la data degli esercizi spirituali
Torino, 21 dicembre 1854
Car.mo Sig. Teologo,
Per mia norma avrei bisogno che V. S. car.ma mi dicesse in qual tempo co-

25.7 Page 247

▲torna in alto
dicembre 1854 241
minci e finisca l’ottavario che mi sono assunto di fare a Villastellone: e ciò per fis­
sare il tempo ad esercizi spirituali in altro luogo.
5
Intanto buone feste a Lei, alla sig[nora] sua sorella e copiose benedizioni dal
Signore mentre con rispetto e con gratitudine mi dico
Di V. S. car.ma
Obbl.mo allievo ed amico
Sac. Bosco Gio.
10
f.lv All’ottimo Sig. T.
Appendini Amm.tore
Villastellone
10 La lettera è una delle poche che testimoniano quella che fu una notevole, anche se scarsamente
documentata, attività di don Bosco in questi anni, vale a dire la predicazione nelle parrocchie della
diocesi e in genere del Piemonte.
16

25.8 Page 248

▲torna in alto
1855
211
Al re Vittorio Emanuele II
Lettera non reperita, ma attestata da inedito autografo di don Bosco in data 7 giugno 1855: vedi lett.
n. 225
Annuncio di altro lutto nella famiglia reale
[Torino, gennaio 1855]
[...]
A soli 33 anni, il 10 febbraio morì il fratello del re, Ferdinando, duca di Genova. Don Bosco scrisse la
lettera «un mese prima» del fatto.
212
Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
Archivio diocesano - Ivrea
Orig. aut. 2 ff. 253 x 186 mm.
E 1118-119 MB X V II 868
A proposito della celebrazione di un matrimonio — problemi relativi alle spese tipografiche delle
Letture Cattoliche
Torino, 16 [gennaio] del 1855
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Dopo una moltitudine d’incumbenti non fu ancora possibile di venire alla ce­
lebrazione del matrimonio dell'Aw. Giudici colla sig.[na] Grida. Quivi essendo in
5 mano della curia si fabbricavano sempre difficoltà senza poter ragionare con que­
sto benedetto Vicario onde superarle. Ora ci sarebbe tutto: e nell'istante che mi
spedivano le carte, surse la difficoltà, che a tenore della dispensa pontificia dove-
vansi fare le denunzie. Dissi al Vicario che V. S. avrebbe dispensato: l’altro si
mise a sfilare non può, non posso, non può, non posso, e mi dovetti prendere le
10 carte. Consegno ora nelle sue mani questo affare: se mai Ella stimasse in questo
caso eccezionale celebrare in persona questo matrimonio, io credo che i con­
traenti non avrebbero alcuna difficoltà a recarsi costà. Di questo affare voleva
trattare quando fui costà e non ho potuto. Ad ogni modo mi suggerisca qual cosa
io debba fare.
15
Ci siamo incrocicchiati per istrada: ho differito due giorni la mia partenza

25.9 Page 249

▲torna in alto
gennaio 1855 243
per avere il piacere di vederla e non ho potuto. Se di qui si possono trattare le
cose riguardanti alle Lett. Catt. farò quel che mi dice. I partiti migliori: Tortone fa
il ribasso del 14 per cento, Paravia il 15 sopra i prezzi stabiliti con De Agostini.
Qualche elezione fu fatta: altre si vanno facendo. Prima che termini questa
settimana le scriverò di nuovo.
20
Mi creda colla massima venerazione nel Signore
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sacer. Bosco Gio.
13 qual cosa] qualcosa
18 De Agostini] Deagostini
3 incumbenti: pratiche, interessamenti, interventi.
6 Vicario: mons. Filippo Ravina.
15 incrocicchiati per strada: don Bosco ritornava a Torino da Ivrea e mons. Moreno andava in senso
inverso.
17-18 Sono le tre tipografie di cui don Bosco si serviva per stampare i suoi testi.
19 elezione: scelta.
213
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Biblioteca Civica - Torino, fondo Prior, cart. 25
Orig. aut. 2 ff. 252 x 191 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
E I 101 MB X V II 859
Chiede aiuti per sfamare gli orfani del colera da lui raccolti, nonostante un precedente impegno di
non domandare alcun sussidio comunale per l’anno in corso
*Torino, 25 genn[aio] 1855
Ul.mo Signor Sindaco,
Attese le gravi spese cui il municipio di Torino dovette far fronte nella fatale
emergenza del colera m orbus era deciso di non inoltrare in quest’anno alcuna di­
manda per sussidio; pure li miei presenti bisogni mi costringono. Oltre le molte 5
spese che ho dovuto fare per rendere il locale presente a stato salubre quale i
tempi volevano, mi trovo ora circa novanta cinque ragazzi da mantenere e vestire
e coprire nel letto. Voleva diminuirne il numero; ma gli orfani fatti per cagion del
colera mel fecero aumentare: sicché tra quelli speditimi dal comitato di pubblica
beneficenza pei colerosi, e quelli che ho io stesso incontrato per le piazze e per le io
contrade, ho ricoverato una quarantina di questi sfortunati.
Io
non dimando sussidio né per pagare i fitti, né per le scuole, né pei lavori
ivi eseguiti: dimando solo un sussidio onde poter dar pane a questi miei poveri ra­
gazzi finché sia passata l ’invernale stagione; dopo spero nel Signore di avere qual­
che provvedimento e poterli almeno in parte altrove collocare.
15
f.lv
Per questo oggetto io mi raccomando alla provata bontà di V. S. 111.ma con
preghiera di volermi ajutare in questo bisogno eccezionale, persuaso che a lei non

25.10 Page 250

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244 gennaio-febbraio 1855
mancheranno né mezzi, né volontà per soccorrere questi che sono i più poveri,
abbandonati e pericolanti figli del popolo.
20
Con sentimento della più sincera gratitudine mi dico
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
11 Vedi lett. n. 202.
22 Non conosciamo l'esito della domanda, anche se probabilmente dovette essere positiva. Lo stesso
sindaco, dieci giorni prima, non aveva avuto timore a chiedere a don Bosco di accogliere un ragazzo,
un certo Giuseppe Corninoli, il cui zio avrebbe potuto versare 80 lire annue per la pensione: ASC 126.2
Autorità, Sindaci Torino, ed. in MB V 190. Il ragazzo entrerà poi come studente a Valdocco nell’otto­
bre dell'anno successivo e vi rimarrà fino al marzo del 1857.
214
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.01 Lett. orig. Appendini (A 169) me. 2 B 11
Orig. aut. 1 f. 208 x 130 mm. strappo sul marg. inf. intest, a stampa: Direzione Centrale delle
Letture Cattoliche / Torino timbri sul v.: Torino 6 feb 55 2'A Villastellone 6 feb 55
E I 102 MB V 193
Problemi di orari per la predicazione deH’ottavario
Torino, 6 febb[raio] 1855
Car.mo Sig. Teologo,
Siamo all’Ottavario ed io mi accingo per adempire la promessa. Vorrei sol­
tanto fare una proposta, seppure è effettuabile. Potrebbe Ella od altri fare la pri-
5 ma predica sabbato? Giungo a tempo domenica partendo di qui pel vapore delle
2 Vi pomeridiane? Queste due cose aggiusterebbero tutte le cose del mio Oratorio.
Abbia la bontà di farmi due linee di riscontro, e comunque siano, io farò di
adattarmi.
Mi ami nel Signore e mi creda in quel che posso
10
Di V. S. car.ma
Aff.mo alunno
Sac. Bosco G.
All '111.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. T. Appendini
15 Amministratore
Villastellone
5 sabbato: 10 febbraio.
vapore: indica il treno che impiegava un certo tempo per compiere i 19 km. che separavano Torino da
Villastellone.
12 II teologo acconsentì alla richiesta di don Bosco.

26 Pages 251-260

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26.1 Page 251

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febbraio 1855 245
215
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 58-59
Orig. aut. 2 ff. 251 x 193 mm.
E I 102
Pratiche per acquisto di terreni — nota di debiti e crediti
'"Torino, 10 febb[raio] 1855
Car.mo D. Carlo,
Prenda la figura topografica ( utìnam venisse tipografica) del terreno acqui­
stato dall’Ab. Sig. D. Ant[onio] Rosmini, unitamente al certificato dellTpoteca.
Ho dimandato al Doma che voleva per suo onorario, mi rispose: nulla. Se vuole 5
dirgli due parole di ringraziamento bene, altrimenti il lascieremo in pace, e ce ne
serviremo di altre circostanze per approfittare di Lui e nel tempo stesso ringra­
ziarlo.
Presentemente io le debbo far entrare l’interesse del capitale che Ella sa: c ’è
ancora l ’affare del giovane Comollo dell’anno scorso. Potrebbe stare come segue? 10
Sussidio pel Comollo anno scorso .............................................. 240
»
»
» quest’anno ................................................. 240
Semestre interesse dei cinquemila franchi del Seminario, se ben
giudica che lo paghi io
100
580
15
Mio debito ........................... 800
Resta .................................... 220
Dicami il suo parere intorno all’esposto, e se stima che io le mandi o a Stresa
od altrove i 220 franchi, ed io farò in maniera di riescire per lui buon procuratore.
Comunque sia, mi saluti il venerato Ab. Rosmini ed Ella si compiaccia di an- 20
noverarmi tra quelli che si dicono nel Signore
Aff.mo servitore amico
Sac. Bosco Gioanni
3 utinam: don Bosco scherzosamente si augura la pronta messa in opera di una tipografia. La pian­
tina, opera questa volta di un tecnico, era in scala 1 : 500 (ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco,
108). Vedi p. seg.
5 Nella risposta del 22 febbraio, il Gilardi preciserà che in realtà il Dorna aveva chiesto lire 67,60 per
i vari onorari dei suoi lavori, e che la parte spettante ai rosminiani (lire 43,80) era stata consegnata a
don Bosco affinché, unita alla propria, la consegnasse al Dorna. Ma forse, aggiungerà il Gilardi, si
tratta di ulteriori Onorari di cui il Dorna non chiede il pagamento.

26.2 Page 252

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246 febbraio 1855

26.3 Page 253

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febbraio 1855 247
216
Al sacerdote di Porto Maurizio, Francesco Piatti
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente in data 19 febbraio 1855: ASC
126.2 Piatti
Ringrazia sia della lettera che gli è pervenuta sia dell’allegato contenente alcune strofe sull’immacola­
ta Concezione — di queste, una volta pubblicate nelle Letture Cattoliche, gli avrebbe poi inviato un
certo numero di copie
[Torino, anter. 19 febbraio 1855]
[...]
Don Francesco Piatti, sacerdote non meglio identificato. Porto Maurizio: con Oneglia oggi costituisce
Imperia; all’epoca aveva circa 6.000 abitanti.
217
Al padre rosminiano, canonico Lorenzo Gastaldi
AAT 14/9.12(1) Gastaldi Lorenzo
Orig. aut. 2 ff. 262x210 mm. vari timbri sul f. 2: Torino 24 feb 55 Liverpool feb 1855...
intest, a stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / Torino segno di ceralacca sul f. 2v
si legge: Rev.do. Sir Mr. Lorenzo Gastaldi Doctor in Theology
Ined.
Notizie piacevoli della madre del can. e piuttosto preoccupanti dello zio — acquisto di terreni davanti
alla chiesa — conclusione dei lavori nella casa Pinardi — situazione religiosa ed economica dell'Orato­
rio — preoccupazioni per le leggi eversive in via d’approvazione
Car.mo Sig. Teologo,
Torino, 23 febb[raio] 1855
Già prima d’ora avrei adempiuto ad un mio dovere, quale si è scrivere a V.
S. 111.ma e car.ma, e darle cenno di quelle cose che nella sua carità cerca e in cui
prende parte. Un po’ per trascuranza, un po’ perché continuamente oppresso 5
dalle occupazioni non l ’ho fatto finora. Ora voglio studiare modo [di] riparare al
passato colla presente. Comincio da sua casa.
La signora sua Madre, che posso chiamar madre mia e madre di tutti i figli
della mia casa, è continuamente occupata per questi poveri giovani. Fare il buca­
to, rappezzare, pulire, collcttare tele od abiti fatti, sono le occupazioni sue e della io
sorella mad. Massé: ella è teneramente amata e venerata da tutti i ragazzi della
casa, come ella pure li ama tutti indistintamente nel Signore, e gode abbastanza
buona salute. La sua croce però sta nel fratello Gioanni, che non vuole più secon­
darla ne’ suoi consigli; e qui debbo ripigliare una notizia alquanto indietro.
Il
fratello avvocato lo scorso autunno andò a Parigi con una Fidanzata, il cui 15
nome è ignoto, e sua madre teme che l’abbia sposata con solo matrimonio civile.
La madre si mostrò alquanto offesa di tal cosa fatta a sua insaputa; per allora la
cosa fu rappatumata, ora poi fu deciso che per S. Gioanni l’avvocato, avendo ot­
tenuto un impiego con alloggio e stipendio, abbandona la dimora attuale per fare
famiglia da sé con Gioanni. Perciò la madre deve cercarsi un novello allo[g]gio, 20

26.4 Page 254

▲torna in alto
248 febbraio 1855
che speriamo poter ritrovare. È però inteso che se non trova un locale convenien­
te, verrà ad occupare tre camere nella casa dell'Oratorio; e vi rimarrà finché le
sarà di gradimento. In mezzo a tutte queste cose ella è tranquilla e rassegnata ai
divini voleri. Il suo gusto è nel discorrere del suo canonico, e credo non passi ora
25 senza che voli col pensiero |attorno all’amato canonico, e in ciò andiamo piena- f.iv
mente d ’accordo. Dal canto mio nulla ommetto per confortarla.
Il
progettato acquisto del P. Generale ebbe luogo l'anno scorso il 10 aprile;
furono comperate 33 tavole di terreno avanti la novella Chiesa dell’oratorio; era
già fatto il disegno per un edifizio, una tipografia, un collegio etc.; ma per metter-
30 si a fronte delle future contrade dovevasi comperare una strizia a due lati dal Se­
minario, ed essendo avvenuti i noti disastri dell’occupazione del Seminario fu im­
possibile comperare da detto Semin., perché non è più legalmente riconosciuto;
non dall’economato, che non è padrone. Laonde è forza di attendere finché le
cose vengano a qualche risoluzione. Quando accade che qualcheduno dall’istituto
35 viene a Torino dimora nel luogo solito via della Madonnetta n. 1; se il tempo è
bello convivono con me.
L ’edifizio che ella vide porre le fondamenta giunse al suo compimento; ora è
tutto occupato. Il numero totale de’ ricoverati è di 98 di cui un prete che mi aju-
ta; dieci cherici scelti fra ricoverati, alcuni dati allo studio, il rimanente appli-
40 cati a diverse arti e mestieri. Continuano le scuole serali in numero di circa tre­
cento: ne’ giorni festivi tra tutti e tre gli oratorii si calcolano ordinariamente due
mila ragazzi divisi in quaranta classi di catechismo. La frequenza de’ Sacramenti
è sempre soddisfacente, ma purtroppo l’irreligiosità fa grande guasto nella gio­
ventù; e sebbene i buoni si possano facilmente indurre a ravvedimento; quelli che
45 si lasciano guastare il cuore diventano cani arrabbiati contro a quelle mani mede­
sime che porgono loro il pane.
Ella mi dimandava come eravamo di mezzi; sul che le dico che tutta la spesa f.2r
della chiesa è saldata: l’edificio pure, ad eccezione di 20.000 fr. imprestati dall’ab.
Rosmini quando fu comperato il sito attuale. Ora però sono in gravissime difficol-
50 tà per provvedere pane a’ miei ragazzi: due anni di penuria, la morte del conte di
Collegno, del conte Due, delle due Regine, accrebbero i miei bisogni. Iddio però
mi ha sempre ajutato e spero nella suavissima provvidenza sua che continuerà ad
ajutarmi.
Per la Religione siamo in tempi calamitosissimi. Credo che da S. Massimo fin
55 qui non ci sia mai stato tale spirito di vertigine pari a quello d ’oggidi. Il famoso
progetto di legge passò nella camera elettiva: si spera che non passerà nella came­
ra dei senatori. Il Re è desolatissimo, ma è circondato da gente venduta e di mala­
fede. Il clero lavora e credo non trascurisi da dirsi o da farsi per opporsi ai disor­
dini imminenti; che se la mano di Dio aggravandosi sopra di noi ci permettesse
60 qualche grave sciagura si avrà certamente la consolazione di aver fatto quanto
era possibile. Le Letture cattoliche continuano: abbiamo dodicimila associati in
it[al]iano, cinque mila in francese. Raccomando alle divote sue preghiere me, i
miei figli, noi pregheremo anche per lei affinché la conforti e la benedica nelle
sante sue occupazioni. La sig. sua Madre e sorella Massé, mia Madre, li miei che-
65 rici, T. Vola, T. Borelli, T. Murialdo, Av. Balegno, Med. Forni la salutano di cuore

26.5 Page 255

▲torna in alto
febbraio 1855 249
ed io coi sentimenti della più viva gratitudine mi dico in G.C.
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo ed aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
f.2v All’111.mo e M.to R.do Signore
70
Il Sig. Can.co D. Lorenzo Gastaldi Dott. in Teol.
dell’Ist. della carità
S. Patrick’s church
Inghilterra Liverpool
18 l ’avvocato] Lo avvocato
56 passò emend ex passerà
59 di noi emend si ex Dio
2 II Gastaldi dalla fine di maggio del 1853 si trovava in Inghilterra. Un mese prima di partire, il 22
aprile 1853, aveva fatto testamento lasciando a don Bosco (o all'eventuale suo successore a Valdocco)
la forte somma di lire 70.000: cf. «Rivista di Storia della Chiesa in Italia» 14 (1960) pp. 304-308. Dal
paese d’oltre Manica sempre collaborò con le Letture Cattoliche.
8 Facendosi rosminiano il Gastaldi avrebbe detto alla mamma (Margherita Volpato): «rassegnatevi ai
divini voleri, ed in vece mia, considerate per vostro figlio Don Bosco ed i poveri suoi giovanetti»; G.
T uninetti, Lorenzo G astaldi... I p. 133. Di lei fu scritto: «fu notissima per prudenza e pietà singolare,
tutta carità per i poveri e dedicata in modo speciale alle istituzioni di Don Bosco e del ven. Cottolen-
go»: (T. Chiuso, La Chiesa in Piemonte ... I p. 3). Non solo lavorò a Valdocco, ma anche per le varie
lotterie di don Bosco non lasciò mancare il suo generoso contributo di doni.
11 madame Massè: Marianna, sorella del canonico, nata il 1 ottobre 1816, che nel 1836 aveva sposa­
to il conte Gabriele Francesco Mazè de la Roche. Cooperatrice salesiana, morì nel 1877: BS gennaio
1878 p . 8.
13 Giovanni, il più giovane dei fratelli Gastaldi, nato il 21 marzo 1835 e tenuto a battesimo dal cano­
nico stesso. Diventò medico, esercitò la professione anche in Brasile e si interessò pure di meccanica,
fisica e ottica. Morì a Torino il 30 maggio 1874: cf. necrologio in II cu or di Maria 1874 p. 64.
15 Bartolomeo, il terzogenito dei 13 figli Gastaldi, nacque il 18 febbraio 1818. Avvocato, dopo la
morte del padre (1843) si dedicò alle scienze naturali, divenendo rinomato geologo. Nel 1865 divenne
membro dell’Accademia delle scienze di Torino e poi dei Lincei; diresse il museo geologico di Torino e
promosse il Club Alpino Italiano. Morì nel 1879: cf. P. T. Dori, Almanacco di Torino (curiosità subal­
pine) per l'anno 1880 p. 17.
32 Seminario: vedi lett. n. 192.
38 II prete era don Vittorio Alasonatti.
50-51 Conte Giuseppe Provana di Collegno, già protettore deU’Oratorio di Valdocco, era morto il 6
febbraio dell'anno precedente; alla fine di novembre del medesimo anno era morto pure 0 conte Carlo
Federico Maria Due di Moncalieri, zio di Costanza, la moglie di Roberto D'Azeglio. La regina madre,
Maria Teresa di Toscana, era deceduta il 12 gennaio 1855, precedendo di soli otto giorni la nuora, m o­
glie di Vittorio Emanuele II, Maria Adelaide d ’Austria: vedi lett. n. 209. Anche se non è pervenuta al­
cuna lettera di don Bosco ad esse, è questa un’ulteriore prova del legame esistente fra don Bosco e le
due regine. Don Bosco per altro non ricorda qui la morte del fratello del re, il duca Ferdinando, avve­
nuta a distanza di 22 giorni dalla cognata: vedi lett. n. 211.
55-57 II progetto di legge Rattazzi-Cavour (soppressione di conventi e capitoli collegiali e benefizi;
erezione di una cassa ecclesiastica; assegnazione di pensioni ai religiosi; tassa speciale sui corpi morali
ed enti ecclesiastici non soppressi): presentato il 28 novembre 1854 alla camera dei deputati ed ogget­
to di dibattito in aula dal 9 gennaio 1855, in realtà sarà approvato dai deputati il 2 marzo. Lo sarà poi
dai senatori il 28 maggio. Il decreto reale porterà la firma del giorno successivo. La desolazione del re
era più che comprensibile: in 28 giorni gli erano morti madre, moglie e fratello. E tre mesi dopo sareb­
be scomparso anche l’ultimo nato, il duca Vittorio Emanuele: vedi lett. seg.
61 Letture Cattoliche: 12 mila abbonati, e 5.000 in francese: difficile verificare l’esattezza delle cifre.
65 Celso Balegno era l’avvocato dei poveri; del medico Forni non si hanno maggiori notizie.

26.6 Page 256

▲torna in alto
250 marzo 1855
218
Al re Vittorio Emanuele II
Lettera non reperita, ma attestata da inedito autografo di don Bosco del 7 giugno 1855: vedi lett.
n. 225
Annuncio di un ulteriore lutto nella famiglia reale
[Torino, marzo 1855]
[...]
Il 17 maggio, a soli quattro mesi di vita, morì il figlio del re duca Vittorio Emanuele Leopoldo. Don
Bosco ne aveva dato notizia al re un mese avanti. Pochi giorni dopo il lutto di famiglia, ed esattamente
il 29 maggio, Vittorio Emanuele firmava «la maledetta legge». Don Bosco gli aveva scritto: «Se V. S.
M. segna quel decreto segnerà la fine dei Reali di Savoia».
219
Alla signora Serazzi di Novara
Sig. Bertelli Giuseppe - via C. Puccini, 3 - Novara
Copia semplice in ASC 131.22 II nome della destinataria è stato vergato sulla custodia dal can. Giu­
lio Ratti di Milano
Ined.
Ringraziamento per un’offerta e per l’incoraggiamento a continuare l'opera intrapresa
*Torino, addì 18 marzo 1855
Sig[ra] Stimatissima,
Voglio anzitutto ringraziarla dell’elargizione fatta alla nostra casa di ricovero
e delle sue nobili parole di incoraggiamento all’opera che il Signore benedisse
5 sempre e benedice ogni ora.
È questo il segno della sua protezione su di noi tutti; quelli che soffrono e
quelli che cercano di lenire le loro sofferenze.
Buone nuove ci giungono da varie parti e mi si incoraggia a perseverare.
Che Dio la benedica ora e sempre con tutti quelli [che] le sono cari.
10
Suo dev. servitore
D. Giovanni Bosco
2 II nome della destinataria con l'indicazione della città di Novara è vergato per mano del canonico
Giulio Ratti di Milano, cui la signora Serazzi regalò l’autografo di don Bosco.
220
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASC 112 Lotterie (A 21) me. 402 c 10
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. formato prot. 272 x 190 mm.
E I 103 MB V 263-264
Richiesta di autorizzazione per lotteria e di nomina di un perito

26.7 Page 257

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marzo-maggio 1855 251
Ill.mo Sig. Intendente Generale,
Torino, 22 marzo 1855
Il
sottoscritto espone rispettosamente alla S. V. 111.ma, come egli nel bisogno
di procacciare pane ad alcuni poveri giovani abbandonati e pericolanti che, in nu­
mero di circa 100, sono ricoverati nell’Oratorio di S. Francesco di Sales, i quali in 5
gran parte sono stati fatti orfani nella fatale invasione del colera nello scorso anno
1854, avrebbe divisato di fare una lotteria di alcuni dipinti, per far fronte alle ur­
genti ed indispensabili spese che occorrono.
Per tale oggetto ricorre a V. S. 111.ma, a voler prendere in benigna considera­
zione lo stato di abbandono di questi poveri giovani, approvando la Commissione io
dei membri sotto descritti e delegare quel perito che meglio crederà per la perizia
di tali dipinti ed accordare in pari tempo tutte le altre facoltà, che son necessarie
per l ’esecuzione dell’unito piano di lotteria.
Attesa poi la tenuità della lotteria, il ricorrente supplica che si voglia ricono­
scere il timbro della Commissione di cui avvi il modello nel qui unito biglietto e 15
così essere dispensato dal bollo delle R. Finanze, come per speciale favore fu di­
spensato l ’anno scorso
Che della grazia
Per la commissione
Sac. Bosco Gio.
20
7 dipinti: si trattava di undici dipinti, fra i quali l'incoronazione di Gesù Cristo del Padovanini, dono
del Cays. Fra i donatori dei quadri c ’erano il can. Gastaldi, suo fratello e la loro madre, don Alasonat-
ti, il duca Litta Visconti, don Pietro Merla, già compagno di don Bosco in seminario e uno dei suoi pri­
mi collaboratori all’Oratorio.
11 Ecco i nominativi: dottor Francesco Vallauri (presidente), cav. Cesare Francesetti di Mezzenile
(vicepresidente), cav. Lorenzo d ’Agliano di Caravonica (segretario), conte Carlo Cays di Giletta (teso­
riere), barone Carlo Giacinto Bianco di Barbania, don Giovanni Bosco, marchese Enrico d ’Angennes,
conte Carlo Fantoni, marchese Domenico Fassati, conte Pio Galleani d'Agliano, cav. Marco Gonella,
conte Alessandro Lucerna d’Angrogna, conte Giuseppe Ponte di Pino, conte Alessandro Provana di
Collegno, conte Casimiro Radicati di Brosolo.
20 La risposta fu positiva ed il 20 aprile venne emesso l ’apposito decreto: ASC 112 Lotterie, ed. in
MB V 265-266.1 quadri erano stati valutati dal prof. Cusa lire 5300 lire. I biglietti da vendere, al prezzo
di una lira l ’uno, furono 7000. La data d ’estrazione fissata per il 12 luglio. Così come altra volta, il mi­
nistero esentò don Bosco dal ricorrere al timbro dell’ufficio ministeriale interessato: ASC 112 Lotterie,
ed. in MB V 266.
221
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovarmi Bosco, 60
Orig. aut. 1f. 250 x 195 mm.
E I 104-105 MB V 250-251
Note di conti — pensione del giovane Comollo — possibilità di acquistare casa Coriasco
Car.mo Sig. D. Carlo,
Torino, 6 maggfio] [18]55
Il tempo pasquale corre galoppando e perciò è necessario di mettersi in buo­
na coscienza col sig. D. Carlo.

26.8 Page 258

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252 maggio 1855
5
Credo che il mio debito verso di Lei sia come segue, salvo errore:
Depositato 17 aprile 1854 .....................................................
Limosina di S. Messe n. 3 ...................................................
Interesse annuo verso il sig. Ab. Rosmini ............................
210
2,40
800
10
1012,40
Spese. L ’istrumento di compra-vendita al sig. Turvano
fr. 410,40 la cui metà ................................................... 205,20
Interesse pel Seminario dal 10 ap[rile] a tutto giugno circa
44,30
Interesse da luglio a gennaio 1855 e carta bollata ............... 100,40
15
Al sig. Ottino di cui avvi quitanza ....................................... 191,90
Due annate pel Comollo ......................................................
480
Tot............ 1021,80
meno ....... 1012,40
9,40
Debbo qui osservare che l’anno scorso il sito ivi comperato era affittato ad
20 [un] margaro, con cui era convenuto di pagarmi con toma e serasso e cioncata
[,] cose divorate dai miei birichini, e che non so come calcolarle: questo anno poi
è convenuto a fr. 35 e di questi ne terrò conto.
Finora non ho scritto al P. Generale intorno al Comollo perché so essere as­
sai incomodato di salute. Il padre Giuseppe Comollo dovrebbe, ma non può pa-
25 gar nulla perché da alcuni anni fuori d’impiego e si trova nella più grave miseria.
Il giovanetto poi è assai distinto nella buona condotta e nella pietà: dimostra pro­
pensione per lo stato ecclesiastico; primeggia nel terzo corso di |gra[m]matica la- f.l
tina: fa sperar bene di sé per l’avvenire; ma tocca solo i quattordici anni: bisogna
fare in modo che egli prosegua li suoi studi.
30
E deciso che lo scalo della Ferrovia si fa provvisoriamente qui in Valdocco,
perciò il valore dei siti qua vicini è notevolmente aumentato: ciò per sua norma.
Il
Coriasco, che è proprietario di quella casetta vicina al sito comperato e ve­
duto da V. S., si trova in caso di dover vendere la detta fabbrica; e mi lascia di si­
gnificarle che la cederebbe a fr. 7 mila: l’anno scorso noi gli avevamo già fatto
35 l’offerta di dieci.
Come si accorgerà ho scritto alquanto in fretta, perciò se ci sarà qualche
cosa da rettificare, ci consento.
Voglia la Beata Vergine benedire e conservare la sanità al P. Generale a bene
della santa nostra religione; come di cuore prego, e pregano anche i miei figli per
40 ottenere questo favore.
Mi raccomando alle sue preghiere: mi ami nel Signore: mia madre la saluta
unitamente ai nostri cherici e mi creda quale di cuore mi dico
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
45 P.S. Ciò che il Doma ha fatto gratuitamente sono la copia del tipo unito all’istru-
mento speditole; e la fede d’ipoteca che le fu eziandio spedita.

26.9 Page 259

▲torna in alto
maggio 1855 253
15 sig. Ottino: personaggio non meglio identificato.
20 margaro: dal piemontese marghè: proprietario di mandrie.
toma: cacio casalingo; serasso (da sierass) e gioncata (da gioncà): ricotta; l'unica differenza tra i due è
la forma, essendo il primo modellato in sacchetti conici di pannolino, la seconda invece serrata fra
giunchi tenuti insieme in forma di graticola.
23 II Gilardi il 22 febbraio a nome del Rosmini gli aveva chiesto informazioni sia circa il pagamento
della pensione da parte di Giuseppe Comollo sia circa la condotta del di lui figlio.
30 Definitivamente si farà poco distante, a porta Susa.
35 Nella lettera di risposta del 10 maggio, il Gilardi preciserà che 10.000 lire era stata la richiesta del
Coriasco a don Bosco e rosminiani, mentre 9500 era stata l’offerta di altri acquirenti.
38 II Rosmini era gravemente ammalato e morirà due mesi dopo, il I o luglio 1855.
42 cherici: da quando il seminario era stato chiuso, don Bosco aveva accolti molti chierici in casa
sua. Anche alcuni studenti rosminiani, pur risiedendo in via della Madonnetta 1, aiutavano don Bosco
aU’Oratorio, soprattutto per il catechismo della domenica.
45 Dorna: vedi lett. n. 215. In essa il Gilardi si era domandato per quali servizi resi il Dorna non ave­
va voluto l'onorario.
46 II Gilardi segnalerà il 10 maggio di aver ricevuto le quietanze da parte dell’economato generale,
segno che questi era stato autorizzato «da chi si deve» ad incassare i redditi del seminario.
222
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 B 5
Copia litografata allogr. con firma allog. 1 f. 272 x 208 mm. litografia Doyen
Copia in ASC 112 Fatture Doyen: allegato lo stampato «Lotteria di alcuni dipinti...»
E I 105-106 MB V 268-269
Prega di smerciare i biglietti della lotteria
Torino, 8 maggio 1855
Ill.mo Signore,
La critica annata ed il gran numero di ragazzi fatti orfani nella fatale invasio­
ne del cholera, mi hanno posto quasi nella necessità di dover considerevolmente
aumentare il numero dei giovani ricoverati nella Casa delTOratorio di S. France- 5
sco di Sales, sicché il loro numero attuale ascende a cento circa. Pelché ridotto a
gravi strettezze, né sapendo a qual partito appigliarmi per provvedere loro il pa­
ne, ho chiesto il parere di alcuni pii e benemeriti Signori, nominati nell’unito
Elenco dei Membri della Commissione, i quali proposero di fare una piccola lotte­
ria di alcuni dipinti. Accolta tale proposta, e adempiute le incumbenze dalla legge io
prescritte, tratterebbesi ora di smerciare i biglietti, che ho divisato di affidare a
quelle pie persone che in altre occasioni presero parte a’ miei bisogni. Per questo
mi faccio animo di ricorrere eziandio alla provata bontà della S. V. 111.ma, unen­
dovi biglietti n. ... con preghiera di volersi adoperare per ismerciarli presso coloro
che giudicherà propensi a simili opere di carità. Qualora però non potesse distri- 15
buirli tutti, e non giudicasse di poterli ritenere per sé, la prego di aggiugnere no­
vello favore e spedirli otto giorni prima dell’estrazione (12 luglio) a quello tra i
Membri della Commissione presso cui le tornerà più agevole il ricapito: la qual
cosa potrà egualmente fare per la rimessione dell’importo dei biglietti smerciati o
ritenuti.
20

26.10 Page 260

▲torna in alto
254 maggio 1855
Avrei ben voluto poter fare a meno di recare a Lei questo disturbo; ma attesa
la gravezza delle spese cui debbo far fronte, e il gran numero di ragazzi abbando­
nati che dimandano pane, ho dovuto appigliarmi a questo spediente. Mi creda: è
proprio un dar da mangiare ai poveri affamati.
25
Mentre poi le professo la sincera mia gratitudine, l’assicuro che mi unirò coi
beneficati miei figli per pregare Iddio buono affinché voglia spandere copiose be­
nedizioni sopra di Lei e sopra tutti quelli, cui Ella desidera in particolar maniera
augurare felicità per la vita presente e per la futura. Con pienezza di stima reputo
al massimo onore il potermi dire
30
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
2 La circolare venne inviata un po’ ovunque. Il sindaco e il consiglio delegato comunale ricevettero
30 biglietti e li acquistarono tutti in data 14 maggio; Gustavo di Cavour tenne 50 biglietti: ASC 112 Lot­
terìe, ed. in MB V 270. Sul mrg. sin. della copia mandata al De Gaudenzi don Bosco aggiunse di sua
mano il seguente Post Scriptum : «Mando solo questi biglietti attesa la lettera che ha in via il sig. Don
Guaiino. La prego di far buon uffizio nella distribuzione de’ pacchi ivi uniti per l ’unico smercio. Se ci
fossero difficoltà la prego di riceverli e di inviarmeli liberamente. In D om ino.».
9 Vedi lett. n. 220.
223
Al ministro valdese Luigi De Sanctis
ASC 131.01 Lett. orig. De Sanctis (A 171) me. 19 D 10
Copia allogr. autenticata da don Bosco che sul mrg. sup. scrive: Copia di lettera scritta al Sig. Luigi
Desanctis 26 maggio 1855 1 f. 244 x270 mm.
E I 106-107 MB V 145
Comunica la sua disponibilità ad aiutarlo in tutti i modi
[Torino, 26 maggio 1855]
[Car.mo Signore],
Desideroso che la nostra amicizia non fosse limitata a sole parole andava
aspettando occasione di manifestarla con qualche fatto. Inoltre da’ suoi scritti e
5 dalle sue parole sembrandomi di scorgere che V. S. Car.ma non sia interamente
tranquilla, attendeva anche circostanza propizia di poterle palesare i vivi senti­
menti che ho per la sua eterna salvezza; ed Ella, giacché mi fe' dono della sua
amicizia, mi palesasse a tu per tu le sue speranze e timori. Non già con animo di
disputare, ciò non deve essere tra gli amici, ma per discorrere e conoscere il vero,
io Era perciò anzioso di rivederla.
Ora le dirò schiettamente che desidero e desidero di tutto cuore la salvezza
dell’anima di V. S. e che sono disposto a fare tutti i sacrifizi spirituali e temporali
per coadiuvarla. Resta solo che V. S. mi dica se le pare di essere tranquilla e di
potersi salvare; se giudica che un buon cattolico si possa salvare nel suo attuale
15 sistema religioso; se le pare avere maggiori garanzie di salvezza un cattolico o un
dissidente. Si persuada però che tutto [ciò] che passerà fra di noi o con iscritti o

27 Pages 261-270

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27.1 Page 261

▲torna in alto
maggio-giugno 1855 255
con discorsi non le potrà mai recare alcun discapito nella sua posizione civile-
sociale-religiosa; giacché l ’assicuro che ogni cosa sarà detta e posta sotto al più
stretto amichevole segreto.
Stupirà V. S. di questa mia lettera: pure io son fatto così: contratta una qual- 20
che amicizia, io bramo di continuarla e procurare all'amico tutto il bene a me
possibile.
Iddio buono la benedica e la conservi; ed io con pienezza di stima me le offro
in quel che posso
Di V. S. 111.ma e car.ma
25
Aff.mo suo amico
[Sac. Bosco Gio.]
2 Vedi lett. n. 206, 208.
224
Al padre rosminiano, canonico Lorenzo Gastaldi
AAT 14/9.12 (1) Gastaldi Lorenzo
Orig. aut. 2 ff. 210 x 134 mm.
Ined.
strappo sul f. 2
carta leggerissima
Accusa ricevuta del manoscritto da pubblicare — lo aggiorna circa l’approvazione delle leggi eversive
— dà notizie sullo stato di salute del Rosmini
[Torino, fine maggio-inizio giugno 1855]
Car.mo Sig. Canonico,
Ho ricevuto a suo tempo la cara sua lettera e il manoscritto entro contenuto.
L ’ho immediatamente mandato alla revisione ecclesiastica, dove non incontrò
difficoltà di sorta. Ora è già nelle mani del tipografo. In quanto alle stampe stia 5
tranquilla: sono lette due volte da me, poi dal prof. Picco, indi da Monsignor
Moreno.
Finalmente la funesta legge fu segnata: ora si fanno preparativi per metterla
in esecuzione: non se ne prevedono le conseguenze: il malcontento e il dispetto è
universale.
io
Ho scritto sul finir di aprile una lettera a Manchester, con entro un’altra del
sig. D. Collo, coll'indirizzo di V. S. car.ma. Credo che non le sia pervenuta. Se
mai la potesse richiedere; là ci sono parecchie cose di famiglia che ho scritto di
concerto a sua signora Madre. Essa gode attualmente buona sanità, e si occupa
molto per li nostri poveri figli.
15
Ricevo in questo momento notizie del P. Generale, e sono: «Lo stato della
malattia del nostro P. Generale pare stazionario; i medici non ci lasciano speran­
za; pure ci pare di vedere qualche miglioramento; ci sembra più vivace, e più
tranquillo; insomma siamo tra la speranza ed il timore; io propendo a sperare. Il
municipio di Rovereto mandò una deputazione col sindaco a rallegrarsi pel poco 20
di miglioramento apparso nel suo stato di salute; ciò fu di grande consolazione al
caro e venerato infermo». D. Carlo Gilardi.

27.2 Page 262

▲torna in alto
256 giugno 1855
Mi ami nel Signore; preghi per me e per questi miei poveri figli e in tutto
quel che posso mi creda
25
Di V. S. car.ma
Aff.mo servo amico
Sac. Bosco Gio.
Airill.m o Signore
Il Sig. Can.co Lorenzo Gastaldi
30 Inghilterra Rugby
3 II manoscritto era VIstruzione catechistica sul m atrim onio, che fu pubblicato nelle Letture Catto­
liche di quell’anno: anno III fase. 11/12 (agosto).
6 Picco: il prof, don Matteo Picco (1812-1880) aveva scuola per giovani esterni, che studiavano uma­
nità e retorica, presso la chiesa di S. Agostino. Pure in una villa sulla collina torinese dava lezioni e ri­
petizioni private. Nell’anno scolastico 1862-1863 fu direttore delle scuole di Valdocco. Nel 1864 fu no­
minato professore di retorica per i seminaristi a 600 lire di stipendio annuo.
8 Legge Rattazzi-Cavour, sanzionata dalla firma del re pochi giorni prima, il 29 maggio.
11 Manchester: suona strano questo nome, in quanto i rosminiani non avevano in Inghilterra conventi
e missioni se non a Ratcliff, Rugby, Loughborough, Newport e Cardiff.
12 D. Collo: personaggio non meglio identificato, e comunque non rosminiano.
13-14 Dovrebbe trattarsi di quella del 23 febbraio: vedi lett. n. 217.
16 P. Generale: vedi lett. n. 221.
225
A don Daniele Rademaker
Archivio provinciale della Compagnia di Gesù - Lisbona
Orig. aut. 2 ff. 250 x 194 mm. timbri: Torino 7 giug 55 2'A S.
55, Cerdena... Con grandi caratteri appare il numero 240
Ined.
Nizza Marit 8 giug..., ...Lisboa
Informa sulla vita in Oratorio — chiede se può celebrare 100 messe secondo l’intenzione di un bene­
fattore — dà notizie di Valdocco — invia copia di poesia
Torino, 7 giugno 1855
Car.mo Sig. D. Rademaker,
Almeno qualche volta farci qualche visita per mezzo di lettera per contrac­
cambiare le novelle personali, famigliari e nazionali. Le quali cose giudico le siane
5 care atteso il grande affetto che ci dimostrava in que' belli momenti che ella era
fra noi.
Lo stato adunque di nostra casa è soddisfacente: il colera, [(] grazie alla San­
ta Vergine niuno dei ricoverati andò soggetto a quel morbo micidiale [)] dell’an­
no scorso fece aumentare alquanto il numero dei ragazzi ricoverati e l ’attuale
io loro numero è di cento dieci. Le scuole serali e le radunanze festive camminano
sul medesimo pie’ dell’anno scorso.
L ’Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova, e quello del Santo Angelo Custode in
Vanchiglia vicino a Po acquistano anche nel numero ed anche nella regolarità.
Malgrado i tempi critici che viviamo la religione e la frequenza dei sacramenti si
15 sostiene. Ma i protestanti adoperano tutte le arti immaginabili per rovinare parti­
colarmente la gioventù: nondimeno è tenuissimo l ’acquisto che fanno: qualche

27.3 Page 263

▲torna in alto
giugno 1855 257
scapestrato allettato dall’interesse o lusingato dai vizi, sono le loro conquiste; al
contrario i protestanti che sono veramente buoni vengono al cattolicismo. Io ne
ho sempre alcuni in casa fra’ i miei giovani che si fanno istruire; attualmente ne
ho due di indole buona, di cuor pio e veramente fatto secondo lo spirito del 20
Signore.
Le cose politiche come vanno? Avrà veduto ne' giornali, che il famoso pro­
getto Rattazzi fu approvato, segnato, e si prepara tutto per metterlo in esecuzio­
ne; che sconcerto! che terribile malcontento! quanti infelici colpiti da scomuni­
che! Pure la mano del Signore non è ancora interamente aggravata sopra di noi: 25
f.lv il numero |dei buoni è grande; si fanno fervorose preghiere da tutte le parti. Un
fatto certo, e da molti conosciuto in Torino è questo. Una persona inspirata da
Dio e veramente coraggiosa scrisse più volte al Re avvisandolo che sarebbero
piombati mali sopra mali se non si ritirava la legge fatale: gli manifestò e descrisse
la morte delle due Regine venti giorni prima; quella del Duca di Genova un mese 30
prima; quella del figlio del Re anche un mese. Prima che il Re segnasse la legge gli
fu scritto: «Se V. S. segna quel decreto segnerà il fine dei Reali di Savoia e non
godrà più la sanità di prima: presto avrà a deplorare nuove perdite in casa sua; in
quest'anno gravi disastri ne' suoi campi; grave mortalità tra i suoi sudditi». Ve­
dremo come queste cose si andranno avverando. Non sappiamo se sarà il colera, 35
oppure il tifo che da alcuni giorni si è manifestato in vari paesi del Piemonte. Ciò
non ostante il Re, sebbene con mano tremante, segnò la legge, e da allora in poi
fu gravemente incomodato nella salute! Per questo motivo il Ministro degli affari
ecclesiastici, si dice, è incaricato di dare quanto prima principio alle trattative con
Roma.
40
Una persona darebbe la limosina di cento messe a questi nostri poveri figli;
forse tra V. S. e il sig. D. Carlo potranno celebrarle? Sarebbe proprio un dar da
mangiare agli affamati.
Desidero vivamente di sapere notizie dettagliate della famiglia; in che cosa si
occupi il sig. D. Carlo, se papà e maman godano tutto in buona salute; se alla so­ 45
rella sia diminuito l ’antico incomodo.
Me li saluti tutti da parte mia; uniamoci tutti in un cuor solo in un'anima
sola a pregare Iddio buono affinché ci conservi tutti in grazia sua fino agli ultimi
giorni di nostra vita. Così sia.
Di V. S. car.ma
50
Obbl.mo aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
f.2r P.S. Le mando una copia della poesia stampata quando fu benedetta la novella
chiesa; allora fu fatta una festa, che pari non abbiamo mai veduto e sarà difficile
il vedere un giorno simile per gioia e trasporto dei nostri figli, e di molte conside­ 55
revoli persone che vennero a prendervi parte.
D. B.
f.2v AU’Ill.mo Signore
Il Sig. D. Daniele Rademaker
Sacerdote Commendatore
60
Portugallo Lisbona
17

27.4 Page 264

▲torna in alto
258 giugno 1855
7-8 grazie... micidiale add mrg sin 11 pie' add si 13 nel emend ex nelle 23 in emend ex alla
32-33 e... prima add mrg sin 38 gravemente emend si ex gravente 48 ultimi add si
2 Vedi lett. n. 52.
27-35: vedi lett. n. 209, 211, 218.
38 II ministro di grazia, giustizia e culto dal 31 maggio 1855 era Giovanni De Foresta.
41 Don Carlo: fratello di don Daniele: vedi lett. n. 52.
53 L'ode è pubblicata in MB IV 437.
226
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 13 p. 278; A 193 fase. 3 p. 301)
Copia semplice indirizzo per mano di Berto
E I 107 MB V 390-391
Buone informazioni sul giovane Bartolomeo Fusero — richiesta di aiuto per sostenerne gli studi ec­
clesiastici
Ill.mo e M.to Rev.do Signore,
Torino, 8 giugno 1855
Già da qualche giorno meditava di scrivere a V. S. Ill.ma intorno al giovane
Fusero Bartolomeo suo parrocchiano; quando il Teol. Valfrè sopraggiunse a dar-
5 mi eccitamento, partecipandomi essere V. S. propensa pel medesimo oggetto.
Le dico pertanto che questo giovane è veramente deliberato di proseguire la
carriera degli studi per la via ecclesiastica; la buona sua condotta, la ritiratezza, la
sua frequenza delle pratiche religiose, la sua attitudine agli studi, lasciano niente
a desiderare per una buona riuscita. Ma egli è povero: per questi tre anni fu a mie
10 spese; aprirà la provvidenza qualche strada? La mia speranza e quella del Fusero
sono rivolte a Lei. Da quanto V. S. mi scriverà dipende il presentarsi all’esame
dell’abito chericale o differire ancora.
Godo molto di questa occasione per manifestarle i miei sentimenti di stima e
di gratitudine offerendomi in tutto quel che posso.
15
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Le raccomando la diffusione delle Letture Cattoliche.
All'Ill.mo e M.to R.do Signore
20 II Sig. T. Appendino
Arciprete
Caramagna
4 Bartolomeo Fusero: nato a Caramagna (Torino) nel 1839, avrebbe ricevuto la veste talare nell’otto­
bre 1855[?]. Sarà ordinato prete nel 1862; nel 1863 professerà nella società salesiana, di cui sarà eletto
direttore spirituale generale. Racchiuso in manicomio nel 1865, vi morirà il 17 dicembre 1878: cf. In ­
dice MB.
4 Teologo Valfrè: forse Carlo Valfredo (Valfrè), originario di Sangano (Torino), dottore in teologia,
prevosto della parrocchia deU’Immacolata Concezione di Marmorito (Asti); morto il 12 febbraio 1861
a 48 anni oppure Stefano Valfrè, nativo di Villafranca (Torino), priore di Marmorito, morto ivi il 23 ot­
tobre 1877 a 52 anni.

27.5 Page 265

▲torna in alto
giugno 1855 259
227
Al sindaco di Pinerolo Giovanni Masserano
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente in data 14 giugno 1855: ASC 126.2
Autorità, Sindaco Pinerolo
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli
[Torino, anter. 14 giugno 1855]
[...]
Si tratta del fanciullo Pietro Plancia, di cui don Bosco, scrivendo nel gennaio precedente al rettore del­
l’ospizio dei catecumeni di Pinerolo, G. Battista Fortoul, aveva condizionato l’accettazione anche a
precise informazioni del sindaco (ASC 272 Alasonatti). Il Plancia fu accettato come artigiano il 5 giu­
gno. Rimarrà a Valdocco fino all’ottobre 1857. La pensione concordata fu di lire 16 mensili, per un to­
tale di lire 400, da versarsi in due rate. Il Plancia, che già all'ospizio di Pinerolo si era comportato ma­
le, terrà un comportamento non irreprensibile anche a Torino, dandosi presto alla fuga, come testi­
monia una lettera del canonico rettore: ASC 126.2 G. B. Fortoul, ed. in MB V 256.
228
Al giovane Ottavio Bosco di Ruffino
Copia a stampa in E I 108
MB V 352
Consigli spirituali
Torino, 28 giugno 1855
Car.mo Ottavio,
Si
avvicina il tempo degli esami e mi dici che ti raccomandi a S. Luigi, e fai
bene. Abbi soltanto viva fede nella protezione di questo santo, ed io ti assicuro
che l’esito de’ tuoi esami sarà felice. Non mancherò di pregare anch’io pel mede- 5
simo fine.
In quanto all’aumento di memoria non darti pena: coltiva quella che hai, e
crescerà; se poi sarà bene all’anima tua un aumento speciale, Dio lo farà.
Avrei altre cose intorno a cui discorrere, ma spero che dopo i tuoi esami
avremo tempo di fare tra noi una buona chiacchierata intorno a quanto occorre. 10
Domani avvi nell’Oratorio di S. Francesco di Sales l ’Indul[genza] Plen[aria];
fa eziandio di acquistarla. Saluta maman e gli altri di casa; amami nel Signore e
credimi
Tuo aff.mo
D . Bosco Giov.
15
2 Ottavio Bosco di Ruffino: nato a Torino 0 18 agosto 1840 dal cav. Aleramo Bosco di Ruffino diven­
ne gentiluomo di corte addetto all’educazione del principe Ferdinando di Savoia, duca di Genova (na­
to nel 1884). Presiedette la segreteria particolare della casa regnante. Cooperatore salesiano, morì nel
1909: cf. necrologio in BS gennaio 1910 p. 31.
10 quanto occorre: don Bosco era in cordiali relazioni col giovane aristocratico, dei cui genitori pure
era amico: vedi lett. n. 147, 641.
11 dimani: 29 giugno, festa di S. Pietro.

27.6 Page 266

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260 luglio 1855
229
Ad un corrispondente non identificato
ASC 131.01 Lett. orig. Radicati (A 173) me. 44 A 3
Copia allog. con firma aut. 2 ff. 252 x 194 mm. intest.: Oratorio di S. Francesco di Sales / Torino
Ined.
Invia biglietti della lotteria
Torino, 4 luglio 1855
Ill.mo Signore,
Sul finire d’una lotteria iniziata a favore di giovani ricoverati in questa casa,
mi trovo ancora commendevole numero di biglietti, motivo per cui mi prendo la
10 libertà di spedirne due decine a V. S. Ill.ma con preghiera di volerne procurare lo
smercio.
Che se nella sua carità non potesse smerciarli tutti e non intendesse di rite­
nerli per sé, la pregherei di novello favore, di inviarli prima della estrazione che
avrà luogo il 12 corrente.
15
Offerendole umili e cordiali ringraziamenti, con pienezza di stima e gratitudi­
ne mi dico
Della V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
230
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
ASCT Gabinetto del sindaco rep. 709 cart. 4 fase. 16
Orig. aut. 1 f. 296 x 210 mm. varie segnalazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Chiede il prestito della bussola comunale per l'estrazione dei biglietti della lotteria — lo invita a
presenziarvi
*Torino, 11 luglio 1855
Illustrissimo Sig. Sindaco,
Pei gravi affari cui V. S. Ill.ma dovette compiere quest’oggi in città non mi fu
possibile di parlare con Lei né con chi potesse rappresentarla; perciò mi prevalgo
5 di questo scritto per quanto segue.
Domani è il giorno stabilito per l'estrazione dei dipinti posti in Lotteria a fa­
vore dei nostri poveri giovani, e di cui V. S. nella sua bontà ci volle prendere par­
te. In questo caso ho bisogno di due favori:
1° Che permetta di poterci servire della bussola già in altre circostanze simili
io imprestataci, la quale bussola è affidata alla cura del sig. Brula.
2° Secondo il decreto dell’Intendenza Generale il sindaco della città di Tori-

27.7 Page 267

▲torna in alto
luglio 1855 261
no essendo incaricato di assistere all'estrazione, ne la pregherei del favore; e qua­
lora Ella non possa in persona, incaricare il sig. Intendente Cottin od altri che Ella
ben giudichi a volerne fare le veci. L ’ora dell'estrazione, se nulla osta, è fissata
alle quattro pomeridiane.
15
Persuaso che nella sua bontà agli altri già ricevuti favori voglia ancora
aggiugnere questo con pienezza di stima e con vera gratitudine mi dirò rispetto­
samente
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
f.2v All’Dl.mo Signore
Il Sig. Commendatore Notta
Sindaco della città
Torino
25
13 Cottin] Cotin
9 bussola: cassetta contenente i numeri da estrarre.
10 Brula: personaggio non meglio identificato.
231
Circolare
ASC Docum enti X LI p. 113 (A 090)
Copia litografata allog. con firma aut. 1 f. 210x170 mm. varie indicazioni protocollari sul
mrg. sup.
E I 108-109 MB V 271-272
Invia i numeri vincenti della lotteria — ringrazia per il contributo dato ad un'opera di carità
Torino, 16 luglio 1855
Ill.mo e Benemerito Signore,
Mi fo premura di trasmettere a V. S. Illustr.ma uno stampino dei numeri
estratti nella lotteria alla carità di lei raccomandata, affinché possa comodamente
verificare se qualche suo biglietto sia stato dalla sorte favorito.
5
So benissimo che V. S. in ciò ebbe niente di mira il guadagno, ma solo l ’ope­
ra di carità cioè di venir in soccorso di questi poveri giovanetti dalla Divina Prov­
videnza in certa maniera a me affidati, e questo è doppio motivo per vieppiù rin­
graziarla di cuore.
Ora mentre l ’assicuro che noi avremo verso di Lei la più sentita gratitudine, io
la preghiamo di volerci continuare il suo favore e la sua carità nelle sue opere di
beneficenza. E poiché non possiamo altrimenti mostrare la nostra gratitudine, io,
il sacerdote D. Alasonatti, mio collega e tutti i figli dell'Oratorio ricoverati, non

27.8 Page 268

▲torna in alto
262 luglio 1855
mancheremo di pregar il Signore Iddio onde la colmi di celesti benedizioni men-
15 tre con pienezza di stima mi dichiaro
Di V. S. Ill.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
232
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 519-520)
Copia semplice
E 1109-110 MB V 306-307
Ringraziamento per vari atti di generosità prestati all’Oratorio — auto-invito al castello di Caraglio per
poter lavorare in tranquillità alle Letture Cattoliche
'Torino, 31 luglio 1855
Ill.mo e Benemerito Signore,
Ritornato dai santi spirituali esercizi di S. Ignazio mi faccio dovere di scrive­
re a V. S. Ill.ma e Benemerita ad oggetto di ringraziarla e mettermi in coscienza.
5
Pertanto con sentimenti di vera gratitudine ho ricevuto franchi centotrenta
per biglietti della Lotteria alla sua carità raccomandati; più ho ricevuto dal pristi-
naio Fornello kilog. 105 di grissino che servirono a dar da mangiare ai giovani or­
fani e poveri ricoverati in quest’Oratorio; come eziandio ne la ringrazio della cari­
tà che si compiacque stabilire di quindici kilogrammi al mese a benefizio di que-
io sta casa.
Queste insigni opere di carità saranno perle preziose, che unitamente ad al­
tre ingemmeranno la corona di gloria, che V. S. nella prudenza del serpente e
colla semplicità della colomba si va ogni giorno preparando e assicurando in
Cielo.
15
Ora mi trovo in un novello bisogno; ma di altro genere. Ho tra mano un lavo­
ro per le Letture Cattoliche, pel che mi farebbe mestieri allontanarmi qualche
giorno da Torino onde potermene di proposito occupare. Mi corse più volte in
pensiero di andare a Caraglio e precisamente a casa di V. S., ma prim a di entrare
dimandiamo permesso al padrone. Se Ella adunque mi favorirà un cantuccio ove
20 ripor la mia povera persona con qualche libro ed alcuni quaderni, con qualche
cosa ad refocillandam famem io partirei di qua la mattina del giorno sei agosto, e
farei ritorno al sabbato della stessa settimana.
Ella mi dirà: Si pagherà la pensione? Mancomale. Divideremo per metà lo
stipendio del mio lavoro. Vale a dire[:] se da quel fascicolo ne ridonderà qualche
25 vantaggio alle anime, io ne cedo la metà dell’utile a Lei per l'ospitalità usatami.
Intanto io la prego di tutto cuore a voler accogliere questa lettera scritta for­
se con troppa confidenza; del resto non mancherò di pregare e di far eziandio
pregare Iddio buono per Lei, per la sua famiglia; mentre con pienezza di stima e

27.9 Page 269

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luglio-agosto 1855 263
di gratitudine reputo ad onor massimo il potermi dire
Di V. S. 111.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Figlio di Giuseppe (1762-1838) e di Felicita Provana del Sabbione (morta nel 1838), Pio Galleani
d ’Agliano era nato a Torino il 4 dicembre 1816. Già decurione a Torino, cavaliere mauriziano, editore
di memorie storiche della sua famiglia, fu grande amico e benefattore di don Bosco. Il 27 luglio 1839
sposò Carolina Provana di Collegno, da cui ebbe otto figli. Morì a Caraglio il 13 ottobre 1889: cf. BS
dicembre 1889 p. 167 n. 25.
7 Fornello: personaggio non meglio identificato.
16 Lett. Catt.: a. III fase. 13 e 14 (10 e 25 sett. 1855): Cenno biografico intorno a Carlo Luigi Dehal-
ler membro del sovrano consiglio di Berna in Svizzera e sua lettera alla sua famiglia per dichiararle
il m otivo del suo ritorno alla Chiesa cattolica, apostolica e romana. Torino, tipografia Paravia e
comp. 1855. Il libretto fu pubblicato anonimo, ma fu per lo meno rivisto da don Bosco.
18 andare: venire.
Caraglio: comune di circa 6000 ab. a 12 km. ad ovest di Cuneo, all’imbocco della Val Grana. Il Gallea­
ni aveva la casa di villeggiatura esattamente in località Palazzasso, a pochi chilometri da Caraglio.
21 cf. Lament. 1,11: ad refocillandam animam.
233
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 p. 521)
Copia semplice
E 1110 MB V 307
Comunica l ’orario del suo arrivo alla stazione, per poter poi utilizzare la carrozza del conte
*Torino, 3 agosto 1855
Benemerito Sig. Conte,
Un uomo pari a D. Bosco montare sulla vettura di V. S. 111.ma si teme di sba­
lordire tutti i democratici di Caraglio; tuttavia siccome h onor est honorantis ac­
cetto la graziosa offerta della vettura specialmente chè mi sono affatto sconosciu­
te le strade ed i paesi di queste parti. Io parto pel primo convoglio del mattino,
non ho alcun motivo di fermarmi a Cuneo fino al mio ritorno.
Pieno di gratitudine pei moltiplicati favori che si degna usare verso di me, la
ringrazio di tutto cuore e mi dico rispettosamente nel Signore
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 democratici: qui inteso come rivoluzionari, anticlericali.
honor est honorantis: l ’onore va a chi lo rende.
6 queste: meglio sarebbe stato dire «codeste».

27.10 Page 270

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264 agosto 1855
234
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 521-523)
Copia semplice
E 1111 MB V 308-309
Ringraziamento per l ’ospitalità ricevuta — invio di alcuni numeri delle Letture Cattoliche —- disponi­
bilità di un giovane cantore
*Torino, 14 agosto 1855
Ill.mo e Benemerito Sig. Conte,
Partecipo con piacere a V. S. Ill.ma e Benemerita che il mio viaggio da Pala-
sazzo a Torino fu buono, e non fu segnato da altro incidente se non dall’incontro
5 di due democraticoni, che mi somministrarono temi a discorrere da Cuneo a To­
rino, però sempre nei limiti della ragionevolezza e del rispetto.
Il
soggiorno di costà mi fu assai proficuo alla sanità corporale mediante una
settimana di riposo e di tranquillità, e mi fu anche utile per lo spirituale, special-
mente in vedere la regolarità, l ’esemplarità e la condotta eminentemente religiosa
10 di tutta la famiglia. Doppio motivo per me di ringraziarla più distintamente.
Le mando un centinaio di fascicoli sopra la Confessione, che credo facciano
del bene qualora siano distribuiti in questi paesi non affatto digiuni di democrazia.
Una copia delle Letture Cattoliche dal principio fino ad ora per Lei. Altra co­
pia per la pia signora Contessa. Altra poi pel sig. D. Allione. Due copie poi, solo
15 per l ’anno corrente, pel P. Guardiano Capp. di Caraglio, siccome era stato inteso
col medesimo.
A rivederci a S. Filomena. Il giovinotto che giudico di condurre perché aiuti
a cantare, vorrebbe cantare il Tantum Ergo del Maestro Corini ad una voce sola.
Ciò dico per norma di chi dovesse accompagnarlo, e se mai potesse far imparare i
20 cori dagli altri cantori; di che potrebbesi anche fare a meno, qualora essi non si
potessero avere.
Buona festa, caro sig. Conte, buona festa a Lei, e a tutta la sua famiglia, ed
anche al sig. D. Allione. La Vergine Beata li benedica tutti, e a tutti ottenga dal
suo Divin Figlio tranquillità, pace, coraggio onde perseverare nel bene, per poter-
25 la poi un giorno lodare, benedire in Cielo tutti insieme. Così sia.
Preghino anche per me che con pienezza di stima e con gratitudine mi dico
Di V. S. Ill.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 Palasazzo: vedi lett. n. 232.
5 democraticoni: cf. lett. prec.
11 Confessione: Conversazione tra un avvocato ed un curato di campagna sul sacramento della
confessione per cura del sac. Bosco Giovanni. Torino, tipografia Paravia e comp. 1855.
14 Contessa: Carolina Provana di Collegno, nata il 21 giugno 1817, sposatasi il 27 luglio 1839, morta
a Torino il 15 giugno 1886.
D. Pietro Allione fu cappellano al Palazzasso dal 1842 al 1864; il conte Giuseppe Galleani aveva legato

28 Pages 271-280

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28.1 Page 271

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agosto 1855 265
una messa quotidiana in perpetuo nella cappella: cf. M. Ristorto, Caraglio nei secoli. Cuneo 1974,
pp. 222-223.
15 Da quasi tre secoli vi era a Caraglio un convento di cappuccini. Chiuso in base alla legge del 1867,
verrà quasi immediatamente riaperto in quanto proprio il conte Pio Galleani d'Agliano dimostrerà di
esserne il legittimo proprietario dal 1° maggio 1835. Guardiano all'epoca era padre Romualdo
da Pecetto.
17 S. Filomena: vale a dire l ' i l agosto, festa della santa di cui pochi mesi prima (l’ i l gennaio 1855)
papa Pio IX aveva concesso la messa e l'ufficio proprio.
18 Maestro Corini: figura non meglio precisata.
22 Festa di Maria Assunta, il giorno seguente.
235
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 61-62
Orig. aut. 2 ff. 203 x 193 mm. vari timbri: Torino 16 ago 55 4 'A S
E 1112 MB V 274-275
Stresa 17 ago 55
Invito a soprassedere per il momento alla vendita di un terreno presso l ’Oratorio
*Torino, 15 ag[osto] 1855
Car.mo Sig. D. Carlo,
Ricevo con grato animo la cara sua lettera, che mi dà notizia uffizi ale della
elezione del P. Pagani a Padre Generale: sia lode a Dio: credo veramente che siasi
fatta la volontà del Signore. Me lo saluti tanto da parte mia.
Riguardo al sito che si divisa porsi in vendita c’è veramente un punto favore­
vole dello scalo provvisorio di Valdocco. Nella scorsa primavera ci erano dimande
ed offerte assai vantaggiose. Ora siamo in un momento di crisi: pochi cercano di
comperare, niuno di fabbricare; perciò io sarei di parere di attendere fin verso la
primavera del 1856. In questo tempo se mai si presentasse occasione favorevole si
potrebbe accettare, ma non precipitare. Dal canto mio non sarei in grado di com­
perare.
Intanto io le porgo i saluti della buona mia madre, de’ miei cherici che con­
servano viva di Lei memoria; e mentre ci raccomandiamo tutti alle pie di Lei ora­
zioni, mi dico nel Signore
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
f.2v Ail’Ottimo Sig. D. Gilardi Carlo
Procuratore Ist. della C.
Stresa
3 Lettera del 9 agosto 1855 in cui il Gilardi, mentre dava notizia dell'elezione del nuovo padre gene­
rale, comunicava l’intenzione dei rosminiani di vendere il terreno che avevano acquistato da don Bo­
sco, essendo «impossibile di realizzare il progetto di fabbricare una casa in Valdocco, unico scopo per
cui venne fatto l ’acquisto».
Giovanni Battista Pagani, nato a Borgomanero (Novara) il 1° maggio 1806, morto a Roma il 26 dicem­
bre 1860. Già direttore spirituale del seminario di Novara, fattosi rosminiano, venne mandato in In­
ghilterra, dove governò l ’istituto fino alla morte del Rosmini, cui successe come superiore generale.

28.2 Page 272

▲torna in alto
266 agosto-settembre 1855
8 II 6 maggio invece don Bosco aveva scritto che i terreni di Valdocco avevano avuto una rivaluta­
zione a motivo del progettato scalo ferroviario.
12 II Gilardi aveva offerto a don Bosco prima che ad altri la possibilità di acquistarlo a suo uso o per
quello di qualche altro «acquisitore a lui beneviso». Lo stesso giorno però aveva scritto all’amministra­
tore di Torino, Rinaldi, di interessarsi per la vendita del sito, in caso di risposta negativa da parte di
don Bosco.
236
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. f.l 251 x 195 mm.
E 1112 MB V 391-392
Presentazione del catalogo degli aspiranti al sacerdozio ricoverati presso l’Oratorio
*Torino, 16 ag[osto] 1855
Ill.mo Sig. Rettore,
Ecco a V. S. il catalogo de’ miei postulanti all’abito ecclesiastico. Ad alcuni
mancano ancora parecchi scritti che si attendono dai rispettivi paesi. Di alcuni
5 pure sarà necessario il parlarci personalmente. Ma lasciamo che prendano l ’esa­
me e poi vedremo che cosa sarà bene da farsi.
Le prove sulla condotta e sulla loro capacità attualmente lasciano nulla a de­
siderare. Tuttavia io li raccomando alla solita sua bontà.
Perdoni se anch’io fui portato nel numero dei tardivi a presentare le debite
io domande; e mentre la ringrazio di cuore mi dichiaro con gratitudine
Di V. S. Ill.ma
Sac. Bosco Gio.
3 catalogo: elenco.
4 scritti: documenti.
5-6: esame per la vestizione; vedi lett. seg.
237
Al professore Giuseppe Bonzanino
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 18 pp. 401-402; A 193 fase. 3 p. 3-4)
Copia semplice
E I 113
Chiede notizie di un giovane di Vercelli già precedentemente avvicinato — lo informa circa gli allievi
che hanno superato l’esame per la vestizione
[Torino, agosto-settembre 1855]
Ill.mo e car.mo Signore,
Alcuni anni sono V. S. Ill.ma e car.ma mi disse e mi fece di poi vedere un
giovanetto della diocesi di Vercelli, che dimostrava una voglia matta di studiare

28.3 Page 273

▲torna in alto
settembre-ottobre 1855 267
ed abbracciare lo stato ecclesiastico. Se mai Ella sapesse dove prenderlo e conti- 5
nuasse nella medesima volontà, forse presentemente sarei in grado di aprirgli una
strada e secondarlo nel suo desiderio. Questo riguarda al giovanetto dalla sua ca­
rità raccomandato.
Giovedì scorso ho veduto D. Picco alla sua campagna colla famiglia, e stanno
tutti bene.
io
Se le cose andranno bene andremo di costà a fare un’esplorazione fino a Ca­
stagnetta, ben inteso a casa di V. S.. De’ miei studenti sette subirono l ’esame del­
l’abito chericale e furono tutti promossi. Tra i suoi allievi c ’è Francesia, Cagliero,
Morra e Fusero.
Persuaso che la sua famiglia e V. S. godano tutti buona sanità, Le auguro dal 15
Signore la continuazione dicendomi con istima e gratitudine
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo dev.mo amico
Sac. Bosco Gio.
11-12 Castagneto Po, piccolo centro di 1200 ab. circa, a 27 km. a nord est di Torino, sulle colline alla
destra del Po.
13-14 Francesia riceverà la veste talare il 4 ottobre 1855, Fusero il 12 ottobre successivo, Cagliero il
24 novembre. Quanto al Morra, dovrebbe trattarsi di Domenico Felice, figlio di Giuseppe, nato a Rivo­
li (Torino) il 1° ottobre 1838 ed entrato all'Oratorio il 4 novembre 1852. Fece la vestizione il 12 novem­
bre; uscì nel novembre del 1858 per andare nel seminario per le missioni estere di Brignole (Genova).
Per lui don Bosco in una lettera (smarrita) a mons. Fransoni dell'ottobre 1855 (cf. risposta del 14 no­
vembre in AAT Fransoni 92) chiese «un benefìcio resosi vacante» tre mesi prima. Don Bosco lo pre­
sentò pure come possibile vocazione ai rosminiani: vedi lett. n. 268, 260. Gli altri tre promossi all’esa­
me erano Giuseppe Lorenzo Ellena-Audis, Giovanni Celestino Massaglia e Luigi Pejre.
238
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 523)
Copia semplice
E 1113-114 MB V 309-310
Notizie del giovane Menardi — progetto di un'altra visita a Caraglio
*Torino, 7 ottobre 1855
Benemerito e car.mo Sig. Conte,
Il
giovane Menardi fu accettato nella scorsa primavera pel 1° ottobre, ed è
nell’Oratorio da sette giorni. Questi è quel medesimo, che V. S. raccomandava la
scorsa primavera, e che noi ci adopreremo per farlo divenire virtuoso.
5
Mi fece profonda sensazione la morte del sig. D. Cavallo! La morte non ri­
spetta nemmeno i preti giovani; lezione per noi che andiamo invecchiando.
Vado meditando di fare ancora una gita al Palasazzo, ma non sono certo di
poterla effettuare, attesa la moltiplicità di faccende che mi caddero addosso.
Assicuro poi di compiere la seconda promessa di pregare per lei e per la bella 10
crescente famiglia; alle mie deboli preghiere unisco quelle de’ miei beneficati po­
veri figli, che tra i molti b irich in i ce ne sono anche dei molto virtuosi.
La Vergine Santissima del Rosario doni a Lei la vera pace del cuore e colmi

28.4 Page 274

▲torna in alto
268 ottobre-novembre 1855
tutta la famiglia di tutte le benedizioni necessarie per la vita presente e per la
futura.
Con pienezza di stima mi dico
Di V. S. Benemerita e Car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Menardi Bartolomeo, nato a Caraglio nel 1842, entrò a Valdocco il 2 ottobre 1854; uscirà nel no­
vembre del 1859.
6 Don Bartolomeo Cavallo, segretario del vescovo di Cuneo, era morto venticinquenne il 23 settem­
bre 1855.
12 Ivi compreso Domenico Savio, entrato all'Oratorio il 29 ottobre dell'anno precedente.
13 La festa del Rosario cadeva lo stesso giorno 7, domenica.
239
Alla duchessa Costanza Lavai di Montmorency
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta della corrispondente in data 22 ottobre 1855: ASC
126.2 De Maistre Costanza, ed. in MB V 354
Lettera di accompagnamento di due fratelli
[Torino, anter. 22 ottobre 1855]
[...]
Si trattava dei due fratelli Petif, Luigi ed Enrico; il primo, nato a Lione nel 1845, venne all'Oratorio
come studente il 21 aprile 1855; vi rimase per 10 anni, fino all’aprile del 1865. Il fratello Enrico fu da
don Bosco posto agli studi presso maestri esterni.
240
Al ministro della guerra Giacomo Durando
ASC 131.01 Lett. orig. Vittorio Emanuele I I (A 174) me. 56 A 8
Min. aut. 1 f. 305 x 210 mm. Sul r minuta di lettera al re Vittorio Emanuele
E 1114-115 MB VI 310-311
Domanda di vestiario militare per i giovani ricoverati a Valdocco
[Torino, novembre 1855]
Ill.mo Sig. Ministro,
Espongo rispettosamente a V. S. Ill.ma come nel bisogno di provvedere ad
un numero di oltre cento giovanetti ricoverati nella casa annessa all’Oratorio di S.
Francesco di Sales, e anche per provvedere ad un numero di oltre mille cinque­
cento che frequentano gli Oratorii maschili di Valdocco, di Porta Nuova e di Van-
chiglia, io ricorreva al Ministero di Guerra per ottenere a titolo di sussidio alcuni
oggetti di vestiario che o perché la forma o perché molto usitati non potevano più

28.5 Page 275

▲torna in alto
novembre 1855 269
servire ad uso delle regie truppe. La dimanda fu sempre accolta con favore e que­
sto benemerito Ministero veniva in mio soccorso.
10
Le strettezze della corrente annata mettendomi in posizione assai più calami­
tosa degli anni scorsi, mi trovo nella necessità di ricorrere a V. S. 111.ma, suppli­
candola a voler prendere in benigna considerazione lo stato infelice di questi po­
veri ed abbandonati giovani, e concedere loro quegli oggetti di vestiario che ad
essi sono di prima necessità onde ripararsi dal freddo nella prossima invernale 15
stagione, e poter così continuare nel lavoro e guadagnarsi il pane in qualche one­
sto mestiere.
Noto qui solamente che attesa l ’assoluta povertà di questi giovani si riceverà
colla massima gratitudine qualsiasi genere di vestiario siano scarpe, tuniche, giac­
chette, camicie, mutande, lenzuola, coperte, calzoni, e comunque siano rimessi o 20
logori, siano anche cenci di coperte od altro, tra di noi si aggiustano e si fanno
servire ad occorrere ai nostri bisogni.
Pieno di fiducia nella nota di Lei bontà, coi sentimenti della più sincera grati­
tudine anche a nome dei mentovati giovani mi professo
Di V. S. 111.ma
25
Obbl.mo supplicante
Sac. Bosco Gio.
3 Espongo emend si ex II sacerdote Bosco Gioanni espone post come del esso post provvede­
re del si tanto 4 post giovanetti del abbandonati e pericolanti 5 post Sales del quanto 6 cin­
quecento add si 7 io add si ottenere emend si ex avere ancora 8 molto usitati emend ex
logori 9 ad uso emend ex al loro scofpo] accolta con favore emend si ex presa in benigna con­
siderazione 10 e questo emend ex ed il mini[]stero]
12 post scorsi del per gli orfani ricoverati
nella necessità di emend si ex costretto a
ante a del nuovamente
13 post a del p
14 ed
abbandonati acM sZ 15 sono] è 16 nel lavoro add si 21 aggiustano co rr ex aggiusta fan­
no corr ex fa 22 occorrere co rr ex occorre
1 La data è ipotizzabile sia sulla base del numero dei ricoverati a Valdocco, sia per identità di penna,
inchiostro e carta con lettere degli stessi giorni.
10 Nonostante attente e prolungate ricerche archivistiche, tali domande non sono state ritrovate. La
presente lettera di don Bosco rimane così un’ulteriore prova delle altre andate smarrite.
241
Al vescovo di Novara Filippo Gentile
Presso un anonimo di Bologna
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 xl4 0 m m .
Arona 8 nov 55, Gozzano...
Ined.
vari timbri su f. 2: Torino 7 nov 58 8 'A M
Novara 7 nov 55 4 S
Domanda di accogliere due chierici in un suo seminario o di pagare la retta a Valdocco per almeno
uno dei due
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Oratorio di S. Francesco di Sales,
Torino, 6 novembre 1855
Fra i giovani che l'anno scorso furono accolti in questa casa ci fu il chierico

28.6 Page 276

▲torna in alto
270 novembre 1855
5 Davide Marino di Brovello che nel decorso delle scorse autunnali vacanze fu no­
minato ad un beneficio ecclesiastico, di cui però non può andarne al possesso,
perché forse colpito dalla legge 29 maggio. Quest'anno egli ritornò qui, e per so­
pra più il parroco di Cisore, D. Casimiro Delsignore, mi mandò col Manera il gio­
vane Cassetti del 2° anno di filosofia desideroso di proseguire la carriera eccle-
10 siastica.
La strettezza de' mezzi mi impedisce di poter provvedere a questi due giova­
ni. Ho pensato di rivolgermi a V. S. Ill.ma e Reverend.ma. Se nella sua carità po­
tesse fare un posto gratuito al Marino o al Cassetti in qualche suo seminario, op­
pure potesse in qualche maniera pagare la pensione di 30 franchi in quest'anno
15 ad un solo io li provvederci tutti e due.
Compatisca questo mio disturbo che le cagiono: i tempi pongono un limite
assai ristretto allo sperare.
Gradisca gli atti sinceri della profonda stima e venerazione con cui mi reputo
ad alto onore il potermi dire con gratitudine
20
Di V. S. Ill.ma e Reverend.ma
Obbl.mo
Sac. Bosco G.
A Monsig. Ill.mo e Reverend.mo
f.2v
Monsig. Gentile
25 Vescovo della Diocesi di Novara
Gozzano
2 novembre] 9bre 5 di Brovello add si 26 Gozzano emend ex Novara
5 Non si hanno particolari notizie del Marino. Brovello, località di circa 400 ab., a 51 km. da Novara.
7 legge del 29 maggio: vale a dire la già più volte citata legge Rattazzi-Cavour. Probabilmente qui
don Bosco si riferiva all’art. 3 della stessa che così recitava: «Cessano ancora di essere riconosciuti i
benefici semplici, i quali non hanno annesso alcun servizio religioso, che debba compiersi personal­
mente dal provvisto».
13 Lorenzo Cassetti, nato a Domodossola nel 1833, risulta dal registro Censimento come entrato stu­
dente a Valdocco il 4 novembre 1855.
242
Al presidente dell’«Opera della mendicità istruita»
Archivio dell'«Opera della Mendicità Istruita»
Orig. aut. 1. f. 229 x 172 mm.
E 1115 MB X V II 857
Lettera di accompagnamento alla petizione di sussidio (vedi lett. seg.)
*Torino, 21 novembre 1855
Ill.mo Signore,
Fra le tante opere di carità intorno a cui V. S. Ill.ma si va tuttodì occupando,
mi raccomando affinché voglia anche comprendere i giovani ricoverati nell'Ora-
5 torio maschile di Valdocco.

28.7 Page 277

▲torna in alto
novembre 1855 271
L'annata si avanza critica, specialmente pel pane. Si degni adunque di racco­
mandarmi e promuovermi l’unita memoria all'Amministrazione dell’Opera pia
della Mendicità Istruita, cui Ella sì degnamente presiede; io farò pregare li benefi­
cati giovani e mi unirò anch’io con loro a pregare Iddio onde colmi delle sue be­
nedizioni V. S. con tutta la rispettabile famiglia.
io
Con pienezza di stima e con vera gratitudine mi dichiaro pieno di fiducia
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Don Bosco pare rivolgersi due volte alla stessa persona: la prima volta con lettera riservata, la se­
conda (vedi lett. seg.) con richiesta ufficiale.
6 annata critica: evidentemente la spedizione in Crimea, la crittogama sulle viti, la scarsità di altri
raccolti, il colera in Sardegna stringevano i cordoni delle borse di quanti in vario modo sovvenziona­
vano le opere di don Bosco.
243
Al presidente dell’«Opera della mendicità istruita»
Archivio dell’«Opera della Mendicità Istruita»
Orig. ms. di Michele Rua con firma aut. 2 ff. 290 x 205 mm.
Min. aut. in ASC 131.01 Lett. orig. Opera Pia Mendicità istruita (A 172) me. 38 D 10. 1 f.
303 x 210 mm. sul v si trova la min. della lettera al sindaco nella stessa data sul mrg. sup. don Bo­
sco ha scritto i nomi dei due destinatari della lettera: Mendicità e S. Paolo (vedi lett. n. 263)
E I 116 MB V 261 X V II 857-858
Presentazione della critica situazione economica degli oratori — richiesta di sovvenzioni
Torino, 21 novembre 1855
Ill.mo Sig. Presidente,
Pieno dei sentimenti della più viva gratitudine verso di V. S. 111.ma e verso i
Signori dell'Amministrazione della pia Opera della mendicità istruita pei sussidii
altre volte prestati a favore dei giovani poveri ricoverati nell'Oratorio maschile di 5
Valdocco e di quelli che frequentano la scuola serale o le istruzioni morali negli
Oratorii di S. Francesco di Sales in Valdocco, di S. Luigi a porta Nuova, del Santo
Angelo Custode in Vanchiglia, mi trovo in quest’anno nella critica posizione di
dover nuovamente ricorrere al medesimo fonte di beneficenza.
La maggior carezza di commestibili e la cessazione di lavoro misero al più io
grave rischio parecchi giovani abbandonati e pericolanti, i quali forse andrebbero
a finir male se non fossero ajutati coi mezzi materiali e morali. Parecchi di costo­
ro, circa cento, in gran parte di quelli fatti orfani nella fatale invasione del colera
dell'anno scorso, sono attualmente ricoverati in Valdocco, altri sono altrimenti
ajutati nel modo che si può; e costoro oltrepassano il mille e cinquecento tra tutti 15
e tre gli Oratorii.
f.lv
Egli è per questi poveri ed abbandonati giovanetti che io ricorro |alla nota e
provata bontà di V. S. Ill.ma supplicandola caldamente a voler prendere in beni-

28.8 Page 278

▲torna in alto
272 novembre 1855
gna considerazione la calamitosa posizione dei giovani accennati, e accordarmi
20 a loro favore quel caritatevole sussidio, che la gravezza del caso le farà parer
bene viso.
Con vera gratitudine e riconoscenza anche a nome dei beneficati giovanetti
auguro a Lei e a tutti i Signori dell’amministrazione copiose le benedizioni del
cielo riputando al massimo onore il potermi dire
25
Di V. S. Ill.ma
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
8 post Custode del a Porta
11 post rischio del si la morale condotta
11-12 i quali... fossero
emend mrg ex se non sono 13 di quelli add si 19 la calamitosa posizione emend ex il sovrae-
sposto bisogno 20 le farà corr si ex farà loro post loro del te 24-27 massimo... Gioanni add
mrg sin
5 Vedi lett. n. 47, 133, 204.
27 Riferita nella seduta degli amministratori del 24 novembre, non se ne conosce il risultato.
244
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
ASC 131.01 Lett. orig. Opera Pia Mendicità istruita (A 173) me. 38 D 11
Min. aut. 1 f. 303 x210 mm. sul v si trova la lettera prec.
E I 123-124
Richiesta di sussidio straordinario
Torino, 21 novembre 1855
Ill.mo Sig. Sindaco,
Sebbene io debba manifestare i sentimenti della più viva gratitudine verso di
V. S. Ill.ma e nella persona di Lei verso tutto il Municipio di questa Capitale pei
5 favori in modo speciale concessi ai giovani ricoverati nell'Oratorio maschile di
Valdocco, tuttavia in quest’anno mi trovo in un caso eccezionale di dover que­
st'anno rinnovare a Lei speciale ricorso.
L ’anno scorso nella fatale invasione del colera per ridurre la casa attuale nel­
lo stato dalle leggi comandato e per riparare i giovani già ricoverati, ed anche per
io ricoverare quelli che in que’ tristi momenti furono fatti orfani, ho dovuto fare la
grave spesa di oltre dieci mila franchi. Mediante li miei sforzi e coll’ajuto di alcu­
ne caritatevoli persone furono già pagati per metà. Rimangono ancora a pagare
cinque mila franchi, che in quest'anno già per se stesso calamitoso accrescono le
mie strettezze. Egli è per quest'ultima somma di cinque mila franchi che io faccio
15 ricorso a V. S. Ill.ma supplicandola a voler venire in mio soccorso. Non dimando
un’annualità, ma dimando un sussidio straordinario.
So
che V. S. ed il Municipio intero sono propensi in coadiuvarmi. Faccia uno
sforzo in questo caso eccezionale. Io sarò sollevato dalle mie strettezze ed Ella, e
con Lei tutto il municipio avranno le benedizioni del c[i]elo, che un centinaio di

28.9 Page 279

▲torna in alto
novembre-dicembre 1855 273
poveri giovani ricoverati nell'Oratorio maschile di Valdocco certamente non ces- 20
seranno d’invocare ora e sempre sopra i loro benefattori.
Pieno di fiducia e di gratitudine mi dichiaro anche a nome de’ mentovati po­
veri giovani
Obbl.mo ricorrente
Sac. Bosco Gio.
25
3 ante Sebbene del II sottoscritto 4 di Lei add si 5 Oratorio emend ex casa di 6 post dover
del nuovamente
9 nello stato corr ex in stato
e per riparare emend ex sia per conser­
vare
ed add si
quei co rr ex questi
12 per emend si ex la
17 sono emend si ex è
18 caso eccezionale] eccezione emend si ex anno 19-20 un centinaio di poveri emend si ex certa­
mente 21 i loro benefattori add m rg sin
25 La risposta fu positiva. Il 28 novembre il consiglio delegato stanziò lire 200 a favore dell’Oratorio:
ASCT Istruzione, Corrispondenza 1854-1855 rep. 117 cart. 4 fase. 2.
245
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 213 x 133 mm.
sigillo di ceralacca
E 116-117 MB V 363
sul f. 2 si legge: Il Sig. Vicario concede...
strappo causato dal
Comunicazioni varie circa chierici — richiesta, di giudizio sul «Catechismo» da lui compilato
[Torino, anter. 3 dicembre 1855]
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Domani manderò il eh. Reviglio con un compagno pel servizio di S. Gioanni.
Dimandi pure liberamente e farò sempre quel che posso per compiacerla.
Ricevo fr. 24 oblazione pel giovanetto Cumino. Ho pure piacere di sentire il 5
savio parere di Lei e del sig. can. Fantolini sul Catechismo.
Il
giovane Ellena andrebbe di buon grado nel seminario di Chieri piuttosto
che in quello di Genova: ma la difficoltà è nella pensione. Il giovane è buono, e la
costante e regolare ed esemplare condotta fa sperar bene di sé.
Se può coadiuvarlo, almeno per questi due anni che il fratello eh. è tuttora in io
Seminario, e favorirlo della piccola pensione, esso si vestirebbe da cherico e an­
drebbe immediatamente dove V. S. sarebbe per mandarlo.
Con rispetto e con gratitudine me le offro in quel che posso.
Di V. S. 111.ma e M.to R.v.da
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
f.2v AU’IU.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. Can.co Vogliotti
Rettore del Sem.io
Torino
20
11 si add si da cherico add si
18

28.10 Page 280

▲torna in alto
274 dicembre 1855
1 La data è individuabile grazie all'allegato di cui alle linee 5-6.
5 Cumino: personaggio non meglio identificato.
6 canonico Enrico Fantolini: teologo collegiato, canonico tesoriere della cattedrale, arciprete dal
1846 al 1858, esaminatore prosinodale e prefetto di conferenze morali. Morì il 15 febbraio 1858 a 69
anni.
Catechismo: Breve catechismo pei fanciulli ad uso della diocesi di Torino preceduto dalle preghiere
del mattino e della sera, da un compendio di Storia sacra e da un sunto di catechismo per quelli che
si dispongono a ricevere il sacramento della cresima, della confessione e com unione: si conserva
(ASC 133) un manoscritto allografo con allegate delle correzioni da farsi al Breve catechismo pei fan­
c iu lli del canonico Alessandro Vogliotti revisore arcivescovile, Torino, 3 dicembre 1855. Non sembra
sia poi stato stampato.
7-12 Giuseppe Lorenzo Ellena-Audis, nato a Pertusio (Torino) il 27 luglio 1838, ricevette la talare il 2
novembre 1855. Fece gli studi nel seminario di Chieri, dove divenne sacerdote nel 1860. Prevosto di
Borgaro Torinese, morì il 22 novembre 1898; il fratello, Carlo Antonio, nato nel 1834, si trovava già nel
seminario di Chieri dal 1850. Ordinato sacerdote nel 1857, morì a Torino il 25 novembre 1865.
246
Al professore don Pietro Banaudi
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 3 p. 18)
Copia semplice
E 117 MB V 497
Invia quaderni del manoscritto de La Storia d ’Italia per una revisione
'Torino, 5 dicembre [1855]
Car.mo Sig. Professore,
Eccole due altri quaderni della nostra comunque siasi Storia d ’Italia, che io
raccomando alla sua bontà siccome fu compiacente di fare ne’ quaderni antece-
5 denti.
Presentemente è in corso di stampa e presto spero di essere in grado di man­
darle il rimanente fino ai giorni nostri.
La ringrazio di cuore, mi ami nel Signore e mi creda con gratitudine sincera
Di V. S. car.ma
io
Obbl.mo allievo
Sac. Bosco Gio.
2 II Banaudi era stato suo insegnante di umanità a Chieri nel 1833-1834; nato a Briga (Nizza maritti­
ma) nel 1802, morì a Torino il 29 marzo 1885.
3 Al suo ex insegnante inviava i quaderni manoscritti della sua Storia d ’Italia; al prof, universitario
abate Amedeo Peyron (1785-1870), pare, le bozze di stampa.
247
Al seminarista Giacomo Del Prato
ASC 131.01 Leti. orig. Del Prato (A 171) me. 19 C 12
Orig. aut. 2 ff. 211xl33m m . f. 2 restaurato timbri postali: Torino 7 die 55 9 'A M
E 1118 MB V 401
Consigli spirituali in ordine alla vocazione sacerdotale
Bra7dic55

29 Pages 281-290

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29.1 Page 281

▲torna in alto
dicembre 1855 275
Torino, 7 dic[embre] 1855
Amatissimo figlio,
Ho ricevuto la sua lettera: lodo molto la sua schiettezza e ringraziamo il Si­
gnore della buona volontà che le inspira. Secondi pure gli avvisi del confessore:
qui vos aud.it, me audit, dice G.C. nel Vangelo. Si adoperi per corrispondere agli 5
impulsi della divina grazia che le batte al cuore. Chi sa che il Signore non la chia­
mi a sublime grado di virtù!
Ma non illudiamoci: se non riporta compiuta vittoria di quell'inconveniente
non vada avanti, né cerchi mai d’inuoltrarsi negli ordini sacri se non almeno
dopo un anno in cui non ci siano state ricadute.
io
Preghiera - fuga dell’ozio e delle occasioni - frequenza de’ santi Sacramenti
- divozione a Maria SS. (una medaglia al collo) e a S. Luigi; lettura di libri buoni
- Ma prendi coraggio. Omnia possum in eo qui me confortai, dice S. Paolo.
Amiamoci nel Signore, oremus ad invicem, ut salvemur e possiamo fare la
santa volontà di Dio e mi creda suo
15
S. Ambrosi, ora pro nobis.
Aff.mo Sac.
Bosco Gio.
f.2v All'ottimo Sig. Ch. Giacomo Delprato
nel Seminario di
20
Bra
4 post della del sua
2 Giacomo Del Prato, nato a Monasterolo Savigliano (Torino) il 15 ottobre 1834. Chierico dall’ l l ot­
tobre 1851, si trasferì all’ Oratorio; venne ordinato sacerdote l’8 dicembre 1858. Morì a Villafranca (To­
rino) il 7 febbraio 1878.
3 Lettera non pervenuta, ma che era una richiesta di consigli in ordine alla vocazione.
5 qui vos audit, me audit: Le 10,16.
8 inconveniente: probabilmente si trattava di un fatto di castità.
9-10 almeno dopo un anno: altre volte dirà 6 mesi: vedi lett. n. 317.
13 Omnia ... confortai: Fil. 4,13.
16 S. Ambrosi: il 7 dicembre, giorno in cui don Bosco scriveva la lettera, era la festa di S. Ambrogio.
248
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 228 x 176 mm.
E I 120
Interessamento per un fanciullo
sul f. 2, mal conservato, c ’è il timbro: Torino 17 die 55 3 S
•'Torino, 17 dic[embre] 1855
Car.mo Sig. Arciprete,
Io non potrei accogliere il ragazzo di cui mi parla per mancanza dell’età
d’anni 12 quale si ricerca per prima condizione della casa: collocarlo con qualche

29.2 Page 282

▲torna in alto
276 dicembre 1855
padrone non mi è riuscito perché anco[ra] troppo giovane. Forse potrei collocar­
lo in un paese di campagna con una specie di baliaggio a fr. 14 mensili; e sarebbe
con una onesta persona, dove si potrebbe lasciare finché si possa altrimenti prov­
vedere. Non dimentico suo fratello: ma che mai! la moltiplicità delle cose mi tol­
gono il mezzo di poter fare quanto vorrei e vorrei di buon grado a favore di un
amico.
Le miserie si vanno rad [d] oppiando ed io studio e notte e giorno a pagar il
panattiere: in D om ino. Mi creda sempre in tutto quel che posso
Di V. S. car.ma
Obbl.mo amico
Sac. Bosco Gio.
All’Ill.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. De Gaudenzi
Can. arciprete
Vercelli
4 12 anni: il Piano di regolamento per la Casa annessa all’Oratorio di S. Francesco di Sales esigeva
come età minima di accettazione 12 anni.
6 baliaggio: piemontese bailagi, cioè baliatico, compenso per il mantenimento di un neonato dato
a balia.
11 studio: mi do da fare, lavoro.
249
Al signor Lorenzo Turchi
ASC 131.01 Leti. orig. Turchi (A 174) me. 54 A 10
Orig. aut. 2 ff. 228 x 176 mm. sul f. 2v si trova il timbro postale: Torino 17 die 55 3 S
don Bosco aggiunge «prem e» sulla stessa linea del nome del paese
E 1119-120 MB V 372
Forti critiche circa il comportamento del figlio al ritorno dalle vacanze autunnali
a penna
Torino, 17 dicembre 1855
Preg.mo Signore,
Gli anni scorsi le scriveva per darle buone nuove di Giovannino; questa volta
per darne delle cattive. Dacché venne dalle vacanze io non ne ho più potuto cava­
re alcun costrutto. Non vuol più saperne di divozione; al mattino non è più possi­
bile a farlo levare di letto, e quando si leva non va in chiesa, esce di casa senza li­
cenza, nella scuola si fa poco onore: e quel che è più, non dà più ascolto ai miei
avvisi. In somma io lo veggo ad un punto di dare gravi dispiaceri a me, e gravi di­
sgusti a Lei.
La lettura di que’ tali giornali nel corso delle ultime vacanze gli hanno gua­
stata la testa, e Dio voglia che non gli abbiano guastato il cuore. Provi a scrivergli
una lettera, in cui lo rimproveri della sua cattiva condotta; che se egli non si cor­
reggesse io mi troverei nella spiacevole circostanza di non poterlo più tenere in
casa. Ho stimato bene di prevenirla prima che le cose diventano peggiori.
Sig. Lorenzo! Se sapesse qual tristo seme siano le cattive letture nel cuore

29.3 Page 283

▲torna in alto
dicembre 1855 277
della gioventù! Non mancherò di fare quel che posso per suo figlio. Raccoman­
diamo ogni cosa al Signore, e mi creda quale mi dico rispettosamente
f.2v Al preg.mo Signore
Il Sig. Turchi Lorenzo
Montafìa
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
2 Si tratta di un contadino di Montaña, padre di Giovanni studente alTOratorio dall'ottobre del 1852.
Questi se ne allontanerà nell'agosto del 1857.
6-7 licenza: permesso, autorizzazione.
19 Montaña: località a 22 km. da Asti, con circa 1100 ab.
250
Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
ASC 131.01 Lett. orig. Ravina (A 173)
Orig. aut. 2 ff. 228 x 177 mm.
E I 121-122
me. 44 D 12-13
Propone di fare alcune correzioni al nuovo catechismo per gli adulti — lamenta la scarsa diffusione
delle Letture Cattoliche a Torino ed in diocesi
*Torino, 20 dicembre 1855
Ill.mo e M.to Rev.do Sig. Vie. Generale,
Alcuni giorni [or] sono capitando nella tipografia Paravia ho veduto, che si
stava stampando la D ottrin a Cristiana della Diocesi per gli adulti. Andai tosto a
vedere se eravi già qualche cosa aggiustata nella Lezione della Concezione di M. 5
V., e trovai che nulla erasi fatto a tal proposito. Sembrandomi di tutta necessità
alcune variazioni, raccomandai di non stampare la mentovata Lezione fino a nuo­
vo ordine, siccome mi promise. Ora non sapendo se V. S. 111.ma e M.to R.da ab­
bia già dato qualche ordine o commissione ad altri sopra questa materia, ho pen­
sato di occuparmi per aggiustarla, cangiando soltanto quelle parole che mi parve- 10
ro di assoluta necessità. Ella poi ne faccia quel conto che bene giudicherà: se non
altro servirà di traccia ad altro, cui ella vorrà affidare questo lavoro. Comunque
sia, appena questa lezione sia aggiustata ed approvata dalla Revisione ecclesiasti­
ca mi farà molto piacere avvisarmi onde possa avere copia da portare al prefato
tipografo e così continuare la stampa.
15
In questa medesima occasione mi raccomando di un affare che riguarda alle
f.lv Letture Cattoliche. Questa associazione |è molto diffusa; ma nella diocesi di Tori­
no e in Torino stessa lo è assai meno che altrove: m ’è accaduto di parlare con
parroci e con Vie. Foranei ignari (credo che vogliano esserlo) di questi libretti.
In vista pertanto degli sforzi che si fanno per propagare libri e giornali per- 20
versi, mi fo lecito di pregare V. S. a voler raccomandare quest'associazione nella

29.4 Page 284

▲torna in alto
278 dicembre 1855
maniera che meglio crederà, fosse soltanto una postilla nella circolare della qua­
resima o altrimenti.
Sono persuaso che V. S. comprenderà meglio di me a quali estremi siamo
25 già pervenuti, e verso cui tuttora corriamo a rompicollo: facciamo anche noi ogni
nostro sforzo, che se non potremo ottenere quanto desideriamo, avremo almeno
[il merito] dinanzi al Signore di aver fatto quanto abbiamo potuto.
Persuaso parimenti che vorrà accogliere in buona parte questa mia lettera, le
auguro copiose benedizioni dal Signore e dalla Vergine Immacolata, mentre con
30 pienezza di stima me le offro in tutto quel che posso
Di V. S. 111.ma e M.to Rev.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
21 fo add si
251
Alla marchesa M aria Fassati
ASC 131.22 Copie di originali — correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 3 p. 47)
Copia semplice
E I 122 MB V 364
Ringraziamento per gli aiuti inviati — auguri per il Natale — celebrazioni di riconoscenza per tutti i
suoi familiari
'Torino, 22 dicembre 1855
Ill.ma Sig.ra Marchesa,
I
poveri giovani ricoverati nella casa dell'Oratorio di S. Francesco di Sales
per mezzo mio ringraziano V. S. Ill.ma del pane che nella sua carità ha voluto
5 loro somministrare, e si uniscono a me per augurarle copiose benedizioni dal Cie­
lo nelle prossime solennità del Santo Natale.
Per dimostrare la comune nostra gratitudine siamo d’accordo come segue:
Io celebrerò la messa di mezzanotte secondo la intenzione di Lei, i giovani l ’ascol­
teranno pel medesimo fine. Ella adunque riparta come giudicherà meglio una
10 messa solenne cantata applicata per Lei e circa quattro (credo di più) messe udi­
te. Offra al sig. Marchese Fassati ed al sig. Conte e famiglia De Maistre quella
porzione che bene giudicherà.
Io
li raccomando tutti a Gesù Bambino ed all’immacolata sua Madre; ella
poi non manchi di pregare per me onde possa in ogni cosa fare la santa volontà di
15 Dio. Così sia.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All'Ill.ma Signora
20 La Benemerita Sig.ra Marchesa
Fassati Maria
Borgo

29.5 Page 285

▲torna in alto
dicembre 1855 279
2 La marchesa Maria Roero di S. Severino, nata De Maistre, già presidentessa delle dame di S. Vin­
cenzo de' Paoli, era stata dama di corte della regina Maria Adelaide contemporaneamente a Carlotta
Callori. Nata nel 1824, a 23 anni sposò il marchese Fassati, di molti anni più anziano di lei. Ebbero tre
figli: Azelia, Emanuele e Benedetta. Per quarant'anni fu cooperatrice di don Bosco e per sedici di don
Rua. Morì il 4 febbraio 1905: cf. necrologio in BS marzo 1905 p. 94. Il suo nome è fra quelli ricordati
nel «testamento spirituale» di don Bosco.
Il marito, marchese Domenico Fassati Roero di S. Severino, nato a Casale il 4 agosto 1804, si diede
alla carriera militare diventando capitano della brigata granatieri e maggiore comandante delle guar­
die del corpo di re Carlo Alberto. Fu convinto ammiratore e sostenitore delle opere di don Bosco fin
dall'inizio, non disdegnando di insegnare catechismo alTOratorio. Morì il 3 maggio 1878.
252
Al signor Lorenzo Turchi
ASC 131.01 Lett. orig. Turchi (A 174) me. 54 A 11
Orig. aut. 2 ff. 215 x 135 mm. timbro postale sul f. 2v: Torino 23 die 55 10 S
E I 122-123 MB V 373
Comunica l’intenzione di allontanarne il figlio Giovanni dall’Oratorio
[Torino, 23 dicembre 1855]
Car.mo Sig. Lorenzo,
La sua lettera unitamente a quanto ho saputo dire al figlio Gioanni non fece­
ro alcuna impressione sopra di lui. L'ho fatto venire qui in mia camera in questo
momento e gli ho detto quanto ho saputo: egli tace e dice niente o mi dice una se- 5
rie di bugie. Ha letto libri i più sconci e proibiti per cui s’incorre nella scomunica;
ciò anche in tempo di messa e di predica.
Domani 24 dicembre dice che va a casa; conchiuda ciò che vuol fare; io non
posso più tenerlo in casa. Il suo professore mi ha mandato a dire che non l ’accet­
ta più nella scuola se non accompagnato da una lettera. Le ragioni sono che stu- io
dia poco, spesso manca da scuola.
Mi rincresce molto a darle queste notizie, ma non voglio ingannarlo. Se in
qualche cosa gli potrò essere utile conti pure sopra di me che di tutto cuore mi
dico sempre.
Devot.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
j.2v All’Osservandissimo Signore
Il Sig. Lorenzo Turco proprietario
Montafìa
10 scuola corr ex scola
12 darle corr ex dargl[i]
2 Vedi lett. n. 249.
5-11 Problemi di disciplina traspaiono anche da altre lettere. Si veda ad es. quella numero 319.

29.6 Page 286

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1856
253
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 1 f. 207 x 130 mm. strappato l’angolo sinistro in basso carta leggera intest, a
stampa: Direzione Centrale delle Letture Cattoliche / Torino, cui segue per mano di don Bosco: «cal­
damente raccomandate» due timbri: Torino 2 gen 56 8 M Vercelli 2 gen 56 4 S
E I 125
Informazioni varie sull’andamento non sempre sereno dell'Oratorio
Torino, 1 [gennaio] 1856
Car.mo Sig. Arciprete,
Vivi ringraziamenti a Lei, sig. Arciprete, e alle altre persone caritatevoli che
concorsero coi tre marenghi a procacciar pane a’ miei poveri figli: prego il Signo-
5 re che loro doni largo guiderdone.
La camera per l ’affare noto a Lei ed al sig. Vie. Generale è pronta. È in una
casa vicina all'Oratorio detta la Giardiniera. Parmi abbastanza grande: il fitto è
soltanto 6 franchi. Quando Ella sia giunta qua, studieremo modo di superare le
difficoltà che per avventura potessero insorgere,
io
Ho avuto un grave sconcerto in casa: in due giorni mi morirono due giovani
di raro ingegno e di ottime speranze. Preghi il Signore che mi doni pazienza e
coraggio.
Il
mi dico
Signore l’accompagni e le doni giorni ed anni felici. Con gratitudine
15
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
Ottimo Sig. T. Degaudenzi
f.2v
Can.co are.
Vercelli
1 gennaio] —
3-5 Tramite don De Gaudenzi don Bosco ricevette 60 lire (3 marenghi) da parte di un certo Antonelli
e di don Rota, per cui il 23 dicembre ringraziava un anonimo in questi temini: «Con vera gratitudine
ricevo franchi sessanta dal sig.e. Antonelli e dal sig. D. Rota per parte del sig. arciprete Degaudenzi,
del che mando umile ringraziamento anche a nome dei giovani ricoverati in questa casa. Torino, 23-
12-55»: Archivio del seminario di Vigevano; ftc. in ASC 131.21.
6 Vicario Generale era il can. Paolo De Genova di Pettinengo: vedi lett. n. 180.
7 la Giardiniera: locanda di casa Bellezza, via della Giardiniera.
10 II giovane musico Secondo Gurgo, nato a Pettinengo nel 1838, era entrato a Valdocco nel gennaio
1855 e vi era morto — il primo all’Oratorio — la vigilia di Natale dello stesso anno. Il giovane scultore,
studente, Camillo (Ambrogio) Gavio, nato a Tortona nel 1839, era entrato all’Oratorio il 26 gennaio
1853; era morto il 27 dicembre di due anni dopo.

29.7 Page 287

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gennaio 1856 281
254
[Al ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
Lettera non reperita, ma attestata da nota protocollare in AST Gran Cancelleria prot. 77 prat. 38/111
Ined.
Richiesta di sussidio a favore dei chierici che assistono e fanno scuola ai fanciulli ricoverati in
Valdocco
[Torino], 8 gennaio 1856
[...]
La risposta fu «non si fa luogo a procedere»
255
Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta dello stesso ministro in data 14 gennaio 1856: ASC
126.2 Governo, Rattazzi ed. in MB V 434
Domanda di anticipazione di fondi statali per l'ampliamento del fabbricato di Valdocco
Torino, 8 gennaio 1856
[...]
Il prestito non venne concesso per le gravi condizioni in cui versavano le finanze dello Stato. Però il
ministero diede un sussidio di 300 lire il 14 gennaio stesso ed un altro di 1000 lire il 9 maggio successi­
vo: cf. ASC 038 Torino Oratorio, ed. in MB V 460.
256
Al canonico Luigi Cottolengo
Famiglia Gino Marengo - Bra (Cuneo)
Orig. aut. 1 f. timbro: Torino 27 gen 56...
Ined.
Ringrazia per il dono di una reliquia di S. Francesco di Sales — altre notizie provenienti dal Portogallo
— attesa di un benefattore generoso come il conte Bilioni di recente scomparso
[Torino, 27 gennaio 1856]
Ill.mo e Car.mo Sig. Can.co,
Con vera soddisfazione ho ricevuto la lettera di V. S. 111.ma e car.ma cogli
oggetti ivi indicati. Avevamo già una reliquia di S. Francesco di Sales, ma era solo
di un abito; questa è assai più preziosa perché è parte del corpo del santo.
Abbia la bontà di ringraziare da parte mia la persona benefattrice; preghere­
mo il nostro santo secondo la pia di Lei intenzione.
Ho pure ricevuto la lettera del sig. D. Rademacher, in cui mi dà notizie di
que’ paesi poco dissimili dalle nostre.

29.8 Page 288

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282 gennaio-febbraio 1856
Morì il sig. Conte Bilioni, ed io ho perduto un gran benefattore. Ella preghi il
Signore Iddio onde me ne mandi un altro somigliante; se pure sono degno di tal
favore.
Accolga il più tenero sentimento di riconoscenza e di ringraziamento, e men­
tre le auguro ogni bene dal c[i]elo me le dico con gratitudine
Di V. S. Ill.ma e Ben.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AlTIll.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. Can.co Cottolengo
Chieri
2 Luigi Cottolengo, fratello di Giuseppe Cottolengo (santo), era canonico di Chieri. Nato il 1° novem­
bre 1796, morì il 9 gennaio 1873: cf. L'Ateneo religioso... 1873 p. 185.
12 conte Bilioni: personaggio non meglio identificato.
257
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Comunica di non aver ancora veduto il giovane Dell’Occhio raccomandatogli dal Padre — prevede
difficoltà per trovargli un impiego — raccomanda la diffusione delle Letture Cattoliche
[Torino, febbraio 1856]
[...]
Nato a Mondovì nel 1816 e fattosi rosminiano, fu maestro dei novizi dal 1854 al 1861, anno in cui fu
segretario generale dell’istituto in Roma. L ’anno seguente venne nominato vice provinciale d ’Italia e
nei secondi anni settanta divenne Vicario del padre generale. Morì nel 1887.
258
AI primo segretario dell’ordine mauriziano, Luigi Cibrario
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta: ASC 126.2 Cibrario, ed. in MB V 429-430
Accettazione di un ragazzo dodicenne orfano di padre
[Torino, poster. 7 febbraio 1856]
[...]
Il ragazzo, un certo Antonio (Lorenzo) Vindrola fu Antonio, entrò effettivamente a Valdocco il 30
aprile 1856 ed uscì nell’ottobre del 1857.

29.9 Page 289

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febbraio 1856 283
259
Al prevosto di Bruno, Carlo Lovisolo
ASC 131.01 Leti. orig. Lovisolo (A 172) me. 34 E 9
Orig. aut. 2 ff. 262 x 210 mm. strappi sul f. 2 timbri: Torino 21 feb 56 3 S Poste Amm.e tra
Torino e Genova (n.2) 21 feb 56 Asti 21 feb 56 Mombaruzzo 23 feb 56 intest, a stampa: Direzio­
ne Centrale delle Letture Cattoliche / Torino, con aggiunta autografa: «caldamente raccomandate»
E I 125-126
Invia libri per la gioventù
Car.mo Sig. Prevosto,
Torino, 21 febb[raio] 1856
Un po’ di ritardo, ma abbia pazienza, non le potei scrivere prima. Si[,] avrà
le cinquanta copie del Pietro, che grazie a Dio ritornò sano e salvo dalla Crimea.
Le unirò il numero delle copie che desidera: M aniera facile etc. Un libro che ab- 5
biamo noi qui, e che si usa in molte parocchie si è il Giovane Provveduto che le­
gato costa 60 cent, la copia. Le unirò eziandio alcune copie del D ia rio Cristiano.
Mi dica solamente per quale mezzo le potrei far tenere il pacco e da più a
meno il numero delle copie che desidera ed io metterò insieme varie cosette che
mi paiono adattate per la gioventù de' paesi di provincia, di poi le manderò colla io
nota dell'importo che Ella potrà di poi mandare a tutta comodità e stia sicuro che
non faremo bancarotta.
Venga pure quivi tra noi in quest’Oratorio, e sarà accolto da vero amico; ed
10 per ricrearla le terrò preparato il trastullo delle bocce, piastrelle, altalena,
stampelle, passo volante, palla etc. etc. e vedrà che faremo un altro carnevale 15
dopo la Quaresima.
Intanto mi continui la sua amicizia, preghi il Signore Iddio per me e in tutto
quel che posso me le offro ben di cuore e con gratitudine
Di V. S. 111.ma e car.ma
Devot.mo amico
20
f.2v All Ill.mo e M.to R.do Signore
11 Sig. D. Lovisolo Carlo prevosto
Bruno
Sac. Bosco Gio.
8 mezzo add si
2 Don Carlo Lovisolo: nato a Nizza Monferrato (Asti) il 7 gennaio 1802, divenne parroco di Bruno nel
1825. Quivi morì nel marzo 1880. Pio e colto, nel 1840 scrisse anche un manuale del parrocchiano.
Bruno: località di circa 800 abitanti, a 32 km. da Asti, ma in diocesi di Acqui.
4 Pietro è il protagonista de La forza della buona educazione. Curioso episodio contemporaneo per
cura del sac. Bosco Giovanni. Torino, tipografìa Paravia e comp., 1855 in Lett Catt. a. I li fase. 17 e 18
(10, 25 nov. 1855). Sul piccolo scritto si veda J. Schepens, «La forza della buona educazione», in
L'im pegno d ell’educare. Studi in onore di P. Braido... a cura di J.M. Prellezo. Roma, LAS 1991,
pp. 417-433.
5 Maniera facile per imparare la storia sacra ad uso del popolo cristiano per cura del sac. Bosco
Giovanni. Torino, tip. Paravia e compagnia, 1855 in Lett. Catt. a. I li fase. 1 e 2 (10, 25 marzo 1855).
7 D iario Cristiano: libretto non meglio identificato: forse Diario sacro d ’esercita di Divotione per
honorare ogni giorno la beatissima Vergine, curato dal prolifico scrittore oratoriano del seicento,
Francesco Marchese, o anche Diario Sacro del gesuita Giuseppe M. Mazzolali (1712-1786), libro di
cui nel 1819 a Roma era stata pubblicata una terza edizione.

29.10 Page 290

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284 febbraio-marzo 1856
260
Al papa Pio IX
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta pontificia: ASC 112 D ocum enti personali (A 020)
me. 74 A 5 ed. in MB V 444-445
Richiesta della facoltà di poter benedire crocifissi e medaglie, con applicazione dell’indulgenza in arti-
culo mortis ed altre indulgenze
[Torino, anter. 22 febbraio 1856]
[...]
La facoltà venne concessa per tre anni. Firmò il documento il sostituto G. Battista Brancaleoni Castel­
lani, a nome del card, prefetto della sacra congregazione del cerimoniale.
261
Al prevosto di Almese, Grato Domenico Bertolo
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 3 p. 14)
Copia semplice
E I 126-127
Impossibilitato ad accogliere un fanciullo, è però disposto ad occuparsene in caso di speranza di
vocazione
Torino, 12 marzo 1856
M.to Rev.do e car.mo Signore,
Di buon grado vorrei poter venire in aiuto del giovanetto che nella sua carità
mi raccomanda; ma non posso perché mancante delle clausole prescritte dal re-
5 golamento di questa casa, che sono: 1° età di dodici anni compiuti; 2° orfano di
padre e di madre; 3° totalmente povero, abbandonato, pericolante.
Se mai nella sua prudenza scorgesse in questo giovane tendenze allo stato
Ecclesiastico; e che fosse al grado d’istruzione di poter cominciare il latino, mel
dica, ed io tenterò la via di un seminariotto, ove ho qualche ingerenza. Del resto
io in tutto quel che posso conti pure sopra di me che di buon grado me le offro ora e
sempre nel Signore.
Aff.mo servo ed amico
Sac. Bosco Gio.
2 Don Grato Domenico Bertolo, pievano di Almese, località di 1200 ab., a 27 km. ad ovest di Torino,
all’imbocco della valle dell’Orco. Il Bertolo, nato nel 1799 a Mompellato di Rubiana (Torino), morì il 7
gennaio 1889 dopo 63 anni di servizio sacerdotale ad Almese.
3 Non è noto il nome del fanciullo.

30 Pages 291-300

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30.1 Page 291

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marzo 1856 285
262
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
ASCT Polizia 1856 cart. 54 fase. 2
Orig. allog. senza firma 1 f. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Richiesta di permessi edilizi
Ill.mo Signore,
"'Torino, 15 marzo 1856
Il
sacerdote Bosco Gioanni nel bisogno di ristorare il vecchio edificio annesso
airOratorio di S. Francesco di Sales, in Valdocco, cioè per dar ricetto a maggior
numero di Giovani abbandonati e pericolanti, prega Vostra Sig. 111.ma dei due se­
gnalati seguenti favori:
5
1° Di prolungare il permesso già ottenuto or tre anni sono di terminare il
tratto di casa posto tra la chiesa e l ’esistente casa attuale.
2° Di poter far voltine di quarto in luogo dei solai già praticate nell’antece­
dente costruzione; e ciò per risparmiare danaro, il cui difetto potrebbe impedire
l ’esecuzione del desiderato lavoro, di cui si ha vero bisogno. Le voltine sarebbero io
come segue: Della lunghezza di circa m. 5, e della larghezza di circa m. 2 appog­
giate, o contrastate da archi; munite d ’intelajamento di radici tra[s] versali, ed in
aste, il tutto con caviglie lancine ben connesse nei pilastri, e coprichiavi in ferro.
Persuaso che la S. V. 111.ma agli altri favori già altra volta concessi vorrà ag­
giungere anche questi, con sentimenti di vera gratitudine si dichiara
15
Umile Supplicante
[Sac. Bosco Gio.]
12 larghezza] lunghezza
14 il tutto add mrg inf lancine add m rg inf
7 Vedi lett. n. 157.
18 Buona parte della costruzione rovinerà il 22 agosto successivo: cf. MB V 521-522.
263
Agli amministratori delle «Opere Pie S. Paolo»
Lettera non reperita, ma probabilmente identica a quella n. 243, attestata dalla risposta del 19 marzo
1856: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB V 458
Richiesta di sussidio
[Torino, anter. 19 marzo 1856]
[...]
La richiesta venne esaudita. Furono concesse lire 150. Il 13 febbraio 1853 l ’amministrazione delle Ope­
re Pie S. Paolo era stata affidata da un decreto regio ad una direzione composta di presidente e vice-

30.2 Page 292

▲torna in alto
286 . aprile 1856
presidente nominati dal re (all’epoca rispettivamente: Bernardo Signoretti e Francesco Castagneri), dì
12 membri nominati dal ministro dell’interno e di altrettanti dal municipio di Torino. Una delle opere
era l ’ Ufficio Pio che si interessava di varie forme di beneficenza.
264
Al seminarista Giacomo Del Prato
ASC 131.01 Lett. orig. Del Prato (A 171) me. 19 D 1
Orig. aut. 2 ff. 225 x 180 mm. sul f. 2 timbri: Torino 17 apr 56 8 'A M
E I 127 MB V 401
Consigli circa la scelta della vocazione sacerdotale
Bra 17 apr 56
*Torino, 16 ap[rile] 1856
Amatissimo figlio in Gesù Cristo,
Ridotte le cose ai termi [ni] espressi nella sua lettera sono anch’io di avviso di
andare ben a rilento ad iniziarsi negli ordini sacri. Prima però di prendere una de-
5 cisione qualsiasi su questo riguardo avrei piacere di potermi abboccare siccome
mi fa sperare dopo l ’esame di S. Gioanni.
Intanto si metta di buona volontà a studiare per subire un buon esame; ogni
sera pensi di quale cosa potrebbe essere rimproverato se dovesse in quella notte
presentarsi al tribunale di Gesù Cristo per essere giudicato. Dica spesso lungo il
io giorno: Dom ine, ne tradas bestiis animas confitentes tibi.
Preghi per me che di tutto cuore le sono
Devot.mo amico in G.C.
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
f.2v
15 II Sig. Cherico Del Prato
nel Seminario di
Bra
3 lettera non pervenuta.
10 Dom ine ... Sai. LXXIII, 19.
265
A ll’ingegnere Giovanni Prina Carpani
ASC 131.01 Lett. orig. Prina (A 173) me. 43 D 8/9
Copia allog. con firma allog. 1 f. 247 x 197 mm. carta leggerissima sul mrg. sup. don Bosco
ha scritto: Risposta al Sig. Prina Carpani Ing. Evangelico stessa nota di altra mano in calce
E I 127-128 MB V 450
Accordi preventivi per un incontro volto a ricercare la verità della fede
"'Torino, 19 ap[rile] 1856
Ill.mo Signore,
Mi rincresce di non essermi trovato a casa nelle due volte che V. S. 111.ma

30.3 Page 293

▲torna in alto
aprile 1856 287
ebbe la bontà di passare a mia casa; la moltiplicità delle mie occupazioni fanno
che spesso mi trovi altrove se non ne son prevenuto di non assentarmi.
5
Disposto ad occuparmi in ogni cosa che possa tornare utile al mio prossimo
sono prontissimo di accogliere Lei co' suoi amici ad un’amichevole conferenza.
Ma prima è necessario che la preghi di volermi significare alcuni punti che a me
paiono indispensabili fra due amici cristiani che vogliono parlare di religione.
1° Dire se lo scopo di Lei e de’ suoi amici è di disputare o conferire per cono- 10
scere la verità e seguirla malgrado qualsiasi ostacolo. La sola disputa non produce
alcun vantaggio morale se è disgiunta da questo desiderio di conoscere e seguire
la verità. In questo caso è necessario di pregare con cuore umile affinché Dio ci
doni i suoi lumi, e faccia conoscere le cose come ce le farà un dì conoscere,
quando ci presenteremo dinanzi al tribunal di Gesù Cristo.
15
2° Se Ella intende di servirsi della sola Bibbia od anche della tradizione, e nel
primo caso quale Bibbia gradisca di usare; se Greca od Ebraica, Latina od Italia­
na oppure Francese.
3° Se nel discorrere insorgesse discussione intorno a cui non potessimo an­
dare d’accordo, a chi ricorrere per farlo giudice del nostro dubbio?
20
Quando V. S. nella sua bontà mi abbia data tale risposta io sceglierò un tem-
f. iv po che |sia comodo a Lei, e in cui io vada meno esposto ad essere disturbato dal­
le cure domestiche, e potremo liberamente conferire con Lei e con tutti quei suoi
amici che volessero intervenire.
Intanto io La prego di voler gradire la mia comunque siasi amicizia assicu- 25
randola che io di tutto cuore l’amo in G. C. che prego di voler ottener a tutti lumi
per conoscere la verità, coraggio e grazia per seguirla e così fare un solo ovile in
terra per goderlo di poi eternamente in Cielo.
Con pienezza di stima mi creda in quel che posso
Devot.mo servitore in G. C.
30
Sac. Bosco Gioanni
5 prevenuto] pervenuto
19 nel corr ex nella
2 L'ingegner Giovanni Battista Prina Carpani, di religione evangelica, impiegato all’ufficio catasto
(applicato tecnico per le operazioni trigonometriche nella sezione seconda) gli aveva scritto il giorno
precedente che intendeva avere con lui un abboccamento su problemi di fede: ASC 126.2 Prina Car­
pani, ed. in MB V 449-450.
7 II Prina intendeva invitare anche i sigg. Pina e Carlo Davite e due altri colleghi d'ufficio.
31 L ’ingegnere il 24 aprile risponderà da convinto evangelico ai quesiti posti da don Bosco ma chie­
derà di dilazionare il previsto incontro essendo il suddetto Pina fuori sede: ASC 126.2 Prina Carpani,
ed. in MB V 451-453.
266
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 150 mm. segno di ceralacca
E I 128-129 MB V 460-461
Supplica di aiuto economico per pagare il panettiere

30.4 Page 294

▲torna in alto
288 maggio 1856
Da casa [Torino], 7 m aggio 1856
Benemerito Signore,
Le caritatevoli espressioni con cui V. S. 111.ma dimostrò di gradire quanto si
fa in questo Oratorio di S. Francesco di Sales, mi dan coraggio di ricorrere a Lei
5 in questo mio particolare bisogno.
Ho ancora la nota del panattiere del mese di marzo da pagare e non so dove
prendere il danaro; se mai Ella può ajutarmi, è proprio un dar da mangiare ai po­
veri affamati.
La nota è di fr. 900 ma io dimando solo un sussidio e qualsiasi somma che
10 nella sua carità stimasse di offerire, fosse anche della minima entità, io la riceverò
colla massima gratitudine.
Persuaso che vorrà perdonare questa mia libertà, non potendo altrimenti di­
mostrare la mia gratitudine, le auguro ogni bene dal c[i]elo, mentre con pienezza
di stima mi dico
15
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AU’Ill.mo Signore
Il Sig. Barone Ricci
(via dell’arco, in casa Cal[l]ori)
Torino
267
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 63-64
Orig. aut. 2 ff. 214 x 135 mm. sul f. 2v vari timbri, uno solo leggibile: Torino 10 mag 56 4 S
carta azzurrina
E I 129 MB V 461
Note di spese — non convenienza di vendere il terreno davanti alTOratorio
'Torino, 9 maggio 1856
Car.mo Sig. D. Carlo,
Si
ha un bell’aspettare, ma il tempo pasquale è per finire e bisogna aggiusta­
re i conti. Secondo il mio calcolo mentale credo che le cose siano a questo
5 termine:
Interesse di fr. 20.000 al 4% ...........................................
Affitto del campo fr. 35 fra tutta la pezza, di cui un terzo è
ancora di mia proprietà ..........................................
fr. 800
» 24
» 824,00
10
Pagato interesse al Seminario, di cui non so se le abbia in­
viata ricevuta ..........................................................
» 200,50
Sussidio pel Comollo fr. 20 mensili ................................
» 240

30.5 Page 295

▲torna in alto
maggio 1856 289
Portato al sig. Rinaldi .....................................................
Credito dell'anno scorso .................................................
» 300
» 19
759,50
15
Debito
64,50
L ’anno scorso ella rifece il conto e mi trovò crediti che io ignorava: chi sa
che accada ora lo stesso? Ci sono già state alcune dimande pel sito, ma le offerte
f.lv sono piccole: il massimo fu fr. 200 la tavola. |Il Reverendo sig. P. Pagani passò
qua a vederlo; gli piacque la posizione, e disse che presentemente non è tempo di 20
vendere; se non avvi richiesta alquanto vantaggiosa, la qual cosa si spera questa
primavera.
Mia madre, i miei cherici, e molti de’ nostri birichini, che si ricordano anco­
ra di Lei, la salutano di cuore, ed io raccomandandomi alle divote di Lei preghie­
re m ’offro in quel che posso
25
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v Ill.mo e M.to R.do Sig.
D. Carlo Gilardi
30
Dell’Ist. della C.
Stresa
13 II 5 aprile 1856 il Gilardi aveva scritto a don Bosco di rimettere al Rinaldi le 300 lire di cui era de­
bitore verso i rosminiani.
23-25 Don Bosco riprende il pensiero del suo corrispondente che aveva scritto: «Ella che fa tanto
bene a prò’ delle anime di cotesti suoi cari birichini, voglia ricordarsi anche del Birichino in grado su­
perlativo che ha l ’onore di scrivergli e faccia dire alla sua buona madre e ai suoi 250 ragazzi un’Ave
Maria per me».
268
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Presenta un postulante ricco di doti ma privo di mezzi economici
[Torino, 22 maggio 1856]
[...]
Si trattava di un certo Domenico Morra: vedi lett. n. 270.
269
Al canonico Edoardo Rosaz
ASC 131.22 Copie di originali - Lemoyne (A 193 fase. 1 p. 79)
Copia semplice
E I 130 MB V 465-466
Dispiacere di non poter accogliere un ragazzo — interessamento per un altro — consigli per le confes­
sioni durante le celebrazioni
19

30.6 Page 296

▲torna in alto
290 maggio-giugno 1856
Torino, 26 m aggio 1856
Car.mo Sig. Canonico,
Fra pochi giorni avranno una visita dell’organista di cui abbiamo parlato e
credo che appagherà l'aspettazione.
5
Per ora non potrei come desidero, accogliere il giovane calzolaio pel motivo
del tratto di casa demolito per essere di nuovo ricostrutto. In quanto al giovane
studente forse potrò occuparmi di più: compia il suo corso di grammatica latina;
se in qualche congiuntura egli venisse a Torino si lasci vedere; nel decorso poi
delle vacanze coll'aiuto di Dio spero che lo aggiusteremo.
10
Confessi pure liberamente in tempo dei divini uffizi, ogni qualvolta ne è ri­
chiesto, oppure vi sono penitenti che attendono al confessionale: tale è pure il pa­
rere del sig. D. Cafasso.
Le suonatine le avrà per mano dei nostri birichini quando andranno a farlo
sagrinare per la chiusa del mese di Maria.
15
Spero di poter fra breve fare una gita a Susa, nella quale occasione ci parle­
remo di tutti i nostri affari.
Saluti il sig. Can. Vicario Generale, il sig. Can. Gey e mi creda sempre con
gratitudine e stima
Di V. S. car.ma
20
rr
All.mo amico
Sac. Bosco Gio.
2 Can. Edoardo Giuseppe Rosaz, amico intimo di don Bosco. Nato a Susa il 15 febbraio 1830, era di­
ventato sacerdote nel 1854. Disimpegno uffici di predicatore, cappellano delle carceri, rettore del con­
vitto civico, direttore spirituale delle Suore di S. Giuseppe di Oulx. Canonico della cattedrale dal 1868,
rettore del seminario dal 1874, tre anni dopo fu consacrato vescovo. Fondò le Suore terziarie di S.
Francesco per l ’assistenza all’infanzia e agli anziani. Morì il 3 maggio 1903.
6 Nel marzo 1856 la casa Pinardi era stata abbattuta per iniziare la nuova costruzione, di cui alla lett.
n. 262: cf. F. G ir a u d i, L'ora torio di don Bosco ... p. 127. Dei due giovani non si conoscono i nomi.
8 congiuntura: occasione.
10-12 Si vede che il Rosaz aveva chiesto un'opinione di don Bosco in merito.
13 I giovani cantori dell'Oratorio vi andranno il 3 giugno, festa della SS. Trinità.
14 sagrinare: piemontese sagrinè, infastidire, affliggere o affliggersi, tormentare.
17 Vicario generale era Giuseppe Sciandra, teologo, già docente in seminario. Fu due volte vicario
capitolare, prima della nomina di mons. Odone (1845) ed alla sua morte (1866). Nel 1871 fu nominato
vescovo di Acqui Terme, grazie anche ai buoni uffici di don Bosco. Come vescovo di Acqui raccolse i
primi voti delle Figlie di Maria Ausiliatrice 1*8 agosto 1872. Canonico Francesco Gey, nato a Susa il 27
marzo 1817, sacerdote dal 1842, morto il 25 marzo 1894. Nei primi anni quaranta aveva frequentato il
Convitto di Torino, dove aveva avuto modo di incontrare don Bosco, colà presente negli stessi anni.
270
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Accompagna il giovane postulante Domenico Morra — chiede se accettano aspiranti quindicenni
[Torino, 5 giugno 1856]

30.7 Page 297

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271
Al papa Pio IX
giugno 1856 291
Lettera non reperita, ma attestata dal breve di Roma su pergamena in data 10 giugno 1856 (ASC 031
Pio IX [me. 231 B 12] ed. in MB V 488), dall’analogo in data 13 giugno 1856 (ASC 38 Torino Oratorio
[me. 230 E 4] ed. in MB V 488489) e dalla risposta di Roma in data 13 giugno 1856 (031 Pio IX
[me. 231 B 8])
Supplica per indulgenza plenaria da lucrarsi da chi visita la chiesa dell'Oratorio in determinate feste
mariane, in quella di S. Giuseppe e di S. Francesco di Sales — analoga supplica a favore di chi assiste
alla pia pratica dell’esercizio di buona morte nella chiesa dell’Oratorio e di chi partecipa alle celebra­
zioni della notte di Natale nella medesima chiesa
[Torino, anter. 10 giugno 1856]
[...]
272
Al giovane Domenico Ruffino
ASC 131.01 Leti. orig. Ruffino (A 174)
Orig. aut. 2 ff. 209 x 130 mm.
E 1130-131 MB V 487
Cordialità e pensieri spirituali
me. 52 B 8
*Torino, 13 giugno 1856
Car.mo figlio,
Hai fatto bene a scrivermi; se dici colle parole quello che hai in cuore, avrai
in me un amico che ti farà tutto il bene che potrà.
Offri i tuoi lavori a Dio: sii divoto di Maria: venendo a Torino ci parleremo. 5
Il Signore ti benedica: prega per me che ti sono di cuore
Aff.mo Sac.
Bosco Gio.
f.2v All'amatissimo giovane
Ruffino Domenico stud. di Rettorica
10
Giaveno
2 Domenico Ruffino, nato a Giaveno (Torino) il 17 settembre 1840, fece la vestizione clericale il 27
ottobre 1856; frequentò poi il biennio filosofico nel seminario di Chieri ed il primo anno di teologia in
quello di Bra; nell’estate del 1859 entrò all'Oratorio. Uno dei primi salesiani, farà la professione nel
1862 e sarà eletto direttore spirituale generale per l ’anno 1863-1864. Sacerdote nel 1863, direttore di
Lanzo nel 1864, morì l ’anno seguente. Di lui resta un’interessante cronachetta: vedi DBS.
3 La lettera non è conservata; comunque proveniva da Giaveno dove il Ruffino stava frequentando
la classe di retorica.

30.8 Page 298

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292 giugno-luglio 1856
273
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Chiede se si accettano nell'istituto rosminiano laici di 20 anni
[Torino, 27 giugno 1856]
[...]
274
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Presenta il postulante Carlo Masino
[Torino, 11 luglio 1856]
[...]
275
Al chierico Giacomo Del Prato
ASC 131.01 Lett. orig. Del Prato (A 171) me. 19 D 2
Orig. aut. 2 ff. 210 x 130 mm. vari timbri: Torino 13 lug 56 2 S
E 1131 MB V 510
Informazioni sul suo viaggio a S. Ignazio per gli esercizi spirituali
Savigliano 13 lug 56 5 S
"'Torino, 13 luglio 1856
Car.mo figlio,
Differiva a scriverle perché reputava certa la sua venuta agli esercizi di S.
Ignazio. Ieri ho inteso esservi alcuni dubbi e perciò le scrivo che io domani parto
per S. Ignazio, e colà mi fermerò durante l ’intera muta degli spirituali esercizi.
Dopo il 25 del corrente mese sarò di nuovo permanente in Torino. Se le occorre
qualche cosa in tal tempo, per cui le possa essere utile, conti pure sopra di me
come uno che si dichiara nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
Il Sig. Cherico Delprato
Savigliano Monasterolo
13 Savigliano, località di circa 15.000 ab., a 32 km. a nord di Cuneo; Monasterolo, una frazione a 6
km. di distanza.

30.9 Page 299

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276
A don Stefano Pesce
luglio 1856 293
Già presso sig.ra Giulia Pesce - Mombaruzzo (Asti)
Copia semplice
Ined.
Comunicazione circa il soggiorno e la mansione che il sacerdote amico avrebbe svolto alTOratorio
*Torino, 15 luglio 1856
Esimio Sig. Don Pesce,
Ho differito alcuni giorni a rispondere alla cara sua lettera per vedere a che
punto giungevano i lavori di costruzione che quivi abbiamo in via. La casa è tutta
sossopra, perciò fino al principio di Agosto non ci è possibile di poterle offrire una
cameretta che si possa chiamare alquanto da amico, perciò in quanto a tutto il re­
sto Ella può venire quando che sia, e sarà il benvenuto ad eccezione del dormire,
e ciò solo per alcuni giorni. Quando ella giungerà fra noi, deponga ogni pensiero
del chisà... Ella poi verrà né in pensione né ad un impiego fisso, né per comanda­
re, né per obbedire. Ella verrà in casa sua propria insieme ad un amico, ad un 10
fratello che lo considererà come un alter ego.
Quivi dividerà il tozzo di pane lavorando a guadagnare anime a Dio e fare del
bene a se stesso, al suo amore e gloria saranno diretti tutti i nostri sforzi, tutte le
nostre sollecitudini.
Attualmente sarebbe il caso di occuparsi dell’assistenza e della contabilità del
laboratorio della casa e della condotta morale dei ragazzi presso ai rispettivi pa­
droni in città. Io sono qui a S. Ignazio, fino al 25 del corrente, dopo ritornerò a
Torino. Ella poi mi ami nel Signore, e in tutto quello che posso mi creda coi senti­
menti della più sincera amicizia,
Devotissimo
20
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Al Sig. Don Pesce
Stefano Maestro
Mombaruzzo
25
2 Don Stefano Pesce (22 giugno 1815 - 17 settembre 1889) ed il fratello don Giuseppe (15 ottobre
1825-3 febbario 1893), residenti nello stesso paese, furono collaboratori e benefattori di don Bosco,
specialmente come promotori delle varie lotterie. Suona strano il termine «esimio», non comune nel­
l'esordio delle lettere di don Bosco. Potrebbe trattarsi di cattiva lettura dell’originale, purtroppo non
rintracciato.
3 Lettera non pervenuta.
17 Si noti come don Bosco scriva che si trova a Lanzo, mentre la lettera risulta vergata da Torino.
25 Mombaruzzo: località all’epoca in provincia di Alessandria, a 35 km. da Asti, diocesi di Acqui,
con circa 2500 abitanti.

30.10 Page 300

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294 luglio 1856
277
Al chierico Giovanni Cagliero
ASC 131.01 Leti. orig. Cagliero (A 170) me. 10 A 5
Orig. aut. 2 ff. 197 x 127 mm. carta azzurrina l ’umidità ha reso quasi illeggibile la parte alta
del f.l l'indirizzo è allog.
E 1131 MB V 512
Consigli sugli studi da completare
*S. Ignazio presso Lanzo [torinese],
23 luglio 1856
Car.mo Cagliero,
Anch’io desidero che ti occupi del piano e dell’organo; ma siccome la scuola
5 di metodo è quasi tutta conforme agli studi filosofici, cui attendi, di più essendo
cosa solamente di un paio di mesi, desidero che tu preferisca la metodica, spen­
dendo nel piano quel tempo che ora potrai, al cui diffetto supplirai dopo l ’esame.
Studia sempre di diminuire il numero dei nemici, accrescere quello degli
amici e fare tutti amici di Gesù Cristo. Amami nel Signore, e il c[i]elo ti sia sem-
10 pre aperto.
Tuo aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gioanni
Al Sig. Cherico Cagliero G.
f.2v
Torino
4 scuola di metodo: per la preparazione degli insegnanti delle scuole elementari. Era iniziata come
«Scuola normale di metodo» nella città di Torino, per l’istruzione dei maestri delle scuole elementari
annunciata dal magistrato della Riforma il 28 luglio 1843. L ’anno seguente si era avuta la definitiva si­
stemazione: «La Scuola superiore di metodo», della durata di otto mesi. Nel 1853 assunse la denomi­
nazione di «Scuola magistrale», distinta in maschile e femminile e, a seconda del tipo di patente rila­
sciata, in inferiore (per il corso inferiore delle elementari) e superiore. Il primo si compiva in due pe­
riodi: novembre-aprile, giugno-settembre. Il secondo in un unico semestre, dopo il compimento
della magistrale inferiore: cf. I. Z a m b a ld i, Storia della scuola elementare in Italia. LAS Roma, 1975,
pp. 221-227.
278
Al chierico Giovanni Turchi
Istituto Teologico Salesiano - Guatemala
Orig. aut. 2 ff. 197 x 127 mm. l’indirizzo è allog.
Ined.
Consigli circa la vocazione sacerdotale
.
Fili mi,
*Lancei [taurinensis], 23 julii 1856
Bene fecisti ad me scribere; melius in litteris quam in verbis intima cordis
panduntur. Quoad vocationem tuam perge quo cepisti. Nota perge eo quod dimi-
5 dium facti, qui bene cepit, habet.
In tua epistola multa promittis, quae praematura pertimesco; sin autem ex

31 Pages 301-310

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31.1 Page 301

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luglio-agosto 1856 295
corde dieis, videbis de te, quae ne tua quidem in mente revolvis experimentum
docebit nos.
At stude humilitati, et modestiae, praebe te ipsum exemplum bonorum ope-
rum, ut bonum testimonium habeas de iis qui foris sunt e[t], sic bonus odor Chri- io
sti effìciaris in vitam aeternam.
Amici tibi salutem dicunt: vale.
In Domino
Sac. Bosco Joannes
f.2v Al Sig. Cherico Turchi Giovanni
15
Torino
7 videbis] vedebis
10 bonum ... habeas: cf. 1 Tim. 5,10.
bonus odor Christi: 2 Cor. 2,15.
279
Al canonico Silvestro Tea
Archivio vescovile - Novara
Copia dattiloscritta
Ined.
Rende noto che non può accogliere il giovane raccomandato, ma che ad una modica cifra potrebbe
accomodarlo da qualche padrone perchè apprenda una professione
•Torino, 2 agosto 1856
Car.mo Sig. Rettore,
Lo stato attuale di questa casa non comporta aumento di ragazzi per tempo
alquanto lungo; con dieci franchi però potrei aggiustarlo con qualche bravo pa­
drone se volesse intraprendere una professione ordinaria. Ad ogni modo lo pre- 5
venga che si lasci vedere. Non ho più ben presenti le intelligenze avute con la ve­
dova Volino; ma se non è un caso proprio urgentissimo, non potrebbe aver luogo;
i motivi sono molti; pane, locale, moltitudini di domande. Il Biletta sta bene ed è
anche bravo. Ben pensato di sospendergli l’andata ad Ivrea. Il Marchisio è molto
bene avviato. Saluti a quei di casa e mi abbia nel Signore
io
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
7 vedova Volino: personaggio non meglio identificato; tale cognome risultava comune nella zona di
Ivrea.
8 Biletta: vedi lett. n. 170.
9 II registro Censimento riporta il nome di un certo Luigi Marchisio, nato ad Ivrea nel 1840, accolto
a Valdocco il 19 settembre 1853 e rimastovi fino al maggio del 1856. Salvo errore del copista del regi­
stro, potrebbe darsi che il giovane si sia fermato a Torino ma non più alTOratorio.

31.2 Page 302

▲torna in alto
296 agosto 1856
280
Al chierico Giacomo Del Prato
ASC 131.01 Lett. orig. Del Prato (A 171) me. 19 D 3
Orig. aut. 2 ff. 195 x 127 mm. carta azzurrina timbri: Torino 11 ago 56 11 M
56 strappo riparato sul f. 2
E 132 MB V 516
Impegnato a Castelnuovo d'Asti, non può accettare l ’invito di predicare altrove
Gassino 11 ago
"Torino, 11 ag[osto] 1856
Amico mio,
Al giorno che si celebra la festa di M. V. Addolorata io sono a Castelnuovo
d’Asti per la novena del Santo Rosario; sicché non posso accondiscendere al gra-
5 zioso invito del discorso dell’Addolorata. Altra volta.
Godo che stii bene: il Signore l’ajuti e lo conservi. Saluti suo fratello, il sig.
Vie. Foraneo, il sig. T. Gi[g]io, D. Bertoldo. Preghi per me, ed io raccomandan­
dolo di tutto cuore a Gesù ed a Maria mi dico
Aff.mo in G. C.
io
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
Il Sig. Ch. Giacomo Delprato
Gassino
3 festa dell’Addolorata: martedì 16 settembre.
6 fratello: Gugliemo del Prato, teologo, arciprete di Gassino, vicario foraneo, cameriere segreto di S.
Santità, cav. dell’ordine mauriziano. Morì il 5 dicembre 1898 a 82 anni.
7 T. Giglio Secondo, nato a Poirino (Torino) nel 1824, vicecurato di Gassino, morto il 6 aprile 1896.
D. Bertoldo: sacerdote non meglio identificato.
13 Gassino, località di circa 3000 ab., a 15 km. a est di Torino.
281
Alla duchessa Costanza Lavai di Montmorency
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 16 pp. 335-337)
Copia semplice
E I 132-133 MB V 517-518
Notizie varie sui componenti della famiglia e su alcuni giovani ricoverati — morte di alcuni insigni
benefattori — rinnova la richiesta di sovvenire alle solite difficoltà economiche
*Torino, 12 agosto 1856
Benemerita Signora Duchessa,
Al mio arrivo dagli Esercizi di S. Ignazio ho trovato la venerata lettera di V.
S. insieme al petit Henry. Ha eseguito i suoi avvisi tanto nello studio di pittura e
5 di catechismo, come eziandio per la camera. Il profitto che ha fatto in questo
tempo, Tomatis mi dice essere molto considerevole. In quanto alla pietà va benis­
simo. Domenica ha fatto le sue divozioni; e mi piace assai che quanto vede farsi

31.3 Page 303

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agosto 1856 297
di bene da più virtuosi della casa, tosto si adopera d ’imitarli. Una cosa che la farà
certamente stupire si è il vedere quanto sia venuto grande in questo poco di tem­
po. Sono andato con Henry alla Fruttiera.
La signora Contessa [De] Maistre, Dam. Filomena, Francesca, Emanuele
stanno bene: D. Chiatellino ebbe alcune febbri, che ora cessarono, ma lo lasciaro­
no molto prostrato di forze. Severina è quasi sempre nel medesimo stato. Lungo
il giorno sta fuori del letto; mangia con sufficiente appetito: ma dovendosi muo­
vere deve andare saltellando o servirsi delle stampelle. Ma è così allegra che pare
in continuo festino. Preghiamo che il Signore le doni quanto ne’ suoi decreti vede
meglio per l ’anima di lei.
La Divina Provvidenza ci ha tolti due insigni benefattori; uno nella persona
del dottor Vallauri, che morì santamente il 13 luglio ora scorso; l'altro nella per­
sona del cav. Moreno, fratello del Vescovo d'Ivrea. Veda in quante maniere il Si­
gnore mi vuol provare. Critiche le annate scorse; non migliori sono quelle che
corriamo; Iddio si piglia gran numero di benefattori; pure il Signore Iddio essen­
do padrone bisogna lasciarlo comandare, perché ciò che fa è sempre meglio di
quanto possiamo desiderare noi.
Tuttavia non cesso di raccomandarmi alla sua provata carità onde continui
ad aiutarmi sia per la spesa degli Oratorii festivi, sia anche per dar pane ai ragazzi
ricoverati, come eziandio per aprire una scuola diurna ad Ogni Santi. Ciò tutto ad
unico oggetto di guadagnare anime a Gesù Cristo, specialmente in questi tempi
che il demonio fa tanti sforzi per trascinarne alla perdizione.
Dal canto mio non mancherò di pregare il Signore Iddio onde Le conceda il
dono della perseveranza nel bene e le prepari una sedia di gloria in Cielo.
Raccomandandomi alle divote di Lei orazioni, la saluto anche da parte del
mio collega D. Alasonatti e di Tomatis, mentre mi dico con gratitudine
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 lettera non pervenuta.
4 Henry: Enrico Petif. Vedi lett. n. 239: giovane patrizio, ospitato all'Oratorio durante le vacanze su
raccomandazione della duchessa.
6 Carlo Tomatis: nato a Fossano nel 1833, entrò all’Oratorio il 5 novembre 1849, dietro raccomanda­
zione del teologo Bosco professore al seminario di Fossano. Dal 1855 frequentò con successo l ’accade­
mia albertina di pittura: cf. O p e r e e S c r it t i e d it i ed in e d it i d i D o n Bosco, IV, La vita dì D om enico Sa­
vio, a cura di A. Caviglia. Torino, SEI 1943, p. X VIII. Su disegno del Tomatis la tipografia Hummel
fece il ritratto di Domenico Savio, che apparve sul frontespizio della Vita del 1859. Il Tomatis lasciò
l ’Oratorio nel 1861, ma rimase in relazione con don Bosco tanto da partecipare alla passeggiata del­
l’anno successivo. Nel dicembre del 1887 col figlio potè visitare don Bosco nella sua camera. M o r ì nel
1905: cf. M . M o u n e r is , Nuova Vita di Dom enico Savio. Colle Don Bosco (Asti) 1974, pp. 48-50. Il T o­
matis dava ripetizioni di disegno all’ Oratorio.
10 Fruttiera: è il nome delia casa di campagna dei De Maistre a 2 km. a nord di Andezeno sulla stra­
da fra Chieri e Castelnuovo.
11 Contessa De Maistre: dovrebbe essere Azelia du Pian de Sieyès (Lyon 1799 - Beaumesnil 9 marzo
1881) che era andata sposa a Rodolfo De Maistre (Chambéry 22 settembre 1789 - Borgo Cornalese 5
febbraio 1866), fratello della duchessa Lavai destinataria della lettera: vedi lett. n. 161. Ebbe undici fi­
gli, fra cui Emanuele (1822-1823), Maria [(1824-1905): futura marchesa Fassati], Saverio Giuseppe
(1825-1860), Carlo Saverio (1832-1897), Filomena [morta nel 1894: futura seconda moglie del conte
Gerolamo Medolago (1816-1855) che dalla prima moglie, sorella di Filomena, Benedetta (1855-1861)
aveva avuto il figlio Stanislao (nato a Bergamo il 31 luglio 1851)], Francesca (1821-1861) ed Emanuele

31.4 Page 304

▲torna in alto
298 agosto 1856
(nato nel 1852 e morto per annegamento in Savoia nel 1874).
13 Severina: forse la donna di servizio.
19 Dottor Francesco Vallauri. L'11 settembre fu celebrata una solenne commemorazione funebre
nella chiesa di S. Francesco di Sales: cf. MB V 529; vedi lett. n. 117. Il Moreno invero era morto quat­
tro anni prima: vedi lett. n. 42.
282
Al papa Pio IX
ASC 38 Torino Oratorio (F 583) 231 B 10
Orig. allog. senza firma 2 f. 270x217 mm.
MB V 518-519
Richiesta di benedizione apostolica con indulgenza plenaria
*Torino, 13 agosto 1856
Beatissimo Padre,
Il
Sacerdote Giovanni Bosco Superiore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales
per i Giovani pericolanti nella città e Diocesi di Torino con le più devote suppliche
5 implora dalla Santità Vostra l ’Ap[osto]lica benedizione con l ’indulgenza Plenaria
tanto per sé, che per gli enunciati Giovanetti da lui diretti che crescono in nume­
ro sempre maggiore, contandone ora circa novecento.
Che [della grazia]
[Sac. Gio. Bosco]
La supplica venne accolta il 17 agosto, con firma del pontefice, autenticata dal Magister ab admissio-
nibus S. S. Bartolomeo Pacca: cf. MB V 519.
283
Alla marchesa Maria Fassati
ASC 131.22 Copie di originali — correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 3 p. 48)
Copia semplice
E I 133 MB V 526
Ringraziamento per l’offerta — orario della sua giornata — appuntamento per la cena in casa della
marchesa
*Da casa [Torino], 30 agosto 1856
Benemerita Sig.ra Marchesa,
Questa mattina mi fu consegnata la sua venerata lettera con un biglietto di
fr. 500. L ’ho nemmen deposto di mano: l’ho immediatamente mandato al panat-
5 tiere. Deo gratias.
Dalle quattro alle cinque mi troverò al Convitto e può condurre Azelia. Stase­
ra sarò a sue spese a pranzo e intanto la ringrazierò personalmente di molti bene­
fizi che Dio le inspira di fare a favore dei poveri nostri ragazzi.

31.5 Page 305

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agosto-settembre 1856 299
Buon giorno a Lei, alla sig.ra Francesca, al sig. Marchese, e il Signore li be­
nedica tutti. Con stima e gratitudine
io
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All'ni.ma Signora
La Signora Marchesa Maria
15
Fassati
Torino
3 Lettera non pervenuta.
6 Azelia (1846-1921): figlia della marchesa, che il 26 luglio 1871 sarebbe andata in sposa al barone
Carlo Ricci des Ferres, nato nel 1847, figlio di Feliciano (1816-1893): vedi lett. n. 266.
9 Francesca è la sorella della marchesa; Domenico Roero di S. Severino il marito: vedi lett. n. 251.
284
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 524-526)
Copia semplice
E I 134-135 MB V 527-528
Ingegnoso e simpatico stratagemma per ringraziare dell’ospitalità, per augurare buoni raccolti e per
chiedere di continuare nella generosità verso i giovani dell’Oratorio
'Torino, 3 settembre 1856
Benemerito Signore,
D. Bosco. - Buon giorno, sig. Conte, posso venire a farle una breve visita e
parlarle un poco?
Sig. Conte. - Oh Don Bosco! Ciareja come sta? È giunto inaspettato.
5
D. B. - La mia dimora qui al Palasazzo è molto breve, e perciò non l'ho
prevenuto.
C. - Almeno fosse venuto al giorno di S. Filomena! Avrebbe veduta la nostra
bella festa.
B. - Aveva proprio intenzione di venire in quel bel giorno; e aveva già fin io
cominciata la lettera per dimandargli il consenso, poi alcune occupazioni mi han­
no fatto cangiar sentimento. Ma di grazia, la signora Contessa, la famiglia, Giu­
seppe stanno bene?
C. - Sì, grazie a Dio, stiamo tutti bene. Io però mi sento molto stanco per
questo caldo.
15
B. - La campagna è andata bene?
C. - Non c’è male nella raccolta delle campagne; il grano però ha fallito un
poco, ed ho anche avuto un po’ di grandine. I bozzoli poi, che in questo anno
erano molto cari, ne ho nemmeno fatto un terzo di quanto aveva speranza
di fare.
20
B. - Beppe lavora? Studia?
C. - Sì, comincia a fare qualche cosa. Il bravo T[eologo] Broschiero se ne

31.6 Page 306

▲torna in alto
300 settembre 1856
occupa con grande bontà e pazienza. Ma insomma questa sua visita inaspettata
ha qualche scopo speciale?
25
B. - Una copia della Storia d ’Italia che prego di voler gradire.
C. - Bene: servirà a far leggere alle figlie, ed anche a Beppe: io la ringrazio.
B. - Non parli di ringraziamento con me che dovrei farne un libro per Lei.
C. - I suoi ragazzi, la sua casa, come vanno? E di quattrini? perché a dirla
schietta, io temo che si trovi alle strette e che sia venuto a fare questa visita etc.
30 etc.
B. - Alle strette sì; e se mi fa qualche limosina non la rifiuto: ma il motivo
principale di questa visita era di saper nuove della famiglia, offrirle questa copia
di Storia; e ringraziarla di quanto ha fatto e che spero farà ancora per l'avvenire
pei nostri poveri ragazzi.
35
C. - Non mancherò di fare quel che posso per li suoi biricchini: ma preghi e
faccia pregare per me e per la mia famiglia, preghi anche perché il Signore con­
servi i frutti delle nostre campagne e mi doni la pace e la tranquillità di spirito.
B. - Farò quanto mi dice e fo preghiera speciale al Signore Iddio onde possa
allevare nella pietà tutta la sua famiglia.
40
C. - Non verrà a farci un’altra visita un po’ più lunga? Se me lo dice e mi
fisserà il giorno, lo manderò a prendere a Cuneo.
B. - Spero di sì e la ringrazio del favore; se potrò disporre di venire la pre­
verrò. Oh! dimenticava una cosa. Se mai avesse intenzione di stabilirsi un fale­
gname fisso ci sarebbe poi l’individuo. Dunque, sig. Conte, stia bene, buona cam-
45 pagna a Lei e a tutta la famiglia; doni il buon giorno alla Signora Contessa e mi
creda sempre con sentimento di verace stima e gratitudine tutto
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
5 Ciareja (o cerea): dal piemontese ciarèia (o ciarèa): buon giorno. È una forma più popolare del
termine cerea (Buon giorno a Vostra Signoria) che sembra fosse usato nel secondo settecento tra la
nobiltà.
12 Contessa: Carolina, nata Provana di Collegno: vedi lett. n. 234. Giuseppe Antonio: il figlio, nato a
Torino il 3 giugno 1850. Diventerà dottore in legge e segretario della commissione araldica piemonte­
se.
21 teologo Broschiero: personaggio non meglio identificato.
25 La Storia d ’Italia raccontata alla gioventù da’ suoi p rim i abitatori sino ai nostri giorni correda­
ta di una carta geografica d'Italia dal sacerdote Bosco Giovanni. Torino, tipografia Paravia e compa­
gnia, 1856.
26 Figlie: Maria Consolata (nata nel 1840), Maria Felicita (nata nel 1842), Maria Irene (nata nel
1844), Maria Gabriella (nata nel 1846), Maria Teresa (nata nel 1854). Un’altra figlia, Maria Filomena,
nascerà nel 1856; un fratello, Luigi, era nato nel 1852.
42 Vedi lett. n. 233, 234.
285
Ai parroci degli allievi in vacanza
Copia a stampa in E I 135
MB V 507-508
Raccomandazioni per l'assistenza nelle vacanze ai giovani allievi con la richiesta di presentargli certifi­
cato di buona condotta al loro ritorno in Oratorio

31.7 Page 307

▲torna in alto
settembre 1856 301
[Torino, settembre 1856]
Ill.mo e M.to Rev.do Signore,
Raccomandiamo rispettosamente questo nostro allievo alla benevolenza del
suo sig. Parroco facendogli umili preghiere di assisterlo in tempo delle vacanze, e
nel suo ritorno tra noi munirlo di un certificato in cui si dichiari: 1° Se nel tempo 5
che passò in patria si accostò ai Ss. Sacramenti della Confessione e Comunione;
2° se frequentò le funzioni parrocchiali e se si prestò a servire la santa Messa;
3° se non ha frequentato cattivi compagni e non ha altrimenti dato motivo di la­
menti sulla sua morale condotta.
Colla speranza di ricevere buone notizie del nostro allievo, la ringraziamo di io
tutto cuore mentre ho l ’onore di professarmi
Della S. V. M.to Rev.da
Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco
286
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1856 rub. 284 fase. 1 p. 155 prot. 78.822
Orig. ms. di Michele Rua con firma dello stesso 1 f.
Ined.
269 x 209 mm.
Supplica di far pervenire al papa una copia del suo volume La Storia d'Italia
"Torino, 7 settembre 1856
Eminenza Reverendissima,
La bontà con cui V. E. Rev.ma si prestò a favore di me e de’ giovani dalla Di­
vina Provvidenza a me affidati, mi fa sperare che voglia accogliere l’umile pre­
ghiera che sono per fare.
Ho compilato un corso di Storia d 'Italia raccontata alla gioventù; e di questa
mi fo animo di umiliarne una copia a V. E. con preghiera di volerla gradire come
tenuissimo segno della mia gratitudine.
Nel tempo stesso oserei pregarla, se ben lo giudica, di trasmettere la copia ivi
unita a Sua Santità.
10
Questi sono due favori che dalla nota e già tante volte esperimentata di Lei
bontà spero di ottenere.
Pel che con pienezza di stima e di gratitudine oso sottoscrivermi
Di V. S. Rev.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
3-4 Vedi lett. n. 55, 136, 160.
16 Sia il cardinale che il pontefice gradirono l ’omaggio: cf. risposta del cardinale in data 17 settem­
bre 1856: ASC 126.2 Antonelli, ed. in MB V 500.

31.8 Page 308

▲torna in alto
302 settembre 1856
287
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Lettera non reperita, ma attestata dalla licenza concessa dallo stesso sindaco in data 22 settembre
1856: ASC 38 Torino Oratorio
Domanda la licenza di costruire una tettoia all’interno dell’Oratorio
[Torino, anter. 22 settembre 1856]
[•••]
La richiesta venne accolta, a condizione che la tettoia fosse conforme al disegno presentato.
288
Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta dello stesso ministro in data 25 settembre 1856: ASC
126.2 Governo Rattazzi, ed. in MB V 430
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli — richiesta di un contributo per il corredo del medesimo
[Torino, anter. 25 settembre 1856]
[...]
Il ragazzo, un certo Romano Chiri, nato nel 1845, fece il suo ingresso a Valdocco il 26 settembre 1856
e vi rimase fino al 20 marzo dell’anno successivo. Il sussidio dato «per il necessario corredo» fu di
lire 100.
289
Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
ASC 131.01 Lett. orig. Governo, Lamarmora (A 171) me. 27 B 8/9
Min. aut. 1 f. 213 x 137 mm. carta leggerissima con timbro a secco sul mrg. sup., dove si legge
anche, scritto da don Bosco: min. Lamarmora
E I 136 MB V 530
Domanda di oggetti di vestiario per i fanciulli ricoverati
*Torino, 30 settembre 1856
Ill.mo e Benemerito Sig. Ministro,
Già altre volte ho ricorso a V. S. 111.ma e Benemerita per invitarla di venire in
ajuto de’ giovanetti orfani ed abbandonati, dalla Divina Provvidenza a me affidati.
Nella sua carità mi ha sempre favorito. Quest’anno essendo cresciuto il numero
de’ ricoverati, ed un complesso di cose indispensabili avendomi aggravato di spe­
se, mi faccio animo di ricorrere nuovamente alla provata di Lei bontà pel medesi­
mo oggetto.
Il numero dei ricoverati eccede i 135; molti in numero di gran lunga maggio­

31.9 Page 309

▲torna in alto
settembre 1856 303
re ricorrono a me per oggetti di vestiario, calze, coperte a fine di coprirsi nell'in- io
vernale stagione o mettersi in uno stato da poter essere collocati a lavorare presso
ad un padrone.
Io non dimando cose preziose: qualunque oggetto di calzamenta, di vestia­
rio, specialmente camicie, coperte, lenzuola comunque siano logore e rimesse, da
me saranno accolte colla massima gratitudine. Ogni cencio farò che serva a co- 15
prire i figli del povero.
Pieno di fiducia, che nella nota di Lei carità voglia prendere in benigna consi­
derazione il sopra esposto grave bisogno; la ringrazio di tutto cuore dei favori lar­
gitimi pel passato, e mentre le auguro copiose benedizioni dal c[i]elo, mi reputo
al più alto onore il potermi dire
20
Di V. S. Ill.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
Direttore
3 ante Già del sono ho add si post in del mio 4 de’ emend ex a favore di un gran numero
di gran emend ex considerevole giovanetti orfani corr ex giovani ed orfani 6 ed un... aggra­
vato di emend si ex e per molti altri titoli gran maggioramento ... delle 7 mi add si nuovamente
add si
bontà emend ex carità
9 eccede corr ex eccedono
ante molti del molti eziandio
10 a fine di emend si ex onde nell'invemale stagione add si 11-12 a... un emend si ex a 13
di vestiario co rr si ex vestiti 14 comunque siano corr si ex siano comunque 15 saranno corr ex
sono
17 Pieno di emend si ex nella post in del con [siderazione]
18 grave add si ante
favori del fatt[i]
290
Al direttore gen. del min. della guerra, Ignazio De Genova di Pettinengo
ASC 131.01 Leti. orig. Genova Ign. di Pettinengo (A 171) me. 25 C 4
Orig. aut. 1f. 213 x 138 mm. sul mrg. sup. si legge: cav. Genova di Pettinengo
piuttosto rovinata
E 1 136-137 MB V 531
carta leggera
Richiesta di sostegno della domanda avanzata al ministro della guerra (vedi lett. prec.)
'■Torino, 30 sett[embre] 1856
Benemerito Signore,
Memore de’ favori da V. S. Benemerita ricevuti negli anni scorsi ricorro di
nuovo in quest’anno con preghiera di volermi continuare i suoi buoni uffizi pres­
so al sig. Ministro di Guerra. Ho dato una memoria a questo signore nello scopo 5
di ottenere alcuni oggetti di vestiario e coperte e simili pei poveri ragazzi ricove­
rati in questa casa, i quali, per le calamità dell’annata scorsa, crebbero molto e
nel numero e nel bisogno. So che ciò dipende da Lei, ed a Lei rispettosamente mi
raccomando.
Pieno di fiducia nella provata di Lei carità mi unisco ai beneficati ragazzi per io

31.10 Page 310

▲torna in alto
304 settembre-ottobre 1856
augurarle copiose le benedizioni dal c[i]elo e dirmi con pienezza di stima e di gra­
titudine
Di V. S. Benemerita
,.
Obbi.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
15
Direttore
3 Benemerita... ricorro emend si ex fatti da V.S. Benemerita a’ miei poveri giovani mi raccomando
5 nello scopo emend si ex ad oggetto
6 post coperte del etc
pei emend m rg ex per questi
7 post quali del in qu e emend ex sia 10 provata di Lei emend si ex sua provata
2 Ignazio De Genova di Pettinengo era direttore generale del «materiale e amministrazione milita­
re». Nato a Biella il 28 febbraio 1813, percorse la carriera militare fino al grado di generale. Deputato
nel corso della V ili e IX legislatura, senatore dal 1868, luogotenente del Re in Sicilia nel 1861-1862, fu
ministro della guerra dal dicembre 1865 all’agosto del 1866.
291
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 B 10
Min. aut. 1 f. 223 x 167 mm. carta leggerissima sul v alcuni conti ed un timbro postale va­
rie macchie dovute a carta gommata
E I 137 MB V 531
Esposizione di un progetto di scuola — domanda di aiuti
Ill.mo e Benemerito Signore,
*Torino, 1 ottobre 1856
Alla vista del bisogno ognor crescente di istruire i ragazzi appartenenti alla
classe bassa del popolo, mi sono determinato di aprire una scuola diurna per ac-
5 coglierne almeno una parte di quelli che in numero stragrande vanno vagando
lungo il giorno sia perché i parenti non si danno cura di loro sia anche perché si
trovano lontani dalle pubbliche scuole; perciocché nel circondario di Borgo Dora,
S. Barbara, Piazza Paesana, Borgo S. Donato, Collegno, Madonna di Campagna,
trovansi non meno di trentamila abitanti senza che ci sia né chiesa né pubblica
10 scuola.
Egli è per [s] occorrere al bisogno di questi ragazzi che ho dato mano alla co­
struzione di una scuola capace di contenerne circa centocinquanta. Ma siccome
ci occorrono spese pei maestri, pei lavori di costruzione, per le provviste di scuola
e somministranze degli oggetti scolastici, così io ricorro alla nota di Lei bontà
15 supplicandola di venire in soccorso di me, che è quanto venire in soccorso di que­
sti giovanetti che si possono chiamare veramente abbandonati [,] pericolanti e pe­
ricolosi.
La provata di Lei bontà mi dà fiducia che questo grave sopra esposto bisogno
sarà preso in benigna considerazione; perciò pieno di gratitudine e stima le augu-
20 ro copiose benedizioni dal c[i]elo con dirmi
Di V. S. Chiar.ma e Benemerita
Obbi.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni

32 Pages 311-320

▲torna in alto

32.1 Page 311

▲torna in alto
ottobre 1856 305
1 1 emend e* 30 3 di emend ex della i ragazzi emend ex la gioventù 4 per emend si ex ca­
pace di 5 quelli emend si ex ragazzi 12 capace... centocinquanta add m rg sin 15 soccorso
emend si ex in ajuto di questi emend ex in mio aiuto
18 mi dà it si et del
post fiducia del di
essere
4 Le scuole elementari diurne per i giovani esterni anche maturi erano regolarmente tenute dai mae­
stri Giacomo Rossi e Giacomo Miglietti ed in seguito anche da Giuseppe Reano. Per gli interni nell’an­
no 1855-1856 il chierico diciassettenne Giovanni Francesia, iscritto in quell’anno all’università, tenne
all’Oratorio il terzo corso ginnasiale, frequentato fra gli altri da Domenico Savio. L'anno seguente fu
la volta di don Giuseppe Luigi Ramello, (sac. in difficoltà inviato da mons. Fransoni), che insegnò al-
l’Oratorio nel secondo corso, mentre don Francesia prese il primo. Per un certo periodo insegnò pure
il prof. Francesco Bianchi. L ’attività oratoriana e gli studi universitari resero difficile al Francesia (e
ad altri chierici) la frequenza ai corsi di teologia. Don Bosco perciò ricorse a mons. Fransoni, il quale
concesse una «parziale» dispensa dalle frequenze solo per il «grandissimo bene» che don Bosco faceva
in diocesi: vedi lett. dell’ 11 febbraio, 2 marzo, 27 ottobre e 3 novembre 1858 in AAT Fransoni 148, 151,
181, 182.
23 Inviata al ministro dell’interno Urbano Rattazzi, questi il 4 ottobre stanziò 1000 lire ed un'identica
somma tre giorni dopo: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB V 533-534.
292
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 B 9
Min. aut. 1 f. 180x113 mm. carta azzurrina
E I 138 MB V 532
Chiede soccorso alle spese sostenute nell’Oratorio
"Torino, 1 ott[obre] 1856
Ill.mo e Benemerito Signore,
Espongo rispettosamente a V. S. 111.ma e Be.m.ita come sul terminare dei
lavori eseguiti in questa casa, già altre volte alla sua carità raccomandata, mi tro­
vo veramente in grave bisogno per saldare le molte spese che mi occorsero a tale 5
oggetto.
Mi rivolgo pertanto con fiducia alla provata di Lei bontà pregandola di venire
ancora questa volta in mio soccorso, che è quanto dire, di venire in ajuto di tanti
giovanetti poveri e pericolanti che per favore di Lei in questa casa ricoverati, be­
nediranno per sempre il loro benefattore.
io
Pieno di gratitudine e di fiducia la ringrazio di tutto cuore anche a nome de’
miei ricoverati e mi dico
Di V. S. HI.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
5 veramente add si bisogno emend si ex difficoltà bisogno it et del saldare le emend si ex
occorrere alle 8 ancora questa volta add si 9 giovanetti emend ex orfani ragazzi post Lei
del saranno
, emend ex e
12 dico emend ex...
20

32.2 Page 312

▲torna in alto
306 ottobre 1856
293
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 203 x 127 mm.
miilleggibili: Torino otto 56 10 S
E I 147
carta uso stampa
strappo per sigillo di ceralacca
timbri se­
Ringraziamento per l’aiuto finanziario inviato — offerta di copie de La Storia d ’Italia a prezzi
di favore
*Castelnuovo d ’Asti, 8 ott[obre] 1856
Car.mo Sig. Arciprete,
Ringrazi la sig[ra] contessa Mella della limosina che ebbe la bontà di manda­
re pei nostri birichini: Dio la ricompensi.
5
Riguardo alla Storia d ’Italia prendendone un numero ragguardevole le do al
prezzo di stampa, dedotte le mie spese, cioè a fr. 2 caduna copia. Se le volessero
poi legate a mezza legatura sarebbe 40 cent, di più.
Sabato sarò a Torino e le scriverò di suo nipote.
Preghiamo e poi speriamo.
10
Tutto suo nel Signore e sempre con gratitudine mi offro in quel che posso
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
Ill.mo Sig. T. Degaudenzi
1 5 Can. arciprete
l-^v
Vercelli
294
Al giovane Giuseppe Roggeri
ASC 131.22 Copie di originali - Lemoyne (A 192 fase. I p. 46)
Copia semplice
E I 138-139 MB V 538
Affettuose comunicazioni e consigli spirituali
Torino, 8 ottobre 1856
Car.mo Giuseppino,
Hai fatto bene a scrivermi e ne provai piacere. Quando l ’altarino sia aggiu­
stato di tutto punto, io ci andrò a fare una predichetta, come ho promesso e in
5 quel tempo continueremo a parlare della nostra amicizia e dei nostri affari parti­
colari. Ti ricordi del contratto che abbiamo stipulato e conchiuso tra noi? Essere
amici e unirci insieme per amare Dio con un cuore solo ed un’anima sola.
Il
piacere che mi scrivevi di provare sul divertirti intorno alle cose sacre è
buono, e vuol dire che Dio ti vuol bene, e che tu pure ti devi dar grande sollecitu-

32.3 Page 313

▲torna in alto
ottobre 1856 307
dine per amarlo. Vuole poi dire un’altra cosa che mi riserbo di manifestare a te io
solo, quando giungerai a Torino.
Mi farai cosa molto grata se saluterai papà e maman da parte mia; al Sig. Vi­
cario darai un buon giorno, al tuo fratellino farai una carezza.
Dio vi conservi tutti in sanità e grazia sua, e se tu mi vuoi essere amico va a
recitare una Salve alla B. V. per me che di tutto cuore ti sono
15
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
All'ornatissimo giovane
Il Sig. Giuseppe Roggeri studente di 3a gram.
Latina presso il Signor A w . Cav. Roggeri
Sanfront
20
1 Si noti che la lett. prec., datata lo stesso giorno, è stata scritta da Castelnuovo d'Asti.
3 Lettera non conservata.
10 altra cosa: forse si trattava di un problema di vocazione.
13 Vicario a Sanfront dal 1845 al 1877 fu don Camillo Felice Craveri, nativo di Revello (Cuneo).
15 Salve: è la preghiera della Salve Regina.
295
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 p. 527)
Copia semplice
E I 139
Chiede «calce e mattoni» per completare le costruzioni in corso
*Torino, 27 ottobre 1856
Sig. Conte Benemerito e Car.mo nel Signore,
Ho molti lavori a compiere che mi paiono necessari per la gloria di Dio e per
la salute delle anime, e mi mancano i mattoni per terminarli. Se mai nella sua ca­
rità potesse venire in mio soccorso con un p o ’ di calce o con a lcu n i m a ttoni l'as- 5
sicuro che sarebbe proprio un dare albergo al pellegrino, perciocché questo tratto
di fabbrica è destinato a ricoverare i più poveri ed abbandonati.
Pieno di gratitudine auguro copiose benedizioni del cielo sopra di Lei e sopra
tutta la sua famiglia dicendomi colla massima venerazione
Di V. S. Benemerita e Car.ma
10
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Prego di rimettere al Sig. Don Chiansello l'acchiuso biglietto riguardante ad
un suo fratello.
13 D. Chiansello: sacerdote non meglio identificato: vedi pure lett. n. 337. Il fratello dovrebbe essere
Bartolomeo, nativo di Caraglio (Cuneo), entrato quindicenne all’Oratorio (10 luglio 1857) ed uscito nel
maggio 1861: vedi lett. n. 340.

32.4 Page 314

▲torna in alto
308 ottobre 1856
296
Al conte Cesare Castelbarco Visconti
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del conte in data 29 ottobre 1856: ASC 126.2 Castel­
barco, ed. in MB V 501
Presenta La Storia d ’Italia, che invia in omaggio — gli comunica che all’Oratorio ha fatto eseguire i
brani musicali ricevuti da Milano
[Torino, anter. 29 ottobre 1856]
[...]
Il ricco conte milanese, figlio di Carlo Ercole e Maria Litta, dal 1840 era membro dell'Accademia filar­
monica di Bologna e dal 1846 teneva nel suo palazzo «accademie musicali» di rilievo. Cavaliere di pri­
ma classe della corona ferrea dell’imperatore Francesco Giuseppe, era compositore di musica operi­
stica e dava apprezzati concerti, anche se non pare corrisponda a verità che dal 1825 fosse il direttore
del conservatorio musicale di Milano. Nato il 30 novembre 1782, morì il 20 agosto 1860: cf. DBI.
297
Al vescovo di Novara Filippo Gentile
Presso un anonimo di Bologna
Orig. aut. 2 ff. timbri vari: Torino 31 otto 56 8 M
Gozzano ...
Ined.
Novara 31 ott 56 4 S
Novara 1 nov 56 5 S
Da’ informazioni su un giovane aspirante al sacerdozio — incoraggia la diffusione de La Storia
d ’Italia
In nomine Dom ini
*Torino, 30 ott[obre] 1856
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Nel corso delle vacanze or ora passate raccomandava a Monsig. Scavini un
5 giovane di Cisore di nome Cassetti Lorenzo, che l ’anno scorso fece qui lodevol­
mente il 2° anno di filosofia e desiderava vivamente di essere accolto in seminario
per continuare nella carriera ecclesiastica. Il sig. Can. Rettore me ne dimandava
notizie, e gliele diedi buone come realmente erano. Ora il giovane è nell’incertez­
za del suo avvenire epperciò nelle angoscie.
10
Mi volgo pertanto alla nota di Lei bontà onde si degni di far significare al sig.
D. Delsignore parroco di Cisore, quali deliberazioni nella sua bontà e carità inten­
de di prendere riguardo a questo cherico.
Ho ricevuto la graziosissima sua lettera colle parole d ’incoraggiamento e di
approvazione della mia comunque siasi storia d ’Italia ; La ringrazio di cuore. Se
15 può fare che si spanda e si legga credo che potrà raddrizzare qualche idea; io l’ho
scritta a questo unico fine.
Del resto se di qui la potrò servire in qualche cosa la prego a valersi di me

32.5 Page 315

▲torna in alto
che di tutto cuore mi offro nel Signore
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
A Sua Eccellenza Reverend.ma
Monsig. Gentili Vescovo della città e diocesi
Novara
ottobre-novembre 1856 309
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
14 d'Italia emend ex eccl[esiastica]
24 Novara emend ex Gozzano emend ex Novara
4 Monsig. Pietro Scavini (1791-1869), teol. collegiato, provicario generale, canonico prevosto della
cattedrale, professore di teologia morale e rettore generale dei seminari di Novara. Lasciò importanti
scritti di teologia.
5 Lorenzo Cassetti: vedi lett. n. 241.
298
Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta avanzata dallo stesso ministro in data 3 novembre
1856: ACS 126.2 Governo Rattazzi, ed. in MB V 430-431
Accettazione del fanciullo raccomandatogli
[Torino, post. 3 novembre 1856]
[...]
Il ricoverato è un certo Casimiro Fissore, che risulta presente all'Oratorio, stando al registro Contabi­
lità conservato in ASC. Non si trova invece su quello del Censimento.
299
Agli amministratori dell’ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
Lettera non reperita, ma attestata da nota protocollare dello stesso ordine mauriziano
Richiesta di sussidio
[Torino, anter. 5 novembre 1856]
[...]
Con decisione del 5 novembre, si assegnò per una sola volta lire 200 «per concorso nelle spese d ’ere­
zione di una scuola diurna in Torino».

32.6 Page 316

▲torna in alto
310 dicembre 1856
300
Al cardinale Francesco Gaude
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 19 dicembre 1856: ASC 126. 2 Gau­
de, ed. in MB V 570
Richiesta di trasmettere al Pontefice alcune suppliche
[Torino, anter. 19 dicembre 1856]
[...]
II card. Francesco Gaude, nato a Cambiano (Torino) il 5 aprile 1809, professò nell’ordine domenicano
nel 1825. Docente di Sacra Scrittura a Macerata, provinciale della Lombardia, procuratore generale
deH’Ordine, professore di teologia dogmatica alla Sapienza di Roma, nel 1852 aveva svolto una missio­
ne papale a Costantinopoli. Nel 1853 era stato nominato consultore della sacra congregazione dei ve­
scovi e rettore del seminario Pio di Roma; tre anni dopo, fatto cardinale, divenne membro di varie
congregazioni pontificie e protettore di varie congregazioni religiose. Morì il 14 febbraio 1860.
Due erano le suppliche inoltrate alla santa sede ed accolte dal card. L. Altieri della sacra congregazio­
ne dei Memoriali. Gli originali allografi senza firma di don Bosco sono conservati in ASC 38 Torino
Oratorio (F 583) me. 231 A 2-5. Il primo, relativo alla facoltà di distribuire la santa comunione ai gio­
vani che partecipano alla S. Messa di mezzanotte a Natale è pubblicato in MB V 570; il secondo, che
completa il primo, è del seguente tenore: «Beatissimo Padre, il Sacerdote Giovanni Bosco Superiore
deH’Oratorio di S. Francesco di Sales per i giovani pericolanti nella città e Diocesi di Torino, con le più
devote suppliche implora dalla S.V. la facoltà di poter fare la S.a Comunione nella Messa di mezzanot­
te del S. Natale nella Chiesa dell’Oratorio, tanto alla enunciata comunità, che a coloro che si trovasse­
ro presenti, e celebrare le altre due Messe immediatamente dopo, in ringraziamento della S.a Comu­
nione. Che della grazia».
301
A ll’arcivescovo di Genova Andrea Charvaz
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del presule: ASC 126.2 Charvaz; cf. la traduzione dal­
l’originale francese in MB V 598-599
Invia auguri natalizi — fa omaggio de La Storia d ’Italia — raccomanda la diffusione delle Letture
Cattoliche
[Torino, anter. 31 dicembre 1856]
[...]
Andrea Charvaz: nato ad Hautecourt (Savoia) il 25 dicembre 1793, divenne sacerdote nel 1818. Fece
da precettore al futuro re d’Italia Vittorio Emanuele II. Consacrato vescovo di Pinerolo il 9 marzo
1834, il 27 settembre 1852 fu preconizzato arcivescovo di Genova. Fu anche membro del consiglio di
Stato su istanza dello stesso re. M orì nel 1870. Bibliografia e giudizio su di lui in G. M artina, Pio IX
(1851-1856) pp. 52-53.
302
Alla duchessa Costanza Lavai di Montmorency
ASC 131.22 Copie di originali (A 192 fase. 16 pp. 338-339)
Copia semplice
E I 140 MB V 572
Ringraziamenti per la partecipazione al lutto in occasione della morte di mamma Margherita — assi­
curazione circa la preghiera dei giovani per il benessere materiale e spirituale dei loro benefattori -
auguri per il nuovo anno

32.7 Page 317

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dicembre 1856 311
*Torino, 31 dicembre 1856
Benemerita Signora Duchessa,
I
casi spiacevoli avvenuti in questa casa sono la cagione che non ho riscon­
trato alla graziosa e divota lettera che nella sua bontà si degnava d'indirizzarmi in
seguito alla morte della mia cara genitrice. Ora intendo di ringraziarla e de’ cri- 5
stiani sentimenti scrittimi nella prima, e dell'operato relativamente al lavoro della
Signora marchesa Fassati cangiato in un marengo, che secondo il solito fu speso
a favore de’ nostri ricoverati.
Poiché oggi siamo all’ultimo giorno dell’anno ci raduniamo questa sera per
cantare il Te Deum in ringraziamento a Dio de’ benefizi fattici nel decorso di que- 10
st’anno; in questa medesima congiuntura facciamo preghiere speciali pei nostri
benefattori; e prima della benedizione col SS.mo Sacramento reciteremo tutti in­
sieme un Pater, Ave e Salve per lei, nostra insigne benefattrice. Invocheremo di
tutto cuore la benedizione del Signore sopra di Lei, affinché le doni la pace dello
spirito e la sanità corporale; possa in ogni cosa fare la santissima divina volontà in 15
tutte le sue occupazioni; e al più tardi che a Dio piacerà, compiendo la sua vita
mortale ne’ Sacri Cuori di Gesù e di Maria, vada a riceverne eterno guiderdone in
Cielo.
Questi sono li miei voti in questi giorni, e questi so pure essere li suoi deside-
rii. Si degni anch’Ella di pregare per me onde possa eziandio compiere la santa 20
volontà di Dio ora e nel novello anno che siamo per cominciare e per tutto quel
tempo che il Signore nella sua misericordia vorrà lasciarmi in questo mondo.
Le partecipo con piacere che lo stato di salute dei nostri ragazzi è ottimo: di
centocinquanta giovanetti da tre mesi non ne abbiamo avuto uno che abbia sof­
ferto un semplice mal di capo. La mia zia e mio fratello stanno pur meglio.
25
Con pienezza di stima e di gratitudine la prego di considerarmi in tutto quel
che posso nel Signore
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
30
Sancta Maria Virgo et Sancte Silvester, orate prò nobis; et tempora nostra
sint vestra protectione tranquilla.
A Sua Eccellenza
La duchessa De La Val Montmorency
De Maistre
Villastellone Borgo
5 Mamma Margherita era morta il 25 novembre a 68 anni. La lettera della duchessa non si è
conservata.
25 Marianna Occhiena, sorella di mamma Margherita, nata a Capriglio il 10 maggio 1785, morirà
pure all'Oratorio il 21 giugno 1857.
Giuseppe Luigi Bosco, nato il 14 marzo 1813 alla cascina Biglione (Castelnuovo d’Asti), si era sposato
il 9 maggio 1833. Era venuto all’Oratorio nel 1856. Morì 6 anni dopo, il 12 dicembre 1862.

32.8 Page 318

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1857
303
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 527-528)
Copia semplice
E I 141
Gli trasmette la lettera del conte Rovasenda — lo invita a far parte della commissione promotrice di
una lotteria
*Torino, 8 gennaio 1857
Benemerito Sig. Conte,
Le trasmetto la lettera del sig. conte Rovasenda all'oggetto di cui abbiamo
parlato; ne faccia quel conto che meglio giudicherà nel Signore.
5
Domenica Ella non potè venire a casa del sig. Conte Cays, tuttavia noi lascio
fuori dei promotori della nostra Lotteria. È un’opera di carità e ciò basta per Lei.
Il
Signore benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda in nom ine D o m in i
sempre con gratitudine
Obbl.mo servitore
10
Sac. Bosco Gio.
P.S. Fra pochi giorni sarò con Lei alle cinque di sera.
3 Conte Rovasenda: non è precisato di chi si tratta. Potrebbe essere Giuseppe Rovasenda (fratello di
Luigi e di Carlo) la cui figlia, Melania, era andata in sposa a Carlo Galleani d’Agliano. Nato a Torino il
4 giugno 1824, era uno studioso di enologia ed un propagatore d'istruzione agricola. Nel 1903 sarà no­
minato cavaliere del lavoro. Circa il colonnello Giacinto Rovasenda, si veda lett. n. 352. Non si sa qua­
le fosse l ’«oggetto» in questione. Vedi pure lett. n. 352.
5 Alcuni giorni prima, in casa del conte Cays, si era tenuta un’adunanza di nobili a fine di determi­
nare una lista di nomi per formare la commissione promotrice di una lotteria.
304
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC 131.22 Copie di originali — correzioni di Berto (A 192 fase. 8 p. 146)
Copia semplice
E I 140-141 MB V 601-602
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli dal cavaliere
*Da casa [Torino], 8 gennaio 1857
Ill.mo e Car.mo nel Signore,
Compatisca la mia trascuratezza a rispondere. Alcuni sconcerti di famiglia

32.9 Page 319

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gennaio 1857 313
ini hanno distolto da’ miei doveri, tra cui la risposta a V. S. 111.ma.
Mi mandi il ragazzo di cui parla. Se non lavora, può cominciare ad approfit- 5
tar della scuola. Se egli dimostrerà buona volontà di darsi ad un’occupazione, io
spero, nelle condizioni accennatemi nella venerata sua lettera, di poterlo aggiu­
stare .
La benedizione del Signore sia copiosa sopra di Lei, sopra l ’ottimo di Lei ge­
nitore e sopra tutta la famiglia, mentre mi dico in nom ine D o m in i
io
Di V. S. 111.ma e car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Ricevuto il buono per kg. 20 al mese a favore dell’Oratorio di S. Francesco 15
di Sales.
3 In particolare la morte della mamma (15 novembre 1856) e la grave malattia del fratello Giuseppe:
cf. MB V 602-603.
5 II nome del ragazzo non è stato individuato.
305
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 528-529)
Copia semplice
E I 142 MB V 606-607
Ringraziamento per l’aumento dell’offerta del pane che il conte ha disposto di fare
"Torino, 22 gennaio 1857
Benemerito Sig. Conte,
I
giovani ricoverati nella casa dell’Oratorio di S. Francesco di Sales ringrazia­
no il sig. Conte d’Agliano per l’aumento del pane che nella sua carità vuole fare a
loro favore; e di tutto cuore pregano Iddio onde moltiplichi le sue grazie e benedi- 5
zioni sopra di Lui e sopra tutta la venerata famiglia.
A nome dei giovani mentovati ed anche a nome proprio si professa pieno di
gratitudine
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
io
Sac. Bosco Gio.
4 A tanta generosità del conte non poteva che corrispondere altrettanta gratitudine da parte di don
Bosco e dei suoi giovani.

32.10 Page 320

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314 gennaio 1857
306
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 C 9
Copia litografata grafia di Michele Rua firma della stessa mano 2 ff. 270 x 212 mm. carta
azzurrina litografia Cordey
Copie in ASC 112 Lotterie come pure in ASC 112 Fatture
E I 142 MB V 607
Chiede che faccia da patrono ad una lotteria, invitando conoscenti ad offrire qualche oggetto
*Torino, [22] gennaio 1857
Ill.mo Signore,
Le spese cui in questi ultimi anni dovetti sottostare, e quelle che attualmente
mi occorrono, sia per ultimare alcuni lavori indispensabili pei giovani che inter-
5 vengono agli oratorii di S. Francesco di Sales in Valdocco, di S. Luigi a Porta
Nuova e del Santo Angelo Custode in Vanchiglia, sia anche per provvedere pane
ad un numero di circa centocinquanta ricoverati in questa casa mi mettono nella
necessità di fare in quest’anno una lotteria di oggetti.
Per questo fine avrei bisogno che V. S. 111.ma venisse in mio aiuto e mi pre-
10 stasse l'opera sua in qualità di patrono di tale lotteria. Le sue incumbenze sareb­
bero di invitare le persone colle quali può avere speciale relazione, e pregarle da
parte mia ad offerire qualche oggetto che loro tornerà di minor incomodo e che
nella loro carità sarà di maggior gradimento; e cooperare di poi allo smercio di al­
cuni biglietti quando sarà per cominciarsene la pubblica esposizione.
15
Tale è lo scopo di questa mia lotteria. Trattandosi di cooperare ad un’opera
di pubblica beneficenza, io sono come sicuro di essere favorito; perciò se V. S.
non mi darà avviso in contrario, io reputerò certo il suo assenso, e fra breve Le
manderò alcuni programmi col piano di regolamento della lotteria da distribuirsi,
da cui credo potrà avere tutti quegli schiarimenti che desidera.
20
Intanto io mi volgo a quel Signore Iddio che ha promesso larga ricompensa
alla più piccola opera di carità e lo prego di tutto cuore onde La conservi in salute
e La colmi delle sue più elette benedizioni, mentre mi dico con pienezza di stima
e di gratitudine
Di V. S. 111.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Fra gli altri la circolare venne inviata anche al sindaco di Torino il 6 febbraio: cf. copia omotipica
in ASCT Istruzione e beneficenza, Corrispondenza 1857-1858 rep. 40 cart. 6 fase. 21.
10 Patrono o promotore erano le persone nobili o comunque di una certa ragguardevolezza che da­
vano lustro alla lotteria apponendovi il loro nome.

33 Pages 321-330

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33.1 Page 321

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gennaio 1857 315
307
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta conservata in ASCT, Istruzione e benefic. Corrispon­
denza 1857-1858 rep. 40 cart. 6 fase. 21
Domanda di autorizzazione ad aprire una lotteria a benefìcio degli oratori di S. Francesco di Sales, di
S. Luigi e dell’Angelo Custode
[Torino, anter. 23 gennaio 1857]
[•••]
La domanda fu respinta a norma di decreto del 4 marzo 1855 perchè il ministero delle finanze (al­
l’epoca retto dal conte Camillo Cavour), interpellato dall'intendente, aveva rilevato la mancanza del­
l'elenco dei doni nella documentazione consegnata. Dell’esito negativo il 26 gennaio don Bosco venne
informato dal sindaco e dichiarò che avrebbe provveduto ad uniformarsi alle norme stabilite. Lo fece
ed il 2 febbraio 1857 la lotteria venne approvata.
308
Al vescovo di Tortona Giovanni Negri
Archivio diocesano - Tortona
Orig. ms. di Francesco Valinotti con le due firme vergate dallo stesso
Ined.
Chiede di diffondere le Letture Cattoliche presso le parrocchie della diocesi
Torino, 30 gennaio 1857
Ill.mo e Reverendissimo Monsignore,
Siamo per entrare nel quinto anno della popolare pubblicazione delle Letture
Cattoliche con tanto zelo ed efficacia dalla S. V. 111.ma e Rev.d.ma protette e
promosse.
5
E poiché dall’esperienza dei primi anni abbiamo potuto convincerci, che le
medesime ottennero maggiori simpatie in quelle Diocesi nelle quali il Reverendis­
simo Ordinario si degnò di appositamente raccomandarle ai Signori Parroci; così
crediamo che qualora Ella avesse la degnazione di nuovamente farne un cenno
nell’occasione della prossima Quaresima, le sue parole farebbero un[']ottim a im- 10
pressione, e produrrebbero un immancabile aumento di Lettori, per cui si avreb­
be maggiore quel bene morale, che è scopo e fine delle medesime.
Ella sa Monsignore Veneratissimo, che questa nostra umile opera non è una
speculazione libraria, né di alcun interesse materiale, ma bensì un’opera di eco­
nomia sociale e religiosa, per sostenere la quale avemmo negli scorsi anni a sotto- 15
stare a gravi sacrificii, avendo messo in circolazione e nelle mani del popolo ad ol­
tre settecento m ila fascicoli delle medesime.
Al fine pertanto >jii poter continuare a contrapporre Letture istruttive e mora­
li ai mille opuscoli e fogli pessimi, che vanno spargendosi per corrompere nei
semplici la fede e la morale, abbisogniamo del valevolissimo suo patrocinio e dei 20
saggi suoi consigli.

33.2 Page 322

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316 gennaio-febbraio 1857
Perciò pieni di fiducia ci rivolgiamo alla S. V. 111.ma e Rev.d.ma pregandoLa
umilmente a volerci sostenere colla sua parola, la quale, siamo certi, produrrà il
desiderato effetto a maggior gloria di Dio, e un bene ai fedeli alla sua cura e solle-
25 citudine commessi.
Mentre intanto la ringraziamo vivamente per quanto già fece, e che speria­
mo si degnerà ancora di fare, preghiamo Iddio che La conservi lungo tempo pel
bene di sua Chiesa, e abbiamo l ’onore di rassegnarci coi sentimenti della più osse­
quiosa considerazione e venerazione.
30
Della S. V. 111.ma e Rev.d.ma
Umil.mi Dev.mi obbl.mi servitori
D. Bosco Giovanni
Teol. Valinotti Francesco
13 post umile del congrega[zione]
2 Giovanni Negri: nato a Fontanetto (Vercelli) il 14 novembre 1788, fu consacrato a Roma il 24 aprile
1833. Morì a Tortona nel 1874.
309
[Al ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
Lettera non reperita, ma attestata da nota protocollare in AST Gran Cancelleria prot. 81 prat. 407/888
Richiesta di sussidio
[...]
[Torino], 31 gennaio 1857
La richiesta fu accolta il 16 marzo e venne accordata la somma di lire 300.
310
Al papa Pio IX
ASC 112 Docum enti personali ecclesiastici me. 74 A 5/6
Orig. allog. senza firma 2 ff. 250 x 191 mm. vari segni archivistici e timbro a secco sul mrg. sup.
sin. timbro di ceralacca sul f. lv autenticato da postilla e firma del segretario della congregazione
romana, A.V. Modena O.P.
Ined.
Petizione di poter leggere, per motivi di studio, libri proibiti
[Torino], anter. 6 febbraio 1857
B[eatissi]mo Padre,
Il
sacerdote Giovanni Bosco Superiore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales
per i Giovani pericolanti nella Città e Diocesi di Torino, onde provvedere al pro-
5 prio ed all’altrui vantaggio ne’ suoi studi, con le più devote suppliche implora dal-

33.3 Page 323

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febbraio 1857 317
la S. V. la Licenza nella più ampia forma di poter leggere e ritenere i libri proibiti
che versano su materie Letterarie, Politiche, Filosofiche, non che sulle Matemati­
che pure e miste, Scienze Fisiche, Chimiche, Astronomiche, Storia naturale, Di­
ritto di Natura e delle Genti e di ambedue le leggi, non che in Sacra Teologia.
Che...
io
[Sac. Bosco Gio.]
311
Al consigliere comunale di Torino Giacinto Cottin
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del destinatario in data 23 febbraio 1857: ASC 112 L o t­
teria
Omaggio de La Storia d'Italia e di alcuni biglietti della lotteria — proposta di fare da patrono della
medesima
[Torino, 6 febbraio 1857]
[...]
Nella lettera di risposta il consigliere comunale Giacinto Cottin, mentre ringraziava per il dono e si
complimentava con don Bosco per La Storia d ’Italia che aveva ricevuto qualche tempo prima, rifiu­
tava di essere inserito nell’elenco dei promotori della lotteria in quanto, a suo giudizio, queste lotterie
erano troppo ravvicinate e le continue richieste di acquisto biglietti e di offerta di doni erano piuttosto
importune. Comunque avrebbe accettato «un modico numero di biglietti».
312
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 B 11 - 1370 C 1
Copia allog. [ = A] 2 ff. 303 x210 mm. correzioni aut. [ = B] intest.: invito ad una lotteria a
favore degli Oratorii di S. Luigi a Porta Nuova, di S. Francesco in Valdocco e del S. Angelo Custode in
Vanchiglia
ASCT Corrispondenza 1857-1858 (ovvero ASC 112 Fatture, 24 febbraio 1857)
Copia a stampa 2 ff. 303 x 210 mm. Torino, tip. di G.B. Paravia e comp. varie segnalazioni ar­
chivistiche e timbri in alto in calce, grafia di anonimo, si legge: Il sottoscritto raccomanda in modo
particolare questa Lotteria alla carità dell’Ecc.mo Sig. Notta Gio. commend. a w ., e l'assicura della
più sentita gratitudine da parte sua e da parte dei giovani beneficati / U.mo ed obb.mo servo/ Sac.
Bosco Gio.
E 1 143-144 MB V 611-614
Appello a favore della lotteria già approvata dall’intendenza Generale — piano di regolamento
Torino, [21] febbraio 1857
La carità del Vangelo che inspira all’uomo le più belle opere di beneficenza
sebbene rifugga dal richiamare sopra di sé gli sguardi altrui, tuttavia ove la gloria
di Dio e il vantaggio del prossimo lo richiedano, non esita di superare la sua ritro­
sia e stendere la mano alle persone benefiche, e narrare talvolta il bene operato 5
onde serva ad altri d’invito e di eccitamento a venire in aiuto ai bisognosi. Queslo
riflesso ha fatto deliberare la Commissione costituita per questa Lotteria a dare

33.4 Page 324

▲torna in alto
318 febbraio 1857
un cenno delle opere principali che in questi Oratorii si fanno, e così fare a tutti
conoscere a che sia destinato il provento che ne fosse per derivare,
io
Crediamo cosa pubblicamente conosciuta come il sac. Bosco Gioanni nel de­
siderio di promuovere il vantaggio morale della gioventù abbandonata si adoperò
che fossero aperti tre Oratorii maschili ai tre principali lati di questa città, ove nei
giorni festivi sono raccolti, nel maggior numero che si può, quei giovani perico­
lanti della città e de’ paesi di provincia che intervengono a questa capitale. In
15 questi Oratorii avvi cappella per le funzioni religiose, alcune camere per la scuola
ed un giardino per ricreazione. Ivi sono allettati con premii, e trattenuti con un
po' di ginnastica o con altra onesta ricreazione, dopoché hanno assistito alle sa­
cre funzioni. Il numero di quelli che intervengono eccede talvolta i tre mila.
Quando le stagioni dell’anno lo comportano, vi è scuola di lettura, scrittura, can-
20 to e suono. Un ragguardevole numero di pii signori sono solleciti a prestare l ’ope­
ra loro col fare il catechismo; coll’adoperarsi che i giovani disoccupati vengano
collocati al lavoro presso ad onesto padrone, continuando loro quell’amorevole
assistenza che ad un buon padre si conviene.
NeH’Oratorio poi di Valdocco ci sono anche le scuole feriali di giorno e di
25 sera specialmente per quei ragazzi che o per l ’umiltà delle lacere vesti, o per la
loro indisciplina non possono essere accolti nelle pubbliche scuole.
Le scuole serali sono assai frequentate. Ivi è parimenti insegnata lettura,
scrittura, musica vocale ed istrumentale, e ciò tutto per allontanarli dalle cattive
compagnie, ove di certo correrebbero rischio di perdere lo scarso guadagno del
30 lavoro, la moralità e la religione.
Tra questi giovani, siano della città, siano dei paesi di provincia, se ne incon­
trano alcuni (per lo più orfani) i quali sono talmente poveri ed abbandonati, che
non si potrebbero avviare ad un’arte o mestiere senza dar loro alloggio, vitto e ve­
stito; e a tal bisogno si è provveduto con una casa annessa all’Oratorio di Valdoc-
35 co, ove sono accolti in numero di oltre centocinquanta: loro è somministrato
quanto occorre per farsi buoni cristiani ed onesti artigiani.
Accennato così lo stato di questi Oratorii si può facilmente conoscere ove sia col.2
diretto il provento della Lotteria: le spese dei fitti dei rispettivi locali, la manuten­
zione delle scuole, e delle chiese, dar pane ai centocinquanta ricoverati sono og-
40 getti di gravi dispendi.
Inoltre or sono tre anni nella fatale invasione del colera si dovette riattare un
locale apposito, ove in quella congiuntura furono ricoverati in numero di quaran­
ta orfani, parecchi dei quali sono tuttora nella casa. In quest'anno poi si è dovuto
ultimare un tratto di fabbrica da alcuni anni messo in costruzione. Tutti questi la-
45 vori sebbene eseguiti colla più studiata economia resero indispensabile la spesa di
oltre quarantamila franchi. La qual somma coll’aiuto di caritatevoli persone fu
già nella maggior parte pagata, ma rimane ancora un debito di dodici mila
franchi.
A soddisfare tali spese, a provvedere alla possibilità di proseguire nel bene in-
50 cominciato, non abbiamo potuto trovare altro mezzo se non una Lotteria di og­
getti, come quella che apre la via a qualsiasi condizione di persone di concorrere
in quel modo e misura che i mezzi e la carità di ciascuno suggeriscono.

33.5 Page 325

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febbraio 1857 319
A tal uopo fu chiesta la debita autorizzazione dal Regio Governo che accolse
favorevolmente la domanda, e con decreto del 2 corrente febbraio accordò tutte
le facoltà che pel buon esito della Lotteria sembrano opportune.
55
Noi siamo intimamente persuasi che i nostri concittadini e le persone carita­
tevoli delle provincie, alle quali pure si estende il benefizio degli Oratorii e della
casa, vorranno associarsi con noi e prendere non piccola parte, mandando ogget­
ti destinati a servire di premio, e facendo acquisto di biglietti. Un eletto numero
di benemerite persone furono cortesi di accettare di farsi promotori e promotrici, 60
impegnandosi a raccogliere oggetti e a smerciare biglietti a norma del piano di re­
golamento ivi uniti.
Noi abbiamo soltanto esposto lo scopo degli Oratorii ed i mezzi principali che
sono posti in opera onde conseguirlo. L ’opera ci pare da se stessa abbastanza
commendevole, senzaché ci aggiungiamo parola. Notiamo soltanto che prenden- 65
do parte a quest’opera di beneficenza si provvede alla pubblica ed alla privata uti­
lità; e voi sarete benedetti da Dio e dagli uomini. Da Dio presso cui non vi verrà
meno la ricompensa; dagli uomini poi avrete la più sentita riconoscenza, mentre
uno stuolo di giovani benediranno ogni momento la mano benefica che li ha tolti
dai pericoli delle strade, avviandoli al buon sentiero, al lavoro, alla salvezza del- 70
l ’ anima.
,La C„ ommissione
2 ante che del questa all’uomo emend si ex al cristiano di emend si ex dell'umana 3 sebbe­
ne rifugga dal emend si ex rifugge dal post altrui del per timore [em end si ex quasi...] che la natu­
rale compiacenza, che le potrebbe cagionare l’applauso [ corr si ex il plauso] dei buoni, le torni [e-
mend si ex venga] imputato a mercede in detrimento della celeste ricompensa cui essa solamente vor­
rebbe [ corr si ex dovrebbe] aspirare tuttavia ove corr ex Qualora emend si ex che però 6 post
e del se fa d ’uopo, farsi mendico [ corr si ex medico] per suoi protetti, 6 ai bisognosi] in suo ajuto
A de' suoi fratelli emend B1 dei suoi bisognosi fratelli corr si B2 7 ha fatto deliberare emend si ex
credette bene di dover premettere questa emend si ex promuovere la a dare un cenno delle
emend si ex iniziato a favore dei mentovati oratorii prima di accennare le
8 delle] intorno alle
in questi... tutti emend si ex in essi si fanno, e per 9 post che add si da tale lotteria post deriva­
re del da questa lotteria medesima 10 cosa emend ex una cosa quasi 11 post abbandonata add
e pericolante A 12-17 ai tre... onesta corr mrg sin ex Per Oratorio si intende un sito che racchiude
una cappella per le sacre funzioni, alcune camere per la scuola, giardino con trastulli e ginnastica per
la ricreazione. Quivi nei giorni festivi sono raccolti nel maggior numero che si può quei giovani [più
pericolanti add si] della città e de’ paesi di provincia che intervengono a questa capitale e si allettano
e si trattengono con piacevole e con onesta
16 Ivi emend si ex Ove B emend ex Quivi
allet­
tati emend ex trattenuti]
17 dopoché hanno corr si ex dopo di aver
18 post funzioni del di
Chiesa 21 post loro del sia post catechismo del sia 22-23 continuando... conviene om A
corr ex prest [andò] B 24 anche emend ex pure 26 nelle pubbliche emend si ex in altre 29
ante rischio del a 30 ante lavoro del loro ante la del e 32 (per lo più orfani) om 33 dar
loro emend si ex un luogo ove siano provveduti di loro] a cui A B 38 della emend si ex di que­
sta 41 or trsp post anni AB. 49 nel bene incominciato] ed accrescere le opere cominciate A B
50-56 non abbiamo... intimamente emend m rg sin ex si chiese e si ottenne dal R. Governo l'autorizza­
zione di fare una Lotteria d’oggetti 50 ante non del noi 51 di concorrere add si 52 sugge­
riscono emend si ex comportano
53 post chiesta del e si ottenne
53-54 accolse... domanda,
e emend si ex con favorevole
54 post decreto del in data
post 2 del febfbraio]
tutte
emend ex ampie 55 sembrano corr ex sembrassero 60 post promotrici del di questa Lotteria
61 ante piano del l’unito 62 uniti] unito AB 63 post scopo del della istituzione 64-65 L'ope­
ra... soltanto emend mrg sin ex Sono ragazzi e giovani poveri abbandonati e pericolanti cui si cerca di
provedere col 65 Notiamo soltanto co rr ex Notando solo 66 opera di beneficenza emend ex ci­
vile, morale e religiosa rigenerazione ante beneficenza del pubblica 67 presso cui add si vi
add si 68 ricompensa emend si ex guiderdone poi add si 69 post giovani del per opera vo­
stra restituiti alla società 70 al buon sentiero emend si ex alla religione

33.6 Page 326

▲torna in alto
320 febbraio 1857
72 Fra le autorità che accolsero l’appello ricordiamo il ministro della guerra, Alfonso Lamarmora,
che accettò 40 biglietti, restituendone 160: ASC 126.2 Governo, Lam arm ora, ed. in MB V 642; più ge­
neroso ancora il ministro deU’interno Urbano Rattazzi, che il 30 aprile li pagò tutti e quattrocento,
senza ritenersi i biglietti ed aggiungendo al decreto ministeriale una lettera personale: ASC 126.2 Go­
verno, Rattazzi, ed. in MB V 643-645. Il Lanza invece, ministro della pubblica istruzione, il 29 aprile si
rifiutò di distribuire i biglietti, pur lodando « l’opera di squisita carità» di don Bosco: ASC 126.2 Gover­
no, Lanza, ed. in MB V 642-643. Per altro lo stesso anno il Lanza offriva a don Bosco 1000 lire. Dei 50
biglietti offerti al sindaco non sappiamo l’esito, mentre i 200 inviati al consiglio comunale vennero ri­
fiutati «a senso della massima adottata»: cf. verbale del consiglio delegato del 25 aprile. Al dire del Le-
moyne pure il re acquistò in due rate 1000 biglietti: ASC Docum enti V 106. All’ Oratorio pervenne pure
un’offerta di lire 300 da parte della legazione imperiale russa, offerta prelevata sui fondi lasciati dal­
l’imperatrice Alessandra Feodorovna: cf. ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB V 646.
1113 febbraio l ’intendente generale aveva trasmesso a don Bosco tramite il sindaco il decreto di appro­
vazione della lotteria. Anche questa volta il ministero delle finanze aveva acconsentito che fosse la
commissione stessa a vidimare con proprio bollo i singoli biglietti. La data fissata per l’estrazione dei
biglietti, dal costo di lire 0,50, fu il 4 maggio.
313
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 C 10
Orig. ms. di Michele Rua con firma dello stesso 1 f.
E I 146 MB V 615
Accompagna il piano di regolamento della lotteria
265 x 200 mm.
Ciò che fate a miei poveri
lo fate a me stesso: dice il
Salvatore Matt. c.25, v.40
Torino, 23 febbraio 1857
5 Ill.mo Signore,
Mi faccio il dovere di partecipare a V. S. 111.ma che sono compiute presso
l’intendenza Generale le incumbenze della Lotteria alla carità di Lei raccomanda­
ta; perciò le trasmetto alcuni programmi della medesima con preghiera di farli
conoscere a quelle persone che ella giudicherà propense a queste opere di benefi-
10 cenza. Se qualche caritatevole persona le consegnasse oggetti con questa destina­
zione io la prego di volerli ricevere e con sua comodità farli pervenire al locale
della esposizione Casa Gonella via Porta Nuova n. 23. Fra pochi dì le comuniche­
rò l ’orario della pubblica esposizione con alcuni biglietti da smerciare.
Intanto io comincio a ringraziarla della parte che prende a quest’opera di ca-
15 rità, e la prego a volermi continuare il suo favore assicurandola che un gran nu­
mero di giovanetti non mancheranno di invocare sopra di Lei copiose benedizioni
dal cielo mentre con la più sentita gratitudine mi dico
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gioanni
8 programmi: in 10 punti: cf. MB V 614-615.
20 I premi giunsero sia da molti privati che da enti pubblici. Il ministero dell’interno, tenuto dal Rat­
tazzi, il 20 marzo inviò un quadro ad olio del valore di lire 400: ASC 126.2 Governo Rattazzi, ed. in
MB V 616.

33.7 Page 327

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marzo-aprile 1857 321
314
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
Lettera non reperita, ma desunta dalla domanda dell’interlocutore: ASC 38 Torino O ratorio (F 588)
Informazione sulla presenza all’Oratorio di un giovane in età di leva militare
[Torino, poster. 13 marzo 1857]
[•••]
L ’intendente aveva chiesto a don Bosco se il giovane Michele Occhiena (nato nel 1836) risiedeva a Val-
docco. Della risposta non si è trovata traccia. Comunque avrebbe dovuto trattarsi di un certo Basilio
Occhiena (fu Michele), nato nel 1838 a Castelnuovo, che era vissuto come artigiano all’Oratorio
dall' 11 novembre 1853 al gennaio 1857. Un’altra domanda era stata inoltrata a don Bosco dal sindaco
di Castelnuovo, a proposito dei giovani Cagliero e Turchi: si chiedeva se i due giovani, residenti al-
l’Oratorio, intendevano iscriversi nella lista della leva al paese d'origine o a Torino. Gli aveva risposto
sul finire di febbraio don Alasonatti, a nome di don Bosco. I due preferivano la lista della città. Alla
base del carteggio in questione era il regolamento per l’esenzione dalla legge del 20 marzo 1854 sul
servizio militare. Il paragrafo 14 stabiliva che i giovani ricoverati nei convitti ed ospizi fossero iscritti
nelle liste del comune di residenza, e faceva obbligo alla direzione degli stessi istituti di darne comuni­
cazione annualmente al sindaco.
315
Al segretario comunale di Castelnuovo Francesco Carrano
ASC 131.01 Lett. orig. Carrano (A 170) me. 12 A 1
Orig. aut. 2 ff. 214 x 142 mm. sul marg. sin. del f. Ir si legge: «Rinvenuta fra le carte inservibili
in occasione del riordinamento dell'Archivio Comunale di Castelnuovo d ’Asti — 25 luglio 1896 — Giu­
seppe Pezzucchi riordinatore ex coadiutore di D. Bosco. Viva sempre D. Bosco».
E I 154 MB V 762-763
Comunica la sua intenzione di mantenere la residenza al paese nativo
Preg.mo Signore,
Torino, aprile 1857
Ho comunicato il dubbio che V. S. mi notava sul mio domicilio al sig. Conte
Arnaud, il quale mi ha dato un parere che qui le unisco. Le mando pure nota di
censo che io pago. Vorrei essere elettore comunale e politico in Castelnuovo 5
d’Asti mia patria.
Se ci manca ancora qualche cosa spero che ella sarà cortese di volermelo si­
gnificare.
Dio benedica Lei e la sua famiglia e mi creda in quel che posso
Di. V. S. Preg.ma
10
devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Sig. Carano Seg. Com.
3 Evidentemente il motivo della richiesta era quello di poter compilare le liste elettorali: vedi
lett. .prec.
4 Dovrebbe trattarsi del conte Cesare Arnaud di S. Salvatore: vedi lett. n. 106. Il conte fu uno dei
promotori della lotteria del medesimo anno (1857).
parere: datato 14 gennaio 1857, è conservato nell’ASC 112 (me. 73 A 5/6).
5 Don Bosco pagava per la tassa sui beni rurali lire 6,94 e per quella sui fabbricati lire 32,14.
21

33.8 Page 328

▲torna in alto
322 aprile 1857
316
All'intendente generale di finanza Carlo Farcito
ASC 112 Lotterie (A 021) me. 402 B 9
Orig. allog. con firma, numero dei biglietti e valore complessivo del denaro aut. 1 f. di carta bollata,
311x217 mm., slabbrato in alto, sulla destra, si trovano i numeri di protocollo, con data del 20 apri­
le in calce e sul v si trova il decreto di concessione firma aut. del conte Cays
Ined.
Chiede di poter emettere altri biglietti della lotteria e di prorogarne la data di estrazione
'Torino, 18 ap[rile] 1857
Ill.mo e Benemerito Sig. Intendente Generale,
Compatisca la S. V. 111.ma e Benemerita un novello disturbo. Molte caritate­
voli persone portarono molti altri doni per la lotteria alla bontà di Lei raccoman-
5 data, e noi ci troviamo nel bisogno di ricorrere a Lei per una nuova Emissione di
biglietti e una dilazione della pubblica esposizione degli oggetti di questa lotteria.
Il
numero degli oggetti è compreso tra il numero 958 al 1987, il cui prezzo
viene a formare la complessiva somma di fr. dodicimiladugentoquarantasei
(12246,00) corrispondenti a biglietti n. 24492,00 a centi. 50 caduno.
10
II tempo indispensabile per lo smercio di tali biglietti sarebbe fino al sei
di Luglio, alla quale epoca si diverrebbe alla pubblica estrazione dei numeri
vincitori.
Pieni di fiducia di ottenere questi due favori, i sottoscritti Le porgono i loro
più umili e sinceri ringraziamenti, riputando un grande onore il potersi segnare
15
Sac. Bosco Gioanni
Conte Cays di Giletta
16 La domanda venne accolta, ma si fissò come data di estrazione della lotteria il 15 giugno. L ’inten­
dente dichiarò altresì che non si sarebbe dato luogo né ad ulteriore emissione di biglietti (era già «ab­
bastanza vistosa» la somma già concessa di lire 31.785 lire) né ad altra proroga di estrazione, in quan­
to varie domande di lotteria erano in attesa di autorizzazione e non si sarebbe potuto accoglierle senza
che la lotteria di Valdocco fosse conclusa. La lettera col relativo decreto vennero restituiti a don Bo­
sco dal vicesindaco Baricco: ASC 126.2 Autorità, Sindaco, Baricco, ed. in MB V 645-646.
317
Al chierico Giacomo Del Prato
ASC 131.01 Lett. orig. Del Prato (A 171)
Orig. aut. 1 f. 210 x 148 mm.
E I 146
me. 19 D 4
Consigli spirituali in vista dell’assunzione degli ordini
Torin o, 28 ap[rile] 1857
Sempre car.mo nel Signore,
Per rispondere direttamente alla preg.ma sua lettera avrei bisogno di sapere
il tempo da cui non ci furono più ricadute. Mio sentimento, coram D om in o, sa­

33.9 Page 329

▲torna in alto
aprile-maggio 1857 323
rebbe che non si assomessero ordini finché non siano trascorsi almeno sei mesi di 5
prova vittoriosa. Non intendo però di proibirlo di seguire il parere delle persone
che l'hanno incoraggi [a] to di andare avanti.
Dio l ’ajuti: preghi per me ed io pregherò anche per lei mentre con affetto pa­
terno mi dico tutto
Aff.mo amico
10
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
Il Sig. Cherico Delprato
stud. di Teologia nel seminario di
Bra
15
318
Circolare
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 65-66
Copia allog. con firma allog. 2 ff. 213 x 135 mm.
E I 147 MB V 665-666
Invio di biglietti di una lotteria
Torino, 6 maggio 1857
Ill.mo Signore,
Pieno di fiducia nella insigne e ben conosciuta bontà di V .[S.] B. raccoman­
do allo zelo di Lei e de’ suoi amici n. 5 decine di biglietti di lotteria di cui le unisco
programma, e la prego caldamente di volersi interessare pel sicuro ricapito degli 5
uniti indirizzi non solo, ma anche di tener conto sì del denaro che le venisse con­
segnato, come dei biglietti che potrebbero esserle ristituiti: per quindi il tutto tra­
smettere a me.
L ’assicuro in ricambio di tutta la riconoscenza di cui sono capace, e che
prendendo ella sì gran parte in quest’opera di beneficenza, oltre il merito che si io
procaccia in[n]anzi a Dio, ha la consolazione di giovare a parecchi giovani o suoi
parrocchiani o vicini i quali concorrendo a questa capitale prendono parte alle
funzioni religiose ed alle scuole che hanno luogo in questi Oratorii.
Godo intanto di professarmi con sincera devozione e massimo rispetto
Di V. S. 111.ma
15
Obbl.mo servo
Sac. Bosco Gio.
f.lv P.S. Fra non molto si darà l ’annunzio del giorno d’estrazione o per circolare o
pei giornali.
f.2v All’Ill.mo e Molto Rev.do Signore
20
Il Sig. D. Carlo Gilardi
Sacerdote dellTstituto della Carità
Stresa

33.10 Page 330

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324 giugno 1857
3 raccomando]Raccomando
5 sicuro] sicuri
14 devozione] elevazio[n]e
2 Di questa circolare una copia venne mandata anche all’abate Camillo Pelletta di Cortazzone (1811-
1903) elemosiniere del re.
19 L ’estrazione venne fissata per il 15 giugno. Ma poi sopravvenne ulteriore proroga.
319
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 137 mm.
E I 147-148
timbri: Torino 6 giù 57 3 S
Vercelli... giù 57 8 S
Spiega i motivi dell’allontanamento del nipote del canonico dall'Oratorio
'■Torino, 5 giug[no] 1857
Car.mo Sig. Arciprete,
Egli è con grande mio rincrescimento che ho dovuto mandare a casa suo ni­
pote. Ho tollerato che egli si esentasse dallo studio comune; ho dissimulato certe
5 maniere di parlare insolite in questa casa; ho passato sopra alla sua arenazione
dalle pratiche religiose; ma da che si diede ad uscire di notte insieme a compagni
sospetti, e passarla non so dove; qui non ho più potuto andare avanti; l ’ho avvisa­
to e fatto avvisare; ma inutilmente.
Egli cercava sempre di evitarmi come suo formidabile avversario: da Pasqua
10 in qua gli ho potuto indirizzare due sole parole e queste furono un giorno che l ’ho
colto quasi all’improvviso a tavola. Questo ha fatto che non potè ottenere alcun
vantaggio da que’ deboli sforzi che qui tutti d’accordo facciamo pel bene delle
anime dei giovani ricoverati.
Voglia ella compatire questa mia deliberazione e se in qualche altra cosa la
15 potrò servire mi creda quale con ambe le mani me le offro nel Signore con vera
gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo amico
Sac. Bosco Gio.
20 All’111.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. D. Degaudenzi
Teologo arcip. Can.co
Vercelli
13 ella corr ex egli
3-8 Un caso analogo è quello della lett. n. 252.

34 Pages 331-340

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34.1 Page 331

▲torna in alto
giugno 1857 325
320
A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del destinatario, in ASCT, Istruzione e benefic. Corri­
spondenza 1857-1858 rep. 40 cart. 6 fase. 21
Richiesta di aumento del numero dei biglietti della lotteria e di un'ulteriore proroga della data
dell'estrazione
[...]
[Torino, anter. 10 giugno 1857]
Nonostante la decisione precedente (vedi lett. n. 316) la richiesta fu accolta. Si portò il totale dei bi­
glietti a 78.219 e si fissò la data del 6 luglio. Il 17 giugno il segretario della commissione, Lorenzo Gal-
leani d ’Agliano, chiese che l ’estrazione avesse luogo sul terrazzo del cortile municipale, come nel
1852. Il 30 successivo il vicesindaco Baricco mise a disposizione non il terrazzo, ma la grande sala del
primo piano, in quanto la prima soluzione avrebbe disturbato i dipendenti comunali che lavoravano
negli uffici attigui.
321
Circolare
Archivio di Stato - Cagliari
Copia litografata ms. di Michele Rua con firma dello stesso 1 f. 225 x 170 mm.
Cordey
Ined.
Invia le ultime decine di biglietti della lotteria con preghiera di smerciarli
litografia
*Torino, [10] giugno 1857
Ill.mo Signore,
Sul finire d’una lotteria iniziata a favore degli oratorii maschili di questa città
mi trovo ancora un ragguardevole numero di biglietti da smerciare. Nel bisogno
di far fronte alle spese a cui sollievo è diretta questa lotteria, mi fo animo di rac- 5
comandare 2 decine alla carità di V. S. 111.ma con preghiera di volerle gradire e
così concorrere a beneficare i giovani pericolanti che frequentano questi luoghi di
pubblica beneficenza.
Se le occorresse di dovermi far tenere i biglietti o l’ammontare dei medesimi
la pregherei di voler aggiugnere l ’incommodo ed inviare quanto le occorre alle 10
camere dell’esposizione Via Porta Nuova p. 23 p. 1°, oppure a qualche promotore
o promotrice notati nel programma ivi unito. La pubblica estrazione avrà luogo il
giorno 6 del prossimo Luglio.
Mentre le auguro dal cielo larga ricompensa la prego compatire questo di­
sturbo e permettere che con sentimento della più sentita gratitudine mi professi 15
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
6 gradire add si

34.2 Page 332

▲torna in alto
326 giugno 1857
322
Circolare
ASC 131.04 Circolare (A 176) me. 1370 C 11
Copia litografata ms. di Michele Rua con firma dello stesso 1 f. 268 x 200 mm. litografia
Cordey 2 ff. 270 x 121 mm.
E I 148-149 MB V 666
Spedisce il catalogo degli oggetti offerti — chiede lo smercio dei biglietti rimasti invenduti
"Torino, [10] giugno 1857
Ill.m[o] Signor[e],
Mi fo dovere di spedire alla V. S. 111.ma copia del catalogo degli oggetti offer­
ti per la lotteria iniziata a favore dei giovani che frequentano gli oratorii maschili
5 di questa città. Come Ella in esso scorgerà, il numero dei doni fu copioso assai,
ed ho i più grandi motivi di ringraziare la divina provvidenza che abbia inspirato
così generosi sentimenti in tante caritatevoli persone. Nel medesimo tempo le
partecipo che la pubblica estrazione è invariabilmente fissata dall’intendenza Ge­
nerale pel 6 del prossimo luglio, dopo cui mi darò premura di mandarle lo stani­
lo pino dei numeri vincitori.
Siccome però ci troviamo sul finire della lotteria con una ragguardevole
quantità di biglietti da smerciare, così ho pensato di inviarne ancora N. ... decine
raccomandandoli all'ingegnosa carità di Lei, che in tante maniere ho esperimen-
tata propensa a soccorrere queste opere di pubblica beneficenza. Qualora però
15 non potesse smerciare tali biglietti e non istimasse di ritenerli per sé, la pregherei
di voler aggiungere altra opera di carità, dandosi l'incommodo di rimandarli pri­
ma della pubblica estrazione.
Del resto io la ringrazio di tutto cuore di quanto ha fatto e che spero vorrà
continuar a fare per questi poveri giovani, e mentre dal canto mio le professo la
20 più sentita gratitudine, non mancherò di raccomandare ai giovani beneficati che
invochino le benedizioni del cielo sopra di chi coopera così efficacemente per farli
onesti cittadini e buoni cristiani.
Dio la conservi e mi creda con pienezza di stima e riconoscenza di V. S.
111.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
2 Fra gli altri, la circolare venne inviata al sindaco.
8-9 L ’estrazione venne effettuata alla presenza del consigliere comunale conte Giuseppe Ponte
di Pino.

34.3 Page 333

▲torna in alto
giugno-luglio 1857 327
323
Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del ministro: ASC 126.2 Governo, Rattazzi, ed. in MB
V 696
Accettazione procrastinata di un orfano, raccomandatogli dal ministro, per mancanza di età prescritta
Torino, 13 giugno 1857
[...]
In effetti un fanciullo di origine francese, Claudio Ardi, venne alTOratorio solo tre anni dopo, al com ­
pimento dei 12 anni. Entrò alTOratorio il 27 agosto 1860, e vi resterà fino al gennaio del 1865. Non ap­
pena ricevette la risposta interlocutoria di don Bosco,il Rattazzi gli chiese di accogliere un altro ragaz­
zo, un certo Guglielmo Giacomo Bertello. Il 7 luglio poi gli comunicò che l'Ardi era stato già ricovera­
to con la sorella al Cottolengo, per cui si augurava che non ci fossero difficoltà per l ’accettazione del
Bertello: ASC 126.2 Governo, Ministero dell'interno, Rattazzi, ed. in MB V 696. Sui registri conserva­
ti in ASC il nome del Bertello per altro non risulta.
324
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC 131.22 Copia di originali — correzioni ed indirizzo di Berto (A 193 fase. 2 p. 34)
Copia semplice
E I 149 MB V 165
Comunica l ’orario in cui sarà disponibile presso il Convitto di S. Francesco d’Assisi
Torino, 14 luglio 1857
Sig.a Azelia,
Sono giunto a S. Francesco quando non era più a tempo di renderla avverti­
ta. Abbia la bontà di dire a Maman che domani dalle 3 alle 5 pomeridiane sarò al
Convitto; e non avranno che farmi chiamare dal portinaio.
Dio La benedica affinché colla pratica delle virtù possa formare la consola­
zione degli ottimi suoi genitori.
Obbl.mo
Sac. Bosco Gio.
A mademoiselle Azélie
10
Fassati
Turin
2 Vedi lett. n. 283.

34.4 Page 334

▲torna in alto
328 luglio 1857
325
Al presidente della società di San Vincenzo, Adolphe Baudon
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta: ASC 126.2 Baudon Ad. ed. in MB V 707-708
Chiede di poter avere dei clichés per la tipografìa
[Torino, anter.18 luglio 1857]
[...]
La domanda fu accolta con molta simpatia e sollecitudine dal Baudon (1819-1888). Circa i rapporti fra
don Bosco e le conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli a Torino si veda F. M otto, Le conferenze di S. Vin­
cenzo negli Oratori di don Bosco, in L'im pegno dell'educare. Studi in onore di Pietro Braido... a
cura di J. M . Prellezo. Roma LAS 1991, pp. 467-492.
326
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 C 12
Copia litografata ms. di Michele Rua con firma dello stesso litografìa Cordey 2 ff. 267 x 212
mm. sul mrg. sup. si legge: La limosina libera dalla morte, cancella i peccati, fa trovare misericor­
dia e conduce all’eterna vita. Tob. 12.9
E I 149-150 MB V 668
Comunica i numeri dei vincitori della lotteria — ringrazia ed assicura preghiere
•'Torino, 20 luglio 1857
Ill.mo Signore,
La lotteria tante volte raccomandata alla carità di V. S. 111.ma è stata condot­
ta ad un felicissimo termine; e a comune consolazione posso parteciparle che i bi-
5 glietti della medesima vennero quasi interamente smerciati. Così noi abbiamo po­
tuto pagare i fitti degli oratorii, e le spese occorse nell’ultimazione della casa, e si­
stemare anche alcune cose di speciale urgenza. Ora le mando copia dei numeri
vincitori affinché Ella e le persone di sua conoscenza possano verificare se siano
stati favoriti dalla sorte nell'estrazione,
io
Approfitto di questa medesima occasione per ringraziare V. S. delle sollecitu­
dini datesi per quest’opera di carità, che non potrà a meno di essere largamente
ricompensata dalla munificenza di quel Dio, che reputa fatto a se medesimo
quanto si fa a’ suoi poverelli.
Prima però di terminare le relazioni della Lotteria due cose ancor mi riman-
15 gono a raccomandarle caldamente: che si degni di continuare il suo favore a que­
sti oratorii e comprenderli nelle sue caritatevoli largizioni. In secondo luogo che
voglia aggiungere un altro favore spirituale pregando il Signore Iddio per me, pe'
miei coadiutori e per questi giovanetti, affinché possiamo loro procacciare la più
grande di tutte le ricchezze, il timor di Dio.
20
Dal canto nostro non mancheremo di pregare e fare eziandio pregare i giova­
ni beneficati, affinché Iddio doni sanità e grazia ai nostri benefattori, e tutti ci aiu-

34.5 Page 335

▲torna in alto
luglio 1857 329
ti, finché venga il giorno in cui beneficati e benefattori possano trovarsi tutti insie­
me nella patria dei beati.
Con sentimenti della più sentita gratitudine e colla massima venerazione re­
puto a dovere il professarmi ora e sempre
25
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
327
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Invia le informazioni richieste sul conto di un certo lettore Calafatti
[Torino, 21 luglio 1857]
[...]
328
Al giovane Giovanni Bonetti
ASC 131.01 Lett. orig. Bonetti (A 169) me. 8 D 10
Orig. aut. 1 f. 134 x 105 mm. carta azzurrina consunta
E 1150 MB V 713
Pensierino spirituale
*S. Ignazio [Lanzo torinese], 25 luglio 1857
Bonetti car.mo,
Se metterai in pratica quello che mi hai scritto, io ti farò santo. Ma ricordati
che io conservo la tua lettera.
Ho pregato il Signore anche per te affinché ti faccia conoscere bene la tua 5
vocazione.
Dio ti doni sanità e grazia per fare la sua santissima volontà. Credimi tuo
Aff.mo Sac.
Bosco Gio.
2 Giovanni Bonetti, nato il 5 novembre 1838 a Caramagna (51 km. da Cuneo), era entrato all’Orato-
rio il 10 agosto 1855. Fatta la vestizione clericale due anni dopo a Caramagna, era entrato in seminario
a Chieri, che però aveva lasciato «alle prime nebbie ed ai primi rigori dell’inverno» per motivi di salu­
te. Riaccettato da don Bosco (cf. G. B. F r a n c e s ia , D. Giovanni Bonetti sac. salesiano. Cenni biografi­
ci. S. Benigno Canavese, tip. e libreria salesiana 1893 p. 44) professò nella società salesiana il 14 mag­
gio 1862. Il 21 maggio 1864 fu ordinato sacerdote. Nel 1862 aveva ottenuto la patente per le elementari
superiori; l ’anno seguente per il ginnasio inferiore. Professo perpetuo dal 1865, direttore per 6 anni a
Lanzo, per altri 6 fu direttore spirituale generale e come tale membro del Capitolo superiore. Pubblici­
sta e primo direttore del «Bollettino Salesiano», morì a Torino nel 1891: cf. DBS.
4 Lettera non pervenuta.

34.6 Page 336

▲torna in alto
330 luglio 1857
329
Al chierico Giuseppe Bongioanni
ASC 131.01 Leti. orig. Bongioanni (A 169) me. 9 C 1
Orig. aut. 1 f. 212 x 157 mm. restaurato dopo lo strappo
E I 150 MB X V 830
carta malridotta dall’umidità
Manifesta la sua disponibilità a venire incontro alle necessità della zia
*S. Ignazio [Lanzo torinese], 29 luglio 1857
Car.mo Bongioanni,
Se potrò, ben volentieri somministrerò a tua zia la somma che mi accenni;
ma non posso dir nulla finché sia giunto a casa ed abbia fatta la sottrazione dei
5 debiti da crediti.
Dirai a tua zia che speri nel Signore ed egli avrà cura di noi; tu poi accudisci
lo studio e la pietà; sta molto allegro; procura di farti presto santo: haec est vo-
luntas D ei sanctificatio vestra, dice S. Paolo.
Credimi nel Signore tuo
10
Aff.mo Sac.
Bosco Gio.
Al Sig. Ch. Bongioanni Giuseppe
Torino
2 Giuseppe Bongioanni, nato a Torino il 15 dicembre 1836, era entrato all'Oratorio il 2 novembre
1854. Due anni dopo ricevette la veste talare; il 14 maggio 1862 feci i voti temporanei ed il 21 dicembre
dello stesso anno fu ordinato sacerdote. Professo perpetuo dal 1865, morì a Torino il 17 giugno 1868:
cf. DBS.
7 Haec ... vestra: 1 Tess. 4,3.
330
Al parroco di Farigliano Sebastiano Prieri
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente all'aspirante sacerdote Celestino
Durando: ASC 38 Torino Oratorio (me. 227 A 12)
Domanda di poter fare la vestizione all’Oratorio del chierico Durando appartenente alla diocesi mon-
regalese
[Torino, anter. 30 luglio 1857]
[...]
Il parroco il 30 luglio 1857 scriveva al Durando che il vescovo di Mondovì aveva acconsentito alla ri­
chiesta, avanzata da don Bosco, di potergli far indossare la veste talare a Valdocco. Celestino Duran­
do, nato a Farigliano (località a 36 km. da Cuneo) il 29 aprile 1840, era entrato all'Oratorio il 30 aprile
1856. Fatta la vestizione nel novembre del 1857, professò il 14 maggio 1862. Fu ordinato sacerdote il
21 maggio 1864. L'anno seguente prese il diploma di insegnamento al ginnasio superiore. Fu consiglie­
re del Capitolo superiore dal 1865 al 1907. Morì a Torino il 27 marzo 1907: cf. DBS.

34.7 Page 337

▲torna in alto
331
Al chierico Domenico Ruffino
luglio-agosto 1857 331
ASC 131.01 Leti. orig. Ruffino (A 174)
Orig. aut. 1 f. 210 x 153 mm.
E I 151
me. 52 B 9
Lo rassicura che pagherà per la sua entrata in seminario — lo invita a trascorrere le vacanze con lui
*Torino, 31 luglio 1857
Car.mo nel Signore,
Fa[tti] coraggio e riponi ogni tua speranza nel Signore. Credo che non ti
chiameranno più li 24 fr. di entrata nel seminario; che se ti fossero nuovamente
dimandati, dirai a’ tuoi superiori che abbiano la bontà di indirizzarsi a me ed io 5
mi aggiusterò. Attese le strettezze di tua famiglia, se ti accomodasse venire a pas­
sare le vacanze quivi con me, vieni pure che io sono contento. Scrivimelo solo al­
cuni giorni prima.
Del resto ricordati sempre che la più grande ricchezza di questo mondo è il
santo timore di Dio; e che diligentibus D eum om nia cooperantur in bonum . Oc- 10
correndoti grave bisogno fammelo sapere.
Credimi sempre nel Signore
Tuo aff.mo
Sac. Bosco Gio.
7 II Ruffino, ancora chierico a Giaveno, accolse l’invito ed entrò aU'Oratorio pochi giorni dopo, esat­
tamente T l l agosto 1857.
10 Diligentibus ... bonum : Rom 8,28.
332
Al padre rosminiano Carlo Gilardi
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 67-68
Orig. aut. 2 ff. 214 x 157 mm. timbri: Torino 26 ago 57 3 M
E 151-152 MB V 718-719
Stresa...
Per tramite del suo corrispondente si scusa col padre generale per non aver potuto rispondere ad una
lettera — progetti di acquisti e di vendite di terreni
■'Torino, 25 ag[osto] 1857
Car.mo Sig. D. Carlo,
Prego V. S. car.ma a chiedere per me scusa al P. Generale della mia trascu­
ratezza a riscontrare. Io sono stato qualche tempo fuori di città per una muta di
esercizi spirituali; dopo sono stato una decina di giorni incomodato di salute e 5
questo fece che non ho potuto parlare al cav. Cotta pel sito di cui fu parola. Que­
sto le dico per confessare la mia colpa e chiederne perdono disposto a riceverne
la penitenza. Non parliamo più del fatto progetto perché [il] P. Generale ha già
disposto altrimenti di quel sito; ma se venisse ad una vendita, e ci fosse un’offerta

34.8 Page 338

▲torna in alto
^32 agosto-settembre 1857
io decisa, avrei molto caro di saperlo, per tentare se la divina provvidenza volesse
aprirmi la strada onde cercarne i mezzi e comperarlo come desidero.
Al presente però bisogna che mi arresti per non tentare il Signore, ove non
c ’è assoluta necessità. |Debbo però dirle che questo è il momento più sfavorevole j.iv
per vendere siti. L ’immensità di operai che spendevano le loro fatiche nelle case
15 dei Religiosi, delle religiose, e delle chiese e case parrocchiali, ora sono rimasti
senza lavoro; quindi cessazione di commercio e costretti di recarsi altrove la­
sciando vuote le case. Questo sembra il vero motivo per cui le costruzioni di edifi-
zi sono sospese.
In quanto poi ai dugento fr. per tavola offerti due o tre anni sono, parmi che
20 le abbia detto come andò la cosa; fu fatta l’offerta: io accettai di riferirla a Lei;
l’altro si riserbò di farmi risposta e noi vidi più.
Del resto io sono qui con due braccia ancora robuste, con uno stomaco buo­
no per mangiare, ma fievole per lavorare; ma che in tutto quel che posso mi offro
pronto ora e sempre ad adoperarmi per l ’istituto della carità.
25
Saluti da parte mia il R.d.mo P. Generale e raccomandandomi alle divote sue f.2r
orazioni mi dico nel Signore
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
30 Al M.to R.do Signore
r 2v
Il Sig. D. Carlo Gilardi
St lesa
4 fuori add mrg 21 farmi add st
2 Dal mese di luglio i rapporti fra i rosminiani e don Bosco erano tenuti da padre Gilardi e da don
Alasonatti. A metà di luglio il Gilardi aveva chiesto a don Alasonatti se don Bosco era ancora interessa­
to all’acquisto del terreno comprato dal seminario. Il 18 luglio don Alasonatti aveva risposto positiva-
mente ma aveva aggiunto che non c’era in cassa la liquidità necessaria, nonostante la caduta dei prez­
zi seguita alla modifica del progetto della stazione ferroviaria. Comunque l ’Alasonatti aveva ipotizzato
l’acquisto del terreno da parte del banchiere Cotta a scopo di beneficenza, per 50 lire alla tavola.
Quindici giorni dopo il Gilardi scrisse direttamente a don Bosco offrendogli il terreno a prezzo di lire
5000, esattamente il debito che aveva col seminario. Non essendogli pervenuta risposta, il 21 agosto ri­
tirò la sua offerta: «quella proposizione è ritirata, e deve considerarsi come non fatta».
3 II riferimento è alla lettera del 5 agosto nella quale il Gilardi si era lamentato che don Bosco non gli
aveva fatto pervenire a tempo l’offerta di lire 200 alla tavola.
29 L'8 ottobre padre Pagani comunicava l’ormai prossima morte del Gilardi ed il ritiro da Valdocco
del giovane Comollo.
333
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Raccomanda il postulante Della Valle ed un altro giovane di Giaveno
[Torino, 1 settembre 1857]
[...]

34.9 Page 339

▲torna in alto
ottobre 1857 333
334
Al vescovo di Cuneo Clemente Manzini
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta dell'interlocutore: ASC 126.2 M anzini da S. Teresa
Domanda di poter tenere all’Oratorio un giovane seminarista
[Torino, anter. 1 ottobre 1857]
[...]
Il vescovo acconsentì alla richiesta e autorizzò don Bosco a fare la vestizione clericale del giovane
Pietro Luciano a Valdocco. Sul Luciano, vedi lett. n. 191.
335
Al papa Pio IX
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta pontificia: ASC 126.2 Fieramonti, ed. in MB V
731-732
Fa omaggio del volume La Storia d ’Italia — dichiara la sua intenzione di stampare un volume leggibi­
le «senza alcun danno per la religione e pei costumi» — chiede benedizione apostolica
[Torino, anter. 3 ottobre 1857]
[...]
Il pontefice, pur nella impossibilità di leggere il libro, ringraziò don Bosco il 3 ottobre per mezzo del
segretario delle lettere latine, mons. Domenico Fieramonti.
336
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
ASC 131.22 Copie di originali — correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 21 p. 487-488)
Copia semplice
E I 152-153 MB V 731
Propone un maestro per i figli del barone
Torino, 3 ottobre 1857
Benemerito Signore,
In seguito a quanto abbiamo detto relativamente ad un maestro pe’ suoi buo­
ni figliuolini andai via ripassando gli ecclesiastici di mia conoscenza, e attualmen­
te ce ne sarebbe uno, ed è il Sac. Pesce Giuseppe già vicecurato a Mombaruzzo
Diocesi d’Acqui. Di capacità e comunicativa credo che non manchi: non è però
patentato per alcuna classe, non avendo pel passato aspirato all’insegnamento;
ha l’età di trent’anni circa, condotta esemplare.
Qualora stimasse dire qualche cosa in proposito potrebbe indirizzarsi a me o
a Don Caffasso, col consenso del quale ho partecipato la cosa.
Godo molto di questa occasione per offerirle gli omaggi della mia gratitudine

34.10 Page 340

▲torna in alto
334 ottobre 1857
e pregare dal Signore sanità e grazie sopra di Lei e sopra tutta la venerata fami­
glia, mentre rispettosamente mi raccomando alle sue preghiere e mi dico
Di V. S. 111.ma e Benemerita
15
Obbl.mo servo
Sac. Bosco Gio.
All’Ill.mo Signore
Il Sig. Barone Felieiano Ricci des Ferres
Cuneo
5 Pesce Giuseppe: vedi lett. n. 276.
337
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 p. 529)
Copia semplice
E I 153 MB V 735
Di ritorno dalla novena del S. Rosario a Castelnuovo esprime il suo dispiacere per la malattia di don
Chiansello
Torino, 13 ottobre 1857
Benemerito Signore,
Sono di ritorno dalla Novena del SS. Rosario fatta a Castelnuovo e trovo la
sua venerata lettera, la quale leggendo, mi è consegnata la seconda.
5
Bene come ha fatto. L ’anno venturo spero che potrò andar io a fare l’ottava-
rio dei Morti. Mi è molto sensibile la malattia del sig. D. Chiansello: io prego e
faccio pregare il Signore Iddio che ce lo conservi; ma in ogni evento adoriamo
sempre la volontà del Signore.
Dio doni a Lei e a tutta la sua famiglia sanità e grazia, e salutandoli tutti ri­
io spettosamente mi dico con gratitudine
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 lettere non pervenute.
5 andar: venire.
338
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 202 x 162 mm.
E I 153
timbri: Torino 27 ott 57 12 M
Vercelli 28 ott 57 7 M
È dispiaciuto di non essere riuscito a trovare una sistemazione ad una cieca raccomandatagli dal can.

35 Pages 341-350

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35.1 Page 341

▲torna in alto
ottobre-novembre 1857 335
"Torino, 26 ott[obre] 1857
Car.mo Sig. Arciprete,
Ho bussato alla porta di tutti quelli che io giudicava aver qualche influenza
sull'accettazione della sua raccomandata fra le vedove nobili, ma fu quasi unani­
me la risposta negativa perché cieca e scema; e qualora fosse priva di questi due 5
mali, dovrebbe aspettare almeno due anni, così mi assicura il can.co Bergher, sic­
ché bisogna aver pazienza e tentare qualche altra strada per ottenere l ’intento.
Se varrò a servirla in qualche cosa conti pure sopra di me che di cuore me le
offro nel Signore.
Obbl.mo servitore
10
Sac. Bosco Gio.
f.2v AH’Ill.mo e M.to R.do Signore
il Sig. Can.co Degaudenzi
Arciprete
Vercelli
1c
4 Regio Convitto delle Vedove e N u b ili di civil condizione: antica istituzione cittadina tuttora attiva
(fondata nel 1786 sulla collina dietro il monte dei Cappuccini), cui Vittorio Emanuele II diede assetto
di opera Pia con amministrazione composta da un presidente e da due membri di regia nomina. Suo
scopo era di soccorrere le vedove e le nubili di agiate condizioni allorché si trovassero sole ed in diffi­
coltà.
6 can. Paolo Bergher, promotore dei legati pii. Nato a Torino nel 1812, era teologo ed avvocato. Fu
anche direttore dellTstituto della S. Famiglia che raccoglieva gratuitamente oltre 200 ragazze e ne ac­
coglieva altrettante per la scuola festiva. Cooperatore salesiano, morì a Torino il 25 novembre 1888:
cf. BS gennaio 1889 p. 29.
339
Al canonico Edoardo Rosaz
ASC Copie di originali - Lemoyne (A 193 fase. 1 p. 80)
Copia semplice
E I 154 MB V 762-763
A proposito dell’appoggio da dare all’elezione di un deputato
Torino, 1 novembre 1857
Car.mo Sig. Canonico,
Ieri soltanto ho ricevuto la lettera dal sig. cav. Gonella sopra l ’oggetto indica­
to; il ritardo provenne da che egli era assente. Rispondo adunque: «Se le cose
stanno ancora nello stato in cui erano dalla data della sua lettera, mi sia compia- 5
cente significarlo, ed io spedirò tosto analoga risposta; dico però che la mia po­
chezza forse non corrisponderà ai voti di chi fu tanto buono, da portare i suoi
pensieri sopra di me etc.».
Pertanto se è ancora in caso di parlare di questo affare mel dica e faremo il
possibile. Certamente è difficile trovare un soggetto migliore per fermezza, reli- 10

35.2 Page 342

▲torna in alto
336 novembre 1857
gione, indipendenza e beneficenza.
Vale nel Signore. Mi creda tutto suo
Obbl.mo amico
Sac. Bosco G.
3 Probabilmente Marco Guglielmo Gonella, figlio di Andrea (1770-1851): banchiere, nato a Torino il
19 aprile 1822, direttore della lotteria del 1857, morto a Chieri il 25 maggio 1886. Cooperatore salesia­
no: cf. BS febbraio 1887 p. 35.
4 Non è precisato, ma dovrebbe trattarsi di nominativi per le elezioni del 15 e 18 novembre, da cui
nacque la V I legislatura dominata dal partito conservatore, capeggiato dal Solaro ed appoggiato da
molta parte del clero. Furono eletti altresì vari sacerdoti, tra cui cinque canonici ed il battagliero diret­
tore de L ’Armonia, teol. Margotti, ma la loro elezione venne annullata con motivazioni che non sem­
pre restarono nei limiti della legalità.
340
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 529-531)
Copia semplice
E I 171 MB V 778-779
Notizie sul giovane Chiansello e su un sacerdote da inviare come cappellano presso il conte
Torino, 29 novembre 1857
Ill.mo e Benemerito Sig. Conte,
Mentre sono qui a Salicetto per dettare una muta di santi Spirituali Esercizi
ho dato un’occhiata alle lettere da rispondere, e ne trovo una di V. S. 111.ma e Be-
5 nemerita, cui so aver fatta risposta colla mente, ma non so se realmente. Comun­
que sia, io la prego di darmi benigno compatimento e compatire questa mia se
non duplicata, certamente più del dovere ritardata risposta. Sia adunque.
Il
giovane Chiansello è ritornato fra noi: egli è buono; ma è sempre di sanità
cagionevole. In quanto all'ammontare stabilito col fratello prete, io farò come
io Ella sarà per dirmi giunto che sia a Torino.
Riguardo al prete cappellano, se non è ancora provveduto, c ’è tuttora quel
vicecurato di Verzuolo, di cui fu già parola l ’anno scorso; egli è tuttora libero, e
di lui mi furono date ottime informazioni. Avvi pure un altro, sac. Grassino
Gioanni Rettore del manicomio a Collegno, che io conosco personalmente da più
15 anni; esso è prete di zelo, di condotta intemerata, e desidera di abbandonare l ’at­
tuale impiego unicamente per lavorare con maggior libertà nel sacro Ministero.
Ma di tal cosa io crederei utilissimo il poterci parlare, perciò al suo ritorno alla
Capitale, se sarà ancora del caso, potremo parlarci, ed anche vedere gli individui
posti in predicato.
20
Intanto io profitto di questa occasione per augurare a Lei e a tutta la venera­
ta famiglia copiose benedizioni dal Cielo pregando la Vergine Immacolata a voler­
le intercedere dal suo divin Figlio in questa novena: pace, tranquillità, grazia, ti­
mor di Dio, perseveranza nel bene. Amen.

35.3 Page 343

▲torna in alto
novembre-dicembre 1857 337
Con pienezza di stima e di gratitudine mi creda
Di V. S. 111.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Saliceto: località a 74 km. ad est di Cuneo, in diocesi di Mondovì, con meno di 2000 ab.
12 Verzuolo: località nel circondario di Saluzzo, a 26 km. da Cuneo, con circa 4000 ab. Vicecurato
era don Lorenzo Matteis, nato a Piasco (3 km. da Verzuolo) il 25 febbraio 1813, sacerdote dal 1836,
morto il 2 aprile 1905. Parroco di Verzuolo dal 1821 al 1891 fu don Giovanni Battista Pilotti.
341
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
ASCT Istruzione e beneficenza, Corrispondenza 1857-1858 rep. 40 cart. 6 fase. 21
Orig. ms. di Michele Rua con firma dello stesso 2 ff. 330 x210 mm.
Ined.
Chiede che il municipio si assuma l’onere di provvedere alla scuola diurna dell’oratorio oppure di
concedergli almeno due maestri
Ill.mo Sig. Sindaco,
Torino, 12 dicembre 1857
Nel vivo desiderio di provvedere all’istruzione morale di quella porzione di
gioventù che dimora nel vicinato di Valdocco, apriva l’anno scorso una scuola
diurna destinata ad accogliere specialmente que’ ragazzi che per essere mal vesti- 5
ti, o per essere indisciplinati non sono accolti nelle pubbliche scuole.
Attesoché dalle fontane di S. Barbara fino al Borgo S. Donato, in tutti i ca­
seggiati di via Cottolengo, di S. Pietro in vincoli, Valdocco, Fucina non vi sono
scuole né pubbliche, né private, il numero dei giovani che intervennero fu assai
grande, e il risultato assai soddisfacente. Ma la mia attuale mancanza di mezzi mi io
mette nella dura necessità di non poter più continuare quest’opera che pel sito e
per l ’abbondanza de’ ragazzi giudico di massima importanza.
Ricorro perciò a V. S. 111.ma proponendole due cose: che il municipio si as­
suma e provveda una scuola; ed io sarei disposto a somministrare il locale oppor­
tuno; oppure mi desse un sussidio per provvedere almeno due maestri, che pre- 15
stino l ’opera loro per le scuole diurne, ed anche per le scuole serali alle quali l ’in­
tervento de’ giovani è assai maggiore.
Ho tutta la buona volontà di fare del bene alla gioventù più pericolante di
questa città, e specialmente in questo vicinato, ma ho bisogno che ella vengami in
aiuto con mezzi pecuniarii. La sollecitudine con cui promuove la pubblica istru- 20
zione in tutti gli altri lati di questa capitale mi fa sperare che vorrà anche portare
uno sguardo benigno su questo circondario, il quale se è considerato come il più
povero di Torino, è certamente più degno di essere preso in benigna considera­
zione, onde sia provveduto dei mezzi di istruzione.
Pieno di fiducia di essere favorito nella mia dimanda, reputo al massimo ono- 25
re il potermi dire con pienezza di stima e gratitudine
Di V. S. 111.ma
TT
Umile Ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
22

35.4 Page 344

▲torna in alto
1858
342
Al parroco di Busca Michele Bechis
Copia a stampa in E I 157
Partecipa che il giovane Garino è un ottimo allievo, molto impegnato anche sul piano spirituale
Amico car.mo,
*Torino, 8 gennaio 1858
Non so se ti abbia scritto dopo che mi hai mandato cento franchi pel giova­
netto Garino: se non l ’ho fatto, intendo di farlo presentemente.
5
Nella medesima occasione ti partecipo che le cose vanno benissimo. Esso è
irreprensibile in tutto quello che riguarda la condotta morale: nella scuola tiene i
primi posti in una classe di oltre cinquanta di Iagrammatica latina e tutti studiosi,
sicché non abbiamo a fare altro che rallegrarci nel Signore e pregare Iddio che
conservi questi buoni principii.
10
Partecipa queste informazioni a quelli che in qualche modo prendono parte
per questo giovane, e tu, dopo aver fatto un milione di associati alle Letture Cat­
toliche, salutami i tuoi buoni coadiutori da parte mia, mentre con pienezza di sti­
ma ed affetto mi dico tuo
Aff.mo amico
15
Sac. Bosco Gio.
2 Michele Bechis: nato a Dusino (Asti) il 23 ottobre 1825, era stato nominato parroco della chiesa
deH’Assunta, a Busca, il 5 marzo 1852. Morì l 'i l aprile 1883. Fondatore dell’asilo infantile del paese,
per difendere gli antichi privilegi della parrocchia intraprese varie liti contro le amministrazioni locali
piuttosto colorate di anticlericalismo. Busca: località di 9500 ab., a 16 km. a nord di Cuneo, all’imboc­
co della Val Maira.
4 Giovanni Garino nacque a Busca (Cuneo) il 19 aprile 1845 ed entrò alTOratorio il 13 ottobre 1857.
Tre anni dopo vestì l’abito clericale ed il 14 maggio 1862 fece i voti triennali. Ordinato sacerdote il 27
marzo 1869, ottenne nel 1872 il diploma di insegnamento al ginnasio superiore presso l’università di
Torino e nel 1875 quello di insegnamento al liceo presso l ’università di Padova. Cultore di studi classi­
ci, pubblicò varie opere. Morì alTOratorio di Torino il 25 aprile 1908: cf. DBS.
343
Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare della provincia rosminiana, a cura di padre
Giuseppe Aimo, conservata in ASIC
Chiede l ’indirizzo del padre generale in Roma in caso di bisogno
[Torino, 11 febbraio 1858]
[...]

35.5 Page 345

▲torna in alto
344
A don Vittorio Alasonatti
febbraio-marzo 1858 339
Lettera non reperita, ma citata da quella di don Bosco allo stesso corrispondente in data 7 marzo 1858
Informazioni sul viaggio da Torino a Roma — prime impressioni e prime visite nella città eterna
[Roma, fine febbraio 1858]
[-.]
Allontanatosi don Bosco da Torino, era don Alasonatti che si trovava a capo dell’opera di Valdocco.
345
Al padre rosminiano Giovanni Battista Pagani
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 87-88
Orig. aut. 2 ff. 226 x 175 mm.
Ined.
Prega di leggere il «piano di regolamento» e di fargli le dovute osservazioni, prima che lo presenti al
card. Gaude ed al papa
[Roma], Via Quirinale 49,
4 marzo 1858
M.to R.do e Veneratissimo P. Generale,
Ho bisogno che mi usi un tratto di bontà: che legga l ’unito breve piano di
congregazione religiosa, e che dopo mi faccia quelle osservazioni che meglio le 5
sembreranno nel Signore. Io contava solo di parlare di tal divisamento a parole;
ma il Cardinale Gaude mi consigliò di porlo per scritto. Perciò in questi giorni
l'ho richiamato a memoria nel modo che ho potuto siccome è praticato nella casa
dell'Oratorio.
La ringrazio di tutta la carità che ci usa in questi giorni e mentre auguro co- 10
piose benedizioni dal cielo sopra di Lei e sopra tutta la congregazione alle paterne
di Lei cure affidata mi professo con gratitudine e stima
Di V. S. M.to R.da e Venerat.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
1 4 marzo] marzo 4
1 Via Quirinale 49: secentesco palazzo Volpi (di fronte alla Chiesa borrominiana di S. Carlo al Quiri
naie), residenza romana dei De Maistre.
2 Don Bosco già era da tempo in relazione col superiore generale dei rosminiani. Don Rua, dopo al­
cuni giorni, si trasferì dalla casa dei De Maistre a quella dei rosminiani, in via Alessandrina 7. Quindi
facilmente avrà portato personalmente la lettera di don Bosco al padre Pagani.
3-9 piano di congregazione religiosa: don Bosco dunque non portò con sè a Roma nessun manoscrit­
to delle costituzioni. Il «piano di regolamento» non può essere il primo manoscritto delle costituzioni
conservatoci [Cost. SDB ms. A].
7 Gaude: abitava presso la chiesa di S. Maria sopra Minerva: vedi lett. 300.

35.6 Page 346

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340 marzo 1858
346
A don Vittorio Alasonatti
ASC 131.01 Leti. orig. Alasonatti (A 169) [me. 2640 B 6/7]
Orig. aut. 1 f. 230 x 180 mm. carta azzurrina
Ined.
Resoconto di alcune giornate trascorse a Roma: incontri, visite ecc.
Roma, 7 marzo [18]58
Car.mo Sig. D. Alasonatti,
Credo che avrà da qualche giorno ricevuta la prima lettera scritta da Roma;
ora notando a parte le commissioni che ci riguardano le darò un cenno delle no-
5 stre cose nel modo che ella può comunicare ai nostri amati giovani.
10 e Rua stiamo benissimo di salute. Abbiamo già visitato milanta cose di cui
teniamo memoria giornaliera per darle poi a leggere a tutti quelli che lo desidera­
no al nostro arrivo. Quivi le dirò soltanto qualche cosa.
Ho avuto udienza dal Cardinal Gaude due volte, egli gradì molto la copia del­
io le Lett. cattoliche, le visitò con molta compiacenza specialmente perché erano
state legate all'Oratorio. Egli si trattenne con noi circa un’ora e mezzo.
Domenica scorsa ho avuto udienza privata dal cardinale Antonelli e mi trat­
tenne un’ora e cinquanta minuti. Egli dimostrò pure gran soddisfazione delle L et­
ture cattoliche, lodò il lavoro fatto dai nostri legatori; indi richiamò a memoria le
15 corone che egli d'ordine del Santo Padre inviò ai nostri giovani da Gaeta. Fece
poi una lunga serie di dimande sugli Oratorii, sulla casa, sul numero, sugli stu­
denti, sugli artisti, sul teatro, sulla musica, sui divertimenti, sui giuochi[,] sui salti
etc. etc. ma ciò con tale compiacenza che pareva esserne a parte: Se andassi a
Torino, egli disse, vorrei proprio passare un giorno con questi buoni figli. Disse
20 che aveva già parlato col Papa del mio arrivo e che mi avrebbe fissata u n [’]u-
dienza privata.
11 cardinale Tosti, ved[endo] che siamo sempre coi Cardinali, è stato a farci
visita e ci invitò a vedere l ’Ospizio di S. Michele, che ha molta analogia colla no­
stra casa e di cui quel prelato ne è Rettore. Ci siamo andati questa mattina. Dopo
25 di averci fatto un dejeuné ci accompagnò due ore per quel vasto Ospizio ove sono
accolti oltre ottocento persone di cui trecento sono giovanetti.
Ora le racconterò alcuna cosa tra le molte visitate a Roma: il carcere Mamer- f.iv
tino dove sono andato a dir messa martedì e dove furono per nove mesi in prigio­
ne gli apostoli S. Pietro e S. Paolo. Esso è ai piedi del famoso colle detto campido-
30 glio e fu detto carcere Mamertino da Anco Marzio detto anche Mamerte[,] terzo
Re di Roma. Egli aveva fatto costrurre questo carcere per incutere terrore agli as­
sassini che disolavano Roma. Fa orrore il solo vederlo. Esso è fatto a guisa di una
cisterna profonda e larga ove si può solamente penetrare da un foro che si apre
nel mezzo, perciò i condannati erano calati giù per una corda. Dopo questo car-
35 cere o meglio sotto a questo medesimo avvi un altro carcere fatto pure a guisa di
vasta cisterna e dove si può solo penetrare da un foro. Egli è nel foro di questo se­
condo carcere che ho detto messa. Affinché si possa discendere senza pericolo

35.7 Page 347

▲torna in alto
marzo 1858 341
della vita un pontefice ha fatto fare una scaletta alquanto comoda. La giù in fon­
do avvi un altare assai basso (su cui ho detto messa) e non potrebbe essere più
alto perché il prete stenta stare in piedi senza dare del capo nei macigni entro cui 40
fu scavato quel baratro. Accanto all’altare avvi una colonna di sasso a cui furono
legati S. Pietro e S. Paolo; a lato della colonna avvi la fontana miracolosa. Quan­
do S. Pietro era in prigione convertì S. Processo e S. Martiniano, custodi del car­
cere con 47 altre guardie. Non avendo acqua per amministrare il battesimo s[c]a-
turì miracolosamente una fonte che sembra un vaso dell'acqua santa. Quest’ac- 45
qua è sempre alla medesima altezza comunque se ne attinga. È un potente rime­
dio contro alle malattie. Due inglesi protestanti burlandosi della credibilità dei
cattolici dissero che l ’avrebbero asciugata in un momento, purché ne fosse dato
permesso. Fu loro dato: tirarono acqua: si stancarono. Ma l'acqua né diminuì, né
crebbe.
50
Uscendo dal carcere più profondo al secondo s’incontra un cancello di ferro
che fa custodia all’effigie di un uomo impressa sul muro. Qui, disse la nostra gui­
da, qui S. Pietro spinto da uno sgherro diede colla faccia nel muro e lasciò questo
vestigio che rimase incancellabile.
Presto le scriverò nuovamente, e le unirò un pacco di lettere pei figli della ca- 55
sa. Intanto dica agli studenti che sono stato contento della loro condotta; spero
pure di essere consolato quando mi manderà quella degli artisti. A tutti quelli che
hanno qualche impiego nell’oratorio e specialmente agli assistenti e capi di came­
rata porterò a casa qualche premio particolare.
Vale in D om in o. Ora - Confide - Spera. Se il conte Cays o il T. Valinotti le 60
portano danaro, lo accetti.
Dio benedica Lei, i chieri[ci] e tutti li nostri amati figli
Sac. Bosco Gio.
12 mi co rr ex ci
44 altre guardie corr ex altri carcerieri]
52 effigie corr ex effiglie
46 attinga emend ex esaurisca
3 Vedi lett. 344.
6-8 Dalla cronaca di don Rua, edita solo in parte in MB V, si sa che visitarono il Panteon, S. Pietro in
Vincoli, S. Luigi dei Francesi, S. Maria Maggiore, S. Pudenziana, S. Prassede, S. Giovanni in Latera-
no, S. Pietro, l'ospizio di Tata Giovanni e quello di S. Michele in Ripa, la chiesa del Gesù, l'Ara Coeli
ecc.
9 La prima, appena arrivati, il 22 febbraio, e la seconda il giorno seguente.
12 Card. Antonelli: si conoscevano per le numerose corrispondenze intercorse fra loro fin dal 1852.
La visita fu 0 28 febbraio.
22 Antonio Tosti (Roma, 4 ottobre 1776 - ivi 20 marzo 1866) già tesoriere generale, era bibliotecario
di Santa Romana Chiesa e visitatore apostolico dell’Ospizio di S. Michele a Ripa. Prima di essere car­
dinale (1838), era stato per vari anni incaricato d ’affari presso la corte Sabauda.
Cardinali: ad es., oltre al sunnominato Gaude, per lo meno il card. Costantino Patrizi (1788-1876), Vi­
cario di Pio IX e prefetto della sacra congregazione dei riti e della residenza dei vescovi. Fra gli altri,
probabile il cardinale Falconieri di cui alla lettera 696.
23 Ospizio di S. Michele in Ripa al di là del Tevere: istituzione, fondata nel sec. X VI, con lo scopo di
raccogliere ed istruire in varie arti i giovani poveri e di ospitare anziani e fanciulle orfane. In seguito
furono annesse una casa di correzione per i giovani, il carcere delle donne e la caserma dei cara­
binieri.
25 dejeuné: colazione.

35.8 Page 348

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342 marzo 1858
347
Al papa Pio IX
ASC 031 P io IX (D 504)
Orig. ms. di Michele Rua con firma dello stesso 2 ff. 266xl93m m . autentic. dalla firma autografa
del papa in calce: Die 9 martii 1858 Benigne annuimus pro grafia seu servandis / Pius PP. IX
MB V 860-861
Richiesta di oratorio privato per l ’ospizio di Valdocco e per quello di don Francesco Montebruno a
Genova
[Roma, anter. 9 marzo 1858]
Beatissimo Padre,
Il
sacerdote Bosco Gioanni, Direttore degli Oratorii de’ giovani abbandonati
della città di Torino (Piemonte) prostrato ai piedi di Vostra Santità implora per la
5 casa di ricovero di Torino detta di Valdocco e per quella di Genova detta Opera
degli Artigianelli diretta dal Sac. Montebruno Francesco, la facoltà dell’Oratorio
privato per queste due Case di ricovero, e che tale favore si estenda a poter ivi
adempire il precetto festivo, fare la santa comunione tanto pei giovani ricoverati
quanto per quelli che in qualche maniera sono applicati a servire o a prestare ca­
lo ritatevoli servizi.
Pieno di gratitudine si prostra
Umile Supplicante
Sac. Bosco Gioanni
6 Montebruno: vedi lett. n. 532.
348
A don Vittorio Alasonatti
ASC 131.01 Leti. orig. Alasonatti (A 169) me. 1 A 2
Orig. aut. 1 f. 115 x 90 mm. malridotto prima dei vari restauri nel v Michele Rua ha scritto:
«Benedizione largitaci da S. Santità Pio IX il giorno 9 marzo. Benedictio Dei Onnipotentis Patris et Fi-
lii et Spiritus Sancti descendat super te, super socium tuum, super tuos in sortem Domini vocatos, su­
per adjutores et benefactores tuos et super omnes pueros tuos et super omnia opera tua, et maneat
nunc et semper et semper et semper». Anche il nome del destinatario, sul v, è vergato da Rua
E I 157-158 MB V 877
Rapido saluto
*Roma, 17 marzo [18]58
Don Alasonatti car.mo,
Due parole: perché è tempo di montare il pulpito e la posta parte. Stiamo be­
ne, ottima e paterna accoglienza dal S. Padre: Rua le scriverà la benedizione che
5 ci ha dato: Le lettere de’ chierici parte sono scritte; le altre le scriverò [:] ne fac­
cia le parti.
Dio le doni sanità e grazia. Vale in Dom ino.
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
10 Al M.to Rev.do Sig. Don Alasonatti Vittorio

35.9 Page 349

▲torna in alto
4 post le del far
marzo 1858 343
4 L ’udienza fu il 9 marzo. Il testo della benedizione papale, conservata in Archivio (ASC 126.2
Pio IX ), è nei termini suesposti.
5 Vedi lettere seg.
349
Al chierico Giovanni Turchi
Istituto teologico salesiano - Guatemala
Orig. aut. 1 f. 177 x 134 mm. la data e il destinatario sono di mano di Michele Rua
Ined.
Saluto e pensiero spirituale
Roma, 18 marzo [1858]
Turchi car.mo,
Ti scrivo con gran piacere. Il Santo Padre manda anche a te la sua a p osto­
lica] benedizione.
Fatti coraggio: oltre il premio che il Signore ti va preparando avrai anche
qualche cosa da me al nostro arrivo in Torino.
Fa quello che puoi per dare tutto il tuo cuore a Dio: lo dai ad un buon padre.
A [r] rivederci.
Vale
Aff.mo amico
Sac. Bosco G.
Al Rev.do Sig. Ch. Turchi
350
Al chierico Giovanni Battista Anfossi
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 13 p. 249;
Copia semplice
E I 158 MB V 877-878
A 193 fase. 3 p. 3)
Gli chiede notizie e lo invita a continuare sulla via intrapresa
‘■Roma, 18 marzo 1858
Car.mo Anfossi,
Chi sa che ne sia di Anfossi? Egli avrà senza dubbio fatta sempre la parte sua.
Dunque perge. Ma ricordati che D om inus prom isit coron a m vigilantibus; e che
m om entaneum est quod delectat, aeternum est quod cru cia i; e che non sunt
condignae passiones huius tem poris ad fu tu ram gloriam quae revelabitur in
nobis.

35.10 Page 350

▲torna in alto
344 marzo-aprile 1858
Amami nel Signore e Maria ti benedica.
10 Al Rev.do Sig. Ch. Anfossi
Aff.mo Sac. Bosco
4 Dominus ... vigilantibus: invitatorio dell’«Ufficio delle Ore» nel tempo pasquale.
5 momentaneum: cruciat: altra formula probabilmente presente nel breviario.
5-7 sunt ... nobis: Rom. V ili, 18.
351
Al papa Pio IX
ASC 031 P io IX (D 504)
Orig. allog. senza firma 2 ff. 304 x 206 mm.
gne annuimus juxta petita / Pius Papa IX »
MB V 914
Supplica per varie indulgenze
autenticato in calce da firma del pontefice: «Beni­
*Romae, apud S. Petrum die 7 aprilis 1858
Beatissimo Padre,
Il
sacerdote Giovanni Bosco nel vivo desiderio di promuovere le lodi e i canti­
ci spirituali in onore di Dio, della B. Vergine, dei Santi fra i popoli cristiani, si pro-
5 stra ai piedi di Vostra Santità implorando [:]
1. Indulgenza di un anno a chi gratuitamente insegnerà il canto delle laudi
sacre praticandone o in pubblico o in privato almen qualche volta l'esercizio: al­
tra di cento giorni a chi ne praticherà l’esercizio in oratorio pubblico o privato
ogni qual volta esso avrà luogo,
io
2. Indulgenza plenaria da lucrarsi alla chiusura del mese mariano da coloro,
che nel decorso di esso sonosi in modo particolare occupati a cantare laudi sacre
in Chiesa, e sono intervenuti alla devozione del mese mariano.
3. Indulgenza plenaria una volta al mese per quelli che in quattro giorni fe­
stivi almeno, od anche feriali [,] prenderanno parte a cantare od insegnare laudi
15 sacre; e questa indulgenza si lucrerà in quel giorno in cui si premetterà la Confes­
sione e la Comunione.
Affinché si possano lucrare le mentovate indulgenze, si richiede, che le laudi
abbiano l’approvazione dell'autorità ecclesiastica.
4. Tali indulgenze si possano applicare alle anime dei fedeli defunti.
[Umilissimo Supplicante
Sac. Bosco Gioanni]
19 II rescritto venne pubblicato nel fascicolo di aprile delle Letture Cattoliche.

36 Pages 351-360

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36.1 Page 351

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352
Al papa Pio IX
aprile 1858 345
ASC 131.22 Copie di originali Pio IX (A 190)
Orig. ms. di Michele Rua con firma dello stesso autentic. dalla curia arcivescovile di Torino il 1° feb­
braio 1899. L'orig. era firmato dal pontefice: «Benigne annuimus prò gratia Pius PP IX »
MB V 910
Supplica in favore del colonnello Giacinto Rovasenda
*Romae, apud S. Petrum die 7 aprilis 1858
Beatissimo Padre,
Il
Sac. Bosco Gioanni prostrato ai piedi di Vostra Santità per dare un segno
di gratitudine verso il Sig. Colonnello Roasenda Cav. Giacinto, benefattore insi­
gne degli Oratorii e del ricovero dei giovani poveri di Torino in Piemonte, implora 5
sopra di esso l ’Apostolica Benedizione col favore dell’Indulgenza plenaria in arti-
cu lo m ortis per lui, sua famiglia, affini e consanguinei fino al terzo grado.
Che della grazia
Umilissimo Supplicante
Sac. Bosco Gioanni
io
4 Giacinto Rovasenda del Melle, già membro dell 'Am icizia Cristiana, incaricato della distribuzione
gratuita dei libri, uno dei cinque segretari di Stato negli anni venti: cf. C. B o n a , Le «am icizie». Torino,
1962, passim.
353
Al papa Pio IX
ASC 131.01 Lett. orig. Pio IX {A 173) me. 41 A 1
Orig. ms. di Michele Rua con firma dello stesso 2 ff. 230 x 180 mm. carta azzurrina. Firma au­
tografa del papa che scrive sul mrg. sup.: «Pro gratia Pius PP. IX ». Quattro grandi linee di inchiostro
fra testo e «Che della grazia»
Ined.
Supplica in favore del conte Carlo Cays
Romae, apud S. Petrum die 7 aprilis 1858
Beatissimo Padre,
Il
Sac. Bosco Gioanni prostrato ai piedi di Vostra Santità per dare un segno
di gratitudine verso il Signor Conte Cays, benefattore insigne degli oratorii e del
ricovero dei giovani poveri di Torino in Piemonte, implora sopra di esso l ’Aposto- 5
lica Benedizione col favore spirituale dellTndulgenza plenaria in a rticu lo mortis,
per lui, per suo figlio Luigi, per i suoi affini e consanguinei fino al terzo grado.
Che della grazia
Umilissimo Supplicante
Sac. Bosco Gioanni
io

36.2 Page 352

▲torna in alto
346 aprile 1858
354
A don Vittorio Alasonatti
ASC 131.01 Leti. orig. Alasonatti (A 169) me. 1 A 1; 56 D lv
Orig. aut. 1 f. 214 x 135 mm. carta leggerissima, trasparente, di difficile lettura
E 1 158-159 MB V 911-912
Entusiasmo per l'udienza papale e le grazie ottenute — programma del viaggio di ritorno — altre co­
municazioni
"Roma, 7 aprile 1858
Car.mo Sig. D. Alasonatti,
Ho ricevuto le sue due ultime e va bene quanto mi disse. Ho piacere che siasi
fatto il lavabo, e lodo lo zelo e la sommessione de’ cherici coll’aver fatto le va-
5 canze all’oratorio. Questo mi spinge a portare loro a casa qualche cosa di più
speciale.
Ho scritto a D. Picco ed al T. Belasio secondo le norme accennate. Gli eserci­
zi sarebbero fissati pel lunedì della 3a domenica dopo Pasqua. Ieri ho avuto
l’udienza dal Santo Padre e fu un vero tratto di bontà da confondere qualsiasi ga­
io lantuomo. Mi ha concesso quanto ho dimandato; quindi ce n’è anche per lei. Tra
le altre cose ha conceduto un’indulgenza plenaria per tutti i giovani che interven­
gono agli oratorii; di più quaranta scudi d’oro per dare una colazione ai medesi­
mi. D. Morizio, D. Reviglio hanno abbondantemente ottenuto quanto desiderava­
no. L ’udienza passò i tre quarti d’ora. Il T. Murialdo, Rua gongolavano di gioia.
15 Quante cose avrò da raccontare, quante cose da regalare, tutte benedette oppure
donate dal Papa! Da noi non si poteva desiderare di più. Dica ai chierici e a tutti i
giovani della casa e dicano pure lo stesso gli altri fuori di casa: Deo gratias et
semper Deo Gratias.
Oggi doveva partire per Loreto, e non ho più trovato alcun posto nella vettu- f. lv
20 ra e mi sarà forza di differire fino a domenica a sera. Ho divisato di partire per
Loreto-Ancona-Venezia-Milano e nella settimana trovarmi a Torino. Le scriverò
definitivamente da Venezia, si D om inus dederit.
Favorisca di mandare a prendere un foglio di stampa mandato a D. Picco e si
porti tosto a Paravia.
25
Faccia coraggio nel Signore a tutti i figli della casa e comunichi loro una cor­
dialissima benedizione da parte del Santo [Padre] data ieri appositamente per la
casa nostra.
Dia gli uniti biglietti a chi sono diretti. Dio lo conservi e l ’ajuti a fare la sua
santissima volontà in tutte le cose. Amen.
30
Sempre suo
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
21 Venezia trsp post Ancona
3 Lettere non pervenuteci.
4-6 lavabo: si tratta della liturgia della lavanda dei piedi nel giovedì santo, che quell'anno era caduto

36.3 Page 353

▲torna in alto
aprile 1858 347
il 1° aprile. Don Bosco solitamente invitava i chierici ed i ragazzi a rimanere all’Oratorio anche duran­
te le vacanze pasquali.
7 Teologo Antonio Maria Belasio nato a Sartirana (Pavia) il 20 marzo 1813, morto a Piacenza nel
1888: cf. BS marzo 1889 p. 45. Dottore in teologia, missionario apostolico, scrittore era in ottimi rap­
porti con don Bosco, tanto da far pubblicare alcuni scritti dalla tipografia salesiana. La lettera al Bela­
sio e quella al Picco non sono state rintracciate.
8 lunedì: 26 aprile.
13 D. Morizio: sacerdote non meglio identificato.
14 II teologo Leonardo Murialdo stese pure una relazione di quell’udienza: cf. A. Ca s t e l l a n i, San
Leonardo Murialdo. Voi. I. Roma 1966, pp. 447-448. Inviate da Napoli, Loreto e Bologna rimangono
di quel viaggio tre sue lettere a don Durando: 5 aprile, 5 maggio, 10 maggio, ed. in S. L. M u r ia ld o ,
Epistolario, a cura di A. Marengo. Voi. I. Roma, libreria editrice murialdina 1970, pp. 30-32.
19-20 II programma non fu mantenuto. Si imbarcherà a Civitavecchia alla volta di Genova. A Torino
arriverà il 16 aprile.
23-24 Dovrebbe trattarsi di bozze della seconda edizione de La Storia d ’Italia, che aveva sottoposto
alla revisione del prof. Picco.
355
Al giovane Giovanni Garbarino
ASC 131.22 Copia di originali - Berto (A 193 fase. 3 p. 131)
Copia semplice
E I 159-160
Pensiero spirituale — attesa per la ormili prossima vestizione clericale
*Roma, 8 aprile 1858
Amat.mo Garbarino,
La tua lettera mi ha fatto piacere e il desiderio che dimostri del mio ritorno è
un motivo per amarti sempre più nel Signore. Intanto sta allegro, ma pensaci
bene a preparare il tuo cuore e fame un dono al Signore, il che farai certamente 5
vestendo l’abito chiericale: il faremo giunto ch’io sia in Torino.
Prega per questo motivo: prega eziandio per me e credimi sempre in quel
che posso
Tuo Aff.mo
Sac. Bosco G.
io
2 Giovanni Garbarino, nato a Cavallermaggiore (Cuneo) il 7 novembre 1842, era entrato all’ Oratorio
come studente il 28 ottobre 1856; vi era rimasto fino all’agosto del 1857. Ricevette la veste talare nel
1860; nel 1873 divenne vicecurato a S. Maria della Motta di Cumiana (Torino).
356
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1858 rub. 229 p. 3 prot. 92.200
Orig. aut. 2 ff. 284 x 194 mm. sul mrg. sup. sin. si legge: Dio solo
Ined.
Richiesta di udienza per un affare di massima importanza
timbro ASV

36.4 Page 354

▲torna in alto
348 aprile-maggio 1858
Eminenza Reverendissima,
“Roma, 9 aprile 1858
Ho ricevuto una lettera da Torino che desidererei di comunicare a V. E. Re­
verendissima prima di partire da Roma. Se mai potesse ammettermi ad un mo-
5 mento di udienza l ’avrei come favore singolarissimo.
Pieno di stima e di gratitudine mi reputo al massimo onore il potermi dire di
V. E. Reverendissima
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
10 A Sua Eminenza Reverend.ma
f-2v
Il Cardinale Antonelli Segretario di Stato
di S. S. Pio IX
Roma
3 Era la lettera con cui il marchese Gustavo Cavour chiedeva a don Bosco di fare dei passi presso la
santa sede affinchè l'arcivescovo Fransoni, in esilio a Lione, venisse promosso alla porpora cardinali-
zia ed un coadiutore con diritto di successione venisse nominato alla sede di Torino: cf. RSS 8 (1986)
p. 8.
357
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
ASC 131.22 Copie di originali — correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 21 p. 479)
Copia semplice
E I 160 MB V I 5
Motiva la non accettazione all’Oratorio di un ragazzo di famiglia benestante
Benemerito e sempre car.mo Sig. Barone,
"'Torino, 4 maggio 1858
Mi è molto rincresciuto della venuta del figlio Rosso e del rinvio alla patria.
Non è possibile di fargli posto al presente. D'altronde la madre si presentò a[b]bi-
5 gliata in modo da invitar me a dimandare a lei la carità. Io non posso accettare
giovani fra quelli che sono totalmente abbandonati, mentre i parenti dimandano
con vestiti di gala. Il secondo motivo è un solo riflesso; la ragione per cui non l ’ho
ricevuto è la impossibilità.
Spero nella sua bontà che mi vorrà compatire se non ho potuto secondare
10 tostamente il suo caritatevole desiderio. Si degni di pregare per me ed io invocan­
do la grazia del Signore sopra di Lei e sopra tutta la famiglia mi professo con vera
gratitudine
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
15
Airill.m o Signore
11 Sig. Barone Feliciano Ricci
Cuneo
Sac. Bosco Gio.
3 figlio: giovane, ragazzo; Rosso: un ragazzo non meglio identificato,
patria: al proprio paese.

36.5 Page 355

▲torna in alto
358
Al marchese Giovanni Patrizi
maggio 1858 349
Copia a stampa in E I 160-161 Orig. aut. 2 ff. presso sig. Renato Saggiori - Ginevra
MB X V II 880
Ringraziamento per le cortesie ricevute durante la permanenza in Roma — invito a continuare nel so­
stegno alle Conferenze di S. Vincenzo e nella diffusione delle Letture Cattoliche
Car.mo nel Signore,
T orin o, 22 maggio 1858
Prima di partire da Roma avevo vivo desiderio di parlare ancora una volta
con Lei e per ringraziarla delle grandi cortesie usatemi e per raccomandarle le
conferenze annesse sebbene io sia intimamente persuaso che farà quel più senza 5
ulteriori raccomandazioni. Qui ho parlato di Lei e dovrò parlarne spesso perché
me ne ha dato materia: e ciò sia a maggior gloria di Dio.
Il
Teol. Murialdo, mio collega, mi ha partecipato che ha assistito alla Confe­
renza della B. V. della Quercia e che la trovò bene avviata. Deo gratias: coraggio.
Raccomandi sempre la cosa all’Ab. Biondi ed all’Ab. Catini. Appena si troverà co' io
giovanetti della conferenza annessa me li saluti carissimamente nel Signore dicen­
do loro che i miei giovanetti hanno per loro il più grande affetto e mentre prega­
no per loro, loro raccomandino fermezza e perseveranza.
Io continuo a raccomandarle le Letture Cattoliche, ed avrei bisogno che
qualcheduno mi tenesse a giorno di quanto si fa in proposito per sapere se le spe- 15
dizioni giungono regolarmente, se avvengono incagli; se devesi accrescere o dimi­
nuire il numero delle copie degli associati.
Certamente le gravi e quotidiane occupazioni a cui dà sesto le lascian poco
tempo libero; ma la sua carità saprà trovare qualche minuzzolo di tempo da im­
piegare anche per le Lettu re Cattoliche.
20
Io la prego di salutare e ringraziare tutti quei buoni signori che si assunsero
la protezione di questi libretti: Dio ne terrà conto. Ella se venisse da queste parti,
non manchi di venire a vedere i nostri ragazzi e le nostre conferenze; questo
l ’avevami fatto sperare.
Dio la conservi e la Vergine Immacolata benedica Lei e tutta la sua famiglia e 25
mi creda nel Signore
Suo obbl.mo servitore
Sac. G. Bosco
P.S. Avendone occasione mi saluti il sig. Duca Salviati.
3 Marchese Giovanni Patrizi Naro Montoro (nipote del card, vicario Costantino Patrizi), vessillifero
ereditario di S. R. C, tenente generale delle guardie nobili di S.S. Nato il 23 dicembre 1823 sposò nel
1852 la marchesa Maddalena Cavazzo dei conti Somaglia di Milano, famiglia da cui già proveniva la
madre Giovanna. Rimase vedovo dopo solo cinque anni di matrimonio. Era presidente della conferen­
za di S. Vincenzo de' Paoli a Roma, detta di S. Nicola. Don Bosco era stato presente ad una lunga se­
duta e rivolgendo la parola ai confratelli aveva loro chiesto di prendere in particolare considerazione il
patronato dei giovani poveri ed abbandonati.
9 Si tratta della chiesa di S. Nicola presso piazza Farnese, che riedificata era stata dedicata alla Ma­
donna della Quercia.

36.6 Page 356

▲torna in alto
350 maggio-giugno 1858
10 I due sacerdoti presiedevano o comunque presenziavano alle riunioni settimanali della S. Vincen­
zo. Il primo, Alessandro Biondi, era professore di filosofia morale presso il ginnasio romano di S. Ma­
ria della Pace.
28 La risposta, in data 1° luglio 1858, è conservata in ASC 126.2 Patrizi, ed. in MB V 927-928. Motivo
del ritardo era stato il fatto che la lettera era acclusa ad un’altra destinata ad un certo sig. Canori, (ve­
di lett. n. 548) che il card. Marini aveva tenuto con sé per molto tempo (vedi lett. seg.).
29 Scipione dei principi Borghese duca Salviati, nato a Parigi il 23 giugno 1823, morto a Roma il 15
giugno 1892.
359
Al cardinale Pietro Marini
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del cardinale in data 27 luglio 1858: ASC 126.2 M a ri­
ni, ed. in MB V 928-929
Invio di alcune copie delle Letture Cattoliche e di altri libri — richiesta di alcune spiegazioni circa riti
della settimana santa svolti in Vaticano
[Torino, 22 maggio 1858]
[...]
Pietro Marini nacque a Roma il 5 ottobre 1794: distintosi nell’attività giudiziaria, prima fu nominato
uditore della S. Rota e poi, nel 1846, cardinale diacono. Prefetto del supremo tribunale della Segnatu­
ra Apostolica, membro di vari tribunali civili ed ecclesiastici, svolse la sua opera in varie sacre congre­
gazioni. Morì a Roma il 19 agosto 1863.
360
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Lettera non reperita, ma attestata da risposta in ASCT Lavori Pubblici, Corrispondenza 1857-1858
Richiesta di sussidio per le scuole elementari
Torino, 25 maggio 1858
[...]
La domanda fu accolta dalla commissione delle scuole l’ i l giugno e il 23 successivo dal consiglio dele­
gato su proposta del vicesindaco Baricco. Si decise di stanziare una somma per fine anno «all’epoca
del riparto dei fondi di beneficenza». Si noti che nella stessa seduta vennero negate le 500 lire richieste
dal teologo Roberto Murialdo, direttore dell’Oratorio dell'Angelo Custode (e «socio del sig. don Bosco
direttore generale degli Oratori maschili») in quanto la suddetta cifra era a disposizione solo della fu­
tura parrocchia di Vanchiglia e non dell'Oratorio, che non offriva servizi religiosi propri di una par­
rocchia.
361
[Al ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
Lettera non reperita, ma attestata da nota protocollare in AST Gran Cancelleria prot. 87, prat. 2.180
Richiesta di sussidio per riparare la chiesa di S. Francesco di Sales
[Torino], giugno 1858

36.7 Page 357

▲torna in alto
giugno 1858 351
Non risulta che la domanda sia stata accolta. Don Bosco farà un secondo tentativo pochi mesi dopo:
vedi lett. n. 373.
362
A don Carlo Vaschetti
ASC 131.22 Copia di originali - Lemoyne (A 193 fase. 1 p. 44) - Berto (A 193 fase. 4 p. 325)
Copia semplice
E I 161-162
A proposito della riduzione della pensione di un giovane
Torino, 2 giugno 1858
Car.mo Sig. D. Vaschetti,
Se i parenti del giovane Ferraris Emilio non possono pagare fr. 24 io la ridur­
rò anche con mio sforzo a fr. 15 siccome Ella mi dice; ma ciò solo per l ’anno ven­
turo, essendo stato inteso che per quest’anno scolastico io non poteva fargli alcu­
na riduzione.
Ella poi non manchi di pregare il Signore Iddio che degnisi benedirci nello
spirituale e nel temporale e faremo grandi cose.
Faccia un milione di associati alle L e tt[u re ] C a tto [lich e ] e mi creda in quel
che posso
Di V. S. Car.ma
Dev.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Al M.to Rev.do Signore
Il Sig. D. Carlo Vaschetti vicecurato
Beinasco
2 Don Carlo Giuseppe Vaschetti, nato a Beinasco (Torino) nel 1831, era vicecurato al proprio paese.
Divenne poi parroco e vicario foraneo di Moncalieri. Ivi morì il 26 luglio 1906. Il paese di Beinasco, si­
tuato a 10 km. a ovest di Torino, aveva circa 1300 ab. Il parroco era don Antonio Maria Balladore:
vedi lett. n. 523.
3 Probabilmente si tratta di un certo Alfredo Ferraris, entrato a Valdocco il 5 novembre 1857 ed usci­
to nel giugno del 1858.
4 Lettera non pervenuta.
363
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lai. Pos. et Min. 96
Orig. aut. 2 ff. 290 x 210 mm.
Ined.
timbro ASV
Ringraziamenti per le udienze avute in Roma e per le grazie spirituali concesse a lui o ad altri per suo
tramite — preoccupazione per la situazione della diocesi dato 0 perdurare dell’assenza dell’arcivesco­
vo — parere negativo circa l’eventuale promozione vescovile del teologo Genta

36.8 Page 358

▲torna in alto
352 giugno 1858
*Torino, 14 giugno 1858
Beatissimo Padre,
Coll’animo pieno della più sentita gratitudine verso la sacra persona di Vo­
stra Beatitudine io ritornava in mezzo ai miei ragazzi per raccontare loro le cose
5 udite o vedute nella città eterna, specialmente quelle che riguardano la persona
di V. S.
I
favori spirituali che con tanta bontà mi ha concesso hanno già sortito buoni
effetti: più di trenta paesi, animati dalle indulgenze concesse pel canto delle laudi
sacre, hanno dato opera a celebrare il mese di maggio in onore della grande Ma­
io dre di Dio.
È pure per me un gran conforto il poter raccontare le cose di Roma nel loro
vero aspetto, e così soddisfare alle indiscrete insinuazioni di taluni, che o per ma­
lignità o per ignoranza studiano sempre di travisare le cose più degne di venera­
zione.
15
Una cosa però lasciava in me vivo rincrescimento dopo la mia partenza da
Roma, e si è di non aver più avuto tempo di presentarmi da V. S. mentre appunto
degnavasi di ammettermi all’udienza. Credo che fosse per oggetto riflettente al
nostro arcivescovo. Comunque sia, io continuo [a] raccomandare alla paterna
bontà di V. S. lo stato deplorabile di questa Diocesi. Io dico a V. S. quello che i fe-
20 deli di Lione un tempo dicevano a S. Eleutero degno vostro antecessore: «Beatis­
simo Padre, date pace alla nostra chiesa e provvedete ai nostri bisogni». Non sia­
mo in tempo di aperta e sanguinosa persecuzione; ma il male si va propagando |
sordamente ma terribilmente. I buoni, il cui numero la Dio mercè è ancora assai f.lv
grande, gemono e non sanno che fare; i maligni diventano ogni giorno più auda-
25 ci; i deboli ingrossano ogni giorno le file dei traviati. Che se per colmo di sciagura
l’eresia montasse legalmente al potere, io temerei spaventose cadute anche da
parte di chi in questa Diocesi copre sublimi cariche ecclesiastiche. Io parlo nel Si­
gnore: V. S. mi perdoni.
Non so se l ’idea esternata dal sig. di Cavour possa porgere qualche apparen-
30 za di bene presso V. S.. Se si trattasse di stabilire un principio, io non ci avrei al­
cuna fiducia, trattandosi di un fatto particolare si può sperare qualche risultato,
soprattutto che egli dimostra tuttora i medesimi desiderii. Ad ogni modo per evi­
tare mali certamente difficili a ripararsi, bisogna che V. S. provveda in qualche
maniera alle necessità della Diocesi di Torino. Io parlo nel Signore.
35
Corre voce e si stampa nei giornali che debba essere proposto al vescovado
d’Asti il T. Genta curato di S. Francesco di Paola in questa capitale. Per norma di
V. S. noto che egli è molto ligio al governo. Poco fa ebbe la croce di S. Morizio e
Lazzaro pel suo zelo illu m in a to: parole del decreto. È giobertiano, e diede segni
di approvazione del matrimonio civile.
40
Si degni V. S. di dare benigno compatimento alle parole di un figlio che parla
prostrato ai piedi di V. S. e che ama Lei più di se stesso. Mentre poi imploro
l’apostolica benedizione sopra di me sopra li miei poveri figli l’assicuro che |noi f.2r
pregheremo mai sempre il Signore Iddio perché lungo tempo conservi la persona
di V. S. pel bene della Chiesa, ed ho ferma speranza di poter impiegare, coll’ajuto

36.9 Page 359

▲torna in alto
giugno-luglio 1858 353
di Dio, tutte le mie forze pel bene della Chiesa fino all’ultimo respiro.
45
Di Vostra Beatitudine
Obbl.mo ed umilissimo figlio di Santa Chiesa
Sac. Bosco Gioanni
7 Vedi lett. n. 351.
15 Vedi lett. n. 356. Di udienze don Bosco ne aveva avute tre: cf. anche L ’Arm onia del 18 aprile
1858.
28 Cavour: vedi lett. n. 356.
35 Teologo Giovanni Antonio Genta (1810-1888), curato della chiesa parrocchiale di S. Francesco di
Paola, cavaliere dell’ordine mauriziano.
364
Al conte Rodolfo De Maistre
Lettera non reperita, ma desunta da quella del conte ad un canonico di Roma: ASC 123 De Maistre,
ed. in MB V I 32
Chiede di poter essere ospitato due o tre settimane in occasione di una nuova andata a Roma per «cer­
te... faccende rimaste imperfette» a motivo della sollecita partenza da Roma nell’aprile precedente
[Torino, anter. 2 luglio 1858]
[...]
Si trattava dell'eventualità di un suo ritorno a Roma a motivo della mediazione in corso per il «caso
Fransoni»: vedi lett. prec. Il De Maistre, non potendo garantire la sua casa in Roma, in quanto in par­
tenza per la Francia, chiese al canonico di informarsi se presso la casa di suo fratello era disponibile
una camera per don Bosco. In caso di impossibilità, lo pregava di trovargli comunque un alloggio con
vitto per il medesimo lasso di tempo.
365
Al marchese Ignazio Pallavicini
ASC 131.01 Letter. orig. Pallavicini (A 173) me. 2664 B 4
Orig. aut. 2 ff. 250 x 197 mm. f. 2 bianco conservata la busta: da una parte timbro di Torino il
4 luglio 1858 4 S e dall’altra due timbri: Torino 5 luglio 1858 e Rivoli 5 luglio 1858 ulteriore timbro
col termine: «retrodato»
Ined.
Chiede di rifondere il danno di biglietti della lotteria non restituiti in tempo utile
*Torino - Valdocco, 3 luglio 1858
Ill.mo Signore,
Verso la metà dell’ora scorso giugno trasmetteva un pacco di biglietti di Lot­
teria speditimi dall’Abate Montebruno di Genova con preghiera di trasmettermeli
prima del giorno 20 qualora non li avesse ritenuti.
Ma ieri l ’altro nel fare trasmettere lo stampino de’ numeri vincitori mi erano
interamente restituiti i biglietti. Per me è questo un grave imbroglio. Fatta la
estrazione sarei obbligato a tenermi tali biglietti n. 122 a fr. 1 e ciò a danno de’
miei poveri ragazzi.
23

36.10 Page 360

▲torna in alto
354 luglio 1858
io
Io mi raccomando a Lei, sig. Marchese, non per giustizia, ma per sola carità
a volermi prelevare se non tutti, almeno in parte questo dispendio che certamen­
te per me sarebbe assai grave. Se li avessi avuti per tempo li avrei fatto restituire a
Genova e con ciò question finita. Ora non sono più a tempo.
Spero nella sua bontà che vorrà dare benigno compatimento a questo distur- /•lv
15 bo e mentre auguro la grazia e la benedizione del Signore sopra di Lei e sopra la
sua famiglia mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20 Airill.m o Signore
f-2v
Il Sig. Marchese Pallavicini Mossi Deputato
Via S. Teresa n. 11 casa propria
Rivoli
21 Pallavicini corr ex Pallavicino 23 Rivoli emend ex Via... Rivoli
2 La busta che l ’accompagna porta il nome del marchese [Ludovico] Pallavicino Mossi, ma, a giudi­
care dal contenuto della missiva, dovrebbe essere stato un errore di don Bosco, che confuse il suddet­
to marchese coll'altro marchese Ignazio Pallavicini, entrambi senatori ed entrambi, con le rispettive
mogli, in relazione con don Bosco. Il primo invero abitava a Torino nell’indirizzo indicato; il secondo
invece, abitante a Pegli (Genova), quando era a Torino risiedeva all’albergo d ’Europa. Il fatto stesso
che don Bosco corregga sulla busta il cognome Pallavicino in Pallavicini pare un’ulteriore prova della
facile confusione. Ignazio Pallavicini era un nobile patrizio genovese, nato nel 1800, nominato senato­
re da Carlo Alberto nel 1848. Uomo generoso con poveri ed istituzioni di carità, nel 1850, dopo aver
fatto parte della commissione in visita alTOratorio, in senato parlò a favore di un sussidio per don Bo­
sco: vedi lett. n. 46. Nel 1864 nella sua villa di Pegli ricevette la visita di don Bosco e dei suoi ragazzi in
gita autunnale. Morì il 16 settembre 1871.
4 Montebruno: vedi lett. n. 532.
366
A don Giacomo Francione
Signor Giuseppe Francione - Grignasco (Novara)
Orig. aut. 1 f. 205 x 155 mm.
Ined.
Trasmette l ’originale di uno scritto del prevosto sul sacramento della confermazione, accompagnan­
dolo con il giudizio dei revisori ecclesiastici — propone una maggior semplicità di esposizione
Torino, 10 lug[lio] 1858
Ill.mo Sig. Prevosto,
Le trasmetto l’originale del suo lavoro sopra il Sacramento della conferma­
zione. Il giudizio della Revisione ecclesiastica per le letture cattoliche è come
5 segue:
«Il lavoro è buono e potrebbe stamparsi senza difficoltà se si vuol destinare
alle persone culte; ma per queste letture bisognerebbe togliere tutto ciò che ha
aspetto di obbiezzione; popolarizzare quanto si possono le parole ed i periodi; ag-

37 Pages 361-370

▲torna in alto

37.1 Page 361

▲torna in alto
luglio 1858 355
giugnervi alcune similitudini ad esempio che possono lasciare sentimenti morali
nel basso popolo e ne’ cristiani poco istruiti».
io
Il
mio sentimento però sarebbe che ella supponesse di parlare a’ suoi parroc­
chiani e li istruisse intorno al sacramento di cui qui parliamo e intorno al modo di
far bene la prima comunione siccome abbiamo detto quando ebbi il piacere di ve­
derla qui all’Oratorio.
Ad ogni modo ella mi abbia sempre fra quelli che di cuore si offrono
15
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco G.
6-10 Evidentemente l ’autore aveva proposto di pubblicare il suo lavoro nelle Letture cattoliche. Don
Bosco precisò quindi i criteri redazionali che stavano alla base della collana da lui diretta.
367
AI chierico Michele Rua
ASC 131.01 Lett. orig. Rua (A 174) me. 46 E 6
Orig. aut. 1 f. 2 1 0 xl5 0 m m . pessime condizioni di conservazione fortissimi i segni della pie­
gatura che praticamente ha diviso il foglio in 4 parti — carta logorata e talvolta asportante alcune sil­
labe o intere parole
E I 162 MB V I 40
Comunicazioni spirituali
*S. Ignatii apud Lanc[eum taurinensem], 26 julii 1858
Fili mi,
Gaudium et gratia Domini Nostri Jesu Christi sit semper in cordibus nostris.
Nonnulla monita salutis postulasti; libenter faciam et paucis verbis.
Scito ergo et animadverte quod non sint condignae passiones huius temporis 5
ad futuram gloriam quae revelabitur in nobis. Ideoque hanc gloriam incessanti
animo et labore quaeramus.
Vita hominis super terram est vapor ad [mojdicum parens; vestigium nubis,
quae fugi[t;] umbra quae ap[paru]it et non est; unda quae [fluit.] Bona igitur
huius vitae parvi habend[a,] caelestia studiose optanda.
io
Laetare in Domino: sive manduces sive bibas, [sive] quid aliud fa[c]ias,
omnia ad majorem [Dei] gloriam facias.
Vale, fili mi, et deprecare] prò me ad Dom[i]num Deum nostrum
Tuus cons[ocius]
Sac. Bosco
15
1 Julii corr ex giulio [?]
3 gaudium ... nostris: facile l ’assonanza con espressioni neotestamentarie e specialmente paoline.
8 Vita...parens: cf. Giac. 4,14.
8-9 vestigium ... fugit: cf. Sap. 2,3.
11-12 Laetare ... facias: cf. 1 Cor. 10,31.

37.2 Page 362

▲torna in alto
356 agosto 1858
368
A ll’avvocato Alessandro Bronzini Zappelloni
ASC 131.01 Leti. orig. Bronzini (170) me. 9 E 11
Orig. aut. 1 f. 320 x 220 mm. sul v don Bosco scrive: promemoria riguardante all’Oratorio del
S. Angelo custode riparato il bordo superiore ma non la linea della piegatura orizzontale
E I 163 MB VI 42-43
Problemi di affitto e riparazioni dei locali deU’Oratorio dell'Angelo Custode
Illustrissimo Sig. Avvocato,
Torino, Da casa 1 agosto 1858
Appena ricevuta la venerata lettera di V. S. 111.ma mi sono dato premura di
comunicarne il tenore al sig. T. Murialdo, con cui, dopo aver bene ogni cosa con-
5 siderato siamo venuti a questa conclusione:
Deliberiamo anche noi di diminuire le spese per quanto sarà possibile [;] ep-
perciò, non potendo fare a meno de’ lavori proposti, abbiamo deliberato di con­
correre in questo senso: daremo franchi 400 in ajuto delle spese a farsi; oppure ci
assumiamo noi di far a nostra economia eseguire tali lavori mediante che V. S. ci
10 rimborsi fr. 1500: la qual cosa non darà incomodo avendo già fr. 800 depositati
presso cil T. Murialdo.
Notisi però che noi desistiamo dalla dimanda della investitura del tetto con
assi, purché ci sia assicurata la volta della chiesa dall’acqua del tetto medesimo.
Fra i lavori che intendiamo di assumerci intendiamo di escludere la riparazione
15 del tetto, la quale debbe effettuarsi dal proprietario senza punto aver riguardo
allo stato dell’oratorio.
Noto eziandio che i fitti sono realmente diminuiti, come ella certamente sa
meglio di me; io stesso affitto quivi un corpo di fabbrica, per cui pagava fr. 950;
tal somma ora è ridotta a 500; la qual cosa avvenne pure all’oratorio di Porta
20 Nuova e in altri edifizi.
Questa è la risposta che possiamo farle: il fare maggiori spese supera le no­
stre forze. Io però sarei di parere di considerare questo oratorio come opera di
pubblica beneficenza che da tutti deve essere sostenuta; noi consacriamo fatiche
e quelle sostanze che possiamo. Ella e il sig. avv. Daziani bisogna che sacrifichino
25 anche qualche cosa; e siano persuasi che tale opera sarà molto calcolata davanti a
Dio, il quale non mancherà di ricompensarli anche nella vita presente col benedi­
re i loro affari e le loro famiglie.
Con pienezza di stima reputo ad onore il potermi professare
Di V. S. 111.ma
30
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
6 di add si 8 ante in del anche 9 che add si 14 assumerci corr ex assumersi 18 affìtto
corr ex affittavo
19 post tal del qual
22 di1 add si
25 post tale del cosa
sarà add si
26 anche add si
2 Uno dei proprietari del terreno su cui sorgeva l ’oratorio dellAngelo Custode in Vanchiglia: cf. Don
Cocchi e i suoi artigianelli. Torino 1896, pp. 8,10). Giureconsulto piemontese fu deputato alla camera
nel corso delle prime cinque legislature. La sua lettera a don Bosco non è stata conservata.

37.3 Page 363

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agosto 1858 357
369
Al presidente del Consiglio Camillo Benso di Cavour
AST carte Cavour, mazzo Affari Ecclesiastici
Orig. aut. 1 f. 215 x 158 mm.
Ined.
Chiede di riprendere i contatti per risolvere la vertenza dell'arcivescovo di Torino
Eccellenza,
'Torino, 4 agosto 1858
Mentre godo del buon ritorno di V. E. alla nostra Capitale, mi faccio animo a
raccomandarmi, che nella moltitudine e nella gravità degli affari cui deve atten­
dere non dimentichi quanto riguarda a questa nostra povera diocesi.
5
Pronto a quanto sono capace per la mia patria e per la mia religione, le augu­
ro ogni bene dal cielo e mi professo
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
10
5 Si trattava del caso Fransoni: vedi lett. n. 356: cf. RSS 8 (1986) pp. 13-14.
370
Al marchese Giovanni Patrizi
Copia a stampa in E I 164-165 Orig. aut. 2 ff. presso sig. Renato Saggiori - Ginevra
MB X V II 880-881
Ribadisce l ’invito a venire a Torino, previo avviso — proposte sulla preparazione, stampa e diffusione
delle Letture Cattoliche a Roma — soddisfazione per l’andamento delle conferenze di S. Vincenzo
Ill.mo Sig. Marchese,
*Torino, 8 agosto 1858
L'autunno si avvicina ed io vado già parlando di V. S. come se fosse già tra
noi. Ma vorrei che la sua visita non fosse all’improvviso, perciò farebbe bene ed a
me gran piacere [scrivendo] due linee preventive per assicurare che si trovino a 5
Torino altri amici che forse altrimenti sarebbero assenti. Vorrei pure che potesse
fermarsi almeno un giorno festivo e così vedere le nostre assemblee generali. Ho
pure una grande distrazione su cui debbo fermarmi; ed è pregare V. S. a voler
gradire una camera in questa nostra povera casa, e considerare come suo quanto
quivi abbiamo. L ’invito è un po’ ardito: vedrò, mo, se le speranze saranno ap- 10
pagate.
Riceverà i fascicoli delle Letture Cattoliche in numero ristretto agli associati
di Roma. Le spese che Ella dovrà fare in proposito le prelevi dalle quote di asso­
ciazioni. Godo assai che S. S. abbia preso in considerazione le Letture e ne godo
assai più dell’incremento che vanno prendendo costà. Sarei però di parere che 15
fino a tanto che non si possa effettuare la stampa a Roma, si spedissero di qui i fa-

37.4 Page 364

▲torna in alto
.'58 agosto-settembre 1858
scicoli a tutti i postulanti e ciò per tenere viva e calda l ’idea che pare essere santa­
mente penetrata nella mente di molti, altrimenti si raffredda il ferro a mano che
si allontana dal fuoco. Debbo in tutti i casi prevenirla che stampandosi tanti li-
20 bretti bisognerà badar bene che i temi siano adatti al popolo con dicitura, stile e
sentimenti semplici, altrimenti le associazioni nascono e periscono nel tempo
stesso. I collaboratori che mi accennava non fanno per questi lavori; essi sono
abituati a parlare a gente colta e sarebbe una vera rarità se giungessero ad abbas­
sarsi e farsi intendere dal popolo. Potrebbero, almeno per qualche tempo, sceglie-
25 re quelli che paiono meglio convenire fra i fascicoli finora pubblicati e riprodurli.
Tutto questo in nom ine D om ini.
Ho letto con vero piacere il progresso della conferenza annessa di Roma: i
nostri giovani nell’udirne la relazione tripudiarono di gioia e vanno tuttora dicen­
do: Sia ringraziato il Signore che moltiplica le sue benedizioni sulla fortunata gio-
30 ventù di Roma. A questo proposito faremo discorso quando Ella sarà qui fra noi.
La prego di trasmettere le unite lettere nella buca postale. Coraggio, sig.
Marchese, Ella ha una gran messe tra le mani; ma ricordiamoci che lavoriamo
per un padrone che paga con misura colma ogni nostra fatica anche minima. Pre­
ghi per me e per la mia famiglia e si degni [di] annoverarmi tra quelli che con pie-
35 nezza di gratitudine si professano di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore ed amico
Sac. G. Bosco
3 Nella lettera a don Bosco del 1° luglio il Patrizi aveva annunciato il suo arrivo a Torino per il suc­
cessivo autunno: MB VI 927-928.
7 Le riunioni delle conferenze di S. Vincenzo all’Oratorio venivano sempre tenute di domenica.
10 mo: termine dialettale romano che significa ora, adesso.
12 Don Bosco da tempo inviava a Roma le Letture Cattoliche. Nella missiva del mese precedente pe­
rò il Patrizi aveva fatto menzione del progetto, ormai quasi in fase di attuazione, di stamparle a Roma
appena possibile per evitare l’insostenibile spesa del trasporto.
22-24 Evidentemente allude a brillanti personaggi dalla penna facile ma dalla parola diffìcile; fra i fu­
turi collaboratori «romani» il Patrizi aveva citato il canonico Guglielmo Audisio (1802-1882), già mem­
bro della Accademia Ecclesiastica di Superga, padre Giuseppe Paria (1814-1881), scrittore de La Civil­
tà Cattolica e lo storico conte Tullio Dandolo (1801-1870).
31 Lettere non pervenute, ma probabilmente destinate a qualche membro delle conferenze di S.
Vincenzo e a quanti aveva conosciuto in occasione del suo viaggio a Roma nei primi mesi dell’anno.
371
Al conte Pio Galleani d ’Agliano
ASC 131.22 Copia di originali - Berto (A 192 fase. 23 pp. 531-532)
Copia semplice
E I 165 MB V I 43
Annuncia il suo prossimo arrivo al castello — rincrescimento per non poter soffermarsi più a lungo
'Torino, 1 settembre 1858
Benemerito Sig. Conte,
In adempimento della mia promessa prevengo V. S. Benemerita che sono
per recarmi da Lei pel discorso di S. Filomena. Partirò domenica col primo con-

37.5 Page 365

▲torna in alto
settembre 1858 359
voglio del dopo mezzogiorno. Giunto a Cuneo andrò in casa vescovile, indi al 5
Palasazzo.
Non posso però compiacerla intieramente. Al martedì pel vapore delle due
circa pomeridiane io debbo ripartire per Torino e perciò non posso fare il discor­
so sulla Natività di Maria SS. La gran penuria di preti in città e varii affari miei
mi privano del piacere di poter rimanere costà l ’intera settimana come aveva io
divisato.
Dio benedica Lei, la signora Contessa e tutta la famiglia, mentre mi professo
con vera gratitudine
Di V. S. Benemerita]
Obbl.mo servitore
15
Sac. Gio. Bosco
4 domenica: 5 settembre.
9 Natività: 8 settembre.
372
Circolare
Letture Cattoliche sett. 1858, pp. I-IV
Copia a stampa
E I 165-166 MB V I 44-45
Soddisfazione per il pieno appoggio del Papa alle Letture Cattoliche
"'Torino, 15 settembre 1858
Ai benemeriti corrispondenti
ed ai benevoli lettori delle «Letture Cattoliche»,
Sono pochi mesi che questa direzione con animo lieto vi annunziava come
Sua Santità il Regnante Pio IX nella sua grande bontà degnavasi impartire l ’Apo- 5
stolica benedizione sopra tutti quelli, che si occupano per la diffusione delle Let-
p. il ture Cattoliche. Con |non minor consolazione ora vi partecipo che la medesima
Sua Santità si è degnata in molte altre guise di favorire la diffusione di questi li­
bretti. Diede ordine all’Eminentissimo Cardinale Vicario di diramare una circola­
re ai Vescovi ed Arcivescovi degli Stati Pontifici, affinché usassero la loro solleci- 10
tudine pastorale per introdurle nelle rispettive diocesi; esentò dal dazio e dalla
tassa postale i pacchi o semplici fascicoli che dovessero ivi introdursi. La voce del
Supremo Gerarca della Chiesa produsse il desiderato effetto. Vescovi, Arcivesco­
vi, Vicari generali, Parroci ed altri zelanti personaggi si diedero cura di far cono­
scere queste letture e le associazioni crebbero a segno, che il loro numero oggi 15
giorno tocca i dodici mila associati ne’ soli Stati Romani.
p. i l i
Queste cose sono a voi, come lo sono a noi, di consolazione. Le nostre deboli
fatiche e le vostre costanti sollecitudini benedette dal Vicario di Gesù Cristo non
mancheranno di produrre frutti proporzionati ai bisogni.
La direzione nutre viva fiducia che la voce del comun Padre dei fedeli sarà 20

37.6 Page 366

▲torna in alto
360 settembre 1858
sentita anche tra noi, e che servirà di conforto a noi ed a voi, benemeriti corri­
spondenti e cortesi lettori, a perseverare nella santa impresa, quale si è a far co­
noscer sempre più queste popolari pubblicazioni, adoperandoci che siano ezian­
dio diffuse in que’ luoghi, dove non fossero ancora conosciute.
25
Riceverete pure una copia della circolare di Sua Eminenza Reverendissima il
Cardinale Vicario diramata in favore delle Letture Cattoliche.
La benedizione del Supremo Gerarca della Chiesa vi colmi tutti di grazie e di I. IV
favori celesti, siccome di tutto cuore vi auguriamo, mentre godiamo di poterci
professare con gratitudine.
30
Per la Direzione,
Sac. Bosco Giovanni
25 Era datata 22 maggio 1858: ed. anche in MB V II 45-47.
373
[Al ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
Lettera non reperita, ma attestata da nota protocollare in AST, Gran Cancellerìa, prot. n. 87 prat.
3.145/3.215
Nuova istanza di sussidio in favore delI’Oratorio
[Torino], 16 settembre 1858
[•••]
Vennero stanziate lire 300.
374
Al conte Carlo Cays
ASC 131.01 Lett. orig. Cays (A 170)
Orig. aut. 1 f. 215 x 137 mm.
Ined.
me. 12 D 2
Trasmette lettere del giovane Luigi posto in collegio a Moncalieri
Torino, 18 settem bre] 1858
Car.mo e Benemerito Signore,
Affinché possa vedere sempre meglio i sentimenti che corrono pel capo al
nostro buon Luigi le mando la lettera che mi ha scritto con una postilla del R. P.
5 Canobbio. Chi sa che tal cosa non sia una lezione per Luigi e che gli serva di po­
tente monitore per l ’avvenire! Dio sa cavare del bene dal male stesso che fanno
gli uomini.
Domani, se, avremo il sig. Marchese Patrizi. Se il tempo lo comporta conto
di suggerirgli una visita a Lei per lunedì.

37.7 Page 367

▲torna in alto
settembre-ottobre 1858 361
Dio doni a tutti la santa virtù della pazienza e della rassegnazione a’ suoi divi- 10
ni voleri e la Vergine santa addolorata ci conservi tutti nel santo timor del Signo­
re. Mi creda quale con gratitudine mi professo sempre
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 Luigi Casimiro Cays: figlio del conte Carlo, studiava presso i padri barnabiti al Reai Collegio Carlo
Alberto di Moncalieri (Torino). Nato verso il 1840, rimase al Collegio per un decennio. La madre, Er­
minia Provana del Sabbione, sposatasi il 24 maggio 1837, era morta l ’8 ottobre 1845. Anche una sorel­
la di Luigi, Vittoria, era morta piccola. La lettera in questione non è stata conservata. Molte invece di
Carlo al figlio Luigi sono edite in L. T errone, I l conte Cays. Sacerdote Salesiano. Memorie. Libreria
Dottrina Cristiana, Colle Don Bosco 1947.
5 Padre Francesco Salesio Canobbio, nato a Spigno Monferrato (Alessandria) il 7 giugno 1825, si
fece sacerdote, barnabita e fu educatore e professore in varie case dell’istituto. Dopo alcuni anni di in­
segnamento a Moncalieri ne divenne Rettore (1867-1873). Nel 1892 fu eletto provinciale del Piemonte.
Tre anni dopo fondò l'istituto Vittorino da Feltre a Genova. Di lui rimangono varie opere. Morì a S.
Barnaba (Milano) 0 16 marzo 1906: cf. P. V ig o r e l l i, Cenni necrologici del P. D. Francesco Canobbio.
Milano, Stab. D. Beilazzi, 1906.
8 Domani, cioè il 19 settembre, domenica, giorno in cui si tenevano le adunanze delle conferenze di
S. Vincenzo a Valdocco.
14 Due giorni dopo il Cays consegnava a don Bosco lire 16,40 quale pagamento di 28 libretti rilegati
nel laboratorio di Valdocco: cf. ASC 131.01 Lett. orig. Cays (me. 12 D 1).
375
Al vescovo di Saluzzo Giovanni Antonio Gianotti
ASC 131.01 Lett. orig. Gianotti (A 171) me. 25 D 7/8
Orig. aut. 1 f. 215 x 137 mm. carta consunta
E I 167
Richiesta di documentazione a favore di un giovane della diocesi che intende farsi domenicano — rac­
comandazioni per la diffusione delle Letture Cattoliche
*Torino, 11 ott[obre] 1858
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Il
giovane Moine di Revello dopo di aver fatto il corso di l a retorica in questa
casa, ora venne accettato fra’ padri di S. Domenico. Prima però di partire per la
sua destinazione, che è Roma, ha bisogno di un certificato del proprio Vescovo 5
secondo i decreti del Sommo Pontefice alcuni anni addietro emanati.
Egli è questo il motivo per cui si presenta personalmente a supplicare V. S.
111.ma e R.d.ma di usargli la bontà e spedirgli tede certificato. La sua condotta è
veramente buona. Egli passò due anni in questa casa con una vita commendevole
sotto a tutti i rapporti. Il suo paroco mi ha sempre dato ottime informazioni. 10
Io
mi raccomando tuttora per quella circolare per le Lett. Catt. che per la di­
rezione sarebbe un mezzo efficace per propagare questi libretti.
Compio in questa occasione un mio dovere, sebbene |tardi, quale si è di rin­
graziarla della bontà, che si degnò di usarmi in quella bella congiuntura che potei
passare buon tratto di tempo seco lei a Villanovetta. Dio ne la compensi.
15

37.8 Page 368

▲torna in alto
362 ottobre 1858
Mentre poi raccomando me ed i miei ragazzi alla sua carità spirituale e tem­
porale con pienezza di stima e di gratitudine mi professo
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
2 Giovanni Antonio Gianotti: nato a Torino nel 1784, arcivescovo di Sassari dal 1833, era passato alla
sede di Saluzzo quattro anni dopo. Morì nel 1863.
3 Revello: località di circa 5500 ab, a 40 km. a nord di Cuneo, nel saluzzese. La prima retorica corri­
sponde alla attuale quarta ginnasio. II giovane Benedetto Moine era entrato alTOratorio nell’ottobre
del 1856, a 14 anni, e ne uscì nel maggio del 1859.
11 Due giorni prima il vescovo in una pastorale ai parroci aveva fatto opera di promozione per le
Letture cattoliche: cf. MB VI 86-87. Altrettanto avrebbero fatto il vescovo di Vercelli il 18 gennaio
(MB VI 87-90), il vescovo di Cuneo il 15 febbraio e l ’arcivescovo di Genova quattro giorni dopo (MB
VI 224).
15 Villanovetta: attualmente frazione di Verzuolo, località a 26 km. da Cuneo; all’epoca era comune
autonomo con circa 1000 abitanti.
376
Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
Lettera non reperita, ma desunta dal Post Scriptum all’altra indirizzata al medesimo destinatario in
data 14 ottobre 1858: vedi lett. seg.
Comunica l’accettazione dei due ragazzi raccomandatigli
[Torino, anter. 14 ottobre 1858]
[...]
Il primo, Costanzo Berardi fu Carlo, nato nel 1843, entrò alTOratorio il 15 ottobre 1858 e vi rimase
fino alla morte, avvenuta il 9 febbraio 1859: cf. MB VI 118-121 e 128-130; il secondo, un certo Litardi, di
cui anche alla lettera seguente, non risulta né nel registro Censimento né in quello della Contabilità.
377
Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
ASC 131.01 Lett. orig. Lamarmora (A 172) me. 27 B 10
Min. aut. 1 f. 250 x 192 mm. carta restaurata sul v si legge: Al Molto Rev.do / Al Sacerdote
D. Gio. Bosco / Direttore degli Oratori di Valdocco Torino timbri sul v: Torino 30 ott 1857 2 S To­
rino Arrivo 30 ott 1857 il P.S. è scritto sulla sin. della firma
E I 167-168 MB V I 60-61
Ulteriore richiesta di indumenti militari a favore dei giovani ricoverati alTOratorio
*Torino, 14 ottobre 1858
Eccellenza e Benemerito Sig. Ministro,
All’avvicinarsi della stagione invernale m'accorgo del gran bisogno che ho di
provvedere oggetti di vestiario per li miei poveri ragazzi. Il numero dei ricoverati
5
in quest’anno è di circa duecento, più grande è quello di coloro che vengono alla

37.9 Page 369

▲torna in alto
ottobre 1858 363
scuola diurna e serale, di gran lunga è poi maggiore il numero di quelli che inter­
vengono nei soli giorni festivi per le sacre funzioni, per la ricreazione o per aver
padroni presso cui collocarsi a lavorare. Ma questi ragazzi chi più chi meno si
trovano tutti in bisogno.
Egli è a nome di questi poverelli che ricorro a V. E. supplicandola a voler 10
loro concedere qualche oggetto di vestiario. Coperte, lenzuola, scarpe, mutande,
camicie, giacchette, calzoni etc. di qualsiasi taglio o colore e comunque logori o
cenciosi da noi si aggiustano o si fanno servire a coprire e riparare dal freddo un
povero ragazzo e metterlo così in grado di potersi collocare presso ad un padrone.
Nella fiducia di essere anche in quest'anno ajutato, e pieno di gratitudine pei 15
favori ricevuti le auguro ogni bene dal Cielo mentre con pienezza di stima mi
professo
Di V. E.
Obbl.mo ricorrente
Sac. Bosco Gio.
20
P.S. I due giovanetti Berardi e Litardi dalla carità di Lei raccomandati continua­
no ad essere in questa casa e sono ambidue avviati ad una professione.
3 ante della stagione del dei freddi ante invernale del mi fo m ’accorgo del emend si ex cono­
sco il che ho di corr si ex di 5 in quest’anno add si ante più del assai di coloro add si
6 scuola add si
poi add si 7 soli add si post per del festa
10 ante questi del tutti
poverelli emend si ex ragazzi
voler corr ex volermi
12 calzoni etc add si
13 aggiustano
corr ex aggiusta a emend ex per questi e riparare dal freddo emend si ex e mettere post
in grado del di ripararsi dal freddo e metterlo in uno stato (uno stato emend ex grado) 23 ambidue
add si ante avviati del ad
378
Al presidente dell’«Opere Pie S. Paolo»
ASC 131.01 Lett. orig. Opere Pie S. Paolo, Presidente (A 173)
Min. aut. 1 f. 247 x 195 mm. carta azzurrina
E I 168-169 MB V I 61-62
Domanda di sussidio
me. 38 D 12
Torino, 15 ott[obre] 1858
Ul.mo Signore,
Tutte le volte che mi sono trovato in grave bisogno e che ho ricorso alla Pia
Opera di S. Paolo per ottenere sussidio per l ’Oratorio di S. Francesco di Sales,
sono sempre stato favorito. Un caso eccezionale mi stringe pure in quest’anno a 5
ricorrere a questa fonte di beneficenza.
L ’umidità del pavimento della chiesa mentovata l’aveva resa veramente insa­
lubre ai poveri giovani che ivi intervenivano, e guastava gli oggetti ed i paramen­
tali destinati al divin culto. Fu pertanto fatta fare una volta collo scavo sotto al pa­
vimento: lavoro che da prima sembrava non tanto spendioso, ma che va montan- io

37.10 Page 370

▲torna in alto
364 ottobre 1858
do ad una somma eccedente le mie forze e le oblazioni di alcuni pii benefattori.
La spesa totale monta a sei mila franchi; per quattromila la divina provvidenza ha
già aperta la strada. Mancano ancora due mila franchi che mi sono di urgenza[,]
15 che non so dove prendere e senza cui dovrei con grave danno sospendere i lavori.
Egli è per questa somma che io umilmente ricorro alla bontà di V. S. 111.ma
supplicandola di venire anche questa volta [in] mio soccorso ed ajutarmi a com­
piere un'opera che unicamente tende a promuovere il divin culto fra' fedeli cri­
stiani e specialmente fra la gioventù pericolante.
20
Pieno di fiducia nella provata di Lei bontà, le auguro ogni bene dal cielo
mentre con pienezza di gratitudine e stima mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo ricorrente
Sac. Bosco Gio.
3 post ho del fatto 4 per l’Oratorio... Sales emend si ex agli Oratori per la gioventù povera 5
pure add si 6 ricorrere emend si ex fare timidamente ricorso 7 mentovata emend si ex di S.
Francesco di Sales in Valdocco l’aveva resa emend si ex rendeva 8 ai... intervenivano emend
si ex lo starci dentro 9 post collo delso... 10 ante lavoro del Questo 10-11 ma che va add si
11 eccedente corr ex che eccede le oblazioni emend ex più non bastano le private oblazioni pii
add si
13 ante Mancano del Mi
ancora add si
14 di add si
che... prendere add
si post dovrei del sospendere]
16 somma emend si ex bisogno
umilmente add si 20
post bontà del con qualche 21 pienezza di gratitudine corr si ex gratitudine
379
Al chierico Giovanni Battista Frattini
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 3 p.189)
Copia semplice
E I 169 MB V I 67-68
Raccomanda il giovane Antonio Meotti
*Torino, 22 ottobre 1858
Car.mo Frattini,
Il giovane Meotti Antonio è venuto a vedere se avvi qualche speranza per lui
nella casa della Divina Provvidenza. Tu lo puoi vedere, presentarlo alla bontà del
5 vostro venerato sig. Padre, e poi farai ciò che meglio al sig. Padre e a te sembrerà
nel Signore.
Il padre del ragazzo è disposto di pagare fr. 10 mensili.
Dio benedica te e le tue fatiche, prega per me che ti sono di cuore
Aff.mo Sac.
10
Bosco G.
Al Sig. Cherico Frattini assistente
de’ Tommasini alla Piccola Casa della D. P.
Torino
2 Giovanni Battista Frattini: nato a Cantalupo (Alessandria) il 28 agosto 1832, entrò al Cottolengo

38 Pages 371-380

▲torna in alto

38.1 Page 371

▲torna in alto
ottobre-novembre 1858 365
come Tommasino (ossia seminarista della Piccola Casa della Divina Provvidenza) il 3 gennaio 1856. Ri­
cevette il sacerdozio 5 anni dopo, il 21 dicembre 1861. Rimasto a Torino, fu il primo prefetto della fa­
miglia dei Tommasini. Rivestì anche l’incarico di condirettore della Piccola Casa. Uscì nel marzo 1884;
vi rientrò nel novembre 1886; se ne andò nuovamente nel giugno 1894 per rientrarvi definitivamente.
Destinato alla casa di La Rezza di Castiglione torinese, vi morì il 14 aprile 1923.
3 Antonio Meotti, di Bartolomeo, nato a Rivoli nel 1844, era entrato all’Oratorio nel novembre del
1858. Uscì nell'aprile successivo.
5 Padre: Luigi Anglesio.
380
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 188 x 135 mm.
E I 169-170 MB VI 74-75
Supplica di modificare l’orario d ’inizio delle lezioni per venire incontro alle sue esigenze
Da casa [Torino], 16 nov[embre] [18]58
Ill.mo Sig. Rettore,
Mi raccomando alla nota di Lei bontà per un favore che riguarda ai nostri
cherici filosofi. L ’ora attuale della scuola li mette in disaccordo coll'orario della
casa specialmente per la messa. Se i signori Professori T. Mottura e T. Farina vo- 5
lessero aver la bontà di trasferire il principio della scuola alle 9 matt.[,] sarebbe
tutto aggiustato.
Qualora però tal cosa incagliasse le occupazioni di prefati Signori mi aggiu­
sterei in qualche modo per uniformarmi alle loro Lezioni.
Sempre con pienezza di stima e di gratitudine mi professo
io
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v AH’Ul.mo Signore
Il Sig. Cav. Can. Vogliotti Prov.
Rett. del Sem.
15
Torino
9 modo add si
4 Si tratta dei chierici che andavano a scuola a casa dei singoli professori, essendo occupato dai mili­
tari il seminario.
5 Cipriano Mottura: professore di filosofia nel seminario di Torino. Nato a Villafranca Piemonte (T o­
rino) nel 1816, era stato precettore del principe Tommaso, duca di Genova. Morì il 10 febbraio 1883.
Un breve profilo è in A. Parato, Cipriano Mottura. Senza luogo, Tip. S. Marino 1883.
Lorenzo Farina, professore di filosofia nello stesso seminario, nato a Bra (Cuneo) il 24 luglio 1794,
morto ivi il 30 settembre 1861.

38.2 Page 372

▲torna in alto
366 novembre-dicembre 1858
381
Al padre rosminiano Giovanni Battista Pagani
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 89-90
Orig. aut. 2 ff. 210 x 135 mm.
Ined.
Propositi e progetti per estinguere il debito contratto coi rosminiani
*Torino, 30 novembre 1858
Benemerito Sig. P. Generale,
Ho ricevuto la prima e la seconda lettera che V. S. Benemerita degnavasi in­
dirizzarmi, ma il desiderio ed il dovere di riscontrarle qualche cosa di positivo, mi
5 ha fatto differire finora il riscontro.
Andava io calcolando di estinguere il mio debito a rate divise di cinque mila
fr. caduna: e alla scadenza credo poterle assicurare tale somma di cinque mila
franchi che io pagherò nel modo che Ella vorrà significarmi. Pel rimanente biso­
gna che io differisca fino al prossimo gennaio per dirle se potrò pagarne di più
10 nell’epoca della scadenza o forse dover per necessità differire. Se la Divina Prov­
videnza mi lascia aperta una strada che ho già cominciato a percorrere nutro spe­
ranza di potermi sdebitare dell’intera somma nel decorso dell'anno 1859.
Ho già dato fr. 100 al Comollo Clodoveo, il quale stimò bene di andare a pro­
seguire la filosofia nel collegio Nazionale di Saluzzo.
15
Compatisca il ritardo e la sospensione della risposta: farò quanto posso per
essere sollecito pagatore.
Ringrazio di tutto cuore la Divina Provvidenza per le benedizioni che spande f.lv
copiose sopra l ’istituto alle sue paterne cure da Dio affidato, e rallegrandomene
nel Signore con pienezza di stima e di gratitudine mi professo
20
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
18 post copiose del benedizioni
3 La prima lettera era quella del 28 settembre, nella quale il Pagani oltre a chiedere a don Bosco di
dare al giovane Clodoveo Comollo in due o tre rate lire 250, cifra che poi gli avrebbe restituito, solleci­
tava la restituzione di lire 5000 entro il febbraio, o almeno entro il dicembre 1859. Nella seconda lette­
ra del 10 novembre rinnovava la medesima richiesta di pagamento del debito.
382
AI chierico Domenico Ruffino
ASC 131.01 Leti. orig. Ruffino (A 174) me. 52 B 10
Orig. aut. 1 f. 132 x 105 mm. carta azzurrina, restaurata
E 1170 MB V I 114
Ringraziamento per gli auguri e pensiero spirituale

38.3 Page 373

▲torna in alto
dicembre 1858 367
*Torino, 28 dicembre 1858
Car.mo Ru[f]fino,
Ti ringrazio degli auguri che mi fai; Dio centuplichi quanto mi hai pregato.
Fa’ di crescere nell’età e nel timor di Dio. La scienza della teologia unitamente al
santo timor di Dio siano l'oggetto delle tue sollecitudini.
V iriliter age: non coronabitur, nisi q u i legitim e certaverit, sed singula
huius vitae certam ina sunt totidem coronae, quae nobis a D om ino parantur in
coelo. Ora p ro me.
Tuus Sac. Bosco
Al Sig. cherico Ruffino
nel sem[inario] di
Bra
1 dicembre] lObris 3 hai add si 6 legitime] legittime
3 Lettera non pervenuta.
6 Non ... certaverit: cf. 2 Tim. 2,5.

38.4 Page 374

▲torna in alto
1859
383
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lat. Pos. et Min. 93 [1878]
Orig. aut. 2 ff. 205 x 138 mm.
Ined.
Segrete comunicazioni circa attacchi da parte dei «rivoluzionari» allo stato pontificio — qualche spe­
ranza nella soluzione del «caso Fransoni»
[Torino, febbraio 1859]
Beatissimo Padre,
Umilmente prostrato approfitto di persona sicura che va a Roma, sig. Can.co
Sossi della Cattedrale d’Asti, per dire a V. Santità una cosa che mi preme. Da al-
5 cuni scritti che potei avere tra le mani ho ripetutamente saputo che alcuni male­
voli vorrebbero far centro a Civitavecchia, ad Ancona, ed a Roma. Lo scopo sa­
rebbe di promuovere idee rivoluzionarie per porle in pratica sul finire del mese di
marzo. Non ho potuto avere il nome di tali persone: le lettere erano semplice-
mente segnate F. A v
io
Le cose di questa nostra Diocesi sono ognor più incagliate: il male cresce.
Cavour manifesta buona volontà, se fosse sincera, ma è circondato da gente trista
che lo |trascina chi sa dove. Stamattina soltanto mi disse che vuole presentare al- f.iv
tri candidati per le diocesi vacanti.
Perdoni la libertà con cui scrivo: Io, i miei ragazzi, i miei cherici e sacerdoti
15 preghiamo ogni giorno Iddio perché doni a V. Santità sanità e grazia e la conservi
lungo tempo pel bene della chiesa.
Tutti prostrati a’ suoi piedi imploriamo umilmente e col massimo rispetto la
santa ed apostolica benedizione professandomi a loro nome
Di V. Santità
20
Obbl.mo figliuolo in C.
Sac. Bosco Gioanni
12 che lo it
1 La data è ricostruita sulla base del verbale della seduta capitolare di Asti del 17 maggio 1859, dal
quale risulta che da quattro mesi il Sossi si trovava a Roma.
4 canonico Antonio Vitaliano Sossi, teologo collegiate, prevosto della cattedrale di Asti, morto ad
Asti nella primavera del 1891: BS maggio 1891 p. 94.
6 far centro: operare, organizzare una sollevazione.
9 Sia il delta che i tre puntini sembrano tipici segni di riconoscimento della massoneria: cf. le voci
«delta luminoso», «triangolo», «tripunteggiatura» del dizionario massonico in R. F. Esposito, La mas­
sonerìa e l'Italia dal 1800 ai nostri giorni. Roma, EP 5 ed. 1980, appendice quinta.

38.5 Page 375

▲torna in alto
febbraio 1859 369
384
Al padre rosminiano Giovanni Battista Pagani
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 91-92
Orig. aut. 2 ff. 208 x 135 mm.
Ined.
Annuncia l’imminente pagamento del debito contratto coi rosminiani — grandi sacrifici per trovare la
somma
"Torino, 12 febb[raio] 1859
Reverendissimo P. Generale,
Coll’ajuto della divina provvidenza credo di essere in grado di poter soddisfa­
re l ’intero mio debito verso di V. S. R.ma sullo spirare del corrente mese [di] feb­
braio. Resta solo che Ella mi dica il modo di farle pervenire tal somma se a Stresa 5
o a Roma. In ambidue i casi sarà necessario che Ella autorizzi una persona a to­
gliere l ’iscrizione d’ipoteca presa sulla casa e sito adiacenti. Di più sopra il tratto
di terreno acquistato dall’istituto eravi un’ipoteca di fr. cinque mila da parte del
Seminario. Non potendosi allora togliere tale ipoteca, la somma non fu pagata.
Sicché il pagamento sarebbe come segue [:]
10
f.lv
al Seminario .................................
fr. 5.000
all’istituto della C...........................
fr. 15.000
20.000
Di questo mio bisogno ho scritto al principe Alessandro Torlonia, che mi si
mostrò favorevole quando fui a Roma, e significai al medesimo la persona credi- 15
trice: onde se a caso andasse da Lui, accetti in mio nome quella limosina che per
ventura le venisse fatta.
Padre Generale: per raggranellare tal somma ho dovuto pescare danaro da
tutte [le] parti: e questo farà che io sarò in penuria per pagare il pane a’ miei po­
veri figli. Onde se in questa congiuntura potesse anche Ella far limosina con qual- 20
che anche piccolo condono, sarebbe un novello motivo d ’invocare le benedizioni
f.2r del cielo sopra di Lei e sopra tutto l’istituto della carità.
Dio doni a Lei sanità e grazia e mi creda quale con pienezza di stima e di gra­
titudine mi professo
Di V . S. Reverendissima
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 post poter del essere in grado di
2 Nel mese di gennaio e nei primi giorni di febbraio si era avuto un intenso scambio epistolare fra il
procuratore dei rosminiani, Giuseppe Zaiotti, e il prefetto di Valdocco, don Vittorio Alasonatti, circa
l'esatto ammontare del debito residuo di don Bosco per gli anni 1857-1858 verso gli eredi del Rosmini.
9 II 3 febbraio don Alasonatti aveva già scritto allo Zaiotti che i cinque mila franchi del seminario
non si sarebbero potuti pagare, perché s’ignorava chi legalmente lo potesse rappresentare come am­
ministratore. Perciò l'ipoteca avrebbe dovuto temporaneamente essere mantenuta.
24

38.6 Page 376

▲torna in alto
370 febbraio-marzo 1859
14 Principe Alessandro Torlonia (1° giugno 1800 - 7 febbraio 1886), principe di Civitella, duca di Ceri,
marchese di Romavecchia, principe del Fucino. Il 16 luglio 1840 sposò la diciassettenne Teresa Colon­
na, che gli diede nel 1855 una figlia, Anna Maria. Rimase vedovo il 17 marzo 1875. Don Bosco lo aveva
conosciuto in occasione del suo viaggio a Roma nel 1858.
L'11 marzo don Bosco «con danaro comune a D. Cafasso» avrebbe saldato il debito di lire 15.000 con­
tratto col Rosmini per la compera della casa Pinardi: l ’atto notarile è conservato in ASC Torino Terre­
ni e Fabbricati (F 593).
385
A ll’arcivescovo di Bologna, cardinale M . Ottaviano Viale Prelà
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta del prelato: ASC 126.2 Viale, ed. in MB V I 151
Richiesta di avere alcune notizie biografiche del card. Mezzofanti, in vista di una nuova edizione de
La Storia d ’Italia
Torino, anter. 21 febbraio 1859
[...]
Il card Michele Ottaviano Viale Prelà era arcivescovo di Bologna dal settembre 1855. Nato in Corsica
nel 1798, già arcivescovo titolare di Cartagine, era stato inviato come nunzio pontificio in Austria nel
1845. Morì il 15 maggio 1860.
386
Al signor Matteo Gastaldi
Lettera non reperita, ma desunta da quella del corrispondente: ASC 126.1 Gastaldi Matteo
Risponde che è dispiaciuto della situazione di indigenza del suo interlocutore — attende comunque
che paghi la pensione pattuita per il ricovero dei figli — supplica di non importunarlo oltre
Torino, post. 28 febbraio 1859
[...]
Matteo Gastaldi, residente a Torino in via Madonna degli Angeli, n. 9, aveva mandato all’Oratorio il fi­
glio dodicenne, Lorenzo, il 30 ottobre 1854 ed il figlio Lazzaro, tredicenne, due anni dopo. Aveva pat­
tuito 15 lire di pensione mensile, provvedendo egli al vestiario nonché al pagliericcio, lenzuola ecc.
Nel 1856 aveva anticipato lire 300. Una volta ritiratisi i figli (il secondo nel giugno 1858), sorse una
questione economica e don Bosco ai primi di dicembre dello stesso anno gli diede 20 franchi «per ter­
minar ogni vertenza». Non contento, il Gastaldi il 28 febbraio 1859 scrisse a don Bosco che, pur aven­
do avuto da un avvocato l’invito a fare l’elenco della «roba» di cui era creditore — in vista di un ricor­
so al giudice — preferiva tuttavia accordarsi amichevolmente. Sul retro della sua lettera don Bosco
appuntò i tre motivi della risposta di cui sopra: ASC 132 Torino Oratorio, ASC Registro Contabilità
1855-1857.
387
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC 131.22 Copie di originali — correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 8 p. 146)
Copia semplice
E I 171
Dono di una croce — saluti a tutti i familiari

38.7 Page 377

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marzo 1859 371
*Casa [Torino], 2 marzo 1859
Ill.mo Signore,
Eccole la croce benedetta. Se Dio mi esaudisce essa colmerà di benedizioni e
di timore di Dio chi sarà per portarla.
Auguro a Lei, a Papà e a tutta la famiglia sanità e grazia dal Signore mentre 5
mi professo con gratitudine
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AlTIH.mo Signore
10
Il Sig. Cav. Zaverio Provana di Collegno
388
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 251 x 191 mm.
E I 170 MB V I 201-202
strappo a motivo del sigillo di ceralacca
Notizie non tutte positive su un aspirante seminarista
*Da casa [Torino], 15 marzo [18]59
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Sono un p o’ imbrogliato a dare notizie del giovane Grosso di Vigone. Le dirò
le cose siccome le conosco coram D om ino. Di studio bene, di condotta mediocre
e fu licenziato dalla casa per motivo da non nominarsi fra i cristiani. Quivi ha fat­
to fino alla retorica inclusivamente; e può darsi che da due anni, da che non è più 5
qui, abbia tenuto miglior condotta e perciò si meriti speciale onorevole racco­
mandazione.
Credo che tali informazioni basteranno, disposto a spiegare le cose più minu­
tamente qualora ne faccia mestieri mentre mi professo con gratitudine
Di V. S. 111.ma
10
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
N.B. Quando detto giovane si presentò per l'esame di vestizione, io gli rifiutai la
fede di buona condotta ed egli andò a farsela fare dal suo Curato a Vigone.
15
AU’Ill.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. Cav. Can. Vogliotti
Rett. Prov. Gen.
Torino
3 Domenico Grosso, nato a Vigone (Torino) il 19 agosto 1838. Il giovane era entrato aU'Oratorio il 28
ottobre 1854. In una nota sugli aspiranti chierici, conservata in AAT 12/17.13, si legge che il 16 marzo
1859 era stato «rimesso» alla diocesi di Nizza. Non ancora rivestito dell'abito clericale, «mancava di
pietà».

38.8 Page 378

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372 aprile 1859
389
Al fratello rosminiano Giuseppe Zaiotti
ASIC A 1 - Teca 11 S. Giovanni Bosco, 94-95
Orig. aut. 2 ff. 250 x 190 mm. indirizzo allog.
MB V I 168-169
timbri: Torino 5 apr 59 10 M
Stresa 6 apr 59
Esprime disaccordo sul comportamento diffidente del corrispondente che gli attribuisce un debito per
presunto errore di calcolo
*Torino, 4 aprile 1859
Preg.mo Signore,
Il
Signore ci doni la santa virtù della pazienza. La sua lettera mi ha dato non
poco fastidio specialmente per quelle parole che minacciano di usare mezzi legali
5 per quei cento franchi di cui le sembra essere incorso errore. Ho dovuto sospen­
dere le mie occupazioni e spendere non poco tempo per questo affare.
Anzi tutto le debbo premettere che da diciotto anni tratto affari coll’istituto
della carità, e non vi fu mai ombra né di sospetto, né di freddezza; anzi il sig. D.
Carlo Gilardi, di compianta ricordanza ma sempre di grata memoria, egli faceva
io il s e g re ta rio per me e per lui, ed io mi rimettevo ai conti che egli mi dava senza
nemmeno fare osservazioni di sorta. Questi conti furono sistemati il 10 luglio
1857; ella mi va a cercare una lettera mia, secondo la quale (che ha data del 10
febbraio 1855) sarebbe incorso un errore. Sarebbe un dire che io e D. Carlo aves­
simo ambidue la testa nel sacco; perciocché per lo più i conti erano sempre siste-
15 mati in presenza di ambidue e ci davamo premura di contare soldi e centesimi nel
timore reciproco di dare il minimo danno ad una delle parti.
Noti anche che quando faceva qualche pagamento lo significava per lettera
al D. Carlo, ma nel totale dei conti quelle lettere servivano di semplice memoria e
si faceva nota a parte di debito e credito. A me pare che il ricercare lo sbaglio av-
20 venuto antecedentemente a conti aggiustati in questo modo, si è un cercarsi fasti­
di ove non ve n’è cagione, né motivo di sorta. Tuttavia, anche nella ferma e piena
persuasione che questi cento franchi siano stati compresi nella sistemazione de’ f.lv
conti 1856-7, la prego di dire a chi fa da superiore in questi affari, che io non vo­
glio per nissun motivo venire a mezzi legali, e che a semplice cenno io manderò
25 per la posta un vaglia di cento franchi, purché tale sia la volontà del superiore di
Lei.
In quanto poi a fr. 1,60 di cui non aveva spezzati onde saldare a casa del cav.
Not[aio] Turvano era proprio persuaso che avessi saldato ogni cosa mercé il cam­
bio fatto di una moneta di 14,50 e sembrami averle date tre monete da otto soldi
30 una da quattro e due soldi. Tuttavia non avendomi notato nulla, ed essendomene
potuto sbagliare, come ella mi dice, senza difficoltà di sorta le mando un vaglia
corrispondente.
Per diminuire disturbi io la prego di non occuparsi né del mio torto né della
mia ragione, ma dirmi semplicemente se debbo mandare i cento franchi, in caso
35 diverso occorre nemmeno che mi risponda.
Il Signore Le doni sanità e grazia e augurandole benedizioni dal cielo sopra

38.9 Page 379

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tutto l ’istituto mi professo colla debita stima
Di V. S. preg.ma
aprile 1859 373
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
40
P.S. La prego di volermi inviare la scrittura di obbligazione segnata dal T. Mu-
rialdo, Borei, Caffasso, Bosco; l’ho cercata presso il Notaio Turvano e non si è
trovata.
f.2v Al pregiatissimo Signore
Il Sig. Zaiotti Giuseppe
45
presso il Ven.do Instituto di Carità
Stresa
8 freddezza] freddura
21 ve n’è ] v ’è nè
28 ante avessi del 1’
31 potuto add si
2 Giuseppe Zaiotti, coadiutore rosminiano, amministratore diligentissimo succeduto a don Gilardi.
Era nato a Gazzadina (Trento) 0 17 aprile 1804, morì il 23 gennaio 1876 a Stresa, dopo 35 anni di vita
religiosa.
5 Per tutto l’intero mese di marzo si era avuto un notevole scambio di corrispondenza fra lo Zaiotti e
don Alasonatti per le cento lire che i rosminiani avevano pagato in più a don Bosco come interesse
sulle 5000 lire dovute al seminario.
6 Lo Zaiotti il 28 marzo così aveva scritto a don Alasonatti: «[...] onde il mio dovere mi costringe a
far valere le ragioni che ho nelle mani. Ella ci rifletta sopra, e poi se crederà bene che io usi di tali pro­
ve anche nelle vie legali, io benché mal volentieri, ne la soddisferò».
32 II 28 marzo lo Zaiotti, pur confermando a don Alasonatti che don Bosco l ’ 11 marzo aveva scam­
biato una moneta in casa del notaio, aveva tuttavia aggiunto che non gli aveva però consegnato lire
1,60 che gli doveva.
41 Era il documento dato da don Bosco ai rosminiani, sulla quale questi avevano appoggiato l’ipote­
ca, di cui alla lett. n. 384.
390
Ad un corrispondente non identificato di Tortona
ASC 131.01 Lett. orig. anonim o (A 169) me. 1 C 7/8
Orig. aut. 1 f. 191 x 125 mm. carta molto ingiallita
E I 172 MB V I 199-200
Si dichiara disponibile ad inviare un calzolaio o un sarto a chi ne ha fatto richiesta
*Torino, 5 ap[rile] [18]59
Car.mo nel Signore,
L ’aspetto torbido delle cose politiche mi hanno fatto indugiare alquanto a ri­
spondere alla venerata di Lei lettera. Dirò adunque:
Qualora si continui nel progetto mentovato io le potrei mandare uno de’ miei 5
giovani, non famoso calzolaio, ma capace di tagliare e fare l ’oggetto di sua arte.
Riguardo alla condotta spero non vi saranno lagnanze ad eccezione che decada
dall’attuale maniera di vivere. Le farò trarre copia del regolamento di questa casa

38.10 Page 380

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374 aprile 1859
e glielo farò tenere. Per la radunanza festiva sarebbe mestieri parlarci, perciò se
io mai venisse a Torino faccia di poter passare qualche giorno festivo con noi e ve­
drà come ce la caviamo in nom ine Dom ini. Quando ci sia qualche cosa di fatto
mel dica e si D om inus dederit le andrò a fare |una visita.
f.iv
Qualora gradisse meglio un giovane sarto l ’avrei pure.
Umili saluti all’intrepido D. Ferlosio. A tutti e due gran coraggio nel Signore.
15 Faccia un milione [di] associati alle Letture Cattoliche; preghi per me e per li
miei poveri figli mentre mi professo
Di V. S. car.ma nel Signore
Obbl.mo servo amico
Sac. Bosco Gio.
2 Non si conosce il destinatario della lettera; dovrebbe comunque trattarsi del responsabile di qual­
che ospizio di carità di Tortona.
3 Si era in piena fase di mobilitazione per la II guerra d ’indipendenza, che sarebbe stata dichiarata il
23 aprile.
14 Don Giuseppe Ferlosio, teologo, rettore del seminario di Tortona.
391
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di Santi
Orig. aut. 1 f. 251 x 192 mm.
E I 172-173 MB V I 201
Richiesta di pensione gratuita per un giovane seminarista
"Da casa [Torino], 6 ap[rile] [18]59
Ill.mo Sig. Rettore,
Il
chierico Alasia da Sommariva seminarista di Chieri mi scrive che gli è fatta
dimanda della pensione. Egli andò in seminario nella speranza di averla gratis,
5 siccome ella avevami fatto sperare. Io mi raccomando affinché V. S. venga al me­
desimo in ajuto, altrimenti, non potendo pagarsi nemanco un soldo, sarebbe co­
stretto di andarsene a casa. Il cherico Bonetti la godeva intiera l ’anno scorso; ella
mi ha fatto sperare che, prendendo [io] in casa il Bonetti, l’avrebbe trasferita al
giovane eh. Alasia.
io
Pieno di fiducia nella sua bontà mi professo con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Giacomo Alasia, nato nel 1840, era entrato come studente all’Oratorio il 25 agosto 1852; uscì nel­
l’ottobre del 1863. Sommariva del Bosco: località a 51 km. a nord est di Cuneo. La lettera di cui si par­
la non è conservata.

39 Pages 381-390

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39.1 Page 381

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392
AI padre barnabita Salesio Canobbio
aprile 1859 37o
Collegio S. Francesco - Moncalieri (Torino)
Orig. aut. 1 f. 256 x 190 mm. molte macchie di umidità
sulla figura e l ’opera di don Bosco
Ined.
in calce si legge una nota allografa
Lettera di accompagnamento dell’offerta di un pacco di medaglie, dono del papa — richiesta di diffu­
sione delle Letture Cattoliche
Torino, 15 ap[rile] [18]59
Car.mo Sig. Padre Canobbio,
Il Santo Padre Pio IX pochi giorni [or] sono dava un gran segno di bontà ver­
so i nostri poveri giovanetti. Inviò un pacco di piccole medaglie per loro farne di­
stribuzione. Essendovene alcune oltre al numero di giovani, ne mando a Lei una 5
trentina, perché le dia a chi meglio giudicherà considerando non il pregio mate­
riale ma il valore della provenienza.
Godo molto nel Signore che siasi riavuto dalla sua malattia. Abbiasi cura, ne
abbiamo bisogno.
Sento con piacere che studia il modo di diffondere le Leti. catt.. Bravo, con- io
tinui. La cosa sarebbe veramente utile se potesse anche disseminarle per Monca­
lieri ove so andarci molti stampati irreligiosi e quasi niuno buono.
Dio le doni sanità e grazia: offra i miei rispettosi saluti al sig. P. Rettore ed al
nostro Luigi Cays; preghi anche per me e per li miei giovanetti mentre mi profes­
so con gratitudine
15
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
13 al2 corr ex allo
11-12 II paese di Moncalieri all’epoca aveva aU'incirca 10.000 abitanti.
13 Rettore era padre Alessandro Maria Teppa. Nato a Cantoira (Torino) l’8 marzo 1806, si era fatto
barnabita e per molti anni era stato istitutore di alunni. Fu predicatore di esercizi, maestro dei novizi,
visitatore generale, superiore generale ed in quanto tale nel 1871 partecipò al Concilio Vaticano I. Res­
se il collegio-convitto di Moncalieri per alcuni anni. Morì a Roma il 27 luglio 1871. Don Bosco era in
relazione con lui e ne aveva letto gli scritti pedagogici.
393
Al parroco di S. Martino Alfieri, Giovanni Battista Torchio
ASC 131.01 Lett orig. di recente recupero (A 178)
Orig. aut. 1 f. 250 x 192 mm. macchie di inchiostro e di umidità
E I 173 MB V I 227-228
Notizie su giovani dell’ Oratorio — eventualità di requisizione della casa a scopo militare

39.2 Page 382

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376 aprile-maggio 1859
M.to R.do e Car.mo nel Signore,
*Torino, 22 aprile 1859
Siamo a Pasqua e per farla bene debbo aggiustare le cose mie con V. S. verso
cui sono debitore di alcune risposte specialmente riguardo al giovane Barberis.
5
Per reciproca soddisfazione e norma le dirò che non ho fatto quanto deside­
rava, perché la condotta di questo giovanetto, cui ho sempre portato speciale af­
fezione, fu sempre dubbiosa. Nello studio, nella scuola, nella pietà si tenne sem­
pre in tale mediocrità che mai non mi diede un punto sopra cui raccomandarlo
presso a persone benemerite, siccome era desiderio di V. S. [,] del padre, che è
io ottima persona, e siccome desiderava io medesimo. Questo è il motivo per cui
non ho potuto appagare l ’aspettazione di V. S.
In quanto al Saglietti le debbo dire che per ora non mi è possibile il riceverlo.
Perché? Perché il governo ha fatto visitare quanti soldati potrebbero dormire in
questa casa in grave bisogno, il che vuol dire che da un momento all’altro posso
15 essere al punto di dovermi fare il fagotto. Le notizie politiche di quest'oggi sono
gravi e assai allarmanti.
Se verrà a Torino venga a vedermi. Ma in ogni circostanza l ’assicuro che fa­
rò sempre quel che posso a suo favore.
Preghi per me e per li miei poveri giovanetti e mi abbia sempre tra quelli che
20 si professano
Di V. S. M.to Rev.da
Aff.mo servo ed amico
Sac. Bosco Gio.
2 Nato a Celle Enomondo (Asti) il 15 ottobre 1820, il Torchio dal 1848 fino alla morte avvenuta nel
1890 fu parroco di S. Martino Alfieri, località di circa 900 abitanti, a 14 km. da Asti. Fu insignito del ti­
tolo di monsignore e di cameriere d ’onore di papa Leone X III.
3 Pasqua: 24 aprile.
4 Probabilmente Antonio Barberis, nato nel 1845, che era entrato all’Oratorio il 18 ottobre 1858. Uscì
nell’agosto del 1864.
12 Saglietti: il ragazzo non risulta sia mai stato accettato all’Oratorio.
13-16 All’inizio di aprile una commissione governativa aveva visitato l’Oratorio in vista di un suo uso
per alloggio di militari in caso di necessità. La guerra contro l’Austria fu dichiarata il giorno dopo la
lettera di don Bosco.
394
Circolare
ASC 131.04 Circolare (A 176) me. 1370 D 1/2
Copia litografata allog. 2 ff. 266 x 206 mm. litografia Cordey
Copia in ASC 112 Lotterie (A 022) me. 405 A 10/11
E I 196 MB V I 231-232
Appello per una lotteria suppletiva
Ill.mo Signore,
Torino, [5] maggio 1859
Non è più una lotteria che io raccomando alla provata carità di V. S. Ill.ma;

39.3 Page 383

▲torna in alto
maggio 1859 377
è una liquidazione di oggetti, parte rimasti da antecedente lotteria e parte offerti
testé a favore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales in Valdocco, di S. Luigi a Por- 5
ta Nuova e del Santo Angelo Custode in Vanchiglia.
Ho scelto cinquecento di tali oggetti, ne sommai il prezzo secondo l ’estimo
approvato dall’intendenza Generale, e ribassatolo di un terzo, lo divisi in cinque­
cento quote, quanti appunto sono gli oggetti. Il prezzo di ciascun biglietto riuscì
di franchi 5, ma ogni biglietto ha un premio assicurato; però colla eventualità che 10
il premio può essere di un valore maggiore o minore secondo il risultato del­
l ’estrazione.
Tale estrazione avrà luogo il giorno 26 del prossimo Maggio nella casa del-
l’Oratorio di S. Francesco di Sales.
Io
le mando biglietti N. ... con preghiera di volerli accettare. Qualora però 15
tra Lei e le caritatevoli persone di sua conoscenza non istimassero di ritenerli tut-
f.lv ti, la prego rispettosamente a tollerare |il disturbo e farli trasmettere a questa
casa alcuni giorni prima dell’estrazione. L ’oggetto vinto sarà portato a domicilio.
Tali oggetti si sarebbero potuti mettere in vendita, ma la cosa sarebbe andata
a lungo, né avrei ottenuto un pronto aiuto siccome le attuali strettezze di questa 20
casa richieggono.
Comunque sia, io desidero che Ella non abbia altra mira se non di fare
un’opera di carità: dal canto mio non mancherò di unirmi ai poveri giovani che
frequentano questi Oratorii per invocare da Dio e dalla Vergine Santissima grazie
e benedizioni, che è il centuplo che Dio promette a chi fa opere di carità nella vita 25
presente coll’aggiunta dell’eterna felicità nell’altra.
Con pienezza di gratitudine e con profonda stima mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
30
3-6 La lotteria era stata fatta nel 1857. Evidentemente anche per questa «liquidazione» don Bosco
dovette chiedere l’autorizzazione alle autorità.
395
Ad un teologo non identificato
ASC 131.22 Copie di originali, dattiloscritto (A 192 fase. 28)
Copia semplice
E I 175
Richiesta di smercio di biglietti della lotteria
'"Torino, 13 maggio 1859
Car.mo Sig. Teologo,
Provi anch’Ella se può distribuire alcune decine di biglietti. Faccia quel che
può in nom ine D om in i. Le ne mando 5 decine. Il tempo utile per lo smercio va
fino alla metà di Giugno.
5
Dio la conservi e la benedica onde possa continuar a far molto bene nella

39.4 Page 384

▲torna in alto
378 maggio-giugno 1859
Chiesa, e augurandole copiosa mercede dal Cielo, mi dico con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servo ed amico
io
[Sac. Gio. Bosco]
5 Suona strana questa data di giugno, in quanto l ’estrazione era prevista — e difatti ebbe luogo —
il 26 maggio. Può darsi che don Bosco pensasse alla possibilità di una proroga.
396
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 D 3
Copia litografata allog. 2 ff. 225 x 168 mm. litografìa Cordey
Copie in ASC 112 Lotterie 112 Fatture (A 022)
E I 175 MB V I 231-232
Avviso ai vincitori della lotteria
•'Torino, [30] maggio 1859
Ill.mo Signore,
Mi reco a dovere di far trasmettere a V. S. 111.ma gli oggetti vinti nell’estra­
zione del 26 cadente mese seguita in questa casa in presenza della Commissione
5 dell'antecedente lotteria.
Al N. ... corrispose il N. ...
La prego di volerli gradire sic[c]ome sono; e spero che Ella vorrà piuttosto
considerare l'opera di carità che il pregio materiale ai medesimi unito.
Dal canto mio non mancherò d’invocare dal Cielo sopra di Lei sanità e gra-
10 zia; e mentre raccomando me, gli ecclesiastici e tutti i giovani beneficati di questi
Oratorii alla Carità delle divote di Lei preghiere colla più sentita gratitudine mi
professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
397
Al conte Edoardo Crotti di Costigliole
Copia a stampa in E I 176
MB IX 10
Invia profezie della Monaca di Taggia — saluta l’intera famiglia
*Torino, 12 giugno 1859
Car.mo Signore,
Ecco a V. S. car.ma la famosa profezia della Monaca di Taggia nel suo origi-

39.5 Page 385

▲torna in alto
giugno 1859 379
naie. Le cose ivi notate si vanno di giorno in giorno compiendo; che se tutte si
adempiranno avremo un tristo avvenire.
Ella mi prodiga espressioni che la mia povera persona punto non merita, ma 5
che dimostrano in Lei un cuore pieno di bontà che sa trovar cose buone ove non
ce ne sarebbero. La prego di salutare da parte mia papà e maman, la dam. Noemi
ed il sig. D. Scaglia; e mentre raccomando me ed i miei poveri giovani alla carità
delle loro preghiere, mi dico di Lei con gratitudine e stima particolare, siccome di
tutto cuore mi professo nel Signore
10
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Le raccomando la diffusione delle Letture Cattoliche.
15
2 Dovrebbe trattarsi del conte Edoardo Crotti di Costigliole, nato il 20 ottobre 1799 a Saluzzo, morto
ad Aosta il 25 settembre 1870. Cavaliere dell’ordine mauriziano, nel 1837 fu nominato segretario
d’ambasciata a Parigi. Fatto conte dal re Carlo Alberto, nel 1848 fu ambasciatore in Svizzera. Deputa­
to al parlamento subalpino ed italiano nella V I e X legislatura, fu uomo religiosissimo, tanto da giura­
re «sotto condizione» in parlamento, suscitando forti reazioni nel paese. Annullata l ’elezione nel mag­
gio 1867, fu rieletto. Dopo l ’occupazione di Roma per protesta si dimise. Aveva sposato la contessa
Pauline de Mercy d'Argentau (1814-1895), nobildonna ammessa a corte.
3 Monaca di Taggia: suor Rosa Colombo Asdente, monaca domenicana di Taggia (morta nel mona­
stero di Santa Caterina il 6 giugno 1847) in tempi diversi aveva fatto molte predizioni sull’awenire del­
la chiesa in Europa e specialmente in Italia. Una relazione di esse era stata depositata nella curia ve­
scovile di Ventimiglia, e don Bosco ne aveva avuto una fedele trascrizione, eseguita sull’originale, nel
febbraio del 1850. Ne pubblicherà un estratto ne II galantuomo e le sue profezie. Alm anacco piem on­
tese-lombardo pel 1862. An. IX Torino, 1861.
8-9 damig. Noemi, don Scaglia: personaggi non meglio identificati.
398
Al canonico professore Bernardino Peyron
Già presso can. Michele Peyron - Torino
Orig. aut. 2 ff. 170 x 120 mm. accanto all’indirizzo si legge: in sua assenza al T. Cav. Magliano
(grafia di anonimo)
Ined.
Consegna di volumi e richiesta di altri
*Oratorio di S. Francesco di Sales,
Torino, 13 giugno 1859
Ill.mo Signore,
Mentre mi fo dovere di trasmettere a V. S. 111.ma il volume del Surio novem ­
bre e dicem bre la pregherei di un novello favore e sarebbe di imprestarmi per al- 5
cuni giorni, e se non si può altrimenti anche per alcune ore, il volume de’ Bollan-
disti che contiene le vite de’ Santi del 14 settembre.
L'assicuro che ne avrò tutta la cura per conservarlo bene, e di impedire il mi­
nimo guasto.

39.6 Page 386

▲torna in alto
380 giugno-luglio 1859
10
Con sentimento di sincera gratitudine le auguro dal Signore sanità e grazia e
mi professo rispettosamente
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 AU’Ill.mo Signore
Il Sig. Prof. Peyron applicato
alla Biblioteca della R. Università
Torino
2 II canonico era cavaliere mauriziano e giudice prosinodale. Morì il 6 agosto 1865 a 86 anni.
4 II volumetto di novembre era La persecuzione di Decio e il pontificato di san Cornelio I papa;
quello di dicembre invece Agostino, ossia il trionfo della Religione. Circa il Surio, vedi lett. n. 651.
399
Al conte Alessandro Provana di Collegno
Lettera non reperita, ma attestata dall’impegno assunto dal conte in data 15 luglio 1859: ASC A 164
Chiede di devolvere le 300 lire di pensione annuale, già date a favore del chierico Felice Reviglio, per il
chierico Antonio Rovetto di Castelnuovo d'Asti
Torino, anter. 15 luglio 1859
[...]
Avendo finito gli studi il chierico Felice Reviglio, per il quale da 7 anni la famiglia Provana di Collegllo
pagava la retta annuale di lire 300 (vedi lett. n. 118), don Bosco chiese al conte Alessandro (1819-
1881), figlio di Giuseppe (morto il 6 febbraio 1854), di versare la medesima cifra a favore del chierico
Antonio Rovetto. Il conte accettò la proposta. La medesima sovvenzione sarà continuata ancora per
molti anni. Il Rovetto era nato a Castelnuovo d’Asti nel 1842 ed era entrato all’Oratorio come studente
il 1° luglio 1855. Nel 1863 fece la professione religiosa, ma due anni dopo lasciò la congregazione.
400
A ll’arcivescovo di Bologna, cardinale M . Ottaviano Viale Prelà
ASC 131.22 Copie di originali (A 191)
Copia dattilosc. dall'originale ad opera di don Luigi Terrone (1875-1968)
E I 176-177 MB X IV 822-823
Offerta di una copia de La Storia d ’Italia — ringraziamento per la collaborazione ricevuta — accenno
all’entrata di Napoleone III e del re Vittorio Emanuele II in Torino
"Torino, 15 luglio 1859
Eminenza Reverend.ma,
Approfitto della congiuntura che il marchese Fassati, persona eminentemen­
te cattolica [viene a Bologna] per ringraziare V. E. Reverend.ma della bontà usa-
5 lami coll'inviarmi le opportune notizie intorno al card. Mezzofanti. E poiché que­
ste fecero parte di una Storia d ’Italia testé stampata, prego V. E. a volerne gradi­
re copia come omaggio della mia più sincera gratitudine.

39.7 Page 387

▲torna in alto
luglio-agosto 1859 381
Voglia il Signor Iddio dare a V. E. lumi, sanità e forza affinché in questi diffi­
cili momenti possa promuovere la gloria di Dio e il bene delle anime: questo di­
mando io unito alle preghiere de’ miei poveri giovani.
10
Mentre le bacio il lembo della sacra porpora, invoco la santa sua benedizione
professandomi con pienezza di stima
Di V. E. Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
P.S. Alla metà di questa lettera, ore 5 mezza pom., sono assordato dagli evviva
fatti a Napoleone e al nostro Re che fanno la loro entrata e passano sotto la fine­
stra di questa camera.
3 congiuntura: qui indica occasione favorevole; manca poi il verbo: si tratta di un anacoluto sfuggito
probabilmente per la fretta. Una copia archivistica di anonimo e non datata sostituisce il «che» (posto
dopo il termine «congiuntura») con «del», tentando così di risolvere il problema.
5 Vedi lett. n. 385.
18 Don Bosco, a quanto pare, non era a Valdocco, ma si trovava presso qualche famiglia che abitava
sui viali centrali percorsi dai reduci della seconda guerra di Indipendenza dopo l'armistizio di Villa­
franca firmato l'8 luglio.
401
Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta del sindaco: ASC 126.2 Autorità, Sindaci Torino,
Notta, ed. in MB VI 250
Omaggia una copia della seconda edizione de La Storia d'Italia
Torino, anter. 16 luglio 1859
[...]
La seconda edizione era stata pubblicata da Paravia nel mese di giugno in 2500 copie. Secondo don
Amadei, don Bosco affidò la revisione del libro a don Rua: A. A m adei, I l servo di D io M ichele Rita
successore del beato D. Bosco. Voi. I. Torino 1931, p. 94. Del volume don Bosco fece omaggio a varie
autorità politiche e religiose, che è arduo precisare.
402
Al giovane Ottavio Bosco di Ruffino
Copia a stampa in E I 177
MB V I 259
Invia alcuni libri, con raccomandazione di verificare se di qualche parte sia meglio evitare la lettura
Torino, 11 agosto 1859
Ottavio car.mo,
Eccoti i libri di cui ho fatto fare breve rivista. In senso proprio non avvi alcu­

39.8 Page 388

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382 agosto 1859
na cosa proibita: i libri non sono all’indice. Sonvi però alcune cose assai pericolo-
5 se per la moralità di un giovane; perciò mentre puoi leggerli devi stare attento su
te medesimo, e qualora ti accorga avvenire danno al tuo cuore, sospenderne la
lettura, o almeno saltare que’ brani che relativamente possono essere pericolosi.
Ho fatto aspettare il domestico perché aveva molta udienza. Dio ti doni sani­
tà e grazia: mille saluti a maman e a tua sorella: prega anche per me che ti sarò
io sempre nel Signore
Aff.mo amico
Sac. Bosco G.
403
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
AAT Provvisioni semplici voi. I li 1858-1879 f. 41
Copia allog. autentic. dalla curia arciv. di Torino
Ined.
Surrogazione d’una parte del patrimonio ecclesiastico
[Torino, anter. 26 agosto 1859]
Eccellenza Rev.ma,
Il
Sacerdote Bosco Gioanni da Castelnuovo d ’Asti domiciliato qui presso alla
città nelTOratorio maschile di S. Francesco di Sales, nella convenienza di mutare
5 la designazione di una pezza Vigna faciente parte del suo patrimonio ecclesiastico
con una cedola di eguale rendita a lui intestata e debitamente vincolata come si
scorge dalla medesima qui unita colle testimoniali d ’informativa,
Implora da V. insigne Benignità la scorporazione della sud[d]etta Vigna indi­
cata nell’atto di costituzione al n. 3 di tavole settanta nella Regione di Valgongone
io ecc., per l ’effetto di cui sopra; e nella fiducia della grazia si onora di farle umilissi­
ma reverenza
Il supplicante
[Sac. Gio. Bosco]
5 Vedi lett. n. 9.
13 La domanda venne accolta. L'AAT conserva il documento firmato dal provicario generale A.
Vogliotti.
404
AI primo segretario dell’ordine mauriziano, Luigi Cibrario
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del Cibrario stesso: ASC 126.2 Cibrario, ed. in MB VI
265
Richiesta di sussidio
Torino, anter. 31 agosto 1859

39.9 Page 389

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agosto-settembre 1859 383
La domanda era motivata dalle difficoltà economiche di Valdocco dovute non solo al diminuito nume­
ro dei benefattori, ma anche all'aumento dei ricoverati in occasione della seconda guerra d ’Indipen-
denza. Su proposta del Cibrario, il re accolse la domanda e stanziò lire 250, avvertendo però che la
largizione aveva un carattere eccezionale, legato alle straordinarie circostanze dell’ anno e non avreb­
be potuto essere invocata come un precedente negli anni successivi.
405
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 207 x 143 mm.
E I 177-178
timbri sul f. 2v: Torino 15 set 59
Chiede informazioni circa un sacerdote affetto da manie
Vercelli 15 set 59 9 S
'"Torino, 15 settem bre] 1859
Car.mo Sig. Arciprete,
Fu qui da me il T. Boncani con un suo manoscritto, con cui vorrebbe far co­
noscere al pubblico che egli fu consacrato vescovo prodigiosamente. Tal cosa mi
sembra una vera mania. Ciò nonostante la prego di dirmi, se qua sotto ci covi 5
qualche cosa; o se sia una fissazione, insomma che se ne dica di questo affare a
Vercelli.
Lo scalo della Ferrovia per costà è vicino a me; se non viene a farmi una visi­
ta, andrò a fargliela io.
Stia allegro: Malakoff è presa. Presto:
io
Mi creda tutto suo
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
f.2v AU'Ul.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. T. Degaudenzi
15
arciprete
Vercelli
3 Teol Boncani: non si è trovato nessun sacerdote con tal nome. Esisteva invero un teologo Giovanni
Bellana (1798-1881) ma non sembra si tratti della persona citata da don Bosco.
10 Malakhov: bastione di Crimea, ad est delle fortificazioni di Sebastopoli, espugnato dall’esercito
francese l ’8 settembre dopo tre giorni di bombardamento. Divenne una specie di proverbio, per indi­
care che era caduto l ’ultimo ostacolo per poter conseguire qualche fine.
406
A Niccolò Tommaseo
Biblioteca nazionale - Firenze, Tomm. 8.57 iris. 86
Orig. aut. 1 f. 250 x 190 mm.
E I 178
Offerta de La Storia d ’Italia con preghiera di una presentazione sull'Istitutore

39.10 Page 390

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384 settembre-ottobre 1859
*Da casa [Torino], 23 settem b re] 1859
Chiarissimo Signore,
Reco disturbo a V. S. Chiarissima per pregarla di due favori. Che voglia gra­
dire copia di Storia d ’Italia testé fatta stampare con preghiere di volerne far
5 cenno nel giornale l'istitu to re con quelle parole che nella sua saviezza meglio
giudicherà.
Il
mio scopo fu di raccontare alla gioventù que’ fatti di nostra storia che sem­
brano più convenire alla giovanile età. L ’ho anche accomodata al programma per
l'esame di magistero, pei maestri delle scuole elementari e delle scuole tecniche,
io
Comunque ella faccia io sono assai contento di quest’occasione in cui le pos­
so augurare dal cielo sanità e grazia, mentre con pienezza di stima mi professo
rispettosamente
Di V. S. chiar.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
5 L'Istitutore. Foglio ebdomadario d'istruzione e degli atti ufficiali di essa. Fondato nel 1853 per
promuovere l'istruzione primaria, si occupava di metodi didattici e pedagogici, dei programmi scola­
stici e dei libri di testo. Il giudizio, elogiativo, su La storia d ’Italia apparve sul numero di sabato 26
novembre [7 (1859) N. 28] pp. 764-765: cf. G. Bosco, Scritti pedagogici e spirituali, a cura di J. Borre-
go, P. Braido, A. Ferreira Da Silva, F. Motto, J.M. Prellezo. Roma, LAS 1987, pp. 48-49, ovvero MB
VI 291-294.
407
A don Alessandro Allora
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta del corrispondente in data 11 novembre 1859 : ASC
131.2 Allora
Domanda di interessarsi presso il giudice di Castelnuovo per l’eventuale trasporto della salma di Do­
menico Savio da Mondonio a Castelnuovo: cf. M. M olineris, Nuova vita di Dom enico Savio (ed. ex­
tra commerciale), p. 265
[Torino, ottobre 1859]
[•••]
Don Alessandro Allora: maestro di Castelnuovo. Insignito di un benefìcio, morì il 3 marzo 1885, a 66
anni. Era stato compagno di don Bosco in seminario a Chieri.
408
A Giuseppina Pellico
Lettera non reperita, ma desunta da quella della corrispondente in data 27 ottobre 1859: ASC 126.2
Pellico
Domanda di procurargli una copia in lingua francese del libretto «Divozione delle sette domeniche
consacrate ad onorare i dolori e le allegrezze di S. Giuseppe con indulgenza plenaria ogni domenica»
del P. Ughet
Torino, anter. 27 ottobre 1859

40 Pages 391-400

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40.1 Page 391

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ottobre-novembre 1859 385
Giuseppina Pellico (1798-1874) sorella del famoso Silvio, ex suora delle Rosine prima a Torino e poi a
Chieri, aveva tradotto in lingua italiana il libretto in questione. Don Bosco, in vista della pubblicazione
nelle Letture Cattoliche (Torino, an. IX fase. X I gennaio 1862), le aveva chiesto di procurargliene una
copia in francese. La Pellico non reperendone alcuna in Torino, gli presterà quella in suo possesso,
con dedica dell’autore.
409
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 250 x 191 mm. carta mal ritagliata
E I 181-182 MB V I 308-309
Si dichiara pronto a provvedere in qualche modo ad un giovane raccomandatogli, nonostante
un’esplicita insubordinazione del medesimo
Torino, 3 novembre [18]59
Ill.mo e Benemerito Signore,
Ho ricevuto con vero piacere la venerata lettera di V. S. Benemerita con cui
nella solita sua carità raccomanda il giovane Rossi. Questo povero ragazzo oltre
ad altre cose fu compromesso insieme ad altri di questa casa che contro mia proi- 5
bizione vollero andare a fare un pranzo fuori di questa in luogo da non tollerarsi.
Li mandai a chiamare mentre pranzavano, feci ripetere la chiamata dopo il pran­
zo, perché dolevami troppo prendere gravi misure contro ad una ventina di gio­
vani fuorviati. Quattro soltanto in fine si arresero e si umiliarono, gli altri si mo­
strarono assai più baldi. Dopo il pranzo andarono a girovagare per la città; la sera 10
andarono a cenare nello stesso posto e vennero a casa a notte tarda mezzo ub-
briachi, tra questi ultimi eravi il Rossi.
Siccome li aveva più volte minacciati, se mostravansi ostinati, di cacciarli
dalla casa, così dovetti farlo col massimo mio rincrescimento. Tuttavia in seguito
alla sua lettera terrò qui il Rossi in casa per alcuni giorni e vedrò se mi riesce di 15
collocarlo altrove come spero. In quanto all’altro ragazzo di cui parla, o che ci
parleremo a bocca o che le scriverò altra volta sistemato che sia il gran numero di
giovani raccolti or ora in questa casa.
La ringrazio poi di tutto cuore della generosa limosina che fa a questa casa e
l ’assicuro che non mancherò di pregare il Signore perché benedica Lei e la sua fa- 20
miglia; mentre con pienezza di stima mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v AU'IIl.mo Signore
25
Il Sig. Barone Feliciano Ricci
Cuneo
4 Francesco Rossi, nato a Dronero (Cuneo) nel 1845, era entrato all’Oratorio il 23 novembre 1858;
uscì nel dicembre 1859.
25

40.2 Page 392

▲torna in alto
386 novembre 1859
410
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lai. Pos. et Min. 62
Orig. aut. 2 ff. 250 x 192 mm.
Ined.
carta molto ingiallita
Solidarietà col papa in occasione della rivolta nelle Romagne — impegno suo e di altri sacerdoti per
difendere i giovani dalla irreligione — notizie sugli Oratori — previsioni pessimistiche circa l ’avvenire
dello stato pontificio
*Torino, 9 novembre 1859
Beatissimo Padre,
Colla massima ansietà attendeva un mezzo sicuro per farmi pervenire a Vo­
stra Santità collo scopo di chiederle rispettosamente la sua benedizione in mezzo
5 alle presenti nostre tribulazioni, ed anche per assicurare V. S. del cattolico e filia­
le attaccamento alla Sacra di Lei persona come successore di S. Pietro, Vicario di
Gesù Cristo, supremo pastore della Chiesa a cui, chi non è unito, non può sperare
salute. Ora posso effettuare tale desiderio per mezzo del Marchese Scarampi, ze­
lante confratello della società di S. Vincenzo de’ Paoli, e assiduo collaboratore de'
io nostri Oratorii, che va a passare l’inverno a Roma.
Prima di tutto, Beatissimo Padre, noi disapproviamo altamente quanto il no­
stro governo ha fatto o fatto fare nelle Romagne; che se non fu possibile impedire
il male, abbiamo sempre colla voce e cogli scritti disapprovato quanto ivi faceva-
si. La maggior parte degli ecclesiastici, e quasi tutti i paroci, e potrei anche dire la
15 maggior parte dei secolari sono del medesimo pensiero, sebbene non osino mani­
festarlo pubblicamente. Ma la stampa perversa, le minacce, le promesse di chi
governa hanno purtroppo sedotto molti e molti o titubanti o nascosti, a segno che
il numero di |coraggiosi cattolici è terribilmente diminuito.
f.lv
In mezzo a questi disastri religiosi i buoni si strinsero coi loro vescovi e si po-
20 sero ai loro cenni. Ma noi Torinesi fummo e siamo esposti al maggiore dei perico­
li. Il nostro Arcivescovo in esilio; il Vicario Generale minacciato se per poco apre
la bocca; i protestanti protetti dalle autorità non risparmiano né danaro né fatica
per propagare i loro errori; la licenza della stampa e dell'insegnamento; sono cose
che si uniscono insieme a formare mortale cancrena ne’ costumi e nella religione.
25
Ciò nulladimeno abbiamo fatto e facciamo quanto si può per diminuire le
conseguenze dei medi. Ci siamo uniti in una specie di società soprattutto di eccle­
siastici: facciamo quanto si può per diffondere buoni libri, e buoni giornali; si pre­
dica; si danno esercizi, tridui e novene e catechismi sempre nello scopo di insi­
nuare i fondamenti della cattolica nostra religione ed il rispetto al supremo Gerar-
30 ca della cristianità. In questo modo siamo riusciti a conservare finora sani princi-
pii religiosi in molti giovanetti. Io posso calcolarne oltre a tre mila che frequenta­
no gli oratorii festivi o le scuole serali o diurne e costoro nutrono tutti buoni senti­
menti, frequentano i santi sacramenti della confessione e comunione [,] sono as­
sidui alla parola di Dio.
35
I giovani che frequentano le nostre scuole sono circa |cinquecento. I ricove- f.2r
rati sommano a trecento, di essi diciotto in quest’anno vestirono l’abito ecclesia-

40.3 Page 393

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novembre 1859 387
stico; due entrarono nell’ordine de’ predicatori. Due giunsero testé al sacerdozio;
tre coll’ajuto di Dio sperano di potervi arrivare in quest’anno.
La divina provvidenza in modo affatto maraviglioso dispone che noi siamo
tranquilli nelle nostre scuole ove ci lasciano insegnare tutte le classi senza mole- 40
stia di sorte.
Ma, Beatissimo Padre, io non le debbo nascondere che la burrasca non è an­
cora passata. Io temo un governo che si regge sulla rivoluzione; temo la giornalie­
ra diminuzione de’ buoni cattolici; temo il grande numero di nemici dell’ordine
che si rifugiano tra di noi o vanno ad ingrossare le file dei ribelli nelle Romagne; 45
temo poi, Dio tenga lontano tal flagello, temo che Vostra Santità sia ancor mag­
giormente molestata e forse perseguita chi sa in quante maniere.
Questo dico qual figliuolo affezionatissimo, che teme ognora qualche male
pel suo amato Padre; per ciò prego la santa Vergine Immacolata che ci ottenga
da Dio tempi migliori fra popoli e pace alla Chiesa. A consolazione di V. S. le dirò 50
che dal momento che scoppiarono i turbidi negli Stati della Santa Sede i miei gio­
vani stabilirono di recitare ogni giorno speciali preghiere per Lei ed una decina si
accostano alternativamente ogni giorno alla santa comunione per implorare da
Dio sanità, grazia e conservazione di Vostra Santità.
Le ho detto queste poche cose forse non usando il debito rispetto ne’ senti- 55
f.2v menti e nelle parole: Si degni darmi |benigno compatimento.
Intanto mi prostro ai piedi di V. S. unitamente a molti ecclesiastici, che meco
lavorano nel sacro ministero, ad una cinquantina di cherici che aspirano allo sta­
to ecclesiastico, ed un duecento giovani che studiano per iniziarsi nella sacra mili­
zia; a tutti i miei giovani ricoverati, ed a tutti quelli che intervengono a questi ora- 60
torii; tutti prostrati a’ suoi piedi invochiamo l ’apostolica benedizione come venis­
se da Gesù Cristo medesimo. Benedizione che ci tenga fermi nella santa cattolica
religione, e che ci faccia forti e pronti a dare piuttosto la vita che dire o fare la mi­
nima cosa che sia contraria a’ suoi precetti. Così sia.
Di Vostra Santità
65
Figliuolo Aff.mo Obblig.mo Attaccai.mo
Sac. Bosco Gioanni
2 Stando al Lemoyne (D ocum enti V II 85, MB V I 284-285), don Bosco nell'autunno del 1859 era stato
pregato dal papa di far pervenire al re, colla massima segretezza, una sua lettera autografa. Don Bo­
sco vi era riuscito, tramite il cav. Aghemo, segretario privato del re. Anche se non si hanno ulteriori
conferme di tale opera di mediazione, rimane però vero che il momento politico era dei più burrasco­
si. A fronte del voto favorevole all'annessione al Piemonte da parte delle assemblee costituenti di M o­
dena, della Toscana, delle Legazioni e di Parma, il re Vittorio Emanuele a metà settembre aveva invia­
to a Roma l'abate Emanuele Stellardi, cappellano di corte, quale portatore di un suo accorato messag­
gio orale e scritto al pontefice. Questi, ricevuto in udienza due volte lo Stellardi (il 23 ed il 29 settem­
bre), lo aveva incaricato di portare al re la sua lettera di disapprovazione: cf. Pio IX e Vittorio E m a­
nuele I I dal loro carteggio privato. II. La Questione romana 1856-1864, a cura di P. Pirri. Parte II: I
Documenti, pp. 128-131. Immediatamente la santa sede non solo inoltrò una nota di protesta a tutti i
membri del corpo diplomatico, ma anche invitò l’incaricato sardo a Roma a lasciare lo stato pontificio
( I o ottobre).
8 Dovrebbe trattarsi del marchese Ludovico Galeazzo Scarampi di Pruney, abitante in via Bogino n.
3. Già referendario al Consiglio di Stato, nel 1842 era stato decurione di Torino. Cattolico conservato-
re, filopapalino, si presentò alle elezioni del 15novembre 1857, assieme ad altri deputati cattolici quali
Solaro della Margherita, Costa della Torre, Crotti di Costigliole, ma non risultò fra gli eletti. Era uno
degli amici e dei benefattori di don Bosco. Nel 1857 ne diresse la lotteria.

40.4 Page 394

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388 novembre 1859
12 Romagne: vedi nota alla linea 2. Il re il 24 settembre aveva dichiarato di assumere su di sé la cau­
sa delle popolazioni ribelli di Romagna e di patrocinarla presso le altre potenze.
26 specie di società: 40 giorni dopo, e precisamente il 18 dicembre, sarebbe sorta la società o congre­
gazione salesiana mediante la formazione del primo Consiglio superiore.
411
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 251 x 192 mm.
E I 180-181 MB V I 344
Dispiacere di non poter lasciare liberi alcuni chierici per le funzioni in duomo, essendo tutti impegnati
in quelle degli Oratori
Torino, 12 novembre 1859
Benemerito Sig. Rettore,
Ho pensato e ripensato sul modo di poter lasciare alcuni cherici liberi pel ser­
vizio religioso siccome Ella aveva parlato; ma l’ora in cui dovrebbero assentarsi
5 coincide precisamente con quella in cui sonovi le funzioni negli Oratorii; ove sono
ripartiti ed impiegati tutti quanti.
Il
non aver l'ajuto né d’altri sacerdoti, né d'altri cherici fa sì che i miei sono
da mattino a sera occupati nel fare catechismi, scuola festiva, assistere giovani
in chiesa o fuori tanto in questa casa, quanto nelle chiese di Vanchiglia e di Porta
io Nuova.
10 mi sono tenuto meco soltanto il numero di cherici che mi era strettamente
necessario. Se però occorrono solennità in cui siano necessari più cherici, volen­
tieri mi aggiusterò come posso per tenerne libero quel numero che le occorre.
11 can. Anglesio ha un buon numero di cherici, che non hanno la farraggine
15 di cose come abbiamo noi. Le sembra bene di indirizzarsi? Ci pensi un poco.
Il sig. T. Gaude parlò al eh. Molino per metterlo al clero di S. Filippo: ma qui
abbiamo, cerimonie, servizio etc., e quel che è più ho bisogno di servirmene.
Onde prego Lei a volermelo dispensare.
Le mando la fede di buona condotta de’ nostri cherici pel tempo delle vacan-
20 ze; e mi raccomando per la revisione di S. Cornelio mentre con pienezza di grati­
tudine mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 novembre] 9bre
3 I chierici avevano l’obbligo di prestare il servizio liturgico in cattedrale.
16 Teologo Angelo Gaude, procancelliere della curia; il chierico Giovanni Molino, che apparteneva
alla diocesi di Asti in quanto nativo di S. Damiano d’Asti, era entrato all'Oratorio il 24 ottobre 1855; vi
rimase fino al giugno del 1862. La chiesa di S. Filippo aveva uno dei tre cleri di Torino: vedi lett. n. 32
e 66.
20 Si trattava del volumetto La persecuzione di Decio e il pontificato di san Cornelio I papa, per
cura del sacerdote Bosco Giovanni. Torino , tip. G. B. Paravia e comp. 1859.

40.5 Page 395

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novembre 1859 389
412
Ad una corrispondente non identificata
Copia a stampa in E I 181
Accetta la proposta della stampa e della diffusione di un libro a favore degli Oratori, ma domanda un
aiuto per sostenere le prime spese
"Torino, il 21 novembre 1859
Ch.ma Signora,
Assai mi rincresce di non averle potuto puntualmente rispondere relativa­
mente al libro che nella sua bontà farebbe stampare a favore de’ nostri Oratorii.
Un complesso di occupazioni mi hanno fatto differire. Accetto con gratitudine 5
l'offerta, ma avvi una difficoltà nella spesa della stampa cui non potrei sopperire.
Se qualche tipografo, o libraio volesse assumersi le prime spese, io accetterei con
gratitudine qualunque vantaggio mi fosse per venire e mi adoprerei per la diffu­
sione e smercio del libro appena stampato.
Non mancherò di fare quanto posso pel nostro Tugher, ma le mie finanze mi 10
limitano la volontà; Dio però non mancherà di aiutarci tutti.
Dio le doni sanità e grazia; preghi per me e per li miei giovanetti e mi creda
colla più distinta stima
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
4 Non si sa esattamente di quale libro si trattasse.
10 Tugher: forse un giovane raccomandato dalla signora.
413
Al signor Radice di Milano
Istituto Salesiano S. Ambrogio - Milano
Orig. aut 1 f. 232 x 145 mm.
E I 182 B V I 299-300
Per mancanza di posti disponibili, è costretto a non accettare un ragazzo raccomandatogli
Torin o, il 21 novembre [18]59
Car.mo nel Signore,
Ho un bel pensare, ma non è più possibile di fare posti in questa casa che è
letteralmente piena. Di più nel corso dell’estate ne mandai parecchi in campagna
da mio fratello, che d’inverno non sa che farne. Perciò di mano in mano che si fa 5
qualche posto bisognerà che raccolga quei poverelli che poltrirebbero nell’ozio e
nell’abbandono.
Che farci? Pregherò il Signore Iddio che aiuti Lei, il ragazzo e la madre affin­
ché tra tutti possano salvare l ’anima a questo ragazzo.

40.6 Page 396

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390 novembre-dicembre 1859
io
Dio benedica Lei e le sante sue occupazioni e in quel che posso mi creda
sempre
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
1 novembre] 9bre
2 Figura non meglio precisata. Don Bosco era in relazione con i Radice di Milano nelle persone di un
certo don Giovanni Radice e di Luigia, sua sorella, dei quali si conservano alcune lettere. Potrebbe pe­
rò essersi trattato di congiunti di Angela Radice Taroni, di Luigia Vittadini Radice o di Maria Radice
Marietti, altre benefattrici milanesi di don Bosco.
414
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’ Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 218 x 132 mm. timbro: To 16 die 59 10 S
E II 181-182 MB V I 299
Accetta un giovane, nonostante le mille difficoltà per trovargli un posto — domanda del pagamento
della pensione a discrezione del barone
*Torino, 16 dic[embre] [18]59
Car.mo Sig. Barone,
La Divina Provvidenza non mancherà d’ajutarci tutti. In seguito alla sua let­
tera che fa vedere l’assoluto bisogno di ricoverare il giovane Magliano, mi sono
5 determinato di fargli fare un salto a tutti i postulanti, che eccedono il mille, e far­
gli un posto pel I o lunedì dopo l ’Epifania del 1860. Partecipi questa notizia al be­
nemerito sig. Cav. Ferraris, e gli dica che, come presidente della Società di S.
Vincenzo, è obbligato di compensare con qualche Ave M aria l ’accettazione del
suo raccomandato.
10
Io non fisso alcuna oblazione entrando; solo le dico, che gli speciali bisogni
in cui versa questa casa sono gravi e perciò la raccomando alla carità di Lei, be­
nemerito sig. Barone, del Cav. Ferraris o della medesima Conferenza di S. Vin­
cenzo. Se non li ha ancora ricevuti, avrà quanto prima i libri che fu compiacente
richiedermi.
15
A Lei in particolare, sig. Barone, auguro la santa virtù della pazienza, e rac­
comandando me e li miei poveri giovani alla carità delle divote sue preghiere mi
professo sempre con pienezza di stima
Di V. S. car.ma
Obbl.mo aff.mo servitore
20
All’Ul.mo Signore
Il Sig. Barone Feliciano Ricci
Cuneo
Sac. Bosco Gio.
4 Pier Giuseppe Magliano, nato a Cuneo nel 1847, entrò effettivamente come artigiano all’Oratorio il
9 gennaio 1860; vi rimase solo fino al mese di maggio.
7 Ferraris: personaggio non identificato, a meno che non si tratti del conte Luigi Ferraris di Celle,
abitante a Cuneo.

40.7 Page 397

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dicembre 1859 391
415
[Al ministro di grazia e giustizia Vincenzo Miglietti]
Lettera non reperita, ma attestata da nota protocollare in AST Gran Cancelleria, prot. n. 92, prat.
n. 3.985
Richiesta di sussidio in favore dell’Oratorio e dei chierici
[Torino], 17 dicembre 1859
[...]
La domanda fu accolta ed il 27 dicembre vennero stanziate lire 600 per gli Oratori e lire 300 per
i chierici.
Vincenzo Miglietti, nato a Torino nel 1809, avvocato, fu più volte deputato al parlamento subalpino ed
italiano. Tenne il ministero di grazia e giustizia col gabinetto Lamarmora (19 luglio 1859 - 20 gennaio
1860), e col gabinetto Ricasoli (12 giugno 1860 - 3 marzo 1862). Nominato senatore nel 1863, morì
l’anno seguente.
416
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 207 x 132 mm.
...S Vercelli...
E I 182
timbro a secco in alto
sulla sin. timbri vari: Torino 21 die 59
Accetta di inviargli un giovane cantore — chiede notizie circa le condizioni richieste
•'Torino, 21 dic[embre] [18]59
Car.mo Sig. Arciprete,
Fra le numerose schiere de’ nostri giovanetti credo che si potrà trovare un
cantante tenore secondo che mi accenna. Ma avrei bisogno di sapere se desidera­
si di avere un cantore fatto e capace di fare a qualunque [occasione] la sua parte; 5
oppure se basti un principiante di buona volontà. Ma tanto nel primo quanto nel
secondo caso avrei bisogno di sapere se sia vestito e nutrito; oppure [vi] sia un
corrispettivo fisso od incerto; cose tutte che pei giovani di tale età sono il princi­
pale movente.
Del resto io la ringrazio di aver pensato sopra i nostri giovani per tale scelta, io
ed augurandole ogni bene dal cielo mi raccomando alla carità delle sue preghiere
e mi professo
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
15
f.2v All'Ill.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. T. Pietro Degaudenzi
Can.co arciprete
Vercelli
8 fisso add si
3 II canonico aveva chiesto un cantore per il servizio liturgico nel duomo.

40.8 Page 398

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1860
417
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 D 6/7
Copia a stampa tip. G.B. Paravia 2 ff. 305 x208 mm.
E I 186-187 MB VI 600-602
Progetto di una particolare forma di cooperazione per il ricovero dei giovani a Valdocco
Torino, li... di... 1860
Illustrissimo Signor,
Il
vivo desiderio di provvedere al bisogno morale ognor crescente della gio­
ventù, il gran numero di giovanetti che dimandano di essere accolti in questa
5 casa detta O ratorio di S. Francesco di Sales, rendono doloroso il rifiuto che ogni
giorno devesi dare a poveri ragazzi, che, abbandonati a se stessi, fanno temere di
loro un tristo avvenire.
L ’attuale edifizio, specialmente da che sono stati stabiliti i laboratorii nell’in­
terno della casa, non comportando aumento di numero, né avendosi mezzi per
10 ampliarlo, ho divisato un progetto che credo poter tornare a V. S. di gradimento
e nel tempo stesso utile a radunare i mezzi necessarii per un locale atto ad acco­
gliere un numero di giovani assai maggiore del presente.
Tratterebbesi di fare un certo numero di azioni di fr. 500 pagabili come se­
gue: cioè nel corso dei due prossimi mesi di
15
Agosto e Settembre ................................ fr. 200
In Gennaio 1861, altri ............................. » 200
In Luglio stesso anno 1861 ..................... » 100
500
Ogni azionista però acquisterebbe il diritto di mandare in questa casa quel
20 giovanetto che giudicherà destinare allo studio o ad un’arte secondo le attitudini
e le propensioni dell’individuo. (Si vedano le condizioni più sotto).
In questo modo V. S. concorrerebbe a due opere di carità; ad ingrandire una
casa destinata a dare ricetto a poveri ragazzi; ed a beneficare un giovanetto che
Ella stimasse degno di tal favore. Di che, oltre di esserne compensata dinanzi a
25 Dio, avrà eziandio in questa casa chi benedirà la benefica di lei mano, da cui esso
fu tolto dai pericoli ed avviato per la strada che conduce al bene.
Se tal mio divisamento tornerà a lei gradito, e stimerà di prendervi parte, Le
ne professo fin d’ora la più sentita gratitudine, e La pregherei a volermelo parte­
cipare entro quel breve termine che potrà per mia norma. Le fo pure umile pre-

40.9 Page 399

▲torna in alto
gennaio 1860 393
ghiera di comunicare il tenore della presente lettera a quelle persone che Ella rav- 30
visasse propense a prendere parte a quest'opera di pubblica beneficenza.
In caso contrario La prego solo a voler dare benigno compatimento al distur­
bo che Le ho recato e gradire che Le auguri ogni bene dal Cielo, mentre con pie­
nezza di stima mi professo
Di V. S.
35
Obblig.mo servitore
Sac. Bosco Giovanni
8 laboratori interni della casa: prima per sarti e calzolai (1853), poi per legatori (1854) e falegnami
(1856); infine nel 1862 per fabbri ferrai e tipografi.
21 Ed. in MB V I 601-602.
37 Numerosi furono i sottoscrittori delle azioni: si conservano alcune schede di azionisti in ASC
131.04 (me. 1370 D 8 - 1370 E 7): cf. pure alcuni nominativi in MB V I 602.
418
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del ministero in data 12 gennaio: ASC 126.2 Governo,
M inistero dell'interno, Rattazzi, ed. in MB V I 266-267
Domanda di sussidio
[Torino, anter. 12 gennaio 1860]
[...]
Il segretario del ministero il 12 gennaio comunicò lo stanziamento di lire 200.
419
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 152 mm.
E I 183
vari timbri: Torino 21 gen 60 4 S
Informa che manderà alcuni giovani per la prova di canto a Vercelli
Vercelli...
*Torino, 21 gennaio [18]60
Car.mo Sig. Arciprete,
Credo che il sig. Meiner le avrà comunicato il risultato dei nostri musici. In
generale egli trovò che i nostri tenori non vanno abbasanza alto; quivi però canta­
no e fanno la prima parte su qualunque orchestra della capitale. Uno che alquan- 5
to è tornato gradito al pref[ato] maestro ed è un tale Tomatis Carlo pittore allievo
di questa casa, giovane di esemplare condotta.

40.10 Page 400

▲torna in alto
394 gennaio 1860
Avrei potuto proporre altri giovani, siccome il Meiner pareva desiderare,
quando anche di moralità non tanto sicura: ma non li ho voluti nemmeno nomi­
nare. Siccome questi mi disse che dato un giovane di buona voce può costì canta­
re e studiare da cherico, così spero poterle preparare qualche allievo di questa
fatta che manderò alla prova.
Coraggio - preghiamo - lavoriamo.
Dio sia con Lei e mi creda sempre
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
All'Ill.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. T. P. Degaudenzi
Can.co arciprete
Vercelli
I gennaio] del
3 II milanese Giovanni Battista Meinerz era il maestro di cappella del duomo di Vercelli. Ricopriva
tale ufficio fin dal dicembre 1845.
16 II 23 gennaio il canonico scriveva a don Bosco raccomandandogli di accogliere a Valdocco un gio­
vane appena convertito e battezzato sotto condizione. Nella medesima missiva comunicava che alla
lettera di don Bosco avrebbe risposto in seguito: ASC 126.1 Degaudenzi, ed. in MB V I 477-478.
420
A don Domenico Gagliolo
Lettera non reperita, ma desunta da quella del corrispondente in data 24 gennaio 1860 e dagli appunti
autografi di don Bosco su di essa: ASC 126.1 Gagliolo
Accetta di pubblicare un volumetto di massime tratte dal libro dei Proverbi e dell’Ecclesiastico, a con­
dizione che venga sottoposto a revisione ecclesiastica e sia accettato dalla direzione delle Letture Cat­
toliche
[...]
[Torino, poster. 24 gennaio 1860]
Don Domenico Gagliolo: canonico, professore di retorica e direttore spirituale nel seminario di Alben-
ga; gestiva una scuola serale a beneficio dei giovani lavoratori: cf. lett. n. 675. Era nato ad Alassio nel
1817 ed era sacerdote dal 1858.
421
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 4 pp. 415-416)
Copia semplice
Ined.
Informazioni scolastiche su di un ragazzo ricoverato alTOratorio
"Torino, 26 gennaio 1860
Il sottoscritto si fa dovere di comunicare al M.R. Sig. Teol. Appendini i risul­

41 Pages 401-410

▲torna in alto

41.1 Page 401

▲torna in alto
gennaio 1860 395
tati ottenuti dal giovane studente Giuganino Bart[olo]meo pel trimestre Ottobre-
Gennaio [:]
Istruzione religiosa ............................................ .... 9
5
Nei corsi principali traduzione ........................ .... 10
composizione .................... .... 10
Corsi accessori ....................................................... 10
Profitto in classe ............................................... .... 10
Condotta morale .................................................... 10
10
E nella fiducia di averne il gradimento si professa con tutta stima
suo servo
Sac. Bosco Gio.
3 Bartolomeo (Tommaso) Giuganino, nato a Villastellone (Torino) nel 1847, era entrato a Valdoceo
come studente il 21 ottobre 1859; uscì il 2 luglio 1863. Divenne prete, monsignore, curato di S. Carlo
in Torino.
422
Al signor Ottavio Pavia
Già presso don Elia, direttore del Rifugio (Torino)
Copia a stampa in E I 183-184
MB X II 701
Ammonimenti spirituali all'ex oratoriano
'"Torino, 29 gennaio 1860
Car.mo Pavia,
Ho ricevuto la lettera che mi hai scritto e ti ringrazio della buona memoria
che conservi di noi. Fatti animo; fatti ricco; ma ricordati che la prima ricchezza e
la sola vera ricchezza è il santo timore di Dio.
5
Sii attento a’ tuoi doveri, abbi confidenza a’ tuoi padroni, amali e rispettali.
Lavoriamo pel paradiso.
Il
Signore ci conservi sempre nella via della virtù; prega per me e credimi
tutto tuo
Sac. Bosco G.
10
2 Ottavio Pavia, nato a Chieri il 6 aprile 1842, era stato un certo periodo di tempo a Valdoceo. Dal
1861 al 1873 percorse la carriera militare. Fattosi prima cappuccino (fra Giuseppe da Chieri) nel 1873,
e poi domenicano postulante (1874), nel 1878 fu ordinato sacerdote. L ’anno seguente divenne cappel­
lano a S. Massimo, dove si interessò particolarmente della gioventù. Dedicatosi alla cura degli aspi­
ranti seminaristi, ne alloggiò un certo numero nel 1881 presso la parrocchia del Carmine, nei tre anni
seguenti nei locali delle «scuole Apostoliche» fondate dal can. Ortalda, e nel 1885 in via S. Donato 60
al Martinetto. In seguito fonderà l ’opera «casa Nazareth» presso la Gran Madre, in Borgo Po. Morì il
12 aprile 1902: cf. E. Dervieux, Don Ottavio Pavia 1842-1902. Cenni biografici. Chieri, tip. M. Ghi-
rard 1938.
3 Lettera non conservata.

41.2 Page 402

▲torna in alto
396 febbraio 1860
423
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta del ministero in data 4 febbraio 1860: ASC 126.2
Governo, M inistero dell'interno, Rattazzi, ed. in MB V I 483
Comunica le condizioni di accettazione di un ragazzo raccomandatogli
[Torino, poster. 4 febbraio 1860]
[...]
Il quattordicenne Domenico Gorla fu Michelangelo, nato nel 1846 a Lagnasco (Cuneo), entrò effettiva­
mente all’Oratorio di Valdocco in qualità di artigiano il 21 febbraio 1860; uscì il 5 marzo del 1863.
424
Al padre scolopio Paolo Sforzini
Biblioteca Nazionale - Firenze, CV 454 bis 215
Orig. aut. 2 ff. 250 x 190 mm. timbri: Torino 26 feb 60 10 S
E I 184
Sempre a proposito di libri religiosi da divulgare
Firenze 28 feb 60
Torino, 26 feb[braio] [18]60
Car.mo nel Signore,
Le ho tosto fatto spedire il fascicolo che Ella mi accennava sulla confessione.
La prima stampa non potei assistere, essendo in quel momento occupato in altro;
5 se mandasse le bozze io le leggerei e le rimanderei tosto a Firenze; in due giorni
farebbero il loro giro.
Non so se costà abbiano le Letture Cattoliche. Credo bene che Ella potesse
avere l ’intiera collezione e continuazione e così potrebbe vedere quali fascicoli
siano più opportuni pei bisogni di questi paesi, che dovranno prepararsi a soste-
io nere la lotta che noi da dodici anni sosteniamo contro al protestantismo. I l Catto­
lico istruito nella sua religione è un opuscolo che fece del bene tra noi e si è già
ristampato in italiano e in francese. Per la gioventù può pure fare del bene la Sto­
ria d ’Italia raccontata alla gioventù, ove sono storicamente aggiustati vari fatti
malamente esposti dagli scrittori.
15
Dio benedica Lei ed i suoi compagni, e in quel che posso mi creda sempre
con perfetta stima
Di V. S. M.to Rev.da
Aff.mo servo ed amico
Sac. Bosco Gio.
20 AlTHl.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. P. Paolo Sforzini
delle Scuole Pie
Firenze
9 prepararsi corr ex preparsi 21 Sforzini] Sforzani

41.3 Page 403

▲torna in alto
febbraio-marzo 1860 397
2 Paolo Sforzini: nato a Castelvecchio (Pistoia) il 1° ottobre 1808, si fece scolopio in giovane età ed
ebbe fama di eminente sacerdote, professore ed educatore nella Firenze del tempo. Si interessò molto
di giovani e per loro fondò una «biblioteca». Morì a Firenze il 25 settembre 1865.
3 Si trattava del volumetto Conversazione tra un avvocato ed un curato di campagna sul sacra­
mento della confessione per cura del sac. Bosco Giovanni. Venne pubblicato dalla Nuova Edizione
fiorentina. Firenze, tip. Calasanziana 1860.
10-11 II Cattolico istruito nella sua religione: edito nel 1853, ebbe subito una ristampa; l'anno se­
guente fu tradotto in lingua francese.
425
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 D 4/5
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 146 x 104 mm.
S. Francesco di Sales
MB V I 489
Diffusione di libri buoni
timbro ad inchiostro su tutte le p.: Oratorio di
'"Torino, il 6 marzo 1860
Oblazioni per la diffusione di buoni libri
L ’anno scorso alcune pie persone si associarono a fare oblazioni a fine di po­
ter distribuire buoni libri negli ospedali, specialmente tra i militari. La cosa riuscì
assai bene; molti libri cattivi furono raccolti, consegnati alle fiamme; mentre a 5
quelli vennero sostituiti libri buoni.
Ora continua lo sforzo di propagare stampati perversi; e molti sacerdoti e re­
ligiosi, che predicano nella quaresima o negli spirituali esercizi, come pure parec­
chi paroci ed altri sacerdoti, volendosi opporre al male crescente, fanno di­
manda di libri religiosi, o di altri oggetti di divozione, che nei catechismi e in mol- io
te altre occasioni distribuirebbero utilmente, ma loro mancano i mezzi per farne
acquisto.
A tale oggetto si fa ricorso ai caritatevoli cattolici invitandoli a prendervi par­
te e sottoscriversi per quella oblazione, che sembrerà opportuna nei bisogni di
questi tempi. Il sottoscritto d'accordo con altri sacerdoti si adopererà di appagare 15
le varie dimande che si fanno in proposito.
Il
Signore Iddio non mancherà di dare largo compenso all’opera che si fa in
favore di nostra s. cattolica religione.
Sac. Bosco Gio.
19 Fra quanti accolsero l ’invito si possono ricordare Don Cafasso, il teologo G. Battista Bertagna, il
teologo Felice Golzio, il cav. Carlo Giriodi, il conte Aleramo Bosco, la contessa Enrichetta Bosco di
Ruffino nata Riccardi, la contessa Sabina Casazza nata Riccardi ecc.: cf. MB V I 488-489.

41.4 Page 404

▲torna in alto
398 marzo 1860
426
Al padre scolopio Paolo Sforzini
Biblioteca Nazionale - Firenze, CV 453 185
Orig. aut. 2 ff. 207 x 136 mm. timbri: Torino 14 mar 60 10 S
E I 184-185
Ancora circa le operette da stampare
Firenze 6 mar 1860
"Torino, 11 marzo 1860
Car.mo nel Signore,
Credo che avrà ricevuto il fascicolo sulla confessione spedito in più parti con
alcune correzioni.
5
Occorrendo altre ristampe sarà bene aver maggior tempo per assistere le
bozze. I nostri nemici non avranno cosa alcuna da rimproverare sulla materia,
ma si attaccano sopra cosa di niuna entità. Una citazione sbagliata per essi è un
casus belli.
In quanto alle spese di spedizione non se ne dia cura. Solo la prego di spedir­
lo mi cento copie del libretto appena stampato; giacché la nostra edizione fu esau­
sta. Me le mandi per posta franca; ed io le manderò tosto un vaglia corrisponden­
te al valore dei libri ed alle spese di affrancamento.
Se mai le occorresse di scrivermi, avrei caro che mi dicesse, se costà vedono
le Letture Cattoliche, e se non sarebbe il caso di promuoverne la |diffusione. Io f.lv
15 sarei disposto di favorirla in tutti i sensi specialmente con agevolezze particolari
nel prezzo.
Dio benedica Lei e tutti i suoi compagni che si adoperano per la diffusione di
buoni stampati. In tutto quello che posso le sarò sempre di cuore
Aff.mo servitore amico
20
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
f.2v
11 Sig. P. Sforzini
delle Scuole Pie
Firenze
22 Sforzini] Sforzarli
3 Vedi lett. n. 424.
427
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del direttore generale delle ferrovie, Bartolomeo
Bona, in data 22 marzo 1860: ASC 126.2 Autorità Ferrovie, Bona: ed. in MB V I 499
Richiesta di permesso gratuito di circolazione sulle ferrovie dello Stato per l ’anno 1860
Torino, anter. 22 marzo 1860

41.5 Page 405

▲torna in alto
marzo 1860 399
La richiesta venne accolta. Bartolomeo Bona, avvocato, già direttore generale nel ministero dei lavori
pubblici nel 1855-1857, divenne titolare del medesimo dicastero dal novembre 1857 al luglio 1859 col
gabinetto Cavour. Più volte deputato, nel 1854 era stato nominato senatore e resse a lungo e con effi­
cacia la società delle «ferrovie meridionali». Figlio del medico Andrea, era nato a Nizza il 4 ottobre
1791; morì a Firenze il 3 febbraio 1876. Molto legato a don Bosco, lo favorì spesso con autorizzazioni
di viaggi gratuiti.
428
A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF Carte Lim berti b.3
Orig. aut. 2 ff. 2 5 0 x l9 2 m m . vari segni archivistici
su angolo sin. in alto timbri vari: Torino 1 apr 60 9 S
Ined.
strappo per sigillo di ceralacca
Firenze 3 apr 60
stemma
Richiesta di informazioni sulla vita di S. Lorenzo martire, cui era dedicata una chiesa a Firenze.
*Torino, 31 marzo 1860
Eccellenza Reverendissima,
Prego V. E. Reverendissima a voler compatire un momento di disturbo che
le sono per cagionare. Ho tra mano un lavoro sulla vita di S. Lorenzo Martire che
spero di stampare nei piccoli libretti Letture cattoliche. Gli autori mi parlano 5
come di una maraviglia, della Chiesa dedicata a questo glorioso Levita nella città
di Firenze e per questo motivo mi raccomando rispettosamente alla nota di Lei
bontà con preghiera di voler invitare qualche Sacerdote che abbia tempo a vole­
re^] 1° Dirmi se c ’è in Firenze qualche vita di questo Santo un po’ voluminosa. 2°
Se qualche fatto prodigioso ha dato motivo a quel magnifico edifizio. Se esistono 10
insigni reliquie del Santo e in quale tempo ed occasione siano state costà trasferi­
te. 3° Se nella storia, negli ornati, nella frequenza de’ popoli cristiani avvi qualche
cosa che, raccontata ai fedeli, possa tornare a maggior gloria di Dio e a salute del­
le anime.
f.lv
Questo è il favore che le chiedo speranzoso di esserne appagato. |Avendo 15
qualche cosa a mandarmi può spedirlo per la posta a semplice mio indirizzo. Oc­
correndo spese saranno a mio conto.
Ella poi, Eccellenza, se vuole compensarsi del disturbo, mi doni qualche cosa
a fare per Lei, e se ne sarò capace l ’assicuro che, ora e sempre, mi sarà un vero
piacere di poterla servire.
20
Dio la benedica e la conservi pel bene della Chiesa in questo tempo così terri­
bilmente travagliata. Mentre poi raccomando me ed i miei ragazzi alla carità delle
sue preghiere reputo ad onore il potermi professare con pienezza di stima e di
gratitudine
Di V. E. Reverend.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v A Sua Eccellenza Reverendissima
L ’arcivescovo della città e Diocesi di
Firenze
30

41.6 Page 406

▲torna in alto
400 marzo-aprile 1860
2 Gioacchino Umberti: nato a Prato (Firenze) il 15 luglio 1821, appena sacerdote era stato direttore
spirituale del collegio Cicognini della stessa città. Canonico della cattedrale dal 1848, provicario gene­
rale nel 1851, il 23 agosto 1857 era stato consacrato arcivescovo di Firenze dal papa Pio IX in persona.
Morì nel capoluogo toscano il 27 ottobre 1874.
4 S. Lorenzo Martire: I l pontificato di san Sisto I I e le glorie di san Lorenzo M artire per cura del sa­
cerdote Bosco Giovanni. Torino, tip. G. B. Paravia e comp. 1860, in Lett. Catt. a. V ili fase. 6 (agosto
1860).
27 L'arcivescovo incaricò don Gerolamo Carloni, canonico della basilica di S. Lorenzo, di procurare
le notizie richieste: cf. risposta dell’arcivescovo a don Bosco in data 2 aprile 1860, conservata. Nella
medesima lettera il Limberti comunicava che proprio in quei giorni a Firenze era uscito il volumetto
di don Bosco: Conversazione tra un avvocato ed un curato: ASC 126.2 Lim berti, ed. in MB VI 503.
Don Carloni rispose a don Bosco solo il 17 novembre, scusandosi per il ritardo: ASC 126.1 Carloni.
429
Al papa Pio IX
Biblioteca Apostolica Vaticana, sez. Indirizzi Pio IX serie III n. 2061
Orig. aut. 2 ff. 250 x 192 mm. f. 2v bianco sulla destra in alto si trova il timbro della posizione
archivistica
Ined.
Invia i nominativi sia di quanti aU’Oratorio hanno fatto una sottoscrizione all’«obolo di S. Pietro» sia
di chi intende offrire la comunione secondo l'intenzione del pontefice — piena adesione alla politica
papale — informazioni sui progetti di conquista di territori appartenenti allo stato pontificio
"“Torino, 13 aprile 1860
Beatissimo Padre,
Già prima d'ora, Beatissimo Padre, i miei giovani volevano dare un segno di
gratitudine e di venerazione verso di Vostra Santità in cui noi ravvisiamo un Pa-
5 dre benefico ed il Vicario di Gesù. Ma i tempi erano così tristi, che, per non com­
prometterci inutilmente, abbiamo dovuto limitarci a pregare Dio negli angoli del­
le nostre case e delle nostre chiese.
Ora sebbene le cose continuino tuttora nello stato violento, tuttavia li miei
giovanetti, di loro spontanea volontà, promossero una soscrizione per offerire il
io loro obolo o meglio il loro centesimo pel danaro di S. Pietro. Quelli poi, che in
nissun conto poterono prender parte per la loro povertà, si offrono di fare la San­
ta Comunione secondo l’intenzione di V. S. e per la pace della Chiesa.
Per secondare questo religioso loro trasporto mi sono fatto animo umiliare ai
pie’ di V. S. il nome[,] cognome de’ soscrittori con sentimenti semplici ma sinceri
15 con cui eglino stessi esprimono |quanto suggerì l ’affetto del loro cuore verso al
migliore de’ padri.
La tenue somma di danaro si farà pervenire a sua destinazione per mezzo
della Direzione del giornale L'Arm onia.
Beatissimo Padre! Siamo in un momento il più calamitoso. Finora il clero
20 piemontese si tenne fermo nella fede; ma ora le minacce, le promesse, le largizio­
ni, e il mal esempio del clero de’ paesi annessi fanno temere assai in avvenire.
Qualche parte di clero in alcune diocesi ha dato pubblico segno di adesione alla
politica attuale; alcune corporazioni religiose fecero ripetutamente l ’illuminazio­
ne per festeggiare la famosa annessione.

41.7 Page 407

▲torna in alto
aprile 1860 401
Il
progetto è non solo d ’invadere le Romagne, ma tutte le altre provincie del- 25
la Santa Sede, di Napoli, Sicilia etc. La religione è combattuta, avvilita legalmen­
te; non possiamo difenderla altrimenti se non con piccoli e popolari stampati,
scuole e catechismi.
f.2r
Pertanto o Beatissimo Padre, se consideriamo lo stato |delle cose appoggiato
sul soccorso umano, dobbiamo dire che ci avviciniamo ad un’epoca di distruzio- 30
ne per la fede, epoca di sangue per chi vuole difenderla.
Tuttavia, Beatissimo Padre, si rallegri nel Signore. La Santa Vergine Imma­
colata prepara dal cielo un gran trionfo per la sua Chiesa. Questo trionfo sarà fra
breve tempo. È vero che ci precederà un’orribile catastrofe di mali, ma essi sa­
ranno da Dio abbreviati. Noi preghiamo che abbia fine il regno del peccato e che 35
in ogni cosa si faccia la santa volontà di Dio. Data la pace alla Chiesa spero di po­
termi recare ancora una volta alla città eterna a fine di specchiarmi ancora una
volta nel venerando aspetto di V. S. prima che giunga il termine dei miei giorni.
I
miei sacerdoti, cherici, studenti ed artisti si prostrano tutti insieme con me
a’ piedi di V. S. supplicandola umilmente l ’umile offerta gradire, compatire le 40
espressioni che l ’accompagnano, e darci la santa apostolica benedizione che ci
renda tutti forti nella santa religione di Gesù Cristo fino alla morte. Amen.
Di Vostra Santità
Umil.mo affez.mo figliuolo
della Santa Chiesa
45
Sac. Bosco Gioanni
5 post Gesù del Cristo
8-16 La lettera dei giovani, conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana (sez. Indirizzi Pio IX , se­
rie III n. 2068) è edita in Salesianum 51 (1979) 518. Era sottoscritta da centinaia di firme di giovani
(sacerdoti, diaconi, chierici compresi) sia dell’Oratorio che del «ritiro di Maria SS. del Rifugio» e del
Monastero di S. Marta, giovani che si erano impegnati a fare una trentina di comunioni secondo le in­
tenzioni del pontefice o che avevano raccolto complessivamente come obolo di S. Pietro lire 163,44.
L'originale della risposta del papa, in lingua latina, datato 21 maggio, è conservato in ASC 126.2 Pio
IX : ed. in MB V I 504.
46 La lettera venne inviata a Roma il 3 maggio attraverso la «valigia diplomatica» dell’abate Tortone:
ASV SdS 1860 rub. 165 prot. 11241 pp. 78-79. La consegna al papa venne dunque effettuata attraverso
il card. Antonelli: vedi lett. n. 434.
430
Al cardinale Pietro Marini
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta del porporato in data 20 aprile 1860: ASC 126.2 M a ri­
ni, ed. in MB V I 509
Richiesta di dispensa d ’età per l'ordinazione sacerdotale di don Rua
[...]
[Torino, anter. 20 aprile 1860]
La domanda venne accolta e il rescritto di dispensa, gratuitamente concesso dal papa, venne allegato
alla lettera di risposta del cardinale del 20 aprile. Don Rua dovette però attendere di essere ordinato
fino al 29 luglio, privo come era del richiesto regio placet.
26

41.8 Page 408

▲torna in alto
402 aprile 1860
431
Alla signora Adele Daviso
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 9 p. 164; A 193 fase. 3 p. 91)
Copia semplice
E I 185 MB V I 512-513
Comunica la sua disponibilità ad accogliere un giovane a condizione che sappia se dedicarsi agli studi
o al lavoro
'"Torino, 24 aprile 1860
Preg.ma Signora,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi.
Affinché il giovanetto Rossi possa essere accolto in questa casa bisogna che
5 pensi a qual cosa voglia appigliarsi in fine de' suoi studi; ma egli sa nemmeno se
ami più un mestiere o lo studio. In tale dubbiezza Ella potrebbe indirizzarlo al sig.
Can. Caselle che saprà studiarlo e consigliarlo nella sua vocazione ed io sono sem­
pre pronto di fare per questo suo raccomandato quanto sembrerà di maggior glo­
ria di Dio e bene dell’anima di lui.
10
Raccomando me e li miei giovanetti alla carità delle divote di Lei preghiere,
mentre colla dovuta stima mi professo nel Signore
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Alla Preg.ma Signora
15 La Signora Damigella Adele Daviso
Chieri
2 La signora era una benefattrice di Chieri.
4 Felice Rossi, nato a Chieri nel 1845, entrò all’Oratorio il 6 agosto del 1860; uscì due mesi dopo.
7 Caselle, meglio Caselli: vedi lett. n. 38.
432
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV Sds 1860 rub. 165 fase. 77 ff. 90-92 pr. 11.359
Orig. aut. 2 ff. 250 x 195 mm.
Ined.
Domanda di far pervenire al papa l'indirizzo di omaggio dei giovani di Valdocco e la sua lettera di
accompagnamento — assicura preghiere
•'Torino, 25 aprile 1860
Eminenza Reverendissima,
I
nostri giovanetti nella loro povertà hanno anche voluto offerire il loro obolo
al danaro di S. Pietro; e desiderano di far pervenire i loro nomi a Sua Santità con
5 uno scritto che esprime i loro pensieri di filiale attaccamento alla persona del
Santo Padre.

41.9 Page 409

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aprile 1860 403
Dal canto mio ho giudicato bene di accompagnare il piego con una lettera in­
dirizzata alla medesima Santità Sua.
Ora prego rispettosamente Vostra Eminenza a volersi degnare di trasmettere
questo piego alle sacre mani di S.S. e fare al medesimo tempo gradire la piccolez- io
za dell’offerta che però è congiunta con un grande affetto [e] colla più grande ve­
nerazione verso al Vicario di Gesù C[risto].
Noi preghiamo per la conservazione di Sua Santità e per la pace della Chiesa
e preghiamo anche in modo particolare il Signore affinché conceda a V. E. sanità
e grazia onde possa continuare a promuove [re] la gloria di Dio e il bene delle ani- 15
me in questi difficilissimi tempi.
f.lv
Intanto si degni di aggiugnere un novello favore col dare un benigno compa­
timento al disturbo che le cagiono e di impartire la santa sua benedizione sopra
de’ miei giovanetti e sopra di me che con pienezza di stima e di gratitudine repu­
to il massimo onore di potermi professare
20
Di V. E. Reverendissima
Umil.mo ed Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
A Sua Eminenza Reverendissima
Il Cardinale Antonelli, Presidente del Ministero
25
di S.S. il Regnante Pio IX
Roma
4-8 Vedi lett. n. 429.
23 II cardinale rispose il 17 maggio 1860: ASC 126.2 Antonelli, ed. in MB V I 511.
433
Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non reperita, ma attestata da quella del ministero a firma di Salino in data 21 maggio 1860:
ASC 126.2 Governo, Ministero Interni, Farini, ed. in MB V I 553
Accettazione di un giovane raccomandatogli
[Torino], 27 aprile 1860
[...]
Il 21 aprile 1860 Leonardo Murialdo aveva chiesto al ministero di collocare all'Oratorio di Valdocco il
diciassettenne cuneese Tommaso Pellegrino, orfano di padre, affinché, gracile come era, potesse ap­
plicarsi allo studio anziché al lavoro: ASC 123 M urialdo Leonardo, ed. in L. Murialdo, Epistolario
p. 33 II giovane era già stato ricoverato presso il collegio degli Artigianelli e per un certo periodo di
tempo era stato accolto in casa dal Murialdo stesso. Il 24 aprile il ministero presentò il caso a don Bo­
sco, il quale accettò il giovane, che difatti fece il suo ingresso all’Oratorio il giorno 11 maggio 1860. Lo
lascerà tre anni dopo. Il 21 maggio l ’addetto ministeriale Luigi Carlo Salino ringraziò don Bosco
per aver accolto il giovane e comunicò lo stanziamento di 100 lire quale pagamento della pensione
richiesta.
Titolare del ministero dell'interno dal 24 marzo era Luigi Carlo Farini. Nato a Russi (Ravenna) nel
1812, medico, per molti anni si dedicò all'attività scientifica; già segretario generale del ministro del­
l'interno nello stato pontifìcio, fu anche deputato al parlamento romano e incaricato della sanità con
Pellegrino Rossi. Fuggito il papa a Gaeta, si trasferì a Torino, dove iniziò a pubblicare la Storia dello
Stato romano dal 1815 al 1850, ed in seguito la Storia d ’Italia dall'anno 1814 sino ai nostri giorni.

41.10 Page 410

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404 aprile-maggio-giugno 1860
Deputato nel parlamento subalpino dal 1849, divenne ministro della pubblica istruzione col gabinetto
D'Azeglio (1851-1852). Inviato a Modena durante la seconda guerra d’indipendenza (1859) assunse i
poteri di dittatore e preparò l'annessione della regione al regno sabaudo. Nel marzo 1860 il Cavour lo
chiamò al ministero dell’interno, incarico che lasciò sette mesi dopo per essere inviato come luogote­
nente del re a Napoli. L ’8 dicembre 1862 sostituì il Rattazzi come presidente del consiglio, ma le gra­
vissime condizioni di salute mentale lo costrinsero a ritirarsi il 22 marzo 1863. Morì a Quarto dei Mille
nell’agosto 1866.
434
Al padre barnabita Salesio Canobbio
Lettera non reperita, ma attestata da quella del corrispondente in data 12 maggio 1860: ASC 126.2
Canobbio
Accettazione a regime speciale dei due fratelli del padre barnabita
[Torino, poster. 12 maggio 1860]
[...]
Padre Canobbio aveva scritto a don Bosco la sua intenzione di accompagnare a Valdocco per la metà
di luglio i suoi due fratellini, Dionigi ed Angelo, a condizione che, pagando 30 lire al mese in più del
normale, fosse possibile ammetterli alla mensa dei maestri, sia pure senza vino. La loro presenza a
Valdocco è attestata anche dal registro Contabilità. Vedi poi lett. n. 493.
435
Al sindaco di Torino Augusto Nom is di Cossilla
Lettera non reperita, ma desunta dalla autorizzazione concessa in data 22 maggio 1860 a firma dell'as­
sessore Carmagnola: ASC Torino Oratorio (F 592)
Domanda di autorizzazione a recintare il terreno di Valdocco in conformità al progetto presentato
[...]
L ’autorizzazione venne rilasciata.
[Torino, anter. 22 maggio 1860]
436
Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non reperita, ma attestata dalla lettera del ministero in data 25 giugno : ASC 126.2 Governo
Ministero dell'interno, Farini, ed. in MB V 642-643
Posticipa l’accettazione di un fanciullo raccomandatogli
[Torino], 2 giugno 1860
[...]
L ’addetto ministeriale L.C. Salino il 23 maggio gli aveva raccomandato un certo Fulgenzo Craveri, di
dieci anni, orfano di padre e con madre soggetta a disturbi mentali: ASC 126.2 Governo, Ministero
dell'interno, Farini, ed. in MB V I 574-575. Nonostante la promessa di un sussidio di lire 150 come

42 Pages 411-420

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42.1 Page 411

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giugno 1860 405
pensione, don Bosco era stato costretto a rifiutare l ’immediata accettazione del fanciullo perché
troppo giovane. Il registro Censimento dichiara che il Craveri, nato a Govone (Cuneo) nel 1849, entrò
aU’Oratorio il 3 marzo 1860, e uscì nel maggio del 1863. In realtà entrò solo il 1° marzo 1861: vedi
lett. n. 445.
437
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 1 f. 251 x 191 mm.
E I 188 MB VI 606-607
Comunicazioni circa chierici
•'Torino, 5 giug[no] [18]60
Benemerito Sig. Rettore,
Prima di tutto le rendo umili ringraziamenti di quanto ha fatto e vedo pronto
a fare a favore di questi nostri giovanetti. Riguardo al giovane cherico Berutto vi
fu la sola intelligenza che io avrei tenuto meco Ruffino, e che Ella avrebbe fatto la 5
stessa carità assegnando la pensione gratuita al Berutto nel seminario di Chieri.
Quivi non fu mai in posizione di pagare un soldo, perciò l ’ho sempre tenuto
gratis, e volentieri per la sua grande buona condotta. Una sua zia se ne occupava
e se ne occupa tuttora per vestirlo. Qualora non si potesse assolutamente avere
l ’intiera pensione gratis faccia Ella quel che può, di poi io mi metterò a fare le ro- io
gazioni per supplire a quel tanto di cui non si può fare a meno.
Attenderò il riscontro da Giaveno prima di legarmi con Cavour; grazie della
pianeta verde che ci fa sperare; ne siamo proprio al verde.
Finora sono fuori carcere; V. S. ed il sig. Vie. Gen. procurino di fare altret­
tanto.
15
Con pienezza di stima e gratitudine me le offro in quel che posso
Di V. S. 111.ma e Benem.ita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
6 assegnando... gratuita add m rg sin
7 in add si
4 Forse Giovannni Battista Berutto (o Berruto), nato a Buttigliera d’Asti il 31 marzo 1840 ed entrato
aU’Oratorio nel 1857; uscì nel novembre dello stesso anno.
12 Giaveno: località a 37 km. ad ovest di Torino. Il seminario minore di Giaveno era in forte crisi di
allievi e di gestione, per cui sia il vicario generale Fissore che il rettore del seminario Vogliotti avevano
chiesto a don Bosco di assumerne la direzione. Ma la medesima proposta gli era stata avanzata dal
municipio, intenzionato a trasformare i locali del seminario in una scuola comunale, ginnasio civico
compreso. Col permesso delle autorità religiose, don Bosco si era messo a trattare col sindaco di Gia­
veno, Giuseppe Schioppo.
Pure le autorità municipali di Cavour (paese di 7500 ab. a 48 km. da Torino) avevano chiesto a don
Bosco di assumere la direzione dell’antico collegio civico che si intendeva riaprire dopo un periodo in
cui era rimasto chiuso.
14 Chiara allusione alle perquisizioni (con conseguenti arresti) a Torino in quei giorni. Lui stesso ne
aveva già avuta una il 26 maggio, e qualche giornale aveva annunciato il suo arresto: cf. RSS 14 (1989)
pp. 111-200. Nel febbraio 1860 l ’Anglesio, l ’Ortalda ed il Gazelli avevano inviato un indirizzo di omag-

42.2 Page 412

▲torna in alto
406 giugno 1860
gio al papa e la risposta era stata pubblicata da vari giornali. Il Gazelli, rifiutatosi di dichiararsi favore­
vole alla politica liberale del tempo, fu destituito dall'incarico di «limosiniere» il 13 giugno. L ’Ortalda,
dopo una perquisizione, fu incarcerato per alcuni giorni.
438
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
ASC 131.01 Leti. orig. Fransoni (A 171) me. 23 D 9/10
Min. allog. con correzioni aut. 1 f. 252x205 mm pessime condizioni di conservazione
ce don Bosco scrive: Copia di lettera spedita all’Arcivescovo
MB VI 631
in cal­
Preghiera di correggere il «Piano di regolamento» allegato - espressioni di riverenza e di stima all'indi­
rizzo del prelato
[Torino, 11 giugno 1860]
Eccellenza Reverendissima,
Noi sottoscritti unicamente mossi dal desiderio di assicurarci la nostra eterna
salute ci siamo uniti a far vita comune a fíne di poter con maggior comodità at-
5 tendere a quelle cose, che riguardano la gloria di Dio e la salute delle anime.
Per conservare l ’unità di spirito, di disciplina e mettere in pratica mezzi co­
nosciuti utili allo scopo proposto, abbiamo formulato alcune regole a guisa di so­
cietà religiosa, che escludendo ogni massima relativa alla politica, tenda unica­
mente a santificare i suoi membri specialmente coll’esercizio della carità verso il
10 prossimo. Noi abbiamo già provato a mettere in pratica queste regole e le abbia­
mo trovate compatibili colle nostre forze, vantaggiose alle anime nostre.
Ma noi sappiamo, che la mente dei privati va troppo facilmente soggetta ad
illusioni e spesso ad errore, se non è guidata dall’autorità stabilita da Dio sopra la
terra, che è la santa Madre Chiesa. Egli è per questo motivo, che noi ricorriamo
15 umilmente a V. E. Reverendissima, facendole umile preghiera di voler leggere
l’unito piano di regolamento, cangiare, togliere, aggiungere, correggere quanto il
Signore Le inspirerà per maggior sua gloria e compatibile colle nostre forze.
Noi riconosciamo in Lei, Eccellenza Reverendissima, il Pastore, che ci unisce
col supremo Gerarca della Chiesa di Gesù Cristo. Parli V. E. e nella voce di Lei
20 noi riconosceremo la volontà del Signore.
Mentre La supplichiamo di accogliere con bontà | questa nostra dimanda,
prostrati le dimandiamo la Santa Sua Benedizione, e La preghiamo di voler legge­
re l’unito piano di regolamento in fine a cui tutti ci sottoscriviamo:
[Sac. Bosco Giovanni
25
seguono altre 25 firm e ]
4 a fine... comodità co rr si ex per viè meglio comodità emend si ex libertà 6 post spirito del e
8 tenda unicamente a corr sì ex abbia unico scopo di
13 dall’ corr ex da quell’
17 per
emend si ex tornare a post gloria del utile alle anime nostre 21 ante questa del questa
3 La lettera fu sottoscritta da 26 firme: cf. G. Bosco, Costituzioni della società di S. Francesco di
Sales. [1858]-1875. Testi critici a cura di F. Motto. Roma, LAS 1982, p. 26; facsimile p. 258.

42.3 Page 413

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giugno 1860 407
16 Si noti come don Bosco qui parli di «piano di regolamento» mentre sopra, (lin. 7,10) parlava di
«regole».
25 Fransoni rispose il 7 luglio 1860: ASC 126.2 Fransoni, ed. in MB V I 633. Vedi lett. 441.
439
Al ministro degli interni Luigi Carlo Farini
ASC 131.01 Lett. orig. Governo, Farini (A 171) me. 27 A 12 - 28 B 1/2
Min. aut. 2 ff. 305x210 mm. carta macchiata da umidità
E I 188-190
Deciso promemoria in difesa dell’ Oratorio all'indomani di due «minutissime perquisizioni»
*Torino, 12 giugno 1860
Eccellenza,
Prego umilmente Vostra Eccellenza a leggere con bontà quanto brevemente
espongo riguardo alla casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales.
In quindici giorni mi furono fatte due minutissime perquisizioni senza che io 5
ne abbia potuto sapere il motivo. Tal cosa mise sossopra lo spirito e l ’ordine tra
questi giovanetti. Se mai V. E. avesse voluto o volesse usarmi la grande bontà e
dirmi quale sia lo scopo di tali perquisizioni io l ’assicuro che darei ogni soddisfa­
zione secondo verità.
Intanto la supplico a volersi intimamente persuadere che io [:]
io
1° Esercito da vent’anni il ministero sacerdotale nelle carceri, negli ospedali,
per le vie, e per le piazze di questa città, raccogliendo ragazzi abbandonati per av­
viarli alla moralità, al lavoro, secondo l’ingegno, capacità ed inclinazione, senza
aver mai né percepito, né chiesto corrispettivo di sorta. Anzi ho impiegato, e lo
farei ancora volentieri oggidì, le mie sostanze nella costruzione della casa, e nel 15
sostentamento de’ poveri giovani.
2° In tutto questo tempo sono sempre andato d’accordo col Governo, e in
tutti i Ministeri ho sempre avuto appoggi e benefattori. Tanto da codesto Ministe­
ro, quanto da quello di Guerra mi furono sempre inviati giovani pericolanti ed ab­
bandonati e li ho sempre ricevuti; quando poi mi trovava in bisogni eccezionali 20
faceva ricorso a questi Ministeri e ne aveva ajuto. Questa bontà del Ministero
poggiava anche sopra due ordini del giorno uno della Camera dei Senatori, l ’altro
f.lv della |Camera dei Deputati, in cui raccomandavasi al Governo del Re quest’Ope-
ra di beneficenza. Unisco copia di alcune tra le molte lettere scrittemi dal Ministe­
ro dell’Interno con cui io era incoraggiato a promuovere quest’opera di benefi- 25
cenza.
3° Non mi sono mai mischiato in politica. In tutto ciò che ho detto, fatto,
scritto, stampato in questi vent’anni niuno potrà con verità notare una sola paro­
la che sia in opposizione alle leggi del governo. In questa casa è proibito di parla­
re di politica in qualsiasi senso; niuno fu mai associato ad alcun giornale. Sono 30
sempre stato persuaso che un sacerdote può esercitare il suo Ministero di carità
in qualsiasi tempo e luogo; in mezzo a qualunque sorta di leggi e di governo, ri-

42.4 Page 414

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408 giugno 1860
spettando, anzi coadiuvando le autorità e tenersi rigorosamente estraneo alla
politica.
35
4° Che se V. E. avesse avviso, consiglio, od anche provvidenza a darmi per
quest’opera degli Oratorii io la pregherei rispettosamente di volerlo fare come pa­
dre che desidera il bene de’ suoi figliuoli, ma non in modo minaccioso che po­
trebbe recare danno irreparabile ad opere che costarono venti anni di sollecitudi­
ni al governo ed ai privati.
40
La prego di voler prendere in benigna considerazione questi umili ma sinceri
riflessi, e nel raccomandare questi poveri giovani alla sua clemenza, godo di po­
terle augurare ogni bene dal cielo reputandomi ad alto onore il potermi professa­
re con pie|nezza di stima e di gratitudine
Di V. E.
45
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
6-7 tra questi giovanetti emend ex della casa 7 post mai del mi 11 nelle corr ex in questa casa
corr ex nella
12-13 raccogliendo... inclinazione add mrg sin
12 abbandonati emend ex poveri
15 e lo corr ex e le
18 ho emend ex sono
appoggi corr ex un appoggio
e benefattori
corr ex ed un benefattore ante Tanto del Mi sono 19 sempre emend ex in molte occasioni]
22 due ordini del giorno emend si ex d'una raccomandazione
23 al Governo del Re emend ex
alla camera dei deputati quest'opera corr ex l’opera 25 dell’ add si io add si a pro­
muovere emend si ex ad ampliare emend si ex a continua[re]
questa emend ex 1'
27 Non mi
corr si ex Che non mi post detto del scrìtto 28 post scritto del e 29 in opposizione emend
ex contraria 33 e emend ex senza 35 per corr ex p 36 post pregherei del che f 37 post
che del a tali opere 42 reputandomi emend ex professandomi emend ex e dirmi
5 L ’intera vicenda delle «perquisizioni» e dei problemi scolastici di Valdocco in questi anni è presen­
tata in RSS 14 (1989) pp. 111-200.
21 Si vedano le varie lettere indirizzate ai due ministeri accennati.
22 Per il senato vedi lett. n. 46; per la camera dei deputati non si hanno precise informazioni.
27-34 Se è vero che non si era schierato direttamente e pubblicamente in campo politico, è certo pe­
rò che la sua politica era quella del pontefice. Quanto poi all'affermato totale disinteresse in materia,
si vedano le lett. n. 383, 410, 429.
46 Come risposta alla lettera, il ministro lo invitò ad un colloquio personale: cf. lettera a don Bosco
del segretario di gabinetto, Guido Borromeo: ASC 16.2 Governo, Ministero dell'interno, Farini, ed. in
MB VI 638-639.
440
Al ministro della pubblica istruzione Terenzio Mamiani
Copia a stampa in E I 190-192
MB V I 637-638; cf. anche Docum enti V II 135-136
Altro promemoria in difesa delle scuole dell’Oratorio
*Torino, 12 giugno 1860
Ill.mo Sig. Ministro,
Prego rispettosamente la S. V. 111.ma a voler con bontà leggere ciò che breve­
mente espongo riguardante alla casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales in

42.5 Page 415

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giugno 1860 409
Valdocco. Sabato, 9 corrente, per ordine di codesto Ministero fu fatta una perqui- 5
sizione nelle scuole, nei dormitorii, negli apprestamenti di tavola, sulle entrate ed
uscite, sulle provenienze di mezzi, con cui quest’opera è sostenuta. Io non ho po­
tuto sapere i motivi, che abbiano dato luogo a tale misura governativa, ma se
V. S. volesse usarmi la grande bontà di dirmeli, l ’assicuro che sarei pronto a sod­
disfarla francamente secondo verità, senza disturbare più oltre le Autorità gover- io
native, e senza recar danno forse irreparabile all’opera degli Oratorii. Frattanto la
prego umilmente a volersi persuadere che io[:]
1° Sono in Torino da venti anni, ed ho consumato ogni momento di mia vita
nel Ministero Sacerdotale per le carceri, per gli ospedali, scorrendo talor le piaz­
ze, le contrade per togliere dai pericoli i fanciulli abbandonati, ed avviarli alla mo- 15
ralità, al lavoro, ed allo studio, secondo la rispettiva capacità ed inclinazione.
2° Ho sempre lavorato per compiere il dovere di sacerdote, senza aver mai
né percepito, né chiesto corrispettivo di sorta. Anzi ho impiegato, e lo farei volen­
tieri ancora oggi, tutte le mie sostanze nella costruzione dell’attuale edifizio e nel
sostentamento dei giovani ivi accolti.
20
3° Sono sempre stato rigorosamente estraneo alla politica; non mi sono mai
mischiato né prò, né contro alle vicende di attualità del giorno. Anzi per impedire
ogni principio di partito, fu in questa Casa proibito parlare di politica in qualsiasi
senso. Quindi niuno di questa Casa fu mai associato ad alcun giornale. Questo ho
stimato di fare, nella persuasione, che un sacerdote possa sempre esercitare il pio 25
ministero di carità verso il suo prossimo in qualsiasi tempo e luogo, e in mezzo a
qualunque specie di Governo. Ma mentre le assicuro che fui sempre estraneo alla
politica, posso con egual franchezza accertarla che non ho mai né detto né fatto
né insinuato cosa, che fosse in opposizione alle leggi del Governo.
4° Le mie scuole non sono mai state approvate legalmente, perché scuole di 30
beneficenza. Ma i Provveditori, gli Ispettori ed i medesimi Ministri di Pubblica
Istruzione ne erano informati, e davano la loro tacita approvazione con visite per­
sonali, venendo ad assistere agli esami, come fecero più volte il Cav. Baricco,
l’ispettore Nigra, il Cav. Aporti, ed altri. Approvarono pure talvolta con largizio­
ne di danaro e di libri, e talvolta con la dispensa dal minervale ed anche con lette- 35
re. Unisco soltanto copia di una di esse del Ministro Lanza, con cui incoraggia
l’opera degli Oratorii e le scuole che ivi hanno luogo. Questo favore del Ministro
di pubblica istruzione era in parte motivato da due ordini del giorno, uno della
Camera dei Senatori, l ’altro dei Deputati, in cui raccomandavasi al Governo del
Re di sostenere e promuovere l’opera di cui è discorso. È vero che la legge Casati 40
sottomette l ’insegnamento ad alcune formalità, le quali io aveva già iniziato con
quel Ministro, che fu ed è nostro insigne benefattore. E tal cosa avrei certamente
eseguito prima che fosse cominciato l’anno scolastico 1860-61, in cui deve essere
com piuta l'applicazione generale della legge, art. 379.
5° Da alcuni anni in qua venendo le officine ristrette, ed essendo frequentis- 45
sime le dimande di giovani da ricoverarsi, ho destinato un maggior numero di
giovani allo studio. Ora ne ho un buon numero che si guadagnano altrove il pane
della vita, chi in qualità di maestro approvato, chi colla musica, ed altri avendo
percorso la carriera ecclesiastica lavorano in diversi paesi nel Sacro Ministero.

42.6 Page 416

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410 giugno 1860
50
Se V. S. 111.ma, dopo aver letto quanto sopra, stimasse di prendere qualche
deliberazione in proposito, io non ho difficoltà di sottomettermi. Le fo soltanto
umile preghiera a volerlo far privatamente come un padre, il quale desideri che le
opere si compiano nel miglior modo possibile; ma non con atti minacciosi, che a
tali opere talvolta recano un danno irreparabile.
55
Ora che ho esposto quanto maggiormente mi premeva, raccomando in fine
questi miei poveri giovani alla sua clemenza; e pregandola a voler dare benigno
compatimento al disturbo che Le ho recato, sono contento di poterle augurare
ogni bene dal Cielo, reputando ad alto onore di potermi professare con pienezza
di stima e di gratitudine
60
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 La lettera è simile, ma non identica, alla precedente.
2 Terenzio Mamiani: nato a Pesaro il 27 novembre 1799, professore di filosofia, cultore di poesia, già
ministro nello stato pontificio, fu più volte eletto alla camera dei deputati. Nel gabinetto Cavour rico­
perse la carica di ministro della pubblica istruzione dal 20 gennaio 1860 al 22 marzo 1861. Ministro
plenipotenziario prima ad Atene e poi a Berna, fu pure nominato senatore del regno. Morì a Roma il
21 maggio 1885.
3 Si vedano anche le note alla lett. prec.
34 Giovanni Nigra, ispettore scolastico, diventò successivamente segretario del provveditore agli stu­
di, Francesco Selmi.
35 minervale: tassa scolastica; serviva per pagare i professori
36 Giovanni Lanza: nato a Roncaglia (Alessandria) il 15 febbraio 1810, si era laureato in medicina a
Torino e specializzato in altre università italiane. Eletto deputato al parlamento subalpino nel 1848,
partecipò al ministero Cavour come ministro della pubblica istruzione (maggio 1855 - ottobre 1858) e
poi delle finanze (gennaio 1858 - luglio 1859). Nel 1860 fu eletto presidente della Camera. Ministro del­
l ’interno nel secondo gabinetto Lamarmora dal settembre 1864 al settembre 1865, presiedette il consi­
glio dei ministri compreso il portafoglio del ministero dell’interno dal dicembre 1869 al luglio 1873.
Morì a Roma il 9 marzo 1882.
40 legge Casati: promulgata il 13 novembre 1859 portava il nome del ministro della pubblica istruzio­
ne dell’epoca, Gabrio Casati (19 luglio 1859 - 21 gennaio 1860). La legge segnava il passaggio dalla fase
«autonomista» della legge Boncompagni (4 ottobre 1848) ad un deciso accentramento, anticipato per
altro dal progetto Cibrario (6 febbraio 1854) e dalla legge Lanza (22 giugno 1857).
44 L ’art 379 della legge stabiliva che «per tutto quanto concerne l'amministrazione generale e locale
della pubblica Istruzione la legge comincierà ad applicarsi dal 1° gennaio 1860. Per ciò poi che riguar­
da l'ordinamento degli studi e la condizione degli insegnanti, s’intenderà in vigore dalla stessa data,
ma avrà esecuzione con provvedimenti successivi da emanare nel corso dell’anno, in guisa che l ’appli­
cazione generale della stessa legge sia compiuta all'aprirsi dell'anno scolastico 1860-1861».
441
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del presule in data 7 luglio 1860: ASC 126.2 Fransoni,
ed. in MB V I 633
Lettera di presentazione del testo delle costituzioni salesiane, di cui alla lett. n. 438 — racconta la per­
quisizione avuta all'Oratorio
[Torino], 13 giugno 1860
L ’arcivescovo rispose che avrebbe letto il testo e che avrebbe consultato in merito anche altri esperti.

42.7 Page 417

▲torna in alto
giugno 1860 411
Sappiamo poi che personalmente fece una semplice osservazione riguardo al voto di castità. Di parere
diverso invece fu il padre Marco Antonio Durando, cui il testo delle costituzioni era giunto attraverso
il vicario generale di Torino Celestino Fissore: cf. Cosi. SDB, pp. 17, 235.
442
Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale in data 20 giugno 1860: ASC 126.1 Gover­
no, Ministero dell’interno, Farini, cf. MB VI 641
Accetta un fanciullo raccomandatogli
[Torino, poster. 20 giugno 1860]
[...]
Il fanciullo era un certo Lorenzo Quaranta, di anni, 10, orfano di padre e di madre. Venne accolto
come studente a Valdocco il 18 luglio 1860. Morì alTOratorio il 7 aprile 1861.
443
Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale in data 25 giugno 1860: ASC 126.1 Gover­
no, Ministero dell'interno, Farini, ed. MB V I 641-642
Accetta un ragazzo raccomandatogli
[Torino, anter. 25 giugno 1860]
[...]
Il ragazzo era il milanese Giulio Paroncini, di anni 12, il cui ricovero a Valdocco veniva richiesto dal
ministero che garantiva per 2 anni 60 lire di pensione anticipata. Don Bosco invero lo accettò a lire
100. Il Paroncini entrò alTOratorio il 7 agosto 1860 e vi rimase fino all’agosto di tre anni dopo.
444
[A l rettore del seminario di Asti]
Archivio diocesano - Asti
Orig. aut. 1 f. 244 x 192 mm.
Sales - Torino
Ined.
sul mrg. sin. timbro ad inchiostro: Oratorio di S. Francesco di
Lettera di presentazione di un giovane chierico
'Torino, 25 giugno 1860
Il
sottoscritto dichiara che il giovane Molino Gioanni di S. Damiano d’Asti,
studente del 1° corso di Teologia, nel decorso del 1859-60 col debito permesso de’
suoi superiori ecclesiastici dimorò in questa casa detta Oratorio di S. Francesco di
Sales.

42.8 Page 418

▲torna in alto
412 giugno-luglio 1860
In tutto questo tempo attese con diligenza allo studio adempiendo tutti gli al­
tri doveri di buon cherico sia nelle cose che riguardano alla sua condotta morale,
sia nella pratica de’ santi sacramenti della confessione e comunione e di tutte le
altre pratiche di pietà che hanno luogo secondo le regole e la disciplina stabilite
io pei cherici di questa casa.
Avendo ora lodevolmente compiuto il I o anno di Teologia si raccomanda alla
benevolenza de' suoi superiori e gli si dà l’opportuno permesso per recarsi in pa­
tria a passare le vacanze autunnali.
Sac. Bosco Gio.
2 Giovanni Molino: nipote di don Matteo Barbero, parroco dal 1838 al 1872 a Villa S. Secondo: vedi
lett. n. 411.
445
Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non reperita, ma desunta dalle richieste ministeriali in data 20 giugno 1860 (ASC 126.1 Gover­
no, Ministero dell’interno, Farini: cf. MB VI 641), in data 25 giugno 1860 (ASC 126.2 Governo, M in i­
stero dell’interno, Farini, ed. in MB VI 641-642), nella stessa data 25 giugno 1860 (ASC 126.1 Gover­
no, Ministero dell’interno, Farini, ed. in MB VI 642-643), ed ancora in data 25 giugno 1860 (ASC
126.2 Governo, Ministero dell’interno, Farini: cf. MB V I 641: cf. anche lettera di don Bosco al mini­
stro Marco Minghetti in data 2 febbraio 1861: vedi lett. n. 489), e in data 29 giugno 1860 (ASC 126.2
Governo, Ministero dell’interno, Farini: cf. MB V I 641)
Accettazione di fanciulli e ragazzi raccomandatigli
[Torino, poster. 29 giugno 1860]
[...]
Sollecitato dal ministero ad accogliere subito l’orfano Fulgenzio Craveri, don Bosco procrastinò ulte­
riormente l’entrata del fanciullo fino al 3 marzo 1861, data in cui effettivamente venne accolto a Val-
docco. In calce alla lettera del ministero don Bosco aggiunse di suo pugno:» I o marzo 1861».
Altro caso era quello di un certo Giuseppe Gallo, figlio di madre vedova, nato nel 1843 a Colleretto Ca-
stelnuovo (Torino) che desiderava apprendere un mestiere. L'intera pratica, compresa la lettera del
sindaco del paese, che si faceva garante delle condizioni di indigenza del fanciullo, e la richiesta a don
Bosco da parte dell’addetto governativo C. Salino, è conservata in ASC 126.2 Gallo. La presenza del
Gallo a Valdocco è documentata dal registro Contabilità.
Analogo il caso del dodicenne Gian Battista Guglielmetto, di Susa, rimasto orfano di padre in seguito
ad un incidente ferroviario. Il sindaco aveva scritto al ministro che don Bosco non avrebbe avuto diffi­
coltà a ricevere il ragazzo, qualora il ministero avesse dato il suo assenso. Da un’altra lettera di don
Bosco si evince che il Guglielmetto entrò aU’Oratorio «12 giorni prima del 2 febbraio 1861»: vedi lett.
n. 489.
446
Al ministero deH’interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non pervenuta, ma attestata da quella dell’amministrazione comunale di Cándelo (Vercelli):
ASC 126.2 Cándelo (me. 1471 A 3)
Non ricovera un fanciullo perché troppo giovane
Torino, 4 luglio 1860
[...]

42.9 Page 419

▲torna in alto
luglio 1860 413
Le autorità comunali avevano scritto all’ufficio competente del ministero che don Bosco aveva respin­
to la domanda di ricovero del fanciullo Carlo Falla Caravino, perché aveva solo dieci anni. Dal mo­
mento che la mamma del ricoverando era costretta a letto, il ministero supplicava di accoglierlo in de­
roga al regolamento. Il nome del fanciullo non risulta però nei registri di Valdocco.
447
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 251 x 190 mm.
E I 192 MB V I 701-702
Esprime il suo parere favorevole ad aprire un piccolo seminario a Giaveno, anziché una scuola, sia
pure con l ’aiuto del municipio
Lanzo [torinese], 18 luglio [18]60
Ill.mo e M.to R.do Sig. Rettore,
Ho letto attentamente la risposta o meglio il progetto del Municipio di Giave­
no, e sebbene in esso io scorga il buon volere e dal canto mio siavi disposizione di
fare quidquid valeo, tuttavia colla somma di mille franchi io non posso assumer- 5
mi e garantire tutti i pesi che si vorrebbero imporre.
L ’unica cosa che parmi potersi fare e per cui m ’adoprerei quanto posso nel
Signore, si è di studiare di montare un seminario unicamente per giovani che
aspirino allo stato ecclesiastico; e rinunciando ad ogni trattativa col predetto Mu­
nicipio, mettersi in piena libertà pei maestri limitandosi ad alcuni patentati.
10
Le cose basate su questo punto si possono, parmi, provare per un anno e ve­
dere quello che la Divina Provvidenza vorrà disporre di noi.
Venerdì 27 corrente mese sarò di nuovo a Torino e mi darò premura di re­
carmi da lei.
Dio le doni sanità e grazia e mi creda quale con gratitudine mi professo 15
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v All’Ill.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. Cav. Can.co Vogliotti
20
Rett. Prov.
Torino
1 Lanzo: don Bosco vi si trovava per gli esercizi spirituali.
3-12 Per il progetto citato si veda la lett. n. 437. Va però ricordato che i piccoli seminari funzionava­
no, in Piemonte ed altrove, come scuole anche per chi non intendeva accedere al sacerdozio. Di Gia­
veno era il chierico salesiano Domenico Ruffino; prevosto il canonico Innocenzo Arduino, già profes­
sore di teologia nel seminario di Chieri.

42.10 Page 420

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414 luglio 1860
448
Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farmi)
Lettera non reperita, ma attestata da quelle del ministero in data 7 luglio 1860 (ASC 126.2 Governo,
Ministero dell’interno, Farinì), in data 10 luglio 1860 (ASC Torino Oratorio [F 588]: cf. MB V I 669),
in data 10 luglio 1860 (ASC 126.2 Governo, Ministero dell’interno, Farini: cf. MB V I 669), in data 13
luglio 1860 (ASC 126.2 Governo, Ministero dell’interno, Farini: cf. MB V I 669), in data 18 luglio 1860
(ASC 126.2 Governo, Ministero dell'interno, Farini: cf. MB V 687)
Accetta ragazzi raccomandatigli
[Torino, poster. 18 luglio 1860]
[...]
Si trattava di Paolo Bertino, nato a Levone (Torino) nel 1847, entrato all’Oratorio nell’ottobre del 1861
e ritiratosi nell'ottobre successivo; di Carlo Reydet, nato in Savoia nel 1848, il quale, stando al registro
Censimento, entrò come artigiano all'Oratorio il 16 maggio 1860 e ne uscì nell’ottobre dello stesso an­
no; di Carlo Penchienati, nato a Torino nel 1848, ricoverato a Valdocco il 6 settembre 1860 ed uscito
nell’agosto dell'anno seguente; dell’orfano Alberto Tasso di Oneglia, il cui nome per altro non figura
nei registri deU’Oratorio. Don Bosco al solito chiedeva l ’accordo del ministero ed il pagamento di una
certa pensione.
449
Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Suore Sacramentine - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 152 mm. carta uso tipografico
E I 193
A proposito di rette e spese di giovani ricoverati
timbri: Torino 24 lug 60 4 'A S
Vercelli...
Lanzo [torinese], 23 luglio [18]60
Car.mo Sig. Arciprete,
Ho ricevuto il marengo che la Sig[ra] figlia del cav. Flaviano fu Avogadro
nella sua carità volle offerire a favore de’ nostri poveri giovani e ne la ringrazio di
5 tutto e prego Lei di assicurarla che noi continueremo a pregare per lei e pel de­
funto genitore.
Ho fatto fare le due provviste al nipote di un paio [di] scarpe ed un torc di
Farmacia. Ha fatto bene di indirizzarlo da me, così gli ho potuto parlare e sugge­
rirgli qualche amichevole espressione riguardante al bene dell'anima,
io
Qualche tempo fa mandava ad esigere fr. 25 circa da uno, di cui qui a S.
Ignazio, non ricordo il nome; egli ha fatto qualche difficoltà. Occorrendo di scri­
vergli, con tutto suo comodo ne faccia un cenno.
Il Signore la benedica, preghi per me e per li miei ragazzi e mi creda sempre
Aff.mo amico
15
Sac. Bosco
All'Il.mo e M.to R.do Signore
Il Sig. T. Degaudenzi
f-2v
Can. arciprete
Vercelli

43 Pages 421-430

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43.1 Page 421

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luglio 1860 415
3 marengo: corrispondeva a 20 lire. Si noti che dal 1816 la lira nuova di Piemonte aveva lo stesso va­
lore del franco, per cui si usavano indistintamente i due termini. Il marengo invece era stato coniato
da Napoleone a Torino dopo la vittoria per l’appunto di Marengo del 1800.
Il cav. Flaviano Avogadro, nato a Vercelli il 22 dicembre 1785 e varie volte sposatosi, ebbe invero più
di una figlia.
7 torc: piemontesismo tòrco, che significa torchio. Nel caso in questione si tratterebbe però o di un
mortaio da farmacista usato per ridurre in polvere delle sostanze oppure del vaso entro il quale si
compiva la medesima operazione.
450
Al giovane Stefano Rossetti
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 4 p. 277)
Copia semplice
E I 194 MB V I 697-698
Consigli spirituali
*S. Ignazio presso Lanzo [torinese],
25 luglio 1860
Amatissimo figliuolo,
La lettera che mi hai scritto mi ha fatto veramente piacere. Con essa dimo­
stri che tu hai compreso quale sia l ’animo mio verso di te. Sì, mio caro, io ti amo 5
di tutto cuore, ed il mio amore tende a fare quanto posso per farti progredire nel­
lo studio e nella pietà e guidarti per la via del Cielo.
Rammenta i molti avvisi che ti ho dato in varie circostanze; sta allegro, ma la
tua allegria sia verace come quella di una coscienza monda dal peccato.
Studia per diventare molto ricco, ma ricco di virtù, e la più grande ricchezza io
è il santo timor di Dio.
Fuggi i cattivi, sta amico coi buoni; rimettiti nelle mani del tuo sig. Arciprete
e seguine i consigli e tutto andrà bene.
Saluta i tuoi parenti da parte mia; prega il Signore per me, e mentre Iddio ti
tiene lungi da me lo prego di conservarti sempre suo finché sarai di nuovo con 15
noi, intanto che ti sono con paterno affetto
Aff.mo
Sac. Bosco Gio.
All'ornatissimo Signore. Il Signore
Rossetti Stefano studente di I a Retorica
20
Montafìa
3 Stefano Rossetti, nato nel 1843, visse all'Oratorio dal 22 ottobre 1859 all'ottobre del 1862. Divenuto
sacerdote, fu rettore del seminario di Asti.

43.2 Page 422

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416 luglio 1860
451
Al chierico Nicolao Cibrario
ASC 131.01 Lett. orig. Cibrario (A 170) me. 14 B 7
Orig. aut. 1 f. 155 x 105 mm. carta rigata da quaderno
E I 194-195 MB V ili 165
Consigli spirituali
*S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem],
die 25 julii 1860
Dilecto filio Cibrario Nicolao saluterà in Domino.
Ut animae tuae curam geram per epistolam tuam postulasti; et exaudita est
5 deprecatio tua.
At quantum in te est, cura ut habitu, incessu, sermone, gestu, opere agas et
vivas quemadmodum decet clericum in sortem D o m in i vocatum .
Dominus conservet te in via mandatorum suorum; ora Deum prò me, et
cura ut valeas.
10
Sac. Bosco Jo.
3 Nato ad Usseglio (Torino) il 27 ottobre 1839, Nicolao Cibrario era entrato all’Oratorio come stu­
dente il 3 febbraio 1857. Nel 1866 divenne sacerdote, nel 1874 emise i voti perpetui; morì a Bordighie-
ra il 10 dicembre 1917.
7 in sortem Domini vocatum: cf. Ef. 1,11.
452
Al giovane Domenico Parigi
ASC 131.01 Lett. orig. Parigi (A 173) me. 40 B 9
Orig. aut. 1 f. 138 x 111 mm. sul v una mano ha scritto: Al giovane Parigi, che divenne canoni­
co della chiesa di S.Maria della Scala. Morì nel 1899
E I 195 MB VI 698
Consigli spirituali
S. Ignatii [apud Lanceum taurinensem],
25 julii 1860
Parigi fili mi,
Si vis progredì in viam mandatorum Dei perge quemadmodum aliquo abhinc
5 tempore c[o]episti. Quod si volueris animam tuam pretiosis margaritis exornare,
amicitiam institue cum humilitate, caritate et castitate. Eo sanctior eris, quo
slrictior erit haec amicitia.
Ora prò me. Vale
Sac. Bosco J.
3 Parigi Domenico, nato a Chieri nel 1845. Entrò all’Oratorio l’8 settembre 1859; uscì nell’ottobre
del 1862.

43.3 Page 423

▲torna in alto
luglio 1860 417
453
Al chierico Giovanni Battista Anfossi
Già presso don Pietro Casotto - Ponte di Piave (Treviso)
Orig. aut. 1 f. 155 x 105 mm. sul v è scritto: Al chierico Giovanni Anfossi
E I 195-196 MB V I 698
Consigli spirituali
*S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem],
25 julii 1860
Dilecto filio Anfossi salutem in Domino.
Ut recipiam fratrem tuum domi apud nos per epistolam postulasti. Hic et
nunc absolutum responsum dare non possum; sed cum venero ad te disponam 5
quomodo satius in Domino fieri potuerit.
Interim, fili mi, praedica verbum importune et opportune; argue, obsecra,
increpa in omni patientia et doctrina. At cave a magistris, et sunt, qui a verbo Dei
auditum avertunt, ad fabulas autem convertuntur; hos devita. Audi constanter
verba oris mei et spera in Domino esse futura verba et monita salutis.
io
Ora prò me. Vale.
Sac. Bosco Jo.
4 domi add si 9 convertuntur] convertentur
7 praedica ... devita: cf. 2 Tim. 4,2-4.
454
Al giovane Giovanni Garino
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 3 p. 135)
Copia semplice
E I 196 MB V I 699
Consigli spirituali
*S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem],
25 julii 1860
Garino fili mi,
Magnam rem, fili mi, obtulisti per epistolam tuam; in manus meas volunta-
tem tuam commendasti; hoc frustra non erit. Praebe mihi etiam cor tuum; et ego 5
duo tibi promitto. Rogabo Dominum, ut quotidie intendat in adiutorium tuum; et
totis viribus agam ut cor tuum semper immaculatum coram Domino permaneat.
27

43.4 Page 424

▲torna in alto
418 luglio 1860
Bono animo esto; res magni momenti te expectat; cum venero apud te ne-
xum resolvam.
10
Ora prò me, ne in vacuum gratiam Dei recipiam. Vale
Sac. Bosco Jo.
455
Al chierico Carlo Ghivarello
«Cameretta di Don Bosco» - S. Benigno Canavese (Torino)
Orig. aut. 1 f. 135 x 105 mm.
E I 196-197 MB VI 699
Consigli spirituali
*S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem],
25 julii 1860
Dilecto filio Ghivarello salutem in Domino.
Si
propter dentis deficientiam verborum articulatio et pronunciatio impedi-
5 tur, utique tibi concedo ut eidem alium ab artis perito substituere valeas. Cave
tantum, ne res melioris boni gratia incepta in peius vertatur.
Interim, fili mi, praebe teipsum exemplum bonorum operum. Cura ut scien-
tia, gratia, et benedictio Dei quotidie augeatur in corde tuo, adeo ut eas de virtute
in virtutem, donec videas Deum Deorum in Sion.
10
Ama me in Domino, sicuti ego amo te. Vale.
Sac. Bosco J.
3 Francesco Ghivarello, nato a Chieri nel 1844, entrò come studente a Valdocco il 20 gennaio 1857; il
18 dicembre 1859 partecipò alla seduta di fondazione della società salesiana. Fu segretario del consi­
glio superiore da quella data fino al 1876, quando venne nominato economo generale. Era sacerdote
dal 21 maggio 1864. Nel 1880 andò in Francia come direttore di un orfanotrofio a Saint Cyr. Dal 1882
al 1888 fu direttore della casa di Mathi. Si distinse anche come costruttore a Valdocco, a Mathi ed a S.
Benigno Canavese, dove trascorse gli ultimi 25 anni della sua vita. Morì il 28 febbraio 1913: cf. DBS.
456
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 210 x 150 mm.
E I 193-194 MB V I 702-703
Accetta di andare a Giaveno, ma solleva qualche perplessità a motivo delle perquisizioni subite a
Valdocco
[Lanzo torinese, anter. 27 luglio 1860]
Ill.mo e M.to Rev.do Signore,
Con vero piacere andrò con V. S. 111.ma a Giaveno; ma credo che si farà po­

43.5 Page 425

▲torna in alto
luglio 1860 419
co. Il punto fondamentale sta qui: D. Bosco fu perquisito due volte; perciò sospet­
to al governo. Il Municipio vorrebbe svincolarsi da quella specie di offerta che pi i- 5
ma aveva fatto fare a D. Bosco e ciò vorrebbe fare in bel modo. E quando anche
andassi a Giaveno, ed il seminario, così giudicando i miei superiori, mi fosse affi­
dato, saremmo forse in urto continuo con tutti quelli che etc.
Ho stimato bene di notarle questo pensiero, pronto però a fare quanto posso
per secondarla in tutto quello che sembrerà di maggior gloria di Dio e salute delle 10
anime.
Con pienezza di stima e di gratitudine mi professo
Di V. S. HI.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
f.2v All’111.mo e M.to R.do Signor
Il Sig. Cav. Can. Vogliotti
Rettore Prov. Gen.
Torino
3-4 In realtà non se ne fece nulla perché le autorità municipali, che già erano in relazione col mini­
stero, non accettarono di aumentare il sussidio chiesto da don Bosco. Nell’agosto seguente questi ac­
coglierà la proposta del Vogliotti e del prevosto di Giaveno, teol. Innocenzo Arduino, di assumersi la
responsabilità di aprirvi nuovamente il seminario. Le vicende dell’apertura del piccolo seminario sono
raccontate in MB VI 727-733.
457
Al diacono Michele Rua
ASC 131.01 Lett. orig. Rua (A 174) me. 46 E 7
Orig. aut. 1 f. 135 x 105 mm. carta azzurrina consunta e macchiata da umidità
E I 197 MB V I 699-700
Pensieri spirituali prima dell’ordinazione sacerdotale
*S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem],
27 julii 1860
Dilecto filio Rua Michaèli salutem in Domino.
Litteris gallicis conscriptam epistolam ad me misisti; et bene fecisti. Esto Gal-
lus tantum lingua et sermone; sed animo, corde, et opere Romanus intrepidus et 5
generosus.
Scito ergo et animadverte sermonem. Multae tribulationes te expectant; sed
in his magnas consolationes dabit tibi Dominus Deus Noster.
Praebe teipsum exemplum bonorum operum; vigila in petendis consiliis;
quod bonum est in oculis Domini constanter facito.
10
Pugna contra diabolum; spera in Deo; et, si quid valeo, totus tuus ero.
Gratia Domini N. J. Ch. sit semper nobiscum. Vale.
Sac. Bosco J.
7 multae] multas

43.6 Page 426

▲torna in alto
420 agosto 1860
Pochi giorni dopo, ed esattamente il 29 luglio, don Rua veniva ordinato sacerdote da mons. Giovanni
Antonio Balma (1817-1881), a Caselle (Torino), nella casa di villeggiatura del benefattore barone Cai lo
Giacinto Bianco di Barbania (1803-1878).
458
Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale in data 1° agosto 1860: ASC 126.2 Gover­
no, Ministero d ell’interno, Farini, ed. in MB V I 1073
Accetta un ragazzo raccomandatogli
[Torino, poster. 1 agosto 1860]
[...]
Si trattava di Giuseppe Beauvoir, torinese, orfano di padre, nato nel 1849. Entrò all'Oratorio il 2 mar­
zo 1861 e ne uscì il 22 gennaio 1862.
459
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 12 settembre: ASC 126.2 Fransoni,
ed. in MB V I 722-723
Richiesta di appoggio presso Roma per ottenere altre facoltà per l ’Oratorio — domanda un ulteriore
parere sul progetto delle costituzioni salesiane
[Torino], 7 agosto 1860
[-.]
Mons. Fransoni, mentre giustificava il suo ritardo nel rispondere col fatto che la lettera di don Bosco
gli era arrivata solo l’ i l settembre, chiedeva ulteriori precisazioni circa le nuove facoltà che don Bo­
sco desiderava. Comunicava altresì che aveva sottoposto le costituzioni salesiane al giudizio di «Eccle­
siastici pratici di Comunità».
460
AI padre rosminiano Giuseppe Aimo
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare n. 1357 redatta dal padre Giuseppe Aimo e
conservata in ASIC
Raccomanda il cav. Federico Oreglia di S. Stefano che si reca a Stresa per un periodo di ritiro
spirituale
[Torino], 8 agosto 1860
[...]
Federico Oreglia di S. Stefano: nato a Benevagienna (Cuneo) il 15 luglio 1830, studiò dal 1839 al colle­
gio del Carmine a Torino presso i gesuiti. Entrato all’Oratorio il 16 novembre 1860, fece la prima pro­
fessione religiosa nel 1862 e quella perpetua nel 1865. Dopo qualche anno lasciò la congregazione per

43.7 Page 427

▲torna in alto
agosto-settembre 1860 421
farsi gesuita, nella cui provincia romana nel 1881 fece i voti definitivi. Morì il 2 febbraio 1912. Fratello
del card. Luigi (1828-1913), aveva un altro fratello, Giuseppe (1823-1895), scrittore de La Civiltà Catto­
lica, con il quale don Bosco fu in amicizia. Il cavaliere fu il braccio destro di don Bosco negli anni ses­
santa per quanto concerneva la tipografìa e la distribuzione delle Letture Cattoliche in varie città
d'Italia.
461
Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
Lettera non reperita, ma desunta da quella del corrispondente in data 22 ottobre: ASC 38 Torino
Oratorio (F 581), ed. in MB V I 739-740
Invito a trasferire i chierici dal seminario di Asti alTOratorio di Valdocco
[Torino, settembre 1860]
[...]
Saputo dell’occupazione del seminario di Asti da parte dell’autorità civile, don Bosco avanzò la sua
proposta. Il vicario lo invitò ad un colloquio personale. Don Bosco vi andò, espose il suo progetto ed il
22 ottobre, fallito il tentativo di riaprire il seminario, il Sossi accolse la proposta mandando a don Bo­
sco un gruppo di ben 20 giovani, due dei quali studenti di teologia: ASC 38 Torino Oratorio (F 581). Se
ne veda l’elenco in MB V I 740. Fra di essi Giuseppe Fagnano (1844-1916) che si farà sacerdote salesia­
no, missionario e diventerà prefetto apostolico della Patagonia meridionale e della Terra del Fuoco. I
buoni rapporti fra don Bosco ed il Sossi sono confermati anche dalla pastorale del 10 febbraio 1860
nella quale il vicario di Asti raccomandava ai suoi fedeli la diffusione delle Letture Cattoliche: cf. MB
VI 487.
462
Al teologo Stanislao Eula
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente in data 5 settembre 1860: ASC
126.2 Eula
Assicura preghiere sue e della comunità giovanile per una pronta guarigione del fratello, vicario
generale
Torino, 4 settembre 1860
[...]
Il can. della cattedrale Stanislao Eula, che da tempo era in relazione con don Bosco, aveva raccoman­
dato il fratello, ammalato, a Domenico Savio, della cui vita, scritta da don Bosco, aveva chiesto 100
copie. Aveva comunicato pure che rimaneva in attesa dell’orazione funebre pronunciata (e poi pubbli­
cata) da don Bosco per la morte di don Cafasso. Stanislao, nato a Mondovì il 10 giugno 1818, sacerdo­
te dal 1841, laureato in teologia, nel 1876 fu nominato vescovo di Novara. Morì il 10 aprile 1886. Il fra­
tello, Donato, nato a Mondovì il 20 aprile 1810, fatto sacerdote, divenne avvocato fiscale della curia,
canonico arcidiacono della cattedrale nonché vicario generale della diocesi. Morì il 15 marzo 1863.

43.8 Page 428

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422 settembre 1860
463
AI giovane Severino Rostagno
ASC 131.21 Copie di originali - Lemoyne (A 193 fase. 1 p. 44)
Copia semplice
E I 198 MB V I 763-764
Raccomandazioni spirituali
'Torino, 5 settembre 1860
Figliuolo dilettissimo,
La tua lettera mi ha fatto piacere. Se tu provasti grande consolazione per un
momento di tempo che fummo insieme a fare poche parole, qual gaudio non sarà
5 per noi quando, aiutandoci Iddio, vivremo per sempre beati in Cielo dove farem
una sola voce per lodare il nostro Creatore in eterno?
Coraggio adunque, figliuol mio, sii fermo nella fede, cresci ogni giorno nel
santo timor di Dio; guardati da’ cattivi compagni come da serpenti velenosi, fre­
quenta i sacramenti della Confessione e Comunione; sii divoto di Maria SS. e sa­
io rai certamente felice.
Quando ti vidi parmi aver ravvisato qualche disegno della Divina Provviden­
za sopra di te; ora non tei dico ancora, se verrai altra volta a vedermi parlerò più
chiaramente e conoscerai la ragione di certe parole dette allora.
Il
Signore doni a te e alla tua madre sanità e grazia; prega per me che ti sono
15 di cuore
Aff.mo
Sac. Bosco Gio.
2 Severino Rostagno, di Pietro e di Rosa Rostagno, era nato a Pinerolo (Torino) nel 1845. Orfano di
padre, era entrato come studente all’Oratorio il 6 novembre 1860; uscì nel giugno 1861.
464
Al priore Giuseppe Frassinetti
Archivio parrocchiale di S. Maria a Fiumicino - Roma
Orig. aut. 1 f. 210 x 155 mm.
E 1 198-199
Accusa ricevuta del denaro per le copie delle Letture Cattoliche — supplica di continuare nell’impe­
gno di comporle e di diffonderle
T orin o, 23 settem bre] 1860
Car.mo nel Signore,
Ho ricevuto il vaglia di fr. 454,40 primo semestre per le Letture Cattoliche.
Avrà le copie nel numero indicato nel corso di questa settimana.
5
Oltre al numero ordinario noi siamo anche in caso di farne stampare alcune
migliaia di più per appagare le molte dimande che ci si fanno.

43.9 Page 429

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settembre-autunno 1860 423
Sia tutto a maggior gloria di Dio ed a conforto di Lei, le cui fatiche sono dal
Signore benedette.
Continui ad ajutarci e per la composizione e per la diffusione di codesti li­
bretti, ed io non mancherò di augurarle dal cielo sanità e grazia mentre con pie- io
nezza di stima mi professo
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Giuseppe Frassinetti: sacerdote, fondatore dei Figli di S. Maria Immacolata, nato a Genova il 15 di­
cembre 1804, morto ivi il 2 gennaio 1868. Primo di quattro fratelli (tutti sacerdoti) e di una sorella
(beata Paola Frassinetti fondatrice delle suore Dorotee), era stato ordinato sacerdote nel 1827. Parro­
co prima a Quinto (Genova) e poi in città, a S. Sabina, si dedicò con alacrità alla difesa della religione
cattolica contro il liberalismo e la massoneria soprattutto mediante gli scritti. Uno di questi gli costò
anche l'esilio, di ritorno dal quale si dedicò con nuovo ardore all’azione pastorale ed alle pubblicazioni
di opere bibliche, catechistiche, morali. Destinatari spesso dei suoi testi furono la gioventù, i sacerdoti
ed i religiosi. Fondò anche istituzioni di cultura, di pietà, di assistenza sociale: cf. DIP 4, p. 586-588. Le
Letture Cattoliche degli anni sessanta pubblicarono varie sue operette.
465
Al ministro della guerra Manfredo Fanti
ASC 131.01 Lett. orig. Fanti (A 171)
Min. aut. 2 ff. 305x210 mm.
E I 179-180 MB VI 775
me. 27 B 11
Solita richiesta di vestiario militare per l ’imminente stagione invernale
[Torino, autunno 1860]
Eccellenza,
Il
Sac. Bosco Gioanni Direttore dellTstituto di S. Francesco di Sales in Val-
docco ricorre rispettosamente all'eccellenza Vostra per ottenere un sussidio di ve­
stiario pei poveri giovanetti in questa casa ricoverati. Sono essi in numero di circa 5
quattrocento e trovansi bisognosi di tutto ma specialmente di ripararsi dal freddo
nell’entrante invernale stagione.
Qualunque oggetto di vestiario, coperte, lenzuola, camicie, tuniche, giubbet­
ti, calzoni, scarpe, comunque siano logore e rotte, sono accolte colla massima
gratitudine. Ogni cencio unito con un altro serve tra noi a riparare dal freddo un 10
povero giovane.
Con questo favore V. E. porgerebbe anche ajuto ad alcuni giovani da questo
ministero inviati a questa casa, ed il ricorrente accetterebbe di buon grado altri
giovani ogni qualvolta gli venissero dalla eccellenza Vostra raccomandati.
Con pienezza di gratitudine e di speranza si professa
15
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gio.
5 poveri add si Son essi co rr ex Essi sono 10 dal... giovane co rr si ex un giovane povero dal

43.10 Page 430

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424 autunno-ottobre 1860
freddo
12 V.E. add si
13 inviati a emend si ex raccomandati ed accolti in
di buon grado
eniend si ex anche ogniqualvolta emend ex qualora
14 post raccomandati del mentre
2 Manfredo Fanti: nato a Carpi (Modena) il 26 novembre 1803, percorse la carriera militare fino al
grado di generale d’armata. Fu ministro della guerra dal 20 gennaio 1860 al 5 settembre 1861; morì a
Firenze il 5 aprile 1865.
17 II ministero gli concesse 304 paia di pantaloni di panno usati, 100 farsetti di molettone, 107 cami­
cie di cotone, 100 paia di calze mezza lana, 150 paia di scarpe, 140 coperte di lana fuori d ’uso e 40 co­
perte bigie usate: ASC 126.2 Governo, Ministero della Guerra, Fanti, ed. in MB VI 775-776.
466
Al provicario capitolare di Asti Giovanni Cerutti
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del canonico in data 2 ottobre 1860: ASC 38 Torino
O ratorio (F 581), ed. in MB VI 738-739
Domanda di poter ospitare per un anno scolastico tre chierici astigiani
[Torino, anter. 2 ottobre 1860]
[...]
Giovanni Cerutti: provicario capitolare oltre che canonico penitenziere. La richiesta venne accolta ed i
tre chierici Giovanni Molino, Secondo Merlone e Carlo Viale rimasero a Valdocco.
467
Al cardinale Francesco Gaude
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 14 ottobre 1860: ASC 131.2 Gaude,
ed. in MB V I 726
Invia il «piano di regolamento» della società salesiana e ne chiede un giudizio
[Torino, anter. 14 ottobre 1860]
[...]
Si tratta dello stesso testo inviato all’arcivescovo di Torino in esilio a Lione: cf. lett. n. 459. Il card, ri­
spose che per motivi di salute non avrebbe potuto esaminarlo se non vari mesi dopo. Qualora però
don Bosco avesse avuto premura, si sarebbe rivolto ad altri esperti in materia. Il card, non ebbe tem­
po di esaminare il testo sottopostogli, in quanto morì due mesi dopo, il 14 dicembre 1860.
468
Al giovane Severino Rostagno
ASC 131.22 Copie di originali - Lemoyne (A 193 fase. 1 p. 45)
Copia semplice
E I 199 MB V I 764-765
Comunica le condizioni per la sua accettazione

44 Pages 431-440

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44.1 Page 431

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ottobre-novembre 1860 425
'Torino, 29 ottobre 1860
Car.mo nel Signore,
Se da buon militare ti senti di reggere alla pensione ordinaria, ove era Muria-
na, te la darò gratuita, rimanendo però a carico di tua madre le minute spese dei
libri e del vestito; per quanto occorre di corredo dimandane a quelli che sono già 5
stati fra noi.
Se va bene così, vieni presto e lavoreremo di tutto cuore pel bene dell'anima.
Dio ti benedica: credimi tuo
Aff.mo in G.C.
Sac. Bosco Gio.
10
All'ornatissimo giovane
Il Sig. Severino Rostagno
Pinerolo
3 Domenico Muriana, di Pinerolo, entrato come studente a Valdocco nel novembre del 1859 ed usci­
to nell’agosto del 1860. Morì a Pinerolo il 12 marzo 1863.
469
Al ministero dell'interno (Luigi Carlo Farini)
Lettera non reperita, ma desunta dalle richieste e risposte governative in data 16 ottobre 1860 (ASC
126.2 Governo, M inistero d ell’interno, Farini, ed. in MB V I 1073-1074), in data 26 ottobre 1860 (ASC
126.2 Governo, Ministero dell'interno, Farini, ed. in MB V I 1074), in data 31 ottobre 1860 (ASC 126.1
Governo, M inistero dell’interno, Farini, ed. in MB VI 1074), in data 1 novembre 1860 (ASC 126.2 Go­
verno, Ministero dell'Interni, Minghetti, ed. in MB V I 774-775)
A proposito di ragazzi raccomandatigli - richieste di relativi sussidi
[Torino, anter. 1 novembre 1860]
[...]
Per gli orfani Michele Buscaglione e Chiaffredo Colombo al ministero si era rivolto il parroco di Bob­
bio (Piacenza). Nei registri di Valdocco non si leggono però i loro nominativi. Pure il torinese Giusep­
pe Berna, orfano di padre, non risulta sia entrato alTOratorio. Per il quattordicenne Pietro Raineri al
ministero si era rivolto invece il padre Felice, corista di teatro. Il ragazzo, nato a Milano nel 1847, fu
accolto a Valdocco il 15 novembre 1860; lascerà l’Oratorio nel novembre 1861. La domanda di sussi­
dio per 0 momento non venne accolta, ma si segnalò la possibilità di farlo a fine anno, qualora nel bi­
lancio del ministero ci fosse stato «un qualche avanzo».
470
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Lettera non reperita, ma testimoniata dalla dichiarazione di Leonardo Murialdo: ASC 123 M urialdo
A proposito di un ragazzo raccomandatogli
[Torino, poster. 5 novembre 1860]

44.2 Page 432

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426 novembre 1860
Dal 1° novembre Marco Minghetti sostituì Luigi Carlo Farini come ministro dell'interno. Il Murialdo
dichiarò che il giovane in questione, Michele Borra, viveva all'Oratorio di S. Luigi e che non aveva
nulla da eccepire sul suo comportamento.
Marco Minghetti: nato a Bologna l ’8 febbraio 1818, si era dedicato agli studi, soprattutto, ma non so­
lo, matematici. Entrato presto nella magistratura, nel 1847 fu chiamato a far parte della consulta di
Stato a Roma e l ’anno seguente resse il ministero dei lavori pubblici. Nel 1856 accompagnò Cavour al
congresso di Parigi. Nel 1860 e 1861 fu ministro dell’interno, poi delle finanze; nel biennio 1863-1864
presidente del consiglio dei ministri e ministro delle finanze; nel 1869 ministro dell’agricoltura. Nel
1873 riprese la presidenza del consiglio dei ministri, che lasciò nel 1876, allorché salì al potere la Sini­
stra. Morì il 6 dicembre 1886 nella sua città natale.
471
Al parroco di Saluggia Giovanni Battista Fontana
Copia a stampa in E I 199-200
MB V II 543-544
Per motivi di salute e di lavoro disdice l ’impegno di una predicazione ad una muta di esercizi spirituali
*Torino, 9 novembre 1860
M.to Rev.do Signore,
Niente ti turbi; teneva (Don Cafasso) sempre scritto in un listino di carta nel
suo breviario. Gli esercizi spirituali, che con tanto mio gusto contava di andare a
5 dettare in Saluggia, mi presentano alcune difficoltà che forse non potrò superare.
Il
T. Borei, predicatore ordinario di questa casa, è venuto ammalato; io ho
voluto fare la mia solita parte, più quella che egli faceva. Tal cosa mi stancò e mi
disordinò lo stomaco. Dal giorno dei Santi si manifestò di nuovo il solito sputo di
sangue seguito da piccole febbri; la mia famiglia ignora questo mio incomodo;
io ma certamente non mi permette di assumermi ed assicurare una muta di esercizi,
tanto più che il numero dei giovani della casa si avvicina ai cinquecento.
Se mai Ella stima che mi faccia supplire con un altro, credo di poterlo avere
sicuro, ché cangeremo di bene in meglio; ma in persona non potrei assicurarla.
Compatisca intanto la cattiva posta di D. Bosco, ma in tutto quel che posso
15 mi creda ora, sempre nel Signore tutto suo
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Don Giovanni Battista Fontana, nativo di Crescentino (Vercelli), morto il 22 aprile 1872 dopo 29
anni di ministero parrocchiale a Saluggia (Vercelli). Avviò agli studi di latino vari ragazzi del paese, fra
i quali il futuro direttore degli studi e delle scuole salesiane, Francesco Cerruti.
8 Si tratta dei sintomi della malattia polmonare che da tempo lo tormentava.
9 famiglia: cioè i giovani ed i confratelli salesiani.
14 cattiva posta: trasposizione dell’espressione ironica «bona posta»: persona che manca alla parola
data.

44.3 Page 433

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novembre 1860 427
472
Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente in data 19 novembre 1860: ASC 38
Torino Oratorio (F 581), ed. in MB V I 740-741
Comunica l'arrivo di 20 giovani seminaristi di Asti — precisa l'elenco dei nominativi e la cifra della
pensione (lire 37) per coloro che non godono del posto in seminario o della pensione gratuita
Torino, 16 novembre 1860
[...]
Vedi lett. n. 461. Per i nominativi dei chierici cf. MB VI 740.
473
Al ministero dell’interno (Marco Minghetti)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale in data 20 novembre 1860: ASC 126.2 Go­
verno, M inistero d ell’interno, Minghetti e anche dalla risposta del medesimo ufficio in data 3 dicem­
bre 1860: ASC 126.2 Governo, Ministero dell’interno, Minghetti, ed. in MB V I 1075
A proposito di un ragazzo raccomandatogli
[Torino], 27 novembre 1860
[...]
Il 26 ottobre l ’addetto del ministero, L.C. Salino, gli aveva inviato tutta la documentazione sul ragaz­
zo, orfano di padre, Giuseppe Berna. Non avendo ricevuto risposta, il 20 novembre chiese nuovamen­
te a don Bosco di accettarlo o, in caso contrario, di restituirgli le carte precedentemente mandate.
474
Al teologo Giovanni Battista Appendini
ASC 131.01 Lett. orig. Appendini (A 169) me. 2 B 12
Orig. aut. 1. f. 207 x 132 mm. carta azzurrina
E I 200 MB V I 789
Invito a sostituirlo per una predicazione di esercizi spirituali a Saluggia
*Torino, 30 novembre [18]60
Car.mo Sig. Teologo,
Vediamo se può cavarmi da un imbroglio. Io dovrei andare a dettare gli eser­
cizi spirituali a Saluggia (fare una meditazione al giorno) e comincerebbesi al
giorno dellTmmacolata Concezione; ma un incomodo di salute m ’impedisce di
poter andare. Potrebbe Ella supplirmi? Buon paese, buon parroco; e le scrivo col
consiglio del can.co Anglesio. Se mi scrive prontamente mi fa un vero favore e sa­
rò più tranquillo.

44.4 Page 434

▲torna in alto
428 novembre-dicembre 1860
Tommasino sta bene e fa optime.
10
II Signore l ’accompagni e mi creda sempre tutto suo
Obbl.mo allievo
Sac. Bosco Gio.
1 novembre] 9bre
475
Alla signora Carolina Gloria
Lettera non reperita, ma desunta da quella della corrispondente in data 4 dicembre 1860: ASC 126.2
Gloria, ed. in MB V I 794
Probabile ringraziamento per la traduzione del volumetto che le aveva lasciato in occasione di un loro
precedente incontro
*
Torino, dicembre 1860
[...]
La signora giustificò il ritardo nel compiere il suo lavoro con le «tante disgrazie» che aveva avuto nel
corso deH'anno. Non si hanno notizie precise né della signora (a meno che si tratti della contessa Mad­
dalena Gloria nata Cucchi, o di una certa Gabriella Gloria [damigella nel 1852] o dell'eventuale moglie
del cav. Carlo Gloria, tutti benefattori di don Bosco; un altro sig. Gloria era il presidente di Cassazio­
ne, Giovanni Pietro) né del testo in questione. Quanto all’amicizia fra don Bosco e la contessa Gloria,
in un’inedita lettera di don Daniele Comboni a mons. Luigi Canossa del 14 agosto 1864 si legge che la
contessa era stata indicata da don Bosco come la persona che meglio poteva aiutare una certa signora
Antonietta Manca di Cagliari a lasciare il re Vittorio Emanuele II, di cui era «una delle favorite», per
ritornare in Sardegna presso suo marito (Archivio Comboniano - Roma).
476
Alla contessa Alessandra Tettù di Camburzano
ASC 131.01 Leti. orig. Camburzano (A 170) me. 11 C 11
Orig. aut. 2 ff. 207 x 133 mm. carta azzurrina con indirizzo incollato sul mrg. sup. del f. 2, dove
si trovano pure due timbri postali indecifrabili
E I 200-201 MB V I 801-802
Consiglio spirituale di fronte ad una decisione difficile
Torino, 26 dic[embre] [18]60
Benemerita Signora,
Ho ricevuto la venerata di lei lettera piena di cristiani sentimenti, che per me
servono ad infondere fede e coraggio nel povero animo mio e in quello de’ miei
5 giovanetti.
Ho pregato e fatto pregare secondo l’intenzione del .sig. Marchese Massoni.
La sua deliberazione è buona in sé; ma accompagnata da spinosissime circostan­
ze. Faccia così: esamini se egli conosce in ciò il bene dell’anima, e la gloria di Dio;
se gli pare di sì, compia il divisamente; se di no, sospendane l ’esecuzione.

44.5 Page 435

▲torna in alto
dicembre 1860 429
Noi abbiamo fatto la nostra festa di natale con grande consolazione. A mez- 10
zanotte furono celebrate tre messe, la prima cantata da un centinaio de’ nostri
giovanetti. Fu pure fatta la santa comunione de’ giovani interni ed esterni in nu­
mero di oltre a seicento. La funzione compievasi alle due.
Gesù ricco di grazie ricolmi de' suoi doni Lei [,] il sig. conte Vittorio e tutta
la famiglia ed amici mentre con pienezza di stima mi professo
15
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v Alla Chiarissima Signora
La Sig. Contessa Camburzano
20
Nizza di Mare
2 Alessandra Tettù di Camburzano, nata Crotti di Costigliole, morta il 15 giugno 1893 a Fossano (Cu­
neo): una delle benefattrici più generose con don Bosco: BS luglio 1893 p. 162. Nel testamento ricordò
il collegio salesiano di Fossano.
6 Marchese Massoni: figura di nobile non meglio identificato.
14 Conte Vittorio Tettù di Camburzano: nato a Pinerolo il 28 agosto 1815, era stato ufficiale di caval­
leria, incaricato d'affari in Portogallo, deputato al parlamento. Morì a Fossano il 17 agosto 1867. Nel
1849 aveva sposato Alessandra, sorella di sua madre Teresa Crotti di Costigliole.
477
Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
Archivio diocesano - Ivrea
Orig. aut. su f. 2r di lettera di Tommaso Luigi Jarach — ubicato in calce come P.S.
MB X V II 86
Cordialità
Torino, 30 dic[embre] 1860
[...]
P.S. Questa lettera fu tutta ideata e scritta dal Jarach; esso è il primo di Ia
Retorica che è una classe assai numerosa. Nella condotta poi è un vero modello.
Agli auguri del buon Jarach voglia gradire che unisca anche i miei che di tut- 5
to cuore e colla più sentita gratitudine le offro nel Signore professandomi
Di V. S. 111.ma e Rev.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 In occasione della fine dell’anno lo Jarach inviò al vescovo gli auguri in lingua francese: cf. MB
X V II 869. Don Bosco vi aggiunse in calce la suddetta nota. Il giovane Jarach, nato nel 1845, figlio di
un rabbino di Ivrea, era stato battezzato il 15 gennaio 1860 a Valdocco, dove era stato mandato da
mons. Moreno nel novembre 1859. Padrino di battesimo fu il duca Scotti di Milano e madrina la mar­
chesa Fassati di Torino: cf. La Buona Settimana a. V 1860 p. 32. Per la cresima lo Jarach avrà la me­
desima madrina mentre padrino sarà il conte Cays. Nel 1862 (14 maggio) fece la professione tempora­
nea come salesiano; la rinnovò in perpetuo tre anni dopo (6 dicembre), ma di lì a pochi mesi (6 luglio
1866) lasciò spontaneamente la congregazione.

44.6 Page 436

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430
478
Circolare
ASC 131.04 Circolare (A 176) [me. 2655 D 1]
Min. aut. 1 f. 150 x 120 mm.
E I 201 MB V I 804
Auguri di buon anno
*Torino, ultimo del 1860
I
Sacerdoti, eherici e giovani dell'Oratorio di S. Francesco di Sales augurano
all’insigne loro benefattore buon fine e buon capo d ’anno e pregano il Signore a
voler spandere copiose celesti benedizioni sopra di lui e sopra tutta la venerata di
5 lui famiglia.
Con sentimenti della più sincera gratitudine a nome di tutti si professa rispet­
tosamente
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 ultimo del 1860 corr si ex Torino 31 die 18[60]
re emend ex colmare ancora
3 all’insigne loro benefattore add si
4 spande­
Si conserva la copia indirizzata al conte Pio Galleani d ’Agliano.

44.7 Page 437

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1861
479
[Al ministro di grazia e giustizia Giovanni Battista Cassinis]
Lettera non reperita, ma attestata dalla nota protocollare in AST Gran Cancelleria, rub. 166 prot.
n. 10.765 e 3.027
Richiesta di sussidio
[Torino, ... 1861]
[...]
Non si hanno notizie dell’esito della petizione.
Giovanni Battista Cassinis, nato a Masserano (Biella) nel 1806 e laureato in giurisprudenza, dal 1848
per molte legislature sedette alla camera dei deputati, di cui tenne anche la presidenza. Col gabinetto
Cavour (20 gennaio 1860 - 12 giugno 1861) ebbe il portafoglio di grazia e giustizia. Nel 1865 fu fatto se­
natore. Morì suicida il 18 dicembre 1866.
480
Ad un teologo non identificato di Cuneo
Archivio vescovile - Cuneo
Orig. aut. 1 f. 210 x 115 mm.
Ined.
Notizie poco positive su un giovane chierico dell'Oratorio
[Torino, ... 1861]
Carissimo Sig. Teologo,
La condotta del chierico sig. Luciano deteriorando ogni giorno più io stimo
di pregarla di avvisarlo energicamente, perché, se le cose vanno di questo passo,
io sono al punto di scrivere al sig. arcipr. Durbano onde prenda le disposizioni 5
che meglio giudicherà.
Il
difetto maggiore si è che vuole imporla a tutti, vuole sempre aver ragione
ed io stesso debbo cederla per non fare pubblicità.
Se mai questa sera può fare un passo fin qui potremo meglio parlarci. Mi rin­
cresce molto il dover dare tali notizie di questo giovane che ho tanto desiderato di io
avere tra miei figli e che forse la mia affezione fu causa del decadimento della
condotta, non dando più alcun peso a quanto gli dico.

44.8 Page 438

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432 gennaio 1861
Mi ami nel Signore e mi creda in quel che posso
Di V. S. car.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Potrebbe trattarsi del teologo Simone Molineri, di cui alla lett. n. 648.
3 Vedi lett. n. 334.
7-8 Vedi lett. n. 191.
481
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 272 x 187 mm. indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Accetta di ricoverare due ragazzi ad una pensione di 200 franchi
''Torino, 3 gennaio 1861
Ill.mo Signore,
La moltitudine de’ giovani ricoverati fece ritardare il riscontro alla lettera
che V. S. 111.ma indirizzava in data 12 dicembre ultimo a favore del giovane Sera-
5 fino Giannuzzi; e all’altra del 28 dello stesso mese a favore del Carlo Alasia.
Io
sono disposto di accoglierli ambidue; ma l ’attuale posizione finanziaria di
questa casa mi obbliga di fissare a duecento franchi caduno dei ricoverandi; la
mia volontà è grande, ma mi trovo nelle strettezze.
Sempre contento di poterla in qualche cosa servire le auguro ogni bene dal
io cielo e mi professo con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3-5 Entrambe le lettere sono conservate in ASC 126.1 Governo, M inistro dell'interno, Minghetti, ed.
in MB VI 1075-1076.
4 Serafino Giannuzzi di 14 anni, orfano torinese, dai registri risulta entrato all’Oratorio come stu­
dente il 26 novembre 1860; uscì nell’agosto del 1861.
5 Carlo Alasia in realtà era il padre di Bartolomeo. Questi, nato a Torino nel 1848, entrò all’Oratorio
come artigiano il 20 gennaio 1861; uscì nell’agosto dello stesso anno. Per la sua accettazione a Valdoc-
co il padre si era rivolto al ministro dell’interno.
7 II funzionario ministeriale aveva offerto per il ricovero del Giannuzzi la somma di lire 100 «una vol­
ta per titolo di sussidio». Il 23 giugno comunque dispose il pagamento di complessive 300 lire: ASC
126.2 Governo, Ministro dell’interno, Minghetti.

44.9 Page 439

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482
Alla marchesa M aria Fassati
gennaio 1861 433
ASC 131.22 Copie di originali (A 189 Fassati n. 24; A 192 fase. 3 p. 8)
Copia semplice
E I 203 MB V I 834
Chiede libro di pietà in lingua inglese ed un aiuto economico per l'acquisto di capi di vestiario da par­
te di un giovane neofito
*Torino, Epifania [6 gennaio] 1861
Benemerita Signora,
Giovedì a sera ho dimenticato di parlare con Lei e col sig. Marchese di due
cose:
10Di pregarla a cercare un libro di divozione per pratiche quotidiane di chie- 5
sa, ma che sia in lingua inglese; la dimanda è fatta dal figlio della contessa Bosco.
2° La seconda cosa riguarda al giovane neofito Landon D om enico. Egli do­
vrebbe partire dimani per andare a Biella in qualità di assistente in un ospizio di
giovani; così è inteso con Mons. Losana. Ma egli ha bisogno di qualche poco di
vestimenta e a tale bisogno lo raccomanderei alla carità del padrino e della madri- io
na. Una sola parola detta al eh. Turchi mi basta per risposta.
11 Signore le doni buona giornata e benedica tutta la venerata famiglia men­
tre con pienezza di stima mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
6 figlio della contessa Bosco di Ruffino, ossia Ottavio: vedi lett. seg.
7 Landon Domenico: giovane ricoverato per un qualche tempo a Valdocco, di cui non si hanno noti­
zie più precise.
483
Al giovane Ottavio Bosco di Ruffino
Copia a stampa in E I 203-204
MB V I 835
Biglietto di accompagnamento di un libro di pietà — consigli di vita cristiana
*Torino, 9 gennaio 1861
Carissimo Ottavio,
La signora marchesa Fassati non ha potuto trovare un libro di Chiesa in In­
glese come desiderava. Mentre si adopera per ricercarlo, mi dà La pratica di
am ar Gesù Cristo di S. Alfonso; ella mi dice essere eccellente traduzione e con 5
buona lingua.
Caro Ottavio: coraggio; sta attento ai cattivi compagni e fuggili; cerca i buoni
28

44.10 Page 440

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434 gennaio 1861
e imitali. Il tesoro più grande è la grazia di Dio: la prima ricchezza il santo timor
di Dio.
10
Prega per me: saluta maman e tua sorella da parte mia: ed abbimi sempre
quale con affetto mi professo di te car.mo
Aff. amico
Sac. Bosco Gio.
10 La sorella portava il nome di Candida, la madre invece Teresa: vedi lett. n. 147.
484
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 271 x 186 mm. indicazioni di protocollo sul mrg. sup.
Ined.
Annuncia che ha accolto i due giovani raccomandati e che li ha collocati ad apprendere un mestiere
•'Torino, 19 gennaio 1861
Ill.mo Signore,
Partecipo che il giovane Giuseppe Serafino Gian [n] uzzi raccomandato da
V. S. 111.ma con lettera del 12 scorso dicembre (div. 5a) ed il giovane Alasia Carlo,
5 con lettera del 28 stesso mese, furono ambidue ricevuti in questa casa e collocati
ad apprendere una professione meccanica.
Spero che essi corrisponderanno allo scopo di chi li ha raccomandati, e di
chi in questa casa si occupa per dare loro un mezzo per guada [gna]rsi onesta­
mente il pane della vita.
10
Sempre contento di poterla in qualche cosa servire mi professo con pienezza
di stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Vedi lett. n. 481.
485
A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF Carte Liberti b. 3
Orig. ms di Michele Rua con firma dello stesso
per sigillo di ceralacca - timbro: 21 gen 61 8 S
Ined.
Richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche
2 ff. 270x213 mm. carta azzurrina
spiegazzato per le molte piegature
strappo

45 Pages 441-450

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45.1 Page 441

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gennaio 1861 435
"Torino, 21 gennaio 1861
Ill.mo e Reverendissimo Monsignore,
Il
bisogno ognora più sentito di aver buoni libri specialmente da porre nelle
mani del basso popolo, mi fa animo a raccomandare a V. S. 111.ma e Reveren-
d.ma la diffusione delle Letture Cattoliche con que’ mezzi e in que’ luoghi ove sti- 5
masse opportuno.
A tale scopo le unisco un programma di associazione da valersene secondo
che le occorrerà e nel modo che giudicherà tornare a maggior gloria di Dio e
bene delle anime.
Prego la nota di Lei bontà e cortesia a voler compatire il disturbo che Le reco 10
e nel tempo stesso gradire che le auguri dal Signore sanità e grazia mentre con
pienezza di stima reputo ad alto onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
15
AU'Ul.mo e Rev.mo Monsignore
Monsig. Arcivescovo di
Firenze
486
A don Federico Milanese
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del corrispondente in data 28 gennaio 1861: ASC
126.2 Milanese
Richiesta di pagamento della pensione per il fratello
[Torino, anter. 28 gennaio 1861]
[...]
Don Federico Milanese abitava a S. Germano Monferrato, in provincia di Alessandria, diocesi di Casa­
le. Nella sua lettera giustificò il ritardo col fatto che era stato trasferito da S. Salvatore a S. Germano
in qualità di viceparroco e pertanto la lettera di don Bosco gli era arrivata molto tardi. Inviò comun­
que la somma richiesta, assicurando che avrebbe provveduto al pagamento di qualunque altra spesa
venisse fatta per il fratello Alessandro, del cui comportamento chiedeva notizie. Alessandro era stato
ricoverato a Valdocco il 22 agosto 1860. Vi rimarrà fino al novembre del 1862.
487
Al conte Rodolfo De Maistre
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta del conte in data 30 gennaio 1861: ASC 126.2 De
Maistre
Saluti, ricordi, cordialità e preghiere — richiesta di aiuto economico
[Torino, anter. 30 gennaio 1861]

45.2 Page 442

▲torna in alto
436 febbraio 1861
Il conte, rispondendo alla lettera di don Bosco, giuntagli per altro in forte ritardo, ricambiò i saluti, ri­
cordando i tempi della sua collaborazione all’Oratorio. A Beaumesnil, dove risiedeva, cercava di fare
altrettanto, ma purtroppo senza avere don Bosco a consigliarlo. Promise un sussidio entro l'anno e
chiese preghiere per la sorella Francesca [Costanza?] di Montmorency, ammalata a Roma, nonché
per tutti i familiari.
488
Al sindaco di Torino Augusto Nom is di Cossilla
ASC 38 Torino Oratorio (F 595)
Orig. allog. con data e firma aut. 2 ff. 302 x 214 mm.
bianco f. 2v: giudizio di commissione d ’arte
timbri vari di protocolli comunali
f. 2r:
Richiesta di autorizzazione a costruire un muro di cinta laterale alla pubblica via, con occupazione di
terreni e strade da modificarsi, come da disegno allegato
"Torino, 1 febbraio 1861
Ill.mo Sig. Sindaco,
Per poter soddisfare alle molte domande che vengono continuamente sporte
al sottoscritto per l ’ammissione dei giovani nella casa detta Oratorio di S. France-
5 sco di Sales in Valdocco, essendo necessario di aumentare il locale attuale, si è di­
visato di chiudere con un muro di cinta il tratto di terreno proprio del sottoscrit­
to, posto fra la via Cottolengo e la strada privata che tende alla Giardiniera.
Giusta il piano d'ingrandimento, la via Cottolengo dovendo a quel punto es­
sere trasportata alquanto verso Mezzodì, il sottoscritto prima di venire alla co­
lo struzione del detto muro, ricorre a V. S. 111.ma per ottener la concessione di col­
locare la fronte del medesimo lungo il nuovo ciglio stradale indicato nel qui unito
piano in color rosso e colle lettere M N.
In questo modo e mediante la linea punteggiata in color verde nel piano, nes­
sun danno potrà avvenire al pubblico transito lungo la via Cottolengo, e solo si
15 avrà il vantaggio della sistemazione di un tratto della detta strada.
Il
sottoscritto confida perciò che la domanda del trasporto di detta strada
sarà presa in favorevole considerazione, e che potrà nel più breve tempo |por f.lv
mano alla costruzione del detto muro di cinta sotto quelle condizioni che gli po­
tranno essere assegnate da V. S.
20
Inoltre per rendere proficuo ed utile allo stabilimento il terreno che si vuol
chiudere col muro di cinta suddetta è necessario che venga per parte intercettata
la strada vicinale della Giardiniera, onde collegare il terreno stesso col restante
fabbricato che ad uso dello stabilimento venne dal sottoscritto da pochi mesi ac­
quistato.
25
In vista poi del concorso allo stabilimento stesso ed alla Chiesa di Valdocco,
osa il sottoscritto sperare che V. S. che è così amante del pubblico bene e della
bellezza di questa Capitale, vorrà far aprire il tronco di strada A.B. segnata dal
piano d’ingrandimento secondando così il desiderio degli abitanti della regione
Valdocco, nonché dei benefattori di questo stabilimento destinato a favore della
30 povera e pericolante gioventù.
Sac. Bosco Gioanni

45.3 Page 443

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febbraio 1861 437
12 II piano non è stato conservato in ASC.
31 II sindaco, in data 15 febbraio 1861, restituì la domanda con le osservazioni degli uffici d’arte e
del catasto, fatte proprie dalla giunta comunale l’8 febbraio. Chiese a don Bosco di considerare i rilievi
avanzati e di ottenere previamente l'assenso di quanti avevano proprietà prospicienti via Cottolengo e
via della Giardiniera. La pratica a quanto pare non ebbe seguito.
489
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 272 x 187 mm. indicazioni di protocollo
Ined.
sul mrg. sup.
Domanda un sussidio per i giovani dell'Oratorio dopo avervi accolto un orfano raccomandatogli
'■'Torino, 2 febb[raio] 1861
Ill.mo Signore,
In data del 29 Giugno 1860 da cotesto Ministero dell'Interno era a questa
casa raccomandato il giovane Guglielmetto Gioanni Battista orfano di Susa.
Non essendosi potuto in quell’epoca tosto accogliere, si tenne speciale me- 5
moria della fatta raccomandazione e fu accolto da dodici giorni fra i ricoverati di
questo istituto.
Se mai Sua Eccellenza il Ministro volesse al proposito assegnare qualche ca­
ritatevole sussidio, servirebbe a dare del pane ai nostri poveri ricoverati che ne
serberebbero la più sentita gratitudine.
io
Mentre le partecipo tale accettazione mi professo sempre con pienezza di
stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
2 Vedi lett. n. 445.
490
A don Vittorio Alasonatti
Lettera non reperita, ma attestata dalla cronachetta di Domenico Ruffino (ASC 110 Ruffino q. 2
pp. 25-26) e da quella di Giovanni Bonetti (ASC 110 Bonetti q. 2 pp. 11-12): cf. MB V I 843-844
Un saluto per tutta la comunità di Valdocco — timori per il comportamento non irreprensibile di alcu­
ni giovani ricoverati
[Bergamo, 6 febbraio 1861]

45.4 Page 444

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438 febbraio 1861
491
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 208 x 134 mm. carta azzurrina
Ined.
indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Partecipa che i due giovani raccomandatigli sono stati accolti
*Torino, 14 febb[raio] 1861
Ill.mo Signore,
Secondo l'invito fatto da V. S. 111.ma le partecipo che i giovani Gian[n]uzzi
Serafino ed Alasia Bartolomeo sono stati ricoverati in questa casa e sono tuttora
5 applicati ambidue nei laboratorii per abilitarsi ad un mestiere frequentando
contemporaneamente le scuole nostre serali affine di procacciarsi la necessaria
istruzione.
Ho l ’onore di professarmi colla dovuta stima
Di V. S. 111.ma
io
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Vedi lett. n. 481, 484.
492
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b.483 fase. 450
Orig. aut. 1 f. 270 x 185 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Disposto ad accettare un giovanetto, chiede qualche sovvenzione per poter accoglierne altri
"Torino, 27 febb[raio] 1861
Ill.mo Signore,
Partecipo a V. S. 111.ma che facendosi posto per un giovane in questa casa, lo
conservo a disposizione del giovanetto Anglais Celestino raccomandato da code-
5 sto Ministero con lettera 6 corrente febbraio divis. 5a N. 7351.
Egli veniva a queste scuole; ma da qualche tempo ha cessato; perciò se Ella
può avvisarlo, dicagli che può venire quando che sia dopo la prima settimana di
marzo prossimo.
Questo anno avrei alcuni lavori da eseguire, che agevolerebbero l’accettazio-
10 ne di molti giovani che dimandano d’urgenza e che non si possono accogliere; chi
sa se non possa sperare qualche speciale sovvenzione, anche da ricambiarsi con
accettazione di ragazzi raccomandati da codesto Ministero?

45.5 Page 445

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febbraio-marzo 1861
Del resto mi creda sempre pronto a servirla in quel che posso
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
439
15
4 Anglais Celestino entrò all’Oratorio come studente il 1° maggio 1861; uscì tre anni dopo, nell'otto­
bre del 1864.
.
.
5 La lettera è conservata in ASC 126.2 Governo, Ministero dell’interno, Mmghetti, ed. in MB VI
1076.
493
Al padre barnabita Salesio Canobbio
Collegio S. Francesco - Moncalieri (Torino)
Orig. aut. 2 ff. 230 x 150 mm. timbro: ...2 mar 61
E I 204
Ringraziamento per sussidio ricevuto - informazioni varie su un chierico e su un allievo dell'Oratorio
*Torino, 2 marzo 1861
Car.mo Sig. Canobbio,
Deo gratias per la carità che si dispone di fare a favore di questi nostri poveri
artigianelli; non mancherò di pregare e far pregare e far pregare per lei, per tutti i
religiosi di codesto collegio e per tutti i giovanetti che la divina provvidenza man- 5
da in questa casa di benedizione.
Il
eh. Chiusi è di ottima condotta; è maestro di 2a elem. capace di fare la 3a,
abituato a trattare giovanetti. Se le occorresse un prefetto credo che egli possa far
bene. Lo vedo assai di frequente.
Il
nostro Angelo sta bene in salute; attende volentieri alle pratiche di pietà; io
soltanto l'indole sua vivace lo rende un po’ volubile, quindi non fa in classe tutto
il profitto che si vorrebbe. Però ha già molto migliorato e lascia sperare bene di
sé. Ella poi s’assicuri che noi faremo quanto si può per coadiuvarlo.
/. lv
Raccomando me e li miei giovanetti alla carità delle divote di Lei preghiere e
mi professo con pienezza di stima
15
Di V. S. car.ma
Aff.mo servo ed amico
Sac. Bosco Gio.
f.2v AllTll.mo e M.to R.do Signore
Al Sig. P. Canobbio
20
V. Rettore del Coll[egio] Carlo Alberto
Moncalieri
11 post fa del tutto
7 Chiusi: un chierico residente a Valdocco, evidentemente conosciuto dal Canobbio.
10 Angelo: vedi lett. n. 434.

45.6 Page 446

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440 marzo 1861
494
AI ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 146
Orig. aut. 1 f. 324 x 220 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Assicura che terrà conto del giovane raccomandato che per ora non può accogliere — indica i giovani
che sono appena stati ricoverati
"Torino, 6 marzo 1861
Ill.mo Signore,
Partecipo a V. S. 111.ma che terrò memoria speciale della dimanda fatta a fa­
vore del giovane Mantino Giuseppe di Agliè; ma per ora non si può accogliere at-
5 tesa l ’urgenza di molti ragazzi pericolanti che dimandano ricovero e attesa anche
la strettezza del locale in proporzione del bisogno.
Nel tempo stesso le comunico con piacere che si è potuto fare luogo ai se­
guenti giovanetti da codesto Ministero raccomandati:
1° Anglais Celestino (con lett. degli ultimi di febb. scorso) accolto ieri e gli si
io lascia per ora continuare lo studio secondo il suo vivo desiderio.
2° Cravero Fulgenzio di Govone; ricevuto il 1° marzo, raccomandato con
lett. del 22 maggio 1860; fu alquanto differita l ’accettazione per difetto di età.
3° Beavoir Giuseppe di Torino, raccomandato con lettera del 1° agosto 1860.
15
Farò tutto quello che posso per avviare questi ed altri giovanetti ad uno stato
onde possano onestamente guadagnarsi il pane colle loro mani; ma Ella faccia
tutto quello che può affinché li possa mantenere e vestire secondo il bisogno.
Sempre contento di poterla coadiuvare nelle sue opere di carità le auguro
ogni bene dal cielo e mi professo
20
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 II tredicenne Mantino Giuseppe di Agliè (Torino) era stato raccomandato con lettera ministeriale
del 3 marzo 1861: ASC 126.2 Governo, Ministero dell'interno, Minghetti, ed. in MB V I 1077. Entrerà
all’Oratorio il 15 gennaio 1862 come artigiano. Il 12 marzo il segretario ministeriale rispose a don Bo­
sco ringraziandolo, inviandogli lire 500 e chiedendo di comunicargli quanto sarebbe riuscito a fare in
favore del Mantino: ASC 126.1 Governo, Ministero dell’interno, Minghetti.
495
Al papa Pio IX
ASV SdS 1861 rub. 9 fase. prot. 17.036
Orig. aut. 4 ff. 270 x 185 mm. timbro ASV
Ined.
Comunica lo stato di salute delle opere torinesi e le sue ansie, non prive di speranza, per la difficile
situazione politico-religiosa in Italia

45.7 Page 447

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marzo 1861 441
Torin o, 10 marzo 1861
Beatissimo Padre,
Approfitto dell’occasione favorevole, che un zelante collaboratore del Gior­
nale L 'A rm on ia va a Roma per indirizzare due parole a Vostra Beatitudine.
Quante cose vorrebbe dire un povero sacerdote al capo della Cristianità! Riducia- 5
mo ogni cosa alla massima brevità.
Dirò adunque che dopo molti disturbi al presente sono in pace e mi lasciano
liberamente lavorare per li miei giovanetti e per la stampa delle Letture ca tto li­
che. Da un anno in qua le nostre scuole crebbero del quattruplo. Attualmente in
casa abbiamo circa cinquecento giovani di buone speranze che si preparano per 10
lo stato ecclesiastico.
Il nostro clero finora si tenne coraggiosamente fermo; ma si avvicinano gran­
di prove, e se il Signore non ci fortifica colla sua grazia io temo qualche naufra­
gio. Promesse, minacce, oppressioni sono i tre nemici con cui fummo assaliti; ora
si avvicina il tempo della persecuzione.
15
I
fedeli sono fervorosi; ma ogni giorno un gran numero dalla tiepidezza va ad
un apatico indifferentismo; che è la maggior piaga del cattolicismo ne’ nostri pae­
si. Ma i timidi cacciarono ogni paura e si mostrano intrepidi ovunque occorra
mostrarsi cristiano.
f.lv
Tuttavia, Beatissimo Padre, stia tranquillo, che qui in Piemonte ha un gran 20
numero di figliuoli uniti, d’accordo nello spirito del Signore. Essi sono tutti pron­
ti, se ciò vuole Dio, a dare vita e sostanze per quella religione santissima di cui voi
siete capo visibile sulla [terra], mentre Dio vi assiste dal cielo.
La cosa che maggiormente affligge l ’animo sono i disastri che sovrastano alla
chiesa universale. Coraggio, Beatissimo Padre, noi abbiamo pregato ed oggidì 25
raddoppiamo le nostre preghiere per la conservazione della sacra di Lei persona.
Un giovanetto che da alcuni anni dà chiari segni [di] avere speciali lumi dal Si­
gnore, si è più volte espresso con queste parole: Quante tribulazioni addoloreran­
no il paterno cuore di Pio IX. La Vergine Immacolata porge al Santo Padre un
gran mazzo di rose, ma egli le deve impugnare nella parte ove sono pungentissi- 30
me spine.
Un’altra persona è di parere che se il Signore non cangia i suoi disegni V. S.
dovrà di nuovo abbandonare Roma; che sarà un gran bene in mezzo al male; poi-
f.2r ché interi popoli correranno a ve|nerarla; milioni di uomini abbracceranno il cat­
tolicismo unicamente mossi dalla fortezza dalle tribulazioni del Vicario di Gesù 35
Cristo, che con questo mezzo illuminerà tante anime dal medesimo nostro Salva­
tore Redente.
In somma si avvicinano avvenimenti spaventosi, forse inauditi nella storia
delle nazioni; ma vostra Santità riporterà su tutto il più glorioso trionfo allorché,
dopo sanguinosissimi conflitti, ritornerà ad essere tranquillo possessore de’ suoi 40
stati, accolto dallo amore de’ suoi popoli; benedetto dai Re e dalle nazioni.
Ma e que’ regnanti, que’ loro aderenti che sono la causa di tanti mali? Costo­
ro che sono la causa di questi mali, oppure che li potrebbero impedire e non li
impediscono; costoro sono nelle mani di Dio come un bastone di cui egli si serve

45.8 Page 448

▲torna in alto
442 marzo 1861
45 per punire i delitti degli uomini; di poi il bastone è spezzato e gettato nel fuoco.
Ad ogni modo noi abbiamo pregato e preghiamo sempre Iddio misericordio­
so affinché conservi e protegga il suo Vicario; e doni la pace alla sua chiesa. Vana
è ora ogni speranza negli uomini; Dio solo può ajutarci.
Ella, Beatissimo Padre, mi ha già fatto molti favori; ora agli altri aggiunga f.2v
50 ancora questo di compatire il modo certamente troppo confidenziale con cui le
ho scritto. Attribuisca tutto alla grande bontà del suo cuore e al grande affetto
che nutro verso la venerata sua persona.
Si degni infine di compartire sopra di me e sopra de' miei giovanetti la santa
sua apostolica benedizione mentre mi prostro umilmente
55
D. V. B.
Affezionatissimo figliuolo
Sac. Bosco Gioanni
16 va add si
3 Ancora una volta don Bosco non si affida alle poste per comunicare col papa; preferisce servirsi di
persone di fiducia che si recano a Roma. La lettera al pontefice è menzionata nella cronaca di D. Ruf­
fino (ASC 110 Ruffino q. 2 p. 17: cf. MB VI 856). La medesima fonte accenna ad altre due lettere di
don Bosco: una al chierico Vaschetti di Giaveno ed una a don Alasonatti: cit. in MB VI 856-857.
27 Non si conosce il nome di tale giovane.
496
AI canonico Edoardo Rosaz
ASC 131.22 Copie di originali - Lemoyne (A 193 fase. 1 p. 80)
Copia semplice
E I 204-205 MB V I 857
Per motivi di salute domanda di essere sostituito per il discorso della «Santa Infanzia»
*Fossano (Cuneo), 15[?] marzo 1861,
del regno d ’Italia anno 1 giorno 2
Car.mo Sig. Canonico,
Un po’ di pazienza fa bene a tutti. Sono incomodato nello stomaco e non
5 posso predicare: mi sono allontanato qualche giorno da Torino ma non basta. Se
giudica bene io troverò un altro pel discorso della Santa Infanzia. Se può provve­
dere costì faccia in nom ine D om ini.
Fiat per ora e mi comandi altre volte, forse andrò; ma non per predicare.
Il Signore ci conservi tutti nella sua santa grazia e mi creda tutto suo
io
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
1 La data esatta (inverificabile fin quando non si recuperi l'originale della lettera) dovrebbe essere il
18 marzo, anziché il 15, poiché il regno d'Italia era stato proclamato il 17 marzo.
8 andrò: verrò.

45.9 Page 449

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497
A ll’ufficio di successione in Torino
marzo 1861 443
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta dello stesso ufficio in data 21 marzo 1861: ASC 38
Torino Oratorio (F 596)
Riferisce in che consiste di preciso l ’eredità di don Cafasso a suo favore
[Torino, poster. 21 marzo 1861]
[...]
Don Bosco rispose che un debito di lire 5000, da lui contratto con don Cafasso, l’aveva saldato prima
della morte di questi, che la casa di Valdocco di cui il defunto era comproprietario era stata demolita
e che pertanto l’unica eredità consisteva in «30 tavole di sito a fr. 25 caduna».
498
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 212 x 135 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Accettazione procrastinata di un giovane raccomandatogli
*Torino, 22 marzo 1861
Ill.mo Signore,
Partecipo a V. S. 111.ma che sono disposto ad accettare il giovane Boccadoro
Secondo in questa casa siccome viene raccomandato.
Attesi però i lavori di riparazione che si stanno attuando è mestieri differire 5
qualche mese l’effettuamento dell’accettazione.
Appena si possa aver posto opportuno se ne darà tosto avviso a norma della
lettera di codesto Ministero divisione 5a N. 1895.
Godo molto di questa occasione per offerire a Lei la debole mia servitù, e
credermi quale con pienezza di stima mi professo
io
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3-4 II giovane Secondo Boccadoro, di anni 12, era stato raccomandato a don Bosco dal ministero
con lettera del 18 marzo 1861 a firma del segretario particolare del ministro, Guido Borromeo: ASC
126.1 Governo, M inistro dell'interno, Minghetti, ed. in MB V I 1077. Un appunto autografo di don Bo­
sco recita: «Si accetterà quando si avrà posto». Il 17 giugno successivo però il Borromeo comunicò
che il Boccadoro non era più in condizione di approfittare del posto promesso a Valdocco, per cui
chiedeva a don Bosco di concedere quel posto ad altro ragazzo raccomandato dal medesimo ministe­
ro: ASC 126.2 Governo, M inistro d ell’interno, Minghetti.

45.10 Page 450

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444 marzo 1861
499
A ll’avvocato Alessandro Bronzini Zappelloni
ASC 131.01 Lett. orig. Bronzini (A 170) me. 9 E 12 - 10 A 1
Min. aut. 2 ff. 252 x 195 mm. restaurato lo strappo sul mrg. sup.
E I 205-206
A proposito di controversie per spese nell’oratorio di Vanchiglia
*Di casa [Torino], 31 marzo 1861
Ill.mo Signor Avvocato,
Il
T. Murialdo mi comunica la risposta fatta (30 corrente) sui richiesti schiari­
menti intorno alla lettera del sig. A w . Vergnano. A parlare schietto io non capi-
5 sco la ragione per cui si vorrebbe rompere la convenzione già fatta. Sappia adun­
que, signor Avvocato, che nella convenzione scritta di sua mano, e confermata
verbalmente in presenza di Lei, della signora di Lei moglie, di me e di un altro fu
conchiuso [:]
1° Il locale intendersi affittato per nove anni,
io
2° Il prezzo fu fissato a fr. 650, da cui ella dedusse fr. 100 all’anno affinché
noi ci fossimo addossate le spese di riparazione che erano a farsi d'urgenza.
3° Le spese di riparazione furono fatte e montano circa a due mila franchi. E
noi ci contentiamo della riduzione di fr. 100 sul fitto annuo durante il novennio.
4° Il motivo unico per cui non fu segnata la convenzione, che Ella tiene scrit-
15 ta presso di sé, fu unicamente per vedere se potevasi effettuare il contratto di
compra. Ma Ella disse ripetutamente: vadano; facciano pure eseguire i lavori ne­
cessari; qualora si venisse ad effettuare la vendita si terrà calcolo di tutto.
Io
che contava più sull’onestà e sulla parola di V. S. che non sulla segnatura
della carta sono andato avanti ed ho fatto le spese |mentovate che nella maggior
20 parte sono ancora da pagarsi. Quanto ivi dico è pura verità.
Le cose stando così io non posso accettare alcun diffidamento ad eccezione
che tal cosa fosse in forma di amichevole accordo; nel quale caso vorrei essere as­
sicurato della indennità delle spese fatte al proposito, che, come ho detto, monta­
no a circa due mila franchi.
25
La prego poi di notare che io fo questi sacrifici per me veramente gravi per
beneficare una parte di cittadini tristamente distanti da ogni chiesa e da ogni
scuola. Ella poi e il sig. cav. Daziani che hanno costà tanti e magnifici edifizi
quando anche facessero, non dico sacrifizio pecuniario, ma sacrifizio di preteso
diritto, certamente ne sarebbero anch’essi benedetti dagli uomini e ricompensati
30 da Dio.
Spero che vorrà accogliere benevolmente questi sentimenti di verità e di
schiettezza, mentre la prego a voler gradire che mi professi con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore
35
Sac. Bosco Gio.

46 Pages 451-460

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46.1 Page 451

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aprile 1861 445
2 Signor] Signore 3 (30 corrente) mese add si 4 intorno alla lettera add si 10 dedusse corr
si ex avrebbe dedotto
affinchè emend si ex purché
12 furono emend si ex erano calcolate a
metà caduno e noi le abbiamo 15 il emend si ex un 17 qualora si venisse emend si ex venendo
19 ante mentovate del che post che del se tutti sono ab 26 post cittadini del separati 29 sa­
rebbero emend ex avrebbero
post essi del qual q
4 L'avvocato Vergnano, personaggio non meglio identificato, abitava in via Alfieri 22.
17 La questione era piuttosto complessa e molti documenti sono andati persi. Resta il fatto che il 16
luglio 1861 (me. 1435 D 7) a don Bosco si chiese il fitto a favore del Bronzini e dell’avvocato Ludovico
Daziani. Don Bosco disse di intendersi col Murialdo. Su foglio del 9 agosto (me. 1435 D 8) si legge che
don Bosco aveva pagato all’ avvocato lire 550 per il 1861, e che nutriva perplessità per le ulteriori 600
lire che gli erano state richieste.
500
Al parroco di Saluggia Giovanni Battista Fontana
Copia a stampa in E I 206
MB V II 544
Si dichiara disponibile ad accogliere a determinate condizioni un giovane
T orin o , 4 aprile 1861
Car.mo Sig. Prevosto,
Riguardo al giovane Bracco credo che non ci siano difficoltà per essere ac­
colto in questa casa nel senso che Ella scrive. Tuttavia ravvisando dalla sua lettera
che Ella sia per fare presto una gita a Torino, amerei meglio conchiudere la cosa 5
con un colloquio verbale con Lei, tanto più che avrei alcune cose a trattare con
Lei riguardo al bene de’ suoi Saluggesi accolti in questa casa.
Qualora poi Ella non potesse per qualche tempo venire, dica al pref[ato]
Bracco se è disposto a venire per fare quanto occorre nella casa senza interesse
ad eccezione del vitto, vestito, e il paradiso in fine della vita purché sia buono. 10
Ciò posto possiamo andare avanti.
Godo molto che la confessione dei ragazzi continui bene; si faccia coraggio;
insorgendo difficoltà non si sgomenti; studii il modo di superarle.
Il
Signore ci conservi tutti nella sua santa grazia e mi creda con pienezza di
stima
15
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
3 Del giovane Bracco non si hanno notizie circa la sua eventuale venuta all'Oratorio.

46.2 Page 452

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446 aprile 1861
501
Al vescovo di Mondovì Giovanni Ghilardi
Archivio diocesano - carte Ghilardi 9 - Mondovì
Orig. aut. 1 f. 268 x 187 mm.
Ined.
Comunica che per ora non può trovare un posto per il eh. Anfossi e che ha due giovani che domanda­
no l'abito clericale — informa sulla condotta del nipote Ferrara
''Torino, 7 aprile 1861
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Ho veramente buona volontà di procurare qualche posto al buon cherico An­
fossi, ma non posso riuscirvi come desidererei; ho parecchie promesse; spero che
5 qualcheduna si realizzerà.
Le vo preparando cherici; due dimandano l ’abito per l ’anno venturo e sono
Nasi Gioanni, di Deversi, e Bertolotti Luigi di Garessio; ambidue commendevoli
assai e per pietà e per ingegno. Ne ho una decina che si prepara negli anni
avvenire.
10
Ora debbo toccare un contino assai delicato e scrivendole in confidenza le di­
rò le cose come sono intorno al nipote Ferraro. Questo buon giovane prima che
venisse qui aveva contratto certe abitudini che nominare non exped.it. Giunto qui
essendo continuamente assistito non poteva secondare i suoi capricci; inoltre al­
cuni compagni di sua fatta furono mandati via dalla casa ed egli si trovò senza
15 esca. Allora cominciò a dire che non gli piaceva il posto ora per un motivo ora
per un altro. Presentemente egli gode buona salute; ma dice che è un po' amma­
lato; ma ciò dice solo con altri perché l'ho a mio fianco a tavola e vedo che man­
gia tranquillamente. L ’impedimento di respiro che lamenta, se è vero (non vuole
farsi vedere dal Medico) io l’attribuisco all’abitudine mentovata. Di ciò ne ebbi
20 gravi lagnanze dagli assistenti, ed alcuni suoi compagni vennero a muovermi la­
gnanze di essere stati da lui su tal proposito molestati. Se mai Ella, senza far mot­
to che io le abbia scritto, stimasse di toccare tale origine de’ suoi mali fisici o mo­
rali, la crederei cosa opportuna. Del resto noi faremo sempre quello che potremo
a di lui riguardo.
25
Del resto creda pure che sarà sempre per me un vero piacere ogni qualvolta f.iv
potrò fare qualche cosa secondo i suoi cenni; e dal canto mio raccomandandole
la protezione delle Lett. catt. con pienezza di stima e di gratitudine mi professo
nel Signore
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
30
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 ammalato corr si ex amalato 24 che add si
7 Giovanni Battista Nasi, nato nel 1846 a Garessio (Cuneo) entrò all’Oratorio come studente il 27
agosto 1858; nel 1861 iniziò gli studi seminaristici. Nel 1865 era novizio salesiano.
7-11 Bertolotti Luigi, Ferraro: i nomi non risultano nei registri conservati; non si possono escludere

46.3 Page 453

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aprile 1861 447
però incertezze, oscillazioni ed omonimie nei nomi di persone e di luoghi. Bertolotti Luigi potrebbe
essere il fratello di Bartolomeo, nato a Garessio il 21 novembre 1844, il quale, residente a Valdocco,
frequentava il seminario.
502
Al sindaco di Torino Augusto Nomis di Cossilla
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta delle autorità municipali (ASC 38 Torino Oratorio
(F 592) e dai disegni loro consegnati (ASC 38 Torino Oratorio (F 595)
Chiede l ’autorizzazione ad unire con nuova costruzione i due edifici esistenti
Torino, 10 aprile 1861
[...]
Il parere favorevole della commissione edilizia fu dato il 12 aprile e l'autorizzazione comunale reca la
firma del 20 aprile 1861.
503
A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF carte Lim berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 207 x 133 mm.
Ined.
Raccomanda un giovane militare
carta azzurra
*Torino, 20 aprile 1861
[Eccell.za Rev.ma]
Il sottoscritto offre umili atti di ossequio a Sua Eccellenza l ’Arcivescovo di Fi­
renze e lo prega ad usargli un tratto di carità in favore del soldato Moglia Gioanni
giovane di questa casa.
5
Esso desidera di mettersi un suplente militare, ed ha bisogno che V. E. usi
carità eoll’indicargli qualche avvocato o causidico da poterlo consigliare e da non
essere ingannato nel contratto. I parenti del giovane Moglia sono disposti e posso­
no pagare quanto occorre.
Obbl.mo servitore
10
Sac. Bosco Gio.
4 Giovanni Moglia era stato accettato a Valdocco come famiglio nel gennaio 1854.
6-9 La cifra richiesta per la sostituzione a pagamento della ferma militare s’aggirava sullo stipendio
annuale di un professore universitario.

46.4 Page 454

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448 aprile-giugno 1861
504
Al ministero deH’interno (M arco Minghetti)
Lettera non reperita, ma desunta da quella ministeriale in data 27 aprile 1861: ASC 126.2 Governo,
Ministero dell'interno, Minghetti, ed. in MB VI 896
Lettera di ringraziamento per un sussidio
[Torino, poster. 27 aprile 1861]
[- ]
In occasione di una donazione per istituti di beneficenza il ministero aveva disposto per don Bosco
l’erogazione di 400 lire.
505
A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF Carte Lim berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 252 x 195 mm.
Ined.
carta leggera
trasparente
il P.S. è in calce sulla sin. del f.
Ringraziamento per le sollecitudini usate al giovane raccomandato — problema della diffusione del
protestantesimo in Toscana — mezzi per porvi rimedio
*Torino, 18 giugno 1861
Eccellenza Reverendissima,
Approfitto della cortesia della sig[ra] Marchesa Villarios per far pervenire
una lettera a V. E. Reverend.ma.
5
Prima di tutto devo ringraziarla delle sollecitudini usate a favore del giovane
Moglia alla carità di Lei raccomandato; che se in tale congiuntura o V. E. oppure
l’avvocato a cui il giovane era stato raccomandato avessero fatto qualche spesa,
la prego anche da parte de’ parenti del medesimo a volermene far dare cenno e
sarà tosto spedito un vaglia postale.
10
Col più vivo dolore ho letto ne’ pubblici giornali i dispiaceri cagionati a Lei e
10 scandalo pubblico cagionato nella occasione della processione del Corpus D o ­
m ini. A che tempi calamitosi la divina provvidenza ci ha mai riservati! Io prego e
faccio anche pregare li miei poveri giovani affinché Dio doni a Lei forza, sanità,
grazia e coraggio a promuovere il bene della Chiesa oggidì così accanitamente
15 combattuta.
Altra calamità fu ed è tuttora crescente per la Toscana da parte de’ protestanti.
11 celebre pastore Edward Moore membro del Consiglio della regina d’Inghilterra è
destinato ad evangelizzare o meglio a protestantizzare l’Italia. Centro delle
sue fatiche è la Toscana e Firenze che ne è la capitale. Egli ha danaro, scienza,
20 uomini e poteri. E già è venuto più volte da me con un altro pastore di Wurtem-
berg. Sono fondati nella loro Riforma ma conoscono assai poco il cattolicismo.
Il secondo, cioè Enrico Wolf di Wurtemberg, probabilmente cessa di essere prote- /.
stante e da qualche conferenza si professa deciso di ritirarsi in qualche chiostro

46.5 Page 455

▲torna in alto
giugno 1861 449
per prepararsi ad una solenne abiura. L ’inglese tace; non arrabbiato contro al
cattolicismo, ma egli dice di essere missionario anglicano e voler compier la sua 25
missione. Questi è l’uomo che le aggiugnerà fastidio.
I
mezzi con cui tentano di far proseliti sono [:] 1° Libri anticattolici che span­
dono in mille modi. 2° Gran profusione di danaro specialmente quando avvi spe­
ranza di guadagnar ecclesiastici, e ne guadagnano molti. Tra i molti avvi già un
certo don Antonio Agostini ex curato di una parocchia di Toscana non so quale. 30
Con costui mi sono messo in relazione da alcuni giorni, e lo scorgo agitato dai
rimorsi; anzi ha già fatto dimanda: se egli rientrando in seno alla Chiesa cattolica
possa sperare di esser riabilitato. 3° Il terzo mezzo sono l'istruzione della gioven­
tù. Scuole elementari, asili infantili, incoraggiati da vistosi premi e da largizioni,
sono i mezzi con cui da pochi anni riescono a guadagnare più migliaia di cattolici 35
tra di noi.
Io
vorrei dirle, Monsignore, molte cose, ma certamente Ella sa meglio di me
f.2r quello che fare debba. Tuttavia apra |gli occhi; si adoperi con tutte le forze per
impedire la rovina degli ecclesiastici; promuova la diffusione di buoni libri fra il
popolo specialmente libri che svelino le assurdità di protestanti. Ma ciò che deve 40
formare l ’oggetto principale delle pastorali di Lei sollecitudini è l ’istruzione de’
ragazzi specialmente con catechismi fatti in piccole classi.
Questo è quanto da noi si fa ed è, io credo, l ’unica cosa che si possa fare a
fine di opporre qualche argine al male crescente.
Ho fatto, Monsignore, quel che suol fare un figlio verso del padre; ho detto 45
quello [che] mi dettava il cuore; ella poi nella sua grande bontà si degni darmi be­
nigno compatimento se sono stato troppo prolisso nello scrivere.
Mentre poi raccomando me e li miei giovanetti alla carità delle sue preghie­
re, invochiamo tutti la santa sua benedizione e mi professo con pienezza di vene­
razione
50
Di V. E. Reve.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
N.B. In questo momento giunse il mentovato don Agostini che era paroco della
città di Lucca. Egli parte quest’oggi per presentarsi al suo Vescovo.
55
14 coraggio corr ex...
17 Edward Moore] Evart Moor
Agost 38 debba add
22 W olf] V olf
30 post Agostini del
3 Marchesa Fanny Amat Villarios: nobildonna non fiorentina, ma che per un certo periodo di tempo
risiedette nella città toscana, pur viaggiando molto fra Torino e Roma. Nata nel 1814 e sposatasi nel
1842, morì a Roma nel 1882: cf. BS gennaio 1883 p. 36. La marchesa a Firenze fece da punto di riferi­
mento per la vendita di biglietti della lotteria, per la diffusione delle Letture Cattoliche e dei libri della
Biblioteca della Gioventù Italiana nonché per la raccolta di fondi per la costruzione della chiesa di
Maria Ausiliatrice. Nel febbraio dell'anno seguente don Bosco gli invierà una lettera con l’espressione
«Coraggio, Sig. M., il tempo della prova è vicino», cui la marchesa rispose chiedendogli se con quelle
parole intendeva riferirsi a lei ovvero alla situazione politica. La marchesa, mentre assicurava don Bo­
sco del suo interessamento per la lotteria di cui aveva ricevuto la circolare, gli domandava a sua volta
una benedizione per una comunità terziaria francescana in difficoltà e per i suoi nipoti, uno dei quali,
una bambina, era molto sofferente. Il 12 luglio, tramite il marchese di Sommariva, inviò 105 lire per le
Letture Cattoliche ed un guanciale per la lotteria. Chiese altresì qualche letterina per i suoi parenti, da
29

46.6 Page 456

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450 luglio 1861
spedire però a Livorno, dove sarebbe rimasta due mesi per delle cure termali. Supplicò infine don Bo­
sco di non andare a Firenze in quei mesi, anche perché lei in agosto sarebbe passata da Torino: ASC
126.1 Villanos.
11-12 II 6 giugno, festa del Corpus D om ini (ma anche giorno del decesso del conte Camillo Cavour)
c ’erano stati degli insulti all’arcivescovo in occasione della processione col Santissimo, insulti che la
stampa, a giudizio dell’arcivescovo stesso, aveva esagerato.
16-42 È un fatto che nel decennio 1860-1870 i valdesi lavorarono molto e con successo in Toscana e
specialmente in Firenze, che divenne non solo la loro capitale culturale, ma anche modello di organiz­
zazione specie in ambito scolastico ed educativo. I nomi citati da don Bosco non sembrano ortografi­
camente precisi. Il Moore, filosofo e teologo, morì il 4 novembre 1873. Del W olf non si hanno notizie
precise.
29 In effetti non sembra che in Firenze ci siano stati «molti» ecclesiastici passati al protestantesimo.
Sacerdoti ribelli ce ne furono certo, ma solitamente per motivi patriottici.
30 Don Antonio Agostini: figura non meglio identificata.
55 La risposta dell’arcivescovo, lunga ed interessante, è conservata in ASC 126.2 Lim berti, ed. in
MB V I 976-978. In essa esprime la sua opinione su tutti i fatti cui aveva accennato la lettera di
don Bosco.
506
Al ministero dell’interno (Marco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 1 f. 310 x212 mm. varie indicazioni di protocollo sul mrg. sup.
Ined.
In riconoscenza per i favori ottenuti precedentemente dal ministero, accoglie un fanciullo raccoman­
dato anche se manca dell’età prescritta
Torino, 3 luglio 1861
Ill.mo Signore,
Ho l ’onore di partecipare a V. S. 111.ma che dietro alla fatta raccomandazio­
ne di codesto Ministero in favore del giovane orfano Rosario Pappalardo mi di-
5 spongo di accoglierlo in questa casa.
È vero che manca di quattro anni all’età voluta; ma i favori che ho in più oc­
casioni ricevuti dal Ministero della Guerra, da cui è mossa la dimanda fanno sì
che mi adopererò farlo andare d’accordo nella disciplina cogli altri ricoverati.
Il ragazzo può venire dal 31 del corrente mese a qualsiasi tempo si giudiche-
10 rà opportuno. In questo intervallo sarebbe assai utile al ragazzo il poterlo qualche
volta vedere.
Sebbene poi il Gaetano Ghiringhello manchi pure di un anno di età, attesa la
gravità del bisogno lo ricevo egualmente. Egli può venire dopo il giorno 26 del
corrente mese.
15
Attesi poi i bisogni particolari in cui versa questa casa io la raccomando sem­
pre alla generosità del Ministero dellTnterno.
Il Signore doni a Lei sanità e grazia e mi creda con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
4 Pappalardo] Passalardo

46.7 Page 457

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luglio 1861 451
3-4 La lettera, a firma del segretario G. Borromeo, era datata 27 giugno 1861: ASC 126.1 Governo,
M inistro d ell’interno, Minghetti, ed. in MB VI 1078. Su di essa si legge l'appunto autografo di don
Bosco: «Verrà dopo il 31 corrente luglio».
4 Rosario Pappalardo di anni 9 era nativo di Giarre (Messina).
7 II ministero dell'interno era stato investito del problema della collocazione del Pappalardo da parte
del ministero della guerra, in quanto il fanciullo era giunto a Casale Monferrato assieme alla 12a com ­
pagnia del 2° reggimento di artiglieria, ma, minore di 14 anni, non poteva frequentare nessun istituto
militare. Il ministero sussidiò il fanciullo con lire 200.
12 Gaetano Ghiringhello: Gaetano invero era il padre di Roberto, ragazzo di undici anni, che si vole­
va ricoverare a Valdocco. Il ministero assicurò un contributo di lire 150: ASC 126.1 Governo, M inistro
dell'interno, Minghetti, ed. in MB V I 1078. Un appunto di don Bosco precisa: «verrà dopo il 26 cor­
rente luglio». In effetti il ragazzo entrò a Valdocco il 2 settembre 1861; uscì nell’agosto del 1863.
507
Ad un vescovo non identificato
Orig. aut. presso un anonimo di Bologna
1 f. 226 x 177 mm.: timbro dell'Oratorio
Ined.
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli
[Torino], 18 luglio 1861
Eccellenza Reverendissima,
A tanto interesse nulla si niega; tanto più che la raccomandazione è unita ai
quibus bene sonantibus i quali sebbene non siano i motori delle case di benefi-
cienza, tuttavia sono molto opportuni specialmente avuta ragione ai tempi che 5
corrono.
Mandi pure il suo raccomandato quando che sia; si provveda soltanto, se
può, del corredo a parte notato e sarà tosto messo a quell'arte che sarà più secon­
do le sue forze e la sua inclinazione. Credo però che sarà sano e non avrà alcuna
esteriore deformità.
io
Prego il Signore a dare a V. E. sanità e grazia da poter promuovere il bene
della vasta sua diocesi e di tutta la santa chiesa; e raccomandando me e li miei
giovanetti alla carità delle divote di Lei preghiere con pienezza di stima mi
professo
Di V. E. R.ma
'5
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 quibus bene sonantibus: adattamento di Sai. 150,5.
7 raccomandato: giovane non meglio identificato.

46.8 Page 458

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452 luglio 1861
508
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale in data 10 luglio 1861 (ASC 126.2 Gover­
no, M inistro d ell’interno, Minghetti) ed. in data 18 luglio 1861 (vedi lett. n. 512)
Accettazione di fanciulli raccomandatigli
[Torino, poster. 18 luglio 1861]
[••■]
Il riferimento era ai fanciulli Pappalardo Rosario e Roberto Ghiringhello, raccomandati a don Bosco
rispettivamente il 27 ed il 28 giugno e da lui già accettati. Il 18 luglio fu raccomandato un altro ragaz­
zo, Paolo Bertino: vedi lett. n. 447, 506 e 512.
509
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 15 settembre 1861: ASC 112 S.
Francesco di Sales, ed. in MB VI 1008
Domanda di esame privato per il 19 agosto a favore di alcuni chierici studenti di teologia — richiesta
di aiuto economico
Torino, 22 luglio 1861
[...]
Mons. Fransoni ricevette la lettera solo il 14 settembre, per cui nulla potè fare quanto alla prima do­
manda. Circa il sussidio, invitò don Bosco a recarsi dai banchieri fratelli Piaggio (di Pietro), in corso
d'Angennes 37.
510
Ai giovani dell’Oratorio
ASC 131.01 Lett. orig. Torino Oratorio (A 174) me. 53 B 8/9
Orig. aut. 2 ff. 202 x 134 mm. carta azzurra grandi macchie lasciate da umidità e carta
gommata
E I 207 MB V I 990-991
Cordiali saluti — consigli spirituali e non
*Da S. Ignazio [Lanzo torinese],
23 luglio 1861
Giovani miei e figliuoli carissimi,
La grazia di Nostro Signor Gesù Cristo sia sempre con noi.
5
Sono pochi giorni che vivo separato da voi, o miei amati figliuoli, e mi sem­
bra esser già scorsi più mesi. Voi siete veramente la mia delizia e la mia consola­
zione e mi mancano l’una e l’altra di queste due cose quando sono da voi lontano.

46.9 Page 459

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luglio-agosto 1861 453
D. Alasonatti mi ha partecipato che voi avete pregato per me e ve ne ringra­
zio; io pure ogni mattina nella santa messa ho sempre in modo particolare racco­
mandata al Signore l ’anima vostra. Debbo però dirvi che la maggior parte del io
tempo l ’ho passato con voi, osservando in particolare ed in generale quanto anda­
te facendo e pensando. Delle cose in particolare, che purtroppo ce ne sono delle
gravi, parlerò poi a ciascuno secondo il bisogno appena sarò giunto a casa. Ri­
guardo alle cose in generale ne sono assai contento, ed avete molti motivi d'esser-
lo
anche voi. Avvi però una cosa di grande importanza da rimediare, ed è il modo 15
troppo accelerato con cui tra di voi si recitano le comuni preghiere. Se volete fare
f.lv a me cosa gratissima, e nel tempo stesso piacevole al Signore ed utile |alle anime
vostre studiate di essere regolati nel pregare distaccando una dall’altra le parole e
pronunciando compiute le consonanti e le sillabe che le parole compongono.
Eccovi, giovani amati, la cosa che vi propongo e che ardentemente desidere- 20
rei di vedere effettuata al mio arrivo a casa.
Di qui a tre giorni sarò di nuovo [tra di voi] e coll’ajuto del Signore spero di
potervi raccontare molte cose che ho vedute, lette, udite.
Il
Signore Iddio doni a tutti voi sanità e grazia e ci ajuti a formare un cuor
solo ed un’anima sola per amare e servire Iddio in tutti i giorni di nostra vita e 25
così sia.
Aff.mo amico in G. C.
Sac. Bosco Gio.
[P.S.] Vorrei ancora scrivere una lettera a D. Turchi, a Rigamonti, a Parucati
Placido, a Bagnasacco, a St[r]assano e a Cuniolo; ma mi manca il tempo. Parlerò 30
poi verbalmente.
f.2v Al Sig. D. Alasonatti o al Sig. D. Rua affinché la leggano ai giovani della casa radunati
5 vivo emend ex sono se [parato]
balmente add mrg sin inf
7 sono add si
8 post avete del anche
29-30 Vorrei... ver­
29-30 Marcello Rigamonti, nato a Bergamo, entrò come studente a Valdocco il 13 ottobre 1859; uscì
nell’aprile del 1864; Placido Francesco Parucati (o Parrucati o anche Perrucati/Perucatti): nato a Tori­
no il 5 ottobre 1845, entrò alTOratorio il 13 ottobre 1849; frequentò il seminario ed uscì da Valdocco
nel 1864; aveva un fratello, Giacinto, nato il 5 settembre 1844, col quale fece tutti gli studi a Torino.
Carlo Bagnasacco, nato a Chieri (Torino) nel 1848, entrò all’Oratorio come studente il 5 settembre
1860; uscì nell’ agosto del 1861; Strazzano Luigi, nato a Tortona (Alessandria) nel 1849, fu ricoverato
come studente all’ Oratorio il 3 novembre 1859; uscì nell’agosto del 1861; Pietro Cuniolo, nato a Torto­
na nel 1848, entrò a Valdocco il 30 ottobre 1860; uscì nell'aprile del 1864.
511
AI vicario generale di Torino can. Celestino Fissore
Biblioteca Provinciale - Torino
Orig. aut. 1 f. 210 x 140 mm.
Ined.
carta azzurrina
Suoi rapporti con don Luigi Zanaboni
timbro dell’Oratorio

46.10 Page 460

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454 agosto 1861
[Torino], 2 ag[osto] [18]61
Ill.m o e Rev.d.m o Sig. V ic[ario] Gen[erale],
Eccole in breve le mie relazioni col sac. D. Luigi Zanaboni. Con lettera di
Monsig. Oreglia veniva egli da Roma e presentavasi a me perché lo ajutassi. Co-
5 nosciuta la storia delle sue vicende lo consigliai a presentarsi al suo vescovo (di
Bobbio) e rimettersi interamente nelle sue mani. Acconsentì. Quel prelato l’accol­
se con bontà, e disse al medesimo Zanaboni che mediante un ritiro di alcune set­
timane l’avrebbe riabilitato. Esso andava a Genova ne’ Cappuccini presso S. Bar­
naba donde scrivevami essergli indispensabile la somma di fr. 32 per sedici giorni
io di pensione in quel convento; tal cosa confermava pure il padre Guardiano di
quella famiglia religiosa. Tal somma gli fu mandata e ne ebbi riscontro di averla
ricevuta.
D’allora in poi trascorse oltre un mese ed io non seppi più nulla. Né sono in
caso di daile ragguaglio sull’attuale sua maniera di vivere.
15
Sempre contento di poterla servire in qualche cosa mi professo con pienezza
di stima e di gratitudine
Di V. S. 111.ma e R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Don Luigi Zanaboni: sacerdote del 1813, originario della diocesi di Piacenza, accolto per qualche
anno nel seminario di Bobbio, fece gli studi teologici nella diocesi di Acquapendente (Viterbo), dove
per tre anni (1853-1856) fu parroco. Sospeso a divinis dopo un processo per reati vari, nel 1857 fu an­
che incarcerato. Il vescovo di Bobbio, su domanda dello stesso Zanaboni, aveva ottenuto da Roma il
12 luglio 1861 l ’autorizzazione ad accettarlo nella sua diocesi.
4 Teologo Giorgio Oreglia, prevosto della cattedrale di Fossano (Cuneo), morto nel 1892: cf BS aprile
1892 p . 83.
5-6 Vescovo di Bobbio: mons. Pier Giuseppe Vaggi, nato a Genova il 3 luglio 1798, ordinato sacerdo­
te nel 1821. Frate minore cappuccino, già Guardiano della provincia genovese, fu consacrato in Torto­
na (Alessandria) il 18 dicembre 1849. Morì il 22 novembre 1869. Il 29 luglio 1861 si era rivolto al vica­
rio generale di Torino, Fissore, per avere notizie del Zanaboni che sapeva accolto a Valdocco (AAT
Fransoni 14/6.1). Il Fissore evidentemente trasmise la richiesta a don Bosco. A ll’Oratorio anche pre­
cedentemente erano stati inviati da mons. Fransoni sacerdoti in difficoltà: cf. lett. inedita del 7 maggio
1857 in AAT Fransoni 124.
512
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 310 x213 mm. varie indicazioni protocollari in marg.
Ined.
Dà notizie del ricovero di alcuni ragazzi raccomandatigli
Torino, 5 agosto 1861
Ill.mo Signore,
Mi fo dovere di partecipare alla S. V. 111.ma che i giovani Ghiringhello Rober­
to e Pa[p]palardo Rosario sono stati ambidue ricevuti in questa casa.

47 Pages 461-470

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47.1 Page 461

▲torna in alto
agosto 1861 455
Il primo entrò il giorno 28 dello scorso testé mese di luglio e fu messo ad una 5
arte meccanica con scuola serale. L ’altro, il Pap[p]alardo, entrò il primo del cor­
rente agosto, perché digiuno affatto di istruzione religiosa e scientifica, sarà per
qualche tempo destinato alla scuola, studiandosi intanto quale mestiere possa es­
sere compatibile colla sua età ed inclinazione.
Le noto solo che si manifesta di indole ed ingegno assai svegliato e precoce, io
sicché avrebbe potuto fare quanto prima un famoso monello di piazza.
Questo le significo per sua norma mentre con pienezza di stima ho l ’onore di
professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
3-4 Roberto Ghiringhello e Rosario Pappalardo: vedi lett. n. 506, 508.
513
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 310 x 213 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg.
Ined.
Spiega la difficoltà di accettare all’ Oratorio un ragazzo raccomandatogli
'•Torino, 9 ag[osto] 1861
Ill.mo Signore,
Il
giovane Caretti Gio. Batta sarebbe veramente nella categoria dei ricoveran-
di in questa casa; ma avvi una grave difficoltà per la morte del padre che perdé la
vita per condanna pronunziata dalla giustizia.
5
Tal cosa sarebbe certamente oggetto di satire e c h ia c c h ie re fra’ compagni,
e per lo più cagione al ricoverato di doversi allontanare dalla casa siccome è altre
volte già avvenuto.
Sian pure discoli ed abbandonati, si accolgono egualmente, purché non por­
tino seco qualche taccia che possa ingenerare orrore e disprezzo fra compagni. 10
Pronto a servirla in altre occasioni la prego di voler gradire i sentimenti di
perfetta stima con cui ho l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
3 Per l ’orfano Giovanni Battista Caretti, di Arizzano (Novara), si era interessato il sindaco del luogo.
La lettera ministeriale, datata 6 agosto 1861, è conservata in ASC 126.1 Governo, M inistero dell’in te r­
no, Minghetti, ed. in MB V I 1079. Un appunto aut. di don Bosco, poi cancellato, recita:» Non si può a
motivo del padre». Il padre era stato giustiziato. Ma pochi giorni dopo, ed esattamente il 20 agosto, il
ministero farà presente a don Bosco che il ragazzo era figlio del secondo marito della mamma del ra-

47.2 Page 462

▲torna in alto
456 agosto 1861
gazzo (un certo Realini) per cui il problema del padre non si poneva. Don Bosco allora scriverà sul fo­
glio ministeriale stesso: «accettato, verrà dopo il 15 del corrente settembre col corredo se può». Il regi­
stro Censimento porta il nome di un certo Carlo Caretti (fu N. N. e di Luigia Franco), nato ad Intra l ’8
agosto 1845, entrato a Valdocco come artigiano il 30 ottobre 1861: vedi anche lett. n. 517.
514
A ll’avvocato Cesare Bellini
Lettera non reperita, ma desunta da quella del corrispondente in data 20 agosto 1861: ASC 126.1
Bellini
Richiesta di pagamento di 120 lire per la pensione del giovane studente Giuseppe Rollini
[Torino, anter. 20 agosto 1861]
[...]
Da Intra l'avvocato inviò un acconto di lire 80 e chiese il certificato di buona condotta del Rollini in vi­
sta di un suo proseguimento degli studi a Novara. Domandò altresì di poter ricoverare come artigiano
un dodicenne, orfano di madre, un certo Angelo Antonio Rigotti, per la cui pensione uno zio si impe­
gnava a versare mensilmente 10 lire. Attendeva risposta che, come risulta da un appunto, fu di aspet­
tare la primavera dell’anno seguente perché al momento non vi era posto. Quanto alle 40 lire mancan­
ti, scrisse ad una certa signora Andreis.
515
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 146
Orig. aut. 1 f. 310x212 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg.
Ined.
Giustifica l’impossibilità di accogliere immediatamente un giovane raccomandatogli — dà notizia del-
l’avvenuto ricovero di un altro giovane
*Torino, 21 ag[osto] 1861
Illustrissimo Signore,
Partecipo a V. S. 111.ma che questa casa accoglie volentieri la proposta per
l'accettazione del giovane Giovanni Petiti di Fossano; ma atteso il gran numero di
5 giovani che di urgenza devono essere ricoverati si dovrà attendere sino la prima­
vera del 1862 perché gli si possa fare posto.
Intanto dovendomi recare a Fossano a prendere altri giovani di quella città
per condurli in questo ricovero, dimanderò conto del giovane Petiti, che forse sa­
rà in qualche altro modo provveduto,
io
In questa medesima occasione mi fo piacere di annunziarle che il giovane
Paolo Bertino di Levone, raccomandato da codesto Ministero in data del 18 Lu­
glio 1860, fu ricevuto il 16 del corrente mese e si vedrà a quale professione potrà
destinarsi.

47.3 Page 463

▲torna in alto
agosto-settembre 1861 457
La prego di gradire i sentimenti della mia stima mentre mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 Giovanni Petiti, figlio di Francesco, falegname di Fossano. Nato nel 1848, entrò come artigiano al-
l’Oratorio il 20 marzo 1862. Sul foglio ministeriale don Bosco aveva scritto: «si farà quello che si potrà
nella primavera del 1862».
11 Paolo Bertino: vedi lett. n. 448.
516
Al giovane Spirito Rossi
Lettera non reperita, ma attestata da quella del destinatario in data 31 gennaio 1862: ASC 126.2 Rossi
Saluti ed assicurazione di preghiere
[Torino], 30 agosto 1861
[...]
Rossi Spirito (1842-1868), originario di Saliceto (Cuneo), entrò all’Oratorio il 31 ottobre 1859 come
studente; uscì nel febbraio di due anni dopo. Rientrò poi come artigiano ed il 4 luglio 1864 fu accettato
come ascritto alla società salesiana, benché fosse affetto da qualche mania. Come cantiniere e refetto-
riere rimase a Valdocco, dove fu trovato morto per asfissia il 18 marzo 1868: cf. MB IX 112-113. In
ASC si conservano varie sue lettere a don Bosco.
517
Al ministero dell’interno (M arco Minghetti-Bettino-Ricasoli)
ACS Roma Opere Pie b. 483 fase. 450
Orig. aut. 2 ff. 310 x 212 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg.
Ined.
Comunica l'accettazione di un giovane raccomandatogli — chiede sussidio per intraprendere lavori
Torino, 1 settem bre] 1861
Illustrissimo Signore,
In seguito al rischiarimento che V. S. 111.ma compiacevasi di dare sul padre
del giovane Caretti Gio. Batta mi sono determinato di accettarlo; ed egli può veni­
re quando che sia dopo il 15 del corrente settembre.
I
parenti se possono lo devono provvedere del piccolo corredo notato nel bi­
glietto ivi unito.
Siccome la moltiplicata accettazione di vari giovani di urgenza mi ha obbli­
gato ad intraprendere molti lavori ne' laboratorii e ne’ dormitori, così adesso mi
trovo in var[i]e strettezze onde poterli ultimare.
Pregherei pertanto la S. V. a voler intercedere per me presso sua Eccellenza
il Ministro dell’Interno a volermi venire in ajuto con qualche largizione, oppure
con un mutuo di fr. 5000 da scontarsi con altrettanti giovanetti che codesto Mini­
stero stimasse di indirizzare a questa casa.

47.4 Page 464

▲torna in alto
458 settembre 1861
15
In questo sarebbe provveduto all’attuale bisogno di questa casa con grande
vantaggio morale e materiale de’ giovani ricoverati.
Pieno di fiducia che la mia dimanda sia presa in favorevole considerazione
con sentimento di viva gratitudine mi professo
Di V. S. 111.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 Vedi lett. n. 513.
11-12 La «S.V.» era il segretario G. Borromeo; invece il ministro proprio da quello stesso giorno era
Bettino Ricasoli, che succedeva a Marco Minghetti. Non si conosce l'esito della domanda.
518
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17.12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 207 x 133 mm.
E I 208-209 MB VI 988-989
carta azzurrina
A proposito del seminario di Giaveno
*Torino, 3 settem bre] [18]61
Benemerito Sig. Rettore,
Le mando nota di alcuni cherici allevati in questa casa e che ella può sceglie­
re in quel numero che giudicherà per mandare a Giaveno. Non posso a meno di
5 farle un'umile osservazione sulla ragione addottami ieri perché non vuole che di­
casi una cosa sola tra l'Oratorio ed il Seminario di Giaveno, cioè che si dicano Ge­
suiti le persone e Gesuitismo l’insegnamento. Non si lasci bendare gli occhi da
questa frasca; perciocché i buoni ed anche i malevoli sono convinti che tali parole
suonano garanzia di moralità. Di fatto consideri ciò che era l ’anno scorso il Se-
10 min [ario] di Giaveno e ciò che è adesso. Tutti quelli che noi abbiamo inviato di
qui si sono soltanto indotti ad andare colà quando loro si disse essere una cosa
sola tra qui e Giaveno. |Ella potrebbe fare dimanda quali e quanti siano i giovani f.lv
mandati dall’Oratorio o dalle persone di nostra confidenza e quali siano stati in­
viati da altri; e ciò la persuaderà che le mentovate parole non fanno tanta paura
15 al mondo.
Altra parola fu quella che i cherici di altre diocesi in massima si rimandassero
ai loro vescovi di preferenza. E questo è l’opposto di quanto fanno o cercano di
fare gli altri vescovi, i quali quando hanno qualche soggetto buono fanno quel
che possono per conservarlo. Io ne ho prova di fatto. Francesia è di Ivrea, Cerutti
20 di Vercelli, Durando di Mondovì, Proverà di Casale e questi sono eccellenti mae­
stri che non avrei, e forse non farebbero il bene di qui, se fossero stati rinviati alle
loro diocesi.
Ella dirà che do lezione a Minerva. |Non voglio fare tanto. Voglio soltanto f.2r
dire quello che sembrami tornar a maggior gloria di Dio. Nemmeno si pensi che

47.5 Page 465

▲torna in alto
settembre 1861 459
io ambisca di mischiarmi nelle cose di Giaveno, no; chè ho da fare qui a Torino in
tutti i sensi; desidero ardentemente che ella si occupi che continui l ’avviamento sì
bene iniziato a Giaveno.
Del resto Ella sa che da vent’anni io ho sempre lavorato e tuttora lavoro e
spero di consumare la mia vita lavorando per la nostra diocesi; ed ho sempre ri­
conosciuto la voce di Dio in quella del superiore ecclesiastico.
Compatisca questa chiacchierata e gradisca che le auguri ogni bene dal cielo
professandomi
Di V. S. B.ta
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4-7 Anche una lunga lettera del eh. Boggero in data 9 luglio 1861 al cavalier Oreglia (ASC 123
Boggero: cf. MB V I 987-988) presenta la difficile situazione che si era creata a Giaveno, specialmente il
problema di convivenza col chierico Vaschetti.
19 G.B. Francesia: nato a S. Giorgio Canavese il 3 ottobre 1838, entrò all’Oratorio il 22 giugno 1852.
Sacerdote dal 1863 e professo perpetuo dal 1865, nel medesimo anno si laureò all’università di Torino
in lettere e fu eletto direttore spirituale. Morì all’Oratorio il 17 gennaio 1930: cf. DBS.
Cerniti (o Cerutti Francesco): nato a Saluggia il 28 aprile 1844, entrò dodicenne a Valdocco, divenne
sacerdote nel 1866, anno in cui si laureò in lettere all’università di Torino. Fu direttore per 15 anni
nonché consigliere scolastico generale ancora più a lungo. Morì ad Alassio il 25 marzo 1917: cf. DBS.
20 Francesco Proverà: nato a Mirabello il 4 dicembre 1836, entrò a Valdocco il 14 ottobre 1858. L ’an­
no seguente prese l ’abito talare e nel 1864 fu ordinato sacerdote. Professo perpetuo dal 1866, morì il
13 aprile 1874: cf. DBS. Vedi pure G.B. Francesia, D. Francesco Proverà. Sac. Salesiano. Cenni bio­
grafici. S. Benigno Canavese; Tip. e lib. salesiana. 1895.
23 do lezioni a Minerva: insegno a chi ne sa più di me.
519
Al giovane Emanuele Fassati
ASC 131.22 Copie di originali - correzioni ed indirizzo di Berto (A 193 fase. 3 pp. 49-50)
Copia semplice
E I 209 MB V I 1002
Invito a prepararsi per la prima comunione — suggerimenti spirituali
’'Torino, 8 settembre 1861
Caro Emanuele,
Mentre tu godi la campagna col buon Stanislao io vengo in compagnia di
Maman a farti una visita con questo biglietto che sono in dovere di scriverti.
Mio scopo si è di farti un bel progetto; ascolta dunque. L ’età, lo studio che
percorri sembrano sufficienti per essere ammesso alla santa comunione. Io adun­
que vorrei che la prima Pasqua fosse per te quel gran giorno della santa tua prima
comunione. Che ne dici, caro Emanuele? Prova a parlarne co’ tuoi genitori e sen­
tirai il loro parere. Ma io vorrei che cominciassi fin d’ora a prepararti e perciò es­
sere in modo particolare esemplare nel praticare [:]
1° Ubbidienza esatta ai tuoi genitori e ad altri tuoi superiori senza mai fare

47.6 Page 466

▲torna in alto
460 settembre 1861
opposizione a qualsiasi comando.
2° Puntualità nell’adempimento dei tuoi doveri, specialmente di quelli di
scuola senza mai farti sgridare per adempierli.
15
3° Fare grande stima di tutte le cose di divozione. Perciò far bene il segno
della santa croce, pregare ginocchioni con atteggiamento composto, assistere con
esemplarità alle cose di chiesa.
Avrei molto piacere che mi facessi una risposta intorno alle proposte che ti
ho fatto. Ti prego di salutare Azelia e Stanislao da parte mia. State tutti allegri nel
20 Signore.
Iddio vi benedica tutti; pregate per me; tu specialmente, o caro Emanuele,
fammi onore colla tua buona condotta e credimi sempre tuo
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
25 Al Sig. Marchesino
Fassati Emanuele
Bergamo
2 Emanuele: vedi lett. n. 251.
3 Stanislao Medolago Albani: nato a Bergamo il 30 luglio 1851, era figlio di Gerolamo (1816-1855) e
della contessa Benedetta, nata De Maistre. Nel 1873 sposerà Maria Luisa Callori (nata il 18 gennaio
1858), figlia di Federico e Carlotta Callori di Vignale. Diventerà uno degli esponenti più illustri del m o­
vimento cattolico in Italia. Morì a Bergamo il 3 luglio 1921: vedi D izionario Storico del M ovim ento
Cattolico in Italia. II. I protagonisti. Casale Monferrato, Marietti 1982 pp. 367-371.
19 Azelia: sua sorella, vedi lett. n. 283.
520
Al ministro della guerra Alessandro Della Rovere
ASC 131.01 Lett. orig. Governo, Della Rovere (A 171) me. 27 A 4
Min. aut. 1 f. 207 x 135 mm. carta azzurrina sul mrg. sup. sin. don Bosco pose la seguente
nota: Si scriva su carta da bollo di fr. 1
E I 210 MB V I 1048-1049
Solita richiesta di indumenti militari
[Torino, 30 settembre 1861]
Eccellenza,
All’awicinarsi dei freddi della invernale stagione mi trovo nella necessità di
provvedere ai bisogni di oltre a mille poveri giovanetti che dimandano vestiari ed
5 oggetti da coprirsi nel letto. In vista di tale necessità ricorro alla più volte esperi-
mentata bontà dell’E. V., supplicandola a volerci concedere qualunque oggetto di
calzoni, mutande, lenzuola, coperte, camicie, scarpe, cappotti, corpetti e calzetti,
e simili.
Comunque tali cose siano rimesse o lacere saranno da noi ricevute colla mas-
io sima riconoscenza. Ogni cosa si farà aggiustare e sarà usata a coprire i più poveri
figli del popolo.

47.7 Page 467

▲torna in alto
settembre-ottobre 1861 461
Pieno di fiducia nella nota di Lei bontà auguro ogni celeste benedizione sopra
l’E. V. e sopra tutti i benefattori di questi nostri giovanetti mentre ho l ’alto onore
di potermi professare colla più sentita gratitudine
Di V. E.
15
Umile ricorrente
[Sac. Bosco Gio.]
7 coperte add si
ex gratitudine
ante calzetti del anche
9 tali cose siano add si
10 riconoscenza emend si
17 II ministero accolse la domanda con risposta del 1° novembre: ASC 126.2 Governo, M inistro della
Guerra, Della Rovere, ed. in MB 1049. Vennero messi a disposizione scarpe, cappotti, pantaloni, far­
setti, cravatte, fazzoletti, per un totale di 744 capi, per lo più usati.
Alessandro Della Rovere, nato a Casale (Alessandria) nel 1815, ufficiale d ’artiglieria, prestò molti servi­
zi nell'esercito. Dopo essere stato inviato come luogotenente del re in Sicilia nell’aprile 1861, il Ricaso-
li lo chiamò a reggere il ministero della guerra, incarico che tenne dal 15 settembre 1861 al 3 marzo
1862 ed in seguito, coi gabinetti Farini-Minghetti, dall’8 dicembre 1862 al 24 settembre 1864. Morì ap­
pena quarantanovenne il 17 novembre 1864. In occasione dello scoppio della polveriera di borgo Dora
a Torino (26 aprile 1855) aveva diretto i lavori di estinzione dell'incendio.
521
Al re Vittorio Emanuele II
ASC 131.01 Leti. orig. Vittorio E m .II (A 174) me. 56 A 7
Min. aut. 1 f. 303 x 200 mm. sul v minuta di lettera a Lamarmora
E I 212-213 MB V I 1049
Richiesta di sussidio per i chierici poveri di Valdocco
[Torino, ottobre 1861]
Sacra Reai Maestà,
La critica annata che corriamo, il gran numero di giovani abbandonati e pe­
ricolanti in parte ricoverati nell’Oratorio maschile di Valdocco, parte frequenti
alle scuole serali od alle istruzioni festive che si somministrano negli Oratorii di S. 5
Francesco di Sales in Valdocco, di S. Luigi a Porta Nuova e del Santo Angelo Cu­
stode in Vanchiglia, mi hanno costretto a fare una scelta di giovani cherici, onde
non mancasse la necessaria assistenza e si avessero maestri e catechisti in nume­
ro suffìcente nelle varie categorie e nelle molteplici classi che occorrono farsi.
Questi cherici, in numero di dieci, mentre proseguono il loro corso di scuola im- 10
piegano ogni ritaglio di tempo per fare scuola, catechismo, ed assistere i giovani
mentovati.
Ma sono essi assolutamente poveri e perciò eglino stessi in assoluto bisogno
di caritatevole soccorso per vitto, alloggio e vestito.
Egli è per questi poveri cherici che il sottoscritto ricorre alla provata bontà di 15
V. S. R. M. supplicandola caldamente a volerli prendere in benigna considerazio­
ne, e accordar loro sopra la cassa dell'Economato quel caritatevole sussidio che a
V. S. R. M. sarà beneviso affinché possano proseguire i loro studi e continuar a

47.8 Page 468

▲torna in alto
462 ottobre 1861
prestare la loro assistenza ed istruzione a favore dei giovani abbandonati e perico-
20 lanti che frequentano gli Oratori maschili di questa città di Torino.
La condotta di questi cherici sia nello studio, sia nella pietà è buona ed esem­
plare, e per la loro sollecitudine nel prestarsi ad opere di carità meritano ogni be­
nigno riguardo.
Che della grazia con vera gratitudine si professa a nome anche dei cherici
25 accennati
Umile supplicante
Sac. B.
3 post giovani del che[rici] 4 post pericolanti del oziano post ricoverati del in Valdocco 5
post che del negli Oratorii 7 cherici add si 8 non mancasse emend ex avere la 8-10 e si...
(arsi emend si ex nel regime e nell’istruzione che
10 proseguono emend ex frequentano
13
post essi del medesimi
in assoluto add si
14 post di del essere
15 ante sottoscritto del
Rico
16 R. add si
18-19 a prestare add mrg sin
19 abbandonati emend ex poveri
1 Senza data. Potrebbe anche essere un facsimile utilizzato vari anni. Nel 1861, al dire di MB VI
1050, don Bosco ottenne 300 lire; nel 1863 invece 280 lire. Per il 1862, vedi lett. ri. 540.
522
A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del prelato in data 23 ottobre 1861 : ASC 126.2 Franso­
ni, ed. in MB V I 1042
Informazioni positive circa l ’andamento degli oratori di Valdocco, di S. Luigi e dell’Angelo Custode —
progresso numerico dei protestanti — lamentele circa la conduzione del seminario di Giaveno da par­
te del provicario Vogliotti e del direttore dello stesso — difficoltà circa l'approvazione delle costituzio­
ni della società salesiana — richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche
Torino, 15 ottobre 1861
[...]
D. Bosco si ritirò da Giaveno, mentre aveva in corso trattative col comune di Dogliani (Cuneo) e col
vescovo di Casale. Se con questi le trattative andarono in porto, col primo non si ebbe esito positivo,
malgrado le speranze nutrite nel maggio 1862.
523
Al prevosto di Beinasco Antonio M aria Balladore
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 10 p. 203; A 193 fase. 3 p. 30)
Copia semplice
E I 210 MB VI 1039
Circa la pensione collegiale di un giovane
T orin o, 23 ottobre 1861
In te r notos et amicos facciasi almeno la somma di fr. 10 mensili pel giovane
Audagnotto. Gli altri due terzi di pensione cioè fr. 20 sono a carico del sotto-
scritto.
5,
Al Sig. P. Balladore
Prevosto di Beinasco
[Sac. Gio. Boscol

47.9 Page 469

▲torna in alto
ottobre 1861 463
2 Don Antonio Maria Balladore da Racconigi: morto il 22 ottobre 1882 a 88 anni. Era canonico ono­
rario e cancelliere emerito
3 Audagnotto Ludovico, di Beinasco: entrò all'Oratorio il 25 ottobre 1861.
524
AI vescovo di Ivrea Luigi Moreno
Archivio diocesano - Ivrea
Orig. aut. su f. 2r di lettera di Tommaso Luigi Jarach — ubicata in calce
MB X V II 869-870
Cordialità
Torino, 25 ottobre 1861
[...]
P.S. Questa lettera fu progettata e fatta senza altrui suggerimento. La mando a
Lei affinché conosca i sentimenti di gratitudine che nutre in cuore.
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco G.
1 ottobre] 8bre
3 Analoga alla lett. n. 477.
525
Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
ASC 131.21 Fotocopia di orig. aut. (A 181) [me. 2654 E 2]
2 ff. timbri vari semilleggibili
E I 210-211 MB V I 1040-1041
A proposito di giovani e chierici astigiani ricoverati a Valdocco
'Torino, 25 ott[obre] [18]61
Car.mo Sig. Canonico,
Da qualche settimana ho in animo di fare una gita in Asti, ma le faccende di
questa casa me l’hanno sempre fatto ritardare. Ora le dirò in breve quanto voleva
esporle verbalmente.
Il
cherico Viale, cui Ella concedeva anche nelle vacanze due mesi di pensio­
ne, per motivo di salute si recò a casa, ed io ho trasferito il favore al cherico Fa-
gnano come veramente degno di premio, il quale passò qui tutte le vacanze e de­
sidererebbe di continuare, se nulla osta da parte di Lei.
Qualora l ’aver trasferito al Fagnano il favore del Viale facesse qualche diffi-

47.10 Page 470

▲torna in alto
464 ottobre 1861
coltà, pazienza, ogni cosa sarebbe a mio conto. Pel medesimo Fagnano io diman­
derei l ’intera pensione, giacché so che il padre si trova nei debiti e può nemmeno
vestirlo. La condotta e lo studio del figlio lo rendono degno di ogni riguardo.
In quanto agli Astesi che subirono l’esame in questo anno ecco quanto so di
15 loro. Rossetti, Ferraris fanno qui il 1° anno di filosofia vestiti in borghese. Ciattino
va in Asti. Galletti di Cunico non mi ha detto ancora niente. I due Parucati vesto­
no l ’abito in Villa S. Secondo e costoro hanno bisogno della sua carità. Il padre
ha buona volontà ma non può |pagare; per costoro farei la domanda di fr. 25
mensili caduno; pel resto ci penserei io stesso; cioè metterò tutto nelle mani della
20 divina provvidenza.
Avvi ancora un altro caro giovanetto di Viarigi di nome Preda Lorenzo, pro­
mosso con distinzione alla 2a Retorica. Lo tengo gratis nella casa da tre anni; i
suoi parenti possono far niente. Per ingegno e pietà è assai commendevole; e de­
sidera pure di vestire l ’abito chericale; ma ha bisogno di tutto. Se Ella potesse
25 dargli un sussidio mensile di fr. 20 io procurerei di farlo andare avanti.
Dirò con poche parole per maggior sua comodità quanto rispettosamente di­
mando affinché possa condurre a buon termine gli Astesi che aspirano allo stato
ecclesiastico.
Fratelli Parucati fr. 25 mensili caduno
30
Fagnano intiera pensione
Preda Lorenzo fr. 20 mensili
Sono ancora circa 25 gli altri giovanetti di cotesta diocesi che studiano con
animo di abbracciare lo stato ecclesiastico, ma essendo ancora inferiori alla 2a Re­
torica, mi rimetto per ora nelle mani della divina provvidenza.
35
Raccomando me e li miei poveri giovanetti alla carità delle sue preghiere, ed
augurandole ogni bene dal cielo mi professo con pienezza di affezione
Di V. S. car.ma
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
40 A Monsig. Ill.mo e Reverend.mo
f.2v
Monsig. Can. Sossi
Vie. Gen. Capitolare
Asti
6 Carlo Viale: nato a Montechiaro d ’Asti nel 1843, era entrato all’Oratorio il 18 agosto 1856; ne uscì
nel novembre 1862.
15 Carlo Filiberto Ferraris: nato a Viarigi (Asti) il 3 febbraio 1841, era entrato all’Oratorio il 21 di­
cembre 1859; lo lasciò nell’agosto 1862.
Rossetti: vedi lett. n. 450.
16 Ciattino: vedi lett. n. 698.
Galletti: forse di nome Carlo; nato il 27 ottobre 1844, in quegli anni frequentò il seminario. Parucati:
vedi lett. n. 510.
21 Lorenzo Preda: nato a Viarigi nel 1844, era entrato all’Oratorio il 17 ottobre 1857; ne uscì nell’ot­
tobre del 1863.

48 Pages 471-480

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48.1 Page 471

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ottobre 1861 465
526
Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Prefetti, Pasolini (A 169) me. 3 E 5
Min. aut. 1 f. 305 x 212 mm. sul v si legge: Per la Tipografia
E I 214 MB V II 57
Chiede l ’autorizzazione ad aprire una piccola tipografia all’ Oratorio
*Torino, 26 ottobre 1861
Ill.mo Signore,
Il
sae. Bosco Gioanni Direttore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales espone
rispettosamente a V. E. come il numero accresciuto de’ giovani ricoverati in que­
sta casa importerebbe di avere qualche altra professione oltre quelle che già ivi si 5
esercitano di falegname, sarto, calzolaio e legatore di libri. Sembra che tornereb­
be di vistosa utilità l ’iniziare una piccola tipografìa.
A tale oggetto ricorre a V. S. Ill.ma per essere autorizzato:
1° Di aprire in questa casa una tipografia sotto al tito[lo] di Tipografia del-
l ’O ra tfo rio ] di S. Francesco di Sales.
io
2° Atteso lo scopo di questa piccola tipografia esclusivamente benefico, e la
tenuità de' mezzi e dei lavori cui quella deve restringersi, permettere che si apra
in capo del direttore dell’oratorio medesimo.
3° Prima di dare cominciamento ai lavori tipografici il ricorrente si obbliga di
provvedere una persona dell’arte, che possa garantire i lavori che si dovessero in- 15
traprendere.
Siccome questa piccola tipografia tende a dar lavoro ed a beneficare i giovani
più poveri e i più abbandonati della società, il sottoscritto confidando nella nota
di Lei bontà spera che la sua dimanda sarà presa in benigna e favorevole conside­
razione mentre colla massima stima ha l’onore di professarsi
20
Di V. S. Ill.ma
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
1 26 corr ex 21 2 Ill.mo Signore emend ex Eccellenza 5 quelle che emend ex alle già 8 V.
S. Ill.ma emend ex all’Eccellenza Vostra 9 Di add si 11-12 di... benefico corr ex di pura b e n e ­
ficenza]
12 de’ mezzi corr ex delle spese
quella deve restringersi corr ex mi devo restringere
permettere che si apra corr ex aprirla
14 ricorrente emend ex sotto [scritto]
18 confidando
emend ex spero
19 post spera del di essere 20-21 mentre... Ill.ma emend ex Che del favore
2 Giuseppe Pasolini: nato a Ravenna l ’8 febbraio 1815. Fu ministro del commercio estero negli stati
pontifìci nei due governi coi laici del febbraio 1848 e del marzo 1848. Senatore dal 18 marzo 1860, pre­
fetto a Milano sul finire del 1860, indi a Torino, nel 1862 ricoprì la carica di ministro degli esteri col ga­
binetto Farmi, e nuovamente di prefetto a Torino fin verso la fine del 1864. Presidente del senato nel
1876 e vicepresidente in due legislature, morì il 4 aprile 1877.
23 La risposta del 29 ottobre fu che era necessario che la domanda fosse presentata da una persona
dotata dei requisiti di legge e che la tipografia occupasse un locale esposto al pubblico: ASC 126.2 A u ­
torità, Prefetti, Pasolini, ed. in MB V II 57. Si vedano lett. n. 168 e 177.
30

48.2 Page 472

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466 ottobre 1861
527
Al presidente delle «Opere Pie S. Paolo»
Presso un dirigente FIAT - Torino
Orig. aut. 1 f. 177 x 130 mm.
Fotog. in ASC 131.01 Lett. orig. Conte Visone (A 173)
E I 213-214 MB V I 1051
Richiesta di sussidio per paramenti liturgici
me. 55 D 1
Da casa [Torino, 27 ottobre 1861]
Illustrissimo Sig. Presidente,
Il
Sacerdote Bosco Gio. Direttore dell'Oratorio di S. Francesco trovandosi in
bisogno di pagare alcune spese fatte in cera ed in altre cose spettanti al divin cul-
5 to, di più in assoluto bisogno di provvedere paramentali e biancherie per questa
chiesa dove si fanno tutte le funzioni religiose quali soglionsi fare nelle parocchie,
non sapendo ove cercare ajuto si rivolge umilmente a V. S. 111.ma: supplicandola
a voler prendere in benigna considerazione il bisogno e la povertà assoluta di que­
sta chiesa, la necessità gravemente sentita che ivi si facciano le sacre funzioni,
io non esistendo chiesa alcuna in questi popolatissimi caseggiati e concedergli quel
caritatevole sussidio che giudicherà a proposito e per pagare i debiti esistenti che
consistono in fr. 300 e per fare provvista di alcuni sacri arredi che sono di mag­
giore urgenza.
Pieno di fiducia nella provata di Lei bontà prega ogni bene dal cielo sopra
15 tutti i benemeriti signori Amministratori di questa pia Opera e si dichiara colla
più sentita gratitudine
Di V. S. 111.ma
Umile ricorrente
Sac. Bosco Gio.
5 post di più del trovandosi 6 quali add si
mente... facciano emend si ex di fare ivi
7 cercare emend si ex ottenere qualche
9 grave­
1 La datazione è molto incerta. Si mantiene quella dell’E e di MB.
528
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 208 x 132 mm.
E I 212 MB V I 1041
Raccomandazioni per l'accettazione di giovani al seminario
*Da casa [Torino], 27 ott[obre] 1861
Ill.mo Sig. Provicario,
Il giovane Gallina Giorgio di Chieri mi scrive ripetutamente di raccomandar-

48.3 Page 473

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ottobre 1861 467
lo alla sua bontà per avere riguardi nella pensione pel Seminario di Chieri. Le no­
tizie de’ suoi studi e della sua condotta mi risultano assai buone; ella poi faccia 5
come giudica meglio nel Signore.
I giovanetti cherici attendono ansiosi, ed io dovrei dire loro fino dove si
estenda il favore che sperano da Lei riguardo alla pensione del Seminario. Se può
darmi cenno di risposta, mi farà un favore. Andrei in Curia a prenderla, ma in
questi giorni non posso disporre molto di me stesso.
10
Sempre con pienezza di stima ho l ’onore di professarmi
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Giorgio Gallina: l ’appunto del rettore è in questi termini: «Subito Gallina non entra; per gli altri si
vedrà». Il Gallina di fatto poi entrò nel seminario di Chieri il 27 dicembre successivo.
529
Alla marchesa Elisabetta Seyssel Sommariva
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta della corrispondente: ASC 126.2 Sommariva Elisabet­
ta, ed. in MB VI 1046
Pensieri spirituali — richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche nelle campagne fiorentine
[Torino, anter. 28 ottobre 1861]
[...]
Elisabetta Seyssel Sommariva, nata Bonturline, era originaria di Russia. Aveva sposato il marchese
Claudio Seyssel di Sommariva, grande amico e benefattore di don Bosco, così come la moglie. A Som­
mariva, località a 51 km. a nord est di Cuneo, sulla linea ferroviaria Torino - Savigliano, i marchesi
abitavano in un trecentesco castello ricostruito nel settecento.
530
Alla contessa Paolina Pemati di Momo
Lettera non reperita, ma attestata in quella della marchesa Elisabetta Seyssel Sommariva: cf. lett.
prec.
Pensieri spirituali — richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche nelle campagne fiorentine - diffi­
coltà di programmare un immediato viaggio a Firenze
[Torino, anter. 28 ottobre 1861]
[...]
Contessa Paolina Pernati di Momo, nata Cacherano di Bricherasio. Era la moglie di Alessandro Pema­
ti di Momo, già intendente generale, più volte deputato, ministro e dal 31 agosto 1861 senatore del re­
gno: vedi lett. n. 93.

48.4 Page 474

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468 novembre 1861
531
Al vescovo di Saluzzo Giovanni Antonio Gianotti
Lettera non reperita, ma attestata in quella del prelato in data 14 dicembre 1861: ASC 126.2 Gianotti
Domanda di essere autorizzato a benedire l'abito talare di un giovane seminarista — chiede come
comportarsi per un sussidio di un altro giovane
Torino, 18 novembre 1861
[...]
Il giovane seminarista, per la cui vestizione da parte di don Bosco il vescovo non oppose alcuna diffi­
coltà, era Costanzo Rinaudo; l’altro giovane invece era un certo Matteo Bocca, nato a Saluzzo nel
1845 ed entrato come studente a Valdocco il 9 agosto 1860; uscì due anni dopo. Il vescovo suggerì a
don Bosco che il Bocca si rivolgesse al presidente del patrimonio ecclesiastico, perché gli offrisse le
250 lire che erano a disposizione. Con 160 lire avrebbe provveduto alla retta di 8 mesi, e con le restanti
90 lire avrebbe potuto acquistare i necessari capi di vestiario. Vedi pure lett. n. 612.
532
Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Prefetti, Pasolini (A 169) me. 3 E 7
Min. aut. 1 f. 315 x210 mm. sul r si legge: Domanda per l’esercizio di una Tipografia
consunta in corrispondenza delle piegature
E I 215 MB V II 58
Domanda di modifica di una condizione richiesta per l’apertura della tipografia
carta
"Torino, 18 novembre 1861
Ill.mo Signore,
Secondo la lettera del 29 scorso ottobre V.S. 111.ma permetterebbe di aprire
una tipografia sotto al titolo Tipografia d e ll’O ratorio a favore de’ giovani ricove-
5 rati in questa casa purché la dimanda fosse fatta in capo a persona approvata nel­
l'arte, e che il locale desse adito al pubblico.
La seconda condizione si accetta senza riserva.
Farei soltanto rispettosa preghiera affinché fosse in via di favore modificata
la prima permettendo che fosse aperta in capo al Direttore di questa casa, che si
10 obbligherebbe di presentare un individuo pratico e approvato in questa arte
quando siano terminati i preparativi e si debba dare cominciamento ai lavori tipo­
grafici. Cosi mi fu assicurato praticarsi in Genova nello stabilimento de’ Sordo-
M u ti e nell ’Opera degli A rtigianelli ed anche in Monza nel p ic co lo ricovero di
carità.
15
II gravame che [se] ne avrebbe aprendola in capo ad un terzo e l'incertezza
della durata, la maggior spesa da assegnarsi al p roto tipografo, [sono] due cose
che renderebbero incerto il vantaggio morale de’ giovani e nullo il vantaggio
materiale.

48.5 Page 475

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novembre 1861 469
Pieno di fiducia nella nota di Lei bontà con la massima stima ho l ’onore di
professarmi
20
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo ricorrente
Sac. Bosco Gioanni
Direttore
3 di aprire corr ex l'apertura di
6 desse adito al emend ex fosse
7 La emend ex Riguardo a
9 di questa emend ex della
10 individuo add si
post arte del al
15 ne add si
3 Vedi lett. n. 526.
12-13 Sordomuti di Genova: opera fondata all’inizio del secolo, che nel 1860 accoglieva 103 persone
(51 interni, 52 esterni) e che negli anni 1860 contava per i maschi laboratori di calzolai, legatori di li­
bri, stampatori, disegnatori, pittori ed incisori sia di metalli che di pietre dure: cf. Calendario generale
del regno per il 1860 p. 819. Direttore di stampa era un certo Antonio Pendola.
13 Artigianelli di Genova: opera fondata dall’amico di don Bosco, don Francesco Montebruno
(1831-1895).
13-14 Ricovero di carità di Monza: istituto fondato nel 1849 da padre Agostino Cornaggia (1806-1876)
per raccogliere ragazzi abbandonati. All'interno dell’opera era sorta una tipografia che pubblicava
opere di carattere pratico e di indole scolastica o religiosa. Così ad es. la «collana dei Santi», quella dei
«classici ad uso della gioventù». Vedi anche MB V II 58. Per la lotteria del 1866 gli allievi del ricovero
offersero ben 24 litografìe.
533
Al ministero dell’interno (Bettino Ricasoli)
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 146
Orig. aut. 1 f. 310 x 212 mm. varie segnalazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
P.S. in calce sulla sin.
Informa che il giovane Caretti fu accolto e collocato ad imparare una professione — di sera frequenta
la scuola
T orin o, 21 novembre 1861
Illustrissimo Signore,
Partecipo con piacere che il giovane Caretti Gioanni di Arizzano raccoman­
dato da codesto Ministero dell’interno con lettera del 6 agosto anno corrente
(div. Va N. 6602) fece la sua entrata in questa casa da quindici giorni.
5
Fu collocato ad un’arte colla scuola in tutte le sere secondo il grado di sua
istruzione. Finora fa sperare buona riuscita.
Sempre pronto a servirla in quel che posso raccomando sempre i bisogni di
questa casa alla bontà di sua E. il Ministro dell’interno. Il numero attuale dei ri­
coverati è di circa 500. Le auguro ogni bene dal cielo e mi professo con pienezza 10
di stima
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
[P.S.] Il giovane Bertino da Levone, raccomandato eziandio dal Min. dell’Inter- 15
no, è stato ricevuto in questa casa sul principio di ottobre.

48.6 Page 476

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470 novembre 1861
2 II Ricasoli, che era succeduto al Minghetti il 1° settembre 1861, era nato nel 1809 da nobile famiglia
toscana. Con alle spalle un’esperienza di vita a Torino presso Carlo Alberto, dopo la restaurazione
granducale successiva alla sconfitta del 1849, fu costretto all’esilio fino al 1852. Nel 1859, alla fuga del
granduca, promosse l'unione della Toscana al regno sabaudo, sancita col plebiscito del 1860. Alla
morte del Cavour, gli succedette nella guida del governo (12 giugno 1861); dimessosi dalla carica per
contrasti col re (3 marzo 1862), venne richiamato al governo nel 1866 (20 giugno). Il 10 aprile 1867 si
dimise, ma continuò a partecipare alla vita parlamentare. Andava però privilegiando gli impegni cul­
turali nella nuova capitale, Firenze. Con la salita al potere della Sinistra, si ritirò a vita privata. Morì
nel castello di Brolio, presso Siena, nel 1880.
3 Caretti Giovanni di Arizzano: vedi lett. n. 513, 517.
14 II 29 novembre il funzionario ministeriale comunicava l'avvenuto stanziamento di lire 150, come
da accordo del 6 agosto: ASC 126.2 Governo, M inistro dell’interno, Ricasoli.
15 Vedi lett. n. 448 e 515. In quest’ultima si affermava che il Bertino era entrato all’Oratorio il 16
agosto.
534
Al vescovo di Novara Filippo Gentile
Lettera non reperita, ma desunta da quella del presule in data 23 novembre 1861: ASC 126.2 Gentile,
cit. in MB V II 1062
Invia notizie di tre giovani raccomandati dal vescovo — chiede quale sia la situazione giuridica e mo­
rale di un sacerdote che si è rivolto a lui
[Torino, anter. 23 novembre 1861]
[...]
Il sacerdote era un certo Evasio Ferabino, che si era accordato con le autorità civili a proposito della
soppressione di celebrazioni di messe legate ad un beneficio ecclesiastico in questione ad Oleggio (N o ­
vara), senza necessaria autorizzazione del vescovo e della santa sede.
535
Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Prefetti, Pasolini (A 169)
Min. aut. 1 f. 235 x 105 mm. carta azzurrina
E I 215-216 MB V II 58-59
me. 3 E 6
Comunica la piena osservanza delle disposizioni impartite dalle pubbliche autorità in merito all'eri­
genda tipografia
[Torino, fine novembre 1861]
Ill.mo Signore,
Dopo l’ultima lettera di V. S. 111.ma riguardante alla piccola tipografia credo
che ogni cosa sia secondo il prudente e legale di Lei parere nel modo seguente:
5
1° L ’adito è rivolto al pubblico. 2° Avrà il titolo: Tipografia d ell'O ra torio di
S. Francesco di Sales. 3° Sarà aperta sotto la direzione del signor Andrea Giardi­
no di cui si uniscono i necessari documenti; ma proprietà del sac. Bosco Gioanni
direttore dell’Oratorio suddetto.
Sono pieno di fiducia nella nota di Lei bontà, e spero di poter presto effettua­

48.7 Page 477

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novembre-dicembre 1861 471
re quanto sopra per così porgere pane e lavoro ad una parte de’ poveri giovanetti io
ricoverati in questa casa.
Coi sentimenti della più sentita gratitudine ho l'onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
3 riguardante emend ex [in] rapporto
7 post ma del a
9 presto add si
10 porgere emend ex provvedere
8 suddetto emend ex medesimo
3 La lettera dovrebbe essere quella del 29 ottobre: cf. lett. n. 526.
6 Andrea Giardino: nato a Torino nel 1835, era entrato aU'Oratorio l ’ 11 dicembre 1858 come artigia­
no e ne era uscito l'anno successivo in aprile: cf. MB V II 58-59.
536
Al ministero di grazia e giustizia (Vincenzo Miglietti)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta ministeriale: ASC 126.2 Governo, M inistro di grazia,
giustizia, Miglietti, ed. in MB VI 1050
Chiede una sovvenzione per i tre oratori di Torino
[Torino, anter. 16 dicembre 1861]
[...]
La petizione venne accolta. «Sui fondi dell’Economato Generale delle antiche provincie» si stanziò la
somma di lire 600.
537
Al papa Pio IX
ASV Ep. ad princ. 45
Orig. ms. di Michele Rua con firma dello stesso
Ined.
2 ff.
251 x 195 mm.
timbro ASV
Sentimenti di affetto e di filiale ossequio a nome di tutta la comunità - breve relazione intorno ai
cattolici, ai protestanti ed agli Oratori
*Torino, 27 dicembre 1861
Beatissimo Padre,
Nella favorevole occasione che un virtuoso prete di quest’Oratorio (sac.
Chiatellino cappellano della Duchessa di Montmorency) recasi a Roma per visita­
re la capitale della cristianità e baciare, se gli è data tanta fortuna, i santi piedi di 5
V. B. mi fo animo di approfittarne per esprimere a Lei, Beatissimo Padre, i senti­
menti di affetto e di attaccamento di me, di molti sacerdoti, cherici e giovani ver­
so l'augusta di Lei persona, in cui noi tutti riconosciamo il Vicario di Gesù Cristo.

48.8 Page 478

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472 dicembre 1861
Comincerò per dirle il vero stato delle cose relativamente alla religione.
10
I protestanti. Sono dodici anni che essi lavorano indefessi. I loro mezzi sono
diffusione di libri, missionari, scuole gratuite, asili infantili, ricoveri, collocamen­
to e promesse d ’impiego, limosine e largizioni d ’ogni genere. Ricevono continui
soccorsi dall'Inghilterra e dalla Germania. Con questi mezzi |riuscirono ad accre- f.iv
scere in modo fatale il numero de' loro seguaci in tutte le provincie italiane spe-
15 cialmente ove si cangiò la forma di governo. Attualmente i loro sforzi sono in
modo speciale diretti all’Italia meridionale. Il loro numero p.e. in Torino nel 1848
era di 900; al presente, stando ai loro giornali, è di 6.500. A Milano contavansene
200 nel 1859, ora giungono ai 2000.
È vero che cotesto loro aumento è formato di pessima gente; ma tuttavia
20 la figliuolanza, i servi, gli artigiani che trattano con essi corrono grave rischio di
perdere la fede. Né debbesi nascondere il gran male che fanno quelli che vorreb­
bero essere cattolici senza il Papa. Essi coi giornali, coi libri ed anche colle parole,
favoriti dalle leggi, fanno maggior danno de’ protestanti.
I cattolici. In mezzo a tanti guasti ci conforta assai la maravigliosa unione
25 dell’episcopato, de’ Vicarii foranei, de’ paroci, de’ capitoli e delle collegiate de’
canonici, de’ sacerdoti e di moltissimi semplici laici. Dio misericordioso dispone
che costoro lavorino a propagare libri e giornali religiosi; predicano in tridui, no­
vene ed esercizi spirituali; fanno catechismi, sostengono ricoveri, e si adoperano
uniti con tutte le loro forze, per difendere, propagare i principii di nostra santa
30 cattolica religione. Costoro, Beatissimo Padre, sono in gran numero e tutti pronti
a dare fatiche, sostanze e vita per sostenere in mezzo a qualunque ¡ pericolo quel- p i ­
la unica santa religione, che solamente professa chi vive e muore uni lo a Vostra
Santità. È vero che fuori del Piemonte dolorosamente alcuni sacerdoti sventurati
caddero nell’errore ed ora predicano contro a quella religione al cui bene eransi
35 consacrati. Ma la condotta di costoro essendo assai vituperevole, quasi nullo è il
frutto de’ loro traviamenti, non essendo creduti.
G li Oratori. Gli Oratori festivi si vanno moltiplicando non solo in Torino, ma
anche ne’ paesi e nelle città di provincia. In questa nostra capitale il loro numero
fu portato ad otto. Cinque per maschi, tre per femmine. L ’intervento ordinario
40 passa i tremila. Nella nostra casa i ricoverati si avvicinano ai seicento. Tra preti e
cherici sono 60. Gli studenti poi per lo stato ecclesiastico sono circa quattrocento.
I frutti di queste radunanze di giovanetti sono assai soddisfacenti sia in quelli che
attualmente frequentano; come in quelli che l’età o la posizione sociale richiede
che vadano altrove. La messe è assai vasta, ma gli operai sono in numero assai li-
45 mitato in paragone del bisogno. Noi ci troviamo in un terribile conflitto. L'angelo
delle tenebre uscì fuori; il mondo è in suo potere; tutto fa per rovinare i veri cre­
denti. Noi combattiamo, contenti di dare tutto, patire tutto per la santa causa | f.2v
del Signore. Felici assai in quel giorno in cui Dio nella grande sua misericordia ci
desse di morire faticando per lui.
50
Ci doni, o Santo Padre, qualche consiglio, e l'assicuriamo che noi oltre al far­
lo norma delle nostre azioni, faremo quanto è in noi per effettuarlo.
Scrivo in nome di molti ecclesiastici e di molti fervorosi laici, che unitamente
a’ miei giovanetti offriamo a V. S. fatiche, vita e sostanze; non cessiamo di prega-

48.9 Page 479

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dicembre 1861 473
re ogni giorno il Signore affinché faccia quanto prima spuntare l ’iride di pace nei
nostri paesi a bene de’ popoli e della religione.
55
Prostrati dimandiamo la santa ed apostolica benedizione, mentre a nome di
tutti, sebbene di tutti il più indegno mi sottoscrivo riputando il più glorioso mo­
mento di mia vita perché posso dichiararmi
Di Vostra Santità
Aff.mo figliuolo di Santa Chiesa
60
Sac. Bosco Gioanni
Direttore degli Oratorii di Torino
21 post fanno del di
34 predicano corr ex predichano
4 Chiatellino: vedi lett. n. 89; duchessa di Montmorency era Costanza Lavai: vedi lett. n. 89 e 162.
62 Nella risposta in latino del 13 gennaio 1862 il papa ringraziava dell’omaggio, esprimeva la sua pie­
na condivisione delle preoccupazioni e delle speranze di don Bosco ed accordava favori spirituali (vedi
lett. seg.): ASC 126.2 Pio IX, ed. in MB V II 44-45.
538
Al papa Pio IX
ASC 38 Torino Oratorio (F 583) me. 231 A 10
Orig. ms. di Michele Rua 2 ff. 252 x 195 mm. in calce firma aut. del papa dopo le parole: Pro
gratia serv. servandis le aggiunte in apparato critico, di mano anonima, sono evidentemente
posteriori
MB V II 45-46
Domanda la proroga della facoltà di celebrare tre messe nella notte di Natale, di far la comunione
nella medesima occasione, e di lucrare indulgenze in quella ed in altre circostanze
[Torino, 27 dicembre 1861]
Beatissimo Padre,
Il
sacerdote Bosco Giovanni Direttore dell’Oratorio di S. Francesco di Sales
in Torino (Piemonte) si prostra ai piedi di V. B. supplicandola di accordare i se­
guenti spirituali favori;
5
1° Celebrare le tre Messe nella mezzanotte del Santo Natale e distribuire la
Santa Comunione a quelli, che prendono parte a questa sacra funzione.
2° Indulgenza Plenaria a chi in quella occasione si accosta ai Santi Sacra­
menti della Confessione e Comunione.
3° La medesima Indulgenza una volta al mese quando i giovani si accostano io
ai Santi Sacramenti, facendo l ’esercizio della buona morte;
4° Indulgenza Plenaria in a rticulo m ortis ai giovani di questa Casa ed alli
Benefattori della medesima.
Che della grazia ecc.
[Sac. Gio. Bosco]
15
7 post funzione add ad septem.
attuali
12 post giovani add ora esistenti
13 post Benefattori add

48.10 Page 480

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474 dicembre 1861
6-7 La stessa richiesta, per altro redatta in due distinti fogli per mano di un anonimo segretario della
curia romana, era stata avanzata precedentemente ed era stata accolta dal pontefice in data 2 dicem­
bre 1861. I due originali autenticati sono conservati in ACS 38 Torino Oratorio (me. 231 A 6/7, 231 A
8/9); altra copia di entrambi in ASV Segreteria M em oriali a. 1861.
15 II 12 gennaio 1862 il Pontefice firmava il rescritto fissando ad septemnium la facoltà di cui al nu­
mero 1. Quanto alla richiesta di cui al n. 4, il rescritto con note in interlinea precisava che l ’indulgenza
in articulo mortis era limitata ai giovani «ora esistenti» e ai benefattori «attuali».

49 Pages 481-490

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49.1 Page 481

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Al ministero dell’interno (Bettino Ricasoli)
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 146
Orig. aut. 1 f. 310 x 208 mm. varie indicazioni di protocollo sul mrg. sup.
Ined.
Ringrazia per il sussidio - rende noto che il ragazzo Mantino è stato ricoverato all’Oratorio
'Torino, 22 gennaio 1862
Ill.mo Signore,
Ho ricevuto la lettera con cui V. S. 111.ma mi partecipava l ’assegno di fr. 200
a favore dei giovani ricoverati in questa casa; io la ringrazio di cuore specialmen­
te in questa epoca dell'anno che maggiore si fa sentire il bisogno.
Nel tempo stesso le dò notizia che il giovane Mantino, nipote dell’usciere
Amapani, raccomandato da codesto Ministero con lettera del 2 Febbraio 1861
protocollo N. 7049, fu accolto fra questi giovani il 15 del corrente Gennaio e fu
destinato ad un'arte siccome egli stesso mostrò desiderio e frequenta la scuola se­
rale.
Al giorno d'oggi il numero de' nostri ricoverati monta a 570 senza calcolare
quelli che vengono alle scuole diurne e serali che sono in numero assai maggiore.
Io li raccomando tutti alla carità di Sua Eccellenza il Ministro dell’interno. Il
Signore Iddio doni a Lei sanità e grazia, e gradisca che colla più sentita gratitudi­
ne mi professi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
7 Amapani: personaggio non meglio identificato.
18 II 28 gennaio il ministero disponeva il pagamento di lire 150 per il ricovero del Mantino: ASC
126.2 Governo, M inistro dell'interno, Ricasoli, ed. in MB V II 893-894.
540
Al re Vittorio Emanuele II
ASC 131.01 Leti. orig. Viti. Em. I I (A 174) me. 56 A 12
Min. aut. 1 f. 208 x 134 mm. carta azzurrina restaurata ma in modo da coprire un timbro po­
stale la data appare su altro timbro postale 25 gennaio 1862, ma si tratta di lettera proveniente da
Parigi di 4 giorni prima col seguente indirizzo sul v: Piemont. Al M.to R.do Sig.re / Il Sig. D. Bosco,
All’Oratorio di S. Francesco di Sales / Torino. Dovrebbe trattarsi della lettera di cui alla nota proto-
collare AST Gran Cancelleria rub. 167 prot. 8.406
E I 223 MB V II 113
Domanda di aiuto per i chierici poveri

49.2 Page 482

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476 gennaio 1862
[Torino, poster. 25 gennaio 1862]
Sacra Reai Maestà,
I
cherici infrascritti espongono rispettosamente che essendo orfani o figli di
genitori poveri sarebbero nell’impossibilità di progredire nello stato cui loro sem-
5 bra essere da Dio chiamati. Per loro buona ventura furono caritatevolmente ac­
colti nella casa dell’Oratorio di S. Francesco di Sales; ma ora si trovano in grave
bisogno sia per provvedersi gli abiti opportuni nelle sacre funzioni ed anche per
uso ordinario; sia anche per dare qualche ajuto al Sacerdote Bosco Gioanni no­
stro superiore, che in questo momento pei molti giovani ricoverati sappiamo tro-
10 varsi in gravi strettezze.
Per questo motivo ricorrono alla nota bontà di V. S. R. M. supplicandola a
voler loro accordare sopra la cassa dell’Economato quel maggior caritatevole sus­
sidio che a Lei sarà beneviso; o in capo di ciascuno degli infrascritti oppure in
capo del nostro superiore sac. Bosco.
15
Pregando il cielo a voler spandere copiose benedizioni sopra V. S. R. M. e so­
pra tutta la Reai famiglia colla massima gratitudine si professano
Umili supplicanti
3 infrascritti emend ex sotto nomi[nati]
post essendo del in
4 sarebbero nell’impossibilità di
emend si ex non potrebbero farsi le spese che necess[it]ano a
5 post essere del unicamente
Per... furono add mrg sin
13 a emend ex alla
15 post sopra del di
17 II re acconsentì alla richiesta disponendo un sussidio di lire 400: ASC 126.2 Governo, M inistero di
Grazia e Giustizia, Miglietti, ed. in MB V II 113. L ’anno precedente aveva stanziato lire 300: vedi lett.
n. 521.
541
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 E 8/9
Min. allog. con firma e correzioni aut. 2 ff. 242 x 180 mm. sul f. 2v si legge: D. Rua concerti con
Ghivarello perché sia scritta in carta di trasporto
ASC Docum enti X L I pp. 231-232
Copia litografica ms. di Michele Rua 1 f. 246 x 191 mm. Torino, litografia Doyen data poste­
riore le linee 32-35 (Finalmente...città) sono aggiunte a mano
E I 217-218 MB V II 93-94
Appello per una lotteria
Charitas benigna est
patiens est.
La carità è benigna e paziente.
(S. Paolo)
5
Torino, [30 gennaio] 1862
Illustrissimo Signore,
La carità di nostro Signor Gesù Cristo, che in ogni cosa è benigna e paziente,

49.3 Page 483

▲torna in alto
gennaio 1862 A ll
mi fa sperare da V. S. 111.ma benevolo compatimento al disturbo che le sono per
cagionare. Le cose che la Divina Provvidenza mi pose tra le mani mi mettono in
quest’anno nella necessità di ricorrere alla piccola e pubblica beneficenza me­
diante una lotteria di oggetti. Questo mezzo è vero, essendo da qualche tempo
assai spesso praticato, divenne presso a taluno meno gradito, tuttavia non seppi
trovarne altro più compatibile ai tempi e più acconcio al bisogno. Affinché poi
Ella abbia un giusto concetto del genere di spese cui trattasi di sopperire ne darò
qui breve cenno.
Primieramente sono i tre Oratorii di s. Francesco di Sales in Valdocco; di s.
Luigi a Porta Nuova; del s. Angelo Custode in Vanchiglia. In queste tre chiese si
fanno le sacre funzioni mattino e sera, si amministrano i Santi Sacramenti e si
istruiscono i giovanetti più pericolanti, i quali numerosi ivi intervengono. Questi
giovani, cui spesso tocca somministrare vitto e vestito, per quanto si può, vengo­
no collocati a padrone per apprendere un mestiere. Ma le tre chiese non hanno
reddito fisso per provvedere quanto è necessario pel divin culto e sono sprovvedute
degli arredi indispensabili. Di più i locali di Vanchiglia e di Porta Nuova sono a pi­
gione, il primo a fr. 650 annui, il secondo a fr. 500. Oltre il fitto corrente vi sono
alcuni arretrati, che dovrebbero già essere prima d ’ora pagati. In questi locali
stessi e per le scuole diurne e per le scuole serali si dovettero fare molte riparazio­
ni indispensabili, in gran parte ancor da pagare. Avvi pure un ragguardevole nu­
mero di giovani artisti e anche di studenti ricoverati nella casa annessa all'Orato­
rio di Valdocco, cui si provvede pane, istruzione, vestito, alloggio e mestiere; per
costoro la spesa è assai grave.
[Finalmente una spesa non piccola, ma indispensabile, si dovette fare a fine di
stabilire i laboratorii nella casa; imperciocché per gravi ragioni non si potè più
permettere che i giovani artigiani andassero ad imparare l ’arte loro nelle officine
della città.]
Accennato così lo scopo della lotteria io fo umile invito a V. S. 111.ma a voler­
mi venire in ajuto:
1° Per raccogliere quegli oggetti che caritatevoli persone le volessero conse­
gnare, dando poi mano a distribuire alcuni biglietti a tempo opportuno.
2° Qualora Ella conoscesse chi volesse accettare il benefico incarico di pro­
motore o di promotrice di questa lotteria, massima se secolari usasse la bontà di
indicarmene il nome, il cognome e la dimora; di poi io stesso ne farei regolare
invito.
3° Che se V. S. per qualche speciale motivo non giudicasse che il suo nome
comparisse notato nel catalogo de’ promotori e delle promotrici la pregherei ri­
spettosamente di volermelo significare in quel modo che a lei riuscirà di minor
disturbo.
Spero di poterle presto trasmettere l ’analogo piano di regolamento insieme
colle altre notizie che riguardano a questa lotteria, che in modo particolare alla
nota e provata di Lei carità raccomando.
Il
Signore Iddio che è infinitamente ricco in favori largamente la ricompensi
concedendole sanità e copiose benedizioni. Intanto da parte mia e a nome de’

49.4 Page 484

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478 gennaio 1862
giovani beneficati le offro i più sentiti ringraziamenti, mentre con pienezza di sti­
ma ho l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
55
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
8 da emend si ex che post IU.ma del vorrà dare 9-10 in quest’anno add si 11 Questo corr si
ex So che questo è vero add si post tempo add et del anni 14 di emend si ex delle ante
ne del le
15 qui add si
19 i quali numerosi emend si ex che in numero considerevole
20
cui... vestito add mrg sin somministrare emend si ex provvedere vengono emend si ex sono
21a emend si ex presso a qualche un emend si ex qualche le emend si ex queste 22 fisso...
necessario emend si ex alcuno o sono sprovveduti degli arredi necessari
22-23 e sono... indi­
spensabili add si 24 650 corr ex 550 [?]
25 arretrati emend si ex contratti
prima d ’ora
add si post pagati del molto tempo prima 26 stessi trsp ante locali 29 e mestiere add si
31post fare del pei locali 37 per corr ex In qualità di promotore per 38 post mano del a suo
tempo tempo opportuno add 39 il benefico incarico emend si ex di essere 41 indicarmene
il emend si ex trasmettermi il... il... la... ne add si post farei del al medesimo 44 compa­
risse notato emend si ex fosse inserito 45 a lei riuscirà add si ex le riesca 47 ante Spero add A
linea 48 colle corr ex alle che it si ante alla del raccomando 49 carità emend ex bontà
50 largamente la ricompensi corr si ex compensi l'opera sua
56 Fra le risposte una altamente positiva e laudativa fu quella della contessa di Camburzano in data
9 febbraio: ASC 126.2 Camburzano, parzialmente edita in lingua italiana in MB V II 95.
542
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1370 E 10 - 1371 A 1
Circolare a stampa 2 ff. 273 x 190 mm. Torino, tip. G.B. Paravia e comp.
Copia in ASC 112 Lotterie (A 022)
Invito ad una lotteria
[Torino, 30 gennaio 1862]
Prima di fare pubblico invito ad un’opera di beneficenza ci sembra cosa ra­
gionevole dare un cenno dello scopo cui tende l’opera proposta.
In Torino da parecchi anni furono aperti tre Oratorii maschili nei tre princi-
5 pali lati della città, ove si raccoglie quel maggior numero che si può di giovanetti
pericolanti. Ivi sono trattenuti con onesta e piacevole ricreazione dopo aver sod­
disfatto al precetto festivo, sono allettati con premi, con un po’ di ginnastica e
con le scuole. Un ragguardevole numero di pii signori vengono solleciti a prestare
l ’opera loro col fare il catechismo, con invigilare che compiano i loro doveri nelle
10 rispettive officine e collocando presso ad onesto padrone coloro che fossero di­
soccupati.
Nell’Oratorio di S. Luigi e di S. Francesco di Sales vi sono le scuole quotidia­
ne per quei giovani che o per umiltà delle lacere vesti, o per indisciplina non sa­
rebbero accolti nelle scuole pubbliche. Oltre l ’istruzione religiosa sono ammae-
15 strati intorno alla lettura, scrittura, principii d’aritmetica, di sistema metrico, di
grammatica italiana e simili.

49.5 Page 485

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gennaio 1862 479
Ma tra questi giovani se ne incontrano parecchi i quali sono talmente poveri
ed abbandonati che non potrebbero avviarsi ad alcun mestiere senza dar loro al­
loggio, vitto e vestito. A questo bisogno provvede la casa annessa all’Oratorio di
S. Francesco di Sales.
Ivi hanno eziandio luogo le scuole serali ove, oltre i laboratorii e le scienze
elementari per gli artigiani, è parimente insegnato il canto fermo, la musica voca­
le ed istrumentale. Queste scuole sono tanto per gli esterni quanto per gli interni.
Inoltre siccome la divina Provvidenza fornì molti giovani di non ordinario in­
gegno, i quali per altro sono scarsi di mezzi materiali per progredire negli studi,
così fu loro aperto un adito in questa casa, sia che possano pagar tutta, sia in par­
te, ed anche nessuna pensione, purché v ’intervenga il merito dell’ingegno e della
moralità. Costoro per lo più riescono maestri di scuola altri si dànno al commer­
cio e quelli che ne hanno la vocazione sono avviati allo stato ecclesiastico.
Dato questo breve cenno, è facile il comprendere dove sia diretto il provento
della lotteria. Le spese dei fitti de’ rispettivi locali, la manutenzione delle scuole,
somministrare quanto occorre pel divin culto delle tre chiese, provvedere ai biso­
gni più urgenti di alcuni, il dar pane ai ricoverati sono oggetti di grave dispendio.
Una spesa non leggiera dovettesi sostenere a fine di preparare nella casa i labora­
torii e le scuole, non essendo più possibile che pel numero ognora crescente gli
artigiani e gli studenti frequentassero le officine e le scuole della città.
Per fare fronte alla moltiplicità di queste spese non seppesi ideare altro mez­
zo più opportuno che una lotteria, come quella che tende la mano alla piccola be­
neficenza in qualunque misura, sì in oggetti come in danaro.
Qui taluno potrebbe domandare: per tutte queste spese non vi sono redditi
fissi? I giovani che intervengono sono in numero considerevole? Questi giovani
sono soltanto della capitale o anche delle provincie? Poche parole in risposta: Per
fare fronte alle spese che occorrono a questi tre oratorii e scuole annesse non avvi
alcun reddito fisso, ed ogni cosa si sostiene colle sole largizioni che la Divina
Provvidenza inspira nel cuore delle persone caritatevoli.
I
giovani che intervengono sono assai numerosi; talvolta essi ascendono a più
migliaia in un solo di questi Oratori; così che i locali per le scuole e funzioni re­
ligiose, sebbene siano assai spaziosi, sono divenuti ristrettissimi in paragone dei
giovani che affluiscono.
Questi giovani poi in parte sono della capitale, ma il maggior numero pro­
vengono dalle città e dai paesi di provincia recandosi alla capitale in cerca di lavo­
ro o per attendere allo studio: per esempio coloro che sono raccolti e dimorano
attualmente nella casa annessa all’Oratorio di San Francesco di Sales in Valdocco
ascendono a circa 570, e di costoro solamente 50 sono torinesi; gli altri provengo­
no dalle città e dai paesi di provincia.
Egli è per questo che mentre noi raccomandiamo questa lotteria ai beneme­
riti nostri concittadini, invitiamo eziandio le persone caritatevoli dimoranti fuori
di Torino a venire in aiuto di un’opera che oltre ad essere diretta a promuovere in
genere il bene della classe più bisognosa della società, si estende ancora a favore
di chiunque ne voglia approfittare, a qualunque città, paese o provincia egli ap­
partenga.

49.6 Page 486

▲torna in alto
480 gennaio 1862
Dal piano di regolamento ivi annesso ognuno può conoscere con quali mezzi
ed in quale misura potrà tornare a grado di concorrere a quest’opera di benefi­
cenza.
65
I membri della Commissione infra descritti confidano che sia per essere ben
accolto questo loro progetto, e con tale fiducia pregano Iddio a voler dare largo
guiderdone a tutti coloro che anche in piccola quantità ci vorranno prendere
parte.
Lucerna di Rorà marchese Emanuele, sindaco di Torino, presidente.
70
Duprè cav. Giuseppe, vice-presidente.
Cotta comm. Giuseppe, senatore del Regno, Cassiere.
Oreglia cav. Federigo, segretario.
Baricco teol. cav. Pietro, assessore del Municipio.
Biandrate di S. Giorgio conte.
75
Bosco di Ruffino cav. Aleramo.
Bosco sac. Giovanni, direttore degli Oratorii.
Cays di Giletta conte Carlo.
Chiala sig. Cesare.
Costa della Torre conte Francesco.
80
Fassati march. Domenico.
Ferrari di Castelnuovo march. Evasio.
Galleani d’Agliano cav. Lorenzo.
Gonella aw. cav. Marco.
Migliassi sig. Giuseppe, negoziante.
85
Montù cav. Giuseppe, negoziante.
Provana di Collegno conte Alessandro.
Roasenda di Roasenda cav. Giuseppe.
Scarampi di Pruney march. Lodovico.
Seyssel d ’Aix conte Aymar.
90
Solaro della Margherita conte Alberto.
Villa di Mompascale conte Giuseppe.
74 Conte Guido Biandrate di S. Giorgio (1790-1870), marito di Luisa, nata Provana di Collegno
(1812-1865): entrambi benefattori di don Bosco.
78 Cesare Chiala (1837-1876): uno dei primi ragazzi di don Bosco, già impiegato delle poste comuna­
li, membro attivo delle conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli all’Oratorio, seguì il trasporto della capita­
le a Firenze. Di ritorno dalla Sicilia nel 1872, si fece salesiano nel 1873 e divenne sacerdote il 4 ottobre
1874. Morì a Torino il 28 giugno di due anni dopo.
79 Conte Francesco Costa della Torre: uno dei benefattori di don Bosco, unitamente alla moglie ed a
tutti i citati membri della commissione di cui non si hanno particolari notizie, vale a dire il marchese
Evasio Ferrari di Castelnuovo Scrivia, i negozianti Giuseppe Migliassi e Giuseppe Montù, i conti Giu­
seppe Villa di Mompascale.
89 Aymar Seyssel d ’Aix nacque il 2 aprile 1834 e morì il 4 agosto 1896: cf. BS novembre 1896 p. 307.

49.7 Page 487

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febbraio 1862 481
543
Al ministero dell’interno (Bettino Ricasoli)
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 146
Orig. aut. 1 f. 310 x210 mm. varie indicazioni di protocollo sul mrg. sup.
Ined.
Accetta di ricevere un giovane a condizione che sia in grado di imparare un mestiere — chiede un bi­
glietto di favore per i viaggi in ferrovia
Ill.mo Signore,
*Da casa [Torino], 8 febb[raio] 1862
Volentieri mi adopero a favore del giovane Fissore Gioanni raccomandato da
V. S. Ill.ma; prima però di accettarlo definitivamente ho bisogno che V. S. abbia
la bontà di avvisare o il ragazzo o la sorella affinché siami condotto qui per osser- 5
vare se l ’età o la gracilità non lo rendano inabile ad imparare le professioni eserci­
tate in questa casa.
La qual cosa non opponendosi potrò tosto fissare il giorno del suo ingresso
nel ricovero coi nostri giovanetti.
In questa medesima occasione mi raccomando per ottenere un biglietto di io
favore sulla ferrovia, siccome nella bontà sua ho già ottenuto l'anno scorso 1861.
Sempre pronto a servirla in quel che posso le auguro ogni bene dal Signore e
mi professo con pienezza di stima.
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
3 Fissore Giovanni era orfano. Il padre era stato capo usciere presso il ministero dell’interno, per cui
la sorella maggiore, vedova Orsola, si era rivolta allo stesso ministero perché facesse ricoverare il fra­
tello nel convitto di don Bosco. La lettera ministeriale era del 31 gennaio 1861: ASC 126.2 Governo,
Ministro dell’interno, Ricasoli, ed. in MB V II 894.
6 II funzionario ministeriale nella raccomandazione aveva scritto che non era stato possibile acco­
glierlo nel collegio militare di Racconigi «per la gracile costituzione fisica».
16 II ministero il 20 febbraio mentre comunicherà di aver disposto che il Fissore si presentasse quan­
to prima all’Oratorio, chiederà altresì a don Bosco di precisare di quale ferrovia aveva ricevuto l’anno
precedente un biglietto circolare gratuito nonché la data ed il numero della relativa disposizione mini­
steriale: ASC 126.2 Governo, M inistro dell'interno, Ricasoli, ed. in MB V II 106.
544
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 140 mm. carta azzurrina timbro: Torino 10 feb 62 11 M
E I 218-219 MB V II 95
Comunicazioni varie circa la lotteria, la perquisizione in casa del conte Cays ecc.
Car.mo Sig. Barone,
*Torino, 9 febbraio 1862
Probabilmente la potrò servire di un buon domestico e ne parleremo all’oc-
31

49.8 Page 488

▲torna in alto
482 febbraio 1862
casione che Ella farà una gita a Torino. Ogni tempo, purché io sia in casa, è a sua
5 disposizione. Le ore più tranquille sono generalmente dalle 9 alle 12 mattutine.
La ringrazio delle buone disposizioni che manifesta per la nostra Lotteria;
spero che avrà buon esito.
Oggi dalle 10 mattino alle 3 pomeridiane fu fatta una solenne perquisizione al
conte Cays, come presidente della Società di S. Vincenzo, etc.
10
II Signore doni a Lei ed alla signora sua moglie sanità e grazia mentre con
pienezza di stima mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15 All'111.mo Signore
Il Sig. Barone Ricci
Cuneo
8 Oggi: domenica.
8-9 Cf. Una perquisizione, ossia le Franchigie costituzionali sotto il ministero Ricasoli. Memoria
del conte Carlo Cays di Giletta e Casellette. Torino, Speirani 1862.
545
Al vicario generale di Torino Celestino Fissore
Lettera non pervenuta, ma attestata dalla risposta del vicario in data 12 febbraio 1862: AAT Provvisio­
ni semplici voi. I f. 136
Richiesta di surrogazione di una parte del suo patrimonio (la vigna assegnatagli da Giovanni Febbraro
il 23 marzo 1840) con una cartella del debito pubblico dalla rendita annua di lire 65
[Torino, anter. 12 febbraio 1862]
[...]
La domanda venne accolta, in quanto il reddito annuo della vigna era inferiore a lire 65.
546
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 235 x 177 mm.
Ined.
carta leggera, quasi trasparente
Ringraziamento per l'impegno in favore della lotteria — cordoglio per la morte della contessa Scotti
— giudizio positivo sull’istituto delle Fedeli Compagne di Gesù — informazioni varie sulla situazione
all'Oratorio
*Torino, 19 febb[raio] 1862
Benemerita Signora,
La grazia di nostro Signore Gesù Cristo sia sempre con noi. Colla solita bontà
ella si degna di assumersi di lavorare a favore della nostra Lotteria ed io la ringra-

49.9 Page 489

▲torna in alto
febbraio 1862 483
zio di tutto cuore. Il Signore ci benedice e la cosa presenta ottimo avviamento. 5
Fu pure a me dolorosa la perdita della signora contessa Scotti; ne fui tosto in­
formato, e siccome Ella fu nostra benefattrice, così dimostrammo la nostra grati­
tudine con preghiere comuni di tutto l’Oratorio, ed i nostri giovani in un giorno
determinato fecero la santa comunione in suffragio dell’anima di Lei. Dio volle
così: sia fatta ed adorata la santa sua volontà!
10
Riguardo alla scelta delle Fidèles Compagnes de J[ésus]: le dico che, a mio
credere, non potrebbe essere migliore. Pietà soda, fermezza ne’ principi cattolici;
disinteresse, destrezza e prudenza in cose di mondo; sono cose che ho costante-
mente osservate da 22 anni a questa parte.
Riguardo poi al libro da stamparsi le debbo confessare la mia sbadataggine; 15
non mi ricordo più del titolo e del disegno di V. S. in proposito. Le tre perquisi­
zioni dell’anno scorso mi sconvolsero libri, quaderni ed anche un poco la testa.
Se ben lo crede mi rinnovi quanto fu detto.
Non mancherò, signora contessa, di pregare per lei, pel sig. suo marito, pei
suoi figliuoli affinché siano tutti dal Signore benedetti; e tutti possano conservare 20
la più grande delle ricchezze, il santo timor di Dio.
f.lv
La nostra casa in mezzo a mille vicende cammina colla benedizione del Si­
gnore. Per la pietà, sanità, e appetito ho niente a desiderare. Il numero è di 570
senza calcolare quelli che vengono dall’esterno.
Nella sua carità voglia anche pregare per questi giovanetti affinché li possa 25
tutti conservare nella santa cattolica religione.
Dio doni a Lei e a tutta la venerata di Lei famiglia sanità e grazia e mi creda
sempre quale con pienezza di stima mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
30
Sac. Bosco Gio.
2 Carlotta Callori Balbo dei conti di Sambuy: nata a Torino il 6 settembre 1827, il 14 ottobre 1845
aveva sposato il conte Federico Callori di Vignale (26 luglio 1814 - 10 marzo 1890), deputato al Parla­
mento subalpino, sindaco di Vignale, di Balzola e di Casale (Alessandria), poeta e cultore di lettere la­
tine. Dal loro matrimonio nacquero sei figli: Giulio Cesare (nato nel 1847 e morto da studente univer­
sitario), Vittoria (nata nel 1849 e futura sposa del conte Casimiro Balbo di Vinadio), Vittorio Emanue­
le (nato nel 1851 e morto da giovane ufficiale di cavalleria), Maria Luisa (nata nel 1853 ed andata spo­
sa al conte Medolago Albani di Bergamo), Ranieri Massimiliano (nato nel 1856), Maria Concetta (nata
nel 1861 e futura sposa del conte di Viry, generale di divisione). La contessa era dama di palazzo della
regina Maria Adelaide. Carlotta sopravvisse al marito oltre vent'anni, essendo deceduta nel 1914.
Quella dei Callori è una delle famiglie che più aiutarono don Bosco fin dagli anni cinquanta. Oltre 70
le lettere del santo che si conservano, fra le quali una paginetta del «testamento spirituale»: RSS 4
(1985). Le due figure dei Callori sono dipinte nella chiesetta di S. Francesco di Sales a Valdocco.
6 contessa Scotti: morta il 3 dicembre 1861: vedi lett. n. 559.
11 Fidèles Compagnes de J. : probabilmente la contessa aveva chiesto un parere a don Bosco circa
l’istituto delle «Fedeli Compagne di Gesù», fondato ad Amiens (Francia) nel 1820 da Maria Maddalena
Vittoria de Bengy d'Houet (1781-1858) a favore delle fanciulle. Fra le varie case moltiplicatesi in Fran­
cia, Inghilterra, Irlanda ed Italia, c ’era quella di Torino (sorta nel 1835), dove don Bosco aveva incon­
trato personalmente la fondatrice e dove si recava, da solo o con preti, chierici e cantori di Valdocco,
a svolgere 0 ministero sacerdotale.
15 Non si sa esattamente di che libro si trattasse.
16-18 Perquisizioni: invero due «perquisizioni» furono effettuate nel 1860: cf. RSS 14 (1989) pp. 111-
200. Ma forse si riferisce ad ulteriori ispezioni scolastiche.

49.10 Page 490

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484 febbraio 1862
547
AI ministero dell’interno (Bettino Ricasoli)
Lettera non reperita, ma attestata dalle risposte ministeriali in data 20 febbraio e 18 marzo 1861: ASC
126.2 Governo, M inistro dell’interno, Ricasoli, ed. in MB V II 106-107
Invia precisazioni circa il biglietto di viaggio ferroviario gratuito ottenuto l ’anno precedente
[Torino, poster. 20 febbraio 1862]
[...]
Il ministero dell'interno inviò la lettera di don Bosco a quello dei lavori pubblici, che rispose negativa-
mente, affermando che il decreto del 26 dicembre 1861 era riservato esclusivamente ai parlamentari
ed agli ufficiali, nei casi previsti dalla legge: ASC 126.2 Governo, M inistro d ell’interno, Ricasoli, ed.
in MB V II 107. Il mese seguente però, col nuovo ministero Rattazzi, don Bosco ricorse al direttore ge­
nerale delle ferrovie meridionali, Bona, che gli concesse quanto aveva chiesto.
548
Al giovane Guglielmo Canori
Biblioteca Apostolica Vaticana - Fondo Patetta
Orig. aut. 2 ff. 2 1 0 x l3 8 m m . timbro della biblioteca vaticana
Ined.
Suggerimenti per la scelta dello stato
Guglielmo car.mo,
*Torino, 22 febb[raio] [18]62
Ho ricevuto con piacere le tue lettere e ti ringrazio della buona memoria che
conservi di me. Aveva risposto alla tua prima che forse non ti è pervenuta. Ho
5 pregato per te ed ecco il consiglio che di qui posso darti: parla col confessore ed
avutone consenso da Lui esponi tutto al caro tuo genitore; e rimettiti a[i] suoi
suggerimenti. Ma per carità sii molto ubbidiente e rispettoso a questo buon padre
che so volerti tanto bene.
Procura pure con buone opere, dice S. Paolo, di accertarti della scelta del
io tuo stato.
Saluta caramente il buon papà; fagli coraggio. Auguro ogni bene a Giovanni­
no, alle tue sorelle, a D. Zaverio, alle cui preghiere di cuor mi raccomando.
Il Signore ci benedica tutti e tutti ci guidi per la strada del paradiso. Amen.
Tuo aff.mo amico
15
All’amatissimo giovane
Il Sig. Guglielmo Canori
Coronaro di S.S.
Via Condotti, 94 [Roma]
Sac. Bosco Gio.
8 bene add si
2 Guglielmo Canori era probabilmente figlio del negoziante di corone, Filippo Canori Focardi, da
don Bosco conosciuto in occasione del suo viaggio a Roma nel 1858.
11-12 Giovannino, sorelle, D. Zaverio: personaggi non meglio identificati.

50 Pages 491-500

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50.1 Page 491

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febbraio-marzo 1862 485
549
Ai principi Umberto ed Amedeo di Savoia
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del governatore dei principi in data 24 febbraio 1862:
ASC 126.2 Amedeo di Savoia, ed. in MB V II 98-99
Domanda di accettare la presidenza della lotteria
[Torino, anter. 24 febbraio 1862]
[•■•]
La domanda fu respinta, perché così pare volesse la prassi per dei principi ancora in età giovanile.
Umberto, principe del Piemonte, nato il 14 marzo 1844, non aveva ancora 18 anni, mentre Amedeo,
duca d ’Aosta, aveva un anno di meno, essendo nato il 30 maggio 1845. Il terzo fratello, Oddone, duca
del Monferrato, era nato l ’ i l luglio 1846. Gli altri tre maschi erano morti in tenerissima età.
550
Alla marchesa Nina Durazzo Pallavicini
Copia a stampa in E I 219
MB X IV 832
Comunica che i fratelli Tasso sono stati collocati presso un maestro in quanto troppo piccoli per
apprendere un mestiere all'Oratorio — complimenti ed auguri
"Torino, 2 marzo 1862
Benemerita Signora,
I giovanetti Tasso essendo troppo piccoli per la nostra casa li abbiamo per
ora collocati con un nostro onesto e religioso maestro in una casa qui vicino. In­
tanto si proverà la loro attitudine allo studio. Il primo chierico Bulchetti fa molto 5
bene. Ieri sostenne in Seminario l ’esame semestrale e ne riportò il voto optim e et
cu m laude che è uno de’ migliori voti e dimani lo scriverò al Vescovo a Vercelli.
II secondo è alquanto inferiore nello studio e nella pietà, ma poco per volta si
spera di condurlo a buon termine.
La ringrazio anche da parte dei nostri poveri giovani delle buone disposizioni 10
che mostra per la nostra Lotteria; preghiamo Dio che le doni largo compenso.
Nel corso della primavera spero di poter godere della carità e ospitalità che
Ella nella nota sua cortesia mi offre.
Il Signore doni a Lei e a tutta la venerata di Lei famiglia sanità, grazia e co­
raggio cattolico; aggiunga la carità di pregare per me e per tutti li miei giovanetti 15
mentre con pienezza di stima mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Figlia del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini (1800-1870) e di Eugenia Raggi, era nata il 31
gennaio 1829. Andò sposa a Marcello Durazzo, commendatore mauriziano, diventato Durazzo Palla-

50.2 Page 492

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486 marzo 1862
vicini per decreto reale del 20 agosto 1873. La marchesa morì il 14 giugno 1904: BS luglio 1904 p. 223.
3 Tasso: nominativo non segnalato nel registro Censimento di Valdocco.
5 Evidentemente si trattava di due fratelli originari della diocesi di Vercelli. La lettera al vescovo pe­
rò non è stata rintracciata.
551
A ll’arcivescovo di Pisa, cardinale Cosimo Corsi
Lettera non reperita, ma desunta da quella del prelato in data 12 marzo 1862: ASC 126.2 Corsi, ed. in
MB V II 87-88
Ringraziamento per il dono di una pianeta
[Torino, poster. 12 marzo 1862]
[...]
Nato il 10 giugno 1798 da famiglia nobile, Cosimo Corsi il 15 maggio 1821 venne consacrato sacerdote
dal futuro papa Leone XII. Nel 1818 fu nominato uditore della Sacra Rota, sette anni dopo segretario
della commissione dei sussidi, e nel 1828 decano della Sacra Rota. Mantenne questa carica fino alla
nomina cardinalizia del 1842. Sua sede episcopale fu Jesi, nelle Marche, fino al 1852, e poi Pisa dal
1853 fino alla morte avvenuta il 7 ottobre 1870. Il dono del card. Corsi era un gesto di riconoscenza
per 1’»indimenticabile» visita fatta a Valdocco nel 1860, allorché era stato «trasferito» a Torino dalle
pubbliche autorità. Durante il soggiorno coatto del Corsi a Torino, don Bosco si incontrò con lui in
più di un’occasione. Sul Corsi, si veda M. Del Corso, Un vescovo nella storia. Cosimo Corsi, Cardi­
nale di Pisa. La storia di un vescovo. Pisa, Pacini Editore, 1988.
552
Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
ASC 112 Lotterie (A 022) me. 406 C 12/D 1
Orig. allog. 1 f. di quaderno formato protocollo
sin. in alto
E I 220-221 MB V II 103-104
Domanda di autorizzazione per la lotteria
310 x 215 mm.
carta rigata bollo di c. 50 sulla
*Torino, 14 marzo 1862
Ill.mo Sig. Prefetto,
Nel vivo desiderio di accrescere il bene morale dei giovani poveri ed abban­
donati che sono esposti a tanti e gravi pericoli girovagando per le vie della città e
5 paesi, ho intrapreso varii lavori di costruzione indispensabili per tale scopo; ma
per effettuarli ho dovuto addossarmi tali spese che ora mi riesce impossibile po­
tervi far fronte senza ricorrere alla pubblica beneficenza il cui favore ho già più
volte in simili congiunture provato. A quest’oggetto ho invitato i sottonominati
benemeriti Signori, richiedendoli del loro consiglio ed opera loro,
io
Esaminarono essi i motivi delle spese che sono i seguenti:
1° Pagare un residuo di fr. 30.000 adoperati a far riattare un locale ove sono
in quest'anno ricoverati oltre a 200 giovani più degli anni precedenti.

50.3 Page 493

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marzo 1862 487
2° Pagare il fitto annuo arretrato della scuola ed Oratorio festivo in Vanchi-
glia che monta a fr. 650, più fr. 900 per fitto scaduto di due anni della scuola quo­
tidiana ed Oratorio festivo a Porta Nuova.
15
3° Ultimare alcuni lavori posti in costruzione nell’Oratorio di S. Francesco di
Sales in Valdocco ad uso di scuole diurne e serali, cui corre grave bisogno essen­
do quel circondario popolatissimo e vasto.
4° Dare pane ad un numero di circa 570 giovani poveri ed abbandonati i qua-
f.2r li nella casa annessa all’Oratorio |di S. Francesco di Sales sono ricoverati, prov- 20
veduti di vitto, vestito ed avviati ad una professione.
Questi Signori esaminata la necessità di tali spese e il bisogno di provvedere
alle medesime proposero unanimi di fare una lotteria d ’oggetti e si offrirono di
prestare l’opera loro.
Egli è per questo bisogno che io ricorro a V. S. 111.ma supplicandola di voler 25
approvare la Commissione di questa lotteria ne’ membri sottonominati con facol­
tà di pubblicare l’unito piano di regolamento:
1° Di potere smerciare biglietti 69.880 a centesimi 50 caduno che formano
fr. 34.939,60 corrispondenti al valore degli infradescritti oggetti.
2° Che ciascun biglietto sia segnato da un membro della Commissione e col 30
Bollo della medesima come fu già concesso coi decreti 7 marzo 1854 e precedenti
nelle anteriori lotterie approvate da questa benemerita Prefettura.
Persuaso che nella sua bontà e carità vorrà prendere in benigna considera­
zione l’umile mia dimanda l ’assicuro che ne serberò viva gratitudine mentre an­
che a nome dei giovani beneficati le auguro copiose benedizioni dal Cielo dicen- 35
domi con pienezza di stima e di riconoscenza
Sac. Bosco Gioanni
1 14 corr ex 17 14 650 corr ex 600
9 Signori: vedi lett. n. 542.
29 La cifra era la somma della stima degli oggetti artistici fatta dal professor Giovanni Volpato (lire
24.771) e degli altri «oggetti di commercio» presentata da Giuseppe Buzzetti (lire 10.168,60): cf. ASC
112 Lotterie, ed. in MB V II 103.
37 Alla lettera erano allegati il programma ed il piano della lotteria nonché l’elenco dei 383 oggetti
donati. Il 21 marzo venne emesso il decreto di autorizzazione (ASC 112 Lotterie, ed. in MB IV 1054-
105) e subito dopo si diede inizio all’esposizione.
553
Al ministro deH’interno Urbano Rattazzi
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 146
Orig. aut. 1 f. 310x206 mm. sul mrg. sup. varie segnalazioni protocollari
Ined.
Comunica che è disposto ad accettare il giovane raccomandatogli
Eccellenza,
*Torino, 21 marzo 1862
Con lettera del Ministero dell’Interno in data dell’8 marzo corrente div. 2a

50.4 Page 494

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488 marzo 1862
sez. l a N. 6914, mi si faceva speciale raccomandazione del giovanetto Boeris
5 Gioanni perché fosse accettato in questa casa.
Rispondo con piacere che egli è accettato; ho soltanto bisogno che il giovane
si presenti per intenderci del giorno dell’entrata e della professione da scegliersi.
Approfitto di questa occasione per esprimere il mio piacere che Ella sia alla
Presidenza dei Ministri. Ella ha sempre beneficato i nostri poveri giovani e ne spe­
lo ro la continuazione.
I ricoverati ascendono ora a cinquecento ottanta; le officine sono tutte qui
nella casa. Il Signore le doni sanità e grazia da vivere giorni felici e mi creda quale
colla più sentita gratitudine mi professo
Di V. E.
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Dal 3 marzo era presidente del consiglio, ministro degli affari esteri e reggente il portafoglio degli
interni, Urbano Rattazzi. Dal 31 marzo fu effettivo ministro dell'interno.
3 Lettera conservata in ASC 126.1 Governo, Ministro dell'interno, Ricasoli, ed. in MB V II 894.
4-5 Giovanni Boeris, applicato all’Ufficio della Gazzetta militare, con stipendio mensile di lire 60,
non era in grado di mantenere i quattro figli, una volta venuto meno l'apporto della moglie, sarta, che
era morta improvvisamente. Perciò si era rivolto al ministero perchè il figlio Giuseppe, di anni 12, fos­
se ricoverato a Valdocco. Il ministero, al solito, stanziò lire 150.
16 II 29 marzo il funzionario ministeriale comunicava di aver disposto il pagamento di 150 lire a fa­
vore deU'Oratorio: ASC 126.2 Governo, Ministro dell’interno, Rattazzi-
554
Alla marchesa M aria Fassati
ASC 131.22 Copie di originali (A 189 fase. 3 p. 10; correzioni di Berto; A 192 fase. 3 p. 50)
Copia semplice
E I 221 MB V II 67
Raccomanda una ragazza priva di mezzi di sussistenza, malata e non battezzata
111.ma Sig.ra Marchesa,
*Torino, 22 marzo 1862
Finora siamo in aspettativa. Da quanto panni non è un erpete ma sembra
piuttosto scabbia. Faccia dunque quanto può per questa povera ragazza. Se non
5 si può ricevere altrove la raccomanderemo al Cottolengo, e credo sarà ricevuta
con facilità. Oggi non potrei occuparmi di questo affare eppure di là attendono
con impazienza di essere esonerati da quel disturbo. Povera ragazza, almeno
avesse già ricevuto il battesimo!
II Signore doni buona giornata a Lei e a tutta la sua famiglia, e mi creda
10
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 Non si conosce il nome della ragazza.

50.5 Page 495

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555
Al cardinale Roberto Roberti
marzo 1862 489
Lettera non reperita, ma attestata da una nota autentica conservata in ASC 126.2 Pio IX (me. 1561 B 5)
A nome di tutta la comunità degli Oratori assicura preghiere per il Santo Padre — implora la benedi­
zione apostolica
[...]
[Torino, anter. 24 marzo 1862]
Nell’udienza del 24 marzo il cardinale (1788-1867) riferì il messaggio di don Bosco e dei suoi giovani al
papa, il quale concesse l'implorata benedizione.
556
A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF Carte Lim berti b. 3
Orig. aut. 2 ff. 227 x 178 mm. tagliato uno spicchio di carta dove c'era uno strappo
Torino 25 mar 62 Firenze 26 mar 62
Ined.
timbro:
Ringrazia per le offerte ricevute — si dichiara disposto ad accogliere giovani bisognosi nella sua casa
— comunica che i protestanti stanno prendendo di mira la Toscana
Eccellenza Reverendissima,
Torino, 25 marzo 1862
Ho ricevuto il vaglia postale per le Le tt[u re] c a tto lic h e ] e quello per le tre
copie della Storia d ’Italia, ch’Ella degnavasi indirizzarmi. La copia che Le spedi­
va tendeva ad umile regalo che Le voleva fare come segno della grande stima che 5
nutro per la sacra di Lei persona. Ella volle pagarla ed io accetto tutto come limo­
sina per questi poveri miei giovanetti. Deo gratias.
I protestanti hanno trasportato a Firenze una tipografia loro propria, che pri­
ma avevano qui a Torino. Loro scopo è di essere più nell’Italia centrale e così con
maggior comodità diffondere i loro perversi stampati. Ciò serva a Lei di norma, io
Qualora in questi assalti di codesta gente nemica Ella scorgesse qualche po­
vero ragazzo che corresse pericolo di cadere vittima dell’empietà, io l ’accetterei
in questa casa purché sia tra i dodici ed i diciotto [anni].
II Signore le doni sanità, grazia e coraggio, e si degni darmi la sua santa be­
nedizione mentre ho l ’onore di professarmi
15
Di V. E. R.d.ma
Obbl.mo servitore
f.2v A Sua Eccellenza Reverend.ma
Monsig. Arcivescovo della città
e diocesi di
Firenze
Sac. Bosco Gio.
20
5 post stima del stima

50.6 Page 496

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490 marzo-aprile 1862
10 Per limitarci ai settimanali, ricordiamo solo che a Firenze vennero stampati L 'e co della Verità dal
1863 al 1874, La Famiglia Cristiana dal 1875 al 1880, Il Cristiano Evangelico dal 1875 per un certo
tempo, L ’Italia Evangelica dal 1881 al 1907. Dal 1860 si era trasferita sulle rive dell’Arno anche la Fa­
coltà di teologia valdese.
557
Alla marchesa M aria Fassati
ASC 131.22 Copie di originali - correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 f. 3 pp. 50-51)
Copia semplice
E 1 221-222 MB V II 112
Richiesta urgentissima di una somma di denaro
Benemerita Sig.ra Marchesa,
Torino, 26 marzo 1862
Questa mattina mi trovo in un vero imbarazzo. Ho bisogno di pagare una
somma pel cui totale mi mancano quattrocento franchi, e non ne posso differire il
5 pagamento. Se mai Ella potesse dire una parola al sig. Marchese perché me li vo­
lesse o dare in limosina o semplicemente imprestarli farebbe una vera opera di
carità; in questo secondo caso potrei far fronte con proventi che spero di ottenere
dalla Lotteria.
Compatisca questo disturbo; il Signore non mancherà di dare largo compen-
10 so a Lei, al sig. Marchese e a tutta la famiglia. Con pienezza di gratitudine me le
professo rispettosamente
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
15 All’111.ma Signora
La Sig.ra Marchesa Fassati
Maria De Maistre
Torino
Sac. Bosco Gio.
3 Non si hanno particolari circa il pagamento in questione.
558
Al vicario capitolare di Vigevano Vincenzo Capelli
Seminario diocesano - Vigevano
Orig. aut. 2. ff. 227 x 178 mm.
62 9 S
Ined.
carta leggera
due timbri: Torino 1 apr 62 3 S
Vigevano 1 apr
Domanda di inserimento di un giovane ricoverato all’Oratorio nella lista dei chierici esenti dalla leva
militare
Torino, 1 aprile 1862
Ill.mo e Reverend.mo Monsig. Vicario,
Fra i giovani diocesani di Vigevano che attendono allo studio per abbracciare

50.7 Page 497

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aprile 1862 491
lo stato ecclesiastico avvi un certo Vecchio Pietro di Mede nato il 18 sett. 1842.
Esso percorre lodevolmente il corso di 3a gram[m]atica latina, di condotta
veramente esemplare; ma avendo cominciato soltanto l ’anno scorso a studiare il
latino si troverebbe compreso nella leva militare prima di avere terminate le classi
ginnasiali.
Per questo motivo a nome del medesimo giovane fo umile preghiera [:] 1° A
volerlo annoverare fra li cherici della Diocesi dalla divina provvidenza a Lei affi­ 10
data. 2° Di richiamarlo dalla Leva Militare quando avrà luogo la leva del 1842.
Ve ne sono anche parecchi altri che fanno i loro studi in questa casa col me­
desimo scopo di abbracciare lo stato ecclesiastico; ma essendo essi più giovani
possono percorrere regolarmente i loro studi senza pericolo di esserne interrotti
dalla leva.
15
È questa l’umile dimanda che io fo a benefizio d ’un medese; e persuaso di ot­
tenerne il favore, con pienezza di stima mi raccomando alla carità delle sue pre­
ghiere e mi professo
Di V. S. 111.ma e R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v A Monsig. Ill.mo e Reverend.mo
Monsig. Vicario Gen. Capitolare della diocesi di
Vigevano
14 esserne corr ex essere
16 benefizio corr ex bene
2 Mons. Vincenzo Capelli: nato a Vigevano nel 1823. Già parroco a Gropello Cairoli e canonico teo­
logo della cattedrale, alla morte di mons. Sforzani nel 1859 era stato eletto vicario capitolare. Rimase
in tale carica fino al 1871, quando fu eletto vescovo di Tortona. Morì nel 1890.
4 Pietro Vecchio di Mede: nel registro Censimento si trova invece il nome di un certo Giovanni Vec­
chio, nato a Mede nel 1842, ed entrato come studente all’Oratorio nel novembre 1860. Orfano, rimase
con don Bosco fino al 1868. Sacerdote dal 1869, fu sempre cappellano a Mede, dove morì nel 1913.
Nella lettera del 21 maggio don Bosco lo chiamerà col nome di Luigi. Nei registri del seminario, con­
servati in AAT, il nome risulta Pietro.
559
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. — sul f. 2v vari timbri fra cui: Torino 17 apr 62 3 S
Ined.
Casale 17 apr 62 10 S
Comunica la somma ereditata dalla compianta contessa Scotti — suffragi all’Oratorio per l ’anima
della defunta — soddisfazione per la scritta sulla lapide della tomba
"Torino, 16 aprile 1862
Benemerita Signora,
Sia fatta in ogni cosa la santa volontà di Dio. Il giorno che io ricevetti la vene­
rata di Lei lettera il R.d.mo sig. Vicario Generale mi faceva chiamare e da parte
della sig[ra] fu contessa Scotti largivami la limosina di fr. 500 a favore de’ poveri 5
giovani di questa casa.

50.8 Page 498

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492 aprile 1862
Noi avevamo già fatto in tutti i casi speciali preghiere appena giunse tra
noi la dolorosa notizia di questa nostra insigne benefattrice. Dopo questa ultima
largizione furono fatte altre preghiere e per la defunta e pel religioso e pio di Lei
10 marito. Ho fissato un giorno; si dissero più messe per una defunta; si recitarono
salmi e preghiere; ed ho offerto al Signore cinquecento comunioni fatte dai nostri
poveri giovani.
La ringrazio della lapide sepolcrale; sono veramente degni di una cristiana
veramente cattolica tutti i pensieri ivi contenuti. Dio mi ajuti a poterli conservare
15 anche nel mio cuore.
Il
Signore benedica Lei, signora contessa, |conservi in sanità il marito di Lei, f.iv
e spanda sopra tutta la rispettabile di Lei casa copiose grazie e benedizioni.
Raccomando me e li miei giovanetti alla carità delle sante sue preghiere men­
tre mi professo
20
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AlTIll.ma e Chiar.ma Signora
j,2v
La Sig. Contessa Cal[l]ori Sambuy
25 Casale
7 tutti i casi] tutte le case
4 lettera non conservata.
5 la contessa Maria Scotti, nata Balbo Bertone di Sambuy, moglie di Filippo Giovanni Gallarati Scot­
ti (1826-1899), era morta il 3 dicembre 1861, lasciando due figli: Carlotta e Vittorio: vedi lett. n. 546.
560
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 283
Orig. aut. 1 f. 310 x 205 mm. varie indicazioni di protocollo sul mrg. sup. e mrg. sin.
Ined.
Chiede che sul giornale ufficiale si dia notizia della lotteria che ha organizzato — auspica l’invio di
qualche oggetto da parte del ministero
'■'Torino, 17 aprile 1862
Ill.mo Signore,
I
bisogni in cui versano da qualche tempo questa casa e gli oratori maschili
di questa città mi hanno deliberato di ricorrere alla piccola e pubblica beneficen-
5 za con una lotteria di oggetti.
Ora ricorro a V. S. 111.ma con umile preghiera di venirmi in ajuto in due
modi.
1° Permettermi che se ne faccia cenno nel giornale ufficiale, e si potesse in­
serire se non per intero, almeno un sunto del programma e del piano di regola­
lo mento nel modo che a Lei sembrerà più opportuno.
2° Inviare qualche dono ovvero oggetto di qualunque genere a favore di que-

50.9 Page 499

▲torna in alto
aprile 1862 493
sta medesima Lotteria. Se mai Ella stimasse di dover far parola di ciò a sua E. il
benemerito Ministro deU’Interno credo ci sarà favorevole, come lo fu ogni volta
che abbiamo ricorso a questo mezzo di beneficenza.
Le unisco alcuni programmi affinché meglio possa conoscere l ’oggetto di cui 15
si tratta. Dio la conservi in sanità ed in grazia sua e pregandola a condonarmi il
disturbo che le cagiono con pienezza di stima reputo ad onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
20 Entrambe le richieste vennero accolte, come risulta da una nota a margine dello stesso documen­
to originale.
561
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1371 A 2
Copia a stampa 2 ff. 230 x 176 mm. tip. G.B. Paravia
Copia in ASC 112 Lotterie
E 1 222-223 MB V II 110-111
Comunica la necessità di sospendere l’esposizione dei numeri della lotteria
"Torino, [22] aprile 1862
Benemerito Signore,
Mi fo dovere di comunicare a V. S. benemerita che la pubblica esposizione
della Lotteria raccomandata alla carità di lei deve alquanto differirsi per la coinci­
denza di un’altra Lotteria di simil genere iniziata in questa città. Spero per altro 5
che tra breve se ne potrà fissare il giorno ed allora mi farò premura di rendernela
consapevole.
Intanto per guadagnar tempo nelle varie incumbenze che rimangono a com­
piersi la prego rispettosamente a voler fare pervenire al luogo destinato per
l ’esposizione quegli oggetti che V. S. od altre caritatevoli persone volessero dona- 10
re per questo bisogno.
Siccome poi un ragguardevole numero di oggetti descritti e stimati furono
presentati ed approvati dalla Prefettura generale di questa città, così comincio ad
inviarle biglietti N° ... a fine di recare qualche soccorso a questi Oratorj che versa­
no in vere strettezze. Non potendosi ancora fare la pubblica esposizione, noi pos- 15
siamo soltanto dare smercio ai biglietti privatamente.
A norma di ogni occorrenza le noto che dovendo fare spese per questa Lotte­
ria Ella può prelevarle sopra il provento che speriamo di ricavare dai biglietti del­
la medesima.
Voglia gradire che le auguri ogni bene dal cielo mentre con pienezza di stima 20
ho l’onore di professarmi
Di V. S. benemerita
Obbligatissimo servitore
Sac. Bosco Giovanni

50.10 Page 500

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494 aprile 1862
4-5 II 4 aprile 1862 la prefettura gli aveva comunicato che il ministero delle finanze aveva proibito
l'esposizione degli oggetti della lotteria fino a dopo il 18 giugno, data di estrazione di un’altra lotteria a
favore dei feriti nella guerra. Don Bosco continuò comunque lo smercio dei biglietti. Il vescovo di
Iglesias, ad es., rispose il 15 maggio che avrebbe provveduto a collocare i 125 biglietti inviatigli: ASC
126.2 M ontixi, ed. in MB V II 199. Il card. Vannicelli di Ferrara invece il 7 giugno restituiva tutti i 125
biglietti, ma offriva a titolo di sostegno lire 20: ASC 126.2 Vannicelli; il card. Marini di Roma inviò due
medaglie d ’argento, raffiguranti Pio IX, chiuse in un astuccio.
562
Al papa Pio IX
ASV Ep. Lat. Pos et Min, 98
Orig. aut. 2 ff. 230 x 180 mm.
Ined.
timbro ASV
Ringraziamento per il dono di due preziosi cammei offerti per la lotteria
'Torino, 30 aprile 1862
Beatissimo Padre,
S’immagini, Beatissimo Padre, quanto sia stata grande la consolazione mia e
di tutti i benefattori di questa casa all’arrivo de’ due preziosissimi Cammei che
5 nella sua grande degnazione inviava per dare movimento alla Lotteria pei nostri
poveri giovani!
Tutti unanimi prostrati le offriamo gli atti della più sentita nostra gratitudine
e rad[d]oppieremo gli sforzi delle deboli nostre preghiere per ottenere che V. S.
viva lunghi giorni nella benedizione del Signore e pel bene di Santa Madre
10 Chiesa.
Intanto appena giunse in Torino la notizia degli oggetti dalla munificienza
della carità della Santità V. inviati, subito cominciò e continua gran concorso de’
buoni cattolici per visitare ed ammirare nei doni inviati la maravigliosa di Lei
bontà.
15
Creda, Santo Padre, vi saranno città che daranno maggiori segni di attacca­
mento alla Sacra di Lei persona, ma sarà difficile il trovarne una che nella venera­
zione e nell’affetto al Vicario di G.C. possa superare la città di Torino. Questo re­
chi almeno un figliale conforto al paterno di Lei cuore in |compenso di tanti di- f.lv
sgusti che purtroppo altrimenti in tante guise riceve.
20
Umilmente prostrato ai piedi di V. S. co’ miei figliuoli imploro la santa bene­
fica sua benedizione reputando sempre il più bel giorno di mia vita quando in
pubblico ed in privato professarmi io possa
Di V. S.
Umilissimo, Obbligatissimo figliuolo
25
di Santa Chiesa
Sac. Bosco Gioanni
4 cammei: pietre preziose lavorate. Anche se non s'è trovata traccia, è evidente che don Bosco ave­
va fatto pervenire la circolare della lotteria anche al papa. Ne parlò L ’Armonia del 24 giugno, invitan­
do i lettori a porsi al lato di Pio IX nell’offrire doni per la lotteria.

51 Pages 501-510

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51.1 Page 501

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563
Al papa Pio IX
maggio 1862 495
Lettera non reperita, ma attestata dalla patente concessa il 3 maggio 1862: ASC 112 D ocum enti perso­
nali, Ecclesiastici (A 020)
Richiesta della facoltà di poter assolvere dai peccati riservati
[Torino, anter. 3 maggio 1862]
[...]
Il documento, con intestazione «Cagiano de Azevedo Penitenziere maggiore», risulta firmato da
L. Peirano.
564
Alle autorità comunali di Torino
ASCT Corrispondenza Polizia 1862 rep. 1378 cart. 100 fase. 1
Orig. allog. con firma aut. su carta bollata 2 ff. 307 x 212 mm.
Ined.
Richiesta di poter dare inizio ai lavori per la ristrutturazione di una tettoia
'Torino, 5 maggio 1862
Ill.mo Signore,
Il
Sacerdote Bosco Giovanni ha bisogno di demolire una vecchia e rovinosa
tettoia prospiciente la via detta della Giardiniera in Valdocco per poterla rifabbri­
care secondo un disegno che fra pochi giorni un perito dell’arte avrà ultimato e 5
presenterà a V. S. 111.ma. Ma poiché la stagione è propizia per simili lavori, ed il
bisogno è urgente umilmente chiede a V.S . 111.ma facoltà di principiare fin d ’ora
la demolizione di detta rovinosa tettoia promettendo di osservare quanto i regola­
menti e gli usi prescrivono in simili casi.
Che del favore
io
Sac. Bosco Gio.
11 Si veda l’analoga richiesta del mese successivo: lett. n. 575.
565
Al teologo Francesco Valinotti
Copia a stampa in E I 224-225
MB V II 153-154
Espone il suo disappunto nel venire a sapere che le Letture Cattoliche non sono considerate di sua
proprietà
Car.mo Sig. Teologo,
•Torino, 10 maggio 1862
Non può immaginarsi, sig. Teologo, quale dolorosa sensazione mi abbia ca-

51.2 Page 502

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496 maggio 1862
gionato la lettera che mi ha comunicato riguardante le Letture Cattoliche, sia per
5 la materia trattata, sia per la persona cui si riferiva. Più volte ieri mi provai per ri­
spondere, ma l ’agitazione me l ’ha sempre impedito. Questa mattina soltanto
dopo aver celebrato il Sacrificio della S. Messa e raccomandato ogni cosa al Si­
gnore, rispondo semplicemente narrando le cose nel reale loro aspetto.
Io non mi sono mai pensato che le Letture Cattoliche fossero proprietà al­
io trui. Io ho fatto il programma, ho cominciato la stampa, l ’ho sempre assistita,
corretta colla massima diligenza; ogni fascicolo fu da me composto o redatto a
stile e dicitura adattata. Io sono sempre stato responsabile di quanto si stampò.
Feci viaggi, scrissi e feci scrivere lettere per la propagazione delle medesime.
L ’opinione pubblica, il medesimo S. Padre in tre lettere indirizzatemi considera
15 me come autore delle Letture Cattoliche.
Arbitro sempre di quanto faceva, ho sempre lasciato ad altri, con mia dipen­
denza, che fu però trascurata, la sollecitudine materiale della spedizione e della
contabilità.
Vedendo ultimamente il continuo ritardo nella stampa, ho cominciato a fare
20 stampare qualche fascicolo alla tipografia Ferrando; né potendosi tuttavia ottene­
re regolarità nella stampa mi sono risolto a provvedere qui una tipografia. Ho fat­
to fare caratteri, carta, formati, ampiezza della macchina adattata alle stampe di
Paravia. La stampa è cominciata, ho la materia preparata per tutti i fascicoli di
quest'anno. Io dunque intendo di continuare la stampa in questa casa e così dar
25 lavoro ai nostri poveri giovani.
Ella stessa sig. Teologo, mel disse più volte con queste parole: — Faccia pre­
sto, Don Bosco, a mettere una tipografia, affinché ci togliamo dagli impicci della
stampa — .
Credo la lettera del sig. avv. Pinoli non sia stata di consenso con Monsignore,
30 imperocché esso mi disse più volte ad Ivrea ed anche a Torino queste formali pa­
role: — Da queste Letture non dobbiamo cercare alcun utile materiale; che se ci
verrà qualche vantaggio, sarà buono per l'Oratorio che si trova certamente di
averne bisogno — . Avrei certamente un bel vantaggio, se dopo aver faticato 10
anni per queste Letture senza un soldo di corrispettivo, potessi adesso nemmanco
35 aver quello di darle come lavoro ai miei giovanetti! Ma niuno mai mi contrastò la
padronanza di una cosa da me cominciata, continuata con tanta fatica e tanto di­
spendio.
Potrà dirsi: Ci sono debiti a pagare. Si paghino. Lavoro da 10 anni e non ho
cercato un soldo; nemmeno adesso li voglio, perocché il sordido interesse non mi
40 guiderà mai nelle cose che si riferiscono alla gloria di Dio.
Io
temo molto che il demonio metta la coda in quest’affare e che sotto
l’aspetto di materiali interessi, riesca a mettere scissura fra gli individui e fare, ciò
che lamentiamo in molti, danno a quel poco di bene, che tolto l ’impegno e l ’inte­
resse, si potrebbe promuovere a vantaggio delle anime.
45
Ho scritto colla mente molto agitata da quella benedetta lettera dell’aw. sig.
canonico Pinoli, onde se fosse occorsa qualche espressione che potesse sembrare
mordace, non è voluta; anzi posso assicurarlo che non ho scritto altro se non
quello che mi sembra di maggiore gloria di Dio e bene delle anime.

51.3 Page 503

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maggio 1862 497
Abbia la bontà, sig. Teologo, di dare comunicazione della presente al prelo­
dato sig. canonico Pinoli, e se crede bene allo stesso Mons. Moreno, che credo 50
comprenderanno ambidue di leggieri, spero, la ragionevolezza delle mie delibe­
razioni.
Ella poi voglia sempre annoverarmi tra quelli che l ’amano nel Signore, men­
tre con tutta stima e venerazione mi professo
Di V. S. car.ma
55
Dev.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3-8 In una lettera inedita di pochi giorni prima (24 aprile) da Torino, l'abate Tortone scrisse alla se­
greteria di Stato che «quando si trattò di stabilire in questa città la ben lodevole e proficua associazio­
ne delle così dette Letture Cattoliche [il Valinotti] prestò bensì l'opera sua la quale però si ridusse a
somministrare in sui primi mesi la materia per tre o quattro fascicoli, a correggere le bozze della
stampa, e ad assumersi gratuitamente la carica di segretario di detta associazione. In seguito poi do­
vendo spesso assentarsi da Torino o per affari particolari o per la predicazione della parola di Dio alla
quale attende con assiduità e profitto delle anime, conservò bensì come conserva tuttora il titolo di se­
gretario delle Letture Cattoliche, ma i doveri però ne sono affatti disimpegnati da un segretario seco­
lare». Pertanto, a giudizio del Tortone, il Valinotti conservava il titolo di segretario onorario, ma senza
aver più nulla a che vedere con la suddetta associazione: ASV Nunziatura di Torino, 175.
46 II can. aw . Angelo Pinoli (11 ottobre 1819 - 14 ottobre 1867), provicario generale, aveva scritto a
don Bosco rimproverandogli l'avvenuta operazione.
566
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta governativa in data 12 maggio 1862: ASC 126.2 Gover­
no, M inistro dell'interno, Rattazzi, ed. in MB V II 895
Accettazione di un giovane raccomandatogli
[Torino, poster. 12 maggio 1862]
[•••]
Si trattava del dodicenne Adriano Gola, nato ad Alessandria, per il quale il ministero avrebbe versato
150 lire: vedi pure promemoria alla lett. n. 625. Il ragazzo entrò come studente a Valdocco il 18 mag­
gio 1862 e vi rimase fino al 29 febbraio 1864. Don Bosco lo accettò ad alcune condizioni ma probabil­
mente la comunicazione non pervenne al funzionario di governo, che il 10 dicembre si meravigliò
come la madre tornasse a supplicare il ministero per non pagare la pensione: ASC 126.2 M inistro del­
l ’interno, Carlo Lu igi Farini.
567
Circolare a varie autorità civili e scolastiche di Torino
Non reperita ma documentata dalla risposta, conservata, del preside del liceo del Carmine in data 13
maggio 1862: ASC 126.2 B ianchi Nicomede, ed. in MB V II 177
Invito a presenziare alla commedia latina M inerval che sarebbe stata data all’Oratorio la sera del 13
maggio.
[Torino, anter. 13 maggio 1862]
[...]
32

51.4 Page 504

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498 maggio 1862
Il Bianchi giustificò la sua assenza col cattivo tempo. Figura di valore sul piano culturale, il Bianchi
(1818-1886) fu fra l'altro segretario generale del ministero della pubblica istruzione, sovraintendente
agli archivi del Piemonte e presidente della commissione d'inchiesta sulle biblioteche del regno. Ven­
ne anche nominato senatore.
568
Al vicario capitolare di Vigevano Vincenzo Capelli
Seminario diocesano - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 208 x 132 mm.
Ined.
f. 2 bianco
Domanda che il giovane Luigi Vecchio sia esentato dalla leva militare
*Torino, 2 1 maggio 1862
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Alcuni mesi [or] sono raccomandava alla nota bontà di V. S . 111.ma Rev.ma
un giovane Medese. Non sapendo se tale raccomandazione le sia pervenuta mi fo
5 animo di rinnovarla.
Il
giovane Vecchio Luigi delli furono Giuseppe ed Emilia di Mede avendo tar­
di potuto intraprendere gli studi si troverebbe compreso nella prossima leva Mili­
tare se non ne fosse altrimenti richiamato. Egli nacque 18 sett. 1842.
Egli percorre lodevolmente la terza gram[m]atica latina; colla esemplare
io condotta dà chiari segni di essere chiamato allo stato ecclesiastico, siccome desi­
dera ardentemente, e questo è pure il motivo per cui si appigliò agli studi.
Ora egli per mezzo mio si raccomanda rispettosamente, ma co’ più caldi af­
fetti del cuore, alla nota sua bontà, affinché si degni di richiamarlo dalla futura
leva militare. Altrimenti questo giovane, che lascia sperare tanto bene nella chie-
15 sa, dovrebbe indossare |le armi col massimo suo rincrescimento.
fjv
Qualora V. S. 111.ma stimasse di favorirlo e fosse già compiuto il numero le­
gale dei richiamandi, le suggerirei il Vicario Generale della Diocesi d'Asti, che è in
grado di poterci concedere questo favore.
In fine le fo umile preghiera a volermi fare scrivere una semplice sua parola
20 che mi accenni la presa deliberazione e ciò per mia norma e per tranquillità del
giovane che al presente vive angustiato.
Si degni di dare benigno compatimento al disturbo e gradisca gli umili atti
del mio ossequio con cui mi professo
Di V. S. 111.ma e Rev.ma
25
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
9 gramatica emend ex elementare
4 Vedi lett. n. 558.
17 Vicario generale era Antonio Vitaliano Sossi.

51.5 Page 505

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569
Alla contessa Carlotta Callori
maggio 1862 499
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 208 x 132 mm.
Ined.
timbri vari, fra cui: Torino 28 mag 62
A proposito di un giovane raccomandatogli, che crede sia meglio ricoverare al Cottolengo — ringra­
ziamento per la collaborazione data alla lotteria
•'Torino, 27 maggio [18]62
Benemerita Signora,
Il
giovane Gippa Michele che V. S. B. nella sua carità mi raccomanda non
può essere adattato in una casa di giovanetti vispi e vivaci come appunto sono i
nostri. Egli diventerebbe certamente oggetto di scherzo e dispiaceri. Sembrami di 5
potergli convenire l ’opera Cottolengo, se i parenti non vi opponessero difficoltà; e
in queste potrebbesi fare direttamente dimanda o almeno raccomandazione del
Sindaco e del paroco della parochia al Can.co Anglesio all’opera Cottolengo. Oc­
correndo che io possa dire o fare qualche cosa in proposito mi presterò ben vo­
lentieri a qualunque momento.
io
La ringrazio della sollecitudine che si dà pei biglietti della nostra Lotteria.
Spero che il nostro s e g r e ta r io (S. Francesco di Sales) noterà tutto e lo presente­
rà minutamente descritto al Signore affinché la ricambi col centuplo che egli dà
per ogni opera buona fatta a suo onore.
Dio spanda copiose benedizioni sopra di Lei e sopra tutta la venerata di Lei 15
famiglia, e mentre mi raccomando alla carità delle sue preghiere ho l ’onore di
proferirmi
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
All'111.ma Signora
La Sig.a Contessa Carlotta Callori
Casale Monferrato
8 post Cottolengo del stessa
3 Michele Gippa: forse era un ragazzo portatore di qualche handicap per il quale l ’ambiente giovani­
le di Valdocco non si presentava adeguato.
570
Circolare
ASC 110 Lemoyne, Docum enti XLI, 239 (A 090) me. 1174 D 7
Copia a stampa Torino, tip. dell’Oratorio di S. Francesco di Sales 2 ff.
E I 228 MB V II 205
Comunica la data d ’apertura dell’esposizione degli oggetti per la lotteria
230 x 170 mm.

51.6 Page 506

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500 giugno 1862
* [Torino], giugno 1862
Benemerito Signore,
Partecipo con piacere a V. S. benemerita che gli oggetti destinati per la lotte­
ria alla carità di Lei raccomandata, secondo la deliberazione presa dai benemeriti
signori della Commissione e secondo il decreto della Prefettura di questa città co­
minceranno ad esporsi pubblicamente il giorno 3 prossimo luglio.
Se in quel giorno Ella potesse onorarci della sua presenza ci farebbe un
vero favore e servirebbe a dare utile movimento all’opera che Ella prese a pro­
muovere.
La sala dell’esposizione rimane ogni giorno aperta al pubblico dalle ore 9 alle
12 del mattino, e dalle 4 e 1/2 alle 7 di sera.
Tanto il numero dei doni, quanto lo smercio dei biglietti sono molto soddisfa­
centi; ed Ella pure si unirà con noi a sperare bene quando ci abbia favoriti di una
sua visita personale.
Se mai tenesse ancora qualche dono destinato a questo scopo le fo umile pre­
ghiera di farlo pervenire a destinazione per collocarlo in ordine cogli altri per la
pubblica mostra.
Voglia gradire i sentimenti della mia viva gratitudine con cui reputo ad onore
di potermi professare
Di V. S. benemerita
Obbligatissimo servitore per la Commissione
Sac. Bosco Giovanni
1 Si noti che la circolare è datata giugno, prima ancora che il decreto prefettizio fosse firmato.
571
Circolare
ASC 110 Lemoyne, Docum enti X LI 235 me. 1174 D 5 (A 090)
Copia a stampa: «Lotteria, circolare a chiarimento di alcuni inconvenienti». Torino, tip. dell'Oratorio
2 ff. 256 x 170 mm.
E 1 226 MB V II 201-202
In merito ad alcuni equivoci sorti a proposito della lotteria
*[Torino, 5] giugno 1862
Benemerito Signore,
Per impedire alcuni equivoci che presso a taluno sono avvenuti intorno ai bi­
glietti rossi della Lotteria alla carità di lei raccomandata, stimo bene dare ai me­
desimi qualche spiegazione.
Essi adunque contengono ciascuno la venticinquina, cioè una serie equiva­
lente a 25 biglietti gialli, che a cent. 50 caduno fanno franchi 12,50 che è l ’am­
montare di ciascun biglietto di premio assicurato.
I ventiquattro primi numeri racchiusi nel biglietto rosso hanno l ’eventualità

51.7 Page 507

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giugno 1862 501
di guadagnare o no siccome tutti gli altri della Lotteria in generale; il venticinque- io
simo poi ovvero l’ultimo dei 25 ha il premio sicuro. Perciò dopo l ’estrazione
chiunque presenterà un biglietto rosso, gli sarà dato senz’altro un oggetto più o
meno prezioso secondo che sarà stato favorito dalla sorte.
In questa stessa occasione le partecipo che è in corso di stampa l’Elenco dei
promotori ed il catalogo degli oggetti della Lotteria, che spero poterle fra breve 15
mandare coll’indicazione del giorno dalla Commissione fissato per la pubblica
esposizione degli oggetti.
Con vera consolazione poi le noto che gli oggetti già pervenuti alla Lotteria
sono assai considerevoli e nel numero e nel pregio. La qual cosa ci fa sperare un
esito felice della nostra pia impresa.
20
In fine se mai V. S. od altri di sua attinenza avessero oggetti destinati per
quest’opera di carità, le farei umile preghiera di farli pervenire al luogo dell’espo­
sizione con quel mezzo che le tornerà di minore incommodo. In questo modo gli
oggetti possono a tempo essere descritti per le opportune incumbenze e debita­
mente collocati nel giorno della pubblica mostra.
25
Abbia la bontà di dare benigno compatimento a questo novello disturbo e vo­
glia gradire che le auguri ogni bene dal Cielo mentre colla più sentita gratitudine
ho l ’onore di professarmi
D. V. S. Illustrissima
•Obbligatissimo servitore
30
Sacerdote Bosco Giovanni
572
Al canonico Giovanni Finazzi
Biblioteca civica Angelo Mai - Bergamo - Carte Giovanni Finazzi
Orig. aut. 2 ff. 265 x 220 mm restaurato vari timbri: Gabiano 7 giù 62
ed altri illeggibili
Ined.
Bergamo 8 giù 62
Spiegazione delle voci sorte intorno ad una propria lettera privata in cui scriveva che il maggior male
al vescovo di Bergamo era fatto dal can. Finazzi
"Torino, 6 giugno 1862
Ill.mo e M.to R.do Signore,
La schiettezza, il modo cortese con cui è scritta la lettera di V. S. eccita an­
che me a rivelare senza ambagi di sorta quanto alla lettera che ho scritto a Berga­
mo intorno a Mons. Vescovo. Eccole adunque.
5
Un alto funzionario, che per convenienza credo meglio non nominare, ven-
nemi a parlare della causa di Monsignore di Bergamo. Dopo avermi accennati al­
cuni punti e documenti sopra cui si appoggiavano le imputazioni cade in queste
espressioni. Bisogna dirlo, quel buon vescovo è circondato da molti nemici, quelli
che gli fanno molto male sono il canonico Finazzi etc. (ne nominò alcuni altri) si 10
cerchi di parlare ad essi e specialmente si procuri di ammanzare il c. Finazzi. Al-

51.8 Page 508

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502 giugno 1862
lora io scrissi, secondo il consiglio; né più ricordo le precise parole ma credo che
siano queste: Fra le persone che cercano di fare del male al vescovo di Bergamo
mi dicono esservi il can.co Finazzi; gli si parli o gli si faccia parlare per amman-
15 zarlo. Tutto qui ho scritto.
Ora mi rincresce che il Sacerdote cui io aveva scritto con tutta confidenza,
abbia dato pubblicità a cose che dovevano tenersi segrete e servirsene unicamen­
te nel modo che potevano tornare a maggior gloria di Dio. Ho di nuovo interpel­
lato il medesimo funzionario, e mi ripetè le stesse cose.
20
Le cose stando così le dirò che disapprovo l'abuso di confidenza che fu causa
a Lei ed a me di dispiaceri. Mi guarderò bene per l’avvenire di ritornare sopra
materia che si tratta con iscopo di bene; ma che finisce con cattivo risultato a ca­
gione |di chi non ne seppe fare uso.
f.lv
Godo molto con lei che siccome scrive, non abbia né detta né fatta cosa con-
25 tro a Monsignore, anzi si sia adoperato per favorirlo in cose che al medesimo po­
tevano recare danno. Attribuisco a qualche invidioso che abbia scritto o introdot­
to fra i documenti cose che ella ignora. Ella poi potrebbe o passarci sopra con un
dignitoso silenzio oppure dichiarare su qualche giornale che Ella smentisce le
voci intorno alla parte che abbia presa contro il vescovo di Bergamo nelle attuali
30 vertenze. Io però non ne parlerei più né pubblicamente né privatamente.
Nel mio particolare poi se fu qualche cosa che le abbia recato dispiacere la
prego di darmi benigno compatimento, giacché fu oltre la mia volontà che fu
sempre di fare del bene a tutti quelli cui posso e del male a nissuno.
Le auguro ogni bene dal cielo e voglia gradire i sentimenti della più sincera
35 venerazione con cui mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All'Ill.mo e M.to R.do Signore
f.2v
40 II Sig. Can.co Finazzi Gioanni
Bergamo
2 Can. Giovanni Finazzi, nato a Bottanuco (Bergamo) il 20 novembre 1792, morto il 26 maggio 1877.
Sacerdote, teologo, entrò pure in qualche lista per le nomine episcopali.
5 Mons. Pier Luigi Speranza: nato a Piario (Bergamo) il 2 dicembre 1801 ed ordinato sacerdote il 18
giugno 1824, il 7 agosto 1853 fu nominato vescovo di Bergamo dall'imperatore d ’Austria. Fu consacra­
to a Roma l’8 gennaio 1854. Cf. Studia Patavina 1973, pp. 93-106 e Alle radici del clero bergamasco
1854-1879. Bergamo, Ediz. del seminario 1981, passim. Mons. Speranza per il suo intransigentismo da
tempo si trovava in urto colTautorità civile, locale e governativa. Nel giugno dell’anno precedente
aveva sciolto di autorità l’ Unione ecclesiastica di S. Bartolomeo, che a suo giudizio aveva un caratte­
re politico-nazionalista. I sacerdoti iscritti e non disposti alla ritrattazione erano stati sospesi. Alla ca­
pitale erano giunte voci e appelli, per cui don Bosco, avuta qualche informazione, aveva scritto una
lettera confidenziale ad un sacerdote, nella quale si diceva che il maggior male al vescovo di Bergamo
lo faceva il can. Finazzi. La lettera però divenne di dominio pubblico, ne parlò anche qualche giorna­
le, per cui il Finazzi il 1° giugno 1862 scrisse una dura lettera di lamentela a don Bosco, smentendo
qualsiasi suo malevolo rapporto orale o scritto sul vescovo sia al governo locale che a quello centrale.
16 Tede lettera non è stata reperita.

51.9 Page 509

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giugno 1862 503
573
Al vicario capitolare di Vigevano Vincenzo Capelli
Seminario diocesano - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 272 x213 mm.
Ined.
timbri: Gabiano 7 giù 62
Alessandria 8 giù 62
Sempre a proposito del chierico Vecchio e di altri aspiranti allo stato sacerdotale
•vTorino, 6 giugno [18]62
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Il
giovane Vecchio si unisce a me per offerire alla S. V. 111.ma i più sentiti atti
di gratitudine pel favore che Ella si dispone ad usargli richiamandolo dalla Leva
militare. Per norma di Lei dirò che egli veste l'abito chericale da un anno e mez- 5
zo, ma ciò soltanto abusivamente senza alcuna canonica delegazione.
Ora ella si degni di tenerlo presente pel noto richiamo; in quanto agli esami
farò come dice, cioè quando si presenteranno i cherici o meglio si presenteranno
i giovani di questa diocesi per subire l ’esame della vestizione chericale presenterò
anche il Vecchio, dopo ne darò ragguaglio a lei, siccome farò di ogni esame fin- io
ché ella non giudicasse di richiamarlo in seminario della rispettiva diocesi.
Dio le doni sanità e grazia; si degni pregare per codesti miei giovanetti e val­
gasi di me in tutto quello che la potrò servire che di tutto cuore mi offro
Di V. S. 111.ma e R.d.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
/.2v A Monsig. Ill.mo e Reverend.mo
Monsig. Can.co Capello
Vicario Gen. Cap. della città e diocesi di
Vigevano
20
3 Vedi lett. n. 568.
574
Al vicario capitolare di Torino Giuseppe Zappata
Lettera non pervenuta, ma attestata dalla risposta del vicario in data 12 giugno 1860: AAT Provvisioni
semplici, voi. II f. 62
Richiesta della facoltà per i giovani dell’Oratorio di intervenire come gruppo alla processione del
Corpus D om in i e dell'ottava della medesima festa
[Torino, anter. 12 giugno 1862]
L ’autorizzazione venne concessa.

51.10 Page 510

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504 giugno 1862
575
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
ASCT Corrispondenza, Polizia 1862 rep. 1378 cart. 100 fase. 1
Orig. allog. senza firma, 1 f. carta protocollo 310 x 215 mm.
Ined.
Chiede l’autorizzazione ad elevare e prolungare una tettoia
segni protocollari sul mrg. sup.
"Torino, 14 giugno 1862
Illustrissimo Signor Sindaco,
Il
Sacerdote Bosco desiderando di elevare e prolungare una tettoia esistente
in terreno di sua proprietà nella Regione Valdocco e confrontante colla strada vi-
5 cinale detta la Giardiniera, prega V. S. 111.ma onde voglia concedergli la facoltà
della elevazione e prolungamento della detta tettoia, che verrà così elevata verso
il detto vicolo di un piano e verso il cortile di due.
Il
corpo di fabbrica risultante dovendo servire ad uso di laboratorio e dormi­
torio per i giovani dell'Oratorio di S. Francesco di Sales diretto dal sottoscritto,
10 egli spera che V. S. sempre intenta al pubblico bene vorrà dare le provvidenze op­
portune, onde possa tosto ottenere la chiesta autorizzazione a norma dei disegni
qui uniti.
Che della grazia
Il ricorrente
15
[Sac. Bosco Gio.]
15 II 22 giugno le autorità municipali autorizzarono i lavori secondo i «presentati ed approvati
disegni» (che erano stati inviati in allegato alla domanda): ASC 38 Torino Oratorio (F 592, 595).
576
Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Prefetti, Pasolini (A 169)
Orig. allog. con firma aut. 1 f. semplice di carta bollata
tocollo sul mrg. sup. dove c'è uno strappo
E I 227 MB V II 202-203
me. 3 E 8/9
310 x 215 mm.
Richiesta di facoltà e favori per la lotteria in corso
varie indicazioni di pro­
•‘Torino, 17 giugno 1862
Illustrissimo Sig. Prefetto della Provincia di Torino,
La commissione instituita a promuovere la Lotteria iniziata a favore degli
Oratorii di S. Francesco di Sales in Valdocco, di S. Luigi a Porta Nuova, dell’An-
5 gelo Custode in Vanchiglia espone rispettosamente come pel prorogamento di
un’altra Lotteria dello stesso genere non potè avere luogo la progettata pubblica
esposizione. Ora essendo cessata la difficoltà che si opponeva, spera che V. S. II-
l.ma nella nota sua bontà vorrà concedere i seguenti favori:

52 Pages 511-520

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52.1 Page 511

▲torna in alto
giugno 1862 505
1° Che la pubblica esposizione possa cominciar il giorno 3 Luglio prossimo
1862 e duri due mesi;
10
2° Oltre all'emissione dei biglietti già presentati essendo stati offerti molti al­
tri doni che uniti agli antecedenti montano al n. di 1820 i quali secondo il prezzo
notato in margine dai periti formerebbero fr. 64.133,60 corrispondenti a biglietti
128.268, se ne domanda facoltà per lo smercio.
3° Per agevolare lo smercio dei biglietti dandosi l'undecimo gratuito, si 15
avrebbe la diminuzione del decimo sul prezzo degli oggetti, quindi a titolo di spe­
cial favore si suppliica di poter accrescere del 10% il valore dei doni che perciò in­
vece di fr. 64.133,60 sarebbe di lire 70.546 corrispondenti a biglietti 141.092. In
questo modo avrebbesi anche un compenso per le spese che occorrono per la
stampa e per l ’avviamento della lotteria.
20
4° Siccome nelle lotterie antecedenti (con decreto dell’Intend. Gen. delli 7
Marzo 1854) fu permessa la sostituzione del bollo della commissione a quello a
secco delle R. Finanze, così per agevolare le molte incombenze la commissione fa
umile preghiera per ottenere lo stesso favore.
La parte favorevole che V. S. Ill.ma ha sempre preso in tutte le cose che ri- 25
guardano al bene di questi poveri e pericolanti giovanetti, fa sperare alla commis­
sione che voglia coadjuvarla a condurre a felice risultato l ’opera di beneficenza
che a null’altro tende che a migliorare la parte più bisognosa e più essenziale del­
la umana società.
Colla più sentita gratitudine a nome di tutti i membri della Commissione 30
Il Sac. Bosco Gioanni
12 Allegato alla domanda c'era il secondo elenco dei premi, dal n. 384 al n. 1820 con la perizia degli
stessi estimatori precedenti, Volpato e Buzzetti, i quali valutarono i nuovi doni rispettivamente lire
5.625 e lire 23.569.
31 D 9 luglio il prefetto inviava a don Bosco il decreto di autorizzazione emanato il 2 luglio ed a sua
volta convalidato dal ministero delle finanze tre giorni dopo: ASC 126.2 Autorità, Prefetti, Pasolini,
112 Lotteria, ed. in MB V II 203-204.
577
Alla contessa Carolina Villamarina
Lettera non reperita, ma desunta da quella del 21 agosto 1862: vedi lett. n. 592
Richiesta di un appoggio per avere dei doni in omaggio per la lotteria da parte della principessa
Maria Pia
[Torino, anter. 21 giugno 1862]
[••.]
Carolina Villamarina del Campo, nata Castelnuovo di Torrazzo e delle Langhe nel 1812,, si era sposata
il 9 agosto 1833 con Bernardino Pes di Villamarina, conte del Campo. Ammessa a corte, svolgeva la
mansione di governatrice delle principesse reali. Morì il 6 luglio 1877.

52.2 Page 512

▲torna in alto
506 giugno 1862
578
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale in data 15 giugno 1862: ASC 126.2 Gover­
no, M inistro d ell’interno, Rattazzi, ed. in MB V II 895-896
A proposito di un giovane raccomandatogli
Torino, 23 giugno 1862
[...]
Il giovane era un certo Teodoro Fano, di sedici anni, raccomandato al ministero dal fratello Domeni­
co. La cifra stanziata era la solita, 150 lire: vedi promemoria allegato alla lett. n. 625. Il nome del Fano
non risulta dal registro Censimento.
579
Al re Vittorio Emanuele II
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del ministro della reai casa in data 15 ottobre 1862:
ASC 126.2 Vittorio Emanuele II, ed. in MB V II 215-216
Richiesta di alcuni oggetti-dono per la lotteria — invio di mille biglietti della medesima
[Torino, anter. 25 giugno 1862]
[...]
Il re acquistò tutti i 1000 biglietti: cf. lettera a firma del ministro della reai casa, Giovanni Nigra, in
data 15 ottobre 1862: ASC 126.2 Vittorio Emanuele II, ed. in MB V II 215-216.
580
Al principe Tommaso di Savoia
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta dell'intendente generale Marco Randone in data 25
giugno 1862: ASC 126.2 Tommaso di Savoia, ed. in MB V II 212-213
Richiesta di alcuni oggetti-dono per la lotteria
[Torino, anter. 25 giugno 1862]
[...]
Tommaso Alberto (figlio di Ferdinando) duca di Genova, nipote del re Vittorio Emanuele II, aveva
solo 8 anni, essendo nato il 6 febbraio 1854. Sette furono i premi mandati: un canestro di vimini, un
paio di vasi di cristallo, un calamaio, una statuetta di S. Vincenzo de' Paoli, un servizio tête-à-tête in
porcellana, un boite a timbre uso corame, un caché pot monté bronzé et doré, per un valore totale di
lire 583.

52.3 Page 513

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giugno-luglio 1862 507
581
Al principe Eugenio di Savoia
Lettera non reperita, ma attestata da quella di don Bosco del 20 agosto 1862: vedi lett. n. 590
Richiesta di alcuni oggetti-dono per la lotteria
[Torino, anter. 25 giugno 1862]
[...]
Eugenio di Carignano: nato a Parigi il 14 aprile 1816, fu spesso luogotenente del re in vari momenti
delle guerre di Indipendenza; morì il 15 dicembre 1888. La risposta del principe non ci è pervenuta,
ma dal catalogo sappiamo che diede in regalo 14 oggetti, per un valore di lire 1100.
582
Al ministero deH’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta governativa in data 30 giugno 1862: ASC 126.2 Gover­
no, M inistro dell'interno, Rattazzi, ed. in MB V II 896
A proposito di un fanciullo raccomandatogli
[Torino, poster. 30 giugno 1862]
[•••]
Il fanciullo di nove anni, un certo Michele Garassino, orfano, era stato a sua volta raccomandato al
ministero dal sindaco di S. Michele d'Asti. Il suo nome non risulta nel registro Censimento.
583
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministerale in data 8 luglio 1862: ASC 126.2 Governo,
M inistro dell'interno, Rattazzi, ed. in MB V II 896
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli
[Torino, poster. 8 luglio 1862]
[...]
Il fanciullo, Gesualdo Risoli, di anni otto, era figlio di una certa Concetta Galante di Napoli, ma domi­
ciliata in Torino. Non venne accettato immediatamente a motivo dell’età inferiore a quella richiesta
dal regolamento e anche per l'esile corporatura. Don Bosco si dichiarerà disponibile invece sei mesi
dopo: vedi lett. n. 625.

52.4 Page 514

▲torna in alto
508 luglio 1862
584
A ll’ingegnere Giovanni Delfino
ASC 38 Torino Oratorio (F 595)
Orig. allog. con correz. aut. di don Bosco firma allog. 2 ff. formato protocollo 310 x210 mm.
varie note archivistiche in alto si legge: Lettera relativa all’altro corpo dì casa (che non fu
comprato)
Ined.
Osservazioni circa l'eventuale acquisto di immobili degli eredi Filippi
"Torino, 15 luglio 1862
Ill.mo Signor Delfino Ingegnere,
In seguito al piano della casa e delle dimensioni de' terreni annessi alla casa
dei signori eredi Filippi che V. S. 111.ma mi trasmetteva [,] ho fatto le mie rifles-
5 sioni in quanto avrei potuto rispondere secondo le povere mie finanze e secondo
il valore dello stabile in discorso.
Trattata la cosa con tre periti dell’arte e che sembrano conoscitori del valore
della casa e de’ siti di questa nostra sezione di Valdocco siamo venuti alle seguen­
ti conclusioni:
io
1° Il sito attuale essendo già occupato in gran parte da fabbricati e tetto esi­
stenti diminuirebbe assai del suo prezzo non potendosi vendere separatamente.
Tutti e tre i periti dell’arte giudicarono assai forte il prezzo del sito a fi. 6 ogni me­
tro quadrato e dicono che in giornata il prezzo sarebbe assai sostenuto a 2,50 il
mq. (circa fr. 95 la tavola). Fu notato eziandio che la superficie pianimetrica pre-
15 sentata non sarebbe mq. 8.661,00 ma 7.198,00 colla differenza in meno di
1.463,00.
2° La casa perderebbe del suo valore qualora nella vicinanza legale sul sito
deH’Oratorio si elevasse un corpo di fabbrica.
3° Il corpo di fabbricato restando per mezzo tagliato dalla via che da Porta
20 Susa tende a questa casa ne toglie il pregio principale.
È vero che questo piano d ’ingrandimento non è ancora approvato fino a que­
sto punto; ma la discussione stando tuttora vertente, di più la via essendo già pra­
ticata ed approvata fino oltre al circolo di Valdocco ne viene la conseguenza che
da un giorno all'altro può essere approvato il progettato ingrandimento, e si può
25 anche dire approvato se non riguardo all’estensione, certamente riguardo alla di­
rezione.
4° Calcolarsi il ribasso delle rendite pubbliche per cui sebbene siano cari i fit­
ti, sono per altro rari i capitali, poco cercati gli stabili, quindi le case poste in ven­
dita a prezzi bassissimi.
30
5° Ciò posto senza accennare il valore particolare di ciascun lotto degli stabi­
li fu conchiuso in massima che dovendosi venire ad una vendita, la comune esti­
mazione si valuterebbe da novanta a cento mila franchi, non tenendo conto delle
vicende politiche e del pericolo che il nome di città capitale possa essere altrove
trasportato.
35
6° Tuttavia la convenienza dell’acquisto, il bisogno di togliere la servitù di al-

52.5 Page 515

▲torna in alto
luglio 1862 509
cune finestre pel bene della moralità dei govani mi dispongono a fare l ’offerta di
centosedicimila franchi.
7° La somma mentovata ridotta a capitale secondo le pubbliche rendite da­
rebbe un netto di oltre ottomila franchi.
8° Qualora ciò non sembrasse convenire ai signori eredi Filippi, io tratterei 40
volentieri per alcuni lotti parziali che sono limitrofi al sito attuale dell'Oratorio.
La prego, Sig.or Ingegnere, di voler comunicare quanto sopra ai sig. Eredi
Filippi e far loro gradire i sentimenti della mia sincera stima, mentre reputo ad
onor di potermi colla più viva gratitudine professare
Di V. S. Illustrissima
45
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Giovanni
12-16 Tutti... 1463,00 add m rg sin 14 post superfìcie del marcata 22 discussione... di più add
m rg stando tutto emend ex ne è di più emend ex altronde 27 quindi emend ex e 33 ¡1
corr ex , il 37 centosedicimila corr ex centoventimila 38-39 7. La... franchi add m rg sin ante
La del Dedotta post capitale del darebbe 39 ante oltre del f.
2 II Delfino, a nome dei sigg. Filippi, che si erano consultati col perito ingegner Petiti, rifiutò molte
delle affermazioni di don Bosco. Per cui questi passò la risposta del Delfino e la perizia del Petiti all'in-
gegner Antonio Spezia, il quale a sua volta espose la sua opinione su di esse il 24 luglio 1862: ASC 38
Torino Oratorio. Non essendosi poi trovato un accordo, il progetto rimase lettera morta.
585
Ai giovani delI’Oratorio
ASC 131.01 Lett. orig. Torino, Oratorio (A 174) me. 53 B 10 - 53 C 1
Orig. aut. 2 ff. 275 x 191 mm. in calce sul mrg. sin. don Bosco ha vergato il P.S.
E I 228-231 MB V II 225-227
Descrizione dell'avventuroso viaggio a Lanzo — morte di un giovane dell’Oratorio — richiami all’os­
servanza delle norme che regolano l ’andamento dell’Oratorio
*S. Ignazio presso Lanzo [torinese],
21 luglio 1862
Amatissimi figliuoli,
So che voi, figliuoli amatissimi, desiderate delle mie notizie, ed io stesso
avendo dovuto partire di casa senza potervi dare un comune addio, sento il biso- 5
gno di parlarvi almeno con questa lettera. Io parlerò colla sincerità di padre che
dice tutto il suo cuore ai teneri ed amati suoi figliuoli. C'è da ridere e da piangere.
La sera del 15 corrente luglio, poco bene in salute, recavami alla vettura per
alla volta di S. Ignazio. Fino a Caselle ho potuto godere il sole che mi dava bagni
a vapore gratis, essendo sull’imperiale ovvero sulla parte superiore della vettura. 10
Da Caselle poi a S. Morizio ho avuto per mia compagnia un vento prima fresco,
poi freddo, poi burrascoso, poi tuono, poi fulmini, quindi la pioggia. Da S. Mori-
zio a Ciriè la pioggia mista ad un p o’ di grandine fu soltanto per burla; ma da Ci-

52.6 Page 516

▲torna in alto
510 luglio 1862
riè a Lanzo, che è lo spazio di cinque miglia, fu un dirotto piovere, grandinare a
15 riprese, un tuonare, un vento freddissimo che impediva fino il respiro. I cavalli a
stento traevano a lento passo la vettura; io era tuttora sull’imperiale, ma tutt’altro
che da imperatore. Con me erano parecchi altri. Tenevansi aperti due ombrelli
(parapioggia), i quali riparavano coloro che li tenevano in mano, ma io che era
nel mezzo del sedile, non aveva altro beneficio se non quello di ricevere lo scolo o
20 meglio la scarica d’acqua da ambidue gli ombrelli sopra le spalle. Sicché io giunsi
a Lanzo senza un filo di abito asciutto, gelato pel freddo.
Voi, o cari giovani, avreste veduto D. Bosco discendere dalla vettura tutto in­
zuppato, simile a que’ grossi sorci (ratti) che |spesso vi accade di osservare uscire f.iv
dalla bealera dietro al cortile. Se ci fosse stato D. Francesia avrebbe avuto un bel
25 tema per fare alcune rime sopra di un bagnato.
Doveva giugnere in Lanzo alle sette e invece giunsi alle 8 ; pel che non po­
tendo continuare il cammino per S. Ignazio ho dimandato se nell’ufficio delle vet­
ture fessevi un buco per cangiarmi gli abiti. Fummi risposto esservi la sola came­
ra di ufficio. Allora diedi ordine di portarmi il sacco in parochia, e subito rivolsi il
30 passo colà. Giunsi io, ma il sacco non veniva; ma il paroco tutto bontà e generosi­
tà mi somministrò quanto occorreva e non avendo una talare a mio dosso, mi ve­
stì d ’un fraccone alla canonica a segno che sembrava un abate di professione.
Messomi così allo asciutto, ristoratomi con una minestra me ne andai tosto a
letto, di che sentivami grave bisogno. Tra il viaggio, la stanchezza, il mio tumore
35 al naso, il mal di capo, non ho potuto dormire, sebbene avessi buon letto, buona
camera e ben coperto.
Al mattino alle sette mi levai, e cercatomi un somarello, che tosto fu a' miei
cenni, indirizzai il mio cammino a S. Ignazio, ove giunsi dopo tre miglia di salita
per rapida montagna. Mercoledì, giovedì, venerdì fui molto male in salute; ma
40 verso la sera di questo giorno (venerdì) il mio tumore cominciò a suppurare e po­
tei già riposare un poco. Il sabato poi mi trovai molto meglio, e la Beata Vergine
mi aiutò in modo che la domenica mi trovai esser il D. Bosco di una volta, senza
incomodi essenziali.
Finora ho parlato di me; ora è bene che io parli di voi. Cominciamo da Casa-
45 legno. Casalegno Bernardo, nostro amato compagno dopo molti incomodi, dopo
aver ricevuto i santi |sacramenti in modo veramente esemplare, senza lasciarsi f.2r
far paura dalla morte, pieno di confidenza nella protezione della B. V. M. egli ces­
sava di vivere venerdì 18 corrente. Egli si preparava da molto tempo a questo pas­
so e la serenità del suo volto, il sorriso fatto negli estremi, la sua vita, la sua pre­
so parazione al paradiso ci fanno fondatamente sperare, che egli sia andato a trova­
re Savio Domenico in cielo.
Il
suo cadavere sabato era portato alla sepoltura. A Chieri si pregò per lui;
jeri voi faceste altrettanto alTOratorio; ed io dal primo giorno di questo mese ho
indirizzato tutto il bene che si faceva nella casa pel bisogno di questo nostro com-
55 pagno che il Signore voleva chiamare a sé. Requiescat in pace. Dio ci ajuti a fare
anche noi una buona morte.
Sono già andato più volte a visitare l ’Oratorio ed ho trovato un poco di bene
ed un poco di male. Ho veduto quattro lupi che correvano qua e là in mezzo ai

52.7 Page 517

▲torna in alto
luglio 1862 511
giovani; ed alcuni furono morsi dai loro denti; forse questi lupi rapaci non si tro­
veranno più tutti all'Oratorio, ma se ci sono ancora voglio strappar loro di dosso 60
la pelle di agnello di cui si vogliono vestire.
In un’altra visita ho veduto alcuni che al tempo della preghiera della sera sta­
vano chiacchierando sul terrazzo accanto al campanile; altri su per la scala picco­
la della casa nuova. Proverà ne snidò alcuni che erano al pian terreno, ma non
vide quelli che erano nei piani superiori.
65
Ho pure veduto alcuni uscire al mattino di domenica e perdere una parte
delle funzioni religiose; ma fui non poco sdegnato che taluno nel tempo delle fun­
zioni della sera siansi fuggiti per andare a nuotare. Poveri giovani! Quanto poco
pensano all'anima loro!
Ho pure veduto molti giovani che avevano un serpente che attortigliandosi 70
alla persona li andava a mordere nella gola. Alcuni di essi piangevano dicendo:
Iniqu e egimus. Altri ridevano cantando: Fecim us hoc, quid accidit nobis? Ma in-
f.2v tanto loro gonfiando la [gola] mancava quasi il respiro, j Quest’oggi poi veggo il
demonio che fa molta strage coll’ozio.
Coraggio, giovani miei, presto sarò con voi, e mi unirò con D. Alasonatti e 75
con tutti gli altri preti, cherici e perfin colla barba del Cavaliere per cacciare lupi,
serpenti, ozio dalla nostra casa. Vi dirò poi tutto.
Vorrei ancor dirvi molte cose, ma non ho più tempo. Ho ricevuto molte let­
tere de’ giovani, che mi hanno fatto veramente piacere, mi rincresce di non poter
loro rispondere a ciascuno. Li ringrazio tutti, e se mi rimane un bricciolo di tem- 80
po farò loro l ’analoga risposta.
Venerdì mattina (25) coll’ajuto del Signore spero di essere di nuovo con voi.
La grazia di Nostro S. G. C. sia sempre con noi, e la Santa Vergine ci conservi tut-
' ti suoi e sempre suoi. Amen.
Vostro aff.mo nel Signore
85
Sac. Bosco Gio.
[P.S.] D. Rua o D. Alasonatti la legga ai giovani dopo le Orazioni [della sera].
13 grandine emend ex teston ? 17 tenevansi co rr ex tenevo 24 D. add si 48 venerdì 18 cor­
rente add si 51 cielo emend ex paradiso 62 visita it et del 71 post andava del a p [rendere]
9 Caselle torinese: località di circa 5000 ab., a 14 km. a nord di Torino, dove attualmente è situato
l ’aeroporto della città. Vi aveva una villa il barone Bianco di Barbania.
11 S. Maurizio Canavese: paese di circa 3500 ab., a 19 km. da Torino ed a 3 da Ciriè.
13 Ciriè: località di 4500 ab., a 21 km. a nord di Torino.
14 Lanzo: località a 32 km. a nord ovest di Torino, m. 500 s.l.m., nella valle omonima. All’epoca ave­
va poco più di 2500 abitanti.
24 bealera: canale di irrigazione. Don Francesia, il primo salesiano laureato all’Oratorio, godeva
fama di notevoli capacità poetico-letterarie.
45 Bernardo Casalegno, di Giuseppe, nato a Chieri nel 1844, era entrato all’ Oratorio il 26 aprile 1859
come studente. Morì in famiglia il 18 luglio 1862.
76 Cavaliere era Federico Oreglia: vedi lett. n. 460.

52.8 Page 518

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512 luglio 1862
586
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC 131.01 Leti. orig. Oreglia (A 173)
Orig. aut. 1 f. 227 x 170 mm.
E I 231-232 MB V II 227-228
Comunicazioni varie
me. 38 E 4
*Lanzo [torinese], 21 luglio [18]62
Car.mo Sig. Cav.,
Ho ricevuto le sue due lettere. Va bene. Cerchi danaro, smerci biglietti, rac­
colga oggetti, e questo va bene.
5
Ella poi si faccia coraggio ed un grande coraggio. R um ores fuge; altrimenti
ne rimane assordato.
Intanto Ella favorisca di dare delle mie notizie a Mad. Gastaldi ed a Mad.
Massarola salutandole e ringraziandole da parte mia di quanto fanno per la Lotte­
ria. Dica lo stesso al benemerito sig. Grosso. Un vale a Boggero, a Bonetti, a Cuf-
10 fia, ai due Parrucatti, a Durando, a Bongioanni M ag[giore], a Pelazza, a D. Fran-
cesia, i quali mi hanno scritto. Dica a D. Alasonatti che prepari danaro etc.
La passeggiata a Murialdo forse non sarà opportuna.
Se il Signore vorrà venerdì sarò con Lei all’Oratorio in buon essere di salute.
Vale in D om ino.
15
Aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
10 a Bongioanni Mag. add mrg a4 corr ex ai quali
7-8 Mad. Massarola: probabilmente una delle signore che accudivano ai giovani dell'Oratorio. Per la
lotteria aveva offerto 18 doni per un valore complessivo di lire 159.
9 Grosso: altro lavoratore dell'Oratorio, non meglio identificato.
9-10 Francesco Cuffia: nato a Cuceglio (Torino) il 2 giugno 1846, entrò all'Oratorio il 30 ottobre
1861. Fattosi sacerdote salesiano, lasciò la congregazione nel 1873.
10 Parrucatti: vedi lett. n. 510. Andrea Pelazza: nato a Carmagnola il 5 settembre 1843, entrò all’Ora-
torio il 5 settembre 1862. Morì al paese il 25 settembre 1909.
587
Circolare a vari ministeri
ASC 131.01 Lett. orig. Governo (A 171) me. 25 E 6
Min. aut. senza firma la firma sarà invece del sindaco Luserna di Rorà 1 f. 206 x 152 mm.
carta molto consunta marg. inf. slabbrato il v riporta il testo di altra lettera allografa ma corretta
da don Bosco («La Commissione...» vedi in nota) con cui si invitano i destinatari a visitare l’esposizio­
ne dei doni
MB V II 210
Chiede doni per la lotteria ed invia biglietti da smerciare

52.9 Page 519

▲torna in alto
agosto 1862 513
[Torino, 1 agosto 1862]
Eccellenza,
La parte che l ’eccellenza vostra suole prendere nelle opere di pubblica bene­
ficenza e specialmente in quelle che tendono a sollevare la classe più bisognosa
del popolo, mi danno animo a fare eziandio ricorso per invitarla a dare mano a 5
compierne una, che, come può vedere dall’unito programma, ha il nobile scopo
di toglier dalla via del disordine i più pericolanti giovanetti di codesta nostra capi­
tale per avviarli al lavoro ed alla moralità.
Pertanto in qualità di presidente ed a nome della commissione fo umile ma
saldo invito all’E. V. a voler largire qualche dipinto o qualsiasi altro dono che nel- io
la conosciuta di Lei filantropia sembrasse beneviso.
So che codesto Ministero venne già più volte in soccorso di quest'opera e la
favorì ogni volta si porgeva opportuna occasione. La casa Reale, S. A. il principe
Eugenio, il principe Tommaso ci hanno già preso parte generosamente.
Pieno di fiducia che Ella sia pure per annuire a questo invito le mando bi- 15
ghetti N. ... facendole preghiera di volerli ritenere distribuendoli nelle varie divi­
sioni di codesto Ministero.
Pieno di fiducia e colla più sentita gratitudine reputo alto onore di potermi
professare
D. V. E.
20
Obbl.mo servitore
4 in emend si ex di 5 ante danno del animo ante dare del voler 6-7 ha... di emend si ex
tende a 9 della corr ex di tutta la fo corr ex faccio 10 largire emend si ex mandare 12-
13 So... occasione add m rg in f 13 post casa del 15 Pieno di fiducia emend ex in vista di tali fa­
vori
che Ella... invito add m rg
16 facendole... volerli corr ex persuaso che li voglia
2 Nei giorni precedenti vennero inviate altre circolari firmate dal segretario della commissione, Ore-
glia di S. Stefano. Se ne conservano tre. La prima, senza data, sul verso della lettera su esposta, è re­
datta da Oreglia con correzioni di don Bosco: «La Commissione della lotteria ...». La seconda, a stam­
pa, è datata 28 luglio 1862: «Per parte della Commissione ...». La terza, pure a stampa, è priva di data:
«La Commissione stabilita ...».
21 Tale circolare invero venne firmata dal presidente della lotteria e sindaco di Torino, Emanuele
Lusema di Rorà. Le risposte furono positive. Il ministero dei lavori pubblici il 18 settembre acquistò
100 biglietti (per complessive lire 50) restituendo gli altri 200: ASC 126.2 Governo, M inistro dei Lavori
Pubblici, Depretis, ed. in MB V II 210. L ’ 11 agosto fu la volta del ministero della pubblica istruzione
che acquistò 20 biglietti, restituendo gli altri 130: ASC 126.2 Governo, M inistro della Pubblica Istru­
zione, Matteucci, ed. in MB V II 211. Un ugual numero ne ritenne il ministero della marina il 12 ago­
sto: ASC 126.2 Governo, M inistro della Marina, Carlo Pellion di Persano, ed. in MB V II 211. Genero­
sissimo fu il ministero dell’interno che il 21 agosto acquistò ben 600 biglietti: ASC 126.2 Governo, M i­
nistro dell'interno, Rattazzi, ed. in MB V II 210. Il ministero delle finanze l ’ i l agosto con lettera a fir­
ma del titolare Quintino Sella tenne 100 biglietti e ne restituì 200: ASC 126.2 Governo, M inistro delle
Finanze, Sella, ed. in MB V II 210.
33

52.10 Page 520

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514 agosto 1862
588
Alla marchesina Azelia Fassati
ASC 131.22 Copie di originali - correzioni di Berto (A 192 fase. 2 p. 37)
Copia semplice
E I 232 MB V II 246
Annuncia il prossimo arrivo per la predicazione in onore della Madonna — chiede alcune informazio­
ni — lascia un pensiero spirituale
Dilettissima in Gesù e Maria,
*Torino, 15 agosto 1862
È inteso col can.co Galletti che andiamo a Montemagno in onor di Maria.
Abbiamo soltanto bisogno di sapere:
1° Quando si comincerà e quante prediche.
2° Se l'uso è di predicare italiano o piemontese.
La ringrazio molto delle belle notizie che mi dà, rincresce che io non possa
scrivere molto. Le raccomando soltanto di essere la consolazione di Papà e di Ma-
man, e l ’esempio di Emanuele con una condotta veramentre cristiana. Il nemico
delle anime vorrà anche metterla alla prova; non tema, ubbidisca, speri in Gesù
Sacramentato ed in Maria Immacolata.
La benedizione del Signore sia sopra di Lei, sopra Papà e Maman e sopra il
mio amicone Emanuele. Preghino anche per me, che di tutti mi professo
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Eugenio Galletti (1816-1879): uno dei primi collaboratori di don Bosco. Nato a Torino il 15 marzo
1816, era stato l’immediato successore del Cottolengo nel canonicato e del Cafasso nella direzione del
Convitto. Canonico della SS. Trinità e vicecurato della parrocchia del Corpus Dom ini, prestò la sua
opera nella Piccola casa della Divina Provvidenza. Divenne vescovo di Alba (1867) su proposta di don
Bosco stesso: suo necrologio in BS novembre 1879, pp. 4-6. Di lui esiste pure una biografia curata da
F. G. A l l a s ia .
Andiamo: forma dialettale (ndoma) italianizzata, al posto di «veniamo».
Montemagno: località di circa 3000 ab., a 17 km. nord est di Asti, luogo di villeggiatura della famiglia
Fassati.
5-6 Si trattava della predicazione per la festa della natività di Maria dell’8 settembre.
589
Al marchese Giovanni Patrizi
Copia a stampa in E I 232-233
Orig. aut. 2 ff. presso sig. Renato Saggiori - Ginevra
MB X V II 881-882
Domanda un’udienza presso il card. Vicario per il sac. Taramelli — comunicazioni varie
D. Giovanni car.mo nel Signore,
*Torino, 18 agosto 1862
Il sac. Taramelli Onorio va a Roma per aggiustare i suoi affari di Ministero

53 Pages 521-530

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53.1 Page 521

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agosto 1862 515
sacerdotale. Se Ella può procurargli un momento di udienza da S. E. il Card. Vi­
cario, farebbe un favore anche a me. Esso ebbe la disgrazia di cadere nell'eresia 5
protestante ed ora la ha abbandonata e vuole vivere e morire da buon sacerdote.
10 lo raccomando alla cortesia dei suoi buoni uffizi.
Con esso si reca pure a Roma il sig. dottore in legge Barlani-Dini Giuseppe
per assestare alcuni suoi affari di contabilità che tiene col sig. di Lei segretario.
Esso è persona di sani principi, fermo cattolico.
10
Le nostre conferenze annesse continuano allegramente in mezzo alle difficol­
tà. I frutti sono assai soddisfacenti. La conferenza di Roma continua ancora?
Gli oratorii poi fioriscono nel numero e ne’ buoni risultati. In questa casa
passano il numero di 600. Quante volte parliamo di Lei e chiedo che la Divina
Provvidenza faccia che un giorno o l ’altro possiamo avere la bella consolazione di 15
averla per edificarci con le sue parole e co' suoi tratti di carità!
Il conte Cays, il conte Collegno, il marchese Fassati, il conte Giriodi presiden­
te della conferenza di Torino le offrono i loro saluti.
Io mi unisco con tutti quelli che ho detto per augurarle dal Cielo sanità, gra­
zia e coraggio, e raccomandarci tutti alla carità delle divote di Lei preghiere, 20
mentre con vera gratitudine reputo al più grande piacere di potermi professare
Di V. S. nel Signore
Obbl.mo aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Don Andrea Taramelli: sacerdote che si era aggregato alla chiesa valdese e che poi aveva ritrattato
la sua adesione con un documento di abiura in data 22 maggio 1862: ASC 127 Taramelli, ed. in MB
VII 177-178.
8 Giuseppe Barlani-Dini: era stato presente e testimone all'atto di abiura del Taramelli.
11 conferenze annesse: vedi lett. n. 358.
17 conte Alessandro Provana di Collegno: vedi lett. n. 399; conte Carlo Giriodi: nato a Torino il 31 di­
cembre 1805, divenne consigliere d'appello. Venne dimesso d’autorità dal guardasigilli Giuseppe Sic-
cardi nel 1850 per essersi rifiutato di partecipare alla sezione d’accusa nella causa di reato di stampa
nei confronti di mons. Fransoni. Cooperatore salesiano, morì a Torino nel 1878: cf. BS gennaio 1878
p. 16.
590
Al principe Eugenio di Savoia
ASC 131.01 Lett. orig. Eugenio di Savoia (A 171) me. 20 E 1
Min. aut. 1 f. 310 x 210 mm. il testo scritto occupa la metà sup. del f., sormontata dal nome del
destinatario apposto sulla sin.
E I 233-234 MB V II 213
Raccomanda un pacco di biglietti della lotteria rimasti da smerciare
Altezza,
*Torino, 20 agosto 1862
La Lotteria che Vostra Altezza nella sua grande munificenza favorì di tanti
preziosi doni si trova al suo termine col più soddisfacente risultato. Ma ci rimane

53.2 Page 522

▲torna in alto
516 agosto 1862
ancora una notevole quantità di biglietti a smerciare.
Io
mi fo animo di raccomandare un pacco di sessanta decine alla tante volte
esperimentata carità di V. A. con preghiera di volerli ritenere a favore di questi
poveri giovanetti che Ella ha già in tante guise beneficati.
Nella stessa occasione le offro i sentimenti della più viva gratitudine da parte
mia e da parte dei poveri giovani beneficati, assicurandola che non saremo già
per dimenticare i benefizi ricevuti ed ogni giorno invocheremo sopra di Lei copio­
se benedizioni dal Cielo.
Permetta in fine che io abbia l’alto onore di potermi professare con pienezza
di riconoscenza
Di Vostra Altezza
„ ,,
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Vostra Altezza co rr ex V.A.
nella... munificenza add si
6 sessanta emend si ex cinquanta
7 di questi emend si ex dei nostri 9 Nella stessa emend si ex In questa medesima 10-11 non...
ed add m rg 11 post invocheremo del dal cielo
2-3 Vedi lett. n. 581.
17 La risposta verrà data dal cav. Campora: vedi lett. seg.
591
A ll’intendente di casa del principe Eugenio di Savoia, cav. Carlo Campora
ASC 131.01 Lett. orig. Eugenio di Savoia (A 171) me. 20 E 1/2
Min. aut. 1 f. 310x210 mm. il nome del destinatario è scritto sul marg. sin. del f.
occupa la metà inf. del f. 1 e la metà sup. del f. 2
E I 234 MB V II 213
Lettera di accompagnamento di quella prec.
la scrittura
[Eccellenza,]
*Torino, 21 agosto 1862
La bontà, con cui ha già favorita la nostra Lotteria mercé i preziosi doni che
S. A. a di Lei intercessione ci inviava, mi fa animo a raccomandarmi per la conti­
nuazione de’ suoi buoni uffizi presso Sua Altezza medesima affinché si degni di
accogliere i biglietti ivi uniti.
I
Reali Principi ne mandarono a prendere cento decine, io ne acchiudo qui
sessanta. Chi sa che una buona inspirazione di Sua Altezza, congiunta ad una
buona parola di V. S. 111.ma non faccia che siano ritenuti?
Con questa fiducia auguro ogni bene dal cielo a Lei e a Sua Altezza, mentre
con pienezza di stima e di gratitudine mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 post Lotteria del prò
che add si
5 Sua emend ex la sua
post si del g
6 accogliere
emend ex gradire
7 cento decine emend si ex mille
8 sessanta emend si ex 600
10 ante
auguro del Le

53.3 Page 523

▲torna in alto
agosto 1862 517
2 Vedi lett. n. 581. I due principi Tommaso ed Eugenio, delle 60 decine mandate loro da don Bosco,
ne acquistarono soltanto 12, chiedendo altresì i 12 biglietti gratis: ASC 126.2 Eugenio di Savoia, ed. in
MB V II 214.
592
Alla principessa M aria Pia
ASC 131.01 Lett. orig. Eugenio di Savoia (A 171) me. 20 E 2/3
Min. aut. 1 f. 310x210m m . il nome della principessa è scritto sul marg. sin. a metà f.
nella stessa metà inf. del f. 1 e nella metà sup. del f. 2
E I 234-235 MB V II 214
Auguri per le nozze — invio di sessanta decine di biglietti della lotteria
il testo
*Torino, 21 agosto 1862
Altezza Reale,
Nella comune esultanza per le feste nuziali che meritamente si stanno prepa­
rando a V. A. R. mi fo animo di raccomandarle un'opera di beneficenza sostenuta
dalla carità dell’augusto di Lei genitore, dalla sempre compianta di Lei genetrice 5
e dalla munificenza di Vostra Altezza medesima.
Sono sessanta decine di biglietti che umilmente raccomando alla esperimen-
tata di Lei carità, facendole umile preghiera di volerli ritenere a favore di questi
poveri giovani che oltre la più sentita gratitudine invocheranno ogni giorno sopra
di Lei e sopra l ’augusto di Lei sposo copiose benedizioni dal cielo.
io
Dio la benedica e la colmi di sue grazie; e permetta che anche a nome de’
giovani già più volte beneficati abbia l ’alto onore di potermi professare colla mas­
sima venerazione
Di V. A. R.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gioanni
3 meritamente add si 5 ante dalla del e 6 Vostra corr ex Vo 8, facendole ... volerli emend
si ex ; spero che le vorrà 9 post che del mi ogni giorno emend si ex sempre 10 1’ emend ex
il
11 post colmi del mi ante e del compatisca a
permetta] permette
2 II 4 agosto si era concluso ufficialmente l’accordo per il matrimonio fra la principessa Maria Pia
(16 ottobre 1847 - 5 luglio 1911) ed il re di Portogallo, Luigi I di Braganza. Il matrimonio venne cele­
brato per procura il 27 settembre 1862 e personalmente il 6 ottobre successivo.
16 La principessa non acquistò alcun biglietto: vedi lett. seg.
593
Alla contessa Carolina Villamarina
ASC 131.01 Lett. orig. Eugenio di Savoia (A 171) me. 20 E 3
Min. aut. 2 ff. 310 x 210 mm. il nome della corrispondente è scritto sul mrg. sin. del f., il testo
nella metà inf.
E I 235 MB V II 215
Lettera d ’accompagnamento di quella prec.

53.4 Page 524

▲torna in alto
518 agosto 1862
""Torino, 21 agosto 1862
Eccellenza,
La bontà con cui V. E. promosse più volte il bene di questi nostri poveri gio­
vani mi fa sperare la continuazione de’ suoi favori anche nel presente bisogno.
5
La prego pertanto di voler dire una parola in nostro favore a S. A. R. la prin­
cipessa Pia affinché si degni di accogliere i biglietti di lotteria ivi acchiusi.
I Reali Principi ne mandarono a prendere cento decine; qui io ne ho acchiuso 60,
che raccomando alla efficace di Lei protezione e alla carità della Reale Prin­
cipessa.
10
Pieno di fiducia di essere favorito prego Iddio che conceda sanità e grazia a
Lei e a tutta la rispettabile di Lei famiglia mentre la prego di permettermi l'onore
di professarmi
Di V. E.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gioanni
0 A S. E. la contessa corr si ex Alla c
mrg
7 cento decine emend si ex mille
8 alla... protezione add
7 II numero dei biglietti inviati alla principessa corrisponde a quello inviato singolarmente ai due
principi.
15 La principessa non acquistò alcun biglietto «per non avere [...] fondi a ciò destinati»: cf. lettera
della contessa al cav. Oreglia in data 15 settembre 1862: ed. in MB V II 215.
594
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma attestata dal promemoria allegato alla lettera del 30 dicembre 1862: vedi lett.
n. 625
Accettazione di un giovane
[Torino, poster. 23 agosto 1862]
[••■]
Leopoldo Boggialla, nato a Parigi il 19 aprile 1848, fece il suo ingresso come studente a Valdocco il 25
agosto 1862; uscì nel dicembre dello stesso anno.
595
Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Prefetto, Pasolini (A 169) me. 3 E 10
Min. ms. di Federico Oreglia con correzioni aut. di don Bosco firmerà lo stesso Oreglia, segretario
della commissione 1 f. 256 x 198 mm. intest: V.G.V.M. e G. sul v si trova la bozza di lettera a
stampa indirizzata al sindaco da parte del presidente della Commissione per la lotteria, march. Ema­
nuele di Rorà in data... luglio 1862 [«Nella qualità di...»].
MB V II 253-254
Domanda un estimo degli oggetti della lotteria — chiede l’autorizzazione a tenerli esposti fino allo
smercio dei biglietti

53.5 Page 525

▲torna in alto
agosto 1862 519
[Torino, 26 agosto 1862]
Ill.mo Sig. Prefetto,
La benigna accoglienza fatta dal pubblico alla lotteria da V. S. 111.ma appro­
vata con decreto dei ... e il vistoso numero degli oggetti offerti a favore della me­
desima hanno messo la commissione in caso di dover novellamente ricorrere alla 5
esperimentata di Lei cortesia a fine di ottenere ulteriori favori:
1° Che venga approvato l’estimo degli oggetti compresi col N. ... sino al ...
inclusivo; sommanti al N. ... di ... oggetti di cui questi danno il complessivo va­
lore di ... come da perizia dei sig.ri estimatori in fine sottoscritti. Aggiungendovi il
decimo pel biglietto gratuito ad ogni decina siccome fu già concessa la somma di 10
... nel precedente decreto delli ... di questa Prefettura importerebbe un totale di
fr. ... equivalenti al N. ... di biglietti; di cui si prega a volermi autorizzare lo smer­
cio.
2° Che sia accordata facoltà di tener aperta la pubblica esposizione fino al
23 del p. settembre per aver campo a smerciare i biglietti di cui chiedesi l ’autoriz- 15
zazione.
Nella fiducia di essere esaudito la commissione porge i suoi più sentiti ringra­
ziamenti, mentre a nome della medesima mi professo
3 fatta emend ex con cui venne accolta alla c o n ex la 4 ... 2 luglio anno corrente om 4-5 e
il vistoso... novellamente emend m rg in f ex è causa che debbasi oggi 6 di Lei emend ex sua a
fine di emend si ex onde
ulteriori favori emend ex l’approvazione delle qui espresse domande
7 l ’estimo degli emend ex il prezzo emend ex il nuovo catalogo di compresi dal emend ex che si
presenta, avente principio col
... 1821 om
... 2835 om
ante sommanti del quali oggetti
8 ... 1014 om questi add si lOm 28.014 om sottoscritti emend ex signati 9-10 il decimo...
concesso emend ex la somma di L.... che sarebbe il decimo d’aumento come si ottenne
10 deci­
na... concessa add si la somma... precedente emend si ex che sarebbe il decimo d'aumento come
si ottenne nell’ 11 totale di emend ex complessivo 12 di cui emend si ex che a volermi auto­
rizzare corr si ex V.S. 111.ma ad autorizzarne 14 post che del trovandosi 14-15 tener... settem­
bre emend si ex ritardare l ’estrazione di questa lotteria altri giorni [c o rr ex molti giorni emend ex la
prima epoca stabilita]
15 ante per del e ivi
post l’autorizzazione del il che altrimenti riu­
scirebbe impossibile essendo [ corr ex stante per essere] ... ora fissata l ’estrazione pel tre di settembre
si chiederebbe quindi il prolungo [ emend ex la d...] sino al 23 dello stesso mese di settembre
17-
18 di essere... professo emend si ex che l’esperimentata bontà di V.S. 111.ma... questa volta possa es­
sermi favorevole nel concedermi la qui espressa domanda mi
7-13 L'estimo di oggetti di belle arti fatto dal prof. Volpato era stato di lire 2100; gli altri oggetti di
«chincaglierie e fantasia» il Buzzetti li aveva valutati lire 25.914: cf. ASC 112 Lotterie.
18 Con lettera del 25 settembre, a firma di Radicati, gli si trasmise il decreto con cui il 21 settembre
era stato concesso quanto da lui chiesto: ASC 126.2 Autorità, Prefetto, Radicati, ed. in MB VII
254-255.
596
Alla marchesa Maria Fassati
ASC 131.22 Copie di originali - correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 9 p. 170)
Copia semplice
E I 235-236
In merito alla promessa predicazione in onore di Maria SS.

53.6 Page 526

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520 agosto 1862
Benemerita Sig.ra Marchesa,
"Torino, 29 agosto 1862
Tutto come ha scritto. Abbia ancora la bontà di aggiugnere alcuni schiari­
menti:
5
Se partendo di qui alle 11 del 6 settembre giungeremo ancora a tempo per la
predica di quella sera.
Se per domenica e lunedì il prevosto stima a proposito che si facciano tre
prediche.
Se il prevosto ama meglio che si predichi italiano o piemontese; per noi è
10 cosa indifferente.
Il
sig. prevosto abbia la bontà d'intendersi con il sig. Vicario Gen. per le op­
portune facoltà essendo noi di diocesi diversa.
Il
medesimo Sig. prevosto pensi ai confessori, giacché in simili occasioni si
penuria sempre di tempo e di sacerdoti per ascoltare le confessioni.
15
La Santa Vergine Immacolata ci conservi tutti suoi, e la grazia di Nostro
S. G. C. discenda copiosa sopra di Lei, sopra il Sig. Marchese e sopra tutta la ve­
nerata di Lei famiglia mentre con la più viva gratitudine ho l ’onore di professarmi
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
A Sua Eccellenza
La Marchesa Maria Fassati dama di corte
Sua villeggiatura
Montemagno
3 Vedi lett. n. 588.
9 II prevosto era don Evasio Beccaris, nato nel 1807 e deceduto il 21 giugno 1863.
11 Vicario di Casale Monferrato era mons. Giuseppe Zmiglio, teologo, avvocato, prevosto della cat­
tedrale, nato nel 1812 e deceduto il 16 gennaio 1883. Fu vicario generale sia con mons. Luigi Nazari di
Calabiana che con mons. Pietro Maria Ferrè.
597
Al canonico Ludovico Colli Cantone
Lettera non reperita, ma attestata da quella datata 20 settembre 1862: vedi lett. n. 602
Richiesta di vitto ed alloggio per i suoi giovani in occasione di una passeggiata
[Torino, fine agosto 1862]
[...]
La lettera probabilmente non pervenne a destinazione, come si dirà in quella n. 602.

53.7 Page 527

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settembre 1862 521
598
Al segretario generale del ministero dell’interno, Silvio Spaventa
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 284
Orig. aut. 1 f. 275 x 210 mm. segni di protocollo sul mrg. sup.
Ined.
Accetta il giovane raccomandato anche se privo dell’età richiesta dal regolamento
Illustrissimo Sig. Commendatore,
T orin o, 4 settem bre] 1862
Sebbene il giovane Antonio Giaccio di Agnone non tocchi ancora l ’età pre­
scritta dal regolamento di questa casa, tuttavia per le speciali circostanze del biso­
gno e assai più per la persona che lo raccomanda si accetta definitivamente a 5
condizione che sia sano e disposto della persona.
Sempre contento di poterla compiacere ho l ’onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
io
Al Sig. Comm. Spaventa
Seg. Gen. del Min. dell’interno
Torino
2 Silvio Spaventa: nato nella provincia di Chieti nel 1822, si era dato agli studi giuridici e soprattutto
filosofici. Dopo un esilio di dieci anni tornò in Italia nel 1860. Deputato della destra nel primo parla­
mento italiano, diventò segretario degli interni durante il governo Farini-Minghetti (1862-1864). Come
tale, fu in relazione diretta con don Bosco per via dei ragazzi inviati alTOratorio dal ministero. Nel
1873 lo Spaventa assunse direttamente il portafoglio dei lavori pubblici, che tenne fino alla salita al po­
tere della Sinistra tre anni dopo. Ritornò comunque al parlamento nel 1877; la morte lo colse a Roma
nel 1893.
Come si è già accennato nell’introduzione al volume, anche se il diretto destinatario delle lettere di
don Bosco era solitamente il segretario del ministero e non il ministro in persona, nella nostra intesta­
zione — a meno che il nome del segretario appaia sulla lettera, come in questo caso — abbiamo indi­
cato il ministero, col nome del ministro entro le parentesi tonde.
3 II nome di Antonio Giaccio di Agnone non risulta dal registro Censimento, se non il 10 gennaio
1865: vedi lett. n. 703.
599
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità Sindaco (A 169) me. 5 E 1
Min. aut. 1 f. 253 x 195 mm.
Orig. allog. con firma allog in ASCT Istruzione e beneficenza, Corrispondenza rep. 67 cart. 7 fase. 14
f. 1 305 x211 mm. timbro in alto «Scuole - Beneficenza»
E I 276 MB V II 257
Invio di biglietti della lotteria
Ul.mo Sig. Sindaco,
*Torino, 5 settembre 1862
Ogni volta che in passato mi trovai in bisogno eccezionale e feci ricorso a co­

53.8 Page 528

▲torna in alto
522 settembre 1862
desto rispettabile Municipio ho sempre incontrato un valido appoggio.
5
Ora alcuni gravi bisogni avendomi consigliato di ricorrere alla pubblica bene­
ficenza col mezzo di una Lotteria d’oggetti, che già trovasi verso il suo termine, e
rimanendo ancora a smerciar parecchi biglietti, mi fo animo di raccomandarne
sessanta decine con preghiera di volerle ritenere a favore de’ poveri giovani che
frequentano gli Oratori, i quali formano l’oggetto di questa Lotteria.
10
Pieno di fiducia nel favore, auguro a Lei ed a tutti i signori del Municipio
ogni bene dal cielo mentre colla più sentita gratitudine mi professo
Di V. S. Illustrissima
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 post in del qualche eccezionale it et del 5 avendomi consigliato corr si ex mi consigliarono
6 ante e del ...
7 biglietti add si
10 nel favore add si
7-8 I biglietti inviati erano 60 decine, ma tutti furono respinti dalla giunta municipale il 9 settembre,
colla motivazione che, a seguito dell'eccessivo numero di lotterie che venivano poste in atto, si era de­
liberato di non acquistare mai biglietti delle stesse: ASC 126.2 Autorità, Sindaci, Rorà, ed. in MB VII
257-258. Generoso invece fu l ’arcivescovo di Firenze, che acquistò sia i 125 biglietti inviatigli da don
Bosco nel maggio sia i 100 mandatigli dal presidente della commissione, marchese di Rorà, nell’ago­
sto: ASC 126.2 Lim berti, 112 Lotterie, ed. in MB VII 260-261.
600
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 215 x 140 mm. segno di sigillo di ceralacca e di altri timbri rossicci
Torino 10 set 62 5 1/4 S Cuneo 12 set 62
E I 237 MB V II 259
timbri:
Spiritosa richiesta di continuare a beneficare l’Oratorio — accettazione di un giovane raccomandato
Charitas benigna est
patiens est. S. Paolo
Torino, 5 settem bre] [18]62
Car.mo Sig. Barone,
5
La parucca fu per me ed io sono contento perché ha ritenuto i biglietti a fa­
vore de’ poveri nostri giovani.
La signora Baronessa ci ha rimandati i biglietti. Ci pensi bene; che se mi tro­
verò in assoluto bisogno io ricorrerò egualmente alla sua carità ed ella nella sua
bontà non saprà rifiutarsi. Così Ella mi manderà poi danaro senza che io le possa
10 più dare biglietti di Lotteria.
Accetto il giovane Cavallo che ella compiacquesi raccomandarmi colla tan­
gente mensile di fr. 15 dalla madre. Ella si offre di aggiugnerci qualche cosa di
sua saccoccia. Io non fisso niente; accetto come limosina qualunque cosa ed in
qualunque misura ella voglia fare pei nostri poveri giovanetti.
15
Riceverà unitamente a questa lettera biglietti di Lotteria N. ... oh che spropo­

53.9 Page 529

▲torna in alto
settembre 1862 523
sito! È già dimenticata la parrucca fatta testé?
Condoni la celia: Dio benedica Lei e la pia di Lei consorte e mi creda sempre
con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
AU’Dl.mo Signore
Il Sig. Barone Felieiano Ricci
Cuneo
5 parucca: sgridata.
11 Giovanni Cavallo: nato a Paroldo (Cuneo) nel 1849, entrò alTOratorio solo il 25 giugno 1863.
601
Al prevosto di Gropello Cairoli, Giuseppe Ganzi
Seminario diocesano - Vigevano
Orig. aut. 2 ff. 215 x 140 mm.
cifrabili
Ined.
timbro a secco BATH su angolo sin. sup.
vari timbri semiinde­
Condizioni di accettazione di giovani aspiranti o meno allo stato sacerdotale — spedisce biglietti della
lotteria
"Torino, 10 settem bre] [18]62
Nel Signore car.mo,
Fo volentieri quanto posso pe’ suoi raccomandati. Mi dispongo a accettare il
Fiocchi a fr. 15 mensili; vestito e libri a carico de’ parenti. Accetto anche il Men-
ziano a fr. 800, ma soltanto per tutto il corso classico, cioè fino alla filosofia esclu- 5
sivamente. Pei corsi superiori, se non si facessero preti dovrebbero frequentare le
pubbliche scuole, cosa che non è compatibile coi giovani di questa casa.
Per Carino e Perotti mi mandi un certificato dettagliato intorno alla moralità
ed un altro intorno allo studio, dopo provo di farli ricevere in un piccolo semina­
rio, se ci potrò riuscire.
10
Le mando tre decine di biglietti di Lotteria che raccomando alla sua carità e
a quella dei suoi amici; qualora però non potesse ritenerli favorisca di rimandarli
prima del 23 corrente.
Dio benedica Lei ed i suoi parochiani e in quello che posso mi creda tutto
suo nel Signore
15
Obbl.mo devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
AlTIlLmo e M.to R.do Signore
II Sig. D. Gius. Ganzi prevosto di
Gropello Lomellina
20
2 Don Giuseppe Ganzi: nato a Gambolò (Pavia) nel 1826, divenne sacerdote nel 1850. Nella diocesi di
Vigevano fu curato a Sommo e poi parroco a Gropello Cairoli, succedendo a don Vincenzo Capelli.
Canonico della cattedrale, insegnò teologia in seminario. Sostenitore di nuove forme di apostolato,
promosse i cooperatori salesiani in diocesi. Morì il 12 luglio 1891.

53.10 Page 530

▲torna in alto
524 settembre 1862
4 Gabriele Fiocchi entrò studente all’Oratorio il 14 ottobre 1862.
4-8 Menziano, Carino: non si hanno informazioni sui due ragazzi. Vincenzo Perotti di Cuorgnè entrò
a Valdocco l’ i l ottobre 1861 e uscì nell’ottobre del 1863.
20 Gropello Cairoli: località a 15 km. da Pavia, con poco più di 3000 abitanti.
602
Al canonico Ludovico Colli Cantone
Famiglia Alberto Rocchietta - Ivrea
Orig. aut. 1 f. 210 x 130 mm. timbri: Torino 22 set 62
E I 237-238 MB V II 272-273
Garlasca 23 set 62
Richiesta di vitto ed alloggio per i giovani deU'Oratorio in occasione di una passeggiata autunnale
"Torino, 20 settem bre] [18]62
Car.mo Sig. Curato,
Qualche settimana fa scriveva a Lei una lettera, che forse non le pervenne
per mancanza di giusto indirizzo; ne rinnovo l ’oggetto. L ’anno scorso Ella mi ac­
cennava la possibilità di fare costà una camminata con una porzione de’ nostri
giovani. Ora avrei bisogno di sapere se potrebbonsi alloggiar militarmente, cioè
sopra di un paglione, una settantina di giovani per quattro o cinque giorni, e se
avvi mezzo di somministrare loro pane e minestra, giacché il resto si può com­
prare facilmente altrove.
Se Ella mi farà in breve qualche risposta l’avrò come un favore. Il giovanetto
Albasio gode buona salute e fa bene.
Le auguro ogni bene dal cielo e mi professo con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
Il Sig. Curato di
Lomellina Garlasca Borgo S. Siro
11 Albasio Giuseppe, nato a Borgo S. Siro (Pavia) il 23 giugno 1850, era entrato all’Oratorio come
studente il 1° luglio 1862. Uscì però nell’ottobre successivo.
14 Garlasco, località a 21 km. da Pavia, aveva circa 6000 abitanti, mentre Borgo S. Siro, 3 km. piti
lontano, aveva un migliaio di abitanti.
603
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità Sindaco (A 169) me. 5 D 10
Min. aut. senza firma 1 f. 249 x 195 mm. strappo sul mrg. sup. sin.
ASCT Istruzione e benefic. Corrispondenza 1862-1863-1864 rep. 67 cart. 7 fase. 14
Orig. ms. di Federico Oreglia che firma personalmente come segretario della commissione
MB V II 263-264
Richiesta di utilizzare una sala comunale per l’estrazione dei premi della lotteria

54 Pages 531-540

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54.1 Page 531

▲torna in alto
settembre 1862 525
[Torino, 22 settembre 1862]
Ill.mo Sig. Sindaco,
Con sua seduta del 16 cor[ren]te mese la Commissione per la lotteria a favo­
re degli Oratori esistenti in Torino, fissava il giorno 30 per l'estrazione dei premi,
dalle ore 9 alle 10 mattina.
5
In pari tempo per uniformarsi a quanto fu praticato nelle precedenti lotterie
e per maggiore soddisfazione del Pubblico avrebbe pure esternato il desiderio che
l’estrazione avesse luogo in una sala del palazzo civico purché la S. V. 111.ma
avesse creduto poter accondiscendere a questa domanda.
Le faccio a questo fine preghiera affinché si degni concederci il chiesto favo- 10
re, come anche sia fatta facoltà ai giovani musici dell'Oratorio di aprire la Pubbli­
ca estrazione con alcune sinfonie.
Nella fiducia che Ella sarà per accordare l ’implorato favore mi professo colla
massima considerazione
Di V. S. 111.ma
15
Obbl.mo servitore
6 a quanto fu emend si ex al 7 esternato il desiderio emend si ex fissato 8 ante in del nella
civica emend si ex Municipale
8 purché... Ill.ma emend si ex sempre che la Giunta Munici­
pale 10 Le add si post preghiera del a V. S. Ill.ma affinchè si degni concederci emend 'si
ex acciò si compiaccia di interporre o suoi validi uffici onde accettino la desiderata domanda (accetti­
no...domanda c o n ex ottenerne) 11 post anche del che 13 l ’implorato favore c o n si ex il suo
appoggio a... implorati favori
16 La sala venne concessa, non così la facoltà di suonare delle sinfonie, a motivo della distrazione
che avrebbe causato agli impiegati municipali: ASC 112 Lotteria 1862, ed. in MB V II 264.
604
Al cavaliere Ugo Grimaldi di Bellino
Copia a stampa in E I 238-239
MB X V II 865-866
Invio di biglietti della lotteria — consigli di direzione spirituale
"Torino, 24 settembre 1862
Car.mo nel Signore,
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi.
Ho ricevuto a suo tempo le due lettere che ebbe la bontà d ’indirizzarmi, e
non le risposi perché incerto del luogo di sua permanenza.
5
Le unisco il biglietto rosso, anzi due affinché guadagni due premi. I biglietti
che le aveva mandati non erano tanto da smerciarsi, ma piuttosto da ritenersi da
Lei e così aiutasse il povero D. Bosco a dar pane a’ suoi poveri giovanetti.
Ripigliando le cose della sua prima lettera io ammiro molto lo slancio del suo
cuore nel voler seguire cecamente i consigli di un povero prete quale io sono. La io

54.2 Page 532

▲torna in alto
526 settembre 1862
cosa è ardua per ambidue; ma proviamo.
Come ho da fare per intraprendere una vita, ella diceva, che stacchi dal mon­
do e mi leghi questo cuore col Signore in modo che ami costantemente la virtù?
R. La buona volontà coadiuvata dalla grazia di Dio produrrà questo effetto
15 maraviglioso. Ma per riuscire ella deve adoperarsi per conoscere e gustare la bel­
lezza della virtù e la gioia che prova in cuore chi tende a Dio.
Consideri poi la nullità delle cose del mondo. Esse non possono darci la mini­
ma consolazione. Metta insieme tutti i suoi viaggi, quanto ha veduto, goduto, let­
to ed osservato. Confronti tutto colla gioia che prova un uomo dopo che si è ac-
20 costato ai santi sacramenti, si accorgerà che le prime sono un nulla, che il secon­
do ha tutto.
Stabilita così una base veniamo alla pratica. Ella: 1° Ogni mattino messa e
meditazione. 2° Nel dopo mezzogiorno un po’ di lettura spirituale. 3° Ogni dome­
nica predica e benedizione. 4° ... Adagio, ella mi grida, poco per volta. Ha ragio-
25 ne; cominci a mettere in pratica quanto qui le scrivo di passaggio e se Ella sentesi
di tenermi passo, io spero, coll’aiuto del Signore di poterlo condurre al terzo
cielo.
Quando verrà a Torino ci parleremo di progetti un po’ più in grande. Intanto
non manchi di pregare il Signore per me, che di vivo cuore le auguro ogni bene
30 dal Signore e mi professo
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore amico
Sac. Bosco Gio.
2 Figura di benefattore ed amico di don Bosco, non meglio identificato. Abitava ad Asti. Bellino:
località nel circondario di Saluzzo, a 65 km. da Cuneo.
4 Le due lettere non sono state conservate.
605
Al presidente delle «Opere Pie S. Paolo», Ferdinando Duprè
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del 30 agosto 1862: ASC 126.2 Duprè Ferdinando,
ed. in MB V II 256-257
Invia biglietti della lotteria con preghiera di acquistarli o smerciarli
[Torino, anter. 30 settembre 1862]
[...]
Gli oltre 200 biglietti inviati furono tutti restituiti al mittente, perché non si avevano in bilancio somme
che potessero devolversi a favore della lotteria: cf. lettera di risposta del 30 agosto 1862: ASC 126.2
Duprè, ed. in MB V I 256-257.
Ferdinando Duprè, figura molto benefica di banchiere, ottenne il titolo di barone nel settembre 1862.
Morì a Torino il 24 gennaio 1868. Dalla moglie Laura Fontana aveva avuto cinque figli.

54.3 Page 533

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ottobre 1862 527
606
Al giovane factotum dell’Oratorio, Pietro
Lettera non direttamente reperita, ma trascritta in un documento del medesimo destinatario: ed. in
MB V II 273-275
Ammonimento spirituale
[Chieri, anter. 2 ottobre 1862]
Caro Pietro,
10 non ho nulla contro di te. D. Bosco è sempre tuo amico, ti vuole sempre
bene, e non cerca altro che la salvezza dell’anima tua. Ciò che ho fatto si è perché
tu impari a parlare. Ricordati di non rispondere mai con insolenza a’ tuoi 5
Superiori.
Prega per me, che ti raccomando tutti i giorni nella santa messa. Sta allegro.
[Sac. Giovanni Bosco]
2 La letterina fu inviata a nome di don Bosco da un amico del giovane.
607
Al ministero degli interni (Urbano Rattazzi)
ASC 131.01 Lett. orig. Governo, Rattazzi (A 172)
Min. aut. 2 ff. 310x210 mm.
E I 239-240 MB V II 298
me. 27 B 3/4
Progetto-proposta di un ospizio per fanciulli dai 6 ai 12 anni
"Torino, 2 ott[obre] 1862
Eccellenza,
11 sottoscritto espone rispettosamente a V. E. un bisogno che da qualche
tempo si fa gravemente sentire tra noi; esso riguarda ai giovanetti di età inferiori
agli anni dodici. A quelli che hanno raggiunta tale età si provvede colla casa di 5
questo Oratorio e con altre case analoghe di pubblica beneficenza. Ma spesso
s’incontrano ragazzini assolutamente poveri ed abbandonati, cui non avvi mezzo
di provvedere siccome questo medesimo Ministero si trovò più volte nel caso
pratico.
L ’esponente mosso dal vivo desiderio di dare all’uopo qualche prowedimen- 10
to avrebbe divisato di aprire un ospizio vicino a questa casa; ma con regolamento
e disciplina tutta propria e diversa da quella praticata da questi giovani che sono
più grandicelli.
Nell’ideato Ospizio si accoglierebbero ragazzi poveri ed abbandonati da 6 a
12 anni. Ivi con apposita instruzione ed educazione verrebbero preparati per 15
quell’arte o mestiere cui si mostrassero maggiormente inclinati compatibilmente

54.4 Page 534

▲torna in alto
528 ottobre 1862
colle loro forze. Raggiunta poi l ’età di dodici anni sarebbero accolti nell’Oratorio
di S. Francesco di Sales.
La principale difficoltà consiste nel trovare i mezzi pel primo impianto, e per
20 questo io dimanderei a codesto Ministero un mutuo di fi', cinque mila che si
estinguerebbe con altrettanti poveri giovanetti che venissero da Lei indirizzati a
questo Ospizio. La spesa ben calcolata sarebbe limitata a centesimi 65 al giorno
per ciascuno de’ ragazzi compresa la scuola, il vitto, vestito ed assistenza. Il Go­
verno pagherebbe soltanto cent. 40 al giorno; e 25 servirebbero ad estinguere il
25 debito col medesimo governo contratto.
L ’eccellenza Vostra che cotanto ama e promuove il vantaggio morale della
povera gioventù vorrà gradire il presente progetto che Ella può a piacimento mo­
dificare. In ogni caso l ’esponente la prega di voler dare benigno compatimento a
questo disturbo; assicurandola che il solo amore di fare del bene al suo simile l ’ha
30 a ciò determinato.
Colla massima stima ha l ’onore di professarsi
Dell’E. V.
Umile esponente
Sac. Bosco Gioanni
4 esso add si 5 A emend si ex Per ante colla del e 6 con emend si ex in 7 s’incontrano
emend ex vengono ragazzini emend si ex giovanetti 8 post abbandonati del dai 6 ai 12 anni
10 L ’esponente emend ex II ricorrente]
mosso... desiderio emend si ex ponderata la necessità
all’uopo add si
11 ante ospizio del piccolo
12 ante tutta del diversa
ante giovani del
nostri
che sono add si
14 N ell’ideato Ospizio a d d jn rg sin
ragazzi emend ex giovani
post ragazzi del da 6 a 12 anni 15 ante ivi add Dopo tale età [Raggiunta questa corr] sarebbero
accolti nell’Oratorio di S. Francesco di Sales
con corr ex coll’
17 dodici trsp post anni
19 La principale emend m rg ex Una
consiste nel trovare emend si ex sta nei
pel co rr ex al
21 poveri add si post che del mi da Lei emend ex dal Governo 22 a questo Ospizio add si
24 il emend ex un
26 vantaggio morale emend si ex bene
27 ante vorrà del spero che
28 l’esponente add si 33 Umile emend ex Obbl.mo
34 II progetto rimase sulla carta. Non risulta che sia stato preso in considerazione.
608
Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
ASC 131.01 Lett. orig. Oreglia (A 173) me. 38 E 5
Orig. aut. 1 f. 178 x 114 mm. sul v si legge: Al Sig. Cav. Oreglia di S. Stefano
elenco di numeri di sei cifre a matita: accanto ad uno di questi il nome Chiusano
E I 240 MB V II 275
segue poi un
Varie — giustifica l’esclusione di alcuni giovani dall’imminente passeggiata autunnale
*Castelnuovo, 5 ott[obre] [18]62
Car.mo Sig. Cavaliere,
L’invito fatto è solo in caso che le cose il comportassero; ma nel caso che mi
espone, rimanga pure all’opera col nostro caro Suttil.

54.5 Page 535

▲torna in alto
ottobre 1862 529
Quelli de’ eheriei o borghesi non compresi nella partita non si inquietino; di 5
essi eravi bisogno a casa, oppure eravi ragionevole motivo di disporre così.
Mentre scrivo giunge Suttil ed ella se la cavi come può.
Dio l’ajuti ad essere perseverante nel bene operare e mi creda tutto
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
io
7 come add si
3 Era un invito a recarsi a trascorrere qualche giorno ai Becchi. Evidentemente il cavaliere aveva ri­
sposto che non gli era possibile lasciare il suo posto, considerato anche il lavoro di segretario della lot­
teria, di cui si era appena fatta l’estrazione.
4 Gerolamo Suttil: nato a Venezia il 22 agosto 1833, era entrato all'Oratorio come studente il 9 luglio
1862. Su di lui cf. MB IV 421, VI 754-756.
5 partita: nel numero di coloro che erano stati scelti per andare ai Becchi in occasione della festa del
Rosario.
609
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 207 x 134
Ined.
sul f. 2v timbri semiilleggibili, fra cui: Casale 8 ott 62 10 M
Annuncia il prossimo arrivo della carovana dei gitanti — tranquillizza la contessa circa gli eventuali
problemi logistici
*Castelnuovo d’Asti, 7 ott[obre] 1862
Benemerita Signora,
Oggi partiamo da Castelnuovo per Villa San Secondo. Colla nostra carovana
di circa settanta tra preti, cherici e giovanetti borghesi. Non posso ancora fissare
se saremo a Vignale venerdì a sera oppure sabato a sera. Ad ogni modo le mande- 5
rò una staffetta almeno una mezza giornata prima del nostro arrivo.
Certamente questa camminata le cagionerà non lieve disturbo; procureremo
di alleggerirlo con preghiere che specialmente in questi giorni innalzeremo al Si­
gnore per Lei. In quanto ai lavori che potessero occorrere vi sono dei nostri gio­
vani che sono pratici e si presteranno volentieri in quanto sarà mestieri.
10
Dio benedica Lei, il sig. conte e tutta la venerata di Lei famiglia e gradisca
che con sentimenti della più viva gratitudine mi professi
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
f.2v AH’Ul.ma e Chiar.ma Signora
15
La Signora Contessa Cai [1] ori Carlotta
Vignale
3 È l’annuncio del prossimo arrivo a Vignale (Alessandria) di oltre 100 giovani di Valdocco in gita
autunnale. Celebrata ai Becchi la festa del Rosario (domenica 5 ottobre) e fatta la tradizionale visita al
parroco di Castelnuovo, la carovana si mise in cammino per Villa San Secondo, indi Calliano, S. Desi-
34

54.6 Page 536

▲torna in alto
530 ottobre 1862
derio, Grana, Montemagno, Vignale, dove giunse il giovedì sera, 9 ottobre. Su queste gite dei giovani
di Valdocco si veda L. De A mbrogio, Le passeggiate autunnali di D.Bosco per i co lli monferrini. Ca-
stelnuovo don Bosco 1975.
9 lavori: si riferisce con ogni probabilità all’organizzazione dell’ospitalità per 5 giorni alla numerosa
comitiva nel palazzo gentilizio dei Callori.
610
Circolare
ASC 131.01 Lett. orig. Oreglia (A 173) me. 38 E 6
Min. aut. 1 f. 302 x 215 mm. sul v don Bosco ha scritto: Al Sig. cav. Oreglia perché si unisca
alla spedizione degli stampini a que’ promotori od altri che abbiano dimostrato il loro interessamento
per la lotteria: ASC D ocum enti X L III p. 243
Copia a stampa 1 f. 258 x 193 mm. carta azzurra
E I 240-241 MB V II 267
Trasmette l’elenco dei numeri estratti nella lotteria — ringraziamenti
Benemerito Signore,
*Oratorio di S. Francesco di Sales
Torino, 10 ottobre 1862
La lotteria più volte raccomandata alla carità di V. S. Benemerita è termina-
5 ta col più soddisfacente risultato, sia pel numero d ’oggetti raccolti, sia pei biglietti
smerciati. Ora le trasmetto l ’Elenco dei numeri sortiti nella pubblica estrazione
dei premii; da questo Ella ed i suoi amici potranno verificare se i biglietti ritenuti
siano stati da qualche vincita favoriti.
Posso dirle anche a nome della Commissione che si fece quanto si è potuto
10 affinché ognuno rimanesse soddisfatto. Tuttavia se involontariamente fosse avve­
nuta qualche mancanza di riguardo o qualche dimanda non appagata, si attribui­
sca alla sola impotenza cagionata dalle molte incumbenze che si dovettero com­
piere, ed io le dimando benigno compatimento di ogni disturbo cagionato e di
ogni cosa che possa essere tornata di minor gradimento.
15
In questa medesima occasione mi fo animo di assicurarla che quanto Ella
fece per quest’opera di beneficenza non sarà giammai dimenticato né da me, né
dai giovani beneficati, anzi ci uniremo tutti insieme per invocare le benedizioni
del Signore sopra di Lei e sopra tutti quelli cui Ella intende augurare beni dal
cielo.
20
Prima di chiudere le relazioni di questa lotteria le voglio ancora fare rispetto­
sa preghiera di volermi cioè continuare i suoi favori nelle caritatevoli di Lei largi­
zioni, e di voler anche pregare per me e per questi giovanetti in certo modo dalla
Divina Provvidenza a me affidati, affinché coll’aiuto di Dio possano diventar tutti
buoni cittadini e buoni cristiani in questa vita per poter poi un giorno ringraziare
25 di presenza i loro benefattori nella patria de’ beati in Paradiso.
In fine permetta che con pienezza di stima e colla più sentita gratitudine ab­
bia l’onore di professarmi ora e sempre
Di V. S. Benemerita
Obbl.ig.a.ti.s.simo se_rvi-t,o__r_e
30
Sac. Bosco Giovanni

54.7 Page 537

▲torna in alto
ottobre 1862 531
4 più emend si ex tante post volte del alla 6 sortiti emend si ex estratti 7 post se del abbia
8 post stati del favoriti
10 Tuttavia emend si ex che
fosse add si
13 disturbo... ogni add
mrg sin
14 possa essere emend si ex siavi
17 post anzi del in[sieme]
per emend si ex ad
18 Signore emend si ex cielo
tutti add si
cui emend ex che
intende augurare emend si
ex desiderare 20 le... fare add si 21-22 volermi... elargizioni add mrg inf 21 cioè add si i
suoi favori corr il suo appoggio 22 post voler del infine ante pregare del ella per me e add
si
23 post affinché del li
possano corr ex si possano far
24 buoni (2) emend si ex fedeli
ringra[zia]re emend si ex lodare 25 Paradiso emend ex cielo 26 In... che add m rg sin post
gratitudine del per
611
Alla marchesa Nina Durazzo Pallavicini
Copia a stampa in E I 241-242
MB X IV 833
Comunica l ’esito della lotteria
*Torino, 21 ottobre 1862
Benemerita Signora,
Il Signore sia sempre in nostro aiuto.
Eccole notati i premi vinti dai biglietti che ebbe la bontà di assumersi a favo­
re della nostra Lotteria, credo che riceverà pure uno stampino di tutti i numeri
estratti.
Il
Signore doni a Lei, ai venerati e pii di Lei genitori buona campagna, sanità
e grazia di far molte cose a favore di nostra santa cattolica religione.
Lo stesso al caro sig. Giacomino, che vedrei tanto volentieri, qualora per
qualche motivo venisse a Torino.
Raccomando me ed i miei giovanetti alla carità delle loro preghiere, ed augu­
rando a tutti ogni bene dal Cielo, ho l’onore di professarmi con pienezza di stima
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
P.S. I due Bulchetti non sono ancor giunti dalle vacanze.
5 stampino: dal piemontese stampìn, polizza, bollettino.
7 genitori: vedi lett. n. 550.
9 Giacomino: si tratta di Giacomo Filippo, figlio di Marcello Durazzo e di Teresa Pallavicini, nato il 7
agosto 1848 e morto il 15 giugno 1874.
16 Bulchetti: vedi lett. n. 550.

54.8 Page 538

▲torna in alto
532 ottobre 1862
612
Al vescovo di Saluzzo Giovanni Antonio Gianotti
ASC 131.01 Lett. orig. Gianotti (A 171) me. 25 D 11- 25 E 1
Orig. aut. 2 ff. 2 1 8xl33m m . carta azzurrina sul f. 2r si legge il seguente promemoria: Bocca
Matteo è della città di Saluzzo in età d'anni 17 e compì il secondo anno di filosofia vestito in borghese
frequentando la scuola del seminario di Torino e sottoponendosi agli opportuni e regolari esami che
gli sortirono sempre con esito felice
E I 242-243
A proposito di giovani saluzzesi ricoverati all'Oratorio
'Torino, 22 ott[obre] [18]62
Ill.mo e R.d.mo Monsignore,
A motivo della mia assenza il giovane Bocca Matteo non potè rispondere alla
venerata lettera di V. S. 111.ma e R.d.ma ed ora rispondo io in sua vece per dirle
5 ogni cosa con maggior cognizione di causa.
Esso è quel giovanetto di Saluzzo che l'anno scorso raccomandavale pel se­
minario, ma, non essendovi posto vacante ossia non potendo avere pensione gra­
tuita Ella nella sua carità largiva fr. 200 a questa casa affinché gli facessi conti­
nuare qui gli studi. Egli è povero, io l’ho sempre tenuto e provveduto di ogni cosa
10 gratis. Non può [disporre] di altro se non di una buona condotta e di una buona
volontà; il resto è tutto nelle mani di Lei, a cui interamente si affida.
Non già che io lo voglia abbandonare, anzi mentre lo raccomando alla nota
sua grande carità non mancherò di fare quanto mi sarà possibile a favore del me­
desimo.
15
In questa medesima occasione le do con piacere notizie de’ cherici Garino
Gio. e Rinaudo Costanzo da Busca e di Chiapale da Costigliole, i quali nella loro
esemplare condotta nulla lasciano a desiderare nello studio e nella pietà.
Noi, Monsignore, preghiamo ogni giorno per Lei affinché Dio la conservi
lungo tempo pel bene della Chiesa, ed Ella si degni anche di pregare per noi e
20 compartirci la sua santa benedizione che a nome di tutti i giovani di questa
[casa] rispettosamente imploro professandomi
Di V. S. 111.ma e R.d.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
8 sua add si
3 Bocca: vedi lett. n. 531.
15 Garino Giovanni: vedi lett. n. 342, 454.
16 Rinaudo Costanzo: vedi lett. n. 531.
Luigi Chiapale di Costigliole d'Asti: nato nel 1843, entrò aU’Oratorio il 23 ottobre 1857. Professò in
modo temporaneo nel 1862 e nel 1867. Poi lasciò la congregazione.

54.9 Page 539

▲torna in alto
ottobre 1862 533
613
Al ministro di grazia e giustizia Raffaele Conforti
ASC 131.01 Lett. orig. Governo, Conforti (A 171)
Min. aut. 1 f. 213 x 140 mm. carta leggera
E I 243 MB V II 308
me. 26 B 5/6
Lettera di accompagnamento della supplica del seminarista Ruffino per ottenere il beneficio ecclesia­
stico sopra la cassa dell’Economato
"Torino, 29 ottobre 1862
[Eccellenza],
Il
sottoscritto dichiara che il chierico Ruffino Domenico di Giaveno da sette
anni in questa casa tenne sempre lodevole ed esemplare condotta.
Egli si prestò ognora con zelo a fare catechismo e scuola ai poveri ragazzi 5
che intervengono a quest’Oratorio; si rese utile alla casa coll’assistenza prestata e
che tuttora presta ai giovani ricoverati ed applicati ne’ vari laboratorii di questo
stabilimento e sempre con vantaggio morale e materiale degli allievi. In mezzo
alle non leggere sue occupazioni trovò tempo per distinguersi tra i suoi colleghi
nello studio e ne riportò sempre voto di encomio ne’ suoi esami.
10
Per questi motivi caldamente si raccomanda alla clemenza sovrana onde sia
\\.ìv favorito nella sua dimanda, tanto |più che il beneficio fatto al supplicante torne­
rebbe eziandio utile a tutti i poveri giovani di questa casa.
Sac. Bosco Gio.
Direttore
15
[In allegato alla supplica si legge il seguente testo:]
Il
Ch. Ruffino Domenico di Giaveno — Essendo stato caritatevolmente accol­
to nella casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales, per bontà de’ suoi superiori,
fu posto allo studio ed ora compie il quinto anno di Teologia. Sarebbe tempo di
essere iniziato negli ordini sacri, ma mancando di titolo ecclesiastico supplica V.a 20
Ecc.za onde voglia prendere in benigna considerazione la povertà del Supplicante
e perorare presso di S. S. R. M.tà onde si degni di accordargli tale titolo ecclesia­
stico sopra la cassa dell'Economato, o in qualunque altro modo che sia alla bontà
di V.a Ecc.za beneviso.
Pieno di fiducia di ottenere il segnalato favore le augura ogni bene dal Cielo e 25
si professa colla massima gratitudine, / Umile Supplicante / [Sac. Gio. Bosco]
2 Raffaele Conforti: nato in provincia di Salerno nel 1808, brillante avvocato, nel 1848 divenne pro­
curatore generale della corte, poi prefetto di polizia, deputato, ministro del regno borbonico. Esiliato­
si prima a Genova e poi a Torino, ritornò a Napoli nel 1860 con Garibaldi, che lo incaricò di formare
un nuovo ministero. Collaborò così al plebiscito dell'annessione. Dall’aprile al dicembre 1862 col Rat-
tazzi ebbe il portafoglio di grazia e giustizia. Eletto senatore nel 1867, tornò al governo nel 1878 come
guardasigilli nel gabinetto Cairoli. Fu anche vicepresidente del senato per tre successive sessioni. Morì
a Caserta il 3 agosto 1880.
3 Ruffino: vedi lett. n. 272.

54.10 Page 540

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534 ottobre 1862
614
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 252 x 195 mm.
E I 243-244 MB V II 306-307
Petizioni a favore di chierici e giovani aspiranti al sacerdozio
■'Torino, 30 ott[obre] [18]62
Ill.mo e M.to Rev.do Signore,
Voleva andarle a parlare personalmente perché ho milanta cose da esporle,
ma in questi giorni non mi fu possibile. Dirò qui tutto in breve, ella poi dica sì o
5 no siccome le sembrerà di maggior gloria di Dio.
1° I cherici Durando, Anfossi e Cerutti (con D. Francesia) hanno in vista di
prendere l'esame di belle Lettere in quest’anno cominciando nel p[rossimo] no­
vembre. A tale scopo dimanderebbero di essere dispensati dagli esami, conceden­
do loro di studiare gli opportuni trattati nelle future vacanze del 1863.
10
2° Ghivarello essendo già in età di anni ventotto supplica di poter aggiugnere
pel prossimo esame i trattati del 5° anno di teologia nella speranza di essere am­
messo alle sacre ordinazioni nell’anno corrente che sarebbe solo il 4° di teologia.
3° Il cherico Lazze [ro] dimanderebbe di poter aggiugnere qualche trattato ai
prescritti pel p[rossimo] esame col medesimo scopo essendo già in età di 26 anni.
15 Sono ambidue di lodevole ed esemplare condotta morale, e preparati sopra la
materia dell'esame.
4° Il cherico Racca essendo in età di 20 anni supplicherebbe pure di poter
unire al p[rossimo] esame i trattati di Fisica che egli ha studiato nel corso delle
spiranti vacanze, quindi cominciare il corso di teologia nell’entrante anno sco-
20 lastico.
5° Rimarrebbero qui nell’Oratorio fra i novelli cherici Baracco, Cagliero, Do,
Ferrerò Anto[nio] d’Airasca, Peracchio diocesi di Casale, Giuganino e Pignolo già
seminaristi a Chieri.
6° Dimandano di andare a scuola in seminario vestiti in Borghese, perché f.iv
25 non possono comprarsi l’abito chericale Chicco, Cinzano, Croserio, De Paoli, Ri­
ghetti, Rebuffo. Forse alcuni di essi saranno vestiti nei primi mesi dell’anno scola­
stico.
7° Fra i Fisici avvi anche Bourlot, che per impotenza di pagarsi la pensione,
chiede di rimaner qui nell’Oratorio.
30
8° Non so se Sona abbia chiesto di andare in seminario oppure intenda di far
dimanda per venire qui. Se ne parlò ma non si è fatta conclusione.
9° Il portatore di questa lettera è il cherico Rolle commendevolissimo per
pietà e studio. A costui bisogna o che conceda la pensione in seminario totalmen­
te gratis, o che mi ajuti anche in piccola quota ella medesima, onde possa ritener-
35 lo qui nella casa. Egli può pagare niente.
La mia parte è fatta, ora ella metta in opera la sua pazienza ed io in compen­
so del disturbo le farò dire un’Ave M aria augurandole dal cielo copiose benedizio-

55 Pages 541-550

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55.1 Page 541

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ottobre 1862 535
ni e professandomi
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
13 Giuseppe Lazzero: nato a Pino Torinese il 10 maggio 1837, entrò all’Oratorio il 3 agosto 1857. Due
anni dopo fece la vestizione. Ordinato sacerdote il 10 giugno 1865, nel 1867 emise i voti perpetui nella
congregazione salesiana. Direttore, consigliere del capitolo superiore, morì a Mathi (Torino) il 7 mar­
zo 1910: cf. DBS.
17 Pietro Racca: nato a Volvera (Torino) il 4 settembre 1843, entrò all'Oratorio il 6 novembre 1860.
Professo perpetuo dal 1865, nel 1867 fu ordinato sacerdote e sei anni dopo morì al proprio paese (13
settembre 1873).
21 Bartolomeo Baracco, nato a Fossano (Cuneo) nel 1844, entrò a Valdocco il 24 novembre 1862;
uscì nel maggio dell’anno seguente.
Luigi Do: nato a Vigone (Torino) il 4 marzo 1842, ed entrato a Valdocco 0 20 febbraio 1862, morì «a
casa sua» il 14 marzo 1864. Era stato esentato dal servizio militare per motivi familiari.
22 Antonio Ferrerò: nato ad Airasca (Torino) il 14 aprile 1848 ed entrato a Valdocco come studente il
3 settembre 1858, si ritirò il 2 luglio 1863.
Luigi Peracchio di Casale: nato a Vignale (Alessandria) il 19 marzo 1849, entrò all’Oratorio il 19 otto­
bre 1861; uscì il 20 ottobre 1863.
Tommaso Giuganino: nato a Villastellone (Torino) il 31 marzo 1847, entrò come studente a Valdocco
il 21 ottobre 1859; uscì il 2 luglio 1863: vedi lett. n. 421.
Pignolo Giovanni, nato a Villafranca (Torino) il 24 settembre 1844, entrò a Valdocco il 17 ottobre 1857;
uscì nell’ottobre del 1863.
25 Stefano Chicco: nato a Piobesi Torinese il 3 gennaio 1846, entrò all'Oratorio nell’ottobre del 1858;
fece la vestizione il 30 novembre 1862 ed emise i voti perpetui il 22 settembre 1872. Fu ordinato sacer­
dote il 3 giugno 1871. Direttore per quattro anni, morì a Cremona il 17 settembre 1881: cf. [G. Bosco]
Biografie 1881, p. 17-27; BS ott. 1881 pp. 5-6.
Cinzano: chierico non meglio identificato. Forse Matteo, nato a Pecetto Torinese il 20 dicembre 1845
ed entrato all'Oratorio il 26 ottobre 1857. Ne uscì nel giugno del 1863. Il nominativo era piuttosto
comune.
Augusto Croserio: nato a Condove (Torino) il 21 luglio 1844, entrò all'Oratorio il 30 ottobre 1858; fece
la professione triennale il 20 marzo 1864 e morì a Torino sei anni dopo (1 aprile 1870): cf. G. B. Fran-
CESIA, M em orie biogr. di sales. def... pp. 63-76.
Chiaffredo De Paoli: nato a Gambasca (Cuneo) nel 1845, entrò all’Oratorio il 4 novembre 1859; uscì
nell’agosto del 1863.
26 Andrea Righetti: nato a Sommariva del Bosco (Cuneo) nel 1847, entrò come studente all'Oratorio
il 25 agosto 1858; uscì nell’ottobre del 1863.
Rebuffo Francesco: nato a Sampierdarena (Genova) il 23 luglio 1847, entrò a Valdocco il 13 ottobre
1858; uscì il 20 settembre 1863.
28 Gian Maria Bourlot: nato a Fenestrelle (Torino) il 9 aprile 1844, entrò come studente all’Oratorio
il 1° dicembre 1861; uscì nell’agosto del 1863, un anno dopo la vestizione.
30 Un certo Carlo Sona, nato a Caramagna (Cuneo) il 9 aprile 1843, era entrato all’Oratorio il 13 ot­
tobre 1859 e ne era uscito nel luglio del 1861.
32 Giuseppe Rolle: nato a Valperga (Torino) il 2 maggio 1846, fu ricevuto a Valdocco come studente
il 22 gennaio 1861; uscì nel novembre del 1862.
615
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 205 x 170 mm.
Ined.
timbro CRAN in alto a sin.
Ringrazia per il saldo dei libri — annuncia l'arrivo del dono della lotteria - programmi di predicazione
per il mese di Maria — accettazione di ragazzi raccomandatigli e rifiuto di altri per mancanza di posto
— ricordo nostalgico della gita a Vignale

55.2 Page 542

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536 novembre 1862
Per la salute delle anime
*Torino, 4 novembre [18]62
Benemerita Signora,
Ho ricevuto li ir. 49 pei libri spediti, e mi sembra che la cifra sia un po' eleva-
5 ta, verificherò che non sia avvenuto sbaglio a di Lei danno.
Nel tempo stesso mi furono eziandio portati i fascicoli del giornale Des Bons
Exemples, che già ho dato a un mio prete perché ne vada facendo scelta di quan­
to può essere adattato per le letture cattoliche.
Riceverà il famoso dono vinto nella lotteria; il premio però che le darà il Si­
lo gnore lo credo molto migliore. A suo tempo darò al eh. Jarach il form u la ire de
prières; egli è fuori di sé per contentezza ai segni di bontà che Ella si degna
usargli.
Ho già dato la caccia al can.co Giordano, quindi al can.co Galletti pel nostro
mese di Maria; ma finora picche, attendo ora risposta dal can.co Nasi. Qualche-
15 duno il Signore ci darà.
Ho destinato un mio prete a lavorare unicamente sotto a' miei occhi pel no­
stro futuro libro, ma l’impresa è gigantesca. Coll'ajuto di Dio però andrà anche
questo a suo termine.
Oggi viene in casa il giovane Enrico Mattea e vedremo se sarà possibile di
20 farne un S. Luigi. Debbo dirle con rincrescimento che la casa è talmente piena
che non ho più potuto accettare di Vignale se non il giovane Enrico Mattea ed un
povero giovane Falegname. Favorisca di esporre al sig. Prevosto questo mio rin­
crescimento.
Quante volte, signora contessa, il nostro corpo d’armata di pane ricorda i bei
25 giorni che abbiamo passato a Vignale! fu per noi e sarà sempre di cara e gloriosa
rimembranza.
Favorisca in fine di salutare rispettosamente il sig. conte e tutti gli altri di sua
famiglia ed augurando a tutti dal Signore copiose benedizioni reputo a grande
onore di potermi professare
30
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Manderò a prendere i fascicoli des Bons Exemples per confinare una raccol­
ta cominciata. Ricevo con vera gratitudine il Moeller e lo preferisco Francese; se
35 è possibile darlo a D. Cagliero bene, altrimenti l ’andrò probabilmente a prendere
10 stesso a Casale. Noti però che dello stesso autore ella mi lasciò già all’Oratorio
11volume 3-4-5. Dio la benedica.
1 novembre] 11
3 Don Bosco coi suoi ragazzi un mese prima era stato a Vignale quasi una settimana ospite dei
Callori.
6-7 Des Bons Exemples: volumetto non meglio identificato.

55.3 Page 543

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novembre 1862 537
13 Canonico G. Battista Giordano: uno dei più apprezzati predicatori piemontesi del momento; nato
a Torino nel 1817, morì a Rivalta (Torino) il 14 ottobre 1871. I suoi discorsi, raccolti da E. Reffo, ver­
i-anno stampati postumi presso la tipografia degli Artigianelli e tradotti anche in francese.
14 Luigi Nasi (1821-1896): altro predicatore di fama, già allievo dell’accademia di sacra eloquenza.
Dottore in teologia, era canonico della cattedrale
19 Enrico Mattea, nato a Saluggia (Vercelli) nel 1850, risulta effettivamente entrato a Valdocco il 5
novembre 1862; rimane sconosciuto invece il nome del giovane falegname di Vignale.
22 Prevosto da 40 anni era il settantunenne don Giuseppe Goria, nativo di Pontestura (Alessandria),
deceduto poi il 16 maggio 1874.
34 Moeller: meglio, Johann Adam Mohler (1796-1838). L ’opera dovrebbe essere «Symbolik», edita in
lingua tedesca nel 1832.
616
Al ministro della pubblica istruzione Carlo Matteucci
ASC 131.01 Leti. orig. Governo, M atteucci (A 171) me. 27 C 6/9 27 C 10-27 D 1
Min. allog. con correzioni e firma aut. 2 ff. 275 x 220 mm. nella parte centrale marginale un’al­
tra mano ha scritto con inchiostro blu chiaro le correzioni apportate da don Bosco [ = Ab] sulla «bella
copia» qui sotto descritta
Altra min. allog., con correzioni e firma aut.: bella copia della precedente [ = Bb]: 2 ff. 278 x 184 mm.
E I 245-246 MB V II 317-318
Richiesta di autorizzazione per quattro salesiani a presentarsi all'esame di idoneità all'insegnamento
*Torino, 11 novembre 1862
Eccellenza,
Espongo rispettosamente a V. S. 111.ma, come nel vivo desiderio di promuo­
vere l ’istruzione secondaria nella classe meno agiata del popolo da alcuni anni, ol­
tre alle classi Elementari che hanno luogo pei poveri giovanetti, ho aperto anche 5
una piccola scuola col corso Ginnasiale.
Privo di redditi fissi ed i giovani accogliendosi per lo più gratuitamente o ad
una assai modica pensione non avrei potuto proseguire in quest’opera senza l ’al­
trui materiale e personale ajuto.
Quattro giovani abbastanza istruiti mi vennero in soccorso, e accettarono io
gratuitamente la carica di Insegnanti nelle varie classi.
I loro nomi sono:
Sac. Francesia Gio. Batt[is]ta di Giacomo da S. Giorgio per la quinta Gin­
nasiale.
II Chierico Cerruti Francesco fu Luigi da Saluggia studente del 2° anno di 15
teologia per la quarta Ginnasiale.
Il
Chierico Durando Celestino di Francesco da Farigliano studente del 4°
anno di teologia sostituito della 5a Ginnasiale ed insegnante nella terza.
Il
Chierico Anfossi Gio. Battista fu Luigi da Vigone studente del 4° anno di
teologia sostituito della 4a Ginnasiale ed insegnante nella seconda.
20
I
risultati ottenuti riuscirono quanto mai si può desiderare soddisfacenti. La
loro sollecitudine, il loro zelo fu sempre per ogni riguardo commendevole. Questi
benemeriti Reggenti, mentre compivano i doveri d’insegnanti, trovarono modo di

55.4 Page 544

▲torna in alto
538 novembre 1862
frequentare le lezioni di Lettere Greche, Latine ed Italiane nella nostra Regia Uni-
25 versità.
La disciplina osservata nelle nostre scuole è sempre stata secondo le disposi­
zioni governative, e furono sempre mai seguiti i programmi pubblicati dal Mini­
stero per le classi Ginnasiali. I regii Provveditori agli studi gl’ispettori ed altri insi­
gni professori si compiacquero di visitare più volte le nostre classi e se ne dimo-
30 strarono sempre soddisfatti.
Sua Eccellenza il Ministro di pubblica istruzione ha eziandio veduto ognor
con bontà questo sforzo di diffondere l'istruzione secondaria fra i giovanetti
meno agiati, ma commendevoli per ingegno e per virtù; ha più volte detto parole
d’incoraggiamento a me ed ai maestri delle classi; largì anche sussidii pecuniarii,
35 e talvolta scrisse lettere benevole, con cui assicurava essere disposto a favorire
queste scuole con tutti que' mezzi che erano in suo potere. Ma il medesimo sig.
Ministro mi ha più volte animato a studiar il mezzo per mettere nelle rispettive
classi maestri approvati, affinché, egli diceva, questo Ministero con più regolarità
si possa prestare con mezzi materiali e morali.
40
Per secondare il mentovato desiderio del sig. Ministro, cioè di avere Maestri
titolati nello insegnamento, fu già provveduto a tutte le classi elementari mercè
gli esami sostenuti da alcuni giovani di questa casa medesima, i quali in parte
sono maestri in altri paesi, e gli altri continuano come maestri patentati a prestar
gratuitamente l'opera loro ai poveri giovani che intervengono a queste scuole. Ri-
45 mane ancora a compiere il suggerimento del sig. Ministro riguardo alle classi Gin­
nasiali; ed appunto per questo fo umile preghiera onde i sud [d] etti benemeriti
maestri, approvati indirettamente dal Ministero, siano considerati come Reggen­
ti, e sia loro fatta facoltà di presentarsi all’esame di belle lettere in questa Regia
Università.
50
Eglino hanno fatto regolarmente i loro studi Ginnasiali ed universitari, ed a
giudizio de’ loro Professori sarebbero idonei a subire l ’esame, cui domandano di
essere ammessi.
Questo è il favore che dimando a Vostra Eccellenza, favore che sarà un vero
incoraggiamento ed in certo modo un compenso a questi benemeriti insegnanti; e
55 nel tempo stesso sarà un novello benefizio, che con gratitudine ricorderà questa
casa, che si sostiene con sola privata e pubblica beneficenza.
Dio spanda copiose benedizioni sopra l ’Eccellenza Vostra e sopra tutti quelli
che si occupano per educare ed istruire la gioventù mentre reputo al più alto ono­
re di potermi colla più sentita gratitudine professare
60
Di Vostra Eccellenza
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 11 corr ex 10 Ab 2 Eccellenza emend si ex Hl.mo Signor Rettore Bb 4-6 oltre... scuola emend si
ex col consenso dell’autorità ecclesiastica ho aperto un piccolo seminario Ab 5 post Elementari
del Bb ho aperto add si Bb 8 non avrei potuto corr si avrei potuto difficilmente Bb 10 in soc­
corso emend ex istruiti Bb
11 gratuitamente emend si ex caritatevolmente Ab
Insegnanti
emend si ex Reggenti Bb 24 lettere... Italiane corr si ex eloquenza Greca, Latina ed Italiana Ab
nostra Regia corr ex regia nostra Ab Bb post Università del del Ch.rno Prof. Sig. Cav. Vallauri, del
Cav. Bacchialom di cui si uniscono i rispettivi certificati Ab 26-30 La disciplima... soddisfatti add

55.5 Page 545

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novembre 1862 539
mrg Ab 26 stata corr si ex sta Bb 27 pubblicati emend ex prescritti Bb 28 regii Provveditori
emend si ex i reggitori Ab
agli studi corr si ex degli studi e degli Ab
post Ispettori del fino
Ab 31 eziandio veduto ognor emend si ex ognora veduto Ab 33 commendevoli emend si ex
degni di riguardo e Ab 34 anche emend si ex eziandio Ab 36 sig. add si Bb 40 Per seconda­
re emend ex Egli fu per secondare Bb2 co rr ex A fine pertanto di secondare B b l cioè di emend si
ex e per Bb 41-46 fu già... fo emend m rg sin ex per avere maestri titolati nello insegnamento, ed
anche per dare un certo compenso ai benemeriti soprannominati insegnanti Ab 41 a tutte corr ex
alle Ab 42 medesima add Ab 43 come emend si ex nell’ufficio di Ab 45-46 a compiere... fo
emend ex a provvedere per le classi ginnasiali; per provvedere alle quali Ab 45 classi emend ex
scuole Ab 46 ante appunto del per Ab per questo] per provvedere ad esse Ab emend si Bb
onde] che Ab emend si Bb 46-47 i suddetti benemeriti maestri] questi benemeriti maestri add si
Ab codesti benemeriti maestri corr si Bb 47 ante approvati del e come reggenti Ab 51-52 siano...
facoltà di emend si ex e come insegnanti in piccolo seminario possano Ab 48-49 in... Università
add si Ab 50 Eglino emend si ex Questi benemeriti maestri Bb mentovati emend si ex beneme­
riti Ab ginnasiali ed universitari add si Ab 51 idonei a emend si ex capaci di Ab 52 post
ammessi del Qualora però il favore delle leggi e la bontà di V. S. 111.ma non permettessero di consegui­
re l ’intero favore, chiederei qui benigni riguardi e quelle benevoli disposizioni che si possono usare a
persone che si meritano benevolenza per le fatiche gratuitamente impiegate a vantaggio della gioven­
tù, e quale pure oso sperare a favore di questa casa, che si regge unicamente di pubblica e privata be-
neficienza Ab un vero... modo emend si ex come un certo Ab 55 ante novello del benefici[o]
Ab 56 con emend ex di Bb 59 colla più sentita gratitudine om Ab add Bb
2 Carlo Matteucci: nato a Forlì nel 1811, studioso di matematica e docente di fisica all'università di
Pisa, dopo una breve parentesi politica nel 1848-1849, ritornò ai suoi studi. Nel 1859 fu ambasciatore a
Torino ed a Parigi. L ’anno seguente, soprattutto per meriti culturali, fu nominato senatore. Nel 1862
entrò a far parte del gabinetto Rattazzi come ministro della pubblica istruzione. In seguito ricoperse
ancora importanti incarichi. Ebbe fama anche nel campo scientifico mondiale. Morì nel 1868.
62 Non si ha notizia della risposta del ministro.
617
Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Lettera non reperita, ma attestata dal promemoria di don Bosco in data 30 dicembre 1862 (vedi lett.
n. 625) e dall’awenuto ricovero di cui in oggetto
Accettazione di due fratelli raccomandatigli
[Torino, poster. 12 novembre 1862]
[...]
Eremo Carlo e Vincenzo Bertolino, nati a Torino rispettivamente nel 1851 e nel 1852; entrarono al-
l’Oratorio come studenti il 12 novembre 1862; uscirono nel gennaio del 1863.
618
Al ministero della guerra (Agostino Petitti di Roreto)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta governativa del 25 novembre 1862: ASC 126.2 Gover­
no, M inistro della Guerra, Petitti (M B V II 300) ed anche 38 Torino Oratorio
Richiesta di indumenti ed altri oggetti di camera per l’incombente inverno
[Torino, anter. 25 novembre 1862]

55.6 Page 546

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540 novembre 1862
Il ministero assegnò 13 tovaglie, 9 asciugatoi, 150 cappotti, 80 paia di pantaloni, 200 coperte.
Agostino Petitti di Roreto, nato a Torino nel 1814, percorse tutta la carriera militare fino a tenente ge­
nerale. Deputato dalla IV all'V ili legislatura, fu ministro della guerra dal 3 marzo all'8 dicembre 1862,
ed ancora dal 28 settembre 1864 al 31 dicembre 1865. In seguito ebbe altri importanti incarichi fino al
1877, anno in cui fu collocato a riposo. Morì a Roma nel 1890.
619
A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
AAF Carte Lim berti b. 3.
Orig. aut. 2 ff. 226 x 170 mm.
Ined.
timbro a secco CRAN
Ringraziamento per il contributo dato alla buona riuscita della lotteria — invio di alcuni biglietti con
pensieri spirituali — disponibilità a stampare libri per la gioventù
*Torino, 25 nov[embre] 1862
Eccellenza Reverendissima,
Approfitto volentieri l’occasione che la pia signora March. Villarios fa ritorno
a Firenze per esternare a V. E. Reverendissima gli atti della mia più sentita grati-
5 tudine.
La ringrazio in primo luogo della parte che si degnò di prendere a favore del­
la nostra Lotteria e coll'assumersi una vistosa quantità di biglietti e col rinunziare
a favore di questi giovanetti [a] que’ premi che la sorte le aveva favorito. Cresce
poi la mia gratitudine per le belle espressioni con cui compiacevasi di accompa-
10 gnare la sua carità e col raccomandare me e questi miei giovanetti alla bontà e
clemenza del Signore.
Ho comunicato i devoti pensieri di V. E. a’ miei giovanetti e per acclamazio­
ne la ringraziano offrendosi tutti di fare almeno una volta la Santa Comunione se­
condo la divota e pia di Lei intenzione.
15
Io le mando alcuni foglietti destinati a promuovere la frequente Comunione
pei bisogni di Santa Chiesa, cosa che tornava di massimo gradimento a Sua Santi­
tà il regnante Pio IX. Ne faccia Ella quell’uso che nella sua bontà giudicherà a
maggior gloria di Dio.
Non so se accadrà che io la possa servire in qualche cosa, ma se mai occor-
20 resse per stampa, libri, ragazzi pericolanti, o in qualche altro modo io ne sarei ol­
tremodo contento di poterveli senza riserbo prestare.
Che il Signore Le doni sanità e grazia a sostenere la battaglia che furiosa do­
vremo sostenere; noi preghiamo ogni [giorno] per lei; Ella si degni di pregare per
noi e dare a tutti la santa benedizione che rispettosamente invoco professandomi
25
Di V. E. Reverend.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
21 poterveli] potermeli
2 I buoni rapporti e la reciproca stima fra il Limberti e don Bosco sono attestati anche dal fatto che
nel settembre successivo l ’arcivescovo raccomanderà a don Bosco un certo Aldo Luigi Borgialla, pro­
fessore di dogmatica a Pisa, di passaggio a Torino.

55.7 Page 547

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dicembre 1862 541
620
Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
ASC 131.22 Copie di originati - correz. ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 8 p. 148)
Copia semplice
E I 247 MB V II 333
Si scusa per non poter presenziare alla festa onomastica
Torino, 2 dicembre 1862
Car.mo Sig. Cavaliere,
Il cav. Oreglia mio fortunato rappresentante, dirà i vari motivi che m ’impedi­
scono di potermi recare a Cumiana per godere della bella giornata di S. France­
sco Zaverio. Pazienza: spero di potermi poi rifare quando Ella sarà colla famiglia 5
a Torino.
Tuttavia non voglio che la mia permanenza all’Oratorio le torni inutile; i no­
stri giovani hanno eziandio molta divozione a questo santo, onde stasera e doma­
ni mattina vi saranno molte confessioni. Le comunioni poi avranno luogo dimani,
e la messa che coll’aiuto del Signore io spero di celebrare, sarà tutto offerto a Dio io
secondo la santa di Lei intenzione. Questo è l ’umile bocchetto che io ed i giovani
di questa casa offriremo a Lei per onorare il bell’onomastico di Lei giorno.
Le unisco qui alcune immaginette che Ella potrà distribuire come meglio cre­
derà. Voglia, sig. Cavaliere, gradire questi piccoli segni della mia affezione e gra­
titudine verso di Lei e di tutta la sua famiglia, ed augurando a tutti ogni celeste 15
benedizione, ho l ’onore di professarmi con pienezza di stima.
Di V. S. car.ma
Aff.mo servitore amico
Sac. Bosco Gio.
Airni.m o Signore
20
Il Sig. Cav. Zaverio Provana
di Collegno
Cumiana
4 Cumiana: località di circa 5700 ab, a 30 km. a ovest di Torino, sulle colline pinerolesi.
11 bocchetto: italianismo, dal francese bouquet.
621
Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Provveditori, Selmi (A 169) me. 4 C 12 - 4 D 1
Min allog. con correzioni aut. 2 ff. 232 x 170 mm. carta leggerissima sul f. 2v si legge: Per
l’autorizzazione ai Profess. insegnanti 2 dicembre 62
E I 247- 248 MB V II 327-328
Chiede il riconoscimento delle sue scuole ed invia i programmi di insegnamento con i nomi dei rispet­
tivi docenti

55.8 Page 548

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542 dicembre 1862
Ill.mo Sig. Provveditore,
*Torino, 4 dicembre 1862
Espongo rispettosamente a V. S. 111.ma come nel desiderio di promuovere
l’istruzione secondaria nella classe meno agiata del popolo ho iniziati i corsi gin-
5 nasiali per li poveri giovani accolti in questa casa a fine di provvedere a chi colle
arti o mestieri, a chi collo studio un mezzo di guadagnarsi onestamente il pane
della vita. Pel passato gli insegnamenti si uniformarono mai sempre ai programmi
ed alle discipline governative. Ma ora desiderando di ottenere una regolare ap­
provazione di queste scuole, fo a Lei, Ill.mo Sig. Provveditore, rispettosa preghie-
10 ra affinché le medesime vengano approvate come instituto privato a norma del-
l ’Articolo 246 della Legge sulla Pubblica Istruzione.
L ’Insegnamento sarà secondo i Programmi, e secondo le discipline governa­
tive in conformità all’art. sopracitato, siccome si è già sinora praticato.
Riguardo agl’insegnanti
15
Per la I a Ginnasiale proporrei il Sac. Alasonatti Vittorio patentato per la
quarta Latina secondo l’antica Nomenclatura.
Per l ’Aritmetica il Sac. Savio Angelo Maestro patentato per la 4a Elementare.
Per la 2a Ginnasiale il Ch.o Anfossi Giovanni.
Per la 3a Ginnasiale il Ch.o Durando Celestino.
20
Per la 4a Ginnasiale il Ch.o Cerrutti Francesco.
f.lv
Per la 5a Ginnasiale il Sac. Francesia Giovanni.
Per questi quattro ultimi non ho altri titoli che la dichiarazione de’ loro pro­
fessori, perciocché oltre la scuola che da sei anni fanno nella rispettiva classe, fre­
quentarono eziandio le lezioni di lettere Greche e Latine nella Regia nostra Uni-
25 versità. I giovani loro allievi ne riportarono vistoso vantaggio. Niuno è stipendiato
e tutti questi insegnanti impiegano caritatevolmente le loro fatiche. Per questi
quattro ultimi dimando un’approvazione provvisoria, riservandomi pel tempo
che mi sarà fissato di presentare gli stessi oppure altri, ma con tutti i titoli voluti
dalla Legge.
30
Gli Studi poi sarebbero sotto la direzione del Benemerito Sig. Prof, di Retori­
ca D. Matteo Picco, come sono sempre stati finora.
Noto qui di passaggio che lo scopo di questa Casa si è che queste scuole Gin­
nasiali siano una specie di piccolo Seminario, ove possano trovare un mezzo per
fare i loro studi que’ giovanetti che hanno il merito dell’ingegno e della virtù, ma
35 che sono privi o scarsi di mezzi di fortuna.
Pieno di fiducia che l’umile mia domanda sia presa in benigna considerazio­
ne reputo ad onore di potermi dichiarare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
40
Sac. Bosco Gio.
5-6 a chi... studio emend si ex ai medesimi oltre all'arte 8 di ottenere una emend si ex che oltre al
latto, intervenga eziandio la
post regolare del legale
14 Insegnanti corr ex Insegnamenti
20 II Ch.o Cerrutti Francesco it et del 24 frequentarono corr ex frequentano post eziandio del
da quattro anni 25-26 e tutti... impiegano corr ex ed impiegano tutti 27 post provvisoria del
per quest'anno
27-28 pel tempo... fissato corr ex per gli anni successivi

55.9 Page 549

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dicembre 1862 543
2 Francesco Selmi: nato a Vignola (Modena) il 7 aprile 1817, percorse tutta la carriera di docente-
ricercatore fino alla cattedra di chimica farmaceutica tossicologica all'università di Bologna nel 1868.
Dell’università di Modena fu anche rettore. Nell’ambito politico, dopo un periodo di esilio a Torino,
nell’agosto 1859 fu eletto deputato nelle province modenesi e nel settembre propose l ’annessione alla
monarchia sabauda. Direttore - capo divisione di prima classe a Brescia col grado di provveditore agli
studi di prima classe nel 1861-1862, passò poi a Torino con lo stesso incarico. Occupò varie cariche nel
ministero della pubblica istruzione.
11 Ecco l’ art. della legge: «È fatta facoltà ad ogni cittadino che abbia l'età di 25 anni compiti ed in
cui concorrano i requisiti morali necessari, di aprire al pubblico uno stabilimento d ’istruzione secon­
dario con o senza convitto, purché siano osservate le seguenti condizioni: 1. Che le persone cui saran­
no affidati i diversi insegnamenti abbiano rispettivamente i requisiti voluti da questa legge per aspirare
ad insegnare in una scuola secondaria pubblica o titoli equipollenti [...]». Seguivano poi le altre due
condizioni dei «programmi conformi» e dell'apertura ad ispezioni ministeriali.
17 Angelo Savio, nato a Castelnuovo il 20 novembre 1835[?] era entrato all’Oratorio il 4 novembre
1850; 4 anni dopo fece la vestizione e nel 1860 divenne sacerdote. Economo generale della congrega­
zione fin dal 1859, rimase in tale carica per molti anni. A 50 anni partì per le missioni dell’America lati­
na. Morì in Ecuador il 17 gennaio 1893: cf. DBS.
31 Matteo Picco: vedi lett. n. 224.
622
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 3 ff. 213 x 137 mm.
E I 249 MB V II 337
Lo informa circa l’imminente decreto reale relativo ai rescritti pontifici per gli ordinandi
Torino, 11 dic[embre] sera [18]62
Ill.mo Signore,
Sono andato questa mattina al Ministero di Grazia e Giustizia per sapere se
avvi già deliberazione intorno ai rescritti pontifici degli ordinandi; mi si rimandò
la risposta a questa sera.
5
Ora mi è detto che non avvi difficoltà per nissuno, e non essendosi ancora
potuto compiere il relativo decreto reale dimani (venerdì) si farà d ’uffizio una let­
tera complessiva a Monsig. Vicario Gen[erale].
Questo le significo per sua norma, mentre con pienezza di stima e di gratitu­
dine ho l ’onore di professarmi
io
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
7 farà] fare
4 All'epoca i rescritti pontifici per le ordinazioni dovevano avere il regio placet.
8 Vicario era Giuseppe Zappata, che alla morte di mons. Fransoni (26 marzo 1862) era stato eletto
vicario capitolare. Come altre volte, don Bosco non distingue fra vicario generale e vicario capitolare.

55.10 Page 550

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544 dicembre 1862
623
Al vicario capitolare di Torino Giuseppe Zappata
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta del parroco dei S.S. Simone e Giuda: ASC 110 D ocu­
m enti personali, ed. in MB V II 341
Petizione di poter conservare ed amministrare l'olio santo
[Torino, anter. 13 dicembre 1862]
[...]
La richiesta era evidentemente suggerita dal fatto che ormai non passava anno senza che ci fosse
qualche defunto alTOratorio. Il vicario generale chiese il parere del parroco, don Gattino, il quale a
certe condizioni accondiscese a quanto richiesto da don Bosco.
624
A11'avvocato Luigi M assa
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 4 pp. 343-344)
Copia semplice
E I 249-250
Richiesta di un parere circa un progetto di apertura di un collegio da proporre alle autorità comunali
di Mirabello
Oratorio di S. Francesco di Sales,
*Torino, 19 dicembre 1862
Illustrissimo Signore,
Da qualche tempo andavasi vagheggiando l ’idea di un Collegio elementare-
5 ginnasiale a Mirabello; ora sembrando che la Divina Provvidenza disponga di po­
tersi effettuare ho pensato di indirizzarmi a V. S. 111.ma per quei benevoli suggeri­
menti che a Lei potessero sembrare più utili per la gioventù e compatibili coll’in­
teresse del Municipio di quel paese che so avere verso alla degna di Lei persona
molta deferenza.
io
Questo collegio ritornando a speciale vantaggio del paese io farei dimanda a
Lei, come persona benemerita, se le sembra conveniente invitare il Municipio a
prendervi parte:
1° Per avere un locale adattato per tutte le classi elementari esistenti o che
anche desiderasse di aggiugnere a quelle che attualmente hanno già luogo.
15
2° Affidare le scuole al collegio per la parte che riguarda all’msegnamento
scientifico e morale.
3° Se il Municipio desideri che la gioventù studiosa di Mirabello possa fre­
quentare le scuole ginnasiali, e se quelli che da paesi vicini vengono in pensione
in case particolari possano sperare qualche favore nell’insegnamento da parte del
20 Municipio.
Queste sarebbero le cose principali che avrei bisogno di trattare per norma

56 Pages 551-560

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56.1 Page 551

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dicembre 1862 545
dell’edifizio in progetto; e intorno a cui avrei bisogno di avere un amichevole con­
siglio sulla convenienza e sul modo di interpellare il Municipio.
So
che Ella si occupa molto volentieri delle opere di pubblica beneficenza,
siccome ne diede prova nella Lotteria testé terminata a favore dei giovani ricove- 25
rati in questa casa; l ’opera di Mirabello ha quasi uno scopo identico, perciò spero
che la vorrà eziandio favorire nel senso del pubblico e comune vantaggio.
Il
sito del collegio sarebbe la casa di proprietà dell’accensatore Proverà; i
lavori da aggiungersi all’attuale edifizio comincieranno appena giunta la pri­
mavera.
30
Dio le doni larga ricompensa di quanto ha voluto fare a prò di questa casa; la
sanità e la grazia del Signore l ’accompagni in ogni cosa e gradisca che con pie­
nezza di stima mi professi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
35
Sac. Bosco Gio.
3 Luigi Massa: avvocato di Casale Monferrato, uno dei promotori delle lotterie di Valdocco in quegli
anni.
5 Mirabello Monferrato: località di circa. 3000 ab., a 17 km. da Alessandria ed a 13 da Casale. Vi si
fondò la prima casa salesiana fuori Torino. È il paese natale di alcuni salesiani, fra i quali il futuro ret-
tor maggiore dei salesiani, don Pietro Ricaldone (1870-1951).
28 accensatore: dal piem. acensator: appaltatore oppure concessionario di una privativa: ad es. chi
vendeva sale e tabacchi, acquavite.
Proverà: si tratta di Giovanni Battista (padre di Francesco e marito di Aurelia Ricaldone) con cui da
tempo don Bosco era in trattative per l'apertura di un collegio a Mirabello.
625
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 147
Orig. aut. 1 f. 252 x 193 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Accettazione di un fanciullo pur- mancante dell’età prescritta — altre informazioni su un giovane
raccomandatogli dallo stesso ministero
"Torino, 30 dic[embre] 1862
Illustrissimo Signore,
In riscontro alla lettera di V. S. 111.ma riguardante al giovanetto Gesualdo
(sez. 2a N. 9153) mi reputo ad onore di poterle significare, che appena ricevuta la
raccomandazione da codesto Ministero (8 Luglio p.p. N. 2489) si riscontrava non 5
potersi fare luogo per difetto di età.
Ora ritenuto il riflesso che la corporatura ne sia molto sviluppata e che per­
ciò possa supplire alla mancanza degli anni, mi dispongo ad accettarlo qualora
Ella si compiaccia di indirizzarmelo a fine di intendere dal medesimo ragazzo se
gli sembra di compiere que’ doveri personali che i giovanetti di questa casa pre- 10
stano a se medesimi.
35

56.2 Page 552

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546 dicembre 1862
Riguardo poi alla lettera precedente riflettente al giovane Gola Adriano le
noto che i parenti del medesimo desiderando riguardi a di lui favore si offerirono
di pagare una piccola pensione, che finora si ridusse a soli fr. 20, in tutto. Tutta-
15 via nulla mai si lasciò mancare al giovanetto.
Riguardo poi alla tangente che da qualche tempo questo Ministero dell’Inter-
no suole largire in fr. 150 fu inteso che sia una oblazione per la provvista di letto,
corredo ed altre prime spese che sogliono occorrere nell’entrata di ciascuno de’
giovanetti in questa casa.
20
Del resto l ’assicuro che per me è sempre un gran piacere ogni volta che pos­
so dare ricetto a poveri giovani specialmente a quelli che fossero dalla nota carità
di Lei raccomandati.
La prego di voler gradire che in questi giorni le auguri copiose benedizioni f.lv
dal cielo ed un anno felice mentre con pienezza di stima ho l’onore di professarmi
25
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Torino, 30 dic[embre] 1862
Per memoria al sig. Segretario Gen. del Ministero dellTnterno
30
1° Gola Adriano raccomandato con lettera 12 Maggio 1862 div. 5a N. 543.
2° Fano Teodoro con lettera 15 Giugno anno corrente.
3° Boggialla Leopoldo con lettera 23 Agosto anno stesso.
4° Bertolino Vincenzo e suo fratello.
5° Bertolino Carlo raccomandati con lettera ed accompagnati a questa casa
35 sul finire dello scorso novembre.
Questi poveri giovanetti furono tutti accolti in questa casa, e attesi i gravi bi­
sogni che qui occorrono si fa preghiera affinché sia spedito l ’analogo mandato di
pagamento del sussidio nelle citate lettere promesso.
Sac. Bosco Gio.
2 Dall'8 dicembre 1862 al 24 settembre 1864 ministro dell’interno fu Ubaldino Peruzzi. Nato a Firen­
ze nel 1822 e dedicatosi agli studi di giurisprudenza ed ingegneria, nel 1848 fu gonfaloniere della città.
Dal 1850 al 1858 prestò la sua opera in istituti di beneficenza e di pubblica economia, finché, costituito
un governo provvisorio nel 1859, portò la Toscana nel marzo 1860 all’annessione al regno di Sarde­
gna. Dal 14 febbraio 1861 al 3 marzo 1862 fu ministro dei lavori pubblici coi gabinetti Cavour e Ricaso-
li; caduto il Rattazzi, ritornò al governo assumendo dall’8 dicembre 1862 al 24 settembre 1864 il porta­
foglio dell'interno. Trasportata la capitale del regno d ’Italia nella sua città natale, vi svolse un'attività
amministrativa di primo piano. Morì nel 1891.
3 Gesualdo Risoli: vedi lett. n. 583. Il ministero gli aveva scritto in data 25 dicembre lamentandosi di
non aver avuto risposta alla sua dell’8 luglio e ribadendo la domanda di ricovero del fanciullo, il quale,
sebbene non ancora dodicenne, pur tuttavia era molto sviluppato per la sua età: ASC 126.2 Governo,
M inistro dell'interno, Peruzzi-
12 Gola Adriano: vedi lett. n. 566. Il 10 dicembre il ministero scrivendo a don Bosco aveva domanda­
to come mai la lettera del 12 maggio non avesse avuto riscontro. Aveva poi chiesto perché la madre
del ragazzo supplicasse il ministero di dispensarla dalla pensione di Valdocco, se, come al solito, i pen­
sionanti venivano accolti gratuitamente, salvo le 150 lire pagate normalmente dal ministero stesso al­
l’annuncio dell'awenuto ricovero.

56.3 Page 553

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1863
626
Al ministro di grazia e giustizia Giuseppe Pisanelli
ASC 131.01 Leti. orig. Governo, Pisanelli (A 172) me. 28 A 11/12
Min. aut. 1. f. 210 x 136 mm. su v si legge aut. di don Bosco: Al Min. Graz, e Giust. Pel R. Econ.
per spese di culto nei tre Oratorii 1863 sul mrg sin don Bosco ha scritto: su carta da bollo di 22
Probabilmente si tratta della lettera segnalata in AST Gran Cancelleria rub. 168 prat. 9.561
MB V II 354 E I 251
Richiesta di sussidio per manutenzione ed arredo degli oratori
*Torino, [1 gennaio] 1863
Eccellenza,
Il Sac. Bosco Gioanni espone rispettosamente a V. E. come esso trovasi nella
grave necessità di provvedere alle spese di fitto, di riparazione, e di culto che oc­
corrono per l ’Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova, del Santo Ang. Custode in Van- 5
chiglia, di S. Francesco di Sales in Valdocco, dove si compiono in giorni festivi
mattino e sera le sacre funzioni.
Non sapendo a chi ricorrere in questo premuroso bisogno, e per soprappiù le
tre rispettive chiese avendo necessità di essere eziandio provvedute di paramenta­
li e di altri oggetti che occorrono per l ’altare ricorre umilmente alla nota e prova- io
ta carità di V. E. supplicandola a volergli accordare sopra la cassa dell’Economa-
to quel maggiore sussidio che nella sua bontà giudicherà beneviso per queste
chiese prive di ogni mezzo e che sussistono di sola beneficenza.
Pieno di fiducia di essere favorito auguro ogni bene dal cielo sopra di Lei e
sopra tutti quelli che in modo speciale prestano la benefica mano al bene morale 15
della gioventù.
Di V. E.
Umile Ricorrente
[Sac. Bosco Gioanni]
3-4 II Sac... di co rr si ex II sac. Bosco Gioanni dovendo 4 necessità emend ex bisogno 5 post
culto del alle chiese
Porta Nuova emend si ex Vanchiglia
9 avendo emend ex essendo per
10 ante umilmente del rispetto[samente]
11 sopra... Economato add si
12 bontà emend ex
carità
19 Sac. Bosco Gioanni del
2 Giuseppe Pisanelli: nato in provincia di Lecce nel 1812, laureatosi a Napoli in giurisprudenza, eser­
citò con successo l ’avvocatura. Allontanatosi dalla propria terra, in seguito alla reazione borbonica del
1848, fu a Londra, Parigi, indi, nel 1852, a Torino, dove si dedicò agli studi. Tornato a Napoli con Ga­
ribaldi, fu ministro di grazia e giustizia per alcuni giorni. Eletto deputato al parlamento italiano per
varie legislature, ricoperse l ’incarico di ministro di grazia e giustizia dall’8 dicembre 1862 al 24 settem­
bre 1864. In seguito continuò a frequentare le aule parlamentari. Morì nel 1879.

56.4 Page 554

▲torna in alto
548 gennaio 1863
627
AI ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale: ASC 126.1 Governo, M inistro d ell'inter­
no, Peruzzi, ed. in MB V II 897
Risponde all’invito di precisare i dati di protocollo relativi a precedenti corrispondenze — accettazio­
ne di un altro ragazzo
[Torino, poster. 5 gennaio 1863]
[...]
Il segretario generale Silvio Spaventa, rispondendo alla lettera di don Bosco del 30 dicembre (vedi lett.
n. 625), comunicava di aver invitato la madre del ragazzo Gesualdo Risoli a presentarsi all’Oratorio
per ulteriori accordi. Così pure chiedeva a don Bosco di precisare il numero di protocollo o quello del­
la direzione da cui risultava l’accordo per il pagamento del ricovero del Boggialla e dei fratelli
Bertolino. Sulla lettera ministeriale a proposito del Risoli don Bosco appuntò: «Fu detto che prima si
presenti».
628
Circolare a vescovi e vicari capitolari
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1371 A 4
Min. aut. 1 f. 310x210 mm. il nome del mese e della città sono di altra mano
errata ed una mano anonima l’ha corretta in «1863 ?»
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1371 A 5
Copia litografata allog. 2 ff. 270 x 203 mm. carta azzurrina
E I 253 MB V II 369-370
Richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche
la data, 1853, è
*Torino, [20] gennaio 1863
Illustrissimo e Reverendissimo Monsignore,
Il
bisogno che si fa ogni giorno sentire più grave della diffusione di buoni li­
bri, è quello che mi eccita di scrivere a V. S. 111.ma e Rev.ma per avere un appog-
5 gio. Credo che Le sia ben noto come da dieci anni si pubblicano in questa Città al­
cuni libretti mensili sotto al nome di Letture Cattoliche. La modicità del prezzo,
la popolarità e la scelta degli argomenti, la raccomandazione dei Vescovi ed anco­
ra assai più la Benedizione e la raccomandazione dello stesso Sommo Pontefice, il
Regnante Pio IX, fecero sì che numerose ne fossero le associazioni e se ne mo­
lo strassero assai soddisfatti i Lettori.
Ora desidero ardentemente che siano vieppiù diffuse in cotesta diocesi dalla
Divina Provvidenza alle caritatevoli di Lei cure affidata; perciò se nell’alta sua
prudenza e saviezza stimasse di dire una parola a favore di queste Letture, credo
che farebbe cosa utile per la gloria di Dio, ajuterebbe a mettere un antidoto alle
15 stampe immorali ed irreligiose, che in tante guise si propagano, e sarebbe nel
tempo stesso di non lieve eccitamento a coloro che si occupano per la stampa o
per la diffusione delle medesime.

56.5 Page 555

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gennaio 1863 549
Quanto qui le dico è una semplice preghiera che fo a nome della Direzione; e
sono sempre contento comunque Ella giudichi meglio di fare.
Dal canto mio la prego rispettosamente a voler gradire che di cuore Le augu- 20
ri dal Cielo sanità ed abbondanza di grazie, e mentre mi raccomando alla carità
delle divote di Lei preghiere, reputo al massimo onore di potermi professare con
pienezza di stima
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Obbl.mo servitore
25
Sac. Bosco Gio.
5 Le sia ben noto co rr ex Ella sappia co[m e]
post pubblicano del si
post questa del città si
pubbli [cano]
alcuni add si 7 post popolarità del di
post argomenti del e
11 Ora it
del Post Ora del ave [va] siano emend si ex fossero 13 di Lei cure emend si ex sollecitudini
a lei 13-14 credo che farebbe corr si ex crederei 14 aiuterebbe a mettere emend si ex porgereb­
be 15 propagano emend ex spar[gono] nel tempo stesso add si 16 si co rr ex se ne per
la corr si ex e 18 ante fo del le 19 meglio emend ex bene 20 ... gradire co rr si ex per altro
mi fo [add s i] animo di pregarla a gradire di cuore add si 21 e abbondanza di grazie corr si ex
grazia
22 reputo al massimo emend si ex ho l ’alto
potermi add si
26 Molte le risposte positive. Così quella del vescovo di Spoleto (Giovanni Battista Arnaldi) il 28 gen­
naio, del vicario di Poggio Mirteto il 29 gennaio, del vescovo di S. Miniato (Francesco Maria Alli Mac-
carani) lo stesso giorno, del card. Baluffi di Imola il 30 gennaio, del card. Antonucci di Ancona il 5 feb­
braio, del card. Lucciardi di Senigallia lo stesso 5 febbraio, del vicario capitolare di Osimo (Francesco
Innocenzi) il 10 febbraio, del rettore del seminario di Forlì (Cheremone Cremonesi) l ' i l febbraio a
nome del vescovo Pier Paolo Turchi, del card. Corsi di Pisa il 16 febbraio, del segretario vescovile di
Gubbio (Annibaie Ragucci) il 27 febbraio: ASC 126.2, ed. in MB V II 859-862.
629
A ll’abate Camillo Pelletta di Cortazzone
ASC 131.01 Lett. orig. Pelletta (A 173 )
Orig. aut. 2 ff. 213 x 140 mm.
E I 254 MB V II 355
Richiesta di sussidio
me. 40 C 3
"Torino, 29 gen[naio] 1863
Benemerito Signore,
L ’anno scorso mi sono adoperato in modo da non dover ricorrere alla Limo-
sineria di S. S ,R. M. ma quest’anno vi sono costretto da molti bisogni urgenti.
Raccomando ogni cosa alla provata di Lei carità, e prego Iddio che la conser- 5
vi lungo tempo pel bene della religione mentre ho l ’onore di professarmi con pie­
nezza di stima e di gratitudine
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
10
2 Vedi lett. n. 318.

56.6 Page 556

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550 febbraio 1863
630
Circolare
ASC 131.04 Circolari (A 176) me. 1371 B 1/2
Min. aut. [ = A] 1 f. 307 x211 piuttosto rovinato in calce è scritto il nome di «Bongiovanni»
me. 1371 B 3/4: copia allog. (Bongiovanni? [ = B] con minime correzioni aut. [ = Bb] 2 ff.
310 x 210 mm.
me. 1371 B 5/6: copia allog. [ = C] senza firma ma con data aut.: Torino febbraio 1863: è una «bella
copia» con poche correzioni aut. [ = Cb]
E I 255-256 MB V II 379-380
Esterna la sua intenzione di costruire una chiesa in onore di Maria Ausiliatrice
Maria A uxilium Christianorum
Ora prò nobis
"Torino, [1] febbraio 1863
Benemerito Signore,
5
Prova certamente un cattolico grande consolazione quando gli occorre di ve­
dere gran numero di fedeli radunati nella casa di Dio per assistere ai Divini uffizi
ed ascoltare la divina parola. Ma è poi cagione di sensibile rincrescimento qualora
i fedeli correndo alle sacre funzioni dovessero esserne esclusi per mancanza di
sito capace. Questo è appunto quello di cui debbo io stesso essere dolente spet-
10 tatore!
Sono circa dieci anni da che gettavansi le fondamenta di una chiesa a lato di
questa casa; coll’ajuto di caritatevoli persone prestamente compievasi e consacra-
vasi al divin culto. Quell’edifizio peraltro, che allora sembrava bastante, ora può
contenere appena una piccola parte dei giovanetti che sono disposti ad interveni-
15 re; il maggior numero non ci può più entrare. Di più avvi qui attorno una popola­
zione di oltre a ventimila abitanti nel cui mezzo non esiste né Chiesa, né cappella,
nemmanco pubblica scuola in cui, ad eccezione della nostra, si facciano sacre
funzioni o si compartisca l’insegnamento religioso.
In vista di questo morale e religioso bisogno vennemi il pensiero di tentare
20 un novello edifizio da consacrarsi al divin culto in onore della B. V. Immacolata
sotto al titolo di M aria A u xiliu m Christianorum : il quale edifizio sia scevro di
ogni eleganza, ma di capacità sufficente per accogliere i giovanetti che volessero
intervenire, con bastante spazio per gli adulti del vicinato e da potersi anche eri­
gere in Parochia, qualora il Superiore Ecclesiastico giudicasse a proposito.
25
Questo sarebbe il divisamento cui mercè si potrebbe provvedere ad un pub­
blico e grave bisogno. Se non che per effettuarlo ci occorrerebbero non lievi spese
per cui in questi giorni non saprei a quale partito appigliarmi. Ella mi ha già fatto
provare |gli effetti della sua beneficenza. Chi sa che in quest’occasione il Signore f.lv
le inspiri di venire eziandio in ajuto di un’opera eminentemente cattolica la quale
30 certamente può contribuire alla salute di molte anime?
Non intendo di invitarla ad assumersi il peso dell’intera costruzione; faccia
soltanto ciò che le sue sostanze e la sua carità le suggerisce. In qualunque misura
Ella cooperi io le professerò sempre la più sentita gratitudine pregando il Signore

56.7 Page 557

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febbraio 1863 551
Iddio a volerla un dì nella celeste Gerusalemme largamente ricompensare di
quanto fece pel decoro della sua santa casa sopra la terra.
35
La prego di voler dare benigno compatimento al disturbo che le cagiono ed
in pari tempo gradire che le auguri dal cielo sanità e grazia mentre ho l ’onore di
professarmi con pienezza di stima
Di V. S. Benemerita
[Sac. Bosco Gioanni]
40
1 Torino, febbraio 1863 add Cb 2-3 Maria... nobis add m rg s u p A Cb 5 Prova] Egli A i È co rr A
È B prova co rr Bb ante un del per Bb quando corr ex il A 6 gran... radunati emend si ex
numerose radunanze di cristiani A
6-7 per assistere... parola add m rg sin A
7 divina parola
corr ex parola del Signore B 7 è poi add si A di corr si ex il più A qualora emend ex quan­
do debba A 8 post correndo del a prender parte A sacre corr ex sagre C dovessero corr ex
e dover A
9 sito emend ex luogo A
dolente add si A
11 da add si A
12 di caritatevoli
persone corr si ex della carità pubblica A consacravasi corr si ex consavasi A 13 ante Quell’ del
ma A peraltro add si A post ora del co [ntiene] A 14 una trsp post appena A piccola
add si A 15 maggior co rr ex più A post attorno del avvi A 16 oltre a 20 mila corr B che for­
ma più decine di migliaia di A1 di molte migliaia di corr si ex PO.
16 esiste emend si ex avvi A
nemmanco pubblica scuola add si A ante sacre del le A 19 tentare emend ex ricorrere a lei A
21 sotto... Christianorum add B B.V. emend si ex Maria C Maria add si C 21-22 il qua­
le... ma di add m rg sin A 23 bastante] e lasciare A l con un po’ di co rr si A2 B1 24 ante giudi­
casse del il A 25-26 Questo... ci emend mrg ex Ma a questo [emend ex tale] oggetto A 26 ante
non lievi del gra[vi] A 27 per cui emend si ex ma A giorni emend si ex momenti A saprei
emend ex reputandosi opportuno A quale emend ex che A 28-29 II Signore le inspiri di emend
si ex mi venga A 32 suggerisce emend si ex inspira C 33 post io del sono sempre A sempre
add si C gratitudine add si A 34 post dì del largamente ricompensare A di emend si ex per
A post Gerusalemme del... A 34-35 di quanto fece corr ex per quanto fa A 37 in pari tem­
po emend si ex voler C 39 Benemerita emend ex 111.ma A
631
AI barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell'Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 1 f. 215 x 160 mm.
E I 256-257 MB V II 383-384
Richiesta di acquisto a suo nome del dizionario del Moroni
Torino, 13 febb[raio] 1863
Car.mo Sig. Barone,
Approfitto dell'occasione che la signora Marchesa Landi va a Roma per ri­
chiederle dei favori di cui voleva pregarla prima di sua partenza.
Abbiamo bisogno in questa casa dell’Opera del Moroni, di cui abbiamo già i 5
primi volumi. La prego caldamente di volersi dare questo incomodo e completar­
la a norma della memoria che qui le unisco. Il portarla seco è troppo grave distur­
bo; perciò servasi pure del mezzo con cui suole mandarsi la Civiltà Cattolica e co­
sì diminuirà molti disturbi. Il Reverendo Padre Oreglia spero che le presterà la
mano. La mia dimanda è limitata al disturbo, al suo ritorno sarà indennizzata di 10
quanto ha speso. La prego di offerire i miei rispettosi saluti alla signora Baronessa
di Lei consorte.

56.8 Page 558

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552 febbraio 1863
Procurerò nella mia pochezza di ricompensarla pregando il Signore Iddio a
voler spandere le copiose sue benedizioni sopra di Lei e sopra tutta l ’amata di Lei
15 famiglia affinché a tutti conceda sanità e grazie per la vita presente e per la
futura.
Nella sua bontà voglia gradire che colla più sentita gratitudine mi professi nel f.iv
Signore
Di V. S. car.ma
20
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 marchesa Landi: probabilmente Teresa Bellini di Milano (1815-1887), moglie del piacentino mar­
chese GianBattista Landi (1811-1848), e padre di Alfonso (nato il 21 luglio 1841, marito di Emilia Coar­
di Bagnasco Balangero di Carpeneto di Torino).
Va: solito uso del verbo «andare» invece di «venire».
5 G. M oroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica. 103 volumi (1840-1861) con 6 volumi di
indici (1878-1879)
632
Al papa Pio IX
ASC 131.01 Leti. orig. Pio IX (A 173) me. 41 A 2/4
Min. aut. 2 ff. 309 x 208 mm. segni archivistici sul f. 2v
piegatura del f.
E I 257-259 MB V II 386-388
strappo centrale a conseguenza della
Ampia panoramica sulle vicissitudini della chiesa in Piemonte ed in Italia
*Torino, 13 febbraio 1863
Beatissimo Padre,
Voglia degnarsi Vostra Santità di usare la solita sua bontà col permettere che
io povero ma affezionatissimo figliuolo di santa Madre chiesa per mezzo della ze-
5 lante cattolica marchesa Landi abbia la più cara delle consolazioni di prostrarmi
a’ sacri di Lei piedi ed esprimere alcuni figliali affetti del mio cuore.
Prima di tutto le presento i più vivi segni di gratitudine da parte mia, di molti
miei colleghi e giovanetti pei molti favori spirituali che in parecchie occasioni ci
ha compartito. Questi favori furono per noi potente stimolo di adoperarci per
10 corrispondere e colla preghiera e colle sollecitudini a fine di promuovere nella no­
stra pochezza la gloria di Dio e il bene delle anime.
Le cose di religione ed i sacri ministri da due anni in qua furono esposti a
gravi cimenti ne’ nostri paesi sia per le solite largizioni de’ protestanti, per le mi­
nacce ed eziandio per le oppressioni delle autorità; sia pel traviamento di non po-
15 chi di coloro che da Dio era [no] stati posti alla custodia della casa del Signore. A
questo si aggiugne l’instruzione acattolica della gioventù nelle scuole primarie e
secondarie; la qual cosa produsse due tristissimi effetti; contribuì alla smania di
leggere scritti seducenti ed irreligiosi, a rifiutare quello che è fondamentale nella
religione: quindi una sensibilissima diminuzione delle vocazioni allo stato eccle-
20 siastico e religioso, ed un certo dileggio per coloro che se ne sentissero chiamati.

56.9 Page 559

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febbraio 1863 553
I
giornali e i libri empi continuarono a stamparsi, a moltiplicarsi, a diffonder­
si, ma con esito molto meno felice ai nemici della religione. Ciò avvenne a motivo
dell'aumento dei giornali e dei libri buoni e della maggiore sollecitudine che i cat­
tolici si danno nel promuovere la stampa e propagarli.
f. ìv
Ma in mezzo a tanti motivi di afflizione abbiamo anche di che consolarci. Il 25
rispetto e la venerazione per la Vostra Santità crebbe assai presso ai buoni; si so­
stenne ed aumentò assai presso ai medesimi nemici della fede. Ciò è dovuto alla
condotta intangibile, alle belle opere, alla fermezza di V. Santità. O m nia ad ma-
jorem Dei gloriam.
La morte o l’esiglio di non pochi vescovi ha messo in diffidenza i meno fervo- 30
rosi e fece sì che il clero si strinse vie più tra sé, portando esclusivamente e diret­
tamente il pensiero al centro della verità, al Vicario di Gesù Cristo. I vescovi con­
tinuano ad essere maravigliosamente uniti; il clero del Piemonte ha un solo pen­
siero coi Vescovi e con Roma; il clero delle altre provincie (flens d ico) si è disono­
rato non in picciol numero. L'unica consolazione in questo disastro si è la fermez- 35
za e la prudenza dei vescovi, con cui riuscirono ad impedire la caduta di molti e il
ravvedimento di non pochi. Dirò cosa strana, ma credo vera. In questo momento
sembrano che i vescovi facciano maggior bene dal loro esiglio o dalle loro carceri,
che forse non farebbero nella loro sede; giacché col fatto pubblicano, diffendono
il principio dell'autorità divina nel suo capo visibile, che è la base di nostra santa 40
cattolica religione.
Sebbene dobbiamo essere testimoni di frequenti spogliazioni di luoghi e di
persone sacre, tuttavia nulla finora si lasciò mancare di quanto riguarda al divin
culto. Molte chiese furono poste in costruzione] o si vanno ristaurando. Nella
sola città di Torino quattro chiese destinate a parochie son in via di costruzione, 45
delle quali una a M aria A u x iliu m Christianorum .
Giacché V. S. ebbe già altra volta la grande degnazione di udire a parlare de­
gli Oratorii dirò anche qualche cosa dei medesimi. Il numero di essi è di cinque in
cui vi è la più soddisfacente affluenza di giovani che intervengono ad ascoltare la-
parola di Dio ed a frequentare i santi sacramenti. Il numero di quelli che interven- 50
gono ne’ giorni festivi eccede regolarmente i tremila. L ’Oratorio di S. Francesco
di Sales dove sonovi ricovero, scuole e frequenza de’ giovani da ogni parte della
città ne’ giorni festivi. I ricoverati in questa nostra casa sono settecento; di essi
cinquecento cinquanta aspirano allo stato ecclesiastico; ogni anno parecchi giun­
gono al sacerdozio e vanno in vari paesi ad esercitare il santo ministero.
55
f.2 r
Intanto, Beatissimo Padre, i giovani dei nostri Oratori continuano a pregare
per la conservazione de’ giorni preziosi di V. S. e pel trionfo di Santa Madre Chie­
sa. Ogni giorno si fa un considerevole numero di comunioni; mattina e sera si in­
nalzano preghiere alla Beata Vergine Immacolata; lungo il giorno frequenti visite
al SS. Sacramento: e ciò tutto per invocare la divina misericordia onde Iddio si 60
degni di mitigare i flagelli che da parecchi anni si fanno in modo grave e terribile
sentire ne’ nostri paesi. Restituisca i bei giorni di pace per la Chiesa e pei popoli.
Ma pur troppo, Beatissimo Padre, dobbiamo ancora fare il gran passaggio
per ignem et aquam, e questo passaggio che sembrava lontano ora si è fatto vici­
no. Vostra Santità secondi l’alto pensiero che Iddio le inspira nel cuore proda- 65

56.10 Page 560

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554 febbraio 1863
mando ovunque possa la venerazione al Santissimo Sacramento e la divozione
alla Beata Vergine che sono le due ancore di salute per la misera umanità. Molti
fedeli pregano per lei Beatissimo Padre affinché, e ne sia certo, nel tempo della
prova la Santa Vergine le torni di appoggio; e Gesù Sacramentato lo scampi dai
70 pericoli.
Avuta così la grande consolazione di aver potuto così parlare con V. S. la
prego di voler dare benigno compatimento all’ardimento a cui sono stato spinto
dal grande affetto che noi qui portiamo alla sacra di Lei persona.
Si degni infine di aggiugnere ancora un tratto di speciale bontà compartendo
75 la santa sua benedizione sopra un numeroso stuolo di sacerdoti, cherici, laici, e di
giovanetti che tutti si uniscono a me per invocarla umilmente, mentre a nome di
tutti ho la più grande delle consolazioni di potermi prostrare ai piedi di Vostra
Santità
Povero ma affezionatissimo figliuolo
80
Sac. Bosco Gioanni
3 Voglia emend ex Prego di usare la solita emend si ex colla grande col emend si ex di 4 io
emend si ex un
post chiesa del abbia
5 post cattolica del la
cara emend si ex sentita
prostrarmi emend ex esprimere 7 presento emend ex porgo emend ex dirò 8 ci add si 9
Questi... per corr si ex Dal canto nostro ci siamo anche adoperati per adoperati emend si ex sfor­
zati di
10 corrispondere corr si ex corrispondervi alle grazie largite
a fine di promuovere
emend si ex che
11 la gloria emend ex abbiamo potuto praticare a fine di promuovere la gloria
corr si ex abbiamo potuto usare per la gloria
il emend si ex pel
12 ed i sacri ministri add si
furono emend ex...
13 solite largizioni emend si ex offerte
ante per le minacce del sia
14 sia emend si ex ed in fine 15 post che del doveva [no] erano emend si ex sono alla cu­
stodia della emend si ex a fare la guardia alla
16 l'instruzione corr ex l’is[truzione]
acattolica
corr si ex tutt’altro che cattolica
17 produsse... effetti add si
contribuì co rr ex contribuisce
18 scritti emend ex libri
a it si quello che emend ex per quanto
19 post una del di [minu-
zione] 21 empi emend ex eret[ici] 22 meno emend ex più post felice add si et del del tem­
po passato, e ciò a motivo ai emend ex pei 22-23 Ciò... dell’ co rr si ex Questo per 1’ 23 del­
la emend ex per la 24 nel emend si ex per post e del e del 25 ante abbiamo del non pochi
27 post medesimi del di 28 post intangibile del di 30 La morte emend si ex La perdita e lo
allon[tanamento]
31 sé add si
32 e direttamente add si
34 ante disonorato del alquanto
35 la fermezza emend si ex il coraggio
36 con cui... ad impedire emend si ex i quali in tale
modo impedirono 38 post bene del alle loro diocesi 39 forse add si 40 il emend si ex un
post divina del che è base
42-44 Sebbene... culto add m rg sin
44 post chiese add si et del
parochiale
furono emend ex che si...
45 destinate a parochie corr si ex parochia[li]
47
ebbe emend si ex si compiacque la grande degnazione add si 48 ante dirò del le ante nu­
mero del loro 51 eccede emend ex era L ’Oratorio emend ex II numero di questi 52 sonovi
emend ex avvi post frequenza del festiva 53 In questa nostra casa add si 54 parecchi giun­
gono emend si ex un numero soddisfacente che giunge
55 e vanno emend ex e mentre altri
santo corr ex sacro 56 post Intanto del noi post Padre del continuiam o] 57 trionfo co rr ex
trono 58 fa corr ex fanno e corr ex ci 60 post misericordia del di Dio Iddio add si 63
dobbiamo ancora fare corr ex abbiamo ancora da 69 le torni di emend si ex sia il suo lo scam­
pi dai pericoli emend ex la sua salvezza
71-73 Avuta... persona add m rg in f sin
74 Infine
emend ex Finalmente
aggiugnere... speciale emend si ex usare un tratto della sua grande
77 ho it et del prostrare emend ex professare
30 Nei pochi mesi del gabinetto Rattazzi (3 marzo - 8 dicembre 1862) una cinquantina furono i ve­
scovi intransigenti esiliati o confinati.
80 La lettera fu consegnata al pontefice dal card, delle Lettere Latine nell’udienza del’ l 1 luglio: ASV
Ep. Lat. Pos. et Min. 100. La risposta, datata 15 luglio 1863, è conservata in ASC 126.2 Pio IX, ed. in
MB V II 480-481. Analizzando i due documenti, il racconto del Lemoyne (M B V II 478-480) pare con­
trappuntato da molte imprecisioni.

57 Pages 561-570

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57.1 Page 561

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febbraio 1863 555
633
Al notaio Prospero Batù
Copia a stampa in E I 260
Elogio del giovane Giardino
“Torino, 17 febbraio 1863
On.le Signore,
Il
giovane Giardino lavora in questa tipografia come direttore dei composito­
ri, ha buono stipendio, la sua condotta fu sempre buona, è laborioso assai e sa
spendere il suo danaro.
5
Egli ha anche qualche cosa che si guadagnò sopra i suoi risparmi.
Contento di poterla in qualche cosa servire me ne auguro novella occasione;
intanto le auguro ogni bene dal Cielo e mi professo
Di V. S. On.le
Dev.mo servitore
io
G. Bosco
2 Batù: personaggio non meglio identificato.
3 Giardino: vedi lett. n. 535.
634
Al ministero deH’interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS Roma Opere Pie b. 474 fase. 147
Orig. aut. 1 f. 312 x 199 varie indicazioni di protocollo sul mrg. sup.
Ined.
Collocazione di alcuni giovani, inviati dal ministero, o aU’Oratorio o presso un maestro di sicuro
affidamento
•'Torino, 23 febb[raio] 1863
Ill.mo Signore,
In riscontro della lettera (20 Febb. 1863 div. 5a sez. 2a- N. 9617) che V. S. II-
l.ma mi indirizzava a favore del giovanetto Gesualdo le significo con piacere che è
accettato in una casa qua vicino sotto alla custodia del sig. Miglietti Felice mae- 5
stro nelle nostre classi dove ha già con sé sedici altri poveri giovanetti che per età
non possono ancora essere accolti in questa casa. Ella può mandarlo quando
che sia.
Contemporaneamente le posso anche significare che sono disposto di accet­
tare anche il Martina Francesco orfano di Campiglione (lett. 8 Febb. 1863 div. 5a 10
sez. 2a N. 10899) ma prima di riceverlo definitivamente avrei bisogno di vederlo
per osservare se la sua complessione fisica e morale non lo rendano inetto per
questa casa.

57.2 Page 562

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556 febbraio 1863
Sempre pronto a servirla in quel che posso le auguro ogni bene dal cielo
15 mentre ho l ’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
4 Vedi lett. n. 627.
5 Felice Giacomo Miglietti, maestro di scuola elementare, nato a Occhieppo Inferiore (Vercelli), fa­
ceva scuola anche ai ragazzi più piccoli di Valdocco. Dal 1860 fu membro della Conferenza di S. Vin­
cenzo; svolse pure mansioni di portinaio. Morì nel 1896.
10 La lettera, a firma del segretario generale del ministero Silvio Spaventa, è conservata in ASC
126.2 Governo, M inistro d ell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 897. L'orfano Giovanni Battista [France-
co?] Martina di Campiglione Fenile (Torino) fu ricoverato come artigiano a Valdocco il 26 marzo 1863
secondo 0 registro Censimento; invece il 27 marzo secondo la lettera del 4 aprile 1863: ved. lett. n. 650
e 689.
635
Alla duchessa Melzi Sardi
ASC 131.01 M elzi d 'E ril (A 172) [me. 2664 C 8/9]
Orig. aut. lf. 210 x 138 mm. carta azzurrina
Ined.
Ringraziamento per l'offerta inviatagli dal marchese Patrizi — oggetti vinti alla lotteria affidati alla
marchesa Fassati — fiducia nei giovani dell'Oratorio
•Torino, 24 febb[raio] 1863
Eccellenza,
Ringrazio di tutto cuore V. E. della bontà usatami nel farmi pervenire la li­
mosina di scudi cento che ho ricevuto dal sig. di Lei s e g r e ta r io provenienti dal
5 caritatevole sig. D. Gio. Patrizi Marchese. Io la prego di voler trasmettere al me­
desimo l’acchiuso biglietto di ricevuta e nel tempo stesso di far gradire al medesi­
mo i più sentiti affetti della mia gratitudine.
Questo danaro mi giunse in tempo opportunissimo; aveva il panattiere in ca­
mera che dimandava danaro, che non aveva, sicché li ho nemmeno deposti di
io mano e furono subito destinati per questo bisogno.
Due oggetti furono vinti dai numeri che mi accenna, e li ho affidati alla si­
gnora Marchesa Fassati nostra insigne benefattrice, che con piacere li conserverà
per quell’evento che Ella crederà.
La nostra casa, sig[ra] Duchessa, è aumentata nel numero; i ricoverati sono
15 settecento; due volte tanti vengono |a scuola dall’esterno; e non meno di tremila f.lv
frequentano gli oratorii ne’ giorni festivi. È vero che l ’immoralità trionfa; ma gra­
zie a Dio abbiamo un buon numero di giovani che lasciano di loro ottime speran­
ze; chi per un arte, chi per lo stato ecclesiastico.
Nella 2a domenica di marzo i nostri giovani faranno la loro santa comunione
20 pel sig. March[ese] Patrizi; la dom. 3a la faranno secondo la di Lei intenzione. È
questo l ’unico omaggio della nostra gratitudine che possiamo loro offerire.

57.3 Page 563

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febbraio-marzo 1863 557
La grazia di nostro S. G. C. sia sempre con noi, e la santa Vergine Immacola­
ta ci conservi tutti suoi e sempre suoi. Amen.
Con pienezza di stima e di gratitudine verso di Lei e verso il sig. Marchese
prelodato ho l’onore di potermi professare
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 È piuttosto difficile precisare di chi si tratta: probabilmente la duchessa Melzi Sardi di cui esiste il
messaggio a don Bosco di pochi giorni prima, il 7 febbraio: ASC 112 Lotterie 1862, ed. in MB V II 270.
Esiste però anche la duchessa Maria dei marchesi d’Oncien de Chaffordon, terza moglie del duca Gio­
vanni Melzi d’Eril (nato nel 1825). Inoltre, in un manoscritto autografo di don Bosco negli anni ses­
santa (ASC 132 Maria Ausiliatrice, Santuario), si trova anche una non meglio precisata duchessa
Melzi Landi, il cui secondo cognome potrebbe richiamare la marchesa Landi, di cui alla lett. n. 631.
Altra duchessa benefattrice di don Bosco era Luisa Melzi d’Eril (nata Brignole Sale di Genova, m.
1869) moglie di Ludovico Melzi d’Eril (1820-1886).
636
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma attestata dalla trascrizione fatta dal cavalier Oreglia di S. Stefano in data 27
febbraio: ASC 126.2 Governo, M inistro dell’interno, Peruzzi
Richiesta di una decorazione a due impiegati ministeriali meritevoli
[Torino, anter. 25 febbraio 1863]
[- ]
La risposta fu accolta, a condizione che ci fosse il consenso dei superiori alle cui dipendenze si trova­
vano i due impiegati. L ’originale del documento ministeriale, da don Bosco consegnato ai due, non è
stato reperito.
637
Al ministero della pubblica istruzione (Michele Amari)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta ministeriale in data 3 marzo 1863: ASC 38 Torino Ora­
torio, ed. in MB V II 398
Prima domanda di ammissione degli insegnanti di Valdocco agli esami universitari per la patente di
professore delle scuole secondarie
[Torino, anter. 3 marzo 1863]
[...]
La risposta del ministero, udito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione, fu negativa
e non lasciava adito a nessuna speranza per il futuro.
Michele Amari: nato a Palermo nel 1805, alternò gli studi di storia con incarichi politico­
amministrativi. Due volte in esilio volontario, insegnò in varie università. Già ministro in Sicilia al
tempo della spedizione garibaldina, assunse il portafoglio della pubblica istruzione nel regno d ’Italia
dall’8 dicembre 1862 al 24 settembre 1864. Senatore su proposta del Cavour, non rinunciò mai all’in­
segnamento. Morì nel 1889.

57.4 Page 564

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558 marzo 1863
638
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS Roma Opere Pie b. 469 fase. 36
Orig. aut. 1 f. 275 x 220 mm. varie segnalazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Richiesta di una parola di raccomandazione a favore delle sue scuole presso il nuovo ministro della
pubblica istruzione
•Torino, 7 marzo 1863
Ill.mo e Benemerito Signore,
Alle opere di carità fatte a questi nostri poveri mi raccomando caldamente a
volerne aggiugnere una nuova raccomandando la memoria ivi unita a S. E. il Mi-
5 nistro di Pubblica Istruzione.
Questa casa essendo poco conosciuta presso a quel sig. Ministro incontro
una difficoltà per un favore riguardante alle scuole di questa casa che forse con
una parola di Lei in raccomandazione otterrò, specialmente notando che queste
scuole tendono unicamente a somministrare un mezzo a poveri giovani per gua­
io dagnarsi il pane della vita.
Confido tutto nella provata sua bontà, e pregando Iddio a volerla conservare
in sanità me le professo con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
8 L ’intervento del ministro, per altro inutile, è documentato dalla risposta del segretario generale
Spaventa in data 23 marzo 1863: ASC 126.1 Governo, Ministero dell'interno, Peruzzi, ed. in MB VII
400-401.
639
AI ministro della pubblica istruzione Michele Amari
ASC 131. 01 Leti. orig. Governo, Am ari (A 171) me. 25 E 8-10
Min. allog. con correzioni e data aut. 2 ff. rigati 310 x207 mm.
E I 260-262
Ulteriore domanda d'ammissione degli insegnanti di Valdocco agli esami universitari nonostante la
loro iscrizione come semplici uditori
*Torino, 7 marzo 1863
Eccellenza,
Prego rispettosamente V. E. a leggere con bontà questo scritto diretto a chie­
derle un favore per la povera studiosa Gioventù.
5
Nel vivo desiderio di promuovere la Istruzione secondaria nella classe dei
giovani poveri o meno agiati, ho iniziato una specie di Piccolo Seminario o Ginna­
sio a benefizio dei giovani ricoverati nella casa detta Oratorio di S. Francesco di

57.5 Page 565

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marzo 1863 559
Sales. In questa guisa alle arti meccaniche aggiugnevansi le belle lettere come no­
vello mezzo con cui questi giovani avrebbero potuto procurarsi il pane della vita.
Il
Ministero della Pubblica Istruzione vide sempre con occhio paterno queste io
scuole; disse più volte parole d’incoraggiamento: venne anche in ajuto con sussi­
dii pecuniarii, e con Lettera in data 29 aprile 1857, n. 1585, mi era significato
come codesto Ministero desiderava che queste nostre scuole avessero il maggiore
loro sviluppo, disposto a concorrere con quei mezzi che sono in suo potere.
L ’anno scorso (1862) sempre dietro al consiglio del Ministero ne fu dimanda- 15
ta regolare approvazione, ed il Regio Provveditore benignamente appagando la
domanda con decreto del 21 dicembre p[rossimo] p[assato] approvava queste
scuole nella persona degli Insegnanti come segue:
Francesia Sac. Giovanni per la 5a Ginnasiale
Cerutti Francesco
per la 4;| »
20
Durando Celestino
per la 3a »
Anfossi Gioanni
per la 2a »
Questi Maestri da oltre a sette anni prestano gratuitamente l ’opera loro a be­
nefizio di questi nostri ricoverati, che ne riportarono profitto veramente soddisfa­
cente, a segno che molti di essi ora si guadagnano onesto sostentamento o come 25
Maestri di scuola, o nella Tipografia, altri graduati militari, ed altri nella carriera
Ecclesiastica, altri infine si trovano ai banchi dei vari dicasteri del Governo. Ma
mentre attendono all’insegnamento essi frequentano da cinque anni le Scuole
Universitarie quali uditori, come risulta dal certificato ivi unito.
f.lv
Ora l’approvazione del R. Provveditore essendo soltanto provvisoria per 30
mancanza di Maestri titolati, sarebbe di tutta necessità, che questi Insegnanti su­
bissero un regolare esame di cui, a giudizio dei rispettivi loro Professori si credo­
no essere capaci.
A questo scopo io supplicava per ottenerne l’opportuna facoltà. Ma con lette­
ra in data 2 Corrente Marzo, Div. 3a Sez. 2a N. 3828, mi era risposto che detti In- 35
segnanti non potevano ammettersi agli esami richiesti, perché frequentarono i
corsi Universitari di Lettere Greche, Latine ed Italiane come semplici uditori sen­
za le necessarie iscrizioni. Tali iscrizioni non furono prese per l’unico motivo che
questi Maestri essendo poveri, lavorando e vivendo in una Casa che si sostiene di
sola beneficenza, non si potevano pagare le tasse stabilite dalla Legge 13 novem- 40
bre 1859.
Ciò premesso, io supplico V. E. a voler prendere in benigna considerazio-
ne[:]
1° L ’appoggio morale, ed anche materiale che il Ministero della Pubblica
Istruzione ha sempre dato a queste Scuole.
45
2° L ’idoneità riconosciuta dal R. Provveditore negli Insegnanti delle rispetti­
ve classi Ginnasiali.
3° Le dichiarazioni dei rispettivi Professori dell’Università con cui è attestata
la frequenza ed il profitto dai medesimi riportato.
4° Il caritatevole servizio che da oltre a sette anni prestano a favore de’ pove- 50
ri giovani di questa casa.

57.6 Page 566

▲torna in alto
560 marzo 1863
Per questi riflessi, e più ancora per la grande propensione che V. E. ha di be­
neficare le persone e le istituzioni che tendono a promuovere la pubblica Istruzio­
ne, dimanderei umilmente che la frequenza di detti giovani fosse convalidata seb-
55 bene non abbiano prese le necessarie iscrizioni; e quindi possano essere ammessi
agli esami di Lettere.
Qualora per altro V. E. giudicasse essere troppo grande l ’implorato favore,
voglia almeno per via eccezionale a questi insegnanti concedere quello che la
Legge 719, Art. 5°, concede all'Università di Napoli, ove è stabilito che: «Chiun-
60 que volesse in quella ¡ Università esporsi agli Esami pel conseguimento dei gradi f.2r
accademici senza essersi precedentemente iscritto ai corsi universitarii, potrà es­
servi ammesso mediante il pagamento di una somma eguale a quella stabilita per
le corrispondenti tasse di Iscrizione»; purché col pagamento di queste tasse siano
dispensati dal tempo materiale che dovrebbero ripetere frequentando i medesimi
65 corsi che hanno già frequentato come uditori.
Pieno di speranza che V. E. sia per appagare questa umile mia domanda,
l ’assicuro che i giovani beneficati conserveranno incancellabile verso di Lei la più
grata rimembranza: mentre unito ad essi Le auguro di cuore ogni bene dal Cielo
professandomi con pienezza di stima
70
Della Eccellenza Vostra
[Obbl.mo servitore
Sac. Gio. Bosco]
13 avessero add si 26 altri graduati militari add si
Ma mentre it et del 28 attendono] attendevano
27 altri infine... Governo add m rg
27-28
640
Al papa Pio IX
ASV Epist. Lat. 70 [1863]
Orig. aut. 2 ff. 226 x 177 mm.
Ined.
carta azzurrina
timbro a secco BATH
Chiede la benedizione sulla tipografia da poco inaugurata — si mostra fiducioso nella provvidenza
nonostante i difficili momenti che la Chiesa sta vivendo
*Torino, 10 marzo 1863
Beatissimo Padre,
Fra i celebri signori che in questi giorni si recano a Roma per oggetto di divo­
zione avvi il conte Bosco di Rufino colla sua consorte, ambidue fervorosi cattolici
5 ed insigni benefattori de’ nostri poveri giovani.
Io
mi servo di questa occasione per significare a V. B. che in questa casa fu
iniziata una tipografia diretta unicamente a diffondere libri cattolici. È ormai un
anno che è stata messa in opera; il lavoro non manca e riesce a buoni frutti. Si de­
gni V. B. di dare alla medesima la santa sua benedizione affinché Dio ce ne con­
io ceda la continuazione.

57.7 Page 567

▲torna in alto
marzo 1863 561
Nel tempo stesso le debbo significare, che siamo alla vigilia di dolorosi avve­
nimenti; la Santa Madre Chiesa deve essere di nuovo travagliata ed afflitta dagli
f.lv strazi degli ingrati |suoi figliuoli. Qui tra noi si raddoppiano le preghiere, e la no­
stra speranza sta tutta in Gesù Sacramentato e in Maria Santissima Immacolata.
Spero che la divina provvidenza prolungherà i giorni di V. S. e che dopo non lievi 15
burrasche potrà vedere giorni sereni e di pace per la Chiesa.
Nella sua grande bontà si degni di dare benigno compatimento al troppo ar­
dire di un figliuolo che apre il suo cuore al più buono e al più amabile de’ padri,
di cui giudica massima ventura di potersi prostrare a' piedi ed invocare per sé,
pe’ suoi sacerdoti e giovanetti la santa benedizione
20
Di Vostra Beatitudine
,
, r. ,
Attaccatt.mo Obbl.mo figliuolo
Sac. Bosco Gioanni
4 Bosco di Ruffino: vedi lett. seg.
23 II messaggio stranamente pare sia stato presentato al pontefice molto tempo dopo, nell’udienza
dell’ 11 luglio 1863: ASV Epist. Lat. Pos. et Min. 100.
641
Ai coniugi Bosco di Ruffino
AAT 19.135.20
Orig. aut. 1 f.
Ined.
126 x 80 mm.
accompagnato da busta di biglietto da visita
Auguri per l’imminente viaggio a Roma — richiesta di trascrivere in bella copia la memoria dei favori
spirituali da chiedere al papa
[Torino, 10 marzo 1863]
Al sig. cav. Bosco di Rufino ed alla pia di lui consorte sia la Vergine custodia
e guida nella loro andata e ritorno da Roma.
Se memoria de’ favori pel Santo Padre non è in carta conveniente giunto a
Roma abbiasi la bontà di trasferirla.
5
Dio li accompagni. Amen.
„„
„
Sac. Bosco Gio.
2 Bosco di Ruffino: vedi lett. n. 147 e 228.
642
[Alla marchesa M aria Fassati]
Lettera non pervenuta, ma documentata dalla memoria dattiloscritta dei De Maistre: ASC 123 De
Maistre (me. 698 B 7)
A proposito della grave malattia che aveva colpito il presidente del Consiglio dei ministri Luigi Carlo
Farini
[Torino, 24 marzo 1863]
[...]
Cf. lett. n. 433. Due giorni prima, il 22 marzo, al Farini era subentrato il Minghetti.
36

57.8 Page 568

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562 marzo 1863
643
Al vicario capitolare di Torino Giuseppe Zappata
ASC 131.01 Leti. orig. Zappata (A 174) me. 56 B 11/12
Min. aut. 1 f. 319 x209 mm. carta spiegazzata, specialmente sul mrg. sup.
Orig. allog. con firma allog. 2 ff. 318x208 mm. foglio di protocollo con rigatura ed ampio spa­
zio bianco sulla sin. di ogni f. in calce alla lettera si trova la data sul f. 2v vi sono tracce di ceralac­
ca e macchia nera di inchiostro
E I 262-263 MB V II 563-564
A riguardo dell’approvazione delle costituzioni salesiane
[Torino, 24 marzo 1863]
Ill.mo e Rev.mo Mons. Vicario Generale,
Espongo rispettosamente a V. S. 111.ma e Reverend.ma come fin dall’anno
1858 abbia fatto pervenire a S. E. Reverend.ma nostro Arcivescovo] di felice me-
5 moria, il progetto di una congregazione sotto al titolo di Società di S. Francesco
di Sales, diretta a conservare lo spirito ed i modi che dalla pratica si poterono co­
noscere più utili nell’esercizio del Sacro Ministero a favore de' giovanetti più po­
veri ed abbandonati.
S. E. si degnava di leggerlo e con lieve osservazione lo inviava al sig. Can[o-
10 ni]co Fissore allora nostro Vicario Generale. Esso lo fece ancora esaminare da
persone giudicate capaci ed intelligenti in tali materie; Mons. Manzini Vescovo di
Cuneo; S. E. il cardinale De Angelis si compiacquero anche di leggerlo e di profe­
rirne il prudente loro parere, altri e poi altri lo lessero. Ciascuno fece i suoi riflessi
e se ne tenne conto prezioso, sia in quanto rendevano il regolamento più confor-
15 me allo spirito della Chiesa, sia in quanto ne facilitavano la pratica. In questo pro­
getto io aveva in mira di effettuare un consiglio più volte datomi dalla prelodata
Eccellenza Sua e di mettere in pratica un suggerimento, anzi un piano di Società
suggerito e tracciato da Sua Santità il Regnante Pio IX.
Nella estensione de’ singoli capi ed articoli ho in più cose seguito altre società
20 già dalla Chiesa approvate le quali hanno uno scopo affine a questo. Tali furono
p.e. le regole dellTnstituto Cavanis di Venezia; dellTnstituto della Carità; de' So-
maschi, e degli Oblati di Maria Vergine.
Mio scopo è di stabilire una Società che mentre in faccia alle autorità gover­
native conserva tutti i diritti civili ne’ suoi individui; in faccia alla Chiesa costitui-
25 sca un vero corpo morale ossia una società religiosa.
Ora considerando che vi potrebbero nascere non lievi inconvenienti se la
morte mi sorprendesse prima che questa Società fosse dal Superiore Ecclesiastico
approvata;
Ritenuto l'esperimento di queste regole fatto nello spazio di una quindicina]
30 di anni; durante i quali si poterono introdurre quelle modificazioni che dietro a
prudenti consigli sembrarono opportune;
Considerato il vistoso numero de’ soci in essa inscritti che tra sacerdoti, che-
rici e coadiutori giungono a sessanta;
Avuto eziandio riguardo alla molta e svariata messe evangelica che si offre in

57.9 Page 569

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marzo 1863 563
questa capitale, tanto per parte de’ giovani ricoverati che in questa casa somma- 35
no a settecento, quanto per parte delle scuole feriali e delle radunanze festive che
f.iv hanno luogo |nell’Oratorio di S. Francesco di Sales in Valdocco, del Santo An-
g[elo] Custode in Vanchiglia, di S. Luigi a Porta Nuova, quindi maggior bisogno
di un vincolo sicuro e regolare che unisca gli spiriti e si conservino invariabili
quelle pratiche le quali poterono conoscersi maggiormente fruttuose al bene delle 40
anime.
Tenendo anche conto dell’occasione in cui mi trovo per una casa novella che
si sta preparando e che a Dio piacendo col beneplacito di Lei si aprirà nel prossi­
mo mese di ottobre in Mirabello presso a Casal Monferrato;
Per tutti questi motivi a nome di tutti i membri di questa Società fo umile 45
preghiera onde siano al più presto appagati i nostri comuni desideri, degnandosi
di approvarla con tutte quelle clausole, osservazioni e condizioni che a Lei sem­
brassero tornare a maggior gloria di Dio e vantaggio delle anime.
Tutti uniti la ringraziamo anticipatamente del favore che speriamo e di tutto
cuore pregando il Signore che le doni sanità e grazia a fine di poter promuovere il 50
bene di questa nostra Archidiocesi, mi reputo al più alto onore di potermi a nome
di tutti professare,
Di V. S. 111.ma e Reverend.ma
Sac. Bosco Giovanni
3 Espongo ... fin corr si ex Fin 4 post 1858 del pres abbia fatto corr si ex faccio[?] post Re­
verend. ma del di felice memoria 5 congregazione emend si ex società sotto al titolo di emend
si ex in nome[?]
Società add si 6 dalla pratica add si
7 post più utili del dalla p[ratica]
nell'esercizio del emend si e* al 7-8 a favore... ed corr si ex verso la gioventù più 9 lieve emend
si ex leggera emend ex qualche
10 allora nostro add si ancora esaminare emend si ex ve­
dere 11 ante giudicate del da lui 11-13 Mons... parere add mrg sin 12 anche emend si ex pure
14 ne add si
in quanto emend si ex nel senso che
14-15 conforme... chiesa emend si ex se­
condo lo... Chiesa emend ex più esatto
16 aveva di mira di emend si ex non ho fatto altro che
19 ho... seguito emend si ex mi sono tenuto ad 20 dalla Chiesa transp post approvate le quali
emend si ex che 21 post regole del de’ Fra[telli] Cavanis] Gavanis B co rr ex Casanis 22 So-
maschi] Sommaschi B 23 Mio scopo è corr ex II mio scopo fu mentre add si 23-24 gover­
native emend ex civili
24 conserva corr ex conservi
costituisca emend si ex sia
25 ossia
emend ex ovvero 26 considerando corr si ex nel timore vi potrebbero... se add m rg sin 27
mi sorprendesse corr si ex sorprende il supplicante fosse emend si ex sia 29-30 Ritenuto corr
ex In... fatto... anni emend si ex da circa 30 i quali emend si ex cui post introdurre del pr
30-31 dietro... consigli add m rg sin
31 sembrarono corr ex sembravano
32 Considerato il
vistoso emend si ex Ritenuto il post che del monta a sessanta 33 giungono a emend si ex mon­
tano al numero di 34 alla co rr ex la molta e svariata emend ex varietà emend ex molteplicità
che emend ex in c[ui]
si offre emend ex copiosa si apr[re]
35 tanto emend si ex sia ri­
coverati add si
casa add si
36 quanto emend si ex sia
scuole corr si ex Oratorio
fe­
riali add si 38 post Vanchiglia del dell'Ang[elo]
38-41 quindi maggior... anime add si
38
quindi maggior it del m rg 39 vincolo corr ex vingolo 40 poterono conoscersi corr si ex si cono­
scono fruttuose emend ex vantaggiose 41 anime.] anime; 42 Tenendo... dell' emend si ex
Considerato anche il caso 1' emend ex Ri [tenuto]
in cui mi trovo per emend si ex di
post mi
del p.mi 43 col beneplacito di Lei add si 45 ante Per del Considerato] motivi emend si ex
riflessi ante a nome del il ricorrente i membri emend si ex i soci fo co rr ex fa 46 on­
de... degnandosi corr mrg sin si degni al più presto add si 49 anticipatamente add si post
speriamo del si degnerà di concederci
50 cuore add si
post Signore del Iddio
a fine di
emend si ex onde 51 il bene add si Archidiocesi corr ex diocesi 51-52 a nome di tutti add si
11 persone giudicate capaci: ad es. padre Marco Antonio Durando (1801-1880), servo di Dio, fratello
del generale Giovanni e dello scrittore ed uomo politico Giacomo. Sacerdote dal 1837, padre Durando

57.10 Page 570

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564 marzo 1863
fu per 40 anni visitatore della provincia di Torino dei «preti della missione»; fondò e diresse molte co­
munità religiose; fu consigliere molto ascoltato da mons. Fransoni. Il suo giudizio sulle costituzioni sa­
lesiane è pubblicato in Cosi SDB 235 ed in MB VI 723-725.
12 Filippo De Angelis: nato il 16 aprile 1792 ad Ascoli, fu vescovo titolare di Leuca nel 1826, arcive­
scovo titolare di Cartagine nel 1830 ed in seguito vescovo di Montefiascone e Corneto (Viterbo). Cardi­
nale dal 1838, quattro armi dopo fu nominato arcivescovo di Fermo. Ostile alla politica liberale e già
incarcerato per alcuni mesi nel 1849, nel 1860 fu deportato a Torino, dove ebbe modo di incontrare
don Bosco. Ritornato in diocesi nel 1866, vi morì l'8 luglio 1877.
21-22 Circa tali fonti si veda F. M o tto , Constitutiones Societatis S. Francisci Salesii. Fonti Lettera­
rie dei capitoli Scopo, Forma, Voto di obbedienza, povertà e castità, in RSS 3 (1983) pp. 341-384.
644
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 286
Orig. aut. 2 ff. 255 x 198 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Impossibilità di accogliere un giovane per mancanza di età prescritta — disponibilità a collocarlo
altrove per un certo periodo di tempo
"'Torino, 25 marzo 1863
Benemerito Signore,
Volentieri accetto il giovane Durazzo Giuseppe che V. S. Benemerita com-
piacquesi raccomandarmi per questa casa, purché possa pazientare fino all’età
5 tra noi prescritta di dodici anni. Si potrebbe a ciò provvedere se Ella giudicasse di
comprenderlo tra quelli che sono collocati in un piccolo ospizio qui vicino dove si
pagherebbero centesimi 65 al giorno e ciò sarebbe soltanto fino ai dodici anni
compiuti quando appunto potrei riceverlo in questa casa e sarebbe già capace di
uniformarsi colla disciplina degli adulti,
io
Sempre contento di poterla in qualunque cosa servire le prego ogni bene dal
cielo intanto che mi professo con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma e Ben.ta
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 II padre dell’undicenne, orfano di madre, Giuseppe Durazzo, aveva scritto al ministero il 13 marzo
per chiedere che venisse raccomandato il ricovero del proprio figlio a Valdocco: ASC 38 Torino Ora­
torio (F 588). Il ministero lo aveva allora fatto con lettera del 20 marzo: ASC 126.1 Governo, Ministro
dell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 898. In calce alla lettera ministeriale don Bosco scrisse: «1° qui a
12 comp. 2° Interin. col Miglietti a c. 65 al giorno». Il 6 aprile il ministero acconsentì alla proposta di
don Bosco: ASC 126.2 Governo, Ministro dell’interno, Peruzzi. Il Durazzo risulta effettivamente
iscritto alle scuole elementari tenute dal Miglietti: ASC 132 Autografi Persone, M iglietti (me. 1359
B 2).

58 Pages 571-580

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58.1 Page 571

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marzo 1863 565
645
Al cardinale Giacomo Antonelli
ASV SdS 1863 rub. 257 prot. 26.731
Orig. aut. 2 ff. 255 x 197 mm. carta azzurrina
Ined.
timbro ASV
Ringraziamento per l’invio di 500 franchi a favore dell’erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice
"Torino, 26 marzo 1863
Eminenza Reverendissima,
Colla massima gratitudine ho ricevuto la somma di franchi 500 per mano del-
l’Abate sig. D. Tortone e che V. E. Reverend.ma degnavasi di farmi pervenire da
parte del Santo Padre il Regnante ed incomparabile Pio IX per la erezione di una 5
chiesa in questa città sotto al titolo di Maria Auxìlium Christianorum.
Io
professo a Lei, E. Reverend.ma, tutta la mia riconoscenza per la bontà
usata ed oserei farle umile ma calda preghiera a degnarsi di ringraziare il Santo
Padre del segnalato f[avore] assicurando la S.S. che oltre alla cara rimembranza
del dono non mancheranno i buoni torinesi di invocare la protezione della Santa 10
Vergine a prò di un Padre che, se ne dica quel che si vuole, tra noi è sviscerata-
mente amato e venerato. La forza costringe i buoni a tacere, ma le cose violente
non durano.
I
lavori per questa chiesa sono per cominciarsi, e colla benedizione e coll’aju-
to del Santo Padre credo di poterli condurre al suo termine. Molte persone carita- 15
tevoli mosse dal solo annunzio dell’oblazione prelodata fecero già anche esse vi­
stose offerte e ne spero esito felice.
f.lv
II Signore Iddio ricco in bontà e misericordia doni a Lei ed al Santo Padre sa­
nità e grazie abbondanti da poter continuare a mantenersi fermi sostegni della
chiesa da suoi nemici in tante guise travagliata in questi tempi. All’uno ed all'al- 20
tro conceda sanità, lunghi e felici giorni, e la Santa Vergine sia dell’uno e dell’al­
tro il sostegno e la guida.
Invocando da lei [la] santa benedizione, raccomando me e li miei giovanetti
alla carità delle efficaci di Lei preghiere mentre con essi prostrato le bacio la sa­
cra propora professandomi
25
Di V. E. Reverend.ma
Umil.mo Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
646
Al rettore dell’università di Torino Ercole Ricotti
ASC 38 Torino O ratorio ( Docum enti V ili 188) me. 233 D 4/5
Orig. aut. 1 f. 310x215 mm. carta da bollo
E I 264-265 MB V II 428-429
Dichiarazione a favore di alcuni insegnanti dell'Oratorio

58.2 Page 572

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566 marzo 1863
*Torino, 28 marzo 1863
D ich iarazio ne
Il
sottoscritto dichiara che gl'insegnanti Francesia Gioanni, Cerutti France­
sco, Durando Celestino ed Anfossi Gioanni da sette anni prestano gratuitamente
l ’opera loro in qualità d’insegnanti a favore de' poveri giovani accolti in questa
casa detta Oratorio di S. Francesco di Sales. Essi sono in modo particolare com-
mendevoli per la loro esemplare condotta morale e per le molte fatiche con ala­
crità sostenute, perciocché mentre insegnarono nelle rispettive classi, fecero
eziandio regolarmente i loro studii teologici, e frequentarono da cinque anni in
10 qualità d’uditori le lezioni di lettere greche, latine ed italiane e da un anno anche
di storia.
Per questi motivi si raccomandano caldamente alla nota bontà dell’111.mo sig.
Rettore della R. Università di Torino, affinché voglia loro concedere tutti que’ fa­
vori che nella sua prudenza e saviezza ravviserà compatibili colle vigenti leggi.
15
Si fa rispettosamente notare a V. S. 111.ma che ogni favore concesso ai suppli­
canti ridonda totalmente a vantaggio di un’opera di pubblica beneficenza che ha
per oggetto di usare tutti i mezzi possibili per porre la gioventù povera o meno
agiata in uno stato da potersi guadagnare onestamente il pane della vita.
Sac. Bosco Gioanni
Diret[tore]
12 Ercole Ricotti, nato a Voghera il 14 ottobre 1816, ingegnere e studioso di storia, prima deputato e
poi senatore, dal 1862 al 1865 fu rettore delTUniversità. Morì il 24 febbraio 1883.
20 La dichiarazione era accompagnata da un’altra del vicario capitolare di Torino, Zappata, atte­
stante la frequenza da parte dei quattro insegnanti ai corsi regolari di filosofia presso il seminario arci-
vescovile: cf. MB V II 428. Allegata era pure una terza dichiarazione, ancora di don Bosco: cf. lett. n.
652. Il 3 maggio il ministero «visto il voto del Consiglio accademico e la proposta del sig. Rettore» ac­
consentì che i quattro potessero essere ammessi ai corsi della facoltà di lettere, previo il semplice esa­
me di ammissione e senza l ’obbligo di presentare la licenza liceale: cf. MB V II 432.
647
Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
Archivio seminario - Asti
Orig. aut. 2 ff. 295 x 198 mm.
E 1 265-266 MB V II 410-411
Perorazione della causa di vari giovani astigiani raccolti all’Oratorio — richiesta di pagamento delle
già ridotte pensioni
"'Torino, 30 marzo 1863
Car.mo Sig. Vicario,
Desiderava di poter in quel giorno parlare con V. S. car.ma ma la coinciden­
za di dovere Ella venire a Torino nel punto stesso del mio arrivo me l’ha impedito
5 in gran parte. Sono eziandio passato più volte per parlare al sig. T. Magnone, ma

58.3 Page 573

▲torna in alto
marzo 1863 567
non ho avuto il piacere di trovarlo in casa; laonde le comunico qui per iscritto
quanto è più essenziale riguardo ai nostri interessi.
Con lettera di Lei in ottobre 1861 concedeva al eh. Fagnano la pensione intie­
ra in fr. 40; ai due fratelli Parrucati fr. 25 caduno.
Nello scorso autunno non so se per lettera o verbalmente era concessa anche 10
l’intera pensione a questi due ultimi. Riguardo al Preda tutto come fu notato dal
Sig. T. Maglione. Avvi eziandio il paroco di Tigliole che mi scrisse lettera in cui
mi dice che dietro a colloquio avuto con Lei, ella avrebbe fatto a questa casa l ’of­
ferta di fr. 100 annui pel giovanetto Gay Domenico di quel paese e studente di 2a
Latina nelle nostre classi.
15
Riguardo a costoro credo che siamo stati intesi in quel poco di tempo che
ebbi l ’onore di poterle parlare che per quest’anno non si fanno cangiamenti; per­
ché io non potrei alla metà dell’anno fare nuove intelligenze co’ parenti de’ giova­
ni. Negli anni successivi il seminario d’Asti farà quello che può, ed io mi presterò
anche fin dove giungeranno le sempre esauste mie finanze.
20
Oltre ai giovani mentovati ne ho ancora 32 Astesi tutti di buone speranze; di
essi la maggior parte sono gratis; alcuni pagano una parte di pensione, niuno la
paga intiera. Era mio scopo di pregare Lei a venire in ajuto di questi giovanetti
che danno di loro sperare assai bene; ma stante le finanze ristrette in cui mi ac­
cennò trovarsi l ’amministrazione del seminario, non ne ho più fatto parola. Pro- 25
porrei soltanto il giovane Prete Luigi di Agliano stud[ente] di 2a Retorica bramo-
f.lv sissimo di vestire al più presto l ’abito chericale. Gli anni addietro i parenti |paga­
rono una tal quale pensione; in quest’anno i parenti vennero per ritirarlo e con­
durselo a casa, perché non potevano più pagar nulla; io scrissi una lettera e poi
un’altra a V. S. esponendo il caso e dimandando pel medesimo appoggio e prote- 30
zione; ma mi si dice che tedi lettere non le siano pervenute; credo che questa le
perverrà e con essa glielo raccomando.
L ’anno venturo 1863-64 apprendo Ella un piccolo seminario potrà aggiustar
le cose diversamente, ed io farò pure i miei calcoli |quid valeant humeri. Che se
11sig. T. Magnone potesse per ora saldare la nota che gli ho fatto trasmettere dal 35
sig. Can.co Ballario mi farà speciale favore attesi i bisogni in cui attualmente ver­
sa questa casa.
Dio le doni sanità e grazia e mi creda quale con pienezza di stima e di affetto
ho l’onore di professarmi
Di V. S. car.ma
40
Aff.mo servo ed amico
Sac. Bosco Gio.
9 in fr. 40 add m rg sin
3 Non sappiamo di quale giorno si sia trattato.
12 Teol. Antonio Magnone, teol. supplente per la disciplina e la biblioteca, economo dei seminari
diocesani di Asti.
Parroco di Tigliole: don Vincenzo Sardi, nativo di Rocchetta Tanaro (Asti). Morì a 70 anni il 20 gen­
naio 1872, dopo 33 anni di ministero nella stessa parrocchia.
14 Domenico Gay: nato a Tigliole d ’Asti il 6 aprile 1850, era entrato all’Oratorio come studente il 15
agosto 1861; lasciò Valdocco nel novembre di due anni dopo.

58.4 Page 574

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568 marzo-aprile 1863
26 Luigi Prete: nato ad Agliano d'Asti nel 1843, entrò in data non precisata all'Oratorio; morì, chieri­
co, il 5 dicembre 1863: vedi lett. n. 726.
29 scrissi: vedi lett. n. 525. L ’altra lettera non è stata rintracciata.
36 teol. Giuseppe Ballario, professore di sacra scrittura, diritto canonico e storia ecclesiastica, cano­
nico della cattedrale.
42 Sul dorso Don Berto scrive: «Pensionarii presso D. Bosco a tutto il 1862. Fatto pagato»
648
AI vicario generale [di Cuneo, Simone M olineri]
Archivio diocesano - Cuneo
Orig. aut. 1 f. 319x210
Ined.
mm.
Si complimenta per la nomina — si dichiara disponibile ad accogliere altri cuneesi all'Oratorio
"Torino, 31 marzo 1863
Reverend.mo e (sii v[en]ia verbo) car.mo Sig. Vie. G.,
Due sole parole per esprimere il mio grande piacere che V. S. 111.ma e car.ma
sia stata eletta a Vie. Gen. Capitolare. Deo gratias; io prego il Signore Iddio che
5 l'ajuti a seguire le sante norme tracciate dal compianto Monsignore.
In questa casa ho molti coneesi e se la potrò in qualche cosa servire farò
sempre con gran piacere siccome facevo con Monsignore.
Ella poi nella sua carità preghi per me e per questi giovanetti, ed augurando­
mi una sua visita, le prego dal cielo sanità e giorni felici mentre ho il bell’onor di
io professarmi
Di V. S. R.d.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 Di per sé mons. Clemente Manzini morì il 21 marzo 1865, per cui la data della lettera, chiaramente
identificabile, dovrebbe essere posticipata di due anni. A meno che, nella non precisa distinzione fra
vicario capitolare e vicario generale, si tratti della nomina a vicario generale: nel qual caso però la
data andrebbe modificata in «1861» essendo morto il vicario precedente, Amedeo Marchisio, il 22
marzo 1861. Pare più probabile la prima ipotesi. Il Molineri morì poi il 31 luglio 1881.
649
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 1 f. 226 x 176 mm. carta azzurrina carta consunta
E I 266
Ringraziamento per i libri mandatigli
Torino, aprile 1863
Benemerito e car.mo Sig. Barone,
Ho ricevuto finalmente la cassa eh’Ella mi annunziò e che fece molte stazio-

58.5 Page 575

▲torna in alto
aprile 1863 569
ni prima di giungere alla capitale. Tutto per altro fu trovato come aveva scritto e
ne ho subito fatte le debite parti e mandate a destinazione.
5
La ringrazio del Moroni; ma io intendo di tenerlo a servizio di questa casa,
sia pel prezzo a cui ella potè acquistarlo, sia pel bisogno che veramente ne abbia­
mo. Onde professandole tutta la gratitudine pel disturbo sofferto a questo propo­
sito, me le dichiaro debitore di quanto ha speso a Roma per tutta l ’opera. Il por­
to, commissioni, dogana, fu pagato tutto da noi qui a Torino.
io
La Santa Vergine accompagni Lei, la signora Baronessa di Lei consorte e
doni a tutta la famiglia un felice viaggio in patria e mi creda quelle con pienezza di
stima ho l ’onore di professarmi
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
6 a emend ex in
3 Vedi lett. n. 631.
650
Al ministero dell'interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS Roma Opere Pie b. 469 fase. 36
Orig. aut. 1 f. 310x210 mm. varie annotazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Comunica di aver accolto il giovane raccomandatogli, di averlo avviato al mestiere di falegname ed
alle scuole serali
'Torino, 4 aprile [18]63
Ill.mo Signore,
Partecipo con piacere a V. S. 111.ma che il giovanetto Martina Gioanni di
Campiglione raccomandato con lettera 8 Febb. div. 5a sez. 2a N. 10.899, è stato
accolto in questa casa il 27 Marzo p.p. e fu posto ad un mestiere lungo il giorno 5
colla scuola serale adattata alla sua instruzione.
Le prime prove sembrano dare buona speranza di riuscita nella sua attuale
occupazione di falegname.
Ella conti sopra tutto quanto può questa casa e gradisca che le auguri ogni
bene dal cielo mentre con pienezza di stima ho l ’onore di potermi professare 10
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3-4 Vedi lett. n. 634.
13 II 10 aprile il ministero rispose di aver già disposto il pagamento delle solite 150 lire in favore del-
l’Oratorio: ASC 126.2 Governo, M inistro dell'interno, Peruzzi■

58.6 Page 576

▲torna in alto
570 aprile 1863
651
A ll’editore dell’«Immacolata Concezione» di Modena, don Luigi Della Valle
ASC 131.01 Leti. orig. Libreria ed. (A 172) me. 33 C 2/4
Orig. aut. 2 ff. 226 x 177 mm. carta azzurrina, con vari segni lasciati da carta gommata sui
mrg.
E I 267-268 MB V II 388-389
Giudizio critico sulla «Storia popolare dei Papi» di J. Chantrel — proposte di miglioramento mediante
la consultazione di altre fonti
"Torino, 8 aprile 1863
Car.mo nel Signore,
Volentieri io mi occupo a promuovere associazioni e diffusione dell’opera
Storia popolare dei Papi del Chantrel ma io vorrei che qualcheduno si occupasse
5 di migliorare il testo che segue soltanto le traccie di autori francesi e in più
luoghi, con buona volontà se si vuole, travisa la verità e ommette le cose più im­
portanti.
In una lettera non posso dirle molte cose; ma p. e. La chiesa cattolica fa
l ’ufficio con lezioni, messa, epoca, azioni diverse intorno a S. Cleto ed a S. Ana-
10 cleto, ed egli ne fa un solo con un pasticcio che mette la storia dei papi in vera
confusione. Veggasi a questo proposito Baronio, voi. I; Novaes voi. I; L ib ro P o n ­
tificale R om ano etc. etc.
Segue la cronologia di Gallicani, quindi va contro agli eruditi italiani Baro­
nio, Giacomo, Sandini, Orsi etc.
15
Si perde in cose amene, ma non importanti e poi tralascia si può dire di tutti i
Papi, cose veramente essenziali: p. e. gli atti del martirio di Clemente I[,] di
Alessandro I e di molti sono saltati di passo, mentre sono tenuti autentici dai Bol-
landisti, Surio, Ruinart etc.
Le belle cose che S. Ambrogio scrive di S. Caio e che sono riportate negli atti
20 di S. Gabinio, Susanna, Sebastiano e |compagni dal Chantrel sono neanco ac- f.lv
cennate.
Dico soltanto questo in generale perché una lettera non comporta di più; ma
confrontando questo autore colle fonti storiche, come sono: Eusebio di Cesarea,
Teodoreto, Socrate, Sozzomeno, Niceforo Callisto, Evagrio e con quelli che scris-
25 sero più tardi si conosce ad evidenza che ci vuole una radicale modificazione nel
testo dell’autore.
Il
traduttore potrebbe rendere questo importante servizio alla storia qualora
volesse prendere tra mano[:]
Il
Baronio ed il suo continuatore specialmente per la cronologia
30
II Giacomo, che ha raccolto giudiciosamente le cose più accreditate intorno
alle azioni di Pontefici
Il
Surius, Brevis notitia Su m m oru m P o n tiffic u m ] in cui sono brevemente
esposte le istruzioni de’ Papi
Il
Bernini Storia delle eresie in cui nota le fatiche de’ pontefici per combatte-
35 re le eresie.

58.7 Page 577

▲torna in alto
aprile 1863 571
Riducendo il Chantrel conforme a queste fonti il lavoro può sostenere la criti­
ca, altrimenti ci mettiamo in gran pericolo di essere censurati dai protestanti sen­
za che si possa loro dare alcuna vittoriosa risposta.
f.2r
Come Ella ben vede io parlo con Lei col cuore alla mano e dico il mio povero
parere; lasciando ogni cosa a miglior giudicio.
40
Per me io sono contento che mi doni benigno compatimento, siccome chie­
do, e di gradire che le auguri ogni bene dal cielo mentre ho l’onore di professarmi
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
45
5 post francesi del trovasi
questi
11 Libro add si
23 colle] coi storiche] storici
36 queste]
4 J. Chantrel, Storia popolare dei papi. Modena, Tip. Immacolata Concezione 1863-1864. 24 voi. La
versione italiana dall'originale francese, curata dal cav. Angelo Somazzi, fu annunciata nel febbraio
del 1863. Don Bosco era stato invitato dall’editore a promuovere l’associazione all’opera, che sarebbe
uscita, tre volumi ogni due mesi, a cominciare dal giugno successivo.
11 Annales Ecclesiastici, Auctore Caesare Baronio Sorano e Congregatione Oratorii, S. R. E. Cardi-
nalis etc. et Sedis Apostolicae Bibliothecario — una cum Critica Historica — Chronologica P. Antonii
Pagii doct. Theol. Ord. Min. Convent. S. Francisci. Voli. 19 (fino al 1198). Lucae 1738. L ’opera fu con­
tinuata da Odorico Rainaldi fino al 1565 (voli. 15), dal Laderchi fino al 1572 ed ancora da Agostino
Theiner con altri tre volumi.
Giuseppe N ovaes, S.J., Introduzione alle vite dei Som m i Pontefici, coi loro ritratti in rame, da S. Pie­
tro sino al felic. regnante PP. Pio VI, raccolte ad uso dei giovani. Siena, 1775-1792 (voli. 6 ); 1802-1806
(voli. 14); 1821-1823 (voli. 17).
11-12 Libro Pontificale Romano: si tratta del Catalogo degli antichi Pontefici Romani, composto nel
sec. V e continuato da più autori.
14 A lphonsus Chacon, Vitae et res gestae Pontificum Rom anorum et S. R. E. Cardinalium, ab initio
ineuntis Ecclesiae usque ad Clem entem IX P.O.: Alphonsii Ciaconii Societ. Jesu et aliorum operae de-
scriptae - ab Augustino Oldoino Societ. Jesu recognitae et ad quattuor tom os ingenti ubique rerum
accessione productae etc. 4 voli. Rom a 1677.
A ntonius San d in i, Vitae Pontificum Rom anorum ex antiquis monumentis descriptae. Patavii, 1748,
2 voli.
A ugustinus Orsi O. P., Storia Ecclesiastica. Roma, 1746-1761. Voli. 20 fino a Gregorio Magno; conti­
nuata da Giovanni Bottari, voi. X X I (Gregorio Magno) 1762.
17-18 Bollandisti: gruppo di studiosi gesuiti diretto da J. Bolland (1596-1665) che pubblicarono una
grandiosa collezione di vite di santi (Acta Sanctorum) ordinati per giorni secondo il martirologio.
18 Laurentius Surius, De probatis Sanctorum historiis. Coloniae, 1570-1575. Voli. 6.
T heodoricus R uynart O. S. B., Acta prim orum martyrum sincera et selecta. Parisiis, 1689.
23 Eusebio di Cesarea (circa 260-340): vescovo della città, scrisse fra l ’altro una storia ecclesiastica in
10 libri
24 Teodoreto, vescovo di Ciro nella Siria, morto verso il 458. Scrisse una storia della chiesa.
Socrate: storico bizantino del secolo V, autore di una storia ecclesiastica relativa agli anni 305-439.
Sozomeno: storico greco del secolo V, scrisse una storia ecclesiastica in 9 libri, che comprende il pe­
riodo dal 324 al 425.
Niceforo Callisto Xanthopulo, monaco e storico greco (morto verso il 1335), autore di una storia ec­
clesiastica in 18 libri.
Evagrio lo Scolastico, storico greco (536-610) scrisse una storia ecclesiastica per il periodo fra il 431 ed
11 594.
34 Domenico B e rn in i, Historia di tutte l ’Heresie. 4 voli., Roma 1705-1717. Domenico è il figlio del
celebre artista G. Lorenzo.

58.8 Page 578

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572 aprile 1863
652
Al rettore dell’università di Torino Ercole Ricotti
Biblioteca civica Berio - Genova; archivio Ricotti ms. aut. III.4.31 (37)
Orig. aut. 1 f. 250 x 192 mm.
Ined.
Precisazioni circa due sue richieste alle autorità scolastiche
Ill.mo e Chiar.mo Signore,
'"'Torino, 14 aprile 1863
Allora che umiliava a V. S. Ill.ma e chiar.ma la memoria relativa agli esami
de’ giovani Insegnanti ai poveri giovani di questa casa, disiderava di aggiugnere
5 qualche parola verbalmente, la qual cosa, attesa la dilazione dell’analoga delibe­
razione, mi prendo la libertà di fare con questo foglio.
Primieramente io disiderava di farle notare che io domando soltanto che gli
studi di questi Insegnanti fossero regolati secondo le leggi (specialmente quella
del 1851) dalla Pubblica Istruzione emanati prima del Regolamento e legge Mat-
10 teucci che sembra non aver forza retroattiva ed obbligare in que’ corsi e in quelle
contingenze che si compierono prima di questa legge. Quindi sembrami che que­
sti giovani non debbano essere assoggettati se non a quegli studi e a quelle obbli­
gazioni concernenti all’anno corrente lasciando intatti i favori soliti anzi accordati
da quella legge ai Reggenti.
15
La seconda cosa che voleva farle notare [è] che la presente dimanda è affatto
diversa da quella presentata al Ministero della Pubblica Instruzione. Imperocché
con quella io dimandava di essere esonerato da tutti gli obblighi imposti dalla leg­
ge nuova e dal rispettivo |Regolamento. Invece che nella seconda dimanda io di- f.iv
mando soltanto che gli studi dai richiedenti fatti anteriormente alla novella legge
20 siano regolati secondo le leggi allora vigenti.
Voleva fare notare questo, affinché mi usasse questa bontà, che so Ella usare
volentieri nelle cose compatibili colla legalità, ed anche per far conoscere quanto
male si appongono que’ giornali e quegli individui che vorrebbero tacciare a torto
il Ministero dicendo che presso di noi le leggi sulla Pubblica Instruzione sono a
25 scelta de’ Pubblici Funzionari, i quali potrebbero servirsi or di questa ora di quel-
l’altra a loro talento.
Ella vorrà dare benigno compatimento a questa mia lettera che io scrivo a
Lei come a persona di confidenza e che amo e grandemente ammiro; ma come le
dicevano i miei insegnanti noi abbiamo tutta la fiducia in Lei, e ci sottomettiamo
30 a qualsiasi disposizione che nella sua saggezza e conosciuta bontà sia per prende­
re a nostro favore.
Contento di poterle augurare ogni bene dal cielo ho l ’alto onore di potermi
professare
Di V. S. Ill.ma e chiar.ma
35
Umil.mo Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Vedi lett. n. 646.

58.9 Page 579

▲torna in alto
aprile 1863 573
653
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta da due distinte lettere del segretario ministeriale S. Spaventa in data
16 aprile 1863 l ’una, e 30 agosto 1863 l ’altra: ASC 126.1 Governo, M inistro dell'interno, Peruzzi, ed.
in MB V II 898, ASC 126.2 Governo, M inistro dell'interno, Peruzzi, ed. in MB V II 439
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli
[Torino, poster. 16 aprile 1863]
[...]
Il ragazzo era l’orfano quattordicenne Giuseppe Copperi di Balangero (Torino), per il cui ricovero si
era interessato il maestro di Torino, Don Giovanni Musso. Secondo il registro Censimento entrò come
studente a Valdocco il 12 aprile 1863. In calce alla lettera ministeriale del 16 aprile don Bosco scrisse:
«accettato». L'8 giugno il ministero comunicò di aver disposto il pagamento delle concordate 150 lire
a favore dell’Oratorio: ASC 126.2 Governo, M inistro dell’interno, Peruzzi■
654
Al cardinale Pietro Marini
Lettera non reperita, ma desunta da quella dell’eminenza in data 18 aprile 1863: ASC 126. 2 Marini,
ed. in MB V II 416
Lettera di presentazione del canonico Davicino
[Torino, anter. 18 aprile 1863]
[...]
Il can. Davicino era andato a Roma nella settimana santa per seguire molto da vicino la liturgia di
quei giorni in città. Per questo don Bosco lo aveva raccomandato al cardinale, il quale acconsentì che
il can. gli facesse da caudatario nelle cerimonie pontificie. Dovrebbe essersi trattato del can. Andrea
da Savigliano, cameriere onorario di S. S. Leone X III, morto il 25 marzo 1889 a 75. A meno che fosse
il can. Luigi, professore di Savigliano, così come Andrea.
L ’esatta datazione della lettera dovrebbe essere posta in marzo, in quanto la Pasqua del 1863 cadeva il
5 aprile.
655
Al marchese Domenico Fassati
ASC 131.22 Copie di originali (A 192)
Copia semplice
MB V II 419
Domanda di impellente sussidio di lire 3000 per pagare il fornaio
*Torino, 18 aprile 1863
Ill.mo e car.mo Sig. Marchese,
Se far vuole il giubileo sig. Marchese vi è un tempo opportunissimo; io mi
trovo nel bisogno di pagare tre mila franchi al panettiere dimani mattina prima
delle dieci e finora non ho ancora un soldo. Io mi raccomando alla sua carità, af- 5

58.10 Page 580

▲torna in alto
574 aprile 1863
finché faccia quello che può in questo bisogno eccezionale; è proprio un dar da
mangiare ai poveri affamati. Nel corso della giornata passerò da Lei ed Ella mi
darà quello che il Signore e la Santa Vergine Le ispireranno in cuore.
Dio benedica Lei, sig. Marchese, la sig. Marchesa ed Azelia e doni a tutti sa­
io nità e grazia con un bel premio nella patria dei beati. Amen.
Con pienezza di stima mi professo
Di S. V. Stim.ma e car.ma
Sac. Bosco Gio.
656
AI ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma attestata da quella della prefettura a firma Radicati in data 20 maggio 1863:
ASC 126.1 Autorità, Prefetto, Radicati ed. in MB V II 899
Condizioni per l ’accettazione di un ragazzo
Torino, 24 aprile 1863
[...]
Il ragazzo era un certo Carlo Francesco De Luigi, nativo di Alessandria: vedi lett. n. 664.
657
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 1 f. 210 x 146 mm.
Ined.
Richiesta di informazioni su di un ragazzo raccomandatogli — afflizione per la chiusura del collegio
dei Fratelli delle Scuole Cristiane
Torino, 26 ap[rile] [18]63
Benemerita Signora,
Abbia la bontà di dirmi se il ragazzo Robusti è per un’arte o per lo studio. Nel
primo caso l’accetterei molto più presto; nel secondo mi dica la scuola che ha
5 già compiuto, e credo di poterlo ricevere appena compiuto il corrente anno sco­
lastico.
Ella ha già preso la penna e potè già scrivere. Deo gratias. Noi ne abbiamo
provata la più grande consolazione.
Rispondo io per la Messa di D. Cagliero. Non si dia pena di questo affare: io
10 lo dirò a lui quando sia tempo di prepararsi; lo dirò anche a Lei, a Dio piacendo,
quando si dovesse preparare.
In ogni angolo di Torino si parla dell’affare del coll[egio] di S. Primitivo; e
per me è un argomento di profonda afflizione.

59 Pages 581-590

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59.1 Page 581

▲torna in alto
aprile-maggio 1863 575
Dio benedica lei, il sig. conte e tutta la venerata di Lei famiglia e mi creda nel
Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Da due giorni vi è un incaricato del governo che visita ed esamina le nostre
scuole e gli allievi.
3 Giuseppe Robusti, nato a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1851, entrò come studente all’Orato-
rio il 9 agosto 1863.
9 Forse si riferisce ad una particolare andata dai Callori del giovane sacerdote di Valdocco: vedi lett.
n. 661.
13 II collegio, gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane, da tempo al centro di forti polemiche, sareb­
be stato chiuso per ordine del ministro Michele Amari due mesi dopo ed esattamente il 16 giugno. Era
stato aperto nove anni prima, in via delle Rosine.
658
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta del segretario generale del ministero S. Spaventa in
data 27 aprile 1863: ASC 126.1 Governo, M inistro d ell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 898-899
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli
[Torino, poster. 27 aprile 1863]
[...]
Il fanciullo era un certo Stefano (Pietro) Siccardi, tredicenne, orfano di padre, nato a Mondovì (Cu­
neo) nel 1851. Entrò come studente all'Oratorio il 28 dicembre 1863.
659
Al canonico Ignazio Barraja
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del can. in data 4 maggio 1863: ASC 126.2 Barraja,
ed. in MB V II 434
Raccomanda il conte di Ciriè — allega immaginetta di S. Giuseppe
[Torino, anter. 4 maggio 1863]
[...]
Il can. gli aveva scritto da Nizza, da dove era in partenza per un viaggio a Roma di circa 40 giorni. Il
conte di Ciriè, benefattore di don Bosco, era stato da questi raccomandato al canonico in vista del
soggiorno di alcuni mesi in quella località. Il can. invitò altresì don Bosco a passare con lui qualche
giorno di vacanza a luglio.

59.2 Page 582

▲torna in alto
576 maggio 1863
660
Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
ASC 131.21 Fotocopia di orig. aut. (A 181) [me. 2654 E 7]
2 ff. timbri: Torino Succursale 4 mag 63 3 Asti 4 mag 63
E I 268 MB V II 436
Sollecito di pagamento delle rette dei giovani astigiani ricoverati all'Oratorio
'Torino, 4 maggio 1863
Car.mo nel Signore,
Mi trovo in vero bisogno; se può saldarmi l ’anno 1862 più il semestre dell’an­
no corrente mi farebbe un favore e nel tempo stesso una carità. Qualora assoluta-
5 mente non si potesse procuri almeno di saldare quanto è scaduto.
Mi rincresce molto di dare a Lei questi disturbi; e se sapessi di poter parlare
al sig. Can.co Magnone, andrei subito in Asti; ma l ’incertezza di poterlo vedere o
che al medesimo pervengano le lettere hannomi deciso di scrivere direttamente a
Lei.
10
Coraggio, caro sig. Vicario, siamo in battaglia. Preghiamo, speriamo e andia­
mo avanti.
Gradisca i saluti di D. Alasonatti, del cav. Oreglia e di tutta la nostra casa al
cui nome mi professo
Di V. S. car.ma
15
Aff.mo ed obbl.mo amico
Sac. Bosco Gio.
A Monsig. Ill.mo e Reverend.mo
Monsig. Can.co Sossi
Vicario Gen. Cap. della città e diocesi
20 Asti
661
Alla contessa Carlotta Callori
Eredi Callori - Milano
Orig. aut. 2 ff. 210 x 146 mm.
Ined.
Richiesta di un prestito
"Torino, 5 maggio 1863
Benemerita Signora Contessa,
Mettiamo alla prova la carità e la pazienza della sig[ra] Contessa Callori. Ho
i lavori a Mirabello che vanno a vele gonfie, ed io contava sopra di una somma
5 che dovevami essere pagata sul principio di questo mese e che debbo ancora at­
tendere fino al 1° di luglio. Ora Ella potrebbe anticiparmi una parte della carità
che si dispose di fare per quell’opera di pubblica beneficenza? E non potendo ella

59.3 Page 583

▲torna in alto
maggio 1863 577
non avrebbe cosa in contrario che ne facessi cenno al sig. Marchese Fassati affin­
ché a nome suo me l ’anticipasse?
Ecco le mie dimande. Se però tal cosa le recasse disturbo, o potesse stancar- io
la nella attuale sua cagionevole salute; non se ne parli più, perché mi sta troppo a
f.lv cuore che ella si |possa quanto prima restituire al primiero stato di salute e così
compiere i disegni che il nostro Signore Iddio volle eseguiti da Lei.
La Santa Vergine benedica Lei, il sig. conte, il sig. D. Proverà, tutta la sua fi-
gliuolanza. Io li raccomando tutti ogni giorno nella Santa Messa; preghino an- 15
ch’essi per me. Amen.
Con pienezza di stima ho l'onore di professarmi rispettosamente
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
20
P.S. I nostri cantori, specialmente D. Cagliero desiderano ardentemente di ve­
derla a Vignale dal sabato p[rossimo] fino al seg[uente] venerdì.
662
Al padre cottolenghino Giovanni Battista Frattini
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 193 fase. 3 p. 190)
Copia semplice
E I 269 MB V II 437-438
Richiesta di prestito di un volume della storia dei papi del Baronio
"Torino, 12 maggio 1863
Car.mo D. Frattini,
Nel mio lavoro sulla vita dei Papi ho come per testo il Baronio. Ora trovan­
domi in principio del 4° secolo, ho cercato al Convitto di avere il 3° tomo di que­
sto autore, che segue quello che ho tuttora sul tavolino e mi fu detto che era alla 5
Piccola Casa. La cosa stando così, io mi dichiaro ritentore del 2° tomo, ma avrei
bisogno che tu pregassi il sig. Padre da parte mia a fare a me ed ai Papi, alla cui
gloria mi sforzo di scrivere, il favore di imprestarmi il 3° tomo. Nota per altro che
10 lo uso con riguardo, ma che ho bisogno di tenerlo qui per servirmene all'uopo
durante il tempo compreso in quel volume.
10
Ogni bene sia sopra di te, sopra il venerato sig. P. Anglesio e sopra tutta la
Piccola Casa. Amen.
Tuo aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
Al M.to R.do Signore
15
11 Sig. D. Frattini Prefetto
dei Tommasini nella P.C. della D.P.
Torino
3 Baronio: vedi lett. n. 651; testo utile per II pontificato di S. M arcellino e di S. M arcello papi e
37

59.4 Page 584

▲torna in alto
578 maggio 1863
m artiri pel sacerdote Bosco Giovanni. Torino, tip. dell'Orat. di S. Frane, di Sales, 1863 in Leti. Catt.
a. X III fase. 2 (apr. 1864).
10 durante il tempo compreso in quel volume: espressione brachilogica dovuta alla fretta dello
scrivere.
663
Al segretario comunale di Mirabello G. Domenico Proverà
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Sindaci Mirabello (A 169) me. 5 A 4/6
Orig. allog. con firma aut. 2 ff . 2 30xl70m m . intest.: Oratorio di S. Francesco di Sales, Torino-
Valdocco sulla des. a stampa è scritto: Si prega della carità d ’affrancare le lettere. Chi desidera le
lettere franche favorisca di unire i francobolli occorrenti
Ined.
Cortese ma deciso rifiuto delle proposte avanzate dalle autorità municipali in merito al collegio del
luogo
Torino, lì 15 maggio 1863
Ill.mo Signore,
Ricevuta la cortese lettera di V. S. Ill.ma colla copia del verbale di codesto
Consiglio Municipale relativamente al Collegio in costruzione a Mirabello mi sono
[messo] a leggerlo attentamente e malgrado la mia buona volontà per ora non
possiamo andare d’accordo, perciò le debbo riscontrare[:]
1° Che non mi sono espresso abbastanza chiaramente; perciocché io inten­
deva d'invitare il Municipio a dare sua mano per compiere un’opera che giudica­
va tornare a pubblica utilità del paese; invece ogni cosa si riduce a trattative di fi­
lo nanze che sarebbero a mio grave peso; perciocché se io mi assumessi il peso delle
scuole nel modo proposto ci dovrei aggiungere non meno della metà della somma
offerta affine di provvedere il competente personale.
2° Si vuole avere dal Municipio pieno diritto d'invigilare e regolare le scuole
elementari e ginnasiali. Questo concedo di buon grado purché il Municipio voglia
15 assumersi la spesa di costruzione, manutenzione, istruzione per tutte le classi.
Così fu proposto da alcuni paesi non molto distanti da Mirabello. In caso diverso
vi sarebbe troppa discrepanza nei mezzi a scegliersi per lo scopo proposto, giac­
ché io avrei tutto il peso senza autorità.
3° In quanto al mutuo non possiamo nemanco avvicinarci pel motivo che f.iv
20 effettuandosi questo solamente nel 1867 e a piccole rate non può tornarmi in aiu­
to a compiere i lavori che sono attualmente in costruzione. Inoltre la clausola di
fare il Municipio comproprietario dell’edifizio del Collegio può dare troppo spes­
so luogo a spiacevoli e dannose complicazioni.
4° Stando così le cose e le scuole non essendo da affidarsi al Collegio fino al-
25 l ’anno scolastico 1864-1865, è bene che il Municipio stabilisca una Giunta incari­
cata appositamente per questo, e allora si potranno dilucidare le proposte ed ap­
pianare difficoltà che difficilmente per lettere si potrebbero superare.
5° Spero per altro che l'edificio cominciato potrà condursi a termine e che ai
Santi si potranno aprire le scuole ginnasiali unitamente alla 2a e 3a Elementare.
30 Qualora gli Esterni desiderassero di frequentare quelle classi sarà fissata una te-

59.5 Page 585

▲torna in alto
maggio 1863 579
nue retribuzione; cosa che io studiava di evitare colle proposte che aveva fatte e
che avrebbe di certo fatto onore al Municipio di Mirabello in faccia al paese e
presso ai paesi vicini, alcuni dei quali fanno tuttora pratiche per avere tra loro un
Ginnasio.
A dirla poi a Lei in tutta confidenza, io mi pensava d ’incontrare maggiore ap- 35
poggio nei Signori del Municipio sia perché non si hanno altre mire se non fare
un bene al paese, sia per le vistose e vantaggiose proposte fatte altrove, cui ho ri­
nunciato per preferire Mirabello.
f.2 r
Del resto io la prego di ringraziare da parte mia il Sig. Sindaco e tutti gli altri
Signori del Municipio della bontà che hanno usato per me in questa occasione e 40
che spero mi vorranno continuare. In qualsiasi evento io conto molto sul loro ap­
poggio morale, sopra la loro benevolenza, assicurandoli che unico scopo di que­
sto Collegio si è di fare del bene materiale e scientifico a chi si può, specialmente
alla studiosa gioventù. Mi voglia credere quale con pienezza di stima ho l ’onore
di professarmi
45
Di V. S. 111.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
2 Proverà: cognone molto comune a Mirabelio; nel consiglio comunale nel periodo 1860-1864 sede­
vano pure i due geometri Evasio e Pietro Proverà. Il sindaco era Francesco Bocca.
3 Lettera non conservata.
664
Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta della prefettura a firma di Radicati in data 20 maggio
1863: ASC 126.1 Autorità, Prefetto, Radicati ed. in MB V II 899
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli
[Torino, poster. 20 maggio 1863]
[...]
La prefettura di Torino aveva comunicato l'impossibilità dei parenti di Carlo Francesco De Luigi di
pagare qualsiasi pensione mensile o somma una tantum per il ricovero del ragazzo. Don Bosco rispo­
se che lo accettava ugualmente, data la raccomandazione pervenutagli dal ministero: vedi lett. n. 656.
Un appunto di don Bosco sulla lettera della prefettura recita: «passerà qualche pai-ente, forse il sig.
Viarengo per intendersi».
665
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà [?]
ASCT Affari LL.PP. rub. 178 cart. 14 fase. 13
Orig. aut. 1 f. 250 x 190 mm. annotazioni protocollari sparse
Ined.
Domanda di sostegno alla petizione di un sussidio per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice

59.6 Page 586

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580 maggio 1863
Torino, 25 maggio 1863
Ill.mo e Benemerito Signore,
Allora che nella sua grande bontà degnavasi di venire a visitare questa nostra
povera casa V. S. Ill.ma compiacevasi di ascoltare come l’attuale chiesa era insuf-
5 fidente e pel numero ognor crescente de' giovani, e pegli abitanti vicini che han­
no le chiese pubbliche in grave lontananza. Secondando ella di poi la bontà del
suo cuore diceva che occorrendo qualche cosa a tale proposito ci avrebbe porta
la mano benefica.
Ora siamo proprio al tempo opportuno. Trattasi di cominciare una chiesa ab-
10 bastanza spaziosa da servirsi pel pubblico e da erigersi anche in parochia quando
l ’autorità ecclesiastica e municipale il giudicasse conveniente. A questo fine pre­
sento a Lei una supplica a fine di fare caldo invito al Municipio a voler concorrere
in questo caso eccezionale con quel maggiore sussidio che ravviserà opportuno.
Ogni cosa è nelle sue mani ed io ripongo in Lei tutta la mia confidenza.
15
Iddio benedica Lei e tutta la venerata di Lei famiglia mentre la prego di voler
gradire che colla più sentita gratitudine mi professi
Di V. S. Ill.ma e Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 25 con ■ex 20[?]
1 Stranamente sul foglio del protocollo la lettera risulta datata 10 maggio.
19 Si veda anche la lett. 667. Probabilmente quella del 25 maggio è una lettera privata; quella del
giorno seguente invece costituisce una domanda ufficiale. Il sindaco fece pervenire la richiesta al mi­
nistro di grazia e giustizia, il quale il 23 maggio rispose che c ’erano buone speranze di ottenere un sus­
sidio sui fondi dell'Economato: ASC 126.2 Governo, Ministro di Grazia, Giustizia e Culto, Pisanelli,
ed. in MB V II 438. Nel medesimo dispaccio il segretario generale del ministero Lorenzo Eula ringraziò
don Bosco per l’omaggio di una copia della quarta edizione de La Storia d ’Italia.
666
Al ministero di grazia e giustizia (Giuseppe Pisanelli)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta ministeriale in data 26 maggio 1863: ASC 126.2 Gover­
no, M inistro di Grazia, Giustizia e Culto, Pisanelli, ed. in MB V II 439
Lettera di accompagnamento di una copia della quarta edizione de La Storia d ’Italia
[Torino, anter. 26 maggio 1863]
Vedi nota alla lett. prec.

59.7 Page 587

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maggio 1863 581
667
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
ASC 131.01 Leti. orig. Autorità, Sindaci, Rorà (A 169) me. 5 E 2/3
Min. allog. con firma e correzioni aut. [ = A] data: «Torino 1863» cancellata 1 f. 296 x 212 mm.
carta bollata in calce sono cancellate città e data
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Sindaci, Rorà (A 169) me. 5 E 4
Min. allog. senza firma [identica a quella precedente ma con correzioni aut. a penna e matita: la por­
remo nella lettera seg. in quanto destinate ai nuovi interlocutori] l f . 310x217 mm.
ASCT LL. PP. Corrispondenza 1863-1864 rep. 178 cart. 14 fase. 13
Orig. allog. con firma aut. 2 ff. 310 x 210 mm. [ = E, che pubblichiamo] varie segnalazioni
protocollari
E I 254-255 MB V II 377-378
Richiesta di sovvenzioni per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
[Torino], 26 maggio 1863
Illustrissimo Sig. Sindaco,
Fra le sezioni di questa città ove la popolazione sia in modo straordinario
cresciuta è certamente quella di Valdocco. Dalla Chiesa parrocchiale di Borgo
Dora piegando verso il Manicomio fino al Borgo di San Donato ed alla R. Fucina 5
delle Canne le isole ed i caseggiati formano pressoché un solo aggregato di case
quasi tutte di recente costruzione.
Ma in questo largo e popolatissimo spazio non esiste né Chiesa né Cappella
pubblica a cui gli abitanti possano partecipare [alle pratiche] del divin culto. Avvi
bensì l ’Oratorio di San Francesco di Sales che per qualche tempo fu indistinta- 10
mente aperto al pubblico; ma attualmente questo divenne frequentato a segno
che capisce appena in parte i giovani che intervengono, quindi incapace di servire
agli adulti.
Per soddisfare a questo pubblico bisogno l’Esponente avrebbe divisato di ten­
tare la costruzione di una Chiesa in un terreno di sua proprietà situato nella Via 15
Cottolengo, nel ripiano della discesa del circolo di Valdocco. Questa Chiesa sareb­
be destinata ai giovani esterni che potrebbero intervenirvi liberamente ma abba­
stanza spaziosa da poter eziandio servire per gli adulti.
Già alcuni benefattori sono disposti a fare largizioni in proposito; ed a tale
scopo fa anche umile ricorso al rispettabile Municipio di questa Capitale facendo 20
calda preghiera onde venga eziandio in ajuto con quel maggior sussidio che al
medesimo sarà beneviso pel caso eccezionale della costruzione di una pubblica
Chiesa.
La sollecitudine da cui V. S. 111.ma è animata per tutte le cose che tendono al
pubblico morale e materiale vantaggio dei cittadini alla cura di Lei affidati, fa spe- 25
rare benevola accoglienza alla domanda del ricorrente, che pregando dal Cielo
copiose benedizioni sopra tutti i signori del Municipio reputa ad alto onore di po­
tersi professare
Di V. S. 111.ma
Umile ricorrente
30
Sac. Bosco Gioanni
31 Non venne concesso alcun sussidio: vedi lett. n. 723.

59.8 Page 588

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582 maggio 1863
668
Al primo segretario dell’ordine mauriziano, conte Luigi Cibrario
[Al ministro di grazia e giustizia (Ubaldino Peruzzi)]
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Sindaci, Rorà (A 169) me. 5 E 4
Min. allog. senza firma [già eit. nella lett. prec.] con correzioni aut. a penna e matita [ = A] 1 f.
310 x 217 mm.
ASC 131.01 Lett. orig. Cibrario (A 170) me. 14 A 7-8
Min. allog. con firma e correzioni aut. [ = B] 1 f. 310 x215 mm. restaurato il mrg. des.
ASC 131.01 Lett. orig. Cibrario (A 170) me. 14 A 9/10
Min. allog. con firma e correzioni aut. [ = C] in parte «bella copia» del ms B carta da protocollo
1 f. 303 x220 mm.
E I 254-255 MB V II 377-378
Richiesta di sovvenzioni per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
[Torino, 26 maggio 1863]
Eccellenza,
Fra le sezioni di questa città ove la popolazione sia in modo straordinario
cresciuta è certamente quella di Valdocco. Dalla Chiesa parrocchiale di Borgo
5 Dora piegando verso il Manicomio fino al Borgo di San Donato ed alla R. Fucina
delle Canne le isole ed i caseggiati formano pressoché un solo aggregato di case
quasi tutte di recente costruzione ove trovansi oltre a trentacinque mila abitanti.
Ma in questo largo e popolatissimo spazio non esiste né Chiesa né Cappella pub­
blica ove gli abitanti possano partecipare [alle pratiche] del divin culto. Avvi bensì
io l’Oratorio di San Francesco di Sales che per qualche tempo fu indistintamente aper­
to al pubblico; ma attualmente questo divenne frequentato a segno che capisce appe­
na in parte i giovani che intervengono, quindi incapace di giovare agli adulti.
Per soddisfare a questo pubblico bisogno l’Esponente avrebbe divisato di ten­
tare la costruzione di una Chiesa in un terreno di sua proprietà situato nella Via
15 Cottolengo, nel ripiano della discesa del circolo di Valdocco. Questa Chiesa sareb­
be specialmente destinata ai giovani esterni che potrebbero intervenirvi libera­
mente ma abbastanza spaziosa da poter eziandio servire per gli adulti.
Già alcuni benefattori sono disposti a fare largizioni in proposito; ed a tale
scopo fa anche umile ricorso all’E. V. facendo calda preghiera onde venga ezian-
20 dio in ajuto [assegnando sopra la cassa del R. Economato] quel maggior caritate­
vole sussidio che all’E. V. il medesimo sarà beneviso pel caso eccezionale della
costruzione di una pubblica Chiesa.
La sollecitudine da cui V. E. è animata per tutte le cose che tendono al pub­
blico morale e materiale vantaggio siccome questa casa ha già più volte speri-
25 mentato, fa sperare benevola accoglienza alla domanda del ricorrente.
Pregando dal Cielo copiose benedizioni sopra di Lei, sopra l'Augusto nostro
sovrano e sopra tutti i Signori dell'Ordine Mauriziano, reputa ad alto onore il po­
tersi professare
Di V. E.
30
Obbl.mo Umil.mo e Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni

59.9 Page 589

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maggio-giugno 1863 583
2 Eccellenza emend ex Illustrissimo Signor Sindaco A 7 post costruzione del ove trovansi oltre a
trentacinquemila abitanti B C 16 specialmente add B C 17 ma... adulti corr si ex e servirebbe
eziandio per gli adulti e potrebbe erigersi in Parrocchia nel tempo e modo da stabilirsi Coll’Autorità
Ecclesiastica e Municipale B C
20 assegnando... Economato add mrg sin A
21 E.V] A l Lei
corr A2 22 pubblica Chiesa] Chiesa parrocchiale A l Chiesa corr A2 e B1 CI Chiesa pubblica co rr si
B2 C2 23 ante La add A linea B V.E.]V.S.Ill.ma A 24-25 siccome... sperimentato corr si ex
dei cittadini alla cura di Lei affidati A 27 e sopra... mauriziano om C Mauriziano] del Munici­
pio A l dell'Ordine della religione dei Santi Maurizio e Lazzaro corr m rg sin A2 e B mauriziano corr C
31 La risposta del conte fu negativa poiché era già stato esaurito il fondo stanziato in quell’anno per
pie sovvenzioni; il Cibrario si impegnava però a metterlo a bilancio per l’anno successivo: ASC 126.2
Cibrario, ed. in MB V II 440. In modo analogo rispondeva il ministero: non poteva disporre di ulteriori
fondi per l’Oratorio, considerata anche la necessità di sovvenzionare altri istituti.
669
Al ministro dell’interno Ubaldino Peruzzi
ASC 131.01 Leti. orig. Governo, Peruzzi (A 171) me. 27 E 11 - 28 A 2
Min. aut. senza firma 2 ff. 213 x 140 mm. sul mrg sup. si legge: promemoria
E I 269-271 MB V II 458-459
Puntuale risposta alle vaghe voci contrarie all’Oratorio ed a lui stesso come autore de La Storia
d ’Italia
[Torino, maggio-giugno 1863]
Eccellenza,
Sebbene io riposi tranquillo sopra quanto V. S. 111.ma mi disse, cioè [che] oc­
correndo qualche osservazione a questa casa, l’avrebbe senz’altro fatta a me stes­
so, tuttavia avendomi Ella detto alcune relazioni fatte, e ciò avendo già avuto 5
qualche pubblicità ne’ giornali credo bene di notar qui alcune voci che vaghe e
senza fondamento nella loro origine giunsero a preoccupare il provveditore agli
studi, il ministro della pubblica istruzione e la stessa V. S.. Esporrò le dicerie e ri­
darò risposta.
1° Gli studi e lo spirito dei nostri cherici non è in armonia colle attuali insti- io
tuzioni governative.
R. I trattati, studi e disciplina de’ cherici è quella stessa della diocesi, e i no-
f.iv stri cherici frequentano regolarmente le scuole del seminario torinese ad |ecce­
zione di alcune istruzioni scientifiche le quali non potendosi avere in seminario
vanno a riceverle nella nostra Regia Università. Credo che in ciò non vi sia alcuna 15
cosa a riprovare.
2° Non vi è l’immagine del Re.
R. Io potrei dire che non vi è nemanco quella del Papa e del Vescovo; potrei
anche dire: non v ’è alcuna legge che comandi o consigli tal cosa. Ma io posso dire
altre cose; dico che questa seconda diceria è totalmente priva di fondamento. Il 20
ritratto del Re vi è in più camere, e nelle tre camere d ’ufficio vi è in tutte e tre un
quadro rappresentante in effigie il nostro sovrano. Vi è questo ritratto ne’ mi-

59.10 Page 590

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584 maggio-giugno 1863
gliaia di giovani che usciti da questa casa adesso servono onoratamente la patria
nelle file dell’esercito; vi è nel cuore de’ giovani di questa casa, che mattino e sera
25 fanno speciali preghiere in comune pel loro Sovrano e per chi con lui si occupa |
pel bene dello Stato.
3° Ma la Storia d'Italia non è secondo lo spirito che si vuole.
R. Questa Storia d ’Italia non è libro di scuola. D'altronde io l'[h ]o scritta invi­
tato dal Ministro di pubblica instruzione, si è stampata sotto i suoi occhi e mi die-
30 de un regalo di fr. 300 alla prima copia che gli ho portata. Si ristampò già quattro
volte, ma sempre sotto gli occhi del ministero, che, non è molto, con decreto spe­
ciale la riconosceva o meglio la annoverava tra i libri di premio. È vero che nelle
edizioni anteriori vi erano espressioni da variarsi dopo gli avvenimenti del 1860-
1-2. E queste espressioni furono modificate siccome ognuno può vedere nella
35 quarta edizione che si è in quest’anno pubblicata. Qualora poi ci fosse qualche
cosa che si meritasse disapprovazione mi si dica, e nella prossima edizione sarà
corretta.
D ’altronde sono 23 anni che io impiego vita e sostanze nel pubblico mio mi­
nistero. Le piazze, le vie, le carceri, gli ospedali furono luoghi de’ miei tratteni-
40 menti. Ciò che ho detto, fatto, scritto, fu sempre tutto pubblico e niuno, né priva­
to, né pubblico funzionario, di quelli che pel passato furono al potere, potè notare
alcuna cosa che meritasse censura intorno al mio operare.
Presentemente io non dimando dal governo né impiego, né onori, né danaro;
dimando soltanto il suo appoggio morale, e il suo ajuto affinché di comune accor-
45 do io possa promuovere e dare il necessario sviluppo ad un’opera che tende uni­
camente ad impedire che i giovanetti abbandonati vadano a popolare le carceri, e
che quelli i quali escono di colà non abbiano più a ritornarvi. Le quali cose mi
sembrano tutte nell'interesse del governo.
[Sac. Gio. Bosco]
49 MB V II 448-460 dedica molto spazio al problema ed agli avvenimenti qui trattati. Utile anche RSS
14 (1888) 111-200.
670
Al ministro della pubblica istruzione Michele Amari
ASC 131.01 Leti. orig. Governo, Amari (A 171) me. 25 E 11
Min. aut. senza firma mutilo 1 f. 253 x 195 mm.
E I 271 MB V II 460
Difende la verità storica della sua Storia d ’Italia
[Torino, maggio-giugno 1863]
Eccellenza,
Pochi giorni orsono V. E. degnavasi di accettarmi all'udienza e mi dava segni
di speciale bontà esternandomi alcune cose a Lei riferite come non convenienti
5 ed antipolitiche.

60 Pages 591-600

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60.1 Page 591

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maggio-giugno 1863 585
La stima ed il rispetto che ho verso di V. E. non mi permisero di poterle
esporre le cose nel vero senso, ed è perciò che la prego di leggere qui con bontà
quanto allora di passaggio le accennava.
Ella pertanto mi notava intorno alla Storia esservi cose non vere. Parlando a
persona di scienza posso dire che ella intenda non vere nel modo d ’intenderle; 10
perché in quanto alla verità storica io mi sono fatto imo scrupolo] per seguire gli
autori più accreditati siano antichi siano moderni. Riguardo poi al modo di inten­
dere le cose ovvero lo spirito della storia le dirò che fra i diversi libri fatti stampa­
re col mio nome annovi la Storia Sacra, Storia Ecclesiastica, e la Storia di Ita ­
lia. Queste tre operette furono tutte scritte sotto gli occhi e colla revisione del go- 15
verno. Ne portava copia a tutte le autorità in ogni edizione appena terminata; e
siccome il mio scopo, ognuno può vederlo in tutti i capi, [è] di infondere pensieri
morali e condurre il giovane lettore alla considerazione della legge divina che
obbliga ogni uomo all'osservanza della legge umana, così non ebbi che parola
d'incoraggiamento. Gli augusti figli del Re Vitt[orio] Emanuele [...]
20
9 Parlando] Partando
13 ovvero it
3 udienza: vedi nota alla lett. prec.
671
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
Lettera non reperita, ma desunta dall'ottenuto permesso edilizio: ASC 30 Torino Oratorio (F 592)
Richiesta di licenza edilizia
[Torino, 5 giugno 1863]
[...]
La domanda fu accolta in data 17 giugno. Si trattava di «costrurre un braccio di fabbrica, in conformi­
tà a disegni del 5 giugno 1863 dell'ingegner Spezia, salvo sempre i diritti dell’attiguo proprietario, ere­
di Filippi».
672
Al ministero dell'interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta ministeriale a firma di S. Spaventa in data 18 giugno
1863: ASC 126.1 Governo, M inistro d ell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 900
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli
[Torino, poster. 18 giugno 1863]
[...]
Il fanciullo era Ercole Ballio, abbandonato a due anni dai genitori, e tenuto in casa da un certo Malico
Gennero di Carmagnola. La giunta comunale del paese aveva offerto 100 lire a don Bosco perchè lo ri­
coverasse a Valdocco. Il Ballio, nato a Torino nel 1851, entrò all'Oratorio come artigiano il 14 luglio
1863.

60.2 Page 592

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586 giugno [o tto b re ] 1863
673
Al marchese Giovanni Patrizi
Copia a stampa in E I 312
Orig. aut. 2 ff. con P.S. datato 24 ott. 63
MB X V II 882-883
presso sig. Renato Saggiori - Ginevra
Ringrazia del denaro mandatogli — notizie sull’andamento dell’Oratorio — pericoli della propaganda
protestante
■Torino, 20 giugno (24 ottobi'e) 1863
Sig. D. Giovanni car.mo,
Le mando ricevuta della somma inviatami nel modo e colle clausole che nella
sua bontà si compiacque di indicarmi. Ho avuto piacere della mia inesattezza,
5 perché con essa mi sono procurato il piacere di avere direttamente delle sue noti­
zie, che fuori di quelle portate dalla benemerita duchessa Melzi, sono assai rare
quelle che possiamo avere.
Carissimo sig. D. Giovanni, il Signore ci vuole in gran prove; è la prima vol­
ta che in questa nostra città si vede l ’emissario protestante a predicare sulle pub-
10 bliche piazze! Si immagini che scandalo, e che male, i libri, fogli volanti, catechi­
smi, prediche, promesse d’impieghi, limosine, elargizioni sono i mezzi che so-
glionsi usare dai protestanti. Il Clero lavora indefesso e con fermezza; ma bisogna
dirlo, la gioventù è in gran pericolo.
Malgrado questo gli oratorii sono sinora frequentati ne’ giorni festivi, il loro
15 numero passa ordinariamente i tremila. I ricoverati in questa casa sono settecen­
to, essi sono i più abbandonati ed i più pericolanti. Ne abbiamo anche due della
città di Roma.
La nostra casa, grazie al Signore va bene; molti sacerdoti e chierici, il Cav.
Oreglia, Conte Cays, Marchese Fassati si uniscono con me per offrirle i loro cor-
20 diali saluti e si raccomandano tutti al fervore delle preghiere di Lei. Mentre racco­
mando me stesso e questi giovanetti alla carità delle sue preghiere reputo lietissi­
mo il momento che mi permette di professarmi di Lei nel Signore
Aff.mo e obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
25 P.S. Se la Divina Provvidenza la ponesse in grado di fare qualche elargizione, sa­
rebbe una grande opera di carità al bene delle anime.
P.S. Questa lettera fu ritenuta tra mezzo alla posta, di poi aperta e ritornata allo
scrivente. Adesso la mando di nuovo con qualche assicurazione. Vedremo se non
sarà più inceppata.
30
Dio ci benedica tutti. Amen.
Sac. Bosco Gio.
3 Vedi lett. n. 635.

60.3 Page 593

▲torna in alto
luglio 1863 587
674
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS - Roma Opere Pie b. 469 36 fase. 390
Orig. aut. 1 f. 310x210 mm.
Ined.
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli — domanda di sussidio
•'Torino, 5 luglio 1863
Ill.mo Signore,
Vista la lettera del 21 scorso giugno (div. 6a N. 48922) con cui V. S. 111.ma
raccomandava il giovane Chiapero Gioanni per essere accolto in questa casa; nel
desiderio di fare cosa grata a V. S. lo accetto di buon grado. Egli può intanto pre- 5
sentarsi a questa casa per essere visitato dal medico e vedere se può provvedersi il
piccolo corredo di cui sogliono fornirsi i giovani nella loro entrata. Egli può entra­
re al 1° del prossimo agosto, epoca in cui fa qualche posto in più per motivo di
quelli che vanno a fare vacanze in campagna.
Attesi poi i gravi bisogni in cui versa questa casa per l ’andamento ordinario 10
della medesima, per riparazione degli edifizi, e per un tratto di costruzione indi­
spensabile per l ’igiene e per la moralità della casa, rinnovo la rispettosa preghiera
per ottenere qualche efficace soccorso.
Dio benedica Lei e tutti quelli che in modo speciale fanno bene alla povera
gioventù e mi creda
15
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
N.B. Si ritardò il riscontro perché la lettera non giunse a destinazione fino ai 30
ora scorso giugno.
20
3 Lettera conservata in ASC 126.1 Governo, M inistro d ell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 900.
4 Giovanni Chiapero: nato a Torino nel 1851. Le condizioni di accettazione furono quelle scritte da
don Bosco in calce alla comunicazione ministeriale: «accettato con quel che si può avere». Il segreta­
rio ministeriale, Silvio Spaventa, rispose poi in data 13 luglio 1863: ASC 126.2 Governo, M inistro del­
l'interno, Peruzzi, ed. in MB V II 440-441. Vedi anche lett. n. 689.
675
Al prevosto di Alassio Francesco Della Valle
Lettera non reperita, ma attestata dal protocollo della corrispondenza conservato in parrocchia
Risposta interlocutoria all’invito di fondare in paese una casa di educazione
[Torino], 7 luglio 1863
[...]
II prevosto, teologo, vicario foraneo ad Alassio era don Francesco Della Valle. Era nato ad Albenga il

60.4 Page 594

▲torna in alto
588 luglio 1863
28 febbraio 1830. Da tempo era in relazione con don Bosco, da cui già nel maggio 1858 si era fatto
spedire il regolamento per gli oratori festivi. Ad Alassio, dopo la partenza dei padri domenicani nel
1849, il problema scolastico si era fatto molto sentire. Tentativi anche municipali non avevano sortito
molti risultati. Il prevosto, in qualità di direttore delle scuole locali, coadiuvato dal canonico Domeni­
co Gagliolo professore di retorica nel seminario di Albenga, operò molto in tal senso, aprendo altresì
una scuola serale per i giovani lavoratori. Grande fu l ’impegno del Della Valle per convincere don B o­
sco ad aprire un suo collegio nella cittadina. Ci riuscì solo nel 1870. Purtroppo sono andate smarrite le
varie lettere di don Bosco già esistenti nell’archivio parrocchiale. È rimasto solo un catalogo redatto
dallo stesso prevosto. Già presidente delle conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli, il Della Valle m orì l’8
giugno 1898.
676
A ll’ingegnere Giovanni Delfino
ASC 38 Torin o O ra torio (F 595)
Orig. aut. 2 ff. 215 x 140 mm.
Ined.
A proposito di una cinta muraria
sul f. 1 si trova il testo dell’accordo fra don Bosco e gli eredi Filippi
*Torino, 10 luglio [18]63
Ill.mo Signore,
Affinché la cosa fosse con fondamento formulata ho trattato con persona del­
l ’arte al cui parere mi sono letteralmente tenuto, e spero che riuscirà di danno a
5 niuna delle parti.
Mi creda colla debita stima e sempre pronto al servizio
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Si trattava dell'innalzamento di un muro di divisione: vedi pure lett. n. 584.
677
Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Provveditore Selmi (A 169) me. 4 D 6/8
Min. aut. 2 ff. 276 x 222 mm. mrg. sbrecciati
Orig. allog. con firma aut. 1 f. 285 x 197 mm. già presso un anonimo di Firenze
E I 273-274 MB V II 475-476
Professione di fede politica — altre puntuali risposte alle accuse contro di lui e contro l’Oratorio
*Torino, 13 luglio 1863
Ill.mo Signor Provveditore,
Ringrazio di tutto cuore V. S. 111.ma che si degnò di palesarmi chiaramente le
cose che, postane la realtà, metterebbero le scuole de' nostri poveri giovani in op-
5 posizione agli ordinamenti governativi. Io credo che Ella voglia eziandio ammet­
tere com e sincere le osservazioni da me fatte; quindi le divergenze, com e Ella

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luglio 1863 589
compiacevasi di esprimersi, si ridurrebbero ad alcune cose accidentali e che mi
sembrano non dover cagionare alcuna apprensione.
Tuttavia desiderando che Ella comprenda bene quanto io diceva di passaggio
alle venerate di Lei osservazioni, la prego di volermi permettere che qui le riduca io
a pochi periodi la mia professione di fede politica.
Sono 23 anni da che sono in Torino ed ho sempre impiegato le mie poche so­
stanze e le mie forze nelle carceri, negli ospedali, nelle piazze a favore de’ ragazzi
abbandonati. Ma né colla predicazione, né cogli scritti, che pur sono tutti stam­
pati col mio nome, né in alcun altro modo ho mai voluto mischiarmi in politica. 15
Perciò l ’associazione a giornali di qualunque colore è proibita per sistema in que­
sta casa. Quanto si dice diversamente sono voci vaghe e prive di fondamento. Ri­
guardo alle cose accidentali che mi notava dirò:
1° L ’istruzione de’ chierici che si vorrebbe dire avversa al Governo, non lo è,
perché qui non hanno altra istruzione se non quella della Letteratura greca e lati- 20
na. Per tutto ciò che riguarda alla Filosofia, Ebraico, Bibbia, Teologia vanno al
Seminario regolarmente.
f.lv
2° La Storia d ’Italia non è usata nelle nostre classi se non per la |Storia Ro­
mana. Riguardo al Duca di Parma e ad altri personaggi di cui tacqui alcune azioni
biasimevoli, ho ciò fatto per secondare il principio stabilito dai celebri educatori 25
Girard ed Aporti, i quali raccomandano di tacere ne’ libri destinati per fanciulli
tutto quello che può cagionare sinistra impressione nelle tenere e mobili menti
de’ giovanetti. Ciò non ostante nella prossima ristampa io modificherò ed anche
toglierò tutti que’ brani che Ella mi ha accennati o che volesse ancora indicarmi.
3° I Programmi delle scuole non sono altri che i governativi come potè osser- 30
vare il sig. Ispettore cav. Torsi e il sig. Dottore Vigna di Lei segretario.
4° Le Letture Cattoliche non si possono dire antipolitiche, giacché ivi non si
parla mai di politica. Se ci sono cose che a taluni sembrino inesatte deve ciò con­
donarsi ad un povero storico che fa quanto può per iscrivere la verità e spesse
volte non può appagare il lettore o perché le cose non sono di suo gusto, o perché 35
attinse a fonti non abbastanza depurate. Ma anche in questo io mi sottometto a
quanto le ho verbalmente accennato. Noti per altro che io sono un semplice col­
laboratore delle Letture Cattoliche. L ’Ufficio è in Torino, la Direzione è composta
da altri individui. Né ho aggio di sorta se non quello della stampa, che serve a dar
lavoro a’ nostri poveri giovani.
40
5° Si fece poi accusa che tra noi non abbiamo il ritratto del Re. Questo è del
tutto inesatto, perciocché esso esiste in più siti; e nelle tre camere di ufficio, di se-
f.ir gretario, e di udienza, ve ne esiste uno per sito. |Sarà difficile il trovare casa di
educazione dove si preghi più di noi e pel Re e per tutta la reale famiglia. Riguar­
do alle scuole se mi lascerà continuare così finché gli attuali maestri reggenti ab- 45
biano ultimato i loro esami, sarà un bene che si farà ai poveri giovani, altrimenti
dovrò cercarmene dei titolali e perciò rifiutare ricovero ad un determinato nume­
ro di poveri giovani. Ma spero molto nella continuazione de' suoi favori.
Del resto pensi che siamo ambidue persone pubbliche: Ella per autorità, io
per carità; Ella di nulla abbisogna da me, io molto da Lei. Ma ambidue possiamo 50
meritarci le benedizioni di Dio, la gratitudine degli uomini beneficando e toglien-

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590 luglio 1863
do dalle piazze poveri giovanetti. Il Cielo mandi copiose benedizioni sopra di Lei
e sopra tutta la sua famiglia; mi compatisca la rinnovazione del disturbo e mi cre­
da con pienezza di stima
55
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 palesarmi corr si ex notarmi 5 eziandio emend si ex pure 6 divergenze emend si ex opposi­
zioni 7-8 e che... apprensione emend si ex cui di buon grado mi sottometto, come già almeno con
la volontà ne era già prima sottomesso
9 post io del le
10 ante la prego del credo
11 ante
pochi del somma la co rr ex quanto riguarda alla 12 poche add si 13 ragazzi emend si ex
giovani 15 in add si mai add si 16 l’associazione add si 17 e prive di emend si ex senza
19 L ’istruzione corr ex Riguardo all’istruzione
chierici] cherici
che si vorrebbe dire corr si
ex non può dirsi
post Governo del perché
21 Per emend si ex Perciò
post vanno del a
scuola 23 La Storia corr ex Riguardo alla Storia è add si nostre classi emend si ex scuole
24 ante Riguardo del E poiché mi notò di add si 25 per secondare emend ex appoggiando­
mi]
25 celebri emend ex f[amosi]
26-27 nei libri... tutto emend si ex nella storia tutti
27
sinistra impressione emend si ex idee immorali 29 que’ corr ex quelli 30 I Programmi corr ex
Riguardo ai programmi 34-35 spesse volte corr si ex talvolta 36 ante attinse del egli post
sottometto del al parere che mi
37 collaboratore emend si ex scrittore
41 post fece del col
43-44 Sarà... famiglia add mrg sin 45 reggenti add si 46 ultimato emend ex compiuto 47
cercarmene corr ex cercarmi rifiutare corr ex dare rifiuto post rifiutare del un determ inato]
48 ante spero del in questo 50 di nulla corr si ex in 51 Dio, co rr ex Dio e 51-52 benefican­
do... piazze emend si ex e la consolazione di aver beneficato
3 Don Bosco aveva avuto un colloquio col provveditore qualche tempo prima.
26 J. Baptiste Girard: francescano minore, era un educatore di grande risonanza. Nato a Friburgo
nel 1765, sacerdote dal 1789, era stato cappellano dei maestri cattolici a Berna dal 1795 al 1804; dal
1805 al 1823 assunse la direzione della scuola francese maschile a Friburgo. Per motivi politici si tra­
sferì a Lucerna, città in cui diresse per quattro anni una «scuola libera»; dal 1827 al 1832 si ritirò nella
casa generalizia dell’ordine, dove morì nel 1850. Contribuì a diffondere l’idea della scuola popolare; fu
propugnatore della necessità di buoni seminari magistrali ed anche di una politica sociale cattolica.
31 cav. Torsi: ispettore scolastico; dottor Giuseppe Vigna: segretario del provveditore. All’epoca per
un certo periodo provveditore di Torino fu anche Giovanni Francesco Muratori.
678
Al soldato Ottavio Pavia
ASC 131.01 Lett. orig. Pavia (A 173) me. 40 C 1
Orig. aut. 1 f. 210 x 150 mm. restaurato date le pessime condizioni di conservazioni sul v
due timbri: Torino 17 lug 63 S. Morizio 18 lug 63 conservato il francobollo originario di 10 cente­
simi
E I 275
Consigli spirituali
'Torino, 15 luglio 1863
Car.mo Pavia,
Tutto bene come hai fatto. Piuttosto qualunque fatica e qualunque patimen­
to che dar mano a chi offende il Signore. Continua ad associarti co’ buoni; fuggi i
5 dissipati che fanno cattivi discorsi.
Di’ a’ tuoi compagni che io li amo molto nel Signore; ogni mattina racco­

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luglio 1863 591
manderò te ed essi al Signore affinché esso vi dia la sanità e la sua santa grazia.
Se tu o qualcheduno d ’essi venisse a Torino venga pure con noi per mangiare
e dormire, e intanto ci parleremo anche delle cose dell’anima.
Procura di dare in proprie mani, se puoi, la lettera ivi unita. Riguarda ad un io
giovane di buona volontà; parlagli e fattelo amico e ne sarai contento. Non di­
menticherò l’affare che mi raccomandi. Dio benedica te e i tuoi compagni e cre­
dimi tuo sempre di cuore
Vostro aff.mo amico
Sac. Bosco Gio.
15
Al preg.mo Signore
Il Sig. Pavia Ab.to soldato
nel 64° comp. 4a sul campo di
S. Morizio
2 Vedi lett. n. 422.
679
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta della prefettura, a firma di Radicati, in data 17 luglio
1863: ASC 126.2 Governo, M inistro d ell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 441
Richiesta di titolo baronale per un benefattore dell’Oratorio
[Torino, anter. 17 luglio 1863]
[...]
La domanda fu respinta. La persona che avrebbe voluto donare 10.000 lire aU’Oratorio era il sig. Gio­
vanni Gautier di Saluzzo, segretario del ministero dei lavori pubblici.
680
Al chierico Giovanni Bonetti
ASC 131.01 Lett. orig. Bonetti (A 169)
Orig. aut. 1 f. 213 x 138 mm.
E I 275-276 MB V II 485
Consigli spirituali
me. 8 D 11
*S. Ignazio [Lanzo torinese],
20 luglio 1863
Bonetti mio car.mo,
Non darti la minima inquietudine su quanto mi scrivi. Il demonio vede che
gli vuoi scappare definitivamente dalle mani, perciò si sforza d ’ingannarti.
5
Seguita i miei consigli e va’ avanti con tranquillità. Intanto potrai farti passa­
re la malinconia cantando questa canzone di S. Paolo: Si delectat m agnitudo
praem iorum , non deterreat m ultitudo laborum. N on coronabitur nisi q u i legiti-
me certaverit. Esto bonus miles Christi et ipse corona bit te.

60.8 Page 598

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592 luglio 1863
io
Oppure canta con S. Francesco di Assisi:
Tanto è il bene che io aspetto
C h ’ogni pena m i è diletto,
I l dolor si fa piacere,
Ogni affanno un bel godere,
15
Ogni angoscia allegra il cuor.
Del resto prega per me ed io non mancherò di pregare anche per te e fare
quanto posso per renderti felice nel tempo e nell’eternità. Amen.
Tuo aff.mo in G. C.
8 deterreat corr si ex derreat
Sac. Bosco Gio.
7-8 Si delectat... multitudo laborum: Delectet ergo mentem magnitudo praemiorum, sed non deter­
reat certamen laborum: S. Gregorio Magno, H om ilia in Evangelium 2,37,1..
8-9 Non coronabitur ... coronabit te: ef. 2 Tim. 2,3-5.
681
AI chierico Giovanni Garino
ASC 131.22 Copie di originali - Berto (A 192 fase. 3 p. 134)
Copia semplice
E I 276 MB V II 486
Consigli spirituali
*S. Ignazio [Lanzo torinese,
20 luglio] 1863
Car.mo Garino,
La tua ultima lettera ha dato nel segno. Fa’ come hai scritto e vedrai che sa-
5 remo ambidue contenti; ma come ti dissi già altra volta, io ho bisogno da te di
una confidenza illimitata, cosa che cert [amente] mi concederai, se pensi alle sol­
lecitudini usate e che vie più userò in avvenire in tutto ciò che può contribuire al
bene dell’anima tua ed anche al tuo benessere temporale.
Intanto ricordati di questi tre avvisi: fuga dell’ozio; fuga dei compagni dissi-
10 pati e frequenza dei compagni dati alla pietà; per te questo è tutto.
Prega per me che ti sarò sempre
Aff.mo in G. C.
3 Garino: vedi lett. n. 342.
4 II riferimento è ad una lettera non meglio precisata.
Sac. Bosco Gio.
682
A don Pantini
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del canonico in data 15 settembre 1863: ASC 126.2
Pantini

60.9 Page 599

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luglio 1863 593
Comunica le condizioni di accettazione di un ragazzo proveniente da altra scuola
Torino, 24 luglio 1863
[...]
Il can. di Varignano [?] mandò tutti i certificati richiesti, annunciando pure l'invio dell’attestato scola­
stico. Tutti i tentativi di identificare il canonico non hanno sortito effetto alcuno.
683
[Al ministero di grazia e giustizia (Giuseppe Pisanelli)]
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta dell’economo dei benefici ecclesiastici in data 30 lu­
glio: ASC 126.2, ed. in MB V II 442
Richiesta di sovvenzione per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice
[Torino, anter. 27 luglio 1863]
[...]
Il re, uditi l’economo ed il ministero competente, stanziò la somma di lire 6000, da pagarsi metà al­
l’uscita delle fondamenta dal suolo e l’altra metà alla copertura della chiesa, salvo parere negativo di
un’apposita commissione: vedi pure D ocum enti X LI 262 (A 090).
684
Al primo segretario dell’ordine mauriziano, conte Luigi Cibrario
Copia a stampa in E I 276-277
Invito a presenziare alla distribuzione dei premi scolastici
*Torino, 29 luglio 1863
Eccellenza,
Per non recare troppo grave disturbo a V. E. le dico qui per iscritto quanto
voleva esporle verbalmente.
Da molto tempo Ella benefica li poveri giovani di nostra casa e non abbiamo 5
mai avuto il desiderato onore di averla fra noi. Ora le fo rispettosa preghiera invi­
tandola a farci questo favore per il giorno di dimani mattina dalle 9 alle 11 matti­
no o come le riesce più comodo coll’assistere alle promozioni e distribuzione de’
premi de’ nostri poveri giovanetti. Passerò di nuovo quest’oggi per avere una
semplice parola di risposta che spero affermativa.
10
In ogni modo m ’è sempre grato di poter augurare ogni bene dal Cielo sopra
di Lei e sopra tutta la venerata di Lei famiglia, mentre ho l ’alto onore di potermi
professare
Di V. E.
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
38

60.10 Page 600

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594 agosto 1863
685
Ai giovani dell’Oratorio
ASC 131.01 Leti. orig. Oratorio, Torino (A 174)
Orig. aut. 2 ff. 213 x 140 mm.
E I 277-278 MB V II 498
Paterni consigli spirituali
me. 53 C 2/4
*Dal Santuario di Oropa (Biella),
6 agosto 1863
Car.mi figliuoli studenti,
Se voi, o miei cari figliuoli, vi trovaste sopra questo monte ne sareste certa-
5 mente commossi. Un grande edifizio nel cui centro avvi una divota chiesa, forma
quello che comunemente si appella Santuario di Oropa. Qui avvi un continuo an­
dirivieni di gente. Chi ringrazia la Santa Vergine per grazie da Lei ottenute; chi
dimanda di essere liberato da un male spirituale o temporale [,] chi prega la Santa
Vergine che l ’ajuti a perseverare nel bene, chi a fare una santa morte. Giovani e
10 vecchi; ricchi e poveri; contadini e signori; cavalieri, conti, marchesi, artigiani,
mercanti, uomini, donne va[c]cari, studenti d ’ogni condizione si vedono conti­
nuamente in gran numero accostarsi ai santi sacramenti della confessione e co­
munione e andare di poi ai pie’ di una stupenda statua di Maria SS.ma per implo­
rare il celeste di Lei ajuto.
15
Ma in mezzo a tanta gente il mio cuore provava un vivo rincrescimento. Per­
ché? |Non vedeva i miei cari giovani studenti. Ah! Sì perché non posso avere i f.lv
miei figli qui, condurli tutti ai pie’ di Maria, offerirli a Lei, metterli tutti sotto alla
potente di Lei protezione, farli tutti Savio Domenico, altrettanti S. Luigi?
Per trovare un conforto al mio cuore sono andato dinanzi al prodigioso alta-
20 re di Lei e le ho promesso che giunto in Torino avrei fatto quanto avrei potuto per
insinuare nei vostri cuori la divozione a Maria, e raccomandandovi a Lei ho di­
mandato queste grazie speciali per voi. Maria, le dissi, benedite tutta la nostra ca­
sa, allontanate dal cuore dei nostri giovani fin l’ombra del peccato; siate la guida
degli studenti; siate per loro la sede della vera sapienza. Siano tutti vostri, sem-
25 pre vostri, ed abbiateli sempre per vostri figliuoli, e conservateli sempre fra i vo­
stri divoti. Credo che la Santa Vergine mi avrà esaudito e spero che voi mi darete
mano affinché | possiamo corrispondere alla voce di Maria, alla grazia del f.2r
Signore.
La Santa Vergine Maria benedica me, benedica tutti i sacerdoti e cherici e
30 tutti quelli che impiegano le loro fatiche per la nostra casa, benedica tutti voi. Ella
dal cielo ci ajuti, e noi faremo ogni sforzo per meritarci la sua santa protezione in
vita ed in morte. Così sia.
Aff.mo amico in Gesù C.
Sac. Bosco Gio.
6 andirivieni] andiriviene 8 o temporale add si 15 post vivo del rinc[rescimento]
va emend ex aveva 18 Savio it et del 21 vostri emend si ex loro post e del m [i]
vani it si et del post nostri del eh
16 vede­
23 gio­

61 Pages 601-610

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61.1 Page 601

▲torna in alto
agosto 1863 595
1 II santuario si trova ai piedi del monte Mucrone (m. 1180 s.l.m.) a 52 km. a nord est di Vercelli. Ri­
sale alla metà del secolo IV e pertanto è uno dei più antichi non solo del Piemonte, ma dell’Italia. Nel­
la vecchia basilica secentesca si conserva la sacra statua lignea della Vergine che secondo la tradizione
fu scolpita da S. Luca e che il vescovo di Vercelli, sant'Eusebio, avrebbe portato fin lassù.
686
Al canonico Celestino Fissore
Lettera non reperita, ma attestata dalla risposta del can. in data 11 agosto 1863: ASC 126.2 Fissore
Dà atto del diritto del canonico a mettere gratuitamente a Valdocco un ragazzo
Torino, 11 agosto 1863
[...]
Don Bosco accondiscese alla richiesta ed il ragazzo Giacomo Macagno, nato a Mondovì (Cuneo) nel
1851, il 13 novembre 1863 fece il suo ingresso come studente a Valdocco.
687
Ad un giovane non identificato
Copia a stampa in L ’aspirante missionario, maggio 1933, p. 1.
Ined.
Consigli di vita spirituale
[Torino, 16 agosto 1863]
Carissimo,
Sarai sempre buono? Io spero di sì: ma non volgere indietro lo sguardo. M i­
riamo il Cielo che ci attende: là abbiamo un bel premio preparato.
Lavora: guadagnami anime e salva la tua. Purezza ed obbedienza per te sono
tutto. Ricordami sovente. Dio ti benedica e ti conservi nella sua santa grazia.
Nella carità di N. S. Gesù Cristo
Sac. Gio. Bosco
688
Ad una signora di Caramagna
ASC 131.21 Fotocopia di orig. aut. (A 192)
2 ff. 204 x 135 mm.
Ined.
Proposte di aiuto economico per il chierico Bonetti
Preg.ma Signora,
*Torino, 16 ag[osto] [18]63

61.2 Page 602

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596 agosto 1863
Sperava di avere qualche occasione per manifestarle il parere intorno a
quanto avevamo parlato a Caramagna intorno al eh. Bonetti Gioanni. Ora le dirò
ogni cosa brevemente in iscritto.
Ella pertanto può liberamente disporre del danaro e delle cedole del fu sig.
Fratello can.co di felice memoria, purché verbalmente o nel testamento l ’abbia
fatta padrona della mobiglia domestica o delle cose che trovansi in questa o in
quell'altra camera. Altrimenti può soltanto disporre del frutto. Può eziandio di­
sporre di qualunque danaro o cedola trovata, e di qualunque somma proveniente
da scrittura di obbligazione, purché nel suo testamento ella procuri di lasciare
agli eredi quanto corrisponde alla somma di cui parliamo. Forse parlandoci po­
tremo intenderci più chiaramente.
Intanto io sto attendendo quanto ella nella sua carità vorrà fare pel virtuoso e
veramente esemplare cherico Bonetti, che è la cosa sola che ancora mi manchi
per poterlo presentare alle sacre ordinazioni.
Dio la benedica; preghi anche per me e pei poveri giovani di questa casa e in
tutto quello che posso mi creda nel Signore
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
689
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS Roma Opere Pie b. 469 fase. 36
Orig. aut. 2 ff. 275 x 196 mm. varie indicazioni di protocollo
Ined.
sul mrg. sup.
Comunica i nominativi degli ultimi ragazzi da lui ricoverati a seguito di raccomandazione governativa
'Torino, 23 ag[osto] 1863
Ill.mo Signore,
Partecipo a V. S. 111.ma che furono definitivamente accettati in questa casa
sul principio del corrente mese:
I o Chiapperò Gioanni raccomandato con lettera anno corr. 21 Giugno div. 6a
sez. 2a 48922.
2° Ballio Ercole di Carignano con lett. 18 Giugno N. 49.599.
3° Forse sarà già stato comunicato eziandio a V. S. la definitiva accettazione
del giovane Martina Gioanni Batta raccomandato con lett. 8 Febb. div. 5a sez. 2a
10.899.
4° Circa un mese fa era accompagnato a di Lei nome un giovane abbandona­
to di nome Onorato Gio. di Napoli, ma senza lettera. Atteso il caso eccezionale fu
immediatamente ricoverato.
Dio la benedica, e mi ajuti specialmente col non badare a chiacchiere o mali-

61.3 Page 603

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settembre 1863 597
gne o infondate, mentre ho l’onore di professarmi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
12 Onorato Giovanni, nato a Lacedonia (Avellino) nel 1850, entrò come studente all’Oratorio l 'i l
giugno 1863; uscì nel maggio dell’anno seguente.
690
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
Lettera non reperita, ma desunta da altra lettera di don Bosco al medesimo destinatario nell’ottobre
1864
Richiesta di allacciamento ad acqua potabile
[Torino, settembre 1863]
[...]
La risposta fu interlocutoria. Il sindaco assicurò che avrebbe tenuto in considerazione la domanda di
don Bosco quando la tubazione fosse arrivata vicino aU'Oratorio.
691
AI prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta della prefettura, a firma di Radicati, in data 17 agosto
1863: ASC 126.2 Autorità, Prefetto, Pasolini, ed. in MB V II 500-501
Precisa le condizioni dell’accettazione di due fratelli orfani raccomandatigli dalla prefettura
Torino, 2 settembre 1863
[...]
Si trattava dei fratelli Tommaso e Giuseppe Trabucco, di Savigliano (Cuneo), rispettivamente di dodici
e dieci anni. Don Bosco rispose di essere disposto ad accogliere Tommaso immediatamente a 10 lire
mensili o a 200 una volta sola. Per il fratello si doveva aspettare che avesse compiuto i 12 anni. Il 4 ot­
tobre il Radicati, a nome dell’intendente, rispose che i parenti erano disposti a versare 100 lire per cia­
scun fratello, dotandoli però del corredo. Prima don Alasonatti e poi don Bosco intrattennero un lun­
go carteggio colla prefettura, ma si giunse ad un nulla di fatto, visto che il 7 gennaio 1864 il Radicati
chiese la restituzione di tutti i documenti dei due fratelli. Tutte le lettere del Radicati, con vari appunti
autografi di don Bosco, sono conservate in ASC 126.1 Autorità, Prefetto, Radicati, ed. in parte in MB
V II 500, 899.
692
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 255 x 197 mm.
E I 278-279 MB V II 510
Varie informazioni sui chierici risiedenti all’Oratorio

61.4 Page 604

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598 settembre 1863
''Torino, 2 s ettem b re] 1863
Ill.mo e M.to Rev.do Sig. Rettore,
Le trasmetto qui la copia de’ voti sulla condotta scolastica dei candidati per
la Vestizione chericale siccome fu espressa da tutti i superiori di questa casa ra-
5 dunati. Se mai il Ghella Antonio non eccedesse di molto il numero degli errori fis­
sati vorrei chiederle favore pel medesimo sia per la sua veramente esemplare con­
dotta, sia per la morale certezza che porge della continuazione de’ suoi studi.
I
giovani Birocco Antonio, Cuffia Francesco, Nasi Angelo della diocesi
d’Ivrea Alessio Felice la pregano per mezzo mio a volerli aggregare alla diocesi di
10 Torino. Sebbene poveri non darebbero disturbo alcuno, giacché io li terrei volen­
tieri in casa e li prowederei di quanto loro occorre pel servizio che potrebbero
prestare all’Oratorio.
In questa medesima occasione le noto che i due madornali difetti di cerimo­
nie (appoggiando il gomito sull’altare, e non ajutando a svestire i piviali in sacre-
15 stia), non sarebbero da imputarsi ai nostri dell’Oratorio, ma a due del seminario
di Chieri attualmente in questa casa. Così mi fu detto. Ciò nulla meno non man­
cherò [di] animare energicamente i nostri cherici e maestri affinché si diano
sempre maggior sollecitudine per rendersi capaci di quanto riguarda al divino
servizio.
20
La Santa Vergine la conservi in sanità e mi creda con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma e M.to R.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
9 post aggregare del ambidue
5 Ghella Antonio: nato a Colleretto Castelnuovo (Torino) il 30 aprile 1845, entrò a Valdocco ¡1
12 ottobre 1860. Accanto al suo nome in una nota dei registri del seminario del 1853 si legge: «Da
rigettarsi»
8 Antonio Birocco: nato nel 1847, entrò a Valdocco come studente il 4 novembre 1862; Francesco
Cuffia: nato nel 1846, vi entrò il 30 ottobre 1861; Angelo Nasi: nato a S. Benigno Canavese (Torino) nel
1844, entrò il 2 luglio 1860.
9 Felice Alessio: nato nel 1847, entrò come studente alTOratorio il 3 dicembre 1860.
693
Alla marchesa M aria Fassati
ASC 131.22 Copie di originali - correzioni di Berto (A 192 fase. 3 p. 51-52; A 191 fase. 3 p. 12)
Copia semplice
E I 279-280 MB V II 477
Accetta due ragazzi raccomandatigli — angustie per l ’avvenire dell’Oratorio — pensieri spirituali
Torin o, 3 settembre 1863
Benemerita Signora Marchesa,
Faccende sopra faccende mi hanno impedito di rispondere prontamente alla

61.5 Page 605

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settembre 1863 599
lettera che la virtuosa Azelia mi scriveva a nome della S. V. Benemerita.
Le dirò adunque che il Savio può venire quando che sia, purché non oltre- 5
passi il 20 del p[rossimo] ottobre. Riguardo al M archisio io non aveva dato rispo­
sta definitiva dicendogli che l ’avrebbe poi ricevuta da Lei. Di fatto Ella può dire al
medesimo che può venire col medesimo Savio; quella divina Provvidenza che ci
aiutò in tante guise ci aiuterà anche per questo novello aspirante levita.
Signora Marchesa, se fu tempo in cui abbia avuto bisogno delle sue preghie- io
re certamente è questo. Il demonio ha diramato guerra aperta a questo Oratorio,
e sono minacciato di chiusura se non lo porto all’altezza dei tempi per secondare
lo spirito del Governo. La Santa Vergine ha assicurato che ciò non sarà; ma tutta­
via Dio può trovarci degni di castigo e fra gli altri permetterci questo.
Sono alcune settimane che io vivo di speranza e di afflizione. Ella adunque 15
aggiunga le divote sue preghiere a quelle che facciamo in questa casa e mettiamo­
ci nelle mani della Provvidenza.
La Santa Vergine in questa sua solennità regali a Lei la rosa della ca rità [,] ad
Azelia la violetta dell’ um iltà, ad Emanuele il giglio della modestia, e ci conservi
tutti sotto la sua potente protezione. Amen.
20
Con gratitudine e stima mi professo
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. Ho veduto alcune volte il sig. Marchese, che è bene in salute. Ci promise di 25
venire a fare un giorno un lauto pranzo con noi, ma finora non è venuto.
5 II giovane Natale Savio, nato a Montemagno (Asti) il 25 dicembre 1848, entrò all’Oratorio come
studente il 10 settembre 1863.
6 II ragazzo Giuseppe Marchisio, nato a Grassano (Matera) il 3 aprile 1850, fu accolto a Valdocco
come studente il 16 settembre 1863.
694
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta sia dalla richiesta del ministero in data 4 settembre 1863 (ASC 126.1
Governo, M inistro d ell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 901) sia da risposta del ministero in data 22
settembre 1863 (ASC 126.2 Governo, M inistro dell'interno, Peruzzi: cf. lett. del 22 dicembre n. 722
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli
Torino, 14 settembre 1863
[...]
Il fanciullo era un certo Carlo Enrico Malabailo, nato nel 1851, orfano di padre, già confettiere a Tori­
no. Presentatosi all’Oratorio, don Bosco non ebbe difficoltà ad accettarlo. Venne accolto il 1° novem­
bre come artigiano. Vi rimase fino al giugno del 1864. In calce alla lettera ministeriale don Bosco ave­
va scritto: «vedere il ragazzo se per arte o studio e la classe, l ’età ecc.».

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600 settembre 1863
695
Al direttore capo di div. personale delle ferrovie, Gaspare Evrard
Lettera non reperita, ma desunta dal documento a firma dello stesso funzionario in data 15 settembre
1863: ASC 126.2 Autorità, Ferrovie, ed. in MB V II 501
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli
[Torino, anter. 15 settembre 1863]
[...]
Alla lettera dell’Evrard [Heverard?] don Bosco rispose che accettava di ricoverare il figlio della vedo­
va Nattino, Federico, di anni dieci. A metà settembre il fanciullo con la madre si presentò a Valdocco.
Rimase solo fino al novembre successivo.
696
Ad un prelato vaticano non identificato
ASV S.C. Concilio, Positiones, 26 settembre 1863 n. 2521
Orig. aut. 2 ff. 228 x 158 mm. sul f. 2 si legge che la supplica venne accolta neU’udienza papale
del 26 settembre
Ined.
Richiesta di mediazione per poter fare ordinazioni sacerdotali extra tempora — disponibilità al paga­
mento delle relative spese
*Torino, 20 settem bre] 1863
Ill.mo e Reverend.mo Monsignore,
Alcuni giorni sono scriveva a V. S. 111.ma e Rev.ma una lettera per pregarla
di veder modo di fare tenere corso alla dimanda di alcuni favori pontifici. Ma
5 questa lettera fu tenuta alla posta qui in Torino. Transeat.
Ora essendo passato il tempo delle sacre ordinazioni rinnovo la medesima
preghiera, di fare cioè quanto può perché siano appagati i voti de’ cherici suppli­
canti. Di più il chierico Leggero Pietro di Cavour e Pogolotti da Giaveno avendo
grave bisogno di essere quanto prima ordinati dimandano per mezzo di Lei di po­
lo ter essere ammessi extra tempus.
Nella prima dimanda mi raccomandava per avere come già altre volte i re­
scritti gratis, ma ora essendo di necessità di compiere la loro carriera, perciò non
risparmi più a posta, perché le cose abbiano il loro compimento. Ogni spesa che
ella fa a questo riguardo per la posta, comunicazioni, etc. l’accenni soltanto e la
15 renderò tosto indenne.
Qualora poi Ella o per le molte sue occupazioni, o per altro motivo non po­
tesse occuparsi di questo af|fare la pregherei rispettosamente di trasmettere la /./
pratica al sig. D. Andrea Firmino Cesare già caudatario di S. E. il fu card. Falco­
nieri col recapito al portinaio di S. Andrea della Valle. Esso avendo maggior tem-
20 po libero credo se ne possa occupare con disturbo minore.
Il sig. conte Bosco di Ruffino e la sua sig. Moglie sempre memori delle corte-

61.7 Page 607

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settembre 1863 601
sie usate a loro riguardo quando si recarono a Roma, le porgono per mezzo mio i
sinceri loro omaggi di rispetto e di servitù.
Voglia infine gradire i sentimenti della profondissima stima e gratitudine con
cui le auguro ogni bene dal cielo e mi professo
Di V. S. 111.ma e Rev.da
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 Lettera non reperita.
8 Pietro Leggero di Cavour (Torino): nato nel 1840, entrò all’Oratorio il 30 ottobre 1862; uscì esatta­
mente un anno dopo. Si farà sacerdote e diventerà canonico, vicario perpetuo della chiesa metropoli-
tana. Cooperatore salesiano, morì l ' i l luglio 1892: cf. BS settembre 1892 p. 187.
Pogolotti Paolo da Giaveno (Torino): nato nel 1833, divenne poi sacerdote. Cappellano del cimitero ge­
nerale di Torino, morì l’ i l ottobre 1903. Data la presenza di molti sacerdoti con questo cognome a
Giaveno, l'identificazione non è sicura.
18 Andrea Firmino Cesare: personaggio non meglio identicato; il card. Chiarissimo Falconieri Melii­
ni era morto il 22 agosto 1859.
19 Probabilmente palazzo delia Valle, accanto all’omonima grande chiesa del seicento, dotata di bel­
lissima cupola all’epoca inferiore per altezza ed ampiezza solo a S. Pietro.
21 Bosco di Ruffino: vedi lett. n. 641.
697
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta del ministero a firma S. Spaventa in data 18 settem­
bre 1863 (ASC 126.1 Governo, M inistro d ell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 902) e comprovata sia
dalla richiesta del ministero a firma di S. Spaventa in data 22 settembre 1863 (ASC 126.1 Governo, M i­
nistro dell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 902) che da lettera di don Bosco del 22 dicembre 1863 (vedi
lett. n. 722)
Accettazione di due fanciulli raccomandatigli
[Torino, poster. 22 settembre 1863]
[...]
Il primo fanciullo era un certo Luigi Bossolasco, nato nell’omonimo paese della provincia di Cuneo
nel 1853; entrò a Valdocco il 29 ottobre 1863. In calce alla lettera del ministero don Bosco aveva scrit­
to: «verrà al principio di novembre». L ’altro era invece Alessandro Pivetta, oriundo della Dalmazia ma
dimorante a Milano. Questa volta il ministero anziché, come al solito, promettere lo stanziamento del­
le 150 lire appena ricoverato il fanciullo, chiese a don Bosco di rammentarglielo in una successiva oc­
casione. Il nome del Pivetta non risulta sul registro Censimento. Don Bosco però sulla lettera ministe­
riale aveva scritto: «Fu data la nota di f. 300».
698
Al cavaliere Ugo Grimaldi di Bellino
Copia a stampa in E I 280
MB V II 488 X V II 866-867
Comunicazioni varie

61.8 Page 608

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602 settembre 1863
"Torino, 24 settembre 1863
Car.mo Sig. Cavaliere,
Abbia pazienza se non rispondo, come vorrei, alle sue lettere; mi manca pro­
prio il tempo. Ella è a Maretto ed è con un sant'uomo; ne segua pure gli esempi
5 ed i consigli e farà la volontà del Signore.
Ho letto e fatto leggere le famose profezie, ma non sembrano tornare a gloria
di Dio pubblicandole. Io non entro nel merito delle medesime, ma io non vedo in
esse lo spirito del Signore che è tutto carità e pazienza. Io le trasmetterò ove Ella
mi dirà.
10
Vuole che facciamo una prova pel giovane Vaianeo? Metà caduno. La pen­
sione ordinaria di L. 30 io la ridurrei a 15 ed Ella pensi pel resto. Se darà buone
speranze, lo faremo andare avanti, del resto si farà quello che il Signore farà co­
noscere di sua maggior gloria.
Noi preghiamo per Lei, sig. Cavaliere, Ella preghi anche per noi; faccia da
15 parte mia affettuosi saluti al caro Don Ciattino suo principale. La Santa Vergine
della Mercede ci benedica tutti in terra e ci renda degni dell’eternità in Cielo.
Amen.
Sac. Bosco Gio.
3 Lettere non conservate.
4 Maretto: località di circa 700 ab., a 19 km. da Asti. Il sant’uomo di cui si parla era il parroco, don
Giovanni Ciattino: nato a Portacomaro (Asti) il 23 febbraio 1823, era diventato sacerdote nel dicembre
del 1847. Già viceparroco alla collegiata di S. Secondo in Asti, nel 1850 era stato nominato arciprete di
Belvedere e poi di Maretto. Predicatore molto ricercato, promosse al paese molte vocazioni maschili e
femminili. Il nipote Isidoro Ciattino fu da lui fatto ricoverare a Valdocco dal 16 luglio 1859 all’ottobre
del 1861. Per un certo periodo di tempo don Ciattino fu «membro esterno» della società salesiana. Nel
1869 entrò nella congregazione della Missione, ottenendo così la possibilità di dedicarsi a tempo pieno
alle sacre predicazioni in Piemonte ed anche in Sardegna. Morì a Torino il 3 febbraio 1880: cf. La
Buona settimana 1880 pp. 116-117, 127-129.
6 Non si sa di che cosa si trattasse. Sarebbero da escludersi le profezie della Monaca di Taggia per­
ché erano già state pubblicate.
10 giovane Vaianeo: nominativo che non risulta nei registri di Valdocco.
699
Alla marchesa Nina Durazzo Pallavicini
Copia a stampa in E I 280-281
MB X IV 833
Pone alcune condizioni per accettare due ragazzi raccomandatigli
'Torino, 24 settembre 1863
Benemerita Signora Marchesa,
La grazia di Nostro Sig. Gesù Cristo sia sempre con noi; amen.
Volentieri apro questa casa ai giovanetti Bruno che nella sua carità Ella com-
5 piacquesi raccomandarmi; ma prima di poter dare una definitiva risposta avrei

61.9 Page 609

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settembre 1863 603
bisogno che Ella mi facesse spedire dal padre un certificato: 1° di moralità, 2° di
età, 3° di classe percorsa. E ciò per vedere se essi possano entrare nelle nostre
classi che abbracciano soltanto il latino ovvero il corso ginnasiale.
Se fossero orfani e poveri sarebbero accettati gratuitamente; ora, non essen­
do tali, potrebbesi anche unire due linee a pie’ dei citati certificati se il padre po- 10
trebbe pagare venti franchi mensili per caduno tra scuola e pensione.
Signora Marchesa, io mi sono sempre ricordato di Lei nelle deboli mie pre­
ghiere, e non mancherò di invocare ogni giorno copiose benedizioni sopra di Lei,
sopra i venerati di Lei genitori, sopra il caro Giacomino, che vedrei tanto volen­
tieri, sopra il generoso di Lei marito.
15
La santa Vergine li conservi tutti suoi e sempre suoi. Amen.
Aggiunga la carità di pregare per me e per li miei poveri giovanetti e gradisca
che mi professi
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
20
Sac. Bosco Gio.
4 Bruno: un certo G. Battista Bruno, nato a Parigi nel 1847, entrò difatti aU’Oratorio il 30 luglio
1864; potrebbe però più plausibilmente trattarsi dei due fratelli Giuseppe e Francesco Bruni, nati a
Mombaruzzo (Asti), ed entrati tredicenne e dodicenne il 19 ottobre 1863.
700
Al vescovo di Saluzzo Giovanni Antonio Gianotti
ASC 131.01 Lett. orig. Gianotti (A 171) me. 25 D 9/10
Orig. aut. 2 ff. 227 x 180 mm. carta leggerissima strappo sul mrg. inf. scrittura trasparente
f. 2: tagliato per metà, sulla parte restante si trovano due timbri postali: Torino-Cuneo 26 set 63
Saluzzo 26 sett 63 9 S
E I 281-282
Istanza a favore dell'esclusione della leva militare di alcuni giovani dell’Oratorio
*Torino, 25 settembre 1863
Eccellenza Rev.ma,
Non posso a meno che esprimere a V. E. il più sentito piacere pei favori con­
cessi al giovane De Paoli e al giovane Bocca, i quali mediante la sua bontà sono
accolti nel venerando seminario diocesano. Ne spero di ambidue buona riuscita. 5
Ora awene un altro ancora di Barge. Esso è Comba Michele il quale compì
lodevolmente in quest’anno il corso di Retorica e subì con buon esito l’esame del­
la vestizione chericale in questa nostra Curia arcivescovile. Egli desidera ardente­
mente di vestire l ’abito chericale, la sua condotta è veramente esemplare. Passerà
da V. E. accompagnato da un suo zio (C. Comba) vice parroco di Barge ed Ella lo io
abbia qual giovane da me rispettosamente raccomandato.
Altra cosa. Il sac. D. Antogna che supplicava di ottenere che fosse da V. E.
raccomandato un giovane e richiamato dalla leva militare, egli si è in altro modo
provveduto; in sua vece le raccomanderei un altro giovane di Genola e questo

61.10 Page 610

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604 settembre 1863
15 laccio a nome ed incarico del Vicario Generale di Fossano, presso cui il numero
dei richiamandi eccede già quanto gli concede la legge.
Il
giovane di cui trattasi è Belmonte Domenico di Luigi nato in Genola 8 set­
tembre 1843. Ha compiuto lodevolmente il corso di latinità e ne ho ricevuto dele­
gazione di vestirlo 9 del corrente settembre e gli fu tosto benedetto l ’abito cheri-
20 cale. Questo è il giovanetto di questa casa che le raccomando pel richiamo dalla
leva militare.
Mentre le professo i sentimenti della viva mia gratitudine pei favori usati a f.lv
questi miei cari giovani leviti, non posso a meno che provare amaro rincresci­
mento per la notizia a questa casa pervenuta secondo cui la sua sanità sarebbe
25 molto alterata. Pregando il Signore Iddio che in ogni cosa compirà la sua adorabi­
le volontà lo supplicheremo con preghiere comuni affinché nella sua grande mi­
sericordia ce lo restituisca allo stato della primiera sanità e ce lo conservi ancora
molti anni pel bene della religione e pel decoro di Santa Madre Chiesa.
Si
degni di dare a me e a questi miei giovani la santa sua benedizione e mi
30 creda quale con pienezza di stima ho l ’onore di professarmi
Di V. E.
(Jbbl.mo servitore
A Sua Eccellenza Reverend.ma
35 Monsig. Gianotti arcivescovo vescovo
della città e diocesi di
Saluzzo
Sac. Bosco Gio.
f.2v
4 De Paoli]Depaoli
Bocca] bocca
17 Genola]Gianola
cui add si
4 De Paoli: vedi lett. n. 614; Bocca: vedi lett. n. 612.
6 Michele Comba: nato a Barge (Cuneo) nel 1844 entrò alTOratorio il 28 agosto 1860 e vi rimase fino
all’ottobre del 1862. Il suo nome è segnato sul registro del seminario del 1863.
12 D. Giovanni Antogna: era un cappellano militare.
15 Vicario Generale era Don Guglielmo Marengo
17 Domenico Belmonte: nato a Genola (Cuneo) il 18 settembre 1843, entrò all’Oratorio il 13 aprile
1860. Nel 1863 fece la vestizione; sacerdote dal 1870, ottenne varie patenti di insegnamento per le
scuole elementari nonché per le scuole tecniche e scienze naturali. Per 12 anni fu direttore e per 15
prefetto generale della congregazione. Morì a Torino il 17 febbraio 1912: cf. DBS
701
Al segretario generale del ministero dell’interno, Silvio Spaventa
ACS Roma Opere Pie b. 469 fase. 36
Orig. aut. 1 f. 310x210 mm.
Ined.
Risponde ad una lettera del ministero — comunica di accettare un altro giovane raccomandato —
chiede un libero sussidio da parte dei parenti o del ministero
*Torino, 25 settem bre] 1863
Ill.mo Signore,
Nella lettera che pochi giorni [or] sono scriveva a V. S. 111.ma non dimanda­

62 Pages 611-620

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62.1 Page 611

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settembre 1863 605
va alcun sussidio; io secondava soltanto un avviso del questore che mi disse di
dare sempre cenno al Ministero dell'interno ogni volta è definitivamente accetta- 5
to qualche ragazzo da quell'autorità raccomandato.
In risposta poi alla lettera (18 corrente div. 6a sez. 2a N. 5788) veduto il caso
eccezionale in cui trovasi il ragazzo Bossolasco Luigi dirò che sono disposto ad
accettarlo ne' primi giorni del p[rossimo] novembre.
Avrei soltanto bisogno di poter vedere qualche protettore del medesimo per io
concertare intorno al piccolo corredo che sarebbe necessario nella prima sua en­
trata nello stabilimento.
Attesi poi i bisogni in cui versa questa casa mi raccomando ai parenti ed ai
benefattori di questo povero giovanetto onde vogliano fare quella largizione che
stimeranno opportuno all’epoca che egli sarà accolto nella casa.
15
Sempre con pienezza di stima ho l ’onore di professarmi
Di V. S. HI.ma
Devot.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Sig. Comm. Silvio Spaventa
20
Segr. Gen. del Min. dell’interno
3 Don Bosco rispose alla lettera ministeriale del 16 settembre nella quale lo Spaventa lamentava che
don Bosco avesse chiesto un sussidio per vari casi quando non avrebbe dovuto farlo se non per un ra­
gazzo, il Chiapperò. Quanto invece all’altro, l ’Onorato, al ministero non risultava alcuna petizione a
suo favore: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB V II 901.
7 Lettera a firma dello Spaventa: ASC 126.1 Governo, M inistro dell'interno, Peruzzi, ed. in
MB V II 902.
702
Al ministro della guerra Alessandro Della Rovere
ASC 131.01 Lett. orig. Cibrario (A 170)
Min. aut. 1 f. 310x206 mm.
Ined.
me. 14 A 11
Richiesta di indumenti per la stagione invernale
*Torino, 26 settem bre] 1863
Eccellenza,
Il
numero ognor crescente de’ giovani accolti in questa casa, e di quelli che
dall’esterno ivi intervengono per l ’istruzione morale e scolastica; il grave bisogno
di oggetti di vestiario che in quest’anno si fa in modo speciale sentire, mi spingo- 5
no a ricorrere nuovamente a V. E. per ottenere qualche caritatevole sussidio di
questo genere.
Fo pertanto umile preghiera alla nota bontà di Lei onde voglia largire a favo­
re di questi poveri giovani qualunque siasi oggetto di scarpe, camicie, lenzuola,
mutande, calzoni, cappotti, coperte e simili. Comunque siano tali oggetti logori, io
cenciosi e fuori d’uso presso di noi ottengono il loro scopo. Gli stessi cenci, cuciti

62.2 Page 612

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606 settembre 1863
e rappezzati servono maravigliosamente a coprire questi poveri giovanetti che di
lutto abbisognano.
Non mancherò di unirmi ai giovani beneficati perché conservisi verso di Lei
15 la più durevole e sentita gratitudine; anzi ogni giorno invocheremo sopra l’Augu-
sto nostro sovrano, sopra tutta la Reai famiglia ed in modo particolare sopra di
Lei copiose celesti benedizioni.
Pieno di fiducia nella provata di Lei carità reputo al più alto onore di potermi
professare con pienezza di stima
20
Di V. E.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 accolti emend ex ospiti che add si 4 ivi add si grave add si post bisogno del spe­
ciale 8 nota corr si ex nota provata 9 qualunque siasi emend si ex qualche 11 censiosi add
si cuciti e emend si ex sono
12 ante servono del e
15 anzi... invocheremo co rr si ex io invo­
cherò
1' emend ex il nostro
18 provata emend si ex nota carità emend ex bontà
22 II 14 novembre il ministero comunicò che presso il magazzino dell’amministrazione della guerra
di Torino don Bosco era autorizzato a ritirare 200 cappotti di panno, 200 coperte, 10 farsetti: ASC
126.2 Governo, M inistro della Guerra, Della Rovere, ed. in MB V II 549.
703
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta da quella di don Bosco allo stesso ministero nel gennaio del 1864
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli
[Torino, 26 settembre 1863]
[...]
Il fanciullo Antonio Giaccio era stato raccomandato dal ministero su richiesta del prefetto di Chieti. Il
ministero comunicò a don Bosco che avrebbe disposto il pagamento di lire 250 appena il Giaccio fosse
stato ricoverato a Valdocco e ne informò il prefetto di Chieti. Invero il fanciullo partì in treno alla vol­
ta di Torino solo molto tempo dopo, perché ammalato di vaiolo. Secondo il registro Censimento fu ri­
cevuto a Valdocco il 10 gennaio 1865. Vedi pure lett. n. 598.
704
Al marchesino Emanuele Fassati
ASC 131.22 Copie di originali - correzioni ed indirizzo di Berto (A 192 fase. 3 pp. 13-14; A 193 fase. 3
p. 52)
Copia semplice
E 1 282 MB V II 531
Consigli di vita spirituale

62.3 Page 613

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ottobre 1863 607
Dalla tua villeggiatura di Montemagno,
1 ottobre 1863
Caro Emanuele,
Prima di partire, o caro Emanuele, ascolta due parole di un amico dell’anima
tua.
5
Giunto che sarai al Collegio fissato dalla prudenza de’ tuoi Genitori procura
di mettere in pratica questi avvisi: I o Avrai grande confidenza coi tuoi Superiori.
2° Adoperati di mettere in pratica i consigli del confessore. 3° Fuggi l’ozio e que’
compagni che per avventura tu udissi a parlar male. 4° Prega ogni giorno la Santa
Vergine che ti permetta qualunque male, ma non mai di cadere in peccato grave, io
Dio ti benedica, e ti conservi in santità e in grazia sua fino al novello rivederci
dell'agosto 1864, se saremo ancora in vita. Amen.
Tuo aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
Al Sig. Marchesino Emanuele Fassati
Montemagmo
4 II marchesino era in partenza per il collegio di Mongré (Villefranche - Rhòne - Francia).
705
A ll’arcivescovo di Milano Paolo Ballerini
Lettera non reperita, ma desunta dalla risposta del prelato a don Bosco per mezzo del giovane Anto­
nio Sala: ASC 126.2 Sala
Risponde al prelato che gli aveva espresso la sua opinione su La Storia d'Italia inviatagli prece­
dentemente
[Torino, poster. 1 ottobre 1863]
[...]
Mons. Paolo Ballerini: già professore di seminario e canonico del duomo di Milano, ricoprì la carica di
vicario generale dell’arcivescovo B. Rondili, di cui fu nominato successore (20 giugno 1859), quattro
giorni prima della decisiva battaglia di Solferino, che concludeva la II guerra di Indipendenza. Consa­
crato in segreto ed a porte chiuse l ’8 dicembre 1859, non prese mai possesso della sua diocesi, che res­
se invece attraverso mons. C. Caccia Dominoni (1802-1807, già vescovo ausiliare del Romilli), il quale
in pratica svolse il ruolo di vicario generale, pur apparendo al pubblico come vicario capitolare. Evi­
dentemente don Bosco gli aveva fatto pervenire una copia della sua Storia d ’Italia. La lettera del Bal­
lerini fu portata a Torino dal Sala: vedi lett. seg.

62.4 Page 614

▲torna in alto
608 ottobre 1863
706
Al giovane oratoriano Antonio Sala
Lettera non reperita, ma attestata da quella di don Giovanni Nova, parroco di Olgiate Molgora (Co­
mo) in data 13 ottobre 1863: ASC 126.2 Nova
Consola il giovane in occasione della morte del padre
Torino, [2-13] ottobre 1863
[...]
Antonio Sala, nato ad Olgiate Molgora (Como) il 28 gennaio 1836, era entrato all’Oratorio il 5 marzo
1863; salesiano perpetuo dal 1865, sacerdote il 22 maggio 1869, fu per quattro anni membro del consi­
glio superiore e per 15 anni economo generale. Morì a Torino il 21 maggio 1895: cf. DBS.
Il 1° ottobre il Sala, comunicando a don Bosco la morte del padre, chiese due righe di consolazione
per sé e per i famigliari. Don Bosco gli rispose immediatamente. Il 3 ottobre lo stesso parroco doman­
dò a don Bosco di accettare anche uno o due fratelli di Antonio: ASC 126.1 Nova. Ed alla risposta po­
sitiva di don Bosco, il 13 annunciava un loro ritardo per via di urgenze familiari: ASC 126.2 Nova. In
quest’ultima si legge un elogio della lettera di don Bosco al Sala: «H o veduto la sua preziosissima lette­
ra da lei scritta all’Antonio che la sospirava. Lo ringrazio per lui e per me. Quanto balsamo al mio ul­
cerato cuore. Che santa invidia per me. Volevo carpirgliela, ma accortomi che esigeva troppo [...]».
Don Nova era in relazione epistolare con don Bosco da vari mesi. Purtroppo tali lettere sono andate
smarrite.
707
Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Eredi Ricci des Ferres - Madonna dell’Olmo (Cuneo)
Orig. aut. 2 ff. 210 x 150 mm. timbri: Torino 7 ott 63 4 S
E I 283
Comunicazioni varie
Cuneo 7 ott 63 10 S
"Torino, Castelnuovo d’Asti,
5 ott[obre] [18]63
Benemerito e car.mo Sig. Barone,
Ho ricevuto fr. 60 che V. S. B. mi inviava a favore del giovane Pasquale da
parte del tutore del medesimo. Ho dato ordine che se non sono ancora terminati i
libretti di cui fu fatta intelligenza, lo siano al più presto, e se non sono ancora spe­
diti lo saranno al più [presto] possibile se non tutti, almeno una parte.
Ha ragione, ho già progettato più volte di andare a farle una visita, ma non
ho ancora potuto effettuarlo; lo sarà però fra breve. Ciò nulladimeno non ho mai
10 cessato, come continuo a fare, di invocare ogni giorno sanità e grazie dal cielo so­
pra di Lei, sopra la rispettabile di Lei moglie e sopra tutti i suoi figli.
La Santa Vergine ci conservi tutti suoi e sempre suoi. Amen.
Faccia la carità di pregare per me e per li miei giovanetti e mi creda tutto suo
nel Signore
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

62.5 Page 615

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ottobre 1863 609
P.S. Compatisca questa lettera; l’ho scritta colla camera piena di giovani, perciò
etc.
f.2v Al chiar.mo Signore
Il Sig. Barone Feliciano Ricci
20
Cuneo
6 lo siano al più presto add m rg in f
12 Vergine it et del
17-18 Compatisca... etc add mrg
1 La lettera porta entrambe le date topiche.
3 Pietro Pasquale, nato a Cuneo nel 1848, fu accolto a Valdocco il 14 giugno 1863; uscì nel gennaio
dell’anno seguente.
708
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta sia da quella ministeriale, a firma di S. Spaventa, in data 8 ottobre
1863 (ASC 126.1 Governo, M inistro dell'interno, Peruzzi, ed. in MB V II 903) che da quella analoga in
data 13 ottobre 1863 (ASC 126.2 Governo, M inistro dell’interno, Peruzzi, ed. in MB V II 903): vedi
pure lett. del 22 dicembre 1863: n. 722
Accettazione di due ragazzi raccomandatigli
[Torino, poster. 13 ottobre 1863]
[...]
Il primo era un certo Giovanni Battista Benna, tredicenne di Biella, che per mancanza di fondi non si
era riusciti a fare ricoverare in nessuna opera di beneficenza, nonostante le raccomandazioni del sin­
daco di Biella e del prefetto della provincia di Novara; sulla lettera ministeriale don Bosco annotava:
«verrà ai 10 di novembre»; una persona si era impegnata a versare 150 lire in favore del ragazzo. Il se­
condo invece era Giuseppe Grassero, orfano di padre, nato a Saluzzo nel 1849. Il ministero assicurò
150 lire di sussidio. Il Grassero entrerà all’Oratorio il 12 gennaio 1864.
709
Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi
ASC 131.01 Lett. orig. Autorità, Provveditori, Selmi (A 169) me. 4 D 9/10
Min. aut. 2 ff. 303x210m m . sul mrg. sup. sin. un anonimo ha scritto: Al R. Provveditore 1863-
1864 per nuova approvazione agl’insegnanti f. 1: Stampa con informazioni circa il piccolo seminario
vescovile di S. Carlo in Mirabello
E I 328 MB V II 545-547
Richiesta di approvazione degli insegnanti dell'Oratorio per il nuovo anno scolastico
[Torino, anter. 20 ottobre 1863]
Illustrissimo Sig. Provveditore,
L ’anno 1862-63 otteneva l’approvazione provvisoria di poter fare insegnare il
corso ginnasiale ai poveri accolti [in] questa casa detta Oratorio di S. Francesco
di Sales. Per condizione si notava che passato l ’anno si dovessero presentare mae- 5
39

62.6 Page 616

▲torna in alto
610 ottobre 1863
stri titolati; ma gli insegnanti provvisoriamente approvati non avendo potuto otte­
nere il favore di essere ammessi agli esami finali di lettere dovettero limitarsi a
quello d ’ammissione cui di fatto si presentarono e furono iscritti al corso di
lettere.
10
Ora trattandosi di continuare le medesime classi fo rispettosa dimanda che
gli insegnanti destinati per ciascuna classe siano approvati come segue[:]
Alla 5a ginnasiale il Sac. Francesia Gioanni approvato l ’anno scorso per la
stessa classe, già da cinque anni uditore alle lezioni di Lettere nella Regia nostra
Università, ed ammesso con lode al corso regolare.
15
Alla 4a ginnasiale il cherico Durando Celestino del 5° anno di Teologia, appro­
vato, uditore come sopra, ed ammesso al corso di lettere con pieni voti.
Qualora tornasse di maggior gradimento al sig. Provveditore si proporrebbe
per la medesima classe il Prof. Ballesio Giacinto autorizzato per l ’insegnamento
ginnasiale inferiore con diploma in data etc.
20
Alla 3a Anfossi Gioanni del 5° anno di Teologia, approvato, uditore, ammesso
come sopra, con pieni voti allo studio di lettere.
Se avvi difficoltà in questo insegnante si propone il sacerdote Fusero Bartolo­
meo maestro di 4a elementare e professore del corso ginnasiale inferiore approva­
to con diploma in data etc.
25
Alla 2a il Sac. Ruffino Domenico maestro di 4a elementare e approvato pel
corso ginnasiale inferiore con diploma in data etc.
Alla l a il Sac. Alasonatti Vittorio maestro elementare e approvato per l’inse­
gnamento delle prime due classi latine con diploma in data etc.
Per l ’aritmetica il Sac. Savio Angelo maestro di 4a elementare.
30
L ’anno scorso notavasi eziandio che una scuola non appariva di sufficente f.lv
altezza per dare libera ventilazione secondo le regole igieniche e a questo si è
provveduto colla costruzione di apposito locale, dove gli allievi saranno traslocati
appena che le mura del medesimo siano abbastanza asciutte.
Avendo per quanto fu possibile adempiuto ciò [che] V. S. Ill.ma compiaceva-
35 si di prescrivere l'anno scorso spero che in quest’anno otterrò novella approva­
zione; tanto più se Ella si degnerà di considerare lo scopo benefico cui tendono
queste classi. Imperciocché hanno per unico scopo di beneficare poveri giovani
che hanno il merito dell’ingegno e della moralità, ma affatto privi o quasi del tut­
to privi di mezzi di fortuna per coltivare quell’ingegno che la divina provvidenza
40 ha loro largito.
Così mentre una ragguardevole parte de’ giovani di questa casa attendono al
lavoro delle mani per apprendere un mestiere, altri faticano per procurarsi un
grado di scienza che loro valga a guadagnarsi col tempo onoratamente il pane
della vita.
45
Con pienezza di stima ho l ’onore di potermi professare
Di V. S. Ill.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
4 in questa emend si ex nella 5 notava emend si ex metteva 6 gli insegnanti emend ex i maestri

62.7 Page 617

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ottobre 1863 611
7 finali add si
10 continuare emend si ex riaprire
post le del scuo[le]
fo corr ex farei
11 gli emend ex il
siano emend si ex fossero
12 post Gioanni del da più anni
13 ante
già del ammesso con alle emend ex nelle 16 ante approvato del da cui come sopra add si
21 come sopra add si post lettere del come 22 Se... insegnante emend si ex Se tornasse di
maggior gradimento 25 Domenico add si 30 eziandio emend si ex pure 30-31 non... altez­
za corr si ex non aveva volta abbastanza alta 32 gli allievi saranno corr si ex la classe verrà traslo­
cata
33 siano abbastanza emend si ex appaiano sufficientemente
post asciutte del Spero
che V.S. 34 ciò emend si ex quanto 35 in quest'anno... approvazione co rr si ex queste scuole
saranno novellamente approvate
36 se... di emend si ex qualora si vogliano
37 queste classi
add si ... scopo corr ex non hanno scopo di add si 38-39 o... privi emend si ex o assai scar­
si 39-40 per... largito add m rg in f 41 post Così del questa casa ragguardevole emend si ex
vistosa attendono emend ex si pr[eparano] 4243 faticano.... guadagnarsi emend si ex si pre­
parano alle scienze per potersi guadagnare 43 col tempo it et del
18 Ballesio Giacinto: nato a Front (Torino) nel 1842, era entrato all'Oratorio il 30 dicembre 1856. Lo
lascerà nel 1864. Divenne prevosto di Moncalieri. Fatto monsignore in occasione del giubileo sacerdo­
tale, morì il 22 maggio 1917.
48 II provveditore in data 20 ottobre chiese per Francesia e Durando i documenti di ammissione al
corso di lettere e gli attestati dei professori comprovanti la loro frequenza alle lezioni in qualità di udi­
tori. Per Fusero, Ruffino e Alasonatti domandò invece i diplomi di abilitazione all’insegnamento che
intendevano dare: ASC 38 Torino Oratorio, ed. in MB V II 547. Quanto richiesto venne prontamente
inviato, di modo che già il 2 novembre il provveditore rilasciava il decreto di approvazione dei cinque
insegnanti per il solo anno scolastico 1863-1864, fermo restando l ’obbligo di uniformarsi alla legge per
il successivo anno scolastico: ASC 126.2 Autorità, Provveditore, Selmi, ed. in MB V II 547.
710
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 254 x 196 mm.
E I 283-284 MB V II 510
strappo sul f. 2
Giudizio su un ex aspirante al sacerdozio — raccomanda altre persone
*Toririo, 21 ott[obre] [18]63
Ill.mo e M.to R.do Signore,
Il
giovane Berardi, di cui ieri V. S. 111.ma parlava, è veramente quello di cui
aveva reminiscenza. Egli fu in questa casa due anni con una condotta abbastanza
buona tanto per ciò che riguarda allo studio, quanto per ciò che riguarda alla mo- 5
ralità. E fu sua spontanea volontà che partì da questa casa dicendo che voleva ab­
bandonare lo studio; di poi ne ho saputo più nulla. Ora godo che siasi presentato
per l'esame de’ cherici, perché è segno che si è conservato buono.
C’è D. Faramelli che mi visita quasi tutti i giorni dimandando appoggio e pe­
cunia. Se mai potesse condurre la sua pratica a qualche buon risultato mi farebbe 10
un favore e sarebbe una vera carità per questo sacerdote pericolante.
Le acchiudo qui la lettera del cherico Duina Antonio già allievo di questa ca­
sa. Faccia quanto le pare bene nel Signore.
Sempre miserie, sempre miserie; il Signore la faccia ricco di grazie, di bene-

62.8 Page 618

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612 ottobre 1863
15 dizioni, e le doni un giorno le ricchezze del Paradiso: Amen.
Mi creda tutto
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
All’Ill.mo e M.to R.do Signore
f.2v
20 II Sig. Can.co Vogliotti
Rett. del Sem. Prov. Gen.
Torino
3 Berardi: nel registro Contabilità degli anni 1857-1859 sono segnalati con questo cognome tre ra­
gazzi: Felice, Stefano ed un altro senza ulteriore indicazione.
9 D. Faramelli: sacerdote non meglio identificato.
12 Antonio Duina: nato nel 1840, entrò come studente a Valdocco nel 1855; uscì nell'ottobre
del 1860.
711
A don Michele Rua
ASC 131.01 Lett. orig. Rua (A 174)
Orig. aut. 2 ff. 207 x 155 mm.
E I 284-285 MB V II 540
me. 46 E 8/9
Avvisi per la direzione e l'organizzazione della nuova casa di Mirabello
*Torino, 28 ott[obre] [18] 63
Don Rua car.mo,
Ti lamenti che non ti ho ancora scritto, mentre vado ogni giorno a farti
visita.
5
Ti mando giù un’altra piccola carovana. Occorrendo ti manderò altri secon-
dochè mi dirai. Ottima cosa la cappella, era mio preciso desiderio. In casi di que­
sto genere va pure avanti come meglio ti sembra nel Signore. Quando mi scrivi
dimmi sempre il numero de' giovani, delle dimande. Allarga il locale. Boido non
va, e il suo numero fu dato a Razzetti piccolo, che andrà giù venerdì o sabato.
10 Oggi o dimani ci vanno anche i due Bioglio, di cui uno è il gigante Golia. D. Ca-
gliero promette di provvedere quanto dimandi. Rincresce che Peracchio sia am­
malato, bisogna farlo guarire. In caso di necessità si potrebbero mettere a Mira­
bello una decina di giovanetti oltre a quelli che già si trovano?
I
sarti ed i calzolai possono fare una sola camera. Qualora occorresse un nu-
15 mero duplicato nel vestiario di qualcheduno, si aggiunga ad uno il bis.
Ad ogni momento noi parliamo di Mirabello e dei Mirabellesi; e ci uniamo ad
augurare a tutti ogni bene dal cielo.
In questo momento giunge D. Savio e mi dà buone notizie. Deo gratias. Por­
ta pure le accettazioni al numero cento e vedrai che tra quelli che non vengono, o
20 dovranno rimandarsi, o andranno volontariamente, resterai con una ottantina.
Stabilisci per base di non accettar alcuno lungo l’anno se non in casi veramente
eccezionali.

62.9 Page 619

▲torna in alto
ottobre 1863 613
Se tra quelli che sono già costà, o che vanno o che andranno vi sarà taluno
che non faccia pel piccolo seminario oppure sia di troppo fammelo sapere subito
oppure mandamelo con un biglietto e si occuperà o si prowederà per lui qui nella
casa come sarà espediente.
A rivederci presto; tutti i santi del Paradiso facciano santi tutti quelli che abi­
tano od abiteranno codesta casa. Amen.
Tutto tuo nel Signore
Aff.mo
Sac. Bosco G.
[P.S.] Speciali saluti a tutta la famiglia Proverà ed alla tua M am an.
Al M.to R.do Signore
Il Sig. D. Rua Michele Direttore
del p[iccolo] sem inario]
Mirabello
23 che add si
8 Giuseppe Boido, nato nel 1835, entrò come studente a Valdocco il 18 novembre 1861; uscì nell’ot­
tobre del 1864.
9 Antonio Razzetti, nato a Com o Giovine (Milano) nel 1851, entrò all’Oratorio il 29 ottobre 1862 as­
sieme al fratello Giuseppe maggiore di quattro anni.
10 Luigi Angelo Bioglio, nato a Mirabello Monferrato (Alessandria) nel 1853, entrò all'Oratorio il 21
agosto 1863. Non si hanno notizie del fratello.
11 Luigi Peracchio, nato a Vignale (Alessandria) nel 1842, entrò all’Oratorio il 19 ottobre 1861 ; uscì il
20 ottobre 1863.
32 La mamma di don Rua, Giovanna Maria Ferrerò, che già aveva lavorato a Valdocco, si era trasfe­
rita col figlio a Mirabello, allorché questi era stato fatto direttore del piccolo seminario.
712
A don Michele Rua
ASC 131.01 Lett. orig. Rua (A 174) me. 46 E 10 - 47 A 1
Min. aut. 2 ff. 304 x210 mm. carta leggera segni di piegatura note archivistiche in alto sul
f. Ir [ = A]
ASC. 131.01 Lett. orig. Rua (A 174) me. 47 A 2 - 47 A 5
Orig. aut. 2 ff. 304 x 210 mm. carta leggera segni di piegatura [ = B]
[Descrizione completa ed articolata in F. MOTTO, I «R icord i confidenziali ai D irettori» di don Bosco.
Roma, LAS 1984, pp. 8-10 oppure RSS 4 (1984) pp. 130-132]
E I 288-290 MB V II 524-526
Paterni consigli al neodirettore di Mirabello
[Torino, fine ottobre 1863]
Al suo amatissimo figliuolo D. Rua Michele il Sac. Bosco Gio. Salute nel Signore
Poiché la divina provvidenza ha disposto che noi possiamo aprire una casa
destinata a promuovere il bene della gioventù in Mirabello ho pensato che possa
tornare a gloria di Dio e a vantaggio delle anime affidandone a te la direzione.

62.10 Page 620

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614 ottobre 1863
Ma siccome non posso sempre trovarmi al tuo fianco per suggerirti quelle
cose che forse tu hai già più volte udito o veduto praticarsi tra noi e che io vorrei
spesso ripeterti; così spero farti cosa grata scrivendoti qui alcuni avvisi che ti po­
tranno servire di norma nell’operare. Ti parlo colla voce di un tenero padre che
10 apre il suo cuore ad uno de’ suoi più cari figliuoli.
Voglio scriverli di mia mano perché tu abbia sempre teco un pegno del gran­
de affetto che ti porto, e ti siano di memoria permanente del vivo desiderio che
nutro che tu guadagni molte anime al Signore.
Con te stesso
15
I o Niente ti turbi.
2° Evita le mortificazioni nel cibo e in ciascuna notte non fare meno di sei
ore di riposo. Questo è utile per la tua sanità e per poter promuovere il bene delle
anime di giovanetti a te affidati.
3° Celebra la santa messa e recita il breviario pie, devote, attente. Ciò procu-
20 ra di praticare tu stesso e di farlo eziandio praticare da’ tuoi dipendenti.
4° Ogni mattina un poco di meditazione, lungo il giorno una visita al SS. Sa­
cramento. Il rimanente come è disposto dalle regole della società.
5° Studia di farti amare prima di farti temere. Nel comandare e correggere
fa sempre vedere che tu cerchi il bene delle anime. Tollera ogni cosa quando trat-
25 tasi d ’impedire il peccato. Le tue sollecitudini siano tutte dirette al bene spiritua­
le, sanitario, scientifico de’ giovanetti dalla divina provvidenza a te affidati.
6° Nel deliberare di cose di maggior importanza fa' sempre una elevazione
del tuo cuore a Dio prima di deliberare. Quando ti è fatta qualche relazione, pro­
cura di rischiarare bene i fatti prima di giudicare. Non di rado sono riferite cose
30 che a primo annunzio sembrano travi e non sono che paglie.
Coi Maestri
f.iv
I o Procura che ai maestri nulla manchi di quanto loro è necessario pel vitto e
pel vestito. Tien conto delle loro fatiche, ed essendo ammalati o semplicemente
incomodati, manda tosto un supplente nella loro classe.
35
2° Fa’ di parlare spesso con loro o separatamente o simultaneamente; osser­
va se non hanno troppe occupazioni; se loro mancano abiti, libri; se hanno qual­
che pena fisica o morale; oppure se trovansi in loro classe allievi che abbiano bi­
sogno di correzione o di speciale riguardo nel modo e nel grado dell’insegnamen­
to. Conosciuto qualche bisogno fa quanto puoi per provvedervi.
40
3° In conferenza apposita raccomanda che interroghino indistintamente tutti
i giovani della classe; leggano per turno qualche lavoro di ognuno. Fuggano
l’amicizia particolare e la parzialità fra i loro allievi. Quando occorre solennità,
novena, o semplicemente una festa in onor di Maria SS.ma di qualche santo pro­
tettore del seminario o di qualche Mistero di nostra santa religione, ne diano cen-
45 no con un semplice annunzio.

63 Pages 621-630

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63.1 Page 621

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ottobre 1863 615
Cogli assistenti e coi capi di camerata
1° Quanto si è detto dei maestri si può in gran parte applicare agli assistenti
ed ai capi di camerata.
2° Procura che abbiano il tempo e la comodità di andare a scuola, studiare,
sempre per altro in modo compatibile coi loro doveri.
50
3° Trattienti volentieri con essi per udirne il parere intorno alla condotta dei
giovani loro affidati. Si trovino puntuali al loro dovere; facciano ricreazione co’
giovani.
4° Accorgendoti che taluno di essi contragga amicizia particolare con qual­
che allievo oppure scorgendo la moralità di loro essere in pericolo, con tutta pru- 55
denza lo cangerai d ’uffizio, gli darai altra occupazione; che se continua il pericolo
ne darai tosto avviso a me stesso.
5° Raduna qualche volta i maestri, gli assistenti e i capi di camerata e a tutti
dirai che si sforzino per impedire i cattivi discorsi, allontanare ogni libro, scritto,
immagini, pitture, hic scientia est, e qualsiasi cosa che metta in pericolo la regina 60
delle virtù, la purità. Diano buoni consigli, usino carità co' giovani. Conoscendo
qualche allievo pericoloso a' suoi compagni inculca che ti sia svelato, e se ne fac­
cia oggetto delle comuni sollecitudini.
f.2r
Colle persone di servizio
1° Non abbiano famigliarità co’ giovani, e fa’ in modo che possano ogni mat- 65
tino ascoltare la santa messa ed accostarsi ogni quindici giorni od una volta al
mese ai santi sacramenti.
2° Usa sempre carità nel comandare, facendo conoscere che tu desideri il
bene delle anime loro. Non si permetta che entrino donne ne’ dormitori de’ gio­
vani od in cucina né trattino con alcuno della casa se non per cose di carità o di 70
necessità.
3° Nascendo dissensioni tra le persone di servizio ed i giovani od altri del se­
minario, ascolta ognuno con bontà; ma per via ordinaria dirai separatamente il
tuo parere in modo che uno non oda quanto si dice all'altro.
4° Sia stabilito un capo alle persone di servizio di probità conosciuta. Costui 75
invigili specialmente sul lavoro e sulla moralità de' subalterni, e si adoperi con
zelo affinché non succedano furti né facciansi cattivi discorsi.
Coi giovani studenti
1° Non accetterai mai allievi che siano stati cacciati da altri collegi, oppure
che consti altrimenti essere di mali costumi. Se malgrado la debita precauzione 80
accadrà di accettarne alcuno di questo genere, dagli subito un compagno sicuro
che non l’abbandoni più. Qualora egli manchi in cose immorali sia appena una
volta avvisato, e se ricade sarà immediatamente rinviato a casa sua.
2° Fa’ quanto puoi per passare in mezzo ai giovani tutto il tempo della ri­
creazione, e procura di dire all’orecchio qualche affettuosa parola, che tu sai, di 85
mano in mano ne scorgerai il bisogno. Questo è il gran segreto che ti rende pa­
drone del cuore de’ giovani.

63.2 Page 622

▲torna in alto
616 ottobre 1863
3° Fa’ vedere che li ascolti volentieri in confessione, ma da' loro libertà di
confessarsi da altri se lo desiderano. Studia di allontanare fin l’ombra di sospetto,
90 che tu ricordi quanto fu detto in confessione. Neppure apparisca il minimo segno
di parzialità verso di chi si confessa da uno a preferenza di un altro.
4° Inizia la società dell’immacolata Concezione; ma tu ne sarai soltanto pro­
motore e non direttore; considera tal cosa come opera de’ giovani.
Cogli esterni
95
1° La carità e la cortesia siano le note caratteristiche di un direttore tanto
verso gli interni, quanto verso gli esterni.
2° In caso di questioni di cose materiali, accondiscendi in tutto quello che
puoi, anche con qualche danno, purché si conservi la carità.
3° Se poi trattasi di cose spirituali, le questioni risolvansi sempre come pos-
100 sono tornare di maggior gloria di Dio. Impegni, puntigli, spirito di vendetta, amor
proprio, ragioni, pretensioni ed anche l ’onore, tutto deve sacrificarsi in questo
caso.
4° Se per altro la cosa fosse di grave importanza è bene di chiedere tempo
per pregare e dim [and] ar consiglio a qualche pia e prudente persona.
2 figliuolo] figlio Sac. A 1figlio corr A2 Il]il/1 Gio'] Gioanni A 3 ha... possiamo] dispose di
poter A 4 Mirabello] Mirabello, A 4-5 che possa tornare] di A' tornare corr A2 5 post a ad
maggior A e... affidandone] il fidarne A 7 post cose add e quegli avvisi A' del A2 forse...a]
tu forse avrai già udito o A' tu forse avrai già corr A2 post veduto add a A tra noi om A 7-
8 e che... ripeterti om A B ' ad marg B2 8 così om A1ad marg A2 spero] stimo A scriven­
doti] di darti A 1scrivendoti corr si A2 8-9 ti potranno servire] potranno servirci A' potranno ser­
virti co rr A2 9 di] per A 1di corr si A2 nell’] nel tuo A 1nell’ corr A2 10 il suo om A suoi
trsp p cari A 11 Voglio scriverli] Ricevili adunque scritti A Voglio scriverti A 1Voglio scriverli corr
B 2 perchè... un] come A 11-12 del grande] del mio A' dell’ corr A2 12 post che add io A
ti... permanente] come atto esterno A post del om mio A ' ad si A2 ad B ' del B 2 12-13 che
nutro... guadagni] che tu guadagni A B' che nutro che tu guadagni corr B 2 14 Con] A A' Con
corr A2 15 1° Niente ti turbi om A 1add mrg A2 16 2°] 1° A 12° A2 Evita] A te raccomando
di evitare A in ciascuna notte om A' add si A2 17 utile] necessario 4 la tua] conservarti la
A ' conservare la co rr A2 e per poter promuovere il] quindi poter lavorare pel A ' e promuovere il
corr si A2 18 di... affidati om A 19 3°] 2° A ' 3° Celebra...attente] Procura di recitar pie divote
attente il tuo breviario A' Procura di celebrare la santa Messa e recitare il breviario pie divote attente
corr A2 corr m rg A2 Celebra la santa Messa e recita il breviario pie divote attente corr si A3
Ciò] Questo A 20 praticare... da’] praticarlo tu e di insinuarlo anche ne’ A 21 4°] 3° A' 4° corr
A2 23 5°] 4° 4 15° corr A2 farti] farne A ' farti corr A2 temere. Nel] temere; nel A e cor­
reggere om A ' add si A2 24 vedere] conoscere A tu om A { add si A2 cerchi] desideri A
post delle anime add e non mai il tuo capriccio A
trattasi] si tratta A
25 peccato.] peccato; A Le tue...dirette] ogni tuo sforzo sia sempre A' Ogni... sia diretto corr A2
25-26 spirituale, sanitario, scientifico] delle anime A
26 dalla divina provvidenza om A
27 6° om A' 5° add A26° corr A3 Nel... di deliberare om A' Pensaci alquanto prima di deliberare in
cose di importanza e ne’ dubbi appigliati [appigliati corr ex prendi] sempre a quelle cose che sembra­
no di maggior gloria di Dio ad marg iA 2 28 ante quando add 7° A2 del A3 28-30 Quando... pa­
glie om A' Quando ti è fatto rapporto intorno a qualcheduno, procura di rischiarare bene il fatto pri­
ma di giudicare. Spesso ti saranno dette cose che sembrano travi [sembrano travi corr ex sembre...
trave] e sono soltanto paglie ad m rg i A2 30 paglie] busche B ' paglie corr B2 31 Coi] Ai A 1Coi
corr A2
33 vestito] riposo A
fatiche,] fatiche; A
34 manda] fa A 1 manda co rr A 2
35 Fa’] Procura A separatamente] privatamente A ' separatamente corr si A2 o] e A 1o corr A2
post osserva add se essi sono bene in salute A1 del A2 36-37 se loro... oppure om A 1 ad m rg A2
37-38 se trovansi... di] se non hanno allievi che meritino correzione o A 1 trovansi in classe allievi
che [che ad sZ] abbiano bisogno di corr mrg A2 38 di2 om A1 ad si A2 speciale] speciali A

63.3 Page 623

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ottobre 1863 617
nel modo e nel grado] nel grado e nel modo A dell’] d 'A 39 fa om A 1add si A2 41 classe;]
classe, A turno] torno A B ognuno.] ciascuno; A 41-42 amicizia] invidia A 1amicizia corr
A2 42 particolare] parziale A ' particolare corr A2 la] le A allievi.] allievi/ A occorre om
A 1add m rg A 2 42-43 o semplicemente una festa] od anche un semplice fatto A' od anche semplice
fatto corr A2 44 di qualche... religione om A ne diano] se ne dia A post cenno add in clas­
se A 46 Cogli assistenti] Ai giovani A ' Agli assistenti corr A2Cogli assistenti co rr si A3 coi om A
47 Quanto si è detto] Per quanto ti è possibile A ' Quanto si è detto corr A2 dei] pei A 47-48
agli... camerata] ai maestri ed agli assistenti A
49-50 abbiano...doveri] loro nulla manchi per­
chè possano continuare i loro studi; perciò fa [fa corr ex studi] in modo che qualcheduno faccia loro
scuola ed [ed add es] abbiano tempo per istudiare A 51 Trattienti volentieri] Li radunerai A 1Pro­
cura di trattenersi corr A2 udirne il] udire il loro A 1 udirne il co rr A2 intorno alla] sulla A
52 ante ricreazione add la loro A 54 Accorgendoti] Se tu scorgerai A taluno] un assistente co
A' taluno co rr A2 contragga] formi un: A ' formi corr A2 54-55 con qualche allievo om A
55 oppure... loro] o te ne accordi anche di lontano la sua moralità A
essere] è A 1 essere corr
A2 tutta om A 56 d ’uffizio] di sito A gli A ’ se occorre gli corr A2 56-57 che se... stesso]
e se mettesse in pericolo la moralità di qualche compagno o di qualche giovane lo toglierai tosto dal­
l ’impiego e parteciperai tosto la cosa a me A
58 Raduna] Radurai A1 Radunerai corr si A2
qualche volta] una volta al mese A' qualche volta corr si A2 e,] A post camerata add e di pas-
seggiataA 59-61 allontanare... purità om A 1add mrg A2 60 pitture om A2 che co rr A2 add
si A3 61 Diano] dia A ' diano corr mrg A2 ante carità add grande A' del A2 62 suoi om A
inculca... svelato] telo dicano A inculca che ti sia partecipato B' inculca che ti sia svelato co rr si
B2 64 Colle] Alle A [ Colle corr A2 65 ante famigliarità add molta A 66 ascoltare] ascoltar
A
Ogni... mese] almeno una volta al mese A' ogni quindi giorni od una volta al mese co rr si A2
ogni quindici giorni B 1ogni quindici giorni od una volta al mese corr si B2 67 ai santi sacramenti
trsp a ogni A 68 facendo] ed in ogni cosa fa sempre A conoscere] loro co... A 1conoscere corr
A2 tu om A
69 delle anime] dell’anima A
ante Non add Quanto è possibile A' del A2
ne’ dormitori... od om A' add m rg A2 70 nè] e A' nè corr si A2 alcuno della casa] qualche di
essi; si può dire di tutto della casa A' alcuno della casa corr si A2 di carità o d necessità] che abbia­
no per oggetto la carità o la necessità A 1di carità o di necessità corr si A2 71 ed i] co' A' ed i corr
si A2 od] o con A 1od corr si A2 73 per via... separatamente] pronunzia sempre A 1per via ordi­
naria dirai separatamente co rr si A2 74 non oda] s A' non sappia corr A2 post altro add ad ec­
cezione che intervengano circostanze che persuadano diversamente A 75 post servizio add ma A 1
del A2 76 sul... moralità] sulla fedeltà e sui discorsi A 1sue azioni mal... corr si A2sul lavoro e sulla
moralità corr mrg A2 76-77 e si... zelo om A' add slr A2 77 ne facciansi] e non si facciano A
79 Non accetterai mai] Non mai accettare per nessun motivo A' Per nessun motivo non mai ac­
cettare corr si A2 allievi] alcun giovane A' un giovane corr si A2 siano stati cacciati] sia stato
cacciato A oppure] o A 80 consti om A ' ti consti add si A2 post essere add un giovane A'
del A2 81 alcuno! qualcheduno A questo] tal A 82 più] mai A in cose immorali om A
avvisato] avvisato quindi A 1 corretto corr A2 83 se ricade sarà] la seconda A
rinviato a
casa sua] mandato via dal seminario A 84-85 ricreazione,] ricreazione; A 85 qualche affettuo­
sa] quella A1qualche affettuosa co rr si A2 85 ante ne add si presenta l'occasione e tu A che...
padrone] per guadagnare A 1per renderti padrone corr si A2 88 fa... confessione] Offriti pronto ad
ascoltare le confessioni dei giovani A
89 Studia] Ma procura A' procura co rr A2 Studia [s/] B
sospetto,] sospetto A
90 tu om A
Neppure... segno] Né si usi ombra A { Né si... ombra corr
A2 91 verso di] a A di] da A' di corr/l2 92 Inizia] Procura di iniziare A Concezione]
concezione A B ma... soltanto] fa di essere A ' ma ne sarai soltanto co rr si A2 93 e] ma A ' e
corr A2 97 di] intorno a A materiali,] materiali A puoi] è possibile A 93 post spirituali
add o semplicemente morali allora A
99-100 questioni... tornare] dissensioni devono sempre
risolversi nel senso che tornano A 100 post Dio add e bene delle anime A 104 dimandar] di­
mandare A

63.4 Page 624

▲torna in alto
618 novembre 1863
713
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Lettera non reperita, ma desunta dalla richiesta governativa in data 5 novembre 1863: ASC 126.2 Go­
verno, M inistro dell'interno, Peruzzi, ed. in MB V II 904, e da lettera di don Bosco del 22 dicembre
1863: vedi lett. n. 722
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli
[Torino, poster. 5 novembre 1863]
[...]
Il ragazzo era un certo Lorenzo Ferrerò. Venne accolto all'Oratorio la vigilia di Natale del 1863.
714
Al marchese Giovanni Patrizi
Copia a stampa in E I 286-287
MB X V II 883-884
Indisponibilità di sacerdoti a recarsi come cappellani a Montoro (Avellino)
'Torino, 12 novembre 1863
Car.mo Sig. Marchese,
Ricevuta la sua cara lettera colla nota degli oneri ed onorari stabiliti pel cap­
pellano di Montoro, tosto ne diedi comunicazione a due sacerdoti con cui erasi
5 prima tenuto parola. L ’uno dopo l’altro trovarono la proposta degna di conside­
razione per tutti i rapporti; ma venuti alla conclusione osservarono che la loro
condizione sarebbe assai deteriorata, imperocché anche colla sola scuola elemen­
tare percepiscono, uno fr. 1200, l’altro fr. 1000. Il lavoro personale è libero e pos­
sono occuparsi in qualsiasi cosa a loro vantaggio,
io
Le darò la ragione. La penuria di preti si fa in generale sentire anche fra noi,
ma i preti del conio che Ella vuole e che io voglio solamente proporre sono assai
ricercati dai Vescovi e ben pagati per l’importanza degli affari che loro si possono
affidare. Può darsi che lungo l’anno possa averne qualcuno in libertà che ci con­
venga ed in questo caso ne darò cenno a Lei per sapere, se siavi tuttora il bisogno.
15
Mi aiuti a far andare avanti la Chiesa di Maria Ausiliatrice ed io La pregherò
che le prepari una bella corona in Cielo.
Dio la benedica; preghi per me che con gratitudine ho il piacere di potermi
professare
Di V. S.
20
Aff.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 La lettera non è stata conservata.
4 Montoro: località di poche centinaia di ab., a 16 km. da Avellino. Non si conoscono i nominativi
dei due sacerdoti interpellati.

63.5 Page 625

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novembre-dicembre 1863 619
715
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 193 x 124
E 1 287 MB V II 511
Richiesta di favori per un sacerdote ed un chierico
*Torino, 14 novembre [18]63
Ill.mo e M.to R.do Signore,
Oggi sabato non posso recarmi in Curia come vorrei, e dovendo dar sesto ad
alcune cose di premura mi fo lecito pregarla col presente scritto.
1° Abbia la bontà [di] legger la lettera di Mons. Caccia e di aggiugnere due 5
linee di commendatizia o almeno di legalizzazione della firma per l ’affare Fara-
melli per così terminar un affare che ci ha già dato millanta disturbi.
[2°] Veda se può promuovere la remissione a favore del eh. Proverà secondo
che mi rinnova [la raccomandazione] Monsig. Vescovo di Casale. Prenda con
bontà questo disturbo ed io le farò dire sta sera un’Ave M aria da tutti i nostri gio- 10
vanetti mentre con vera gratitudine mi professo
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
1 novembre] 9bre
5 Caccia: vedi lett. n. 705.
6 Faramelli: vedi lett. n. 710.
9 vescovo di Casale: mons. Calabiana.
716
Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi
Già presso sig. Giovanni Bartoli - Firenze
Orig. aut. 2 ff. 265 x 205 mm.
Ined.
Comunica la grave difficoltà di don Rua di abbandonare la direzione del collegio di Mirabello — si
dichiara disponibile ad accogliere il giovane raccomandato
"Torino, 6 dicembre 1863
Ill.mo Signore,
Mi fo premura di partecipare a V. S. 111.ma che il Sac. Rua Michele già allie­
vo di questa casa è stato nominato dal vescovo di Casale a Direttore di un piccolo
seminario apertosi in Mirabello di Monferrato. Non so se sia libero di smettersi 5
dal suo posto attuale; ad ogni modo Ella potrebbe farne prova.
Volentieri mi presterò a favore del giovane Ingarano di Racconigi che Ella

63.6 Page 626

▲torna in alto
620 dicembre 1863
compiacquesi raccomandarmi. Procuri soltanto di far avvisare la madre o chi per
essa affinché mi sia presentato il fanciullo per vedere se è bene in salute, se desi­
lo dera studiare o apprendere un mestiere. Dopo sarò in grado di fissargli il giorno
di sua entrata.
Sempre contento di poterla in qualche cosa servire le auguro ogni bene dal
cielo mentre ho l ’onore di potermi professare con gratitudine sincera
Di V. S. 111.ma
15
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
P.S. La prego di voler gradire una copia di Storia Sacra testé terminata nella no­
stra tipografia.
3-6 II Provveditore aveva offerto un posto di insegnamento a don Rua: vedi lett. n. 720.
7 Racconigi (Cuneo): località di circa 10.000 abitanti. Del giovane Ingarano non si hanno notizie.
8 La lettera del provveditore non è stata conservata.
17 Storia sacra per uso delle scuole e specialmente delle classi elementari secondo il programma
del ministero della pubbl. istruzione utile ad ogni stato di persone arricchita di analoghe incisioni e
di una carta geogr. della terra santa del sacerdote Bosco Giovanni. Ed. terza accresciuta. Torino, tip.
dell’Orat. di S. Frane, di Sales, 1863.
717
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 254 x 196 mm.
E I 291 MB V II 567
Invia la commendatizia a suo favore redatta dal vescovo di Cuneo — trasmette lettera di un chierico
del seminario di Chieri — supplica di poter tenere alcuni chierici come assistenti a Valdocco — omag­
gio di una copia della Storia Sacra
Torino, 6 dic[embre] [18]63
Ill.mo e M.to R.do Signore,
Trasmetto a V. S. 111.ma e M.to R.da la commendatizia che il Vescovo di Cu­
neo compiacevasi di fare per la Società di S. Francesco di Sales. Voleva portarla
5 personalmente ma non avendo potuto, la mando quivi acchiusa.
Ella mi diceva che se mi fosse venuta qualche cosa a notizia che avesse potu­
to contribuire al bene morale del seminario di Chieri glielo avessi comunicato. A
questo fine le trasmetto qui una lettera del eh. Strumia non perché vi siano delle
cose gravi, ma perché conosca quale spirito domini in taluno de’ cherici. Brame-
10 rei che questa lettera, ed altre che mi cadranno nelle mani, servano per di Lei
norma e non a danno individuale di chi le scrive.
Bellagarda fu dimandato pel Seminario ed io ne sono contento; ma non pos­
so a meno di dirle che sento il peso di questo rifiuto. È il solo cherico che io di­
mandassi. Mentre quasi tutti quelli che testé entrarono in seminario partirono da
15 questa casa.

63.7 Page 627

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dicembre 1863 621
Dovrò per necessità raccomandarmi a vescovi di altre diocesi per aver assi­
stenti nella casa e fortunatamente trovo molta accondiscendenza. Sia per quelli
che dovettero andare a Mirabello, sia per quelli che furono chiamati in seminario
11numero de’ cherici essendo assai ristretto credo che vorrà dispensarli dal sena-
zio che solevano prestare gli anni addietro nella Metrop[olitana] di S. Gioanni. 20
La prego di gradire una copia della Storia Sacra testé uscita dalla nostra pic­
cola tipografia. Prego la Santa Vergine a volerle ottenere dal suo Divin Figliuolo
sanità durevole, preghi anche per me che di cuore le sono
Umil.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
25
3 La commendatizia di mons. Clemente Manzini, in data 27 novembre 1863, è edita in MB V II 565.
8 chierico Strumia: forse Tommaso Strumia, nato a Sommariva del Bosco (Cuneo) il 21 dicembre
1844. Il nominativo risulta dai registri del seminario di Torino per l'anno 1863. Divenne prete e mori
cappellano di Sommariva il 27 novembre 1894.
12 Paolo Bellagarda, nato ad Alpignano (Torino) nel 1842, entrò all'Oratorio il 23 ottobre 1860. Di­
venne prete e morì il 26 luglio 1882.
21 Storia sacra: vedi lett. prec.
718
Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
AAT 17/12.8 Lettere di santi
Orig. aut. 2 ff. 230 x 170 mm.
E I 292 MB V II 567-568
Chiede di verificare se per caso avesse dimenticato sul tavolo la commendatizia del vescovo di Cuneo
— auspica che i suoi giovani chierici ancora in borghese possano frequentare le scuole del seminario
Ill.mo e M.to R.do Signore,
'Torino, 8 dic[embre] [18]63
Abbia la bontà di dare ancora un’occhiata se mai esistesse presso di Lei la
commendatizia fatta da Monsig. V[escovo] di Cuneo; altrimenti dovrò cercarla
non so dove. Sul mio tavolino non esiste; forse fu spedita chiusa in qualche altro 5
pacco non so con quale indirizzo; credo però che mi sarà rimandata. Ad ogni
buon evento gliene mando una copia che dalla medesima aveva fatto trascrivere.
Dimani i nostri cherici si troveranno per la scuola; se non potessero andare
anche coloro che sono vestiti in borghese sarei in un vero imbroglio essendo già
l ’anno scolastico oltre all’epoca stabilita per essere accolti in altre scuole; ma an- 10
che questo in qualche modo si aggiusterà.
Mi è sempre caro ogni volta che le posso augurare ogni bene dal Signore e
professarmi con pienezza di gratitudine
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
15
Sac. Bosco Gio.
4 Vedi lett. prec.
9 Alcuni seminaristi, poveri, non erano forniti di veste talare.

63.8 Page 628

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622 dicembre 1863
719
Ai vescovi della provincia ecclesiastica di Torino
Copia a stampa in E I 292-294
MB V II 569-570
Ampia relazione sui metodi di proselitismo valdese — laici e sacerdoti fautori del medesimo in varie
diocesi del Piemonte
"Torino, 9 dicembre 1863
Eccellenze Rev.me,
Per lo addietro i protestanti lavoravano clamorosamente coi giornali, con
promesse e lusinghe di ogni genere; attualmente hanno cangiato mano e lavorano
5 clandestinamente quanto loro è possibile.
I mezzi da loro usati sono tre:
1° Largizioni; 2° Catechismi; 3° Libri.
Per largizioni s’intendono impieghi di commercio, di uffizio, di servizio, di
lavoro, somministranze o largizioni di danaro, promesse di ogni genere,
io
Per catechismi s'intendono le conferenze che fanno gli Evangelisti nella città
e nei paesi di provincia; scuole infantili, scuole elementari, spiegazioni della Bib­
bia ne' giorni festivi.
Per libri s'intendono le stampe in giornali, libri, foglietti, almanacchi, Bibbie
del Diodati, che i loro venditori (detti colptori) d'accordo cogli evangelisti locali,
15 spacciano ovunque possano e a qualunque prezzo. I principali librai sostenuti dal­
la Evangelizzazione Inglese sono come segue. (V. coperta dell 'A m ico di Casa). I
venditori ambulanti sono in numero grandissimo. Sono sparsi in molti paesi. Per
es. a Cuneo lavora il Prof. Botta, ed il Padre Bonelli ex frate e segretario presso al
Rettore della R. Università. Non possono fare radunanze regolari finora, ma bri-
20 gano per poterle tenere.
In Saluzzo vi è il... comandante dei RR. Carabinieri, e segretamente (si dice)
il P. Francesco...
In Alessandria vi è l'evangelista Fanini che tiene conferenze, scuola quotidia­
na elementare dietro l'albergo deU’Universo, via Marengo. Pietra Marazzi e Mon-
25 tecastello sono i paesi più travagliati dai protestanti nella diocesi di Alessandria.
In Acqui non v'è ancora conferenza regolare, spesso va certo Musso ex­
fratello delle scuole cristiane di Montechiaro; conta già una trentina di addetti.
Lo stesso Musso con un certo Gay lavorano regolarmente nella città e diocesi
d'Asti. Il paese più travagliato è Pica. Qui capo delle adunanze è certo Vercelli
30 Veterinario: ogni mercoledì il Musso va a fare una conferenza.
Queste radunanze (specialmente in Alessandria) sono spesso fatte ed assistite
da Don Bruschi ex-canonico d'Intra ammogliato e residente in Genova. Ma que­
sti lavori sono un nulla in confronto di quanto si fa nella città e diocesi di Torino.
Si dà un cenno della sola capitale. In Borgo S. Donato presso il sig. Caffarelli si fa
35 scuola e catechismo di questo genere. Così pure a Borgo Nuovo, in piazza Vitto­
rio Emanuele etc. A fianco la Chiesa Valdese vi è una scuola elementare di 50

63.9 Page 629

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dicembre 1863 623
alunni, di cui soltanto dieci sono valdesi, gli altri tutti cattolici.
In via Dell’Arco havvi altra scuola dell'Evangelista Rossetti, successore del
De Sanctis, dove sono circa 80. A poca distanza da questa vi è altra scuola dello
stesso genere di circa settanta fanciulle; quindi un’altra sostenuta dal ministro 40
Bert e da Meile e sono sessanta circa. Nella loro scuola infantile sono più di cen­
to. Questi ragazzi hanno pane, minestra, farina, carne, vestiario per allettamento.
I parenti dicono che sono piccoli, perciò fuori di pericoli. Ma la cosa non è così.
Molti toccano già i 10, i 12 anni, alla festa sono tutti obbligati andare al tempio
per recitare alcuni versetti del Diodati, che è loro spiegato con serie di errori con- 45
tro alla religione cattolica.
Chi sostiene queste scuole è il ministro Guicciardini che ordinariamente di­
mora a Firenze e Lord Stuart pastore inglese dimorante a Livorno.
Don Ambrogio presentemente è pagato dal partito di azione e trovasi a V o­
ghera e a Stradella.
50
Sembra che sarebbe molto utile che i Vescovi prendessero ulteriori informa­
zioni; dessero istruzioni ai loro vicarii foranei, ai loro parroci. In generale non si
hanno norme da seguirsi: 1° nel combattere le tre armi dei protestanti, cioè largi­
zioni, libri, catechismi; 2° Che deve fare un parroco quando gli viene a notizia che
si vogliono introdurre nella sua parrocchia?; 3° Come deve regolarsi quando ci 55
fossero?
Iddio ispiri ai suoi pastori quanto devono fare. La Santa Vergine ci conservi
la nostra santa religione.
Sac. Bosco Gioanni
14 Gioanni Diodati: teologo calvinista, nato nel 1576 da famiglia di Lucca a Ginevra, docente di
ebraico nella stessa città, pubblicò la versione de La buona novella (1852-1853), L 'eco della verità dal
1864, L ’am ico di casa (19 ed. nel 1872). Sui valdesi in Italia, si veda V. Vinay, Storia dei valdesi. Voi.
3. Dal m ovimento evangelico italiano al movimento ecumenico. 1848-1978. Torino, Claudiana 1980.
14 colptori: meglio colportori, dal piem. colporteur: girovaghi, strilloni e pertanto divulgatori; sono
coloro che di paese in paese, di casa in casa, vendono Bibbie, opuscoli protestanti e distribuiscono fo­
glietti di propaganda.
16 A m ico di Casa: piccolo almanacco valdese pubblicato per la prima volta nel 1853, ed in seguito
diretto dal De Sanctis, che ebbe una vasta diffusione.
18 prof. Botta di Cuneo: personaggio non meglio identificato.
Padre Carlo Bonelli: segretario del rettore dell'Università, applicato di II classe.
23 Fanini: personaggio non meglio identificato.
24-25 Pietra Marazzi e Montecastello: località rispettivamente a 8 e 10 km. da Alessandria. Un accen­
no ai problemi fra valdesi ed evangelici a Pietra Marazzi si trova in V. V in a y , Lu igi De Sanctis ...
pp. 96-297, che cita L. Pilatte, Le Playmouthisme en Italie, p. 32.
26 Musso: membro della chiesa valdese di Genova, che avrebbe iniziato l ’opera di proselitismo ad
Alessandria.
28 F. Gay: pastore che già aveva lavorato a Nizza e che dal 1858 al 1865 operò a Genova. Il Gay col
G. P. Meille furono in seguito inviati nel granducato di Toscana (P. Barbaini, Problem i religiosi nella
vita politico-culturale del Risorgimento in Toscana. Torino, PUG 1961, p. 155).
32 Don Francesco Bruschi: ex frate, operante particolarmente ad Oneglia, dove era stato inviato
come visitatore itinerante.
34 Sig. Caffarelli: personaggio non meglio identificato.
38 Teodorico Pietrocola Rossetti: pastore e scrittore fra i più attivi, che già aveva operato ad Alessan­
dria; seguace della setta darbita, in seguito si stabilì a Firenze.
40-41 Amedeo Bert, figlio di Pietro, pastore di Torre Pellice. Nato nel 1807, aveva studiato nell’acca­
demia di Ginevra, dove anche era stato consacrato nel 1832. Fu ministro del culto valdese e cappella­
no delle Legazioni protestanti a Torino, dove operò per 30 anni.

63.10 Page 630

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624 dicembre 1863
41 Giovanni Pietro Meille (1817-1887) aveva studiato nell’accademia di Losanna ed insegnato al col­
legio di Torre Pellice. Nel 1850 si era trasferito a Torino, dove per quarant’anni visse ed esercitò la sua
missione di pastore, scrittore e giornalista. Il 26 dicembre 1853 aveva tenuto il sermone in occasione
dell’inaugurazione del tempio valdese in città. Sia il Bert che il Meille sono citati nelle MO come tena­
cissimi avversari di don Bosco e delle sue Letture Cattoliche.
47 Piero Guicciardini: nato a Firenze nel 1808, nel 1836 si staccò dalla chiesa cattolica per influsso di
un gruppo di evangelici. Esiliato, si fermò in Inghilterra, dove aderì ai cosiddetti plimuttisti o darbiti.
Tornato in Italia nel 1854, risiedette a Nizza Marittima, da dove partì la sua opera di proselitismo. Nel
1859 sostò a Firenze, che però lasciò presto, per farvi ritorno poi negli ultimi anni. Morì nel 1886. Su
di lui si veda il recente Piero Guicciardini (1808-1886). Un riformatore religioso n e ll’Europa d ell’otto­
cento. Firenze, Olschki editore 1988
48 Lord Stuart: meglio Robert Walter Stewart: pastore della chiesa libera di Scozia, stabilitosi a Li­
vorno verso il 1845, destinato ad operare non solo in Toscana, ma anche nel resto del regno d'Italia
dopo il 1860 (cf. E. C o m b a , Storia dei Valdesi, Torre Pellice 1923). Fondò collegi e sostenne molti stu­
denti.
49 Don Giuseppe Ambrogio: cf. L'Arm onia del 19 marzo 1864; sacerdote sospeso dal vescovo, giro­
vago per il canavese, il biellese, la valsesia: vedi pure Risposte ai principali errori di don Giuseppe
Ambrogio da Villanova d'Asti ... di Carlo Muzio, ed. G. B. Paravia 1863; L'apostata don Ambrogio
smascherato, Torino, tip. Ferrando 1863, 2 ed.
720
A don Michele Rua
ASC 131.01 Lett. orig. Rua (A 174) me. 47 A 6
Orig. aut. 1 f. 227 x 170 mm. carta azzurra leggerissima, restaurata sui mrg.
E 1 294-295 MB V II 571
Invito a rifiutare la proposta di insegnamento avanzatagli dal provveditore agli studi — suggerimenti
spirituali
Don Rua car.mo,
*Torino, 10 dic[embre] [18]63
Rispondi al provveditore che lo ringrazii di vivo cuore, ma che avendo accet­
tato l'incarico di Direttore del piccolo seminario] vesc[ovile] proposto dal Ve­
scovo di quella diocesi, non sei più libero, almeno per ora, di accettar l'onorevole
incarico che ti propone.
In quanto alla sup. prendi la medicina di S. Bernardo che dice: Unde venis,
quid agis, quo vadis? Queste parole pesate nella mente umana possono produrre,
come nel passato, gran santi.
In questa bella solennità di Maria Immacolata ho pregato per te e per li tuoi
figliuoli, e spero che la Santa Vergine li conserverà sempre sotto alla santa ed effi­
cace di Lei protezione.
Dio benedica te, mio caro Rua, benedica tua madre, casa Proverà e tutti i
tuoi figliuoli. Amen.
Scriverò presto qualche lettera in cui voglio notare tutto quello che ho vedu­
to nelle varie mie visite che ho fatto colla mente in varie epoche della settimana
ed in ore diverse del giorno.
Prega per me e pei tuoi amici ed abbimi
Aff.mo in G. C.
Sac. Bosco G.
7 S. Bernardo: cf. commento al Cantico dei Cantici 17,1; 32,1.7; Omelia per l'A w en to 1,3.
15 Vedi lett. n. 726.

64 Pages 631-640

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64.1 Page 631

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dicembre 1863 625
721
Alla marchesa M aria Fassati
ASC 131.22 Copie di originali - correzioni di Berto (A 192 fase. 3 p. 53; A 191 fase. 3 p. 14)
Copia semplice
E I 295 MB V II 576
Richiesta di sussidio
Benemerita Signora Marchesa,
"Torino, 22 dicembre 1863
Le trasmetto un bigliettino per Emanuele pregandola a volerlo racchiudere
in qualche lettera se mai in questi giorni scrivesse al medesimo.
Ho ricevuto il pacco della sig[ra] Contessa Callori e ne la ringrazio. Ieri mat- 5
tino ho dato principio alla novena di messe, e farò anche pregare i giovani per
questo bisogno spirituale.
Signora Marchesa, ci troviamo nelle strettezze in questi giorni. Ella m ’ha già
qualche volta accennato qualche sussidio. Se può, io passerò questa sera ed Ella
lo chiami pensione o largizione, per noi è sempre carità che si riceve con gratitu- io
dine per pagare il pane consumato dai nostri poveri giovani.
Dio benedica Lei e tutta la sua famiglia e mi creda
Di V. S. Benemerita
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
15
722
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
ASC 131.01 Lett. orig. Peruzzi (A 171) me. 28 A 3/4
Min. aut. 2 ff. 310x217 mm. f. 2: bianco con citazioni dei nomi che appaiono nel corso del te­
sto della lettera sulla sinistra del f. Ir si leggono varie cifre con totale di quanto don Bosco è in cre­
dito dal ministero
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 286
Orig. allog. con firma aut. 1 f. 330 x 230 mm.
E I 296-297 MB V II 577
Richiesta di sussidi
Ill.mo Signore,
Torino, 22 dicembre 1863
Per la moltitudine de’ giovani che facevano urgente dimanda di essere accolti
in questa casa non si poté dare corso regolare alle benevoli raccomandazioni fatte
da codesto Ministero a favore di alcuni poveri giovanetti, tuttavia le pratiche non 5
furono mai dimenticate, e le cose si effettuarono come segue.
M alabailo Carlo E nrico, raccomandato con lettera 22 settembre div. 6a
sez. 2a 5826, venne definitivamente accolto il I o novembre e collocato ad impara­
re un mestiere.
40

64.2 Page 632

▲torna in alto
626 dicembre 1863
10
Benna Giovanni Battista da Biella raccomandato con lettera 8 ottobre fu ac­
colto il 10 del passato novembre e trovandosi in grave bisogno d’istruzione fu am­
messo a studiare.
Grassero Giuseppe raccomandato con lettera del 13 ottobre N° 6.522 è defi­
nitivamente accettato, e la sua entrata è fissata pel giorno 12 prossimo Gennaio.
15
Ferrerò Lorenzo raccomandato con lettera 5 novembre atteso lo stato di gra­
ve bisogno in cui si trova è pure accolto ed entrerà il giorno 24 in questa casa.
In questa medesima occasione rinnovo quanto circa la metà di ottobre scri­
veva in riscontro alla lettera 22 settembre riguardo al giovane Pivetta.
La madre allora era debitrice di L. 330; ora sarebbero da aggiugnersi due
20 mesi a fr. 15 caduno, che darebbero il totale di fr. 360.
Qui acchiusa avvi pure la nota che riguarda ai giovani Rissoli Gesualdo na­
politano e Durazzo torinese che non potendo per difetto di età essere accolti in
questa casa dietro a lettere ministeriali furono da me collocati presso al maestro
Miglietti a centesimi 65 caduno per ogni giorno.
25
Atteso il bisogno e la dimanda del medesimo ho dovuto anticipargli la som­
ma scaduta sebbene io stesso mi trovi nelle strettezze.
Nella speranza che mi voglia continuare il suo favore per dar pane ai poveri
giovani, che in numero di oltre settecento sono ivi ricoverati, la prego a voler par­
tecipare da parte mia a sua E. il Ministro dell’interno che mi darò sempre la mas-
30 sima sollecitudine per accogliere giovanetti abbandonati e specialmente quelli che
in qualunque modo mi fossero da Lei raccomandati.
Gradisca infine che in questi giorni di augurii Le preghi ogni bene dal Cielo e
mi professi con pienezza di stima
Di V. S. 111.ma
35
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
3 per add mrg facevano corr ex faceva 4 post casa dei impedì 5 post Ministero del dell’in­
terno le pratiche add si 6 post segue del II giovane Chiapero Giovanni raccomandato con let­
tera precedente era definitivamente accettato il I o dell’ultimo scorso agosto e fu collocato a fare il sar­
to dell’ultimo add si 8 imparare] impare 10-12 Benna... studiare add post linea 14-16 Gras­
sero... gennaio
10 ante Benna del II giofvane]
11 10 emend ex 20
post 10 del testé
12 ammesso emend si ex collocato allo 13 ante Grassero del II giovane Giuseppe add si post
ottobre del gli sarà fatto posto
15 già ammesso entrato il 7 andante add m rg sin
17 circa...
ottobre emend si ex qualche tempo fa 19 ante allora del sarebbe 20 il totale emend ex la som­
ma di 21 acchiusa corr ex inclu[sa] pure add si ante che del di 22 napolitano add si
non add si
difetto di add si
23 furono trsp ante dietro
24 centesimi corr si ex f[ranchi]
26 io stesso mi emend si ex questa casa si 27 pane add si 28 ante oltre del circa a voler it et
del 29 dell'interno add mrg sin 30 per emend ex di 33 ante con pienezza del di V.S.Ill.ma
723
Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
ASCT Corrispondenza LL.PP. rep. 178 cart. 14 fase. 13
Orig. aut. 1 f. 310x209 mm. varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Ined.
Precisa che l'erigenda chiesa dovrebbe servire come parrocchia del quartiere di Valdocco e, come tale,
dovrebbe godere del previsto sussidio municipale stabilito per la costruzione di chiese parrocchiali

64.3 Page 633

▲torna in alto
dicembre 1863 627
'"Torino, 24 dic[embre] 1863
Ill.mo sig. Sindaco,
Prego V. S. 111.ma a volermi permettere di fare una rispettosa osservazione
alla lettera del[l’] l 1 corrente dicembre in risposta di una dimanda che per ogget­
to di ottenere sussidio e per dare principio alla costruzione di una Chiesa a Lei in­
dirizzava.
Ella mi nota come questo municipio ha per base di venire soltanto in ajuto
alla costruzione di Chiese parochiali. Ed è appunto perché questa chiesa è desti­
nata a servire di parochia al popolatissimo quartiere di Valdocco che io dimanda­
va l’ajuto del municipio. Sarebbe soltanto nel caso, spero che noi sarà, che mi
mancasse il sussidio implorato; nel qual caso io dovrei con grave mio rincresci­
mento restringermi ad una chiesa di limitata ampiezza.
Io ho piena fiducia in Lei e nel municipio che non mi vorranno rifiutare un
ajuto che è tutto di utilità pubblica, che unito alle largizioni di alcuni privati citta­
dini potrà soddisfare al bisogno di questo popolatissimo quartiere della città che è
cotanto distante da ogni chiesa o scuola dove possa avere la morale religiosa di­
struzione.
Pieno di fiducia nella nota di Lei bontà reputo al massimo onore ogni volta
che mi potrò professare
Di V. S. 111.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
Ill.mo sig. March. Rorà
Sindaco di
Torino
22 La risposta ancora una volta (vedi lett. n. 667) fu negativa: cf. pure Torino e Don Bosco ... p. 215.
724
Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
ACS Roma Opere Pie b. 479 fase. 286
Orig. aut. 2 ff. 255 x 190 mm. carta azzurrina
Ined.
varie indicazioni protocollari sul mrg. sup.
Comunicazioni circa due ragazzi raccomandati dal ministero e accolti all’Oratorio
'Torino, 26 dicembre 1863
Ill.mo signore,
Alcuni giorni [or] sono inawertentemente era ommessa la nota riguardante
ai giovanetti Rissoli e Durazzo, siccome in quella lettera si accennava. La racchiu­
do qui per norma di V. S. 111.ma.
In questa medesima occasione le partecipo pure che il giovanetto Bossolasco
L u ig i raccomandato con lettera 18 settembre N° 3.788 fu accolto in questa casa il

64.4 Page 634

▲torna in alto
628 dicembre 1863
29 ottobre e venne collocato ad imparare un mestiere ove è tuttora applicato.
Con pienezza di stima ho l'alto onore di potermi professare
Di V. S. 111.ma
10
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.
725
Al chierico Giovanni Bonetti
ASC 131.01 Lett. orig. Bonetti (A 169) me. 8 D 12
Orig. aut. 1 f. 127 x 98 mm. carta azzurrina
E I 298 MB V II 847
Pensiero spirituale
*Torino, il penultimo del 1863
Mio caro Bonetti,
Ti mando alcuni fogli del can.co Gliemone. Ho ricevuto con piacere la tua
lettera.
5
Coraggio, i tuoi sforzi siano diretti a conservare l’unità di volere tra superiori
perché vogliano tutti una cosa sola, salvare molte anime e tra esse l'anima
propria.
Dio ti benedica ed abbimi tutto tuo
Aff.mo in G. C.
io
Sac. Bosco Gio.
3 Potrebbe essere o il can. Giuseppe Gliemone di Rivoli (dottore in filosofia, canonico collegiata, vi­
cario foraneo, morto il 24 dicembre 1888 a 68 anni) oppure l'omonimo can. cantore Giuseppe Gliemo­
ne, dottore in teologia, della collegiata di Cuorgnè.
726
Ai giovani di Mirabello
ASC 131.01 Lett. orig. M irabello (A 172) me. 36 B 7/9
Orig. aut. 2 ff. 255 x 196 mm. carta azzurrina
E I 298-300 MB V II 582-583
Paterni consigli di vita spirituale
’Torino, giorno 30 dicembre 1863
Agli amati miei figliuoli del piccolo Sem inario] di S. Carlo in Mirabello.
La grazia di N. S. G. C. sia sempre con noi. Amen.
I
segni di filiale affetto che voi, figliuoli amatissimi, avete a me dato quando
5 ebbi il piacere di farvi una visita, mi avevano fatto risolvere di recarmi di nuovo
presso di voi in questi giorni di feste e di auguri. Ora per le speciali mie occupa-

64.5 Page 635

▲torna in alto
dicembre 1863 629
zioni non potendo ciò fare, mi limito a scrivervi una lettera per manifestarvi alcu­
ni pensieri del mio paterno cuore.
Prima di tutto vi ringrazio di quanto avete fatto per me, dei saluti inviatimi,
delle preghiere innalzate a Dio pel bene dell’anima mia; come pure vi ringrazio 10
dell’affetto che portate a D. Rua e agli altri superiori di questo seminario. Da che
fui tra voi essendo più volte andato a vedervi collo spirito, credo bene di dirvi
quanto ho osservato in particolare (a questo proposito scrivo biglietti a parte) ed
in generale.
Con vera mia soddisfazione ho osservato più frequenza ai santi sacramenti 15
della confessione e della comunione; contegno più divoto in chiesa, nella preghie­
ra specialmente della sera, maggiore carità nel sopportare le molestie de’ compa­
gni, ed in molti uno sforzo per progredire nello studio e combattere i vizi e le cat­
tive tentazioni. Ho questo osservato con grande mio piacere; tuttavia, se me lo
permettete, debbo dirvi molte cose che amareggiarono assai l ’animo mio.
20
Osservai alcuni andare in chiesa senza dare alcun segno di entrare in luogo
santo; ascoltar la predica (e non sono pochi) con distrazione continua senza ne-
f.iv manco portare via una massima da praticare pel bene dell'anima loro. Osservai
parecchi altri cominciare le preghiere di poi trovarsene alla fine senza che sappia­
no di averle dette e per lo più senza aprire le labbra; ne trovai altri che rissarono, 25
altri che non potendo fare vendetta nutrirono la bile e l ’odio molto tempo verso i
loro rivali.
Aw ene poi una serie che scappano dalla fatica come da enorme macigno che
loro stia sopra il capo sospeso; ma quello che più mi ha addolorato sono alcuni
che si studiarono d’introdurre massime disoneste e discorsi che S. Paolo vuole 30
che siano ne’ manco nominati tra i cristiani. Ve ne furono poi alcuni, assai pochi,
i quali, dovrò dirlo? si accostarono indegnamente ai santi sacramenti.
Queste, miei amati figliuoli, sono le cose che ho notate sopra l ’andamento
del piccolo seminario di Mirabello.
Pensate voi forse che io scriva queste cose per farvi rimprovero? No; le seri- 35
vo soltanto per avvisarvi e così i buoni siano incoraggiati a perseverare; i tiepidi
procurino di accendersi e riscaldarsi di amor di Dio, e chi ne ha bisogno si rialzi
dallo stato in cui [si] trova. Qui avrei molte cose a scrivervi, ma mi serbo di farlo
alla prossima mia visita che sarò per farvi. Vi dirò per altro quanto il Signore Id­
dio vuole da voi nel corso di questo anno per meritarvi le sue benedizioni.
40
Io
Fuga dell’ozio, perciò somma diligenza nell’adempimento dei propri do­
veri scolastici e religiosi. L ’ozio è padre di tutti i vizi.
2° La frequente comunione. Che grande verità io vi dico in questo momento!
La frequente comunione è la grande colonna che tiene su il mondo morale e ma­
teriale affinché non cada in rovina.
45
3° Divozione e frequente ricorso a Maria Santissima. Non si è mai udito al
mondo che taluno sia con fiducia ricorso a questa madre celeste senza che sia sta­
to prontamente esaudito.
f.2r
Credetelo, o miei cari figliuoli, io penso di non dire troppo asserendo che la
frequente comunione è una grande colonna sopra cui poggia un polo del mondo; 50
la divozione poi cilla Madonna è l ’altra colonna sopra cui poggia l ’altro polo.

64.6 Page 636

▲torna in alto
630 dicembre 1863
Quindi dico a D. Rua, agli altri superiori, maestri, assistenti, ai giovani tutti di
raccomandare, praticare, predicare, insistere con tutti gli sforzi della carità di Ge­
sù Cristo affinché non siano mai dimenticati questi tre ricordi che io vi mando a
55 maggior gloria di Dio, a bene delle anime vostre tanto care al Nostro Signor
G[esù] C[risto] che col Padre vive e regna nell’unità dello Spirito Santo. Così sia.
Mentre vi assicuro che ogni giorno vi raccomanderò al Signore nella santa
messa, raccomando anche l ’anima mia alla carità delle vostre preghiere. Tutti i
giovani di questa casa si raccomandano eziandio alle vostre preghiere e vi augu-
60 rano bene dal cielo. La Santa Vergine ci conservi tutti suoi e sempre suoi. Amen.
Vostro aff.mo in G. C.
Sac. Bosco Gio.
P.S. State tranquilli sul giovane che doveva partire per l ’eternità; egli fu Prete
Luigi. Ma notate che le partenze de’ nostri giovani sono sempre a due a due;
65 quindi avvi un altro compagno che lo vuole seguire nella patria dei beati.
8 cuore add si 55 gloria emend ex glior 56 col Padre add si
5 Don Bosco era andato a Mirabello dopo la festa dell’immacolata.
13 biglietti a parte: non pervenuti.
63 Luigi Prete, nato ad Agliano d'Asti nel 1843, chierico, morto il 5 dicembre 1863: vedi lett. n. 647.
65 II 9 gennaio 1864 all'Oratorio morì Francesco Besucco. (Nato nel 1850, era venuto a Valdocco il
3 agosto 1863). Tre settimane dopo, il 30 gennaio 1864, sarebbe deceduto all'Ospedale Cottolengo il
giovane Stefano Cavaglià, entrato tredicenne all'Oratorio il 15 ottobre 1859. Nel corso del 1864 sa­
rebbero morti altri cinque giovani dell’Oratorio: uno in febbraio, due in marzo, uno in luglio ed uno in
novembre.
LETTERE REPERITE IN FASE DI STAMPA DEL VOLUME
Al teologo Antonio Bosio
*Torino, 13 maggio [18]57
Car.mo sig. Teologo,
Provi anch’ella se può distribuire alcune decine di biglietti. Faccia quel che
può in nomine domini. Le ne mando 5 decine — il tempo utile per lo smercio va
fino alla metà di giugno.
Dio la conservi e la benedica onde possa continuare a far molto bene nella
chiesa, e assicurandole copiosa mercede dal c[i]elo mi dico con gratitudine
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servo ed amico
[Sac. Gio. Bosco]

64.7 Page 637

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Lettere reperite in fase di stampa: 1861 631
Al segretario del card, arciv. di Pisa, don Donnino Donnini
[Torino, primi mesi 1861]
Carissimo nel Signore,
10 mi ricordo e sarà certamente durevole la ricordanza delle visite fatte ai no­
stri giovani, specialmente in quel giorno che fummo onorati da Sua Eminenza
Reverendissima che si degnò di venire tra noi con l ’affetto di tenero padre. Le pa­
role dette in tale occasione si vanno ancora oggidì ripetendo con vero vantaggio.
Ringrazio di tutto cuore S. E. pel libro Vita di S. Filippo che compiacquesi di
mandarci con parole di suo carattere che serberemo siccome gratissima rimem­
branza. Credo che a suo tempo avrà ricevuto i libri richiesti: ci fu un ritardo che
derivò dalla dilazione di circa un mese a consegnarmi la sua lettera.
Dica a Sua Eminenza che un gran temporale si prepara; gli effetti saranno
terribili; breve la durata; poi cominceranno i giorni di pace. Ad ogni modo se sarà
ancora lungo il tempo in cui possa andare in Toscana senza passaporto ho in ani­
mo di fare una gita a Pisa.
11 Signore doni a Sua Eminenza ed a Lei sanità e grazia ed ambidue vi con­
servi per il bene della chiesa; e raccomandando me ed i miei poveri giovani alla
carità delle loro preghiere, con pienezza di stima mi professo
Di V. S. car.ma
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gioanni
Al vicario generale di Torino Celestino Fissore
Torino, 9 marzo 1861
Benemerito signore Vie. G.,
Forse mentre per motivo di salute non può andare alla Curia arciv. rimarrà a
V. S. B. qualche bricciolo di tempo per dare un’occhiata e quindi deliberare in­
torno al regolamento della nostra società.
Ho tenuto conto di quanto osservò il nostro Arcivescovo, il sig. Durando, e Sua
E. il Cardinale De Angelis. Ora rimetto le cose nelle sue mani, notando solo che, se
tale è volontà di Dio, desidero vivamente mettere in pratica quanto ivi è scritto prima
di morire; e se il tempo lo permetterà farlo approvare anche da Roma.
È vero che i tempi sono difficili; ma appunto ne’ gravi bisogni sono a farsi
grandi sforzi per impedire il male.
Il
Signore le doni sanità e grazia, e mi creda quale con pienezza di stima mi
professo
Di V. S. B.
Obbl.mo servitore
Sac. Bosco Gio.

64.8 Page 638

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632 Lettere reperite in fase di stampa: 1862
All 'arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Eccellenza Reverendissima,
[Torino, gennaio-febbraio 1862]
Noi sottoscritti unicamente mossi dal desiderio di assicurarci la nostra eterna
salute ci siamo uniti a far vita comune a fine di poter con maggior comodità at­
tendere a quelle cose che riguardano la gloria di Dio e la salute delle anime.
Per conservare l ’unità di spirito di disciplina e mettere in pratica mezzi cono­
sciuti utili allo scopo proposto abbiamo formolato alcune regole a guisa di società
religiosa, che, escludendo ogni massima relativa alla politica tenda unicamente a
santificare i suoi membri specialmente coll’esercizio della carità verso il prossi­
mo. Noi abbiamo già provato a mettere in pratica queste regole e le abbiamo tro­
vate compatibili colle nostre forze, vantaggiose alle anime nostre.
Ma noi sappiamo che la mente dei privati va troppo facilmente soggetta ad il­
lusioni e spesso ad errore, se non è guidata dall’autorità stabilita da Dio sopra la
terra, che è la Santa Madre Chiesa. Egli è per questo motivo che noi ricorriamo
umilmente a V. E. Reverendissim a, facendole umile preghiera di voler leggere
l’unito piano di regolamento, cangiare, togliere, aggiugnere, correggere quanto il
Signore Le inspirerà per maggior sua gloria e compatibile alle nostre forze.
Noi riconosciamo in Lei, Eccellenza Reverendissima, il Pastore che ci unisce
al Supremo Gerarca della Chiesa di Gesù Cristo. Parli V. E. e nella voce di Lei noi
riconosceremo la volontà del Signore.
La supplichiamo di accogliere con bontà questa nostra dimanda, prostrati Le
dimandiamo la Santa Sua Benedizione, e La preghiamo di voler leggere l ’unito
piano di regolamento in fine a cui ci sottoscriviamo e a nome di tutti
Umilissimo ricorrente
Sac. Bosco Gio.
Confratelli che dimandano l’approvazione delle Regole della Società di S.
Francesco di Sales.
Sac. Bosco Gioanni
Sac. Alasonatti Vittorio
Sac. Savio Angelo
Sac. Rua Michele
Sac. Rocchietti Gius[eppe]
Diac. Turchi Gioanni
Sud. Cagliero Gioanni
Ch. Bonetti Gio [anni]
Ch. Francesia Gio [anni]
Ch. Ghivarello Carlo
Ch. Pettiva Secondo
Ch. Bongiovanni Gius[eppe]
Ch. Ruffino Domenico
Ch. Durando Celestino
Ch. Anfossi Gio [anni]
Ch. Vaschetti Fran[cesco]
Ch. Boggero Gio [anni]
Ch. Rovetto Anto[nio]
Ch. Cerutti Fran [cesco]
Ch. Proverà Fran [cesco]
Ch. Chiapale Luigi
Ch. Donato Edoardo
Ch. Garino Gio [anni]
Ch. Capra Pietro
Ch. Momo Gabriele
Ch. Lazzero Gius[eppe]
Cav. Oreglia di S. Stefano [Federico]
Albera Paolo
Rossi Gius[eppe]
Gaia Gius[eppe]
Reano Gius[eppe]

64.9 Page 639

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INDICI

64.10 Page 640

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" '\\
.
//
/

65 Pages 641-650

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65.1 Page 641

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INDICE ALFABETICO DEI NOMI DI PERSONA
(Il numero in neretto indica la pagina d ell’introduzione, il numero in tondo indica la lettera)
ABBONDIOLI Pietro 190
ADELAIDE (sig.ra) 170
AGABIO: vedi ALLIO NE Bartolomeo 156
AGHEMO (cav.) 410
AGOSTINI Antonio 505
AGOSTINO (giovane) 40
AIMO Giuseppe 31, 257, 268, 270, 273, 274, 327,
333, 343, 460
ALASIA Bartolomeo 481, 491
ALASIA Carlo 481, 484
ALASIA Giacomo 391
ALASONATTI Vittorio 40, 143, 217, 220, 231,
281, 314, 332, 344, 346, 348, 354, 384, 389,
490, 495, 510, 585, 621, 660, 691, 709
ALBASIO Giuseppe 602
ALBERTO D’AREMBERG 142
ALESSANDRA Feodorovna (imperatrice) 312
ALESSIO Felice 692
ALFIERI DI SOSTEGNO Carlo 76
ALFIERI DI SOSTEGNO Cesare 134
ALIM ONDA Gaetano 44, 101
ALLAMANO Illuminato 13
ALLASIA F.G. (autore) 588
ALLI MACCHI Francesco Maria 628
ALLIONE Bartolomeo 156
ALLIONE Pietro 234
ALLORA Alessandro 407
ALTIERI Ludovico 300
AMADEI Angelo 27, 401
AM APANI (usciere) 539
AM ARI Michele 637, 639, 657, 670
AM AT DI VILLARIOS Fanny 505
AMBROGIO Filippo 151
AMBROGIO Giuseppe 719
AMEDEO D ’AOSTA 549
ANCO Marzio 346
ANDREIS (sig.ra) 514
ANFOSSI Giovanni Battista 176, 350, 453, 501,
616, 639, 646, 709
ANFOSSI Luigi 616
ANGELI Franco 71
ANGENNES Alessandro (D ’) 116, 147
ANGENNES Enrico (D ’) 220
ANGLAIS Celestino 492, 494
ANGLESIO Angelo 437, 662
ANGLESIO Luigi 206, 208, 379, 411, 474, 569
ANTOGNA (sac.) 700
ANTONELLI Giacomo 13, 55, 136, 160, 286,
346, 356, 429, 432, 645
ANTONELLI (sig.) 253
ANTONUCCI Benedetto Antonio 51, 55, 136,
628
APORTI Ferrante 113, 440, 677
APPENDINI Giovanni Battista 31, 71, 162, 167,
174, 210, 214, 226, 421, 474
ARBORIO M ELLA Adalgisa nata RICCARDI 95
ARBORIO MELLA Adele 95
ARBORIO M ELLA Adele nata OLGIATI 95
ARBORIO MELLA Alberto 147
ARBORIO M ELLA Carlo 95
ARBORIO MELLA Edoardo 95
ARBORIO MELLA Federico 95
ARBORIO MELLA Laura nata AVOGADRO di
CASANOVA 95
ARBORIO MELLA Laura nata AVOGADRO di
QUINTO 95
ARBORIO M ELLA Laura nata BALBO di VINA-
DIO 95
ARDI Claudio 323
ARDUINO Innocenzo 60, 447, 456
ARIOSTO Ludovico 25
ARNALDI Giovanni Battista 628
ARNAUD Camilla nata BELLETRUTTI 106
ARNAUD Cesare 106, 315
ARNAUD Giacinto 40, 128
ARTICO Filippo 164
ARTIGLIA Giacomo 40
ASQUINI Fabio Maria 73
AUDAGNOTTI Ludovico 523
AUDISIO Guglielmo 370
AVATANEO Antonio 2
AVERARDI Lorenzo 11, 35
AVOGADRO Flaviano 449
BACCHIALONI Carlo 616
BAGNASACCHI Cantore 17

65.2 Page 642

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636 Indice alfabetico dei nom i di persona
BAGNASACCO Carlo 510
BALBO Cesare 37
BALBO DI VINADIO Casimiro 546
BALDIOLI Vincenzo 183
BALEGNO Celso 217
BALLADORE Antonio Maria 362, 523
BALLARIO Giuseppe 647
BALLERINI Paolo 705
BALLESIO Giacinto 709
BALLIO Ercole 672, 689
BALMA Giovanni Antonio 457
BALUFFI Gaetano 628
BANAUDI Pietro 1, 246
BARACCO Giovanni 614
BARATTA Umberto 24
BARBAINI Pietro 719
BARBERIS Antonio 393
BARBERO Giuseppe 472
BARBERO Matteo 444
BARBI Michele 13
BARGONI Augusto 93
BARICCO Pietro 15, 45, 47, 93, 141, 316, 320,
360, 440, 542
BARLANI D IN I Giuseppe 589
BAROERO (BARRUERO) Antonio 75
BAROLO FALLETTI Tancredi: vedi FALLETTI
BAROLO
BAROLO Giulia 37, 13, 15, 17, 22, 180
BARONIO Cesare 651, 662
BARRAJA Ignazio 659
BARTOLI Giovanni 716
BARUCCHI Francesco 119
BARUFFI Filippo Giuseppe 45
BATTISTOLO Giuseppe 89
BATÙ Prospero 633
BAUDON Adolphe 325
BAUMGARTNER Angelo 9
BEAUVOIR Giuseppe 458, 494
BECCARIS Evasio 596
BECHIS Michele 342
BEFANI A. (autore) 95
BELASIO Antonio Maria 354
BELLAGARDA Maddalena (suor Giacinta) 17
BELLAGARDA Paolo 717
BELLANA Giovanni 405
BELLAZZI (tipografo) 374
BELLEZZA Teresa Caterina nata NOVO 183
BELLIA Giacomo 40, 63
BELLINGERI Gaetano 106, 123
B ELLINI Cesare 514
BELLISIO Bartolomeo 125, 142
BELLONO Giorgio 45, 67, 78, 79, 92, 97, 104,
119, 132, 141
BELMONTE Domenico 700
BELMONTE Luigi 700
BENEDETTO XIV 9
BENGY D'HOUET Maria Maddalena Vittoria
(DE) 546
BENNA Giovanni Battista 708, 722
BENSO DI CAVOUR Camillo 40-42, 21, 48, 87,
99, 102, 147, 166, 184, 217, 224, 241, 307, 369,
383, 427, 433, 440, 479, 505, 533, 625, 637
BENSO DI CAVOUR Giuseppina 76
BENSO DI CAVOUR Gustavo 21, 69, 102, 114,
172, 222, 356, 363
BENSO DI CAVOUR Michele 12, 21
BERARDI Costanzo 376, 377
BERARDI Felice 710
BERARDI Stefano 710
BERGAMASCHI Cirillo 49
BERGHER Paolo 338
BERNA Felice 469
BERNA Giuseppe 469, 473
BERNINI Domenico 651
BERNINI Gianlorenzo 651
BERT Amedeo 719
BERT Pietro 206, 719
BERTAGNA Giovanni Battista 425
BERTELLI Giuseppe 219
BERTELLO Guglielmo Giacomo 323
BERTINO Leone 515
BERTINO Paolo 448, 508, 512, 515, 533
BERTO Gioachino 15, 16, 7, 59, 189, 226, 232,
233, 237, 246, 261, 281, 283, 284, 295, 303-305,
324, 336, 337, 350, 355, 357, 362, 371, 379,
387, 421, 431, 450, 454, 523, 554, 557, 596,
620, 624, 647, 662, 681, 693, 704,
721
BERTOLDO (sac.) 280
BERTOLINO Carlo 617, 625, 627
BERTOLINO Vincenzo 617, 625, 627
BERTOLO Grato Domenico 261
BERTOLOTTI Davide 13, 15, 42
BERTO LOTTI Luigi 501
BERUTTO Giovanni Battista 18, 437
BETTAZZI Luigi 117
BIALE Lorenzo 114
BIANCARDI Giuseppe 7
BIANCHI Francesco 291
BIANCHI Nicomede 567
BIANCO DI BARBANIA Carlo Giacinto 220,
457, 585
BIANDRATE DI S. GIORGIO Guido 542
BILETTA Felice 170
BILETTA Giuseppe 170, 279
B ILIO NI (conte) 256
BILLIET Alessio 205
BIOGLIO Giuseppe 711

65.3 Page 643

▲torna in alto
BIOGLIO Luigi Angelo 711
BIONDI Alessandro 358
BIROCCO Antonio 692
BLACHIER Federico 54, 76, 78, 93
BOARO (sig.) 170
BOCCA Federico 49, 54, 76, 91, 93, 123, 124,
157, 195
BOCCA Francesco 663
BOCCA Matteo 531, 612, 700
BOCCADORO Secondo 498
BOERIS Giovanni 553
BOGGERO Domenico 40
BOGGERO Giovanni 518, 586
BOGGERO Pietro 40
BOGGIALLA Leopoldo 594, 625, 627
BOIARDO Matteo Maria 25
BOIDO Giuseppe 711
BOLLAND Jean 651
BOLLIO Ercole 689
BONA Andrea 427
BONA Bartolomeo 427, 547
BONA Candido 352
BONAFOUS (f.lli) 153
BONCANI (teol.) 405
BONCOMPAGNI Carlo 38, 127, 440
BONELLI Carlo 719
BONETTI Giovanni 15, 328, 391, 490, 586, 680,
688, 725
BONGIOANNI Giuseppe 329, 586, 630
BONIARDI-POGLIANI (tipog.) 198
BONINO Giovanni Giacomo 195
BONZANINO Giuseppe Carlo 176, 237
BOREL (BORRELLI) Giovanni 10, 18, 31, 39,
10, 14, 16, 17, 21-27, 30, 31, 40, 41, 47, 60, 62,
69, 93, 108, 120, 123, 128, 135, 180, 208, 217,
389, 471
BORGHESE Camillo 21
BORGIALLA Aldo Luigi 619
BORGIS Federico 28, 29, 38
BORIO Alberto 472
BORRA Michele 470
BORREGO Jesus 184, 406
BORROMEO Guido 439, 498, 506, 517
BOSCO Antonio 38
BOSCO DI RUFFINO Alerano Augusto 147, 228,
425, 542, 640, 641
BOSCO DI RUFFINO Candida 483
BOSCO DI RUFFINO Enrica nata RICCARDI
425
BOSCO DI RUFFINO Teresa nata CANTONO
147, 482, 640, 641, 696
BOSCO DI RUFFINO Ottavio 228, 402, 482, 483
BOSCO Francesco 34, 9
BOSCO Giacinto 147
Indice alfabetico dei nom i di persona 637
BOSCO Giuseppe 43, 9, 16, 302, 304, 413
BOSCO (teol.) 281
BOSIO Antonio 17, 22-25, 40, 60
BOSIO Giovanni 140
BOSSI Amedeo 93
BOSSOLASCO Luigi 697, 701, 724
BOTTA Carlo Camillo e Giovanni Sebastiano
(eredi tipog.) 55
BOTTA (prof.) 719
BOTTARI Giovanni 651
BOTTERO Giovanni 71
BOUCHET Clemenza 17
BOURLOT G. Maria 614
BRACCO Giuseppe 14, 21, 93
BRACCO Paolo 500
BRAIDO Pietro 5n, 21, 184, 204, 259, 325, 406
BRANCALEONI CASTELLANI Giovanni Batti­
sta 260
BRANZINI Giovanni Battista 38, 61, 150
BRONZINI ZAPPELLONI Alessandro 368, 499
BROSCHIERO (teol.) 284
BROSIO Giuseppe 60
BRULA (sig.) 230
BRUNI Francesco 699
BRUNI Giuseppe 699
BRUNO Giovanni Battista 699
BRUSCHI Francesco 719
BULCHETTI (ch.) 550
BULCHETTI (f.lli) 611
BUONAGRAZIA OFM 26
BURONZO Giuseppe Ludovico 147
BURONZO Maria Ignazia 147
BURZIO Giuseppe 7
BUSCAGLIA Basilio 24, 63
BUSCAGLIONE Michele 469
BUZZETTI Antonio 63
BUZZETTI Carlo 63
BUZZETTI Giosuè 63
BUZZETTI Giuseppe 40, 63, 128, 552, 576, 595
CACCIA D O M INIONI Carlo 705, 715
CAFASSO (CAFFASSO) Giuseppe 18, 39, 42, 13,
17, 23, 25, 32, 47, 60, 62, 69, 89, 101, 135, 161,
173, 178, 193, 208, 269, 336, 384, 389, 425,
462, 471, 497, 588
CAFFARELLI (sig.) 719
CAGIANO DE AZEVEDO Antonio Maria 563
CAGLIERO Alessandro 199
CAGLIERO Giovanni 40, 41, 199, 237, 277, 314,
614, 615, 657, 661, 711
CAGLIERO Teresa nata RUSSO 199
CAIROLI Benedetto 613
CALAFATTI (giovane) 327
CALLO RI Carlotta nata BALBO DI SAMBUY

65.4 Page 644

▲torna in alto
638 Indice alfabetico dei nom i di persona
251, 519, 546, 559, 569, 609, 615, 657, 661, 721
CALLORI Federico 266, 519, 546
CALLORI Giulio Cesare 546
CALLORI Maria Concetta 546
CALLORI Maria Luisa 519, 546
CALLORI RANIERI Massimiliano 546
CALLORI Vittoria 546
CALLORI Vittorio Emanuele 546
CAMBRAY DIGNY Virginia 13
CAMBURZANO: vedi TETTÙ
CAMPORA Carlo 590, 591
CANDELO Antonio 4
CANDELO Giovanni Battista 4
CANOBBIO Angelo 434, 493
CANOBBIO Dionigi 434
CANOBBIO Salesio 374, 392, 434, 493
CANORI-FOCARDI Filippo 548
CANORI Giovanni 358, 548
CANORI Guglielmo 548
CANOSSA Luigi 475
CANTONO Carlo 147
CAPELLI Vincenzo 558, 568, 573, 601
CAPELLO Gabriele 45, 93
CAPPELLARI Bartolomeo Alberto 35, 11
CARETTI Carlo 513
CARETTI Giovanni Battista 513, 517, 533
CARINO (giovane) 601
CARLO ALBERTO 34, 35, 37, 39, 34, 35, 42, 79,
178, 209, 251, 365, 533
CARLO FELICE 34, 42
CARLO MAGNO 38
CARLO X di Francia 35
CARLONI Gerolamo 428
CARMAGNOLA (assess. com.) 435
CAROSSI (giovane) 176
CARPANO Giacinto 24, 40, 47, 62
CASALEGNO Bernardo 585
CASALEGNO Giuseppe 585
CASATI Gabrio 42, 93, 440
CASAZZA Sabina nata RICCARDI 425
CASELLI Giuseppe 38, 431
CASOTTO Pietro 453
CASSETTI Lorenzo 241, 297
CASSINIS Giovanni Battista 479
CASTAGNERI Francesco 263
CASTELBARCO VISCONTI Carlo Ercole 296
CASTELBARCO VISCONTI Cesare 296
CASTELLANI Armando 106, 354
CASTIGLIONI Carlo 81
CASTIGLIONI Francesco Saverio (papa Pio
V ili) 35
CASTRONOVO Valerio 36
CATINI (sac.) 358
CAVALLERIS Giovanni Battista 200
CAVALLI (giovane) 22
CAVALLO Bartolomeo 238
CAVALLO Filiberto 181
CAVALLO Giovanni 600
CAVAZZO Maddalena nata SOMAGLIA 358
CAVIGLIA Alberto 18, 281
CAVOUR: vedi BENSO
CAYS Carlo 11, 158, 181,220,303,316,346,353,
374, 477, 542, 544, 589, 673
CAYS Luigi Casimiro 11, 374, 392
CAYS Vittoria 374
CERETTI Domenico Giovanni 52
CERIA Eugenio 5, 11, 15, 16, 19, 27, 5
CERRUTI Francesco 18, 3, 471, 518, 614, 616,
621, 639, 646
CERRUTI Luigi 616
CERUTTI Giovanni 466
CHANTREL Joseph 651
CHARVAZ Andrea 301
CHIALA Cesare 542
CHIANSELLO Bartolomeo 295, 340
CHIANSELLO (sac.) 295, 337
CHIAPALE Luigi 612
CHIAPPERÒ Giovanni Angelo 674, 689, 701, 722
CHIAPPERÒ (MONTAFAM EGLIO) 18, 28, 29
CHIARDI (sig.) 9
CHIATELLINO Michelangelo 89, 150, 161, 162,
174, 281, 537
CHIAVARINA Amedeo 93
CHIAVEROTI Colombano 34, 7
CHICCO Stefano 614
CHIESA Luigi 71
CHIOSSO Giorgio 204
CHIOTTI Carlo 94, 98
CHIRI Romano 288
CHIUSANO Michele 89
CHIUSO (eh.) 493
CHIUSO Giuseppe Felice 28, 29, 38
CHIUSO Tommaso 22, 21, 127, 184, 192, 217
CIATTINO Giovanni 698
CIATTINO Isidoro 525, 698
CIBRARIO Luigi 40, 129, 140, 144, 196, 258,
404, 440, 668, 684
CIBRARIO Nicolao 451
CIMA Giuseppe 144
CINZANO Antonio 38, 33
CINZANO Matteo 614
CIRIÈ (conte) 659
COARDI BAGNASCO BALANGERO DI CARPE-
NETO Emilia 631
COCCHI Giovanni 42, 47, 65, 87, 368
COLLI CANTONE Ludovico 597, 602
COLLI DI FELIZZANO Vittorio 27
COLLO (sac.) 224

65.5 Page 645

▲torna in alto
COLOMBO ASDENTE Rosa 397
COLOMBO Chiaffredo 469
COLOMBO Maria 40
COLONNA Teresa 384
COMBA Antonio 62, 72
COMBA Emilio 719
COMBA Michele 700
COMBONI Daniele 475
COMINOLI Giuseppe 213
COMOLLO Clodoveo Edoardo 100, 146, 149,
215, 221, 267, 332, 381
COMOLLO Costantino 20, 69, 75, 83, 91, 100,
110, 114, 146, 149
COMOLLO Giuseppe 91, 149, 153, 221
COMOLLO Luigi 20, 24
CONFORTI Raffaele 613
CONTI Paolino 173
CONTI (sig.)173
CONTRATTO Modesto 114
COPPERI Giuseppe 653
CORDERO DI PAMPARATO Stanislao 80, 101,
104, 105
CORIASCO Giovanni Battista 76, 153, 185, 186,
221
CORINI (maestro di musica) 234
CORNAGGIA Agostino 532
CORRADI Alfonso 1
CORSI Cosimo 551, 628
COSTA DELLA TORRE Francesco 410, 542
COSTAMAGNA Giacomo 12
COSTANTINO Giovanni 62
COTTA Giuseppe Antonio 93, 332, 542
COTTIN Giacinto 93, 119, 230, 311
COTTOLENGO Giuseppe 256
COTTOLENGO Luigi 256
CRAVERI Camillo Felice 294
CRAVERI Fulgenzio 436, 445, 494
CRAVERO Davide Giovanni 13
CREMONESI Cheremone 628
CROCE Benedetto 23
CROSERIO Augusto 614
CROTTI DI COSTIGLIOLE Alessandra 476
CROTTI DI COSTIGLIOLE Edoardo 397, 410
CUFFIA Francesco 586, 692
CUMINO (giovane) 245
CUNIOLO Pietro 510
CURCI Carlo Maria 198
CURTINE (cav.) 140
CUSA Michele 107, 111, 121, 187, 188, 220
D’AGLIANO DI CARAVONICA Lorenzo 106,
123, 181, 220, 320, 542
DANDOLO Tullio 370
D ’ANTIGNANO: vedi MALABAILO
Indice alfabetico dei nom i di persona 639
DAVICINO Andrea 654
DAVICINO Luigi 654
DAVISO Adele 431
DAVITE Carlo 265
DAVITE Pina 265
DAZIANI Ludovico 499
D’AZEGLIO Massimo 37, 39, 433
D’AZEGLIO Roberto 217
DE AGOSTINI Paolo 154, 180, 205, 212
DE AMBROGIO Luigi 5, 25, 609
DE ANDREIS Giovanni Maurizio 80
DE ANGELIS Filippo 643
DE ANGELIS (giovane) 81
DE FORESTA Giovanni 87, 254, 309, 361, 373
DE GAUDENZI (giovane) 449
DE GAUDENZI Pietro Giuseppe 31, 95, 147,
148, 155, 156, 163, 171, 182, 187, 193, 205,
222, 248, 253, 293, 319, 338, 405, 416, 419, 449
DE GENOVA DI PETTINENGO Ignazio 290
DE GENOVA DI PETTINENGO Paolo 180
DE LUIGI Carlo Francesco 656, 664
DE PAOLI Chiaffredo 614, 700
DE SANCTIS Luigi 206, 208, 223, 719
DE VIT Vincenzo 179, 185
DEHALLER Carlo Luigi 232
DEL CORSO Mauro 551
DEL PRATO Carlo 275
DEL PRATO Giacomo 247, 264, 280, 317
DEL PRATO Guglielmo 280
DELAHAYE Jean Baptiste 18
DELAUDE Stefano 472
DELFINO Giovanni 584, 676
DELLA GENGA Annibaie (papa Leone X II) 35
DELLA PERUTA Franco 36
DELLA ROVERE Alessandro 520, 702
DELLA VALLE Francesco 675
DELLA VALLE (giovane) 333
DELLA VALLE Luigi 651
DELL’OCCHIO (giovane) 258
DELSIGNORE Casimiro 241, 297
DEPRETIS Agostino 587
DERVIEUX Ermanno 7, 422
DESIDERIO (re) 38
DIODATI Giovanni 719
DI S. ALBINO Vittorio 20
DO Luigi 614
DORI Pio Terenzio 217
DORNA Luigi 192, 215, 221
DOVANO Secondo 140
DUC Carlo Federico Maria 11, 217
DUINA Antonio 710
DUPRÈ Ferdinando 605
DUPRÈ Giacinto 93
DUPRÈ Giuseppe Luigi 45, 93, 542

65.6 Page 646

▲torna in alto
640 Indice alfabetico dei nom i di persona
DURANDO Celestino 330, 354, 518, 586, 614,
616, 621, 639, 646, 709
DURANDO Francesco 616
DURANDO Giacomo 240
DURANDO Giovanni 643
DURANDO Marco Antonio 441, 643
DURAZZO Giuseppe 644, 699, 722, 724
DURAZZO PALLAV IC IN I Giacomo Filippo 611
DURAZZO PALLAV IC IN I Marcello 550, 611
DURAZZO PALLAVIC IN I Nina (Teresa) 550,
611, 699
DURBANO Pietro 191, 480
ELLENA-AUDIS Carlo Antonio 245
ELLENA-AUDIS Giuseppe Lorenzo 237, 245
ENGELS Friedrich 38
ESPOSITO Rosario 383
EUGENIO DI SAVOIA 581, 587, 590-593
EULA Donato 462
EULA Lorenzo 665
EULA Stanislao 462
EUSEBIO DI CESAREA 651
EVAGRIO 651
EVRARD Gaspare 695
FAGNANO Giuseppe 461, 472, 525, 647
FALCONI Carlo 55
FALCONIERI Chiarissimo 346, 696
FALLA CARAVINO Carlo 446
FALLETTI BAROLO Tancredi 15
FALLETTI Pietro 151
FANO Domenico 578
FANO Teodoro 578, 625
FANTI Manfredo 465
FAN TIN I Luigi Carlo Giacinto 82, 86, 114, 160
FANTO LINI Enrico 245
FANTONI Carlo 220
FARAM ELLI (sac.) 710, 715
FARCITO Carlo 31, 97, 115, 121, 151, 159, 166,
181, 187, 188, 207, 220, 307, 314, 316, 320
FARINA Lorenzo 380
FARINI Luigi Carlo 31, 43, 433, 436, 439, 442,
443, 445, 446, 448, 458, 469, 520, 526, 566,
598, 642
FASOLIS Gian Pietro 472
FASSATI Azelia in RICCI DES FERRES 251,
283, 324, 519, 588, 600, 649, 655, 693
FASSATI Benedetta 251
FASSATI Domenico 11, 220, 251, 283, 400, 482,
542, 557, 589, 655, 661, 673
FASSATI Emanuele 251, 519, 588, 704, 721
FASSATI Maria nata DE MAISTRE 31, 11, 251,
283, 302, 324, 477, 482, 483, 519, 554, 557,
588, 596, 635, 642, 655, 693, 721
FEA Costanzo Michele 88, 114
FEBBRARO Giovanni Battista 9, 545
FELLONI Giuseppe 178
FENOGLIO Antonio 9
FERABINO Evasio 534
FERDINANDO DI SAVOIA 41, 211, 217, 225,
228, 580
FERDINANDO II BORBONE 35
FERLOSIO Giuseppe 390
FERRANDO Luigi 719
FERRARI DI CASTELNUOVO Evasio 19, 542
FERRARIS Alfredo (Emilio) 362
FERRARIS Carlo Filiberto 525
FERRARIS DI CELLE Luigi 414
FERRARO Felice 16
FERRARO (giovane) 19, 501
FERRARO Pietro 16
FERREIRA DA SILVA Antonio 6n, 22, 27, 406
FERRERI Francesco 19, 205
FERRERÒ Antonio 19, 614
FERRERÒ Giacomo Antonio 49, 50
FERRERÒ Giovanni 128
FERRERÒ Lorenzo 713, 722
FERRETTI Gabriele 35
FIERAMONTI Domenico 335
FILIPPI (f.lli) 37, 21, 37, 93, 584, 671, 676
FILIPPI (padre Oratoriano) 49
FINAZZI Giovanni 572
FIOCCARDI Andrea 202
FIOCCHI Gabriele 601
FIRMINO Andrea Cesare 696
FISSORE Casimiro 298
FISSORE Celestino 26, 84, 108, 437, 441, 511,
545, 643, 686
FISSORE Giovanni 543
FISSORE Orsola 543
FLECCHIA Cesare 70, 83, 110
FOGLIO Emilio 27
FONTANA Giovanni Battista 471, 500
FONTANA Laura 605
FORCELLINI Egidio 179
FORNELLO (panettiere) 232
FORNI (medico) 217
FORTOUL Giovanni Battista 227
FRADELIZIO Giuseppe 28, 29, 38, 43, 49, 61,
70, 83, 110
FRANCESCO GIUSEPPE (imper.) 296
FRANCESETTI DI M EZZANILE Cesare 220
FRANCESIA Giacomo 616
FRANCESIA Giovanni Battista 41, 143, 237, 291,
328, 518, 585, 614, 616, 621, 639, 646, 709
FRANCIONE Giacomo 366
FRANCO Luigia 513
FRANCO Marianna IN AUDAGNOTTO 49, 50

65.7 Page 647

▲torna in alto
Indice alfabetico dei nom i di persona 641
FRANSONI Giacomo Filippo 9
FRANSONI Luigi 31, 36, 38, 43, 9, 10, 14, 21,
26, 30, 31, 33, 41, 44, 48, 63, 84, 85, 123, 124,
126, 158, 185, 192, 237, 291, 356, 364, 369,
383, 403, 410, 438, 441, 459, 509, 511, 522,
589, 622
FRASSINETTI Giuseppe 464
FRASSINETO Paola 464
FR A TO N I Giovanni Battista 379, 662
FRISONI VERDIER Carlotta Joào 52, 225
FUMERÒ Francesco 128
FUMERÒ Giovenale 128
FUSERO Bartolomeo 41, 226, 237, 709
GADDO Stefano 472
GAGLIARDI Giuseppe 83, 94, 98, 106, 128, 146
GAGLIOLO Domenico 420, 675
GALANTE Concetta 583
GALLARATI SCOTO Carlotta Vittoria 559
GALLA RATI SCOTTI Filippo Giovanni 477, 559
GALLARATI SCOTO Maria nata BERTONE DI
SAMBUY 546, 559
GALLARATI SCOTO Vittorio 559
GALLEANI D’AGLIANO Carlo 303
GALLEANI D’AGLIANO Carolina nata PROVA­
NA DI COLLEGNO 232, 234, 284
GALLEANI D’AGLIANO Felicita nata PROVA­
NA DEL SABBIONE 232
GALLEANI D ’AGLIANO Giuseppe 232, 234
GALLEANI D ’AGLIANO Giuseppe Antonio 284
GALLEANI D’AGLIANO Luigi 284
GALLEANI D ’AGLIANO Maria Consolata 284
GALLEANI D’AGLIANO Maria Felicita 284
GALLEANI D ’AGLIANO Maria Filomena 284
GALLEANI D’AGLIANO Maria Gabriella 284
GALLEANI D’AGLIANO Maria Irene 284
GALLEANI D’AGLIANO Maria Teresa 284
GALLEANI D’AGLIANO Melania nata ROVA-
SENDA 303
GALLEANI D’AGLIANO Pio 31, 220, 232-234,
238, 284, 295, 303, 337, 340, 371, 478
GALLENGA Tommaso 117
GALLETTI Eugenio 588
GALLETTI (giovane) 525
GALLICANI (autore) 651
GALLINA Giorgio 528
GALLO Giuseppe (can.) 24
GALLO Giuseppe (giovane) 445
GALVAGNO Domenico 114
GALVAGNO Filippo 46
GAMBA (giovane) 16, 24
GANZI Giuseppe 601
GARA Giuseppe 203
GARASSINO Michele 582
GARBARINO Giovanni 355
GARELLI Bartolomeo 36
GARIBALDI Giuseppe 613, 626
GARIGLIO Bartolo 71
GARINO Giovanni 342, 454, 612, 681
GASTALDI Bartolomeo 124, 217
GASTALDI Giovanni 217
GASTALDI Lazzaro 386
GASTALDI Lorenzo 13, 22, 32, 44, 91, 124, 135,
142, 145, 150, 153, 217, 220, 224, 386
GASTALDI Margherita nata VOLPATO 124,
145, 150, 217, 220, 224, 586
GASTALDI Matteo 386
GASTINI Carlo 40, 63, 191
GATTINARA Francesco Arboreo 9
GATTINO Agostino 120, 158, 623
GAUDE Angelo 411
GAUDE Francesco 300, 345, 346, 467
GAUTIER Giovanni 679
GAVIO Camillo (Ambrogio) 253
GAY Domenico 647
GAY Francesco 719
GAZELLI DI ROSSANA Stanislao 101, 105, 437
GENNERO Matteo 672
GENTA (giovane) 16, 24, 25
GENTA Giovanni Antonio 363
GENTILE Filippo 43, 114, 241, 297, 534
GEY Francesco 269
GHELLA Antonio 692
GHILARDI Giovanni Tommaso 88, 114, 117,
164, 501
GHIRINGHELLO Gaetano 506
GHIRINGHELLO Roberto 506, 508, 512
GHIVARELLO Carlo 455, 614
GIACCIO Antonio 598, 703
GIACOMELLI Giovanni 47
GIACONIO Alfonso 651
GIANNUZZI Serafino Giuseppe 481, 484, 491
GIANOTTI Giovarmi Antonio 36, 88, 114, 375,
531, 612
GIARDINO Andrea 535, 633
GILARDI Carlo 31, 39, 49, 51, 53, 54, 64, 69, 76,
77, 91, 149, 153, 168, 186, 192, 215, 221, 224,
235, 267, 318, 332, 389
GILIO Secondo 280
GIOBERTI Vincenzo 36, 37, 39, 40, 43
GIORDA Stefano 60
GIORDANO Felice 7
GIORDANO Giovanni Battista 615
GIOSSERANO Giuseppe 197
GIPPA Michele 569
GIRARD Jean Baptiste 677
GIRAUDI Fedele 22, 21, 269
GIRAUDO Aldo 7
41

65.8 Page 648

▲torna in alto
642 Indice alfabetico dei nom i di persona
GIRIO D I DI MONASTERO LO Carlo 425, 589
GIUDICI (a w .) 212
GIUGANINO Bartolomeo 421
GIUGANINO Giacomo 614
GLIEM ONE Giuseppe 725
GLORIA Carolina 475
GLORIA Maddalena 475
GOGGIA Giacomo 95
GOLA Adriano 566, 625
GOLZIO Felice 11, 47, 425
GONELLA Alfonso 181
GONELLA Andrea 339
GONELLA Marco 220, 313, 339, 542
GORIA Giuseppe 615
GORLA Domenico 423
GORLA Michelangelo 423
GRAGLIA Michele 93
GRASSERO Giuseppe 708, 722
GRASSINO Giovanni 47, 340
GREGORIO I MAGNO 651
GREGORIO X V I 35, 11, 12, 15, 206
GRIDA (sig.na) 212
GRIMALDI DI BELLINO Ugo 604, 698
GROSSO Domenico 388
GROSSO (sig.) 586
GUALA Luigi 34, 7, 101
GUALINO Paolo 147, 222
GUANTI Giovachino 15, 19, 110
GUASCO DI BISIO Francesco 22
GUGLIELMETTO Giovanni Battista 445, 489
GUICCIARDINI Piero 719
GURGO Secondo 253
HUM M EL (tipog.) 281
IGNAZIO DA MONTEGROSSO 31
INGARANO (giovane) 716
INNOCENZI Francesco 628
ISOLI Giuseppe 24
JARACH Tommaso Luigi 477, 524, 615
JOURDAIN Andrea 114
LACQUA Giuseppe 5, 6, 25
LA CROIX HERVÉ (DE) FSC 15, 18
LAMARMORA Alfonso 42, 96, 99, 289, 312, 376,
377, 415, 521
LANDI Alfonso 631
LANDI Giovanni Battista 631
LANDI Teresa nata BELLINI 631, 632
LANDON Domenico 482
LANER Luca 24
LANTERI Pio Brunone 7
LANZA Giovanni 41, 312, 440
LAVAL DI MONTMORENCY Costanza 89, 161,
162, 239, 281, 302, 487, 537
LAVAL DI M ONTM ORENCY Eugenio 161
LAZZERO Giuseppe 614
LEGGERO Pietro 696
LEIGH Ralph A 25
LEMOYNE Giovanni Battista 15, 27, 1, 7, 125,
269, 294, 312, 339, 362, 410, 463, 468, 496,
570, 571
LEONE X II 35, 551
LEONE X III 191, 393, 654
U M BERTI Gioacchino 428, 485, 503, 505, 556,
599, 619
LITARDI (giovane) 376, 377
LITTA Maria 296
LITTA VISCONTI (duca) 220
LOSANA Pietro 88, 112, 131, 176, 482
LOUVET Clara 13
LOVISOLO Carlo 259
LUCCIARDI Domenico 628
LUCERNA D’ANGROGNA Alessandro 220
LUCIANO Pietro 191, 334, 480
LUIGI FILIPPO 35
LUIGI I DI BRAGANZA 592
LUIGI X V III (di Francia) 35
LUNEL Lanfranco 125
LURAGHI Raimondo 178
LUSERNA DI RORA’ Emanuele 542, 575, 587,
599, 603, 665, 667, 671, 690, 723
MACAGNO Giacomo 686
MAGLIANO Pier Giuseppe 414
MAGNONE Antonio 647, 660
MAI Angelo 572
MAISTRE Azelia (DE) nata DU PLAN DE
SIEYES 281
MAISTRE Benedetta (DE) in MEDOLAGO 519
MAISTRE Carlo Saverio (DE) 281
MAISTRE Emanuele (DE) 281
MAISTRE Filomena (DE) in MEDOLAGO 281,
345
MAISTRE Francesca (DE) 11, 281, 283
MAISTRE Giuseppe (DE) 161
MAISTRE Maria (DE) in FASSATI: vedi FASSA-
TI
MAISTRE Rodolfo (DE) 281, 364, 487
MAISTRE Saverio Giuseppe (DE) 281
MALABAILO Carlo Enrico 694
MALABAILO MELLA D’ANTIGNANO Alessan­
dro 180, 182
MALABAILO M ELLA D ’ANTIGNANO Serafina
147, 163, 180
MALABAILO M ELLA D ’ANTIGNANO Severina
180

65.9 Page 649

▲torna in alto
MALATESTA Alberto 42
M ALINGRI DI BAGNOLO Minervina 147
M AM IANI Terenzio 440
MANACORDA Emiliano 55
MANCA Antonietta 475
MANERA (giovane) 241
MANNO Antonio 22, 106
M ANTINO Giuseppe 494, 539
M AN ZIN I Clemente 334, 643, 717, 718
M ANZONI Alessandro 102
MARCHESE Francesco 259
MARCHISIO Amedeo 648
MARCHISIO Giuseppe 128, 693
MARCHISIO Luigi 279
MARENGO Aldo 354
MARENGO Francesco Giovanni 47
MARENGO Gino 256
MARENGO Guglielmo 700
MARGOTTI Giacomo 42, 339
MARIA ADELAIDE FRANCESCA DI SAVOIA
41, 42, 94, 209, 217, 225, 251, 546
MARIA PIA DI SAVOIA 577, 592
MARIA TERESA DI LORENA 41, 42, 94, 209,
217, 225
MARIETTI Giacinto 34, 36, 38, 62, 94, 98, 152
MARIETTI Pietro 98
M ARINI Pietro 358, 359, 430, 561, 654
MARINO Davide 241
M ARTINA Giacomo 22, 35, 301
M ARTINA Giovanni Battista 634, 650, 689
M ARTINI Antonio 124
M ARX Karl 38
MARZORATI Giuseppe 93, 98, 106
MASINO BORGHESE Ottavia 11, 113
MASSA Luigi 624
MASSAGLIA Giovanni Celestino 237
MASSAROLA (sig.ra) 586
MASSERANO Giovanni 227
MASSONI (marchese) 476
MASTAI FERRETTI Giovarmi: vedi PIO IX
MATTA Lucia 4
MATTEA Enrico 615
MATTEIS Lorenzo 340
MATTEUCCI Carlo 587, 616, 652
MAZÈ DE LA ROCHE Gabriele Francesco 217
MAZÈ DE LA ROCHE Marianna 217
MAZZOLAR! Giuseppe M. 259
MEDOLAGO ALBANI Gerolamo 519
MEDOLAGO ALBANI Stanislao 281, 519, 546
MEILLE Giovanni Pietro 206
M EINER Giovanni Battista 419
MELLANO Franca Maria 9
M ELZI D’ERIL (duc.ssa) 673
M ELZI D ’ERIL Giovanni 635
Indice alfabetico dei nom i di persona 643
MELZI D’ERIL Ludovico 635
MELZI D ’ERIL Luisa nata BRIGNOLE SALE DI
GENOVA 635
MELZI D’ERIL Maria nata ONCIEN DE CHAF-
FORDON 635
MELZI LANDI (duc.ssa) 635
MELZI SARDI (duc.ssa) 635
MENARDI Bartolomeo 238
M ENZIANO (giovane) 601
MEOTTI Antonio 379
MEOTTI Bartolomeo 379
MERCY D’ARGENTAU Pauline (DE) 397
MERLA Pietro 47, 220
MERLONE Secondo 466, 472
MEZZOFANTI Giuseppe 385, 400
M IDALI Mario 5n
MIGLIASSI Giuseppe 542
M IGLIETTI Giacomo (Felice) 291, 634, 644
M IGLIETTI Vincenzo 415, 536, 540
MILANESE Alessandro 486
MILANESE Serafino 486
M INGHETTI Marco 31, 43, 445, 469, 470, 473,
481, 484, 489, 491, 492, 494, 498, 504, 506,
508, 512, 513, 515, 517, 520, 533, 598, 642
M IN IN (Giacomo) 128
MO Giovenale 49, 50
MODENA Angelo Vincenzo 137, 310
MOELLER Adam Johann 615
MOGLIA Giovanni 503, 505
MOINE (giovane) 375
MOLA DI LA RISSE Luigi 13
MOLINERIS Michele 281, 407
MOLINERIS Simone 648
MOLINO Giovanni 411, 444, 466, 472
MONTAFAMEGLIO: vedi CHIAPPERÒ
M O NTAGNINI Salvatore 147
MONTEBRUNO Francesco 347, 365, 532
M ONTIXI Giovanni Battista 561
MONTU' Giuseppe 542
MOORE George Edward 505
MORELLO Giovarmi Battista 83
MORENO Luigi 52, 117, 122, 145, 154, 160, 170,
175, 179, 205, 212, 224, 281, 477, 524, 565
MORENO Ottavio 42, 79, 87, 117, 127, 281
MORENO Paolo 117
MORENO Ugo 117
MORETTA Giovarmi Antonio 21, 49, 67
MORINO Antonio 50
MORIZIO (sac.) 354
MORONI Gaetano 631, 649
MORRA Domenico 41, 189, 237, 268, 270
MORRA Giuseppe 237
MORRA (sig.). 189
MOSSO Giovanna 25

65.10 Page 650

▲torna in alto
644 Indice alfabetico dei nom i di persona
MOTTA (f.lli) 20
MOTTI Luigi 95,
MOTTO Francesco lOn, 13n, 27, 184, 325, 406,
438, 643, 712
MOTTURA Cipriano 380
MURATORI Giovanni Francesco 677
MURAZZANO (marchese): vedi BURONZO
MURIALDO Leonardo 42, 47, 106, 433, 470, 499
MURIALDO Roberto 39, 47, 60, 69, 93, 108, 135,
217, 354, 358, 360, 368, 389
MURIANA Domenico 468
MUSSO Giovanni 653
MUSSO (protestante) 719
MUZIO Carlo 719
NAPOLEONE I BONAPARTE 34
NAPOLEONE Luigi BONAPARTE (NAPOLEO­
NE III) 38, 39, 400
NASI Angelo 692
NASI Giovanni Battista 501
NASI Luigi 615
NATALINO (giovane) 16
NATTINO Federico 695
NAZARI DI CALABIANA Luigi 41, 81, 113, 715,
720
NEGRI Giovanni 308
NICEFORO Callisto 651
NICO Michele 50
NICO LINI Antonio 69, 83, 110, 146
NICOLIS DI ROBILANT Luigi 101
NIGRA Giovanni 440, 579
NOEMI (damigella) 397
NOMIS DI COSSILLA Augusto 488, 502
NOTTA Giovanni Battista 45, 157, 195, 202, 213,
230, 244, 262 287, 341, 360, 401, 435
NOVA Giovanni 706
NOVAES Giuseppe 651
NOVELLI Domenico 175
OCCHIENA Basilio 314
OCCHIENA Giovanna Maria 5
OCCHIENA Margherita 24, 40, 60, 217, 267, 302
OCCHIENA Marianna 302
OCCHIENA Michele 314
ODDENINO Angela 32, 37
ODDENINO Giuseppe 32, 37, 66
ODDONE DI SAVOIA 549
ODONE Giovanni Antonio 88, 90, 269
OLIVERO Angelo 97, 107, 109, 111, 121, 187
OLIVERO Giuseppe 191, 192
ONORATO Giovanni Agostino 689, 701
OREGLIA DI S. STEFANO Federico 452, 460,
518, 586, 587, 593, 595, 603, 608, 610, 620,
636, 660, 673
OREGLIA DI S. STEFANO Giuseppe 160, 198,
460, 631
OREGLIA DI S. STEFANO Luigi 460
OREGLIA Giorgio 511
ORSI Agostino 651
ORTALDA Giuseppe 39, 63, 93, 422, 437
OTTINO (sig.) 221
PACCA Bartolomeo 282
PACCHIOTTI Sebastiano 10, 14, 16, 17, 21-25,
40, 60
PACINI (editore) 551
PAGANI Giovanni Battista 235, 267, 332, 343,
345, 381, 384
PALAZZOLO Carlo 29
PALLAV IC INI MOSSI Ignazio Alessandro 365,
550
PALLAV IC INI MOSSI Ludovico 365
PALLAV IC INI Teresa: vedi DURAZZO
PANE Giovanni 8
PANTINI (sac.) 682
PAOLI Francesco 43, 49, 68, 70
PAPPALARDO Rosario 506, 508, 512
PARATO Antonino 380
PARAVIA Giovanni Battista 15, 38, 47, 212, 250,
259, 284, 312, 354, 380, 401, 417, 428, 542,
561, 719
PARIA Giuseppe 370
PARIGI Domenico 452
PARONCINI Giulio 443
PARRAVICINI Luigi Alessandro 192
PARUCATI (PARRUCATI-PERRUCATI) Giacin­
to 18, 510, 525, 586, 647
PARUCATI Placido Francesco 510, 525, 586, 647
PASOLINI Giuseppe 31, 526, 532, 535, 542, 552,
576, 595, 664, 691
PASQUA DI S. G IOVANNI (duca) 80
PASQUALE (giovane) 176
PASQUALE Pietro 707
PASTORI Genoveffa (madre Eulalia) 17
PATETTA Federico 348
PATRIZI Costantino 44, 346, 358, 372, 589
PATRIZI Giovanni 358, 370, 374, 589, 635, 673,
714
PAVIA Ottavio (fra Giuseppe) 422, 678
PAVONI Ludovico 168
PEIRANO Lorenzo 563
PEJRE Luigi 237
PELAZZA Andrea 586
PELLEGRINO Tommaso 433
PELLETTA DI CORTAZZONE Camillo 318, 629
PELLETTA DI CORTAZZONE Pietro 199
PELLICO Giuseppina 408
PELLICO Silvio 36, 408

66 Pages 651-660

▲torna in alto

66.1 Page 651

▲torna in alto
Indice alfabetico dei nom i di persona 645
PELLION DI PERSANO Carlo 587
PENCHIENATI Carlo 448
PERACCHIO Luigi 614
PEREGRINA DAS GRAQAS Maria 52
PERNATI DI MOMO Alessandro 93, 97, 530
PERNATI DI MOMO Paolina nata CACHERA-
NO DI BRICHERASIO 93, 530
PEROTTI Vincenzo 601
PERUZZI Ubaldino 31, 625, 627, 634, 636, 638,
644, 650, 653, 656, 658, 668, 669, 672, 674,
679, 689, 694, 697, 701, 708, 713, 722, 724
PESCARMONA Alessandro 31
PESCARMONA Giovanni Battista 9, 31
PESCE Giuseppe 276, 336
PESCE Stefano 276
PES DI V ILLAM AR IN A Bernardino 577
PETIF Enrico 239, 281
PETIF Luigi 239
PETITI Giovanni 18, 515
PETITI (ing.) 584
PETITTI DI RORETO Agostino 618
PETTIVA Secondo 128
PEYRON Amedeo 246
PEYRON Bernardino 398
PEZZUCCHI Giuseppe 315
PIAGGIO (f.ffi) 85, 509
PIAGGIO Pietro 509
PIANCA E SERRA 94, 98
PIATTI Francesco 216
PICCO Matteo 224, 237, 354, 621
PIETRO (factotum) 606
PIETRO (giovane) 259
PIGNOLO Giovanni 614
PILATTE Leon 719
PILLA Eugenio 63
PILOTTI Giovanni Battista 340
PINARDI Francesco 21, 68, 69, 120
PINOLI Angelo 565
PIO V ili 35
PIO IX 31, 37, 39, 35, 55-59, 73, 137-139, 169,
234, 260, 271, 282, 301, 310, 335, 346-349, 351-
354, 356, 363, 372, 383, 392, 410, 429, 438,
495, 537, 538, 561-563, 632, 640, 643, 645
PIRRI Pietro 410
PISANELLI Giuseppe 626, 665, 666, 683
PIVETTA Alessandro 697, 722
PLANCIA Pietro 227
POGOLOTTI Paolo 696
POLLONE Giuseppe 13
POMBA Giuseppe 13, 15
PONTE DI PINO Giuseppe 27, 220, 322, 472
PONTE Pietro 40, 47, 62
PONZA DI S. M ARTINO Cesare Ottavio 147
PONZA DI S. M ARTINO Coriolano 147, 156
PONZA DI S. MARTINO Gustavo 147, 148, 155,
156
PONZA DI S. M ARTINO Minervina 148
PONZIO Orazio (Benedetto) 39
PRADA Paolo 43
PREDA Lorenzo 525, 647
PRELLEZO José Maria 184, 204, 259, 325, 406
PRETE Luigi 647, 726
PRIERI Sebastiano 330
PRINA CARFANI G io v W i 265
PRINZIVALLI Luigi 12, 73
PROTASI Giulio 160, 198, 206
PROVANA DEL SABBIONE Emilia 374
PROVANA DI COLLEGNO Alessandro 220, 399,
542, 589
PROVANA DI COLLEGNO Giacinto 103
PROVANA DI COLLEGNO Giuseppe 11, 21,
118, 217, 387, 399
PROVANA DI COLLEGNO Giuseppina 103
PROVANA DI COLLEGNO Luigi 103, 189
PROVANA DI COLLEGNO Luisa 542
PROVANA DI COLLEGNO Zaverio 103, 304,
387, 620
PROVERÀ Evasio 663
PROVERÀ Francesco 518, 585, 661, 715, 720
PROVERÀ Giovanni 624
PROVERÀ Giovanni Domenico 663
PUECHER Francesco 8, 15, 19, 20, 51, 61, 68,
69, 75, 83, 91, 100, 146, 149, 153, 168, 185
QUARANTA Lorenzo 442
RABUFFETTI Giuseppina 63
RACCA Giovanni 614
RADEMACHER Carlo 52, 225
RADEMACHER Daniele 52, 209, 225, 256
RADEMACHER JOSÉ Basilio 52, 225
RADICATI TALICE DI PASSERANO Costantino
97, 109, 229, 595, 656, 664, 691
RADICATI DI BROSOLO Casimiro 181, 220
RADICALI DI BROSOLO Gabriella nata GLO­
RIA 181
RADICE Giovanni 413
RADICE Luigia 413
RADICE MARIETTI Maria 413
RADICE (sig.) 413
RADICE TARONI Angela 413
RAGGI Eugenia 550
RAGUCCI Annibaie 628
RAINALDI Odorico 651
RAMA (sig.ra) 170
RAMELLA Giacomo 207
RAMELLO Giuseppe Luigi 291
RANDONE Marco 580

66.2 Page 652

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646 Indice alfabetico dei nom i di persona
RATTAZZI Urbano 31, 40-43, 184, 187, 194, 209,
ROLLE Giuseppe 614
217, 224, 225, 241, 255, 288, 291, 298, 312,
ROLLINI Giuseppe 514
313, 323, 418, 423, 427, 433, 470, 547, 553,
ROMEO Rosario 99
560, 566, 567, 578, 582, 583, 587, 594, 607,
ROMILLI Benedetto 705
613, 616, 617, 625, 632
ROMUALDO DA PECETTO OFM CAPP. 234
RATTERO Luigi 43
ROPOLO Pietro 45, 93
RATTI Giulio 219
ROSAZ Edoardo 269, 339, 496
RAVINA Filippo 33, 35, 44, 58, 108, 120, 154,
ROSI Michele 178
158, 169, 185, 192, 212, 250, 437
R O S M IN I S E R B A T I A n ton io 8, 15, 20, 43, 49,
RAZZETTI Antonio 711
51, 53, 54, 61, 64, 68, 69, 76, 77, 91, 100, 102,
RAZZETTI Giuseppe 711
124, 135, 142, 149, 153, 168, 172, 177, 179,
RE Giovanni 140
185, 186, 192, 198, 215, 217, 221, 224, 235
REALINI (sig.) 513
R O SSE TTI Stefano 450, 525
REANO Giuseppe 291
R O SSE TTI P IE T R O C O L A T eo d orico 719
REBOK Valentino 24
ROSSI D I S A N T A R O S A Pietro 39
REBUFFO Silvio 614
ROSSI Felice 431
REFFO Eugenio 42, 615
ROSSI Francesco 409
REGGIO Francesco Saverio 142, 150
ROSSI G iacom o 291
RENALDI Lorenzo 200, 203
REVIGLIO Felice 41, 40, 62, 63, 118, 150, 245,
ROSSI Giuseppe 62
ROSSI Paolo 108
354, 399
ROSSI Pellegrino 38, 433
REYDET Carlo 448
ROSSI Spirito 516
RICALDONE Aurelia 624
RICALDONE Pietro 624
RICASOLI Bettino 42, 415, 520, 533, 539, 543,
547, 625
ROSSO (giovan e) 357
ROSTAGNO Pietro 463
ROSTAGNO Rosa 463
ROSTAGNO Severino 463, 468
RICCI DES FERRES Azelia: vedi FASSATI Aze­
ROUSSEAU Jean Jacques 32
lia
RICCI DES FERRES Carlo 251, 283
ROTA (sac.) 253
RO VASEND A Carlo 18, 303
RICCI DES FERRES Feliciano 31, 266, 336, 357,
409, 414, 544, 600, 631, 649, 707
RICO TTI Ercole 646, 652
ROVASENDA DEL M E LLE Giacinto 352
ROVASENDA Giuseppe 303, 542
R O VASEND A Luigi 303
R IG A M O N T I M arcello 510
ROVASENDA Melania in G A L L E A N I D 'AG LIA-
R IG AU LT George 18
R IG H E TTI Andrea 614
NO 303
ROVETTO Antonio 399
R IG I (sig.) 150
R IG O TTI Angelo Antonio 514
R IN A LD I Carlo 69, 114, 172, 235, 267
R INAUD O Costanzo 531, 612
R ISO LI Gesualdo 583, 625, 627, 634, 722, 724
RISTORTO Maurizio 234
R ITN E R Vittorio 93, 97
ROASENDA: vedi ROVASENDA
ROBERTI Benedetto 55, 126, 136
ROBERTI Roberto 555
ROBUSTI Giuseppe 657
ROCCA Giacomo 151
ROCCA Luigi 93
ROCCHIETTA Alberto 602
ROCCHIETTI Giuseppe 40
ROCCI Stefano (e figli) 67
ROCCIA Rosanna 24
RODINO Angelo 22, 27
ROGGERI Giuseppe 294
RUA Giovanni Maria nata FERRERÒ 711
RUA Michele 15, 40, 42, 43, 7, 58, 72, 113, 119,
204, 206, 286, 306, 313, 321, 322, 326, 341,
345-349, 352-354, 367, 401, 430, 457, 485, 510,
537, 538, 541, 585, 711, 712, 716, 720, 726
RUFFINO Domenico 272, 331, 382, 437, 447,
490, 495, 613, 709
RU IN ART Teodorico 651
RUSCA Carlo 75, 77
SACCARELLI Gaspare 52, 65
SAGGIORI Renato 358, 370, 589, 673
SAGLIETTI (giovane) 393
SALA Antonio 705, 706
SALASCO Carlo 38
SALINO Luigi Carlo 433, 436, 473
SALOMONE DI SERRAVALLE Irene 21
SALVIATI BORGHESE Scipione 358
SANDINI Antonio 651

66.3 Page 653

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SARDI Vincenzo 647
SARTI Telesforo 22, 42, 93
SARTORIS Giacinto 472
SARTORIS (madama) 9
SAVIO Angelo 60, 62, 621, 709, 711
SAVIO Ascanio 60, 62, 69, 91, 118
SAVIO Domenico 41, 42, 11, 238, 407, 585, 685
SAVIO Natale 693
SCAGLIA (sac.) 397
SCANAGATTI Michele 93
SCARAMPI DI PRUNEY Ludovico Galeazzo
410, 542
SCAVINI Pietro 297
SCESA Felice 68, 75, 168
SCHEPENS Jacques 259
SCHIOPPO Giuseppe 437
SCIANDRA Giuseppe 269
SCOTTI: vedi GALLARATI SCOTTI
SELLA Quintino 587
SELMI Francesco 440, 621, 677, 709, 716
SEMPRONIO 5, 6
SERAZZI (sig.ra) 219
SETTI Luigi 20, 192
SEYSSEL D’A IX Aymar 542
SEYSSEL DI SOMMARTVA Claudio 505, 529
SEYSSEL DI SOMMARTVA Elisabetta nata
BONTURLINE 529, 530
SFORZANI Pio Vincenzo 88, 114, 558
SFORZI NI Paolo 424, 426
SICCARDI Giuseppe 48, 51, 589
SICCARDI Stefano (Pietro) 658
SIGNORETTI Bernardo 263
SMIT Antonio 24
SOAVE Pancrazio 21, 22
SOBRI (giovane) 29
SOCRATE 651
SOLARO DELLA M ARGHERITA Carolina 178
SOLARO DELLA M ARGHERITA Clemente 178,
339, 410, 542
SOMAGLIA Giovanna 358
SOMAZZI Angelo 651
SONA Camillo 614
SOSSI Antonio Vitaliano 383, 461, 472, 525, 647,
660
SOZOMENO 651
SPAVENTA Silvio 598, 627, 634, 638, 653, 658,
674, 697, 701, 708
SPEIRANI E FERRERÒ 15, 18, 24, 34, 71, 130
SPEIRANI E TORTONE 130, 152
SPEIRANI Giulio 21, 36, 130, 152, 544
SPERANZA Pier Luigi 572
SPEZIA Antonio 584, 671
SPRETI Vittorio 22, 21, 93, 103
STELLA Pietro 22, 27, 9, 34
Indice alfabetico dei nom i di persona 647
STELLARDI Emanuele 410
STEWART Robert Walter 719
STRAMBIO Alessandro 1, 3
STRAMBIO Annibaie 1
STRAMBIO Carlotta 1
STRAMBIO Domenico 1
STRAMBIO Felice 1, 3
STRAMBIO Giuseppe 1
STRAMBIO Luigi 1, 3
STRAMBIO Pier Ottavio 1, 3
STRAMBIO Teresa 1
STRAZZANO Luigi 510
STRUMIA Tommaso 717
SURIO Lorenzo 610, 651
SUTTIL Gerolamo 608
TACCONE GALLUCCI Nicola 95
TAM IETTI Giovanni 43
TARAMELLI Andrea 589
TASSO Alberto 448
TASSO (giovane) 550
TEA Silvestro 170, 279
TEODORETO 651
TEPPA Alessandro Maria 392
TERRONE Luigi 374, 400
TERZANO Vittorio 38, 43
TESIO Giuseppe 13
TETTÙ DI CAMBURZANO Alessandra 476
TETTO DI CAMBURZANO Vittorio 476
THAON DI REVEL Adriano 195
THIENER Agostino 651
TIMMERMANS G.(autore) 1
TOMATIS Carlo 145, 281, 419
TOMMASEO Niccolò 198, 406
TOMMASINO (giovane) 474
TOMMASO DI SAVOIA 380, 580, 587, 591
TONELLO Michelangelo 141
TONIN (giovane) 22, 23
TORCHIO Giovanni Battista 393
TORLONIA Alessandro 384
TORLONIA Anna Maria 384
TORRAS Alfonso 27
TORSI (cav.) 677
TORTONE Gaetano 136, 152, 212, 429, 565, 645
TOSTI Antonio 346
TRABUCCO Giuseppe 691
TRABUCCO Tommaso 691
TRANFAGLIA Nicola 36
TRECCANI Giovanni 22, 27
TRIVERO Giuseppe 24
TUA (sig.) 11
TUGHER (giovane) 412
TUNINETTI Giuseppe 124, 217
TURCHI Giovanni 249, 252, 278, 314, 349, 482,

66.4 Page 654

▲torna in alto
648 Indice alfabetico dei nom i di persona
510
TURCHI Lorenzo 249, 252
TURCHI Pier Paolo 628
TURVANO Giuseppe 192, 221, 389
UGHET M.A. 408
UMBERTO DI SAVOIA 81, 549
VACHETTA Michelangelo 42, 127, 184, 192
VAGGI Pier Giuseppe 511
VAIANEO (giovane) 698
VALENTINI Eugenio 22, 27
VALFRÈ Carlo 226
VALFRÈ Sebastiano 38
VALFRÈ Stefano 226
VALINO TTI Francesco 170, 308, 346, 565
VALLAURI Francesco Giuseppe 11, 117, 181,
220, 221
VALLAURI Tommaso 616
VANNICELLI CASONI Luigi 175, 561
VASCHETTI Carlo Giuseppe 362, 495, 518
VECCHIO Emilia 568
VECCHIO Giovanni (Luigi) 558
VECCHIO Giuseppe 568, 573
VECCHIO Pietro 558
VERGNANO (a w .) 499
VERRI Carlo 43
VESPA Antonio 472
VIALE Carlo 466, 472, 525
VIALE (giovane) 191
VIALE (sig.ra) 9
VIALE PRELÀ Michele Ottaviano 385, 400
VIALE Sebastiano 160
VIARENGO (sig.) 664
VIGNA Giuseppe 677
VIGORELLI Pietro 374
VILLA DI MOMPASCALE Giuseppe 542
VILLAM ARINA DEL CAMPO Carolina nata CA-
STELNUOVO DI TORRAZZO E DELLE LAN-
GHE 577, 593
V IN A Y Valdo 206, 719
VINDROLA Antonio 258
VIRY (conte) 546
VITTORIO EMANUELE Leopoldo 218
VITTORIO EMANUELE I 34
VITTORIO EMANUELE II 12, 39, 42, 65, 79,
115, 140, 144, 147, 209, 211, 218, 240, 301,
338, 400, 410, 475, 521, 540, 579, 580, 670
VOGLIOTTI Alessandro 31, 44, 48, 50, 66, 117,
236, 245, 380, 388, 391, 403, 411, 437, 447,
456, 518, 522, 528, 614, 622, 692, 710, 715,
717, 718
VOLA Giovanni Battista 22
VOLA Giovanni Ignazio 22, 24, 26, 40, 41, 47,
62, 217
VOLINO (vedova) 279
VOLPATO Giovanni 107, 552, 576, 595
WOLF Heinrich 505
ZAIOTTI Giuseppe 384, 389
ZAMBALDI Ida 277
ZANABONI Luigi 511
ZAPPATA Giuseppe 44, 574, 622, 623, 643, 646
ZAVERIO (sac.) 548
ZMIGLIO Giuseppe 596

66.5 Page 655

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649
INDICE ALFABETICO DEI NOMI DI LUOGO
(Il numero in neretto indica la pagina dell'introduzione, il numero in tondo indica la lettera)
ACQUAPENDENTE 511
ACQUI TERME 25, 38, 114, 259, 269, 276, 336
AGLIANO 647
AGLIÈ 494
AGNONE 598
AIRASCA 614
ALASSIO 420, 518, 675
ALBA 25, 88, 114, 117, 588
ALBENGA 420, 675
ALBISOLA 42
ALBUGNANO D'ASTI 25
ALESSANDRIA 34, 1, 5, 9, 25, 27, 42, 116, 127,
140, 184, 276, 379, 440, 486, 510, 511, 520,
546, 566, 573, 609, 614, 615, 624, 656, 657,
711, 719
ALMESE 261
ALPIGNANO 17, 717
ALTESSANO 63
AM ELIA 175
AMIENS 546
ANCONA 354, 383, 628
ANDEZENO 281
ANNECY 121
ANTANANARIVO 12
ANTINOPOLI 52
AN ZIN 75
AOSTA 114, 397
ARCISATE 21
ARIZZANO 513, 533
ARONA 20, 168, 177, 179, 241
ASCOLI 643
ASPROMONTE 43
ASTI 1, 4, 5, 7, 9, 25, 38, 164, 201, 249, 259, 276,
281, 342, 363, 383, 393, 411, 461, 466, 472,
525, 588, 604, 647, 660, 693, 698, 699, 726
ATENE 440
AVELLINO 689, 714
AVIGLIANA 20, 47, 69, 143
AVIGNONE 18
BAGNASCO 114
BAHÍA BLANCA 12, 14
BALANGERO 653
BALZOLA 546
BARGE 700
BARI 36, 99
BEAUMESNIL 281, 487
BEINASCO 362, 523
BELLINO 604
BELLUNO 11
BELVEDERE 698
BENEVAGIENNA 460
BERGAMO 32, 33, 42, 281, 490, 510, 519, 546,
572
BERLINO 38
BERNA 232, 440, 677
BERNEZZO 191
BEZIERS 18
BIELLA 33, 88, 95, 112, 131, 176, 201, 290, 479,
482, 685, 708, 722
BIOGLIO 24
BOBBIO 511
BOLOGNA 33, 1, 87, 175, 296, 354, 385, 400,
470, 507
BORDIGHERA 451
BORGARO 245
BORGO CORNALESE 89, 161, 162, 251, 302
BORGO DORA 10, 15, 52, 291
BORGOMANERO 178, 235
BORGO S. BARBARA 291, 341
BORGO S. DONATO 52, 291, 341
BORGOSESIA 1
BOSCOMARENGO 42
BOTTANUCO 572
BRA 33, 7, 108, 128, 247, 264, 317, 380, 382, 686
BRESCIA 621
BRICHERASIO 530
BRIGA 246
BROLIO 533
BROVELLO 241
BRUNO 259
BUDAPEST 38
BUENOS AIRES 12, 24
BUSCA 342, 454, 612
BUTTIGLIERA D'ASTI 36, 19, 40, 437
CAGLIARI 33, 475
CAMAGNA 1

66.6 Page 656

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650 Indice alfabetico dei nomi di luogo
CAMBIANO 300
CAM PIGLIONE FENILE 634, 650
CAMPOBASSO 63
CANDELO 446
CANTALUPO 379
CANTOIRA 392
CAPRIGLIO 35, 4, 5, 24, 140, 302
CARAGLIO 47, 232-234, 238, 284, 295, 303, 337,
340, 371
CARAMAGNA 226, 328, 614, 688
CARDEZZA 68
CARDIFF 224
CARIGNANO 47, 89, 150, 161, 162, 689
CARMAGNOLA 47, 586, 672
CARONNO VARESINO (GHIRINGHELLO) 63
CARPENETO TORINESE 631
CARPI 465
CARRÙ 178
CARTAGINE 385, 643
CASALE MONFERRATO 8, 25, 81, 113, 124,
251, 486, 506, 518-520, 522, 546, 559, 569, 596,
614, 615, 624, 643, 657, 715, 716
CASALGRASSO 89
CASCINA DEI SAVI 40
CASELLE 457, 585
CASERTA 613
CASTAGNETO PO 237
CASTAGNOLE PIEMONTE 17
CASTELLAMONTE 117
CASTELLAZZO 1
CASTELLETTO MERLI 32, 5, 25
CASTELNUOVO D'ASTI 32, 34-36, 38, 5, 9, 11,
15-17, 22-25, 33, 39, 40, 58, 62-64, 106, 108,
126, 128, 169, 173, 198, 199, 280, 281, 294,
314, 315, 337, 399, 403, 407, 609, 621, 707
CASTELPETROSO 63
CASTELVECCHIO 424
CASTIGLIONE 379
CATANZARO 42
CAVALLERMAGGIORE 47, 210, 355
CAVOUR 127, 437, 696
CELLE ENOMONDO 393
CENEDA 164
CERI 384
CHALLONGES 181
CHAMBERY 17, 205, 281
CHERASCO 125
CHIERI 32-34, 36, 1-7, 16, 19, 25, 28, 29, 32, 37,
38, 40, 52, 60, 71, 82, 100, 124, 128, 143, 245,
246, 256, 281, 328, 339, 391, 408, 422, 431,
437, 447, 452, 455, 510, 528, 585, 614, 692,
703, 717
CHIETI 598
CHIUSE 38, 376
CIRIÈ 585
CISORE 241, 297
CITTÀ DEL CAPO 12
CIVITAVECCHIA 354, 383
CIVITELLA 384
COCCONATO 7
COLCAVAGNO 5
COLLEGNO 47, 291, 340
COLLERETTO CASTELNUOVO 445, 692
COLONIA 651
COMANO 190
COMO 43, 190, 706
CONDOVE 614
CONTRADA CONTE VERDE (Torino) 60
CONTRADA DELLA BASILICA (Torino) 60
CONTRADA DELLA MASCHERA (Torino) 60
CONTRADA DORA GROSSA (Torino) 151
CORFU 198
CORNETO 643
CORNO GIOVINE 711
CORSICA 385
CORSO DORA GROSSA (Torino) 98
CORSO REGINA M ARGHERITA (Torino) 42
CORSO VITTORIO EMANUELE II (Torino) 31
COSTANTINOPOLI 112, 300
COSTIGLIOLE 612
CREMONA 43, 198, 614
CRESCENTINO 471
CRIMEA 96, 99, 259, 405
CRIVELLE 40
CROCE GRANDE 40
CUCEGLIO 586
CUMIANA 60, 355, 620
CUNEO 33, 47, 108, 114, 125, 128, 147, 160, 178,
191, 232-234, 238, 256, 266, 275, 328, 330, 334,
336, 340, 342, 357, 371, 375, 376, 391, 409,
414, 423, 460, 480, 496, 501, 511, 516, 522,
529, 544, 600, 604, 614, 631, 643, 648, 649,
658, 686, 691, 697, 700, 716-719
CUNICO 525
CUORGNÈ 601, 725
CUSTOZA 38
DOGLIANI 522
DOMODOSSOLA 15, 19, 28, 49, 69, 70, 114,
146, 179
DRONERO 147, 409
DRUENT 42
DUNKERQUE 18
DUSINO 342
ERBA 43
FARIGLIANO 330, 616

66.7 Page 657

▲torna in alto
FELIZZANO 127
FENESTRELLE 39, 1, 614
FERMO 643
FERRARA 37, 175, 561
FIRENZE 13, 33, 43, 96, 106, 124, 198, 206, 406,
424, 426, 428, 465, 485, 503, 505, 529, 530,
533, 556, 619, 625, 716, 719
FONTANETTO 308
FORLÌ 175, 616, 628
FOSSANO 32, 9, 55, 71, 82, 86, 108, 114, 128,
160, 281, 476, 511, 515, 614
FRIBURGO 677
FRONT 709
FROSINONE 184
FRUTTIERA 281
FUCINO 384
GABIANO 573
GAETA 38, 35, 55, 346, 433
GALLIANO 609
GAMBASCA 614
GAMBOLÒ 601
GARESSIO 501
GARLASCA (BORGO S. SIRO) 602
GASSINO 280
GAZZADINA 389
GENOLA 700
GENOVA 33, 41, 1, 9, 49, 178, 195, 206, 237,
245, 259, 301, 347, 354, 365, 374, 375, 464,
511, 532, 550, 611, 613, 635, 652, 719
GIARRE 506
GIAVENO 32, 42, 16, 60, 62, 120, 272, 331, 333,
437, 447, 456, 495, 518, 522, 613, 696
GINEVRA 33, 206, 358, 370, 589, 673, 719
GLASGOW 12
GOJ 25
GOTTASECCA 108
GOVONE 393, 436, 494
GOZO 206
GOZZANO 241, 297
GRANA 609
GRASSANO 693
GRAVERE 83
GRIGNASCO 33, 366
GROPELLO CAIRO LI 558, 601
GUATEMALA 33
GUBBIO 628
HAUTECOURT 301
IESI 17, 551
IGLESIAS 561
IMOLA 35, 628
IN G L E S A 9
Indice alfabetico dei nom i di luogo 651
INTRA 514
IVREA 32, 33, 42, 117, 122, 145, 154, 170, 175,
179, 205, 212, 279, 281, 477, 494, 518, 524,
565, 692
LACEDONIA 689
LAGNASCO 423
LAGO DI GARDA 129
LAGO MAGGIORE 20, 70
LANGOSCO LOM ELLINA 95
LANZO TORINESE 32, 143, 193, 328, 367, 447,
450, 453-457, 585, 680, 681
LA SPEZIA 682
LATINA 55
LECCE 626
LEUCA 643
LEVONE 17, 448, 533
LIMONE 160
LIONE 39, 43, 9, 85, 185, 239, 281, 356, 363,
438, 441, 459, 467, 509, 522
LISBONA 12, 33, 52, 225
LIVERPOOL 217
LIVORNO 505, 719
LOCARNO 39, 49
LONDRA 39, 626
LORETO 354
LOUGHBOROUGH 224
LOURDES 42
LUCCA 33, 505, 651, 719
LUCERNA 677
MACERATA 17, 300
MADONNA DELL'OLMO 266, 409, 414, 544,
600, 631, 649, 707
MAGNANO 70
M ALAKHOV 405
MALINES 43
MALLARE 42, 117
MALTA 206
MANAUS 178
MANCHESTER 224
MARENGO 449
MARETTO 698
MARMORITO 226
MARSIGLIA 1
MARTINETTO 422
MASSERANO 479
MATERA 693
M ATHI 455, 614
MEDE 558, 568
MESSINA 506
MESTRINO 179
MILANO 33, 36, 38, 39, 42, 49, 55, 81, 195, 198,
219, 296, 354, 358, 374, 413, 469, 526, 537,

66.8 Page 658

▲torna in alto
652 Indice alfabetico dei nom i di luogo
615, 631, 657, 661, 697, 705
MIRABELLO 43, 624, 643, 661, 663, 711, 712.
717, 720, 726
MODENA 410, 433, 465, 621, 651
MOMBARUZZO 33, 259, 276, 336
MOMPELLATO DI RUBIANA 261
MONASTEROLO 275
MONASTEROLO SAVIGLIANO 247
MONCALIERI 62, 128, 209, 217, 362, 374, 392,
434, 493, 580, 709
MONCALVO 25, 192
MONCUCCO 42
MONDONIO 41, 407
MONDOVt 33, 25, 49, 88, 108, 114, 117, 164,
269, 330, 340, 462, 501, 518, 658
MONEA 9
MONGRÉ 704
MONTABONE 5
MONTAFIA 249, 252, 450
MONTE CALVARIO (Domodossola) 15, 49
MONTECASTELLO 719
MONTE DEI CAPPUCCINI 338
MONTEFIASCONE 643
MONTEMAGNO 32, 588, 596, 609, 693, 704
MONTEVIDEO 12, 24
MONTORO 714
MONZA 36, 39, 532
MORIALDO 32, 4, 9, 33, 58, 40, 41, 126, 169,
586
MUCRONE 685
NAPOLI 32, 34-36, 42, 147, 354, 429, 433, 583,
613, 626, 637, 689
NEWPORT 224
NIZZA MARE (NICE) 1, 114, 180, 201, 225, 246,
427, 476, 659, 719
N IZZA MONFERRATO 259
NOVARA 38, 8, 20, 28, 42, 43, 49, 61, 68, 114,
121, 171, 201, 219, 241, 297, 366, 462, 513,
514, 534, 708
NOVI LIGURE 144
OCCHIEPPO INFERIORE 634
OLEGGIO 61, 83, 534
OLGIATE MOLGORA 706
ONEGLIA 448, 719
OPORTO 42
ORO PA 32, 95, 685
OSI MO 628
OULX 269
PADOVA 49, 179, 342, 651
PALAZZASSO 238, 371
PALERMO 637
PANCALIERI 29, 47
PARIGI lOn, 36, 41, 18, 43, 198, 217, 358, 397,
470, 581, 616, 626, 651
PARMA 410
PASSERANO 24
PAVIA 95, 354, 601, 602
PECETTO 33
PEGLI 365
PERGINE 8, 43
PESARO 440
PETTINENGO 24, 63, 180, 253
PIACENZA 354, 469, 511
PIANEZZA 48
PIARIO 572
PIASCO 340
PIAZZA DELLA REPUBBLICA (Torino) 42
PIAZZA FARNESE (Roma) 358
PIAZZA PAESANA (Torino) 291
PIAZZA PALAZZO DI CITTÀ (Torino) 60
PIAZZA VITTORIO EMANUELE II (Torino) 719
PIETRA MARAZZI 719
PINEROLO 1, 3, 7, 29, 43, 180, 197, 200, 203,
227, 301, 463, 468, 476
PINO TORINESE 38, 614
PIOBESI 17, 614
PIRCHIR1ANO 38, 83
PISA 175, 551, 616, 628
PISTOIA 424
PLOMBIÈRES 42
POGGIO MIRTETO 628
POIRINO 2
PONTE DI PIAVE 33, 453
PONTESTURA 615
PONZANO 5, 6, 25
PORTA NUOVA 31, 42, 108, 165, 195, 368
PORTA PALAZZO 42
PORTA SUSA 221
PORTA SUSINA 42
PORTICI 55
PORTO MAURIZIO (Imperia) 216
PORTUSIO 245
PRATO 428
QUARTO DEI M ILLE 433
QUINTO 464
RACCONIGI 523, 543, 716
RATCLIFF 224
RAVENNA 175, 433, 526
REVELLO 294, 375
RIETI 25
RIO DE JANIERO 12
RIVA DI CHIERI 40
RIVALTA 615

66.9 Page 659

▲torna in alto
RIVOLI 28, 189, 237, 365, 379, 725
ROCCHETTA TANARO 647
ROMA 5n, lOn, 12, 27, 28, 32, 38, 39, 8, 11, 18,
25, 35, 36, 42, 55-59, 82, 96, 98, 99, 127, 136-
139, 160, 164, 175, 178, 192, 206, 225, 235,
259, 300, 308, 310, 344-347, 352, 353, 356, 358,
359, 363, 364, 370, 375, 383, 384, 392, 397,
410, 429, 430, 432, 440, 459, 464, 467, 470,
487, 492, 494, 495, 498, 505, 506, 511-513, 515,
517, 537, 538, 548, 560-563, 589, 598, 618, 630-
632, 635, 638, 640, 644, 645, 649-651, 654, 659,
673, 689, 714, 722, 723
ROMAVECCHIA 384
RONCAGLIA 440
ROVERETO 20, 49, 83, 224
ROVIGO 179
RUBIANA 93, 261
RUGBY 224
RU M ILLY 62, 72
RUSSI 433
SAINT CYR 455
SALERNO 613
SALICETO 340, 516
SALÒ 129
SALUGGIA 471, 474, 500, 615, 616
SALUZZO 88, 100, 114, 340, 375, 381, 397, 531,
604, 612, 679, 700, 708
S. AMBROGIO 38
S. BENIGNO CANAVESE 27, 33, 143, 328, 455,
518, 692
S. DAMIANO D'ASTI 444
S. DESIDERIO 609
S. DOMINGO 12
S. FRANCISCO (USA) 12
S. GERMANO MONFERRATO 486
S. GIORGIO CANAVESE 518, 616
S. IGNAZIO: vedi LANZO
S. MARIA A MONTE 175
S. MARTINO ALFIERI 393
S. MARTINO DELLA BATTAGLIA 42
S. MARZANO 38
S. MAURIZIO CANAVESE 585, 678
S. MICHELE D’ASTI 582
S. M INIATO 175, 628
S. PIETRO MONTEROSSO 191
S. QUIRICO 178
S. SALVATORE MONFERRATO 486
S. SEBASTIANO PO 93
SANFRONT 294
SANGANO 226
SANTIAGO (CILE) 12
SARTI RANA 354
SASSARI 375
Indice alfabetico dei nom i di luogo 653
SASSI 190
SAVIGLIANO 275, 529, 654, 691
SAVONA 42, 117
SCALENGHE 47
SEBASTOPOLI 4, 405
SEBENICO 198
SENIGALLIA 35, 628
SIENA 533
SOLFERINO 705
SOMMARIVA DEL BOSCO 391, 614, 717
SONNINO 55
SOPRANA 63
SOSTEGNO 147
SPIGNO MONFERRATO 374
SPOLETO 35, 628
STRADELLA 719
STRESA 24, 28, 33, 8, 15, 16, 19, 20, 28, 29, 38,
39, 43, 49, 51, 53, 54, 61, 64, 68-70, 75-77, 83,
91, 100, 124, 135, 142, 145, 149, 150 153, 168,
169, 172, 177, 179, 185, 186, 192, 215, 221,
235, 267, 318, 332, 384, 389, 460
SUSA 38, 70, 83, 88, 90, 180, 269, 339, 445, 489,
496
SUSSAMBRINO 35, 9
TAGGIA 397
TERNI 175
TERZO 140
TERRA DEL FUOCO 461
THÒNES 17
THORY 18
TIGLIOLE 647
TOKIO 12
TOLEMAIDE 457
TORRE PELICE 719
TORTONA 33, 308, 390, 510, 511, 558
TRENTO 8, 20, 69, 192, 389
TREVISO 164, 453
TRONTANO 28
USSEGLIO 451
VALDICHIESA 40
VALGRANA 232
VALPERGA 614
VANCHIGLIA 42, 47, 60, 165, 195, 225, 240, 411
VARAZZE 178
VARESE 21, 75
VARIGNANO [?] 682
VENEZIA 198, 354, 608, 643
V ENTIM IG LIA 114, 397
VERCELLI 31, 9, 24, 63, 70, 91, 95, 108, 116,
117, 147, 148, 155, 156, 163, 171, 180, 182,
193, 205, 237, 248, 253, 293, 308, 319, 338,

66.10 Page 660

▲torna in alto
654 Indice alfabetico dei nom i di luogo
375, 405, 416, 419, 446, 449, 471, 507, 518,
550, 615, 634, 685
VEROLENGO 21
VERONA 69
VERZUOLO 47, 340, 375
VEZZOLANO 25
V IA ALESSANDRINA (Roma) 345
V IA ALFIERI (Torino) 499
VIA COTTOLENGO (Torino) 153, 488
V IA DELLA GIARDINIERA (Torino) 488
VIA DELLA ZECCA (Torino) 154
VIA DELLE ORFANELLE (Torino) 151
VIA DELLE SCUOLE (Torino) 151
VIA GARIBALDI (Torino) 151
VIA QUIRINALE (Roma) 345
VIA ROMA (Torino) 31
VIALE 5
VIALE DEI PLATANI (Torino) 31, 42
VIALE DEL RE (Torino) 31, 108
VIARIGI 525
VIENNA 34, 38, 9, 195
VIGEVANO 33, 88, 114, 193, 253, 416, 449, 558,
568, 573, 601
VIGNALE 38, 546, 559, 569, 609, 614, 615, 661,
711
VIGNOLA 621
VIGONE 112, 116, 142, 176, 388, 453, 614, 616
VILLAFRANCA (Verona) 42, 400
VILLAFRANCA DI NIZZA M ARITTIM A 87
VILLAFRANCA PIEMONTE (Torino) 226, 380,
614
VILLANOVETTA 375
VILLANOVA D ’ASTI 40, 719
VILLA S. SECONDO 444, 525, 609
VILLASTELLONE 71, 89, 167, 174, 210, 214,
421, 474, 614
VILLAZZANO 69
VILLEFRANCE 704
VIRLE 170
VITERBO 511, 643
VOGHERA 646, 719
VOLVERA 614
WATERLOO 34
WÜRTTEMBERG 505

67 Pages 661-670

▲torna in alto

67.1 Page 661

▲torna in alto
INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE
(Il num ero in neretto indica la pagina dell’introduzione, il numero in tondo indica la lettera)
ABBAZIA DI S. M ARIA di Vezzolano 25
ABIURA 505
ACCADEMIA ALBERTINA 107, 125
ACCADEMIA, commedia, premi scolastici, tea­
tro 113, 136, 567, 684; - Delle Scienze 49; -
Ecclesiastica di Superga 370; - Filarmonica di
Bologna 296
ACCETTAZIONE di giovani 29, 89, 100, 101,
103, 105, 110, 134, 146, 173, 176, 189, 199,
200, 203, 213, 227, 238, 241, 248, 257, 258,
261, 268-270, 274, 279, 288, 290, 298, 304, 323,
333, 338, 357, 376, 379, 393, 409, 413, 414,
431, 433, 436, 442, 443, 445, 446, 458, 461,
466, 468-470, 472, 473, 481, 484, 489, 491, 492,
494, 498, 500, 501, 503, 506-508, 511-515, 517,
525, 528, 533, 539, 543, 550, 553, 554, 566,
567, 569, 577, 578, 582, 583, 591, 593, 594,
598, 600, 601, 612, 617, 627, 634, 638, 644,
646, 648, 650, 653, 656-658, 664, 672, 674, 682,
686, 689, 691, 693-695, 697, 699, 701, 703, 708,
710, 711, 713, 716, 722, 724
Acta sanctorum 651
Acta p rim orum martyrum 651
ACQUISTI, contratti 44, 48, 49, 51, 53, 68, 69,
135, 168, 185, 186, 192, 215, 217, 221, 584,
631: vedi VENDITE
AFFITTO 42, 47, 50, 53, 132, 133, 183, 213, 221,
253, 267, 312, 368, 499, 541, 542, 552, 626
Agostino, ossia il trionfo della religione 398
ALBERGO DELLA FUCINA 60; - del Vitello
d ’Oro 25
ALLEGRIA, vivacità, buon umore 16, 17, 23, 47,
52, 62, 346, 354, 355, 367, 450, 493
ALMANACCHI, calendari, guide, annuari 22,
23, 25
AM ICIZIA, affetto, 1-6, 16, 24, 25, 37, 52, 130,
191, 206, 223, 225, 259, 265, 272, 276, 280,
294, 318, 367, 370, 510, 585, 606, 641, 712,
726: vedi CARITÀ, CONDOTTA
Am icizia Cristiana 352; - particolare 712
«A m icizie» (Le) 352
Am ico del popolo 43; - dell’anima 704
Am ico (V ) della gioventù 38, 34, 36, 43, 130
A m ico di casa 719
AMORE: vedi CARITÀ
ANGLICANI 505
Annales Ecclesiastici 651
ARA COELI 346
Armonia (L ') 38, 41, 34, 120, 121, 339, 363, 429,
495, 562
ARTIGIANELLI di Genova 532; - di Torino 42,
368
ASSOCIAZIONE delle Letture cattoliche: vedi
LETTURE CATTOLICHE; - di libri 36, 147
Atti ufficiali del senato 46
AUTORITÀ COMUNALI 13, 14, 21, 27, 45, 67,
78, 92, 104, 132, 141, 157, 165, 195, 202, 213,
224, 227, 230, 244, 262, 287, 322, 341, 360,
401, 564, 575, 599, 603, 665, 667, 671, 690, 723
AUTORIZZAZIONE 26, 30, 31, 33, 35, 67, 78,
84, 97, 106, 108, 109, 111, 115, 120, 121, 137-
139, 158-160, 166, 181, 188, 207, 220, 262, 287,
307, 330, 334, 394, 403, 407, 435, 466, 488,
502, 526, 531, 552, 575, 603, 616
AVE M ARIA 267, 414, 614, 715: vedi M ARIA SS.
Avvisi ai cattolici 75, 117, 154: vedi Chiesa (La)
cattolica
BARNABITI 39, 374, 392, 434, 493
BASILICA del Laterano 38, 346; - di S. Maria
Maggiore 346; - di S. Pietro 346, 696
BASSO POPOLO (classe meno agiata) 366, 370,
485, 621: vedi anche GIOVANI
BATTESIMO 346, 482, 554; - catecumeni 227
BENE (BISOGNO) civile, morale, pubblico 14,
21, 48, 49, 94, 195, 630; - della Chiesa 308,
363, 395, 428, 505, 507, 562, 612, 700; - (intel­
lettuale, morale) della gioventù 19, 21, 94,
144, 190, 552, 624, 626, 663, 712; - dell’anima
15, 49, 143, 146, 431, 449, 468, 476, 681; - del­
le anime 21, 201, 400, 431, 432, 449, 468, 476,
485, 565, 632, 643, 673: vedi EDUCAZIONE,
ISTRUZIONE, SALVEZZA, VANTAGGIO
BENEDIZIONE apostolica (papale) 136, 282,
335, 348, 349, 352-354, 363, 372, 383, 410, 429,
495, 537, 555, 556, 562, 628, 632, 640
BENEDIZIONE cardinalizia, vescovile 136, 160,
175, 400, 432, 438, 505

67.2 Page 662

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656 Indice alfabetico delle materie
BENEDIZIONE dal cielo 66, 94, 117, 133, 134,
142, 145, 150, 154, 160, 163, 174, 176, 177,
179, 198, 231, 234, 242, 244, 250, 289-291, 295,
313, 322, 340, 365, 369, 540, 541, 552, 569,
571, 572, 614, 619, 620, 625, 626, 631, 633,
634, 639, 644, 648, 650-652, 662, 668, 677, 684,
696, 702, 711, 716, 718, 722, 726; altre form u­
le di com m iato: - dal cielo ogni bene 36, 185,
187, 201, 208, 210, 266, 377, 378, 389, 395,
396, 416, 417, 439, 440, 481, 494, 517, 525,
527, 561, 590-592, 599, 602, 611, 613; - ogni
bene dal Signore 21, 25, 28, 32, 64, 68, 83, 91,
114, 134, 149, 172, 178, 237, 543, 604, 615; -
Dio la benedica 41, 199, 219, 283, 315, 324,
346, 379, 409, 413, 424, 426, 428, 449, 468,
592, 600, 601, 609, 616, 657, 665, 673, 678,
687-689, 710, 714, 721, 725; - nel Signore 24,
38, 40, 43, 50, 61, 69, 70, 72, 74, 89, 110, 124,
128, 140, 147, 155, 156, 161, 162, 168, 180,
183, 189, 190, 205, 212, 214, 215, 220, 224,
228, 233, 235, 246, 247, 261, 275-277, 279, 293,
297, 302, 319, 331, 332, 338, 350, 358, 402,
455, 471, 477, 480, 601, 657, 688, 707, 711,
712; - dal Signore sanità e grazia 398, 402,
406, 410, 412, 447, 463, 464, 485, 500, 507,
510, 539, 544, 546, 550, 553, 556, 560, 573,
589, 593, 619, 628, 630, 631, 643, 647, 655,
678, 692; - Il Signore l’accompagni, la ricom­
pensi 17, 125, 253, 425, 474, 624, 641; - il Si­
gnore le doni la buona giornata 482; - pre­
ghiamo il Signore 52, 62, 98, 191; - mi racco­
mando al Signore 103, 249; - in Dom ino 22,
54, 60, 95, 170, 171, 248, 303, 304, 338, 346,
367, 496, 501, 586; - in Gesù Cristo 185, 186,
217, 397, 431; - Dio l ’aiuti, la conservi, sia con
lei 317, 322, 419, 422; - Maria ti benedica 250,
350
BENEDIZIONE della chiesa di S. Francesco di
Sales: 10, 84, 116, 117, 119, 120, 612, 645; -
del SS. Sacramento 10, 14, 21, 58, 119, 126,
182, 302, 604
BENEFICIO ECCLESIASTICO 9, 241, 403, 545,
613
BIBBIA 124, 265, 420, 542, 652, 719
Bibliografia dell’età del risorgimento 23
Bibliografia italiana 19
BIBLIOTECA BERIO 652
BOLLANDISTI 398
Bollettino Salesiano 27
BONTÀ 19, 379, 712
Breve catechismo pei fanciulli 245
BUGIE 110, 252: vedi CONDOTTA, SINCERITÀ
Buona (La) Novella 719
Buona (La) Settimana 44
BUONI (ONESTI) CITTADINI 94, 322, 610
BUONI (ONESTI) CRISTIANI (CATTOLICI) 37,
94, 173, 223, 312, 322, 610
CAFFÈ DELLA BORSA 151
Calendarium liturgicum archidioecesis tauri-
nensis 22
CALLIGRAFIA 193
CALUNNIA 164, 572
CALZOLAIO 40, 28, 390, 526, 711
CAM ILLIANI 206
CAMPANA 26, 156, 158
Campana (La) 69
Cantico dei Cantici 270
CANTO, cantore, cantare, scuola di canto 16,
47, 165, 174, 234, 312, 351, 416, 419: vedi MU­
SICA
CAPPELLA S. SINDONE 24
CAPPUCCINI 234, 511
CARCERE, carcerati 37, 17, 42, 163, 346, 347,
437, 439, 440; - La Generala 37, 40; - Mamer-
tino 346: vedi POLITICA
CARITÀ, amore 24, 49, 130, 312, 321, 365, 439,
449, 712, 726; filantropia 587; vedi AM ICIZIA
CASA BIRAGO 154; - Coriasco 185; - Giardinie­
ra 183, 253, 564, 575; - Marchisio 4; - Mo-
gliassi 151; - Moretta 37, 67; - Pinardi 37, 41,
22, 26, 269, 287, 384, 564, 575
CASCINA BIGLIONE 34, 9, 302; - dei Savi 40
CASTITÀ, Purezza 247, 317, 388, 452, 454, 501,
687, 712: vedi MODESTIA, M ORALITÀ
Catalogo degli antichi pontefici rom ani 651
CATECHISMI 36, 14, 16, 21, 42, 47, 190, 198,
204, 217, 281, 312, 410, 411, 425, 429, 505,
521, 537, 542, 613, 673, 719
Catechismo disposto secondo l ’ordine delle idee
198
CATTEDRALE di S. Giovanni (Torino) 717
Cattolico (II) istruito nella sua religione 424
Cattolico (II) provveduto 122
CEDOLE 688
Cenni storici sulla vita del chierico Luigi Co-
mollo... 37
Cenno biografico intorno a Carlo Luigi Dehal-
ler... 232
Censimento del clero 1873 22
CENSURA ECCLESIASTICA 37
CHIERICI: vedi SEMINARISTI
CHIESA 14, 21, 77, 291, 429, 495, 499, 505, 527,
619, 632, 643, 651; - S. Madre Chiesa 56-58,
126, 175, 438, 632, 640; - del Gesù 346; - S.
Andrea della Valle 696; - S. Anna 47; - Maria
Ausiliatrice 505, 630, 632, 645, 665, 667, 668,
683, 714, 723; - S. Carlo 345; - S. Filippo 7; -

67.3 Page 663

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Indice alfabetico delle materie 657
S. Francesco d’Assisi 21; - S. Francesco di Sa-
les 40, 76, 78-80, 83-88, 91-93, 95, 111, 112,
114, 116, 117, 119, 120, 122, 123, 132, 133,
135, 136, 150, 361; - S. Luigi dei Francesi 346;
- S. Maria della Minerva 345, 346; - S. Marti­
no ai mulini Doria 21; - S. Pietro in Vincoli
346; - S. Prassede 346; - S. Pudenziana 346; -
S. Rocco 24
Chiesa (La) cattolica. Avvisi ai cattolici 39, 71
CIMITERO S. PIETRO IN VINCOLI 13, 14, 40
CITAZIONI BIBLICHE 7, 60, 62, 143, 147, 149,
162, 180, 201, 232, 247, 264, 278, 313, 326,
329, 331, 350, 367, 382, 451, 453, 600
Civiltà (La) Cattolica 39, 160, 198, 206, 370, 460,
631
CLERO del Corpus Domini 66, 411; - di S. Filip­
po 66, 411; - di S. Maria di Piazza 66, 411; -
Palatino 24; Piccolo Clero 42
COADIUTORI SALESIANI 42
COLERA 36, 40, 1, 195, 197, 199, 202, 204, 213,
220, 222, 225, 243, 244: vedi M ALATTIA
COLLEGIATA di Giaveno 16; - della SS. Trinità
44
COLLEGIO Cicognini di Prato 428; - Nazionale
di Saluzzo 381; - S. Carlo di Mirabello: vedi
PICCOLO SEMINARIO DI S. CARLO; - S.
Francesco di Moncalieri (già Reai Collegio
Carlo Alberto) 392, 493; - S. Primitivo 657
Collezione di buoni lib ri 117
COM BONIANI (ARCH IVIO) 475
COMPAGNI CATTIVI 21, 285, 450, 483, 681, 704
COMPAGNIA dell'immacolata 41; - della Mise­
ricordia 120; - del SS. Sacramento 41; - di
Gesù: vedi GESUITI; - di S. Giuseppe 42; - di
S. Luigi 37, 52
Compendio della storia della reai casa di Sa­
voia 62
COMUNIONE (S.) 24, 35, 52, 56, 57, 73, 126,
139, 285, 300, 347, 351, 410, 429, 444, 463,
476, 538, 546, 619, 620, 635, 712, 726; - prima
comunione 156, 366, 519
CONCILIO di Trento 7; - Vaticano I 35, 392
CONDOTTA, comportamento 7, 21, 32, 42, 89,
170, 191, 226, 227, 236, 249, 319, 342, 375,
388, 390, 393, 409, 421, 437, 444, 477, 480,
490, 493, 501, 510, 528, 534, 606, 633, 646,
647, 687, 700, 712, 726: vedi DOVERE
CONFERENZE DI S. VINCENZO DE’ PAOLI
36, 41, 21, 47, 358, 370, 410, 414, 542, 544,
589, 675
CONFESSIONE (S.) 21, 23, 24, 47, 56, 57, 73,
126, 137, 206, 234, 269, 285, 351, 410, 424,
426, 444, 463, 538, 596, 620, 712, 726
CONFESSORE 22, 26, 38, 95, 548, 596, 704
CONFIDENZA coi superiori, fiducia 186, 422,
704
CONGREGAZIONE del Corpus Domini 44;
sotto il titolo del S. Angelo Custode 57; - sotto
il titolo di S. Francesco di Sales 56: - salesia­
na: vedi SOCIETÀ
CONSIGLIO COMUNALE, Consiglio delegato:
vedi AUTORITÀ COMUNALI
CONSIGLI SPIRITUALI, direzione spirituale 10,
27, 30, 294, 317, 328, 349, 350, 355, 382, 422,
450-455, 457, 463, 476, 483, 519, 529, 530, 548,
588, 604, 606, 678, 680, 681, 685, 687, 693,
704, 712, 720, 725
CONTROVERSIE 130, 384, 389, 499, 565, 572,
689
CONVALESCENZA 22, 23, 64, 146: vedi M A­
LATTIA
CONVENTO S. Domenico 96
Conversazione tra un avvocato ed un curato...
234, 424, 428
CONVITTO S. Francesco 34, 7, 16, 17, 47, 269,
283, 324, 588
CORAGGIO, incoraggiamento 17, 55, 219, 297,
370
COSTITUZIONE CIVILE 38, 35
COSTITUZIONI SALESIANE 27, 42, 345, 438,
441, 459, 467, 522, 643, 712, 715, 717, 718
COSTRUZIONI 49, 86, 132, 140, 157, 177, 179,
262, 287, 312, 502, 564, 676: vedi PERMESSI
EDILIZI
COTTOLENGO: vedi PICCOLA CASA DELLA
DIVINA PROVVIDENZA
CREDITO 267
CRESIMA 37, 52, 54, 81, 82, 366
Cristiano (II) evangelico 556
Cristiano (II) guidato alla virtù 43
DAME DEL SACRO CUORE 38
DEBITI, capitale, 9, 43, 130, 149, 153, 172, 177,
179, 195, 215, 221, 259, 381: vedi anche SUS­
SIDIO
DECORAZIONI 140, 144, 636, 679
Degli ultim i casi di Romagna 37
Delle speranze d ’Italia 37
Del prim ato civile e morale degli Italiani 36
Del rinnovamento civile d ’Italia 39, 43
De probatis historiis sanctorum 651
DEMONIO 457, 680, 693
DE PROFUNDIS 180
DEPUTATI: vedi POLITICI
Des Bons Exemples 615
Diario cristiano 259
Diario sacro 259
DIO, Iddio 7, 15, 22, 52, 64, 112, 128, 134, 136,
42

67.4 Page 664

▲torna in alto
658 Indice alfabetico delle materie
143, 145, 150, 155, 177, 179, 182, 185, 193,
195, 201, 206, 209, 217, 222, 223, 225, 228,
232, 235, 256, 259, 265, 272, 276, 281, 283,
284, 293, 294, 302, 305, 306, 308, 312, 318,
326, 342, 351, 354, 358, 362, 363, 368, 374,
375, 381-384, 387, 388, 394, 395, 400, 410, 412,
413, 429, 438, 450455, 457, 463, 495, 505, 510,
539-542, 546, 550, 556, 559, 560, 573, 593, 608,
610, 612, 615, 620, 629-632, 638, 645, 647, 648,
657, 661, 677, 687, 700, 704, 711, 712, 726; -
gloria di Dio 18, 55, 68, 69, 76, 91, 134, 185,
276, 295, 308, 312, 400, 428, 431, 432, 438,
456, 464, 476, 485, 517, 565, 572, 614, 619,
628, 632, 643, 698, 712; - grazia di Dio 247,
294, 328, 340, 348, 357, 383, 387, 389, 392,
483, 604; - parola di Dio 55, 410, 630; - prov­
videnza divina 91, 112, 125, 186,231,281,286,
289, 322, 332, 381, 384, 410, 414, 447, 463,
493, 505, 525, 541, 542, 558, 589, 610, 624,
628, 673, 693, 709, 712; - timore di Dio 72, 94,
326, 331, 340, 374, 382, 387, 422, 483, 546;
voce di Dio 143, 517; - volontà di Dio 29, 37,
77, 145, 247, 251, 302, 328, 354, 429, 559
DIPINTI (quadri) 142, 145, 150, 220, 230, 281,
308, 425
DIRETTORE CAPO degli Oratori 40, 108
DIREZIONE SPIRITUALE: vedi CONSIGLI
SPIRITUALI
DIRITTI C IV ILI 643
DISCORSI CATTIVI 712
DISEGNI 53, 54, 76
DISPUTA 34, 206, 208, 223, 265
Divoto (II) dell'angelo custode 37, 24
Dizionario biografico degli Italiani 21, 27
Dizionario biografico dei salesiani 22
Dizionario degli istituti d.i perfezione 22
Dizionario dei sinonim i 198
Dizionario della lingua italiana 198
Dizionario del risorgimento nazionale 22
Dizionario storico del movim ento cattolico 22
Docum enti per scrivere la storia di D. Giovanni
Bosco... 27
DOMENICANI 375, 410, 675
DOROTEE 464
Dottrina (La) Cristiana 250
DOVERE 422, 519, 712, 726: vedi CONDOTTA
Ecclesiastico 420
ECDOTICA 5, 13-21
Eco (L ') della verità 556, 719
ECONOMATO : vedi REGIO ECONOMATO
EDUCAZIONE civile, morale, religiosa, intellet­
tuale 21, 42, 47-49, 93, 94; - amorevolezza 24;
- assistenza 501; - correzione 712; - disubbi­
dienza 249, 409; - insolenza 606; - lagnanze
501; - punizione 21; - rigore educativo 24; -
rimprovero 726; - rispetto 21, 42: vedi BENE,
ISTRUZIONE, REGOLAMENTO, SALVEZ­
ZA, VANTAGGIO
Enciclopedia storico-nobiliare italiana 22
EPISTOLARIO (a cura di E. CERTA) 5, 15, 16,
19, 27
Epistolario (S. Leonardo Murialdo) 354
EREDITÀ 40, 497, 559
ERESIA 537
ESAMI, studi ecclesiastici, filosofici, teologici:
36, 1, 3-5, 15, 20, 32, 37, 66, 191, 206, 226,
228, 241, 264, 277, 297, 380, 382, 406, 509,
550, 614: vedi anche VESTIZIONE CLERICA­
LE; - universitari 616, 621, 637-639, 646, 652,
709
ESERCIZI (pratiche) DI PIETÀ 7, 14, 23, 24, 26,
35, 38, 42, 47, 60, 93, 191, 204, 226, 249, 285,
312, 318, 319, 354, 414, 444, 450, 482, 483,
510, 519, 527, 542, 546, 585, 630, 643, 666,
681, 726: vedi le singole pratiche di pietà
ESERCIZI SPIRITUALI 16, 54, 60, 62, 143, 191,
193, 232, 275, 281, 332, 340, 425, 460, 471,
474, 537
Eucologio 75, 124
EVANGELICI 206, 265
EVANGELIZZAZIONE INGLESE 719
Famiglia (La) Cristiana 556
FANCIULLE (figlioletta, ragazza, fidanzata) 17,
217, 554, 719
FATA ALCINA 25
Fatti contemporanei esposti in forma di dialogo
170
FAVORI SPIRITUALI (indulti, facoltà) 9, 10, 11,
26, 30, 31, 33, 35, 44, 56-59, 63, 66, 73, 84, 85,
108, 120, 136-139, 158, 169, 260, 271, 282, 300,
310, 347, 348, 351-353, 363, 403, 430, 459, 522,
531, 538, 545, 563, 622, 623, 640, 643, 696:
vedi anche INDULGENZE
FEBBRE 38, 60, 281: vedi CONVALESCENZA,
MALATTIA
FEDE 34, 36, 463: vedi altre voci, soprattutto
RELIGIONE, PROTESTANTI, DIO
FELICITAZIONI 648
FERROVIA 40, 62, 153, 168, 186, 221, 235, 405,
427, 543, 547, 695
FESTE: - Ascensione 188; - Epifania 414, - Ma­
riane 271; - Natale 35, 139, 251, 300, 301, 358,
476, 478; - Ognissanti 23, 25, 281, 471 : - Pa­
squa 190, 319, 354, 393, 519, 654; - settimana
santa 354, 654; - S. Ambrogio 247; - S. Filo­
mena 234, 284, 371; - S. Francesco di Sales

67.5 Page 665

▲torna in alto
Indice alfabetico delle materie 659
56, 150, 271; - S. Francesco Saverio 620; - S.
Giuseppe 126, 169, 271; - S. Luigi 54, 73, 163;
- S. Pietro 228; - S. Rosario: vedi M ARIA SS.
S. Silvestro 302
FIDÈLES COMPAGNES DE JÉSUS 546
FIGLI DI S. M ARIA IM M ACOLATA 464
FIGLIE DI M ARIA AUSILIATRICE 12, 32, 37,
269
FILIPPIN I (padri) 7
Fondo Don Bosco 27
Formulaire de prières 615
Forza (La) della buona educazione 259
FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE 15,
18, 27, 43, 47, 657, 719
Galantuomo (II) 397
Gazzetta (La) del popolo 34, 71
Gazzetta (La) Piemontese 34, 74
GENEROSITÀ 1, 329, 362, 523
GESÙ CRISTO, Divin Figlio 7, 142, 234, 251,
264, 265, 277, 278, 280, 281, 340, 367, 372,
383, 410, 429, 431, 432, 457, 476, 483, 495,
510, 537, 541, 546, 562, 585, 596, 604, 635,
680, 681, 687, 699, 717, 725, 726
Gesuita (II) moderno 37, 43
GESUITI 38, 43, 52, 460, 518: vedi anche CIVIL­
TÀ (LA) CATTOLICA
Giannetto (II) 192
GINNASIO S. Maria della Pace 358
GIORNALI 36, 130, 225, 164, 406, 439, 440, 505,
537, 632, 719: vedi STAMPA
Giovane (II) provveduto 38, 39, 60, 259
GIOVANI (fanciulli, ragazzi); - poveri 93, 144,
165, 195, 213, 217, 220, 243, 251, 283, 290,
365, 377, 378, 394, 449, 465, 535, 590, 593,
599, 604, 607, 613, 616, 625, 639, 684, 688,
709; - abbandonati 21, 47, 57, 132-134, 141,
165, 312, 357, 440; - poveri ed abbandonati
157, 165, 240, 243, 284, 312, 542, 552, 607; -
pericolanti 132, 282, 300, 310, 312, 321, 494,
587, 612; - abbandonati e pericolanti 133, 243,
262, 521; - più poveri e più abbandonati 181,
204, 295, 526; - orfani 213, 222, 244, 312; - più
abbandonati 42, 47, 48; - poveri e pericolanti
488, 576; - poveri abbandonati e pericolanti
213, 220; - più pericolanti 341, 587; - meno
agiati 616, 639; - assolutamente poveri ed ab­
bandonati 607; - assolutamente poveri 521; -
pericolanti e pericolosi 178; - abbandonati,
pericolanti e pericolosi 291; - cenciosi e ab­
bandonati 178; - orfani ed abbandonati 289; -
orfani e poveri 232; - ostinati 409; - oziosi e
malconsigliati 94; - vispi e vivaci 569
Giubileo (II) 205
GIUSTIZIA 365
Histoire generale de l'In stitu t des Frères des
Écoles Chrétiennes 18
Historia di tutte l'heresie 651
INAUGURAZIONE 119, 123
INDICE dei libri proibiti 43, 402
INDIFFERENTISMO, irreligiosità: vedi RELI­
GIONE
INDULGENZE 11, 12, 24, 55-58, 73, 126, 228,
260, 282, 351-353, 363, 408: vedi FAVORI SPI­
RITUALI
INTERESSE 53, 149, 172, 215, 221, 267
Introduzione alla vita dei som m i pontefici 651
IPOTECA 69, 384
ISTITUTO BANCARIO S. PAOLO 24
ISTITUTO CAVANIS 643
ISTITUTO DELLA CARITÀ 8, 15, 19, 20, 28, 29,
38, 39, 43, 49, 51, 53, 61, 64, 68, 69, 75, 100,
149, 185, 186, 192, 217, 221, 224, 273, 274,
327, 333, 343, 381, 384, 389, 460, 643
ISTITUTO DELLA S. FAM IG LIA 52, 338
ISTITUTO STORICO SALESIANO 13, 20, 23, 27
Istitutore, foglio ebdomadario di istruzione...
406
Istruttore del popolo 38, 34, 43, 130
ISTRUZIONE morale e civile 21, 42, 47, 94, 141,
165, 243, 505, 512, 541, 702; - religiosa 10, 21,
57, 94, 112, 421: vedi BENE, EDUCAZIONE,
SALVEZZA, SCUOLA, VANTAGGIO
Italia (L ’) Evangelica 556
LABORATORI 40-43, 541, 542, 553, 716; - fon­
deria 43; - fabbro ferrai 43; - falegnameria
41, 284, 526, 615, 650; - legatoria 4, 39, 526:
vedi tipografia
LAZZARISTI 698
LATINO 35, 21, 699, 700
LAVORO 21, 42, 62, 132, 167, 198, 284, 312, 332,
431, 439, 698
LEGGE Boncompagni 38, 440; - Casati 42, 440,
621; - (Progetto) Cibrario 440; - Lanza 41,
440; - Rattazzi-Cavour 41, 209, 217, 224, 225,
241; - Siccardi 39, 40, 48, 51
LETTURA SPIRITUALE 604
Letture cattoliche 18, 22, 117, 122, 145, 147,
154, 156, 160, 167, 168, 170, 172, 175, 179,
180, 190, 201, 205, 206, 212, 216, 217, 224,
226, 232, 234, 250, 253, 258, 259, 301, 308,
342, 346, 351, 358, 359, 362, 366, 370, 372,
375, 390, 392, 397, 398, 408, 420, 424, 426,
428, 460, 461, 464, 485, 495, 501, 522, 529,
530, 556, 565, 615, 628, 662, 677, 719

67.6 Page 666

▲torna in alto
660 Indice alfabetico delle materie
Letture istruttive e m orali 308
LIBRI 18, 23, 38, 43, 61, 70, 71, 77, 124, 130,
140, 147, 152, 173, 179, 198, 205, 247, 250,
286, 352, 358, 370, 375, 385, 392, 402, 410,
412, 420, 424-426, 464, 475, 482, 483, 485, 505,
537, 546, 615, 619, 640, 651, 670, 712, 719; -
cattivi 136, 137, 249, 252, 310, 425, 632; - li­
turgici: 25, 38, 75, 124, 712: vedi STAMPA
LICEO del Carmine 566
LITANIE 12
LITURGIA 245, 359, 363, 411, 527: vedi ESER­
CIZI DI PIETÀ
LOTTERIA 37, 40, 43, 93-99, 101, 102, 104-107,
109-112, 114, 115, 121, 123, 135, 147, 150, 151,
156, 159, 166, 171, 181, 187, 188, 193, 207,
220, 222, 229-232, 303, 306, 307, 311-313, 316,
318, 320-322, 326, 339, 365, 394-396, 541, 542,
544, 546, 549, 552, 557, 560-562, 569-571, 576,
577, 579-581, 587, 590-593, 595, 599, 600, 601,
603-605, 608, 610, 611, 615, 619, 624, 635
Luce evangelica 206
MAGO DI SABINA 25
M ALATTIA (salute) 1, 5, 16, 17, 19, 22-25, 31,
40, 47, 62, 64, 146, 167, 180, 198, 199, 209,
217, 221, 224, 225, 302, 304, 337, 340, 346,
392, 462, 467, 471, 474, 496, 501, 546, 642,
661, 703, 711, 712; farmacia: 147, 148, 155
M ALINCONIA 16
Maniera facile per imparare la storia sacra 259
M ANOSCRITTI per la stampa 246, 405
M ARIA SS. (Madonna) 7, 126, 169, 247, 271,
272, 280, 588, 596; preghiere 212, 267, 269,
294, 351, 363, 414, 614, 615, 715; - Vergine
(Beata) (Santissima) 12, 220, 225, 234, 302,
351, 394, 463, 585, 630, 632, 641, 645, 649,
655, 661, 685, 692, 693, 699, 704, 707, 712,
717, 719, 720, 726; - Addolorata 280, 374; -
Assunta 22, 56, 57, 234;- Ausiliatrice (chiesa):
vedi CHIESA; - Immacolata 40, 35, 216, 250,
251, 340, 358, 410, 429, 474, 495, 588, 596,
620, 630, 632, 635, 640, 712, 720; - madre di
Dio 363, 371, 588; - del Rosario 16, 33, 58,
126, 169, 238, 280, 337, 608; natività 371, 588;
- della Consolata 7, 112; - della Mercede 698;
- del Pilone 190; - della Quercia 358; - di
Campagna 291; S. Cuore di Maria 302
MASSONERIA 383, 464
MATRIM ONIO 212, 217, 363, 592
MEDAGLIE, croci 55, 59, 60, 247, 392
MEDIAZIONE 356, 364, 577, 591, ,593
MEDITAZIONE 7, 60, 474, 604, 712
Memorie Biografiche... 10, 14-16, 19, 20, 22, 27
M em orie dell’Oratorio... 6, 22, 27
MESE DI MAGGIO 118, 269, 284, 286, 296, 335,
351, 363, 432, 615, 660: vedi M ARIA SS.
MESSA (S.) 14, 16, 17, 23, 24, 31, 32, 52, 58,
119, 182, 252, 346, 380, 510, 534, 559, 565,
604, 606, 620, 657, 661, 712, 726; - intenzioni
6, 38, 88, 90, 220; - domenicale 21, 47, 93,
112, 114, 165, 347, 377, 542, 632, 673; - natali­
zia 35, 139, 251, 271, 300, 538
M ie (Le) p rigioni 36
MILITARE: - servizio, carriera 125, 314, 468,
503, 558, 573, 639, 700; - vestiario 240, 289,
377, 465, 520, 541, 702, 712
MINERVA 148, 518
MINISTERO degli esteri 99, 129, 178; - dei lavo­
ri pubblici 427, 470; - del commercio 129; -
dell’agricoltura 129, 470; - della guerra 156,
240, 289, 290, 312, 376, 377, 439, 465; - della
pubblica istruzione 129, 312, 433, 440 652; -
delle finanze 99, 129, 184, 307, 470; - dell’in­
terno 41, 46, 99, 147, 184, 187, 255, 288, 298,
312, 323, 418, 423, 427, 433, 436, 439, 440,
442, 443, 445, 446, 448, 458, 469, 470, 473,
481, 484, 489, 491, 492; - di grazia, giustizia e
culto 3, 42, 80, 81, 127, 184, 194, 254, 309,
361, 373, 415, 479; - presidenza del consiglio
dei ministri 184, 433, 440, 470
M irari vos 35
M INORI FRANCESCANI OSSERVANTI 26
MODESTIA 7, 18, 693: vedi CASTITÀ, MORA­
LITÀ
MONACA DI TAGGIA 397, 698
MONASTERO DEL BUON PASTORE 22; - di S.
Marta 429
MONACHE PENITENTI DI S. M ARIA MADDA-
LENA( opere Barolo) 17
MORALITÀ 36, 190, 312, 402, 419, 439, 440, 518,
601 : vedi CASTITÀ, MODESTIA
MORTE, cordoglio 14, 38, 41, 43, 209, 211, 217,
218, 225, 238, 253, 281, 302, 304, 516, 546,
559, 585, 706, 726
MORTIFICAZIONE 712
Museo delle missioni cattoliche 16
MUSICA 269, 277, 296, 419, 440, 603: vedi CAN­
TO
Nota prelim inare a opere e scritti editi ed inedi­
ti di « Don Bosco» 18
NOTAIO 192, 221, 389, 633
NOVENA 58, 126, 143, 169, 280, 337, 340, 410,
537, 721
OBLATI DI M ARIA VERGINE 7, 52, 63, 118,
643
OBOLO DI S. PIETRO 39, 55, 429, 432

67.7 Page 667

▲torna in alto
Indice alfabetico delle materie 661
OLIO SANTO 623
ONOMASTICO 620
ONORIFICENZE: vedi DECORAZIONI 144
Operaio (V ) d ’Asti 164
Opera di propagazione della fede 39
OPERA DELLA M ENDICITÀ ISTRUITA: vedi
REGIA OPERA...
OPERE BAROLO: vedi RIFUGIO
OPERE PIE S. PAOLO 120, 263, 378, 527, 605
Opinione (V ) 34
ORATORIANO (padre) 49
ORATORIO dell’Angelo Custode 39, 22, 42, 47,
52, 59, 108, 165, 243, 306, 307, 368, 394, 521,
522, 536, 537, 540, 542, 552, 576, 626, 643; - di
S. Donato 52; - di S. Luigi 38, 31, 40, 42, 47,
52, 59, 60, 108, 225, 240, 243, 306, 307, 394,
411, 521, 522, 542, 576, 626, 643; - di S. Marti­
no ai mulini Doria 14, 21; - di S. Pietro in Vin­
coli 13, 14, 40; - privato 347
ORDINAZIONI 36, 41, 5, 6, 19, 52, 247, 264,
317, 457, 622, 688, 696
ORDINE MAURIZIANO 16, 45, 121, 144, 157,
196, 299, 363, 668
ORDINI RELIGIOSI 39, 41, 15, 209, 217, 224:
vedi RELIGIONE
OSPEDALE DI S. G IOVANNI 17
OSPEDALETTO DI S. FILOMENA 37, 15-17,
22, 23, 30
OSPEDALI 439, 440
OSPITALITÀ 232, 234, 284, 364, 597, 609
OSPIZIO di bambini 607; - di S. Michele a Ripa
346; - di Tata Giovanni 346
Osservatore (L 'j Rom ano 42
OTTAVARIO 210, 214, 337, 574
OZIO 7, 27, 132, 198, 247, 413, 681, 704, 726:
vedi LAVORO
PALAZZO DELLA VALLE 696
PALAZZO VOLPI 345
PALMAVERDE 22
PANE 29, 213, 217, 220, 232, 242, 253, 266, 276,
305, 306, 440, 484, 489, 535, 552, 615, 639,
655, 662, 709, 719, 721, 722; - della vita 639,
709; - della vita e dell’anima 143; - e minestra
602
PANETTIERE 163, 178, 248, 283, 635, 655
PANTEON 346
PAPA 31, 35, 37-39, 43, 55, 160, 286, 363, 372,
392, 410, 429, 432, 495, 537, 555, 562, 662
PARLAMENTO: vedi POLITICA
Parlamento (II) subalpino e nazionale 22
PARROCCHIA Corpus Domini 588; - S. Agosti­
no 22; - S. Gaudenzio 171; - S. Lorenzo 40; -
S. Maria degli angeli 31; - S. S. Simone e Giu-
da 52, 84, 158, 623
PARROCI 34, 285, 719
PASSEGGIATA AUTUNNALE 597, 602, 608, 609
PATER AVE GLORIA 302
Patriziato (II) subalpino 22
PAZIENZA 374, 389
PAZZIA (mania) 47, 405, 516, 642
PECCATI RISERVATI 563
Pensieri ecclesiastici con avvertimenti adatta­
ti... 38
PENSIONE, pigione 29, 31, 118, 221, 227, 386,
391, 399, 472, 486, 514, 614: vedi SUSSIDI
PERMESSI (progetti) E D ILIZI 42, 51, 67, 68,
132, 157, 262, 287, 435, 437, 439-441, 456, 488,
502, 564, 671, 690: vedi COSTRUZIONI
PERQUISIZIONI: vedi RELIGIONE
Persecuzione (La) di Decio ... 398
PERSEVERANZA nel bene 340
PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDEN­
ZA 40, 42, 115, 123, 323, 379, 554, 569, 588,
662
PICCOLO SEMINARIO DI S. CARLO 639, 709,
711, 720, 726
PIETÀ: vedi ESERCIZI DI PIETÀ
PIGRIZIA 191, 249: vedi anche CONDOTTA
POLITICA (risorgimentale) 8, 34-43, 34, 35, 52,
55, 71, 81, 99, 127, 136, 164, 192, 209, 215,
225, 233, 234, 349, 356, 363, 369, 383, 390,
393, 397, 400, 410, 429, 433, 438-440, 495, 537,
546, 551, 640, 669, 677; - annessione Stato
Pontificio: vedi RELIGIONE; - Deputati 46,
48, 217, 339, 439, 440; - Senatori 46, 74, 217,
439, 440; - partiti 233, 234, 440; - partito
d ’azione 719; - II Guerra di Indipendenza 42,
390, 393, 433, 705
Pontificale Romano 651
Pratica di amar Gesù Cristo 75, 483
PRATICHE DI PIETÀ: vedi ESERCIZI DI PIE­
TÀ
PREDICA 23, 42, 214, 252, 294, 471, 588, 596,
604, 673, 698, 726
PREGHIERA 7, 52, 55, 163, 217, 247, 267, 281,
302, 317, 422, 449-455, 462, 476, 483, 487, 495,
510, 516, 519, 548, 550, 555, 559, 569, 585,
588, 589, 604, 606, 609, 611, 612, 628, 629,
661, 681, 688, 714, 717, 720, 721, 726: vedi an­
che ESERCIZI DI PIETÀ
PRESEPIO 142, 145
PRESTITO 51, 53, 64, 68, 69, 91, 172, 217, 230,
255, 398, 661, 662
PROCESSIONE Corpus Domini 505, 572; - ma­
riana 22, 23
PROFEZIE 397, 495, 698
Proposta di un programma per l'opinione na-

67.8 Page 668

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662 Indice alfabetico delle materie
zionale italiana 37
PROTESTANTI 156, 160, 206, 208, 223, 225,
265, 410, 505, 522, 537, 556, 632, 651, 673,
719: vedi anche le singole confessioni
PRUDENZA 49, 51
QUARESIMA 52, 259, 308, 425
RE 10, 32-42, 79, 80, 94, 225, 669, 670, 677, 702
REGIA FUCINA DELLE CANNE 153
REGIA OPERA DELLA MENDICITÀ ISTRUITA
18, 40, 47, 133, 134, 204, 242, 244
REGIE FINANZE 93
REGINA D’INGHILTERRA 505
REGIO CONVITTO DELLE VEDOVE 338; -
ECONOMATO generale apostolico 40, 42,
521, 536, 540, 613, 626, 668, 683; - PLACET
430, 662; - VALENTINO 31, 42
REGOLAMENTO 191, 390, 585: vedi CONDOT­
TA
RELIGIONE (onore della) 15, 34, 36, 47, 52,
225, 369, 464, 629, 700; - irreligiosità, indiffe­
renza 36, 52, 136, 164, 201, 217; - tempi diffi­
cili 55, 175, 201, 217, 225, 410, 429, 432, 495,
632; - perquisizioni (ispezioni), requisizioni,
arresti, esilio 39, 41, 42, 41, 71, 81, 164, 225,
315, 339, 356, 363, 393, 410, 429, 437, 467,
495, 505, 537, 544, 546, 551, 619, 632, 640,
643, 645, 693, 705; - chiesa e risorgimento
(annessione Stato Pontificio) 35, 52, 55, 127,
192, 383, 390, 397, 400, 410, 429, 432, 433,
439, 440, 495, 677: vedi POLITICA
RELIGIOSO LAICO 15
RELIQUIE di S. Francesco di Sales 256; - di S.
Lorenzo 428
REVISIONE ecclesiasica 224, 250, 366, 420; -
letteraria 246
Ricerche Storiche Salesiane 13, 27
Ricordi confidenziali 712
RICOVERO DI CARITÀ di Monza 532
RICREAZIONE 7, 10, 14, 16, 60, 128, 259, 377
RIFUGIO (OPERE BAROLO) 15-17, 21-23, 27,
30, 41, 47, 60, 62, 64, 429
RIPOSO 17, 167, 712: vedi MALATTIA
RISORGIMENTO: vedi POLITICA, RELIGIONE
Rivista Lassalliana 43
RONDÒ DELLA FORCA 17
ROSARIO 7, 182; - festa 238, 608: vedi MARIA
SS.
ROSMINIANI: vedi ISTITUTO DELLA CARITÀ
S. AGOSTINO 124
S. ALESSANDRO 651
S. ALFONSO 483
S. AMBROGIO 651: vedi FESTE
S. ANACLETO 651
S. BERNARDO 720
S. CAIO 651
S. CLEMENTE I 651
S. CLETO 651
S. ELEUTERO 363
S. EUSEBIO 685
S. FRANCESCO D’ASSISI 680
S. FRANCESCO DI SALES 10, 569: vedi FESTE
S. GABINIO 651
S. GIOVANNI 217
S. GIUSEPPE - dolori ed allegrezze 408 - imma-
ginetta 659: vedi FESTE
S. GREGORIO MAGNO 680
S. LORENZO 428
S. LUCA 685
S. LUIGI 228, 247, 615, 685: vedi FESTE
S. MARCELLINO 662
S. MARCELLO 662
S. M ARTINIANO 346
S. NICOLA 358
S. PAOLO 247, 329, 346, 541, 680, 726
S. PIETRO 346, 410: vedi FESTE
S. PROCESSO 346
S. SEBASTIANO 651
S. SILVESTRO 302
S. SUSANNA 651
S. VINCENZO DE' PAOLI 43, statuetta 580:
vedi CONFERENZE
SACERDOTI in difficoltà 405, 511, 534, 589, 710,
715
SACRA DI S. MICHELE 15, 38, 51, 70, 143, 168
SACRA ROTA 359, 551
SACRAMENTI (S.S.) 14, 21, 55, 57, 136, 217,
225, 247, 285, 538, 544, 585, 604, 632, 712
SACRAMENTO SS. (Gesù Sacramentato, visita
a) 7, 10, 169, 588, 632, 640, 712
SACRI CUORI DI GESÙ E DI MARIA 302
SALVEZZA (salute) dell’anima 48, 51, 223, 312,
413, 606, 681, 725; - delle anime 185, 295, 428,
438, 456, 630, 686, 687, 725, 726
SANTUARIO 685
SARTI 40, 390, 526, 711
SCOLO PI 424
SCOMUNICA 225, 252
Scritti (G li) a stampa di S. Giovanni Bosco 27
Scritti pedagogici e spirituali... 184, 406
SCUOLA (studio) 38, 41, 1, 2, 4-7, 15, 16, 18, 23,
28, 39, 42, 43, 51, 93, 110, 146, 147, 165, 173,
176, 191, 199, 224, 237, 249, 252, 277, 281,
284, 291, 299, 304, 312, 318, 341, 342, 378,
388, 410, 429, 431, 440, 444, 450, 477, 492,
495, 499, 512, 519, 521, 537, 539, 541, 542,

67.9 Page 669

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Indice alfabetico delle materie 6f>3
568, 601, 607, 613, 616, 630, 635, 643, 647,
657, 663, 669, 675, 677, 684, 694, 699, 726; - di
canto: vedi CANTO; - di carità 27; - di filoso­
fia: vedi ESAMI; - di metodo 171, 277; - di la­
tino 35, 21, 699, 700; - di teologia: vedi ESA­
MI; - domenicale 27, 42, 47, 94, 133, 338, 411;
- elementare 35, 25, 28, 89, 93, 133, 161, 162,
176, 277, 291, 360, 406, 505, 542, 616, 624,
663, 719; - - infantile 505, 537, 719; - Lassal-
liana 1 8 ; - - serale 94, 113, 133, 141, 165, 181,
204, 217, 225, 243, 312, 341, 377, 410, 420,
491, 539, 542, 650; - S. Francesco da Paola 16;
- programmi di scuola 616, 621, 652, 677, 709;
- universitaria: vedi ESAMI
Sei (Le) domeniche ... di S. Lu igi 24
SEMINARIO, seminaristi, chierici 1, 7, 20, 32,
44, 47, 66, 131, 191, 192, 217, 221, 236, 241,
245, 267, 317, 331, 380, 388, 391, 418, 420,
437, 447, 456, 461, 472, 509, 518, 522, 525,
528, 537, 540, 610, 612-614, 647, 669, 675, 705,
717, 718, 720
SEMPLICITÀ 51
SIBILLA DI CUMA 25
SIGNORE 21, 24, 29, 37, 47, 51-53, 55, 76, 89,
91, 100, 112, 143, 156, 160, 163, 167, 175, 182,
206, 217, 219, 225, 235, 247, 253, 276, 281,
284, 295, 302, 303, 317, 326, 328, 329, 331,
336, 337, 342, 349, 350, 354, 356, 358, 363,
370, 379, 389, 390, 392, 447, 457, 464, 478,
495, 496, 500, 507, 510, 519, 528, 537, 544,
546, 548, 553, 554, 556, 557, 559, 562, 565,
569, 585, 586, 588, 604, 609, 611, 615, 619,
620, 630, 631, 645, 655, 661, 673, 678, 685,
698, 700, 710, 726: vedi DIO, BENE, BENEDI­
ZIONE
SINCERITÀ, schiettezza 7, 247: vedi BUGIE
Sistema (II) m etrico decimale... 39, 38, 39, 42,
542
SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO 39, 174; - di
ragazzi 14
SOCIETÀ SALESIANA: 40, 345, 438, 455, 522,
543, 712, 717: vedi COSTITUZIONI
SOCIETÀ TO NTINARIA 39, 47, 135
S oliloquii 124
SOMASCHI 643
SORDOMUTI di Genova 532
SORELLE PENITENTI S. M ARIA MADDALE­
NA 10
SOTTOSCRIZIONE 41
SPESE 43, 47, 83, 95, 99, 133, 141, 153, 183, 222,
226, 267, 293, 312, 321, 368, 378, 412, 426,
468, 499, 541, 542, 552, 630
SPIRITO SANTO 726
STAMPA 370, 410, 412, 420, 424, 426, 464, 495; -
avversa ed immorale 71, 628, 719: vedi GIOR­
NALI, LIBRI, MANOSCRITTI
Storia (La) d'Italia 41, 152, 198, 246, 284, 286,
293, 296, 297, 301, 311, 335, 354, 385, 400,
401, 406, 424, 556, 666, 669, 670, 677
Storia (La) dei papi 651, 662
Storia (La) dei Valdesi 719
Storia (La) dell’amore cavata dalle Divine
Scritture 198
Storia ecclesiastica ad uso delle scuole... 37,
38, 15, 18-20, 24, 651, 670
Storia popolare dei papi 651
Storia sacra 38, 152, 670, 716
STUDI: vedi ESAMI, SCUOLA
Studia Patavina 572
SUCCESSIONE 135, 497
SUFFRAGI: vedi MORTE
SUORE della Provvidenza 49; - di S. Anna (della
provvidenza) 17; - di S. Giuseppe 17, 47; - di
S, Giuseppe di Oulx 269; - di Maria SS. Addo­
lorata 47; - Rosine 408
SUSSIDIO 42, 45-47, 65, 76, 79, 80, 83, 85-88,
90, 129, 131-134, 141, 165, 178, 184, 194-196,
204, 213, 226, 240, 242-244, 254, 255, 263, 266,
281, 284, 288-292, 295, 299, 305, 309, 341, 360,
361, 373, 377, 378, 391, 399, 404, 415, 418,
465, 479, 482, 487, 489, 492, 493, 504, 507,
509, 517, 521, 527, 531, 536, 540, 557, 626,
629, 630, 645, 647, 653, 655, 660, 661, 665,
668, 683, 688, 701, 719, 721, 723
Tavole genealogiche di famiglie nobili... 22
TE DEUM 302
TEMPO LIBERO 358
TESTAMENTO 217, 688; - spirituale 546
TETTOIA PINARDI: vedi CASA PINARDI
TIPOGRAFIA 42, 153, 177, 179, 185, 186, 212,
217, 224, 460, 526, 532, 535, 556, 633, 639,
640, 717
TOMM ASINI 40, 379, 662
Trattato della coscienza morale 198, 34
TRIDUO 10, 143, 410, 537
UBBIDIENZA, unità di volere 450, 519, 687,
715: vedi CONDOTTA
Ubi prim um 35
UDIENZA cardinalizia 346, 356, 589, ; - papale
348, 354, 363
UMILTÀ 18, 278, 452, 693
Unità Cattolica 43
Unione S. Bartolomeo 572
UNIVERSITÀ: vedi ESAMI
USUFRUTTO 688

67.10 Page 670

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664 Indice alfabetico delle materie
VACANZE 285, 297, 331, 525, 611, 614, 659
VAIOLO 703
VALDESI 206, 223, 556, 719
VANTAGGIO pubblico, morale 33, 47, 132; -
della gioventù 14, 18, 27, 34, 312, 522, 613; -
delle anime 49, 53, 134, 312, 643, 712: vedi
BENE, EDUCAZIONE, ISTRUZIONE, SAL­
VEZZA
VENDEMMIA, uva, vino 9, 16, 24, 25
VENDITE 9, 68, 135, 168, 186, 192, 394, 403,
719: vedi ACQUISTI
VESCOVI 34, 36, 41, 43, 41, 112, 164, 356, 363,
364, 369, 383, 385, 495, 569, 572, 628, 632,
717, 719
VESTIZIONE CLERICALE (esame di) 36, 39,
40, 1, 23, 63, 66, 72, 85, 199, 226, 236, 237,
330, 334, 355, 388, 410, 531, 573
VIA CRUCIS 26
VIAGGIO 16, 22, 25, 29, 40, 54, 61, 62, 95, 128,
167, 193, 232-234, 237, 269, 275, 284, 370, 371,
405, 472, 525, 530, 585, 608, 609, 641, 659, 707
VICARIO DI CITTÀ: vedi AUTORITÀ COMU­
NALI
VICARIO DI GESÙ CRISTO 410, 429, 432, 562:
vedi PAPA
Vitae et res gestae pontificum romanorum...
651
Vitae pontificum romanorum... 651
Vita del giovanetto Savio Dom enico 42
Vite dei som m i pontefici 651
Vita di S. Pietro 41
VITTO, pranzo, pietanza, appetito 16, 17, 22,
62, 281, 283, 332, 440, 541, 542, 546, 693, 712
VIZI 132, 225, 726
VOCAZIONE 1, 2, 7, 8, 15, 19-21, 29, 37, 38,
221, 236, 237, 247, 261, 264, 276, 278, 281,
410, 431, 440, 447, 463, 495, 501, 537, 548,
550, 558, 573, 601, 604, 614, 687, 698, 714
ZELO 7, 36, 308: vedi BENE, ESERCIZI DI PIE­
TÀ, M ARIA SS.

68 Pages 671-680

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68.1 Page 671

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INDICE ALFABETICO RIASSUNTIVO DEI NOMI DEI DESTINATARI
(Il num ero indica la lettera)
ABBONDIO LI Pietro 190
AIMO Giuseppe 258, 268, 270, 273, 274, 327,
333, 343, 460
ALASONATTI Vittorio 143, 344, 346, 348, 354,
490
ALFIERI DI SOSTEGNO Cesare 134
ALLORA Alessandro 407
AMARI Michele 637, 639, 670
AM M INISTRATORI della REGIA OPERA M EN­
DICITÀ ISTRUITA: vedi R.O.M.I. ammini­
stratori
AMM INISTRATORI delle OPERE PIE S. PAO­
LO: vedi OPERE PIE S. PAOLO amministra­
tori
AMMINISTRATORI dell’ORDINE MAURIZIA-
NO: vedi ORDINE MAURIZIANO ammini­
stratori
ANFOSSI Giovanni Battista 350, 453
ANGENNES Alessandro (D ') 116
ANO NIM A (sig.ra) 412, 688
ANONIM O (giovane) 687
ANONIM O (prelato vaticano) 696
ANONIM O (sac.) 74
ANONIM O (sig.) 229, 390
ANONIM O (teol.) 395, 480
ANONIM O (vescovo) 507
AN TO N E LU Giacomo 55, 136, 160, 286, 356,
432, 645
APPENDINI Giovanni Battista 71, 167, 174, 210,
214, 226, 421, 474
ARTICO Filippo 164
AUTORITÀ civili e scolastiche di Torino 566
AUTORITÀ comunali di Torino 13, 14, 27, 165,
564
AVATANEO Antonio 2
BALDIOLI Vincenzo 183
BALLADORE Antonio Maria 523
BALLERINI Paolo 705
BANAUDI Pietro 246
BARRAJA Ignazio 659
BATU Prospero 633
BAUDON Adolphe 325
BECHIS Michele 342
BELLINI Cesare 514
BELLISIO Bartolomeo 125
BELLONO GIORGIO 45, 67, 78, 92, 104, 132,
141
BENSO DI CAVOUR Camillo 99, 369
BENSO DI CAVOUR Gustavo 102
BENSO DI CAVOUR Michele 21
BERTOLO Grato 261
BONCOMPAGNI Carlo 187
BONETTI Giovanni 328, 680, 725
BONGIOANNI Giuseppe 329
BONZANINO Giuseppe 176, 237
BOREL Giovanni 16, 17, 22-25, 40, 41, 60, 62
BOSCO DI RUFFINO CONIUGI 641
BOSCO DI RUFFINO Ottavio 228, 402, 483
BOSIO Giovanni 140
BRONZINI ZAPPELLONI Alessandro 368, 499
BUZZETTI Giuseppe 128
CAGLIERO Giovanni 199, 277
CALLORI Carlotta 546, 559, 569, 609, 615, 657,
661
CAMBURZANO Alessandra: vedi TETTO DI
CAMBURZANO
CAMPORA Carlo 591
CANDELO Antonio 4
CANOBBIO Salesio 392, 434, 493
CANORI Gugliemo 548
CAPELLI Vincenzo 558, 568, 573
CARRANO Francesco 315
CASSINIS Giovanni Battista 479
CASTELBARCO VISCONTE Cesare 296
CAYS Carlo 374
CERUTTI Giovanni 466
CHARVAZ Andrea 301
CHIATELLINO Michelangelo 89, 161, 162
CIBRARIO Luigi 144, 196, 257, 404, 668, 684
CIBRARIO Nicolao 451
CIRCOLARI 34, 36, 88, 94, 113, 119, 187, 201,
222, 231, 285, 291, 292, 306, 312, 313, 318,
321, 322, 326, 372, 394, 396, 417, 425, 478,
541, 542, 561, 567, 570, 571, 587, 610, 628, 630

68.2 Page 672

▲torna in alto
666 Indice alfabetico riassuntivo dei nom i dei destinatari
COLLI CANTONE Ludovico 597, 602
COMBA Antonio 72
COMOLLO Costantino 110, 146
CONFORTI Raffaele 613
CONTI (sig.) 173
CONTRATTO Modesto 114
CORSI Cosimo 551
COTTIN Giacinto 311
COTTOLENGO Luigi 256
CROTTI DI COSTIGLIOLE Edoardo 397
DAVISO ADELE 431
DE FORESTA Giovanni 87, 254, 309, 361, 373
DE GAUDENZI Pietro Giuseppe 95, 147, 148,
155, 156, 163, 171, 180, 182, 193, 205, 248,
253, 293, 319, 338, 405, 416, 419, 449, 507
DE GENOVA DI PETTINENGO Ignazio 290
DELFINO Giovanni 584, 676
DELLA ROVERE Alessandro 520, 702
DELLA VALLE Francesco 675
DELLA VALLE Luigi 651
DEL PRATO Giacomo 247, 264, 275, 280, 317
DE SANCTIS Luigi 206, 208, 223
DE V IT Vincenzo 179
DURANDO Giacomo 240
DURAZZO PALLAV IC IN I Nina 550, 611, 699
DURBANO Pietro 191
EUGENIO DI SAVOIA 581, 590
EULA Stanislao 462
EVRARD Gaspare 695
FANTI Manfredo 465
FANTINI Luigi 82, 86
FARCITO Carlo 121, 151, 159, 166, 181, 188,
207, 220, 307, 314, 316, 320
FARINI Luigi Carlo 433, 436, 439, 442, 443, 445,
446, 448, 458, 469
FASSATI Azelia 324, 588
FASSATI Domenico 655
FASSATI Emanuele 519, 704
FASSATI Maria 251, 283, 482, 554, 557, 596,
642, 693, 721
FINAZZI Giovanni 572
FISSORE Celestino 511, 545, 686
FONTANA Giovanni Battista 471, 500
FRADELIZIO Giuseppe 28, 29, 38, 39, 43, 61,
70, 83
FRANCIONE Giacomo 366
FRANSONI Luigi 9, 10, 26, 30, 31, 33, 63, 84, 85,
123, 126, 403, 438, 441, 459, 509, 522
FRASSINETTI Giuseppe 464
F R ATO N I Giovanni Battista 379, 662
GAGLIOLO Domenico 420
GALLEANI D’AGLIANO Pio 232-234, 238, 284,
295, 303, 305, 337, 340, 371
GALVAGNO Filippo 46
GANZI Giuseppe 601
GARBARINO Giovanni 355
GARINO Giovanni 454, 681
GASTALDI Lorenzo 124, 135, 142, 145, 150, 217,
224
GASTALDI Matteo 386
GAUDE Francesco 300, 467
GAZELLI DI ROSSANA Stanislao 101, 105
GENTILE Filippo Giacomo 241, 297, 534
GHILARDI Giovanni Tommaso 501
GHIVARELLO Carlo 455
GIANOTTI Giovanni Antonio 375, 531, 612, 700
GILARDI Carlo 51, 53, 54, 69, 77, 153, 168, 192,
215, 221, 235, 267, 332
GIORDANO Felice 7
GIOSSERANO Giuseppe 197
GIOVANE non identificato: vedi ANONIM O
giovane
GIOVANI dell'Oratorio di S. Francesco di Sales
510, 585, 685
GIOVANI del PICCOLO SEMINARIO di S. Car­
lo 726
GLORIA Carolina 475
GREGORIO X V I 11, 12
GRIMALDI DI BELLINO Ugo 604, 698
INTENDENTE generale di finanza ad interim
106, 107, 109, 111, 115
LACQUA Giuseppe 5, 6
LA CROIX HERVÉ (DE) 18
LAMARMORA Alfonso 96, 289, 376, 377
LAVAL DI MONTMORENCY Costanza 239,
281, 302
LIMBERTI Gioacchino 428, 485, 503, 505, 556,
619
LOSANA Pietro 112, 131
LOVISOLO Carlo 259
LUSERNA DI RORÀ Emanuele 575, 599, 603,
665, 667, 671, 690, 723
MAISTRE Rodolfo (DE) 364, 487
M AM IANI Terenzio 440
M AN ZIN I Clemente 334
M ARIA PIA DI SAVOIA 592
MARIETTI Giacinto 152
MARIETTI Pietro 98
M ARINI Pietro 359, 430, 654
MASSA Luigi 624
MASSERANO Giovanni 227

68.3 Page 673

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Indice alfabetico riassuntivo dei nom i dei destinatari 667
MATTEUCCI Carlo 616
M ELZI SARDI (duc.ssa) 635
M IGLIETTI Vincenzo 415, 536
MILANESE Serafino 486
M INGHETTI Marco 470, 473, 481, 484, 489,
491, 492, 494, 498, 504, 506, 508, 512, 513,
515, 517
M OLINERI Simone 648
MORENO Luigi 117, 122, 212, 477, 524
NAZARI DI CALABIANA Luigi 81
NEGRI Giovanni 308
NOMIS DI COSSILLA Augusto 435, 488, 502
NOTTA Giovanni Battista 157, 195, 202, 213,
230, 244, 262, 287, 341, 360, 401
ODDENINO Angela 32, 37
ODONE Giovanni Antonio 90
OPERE PIE S. PAOLO amministratori 263
OPERE PIE S. PAOLO presidente 378, 527, 605
ORDINE MAURIZIANO amministratori 129,
299
ORDINE M AURIZIANO primo segretario: vedi
CIBRARIO Luigi
OREGLIA DI S. STEFANO Federico 586
PAGANI Giovanni Battista 345, 381, 384
PALLAV ICINI Ignazio 365
PANTINI (sac.) 682
PARIGI Domenico 452
PASOLINI Giuseppe 526, 532, 535, 552, 576,
595, 664, 691
PASQUA DI S. G IOVANNI 80
PATRIZI Giovanni 358, 370, 589, 673, 714
PAVIA OTTAVIO 422, 678
PELLETTA DI CORTAZZONE Camillo 629
PELLICO Giuseppina 408
PERNATI DI MOMO Alessandro 93, 97
PERNATI DI MOMO Paolina 530
PERUZZI Ubaldino 625, 627, 634, 636, 638, 644,
650, 653, 656, 658, 668, 669, 672, 674, 679,
689, 694, 697, 703, 708, 713, 722, 724
PESCE Stefano 276
PETITTI DI RORETO Agostino 618
PEYRON Bernardino 398
PIATTI Francesco 216
PIETRO (factotum all’Oratorio) 606
PIO IX 35, 56-59, 73, 137-139, 260, 271, 282, 310,
335, 347, 351-353, 363, 383, 410, 429, 495, 537,
538, 562, 563, 632, 640
PISANELLI Giuseppe 626, 666, 683
PRELATO non identificato: vedi ANONIM O
prelato
PRESIDENTE della REGIA OPERA MENDICI­
TÀ ISTRUITA: vedi R.O.M.I Presidente
PRESIDENTE delle OPERE PIE S. PAOLO: vedi
OPERE PIE S. PAOLO Presidente
PRIERI Sebastiano 330
PRINA CARPANI Giovanni 265
PROVANA DI COLLEGNO Alessandro 399
PROVANA DI COLLEGNO Giuseppe 118
PROVANA DI COLLEGNO Zaverio 103, 189,
304, 387, 620
PROVERÀ G. Domenico 663
PUECHER Francesco 8, 15, 19, 20, 91, 100, 149
RADEMACHER Daniele 52, 225
RADICE (sig.) 413
RATTAZZI Urbano 184, 194, 255, 288, 298, 323,
418, 423, 427, 553, 560, 566, 578, 582, 583,
594, 607, 617
RAVINA Filippo 108, 120, 154, 158, 169, 250
RENALDI Lorenzo 200, 203
RETTORE del Seminario Asti 444
RICASOLI Bettino 533, 539, 543, 517, 547
RICCI DES FERRES Feliciano 266, 336, 357,
409, 414, 544, 600, 631, 649, 707
RICOTTI Ercole 646, 652
ROBERTI Roberto 555
ROGGERI Giuseppe 294
R.O.M.I. amministratori 47, 133, 204
R.O.M.I. presidente 242, 243
ROSAZ Edoardo 269, 339, 496
ROSMINI SERBATI Antonio 49, 64, 68, 76, 172,
177, 185, 186
ROSSETTI Stefano 450
ROSSI Spirito 516
ROSTAGNO Severino 463, 468
RUA Michele 367, 457, 711, 712, 720
RUFFINO Domenico 272, 331, 382
SACERDOTE non identificato: vedi ANONIM O
sacerdote
SALA Antonio 706
SCESA Felice 75
SELMI Francesco 621, 677, 709, 716
SERAZZI (sig.ra) 219
SEYSSEL SOMMARIVA Elisabetta 529
SFORZINI Paolo 424, 426
SIGNORA non identificata: vedi ANO NIM A
sig.ra
SIGNORE non identificato: vedi ANO NIM O sig.
SINDACI di Torino: vedi AUTORITÀ comunali
di Torino
SOLARO DELLA MARGHERITA Clemente 178
SOSSI Antonio Vitaliano 461, 472, 525, 647, 660
SPAVENTA Silvio 598, 701
SPEIRANI Giulio 130

68.4 Page 674

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668 Indice alfabetico riassuntivo dei nom i dei destinatari
STRAMBICI Giuseppe 1
STRAMBIO Pier Ottavio 3
TEA Silvestro 170, 279
TEOLOGO non identificato: vedi ANONIMO
teologo
TETTÙ DI CAMBURZANO Alessandra 476
TOMMASEO Niccolò 198, 406
TOMMASO DI SAVOIA 580
TORCHIO Giovanni Battista 393
TURCHI Giovanni 278, 349
TURCHI Lorenzo 249, 252
UFFICIO SUCCESSIONE di Torino 497
UMBERTO ED AMEDEO DI SAVOIA 549
VALINOTTI Francesco 565
VANNICELLI CASONI Luigi 175
VASCHETTI Carlo 362
VESCOVI DELLA PROVINCIA di Torino 719
VESCOVO non identificato: vedi ANO NIM O ve­
scovo
VIALE PRELÀ Michele Ottaviano 385,,400
VILLAM ARIN A Carolina 577, 593
VITTORIO EMANUELE II 42, 65, 79, 209, 211,
218, 521, 540, 579
VOGLIOTTI Alessandro 44, 48, 50, 66, 236, 245,
380, 388, 391, 411, 437, 447, 456, 518, 528,
614, 622, 692, 710, 715, 717, 718
ZAIOTTI Giuseppe 389
ZAPPATA Giuseppe 574, 623, 643

68.5 Page 675

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INDICE CRONOLOGICO DELLE LETTERE
1835-1845
1. Al signor Giuseppe Strambio
[Chieri, 1835-1836]
Richiesta di informazioni sul giovane Annibaie e sul resto della famiglia .............................. 45
2. Al giovane Antonio Avataneo
[Chieri, gennaio 1836]
Invia notizie sui propri studi e sul proprio stato d'animo - chiede altrettanto all’amico .......
46
3. Al giovane Pier Ottavio Strambio
[1838]
Invito ad intraprendere gli studi ecclesiastici in vista di una futura missione sacerdotale ..... 47
4. Al seminarista Antonio Candelo
[M orialdo, anter. 10 settembre 1838]
Comunica di non poter venire all’appuntamento a causa del fango sulla strada ................... 47
5. A don Giuseppe Lacqua
[Chieri, aprile 1840]
Dà notizie della sua salute, della tonsura e degli ordini minori ricevuti il mese precedente - rife­
risce «spaventevoli racconti» - invia saluti alla zia Marianna ................................................ 48
6. A don Giuseppe Lacqua
[Chieri, m aggio 1841]
Comunica la data della propria ordinazione sacerdotale - avanza proposte circa il desiderio di
vita ritirata dell’anziano sacerdote - invia intenzioni di sante messe - annuncia una sua prossi­
ma visita ............................................................................................................................... 48
7. Al padre oblato Felice Giordano
Torino, 16 aprile 1843
Ampia e dettagliata testimonianza sulla vita di seminario del chierico Giuseppe Burzio .......
48
8. Al padre rosminiano Francesco Puecher
[Torino, 1844]
Raccomanda un giovane «causidico» che intende diventare rosminiano ................................ 53
9. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Castrum Novum , 6 martii 1844
Chiede l’autorizzazione per alienare alcuni appezzamenti di terreno ....................................
53
10. A ll’ arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torino, anter. 6 dicem bre 1844]
Richiesta di benedizione del locale e degli arredi destinati aU’Oratorio di S. Francesco di Sales 55
11. Al papa Gregorio X V I
[Torino, anter. 18 aprile 1845]
Supplica per ottenere alcuni favori spirituali ........................................................................
55
12. Al papa Gregorio X V I
[Torino, anter. 28 m aggio 1845]
Richiesta di indulgenze per la recita delle litanie della Madonna ........................................... 56
13. Alle autorità comunali di Torino
[Torino, anter. 18 giugno 1845]
Domanda collettiva di essere assunti come cappellani del cimitero di S. Pietro in Vincoli .... 57
14. Alle autorità comunali di Torino
[Torino, anter. 3 luglio 1845]
Richiesta collettiva di poter usufruire alla domenica della cappella del cimitero di S. Pietro in
Vincoli .................................................................................................................................. 57

68.6 Page 676

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670 Indice cronologico delle lettere
15. Al padre rosminiano Francesco Puecher CasteLnuovo d ’Asti, 5 ottobre 1845
Chiede se un giovane causidico può sperare in un posto nell’istituto della carità e quali ne siano
le condizioni - prega di inviargli alcune informazioni sul medesimo istituto .......................... 58
16. Al teologo Giovanni Borei
[Castelnuovo, 11 ottobre 1845]
Invia notizie della sua salute e della sua permanenza a Castelnuovo - annuncia il suo prossimo
ritorno all’Oratorio .............................................................................................................. 60
17. Al teologo Giovanni Borei
[Castelnuovo], 17 ottobre [1845]
Ulteriori notizie della sua salute - annuncia il suo prossimo ritorno a Torino - dà alcuni consigli
da trasmettere alle suore dell’Ospedaletto di S. Filomena ..................................................... 61
18. Al fratello delle Scuole Cristiane H ervé de la Croix
[Torino, ottobre-novembre 1845]
Dedica di un’opera a stampa ............................................................................................... 63
19. Al padre rosminiano Francesco Puecher
Torino, 3 dicembre 1845
Ringrazia delle informazioni ricevute - auspica la diffusione del volume Storia Ecclesiastica
che invia ................................................................ -............................................................ 64
20. Al padre rosminiano Francesco Puecher
Torino, 6 dicembre 1845
Invia denaro ed un pacco a Stresa - dà notizie circa due studenti rosminiani di stanza a Torino 65
1846-1848
21. Al vicario di città Michele Benso di Cavour
Torino, 13 m arzo 1846
Traccia un resoconto dell’attività triennale del «catechismo» - ne presenta gli scopi, gli obietti­
vi, i metodi - chiede l’appoggio mediante un sostegno morale ed economico - dichiara la sua
disponibilità ad un colloquio ................................................................................................ 66
22. Al teologo Giovanni Borei
Castelnuovo, [22 agosto 1846]
Espone la situazione della sua salute - chiede notizie sull’andamento dell’Oratorio durante il
suo soggiorno a Castelnuovo ............................................................................................... 68
23. Al teologo Giovanni Borei
[Castelnuovo, 25-27 agosto 1846]
Ringrazia per la lettera inviatagli - tranquillizza circa la sua salute - invia notizie a proposito del
giovane Tonin - chiede di mandargli alcuni oggetti .............................................................. 70
24. Al teologo Giovanni Borei
Castelnuovo d ’Asti, 31 agosto 1846
Chiede di intervenire presso don Trivero perché tratti amorevolmente i giovani - riferisce di un
voto non mantenuto da parte di un ammalato - domanda di inviargli libri e notizie di alcuni
giovani deU'Oratorio - dà notizie della sua salute ................................................................. 71
25. Al teologo Giovanni Borei
Dal castello de’ Merli, 16 settembre [1846]
Descrive il castello de’ Merli, ove si trova, come fosse una favola - informa sulla sua salute - in­
vita a venirlo a trovare assieme a don Pacchiotti e a don Bosio ............................................ 72
26. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni [Torino, anter. 11 novembre 1846]
Domanda collettiva di poter erigere una Via Crucis all’Oratorio ..........................................
74
27. Ai sindaci di Torino
[Torino, anter. 22 aprile 1847]
Richiesta di tavoli e banchi «fuori uso» per attrezzare l’incipiente scuola domenicale ........... 75
28. Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
Torino, 13 agosto 1847
Raccomanda tre giovani che desiderano farsi rosminiani ...................................................... 76

68.7 Page 677

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Indice cronologico delle lettere 671
29. Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
Torino, 13 settembre 1847
Lettera di accompagnamento dei tre giovani già presentati precedentemente - annuncia il pros­
simo arrivo di un altro aspirante ................................................................................... 77
30. All'arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torino, anter. 5 ottobre 1847]
Richiesta di adibire ad uso profano l'ex cappella dell'Oratorio presso l'Ospedaletto di S. Filomena 78
31. All'arcivescovo di Torino Luigi Fransoni [Torino, anter. 18 dicem bre 1847]
Richiesta di benedizione del locale e degli arredi destinati al nuovo Oratorio di S. Luigi aperto
nei pressi di Porta Nuova ............................................................................................. 78
32. Alla signora Angela Oddenino
[Torino, estate 1848]
Ragguaglia sulla condotta del figlio e sull'esito negativo dell'esame sostenuto - suggerisce di in­
cominciare subito il corso di teologia ............................................................................ 79
33. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni [Torino, anter. 27 settembre 1848]
Richiesta di autorizzazione a benedire una cappella a Morialdo ........................................ 80
34. Circolare
[Torino, anter. 21 ottobre 1848]
Annuncio deU'imminente pubblicazione del periodico L ’Amico della Gioventù ................... 81
35. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 14 dicembre 1848]
Supplica di poter distribuire la S. Comunione nel corso della messa natalizia di mezzanotte 82
1849
36. Circolare
[Torino, gennaio 1849]
Appello a sostenere economicamente e con la propaganda il giornale L ’Amico della Gioventù
sorto per combattere quelli irreligiosi ............................................................................ 83
37. Alla signora Angela Oddenino
Torino, 10 m aggio 1849
Informa sulla decisione del figlio di sospendere gli studi ecclesiastici per intraprendere una
professione .................................................................................................................. 84
38. Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
Torino, 5 giugno 1849
Invia un pacco di libri da propagandare - informa sui ritardi nei pagamenti da parte dei parenti
dei giovani da lui inviati a Stresa - presenta due altri aspiranti rosminiani - ringrazia per i libri
ricevuti ....................................................................................................................... 85
39. Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio [Castelnuovo, 20 settembre 1849]
Comunica che un certo Ponzio Orazio è entrato fra i Barnabiti - manda copie della seconda
edizione del Sistema metrico - indica i prezzi delle copie rilegate del Giovane Provveduto -
chiede di celebrare delle sante messe ............................................................................ 86
40. Al teologo Giovanni Borei
Castelnuovo d'Asti, 20 settembre 1849
Ragguagli sul viaggio - narrazione di triste vicenda di un fratricidio - salute in via di migliora­
mento - invito a venire a trovarlo a Morialdo ................................................................. 87
41. Al teologo Giovanni Borei
Murialdo, 25 settembre 1849
Comunica la sua disponibilità a sottoscrivere la petizione per il ritorno di mons. Fransoni a To­
rino - si raccomanda per l'Oratorio .............................................................................. 89
42. Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, anter. 14 novembre 1849]
Domanda un sussidio per far fronte alle spese degli oratori .............................................. 89

68.8 Page 678

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672 Indice cronologico delle lettere
43. Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
Torino, 5 dicem bre 1849
Invia nota di spese per libri - soddisfazione per la sottomissione del Rosmini e per l'atteggia­
mento assunto dai rosminiani nelle scuole ...................................................................... 92
44. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
[Torino, anter. 7 dicem bre 1849]
Richiesta di acquisto di 3.800 mq. (38 tavole) di terreno appartenenti al seminario ............. 94
1850
45. Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
[Torino, anter. 9 febbraio 1850]
Richiesta di sussidio per gli Oratori ............................................................................... 95
46. Al ministero dell’interno (Filippo Galvagno)
[Torino, anter. 12 febbraio 1850]
Richiesta di sussidio per gli Oratori ............................................................................... 95
47. Agli amministratori dell'«O pera della Mendicità istruita»
[Torin o], 20 febbraio 1850
Storia degli Oratori dal 1841 - difficoltà economiche in cui versano attualmente - richiesta di
sussidio ...................................................................................................................... 96
48. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
[Torin o], 7 marzo 1850
Informa sulle condizioni morali dell’arcivescovo e sulla disponibilità del prelato circa un pro­
getto in corso ............................................................................................................. 98
49. All'abate Antonio Rosmini
Torino, 11 marzo 1850
Propone la costruzione di un nuovo edificio per l'oratorio - domanda se non sia il caso di intro­
durre in qualche modo l’istituto della carità in Torino - assicura l’ospitalità per gli studenti
rosminiani .................................................................................................................. 99
50. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Da casa [T orin o], 28 m arzo 1850
Informa circa lo sradicamento delle piante che è in corso nell'orto attiguo all’Oratorio - chiede
che venga sospeso ...................................................................................................... 100
51. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 15 aprile 1850
Espone le due finalità del progetto avanzato precedentemente e su cui il Rosmini s’era mostra­
to interessato - precisa alcuni punti dell’eventuale contratto ............................................ 101
52. A don Daniele Rademacher
Torino, 10 luglio 1850
Esprime il suo risentimento ed il suo disappunto sull’atteggiamento ostile che si ha in Piemonte
nei confronti della religione - informa sulle vicende degli Oratori ..................................... 103
53. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 13 luglio 1850
Comunica la sua soddisfazione per l’accoglimento da parte del Rosmini della proposta di colla­
borazione per il nuovo edificio dell'Oratorio - chiede che l’interesse di un prestito gli sia condo­
nato per tre anni ........................................................................................................ 105
54. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 27 agosto 1850
Obbligato a ritardare il suo viaggio a Stresa, ne dà l'avviso ed il motivo ........................... 106
55. Al cardinale Giacomo Antonelli
Torino, 28 agosto 1850
Esterna i suoi sentimenti di riconoscenza per le corone ricevute e chiede varie indulgenze ... 107

68.9 Page 679

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Indice cronologico delle lettere 673
56. Al papa Pio IX
[Torino, 28 agosto 1850]
Richiesta di particolari indulgenze per i membri della «congregazione sotto il titolo e protezione
di S. Francesco di Sales»................................................................................................ 109
57. Al papa Pio IX
[Torino, 28 agosto 1850]
Richiesta di particolari indulgenze per i membri della «congregazione sotto il titolo e protezione
del Santo Angelo Custode»............................................................................................. 109
58. Al papa Pio IX
[Torino, 28 agosto 1850]
Domanda di indulgenze da lucrare nella cappella del S. Rosario a Morialdo ......................... 110
59. Al papa Pio IX
[Torino, 28 agosto 1850]
Domanda di poter benedire croci e medaglie ....................................................................... I l i
60. Al teologo Giovanni Borei
Giaveno, 12 settembre 1850
Informazioni sull'andamento degli esercizi spirituali a Giaveno - richiesta di oggetti religiosi da
offrire ai partecipanti - notizie sulla propria ed altrui salute ................................................. I l i
61. Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
[Torino, poster. 23 settembre 1850]
Breve relazione sul suo viaggio di ritorno da Stresa .............................................................. 113
62. Al teologo Giovanni Borei
Castelnuovo d'Asti, 30 settembre 1850
Dà notizie sue e dei giovani presenti a Castelnuovo - invita a raggiungerlo assieme ad altri sa­
cerdoti - esprime la sua preoccupazione per due giovani ricoverati all’Oratorio ................... 114
63. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Castelnuovo, anter. 23 ottobre 1850]
Domanda di poter ammettere all'esame per la vestizione clericale, fuori dei tempi previsti,
quattro giovani dell'Oratorio ................................................................................................. 115
64. A ll’abate Antonio Rosmini
Castelnuovo d ’Asti, 25 ottobre 1850
Annuncia il suo imminente ritorno - dà disposizioni per un prestito .................................... 116
65. [A l re Vittorio Emanuele II ]
[Torino, anter. 1 dicem bre 1850]
Richiesta di sussidio per i vari oratori ................................................................................... 117
66. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 3 dicem bre [1850]
Chiede favori per conto del chierico Oddenino ................................................................ 117
67. Al sindaco di Torino G iorgio Bellono
[Torino, anter. 13 dicem bre 1850]
Richiesta di entrare in possesso della strada vicinale che dalla via di Valdocco mette a casa
Moretta e proprietà Rocci, obbligandosi a non cambiarne la destinazione ............................ 118
1851
68. A ll’abate Antonio Rosmini
Torino, 7 gennaio 1851
Proposta di soprassedere alla costruzione del progettato edilìzio per acquistare la casa Pinardi
posta in vendita dal proprietario - chiede un prestito ........................................................... 119
69. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 15 gennaio 1851
Assicura che la casa Pinardi è libera da qualsiasi ipoteca - invita a mandare un rappresentante
del Rosmini per la stipulazione dell’atto notarile di compera ................................................ 120
43

68.10 Page 680

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674 Indice cronologico delle lettere
70. AI padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
Torino, 18 gennaio 1851
Chiede scusa di non aver risposto ad alcune lettere - spedisce un pacco di libri - invia note di
spesa - si rammarica per non essersi potuti incontrare a Torino ....................................... 121
71. Al teologo Giovanni Battista Appendini
[Torino, febbraio 1851]
Lettera di accompagnamento di copie del libretto Avvisi ai Cattolici - rischi di attacchi da parte
della stampa avversa ................................................................................................... 122
72. Al giovane Antonio Comba
[Torino, anter. 16 febbraio 1851]
Comunica nodzie dell'Oratorio ..................................................................................... 123
73. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 18 febbraio 1851]
Domanda di indulgenza plenaria per i giovani dell’oratorio nell’ultima domenica del mese e
nelle feste di S. Luigi ........................................................................................................... 123
74. Ad un sacerdote non identificato
Casa [Torin o], 19 febbraio 1851
Invia pagina della Gazzetta Piemontese con resoconto della seduta del Senato .................... 124
75. Al padre rosminiano Felice Scesa
Torino, 3 m arzo 1851
Spedizione di pacchi con note di spese .......................................................................... 124
76. All'abate Antonio Rosmini
Torino, 28 m aggio 1851
Aggiornamento circa il progetto di costruzione della chiesa - richiesta di aiuti in denaro .... 126
77. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 4 giugno 1851
Ringrazia per la disponibilità dei rosminiani ad offrirgli dei loro libri da porre in vendita, il cui
ricavato verrebbe devoluto alla costruzione della chiesa ....................................................... 127
78. Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
[Torino, 12 giugno 1851]
Domanda di costruzione della chiesa di S. Francesco di Sales .......................................... 128
79. [Al re Vittorio Emanuele II]
[Torin o], 13 giugno 1851
Presenta il progetto dell’erigenda chiesa a favore dei giovani dell'Oratorio - invita il re a conti­
nuare a dare l’appoggio all’opera - lo prega di presenziare alla posa della prima pietra ...... 128
80. Al Prefetto della casa reale, duca Pasqua di S. Giovanni
[Torino, 13] giugno 1851
Richiesta di appoggio della domanda al re, di cui alla lett. prec......................................... 128
81. Al vescovo di Casale Luigi Nazari di Calabiana
[Torino, aìiter. 20 giugno 1851]
Invito a recarsi all’Oratorio per amministrare le cresime ai giovani il 29 giugno .................. 129
82. Al vescovo di Fossano Luigi Fantini
[Torino, anter. 24 giugno 1851]
Invito ad amministrare le cresime domenica 29 giugno - buone notizie dei giovani fossanesi re­
sidenti a Valdocco ...................................................................................................... 129
83. Al padre rosminiano Giuseppe Fradelizio
Torino, 4 luglio 1851
Spiritosa richiesta di contribuire alle spese della costruzione della chiesa mediante l'offerta di
materiali edilizi ........................................................................................................... 130
84. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torino, anter. 18 luglio 1851]
Domanda la facoltà di benedire la prima pietra della chiesa di S. Francesco di Sales .......... 131
85. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torin o], 22 luglio 1851
Richiesta di un esame privato per la vestizione clericale di giovani dell'Oratorio - domanda di
sussidio per l'erigenda chiesa di S. Francesco di Sales ..................................................... 131

69 Pages 681-690

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Indice cronologico delle lettere 675
86. Al vescovo di Fossano Luigi Fantini
[T orin o], 25 luglio 1851
Comunica che un giovane fossanese ha lasciato l’oratorio - chiede un sussidio per la costruzio­
ne della chiesa di S. Francesco di Sales ................................................................................ 132
87. [Al ministro di grazia e giustizia, Giovanni de Foresta]
[T orin o], 27 luglio 1851
Richiesta di sussidio per la costruzione della chiesa di S. Francesco di Sales ........................ 132
88. Circolare ai vescovi di Alba, Biella, Mondovì, Saluzzo, Susa, Vigevano ...
[Torino, fine luglio 1851]
Richiesta di sussidio per la costruzione della chiesa di S. Francesco di Sales ........................ 132
89. A don M ichelangelo Chiatellino
Torino, 29 agosto 1851
Comunica il rientro in famiglia di un giovane che gli era stato raccomandato ..................... 133
90. Al vescovo di Susa Giovanni Antonio Odone
[Torino, anter. 18 settembre 1851]
Domanda che il vescovo faccia celebrare 90 sante messe, lasciandone a lui l'offerta ............ 134
91. Al padre rosminiano Francesco Puecher
Torino, 22 ottobre 1851
Note di debiti e crediti - ragguagli circa i lavori di costruzione della chiesa e l'aumento dei costi 134
92. Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Torino, 22 ottobre 1851
Richiesta di condono della tassa per il rilascio della licenza di costruzione della chiesa ......... 135
93. A ll’intendente generale di finanza Alessandro Pernati
Torino, 9 dicembre 1851]
Richiesta collettiva di autorizzazione per una lotteria ............................................................ 136
94. Circolare
Torino, 20 dicembre 1851
Breve storia dell'Oratorio - appoggio della famiglia reale e delle autorità governative e munici­
pali - necessità di ampliamenti - decisione di indire pubblica lotteria - invito a contribuirvi me­
diante invio di oggetti .......................................................................................................... 139
95. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
[Torino] Vigilia del SS.mo Natale, 24 dicembre 1851
Scherzosa composizione per informarlo sullo stato dei lavori della chiesa di S. Francesco e per
invitarlo a contribuire alle spese mediante offerta in denaro e l’esplicito sostegno alla già pro­
gettata lotteria ...................................................................................................................... 141
1852
96. Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
[Torino, anter. 16 gennaio 1852]
Richiesta di poter usufruire di tre camere del convento di S. Domenico che all’epoca era a di­
sposizione deH’amministrazione militare ............................................................................... 144
97. A ll’intendente generale di finanza Alessandro Pernati
[Torino, anter. 6 febbraio 1852]
Richiesta di nomina di perito estimatore dei doni della lotteria nella persona dell’orefice
Vittorio Ritner ...................................................................................................................... 144
98. Al tipografo Pietro Marietti
Dall’Oratorio [Torin o], 6 febbraio 1852
Chiede che gli venga continuata la collaborazione per la lotteria .......................................... 145

69.2 Page 682

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676 Indice cronologico delle lettere
99. Al ministro delle finanze Camillo Benso di Cavour
[Torino, anter. 16 febbraio 1852]
Domanda di esenzione delle spese postali relative alla lotteria .......................................... 146
100. Al padre rosminiano Francesco Puecher
Torino, 16 febbraio 1852
Accetta di tenere all'Oratorio il giovane raccomandato dal Rosmini ................................... 147
101. A ll’ abate Stanislao Gazelli di Rossana
[Torino, anter. 18 febbraio 1852]
Chiede di intervenire presso il re a favore della sua supplica onde ottenere l’uso temporaneo di
qualche sala appartenente alla Corona per l’esposizione degli oggetti della lotteria .............. 148
102. Al marchese Gustavo Benso di Cavour
Torino, 18 febbraio 1852
Invito a visitare l’esposizione degli oggetti donati per la lotteria........................................ 148
103. Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
Torino, 21 febbraio 1852
Chiede tempo per accogliere un giovane che gli è stato raccomandato.............................. 148
104. Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
[Torino, anter. 25 febbraio 1852]
Richiesta di poter disporre di una sala per l’esposizione degli oggetti della lotteria .............. 149
105. A ll’abate Stanislao Gazelli
[Torino, anter. 25 febbraio 1852]
Lettera di ringraziamento per la precedente mediazione e richiesta di ulteriore appoggio della
sua nuova domanda al re ............................................................................................. 149
106. A ll’intendente generale di finanza ad interim [Torino, anter. 3 m arzo 1852]
Richiesta di autorizzazione ad aggiungere altri quattro nomi alla commissione incaricata della
lotteria ....................................................................................................................... 150
107. A ll’intendente generale di finanza ad interim
[Torino, 29 m arzo 1852]
Ricorso contro la scarsa valutazione degli oggetti d’arte offerti per la lotteria ..................... 151
108. Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina [Torino, anter. 7 aprile 1852]
Richiesta di autorizzazione a benedire un nuovo tabernacolo ........................................... 152
109. All'intendente generale di finanza ad interim [Torino, anter. 8 aprile 1852]
Richiesta di decreto di autorizzazione a smerciare altri 500 biglietti della lotteria ................ 153
110. Al padre rosminiano Costantino Comollo
Torino, 10 aprile 1852
Dà informazioni sul fratello che, ricoverato a Valdocco, crea qualche problema per la conviven­
za e per lo studio - invia biglietti della lotteria ................................................................ 153
111. A ll’intendente generale di finanza ad interim [Torino, anter. 27 aprile 1852]
Richiesta di perizia per nuovi doni pervenuti - domanda di prolungare di un mese l’esposizione
degli oggetti della lotteria ............................................................................................. 154
112. Al vescovo di Biella Pietro Losana
Torino, 4 m aggio 1852
Ringrazia per l'offerta di 1.000 lire raccolte nella diocesi di Biella quale contributo per l’assi­
stenza data da don Bosco ai giovani biellesi ................................................................... 155
113. Circolare
Torino, 14 m aggio 1852
Invito al saggio accademico dei giovani delle scuole serali - programma del trattenimento ... 157
114. Al vescovo d ’Acqui Term e Modesto Contratto (e ad altri vescovi)
Torino, 21 m aggio 1852
Spedisce 200 biglietti della lotteria e ne chiede lo smercio ................................................ 158
115. All’intendente generale di finanza ad interim
[Torino, 24 m aggio 1852]
Richiesta di ulteriore prolungamento del tempo per lo smercio dei biglietti della lotteria ..... 159

69.3 Page 683

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Indice cronologico delle lettere 677
116. Al vescovo di Vercelli Alessandro d ’Angennes
[Torino, anter. 8 giugno 1852]
Invito a benedire il 20 giugno la nuova chiesa di S. Francesco di Sales ................................ 160
117. Al vescovo di Ivrea Luigi M oreno
Torino, [10 giugno] 1852
Invito per la benedizione della nuova chiesa e per la celebrazione in essa delle prime sacre fun­
zioni - disponibilità ad accordarsi per la creazione di una «biblioteca» ................................. 160
118. Al conte Giuseppe Provana di Collegno
Torino, anter. 15 giugno 1852
Domanda di devolvere 300 lire di pensione annuale a favore del chierico Felice Reviglio ..... 161
119. Circolare
Dall’Oratorio [T orin o], 16 giugno 1852
Invito per l’inaugurazione della chiesa .................................................................................. 162
120. Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
[Torino, anter. 19 giugno 1852]
Supplica di trasferire il luogo di culto dal primo Oratorio alla chiesa di S. Francesco di Sales -
richiesta di benedire la nuova chiesa .................................................................................... 163
121. All'intendente generale di finanza Carlo Farcito
[Torino, anter. 29 giugno 1852]
Richiesta di proroga per l'estrazione dei numeri della lotteria .............................................. 163
122. Al vescovo di Ivrea Luigi M oreno
[Lanzo, luglio 1852]
Invia notizie sulla chiesa ormai inaugurata - allega poesia recitata in quell'occasione - invita il
vescovo a visitare la chiesa - manda manoscritto per pubblicazione .................................... 164
123. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torino, anter. 29 luglio 1852]
Comunica l’avvenuta inaugurazione della nuova chiesa e l’esito della lotteria - devolve la metà
della somma raccolta alla Piccola Casa del Cottolengo .......................................................... 165
124. Al canonico Lorenzo Gastaldi
Torino, 8 agosto 1852
Lo informa che invia i libri richiestigli con la nota-spese ...................................................... 165
125. Al giovane oratoriano Bartolomeo Bellisio
Torino, [vacanze autunnali 1852]
Comunica che lo ha raccomandato al conte Lunel in merito alla chiamata al servizio militare 166
126. All’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torino, anter. 16 settembre 1852]
Istanza di rinnovo ad tempus di favori spirituali concessigli precedentemente dal papa ....... 167
127. [A l ministro di grazia e giustizia, Carlo Boncom pagni]
[Torin o], 25 settembre 1852
Richiesta di sussidio per le opere di Valdocco ...................................................................... 168
128. Al chierico Giuseppe Buzzetti
Castelnuovo d'Asti, 29 settembre 1852
Gli assegna alcune commissioni da fare prima che parta da Torino ..................................... 168
129. Agli amministratori dell’ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
[Torino, anter. 11 ottobre 1852]
Domanda di sovvenzione
170
130. Al tipografo Giulio Speirani
Da casa [T orin o], 15 ottobre 1852
Richiesta di spiegazioni circa l'ingiunzione pervenutagli di pagare un forte debito contratto al
tempo della pubblicazione de L'amico della Gioventù ..................................................... 170
131. Al vescovo di Biella Pietro Losana
[Torino, anter. 30 ottobre 1852]
Domanda di accogliere gratuitamente nel seminario diocesano un aspirante seminarista povero 171

69.4 Page 684

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678 Indice cronologico delle lettere
132. Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Dall'Oratorio di Valdocco [Torin o], 8 novem bre 1852
Domanda di sussidio per pagare l’affitto degli oratori ed i debiti delle nuove costruzioni ..... 171
133. Agli amministratori dell'«O pera della Mendicità Istruita»
Torino, 18 novem bre 1852
Nuova richiesta di sovvenzione dato l'aumento dei giovani ricoverati all’Oratorio ............... 172
134. Al marchese Cesare Alfieri di Sostegno
Dall’Oratorio [Torino], 22 novembre 1852
Lettera di accompagnamento della richiesta di cui alla lettera precedente ......................... 173
135. Al canonico Lorenzo Gastaldi
Torino, 24 novem bre 1852
Rassicurazioni circa il proprio legittimo possesso della casa Pinardi - creazione di società tonti-
naria con don Borei, don Murialdo e don Cafasso ........................................................... 174
136. Al cardinale Giacomo Antonelli
Torino, 30 novem bre 1852
Chiede un appoggio per ottenere favori spirituali ............................................................ 175
137. AI papa Pio IX
[Torino, 30 novem bre 1852]
Richiesta di poter confessare fuori diocesi in particolari casi ............................................ 176
138. Al papa Pio IX
[Torino, 30 novembre 1852]
Richiesta di facoltà di leggere e conservare libri proibiti................................................... 177
139. Al papa Pio IX
[Torino, 30 novembre 1852]
Chiede il rinnovo della facoltà di distribuire la santa comunione nella messa di mezzanotte a
Natale ........................................................................................................................ 177
140. Al prevosto di Capriglio Giovanni Bosio
Torino, 6 dicembre 1852
A proposito di un titolo onorifico - domanda che gli spedisca alcuni libri che tiene a casa sua, ai
Becchi - dà notizia del crollo della casa che stava costruendo .......................................... 178
141. Al sindaco di Torino Giorgio Bellono
Torino, anter. 11 dicembre 1852
Richiesta di sussidio per la scuola serale ........................................................................ 179
142. Al canonico Lorenzo Gastaldi
[Torino, 11 dicembre 1852]
Comunicazioni varie circa i dipinti commissionati pel presepio - notizie della mamma del can.
- altri comuni progetti ................................................................................................ 180
1853
143. A don Vittorio Alasonatti
[Torino, ... 1853]
Invito a lasciare Avigliana per recarsi a lavorare all'Oratorio di Valdocco .......................... 181
144. Al prim o segretario dell'ordine mauriziano, Luigi Cibrario
[Torino, gennaio 1853]
Richiesta di decorazione mauriziana per un benefattore deH’Oratorio ............................... 181
145. Al canonico Lorenzo Gastaldi
[Ivrea, 1 gennaio 1853]
Si meraviglia per il ritardo postale nella consegna dei lavori per il presepio - ringrazia per l’in­
vio di alcuni quadri - comunica di aver ricevuto l’offerta di lire 200 ................................. 182
146. Al padre rosminiano Costantino Comollo
Ivrea, 3 gennaio 1853
Dà informazioni circa il fratello, Clodoveo, che toma a casa per passare un periodo di convale­
scenza ....................................................................................................................... 183

69.5 Page 685

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Indice cronologico delle lettere 679
147. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 25 gennaio 1853
A proposito di un affare di farmacia - spedisce alcuni programmi dell’associazione delle Letture
Cattoliche - invita a smerciare biglietti per una nuova piccola lotteria .............................. 184
148. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 1 febbraio 1853
Ancora a proposito della farmacia - desidera che l’arciprete indirizzi una lettera di ringrazia­
mento alla sig.ra Ponza di S. Martino ........................................................................... 186
149. Al padre rosminiano Francesco Puecher
Torino, 1 febbraio 1853
Esprime l’intenzione di estinguere il debito contratto coll’istituto della carità ..................... 187
150. Al canonico Lorenzo Gastaldi
Torino, 1 febbraio 1853
Attesta ricevuta dei due quadri inviatigli - manda cento biglietti della nuova lotteria - offre un
ragguaglio circa la recente festa di S. Francesco di Sales - elogia la madre del canonico
188
151. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito [Torino, 13 febbraio 1853]
Richiesta di aprire una lotteria avente per premio una cassa di ferro ................................. 189
152. Al tipografo Giacinto Marietti
Da casa [Torin o], 14 febbraio 1853
Chiede la restituzione di un testo da ristampare .............................................................. 190
153. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 2 m arzo 1853
Note di spese - abbozzo di progetto di tipografìa ............................................................ 190
154. Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
Torino, 4 m arzo 1853
Trasmette copie degli Avvisi ai Cattolici - chiede copie delle circolari per le Letture Cattoliche 192
155. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 6 m arzo 1853
Ancora a proposito dell’affare della farmacia di cui alla lettera n. 147 ................................ 193
156. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 7 aprile 1853
Comunicazioni varie circa la lotteria, i ragazzi accolti in Oratorio e prime reazioni positive alla
pubblicazione delle Letture Cattoliche ........................................................................... 194
157. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
[Torin o], 2 m aggio 1853
Espone il suo desiderio di riprendere i lavori di ricostruzione dell’edificio crollato alcuni mesi
prima ......................................................................................................................... 195
158. Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
[Torin o], 22 m aggio [1853]
Richiesta di autorizzare don Gattino a benedire la nuova campana della chiesa di S. Francesco
di Sales ....................................................................................................................... 196
159. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
[Torino, anter. 27 m aggio 1853]
Richiesta di proroga del termine della lotteria, in quanto ancora in corso la distribuzione dei
• biglietti ....................................................................................................................... 196
160. Al cardinale Giacomo Antonelli
Torino, 31 m aggio 1853
Richiede per conto del sacerdote Viale la facoltà di risiedere in Torino - invia copie delle Lettu­
re Cattoliche - si mostra preoccupato per la diffusione dei Valdesi .................................... 197
161. A don Michelangelo Chiatellino
Torino, 16 giugno 1853
Comunica che don Cafasso non ha alcuna obiezione a che si trasferisca dalla sede scolastica di
Carignano a quella di Borgo Comalese .......................................................................... 198
162. A don Michelangelo Chiatellino
Torino, 21 giugno 1853
Scrive riguardo all’accordo raggiunto con la duchessa Lavai di Montmorency per il trasferi­
mento di cui alla lettera precedente .............................................................................. 199

69.6 Page 686

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680 Indice cronologico delle lettere
163. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
[Torin o], 22 giugno 1853
Ringrazia per la somma pervenutagli da parte della contessa Severina d’Antignano - rinnova
l’invito a venire a Valdocco per la festa di S. Luigi ............................................................... 200
164. Al vescovo di Asti Filippo Artico
[Torino, anter. 9 luglio 1853]
Lo ringrazia per la venuta a Torino - ha parole di consolazione dopo i feroci attacchi al vescovo
da parte del giornale L'operaio d'Asti.................................................................................... 201
165. Alle autorità comunali di Torino
[Torino, 3 agosto 1853]
Presentazione delle attività svolte nei tre oratori di Torino - richiesta di sovvenzione .......... 201
166. A ll’intendende generale di finanza Carlo Farcito
[Torino, anter. 20 agosto 1853]
Ulteriore richiesta di proroga della data di estrazione dei biglietti della lotteria ................... 202
167. Al teologo Giovanni Battista Appendini
Torino, 21 agosto 1853
Comunica il suo prossimo arrivo onde riposarsi e dedicarsi allo studio .............................. 203
168. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 29 agosto 1853
Domanda di comunicargli il periodo in cui il Rosmini verrà a Torino per poter concludere ogni
contratto .................................................................................................................... 204
169. Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina [Torino, settembre 1853]
Richiesta di proroga per un triennio di alcuni favori spirituali a vantaggio degli abitanti di
Morialdo .................................................................................................................... 204
170. Al canonico Silvestro Tea
Torino, 22 settembre 1853
Notizie sulla condotta del giovane Biletta....................................................................... 205
171. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 15 ottobre 1853
Spedizione della nota dei numeri estratti nella lotteria - richiesta di eventuale disponibilità del
fratello per alcune occupazioni da definirsi in seguito ........................................................... 206
172. A ll’abate Antonio Rosmini
Torino, 15 ottobre 1853
Impossibilitato a restituire nel tempo stabilito una somma presa a prestito, chiede la dilazione
di alcuni mesi ...................................................................................................................... 207
173. Al signor Conti
Torino, 9 novembre 1853
Lettera di accettazione di un fanciullo - chiede una pensione a discrezione del padre ......... 208
174. Al teologo Giovanni Battista Appendini
Torino, 18 dicembre 1853
Si giustifica per non aver potuto inviare i suoi cantori a Villastellone a causa dei ritardi postali 208
175. Al cardinale arcivescovo di Ferrara, Luigi Vannicelli Casoni
Torino, 19 dicem bre 1853
Petizione per la diffusione delle Letture Cattoliche .......................................................... 209
176. Al professore Giuseppe Bonzanino
Torino, 28 dicembre 1853
Presentazione di due giovani da avviare agli studi ........................................................... 210
177. A ll’abate Antonio Rosmini
Torino, 29 dicembre 1853
Apertura di trattative per l’impianto di una tipografia all’Oratorio - difficoltà al riguardo, so­
prattutto di indole finanziaria .............................................................................................. 211

69.7 Page 687

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1854
Indice cronologico delle lettere 681
178. Al conte Clemente Solaro della Margherita
Torino, 5 gennaio 1854
Domanda di sussidio per risolvere gravi strettezze finanziarie ........................................... 212
179. Al padre rosminiano Vincenzo De Vit
Ivrea, 11 gennaio 1854
Precise proposte di convenzione col Rosmini per la progettata tipografia ........................... 213
180. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 19 gennaio 1854
Comunicazioni varie circa la diffusione delle Letture cattoliche, la propria salute, l’urgenza di
aiuti economici ecc....................................................................................................... 214
181. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
Torino, 27 gennaio 1854
Chiede l'autorizzazione ad aprire una nuova lotteria ....................................................... 215
182. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 31 gennaio 1854
Ringraziamenti per le offerte ricevute - preghiere di suffragio per il conte d’Antignano, genero­
so benefattore dell’Oratorio .......................................................................................... 216
183. AI notaio Vincenzo Baldioli
Torino, 8 febbraio 1854
Richiesta di intervento per la sistemazione di comune accordo della casa della «Giardiniera» 217
184. [A l ministro di grazia e giustizia Urbano Rattazzi]
[Torin o], 23 febbraio 1854
Chiede sussidio a favore delle opere di Valdocco ............................................................. 218
185. All'abate Antonio Rosmini
Torino, 24 febbraio 1854
Variazioni significative rispetto al precedente progetto edilizio per la tipografia - proposta di ac­
quistare casa Coriasco .................................................................................................. 219
186. A ll’abate Antonio Rosmini
Torino, 7 m arzo 1854
Altre proposte circa l'acquisto di terreni e fabbricati per la progettata tipografia................. 220
187. Circolare
Torino, [13] m arzo 1854
Appello per una piccola lotteria .................................................................................... 222
188. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
[Torino, anter. 1 aprile 1854]
Nuovo quadro offerto per la lotteria - domanda di aumentare il numero dei biglietti da smer­
ciare - richiesta di posticipare la data dell’estrazione ....................................................... 223
189. Al conte Zaverio Provana di Collegno
Torino, 1 aprile 1854
Presentazione di una persona che sarebbe disposta a prendersi cura di un ragazzo protetto dal
conte .......................................................................................................................... 224
190. Al curato di Sassi teologo Pietro Abbondioli
Torino, 4 aprile 1854
Espone il desiderio della propria madre di avere alcune semenze di fagioli e di altre verdure 224
191. A ll’arciprete di Bernezzo Pietro Durbano
Torino, 6 aprile 1854
Informazioni sulla cattiva condotta del cugino - chiede un suo intervento epistolare presso il
giovane ....................................................................................................................... 225
192. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 9 m aggio 1854
Comunicazioni di vario genere - schiarimenti circa la problematicità della memoria da inviarsi
a Roma a proposito del contratto di vendita di un terreno ............................................... 226
193. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 27 giugno 1854
Conferma della disponibilità del Cafasso ad accogliere il can. al Convitto per gli esercizi spiri-

69.8 Page 688

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682 Indice cronologico delle lettere
tuali - richiesta di invio del biglietto vincente della lotteria - invito ad alloggiare a Valdocco in
occasione del suo viaggio a Torino ................................................................................ 228
194. [A l ministro di grazia e giustizia Urbano Rattazzi] [Torin o], 15 luglio 1854
Richiesta di sovvenzione ....................................................................................................... 228
195. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Oratorio [T orin o], 5 agosto 1854
Avendo avuto forti spese per adeguarsi alle richieste igienico-sanitarie comunali, è rimasto pri­
vo di mezzi di sussistenza - implora sussidio ....................................................................... 229
196. Al primo segretario dell’ordine mauriziano, Luigi Cibrario
[Torino, anter. 15 agosto 1854]
Richiesta di sussidio sui fondi dell'Ordine ...................................................................... 230
197. Al sindaco di Pinerolo Giuseppe Giosserano
[Torino, anter. 2 ottobre 1854]
Si offre di inviargli quattro giovani per l’assistenza ai colerosi ricoverati nel lazzaretto del paese 230
198. A N iccolò Tom m aseo
[Castelnuovo, poster. 3 ottobre 1854]
Si dichiara disposto a mettere a sua disposizione tutti i libri del Rosmini che dovesse avere a
Valdocco - notizie varie ....................................................................................................... 230
199. Al giovane Giovanni Cagliero
Torino, 7 ottobre 1854
Soddisfazione per il miglioramento della salute - invito a prepararsi per la vestizione clericale -
disponibilità a venire incontro alle spese per i nove anni di studio che lo attendono ............. 232
200. Al vescovo di Pinerolo Lorenzo Renaldi
[Torino, anter. 24 ottobre 1854]
Accettazione di un giovane seminarista povero, raccomandatogli dal vescovo ...................... 233
201. Circolare
Torino, [30] ottobre 1854
Richiesta di collaborazione per la diffusione delle Letture Cattoliche................................. 233
202. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
[Torino, anter. 31 ottobre 1854]
Proposta di poter istruire gli orfani del colera ricoverati temporaneamente presso il convento di
S. Domenico ........................................................................................................................ 234
203. Al vescovo di Pinerolo Lorenzo Renaldi
[Torino, 5 novem bre 1854]
Accettazione di un altro giovane seminarista raccomandatogli dal vescovo ........................... 234
204. Agli amministratori dell’«Opera della mendicità istruita»
[Torino, anter. 13 novem bre 1854]
Presenta le gravi strettezze finanziarie in cui si trova - domanda un sussidio ....................... 235
205. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 14 novem bre 1854
Assicura che si sta interessando del fratello - comunica che gli è stata proposta una revisione
del fascicolo delle Letture Cattoliche «Il Giubileo» ........................................................... 236
206. Al ministro valdese Luigi De Sanctis
Torino-Valdocco, 17 novem bre 1854
Lo invita a casa sua per condividere il pane e lo studio ................................................... 237
207. All'intendente generale di finanza Carlo Farcito
Dall’Oratorio [Torin o], 21 novem bre 1854
Richiesta di aprire una lotteria (con un solo premio) a beneficio deH'Oratorio ..................... 238
208. Al ministro valdese Luigi De Sanctis
Torino-Valdocco, 30 novem bre 1854
Ribadisce il proprio ed altrui affetto per il ministro - conferma la sua disponibilità ad in­
contrarlo .............................................................................................................................. 239

69.9 Page 689

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Indice cronologico delle lettere 683
209. Al re Vittorio Emanuele II
Torino, dicem bre 1854
Annuncio di morte delle due regine ..................................................................................... 240
210. Al teologo Giovanni Battista Appendini
Torino, 21 dicem bre 1854
Chiede precisazioni circa la data dell'ottavario che ha accettato di predicare a Villastellone, per
poter fissare la data degli esercizi spirituali .......................................................................... 240
1855
211. Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, gennaio 1855]
Annuncio di altro lutto nella famiglia reale .......................................................................... 242
212. Al vescovo di Ivrea Luigi M oreno
Torino, 16 gennaio 1855
A proposito della celebrazione di un matrimonio - problemi relativi alle spese tipografiche delle
Letture Cattoliche ................................................................................................................. 242
213. Al sindaco di Torino Giovanni Notta
Torino, 25 gennaio 1855
Chiede aiuti per sfamare gli orfani del colera da lui raccolti, nonostante un precedente impegno
di non domandare alcun sussidio comunale per l’anno in corso ....................................... 243
214. Al teologo Giovanni Battista Appendini
Torino, 6 febbraio 1855
Problemi di orari per la predicazione dell'ottavario ............................................................... 244
215. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 10 febbraio 1855
Pratiche per acquisto di terreni - nota di debiti e crediti ...................................................... 245
216. Al sacerdote di Porto M aurizio Francesco Piatti
[Torino, anter. 19 febbraio 1855]
Ringrazia sia della lettera che gli è pervenuta sia dell’allegato contenente alcune strofe sul-
l'Imm. Concez. - di queste, una volta pubblicate nelle Lett. Catt., gli avrebbe poi inviato un
certo numero di copie .................................................................................................. 247
217. Al padre rosminiano, canonico Lorenzo Gastaldi
Torino, 23 febbraio 1855
Notizie piacevoli della madre del can. e piuttosto preoccupanti dello zio - acquisto di terreni
davanti alla chiesa - conclusione dei lavori nella casa Pinardi - situazione religiosa ed economi­
ca deH'Oratorio - preoccupazioni per le leggi eversive in via d’approvazione ........................ 247
218. Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, m arzo 1855]
Annuncio di un ulteriore lutto nella famiglia reale ................................................................ 250
219. Alla signora Serazzi di Novara
Torino, 18 m arzo 1855
Ringraziamento per un’offerta e per l’incoraggiamento a continuare l’opera intrapresa ....... 250
220. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
Torino, 22 m arzo 1855
Richiesta di autorizzazione per lotteria e di nomina di un perito .......................................... 250
221. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 6 m aggio 1855
Note di conti - pensione del giovane Comollo - possibilità di acquistare casa Coriasco ....... 251
222. Circolare
Torino, 8 m aggio 1855
Prega di smerciare i biglietti della lotteria ............................................................................. 253
223. Al ministro valdese Luigi De Sanctis
[Torino, 26 m aggio 1855]
Comunica la sua disponibilità ad aiutarlo in tutti i modi ...................................................... 254

69.10 Page 690

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684 Indice cronologico delle lettere
224. Al padre rosminiano, canonico Lorenzo Gastaldi
[Torino, fine maggio-inizio giugno 1855]
Accusa ricevuta del manoscritto da pubblicare - lo aggiorna circa l’approvazione delle leggi
eversive - dà notizie sullo stato di salute del Rosmini ...................................................... 255
225. A don Daniele Rademaker
Torino 7 giugno 1855
Informa sulla vita in Oratorio - chiede se può celebrare 100 messe secondo l’intenzione di un
benefattore - dà notizie di Valdocco - invia copia di poesia ............................................. 256
226. Al teologo Giovanni Battista Appendini
Torino, 8 giugno 1855
Buone informazioni sul giovane Bartolomeo Fusero - richiesta di aiuto per sostenerne gli studi
ecclesiastici ................................................................................................................ 258
227. Al sindaco di Pinerolo Giovanni Masserano
[Torino, anter. 14 giugno 1855]
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli ................................................................. 259
228. Al giovane Ottavio Bosco di Ruffino
Torino, 28 giugno 1855
Consigli spirituali ........................................................................................................ 259
229. Ad un corrispondente non identificato
Torino, 4 luglio 1855
Invia biglietti della lotteria ............................................................................................ 260
230. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Torino, 11 luglio 1855
Chiede il prestito della bussola comunale per l’estrazione dei biglietti della lotteria - lo invita a
presenziarvi ................................................................................................................ 260
231. Circolare
Torino, 16 luglio 1855
Invia i numeri vincenti della lotteria - ringrazia per il contributo dato ad un'opera di carità 261
232. Al conte Pio Galleani d ’Agliano
Torino, 31 luglio 1855
Ringraziamento per vari atti di generosità prestati all'Oratorio - autoinvito al castello di Cara-
glio per poter lavorare in tranquillità alle Letture Cattoliche ............................................ 262
233. Al conte Pio Galleani d ’Agliano
Torino, 3 agosto 1855
Comunica l’orario del suo arrivo alla stazione, per poter poi utilizzare la carrozza del conte 263
234. Al conte Pio Galleani d'Agliano
Torino, 14 agosto 1855
Ringraziamento per l’ospitalità ricevuta - invio di alcuni numeri delle Letture Cattoliche - di­
sponibilità di un giovane cantore ................................................................................... 264
235. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 15 agosto 1855
Invito a soprassedere per il momento alla vendita di un terreno presso l’Oratorio ............... 265
236. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 16 agosto 1855
Presentazione del catalogo degli aspiranti al sacerdozio ricoverati presso l’Oratorio ............ 266
237. Al professore Giuseppe Bonzanino
[Torino, agosto-settembre 1855]
Chiede notizie di un giovane di Vercelli già precedentemente avvicinato - lo informa circa gli
allievi che hanno superato l’esame per la vestizione ........................................................ 266
238. Al conte Pio Galleani d ’Agliano
Torino, 7 ottobre 1855
Notizie del giovane Menardi - progetto di un'altra visita a Caraglio .................................. 267
239. Alla duchessa Costanza Lavai di Montmorency
[Torino, anter. 22 ottobre 1855]
Lettera di accompagnamento di due fratelli ................................................................... 268

70 Pages 691-700

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70.1 Page 691

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Indice cronologico delle lettere 685
240. Al ministro della guerra Giacomo Durando
[Torino, novem bre 1855]
Domanda di vestiario militare per i giovani ricoverati a Valdocco ..................................... 268
241. Al vescovo di Novara Filippo Gentile
Oratorio Torino, 6 novem bre 1855
Domanda di accogliere due chierici in un suo seminario o di pagare la retta a Valdocco per al­
meno uno dei due ....................................................................................................... 269
242. Al presidente dell’«O pera della mendicità istruita»
Torino, 21 novem bre 1855
Lettera di accompagnamento alla petizione di sussidio (vedi lett. seg.) .............................. 270
243. Al presidente dell'«O pera della mendicità istruita»
Torino, 21 novem bre 1855
Presentazione della critica situazione economica dell'Oratorio - richiesta di sovvenzioni ...... 271
244. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Torino, 21 novem bre 1855
Richiesta di sussidio straordinario ................................................................................. 272
245. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
[Torino, anter. 3 dicembre 1855]
Comunicazioni varie circa chierici - richiesta di giudizio sul «Catechismo» da lui compilato 273
246. Al professore don Pietro Banaudi
Torino, 5 dicembre [1855]
Invia quaderni del manoscritto de La Storia d'Italia per una revisione .............................. 274
247. Al seminarista Giacomo Del Prato
Torino, 7 dicem bre 1855
Consigli spirituali in ordine alla vocazione sacerdotale ..................................................... 274
248. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 17 dicem bre 1859
Interessamento per un fanciullo .................................................................................... 275
249. Al signor Lorenzo Turchi
Torino, 17 dicem bre 1855
Forti critiche circa il comportamento del figlio al ritorno dalle vacanze autunnali ............... 276
250. Al vicario generale di Torino can. Filippo Ravina
Torino, 20 dicembre 1855
Propone di fare alcune correzioni al nuovo catechismo per gli adulti - lamenta la scarsa diffu­
sione delle Letture Cattoliche a Torino ed in diocesi ........................................................ 277
251. Alla marchesa Maria Fassati
Torino, 22 dicembre 1855
Ringraziamento per gli aiuti inviati - auguri per il Natale - celebrazioni di riconoscenza per tut­
ti i suoi familiari .......................................................................................................... 278
252. Al signor Lorenzo Turchi
[Torino, 23 dicembre 1855]
Comunica l’intenzione di allontanarne il figlio Giovanni dall’Oratorio................................. 279
1856
253. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 1 [gennaio] 1856
Informazioni varie sull'andamento non sempre sereno dell'Oratorio ................................. 280
254. [A l ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
[Torin o], 8 gennaio 1856
Richiesta di sussidio a favore dei chierici che assistono e fanno scuola ai fanciulli ricoverati in
Valdocco ..................................................................................................................... 281

70.2 Page 692

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686 Indice cronologico delle lettere
255. Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
Torino, 8 gennaio 1856
Domanda di anticipazione di fondi statali per l'ampliamento del fabbricato di Valdocco ...... 281
256. Al canonico Luigi Cottolengo
[Torino, 27 gennaio 1856]
Ringrazia per il dono di una reliquia di S. Francesco di Sales - altre notizie provenienti dal Por­
togallo - attesa di un benefattore generoso come il conte Bilioni di recente scomparso ....... 281
257. Al padre rosminiano Giuseppe Aim o
[Torino, febbraio 1856]
Comunica di non aver ancora veduto il giovane Dell'Occhio raccomandatogli dal padre - preve­
de difficoltà per trovargli un impiego - raccomanda la diffusione delle Letture Cattoliche .... 282
258. Al prim o segretario dell’ordine mauriziano, Luigi Cibrario
[Torino, poster. 7 febbraio 1856]
Accettazione del dodicenne orfano di padre ................................................................... 282
259. Al prevosto di Bruno Carlo Lovisolo
Torino, 21 febbraio 1856
Invia libri per la gioventù ............................................................................................ 283
260. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 22 febbraio 1856]
Richiesta della facoltà di poter benedire crocifissi e medaglie, con applicazione deirindulgenza
in articulo mortis, ed altre indulgenze .......................................................................... 284
261. Al prevosto di Almese Grato Bertolo
Torino, 12 m arzo 1856
Impossibilitato ad accogliere un fanciullo, è però disposto ad occuparsene in caso di speranza
di vocazione ............................................................................................................... 284
262. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Torino, 15 m arzo 1856
Richiesta di permessi edilizi .......................................................................................... 285
263. Agli amministratori delle «Opere Pie S. Paolo»
[Torino, anter. 19 m arzo 1856]
Richiesta di sussidio .................................................................................................... 285
264. Al seminarista Giacomo Del Prato
Torino, 16 aprile 1856
Consigli circa la scelta della vocazione sacerdotale .......................................................... 286
265. A ll’ingegnere Giovanni Prina Carpani
' Torino, 19 aprile 1856
Accordi preventivi per un incontro volto a ricercare la verità della fede ............................ 286
266. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Da casa [Torin o], 7 m aggio 1856
Supplica di aiuto economico per pagare il panettiere ....................................................... 287
267. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 9 m aggio 1856
Note di spese - non convenienza di vendere il terreno davanti all'Oratorio ........................ 288
268. Al padre rosminiano Giuseppe Aim o
[Torino, 22 m aggio 1856]
Presenta un postulante ricco di doti ma privo di mezzi economici .................................... 289
269. Al canonico Edoardo Rosaz
Torino, 26 m aggio 1856
Dispiacere di non poter accogliere un ragazzo - interessamento per un altro - consigli per le
confessioni durante le celebrazioni ................................................................................ 289
270. Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
[Torino, 5 giugno 1856]
Accompagna il giovane postulante D. Morra chiede se accettano aspiranti quindicenni ..... 290
271. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 10 giugno 1856]
Supplica per indulg. plen. da lucrarsi da chi visita la chiesa deU’Òratorio in determinate feste -
analoga supplica a favore di chi assiste all’esercizio di buona morte e di chi partecipa alle cele­
brazioni della notte di Natale ........................................................................................ 291

70.3 Page 693

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Indice cronologico delle lettere 687
272. Al giovane Dom enico Ruffino
Torino, 13 giugno 1856
Cordialità e pensieri spirituali ....................................................................................... 291
273. Al padre rosminiano Giuseppe Aim o
[Torino, 27 giugno 1856]
Chiede se si accettano nell’istituto rosminiano laici di 20 anni .......................................... 292
274. Al padre rosminiano Giuseppe Aim o
[Torino, 11 luglio 1856]
Presenta il postulante Carlo Masino ............................................................................... 292
275. Al chierico Giacomo Del Prato
Torino, 13 luglio 1856
Informazioni sul suo viaggio a S. Ignazio per gli esercizi spirituali .................................... 292
276. A don Stefano Pesce
Torino, 15 luglio 1856
Comunicazione circa il soggiorno e la mansione che il sacerdote amico avrebbe svolto all’Ora-
torio ........................................................................................................................... 293
277. Al chierico Giovanni Cagliero
*S. Ignazio presso Lanzo [torinese] 23 luglio 1856
Consigli sugli studi da completare ................................................................................. 294
278. Al chierico Giovanni Turchi
Lancei [taurinensis], 23 julii 1856
Consigli circa la vocazione sacerdotale .......................................................................... 294
279. Al canonico Silvestro Tea
Torino, 2 agosto 1856
Rende noto che non può accogliere il giovane raccomandato, ma che ad una modica cifra po­
trebbe accomodarlo da qualche padrone perché apprenda una professione ........................ 295
280. Al chierico Giacom o Del Prato
Torino, 11 agosto 1856
Impegnato a Castelnuovo d’Asti, non può accettare l'invito di predicare altrove ................. 296
281. Alla duchessa Costanza Lavai di Montm orency
Torino, 12 agosto 1856
Notizie varie sui componenti della famiglia e su alcuni giovani ricoverati - morte di alcuni insi­
gni benefattori - rinnova la richiesta di sovvenire alle solite difficoltà economiche .............. 296
282. Al papa Pio IX
Torino, 13 agosto 1856
Richiesta di benedizione apostolica con indulgenza plenaria ............................................. 298
283. Alla marchesa Maria Fassati
Da casa [Torin o], 30 agosto 1856
Ringraziamento per l'offerta - orario della sua giornata - appuntamento per la cena in casa del­
la marchesa ................................................................................................................ 298
284. Al conte Pio Galleani d ’Agliano
Torino, 3 settembre 1856
Ingegnoso e simpatico stratagemma per ringraziare dell’ospitalità, per augurare buoni raccolti
e per chiedere di continuare nella generosità verso i giovani dell’Oratorio .......................... 299
285. Ai parroci degli allievi in vacanza
[Torino, settembre 1856]
Raccomandazioni per l’assistenza nelle vacanze ai giovani allievi con la richiesta di presentargli
certificato di buona condotta al loro ritorno in Oratorio .................................................. 300
286. Al cardinale Giacom o Antonelli
Torino, 7 settembre 1856
Supplica di far pervenire al papa una copia del suo volume La Storia d ’Italia ................... 301
287. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
[Torino, anter. 22 settembre 1856]
Domanda la licenza di costruire una tettoia all’interno dell’Oratorio .................................. 302
288. Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
[Torino, anter. 25 settembre 1856]
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli - richiesta di un contributo per il corredo del
medesimo ................................................................................................................... 302

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688 Indice cronologico delle lettere
289. Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
Torino, 30 settembre 1856
Domanda di oggetti di vestiario per i fanciulli ricoverati ...................................................... 302
290. Al direttore gen. del min. della guerra, Ignazio De Genova di Pettinengo
Torino, 30 settembre 1856
Richiesta di sostegno della domanda avanzata al ministro della guerra ................................. 303
291. Circolare
Torino, 1 ottobre 1856
Esposizione di un progetto di scuola - domanda di aiuti ...................................................... 304
292. Circolare
Torino, 1 ottobre 1856
Chiede soccorso alle spese sostenute nell’Oratorio ................................................................ 305
293. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Castelnuovo d ’Asti, 8 ottobre 1856
Ringraziamento per l'aiuto finanziario inviato - offerta di copie de La Storia d'Italia a prezzi di
favore .................................................................................................................................. 306
294. Al giovane Giuseppe Roggeri
Torino, 8 ottobre 1856
Affettuose comunicazioni e consigli spirituali ....................................................................... 306
295. Al conte Pio Galleani d ’Agliano
Torino, 27 ottobre 1856
Chiede «calce e mattoni» per completare le costruzioni in corso ........................................... 307
296. Al conte Cesare Castelbarco Visconti
[Torino, anter. 29 ottobre 1856]
Presenta La Storia d’Italia, che invia in omaggio al conte - gli comunica che all’Oratorio ha
fatto eseguire i brani musicali ricevuti da Milano ............................................................ 308
297. Al vescovo di Novara Filippo Gentile
Torino, 30 ottobre 1856
Dà informazioni su un giovane aspirante al sacerdozio - incoraggia la diffusione de La Storia
d'Italia ...................................................................................................................... 308
298. Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi [Torino, poster. 3 novem bre 1856]
Accettazione del fanciullo raccomandatogli .......................................................................... 309
299. Agli amministratori dell’ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
[Torino, anter. 5 novembre 1856]
Richiesta di sussidio
309
300. Al cardinale Francesco Gaude
[Torino, anter. 19 dicembre 1856]
Richiesta di trasmettere al Pontefice alcune suppliche
310
301. A ll’arcivescovo di Genova Andrea Charvaz Torino, anter. 31 dicembre 1856
Invia auguri natalizi - fa omaggio de La Storia d'Italia - raccomanda la diffusione delle Letture
Cattoliche .................................................................................................................. 310
302. Alla duchessa Costanza Lavai de Montmorency
Torino, 31 dicembre 1856
Ringraziamenti per la partecipazione al lutto in occasione della morte di mamma Margherita -
assicurazione circa la preghiera dei giovani per il benessere materiale e spirituale dei loro bene­
fattori - auguri per il nuovo anno ........................................................................................ 310
1857
303. Al conte Pio Galleani d'Agliano
Torino, 8 gennaio 1857
Gli trasmette la lettera del conte Rovasenda - lo invita a far parte della commissione promotri­
ce di una lotteria ................................................................................................................. 312

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Indice cronologico delle lettere 689
304. Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno Da casa [T orin o], 8 gennaio 1857
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli dal cavaliere ................................................ 312
305. Al conte Pio Galleani d ’Agliano
Torino, 22 gennaio 1857
Ringraziamento per l'aumento dell’offerta del pane che il conte ha disposto di fare ............ 313
306. Circolare
Torino, [22] gennaio 1857
Chiede che faccia da patrono ad una lotteria, invitando conoscenti ad offrire qualche oggetto 314
307. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
[Torino, anter. 23 gennaio 1857]
Domanda di autorizzazione ad aprire una lotteria a beneficio degli oratori di S. Francesco di
Sales, di S. Luigi e dell’Angelo Custode .......................................................................... 315
308. Al vescovo di Tortona Giovanni Negri
Torino, 30 gennaio 1857
Chiede di diffondere le Letture Cattoliche presso le parrocchie della diocesi ....................... 315
309. [Al ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
[Torin o], 31 gennaio 1857
Richiesta di sussidio ..................................................................................................... 316
310. Al papa Pio IX
[Torin o], anter. 6 febbraio 1857
Petizione di poter leggere per motivi di studio libri proibiti .............................................. 316
311. Al consigliere comunale di Torino Giacinto Cottin [Torino, 6 febbraio 1857]
Omaggio de La Storia d’Italia e di alcuni biglietti della lotteria - proposta di fare da patrono
della medesima ............................................................................................................ 317
312. Circolare
Torino, [21] febbraio 1857
Appello a favore della lotteria già approvata dall'intendenza generale - piano di regolamento 317
313. Circolare
Torino, 23 febbraio 1857
Accompagna il piano di regolamento della lotteria ........................................................... 320
314. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
[Torino, poster. 13 m arzo 1857]
Informazione sulla presenza all’Oratorio di un giovane in età di leva militare ..................... 321
315. Al segretario comunale di Castelnuovo Francesco Carrano
Torino, aprile 1857
Comunica la sua intenzione di mantenere la residenza al paese nativo .............................. 321
316. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
Torino, 18 aprile 1857
Chiede di poter emettere altri biglietti della lotteria e di prorogarne la data di estrazione .... 322
317. Al chierico Giacom o Del Prato
Torino, 28 aprile 1857
Consigli spirituali in vista dell’assunzione degli ordini ...................................................... 322
318. Circolare
Torino, 6 m aggio 1857
Invio di biglietti di una lotteria ..................................................................................... 323
319. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 5 giugno 1857
Spiega i motivi dell'allontanamento del nipote del canonico dall'Oratorio ........................... 324
320. A ll’intendente generale di finanza Carlo Farcito
[Torino, anter. 10 giugno 1857]
Richiesta di aumento del numero dei biglietti della lotteria e di un’ulteriore proroga della data
dell’estrazione ............................................................................................................. 325
44

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690 Indice cronologico delle lettere
321. Circolare
Torino, [10] giugno 1857
Invia le ultime decine di biglietti della lotteria con preghiera di smerciarli .......................... 325
322. Circolare
Torino, [10] giugno 1857
Spedisce il catalogo degli oggetti offerti - chiede lo smercio dei biglietti rimasti invenduti .... 326
323. Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
Torino, 13 giugno 1857
Accettazione procrastinata di un orfano, raccomandatogli dal ministro, per mancanza di età
prescritta ................................................................................................................... 327
324. Alla marchesina Azelia Fassati
Torino, 14 luglio 1857
Comunica l'orario in cui sarà disponibile presso il Convitto di S. Francesco d’Assisi ........... 327
325. Al presidente della Società di San Vincenzo, Adolphe Baudon
[Torino, anter. 18 luglio 1857]
Chiede di poter avere dei clichés per la tipografia ........................................................... 328
326. Circolare
Torino, 20 luglio 1857
Comunica i numeri dei vincitori della lotteria - ringrazia ed assicura preghiere .................. 328
327. Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
[Torino, 21 luglio 1857]
Invia le informazioni richieste sul conto di un certo lettore Calafatti ................................. 329
328. Al giovane Giovanni Bonetti
S. Ignazio [Lanzo Torinese], 25 luglio 1857
Pensierino spirituale .................................................................................................... 329
329. Al chierico Giuseppe Bongioanni S. Ignazio [Lanzo Torinese] 29 luglio 1857
Manifesta la sua disponibilità a venire incontro alle necessità della zia .............................. 330
330. Al parroco di Farigliano Sebastiano Prieri
[Torino, anter. 30 luglio 1857]
Domanda di poter fare la vestizione all’Oratorio del chierico Durando appartenente alla diocesi
monregalese ............................................................................................................... 330
331. Al chierico Domenico Ruffino
Torino, 31 luglio 1857
Lo rassicura che pagherà per la sua entrata in seminario - lo invita a trascorrere le vacanze
con lui ....................................................................................................................... 331
332. Al padre rosminiano Carlo Gilardi
Torino, 25 agosto 1857
Per tramite del suo corrispondente si scusa col padre generale per non aver potuto rispondere
ad una lettera - progetti di acquisti e di vendite di terreni ............................................... 331
333. Al padre rosminiano Giuseppe Aimo
[Torino, 1 settembre 1857]
Raccomanda il postulante Della Valle ed un altro giovane di Giaveno ............................... 332
334. Al vescovo di Cuneo Clemente Manzini
[Torino, anter. 1 ottobre 1857]
Domanda di poter tenere all'Oratorio un giovane seminarista........................................... 333
335. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 3 ottobre 1857]
Fa omaggio del volume La Storia d'Italia - dichiara la sua intenzione di stampare un volume
leggibile «senza alcun danno per la religione e pei costumi» - chiede benedizione apostolica 333
336. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, 3 ottobre 1857
Propone un maestro per i figli del barone ...................................................................... 333
337. Al conte Pio Galleani d'Agliano
Torino, 13 ottobre 1857
Di ritorno dalla novena del S. Rosario a Castelnuovo, esprime il suo dispiacere per la malattia
di don Chiansello ........................................................................................................ 334

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Indice cronologico delle lettere 691
338. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 26 ottobre 1857
È dispiaciuto di non essere riuscito a trovare una sistemazione ad una cieca raccomandatagli
dal conte ..................................................................................................................... 335
339. Al canonico Edoardo Rosaz
Torino, 1 novem bre 1857
A proposito dell'appoggio da dare all'elezione di un deputato .......................................... 335
340. Al conte Pio Galleani d'Agliano
Torino, 29 novem bre 1857
Notizie sul giovane Chiansello e su un sacerdote da inviare come cappellano presso il conte 336
341. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Torino, 12 dicem bre 1857
Chiede che il municipio si assuma l'onere di provvedere alla scuola diurna dell’oratorio oppure
di concedergli almeno due maestri ....................................................................................... 337
1858
342. Al parroco di Busca Michele Bechis
Torino, 8 gennaio 1858
Partecipa che il giovane Garino è un ottimo allievo, molto impegnato anche sul piano spirituale 338
343. Al padre rosminiano Giuseppe Aim o
[Torino, 11 febbraio 1858]
Chiede l'indirizzo del padre generale in Roma in caso di bisogno ..................................... 338
344. A don Vittorio Alasonatti
[Rom a, fine febbraio 1858]
Informazioni sul viaggio da Torino a Roma - prime impressioni e prime visite nella città eterna 339
345. Al padre rosminiano Giovarmi Battista Pagani
[R om a], Via Quirinale 49, 4 m arzo 1858
Prega di leggere il «piano di regolamento» e di fargli le dovute osservazioni, prima che lo
presenti al card. Gaude ed al papa ................................................................................ 339
346. A don Vittorio Alasonatti
Roma, 7 m arzo 1858
Resoconto di alcune giornate trascorse a Roma: incontri, visite ecc.................................... 340
347. Al papa Pio IX
[Roma, anter. 9 m arzo 1858]
Richiesta di oratorio privato per l’ospizio di Valdocco e per quello di don Francesco Montebru­
no a Genova................................................................................................................ 342
348. A don Vittorio Alasonatti
Roma, 17 m arzo 1858
Rapido saluto .............................................................................................................. 342
349. Al chierico Giovanni Turchi
Roma, 18 m arzo 1858
Saluto e pensiero spirituale ........................................................................................... 343
350. Al chierico Giovanni Battista Anfossi
Roma, 18 m arzo 1858
Gli chiede notìzie e lo invita a continuare sulla via intrapresa ........................................... 343
351. Al papa Pio IX
Romae, apud S. Petrum die 7 aprilis 1858
Supplica per varie indulgenze ....................................................................................... 344
352. Al papa Pio IX
Romae, apud S. Petrum die 7 aprilis 1858
Supplica in favore del colonnello Giacinto Rovasenda ...................................................... 345
353. Al papa Pio IX
Romae, apud S. Petrum die 7 aprilis 1858
Supplica in favore del conte Carlo Cays ................................................................................ 345

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692 Indice cronologico delle lettere
354. A don Vittorio Alasonatti
Roma, 7 aprile 1858
Entusiasmo per l’udienza papale e le grazie ottenute - programma del viaggio di ritorno - altre
comunicazioni ............................................................................................................ 346
355. Al giovane Giovanni Garbarino
Roma, 8 aprile 1858
Pensiero spirituale - attesa per la ormai prossima vestizione clericale ................................ 347
356. Al cardinale Giacom o Antonelli
Roma, 9 aprile 1858
Richiesta di udienza per un affare di massima importanza ............................................... 347
357. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, 4 m aggio 1858
Motiva la non accettazione all’Oratorio di un ragazzo di famiglia benestante ...................... 348
358. Al marchese Giovanni Patrizi
Torino, 22 m aggio 1858
Ringraziamento per le cortesie ricevute durante la permanenza in Roma - invito a continuare
nel sostegno alle conferenze di S. Vincenzo e nella diffusione delle Letture Cattoliche ........ 349
359. Al cardinale Pietro Marini
[Torino, 22 m aggio 1858]
Invio di alcune copie delle Letture Cattoliche e di altri libri - richiesta di alcune spiegazioni cir­
ca riti della settimana santa svolti in Vaticano ................................................................. 350
360. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta
Torino, 25 m aggio 1858
Richiesta di sussidio per le scuole elementari .................................................................. 350
361. [A l ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
[Torin o], giugno 1858
Richiesta di sussidio per riparare la chiesa di S. Francesco di Sales .................................. 350
362. A don Carlo Vaschetti
Torino, 2 giugno 1858
A proposito della riduzione della pensione di un giovane ................................................. 351
363. Al papa Pio IX
Torino, 14 giugno 1858
Ringraziamenti per le udienze avute in Roma e per le grazie spirituali - preoccupazione per la
situazione della diocesi dato il perdurare dell'assenza dell'arcivescovo - parere negativo circa
l'eventuale promozione vescovile del teologo Genta ......................................................... 351
364. Al conte Rodolfo De Maistre
[Torino, anter. 2 luglio 1858]
Chiede di poter essere ospitato due o tre settimane in occasione di una nuova andata a Roma
per «certe ... faccende rimaste imperfette» a motivo della sollecita partenza da Roma nell'aprile
precedente ................................................................................................................. 353
365. Al marchese Ignazio Pallavicini
Torino-Valdocco, 3 luglio 1858
Chiede di rifondere il danno di biglietti della lotteria non restituiti in tempo utile ............... 353
366. A don Giacomo Francione
Torino, 10 luglio 1858
Trasmette l’originale di uno scritto del prevosto sul sacramento della confermazione, accompa­
gnandolo con il giudizio dei revisori ecclesiastici - propone una maggior semplicità di esposizione 354
367. Al chierico Michele Rua
*S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem ], 26 julii 1858
Comunicazioni spirituali ............................................................................................... 355
368. All’ avvocato Alessandro Bronzini Zappelloni
Torino, Da casa 1 agosto 1858
Problemi di affitto e riparazioni dei locali deH’Oratorio dell’Angelo Custode ...................... 356
369. Al presidente del consiglio Camillo Benso di Cavour Torino, 4 agosto 1858
Chiede di riprendere i contatti per risolvere la vertenza dell’arcivescovo di Torino .............. 357

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Indice cronologico delle lettere 693
370. Al marchese Giovanni Patrizi
Torino, 8 agosto 1858
Ribadisce l'invito a venire a Torino, previo avviso - proposte sulla preparazione, stampa e diffu­
sione delle Letture Cattoliche a Roma - soddisfazione per l’andamento delle conferenze di
S. Vincenzo ................................................................................................................. 357
371. Al conte Pio Galleani d ’Agliano
Torino, 1 settembre 1858
Annuncia il suo prossimo arrivo al castello - rincrescimento per non poter soffermarsi più a
lungo .................................................................................................................................... 358
372. Circolare
Torino, 15 settembre 1858
Soddisfazione per il pieno appoggio del Papa alle Letture Cattoliche.................................... 359
373. [A l ministro di grazia e giustizia Giovanni De Foresta]
[Torin o], 16 settembre 1858
Nuova istanza di sussidio in favore dell’Oratorio .................................................................. 360
374. Al conte Carlo Cays
Torino, 18 settembre 1858
Trasmette lettere del giovane Luigi posto in collegio a Moncalieri ......................................... 360
375. Al vescovo di Saluzzo Antonio Giovanni Gianotti
Torino, 11 ottobre 1858
Richiesta di documentazione a favore di un giovane della diocesi che intende farsi domenicano
- raccomandazioni per la diffusione delle Letture Cattoliche ................................................ 361
376. Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
[Torino, anter. 14 ottobre 1858]
Comunica l'accettazione dei due ragazzi raccomandatigli ................................................. 362
377. Al ministro della guerra Alfonso Lamarmora
Torino, 14 ottobre 1858
Ulteriore richiesta di indumenti militari a favore dei giovani ricoverati all’Oratorio .............. 362
378. Al presidente dell’«O pere Pie S. Paolo»
Torino, 15 ottobre 1858
Domanda di sussidio ............................................................................................................. 363
379. Al chierico Giovanni Battista Frattini
Torino, 22 ottobre 1858
Raccomanda il giovane Antonio Meotti ................................................................................. 364
380. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Da casa [Torin o], 16 novem bre 1858
Supplica di modificare l’orario d'inizio delle lezioni per venire incontro alle sue esigenze .... 365
381. Al padre rosminiano Giovanni Battista Pagani
Torino, 30 novem bre 1858
Propositi e progetti per estinguere il debito contratto coi rosminiani .................................... 366
382. Al chierico Dom enico Ruffino
Torino, 28 dicem bre 1858
Ringraziamento per gli auguri e pensiero spirituale .............................................................. 366
1859
383. Al papa Pio IX
[Torino, febbraio 1859]
Segrete comunicazioni circa attacchi da parte dei «rivoluzionari» allo stato pontificio - qualche
speranza nella soluzione del «caso Fransoni» ................................................................... 368
384. Al padre rosminiano Giovanni Battista Pagani
Torino, 12 febbraio 1859
Annuncia l’imminente pagamento del debito contratto coi rosminiani - grandi sacrifici per tro­
vare la somma ...................................................................................................................... 369

70.10 Page 700

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694 Indice cronologico delle lettere
385. A ll’arcivescovo di Bologna, cardinale Michele Ottaviano Viale Prelà
Torino, anter. 21 febbraio 1859
Richiesta di avere alcune notizie biografiche del card. Mezzofanti, in vista di una nuova edizio­
ne de La Storia d'Italia ....................................................................................................... 370
386. Al signor M atteo Gastaldi
Torino, post. 28 febbraio 1859
Risponde che è dispiaciuto della situazione di indigenza del suo interlocutore - attende comun­
que che paghi la pensione pattuita per il ricovero dei figli - supplica di non importunarlo oltre 370
387. Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
Casa [Torin o], 2 m arzo 1859
Dono di una croce - saluti a tutti i familiari .................................................................. 370
388. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Da casa [Torin o], 15 m arzo 1859
Notizie non tutte positive su un aspirante seminarista..........................................................
371
389. Al fratello rosminiano Giuseppe Zaiotti
Torino, 4 aprile 1859
Esprime disaccordo sul comportamento diffidente del corrispondente che gli attribuisce un de­
bito per presunto errore di calcolo ................................................................................ 372
390. Ad un corrispondente non identificato di Tortona
Torino, 5 aprile 1859
Si dichiara disponibile ad inviare un calzolaio o un sarto a chi ne ha fatto richiesta ............. 373
391. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Da casa [T orin o], 6 aprile 1859
Richiesta di pensione gratuita per un giovane seminarista ................................................ 374
392. Al padre barnabita Salesio Canobbio
Torino, 15 aprile 1859
Lettera di accompagnamento dell'offerta di un pacco di medaglie, dono del papa - richiesta di
diffusione delle Letture Cattoliche ................................................................................. 375
393. Al parroco di S. Martino Alfieri, Giovanni Battista Torchio
Torino, 22 aprile 1859
Notizie su giovani deU'Oratorio - eventualità di requisizione della casa a scopo militare ...... 375
394. Circolare
Torino, [5] m aggio 1859
Appello per una lotteria suppletiva ................................................................................ 376
395. Ad un teologo non identificato
Torino, 13 m aggio 1859
Richiesta di smercio di biglietti della lotteria ................................................................... 377
396. Circolare
Torino, [30] m aggio 1859
Avviso ai vincitori della lotteria ..................................................................................... 378
397. Al conte Edoardo Crotti di Costigliole
Torino, 12 giugno 1859
Invia profezie della Monaca di Taggia - saluta l'intera famiglia ........................................ 378
398. Al canonico professore Bernardino Peyron
Oratorio, Torino, 13 giugno 1859
Consegna di volumi e richiesta di altri ........................................................................... 379
399. Al conte Alessandro Provana di Collegno
Torino, anter. 15 luglio 1859
Chiede di devolvere le 300 lire di pensione annuale, già date a favore del chierico Felice Revi­
glio, per il chierico Antonio Rovetto di Castelnuovo d’Asti ............................................... 380

71 Pages 701-710

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Indice cronologico delle lettere 695
400. All'arcivescovo di Bologna, cardinale Michele Ottaviano Viale Prelà
Torino, 15 luglio 1859
Offerta di una copia de La Storia d'Italia - ringraziamento per la collaborazione ricevuta - ac­
cenno all’entrata di Napoleone III e di Vittorio Emanuele II in Torino ................................. 380
401. Al sindaco di Torino Giovanni Battista Notta Torino, anter. 16 luglio 1859
Omaggia una copia della seconda edizione de La Storia d'Italia .......................................... 381
402. Al giovane Ottavio Bosco di Ruffino
Torino, 11 agosto 1859
Invia alcuni libri, con raccomandazione di verificare se di qualche parte sia meglio evitare
la lettura .............................................................................................................................. 381
403. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torino, anter. 26 agosto 1859]
Surrogazione d’una parte del patrimonio ecclesiastico .......................................................... 382
404. Al prim o segretario dell'ordine mauriziano, Luigi Cibrario
Torino, anter. 31 agosto 1859
Richiesta di sussidio
382
405. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Chiede informazioni circa un sacerdote affetto da manie
Torino, 15 settembre 1859
383
406. A N iccolò Tom m aseo
Da casa [Torin o], 23 settembre 1859
Offerta de La Storia d’Italia con preghiera di una presentazione sull'Istitutore ................... 383
407. A don Alessandro Allora
[Torino, ottobre 1859]
Domanda di interessarsi presso il giudice di Castelnuovo per l’eventuale trasporto della salma
di Domenico Savio ............................................................................................................... 384
408. A Giuseppina Pellico
Torino, anter. 27 ottobre 1859
Domanda di procurargli una copia in lingua francese del libretto «Divozione delle sette domeni­
che consacrate ...» del P. Ughet ........................................................................................... 384
409. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, 3 novem bre 1859
Si dichiara pronto a provvedere in qualche modo ad un giovane raccomandatogli, nonostante
un'esplicita insubordinazione del medesimo ......................................................................... 385
410. Al papa Pio IX
Torino, 9 novem bre 1859
Solidarietà col papa in occasione della rivolta nelle Romagne - impegno suo e di altri sacerdoti
per difendere i giovani dalla irreligione - notizie sugli oratori - previsioni pessimistiche circa
l’avvenire dello stato pontificio ............................................................................................ 386
411. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 12 novem bre 1859
Dispiacere di non poter lasciare liberi alcuni chierici per le funzioni in duomo, essendo tutti im­
pegnati in quelle degli Oratori .............................................................................................. 388
412. Ad una corrispondente non identificata
Torino, 21 novembre 1859
Accetta la proposta della stampa e della diffusione di un libro a favore degli oratori, ma doman­
da un aiuto per sostenere le prime spese .............................................................................. 389
413. Al signor Radice di Milano
Torino, 21 novem bre 1859
Per mancanza di posti disponibili, è costretto a non accettare un ragazzo raccomandatogli 389
414. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, 16 dicembre 1859
Accetta un giovane, nonostante le mille difficoltà per trovargli un posto - domanda del paga­
mento della pensione a discrezione del barone ..................................................................... 390

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696 Indice cronologico delle lettere
415. [A l ministro di grazia e giustizia Vincenzo Miglietti]
[Torin o], 17 dicem bre 1859
Richiesta di sussidio in favore dell'Oratorio e dei chierici ................................................. 391
416. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 21 dicembre 1859
Accetta di inviargli un giovane cantore - chiede notizie circa le condizioni richieste ........... 391
1860
417. Circolare
Torino, ... 1860
Progetto di una particolare forma di cooperazione per il ricovero dei giovani a Valdocco
392
418. Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Domanda di sussidio
[Torino, anter. 12 gennaio 1860]
393
419. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi
Torino, 21 gennaio 1860
Informa che manderà alcuni giovani per la prova di canto a Vercelli ................................ 393
420. A don Dom enico Gagliolo
[Torino, poster. 24 gennaio 1860]
Accetta di pubblicare un volumetto, a condizione che venga sottoposto a revisione ecclesiastica
e sia accettato dalla direzione delle Letture Cattoliche ..................................................... 394
421...Al teologo Giovanni Battista Appendini
Torino, 26 gennaio 1860
Informazioni scolastiche su di un ragazzo ricoverato all'Oratorio...................................... 394
422. Al signor Ottavio Pavia
Torino, 29 gennaio 1860
Ammonimenti spirituali all'ex oratoriano ....................................................................... 395
423. Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
[Torino, poster. 4 febbraio 1860]
Comunica le condizioni di accettazione di un ragazzo raccomandatogli ............................ 396
424. Al padre scolopio Paolo Sforzini
Torino, 26 febbraio 1860
Sempre a proposito di libri religiosi da divulgare ............................................................. 396
425. Circolare
Torino, 6 m arzo 1860
Diffusione di libri buoni .............................................................................................. 397
426. Al padre scolopio Paolo Sforzini
Torino, 11 m arzo 1860
Ancora circa le operette da stampare ............................................................................ 398
427. Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Torino, anter. 22 marzo 1860
Richiesta di permesso gratuito di circolazione sulle ferrovie dello Stato per l’anno 1860 ...... 398
428. A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
Torino, 31 m arzo 1860
Richiesta di informazioni sulla vita di S. Lorenzo martire, cui era dedicata una chiesa a Firenze 399
429. Al papa Pio IX
Torino, 13 aprile 1860
Invia i nominativi sia di quanti all'Oratorio hanno fatto una sottoscrizione all'«obolo di S. Pie­
tro» sia di chi intende offrire la comunione secondo l'intenzione del pontefice - piena adesione
alla «politica» papale - informazioni sui progetti di conquista di territori appartenenti allo stato
pontificio ................................................................................................................... 400
430. Al cardinale Pietro Marini
[Torino, anter. 20 aprile 1860]
Richiesta di dispensa d'età per l’ordinazione sacerdotale di don Rua................................. 401

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Indice cronologico delle lettere 697
431. Alla signora Adele Daviso
Torino, 24 aprile 1860
Comunica la sua disponibilità ad accogliere un giovane a condizione che sappia se dedicarsi agli
studi o al lavoro .......................................................................................................... 402
432. Al cardinale Giacom o Antonelli
Torino, 25 aprile 1860
Domanda di far pervenire al papa l’indirizzo di omaggio dei giovani di Valdocco e la sua lettera
di accompagnamento - assicura preghiere ...................................................................... 402
433. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farmi)
[Torin o], 27 aprile 1860
Accettazione di un giovane raccomandatogli ................................................................... 403
434. Al padre barnabita Salesio Canobbio
[Torino, poster. 12 m aggio 1860]
Accettazione a regime speciale dei due fratelli del padre barnabita .................................... 404
435. Al sindaco di Torino Augusto Nom is di Cossilla
[Torino, anter. 22 m aggio 1860]
Domanda di autorizzazione a recintare il terreno di Valdocco in conformità al progetto
presentato ................................................................................................................... 404
436. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
[T orin o], 2 giugno 1860
Posticipa l’accettazione di un fanciullo raccomandatogli .................................................. 404
437. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 5 giugno 1860
Comunicazioni circa chierici ......................................................................................... 405
438. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torino, 11 giugno 1860]
Preghiera di correggere il «Piano di regolamento» allegato - espressioni di riverenza e di stima
all'indirizzo del prelato ................................................................................................. 406
439. Al ministro dell'interno Luigi Carlo Farini
Torino, 12 giugno 1860
Deciso promemoria in difesa dell’Oratorio all’indomani di due «minutissime perquisizioni» 407
440. Al ministro della pubblica istruzione Terenzio Mamiani
Torino, 12 giugno 1860
Altro promemoria in difesa delle scuole dell’Oratorio....................................................... 408
441. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torin o], 13 giugno 1860
Lettera di presentazione del testo delle costituzioni salesiane, di cui alla lett. n. 438 - racconta la
perquisizione avuta all’Oratorio .................................................................................... 410
442. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
[Torino, poster. 20 giugno 1860]
Accetta un fanciullo raccomandatogli ............................................................................ 411
443. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
[Torino, anter. 25 giugno 1860]
Accetta un fanciullo raccomandatogli ............................................................................ 411
444. [Al rettore del seminario di Asti]
Torino, 25 giugno 1860
Lettera di presentazione di un giovane chierico ............................................................... 411
445. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
[Torino, poster. 29 giugno 1860]
Accettazione di fanciulli e ragazzi raccomandatigli .......................................................... 412
446. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
Torino, 4 luglio 1860
Non ricovera un fanciullo perché troppo giovane ............................................................ 412

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698 Indice cronologico delle lettere
447. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Lanzo [torinese], 18 luglio 1860
Esprime il suo parere favorevole ad aprire un piccolo seminario a Giaveno, anziché una scuola,
sia pure con l’aiuto del municipio ........................................................................................ 413
448. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
[Torino, poster. 18 luglio 1860]
Accetta ragazzi raccomandatigli ........................................................................................... 414
449. Al canonico Pietro Giuseppe De Gaudenzi Lanzo [torinese], 23 luglio 1860
A proposito di rette e spese di giovani ricoverati .................................................................. 414
450. Al giovane Stefano Rossetti
S. Ignazio presso Lanzo [torinese], 25 luglio 1860
Consigli spirituali ................................................................................................................. 415
451. Al chierico Nicolao Cibrario
S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem ], die 25 julii 1860
Consigli spirituali ................................................................................................................. 416
452. Al giovane Dom enico Parigi
S. Ignatii apud Lanceum taurinensem, 25 julii 1860
Consigli spirituali ................................................................................................................. 416
453. Al chierico Giovanni Battista Anfossi
S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem], 25 julii 1860
Raccomandazioni varie ........................................................................................................ 417
454. Al giovane Giovanni Carino
S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem], 25 julii 1860
Consigli spirituali ................................................................................................................. 417
455. Al chierico Carlo Ghivarello
S. Ignatii apud Lanceum [taurinensem], 25 julii 1860
Consigli spirituali ................................................................................................................. 418
456. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
[Lanzo torinese, anter. 27 luglio 1860]
Accetta di andare a Giaveno, ma solleva qualche perplessità a motivo delle «perquisizioni» subi­
te a Valdocco ....................................................................................................................... 418
457. Al diacono Michele Rua
S.
Ignatii apud Lanceum [taurinensem], 27 jul
Pensieri spirituali prima dell'ordinazione sacerdotale ............................................................ 419
458. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farini)
[Torino, poster. 1 agosto 1860]
Accetta un ragazzo raccomandatogli .................................................................................... 420
459. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
[Torin o], 7 agosto 1860
Richiesta di appoggio presso Roma per ottenere altre facoltà per l’Oratorio - domanda un ulte­
riore parere sul progetto delle costituzioni salesiane ............................................................ 420
460. Al padre rosminiano Giuseppe Aim o
[Torin o], 8 agosto 1860
Raccomanda il cav. Federico Oreglia di S. Stefano che si reca a Stresa per un periodo di ritiro
spirituale .............................................................................................................................. 420

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Indice cronologico delle lettere 699
461. Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
[Torino, settembre 1860]
Invito a trasferire i chierici dal seminario di Asti alTOratorio di Valdocco ............................ 421
462. Al teologo di M ondovì Stanislao Eula
Torino, 4 settembre 1860
Assicura preghiere sue e della comunità giovanile per una pronta guarigione del fratello, vicario
generale ................................................................................................................................ 421
463. Al giovane Severino Rostagno
Torino, 5 settembre 1860
Raccomandazioni spirituali ................................................................................................... 422
464. Al priore Giuseppe Frassinetti
Torino, 23 settembre 1860
Accusa ricevuta del denaro per le copie delle Letture Cattoliche - supplica di continuare nel­
l'impegno di comporle e di diffonderle .......................................................................... 422
465. Al ministro della guerra Manfredo Fanti
[Torino, autunno 1860]
Solita richiesta di vestiario militare per l'imminente stagione invernale ................................ 423
466. Al pròvicario capitolare di Asti Giovanni Cerutti
[Torino, anter. 2 ottobre 1860]
Domanda di poter ospitare per un anno scolastico tre chierici astigiani .............................. 424
467. Al cardinale Francesco Gaude
[Torino, anter. 14 ottobre 1860]
Invia il «piano di regolamento» della società salesiana e ne chiede un giudizio ..................... 424
468. Al giovane Severino Rostagno
Torino, 29 ottobre 1860
Comunica le condizioni per la sua accettazione ............................................................... 424
469. Al ministero dell’interno (Luigi Carlo Farmi)
[Torino, anter. 1 novem bre 1860]
A proposito di ragazzi raccomandatigli - richieste di relativi sussidi ..................................... 425
470. Al ministero dell'interno (M arco Minghetti)
[Torino, poster, al 5 novem bre 1860]
A proposito di un ragazzo raccomandatogli ......................................................................... 425
471. Al parroco di Saluggia Giovanni Battista Fontana Torino, 9 novembre 1860
Per motivi di salute e di lavoro disdice l’impegno di una predicazione ad una muta di esercizi
spirituali ..................................................................................................................... 426
472. Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
Torino, 16 novembre 1860
Comunica l’arrivo di 20 giovani seminaristi di Asti - precisa l'elenco dei nominativi e la cifra
della pensione (lire 37) per coloro che non godono del posto in seminario o della pensione
gratuita ...................................................................................................................... 427
473. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
[Torino], 27 novem bre 1860
A proposito di un ragazzo raccomandatogli ......................................................................... 427
474. Al teologo Giovanni Battista Appendini
Torino, 30 novembre 1860
Invito a sostituirlo per una predicazione di esercizi spirituali a Saluggia ............................. 427
475. Alla signora Carolina Gloria
Torino, dicembre 1860
Probabile ringraziamento per la traduzione del volumetto che le aveva lasciato in occasione di
un loro precedente incontro ................................................................................................. 428
476. Alla contessa Alessandra Tettù di Camburzano
Torino, 26 dicembre 1860
Consiglio spirituale di fronte ad una decisione difficile ..................................................... 428

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700 Indice cronologico delle lettere
477. Al vescovo di Ivrea Luigi M oreno
Torino, 30 dicem bre 1860
Cordialità ................................................................................................................... 429
478. Circolare
Torino, ultimo del 1860
Auguri di buon anno ................................................................................................... 430
1861
479. [A l ministro di grazia e giustizia Giovanni Battista Cassinis]
[Torino, ... 1861]
Richiesta di sussidio .................................................................................................... 431
480. Ad un teologo non identificato di Cuneo
[Torino, ... 1861]
Notizie poco positive su un giovane chierico dell’Oratorio................................................ 431
481. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Torino, 3 gennaio 1861
Accetta di ricoverare due ragazzi ad una pensione di 200 franchi ..................................... 432
482. Alla marchesa Maria Fassati
Torino, Epifania [6 gennaio] 1861
Chiede libro di pietà in lingua inglese ed un aiuto economico per l’acquisto di capi di vestiario
da parte di un giovane neofita ...................................................................................... 433
483. Al giovane Ottavio Bosco di Ruffino
Torino, 9 gennaio 1861
Biglietto di accompagnamento di un libro di pietà - consigli di vita cristiana ...................... 433
484. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Torino, 19 gennaio 1861
Annuncia che ha accolto i due giovani raccomandati e che li ha collocati ad apprendere un
mestiere ..................................................................................................................... 434
485. A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
Torino, 21 gennaio 1861
Richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche ................................................................ 434
486. A don Federico Milanese
[Torino, anter. 28 gennaio 1861]
Richiesta di pagamento della pensione per il fratello ........................................................ 435
487. Al conte Rodolfo De Maistre
[Torino, anter. 30 gennaio 1861]
Saluti, ricordi, cordialità e preghiere - richiesta di aiuto economico ................................. 435
488. Al sindaco di Torino Augusto Nomis di Cossilla
Torino, 1 febbraio 1861
Richiesta di autorizzazione a costruire un muro di cinta laterale alla pubblica via, con occupa­
zione di terreni e strade da modificarsi, come da disegno allegato .................................... 436
489. Al ministero dell'interno (M arco Minghetti)
Torino, 2 febbraio 1861
Domanda un sussidio per i giovani dell’Oratorio dopo avervi accolto un orfano raccoman­
datogli ....................................................................................................................... 437
490. A don Vittorio Alasonatti
[Bergam o, 6 febbraio 1861]
Un saluto per tutta la comunità di Valdocco - timori per il comportamento non irreprensibile di
alcuni giovani ricoverati .............................................................................................. 437
491. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Torino, 14 febbraio 1861
Partecipa che i due giovani raccomandatigli sono stati accolti .......................................... 438
492. Al ministero dell'interno (M arco Minghetti)
Torino, 27 febbraio 1861
Disposto ad accettare un giovanetto, chiede qualche sovvenzione per poter accoglierne altri 438

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Indice cronologico delle lettere 701
493. Al padre barnabita Salesio Canobbio
Torino, 2 m arzo 1861
Ringraziamento per sussidio ricevuto - informazioni varie su un chierico e su un allievo
deH’Oratorio ................................................................................................................ 439
494. Al ministero dell'interno (M arco Minghetti)
Torino, 6 m arzo 1861
Assicura che terrà conto del giovane raccomandato che per ora non può accogliere - indica i
giovani che sono appena stati ricoverati ......................................................................... 440
495. Al papa Pio IX
Torino, 10 m arzo 1861
Comunica lo stato di salute delle opere torinesi e le sue ansie, non prive di speranza, per la diffi­
cile situazione politico-religiosa in Italia .......................................................................... 440
496. Al canonico Edoardo Rosaz
Fossano (Cuneo) 15 [?]m a rzo 1861
Per motivi di salute domanda di essere sostituito per il discorso della «Santa Infanzia» ....... 442
497. A ll’ufficio di successione in Torino
[Torino, poster. 21 m arzo 1861]
Riferisce in che consiste di preciso l'eredità di don Cafasso a suo favore ............................ 443
498. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Torino, 22 m arzo 1861
Accettazione procrastinata di un giovane raccomandatogli ............................................... 443
499. All'avvocato Alessandro Bronzini Zappelloni
Di casa [T orin o], 31 m arzo 1861
A proposito di controversie per spese nell’Oratorio di Vanchiglia ...................................... 444
500. Al parroco di Saluggia Giovanni Battista Fontana
Torino, 4 aprile 1861
Si dichiara disponibile ad accogliere a determinate condizioni un giovane .......................... 445
501. Al vescovo di M ondo vi Giovanni Ghilardi
Torino, 7 aprile 1861
Comunica che per ora non può trovare un posto per il eh. Anfossi e che ha due giovani che do­
mandano l’abito clericale - informa sulla condotta del nipote Ferraro ................................ 446
502. Al sindaco di Torino Augusto Nomis di Cossilla
Torino, 10 aprile 1861
Chiede l’autorizzazione ad unire con nuova costruzione i due edifici esistenti ..................... 447
503. A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
Torino, 20 aprile 1861
Raccomanda un giovane militare .................................................................................. 447
504. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti) [Torino, poster. 27 aprile 1861]
Lettera di ringraziamento per un sussidio ....................................................................... 448
505. A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
Torino, 18 giugno 1861
Ringraziamento per le sollecitudini usate al giovane raccomandato - problema della diffusione
del protestantesimo in Toscana - mezzi per porvi rimedio ............................................... 448
506. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Torino, 3 luglio 1861
In riconoscenza per i favori ottenuti precedentemente dal ministero, accoglie un fanciullo rac­
comandato, anche se manca dell’età prescritta ............................................................... 450
507. Ad un vescovo non identificato
[Torin o], 18 luglio 1861
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli ................................................................... 451
508. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti) [Torino, poster. 18 luglio 1861]
Accettazione di fanciulli raccomandatigli ........................................................................ 452
509. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Torino, 22 luglio 1861
Domanda di esame privato per il 19 agosto a favore di alcuni chierici studenti di teologia - ri­
chiesta di aiuto economico ........................................................................................... 452

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702 Indice cronologico delle lettere
510. Ai giovani dell’Oratorio
Da S. Ignazio [Lanzo torinese], 23 luglio 1861
Cordiali saluti - consigli spirituali e non ........................................................................ 452
511. Al vicario generale di Torino can. Celestino Fissore [Torin o], 2 agosto 1861
Suoi rapporti con don Luigi Zanaboni ........................................................................... 453
512. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Torino, 5 agosto 1861
Dà notizie del ricovero di alcuni ragazzi raccomandatigli ................................................. 454
513. Al ministero dell'interno (M arco Minghetti)
Torino, 9 agosto 1861
Spiega la difficoltà di accettare aH’Oratorio un ragazzo raccomandatogli ........................... 455
514. A ll’avvocato Cesare Bellini
[Torino, anter. 20 agosto 1861]
Richiesta di pagamento di 120 lire per la pensione del giovane studente Giuseppe Rollini .... 456
515. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti)
Torino, 21 agosto 1861
Giustifica l'impossibilità di accogliere immediatamente un giovane raccomandatogli - dà noti­
zia dell’awenuto ricovero di un altro giovane ................................................................. 456
516. Al giovane Spirito Rossi
[Torin o], 30 agosto 1861
Saluti ed assicurazione di preghiere .............................................................................. 457
517. Al ministero dell’interno (M arco Minghetti - Bettino Ricasoli)
Torino, 1 settembre 1861
Comunica l'accettazione di un giovane raccomandatogli - chiede sussidio per intraprendere
lavori ......................................................................................................................... 457
518. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 3 settembre 1861
A proposito del seminario di Giaveno ............................................................................ 458
519. Al giovane Emanuele Fassati
Torino, 8 settembre 1861
Invito a prepararsi per la prima comunione - suggerimenti spirituali ................................ 459
520. Al ministro della guerra Alessandro Della Rovere
[Torino, 30 settembre 1861]
Solita richiesta di indumenti militari .............................................................................. 460
521. Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, ottobre 1861]
Richiesta di sussidio per i chierici poveri di Valdocco ...................................................... 461
522. A ll’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni
Torino, 15 ottobre 1861
Informazioni positive circa l’andamento degli oratori - progresso numerico dei protestanti —la­
mentele circa la conduzione del seminario di Giaveno —difficoltà circa l’approvazione delle co­
stituzioni salesiane - richiesta di diffusione delle Lett. Catt................................................ 462
523. Al prevosto di Beinasco Antonio Maria Balladore
Torino, 23 ottobre 1861
Circa la pensione collegiale di un giovane ...................................................................... 462
524. Al vescovo di Ivrea Luigi Moreno
Torino, 25 ottobre 1861
Cordialità ................................................................................................................... 463
525. Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi Torino, 25 ottobre 1861
A proposito di giovani e chierici astigiani ricoverati a Valdocco ........................................ 463
526. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
Torino, 26 ottobre 1861
Chiede l'autorizzazione ad aprire una piccola tipografia all'Oratorio ................................. 465

71.9 Page 709

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Indice cronologico delle lettere 703
527. Al presidente delle «O pere Pie S. Paolo» Da casa [Torino, 27 ottobre 1861]
Richiesta di sussidio per paramenti liturgici ......................................................................... 466
528. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Da casa [Torino, 27 ottobre 1861]
Raccomandazioni per l’accettazione di giovani al seminario ................................................. 466
529. Alla marchesa Elisabetta Seyssel Sommariva
[Torino, anter. 28 ottobre 1861]
Pensieri spirituali - richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche nelle campagne fiorentine 467
530. Alla contessa Paolina Pernati di M om o
[Torino, anter. 28 ottobre 1861]
Pensieri spirituali - richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche nelle campagne fiorentine -
difficoltà di programmare un immediato viaggio a Firenze ................................................... 467
531. Al vescovo di Saluzzo Giovanni Antonio Gianotti
Torino, 18 novembre 1861
Domanda di essere autorizzato a benedire l'abito talare di un giovane seminarista - chiede
come comportarsi per un sussidio di un altro giovane .......................................................... 468
532. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
Torino, 18 novembre 1861
Domanda di modifica di una condizione richiesta per l’apertura della tipografia .................. 468
533. Al ministero dell’interno (Bettino Ricasoli)
Torino, 21 novem bre 1861
Informa che il giovane Caretti fu accolto e collocato ad imparare una professione - di sera fre­
quenta la scuola ................................................................................................................... 469
534. Al vescovo di Novara Filippo Gentile
[Torino, anter. 23 novem bre 1861]
Invia notizie di tre giovani raccomandati dal vescovo - chiede quale sia la situazione giuridica e
morale di un sacerdote che si è rivolto a lui ........................................................................ 470
535. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
[Torino, fine novembre 1861]
Comunica la piena osservanza delle disposizioni impartite dalle pubbliche autorità in merito al­
l’erigenda tipografia ..................................................................................................... 470
536. Al ministero di grazia e giustizia (Vincenzo Miglietti)
[Torino, anter. 16 dicembre 1861]
Chiede una sovvenzione per i tre oratori di Torino .......................................................... 471
537. Al papa Pio IX
Torino, 27 dicembre 1861
Sentimenti di affetto e di filiale ossequio a nome di tutta la comunità - breve relazione intorno
ai cattolici, ai protestanti ed agli oratori ......................................................................... 471
538. Al papa Pio IX
[Torino, 27 dicembre 1861]
Domanda la proroga della facoltà di celebrare tre messe nella notte di Natale, di far la comu­
nione nella medesima occasione, e di lucrare indulgenze in quella ed in altre circostanze .... 473
1862
539. Al ministero dell'interno (Bettino Ricasoli)
Torino, 22 gennaio 1862
Ringrazia per il sussidio - rende noto che il ragazzo Mantino è stato ricoverato all’Oratorio 475
540. Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, poster. 25 gennaio 1862]
Domanda di aiuto per i chierici poveri ................................................................................. 475

71.10 Page 710

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704 Indice cronologico delle lettere
541. Circolare
Torino, [30] gennaio 1862
Appello per una lotteria........................................................................................................ 476
542. Circolare
[Torino, 30 gennaio 1862]
Invito ad una lotteria ........................................................................................................... 478
543. Al ministero dell’interno (Bettino Ricasoli)
Da casa [Torin o], 8 febbraio 1862
Accetta di ricevere un giovane a condizione che sia in grado di imparare un mestiere - chiede
un biglietto di favore per i viaggi in ferrovia ........................................................................ 481
544. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, 9 febbraio 1862
Comunicazioni varie circa la lotteria, la perquisizione in casa del conte Cays ecc.................. 481
545. Al vicario generale di Torino Celestino Fissore
[Torino, anter. 12 febbraio 1862]
Richiesta di surrogazione di una parte del suo patrimonio con una cartella del debito pubblico
dalla rendita annua di lire 65 ........................................................................................ 482
546. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 19 febbraio 1862
Ringraziamento per l’impegno in favore della lotteria - cordoglio per la morte della contessa
Scotti - giudizio positivo sull’istituto delle Fedeli Compagne di Gesù - informazioni varie sulla
situazione all'Oratorio .......................................................................................................... 482
547. Al ministero dell'interno (Bettino Ricasoli)
[Torino, poster. 20 febbraio 1862]
Invia precisazioni circa il biglietto di viaggio ferroviario gratuito ottenuto l’anno precedente 484
548. Al giovane Guglielmo Canori
Torino, 22 febbraio 1862
Suggerimenti per la scelta dello stato ................................................................................... 484
549. Ai principi Umberto ed Amedeo di Savoia
[Torino, anter. 24 febbraio 1861]
Domanda di accettare la presidenza della lotteria ................................................................. 485
550. Alla marchesa Nina Durazzo Pallavicini
Torino, 2 m arzo 1862
Comunica che i fratelli Tasso sono stati collocati presso un maestro in quanto troppo piccoli per
apprendere un mestiere all’Oratorio - complimenti ed auguri .............................................. 485
551. A ll’arcivescovo di Pisa, cardinale Cosimo Corsi
[Torino, poster. 12 m arzo 1862]
Ringraziamento per il dono di una pianeta .......................................................................... 486
552. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
Torino, 14 m arzo 1862
Domanda di autorizzazione per la lotteria ............................................................................ 486
553. Al ministro dell’interno Urbano Rattazzi
Torino, 21 marzo 1862
Comunica che è disposto ad accettare il giovane raccomandatogli ....................................... 487
554. Alla marchesa Maria Fassati
Torino, 22 m arzo 1862
Raccomanda una ragazza priva di mezzi di sussistenza, malata e non battezzata ................. 488
555. Al cardinale Roberto Roberti
[Torino, anter. 24 m arzo 1862]
A nome di tutta la comunità degli oratori assicura preghiere per il Santo Padre - implora la
benedizione apostolica ......................................................................................................... 489

72 Pages 711-720

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72.1 Page 711

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Indice cronologico delle lettere 705
556. A ll’arcivescovo di Firenze Gioacchino Limberti
Torino, 25 m arzo 1862
Ringrazia per le offerte ricevute - si dichiara disposto ad accogliere giovani bisognosi nella sua
casa - comunica che i protestanti stanno prendendo di mira la Toscana ............................ 489
557. Alla marchesa M aria Fassati
Torino, 26 m arzo 1862
Richiesta urgente di una somma di denaro .................................................................... 490
558. Al vicario capitolare di Vigevano Vincenzo Capelli
Torino, 1 aprile 1862
Domanda di inserimento di un giovane ricoverato all’Oratorio nella lista dei chierici esenti dalla
leva militare ................................................................................................................ 490
559. Alla contessa Carlotta Callori
[Torin o], 16 aprile 1862
Comunica la somma ereditata dalla compianta contessa Scotti - suffragi all’Oratorio per l’ani­
ma della defunta - soddisfazione per la scritta sulla lapide della tomba .............................. 491
560. Al ministero dell’intem o (Urbano Rattazzi)
Torino, 17 aprile 1862
Chiede che sul giornale ufficiale si dia notizia della lotteria che ha organizzato - auspica l’invio
di qualche oggetto da parte del ministero ...................................................................... 492
561. Circolare
Torino, [22] aprile 1862
Comunica la necessità di sospendere l’esposizione della lotteria ........................................ 493
562. Al papa Pio IX
Torino, 30 aprile 1862
Ringraziamento per il dono di due preziosi cammei offerti per la lotteria ........................... 494
563. Al papa Pio IX
[Torino, anter. 3 m aggio 1862]
Richiesta della facoltà di poter assolvere dai peccati riservati ........................................... 495
564. Alle autorità comunali di Torino
Torino, 5 m aggio 1862
Richiesta di poter dare inizio ai lavori per la ristrutturazione di una tettoia ........................ 495
565. Al teologo Francesco Valinotti
Torino, 10 m aggio 1862
Espone il suo disappunto nel venire a sapere che le Letture Cattoliche non sono considerate di
sua proprietà ............................................................................................................... 495
566. Al ministero dell'interno (Urbano Rattazzi)
[Torino, poster. 12 m aggio 1862]
Accettazione di un giovane raccomandatogli ................................................................... 497
567. A varie autorità civili e scolastiche di Torino
[Torino, anter. 13 m aggio 1862]
Invito a presenziare alla commedia latina Minerval che sarebbe stata data all’Oratorio la sera
del 13 maggio............................................................................................................... 497
568. Al vicario capitolare di Vigevano Vincenzo Capelli
Torino, 21 maggio 1862
Domanda che il giovane Luigi Vecchio sia esentato dalla leva militare ............................... 498
569. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 27 m aggio 1862
A proposito di un giovane raccomandatogli, che crede sia meglio ricoverare al Cottolengo - rin­
graziamento per la collaborazione data alla lotteria ......................................................... 499
570. Circolare
[T orin o], giugno 1862
Comunica la data d’apertura dell'esposizione degli oggetti per la lotteria ........................... 499
571. Circolare
[Torino 5], giugno 1862
In merito ad alcuni equivoci sorti a proposito della lotteria .............................................. 500
45

72.2 Page 712

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706 Indice cronologico delle lettere
572. Al canonico Giovanni Finazzi
Torino, 6 giugno 1862
Spiegazione delle voci sorte intorno ad una propria lettera privata in cui scriveva che il maggior
male al vescovo di Bergamo era fatto dal can. Finazzi ..................................................... 501
573. Al vicario capitolare di Vigevano Vincenzo Capelli
Torino, 6 giugno 1862
Sempre a proposito del chierico Vecchio e di altri aspiranti allo stato sacerdotale ............... 503
574. Al vicario capitolare di Torino Giuseppe Zappata
[Torino, anter. 12 giugno 1862]
Richiesta della facoltà per i giovani dell’Oratorio di intervenire come gruppo alla processione
del Corpus Domini e dell'ottava ................................................................................... 503
575. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
Torino, 14 giugno 1862
Chiede l'autorizzazione ad elevare e prolungare una tettoia ................................................. 504
576. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
Torino, 17 giugno 1862
Richiesta di facoltà e favori per la lotteria in corso ............................................................... 504
577. Alla contessa Carolina Villamarina
[Torino, anter. 21 giugno 1862]
Richiesta di un appoggio per avere dei doni in omaggio per la lotteria da parte della principessa
Maria Pia ................................................................................................................... 505
578. Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi)
Torino, 23 giugno 1862
A proposito di un giovane raccomandatogli ......................................................................... 506
579. Al re Vittorio Emanuele II
[Torino, anter. 25 giugno 1862]
Richiesta di alcuni oggetti-dono per la lotteria - invio di mille biglietti della medesima ......... 506
580. Al principe Tom m aso di Savoia
[Torino, anter. 25 giugno 1862]
Richiesta di alcuni oggetti-dono per la lotteria ...................................................................... 506
581. Al principe Eugenio di Savoia
[Torino, anter. 25 giugno 1862]
Richiesta di alcuni oggetti-dono per la lotteria ...................................................................... 507
582. Al ministero dell'interno (Urbano Rattazzi)
[Torino, poster. 30 giugno 1862]
A proposito di un fanciullo raccomandatogli ........................................................................ 507
583. Al ministero dell'interno (Urbano Rattazzi)
[Torino, poster. 8 luglio 1862]
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli ................................................................. 507
584. All'ingegnere Giovanni Delfino
Torino, 15 luglio 1862
Osservazioni circa l'eventuale acquisto di immobili degli eredi Filippi .................................. 508
585. Ai giovani dell'Oratorio
S. Ignazio presso Lanzo [torinese], 21 luglio 1862
Descrizione dell'avventuroso viaggio a Lanzo - morte di un giovane dell’Oratorio - richiami al­
l'osservanza delle norme che regolano l’andamento dell’Oratorio ......................................... 509
586. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
Lanzo [torinese], 21 luglio 1862
Comunicazioni varie ............................................................................................................ 512
587. Circolare a vari ministeri
[Torino, 1 agosto 1862]
Chiede doni per la lotteria ed invia biglietti da smerciare ..................................................... 512

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Indice cronologico delle lettere 707
588. Alla marchesina Azelia Fassati
Torino, 15 agosto 1862
Annuncia il prossimo arrivo per la predicazione in onore della Madonna - chiede alcune infor­
mazioni - lascia un pensiero spirituale ................................................................................. 514
589. Al marchese Giovanni Patrizi
Torino, 18 agosto 1862
Domanda un’udienza presso il card. Vicario per il sac. Taramelli - comunicazioni varie ..... 514
590. Al principe Eugenio di Savoia
Torino, 20 agosto 1862
Raccomanda un pacco di biglietti della lotteria rimasti da smerciare .................................... 515
591. A ll’intendente di casa del principe Eugenio di Savoia, cav. Carlo Campora
Torino, 21 agosto 1862
Lettera di accompagnamento di quella prec........................................................................... 516
592. Alla principessa M aria Pia
Torino, 21 agosto 1862
Auguri per le nozze - invio di sessanta decine di biglietti della lotteria ................................. 517
593. Alla contessa Carolina Villamarina
Torino, 21 agosto 1862
Lettera di accompagnamento di quella prec........................................................................... 517
594. Al ministero dell’interno (Urbano Rattazzi) [Torino, poster. 23 agosto 1862]
Accettazione di un giovane ................................................................................................... 518
595. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
[Torino, 26 agosto 1862]
Domanda un estimo degli oggetti della lotteria - chiede l’autorizzazione a tenerli esposti fino
allo smercio dei biglietti ....................................................................................................... 518
596. Alla marchesa Maria Fassati
Torino 29 agosto 1862
In merito alla promessa predicazione in onore di M aria....................................................... 519
597. Al canonico Ludovico Colli Cantone
[Torino, fine agosto 1862]
Richiesta di vitto ed alloggio per i suoi giovani in occasione di una passeggiata autunnale 520
598. Al segretario gen. del ministero dell’interno, Silvio Spaventa
Torino, 4 settembre 1862
Accetta il giovane raccomandato anche se privo dell’età richiesta dal regolamento .............. 521
599. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà Torino, 5 settembre 1862
Invio di biglietti della lotteria ................................................................................................ 521
600. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, 5 settembre 1862
Spiritosa richiesta di continuare a beneficare l’Oratorio - accettazione di un giovane racco­
mandato ............................................................................................................................... 522
601. Al prevosto di Gropello Cairoli, Giuseppe Ganzi Torino, 10 settembre 1862
Condizioni di accettazione di giovani aspiranti o meno allo stato sacerdotale - spedisce biglietti
della lotteria ......................................................................................................................... 523
602. Al canonico Ludovico Colli Cantone
Torino, 20 settembre 1862
Richiesta di vitto ed alloggio per i giovani dell'Oratorio in occasione di una passeggiata autun­
nale ...................................................................................................................................... 524
603. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
[Torino, 22 settembre 1862]
Richiesta di utilizzare una sala comunale per l’estrazione dei premi della lotteria ................ 524

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708 Indice cronologico delle lettere
604. Al cavaliere Ugo Grimaldi di Bellino
Torino, 24 settembre 1862
Invio di biglietti della lotteria - consigli di direzione spirituale ............................. ............ 525
605. Al presidente delle «O pere Pie S. Paolo», Ferdinando Duprè
[Torino, anter. 30 settembre 1862]
Invia biglietti della lotteria con preghiera di acquistarli o smerciarli ..................................... 526
606. Al giovane factotum dell'Oratorio, Pietro
[Chieri, anter. 2 ottobre 1862]
Ammonimento spirituale .............................................................................................. 527
607. Al ministero degli interni (Urbano Rattazzi)
Torino, 2 ottobre 1862
Progetto-proposta di un ospizio per fanciulli dai 6 ai 12 anni ............................................ 527
608. Al cavaliere Federico Oreglia di S. Stefano
Castelnuovo, 5 ottobre 1862
Varie - giustifica l’esclusione di alcuni dall’imminente passeggiata autunnale ..................... 528
609. Alla contessa Carlotta Callori
Castelnuovo d ’Asti, 7 ottobre 1862
Annuncia il prossimo arrivo della carovana dei gitanti - tranquillizza la contessa circa gli even­
tuali problemi logistici ................................................................................................. 529
610. Circolare
Torino, 10 ottobre 1862
Trasmette l’elenco dei numeri estratti nella lotteria - ringraziamenti ................................. 530
611. Alla marchesa Nina Durazzo Pallavicini
Torino, 21 ottobre 1862
Comunica l’esito della lotteria ....................................................................................... 531
612. Al vescovo di Saluzzo Giovanni Antonio Gianotti
Torino, 22 ottobre 1862
A proposito di giovani saluzzesi ricoverati all’Oratorio ......................................................... 532
613. Al ministro di grazia e giustizia Raffaele Conforti
Torino, 29 ottobre 1862
Lettera di accompagnamento della supplica del seminarista Ruffino per ottenere il beneficio ec­
clesiastico sopra la cassa dell’Economato ....................................................................... 533
614. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 30 ottobre 1862
Petizioni a favore di chierici e giovani aspiranti al sacerdozio ........................................... 534
615. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 4 novembre 1862
Ringrazia per il saldo dei libri - annuncia l'arrivo del dono della lotteria - programmi di predi­
cazione per il mese di Maria - accetta ragazzi raccomandati e ne rifiuta altri - ricordo nostalgi­
co della gita a Vignale ................................................................................................. 535
616. Al ministro della pubblica istruzione Carlo Matteucci
Torino, 11 novembre 1862
Richiesta di autorizzazione per quattro salesiani a presentarsi all'esame di idoneità all'insegna­
mento ........................................................................................................................ 537
617. Al ministero dell'interno (Urbano Rattazzi)
[Torino, poster. 12 novembre 1862]
Accettazione di due fratelli raccomandatigli ......................................................................... 539
618. Al ministero della guerra (Agostino Pettiti di Roreto)
[Torino, anter. 25 novembre 1862]
Richiesta di indumenti ed altri oggetti di camera per l'incombente inverno ....................... 539

72.5 Page 715

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Indice cronologico delle lettere 709
619. All'arcivescovo di Firenze Gioacchino Um berti
Torino, 25 novem bre 1862
Ringraziamento per il contributo dato alla buona riuscita della lotteria - invio di alcuni biglietti
con pensieri spirituali - disponibilità a stampare libri per la gioventù ................................ 540
620. Al cavaliere Zaverio Provana di Collegno
Torino, 2 dicem bre 1862
Si scusa per non poter presenziare alla festa onomastica ................................................. 541
621. Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi
Torino, 4 dicem bre 1862
Chiede il riconoscimento delle sue scuole ed invia i programmi di insegnamento con i nomi dei
rispettivi docenti .......................................................................................................... 541
622. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 11 dicembre sera 1862
Lo informa circa l’imminente decreto reale relativo ai rescritti pontifìci per gli ordinandi .... 543
623. Al vicario capitolare di Torino Giuseppe Zappata
[Torino, anter. 13 dicem bre 1862]
Petizione di poter conservare ed amministrare l'olio santo ............................................... 544
624. A ll’avvocato Luigi Massa
Torino, 19 dicem bre 1862
Richiesta di un parere circa un progetto di apertura di un collegio da proporre alle autorità co­
munali di Mirabello ..................................................................................................... 544
625. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 30 dicem bre 1862
Accettazione di un fanciullo pur mancante dell'età prescritta - altre informazioni su un giovane
raccomandatogli dallo stesso ministero .......................................................................... 545
1863
626. Al ministro di grazia e giustizia Giuseppe Pisanelli
Torino, [1 gennaio] 1863
Richiesta di sussidio per manutenzione ed arredo degli oratori ......................................... 547
627. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
[Torino, poster. 5 gennaio 1863]
Risponde all'invito di precisare i dati di protocollo relativi a precedenti corrispondenze - accet­
tazione di un altro ragazzo ........................................................................................... 548
628. Circolare a vescovi e vicari capitolari
Torino, 20 gennaio 1863
Richiesta di diffusione delle Letture Cattoliche ................................................................ 548
629. A ll’abate Camillo Pelletta di Cortazzone
Torino, 29 gennaio 1863
Richiesta di sussidio ..................................................................................................... 549
630. Circolare
Torino, [1] febbraio 1863
Esterna la sua intenzione di costruire una chiesa in onore di Maria Ausiliatrice .................. 550
631. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, 13 febbraio 1863
Richiesta di acquisto a suo nome del dizionario del Moroni ............................................. 551
632. Al papa Pio IX
Torino, 13 febbraio 1863
Ampia panoramica sulle vicissitudini della chiesa in Piemonte ed in Italia .......................... 552
633. Al notaio Prospero Batù
Torino, 17 febbraio 1863
Elogio del giovane Giardino .......................................................................................... 555

72.6 Page 716

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710 Indice cronologico delle lettere
634. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 23 febbraio 1863
Collocazione di alcuni giovani, inviati dal ministero, o aU'Oratorio o presso un maestro di sicu­
ro affidamento...................................................................................................................... 555
635. Alla duchessa M elzi Sardi
Torino, 24 febbraio 1863
Ringraziamento per l'offerta inviatagli dal marchese Patrizi - oggetti vinti alla lotteria dalla
marchesa Fassati - fiducia nei giovani dell’Oratorio .............................................................. 556
636. Al ministero dell'interno (Ubaldino Peruzzi)
[Torino, anter. 25 febbraio 1863]
Richiesta di una decorazione a due impiegati ministeriali meritevoli .................................... 557
637. Al ministero della pubblica istruzione (M ichele Am ari)
[Torino, anter. 3 m arzo 1863]
Prima domanda di ammissione degli insegnanti di Valdocco agli esami universitari per la paten­
te di professore delle scuole secondarie ................................................................................ 557
638. Al ministero dell'interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 7 m arzo 1863
Richiesta di una parola di raccomandazione a favore delle sue scuole presso il nuovo ministro
della pubblica istruzione ....................................................................................................... 558
639. Al ministro della pubblica istruzione Michele Amari Torino, 7 m arzo 1863
Ulteriore domanda d’ammissione degli insegnanti di Valdocco agli esami universitari nonostan­
te la loro iscrizione come semplici uditori ............................................................................ 558
640. Al papa Pio IX
Torino, 10 m arzo 1863
Chiede la benedizione sulla tipografia da poco inaugurata - si mostra fiducioso nella provviden­
za nonostante i difficili momenti che la Chiesa sta vivendo .................................................. 560
641. Ai coniugi Bosco di Ruffino
[Torino, 10 m arzo 1863]
Auguri per l'imminente viaggio a Roma - richiesta di trascrivere in bella copia la memoria dei
favori spirituali da chiedere al papa...................................................................................... 561
642. [Alla marchesa Maria Fassati]
[Torino, 24 m arzo 1863]
A proposito della grave malattia che aveva colpito il presidente del consiglio Luigi Carlo Farini 561
643. Al vicario capitolare di Torino Giuseppe Zappata [Torino, 24 marzo 1863]
A riguardo dell’approvazione delle costituzioni salesiane ...................................................... 562
644. Al ministero dell'interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 25 m arzo 1863
Impossibilità di accogliere un giovane per mancanza di età prescritta - disponibilità a collocarlo
altrove per un certo periodo di tempo .................................................................................. 564
645. Al cardinale Giacomo Antonelli
Torino, 26 m arzo 1863
Ringraziamento per l’invio di 500 franchi a favore dell'erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice 565
646. Al rettore dell’università di Torino Ercole Ricotti
Torino, 28 marzo 1863
Dichiarazione a favore di alcuni insegnanti deU'Oratorio .................................................. 565
647. Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi Torino, 30 m arzo 1863
Perorazione della causa di vari giovani astigiani raccolti aU'Oratorio - richiesta di pagamento
delle già ridotte pensioni ...................................................................................................... 566
648. Al vicario generale [di Cuneo, Simone Molineri]
Torino, 31 marzo 1863
Si complimenta per la nomina - si dichiara disponibile ad accogliere altri cuneesi aU'Oratorio 568
649. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, aprile 1863
Ringraziamento per i libri mandatigli ................................................................................... 568

72.7 Page 717

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Indice cronologico delle lettere 711
650. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 4 aprile 1863
Comunica di aver accolto il giovane raccomandatogli, di averlo avviato al mestiere di falegna­
me ed alle scuole serali ................................................................................................ 569
651. A ll’editore dell’«Im m acolata Concezione» di Modena, don Luigi Della Valle
Torino, 8 aprile 1863
Giudizio critico sulla Storia popolare dei Papi di G. Chantrel - proposte di miglioramento me­
diante la consultazione di altre fonti .............................................................................. 570
652. Al rettore dell’università di Torino Ercole Ricotti
Torino, 14 aprile 1863
Precisazioni circa due sue richieste alle autorità scolastiche ............................................. 572
653. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi) [Torino, poster. 16 aprile 1863]
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli ................................................................... 573
654. Al cardinale Pietro Marini
[Torino, anter. 18 aprile 1863]
Lettera di presentazione del canonico Davicino .................................................................... 573
655. Al marchese Dom enico Fassati
Torino, 18 aprile 1863
Domanda di impellente sussidio di lire 3000 per pagare il fornaio ..................................... 573
656. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 24 aprile 1863
Condizioni per l’accettazione di un ragazzo .................................................................... 574
657. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 26 aprile 1863
Richiesta di informazioni su di un ragazzo raccomandatogli - afflizione per la chiusura del col­
legio dei Fratelli delle Scuole Cristiane ........................................................................... 574
658. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi) [Torino, poster. 27 aprile 1863]
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli ................................................................... 575
659. Al canonico Ignazio Barraja
[Torino, anter. 4 m aggio 1863]
Raccomanda il conte di Ciriè - allega immaginetta di S. Giuseppe.................................... 575
660. Al vicario capitolare di Asti Antonio Vitaliano Sossi
Torino, 4 maggio 1863
Sollecito di pagamento delle rette dei giovani astigiani ricoverati all'Oratorio ..................... 576
661. Alla contessa Carlotta Callori
Torino, 5 m aggio 1863
Richiesta di un prestito ................................................................................................ 576
662. Al padre cottolenghino Giovanni Battista Frattini
Torino, 12 m aggio 1863
Richiesta di prestito di un volume della storia dei papi del Baronio .................................. 577
663. Al segretario comunale di Mirabello G. Domenico Proverà
Torino, 15 m aggio 1863
Cortese ma deciso rifiuto delle proposte avanzate dalle autorità municipali in merito al collegio
del luogo ............................................................................................................................... 578
664. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
[Torino, poster. 20 m aggio 1863]
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli ................................................................... 579
665. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
Torino, 25 m aggio 1863
Domanda di sostegno alla petizione di un sussidio per la costruzione della chiesa di Maria Ausi-
liatrice ........................................................................................................................ 579

72.8 Page 718

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712 Indice cronologico delle lettere
666. Al ministero di grazia e giustizia (Giuseppe Pisanelli)
[Torino, anter. 26 m aggio 1863]
Lettera di accompagnamento di una copia della quarta edizione de La Storia d'Italia ........ 580
667. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà [Torin o], 26 m aggio 1863
Richiesta di sovvenzioni per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ...................... 581
668. Al primo segretario dell’ordine mauriziano, Luigi Cibrario
[Torin o], 26 m aggio 1863
[A l ministro di grazia e giustizia (Ubaldino Peruzzi)]
Richiesta di sovvenzioni per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ...................... 582
669. Al ministro dell’interno Ubaldino Peruzzi
[Torino, maggio-giugno 1863]
Puntuale risposta alle vaghe voci contrarie all'Oratorio ed a lui stesso come autore de La Storia
d’Italia ...................................................................................................................... 583
670. Al ministro della pubblica istruzione Michele Amari
[Torino, maggio-giugno 1863]
Difende la verità storica della sua Storia d'Italia ............................................................. 584
671. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
[Torino, 5 giugno 1863]
Richiesta di licenza edilizia .......................................................................................... 585
672. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi) [Torino, poster. 18 giugno 1863]
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli................................................................. 585
673. Al marchese Giovanni Patrizi
Torino, 20 giugno (24 ottobre) 1863
Ringrazia del denaro mandatogli - notizie sull’andamento dell’Oratorio - pericoli della propa­
ganda protestante ....................................................................................................... 586
674. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 5 luglio 1863
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli - richiesta di un sussidio governativo ............. 587
675. Al prevosto di Alassio Francesco Della Valle
[Torin o], 7 luglio 1863
Risposta interlocutoria all’invito di fondare in paese una casa di educazione ...................... 587
676. A ll’ingegnere Giovanni Delfino
Torino, 10 luglio 1863
A proposito di una cinta muraria .................................................................................. 588
677. Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi Torino, 13 luglio 1863
Professione di fede politica - altre puntuali risposte alle accuse contro di lui e contro l’Oratorio 588
678. Al soldato Ottavio Pavia
Torino, 15 luglio 1863
Consigli spirituali ........................................................................................................ 590
679. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi) [Torino, anter. 17 luglio 1863]
Richiesta di titolo baronale per un benefattore dell’Oratorio ............................................. 591
680. Al chierico Giovanni Bonetti
S. Ignazio [Lanzo torinese], 20 luglio 1863
Consigli spirituali ........................................................................................................ 591
681. Al chierico Giovanni Garino
S. Ignazio [Lanzo torinese, 20 luglio] 1863
Consigli spirituali ........................................................................................................ 592
682. A don Pantini
Torino, 24 luglio 1863
Comunica le condizioni di accettazione di un ragazzo proveniente da altra scuola .............. 592

72.9 Page 719

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Indice cronologico delle lettere 713
683. [A l ministero di grazia e giustizia (Giuseppe Pisanelli)]
[Torino, anter. 27 luglio 1863]
Richiesta di sovvenzione per la costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice ..................... 593
684. Al prim o segretario dell’ordine mauriziano, conte Luigi Cibrario
Torino, 29 luglio 1863
Invito a presenziare alla distribuzione dei premi scolastici ................................................ 593
685. Ai giovani dell’Oratorio
Dal Santuario di Oropa (Biella), 6 agosto 1863
Patemi consigli spirituali ...................................................................................................... 593
686. Al canonico Celestino Fissore
Torino, 11 agosto 1860
Dà atto del diritto del canonico a mettere gratuitamente a Valdocco un ragazzo ................ 595
687. Ad un giovane non identificato
[Torino 16 agosto 1863]
Consigli di vita spirituale .............................................................................................. 595
688. Ad una signora di Caramagna
Torino, 16 agosto 1863
Proposte di aiuto economico per il chierico Bonetti ......................................................... 595
689. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 23 agosto 1863
Comunica i nominativi degli ultimi ragazzi da lui ricoverati a seguito di raccomandazione go­
vernativa ........................................... ......................................................................... 596
690. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà
[Torino, settembre 1863]
Richiesta di allacciamento ad acqua potabile ................................................................... 597
691. Al prefetto della provincia di Torino Giuseppe Pasolini
Torino, 2 settembre 1863
Precisa le condizioni dell'accettazione di due fratelli orfani raccomandatigli dalla prefettura 597
692. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 2 settembre 1863
Varie informazioni sui chierici risiedenti aU’Oratorio ....................................................... 597
693. Alla marchesa M aria Fassati
Torino, 3 settembre 1863
Accetta due ragazzi raccomandatigli - angustie per l’avvenire dell’Oratorio - pensieri spirituali 598
694. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 14 settembre 1863
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli .................................................................. 599
695. Al direttore capo di Div. Personale delle Ferrovie, Gaspare Evrard
[Torino, anter. 15 settembre 1863]
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli .................................................................. 600
696. Ad un prelato vaticano non identificato
Torino, 20 settembre 1863
Richiesta di mediazione per poter fare ordinazioni sacerdotali extra tempora - disponibilità al
pagamento delle relative spese ...................................................................................... 600
697. Al ministero dell'interno (Ubaldino Peruzzi)
[Torino, poster. 22 settembre 1863]
Accettazione di due fanciulli raccomandatigli .................................................................. 601
698. Al cavaliere Ugo Grimaldi di Bellino
Torino, 24 settembre 1863
Comunicazioni varie .................................................................................................... 601
699. Alla marchesa Nina Durazzo Pallavicini
Torino, 24 settembre 1863
Pone alcune condizioni per accettare due ragazzi raccomandatigli .................................... 602

72.10 Page 720

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714 Indice cronologico delle lettere
700. Al vescovo di Saluzzo Giovanni Antonio Gianotti
Torino, 25 settembre 1863
Istanza a favore dell'esclusione della leva militare di alcuni giovani dell’Oratorio ................ 603
701. Al segretario gen. del ministero dell’interno, Silvio Spaventa
Torino, 25 settembre 1863
Risponde ad una lettera del ministero - comunica di accettare un altro giovane raccomandato -
chiede un libero sussidio da parte dei parenti o del ministero........................................... 604
702. Al ministro della guerra Alessandro della Rovere
[Torino, 26 settembre 1863]
Richiesta di indumenti per la stagione invernale .............................................................. 605
703. Al ministero dell'interno (Ubaldino Peruzzi)
[Torino, 26 settembre 1863]
Accettazione di un fanciullo raccomandatogli................................................................. 606
704. Al marchesino Emanuele Fassati
Montemagno, 1 ottobre 1863
Consigli di vita spirituale .............................................................................................. 606
705. A ll’arcivescovo di Milano Paolo Ballerini
[Torino, poster. 1 ottobre 1863]
Risponde al prelato che gli aveva espresso la sua opinione su La Storia d ’Italia inviatagli prece­
dentemente ................................................................................................................ 607
706. Al giovane oratoriano Antonio Sala
Torino, [2-13] ottobre 1863
Consola il giovane in occasione della morte del padre...................................................... 608
707. Al barone Feliciano Ricci des Ferres
Torino, Castelnuovo d ’Asti, 5 ottobre 1863
Comunicazioni varie ................................................................................................... 608
708. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
[Torino, poster. 13 ottobre 1863]
Accettazione di due ragazzi raccomandatigli ................................................................... 609
709. Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi
[Torino, anter. 20 ottobre 1863]
Richiesta di approvazione degli insegnanti deU'Oratorio per il nuovo anno scolastico .......... 609
710. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 21 ottobre 1863
Giudizio su un ex aspirante al sacerdozio - raccomanda altre persone .............................. 611
711. A don Michele Rua
Torino, 28 ottobre 1863
Avvisi per la direzione e l'organizzazione della nuova casa di Mirabello ............................. 612
712. A don Michele Rua
[Torino, fine ottobre 1863]
Paterni consigli al neodirettore di Mirabello ................................................................... 613
713. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
[Torino, poster. 5 novembre 1863]
Accettazione di un ragazzo raccomandatogli ................................................................... 618
714. Al marchese Giovanni Patrizi
Torino, 12 novembre 1863
Indisponibilità di sacerdoti a recarsi come cappellani a Montoro (Avellino) ........................ 618
715. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 14 novembre 1863
Richiesta di favori per un sacerdote ed un chierico ......................................................... 619

73 Pages 721-730

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73.1 Page 721

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Indice cronologico delle lettere 715
716. Al provveditore agli studi di Torino Francesco Selmi
Torino, 6 dicem bre 1863
Comunica la grave difficoltà di don Rua di abbandonare la direzione del collegio di Mirabello -
si dichiara disponibile ad accogliere il giovane raccomandato ............................................... 619
717. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 6 dicembre 1863
Invia la commendatizia a suo favore redatta dal vescovo di Cuneo - trasmette lettera di un
chierico del seminario di Chieri - supplica di poter tenere alcuni chierici come assistenti a Val-
docco - omaggio di una copia della Storia Sacra ................................................................. 620
718. Al rettore del seminario di Torino Alessandro Vogliotti
Torino, 8 dicembre 1863
Chiede di verificare se per caso avesse dimenticato sul tavolo la commendatizia del vescovo di
Cuneo - auspica che i suoi giovani chierici ancora in borghese possano frequentare le scuole
del seminario ....................................................................................................................... 621
719. Ai vescovi della provincia ecclesiastica di Torino
Torino, 9 dicembre 1863
Ampia relazione sui metodi di proselitismo valdese - laici e sacerdoti fautori del medesimo in
varie diocesi del Piemonte .................................................................................................... 622
720. A don Michele Rua
Torino, 10 dicembre 1863
Invito a rifiutare la proposta di insegnamento avanzatagli dal provveditore agli studi - suggeri­
menti spirituali ..................................................................................................................... 624
721. Alla marchesa Maria Fassati
Torino, 22 dicembre 1863
Richiesta di sussidio .............................................................................................................. 625
722. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 22 dicembre 1863
Richiesta di sussidi ................................................................................................................ 625
723. Al sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà Torino, 24 dicem bre 1863
Precisa che l’erigenda chiesa dovrebbe servire come parrocchia del quartiere di Valdocco, e,
come tale, dovrebbe godere del previsto sussidio municipale stabilito per la costruzione di chie­
se parrocchiali ...................................................................................................................... 626
724. Al ministero dell’interno (Ubaldino Peruzzi)
Torino, 26 dicembre 1863
Comunicazioni circa due ragazzi raccomandati dal ministero e accolti all'Oratorio .............. 627
725. Al chierico Giovanni Bonetti
Torino, il penultimo del 1863
Pensiero spirituale ................................................................................................................ 628
726. Ai giovani di Mirabello
Torino, giorno 30 dicem bre 1863
Patemi consigli di vita spirituale .......................................................................................... 628

73.2 Page 722

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73.3 Page 723

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INDICE GENERALE
IN TR O D U ZIO N E G EN ERALE ......................................................................................
5
1. Natura dell'epistolario ..............................................................................................
5
2. Una storia intrecciata con un'altra storia ..............................................................
7
3. La tipologia delle lettere ...........................................................................................
8
4. I corrispondenti .........................................................................................................
9
5. Un epistolario e non un carteggio ...........................................................................
10
6. La ricerca dei documenti .........................................................................................
11
7. I criteri ecdotici adottati ........................................................................................... 13
7.1. Descrizione ......................................................................................................... 13
7.2. Testo ...................................................................................................................
15
7.3. Apparato critico .................... ;........................................................................... 20
7.4. Apparato storico ................................................................................................
20
8. Sussidi per la consultazione ..................................................................................... 23
Calendario permanente per il secolo X IX ...................................................................
25
Sigle delle fonti e degli scritti più citati ......................................................................
27
Abbreviazioni .................................................................................................................. 28
PREMESSA A L VO LU M E I .........................................................................................
31
Compendio cronologico della vita di don Bosco dal 1815 al 1863 e dei principali
avvenimenti coevi ................................................................................................... 34
LETTERE
anni 1835-1845 ..............................................................................................................
45
anni 1846-1848 ..............................................................................................................
66
anno 1849 ....................................................................................................................... 83
» 1850 ....................................................................................................................... 95
1851 ....................................................................................................................... 119
» 1852 ....................................................................................................................... 144
» 1853 ....................................................................................................................... 181
» 1854 ....................................................................................................................... 212
» 1855 ....................................................................................................................... 242
1856 ....................................................................................................................... 280
» 1857 ....................................................................................................................... 312

73.4 Page 724

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718 Indice generale
anno 1858 ...................................................................................................................... ....338
» 1859 ...................................................................................................................... ....368
» 1860 ...................................................................................................................... ....392
» 1861 ...................................................................................................................... ....431
» 1862 ...................................................................................................................... ....475
» 1863 ...................................................................................................................... .... 547
anni 1861-1862 - Lettere reperite in fase di stampa del volum e ............................. .... 630
IN D IC I ............................................................................................................................ .... 633
Indice alfabetico dei nomi di p erso n a .............................................................................. 635
Indice alfabetico dei nomi di luogo ............................................................................. .... 649
Indice alfabetico delle materie ..................................................................................... .... 655
Indice alfabetico riassuntivo dei destinatari ................. ................................................... 665
Indice cronologico delle lettere .................................................................................... .... 669
Indice generale .............................................................................................................. .... 717

73.5 Page 725

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73.6 Page 726

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